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Donald Trump lo aveva annunciato in pompa magna e ora 160 documenti inediti su avvistamenti misteriosi e Ufo sono stati resi pubblici sul sito del dipartimento della Difesa americana. Le teorie e le reazioni in merito sono tra le più disparate, tra chi ci crede e chi no, chi grida all'ennesimo complotto. Interviene Edoardo Russo, Segretario del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU).
In questa video intervista abbiamo il piacere di ospitare Tommaso Daunisi, avvocato e membro del Consiglio Direttivo di Medici Senza Frontiere con il ruolo di Segretario. Con lui approfondiremo la nascita di una delle più importanti organizzazioni umanitarie al mondo, i principi fondamentali che ne guidano l'azione — indipendenza, neutralità e imparzialità — e la struttura organizzativa che permette a Medici Senza Frontiere di intervenire rapidamente nei contesti di emergenza.Nel corso della conversazione parleremo anche della mission dell'organizzazione e degli scenari internazionali più critici in cui oggi opera, con un focus sulle emergenze umanitarie a Gaza, in Ucraina e in Sudan, per comprendere quali siano le principali sfide sanitarie e umane affrontate quotidianamente sul campo.Sigla (Voce): Mara Rechichigiovannicertoma.it
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8531SCONFITTO ORBAN, L'EUROPA IMPONE ALL'UNGHERIA LA PROPAGANDA LGBTdi Luca Marcolivio Dopo la sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria, l'Unione Europea non perde tempo e ricomincia a fare pressioni sui presunti diritti Lgbt+. Un vero e proprio ultimatum è infatti arrivato dalla Corte di Giustizia dell'UE che, in una sentenza emessa lo scorso 21 aprile, ha ordinato alle autorità magiare di abrogare la norma del 2021, che stabiliva il divieto o la severa limitazione della promozione dell'omosessualità e della transizione di genere nei media accessibili ai minori. L'introduzione della norma da parte del governo Orbán era avvenuta all'atto dell'adozione del regolamento UE sui contenuti audiovisivi e delle sue disposizioni sulla protezione dei minori dai contenuti dannosi.Da parte sua, la Corte di Giustizia dell'UE ha ritenuto che le restrizioni di Budapest sulla propaganda Lgbt+ rappresentino la violazione di una serie di leggi comunitarie e costituirebbero «un'ingerenza particolarmente grave in diversi diritti fondamentali». La Commissione ha deferito il caso alla Corte, con il sostegno di 15 Stati membri e del Parlamento Europeo. Al momento dell'adozione delle norme ungheresi, il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva definito il provvedimento «una vergogna» e aveva promesso di usare «tutti i poteri della Commissione per garantire i diritti di tutti i cittadini dell'UE, chiunque essi siano e ovunque vivano». Nonostante le pressioni giunte dall'UE, il governo ungherese era andato avanti, implementando ulteriormente la norma, attraverso il divieto dei Pride, stabilito lo scorso anno.Secondo il principale consulente legale della Corte di Giustizia dell'UE, l'Ungheria «si è discostata significativamente dal modello di una democrazia costituzionale», criticando le norme in quanto «basate su un giudizio di valore secondo cui la vita omosessuale e non cisgender non ha lo stesso valore o status della vita eterosessuale e cisgender». «Accogliamo con favore la storica sentenza odierna della Corte. È la prima volta che la Corte riscontra una violazione di tale disposizione fondamentale di un trattato sui valori dell'UE», ha dichiarato da parte sua la portavoce della Commissione, Eva Hrncirova. «Ora la palla passa all'Ungheria: spetta al governo ungherese dare attuazione alla decisione».Cosa farà il nuovo premier dell'Ungheria?Starà quindi al nuovo premier ungherese Péter Magyar la scelta se obbedire ai diktat dell'Unione Europea o, al contrario, stabilire una continuità con il suo predecessore. Se da un lato, durante la campagna elettorale, lo sfidante di Orbán aveva usato toni più morbidi dinanzi alla questione Lgbt+, è altrettanto vero che il programma di Tisza (il partito che adesso controlla i due terzi del Parlamento magiaro) - forse per ragioni di opportunità elettorale - non prevedeva l'abolizione delle restrizioni orbaniane.Rimane il fatto che la dissuasione nei confronti di qualunque promozione dell'immaginario Lgbt+ presso i minori (il Pride ne è l'esempio più lampante ma non l'unico, visto che la legge ungherese si focalizza molto sui contenuti attraverso i media) dovrebbe essere un principio universalmente condivisibile e da difendere strenuamente, a prescindere dall'appartenenza politica. La Corte di Giustizia dell'UE si è assunta quindi una responsabilità gravissima nei confronti dei bambini del vecchio continente, mentre il possibile cedimento del nuovo governo magiaro a queste pressioni e a quelle lobby arcobaleno costituirebbe un precedente importante e preoccupante. Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Come previsto: Magyar cambia linea per ingraziarsi l'Ue" parla del nuovo premier ungherese Magyar che va alla corte di Bruxelles e riceve promesse sui soldi, ma dovrà vendere l'anima del paese per ottenerli. I cambi più vistosi nei ministri meno ostili alla causa Lgbt.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1 maggio 2026:Peter Magyar va alla corte di Bruxelles, riceve promesse sui soldi ma dovrà vendere l'anima del paese per ottenerli. Alti funzionari dell'UE e il nuovo governo ungherese discutono da mercoledì i cambiamenti legislativi che Budapest dovrà attuare per sbloccare 17 miliardi di euro di fondi UE trattenuti per condizionare la vittoria delle opposizioni e limitare l'azione del governo Orban in questi anni.Alcuni dei fondi congelati, come gli 11 miliardi di euro (13 miliardi di dollari) del Fondo per la ripresa post-pandemia, dovranno essere prelevati entro metà agosto, altrimenti andranno persi irrimediabilmente. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il futuro primo ministro ungherese Peter Magyar partecipano ai colloqui, visto che i funzionari di entrambe le parti si sono già incontrati due volte dopo la vittoria elettorale del partito Tisza del 12 aprile.In questi giorni Péter Magyar, è a Bruxelles per ristabilire le relazioni tra il Paese dell'Europa centrale e i suoi alleati dell'UE per sbloccare la situazione, sostenuto senza mezzi termini anche dal leader del PPE Manfred Weber, a conferma della assoluta politicizzazione delle misure che hanno colpito da un decennio il governo Orban. «Questi incontri sono interamente incentrati su come compiere progressi nello sblocco dei fondi UE destinati all'Ungheria», ha dichiarato lunedì in una conferenza stampa il portavoce della Commissione Olof Gill perchè, ha proseguito, «vogliamo collaborare in modo strutturato e mirato con il nuovo governo ungherese per garantire che, fin dalle prime fasi, vengano intraprese tutte le azioni necessarie affinché il popolo ungherese, a beneficio del quale erano destinati questi fondi, possa usufruirne il prima possibile».Partire col passo giusto è dunque fondamentale, perciò il futuro Premier Peter Magyar ha cambiato idea repentinamente sul prossimo Ministro dell'istruzione ungherese, passando dalla preferenza per la cattolica e stimatissima Rubovszky Rita, alla nomina di Judit Lannert, attivista favorevole all'educazione sessuale ed al gender nelle scuole. La Professoressa Rubovszky Rita, direttrice generale dell'Autorità scolastica cistercense, già vicepresidente degli insegnanti cattolici europei, apprezzatissima dai vertici della Chiesa Cattolica e dall'intera comunità educativa del paese era in pole position sino allo scorso weekend, successivamente, anche a seguito della sentenza del 21 aprile della Corte di Giustizia europea contraria alla legge ungherese che limita propaganda LGBTI e aggrava le pene ai pedofili, il futuro Premier Magyar deve aver capito l'aria che tirava da est e si è immediatamente adeguato.Due giorni dopo la sentenza europea, il 23 aprile, è stata resa nota la notizia della presentazione all'Autorità nazionale per i media e le telecomunicazioni ungherese di una richiesta per il lancio di un nuovo servizio televisivo e social denominato "Rainbow TV" che opererebbe sia come canale televisivo lineare che come piattaforma di streaming online, combinando la trasmissione tradizionale con l'accesso digitale, con una programmazione di 24 ore con contenuti vari ma tutti caratterizzati dal fil rouge della propaganda LGBTI.Successivamente, in questi giorni, la nomina di Ministro dell'Istruzione e degli Affari relativi all'Infanzia per Judit Lannert che sul suo profilo Facebook personale utilizza simboli arcobaleno e ha più volte espresso solidarietà alle comunità LGBTQ in Ungheria. La nomina della Lannert all'incarico, porterà presumibilmente un approccio più "aperto", "inclusivo" e "creativo" all'istruzione ungherese anche con la chiusura delle piccole scuole per far fronte alla carenza di insegnanti in Ungheria e non eccepirà in nulla nei confronti dei desiderata di Bruxelles visto il suo sostegno ai Pride di Budapest e la sua opposizione alla legge ungherese, bocciata dalla Corte europea, che vieta qualsiasi tipo di educazione e propaganda LGBTQI nelle scuole ed in pubblico.Nel frattempo, per meglio affrontare le riforme necessarie nei rispettivi partiti e promuovere il cambiamento necessario nei gruppi parlamentari, molti politici di lungo corso ed i leader dei cristiani democratici (KDNP) Zsolt Semjén e quello di Fidesz Viktor Orban, hanno deciso di rinunciare al seggio parlamentare e lasciare la guida delle agguerrite e preparate pattuglie dell'opposizione a due giovani preparati, rispettivamente all'ex Segretario di Stato Bence Rétvári per i democristiani e all'ex Ministro Gergely Gulyás per Fidesz. Ennesimo esempio di statura politica e morale che nessun critico di Orban mai si sognerebbe di imitare.In ogni caso, Peter Magyar ha celebrato i colloqui avuti a Bruxelles come «estremamente costruttivi e positivi», assicurando un pronto rilascio dei fondi dovuti per rilanciare l'economia ungherese e ad attuare gli interventi necessari per costruire un «paese funzionante e umano». Un prossimo incontro si svolgerà il 25 maggio ma a che prezzo? Al momento le assicurazioni che l'UE non imporrà condizioni in contrasto con gli interessi dell'Ungheria appaiono delle vere e proprie bugie dalla "gambe corte".
Garlasco, la Procura chiude l’inchiesta. Ne parliamo con Stefano Nazzi, giornalista de Il Post.Oggi il giorno dell’incontro tra Papa Leone XIV e il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio. Ci racconta com’è andata Carlo Marroni, giornalista de Il Sole 24 Ore.Simeu: solo l’11% dei Pronto Soccorso ha organici medici sufficienti. Ci spiega meglio Fabio De Iaco, Past President di SIMEU.Una ricerca di Enea-Bankitalia dimostra che con lo smart working vengono ridotte le emissioni del 75%. Ci spiega tutto Giovanni Murano, Ricercatore ENEA del laboratorio di efficienza energetica e sviluppo urbano.
Dopo le accuse di Trump al Papa, il Segretario di Stato americano ha incontrato Leone XIV in Vaticano. Il Dipartimento di Stato ha poi definito "solido" il rapporto tra gli Stati Uniti e la Santa Sede", ricordando "l'impegno comune per la promozione della pace e della dignità umana". Rubio ha incontrato anche il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin.
I titoli - Papa Leone da Castelgandolfo: la Chiesa annuncia il Vangelo. Se qualcuno mi critica, lo faccia con la verità. Domani previsto l'incontro in Vaticano tra il Santo Padre il Segretario di Stato americano Rubio - Ucraina, dalla mezzanotte in vigore la tregua unilaterale di Kyiv. Raid russi provocano diverse vittime a Zaporizhzhia e Dnipro. Da Mosca l'annuncio di un cessate il fuoco per l'8 ed il 9 maggio in occasione del Giorno della Vittoria sulla Germania nazista Conduce: Francesco De Remigis Tecnico del suono: Gabriele Di Domenico
“Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”. Questo l’ultimo attacco da parte del Presidente statunitense Donald Trump nei confronti di Papa Leone XIV, che il prossimo 7 maggio ospiterà il Segretario di Stato Marco Rubio per una visita che sembrava pensata per ricucire lo strappo. Sentiamo Marco Politi, giornalista, per vent’anni vaticanista de La Repubblica, poi editorialista de Il Fatto Quotidiano, autore fra i vari di “La rivoluzione incompiuta. La Chiesa dopo Papa Francesco” e anche Federico Petroni, analista geopolitico e consigliere redazionale di Limes, cura "Fiamme americane", osservatorio sugli Stati Uniti.Andiamo poi in Libano, dove raggiungiamo Giampaolo Musumeci, che questa settimana conduce Nessun Luogo è Lontano da Beirut.Cinema, Giuli: “Inaccettabile non dare finanziamenti al film su Regeni”. Ci spiega meglio tutta la discussione attorno al tema la nostra Marta Cagnola.Champions League, semifinale di ritorno: in campo Arsenal contro Atletico Madrid. Tutti gli aggiornamenti dal nostro Dario Ricci.
Prove di disgelo tra gli Stati Uniti e il Vaticano. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha in programma una visita in Italia, prima in Vaticano giovedì 7 maggio, poi a Roma per incontrare alcuni esponenti del Governo tra cui la premier Giorgia Meloni.
Rimane alta la tensione a Hormuz. Nonostante la tregua tra Usa e Iran prolungata a tempo indeterminato da Donald Trump, il blocco navale americano nello Stretto prosegue.
Il salario minimo in Ticino sarà aumentato di due franchi all'ora, gradualmente, da qui al 2029, benefit inclusi. Dovrebbe prevalere inoltre sui contratti collettivi di lavoro, anche se sono previste delle eccezioni, in caso di situazioni particolarmente difficili e con l'accordo della Commissione cantonale tripartita. Il Gran Consiglio ha approvato ieri il compromesso raggiunto dalla gran parte dei partiti presenti in parlamento e che dovrebbe evitare un ritorno alle urne su questa questione. L'aumento del salario minimo dovrebbe migliorare il potere d'acquisto dei lavoratori più sfavoriti in Ticino, ma sarà davvero così? O siamo di fronte a un cerotto che non risolve il problema del dumping salariale e degli stipendi che non permettono di vivere in modo dignitoso? Ne discutiamo con: Giangiorgio Gargantini, Segretario regionale UniaAndrea Gehri, presidente Camera di Commercio TIAmalia Mirante, economista e gran consigliera
Nel quarto episodio di Te Tiriti per Italiani Miriam Sessa, Davide Castorina e Angelo Tedoldi parlano dei giorni precedenti al trattato di Waitangi e dei personaggi fondamentali del momento: Lord Normanby, il Segretario di Stato per le Colonie, Capitan Williams Hobson, luogotenente -governatore, che arrivò solo qualche giorno prima malato in Aotearoa, and James Busby. Il 5 febbraio 1840, più di 500 Māori si riunirono a Waitangi per discutere il contenuto del trattato proposto dalla Corona britannica. La versione Māori del trattato fu letta ad alta voce da Henry Williams e suo figlio Edward, missionari che avevano tradotto il testo in te reo Māori. Il trattato veniva proposto da William Hobson per stabilire un'autorità britannica e creare un accordo legale con i capi Māori. L'obiettivo, secondo i britannici, era di portare "ordine" tra coloni europei e popolazioni indigene. Tuttavia, i capi Māori avevano preoccupazioni profonde. Molti di loro erano esperti negoziatori e leader politici, consapevoli delle conseguenze di firmare un documento che avrebbe potuto limitare la loro sovranità (rangatiratanga). Altri capi, tuttavia, riconobbero i vantaggi potenziali di un accordo con la Corona. La discussione durò tutto il giorno. Per il supporto alla realizzazione di questo programma, Ondazzurra ringrazia il Ministry of Ethnic Communities, che promuove la diversità ed inclusione in Aotearoa, e COGS Auckland City, che sostiene iniziative non-profit rivolte alla comunità. https://www.ethniccommunities.govt.nz/
Il salario minimo in Ticino sarà aumentato di due franchi all'ora, gradualmente, da qui al 2029, benefit inclusi. Dovrebbe prevalere inoltre sui contratti collettivi di lavoro, anche se sono previste delle eccezioni, in caso di situazioni particolarmente difficili e con l'accordo della Commissione cantonale tripartita. Il Gran Consiglio ha approvato ieri il compromesso raggiunto dalla gran parte dei partiti presenti in parlamento e che dovrebbe evitare un ritorno alle urne su questa questione. L'aumento del salario minimo dovrebbe migliorare il potere d'acquisto dei lavoratori più sfavoriti in Ticino, ma sarà davvero così? O siamo di fronte a un cerotto che non risolve il problema del dumping salariale e degli stipendi che non permettono di vivere in modo dignitoso? Ne discutiamo con: Giangiorgio Gargantini, Segretario regionale UniaAndrea Gehri, presidente Camera di Commercio TIAmalia Mirante, economista e gran consigliera
Roboanti dichiarazioni del Presidente americano Donald Trump contro la Premier Meloni e, in generale, verso l'Italia. Marianna Aprile e Daniele Bellasio aprono questa nuova puntata partendo proprio di quì, assieme ai nostri ospiti tra cui Carlo Calenda (Senatore e Segretario di Azione), Martina Carone (analista YouTrend e manager Youtrend Strategies, docente di analisi dei media all’Università di Padova), Sara De Pascale (Vicedirettrice editoriale ArteSettimaMag) e Mario Giordano (giornalista, scrittore, conduttore del programma “Fuori dal coro” su Rete4, editorialista del quotidiano La Verità).
Vinitaly: meno visitatori ma più buyer e priorità agli eventi internazionaliIeri si è chiusa la 58esima edizione di Vinitaly a Veronafiere. Oltre novantamila sono stati i visitatori da 135 diversi Paesi (cinque in più dello scorso anno) ma soprattutto è stata confermata la presenza dei mille top buyer selezionati da Veronafiere e Ita-Agenzia per gli incontri b2b con le 4mila imprese espositrici. Un risultato tutt'altro che scontato considerate le difficoltà nei trasporti aerei di queste settimane. Si consolida quindi l'impostazione ormai sposata da qualche anno da Veronafiere che punta sulla valorizzazione degli eventi collaterali alla fiera come Vinitaly and the City e OperaWine per il pubblico dei wine lover (ben 50mila i ticket degustazione staccati) col parallelo potenziamento delle occasioni di business all'interno della manifestazione. Ascoltiamo le voci dei produttoriBattuta d'arresto per le rinnovabili: nuove installazioni in caloNel 2025 le nuove installazioni di rinnovabili in Italia sono calate per la prima volta, da 7,5 a 7,2 GW, dopo anni di crescita progressiva, segnando un calo di quattro punti percentuali. Una battuta d arresto che precede la crisi energetica scatenata dall attacco di Usa e Israele all Iran, i cui effetti in bolletta si vedranno solo nei prossimi mesi. Fare previsioni è difficile ma, come ha detto la scorsa settimana la portavoce della Commissione europea Anna-Kaisa Itkonen, «non dobbiamo farci illusioni: questa crisi che sta incidendo sui prezzi elevati dell energia non sarà di breve durata». Il dibattito pubblico alterna voci di austerità energetica, ritorno al carbone, extradazi sul passaggio delle forniture attraverso lo stretto di Hormuz. In questo contesto i dati della piattaforma CIRO aggiornati al 2025 dalla rete Italy for Climate dimostrano che le energie rinnovabili hanno già consentito al Paese di evitare 3,5 miliardi di euro l anno in costi energetici aggiuntivi. Grazie al raddoppio della potenza installata tra il 2008 e il 2024 (da 24 a 51 GW) e all aumento della produzione di elettricità da rinnovabili (da 54 a 112 miliardi di kWh), l Italia è riuscita a tagliare la quota del fabbisogno energetico soddisfatta da importazioni dall 83 al 76 per cento. Si tratta, in termini concreti, di oltre 30 milioni di barili di petrolio o 5-6 miliardi di metri cubi di gas naturale in meno ogni anno. La situazione attuale ci mostra la spirale della dipendenza energetica: petrolio e gas sono concentrati nelle mani di pochissimi Paesi e le forniture sono minacciate dai nuovi conflitti. Le rinnovabili sono una delle chiavi per migliorare la sicurezza energetica e stabilizzare i prezzi dell energia. In base al monitoraggio di Italy for Climate nel 2025 i nuovi impianti fotovoltaici hanno garantito una produzione aggiuntiva di elettricità di 9 miliardi di kWh, ma la mappa delle rinnovabili viaggia a velocità molto differenziate sul territorio nazionale. Michelangelo Lafronza, Segretario di ANIE Rinnovabili e Andrea Barbabella, Coordinatore Responsabile Scientifico Italy for Climate. Ne parliamo con Michelangelo Lafronza, Segretario di ANIE Rinnovabili e Andrea Barbabella, Coordinatore Responsabile Scientifico Italy for Climate
Dopo la chiusura dello spazio aereo ai voli militari statunitensi da parte della Spagna, la mancata concessione del governo italiano di utilizzare l’aeroporto di Sigonella e le esitazioni di Parigi e Berlino, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia di uscire dalla Nato, mentre il suo Segretario di Stato Marco Rubio afferma con forza che, dopo la fine del conflitto, occorrerà rivedere il Patto Atlantico. Facciamo il punto sul 33mo giorno della nuova guerra del Golfo con Paolo Magri, direttore del comitato scientifico di Ispi. Con Antonio Talia, analizziamo l'iniziativa di pace in cinque punti lanciata da Cina e Pakistan.Infine, con Teresa Coratella, vicedirettrice dello European Council on Foreign Relations di Roma, parliamo dell'inchiesta della testata investigativa ungherese VSquare che ha svelato come il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó abbia collaborato sottotraccia con il suo omologo russo Sergej Lavrov, per far togliere dalla lista nera di Bruxelles oligarchi e loro famigliari.
L'Italia ha negato agli Stati Uniti l'utilizzo della base militare di Sigonella, proprio come successo nel 1985 durante il governo Craxi. Il racconto della notizia con Roberto Sommella, direttore di MF Milano Finanza Bruxelles che lancia l'allarme sulle forniture d'energia, suggerendo ai governi di applicare misure di austerità su consumi e carburanti. Una nuova puntata della rubrica "Giovani leader" con un ritratto di Simone Leoni, il segretario dei Giovani di Forza Italia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ieri il premier Pedro Sanchez ha iposto la chiusura dello spazio aereo spagnolo spagnolo ai velivoli coinvolti nella guerra in Iran, segnando un precedente importante nella storia europea. Il quotidiano Domani e Irpimedia hanno realizzato un'inchiesta giornalistica per capire cosa ci facesse il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a Dubai il giorno degli attacchi all'Iran. Chi è Matteo Hallissey, il classe 2003 segretario dei giovani Radicali? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 335 1243722 Con i colleghi Marco Guerra e Gianmarco Murroni abbiamo raccontato le ultime notizie sulla guerra in Medio Oriente, volgendo lo sguardo anche all'attività diplomatica della Santa Sede per pacificare l'area con il recente appello dell'arcivescovo di Teheran, Dominque Mathieu, e l'intervento di rammarico del Segretario di Stato, Pietro Parolin, nell'incontro con l'ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Yaron Sideman, per quanto avvenuto la scorsa Domenica delle Palme alla Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme Con il collega della redazione in lingua portoghese Rodrigo Rios abbiamo aperto una finestra sul Brasile, scoprendo la forte la devozione in tutto il Paese in questo tempo di Quaresima e dove si vive un periodo di profonda riflessione religiosa Il martedì di Radio Vaticana con Voi è anche il giorno del podcast Leone Dixit, a cura del direttore editoriale Andrea Tornielli, giunto alla 42esima puntata Puntiamo poi il binocolo sul Sudan, dove almeno 14 civili, tra cui donne e bambini, sono rimasti uccisi nei bombardamenti di artiglieria effettuati sabato e domenica scorsi dalla coalizione delle Forze di supporto rapido (Rsf) e del Movimento di liberazione del popolo sudanese-Nord (al Hilu) nella città di Dilling, nel Kordofan meridionale, grazie all'analisi di Matteo Giusti, africanista della rivista Limes e saggista, che ci parla anche di quanto accaduto in Sud Sudan, dove un attacco armato in una miniera d'oro ha causato almeno 73 morti. E andremo anche sulla costa africana di Gibuti e dunque a Bab el Mandeb, lo Stretto minacciato dagli attacchi degli Houti yemeniti Come ogni martedì, la rubrica I Santi e le Sante della settimana, a cura di don Andrea Vena Nuovo appuntamento in diretta video con Il Mappa Mondo, la rubrica in radiovisione di Radio Vaticana con Voi dedicata alla geopolitica, curata e condotta da Francesco De Remigis, disponibile anche sul canale YouTube dei media vaticani. L'ospite di oggi è il Prof. Andrea Spiri, storico dell'Università Luiss di Roma La collega Giulia Galeotti ha presentato l'inserto Quattro Pagine de L'Osservatore Romano Si celebra inoltre oggi il World Backup Day, Giornata mondiale del backup dedicata alla sicurezza dei dati digitali. In chiusura di trasmissione Elena Rocchigiani ha intervistato Andrea Monti, docente incaricato della Sapienza nell'insegnamento di Identità digitale, privacy e cybersecurity e ci raggiungerà in collegamento Anna Vaccarelli, presidente dell'Associazione italiana per la sicurezza informatica Clusit La puntata di oggi è curata e condotta da Francesco De Remigis e Silvia Giovanrosa Tecnici del suono e video: Luca Rossi e Alberto Giovannetti
Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/ Il Pentagono, sotto la guida di Donald Trump e del Segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha assunto una postura conflittuale verso i media tradizionali: ha rimosso postazioni di lavoro giornalistiche, limitato gli spostamenti dei reporter nel complesso e introdotto nuove clausole di sicurezza per l'accreditamento. Tutto questo ha aumentato la “nebbia della guerra”, rendendo complicato comprendere i passi del Pentagono nell'operazione militare in Iran. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nonostante lo stop di cinque giorni dichiarato da Donald Trump, la situazione sul campo resta pressoché invariata. Così come l'indisponibilità da parte di Teheran a negoziare, almeno secondo le fonti ufficiali. Ne parliamo con Vittorio Emenuele Parsi, professore di Relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano, e con Jonathan Winer che è stato Vice Assistente del Segretario di Stato americano per l'applicazione della legge internazionale nell'amministrazione Clinton e inviato Speciale per la Libia nell'amministrazione Obama.
Se in molti si chiedono quali siano le reali ragioni, gli obiettivi e le tempistiche dell'attacco israelo-americano all'Iran, la risposta – per alcuni – è quella data alle truppe americane da vari ufficiali, e cioè: “Questa guerra fa parte del piano di Dio, il presidente Donald Trump è stato unto da Gesù per accendere il fuoco di segnalazione in Iran, scatenare l'Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra”. L'immagine di qualche settimana fa di Donald Trump in preghiera, nello studio ovale, circondato da pastori evangelicali è rimbalzata sui media di tutto il mondo. In realtà il presidente americano in preghiera non è qualcosa di inedito per gli Stati Uniti, anzi. Quello che invece è forse meno noto, ma per alcuni ben più preoccupante, è che al momento dell'attacco all'Iran vari comandanti militari statunitensi, così come membri del governo USA – in cima alla lista il Segretario alla Difesa Pete Hegseth - abbiano fatto ricorso a una retorica cristiana estremista sulla “fine dei Tempi” biblica, per giustificare alle truppe il loro coinvolgimento nel conflittoConflitto che sarebbe insomma in qualche modo una guerra religiosa legata al Libro dell'Apocalisse, alla seconda venuta di Gesù e alla fine del mondo.A Modem cerchiamo allora di capire l'origine, la reale forza e influenza all'interno delle istituzioni americane e gli effetti, di questa visione messianica. Lo facciamo con due ospiti: Avremo anche un'intervista registrata a Mikey Weinstein, fondatore e presidente della Military Religious Freedom Foundation che nelle ultime settimane ha raccolto centinaia di segnalazioni da parte di soldati americani che denunciano i discorsi e le pressioni messianico-apocalittiche dei propri superiori per giustificare l'attacco all'Iran.
Se in molti si chiedono quali siano le reali ragioni, gli obiettivi e le tempistiche dell'attacco israelo-americano all'Iran, la risposta – per alcuni – è quella data alle truppe americane da vari ufficiali, e cioè: “Questa guerra fa parte del piano di Dio, il presidente Donald Trump è stato unto da Gesù per accendere il fuoco di segnalazione in Iran, scatenare l'Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra”. L'immagine di qualche settimana fa di Donald Trump in preghiera, nello studio ovale, circondato da pastori evangelicali è rimbalzata sui media di tutto il mondo. In realtà il presidente americano in preghiera non è qualcosa di inedito per gli Stati Uniti, anzi. Quello che invece è forse meno noto, ma per alcuni ben più preoccupante, è che al momento dell'attacco all'Iran vari comandanti militari statunitensi, così come membri del governo USA – in cima alla lista il Segretario alla Difesa Pete Hegseth - abbiano fatto ricorso a una retorica cristiana estremista sulla “fine dei Tempi” biblica, per giustificare alle truppe il loro coinvolgimento nel conflittoConflitto che sarebbe insomma in qualche modo una guerra religiosa legata al Libro dell'Apocalisse, alla seconda venuta di Gesù e alla fine del mondo.A Modem cerchiamo allora di capire l'origine, la reale forza e influenza all'interno delle istituzioni americane e gli effetti, di questa visione messianica. Lo facciamo con due ospiti: Paolo Naso, politologo, già docente alla Sapienza università di Roma, il suo ultimo libro “Dio benedica l'America. Il fondamentalismo cristiano dai creazionisti a Donald Trump”Luca Ozzano, professore associato di scienza politica all'Università di Torino, tiene un corso su religioni e Geopolitica presso l'Ispi, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale di MilanoAvremo anche un'intervista registrata a Mikey Weinstein, fondatore e presidente della Military Religious Freedom Foundation che nelle ultime settimane ha raccolto centinaia di segnalazioni da parte di soldati americani che denunciano i discorsi e le pressioni messianico-apocalittiche dei propri superiori per giustificare l'attacco all'Iran.
Prima di ordinare i bombardamenti sull'Iran, il Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth aveva già smantellato le unità del Pentagono incaricate di limitare le vittime civili. Lo riferisce HuffPost l'11 marzo 2026. A febbraio 2025 Hegseth aveva rimosso i vertici del JAG Corps — gli avvocati militari delle tre forze armate — definendoli «ostacoli agli ordini del comandante in capo». Rosa Brooks, docente di diritto alla Georgetown University, aveva già scritto: «È quello che fai quando pianifichi di violare la legge: elimini gli avvocati». Il metodo era già stato sperimentato a Gaza. I sistemi di targeting basati sull'intelligenza artificiale Lavender e The Gospel — documentati da Access Now nel 2024 — avevano automatizzato la selezione degli obiettivi nella Striscia. Akbar Shahid Ahmed di HuffPost ha scritto il 12 marzo che Israele applica la «logica di Gaza» al Libano con la benedizione di Trump. Sul New York Times del 10 marzo Thomas Friedman ha scritto che Netanyahu «sarebbe probabilmente felice di fare dell'Iran un'altra Gaza». Le autorità iraniane contano oltre 1.300 civili uccisi in dodici giorni. Il primo giorno, un bombardamento in doppio colpo ha distrutto la scuola elementare femminile di Minab: 168 bambine. A Beirut, nel quartiere di Ramlet al-Bayda, l'IDF ha ucciso otto persone e ferito trentatré tra famiglie che dormivano in tende sul mare. AP ha documentato nella stessa notte attacchi israeliani su campi degli sfollati a ovest di Gaza City. L'IDF ha dichiarato di non essere «a conoscenza di un attacco in quella zona». L'11 marzo, davanti ai giornalisti al Pentagono, Pete Hegseth ha letto il Salmo 144: «Benedetto il Signore che addestra le mie mani alla guerra. Possa il Signore dare forza incrollabile e rifugio ai nostri guerrieri». Ha concluso: «Amen». #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Fra Alberto Joan Pari, Segretario della Custodia di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34.
Guerra in Medio Oriente: ancora intensi bombardamenti su Iran e Libano, oltre 1100 le vittime civili nella Repubblica Islamica Si allarga la tensione, dopo i droni iraniani sulla Turchia. L'Onu tenta la strada della diplomazia. Spagna e Germania si dicono estranee al conflitto Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, parla con i media vaticani: le guerre preventive rischiano di incendiare il mondo
Viviana Mazza analizza le parole del presidente Donald Trump e del segretario alla Difesa Pete Hegseth sull'evoluzione della guerra. Federico Fubini parla delle conseguenze del conflitto sui mercati internazionali. Monica Guerzoni racconta che cosa è successo in Parlamento, dove i ministri degli Esteri e della Difesa sono intervenuti sulla crisi in Medio Oriente, con le polemiche sul viaggio di Guido Crosetto a Dubai.Crisi Iran: la conferenza di Hegseth, Segretario della difesa Usa: Non abbiamo cominciato la guerra, la stiamo finendo. Il popolo iraniano approfitti di questa occasione incredibileIl prezzo del gas vola (+40%) dopo l'attacco all'Iran, da QatarEnergy stop al Gnl: l'impatto su benzina e bolletteCrosetto: Io a Dubai? C'erano i miei figli, avr sbagliato da ministro. Chiedo scusa
Commentiamo la giornata della politica italiana, con le polemiche attorno alla partecipazione al Board of Peace di Trump, insieme a Manuela Perrone, giornalista de Il Sole 24 Ore. Shein sotto accusa: l'Unione europea apre un'indagine per la vendita di bambole sessuali con fattezze infantili, ma anche per la profilazione degli utenti. E poi: il sito è costruito per creare dipendenza? Ne parliamo insieme a Ernesto Belisario, avvocato specializzato in diritto delle tecnologie e Segretario generale dell'Istituto per le politiche dell'innovazione.A fuoco il teatro Sannazaro di Napoli. Gli ultimi aggiornamenti con Giuseppe Paduano, Comandante dei Vigili del Fuoco di Napoli.
In occasione dell'evento “STEMpower. Scopri, immagina, crea il futuro” realizzato con l'Istituto Mario Negri al Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso, il nostro Claudio Chiari ha incontrato Ariela Benigni, Segretario scientifico e Coordinatore delle Ricerche delle sedi di Bergamo e Ranica dell'Istituto Mario Negri, che ha messo in luce la necessità di maggiori investimenti e nuove risorse umane, incoraggiando i giovani a intraprendere percorsi accademici tecnici per colmare il divario tra idee innovative e mezzi disponibili.
Nella puntata di Nessuno escluso di martedì 20 gennaio, si è parlato di: 00:00 attualità degli ultimi giorni con Carlo Calenda, Senatore e Segretario di Azione; 00:42 sicurezza internazionale cno Andrea Gilli, esperto di politiche di Difesa e docente di Studi strategici all'università di St. Andrews, Scozia. Nella puntata di Nessuno escluso di martedì 20 gennaio, si è parlato di: 00:00 attualità degli ultimi giorni con Carlo Calenda, Senatore e Segretario di Azione; 00:42 Andrea Gilli, esperto di politiche di Difesa e docente di Studi strategici all'università di St. Andrews, in Scozia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
“Dopo l'esercito, la lobby degli allevatori è fra i maggiori inquinatori: distruggono l'acqua. Sono barbarici, corrotti, corrompono i regolatori, ammazzano le comunità rurali e avvelenano le persone”. Sapete chi ha detto questa frase? Ve lo dico alla fine del video, dopo avervi raccontato della piramide alimentare invertita presentata di recente dal Segretario della Salute Usa Robert Kennedy jr, una novità che incita le persone a mangiare più carne e sta facendo molto discutere. INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:50 - La nuova piramide alimentare rovesciata Usa00:14:14 - Altre notizie velociFonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/nuove-linee-guida-alimentari-usa/Vuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
Prosegue lo scontro sul tema della sicurezza, dopo la morte del capostazione Alessandro Ambrosio a Bologna, con il Ministro Piantedosi che durante il Question Time al Senato ha difeso la linea del governo. "Le statistiche sulla delittuosità nel 2025 fanno registrare una generalizzata riduzione dei reati del 3,5%" ha dichiarato il Ministro. Parliamo di questo tema insieme a Domenico Pianese, Segretario generale COISP (Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forze di polizia)Macron: "Gli Stati Uniti si allontanano dagli alleati". Ma in che direzione stanno andando? Lo chiediamo a Federico Petroni, analista geopolitico e consigliere redazionale di Limes, cura "Fiamme americane", osservatorio sugli Stati Uniti.E sempre negli Stati Uniti monta la protesta dopo l'omicidio a Minnesota di una donna da parte di un agente dell'Ice. Per il Vicepresidente statunitense JD Vance la donna era vittima della sua ideologizzazione radicale di sinistra e l'agente sarebbe "protetto da immunità assoluta". Ci spiega meglio cosa sta accadendo Marco Valsania, corrispondente de Il Sole 24 Ore da New York.
Oggi sciopero della CGIL in protesta per la Manovra, che intanto prosegue il suo iter di modifiche. Ne parliamo con Gino Giove, Segretario confederale CGIL, e Giovanni Parente de Il Sole 24 Ore. In cima alla classifica delle buone notizie di questa settimana un'iniziativa che viene da Capannori, primo comune italiano a introdurre un "bonus riparazioni". Ci spiega tutto l'Assessora all'Ambiente del comune, Claudia Berti.
Coinvolgimento Angelo Ciletto Cassani, Debiti boss Maglio Vitale, Telefonate anonime Americano Vaticano, Traffico clandestino valuta Monsignor Cippico, Pista rapimento attentato Giovanni Paolo II, Tesi sfruttamento sessuale ambasciata, Presunta detenzione manicomio Londra, Movente riciclaggio denaro Vaticano, Ruolo finanziario padre Emanuela Orlandi, Condanna Luigi Gastrini usurpazione titoli La Pista della Banda della Magliana e le Connessioni in Vaticano La vicenda si riapre con la testimonianza di Maurizio Giorgetti, un ex esponente dell'estrema destra, che dichiara di aver saputo che Emanuela fu prelevata su ordine della Banda della Magliana per il recupero di denaro di un boss, Maglio Vitale, affidato a membri dell'organizzazione e mai restituito. Nello stesso periodo, riemergono le registrazioni delle telefonate tra l'anonimo "americano" e il centralino della Santa Sede, dove veniva utilizzato un codice specifico per comunicare con il Segretario di Stato, Monsignor Casaroli. Giorgetti aggiunge un elemento cruciale, rivelando che Monsignor Edward Prett Cippico, una figura controversa del Vaticano con un passato da trafficante clandestino di valuta, abitava in un edificio di proprietà vaticana di fronte a casa Orlandi. Giorgetti affermò di aver conosciuto Cippico e che questi frequentava Angelo "Ciletto" Cassani, un elemento della Banda della Magliana. Le Tesi Alternative: Politica Est e Sfruttamento Vengono presentate due teorie investigative principali: Pista Bulgara e Attentato al Papa:
Coinvolgimento Angelo Ciletto Cassani, Debiti boss Maglio Vitale, Telefonate anonime Americano Vaticano, Traffico clandestino valuta Monsignor Cippico, Pista rapimento attentato Giovanni Paolo II, Tesi sfruttamento sessuale ambasciata, Presunta detenzione manicomio Londra, Movente riciclaggio denaro Vaticano, Ruolo finanziario padre Emanuela Orlandi, Condanna Luigi Gastrini usurpazione titoli La Pista della Banda della Magliana e le Connessioni in Vaticano La vicenda si riapre con la testimonianza di Maurizio Giorgetti, un ex esponente dell'estrema destra, che dichiara di aver saputo che Emanuela fu prelevata su ordine della Banda della Magliana per il recupero di denaro di un boss, Maglio Vitale, affidato a membri dell'organizzazione e mai restituito. Nello stesso periodo, riemergono le registrazioni delle telefonate tra l'anonimo "americano" e il centralino della Santa Sede, dove veniva utilizzato un codice specifico per comunicare con il Segretario di Stato, Monsignor Casaroli. Giorgetti aggiunge un elemento cruciale, rivelando che Monsignor Edward Prett Cippico, una figura controversa del Vaticano con un passato da trafficante clandestino di valuta, abitava in un edificio di proprietà vaticana di fronte a casa Orlandi. Giorgetti affermò di aver conosciuto Cippico e che questi frequentava Angelo "Ciletto" Cassani, un elemento della Banda della Magliana. Le Tesi Alternative: Politica Est e Sfruttamento Vengono presentate due teorie investigative principali: Pista Bulgara e Attentato al Papa: Secondo questa tesi, supportata da Marco Fassoni Accetti e dall'ex magistrato Ferdinando Imposimato, il rapimento fu una conseguenza diretta dell'attentato a Giovanni Paolo II da parte di Ali Agca. La sparizione di Emanuela avrebbe avuto lo scopo di intimidire coloro che parlavano della "pista bulgara" e di orchestrare una deviazione delle indagini da parte dei servizi segreti italiani in combutta con quelli dell'Est. Sfruttamento Sessuale e Turchia: La giornalista Anna Maria Turi propone la teoria dello sfruttamento sessuale, affermando che Emanuela e Mirella Gregori furono vittime di festini per personaggi altolocati, organizzati anche in un'ambasciata straniera. Un monsignore avrebbe in parte confermato l'esistenza di tali eventi. La Turi ipotizza che Emanuela non sia stata uccisa, ma trasferita in Turchia e che viva in una comunità islamica con il nome di Fatima, senza ricordi del suo passato. L'Intervento di "Lupo Solitario" Una svolta mediatica si verifica quando un individuo, presentatosi come "Lupo Solitario" (ex agente del SISMI), telefona in diretta televisiva, sostenendo che Emanuela si trovi in un manicomio nel centro di Londra, sedata. Egli afferma che il movente del sequestro era legato al riciclaggio di denaro e ai giri finanziari opachi del Vaticano, di cui il padre di Emanuela, un funzionario vaticano, sarebbe venuto a conoscenza involontariamente.
Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese: i punti salienti con Giorgio De Rita (nella foto), Segretario generale Censis. Putin fa visita al premier indiano Modi: sul tavolo petrolio e armi. Ci colleghiamo con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole 24 Ore da New Dehli. In cima alla classifica delle buone notizie della settimana la ricomparsa (e crescita) del corallo arancione sui fondali di Bagnoli. Il tutto nel quadro dei lavori di risanamento dell'area, iniziati nelle scorse settimane, in vista dell'America's Cup del 2027. Con noi Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli e Commissario Straordinario per la bonifica e la rigenerazione dell'area di Bagnoli-Coroglio. Eurovision 2026: l'ammissione di Israele scatena il boicottaggio di Spagna, Paesi Bassi, Slovenia e Irlanda. Ci spiega tutto la nostra Marta Cagnola.
Fra Alberto Joan Pari, Segretario della Custodia di Terra Santa e responsabile del dialogo ecumenico, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 8,5-11.
L'apertura di giornata, con le notizie e le voci dei protagonisti. Tutto in meno di 30 minuti.Un emendamento alla legge finanziaria, presentato da Claudio Lotito, suggerisce di eliminare il divieto sulle pubblicità indirette relative a scommesse o giochi d'azzardo. I consumatori si oppongono con forza, sostenendo che ciò favorisce la dipendenza dal gioco, crei danni alla salute e metta a rischio i giovani. Per parlarne ospitiamo Vincenzo Guggino, Segretario generale dell'istituto di autodisciplina pubblicitaria.
Finché le gare di auto improvvisate si vedono nei film americani possono anche divertirci ma quando si traducono nella realtà hanno conseguenze tragiche, come successo a Roma dove una giovane ventenne è rimasta uccisa. Ne parliamo con Alfonso Montalbano, Segretario nazionale di USMIA Carabinieri (Unione Sindacale Militari Interforze Associati).
Benevento, donna uccisa per strada: fermato il marito. In macchina con lui due figli, un ragazzo che è stato trovato morto e una ragazza in gravi condizioni. Ci aggiorna Laura Viggiano.Dopo la presentazione del piano di Pace in 20 punti di ieri, adesso si attende la risposta di Hamas per capire quali saranno i prossimi passi. Con noi per parlarne Giuseppe Dentice, analista OSMED (Osservatorio Mediterraneo) dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V.Dopo l'annuncio della scorsa settimana che aveva allarmato molti, si è tenuta oggi la riunione nella base militare di Quantico, in Virginia, l'incontro tra il Segretario della Difesa Pete Hegseth e i vertici militari americani. "Il nostro obiettivo è preparasi alla guerra" ha annunciato Hegseth, che ha poi dato la parola anche al Presidente Donald Trump. Con noi Maurizio Fioravanti, già Comandante delle forze speciali italiane (Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali).Al via il censimento nazionale degli autovelox. Ci spiega cosa vuol dire Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona.Torna la Champions League: in campo l'Inter ospita lo Slavia Praga. Ci aggiorna il nostro Dario Ricci, in diretta da San Siro.
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Questa notte alle 3.46 il Consiglio Comunale di Milano ha approvato la delibera della vendita di San Siro e delle aree limitrofe a Milan e Inter. I lavori per la costruzione del nuovo stadio dovrebbero iniziare nella prima metà del 2027 e l'inaugurazione nel 2031.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Raccolta delle omelie per i Novendiali di Papa Francesco.Timestamp(00:00:00) || 2° giorno: 27 aprile, Cardinale Pietro Parolin, già Segretario di Stato.(00:11:49) || 3° giorno: 28 aprile, Cardinale Baldassare Reina, Vicario per la Diocesi di Roma.(00:23:59) || 4° giorno: 29 aprile, Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica di San Pietro.(00:31:40) || 5° giorno: 30 aprile, Cardinale Leonardo Sandri, Vice Decano del Collegio Cardinalizio.(00:46:14) || 6° giorno: 1° maggio, Cardinale Víctor Manuel Fernández, già Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede.(01:02:21) || 7° giorno: 2 maggio, Cardinale Claudio Gugerotti, già Prefetto del Dicastero per le Chiese orientali.(01:23:27) || 8° giorno: 3 maggio, Cardinale Ángel Fernández Artime, già Pro-prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica.(01:34:53) || 9° giorno: 4 maggio, Cardinale Dominique Mamberti, Protodiacono del Collegio Cardinalizio.Appendice(01:43:02) || 21 aprile, Cardinale Baldassare Reina, Vicario per la Diocesi di Roma.(01:47:50) || 1° giorno Esequie: 26 aprile, Cardinale Giovanni Battista Re, Decano del Collegio Cardinalizio.(02:06:42) || Raccolta di alcuni canti eseguiti durante i Novendiali.
L'affermazione del sistema logistico nazionale passa per l'ammodernamento della rete viaria. Ne sono convinti Anita (imprese di autotrasporto e logistica aderente a Confindustria) e Federlogistica (Conftrasporto-Confcommercio). Basti pensare che su un totale di 582,1 miliardi di tonnellate di merci movimentate in Italia nel 2023, l'87% è stato trasportato su strada. E le proiezioni di Aiscat (concessionarie autostradali) e Nomisma stimano una crescita dei volumi di traffico su strada del 31% tra il 2015 e il 2030.La rete stradale italiana, osserva Anita, è tra le più vetuste d'Europa. Lo sviluppo dell'infrastruttura, infatti, si è fermato alla fine degli anni 70 del secolo scorso, con il 50% dei manufatti costruiti entro il 1970. La rete autostradale, in particolare, richiede interventi urgenti, non solo per rigenerare l'infrastruttura obsoleta, ma per adeguare la capacità di trasporto. Sostiene Davide Falteri, presidente di Federlogistica: «Anche costruendo tutte le opere ferroviarie progettate o in cantiere, dal Terzo Valico alla Napoli-Bari, dal Brennero alla Tav Torino-Lione, la quota parte di merci che si riuscirebbe a trasferire dalle strade alla ferrovia varierebbe dal 2,5 al 3,5%. Certo un risultato importante, ma non tale da spostare l'asse della mobilità nel nostro Paese, dove solo il 12% delle merci viaggia in treno e (con l'eccezione delle autostrade del mare) il resto è di competenza esclusiva dell'autotrasporto». E le ultime notizie che arrivano dal trasporto ferroviario merci non lasciano ben sperare: l'Autostrada ferroviaria alpina (Afa), che trasportava le merci lungo l'asse tra Torino e Lione attraversando il traforo del Frejus, è stata costretta a cessare l'attività dallo scorso 21 aprile, senza che allo stato sussistano prospettive di ripresa. Il motivo è da ricercare nei tagli ai finanziamenti da parte dei governi italiano e francese: l'assenza di contributi pubblici rende il servizio economicamente insostenibile.Il commento di Pasquale Russo, Presidente di Conftransporto, ai microfoni di Vincenzo Miglietta.Accordo Ucraina-Usa, cosa prevede?Nella notte del 30 aprile la ministra dell'Economia ucraina Julija Svyrydenko e il Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent hanno annunciato di aver firmato "l'Accordo sulla creazione di un Fondo di Investimento per la Ricostruzione Stati Uniti-Ucraina". L'intesa prevede che il fondo venga finanziato dai ricavi derivanti da nuove licenze nel settore dei materiali critici, del petrolio e del gas e venga gestito congiuntamente da Kiev e Washington, mentre la proprietà delle risorse e del sottosuolo resti pienamente ucraina. In cambio gli Usa riaffermano il loro impegno per la sicurezza, anche militare, dell'Ucraina.C è la terra, è vero, al cuore del mineral deal . Ma non solo le terre rare di cui si è tanto parlato dal momento in cui il presidente americano le ha indicate come merce di scambio per recuperare i soldi spesi in Ucraina. E non ci sono soltanto, al centro, neppure le altre risorse minerarie ed energetiche ucraine a cui gli Stati Uniti si sono aggiudicati un accesso privilegiato: anche se consapevoli del rischio di svendere il Paese senza avere in cambio un impegno adeguato nel confronto contro la Russia, le autorità ucraine hanno comunque voluto trovare un compromesso con la Casa Bianca pur di mantenerla al proprio fianco e incentivarla a proseguire l alleanza, sperando come ha detto alla vigilia il premier Denys Shmyhal che l accordo possa diventare «un segno tangibile del sostegno degli Stati Uniti» per la protezione, lo sviluppo e la ricostruzione futura del Paese: la vera terra.L'intervento di Antonella Scott, Il Sole 24 Ore. Big Tech alle prese con i dazi TrumpApple e Amazon registrano conti solidi e oltre le attese tra gennaio e marzo, quasi 42 miliardi complessivi. Ma le guerre commerciali globali scatenate da Donald Trump e soprattutto le offensive contro la Cina costano care, pesano sull outlook e richiedono revisioni del business.Apple, in particolare, ha offerto iniziali previsioni sull impatto negativo in arrivo dai dazi, quasi un miliardo nel trimestre a fine giugno. E ha annunciato che nei tre mesi in corso la maggioranza dei suoi prodotti per il mercato statunitense non arriverà dalla Cina ma dall'India e dal Vietnam come abbiamo raccontato nei giorni scorsi. L India sarà patria degli iPhone, il Vietnam dei restanti gadget, da iPads a Mac, da Apple Watch a AirPods. Al di là di giugno ha aggiunto che è nebbia sull outlook. Lo sforzo per Apple è quello di rassicurare investitori e consumatori dal rischio di eccessivi rincari e danni a fatturato e profitti del gruppo, che ad oggi assembla gran parte dei suoi prodotti in Cina.Il Ceo Tim Cook ha dichiarato che nell'insieme la politica dei dazi, se non cambierà (un grande se nella strategia imprevedibile di Trump), aggiungerà 900 milioni ai costi sostenuti dall'azienda nel trimestre a giugno, una cifra che potrebbe peggiorare ulteriormente. "Assumendo che le attuali rate delle tariffe non cambino per il resto di questo trimestre e non ci siano dazi aggiuntivi, stimiamo l'impatto in 900 milioni aggiuntivi per i notri costi", ha detto. Oltre, ha continuato, è arduo guardare: "E' molto difficile fare previsioni più in là di giugno".Marco Valsania, Sole2Ore è intervenuto a Focus Economia.Ceramica, i timori dei produttori italianiLa guerra commerciale scatenata da Trump inizia a produrre risultati concerti. Soprattutto su settori come la ceramica italiana che arriva ad esportate il 75% della produzione e che vede negli Usa il principale mercato extra Ue.Per capire che aria tira è utile ascoltare chi, come Confindustria Ceramica, è appena tornata da Coverings, la più importante fiera nordamericana per la ceramica mondiale che si è tenuta ad Orlando. Tra corridoi affollati, stand curati come showroom, musica ed eventi, l'evento racconta la sfida dei 1.100 espositori da 40 Paesi per reagire all'incertezza del mercato a stelle e strisce dopo l insediamento di Trump e la prima tranche di dazi.L affluenza superiore alle attese va a braccetto con effettivi segnali di ripresa dell'export oltreoceano per il Made in Italy che potrebbe però essere una fiammata legata all'incetta di scorte da parte dei distributori ma è una notizia tanto inattesa quanto preoccupante a segnare la 35esima edizione del salone, che chiuderà domani all'Orange County Convention Center di Orlando: la decisione dell'amministrazione americana di chiudere senza misure antidumping l indagine sulle importazioni di piastrelle indiane. Un accordo che potrebbe essere un effetto collaterale delle trattative bilaterali sui sui dazi tra Usa e India.Il commento di Armando Cafiero, direttore generale di Confindustria Ceramica.
Per la prima volta l’UE ha applicato il Digital Markets Act (DMA) infliggendo multe ad Apple (500 milioni di euro) e Meta (200 milioni) per pratiche anticoncorrenziali. Apple è accusata di ostacolare l’accesso degli utenti a offerte alternative sull’App Store, mentre Meta avrebbe imposto una scelta troppo rigida tra condivisione dei dati e abbonamento a pagamento. Le sanzioni, ben inferiori alla soglia massima prevista dal DMA, suggeriscono una volontà europea di non aggravare ulteriormente i rapporti con gli Stati Uniti, già tesi per via della guerra commerciale lanciata da Trump. Bruxelles assicura che le decisioni sono puramente giuridiche, ma la Casa Bianca ha reagito duramente parlando di “estorsione economica”. Interviene Michele Polo, professore Ordinario di Economia Politica presso l'Università Bocconi.Kering, ricavi del primo trimestre in calo del 14% a 3,9 miliardiNel primo trimestre del 2025 Kering ha registrato ricavi in calo del 14%, a 3,9 miliardi di euro, deludendo le attese degli analisti. Il calo ha colpito tutte le aree geografiche, con l’Asia-Pacifico in forte contrazione (-25%), seguita da Europa occidentale e Nord America (-13%), e Giappone (-11%). Il titolo, che da inizio anno ha perso oltre il 25%, ha chiuso in rialzo prima della trimestrale, in scia alla buona performance del settore lusso a Parigi. Le vendite del canale retail diretto, centrale per la strategia di Kering, sono scese del 16%, mentre il wholesale ha perso il 23%, in linea con la politica di rafforzamento dell’esclusività distributiva. Tra i brand, Gucci ha segnato la flessione più marcata (-25%), penalizzata dal calo del traffico nei negozi e dalla razionalizzazione dell’offerta. Saint Laurent ha registrato un -9%, con segnali di tenuta in Medio Oriente e in parte del mercato occidentale. In controtendenza, Bottega Veneta ha chiuso con un +4%, grazie alla crescita a doppia cifra in Europa, Nord America e Medio Oriente. Le altre maison del gruppo hanno registrato un calo dell’11%, ma con dinamiche variegate: bene Brioni, Pomellato e Qeelin, più deboli McQueen e Balenciaga (nonostante il buon andamento nella pelletteria). Ne parliamo con Filippo Diodovich, market Strategist di IG Italia.Generali, l assemblea conferma Donnet alla guidaMediobanca vince la "battaglia" in assemblea Generali con il 52,38% dei voti, assicurando la riconferma di Donnet e Sironi, ma la "guerra" resta aperta. La lista Caltagirone si ferma al 36,8%, rafforzata dall'appoggio di Unicredit (6,7% del capitale), Delfin (9,9%) e Crt. Assogestioni esclusa dal CdA. Gli istituzionali, il retail e i piccoli azionisti si schierano con Mediobanca, che resta l’azionista di riferimento (13,04%). Nonostante la sconfitta, Caltagirone conquista tre consiglieri e conserva un ruolo critico in CdA. La partita ora si sposta su Mps, dove lo stesso Caltagirone è azionista e il dialogo con Mediobanca resta tutto da scrivere. Laura Galvagni, Il Sole 24 Ore.Dazi, 12 Stati Usa fanno causa a TrumpDodici Stati americani, guidati da procuratori democratici e alcuni governatori repubblicani, hanno fatto causa a Trump per i dazi unilaterali, accusandolo di abuso del potere tariffario che spetterebbe al Congresso. Denunciato un impatto economico grave e immediato, soprattutto in Stati come California e Oregon. Mentre la tensione cresce, emerge una figura chiave nell’amministrazione: Scott Bessent, nuovo Segretario al Tesoro, ex trader di Soros e primo esponente apertamente gay nel ruolo. Con approccio pragmatico e tono conciliatore, Bessent spinge per una politica commerciale meno instabile, promuovendo un'America First aperta alla cooperazione globale. Marco Valsania, Il Sole24Ore.
Iniziamo la puntata collegandoci con Catia Caramelli, che si trova a Roma, e che ci racconta che giornata hanno vissuto i fedeli arrivati per salutare Papa Francesco. Ucraina, salta il vertice di Londra. Ne parliamo con Marco Di Liddo, Direttore del Centro Studi Internazionali. La Commissione europea sanziona Meta e Apple. Ci spiega il perché Ernesto Belisario, avvocato specializzato in diritto delle tecnologie e Segretario generale dell'Istituto per le politiche dell'innovazione.Stasera in campo la semifinale di Coppa Italia fra Inter e Milan. Ci colleghiamo con il nostro Dario Ricci, che si trova a San Siro.
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in visita alla Casa Bianca. Ne parliamo con Vincenzo Miglietta, giornalista di Radiocor.Liste di attesa: è scontro fra Governo e Regioni. Con noi Pierino Di Silverio, Segretario generale Anaao Assomed (Associazione Nazionale Aiuti e Assistenti Ospedalieri).L'Italia colpita dal maltempo. Ci aggiorna sulle previsioni dei prossimi giorni Mattia Gussoni, de IlMeteo.it. Stasera in campo Europa e Conference League. Sentiamo il nostro Dario Ricci.
Stona la presenza virtuale del Segretario della Difesa statunitense Pete Hegseth alla 27ª riunione dell'Ukraine Defense Contact Group, proprio mentre a San Pietroburgo si intensificano i rapporti tra Russia e Stati Uniti, con l'incontro odierno tra Steve Witkoff e Vladimir Putin. Ne parliamo con Antonella Scott, giornalista del Sole 24 Ore, e Alessandro Colombo, professore di Relazioni internazionali all'Università Statale di Milano, ha scritto “Il suicidio della pace. Perché l'ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024)” (Raffaello Cortina Editore).Annunciati fondi all'Ucraina per droni e riparazioni dei mezzi, ma rischiano di non bastare senza un aiuto certo dagli Stati Uniti, sempre più orientati su altri fronti. Ne parliamo con Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa.
Questa settimana il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha incontrato a Washington il Segretario al Tesoro americano Scott Bessent. Il professore di finanza alla UNSW di Canberra Max Tani analizza la situazione.
Oggi si è tenuto a Bruxelles la riunione dei ministri della Difesa della Nato. Sul tavolo inevitabilmente quanto annunciato ieri da Donal Trump in merito all'inizio delle trattative per una pace in Ucraina e la richiesta all'Europa, avanzata dal Segretario americano alla Difesa Pete Hegseth, di farsi carico della maggior parte dei finanziamenti all'Ucraina. Dai 31 membri della Nato Trump continua a pretendere un impegno finanziario maggiore del 2% del loro Pil, mentre complessivamente i Paesi Nato della Ue sono all 1,9%, con l Italia per esempio che non arriva all 1,6%. Nello specifico Cambio in un intervento all'incontro dello Ukraine Defence Contact Group, che riunisce più di 40 paesi alleati dell'Ucraina, tenutosi ieri a Bruxelles, il Segretario americano alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che l'Europa dovrà fornire la maggior parte dei finanziamenti all'Ucraina, segnando un cambio di rotta nella politica di Washington. Se tutti i Paesi Ue fossero al 2% del Pil, così come chiede la Nato già ora, ci sarebbero 60 miliardi in più da spendere. I singoli Paesi europei in questi mesi dovranno decidere se mantenere l inefficiente frammentazione e rimpolpare i loro sistemi di difesa, pagando ognuno di tasca propria e portando acqua all industria militare Usa, o accordarsi per una Difesa comune europea. Per finanziarla, sempre nel quadro della Nato, è in discussione la possibilità di emettere debito comune. In questo caso gli scenari sono due: 1) acquisti centralizzati dai miglior offerenti per spendere meno; 2) concentrare le risorse sulla industria europea per uniformare le forniture. A margine della Ministeriale della Nato a Bruxelles si è espresso anche il ministro della Difesa Guido Crosetto: 'Su obiettivo oltre 3% concordi quasi tutti' L'impegno di spendere per la difesa una somma annua pari ad almeno il 2% del Pil "ormai è ampiamente superato". Il segretario alla Difesa degli Usa Pete Hegseth "ci ha ribadito che la richiesta di Donald Trump sarà al 5%. Noi abbiamo ribadito che per molti Paesi è impossibile pensare di raggiungere un obiettivo di questo tipo". "Probabilmente - ha aggiunto - a fine giugno, quando si riunirà la Nato, ci sarà un'ulteriore proposta" di obiettivo per la spesa per la difesa, "che non sarà più sicuramente il 2%, neanche il 2,5%. Si parla di oltre il 3%", obiettivo che, conclude, "trova concordi quasi tutti i Paesi". Ne parliamo con Adriana Cerretelli, editorialista Il Sole 24 Ore Bruxelles.La Lega insiste sulla pace fiscale ma Giorgetti non si sbilanciaL obiettivo per ora è soprattutto mediatico. Matteo Salvini ha riunito ieri alla Camera il Consiglio federale della Lega per rilanciare la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali che secondo il vicepremier del Carroccio potrebbe arrivare in primavera, anche con un decreto ad hoc. Toccherà ora a Giancarlo Giorgetti mettere in pratica l idea riuscendo a far quadrare i conti di quella che il segretario della Lega ha battezzato pace fiscale . E qui viene il difficile. Lo si capisce dalla risposta sibillina del ministro dell Economia. Ai giornalisti che gli chiedono se sia d accordo con questa nuova rottamazione risponde con un sibillino «non smentisco». A spanne il costo si aggirerebbe attorno ai 5 miliardi di euro. Tanto, troppo per un bilancio in sofferenza. Oggi il ministro dell Economia Giancarlo Giorgetti durante il question time al Senato ha spiegato che lavora sempre sulle coperture di ogni tipo perché purtroppo il lavoro il Mef è su tutte le coperture, rispondendo alla domanda se fosse in corso la ricerca di risorse per la rottamazione delle cartelle fiscali. Intanto ieri è arrivato ieri sera in extremis l emendamento fiscale al Milleproroghe che riapre i termini della rottamazone quater (domande entro il 30 aprile) e corregge la stretta sulle auto aziendali: i contratti firmati nel 2024 eviteranno l aumento di costi. Intanto la Lega insiste sulla sanatoria in 10 anni. Alleati freddi. Ne parliamo con Gianni Trovati, de Il Sole 24 OreTim, ok a Mef-Retelit su Sparkle La firma per il distacco di Sparkle da Telecom Italia è fissata per l 11 aprile, ma la vendita sarà completata «entro il primo trimestre del 2026», una volta ottenute le prescritte autorizzazioni antitrust e golden power. Il cda Tim ha approvato ieri l offerta Mef-Retelit. Della società dei cavi sottomarini il Mef rileverà il 70%, la controllata italiana del fondo Asterion il 30%, finanziando l operazione per circa la metà a debito, con il supporto di un pool di banche (Intesa, Ing, Bpm e Mps). L offerta, che valuta la società dei cavi sottomarini internazionali 700 milioni in termini di enterprise value, era diventata vincolante prima di Natale, ma il termine di validità, inizialmente fissato nel 27 gennaio, era poi slittato al 15 marzo. L offerta è passata al vaglio del Comitato parti correlate per la presenza nel capitale di Cdp (9,8%) e nel board del presidente della Cassa Giovanni Gorno Tempini. Ieri il board ha esaminato anche il preconsuntivo del 2024 che ha riportato risultati anche migliori degli obiettivi aziendali. La nota Tim sottolinea che «sono state centrate tutte le guidance per tre anni consecutivi». I ricavi consolidati sono cresciuti del 3,1% a 14,5 miliardi, con un miglioramento dell 1,5% a 10,2 miliardi sul mercato domestico e un progresso del 6,8% a 4,4 miliardi in Brasile. L Ebitda aumenta dell 8,3% a 4,3 miliardi, con contributo analogo e identica progressione dalle attività in Italia e nel Paese sudamericano. L Ebitda after lease sale del 10,1% a 3,7 miliardi (+8,5% sul mercato domestico a 2 miliardi e +11,9% in Brasile a 1,7 miliardi). Sul mercato domestico Tim consumer ha riportato ricavi per 6,1 miliardi (+0,6%) e Tim enterprise per 3,3 miliardi (+4,1%). Ne parliamo con Antonella Olivieri Il Sole24OreConfindustria: dai dazi effetti profondi sull ItaliaTrump firmerà presto un ordine per imporre dazi a tutti i Paesi che applicano dazi sulle importazioni statunitensi. Il presidente statunitense ha già annunciato dazi su acciaio e alluminio dal 12 marzo, scatenando reazioni negative da Canada, Ue e Messico.In questo contesto secondo il Centro Studi di Confindustria, che oggi ha pubblicato una nota, l export italiano è più esposto della media Ue al mercato Usa. Tra i settori maggiormente esposti: bevande (39%), autoveicoli e altri mezzi di trasporto (30,7% e 34%) e farmaceutica (30,7%). Nel 2024 le vendite di beni italiani negli Usa sono state pari a circa 65 miliardi di euro, generando un surplus vicino a 39 miliardi. "I lavori empirici basati sull esperienza della prima amministrazione Trump - si legge nella nota - mostrano che i dazi si sono scaricati interamente sui prezzi di acquisto, con un impatto finale di minori margini per le imprese e maggiori prezzi per i consumatori. Per Italia ed Europa si prefigurano considerevoli rischi, accanto ad alcune opportunità, in termini di quote di mercato potenzialmente contendibili nel mercato Usa liberate dal decoupling con la Cina". I dazi, spiega il Centro Studi, sono uno strumento "estremamente distorsivo" e nel caso dell'Italia " le connessioni economiche sono estremamente profonde". Il commento è di Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.