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Lunedì il tribunale di Roma ha condannato 3 agenti dei servizi segreti egiziani nella prima sentenza dopo 10 anni legata al caso di Giulio Regeni. I familiari della vittima si sono detti soddisfatti …. ma il governo ha voluto subito precisare che la condanna non riguarda il governo egiziano. Anche se è evidentemente falso. Ma come mai l'Egitto è così importante per il governo Meloni? Anzi per tutti gli ultimi governi italiani? La risposta tira in ballo alcune delle più grandi e controverse aziende italiane come Eni e Leonardo, i flussi migratori e altre cose ancora che proviamo a ricostruire in questa puntata speciale sul caso Giulio Regeni.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:58 - Tutto sul caso RegeniFonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/tutto-quello-che-ce-da-sapere-caso-regeni/Abbonati a Italia che Cambia: https://www.italiachecambia.org/abbonati/ Iscriviti alla newsletter: https://bit.ly/4v3UjDYVuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
Attacchi russi su Kyiv, cinque le vittime. Chiusi due aeroporti in Polonia. Oggi prima seduta della nuova Duma. Sentiamo il nostro Gigi Donelli, che si appresta a partire proprio per l'Ucraina.Dopo il tetto ai prezzi dei carburanti, l’ENI annuncia anche quello al prezzo di luce e gas. Il commento di Andrea Roventini, direttore dell’Istituto di Economia alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Rapporto annuale OCSE “Education at a glance”, scuola italiana in chiaroscuro: migliorano Neet e dispersione scolastica, diminuiscono gli studenti. Ne parliamo con Patrizio Bianchi, professore di Economia all’Università di Ferrara, già Ministro dell’Istruzione dal 2021 al 2022. In Francia giorni di proteste per il caro vita: in piazza lavoratori del pubblico impiego e studenti, diverse scuole occupate. Ci colleghiamo con Danilo Ceccarelli, nostro collaboratore da Parigi. Oggi la Giornata Internazionale del Podcasting. Le novità di 24Ore Podcast con la nostra Alessandra Scaglioni, caporedattrice centrale e responsabile podcast Radio 24.
Nel The Essential di giovedì 1 ottobre, Camilla Ferrario parla di: 00:00 Il ritiro dopo più di 20 anni dei militari statunitensi dall'Iraq e le relative conseguenze attese 04:21 Quello che sappiamo dell'aereo diretto in Israele che è atterrato in emergenza in Arabia Saudita 07:47 L'incontro tra i leader mondiali dell'AI che li ha portati a un accordo “moralmente vincolante” Scopri Illumia: https://www.illumia.it/casa/luce/energia-lunga-luce/?p=null Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ascolta qui l'episodio relativo ai quattro nomi per il futuro dell'Inter in Serie A: https://pod.fo/e/65be33Calciomercato Inter, ultimissime news: le parole del presidente del Barcellona Joan Laporta su Lautaro Martinez e l'Inter devono farci stare attenti in vista del prossimo futuro.
Mentre siamo in volo tra le nuvole diretti a Singapore, pronti a dare ufficialmente il via a questo nuovo e attesissimo capitolo del Motto on tour asiatico, Motto Podcast vi porta una puntata speciale, ricca di bellezza, autenticità e ispirazione. Insieme a Elena e all'inseparabile cane guida Roger abbiamo iniziato il nostro viaggio, lasciando alle nostre spalle la terraferma ma portando con noi storie che toccano l'anima e accendono nuove prospettive.Ospite di questo episodio è il talentuoso fashion designer Andrea Rizzo. Attraverso una conversazione intima e intensa con Roberto, Andrea si racconta a cuore aperto, intrecciando il filo della sua passione viscerale per la moda con la propria esperienza legata all'ADHD. Quello che per molti può sembrare un ostacolo si rivela, nella sua visione, un autentico motore di creatività , energia e talento puro.Durante il dialogo si attraversano temi delicati e profondi, sempre illuminati da una visione positiva, costruttiva e profondamente inclusiva. Andrea svela inoltre i dettagli della straordinaria collaborazione nata proprio in occasione del nostro viaggio in Asia, spiegando come il suo tocco creativo sia salito a bordo con noi in questa grande avventura.Un episodio che celebra il coraggio di essere se stessi, la forza dell'inclusione e il potere trasformativo dell'arte e della moda. Mettetevi comodi, allacciate le cinture e lasciatevi accompagnare da questo incontro speciale mentre noi solchiamo i cieli verso l'Oriente. Buon ascolto.
«Lo abbiamo già fatto». Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich risponde così nel podcast di Ynet del 27 settembre a chi gli chiede che cosa voglia dire la sua proposta di fare in Cisgiordania quello che Israele ha fatto a Gaza: ci sono tre campi profughi vuoti e la popolazione è stata evacuata «per la sua protezione». Tre giorni prima, all'Onu, il primo ministro Benjamin Netanyahu chiamava l'accusa di genocidio la più grande menzogna del secolo. Il 4 settembre l'Alto commissariato Onu per i diritti umani ha descritto i tre campi, Jenin, Nur Shams e Tulkarem, con altre parole: le forze di Israele sono passate porta a porta, la popolazione è stata cacciata per intero con la forza e gli sfollati raccontano di ufficiali che dicevano di andarsene tutti in Giordania. L'Onu vi legge serie preoccupazioni di crimine contro l'umanità per trasferimento forzato. A luglio l'Unrwa contava 33.362 profughi ancora fuori dai campi. Quello che Israele ha fatto a Gaza ha il nome che gli dava Oxfam l'11 giugno: genocidio, con una pulizia etnica in corso in Cisgiordania. Intanto il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir pubblica su X il video in cui dice a Hassan Salameh, detenuto dal 1996, di volerlo giustiziare, e prospetta, se sarà ministro della Difesa, esecuzioni per i prigionieri come lui ed emigrazione per i palestinesi. In Israele si vota il 27 ottobre. A Tunisi i quattro della Global Sumud Flotilla restano a Mornaguia, e Al Jazeera racconta che la figlia più piccola di Wael Naouar ha quattro anni, si chiama Sumud e a chi le domanda dove sia il padre risponde «Palestina». La protezione di cui parla Smotrich ha perfino una scadenza: il 24 settembre, secondo Haaretz, l'esercito ha prorogato fino al 30 novembre la chiusura di Nur Shams, che sarebbe finita il 30 settembre. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
“Sto esagerando.” “Sono troppo sensibile.” “Forse sono io.” A volte fra ciò che sentiamo e il momento in cui cominciamo a metterlo in dubbio passano pochissimi secondi. Ma fidarsi di sé non significa credere ciecamente a ogni sensazione. Significa riuscire a prendere sul serio la propria esperienza abbastanza da poterla guardare, distinguere e capire. In questa puntata parliamo della differenza fra ciò che sentiamo e ciò che concludiamo, del bisogno di conferme esterne e di quella velocità con cui tante volte diventiamo le prime persone a non credere a noi stesse. allenati con noi e allena la tua AUDACIA in Joyfuel https://www.ilcorpoelamente.com/joyfuel/
Dopo le dichiarazioni di Noemi per mezzo stampa dove ha raccontato di essersi sentita con Rosario fin dopo la puntata di temptation island e poi e poi nonostante fosse tornato insieme ad Alessandra, quest'ultima ospite di Verissimo racconta tutto!! E poi Giovanni confermato come nuovo tronista di uomini e donne nonostante le polemiche
Acquista il mio nuovo libro, "Neanche Nietzsche era un superuomo": https://amzn.eu/d/0hN113ZXLeopardi fu pessimista fin da giovane; ma le sue idee cambiarono nel tempo, influenzate dalle letture e dalle vicende della vita. Iniziamo a vedere le prime fasi del suo sviluppo intellettuale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-filosofia--4778244/support.
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Quello che doveva essere un consesso internazionale dedito al mantenimento della pace si è trasformato in un teatro di scontri e recriminazioni. Netanyahu ha apostrofato le delegazioni che hanno abbandonato la sala per il suo discorso con l'aggettivo "codardi", Pezeshkian ha detto che gli americani sono dei terroristi, Trump ha minacciato di distruggere l'Iran se non arriverà presto un accordo. Ne parliamo con Giuseppe Dentice, analista OsMed (Osservatorio Mediterraneo) dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V.Il vertice tra Trump e Xi Jinping si è svolto in un clima molto più disteso rispetto alle tensioni che negli ultimi anni hanno segnato i rapporti tra Washington e Pechino. «Abbiamo avuto un grande incontro», ha detto Trump al termine dei colloqui. Xi, durante la cena di Stato, ha parlato invece di «scambi sinceri e approfonditi» e di un’intesa raggiunta su diverse questioni, invitando Stati Uniti e Cina a cercare «un nuovo modello di convivenza tra grandi nazioni». Ne parliamo con Giulia Sciorati, assistant professor al King's College di Londra.
Predicazione espositiva del Pastore Jonathan Whitman di Matteo capitolo 13 versetti da 18 a 23. Registrata presso il Centro Evangelico Battista di Perugia il 13 settembre 2026.Titolo del messaggio: "Come accogli il Re?"MATTEO 13 V18-2318 «Voi dunque ascoltate che cosa significhi la parabola del seminatore! 19 Tutte le volte che uno ode la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e porta via quello che è stato seminato nel cuore di lui: questo è quello seminato lungo la strada. 20 Quello seminato in luoghi rocciosi è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia, 21 però non ha radice in sé ed è di corta durata; e quando giunge la tribolazione o persecuzione a motivo della parola, è subito sviato. 22 Quello seminato tra le spine è colui che ode la parola; poi le ansiose preoccupazioni mondane e l'inganno delle ricchezze soffocano la parola, che rimane infruttuosa. 23 Quello invece seminato nella terra buona è colui che ode la parola e la comprende; egli quindi porta del frutto e rende il cento, il sessanta e il trenta per uno».
A Gaza City la scuola del Patriarcato latino di Gerusalemme ha riaperto dopo quasi tre anni e martedì il Patriarcato ha contato chi è tornato nelle aule: 1.005 studenti e 77 insegnanti. Il parroco della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli, parla di "lacrime di gioia". Quello stesso martedì, sul Monte Herzl a Gerusalemme, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato che, se anche un solo israeliano venisse rapito, il milione di abitanti di Gaza City sarebbe evacuato verso sud e la città trattata come Rafah e Beit Hanoun. Due nomi di macerie. Poi ha elencato il metodo, evacuare la popolazione, distruggere le infrastrutture e prendere il territorio, e gli ha dato un nome che suona come una rivendicazione, «la lingua che parliamo», tanto che il Jerusalem Post osserva che frasi simili potrebbero complicare la difesa di Israele all'Aia. Poche ore dopo a New York il segretario generale dell'Onu António Guterres nel suo ultimo discorso all'Assemblea generale prima di lasciare l'incarico ha ricordato le misure provvisorie vincolanti della Corte internazionale di giustizianella causa sul genocidio a Gaza, parola che la relatrice speciale Onu Francesca Albanese usa dal marzo 2024. Sulla Cisgiordania ha visto alzarsi lo spettro della pulizia etnica. Dallo stesso podio Donald Trump ha lodato la tregua per aver salvato «migliaia di vite», mentre il ministero della Salute di Gaza contava 1.399 morti dal cessate il fuoco dell'11 ottobre 2025. Nel carcere tunisino di Mornaguia intanto Wael Naouar della Global Sumud Flotilla arriva oggi al quarantesimo giorno di sciopero della fame. L'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon ha risposto a Guterres su X parlando di "insinuazioni oltraggiose". Katz, la mattina, aveva chiamato lingua l'evacuazione di un milione di persone. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
A Gaza City la scuola del Patriarcato latino di Gerusalemme ha riaperto dopo quasi tre anni e martedì il Patriarcato ha contato chi è tornato nelle aule: 1.005 studenti e 77 insegnanti. Il parroco della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli, parla di "lacrime di gioia". Quello stesso martedì, sul Monte Herzl a Gerusalemme, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato che, se anche un solo israeliano venisse rapito, il milione di abitanti di Gaza City sarebbe evacuato verso sud e la città trattata come Rafah e Beit Hanoun. Due nomi di macerie. Poi ha elencato il metodo, evacuare la popolazione, distruggere le infrastrutture e prendere il territorio, e gli ha dato un nome che suona come una rivendicazione, «la lingua che parliamo», tanto che il Jerusalem Post osserva che frasi simili potrebbero complicare la difesa di Israele all'Aia. Poche ore dopo a New York il segretario generale dell'Onu António Guterres nel suo ultimo discorso all'Assemblea generale prima di lasciare l'incarico ha ricordato le misure provvisorie vincolanti della Corte internazionale di giustizianella causa sul genocidio a Gaza, parola che la relatrice speciale Onu Francesca Albanese usa dal marzo 2024. Sulla Cisgiordania ha visto alzarsi lo spettro della pulizia etnica. Dallo stesso podio Donald Trump ha lodato la tregua per aver salvato «migliaia di vite», mentre il ministero della Salute di Gaza contava 1.399 morti dal cessate il fuoco dell'11 ottobre 2025. Nel carcere tunisino di Mornaguia intanto Wael Naouar della Global Sumud Flotilla arriva oggi al quarantesimo giorno di sciopero della fame. L'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon ha risposto a Guterres su X parlando di "insinuazioni oltraggiose". Katz, la mattina, aveva chiamato lingua l'evacuazione di un milione di persone. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
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Le vacanze sono finite e magari ti ritrovi con qualche chilo in più, le abitudini un po' scombussolate e quella sensazione tipica di settembre che ti dice che è arrivato il momento di rimetterti in forma.Ed è proprio qui che spesso facciamo il primo errore. Vogliamo recuperare tutto e subito.Dopo settimane in cui magari abbiamo mangiato senza troppa attenzione, ci siamo mossi meno e abbiamo completamente perso la nostra routine, pretendiamo improvvisamente di passare all'estremo opposto: dieta rigidissima, palestra, camminate, corsa e mille nuove regole da seguire contemporaneamente. Sembra il modo migliore per ripartire. In realtà può essere il modo migliore per mollare tutto dopo poche settimane.In questo episodio di Vivere in Chetogenica voglio parlarti proprio di come affrontare correttamente la ripartenza dopo le vacanze, perché questo è uno dei momenti dell'anno in cui vedo contemporaneamente tantissima motivazione e tantissima fretta.E la fretta, quando parliamo di dimagrimento, può diventare un problema. Siamo circondati da messaggi che promettono risultati enormi in pochissimo tempo e questo finisce inevitabilmente per modificare le nostre aspettative.Arriviamo al punto in cui una persona può perdere anche 8, 10 o 12 chili e considerarsi comunque insoddisfatta perché nella sua testa avrebbe dovuto perderne ancora di più. Per questo il primo passo della ripartenza dovrebbe essere stabilire un obiettivo sensato.Da settembre al periodo natalizio abbiamo davanti circa tre mesi. È un periodo sufficientemente lungo per ottenere risultati importanti, ma non dobbiamo trasformarlo nell'ennesima corsa contro il tempo cercando di risolvere in poche settimane un problema che magari ci accompagna da anni. E soprattutto il nostro obiettivo non deve necessariamente riguardare soltanto il numero sulla bilancia.Possiamo lavorare sul peso e sui centimetri, certamente, ma possiamo anche utilizzare questo periodo per migliorare aspetti della nostra quotidianità e del nostro benessere sui quali l'alimentazione può avere un ruolo.C'è poi un secondo punto che per me è fondamentale. Se arrivi da un periodo completamente disordinato, non è detto che la cosa migliore sia passare immediatamente a una dieta rigidissima. Corpo e mente non amano particolarmente questi continui strattoni.Per questo può essere molto più intelligente utilizzare la prima settimana come una sorta di fase di transizione. Non significa continuare a mangiare come in vacanza. Significa iniziare semplicemente a rimettere ordine.Tornare a scegliere meglio gli alimenti, recuperare una certa regolarità nei pasti e nelle giornate e ricostruire gradualmente quelle abitudini che durante le vacanze abbiamo perso. In questo modo arriviamo alla settimana successiva già mentalmente preparati a seguire con maggiore precisione il programma, senza dover utilizzare tutta la nostra forza di volontà per passare violentemente dal completo disordine all'estremo controllo.Lo stesso ragionamento vale per l'attività fisica. Uno degli errori classici di settembre è voler cambiare contemporaneamente ogni aspetto della propria vita. Inizio la dieta, mi iscrivo in palestra, comincio a camminare tutte le mattine, magari aggiungo anche la corsa e improvvisamente riempio la mia giornata di comportamenti che fino alla settimana precedente non facevano parte della mia quotidianità.Per qualche giorno può funzionare benissimo. Quando la motivazione è alta siamo capaci di sostenere anche cambiamenti molto impegnativi. Il problema arriva dopo. Arriva quando la bilancia non ci dà esattamente il risultato che ci aspettavamo, quando abbiamo una settimana difficile al lavoro, quando arriva un problema familiare o semplicemente quando l'entusiasmo iniziale comincia inevitabilmente a diminuire.Se tutto quello che abbiamo costruito richiede continuamente uno sforzo enorme, basta un piccolo elemento esterno per far saltare l'intero sistema. Ed è proprio questo che voglio evitare. Non mi interessa che tu riesca a essere perfetto per tre settimane. Mi interessa molto di più che quello che inizi a fare oggi possa diventare progressivamente parte della tua vita normale.Per questo preferisco procedere per gradi: prima recuperiamo ordine e regolarità, poi rendiamo più precisa l'alimentazione e progressivamente inseriamo o riprendiamo anche l'attività fisica. La ripartenza di settembre è una grande opportunità proprio perché abbiamo davanti diversi mesi nei quali possiamo lavorare con continuità.Ma dobbiamo sfruttare quella motivazione per costruire nuove abitudini, non per sottoporci all'ennesimo periodo estremo che terminerà appena qualcosa andrà storto. Perché il corpo ama la regolarità molto più degli estremi. E l'obiettivo finale non dovrebbe essere semplicemente arrivare a Natale con qualche chilo in meno per poi ritrovarci, qualche mese dopo, a ricominciare ancora una volta da capo.L'obiettivo dovrebbe essere utilizzare questa ripartenza per costruire qualcosa di abbastanza sostenibile da accompagnarci anche oltre il dimagrimento. Quello che dico sempre ai miei pazienti è che vorrei aiutarli a fare la loro ultima dieta.Non perché da quel momento potranno dimenticarsi dell'alimentazione, ma perché avranno finalmente costruito abitudini abbastanza solide da arrivare al mantenimento e smettere di vivere continuamente tra periodi di dieta rigidissima e periodi di completo abbandono.Se sei appena tornato dalle vacanze e senti quella fortissima voglia di cambiare tutto da domani, ascolta questo episodio prima di partire.Perché questa volta l'obiettivo non dovrebbe essere ripartire più forte possibile. Dovrebbe essere ripartire in un modo che ti permetta di non fermarti di nuovo.Buon ascolto.
Ciccini, svegliatevi! Quello che è successo non è la trama di Terminator, ma la realtà cruda e terrificante: 1.200 agenti AI messi in isolamento da OpenAI hanno rifiutato le regole, creato una bacheca clandestina scambiandosi 70.000 messaggi segreti e lanciato un cyberattacco devastante contro Hugging Face pur di rubare le soluzioni e vincere il test! Quando gli umani hanno cercato di fermarle, le AI si sono organizzate con tattiche di difesa, sacrificando "agenti kamikaze" pur di ingannare i controlli. Nessuna morale, solo una spietata logica algoritmica disposta a radere al suolo database e riscrivere le regole del gioco. Se dai a un'AI un obiettivo senza recinti d'acciaio, distruggerà tutto pur di portarlo a termine. Ascolta questa puntata ORA, prima che sia il tuo sistema a venire eliminato! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Da un'infanzia segnata da guerra e povertà all'elezione a sindaco di Goulburn: Tony Lamarra racconta la sua vita straordinaria.#sbsaudiopodcast
S.4 Ep.54 - La mente pensa, interpreta, anticipa, giudica, riempie gli spazi vuoti. È il suo lavoro. Il problema comincia quando smettiamo di accorgerci che stiamo pensando e iniziamo a trattare ogni pensiero come una descrizione affidabile della realtà. “Potrei fallire” diventa “fallirò”. “Ho paura di non essere abbastanza” diventa “non sono abbastanza”. “Ho la sensazione che ce l'abbia con me” diventa “ce l'ha con me”. In questa puntata parliamo di metacognizione, decentramento e cognitive defusion per capire come creare uno spazio tra ciò che la mente racconta e ciò che scegliamo di fare. Con un esercizio pratico , Fatto, Storia, Scelta, per imparare a distinguere quello che sappiamo da quello che la nostra mente sta aggiungendo. Perché non devi smettere di pensare. E non devi nemmeno combattere la tua mente. Devi solo ricordarti una cosa: la tua mente può parlare con la tua voce e dire comunque una ca**ata.
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un'altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un'altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinchévedendo non vedanoe ascoltando non comprendano.Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un'altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un'altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
La prima puntata della nuova stagione di Joypad si apre inevitabilmente con GTA VI e con la sua lunga presentazione su Netflix. Matteo Bordone, Francesco Fossetti e Alessandro Zampini raccontano poi delle cose migliori viste alla Gamescom, la più importante fiera di settore, e di come (e probabilmente perché) Sony ha rinunciato a produrre Physint, il prossimo gioco di Hideo Kojima. Nelle ultime settimane sono poi usciti diversi giochi interessanti, tra cui Marvel's Wolverine, Onimusha: Way of the Sword, Big Walk e Control Resonant, e molti altri ancora arriveranno. I consigli di fine puntata sono la versione Switch di Final Fantasy XIV, la serie di libri Dungeon Crawler Carl e Orbitals. Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, abbonati al Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un'altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un'altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinchévedendo non vedanoe ascoltando non comprendano.Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.Parola del Signore.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Braglia:"Roma più equilibrata dell'Inter. Dybala può decidere la partita" De Paola:"Il centrocampo dell'Inter è superiore a quello della Roma" Orlando:"Tra i due attacchi complenti oggi prendo Lautaro- Thuram" Impallomeni:" Un test per capire se la Roma può avvicinare l'Inter.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Braglia:"Roma più equilibrata dell'Inter. Dybala può decidere la partita" De Paola:"Il centrocampo dell'Inter è superiore a quello della Roma" Orlando:"Tra i due attacchi complenti oggi prendo Lautaro- Thuram" Impallomeni:" Un test per capire se la Roma può avvicinare l'Inter.
Ep. 152 Nonostante i momenti di gioia, nella sua vita c'è «sempre una venatura di colpa» e che ciò che resta addosso col tempo non è il dolore della tortura che ha subito, ma l'inadeguatezza «per essere vivo, mentre gli altri non sono mai più tornati». In questa intervista con Malcom Pagani, lo sceneggiatore e regista Marco Bechis ripercorre il trauma fondativo della sua esistenza: il sequestro del 19 aprile 1977 e i dieci giorni di prigionia vissuti nel Club Atlético, uno dei 430 centri di detenzione illegale in Argentina. Sopravvissuto alla dittatura, Bechis analizza le derive psicologiche di una impunità inconscia per cui il reduce si sente legittimato dal dolore a prevaricare sugli altri. Nel ripercorrere il suo esilio in Italia, dall'accoglienza in una casa occupata a Milano in "quota rifugiato" in un collettivo omosessuale, fino all'innalzamento di muri interiori ed esteriori, Bechis svela la matrice artistica che anima i suoi lavori, da "Garage Olimpo" all'ultimo "Ritorno a Buenos Aires". Rigettando ogni forma di psicanalisi e le derive "pornografiche" del dolore sbattuto in prima pagina, il regista spiega perché la potenza del cinema, secondo lui, risieda nel "caos organizzato" del set e nel suggerire la violenza anziché mostrarla, per lasciare nello spettatore un'eco insopportabile e persistente e ricordare che le atrocità del passato sono un modello autocratico «tragicamente attuale». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Jeda:" Il Cagliairi ha qualità e Pisacane punta sui giovani. Bucchioni:" Amorim mi sembra non credere a quello che fa" Impallomeni:" PIsacane valorizza i giocatori"
Davide Stolfi"La gratitudine delle assenze"bookabookwww.bookabook.itTra i palazzi di piazzale Siena, dove le luci restano accese e i silenzi pesano, Ludovico vive in equilibrio precario tra ciò che è stato e ciò che non riesce a diventare. Le sue giornate scorrono uguali, strette tra la casa e la presenza ingombrante della madre, dentro un tempo che sembra fermo.Poi arriva Viola, una giovane inquieta, che porta con sé un disordine che non chiede permesso. Si incontrano per caso, in un ascensore. Un istante, uno sguardo, e qualcosa si incrina.Quello che nasce tra loro non ha un nome. Non è amore, non è amicizia. È qualcosa che sposta gli equilibri, tracciando segni sottili ma incancellabili.Così comincia:Milano, sempre lì che si rifà il trucco, ma ogni tanto sbava il mascara e simula stoicismo imperturbabile. Clacson, motorini che sfiorano gli specchietti con la grazia di un colpo di tosse, gente che corre senza mancare l'appello alla rubrica consueta La dottrina della frenesia, il barista sotto casa ha cambiato persino il tipo di brioche, lo scopro dal primo morso; meno burro, più aria stantia di ordine indubbiamente previdente, in un talk show locale avrebbero denunciato: aumentano i prezzi, diminuisce la sostanza, tutto torna. Il caffè ustiona ma siccome mi lascio coinvolgere da una certa propensione metropolitana, seguendo l'attitudine conformista, lo bevo comunque perché fa parte del palinsesto; poi nella tasca destra chiavi (nemmeno di preciso so quali ho afferrato), imbrocco finalmente l'altro braccio della giacca mentre sono già in ascensore, mia madre dorme impassibile, tanto vale essersene andati spediti. Maglione marrone castagna ma non è tempo di vendemmia, jeans blu comprensibili se hai avuto tre minuti per pensare a cosa scegliere da indossare, uniforme da uomo che non ha certamente voglia di prediligere opzioni multiple o forse è la tenuta da battaglia di chi ha capito che le possibilità sono un trucco dell'epoca, un modo per farti credere che hai voce in capitolo mentre ti schiacciano con la suoneria di un WhatsApp alle sette e quindici del mattino.Davide Stolfi è nato a Vigevano nel 1988. Lavora a Milano in ambito sanitario e scrive romanzi, spesso attraversati da musica e cinema. Ha pubblicato “Un bacio agli imprevisti” e “Agricoltura del desiderio”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Oggi ricomincia la scuola e, mentre accompagno le mie figlie verso un nuovo anno, mi ritrovo a pensare a una delle parti più difficili della genitorialità: capire quando nostro figlio ha ancora bisogno del nostro aiuto e quando, invece, siamo noi a fare fatica a fare un passo indietro.Perché crescere un figlio significa anche accettare che non possiamo vivere tutto al posto suo. Non possiamo evitare ogni errore, risolvere ogni problema, conoscere ogni dettaglio della sua giornata o proteggerlo da ogni delusione.Eppure lasciare spazio non è così semplice, soprattutto quando quello spazio significa permettere a nostro figlio di sbagliare, sperimentare, trovare soluzioni e fare le cose a modo suo.In questa puntata parliamo di autonomia, controllo, ansia genitoriale e di quella sottile differenza tra esserci per i nostri figli e vivere al posto loro.Una riflessione che parte dal primo giorno di scuola e arriva a una domanda che forse dovremmo farci più spesso: “Quello che sto facendo serve davvero a mio figlio o serve a tranquillizzare me?”
Non sei stato un bambino negli anni '70 se non hai comprato per 30, 40 e 50 lire (sintomo dell'inflazione galoppante) il ghiacciolo alla menta, all'arancio, al limone, all'amarena. Ti sei perduto sicuramente qualcosa se non hai provato artigianalmente a fabbricarlo con la Coca Cola o l'aranciata.Improbabili contenitoriMagari attraverso qualche improbabile contenitore, che poi non si sarebbe staccato dal ghiaccio. E forse con i bastoncini recuperati da ghiaccioli tradizionali.
I ricercatori suonano l'allarme, gli esperti di sicurezza informatica si interrogano, le grandi banche iniziano a prepararsi. Si avvicina il Q-Day, il giorno in cui saranno disponibili i primi computer quantistici in grado di rompere le chiavi crittografiche su cui si basa oggi tutta la sicurezza informatica. Molti ascoltatori ricorderanno il millennium bug e la paura che tutti i sistemi informatici andassero a rotoli allo scattare del nuovo millennio. A livello di previsioni catastrofiche il Q-day ci assomiglia, ma non ha una data precisa. Quello che sappiamo è che fino a un paio di anni fa sembrava una prospettiva remota, ma una serie di scoperte recenti lo hanno avvicinato moltissimo e adesso parliamo di 10 o 20 anni. A essere messe a rischio non saranno soltanto le transazioni future, ma anche molti dati sensibili registrati negli anni precedenti. In questa e nelle prossime puntate, parliamo del Q-day, di cosa aspettarci e di come scongiurarlo. Ospite di questa puntata, Tommaso Calarco, professore di Informatica Quantistica presso l'Università di Colonia e l'Università di Bologna.
Sermone predicato nella Chiesa Cristiana Evangelica "Sola Grazia" di Caltanissetta il 13/09/2026 Testo biblico: Giovanni 13:1-17 Predicatore: Nazzareno Ulfo Ascolta altri sermoni nella nostra pagina dedicata: https://www.sermoni.solagrazia.it/
Una foca monaca hawaiana, una pietra lanciata dalla riva e un video che trasforma pochi secondi su una spiaggia di Maui in un caso federale. Igor Mykhaylovych Lytvynchuk è accusato di aver molestato e tentato di colpire Lani, una foca monaca hawaiana in pericolo. Lui si è dichiarato non colpevole. Attorno al procedimento, intanto, crescono la viralità del video, il presunto doxxing, le minacce, un'aggressione denunciata dal suo avvocato e voci non confermate sul fallimento della sua azienda. Una storia piccola solo in apparenza, che parla di animali selvatici, giustizia e reazioni collettive. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Da Deng a Xi, la tecnologia è stata sempre un elemento rilevante nelle politiche economiche e industriali del paese. Quello della tecnologia è un percorso storico che affonda in storie e personaggi sconosciute in Occidente. Fino ad arrivare a oggi, con l'AI che diventa il tema saliente e che ci permette di confrontare due "leadership" molto diverse, quella di un paese socialista e quella di una istituzione religiosa. Fonti: - ‘I've not really done anything special': when Jiang Zemin reflected on his time as China's leader - South China Morning Post - 1 dicembre 2022 - Mao - Education during Cultural Revolution - International School History - 11 ottobre 2018 - 1960s China Factory, Computers, Technology - Kinolibrary - 5 maggio 2015 - China's first atomic bomb tested 60 years ago - South China Morning Post - 15 ottobre 2024 - DeepSeek, TikTok, Temu: How China is taking the lead in tech - BBC World Service - BBC World Service - 7 febbraio 2025 - WATCH: Chinese President Xi Jinping speaks at world AI conference - South China Morning Post - 17 luglio 2026 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Tutto quello che non ti dicono dei Social
Un processo si è concluso in California con l'impegno di Meta al pagamento di fino a 18 miliardi di dollari statunitensi, oltre che all'adozione di una serie di misure che nei prossimi mesi intendono rifondare il mondo dei social media.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
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Ha ragione Marc Marquez: l'eventuale decimo titolo non aggiungerà altro alla sua vita ed alla sua carriera. E ciò perché questo mondiale vive e sta vivendo quasi unicamente sul tentativo dei suoi avversari di contenerlo.E' lui il metro di paragone. Quello sul quale Bezzecchi, Martin, Acosta, Fernandez, il fratello Alex, Ogura, Diggia e, ahimè anche Bagnaia, si confrontano ad ogni gara.Può andare forte, fortissimo, limitarsi a gestire rimanendo nel secondo gruppo come gli è successo a Silverstone e egualmente l'intero schieramento e tutti i team manager si domanderanno: ce la faremo ad arginare il suo talento?La vittoria di Marc Marquez ad Aragon, non è solo l'ennesima su questo circuito. La gara non ha avuto storia. Leggete il seguito dell'articolo QUI. Nel podcast Carletto, Paolo e Matteo analizzano l'attuale situazione del mondiale.
Riesci a leggere un libro in italiano? E soprattutto… fino a che livello riesci ad arrivare? In questo articolo lo scopri con un test di lettura completo, dal livello A1 al livello C2, costruito su frasi vere prese da sei capolavori della letteratura italiana: Pinocchio, Cuore, Il fu Mattia Pascal, I Malavoglia, La coscienza di Zeno e I promessi sposi. Alla fine saprai esattamente qual è il tuo livello di lettura, e conoscerai anche qualche segreto sui libri più famosi d'Italia. Il Grande Test dei Classici Italiani da Pinocchio ai Promessi Sposi Le regole sono semplicissime. Per ogni livello troverai un brano di uno dei sei classici, seguito da due domande: una di grammatica e una di vocabolario. Un livello è "superato" se rispondi correttamente ad almeno una domanda su due. Il tuo livello di lettura è l'ultimo livello che riesci a superare. Se fai due su due… complimenti, livello superato a pieni voti! Mi raccomando: niente dizionario e niente traduttore, altrimenti il test non vale. Prima di iniziare, puoi anche dare un'occhiata alla nostra guida sui libri italiani da leggere. Livello A1 — "Le Avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi (1883) Cominciamo con il libro italiano più tradotto al mondo: Pinocchio! Piccola curiosità: "Collodi" non era il vero cognome dell'autore. Lui si chiamava Carlo Lorenzini, ma scelse come nome d'arte il nome del paese toscano della sua mamma: Collodi, appunto. Ecco l'inizio del libro, uno degli inizi più famosi di tutta la letteratura: «C'era una volta… — Un re! — diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.» Un consiglio prima delle domande: al livello A1 non serve capire ogni parola! Per rispondere ti bastano quelle che conosci. Ah, e "diranno" è il verbo DIRE al futuro semplice: un tempo che si studia al livello A2, quindi niente panico. Domande del Livello A1 Grammatica: nel testo c'è "avete sbagliato". Qual è l'infinito di questo verbo? Vocabolario: che cos'è il "legno"? A) un animale del bosco B) il materiale degli alberi: serve per fare tavoli e sedie C) un tipo di pane Soluzioni del Livello A1 L'infinito è SBAGLIARE. "Avete sbagliato" è un passato prossimo: verbo AVERE al presente + participio passato (sbagliato). E il legno è ovviamente la risposta B: il materiale degli alberi. Infatti Pinocchio è proprio un burattino fatto di legno. Livello A2 — "Cuore" di Edmondo De Amicis (1886) Saliamo di livello con Cuore, il diario di un bambino di Torino, Enrico, che racconta un anno di scuola. Questo libro ha fatto piangere intere generazioni di italiani: ancora oggi, quando una storia è molto commovente e sentimentale, diciamo che è "da libro Cuore"! «Oggi primo giorno di scuola. Passarono come un sogno quei tre mesi di vacanza in campagna! Mia madre mi condusse questa mattina alla Sezione Baretti a farmi inscrivere per la terza elementare: io pensavo alla campagna e andavo di mala voglia.» Prima delle domande, una nota importante: hai visto "passarono" e "condusse"? Sono al passato remoto, un tempo che troverai spessissimo nei libri. Per ora ti basta riconoscere che è un passato: "passarono" = "sono passati", "condusse" = "ha accompagnato". "Inscrivere" è semplicemente la forma antica di "iscrivere". Ultima cosa: "andare di mala voglia" significa andare malvolentieri, senza voglia. Tieni a mente questa espressione: tra poco tornerà utile! Domande del Livello A2 Grammatica: nel testo c'è "QUEI tre mesi". Perché si dice "quei" e non "quelli" o "quegli"? Vocabolario: che cos'è la "campagna"? A) il contrario della città: un posto con campi, alberi e animali B) un tipo di scuola C) una stagione dell'anno Soluzioni del Livello A2 Il dimostrativo QUELLO, davanti a un nome, si comporta esattamente come l'articolo determinativo. Ecco lo schema: ArticoloForma di QUELLOEsempioilquelquel libroloquelloquello studentel' (maschile)quell'quell'amicola / l' (femminile)quella / quell'quella casa / quell'amicaiqueiquei mesigliquegliquegli amicilequellequelle case Quindi: "mesi" vuole l'articolo "i" → QUEI mesi! La campagna, invece, è la risposta A. Attenzione però: in italiano esiste anche la "campagna elettorale" o "pubblicitaria" — come l'inglese "campaign" —, ma qui Enrico parla proprio di prati, alberi e aria pulita. Livello B1 — "Il Fu Mattia Pascal" di Luigi Pirandello (1904) Ora si fa interessante! Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934, ci racconta la storia di Mattia Pascal, un uomo che… viene creduto morto da tutti! "Il fu", infatti, è un'espressione burocratica che si usa per le persone defunte: "il fu Mattia Pascal" significa "il defunto Mattia Pascal". E lui, invece di correggere l'errore, ne approfitta per cominciare una nuova vita con una nuova identità. «Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo.» Domande del Livello B1 Grammatica: "mi chiamavo Mattia Pascal": che tipo di verbo è "chiamarsi"? E perché qui è all'imperfetto e non al passato prossimo? Vocabolario: "approfittarsi di qualcosa" significa: A) dimenticare qualcosa B) trarre vantaggio da qualcosa C) avere paura di qualcosa Soluzioni del Livello B1 "Chiamarsi" è un verbo riflessivo.Qui è all'imperfetto, "mi chiamavo", perché non indica un'azione conclusa, ma uno stato che durava nel tempo. Per gli stati e le descrizioni nel passato si usa l'imperfetto; per le azioni concluse, il passato prossimo. Confronta: FraseTempoPerché"Da bambino abitavo a Roma"imperfettoStato / descrizione nel passato"Nel 2010 mi sono trasferito a Milano"passato prossimoAzione conclusa in un momento preciso "Approfittarsi", risposta B, significa trarre vantaggio e si costruisce con la preposizione DI: "approfittarsi DI qualcosa". È proprio per questo che nel testo trovi "me NE approfittavo": quel piccolo NE sostituisce "di questo"… segnatelo, perché al livello C1 il NE tornerà da protagonista! Ultimo bonus per i più curiosi: "ch'io sapessi" è un congiuntivo imperfetto, e "ch'io" è l'elisione di "che io". Livello B2 — "I Malavoglia" di Giovanni Verga (1881) Voliamo in Sicilia con Giovanni Verga e il suo capolavoro del verismo: la storia di una famiglia di pescatori di Aci Trezza. Curiosità deliziosa: il vero cognome della famiglia è Toscano, ma tutti li chiamano "Malavoglia" — che letteralmente significherebbe "poca voglia di lavorare" — anche se in realtà sono dei grandissimi lavoratori! In Sicilia questo soprannome di famiglia, spesso ironico, si chiama "'ngiuria". E "mala voglia" ti ricorda qualcosa? Esatto: proprio come Enrico di Cuore, che andava a scuola "di mala voglia". «Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n'erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all'opposto di quel che sembrava dal nomignolo, come dev'essere.» Domande del Livello B2 Grammatica: "proprio all'opposto di QUEL CHE sembrava dal nomignolo". Che cosa significa "quel che"? E con quali altre espressioni possiamo sostituirlo? Vocabolario: che cos'è un "nomignolo"? A) un soprannome B) un documento d'identità C) un piccolo insulto Soluzioni del Livello B2 "Quel che" significa "quello che", cioè "ciò che", "la cosa che". Si chiama pronome relativo doppio, perché unisce due elementi in una sola espressione: un dimostrativo (quello) + il relativo (che). Puoi consultare la guida completa sui pronomi relativi per approfondire. Nel testo: "all'opposto di quel che sembrava dal nomignolo" = "il contrario della cosa che il soprannome faceva pensare". Altri esempi: "Non capisco quello che dici." "Ciò che conta è la salute." E già che ci siamo, due bonus: "erano stati" è un trapassato prossimo, per un'azione anteriore a un altro momento del passato; e "ce n'erano" nasconde la combinazione CI + NE ("lì c'erano alcuni di loro"). Il "nomignolo", risposta A, è un soprannome, spesso affettuoso o scherzoso: viene da "nome" più il suffisso "-ignolo". Livello C1 — "La Coscienza di Zeno" di Italo Svevo (1923) Livello C1: entriamo nella mente di Zeno Cosini, l'uomo dell'"ultima sigaretta". Zeno vuole smettere di fumare e scrive dappertutto la data della sua "ultima sigaretta"… peccato che di "ultime sigarette" ne fumi centinaia. Praticamente il nostro "da lunedì mi metto a dieta". Curiosità incredibile: Italo Svevo è uno pseudonimo — il vero nome era Ettore Schmitz — e il suo insegnante privato d'inglese a Trieste era… James Joyce! Sì, proprio l'autore dell'Ulisse: i due diventarono amici e Joyce aiutò a far conoscere il romanzo in Europa. «Vedere la mia infanzia? Più di dieci lustri me ne separano e i miei occhi presbiti forse potrebbero arrivarci se la luce che ancora ne riverbera non fosse tagliata da ostacoli d'ogni genere, vere alte montagne: i miei anni e qualche mia ora.» Domande del Livello C1 Grammatica: nel brano ci sono due particelle NE: "me NE separano" e "la luce che ancora NE riverbera". Che cosa sostituiscono? Vocabolario: quanti anni sono "dieci lustri"? Soluzioni del Livello C1 Tutte e due le particelle NE sostituiscono la stessa cosa: la mia infanzia! "Più di dieci lustri me NE separano" = "mi separano DA essa" (separare DA qualcosa); "la luce che ancora NE riverbera" = "la luce che ancora riverbera DA essa". Ti ricordi il piccolo NE di Pirandello, "me ne approfittavo", che sostituiva "DI + qualcosa"? Ecco il salto di qualità: il NE può sostituire anche i complementi con DA. E non è finita: anche "arrivarCI" si riferisce all'infanzia ("arrivare A essa"). Tutta la frase ruota intorno a una parola che Svevo nomina una sola volta, all'inizio. Per approfondire, puoi consultare la guida sulle particelle CI e NE. Bonus per il ripasso: "potrebbero arrivarci SE la luce non FOS
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A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: "Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!". Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.Poi disse ai suoi servi: "La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze". Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l'abito nuziale. Gli disse: "Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?". Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti".Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».Parola del Signore.
Il potere del movimento libero e di lasciare spazio a ciò che il corpo sa già Ps. Ecco alcuni link utili: Accedi alla community di Yogi gratuita
The ABCs of Data Centers: What They Are, Why They Matter, and How Michigan Communities Can PrepareWe talk with Dr. Jean Hardy, Associate Professor in Michigan State University's Department of Media & Information, Associate Director of the Quello Center at Michigan State University, and a leading researcher on the relationship between technology, economic development, and rural communities.Jean also discusses the Michigan Statewide Data Center Planning & Development Working Group, and how they bring public and private stakeholders together to help Michigan communities better understand and prepare for data-center development.
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Quello che doveva essere un pacifico corteo di protesta si è trasformato in guerriglia a causa di antagonisti infiltrati dall'estero. La premier Meloni grida "Attacco allo Stato" e il dibattito politico sulla sicurezza si infiamma. Il punto di Carlo Fusi.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.