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Oggi parliamo dei Fondi Ponzi, che già dal nome dovreste aver capito non sono cosa buona. Però sono legali ed interessanti, quindi perché non parlarne un po'?I consigli di oggi:Nicola: Libro "The Infinity Machine" (Sebastian Mallaby)Vittorio: Libro "Sovietistan" (Erika Fatland)Alain: Libro "Buonanotte, Signor Lenin" (Tiziano Terzani)
Wananchi katika miji mbalimbali ya dunia wanahimizwa kuacha magari yao binafsi nyumbani na kukumbatia mbinu zingine za usafiri zilizo endelevu kama kutumia baiskeli au kutembea kwa miguu. Makala haya yanaangazia namna baiskeli za umeme zinaweza kuwa moja ya suluhu ya uchafuzi wa hewa kwenye miji unaotokana na sekta ya usafiri.
Fundado en su valor estratégico, proyección regional e impacto en la comunidad, la Cámara de Diputados de Entre Ríos declaró de Interés Legislativo la Exposición Rural de Concepción del Uruguay, a partir de una iniciativa del diputado Silvio Gallay. La actividad se realizará entre el viernes 25 y el domingo 27 en el predio ferial de la Sociedad Rural, ubicado en el kilómetro 132 de la Autovía José Gervasio Artigas (Ruta Nacional Nº 14). En diálogo con Radio Diputados, el director general de la exposición, Rubén Magariños, señaló que la exposición retomó su realización en 2025 luego de ocho años de interrupción y que, ante la demanda de espacios, este año se amplió el predio en dos oportunidades. Se prevé unos 170 expositores de distintos rubros. “Este año tuvimos que ampliar el predio por la demanda de stands”, destacó.
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Oggi parliamo di veri eroi: quei "giovani" che vorrebbero gestire al meglio le finanze della famiglia d'origine. Dalle mie parti finiva spesso col cugino che scappava in Brasile, vediamo se qua è diverso.I consigli di oggi:Nicola: Creativity, Inc. di Ed CatmullVittorio: Welcome to Wrexham (Disney+)Alain: Un consiglio pratico: controllate se la sedia a pistone pneumatico causa scosse elettrostatiche che fanno saltare il monitor del PC!
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Nel precedente episodio ti ho detto una cosa molto chiara: IN CHETOGENICA GLI ALIMENTI VANNO PESATI. E oggi voglio dirti una cosa che apparentemente potrebbe sembrare l'esatto contrario: NON VOGLIO CHE TU DEBBA PESARE QUELLO CHE MANGI PER TUTTA LA VITA. Non è una contraddizione. Anzi, sono due parti dello stesso percorso. Quando inizi una dieta chetogenica devi imparare a conoscere le quantità che stai realmente mangiando, perché non basta sapere COSA mettere nel piatto. Devi sapere anche QUANTO ne stai mettendo. Proteine, carboidrati e grassi devono rispettare determinate proporzioni. Pensare di poter gestire completamente a caso le quantità significa perdere uno degli elementi fondamentali della chetogenica. Ma c'è un problema... Non viviamo con una bilancia da cucina in tasca. Andiamo al ristorante. Viaggiamo. Mangiamo fuori casa. Ci troviamo in situazioni nelle quali pesare quello che abbiamo davanti è semplicemente impossibile. Ed è qui che entra in gioco una capacità che faccio sviluppare anche ai miei pazienti: ALLENARE L'OCCHIO ALLE PORZIONI. In questo episodio di Vivere in Chetogenica ti spiego come utilizzare la bilancia non soltanto per pesare ciò che mangi, ma per insegnare progressivamente al tuo cervello a riconoscere le quantità. Il principio è molto semplice. Se il tuo piano prevede, per esempio, 150 grammi di pollo, prima di guardare il numero sulla bilancia prova a osservare quella porzione. Guardala. Memorizzala. Cerca di capire visivamente quanto spazio occupa, quali sono le sue dimensioni e come appare nel piatto. Poi pesala. All'inizio probabilmente sbaglierai. Magari anche parecchio. Ed è assolutamente normale. Ma se ripeti questo piccolo esercizio ogni volta che prepari un pasto, dopo qualche settimana inizierai a costruire una vera memoria visiva delle quantità. E da quel momento succede qualcosa di importante: LA DIETA DIVENTA PIÙ SEMPLICE DA VIVERE. Non devi andare al ristorante con la bilancia. Non devi rinunciare a un viaggio perché non puoi pesare il piatto. Non devi essere perfetto al grammo. Devi aver costruito abbastanza esperienza da riuscire a capire, con una buona approssimazione, quanto stai mangiando. Nel podcast vedremo anche un passaggio ancora più interessante: IMPARARE A OSSERVARE GLI ALIMENTI PRIMA E DOPO LA COTTURA. Perché 200 grammi di una determinata verdura cruda possono apparire completamente diversi una volta cotti. Lo stesso vale per carne e altri alimenti. Allenare anche questa associazione ti permette di diventare ancora più autonomo quando mangi qualcosa che ti viene servito già pronto. Ma attenzione. L'occhio si può anche STARARE. Dopo aver imparato ad andare a occhio non significa che la bilancia debba sparire per sempre. Ogni tanto è utile fare una verifica: guarda una porzione; stimane il peso; poi mettila sulla bilancia e controlla quanto ti sei avvicinato. Perché lentamente potresti iniziare a sovrastimare o sottostimare quello che hai nel piatto senza nemmeno rendertene conto. E questa capacità diventa ancora più importante quando arriverai al mantenimento e inizierai eventualmente a reinserire alimenti che durante la fase chetogenica non utilizzavi. A quel punto il processo ricomincia: PESARE. OSSERVARE. IMPARARE. E poi tornare progressivamente a fidarti del tuo occhio. Perché la bilancia è uno strumento di apprendimento. NON dovrebbe diventare una condanna a vita. L'obiettivo è conoscere abbastanza bene ciò che mangi da poter gestire la tua alimentazione anche quando la vita reale non ti permette di essere perfetto. Ed è proprio questa autonomia che trasforma progressivamente una dieta in qualcosa di molto più vicino a uno stile di vita. Buon ascolto.
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Con Jacinto Antón nos interesamos por cómo se realizan los controles de fronteras en España y por cuáles son los objetos y materiales que se suelen incautar. Nos acompaña Martín Magariño, agente de la Unidad Fiscal y Fronteras del Puerto de Barcelona y habitual colaborador del programa "Control de fronteras España" de DMAX, que ahora cumple 10 años.
Abbiamo capito che sai come accumulare come una formica, ma poi sei capace di decumulare come una cicala? Ecco la puntata su come si spende un gruzzolo facendolo durare quanto serve.I consigli di oggi:Nicola: Serie TV: For All Mankind.Vittorio: Film: Pecore sotto copertura.Alain: YouTube: The Lonely Island.
24.9 ore 21 - NUOVA LIVE GRATIS: giusivalentini.com/hdh-settembre26/ Settembre rimette tutto in movimento: lavoro, impegni, famiglia. E quasi senza accorgertene, torni in fondo alla lista. Magari sai già cosa ti fa stare bene: meditare, muovere il corpo, dormire meglio, respirare, avere qualche momento di silenzio o semplicemente un po' di spazio per te. Il problema arriva quando la vita ricomincia a correre. Salti un giorno, poi due, perdi il ritmo e pensi: "Ecco, ci sono ricascata. Devo ricominciare da capo." Ma non devi essere sempre al 100% per prenderti cura di te. La costanza non significa fare tutto perfettamente, ogni giorno. A volte significa fare meno. Adattarti alla giornata che stai vivendo. Concederti cinque minuti invece di trenta. E soprattutto non abbandonarti solo perché per qualche giorno hai perso il ritmo. Di questo parlo nella nuova puntata del podcast. E soprattutto, non devi riuscirci da sola. Per questo il 24 settembre alle 21 ti aspetto alla mia Masterclass LIVE gratuita: ✨ Settembre: riprendi con costanza Uno spazio per fermarti, tornare a te e capire come continuare a scegliere ciò che ti fa stare bene, anche quando la vita si riempie.
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In questa puntata speciale di Too Big To Fail intervistiamo Jason Buck di Mutiny Funds, l'inventore del Cockroach Portfolio. Un portafoglio originale, resiliente e tenace. Anche se non fa per voi, potete estrapolare molte informazioni utili per i vostri investimenti.
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TRASCRIZIONE E VOCABOLARIOPuoi sostenere il mio lavoro con una donazione su Patreonhttps://www.patreon.com/italianosiPer €2 al mese riceverai le trascrizioni di tutti i PodcastPer €3 al mese riceverai, oltre alle trascrizioni, anche una lista dei vocaboli più difficili, con spiegazione in italiano e traduzione in inglese.CONTENUTIIn questa puntata parliamo di parole italiane buffe, cioè parole che, per il loro suono o per le immagini che ci fanno venire in mente, riescono a farci ridere. Scopriamo quali parole fanno ridere gli italiani e, naturalmente, impariamo anche che cosa significano.LINKLeggo per dilettoTRASCRIZIONECiao a tutti e ciao a tutte, bentornati nel podcast di Italiano Sì. Se siete nuovi, benvenuti. Oggi registro mentre il mio bambino è a casa ammalato. È un lunedì; di solito lui va all'asilo, è malato e ho deciso di registrare comunque perché... intanto avevo bisogno di una pausa e lui sta guardando un film, e poi perché non saprei quando altro registrare; “quando altro”, in quale altro momento registrare. Sta guardando Totoro. Magari volete sapere cosa guarda il mio bambino di tre anni. Totoro dello Studio Ghibli, che è il suo film preferito. Ho anche qui una figura che ho stampato in 3D di Totoro, a cui Aaron ha rotto le orecchie. [...]MY YOUTUBE CHANNELSupport the show
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Tuo figlio ha 5, 7 o 9 anni e ha ancora crisi emotive molto forti? Magari pensavi che, superati i famosi “terribili due”, questa fase sarebbe lentamente scomparsa. E invece basta spegnere la TV, dire di no a qualcosa o cambiare un programma perché ti sembri di essere ancora al punto di partenza.E allora è facile cominciare a chiedersi: è normale? Sto sbagliando qualcosa? Dovrei essere più severa? Quanto durerà ancora?In questo episodio parliamo proprio di quella domanda che prima o poi molti genitori si fanno: ma quando finiscono le crisi?Ti propongo alcune riflessioni per guardare questi momenti da una prospettiva diversa e, forse, accorgerti che quello che sta succedendo racconta una storia un po' diversa da quella che pensavi.Lascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e di condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito a supporto della genitorialità consapevole. Seguimi sui socialInstagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
In questo episodio del podcast di finanza personale più ascoltato dai pungolatori di Morpeno esploriamo modi per capire a che punto siete del vostro percorso finanziario: siete buoni accumulatori di ricchezza o vivete di stipendio in stipendio? Avreste potuto fare meglio alla vostra età o siete già sopra la media? Bisogna porsi degli obiettivi di risparmio nella vita? Ma soprattutto, la zebra è bianca con le strisce nere o nera con le strisce bianche?Rispondiamo a domande filosofiche sulla finanza personale facendo rivoltare nella tomba Socrate che per punirci ci manda una lettera sul ruolo dell'oro nei portafoglio d'investimento.Nicola spiega come fare i soldi facili a discapito degli sprovveduti come voi. Vittorio e Alain si sfregano le mani senza accorgersi di essere inclusi nell'insieme degli sprovveduti.I consigli della settimana:Nicola Protasoni: IndustryAlain: Walking 90km to work changed my lifeVittorio: Clarkson Farm
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Carlotta Marricco"Montagne taglienti"Horror tra le cimeNeos Edizioniwww.neosedizioni.it... Pensare che una volta l'avremmo trovata una cosa quasi romantica, perdersi sulla via del Monte Rosa, senza telefoni, senza niente da fare. Magari ci saremmo portati dietro un buon vin brûlé, o il vecchio walkman che le avevo regalato al liceo. «Isabella!». Provo a chiamarla, alzando la voce, e non mi piace alzare la voce, anche se recentemente capita. Dovremmo tornare indietro, la nebbia è fitta e insolita e onestamente non mi va di passare il mio unico giorno di riposo così. Mi tolgo lo zaino, lo poggio a terra e mi ci siedo sopra. Posso aspettare. Di sicuro non ho intenzione di chiamarla una seconda volta. Non fa neanche così freddo, ma la nebbia è insolita, quasi come se non fosse naturale. Il che, ovviamente, non ha senso...In montagna, capita che l'aria si assottigli e lasci filtrare gli spettri delle nostre paure. Quindici giovani penne portano il lettore oltre quei varchi fra immagini e ombre, boschi e nebbie, creature e ferite che diventano storie taglienti.Dalle foreste che custodiscono memorie spezzate alle cime dove la neve inghiotte i nomi, ogni racconto di questa raccolta è una soglia: un punto in cui la realtà si incrina e l'incognito rivendica il suo spazio. Una ragazza senza identità risorge tra i bucaneve. Quattro amici si perdono su un altopiano che non vuole lasciarli andare. Una donna in lutto trova nella bufera le sue altre inquietanti sé. Una coppia scopre nella nebbia che è più facile perdersi che ritrovarsi. E Nina sale in montagna per un rituale antico quanto il dolore umano. Sono storie di metamorfosi, di ferite che diventano luce, di corpi che reclamano il diritto di esistere. Storie che parlano di chi attraversa la propria notte per tornare, forse, a respirare.I giovani Autori, attraverso scelte narrative che declinano le tante sfumature dell'horror, riescono a fondere mito, natura e psiche in un unico canto: oscuro, feroce, profondamente umano.Racconti di: Matilde Boero, Marta Bosonin, Guy “Gea” C., Alessandro Calì Ventura, Clarissa Colazingari, Sofia Crea, Eleonora Grossi, Emma Jacomuzzi, Carlotta Marricco, Daniele Matta, Marika Pala, Luna Piroscia, Francesco Rota, Francesco Tamborin, Chiara Zoja.Carlotta Marricco, narratrice e filmmaker della Valle d'Aosta, Carlotta Marricco racconta attraverso i media (documentari, illustrazioni, cortometraggi, romanzi e giochi di ruolo). È laureata in Arti Visive corso Video Design e specializzata in Sceneggiatura a Milano. Ha partecipato al workshop “A Caccia di Storie”, nel 2023 è finalista al concorso Giana Anguissola, nel 2024 vince il talent letterario Incipit Offresi, l'anno successivo il Super Incipit Offresi e il secondo posto al contest “Oca che giallo!” di Pelledoca editore. A oggi ha diretto quattro workshop di scrittura creativa e sta per iniziare dei laboratori per scuole, mentre lavora a diversi documentari per la RAI e illustra libri per bambini.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Di' la verità: quante volte al giorno dici "anche io"? "Mi piace il caffè." → anche io. "Vado in vacanza ad agosto." → anche io. "Adoro guardare i film la sera." → anche io. Sembra che "anche io" sia la risposta a tutto! Ma c'è un piccolo problema: se rispondi sempre e solo "anche io", il tuo italiano suona un po' piatto e ripetitivo. E in italiano, per dire che sei d'accordo, abbiamo molte più frecce al nostro arco! Smettila di Dire Sempre "Anche Io" In questa guida imparerai a sostituire il solito "anche io" con espressioni più naturali, più varie e più adatte al contesto — proprio come farebbe un madrelingua italiano. Vedremo come esprimere accordo in modo neutro, con entusiasmo, mostrare empatia e perfino essere d'accordo in una mail formale. Per ampliare ulteriormente il tuo vocabolario, puoi consultare la guida sulle espressioni per esprimere accordo e disaccordo in italiano. E ti svelo anche un piccolo trucco per non sbagliare mai più con le frasi negative! Parte 1 — Per Esprimere Accordo in Modo Neutro Quando sei semplicemente d'accordo con qualcuno, senza particolare enfasi, invece del solito "anche io" puoi usare queste quattro alternative quotidiane. 1. Idem Parola che viene dal latino e significa "la stessa cosa". È comodissima, brevissima e va bene quasi sempre nel parlato di tutti i giorni. "Sabato vado in palestra." — "Idem! Ci vediamo lì?" "Adoro il caffè la mattina." — "Idem, non riesco a svegliarmi senza." 2. Pure Io / Anch'io "Pure" è un sinonimo di "anche", molto colloquiale. E attenzione a una piccola trappola: questa risposta vale per le frasi positive. Dopo una frase negativa non si dice "anch'io", ma neanch'io (o nemmeno io). Per approfondire questo argomento, puoi consultare la guida sulla doppia negazione in italiano. "Sto morendo di fame." — "Pure io, mangerei un panino enorme!" "Vado al mare ad agosto." — "Anch'io! Magari ci incontriamo." "Non mangio la carne." — "Neanch'io!" 3. Come Te La usi quando vuoi sottolineare che ti trovi proprio nella stessa identica situazione dell'altra persona. "Studio l'italiano da due anni." — "Come te! Ho cominciato nel 2024 anch'io." "Lavoro da casa il venerdì." — "Come te, è il mio giorno preferito." 4. Lo Stesso / Anche per Me lo Stesso Comodissima quando si parla di scelte concrete, per esempio quando ordini al bar o al ristorante e vuoi la stessa cosa di chi è con te. "Io prendo un cappuccino." — "Per me lo stesso, grazie." "Io ordino la margherita." — "Anche per me lo stesso, ma con doppia mozzarella!" Parte 2 — Per Esprimere Accordo con Entusiasmo Quando non sei solo d'accordo, ma sei completamente d'accordo, magari con un po' di passione, queste sono le espressioni perfette. Per arricchire ulteriormente il tuo italiano, puoi consultare la guida sulle espressioni per esprimere entusiasmo in italiano. 5. Esatto! / Esattamente! Per confermare con decisione che qualcuno ha colto perfettamente nel segno. È come dire "hai centrato il punto!". "Quindi dobbiamo partire prima per evitare il traffico?" — "Esatto! È proprio quello che pensavo." "La riunione è spostata a venerdì, giusto?" — "Esattamente, hai capito bene." 6. Verissimo! / Proprio Così! Per dire che quanto detto è vero al cento per cento e rispecchia esattamente il tuo pensiero. "Il lunedì è la giornata più dura della settimana." — "Verissimo!" "Viaggiare insegna più di tanti libri." — "Proprio così, sono d'accordo." 7. Non Potrei Essere Più d'Accordo! Un po' più intensa: fa capire che il tuo accordo è totale, al massimo grado possibile. Notare l'uso del condizionale presente ("potrei"), che dà alla frase un tono più sofisticato ed elegante. "I libri sono quasi sempre meglio dei film." — "Non potrei essere più d'accordo!" "Bisognerebbe dormire di più e lavorare di meno." — "Non potrei essere più d'accordo!" 8. Sottoscrivo! Letteralmente significa "firmo sotto", come quando firmi un documento in fondo alla pagina. È un modo molto espressivo, e anche un po' scherzoso, per dire "sono così d'accordo che ci metto la firma!". "Le vacanze finiscono sempre troppo presto." — "Sottoscrivo!" "Il gelato si può mangiare in ogni stagione." — "Sottoscrivo in pieno!" Parte 3 — Per Empatizzare con Chi Ti Parla A volte l'altra persona non esprime un gusto, ma si sta sfogando: ti racconta qualcosa di faticoso. Qui "anche io" suona freddo. Meglio mostrare empatia con queste quattro espressioni. 9. Ti Capisco / Ti Capisco Benissimo Comunica direttamente che comprendi come si sente l'altra persona. "Ho mille scadenze questa settimana, sono distrutto." — "Ti capisco benissimo!" "Da quando lavoro di notte non dormo più bene." — "Ti capisco, dev'essere durissima." Attenzione al Falso Amico con l'Inglese Piccolo trucco: non tradurre l'inglese "I hear you" con "ti sento", perché in italiano "ti sento" significa sentire fisicamente la voce! Per esprimere comprensione emotiva, devi usare il verbo capire, non sentire. 10. So Cosa Intendi / So Cosa Vuoi Dire La usi per dire che afferri perfettamente il senso e la sensazione di ciò che ti viene raccontato. "Quando piove non ho voglia di fare niente." — "So cosa intendi, succede anche a me." "A volte studiare da soli è demotivante." — "So cosa vuoi dire, capita a tutti." 11. Ci Sono Passato Anch'io / Ci Sono Passata Anch'io Molto calorosa: la usi per dire che hai vissuto la stessa esperienza in prima persona, quindi capisci davvero. Ricordati che il participio passato ("passato/passata") concorda con il genere di chi parla. "Cambiare città è più difficile del previsto." — "Ci sono passato anch'io, ti capisco." "Il primo mese in un Paese nuovo è dura." — "Ci sono passata anch'io, poi migliora, fidati!" 12. Capisco Perfettamente Una variante un pizzico più marcata, che sottolinea una comprensione piena e totale. "Sono nervoso per l'esame di domani." — "Capisco perfettamente, è normale sentirsi così." "Stasera non me la sento di uscire." — "Capisco perfettamente, riposati pure." Parte 4 — Per Condividere Opinioni e nei Contesti Formali Quando condividi un'opinione, oppure quando scrivi una mail di lavoro e "anche io" suona troppo casuale, queste espressioni eleganti sono la scelta giusta. Per approfondire la differenza tra registri, puoi consultare la guida sull'italiano formale e informale. 13. La Penso Allo Stesso Modo / Sono Della Stessa Idea Per dichiarare apertamente di avere la stessa opinione. Perfette nelle conversazioni un po' più articolate, in cui ci si confronta. "Secondo me questo film è sopravvalutato." — "La penso allo stesso modo, non mi ha convinto." "Credo che si lavori meglio la mattina presto." — "Sono della stessa idea." 14. Condivido / Sono Dello Stesso Avviso Le alternative eleganti per il lavoro e le mail. In una riunione puoi usare anche "mi associo", per allinearti a quanto ha appena detto un collega. Per più informazioni su come scrivere una mail formale in italiano, consulta la guida dedicata. (in una mail) "Ritengo che dovremmo posticipare l'incontro." — "Condivido pienamente." (in riunione) "Propongo di inviare il report entro venerdì." — "Sono dello stesso avviso." Tabella Riassuntiva delle 14 Alternative Ecco una tabella che riassume tutte le 14 alternative ad "anche io" organizzate per categoria. CategoriaEspressioneQuando usarlaAccordo neutroIdemRisposta veloce nel parlato quotidianoAccordo neutroPure io / Anch'ioFrasi positive (mai dopo una negazione!)Accordo neutroCome tePer sottolineare la stessa situazioneAccordo neutroPer me lo stessoPer ordinazioni al bar o al ristoranteEntusiasmoEsatto! / Esattamente!Per confermare con decisioneEntusiasmoVerissimo! / Proprio così!Per concordare al 100%EntusiasmoNon potrei essere più d'accordo!Per un accordo totaleEntusiasmoSottoscrivo!Espressivo e scherzosoEmpatiaTi capisco / Ti capisco benissimoQuando l'altro si sfogaEmpatiaSo cosa intendi / So cosa vuoi direPer mostrare comprensioneEmpatiaCi sono passato/a anch'ioPer condividere un'esperienza vissutaEmpatiaCapisco perfettamenteComprensione piena e totaleOpinioniLa penso allo stesso modo / Sono della stessa ideaConversazioni articolateFormaleCondivido / Sono dello stesso avvisoMail di lavoro e riunioni Domande Frequenti Cosa Si Dice Invece di "Anche Io" Dopo una Frase Negativa? Dopo una frase negativa NON devi mai dire "anche io" o "pure io", ma neanch'io (o le varianti nemmeno io / neppure io). Per esempio: "Non mangio la carne." → "Neanch'io!". Se invece la frase originale è "Non mi piace il pesce", la risposta diventa "Neanche a me". Qual È l'Espressione Più Usata dagli Italiani per Dire "Anche Io"? Nel parlato quotidiano, le espressioni più frequenti sono "idem" (corto e comodo), "pure io" (molto colloquiale) e "anch'io" (più neutra). Per esprimere entusiasmo, gli italiani usano spesso "esatto!" o "verissimo!". La scelta dipende dal contesto e dal grado di accordo che vuoi esprimere. Cosa Significa Esattamente "Sottoscrivo"? "Sottoscrivo" significa letteralmente "firmo sotto", come quando metti la firma in fondo a un documento. Usato come risposta, vuol dire "sono così d'accordo che ci metto la firma!". È un'espressione molto espressiva e leggermente scherzosa, perfetta per il parlato informale tra amici. Quali Espressioni Sono Adatte alle Mail di Lavoro? Per una mail formale o per il contesto professionale, le espressioni più eleganti sono "condivido", "sono dello stesso avviso", "sono della stessa idea" e "mi associo" (quest'ultima molto usata nelle riunioni). Evita assolutamente "anche io", "idem" o "pure io" in contesti formali. Posso Tradurre "I Hear You" con "Ti Sento"? Assolutamente no! È un classico falso amico. In italiano "ti sento" significa solo sentire fisicamente la
In questa puntata di Too Big To Fail, il podcast che viaggia nell'etere grazie ai punti benzina parliamo di punti e premi veri con chi ne ha fatto un mestiere, Matteo Rainisio di The Flight Club!I consigli di oggi:Nicola: Ronny ChiengVittorio: Vincere al gioco della vita di Luca DellannaAlain: Wendover productions
Ti è mai capitato di decidere una cosa, partire carico e convinto e, dopo qualche settimana, mollare?Magari sono i numeri dello Studio, il Marketing, i colloqui col Team o il tentativo di sganciarti dalla poltrona per fare meno il Dentista-Professionista e di più il Dentista-Imprenditore.Poi arriva la giornata storta, salti una volta e quel “recupero domani” non arriva mai.Il problema è che la costanza non dipende dalla motivazione o dalla forza di volontà.Dipende dal sistema che hai costruito.In questa puntata ti condivido il mio metodo fatto di 7 stratagemmi per essere costante anche quando la motivazione non c'è.Ti spiego:come togliere di mezzo le opzioni una volta presa una decisione,perché devi dimensionare gli impegni anche per i giorni down,come sostituire le abitudini che vuoi eliminare,perché all'inizio devi misurare i comportamenti e non i risultati,come evitare che le scuse e gli imprevisti ti facciano mollare quello che hai iniziato.La differenza tra chi cresce e chi resta fermo non è la motivazione.È che uno ha costruito un sistema e l'altro aspetta ancora di “trovare la disciplina”.
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Immagina la scena: sei finalmente in Italia. Entri in un bar pieno di gente, vedi tutti che ordinano in tre secondi netti… e poi tocca a te. Cosa dici? E se più tardi ti viene mal di testa ed entri in farmacia? E se a cena un'amica italiana ti riempie il piatto per la terza volta e sei pieno fino agli occhi? Sapresti cosa dire — e soprattutto cavartela con eleganza — in tutte queste situazioni? Sopravvivere in Italia: Frasi Utili in Contesto In questa guida lavoriamo su qualcosa di più importante del solo vocabolario: la tua capacità di comunicare in situazioni reali. Imparerai a essere gentile e naturale come un madrelingua, a usare il condizionale di cortesia (vorrei, potrei, avrei bisogno…) e a capire quando dare del Lei a uno sconosciuto e quando dare del tu a un amico. Visiteremo cinque luoghi — bar, farmacia, strada, cena tra amici e parrucchiere — e per ogni luogo ti proporrò tre situazioni: una facile, una intermedia e una avanzata. Per approfondire l'arte della comunicazione cortese, puoi consultare la guida sul condizionale italiano. Luogo 1 — Al Bar In Italia "il bar" è soprattutto il posto dove la mattina prendi il caffè e il cornetto. E ricorda: quando un italiano dice "un caffè", intende un espresso, quello piccolo e forte! Per il vocabolario completo del caffè italiano, c'è una guida dedicata a tutti i tipi di caffè italiani. Situazione Facile — Ordinare un Caffè Sei al banco. Cosa dici? "Un caffè, per favore." "Per me un caffè, grazie." "Mi fa un caffè?" — la più italiana di tutte, col verbo fare. Nota che non diciamo "voglio un caffè": voglio suona brusco. Regola d'oro per tutto l'articolo: per essere gentile, usa il condizionale. Vorrei invece di voglio, potrei invece di posso. Situazione Intermedia — Pagare Prima o Dopo Hai preso un caffè, ma non sai se si paga prima alla cassa o dopo al banco. "Scusi, si paga prima alla cassa?" "Pago alla cassa o direttamente al banco?" "Devo passare in cassa prima di ordinare?" Quel "si paga" è il si impersonale: utile per parlare in generale, senza un soggetto preciso. Situazione Avanzata — L'Ordine È Sbagliato Avevi ordinato un cappuccino, ma il barista ti porta un caffè normale. "Scusi, credo ci sia un errore: avevo ordinato un cappuccino." "Mi scusi, forse c'è stato un equivoco: io avevo chiesto un cappuccino." "Scusi, potrebbe rifarlo? Avevo ordinato un cappuccino, non un caffè." Anche per protestare restiamo morbidi: "credo ci sia un errore" è molto più elegante di "avete sbagliato". Notare l'uso del congiuntivo dopo "credo che…". Curiosità sul Bar Italiano Al banco, in piedi, si paga meno; al tavolo, seduto, si paga di più — a volte quasi il doppio! È un'usanza tipicamente italiana che sorprende molti stranieri. Quindi se vuoi risparmiare, prendi il caffè al volo al banco come fanno i veri italiani! Luogo 2 — In Farmacia La farmacia si riconosce dalla croce verde. E il farmacista non vende solo medicine: può darti consigli per piccoli problemi. Per il vocabolario specifico, consulta la guida sul dialogo in farmacia. Situazione Facile — Mal di Testa Hai un forte mal di testa e vuoi qualcosa per farlo passare. "Mi dà qualcosa per il mal di testa?" "Avete qualcosa per il mal di testa?" "Avrei bisogno di qualcosa per il mal di testa." — di nuovo il condizionale (avrei bisogno, non ho bisogno). Situazione Intermedia — Serve la Ricetta? Ti serve un antibiotico e vuoi sapere se serve la ricetta del medico. "Per questo antibiotico serve la ricetta?" "Posso comprarlo senza ricetta?" "È un farmaco da banco o ci vuole la ricetta del medico?" Un "farmaco da banco" è un medicinale che puoi comprare liberamente, senza ricetta. Situazione Avanzata — Descrivere i Sintomi Da tre giorni hai mal di gola e un po' di febbre, e chiedi consiglio al farmacista. Per ampliare il vocabolario relativo alla salute, consulta la guida sul vocabolario delle malattie in italiano. "Da tre giorni ho mal di gola e un po' di febbre. Cosa mi consiglia?" "Ho mal di gola e la febbre da qualche giorno: c'è qualcosa che posso prendere?" "Avrei mal di gola e un po' di febbre da tre giorni. Secondo lei cosa è meglio prendere?" Nota "da tre giorni": usiamo da + tempo per dire da quanto dura un sintomo. Curiosità sulle Farmacie Italiane Di notte e nei festivi c'è sempre una "farmacia di turno" aperta per le emergenze, indicata sulla porta delle altre farmacie. Se ti trovi in difficoltà fuori orario, basta cercare il cartello con scritto "farmacia di turno" per sapere dove andare! Luogo 3 — Piccoli Imprevisti per Strada Siamo a metà strada — è il caso di dirlo! Vediamo gli imprevisti che capitano a tutti. Per imparare a chiedere e dare indicazioni stradali, c'è una guida dedicata. Situazione Facile — Ti Sei Perso Devi raggiungere la stazione, ma ti sei perso. "Scusi, mi sono perso: come arrivo alla stazione?" "Scusi, mi sa dire dov'è la stazione?" "Scusi, sto cercando la stazione ma mi sono perso. Può indicarmi la strada?" Piccola nota: perso è al maschile; una donna direbbe persa (il participio passato si accorda con chi parla). Situazione Intermedia — Chiedere una Foto Sei davanti alla Fontana di Trevi e vuoi una foto. "Scusi, ci fa una foto con la Fontana di Trevi dietro?" "Scusi, ci scatta una foto davanti alla fontana?" — scattare è il verbo preciso per "fare una fotografia". "Scusi, le dispiacerebbe farci una foto qui alla fontana?" — la più elegante. "Le dispiacerebbe…?" è uno dei modi più gentili di chiedere un favore. Segnatela! Situazione Avanzata — Ti Hanno Rubato il Portafoglio Vuoi andare a fare denuncia dopo aver subito un furto. "Mi hanno rubato il portafoglio: dov'è la stazione di polizia più vicina?" "Mi hanno preso il portafoglio, ho subito un furto. Vorrei sporgere denuncia." "Mi hanno rubato il portafoglio poco fa. Come faccio a sporgere denuncia?" "Sporgere denuncia" è l'espressione esatta per fare una denuncia formale. E ricorda: in Italia ci sono sia la Polizia sia i Carabinieri, e puoi rivolgerti a entrambi. Curiosità su Polizia e Carabinieri In Italia esistono due forze dell'ordine principali: la Polizia di Stato (numero d'emergenza 113) e i Carabinieri (numero 112). Hanno funzioni simili e puoi rivolgerti indistintamente a entrambi per sporgere denuncia. I Carabinieri sono famosi anche per essere i protagonisti di tantissime barzellette italiane! Luogo 4 — A Cena da Amici Un amico ti ha invitato a cena a casa sua. Attenzione: qui passiamo dal Lei al tu, perché con gli amici si dà del tu! Per scoprire altre espressioni colloquiali italiane, consulta la guida dedicata. Situazione Facile — Cosa Portare In Italia non si va MAI a casa di qualcuno a mani vuote: ti offri di portare il dolce. "Porto io il dolce?" "Posso portare il dolce per tutti?" "Al dolce ci penso io: che gusto vi piace?" "A mani vuote" = senza niente in mano. In alternativa al dolce si porta vino o dei fiori per la padrona di casa. Situazione Intermedia — Fare i Complimenti Hai finito di mangiare e tutto era ottimo. Per scoprire tante alternative, consulta la guida sulle alternative a "complimenti" in italiano. "Buonissimo, complimenti!" "Era tutto buonissimo!" "Buonissimo davvero, non ho mai mangiato così bene!" Più colloquiale ancora: "Qui si mangia da Dio!" — da Dio significa "benissimo". Situazione Avanzata — Rifiutare il Bis L'ospite vuole riempirti il piatto per la terza volta, ma sei pienissimo. "No grazie, sono pieno così." "Era tutto squisito, ma sono pieno: se mangio ancora scoppio!" "Magari più tardi, adesso sono troppo pieno!" Il segreto è abbinare un complimento al rifiuto. "Fare il bis" significa prendere una seconda porzione — e in Italia "no grazie" è spesso solo l'inizio della trattativa: l'ospite insisterà ancora, è normale. Sorridi… e tieni duro! Curiosità sulle Cene Italiane Nelle case italiane l'ospitalità si misura con la quantità di cibo offerto! Le mamme e le nonne italiane insistono sempre per servirti di nuovo — è il loro modo di mostrare affetto. Non offenderti: rifiutare con un sorriso e un complimento è la strategia vincente! Luogo 5 — Dal Parrucchiere Ultima tappa. Qui torniamo al Lei, perché parli con una persona che non conosci. Per ampliare il vocabolario, c'è una guida dedicata al vocabolario del parrucchiere in italiano. Situazione Facile — Solo una Spuntatina Non vuoi cambiare taglio, solo accorciare un pochino. "Vorrei solo una spuntatina alle punte." "Solo le punte, per favore." "Mi accorci appena le punte, niente di drastico." "Una spuntatina" viene da spuntare, cioè tagliare appena le punte: la parola magica per non ritrovarti con dieci centimetri in meno! Situazione Intermedia — Spiegare il Taglio Vuoi accorciare ai lati ma tenere più lungo sopra. "Vorrei accorciare ai lati, ma lasciare un po' più lungo sopra." "Corti ai lati e lunghi sopra: si può fare?" "Mi accorcia bene ai lati? Sopra invece vorrei tenerli più lunghi." Le indicazioni utili sono "accorciare ai lati" e "lasciare lungo sopra": con queste il parrucchiere capisce subito. Situazione Avanzata — Chiedere un Consiglio Hai i capelli rovinati e non sai bene cosa fare. "Ho i capelli rovinati: cosa mi consiglia?" "I miei capelli sono messi male: come li sistemo?" "Vorrei sistemare i capelli, ma non so come: mi affido a lei." "Mi affido a lei" significa "mi fido, decida lei": perfetta quando vuoi lasciar fare all'esperto. Battuta sul Parrucchiere Attenti alla parola "spuntatina", perché ognuno ha la sua idea di quanto sia! Quindi sii preciso… o porta una foto! È uno dei grandi misteri della vita: quanto è "una spuntatina"?...
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In questa puntata di Too Big To fail vi facciamo un pippone mega galattico su come funzionano le pensioni: quali prospettive ci sono, cosa sono i fondi pensione integrativi, chi ne godrà di più, di meno ed in mezzo e che cosa potete fare per mettervi in una posizione meno angolata di 90 gradi.Degli iettatori ci fanno domande sulla nostra morte. Noi rispondiamo (male) toccando gioielli di famiglia e ferraglie varie. Pure peggio: c'è chi chiede come pianificare le finanze senza posto fisso.Infine i consigli della settimana:Special! The Closure PodcastNicola: The Bear Alain: Come moriamo di Sherwin B. NulandVittorio: I BogleheadsIn questa puntata (forse) abbiamo nominato anche:Dati sul sistema pensionistico italianoRapporto Censis sugli italianiGuida ai fondi pensione integrativiCalcolatore IrpefNudge di R. Thaler401k e Roth IraFondo d'emergenzaBarbell portfolio
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In questa puntata di Too Big To Fail, il podcast di finanza personale che ogni tanto divaga, parliamo di prediction markets. Si tratta di finanza? In realtà non molto ma sticazzi, a noi piace così, non ci domerete mai!I consigli di oggi:Vittorio: Senna (Serie Tv)Nicola: Dave (Serie Tv)Alain: Uno psicologo nei lagerCose nominate (forse):Wisdom of the crowdFrancis GaltonAsch conformityKalshi e PolymarketGustave Le Bon Come si evolve la storia per Hegel (8-bit Philosophy)Scrivici o minacciaci via mail, metti una recensione a 5 stelle e commenta su Spotify oppure su Reddit r/TooBigToFailPodcast. Puoi pure seguirci sui nostri blog: The Italian Leather Sofa, Salto Mentale e Finanza Cafona.Ah si, c'è anche il nostro sito ufficiale. Se proprio hai due soldini nelle tasche puoi sostenerci con una donazione o usare i nostri codici sconto. I soldi servono per i portafortuna di Wanna Marchi, eh! Oh, e ascolta tutto fino alla fine oppure nei prediction markets punteremo sul tuo ingrassare di 30kg dopo le feste. Musica libera da diritti: Aria di Bach---Hai appena scoperto il podcast? Magari inizia da qui.--- Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Si comincia col caldo — la sigla che "si scioglie" come un nastro inceppato — e con un rimedio antico: leggere. Magari libri sulle spedizioni al Polo Nord, per rinfrescarsi almeno con la testa. È la tradizione italiana del libro sotto l'ombrellone, che i nostri due conoscono bene ma praticano poco: Matteo storicamente leggeva d'estate, ma a casa; Raffaele, da papà, sotto l'ombrellone ormai disconnette il cervello e basta. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Parole della settimana il segnalibro — L'oggetto che metti tra le pagine per ricordare dove sei arrivato. Nell'episodio Matteo lo usa in modo poetico: un libro amato funziona "come da segnalibro nella tua memoria" — ti fa ricordare l'estate in cui l'hai letto. English: bookmark divorare (un libro) — Leggere un libro velocemente e con grande piacere, senza riuscire a fermarsi. Raffaele sceglie i libri per sua moglie e "molto spesso scelgo libri che poi lei divora". English: to devour (a book), to read it hungrily in one go Note dell'episodio Il cuore della puntata è una ribellione di scuola media. Alle letture assegnate per l'estate, il piccolo Raffaele rispose leggendo tutt'altro: l'intero Romanzo di Excalibur di Bernard Cornwell, scelto da lui, divorato volume dopo volume — e a settembre lo disse in faccia alla professoressa: "ho letto tantissimo, ma tutt'altro: ho scelto io". Da grande la pensa ancora così: un classico come Il Maestro e Margherita si può studiare, ma obbligare qualcuno a leggere un libro che non ha scelto "è una violenza" — la lettura non si impone. Matteo, che pure ha subìto le stesse liste, un po' lo frena: gestire ciò che non scegliamo, da ragazzini, allena alla vita. Poi però regala la frase più bella della puntata: lui Il Signore degli Anelli l'ha letto in un'estate sola, e oggi ricorda quell'estate proprio grazie al libro — "come da segnalibro nella tua memoria". "Hai detto una poesia", ammette Raffaele. Una tradizione però resiste: prima delle vacanze Raffaele sceglie sempre un libro per sua moglie, e difficilmente sbaglia. L'ultimo era Come l'arancio amaro di Milena Palminteri, vincitore del Premio Bancarella — il premio che scelgono direttamente i librai — e da lì si arriva alle saghe familiari ambientate in Sicilia che riempiono gli scaffali d'estate. La Sicilia, appunto: trasferirsi? Fa caldo perfino sull'Etna, ma Raffaele non se la sente di eliminarla, anche se non l'ha ancora mai vista. E così, tra Genova e Trieste col mare, una Milano difesa da Matteo contro gli stereotipi, una Firenze persa nel sovraffollamento e un posticino ideale in Emilia-Romagna a un'ora da tutto, la puntata chiude con la domanda che ogni amante dell'Italia si porta dentro: mare, città o montagna? Diteci la vostra — e il resto, con aria condizionata e bevanda ghiacciata, continua nell'aftershow. Trascrizione Raffaele: [0:23] Matteo, buongiorno. Matteo: [0:24] Buongiorno. Raffaele: [0:26] Non so se l'hai sentito pure tu, ma io sentivo la sigla di apertura un po' male, un po'... Sai come quando il mangianastri si inceppava? Matteo: [0:39] Sì? ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Avete mai avuto la sensazione che le persone intorno a voi non siano del tutto… reali o umane? Che stiano recitando una parte, seguendo un copione, in uno spettacolo messo in scena proprio per voi. Magari sono attori. Magari robot. O magari… alieni. È da questa domanda che parte uno dei film più celebri e inquietanti degli ultimi quarant'anni: "Essi vivono". Un film che molti hanno preso alla lettera, come se fosse una rivelazione. E che il suo stesso autore, John Carpenter, ha sempre definito (provocatoriamente) un documentario. Ma un documentario su cosa, esattamente?SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVPIERO ANGELA: ecco il nuovo libro che ho avuto il piacere e l'onore di curare "Chiedetevi sempre perché" (Mondadori): https://amzn.to/4nhQ8RzUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaLEGGI: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/ai-confini-di-massimo-polidoro--4522555/support.
In questa puntata di Giardino Futuro ti porto dentro una chiacchierata molto concreta con Alberto e Stefania, una coppia nella vita e nel lavoro, che progetta e realizza giardini con le mani nella terra e lo sguardo rivolto alla Natura.Partiamo da una frase che sembra semplice, ma dice tantissimo: spesso, nel dubbio, è meglio stare fermi.Sì, perché molte volte il problema del giardino non è la mancanza di cura.È l'eccesso di cura.Troppa acqua, troppi tagli, troppe potature, troppa voglia di sistemare ogni foglia fuori posto.Parliamo di pollice nero, di clienti che vedono il verde come un arredo, di progettisti che disegnano senza conoscere davvero le piante, di giardini pensati solo per fare scena e di quella strana mania di voler controllare la Natura come fosse il soggiorno di casa.Con Alberto e Stefania ragioniamo anche sul valore dell'osservazione, sulla differenza tra un giardiniere vero e uno che fa solo pulizia, sul tempo che serve a un giardino per maturare e su quanto sia importante scegliere piante adatte al luogo, al clima, al terreno e alla vita reale di chi dovrà prendersene cura.Perché un giardino sostenibile non deve essere sostenibile solo per l'ambiente.Deve esserlo anche per te: meno fatica, meno sprechi, meno costi inutili, meno ansia.Se hai un giardino, un terrazzo o anche solo qualche vaso che ti mette in crisi, questa puntata può aiutarti a cambiare prospettiva.Magari scoprirai che il primo passo per avere un verde più sano non è fare di più.È imparare a fare meglio.
Cosa succede davvero prima che un film arrivi al cinema?Con Aldo, Giovanni e Giacomo vi portiamo dietro le quinte del loro nuovo film, tra ciak, retroscena e tutte quelle persone senza cui il cinema semplicemente non esisterebbe. Puntata powered by Illumia. Una produzione Corax. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Electric vehicles are becoming more common on Australian roads as fuel prices remain unstable and more drivers look for cheaper ways to travel. Here's what you need to know if you are thinking about making the switch. - Magari ya umeme (EV) yanazidi kuwa ya kawaida barabarani nchini Australia, wakati bei za mafuta ziki endelea kuto tabirika na madereva wengi zaidi wanatafuta njia za usafiri za bei nafuu. Haya ndiyo unayohitaji kujua kama unafikiria kuanza kutumia gari la umeme.
Ti è mai capitato di dire "Necessito un bicchiere d'acqua" o "Necessito di aiuto"? In realtà, gli italiani non parlano così. Il verbo "necessitare" è estremamente formale, burocratico, legale. In questo articolo scoprirai perché "necessitare" suona strano e quali espressioni usare al suo posto per parlare in modo naturale e autentico. Come Esprimere BISOGNI e Necessità in Italiano Perché "Necessitare" Suona Strano? Il verbo "necessitare" esiste in italiano. È nel dizionario, nessuno lo ha inventato. Però — e questo è il punto importante — è un verbo estremamente formale. Appartiene a un registro burocratico, amministrativo, quasi legale. Che cosa significa questo? Significa che se dici a un amico: "Necessito di un consiglio", il tuo amico probabilmente ti guarderà in modo strano. Magari penserà: "Ma stai leggendo un documento ufficiale?" Nella vita quotidiana, gli italiani non lo usano praticamente mai. Dove potresti trovarlo? In documenti ufficiali, testi burocratici, comunicazioni molto formali. Per esempio: "Il macchinario necessita di manutenzione." (in un rapporto tecnico) Ma anche in questi contesti, molti italiani preferiscono comunque alternative più semplici. Quindi, la regola d'oro è: dimentica "necessito" nella conversazione quotidiana! E adesso vediamo cosa usare al suo posto. Le Alternative a "Necessitare" (Quelle che Usiamo Davvero!) a) Avere Bisogno di + Nome / Verbo all'Infinito Questa è l'alternativa numero uno. È l'espressione più comune, più usata, più naturale in italiano. Se devi sceglierne una sola, scegli questa! Struttura Soggetto + avere (coniugato) + bisogno + di + nome o verbo all'infinito Esempi "Ho bisogno di un caffè." (e non: Necessito un caffè) "Abbiamo bisogno di parlare." "Hai bisogno di aiuto?" "Maria ha bisogno di riposare." Come vedi, funziona sia con i nomi (un caffè, aiuto) sia con i verbi all'infinito (parlare, riposare). b) Servire Ecco un'altra alternativa fantastica e molto usata nell'italiano parlato. Però attenzione: "servire" ha una struttura particolare, simile al verbo "piacere". La cosa che è necessaria diventa il soggetto, e la persona che ne ha bisogno è il complemento indiretto (con mi, ti, gli, le, ci, vi, gli). Struttura Mi/Ti/Gli/Le/Ci/Vi/Gli + serve/servono + nome Esempi "Mi serve una penna." (= Ho bisogno di una penna) "Ti servono i documenti?" (= Hai bisogno dei documenti?) "Ci serve più tempo." "Le serve un'informazione." (a lei) Attenzione alla Concordanza! Questo è un errore molto comune tra gli studenti! Serve → con nomi singolari (Mi serve un libro) Servono → con nomi plurali (Mi servono due libri) Ricordati: funziona come "piacere". "Mi piace il gelato" → "Mi serve il gelato". "Mi piacciono i gelati" → "Mi servono i gelati". Curiosità: "Servire" significa anche "to serve" (come servire il cibo a tavola). Quindi, se a pranzo qualcuno ti chiede: "Ti servo?", non ti sta chiedendo se hai bisogno di qualcosa… ti sta chiedendo se ti può mettere il cibo nel piatto. Il contesto è tutto! c) Dovere + Verbo all'Infinito Se quello di cui hai bisogno è un'azione (e non un oggetto), puoi usare semplicemente il verbo "dovere". Esempi "Devo studiare di più." (= Ho bisogno di studiare di più / Necessito di studiare di più) "Dobbiamo trovare una soluzione." "Devi dormire!" La Differenza di Sfumatura "Dovere" esprime una necessità un po' più forte, quasi un obbligo. Mentre "avere bisogno di" è più neutro, "dovere" aggiunge l'idea che è importante, urgente, devi farlo. "Ho bisogno di dormire." → Sento la necessità di dormire. "Devo dormire." → È proprio necessario che io dorma, magari domani ho un esame! d) Mi Occorre / Mi Occorrono Questa espressione è un po' più formale di "servire" e "avere bisogno di", ma è comunque molto più naturale e usata rispetto a "necessitare". Funziona esattamente come "servire": la cosa necessaria è il soggetto. Esempi "Mi occorre un documento." (= Mi serve un documento) "Ci occorrono più risorse." "Ti occorre altro?" Dove la senti di più? In contesti semi-formali: al lavoro, in ufficio, in una mail professionale (ma non troppo burocratica). È una via di mezzo perfetta tra il linguaggio quotidiano e quello formale. e) C'è Bisogno di (Forma Impersonale) Quando non parliamo di una persona specifica, ma della situazione in generale, possiamo usare questa forma impersonale. Esempi "C'è bisogno di più pazienza in questo mondo." "Non c'è bisogno di urlare!" "C'è bisogno di fare qualcosa subito!" La frase "Non c'è bisogno!" da sola è usatissima. Significa: "Non è necessario", "Non serve", "Non ti preoccupare". Per esempio, se un amico vuole pagarti il caffè: "No, no, non c'è bisogno, offro io!" f) È Indispensabile / È Essenziale + Che + Congiuntivo / Infinito Se vuoi esprimere necessità in modo un po' più enfatico o formale (ma comunque naturale!), puoi usare queste espressioni impersonali. Esempi "È indispensabile che tutti portino il passaporto." "È essenziale studiare la grammatica." Nota sul Congiuntivo Quando c'è un soggetto specifico dopo queste espressioni, serve che + congiuntivo: "È essenziale che tu venga alla riunione." Quando il soggetto è generico o è lo stesso della frase principale, basta l'infinito: "È indispensabile arrivare puntuali." Riepilogo Veloce: Tabella delle Alternative Ecco un riassunto pratico di tutte le alternative a "necessitare" con i relativi esempi: Invece di "necessito"…Usa…EsempioNecessito un caffèHo bisogno di un caffè"Ho bisogno di te."Necessito una pennaMi serve una penna"Mi servono due biglietti."Necessito di studiareDevo studiare"Devo andare dal dottore."Necessito un documentoMi occorre un documento"Mi occorrono delle informazioni."Si necessita di calmaC'è bisogno di calma"Non c'è bisogno di gridare!"Si necessita di prenotareÈ essenziale prenotare"È essenziale che tu venga." Tabella Comparativa: Livelli di Formalità Per aiutarti a scegliere l'espressione giusta a seconda della situazione, ecco una tabella che confronta il livello di formalità di ciascuna alternativa: EspressioneLivello di FormalitàQuando UsarlaFunziona con…Avere bisogno diInformale / NeutroSempre, in ogni situazioneNomi e verbi all'infinitoServireInformale / NeutroConversazioni quotidianeSolo nomiDovereInformale / NeutroQuando l'azione è urgente o obbligatoriaSolo verbi all'infinitoOccorrereSemi-formaleLavoro, email professionaliSolo nomiC'è bisogno diInformale / NeutroSituazioni generali, impersonaliNomi e verbi all'infinitoÈ indispensabile / essenzialeSemi-formale / FormaleEnfasi, contesti ufficialiChe + congiuntivo o infinitoNecessitareMolto formaleSolo documenti burocratici o tecniciDi + nome o infinito Domande Frequenti "Necessitare" È Sbagliato? No, "necessitare" non è sbagliato dal punto di vista grammaticale. È un verbo che esiste nel dizionario italiano ed è perfettamente corretto. Il problema è che è estremamente formale e suona innaturale nella conversazione quotidiana. Usarlo parlando con amici o in situazioni informali è come presentarsi a una cena in pigiama: non è illegale, ma è decisamente fuori luogo. Qual È la Differenza tra "Servire" e "Avere Bisogno di"? Entrambe le espressioni significano la stessa cosa, ma hanno una struttura grammaticale diversa. Con "avere bisogno di", il soggetto è la persona ("Io ho bisogno di…"). Con "servire", il soggetto è la cosa necessaria ("Mi serve…"), proprio come funziona il verbo "piacere". Nella pratica, sono intercambiabili nella maggior parte dei contesti. "Avere bisogno di" funziona anche con i verbi all'infinito, mentre "servire" si usa prevalentemente con i nomi. Posso Usare "Occorrere" nella Vita Quotidiana? Sì, ma con una sfumatura. "Occorrere" è leggermente più formale di "servire" e "avere bisogno di". È perfetto per contesti semi-formali: al lavoro, in una email professionale, in una richiesta a un ufficio. Non è pesante come "necessitare", ma non è nemmeno informale come "mi serve". È la scelta ideale quando vuoi essere educato e preciso senza sembrare troppo burocratico. Quando Devo Usare il Congiuntivo con "È Indispensabile" e "È Essenziale"? La regola è semplice: se dopo l'espressione c'è un soggetto specifico diverso da quello della frase principale, si usa "che" + congiuntivo ("È essenziale che tu venga"). Se il soggetto è generico o lo stesso, si usa l'infinito ("È indispensabile arrivare puntuali"). Il congiuntivo è necessario perché queste espressioni esprimono una necessità soggettiva, e il congiuntivo in italiano è il modo verbale della soggettività, del desiderio e della necessità. Perché Molti Studenti Stranieri Usano "Necessitare"? Questo accade per una ragione molto comprensibile: in molte lingue, il verbo equivalente di "necessitare" è perfettamente normale nella conversazione quotidiana. In inglese "I need", in spagnolo "necesito", in francese "j'ai besoin" (anche se questo è più simile a "avere bisogno di") e in portoghese "necessito" sono tutti usati regolarmente. Gli studenti quindi traducono direttamente dalla loro lingua madre, senza sapere che in italiano il verbo ha un registro molto più elevato. Ecco perché è così importante conoscere le alternative! Vuoi continuare a rendere il tuo italiano più fluido e autentico? Scopri l'articolo dedicato al verbo 'piacere'. Vuoi fare lezioni di italiano con i nostri insegnanti madrelingua qualificati? Acquista il tuo pacchetto di Italiano Intensivo! { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test su Come Esprimere Bisogni e Necessità in Italiano", "description": "Quiz interattivo sulle alternative al verbo necessitare in italiano con 10 domande su avere bisogno di, servire, dovere, occorrere e altre espressioni naturali....
Sai qual è la differenza tra "impedire" e "ostacolare"? E perché diciamo "un bel libro" ma "un bell'uomo"? E soprattutto... perché non puoi dire "va a piovere" per parlare del futuro? Se queste domande ti fanno venire il mal di testa, sei nel posto giusto! Evita di Fare Questi SBAGLI Quando Parli Italiano 1. IMPEDIRE vs OSTACOLARE Questi due verbi sembrano simili, ma c'è una differenza fondamentale che cambia completamente il significato della frase. IMPEDIRE: Il Blocco Totale IMPEDIRE significa bloccare completamente, rendere qualcosa impossibile. Quando usi questo verbo, indichi che l'azione NON è avvenuta, che c'è stato un blocco totale al 100%. "La neve ha impedito la partenza dell'aereo." → L'aereo NON è partito. Impossibile! "Il muro ci impedisce di vedere il mare." → NON possiamo vedere il mare. Zero possibilità! "Mi hanno impedito di entrare." → NON sono entrato. OSTACOLARE: La Difficoltà Superabile OSTACOLARE significa rendere qualcosa più difficile, ma non impossibile. L'azione avviene comunque, seppur con maggiore fatica o complicazioni. "La neve ha ostacolato il traffico." → Il traffico c'era, ma era lento e difficile. "I problemi economici hanno ostacolato il progetto." → Il progetto è andato avanti, ma con difficoltà. "Non voglio ostacolare i tuoi sogni." → Non voglio renderli più difficili da realizzare. Perché è Importante Non Confonderli? Perché il risultato comunicato è completamente diverso! Vediamo uno schema riassuntivo: VerboSignificatoRisultatoIMPEDIREBloccare completamenteNON succede (0%)OSTACOLARERendere difficileSuccede, ma con difficoltà Esempio pratico: Immagina di voler andare a una festa: "Mia madre mi ha impedito di andare alla festa." → Non sono andato. Mia madre ha detto NO e basta! "Mia madre ha ostacolato la mia uscita." → Sono andato alla festa, ma mia madre ha creato problemi: mi ha fatto mille domande, mi ha fatto ritardare, ecc. Se usi "impedire" quando vuoi dire "ostacolare", stai dicendo che qualcosa NON è successo, quando invece è successo! 2. L'Aggettivo BELLO L'aggettivo BELLO è uno dei più problematici per gli studenti di italiano, ma cerchiamo di fare chiarezza una volta per tutte. La Regola d'Oro L'aggettivo BELLO, quando viene prima del nome, segue le stesse regole dell'articolo determinativo. Questa è la chiave per non sbagliare mai. ArticoloForma di BELLOEsempioILBEL"il libro → un bel libro"LOBELLO"lo spettacolo → un bello spettacolo"L'BELL'"l'uomo → un bell'uomo"LABELLA"la donna → una bella donna"L'BELL'"l'idea → una bell'idea"IBEI"i libri → dei bei libri"GLIBEGLI"gli spettacoli → dei begli spettacoli"LEBELLE"le donne → delle belle donne" Forme Corrette e Scorrette Corretto: • "Un bel libro" (come "il libro")• "Un bello spettacolo" (come "lo spettacolo")• "Un bell'uomo" (come "l'uomo")• "Una bella casa" (come "la casa")• "Una bell'idea" (come "l'idea") Scorretto: • "Un bello libro"• "Uno bel spettacolo"• "Uno bello spettacolo" Perché è Sbagliato Dire "Uno Bello Spettacolo"? Per due motivi fondamentali: 1. L'articolo "UNO" si usa solo davanti a parole che iniziano con S + consonante, Z, GN, PS, X, Y. "Bello" inizia con B, quindi l'articolo è "UN", non "UNO". 2. La forma "BELLO" si usa solo davanti a parole che iniziano con S + consonante, Z, GN, PS, X, Y (le stesse regole di "lo/uno")."Spettacolo" inizia con SP (S + consonante), quindi usiamo "BELLO". Attenzione! L'articolo va davanti a "BELLO", non davanti a "spettacolo"! Quindi: "UN bello spettacolo" (UN + BELLO + spettacolo) "UNO bello spettacolo" (L'articolo dipende da "bello", che inizia con B!) FraseCorretto?"Un bel spettacolo"No"Un bello spettacolo"Sì"Uno bel spettacolo"No"Uno bello spettacolo"No Nota: Nella lingua parlata informale, potresti sentire alcuni italiani dire "un bel spettacolo". Tuttavia, la forma grammaticalmente corretta è "un bello spettacolo". 3. ACCORGERSI vs NOTARE Ecco un'altra coppia di verbi che crea molta confusione. NOTARE: L'Osservazione Visiva NOTARE significa vedere, osservare qualcosa. È un'azione consapevole, volontaria, legata principalmente alla percezione visiva: "Ho notato che hai cambiato pettinatura." → Ho visto, ho osservato il cambiamento. "Hai notato quel ragazzo al bar?" → L'hai visto? L'hai osservato? "Non ho notato niente di strano." → Non ho visto/osservato niente di strano. ACCORGERSI: La Presa di Coscienza ACCORGERSI significa rendersi conto di qualcosa, spesso in modo improvviso o dopo un po' di tempo. È più legato alla consapevolezza mentale che alla vista: "Mi sono accorto che avevo dimenticato il portafoglio." → Ho realizzato, mi sono reso conto. "Non si è accorta di niente." → Non ha capito, non ha realizzato. "Ti sei accorto che Maria era triste?" → Hai capito, hai realizzato che era triste? Le Sfumature di Significato VerboSignificatoAmbitoNOTAREVedere con gli occhi, osservarePercezione visivaACCORGERSICapire, realizzare, rendersi contoConsapevolezza mentale Esempio chiarificatore: "Ho notato che la porta era aperta." → Ho visto la porta aperta. Semplice osservazione. "Mi sono accorto che la porta era aperta." → Ho realizzato che qualcosa non andava. Magari all'inizio non ci avevo fatto caso, poi ho capito. Attenzione alla Costruzione Grammaticale! NOTARE + oggetto diretto (senza preposizione): "Ho notato il tuo nuovo taglio di capelli." "Ho notato che sei stanco." ACCORGERSI + DI + qualcosa: "Mi sono accorto dell'errore." "Mi sono accorto che sei stanco." "Mi sono accorto l'errore." Importante: Se usi ACCORGERSI, non dimenticare la preposizione DI! 4. HA ATTERRATO vs È ATTERRATO Questo errore è molto comune: quale ausiliare si usa con il verbo ATTERRARE? La risposta è: dipende dal significato. ATTERRARE Intransitivo: Ausiliare ESSERE Quando ATTERRARE significa toccare terra, arrivare a terra (per un aereo, un uccello, ecc.), è intransitivo e vuole l'ausiliare ESSERE: "L'aereo è atterrato alle 15:30." "L'aereo ha atterrato alle 15:30." "L'elicottero è atterrato sul tetto." "Siamo atterrati con un'ora di ritardo." ATTERRARE Transitivo: Ausiliare AVERE Quando ATTERRARE significa buttare a terra qualcuno (in sport come la lotta, il rugby, ecc.), è transitivo e vuole l'ausiliare AVERE: "Il lottatore ha atterrato il suo avversario." "Il difensore ha atterrato l'attaccante in area." Perché è Sbagliato Dire "L'Aereo Ha Atterrato"? Perché quando parliamo di un aereo che tocca terra, ATTERRARE è intransitivo (non ha un oggetto diretto). E i verbi intransitivi di movimento o cambiamento di stato in italiano usano l'ausiliare ESSERE: "Sono arrivato." (non "ho arrivato") "Sono partito." (non "ho partito") "Sono atterrato." (non "ho atterrato") L'aereo non "atterra qualcosa". L'aereo semplicemente atterra. Quindi: è atterrato. Uso di ATTERRARETipoAusiliareEsempioToccare terra (aereo)IntransitivoESSERE"L'aereo è atterrato"Buttare a terra (sport)TransitivoAVERE"Il lottatore ha atterrato l'avversario" 5. USCIRE + Luogo: Attenzione alla Preposizione! Questo errore è tipico di chi parla inglese ("to leave a place" senza preposizione). Forme Scorrette e Corrette Scorretto: "Sono uscito casa alle 8." "Esco l'ufficio alle 17." "Usciamo il ristorante?" Corretto: "Sono uscito di casa alle 8." "Esco dall'ufficio alle 17." "Usciamo dal ristorante?" Perché Serve la Preposizione? Perché in italiano il verbo USCIRE è intransitivo. Questo significa che NON può avere un oggetto diretto. Non puoi "uscire qualcosa". Devi usare una preposizione: USCIRE DA + luogo: "Esco dal cinema." "Esco dalla scuola." "Esco dall'ufficio." "Esco da casa." Attenzione! È anche possibile sentire l'espressione fissa "Uscire di casa" (soprattutto in alcuni contesti informali). Ma questo accade solo con "casa". LuogoPreposizioneEsempio CorrettoCasaDA (o DI)"Esco da (di) casa"UfficioDA (+ articolo)"Esco dall'ufficio"SupermercatoDA (+ articolo)"Esco dal supermercato"ScuolaDA (+ articolo)"Esco dalla scuola"FinestraDA (+ articolo)"Esco dalla finestra" 6. CONVINCERE vs PERSUADERE Questi due verbi sono molto simili, ma hanno una sfumatura importante che li distingue: CONVINCERE: L'Approccio Razionale CONVINCERE significa far cambiare idea a qualcuno usando argomenti razionali, logici, prove: "L'ho convinto con i dati statistici." → Ho usato numeri, fatti, prove logiche. "Mi hanno convinto che avevo torto." → Mi hanno fatto capire, con argomenti, che sbagliavo. "Come posso convincerti?" → Come posso farti capire che ho ragione? PERSUADERE: L'Approccio Emotivo PERSUADERE significa far cambiare idea a qualcuno usando emozioni, fascino, insistenza: "Mi ha persuaso con il suo sorriso." → Il suo sorriso mi ha fatto cedere. "Alla fine mi hanno persuaso ad andare alla festa." → Hanno insistito, mi hanno fatto venire voglia. "È molto persuasivo quando parla." → Sa come toccare le emozioni delle persone. Le Due Strategie a Confronto VerboStrumentoAmbitoCONVINCERELogica, ragione, prove, datiTESTAPERSUADEREEmozioni, fascino, insistenzaCUORE Esempio pratico: "Il venditore mi ha convinto a comprare l'auto mostrandomi le caratteristiche tecniche e il prezzo competitivo." → Argomenti razionali: dati, numeri, fatti. "Il venditore mi ha persuaso a comprare l'auto: era così simpatico e entusiasta!" → Emozioni: simpatia, entusiasmo, fascino personale. Nota: Nella lingua quotidiana, molti italiani usano questi verbi come sinonimi. Quindi non è un errore gravissimo confonderli! Ma se vuoi essere preciso e raffinato, ora sai la differenza. La Costruzione Grammaticale ...
Today's guest is an expert in marketing, strategy, and digital transformation with a passion for bridging theory and real-world impact. Victor Magariño is a marketing professor at NYU Stern and ESADE Business School, as well as a seasoned consultant and former corporate leader with over 25 years of experience.Victor's approach goes beyond standard marketing textbooks. With a rich background leading teams at global companies like Google, McDonnell Douglas, Cadbury Schweppes, and NBC Universal, he blends academic rigor with hands-on expertise in multicultural team leadership, digital innovation, and strategic marketing.He's not only an educator preparing future marketing leaders but also an advisor to startups and organizations navigating the challenges of growth and transformation. Whether you're a student, an early-career professional, or a founder looking to sharpen your marketing edge, today's conversation offers deep insights and practical strategies from one of the most dynamic minds in marketing education. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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