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Trascrizione con glossario (gratis)In questo episodio, ripercorriamo le vicende dei papi più controversi e discussi del Medioevo. Analizziamo le figure che hanno segnato la storia della Chiesa tra intrighi, scelte coraggiose e fragilità umane, svelando i retroscena che si celano dietro le decisioni più clamorose dell'epoca.Altri link e risorse utili:Dentro l'Italia - Corso di italiano avanzato (C1)Ebook gratuito: come raggiungere il livello avanzato in italiano"Ebook gratuito, "50 modi di dire per parlare come un italiano"YouTubeInstagramFacebookScopri A VOCE ALTA, corso di conversazione con Irene
I numeri che certificano il successo editoriale di Ken Follett sono veramente da capogiro: oltre 198 milioni di copie vendute in più di 80 paesi, 37 romanzi tradotti in oltre 40 lingue, una serie di best-seller arrivati dal 1978 in poi. Il primo era stato "La cruna dell'ago", poi c'era stato un passaggio dalle spy story ai romanzi storici, come il famosissimo "I pilastri della terra" pubblicato nell'89. Il nuovo romanzo è "Il cerchio dei giorni" (Mondadori - traduz. Anna Maria Raffo). In qualche modo ricorda vagamente "I pilastri della terra" perché se in quel caso si seguiva la costruzione di una cattedrale durante il Medioevo, in questo romanzo si segue la costruzione di uno dei siti archeologici più famosi al mondo, il sito di Stonehenge. Ci sono state molte teorie a questo proposito, anche fantasiose, per esempio che siano stati gli alieni a costruirlo, ma che Follett rimane con i piedi per terra e immagina una storia ambientata nel 2500 a.C. con una serie di personaggi. Ci sono diversi clan, spesso in lotta fra loro. C'è il personaggio di Seft che fa parte della tribù dei cavatori, ha un padre dispotico e dei fratelli che lo vessano quotidianamente. Quando incontra Neen se ne innamora e decide così di fuggire dalla sua famiglia. Nella nuova comunità un monumento sacro in legno viene distrutto dal fuoco e la sacerdotessa Joia, sorella di Neen, decide di ricostruirlo in pietra. L'esperienza di Seft sarà fondamentale perché lui sa dove trovare pietre così grandi.
Ti sei mai chiesto perché, il 15 agosto, l'Italia sembra improvvisamente sparire? Le città si svuotano, i negozi abbassano le saracinesche e sulle spiagge non si trova un centimetro di sabbia libero. Ma cosa si festeggia esattamente in questa giornata, e perché questa festa si chiama proprio "Ferragosto", una parola che a prima vista sembra mettere insieme il "ferro" e il mese di "agosto"? Piccolo spoiler: con il ferro non c'entra nulla. In questa guida scoprirai la storia millenaria del Ferragosto, dai Romani a oggi, e imparerai anche le espressioni estive che gli italiani usano davvero. Cosa si Celebra il 15 Agosto in Italia? In questa guida ripercorreremo insieme la storia millenaria del Ferragosto, dalle sue origini nella Roma imperiale fino alle spiagge affollate di oggi. Scoprirai da dove viene questa parola così curiosa, capirai perché la festa si è spostata dal 1° al 15 agosto e imparerai un po' di espressioni e parole che gli italiani usano davvero in estate. Scoprirai anche che Ferragosto non è l'unica festa che gli italiani hanno ereditato dagli antichi Romani. Da Dove Viene la Parola "Ferragosto"? Partiamo dall'inizio, anzi, da molto lontano. La parola "Ferragosto" viene dal latino Feriae Augusti, che significa "il riposo di Augusto" o, se preferisci, "le vacanze di Augusto". Piccola chicca linguistica: la parola latina feriae indicava i giorni di riposo, ed è la stessa parola da cui deriva l'italiano moderno "ferie", cioè i giorni di vacanza dal lavoro. Quindi, la prossima volta che dirai "sono in ferie", sappi che stai usando una parola vecchia di più di duemila anni. L'Imperatore Augusto e le Origini della Festa Ma chi era questo Augusto? Era il primo imperatore romano, e fu proprio lui, nel 18 a.C., a istituire questo periodo di riposo. Dopo mesi di lavoro nei campi, i contadini avevano finalmente il diritto di fermarsi, festeggiare e tirare il fiato. In fondo, gli italiani prendono la pausa di agosto molto sul serio da sempre. Augusto era un personaggio così importante che, qualche anno dopo, il mese che prima si chiamava sextilis venne ribattezzato augustus in suo onore. Sì, hai indovinato: è da lì che arriva la parola "agosto". Questo imperatore ha dato quindi il suo nome sia alla festa sia al mese intero. All'inizio, però, il Ferragosto non si festeggiava il 15, ma il 1° agosto, e non durava un solo giorno: era un lungo periodo di feste, che si univa ad altre celebrazioni romane come i Consualia, le feste dedicate a Conso, il dio della terra e della fertilità. Si mangiava, si beveva e ci si riposava: un rituale che ancora oggi non ci è del tutto estraneo. Perché il 15 Agosto? La Doppia Anima della Festa Ma allora perché oggi il Ferragosto è il 15 agosto e non il 1°? La risposta arriva molti secoli dopo, con la Chiesa cattolica. La Chiesa spostò la festa al 15 agosto per farla coincidere con una celebrazione religiosa molto importante: l'Assunzione di Maria. Secondo la tradizione cristiana, in questo giorno la Madonna venne "assunta", cioè portata in cielo in anima e corpo. Ecco perché il Ferragosto ha una doppia anima: da una parte le sue origini pagane e romane, dall'altra la festa cristiana. Due mondi diversi che si incontrano nello stesso giorno. Perché a Ferragosto Tutti Vanno al Mare? Come mai nella testa di ogni italiano "Ferragosto" fa subito rima con "mare", "montagna" e "gita"? Questa tradizione è molto più recente di quello che si potrebbe pensare. Facciamo un salto negli anni '30 del Novecento, e più precisamente nel 1931. In quell'anno, in Italia, il regime fascista inaugurò i cosiddetti "Treni Popolari di Ferragosto": biglietti a prezzi ridottissimi che permettevano anche alle famiglie meno ricche di fare una gita e vedere, magari per la prima volta nella vita, il mare o la montagna. C'erano due possibilità: La gita di un solo giorno, in un raggio di circa 50-100 chilometri. La gita di tre giorni, entro circa 100-200 chilometri. C'era però un piccolo dettaglio: in questi viaggi i pasti non erano inclusi. E quindi cosa facevano gli italiani? Si portavano il cibo da casa. È proprio da qui che nasce una delle tradizioni più amate di questa giornata: il famoso pranzo al sacco, la grigliata all'aperto, il picnic con la famiglia. A Roma, questi turisti "fai da te" che si portavano il cibo da casa avvolto in un fagotto venivano chiamati "fagottari": una parola simpatica da tirare fuori al momento giusto. Se oggi a Ferragosto ti ritrovi a mangiare un panino seduto su un prato o davanti al mare, sappi che stai portando avanti una tradizione con quasi cento anni di storia. Tradizioni e Curiosità del Ferragosto di Oggi Come si festeggia oggi il Ferragosto in Italia? Ecco qualche immagine tipica: La grigliata è la grande protagonista. Ferragosto è l'unico giorno dell'anno in cui ogni italiano si sente, all'improvviso, un maestro della griglia — o almeno ci prova. Il mare, con le spiagge affollatissime, i fuochi d'artificio la sera e, in tantissimi paesi, le sagre, cioè le feste popolari dove si mangiano i piatti tipici del posto. Le città si svuotano completamente. A Ferragosto trovare un bar aperto nel centro di Roma o di Milano è come cercare un ago in un pagliaio. Esiste anche un vecchio detto un po' scherzoso: "Ferragosto, moglie mia non ti conosco". Era un modo ironico per dire che, nella confusione della festa, ci si concedeva un pizzico di libertà e divertimento. Oggi si usa giusto per fare una battuta. Una curiosità in più per gli appassionati di tradizioni: il giorno dopo Ferragosto, il 16 agosto, a Siena si corre il famoso Palio dell'Assunta, una spettacolare corsa di cavalli che va avanti da secoli. Non Solo Ferragosto: le Feste che Arrivano dall'Antica Roma Abbiamo visto che il Ferragosto affonda le sue radici nell'Antica Roma. Ma non è l'unica festa che gli italiani hanno ereditato dai Romani. Ce ne sono altre, molto conosciute, dietro le quali si nasconde un pezzo di storia vecchio di duemila anni. Facciamo un piccolo viaggio nel tempo. Il Natale e la Nascita del Sole Partiamo dalla festa più amata di tutte: il Natale. I Romani, intorno al solstizio d'inverno, festeggiavano due ricorrenze molto importanti. La prima erano i Saturnali, in onore del dio Saturno, che si celebravano più o meno dal 17 al 23 dicembre: erano giorni di banchetti, di regali e di allegria in cui i ruoli si rovesciavano, e persino i padroni servivano a tavola i loro schiavi. La seconda festa era il Dies Natalis Solis Invicti, cioè il "giorno di nascita del Sole Invitto", celebrato il 25 dicembre. In quel periodo, dopo la notte più lunga dell'anno, le giornate ricominciavano ad allungarsi, e i Romani festeggiavano la "rinascita" del Sole. Con il passare dei secoli, la Chiesa fissò la nascita di Gesù proprio il 25 dicembre, facendola coincidere con queste antichissime feste. Attenzione, però: anche su questo legame gli storici discutono. Non ci sono prove definitive che il Natale sia nato "sopra" la festa del Sole, e c'è persino chi pensa che il 25 dicembre derivi da un calcolo religioso, cioè nove mesi dopo il 25 marzo. Chicca linguistica: la parola "Natale" viene dal latino natalis, che significa proprio "relativo alla nascita", "compleanno". Quando scambi i regali sotto l'albero, stai quindi ripetendo un gesto che i Romani facevano già duemila anni fa. Il Capodanno e il Dio con Due Facce Andiamo avanti di qualche giorno e arriviamo al Capodanno. Perché si festeggia l'inizio dell'anno proprio il 1° gennaio? Anche qui la risposta è romana. Furono i Romani a fissare il primo giorno dell'anno al 1° gennaio, e a renderlo ufficiale fu Giulio Cesare con il suo nuovo calendario, nel 46 a.C. E perché proprio gennaio? Perché il mese era dedicato a Giano, il dio degli inizi, rappresentato con due facce: una che guarda al passato e una che guarda al futuro. Un simbolo perfetto per iniziare un anno nuovo. Le tre chicche linguistiche del Capodanno: La parola "gennaio" viene proprio da Ianuarius, cioè dal nome del dio Giano. Giano era il dio delle porte, e "porta" in latino si dice ianua: Giano è letteralmente il dio che apre le porte del nuovo anno. I Romani si scambiavano dei regali beneauguranti, tra cui dei fichi chiamati strenae: da lì arriva la parola "strenna", che ancora oggi si usa per i regali di Natale e Capodanno. Persino la parola "calendario" viene dal latino calendae, il primo giorno del mese romano. San Valentino e una Festa un Po' Incerta Andiamo avanti e arriviamo a febbraio, con la festa degli innamorati: San Valentino. Qui la storia è affascinante ma anche un pochino incerta. C'è una versione molto popolare che collega San Valentino a un'antica festa romana chiamata Lupercalia, che si celebrava intorno al 15 febbraio: erano feste di purificazione e di fertilità, piuttosto vivaci, dedicate al dio Fauno. Secondo questa versione, la Chiesa avrebbe sostituito i Lupercalia con la festa di San Valentino, il 14 febbraio. Molti storici oggi sono però scettici su questo collegamento diretto, e fanno notare che l'idea di San Valentino come "festa degli innamorati" è in realtà molto più recente, nata nel Medioevo. La verità è quindi meno lineare di quanto si racconti in giro. Chicca linguistica: il nome del mese "febbraio" viene dal latino februa, le strisce di pelle che i sacerdoti romani usavano proprio durante quei riti di purificazione. Il Carnevale e il Mondo alla Rovescia Chiudiamo con una festa allegra e colorata: il Carnevale. Anche in questo caso si può tornare ai Saturnali. Ricordi che, durante quei giorni, i ruoli si rovesciavano e quasi tutto era permesso? Quel "mondo alla rovescia", con le maschere, gli scherzi e l'allegria sfrenata, è lo stesso spirito che ritroviamo ancora oggi nel Carnevale italiano: un'eredità romana che, ogni inverno, riempie di coriandoli le piazze del Paese. ...
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: Gli altri episodi del nostro viaggio nel tempo : https://www.youtube.com/watch?v=Q51onn_QvRw&list=PLpMrMjMIcOknZsweGYkVXLMjXwgUyCUZQ&index=2&t=0s Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo periodo così caldo non potevamo che affrontare un tema altrettanto… hot. In questo nuovo appuntamento dedicato alla storia dell'arte, insieme a Sabrina Cavallari, parleremo del nudo nell'arte: un soggetto che attraversa i secoli e che continua, ancora oggi, a suscitare dibattiti, emozioni e riflessioni. Fin dalle origini della civiltà, il corpo umano è stato rappresentato per celebrare la bellezza, esprimere il potere, incarnare un ideale di perfezione o provocare e mettere in discussione le convenzioni sociali e culturali. Il nostro viaggio inizierà dalla Venere di Willendorf, una delle più antiche raffigurazioni del corpo femminile, per proseguire con l'evoluzione del nudo attraverso alcune tra le opere più celebri della storia dell'arte. Scopriremo come il significato del corpo rappresentato sia cambiato nel tempo, passando dall'antica Grecia e dall'antica Roma al Medioevo e al Rinascimento, fino all'arte moderna e contemporanea. Concluderemo il nostro percorso con la rivoluzionaria performance Imponderabilia (1977) di Marina Abramović e Ulay, e con le fotografie di Alison Lapper e Spencer Tunick, per riflettere su come il nudo sia passato dall'essere simbolo di bellezza ideale alla rappresentazione della realtà e dell'identità, fino a diventare, in alcuni casi, un'immagine così diffusa da rischiare perfino la banalizzazione. Un percorso affascinante che ci accompagnerà dall'idealizzazione della bellezza alla contemporaneità, mostrando come il nudo nell'arte continui a emozionarci, a farci riflettere e a offrirci nuovi strumenti per comprendere non solo la storia dell'arte, ma anche noi stessi. Buon Ascolto! Dani & Lia ~~~~ In this new episode, Sabrina Cavallari takes us on a journey through the history of the nude in art, a subject that has fascinated, challenged, and inspired audiences for thousands of years. Beginning with the Venus of Willendorf and continuing through ancient Greece and Rome, the Middle Ages, the Renaissance, and modern art, we'll explore how the representation of the human body has evolved over time. We'll conclude with Marina Abramović and Ulay's groundbreaking performance Imponderabilia (1977), as well as the work of Alison Lapper and Spencer Tunick, reflecting on how the nude has evolved from an ideal of beauty to a powerful expression of identity and contemporary society. Join us for a fascinating exploration of one of art history's most enduring and thought-provoking subjects.
Alessandro Barbero sbarca per la prima volta in Sardegna per una lectio dal titolo "La Guerra nel Medioevo", argomento che si riallaccia alla manifestazione "Festival Rete dei Castelli" promossa dalla Rete dei Castelli Medievali composta dai Comuni di Sanluri, Laconi, Las Plassas, Sardara e Villamar, e organizzata dall'Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo. Rete dei Castelli: https://www.facebook.com/ReteCastelliSardegna Audio registrato in loco e masterizzato. --- // Disclaimer // Tutti gli audio disponibili sono utilizzati negli episodi dopo previo consenso e accordo con i distributori originali di altre piattaforme e/o comunque distribuiti liberamente e originariamente con licenze CC BY 4.0 e affini - o registrati in loco, viene sempre riportata la fonte. I titoli potrebbero differire in caso di titoli originali troppo lunghi. Per qualsiasi dubbio o problema contattateci PER FAVORE prima alla nostra mail: vassallidibarbero[@]gmail[dot]com - Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8617GIULIANA FALCONIERI, LA SANTA FONDATRICE DELLE MANTELLATEdi Antonio Tarallo Il legame con la sua Firenze: è più che necessario iniziare da questo tema se si vuole parlare della biografia di santa Giuliana Falconieri (c. 1270-1341) di cui oggi ricorre la memoria liturgica. Firenze e la sua bellezza artistica. Firenze, culla dell'arte e della letteratura non solo italiana ma mondiale. Quella Firenze che segnerà un'epoca e che ancora oggi rappresenta uno dei luoghi più conosciuti e visitati al mondo. Ed è proprio dal capoluogo toscano che inizia il nostro viaggio nella vita della santa, fondatrice delle Mantellate del Terz'ordine dei Servi di Maria, donna "eucaristica" e sublime anima rivolta al Signore. Ma per iniziare questo viaggio dobbiamo spostare le lancette del tempo al 1700 e viaggiare (almeno idealmente) in una Firenze in cui ancora vivevano gli echi dei fasti rinascimentali. Un grande libro, l'Officina delle Notitie fiorentine (1736-1765), ci introduce nei festeggiamenti che la città fece in onore della sua canonizzazione avvenuta il 16 giugno 1737, sotto il pontificato di un altro fiorentino, Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini. Una canonizzazione, tra l'altro, che gettò la città in un grandissimo fermento registrato nelle pagine dell'Officina. Si fa riferimento ai festeggiamenti in onore della "nuova" santa: «In primo luogo sei mazzieri a cavallo, ed indi gli due stendardi, che uno della Metropolitana e l'altro di Badia, e successivamente il segno, cioè il crocifisso della compagnia di San Filippo di su la piazza della Nonziata con dieci fratelli in cappa e incenso». La descrizione continua con dovizia di particolari. Spiritualità e municipalità si intrecciavano per festeggiare la nuova santa fiorentina.IL MEDIOEVO FIORENTINOMa perché questo legame profondo della città toscana con la santa? La risposta non è da trovarsi solamente nel luogo della sua nascita, appunto Firenze. È qualcosa che va al di là del semplice dato anagrafico. E per comprendere ciò, dobbiamo ancora una volta fare un passo indietro nel tempo: dobbiamo comprendere la società fiorentina nella quale è nata la bellissima e affascinante (così la descrivono i suoi contemporanei) Giuliana. Il panorama culturale e sociale nel quale Giuliana visse rimane davvero sorprendente: è il Medioevo fiorentino del grande Dante Alighieri. Poi, vi è tutta la lotta, che lo stesso Alighieri vive e racconta, tra Guelfi e Ghibellini, mentre incominciava ad esserci una spinta "dal basso" che cercava di farsi sempre più strada: quella dei commercianti, la classe "imprenditoriale". E la famiglia di Giuliana faceva parte proprio di questa schiera, anche se la sua origine era già nobile: una famiglia, in sintesi, che comprendeva i segni dei tempi. Il cognome di Giuliana non era un cognome qualsiasi, Falconieri.La sua famiglia non solo viveva in agiatezza per i beni materiali, ma aveva anche a cuore quelli spirituali: annoverava, infatti, uno dei sette fondatori dei Servi di Maria, Alessio Falconieri, fratello del papà di Giuliana. Un seme nella famiglia che fece germogliare, proprio nell'anima di Giuliana, l'amore per il Signore. Le notizie che abbiamo della sua vita si devono principalmente a due opuscoli redatti da fra Paolo Attavanti nella seconda metà del XV secolo: il Dialogo sull'origine dell'Ordine dei Servi e un suo quaresimale incompiuto dal titolo Paulina praedicabilis. Due testi che, con lo sguardo poi della canonizzazione avvenuta sotto il pontificato di Clemente XII, potrebbero considerarsi una sorta di positio. Il cammino spirituale della giovane Giuliana, come si apprende da queste cronache, iniziò sentendo parlare lo zio Alessio (zio santo, assieme agli altri fondatori dei Servi di Maria) sul tema del Giudizio di Dio. «Giuliana, nobile, assai bella e ricca, della famiglia fiorentina dei Falconieri di discendenza romana, a quindici anni aveva sentito predicare sul giudizio il suo zio paterno Alessio», così scrive fra Attavanti nelle sue pagine. Giuliana, dunque, rimase colpita da quelle parole dello zio, tanto da decidere di dedicarsi alla preghiera, a vivere il messaggio del Vangelo. E per approfondire il nuovo cammino, cominciò sempre più a frequentare la Famiglia dei Servi di Maria.I PRETENDENTI ALLA SUA MANOQuesto suo interessarsi alle "cose di Dio" non era del tutto ben visto dalla famiglia: erano, infatti, molti i pretendenti alla sua mano, data anche la sua bellezza. Ma, alla fine, la famiglia accettò la strada che il Signore le aveva tracciato. Giuliana, in questo periodo, vestiva lo stesso abito dei Servi di Maria: un mantello scuro. Cominciò a radunare vicino a sé altre ragazze che condividevano lo stesso progetto di vita: servire le sorelle e i fratelli bisognosi, servire Dio. Si chiamarono, poi, "Mantellate", proprio per il mantello che indossavano: era l'inizio del ramo femminile dei Servi di Maria. Preghiera costante e carità continua in mezzo alle strade. Ogni mercoledì e venerdì, strettissimo digiuno: non toccavano cibo. E il sabato, solo pane e acqua. Tutta questa restrizione, questa penitenza era un'offerta al Signore, per chiedergli il dono della pace in una Firenze devastata dalle divisioni.Santa Giuliana Falconieri è nota soprattutto per un episodio miracoloso che accadde proprio il giorno della sua nascita al Cielo, il 19 giugno 1341. Ormai da tempo, era impossibilitata ad alimentarsi per via di un grande male allo stomaco. Nessun cibo poteva entrare dalla sua bocca senza procurarle lancinanti dolori. Neanche il pane più prezioso per lei, l'Eucaristia. E fu così che, come era consuetudine per i malati del tempo, le venne appoggiata sul petto un'Ostia consacrata. In quel momento accadde qualcosa di straordinario: l'Ostia sparì. Solo allora poteva lasciare la terra, Giuliana, mentre sul cuore si palesava una macchia viola, come se l'Ostia si fosse impressa sul suo corpo. L'Eucaristia e Giuliana erano diventate un'unica cosa: per lei un dono da parte del Signore. Per la Chiesa il dono di una nuova santa.
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Nicola Campogrande"Liberi tutti"Esce per ARIA classics "Liberi tutti", il nuovo album interamente dedicato alla musica orchestrale di Nicola Campogrande, tra i compositori italiani oggi più eseguiti nel mondo. A interpretarlo è l'ADDA Simfónica di Alicante diretta da Josep Vicent, affiancata da tre solisti d'eccezione: il pianista Claudio Bonfiglio, la chitarrista Anabel Montesinos e il Meta4 Quartet.Il disco raccoglie quattro partiture che disegnano un ritratto ampio della scrittura orchestrale di Campogrande. Si apre con "Decisamente allegro", pagina che dichiara fin dal titolo la cifra ottimista e comunicativa del compositore torinese, per proseguire con "R. Un ritratto per pianoforte e orchestra", cinque movimenti — Home, Occhi, Conquiste, Notte, Finale — affidati a Claudio Bonfiglio. Segue "Cinque modi per aprire un concerto", e poi il "Concerto allegro" per chitarra e orchestra, nei tre tempi Andante, Larghetto e Andante gioioso, con Anabel Montesinos solista. Il disco si chiude con il brano che dà il titolo all'intero album: "Liberi tutti. Concerto per quartetto d'archi e orchestra", con il Meta4 Quartet impegnato in un serrato dialogo con l'orchestra lungo i tre movimenti Moderato, Largo e Allegro.Proprio "Liberi tutti" è il cuore del progetto. Commissionato dall'Orchestra Sinfonica di Milano, dalla Punavuori Chamber Music Association finlandese e da ADDA Sinfónica, il concerto ha debuttato il 6 giugno 2025 all'Auditorium di Milano, per poi essere eseguito in Finlandia e in Spagna, dove ha ottenuto grande successo di pubblico e critica. Campogrande stesso ne ha raccontato la genesi in un testo che accompagna la partitura, "Sciogliere le categorie": un brano nato pensando a un presente in cui «le categorie si sciolgono in continuazione», dove i riferimenti logici sembrano smarriti e regna «una buona dose di caos» — ma affrontato, scrive il compositore, «con ottimismo, con allegria, immaginando che dalla confusione del presente possa emergere una vita diversa, consapevole, luminosa». Non a caso nel brano cadono anche i confini di genere: per alcuni tratti è musica sinfonica, per altri musica da camera, con il quartetto che dialoga al proprio interno secondo la tradizione e insieme si apre di continuo al confronto con l'intera orchestra.È una musica che parla direttamente a chi ascolta, senza bisogno di mediazioni intellettuali: lo ha notato la critica spagnola, che dopo la prima esecuzione ad Alicante ha scritto di una «avventura dello spirito» capace di restituire, tanto nell'esecuzione quanto nell'ascolto, «una sensazione di libertà lontana da canoni e rigide considerazioni prestabilite». Un giudizio che si potrebbe estendere all'intero album: quattro partiture diverse per organico e occasione, tenute insieme dallo stesso timbro riconoscibile — luminoso, generoso, capace di restare popolare senza mai essere banale."Liberi tutti" è disponibile su Spotify, YouTube e sulle principali piattaforme digitali. Le partiture sono pubblicate da Breitkopf & Härtel.Nicola Campogrande è nato a Torino nel 1969 ed è considerato oggi uno dei compositori italiani più importanti sulla scena internazionale. Diplomato ai conservatori di Milano e di Parigi, dal 2017 la sua musica è pubblicata in esclusiva da Breitkopf & Härtel. Dalla stagione 2023/2024 è compositore residente del Teatro Comunale di Bologna e dell'Orchestra Sinfonica di Milano.Nella sua musica critica e pubblico riconoscono una scrittura fresca ed espressiva, spesso al servizio di lavori dalla forte componente spettacolare: un linguaggio personale ma comprensibile, capace — come ha scritto il direttore Paul Daniel — di «creare musica che appartiene al pubblico, che non crea divisioni tra chi la esegue e chi la ascolta». Le sue partiture sono state eseguite da interpreti come Riccardo Chailly, Gianandrea Noseda, Roberto Abbado, Mario Brunello e Gauthier Capuçon, in sale come il Teatro alla Scala, la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Parigi e il Rudolfinum di Praga, e incise su oltre 35 CD.Appassionato di teatro musicale, ha firmato opere come "Olympia", "#Folon", "De bello gallico", "La notte di San Nicola" e "I due usignoli", oltre a un ricco catalogo sinfonico e cameristico che comprende, tra gli altri, la Sinfonia n. 2 "Un mondo nuovo", il Concerto per pubblico e orchestra e, più di recente, "Liberi tutti" per quartetto d'archi e orchestra.Dal 1998 conduce programmi culturali su Rai Radio3 ed è stato per anni critico musicale, prima de la Repubblica e ora del Corriere della Sera. È autore di diversi libri di divulgazione musicale, tra cui "Occhio alle orecchie" (2015), "100 brani di musica classica da ascoltare una volta nella vita" (2018) e, più di recente, "Storia della musica classica. Il racconto di un'avventura straordinaria, dal Medioevo a Spotify" (2024). Dal 2016 al 2023 è stato direttore artistico del festival MITO SettembreMusica; in precedenza lo è stato per undici anni dell'Orchestra Filarmonica di Torino. È membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Musica per Roma. Vive a Roma, dove insegna anche alla Scuola Holden di Torino dal 1994.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il podcast della 2G dell' IIS Peano di Torino
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Alessandro Barbero racconta la visione medievale dell'evoluzione del corpo con particolare attenzione agli aspetti propriamente fisiologici e alle varie teorie filosofiche e scientifiche che spiegavano il coito e il concepimento in quell'epoca. Libri da leggere sull'argomento del video:
Scendono in campo Fabio "Wolf" Gorini, Luca Antoniazzi e Michela Gorini per partecipare a una partita di Jugger lo sport estremo protagonista di Giochi di morte un film del 1989 scritto e diretto da David Webb Peoples, già sceneggiatore di "Blade Runner" e "Gli spietati" qui alla sua unica esperienza da regista.Il film è ambientato in un futuro imprecisato, un'epoca post-atomica in cui la gente vive in villaggi al limite della miseria, sparsi in lande sabbiose mentre i più fortunati abitano in una grande città sotterranea chiamata la Città Rossa.Lo sport al centro della storia è una rivisitazione gladiatoria del football americano, in cui due squadre di cinque persone si affrontano senza esclusione di colpi nel tentativo di infilare un teschio di cane su un paletto. Sharko (Rutger Hauer), veterano e già pilastro della Lega delle Nove Città, era stato radiato per questioni sentimentali. Durante le sue peregrinazioni incontra la giovane Kidda (Joan Chen), che ingaggia come "quick" della propria squadra. Il suo obiettivo è portare la sfida nel cuore della Città Rossa.Il film si inserisce nel filone post-apocalittico ispirato a Mad Max, con paesaggi desertici girati in Australia. Nel cast figurano anche Vincent D'Onofrio e Delroy Lindo. Pur non avendo avuto grande successo commerciale, è diventato un cult per gli appassionati del genere, soprattutto grazie al carisma di Hauer.Il gioco inventato da Peoples per il film è diventato un vero e proprio sport praticato in tutto il mondo con il nome di Jugger, ripulito degli aspetti più violenti e con il teschio di cane sostituito da una riproduzione in gommapiuma. È uno dei pochi esempi di sport nato sul grande schermo e divenuto reale. Instagram: https://www.instagram.com/tramestrane_podcast?utm_source=qr&igsh=MWhnNm1qcXc5aTdwcA==mail: tramestranepodcast@gmail.com
La pena di morte è ancora prevista in 54 Stati nel mondo, anche se nel 2025 è stata applicata in soli 17 Paesi. Tra questi figurano Stati Uniti, Cina, Egitto, Iran e Arabia Saudita. Secondo Amnesty International, nel corso dell'anno sono state registrate circa 2.700 esecuzioni accertate, il numero più alto degli ultimi anni. In questo video ripercorriamo la storia della pena di morte, dalle sue origini nel Codice di Hammurabi del 1754 a.C. fino ai giorni nostri. Scopriremo in quali Paesi è ancora in vigore, quali sono i metodi di esecuzione utilizzati oggi, qual è stata l'ultima esecuzione avvenuta in Italia, nel marzo 1947 a Torino, e analizzeremo l'attuale situazione nel mondo. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Pena di morte: le ultime esecuzioni 01:27 Dal Codice di Hammurabi al Medioevo: origini 03:51 Dove è ancora in vigore: i dati di Amnesty 05:28 I Paesi con più esecuzioni al mondo: la classifica 07:48 Come si vive nel braccio della morte 08:44 Come avvengono le esecuzioni 09:43 Per quali reati è prevista la pena di morte? 11:11 La pena di morte negli Stati Uniti: come funziona 13:47 Israele e la nuova legge sul terrorismo 15:51 La nascita dell'abolizionismo: il ruolo di Cesare Beccaria 17:43 La pena di morte in Italia: storia e abolizione 19:06 L'articolo 27 della Costituzione I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=m0kNwxbQOiE https://www.youtube.com/watch?v=Q8GEU8YQSiE&t=43s Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia
Il Professor Alessandro Barbero interviene all'edizione 2026 dei Dialoghi di Pistoia, con una lezione sul rapporto con il corpo umano nel medioevo, tra scienza e fede.Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=1qKBnitYGjQPartecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Alessandro Barbero al Festival della Mente: Lezioni e Conferenze di Storia
Il Professor Alessandro Barbero interviene all'edizione 2026 dei Dialoghi di Pistoia, con una lezione sul rapporto con il corpo umano nel medioevo, tra scienza e fede.Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=1qKBnitYGjQPartecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it
Alessandro Barbero racconta della cucina nella Storia e di come si siano evoluti gli orari dei pasti dal Medioevo ad oggi con particolare attenzione al periodo ottocentesco. Audio remasterizzato. Incontro avvenuto presso Palazzo Ducale, 2019. Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=aJ2cQc8EZmQ --- // Disclaimer // Tutti gli audio disponibili sono utilizzati negli episodi dopo previo consenso e accordo con i distributori originali di altre piattaforme e/o comunque distribuiti liberamente e originariamente con licenze CC BY 4.0 e affini - o registrati in loco, viene sempre riportata la fonte. I titoli potrebbero differire in caso di titoli originali troppo lunghi. Per qualsiasi dubbio o problema contattateci PER FAVORE prima alla nostra mail: vassallidibarbero[@]gmail[dot]com - Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Feudalesimo è Libertà nasce per gioco, per parlare di Medioevo e di contemporaneità con occhi feudali. Nel tempo, da piccolo gioco goliardico è evoluto in qualcosa di più, e oggi è anche il mio partner per una serie di magliette divertenti (che trovate sul sito!). Se volete sentirne di più da uno dei suoi creatori venuto dalla Sardegna, ascoltate questo podcast speciale! Bottega su internetto: Bottega Ricordatevi che avete 10% di sconto su tutti i prodotti con il codice ITALIASTORIA --- Tutti i link di "Storia d'Italia": sito, libri, guerre incivili, patreon, tipeee... https://linktr.ee/italiastoria --- Per comprare "Quando Venezia distrusse l'Impero romano": Amazon libro: https://amzn.to/4gR4tzG Amazon ebook: https://amzn.to/4hWFn36 Altre opere letterarie: Per comprare "Ammiano": acquista fumetto Per comprare "Per un pugno di barbari":https://amzn.to/3rniBwd Per comprare "Il miglior nemico di Roma": https://amzn.to/3Zgzy8w --- Per supportarmi: www.patreon.com/italiastoria https://it.tipeee.com/italiastoria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Marianna Giglio Tos"Di pietra e di sogno"Tempo di storie al Castello di IssogneNeos Edizioniwww.neosedizioni.it.. Uscendo François dedicò un ultimo sguardo alle lunette dei mercanti e si cullò con quelle immagini fino alle vigne lungo la Dora, a quell'ora tinta del blu tenue del cielo. La visita del castello aveva ricucito i frammenti della sua vita. Non poteva cancellare tutto il dolore e la solitudine subìti ma la bellezza che gli aveva riempito gli occhi era colata nelle ferite come oro. L'intera sua esistenza apparve a François come l'illustrazione di un Libro d'Ore. Con la foglia oro anche la più semplice delle figure, la più drammatica delle scene emanava splendore. Così si sentì il prevosto François de Challant, un'illustrazione fra le pagine di un codice miniato. Lasciò Issogne con l'anima traboccante di un luminoso dolore… Fece ritorno alla collegiata e fu delizioso passeggiare fra i campi baciati dalla primavera... François sapeva che non avrebbe veduto i campi di segale imbrunirsi nella calura estiva, né i castagni tingersi di rubino col giungere dell'autunno. Ma non se ne rattristò, avrebbe goduto delle bellezze di una natura superiore, in un luogo ove nulla lo avrebbe più allontanato da suo padre. Intanto le immagini vivide del castello lo avrebbero illuminato dentro nelle ultime ore sulla terra.Un villaggio celtico, una villa romana, un maniero medievale, un castello rinascimentale, una dimora perduta che rinasce: uno spazio che non muore ma si trasforma, dove le pietre narrano storie e le anime hanno una seconda possibilità.Forse ogni luogo ha i suoi fantasmi, i suoi spiriti in attesa. Issogne non fa certo eccezione. In questa terra abbracciata dalle montagne valdostane si sono succeduti, e in qualche modo sono rimasti, personaggi desiderosi di compiere o cambiare il proprio destino. Le mura ancora raccontano di apprendisti e guerrieri, di nobili e poveri, di artigiani e letterati, di visionari e uomini di fede, avventure che si intrecciano seguendo lo scorrere dei secoli.Sono storie di sogni e paure, di amori e tradimenti, di guerra e arte, di anime che si perdono per ritrovarsi. Storie che lasciarono un segno, nascosto o manifesto, sulle pietre di Issogne.Con uno stile vivace ricco di immagini suggestive e una scrupolosità che mostra la profonda passione per la storia antica e medievale, l'autrice accompagna il lettore in un viaggio indietro nel tempo per rivelare, con un colpo di scena finale, come anche la vicenda più lontana sia ancora in divenire. La morte non è la fine della storia.Marianna Giglio Tos, nata nel 1984 a Ivrea, è diplomata al liceo artistico e all'accademia teatrale. Oltre alla scrittura ama la lettura, la fotografia, la recitazione, la ricerca e il Medioevo che vive come figurante del Groupe Historique Château d'Issogne.È autrice dei sette saggi della raccolta Una volta anticamente (per cui ha realizzato anche le fotografie), del romanzo storico L'antica fiamma (Pedrini, 2021) e dei racconti pubblicati in antologia Sulle radici del noce, Historica, 2023; Incanto sulla Kramerthal, Ed. della Sera, 2024; Audrey, Ugo Mursia Ed., 2025.Per Neos edizioni, ha pubblicato racconti nelle antologie Natale in Valle d'Aosta, 2022 e 2024; Monferrato paesaggio vivo e Gente del Monferrato (che raccolgono i racconti finalisti del Premio “Parole in Collina” 2023 e 2025); Racconti alle porte, 2024; Romance, 2025. Con il racconto Di aria e luce si è aggiudicata nel 2024 il terzo posto a “Incipit d'Autore”, scelta dalla scrittrice Carla Maria Russo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il percorso proposto si configura come una ricognizione retrospettiva dedicata al fenomeno della danza, inteso non soltanto come pratica coreutica, ma come dispositivo culturale capace di riflettere, in ogni epoca, tensioni sociali, codici simbolici e modelli antropologici. Nella puntata odierna di Quilisma, Giovanni Conti assume come punto di partenza la fine del XVI secolo per risalire progressivamente fino al XIII, con l'obiettivo di mettere in luce la natura profondamente ambivalente dell'atteggiamento medievale e post‑medievale nei confronti della danza: da un lato sospetta, talvolta stigmatizzata dalle autorità ecclesiastiche; dall'altro onnipresente nella vita quotidiana, nelle cerimonie civili, nei rituali comunitari e nelle forme di intrattenimento popolare.Questa polarità, lungi dall'essere un'invenzione rinascimentale, affonda le proprie radici in una lunga tradizione medievale in cui la danza, pur soggetta a regolamentazioni morali e teologiche, si manifesta come pratica diffusa in ogni strato della società: dalle danze rituali legate al calendario liturgico alle forme più spontanee di espressione comunitaria, dalle coreografie cortigiane alle rappresentazioni drammatico‑musicali. Il percorso a ritroso consente dunque di cogliere la continuità e al tempo stesso la trasformazione dei modelli coreutici, mostrando come la danza, nelle sue molteplici declinazioni, costituisca un osservatorio privilegiato per comprendere la cultura europea tra Medioevo ed età moderna.
Storie d'Amore nel Arte (1) | Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italiano Livello B1 B2 - #language #amore #coppie15 storie d'amore tra leggende, miti, storie reali rappresentate in opere d'arte Buongiorno cari amici e amanti dell'italiano e benvenuti al nostro nuovo episodio. Ho pensato di dedicare una serie di episodi alle storie d'amore famose. Storie d'amore nella letteratura e nell'arte. Ci saranno, a partire da oggi, tre episodi e in ognuno di questi episodi vi parlerò di cinque storie d'amore famose nella storia e della mitologia che sono state rappresentate nell'arte e nella letteratura.All'inizio volevo fare una lista di storie e di artisti solo italiani, ma poi ho pensato che alcune storie non potevo lasciarle fuori dal podcast, anche se sono state raccontate o rappresentate da artisti stranieri, sono troppo importanti e famose per non parlarne. Le storie sono in ordine cronologico, dalla più vecchia alla più recente. Quindi partiamo in questa avventura all'insegna della passione e dell'amore con una storia ambientata nel Medioevo. 1) Paolo e Francesca. I personaggi della storia sono veramente esistiti e sono diventati famosissimi, descritti da Dante Alighieri nella Divina Commedia e dipinti in famosi quadri, sono il simbolo di un amore tragico. Ve ne avevo già parlato nell'episodio numero 166 e qui non potevano mancare....- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria La nostra serie Imperatores, sugli imperatori romani : https://youtube.com/playlist?list=PLpMrMjMIcOkkIDocjNI3Q7gCk-4bOiVVO
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria
Erano una voce libera e critica all'interno della cultura medievale: uomini colti e spesso irrequieti che, attraverso l'ironia, la satira e la poesia, espressero il desiderio di una vita più autentica e meno vincolata alle rigide convenzioni del loro tempo.I goliardi erano studenti, chierici e intellettuali itineranti che vissero soprattutto tra il XII e il XIII secolo nell'Europa medievale. Provenivano in genere dagli ambienti delle scuole e delle prime università e possedevano una solida formazione culturale basata sul latino, la lingua della Chiesa e della cultura del tempo. Molti di loro conducevano una vita errante, spostandosi da una città all'altra in cerca di insegnamento, protezione o sostegno economico. Pur appartenendo spesso al mondo ecclesiastico, si distinguevano per il loro atteggiamento anticonformista e critico nei confronti delle autorità religiose e della società medievale.Attraverso poesie, canzoni e componimenti satirici scritti prevalentemente in latino, i goliardi denunciavano la corruzione del clero, l'ipocrisia dei potenti e le ingiustizie sociali. Allo stesso tempo esaltavano gli aspetti più terreni dell'esistenza, celebrando il vino, l'amore, l'amicizia, il gioco e il piacere di vivere. Questa visione del mondo, spesso in contrasto con gli ideali di austerità e disciplina promossi dalla Chiesa, contribuì a renderli figure originali e talvolta controverse. Di questo ed altro Giovanni Conti parla oggi in ”Quilisma.”
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Vita e opere di uno dei pittori più famosi del Trecento | Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italiano Livello B1 B2 - #Italia #arte #middleages #giottoLearn italian with an easy but interesting crime story - take a look at Luisa's murder mistery on Amazon: Gianduiotti e Delitti, i misteriosi casi del Commissario DalmassoBuongiorno cari amici e amanti dell'italiano e, come sempre, benvenuti al nuovo episodio di Tulip. Oggi vi voglio parlare di arte e vedremo un artista, un pittore molto importante che ha segnato il passaggio dal mondo antico, medievale a quello moderno dell'umanesimo. Sto parlando di Giotto.Vedremo anche alcune delle sue opere più importanti. Giotto nasce a Colle di Vespignano, vicino a Firenze, in Toscana intorno al 1267 in una famiglia benestante. Della sua infanzia e della sua giovinezza non si sa molto, a parte che va a imparare nella bottega di un famoso pittore dell'epoca, Cimabue. Già da molto giovane dimostra un grande talento.Uno degli aneddoti di questo pittore racconta che avesse dipinto una mosca su una tavola, talmente bella, talmente reale che il suo maestro, Cimabue, aveva tentato di pulire la tavola per mandare via la mosca che aveva creduto essere una mosca vera.Cimabue aveva già notato la grande capacità del suo allievo nella pittura proprio mentre Giotto stava disegnando delle pecore su un sasso. Anche Cimabue aveva tentato di dipingere in modo diverso, di dipingere le figure non più in modo stilizzato, tipico del Medioevo, figure in stile bizantino, piene di ori, ma di raffigurare in modo più naturalistico. Cimabue non ci riesce, ma ci riesce lui, ci riesce Giotto....- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
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Si celebrano quest'anno i 10 secoli dalla redazione del Micrologus de musica, considerato il più importante trattato del Medioevo. Ne fu autore Guido d'Arezzo celebre monaco musicista che nacque intorno al 995 in un villaggio vicino a Pomposa (Ferrara). Entrò nel monastero benedettino dell'abbazia di Pomposa e poi si trasferì ad Arezzo, dove maturò il suo nuovo metodo per l'apprendimento del canto liturgico, che espose a papa Giovanni XIX, il quale ne favorì la propagazione.Con il suo Micrologus de musica Guido diede una soluzione ai molteplici tentativi di una nuova notazione e fu una figura soprattutto per l'impostazione del modo di leggere la musica: sistematizzò il rigo mjusicale e utilizzò la notazione quadrata.L'obiettivo di Guido d'Arezzo era quello di trovare un sistema che consentisse al cantore di intonare un canto senza averlo mai visto prima. Giovanni Conti ne parla con i musicologi Angelo Rusconi e Giacomo Baroffio.
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En un nuevo capítulo de Réplica, Daniel Mansuy conversó con Cristián León sobre su libro “El culto mariano y el protagonismo de la mujer en el Medioevo”, un ensayo que explora cómo el auge de la devoción a la Virgen María redefinió el rol femenino.
Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia
Il professor Barbero è ospite del book club “Lavagne di carta” del Liceo Monti di Chieri, in collaborazione con la libreria Mondadori di Chieri, per presentare il suo lavoro di traduzione di venti fabliaux medievali relativi ai tabù che ancora oggi la nostra cultura considera osceni.Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=qR0mOHK-se4Partecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it
Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia
Nel Trecento guerre ed epidemie provocano una notevole riduzione demografica, eppure la qualità della vita aumenta, e appaiono nuove opportunità di mercato per tutti quelli capaci di cogliere l'occasione. Questa è la prima conferenza del ciclo "Tre lezioni di Alessandro Barbero", organizzato da Intesa Sanpaolo e svoltosi nell'omonimo Grattacielo, a Torino. Grazie ad Intesa Sanpaolo per il permesso di pubblicare le conferenze.Credits: Intesa Sanpaolo 2019Evento: http://www.eventi.grattacielointesasanpaolo.com/prenota/auditorium/tre-lezioni-di-alessandro-barbero/Partecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it
Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia
Il professor Barbero partecipa ai webinar di Formazione Zanichelli, raccontando origine e percorso nella storia delle Eresie.Originale: https://www.youtube.com/watch?v=RYz1wxIgfEsWebinar Zanichelli: https://www.youtube.com/@FormazioneZanichelli e https://formazione.zanichelli.it/webinarPartecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it