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Chi ricorda le olimpiadi di Pechino 2008 ricorderà l'aria densa di inquinanti e il timore di molti atleti che lo smog potesse compromettere le loro prestazioni e la loro salute. Oggi la capitale cinese appare profondamente diversa, dominata dall'elettrico, silenziosa e con l'aria pulita. Non è l'unico cambiamento che ha attraversato tutto il paese. Cosa è successo in Cina in meno di vent'anni? Stefano Mancuso ne parla con Simone Pieranni in una conversazione che attraversa politiche climatiche, mobilitazione collettiva e cambiamento culturale. Si discutono la svolta sull'elettrico, le grandi campagne di riforestazione, il ruolo dei movimenti ambientalisti, il rapporto tra Partito e società civile e il recupero della tradizione confuciana nel concetto di “civiltà ecologica”. Un dialogo che mette in discussione gli stereotipi occidentali e riflette sul legame tra sviluppo, natura e responsabilità globale. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il simbolo del capodanno del 2026 in Cina, l'anno del cavallo di fuoco, è un cavallino che per un difetto di produzione ha un volto triste. I giovani cinesi si sono innamorati di questo cavallino perché in lui vedono la loro condizione attuale: una vita di sacrifici, di lavoro per raccogliere poco, meno di quanto hanno raccolto i loro genitori. Al loro malessere il Partito comunista e il leader Xi Jinping rispondono con un ottimismo "corazzato" per contrastare la loro visione di "tempo spazzatura". Chinese authorities say overtime '996' policy is illegal - 27 ago 2021 - https://www.youtube.com/watch?v=2yHIiSop5aQ Watch Sky News Breakfast live - 13 feb 2025 - https://www.youtube.com/watch?v=XG5UydNV03c China Is Saying Goodbye to 996 Work Culture—Here's Why - 12 mar 2025 - https://www.youtube.com/watch?v=uprYsKMsSOQ How a Sewing Mistake Created China's Saddest Viral Horse | Vantage on Firstpost | N18G - 27 gen 2026 - https://www.youtube.com/watch?v=taXQ25doIvU Explore The World's Largest Wholesale Market In Yiwu | WATCH: Yiwu, The World's Greatest Bazaar - 29 mar 2023 - https://www.youtube.com/watch?v=_FdhLVigjiM Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il potere nasce dalla canna del fucile, diceva Mao Zedong. Ma quando la canna del fucile non è controllata dal Partito comunista cosa succede in Cina? Le recenti purghe di Xi Jinping tra le file dell'esercito, riaccendono un faro sulle relazioni tra militari e Partito. Le speculazioni raccontano di uno scontro di potere tutto interno, ma anche su proiezioni future, come ad esempio la questione Taiwan. Cina - L'epoca del "Terrore Rosso" - https://www.youtube.com/watch?v=q5ZzBx2cZ9w - 27 ago 2025 [LIVE] China's 2025 Victory Day military parade to mark 80th anniversary of end of WWII - https://www.youtube.com/watch?v=agxt0oRH4p4 - 3 settembre 2025 Special Report: Trump meets North Korea's Kim Jong Un in the DMZ - https://www.youtube.com/watch?v=MltgcggG4dk - 30 giugno 2019 Zhang Youxia Left Mystery Letter? Xi's Brutal Military Purge and Secret Killings Revealed - https://www.youtube.com/watch?v=ISBRQ6mjQWw - 30 gennaio 2026 [FULL] China marks 80th WWII anniversary with massive military parade in Beijing - https://www.youtube.com/watch?v=uuAxxnz5eng&t=2561s3 settembre 2025 Sky News Breakfast | Friday 1 August 2025 - https://www.youtube.com/watch?v=9YoEd1Oik74 - 1 agosto 2025 Xu Caihou Confessed to Military Alliance With Guo Boxiong - https://www.youtube.com/watch?v=xRVQLVbW5nQ - 2 settembre 2014 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Askatasuna: Meloni dal poliziotto, e la sinistra? - Un nuovo partito con Vannacci, Adinolfi e Corona?
To Lam si conferma leader indiscusso del Vietnam dopo il Congresso del Partito e procederà ad aumentare ancora di più il suo potere, mentre tra i dazi di Trump e accordi più o meno segreti, sta giocando una partita molto rischiosa. Le fonti audio della puntata sono tratte da: Nusr-Et Steakhouse London, canale YouTube Mustafa Dimitri, 28 ottobre 2021; 14th National Party Congress officially opens, Vietnam Today, 20 gennaio 2026; Vietnam Communist Party Chief To Lam Opens Five-Yearly Party Congress, APT, 20 gennaio 2026; Ngày đầu tiên dùng tài khoản VNeID làm thủ tục đi máy bay nội địa, Htv, 2 agosto 2023; Phó Thủ tướng Bùi Thanh Sơn dự Lễ ký Hiến chương Hội đồng Hòa bình về chấm dứt xung đột tại Dải Gaza, Vietnam Plus, 23 gennaio 2026 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Le banche italiane ti stanno fregando. Ma puoi evitare che continui ad accadere In questa puntata ho un ospite che per 25 anni ha lavorato nel mondo che pochi padroneggiano: crediti deteriorati e cartolarizzazioni.Massimo Famularo - 61 anni, esperto di NPL e investimenti, blogger su Substack - è uno di quelli che quando parla di finanza personale non ti vende corsi.Ti dice la verità scomoda. E la verità è questa: gli italiani pagano commissioni ingiustificate, tengono troppi soldi fermi, demonizzano gli investimenti sbagliati e votano per il meno peggio da decenni. Massimo non solo lavora con fondi e banche.Ha anche scelto di sporcarsi le mani in politica, diventando referente per la Lombardia di ORA! - il partito fondato da Alberto Forchielli e Michele Boldrin.Un movimento nato su YouTube. Senza politici di professione. Solo competenza.In questo episodio scopri:Cosa sono davvero gli NPL e perché anche i piccoli investitori possono entrare in questo mercato L'errore finanziario più ripetuto in Italia (e come smettere di regalare soldi alle banche)Perché "puoi perdere il 100% investendo in azioni" è una mezza verità pericolosa Come mettere in concorrenza la tua banca (e risparmiare migliaia di euro all'anno)La verità sugli "extra profitti" bancari che nessun politico ti diceIl vero problema dell'Italia: non è quanto spendiamo, ma come lo spendiamoLe idee nuove che c'è bisogno di introdurre nel marketing politicoLa battaglia che nessun partito ha il coraggio di fare (spoiler: va contro grossi privilegi e storture del sistema)Nessun linguaggio politically correct. Nessuna posizione di comodo. Solo un professionista che dopo 25 anni nel sistema finanziario ha deciso di dire le cose come stanno.Se l'episodio ti è piaciuto, aiutami ad arrivare a più persone:Metti like Iscriviti Lascia una recensione (su Spotify o Apple Podcast)
È da una quindicina di anni che in alcun mercati e ristoranti di Roma è possibile trovare uno yogurt cha ha il nome e il sapore della resistenza: è lo yogurt Barikama prodotto da cittadini di origini africane insieme a persone con sindrome di asperger. «Un'idea» spiega Suleman Diara, uno dei fondatori del progetto, «che nasce dalla volontà di unire due tipi di persone che hanno difficoltà e spesso oggetto di discriminazione». L'idea nasce nel 2010 a seguito di uno degli episodi di violenza e sfruttamento più eclatanti avvenuto nella campagne italiane negli ultimi 30 anni : la rivolta di Rosarno. Suleman Diara è uno dei braccianti che nel gennaio del 2010 sono stati costretti a lasciare il paese calabrese per evitare rappresaglie. Arrivato a Roma avrebbe deciso insieme ad altre ex braccianti di dire basta allo sfruttamento creando la propria impresa. Partito da zero, oggi il progetto è una cooperativa che impiega una decina di persone. Le voci che sentirete in questo audiocoumentario sono di: Suleman Diara, presidente cooperativa Barikama, Cheik Diop, della cooperativa Barikama; Antonello Mangano, giornalista e autore del libro gli africani salveranno l'Italia; Michele Colucci, storico dell'immigrazione (CNR - Italia); Giuseppe Pugliese di SOS Rosarno.
Cosa si dice di Mao? Macilento, leggermente curvo, capelli neri lunghi, occhi grandi, inquisitori, naso pronunciato, zigomi sporgenti. E poi: intelligenza acuta, letale nell'ira, letale nell'astuzia, lettore onnivoro, lavoratore instancabile, una memoria di ferro. Un rivoluzionario. Quello che prima si è preso il Partito. Poi si è preso la Cina. Poi, si è preso il mito. Puntata speciale di fine anno: la vita di Mao, raccontata dagli altri e liberamente ispirato a Mao Zedong di Jonathan Spence e a Stella Rossa sulla Cina di Edgar Snow. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Andrea Goldstein"Cortina 1956"Un'Olimpiade tra guerra fredda e dolce vitaPrefazione di Francesco GiavazziRubbettino Editorewww.store.rubbettinoeditore.itImpossibile ripercorrere la storia delle Olimpiadi di Cortina senza soffermarsi sul versante mondano. Come scrisse la «Libertad» di Valladolid, «mentre i delegati ufficiali brindano gentilmente con frequenti cocktail eleganti tra il fumo spesso del tabacco, fiumi di vermut e belle e sofisticate turiste di tutto il mondo, gli atleti sudano sulla neve delle gare».«La memoria è il nostro futuro, così abbiamo intitolato i progetti per il Bicentenario del Museo Egizio; altrettanto vale per la pubblicazione in cui Andrea Goldstein rievoca le vicende lontane dei Giochi Invernali di Cortina del 1956. Passando per Torino 2006, fino a Milano Cortina 2026, un bel viaggio per ricordare e rilanciare la storia olimpica italiana».Evelina ChristillinTanley Albright – che aveva iniziato a pattinare da bambina per rimettersi dalla poliomielite e vinse l'oro malgrado un grave infortunio – e il principe di Svezia – che invitò al suo ricevimento di gala i salatori delle piste e i conduttori delle slitte. Toni Sailer – che entrò con prepotenza nella storia vincendo tutte le gare di sci alpino con margini mostruosi – e Sophia Loren – che arrivò con le poche cose necessarie per un paio di giorni stipate in sette bauli rosso fuoco. Eugenio Monti – che sulla pista di casa raccolse i primi allori di una carriera conclusa 12 anni dopo, a 40 anni, con due ori olimpici – e Lester Rodney – che per il quotidiano del Partito comunista americano descrisse i trionfi sovietici in piena Guerra fredda. Sono solo alcuni dei protagonisti delle prime Olimpiadi organizzate in Italia, agli albori del boom economico, ad appena 11 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale. Ma che furono anche le prime trasmesse in diretta dalla televisione, le prime in cui una donna lesse il giuramento degli atleti, le prime in cui le due Germanie concorsero sotto la stessa bandiera. Il racconto di Cortina 1956 spazia dallo sport all'economia, dalla politica alla mondanità, in un tragitto ideale che da quei Giochi indimenticabili conduce fino a Milano Cortina 2026.Andrea Goldstein è economista e autore di numerosi saggi su economia, sport e globalizzazione. Collabora con Il Sole 24 Ore, l'Aspen Institute e insegna in Italia e all'estero. I suoi ultimi libri uniscono analisi economica e racconto sportivo. Cortina 1956 è il suo contributo alla memoria di un'Olimpiade che cambiò l'Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8386PERSECUZIONE DI BOLSONARO, IL FIGLIO SI CANDIDA E UN FILM LO LANCIA di Luca Volontè Molti ravvicinati avvenimenti negli ultimi giorni in Brasile e, nonostante le minacce del Presidente Lula da Silva agli oppositori conservatori cristiani, la candidatura del senatore Flavio Bolsonaro raccoglie importanti consensi e anche un film sul padre, ancora in carcere, potrebbe favorirlo. Sempre che Lula e de Moraes consentiranno lo svolgimento di elezioni libere, democratiche e con un candidato forte delle opposizioni, atteggiamento per nulla scontato viste le decisioni illiberali di questi anni. Dio non voglia che, come sta accadendo in Honduras, dove il candidato delle destre cristiane Nasry Asfura sta vincendo le elezioni, il presidente in carica, la comunista Xiomara Castro invochi la protesta di piazza per bruciare le schede elettorali, visto il magrissimo consenso raccolto.LA DETERMINAZIONE DEL FIGLIOLo scorso 5 dicembre il senatore Flavio Bolsonaro ha dichiarato che suo padre, l'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro, lo sostiene per la corsa presidenziale del prossimo anno, anche se ora deve consolidare l'alleanza di tutti i partiti e i leaders della destra conservatrice del paese nella sfida con l'uscente e regnante Lula. Le parole di Flavio Bolsonaro sono state confermate dal leader del "Partito Liberale", Valdemar Costa Neto, che in una dichiarazione ha detto come l'ex presidente, seppur stia scontando una pena di 27 anni per un fallito colpo di Stato, abbia veramente scelto il figlio maggiore come candidato presidenziale del partito. «Adesso è il momento per me di parlare con più persone, affinché tutti capiscano che questo è in realtà il progetto che vincerà nel 2026», ha dichiarato il senatore Bolsonaro al notiziario locale Metropoles in un'intervista, il cui video è stato pubblicato nella serata di venerdì. Consapevole di non essere la prima scelta di alcuni altri colonnelli ed esponenti della destra conservatrice e cristiana del paese, Flavio Bolsonaro è convinto che il suo programma economico sarà elaborato da persone molto serie, competenti e credibili. L'8 dicembre scorso, a pochi giorni dall'annuncio della scelta di Jair Bolsonaro a favore del figlio, il potentissimo e stimatissimo governatore di San Paolo, la capitale economica e finanziaria del paese, Tarcisio de Freitas ha dichiarato che Flavio Bolsonaro avrà il suo pieno sostegno per la candidatura alla presidenza il prossimo anno, «Flavio può contare su di noi», ha detto ai giornalisti dopo un evento pubblico, confermando che egli sarà sempre fedele al padre del senatore, l'ex presidente Jair Bolsonaro. L'endorsement del governatore di San Paolo ha rafforzato la determinazione del senatore e candidato delle destre Flavio Bolsonaro che, il giorno seguente, ha ringraziato Freitas e tentato di tranquillizzare i mercati, preoccupati che Lula possa rimanere in carica per altri quattro anni, tant'è che l'indice della Borsa Bovespa, sta tornando ai livelli di crescita moderata di fine novembre. LA DERIVA AUTORITARIA DI LULAPer parte sua, non c'è nemmeno lontanamente da pensare che Lula da Silva stia con le mani in mano e accetti di competere in una elezione democratica con un avversario forte dello schieramento conservatore e cristiano. Infatti, il leader del Partito dei Lavoratori del presidente brasiliano Lula da Silva, Edinho Silva, il 10 dicembre ha banalizzato la candidatura presidenziale del senatore Flavio Bolsonaro, definendola come ridicola e poco seria ma tradendo al contempo preoccupazione per il crescente sostegno che potrebbe catalizzare il figlio di Bolsonaro, in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno. Nel frattempo, a riprova della velocità con la quale le vicende politiche brasiliane stanno accelerando, ieri 10 dicembre, i deputati del Congresso federale hanno approvato un disegno di legge che riduce significativamente le pene per diversi reati, tra cui il tentativo di colpo di Stato, aprendo la prospettiva che Bolsonaro, 70 anni, possa vedere la sua pena ridotta a poco più di due anni, dai 27 che dovrebbe invece scontare.Prima di diventare legge dello Stato, la proposta dovrà ancora essere ratificata dal Senato dove ci sono buone possibilità che venga approvata. Sempre di questi giorni è la notizia di un film in fase di produzione un film sull'ex presidente brasiliano incarcerato Jair Bolsonaro, come ha confermato il figlio Carlos, in un post condiviso su X dopo che suo fratello Flavio si è candidato alle presidenziali del Paese nel 2026, in cui si ringrazia ed elogia l'attore americano Jim Caviezel, che interpreta il ruolo l'ex presidente nel film. Secondo il "The Guardian", il film biografico "Dark Horse", sulla base di indiscrezioni e di una prima anteprima non ufficiale, il film sembra concentrarsi sulla campagna presidenziale di Bolsonaro del 2018, sottolineando il suo passato militare. La pellicola, in uscita il prossimo anno anche in lingua portoghese, accrescerà certamente il consenso intorno alle destre conservatrici e cristiane e, manco a dirlo, alla figura di Flavio Bolsonaro. Sempre l'attuale Presidente della Repubblica, Lula da Silva, e il suo Robespierre, ovvero il Vicepresidente del Tribunale supremo federale del Brasile Alexandre de Moraes, non decidano di arrestare e dichiarare incandidabile anche il senatore Flavio Bolsonaro, completando così la deriva autoritaria del paese.
Penna e Calamai di Calami:"Vanoli in forte bilico, come Ds alla Fiorentina Giuntoli o Sabatini. Segnali importanti dalla Juve da Bologna è partito Spalletti. Sarri si sta divertendo. Milan campanello d'allarme. Chivu capitano alleantore"
Penna e Calamai di Calami:"Vanoli in forte bilico, come Ds alla Fiorentina Giuntoli o Sabatini. Segnali importanti dalla Juve da Bologna è partito Spalletti. Sarri si sta divertendo. Milan campanello d'allarme. Chivu capitano alleantore"
#notizie #podcast #politica #rassegnastampa
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8366IL SACERDOTE UCCISO PER AVER CORRETTO UN PROFESSORE NAZISTA CHE IRRIDEVA CRISTO di Federica Di Vito Sono molte le storie di sacerdoti giustiziati dai nazisti, tra queste oggi riportiamo quella - forse poco nota - di Heinrich Dalla Rosa, ghigliottinato all'età di 36 anni a Vienna nel gennaio 1945. Quale la sua colpa? Dire ciò che pensava difendendo la Chiesa e Cristo.Heinrich Dalla Rosa prima di essere sacerdote abitava a Lana, nato da papà trentino e mamma meranese. Quando i suoi emigrarono in una zona rurale dell'Austria decise di intraprendere il percorso del sacerdozio. In seguito studiò a Vienna in un istituto della congregazione Regina degli Apostoli, fondata in quella città nel 1923 ispirato dal gesuita Antonio Maria Bodewig. Il primo superiore generale di questa congregazione, Theodor Innitzer, sarebbe stato cardinale arcivescovo di Vienna e primato d'Austria quando Hitler annesse il Paese nel 1938. Il giovane Heinrich si laureò con ottimi voti nel 1930. Ha poi studiato al seminario di Graz (Austria) fino al 1935, anno in cui è stato ordinato a 26 anni. Nel 1939, con l'Austria già completamente controllata dai nazisti, fu nominato parroco di Sankt Georgen im Schwarzwald, un piccolo villaggio di 300 abitanti a 1000 m di altezza.Sono gli anni della guerra e dei nazisti e anche solo dire che mettere insieme Vangelo e propaganda, o Gesù con Hitler, era impossibile, diveniva un crimine. La decisione di ghigliottinarlo venne presa a Pasqua del 1941 quando gli eserciti nazisti celebravano l'occupazione di Salonicco e niente sembrava fermarli. Fu allora che padre Heinrich sorprese tutti affermando di non essere sicuro che la Germania avrebbe vinto la guerra. A denunciarlo al partito fu nello specifico Hladnig, un maestro di musica poi divenuto preside. Così, messo in atto un sistema di controllo del prete che aveva parlato troppo sia a scuola che in chiesa, arrivò l'arresto, la prigionia nel carcere di Leoben, le torture e la condanna.Hladling era una figura controversa: aveva iniziato una carriera ecclesiastica da giovane, ma era stato in seguito attratto dal nazionalismo austriaco. Aveva iniziato a covare odio contro la Chiesa e lo avevano messo a insegnare religione. All'inizio manteneva la preghiera con i bambini in classe, ma la sospese quando il regime proibì di pregare nelle scuole. Alla fine di dicembre 1943, Hladnig, intriso di ideologia anticristiana, arrivò a proclamarla apertamente ai bambini durante la lezione di religione. Prese a farlo anche con gli adulti: tenne una conferenza sull'esercito tedesco a un gruppo di insegnanti e colse l'occasione per criticare duramente Cristo e il cristianesimo.IL CANTO E LA MUSICAAnche se temporalmente pochi, i dieci anni da sacerdote padre Heinrich li visse con energia e passione, lavorando molto con bambini e giovani. Trovava una connessione con i giovani attraverso il canto e la musica, incoraggiandoli a partecipare in chiesa. Amava la montagna e spesso organizzava escursioni, anche difficili, che portavano su percorsi complicati a paesaggi mozzafiato. Non sopportava la continua e costante provocazione delle camicie naziste e il loro vagabondaggio per i villaggi con l'obiettivo di controllare tutto. Temeva che facessero il lavaggio del cervello ai suoi parrocchiani, specialmente ai bambini.Il sacerdote cantava canzoni d'amore e di pace con i bambini e dava loro lezioni di musica. Nella sacrestia insegnava che la religione di Cristo richiede di amare gli altri, prendersi cura dei deboli e dei bisognosi. Il Vangelo era il suo libro di riferimento, la sua lettura di ogni sera prima di andare a letto e lo contrastava con le falsità ideologiche del sistema nazista, che esaltava la forza e il disprezzo per i deboli. Va tenuto presente infatti che da un certo punto in poi, il regime nazista proibì agli insegnanti della materia di religione nelle scuole di essere sacerdoti. La materia è stata mantenuta, ma a carico di insegnanti che compiacevano il Partito. Da parte loro, i bambini continuavano ad andare nelle parrocchie per la catechesi. Spesso, lì i preti dicevano loro una cosa, e a scuola, i funzionari ideologizzati dicevano loro il contrario.All'inizio della sua prigionia, il sacerdote scrisse ai suoi genitori con ottimismo considerando che tutto si basava su una questione irrilevante: «Una situazione del genere può essere molto utile per un pastore nella sua esperienza di vita. Nella cella siamo in 17 e questa è una piccola comunità dove posso continuare a svolgere i miei servizi di sacerdote». Con il passare dei giorni, meditò sul suo amore per la Chiesa, che stava crescendo: «Qui c'è un desiderio ancora più profondo di Chiesa, un'istituzione necessaria, un polo che bilancia i tempi che cambiano. Naturalmente dovrà riformarsi e adattarsi ancora molto e capire che le affermazioni teoriche non convincono le persone. Solo la partecipazione alla vita, l'ancoraggio alla terra e l'Incarnazione, creano un contatto immediato con le persone alla ricerca di questa ancora di salvezza».LA CONDANNA A MORTEIn prigione, con la condanna a morte, scriveva ai genitori mettendosi nelle mani di Dio: «Sono orgoglioso di correre la stessa sorte di Cristo. So di essere pieno della più santa gioia. Come sacerdote, sono stato disprezzato e condannato. Niente di mondano o terreno opprime la mia mente. Sono felice di essere stato segnato come testimone di Cristo. Mi renderebbe felice dentro di me sapere che voi siete in grado di pensare all'eternità tanto quanto la penso e la immagino io». Anche tre giorni prima dell'esecuzione il cardinale Innitzer di Vienna stava cercando di chiedere la revisione del processo o un rinvio, ma senza successo. Il giorno della sua esecuzione, il 24 gennaio 1945, Heinrich scrisse a sua sorella Elizabeth: «Mi è stato detto che non avrei dovuto lasciare che tutto accadesse con tanta calma. Penso che sia anche la provvidenza di Dio. Sono totalmente soggetto all'incomprensibilità di Dio, o meglio, sono totalmente soggetto alla sua guida più misericordiosa». Dalla cella disse ai suoi compagni: «Salutate le mie montagne!» e prima che la lama cadesse, proclamò ancora ad alta voce: «Viva il vero Re, viva Cristo!». Un modo per rivendicare Cristo di fronte al falso “Reich” del nazismo.Dopo la liberazione dell'Austria, un becchino aiutò a localizzare il corpo che, su richiesta della madre e del defunto, fu sepolto nel 1946 nella sua parrocchia di San Giorgio. Dal 1986, una targa commemorativa nella chiesa di San Pietro a Lana (Alto Adige) ricorda Heinrich Dalla Rosa. Nel 2010 è stata posta una lapide nell'atrio del Seminario di Graz (Austria) per ricordare i sacerdoti perseguitati e giustiziati dai nazisti. Il vescovo di Graz, Egon Kapellari, ha detto in quell'occasione a proposito dei martiri: «Non vogliamo né dobbiamo dimenticarli, ma anche la società civile dovrebbe assumersi la responsabilità della loro memoria perché hanno vissuto e sono morti per difendere valori che sono parte fondamentale di ogni società democratica: l'onestà e il coraggio».
Send us a textDopo la batosta elettorale, i sondaggi ai minimi storici e i giudici che dichiarano illegale mandare l'esercito nelle città americane, la settimana scorsa il parlamento controllato dei Repubblicani ha votato all'unanimità contro Trump e numerosi senatori GOP hanno criticato il piano di pace per la guerra in Ucraina. Segno del declino imminente del presidente "lame duck", oppure semplice incidente di percorso dal quale Trump ne uscirà più forte di prima come spesso è successo nel passato? Ne parliamo con Valentino che ci darà anche un aggiornamento sulla politica italiana. Fate girare il podcast ad amici e parenti e registratevi al programma sul sito o tutte le app musicali. Buon ascolto! Real America, il podcast su tutto ciò che è America per gli Italiani in giro per il mondo!
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Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiRoma, 28 febbraio 1978. Aldo Moro interviene nel corso della riunione dei gruppi parlamentari della Democrazia cristiana. Si tratta del suo ultimo discorso pubblico.Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.Tra gli argomenti toccati durante il discorso: 1) «Parecchi amici pensano, a torto, che io abbia la chiave per il superamento delle nostre comuni difficoltà»; 2) Una vita «spesa al servizio del partito»; 3) Il tema degli «interrogativi angosciosi» e della «fiducia nella Democrazia cristiana»; 4) «Qualche cosa, da anni, s'è arruginito nel normale meccanismo della vita politica italiana»; 5) «Il Paese, in un soprassalto di consapevolezza, ci ha riconfermato nel ruolo di primo partito italiano»; 6) Sulla Dc «non più in grado di aggregare una maggioranza politica»; 7) «I due vincitori» alle politiche del 1976. Il tema del mancato scioglimento delle Camere dopo il risultato elettorale; 8) Sulla «abitudine di addebitare tutti i mali alla Democrazia cristiana»; 9) Sull'approfondimento di una linea «di contatto reciprocamente istruttivo» con il Pci; 10) Sul «contributo» del Partito comunista «in forma di astensione»; 11) Un accordo «sulle cose da fare» e «per un certo tempo»; 12) Il «nervosismo di base» nel Pci; 13) «Noi abbiamo saputo cambiare quando era necessario e possibile»; 14) «La nostra flessibilità ha salvato la democrazia» in Italia; 15) Un «terreno nuovo e più esposto»; 16) «Io temo l'emergenza, sul terreno economico sociale. Perché so che c'è»; 17) Sulla «forma di anarchismo dilagante»; 18) La necessità di «avere un certo respiro» per il 1978; 19) «Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità»; 20) Sulla importanza di «preservare l'unità della Democrazia cristiana».
Marcella Mauthe Degerfeld, Fausto Anderlini"Per partito perso"Bordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itPer partito perso è un viaggio elegiaco e politico nella memoria di una tradizione smarrita: quella della sinistra italiana, del Partito comunista e delle sue molteplici metamorfosi. Tra narrazione autobiografica e analisi storica, Fausto Anderlini e Marcella Mauthe Degerfeld tracciano la parabola di una comunità politica – fatta di riti, simboli, territori e biografie collettive – giunta al capolinea con la diaspora post-comunista e la dissoluzione di un'identità. Dalle tessere conservate in una scatola da scarpe agli ultimi fuochi di Articolo Uno, il racconto si muove tra nostalgia e lucidità, tra la compostezza del lutto e l'urgenza di una rinascita possibile. Un'opera che è insieme elegia, resoconto critico e testimonianza esistenziale. Per chi ha creduto, per chi ha perduto, per chi cerca ancora un linguaggio e una casa nella sinistra.Fausto Anderlini è sociologo, autore di numerose monografie. La sua ultima pubblicazione è "Il voto, la terra, i detriti" (Editrice Socialmente)Marcella Mauthe Degerfeld è storica medievista.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Nel The Essential di mercoledì 19 novembre, Chiara Piotto parla di: 00:00 il retroscena sul "piano del Quirinale" contro il Governo Meloni definito "ridicolo" dal Colle; 03:34 a Roma la prima associazione politica musulmana, a Genova il bando per un consulente per i diritti LGBTQ; 06:20 Trump ha detto "zitta cicciona" a una giornalista e inconterà Bin Salman per venderli aerei. Per partecipare al Will Meets Online sulla Cop30, mercoledì 19 novembre alle 19, con Giulia Bassetto, Ferdinango Cotugno e Silvia Lazzaris (collegati da Belem) iscrizioni qui https://makers.willmedia.it/evento/will-meets-online-cop30-crisi-climatica/ con primo mese del programma Will Makers in prova gratuita. Il 23 novembre, in preparazione alla Giornata contro la violenza sulle donne, The Essential Conversations dedica una puntata speciale proprio a questo tema. Invitiamo chi vuole partecipare a inviare un audio anonimo con la propria opinione → https://shor.by/Phbb Alcune testimonianze, in forma anonima, saranno incluse nella puntata condotta da Chiara Piotto. Mercoledì 26 novembre alle 19:15 The Essential sarà live alla serata di Spotify Italia dedicata ai video podcast, al Cinema Colosseo a Milano. Con Chiara Piotto e Silvia Boccardi discuteremo insieme a Gino Cecchettin di contrasto alla violenza di genere in Italia. Per partecipare compra il biglietto qui: https://www.webtic.it/#/spotify?action=loadEvent&eventId=1474 Tutto il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Giulia Cecchettin. Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: https://shor.by/zQ5D Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'intera giornata - che avete potuto seguire puntualmente nella nostra live con le foto e le note - si concluderà alle 17. Poi tocca a DopoGP per i commenti, le analisi e un occhio alle prospettive. A Valencia tutte le squadre sono impegnate per definire la versione 2026 delle loro moto: se lo sviluppo dei motori è congelato, ciclistiche e aerodinamiche restano invece due aree più vive che mai. Gli equilibri cambieranno nella prossima stagione? A che livello appare la nuova V4 Yamaha? Il campione del mondo della SBK, come si è presentato? La Ducati tornerà al motore 2024, nonostante tutto?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dopogp-motogp-moto-it--4070022/support.
Dopo il dietrofront sulla Net Zero Strategy si intensificano le nubi sul futuro di Sussan Ley alla guida del partito. Ma la crisi dei liberali si propaga anche ai singoli stati: "La fine dell'anno è il tipico periodo della resa dei conti, prima della pausa estiva", ha spiegato Paul Scutti.
Nel terzo trimestre la crescita dell'area euro, pari a +0,2%, ha mostrato forti differenze tra le principali economie: +0,6% in Spagna, +0,5% in Francia e +0,4% nei Paesi Bassi, mentre Germania e Italia restano ferme. Lo rileva la Bce, sottolineando la debolezza dell'export e dell'industria manifatturiera e una crescita trainata dai servizi. Molti osservatori chiedono che la ripartenza passi attraverso riforme e una manovra che favorisca la produttività. Ignazio Visco, governatore onorario di Bankitalia, in un'intervista a La Stampa ha ricordato che la legge di Bilancio serve a mantenere l'equilibrio dei conti, non a ridisegnare il sistema economico. Le vere priorità, secondo Visco, sono riforme strutturali, investimenti in produttività, formazione e partecipazione al lavoro, con politiche attive per sostenere occupazione femminile, giovanile e integrazione degli immigrati, in un Paese che nei prossimi 25 anni perderà sette milioni di persone in età lavorativa. Interviene Carlo Cottarelli, economista e direttore dell'Osservatorio conti pubblici italiani Università CattolicaUk, economia in frenata e partito laburista nel caosNel terzo trimestre il Pil britannico cresce solo dello 0,1%, in calo rispetto allo 0,3% del trimestre precedente e sotto le attese. Il rallentamento rappresenta un problema per il governo laburista di Keir Starmer, alla vigilia della manovra d'autunno del 26 novembre, già contestata per l'aumento delle tasse e i tagli alla spesa. A pesare sui conti è soprattutto il crollo della produzione automobilistica: a settembre -28,6%, il dato peggiore dal 2020, legato anche a un cyber attacco che ha costretto Jaguar Land Rover a fermare per cinque settimane la produzione. La produzione di auto è scesa a 51 mila unità, il livello più basso dal 1952. La cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves ha promesso una manovra per rafforzare l'economia, ma il governo è in crisi di consensi, con disoccupazione al 5%, debito elevato e inflazione ancora alta. Intanto il Partito laburista scende nei sondaggi fino al quarto posto, alimentando voci di sfide interne alla leadership di Starmer. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, Il Sole 24 Ore LondraL'Ecofin tassa i pacchi low cost: passo avanti contro l'ultra fast fashionL'Ecofin ha approvato l'abolizione delle esenzioni dai dazi per i pacchi extra-Ue di valore inferiore a 150 euro, misura che entrerà in vigore nel 2026, anticipando la data originaria del 2028. Italia e Francia, principali promotrici, la considerano un passo avanti contro la concorrenza sleale delle piattaforme di ultra fast fashion come Shein e Temu. La Commissione europea stima che oltre il 90% dei 4,6 miliardi di pacchi di basso valore arrivati in Europa nel 2024 provenga dalla Cina, in forte aumento rispetto ai 2,4 miliardi del 2023. L'obiettivo è riportare equità e sostenibilità nel settore moda, con un gettito stimato di uno o due euro a pacco. L'iniziativa ha ottenuto il sostegno delle associazioni italiane di categoria: secondo Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, la tassazione è essenziale per la sopravvivenza del comparto tessile e abbigliamento, mentre Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda italiana, chiede anche norme più rigide sulla pubblicità e la trasparenza dei prodotti non conformi agli standard europei. In parallelo, il Mimit prepara un pacchetto di norme nazionali contro le piattaforme extra-Ue, inclusa una possibile tassa di 2 euro sui piccoli pacchi fino a due chili. Il commento è di Adriana Cerretelli, Il Sole 24 Ore Bruxelles
Andrew Cuomo o Zohran Mamdani? Chi sarà il prossimo sindaco di New York? Il primo lo conosciamo bene, è stato governatore dello stato di New York e per mesi ha dominato i sondaggi. Il secondo ha 36 anni e lo scorso giugno ha vinto le primarie del Partito democratico attirando l'attenzione e la simpatia di molti. Tracciamo un profilo dei candidati con Marco Valsania, corrispondente del Sole 24Ore a New York."Parole inaccettabili in qualsiasi Paese civile". Così il ministro Antonio Tajani ha definito le dichiarazioni di Maria Zacharova, portavoce del Ministero degli esteri russo, a proposito dell'incidente alla Torre dei Conti a Roma. Ma come definire questi attacchi? Reazioni estemporanee di un singolo o atti dietro cui si nasconde una volontà strutturata di danneggiare il "nemico"? Lo chiediamo a Marta Allevato, giornalista di Agi, e ad Adriano Soi, già prefetto e responsabile Comunicazione istituzionale del DIS (Dipartimento Informazioni e Sicurezza).
Il 23 ottobre si è chiusa a Pechino la quarta sessione plenaria del comitato centrale del Partito comunista cinese, che aveva lo scopo di delineare i principi e gli obiettivi del prossimo piano quinquennale. Con Giada Messetti, sinologa.Il 17 ottobre il principe Andrea, fratello minore di Carlo III re del Regno Unito, ha rinunciato ai titoli reali, una decisione legata al suo coinvolgimento nel caso del finanziere newyorchese Jeffrey Epstein, condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori. Con William Ward, giornalista, da Londra.Oggi parliamo anche di:Podcast • Guerra un podcast di Internazionale con Davide Maria De LucaFilm • Bugonia di Yorgos LanthimosCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Sanae Takaichi è la prima donna a ricoprire l'incarico di primo ministro in Giappone. Ha infranto un tabù in un Paese dove le donne fanno fatica ad affermarsi, ottenendo 237 voti, più della soglia richiesta per assicurarsi la carica, e sconfiggendo Yoshikoko Noda, il presidente del Partito costituzionale democratico. Ne parliamo con Giulia Pompili, Giornalista esteri de il Foglio e autrice della newsletter Katane. Dalle stelle alle stalle. L'ex presidente Nicolas Sarkozy ha varcato oggi la soglia del carcere La Santé, dove sconterà una pena detentiva di cinque anni per associazione a delinquere. Un altra sbavatura per l'immagine della Francia che sta attraversando una delle crisi economiche e politiche più acute degli ultimi cinquant'anni.
Uno solo spacca l'equilibrio! Il #milan attende il suo via libera per fare partire l'effetto domino. Arbitri-Milan: ancora sotto accusaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Con le dimissioni del primo ministro giapponese Shigeru Ishiba, il 7 settembre, si è aperta la corsa per prendere il suo posto a capo del Partito liberaldemocratico e, con molta probabilità, del governo. Con Marco Zappa, docente di lingua e storia del Giappone all'Università Ca' Foscari Venezia.L'imposta sul patrimonio proposta dall'economista francese Gabriel Zucman, potrebbe contribuire a ridurre il deficit nel paese in un momento di grande instabilità. Con Roberta Carlini, ricercatrice e giornalista.Oggi parliamo anche di:YouTube • Is AI apocalypse inevitable? su After Skoolhttps://www.youtube.com/watch?v=86k8N4YsA7c HHHCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Inizierà intorno alle 19 italiane l'incontro tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump che potrebbe, a detta del presidente americano, porre fine alla guerra. Quali sono i punti del piano proposto da Donald Trump e cosa accadrà a Gaza? Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all’Università di Torino, e con Michela Mercuri, professoressa di Storia dei Paesi musulmani all'Università di Padova.La Moldova ha scelto di stare con l'Europa. Lo ha fatto in cabina elettorale domenica scorsa, esprimendo più del 50% delle preferenze per il Partito d’azione e solidarietà (Pas). Commentiamo con Isac Mihai, giornalista di TVR Moldova.
Guerra di Liberazione o guerra civile? L'annosa questione è proposta da alcuni anni: taluni critici tendono a sminuire il ruolo resistenziale invocando un presunto conflitto interno tutto italiano. Ma fu davvero così? E che dire dei movimenti resistenziali che nel resto d'Europa si organizzarono e si opposero all'occupazione nazista? Avviamo con questo video una miniserie per far luce sul tema, cominciando con una puntata dedicata alla Resistenza francese o "maquis". Dai primi movimenti autonomi al CNR di Jean Moulin fino al ruolo del Partito comunista transalpino e a quello dei Servizi alleati, vedremo perché ancora oggi in Francia si parli di Resistenza e non di "guerra civile".
Il 14 settembre almeno 50mila persone hanno partecipato a una manifestazione ad Ankara del Partito popolare repubblicano, il principale partito di opposizione turco. Con Murat Cinar, giornalista.Il rover Perseverance della Nasa ha individuato in un antico canale fluviale su Marte delle possibili tracce di vita microscopica Con Tullia Sbarrato, ricercatrice presso l'osservatorio di Brera.Oggi parliamo anche di:Documentario • Sotto le nuvole di Gianfranco RosiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Nella notte tra il 6 e il 7 settembre la Russia ha lanciato un nuovo, pesantissimo attacco sull'Ucraina, che ha provocato almeno 5 morti e che, per la prima volta dall'inizio della guerra, ha preso di mira il palazzo della sede del governo a Kiev. Con Davide Maria De Luca, giornalista che vive a KievIl primo ministro giapponese Shigeru Ishiba ha annunciato il 7 settembre le sue dimissioni dalla guida del Partito liberaldemocratico e, di fatto, dalla carica di capo del governo. Con Marco Zappa, professore associato di studi giapponesi all'università Ca' Foscari di Venezia. Oggi parliamo anche di:Ghana • “Rifarsi una vita ad Accra” di Kéchi Nne Nomuhttps://www.internazionale.it/magazine/kechi-nne-nomu/2025/09/04/rifarsi-una-vita-ad-accraSerie tv • Platonic di Apple TV+Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
È cominciato il 2 settembre alla corte suprema del Brasile il processo all'ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro, che rischia una condanna a più di quarant'anni di carcere per un tentativo di colpo di stato. Con Camilla Desideri, editor di America Latina di Internazionale.Si prevede un testa a testa tra il blocco di centrosinistra, guidato dal Partito laburista del premier Jonas Gahr Støre, e un blocco di centrodestra dominato dal Partito conservatore. Con Eva Kristin Pedersen, giornalista.Oggi parliamo anche di:Scienza • “Il potere antico delle donne” di Laura Spinneyhttps://www.internazionale.it/magazine/laura-spinney/2025/09/04/il-potere-antico-delle-donneLibro • Nadia Terranova, Quello che so di te (Guanda 2025)Questo episodio è presentato da NordVpn: https://nordvpn.com/ilmondoCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
L’apertura dei giornali, con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.E' in viaggio verso Gaza, per portare viveri e generi di prima necessità, la Global Sumud Flotilla. Su una di queste quaranta imbarcazioni partite da vari porti europei da domenica ci sono anche quattro tra parlamentari ed europarlamentari italiani.Ne parliamo con uno di questi, Arturo Scotto, deputato del Partito democratico.
Alessandro Aresu"Partner o rivali?"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, ModenaAlessandro AresuPartner o rivali?Per una geopolitica della ricerca applicataVenerdì 19 settembre 2025, ore 18:00In che modo la competizione globale ridefinisce la ricerca applicata e la collaborazione accademica? Questa lezione analizza le dinamiche geopolitiche che influenzano lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale, mettendo a fuoco la crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina e le sue ricadute sui sistemi della conoscenza. Alessandro Aresu"La Cina ha vinto"Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itL'Occidente è ossessionato dalla Cina, spesso però la osserva con miopia o secondo schemi interpretativi inadeguati. Alessandro Aresu – una delle voci più lucide del dibattito geopolitico italiano – rilegge la sfida cinese non come uno scontro ideologico tra democrazia e autoritarismo, ma come un conflitto sistemico tra modelli di potenza. "La Cina ha vinto" non è un'affermazione retorica, è una provocazione metodica: per capire dove stiamo andando bisogna decifrare il pensiero strategico cinese, le sue origini storiche, le sue logiche industriali, i suoi strumenti di influenza globale, le sue contraddizioni. Alessandro Aresu ci indica le traiettorie della tecnopolitica di Pechino, raccontando con chiarezza le trasformazioni dei rapporti tra Partito, capitale, sapere tecnico e ambizioni globali. Dalle radici confuciane all'intelligenza artificiale, dall'enorme vantaggio sul talento alla superiorità produttiva, Aresu ci restituisce un quadro che va oltre la narrazione dominante sull'“impero del controllo”. È la storia di un potere politico curioso del suo avversario e consapevole della propria forza. In queste pagine il lettore è chiamato a riflettere su quale mondo ci stiamo preparando ad abitare: uno in cui la vittoria o la sconfitta dell'Occidente non dipenderanno solo dalla Cina, ma anche dalla nostra capacità di capirla, senza illusioni e senza ipocrisie.Alessandro Aresu è analista geopolitico, consulente istituzionale ed esperto di politiche pubbliche, con una competenza specifica nei rapporti tra economia, tecnologia e potere globale. Ha lavorato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dell'Università e della Ricerca, la Cassa Depositi e Prestiti e l'Agenzia Spaziale Italiana. È stato consigliere del Presidente del Consiglio Mario Draghi tra il 2021 e il 2022. Scrive per “Limes – Rivista italiana di geopolitica”, di cui è consigliere scientifico, e collabora con testate italiane e internazionali come “Le Grand Continent”, “Aspenia”, “Gnosis”, “Il Foglio”, “Il Fatto Quotidiano”, “Il Giornale” e “L'Unione Sarda”. Nei suoi studi ha esplorato l'evoluzione del capitalismo politico e le trasformazioni della competizione globale, con un'attenzione particolare al ruolo delle tecnologie emergenti, alla governance delle filiere strategiche (cavi sottomarini, semiconduttori) e al confronto tra Stati Uniti e Cina. Ha introdotto nel dibattito italiano aziende chiave come BYD, NVIDIA e TSMC, con l'obiettivo di favorire una cultura della sovranità tecnologica e industriale. Il suo approccio, interdisciplinare e divulgativo, combina analisi sistemica e cultura strategica. Tra i suoi libri: L'interesse nazionale. La bussola dell'Italia (Bologna 2018, con Luca Gori); Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina (Milano 2020); Il dominio del XXI secolo. Cina, Stati Uniti e la guerra invisibile sulla tecnologia (Milano 2022); Geopolitica dell'intelligenza artificiale (Milano 2024, tra i finalisti al Premio Strega Saggistica 2025).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
E' durata 10 giri l'illusione di Marco Bezzecchi, in testa al GP di Ungheria. Il tempo di un paio di controsorpassi a Marc Marquez. Partito con una gomma soffice posteriore il pilota dell'Aprilia ha cercato di costruire il suo vantaggio sul ducatista, che aveva scelto una gomma media, ma quando lo spagnolo è transitato primo sul traguardo all'11° passaggio è apparso subito chiaro che l'esito della gara era scritto. (la cronaca-commento della gara QUI)Settima vittoria consecutiva e vantaggio abissale per Marc Marquez sul fratello e su Bagnaia, tanto che matematicamente ma con un po' di fortuna potrebbe aggiudicarsi il titolo fin dal GP di Misano.Lui ha detto che preferirebbe in Giappone, perché se lo vincesse prima significherebbe che Alex ha avuto ulteriori battute di arresto, ma tant'è: ormai ci siamo.Paolo, Carlo e Marco parlano di questa possibilità, ma anche di questo motomondiale 2025 senza storia nel quale, peraltro, KTM ed Aprilia si stanno avvicinando al rendimento della Ducati che a Balaton, senza Marquez, sarebbe sprofondata.
Oggi parliamo di concessioni balneari, di Israele con un controverso piano di espansione in Cisgiordania, torniamo sul tema dei vaccini e sul partito di Elon Musk. ... Qui il link per iscriversi al canale Whatsapp di Notizie a colazione: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione ... Qui gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nata a Genova nel 1961, Moana Pozzi è stata una delle figure più controverse e affascinanti dello spettacolo italiano. Dietro l'immagine della pornostar sicura di sé e della diva televisiva, si celava una donna determinata, colta e capace di trasformare il proprio corpo in simbolo di libertà e provocazione. Negli anni Ottanta e Novanta, mentre l'Italia si confrontava con un clima sociale conservatore, Moana infranse i tabù, approdando persino alla politica con il Partito dell'Amore. Nel 1994, la sua morte improvvisa a soli 33 anni, ufficialmente per un cancro al fegato, alimentò una scia di teorie alternative: chi sosteneva fosse morta di AIDS, chi parlava di un'esistenza segreta all'estero, chi di un complotto dei servizi segreti. Un mistero che, a distanza di trent'anni, continua ad alimentare fascino e interrogativi. Ma chi era davvero Moana Pozzi? E perché la sua figura resta così potente nell'immaginario collettivo italiano? Proviamo a scoprirlo insieme a Morena Rossi, copywriter, creative producer presso il gruppo Orange Media, ma soprattutto podcaster e autrice della serie “Icone”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
Quella di Zhou Enlai è la storia del Partito comunista, della nascita della Repubblica popolare e di una relazione tutta particolare, a tratti conflittuale, con Mao Zedong. Zhou è l'uomo d'azione, Mao quello delle idee. Zhou è il parafulmine per le decisioni più scellerate di Mao. Ma è anche l'immagine della Cina all'estero. Intento a mitigare l'immagine più radicale di Mao. Gli inserti audio della puntata sono tratti da: 中国上海1930年影像 Shanghai, China 1930, canale YouTube 英弟, 9 aprile 2024; Zhou Enlai's speech, canale YouTube Mikey, 14 aprile 2022; Interview with Zhou En Lai, canale YouTube PublicResourceOrg, 1 luglio 2011; Long March Song Cycle 1976--Victory Celebration (长征组歌(选段) --祝捷,1976), canale YouTube Haotian Cao, 29 ottobre 2012; Mao Zedong Full Speech Restored (1949), canale YouTube All things Old, 19 agosto 2022; UPITN 17 1 76 ZHOU ENLAI LIES IN STATE, Ap Archive, 16 aprile 2018. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In apertura la lettura critica dei quotidiani di oggi in edicola con Paolo Mieli.Ieri le parole del Sindaco Sala in consiglio comunale. Il Movimento 5 Stelle, la Lega e Fratelli d'Italia chiedono le dimissioni del sindaco, mentre il Partito democratico sarebbe intenzionato ad andare avanti con Sala, ma con un cambio di passo sull'urbanistica. Per parlare di tutti gli sviluppi delle ultime ore ci colleghiamo con Stefano Patuanelli, Capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle e Alessandro Alfieri, senatore del Pd.
Non è sempre una scelta quella delle donne di lavorare di meno. E' il cosiddetto part-time involontario, si svolge un lavoro a tempo parziale perché non se ne è trovato uno a tempo pieno, e colpisce soprattutto le donne e gli stranieri. Colpisce l'entità: quattro volte maggiore rispetto agli uomini. Ne parliamo con Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro della segreteria nazionale del Partito democratico e Walter Rizzetto, deputato di FdI, presidente XI Commissione Lavoro.
Il caso Garlasco e l’Ignoto 3;In Inghilterra nasce il partito marxista/islamista.
A un anno dalla storica vittoria del Partito laburista, il premier britannico Keir Starmer appare molto indebolito, sia tra gli lettori, sia all'interno del Labour. Con John Foot, storico britannico.Il 1 luglio la Corte Costituzionale thailandese ha sospeso la premier Paetongtarn Shinawatra con l'accusa di aver violato l'etica istituzionale. Con Laura Fazzini, giornalista.Oggi parliamo anche di: Guinea Bissau • La scuola nuova di Ana Soromenhohttps://www.internazionale.it/magazine/ana-soromenho/2025/07/03/la-scuola-nuovaMusica • A sober conversation di BC CamplightCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
(00:00) Intro (02:31) Musk all'attacco di Trump, può minare le elezioni di Mid Term (27:22) Tik Tok: quando i social diventano merce geopolitica e finanziaria Dal 26 al 28 settembre a Torino Chora&Will Days, il primo festival di Chora e Will: scopri il programma e come partecipare su days.chorawill.com Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: https://shor.by/GcvZ Questo podcast e gli altri nostri contenuti sono gratuiti anche grazie a chi ci sostiene con Will Makers. Sostienici e accedi a contenuti esclusivi su willmedia.it/abbonati Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Cavallari esce dal carcere per la laurea e scappa - Trump e il partito di Musk: le paure della casa bianca
Giuseppe Sarcina spiega perché l'imprenditore ha fondato «America Party» e qual è il suo obiettivo visto che (essendo nato in Sudafrica) non si può candidare alla presidenza Usa. Lorenzo Cremonesi parla della trattativa per il cessate il fuoco nella Striscia, con il primo ministro israeliano Netanyahu a Washington per discuterne con Trump. Paolo Salom racconta la guerra politica sulla successione alla massima autorità del buddismo tibetano.I link di corriere.it:Fin dove può arrivare l'America Party di Elon MuskA che punto è la trattativa per Gaza (che sembra sempre tornare alla casella iniziale)Dalai Lama: «Ci sarà un successore e non sarà scelto dalla Cina». Pechino replica: «Decidiamo noi»
Il 25 giugno Zohran Mamdani, socialista del Partito democratico, ha vinto le primarie per scegliere il candidato a sindaco di New York, battendo l'ex governatore Andrew Cuomo, e dando uno scossone al campo democratico e alla scena politica nazionale. Con Maya Adereth, docente di sociologia alla London school of economics.Negli ultimi giorni un'inchiesta della giornalista Selvaggia Lucarelli ha aperto un dibattito sul fenomeno della vendita a prezzi stracciati dei biglietti dei concerti in modo da farli risultare sold out. Con Giovanni Ansaldo, editor di musica di Internazionale. Oggi parliamo anche di: Scienza • "L'altra metà dello spettro" di Gina Ripponhttps://www.internazionale.it/magazine/gina-rippon/2025/06/26/l-altra-meta-dello-spettroLibro • E questo cielo, e queste nuvole. 28 poesie russe e una italiana a cura di Paolo Nori (Crocetti editore)Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Nurul Izzah è stata eletta vice presidente del Partito al cui comando c'è il padre, Anwar Ibrahim, che è anche il premier del paese. Nessuno nega che Nurul Izzah, già volto simbolo del movimento degli anni '90 noto come “Reformasi”, abbia grande carisma e capacità. Ma tutti pensano di essere di fronte a un ennesimo caso di nepotismo. Cosa che per la Malaysia, così come per tanti altri paesi asiatici, non sarebbe per niente una novità. Le fonti audio di questa puntata sono tratte da: Challenges ahead for PKR, says Nurul Izzah, canale YouTube The Star, 24 maggio 2025; Laungan Reformasi Nurul Izzah & Adiknya Tahun 1998, KL Media Channel, 5 giugno 2018; Ucapan Reformasi Anwar 20 Sept 1998, canale Youtube Suara Kedilan, 20 settembre 2021; Malaysia - Mahathir speaks out against Anwar, Ap Archive, 23 luglio 20015; Jailed Malaysian oppn leader Anwar Ibrahim's daughter Nurul Izzah Anwar , canale YouTube News7Tamil, 17 marzo 2015; From the heart: Nurul Izzah's compassionate message for Gaza's mothers on Mother's Day, canale Youtube sinardailymy, 14 maggio 2024; 'Muhyiddin has two personalities' - Dr M on 'Sheraton Move' architects, canale Youtube KiniTv, 21 giugno 2020; Malaysia GE15: Anwar Ibrahim says it's time for “new politics", vows to be leader for all Malaysians, CNA, 6 novembre 2022; Anwar dismisses talk of nepotism after Nurul Izzah's win, Free Malaysia Today, 24 maggio 2025; PKR president Anwar Ibrahim's speech at PKR congress, canale Youtube KiniTv, 24 maggio 2025. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La Coalition cerca un cambio di marcia con una nuova coppia al timone, mentre il secondo governo Albanese ha prestato giuramento. Il punto di Paul Scutti.
Sara Gandolfi analizza la vittoria del Partito liberale nelle elezioni: un successo al quale hanno contribuito non poco i primi 100 giorni di governo di The Donald. Marco Cremonesi parla della giornata del Capo dello Stato a Latina dove, nell'avvicinarsi del 1° maggio, ha voluto sottolineare il problema delle basse retribuzioni. Monica Ricci Sargentini racconta che cosa si sono detti la presidente del Consiglio e quello turco ieri a Roma.I link di corriere.it:Canada, i liberali vincono le elezioni: Carney confermato primo ministroPrimo Maggio, Mattarella e il monito sui salari: «Tante famiglie non reggono più»Il leader dell'opposizione turca Ozgur Ozel: Nel mio Paese c'è un colpo di Stato, l'Italia e l'Ue alzino la voce