Un appuntamento settimanale con la finanza per comprendere assieme dove vanno i mercati internazionali e cosa puoi fare per migliorare la tua situazione economica. In (massimo, ma a volte sforo) 5 minuti...

Non riteniamo necessario discutere ulteriormente della decisione della Corte Suprema Statunitense, visto lo spazio dedicato in passato da questo podcast alla questione e considerato che l'esito è esattamente quanto descritto mesi fa. Ci occupiamo quindi dell'altro importante episodio della settimana: Blue Owl, il gigante del credito privato, ha sospeso permanentemente i rimborsi ai propri investitori retail — e con quella notizia, sepolta in coda a una conference call, ha reso visibile una fragilità strutturale che attraversa valutazioni, rating e sistema bancario.

Worm AI: un contagio che dal software si è propagato verso finanza, assicuratori e gestori di dati. Una questione grave, ma il rischio sistemico vero si nasconde nei centri dati e nelle memorie SDRAM, dove l'efficienza algoritmica potrebbe innescare una deflazione strutturale ancora non prezzata.

Con una accelerazione poco sorprendente assistiamo a nuovi annunci per l'integrazione transnazionale della supply chain dei minerali critici. Molti meriti nell'iniziativa, alcune criticità. In particolare il meccanismo del price floor.

In questo episodio di durata estesa analizziamo la figura di Kevin Warsh, nuovo Presidente della Fed in pectore. Il suo pensiero e le sue posizioni storiche fanno pensare ad un significativo mutamento nella conduzione delle politiche monetarie statunitensi.

Se non fosse stato per il progetto di difesa congiunto tra Pentagono e NATO, la questione groenlandese avrebbe potuto degenerare in una deriva imprevedibile, minando alle fondamenta l'architettura transatlantica. Tuttavia, con Trump nuovamente alla guida e la sua proverbiale tattica dell'imprevedibilità strategica, unitamente al primato assoluto accordato agli interessi economici rispetto agli equilibri sovranazionali consolidati, ci troviamo di fronte a un panorama di turbolenze sistemiche la cui interpretazione si rivela particolarmente ardua.

Un'analisi approfondita della più grande trasformazione del settore della difesa europeo dalla Guerra Fredda. Esploriamo come le pressioni di Trump sulla Groenlandia, i 381 miliardi di euro di spesa militare europea e l'esplosione del venture capital nella defense-tech stiano ridisegnando gli equilibri geopolitici e creando opportunità di investimento storiche. Dalle startup unicorno come Helsing ai tradizionali prime contractors, fino alle implicazioni dei Mondiali di Calcio sui mercati della difesa...

L'attacco al Venezuela non è questione di droga, oro e nemmeno petrolio. La coordinazione del Pentagono, in una azione bellica pianificata da anni, riguarda la presenza sul territorio di interessi cinesi, russi ed iraniani.Semmai dobbiamo parlare di minerali rari e comunque in un ottica decennale.Il rischio è quello di atti di terrorismo e guerriglia da parte di questi attori internazionali.

Come illustrato nel precedente episodio concludiamo con questa puntata la disamina del corrente rally dei metalli preziosi con alcuni questioni di carattere squisitamente tecnico; cerchiamo di comprendere meglio la situazione prossima e quella un poco più remota.

È innegabile che l'autentico rialzo stagionale di fine anno abbia interessato con particolare vigore il comparto dei metalli, segnatamente quelli preziosi. Nel presente approfondimento duale, che si concluderà nei primi giorni della settimana ventura, ne esamineremo i connotati fondamentali, alcune correlazioni di rilievo e, soprattutto, gli elementi critici cui prestare attenzione nella congiuntura attuale.

La BoJ ha innalzato il tasso di riferimento allo 0,75%, intervento che tuttavia non ha sortito l'effetto di arginare il deprezzamento dello yen, lasciando inalterate le dinamiche di carry trade. Le determinanti di tale inefficacia sono molteplici, alcune delle quali già esaminate nei precedenti approfondimenti. Ciò che emerge con evidenza, nondimeno, è la persistenza di tensioni rialziste nel mercato dei titoli di Stato giapponesi, fenomeno che configura un'inequivocabile istanza rivolta alle Autorità Monetarie e Politiche nipponiche affinché intensifichino la propria azione restrittiva.

All'ultimo meeting la FED ha introdotto le Reserve Management Operations (RMOs), con più urgenza del previsto. Ne discutiamo qui distinguendole dal QE, credendo si tratti di una necessaria indagine che potrebbe aiutare anche gli investitori più accorti a non prendere un abbaglio.

I mercati giapponesi hanno avuto una performance paragonabile solamente a quella delle piazze statunitensi tra il 1929 ed il 1954. E' giusto celebrare questo incredibile cup & handle pluridecennale, ma il percorso di normalizzazione obbligazionaria, le scelte di politica economica e la geopolitica pongono nuove sfide.

Come segnalato nell'episodio precedente un rimbalzo potente degli indici statunitensi era possibile visto il posizionamento. La narrativa che circonda questa condizione tecnica è composta principalmente di due elementi: il progetto Genesis e la menzione di Kevin Hassett quale futuro presidente FED. Entrambe le narrative dovranno dimostrarsi produttive di effetti reali nel futuro...

Se avete seguito le dinamiche di mercato nei giorni in cui Nvidia ha rilasciato i suoi utili, vi sarete accorti che giovedì scorso è stato una giorno di escursioni di prezzo rarissime. Si tratta della meccanica degli strumenti algoritmici di investimento. Non è logico, è automatico e dobbiamo considerarlo quando parliamo di investimenti.

I mercati mondiali stanno rivalutando il trade dell'AI concentrandosi soprattutto sulle dinamiche debitorie dei suoi giocatori principali. Si tratta di un passaggio chiave nella valutazione del tema che ricalibra non tanto la sua importanza, ma i suoi fondamentali quantitativi.

Lo scorso 5 novembre è iniziato il processo costituzionale sulle tariffe trumpiane. La Corte Suprema ha espresso scetticismo sulle medesime. Una decisione ostativa, costringerebbe l'Amministrazione Statunitense a rivedere l'approccio in materia, ricorrendo agli strumenti residui non tacciati di incostituzionalità, ma così inasprendo lo situazione di guerra fredda civile che si respira Oltreoceano.

Come preventivato da questo podcast, ma sicuramente con maggiore celerità, la FED ha annunciato la fine del suo programma di restringimento monetario tra trenta giorni. E' solo uno dei mutamenti in corso, su cui commenteremo nel corso del mese di novembre.

L'oro è sempre un rifugio sicuro? Le sanzioni petrolifere alla Russia sono davvero punitive? I treasury americani sono soprattutto in mano ad entità straniere? La Fed ha sotto controllo la politica monetaria? L'inflazione statunitense non riflette davvero le tariffe?

Come evidenziato nell'episodio precedente, il più ascoltato di sempre, il mercato statunitense è rimasto imprigionato dalla sua media mobile a 21 giorni. L'incertezza si è propagata a molti altri mercati mondiali. La battaglia tra le ragioni di stato e quelle di mercato, procede, con fasi alterne. Una prima risoluzione di questo stallo è imminente.

Venerdì scorso le borse statunitensi hanno subito una prima significativa battuta d'arresto. Il cigno grigio: ancora una volta le tariffe, in una rinnovata versione di escalation reciproca tra Cina e Stati Uniti. Il posizionamento e altre condizioni tecniche di cui abbiamo parlato settimane fa hanno garantito il risultato.

Esploriamo la situazione di shutdown del Governo U.S.A. Niente di nuovo storicamente, ma sicuramente il frangente economico ne caratterizza le possibili conseguenze.

Ci soffermiamo in questo episodio sulla situazione europea che sembra ad un bivio, soprattutto sui bond governativi.

Questa settimana e le sue notizie economiche e geopolitiche hanno sconfitto la stagionalità negativa che la tradizione afferma per il mese di settembre...

Dopo la revisione del mercato del lavoro statunitense da parte del BLS, la pubblicazione del PPI e del CPI, cerchiamo di tirare le somme - per quanto possibile - sull'erratico comportamento della curva obbligazionaria americana e di ragionare un poco della sua forma in vista del meeting della FED della settimana prossima...

Per rispondere alla domanda che da il titolo a questa puntata di 15MF dovremo attendere la revisione dei dati sul lavoro del prossimo 9 settembre. Intanto facciamo il punto e qualche ragionamento sulla possibile reazione prossima e futura delle borse se la risposta alla questione sarà positiva.

La crisi politica francese è un segnale da osservare per valutare se il momentum obbligazionario sul segmento long duration sta restringendo la finestra di opportunità che abbiamo discusso qualche episodio fa.

Facendo seguito al precedente doppio episodio in cui sottolineavamo l'incredibile aumento percentuale della liquidità iniettanda nell'economia dalle autorità cinesi, parliamo in questo episodio degli esiti puntuali: la rinnovellata forza del mercato interno nazionale a cui non segue, purtroppo, riscontro nei dati macroeconomici e nella sicurezza sociale.

Stiamo transitando da un ambiente finanziario dove la liquidità è abbondante ad uno in cui è il collaterale ad eccedere. Il significato del cambiamento non è triviale: si prepara un ambiente economico più selettivo. Nello stesso tempo il governo statunitense sembra intenzionato a voler estendere il ciclo economico attraverso l'interventismo in aziende selezionate e ritenute strategiche.

La temporanea nomina alla FED di Miran e la proposta di candidare alla Presidenza della Banca Centrale Statunitense il Consigliere Waller sono decisamente rilevanti per il prossimo futuro della politica monetaria americana.

E' una lecita domanda chiedersi se i mercati americani sono tutti muscoli o se assumono anche steroidi, dopo che hanno toccato i 6400 punti...per capirlo a parte alcuni meccanismi di politica monetaria e fiscale, osserviamo anche un fenomeno particolare all'intersezione tra criptovalute e gli Investment Trust.

Seconda parte del lungo episodio dedicato all'espansione della massa monetaria cinese. Allargo l'analisi riepilogando quanto è stato fatto dallo scorso settembre in termini di TOTAL SOCIAL FINANCING, l'unica misura aggregata in grado di spiegare l'effetto volano sulle borse cinesi. Le prospettive future per gli investimenti con uno sguardo laterale anche ai settori collegati, concludono la puntata.

In questo doppio episodio di 15 minuti di finanza tralasciamo il rumore dei dazi all'Europa e dell'approvazione della legislazione statunitense sugli stablecoin per concentrarci sull'aumento silenzioso della massa monetaria M1 cinese e sulle sue implicazioni.

L'attacco a suon di dazi al Brasile, paese che non vanta alcun surplus commerciale verso gli Stati Uniti e la strategia da terra bruciata sul rame, ci introducono ad una seconda fase della politica tariffaria inspirata alla dottrina Monroe. La puntata si concentra sul ruolo del Brasile, economia e potenza mondiale a cavallo tra Cina e U.S.A. che non è possibile ignorare.

I mercati si trovano a soppesare due svolte importanti e quasi simultanee negli orientamenti politici e finanziari delle due sponde dell'Atlantico: il Big Beautiful Bill e l'EU Savings Standard.

Mentre i mercati festeggiano sollevati il contrarsi della tensione geopolitica, si sta concretamente realizzando il PENNSYLVANIA PLAN...

La tensione tra Israele e Iran non può essere letta correttamente se non nel contesto dell'IMEC. Come investitori è' importante considerare questa cornice del commercio globale per comprendere meglio quali sono i fattori in gioco.

La curva dei future del petrolio presenta la strana forma di un sorriso, che spesso è una oscura minaccia per comprendere le dinamiche del prezzo del barile...ne parliamo alla luce delle tristi vicende iraniane.

Non basta fare affermazioni roboanti sullo stato della valuta americana o semplicemente parlare di destino del dollaro. E' necessario analizzare lo stato del DXY sotto diversi punti di vista, compresa l'analisi tecnica. Il risultato è molto più sfumato e anche meno vago di quello che si crede o si vuol far credere.

Lo avevamo ipotizzato nell'episodio 13 di 15MF. Ora il potere giudiziario statunitense ricorda al presidente Trump i limiti del suo potere ed è una buona cosa.

Nella scorsa settimana i mercati obbligazionari sono stati scossi dalle aste dei titoli di stato a lungo termine di Giappone e U.S.A. Ce ne occupiamo perché è inusitato vedere un Treasury a 20 anni rendere il 5%...

Proseguo e concludo con questo episodio la disamina del paper di Stephen Miran, considerando anche le critiche che sono state mosse alle sue teorie. Quello che potrebbe conseguire è un dollaro più debole, ma ci sono forze sia contemporanee sia cicliche che non rendono questo viaggio a senso unico.

"Una guida per ristrutturare il commercio globale" è il titolo di un paper di Stephen Miran che è bene esaminare per comprendere quello che sta accadendo. Lo facciamo in due puntate.

Il mercato non crede alle interpretazioni negative del PIL americano, mentre molti giornalisti economici italiani ci sono cascati. Si tratta di una mera distorsione contabile.

Cosa è successo ai Treasury negli scorsi giorni sembra essere la domanda a cui tutti cercano di dare una risposta. Ho qualche idea anche io, ma parto dalla storia delle tariffe per comprendere quanto accaduto.Se serve, un appunto esplicativo: https://zugzwangmacro.substack.com/p/cxxxix_zugzwang-dalle-tariffe-prime?r=p3k5v

Il tema delle tariffe è solo prodromico o ancillare alla vera questione, ovvero la deriva verso il capitalismo nazionale a cui ci sta portando la storia stessa.

Seconda e ultima parte dell'episodio dedicato alle tariffe di Trump.

La prima parte di un lungo episodio dedicato al dramma tariffario.

Quale momento migliore per parlare di automazione & robot, naturalmente in seno al tema dell'Intelligenza artificiale, se non quando le borse entrano in una correzione?

Nei meandri del Tesoro Statunitense si cela un bar, il Vault Café, dove il Segretario del Tesoro Bessent e il presidente della FED Powell da qualche mese si incontrano regolarmente....vi racconto questa storia e cosa c'entra con le decisioni appena prese da Germania, Cina e U.S.A.

Come riferivo qualche puntata fa siamo arrivati alla scadenza delle opzioni di marzo 2025 con i mercati statunitensi improvvisamente provati. Questa situazione è generata dai 3 simultanei giochi in corso e dal peculiare e concomitante set-up di put & call che Wall Street sta provando a digerire.

Simultaneamente Europa, Cina e Stati Uniti d'America si trovano a dover prendere differenti scelte di politica fiscale nello stesso lasso di tempo.