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L'aumento dei tassi d'interesse al 4,6%, il livello più alto degli ultimi 15 anni, riaccende il dibattito sulle cause dell'inflazione in Australia.#sbsaudiopodcast
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8676NELLA BATTAGLIA TRA DIOCESI E RISTORANTI PERDONO I SACRAMENTIdi Don Stefano Bimbi A Palermo è scoppiata una singolare battaglia intorno alla Prima Comunione. Da una parte l'arcidiocesi, dall'altra ristoratori, fotografi, fiorai, negozi di abbigliamento e altri operatori economici che vivono anche delle feste legate ai sacramenti.Il nuovo Progetto catechistico diocesano avviato nel 2024 prevede un itinerario di cinque anni, normalmente dai sette ai dodici anni di età. Nei primi tre non vengono celebrati sacramenti; nel quarto e nel quinto sono collocate Cresima, Prima Comunione e Confessione. La stampa ha poi sintetizzato la riforma come "Comunione e Cresima insieme". Per questo i ristoratori temono che venga loro tolta la possibilità di guadagnare ad ogni sacramento.L'intenzione dichiarata dalla diocesi è, in realtà, quella di superare un catechismo concepito semplicemente come preparazione immediata al sacramento e di coinvolgere nel cammino anche le famiglie. Intenzioni certamente comprensibili. Chi fa il parroco conosce benissimo il problema: bambini iscritti al catechismo soltanto perché «devono fare la Comunione», famiglie che compaiono in chiesa in occasione del sacramento e poi spariscono, ragazzi che dopo la Cresima salutano parroco, catechisti e parrocchia. La stessa diocesi di Palermo presenta la propria riforma come il tentativo di trasformare la preparazione ai sacramenti in un vero itinerario di maturazione cristiana e ha respinto l'ipotesi di corsi intensivi che ne accorcino i tempi.Il problema, però, è un altro: siamo sicuri che modificare tempi e successione dei sacramenti risolva davvero qualcosa? Ho seri dubbi. Da decenni assistiamo a continue riforme della catechesi. Cambiano i sussidi, cambiano i metodi, cambiano le denominazioni, cambiano le età, aumentano gli incontri con i genitori, nascono nuovi «percorsi». Eppure i problemi fondamentali rimangono pressoché gli stessi.Abbiamo ragazzi che dopo anni di catechismo ignorano spesso persino gli elementi fondamentali della dottrina cattolica. Talvolta questa debolezza riguarda anche chi dovrebbe trasmettere loro la fede. Si trascorrono molte ore insieme, ma si rischia di parlare moltissimo di esperienze, emozioni, relazioni e buoni sentimenti e assai meno di chi è Dio, della Trinità, dell'Incarnazione, del peccato, della grazia, dei sacramenti, dei comandamenti, del giudizio particolare e universale, della vita eterna.UN POTENTE INDOTTRINAMENTONel frattempo quei ragazzi ricevono quotidianamente un potentissimo indottrinamento nella scuola, nei social network, nelle serie televisive e in internet. Su molti temi decisivi della vita imparano a pensare esattamente come pensa il mondo che, lui sì, ha imparato a "catechizzare" le nuove generazioni. E noi immaginiamo di contrastare tutto questo spostando di un anno la Cresima o aggiungendo qualche incontro familiare?Il coinvolgimento dei genitori non può essere ottenuto semplicemente obbligandoli a partecipare a riunioni. Una famiglia lontana dalla fede non viene evangelizzata perché le si impongono cinque o dieci incontri. Anzi, le persone già poco motivate possono percepire l'intero percorso come una ulteriore fatica da sopportare pur di consentire al figlio di ricevere il sacramento.Occorre poi avere il coraggio di porre anche una domanda sulla liturgia. Se un bambino viene catechizzato per cinque anni, ma alla Messa incontra celebrazioni incapaci di comunicargli il senso del sacro, del mistero e della presenza reale di Cristo, magari infarcite invece di canti non appropriati, cartelloni e stravaganze varie, abbiamo davvero risolto il problema aumentando gli anni di catechismo?Ed eccoci ai ristoratori. È facile liquidare la loro protesta dicendo: ecco la prova che Comunione e Cresima sono diventate soltanto occasioni per mangiare al ristorante. Il pericolo esiste, naturalmente, e infatti qualcuno non fa ricevere la Comunione al figlio per non buttare via soldi per i pranzi che, per le spese sproporzionate, somigliano sempre più alle feste per matrimoni. Sarebbe meglio tornare ad una sobrietà ormai perduta. Giusto festeggiare, ma senza esagerare con le spese. Ma tornando alle ragioni dei commercianti, questi muovono un'obiezione molto concreta. Dietro ristoranti, pasticcerie, fotografi, fiorai e negozi ci sono lavoratori e famiglie che vivono del proprio mestiere. Confimprese Palermo ha denunciato perdite molto rilevanti nel settore e ha chiesto almeno una soluzione transitoria per i bambini già più grandi. Anche un gruppo di genitori ha promosso una petizione chiedendo un percorso straordinario per i bambini che nel 2026 compiono dieci anni. Pure il sindaco è intervenuto nella questione invitando a trovare un compromesso che possa soddisfare le richieste dei commercianti.A dire il vero non vedo la necessità di contrapporre sprezzantemente la fede cattolica agli interessi economici. Che la fede venga prima del profitto è ovvio per un cristiano. Ma anche il lavoro con cui un padre mantiene la propria famiglia è una realtà seria.QUALCOSA DI PARADOSSALEC'è anzi qualcosa di paradossale in questa vicenda: i ristoratori pongono un problema concreto e chiedono una soluzione concreta. La risposta ecclesiale propone invece una grande riforma pastorale alla quale viene attribuito il compito di affrontare problemi enormi che da decenni nessuna modifica organizzativa è riuscita a risolvere.Resta poi una questione ancora più propriamente cattolica: l'età della Prima Comunione. San Pio X volle anticiparla all'età dell'uso della ragione, cioè intorno ai sette anni. Benedetto XVI ricordò questa decisione parlando dell'importanza attribuita da Pio X alla frequente ricezione dell'Eucaristia. E il vigente Codice di diritto canonico nel canone 914 stabilisce che genitori e parroco devono provvedere affinché i bambini giunti all'uso di ragione siano convenientemente preparati e, dopo la confessione sacramentale, vengano nutriti «quanto prima» dell'Eucaristia. Rimandare sistematicamente l'accesso all'Eucaristia nell'ambito di percorsi sempre più lunghi merita almeno una seria riflessione. Il sacramento non è il premio finale per chi ha terminato un corso. È anzitutto grazia, alimento della vita cristiana, aiuto per crescere nella santità.Per la Cresima, invece, l'idea di anticiparla rispetto a quanto siamo abituati o addirittura anteporla alla Comunione significa tornare a cento anni fa. Se nel tempo i parroci l'hanno sempre più posticipata ci sarà un motivo. Non sacramentale, ma pratico. Trattenere i giovani più a lungo possibile in parrocchia. Dimenticare questa scelta pastorale abbastanza diffusa, vuol dire cambiare, ma non necessariamente migliorare la situazione attuale.Ecco allora il punto. Non abbiamo bisogno di sconvolgere le date della catechesi. C'è bisogno di tornare a insegnare con chiarezza la fede cattolica, formare seriamente i catechisti, aiutare i genitori a riscoprire la propria responsabilità nell'educazione cristiana dei figli, celebrare liturgie che facciano percepire che ci troviamo davanti a Dio, insegnare ai bambini a confessarsi, pregare, partecipare alla Messa e vivere in grazia di Dio con lo sguardo rivolto al cielo.Poi si potrà discutere se la Comunione sia meglio a nove, dieci o undici anni e se la Cresima debba venire prima o dopo. Ma se manca tutto il resto, possiamo spostare caselle per altri vent'anni senza ottenere alcun risultato. Il rischio è quello di cambiare tutto per non cambiare niente.E, alla fine, forse i ristoratori - che almeno hanno individuato con precisione il loro problema e proposto la relativa ed efficace soluzione - mostrano più sano realismo di un certo mondo ecclesiale che pretende di risolvere la crisi della trasmissione della fede semplicemente ridisegnando un percorso.
36 recensioni, decine di proiezioni, code infinite, vaporetti persi, film sorprendenti, film terrificanti e almeno un sedile del PalaBiennale capace di distruggere definitivamente una schiena. (00:00) Venezia 83: il nostro bilancio (02:40) Il parere di Federico (07:14) Il parere di Giacomo (11:32) Il parere di Fabrizio (16:20) Il parere di Sara (18:13) La classifica dei Festival internazionali per Fabrizio (21:28) La classifica dei Festival internazionali per Federico (22:29) Film migliori e peggiori secondo Giacomo (24:08) Film migliori e peggiori secondo Federico (26:55) Film migliori e peggiori secondo Sara (29:57) Film migliori e peggiori secondo Fabrizio (35:36) Migliori Spritz e ristoranti cinesi (36:49) Tecniche per prendere appunti al cinema (38:21) Saluti finali La 6x04 di Spin-Off è il nostro bilancio completo dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Federico, Fabrizio, Sara e Giacomo raccontano l'esperienza di Recenserie al Lido: come funzionano gli accrediti, il sistema di prenotazione, le rush line, le differenze rispetto a Cannes, Berlinale ed Edinburgh Film Festival e soprattutto quanto sia realmente semplice — o impossibile — seguire un festival cercando contemporaneamente di vedere e recensire più film possibile. E i giudizi sull'organizzazione non sono esattamente teneri. Poi finalmente parliamo di cinema. Quali sono stati i migliori film visti a Venezia? Quali quelli che avremmo preferito dimenticare? E quali titoli ci hanno sorpreso quando ormai non ci aspettavamo più nulla? Tra documentari, cinema d'autore, action, film sperimentali e qualche esperienza ai limiti della sopportazione, scegliamo il meglio e il peggio della nostra Venezia 83. Con una certezza: scrivere 36 recensioni durante un festival è molto meno romantico di quanto sembri. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Michela Martignoni, Elena Martignoni"La maledizione di Perla Bonaparte"Emilio MartiniEdizioni Corbacciowww.corbaccio.itSono le 7 di una fredda giornata di febbraio a Lungariva. L'innocente passeggiata mattutina del commissario Gigi Berté viene interrotta da un macabro ritrovamento: sulla spiaggia dove ha portato i suoi cani si imbatte nei cadaveri di una donna e un uomo legati fra loro con una cima.Sono nudi e la loro morte risale a qualche giorno prima. Ben presto, grazie ad alcuni indizi, si scoprirà la loro identità: la donna è Perla Bonaparte, nobile, ricca e chiacchierata, nativa di Lungariva da dove se n'è andata una decina di anni prima. Una maledizione, che risale alla fine dell'Ottocento, grava su di lei, come su tutte le donne della sua famiglia. L'uomo è Aiace del Grifo, un trentacinquenne originario di Genova, prestante uomo d'affari e allevatore di cavalli. Qual era il rapporto fra le due vittime, unite nella morte? Erano amanti? Oppure testimoni di qualcosa che non dovevano vedere? Per capirlo servirà il contributo non solo della consolidata squadra investigativa di Lungariva e dell'ispettore Romeo di Genova, ma anche delle testimonianze di chi li conosceva. Determinante, però, sarà il fiuto di Gigi Berté, reso più acuto dalle sue personali inclinazioni e… chissà, forse anche dal suo proverbiale caratteraccio.Dietro lo pseudonimo di Gigi Berté si nasconde un vicequestore aggiunto in carne e… coda brizzolata, che opera in un commissariato italiano. Anche dietro il nome Emilio Martini si cela qualcuno in carne e… penna: due sorelle scrittrici, Elena e Michela Martignoni, che conoscono bene il commissario, sono milanesi e frequentano da anni la Liguria. Insieme hanno scritto i romanzi storici Requiem per il giovane Borgia, Vortice d'inganni, Autunno rosso porpora e Il duca che non poteva amare, e i gialli con protagonista il commissario Berté La regina del catrame, Farfalla nera, Chiodo fisso, Doppio delitto al Miramare, Il mistero della gazza ladra, Invito a Capri con delitto, Il ritorno del Marinero, Ciak: si uccide, Il paese mormora, Il caso Mariuz, Vent'anni prima, Il botto, Sfida a Berté, L'uomo del Bogart Hotel, Aspettando Cosetta, La numero uno e La maledizione di Perla Bonaparte, oltre alle raccolte I racconti neri del commissario Berté e Talent Show.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
L'ex comandante della compagnia dei carabinieri di Thiene e poi della polizia locale dell'Alto Vicentino e del Nordest Vicentino, dà insomma un'accelerata alla campagna elettorale thienese, costringendo partiti e forze di tutti gli schieramenti a darsi una mossa. E lo fa lasciando i partiti al momento nella penombra. Dietro ci sarebbero comunque almeno Fratelli d'Italia e Forza Italia.
Ho fatto due conti. E sono leggermente criminali. Se comprassi separatamente tutta questa formazione, spenderesti: €
Cosa ha portato, davvero, nel 2026, le persone in due stati della Germania a votare per un partito di destra radicale, che strizza l'occhio a un passato inqueitante? Sono davvero diventati tutto nazisti? O forse la realtà è più complessa di come pensiamo? E come mai a Berlino il tema della casa è così importante da aver determinato l'esito di un'elezione?INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:42 - Cos aha portato le persone a votare AFD?Fonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/segreto-successo-afd/Abbonati a Italia che Cambia: https://www.italiachecambia.org/abbonati/ Iscriviti alla newsletter: https://bit.ly/4v3UjDYVuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia hanno raggiunto un accordo sulla gestione del territorio groenlandese. Un accordo che non prevede né annessione né vendita. Eppure Washington ottiene un diritto molto più ampio sulla sicurezza dell'isola. Prima di Centoncelle era successo a Trescore Balneario. E prima ancora a San Vito Lo Capo. Cosa c'è dietro questo fenomeno? E cosa sono le True Crime Community? A mille chilometri da Rio de Janeiro, un gruppo di indigeni ha deciso di creare il proprio Netflix: la piattaforma si chiama Nhandeflix, funziona senza internet e parla una sola lingua: il guaraní. Ed è una piccola rivoluzione digitale. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dietro l'aggressione con coltello perpetrata da un 13enne romano contro la sua professoressa, ci sono frequentazioni di gruppi online che inneggiano alla violenza e al disprezzo della vita. Approfondiamo il fenomeno con Serena Mazzini, autrice della docu-serie "Non c'è nessun messaggio".
Spremi, spremi come un limone, eppure sembra che da tuo figlio o tua figlia arrivino solo monosillabi.Fai domande, ma le risposte si fanno attendere.Dietro il silenzio possono nascondersi diverse cose, dal loop per cui più domande facciamo e meno parlano all'intenzione che ci porta a chiedere in continuazione.I tuoi figli si aprono o non cacciano fuori una goccia nemmeno con lo spremiagrumi?
Sono stato invitato dalla NASA per assistere dal vivo al lancio di Artemis II, la prima missione con equipaggio verso la Luna dai tempi di Apollo. In questo vlog vi porto con me dietro le quinte del Kennedy Space Center, tra il Vehicle Assembly Building (VAB), il Crawler Transporter, le strutture NASA, le tute di Orion, gli esperimenti scientifici a bordo e tutta l'emozione del countdown fino al decollo di SLS.All'interno del video racconto la mia esperienza da invitato al programma NASA Social, cosa si prova davvero a vedere un lancio così da vicino, com'è l'atmosfera tra stampa, creator e tecnici, e quali sono state le sensazioni nel momento in cui il razzo è partito davanti a noi. Parliamo anche del futuro del programma Artemis, del ritorno sulla Luna, del ruolo dell'Italia, delle novità sulla NASA e di quello che sta cambiando nell'esplorazione spaziale.Se ami spazio, NASA, razzi, Artemis, Luna, SLS, Orion e vuoi vivere un lancio da dentro, questo video è per te.
Vi racconto come ho vissuto Kalemana da dentro quest'ultima edizione di Kalemana.
Vent'anni fa moriva Oriana Fallaci, una delle giornaliste più famose al mondo. Inviata di guerra, unica giornalista italiana sul fronte in Vietnam, voce temuta dai capi di Stato, autrice di best seller come Intervista con la storia (1974), Lettera a un bambino mai nato (1975), Un uomo (1979). Oriana Fallaci, che a soli 14 anni faceva la staffetta partigiana con il nome di battaglia “Emilia”, ha attraversato il secolo raccontandolo con uno suo stile personale, fatto di coraggio e ossessione per la ricerca di una verità, la a verità, dentro la Storia, il potere e l'animo umano. Dietro la donna pubblica c'è anche quella privata, e meno conosciuta, con le sue fragilità. A raccontarla a Laser è il suo nipote più caro, Edoardo Perazzi, erede universale di Oriana Fallaci che questa puntata di Laser vuole raccontare anche, e soprattutto, con la sua voce diretta, grazie a preziose, e ancora attuali, testimonianze e riflessioni tratte da due interviste rilasciate nel 1971 e 1974 alla RSI.
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Nel richiamare un antico proverbio ebraico Gesù ci propone la scena di un gruppo di bambini sordi a qualsiasi esortazione per iniziare un gioco. La pigrizia di questi fanciulli è paragonata alla sordità che il popolo d’Israele sta dimostrando nel rifiutare gli insegnamenti, prima di Giovanni il Battista e poi di Gesù stesso. Gesù smaschera, una volta per tutte, questo atteggiamento, rivelando la profonda ipocrisia in esso contenuta. Dietro a quest’atteggiamento passivo si nasconde, in realtà, una durezza di cuore, dura a qualsiasi esortazione. La sordità d’Israele potrebbe essere, in realtà, anche la nostra incapacità di riconoscere la vera salvezza. Il rifiuto al gioco diventa per noi il rifiuto di qualcosa di ben più grande. La perdita maggiore è la nostra, tutte le volte che non accettiamo questo invito che Gesù stesso ci propone. Il Signore continua a chiamarci, ma noi (e qualche volta per pigrizia, qualche volta per la nostra sordità interiore) possiamo sempre trovare una ragione per non ascoltare. Il rischio è quello di diventare sordi proprio quando la salvezza ci viene offerta.
Cina: rendimenti in discesa, renminbi ai massimi — il paradiso, a confronto con i bond occidentali in affanno......ma a quale prezzo, e come viene ottenuto? Dietro quella tenuta c'è uno specchio capovolto: lo stesso vincolo di fiducia che tormenta Bessent, spostato su un fronte scoperto — debito fantasma degli enti locali che emerge verso il centro, credito privato che non riparte nonostante tassi a zero.In questa puntata smontiamo il mito del rifugio cinese, cifre alla mano.
CMP è oggi uno dei marchi di abbigliamento tecnico-sportivo più diffusi sulle Alpi. Eppure il suo nome non era nei piani di nessuno: nacque nel 2010 da una causa legale persa. Dietro ci sono ottant'anni di storia imprenditoriale, una famiglia di Bassano del Grappa e una nonna vedova che nel 1938 rifiutò ogni aiuto e costruì tutto da sola. Michela Campagnolo, che con i fratelli Fabio e Mariapia guida l'azienda, racconta le trasformazioni, le crisi e le scelte che hanno portato i Fratelli Campagnolo a diventare CMP.
Uno dei grandi problemi irrisolti della matematica riguarda le equazioni di Navier-Stokes, e vale un premio da un milione di dollari. Ora OpenAI sostiene di avere risolto il problema con i suoi sistemi di intelligenza artificiale, ma intorno a questa storia c'è un intrigo non da poco. OpenAI rivendica il risultato, ma un matematico ha sollevato dubbi e accuse di un possibile plagio del suo lavoro. La storia è intricata e dice molto della corsa per produrre modelli di intelligenza artificiale sempre più potenti. Ci occupiamo poi di ecoansia e di come affrontare le notizie sul cambiamento climatico per quello che sono. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero Leggi anche – Sembra che OpenAI abbia risolto il problema del Millennio delle equazioni di Navier-Stokes – Modelli matematici e simulazioni numeriche per l'America's Cup – La lettera di Buckmaster – Blowup per le equazioni di Eulero con forza liscia – La risposta di Bubeck – L'annuncio di OpenAI – Che cosa ne pensa Terence Tao – Estate 2026 la più calda dal 1950 – Per l'ONU il superamento degli 1,5 °C è inevitabile – Una revisione sistematica e una meta-analisi sulla relazione tra le eco-emozioni e la salute mentale e il benessere dei giovani adulti – Mantenere la calma in un mondo che si riscalda: 8 passi per gestire l'eco-ansia – Dieci lezioni sul giornalismo – Una puntata speciale di Altre Indagini, sull'11 settembre 2001 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nella mattinata di venerdì 11 settembre, nel programma Gli Spaccanotizie - con Fabiana e Claudio Chiari - è stato ospite il divulgatore digitale, esperto di intelligenza artificiale e fondatore di The Vortex Andrea Boscaro: con lui abbiamo commentato le parole dell'ex ricercatore di Anthropic, che - lasciando l'azienda - ha dichiarato che l'intelligenza artificiale potrebbe sterminare l'umanità. Andrea ha innanzitutto distinto tra le reali preoccupazioni tecniche e le possibili strategie di marketing o di mercato attuate dai leader del settore. «Non è la prima volta che viene lanciato un allarme di questo tipo. Bill Gates, Elon Musk nel passato lo hanno fatto. Però - come sempre - si tratta di allarmi che non sono del tutto argomentati e giustificati. Forse in qualche occasione sono allarmi lanciati da persone che avevano degli interessi a lanciare questa tipologia di timore», contestualizza Boscaro. «Al di là della boato, queste preoccupazioni devono essere utilizzate per avere un approccio più attento nei confronti di questa tecnologia, sia a livello individuale, sia di regolamentazione, dato che si sta dimostrando così potente e talvolta tale da poter non essere tenuta del tutto sotto controllo», ha spiegato l'esperto.
Dietro l'idea che il corpo debba essere continuamente controllato ci sono anche questioni di genere, razza e classe. Le fonti consultate per questa puntata sono le seguenti: https://aeon.co/essays/a-hungry-woman-is-easier-to-dismiss-than-a-well-fed-woman - https://theharvardpoliticalreview.com/glp1s-contemporary-patriarchy/ - https://www.newyorker.com/books/under-review/why-we-choose-not-to-eat - https://www.scientificamerican.com/article/the-racist-roots-of-fighting-obesity2/ - https://www.forbes.com/sites/janicegassam/2020/09/13/the-unplug-collective-explores-how-diet-culture-is-rooted-in-anti-blackness/ - https://www.theguardian.com/news/2026/jun/10/weight-loss-drugs-glp-1s-black-beauty - https://www.abc.net.au/news/2025-01-15/doctors-blamed-disability-on-weight-fatphobia-stigma/104680016 - https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/2158244017691327 - https://www.latimes.com/delos/story/2024-01-05/diet-culture-food-weight-health - https://journalofethics.ama-assn.org/article/why-we-need-stop-labeling-behaviors-influencing-persons-weight-ideal-or-healthy/2023-07 - https://link.springer.com/article/10.1007/s10888-020-09456-5 - Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Daniele Aristarco, Anna De Giovanni"Ogni giorno vale"Un anno di storie, idee, dirittiFeltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itApri una pagina e scegli un giorno. Potresti trovarci un dio romano con due facce, un pilota che avvista dischi volanti, una classe che inventa parole nuove, il nome di battaglia di una partigiana, una pioggia di stelle cadenti, una protesta che ha cambiato le cose, una poesia, una domanda scomoda. Le date importanti non sono pagine di storia da studiare, ma giornate da scoprire e rivivere. Perché, in fondo, a cosa serve il calendario, oltre a dirci che giorno è? A mostrarci che ogni giorno vale. E che possiamo metterlo a frutto, a cominciare da oggi.Dalla Giornata mondiale dell'Ambiente alla Notte di San Lorenzo, dalla Giornata internazionale della Donna al Natale. Dietro ogni ricorrenza c'è una storia, dietro ogni storia c'è qualcosa che riguarda tutti noi e che può farci fare un salto nel futuro.Daniele Aristarco è scrittore, saggista e divulgatore, autore di numerosi libri per ragazze e ragazzi, tradotti in molte lingue. Si occupa di formazione e tiene laboratori di teatro e di scrittura creativa. Viaggiatore instancabile, ama incontrare le sue lettrici e i suoi lettori. Per Feltrinelli ha pubblicato Tutto quello che brucia (2025) e Ogni giorno vale. Un anno di storie, idee, diritti (2026; con Anna De Giovanni).Anna De Giovanni lavora da anni nell'editoria, occupandosi di comunicazione culturale e di progetti legati al mondo dei libri e della scuola. Collabora con editori, festival e iniziative educative. Ogni giorno vale (2026; con Daniele Aristarco) segna il suo esordio come autrice.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Una puntata quasi delirante
Dormire di più, ridurre lo stress, stare all'aria aperta e rallentare i ritmi: dopo le vacanze la pelle può apparire più luminosa e distesa, ma non è soltanto un'impressione. Dietro questo cambiamento ci sono processi biologici legati al riposo, alla qualità del sonno e alla capacità della pelle di ripararsi e rinnovarsi. Con il professor Antonino Di Pietro, dermatologo e direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano e direttore scientifico di Dermocosm, esploriamo che cosa accade davvero alla pelle quando le concediamo una pausa e che cosa significa oggi parlare di dermatologia rigenerativa: un approccio che non guarda soltanto alla correzione degli inestetismi, ma punta a sostenere le capacità naturali della pelle. Perché forse la vera sfida della dermatologia di oggi non è semplicemente far sembrare la pelle più giovane, ma aiutarla a stare meglio, a funzionare meglio e, quando possibile, a recuperare la sua naturale capacità di rigenerarsi.
Michele Profeta, storia di un tranquillo serial killer di provincia || True Crime Diaries.Michele Profeta, il “serial killer delle carte da gioco”, terrorizzò Padova all'inizio del 2001. In questa puntata di TRUE CRIME DIARIES, Jacopo Pezzan e Giacomo Brunoro ricostruiscono uno dei casi di cronaca nera più inquietanti avvenuti in Veneto, analizzando gli omicidi, le indagini, gli errori commessi dall'assassino e il ruolo decisivo della tecnologia nella sua cattura.Il 29 gennaio 2001 il tassista Pierpaolo Lissandron viene assassinato in via Malaman, a Padova. Pochi giorni dopo, il 10 febbraio, viene ucciso l'agente immobiliare Walter Boscolo nella zona di Pontecorvo. Le vittime sembrano scelte casualmente e sulle scene del crimine compaiono alcune carte da gioco, destinate a diventare la firma dell'assassino.Padova comincia a temere la presenza di un serial killer. La città, che nei decenni precedenti aveva conosciuto una lunga stagione di violenza politica, si trova davanti a qualcosa di completamente diverso: un assassino apparentemente senza movente, capace di scegliere persone che non avevano alcun rapporto tra loro.Le indagini portano rapidamente a Michele Profeta, arrestato il 16 febbraio 2001, meno di tre settimane dopo il primo omicidio. A tradirlo sono soprattutto i tabulati telefonici di una scheda prepagata. Profeta aveva utilizzato quella SIM per alcune comunicazioni legate ai delitti, ma anche per una lunga telefonata alla madre residente a Palermo. Gli investigatori riescono così a ricostruire i collegamenti e a identificarlo.Nella sua automobile vengono trovati elementi fondamentali per l'inchiesta: la pistola utilizzata negli omicidi, un normografo e un mazzo di carte dal quale mancavano proprio le carte rinvenute sulle scene dei delitti.Ma chi era Michele Profeta? Dietro l'immagine del presunto “professore” emerge un uomo che conduceva una doppia vita, manteneva due famiglie, accumulava debiti e aveva seri problemi legati al gioco d'azzardo. Durante il processo cercò di costruire intorno a sé un personaggio complesso e teatrale, arrivando a sostenere di sentire delle voci.Profeta morì in carcere nel luglio 2004, mentre stava affrontando il suo primo esame universitario.Il caso permette inoltre a TRUE CRIME DIARIES di affrontare una questione più ampia: quanto potrebbe durare oggi la carriera criminale di un serial killer? DNA, celle telefoniche, tabulati, videosorveglianza e tecniche investigative moderne hanno modificato profondamente le indagini rispetto agli anni Settanta e Ottanta.Il caso Michele Profeta mostra quanto possa essere distante dalla realtà l'immagine cinematografica del serial killer infallibile e sofisticato.TRUE CRIME DIARIES è il podcast di Jacopo Pezzan e Giacomo Brunoro, pubblicato da LA CASE Books, dedicato ai grandi casi di cronaca nera, serial killer, misteri criminali e indagini che hanno segnato la storia italiana e internazionale.Iscriviti al canale LA CASE Books per seguire le nuove puntate di TRUE CRIME DIARIES.#MicheleProfeta #TrueCrimeDiaries #TrueCrime #CronacaNera #SerialKiller #Padova #LaCaseBooks #CriminiItaliani #SerialKillerItaliani #PodcastTrueCrime
Dietro il veleno potrebbe esserci una storia di crisi, rancori e relazioni da chiarire. Le nuove audizioni e le contraddizioni emerse stanno portando gli investigatori sempre più vicino alla vita privata delle vittime. I contenuti di questo video hanno solo finalità informative e si basano su fonti giornalistiche pubbliche disponibili al momento della registrazione. Non costituiscono giudizi personali né accuse.Advertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Attenzione al falso rimborso TARI. Una nuova campagna di phishing imita pagoPA e promette un rimborso per somme che sarebbero state pagate in eccesso. Dietro il messaggio, però, può nascondersi una truffa finalizzata a sottrarre dati personali e informazioni della carta di pagamento. In questo episodio Mimmo Moramarco spiega come funziona il falso rimborso TARI, quali sono i segnali da riconoscere e come evitare di cadere nella trappola.
Warsh a Jackson Hole ha convinto tutti di una svolta hawkish sull'inflazione. Dietro il discorso c'è una campagna preparatoria orchestrata dal Tesoro Statunitense partita settimane prima costruita per proteggere non il rendimento dei tenori lunghi americani, ma uno spread molto meno evidente.Le letture semplicistiche di questa relazione sono magari avvincenti per un click bait, ma errate cifre alla mano. In questa puntata smontiamo dunque il presunto "QE fiscale" e il ventilato "corto circuito Fed-Tesoro", mostrandovi cosa guardare davvero prima del 16 settembre.
Un quarantenne in Texas scorre Instagram e si ferma su “Emily Hart”: bionda in divisa da infermiera, bio patriottica, storie iper-conservative, slogan perfetti per dargli ragione. Cuoricini, DM, poi piccoli pagamenti su Fanvue per foto sempre più spinte. Sembra una micro-storia di solitudine e desiderio online, ma il colpo di scena è tecnico e culturale: Emily Hart non è mai esistita. Ogni pixel è generato.Dietro c'è “Sam”, un 22enne nel nord dell'India, che racconta a Wired di aver ottimizzato il profilo come un prodotto: chiede a Gemini quale nicchia “rende di più”, riceve un suggerimento sul pubblico conservatore USA (più fedele e con più capacità di spesa), produce reel in serie e monetizza con contenuti sintetici. La frode è evidente, ma la lezione è più ampia: non si compra una persona, si compra un pacchetto di segni—identità, appartenenza, conferma.Quando l'influencer dice esattamente ciò che pensi, non cambia mai idea ed è “perfetto”, la domanda non è solo se sia un deepfake: è se ci sia un convincimento reale o un modello di business. E con strumenti generativi sempre più accessibili, questa dinamica può essere replicata su qualunque target, ovunque.00:00 La bionda su Instagram00:29 Pagamenti e Fanvue00:43 Emily Hart non esiste01:19 Wired e il profilo Sam02:05 Gemini: target conservatori USA03:05 Reel virali e monetizzazione03:38 Il prodotto: segni e identità06:25 Come riconoscere profili perfetti#Gemini #Fanvue #Deepfake~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
Come fa un assistente vocale a capire cosa diciamo, come nasce davvero una foto scattata con lo smartphone, e come fa il telefono a leggere il testo in un'immagine? Sesta puntata della rubrica "Dietro le quinte del digitale" con i meccanismi invisibili dietro gesti che facciamo ogni giorno.Gabriele Gobbo, divulgatore e docente esperto di cultura digitale, insieme all'inviata sintetica creata con l'Intelligenza Artificiale, spiega che il riconoscimento vocale non ascolta come una persona ma trasforma la voce in dati e prevede il testo più probabile, che una foto scattata con lo smartphone è sempre il risultato di più scatti combinati (fotografia computazionale), e come il telefono ricostruisca il testo dentro un'immagine.Alessandro Curioni, esperto di cybersicurezza, porta una prospettiva diversa: otto volte su dieci l'anello debole di un attacco informatico è l'essere umano, e la ragione affonda nella biologia. I nostri sensi riconoscono i pericoli fisici, non le minacce dietro uno schermo familiare. Non è una scusa: il vero errore è smettere di pensare proprio quando si usa un dispositivo digitale.
Scarica gratuitamente le 7 Regole di Italiano Automatico: https://italianoautomatico.lpages.co/corso-gratuito-le-7-regole-di-italiano-automaticoA settembre riapriamo le iscrizioni alla nostra piattaforma esclusiva! Iscriviti subito alla lista d'attesa per non perdere l'occasione: https://italianoautomatico.lpages.co/lista-dattesa-italiano-per-la-vita/Cosa si nasconde davvero dietro le imponenti mura di Lucca?In questo podcast vi porto alla scoperta di una gemma toscana unica al mondo, intatta da oltre 400 anni e mai conquistata con le armi. Tra diplomazia, commercio della seta e la trasformazione delle mura in uno splendido parco sospeso alberato, vi racconto una storia affascinante per migliorare il vostro italiano con piacere.
Un orario preciso, un computer già nelle mani degli investigatori e un video aperto il giorno dopo l'omicidio. Dietro quella traccia c'è una storia molto diversa da quella che sembra. I contenuti di questo video hanno solo finalità informative e si basano su fonti giornalistiche pubbliche disponibili al momento della registrazione. Non costituiscono giudizi personali né accuse.Advertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Come sempre, iniziamo la puntata con una rassegna degli eventi di attualità. La nostra prima discussione riguarda la condanna a morte inflitta all'ex presidente Bashar al-Assad per crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Successivamente, parleremo di un raro episodio di aperta sfida del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nei confronti del Presidente americano Donald Trump. Netanyahu ha, infatti, respinto pubblicamente e senza mezzi termini il piano in quindici punti proposto da Trump per favorire un cessate il fuoco a Gaza. La nostra terza notizia è dedicata alla decisione del Ministero dell'Istruzione danese di contrastare il crescente ricorso all'intelligenza artificiale per imbrogliare negli esami. D'ora in poi gli studenti delle scuole superiori dovranno discutere oralmente i propri elaborati scritti. Infine, parleremo della riapertura del celebre ristorante danese Noma. La seconda parte di questa puntata è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è The Absolute Superlatives: The Prefixes arci- and stra-, che approfondiremo partendo da una legge approvata all'unanimità dal Parlamento italiano, che punta a cambiare il destino dei figli dei clan mafiosi. Nel finale, poi, daremo spazio all'espressione idiomatica del giorno: Andare a Genio. La ritroveremo nel dibattito sui teatri condominiali dell'Italia centrale, appena riconosciuti Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Dietro questi teatri si nasconde una storia che parla di comunità, partecipazione e di un modo speciale di vivere la cultura. - La Siria condanna Bashar al-Assad in contumacia alla pena di morte per crimini di guerra - Netanyahu preferisce sfidare Trump sulla questione di Gaza piuttosto che perdere il sostegno della sua base politica - La Danimarca imporrà agli studenti delle scuole superiori di sostenere oralmente gli esami scritti - Uno dei ristoranti più famosi al mondo riapre sotto una nuova direzione - Liberi di scegliere: la legge che vuole cambiare il destino dei figli della mafia - I teatri condominiali italiani diventano patrimonio UNESCO
Angelo Petrella"La valigia perduta di Hemingway"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itParigi, 1929. È un mattino di una primavera letargica e insolitamente fredda quello in cui il giovane Marcel, agente semplice di polizia e aspirante scrittore, è costretto a interrompere la sua ronda. Le grida di una donna che provengono da un vecchio palazzo popolare non possono essere ignorate e lo zelante novellino, insieme al suo collega, deve intervenire. Ma una volta sedata la lite furibonda tra un uomo e la sua cocotte, qualcosa trattiene Marcel: un gatto che gratta contro una porta chiusa e un odore dolciastro che filtra dalla soglia. Dietro quella porta, li accolgono una musica jazz che suona a vuoto e il corpo senza vita di una donna. Per i piani alti, il caso andrebbe archiviato come suicidio, anche se per Marcel troppe sono le incongruenze, troppo poco credibile la lettera d'addio, per tacere del volto esangue e magnetico di quella donna che gli chiede giustizia. Deciso a indagare da solo, si ritrova invischiato nella Parigi pulsante e scapestrata – tra atelier fumosi e caffè letterari, spettacoli sabotati dai surrealisti e lunghe notti per familiarizzare con le anime belle e inquiete di Man Ray e James Joyce, Kiki de Montparnasse e Henry Miller, Luis Buñuel e Zelda Fitzgerald. E poi c'è Ernest Hemingway, coi suoi baffoni, il viso bonario e lo sguardo indecifrabile, che ha mentito sul suo rapporto con la vittima: l'indiziato perfetto, se non fosse per quell'aura da scrittore affermato che colpisce Marcel proprio nel suo punto debole. Mentre la città danza sull'orlo degli anni Trenta ignara della catastrofe incombente, Marcel capisce che quello che sta seguendo è solo un filo nella trama di una ossessione letale. E che i nostri miti possono nascondere segreti oscuri, punti ciechi che non siamo disposti a illuminare.Gli anni cupi stavano per arrivare, a presentare il conto di tutta quella gioia di vivere nell'incoscienza del futuro, tra fiumi di alcol e scazzottate notturne. Avrei passato anch'io, come tutti, i miei anni di fughe, miseria e incontri clandestini. Avrei atteso l'alba della grande vittoria, le speranze di un nuovo inizio, e il premio Nobel conferito a Hem alla fine di una carriera lunga e produttiva. Ma quella mattina, seduto al freddo sui gradini di Montmartre, non avevo alcuna idea di ciò che mi attendeva.Angelo Petrella è nato a Napoli nel 1978. Scrittore, sceneggiatore e traduttore, ha pubblicato tra gli altri i romanzi Cane rabbioso, Pompei. L'incubo e il risveglio, Le api randage, La fine dei fagioli e La città perfetta, Fragile è la notte, La notte non esiste, tradotti anche in Francia. Lavora per il cinema e la tv, firmando soggetti e sceneggiature per film o serie televisive tra cui I bastardi di Pizzofalcone, Mare fuori, Resta con me, La rosa dell'Istria, Noi del Rione Sanità e Il commissario Ricciardi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Hermann Göring fu molto più del comandante della Luftwaffe. Asso dell'aviazione durante la Prima guerra mondiale, entrò presto nell'orbita di Adolf Hitler e divenne uno degli uomini decisivi nell'ascesa e nel consolidamento del regime nazista. Presidente del Reichstag, ministro dell'Aviazione, comandante in capo della Luftwaffe, responsabile del Piano quadriennale e per anni successore designato del Führer, Göring accumulò un potere enorme. Fu protagonista del riarmo tedesco, della costruzione della nuova forza aerea del Reich e dell'economia di guerra, ma anche della repressione politica, della persecuzione degli ebrei e del sistematico saccheggio dei territori occupati. Dietro l'immagine pubblica del gerarca amante del lusso, delle uniformi spettacolari, dell'arte e degli eccessi si nascondeva uno degli uomini centrali del sistema di potere nazista. Ma le vittorie iniziali della Luftwaffe lasciarono progressivamente spazio ai fallimenti, dalla Battaglia d'Inghilterra alla progressiva perdita della superiorità aerea tedesca, mentre il rapporto privilegiato con Hitler cominciava a deteriorarsi. Negli ultimi giorni del Terzo Reich, Göring tentò di assumere la guida della Germania sulla base della successione che lo stesso Hitler aveva stabilito anni prima. La reazione del Führer fu durissima: destituzione, arresto e perdita di ogni potere. Catturato dagli americani nel maggio 1945, Göring divenne poi il più importante gerarca nazista sul banco degli imputati al Processo di Norimberga. Condannato a morte per impiccagione, riuscì infine a sottrarsi al boia: il 15 ottobre 1946, poche ore prima dell'esecuzione, si suicidò nella sua cella ingerendo una capsula di cianuro. In questo video ripercorriamo la straordinaria e terribile parabola di Hermann Göring: dal giovane aviatore della Grande Guerra ai vertici del Terzo Reich, dalla creazione della Luftwaffe alla guerra mondiale, fino al crollo del regime e all'ultimo confronto con i vincitori a Norimberga.
Silvana La Spina"Le avvelenatrici"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ una mattina di fine dicembre del 1783, l'aria odora di neve, anche se i palermitani sanno che è solo un'impressione: a Palermo non nevica mai. Tra le mura del convento di San Francesco, accade qualcosa di insolito: la cella di fra' Gerlando è rimasta chiusa, nessuno l'ha visto nemmeno al Mattutino. Dietro quella porta, l'orribile scoperta: il corpo esanime del frate, gli occhi strabuzzati dal terrore, il viso gonfio, una schiuma biancastra agli angoli della bocca. Per lo speziale non ci sono dubbi: è veleno. Anche se quell'uomo di Dio non pareva avere un nemico al mondo. A parte forse l'anziana donna con cui, il giorno prima, c'era stato un misterioso incontro, alla fine del quale il frate era apparso turbato. «Quella vecchia è la Morte» aveva commentato. Ma non è l'unico mistero, perché il nome del frate compare in una lista insieme a quello di un barone morto lo stesso giorno, con gli stessi sintomi. Lista che ora si trova nelle mani di Maurizio Belmonte, uomo di fiducia del Viceré, che non crede alle coincidenze e teme che anche altri siano in pericolo. Per le strade si sussurra di preghiere speciali. Preghiere che si pagano a peso d'oro e che, dicono, possono far ammalare. Possono uccidere. Ma Belmonte non crede nemmeno alle fatture, è uomo dei Lumi. Eppure i morti sono reali e ora anche la donna che ama, Sofia Schulz, la pittrice che ritrae i defunti dell'aristocrazia, sembra affetta da un morbo incurabile. Il veleno è l'arma di chi conosce la pazienza, e non richiede coraggio né la violenza di un attimo di follia. Belmonte dovrà immergersi nell'oscurità di un rancore coltivato nel silenzio, cercare la verità lì dove il sacro e il profano si confondono e un maleficio si paga come una messa.«Sappiate allora che l'odio è un sentimento, ma la morte un vizio. E che, una volta preso, quel vizio non si dimentica».Silvana La Spina è nata in Veneto da padre siciliano. Vive tra Milano e Catania da molti anni e la Sicilia è alla base di quasi tutti i suoi romanzi. Tra gli ultimi: La bambina pericolosa (2008); Un cadavere eccellente (2011); La continentale (2014); L'uomo che veniva da Messina (2015). Per Neri Pozza ha pubblicato L'uomo del Viceré (2021), Angelica (2022) e L'ombra dei Beati Paoli (2024). Ha vinto il Premio Chiara nel 1993 con il romanzo Scirocco.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Joe Goldberg è il protagonista di “You”, una delle serie Netflix di maggior successo degli ultimi anni. Dietro l'immagine del libraio colto, affascinante e apparentemente premuroso si nasconde però uno stalker manipolatore e un serial killer disposto a uccidere pur di proteggere quella che lui definisce "la persona giusta". Attraverso il suo continuo monologo interiore, la serie accompagna lo spettatore nella mente di un uomo capace di giustificare qualsiasi atrocità in nome dell'amore, arrivando persino a suscitare empatia e simpatia in milioni di persone. Ma quanto è realistico un personaggio come quello di Joe Goldberg? E perché milioni di spettatori finiscono per simpatizzare con lui nonostante gli atroci crimini di cui si macchia nella serie? Proviamo a scoprirlo insieme ad Eleonora Quarchioni, web editor, detentrice di un master in Media e Intrattenimento all'Università Luiss di Roma, ma soprattutto podcaster e autrice della serie “Italia Nera”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
di Gianluca Briguglia | Questo episodio del Bestiario Politico attraversa la figura di Curzio Malaparte come quella di un intellettuale che ha fatto dell'ambiguità una forma di esistenza politica. Prima fascista, poi antifascista, poi ancora comunista, sempre pronto a reinventarsi, Malaparte incarna la seduzione del potere e insieme il desiderio di restarne indipendente, oscillando continuamente tra conformismo e ribellione, calcolo e genialità. Dietro il trasformismo del personaggio emerge però uno scrittore straordinario, capace di raccontare come pochi il crollo morale dell'Europa e dell'Italia nella guerra. È il ritratto di un uomo che ha costruito sé stesso come un'opera d'arte e che, proprio attraverso le sue contraddizioni, finisce per illuminare quelle di un intero Paese. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Apple accusa OpenAI di aver sottratto segreti commerciali per accelerare lo sviluppo del suo nuovo dispositivo AI. Dietro la causa c'è una battaglia più ampia: chi costruirà l'hardware destinato a cambiare il rapporto tra persone e intelligenza artificiale? In questa puntata parliamo anche della reputazione sempre più problematica di Sam Altman, dopo gli scontri con Elon Musk e Microsoft. E commentiamo gli appelli dei leader dell'AI alla regolamentazione, dell'acquisizione di Delivery Hero da parte di Uber, dell'offerta di Stripe per PayPal e del primo modello di Thinking Machines Lab. Scopri i corsi della New Media Academy, la scuola di podcasting e digital journalism di Chora e Will: https://newmediacademy.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ti sei mai chiesto da dove venga il tuo cognome? E ti è mai capitato di imbatterti in un cognome italiano e di pensare: "Ma perché qualcuno dovrebbe chiamarsi così?". Dietro ogni cognome si nasconde una piccola storia fatta di mestieri, luoghi, caratteristiche fisiche e perfino auguri. Scopriamo insieme da dove vengono i cognomi italiani e perché alcuni sono davvero curiosi. Da Dove Vengono i Cognomi Italiani e Perché Alcuni Sono così Strani? I cognomi italiani sono come piccoli libri di storia: raccontano da dove venivano i nostri antenati, che lavoro facevano e perfino com'erano fatti fisicamente. Imparare a "leggerli" è anche un ottimo modo per arricchire il vocabolario con nomi di mestieri, aggettivi e nomi di luoghi. Quando Sono Nati i Cognomi in Italia? I cognomi, in Italia, sono diventati obbligatori e ufficiali solo in epoca relativamente recente. Fu il Concilio di Trento, nel 1564, a stabilire che le parrocchie dovessero tenere un registro dei battesimi con nome e cognome. Lo scopo principale era pratico: evitare i matrimoni tra parenti. Prima di allora, una persona era semplicemente "Giovanni", e se in paese c'erano dieci Giovanni ci si arrangiava con i soprannomi. L'usanza del cognome esisteva comunque già da prima, soprattutto tra le famiglie nobili e i commercianti, e nelle campagne ci furono famiglie senza un vero cognome fisso addirittura fino all'Ottocento. Proprio dai soprannomi nasce gran parte dei cognomi italiani. Le Quattro Grandi Categorie dei Cognomi Italiani La maggior parte dei cognomi italiani deriva da quattro grandi categorie. Vediamole una per una, con tanti esempi pratici. 1. Cognomi che Derivano da un Nome di Persona (Patronimici) Sono cognomi che indicavano "il figlio di…". Si chiamano patronimici quando si riferiscono al padre, e matronimici (molto più rari) quando si riferiscono alla madre. L'esempio più chiaro è Di Stefano, cioè "(il figlio) di Stefano". Allo stesso modo abbiamo De Angelis, D'Antonio, Di Marco. Come esempio di matronimico possiamo citare De Maria o Di Maria, costruiti su un nome femminile. A volte la preposizione è scomparsa e il nome è rimasto da solo, magari al plurale: Martini, Bernardi, Mariani. Quella "-i" finale spesso significa proprio "appartenente alla famiglia di…". C'è un dettaglio bellissimo per chi studia l'italiano: tantissimi di questi cognomi nascono da un nome alterato, cioè modificato con un suffisso. Da "Giovanni" non nasce solo Giovannini, ma anche Nannini, Vanni, Giannetti. La particella Di all'inizio di tanti cognomi (Di Marco, Di Paolo, Di Pietro) è particolarmente diffusa in regioni come l'Abruzzo. Per approfondire questo meccanismo linguistico, puoi leggere la guida sugli alterati in italiano, tra diminutivi e accrescitivi. 2. Cognomi che Derivano da un Mestiere Questa categoria è perfetta per imparare vocabolario, perché molti cognomi raccontano semplicemente che lavoro facevano i nostri antenati. Per approfondire il lessico del lavoro, puoi consultare la guida sui mestieri e le professioni in italiano. CognomeMestiere d'origineFerrari, Ferraro, Fabbri, FabbroFabbro (chi lavora il ferro)PastoreChi si occupa delle pecoreSarti, SartoriSarto (chi cuce i vestiti)BarbieriChi taglia barba e capelliMolinari, Munari, MunaroMugnaio (chi lavora al mulino)VaccaroChi alleva le vacche Tra i cognomi di mestiere, quello legato al fabbro è il più diffuso in assoluto. Fabbri e Fabbro (dal latino faber) sono diffusissimi in Emilia-Romagna e in Friuli. Una curiosità: spesso uno stesso mestiere ha generato cognomi diversi a seconda della regione, perché c'era la forma in dialetto e quella in italiano. Il mugnaio, per esempio, in alcune zone del Nord è diventato Munari o Munaro. 3. Cognomi che Derivano da una Caratteristica Fisica o del Carattere Qui gli italiani del passato sono stati molto sinceri: tantissimi cognomi descrivevano com'era fatta una persona. Erano una specie di "etichetta", a volte affettuosa, a volte un po' ironica, data dal paese. Per ampliare il vocabolario, puoi consultare la guida su come descrivere qualcuno in italiano. CognomeCaratteristicaRossiCapelli rossi (il cognome più diffuso d'Italia)BianchiCapelli bianchi o pelle chiaraBassi, BassoPersona bassaLongo, LungoPersona altaMoretti, BrunoPelle o capelli scuriRicciCapelli ricciGrassiPersona robustaMagroPersona magra Non tutti i cognomi di questa categoria descrivevano l'aspetto fisico: alcuni raccontavano il carattere o un comportamento. Chi era sempre allegro diventava Allegri, chi era forte e robusto Forte o Forti, chi era gentile Gentile. Ricevere un cognome così, in fondo, era anche un piccolo complimento. Per arricchire il lessico, puoi leggere la guida sugli aggettivi italiani per descrivere il carattere e la personalità. 4. Cognomi che Derivano da un Luogo di Origine L'ultima grande categoria comprende i cognomi che indicano da dove veniva una persona. Se un uomo arrivava da un altro paese, gli abitanti lo identificavano proprio così. Questi cognomi si chiamano anche toponimici, dal greco tópos, che significa "luogo". Per ripassare la geografia italiana, puoi consultare la guida sulle regioni e i capoluoghi d'Italia. Da qui nascono cognomi come Romano (da Roma), Lombardo e Lombardi (dalla Lombardia), Calabrese (dalla Calabria), Pugliese (dalla Puglia), e perfino Messina o Genova dai nomi delle città. C'è poi una sottocategoria legata non a una città, ma a un elemento del paesaggio. Chi viveva vicino a una fontana diventava Fontana, vicino a una valle Valle o Della Valle, su una collina Collina, vicino al mare Costa o Marina. Il cognome diventava così una piccola fotografia del posto in cui si abitava. I Cognomi Italiani più Strani e Particolari In Italia esistono davvero dei cognomi che fanno sorridere. Dietro ognuno si nasconde una storia sorprendente, a volte divertente e a volte commovente. I Soprannomi Diventati Cognomi Gli italiani del passato amavano descrivere le persone con espressioni intere. Così troviamo Bevilacqua ("bevi l'acqua") e Tagliaferro ("taglia il ferro", probabilmente dato a qualcuno molto forte). I Cognomi Augurali Sono nomi che esprimevano un augurio, un ringraziamento o uno scongiuro per il neonato. Ecco perché esistono cognomi come Benvenuti (perché il bambino era benvenuto) e Bonaventura ("buona ventura", cioè buona fortuna). Un esempio particolare è Bencivenga: tipico della zona di Napoli e Caserta, era un nome-augurio col senso di "che ci venga del bene". C'è anche Tornincasa, cioè "torna in casa", un nome commovente che veniva dato a un figlio nato dopo la morte di un altro figlio, come a dire "bentornato in famiglia". I Cognomi di Origine Religiosa Molto diffusi, soprattutto al Sud, riprendevano feste, preghiere o simboli della tradizione cristiana. Troviamo quindi Santoro (dal latino sanctorum, spesso legato a chi nasceva nel giorno di Tutti i Santi), Natale (per chi nasceva il giorno di Natale) e De Angelis ("degli angeli"). Molti di questi cognomi sono legati alle festività: per scoprirle meglio, puoi leggere la guida sul Natale italiano e le sue tradizioni. I Cognomi dei Bambini Abbandonati C'è un capitolo speciale, un po' triste ma molto importante: i cognomi dati ai bambini abbandonati. In passato, i neonati lasciati negli istituti di carità ricevevano cognomi "inventati". Il più famoso è Esposito, che viene dal latino expositus, cioè "esposto": indicava il bambino "esposto" alla pubblica assistenza, lasciato spesso nella cosiddetta "ruota degli esposti". Non a caso oggi Esposito è il cognome più diffuso in Campania, in particolare a Napoli. Con lo stesso significato troviamo Proietti, tipico di Lazio e Umbria. Ci sono poi cognomi-augurio commoventi dati ai trovatelli, come Diotallevi ("Dio ti allevi", cioè "che Dio ti faccia crescere"), Diotaiuti ("Dio ti aiuti") e Degli Innocenti, diffuso in Toscana, legato all'Ospedale degli Innocenti di Firenze. C'è perfino Colombo, diffuso a Milano e in Lombardia, legato anch'esso in molti casi all'accoglienza dei trovatelli, con riferimento alla colomba, simbolo cristiano. Esiste Perfino un Museo del Cognome Un'ultima curiosità: esiste davvero un Museo del Cognome. Si trova a Padula, in Campania, ed è interamente dedicato alla storia e all'origine dei cognomi italiani. Per altre scoperte di questo tipo, puoi consultare la guida sulle curiosità sull'Italia. Tabella Riassuntiva delle Categorie Ecco una tabella che riassume le principali categorie dei cognomi italiani con qualche esempio. CategoriaSignificatoEsempiPatronimici"Figlio di…"Di Stefano, De Angelis, MartiniMestieriLavoro degli antenatiFerrari, Barbieri, MolinariCaratteristicheAspetto fisico o carattereRossi, Bianchi, AllegriToponimiciLuogo di origineRomano, Pugliese, FontanaAuguraliAugurio per il neonatoBenvenuti, BonaventuraReligiosiFeste e simboli cristianiSantoro, Natale, De AngelisTrovatelliBambini abbandonatiEsposito, Proietti, Colombo Domande Frequenti Qual È il Cognome più Diffuso in Italia? Il cognome più diffuso in tutta Italia è Rossi, che deriva probabilmente dal colore dei capelli. A livello regionale, però, ci sono cognomi dominanti diversi: in Campania, per esempio, il più diffuso è Esposito. Quando Sono Diventati Obbligatori i Cognomi in Italia? I cognomi sono diventati ufficiali e obbligatori con il Concilio di Trento nel 1564, quando si stabilì che le parrocchie dovessero registrare i battesimi con nome e cognome. L'usanza esisteva però già prima tra nobili e commercianti. Cosa Significa il Cognome Esposito? Esposito deriva dal latino expositus, cioè "esposto". Veniva dato ai bambini abbandonati, "esposti" alla pubblica assistenza. Oggi è il cognome più diffuso in Campania. Cosa Sono i Cognomi Patronimici? I patronimici sono cognomi che indicavano "il figlio di…" e si riferivano al padre,...
National NAIDOC Week celebrations are being held across Australia this week to celebrate and recognise the history, culture and achievements of Aboriginal and Torres Strait Islander peoples. This year's theme is 'Fifty Years of Deadly', celebrating more than five decades of NAIDOC Week. - Questa settimana in tutta l'Australia si svolgono le celebrazioni della National NAIDOC Week per onorare e riconoscere la storia, la cultura e le conquiste dei popoli aborigeni e degli isolani dello Stretto di Torres. Il tema di quest'anno è “Fifty Years of Deadly” (Cinquant'anni di Deadly), che celebra oltre cinque decenni della NAIDOC Week.NAIDOC Week runs from the 5th to the 12th of July.The Committee members say the milestone offers a chance to honour those who built the NAIDOC movement, and consider what still needs to change. - Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
National NAIDOC Week celebrations are being held across Australia this week to celebrate and recognise the history, culture and achievements of Aboriginal and Torres Strait Islander peoples. This year's theme is 'Fifty Years of Deadly', celebrating more than five decades of NAIDOC Week. - Questa settimana in tutta l'Australia si svolgono le celebrazioni della National NAIDOC Week per onorare e riconoscere la storia, la cultura e le conquiste dei popoli aborigeni e degli isolani dello Stretto di Torres. Il tema di quest'anno è “Fifty Years of Deadly” (Cinquant'anni di Deadly), che celebra oltre cinque decenni della NAIDOC Week.NAIDOC Week runs from the 5th to the 12th of July.The Committee members say the milestone offers a chance to honour those who built the NAIDOC movement, and consider what still needs to change. - Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Vite Scomode Live! Saremo in scena al Circolo Magnolia di Milano il 17 Luglio! Ingresso GRATUITO con prenotazione obbligatoria qui: https://link.dice.fm/Ec1af817e3fc Continuiamo con l'epopea della produzione de Il Padrino e stavolta entrano in scena i mafiosi veri, per la gioia di Marlon Brando e, un po' meno, di Al Ruddy. ------ IG: https://www.instagram.com/vitescomode.podcast/ Supporta i nostri podcast su Patreon: https://www.patreon.com/crimeandcomedy Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Padova, febbraio 2006 – Una donna di 31 anni di nome Elena Fioroni, con due figli piccoli e con una vita che dall'esterno appare serena, viene trovata morta nella vasca da bagno di casa sua. Tutto sembrerebbe indicare nella direzione di un suicidio, ma fin dalle prime ore qualcosa non convince gli investigatori. Alcuni dettagli della scena del crimine sembrano costruiti con troppa precisione, come se qualcuno avesse cercato di indirizzare le indagini verso una verità diversa da quella reale. Le indagini si concentrano allora sul marito, Gian Luca Cappuzzo, giovane medico specializzando. Dietro la facciata della famiglia perfetta emergono una separazione imminente, una gelosia sempre più ossessiva, minacce, manipolazioni e una lunga escalation di controllo. Le numerose perizie tossicologiche porteranno alla luce una ricostruzione inquietante: una donna sedata, una morte provocata attraverso sostanze difficili da individuare e un elaborato tentativo di simulare un gesto volontario. Ma cosa accadde davvero nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 2006? E quanto era vicino Gian Luca Cappuzzo a realizzare quello che molti hanno definito un delitto quasi perfetto? Proviamo a scoprirlo insieme a Monica Mattiolo: giornalista ed autrice del podcast “Iniezioni Letali”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Vedono la casa, il giardino, la piscina, e mi chiamano privilegiata. Ma non sanno le scelte scomode che ho fatto per 20 anni. Oggi parto da un post polarizzante per parlare di due cose concrete:
La linea gialla è quella zona nella Striscia in cui i palestinesi non possono entrare senza rischiare di essere uccisi. Dopo otto mesi dalla tregua, Israele continua a controllare il 70% della Striscia e i palestinesi continuano a morire. Oggi ondate di calore arrivano prima, finiscono più tardi e sono più intense. Non è un'impressione e la terapia non può limitarsi a "resistere finché passa". Perché, semplicemente, non passerà. Serve una politica concreta per prepararsi e gestire gli eventi estremi. Comprare carne di cavallo, pagare una madre gestante, vendere sesso e droghe: ciò che una società considera intollerabile può essere regolato o perfino normale in un'altra. Nel suo nuovo libro “Moral Economics”, l'economista Alvin Roth, premio Nobel per il lavoro sul disegno dei mercati, parte da queste contraddizioni per chiedersi come la morale influenzi gli scambi economici. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nato in Ucraina nel 1936, Andrej Chikatilo è considerato uno dei serial killer più feroci e inquietanti del Novecento. Cresciuto tra fame, guerra e repressione nell'Unione Sovietica staliniana, sviluppò fin da giovane profonde ossessioni sessuali e una personalità segnata da frustrazione, isolamento e violenza repressa. Dietro l'apparenza innocua da insegnante, marito e padre, si nascondeva però un assassino destinato a terrorizzare l'URSS per oltre dieci anni. Tra gli anni Settanta e Ottanta, Chikatilo uccise decine di donne e bambini, attirando le sue vittime nelle stazioni ferroviarie e nelle campagne isolate per poi massacrarle con una brutalità che sconvolse persino gli investigatori sovietici. Solo nel 1990, dopo una gigantesca caccia all'uomo e grazie a nuove tecniche investigative, Chikatilo venne finalmente arrestato. Il suo processo, trasmesso e discusso in tutta l'Unione Sovietica, mostrò al mondo il volto disturbante di un uomo che sembrava incarnare le paure più profonde di un intero sistema. Ma chi era davvero Andrej Chikatilo? E quanto il fallimento delle istituzioni sovietiche contribuì a trasformarlo nel “Mostro di Rostov”?Proviamo a scoprirlo insieme a Jim Bevilacqua: esperto di cronaca nera ed autore del podcast “La Fiamma Oscura”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
Il futuro non è un'attesa, è un atto di volontà.
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