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Vito Minoia, originario di Conversano ha scelto di dedicare la sua esistenza all'arte del formaggio, trasformando una semplice passione in una vera e propria missione di vita.
Dopo vent'anni anni di assenza, i campi cantonali scout sono tornati in Valposchiavo, richiamando circa 400 giovani da tutto il Grigioni italiano per due fine settimana all'insegna di attività, condivisione e spirito di gruppo. Un evento importante per il movimento, che coinvolge centinaia di ragazzi e numerosi volontari, tra organizzazione e accompagnamento educativo.Dietro il campo di Pentecoste c'è un imponente lavoro preparatorio, durato mesi, sostenuto dall'Associazione Poschiavo Esploratori e da una rete di educatori e volontari. Per molti partecipanti, lo scoutismo rappresenta una vera scuola di vita: si imparano competenze pratiche, dalla costruzione ai nodi, ma anche relazionali, come il lavorare in gruppo e il superare le difficoltà insieme.Nonostante un calo di partecipazione rispetto al passato, dovuto alla crescente concorrenza di altre attività, lo scoutismo continua a distinguersi per il suo approccio educativo inclusivo e per l'assenza di competizione, dove tutti trovano spazio.Un'esperienza che lascia il segno nel tempo, come testimoniano genitori ed ex scout che oggi accompagnano i propri figli nello stesso percorso. Anche nel Moesano il movimento è attivo con una ventina di giovani e propone attività durante tutto l'anno scolastico, culminando nei campi estivi. Un impegno che richiede dedizione, ma che continua a trasmettere valori di responsabilità, solidarietà e rispetto, mantenendo viva una tradizione che guarda al futuro.
Franco Oppo è stato uno dei compositoriitaliani più innovativi e influenti del Novecento, noto per il suo legameprofondo con la musica sarda e per la sua sperimentazione musicale. Nato aNuoro il 2 ottobre 1935, Oppo ha portato avanti una carriera musicale che haspaziato dal neoclassicismo agli orizzonti della musica aleatoria econtemporanea, con uno sguardo attento alle tradizioni popolari e allasemiologia musicale. La sua opera e il suo insegnamento hanno lasciato un'improntaindelebile nel panorama musicale italiano e internazionale.Biografia e formazioneFrancoOppo nacque a Nuoro da Carlo Oppo Villasanta e Olimpia Umana. Cresciuto in unambiente familiare legato alla cultura sarda, ebbe i primi contatti con lamusica tradizionale fin dall'infanzia, grazie anche alla stimolante atmosferadella stazione ferroviaria del Tirso, dove la nonna materna gestiva un punto diristoro. Trasferitosi a Cagliari negli anni Cinquanta, frequentò ilConservatorio "Giovanni Pierluigi da Palestrina", diplomandosi inpianoforte (1958), musica corale e direzione di coro (1960) e composizione(1961).Negli anni successivi approfondì la suaformazione con grandi maestri come Goffredo Petrassi e Giorgio FedericoGhedini, partecipando a corsi di perfezionamento a Venezia, Roma, Varsavia eDarmstadt. La sua traiettoria artistica fu caratterizzata da una ricercacostante fra tradizione e innovazione, sfociata in studi pionieristici sullamusica elettronica, l'aleatorietà e la semiologia musicale, con la formulazionedi una teoria generale del linguaggio musicale e uno studio approfondito sullelauneddas, strumento tipico sardo.Carriera artistica e accademicaDal1965 al 2000 Franco Oppo insegnò composizione e composizione sperimentale alConservatorio di Cagliari, diventando un punto di riferimento per generazionidi giovani musicisti. Parallelamente, compose numerose opere teatrali,sinfoniche, corali e da camera, presentate in diversi continenti, vincendo variconcorsi internazionali di composizione. Nel 1982 fondò e diresse il FestivalSpaziomusica, che portò a Cagliari nomi di rilievo della musica contemporaneamondiale, contribuendo a collocare la Sardegna sulla mappa internazionale dellamusica d'avanguardia.Franco Oppo rappresenta un esempioemblematico di musicista organico, capace di coniugare radici culturaliprofonde e apertura verso le avanguardie sonore. La sua dedizioneall'insegnamento, alla ricerca e alla promozione della musica contemporanea halasciato un'eredità preziosa che continua a influenzare il panorama musicaleitaliano e sardo. Scomparso il 14 gennaio 2016, Oppo rimane una figura chiaveper comprendere il dialogo fra tradizione e modernità nella musica del XXsecolo.
“Sin pedirle permiso al que dirán”, senza chiedere il permesso a ciò che gli altri diranno. È quella vocina che ci fa dire che forse qualcosa non va, che non siamo abbastanza. Succede spesso a chi si occupa di flamenco, ma è normale per tutti nella vita. Il flamenco significa non aver paura di essere ciò che si è, da ogni punto di vista.Se ti filtri attraverso il timore del giudizio altrui (che spesso è il nostro, mascherato perché più facile da accettare), alla persona che ti osserva arriverà una sensazione di “conti che non tornano”: una versione di te purificata e sterilizzata. Il flamenco fa da sempre questo in modo terapeutico, pur senza saperlo.I circuiti cerebrali legati al senso di esclusione sociale e al rilevamento della possibilità di venire esclusi dal gruppo sono gli stessi del dolore fisico. Lo abbiamo sperimentato tutti: l'essere umano è disegnato da Madre Natura per vivere in società. Le zone sollecitate — corteccia cingolata anteriore dorsale, insula, amigdala — elaborano un dolore legato alla nostra stessa sopravvivenza.Il flamenco, nella sua saggezza, sa quanto sia curativo riconoscersi in ciò che si è: sentire che la comunità ci accetta nell'unicità è un vero farmaco neurologico. Nasce storicamente fra persone senza un ruolo sociale da proteggere: gitani, gente di spettacolo, persone che non godevano di buona reputazione. L'urgenza era esprimere ciò che si aveva da dire, senza necessità di compiacere canoni esterni. Fin dall'inizio, ha avuto un ruolo di ribellione e denuncia.Lo scrittore Caballero Bonald definiva la cultura del flamenco come “una protesta senza destinatario”, che esprime il dolore senza chiedere permesso, accettandolo. È un processo che ha profondamente a che fare con l'accettazione e l'integrazione di sé.Il flamenco nasce da una creatività irrefrenabile, ma a un certo punto ha prodotto categorie precise, costituendo una afición. Per garantirne la proliferazione, negli anni 50 Antonio Mairena diede canoni molto rigidi. Mairena influenzò tutti i cantaores a venire, ma alcuni artisti storici dalle voci bellissime si stavano perdendo (grazie alla Sociedad Pizarras per il lavoro di recupero).Nel baile, due figure definirono i canoni: Matilde Coral, che teorizzò per la donna movimenti sinuosi ed eleganti della parte superiore del corpo, e Vicente Escudero, che pubblicò un decalogo per l'uomo (sobrietà, niente fianchi), salvo poi ammettere di non aver mai visto nessuno aderirvi totalmente. Tentarono di salvaguardare una forma d'arte che per natura evolve e si contamina. Questa ricerca di purezza generò però la tendenza a irrigidire: come si fa a “pulire” il flamenco con canoni del balletto classico, che si basa su altro? Il flamenco deve nascere dalle emozioni, non anelare alla perfezione.Queste regole fecero guardare con sospetto innovatori come Paco de Lucía o Camarón, inizialmente considerati traditori. La condanna colpì anche chi rese il flamenco accessibile, come i Ketama, i Pata Negra o oggi Rosalía. In realtà, grazie a loro, il flamenco si è espanso nel mondo.Il flamenco produce appartenenza alla comunità nelle juergas attraverso il jaleo, i segnali di apprezzamento per ciò che è “vero”. Quando non posso essere me stesso ho una zavorra che impedisce di volare: solo quando lo sono mi sento sereno e felice.Sono Sabina Todaro, mi occupo dal 1985 di flamenco e musiche del mondo arabo. Dal 1990 insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance. Mi occupo anche di psicologia, neurologia e neuroscienze, e mi incuriosisce collegare il flamenco a tutto questo. Il concetto del “que dirán” mi accompagna sempre: nata lontano dal suo territorio d'origine, chi mi dà il diritto di insegnarlo? Me ne occupo da 41 anni, non ricordo la mia vita precedente: forse ho guadagnato il diritto di dire che è una seconda natura. Dal 2010 è patrimonio dell'umanità Unesco, che ne salvaguarda lo sviluppo. Nessuno dice che sia lombardo o della Camargue (anche se in minima parte lo è).Il flamenco non ha mai chiesto il permesso di esistere, specialmente di fronte al dolore. È la presenza totale di ciò che si è, sin pedirle permiso al que dirán. Pensarlo aiuta a non occuparsi di quello che la gente potrebbe dire. Sarà, tutto sommato, un problema loro.
Lo storico bar di Brunswick Street celebra 40 anni di attività con il lancio del libro “Marios 40th Anniversary”, ripercorrendo la sua storia e il legame con la comunità.
Conquista ORA il Codice del Masnadiero: https://lorenzomanara.it/il-codice-del-masnadiero/Immaginate un guerriero spietato che, nel pieno della sua forza, decide di sfidare non gli uomini, ma i demoni, tra i laghi neri e le nebbie perenni di una palude infestata. È la storia di un uomo che ha abbandonato il comando di un esercito per affrontare, da solo e nel silenzio più assoluto, creature mostruose pronte a trascinarlo fino alle porte dell'inferno.Questa è la storia di San Guthlac, un uomo che scelse di vivere in completa solitudine nelle paludi di Croyland, in Inghilterra, a caccia di mostri come in una saga fantasy. Un santo, canonizzato, decisamente diverso dai santi cui siamo abituati. Le sue vicende sono narrate dal cronista del XII secolo Orderico Vitale (Historia Ecclesiastica, di Orderico Vitale), da cui ho tratto i dettagli che sto per raccontarvi.
Michela Graziani, Salomé Vuelta Garcìa"Rivisitazioni dell'ebreo e della tradizione biblica"Nella letteratura e nel teatro italo-iberici (secc. XVI-XVIII)Olschki Editorewww.olschki.itLa rappresentazione dell'ebreo come figura dell'alterità è stata presente nella penisola iberica fin dall'epoca medievale, e sempre da tempi remoti tale figura emergeva nell'immaginario letterario iberico in opere polemizzanti, satiriche o moraleggianti. Ma oltre ai testi teatrali e narrativi stereotipati, scritti da autori di origine non ebraica, esisteva una altrettanto vasta e spesso meno conosciuta letteratura giudaica – prodotta da ebrei italiani, spagnoli o portoghesi, da ebrei convertiti (marrani), o in forma anonima – che permette di studiare da una prospettiva diversa la figura dell'ebreo e la sua cultura. Il presente volume esamina le varie raffigurazioni dell'ebreo per la sua natura multisfaccettata e non univoca, e le rivisitazioni della tradizione biblica in ambito letterario e teatrale italiano, portoghese e spagnolo di epoca moderna.Michela Graziani insegna Letteratura Portoghese e Brasiliana all'Università di Firenze. Tra gli studi di epoca moderna, si segnalano i saggi su autori portoghesi del Cinquecento e Seicento. -Salomé Vuelta García insegna Letteratura spagnola all'Università di Firenze. Le sue ricerche vertono sulla ricezione della letteratura spagnola nell'Italia del Seicento e primo Settecento.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Tradizione siciliana e stile di vita australiano: la combinazione migliore per Vince Licata, ascolta la seconda parte della sua intervista.
Benvenuti alla prima puntata della stagione 13 di
Francesca Cupelloni"La tradizione del liber de coquina"I più antichi ricettari italiani di cucina (secc. XIV-XVI).Olschki Editorewww.olschki.itIl volume presenta la nuova edizione dell'intera tradizione, latina e romanza, del Liber de coquina, nota anche come “federiciana” a seguito della suggestiva ipotesi che ne ha collocato la genesi nella Sicilia di Federico II. Una tradizione intrisa di influssi arabi e aperta a suggestioni internazionali, con testi circolanti in alcuni degli ambienti più colti e raffinati d'Europa grazie alla scelta del latino. È infatti secondo la classificazione scientifica degli alimenti che le ricette si suddividono nei due manoscritti più antichi (XIV sec., prima metà), nei quali si rintracciano, sotto la maschera del latino medievale, le prime attestazioni di termini fondativi della geografia e della storia (anche linguistica) della cucina italiana come raviolo, scapece, parmigiana.Francesca Cupelloni è ricercatrice di Linguistica italiana alla Sapienza Università di Roma, dove collabora al consolidamento e all'aggiornamento digitale del progetto ALI – Autografi dei Letterati Italiani, diretto da Matteo Motolese e da Emilio Russo. È stata assegnista di ricerca per il progetto AtLiTeG – Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dall'età medievale all'Unità, diretto da Giovanna Frosini e, per l'unità locale, da Sergio Lubello. Ha recentemente pubblicato il volume La lingua di Antonio Pucci. Indagini su lessico, sintassi e testualità (Cesati, 2022, con prefazione di Luca Serianni).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La cucina italiana è davvero immutabile? Partendo dal libro "Denominazione di origine inventata" di Alberto Grandi, esploriamo il rapporto tra tradizione e sperimentazione. Tra ramen, pizza, ingredienti nativi australiani e carbonara, il punto non è difendere un dogma, ma capire come evolve davvero una cucina.
ALCOLICI E SPIRITS - Conosco Caterina Fiume da anni e nel tempo ne ho osservato da vicino il modo di coniugare visione imprenditoriale, radicamento territoriale e attenzione allo storytelling. Il suo nome è legato alla realtà storica di famiglia, Licor S.r.l. di Putignano, attiva da sessant'anni nel settore dei liquori e degli sciroppi; ma oggi il suo lavoro si concentra su un progetto nuovo, Tamái, nato nel solco di questa tradizione ma con un'identità più contemporanea. L'ho incontrata a Splash, a Bari, dove mi ha parlato della genesi della linea, della sua anima pugliese e delle sfide che accompagnano il lancio di un brand nel mondo beverage.
Monsignor Joseph Strickland lancia un appello duro e diretto: nella crisi della Chiesa non è più tempo di ambiguità, silenzi e rinvii. Davanti alla confusione dottrinale, alla persecuzione della Tradizione e al rischio di capitolazione, ogni cattolico è chiamato a scegliere se restare fedele alla verità, anche quando questo costa. Un testo forte, scomodo e drammatico, che richiama alla preghiera, al coraggio e alla fedeltà alla Croce.
Tre storie di origine indiana divertenti e saggie allo stesso tempo, con protagonisti uomini e animali. Adattamento e lettura di Valter Carignano.ALTRE FIABE INDIANE ➡️ CANALE TELEGRAM. Ogni giorno approfondimenti e curiosità, iscriviti qui: https://t.me/fiabesimboli ➡️ VUOI OFFRIRMI UN CAFFÈ? In tutta sicurezza da 2 euro su PayPalhttps://paypal.me/valtercarignano?country.x=IT&locale.x=it_IT➡️VUOI ABBONARTI?https://www.youtube.com/channel/UCr50NbKMEUrXGlewZIA01YA/join 00:00 introduzione00:21 Gli apprendisti stregoni02:30 le due sorelle07:23 Il potere della verità ©Tutte le fiabe, favole, storie e tutti i contenuti di questo canale sono registrate, depositate e protetti dal diritto d'autore in tutti i Paesi. #fiabe #fiabeindiane #indiantales #india #favole #storieperdormire #audiolibri #fiabetradizionali #kidsandfamily #fairytales #animalstoriesSee omnystudio.com/listener for privacy information.
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Terza parte dell'intervista ad Alessandra Golisano, con da una parte i ricordi della sua famiglia e del suo periodo canoro assieme a Sandro Giacobbe e dall'altra le riflessioni sul suo presente australiano.
Abbonati ed entra nella Masnada! https://lorenzomanara.it/bio/Alla scoperta del De Nugis Curialium di Walter Map, un manoscritto inglese del XII secolo che contiene cronache inquietanti su morti viventi e presenze demoniache. In questo episodio esploreremo le vere origini del mito del non-morto, analizzando tre racconti macabri che hanno fondato il nostro immaginario fantastico ben prima della nascita dei moderni vampiri.Dalla terrificante vicenda del cavaliere William Laudun nel villaggio del Galles, costretto a decapitare un cadavere malvagio che sterminava i vicini col solo richiamo della voce, fino all'incredibile intervento di Carlo Magno e del suo esercito contro i demoni per salvare un chierico avido. Scopriremo come la figura del non-morto che esce dalla tomba fosse già radicata nel folclore medievale, influenzando la cultura popolare attraverso simboli religiosi, rituali di esorcismo fisico e battaglie spirituali tra l'Aldilà e il mondo dei vivi.
Un paese intero che si mobilita, per annunciare e festeggiare il ritorno della primavera: domenica 22 febbraio Recoaro rivive le atmosfere del passato con il tradizionale appuntamento biennale. Saranno ben 74 carri e 1.900 persone le persone in costumi storici che sfileranno per il centro.
Scopri la leggenda di Melusina, la misteriosa donna drago che ha ossessionato il folklore medievale per secoli. In questo episodio esploriamo la cronaca di Walter Map del XII secolo, che narra la storia di Haymo Dentatus, un nobile guerriero normanno che incontrò una bellissima principessa straniera nel cuore di un bosco buio, ignaro della terribile maledizione che pesava su di lei.Il racconto ci porta nella Normandia dell'anno 1047, tra rivolte di cavalieri e castelli infestati da segreti inconfessabili. Vedremo come la sposa perfetta di Aimone nascondesse una natura demoniaca, rivelata solo dal divieto di essere vista durante il bagno o nei momenti più sacri della messa. Analizziamo i simbolismi del mezzogiorno, l'ora del potere demoniaco, e la trasformazione mostruosa in drago che ha dato origine al mito dei Lusignano e alle varianti letterarie di Jean d'Arras.È possibile che una discendenza mostruosa viva ancora oggi tra noi? Un viaggio tra storia medievale, creature soprannaturali e manoscritti autentici per svelare chi era davvero la "dracontigena" che ha terrorizzato e affascinato l'Europa.Lorenzo Manara è scrittore di libri storici e fantasy. Acquista subito i miei romanzi!
Ospite del 193° episodio di Illuminismo Psichedelico – andato in scena dal vivo il 23 gennaio 2026 al Deposito Pontecorvo di San Giuliano Terme (Pisa) – è il chimico Matteo Politi, responsabile dell'area di ricerca e sviluppo del Centro Takiwasi, in Perù. Questa volta, con Matteo, abbiamo parlato di canti medicina, termine ombrello che racchiude tanti tipi di musica e di interpretazioni, mettendo insieme esempi che possono venire da molto lontano, sia nel tempo che nello spazio. In particolare, data l'esperienza sul campo di Politi, abbiamo iniziato ad affrontare il vasto ventaglio di canti medicina e di ikaros tipici dell'area amazzonica. L'etimologia di ikaros è dibattuta ma se letta in Quechua, un po' il latino dei linguaggi del nord dell'Amazzonia, significa "il canto che cura attraverso il soffio del tabacco". Significativo in questo senso è anche il nome stesso di Takiwasi, che vuol dire "la casa che canta" o "la casa del canto". Takiwasi è una comunità terapeutica per il recupero dei tossico-dipendenti che ha integrato pratiche della medicina tradizionale amazzonica con tecniche occidentali come la psicoterapia. Nella puntata abbiamo provato a tracciare alcune differenze tra gli ikaro propriamente detti, più simili a nenie, ricchi di vocalizzi, con tratti che ricordano i mantra e accompagnati da suoni tipici della foresta, come sonagli o foglie che vibrano, e i canti medicina, afferenti alla più comune forma canzone cui siamo abituati e usati per accompagnare e "tenere il campo" durante alcune cerimonie. La puntata si apre e si chiude con l'ascolto di quattro brani. All'inizio sentiamo un canto medicina intitolato "Foy a Jurema", interpretato da Paola. Poi c'è un ikaro composto a Takiwasi, "Ikaro canto a Pintuyacu", scritto e interpretato da Edgardo Taunama. Alla fine della puntata c'è invece un secondo canto medicina, "Jurema Oh Jurema" di Josii Jakecan e interpetato ancora una volta da Paola, mentre in chiusura c'è un ultimo ikaro, "Patuy Patuy" scritto e interpretato da Jacques Mabit, il fondatore di Takiwasi.[In ormai dieci anni di storia, il Deposito Pontecorvo, un noto club della provincia pisana, non aveva mai aperto una serata con un talk, siamo onorati di essere stati invitati per questa prima volta, un ringraziamento particolare va a tutte le numerosissime persone presenti, malgrado un vero e proprio diluvio universale, e infine un grazie speciale anche a Bernardo Bursill Hall, per essere riuscito a fornirci una buona traccia audio nonostante qualche problema tecnico].
La cucina italiana rende patriottici anche i meno inclini di noi a esserlo. Quando recentemente l'Unesco l'ha riconosciuta patrimonio immateriale dell'umanità forse avete vissuto un moto d'orgoglio anche voi. Ma è tutto davvero così italiano e tradizionale? Non vogliamo fare i guastafeste ma raccontarvi la realtà storica di pasta, ragù, pizza e molto altro. Scriveteci all'indirizzo segnalazioni@facta.news o segnalateci le notizie che volete verificare al numero 3421829843. Seguiteci sul nostro sito Facta.news, sui nostri profili Facebook, Instagram, Telegram, TikTok e Bluesky Condotto da Simone Fontana e Anna Toniolo Episodio scritto da Simone Fontana e Anna Toniolo Prodotto da Jessica Mariana Masucci LINK UTILI La tradizione culinaria italiana è una bugia di successo - Facta È vero che la pasta viene dall'Italia? - Arte Spaghetti - Touring Club Italiano La cucina nazionale è un'illusione utile - The Atlantic CREDIT BRANI “Dynamic world” di StockStudio Italian Italy music tarantella “Comedy quirky sneaky music” di Backgroundmusicforvideo Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Da un piccolo laboratorio artigiano di carpenteria e lattoneria a realtà imprenditoriale passata, in oltre 70 anni, attraverso tre generazioni. Questa è la storia della Sandrini Metalli, azienda specializzata in lamiere grecate, coils, nastri, fogli e soluzioni architettoniche. A crearla, nel 1970, è stato Nazareno Sandrini, assieme al fratello, in provincia di Brescia. Da allora una crescita costante, fino ad avere 160 dipendenti e un fatturato da 130 milioni. A guidarci attraverso il racconto di questa evoluzione è Nazzareno Damioli, attuale direttore generale e Amministratore Delegato (assieme alla madre), nipote del fondatore e rappresentante della terza generazione.
Scopri la vera storia di Amleto, il leggendario principe Amleth le cui imprese nelle saghe norrene ispirarono William Shakespeare secoli prima della sua celebre tragedia. In questo episodio di Leggende Affilate, scaviamo nelle cronache medievali di Saxo Grammaticus per rivelare un guerriero vichingo assetato di vendetta, molto lontano dai dubbi esistenziali del teatro inglese.Dalle Gesta Danorum emerge la figura brutale di un principe danese che finge la follia per sopravvivere allo zio Feng, l'assassino di suo padre Horwendil. Vedremo come il vero Amleth abbia usato un'intelligenza sopraffina per ingannare la corte, sostituire tavolette di legno con condanne a morte e orchestrare una vendetta finale tra arazzi intrecciati e palazzi in fiamme. Analizziamo i dettagli storici più crudi: dai banchetti in Britannia dove il pane sapeva di sangue alle prove psicologiche superate con astuzia millenaria. Se pensavi di conoscere la storia di Amleto, preparati a scoprire la versione originale fatta di scudi d'oro, battaglie scozzesi e brutale determinazione norrena.Lorenzo Manara è scrittore di libri storici e fantasy. Acquista subito i miei romanzi!
Bentornati! Con questo episodio, inizia la stagione 12 di ITALIANO ON-AIR, che ci accompagnerà da gennaio fino alla fine di marzo, con tanti contenuti pensati per aiutarvi a migliorare il vostro italiano in modo naturale e piacevole.Oggi è il 6 gennaio e qui in Italia si festeggia l'Epifania, una giornata speciale, molto sentita e legata alle tradizioni popolari. Per questo motivo, solo per questa settimana, l'episodio esce proprio oggi anziché il consueto mercoledì. Ma niente paura: dalla prossima settimana torneremo regolarmente con i nostri episodi ogni mercoledì! In questa puntata parliamo dell'Epifania e della Befana
The tradition of the 6th of January |Find the transcriptions of the episodes: https://www.patreon.com/dailyitalianwithelena
In questo articolo parliamo di una delle tradizioni più amate dagli italiani: l'aperitivo! Se stai imparando l'italiano, sicuramente avrai sentito questa parola mille volte. Ma sai davvero cosa significa e perché gli italiani sono così ossessionati da questo momento della giornata? L'APERITIVO: da dove nasce e perché si fa? Che cos'è l'Aperitivo? L'aperitivo è molto più di una semplice bevanda: è un rituale sociale che unisce cibo, drink e compagnia. Tradizionalmente si consuma tra le 18:00 e le 20:00, prima della cena, ed è il momento perfetto per rilassarsi dopo una giornata di lavoro e socializzare con amici o colleghi. Ma attenzione! Non confondere l'aperitivo con l'apericena - una versione moderna e più sostanziosa che può addirittura sostituire la cena! TermineDefinizioneOrarioAperitivoBevanda + stuzzichini leggeri18:00 - 20:00ApericenaAperitivo abbondante che sostituisce la cena19:00 - 21:00 Le Origini: una Storia che Viene da Lontano La storia dell'aperitivo inizia nell'antica Roma, dove si beveva il "mulsum" - una miscela di vino e miele - per stimolare l'appetito prima dei banchetti. Ma il vero padre dell'aperitivo moderno è Antonio Benedetto Carpano, un distillatore torinese che nel 1786 inventò il primo vermouth commerciale nella sua bottega in Piazza Castello a Torino. Curiosità: Si dice che il re Vittorio Amedeo III fosse così innamorato del vermouth di Carpano che mandava i suoi lacchè a comprarlo personalmente! Perché si Chiama "Aperitivo"? La parola "aperitivo" deriva dal latino "aperire", che significa "aprire". Ma cosa si apre esattamente? Lo stomaco e l'appetito! L'idea è che queste bevande, generalmente amare o leggermente alcoliche, stimolino i succhi gastrici e "aprano" l'appetito per il pasto successivo. Gli antichi romani sapevano già quello che la scienza moderna ha confermato: certe sostanze amare effettivamente stimolano la digestione!
Santorso si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell'anno: la 30esima edizione della discesa della Befana, in programma martedì 6 gennaio alle 14.30, con la spettacolare calata dal campanile della Chiesa di Santa Maria Immacolata. Un traguardo importante che conferma il valore di una manifestazione diventata nel tempo un simbolo di comunità, tradizione e partecipazione.
A Creazzo il Natale non si osserva soltanto: si percorre. L'iniziativa Percorsi dei Presepi di Creazzo, partita lo scorso 13 dicembre, rimane nel vivo in tutte queste festività, trasformando il territorio in un grande itinerario diffuso della tradizione. Un progetto nato dal basso, cresciuto anno dopo anno e diventato ormai un appuntamento atteso da residenti e visitatori. La chiusura è fissata per domenica 11 gennaio.
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.L'uscita, pochi giorni fa, di Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery (Netflix, 2025) ha riportato sotto i riflettori una delle saghe più sorprendenti del cinema pop contemporaneo. Con il suo terzo capitolo, Knives Out si conferma molto più di una semplice trilogia di gialli in salsa di commedia: un piccolo laboratorio narrativo che usa la forma del whodunit classico per ironizzare sul nostro presente, le sue ipocrisie e le sue ossessioni. Ideata, scritta e diretta da Rian Johnson, la saga ruota attorno alla figura dell'investigatore Benoit Blanc, interpretato da Daniel Craig. Ed è riuscita in un'impresa tutt'altro che scontata: inventare qualcosa di nuovo in un genere super codificato, il giallo. Senza trasformarlo in nostalgia o puro esercizio di stile…“Film”: saghe cinematografiche che portano la dimensione seriale sul grande schermo. Leggi il nostro articolo sul giallo classico e la sua crisi: https://www.mondoserie.it/detective/ Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Nella puntata di oggi, i nostri speaker Damiano e Melissa ci introducono allo spiritualismo francese dell'acuto e intuitivo Henri Bergson e lo mettono in dialogo con l'originale e metafisico Salvador Dalì. Interviene la dottoressa Lucia Moni, curatrice dell'esposizione "Dalì. Rivoluzione e Tradizione", fruibile a Roma a Palazzo Cipolla.
Le lenticchie sono un alimento tipico italiano, ricco di tradizione, soprattutto a Capodanno. Mangiarle il 31 dicembre è considerato un gesto portafortuna che richiama antiche usanze romane.Start learning Italian today!1. Explore more simple Italian lessons: https://italianmatters.com/2202. Download the Italian Verb Conjugation Blueprint: https://bit.ly/freebieverbblueprint3. Subscribe to the YouTube lessons: https://www.youtube.com/italianmattersThe goal of the Italian Matters Language and Culture School is to help English speakers build fluency and confidence to speak the Italian language through support, feedback, and accountability. The primary focus is on empowering Italian learners to speak clearly and sound natural so they can easily have conversations in Italian. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Dal profumo intenso delle spezie orientali alle nostre cucine e persino negli integratori: la curcuma è molto più di una moda. In questa puntata di Obiettivo Salute risveglio, con il professor Alessandro Colletti, esperto di nutraceutica dell'Università di Torino, scopriamo cosa dice la scienza sui suoi benefici, come riconoscerne la qualità e in quali casi può essere davvero utile. Tradizione, gusto e salute si incontrano in una spezia che affascina... da millenni.
Al Segmento Tarantella Festival 2025 parteciperanno alcuni ospiti dall'Italia: abbiamo accolto in studio Ciccio Nucera e alcuni componenti del Sabatum Quartet.
Indigenous Australian athletes have long inspired the nation, uniting communities and shaping our identity. Olympian Kyle Vander-Kuyp and Matildas goalkeeper Lydia Williams are two such Indigenous athletes that have shaped our national identity. Their stories show the power of sport to foster inclusion, equality, and pride for future generations. - Gli atleti indigeni australiani ispirano da tempo la nazione, unendo comunità e plasmando la nostra identità. L'olimpionico Kyle Vander-Kuyp e la portiera delle Matildas, Lydia Williams, sono due esempi di sportivi indigeni che hanno contribuito a definire l'identità nazionale. Le loro storie dimostrano il potere dello sport nel promuovere inclusione, uguaglianza e orgoglio per le future generazioni.
Negli anni Settanta e Ottanta, l'Italia visse profondi cambiamenti sociali e culturali. Nonostante le tensioni politiche degli “anni di piombo”, nacquero nuove culture giovanili, cambiamenti nei costumi familiari e una grande fioritura artistica. Per chi studia l'italiano, conoscere questo periodo è fondamentale per capire l'identità italiana di oggi. L'Italia negli Anni '70 e '80: Un Viaggio nella Vita, Musica, Cultura e Famiglia del Belpaese La Vita Quotidiana tra Tradizione e Cambiamento La vita quotidiana degli italiani negli anni Settanta subì trasformazioni epocali. Il tradizionale modello di famiglia patriarcale iniziò a essere messo in discussione, mentre le donne conquistavano sempre maggiori spazi nella società. Nel 1975 fu approvata la riforma del diritto di famiglia, che riconobbe la parità tra coniugi e introdusse il concetto di potestà genitoriale condivisa. Le case italiane si riempirono di nuovi elettrodomestici: la lavatrice divenne comune anche nelle famiglie della classe media, mentre la televisione a colori iniziò a diffondersi alla fine del decennio. Il telefono fisso diventò un simbolo di status sociale, e molte famiglie facevano la fila per installarlo. Le cucine si modernizzarono con l'arrivo del frigorifero con freezer e dei primi forni a microonde, anche se questi ultimi rimanevano ancora un lusso per pochi. Un esempio tipico di giornata familiare negli anni Settanta iniziava con il caffè del mattino preparato con la moka Bialetti, diventata un'icona del design italiano. I bambini andavano a scuola spesso accompagnati a piedi dalle madri, mentre i padri si recavano al lavoro in Fiat 500 o 126, le automobili più popolari dell'epoca. La spesa si faceva ancora nei negozi di quartiere: dal fornaio per il pane fresco, dal macellaio per la carne, dal fruttivendolo per verdure e frutta di stagione. Una tipica conversazione dal fruttivendolo: "Buongiorno signora Maria, oggi cosa le servo?" - "Mi dia due chili di arance, un chilo di mele e mezzo chilo di banane, per favore." - "Ecco a Lei, sono 3.500 lire in totale." Notate come si usava ancora la lira italiana e i rapporti erano molto personali e cordiali. Quando arrivava un ospite inaspettato, era comune dire: "Ti faccio subito un caffè!" L'ospitalità italiana prevedeva sempre l'offerta immediata di caffè o qualcosa da mangiare. Era considerato maleducato non accettare almeno un caffè, anche se non si aveva voglia. La Rivoluzione Musicale: Dal Beat alla Nuova Canzone Italiana La musica italiana degli anni Settanta visse una vera e propria rivoluzione. Nacque il fenomeno dei cantautori, artisti che scrivevano e interpretavano le proprie canzoni, spesso con testi di forte impegno sociale e politico. Fabrizio De André pubblicò album leggendari come "Non al denaro non all'amore né al cielo" (1971) e "Rimini" (1978), raccontando storie di emarginati e outsider con una poesia che elevava la canzone a forma d'arte letteraria. Francesco Guccini divenne la voce della generazione del Sessantotto con brani come "Dio è morto" e "Locomotive", mentre Lucio Battisti rivoluzionò il pop italiano con melodie innovative e arrangiamenti sofisticati in collaborazione con il paroliere Giulio Rapetti, noto come Mogol. Canzoni come "Il mio canto libero" (1972) e "Amarsi un po'" (1977) entrarono nell'immaginario collettivo italiano. Gli anni Ottanta portarono una nuova ondata di energia con l'arrivo della new wave italiana. Vasco Rossi esplose sulla scena con "Colpa d'Alfredo" (1980) e "Vita spericolata" (1983), diventando l'idolo dei giovani con il suo rock anticonformista. Renato Zero conquistò il pubblico con spettacoli teatrali e costumi stravaganti, mentre gruppi come i Litfiba e gli Skiantos portarono il punk rock in Italia. La musica leggera trovò nuovi protagonisti in Adriano Celentano, che negli anni Settanta si reinventò come showman televisivo, e in Mina, considerata ancora oggi una delle voci più importanti della stori...
La voce avvolgente di Bea Dummer ci accompagna in un episodio alla scoperta della storia di questa giovane cantante che ha viaggiato dal Brasile, agli Stati Uniti e adesso vive in Italia. A Torino Bea ha unito l'amore per la musica e quello per l'Italia. Ha studiato italiano presso la nostra scuola di Torino e adesso, oltre a proseguire con la carriera musicale, sta condividendo la sua esperienza italiana con il giornale la Gazeta del Sud, raccontando il Belpaese agli amici brasiliani, con un occhio di riguardo a tutti i discendenti Italiani in Brasile. E naturalmente scoprendo anche le canzoni italiane più tradizionali...
Conclave: la fumata nera e la tradizione che resiste nei secoli;La guerra India / Pakistan e la paura di Trump
Con la scomparsa di Papa Francesco, si apre un periodo in cui verrà scelto il suo successore. In questo episodio vi porteremo alla scoperta del "conclave", dei suoi protagonisti e dei suoi riti, fino all'espressione latina "Habemus Papam".
In questa puntata vi raccontiamo la tradizione fiorentina dello scoppio del carro, uno spettacolo pirotecnico che prende luogo la domenica di Pasqua nella Piazza più famosa di Firenze: Piazza del Duomo. Il carro viene incendiato da una colomba meccanica che parte dall'altare della Cattedrale. A seconda se la colombina riesce a fare per intero il suo percorso si prospetta un buon anno o un cattivo anno per Firenze.
Il 19 marzo in Italia si festeggia, oltre alla Festa del Papà, San Giuseppe, protettore dei falegnami, dei poveri e degli orfani. Ma che cos'è un Santo Protettore? Lo scoprirete in questa puntata dove si parlerà di "riti", "ricorrenze" e soprattutto dei dolci tipici di questa festività, che cambiano di regione in regione.Ad esempio a Roma abbiamo "San Giuseppe frittellaro" come potete leggere sul nostro blog!
Scopriamo insieme la maschera del carnevale torinese famosa in tutto il mondo per aver dato il nome ai "gianduiotti", fra i più celebri cioccolatini d'Italia. Gianduja ha una storia travagliata, insieme ai suoi creatori, venne esiliato da Torino durante l'occupazione napoleonica, e diventerà un simbolo per il Risorgimento e per tutte quelle persone che desideravano e lottavano per l'Unità d'Italia.
Per prima cosa parleremo degli eventi di attualità che hanno fatto maggior notizia questa settimana. Inizieremo con la commemorazione dell'80° anniversario della liberazione di Auschwitz da parte dell'Armata Rossa. Nel famigerato campo di concentramento, durante l'Olocausto, furono uccise ben 1,1 milioni di persone, principalmente ebrei. Quindi, approfondiremo il significato del discorso che il miliardario americano, Elon Musk, ha tenuto al raduno del partito di estrema Destra, Alternativa per la Germania (AfD). La conversazione successiva riguarderà il ritiro degli Stati Uniti dall'Organizzazione mondiale della sanità e il significato che quest'azione riveste per l'UE. Infine, esamineremo la decisione di un rinomato chef francese di vietare agli ispettori Michelin l'ingresso nel suo ristorante. La seconda parte del programma è dedicata alla cultura e alla grammatica italiana. Il nostro primo dialogo conterrà molti esempi dell'argomento grammaticale di oggi - Compound Nouns: Verbs + Nouns. E l'ultimo dialogo sarà ricco di esempi dell'espressione italiana: Non ci piove. - Una cerimonia solenne per commemorare la liberazione di Auschwitz - Elon Musk interviene a un raduno del partito di estrema destra in Germania - Quali saranno le conseguenze per l'UE del ritiro degli Stati Uniti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità? - Il celebre chef francese vieta agli ispettori Michelin l'ingresso nel suo ristorante - Pompei stupisce ancora: scoperte terme private da sogno - Tradizione o cambiamento? Il destino incerto del Festival di Sanremo
Chiara Barbera ha fondato "Vera Italia", una piattaforma che offre ai turisti esperienze autentiche delle tradizioni italiane, attraverso attività con artigiani, contadini e custodi del patrimonio.
In questo articolo vi porto in un viaggio attraverso l'umorismo italiano, esplorando i meme più divertenti che raccontano con ironia la vita, le abitudini e le passioni di questo meraviglioso Paese. Ma Perché i meme sono importanti? Non sono solo divertenti, ma anche un riflesso della cultura e della lingua italiana. Preparatevi a ridere e a scoprire qualcosa in più sull'Italia! I Meme Più Ironici Made in Italy Un meme è molto più di un'immagine con una frase ironica. È uno specchio che riflette stereotipi, tradizioni e situazioni quotidiane in modo esilarante. Gli italiani, maestri nell'arte dell'ironia, hanno creato meme che sono vere perle di creatività. 1. Vintage: Il sinonimo di vecchio alla moda Un esempio perfetto dell'eleganza linguistica italiana. Non è “vecchio”, è chic e alla moda! 2. Le porzioni delle nonne italiane: “A sentimento” Se hai una nonna italiana, sai che loro l'affetto lo dimostrano con le porzioni, sempre rigorosamente abbondanti. 3. Felicità in Italia = Cibo Per gli italiani, la felicità è sempre legata al cibo. Lasagna, pizza margherita, tiramisù e carbonara prima di tutto il resto. E come dargli torto? 4. Dante e i dolci: Letteratura in chiave ironica Chi avrebbe mai immaginato che Dante potesse diventare il protagonista di un meme sui dolci? “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita” diventa “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai nvassoiu di pasticcini tra le dita... e fu così che la mia dieta fu smarrita”. 5. Pizza: L'amore italiano per eccellenza La pizza non è solo un alimento, è un simbolo nazionale. E ogni scusa è buona per celebrarla! 6. Cambia la dimensione, non l'essenza Cambia la dimensione dei pezzi… ma non della pizza! Che sia grande o piccola, la pizza resta sempre perfetta. 7. Nutella a colazione: Il buongiorno si vede dal mattino Per molti italiani, la colazione non è completa senza un cucchiaio di Nutella. 8. La piramide… all'italiana! Un meme che reinterpreta la classica piramide con un tocco di ironia tricolore. 9. Il dialetto: Tradizione che vive I nonni italiani parlano spesso in dialetto. Ma l'India non c'entra nulla! 10. Ciao Ciao! Talvolta, i saluti alla fine di una telefonata sono più lunghi della telefonata stessa... 11. Gli italiani all'estero: Uniti nella patria lontana Quando due gruppi di italiani si incontrano all'estero, è subito festa. La patria li unisce! 12. Spericolati al volante Gli italiani sono famosi per essere spericolati alla guida. Ironia o realtà? Forse entrambe. 13. Il nemico del mio nemico… è il mio amico Un proverbio italiano trasformato in meme con un tocco di saggezza popolare. Ovviamente, è legato al calcio! 14. Il congiuntivo: Questo sconosciuto! La grammatica italiana può essere complicata, ma il congiuntivo resta un mistero anche per molti madrelingua. 15. La Divina Commedia: la Lingua dell'Aldilà Un riferimento all'opera di Dante Alighieri, che si presta a infinite parodie: qual è la lingua che si parla nell'aldilà? Il volgare fiorentino ovviamente. 16. Politica italiana: Polemiche senza fine Gli italiani criticano spesso il loro sistema di governo, ma senza proporre soluzioni concrete. Un meme che fa riflettere con il sorriso. 17. La pizza è sacra! Ananas sulla pizza? Non in Italia! Quella è considerata violenza! 18. Il formaggio sulla pasta: Una regola non scritta Il formaggio è un condimento imprescindibile per gli italiani. Un'abitudine culinaria che nessuno osa mettere in discussione. Vuoi fare lezioni di italiano con i nostri insegnanti madrelingua qualificati? Acquista il tuo pacchetto di Italiano Intensivo! Con questi 18 meme italiani, abbiamo esplorato l'ironia,
Dai nostri archivi, una serata al club che si trova a Epping, a nord di Melbourne.
Viola Buitoni, chef, scrittrice gastronomica e insegnante di cucina, sta per arrivare in Australia per presentare il suo libro e altri eventi, in occasione della IX edizione della Settimana della cucina italiana nel mondo, che si svolgerà dal 16 al 22 novembre.
Tradizione da preservare o da cancellare? Come ogni anno, la Melbourne Cup riapre la querelle sulle corse dei cavalli.
Letteratura non solo per bambini e in cui l'Italia eccelle: ad Adelaide un evento per conoscere meglio la produzione della nona arte in Italia.