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Trento

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Dunwich Buyers Club
Episodio 416 - Grimcoven, Tulikko, BGG Top 50 Most Played

Dunwich Buyers Club

Play Episode Listen Later Jun 11, 2026 105:26 Transcription Available


Cultismo tutto. Siete venuti a giocare con noi al MUSE di Trento, lo scorso weekend? Sì? Fantastico! Commentate qui sotto con entusiasmo e dedizione, grazie. No? Peccato, la fatina delle falangi verrà a trovarvi presto. No, dai, a parte gli scherzi…. Non è una fatina.È più che altro una figura con un grande naso adunco, alta, che si muove in modo scoordinato, ghiotta di tributi, CANUTA. Troppo “grim”? Troppo “coven”? Nahhhh, dopo che avrete visto  cosa c'è nella scatola di Grimcoven, il DucaConte che vien di notte a rubarvi pezzi di dita vi sembrerà Tonio Cartonio coi capelli bianchi e i denti d'oro. Non ho idea se questo paragone abbia funzionato o meno. Tulikko e una BGG Top 50 speciale completano l'episodio di oggi.   Buona ascolto e come sempre… Ci vediamo dall'altra parte!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dunwich-buyers-club--2814177/support.

Focus economia
Ft, 'Intesa ripristina un po' di buon senso sulla scena delle M&A in Italia

Focus economia

Play Episode Listen Later Jun 9, 2026


Le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) in Italia sono spesso influenzate tanto dalla politica e dalle personalità quanto dalla massimizzazione del profitto. Questo rende l'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena da parte di Banca Intesa, per un valore di 30 miliardi di euro, una rara eccezione." È quanto scrive il Financial Times in un editoriale pubblicato nella sezione Lex dal titolo "L'offerta di Intesa per il Monte dei Paschi di Siena ripristina un po' di buon senso nella scena delle Fusioni e Acquisizioni italiane". "Intesa ha scelto l'obiettivo giusto, nel senso che le prospettive di MPS, istituto di credito toscano, non sono brillanti. La banca è alle prese con la complessa integrazione della rivale Mediobanca, acquisita lo scorso anno. Inoltre, la sua governance è estremamente fragile: gli azionisti, in perenne conflitto tra loro, hanno recentemente estromesso e reintegrato l'amministratore delegato Luigi Lovaglio in rapida successione. La scorsa settimana, secondo i dati di S&P Capital IQ, Mps è stata quotata a un prezzo inferiore al suo valore contabile tangibile, risultando quindi sottovalutata rispetto agli standard bancari europei", osserva il quotidiano della City. Nella sua mossa su Mps "Intesa sarà difficile da battere: secondo i calcoli di Lex, potrebbe migliorare la sua offerta di un paio di miliardi senza compromettere il valore dell'azienda. Ma la finanza non racconta tutta la storia. Se la banca dovesse avere successo, si ritroverebbe anche con la quota del 16% di Mediobanca in Generali, ampiamente considerata un asset strategico per l'Italia. Per questo motivo, una vittoria di Intesa potrebbe essere allettante anche per il Primo Ministro Giorgia Meloni, in quanto ridurrebbe le possibilità che Generali finisca in mani straniere. La differenza rispetto ad altri accordi graditi a Roma è che anche il capitalismo italiano potrebbe considerare questo un successo", scrive il Financial Times.Il commento di Salvatore Rossi, economista, dal 2013 al 2019 ha ricoperto la carica di direttore generale di Banca d'Italia e Daniel Gros, direttore Institute for European Policy Making, Bocconi.Brennero, maxi danni dai divieti «serve l'arbitro Ue per i valichi»Quando si blocca il Brennero, non si fermano soltanto i camion: si rallentano l'economia italiana, l'export, l'agroalimentare, la manifattura, la continuità delle forniture verso il Nord Europa e gli approvvigionamenti di materie prime e semilavorati alle nostre industrie di trasformazione. Il Brennero è l'asse portante del corridoio Scandinavo-Mediterraneo e un'infrastruttura europea strategica per il sistema economico. Sul tema Brennero servono soluzioni europee condivise, non divieti unilaterali. Tra le richieste: il completamento nei tempi previsti del tunnel ferroviario di base (Bbt) e delle relative tratte di accesso per ampliare la capacità del trasporto su rotaia, investimenti per rendere l'autostrada A22 del Brennero ancora più moderna, l'eliminazione dei divieti di transito notturno in Tirolo. Così Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i trasporti, la logistica e l'industria del Turismo, sintetizza il sentimento delle imprese. Destro è a Trento, ospite di un convegno organizzato da Confindustria Regionale Tentino-Alto Adige dove si discute di Brennero e dell'importanza di questo corridoio alpino per tutta l'economia italiana. Presenti, tra gli altri, i presidenti di Confindustria Trentino-Alto Adige, Alexander Rieper; Confindustria Trento, Lorenzo Delladio; Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini; il presidente della Provincia autonomia di Trento, Maurizio Fugatti. In un videomessaggio, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ribadisce l'attenzione del governo verso i territori del Trentino-Alto Adige e annuncia: «Siamo al 95% degli scavi della nuova galleria ferroviaria del Brennero (linea Fortezza-Innsbruck), con l'obiettivo di aprire l'opera nel 2033 per ridurre i tempi di collegamento tra l'Italia e il cuore dell'Europa». È intervenuto Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo.Ponte sullo Stretto, la procura di Roma indaga per corruzioneLa Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In base a quanto emerge da una nota diffusa dall ufficio giudiziario, l ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti, Tommaso Miele, (in quiescenza dal febbraio scorso), l'avvocato già Consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa , Giacomo Francesco Saccomanno, e l'imprenditore Vincenzo Virgoglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia Calabria". Le indagini hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l esame di legittimità della Corte dei Conti sull approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell opera pubblica. Secondo quanto emerge dalla nota diffusa dalla Procura capitolina l avvocato e l imprenditore indagati al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa , avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell esigenza citata . Secondo l impianto accusatorio i due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto - si legge nella nota - la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa . Inoltre il magistrato contabile avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell interesse della Stretto di Messina Spa , una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata. Il commento di Ivan Cimarusti, Il Sole 24 Ore.

La ContraCrónica
Aliados a la gresca

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later Jun 2, 2026 52:22


Axios, un pequeño medio de información política con acceso privilegiado a la Casa Blanca contaba este martes que unas horas antes se había producido una tensa llamada telefónica entre Donald Trump y Benjamin Netanyahu. Según cuentan Trump dijo textualmente a su interlocutor que estaba loco y que, si no fuera él, estaría en prisión. Como vemos, el estado de ánimo del presidente no es el mejor cuando van a cumplirse cien días de un embrollo que él mismo se buscó en Irán. El detonante fue la amenaza iraní de levantarse de la mesa de negociaciones por la ofensiva israelí sobre el Líbano, que los iraníes consideran una violación del alto el fuego acordado con EEUU en abril. La exclusiva de Axios es, según muchos analistas, un aviso que cuenta con el beneplácito de la Casa Blanca. El mensaje del lunes iba dirigido a los israelíes, a la comunidad internacional y sobre todo a los ayatolás. Tras colgar, Trump se apuntó el tanto en redes, aseguró haber detenido el ataque y haber hablado con Hezbolá. Netanyahu replicó horas después desinflando el globo, advirtió que Israel atacaría Beirut si Hezbolá no cesaba. Trump, entretanto, ya no sabe que hacer para ocultar su impotencia. A la CNBC le dijo que le traía sin cuidado el destino de las negociaciones, mientras que ante ABC se mostró confiado en cerrar un acuerdo cuanto antes y reabrir el estrecho de Ormuz en una semana. Lo cierto es que Irán conserva misiles, drones, minas y lanchas suficientes para mantener cerrado el estrecho todo el tiempo que quieran. Eso tiene una consecuencia directa sobre el precio del petróleo, que sigue cerca de los 100 dólares justo antes de que empiece la temporada veraniega. La cuestión de fondo aquí es hasta dónde llega el poder real de Trump sobre Netanyahu. Sus tácticas intimidatorias funcionaron con Israel en el plan de Gaza de octubre del año pasado, pero fallaron con los europeos en Groenlandia y lo están haciendo también con los iraníes. Con Israel la palanca parece efectiva porque Trump es hoy más popular allí que el propio Netanyahu, que tiene unas elecciones muy complicadas en octubre. El acuerdo en discusión contempla un memorando que levantaría los bloqueos cruzados en Ormuz, prorrogaría el alto el fuego y abriría un plazo de 60 días para la parte nuclear y las sanciones. Para Israel resulta un mal negocio, pues el régimen iraní seguirá en pie y seguramente más cohesionado, la disuasión israelí queda tocada e Irán conserva el arma de cerrar el estrecho. Netanyahu, que tanto influyó en el inicio de la guerra, apenas pintará nada en su final. Tampoco ha conseguido extinguir el incendio en el Líbano. Hezbolá no se quiere desarmar y el Gobierno libanés nada puede hacer para forzarlo. Dentro de Israel, la derecha y la izquierda coinciden en lamentar la dependencia de EEUU. Si, después de ganar la guerra, terminan perdiendo la paz Trump seguramente cargue el muerto a Netanyahu, que podría cerrar el año fuera del poder. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:25 Aliados a la gresca 33:08 Firmas en la Feria del Libro 35:06 Huelga de profesores 43:08 Brote de ébola 47:58 Indultos a políticos · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #trump #netanyahu Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

La ContraCrónica
Sorpresa en Colombia

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later Jun 1, 2026 53:54


Los colombianos acudieron este domingo a las urnas en una jornada electoral que ha desbaratado todos los pronósticos y ha dejado al país al borde de un giro a la derecha. Con los resultados del recuento preliminar Abelardo de la Espriella e Iván Cepeda disputarán la segunda vuelta el próximo 21 de junio, y lo harán en un clima enrarecido por la negativa del oficialismo a reconocer este primer resultado. La gran sorpresa la ha protagonizado Abelardo de la Espriella. El abogado y empresario al que todos conocen como el Tigre se ha impuesto con un 43,7% y más de diez millones de votos, una cifra histórica que supera incluso la que sacó Petro hace cuatro años. El resultado tiene mérito porque De la Espriella es un outsider que jamás ha ocupado un cargo público ni se había presentado antes a unas elecciones. En las últimas semanas supo capitalizar el rechazo al petrismo y aglutinó a la oposición, al uribismo clásico y a los desencantados. Iván Cepeda, candidato del Pacto Histórico y delfín de Gustavo Petro, partía como favorito y ha quedado segundo con un 40,9% y cerca de 9,7 millones de votos. La diferencia entre ambos ronda los 700.000 sufragios. Cepeda se impuso en Bogotá y en buena parte de la periferia, pero se quedó muy lejos del 50% que necesitaba para evitar la segunda vuelta. Esto es algo que ya descontaban los sondeos de intención de voto, pero aún quedaban muchos que vaticinaban un triunfo holgado de la izquierda. A la vista está que se han equivocado de medio a medio. La tercera en discordia, Paloma Valencia, naufragó. La senadora de centro-derecha no llegó ni al 7% pese al apoyo explícito del expresidente Álvaro Uribe, un porcentaje que confirma el agotamiento del uribismo tradicional frente a la nueva derecha que encarna el Tigre. Valencia reconoció la derrota de inmediato y pidió a sus votantes que apoyen a De la Espriella en la segunda vuelta. Uribe hizo lo propio sin demora. Sergio Fajardo, abanderado del centro, volvió a estrellarse contra la realidad de un país que hoy por hoy no conoce el término medio. Colombia se debate entre el petrismo y el antipetrismo, no hay casi nada más allá de eso. La participación fue histórica. Casi 24 millones de colombianos votaron, un 57,8% del censo, la cifra más alta en 20 años y cuatro puntos por encima de las elecciones de 2022. Ese dato desmiente a quienes auguraban abstención y desencanto, y revela hasta qué punto estas elecciones se están viviendo como un plebiscito sobre el legado de Petro. El final de la jornada trajo un episodio inédito. El presidente saliente reaccionó a la derrota de su candidato negándose a reconocer el recuento preliminar de la Registraduría Nacional del Estado Civil, un órgano que él no controla y al que no compete revisar. Cepeda secundó la maniobra y pidió esperar al recuento definitivo, que se conocerá a finales de esta semana. El gesto ha encendido todas las alarmas y promete envenenar aún más una segunda vuelta que ya se anticipaba tensa. Quedan tres semanas, los votos de Fajardo siguen huérfanos y Colombia vuelve a hacer equilibrios en la cuerda floja sin saber aún quién será su próximo presidente. Para hablar de este tema nos acompaña hoy en La ContraCrónica Orquídea Caballero, que no es la primera vez que pasa por el programa y que es una magnífica analista colombiana. · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #colombia #elecciones Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

La ContraCrónica
El arte de no cerrar el trato

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 31, 2026 60:57


Las conversaciones entre Estados Unidos e Irán avanzan envueltas en una ambigüedad que ni los propios protagonistas saben despejar. Trump anunció la semana pasada un acuerdo "en lo esencial negociado" y al día siguiente pidió no precipitarse mientras colgaba en sus redes la imagen de un cazabombardero cargando una bomba. Tres días antes, el 25 de mayo, la aviación estadounidense había bombardeado posiciones iraníes y embarcaciones en el estrecho de Ormuz. Negociar la paz y hacer la guerra al mismo tiempo es el ejercicio de equilibrismo que define este momento. El borrador que está circulando no pone fin a nada. Prolongaría el alto el fuego al menos 60 días y fijaría unos principios generales, esto es, reapertura de Ormuz, ciertos límites al programa nuclear y un alivio gradual de sanciones. Se firmaría, en rigor, un pacto para seguir pactando, dejando sin respuesta quién verifica el cumplimiento iraní y qué hitos debe alcanzar Irán antes de levantarles las sanciones. El telón de fondo es la guerra de marzo y abril, 39 días que han dejado a Irán maltrecho en lo militar, descabezado en lo político y atrapado en un armisticio muy frágil. Pero donde el régimen sangra de verdad es en la economía. El bloqueo de Ormuz ha estrangulado los ingresos petroleros hasta el punto de que se plantean cerrar pozos por falta de capacidad de almacenamiento. El rial se ha desplomado, más de 1 millón de iraníes han perdido su empleo y los precios de los productos básicos se han disparado. El propio presidente Masoud Pezeshkian ha admitido que la guerra principal se libra en el terreno económico y que si ahí fracasan se hundiría el régimen. Aun así, el moribundo conserva capacidad de morder. Irán externaliza su dolor amenazando con reanudar el fuego, lo que debilita la posición negociadora estadounidense y aumenta la urgencia de la Casa Blanca por evitar que el crudo suba. Los duros se niegan a que EEUU e Israel salgan de esto con la sensación de haber ganado. Hay una asimetría evidente, porque Irán está mucho peor pero regatean convencidos de que Trump necesita el acuerdo más que ellos. Los desacuerdos de fondo no son menores. El más espinoso son los más de 400 kilos de uranio enriquecido casi a grado militar, que Irán se niega a sacar del país. El segundo es el dinero, los iraníes exigen beneficios inmediatos y EEUU solo ofrece exenciones parciales. A ello se suma una incógnita sobre quién manda, ya que el líder supremo Mojtaba Jameneí gobierna escondido tras la desaparición de su padre en el primer día de la guerra. Trump tiene además un Congreso que se le está empezando a poner en contra. El Senado aprobó una resolución de poderes de guerra en la que cuatro republicanos rompieron la disciplina de voto porque crece el temor a que la gasolina, por encima ya de los 4,50 dólares el galón, pase factura en las elecciones de noviembre. El hecho es que el pacto que ahora se cocina se parece sospechosamente al de Obama que tanto despreció Trump. La gran ironía de todo esto es que el autoproclamado maestro del trato ha convertido la indecisión en método y el aplazamiento en estrategia. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:37 El arte de no cerrar el trato 36:54 Firmas en la Feria del Libro 38:42 Huelga de profesores 48:14 Absentismo en el sector público · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #iran #estadosunidos Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

La Zanzara
La Zanzara del 29 maggio 2026

La Zanzara

Play Episode Listen Later May 29, 2026


A Trento ci accusano di fascismo... rispostina al Sindaco e al Consigliere Comunale.MIMMO È LIBERO!Bonnyletimide, italiano di seconda generazione, contro Giò "Radio Maria" Urso. Dreka tatua peni. Caterina Collovati è preoccupata per l'andamento del mondo.

La ContraCrónica
La Stasi del PSOE

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 28, 2026 31:43


El PSOE tuvo a sueldo a una presunta organización criminal, liderada por su ex secretario de Organización Santos Cerdán, cuyo objetivo era desactivar las causas judiciales de corrupción que afectan al partido, al Gobierno y a la familia del presidente Pedro Sánchez. Así consta en los autos dictados por el juez de la Audiencia NacionalSantiago Pedraz que ordenó ayer una nueva operación contra la corrupción en el partido del Gobierno, personándose desde primera hora de la mañana la Unidad Central Operativa (UCO) de la Guardia Civil en la sede del PSOE, en la madrileña calle Ferraz. Los agentes de la UCO tenían orden de incautarse de libros contables, contratos del partido, facturas con gastos, hojas de visitas, el registro de acceso en vehículos a la sede socialista, datos sobre el pago de campañas publicitarias, clonados de cuentas de correo electrónico de empleados así como el plan de prevención de delitos de Ferraz. · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #psoe #corrupción Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

La ContraCrónica
Absentismo descontrolado

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 28, 2026 52:33


Uno de los principales problemas que tienen las empresas españolas en estos momentos es el del absentismo laboral, que está en máximos. Este termino a menudo se entiende mal, suele reducirse a las bajas por enfermedad, pero esa es solo una parte del problema y ni siquiera la más representativa de un fenómeno que afecta de lleno a la productividad y a la competitividad empresarial. Las cifras oficiales asustan. Cada jornada faltan al trabajo alrededor de 1,6 millones de personas con un coste que supera los 45.000 millones de euros anuales según el último informe de Randstad Research. En dos décadas la tasa prácticamente se ha duplicado y la tendencia no deja de crecer desde 2014. De cada 40 horas semanales, casi tres quedan sin cumplir. A ello se añade que el absentismo por incapacidad temporal en España supera en un 68% la media europea, con un coste cercano a 7 décimas del PIB desde 2021. El coste para las empresas es muy alto. El coste laboral promedio de un trabajador en España es de 40.500 euros al año, con una tasa de absentismo del 7% el impacto por cada trabajador es de casi 3.000 euros. Pero ese es solo el coste directo, el indirecto es mucho mayor. Cuando un trabajador falta a su puesto afecta a sus compañeros, a los clientes de la empresa y obliga a tomar decisiones precipitadas o a no dar salida al trabajo. Una empresa grande puede amortiguarlo, para una pequeña o mediana el efecto es devastador. El error reside en cómo se analiza todo esto. Muchas empresas miden el clima laboral, la satisfacción o el compromiso, pero suelen ignorar los factores personales que son los que, en última instancia, condicionan el rendimiento. Desde la perspectiva del trabajador la cosa cambia, lo que aparece es un problema de conciliación. Una parte de las bajas se justifican sobre obligaciones familiares y personales, otras sobre cuadros de salud mental como estrés, ansiedad o agotamiento. El fenómeno está, además, muy concentrado. Según estudios que se han realizado al respecto, el 16% de los trabajadores acumula casi el 70% de las bajas. Los más jóvenes registran ausencias breves más asociadas a la salud mental, mientras los mayores se toman bajas más prolongadas en el tiempo. El cuidado de hijos y mayores arrebata millones de horas y de euros, y solo una cuarta parte de los empleados cree disponer de tiempo suficiente para su vida personal. En las empresas cunde la desconfianza y se llega incluso a la contratación de detectives para perseguir posibles fraudes. Esto supone, obviamente, un coste extra. La AIReF ha reclamado una mejor gestión de unas bajas mal controladas, ya que las que superan el año de duración se han duplicado desde 2018 y la mitad de los afectados son repetidores. El reto ya no consiste en medir el absentismo, sino en entender su raíz y actuar antes de que estalle. Para hablar de este tema, un tema de fondo pero al mismo tiempo de la máxima actualidad, me he desplazado hasta Murcia para encontrarme con Carlos Recio, director general de la agencia Portavoz, todo un experto en comunicación corporativa con quien hablaré de absentismo en La ContraCrónica de hoy. · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #absentismo #trabajo Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

Smart City
I robot e il riciclo delle batterie: imparare a smontare, montando

Smart City

Play Episode Listen Later May 28, 2026


Sarà capitato a tutti di smontare qualcosa e di non sapere più bene come rimontarlo. Nel mondo della robotica industriale si verifica il problema opposto: milioni di manufatti vengono assemblati quotidianamente da robot nelle fabbriche di tutto il mondo. Eppure tutta questa capacità di assemblare non si traduce in capacità di disassemblare. È qui che entra in gioco il progetto Inverse, coordinato dall’Università di Trento, il cui obiettivo è far sì che i robot, montando, imparino anche a smontare quello che altri robot hanno assemblato solo qualche anno prima. Un sistema utilissimo per potenziare processi come il remanufacturing, che mira a recuperare componenti preziosi che altrimenti andrebbero distrutti, quali le celle che compongono le batterie delle auto. È proprio da qui che partirà Inverse. Ne parliamo con Matteo Saveriano, Ricercatore dell’Università di Trento e coordinatore del progetto.

La Zanzara
La Zanzara del 27 maggio 2026

La Zanzara

Play Episode Listen Later May 27, 2026


A Trento attaccano Parenzo... Fratelli d'Italia risponderà?Giorgio Celsi, l'aborto e i medici sicari. Chiara Parolin sostiene che frequenti Villach. Pier Giorgio Prosperini e il fòra di Bal!Claudio Saggioro e le "ombrellate" che lo hanno sorpassato durante le analisi del sangue. Ci vorrebbe il pugno duro.

La ContraHistoria
El final de la Serenísima

La ContraHistoria

Play Episode Listen Later May 27, 2026 90:30


A finales del siglo XVIII Venecia era una ciudad que parecía existir fuera del tiempo. Quien llegaba hasta allí contemplaba la misma silueta de cúpulas y campanarios que habían descrito los viajeros del Renacimiento. Los palacios seguían en pie, las góndolas atestaban los canales y el León de San Marcos presidía cada rincón. Los venecianos cultivaban el mito de una República con más de mil años de independencia ininterrumpida que, a diferencia de lo que sucedía con otros principados italianos permanecía estable. Aquella espléndida escenografía ocultaba una larga decadencia. El comercio ya no era tan importante como en el pasado. Las potencias atlánticas como Portugal, España, los Países Bajos e Inglaterra habían sustituido a los muelles venecianos mucho tiempo antes como puertos de entrada de las mercancías de oriente. El arsenal languidecía y la flota mercante se había reducido a una fracción de lo que había sido. La ciudad vivía del turismo aristocrático del Gran Tour, del carnaval, del juego, de las artes y de lo que podía sacar de sus dominios en Italia. Todos los intelectuales que se dejaban caer por allí coincidían en señalar que era una República agotada. El sistema político veneciano era de una sofisticación extraordinaria. El dogo, su figura más visible era un monarca elegido pero con poderes muy limitados por una serie de consejos que se vigilaban entre sí. El Consejo Mayor o “Maggior Consiglio” reunía a los patricios inscritos en el Libro de Oro, el Senado llevaba la política exterior, y el temido Consejo de los Diez junto con los Tres Inquisidores de Estado controlaban la república. Pero aquello había derivado en una rigidez paralizante. Nadie quería tocar los intereses creados por lo que cualquier reforma era impensable. Cuando estalló la Revolución Francesa, el patriciado veneciano reaccionó con la cautela de siempre, confiaban en la neutralidad que les había salvado durante todo el siglo. Fue un error inmenso. La Revolución no se parecía en nada a lo que había ocurrido hasta ese momento. La Francia revolucionaria era todo lo que la Serenísima República representaba y eso es lo que no supieron ver. En 1796 el Directorio envió al frente italiano a Napoleón Bonaparte, un general joven y ambicioso. Hablaba italiano, conocía el terreno y comprendió enseguida el valor estratégico de la Terraferma, los dominios venecianos en el norte de Italia. La República permitió a Napoleón que estableciese tropas allí en la guerra contra Austria con la esperanza puesta en que eso durase poco. Pero los planes franceses eran otros. Ocuparon las ciudades de la Terraferma y empezaron exprimirlas y a difundir allí las soflamas revolucionarias. Brescia y Bérgamo se sublevaron en marzo de 1797. En abril estalló una revuelta en Verona contra el ejército francés. Eso unido al ataque sobre un barco francés en el Lido dieron a Napoleón la excusa para intervenir. Envió un ultimátum al Consejo: o abolían la República tal y como había existido hasta ese momento u ocupaba la ciudad por la fuerza. El Consejo escogió lo primero, pero eso no evitó la ocupación. El último dogo, Ludovico Manin se quitó el corno ducal y los franceses entraron el día 15 de mayo sin necesidad de disparar un solo tiro. Acto seguido saquearon las riquezas de la ciudad y se las llevaron a París. La Serenísima República había dejado de existir, pero no la ciudad, que permanece, como hace más de dos siglos, suspendida en el tiempo. En El ContraSello: 0:00 Introducción 3:43 El final de la Serenísima 1:19:37 Venezuela y la guerrilla de Castro Bibliografía: “Historia de Venecia” de John Julius Norwich - https://amzn.to/3RAPUZV “Venecia, ciudad de fortuna” de Roger Crowley - https://amzn.to/4nR781n “Venice. A new history” de Thomas F. Madden - https://amzn.to/4dzGbf5 “La Repubblica del Leone” de Alvise Zorzi - https://amzn.to/4u2CVOh · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva #FernandoDiazVillanueva #venecia #napoleon Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

La ContraCrónica
Crudo, joyas y silencio

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 26, 2026 54:58


Una semana después de que se hiciese público el famoso auto del juez José Luis Calama, el caso Plus Ultra se ha convertido en un terremoto político de magnitud todavía incalculable. La UDEF prosigue el vaciado de los discos duros incautados en la oficina de la calle Ferraz que utilizaba José Luis Rodríguez Zapatero, y lo que ha salido a la luz supera con creces lo conocido hasta ahora. Durante el registro del despacho de Zapatero no encontraron nada especialmente relevante, pero en la sala que comparten sus secretarias, María Gertrudis Alcázar y Judith Wells, los agentes incautaron 17 agendas, 18 carpetas de documentación, teléfonos móviles y pendrives. En una caja fuerte cuya llave Gertrudis dijo no poseer hasta que los agentes amenazaron con forzarla, hallaron 103 piezas de joyería que aún están pendiente de tasación, pero que los expertos consideran que podrían valer en el mercado hasta 5 millones de euros. Según la secretaria, esas joyas pertenecen a la herencia de Sonsoles Espinosa y a regalos de varios viajes. Una explicación poco convincente ya que meses antes también se encontraron joyas junto a lingotes de oro en el registro del domicilio del prestamista holandés Simon Verhoeven, cuya pista condujo precisamente al despacho de Zapatero. Pero lo sustancial es la documentación. Las carpetas archivadoras llevaban rótulos como ChinaLink Asia, EY o Kreab, y otras con contratos y facturas presuntamente simulados. Los correos de la secretaria contendrían instrucciones precisas para generar facturación falsa. A la pata venezolana ya documentada se suma ahora la china. La UDEF localizó dos contratos entre Huawei y Whathefav SL, la empresa de las hijas de Zapatero, que datan de cuando esta multinacional trataba de conseguir contratos cuando se produjo el despliegue de la red 5G en España. Calama sitúa a Whathefav como vehículo instrumental para facturar y dar cobertura formal a las operaciones del entramado. También apareció una carta de octubre de 2023 de China International Cultural Technology Resources dirigida personalmente a Zapatero, en la que se interesaban en comprar petróleo, se entiende que de origen venezolano. Entre los mensajes de Julio Martínez, "Julito", hay una referencia a Philippe Apikian que prepara una reunión con Delcy Rodríguez sobre petróleo venezolano destinado a compradores chinos. Si todo se confirma, el asunto va más allá de un caso de irregularidades circunscritas a España y entra en el ámbito de la gran corrupción internacional. Recordemos que este caso lo hemos conocido gracias a un chivatazo proveniente de Estados Unidos y a dos solicitudes de la Justicia francesa y suiza. Sánchez no aparece imputado, aunque ningún tráfico de influencias podría prosperar si quien detenta el poder no está dispuesto a dejarse influir. Sus socios parlamentarios empiezan a marcar distancias, el PNV duda y Felipe González ha reclamado incluso que se adelanten las elecciones. Begoña Gómez vuelve a estar en el foco y el hermano del presidente se sienta a partir de este jueves en el banquillo por el presunto amaño de su plaza en la Diputación de Badajoz. Zapatero, por su parte, declarará como imputado el próximo 17 de junio. Se avecina un mes dramático para el Gobierno y el PSOE, pero Sánchez asegura que una vez más resistirá. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:51 Crudo, joyas y silencio 35:03 Firmas en la feria del libro 36:51 Blanqueo e inacción judicial 47:28 Abelardo de la Espriella · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #zapatero #corrupcion Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

La Zanzara
La Zanzara del 25 maggio 2026

La Zanzara

Play Episode Listen Later May 25, 2026


Inizia la settimana dopo il Festival di Trento... Tutti querelano... Cruciani difende i querelati. Scontro totale tra Annarita Briganti e Alberto Gottardo, fatti brutti. Incursione di Maurizio Scandurra. Dea Julia, i mille schiavi e grandi pratiche.

La ContraCrónica
Colombia en la cuerda floja

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 25, 2026 52:45


Este domingo los colombianos están convocados a las urnas para elegir al sucesor de Gustavo Petro, que termina en agosto su primer y único mandato. El resultado decidirá si el experimento de izquierdas que comenzó en 2022 se prolonga otros cuatro años o si, por el contrario, Colombia gira hacia la derecha. Según los sondeos ambas posibilidades están hoy abiertas. El balance del petrismo no es precisamente positivo. La paz total que prometió en la campaña de 2022 no ha llegado. El ELN, las disidencias de las FARC y el Clan del Golfo siguen disputando territorio al Estado. Pero tampoco hay paz en las principales ciudades, donde la inseguridad ciudadana no ha hecho más que empeorar. La economía tampoco ha conseguido despegar en estos años. Hoy respira con dificultad con tipos de interés del 11%, y una inversión renqueante. Petro, eso sí, sacó adelante la reforma laboral y la de las pensiones, pero no lo consiguió con la sanitaria. A eso hay que sumar sus rifirrafes con la Fiscalía, la cúpula militar, la prensa y Estados Unidos. El delfín del oficialismo es Iván Cepeda, candidato del Pacto Histórico e hijo del dirigente comunista Manuel Cepeda Vargas, asesinado hace 30 años. Promete completar las reformas de Petro, negociar con los grupos armados e incluso crear una renta básica. Frente a él hay dos candidatos con posibilidades de pasar a segunda vuelta. Por un lado Abelardo de la Espriella, más conocido como el Tigre, un histriónico abogado de discurso incendiario que propone mano dura, un nuevo Plan Colombia y siete cárceles de máxima seguridad. Por otro Paloma Valencia, senadora del Centro Democrático y nieta del expresidente Guillermo León Valencia, que encarna el uribismo moderado. La campaña ha estado marcada por la tragedia. El precandidato Miguel Uribe Turbay fue tiroteado por un sicario de 14 años en un mitin en junio del año pasado y falleció en agosto. El crimen ha resucitado viejos fantasmas y ha envenenado el debate hasta el punto de que Cepeda y De la Espriella se excluyen mutuamente en los grandes debates televisados. Las redes son uno de los principales campos de batalla y los mítines se están celebrando con medidas de seguridad extraordinarias. En los sondeos de intención de voto Cepeda está a la cabeza con entre el 35% y el 45%, pero su techo se ha estancado lejos del 50% que le evitaría la segunda vuelta. De la Espriella ha protagonizado el ascenso más espectacular del tramo final, ha ganado 10 puntos en tres semanas hasta rozar el 30%. Valencia se ha quedado anclada entre el 15% y el 22%. Lo importante aquí es que el rechazo al petrismo supera las simpatías que despierta Cepeda, de modo que es muy posible que cualquiera de sus dos rivales le gane en segunda vuelta. Las implicaciones de estas elecciones trascienden con mucho a Colombia. Es un país importante, la tercera economía de Sudamérica, y comparte 2.200 kilómetros de frontera muy conflictiva con Venezuela. Una victoria de Cepeda significaría continuidad. Valencia traería un retorno medido del uribismo y reactivación de la cooperación con Estados Unidos. De la Espriella abriría un territorio inexplorado de estilo bukelista que seguramente entusiasmaría a Trump y radicalizaría aún más a la izquierda. El país, entretanto, hace equilibrios en la cuerda floja sin saber aún quien será el próximo presidente. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 0:00 Colombia en la cuerda floja 34:50 Firmas en la Feria del Libro 36:38 ¿A quién votarán los nacionalizados? 45:15 ¿Anticipará Sánchez las elecciones? · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #colombia #elecciones Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

Focus economia
E se un giorno il mondo si rivoltasse contro le Big Tech?

Focus economia

Play Episode Listen Later May 25, 2026


Nel giorno dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone, cresce il dibattito sul potere delle Big Tech e delle oligarchie tecnologiche americane. Nel testo il Pontefice richiama il rischio di una nuova “torre di Babele” dominata dalla tecnologia senza giustizia e fraternità. Intanto al summit FutureProofSociety di Brescia Carlo Calenda attacca duramente le tecnopotenze Usa e Meta, accusando gli “oligarchi americani” di voler influenzare il futuro dell’Europa e criticando il rapporto tra le Big Tech e Donald Trump. Interviene Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.comUe, 5 Paesi (tra cui l Italia) chiedono più protezione sui beni dalla CinaItalia, Francia, Spagna, Lituania e Olanda chiedono all’Unione europea di rafforzare gli strumenti di difesa del mercato unico contro protezionismo, dumping e sovraccapacità industriale, con un chiaro riferimento alla Cina. Nel documento circolato a Bruxelles i cinque Paesi denunciano la perdita di un milione di posti di lavoro industriali in Europa tra il 2019 e il 2025 e propongono più controlli, più indagini e modifiche normative per contrastare pratiche commerciali considerate elusive dei dazi europei. Il commento è di Fabio Scacciavillani, economista, editorialista Il Sole24 Ore.Cdp Equity, ok ad aumento della partecipazione in Nexi al 29,9%Il Cda di Cdp Equity ha deliberato la possibilità di incrementare la partecipazione in Nexi fino al 29,9%, escludendo però esplicitamente un’Opa. L’operazione prevede anche contratti derivati fino all’8% del capitale e punta, spiega Cdp, a sostenere l’evoluzione innovativa e industriale del gruppo dei pagamenti digitali, che processa 1.800 miliardi di euro di transazioni in oltre 25 Paesi. L’aumento della quota arriva in una fase delicata per Nexi, dopo il cambio di amministratore delegato e l’uscita dal capitale dei fondi Bain, Advent e Clessidra. Il commento è affidato a Celestina Dominelli, Il Sole 24Ore.Qualità della vita generazionale, la nuova mappa del benessere in Italia: a Firenze, Bolzano e Trieste i tre primatiPresentata al Festival dell’Economia di Trento la sesta edizione della Qualità della vita dei bambini, giovani e anziani del Sole 24 Ore, costruita su 60 indicatori territoriali. L’indagine misura servizi, opportunità, relazioni sociali e qualità della vita delle diverse fasce generazionali in un Paese segnato dalla crisi demografica e dalla desertificazione commerciale. Firenze guida la classifica dei bambini, Bolzano quella dei giovani e Trieste quella degli over 65. Dall’analisi emerge un’Italia ancora spaccata territorialmente, con il Sud spesso in coda alle graduatorie, mentre crescono il peso degli affitti, il consumo di antidepressivi e le difficoltà scolastiche rispetto al pre pandemia. Ne parliamo con Michela Finizio, Il Sole 24 Ore.

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
USA-Iran, accordo pronto. O forse no

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later May 25, 2026


Presentata la prima enciclica di Leone XIV: “Magnifica Humanitas”. Ci racconta tutto Catia Caramelli, nostra inviata in Vaticano.USA-Iran, accordo pronto. O forse no. Su Kiev si abbatte la “rappresaglia” di Putin. Con noi Marco Di Liddo, direttore del Centro Studi Internazionali.Classifica della qualità della vita nelle città: presentata ieri a Trento la porzione dedicata alle fasce d’età: a Firenze, Bolzano e Trieste i primati rispettivamente per bambini, giovani e anziani. Sentiamo Michela Finizio de Il Sole 24 ORE.

La ContraCrónica
El castrismo acorralado

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 24, 2026 54:30


La semana pasada el departamento de Justicia de Estados Unidos imputó a Raúl Castro. Le acusa de cuatro cargos de asesinato y dos de destrucción de aeronaves. El caso se remonta a 1996, pero muchos exiliados aún lo recuerdan. El ejército cubano, en aquel entonces comandado por Raúl Castro, ordenó disparar contra dos avionetas de la ONG Hermanos al Rescate que recogían balseros a la deriva en el estrecho de la Florida. Murieron cuatro personas, tres de ellas de nacionalidad estadounidense. La imputación se anunció en un lugar muy simbólico para los exiliados, la Torre de la Libertad de Miami. Los más mayores llevaban 30 años esperándolo, pero el destinatario real no eran ellos, ni siquiera Raúl Castro, sino el gobierno cubano presidido por Miguel Díaz-Canel. Deberían estar preocupados ya que Castro se incorpora a la lista de jefes de Estado señalados por la justicia estadounidense. Nicolás Maduro se encontraba en la misma situación y fueron a capturarle a Caracas en enero. No es la primera vez que se tensan las relaciones entre EEUU y Cuba, pero esta vez hay algo diferente. Tenemos a un presidente dispuesto a emplear la fuerza sin escrúpulos, el régimen agoniza y el secretario de Estado, Marco Rubio, es hijo del exilio cubano, por lo que, para él, se despacha aquí un asunto personal. Por de pronto la isla se encuentra sin combustible y se han activado todas las sanciones secundarias. En Washington han desempolvado la vieja doctrina Mallory de 1960 que buscaba rendir al castrismo mediante la presión económica. El problema es que la asfixia económica solo funciona si después viene algo, y ese algo no aparece. Díaz-Canel sigue gobernando y los tres pilares del régimen, el ministerio del Interior, las Fuerzas Armadas y el partido comunista, se mantienen en pie. Raúl Castro, además, no es Maduro ni el castrismo es el chavismo. En Venezuela gobierna una banda criminal con facciones enfrentadas, Cuba es un Estado totalitario mucho más clásico con un aparato represivo que funciona muy bien. Para una posible intervención Trump ha buscado algunas justificaciones como que desde Cuba los rusos y los chinos espían a EEUU, o una supuesta compra de 300 drones para atacar Guantánamo y e incluso Cayo Hueso. No parecen muy creíbles. No tendría mucho sentido que el régimen regale semejante casus belli a la mayor potencia militar del mundo. La presión militar se ha intensificado. El portaviones Nimitz llegó al Caribe hace unos días, el director de la CIA, John Ratcliffe, viajó a La Habana, quizá para entregar un ultimátum. En el caso de que los estadounidenses quisiesen intervenir por la fuerza lo tendrían sencillo ya que el ejercito cubano es minúsculo y carece de armamento moderno. La pregunta no es si Trump puede tomar la isla, cosa que parece obvia, sino qué haría después. El precedente iraní demuestra que el poder aéreo no trae cambios de régimen por sí solo. Quedan dos opciones, una operación quirúrgica para capturar a Raúl, un nonagenario ya retirado, o una invasión a gran escala que dejaría a Estados Unidos administrando un país de 10 millones de cubanos hambrientos. La tercera, la de que se produzca una rebelión interna, es menos probable. En 67 años de historia los cubanos han preferido marcharse a rebelarse conocedores de los costes de hacer lo segundo. Trump se las promete muy felices, está convencido de que será él quien acabe con el castrismo después de casi siete décadas. Falta saber si este fósil viviente de la guerra fría dará un paso atrás o preferirá, fiel a su divisa, la patria o la muerte. La respuesta seguramente llegue antes de fin de año. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 4:04 El castrismo acorralado 35:50 Los jueces y la política 42:05 El legado de Zapatero 46:28 El doble rasero de Hacienda · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. 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Europa Europa
Speciale Trento: Europa, Ucraina e Scenari Globali

Europa Europa

Play Episode Listen Later May 24, 2026


In diretta da Trento in occasione del Festival dell'Economia, una puntata speciale dedicata ai grandi stravolgimenti geopolitici ed economici che stanno ridisegnando la mappa globale. Insieme agli ospiti Pejmann Abdelmohammadi (docente di Storia e Politica del Medio Oriente dell'Università di Trento) e Vincent Della Sala (ordinario di sociologia e ricerca sociale all'Università di Trento), analizziamo i nodi cruciali di un'attualità internazionale in continuo fermento.

Si può fare
Energia e Partecipazione - In diretta dal Festival dell'Economia di Trento

Si può fare

Play Episode Listen Later May 24, 2026


Si fa presto a dire Comunità Energetica, ma ciò che la rende davvero viva è la partecipazione attiva dei suoi membri. Senza il coinvolgimento delle persone, infatti, una comunità energetica non può davvero esistere. Eppure, abituati ai tradizionali gestori energetici “tuttofare”, molti cittadini si trovano impreparati di fronte a un modello che richiede condivisione, consapevolezza e collaborazione. In questa puntata proviamo ad approfondire proprio questo aspetto, raccontando anche alcune realtà che sono riuscite a trasformare questa sfida in un’esperienza concreta e funzionante.Gli ospiti di oggi:Laura Borsieri - Coordinatrice del gruppo di Comunità Energetiche Rinnovabili Confcooperative Consumo e UtenzaSara Capuzzo - Direttrice, Responsabile Advocacy e Innovazione e già presidente di ènostra e Membro del direttivo di RESCoopNatalia Magnani - Professoressa Associata di Sociologia dell'ambiente presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università di Trento

La ContraCrónica
La ContraRéplica - Licencia para okupar

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 23, 2026 47:07


Temas tratados en la edición de La ContraRéplica de esta semana : 0:00 Introducción 3:56 Licencia para okupar 17:27 Abuso de poder e inmunidad 28:51 Atraco fiscal a la holandesa 37:28 El nuevo mundo feliz · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #okupas #vivienda Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

Nessun luogo è lontano
Puntata speciale dal Festival dell'economia di Trento

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later May 23, 2026


Puntata speciale dal Festival dell'economia di Trento

Radiotube Social Network
Radiotube Social Network – In diretta dal Festival dell'Economia di Trento 2026

Radiotube Social Network

Play Episode Listen Later May 23, 2026


Puntata speciale in diretta dai nostri studi in Piazza Fiera a Trento in occasione del Festival dell'Economia 2026, con il nostro co-conduttore d'eccezione Daniele Bellasio, Vicedirettore del Sole 24 ORE, e i nostri Riccardo Poli e Beppe Salmetti, conduttori di Off Topic e protagonisti del live show "33 Trentini" alle 19:30.

Si può fare
Più di un semplice Museo - In diretta dal Festival dell'Economia di Trento

Si può fare

Play Episode Listen Later May 23, 2026


Prima delle due puntate in diretta dal Festival dell’Economia di Trento, parliamo di un’eccellenza del territorio che da anni porta avanti un’idea di museo alternativa e al passo con i tempi: il MUSE, Museo delle Scienze di Trento. Un luogo che unisce ricerca attiva sul campo, divulgazione e spazi multiculturali, coinvolgendo la cittadinanza in un dialogo continuo tra scienza, società e innovazione.Gli ospiti di oggi:Elisabetta Filosi - zoologa e mediatrice scientifica MUSE, coordinatrice del programma di iniziative "MUSE Biodiversitá"Chiara Fedrigotti - naturalista e ricercatrice MUSE, referente dei progetti di Citizen Science del museoRita Carisano - Direttore Generale dell'Università Luiss Guido CarliAscolta ancheStorie dal socialeSpecial Olympics, i giochi che liberano l'anima dello sport

La Zanzara
La Zanzara del 22 maggio 2026 - In diretta dal Festival dell'economia di Trento

La Zanzara

Play Episode Listen Later May 22, 2026


La Zanzara del 22 maggio 2026 - In diretta dal Festival dell'economia di Trento

Nessun luogo è lontano
Geopolitica al Festival di Trento: i nuovi poteri e le vecchie dinamiche

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later May 22, 2026


Mentre i negoziati tra Iran e Stati Uniti proseguono, sul movimentato fronte della politica estera americana si staglia la questione Cuba. La condanna di Raúl Castro negli Stati Uniti farà scoppiare una nuova crisi? Intanto, al centro della ministeriale Nato in Svezia c'è il solito annoso problema della contribuzione insufficiente per i partner europei. Di questi temi Giampaolo Musumeci parla al Festival di Trento con Mario Del Pero, professore di Storia internazionale a Sciences Po, e con Paolo Gentiloni, Commissario europeo per gli affari economici e monetari dal 2019 al 2024.

Focus economia
Festival dell'Economia di Trento Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani

Focus economia

Play Episode Listen Later May 22, 2026


Ha preso il via mercoledì e si protrae e fino a domenica 24 Maggio il Festival dell'Economia di Trento con le prime due giornate ricche di appuntamenti che vedono la presenza di esponenti del governo, imprenditori, manager ed economisti. La manifestazione, realizzata dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento, con la collaborazione del Comune e dell'Università, è giunta alla sua ventunesima edizione. Passano a trovarci nei nostri studi di Piazza Fiera Giulio Tremonti, deputato (FDI) e presidente della commissione Affari esteri ed europei della Camera, ex ministro dell'Economia governi Berlusconi, Aspen Institute Italia, e Giuliano Noci - Professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, insegna Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano. Dal 2011 è Prorettore del Polo territoriale cinese dell'Ateneo milanese

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
In diretta dal Festival dell'Economia di Trento - giorno 3

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later May 22, 2026


Ultima diretta da Trento in occasione del Festival dell'Economia 2026.Passa a trovarci dai nostri studi in Piazza Fiera Gregory Alegi, professore di Storia e Politica delle Americhe all'Università Luiss Guido Carli. Con lui parliamo del vertice dei Ministri degli Esteri della NATO di oggi, con il disimpegno degli Stati Uniti e di un Trump diviso tra impegno negoziale con l'Iran e l'incriminazione del cubano Castro, per poi tornare sulla questione Flotilla-Ben Gvir, con Tajani che chiede unità europea nelle sanzioni al ministro israeliano. Nel nostro spazio settimanale dedicato alle buone notizie, ci concentriamo sulla riapertura delle attività scolastiche in Emilia-Romagna dal 31 agosto. Con noi il Presidente Michele De Pascale.

Due di denari
In diretta dal Festival dell'Economia di Trento

Due di denari

Play Episode Listen Later May 22, 2026


L'economia sommersa in Italia ha un valore altissimo, stimato in oltre 200miliardi. Tra le categorie che ancora non è facile in quadrare dal punto di vista fiscale ci sono influencer e creator digitali. Parliamo anche di questo con Gianluigi Ballarani, imprenditore tech e docente di digital marketing e cripto strategy, che ci raggiunge negli studi allestiti al Festival dell'Economia di Trento. Come ogni venerdì, nella prima parte della trasmissione ci sono anche Marco lo Conte e Stefano Elli per la consueta riunione della Squadra Antitruffa Serpente Corallo. Nella seconda parte della puntata parliamo di Educazione finanziaria e Gap di genere. Giovanna Boggio Robutti – direttrice generale FEduF, Fondazione per l'Educazione Finanziaria e al Risparmio. Presentiamo con lei e con Veronica Stefenelli – Presidente del Comitato del Fondo Filantropico Bruno Frizzera – il progetto "6 di più – Educazione finanziaria per la parità e l’inclusione".

Nessun luogo è lontano
Dal Festival di Trento: dinamiche globali tra vecchi e nuovi poteri

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later May 21, 2026


Dai negoziati tra Stati Uniti e Iran allo sdegno suscitato dal ministro Ben-Gvir per aver insultato gli attivisti della Flotilla. Passando per la possibile crisi cubana e il cambio pelle della Nato. Al Festival dell'Economia di Trento Giampaolo Musumeci discute di geopolitica con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento, e con Paolo Magri, presidente del comitato scientifico di Ispi.

Focus economia
Festival dell'Economia di Trento – "Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani"

Focus economia

Play Episode Listen Later May 21, 2026


È entrato nel vivo il Festival dell'Economia di Trento, organizzato dal Il Sole 24 Ore e da Trentino Marketing, con una seconda giornata dedicata ai temi del commercio internazionale, dei dazi Usa, dell'economia sociale, dell'agricoltura e dell'intelligenza artificiale. Attesi numerosi esponenti del governo, tra cui Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida e Alessandra Locatelli. Grande spazio anche ai giovani, con interventi di Corrado Passera e del presidente Inps Gabriele Fava. Protagonista anche Radio 24, in diretta da Piazza Fiera con Focus Economia, Effetto Giorno, La Zanzara e altri programmi live. Ne parliamo con Maurizio Rossini, AD di Trentino Marketing e con Stefano Besseghini, ex presidente Arera.L'Italia guarda a Oriente nel disordine globaleDopo il bilaterale tra Giorgia Meloni e Narendra Modi, Italia e India hanno elevato i rapporti a partenariato strategico speciale, fissando l'obiettivo di raggiungere 20 miliardi di euro di interscambio entro il 2029 e firmando sette accordi su trasporti, agricoltura e contrasto ai reati economico-finanziari. Sullo sfondo resta però un quadro internazionale sempre più instabile: a Pechino Xi Jinping e Vladimir Putin hanno rafforzato la cooperazione strategica tra Cina e Russia, criticando le operazioni americane in Iran e America Latina, senza però chiudere l'intesa sul gasdotto Power of Siberia 2, considerato cruciale da Mosca. Il commento è di Giulio Sapelli, Università Statale Milano.Bruxelles taglia le stime sull'Eurozona allo 0,9% con lo shock energiaLa Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita per Eurozona e Unione Europea a causa del nuovo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente. Per l'Eurozona il Pil 2026 è ora previsto a +0,9%, mentre per l'Italia la crescita scende allo 0,5%. Intanto il presidente dell'Istat Francesco Maria Chelli avverte sui rischi di una nuova fiammata inflazionistica causata dalla guerra in Iran e dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz. Secondo il rapporto annuale Istat, nonostante la resilienza dell'economia italiana e il forte calo dei disoccupati dal 2019, l'aumento dei prezzi energetici potrebbe frenare la ripresa e aggravare la perdita di potere d'acquisto delle famiglie, ancora inferiore dell'8,6% rispetto al periodo pre-pandemia. Ne parliamo con Marco Buti, professore all'Istituto Universitario Europeo ed ex Direttore Generale Affari Economici della Commissione Europea.

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
In diretta dal Festival dell'Economia di Trento 2026 - giorno 2

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later May 21, 2026


Seconda delle nostre tre dirette da Trento in occasione del Festival dell’Economia, con alcuni dei protagonisti dell’evento che passano a trovarci dai nostri studi in Piazza Fiera. Con Carlo Cottarelli, economista, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore dove dirige anche l’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, commentiamo il Rapporto ISTAT presentato questa mattina e le previsioni di primavera (al ribasso) della Commissione Europea. Nell’ambito del Festival è stato presentata la ricerca “Next Gen Power”, in cui oltre 6.000 adolescenti lombardi raccontano un presente segnato da ansia geopolitica, insicurezza economica e sfiducia nelle istituzioni educative. Accogliamo in studio due di questi studenti: Carlo Alberto Chiavegato, studente del Liceo scientifico Aselli di Cremona, presidente della Consulta Provinciale Studentesca di Cremona e coordinatore Regionale delle Consulte della Lombardia, e Paramjit Kaur, studentessa del quinto anno al liceo scientifico dell’I.I.S. “Vincenzo Capirola” di Leno (BS). Con loro anche il Prof. Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano, che ha guidato lo studio, e con il quale facciamo anche un bilancio del vertice Xi-Putin dei giorni scorsi. In chiusura, dopo Punto Autotrasporti, le anticipazioni di Nessun Luogo è Lontano con Giampaolo Musumeci.

Start - Le notizie del Sole 24 Ore
Giovani che vanno, giovani che non tornano

Start - Le notizie del Sole 24 Ore

Play Episode Listen Later May 21, 2026 15:54


Una puntata speciale di Start live dal Festival dell'Economia di Trento con Lavinia Biagiotti Cigna, presidente e ceo di Biagiotti Group, per parlare di come l'Italia può diventare più attrattiva per le ragazze e i ragazzi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

24 Mattino
La giornata in 24 minuti del 21 maggio

24 Mattino

Play Episode Listen Later May 21, 2026


L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Le brutali immagini degli attivisti della Flotilla fermati in Israele, legati, inginocchiati e scherniti dal ministro Ben Gvir hanno provocato anche la dura reazione del Governo italiano.Ne parliamo, da Trento, con il professore Marco Pertile, docente di Diritto internazionale all'università di Trento.

24 Mattino - Le interviste
Incontro con il cardinale Ravasi

24 Mattino - Le interviste

Play Episode Listen Later May 21, 2026


Ospite negli studi a Trento, Gianfranco Ravasi, cardinale, esperto biblista ed ebraista, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.La guerra, le speranze di pace ed il futuro dei giovani i temi in primo piano.

Prima Pagina
21 maggio: Italia-India, intesa da 20 miliardi; Caltagirone: come affrontare le Big Tech; Terrorismo, arrestato quindicenne;

Prima Pagina

Play Episode Listen Later May 21, 2026 20:07 Transcription Available


E dopo l'apertura dedicata all'intesa tra Italia e India di cui potrete trovare altri dettagli nel servizio di Francesco Pacifico, il commento di Mario Ajello racconta l'intervento del presidente Francesco Gaetano Caltagirone al Festival dell'economia di Trento, quindi la cronaca con l'inviata Claudia Guasco e il caso del giovane che ha abbraccio l'aggressore colpevole di averlo reso invalido, sempre per la cronaca ci spostiamo a Firenze con l'arresto di un quindicenne pronto a colpire in nome dell'Isis, quindi andiamo a Cannes con l'esperta Gloria Satta dove al Festival del cinema si è parlato di Roma, oggi con il Messaggero c'è l'inserto Moltofuturo di cui Lorena Loiacono ci anticipa i principali servizi, e chiudiamo con lo sport e con la storia di Massimo Boccucci che ci porta a casa di Brunello Cucinelli.

Due di denari
In diretta dal Festival dell'Economia di Trento

Due di denari

Play Episode Listen Later May 21, 2026


L'Inps dialoga con gli altri istituti di previdenza europei. La proposta è quella di realizzare accordi per facilitare la collaborazione e la ricongiunzione delle posizioni previdenzialiNe parliamo con Gabriele Fava, presidente dell'Inps. Se dico soldi il tuo cervello cosa sente? È il titolo dell'incontro a cui prende parte Aminata Gabriella Fall, Consulente finanziaria e divulgatrice, popolare con il nome di Pecuniami, che ci raggiunge in studio.

La ContraCrónica
Zapatero S.A

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 20, 2026 57:09


El juez de la Audiencia Nacional, José Luis Calama, ha plasmado en un auto de 85 páginas lo que ya se sospechaba por las numerosas informaciones en prensa que habían ido apareciendo en los últimos meses. Esa sospecha era que José Luis Rodríguez Zapatero habría dirigido una red internacional de tráfico de influencias estable, jerarquizada y con vocación de permanencia, montada para vender al mejor postor su influencia sobre el Gobierno. La trama habría manejado operaciones con petcoke, oro, divisas y acciones en Venezuela, China y los Emiratos. La parte visible es el rescate de Plus Ultra, una aerolínea que recibió 53 millones del erario público en plena pandemia sin cumplir un solo requisito para ello. Las comisiones, repartidas entre el ex presidente del gobierno y sus dos hijas ascienden, según el instructor, a casi dos millones de euros. El origen se sitúa en marzo de 2020. Con España confinada, los propietarios de la aerolínea buscaron acceso al Ejecutivo por dos vías paralelas, una a través del entonces ministro Ábalos y otra mediante el círculo de Zapatero. La segunda terminó imponiéndose. La maquinaria funcionaba con gran disciplina. En la cúspide, el ex presidente aportaba contactos y prestigio. Debajo operaba Julio Martínez Martínez, conocido como "Julito", amigo personal de Zapatero y correa de transmisión al que los socios venezolanos se referían como su lacayo. Más abajo trabajaban una secretaria personal y personal que dependía de Zapatero. El término "mordida" aparece en las conversaciones intervenidas sin rubor alguno. El blanqueo combinaba contratos de asesoría redactados a la medida con una sociedad pantalla en Dubái, Landside Dubai Fzco, participada íntegramente por la mercantil española de “Julito”. Sociedades como Análisis Relevante, Gate Center y Thinking Heads canalizaban los fondos hacia Zapatero y Whathefav, una empresa finalista cuyas administradoras son sus hijas. La UDEF lo describe como contratos elaborados al efecto para dificultar la trazabilidad del dinero. Zapatero figuraba autorizado en las cuentas personales de sus dos hijas. El 26 de febrero de 2021 Julio Martínez Martínez comunicaba a los venezolanos que el rescate estaba concedido cuando el Consejo Gestor del Fondo de Apoyo a la Solvencia ni siquiera se había reunido. La SEPI lo aprobó cuatro días después basándose en informes proporcionados por la propia aerolínea. No deliberó nada, simplemente ratificó una decisión tomada meses antes en un restaurante madrileño. Tres organismos internos, eurodiputados y consultoras independientes habían advertido de que Plus Ultra arrastraba pérdidas previas a la pandemia, movía muy pocos pasajeros y carecía del menor carácter estratégico. Nada de eso impidió que se la rescatase. Sánchez dio vía libre el rescate en Consejo de Ministros pese a las objeciones técnicas y a las denuncias parlamentarias. La conexión venezolana no es accesoria dado el papel de Zapatero como interlocutor oficioso del chavismo. El ex presidente declarará como imputado el próximo 2 de junio. El PSOE, por su parte, ha respondido atacando al juez, como ya hizo con Begoña Gómez, García Ortiz, Ábalos y Cerdán. La investigación está en fase embrionaria por lo que se conocerá nueva información en el futuro, una información que helará la sangre a más de uno. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:45 Zapatero S.A 36:50 La imputación de Zapatero y las elecciones andaluzas 40:55 Ley de nietos 47:12 El fiasco del puente del Centenario · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #zapatero #plusultra Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

Tutti Convocati
Affari, gol e canestri a Trento

Tutti Convocati

Play Episode Listen Later May 20, 2026


Mister Genta in diretta dallo studio di Radio 24 al Festival dell'Economia di Trento insieme ad Andrea Nardelli, ad dell'Aquila Basket Trento che ieri ha vinto gara-2 dei playoff contro la Virtus Bologna. Si parlerà di basket, avrete capito, ma anche di calcio con Mino Taveri di Sport Mediaset con l'Arsenal campione della Premier League dopo 22 anni dall'ultimo titolo.L’Avv. Felice Raimondo è stato il primo, qualche settimana fa, a ipotizzare l’entrata, nella proprietà del Milan di Skydance, società americana di Larry e David Ellison. Carlo Pellegatti interroga l'avvocato su futuri possibili scenari rossoneri.

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
In diretta dal Festival dell'Economia di Trento 2026 - giorno 1

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later May 20, 2026


Prima delle nostre tre dirette da Trento in occasione del Festival dell'Economia, con alcuni dei protagonisti dell'evento che passano a trovarci dai nostri studi in Piazza Fiera. Sara Funaro, Sindaca di Firenze, ci spiega la stretta sugli affitti brevi in città.Il Prof. Stefano Schiavo, direttore della Scuola di Studi Internazionali dell'Università di Trento, commenta i principali temi esteri della giornata, dal disimpegno militare di Trump in Europa all'intercettamento della Flotilla per Gaza da parte di Israele in acque internazionali, passando per il vertice tra Xi e Putin. Con il chimico Nicola Armaroli, dirigente di ricerca del CNR, invece, ci concentriamo sul dibattito sull'industria europea dell'auto, all'indomani dell'annuncio del piano di costruire veicoli elettrici a Pomigliano da parte di Stellantis.

Backdoor podcast
LBA: sorprese Trento e Trieste, Venezia e Milano mantengono il sevizio!

Backdoor podcast

Play Episode Listen Later May 20, 2026 70:36 Transcription Available


L'analisi di gara 1 e gara 2 delle serie di questo primo turno. Le sorprendenti vittorie di Trento e Trieste e il 2-0 di Milano e Venezia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.

La ContraCrónica
La guerra vuelve a casa

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 19, 2026 58:39


Cuatro años y tres meses después desde que Vladimir Putin ordenó a su ejército invadir Ucrania con la esperanza en resolver eso en cuestión de unos pocos días, no solo arde Kiev, también arde Moscú. El pasado domingo el ejército ucraniano envió la mayor oleada de drones contra la capital rusa en más de un año, un ataque que se saldó con tres muertos, 18 heridos y el aeropuerto moscovita de Sheremétievo cerrado. El propio ministerio de Defensa ruso, tan dado a inflar las cifras, reconoció haber derribado 628 drones en 14 provincias distintas, lo que equivale a admitir que los ucranianos son capaces de lanzar grandes enjambres coordinados. La operación, lejos de ser improvisada, es la materialización de una doctrina militar formulada por Zelenski en marzo del año pasado y que los analistas bautizaron con el nombre de “neutralización estratégica”. Sobre el terreno esto significa que Ucrania ha dejado de desangrarse intentando recuperar palmo a palmo el territorio ocupado en el Donbás, y se ha volcado en una guerra asimétrica de largo alcance. Eso supone atacar los activos económicos rusos, romper su cadena de suministros militares y desmoralizar a una población acostumbrada a contemplar la guerra como un espectáculo televisivo. Los objetivos del último mes dicen mucho de esta nueva estrategia. 20 refinerías y terminales bombardeadas sólo en abril (la de Tuapse dejó una columna de humo visible desde 300 kilómetros a la redonda), drones que vuelan a más de 1.700 kilómetros desde sus bases y ataques dirigidos a las empresas de armamento avanzado que se encuentran al norte de Moscú. Los efectos económicos empiezan a notarse. Las exportaciones rusas de crudo han caído y la producción en refinerías también lo ha hecho. En estos momentos se encuentra en su mínimo de los últimos 15 años. Es curioso porque, a raíz de la guerra de Irán, Trump levantó en marzo las sanciones sobre el petróleo ruso para amortiguar el cierre de Ormuz, pero han aparecido los drones ucranianos para arruinarle el plan. Las guerras prolongadas suelen consumir antes a las dictaduras que a las democracias, porque las primeras dependen del mito de la invulnerabilidad del líder. La Rusia zarista cayó tras la derrota frente a Japón en 1905, la Unión Soviética sobrevivió a Stalingrado pero no a Afganistán. Putin conoce bien esos precedentes y concibió esta guerra sobre la premisa de aguantar más que el adversario y convertir el conflicto en una rutina televisiva y, sobre todo, lejana. La estrategia funciona mientras la guerra sea una abstracción. Cuando los drones caen sobre Moscú esa abstracción se evapora. Las señales de nerviosismo en el Kremlin se multiplican. El desfile del día de la victoria de este año pasó a la historia por no exhibir material bélico moderno, ni un tanque, ni un misil por miedo a que eso provocase un ataque ucraniano. Algunas fuentes internas hablan de que en el Kremlin están reconsiderando sus objetivos. Podrían conformarse con acabar con esto anexionándose las regiones ocupadas, pero sin intervenir en el resto de Ucrania. Eso lo presentarían como una gran victoria. Putin sigue siendo popular, pero ya no tanto como hace cuatro años. La curva va en sentido descendente. Este verano sabremos si eso basta para que decida sentarse a negociar. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:39 La guerra vuelve a casa 35:19 Putin y Pedro Baños 45:09 Transnistria 53:27 Niveles de alcoholismo · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #rusia #ucrania Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

La ContraCrónica
Victoria incómoda en Andalucía

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 18, 2026 53:40


Las elecciones autonómicas celebradas este domingo en Andalucía han traído algunas novedades. El actual presidente, Juanma Moreno, que aspiraba a revalidar la mayoría absoluta lograda en 2022, ha ganado con holgura, casi 20 puntos por encima del PSOE, pero ha perdido 5 escaños y se ha quedado a dos diputados de la mayoría que él mismo convirtió en eje de campaña. El PP obtiene el 41,7% de votos y 53 escaños, incluso ha conseguido 150.000 votos más que hace cuatro años, pero el aumento de la participación, que ha pasado del 56% al 65%, ha alterado el reparto. Moreno ha mantenido su electorado, pero ha sido incapaz de anticipar la reactivación del voto de extrema izquierda. VOX sube un escaño y tres décimas, hasta el 13,8% y 15 diputados. Crece poco, pero lo suficiente para convertirse en llave de la investidura. Lo que no han conseguido es capitalizar el aumento de la participación y, aunque se mantienen como tercera fuerza política, la suma de Adelante Andalucía y Por Andalucía les supera en votos y porcentaje. Previsiblemente para desbloquear la investidura harán pagar a Moreno el peaje de la prioridad nacional y concesiones en política migratoria y agenda cultural. Para el PSOE el resultado es demoledor. María Jesús Montero, hasta hace unas semanas número dos del Gobierno y apuesta personal de Sánchez, se ha quedado con sólo 28 escaños, el peor resultado de la historia del socialismo andaluz. Pierde dos diputados y rompe el suelo de 2022 con una participación sensiblemente mayor, lo que desactiva la coartada de que sus votantes se han abstenido. Andalucía, feudo socialista durante décadas, un lugar donde hace 20 años el PSOE ganaba con más de la mitad de los votos, se queda en un raquítico 22%. La fijación de Sánchez de imponer ministros como cabezas de cartel autonómicas vuelve a fallar tras el batacazo de Pilar Alegría en Aragón. A la izquierda del PSOE, Adelante Andalucía ha dado la sorpresa. Su candidato, José Ignacio García, pasa de 2 a 8 escaños gracias a que ha sabido hacerse con el voto joven y urbano, al que ha hablado de vivienda, coste de la vida y servicios públicos. De hecho, ha disputado eficazmente a VOX el voto protesta en barrios obreros. Por Andalucía, la coalición de IU, Sumar y Podemos, se queda en 5 escaños y un 6,3%, mínimo histórico de IU. Podemos sale del Parlamento andaluz por primera vez desde 2015. Se repite de nuevo el patrón aragonés. La extrema izquierda crece allá donde se desmarca de Sánchez y se desangra donde permanece en la coalición. Las lecciones son claras. Feijóo deberá decidir hasta dónde puede sostener la fórmula de Moreno ya que ese centrismo templado parece haber encontrado su techo. Sánchez, por su parte, acumula cuatro derrotas consecutivas en seis meses. A finales de junio han convocado los socialistas un Comité Federal para ir preparando las municipales del año próximo que se esperan especialmente complicadas, pero sobre esta derrota andaluza impera el más atronador silencio. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:26 Victoria incómoda en Andalucía 35:01 El tratado con Mercosur 40:59 La Bolsa y Ormuz 47:52 La diplomacia personalista de Trump · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #andalucia #elecciones Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

La ContraCrónica
Todos contra Starmer

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 17, 2026 58:29


Menos de dos años después de su mayoría absoluta, Keir Starmer agoniza políticamente en Downing Street. El laborista que prometió sacar al Reino Unido de la crisis que arrastra desde hace año cosechó tal varapalo en las elecciones locales del 7 de mayo, que hoy cerca de un centenar de los diputados laboristas están pidiendo su cabeza, entre ellos cinco ministros. Wes Streeting, el ministro de Sanidad, ya se ha postulado al partido como recambio. El responsable del descalabro es Reform UK, el partido de Nigel Farage, que arrasó en las elecciones y se hizo con algunas de las plazas laboristas más valiosas en el norte del país. Los Verdes de Zack Polanski y los liberal-demócratas de Ed Davey han hecho el resto para dejar al laborismo en mínimos. En Gales, donde el partido llevaba un siglo ganando elecciones quedaron terceros. Starmer carga el muerto al Brexit y a la herencia recibida, pero la realidad es que buena parte de lo que le ha sucedido se debe sólo a él. Llegó al Gobierno con una serie de promesas, entre ellas algunas reformas de gran calado, pero en todo se ha quedado a la mitad o ni siquiera se ha puesto por miedo al ala izquierda de su partido. Los problemas económicos no se han enderezado, de hecho, en algunos aspectos han incluso empeorado, lo que le deja muy expuesto antes de atravesar el ecuador de la legislatura. Para que puedan quitárselo de en medio los estatutos del partido exigen que los aspirantes recojan firmas a favor de las primarias dentro el grupo parlamentario. Con una quinta parte basta, es decir, 81 diputados, algo asequible para casi cualquiera de ellos. La militancia, compuesta por apenas 250.000 afiliados, decidirá al próximo primer ministro que, eso sí, debe ser diputado. Suenan varios nombres como Yvette Cooper, Pat McFadden, Ed Miliband y Angela Rayner. Pero el favorito incontestable de las apuestas y de los afiliados es Andy Burnham, alcalde del Gran Mánchester. Burnham, que fue ministro hace años con Gordon Brown, es extraordinariamente popular en el norte del país. En Mánchester gana por mucho las elecciones desde hace diez años, pero no es diputado. Eso podría tener solución ya que Josh Simons, diputado por la circunscripción de Makerfield le ha ofrecido su escaño. Pero eso implicaría celebrar unas elecciones parciales y ahí no es ni mucho menos seguro que gane ya que en ese distrito Reform obtuvo la mitad de los votos el 7 de mayo. Pero, aunque ganara, gobernar el Reino Unido es mucho más difícil que ser alcalde de Mánchester, más aún en las situación actual. Quizá a Starmer le quede ya muy poco como primer ministro, pero el laborismo no está del todo muerto. Farage parece que ha tocado techo, los tories son irrelevantes y el partido Verde se ha escorado demasiado hacia la izquierda. Hoy por hoy ocupa el centro del tablero y eso es una ventaja ya que puede recuperar votos a ambos lados del espectro. Si quieren mantenerse ahí tendrán que realizar el programa de reformas que prometieron en 2024. Más oportunidades no van a tener. Pues bien, para hablar de este tema, cuyo previo ya vimos la semana pasada con La ContraCrónica que dediqué a las elecciones locales inglesas, nos acompaña Andrea, que ha estado siguiendo muy de cerca el descenso a los abismos de un laborismo que hace sólo 24 meses se las prometía felicísimas. · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #starmer #laborismo Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

La ContraCrónica
La ContraRéplica - Vivienda imposible

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later May 16, 2026 52:17


Temas tratados en la edición de La ContraRéplica de esta semana : 0:00 Introducción 3:25 México y España 23:17 Vivienda imposible 43:12 Gran transferencia de rentas 48:04 Posmodernismo · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #vivienda #mexico Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

La ContraHistoria
El fin de la esclavitud

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Play Episode Listen Later May 14, 2026 85:50


La esclavitud fue una institución milenaria y universal. Existió en todas las civilizaciones a lo largo y ancho del mundo. Da igual donde y cuando miremos. La encontramos en Sumeria, en la antigua Roma, en el islam y en los imperios prehispánicos de América. Nadie la cuestionaba y parecía que iba a existir siempre. Pero entre finales del siglo XVIII y finales del XIX esa estructura se desmoronó. Las raíces del movimiento abolicionista se encuentran en el cristianismo, que aceptó la esclavitud, pero no entre cristianos. En la Edad Media la esclavitud se redujo mucho en Europa occidental, pero resurgió con fuerza tras la llegada de los portugueses al golfo de Guinea y de los españoles al continente americano. Isabel la Católica prohibió esclavizar a los indígenas, pero no a los africanos, lo que permitió que los españoles primero y luego las potencias europeas con intereses en América empezasen a llevar esclavos desde África dando origen a la trata atlántica. El abolicionismo en América surgió entre entre los cuáqueros. En el siglo XVIII se sumaron predicadores como John Newton, autor de Amazing Grace, y filósofos ilustrados como Locke, Montesquieu, Rousseau, Voltaire y Kant, que ofrecieron a la causa de la abolición un fundamento racional y secular. El Reino Unido, curiosamente la mayor potencia esclavista de la época, fue quien más esfuerzos hizo por acabar con la esclavitud. El caso Somerset de 1772 liberó a los esclavos en suelo inglés. Años más tarde la Sociedad para la Abolición, fundada en 1787, creo la campaña política moderna con panfletos, medallones, boicots y peticiones al parlamento. Crearon también un nuevo género, el de los testimonios de antiguos esclavos. Algunos como los de Olaudah Equiano, Quobna Cugoano, Ignatius Sancho y Mary Prince conmovieron a la opinión pública y fueron de vital importancia para influir sobre la agenda legislativa. En el Parlamento un diputado llamado William Wilberforce fue quien se encargó de dar la batalla durante casi 20 años hasta lograr la prohibición de la trata en 1807. La Royal Navy comenzó a patrullar las costas africanas para capturar a los barcos negreros. La diplomacia británica, entretanto, presionaba a las potencias coloniales para que ilegalizasen la compra de esclavos. En 1833 el parlamento aprobó la Slavery Abolition Act que liberó a los 800.000 esclavos del imperio. Los dueños fueron indemnizados con una suma tan elevada que el Gobierno británico tuvo que pedir el dinero prestado. Francia abolió definitivamente la esclavitud en 1848, los Países Bajos en 1863, Portugal en 1869. Estados Unidos resolvió la cuestión en el campo de batalla con una una guerra civil que alumbró la Decimotercera Enmienda de 1865. En España la abolición llegó primero a Puerto Rico en 1873 y luego a Cuba en 1886, tras el sistema transitorio del patronato. Brasil hizo lo propio en 1888, pero aquello costó el trono a los Braganza. El proceso coincidió con la revolución industrial, pero las plantaciones en las Antillas eran rentables. Había algo más que empujó esta idea, el convencimiento íntimo de aquellos europeos de que la esclavitud era incompatible con la dignidad humana. Eso persuadió a las mismas sociedades que se beneficiaban de ella para que renunciaran voluntariamente a una institución milenaria en apenas cinco generaciones. En El Contrasello: 0:00 Introducción 3:50 Abolición de la esclavitud 1:15:16 La desamortización de Mendizábal Bibliografía: "Breve historia de la esclavitud” de James Walvin - https://amzn.to/42AhJUr “Slavery: A World History” de Milton Meltzer - https://amzn.to/439sSM8 “Slavery: A World History” de Milton Meltzer - https://amzn.to/439sSM8 “The slave trade” de Hugh Thomas - https://amzn.to/4wMgTlB “Esclavitud. Una historia de la humanidad” de Michael Zeuske - https://amzn.to/4d8n9w6 · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva #FernandoDiazVillanueva #esclavitud #abolicion Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

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Cita en Pekín

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Play Episode Listen Later May 13, 2026 54:08


Donald Trump regresa esta semana a Pekín casi una década después de su última visita en 2017. El escenario y el anfitrión son los mismos, pero las cosas han cambiado mucho desde entonces. Trump ya no es el recién llegado dispuesto a romper con China, sino un presidente curtido en su segundo mandato, empeñado en demostrar que su relación con Xi Jinping va mucho más allá de cubrir el expediente diplomático. Ambos llevan meses intercambiando cartas personales, un detalle revelador de cómo la geopolítica del siglo XXI ha dejado atrás los escrúpulos ideológicos. Pesan más las cadenas de suministro y la balanza comercial que los derechos humanos, como demuestra el caso del editor hongkonés Jimmy Lai, condenado a 20 años de prisión y cuya liberación Trump no tiene intención alguna en pedir. El cambio respecto a China es sustancial. Trump irrumpió en política en 2016 acusando a los chinos de robar empleos y patentes. Durante su primer mandato les declaró la guerra comercial, persiguió a Huawei, intentó prohibir TikTok y restringió la exportación de semiconductores. La pandemia terminó por romper la relación. Biden mantuvo y endureció esa política, lo que terminó forjando un consenso en el Congreso en todo lo relativo a China. Ese consenso se está resquebrajando ahora, pero desde el partido republicano. El gobierno ha autorizado ventas de chips de Nvidia, ha despedido a expertos en China del Consejo de Seguridad Nacional y ha pactado con ByteDance que mantenga el control del algoritmo de TikTok. Dos razones explican el cambio de parecer. La primera es que Trump ha centralizado las decisiones en un círculo mínimo encabezado por Witkoff, Kushner y el secretario del Tesoro, Scott Bessent, que es quien impone su doctrina de equilibrio con China. Marco Rubio, antaño azote del partido comunista chino, guarda hoy un silencio que habla por sí mismo. La segunda razón es más prosaica. China ha aprendido a devolver los golpes. Cuando Trump elevó los aranceles hasta el 145% el año pasado, Xi Jinping respondió con controles a la exportación de tierras raras, lo que hizo cundir el pánico y forzó la tregua que acordaron en Corea del Sur hace un año. Trump llega a esta cumbre con el lastre de la guerra de Irán. Necesita que Xi Jinping presione a los ayatolás, principales suministradores de petróleo a China, pero, de forma un tanto paradójica, es la armada estadounidense la que impide salir los petroleros con destino a las refinerías chinas. Xi Jinping llega con una economía debilitada y una demanda interna muy floja. Ambos necesitan que la cumbre sea un éxito y que puedan presumir de haber alcanzado grandes acuerdos. Sobre la mesa está Taiwán. Xi Jinping quiere que Trump se oponga formalmente a la independencia de la isla, una concesión que tendría un valor simbólico importante. En Pekín lo fían todo al tiempo. Saben que a Trump le quedan menos de tres años en el cargo y no desean provocarle. Tiempo es lo único que necesitan para que su economía remonte y Estados Unidos se canse de pelear en demasiados frentes. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:31 Cita en Pekín 35:17 Lidl, nº1 en calidad-precio 36:20 Sube la gasolina en EEUU 47:21 Contradicciones de la regularización · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #donaldtrump #xijinping Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

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Punto muerto en el golfo

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Play Episode Listen Later May 12, 2026 55:46


Ha pasado ya más de un mes desde que Irán y Estados Unidos acordasen, por mediación pakistaní, un alto el fuego que en principio iba a durar quince días y que posteriormente se prorrogó de forma indefinida. Las negociaciones apenas avanzan y la tregua ya casi iguala en duración a los cuarenta días de bombardeos que la precedieron. Trump ha descrito la situación con una metáfora un tanto inquietante, ha dicho que esta tregua es como un paciente conectado a un respirador con un 1% de posibilidades de sobrevivir. La campaña conjunta de Estados Unidos e Israel fue un éxito táctico indiscutible. Destruyeron bases de misiles, fábricas de cohetes, defensas antiaéreas e instalaciones nucleares, eliminaron también al líder supremo junto con toda la cúpula del régimen. Netanyahu habló de romper la barrera del miedo, aunque reconoció que la tarea estaba lejos de rematarse. La barrera parece que se ha roto, pero romperla no equivale a vencer. La contrapropuesta iraní entregada este fin de semana la han desechado ya en Washington. Los iraníes exigen el levantamiento total de sanciones, rechazan desmantelar sus instalaciones nucleares, quieren conservar sus reservas de uranio enriquecido y pretenden vincular el acuerdo a un alto el fuego en el Líbano. La oferta es tan ambiciosa porque el régimen está convencido de que Trump quiere salir del embrollo cuanto antes. Esto es algo que el propio Trump ha admitido. Ahí tenemos su intención de eliminar temporalmente el impuesto federal sobre la gasolina, una demostración de que está sufriendo muchas presiones internas. El centro de gravedad del conflicto está en el doble bloqueo. Estados Unidos asfixia los puertos iraníes mientras Irán mantiene cerrado el estrecho de Ormuz. La operación de escolta naval, bautizada como Project Freedom, parece calcada de otra que Ronald Reagan puso en marcha en los años 80, pero hoy EEUU tiene menos efectivos en el golfo y el enemigo dispone hoy de drones, misiles antibuque y minas que han hecho del tránsito por Ormuz un riesgo que ningún naviero quiere correr. La escala máxima de presión militar ya se ha empleado sin éxito. A Trump le queda volver a bombardear, esperar o firmar un acuerdo de mínimos que sus enemigos presentarán sin duda como una humillante capitulación. Ninguno de los objetivos estratégicos iniciales se ha cumplido. Ni han renunciado al programa nuclear, ni al desmantelamiento de su arsenal balístico, ni han abandonado a su suerte a Hezbolá y a los hutíes. Los aliados están perdiendo la paciencia y la confianza en EEUU. Los Emiratos han recibido casi tres mil ataques, incluso durante el alto el fuego, estos últimos la Casa Blanca los ha calificado como menores. En Abu Dabi, Riad y Doha están empezando a acordarse de Hosni Mubarak, que fue aliado de EEUU hasta que decidieron prescindir de él. La misma duda asalta a los europeos y los japoneses. Trump viaja esta semana a China buscando que Xi Jinping presione a los ayatolás, pero ese favor tendrá seguramente un precio muy elevado. Se perfilan tres escenarios. El primero un acuerdo cosmético que Trump venda como victoria, el segundo una reanudación de los bombardeos con imprevisibles consecuencias, y el tercero la prolongación indefinida del limbo en el que nos encontramos ahora mismo. Esta es la opción que más conviene a Irán ya que piensan en el largo plazo. Lo que se dirime no es solo la voluntad de Trump ni la resistencia del régimen, sino la credibilidad de EEUU como aliado, algo que durante 80 años fue la divisa más sólida del sistema internacional. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:54 Punto muerto en el golfo 34:58 El abandono de Jon González 39:14 Efectos del 15-M 48:14 La vida privada de los políticos · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. 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Rusia y el cansancio de la guerra

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Play Episode Listen Later May 11, 2026 53:57


El sábado se celebró en Moscú el desfile del 9 de mayo, fecha que conmemora la victoria soviética sobre Alemania en la segunda guerra mundial. Putin ha dedicado un cuarto de siglo a convertir esta efeméride en una liturgia civil casi religiosa, pero este año la ocasión no estuvo a la altura. No hubo tanques ni vehículos acorazados, desfilaron menos cadetes, se cortó el internet móvil en Moscú y San Petersburgo, y se desplegaron sistemas antiaéreos traídos de provincias remotas. Zelenski, entretanto, firmaba con intención de burla un decreto comprometiéndose a no atacar la Plaza Roja, una humillación como no se había visto. El punto de inflexión llegó en enero, cuando la mal llamada operación militar especial superó en duración a la Gran Guerra Patria, que es como en Rusia se conoce a la guerra mundial. Cuatro años después de iniciada la guerra, los nietos de aquellos héroes no logran tomar pequeñas localidades del Donbás mientras los abuelos se paseaban ya por Berlín. Putin ha quedado atrapado en su propia propaganda. Los drones ucranianos han conseguido lo que las sanciones occidentales no han logrado en cuatro años, dañar gravemente la industria petrolera rusa. El 70% de la población rusa vive dentro del alcance de estos drones. Los ucranianos han aprendido a atacar con gran precisión las columnas de destilación de las refinerías, lo que puede dejarlas inutilizadas durante meses. La capacidad exportadora de crudo de los rusos ha caído un 40%, y el déficit presupuestario del primer trimestre ya ha superado el objetivo anual. En el frente, la ofensiva de primavera no arranca. En abril, por primera vez desde agosto del año pasado, Rusia ha perdido territorio neto. Las bajas se mantienen en torno a unos 35.000 hombres al mes, lo que supera su capacidad de reclutamiento. La proporción de muertos por heridos se ha disparado por culpa de los drones FPV conectados por fibra óptica y movidos por inteligencia artificial. Estos drones son los responsables del 80% de las bajas actuales. Ucrania también ha superado a Rusia en ataques de medio y largo alcance. Han conseguido acertar en objetivos situados a 2.000 kilómetros de la frontera. Putin está extremando su ya natural paranoia por la seguridad. Es prácticamente imposible acceder a él. Se han prohibido los teléfonos móviles en su entorno y se vigila de cerca a todo su personal de servicio. La operación israelí que liquidó a Jamenei en febrero y la estadounidense contra Maduro en enero le recuerdan los riesgos del oficio de dictador en estos tiempos. Los reveses diplomáticos también influyen. La derrota de Orbán frente a Péter Magyar ha eliminado al topo del Kremlin en Bruselas y, de paso, ha desbloqueado 100.000 millones de ayuda para Ucrania. Trump está distraído con Irán y no tiene ya la misma capacidad de presión sobre Zelenski, que se financia mayoritariamente desde Europa. Eso sí, en Ucrania las cosas tampoco van bien. Padece una crónica escasez de reclutas, la corrupción no ha desaparecido y los avances en el frente son mínimos. Rusia podría preparar una ofensiva estival que cambiase las cosas. Pero, como dice el refrán, en Rusia todo va muy lento hasta que de pronto se acelera. La Plaza Roja sin tanques un 9 de mayo constituye de por sí una derrota más elocuente que cualquier comunicado militar. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:49 Rusia y el cansancio de la guerra 31:01 Fin de época 39:43 El caso Barbacid 49:03 La oportunidad de Guyana · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #rusia #ucrania Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

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Revolcón para Starmer

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Play Episode Listen Later May 10, 2026 51:25


Las elecciones locales celebradas el pasado jueves en el Reino Unido han dinamitado el bipartidismo británico. Reform UK, el partido de Nigel Farage, arrasó consiguiendo cerca de 1.400 concejales nuevos partiendo prácticamente desde cero, se hizo con seis condados conservadores del sur y entró con fuerza en el parlamento galés con 34 escaños. El laborismo perdió alrededor de 1.500 de los 2.196 concejales que tenía. Entre las víctimas estuvo Eluned Morgan, la primera ministra galesa, que se ha quedado sin acta. En Essex, feudo de la conservadora Kemi Badenoch, los tories cedieron 39 de sus 52 concejales. El batacazo confirma una fragmentación inédita. Donde hasta hace unas décadas laboristas y conservadores acaparaban entre el 90 y el 95% del voto, hoy apenas suman el 34%, un 17% cada uno. Reform obtuvo el 26% y los Verdes lograron un histórico 18%, beneficiados por la fuga del electorado musulmán descontento con la posición de Starmer sobre Gaza. El Reino Unido se asemeja ahora a la Italia de los años 90 o la Francia de Macron, atomizada y sin hegemonías claras. El desgaste de Keir Starmer, que lleva en el poder solo 22 meses, explica buena parte del fenómeno. Llegó prometiendo buena gestión y reformas tras 14 años de gobiernos conservadores marcados por la inestabilidad, y menos de dos años después tres de cada cuatro británicos le suspenden como primer ministro. La inmigración irregular sigue batiendo récords pese a la caída de la legal, la guerra de Irán y el cierre del estrecho de Ormuz han abortado la incipiente recuperación económica, y los bonos del Estado cotizan a niveles que no se veían desde el efímero Gobierno de Liz Truss. Starmer ha subido impuestos sin atreverse a recortar gasto, ha rectificado constantemente y ha terminado defraudando tanto a la izquierda corbynista como a la derecha del laborismo, propensa al pragmatismo y que se ha pasado a los liberal-demócratas. Sacarle de Downing Street es algo más complicado. El favorito, Andy Burnham, alcalde de Mánchester, no es diputado y no puede competir mientras no obtenga un escaño. Además, las pérdidas laboristas son tan transversales que ninguna facción puede reclamar la victoria. Los conservadores de Badenoch tampoco capitalizan el desastre rival porque arrastran el lastre de los gobiernos tories. Hoy por hoy Reform ganaría las elecciones generales, pero sin alcanzar la mayoría absoluta. El sistema mayoritario británico fomenta el voto estratégico que ha funcionado muy bien en Gales a favor de los nacionalistas. Farage, además, deberá demostrar que su partido recién creado puede gestionar el día a día y no solo agitar en los mítines y por las redes sociales. El verdadero vencedor del 7 de mayo es el desencanto acumulado tras un Brexit traumático, una pandemia, un brote inflacionario, dos guerras y cinco primeros ministros desde 2019. Quedan tres años hasta las generales de 2029 para saber si esa patada que le han dado a Starmer se transforma en un gobierno de Farage o se diluye en simple voto de castigo localizado en unas elecciones locales. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:36 Revolcón para Starmer 36:30 Inmigración y ayudas sociales 43:23 El hantavirus 46:18 Impuestos sobre el trabajo · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #starmer #farage Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

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La ContraRéplica - Generalizar para dividir

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Play Episode Listen Later May 9, 2026 46:34


Temas tratados en la edición de La ContraRéplica de esta semana : 0:00 Introducción 3:46 Educación pública, privada e inmigración 14:03 Polarizar para dividir 29:23 Subida del coste de la vida 37:41 La medicina y la secularización · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #polarizacion #educacion Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals