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Sarà il Comune di Thiene a farsi carico anche dell'incremento del costo del pasto derivante dall'adeguamento Istat, mantenendo per l'anno scolastico 26/27 le stesse tariffe dello scorso anno. "È una scelta precisa - dice il sindaco Michelusi - : assorbire come Comune questo aumento per evitare che, ancora una volta, a pagare siano le famiglie"
No deal. I negoziati dell'ultimo minuto tra Canada e Usa si chiudono con un nulla di fatto, facendo scattare nuovi dazi del 50% su diversi prodotti canadesi tra cui cemento e mazze da hockey.
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Inoltre: bombardamenti israeliani nel sud del Libano colpiscono la base Unifil dove si trovano soldati italiani ;il presidente Mattarella protesta con quello israeliano affermando che l'attacco è inaccettabile; sempre più delicata la posizione del primo ministro britannico Keir Starmer; nello sport: l'Inter batte la Lazio 2 - 0 e vince anche la Coppa Italia.
Sono illegali anche i nuovi dazi globali del 10% imposti da Donald Trump per sostituire almeno temporaneamente le aggressive tariffe reciproche già bocciate come un abuso di potere. La Corte del Commercio Internazionale, il tribunale federale specializzato che ha giurisdizione in materia, ha negato che il presidente abbia l autorità per far scattare i nuovi balzelli generalizzati sull import sulla base della legge che ha invocato, la Section 122 del Trade Act del 1974. La Corte, con una maggioranza di due giudici contro uno, ha trovato che il decreto di Trump sui dazi «non è valido» e che quindi le «tariffe imposte non sono autorizzate dalla legge». La legge in questione consente l imposizione di balzelli fino al 15% per un periodo massimo di 150 giorni in risposta a gravi e persistenti squilibri nella bilancia dei pagamenti. Secondo la Corte la decisione di Trump non rispetta i requisiti. Una coalizione di 24 stati e due importatori aveva presentato ricorso. Lo schiaffo politico è significativo, alla legittimità delle politiche ispirate da un maggior protezionismo sposate da Trump. I precedenti dazi reciproci contro decine di paesi erano già stati trovati illegali sia dalla Corte del commercio che, in ultima istanza, dalla Corte Suprema dsegli Stati Uniti. Di conseguenza la Casa Bianca dovrà restituire ora fino a 166 miliardi alle aziende importatrici. Trump aveva immediatamente risposto imponendo la nuova barriera del 10% e affermando che l avrebbe alzata al 15%, cosa che poi non ha mai fatto. Se la nuova sconfitta politica è indubbia, dal punto di vista pratico le conseguenze della sentenza potrebbero non essere molto rilevanti: i dazi erano in scadenza a luglio e l amministrazione intende sostituirli con azioni fondate su una diversa normativa, la Secion 301 del Trade Act, considerata più solida: prevede dazi in risposta a pratiche commerciali sleali e discriminatorie di paesi partner. Cerchiamo di capire meglio la questione con Lucio Miranda, Presidente e fondatore di ExportUSA.
Sono i dati del Rapporto 2025 dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva. Per la Tari in Veneto una famiglia paga in media 290 euro. I costi sono in aumento in tutta Italia, ma Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto sono le Regioni dove si paga meno, mentre le Tari più care sono in Puglia, Campania e Sicilia.
Lo scorso 5 novembre è iniziato il processo costituzionale sulle tariffe trumpiane. La Corte Suprema ha espresso scetticismo sulle medesime. Una decisione ostativa, costringerebbe l'Amministrazione Statunitense a rivedere l'approccio in materia, ricorrendo agli strumenti residui non tacciati di incostituzionalità, ma così inasprendo lo situazione di guerra fredda civile che si respira Oltreoceano.
(00:00) Intro (03:19) Gli ultimi emendamenti presentati alla legge sulla concorrenza potrebbero cambiare, in peggio, le regole per i consumatori (12:14) Gli ultimi aggiornamenti sull'omicidio di Piersanti Mattarella e la strada del depistaggio Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: https://shor.by/zQ5D
LeoniFiles - Amenta, Sileoni & Stagnaro (Istituto Bruno Leoni)
La riforma dei commercialisti promette modernità, ma riporta professionisti e consumatori indietro di 30 anni. “Equo compenso” o “equo disastro”? Ne parliamo col nostro Carlo Amenta, commercialista e professore di Economia e Gestione delle Imprese presso l'Università di Palermo, in una nuova puntata LeoniFiles condotta da Carlo Stagnaro.In questa puntata Dossier torniamo a parlare di riforme, analizzando il disegno di legge delega sulla riforma delle professioni e la reintroduzione dell'equo compenso per i commercialisti, che rischia di trasformarsi da strumento di tutela a freno per la concorrenza e l'innovazione.Tra ironia e dati concreti, il dibattito tocca temi cruciali: la libertà dei professionisti di stabilire da sé il prezzo per i propri servizi, la sostenibilità delle casse previdenziali, l'impatto dell'IA sulle professioni e l'eterno ritorno dei vincoli corporativi.
Quest'estate gli italiani spenderanno il 30% in più per andare in vacanza rispetto al 2019, ossia prima della pandemia. Lo rileva il Codacons sulla base dei dati Istat che ha messo a confronto le tariffe attuali del comparto turistico con quelle dell'estate pre – covid.
L'andamento dei mercati finanziari di oggi 6 agosto 2025: Trump verso dazi su chip e semiconduttori; Tariffe, le minacce di Trump all'Ue; Fed, la corsa a sostituire Powell; Focus su Bpm dopo conti sopra le attese; Gli ultimi numeri delle trimestrali a Piazza Affari. Puntata a cura di Marta Desantis - Class CNBC Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Donald Trump torna a minacciare l'Europa e promette di alzare i tassi se l'Ue non manterrà la promessa di investire 600 miliardi di euro negli Stati Uniti. Se l'Unione Europa “non farà gli investimenti promessi alzeremo i dazi al 35%”, ha annunciato il tycoon in un'intervista alla Cnbc .
I mercati si preparano ai dazi; Trump aggiorna le tariffe: vanno dal 10% al 41%; I conti sopra le attese di Apple e Amazon; I numeri di Enel; Pirelli abbassa la guidance sui ricavi. Puntata a cura di Gualtiero Lugli - Class CNBC Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
l quadro di riferimento settimanale a cura del Team Advisory di Ersel per la settimana del 14 luglio 2025. I principali temi: i nuovi record e i nuovi dazi, i mercati azionari europei, il primo taglio della Fed in autunno, il risiko bancario italiano. Restate aggiornati e buon ascolto!Il presente podcast è destinato esclusivamente a scopi informativi/ di marketing non sostituendosi al prospetto informativo o ad altri documenti legali di prodotti finanziari ivi eventualmente richiamati. Nel caso, si prega di consultare il prospetto dell'OICVM/documento informativo e il documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KID) prima di prendere una decisione finale di investimento che può essere effettuata solo previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Solo la versione più recente del prospetto, dei regolamenti, del Documento chiave per gli investitori, delle relazioni annuali e semestrali del fondo può essere utilizzata come base per decisioni di investimento. Il presente podcast non costituisce né un'offerta né una sollecitazione all'acquisto, alla sottoscrizione o alla vendita di prodotti o strumenti finanziari o una sollecitazione all'effettuazione di investimenti. Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nel presente podcast e compiuto sforzi per garantire che il contenuto di questo podcast sia basato su informazioni e dati ottenuti da fonti affidabili, ma non garantisce della loro esattezza e completezza non assumendosi alcuna responsabilità. Ersel non si assume alcuna responsabilità circa le informazioni, le proiezioni o le opinioni contenute nel presente podcast e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Il presente podcast può fare riferimento alla performance passata degli investimenti: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli attuali o futuri. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione del presente podcast, non espressamente autorizzata.
Donald Trump ieri in una lettera shock, è tornato a minacciare l'Europa con tariffe al 30% sull'export europeo dal 1° agosto.
Occorre "disinnescare" il protezionismo e i dazi per evitare effetti sui mercati e sulle banche e una "nuova recessione". E' il monito del presidente Abi Antonio Patuelli nella sua relazione all'assemblea Abi.
Donald Trump scatenato sul fronte dazi: dalla Casa Bianca, infatti, sono state spedite le prime lettere con l'annuncio delle varie percentuali di tassazione, Paese per Paese. Dazi comunque rinviati dal 9 luglio al primo agosto.
In un'America scossa da tensioni economiche e retorica incendiaria, una corte federale ha fatto qualcosa che pochi osano fare in pubblico: ha detto no a Donald Trump. Un no giuridico, sobrio, misurato, ma pesante come il piombo. Con una sentenza netta, la Corte del Commercio Internazionale ha invalidato il tentativo dell'ex presidente di imporre dazi globali facendo leva su una legge d'emergenza pensata per tutt'altro. Niente più tariffe al 30% sulla Cina, al 25% su Messico e Canada, al 10% sul resto del mondo. Niente più minacce a orologeria. Niente più “Liberation Day”, la giornata epica con cui Trump aveva annunciato al mondo, in stile blockbuster, l'inizio della sua crociata commerciale. La legge, ha ricordato la Corte, non è un costume di scena. Non si indossa a piacere per piegare il copione della realtà ai propri tornaconti politici.Questa è molto più che una sconfitta legale. È un colpo al cuore della visione trumpiana del potere esecutivo. Una visione in cui ogni problema diventa guerra, ogni trattativa un campo di battaglia, ogni legge una potenziale scappatoia. La Corte non solo ha bloccato i dazi, ma ha emesso un'ingiunzione permanente. In altre parole: non solo oggi non puoi, ma nemmeno domani. Il Tesoro americano, intanto, rischia ora di dover restituire miliardi a migliaia di imprese che avevano già pagato quelle tariffe. Il danno economico è reale. Ma il danno strategico è più profondo: Trump ha perso la leva che gli permetteva di agitare minacce doganali a ogni summit internazionale. E senza minaccia, anche il bluff si sgonfia.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump congela i dazi al 50% per l'Ue annunciando che le tariffe, destinate a entrare in vigore il primo giugno, non verranno adottate fino al 9 luglio. Il rinvio, scrive il Tycoon in un post sul social Truth, viene deciso dopo un colloquio telefonico con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
I 14 miliardi da destinare alle imprese attraverso la revisione del Pnrr "si riferiscono a somme attualmente non utilizzate all'interno del Pnrr. Riteniamo di utilizzarle a prescindere dai dazi, per accelerare la competitività delle nostre imprese. Riteniamo di utilizzare quelle risorse anche su altre linee di finanziamento che possano trovare nelle imprese adeguata rispondenza". Così il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr, Tommaso Foti, in risposta al question time di oggi, sulle risorse del Pnrr da utilizzare per interventi di contrasto ai dazi. Secondo l'Upb in merito all'attuazione del Pnrr: "Dalle informazioni disponibili in ReGiS all'8 aprile 2025, emerge che è stato attivato il 95% della dotazione finanziaria complessiva e che la spesa sostenuta ammonta a 64,1 miliardi (33%), di cui 27,3 miliardi relativi a Superbonus e crediti d'imposta". Quindi rischiano di essere molti i soldi da "ricollocare" da qui al 2026 per non perdere i finanziamenti. Per Openpolis al momento sono circa 50 i miliardi non ancora destinati del Pnrr che potrebbero essere "spostati" per altre voci di spesa (aiuti alle aziende o in difesa). Ma è necessaria ovviamente una revisione a Bruxelles. Interviene su questo Luca Dal Poggetto, Analista di Openpolis esperto di Pnrr.Il risiko entra nel vivo?UniCredit lancerà lunedì l'OPS su Banco BPM, ma senza escludere un futuro ricorso contro il provvedimento del Comitato Golden Power, che ha imposto vincoli giudicati eccessivi. Tra questi, il mantenimento di un rapporto impieghi/depositi al 120%, la continuità del project finance, la stabilità degli investimenti di Anima Holding e l'uscita dalla Russia entro nove mesi. UniCredit, pur ritenendo il decreto illegittimo, punta ora a una mediazione col Governo per chiarire il perimetro degli impegni, in parte influenzati dal MEF leghista. Gli analisti di Equita avvertono che tali vincoli potrebbero rallentare l'operazione e penalizzare la posizione patrimoniale. L'offerta resta intanto a sconto del 6,1%. Domani 24 aprile si terrà l'assemblea delle Generali, con un nuovo scontro tra la lista Mediobanca, che sostiene la riconferma dei vertici attuali, e quella di Caltagirone. Oltre alla governance, il nodo strategico centrale è la partnership con Natixis nell'asset management.. Ne parliamo con Alessandro Graziani, Il Sole 24 OreConti disastrosi per Tesla, Musk fa un passo indietro dal DOGE Tesla ha chiuso il primo trimestre 2025 con risultati deludenti: l'utile netto è crollato del 71% a 409 milioni di dollari e i ricavi sono scesi del 9% a 19,34 miliardi, ben al di sotto delle attese. Il comparto auto ha registrato un calo ancora più marcato del 20%, con vendite in forte flessione in USA, Europa (–62% in Germania) e Cina (–22%). Le consegne globali sono diminuite del 13%, mentre il marchio ha subito un danno reputazionale legato alla controversa posizione politica di Elon Musk, che ha affiancato Trump come “zar anti-sprechi”. Le sue scelte, come i licenziamenti di massa e il sostegno alla riduzione della spesa pubblica, hanno suscitato critiche e contribuito al calo delle vendite. Musk ha annunciato che da maggio dedicherà solo due giorni a settimana al suo incarico governativo, riaffermando però il suo impegno nella lotta alla burocrazia. Ha preso le distanze dalle politiche protezionistiche di Trump, pur riconoscendo che la decisione finale spetta al Presidente. Le tensioni commerciali e i dazi stanno complicando le catene di fornitura, aumentando i costi, specie per componenti importati come quelli dal Messico. Nonostante tutto, il mercato sembra guardare oltre: le azioni sono salite del 4,5% dopo la chiusura dei mercati, sostenute dalla narrativa futurista di Musk, che punta su robotaxi a giugno, boom dell'energy business (+67%), lancio del nuovo Model Y economico e sul robot umanoide Optimus nel 2025. Tesla rilancia così su AI e robotica, abbracciando l'idea di un futuro di “abbondanza sostenibile”. Alberto Annicchiarico Il Sole 24 Ore
Trump tira dritto sui dazi: valutiamo tariffe anche sui chip.
Donald Trump sempre più altalenante nella sua crociata a suon di dazi. Dopo lo stop per Pc e smartphone, oggi il tycoon ha promesso misure anche sui chip, con annunci in proposito nei prossimi giorni: “Non saremo tenuti in ostaggio da nessun paese, soprattutto da paesi ostili come la Cina”, ha aggiunto Trump ribadendo la necessità di “produrre negli Stati Uniti”.
Donald Trump sempre più altalenante nella sua crociata a suon di dazi. Dopo lo stop per Pc e smartphone, oggi il tycoon ha promesso misure anche sui chip, con annunci in proposito nei prossimi giorni: “Non saremo tenuti in ostaggio da nessun paese, soprattutto da paesi ostili come la Cina”, ha aggiunto Trump ribadendo la necessità di “produrre negli Stati Uniti”.
Dopo la fortunata serie “Tredici presidenti per raccontare l'America”, il prof. Mario Del Pero (Professore di Storia Internazionale presso SciencesPo, Parigi) e Riccardo Alcaro (Coordinatore delle Ricerche e responsabile del Programma Attori globali dello IAI) tornano con una nuova serie di podcast dal titolo “Conversazioni sull'America”. Le Conversazioni si concentreranno su fatti di cronaca politica americana attuali per cercarne paralleli storici, mettendo in luce le continuità col passato ma anche le differenze dell'oggi. La prima puntata si occupa delle tariffe, tornate – come si dice in inglese, “with a vengeance” – tornate cioè al suono di cannoni che hanno sparato dazi, da Washington, in tutte le direzioni. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina. https://storiainpodcast.focus.it - Canale Le questioni della Storia ------------ Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify https://open.spotify.com/show/293C5TZniMOgqHdBLSTaRc ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427. Siamo in tutte le edicole... ma anche qui: - Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/ - Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare) - YouTube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo - Twitter: https://twitter.com/focusstoria - Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Passo indietro a sorpresa di Donald Trump che ha deciso di stabilire una pausa di 90 giorni sui dazi reciproci entrati in vigore pochi giorni e che hanno messo in crisi l'economia mondiale con le borse in forte difficoltà. Le tariffe saranno al 10% per tutti quei Paesi che hanno manifestato l'intenzione di negoziare.
Ti sei perso il webinar "Obiettivo Libertà Finanziaria"? Guarda la replica su https://www.pianofinanziario.it/obiettivo
Dal Colle al Colosseo, l'Italia accoglie Carlo e Camilla.
Il 18 novembre 1978, 913 uomini, donne, anziani e bambini, adepti del “Tempio dei Popoli”, una setta fondata dal predicatore statunitense Jim Jones e installatosi nella Guyana si suicidarono. Ancora adesso è considerato il più spaventoso suicidio di massa della storia moderna. Ma Trump appare deciso a polverizzare il record imponendo i precetti allucinati del suo culto MAGA. Con i mercati in caduta libera l'economia è avviata verso una recessione. Gli effetti immediati saranno pesantissimi, ma anche quelli strutturali persisteranno per decenni.Non verrà annoverato come un suicidio collettivo, ma di sicuro rappresenterà il più sconvolgente esempio di tafazzismo economico nella Storia da parte di una grande potenza che era al vertice del potere mondiale.
In questa diretta:HITS: Ordinary (Alex Warren)CLASSICS: Even flow (Pearl Jam) CARTOON: La spada di King Artur (I Cavalieri del Re)>> Ascoltaci live tutti i lunedì, martedì, mercoledì e giovedì sera alle 20:00 su runtimeradio.it>> Partecipa in diretta allo show sulla nostra chat Telegram: https://t.me/diretteruntime
Seconda e ultima parte dell'episodio dedicato alle tariffe di Trump.
La prima parte di un lungo episodio dedicato al dramma tariffario.
Sembra svanire decisamente la pazienza con la quale, fino alla scorsa settimana, gli Stati Uniti avevano fatto buon viso a cattivo gioco, dinanzi alla sostanziale indifferenza mostrata dai Russi nei confronti dei loro sforzi per il raggiungimento di almeno un breve “cessate il fuoco” in Ucraina. E non ci riferiamo tanto allo stato di forte irritazione espresso, a inizio settimana, da Donald Trump proprio nei riguardi di Vladimir Putin, quanto alle nuove sanzioni che sono appena state ipotizzate da una proposta di legge bipartisan – presentata cioè, da cinquanta senatori (25 repubblicani e 25 democratici) – che prevede l'imposizione di una tariffa (fino al 500 per cento !) sulle importazioni dai Paesi che continueranno a fare scambi commerciali con la Russia, acquistando il suo gas o il suo petrolio. Tali misure punitive – spiegano a Washington – verranno applicate se il Cremlino non compirà “passi significativi” sulla strada che porta alla fine del conflitto. Non c'è dubbio sul fatto che l'introduzione (o, comunque, la minaccia) di queste sanzioni, segni un infastidito cambio di atteggiamento degli Stati Uniti, fino a ieri rimasti fin troppo accomodanti rispetto alle furberie diplomatiche di cui la Russia si è servita esclusivamente per guadagnare tempo utile all'avanzata – per la verità assai lenta - dei suoi soldati . Naturalmente, data l'umoralità dell'uomo che, per i prossimi quattro anni, governerà il Paese più potente del mondo, sarebbe, comunque, azzardato parlare di un vero e proprio rimescolamento di carte tra Mosca e Washington: tuttavia non si può neanche negare il fatto che, ultimamente, Donald Trump sia apparso sempre più insofferente verso certi giochetti di prestigio che, forse, Vladimir Putin si è illuso di poter portare avanti all'infinito. Tra le tante promesse che il Tycoon aveva venduto agli elettori statunitensi durante la sua campagna elettorale, c'era, infatti, anche quella di poter chiudere la questione ucraina in quattro e quattr'otto, grazie, soprattutto, all'esistenza di un suo presunto feeling con l'autocrate russo. Feeling che, invece, si sta evidentemente rivelando ben poco contraccambiato... Trump, per andare incontro alle esigenze del suo interlocutore russo, si era esposto fino al punto di addebitare a Zelensky le responsabilità principali circa lo scoppio della guerra: ma neanche questo è bastato, perchè Putin, in cambio, non gli ha neppure concesso lo striminzito contentino di quei 30 giorni di sospensione dei combattimenti che gli avrebbero almeno permesso di sbandierare un minimo di risultato utile in faccia ai suoi detrattori politici: sia in America, che altrove. Pertanto, visto lo stato di imbarazzante confusione in cui sembrano procedere le trattative tra Cremlino e Casa Bianca, è più che comprensibile che un risentito senso di frustrazione si stia, adesso, impossessando dell'animo di Donald Trump. Staremo, quindi, a vedere come evolveranno le cose, ma è certo che il testo di legge presentato al Senato di Washington – se approvato – andrebbe veramente a colpire la Russia dove fa più male, prevedendo sanzioni così drastiche proprio a carico di quei Paesi che - anche se non direttamente - di fatto sostengono l'espansionismo militare del Cremlino. Come, ad esempio, India e Cina che sono, al momento, tra i maggiori clienti di Mosca per quanto concerne gli acquisti di gas e petrolio: e tutti sappiamo come le esportazioni di energia e di altre materie costituiscano le sue principali fonti di finanziamento della guerra. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
Sui dazi Donald Trump conferma di fare sul serio tanto che dal 2 aprile partiranno tariffe del 25% sui veicoli importati. "È l'inizio della liberazione dell'America", ha detto il presidente degli Stati Uniti in conferenza stampa, parlando di dazi che saranno "permanenti".
Cisgiordania: uccisa dall'Idf ragazza incinta di 8 mesi. Trump: Gli Stati Uniti prenderanno possesso di Gaza. Il Liechtenstein ha la prima donna capo del governo.Africa: preoccupazioni per il blocco di USAID.Cina: Matrimoni diminuiti di un quinto nel 2024.Sri Lanka: una scimmia provoca un blackout nazionale.Bangladesh: Operazione Caccia al Diavolto, oltre 1000 arresti Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Israele bombarda Jenin come Gaza.Stati Uniti: Musk dice che USAID deve morire.Trump e la guerra commerciale incombente nel mondo Germania: grande manifestazione contro il respingimento dei migranti.Grecia: Santorini sciame sismico, oggi scuole chiuse. Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Maurizio Crozza è Napalm51 in occasione di una puntata di Fratelli di Crozza. Guarda Fratelli di Crozza senzapubblicità qui: https://bit.ly/3gS5JXw Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Oggi parliamo dell'aumento del recupero dell'evasione fiscale (e della diminuzione del tax gap); dell'aumento delle tariffe dei parcheggi per i SUV a Parigi e dei bambini ucraini trasferiti in Russia. ... Qui il link per iscriversi al canale Whatsapp di Notizie a colazione: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione ... Qui gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Mattia Bertaina"Schermi d'Autore"Cinema Lux, Busca (Cuneo)Rassegna stagionale, quella autunnale, al cinema Lux, dove tornano le pellicole di qualità con titoli di altissima caratura. Otto viaggi in doppia serata nelle giornate del giovedì e del venerdì, alle ore 21. Prossimo appuntamento, giovedì 12 e venerdì 13 ottobre prossimi, opera prima della regista nipponica Chie Hayakawa, candidato agli Oscar per il Giappone, “Plan 75”.Giovedì 20 e venerdì 21 ottobre, in programma il nuovo lavoro del premiato cineasta coreano Park Chan-wook “Decision to leave”, vincitore a Cannes del “Prix de la mise en scène”.Quarto appuntamento con l'esordio alla regia per Emmanuelle Nicot “L'amore secondo Dalva”, giovedì 26 e venerdì 27 ottobre, presentato a Cannes alla Settimana Internazionale della Critica, si è aggiudicato il Premio FIPRESCI.Giro di boa giovedì 2 e venerdì 3 novembre con “Holy spider”, ultimo lavoro del cineasta iraniano naturalizzato danese Ali Abbasi, già autore di “Border” e “Shelley”, presentato a Cannes.Seguirà il nuovo capolavoro del maestro Marco Bellocchio, “Rapito”, giovedì 9 e venerdì 10 novembre presentato a Cannes.Settimo appuntamento, giovedì 16 e venerdì 17 novembre, con un gradito ritorno in rassegna per il regista rumeno Cristian Mungiu, dopo “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” e “Un padre, una figlia”, al Lux arriva “Animali selvatici”.Chiuderà il ciclo autunnale l'opera seconda del regista italiano Stefano Cipani (“Mio fratello rincorre i dinosauri”) “Educazione fisica”, con Giovanna Mezzogiorno e Claudio Santamaria giovedì 23 e venerdì 24 novembre.Tariffe: l'accesso alle proiezioni sarà possibile come di consueto in modalità abbonamento a 18 euro (con tessera associativa ANCCI-Méliès in corso di validità per la stagione 2023-24 compresa nel prezzo dell'abbonamento stesso) o con il biglietto singolo fissato a 6 euro a spettacolo. Info: è possibile avere ulteriori informazioni dal sito del Circolo, www.cineclubmelies.it, scrivendo a direttivo@cineclubmelies.it o chiamando il 349.1817658IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itQuesto show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement
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Tariffe che stentano a scendere a fronte di profitti record per le compagnie aeree, mancanza di competitività, resistenza ai rimborsi: sono diversi i punti critici nel rapporto tra viaggiatori e compagnie aeree australiane. Qual è la vostra esperienza?
L'amministratore delegato uscente di Qantas Alan Joyce è comparso nella giornata di ieri davanti a una commissione del Senato che sta indagando il caro vita. Joyce ha respinto le critiche sui profitti di Qantas e le preoccupazioni per i prezzi elevati dei biglietti, affermando che le tariffe dovrebbero diminuire l'anno prossimo.
Gli ingressi a pagamento per le chiese e nelle città d'arte sono la soluzione per gestire le masse di turisti o un balzello ulteriore per approfittarsene?
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Una legge che cambia? Un rovescio di borsa? Una richiesta incomprensibile del fisco? Sono le domande di tutti i giorni a cui, quotidianamente, il programma "Due di denari" dà risposte con ospiti ed esperti.In modo semplice, con l'autorevolezza e il linguaggio chiaro e diretto di Radio24 – Il Sole 24 ore. L'appuntamento è dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 12, con Debora Rosciani e Mauro Meazza, ossia i "Due di Denari", pronti a cogliere e raccontare i vari aspetti che riguardano la gestione del denaro e dei risparmi, i rapporti con il fisco e la burocrazia, il lavoro, la casa, la famiglia. Sempre con grande attenzione all'attualità e i microfoni aperti alle opinioni e alle domande degli ascoltatori.
Dal primo ottobre si rischiano "incrementi superiori al 100%". L'allarme viene dall'Arera - l'autorità per l'energia - in una segnalazione inviata a governo e parlamento: "In relazione alle criticità legate agli elevati prezzi del gas naturale - scrive l'autority - è atteso un incremento delle bollette per le famiglie, stimabile di oltre il 100% rispetto al trimestre in corso". L'Arera valuta l'ulteriore possibile balzo in alto delle tariffe a partire dal prossimo ottobre, laddove "si mantenessero i livelli delle quotazioni degli ultimi giorni". Ad incidere sui prezzi anche il rischio che diversi operatori del settore possano non riuscire a far fronte alla richiesta, e dunque - come scrive Arera - andare in default, che produrrebbe un "aumento dei costi da socializzare a carico della generalità dei clienti finali". Per queste ragioni, secondo Arera l'attuale situazione del gas "rende necessari interventi straordinari, che dovrebbero accompagnarsi ad interventi nel mercato nazionale ed europeo del gas naturale, finalizzati al riequilibrio della domanda e dell offerta, contenimento dei prezzi e relativi all assetto del sistema". Approfondiamo il tema con Stefano Besseghini, Presidente di Arera. Commercio, vendite al dettaglio in calo dell 1,1% a giugno. Il taglio dell'iva può essere una soluzione? Commercio: le vendite al dettaglio a giugno, stima l Istat, sono calate dell 1,1% in valore e dell 1,8% in volume. Nel secondo trimestre 2022, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio sono cresciute invece in valore (+1,1%) e calate leggermente in volume (-0,3%). L accelerazione della crescita congiunturale del trimestre, commenta l Istat è «in buona parte attribuibile all'incremento dei prezzi. I volumi, infatti, sono in calo sia nel primo sia nel secondo trimestre di quest'anno». A giugno, su base tendenziale, le vendite al dettaglio sono aumentate dell'1,4% in valore e diminuite del 3,8% in volume. Nello specifico i beni alimentari registrano un aumento in valore (+4,5%) e una diminuzione in volume (-4,4%). Conseguenza inevitabile dell'aumento dell'inflazione. Per far fronte a questo problema da più parti si è invocato un taglio dell'Iva, misura che però al momento non sembra possa rientrare nel dl Aiuti. Ne parliamo con Benedetto Santacroce, avvocato tributarista, già membro del VAT Expert Group della Commissione europea, e Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio. Informazioni entro 60 giorni per chi lavora già dal 1° agosto Per i nuovi rapporti l'obbligo di comunicazione scatta invece dal 13 agosto Adempimento possibile alla firma del contratto o nei sette giorni successivi. Il decreto Trasparenza (Dlgs 104/2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 176/2022), è destinato a movimentare l'estate delle aziende e degli uffici del personale: con scarso tempismo, infatti, il legislatore delegato ha deciso di imporre a tutti i datori di lavoro l'onere di studiare, analizzare e applicare una novità così importante in pieno agosto. Questo problema è amplificato dalla mancanza di un vero e proprio regime transitorio: il decreto, infatti, è in vigore dal 1° agosto per tutti i rapporti di lavoro in essere a quella data. Approfondiamo il tema con Giampiero Falasca, giuslavorista, studio DLA Piper, esperto Sole 24 ore.