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All'interno del programma di RadioPNR condotto da Alberto La Piana : "Buongiorno PNR", Davide Garofalo, uno dei principali organizzatori della manifestazione, ci ha raccontato gli eventi che si susseguiranno a Castelceriolo in occasione del tradizionale palio annuale.
La puntata si apre da Campagna, in provincia di Salerno, per raccontare con la sindaca Adele Amoruso una tradizione locale curiosa e discussa. Si parla poi degli effetti del caldo estremo sull'agricoltura con Lorenzo Bazzana di Coldiretti, prima di dedicare un ampio spazio al ricordo di Francesco Guccini, tra la stagione dei cantautori, “Dio è morto” e il suo straordinario lascito musicale, con Gianni Sibilla e Roberto Vecchioni. A seguire, Sergio Perugini racconta il buon momento del cinema al box office in vista del weekend. Chiude la puntata l'attualità con Beppe Severgnini del Corriere della Sera.
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In questo episodio di Purpose, il podcast di Ersel dedicato ai temi della responsabilità sociale d'impresa, Valeria Ferrero, Responsabile ESG Strategy di Ersel, dialoga con Cristiana Sartori, agronoma, imprenditrice agricola, coltivatrice biologica alla guida dell'Azienda Agricola DICRISTIANA. Il nostro podcast ci porta nel cuore della Lomellina, un territorio dove l'acqua e la terra dialogano da secoli per dare vita a un'eccellenza italiana: il riso. Questa conversazione approfondisce cosa significa praticare un'agricoltura "secondo natura", capace di andare oltre gli standard tradizionali per preservare la biodiversità e affrontare con visione e resilienza le sfide del cambiamento climatico.In questo episodio parliamo di:agricoltura biologica e risicolturaresilienza e cambiamento climaticoinnovazione e tradizioneil concetto di riso con un'animasostenibilità e comunitàAscolta l'episodio completo.#comunicazionedimarketingIl presente podcast è destinato esclusivamente a scopi informativi/ di marketing non sostituendosi al prospetto informativo o ad altri documenti legali di prodotti finanziari ivi eventualmente richiamati. Nel caso, si prega di consultare il prospetto dell'OICVM/documento informativo e il documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KID) prima di prendere una decisione finale di investimento che può essere effettuata solo previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Solo la versione più recente del prospetto, dei regolamenti, del Documento chiave per gli investitori, delle relazioni annuali e semestrali del fondo può essere utilizzata come base per decisioni di investimento. Il presente podcast non costituisce né un'offerta né una sollecitazione all'acquisto, alla sottoscrizione o alla vendita di prodotti o strumenti finanziari o una sollecitazione all'effettuazione di investimenti. Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nel presente podcast e compiuto sforzi per garantire che il contenuto di questo podcast sia basato su informazioni e dati ottenuti da fonti affidabili, ma non garantisce della loro esattezza e completezza non assumendosi alcuna responsabilità. Ersel non si assume alcuna responsabilità circa le informazioni, le proiezioni o le opinioni contenute nel presente podcast e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Il presente podcast può fare riferimento alla performance passata degli investimenti: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli attuali o futuri. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione del presente podcast, non espressamente autorizzata.
Il Rigoletto di Giuseppe Verdi sarà messo in scena da Opera Australia a partire dal 21 luglio. In questa produzione, il direttore d'orchestra romano Sesto Quatrini si impegnerà a seguire con attenzione le indicazioni lasciate dal compositore, ma al contempo darà ai cantanti la libertà di interpretare il loro ruolo.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8602PERCHE' I LEFEBVRIANI CITANO A SPROPOSITO SANT'ATANASIOdi Roberto de Mattei Nei sessant'anni trascorsi tra il Concilio di Nicea (325) e il Concilio di Costantinopoli (381) la Chiesa conobbe, con la crisi ariana, uno dei momenti più difficili della sua storia. Fu un'epoca di defezione della fede in cui spiccarono figure di strenui difensori dell'ortodossia come sant'Atanasio di Alessandria e sant'Ilario di Poitiers. Sant'Atanasio, in particolare, è divenuto il simbolo della lotta contro l'arianesimo, penetrato fino ai vertici delle gerarchie ecclesiastiche. Nella attuale discussione sulle consacrazioni episcopali senza mandato pontificio, il nome di sant'Atanasio viene talvolta evocato come esempio di un vescovo che avrebbe consacrato nuovi vescovi al di fuori delle ordinarie norme disciplinari. Un esame rigoroso delle fonti storiche conduce tuttavia a conclusioni assai diverse. Per comprendere correttamente l'attività di Atanasio occorre anzitutto richiamare il quadro canonico del IV secolo. Nei primi secoli non esisteva la procedura giuridica di un mandato pontificio necessario per ogni consacrazione episcopale. Esisteva tuttavia una prassi consolidata, che il primo Concilio di Nicea codificò al canone 4. Questa prassi stabiliva che ogni nuovo vescovo dovesse essere consacrato da tutti i vescovi della provincia ecclesiastica o, qualora ciò non fosse possibile, almeno da tre vescovi, con la conferma finale del metropolita, che era il vescovo principale di una provincia ecclesiastica. Il metropolita possedeva una giurisdizione ordinaria sulla propria provincia. Il Papa esercitava invece un primato universale sulla Chiesa. Atanasio divenuto vescovo della sede metropolitana di Alessandria l'8 giugno 328, aveva la responsabilità di una delle più vaste circoscrizioni ecclesiastiche dell'Oriente cristiano. Il canone 6 di Nicea stabiliva infatti: «L'antica consuetudine vigente in Egitto, Libia e Pentapoli rimanga in vigore, così che il vescovo di Alessandria abbia autorità su tutte queste regioni».L'OPPOSIZIONE ARIANA ALLA NOMINA DI ATANASIOL'opposizione ariana alla nomina di Atanasio si manifestò immediatamente. Il sinodo di Tiro del 335 depose irregolarmente Atanasio, mentre l'imperatore Costantino ne decretava il primo esilio a Treviri. La conseguenza di tali vicende fu la continua alternanza, nelle diocesi egiziane, di vescovi fedeli a Nicea e di candidati sostenuti dal partito eusebiano. L'attività di sant'Atanasio non si limitò alla difesa dottrinale del simbolo niceno, ma comportò anche un'intensa opera di ricostruzione della gerarchia ecclesiastica nelle province soggette alla sua giurisdizione. Dopo ogni ritorno dall'esilio, il vescovo di Alessandria trovava infatti numerose sedi occupate da vescovi filoariani insediati con l'appoggio dell'autorità imperiale. Il suo primo compito fu quello di deporli e sostituirli con pastori fedeli alla professione di Nicea. Lo studio fondamentale di Annick Martin ha ricostruito con precisione questa attività, dimostrando che le nomine operate da Atanasio riguardavano sedi appartenenti all'Egitto, alla Libia o alla Pentapoli, cioè territori sottoposti alla sua giurisdizione canonica (Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle (328-373), École française de Rome, Rome 1996). Un'analoga conclusione emerge dalla ricostruzione del prof. Manlio Simonetti. Analizzando il ritorno di Atanasio nel 346 e quello definitivo del 362, Simonetti sottolinea come il patriarca procedesse alla restaurazione della gerarchia nicena nelle Chiese egiziane senza mai oltrepassare l'ambito della propria competenza ecclesiastica (La crisi ariana nel IV secolo, Institutum Patristicum Augustinianum, Roma 1975.) L'attività di Atanasio era assolutamente conforme alla disciplina giuridica dell'epoca, perché costituiva il naturale esercizio dell'autorità metropolitana di Alessandria. Le numerose ordinazioni episcopali attribuite ad Atanasio non furono mai considerate abusive dalla Chiesa del suo tempo, proprio perché avvenivano all'interno del territorio soggetto alla sua competenza canonica.Le consacrazioni compiute dal patriarca di Alessandria avvennero in circostanze eccezionali, ma non furono mai effettuate contro il Papa o in opposizione alla Santa Sede. Anzi, il riconoscimento romano costituì uno degli elementi essenziali della azione pastorale di Atanasio. Durante tutta la crisi ariana il vescovo di Alessandria cercò costantemente il sostegno dei Pontefici romani e ne riconobbe l'autorità.ATANASIO A ROMADopo la deposizione decretata dai sinodi orientali, Atanasio si recò a Roma, dove fu accolto da papa san Giulio I. Il sinodo romano del 341 dichiarò invalide le accuse formulate contro il patriarca alessandrino e ne riconobbe pienamente la legittimità. Nella celebre lettera indirizzata ai vescovi orientali, Giulio rimproverava loro di aver proceduto senza consultare la Chiesa romana, ricordando che le questioni di tale importanza dovevano essere sottoposte al giudizio della Sede apostolica.Negli anni successivi Atanasio mantenne rapporti costanti anche con papa Liberio. La temporanea debolezza mostrata da quest'ultimo durante l'esilio non modificò mai l'atteggiamento del patriarca egiziano, che continuò a considerare Roma come il centro della comunione ecclesiale. Ancora più stretta fu poi la collaborazione con papa san Damaso, il quale sostenne pienamente il ristabilimento dell'ortodossia nicena e confermò il prestigio della sede alessandrina.Il cardinale John Henry Newman nel suo libro su Gli Ariani del IV secolo (tr. it. Jaca Book, Milano 1981), ha ben chiarito il significato ecclesiologico della vicenda. Atanasio resistette agli imperatori, ai concili filoariani e alle pressioni politiche, ma non si oppose mai al principio del primato romano. La sua lotta era rivolta contro i vescovi eterodossi e contro l'interferenza del potere civile, non contro la costituzione gerarchica della Chiesa. Tutta la sua azione pastorale appare costantemente inserita nell'esercizio della legittima giurisdizione della sede alessandrina e nella ricerca della comunione con la Sede romana.Le consacrazioni episcopali promosse da Atanasio rappresentavano un atto ordinario di governo ecclesiastico, reso straordinario soltanto dalle condizioni eccezionali create dall'intervento dell'autorità imperiale nelle controversie dottrinali. Atanasio era il legittimo patriarca di Alessandria; le sue consacrazioni avvenivano nell'ambito della sua giurisdizione patriarcale; egli cercò costantemente il sostegno dei Romani Pontefici. Per questo l''esempio di sant'Atanasio rimane uno dei più alti modelli di fedeltà alla Tradizione nei momenti di crisi ecclesiale e non può essere in alcun modo invocato come esempio di disobbedienza alla autorità del Sommo Pontefice, senza contraddire la verità dei fatti e cadere così nella condanna della storia.
Cosa accomuna Fabrizio De André, la nuova Fiat Panda elettrica, il birrificio Angelo Poretti e la passata Pomì? Tutti, in modi diversi, mettono in scena il valore della tradizione dentro un marchio — quello che gli studiosi chiamano brand heritage.Partiamo dal porto di Genova, dove la voce di una venditrice di pesce in dialetto genovese, campionata in "Crêuza de mä", racconta una tradizione viva prima ancora che diventasse un'estetica pubblicitaria. Passiamo per lo spot FIAT con "Al Mio Paese" (Brancale, Levante, DELIA) e la sua cartolina d'Italia, per il "Made in Provincia" di Angelo Poretti e il bar di paese come luogo di comunità, fino a Pomì, che usa la tradizione come base da cui deviare, non come gabbia.Nel mezzo, la domanda vera: quanto di tutto questo è autenticità e quanto è "autenticità ricostruita" (Dean MacCannell)? E se la tradizione, come sosteniamo in puntata, non fosse altro che un'innovazione che ha semplicemente superato la prova del tempo?
La consacrazione di nuovi vescovi da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X riaccende uno dei conflitti più delicati nella Chiesa cattolica. In questo video il prof. Zenone legge, senza commenti personali, un articolo di George Weigel, celebre biografo di san Giovanni Paolo II e autore del volume "Il prossimo papa", nel quale sostiene che la dirigenza della FSSPX contraddica la Scrittura e la Tradizione della Chiesa. Un testo destinato a suscitare un ampio dibattito.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/fede-cultura-di-giovanni-zenone--4079647/support.
Vito Minoia, originario di Conversano ha scelto di dedicare la sua esistenza all'arte del formaggio, trasformando una semplice passione in una vera e propria missione di vita.
Dopo vent'anni anni di assenza, i campi cantonali scout sono tornati in Valposchiavo, richiamando circa 400 giovani da tutto il Grigioni italiano per due fine settimana all'insegna di attività, condivisione e spirito di gruppo. Un evento importante per il movimento, che coinvolge centinaia di ragazzi e numerosi volontari, tra organizzazione e accompagnamento educativo.Dietro il campo di Pentecoste c'è un imponente lavoro preparatorio, durato mesi, sostenuto dall'Associazione Poschiavo Esploratori e da una rete di educatori e volontari. Per molti partecipanti, lo scoutismo rappresenta una vera scuola di vita: si imparano competenze pratiche, dalla costruzione ai nodi, ma anche relazionali, come il lavorare in gruppo e il superare le difficoltà insieme.Nonostante un calo di partecipazione rispetto al passato, dovuto alla crescente concorrenza di altre attività, lo scoutismo continua a distinguersi per il suo approccio educativo inclusivo e per l'assenza di competizione, dove tutti trovano spazio.Un'esperienza che lascia il segno nel tempo, come testimoniano genitori ed ex scout che oggi accompagnano i propri figli nello stesso percorso. Anche nel Moesano il movimento è attivo con una ventina di giovani e propone attività durante tutto l'anno scolastico, culminando nei campi estivi. Un impegno che richiede dedizione, ma che continua a trasmettere valori di responsabilità, solidarietà e rispetto, mantenendo viva una tradizione che guarda al futuro.
Franco Oppo è stato uno dei compositoriitaliani più innovativi e influenti del Novecento, noto per il suo legameprofondo con la musica sarda e per la sua sperimentazione musicale. Nato aNuoro il 2 ottobre 1935, Oppo ha portato avanti una carriera musicale che haspaziato dal neoclassicismo agli orizzonti della musica aleatoria econtemporanea, con uno sguardo attento alle tradizioni popolari e allasemiologia musicale. La sua opera e il suo insegnamento hanno lasciato un'improntaindelebile nel panorama musicale italiano e internazionale.Biografia e formazioneFrancoOppo nacque a Nuoro da Carlo Oppo Villasanta e Olimpia Umana. Cresciuto in unambiente familiare legato alla cultura sarda, ebbe i primi contatti con lamusica tradizionale fin dall'infanzia, grazie anche alla stimolante atmosferadella stazione ferroviaria del Tirso, dove la nonna materna gestiva un punto diristoro. Trasferitosi a Cagliari negli anni Cinquanta, frequentò ilConservatorio "Giovanni Pierluigi da Palestrina", diplomandosi inpianoforte (1958), musica corale e direzione di coro (1960) e composizione(1961).Negli anni successivi approfondì la suaformazione con grandi maestri come Goffredo Petrassi e Giorgio FedericoGhedini, partecipando a corsi di perfezionamento a Venezia, Roma, Varsavia eDarmstadt. La sua traiettoria artistica fu caratterizzata da una ricercacostante fra tradizione e innovazione, sfociata in studi pionieristici sullamusica elettronica, l'aleatorietà e la semiologia musicale, con la formulazionedi una teoria generale del linguaggio musicale e uno studio approfondito sullelauneddas, strumento tipico sardo.Carriera artistica e accademicaDal1965 al 2000 Franco Oppo insegnò composizione e composizione sperimentale alConservatorio di Cagliari, diventando un punto di riferimento per generazionidi giovani musicisti. Parallelamente, compose numerose opere teatrali,sinfoniche, corali e da camera, presentate in diversi continenti, vincendo variconcorsi internazionali di composizione. Nel 1982 fondò e diresse il FestivalSpaziomusica, che portò a Cagliari nomi di rilievo della musica contemporaneamondiale, contribuendo a collocare la Sardegna sulla mappa internazionale dellamusica d'avanguardia.Franco Oppo rappresenta un esempioemblematico di musicista organico, capace di coniugare radici culturaliprofonde e apertura verso le avanguardie sonore. La sua dedizioneall'insegnamento, alla ricerca e alla promozione della musica contemporanea halasciato un'eredità preziosa che continua a influenzare il panorama musicaleitaliano e sardo. Scomparso il 14 gennaio 2016, Oppo rimane una figura chiaveper comprendere il dialogo fra tradizione e modernità nella musica del XXsecolo.
“Sin pedirle permiso al que dirán”, senza chiedere il permesso a ciò che gli altri diranno. È quella vocina che ci fa dire che forse qualcosa non va, che non siamo abbastanza. Succede spesso a chi si occupa di flamenco, ma è normale per tutti nella vita. Il flamenco significa non aver paura di essere ciò che si è, da ogni punto di vista.Se ti filtri attraverso il timore del giudizio altrui (che spesso è il nostro, mascherato perché più facile da accettare), alla persona che ti osserva arriverà una sensazione di “conti che non tornano”: una versione di te purificata e sterilizzata. Il flamenco fa da sempre questo in modo terapeutico, pur senza saperlo.I circuiti cerebrali legati al senso di esclusione sociale e al rilevamento della possibilità di venire esclusi dal gruppo sono gli stessi del dolore fisico. Lo abbiamo sperimentato tutti: l'essere umano è disegnato da Madre Natura per vivere in società. Le zone sollecitate — corteccia cingolata anteriore dorsale, insula, amigdala — elaborano un dolore legato alla nostra stessa sopravvivenza.Il flamenco, nella sua saggezza, sa quanto sia curativo riconoscersi in ciò che si è: sentire che la comunità ci accetta nell'unicità è un vero farmaco neurologico. Nasce storicamente fra persone senza un ruolo sociale da proteggere: gitani, gente di spettacolo, persone che non godevano di buona reputazione. L'urgenza era esprimere ciò che si aveva da dire, senza necessità di compiacere canoni esterni. Fin dall'inizio, ha avuto un ruolo di ribellione e denuncia.Lo scrittore Caballero Bonald definiva la cultura del flamenco come “una protesta senza destinatario”, che esprime il dolore senza chiedere permesso, accettandolo. È un processo che ha profondamente a che fare con l'accettazione e l'integrazione di sé.Il flamenco nasce da una creatività irrefrenabile, ma a un certo punto ha prodotto categorie precise, costituendo una afición. Per garantirne la proliferazione, negli anni 50 Antonio Mairena diede canoni molto rigidi. Mairena influenzò tutti i cantaores a venire, ma alcuni artisti storici dalle voci bellissime si stavano perdendo (grazie alla Sociedad Pizarras per il lavoro di recupero).Nel baile, due figure definirono i canoni: Matilde Coral, che teorizzò per la donna movimenti sinuosi ed eleganti della parte superiore del corpo, e Vicente Escudero, che pubblicò un decalogo per l'uomo (sobrietà, niente fianchi), salvo poi ammettere di non aver mai visto nessuno aderirvi totalmente. Tentarono di salvaguardare una forma d'arte che per natura evolve e si contamina. Questa ricerca di purezza generò però la tendenza a irrigidire: come si fa a “pulire” il flamenco con canoni del balletto classico, che si basa su altro? Il flamenco deve nascere dalle emozioni, non anelare alla perfezione.Queste regole fecero guardare con sospetto innovatori come Paco de Lucía o Camarón, inizialmente considerati traditori. La condanna colpì anche chi rese il flamenco accessibile, come i Ketama, i Pata Negra o oggi Rosalía. In realtà, grazie a loro, il flamenco si è espanso nel mondo.Il flamenco produce appartenenza alla comunità nelle juergas attraverso il jaleo, i segnali di apprezzamento per ciò che è “vero”. Quando non posso essere me stesso ho una zavorra che impedisce di volare: solo quando lo sono mi sento sereno e felice.Sono Sabina Todaro, mi occupo dal 1985 di flamenco e musiche del mondo arabo. Dal 1990 insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance. Mi occupo anche di psicologia, neurologia e neuroscienze, e mi incuriosisce collegare il flamenco a tutto questo. Il concetto del “que dirán” mi accompagna sempre: nata lontano dal suo territorio d'origine, chi mi dà il diritto di insegnarlo? Me ne occupo da 41 anni, non ricordo la mia vita precedente: forse ho guadagnato il diritto di dire che è una seconda natura. Dal 2010 è patrimonio dell'umanità Unesco, che ne salvaguarda lo sviluppo. Nessuno dice che sia lombardo o della Camargue (anche se in minima parte lo è).Il flamenco non ha mai chiesto il permesso di esistere, specialmente di fronte al dolore. È la presenza totale di ciò che si è, sin pedirle permiso al que dirán. Pensarlo aiuta a non occuparsi di quello che la gente potrebbe dire. Sarà, tutto sommato, un problema loro.
Lo storico bar di Brunswick Street celebra 40 anni di attività con il lancio del libro “Marios 40th Anniversary”, ripercorrendo la sua storia e il legame con la comunità.
Conquista ORA il Codice del Masnadiero: https://lorenzomanara.it/il-codice-del-masnadiero/Immaginate un guerriero spietato che, nel pieno della sua forza, decide di sfidare non gli uomini, ma i demoni, tra i laghi neri e le nebbie perenni di una palude infestata. È la storia di un uomo che ha abbandonato il comando di un esercito per affrontare, da solo e nel silenzio più assoluto, creature mostruose pronte a trascinarlo fino alle porte dell'inferno.Questa è la storia di San Guthlac, un uomo che scelse di vivere in completa solitudine nelle paludi di Croyland, in Inghilterra, a caccia di mostri come in una saga fantasy. Un santo, canonizzato, decisamente diverso dai santi cui siamo abituati. Le sue vicende sono narrate dal cronista del XII secolo Orderico Vitale (Historia Ecclesiastica, di Orderico Vitale), da cui ho tratto i dettagli che sto per raccontarvi.
Michela Graziani, Salomé Vuelta Garcìa"Rivisitazioni dell'ebreo e della tradizione biblica"Nella letteratura e nel teatro italo-iberici (secc. XVI-XVIII)Olschki Editorewww.olschki.itLa rappresentazione dell'ebreo come figura dell'alterità è stata presente nella penisola iberica fin dall'epoca medievale, e sempre da tempi remoti tale figura emergeva nell'immaginario letterario iberico in opere polemizzanti, satiriche o moraleggianti. Ma oltre ai testi teatrali e narrativi stereotipati, scritti da autori di origine non ebraica, esisteva una altrettanto vasta e spesso meno conosciuta letteratura giudaica – prodotta da ebrei italiani, spagnoli o portoghesi, da ebrei convertiti (marrani), o in forma anonima – che permette di studiare da una prospettiva diversa la figura dell'ebreo e la sua cultura. Il presente volume esamina le varie raffigurazioni dell'ebreo per la sua natura multisfaccettata e non univoca, e le rivisitazioni della tradizione biblica in ambito letterario e teatrale italiano, portoghese e spagnolo di epoca moderna.Michela Graziani insegna Letteratura Portoghese e Brasiliana all'Università di Firenze. Tra gli studi di epoca moderna, si segnalano i saggi su autori portoghesi del Cinquecento e Seicento. -Salomé Vuelta García insegna Letteratura spagnola all'Università di Firenze. Le sue ricerche vertono sulla ricezione della letteratura spagnola nell'Italia del Seicento e primo Settecento.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Tradizione siciliana e stile di vita australiano: la combinazione migliore per Vince Licata, ascolta la seconda parte della sua intervista.
Benvenuti alla prima puntata della stagione 13 di
Francesca Cupelloni"La tradizione del liber de coquina"I più antichi ricettari italiani di cucina (secc. XIV-XVI).Olschki Editorewww.olschki.itIl volume presenta la nuova edizione dell'intera tradizione, latina e romanza, del Liber de coquina, nota anche come “federiciana” a seguito della suggestiva ipotesi che ne ha collocato la genesi nella Sicilia di Federico II. Una tradizione intrisa di influssi arabi e aperta a suggestioni internazionali, con testi circolanti in alcuni degli ambienti più colti e raffinati d'Europa grazie alla scelta del latino. È infatti secondo la classificazione scientifica degli alimenti che le ricette si suddividono nei due manoscritti più antichi (XIV sec., prima metà), nei quali si rintracciano, sotto la maschera del latino medievale, le prime attestazioni di termini fondativi della geografia e della storia (anche linguistica) della cucina italiana come raviolo, scapece, parmigiana.Francesca Cupelloni è ricercatrice di Linguistica italiana alla Sapienza Università di Roma, dove collabora al consolidamento e all'aggiornamento digitale del progetto ALI – Autografi dei Letterati Italiani, diretto da Matteo Motolese e da Emilio Russo. È stata assegnista di ricerca per il progetto AtLiTeG – Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dall'età medievale all'Unità, diretto da Giovanna Frosini e, per l'unità locale, da Sergio Lubello. Ha recentemente pubblicato il volume La lingua di Antonio Pucci. Indagini su lessico, sintassi e testualità (Cesati, 2022, con prefazione di Luca Serianni).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La cucina italiana è davvero immutabile? Partendo dal libro "Denominazione di origine inventata" di Alberto Grandi, esploriamo il rapporto tra tradizione e sperimentazione. Tra ramen, pizza, ingredienti nativi australiani e carbonara, il punto non è difendere un dogma, ma capire come evolve davvero una cucina.
ALCOLICI E SPIRITS - Conosco Caterina Fiume da anni e nel tempo ne ho osservato da vicino il modo di coniugare visione imprenditoriale, radicamento territoriale e attenzione allo storytelling. Il suo nome è legato alla realtà storica di famiglia, Licor S.r.l. di Putignano, attiva da sessant'anni nel settore dei liquori e degli sciroppi; ma oggi il suo lavoro si concentra su un progetto nuovo, Tamái, nato nel solco di questa tradizione ma con un'identità più contemporanea. L'ho incontrata a Splash, a Bari, dove mi ha parlato della genesi della linea, della sua anima pugliese e delle sfide che accompagnano il lancio di un brand nel mondo beverage.
Monsignor Joseph Strickland lancia un appello duro e diretto: nella crisi della Chiesa non è più tempo di ambiguità, silenzi e rinvii. Davanti alla confusione dottrinale, alla persecuzione della Tradizione e al rischio di capitolazione, ogni cattolico è chiamato a scegliere se restare fedele alla verità, anche quando questo costa. Un testo forte, scomodo e drammatico, che richiama alla preghiera, al coraggio e alla fedeltà alla Croce.
Tre storie di origine indiana divertenti e saggie allo stesso tempo, con protagonisti uomini e animali. Adattamento e lettura di Valter Carignano.ALTRE FIABE INDIANE ➡️ CANALE TELEGRAM. Ogni giorno approfondimenti e curiosità, iscriviti qui: https://t.me/fiabesimboli ➡️ VUOI OFFRIRMI UN CAFFÈ? In tutta sicurezza da 2 euro su PayPalhttps://paypal.me/valtercarignano?country.x=IT&locale.x=it_IT➡️VUOI ABBONARTI?https://www.youtube.com/channel/UCr50NbKMEUrXGlewZIA01YA/join 00:00 introduzione00:21 Gli apprendisti stregoni02:30 le due sorelle07:23 Il potere della verità ©Tutte le fiabe, favole, storie e tutti i contenuti di questo canale sono registrate, depositate e protetti dal diritto d'autore in tutti i Paesi. #fiabe #fiabeindiane #indiantales #india #favole #storieperdormire #audiolibri #fiabetradizionali #kidsandfamily #fairytales #animalstoriesSee omnystudio.com/listener for privacy information.
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Terza parte dell'intervista ad Alessandra Golisano, con da una parte i ricordi della sua famiglia e del suo periodo canoro assieme a Sandro Giacobbe e dall'altra le riflessioni sul suo presente australiano.
Abbonati ed entra nella Masnada! https://lorenzomanara.it/bio/Alla scoperta del De Nugis Curialium di Walter Map, un manoscritto inglese del XII secolo che contiene cronache inquietanti su morti viventi e presenze demoniache. In questo episodio esploreremo le vere origini del mito del non-morto, analizzando tre racconti macabri che hanno fondato il nostro immaginario fantastico ben prima della nascita dei moderni vampiri.Dalla terrificante vicenda del cavaliere William Laudun nel villaggio del Galles, costretto a decapitare un cadavere malvagio che sterminava i vicini col solo richiamo della voce, fino all'incredibile intervento di Carlo Magno e del suo esercito contro i demoni per salvare un chierico avido. Scopriremo come la figura del non-morto che esce dalla tomba fosse già radicata nel folclore medievale, influenzando la cultura popolare attraverso simboli religiosi, rituali di esorcismo fisico e battaglie spirituali tra l'Aldilà e il mondo dei vivi.
Un paese intero che si mobilita, per annunciare e festeggiare il ritorno della primavera: domenica 22 febbraio Recoaro rivive le atmosfere del passato con il tradizionale appuntamento biennale. Saranno ben 74 carri e 1.900 persone le persone in costumi storici che sfileranno per il centro.
Ospite del 193° episodio di Illuminismo Psichedelico – andato in scena dal vivo il 23 gennaio 2026 al Deposito Pontecorvo di San Giuliano Terme (Pisa) – è il chimico Matteo Politi, responsabile dell'area di ricerca e sviluppo del Centro Takiwasi, in Perù. Questa volta, con Matteo, abbiamo parlato di canti medicina, termine ombrello che racchiude tanti tipi di musica e di interpretazioni, mettendo insieme esempi che possono venire da molto lontano, sia nel tempo che nello spazio. In particolare, data l'esperienza sul campo di Politi, abbiamo iniziato ad affrontare il vasto ventaglio di canti medicina e di ikaros tipici dell'area amazzonica. L'etimologia di ikaros è dibattuta ma se letta in Quechua, un po' il latino dei linguaggi del nord dell'Amazzonia, significa "il canto che cura attraverso il soffio del tabacco". Significativo in questo senso è anche il nome stesso di Takiwasi, che vuol dire "la casa che canta" o "la casa del canto". Takiwasi è una comunità terapeutica per il recupero dei tossico-dipendenti che ha integrato pratiche della medicina tradizionale amazzonica con tecniche occidentali come la psicoterapia. Nella puntata abbiamo provato a tracciare alcune differenze tra gli ikaro propriamente detti, più simili a nenie, ricchi di vocalizzi, con tratti che ricordano i mantra e accompagnati da suoni tipici della foresta, come sonagli o foglie che vibrano, e i canti medicina, afferenti alla più comune forma canzone cui siamo abituati e usati per accompagnare e "tenere il campo" durante alcune cerimonie. La puntata si apre e si chiude con l'ascolto di quattro brani. All'inizio sentiamo un canto medicina intitolato "Foy a Jurema", interpretato da Paola. Poi c'è un ikaro composto a Takiwasi, "Ikaro canto a Pintuyacu", scritto e interpretato da Edgardo Taunama. Alla fine della puntata c'è invece un secondo canto medicina, "Jurema Oh Jurema" di Josii Jakecan e interpetato ancora una volta da Paola, mentre in chiusura c'è un ultimo ikaro, "Patuy Patuy" scritto e interpretato da Jacques Mabit, il fondatore di Takiwasi.[In ormai dieci anni di storia, il Deposito Pontecorvo, un noto club della provincia pisana, non aveva mai aperto una serata con un talk, siamo onorati di essere stati invitati per questa prima volta, un ringraziamento particolare va a tutte le numerosissime persone presenti, malgrado un vero e proprio diluvio universale, e infine un grazie speciale anche a Bernardo Bursill Hall, per essere riuscito a fornirci una buona traccia audio nonostante qualche problema tecnico].
Da un piccolo laboratorio artigiano di carpenteria e lattoneria a realtà imprenditoriale passata, in oltre 70 anni, attraverso tre generazioni. Questa è la storia della Sandrini Metalli, azienda specializzata in lamiere grecate, coils, nastri, fogli e soluzioni architettoniche. A crearla, nel 1970, è stato Nazareno Sandrini, assieme al fratello, in provincia di Brescia. Da allora una crescita costante, fino ad avere 160 dipendenti e un fatturato da 130 milioni. A guidarci attraverso il racconto di questa evoluzione è Nazzareno Damioli, attuale direttore generale e Amministratore Delegato (assieme alla madre), nipote del fondatore e rappresentante della terza generazione.
Bentornati! Con questo episodio, inizia la stagione 12 di ITALIANO ON-AIR, che ci accompagnerà da gennaio fino alla fine di marzo, con tanti contenuti pensati per aiutarvi a migliorare il vostro italiano in modo naturale e piacevole.Oggi è il 6 gennaio e qui in Italia si festeggia l'Epifania, una giornata speciale, molto sentita e legata alle tradizioni popolari. Per questo motivo, solo per questa settimana, l'episodio esce proprio oggi anziché il consueto mercoledì. Ma niente paura: dalla prossima settimana torneremo regolarmente con i nostri episodi ogni mercoledì! In questa puntata parliamo dell'Epifania e della Befana
The tradition of the 6th of January |Find the transcriptions of the episodes: https://www.patreon.com/dailyitalianwithelena
In questo articolo parliamo di una delle tradizioni più amate dagli italiani: l'aperitivo! Se stai imparando l'italiano, sicuramente avrai sentito questa parola mille volte. Ma sai davvero cosa significa e perché gli italiani sono così ossessionati da questo momento della giornata? L'APERITIVO: da dove nasce e perché si fa? Che cos'è l'Aperitivo? L'aperitivo è molto più di una semplice bevanda: è un rituale sociale che unisce cibo, drink e compagnia. Tradizionalmente si consuma tra le 18:00 e le 20:00, prima della cena, ed è il momento perfetto per rilassarsi dopo una giornata di lavoro e socializzare con amici o colleghi. Ma attenzione! Non confondere l'aperitivo con l'apericena - una versione moderna e più sostanziosa che può addirittura sostituire la cena! TermineDefinizioneOrarioAperitivoBevanda + stuzzichini leggeri18:00 - 20:00ApericenaAperitivo abbondante che sostituisce la cena19:00 - 21:00 Le Origini: una Storia che Viene da Lontano La storia dell'aperitivo inizia nell'antica Roma, dove si beveva il "mulsum" - una miscela di vino e miele - per stimolare l'appetito prima dei banchetti. Ma il vero padre dell'aperitivo moderno è Antonio Benedetto Carpano, un distillatore torinese che nel 1786 inventò il primo vermouth commerciale nella sua bottega in Piazza Castello a Torino. Curiosità: Si dice che il re Vittorio Amedeo III fosse così innamorato del vermouth di Carpano che mandava i suoi lacchè a comprarlo personalmente! Perché si Chiama "Aperitivo"? La parola "aperitivo" deriva dal latino "aperire", che significa "aprire". Ma cosa si apre esattamente? Lo stomaco e l'appetito! L'idea è che queste bevande, generalmente amare o leggermente alcoliche, stimolino i succhi gastrici e "aprano" l'appetito per il pasto successivo. Gli antichi romani sapevano già quello che la scienza moderna ha confermato: certe sostanze amare effettivamente stimolano la digestione!
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.L'uscita, pochi giorni fa, di Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery (Netflix, 2025) ha riportato sotto i riflettori una delle saghe più sorprendenti del cinema pop contemporaneo. Con il suo terzo capitolo, Knives Out si conferma molto più di una semplice trilogia di gialli in salsa di commedia: un piccolo laboratorio narrativo che usa la forma del whodunit classico per ironizzare sul nostro presente, le sue ipocrisie e le sue ossessioni. Ideata, scritta e diretta da Rian Johnson, la saga ruota attorno alla figura dell'investigatore Benoit Blanc, interpretato da Daniel Craig. Ed è riuscita in un'impresa tutt'altro che scontata: inventare qualcosa di nuovo in un genere super codificato, il giallo. Senza trasformarlo in nostalgia o puro esercizio di stile…“Film”: saghe cinematografiche che portano la dimensione seriale sul grande schermo. Leggi il nostro articolo sul giallo classico e la sua crisi: https://www.mondoserie.it/detective/ Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Le lenticchie sono un alimento tipico italiano, ricco di tradizione, soprattutto a Capodanno. Mangiarle il 31 dicembre è considerato un gesto portafortuna che richiama antiche usanze romane.Start learning Italian today!1. Explore more simple Italian lessons: https://italianmatters.com/2202. Download the Italian Verb Conjugation Blueprint: https://bit.ly/freebieverbblueprint3. Subscribe to the YouTube lessons: https://www.youtube.com/italianmattersThe goal of the Italian Matters Language and Culture School is to help English speakers build fluency and confidence to speak the Italian language through support, feedback, and accountability. The primary focus is on empowering Italian learners to speak clearly and sound natural so they can easily have conversations in Italian. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Dal profumo intenso delle spezie orientali alle nostre cucine e persino negli integratori: la curcuma è molto più di una moda. In questa puntata di Obiettivo Salute risveglio, con il professor Alessandro Colletti, esperto di nutraceutica dell'Università di Torino, scopriamo cosa dice la scienza sui suoi benefici, come riconoscerne la qualità e in quali casi può essere davvero utile. Tradizione, gusto e salute si incontrano in una spezia che affascina... da millenni.
Al Segmento Tarantella Festival 2025 parteciperanno alcuni ospiti dall'Italia: abbiamo accolto in studio Ciccio Nucera e alcuni componenti del Sabatum Quartet.
Indigenous Australian athletes have long inspired the nation, uniting communities and shaping our identity. Olympian Kyle Vander-Kuyp and Matildas goalkeeper Lydia Williams are two such Indigenous athletes that have shaped our national identity. Their stories show the power of sport to foster inclusion, equality, and pride for future generations. - Gli atleti indigeni australiani ispirano da tempo la nazione, unendo comunità e plasmando la nostra identità. L'olimpionico Kyle Vander-Kuyp e la portiera delle Matildas, Lydia Williams, sono due esempi di sportivi indigeni che hanno contribuito a definire l'identità nazionale. Le loro storie dimostrano il potere dello sport nel promuovere inclusione, uguaglianza e orgoglio per le future generazioni.
Negli anni Settanta e Ottanta, l'Italia visse profondi cambiamenti sociali e culturali. Nonostante le tensioni politiche degli “anni di piombo”, nacquero nuove culture giovanili, cambiamenti nei costumi familiari e una grande fioritura artistica. Per chi studia l'italiano, conoscere questo periodo è fondamentale per capire l'identità italiana di oggi. L'Italia negli Anni '70 e '80: Un Viaggio nella Vita, Musica, Cultura e Famiglia del Belpaese La Vita Quotidiana tra Tradizione e Cambiamento La vita quotidiana degli italiani negli anni Settanta subì trasformazioni epocali. Il tradizionale modello di famiglia patriarcale iniziò a essere messo in discussione, mentre le donne conquistavano sempre maggiori spazi nella società. Nel 1975 fu approvata la riforma del diritto di famiglia, che riconobbe la parità tra coniugi e introdusse il concetto di potestà genitoriale condivisa. Le case italiane si riempirono di nuovi elettrodomestici: la lavatrice divenne comune anche nelle famiglie della classe media, mentre la televisione a colori iniziò a diffondersi alla fine del decennio. Il telefono fisso diventò un simbolo di status sociale, e molte famiglie facevano la fila per installarlo. Le cucine si modernizzarono con l'arrivo del frigorifero con freezer e dei primi forni a microonde, anche se questi ultimi rimanevano ancora un lusso per pochi. Un esempio tipico di giornata familiare negli anni Settanta iniziava con il caffè del mattino preparato con la moka Bialetti, diventata un'icona del design italiano. I bambini andavano a scuola spesso accompagnati a piedi dalle madri, mentre i padri si recavano al lavoro in Fiat 500 o 126, le automobili più popolari dell'epoca. La spesa si faceva ancora nei negozi di quartiere: dal fornaio per il pane fresco, dal macellaio per la carne, dal fruttivendolo per verdure e frutta di stagione. Una tipica conversazione dal fruttivendolo: "Buongiorno signora Maria, oggi cosa le servo?" - "Mi dia due chili di arance, un chilo di mele e mezzo chilo di banane, per favore." - "Ecco a Lei, sono 3.500 lire in totale." Notate come si usava ancora la lira italiana e i rapporti erano molto personali e cordiali. Quando arrivava un ospite inaspettato, era comune dire: "Ti faccio subito un caffè!" L'ospitalità italiana prevedeva sempre l'offerta immediata di caffè o qualcosa da mangiare. Era considerato maleducato non accettare almeno un caffè, anche se non si aveva voglia. La Rivoluzione Musicale: Dal Beat alla Nuova Canzone Italiana La musica italiana degli anni Settanta visse una vera e propria rivoluzione. Nacque il fenomeno dei cantautori, artisti che scrivevano e interpretavano le proprie canzoni, spesso con testi di forte impegno sociale e politico. Fabrizio De André pubblicò album leggendari come "Non al denaro non all'amore né al cielo" (1971) e "Rimini" (1978), raccontando storie di emarginati e outsider con una poesia che elevava la canzone a forma d'arte letteraria. Francesco Guccini divenne la voce della generazione del Sessantotto con brani come "Dio è morto" e "Locomotive", mentre Lucio Battisti rivoluzionò il pop italiano con melodie innovative e arrangiamenti sofisticati in collaborazione con il paroliere Giulio Rapetti, noto come Mogol. Canzoni come "Il mio canto libero" (1972) e "Amarsi un po'" (1977) entrarono nell'immaginario collettivo italiano. Gli anni Ottanta portarono una nuova ondata di energia con l'arrivo della new wave italiana. Vasco Rossi esplose sulla scena con "Colpa d'Alfredo" (1980) e "Vita spericolata" (1983), diventando l'idolo dei giovani con il suo rock anticonformista. Renato Zero conquistò il pubblico con spettacoli teatrali e costumi stravaganti, mentre gruppi come i Litfiba e gli Skiantos portarono il punk rock in Italia. La musica leggera trovò nuovi protagonisti in Adriano Celentano, che negli anni Settanta si reinventò come showman televisivo, e in Mina, considerata ancora oggi una delle voci più importanti della stori...
La voce avvolgente di Bea Dummer ci accompagna in un episodio alla scoperta della storia di questa giovane cantante che ha viaggiato dal Brasile, agli Stati Uniti e adesso vive in Italia. A Torino Bea ha unito l'amore per la musica e quello per l'Italia. Ha studiato italiano presso la nostra scuola di Torino e adesso, oltre a proseguire con la carriera musicale, sta condividendo la sua esperienza italiana con il giornale la Gazeta del Sud, raccontando il Belpaese agli amici brasiliani, con un occhio di riguardo a tutti i discendenti Italiani in Brasile. E naturalmente scoprendo anche le canzoni italiane più tradizionali...
Con la scomparsa di Papa Francesco, si apre un periodo in cui verrà scelto il suo successore. In questo episodio vi porteremo alla scoperta del "conclave", dei suoi protagonisti e dei suoi riti, fino all'espressione latina "Habemus Papam".
In questa puntata vi raccontiamo la tradizione fiorentina dello scoppio del carro, uno spettacolo pirotecnico che prende luogo la domenica di Pasqua nella Piazza più famosa di Firenze: Piazza del Duomo. Il carro viene incendiato da una colomba meccanica che parte dall'altare della Cattedrale. A seconda se la colombina riesce a fare per intero il suo percorso si prospetta un buon anno o un cattivo anno per Firenze.
Il 19 marzo in Italia si festeggia, oltre alla Festa del Papà, San Giuseppe, protettore dei falegnami, dei poveri e degli orfani. Ma che cos'è un Santo Protettore? Lo scoprirete in questa puntata dove si parlerà di "riti", "ricorrenze" e soprattutto dei dolci tipici di questa festività, che cambiano di regione in regione.Ad esempio a Roma abbiamo "San Giuseppe frittellaro" come potete leggere sul nostro blog!
Scopriamo insieme la maschera del carnevale torinese famosa in tutto il mondo per aver dato il nome ai "gianduiotti", fra i più celebri cioccolatini d'Italia. Gianduja ha una storia travagliata, insieme ai suoi creatori, venne esiliato da Torino durante l'occupazione napoleonica, e diventerà un simbolo per il Risorgimento e per tutte quelle persone che desideravano e lottavano per l'Unità d'Italia.
Per prima cosa parleremo degli eventi di attualità che hanno fatto maggior notizia questa settimana. Inizieremo con la commemorazione dell'80° anniversario della liberazione di Auschwitz da parte dell'Armata Rossa. Nel famigerato campo di concentramento, durante l'Olocausto, furono uccise ben 1,1 milioni di persone, principalmente ebrei. Quindi, approfondiremo il significato del discorso che il miliardario americano, Elon Musk, ha tenuto al raduno del partito di estrema Destra, Alternativa per la Germania (AfD). La conversazione successiva riguarderà il ritiro degli Stati Uniti dall'Organizzazione mondiale della sanità e il significato che quest'azione riveste per l'UE. Infine, esamineremo la decisione di un rinomato chef francese di vietare agli ispettori Michelin l'ingresso nel suo ristorante. La seconda parte del programma è dedicata alla cultura e alla grammatica italiana. Il nostro primo dialogo conterrà molti esempi dell'argomento grammaticale di oggi - Compound Nouns: Verbs + Nouns. E l'ultimo dialogo sarà ricco di esempi dell'espressione italiana: Non ci piove. - Una cerimonia solenne per commemorare la liberazione di Auschwitz - Elon Musk interviene a un raduno del partito di estrema destra in Germania - Quali saranno le conseguenze per l'UE del ritiro degli Stati Uniti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità? - Il celebre chef francese vieta agli ispettori Michelin l'ingresso nel suo ristorante - Pompei stupisce ancora: scoperte terme private da sogno - Tradizione o cambiamento? Il destino incerto del Festival di Sanremo
Chiara Barbera ha fondato "Vera Italia", una piattaforma che offre ai turisti esperienze autentiche delle tradizioni italiane, attraverso attività con artigiani, contadini e custodi del patrimonio.
In questo articolo vi porto in un viaggio attraverso l'umorismo italiano, esplorando i meme più divertenti che raccontano con ironia la vita, le abitudini e le passioni di questo meraviglioso Paese. Ma Perché i meme sono importanti? Non sono solo divertenti, ma anche un riflesso della cultura e della lingua italiana. Preparatevi a ridere e a scoprire qualcosa in più sull'Italia! I Meme Più Ironici Made in Italy Un meme è molto più di un'immagine con una frase ironica. È uno specchio che riflette stereotipi, tradizioni e situazioni quotidiane in modo esilarante. Gli italiani, maestri nell'arte dell'ironia, hanno creato meme che sono vere perle di creatività. 1. Vintage: Il sinonimo di vecchio alla moda Un esempio perfetto dell'eleganza linguistica italiana. Non è “vecchio”, è chic e alla moda! 2. Le porzioni delle nonne italiane: “A sentimento” Se hai una nonna italiana, sai che loro l'affetto lo dimostrano con le porzioni, sempre rigorosamente abbondanti. 3. Felicità in Italia = Cibo Per gli italiani, la felicità è sempre legata al cibo. Lasagna, pizza margherita, tiramisù e carbonara prima di tutto il resto. E come dargli torto? 4. Dante e i dolci: Letteratura in chiave ironica Chi avrebbe mai immaginato che Dante potesse diventare il protagonista di un meme sui dolci? “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita” diventa “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai nvassoiu di pasticcini tra le dita... e fu così che la mia dieta fu smarrita”. 5. Pizza: L'amore italiano per eccellenza La pizza non è solo un alimento, è un simbolo nazionale. E ogni scusa è buona per celebrarla! 6. Cambia la dimensione, non l'essenza Cambia la dimensione dei pezzi… ma non della pizza! Che sia grande o piccola, la pizza resta sempre perfetta. 7. Nutella a colazione: Il buongiorno si vede dal mattino Per molti italiani, la colazione non è completa senza un cucchiaio di Nutella. 8. La piramide… all'italiana! Un meme che reinterpreta la classica piramide con un tocco di ironia tricolore. 9. Il dialetto: Tradizione che vive I nonni italiani parlano spesso in dialetto. Ma l'India non c'entra nulla! 10. Ciao Ciao! Talvolta, i saluti alla fine di una telefonata sono più lunghi della telefonata stessa... 11. Gli italiani all'estero: Uniti nella patria lontana Quando due gruppi di italiani si incontrano all'estero, è subito festa. La patria li unisce! 12. Spericolati al volante Gli italiani sono famosi per essere spericolati alla guida. Ironia o realtà? Forse entrambe. 13. Il nemico del mio nemico… è il mio amico Un proverbio italiano trasformato in meme con un tocco di saggezza popolare. Ovviamente, è legato al calcio! 14. Il congiuntivo: Questo sconosciuto! La grammatica italiana può essere complicata, ma il congiuntivo resta un mistero anche per molti madrelingua. 15. La Divina Commedia: la Lingua dell'Aldilà Un riferimento all'opera di Dante Alighieri, che si presta a infinite parodie: qual è la lingua che si parla nell'aldilà? Il volgare fiorentino ovviamente. 16. Politica italiana: Polemiche senza fine Gli italiani criticano spesso il loro sistema di governo, ma senza proporre soluzioni concrete. Un meme che fa riflettere con il sorriso. 17. La pizza è sacra! Ananas sulla pizza? Non in Italia! Quella è considerata violenza! 18. Il formaggio sulla pasta: Una regola non scritta Il formaggio è un condimento imprescindibile per gli italiani. Un'abitudine culinaria che nessuno osa mettere in discussione. Vuoi fare lezioni di italiano con i nostri insegnanti madrelingua qualificati? Acquista il tuo pacchetto di Italiano Intensivo! Con questi 18 meme italiani, abbiamo esplorato l'ironia,
Dai nostri archivi, una serata al club che si trova a Epping, a nord di Melbourne.
Viola Buitoni, chef, scrittrice gastronomica e insegnante di cucina, sta per arrivare in Australia per presentare il suo libro e altri eventi, in occasione della IX edizione della Settimana della cucina italiana nel mondo, che si svolgerà dal 16 al 22 novembre.
Tradizione da preservare o da cancellare? Come ogni anno, la Melbourne Cup riapre la querelle sulle corse dei cavalli.