POPULARITY
Se vuoi fare lo splendido con la tua crush valtellinese, lascia perdere lo sci: il tuo stile sculettante alla “stupido sexy Flanders” è indietro di secoli rispetto al suo carving perfetto. Piuttosto, aspettala in baita e, ad après-ski finito, quando siete entrambi abbastanza su di giri, sparale la storia del Sacro Macello di Valtellina. No, non era il luogo dove si facevano le bresaole...See omnystudio.com/listener for privacy information.
con Denise Cicchitti e Giuliano Gomez
Gli ultimi giorni di Mussolini e del fascismo vengono vissuti in una Lombardia in fiamme. L'avanzata alleata, i contatti dei tedeschi coi partigiani per una ritirata priva di scontri, l'estremo tentativo del cardinale Schuster e di Marcello Petacci si rivelano tutti infruttuosi. Mussolini decide di scappare verso Nord ma senza un'idea chiara: Pavolini gli propone un indifendibile ridotto in Valtellina, Graziani lo invita a tornare a Milano, la via per la Svizzera è sbarrata e l'ultima via di fuga è rappresentata da una colonna nazista che vuole attraversare lo Stelvio in direzione Merano. Ed è a bordo del camion numero 34 che durante un controllo a Dongo l'ex dittatore viene riconosciuto e arrestato. Le sue ultime 24 ore saranno drammatiche.
Documenti storici da preservare, atti contemporanei da selezionare, archivi digitali da rendere consultabili anche tra centinaia di anni. La puntata è dedicata alla conservazione della memoria storica e alle sfide dell'archiviazione, dall'antica pergamena ai documenti nati in formato digitale.Il viaggio parte da Berna, dove opera uno dei centri di ricerca più avanzati nel campo dell'archiviazione storica. Sacha Zala, storico e direttore dei Documenti diplomatici svizzeri (Dodis), spiega come il suo gruppo di ricerca selezioni una minima parte di una mole imponente di documenti dell'Archivio federale per ricostruire la storia della politica estera svizzera. Con lui si affrontano i temi della digitalizzazione, degli standard di conservazione a lungo termine, del valore dei metadati e delle nuove possibilità offerte dal riconoscimento ottico dei caratteri e dall'intelligenza artificiale per l'analisi delle fonti.Dalla capitale federale ci si sposta poi nel Grigioni italiano per parlare di tutela concreta degli archivi comunali storici. Dante Peduzzi, ex ispettore scolastico, presenta il progetto realizzato in collaborazione tra l'Archivio cantonale dei Grigioni e l'Archivio a Marca di Mesocco, che prevede il deposito, la messa in sicurezza e la digitalizzazione di documenti prodotti tra il XIII secolo e il 1799. Un modello pensato per garantire la conservazione professionale di un patrimonio pubblico spesso fragile e poco valorizzato.La puntata si chiude oltre confine, in Valtellina, con Saveria Masa, storica e ricercatrice specializzata nello studio del territorio alpino. Forte di una lunga esperienza negli archivi svizzeri e italiani, Saveria Masa sottolinea l'importanza dell'accesso digitale alle fonti, in particolare a quelle ecclesiastiche, per facilitare la ricerca, proteggere gli originali e rendere il patrimonio documentario realmente accessibile.Un approfondimento che intreccia storia, tecnologia e responsabilità pubblica nel preservare le tracce del nostro passato.
Documenti storici da preservare, atti contemporanei da selezionare, archivi digitali da rendere consultabili anche tra centinaia di anni. La puntata è dedicata alla conservazione della memoria storica e alle sfide dell'archiviazione, dall'antica pergamena ai documenti nati in formato digitale.Il viaggio parte da Berna, dove opera uno dei centri di ricerca più avanzati nel campo dell'archiviazione storica. Sacha Zala, storico e direttore dei Documenti diplomatici svizzeri (Dodis), spiega come il suo gruppo di ricerca selezioni una minima parte di una mole imponente di documenti dell'Archivio federale per ricostruire la storia della politica estera svizzera. Con lui si affrontano i temi della digitalizzazione, degli standard di conservazione a lungo termine, del valore dei metadati e delle nuove possibilità offerte dal riconoscimento ottico dei caratteri e dall'intelligenza artificiale per l'analisi delle fonti.Dalla capitale federale ci si sposta poi nel Grigioni italiano per parlare di tutela concreta degli archivi comunali storici. Dante Peduzzi, ex ispettore scolastico, presenta il progetto realizzato in collaborazione tra l'Archivio cantonale dei Grigioni e l'Archivio a Marca di Mesocco, che prevede il deposito, la messa in sicurezza e la digitalizzazione di documenti prodotti tra il XIII secolo e il 1799. Un modello pensato per garantire la conservazione professionale di un patrimonio pubblico spesso fragile e poco valorizzato.La puntata si chiude oltre confine, in Valtellina, con Saveria Masa, storica e ricercatrice specializzata nello studio del territorio alpino. Forte di una lunga esperienza negli archivi svizzeri e italiani, Saveria Masa sottolinea l'importanza dell'accesso digitale alle fonti, in particolare a quelle ecclesiastiche, per facilitare la ricerca, proteggere gli originali e rendere il patrimonio documentario realmente accessibile.Un approfondimento che intreccia storia, tecnologia e responsabilità pubblica nel preservare le tracce del nostro passato.
Descrizione: itinerario di un weekend tra Aprica - riserva Pian di Gembro e Tirano#FamilyPlanet - Puntata 20 - Stagione 6 in collaborazione con Rossella di www.familyplanet.itAscolta la WebRadio quiVisita il nostro sito www.gorgoradio.it#FamilyPlanet #gorgoradio
In questa puntata di Vette d'Impresa raccontiamo Tessuti di Sondrio, storica realtà tessile nata nel cuore delle Alpi e oggi punto di riferimento per il settore a livello internazionale. Con Fabio Grazioli parliamo di tradizione manifatturiera, evoluzione industriale e del valore di un savoir faire tramandato nel tempo, capace di rinnovarsi senza perdere identità. Un confronto su cosa significa fare impresa in Valtellina oggi: tra radici profonde, innovazione e visione futura.
Archeo Alps è il progetto Interreg che riunisce università, enti di ricerca e istituzioni tra Valtellina, Valchiavenna e Canton Grigioni per ricostruire la storia delle Alpi tra tarda antichità e Medioevo. Un'iniziativa che dopo un anno di attività ha già raggiunto il suo primo giro di boa, entrando nella fase operativa e restituendo nuove chiavi di lettura su un territorio tutt'altro che marginale. I risultati raggiunti finora sono stati presentati nei giorni scorsi a Sondrio dove contestualmente vi è stata l'inaugurazione della mostra “Archeologia e Montagna” , allestita presso il MVSA – Museo Valtellinese di storia e arte.Il progetto propone un cambio di prospettiva: studiare non solo come l'uomo abbia modellato l'ambiente, ma anche come l'ambiente abbia condizionato le scelte delle comunità alpine. Un approccio illustrato da Fabio Saggioro, archeologo dell'Università di Verona, che evidenzia il ruolo del paesaggio come risorsa determinante per lo sviluppo di società complesse. Sulle dinamiche del potere e sulla rete di collegamenti che strutturava le Alpi interviene Riccardo Rao (Università di Bergamo), che con il suo gruppo studia castelli e siti fortificati tra Bregaglia, Valtellina e Grigioni. Le prime analisi mostrano centri già organizzati in epoca altomedievale, punti strategici di controllo dei passi e di gestione del commercio, come testimoniano anche le tessere daziarie rinvenute negli scavi. L'innovazione metodologica è uno dei pilastri del progetto. Federico Zoni, archeologo medievale dell'Università di Bergamo, spiega come Archeo Alps affianchi allo scavo tradizionale analisi ambientali, studi pollinici, setacciature specialistiche e rilievi ad alta tecnologia. Un lavoro che ha permesso, ad esempio, di identificare tracce di grano a Tresivio, prova di scambi a lunga distanza già nell'Alto Medioevo. Il coinvolgimento dei territori è fondamentale. Giampiero Raveglia, presidente della Regione Moesa e sindaco di Roveredo, sottolinea la necessità di integrare tutela e pianificazione urbana, mentre Fernando Baruffi, sindaco di Tresivio, vede nelle scoperte un'opportunità di valorizzazione e di rilettura del paesaggio locale. La prospettiva turistica è invece al centro dell'intervento di Marcella Fratta, assessora alla Cultura del Comune di Sondrio, che auspica una fruizione più consapevole del patrimonio alpino. Infine Omar Iacomella, sindaco di Piuro, guarda a un turismo slow legato a reti sentieristiche, pacchetti integrati e future summer school per giovani archeologi.Archeo Alps è solo a metà percorso, ma già svela un passato sorprendentemente ricco. Le Alpi emergono come uno spazio vivo, attraversato da scambi, relazioni e innovazioni: un patrimonio che oggi si rinnova grazie a ricerca, collaborazione e visione comune.
Archeo Alps è il progetto Interreg che riunisce università, enti di ricerca e istituzioni tra Valtellina, Valchiavenna e Canton Grigioni per ricostruire la storia delle Alpi tra tarda antichità e Medioevo. Un'iniziativa che dopo un anno di attività ha già raggiunto il suo primo giro di boa, entrando nella fase operativa e restituendo nuove chiavi di lettura su un territorio tutt'altro che marginale. I risultati raggiunti finora sono stati presentati nei giorni scorsi a Sondrio dove contestualmente vi è stata l'inaugurazione della mostra “Archeologia e Montagna” , allestita presso il MVSA – Museo Valtellinese di storia e arte.Il progetto propone un cambio di prospettiva: studiare non solo come l'uomo abbia modellato l'ambiente, ma anche come l'ambiente abbia condizionato le scelte delle comunità alpine. Un approccio illustrato da Fabio Saggioro, archeologo dell'Università di Verona, che evidenzia il ruolo del paesaggio come risorsa determinante per lo sviluppo di società complesse. Sulle dinamiche del potere e sulla rete di collegamenti che strutturava le Alpi interviene Riccardo Rao (Università di Bergamo), che con il suo gruppo studia castelli e siti fortificati tra Bregaglia, Valtellina e Grigioni. Le prime analisi mostrano centri già organizzati in epoca altomedievale, punti strategici di controllo dei passi e di gestione del commercio, come testimoniano anche le tessere daziarie rinvenute negli scavi. L'innovazione metodologica è uno dei pilastri del progetto. Federico Zoni, archeologo medievale dell'Università di Bergamo, spiega come Archeo Alps affianchi allo scavo tradizionale analisi ambientali, studi pollinici, setacciature specialistiche e rilievi ad alta tecnologia. Un lavoro che ha permesso, ad esempio, di identificare tracce di grano a Tresivio, prova di scambi a lunga distanza già nell'Alto Medioevo. Il coinvolgimento dei territori è fondamentale. Giampiero Raveglia, presidente della Regione Moesa e sindaco di Roveredo, sottolinea la necessità di integrare tutela e pianificazione urbana, mentre Fernando Baruffi, sindaco di Tresivio, vede nelle scoperte un'opportunità di valorizzazione e di rilettura del paesaggio locale. La prospettiva turistica è invece al centro dell'intervento di Marcella Fratta, assessora alla Cultura del Comune di Sondrio, che auspica una fruizione più consapevole del patrimonio alpino. Infine Omar Iacomella, sindaco di Piuro, guarda a un turismo slow legato a reti sentieristiche, pacchetti integrati e future summer school per giovani archeologi.Archeo Alps è solo a metà percorso, ma già svela un passato sorprendentemente ricco. Le Alpi emergono come uno spazio vivo, attraversato da scambi, relazioni e innovazioni: un patrimonio che oggi si rinnova grazie a ricerca, collaborazione e visione comune.
Le Olimpiadi hanno acceso i riflettori su Bormio e Livigno, ma soprattutto sull'intera Valtellina. L'evento si chiude con un giudizio organizzativo ampiamente positivo: istituzioni coordinate, macchina operativa rodata, visibilità internazionale senza precedenti. La sfida ora è capire che cosa resta, oltre le immagini e i numeri.La strategia dichiarata è stata chiara: trasformare la vetrina globale in un volano per il territorio. Portare la Valtellina nel mondo e il mondo in Valtellina. Nuovi mercati si sono affacciati, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia al Brasile. La scommessa è intercettare una domanda più qualificata, puntare sulla qualità più che sulla quantità.Eppure, i nodi non mancano. L'offerta ricettiva è concentrata e non sempre all'altezza di una domanda internazionale esigente. Il rischio di un rialzo strutturale dei prezzi preoccupa una parte della popolazione, così come la distribuzione della ricchezza generata dal turismo, percepita da alcuni come poco diffusa. Il settore resta trainante, ma non può essere l'unico orizzonte.C'è poi il tema dei servizi: sanità, trasporti, personale qualificato. L'eredità olimpica potrà consolidarsi solo se le infrastrutture attivate per l'evento diventeranno stabili e funzionali alla vita quotidiana, contrastando spopolamento e precarietà occupazionale.Sul piano identitario, la ribalta mediatica ha premiato anche i prodotti locali: i pizzoccheri raccontati come simbolo di una “tribù” alpina, le filiere corte, il legame tra paesaggio e agricoltura. Per alcuni questa è la vera eredità: fare sistema, promuovere insieme territorio e produzioni, rafforzare un'immagine coerente e riconoscibile.Altri, però, invitano alla prudenza. Il modello di sviluppo centrato sull'industria dello sci, con investimenti ingenti in impianti e innevamento artificiale, viene messo in discussione alla luce dei cambiamenti climatici e dei costi pubblici. Ci si chiede se sia sostenibile continuare su questa strada o se non serva una diversificazione più coraggiosa.Tra entusiasmo e scetticismo, la partita del dopo Olimpiadi è aperta. Non si tratta più di organizzare un evento, ma di scegliere una direzione. Restare una cartolina di successo o diventare un territorio capace di coniugare crescita, equilibrio ambientale e coesione sociale. La vera eredità si misurerà nei prossimi anni.Ospiti:
Le Olimpiadi hanno acceso i riflettori su Bormio e Livigno, ma soprattutto sull'intera Valtellina. L'evento si chiude con un giudizio organizzativo ampiamente positivo: istituzioni coordinate, macchina operativa rodata, visibilità internazionale senza precedenti. La sfida ora è capire che cosa resta, oltre le immagini e i numeri.La strategia dichiarata è stata chiara: trasformare la vetrina globale in un volano per il territorio. Portare la Valtellina nel mondo e il mondo in Valtellina. Nuovi mercati si sono affacciati, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia al Brasile. La scommessa è intercettare una domanda più qualificata, puntare sulla qualità più che sulla quantità.Eppure, i nodi non mancano. L'offerta ricettiva è concentrata e non sempre all'altezza di una domanda internazionale esigente. Il rischio di un rialzo strutturale dei prezzi preoccupa una parte della popolazione, così come la distribuzione della ricchezza generata dal turismo, percepita da alcuni come poco diffusa. Il settore resta trainante, ma non può essere l'unico orizzonte.C'è poi il tema dei servizi: sanità, trasporti, personale qualificato. L'eredità olimpica potrà consolidarsi solo se le infrastrutture attivate per l'evento diventeranno stabili e funzionali alla vita quotidiana, contrastando spopolamento e precarietà occupazionale.Sul piano identitario, la ribalta mediatica ha premiato anche i prodotti locali: i pizzoccheri raccontati come simbolo di una “tribù” alpina, le filiere corte, il legame tra paesaggio e agricoltura. Per alcuni questa è la vera eredità: fare sistema, promuovere insieme territorio e produzioni, rafforzare un'immagine coerente e riconoscibile.Altri, però, invitano alla prudenza. Il modello di sviluppo centrato sull'industria dello sci, con investimenti ingenti in impianti e innevamento artificiale, viene messo in discussione alla luce dei cambiamenti climatici e dei costi pubblici. Ci si chiede se sia sostenibile continuare su questa strada o se non serva una diversificazione più coraggiosa.Tra entusiasmo e scetticismo, la partita del dopo Olimpiadi è aperta. Non si tratta più di organizzare un evento, ma di scegliere una direzione. Restare una cartolina di successo o diventare un territorio capace di coniugare crescita, equilibrio ambientale e coesione sociale. La vera eredità si misurerà nei prossimi anni.Ospiti:Massimo Sertori, Assessore di Regione Lombardia alla montagna e agli enti localiAlessandro Negrini, chef stellato valtellineseAngelo Costanzo , presidente del centro culturale “oltre i muri” di Sondrio
Chiavenna, Valtellina. 7 giugno 2000. Il corpo di Suor Laura, conosciuta e stimata da tutti nel piccolo paese, viene trovato senza vita in una strada stretta e isolata. Fin da subito appare chiaro che si tratti di un delitto e le indagini risalgono in breve tempo ad alcune ragazze minorenni del luogo. Per il movente, invece, si inizia a seguire la pista del satanismo. Questa è la storia del sacrificio di Suor Maria Laura Mainetti.See omnystudio.com/listener for privacy information.
It's Day 12 of the Milano Cortina 2026 Winter Olympics, and while we're coming down to the home stretch, there's still a lot of Olympics to enjoy, in particular a dog who decided it wanted to cross-country ski! Mikaela Shiffren dominated the Alpine slalom slope, and Johannes Klaebo added yet another gold medal to his tally. Alison spent the day in Valtellina, learning about the culture of that area, while Jill got some hospitality vibes at a number of the popular sponsor and country houses and the official hospitality club. Did any of them live up to the hype? Plus, evening ice hockey action at Santagiulia Ice Hockey Arena, where Team Canada had a big scare. Sports on today's program: Alpine skiing Biathlon Cross-country skiing Curling Freestyle skiing Ice hockey Short track speed skating Snowboard Keep our Flame Alive! We podcast about the Games all year. If you appreciate the independent voice that we provide, please consider supporting us today. Go to http://flamealivepod.com/support to learn about our one-time and ongoing patronage options (as well as the bonus content for our patrons). For a transcript of this episode, please visit http://flamealivepod.com. Thanks so much for listening, and until next time, keep the flame alive! *** Keep the Flame Alive: Obsessed with the Olympics and Paralympics? Just curious about how Olympic and Paralympic sports work? You've found your people! Join your hosts, Olympic aunties Alison Brown and Jill Jaracz for smart, fun, and down-to-earth interviews with athletes coaches, and the unsung heroes behind the Games. Get the stories you don't find anywhere else. Tun in weekly all year-round, and daily during the Olympics and Paralympics. We're your cure for your Olympic Fever! Call us: (208) FLAME-IT. *** Support the show: http://flamealivepod.com/support Bookshop.org store: https://bookshop.org/shop/flamealivepod Become a patron and get bonus content: http://www.patreon.com/flamealivepod Buy merch here: https://flamealivepod.dashery.com Hang out with us online: Facebook: https://www.facebook.com/flamealivepod Insta: http://www.instagram.com/flamealivepod Facebook Group: hhttps://www.facebook.com/groups/flamealivepod Newsletter: Sign up at https://flamealivepod.substack.com/subscribe VM/Text: (208) FLAME-IT / (208) 352-6348
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Lo scontro politico sul referendum, l'Italia e il Board for Gaza, il trapianto di cuore al bambino di due anni a Napoli, l'attivista di destra ucciso in Francia. Spazio Confidenze. Con noi Angelina Spinoni, direttrice di Confidenze. Oggi abbiamo parlato di città belle e accessibili. Le Olimpiadi Milano Cortina: il punto sportivo con Enzo Tamborra. Spazio Champions. Torniamo a parlare delle squadre italiane in Europa con i nostri inviati, Nicolò Pompei e Tommaso Angelini. Stasera le prime due gare d'andata dei play off di Champions League, con radiocronaca diretta integrale su RTL 102.5 Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5. L'attualità, commentata dalla direttrice del quotidiano Nazionale e dei quotidiani editi dal gruppo Monrif, Agnese Pini. Il caso di Alberto Ravagnani. Il prete, seguitissimo sui social, ha deciso di abbandonare il ministero sacerdotale. La sua storia nel libro "La scelta" edito da Sem. Manuela di Centa, ex fondista, è stata campionessa olimpica e ha fatto tante altre cose, tra cui anche esperienze in politica. Recentemente è stata nominata presidente di Valtellina 2028, i Giochi giovanili che pure si terranno in Italia. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
Le Olimpiadi invernali in Italia | Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italiano Livello #A2Buongiorno cari amici e amanti dell'italiano e benvenuti all'episodio numero 218.Oggi parliamo di qualcosa di molto attuale in Italia e cioè delle olimpiadi invernali che si svolgono proprio in questo periodo in Italia.Sono cominciate il 6 febbraio e termineranno il 22 febbraio. I vari giochi si tengono in diverse parti del nord Italia tra la Lombardia e il Trentino Alto Adige. L'inaugurazione è stata allo stadio San Siro di Milano, ma ci sono state e ci saranno prove sportive nella Valtellina, sempre nella regione della Lombardia, a Cortina d'Ampezzo, nella regione Veneto e in Trentino Alto Adige.Pensate che la prima edizione di questo giochi invernali si è svolta nel 1924 per proseguire poi ogni quattro anni. Dal 1994 hanno luogo negli anni pari che non si possono dividere per quattro. La prima volta che i giochi olimpici invernali avrebbero dovuto essere in Italia era il 1944. La località avrebbe dovuto essere proprio la città di Cortina d'Ampezzo, ma i giochi all'epoca sono stati cancellati a causa della guerra. La prima volta quindi che i giochi olimpici invernali hanno avuto luogo in Italia è stato il 1956 proprio nella città di Cortina d'Ampezzo e quest'anno, ...- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
We are in the middle of the 2026 Milano Cortina Winter Olympics in Italy—but what do athletes and locals eat in the host towns?In this episode, we take a culinary tour of Milan, Cortina d'Ampezzo, Bormio, Livigno, Predazzo, Tesero, and Anterselva. From Milan's saffron risotto to Valtellina's Pizzoccheri and Anterselva's Tyrolean desserts, discover how each town's traditional dishes reflect geography, culture, and history.
Da dietro le quinte delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, si alza dai territori dove si svolgeranno le gare un grido di dolore: nel reportage sul campo realizzato poco prima dell'inizio dei Giochi invernali 2026, si va alla scoperta di lavori fatti in fretta e male, opere incompiute, spreco di denaro pubblico, peggioramento della circolazione, ambiente ferito, legacy ed eredità materiali discutibili. Un incubo che non si concluderà con la fine dei Giochi: il 57 % delle opere previste sarà completato dopo l'evento. Da Cortina alla Val di Fiemme, dalla Valtellina a Milano, la voce di associazioni, movimenti, amministratori, singoli cittadini e reti che dal primo momento hanno messo in discussione la scelta di ospitare tale grande evento e hanno portato alla luce che vince e chi perde veramente.
Da dietro le quinte delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, si alza dai territori dove si svolgeranno le gare un grido di dolore: nel reportage sul campo realizzato poco prima dell'inizio dei Giochi invernali 2026, si va alla scoperta di lavori fatti in fretta e male, opere incompiute, spreco di denaro pubblico, peggioramento della circolazione, ambiente ferito, legacy ed eredità materiali discutibili. Un incubo che non si concluderà con la fine dei Giochi: il 57 % delle opere previste sarà completato dopo l'evento. Da Cortina alla Val di Fiemme, dalla Valtellina a Milano, la voce di associazioni, movimenti, amministratori, singoli cittadini e reti che dal primo momento hanno messo in discussione la scelta di ospitare tale grande evento e hanno portato alla luce che vince e chi perde veramente.
pWotD Episode 3200: 2026 Winter Olympics Welcome to popular Wiki of the Day, spotlighting Wikipedia's most visited pages, giving you a peek into what the world is curious about today.With 360,925 views on Wednesday, 4 February 2026 our article of the day is 2026 Winter Olympics.The 2026 Winter Olympics (Italian: Olimpiadi invernali del 2026), officially the XXV Winter Olympic Games and commonly known as Milano Cortina 2026, is an international multi-sport event taking place from 4 to 22 February 2026 at sites across Lombardy and Northeast Italy.A joint bid by Milan and Cortina d'Ampezzo was awarded the 2026 Winter Olympics at the 134th IOC Session in June 2019, beating another joint bid made by Stockholm and Åre, Sweden. Milano Cortina 2026 will be the first Olympic Games to be officially co-hosted by two cities; Milan will primarily host the ice events. The remaining events will be hosted in clusters around Cortina and the Valtellina and Fiemme valleys. These will mark the third Winter Olympics, and the fourth Olympics overall, to be hosted by Italy; Cortina d'Ampezzo previously hosted the 1956 Winter Olympics.The 2026 Games will feature the debut of ski mountaineering as a Winter Olympic event and will be the first Olympic Games under the IOC presidency of Kirsty Coventry.This recording reflects the Wikipedia text as of 02:45 UTC on Thursday, 5 February 2026.For the full current version of the article, see 2026 Winter Olympics on Wikipedia.This podcast uses content from Wikipedia under the Creative Commons Attribution-ShareAlike License.Visit our archives at wikioftheday.com and subscribe to stay updated on new episodes.Follow us on Bluesky at @wikioftheday.com.Also check out Curmudgeon's Corner, a current events podcast.Until next time, I'm generative Matthew.
Emozioni, attesa, eredità; ma anche costi, polemiche, infrastrutture. Tutto questo sono i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, un'opportunità, ma anche un banco di prova per il Paese intero. Radio24 vi porta in anteprima sui luoghi dei Giochi, verso il 6 febbraio, giorno dell'apertura ufficiale. Iniziamo dalla Valtellina, con Bormio e Livigno che ospiteranno sci alpino maschile, sci alpinismo, snowboard e freestyle. A guidarci il nostro inviato Dario Ricci.
Ad Abu Dhabi in corso il trilaterale fra Stati Uniti, Russia e Ucraina. Ne parliamo con Marco Di Liddo, Direttore del Centro Studi Internazionali.Jaques Moretti scarcerato dopo il pagamento della cauzione. La Premier Meloni si è detta "indignata", mentre il Ministro degli esteri Tajani ha parlato di "oltraggio alle famiglie". Sentiamo Alessandro Vaccaro, legale della famiglia Galeppini.Come ogni venerdì, il Reportage della redazione di Radio 24. Questa settimana "MilanoCortina2026: la sfida olimpica della Valtellina", di Dario Ricci. Infine, il meteo del fine settimana con Mattia Gussoni, de IlMeteo.it.
Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, che si svolgeranno dal 6 al 21 febbraio, rappresentano una sfida cruciale anche per la Valtellina, chiamata a ospitare gare di sci alpino a Bormio e snowboard e freestyle a Livigno. Con 180'000 biglietti in vendita e 3'500 giornalisti attesi, l'attenzione si concentra soprattutto sulla tenuta del sistema della mobilità, messo alla prova da cantieri aperti, opere incompiute e forti contestazioni locali.Importanti progetti irrealizzati nella zona di SondrioLe VOCI, con l'assessore della Regione Lombardia agli enti locali Massimo Sertori (già vicesindaco di Ponte in Valtellina, presidente della Provincia di Sondrio e presidente dell'Unione delle Province lombarde), fanno il punto sulle infrastrutture previste in vista dei Giochi, tra interventi realizzati, rinviati o stralciati. Al centro del confronto, la Statale 38 dello Stelvio, con i progetti dello svincolo di Sassella e del completamento della tangenziale di Sondrio, entrambi rallentati da iter autorizzativi complessi e opposizioni territoriali. Tra i contrari figura anche Barbara Baldini, già sindaca del Comune Montagne in Valtellina, che spiega le ragioni della contrarietà.La tangenzialina di BormioAmpio spazio è dedicato anche al caso di Bormio, dove la contestata tangenzialina della piana dell'Alute è stata esclusa dal pacchetto olimpico dopo due ricorsi al Tribunale amministrativo, ma continua a dividere la comunità locale. L'opposizione è guidata da un Comitato popolare che, come spiegano Stefania Trabucchi e Laura Sala, vuole tutelare la zona agricola e l'identità del luogo.Traffico nella zona di Tirano, c'è chi prevede “un delirio”La trasmissione affronta poi il tema delle limitazioni al traffico, delle ZTL olimpiche attive solo nei giorni di gara e in fasce orarie definite dal 4 al 21 febbraio che avranno un notevole impatto sulle attività di trasporto merci a causa del divieto parziale di transito per i mezzi commerciali in salita da Tirano, come spiega Paolo Oberti della SoLog che non lesina critiche alla gestione della questione, prevedendo che nei giorni delle Olimpiadi la viabilità in Alta Valtellina “sarà un delirio”. Disservizi sono previsti anche a livello ferroviario, poiché, nonostante il previsto potenziamento delle corse sulla linea Lecco-Tirano, la linea incontra sovente problemi di infrastruttura e gestione. A detta dello stesso assessore Massimo Sertori il servizio attualmente “non raggiunge la sufficienza”.Il contenzioso Grigioni-Lombardia non è risoltoIn chiusura, uno sguardo oltre confine sul contenzioso tra Regione Lombardia e Canton Grigioni per i costi sostenuti dalla Svizzera nel garantire collegamenti agevoli con Livigno, a conferma di come le Olimpiadi abbiano riacceso il dibattito sul futuro della mobilità alpina e transfrontaliera.
Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, che si svolgeranno dal 6 al 21 febbraio, rappresentano una sfida cruciale anche per la Valtellina, chiamata a ospitare gare di sci alpino a Bormio e snowboard e freestyle a Livigno. Con 180'000 biglietti in vendita e 3'500 giornalisti attesi, l'attenzione si concentra soprattutto sulla tenuta del sistema della mobilità, messo alla prova da cantieri aperti, opere incompiute e forti contestazioni locali.undefinedLe VOCI, con l'assessore della Regione Lombardia agli enti locali Massimo Sertori (già vicesindaco di Ponte in Valtellina, presidente della Provincia di Sondrio e presidente dell'Unione delle Province lombarde), fanno il punto sulle infrastrutture previste in vista dei Giochi, tra interventi realizzati, rinviati o stralciati. Al centro del confronto, la Statale 38 dello Stelvio, con i progetti dello svincolo di Sassella e del completamento della tangenziale di Sondrio, entrambi rallentati da iter autorizzativi complessi e opposizioni territoriali. Tra i contrari figura anche Barbara Baldini, già sindaca del Comune Montagne in Valtellina, che spiega le ragioni della contrarietà.undefinedAmpio spazio è dedicato anche al caso di Bormio, dove la contestata tangenzialina della piana dell'Alute è stata esclusa dal pacchetto olimpico dopo due ricorsi al Tribunale amministrativo, ma continua a dividere la comunità locale. L'opposizione è guidata da un Comitato popolare che, come spiegano Stefania Trabucchi e Laura Sala, vuole tutelare la zona agricola e l'identità del luogo.undefinedLa trasmissione affronta poi il tema delle limitazioni al traffico, delle ZTL olimpiche attive solo nei giorni di gara e in fasce orarie definite dal 4 al 21 febbraio che avranno un notevole impatto sulle attività di trasporto merci a causa del divieto parziale di transito per i mezzi commerciali in salita da Tirano, come spiega Paolo Oberti della SoLog che non lesina critiche alla gestione della questione, prevedendo che nei giorni delle Olimpiadi la viabilità in Alta Valtellina “sarà un delirio”. Disservizi sono previsti anche a livello ferroviario, poiché, nonostante il previsto potenziamento delle corse sulla linea Lecco-Tirano, la linea incontra sovente problemi di infrastruttura e gestione. A detta dello stesso assessore Massimo Sertori il servizio attualmente “non raggiunge la sufficienza”.undefinedIn chiusura, uno sguardo oltre confine sul contenzioso tra Regione Lombardia e Canton Grigioni per i costi sostenuti dalla Svizzera nel garantire collegamenti agevoli con Livigno, a conferma di come le Olimpiadi abbiano riacceso il dibattito sul futuro della mobilità alpina e transfrontaliera.
Os Jogos Olímpicos de Inverno de Milão‑Cortina começam em 6 de fevereiro e prometem ser uma das edições mais grandiosas da história. Com novos esportes no programa e competições espalhadas pelo norte da Itália, o evento deve atrair 2 milhões de turistas para a região. Para o Brasil, a edição de 2026 marca um momento especial: pela primeira vez, o país chega aos Jogos de Inverno com atletas em condições reais de lutar por medalhas. Júlia Valente, correspondente da RFI em Milão Faltam menos de três semanas para o início dos Jogos Olímpicos de Inverno de Milão-Cortina. Pela terceira vez, a Itália recebe o evento, que terá duas sedes principais: Milão e Cortina d'Ampezzo, nas Dolomitas, a cadeia montanhosa dos Alpes italianos. As competições indoor serão realizadas em Milão, enquanto as demais provas acontecem em diferentes localidades do norte do país, como Cortina, Bormio e Livigno. A edição de 2026 contará com 16 modalidades esportivas e a participação de aproximadamente 3.500 atletas de 93 países. Neste ano, o programa olímpico traz uma novidade: a estreia do esqui de montanha, conhecido como skimo. A expectativa é de uma grande audiência: cerca de 3 bilhões de pessoas devem acompanhar os Jogos em todo o mundo, enquanto mais de 2 milhões de turistas são esperados presencialmente ao longo das competições. No Brasil, porém, boa parte do público ainda desconhece que os Jogos de Inverno começam em breve. Os turistas Paulo e Maria Isabel, que estão de férias em Milão, se disseram surpresos ao descobrir que a cidade será sede do evento. Para eles, falta divulgação no Brasil. “Eu, que gosto muito de esporte, não sabia que seria aqui em Milão e achei muito interessante. É um lugar muito bom para receber esse tipo de evento. Que pena que acho que não vamos conseguir assistir aos jogos”, afirmou Paulo. Ainda há ingressos disponíveis. Os preços começam em € 30 (mais de R$ 180 na cotação atual), com opções mais acessíveis para modalidades como hóquei no gelo e curling. Já para assistir à cerimônia de abertura, marcada para 6 de fevereiro, o ingresso pode custar até € 2 mil (cerca de R$ 12 mil). O evento contará com apresentações de Laura Pausini, Mariah Carey e Andrea Bocelli. Para os que pretendem assistir presencialmente, o custo total pode ser alto. Segundo a Altroconsumo, entidade de defesa do consumidor na Itália, os preços de hospedagem chegam a quintuplicar no norte da Itália durante o período olímpico. A região da Valtellina, palco das provas de esqui acrobático e snowboard, registra os maiores aumentos, com um casal pagando em média € 1.659 (cerca de R$ 10 mil) por um fim de semana. A expectativa é de um expressivo impacto econômico para a região. Estimativas indicam um retorno de € 5,3 bilhões (mais de R$ 32 bilhões), considerando turismo imediato e futuro, consumo, serviços e os benefícios de longo prazo associados aos investimentos em infraestrutura, segundo o banco Ifis. Somente em obras de infraestrutura, tanto esportivas como públicas, foram investidos € 3,5 bilhões (R$ 21 bilhões). Grande parte desse legado deve permanecer após os Jogos. Em Milão, a Vila Olímpica, construída para abrigar 1.700 atletas, será convertida em moradia estudantil. A arena de hóquei, com capacidade para 16 mil espectadores, será transformada em um ginásio multiuso destinado a eventos esportivos e culturais. Mas a poucos dias do início dos Jogos, nem tudo está pronto. Alguns teleféricos em pistas de esqui seguem em obras, pousadas continuam em reformas e a própria arena de hóquei ainda não foi totalmente concluída. A organização agora enfrenta uma corrida contra o tempo para entregar todas as estruturas até o dia da abertura. Brasil chega a Milão-Cortina com chances de medalhas O Brasil disputa em 2026 sua décima participação em Jogos Olímpicos de Inverno, mas nunca conquistou uma medalha. Neste ano, no entanto, a expectativa é de mudar este cenário. “A gente diz que a medalha nunca esteve tão quente. Vamos sonhar até o último segundo, porque a gente se preparou. Temos atletas que estão entregando resultados históricos", disse Emílio Strapasson, Chefe de Missão do Brasil nos Jogos de Milão-Cortina, em uma apresentação na Câmara dos Deputados. "Não é uma questão de sorte, é uma questão de que a gente consegue realmente ver uma linha de crescimento e vamos chegar na Itália com uma chance real de medalha. A gente não é mais um intruso, a gente é um participante respeitado”, ressaltou. Dois atletas se destacam como protagonistas na busca por resultados inéditos. O principal nome é o esquiador Lucas Pinheiro Braathen, uma das grandes promessas do país em Milão-Cortina. Na temporada 2025/2026, ele já subiu ao pódio três vezes, com uma vitória e dois segundos lugares. Em novembro do ano passado, ele entrou para a história ao se tornar o primeiro brasileiro a vencer uma etapa da Copa do Mundo de Esqui Alpino, em Levi, na Finlândia e neste domingo (18), conquistou a medalha de prata na prova de slalom na etapa de Wengen, Suíça. Filho de pai norueguês e mãe brasileira, Lucas competiu pela Noruega até 2023. Após divergências com a federação norueguesa e um ano afastado das pistas, decidiu retornar ao esporte vestindo as cores do Brasil. Outro nome com potencial de pódio é Nicole Silveira, destaque no skeleton, prova em que o atleta desce pistas de gelo em alta velocidade deitado sobre um trenó, chegando a até 140 km/h. No último dia 9, Nicole conquistou a medalha de bronze na etapa de Saint-Moritz da Copa do Mundo. “Essa medalha é muito importante pra mim, porque acho que mostra que todo o esforço que eu estou fazendo é o caminho certo e que está tudo valendo a pena”, afirmou. A atleta teve uma evolução significativa ao longo da temporada. Nas quatro primeiras etapas do circuito, ficou fora do Top 10, mas conseguiu saltar para o décimo lugar no ranking mundial após o bronze na Suíça. “A temporada não começou muito do jeito que eu queria. As atletas que eu estou competindo contra, muitas têm mais experiência que eu. Então, eu estou tentando achar o atalho pra chegar no topo. E é ano olímpico, então todo mundo está bem forte”, disse Nicole. Com resultados expressivos e visibilidade crescente, o Brasil chega a Milão-Cortina vivendo o momento mais promissor de sua história nos esportes de inverno.
- Le nozze di Cana: il primo segno miracoloso di Gesù, raccontato nell'evangelo di Giovanni, ha a che fare con la trasformazione: non solo si svolge nel quadro di una festa, ma è caratterizzato dall'abbondanza, dalla gioia. Quell'acqua trasformata in vino racconta che Gesù è in grado di trasformare le vite di coloro che incontra. Il passo biblico è commentato dal teologo evangelico italiano Fulvio Ferrario, docente di Teologia sistematica alla Facoltà valdese di Teologia di Roma.- Guardando verso il Giorno della memoria, che ricorda ogni anno, il 27 gennaio, le vittime della Shoah, il settimanale televisivo Segni dei Tempi prepara una puntata dedicata a storie e testimonianze di confine. La trasmissione – realizzata da Paolo Tognina - porterà il pubblico a scoprire quello che è successo lungo il confine tra la Valtellina e la Valposchiavo dall'autunno 1943 alla primavera 1945. Su quel confine sono entrati circa un migliaio di ebrei in fuga dalle truppe naziste e dalle truppe fasciste della Repubblica di Salò. Testimonianze e racconti ricostruiscono il clima di quell'epoca. Segni dei Tempi andrà in onda sabato 24 gennaio alle ore 12:05 su RSI La1.
L'indagine di Altroconsumo sull'avvicinamento alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 evidenzia un forte aumento dei prezzi nelle località di gara. Un weekend olimpico di febbraio 2026 per due persone può superare in media i 1.800 euro. Cortina d'Ampezzo è la località più cara, con costi medi oltre i 2.000 euro (+261% rispetto a gennaio), mentre in Valtellina l'aumento percentuale è il più alto (+437%), pur con una spesa media inferiore. Più accessibili Val di Fiemme (circa 500 euro) e Milano (poco oltre 300 euro), anche se con prezzi quasi doppi rispetto a un weekend normale.Rispetto ad agosto 2025 si registra un lieve calo di hotel e Airbnb, legato a una domanda più debole, ma l'effetto Olimpiadi resta marcato soprattutto in montagna. I trasporti ferroviari mostrano rincari medi contenuti, ma con forti aumenti sui prezzi massimi di alcune tratte; Milano fa eccezione con un lieve calo. Incidono molto anche i biglietti delle gare: si va da meno di 100 euro per discipline più popolari fino a oltre 500 euro per gli eventi più richiesti. Un weekend a Milano può restare sotto i 700 euro, mentre a Cortina per lo sci alpino si può superare quota 2.800 euro. Interviene Alessandro Sessa, Direttore editoriale di Altroconsumo.Ex Ilva, ArcelorMittal citata in giudizio: dai commissari maxi-richiesta danni da 7 miliardiI commissari di Acciaierie d'Italia hanno citato in giudizio ArcelorMittal davanti al Tribunale di Milano chiedendo un risarcimento di 7 miliardi di euro per presunta cattiva gestione dell'ex Ilva. Secondo l'atto, visionato dal Financial Times, gli squilibri finanziari deriverebbero da una strategia deliberata volta a trasferire risorse dalla società italiana alla casa madre. La denuncia, preparata dallo Studio Zoppini, sostiene che la gestione non fosse orientata al rilancio ma all'indebolimento del gruppo siderurgico, attraverso una governance parallela guidata dall'allora vertice aziendale. I danni contestati riguardano in particolare mancate manutenzioni e perdite legate alle quote Ets. La causa è destinata a diventare una delle più rilevanti richieste di risarcimento mai presentate in Italia. Facciamo il punto con Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore Taranto.Tassisti in piazza contro le multinazionali privateÈ in corso uno sciopero nazionale dei tassisti, dalle 8 alle 22, con adesione quasi totale in molte città italiane. La protesta è rivolta contro il governo e contro l'ingresso delle multinazionali nel settore, accusate di dumping fiscale e di introdurre tariffe dinamiche tramite algoritmi. Manifestazioni e tensioni si sono registrate a Roma, con presidio a Montecitorio. Le sigle sindacali chiedono regole chiare, la riapertura del tavolo sui decreti attuativi bloccati dal 2019, il contrasto all'abusivismo e la tutela del taxi come servizio pubblico. Cgil e Uiltrasporti accusano l'esecutivo di favorire le piattaforme, mentre altre realtà come Uri e itTaxi criticano lo sciopero, attribuendo il vuoto normativo alle stesse sigle promotrici. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha convocato le associazioni per un incontro domani, mentre oggi una delegazione dei tassisti è stata ricevuta in prefettura a Roma. Ne parliamo con Flavia Landolfi, Il Sole 24 Ore e con Claudio Giudici, Presidente di UriTaxi.
Oggi incontriamo Pietro Della Cà, sindaco di Brusio, presidente della Regione Bernina e granconsigliere nel Parlamento retico. Guida un comune periferico e di confine, affacciato sulla Valtellina, dove amministrare significa confrontarsi ogni giorno con la scarsità di risorse e la complessità dei rapporti transfrontalieri. Pietro Della Cà è stato eletto per la prima volta in Gran Consiglio il 6 giugno 2018, poi rieletto nel 2022. In Consiglio comunale è entrato nel 2020 in seguito a un'elezione suppletiva e nel 2023 è stato eletto presidente del Consiglio comunale. Nel marzo 2025 ha annunciato che non porterà a termine il mandato comunale, che lascerà alla scadenza del suo impegno a Coira nel corso del prossimo anno.In questa edizione cerchiamo di capire quali siano state le sfide affrontate in questo triplice incarico da parte di un uomo che alla politica si è avvicinato in età matura e senza alcuna esperienza pregressa. Classe 1948, sposato, due figli, Della Cà ha girato il mondo per lavoro come esperto di apparecchiature nel settore militare e, in anni più recenti, come consulente tecnico-commerciale. Uomo tutto d'un pezzo, è stato segnato dalla carriera militare che lo ha visto raggiungere il grado di maggiore: ha comandato la compagnia aviazione “Dieci”, l'unica compagnia di lingua italiana, dal 1983 al 1987.Nel suo impegno amministrativo ha posto al centro la governance locale e lo sviluppo territoriale, insistendo in particolare sulla necessità di infrastrutture più solide e di un'amministrazione più efficiente sul piano finanziario e operativo. Guidare un comune periferico e di confine, con una popolazione limitata ma un territorio vasto e complesso, ha significato per lui misurarsi quotidianamente con la scarsità di risorse, la gestione dei rapporti transfrontalieri e la rappresentanza di una comunità italofona in un contesto cantonale plurilingue. Con una comunicazione trasparente e un preavviso significativo per le sue dimissioni, Della Cà ha voluto lasciare un'eredità di serietà e rigore istituzionale, chiudendo la sua esperienza pubblica con il senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto il suo percorso.
Oggi incontriamo Pietro Della Cà, sindaco di Brusio, presidente della Regione Bernina e granconsigliere nel Parlamento retico. Guida un comune periferico e di confine, affacciato sulla Valtellina, dove amministrare significa confrontarsi ogni giorno con la scarsità di risorse e la complessità dei rapporti transfrontalieri. Pietro Della Cà è stato eletto per la prima volta in Gran Consiglio il 6 giugno 2018, poi rieletto nel 2022. In Consiglio comunale è entrato nel 2020 in seguito a un'elezione suppletiva e nel 2023 è stato eletto presidente del Consiglio comunale. Nel marzo 2025 ha annunciato che non porterà a termine il mandato comunale, che lascerà alla scadenza del suo impegno a Coira nel corso del prossimo anno.In questa edizione cerchiamo di capire quali siano state le sfide affrontate in questo triplice incarico da parte di un uomo che alla politica si è avvicinato in età matura e senza alcuna esperienza pregressa. Classe 1948, sposato, due figli, Della Cà ha girato il mondo per lavoro come esperto di apparecchiature nel settore militare e, in anni più recenti, come consulente tecnico-commerciale. Uomo tutto d'un pezzo, è stato segnato dalla carriera militare che lo ha visto raggiungere il grado di maggiore: ha comandato la compagnia aviazione “Dieci”, l'unica compagnia di lingua italiana, dal 1983 al 1987.Nel suo impegno amministrativo ha posto al centro la governance locale e lo sviluppo territoriale, insistendo in particolare sulla necessità di infrastrutture più solide e di un'amministrazione più efficiente sul piano finanziario e operativo. Guidare un comune periferico e di confine, con una popolazione limitata ma un territorio vasto e complesso, ha significato per lui misurarsi quotidianamente con la scarsità di risorse, la gestione dei rapporti transfrontalieri e la rappresentanza di una comunità italofona in un contesto cantonale plurilingue. Con una comunicazione trasparente e un preavviso significativo per le sue dimissioni, Della Cà ha voluto lasciare un'eredità di serietà e rigore istituzionale, chiudendo la sua esperienza pubblica con il senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto il suo percorso.
La rincorsa è stata lunga, ma finalmente il traguardo è stato raggiunto: i Giochi Invernali di MilanoCortina2026 segneranno l'ingresso ufficiale nel programma a cinque cerchi dello scialpinismo. Disciplina che inoltre farà il suo esordio (con le gare sprint e le staffette) proprio in Valtellina, che è uno dei cuori pulsanti di questo sport che consiste nel risalire pendii innevati con sci supportati da pelli di foca (oggi più spesso sintetiche) per poi ridiscendere sciando, così come facevano i pionieri dello sci. Salite e discese che faremo oggi insieme nella puntata di Olympia, dialogando con due grandi protagonisti valtellinesi di questo sport: il pluricampione mondiale Robert Antonioli e l'azzurra Giulia Compagnoni.
Sono impronte lasciate 210 milioni di anni fa, presumibilmente da grandi dinosauri erbivori, antenati di brontosauri e simili. Formano piste lunghe centinaia di metri su pareti di dolomia oggi quasi verticali in un'area impervia delle Alpi in Valtellina. Il loro stato di conservazione è considerato eccezionale. La loro scoperta, lo scorso settembre, è stata annunciata martedì. Per il paleontologo Cristiano Dal Sasso, del Museo di Storia Naturale di Milano, è il “più grande sito del genere nelle Alpi e uno dei più ricchi al mondo”. Ora richiederà anni di studio. Con quali prospettive? Che cosa sappiamo della presenza di dinosauri milioni di anni fa nelle nostre regioni? E come ci informano questi studi sull'evoluzione della vita e sul mondo? Ne discutiamo con: Cristiano dal Sasso, paleontologo, Museo di Storia naturale MilanoFabio Petti, paleontologo, Museo delle Scienze di Trento; esperto di impronte fossili Fabrizio Berra, geologo, Università degli studi Milano Luca Zulliger, direttore museo dei fossili Monte San Giorgio
Why You Can't Buy Switzerland's Exceptional Wines Abroad? Why does Switzerland grow so many grape varieties, and which ones are the key players that define the country's wine regions? What makes high-altitude wine regions uniquely capable of producing wines that balance great concentration without being too heavy? In this episode of the Unreserved Wine Talk podcast, I'm chatting with Simon Hardy, author of The Smart Traveller's Wine Guide to Switzerland. You can find the wines we discussed at https://www.nataliemaclean.com/winepicks. Giveaway Two of you are going to win a copy of Simon Hardy's terrific new book, The Smart Traveller's Wine Guide to Switzerland. To qualify, all you have to do is email me at natalie@nataliemaclean.com and let me know that you've posted a review of the podcast. I'll choose two people randomly from those who contact me. Good luck! Highlights How did a teenage exchange trip to a small Burgundy wine family spark Simon's lifelong fascination with wine? What did he discover about everyday French wine culture while living with a Burgundian family? How did a simple holiday job in London unexpectedly expand Simon's exposure to the world of wine? What impact did nearly two decades in Switzerland have on Simon's understanding of vineyards, terroir, and regional identity? How did a 30-page free e-book on Swiss wine evolve into a major publishing project? What makes The Smart Traveller's Wine Guide to Switzerland different? Why is Switzerland's wine industry so small and so little Swiss wine found abroad? How do Switzerland's six wine regions differ in grapes, climate, language, and vineyard culture? Why does the country grow more Pinot Noir than Chile, yet remain almost invisible in global wine conversations? What makes Chasselas the quiet backbone of Swiss white wine? How do classic Swiss foods showcase the subtlety of Chasselas? What does extreme altitude viticulture reveal about the character of Switzerland's mountain wines? Key Takeaways Why is Swiss wine such a rarity worldwide even though it's highly regarded? As Simon explains, Switzerland… is a small country, but when it comes to the wine sector, virtually everything is relatively small-scale. So in terms of producers of in excess of a million bottles, there are very few of them. The majority are small family-run businesses producing somewhere between 50 to 70,000 bottles a year. It's very rare that a single producer will have a single grape planted and be a specialist and expert in that grape. they would have at least 6 to 10 grape varieties planted, if not even more, and be very proud of the fact that they have this diversity in their vineyards. Each wine is a relatively small quantity and most of it stays in the country. It's less than 2% that gets exported. Why does Switzerland grow so many grape varieties, and which ones are the key players that define the country's wine regions? So other than Chasselas, there's Pinot Noir, which is actually the most planted grape in Switzerland. There's more Pinot Noir produced in Switzerland than in Chile. Gamay, and Merlot. Those are the big four in about two-thirds of the vineyards. you've got an incredibly long list of those 253. lots of very small plantings of… largely insignificant varieties, often experimental. The others I went for were those where they play a significant role within a given region. What makes high-altitude wine regions uniquely capable of producing wines that balance great concentration without being too heavy? I didn't do a word count in the book, but I think the terminology 'alpine freshness' probably gets repeated a few times. This diurnal variation is absolutely critical. You get more than adequate sunlight and sun hours during the day in summer for full ripening, not an issue. But you get these plunging temperatures at night, which helps to maintain the acidity levels. So you get the perfect combination of fresh acidity and phenomenal ripeness. Put the two together, that is probably if there's any calling card. And it's not just Swiss wine. It's the same story in Valtellina, in Aosta Valley in Italy, in Alto Adige, in Savoie. The effect of being in these mountainous areas, where you can plant at altitude but where you have this big drop off in temperature at nighttime. About Simon Hardy Simon Hardy brings a rare blend of multinational brand marketing and entrepreneurial flair in the world of wine. Simon champions Swiss wine in the UK, organising Swiss Wine Week London for Swiss Wine Promotion. He is also the co-founder of Alpina Vina, a cross-border guide to Alpine wine regions, including documentary films he writes and presents. Simon also wrote The Smart Traveller's Wine Guide to Switzerland, which has just been published by the Académie du Vin Library with Club Oenologique. He is also a Regional Ambassador for Switzerland at The Old Vine Conference and a judge for the International Wine Challenge since 2018. To learn more, visit https://www.nataliemaclean.com/366.
La Liquid Factory, fondata dal valtellinese Fabrizio Capobianco – imprenditore con un lungo percorso nella Silicon Valley e già creatore di Funambol e TOK.tv – si conferma un progetto capace di attrarre giovani talenti da tutto il mondo. L'edizione 2025 ha raccolto 545 candidature provenienti da 38 Paesi, un risultato che triplica quello della prima edizione, a testimonianza dell'interesse crescente verso questo modello di “fabbrica di startup” nata tra le Alpi e sostenuta da un istituto di credito locale che ha messo a disposizione 4 milioni di euro che consentiranno ad ogni start up di contare su una dote di 200mila euro.Dieci giovani selezionati svilupperanno in Valtellina quattro nuove startup – Stelvio, Gavia, Mortirolo e Spluga – che nei prossimi mesi seguiranno un percorso di formazione e mentoring tra Sondrio e la Silicon Valley. Un'esperienza che unisce competenze tecnologiche, visione internazionale e radici territoriali, nel tentativo di trasformare idee ad alto potenziale in imprese pronte a crescere.Nell'intervista realizzata per Le Voci del Grigioni Italiano, Fabrizio Capobianco racconta la genesi e la filosofia della Liquid Factory: un laboratorio dove si parte dalle persone prima ancora che dalle idee, per formare una nuova generazione di imprenditori. Si parla anche di talento e formazione, di diversità di genere nel mondo tech, e delle sfide legate al lavoro remoto e alla cultura del rischio, in un dialogo che mette in relazione la Valtellina con i grandi centri dell'innovazione globale.
La Liquid Factory, fondata dal valtellinese Fabrizio Capobianco – imprenditore con un lungo percorso nella Silicon Valley e già creatore di Funambol e TOK.tv – si conferma un progetto capace di attrarre giovani talenti da tutto il mondo. L'edizione 2025 ha raccolto 545 candidature provenienti da 38 Paesi, un risultato che triplica quello della prima edizione, a testimonianza dell'interesse crescente verso questo modello di “fabbrica di startup” nata tra le Alpi e sostenuta da un istituto di credito locale che ha messo a disposizione 4 milioni di euro che consentiranno ad ogni start up di contare su una dote di 200mila euro.Dieci giovani selezionati svilupperanno in Valtellina quattro nuove startup – Stelvio, Gavia, Mortirolo e Spluga – che nei prossimi mesi seguiranno un percorso di formazione e mentoring tra Sondrio e la Silicon Valley. Un'esperienza che unisce competenze tecnologiche, visione internazionale e radici territoriali, nel tentativo di trasformare idee ad alto potenziale in imprese pronte a crescere.Nell'intervista realizzata per Le Voci del Grigioni Italiano, Fabrizio Capobianco racconta la genesi e la filosofia della Liquid Factory: un laboratorio dove si parte dalle persone prima ancora che dalle idee, per formare una nuova generazione di imprenditori. Si parla anche di talento e formazione, di diversità di genere nel mondo tech, e delle sfide legate al lavoro remoto e alla cultura del rischio, in un dialogo che mette in relazione la Valtellina con i grandi centri dell'innovazione globale.
Valte-wie? Ja, Valtellina! We zijn helemaal fan! Lekker niche ook weer, want deze Italiaanse wijnstreek is goed voor precies 0,1% van de totale nationale productie.Jan Jaap is de laatste tijd in de ban geraakt van Valtellina en schreef er een artikel over in Foodies Magazine. Meer weten over Italiaanse wijn? Het boek van Ian d'Agata is onze life saver. Dikke tip!Wijntips die voorbij kwamen:Convento San Lorenzo, Rossi di Valtellina Vesper — Wijnkoperij EuropaMamete Prevostini, Valtellina Superiore Riserva Altitude DOCG — Wijnkoperij EuropaConvento San Lorenzo, Sforzato di Valtellina Ventum — Wijnkoperij EuropaARPEPE, Il Pettirosso, Valtellina Superiore — Herman WinesARPEPE, Grumello Buon Consiglio 2016 — Herman WinesDe boeken uit de boekenhoek gaat over Bourgogne. We hebben een aantal nieuwe in de Fanshop. Hier vind je meer info.
Tra le montagne della Valtellina, a Tirano, c'è un giovane artigiano che sogna di cambiare il mondo, una bicicletta alla volta. Si chiama Daniele Rinaldi, ha 34 anni, e dal suo piccolo laboratorio costruisce biciclette e mezzi di mobilità in stampa 3D, con un'idea semplice ma rivoluzionaria: permettere a chiunque, ovunque, di produrre ciò che serve per muoversi liberamente.Per lui la tecnologia non è fine a sé stessa, ma uno strumento per democratizzare la libertà di movimento, rendendola accessibile a tutti — anche a chi ha difficoltà motorie o vive in luoghi lontani. Il suo progetto si chiama Freellion, unione di “freedom” e “billion”: un miliardo di persone da liberare.Un movimento aperto, inclusivo, che guarda al futuro della mobilità sostenibile e condivisa: bici e carrozzine stampate in 3D, materiali biodegradabili, telai in bambù, ma anche collaborazione con scuole, esploratori, comunità e maker di ogni parte del mondo. Rinaldi non cerca finanziatori, ma persone che vogliano mettersi al servizio degli altri e condividere questa visione.Un sogno grande, che parte da un piccolo garage e si diffonde come un'onda: quella della mobilità libera e solidale.
Tra le montagne della Valtellina, a Tirano, c'è un giovane artigiano che sogna di cambiare il mondo, una bicicletta alla volta. Si chiama Daniele Rinaldi, ha 34 anni, e dal suo piccolo laboratorio costruisce biciclette e mezzi di mobilità in stampa 3D, con un'idea semplice ma rivoluzionaria: permettere a chiunque, ovunque, di produrre ciò che serve per muoversi liberamente.Per lui la tecnologia non è fine a sé stessa, ma uno strumento per democratizzare la libertà di movimento, rendendola accessibile a tutti — anche a chi ha difficoltà motorie o vive in luoghi lontani. Il suo progetto si chiama Freellion, unione di “freedom” e “billion”: un miliardo di persone da liberare.Un movimento aperto, inclusivo, che guarda al futuro della mobilità sostenibile e condivisa: bici e carrozzine stampate in 3D, materiali biodegradabili, telai in bambù, ma anche collaborazione con scuole, esploratori, comunità e maker di ogni parte del mondo. Rinaldi non cerca finanziatori, ma persone che vogliano mettersi al servizio degli altri e condividere questa visione.Un sogno grande, che parte da un piccolo garage e si diffonde come un'onda: quella della mobilità libera e solidale.
In questa edizione delle Voci del Grigioni italiano, Alessandro Tini dialoga con Lorenzo Berlendis, autore del volume Le vie dei ponti. Percorsi tra memoria e gusto, storia e arte, dalle Orobie bergamasche ai Grigioni attraverso la Valtellina e la Val Bregaglia (Edizioni Altreconomia). Un libro che non è una guida tradizionale, ma un intreccio di racconti, incontri e suggestioni che uniscono paesaggi, comunità e culture.Originario della Val Brembana, l'autore ripercorre la storica via Priula – aperta dalla Serenissima nel Cinquecento per collegare Bergamo a Coira – e ne riscopre il valore simbolico: i ponti come metafora di scambio, superamento dei confini e occasione di cooperazione. Dal Brembo al Pizzo dei Tre Signori, dalle valli minerarie alle rotte commerciali verso il Nord Europa, la narrazione intreccia storia, religiosità, letteratura e tradizioni gastronomiche, con un'attenzione particolare alla transumanza e all'arte casearia.Un invito a rileggere la montagna non con parametri quantitativi, ma come scrigno di biodiversità, sobrietà e bellezza, capace di insegnare nuovi modi di abitare i territori. Un percorso di memoria e futuro, che mostra come i ponti – reali e simbolici – possano ancora oggi aprire vie di incontro tra popoli e culture.
In qesta edizione delle Voci del Grigioni italiano, Alessandro Tini dialoga con Lorenzo Berlendis, autore del volume Le vie dei ponti. Percorsi tra memoria e gusto, storia e arte, dalle Orobie bergamasche ai Grigioni attraverso la Valtellina e la Val Bregaglia (Edizioni Altreconomia). Un libro che non è una guida tradizionale, ma un intreccio di racconti, incontri e suggestioni che uniscono paesaggi, comunità e culture.Originario della Val Brembana, l'autore ripercorre la storica via Priula – aperta dalla Serenissima nel Cinquecento per collegare Bergamo a Coira – e ne riscopre il valore simbolico: i ponti come metafora di scambio, superamento dei confini e occasione di cooperazione. Dal Brembo al Pizzo dei Tre Signori, dalle valli minerarie alle rotte commerciali verso il Nord Europa, la narrazione intreccia storia, religiosità, letteratura e tradizioni gastronomiche, con un'attenzione particolare alla transumanza e all'arte casearia.Un invito a rileggere la montagna non con parametri quantitativi, ma come scrigno di biodiversità, sobrietà e bellezza, capace di insegnare nuovi modi di abitare i territori. Un percorso di memoria e futuro, che mostra come i ponti – reali e simbolici – possano ancora oggi aprire vie di incontro tra popoli e culture.
In questa edizione delle Voci del Grigioni italiano, Alessandro Tini dialoga con Lorenzo Berlendis, autore del volume Le vie dei ponti. Percorsi tra memoria e gusto, storia e arte, dalle Orobie bergamasche ai Grigioni attraverso la Valtellina e la Val Bregaglia (Edizioni Altreconomia). Un libro che non è una guida tradizionale, ma un intreccio di racconti, incontri e suggestioni che uniscono paesaggi, comunità e culture.Originario della Val Brembana, l'autore ripercorre la storica via Priula – aperta dalla Serenissima nel Cinquecento per collegare Bergamo a Coira – e ne riscopre il valore simbolico: i ponti come metafora di scambio, superamento dei confini e occasione di cooperazione. Dal Brembo al Pizzo dei Tre Signori, dalle valli minerarie alle rotte commerciali verso il Nord Europa, la narrazione intreccia storia, religiosità, letteratura e tradizioni gastronomiche, con un'attenzione particolare alla transumanza e all'arte casearia.Un invito a rileggere la montagna non con parametri quantitativi, ma come scrigno di biodiversità, sobrietà e bellezza, capace di insegnare nuovi modi di abitare i territori. Un percorso di memoria e futuro, che mostra come i ponti – reali e simbolici – possano ancora oggi aprire vie di incontro tra popoli e culture.
A pochi passi dal confine con la Valtellina, nella parte meridionale del borgo di Brusio, sorge Casa Besta: una dimora storica che racconta l'anima di un territorio di frontiera. Un tempo semplice abitazione contadina, la casa fu trasformata nel Settecento in elegante residenza dalla famiglia Marliani, originaria di Sondrio. Oggi, questo edificio accoglie un museo completamente rinnovato, che restituisce voce e memoria alla vita quotidiana della Valposchiavo.Il nuovo allestimento di Casa Besta nasce da un percorso partecipativo che ha coinvolto la comunità locale, con il contributo di storici, artigiani ed esperti, e grazie al sostegno di fondazioni e del programma Interreg SconfiNati. Il museo si concentra su quattro temi che da sempre plasmano la storia e l'identità del territorio: il commercio transfrontaliero, l'agricoltura di montagna, l'artigianato tradizionale e, soprattutto, il contrabbando.Attraverso pannelli informativi, fotografie, oggetti d'epoca e contributi multimediali, il visitatore è accompagnato in un viaggio tra le storie di chi ha vissuto, lavorato – e spesso sfidato – il confine. In attesa dell'inaugurazione del nuovo Museo del Tabacco, che sorgerà a pochi passi da Casa Besta, la sezione dedicata a questo importante capitolo della storia di Brusio è stata momentaneamente smantellata. Un segno della volontà di valorizzare al meglio ogni aspetto della memoria locale.Completano il percorso museale due ambienti storici di grande fascino: la Sala del Consiglio, con il suo soffitto ligneo finemente decorato, e una saletta adiacente ornata da stucchi e dagli stemmi delle famiglie del posto.Casa Besta non è solo un museo, ma un punto d'incontro tra passato e presente, tra Svizzera e Italia, tra memoria e identità. Un luogo da scoprire, ascoltare, attraversare.
A pochi passi dal confine con la Valtellina, nella parte meridionale del borgo di Brusio, sorge Casa Besta: una dimora storica che racconta l'anima di un territorio di frontiera. Un tempo semplice abitazione contadina, la casa fu trasformata nel Settecento in elegante residenza dalla famiglia Marliani, originaria di Sondrio. Oggi, questo edificio accoglie un museo completamente rinnovato, che restituisce voce e memoria alla vita quotidiana della Valposchiavo.Il nuovo allestimento di Casa Besta nasce da un percorso partecipativo che ha coinvolto la comunità locale, con il contributo di storici, artigiani ed esperti, e grazie al sostegno di fondazioni e del programma Interreg SconfiNati. Il museo si concentra su quattro temi che da sempre plasmano la storia e l'identità del territorio: il commercio transfrontaliero, l'agricoltura di montagna, l'artigianato tradizionale e, soprattutto, il contrabbando.Attraverso pannelli informativi, fotografie, oggetti d'epoca e contributi multimediali, il visitatore è accompagnato in un viaggio tra le storie di chi ha vissuto, lavorato – e spesso sfidato – il confine. In attesa dell'inaugurazione del nuovo Museo del Tabacco, che sorgerà a pochi passi da Casa Besta, la sezione dedicata a questo importante capitolo della storia di Brusio è stata momentaneamente smantellata. Un segno della volontà di valorizzare al meglio ogni aspetto della memoria locale.Completano il percorso museale due ambienti storici di grande fascino: la Sala del Consiglio, con il suo soffitto ligneo finemente decorato, e una saletta adiacente ornata da stucchi e dagli stemmi delle famiglie del posto.Casa Besta non è solo un museo, ma un punto d'incontro tra passato e presente, tra Svizzera e Italia, tra memoria e identità. Un luogo da scoprire, ascoltare, attraversare.
This week I cover Lombardy/Lombardia, one of the smaller wine production areas of Italy. Lombardy, home to the cities of Milan, Bergamo and Brescia is known far more for its fashion, its industry, and osso bucco and risotto alla Milanese than it is for its wines, but there are some gems to be discovered. Photo: Lugana Credit: Consorzio Lugana Because there is limited availability of these wines, I only cover the major regions that you may encounter and discuss the terrain of Lombardy and the terroir of each of the fine wine regions. Lombardy is known in the wine world primarily for Franciacorta, the sparkling wine made in the Champagne method, which has been called the best sparkling wine of Italy. But Lombardy is is more than just Franciacorta. There are exceptional sparkling, sweet, and still wines of Oltrepò Pavese in the southwest of the region, complex reds from the Alpine area of Valtellina on the Swiss border, tasty, refreshing whites from Lugana near Lake Garda, and other interesting regions that have significant production. Photo: Valtellina. Credit: Consorzio Valtellina I hope you enjoy this look at one of the smaller wine producing areas of Italy and, more importantly, that you can use this info if you ever see these wines on the shelf or (more fun!) find yourself in Lake Garda or Lake Como or Milano with some time and desire to explore the wines of this beautiful place! Full show notes and all back episodes are on Patreon. Join the community today! www.patreon.com/winefornormalpeople _______________________________________________________________ This show is brought to you by my exclusive sponsor, Wine Access – THE place to discover your next favorite bottle. Wine Access has highly allocated wines and incredible values, plus free shipping on orders of $150 or more. You can't go wrong with Wine Access! Join the WFNP/Wine Access wine club and get 6 awesome bottles for just $150 four times a year. That includes shipping! When you become a member, you also get 10% all your purchases on the site. Go to wineaccess.com/normal to sign up!
Turisti in difficoltà da soccorrere, una scolaresca da recuperare nel bosco, un aereo civile disperso nel bosco. Questi sono solo alcuni degli scenari che “Grifone 2025” ha allestito per l'imponente esercitazione internazionale di soccorso aereo - il principale evento in Italia nell'ambito del SAR (Search and Rescue) - che si è svolta in Valtellina, nel mese di giugno, sulle Alpi Retiche. Più di 500 militari appartenenti all'Aeronautica Militare, alla Marina Militare, e alle diverse forze dell'ordine italiane, si sono dati appuntamento con i loro mezzi all'Aviosuperficie di Caiolo, a due passi da Sondrio. Presenti anche due Super Puma: uno dell'Esercito del Aire spagnola, l'altro dell'Aeronautica Militare Svizzera.Ben 48 le ore di volo con 80 tra atterraggi e decolli sono stati gestiti dal Rescue Coordination Centre (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali che ha coordinato anche gli uomini del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.Si è trattato di un evento internazionale interforze a cui hanno partecipato anche 20 osservatori stranieri che hanno potuto toccare con mano il grado di cooperazione internazionale raggiunto, indispensabile per la riuscita di un intervento quando si opera sul confine, quando sono coinvolte le forze aeree di diverse nazioni. In questo caso Italia, Spagna e Svizzera.
Turisti in difficoltà da soccorrere, una scolaresca da recuperare nel bosco, un aereo civile disperso nel bosco. Questi sono solo alcuni degli scenari che “Grifone 2025” ha allestito per l'imponente esercitazione internazionale di soccorso aereo - il principale evento in Italia nell'ambito del SAR (Search and Rescue) - che si è svolta in Valtellina, nel mese di giugno, sulle Alpi Retiche. Più di 500 militari appartenenti all'Aeronautica Militare, alla Marina Militare, e alle diverse forze dell'ordine italiane, si sono dati appuntamento con i loro mezzi all'Aviosuperficie di Caiolo, a due passi da Sondrio. Presenti anche due Super Puma: uno dell'Esercito del Aire spagnola, l'altro dell'Aeronautica Militare Svizzera.Ben 48 le ore di volo con 80 tra atterraggi e decolli sono stati gestiti dal Rescue Coordination Centre (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali che ha coordinato anche gli uomini del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.Si è trattato di un evento internazionale interforze a cui hanno partecipato anche 20 osservatori stranieri che hanno potuto toccare con mano il grado di cooperazione internazionale raggiunto, indispensabile per la riuscita di un intervento quando si opera sul confine, quando sono coinvolte le forze aeree di diverse nazioni. In questo caso Italia, Spagna e Svizzera.
An exploration of the vast, diverse styles of wines, grapes, and the stunning region of Lombardia, Italy Resources from this episode: Books: The Oxford Companion to Wine [5th Edition, Kindle Edition], Harding, J., Robinson, J., Thomas, T. (2023) Wine Grapes: A Complete Guide to 1,368 Vine Varieties, Including Their Origins and Flavours [Kindle Edition], Robinson, J., Harding, J., Vouillamoz, J. (2013) Websites: Britannica: Lombardy https://www.britannica.com/place/Lombardy Italian Wine Central: https://italianwinecentral.com/region-province/lombardia-3/ Quattrocalici: Wine in Lombardy https://www.quattrocalici.com/regions/lombardy/ Vini di Valtellina: https://www.vinidivaltellina.it Glass in Session Episodes Relevant to this Episode: S2E1: Lambrusco Love Fest https://glassinsession.libsyn.com/website/s2e1-lambrusco-love-fest S2E2: Behind Botrytis - Beautiful Wines from Ugly Grapes https://glassinsession.libsyn.com/s2e2-behind-botrytis-beautiful-wines-from-ugly-grapes S2E5: Hello Vino Novello https://glassinsession.libsyn.com/s2e5-hello-vino-novello S3E1: Asti DOCG - Bubbles in the New Year, Decade and Season https://glassinsession.libsyn.com/website/s3e1-asti-docg-bubbles-in-the-new-year-decade-and-season S3E4: Wine from Dried Grapes https://glassinsession.libsyn.com/website/s3e4-wine-from-dried-grapes S4E3: Valpolicella-Palooza https://glassinsession.libsyn.com/website/s4e2-valpolicella-palooza S9E1: Franciacorta DOCG https://glassinsession.libsyn.com/website/s9e1-franciacorta-docg S14E1: Argentina's Sparkling Wine https://glassinsession.libsyn.com/website/argentinas-sparkling-wine-s14e1 S18E5: Lake Garda - Surrounded by Wine Regions https://glassinsession.libsyn.com/website/lake-garda-surrounded-by-wine-regions-s18e5 S19E2: Trentino-Alto Adige/Südtirol Wine Regions in Italy https://glassinsession.libsyn.com/trentino-alto-adigesdtirol-wine-regions-in-italy-s19e2 S19E3: Wine from Friuli-Venezia Giulia in Italy https://glassinsession.libsyn.com/website/wine-from-friuli-venezia-giulia-in-italy-s19e3 Glass in Session® swag mentioned in this show: https://www.teepublic.com/user/glass-in-session Glass in Session® is a registered trademark of Vino With Val, LLC. Music: “Write Your Story” by Joystock (Jamendo.com cc_Standard License, Jamendo S.A.)
Frane, alluvioni, smottamenti, quando va bene la conta dei danni riguarda edifici e infrastrutture ma sempre più spesso si contano anche vittime.Le Alpi si riscoprono sempre più fragili. Nel 1987, Valtellina e Valposchiavo finirono in ginocchio per una frana ciclopica (parliamo di 20 milioni di metri cubi di materiale) che cancellò un paese e devastò il territorio causando 29 vittime. Nel 2017 - il 23 agosto - una frana sul pizzo Cengalo travolse e uccise 8 escursionisti. Lo scorso anno in Mesolcina e di recente a Blatten nel Canton Vallese, un intero paese è rimasto sommerso dalla frana innescata da un ghiacciaio. Grazie ai sistemi di monitoraggio l'abitato era stato evacuato da giorni e non ci sono state vittime.Questi sono solo i più estremi eventi calamitosi che si sono verificati negli ultimi 40 anni sulle Alpi, ma ogni regione alpina può citare eventi più o meno importanti legati alla sicurezza idrogeologica.C'è dunque da interrogarsi, ma c'è anche da riflettere prendendo spunto da quanto avvenuto in passato. La frana della Val Pola, ad esempio, in Valtellina se da un lato ha dato il via in modo ufficiale alla nascita della protezione civile in Italia, dall'altro ha segnato una serie di ritardi e di ingerenze burocratiche che hanno reso la vita di chi ha perso tutto, se non un inferno, un'odissea, come testimonia l'ospite di questa puntata: Stefano Confortola. Il valtellinese riuscì miracolosamente a salvarsi nel 1987 - perse però i genitori - ma non è mai riuscito a lasciarsi alle spalle quanto avvenuto dopo.
Frane, alluvioni, smottamenti, quando va bene la conta dei danni riguarda edifici e infrastrutture ma sempre più spesso si contano anche vittime.Le Alpi si riscoprono sempre più fragili. Nel 1987, Valtellina e Valposchiavo finirono in ginocchio per una frana ciclopica (parliamo di 20 milioni di metri cubi di materiale) che cancellò un paese e devastò il territorio causando 29 vittime. Nel 2017 - il 23 agosto - una frana sul pizzo Cengalo travolse e uccise 8 escursionisti. Lo scorso anno in Mesolcina e di recente a Blatten nel Canton Vallese, un intero paese è rimasto sommerso dalla frana innescata da un ghiacciaio. Grazie ai sistemi di monitoraggio l'abitato era stato evacuato da giorni e non ci sono state vittime.Questi sono solo i più estremi eventi calamitosi che si sono verificati negli ultimi 40 anni sulle Alpi, ma ogni regione alpina può citare eventi più o meno importanti legati alla sicurezza idrogeologica.C'è dunque da interrogarsi, ma c'è anche da riflettere prendendo spunto da quanto avvenuto in passato. La frana della Val Pola, ad esempio, in Valtellina se da un lato ha dato il via in modo ufficiale alla nascita della protezione civile in Italia, dall'altro ha segnato una serie di ritardi e di ingerenze burocratiche che hanno reso la vita di chi ha perso tutto, se non un inferno, un'odissea, come testimonia l'ospite di questa puntata: Stefano Confortola. Il valtellinese riuscì miracolosamente a salvarsi nel 1987 - perse però i genitori - ma non è mai riuscito a lasciarsi alle spalle quanto avvenuto dopo.
In prossimità dell'estate si intensificano le ricerche di lavoro stagionale, in determinati settori, sia da parte delle aziende che degli aspiranti lavoratori. In questo mese di maggio ormai inoltrato Parliamo di lavoro estivo cercando di fare il punto sulle figure più richieste, le retribuzioni, le forme contrattuali che vengono proposte. Guardiamo anche un po' più in là: i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si avvicinano e Randstad, in qualità di HR Partner, avvia la selezione di 4500 lavoratori da inserire nelle diverse aree del grande evento sportivo, tra Milano, Cortina e Anterselva, Valtellina e Val di Fiemme. Facciamo il punto anche sulle possibilità lavorative che potranno crearsi anche in questa occasione. Intervengono Gianluca Bonacchi - Talent Strategy Advisor di Indeed - e Arnaldo Carignano, Talent Director di Randstad Italia.
Francesco Scinetti vive a Milano, dove lavora come ricercatore all'Università Cattolica. Cresciuto a Dubino, un paese di 3.000 abitanti in provincia di Sondrio, a 13 anni va a studiare in una cittadina più grande, Morbegno, dove trova un unico modo per socializzare: acquistare capi e accessori di tendenza, che gli promettevano riconoscimento sociale. «Iniziai a fare pressione sui miei genitori, chiedendo una paghetta. Ogni centesimo che riuscivo a mettere da parte lo spendevo in vestiti. Era il mio unico modo di emergere».Una volta cresciuto, Francesco decide di abbandonare la Valtellina e di iscriversi alla Facoltà di Economia a Bologna, dove scopre un modo nuovo di spendere i soldi: «A Bologna, smetto completamente di comprare cose materiali, e inizio a spendere solo per fare cose e incontrare persone». Ma questa non è l'unica scoperta che fa. Nonostante avesse scelto Economia senza una visione precisa di cosa avrebbe studiato, si trova immerso in un mondo che lo entusiasma, stimolando in lui una curiosità crescente e una passione che non aveva mai immaginato. Così, finita la Triennale, decide di fare anche la Magistrale e si sposta in Bocconi, a Milano. Sono gli anni del Covid, e lui approfitta dell'isolamento per approfondire un tema che nei suoi studi universitari non viene mai trattato: la finanza personale. Inizia così a investire i suoi primi soldi guadagnati negli stage e a imparare dai suoi errori. Una volta laureato, inizia subito a lavorare come ricercatore presso l'Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani, dove guadagna 1.700 euro al mese.Con i primi risparmi che riesce a mettere da parte, decide di fare un Master sulla Finanza personale in Svizzera. «L'ho fatto perché volevo acquisire delle conoscenze per non dover dipendere da un consulente finanziario. In realtà, scopro che mi piace davvero». E infatti, tempo un mese dalla fine del Master, Francesco si iscrive all'esame per entrare all'albo dei consulenti finanziari indipendenti. E inizia a pratica l'attività come secondo lavoro. «A dicembre ho fatturato 5.300 euro, a gennaio 200. Quindi, è tutto molto variabile. Ma sto iniziando a farmi strada».Nonostante ciò, forte della sua entrata fissa, Francesco non ha dubbi: vuole diventare libero economicamente a 45 anni. E per farlo, ha già la sua strategia. «Mettendo da parte 500 euro al mese con costanza per 20 anni, si arriva a un capitale di circa 400.000 euro. E ciò, non significa semplicemente avere una somma da spendere, ma possedere un patrimonio investito in un portafoglio diversificato tra azioni e obbligazioni, che mediamente può rendere il 7% annuo. Questo si traduce in circa 28.000 euro l'anno solo di rendimenti e dividendi. Ovviamente, tra vent'anni il costo della vita sarà più alto, ma resta comunque una base solida per costruire la propria libertà finanziaria».
Iniziamo questa puntata parlando degli incendi che stanno sconvolgendo la California, ed in particolare Los Angeles. Lo facciamo con Paolo Gabrielli, ricercatore in ambito climatico e attualmente ricercatore per BlueOrigin, che si trova a Pasadena.Il terzo mandato al centro della polemica politica. Ci facciamo raccontare tutto da Emilia Patta, commentatrice politica de Il Sole 24 Ore.Torna la Serie A: in campo Lazio-Como. Gli aggiornamenti da Giovanni Capuano.Come ogni venerdì, il Reportage: Tra Bormio e Livigno, la Valtellina guarda ai Giochi 2026. Di Dario Ricci.Infine, il meteo del fine settimana con Mattia Gussoni, de IlMeteo.it.