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Oggi parliamo di Dividendi e Buyback e dividendi e poi di nuovo buyback. Sembrano la stessa cosa ma non lo sono. O forse si?I consigli di oggi:Nicola: infinite Loops con Cliff AsnessVittorio: Il lato oscuro della tvAlain: Primate economics
Per Umberto Eco, una biblioteca è ben più di una somma di libri: essa è piuttosto un organismo, in cui le relazioni tra i volumi conferiscono senso, nuovi sensi, al tutto. Una biblioteca, tema su cui molto Eco ha riflettuto, è “memoria vegetale”, pulsante e viva: nelle pagine di carta che costituiscono i volumi respira la memoria dell'umanità. La biblioteca di Umberto Eco consta di circa 45'000 volumi (senza contare i libri antichi, attualmente alla Biblioteca Braidense di Milano): queste decine di migliaia di libri moderni, ora, a dieci anni dalla morte, verranno trasferiti dall'appartamento milanese (e dalla casa di famiglia a Monte Cerignone) in spazi appositamente progettati all'interno della Biblioteca Universitaria di Bologna, per ricreare l'atmosfera della casa-studio in cui il Professore lavorava. Ma come si fa a ricreare un così complesso, e dinamico, sistema di disposizione e di relazione tra i volumi? Spostare la biblioteca di Umberto Eco non è un semplice trasloco, ma una sorta di traduzione, e tradurre, ce lo insegnava lui, è dire quasi la stessa cosa. Magari, però, facendo nascere nuove scintille di senso, come accade ad ogni nuova lettura dei suoi stessi libri.Di cosa significhi “tradurre” in altri spazi la biblioteca di Umberto Eco ci parleranno Riccardo Fedriga, direttore scientifico della Fondazione Umberto Eco, nonché storico delle idee e docente all'Università di Bologna; e Francesca Tancini, esperta scientifica della Fondazione Umberto Eco, nonché storica dell'arte e bibliotecaria.
Fundi wa magari mwanamke kutoka nchini Ethiopia anayehudumu na Ujumbe wa Umoja wa Mataifa wa kulinda amani nchini Sudan Kusini, UNMISS, Meja Tigist Ferede ametunukiwa nishani ya Umoja wa Mataifa nchini Sudan Kusini, kwa kusimamia jukumu muhimu la wanawake katika operesheni za kulinda amani nje ya kushika bunduki. Tupate taarifa zaidi kutoka kwa Rashid Malekela.
Fluent Fiction - Italian: The Winter Heat: A Roastery's Spicy Blend of Laughter Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2026-02-26-08-38-20-it Story Transcript:It: Nell'antico villaggio di Borgo Serena, c'era una torrefazione di caffè che emanava un profumo invitante di chicchi appena tostati.En: In the ancient village of Borgo Serena, there was a coffee roastery that emitted an inviting aroma of freshly roasted beans.It: Era una giornata di fine inverno, e il freddo pungente esterno faceva apprezzare ancora di più il calore accogliente del locale.En: It was a late winter day, and the biting cold outside made the welcoming warmth of the place even more appreciated.It: Luca, un barista appassionato ma un po' distratto, stava sistemando gli ultimi dettagli del bar quando Giulia, una ragazza dai capelli ricci e un sorriso contagioso, entrò nel locale.En: Luca, a passionate but somewhat distracted barista, was tidying up the final details of the bar when Giulia, a girl with curly hair and a contagious smile, entered the shop.It: Giulia veniva spesso alla torrefazione.En: Giulia often came to the roastery.It: Le piaceva provare nuove miscele e Luca aveva notato nei suoi occhi una curiosità speciale.En: She liked trying new blends, and Luca had noticed a special curiosity in her eyes.It: Sentiva sempre il bisogno di stupirla.En: He always felt the need to impress her.It: Marco, il collega di Luca, era più pragmatica e spesso osservava con cautela le idee avventurose di Luca.En: Marco, Luca's colleague, was more pragmatic and often watched Luca's adventurous ideas with caution.It: Quel giorno, Luca aveva deciso di creare una miscela speciale in onore di Giulia.En: That day, Luca had decided to create a special blend in honor of Giulia.It: Mentre pensava ad un tocco unico, il suo sguardo cadde su un barattolo di polvere marrone.En: While thinking of a unique touch, his gaze fell on a jar of brown powder.It: "Cannella," pensò, desiderando dare al caffè un aroma dolce.En: "Cinnamon," he thought, wishing to give the coffee a sweet aroma.It: Ma nella fretta di preparare tutto prima dell'arrivo di Giulia, non si accorse che il barattolo era in realtà di polvere di chili.En: But in the rush to prepare everything before Giulia's arrival, he didn't realize that the jar actually contained chili powder.It: Giulia si sedette al solito posto e sorrise mentre Luca si avvicinava con la bevanda fumante.En: Giulia sat in her usual spot and smiled as Luca approached with the steaming drink.It: "Ho preparato una nuova miscela per te," disse Luca con entusiasmo.En: "I prepared a new blend for you," Luca said enthusiastically.It: Giulia, ignara dell'errore, sorseggiò il caffè e immediatamente iniziò a tossire, gli occhi aperti per la sorpresa.En: Giulia, unaware of the mistake, sipped the coffee and immediately started coughing, her eyes wide with surprise.It: Marco, da dietro il bancone, alzò un sopracciglio, mentre cercava di non ridere.En: Marco, from behind the counter, raised an eyebrow as he tried not to laugh.It: "Wow, ha un... calore particolare," disse Giulia cercando di riprendersi.En: "Wow, it has a... particular warmth," Giulia said, trying to recover.It: La situazione cominciò a sembrare comica e Luca, pur imbarazzato, cercò di mantenere la calma.En: The situation began to seem comical, and Luca, though embarrassed, tried to stay calm.It: "Sì, è un nuovo esperimento, il 'Calore dell'Inverno'," provò a dire Luca cercando di assecondare l'accaduto.En: "Yes, it's a new experiment, the 'Winter Heat,'" Luca tried to say, going along with what happened.It: Giulia scoppiò a ridere, e anche Marco si unì a quell'esplosione di risate.En: Giulia burst out laughing, and Marco joined in on the explosion of laughter.It: "Penso che tu abbia scoperto qualcosa di diverso!"En: "I think you've discovered something different!"It: esclamò Giulia, apprezzando l'improvvisazione non intenzionale di Luca.En: exclaimed Giulia, appreciating Luca's unintentional improvisation.It: Marco propose con un sorriso: "Magari potremmo venderlo come miscela speciale per riscaldarsi in inverno."En: Marco suggested with a smile, "Maybe we could sell it as a special blend to warm up in winter."It: E tutti trovarono la cosa ancora più divertente.En: And they all found it even more amusing.It: Alla fine, Luca si rese conto che non aveva bisogno di perfezione per impressionare; la sincerità e il buon umore erano più efficaci.En: In the end, Luca realized he didn't need perfection to impress; sincerity and good humor were more effective.It: Il caffè piccante divenne una storia da raccontare e la piccola torrefazione visse quel giorno un momento di giovialità che i clienti abituali ricordarono per molto tempo.En: The spicy coffee became a story to tell, and the small roastery experienced a moment of joviality that regular customers remembered for a long time.It: Quel pomeriggio, nel calore di risate condivise e nell'aroma denso di caffè, Luca capì che la vera alchimia stava nel cuore e non solo nei chicchi di caffè.En: That afternoon, in the warmth of shared laughter and the rich aroma of coffee, Luca understood that true alchemy lay in the heart and not only in the coffee beans. Vocabulary Words:roastery: la torrefazionebiting cold: il freddo pungentebarista: il baristacurl: il riccioblend: la miscelapragmatic: pragmaticagaze: lo sguardojar: il barattolopowder: la polverecinnamon: la cannellachili: il chilicounter: il banconeeyebrow: il sopracciglioexperiment: l'esperimentocough: la tossemistake: l'erroresincerely: sinceramentealchemy: l'alchimiaadventure: l'avventuraimprovise: l'improvvisazionesteam: il vaporespicy: piccantecuriosity: la curiositàsurprise: la sorpresawarmth: il caloreto impress: impressionareto sip: sorseggiarejoviality: la giovialitàregular: l'abitualeunintentional: non intenzionale
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Dopo decenni di pertinace indifferenza all'innovazione e al progresso tecnologico l'Europa si è scoperta dipendente dagli Usa anche per le funzioni critiche come il #cloudstorage o la #cybersecurity. Per non parlare del software o della intelligenza artificiale. Adesso, sia pure con la lentezza e la pigrizia tipica dei nobili decaduti, le istituzioni della #ue si interrogano su come reagire ai ripetuti schiaffi ricevuti dalla masnada trumpiana e iniziano ad abbozzare la reazione. Con Marco Bussi esaminiamo la strategia Euro Stack che punta ad affrancare l'Europa dai datacenter americani. Il rischio di affidare i nostri dati ad un paese inaffidabile deve essere contrastato urgentemente se non vogliamo trovarci a dover subire ulteriori umiliazioni o pressioni da #trump o da chi verrà dopo di lui. Magari peggio di lui.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
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Este lunes empieza una huelga de tres días en el ferrocarril. Los accidentes de Adamuz y Rodalies, hace unas semanas, han enseñado las costuras de un sistema con problemas acumulados. Retrasos, cortes, limitaciones de velocidad y fallos técnicos apuntan a algo estructural. La red ha crecido y transporta más gente, pero arrastra déficit de inversión y de mantenimiento. Ana Fuentes analiza con Javier Fernández Magariño las causas y las posibles soluciones de esta acumulación de incidencias en la red ferroviaria española. En la línea Madrid–Barcelona, la de mayor uso en alta velocidad, se repiten las limitaciones temporales de velocidad (LTV), aplicadas cuando los maquinistas reportan anomalías que deben inspeccionarse y, si procede, repararse. Antes de los accidentes de Adamuz y Gelida se reportaban deficiencias en la red en puntos de la misma “y ahora se habla de tramos por completo”. El ministro de Transportes, Óscar Puente, ha empatizado con una “sensibilidad a flor de piel” de los maquinistas tras la muerte de compañeros, lo que ha provocado el incremento en la prudencia operativa y, con ella, las comprobaciones. “Hemos priorizado la seguridad por encima de cualquier otra circunstancia”. CRÉDITOS Realiza: Ana Fuentes, José Juan Morales y Víctor Rojo Con información de Javier Fernández Magariño Presenta: Ana Fuentes Diseño de sonido: Nicolás Tsabertidis Dirección: Ana Alonso Coordinación: José Juan Morales Sintonía: Jorge Magaz Si tienes quejas, dudas o sugerencias, escribe a defensora@elpais.es o manda un audio a +34 649362138 (no atiende llamadas).
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Ovviamente, sempre secondo il personale parere del vostro CaRfa. Cinque pellicole che proprio non riesco a farmi piacere, nonostante le ripetute visioni.Cinque film che mi hanno annoiato, irritato e che proprio trovo tristemente dimenticabili, nonostante a volte il cast sia di tutto rispetto e anche il nome del regista sia di primo piano.Come sempre, si fa sempre per giocare e per stimolare eventuali confronti. Magari a voi, alcuni di questi film sono pure piaciuti e vorrei tanto che mi diceste per quale motivo.Chissà se arriverà una parte due?
Find out what “magari” in Italian means and how to use it when travelling, with natural phrases Italians actually say. Learn about our Online Italian School and get a free mini lesson every week: https://joyoflanguages.online/italian-school Subscribe to our new YouTube channel: https://www.youtube.com/@joyoflanguages.italian?sub_confirmation=1 Get the bonus materials for this episode: https://italian.joyoflanguages.com/podcast/magari-in-italian Today's Italian words: Magari possiamo pranzare in quel ristorante sulla spiaggia = Maybe we can have lunch at that restaurant on the beach Magari troviamo un tavolo comunque = Maybe we'll find a table anyway Magari c'è un tavolo per due = Maybe there's a table for two
Come riconocsere la modalità maggiore? Attraverso l'ascolto di brani che sono certamente nel tuo universo sonoro da sempre. Partiamo da Fra Martino Campanaro, un pezzo che suona infanzia pura, e da La donna è mobile, dal III atto del Rigoletto di Verdi, un manifesto all'escalamazione. Ti faccio sentire tutti i brani che suonano maggiore anche a chi non ha una formazione musicale (tranne quella del flauto dolce della scuola media) e sono già nella tua memoria acustica soono utili per costruire una competenza, sistematizzando ciò che già sai. Io stessa non sono musicista e il mio obiettivo non è quello di darti definizioni tecniche e tecnicismi: non è la mia materia, e forse on userei neppure i termini corretti. Voglio di fornirti gli strumenti per capire, per sentire. E far riferimento a ciò che già conosci è un ottimo sistema per convertire in conoscenza una esperienza.Continuiamo con un esempio pop internazionale: Don't worry be happy di Bobby McFerrin. Un tormentone! La modalità maggiore è un sorriso sonoro, e non si identifica con un genere musicale specifico. Un sorriso sonoro, cheben si sposa con questo "Non ti preoccupare e sii felice"!Ecco altri brani del repertorio della musica classica che non puoi non conoscere: L'inno alla gioia di Ludwig van Beethoven, che è diventato l'inno europeo. Gioia dichiarata, costruita tutta in maggiore. Serenata Notturna di Wolfgang Amadeus Mozart, un brano di cui forse non conosciamo tutti quanti il titolo ma che è fa parte della nostra educaizone sonora. Trasparente, luminoso, immediatamente leggibile: immagina i colori che puoi vedere in una bella giornata di sole, senza nuvole, con un bel cielo terso. Il maggiore come chiarezza mentale. Questi due brani ci chiariscono che il maggiore non è “felicità sciocca o infantile”, come poteva essere Fra Martino Campanaro, ma apertura, sollievo. Altro grande “classico” che è impossibile non conoscere: Let it be dei Beatles La velocità più lenta e calma, ci mostra che il Maggiore può essere anche calmo, fiducioso e consolatorio, non è necessariamente euforia con quattro punti sclamativi. E la colonna sonora del mitico film “Mago di Oz” Over the Rainbow. Chi non lo conosce? Magari non hai visto il film, ma questo brano lo hai ascoltato di certo.Interessante perché parte con una piccola tensione emozionale, ma la percezione del maggiore resta luminosa, desiderante. Il maggiore non è di per se stesso “allegria obbligatoria”: non è una emozione stereotipata ma è espansione, orizzonte, tono aperto, giornata di sole e cielo azzurro. Se facciamo una analisi razionale, percettiva, possiamo trovare alcune caratteristiche musicali che possono motivare l'emozionalità che il maggiore comunica,di apertura: - Le distanze tra i suoni creano sensazione di ampiezza, non ci sono note troppo vicine fra loro che causino incertezza.- Non genera tensioni emotive: è come stare in una stanza luminosa con le finestre aperte, o in una giornata con clima sereno. Non sei per forza felice. Però respiri meglio, ti senti meglio. Il maggiore permette apertura, distensione. Gli esempi che ho usato non sono appartengono ad un repertorio universale assoluto, ma sono una porta di accesso alla comprensione del maggiore per chi come noi è cresciuto dentro un universo sonoro occidentale o occidentalizzato.In altre culture magari non li conoscono quanto li conosciamo noi, che li abbiamo sentiti moltissime volte. Ma la sensazione che producono, quella apertura, quella stabilità, quella mancanza di attrito, mancanza di incertezze, è qualcosa che molti esseri umani anche di culture molto differenti dal punto di vista musicale riconoscono, anche se la chiamano in modo diverso. Ma non ci interessano i nomi!Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e danze e musiche del mondo arabo dal 1985 e insegno baile flamenco a Milano al Mosaico Danza dal 1990 e un lavoro sulla espressione delle emozioni attraverso danze e musiche arabe, che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Sono appassionatissima di neuroscienze, psicologia, storia della Musica, espressività... e sono secchiona abbastanza da capire che dietro ad ogni cosa c'è un modo meraviglioso che possiamo esplorare e che possiamo sfruttare (o meglio... disfrutar, godere) al meglio.Perché nel flamenco il maggiore è raro? Nella sua natura, il flamenco non serve a rassicurare ma a raccontare le emozioni per come sono. C'è sempre una specie di tensione non risolta, una sorta di sopracciglio alzato, di dubbio esistenziale, come succede nella vita! Infatti ciò che domina musicalmente nel flamenco è il modo flamenco, che per la teoria musicale è assimilabile alla scala andalusa, riconoscibile con la cadenza andalusa, che ha ombre, ambiguità, dualismo, sensazione di non tutto è risolto, siamo di passaggio in questa emozione. Ne parleremo ancora in altri podcast.Dire "tutto ok" non è la tipica espressione del flamenco, ma l'uso del maggiore in questo contesto culturale indica che ci sono spazi e possibilità, forse anche nonostante tutto. Non si tratta solo di una parentesi felice, leggera e spensierata. In realtà sono momenti di affermazione e di presenza. Non è un caso che i palos che si svolgano prevalentemente sulla tonalità maggiore sono pochi: parecchie Cantinas, Guajiras, Colombianas, Garrotin, Buleria de Cadiz. FIne dell'elenco! In altri palos ci sono passaggi alla tonalità maggiore, mescolati ad altre tonalità. Anche dopo aver parlato di altre emozioni, il flamenco ha sempre un pizzico di dubbio, di malinconia. Il maggiore, quando entra alla fine di una contesto più oscuro, è continuare a stare in piedi, dritti e fieri dopo aver attraversato qualcosa di duro. Come dopo una siguiriya, quando arriva cabales. Quando il maggiore entra nel flamenco illumina senza cancellare totalmente l'ombra. In qualche modo fa capire che la luce ha senso solo se sai da dove viene. Questa è una vera e propria alfabetizzazione percettiva, non una teoria. Ti insegna a sfruttare competenze e conoscenze che hai già, e semplicemente ti aiuta a riunirle sotto un nome, a dar loro una casa. L'esperienza già ce l'hai! E quando le cose assumono un nome si crea nel nostro cervello una categoria, nella quale confluiscono le informazioni che abbiamo, e che ci aiuta a capire e ricordare.
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Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Conosco The Perfect Pencil dal 2021. Era la prima Gamesweek dopo il lockdown, la seconda con Gameromancer. Siamo nell'area indie e iniziamo a provare tutto il provabile, e tra il provabile c'è questa sorta di Hollow Knight ma sulla depre che mi colpisce perché pad alla mano non è un cazzo male. Era il 2021, quindi i videogiochi approcciavano queste tematiche già da un po', ma riuscire a farlo all'interno di un metroidvania (che non è un walking simulator, un'avventura grafica o "una roba alla Gris") è un'idea che richiede coraggio. Soprattutto in Italia. Soprattutto senza avere le spalle coperte. Oggi The Perfect Pencil è su Steam – dove mi ricordano di dire che è pure in saldo – e su eShop. Mi sta piacendo molto. E sta piacendo molto pure al Cummenda Calzati che lo sta giocando in parallelo a me. Magari potrebbe piacere anche a te. Sicuramente troverai interessante quest'oretta di chiacchiera sul gioco con chi il gioco lo ha fatto.
"Un'imponente Armada sta facendo rotta verso l'Iran. Magari non la useremo ma vedremo". Con queste parole Donald Trump ha messo sotto pressione il regime degli ayatollah che, oltre a dover fronteggiare la crisi interna, deve ora gestire anche la minaccia esterna. Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter,e con Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa.
TRASCRIZIONE E VOCABOLARIOPuoi sostenere il mio lavoro con una donazione su Patreonhttps://www.patreon.com/italianosiPer €2 al mese riceverai le trascrizioni di tutti i PodcastPer €3 al mese riceverai, oltre alle trascrizioni, anche una lista dei vocaboli più difficili, con spiegazione in italiano e traduzione in inglese.IL SUGGERIMENTO DELLA PUNTATAOggi vi suggerisco un libro di un autore italiano. "La vita non è in ordine alfabetico", di Andrea Bajani.L'ARGOMENTO DELLA PUNTATAOggi inizio a parlarvi dei verbi pronominali e cominciamo con i verbi che contengono la particella pronominale "la": finirla, smetterla, piantarla, farla franca e scamparla.TRASCRIZIONECiao a tutti e ciao a tutte, bentornati, benvenuti. Come state? Siamo arrivati già al 16 di gennaio. Oggi non ho voglia di registrare la puntata. Ecco, inizio già a biascicare con le parole. “Biascicare”... non riesco ad articolare bene le parole, perché sono davvero tanto tanto stanca. Il mio bambino di tre anni ancora non dorme. Cioè, si sveglia tantissimo la notte ancora, si sveglia ogni due ore. E sono davvero al mio limite, mi sento come uno zombie; cammino, ma sono a metà tra realtà e sogno. Magari “sogno”, che bello sarebbe andare a letto e sognare, ma non posso perché tra un'ora e mezza già devo andare a prenderlo all'asilo.[...]MY YOUTUBE CHANNELSupport the show
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El de Adamuz ha sido uno de los accidentes de tren más graves en 50 años. Hasta el momento sabemos que 45 personas han perdido la vida. Y al duelo se suma impotencia y muchas preguntas: por qué descarriló uno de los trenes. En qué estado estaban las vías. Quién tiene la responsabilidad.... Para responder hay cientos de profesionales trabajando. Hoy vamos a intentar explicar lo que hacen y para qué.Ana Fuentes habla con Javier Fernández Magariño y con Óscar López-Fonseca, ambos periodistas de El País que están siguiendo el trabajo de los profesionales que analizan qué ha podido provocar el trágico accidente del pasado 18 de enero. CRÉDITOS: Realizan: Ana Fuentes y Víctor Rojo Presenta: Ana Fuentes Diseño de sonido: Nacho Taboada Edición: Ana Ribera Coordina: José Juan Morales Dirige: Ana Alonso Sintonía: Jorge Magaz Si tienes quejas, dudas o sugerencias, escribe a defensora@elpais.es o manda un audio a +34 649362138 (no atiende llamadas).Disponible en todas las plataformas de podcast: Podium Podcast | Podimo | Spotify | Apple Podcasts | iVoox | Podcasts de Google | Amazon Music | Alexa | RSS Feed
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Comincia la terza stagione di Non ho mai! In questo episodio: avete mai fatto un recappone social dell’anno passato? Magari con una caption di 15 righe?! E una vision board di quello futuro? Avete mai preparato un discorso nell’eventualità vi assegnino un Oscar? Chi ringraziereste per primo? E poi… Come se la cavano i vostri partner quando devono scattarvi una foto in vacanza? Vi hanno mai fatto rimpiangere la vostra vita da single? “Ma di questo e molto altro meglio parlarne con Giulia e Claudio a Non ho mai!”See omnystudio.com/listener for privacy information.
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Figlia di un ufficiale di polizia ferroviaria ed ex partigiano, passa l'infanzia spostandosi da una città all'altra, crescendo nelle caserme e in mezzo agli uomini in divisa. A diciannove anni attraversa in autostop il '68 e scopre il teatro, salendo sul palco spesso per sostituzione, alzando la mano e dicendo: «Magari ci posso provare io». Mai «abbastanza intelligente da essere cinica», in questa intervista a Malcom Pagani Enrica Bonaccorti racconta «al confine della vita» la sua carriera, come la televisione sia arrivata da lei quasi per caso per cambiarle l'esistenza, il rapporto di rispetto immediato con il pubblico e un successo che non ha cercato. Bonaccorti parla poi della malattia e rifiuta ogni retorica e «i funerali anticipati», rivendicando l'ironia come atto salvifico e un'unica urgenza: «Vivere bene quando c'è da vivere e basta». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Quando parli italiano, conoscere le espressioni giuste per ogni situazione è fondamentale quanto sapere la grammatica. Questo articolo ti mostra più di 70 frasi essenziali che gli italiani usano ogni giorno nelle conversazioni normali. Imparerai le espressioni pratiche per salutare, ringraziare, scusarti, chiedere aiuto e molto altro. 50+ Frasi Comuni da Usare in Conversazione in Italia Fase 1: Iniziare una Conversazione L'Importanza delle Domande Aperte Per iniziare bene una conversazione, devi usare domande aperte. Cosa significa? Sono domande che invitano l'altra persona a parlare e a raccontare qualcosa, non solo a dire "sì" o "no". Domande da evitare (sono troppo chiuse): 1. "Tutto bene?" 2. "Va tutto ok?" 3. "Sta bene?" (formale con Lei) Queste domande portano solo a risposte brevi come "sì" o "no", e poi la conversazione si blocca. Domande migliori (aprono la conversazione): 4. "Che mi racconti?" 5. "Come procede?" 6. "Come sta?" (formale) Con queste domande, l'altra persona deve raccontare qualcosa e parlare di più. Se vuoi davvero invitare qualcuno a parlare, usa queste espressioni molto utili: 7. "Che c'è di nuovo?" / 8. "Novità?" Queste sono perfette perché dicono "Raccontami tutto quello che è successo!" Fase 2: Rispondere Quando Ti Chiedono Come Stai Quando qualcuno ti chiede "Come stai?", devi scegliere la risposta giusta per la situazione. Risposte Positive 9. "Bene, grazie!" 10. "Tutto bene!" 11. "Benissimo!" 12. "Sto bene, e tu?" 13. "Alla grande!" (registro informale, significa "molto bene") Usa queste espressioni quando stai bene e vuoi comunicarlo. Risposte Neutre o Moderatamente Negative Attenzione: nei libri di italiano trovi sempre "così così", ma gli italiani quasi mai lo usano davvero! Ecco cosa dicono invece: 14. "Non troppo male" (vuol dire "non sto benissimo, ma va bene così") 15. "Boh, non benissimo" ("boh" mostra che non sei sicuro) 16. "Mah..." (dici solo questo con faccia perplessa – dice tutto senza parole!) 17. "Potrebbe andare meglio" (modo gentile per dire "non sto benissimo") 18. "Non è il massimo" (significa che le cose non vanno molto bene) 19. "Non è un disastro, ma potrebbe andare meglio" (versione più completa e onesta) Fase 3: Ringraziare Dire grazie è molto importante in italiano. Puoi usare espressioni diverse a seconda della situazione e di quanto formale vuoi essere. Espressioni di Ringraziamento 20. "Grazie!" (la forma base, sempre corretta) 21. "Grazie mille!" 22. "Grazie tante!" 23. "Ti ringrazio" / "La ringrazio" (più sincero e personale) 24. "Sei troppo gentile!" / "È troppo gentile!" (quando qualcuno è molto gentile con te) 25. "Non dovevi!" (quando ricevi un regalo inaspettato) Fase 4: Rispondere a "Grazie" In italiano, quando qualcuno ti dice "grazie", devi sempre rispondere! Non puoi restare in silenzio, altrimenti sembra scortese. Risposte Appropriate ai Ringraziamenti 26. "Prego!" (la più usata in tutta Italia) 27. "Di niente!" 28. "Figurati!" (informale) 29. "Si figuri!" (formale) 30. "Il piacere è tutto mio" (molto educato ed elegante) 31. "Non c'è problema!" / "Tranquillo!" (molto casual) Fase 5: Scusarsi e Rispondere alle Scuse Tutti dobbiamo chiedere scusa qualche volta – quando arriviamo in ritardo, facciamo un errore o creiamo un problema. Ecco come farlo: Formulare le Scuse 32. "Scusa!" / "Scusi!" (formale) 33. "Mi dispiace tanto!" 34. "Scusami per il ritardo" / "Mi scusi per il ritardo" (formale) 35. "Chiedo scusa" (più formale) 36. "Perdonami!" / "Mi perdoni!" (formale) Quando qualcuno si scusa con te, devi rispondere anche qui! Accettare le Scuse 37. "Non ti preoccupare!" / "Non si preoccupi!" (formale) 38. "Non fa niente!" / "Figurati!" 39. "Nessun problema!" Fase 6: Chiedere Aiuto o Informazioni Quando hai bisogno di aiuto, è meglio usare il condizionale ("potresti", "potrebbe") per essere più educato. Rende la richiesta meno diretta. Formulare Richieste di Aiuto 40. "Potresti indicarmi la strada per...?" 41. "Potrebbe indicarmi la strada per...?" (formale) 42. "Potresti darmi una mano?" (informale) 43. "Potrebbe darmi una mano?" (formale) 44. "Potresti/Potrebbe aiutarmi, per favore?" Nota importante: "Darmi una mano" è un'espressione che significa semplicemente "aiutarmi". Gli italiani la usano moltissimo! Fase 7: Rispondere a una Richiesta di Aiuto Quando qualcuno ti chiede aiuto, le tue risposte dipendono da una cosa semplice: puoi aiutarlo oppure no? Se Puoi Aiutare 45. "Sì, certo!" 46. "Volentieri!" 47. "Con piacere!" Se Non Puoi Aiutare (o Non Sei Sicuro) 48. "Mi dispiace, non posso aiutarti/aiutarla" 49. "Non ne sono sicuro/a" / "Non ne ho idea" / "Boh!" (molto informale) Fase 8: Offrire Qualcosa e Rispondere a un'Offerta Gli italiani amano offrire caffè, cibo e aiuto! Devi sapere come offrire qualcosa, e anche come accettare o rifiutare in modo educato. Formulare un'Offerta 50. "Ti va un caffè?" / "Le va un caffè?" (formale) 51. "Posso offrirti qualcosa?" / "Posso offrirLe qualcosa?" (formale) 52. "Vuoi/Vuole bere qualcosa?" 53. "Accomodati!" / "Si accomodi!" (per invitare qualcuno a sedersi - formale) Accettare un'Offerta 54. "Sì, grazie!" / "Volentieri!" 55. "Molto gentile, grazie!" 56. "Non mi dispiacerebbe!" (significa "sì, mi piacerebbe") 57. "Perché no?" (modo informale per dire "sì") Rifiutare in Modo Educato 58. "No, grazie, sei/è troppo gentile!" 59. "Grazie mille, ma ho già mangiato/bevuto" 60. "Magari un'altra volta, grazie!" Fase 9: Esprimere Accordo Quando qualcuno dice qualcosa e tu pensi "Esatto! Hai ragione!", come lo dici in italiano? Espressioni di Accordo 61. "Assolutamente!" 62. "Esattamente!" 63. "Verissimo!" 64. "Sono completamente d'accordo (con te/lei)" 65. "Chiaro!" / "Lo ammetto!" (utilizzato particolarmente dai giovani) Curiosità: "Lo ammetto" letteralmente significa "riconoscere qualcosa", ma i giovani lo usano così: "Quel film è bellissimo!" – "Eh sì, lo ammetto!" Come modo per dire "sono d'accordo". Fase 10: Esprimere Disaccordo E se invece NON sei d'accordo? Devi fare attenzione a quanto vuoi essere diretto, in base alla situazione. Formulare il Disaccordo 66. "Non sono d'accordo (con te/Lei)" 67. "Non è il mio modo di vedere le cose" (educato e diplomatico) 68. "Ma stai scherzando?" / "Ma sei pazzo/a?" (attenzione! Molto informale, usa solo con amici stretti!) Fase 11: Esprimere Opinioni in Modo Neutro e Interrompere Educatamente A volte non vuoi essere troppo diretto, oppure devi cambiare argomento senza sembrare scortese. Ecco come fare: Esprimere Incertezza 69. "Forse..." / "Può darsi..." 70. "Dipende..." (molto usato!) 71. "Non saprei..." 72. "Mah, non sono convinto/a" (quando hai dubbi) Interrompere o Cambiare Argomento 73. "Scusa se ti interrompo, ma..." / "Mi scusi se La interrompo, ma..." (formale) 74. "Posso dire una cosa?" 75. "A proposito..." (per cambiare argomento in modo naturale) 76. "Comunque..." (anche questo per cambiare argomento) Nota utile: Gli italiani usano "comunque" e "a proposito" tantissimo! Sono come ponti che ti permettono di passare da un argomento all'altro senza problemi. Fase 12: Concludere e Salutare La conversazione è stata piacevole, ma ora devi andare. Come concludi in modo naturale? Segnalare che Vuoi Concludere 77. "È stato un piacere vederti/vederla" 78. "Beh, credo che sia meglio andare, ho molte cose da fare" Saluti Finali 79. "Ciao!" (informale) 80. "Arrivederci!" / "ArrivederLa!" (formale) 81. "Buona giornata!" 82. "A presto!" (ci vediamo tra giorni o settimane) 83. "A dopo!" / "A più tardi!" (ci vediamo oggi) 84. "Alla prossima!" 85. "Abbi/Abbia cura di te/sé" (molto carino) 86. "Salutami la tua famiglia!" Curiosità interessante: Gli italiani, anche se amano la loro lingua, usano spesso parole inglesi nei saluti! Sentirai molto spesso: 87. "Bye!" / 88. "Bye bye!" Quindi puoi usarlo anche tu senza problemi. Approfondimento: Elementi per una Conversazione Autentica Parlare del Tempo: L'Argomento Preferito degli Italiani Gli italiani adorano parlare del tempo! Ogni conversazione, prima o poi, arriva a questo argomento. È un modo facile per iniziare o continuare una chiacchierata: "Che brutto tempo con questa pioggia, che depressione!" "E da te che tempo fa?" "C'è il sole almeno?" "Qui piove da tre giorni..." Parlare del tempo è considerato un argomento sicuro quando non conosci bene la persona con cui parli. È perfetto per iniziare una conversazione! I Riempitivi: Come Rendere il Tuo Italiano Più Naturale I riempitivi sono piccole parole che gli italiani usano mentre parlano. Non hanno un significato preciso, ma rendono la conversazione più naturale e fluida. Ecco i più comuni: RiempitivoFunzione Comunicativa"Allora..."Iniziare un enunciato o prendere tempo per formulare il pensiero"Dunque..."Funzione analoga a "allora", con registro leggermente più formale"Insomma..."Riassumere o esprimere difficoltà nell'articolazione del pensiero"Cioè..."Riformulare o fornire chiarimenti aggiuntivi"Praticamente..."Semplificare una spiegazione complessa"Tipo..."Introdurre esempi (registro informale giovanile) Esempio di utilizzo integrato: "Allora, praticamente dovrei andare al supermercato, cioè, devo comprare un po' di cose, tipo latte, pane, insomma, le cose base!" Vedi? Suona immediatamente più italiano! Non usarne troppi, ma qualcuno qua e là ti farà sembrare più naturale.
Today I sit down for an awesome episode with Dr. Haroldo Magariños, founder of DetoxU, dentist, and naturopathic doctor specializing in the oral-gut axis and microbiome health. We talked about something most people overlook: how your mouth and gut are connected and why it matters for your whole body health.We explore the oral gut connection and why issues like periodontal disease are rarely just dental problems. Dr. Magariños explains how chronic oral infections, environmental toxins, and an overburdened detox system can quietly contribute to systemic inflammation and ongoing symptoms. We talk about why focusing on individual symptoms often misses the bigger picture.We also dive into biological dentistry, the oral microbiome, and how detox pathways actually function. Dr. Magariños shares practical insights on supporting detoxification in a way that makes sense, where people often go wrong with detox approaches, and how binders fit into a broader strategy for helping the body clear toxins.If you are dealing with persistent gut issues, inflammatory symptoms, or feel like your body is not clearing things the way it should, then definitely take a listen!Want to learn more for Dr. Haroldo Magariños?www.DetoxU.com00:43 Today's Topic: Oral Microbiome and Gut Connection01:22 Introducing Dr. Haroldo Magariños02:40 Dr. Magariños' Background and Journey02:54 Understanding Chronic Illness and Microbiome Imbalances08:54 The Role of Environmental Pollutants09:46 Mouth as a Reflection of Overall Health17:33 Feeding the Oral Microbiome21:04 Oil Pulling: Benefits and Drawbacks23:18 Testing the Oral Microbiome26:39 Microbial Balance: Mouth vs. Gut27:54 Inflammation Signs in the Mouth28:19 Systemic Approach to Oral Health28:23 The Role of Diet and Probiotics29:00 Visual Inspections and Microbial Analysis29:28 The Illusion of Antibiotics30:41 Introduction to DetoxU31:25 The Age of Toxins32:16 Challenges in Detoxification33:25 Creating DetoxU: A Collaborative Effort34:56 DetoxU Product Line36:48 Understanding Remover and Binder42:38 The Importance of Comprehensive Binders46:01 Effective Detoxification Protocols49:19 Final Thoughts on DetoxificationIG: @MoldFindersNot sure the best way to get started? Follow these simple steps to hit the ground running…Step 1: Subscribe To Our Podcast!Step 2: Want a Test More Advanced Than ERMI? www.TheDustTest.comStep 3: Already Have An ERMI? Find Out What It Actually Means. www.ErmiCode.comStep 4: Text Me (yes, it's really me!) The Mold Phone: 949-528-8704Step 5: Book A FREE Consultation www.yesweinspect.com/call
Quante volte ti sei trovata in difficoltà davanti a un parente che interviene con consigli, rimproveri o “aiutini non richiesti” mentre sei con tuo figlio? Magari sorridi, trattenendo la rabbia o il senso di colpa, e torni a casa pensando: “Avrei voluto dire qualcosa, ma non sapevo come…”In questo episodio parliamo di quello che succede quando qualcuno entra nella tua relazione con tuo figlio: di come può creare confusione nei bambini, mettere in discussione la tua autorità, e generare dentro di te tensione e insicurezza. Ti racconto come proteggere il tuo ruolo di genitore senza ferire nessuno, come mantenere coerenza e chiarezza, e perché imparare a comunicare è una competenza che cambia le dinamiche familiari e il modo in cui ti senti ogni giorno.Se anche tu a volte ti senti bloccata davanti a queste situazioni e vorresti avere strumenti concreti per farti ascoltare senza conflitti, puoi scoprire il mio corso Impara a comunicare per farti ascoltare.E se vuoi rimanere aggiornata su tutti i contenuti della mia community e avere accesso a risorse pratiche per la genitorialità, puoi iscriverti alla lista d'attesa de La Dolce Guida.Perché imparare a comunicare davvero, senza arrabbiarsi, senza sentirsi sminuiti e senza perdere la relazione con i figli, è possibile. E il primo passo è proprio ascoltare, capire e scegliere come rispondere con fiducia.
Ti sei mai chiesto perché in italiano diciamo "Che tu sia benedetto!" oppure "Magari avessi più tempo!"? In questi casi il congiuntivo appare in frasi che stanno in piedi da sole, senza dipendere da nulla. Questo è il congiuntivo indipendente, molto diffuso nella lingua italiana per esprimere desideri, ordini, dubbi e supposizioni. Con questa guida completa, imparerai a usarlo come un vero madrelingua italiano. Il Congiuntivo INDIPENDENTE: Quando usarlo da solo Cos'è il Congiuntivo Indipendente? Facciamo chiarezza su questo concetto. Normalmente, quando studi il congiuntivo, lo vedi sempre in frasi dipendenti, giusto? Per esempio: "Penso che tu abbia ragione" oppure "Voglio che tu venga con me". In questi casi, il congiuntivo dipende da un verbo principale (penso, voglio) che regge l'intera costruzione. Tuttavia, il congiuntivo può anche essere indipendente, cioè può apparire in frasi che stanno in piedi da sole, senza dipendere da un'altra frase. Ecco perché si chiama "indipendente" – è autonomo nella sua funzione comunicativa. Queste frasi esprimono emozioni, desideri, dubbi, ordini o supposizioni in modo diretto e immediato. Il congiuntivo indipendente è estremamente comune nella lingua parlata italiana, specialmente nelle espressioni emotive e colloquiali. Una volta che padroneggerai questo uso, il tuo italiano suonerà molto più naturale e autentico. I Diversi Tipi di Congiuntivo Indipendente Vediamo ora tutti i casi principali in cui si usa il congiuntivo indipendente. Presta attenzione, perché sono diversi e ognuno ha una funzione comunicativa specifica. Analizzeremo ogni tipo nel dettaglio con numerosi esempi pratici che potrai utilizzare fin da subito nelle tue conversazioni quotidiane. 1. Congiuntivo Esortativo (per Dare Ordini o Inviti) Il congiuntivo esortativo si usa per dare ordini, inviti o esortazioni. Si usa in sostituzione dell'imperativo per le persone mancanti (terza persona singolare/plurale, prima persona plurale) o per il Lei con cortesia. È molto formale ed elegante, perfetto per situazioni professionali o quando si vuole mantenere un tono rispettoso. Quando si Usa il Congiuntivo Esortativo? Si utilizza questa forma quando si vuole: Dare ordini formali alla terza persona singolare o plurale Fare inviti cortesi usando il "Lei" formale Proporre azioni di gruppo alla prima persona plurale (noi) Esortare qualcuno a fare qualcosa con eleganza Esempi Pratici con la Terza Persona Singolare (Lei Formale) "Entri pure, signora!" (Lei formale – equivale a "entra!" ma con cortesia)"Venga con noi, professore!" (invito formale a una persona di riguardo)"Si accomodi, prego!" (ordine/invito cortese molto comune in contesti formali)"Stia attento!" (ordine alla terza persona singolare)"Prenda questa strada e poi giri a destra!" (indicazioni formali)"Mi dica pure tutto, dottore!" (invito a parlare liberamente) Esempi con la Terza Persona Plurale (Loro Formale) "Si accomodino, prego!" (ordine/invito cortese al plurale)"Entrino pure, signori!" (invito formale a più persone)"Facciano ciò che vogliono!" (permesso totale con tono formale)"Abbiano pazienza, per favore!" (richiesta cortese di attesa) Attenzione alla Prima Persona Plurale (Noi)! Alla prima persona plurale (noi), il congiuntivo esortativo è comunissimo nella lingua parlata italiana: "Andiamo al cinema!" (proposta di attività)"Facciamo una pausa!" (suggerimento di riposare)"Parliamo di questo problema!" (invito alla discussione)"Usciamo a cena stasera!" (proposta per la serata)"Vediamo cosa possiamo fare!" (esortazione a trovare soluzioni) Nota importante: In questo caso, congiuntivo e indicativo hanno la stessa forma per la prima persona plurale, ma la funzione è esortativa, quindi si sta di fatto usando il congiuntivo. La differenza si percepisce dal contesto e dall'intonazione: quando si propone o si invita, si usa il congiuntivo esortativo. 2. Congiuntivo Ottativo (per Esprimere Desideri) "Ottativo" deriva dal latino "optare" e significa "desiderare". Si usa questo congiuntivo per esprimere un desiderio, un augurio o una speranza. Spesso è introdotto da parole come "magari", "se solo", "oh se", "almeno" oppure "che". Questo è probabilmente l'uso più emotivo e personale del congiuntivo indipendente. Funzione e Uso del Congiuntivo Ottativo Esprime un desiderio realizzabile nel presente o futuro: "Magari venisse!" (desiderio che potrebbe avverarsi) Esprime un rimpianto per il passato: "Oh, se avessi studiato di più!" (rimpianto per qualcosa che non è accaduto e ora è troppo tardi) Esprime auguri e benedizioni: "Che Dio ti benedica!" (augurio formale) Esprime fantasie irrealizzabili: "Se fossi un uccello!" (desiderio impossibile) Esempi con "Magari" (Molto Comune!) Desideri per il presente/futuro (congiuntivo imperfetto):"Magari piovesse un po'!" (desiderio che piova)"Magari vincessi alla lotteria!" (desiderio di vincere soldi)"Magari ci fosse un corso sui verbi pronominali!" (desiderio di avere qualcosa che non c'è)"Magari smettesse di nevicare!" (desiderio per il presente)"Magari tornasse presto!" (speranza che qualcuno ritorni) Rimpianti per il passato (congiuntivo trapassato):"Magari avessi studiato di più!" (rimpianto per non aver studiato abbastanza)"Magari avessi ascoltato i tuoi consigli!" (rimpianto per non aver seguito i consigli)"Magari avessimo preso l'altra strada!" (rimpianto per una scelta passata)"Magari non fossi andato a quella festa!" (rimpianto per un'azione passata) Esempi con "Che" (Auguri Formali) "Che Dio ti benedica!" (augurio religioso)"Che tu possa essere felice!" (augurio di felicità)"Che il cielo ti aiuti!" (augurio solenne)"Che la fortuna ti assista!" (augurio di buona sorte)"Che tu possa realizzare tutti i tuoi sogni!" (augurio per il futuro)"Che vada tutto bene!" (augurio comune prima di un evento importante) Esempi con "Se" o "Se Solo" (Desideri Impossibili) "Se solo avessi più tempo!" (rimpianto per la mancanza di tempo)"Oh se potessi tornare indietro!" (desiderio impossibile di cambiare il passato)"Se fossi ricco!" (fantasia sulla ricchezza)"Se avessi le ali!" (desiderio impossibile di volare)"Oh se potessi leggere nel pensiero!" (fantasia sui superpoteri) Esempi con "Almeno" (Desiderio Minimo) "Almeno smettesse di piovere!" (desiderio minimo sul tempo)"Almeno mi avesse avvertito!" (rimpianto per mancanza di comunicazione)"Almeno provasse a capirmi!" (desiderio di comprensione)"Almeno facesse silenzio!" (richiesta di tranquillità) 3. Congiuntivo Concessivo (per Fare Concessioni) Il congiuntivo concessivo si usa per ammettere o concedere qualcosa, spesso seguito da un'opposizione o da un'obiezione. È accompagnato da parole come "pure", "anche" o semplicemente senza introduttori, oppure introdotto da espressioni come "ammettiamo che", "sia pure che" o "anche se". Come Funziona? È come dire: "Ok, ammetto questo punto, MA..." – è una concessione seguita spesso da un'opposizione. Si usa quando si vuole riconoscere un punto di vista altrui pur mantenendo la propria posizione. È molto utile nelle discussioni e nei dibattiti per apparire ragionevoli pur non cedendo completamente. Esempi Pratici "Sia anche come dici tu, ma io non sono d'accordo!" (va bene, ammetto che potrebbe essere così, ma...)"Dica quello che vuole, a me non interessa!" (può dire tutto ciò che vuole, ma non mi importa)"Faccia pure come crede!" (libertà totale, fai come vuoi)"Venga pure, tanto non cambierà nulla!" (può venire, ma sarà inutile)"Ammettiamo pure che la tua casa sia più piccola della mia: non per questo devi provare odio nei miei confronti!" (concessione seguita da obiezione)"Siano pure più bravi di noi, ma noi abbiamo più esperienza!" (ammissione con riserva)"Dica quel che vuole, io non cambio idea!" (concessione di libertà di parola ma mantenimento della propria posizione) 4. Congiuntivo Dubitativo (per Esprimere Dubbi e Incertezze) Il congiuntivo dubitativo esprime dubbio, incertezza o perplessità. Spesso è introdotto da "che", "non" oppure appare in domande retoriche. Questo tipo di congiuntivo è estremamente comune nella lingua parlata italiana, specialmente quando si pensa ad alta voce o si esprime preoccupazione. Quando si Usa? Quando usi il congiuntivo dubitativo, stai fondamentalmente pensando ad alta voce, esprimendo un'ipotesi o un'incertezza su qualcosa. È il modo più naturale per un italiano di esprimere dubbi senza fare affermazioni categoriche. Molto usato in contesti informali tra amici e familiari. Esempi con "Che" (Forma più Comune) "Che sia lui il colpevole?" (mi chiedo se sia lui...)"Che abbiano dimenticato l'appuntamento?" (dubbio, perplessità sul motivo della loro assenza)"Che abbia detto la verità?" (incertezza sulla veridicità)"Che stia male?" (preoccupazione e dubbio sulla salute di qualcuno)"Che siano già partiti?" (dubbio su un'azione già compiuta)"Che abbia perso il treno?" (ipotesi sul ritardo di qualcuno)"Che siano troppe informazioni?" (dubbio sulla quantità di informazioni fornite) Esempi con "Non" (Dubbio con Negazione) "Non sappia lui la risposta?" (domanda dubitativa con tono di sorpresa)"Non abbia capito bene?" (dubbio sulla comprensione)"Non sia il caso di chiamare un medico?" (dubbio che suggerisce un'azione) Contesto d'Uso Il congiuntivo dubitativo è particolarmente utile quando: Non si vuole fare un'affermazione diretta Si cerca di essere diplomatici Si esprime preoccupazione in modo delicato Si vuole coinvolgere l'interlocutore nel ragionamento 5. Congiuntivo Suppositivo (per Fare Supposizioni) Il congiuntivo suppositivo è simile al dubitativo, ma si usa per fare supposizioni e ipotesi più che per esprimere veri dubbi. Spesso è introdotto da "che" oppure da espressioni come "poniamo che", "ammesso che", "supponiamo che",
In questo episodio di Educare con calma condivido una leggenda che mostra l'essenza dell'educazione a lungo termine. È una storia che ci ricorda che – anche quando non vediamo (ancora) risultati visibili – stiamo creando le radici di un'educazione basata su fiducia e rispetto.A volte ci sentiamo scoraggiatə perché scegliamo di educare diversamente da come si è sempre fatto, ma non vediamo risultati immediati: osserviamo, accogliamo, respiriamo invece di reagire, eppure sembra che nulla cambi e che i comportamenti scomodi continuino a ripetersi.Ma è proprio in questi momenti che stiamo lavorando alle radici dell'educazione: l'ascolto paziente, la scelta di non punire o minacciare, i limiti impostati senza aggressività e i momenti in cui chiediamo scusa e ripariamo sono semi che crescono sottoterra.Magari non lo vediamo subito, ma giorno dopo giorno queste radici sosterranno la capacità di nostrǝ figliǝ di relazionarsi con il mondo in modo consapevole e rispettoso.:: Nell'episodio menziono:La Comunità di Tutta La TelaTrovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di