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Un enorme blocco di pietra d'Istria. Una costruzione decagonale. Due livelli. Una copertura monolitica gigantesca.E un re che, ancora in vita, sta già costruendo il luogo destinato a custodire la propria memoria.Nella terza parte di “Teodorico e il suo progetto di regno”, arriviamo a Ravenna davanti al Mausoleo di Teodorico, uno dei monumenti più affascinanti dell'archeologia tardoantica.Ma che cosa ci racconta davvero questo edificio?La sua architettura mette insieme elementi diversi: tradizioni romane, elementi legati al mondo gotico e una concezione monumentale del potere che non può essere ricondotta a una sola identità.Parleremo della gigantesca pietra che ne costituisce la copertura, delle tecniche costruttive, della funzione funeraria del monumento e delle trasformazioni che il Mausoleo subì dopo la conquista bizantina.E soprattutto torneremo alla domanda che ci accompagna dall'inizio: chi era davvero Teodorico?Continua il viaggio di ArcheoTravelers nel regno degli Ostrogoti e scopri il monumento con cui Teodorico volle consegnarsi alla memoria.Trovi il progetto "ArcheoTravelers, viaggiatori nel passato" sui maggiori canali social tra cui Instagram e Facebook, oltre che sul sito internet ad esso dedicato www.archeotravelers.com
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Come si costruisce un regno? E come fa un sovrano a rendere visibile il proprio potere?Nella seconda parte di “Teodorico e il suo progetto di regno”, continuiamo il viaggio archeologico nell'Italia degli Ostrogoti per seguire le tracce concrete del progetto politico di Teodorico.Ravenna, il complesso palaziale, città e infrastrutture, monumenti e oggetti ci raccontano un sovrano che governò un'Italia profondamente romana, ma nella quale la presenza gota aveva ormai un ruolo fondamentale.Poi arriviamo nel Vercellese, con il Tesoro di Desana: 51 reperti che ci portano dentro una società in cui identità, tradizioni e culture diverse entrano in contatto. E infine torniamo a Roma, per capire perché Teodorico non potesse fare a meno della memoria e dei simboli della città eterna. Ascolta la seconda parte dell'episodio e continua il viaggio con ArcheoTravelers.Trovi il progetto "ArcheoTravelers, viaggiatori nel passato" sui maggiori canali social tra cui Instagram e Facebook, oltre che sul sito internet ad esso dedicato www.archeotravelers.com
L’Europa non è solo un continente da attraversare, ma un palinsesto di pietre, strade e storie che il Medioevo ha inciso in profondità. In questa puntata di Europa Europa, ci mettiamo in sella per riscoprire il continente a misura d’uomo. Dalle antiche vie di pellegrinaggio ai castelli dimenticati, al sogno che sta diventando realtà, di una ciclabile che attraversa l’Europa. Ospite di questa puntata Roberto Antonini, autore insieme ad Antonio Ferretti di "Viaggio nel Medioevo. In bicicletta attraverso l'Europa delle meraviglie", edito Edizioni Salvioni Bellinzona.
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Chi era davvero Teodorico? Un re goto? Un sovrano romano? O qualcosa di molto più complesso?Nel secondo episodio di “1500 anni dopo Teodorico” seguiamo Teodorico dalla corte di Costantinopoli alla conquista dell'Italia e alla costruzione del suo regno.Ravenna, Roma, palazzi, restauri, oggetti e simboli del potere ci raccontano un sovrano che governò un'Italia profondamente romana, cercando di costruire una convivenza tra Goti e Romani.E poi c'è il suo volto: quello del Medaglione di Senigallia, una delle testimonianze più affascinanti dell'immagine del re.Attraverso l'archeologia proviamo a capire che cosa volesse davvero costruire Teodorico: un regno goto, una continuazione del mondo romano o una nuova realtà nata dall'incontro tra tradizioni diverse?
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Chi erano davvero i Goti? E da dove venivano? La risposta potrebbe essere molto più complessa di quella che ci hanno raccontato.Per secoli abbiamo immaginato i Goti come un popolo compatto, partito dal Nord dell'Europa e arrivato infine in Italia con Teodorico. Ma cosa succede quando, invece di affidarci soltanto alle cronache, seguiamo le tracce lasciate da persone, oggetti e comunità?Nel primo episodio di “1500 anni dopo Teodorico” torniamo alle origini dei Goti e affrontiamo una delle domande più affascinanti dell'archeologia: come possiamo riconoscere un popolo nel passato?Partiremo da Giordane e dalla tradizione dell'origine scandinava, attraverseremo le grandi migrazioni che portarono i Goti verso l'Europa orientale e incontreremo le culture archeologiche di Wielbark e Černjachov.Fibule, ceramiche, tombe e corredi funerari ci aiuteranno a capire perché un oggetto non può semplicemente dirci “io sono goto”. Le persone si spostano, gli oggetti viaggiano, le tradizioni si incontrano e le identità cambiano. E qui entra in gioco un concetto fondamentale: l'etnogenesi. I Goti erano davvero un popolo nato in un unico luogo? Oppure l'identità gotica si formò e trasformò nel corso del tempo, attraverso migrazioni, incontri e nuove appartenenze?
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Sono molti gli stereotipi a carattere storico entrati a far parte del linguaggio formale e informale. Riguardano la Preistoria, il Medioevo, il Far West e molto altro.Ne parliamo nella prima parte con Marco Brando, autore del libro, Non c’è storia, Salerno editore.Queste le altre citazioni e recensioni del programma:Vittorio Gorresio, L’Italia nazionalista, Nino Argano editoreLuciano Ligabue, Fuori e dentro il borgo, MondadoriPatrizia Veroli, Dancing, il SaggiatoreLuca Ciammarughi, Arturo Benedetti Michelangeli. Il mistero di un genio, edizioni CurciAnna Rollando, Gattopardi verdi e altre curiosità musicali, GraphofeelIl confettino, i consigli di lettura per i più piccoli, di questa settimana:Bridget Marzo, Il primo migliore amico, editrice Il Castoro.
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(00:00:00) Introduzione (00:01:57) Le atmosfere del libro: un romanzo di fiamme e ombre (00:08:44) “Un'armonia di contrari”: la convivenza di grottesco e sublime (00:13:53) La poetica del freak e il ruolo del "mostro" (00:21:31) La dialettica tra Esmeralda e Quasimodo (00:30:20) Il patibolo e il palcoscenico: violenza e spettacolo in Hugo (00:34:50) Claude Frollo, il villain di pietra (00:38:47) Chi è l'eroe e chi il mostro? Il confronto tra Quasimodo e Frollo (00:43:06) L'architettura come struttura drammatica (00:48:11) L'eternità della Storia Sembra una storia familiare quella di Quasimodo, il campanaro gobbo, il mostro di Notre-Dame, escluso e cacciato dalla società parigina del Medioevo, che si sacrifica per amore e compassione di Esmeralda, la danzatrice gitana, concupita dal machiavellico arcidiacono Frollo e innamorata a sua volta da Febo, un volgare cavaliere dall'animo fasullo. Il cartone della Disney ci ha lasciato credere a un lieto fine di cui nel romanzo non c'è traccia. Nonostante si alterni un tono comico e burlesco, il libro è, a tutti gli effetti, una cupa tragedia, intuibile fin dall'inizio. Eppure, proprio per questo senso schiacciante di ineluttabilità, la trama è forse la parte più prevedibile e meno interessante del libro. C'è molto altro che si nasconde tra le pieghe e gli strati, tanti quanti ne ha la città di Parigi, di questo capolavoro. Ne parliamo nell'episodio di oggi. Per approfondire, come sempre, vai su insidebooks.it https://ileniazodiaco.insidebooks.it/p/notre-dame-de-paris-e-la-mostruosita-della-storia-victor-hugo
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Raccontare il Medioevo andando oltre luoghi comuni e stereotipi: la vita quotidiana, il rapporto tra uomini e donne, la società patriarcale, la condizione femminile e la straordinaria figura di Christine de Pizan. Ma il discorso va molto oltre il Medioevo: cosa significa studiare la storia? Quanto il nostro modo di vedere il presente condiziona il giudizio sul passato? E perché conoscere società così diverse dalla nostra può aiutarci a capire meglio quella in cui viviamo? Alessandro Barbero è ospite dell'Archivio di Stato di Torino e dei Musei Reali. Uno dei dieci appuntamenti, da luglio a settembre, per offrire al pubblico di ogni età occasioni informali per scoprire le passioni che animano i «mestieri della cultura», l'avventura della ricerca, il rapporto con archivi, biblioteche, musei, teatri e tutto ciò che il patrimonio culturale può rappresentare nelle nostre vite. Moderano il direttore dell'Archivio di Stato Stefano Benedetto e la direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella. Musei Reali di Torino: https://museireali.beniculturali.it/https://www.dbstudioagency.com/ Video/audio edit: DB Studio Agency - Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=j6XwVERDDP8 - - - // Disclaimer // Tutti gli audio disponibili sono utilizzati negli episodi dopo previo consenso e accordo con i distributori originali di altre piattaforme e/o comunque distribuiti liberamente e originariamente con licenze CC BY 4.0 e affini, viene sempre riportata la fonte. I titoli potrebbero differire in caso di titoli troppo lunghi. Per qualsiasi dubbio o problema contattateci PER FAVORE prima alla nostra mail: vassallidibarbero[@]gmail[dot]com - Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 30 agosto 526 moriva Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti e sovrano d'Italia. A 1500 anni dalla sua morte, ArcheoTravelers dedica una serie speciale alla storia di Teodorico e del regno ostrogoto attraverso un punto di vista particolare: quello dell'archeologia.Chi erano davvero i Goti? Da dove provenivano? Come possiamo riconoscere un'identità attraverso tombe, corredi funerari, fibule, gioielli, armi e altri reperti archeologici?In “1500 anni dopo Teodorico. Un viaggio archeologico nel regno dei Goti in Italia” seguiremo le tracce degli Ostrogoti attraverso l'Italia, dalle necropoli ai luoghi del potere, dagli oggetti della vita quotidiana al Mausoleo di Teodorico a Ravenna.Cinque episodi per raccontare le origini dei Goti, il progetto politico di Teodorico, l'archeologia dell'identità, la vita quotidiana nel regno ostrogoto e l'eredità lasciata da questo popolo nella storia e nella memoria europea.Una serie speciale di ArcheoTravelers, per scoprire come l'archeologia ci aiuta ancora oggi a ricostruire la storia dei Goti e dell'Italia tra tarda antichità e alto Medioevo.La serie sarà disponibile dal 30 agosto 2026.Trovi il progetto "ArcheoTravelers, viaggiatori nel passato" sui maggiori canali social tra cui Instagram e Facebook, oltre che sul sito internet ad esso dedicato www.archeotravelers.com
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Trascrizione con glossario (gratis)In questo episodio, ripercorriamo le vicende dei papi più controversi e discussi del Medioevo. Analizziamo le figure che hanno segnato la storia della Chiesa tra intrighi, scelte coraggiose e fragilità umane, svelando i retroscena che si celano dietro le decisioni più clamorose dell'epoca.Altri link e risorse utili:Dentro l'Italia - Corso di italiano avanzato (C1)Ebook gratuito: come raggiungere il livello avanzato in italiano"Ebook gratuito, "50 modi di dire per parlare come un italiano"YouTubeInstagramFacebookScopri A VOCE ALTA, corso di conversazione con Irene
Alessandro Barbero discute del singolare parallelismo tra il Trecento, un secolo del tardo Medioevo, e il nuovo secolo supertecnologico appena iniziato. Entrambi sono caratterizzati da laceranti crisi economiche (allora carestie, oggi tracolli finanziari), conflitti militari (già allora talvolta dovuti allo scontro tra cristianità e islamismo) ed epidemie (si pensi alla peste del 1348 che offrì al Boccaccio lo spunto per scrivere il Decamerone e al Coronavirus odierno che Barbero "prevede" 11 anni prima del suo arrivo) Evento organizzato da GiovedìScienza, fonte: https://www.youtube.com/watch?v=m9HxeKY39BU --- // Disclaimer // Tutti gli audio disponibili sono utilizzati negli episodi dopo previo consenso e accordo con i distributori originali di altre piattaforme e/o comunque distribuiti liberamente e originariamente con licenze CC BY 4.0 e affini, viene sempre riportata la fonte. I titoli potrebbero differire in caso di titoli troppo lunghi. Per qualsiasi dubbio o problema contattateci PER FAVORE prima alla nostra mail: vassallidibarbero[@]gmail[dot]com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
I numeri che certificano il successo editoriale di Ken Follett sono veramente da capogiro: oltre 198 milioni di copie vendute in più di 80 paesi, 37 romanzi tradotti in oltre 40 lingue, una serie di best-seller arrivati dal 1978 in poi. Il primo era stato "La cruna dell'ago", poi c'era stato un passaggio dalle spy story ai romanzi storici, come il famosissimo "I pilastri della terra" pubblicato nell'89. Il nuovo romanzo è "Il cerchio dei giorni" (Mondadori - traduz. Anna Maria Raffo). In qualche modo ricorda vagamente "I pilastri della terra" perché se in quel caso si seguiva la costruzione di una cattedrale durante il Medioevo, in questo romanzo si segue la costruzione di uno dei siti archeologici più famosi al mondo, il sito di Stonehenge. Ci sono state molte teorie a questo proposito, anche fantasiose, per esempio che siano stati gli alieni a costruirlo, ma che Follett rimane con i piedi per terra e immagina una storia ambientata nel 2500 a.C. con una serie di personaggi. Ci sono diversi clan, spesso in lotta fra loro. C'è il personaggio di Seft che fa parte della tribù dei cavatori, ha un padre dispotico e dei fratelli che lo vessano quotidianamente. Quando incontra Neen se ne innamora e decide così di fuggire dalla sua famiglia. Nella nuova comunità un monumento sacro in legno viene distrutto dal fuoco e la sacerdotessa Joia, sorella di Neen, decide di ricostruirlo in pietra. L'esperienza di Seft sarà fondamentale perché lui sa dove trovare pietre così grandi.
Alessandro Barbero è ospite del comune di Vercelli in qualità di massimo esperto di Medioevo europeo, e in questa sede dialogherà con Michele Mastroianni, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, specialista di letteratura del Rinascimento francese a corollario della mostra "I Segreti della Vercelli medievale". Fonte: www.youtube.com/watch?v=e0OvK022IrQ --- // Disclaimer // Tutti gli audio disponibili sono utilizzati negli episodi dopo previo consenso e accordo con i distributori originali di altre piattaforme e/o comunque distribuiti liberamente e originariamente con licenze CC BY 4.0 e affini, viene sempre riportata la fonte. I titoli potrebbero differire in caso di titoli troppo lunghi. Per qualsiasi dubbio o problema contattateci PER FAVORE prima alla nostra mail: vassallidibarbero[@]gmail[dot]com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ti sei mai chiesto perché, il 15 agosto, l'Italia sembra improvvisamente sparire? Le città si svuotano, i negozi abbassano le saracinesche e sulle spiagge non si trova un centimetro di sabbia libero. Ma cosa si festeggia esattamente in questa giornata, e perché questa festa si chiama proprio "Ferragosto", una parola che a prima vista sembra mettere insieme il "ferro" e il mese di "agosto"? Piccolo spoiler: con il ferro non c'entra nulla. In questa guida scoprirai la storia millenaria del Ferragosto, dai Romani a oggi, e imparerai anche le espressioni estive che gli italiani usano davvero. Cosa si Celebra il 15 Agosto in Italia? In questa guida ripercorreremo insieme la storia millenaria del Ferragosto, dalle sue origini nella Roma imperiale fino alle spiagge affollate di oggi. Scoprirai da dove viene questa parola così curiosa, capirai perché la festa si è spostata dal 1° al 15 agosto e imparerai un po' di espressioni e parole che gli italiani usano davvero in estate. Scoprirai anche che Ferragosto non è l'unica festa che gli italiani hanno ereditato dagli antichi Romani. Da Dove Viene la Parola "Ferragosto"? Partiamo dall'inizio, anzi, da molto lontano. La parola "Ferragosto" viene dal latino Feriae Augusti, che significa "il riposo di Augusto" o, se preferisci, "le vacanze di Augusto". Piccola chicca linguistica: la parola latina feriae indicava i giorni di riposo, ed è la stessa parola da cui deriva l'italiano moderno "ferie", cioè i giorni di vacanza dal lavoro. Quindi, la prossima volta che dirai "sono in ferie", sappi che stai usando una parola vecchia di più di duemila anni. L'Imperatore Augusto e le Origini della Festa Ma chi era questo Augusto? Era il primo imperatore romano, e fu proprio lui, nel 18 a.C., a istituire questo periodo di riposo. Dopo mesi di lavoro nei campi, i contadini avevano finalmente il diritto di fermarsi, festeggiare e tirare il fiato. In fondo, gli italiani prendono la pausa di agosto molto sul serio da sempre. Augusto era un personaggio così importante che, qualche anno dopo, il mese che prima si chiamava sextilis venne ribattezzato augustus in suo onore. Sì, hai indovinato: è da lì che arriva la parola "agosto". Questo imperatore ha dato quindi il suo nome sia alla festa sia al mese intero. All'inizio, però, il Ferragosto non si festeggiava il 15, ma il 1° agosto, e non durava un solo giorno: era un lungo periodo di feste, che si univa ad altre celebrazioni romane come i Consualia, le feste dedicate a Conso, il dio della terra e della fertilità. Si mangiava, si beveva e ci si riposava: un rituale che ancora oggi non ci è del tutto estraneo. Perché il 15 Agosto? La Doppia Anima della Festa Ma allora perché oggi il Ferragosto è il 15 agosto e non il 1°? La risposta arriva molti secoli dopo, con la Chiesa cattolica. La Chiesa spostò la festa al 15 agosto per farla coincidere con una celebrazione religiosa molto importante: l'Assunzione di Maria. Secondo la tradizione cristiana, in questo giorno la Madonna venne "assunta", cioè portata in cielo in anima e corpo. Ecco perché il Ferragosto ha una doppia anima: da una parte le sue origini pagane e romane, dall'altra la festa cristiana. Due mondi diversi che si incontrano nello stesso giorno. Perché a Ferragosto Tutti Vanno al Mare? Come mai nella testa di ogni italiano "Ferragosto" fa subito rima con "mare", "montagna" e "gita"? Questa tradizione è molto più recente di quello che si potrebbe pensare. Facciamo un salto negli anni '30 del Novecento, e più precisamente nel 1931. In quell'anno, in Italia, il regime fascista inaugurò i cosiddetti "Treni Popolari di Ferragosto": biglietti a prezzi ridottissimi che permettevano anche alle famiglie meno ricche di fare una gita e vedere, magari per la prima volta nella vita, il mare o la montagna. C'erano due possibilità: La gita di un solo giorno, in un raggio di circa 50-100 chilometri. La gita di tre giorni, entro circa 100-200 chilometri. C'era però un piccolo dettaglio: in questi viaggi i pasti non erano inclusi. E quindi cosa facevano gli italiani? Si portavano il cibo da casa. È proprio da qui che nasce una delle tradizioni più amate di questa giornata: il famoso pranzo al sacco, la grigliata all'aperto, il picnic con la famiglia. A Roma, questi turisti "fai da te" che si portavano il cibo da casa avvolto in un fagotto venivano chiamati "fagottari": una parola simpatica da tirare fuori al momento giusto. Se oggi a Ferragosto ti ritrovi a mangiare un panino seduto su un prato o davanti al mare, sappi che stai portando avanti una tradizione con quasi cento anni di storia. Tradizioni e Curiosità del Ferragosto di Oggi Come si festeggia oggi il Ferragosto in Italia? Ecco qualche immagine tipica: La grigliata è la grande protagonista. Ferragosto è l'unico giorno dell'anno in cui ogni italiano si sente, all'improvviso, un maestro della griglia — o almeno ci prova. Il mare, con le spiagge affollatissime, i fuochi d'artificio la sera e, in tantissimi paesi, le sagre, cioè le feste popolari dove si mangiano i piatti tipici del posto. Le città si svuotano completamente. A Ferragosto trovare un bar aperto nel centro di Roma o di Milano è come cercare un ago in un pagliaio. Esiste anche un vecchio detto un po' scherzoso: "Ferragosto, moglie mia non ti conosco". Era un modo ironico per dire che, nella confusione della festa, ci si concedeva un pizzico di libertà e divertimento. Oggi si usa giusto per fare una battuta. Una curiosità in più per gli appassionati di tradizioni: il giorno dopo Ferragosto, il 16 agosto, a Siena si corre il famoso Palio dell'Assunta, una spettacolare corsa di cavalli che va avanti da secoli. Non Solo Ferragosto: le Feste che Arrivano dall'Antica Roma Abbiamo visto che il Ferragosto affonda le sue radici nell'Antica Roma. Ma non è l'unica festa che gli italiani hanno ereditato dai Romani. Ce ne sono altre, molto conosciute, dietro le quali si nasconde un pezzo di storia vecchio di duemila anni. Facciamo un piccolo viaggio nel tempo. Il Natale e la Nascita del Sole Partiamo dalla festa più amata di tutte: il Natale. I Romani, intorno al solstizio d'inverno, festeggiavano due ricorrenze molto importanti. La prima erano i Saturnali, in onore del dio Saturno, che si celebravano più o meno dal 17 al 23 dicembre: erano giorni di banchetti, di regali e di allegria in cui i ruoli si rovesciavano, e persino i padroni servivano a tavola i loro schiavi. La seconda festa era il Dies Natalis Solis Invicti, cioè il "giorno di nascita del Sole Invitto", celebrato il 25 dicembre. In quel periodo, dopo la notte più lunga dell'anno, le giornate ricominciavano ad allungarsi, e i Romani festeggiavano la "rinascita" del Sole. Con il passare dei secoli, la Chiesa fissò la nascita di Gesù proprio il 25 dicembre, facendola coincidere con queste antichissime feste. Attenzione, però: anche su questo legame gli storici discutono. Non ci sono prove definitive che il Natale sia nato "sopra" la festa del Sole, e c'è persino chi pensa che il 25 dicembre derivi da un calcolo religioso, cioè nove mesi dopo il 25 marzo. Chicca linguistica: la parola "Natale" viene dal latino natalis, che significa proprio "relativo alla nascita", "compleanno". Quando scambi i regali sotto l'albero, stai quindi ripetendo un gesto che i Romani facevano già duemila anni fa. Il Capodanno e il Dio con Due Facce Andiamo avanti di qualche giorno e arriviamo al Capodanno. Perché si festeggia l'inizio dell'anno proprio il 1° gennaio? Anche qui la risposta è romana. Furono i Romani a fissare il primo giorno dell'anno al 1° gennaio, e a renderlo ufficiale fu Giulio Cesare con il suo nuovo calendario, nel 46 a.C. E perché proprio gennaio? Perché il mese era dedicato a Giano, il dio degli inizi, rappresentato con due facce: una che guarda al passato e una che guarda al futuro. Un simbolo perfetto per iniziare un anno nuovo. Le tre chicche linguistiche del Capodanno: La parola "gennaio" viene proprio da Ianuarius, cioè dal nome del dio Giano. Giano era il dio delle porte, e "porta" in latino si dice ianua: Giano è letteralmente il dio che apre le porte del nuovo anno. I Romani si scambiavano dei regali beneauguranti, tra cui dei fichi chiamati strenae: da lì arriva la parola "strenna", che ancora oggi si usa per i regali di Natale e Capodanno. Persino la parola "calendario" viene dal latino calendae, il primo giorno del mese romano. San Valentino e una Festa un Po' Incerta Andiamo avanti e arriviamo a febbraio, con la festa degli innamorati: San Valentino. Qui la storia è affascinante ma anche un pochino incerta. C'è una versione molto popolare che collega San Valentino a un'antica festa romana chiamata Lupercalia, che si celebrava intorno al 15 febbraio: erano feste di purificazione e di fertilità, piuttosto vivaci, dedicate al dio Fauno. Secondo questa versione, la Chiesa avrebbe sostituito i Lupercalia con la festa di San Valentino, il 14 febbraio. Molti storici oggi sono però scettici su questo collegamento diretto, e fanno notare che l'idea di San Valentino come "festa degli innamorati" è in realtà molto più recente, nata nel Medioevo. La verità è quindi meno lineare di quanto si racconti in giro. Chicca linguistica: il nome del mese "febbraio" viene dal latino februa, le strisce di pelle che i sacerdoti romani usavano proprio durante quei riti di purificazione. Il Carnevale e il Mondo alla Rovescia Chiudiamo con una festa allegra e colorata: il Carnevale. Anche in questo caso si può tornare ai Saturnali. Ricordi che, durante quei giorni, i ruoli si rovesciavano e quasi tutto era permesso? Quel "mondo alla rovescia", con le maschere, gli scherzi e l'allegria sfrenata, è lo stesso spirito che ritroviamo ancora oggi nel Carnevale italiano: un'eredità romana che, ogni inverno, riempie di coriandoli le piazze del Paese. ...
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: Gli altri episodi del nostro viaggio nel tempo : https://www.youtube.com/watch?v=Q51onn_QvRw&list=PLpMrMjMIcOknZsweGYkVXLMjXwgUyCUZQ&index=2&t=0s Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo periodo così caldo non potevamo che affrontare un tema altrettanto… hot. In questo nuovo appuntamento dedicato alla storia dell'arte, insieme a Sabrina Cavallari, parleremo del nudo nell'arte: un soggetto che attraversa i secoli e che continua, ancora oggi, a suscitare dibattiti, emozioni e riflessioni. Fin dalle origini della civiltà, il corpo umano è stato rappresentato per celebrare la bellezza, esprimere il potere, incarnare un ideale di perfezione o provocare e mettere in discussione le convenzioni sociali e culturali. Il nostro viaggio inizierà dalla Venere di Willendorf, una delle più antiche raffigurazioni del corpo femminile, per proseguire con l'evoluzione del nudo attraverso alcune tra le opere più celebri della storia dell'arte. Scopriremo come il significato del corpo rappresentato sia cambiato nel tempo, passando dall'antica Grecia e dall'antica Roma al Medioevo e al Rinascimento, fino all'arte moderna e contemporanea. Concluderemo il nostro percorso con la rivoluzionaria performance Imponderabilia (1977) di Marina Abramović e Ulay, e con le fotografie di Alison Lapper e Spencer Tunick, per riflettere su come il nudo sia passato dall'essere simbolo di bellezza ideale alla rappresentazione della realtà e dell'identità, fino a diventare, in alcuni casi, un'immagine così diffusa da rischiare perfino la banalizzazione. Un percorso affascinante che ci accompagnerà dall'idealizzazione della bellezza alla contemporaneità, mostrando come il nudo nell'arte continui a emozionarci, a farci riflettere e a offrirci nuovi strumenti per comprendere non solo la storia dell'arte, ma anche noi stessi. Buon Ascolto! Dani & Lia ~~~~ In this new episode, Sabrina Cavallari takes us on a journey through the history of the nude in art, a subject that has fascinated, challenged, and inspired audiences for thousands of years. Beginning with the Venus of Willendorf and continuing through ancient Greece and Rome, the Middle Ages, the Renaissance, and modern art, we'll explore how the representation of the human body has evolved over time. We'll conclude with Marina Abramović and Ulay's groundbreaking performance Imponderabilia (1977), as well as the work of Alison Lapper and Spencer Tunick, reflecting on how the nude has evolved from an ideal of beauty to a powerful expression of identity and contemporary society. Join us for a fascinating exploration of one of art history's most enduring and thought-provoking subjects.
Alessandro Barbero sbarca per la prima volta in Sardegna per una lectio dal titolo "La Guerra nel Medioevo", argomento che si riallaccia alla manifestazione "Festival Rete dei Castelli" promossa dalla Rete dei Castelli Medievali composta dai Comuni di Sanluri, Laconi, Las Plassas, Sardara e Villamar, e organizzata dall'Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo. Rete dei Castelli: https://www.facebook.com/ReteCastelliSardegna Audio registrato in loco e masterizzato. --- // Disclaimer // Tutti gli audio disponibili sono utilizzati negli episodi dopo previo consenso e accordo con i distributori originali di altre piattaforme e/o comunque distribuiti liberamente e originariamente con licenze CC BY 4.0 e affini - o registrati in loco, viene sempre riportata la fonte. I titoli potrebbero differire in caso di titoli originali troppo lunghi. Per qualsiasi dubbio o problema contattateci PER FAVORE prima alla nostra mail: vassallidibarbero[@]gmail[dot]com - Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Nicola Campogrande"Liberi tutti"Esce per ARIA classics "Liberi tutti", il nuovo album interamente dedicato alla musica orchestrale di Nicola Campogrande, tra i compositori italiani oggi più eseguiti nel mondo. A interpretarlo è l'ADDA Simfónica di Alicante diretta da Josep Vicent, affiancata da tre solisti d'eccezione: il pianista Claudio Bonfiglio, la chitarrista Anabel Montesinos e il Meta4 Quartet.Il disco raccoglie quattro partiture che disegnano un ritratto ampio della scrittura orchestrale di Campogrande. Si apre con "Decisamente allegro", pagina che dichiara fin dal titolo la cifra ottimista e comunicativa del compositore torinese, per proseguire con "R. Un ritratto per pianoforte e orchestra", cinque movimenti — Home, Occhi, Conquiste, Notte, Finale — affidati a Claudio Bonfiglio. Segue "Cinque modi per aprire un concerto", e poi il "Concerto allegro" per chitarra e orchestra, nei tre tempi Andante, Larghetto e Andante gioioso, con Anabel Montesinos solista. Il disco si chiude con il brano che dà il titolo all'intero album: "Liberi tutti. Concerto per quartetto d'archi e orchestra", con il Meta4 Quartet impegnato in un serrato dialogo con l'orchestra lungo i tre movimenti Moderato, Largo e Allegro.Proprio "Liberi tutti" è il cuore del progetto. Commissionato dall'Orchestra Sinfonica di Milano, dalla Punavuori Chamber Music Association finlandese e da ADDA Sinfónica, il concerto ha debuttato il 6 giugno 2025 all'Auditorium di Milano, per poi essere eseguito in Finlandia e in Spagna, dove ha ottenuto grande successo di pubblico e critica. Campogrande stesso ne ha raccontato la genesi in un testo che accompagna la partitura, "Sciogliere le categorie": un brano nato pensando a un presente in cui «le categorie si sciolgono in continuazione», dove i riferimenti logici sembrano smarriti e regna «una buona dose di caos» — ma affrontato, scrive il compositore, «con ottimismo, con allegria, immaginando che dalla confusione del presente possa emergere una vita diversa, consapevole, luminosa». Non a caso nel brano cadono anche i confini di genere: per alcuni tratti è musica sinfonica, per altri musica da camera, con il quartetto che dialoga al proprio interno secondo la tradizione e insieme si apre di continuo al confronto con l'intera orchestra.È una musica che parla direttamente a chi ascolta, senza bisogno di mediazioni intellettuali: lo ha notato la critica spagnola, che dopo la prima esecuzione ad Alicante ha scritto di una «avventura dello spirito» capace di restituire, tanto nell'esecuzione quanto nell'ascolto, «una sensazione di libertà lontana da canoni e rigide considerazioni prestabilite». Un giudizio che si potrebbe estendere all'intero album: quattro partiture diverse per organico e occasione, tenute insieme dallo stesso timbro riconoscibile — luminoso, generoso, capace di restare popolare senza mai essere banale."Liberi tutti" è disponibile su Spotify, YouTube e sulle principali piattaforme digitali. Le partiture sono pubblicate da Breitkopf & Härtel.Nicola Campogrande è nato a Torino nel 1969 ed è considerato oggi uno dei compositori italiani più importanti sulla scena internazionale. Diplomato ai conservatori di Milano e di Parigi, dal 2017 la sua musica è pubblicata in esclusiva da Breitkopf & Härtel. Dalla stagione 2023/2024 è compositore residente del Teatro Comunale di Bologna e dell'Orchestra Sinfonica di Milano.Nella sua musica critica e pubblico riconoscono una scrittura fresca ed espressiva, spesso al servizio di lavori dalla forte componente spettacolare: un linguaggio personale ma comprensibile, capace — come ha scritto il direttore Paul Daniel — di «creare musica che appartiene al pubblico, che non crea divisioni tra chi la esegue e chi la ascolta». Le sue partiture sono state eseguite da interpreti come Riccardo Chailly, Gianandrea Noseda, Roberto Abbado, Mario Brunello e Gauthier Capuçon, in sale come il Teatro alla Scala, la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Parigi e il Rudolfinum di Praga, e incise su oltre 35 CD.Appassionato di teatro musicale, ha firmato opere come "Olympia", "#Folon", "De bello gallico", "La notte di San Nicola" e "I due usignoli", oltre a un ricco catalogo sinfonico e cameristico che comprende, tra gli altri, la Sinfonia n. 2 "Un mondo nuovo", il Concerto per pubblico e orchestra e, più di recente, "Liberi tutti" per quartetto d'archi e orchestra.Dal 1998 conduce programmi culturali su Rai Radio3 ed è stato per anni critico musicale, prima de la Repubblica e ora del Corriere della Sera. È autore di diversi libri di divulgazione musicale, tra cui "Occhio alle orecchie" (2015), "100 brani di musica classica da ascoltare una volta nella vita" (2018) e, più di recente, "Storia della musica classica. Il racconto di un'avventura straordinaria, dal Medioevo a Spotify" (2024). Dal 2016 al 2023 è stato direttore artistico del festival MITO SettembreMusica; in precedenza lo è stato per undici anni dell'Orchestra Filarmonica di Torino. È membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Musica per Roma. Vive a Roma, dove insegna anche alla Scuola Holden di Torino dal 1994.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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La pena di morte è ancora prevista in 54 Stati nel mondo, anche se nel 2025 è stata applicata in soli 17 Paesi. Tra questi figurano Stati Uniti, Cina, Egitto, Iran e Arabia Saudita. Secondo Amnesty International, nel corso dell'anno sono state registrate circa 2.700 esecuzioni accertate, il numero più alto degli ultimi anni. In questo video ripercorriamo la storia della pena di morte, dalle sue origini nel Codice di Hammurabi del 1754 a.C. fino ai giorni nostri. Scopriremo in quali Paesi è ancora in vigore, quali sono i metodi di esecuzione utilizzati oggi, qual è stata l'ultima esecuzione avvenuta in Italia, nel marzo 1947 a Torino, e analizzeremo l'attuale situazione nel mondo. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Pena di morte: le ultime esecuzioni 01:27 Dal Codice di Hammurabi al Medioevo: origini 03:51 Dove è ancora in vigore: i dati di Amnesty 05:28 I Paesi con più esecuzioni al mondo: la classifica 07:48 Come si vive nel braccio della morte 08:44 Come avvengono le esecuzioni 09:43 Per quali reati è prevista la pena di morte? 11:11 La pena di morte negli Stati Uniti: come funziona 13:47 Israele e la nuova legge sul terrorismo 15:51 La nascita dell'abolizionismo: il ruolo di Cesare Beccaria 17:43 La pena di morte in Italia: storia e abolizione 19:06 L'articolo 27 della Costituzione I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=m0kNwxbQOiE https://www.youtube.com/watch?v=Q8GEU8YQSiE&t=43s Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia
Il Professor Alessandro Barbero interviene all'edizione 2026 dei Dialoghi di Pistoia, con una lezione sul rapporto con il corpo umano nel medioevo, tra scienza e fede.Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=1qKBnitYGjQPartecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it
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Alessandro Barbero al Festival della Mente: Lezioni e Conferenze di Storia
Il Professor Alessandro Barbero interviene all'edizione 2026 dei Dialoghi di Pistoia, con una lezione sul rapporto con il corpo umano nel medioevo, tra scienza e fede.Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=1qKBnitYGjQPartecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it
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Storie d'Amore nel Arte (1) | Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italiano Livello B1 B2 - #language #amore #coppie15 storie d'amore tra leggende, miti, storie reali rappresentate in opere d'arte Buongiorno cari amici e amanti dell'italiano e benvenuti al nostro nuovo episodio. Ho pensato di dedicare una serie di episodi alle storie d'amore famose. Storie d'amore nella letteratura e nell'arte. Ci saranno, a partire da oggi, tre episodi e in ognuno di questi episodi vi parlerò di cinque storie d'amore famose nella storia e della mitologia che sono state rappresentate nell'arte e nella letteratura.All'inizio volevo fare una lista di storie e di artisti solo italiani, ma poi ho pensato che alcune storie non potevo lasciarle fuori dal podcast, anche se sono state raccontate o rappresentate da artisti stranieri, sono troppo importanti e famose per non parlarne. Le storie sono in ordine cronologico, dalla più vecchia alla più recente. Quindi partiamo in questa avventura all'insegna della passione e dell'amore con una storia ambientata nel Medioevo. 1) Paolo e Francesca. I personaggi della storia sono veramente esistiti e sono diventati famosissimi, descritti da Dante Alighieri nella Divina Commedia e dipinti in famosi quadri, sono il simbolo di un amore tragico. Ve ne avevo già parlato nell'episodio numero 166 e qui non potevano mancare....- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria La nostra serie Imperatores, sugli imperatori romani : https://youtube.com/playlist?list=PLpMrMjMIcOkkIDocjNI3Q7gCk-4bOiVVO
Vita e opere di uno dei pittori più famosi del Trecento | Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italiano Livello B1 B2 - #Italia #arte #middleages #giottoLearn italian with an easy but interesting crime story - take a look at Luisa's murder mistery on Amazon: Gianduiotti e Delitti, i misteriosi casi del Commissario DalmassoBuongiorno cari amici e amanti dell'italiano e, come sempre, benvenuti al nuovo episodio di Tulip. Oggi vi voglio parlare di arte e vedremo un artista, un pittore molto importante che ha segnato il passaggio dal mondo antico, medievale a quello moderno dell'umanesimo. Sto parlando di Giotto.Vedremo anche alcune delle sue opere più importanti. Giotto nasce a Colle di Vespignano, vicino a Firenze, in Toscana intorno al 1267 in una famiglia benestante. Della sua infanzia e della sua giovinezza non si sa molto, a parte che va a imparare nella bottega di un famoso pittore dell'epoca, Cimabue. Già da molto giovane dimostra un grande talento.Uno degli aneddoti di questo pittore racconta che avesse dipinto una mosca su una tavola, talmente bella, talmente reale che il suo maestro, Cimabue, aveva tentato di pulire la tavola per mandare via la mosca che aveva creduto essere una mosca vera.Cimabue aveva già notato la grande capacità del suo allievo nella pittura proprio mentre Giotto stava disegnando delle pecore su un sasso. Anche Cimabue aveva tentato di dipingere in modo diverso, di dipingere le figure non più in modo stilizzato, tipico del Medioevo, figure in stile bizantino, piene di ori, ma di raffigurare in modo più naturalistico. Cimabue non ci riesce, ma ci riesce lui, ci riesce Giotto....- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia
Il professor Barbero è ospite del book club “Lavagne di carta” del Liceo Monti di Chieri, in collaborazione con la libreria Mondadori di Chieri, per presentare il suo lavoro di traduzione di venti fabliaux medievali relativi ai tabù che ancora oggi la nostra cultura considera osceni.Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=qR0mOHK-se4Partecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it