Swedish camera manufacturer
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Bongani Bingwa speaks to Zanele Muholi, the acclaimed South African visual activist who has made history by becoming the first Black queer South African to win the prestigious Hasselblad Award. Widely regarded as one of the world’s most important photography honours, the award recognises Muholi’s powerful body of work documenting and celebrating Black LGBTQIA+ lives in South Africa and beyond. Their portraits challenge prejudice while preserving stories of identity, dignity and resistance. Later this year, Muholi’s work will also feature in a major solo exhibition in Sweden, marking another milestone in a career dedicated to visibility and social change. 702 Breakfast with Bongani Bingwa is broadcast on 702, a Johannesburg based talk radio station. Bongani makes sense of the news, interviews the key newsmakers of the day, and holds those in power to account on your behalf. The team bring you all you need to know to start your day Thank you for listening to a podcast from 702 Breakfast with Bongani Bingwa Listen live on Primedia+ weekdays from 06:00 and 09:00 (SA Time) to Breakfast with Bongani Bingwa broadcast on 702: https://buff.ly/gk3y0Kj For more from the show go to https://buff.ly/36edSLV or find all the catch-up podcasts here https://buff.ly/zEcM35T Subscribe to the 702 Daily and Weekly Newsletters https://buff.ly/v5mfetc Follow us on social media: 702 on Facebook: https://www.facebook.com/TalkRadio702 702 on TikTok: https://www.tiktok.com/@talkradio702 702 on Instagram: https://www.instagram.com/talkradio702/ 702 on X: https://x.com/Radio702 702 on YouTube: https://www.youtube.com/@radio7See omnystudio.com/listener for privacy information.
Nagorny, Tobias www.deutschlandfunkkultur.de, Studio 9
Heute vor 120 Jahren wurde in Göteborg der schwedische Fotograf und Erfinder Victor Hasselblad geboren.
Bringing It All Back Home returns with an update on how a major winter snowstorm brings both opportunities and challenges for one's photography, particularly minimalist black & white film compositions. Will there be enough light? 50 mph winds? A chance to find some Zen composition? Also: a look at Michael Kenna and his amazing work, his love of simplicity, as well as his go-to Hasselblad gear.Michael Kenna links:Michael Kenna's Sense Of Snowhttps://www.facebook.com/share/v/1GJTVvNbpk/https://www.facebook.com/share/v/16xG6HXEUG/https://www.michaelkenna.net/ivwork.phphttps://youtu.be/EebLFDqAZuw?si=4MCmRcbOtHy40b4b
Neues Akkustische Belästigung in Supermärkten und anderen Etablissement Konsumkritik Spotify DIY Fedora-Linux auf einem Macbook Pro Photo-Ecke MQ-9 Adapter Nikon F4s & Nikon F3 November-Bilder Das literarische Duett Green Book (2018) Nächstes Mal Hamnet (2025) Der Beitrag Teezeit Talkradio: TZ273 – Die Frust-Hasselblad erschien zuerst auf Teezeit Podcasts.
Denis Curti"Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio"Palazzo Reale, Milanofino al 17 maggio 2026A Palazzo Reale di Milano, la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio: un'ampia selezione delle opere più iconiche, potenti, anticonformiste del fotografo statunitense, arricchita da una raccolta di scatti inediti, per offrire ai visitatori di Milano, anche durante il periodo olimpico e paralimpico, la grande opportunità di incontrare l'opera di uno tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo. Promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, l'esposizione è inserita nell'ambito dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l'Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l'Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Curata da Denis Curti, è allestita nelle sale di Palazzo Reale fino al 17 maggio 2026. Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe è uno degli interpreti della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando la creatività si fa gesto politico e le arti si fondono in nuovi linguaggi di libertà e identità. “Tutto cambia quando l'amica regista Sandy Daley regala a Mapplethorpe una polaroid - racconta Denis Curti curatore della mostra - e con questa tra le mani, tra il 1970 e il 1971, Robert inizia un percorso legato allo studio del suo autoritratto, concentrato sulla rappresentazione del sesso omoerotico e partendo da se stesso. Nello stesso momento incontra Tom of Finland (pseudonimo di Touko Laaksonen): il primo a dare vita all'estetica omosessuale. Tra di loro nasce una grande amicizia che cambia per sempre la visione di Mapplethorpe. Entrambi esplorano il tema del feticismo, della pelle e della bellezza classica applicata al corpo maschile. Mentre Tom lo faceva con l'esagerazione del disegno, Mapplethorpe lo faceva con la precisione quasi marmorea della fotografia, ma entrambi hanno contribuito a rendere "arte" ciò che prima era considerato solo un materiale sotterraneo”. A Milano protagonista è la sua ricerca estetica, i suoi nudi sensuali che si distinguono per la perfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica: il corpo, scolpito dall'uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica. “Autodidatta, - continua Denis Curti - Sam Wagstaff (suo mentore e compagno) gli regala nel 1975 la prima Hasselblad, la macchina a medio formato che gli permette di ottenere quella precisione scultorea e quei bianchi e neri perfetti per cui è oggi universalmente conosciuto. L'obiettivo di questa mostra è proprio quello di ricollocare Robert Mapplethorpe nella dimensione della fotografia più alta, tra i più importanti fotografi del XX secolo, oltre la provocazione e oltre la censura”. La costruzione di un percorso espositivo così completo è stata possibile grazie alla generosa collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe di New York, creata dallo stesso fotografo nel 1988 pochi mesi prima della sua morte, non solo a tutela del suo lavoro ma anche per finanziare la ricerca medica e i progetti legati alla lotta contro il virus e alla cura dell'HIV.La mostra si snoda infatti attraverso diverse sezioni tematiche con oltre 200 opere che ripercorrono l'intera evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, dagli esordi sperimentali alla maturità stilistica. I primi collage. Il percorso si apre con gli assemblaggi realizzati sul finire degli anni Sessanta. In queste opere, molto rare e poco esposte, in cui Mapplethorpe combina ritagli di riviste, disegni e feticci religiosi, indumenti e oggetti, si riflettono la ricerca sull'identità e il piacere dell'artificio, sperimentati dall'artista con l'obiettivo di creare una relazione con l'altro. Patti Smith e Lisa Lyon. Ampio spazio è dedicato in due sezioni alle muse fondamentali dell'artista. Se i ritratti di Patti Smith immortalano un legame simbiotico e vulnerabile che attraversa decenni, una vera e propria ode indelebile all'amata amica, quelli della campionessa mondiale di bodybuilding Lisa Lyon esplorano una bellezza androgina che trascende le convenzioni di genere, celebrando la potenza fisica attraverso parametri estetici neoclassici. Autoritratti e identità. La sezione degli autoritratti rivela un'introspezione dolorosa e fluida. Mapplethorpe usa la macchina fotografica come uno specchio dell'anima, documentando la propria esistenza dalle pose dandy degli anni Settanta fino alle immagini finali scavate dalla malattia. Il ritratto. In mostra i volti di celebrità come Andy Warhol, Peter Gabriel, Yoko Ono, Isabella Rossellini. Per Mapplethorpe il ritratto in studio è un incontro tra due anime: un "altare visivo" dove la corporeità viene trasfigurata in leggenda grazie a una cura maniacale per l'equilibrio e la luce. Nudi e fiori. Nudi maschili e femminili celebrano la perfezione classica, sfidando al contempo gli schemi sociali tradizionali. Particolarmente iconiche sono le fotografie dei fiori (calle, orchidee, tulipani), ritratti come apparizioni passionali e "muscoli pulsanti", in bilico tra la sacralità della forma e allusioni delicatamente erotiche. In dialogo con l'Antico. La mostra chiude con una sezione che evidenzia il legame tra la fotografia contemporanea e la statuaria classica. Mapplethorpe usa la sua Hasselblad 500C per "sciogliere" le membra marmoree delle sculture antiche, infondendo loro una scintilla di vita e rendendo la pietra morbida come carne viva.https://marsilioarte.us14.list-manage.com/track/click?u=c47da75d8834873eb7150a10f&id=81ea925391&e=0696917494La retrospettiva Robert Mapplethorpe. Le forme del desidero è il secondo atto di una più ampia trilogia, che ha avuto inizio a Venezia nelle Stanze della Fotografia e proseguirà poi a Roma, al Museo dell'Ara Pacis, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026. Ogni evento esplora un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire un differente aspetto della figura di Mapplethorpe. “In Marsilio Arte - afferma Luca De Michelis, amministratore delegato di Marsilio Editori e Marsilio Arte - crediamo che la fotografia sia il linguaggio universale del contemporaneo. Il nostro impegno si concretizza in una visione che unisce la tradizione editoriale di Marsilio alla creazione di grandi progetti espositivi: dalla valorizzazione dei patrimoni di grandi fotografi alla gestione di spazi d'eccellenza come Le Stanze della Fotografia a Venezia. Attraverso una rete culturale che connette città come Venezia, Milano e Roma, vogliamo trasformare l'esperienza di una mostra in un dialogo vivo, dove la qualità del catalogo e il rigore del progetto espositivo si fondono per restituire al pubblico la forza straordinaria dell'immagine”. Accompagnano e approfondiscono la mostra il podcast - disponibile su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme - Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, e un catalogo pubblicato da Marsilio Arte, che indaga la vasta produzione e l'evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In case you didn't already know, 2025 marks 10 years since we started the B&H Photography Podcast, making today's show our tenth annual Photo Gear of the Year episode! A lot of cameras have come down the pike since that first recap, along with a veritable roller coaster of marketing strategies and photographic trends. To follow up on a trend discussed last year, we start out with a nod to point-and-shoots, a craze that, according to Kevin, has "become fever pitch." To expand on this theme, we look back in time to when digital point-and-shoots were losing ground to the ubiquitous camera phone, leading to Mike's theory that the current digicam trend is "real nostalgia for mid-aughts frivolity." We also point to a multi-tiered strategy among manufacturers, allowing them to cater to different user bases—from vloggers to professionals to hybrid shooters to the all-important enthusiast market. This lighthearted banter leads into our main course, focused on new releases from Canon, FUJIFILM, Godox, Hasselblad, Leica, Nikon, OM SYSTEM, Panasonic, Peak Design, Ricoh Pentax, Sigma, and Sony. Finally, in addition to predictions for 2026, we wrap things up with Kevin's picks for travel-friendly photo accessories to catch his eye this year. Stay to the end to learn about Peak Design's latest travel bags and tripods, plus the innovative modular design behind a new flash system from Godox. Guest: Kevin Rickert Episode Timeline 2:50: Kevin looks back at recent camera trends, and identifies separate tiers for vlogging, high resolution cameras, hybrid cameras, and the nostalgia for old point & shoots. 9:11: Canon releases: R50 V, R6 Mark III, Powershot V1… plus a nod to the older G7 X Mark III 18:00: FUJIFILM releases: X-half digital camera, X-E5, X-T30 III, GFX100RF, Instax Wide EVO 33:10: Hasselblad release: X2D II 100C 37:37: Leica releases: M EV1, Q3 Monochrome, SL3-S, SL3 Reporter 43:30: Episode break 43:52: Nikon releases: ZR 6K, Z5 II, and a Z6 III firmware update 54:22: OM SYSTEMS releases: OM-3, OM-5 MK II 57:38: Panasonic releases: S1R II, S1 II, S1 IIE 1:02:48: Ricoh release: GR IV 1:05:40: Sigma release: BF Mirrorless 1:09:48: Sony releases: RX1R III, FX3A, FX2, a7 V 1:23:50: Kevin's recommendation for a better editing workflow when travelling with an Apple iPad Pro 1:26:06: Peak Design releases: Roller Pro Carry-On & Pro Carbon Fiber Tripods with Ball Head 1:28:45: Godox release: iT-32 TTL Mini Flash system 1:30:12: Revisiting the current point and-shoot craze and the digicam look 1:34:52: Kevin's upcoming travel plans, and thinking ahead for the total eclipse in mid-August 2026 1:39:00: Kevin, Derek, and Mike share their predictions for 2026 Guest Bio: Kevin Rickert is B&H Photo's Senior Sales Trainer for Photography and Lighting. It's Kevin's job to keep in touch with camera and lens manufacturers and get details about all the latest releases and updates. His role is to make sure the world-renowned B&H staff has all the information to answer your who, what, why, and other questions that you may ask, so they can satisfy all your wants and needs. Born and raised in New York, Kevin is an intrepid street photographer, an avid traveler, and a baseball fan with 23 years in electronic retail, the last 11 of which have been spent as a sales trainer at B&H. Stay Connected: B&H Photo Video Website: https://www.bhphotovideo.com B&H Photography Podcast landing page: https://www.bhphotovideo.com/explora/podcasts B&H Photography Podcast on B&H Photo's YouTube channel: https://www.youtube.com/@BandH/podcasts B&H Photo Video Instagram: https://www.instagram.com/bhphoto B&H Photo Video Twitter: https://twitter.com/bhphoto Credits: Host: Derek Fahsbender Senior Creative Producer: Jill Waterman Senior Technical Producer: Mike Weinstein Executive Producer: Richard Stevens