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Il Messaggio di Oggi: “LO SPIRITO SANTO MI HA UNTO E MI HA INVIATO” • Luca 4: 18 • Luca 1: 44 • Zaccaria 4 :6 • Giovanni 3 :8 • 2 Corinzi 6: 2 • Ebrei 3: 7 • Luca 4: 19 • Isaia 9: 5 • Esodo 15: 26 • Marco 6: 56 • Matteo 11 :28 • Ebrei 4: 16 • Filippesi 4 :19 • Romani 11 :33 • Giovanni 14 :14 • Luca 24: 49 • Giovanni 10 :30 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8553OMELIA SANTISSIMA TRINITA' - ANNO A (Gv 3,16-18)di Don Stefano Bimbi La solennità della Santissima Trinità ci mette davanti al mistero più grande della nostra fede: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono tre dèi, ma un solo Dio in tre Persone distinte, unite da un amore perfetto ed eterno. Dio non è una solitudine, ma una comunione di amore. Ogni volta che facciamo il segno della croce entriamo dentro questo mistero. Lo facciamo spesso in modo distratto, quasi meccanico, e invece stiamo pronunciando il nome stesso di Dio, il cuore della fede cristiana.Il Vangelo di oggi ci porta al centro del mistero della Trinità attraverso una frase che forse conosciamo troppo bene e che rischiamo di ascoltare senza stupore: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Gv 3,16). Qui Gesù ci svela il vero volto di Dio che non è un padrone freddo e lontano, ma un Padre che ama fino al dono totale. Ama così tanto il mondo da donare il Figlio. E Lui accetta liberamente di venire nel mondo, di caricarsi dei nostri peccati, di morire sulla croce per salvarci. Dietro tutta la storia della salvezza c'è questo amore infinito che unisce il Padre e il Figlio nello Spirito Santo.Gesù però ci mette anche davanti a una verità seria: «Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato» (Gv 3,18). Non significa che Dio gode nel condannare qualcuno. Significa che l'uomo può sottrarsi all'amore di Dio. La condanna nasce dal rifiuto della luce. È come una persona che sta per morire e, pur avendo davanti una medicina capace di guarirla, si ostina a non prenderla. Cristo è la salvezza del mondo, ma Dio non costringe nessuno ad accogliere il suo amore.UN'IMMAGINE... ILLUMINANTEA questo punto occorre chiederci: cosa significa concretamente dire che Dio è uno e trino? Significa che Dio è un'unica natura divina, un unico Dio, ma in tre Persone realmente distinte. Il Padre non è il Figlio, il Figlio non è lo Spirito Santo, eppure ciascuno è pienamente Dio. Il Padre genera eternamente il Figlio; il Figlio è eternamente generato dal Padre; lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio come vincolo di amore eterno. Non ci sono tre volontà contrapposte o tre divinità separate. C'è una perfetta unità di amore e di vita.Naturalmente questo supera la nostra intelligenza. Se Dio fosse completamente comprensibile alla nostra mente, non sarebbe Dio. Però possiamo avvicinarci al mistero con alcune immagini che ci aiutano. La Trinità assomiglia a una candela accesa: ci sono la cera, lo stoppino e la fiamma. Sono realtà distinte, ma formano un'unica candela. La cera rappresenta il Padre, l'origine e la sostanza da cui tutto ha inizio. Lo stoppino rappresenta il Figlio (Gesù), generato dalla cera, che incarna la sostanza e si offre per far risplendere la luce. La fiamma rappresenta lo Spirito Santo, il calore e la luce che scaturiscono continuamente dall'unione tra la cera e lo stoppino.Certamente ogni esempio è limitato e non riesce a spiegare perfettamente Dio, ma serve a capire che distinzione e unità possono stare insieme senza contraddizione. La Trinità non è un rompicapo teologico per specialisti. È la verità che illumina tutta la nostra vita. Se Dio è comunione di amore, allora anche noi siamo fatti per amare e per vivere relazioni vere. Ecco perché il peccato mortale è sempre una rottura della comunione: con Dio, con gli altri e persino con noi stessi.LA TRINITÀ ILLUMINA LA VITA CRISTIANALa Trinità illumina anche la famiglia. Quando in una casa ciascuno pensa solo a sé stesso, quando si vive di orgoglio, ripicche e silenzi pieni di rancore, quella casa si spegne. Quando invece ci si ascolta, ci si perdona, ci si dona tempo e pazienza, allora quella famiglia diventa un piccolo riflesso della vita di Dio. Nessuna famiglia è perfetta, ma ogni famiglia può diventare scuola di comunione.Anche nella vita quotidiana spesso viviamo come se Dio fosse una entità generica e lontana da noi. Ci basiamo solo sui nostri calcoli, ci affidiamo solo alle nostre forze. Invece il cristiano vive immerso nella Trinità. Il Padre ci custodisce con la sua Provvidenza anche quando non comprendiamo tutto. Il Figlio cammina accanto a noi nelle fatiche e nelle croci. Lo Spirito Santo ci dà luce nei momenti di confusione e forza quando siamo stanchi o tentati.Pensiamo a quante volte nella giornata abbiamo bisogno della presenza di Dio: quando dobbiamo trattenere una parola cattiva, quando occorre pazienza con una persona difficile, quando ci sentiamo scoraggiati, quando dobbiamo prendere una decisione importante. Invocare e affidarsi alla Trinità non è una devozione astratta. È entrare nella sorgente dell'amore e della pace.I santi avevano una familiarità profonda con questo mistero. Non pretendevano di capire tutto con la ragione, ma adoravano con umiltà. Il vero problema oggi non è che Dio sia troppo misterioso; il problema è che spesso abbiamo perso il senso dell'adorazione. Viviamo in un mondo che vuole spiegare e controllare tutto. Ma davanti alla Trinità impariamo che Dio non si possiede, ma si contempla e si ama.Per questo la Chiesa oggi non ci invita tanto a "capire" la Trinità, quanto a vivere della Trinità. Ogni Messa inizia e finisce nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ogni battesimo ci immerge nella Trinità. Ogni preghiera autentica nasce dallo Spirito, passa attraverso il Figlio e sale al Padre. E allora oggi possiamo chiederci con sincerità: la mia fede è soltanto un'abitudine oppure una relazione viva con Dio? Quando faccio il segno della croce lo faccio con profondo rispetto oppure in fretta? La mia vita assomiglia almeno un poco alla comunione e all'amore che esistono in Dio?La Santissima Trinità ci ricorda che all'origine di tutto non c'è il caso, ma un Dio che ci ama di un amore eterno. E il destino ultimo della nostra vita non è il nulla, ma entrare per sempre dentro quell'amore infinito del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8549OMELIA PENTECOSTE - ANNO A (Gv 20,19-23)di Don Stefano Bimbi Nel giorno di Pentecoste la Chiesa contempla il compimento della Pasqua. Gesù non è soltanto risorto ed asceso al cielo, ma continua ad agire nella storia donando il suo Spirito Santo. Senza, il cristianesimo diventerebbe soltanto un insieme di idee, di ricordi o di regole morali. Con lo Spirito Santo, invece, Cristo vive dentro di noi e la Chiesa diventa realmente il suo Corpo vivente nel mondo.Gli Apostoli, prima della Pentecoste, erano uomini impauriti. Avevano visto il Risorto e ascoltato le sue parole, eppure rimanevano nel cenacolo con le porte sbarrate. Quante volte pure noi andiamo a Messa e preghiamo in famiglia, ma poi viviamo chiusi nella paura del futuro, di soffrire, del giudizio degli altri, di testimoniare la fede. Lo Spirito Santo entra proprio dentro queste porte chiuse.Gesù non aspetta che gli Apostoli diventino forti da soli, ma è lui a trasformarli soffiando su di essi dicendo: «Ricevete lo Spirito Santo». Quel soffio richiama il gesto della creazione: Dio aveva plasmato Adamo dalla polvere e aveva soffiato in lui il respiro della vita. Ora Cristo risorto compie una nuova creazione. Lo Spirito Santo non migliora semplicemente l'uomo vecchio, ma crea l'uomo nuovo. Il cristiano non cerca soltanto di "comportarsi bene", ma lascia entrare Dio dentro di sé per trasformare la propria vita. Per questo è sbagliato ridurre la fede a uno sforzo personale. Siamo tentati di sforzarci di essere più pazienti, buoni e generosi, ma poi ci scoraggiamo perché vediamo sempre gli stessi difetti. Invece la Pentecoste ci insegna che la santità nasce anzitutto dalla presenza di Dio in noi, non dal nostro sforzo. È lo Spirito Santo che produce i suoi frutti nell'anima: pace, gioia, fortezza, dominio di sé, carità. Certo, è necessaria la nostra collaborazione, ma il protagonista è Dio.LA LAMPADINA E LA CORRENTEPensiamo ad una lampadina: può essere perfetta, ben costruita, elegante, ma senza corrente rimane spenta. Così è la nostra anima senza lo Spirito Santo. Possiamo avere cultura, capacità, perfino una certa religiosità esteriore, ma senza il soffio di Dio manca la luce vera. E questo si vede concretamente nella vita quotidiana. Una persona piena di Spirito Santo non è necessariamente straordinaria agli occhi del mondo, ma è una persona che porta pace. In famiglia non alimenta continuamente tensioni. Sul lavoro non vive di rivalità o orgoglio. Nelle difficoltà non cade nella disperazione e, anche quando soffre, conserva una sorprendente serenità.Per capire se lo Spirito Santo sta agendo in una determinata realtà bisogna considerare che la sua prima opera è unire. A Babele gli uomini, pieni di superbia, non si comprendono più e le differenti lingue manifestano tale divisione. A Pentecoste, invece, uomini di popoli diversi comprendono tutti il medesimo annuncio. Lo Spirito Santo crea comunione. Invece il demonio lavora sempre per dividere: all'interno della famiglia, nel gruppo di amici, nelle parrocchie, persino dentro il cuore dell'uomo, mettendolo continuamente in contraddizione con se stesso. Quando vediamo nascere pettegolezzi, fazioni, rancori ostinati, freddezza e sospetto, lì lo Spirito Santo è stato ignorato.È importante allora domandarsi: io costruisco comunione oppure semino divisione? Le mie parole portano pace oppure veleno? A volte basta poco per spegnere lo Spirito: una critica continua, un giudizio cattivo, un'ironia pungente, il gusto di parlare male degli altri. In tante occasioni il clima diventa pesante non per grandi tragedie, ma per piccole ferite ripetute ogni giorno.IL CORAGGIO DELLA TESTIMONIANZALa seconda opera dello Spirito Santo è il coraggio della testimonianza. Gli Apostoli escono dal cenacolo e annunciano Cristo senza vergogna. Oggi molti cristiani vivono una fede nascosta, quasi chiedendo scusa di credere. Si ha paura di apparire "troppo cattolici". Eppure il mondo non ha bisogno di cristiani timidi, ma di cristiani luminosi. Non aggressivi e fanatici, ma neppure muti. Un padre che insegna ai figli a pregare, una madre che perdona e incoraggia, un giovane che non si vergogna di difendere la Chiesa, una persona che difende la verità senza conformarsi al pensiero dominante: questi sono i segni concreti della Pentecoste.Infine il Vangelo collega il dono dello Spirito al perdono dei peccati. Non è un dettaglio secondario. Dove arriva lo Spirito Santo nasce la misericordia. L'uomo vecchio conserva rancore, mentre l'uomo nuovo impara a perdonare. A volte diciamo: "Io non ce la faccio". È vero. Da soli spesso non ce la facciamo. Ma lo Spirito Santo può rendere possibile anche ciò che umanamente sembra impossibile. Ci sono persone che per anni hanno vissuto nell'odio e poi, aprendosi alla grazia di Dio, hanno ritrovato pace e libertà.La Pentecoste allora non è soltanto il ricordo di un evento passato. È una domanda rivolta a ciascuno di noi: vuoi davvero lasciare entrare lo Spirito Santo nella tua vita? Perché non si impone, ma entra dove trova una porta aperta. E quando entra trasforma lentamente tutto: il modo di guardare, di parlare, di soffrire, di amare. Trasforma perfino le ferite in occasione di grazia.Chiediamo oggi al Signore di non essere cristiani spenti, abitudinari, stanchi, ma uomini e donne abitati dallo Spirito Santo. Perché il mondo non sarà convertito da strategie umane, ma dal fuoco di Dio che arde nel cuore dei santi.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8529OMELIA VI DOM. DI PASQUA - ANNO A (Gv 14,15-21)di Don Stefano Bimbi Siamo nel Tempo di Pasqua, un tempo in cui la Chiesa non smette di contemplare la presenza viva di Cristo risorto e di imparare cosa significa davvero vivere da cristiani nel mondo. Il Vangelo di questa sesta domenica ci presenta un discorso intimo di Gesù ai suoi discepoli, poche ore prima della Passione: parole che non sono teoria, ma consegna di vita.Gesù afferma: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti» (Gv 14,15). Non dice: "Se osservate i comandamenti, allora mi amerete", ma il contrario. Il punto di partenza non è lo sforzo morale, ma l'amore. La vita cristiana nasce da una relazione viva con Cristo. Quando uno ama davvero, non sente i comandamenti come un peso, ma come la strada concreta per non tradire quell'amore. Se una persona dice di amare, ma poi vive ignorando sistematicamente la volontà dell'altro, quell'amore è solo a parole. Così è anche con Dio.Qui è illuminante una parola di Sant'Agostino: «Ama e fa' ciò che vuoi». Non è un invito a fare quello che ci pare, ma l'esatto contrario: se ami davvero Dio, la tua volontà sarà trasformata e non potrai volere ciò che lo contraddice.Questo ha conseguenze molto pratiche. Pensiamo alla vita quotidiana: alla fedeltà nei piccoli doveri, alla pazienza in famiglia, alla sincerità sul lavoro, alla purezza nei pensieri e negli sguardi. Non sono semplicemente "regole da rispettare", ma modi concreti per dire a Cristo: "Ti voglio bene davvero". Se invece riduciamo la fede a qualche momento di preghiera e poi nella vita facciamo come ci pare, stiamo riducendo la religione a semplice pratica religiosa.Subito dopo Gesù promette un dono speciale, lo Spirito Santo: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito» (Gv 14,16). Non siamo lasciati soli a vivere il Vangelo. Dio stesso viene ad abitare in noi per renderci capaci di vivere da figli. Senza lo Spirito Santo, i comandamenti restano un ideale troppo alto, mentre con Lui diventano una vita possibile.Questo significa che il cristiano non è uno che si arrangia con le sue forze, ma uno che impara a lasciarsi guidare. Nella pratica vuol dire, ad esempio, fermarsi prima di una decisione e imparare ad ascoltare la coscienza. Per questo occorre cercare momenti di silenzio in cui Dio possa parlare. Vuol dire soprattutto riconoscere che certe battaglie interiori non si vincono solo con la volontà, ma invocando lo Spirito Santo.NON VI LASCERÒ ORFANI (Gv 14,18)La prima lettura (At 8,5-8.14-17) ci offre un'immagine molto concreta dell'importanza dello Spirito Santo. I Samaritani accolgono la Parola di Dio con gioia e poi ricevono lo Spirito Santo attraverso l'imposizione delle mani degli apostoli. Questo ci ricorda che la fede non è mai solo un fatto individuale: passa attraverso la Chiesa, cioè attraverso il suo insegnamento e l'amministrazione dei sacramenti. Nella vita quotidiana non si può vivere una fede "fai da te", ma occorre rimanere uniti alla Chiesa, seguire l'esempio dei santi, nutrire l'anima con i sacramenti, lasciarsi guidare da un padre spirituale. È così che lo Spirito Santo agisce davvero e trasforma la vita.Gesù aggiunge infine una parola consolante: «Non vi lascerò orfani» (Gv 14,18). Il cristiano può attraversare prove, incomprensione e solitudine, ma non è mai abbandonato. Il Risorto è presente, anche quando non si vede. Il problema è che spesso noi misuriamo la presenza di Dio con le emozioni: se sento qualcosa, allora Dio c'è, ma se non sento nulla, allora non c'è o non gli interessa la mia vita. Ma la fede è più profonda dei sentimenti.Nella vita concreta questo si traduce in atti di fedeltà e ubbidienza anche quando è difficile. Continuare a pregare quando non se ne ha voglia, fare il bene quando non si vede risultato, comportarsi secondo giustizia quando sarebbe più comodo cedere. È lì che si vede se crediamo davvero che non siamo orfani.Infine Gesù dice: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama... e io mi manifesterò a lui» (Gv 14,21). Qui c'è una promessa straordinaria: chi vive seriamente il Vangelo sperimenta una conoscenza di Cristo che non è solo intellettuale, ma spirituale e profonda. Ordinariamente non si tratta di visioni o cose straordinarie, ma di una certezza e di una pace interiore che non viene mai meno.Allora la direzione è chiara: non aspettare di "sentire di più" per vivere meglio la fede, ma vivere meglio già adesso per conoscere di più Cristo. È facendo la volontà di Dio che si entra nel suo mistero.PRONTI SEMPRE A RISPONDERE (1Pt 3,15)La seconda lettura ci ricorda che per fare la volontà di Dio occorre anche essere «pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» (1Pt 3,15). La fede non è qualcosa da tenere solo per sé o da vivere in modo vago e sentimentale. È una verità che va conosciuta, approfondita, studiata. Se non conosciamo bene ciò che crediamo, difficilmente sapremo rispondere quando qualcuno ci mette in discussione, e rischiamo di ridurre tutto a opinioni personali. Invece il cristiano è chiamato anche a un impegno serio nello studio della dottrina cattolica: il Catechismo, la Sacra Scrittura, l'insegnamento della Chiesa. Questo non per diventare polemici, ma per poter dare una testimonianza chiara, ragionevole, capace di illuminare anche gli altri. Una fede ignorante è fragile, mentre una fede formata diventa capace di fare apologetica, cioè difesa razionale della fede.Pensiamo, ad esempio, a San Giustino Martire. Era un uomo colto e un filosofo che non si accontentò di una fede superficiale. Cercò la verità con tutta la sua intelligenza e, una volta incontrato Cristo, dedicò la sua vita a spiegare e difendere la fede cristiana davanti a un mondo ostile. Non si limitò a credere nel cuore, ma studiò, approfondì, dialogò, rispose alle accuse. E proprio per questa fedeltà alla verità arrivò fino al martirio. In lui vediamo cosa significa davvero essere "pronti a rispondere": una fede conosciuta, amata e difesa dagli attacchi.Questa domenica ci chiede una verifica semplice e concreta: il mio rapporto di amore con Gesù è fatto di parole o di scelte concrete? Lo Spirito Santo ha spazio nella mia vita o faccio tutto da solo? So dare ragione della mia fede oppure no? Credo davvero che non sono orfano, oppure vivo come se tutto dipendesse da me per poi sentirmi solo?Se prendiamo sul serio queste domande, la Parola di Dio che abbiamo ascoltato non passerà invano, ma diventerà stimolo per la conversione e indicazione pratica per una vita nuova.
Quante volte abbiamo cercato la “ricetta magica” per capire cosa fare della nostra vita? Spoiler: non esiste. Il discernimento è arte proprio perché non è una formula uguale per tutti. È un vestito cucito su misura, tagliato esattamente su di te, sulla tua storia. Non esistono manuali standard o risposte preconfezionate. Dio parla proprio a te. Non delegare la tua libertà A volte usiamo la guida spirituale o il concetto di “obbedienza” come un paravento per non prenderci la responsabilità delle nostre scelte. Ma il Signore ti vuole al comando della tua vita, non un semplice esecutore di ordini altrui. La guida accompagna e illumina, ma il passo — e il rischio di sbagliare — spetta solo a te. La verità sta nella realtà Il discernimento non è un processo spirituale astratto o di sogni campati in aria che non toccano terra. Lo Spirito Santo parla dentro la tua realtà concreta, tra le fatiche del lunedì mattina e le relazioni che vivi ogni giorno. Se quello che senti non ti rende più umano, più vero e più capace di amare qui e ora, probabilmente non è la voce di Dio che stai ascoltando. Nell’episodio di oggi facciamo un po’ di chiarezza sull’arte del discernimento così che tu possa orientarti con maggiore consapevolezza. Buon ascolto!
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.Parola del Signore.
Dal Vangelo secondo LucaQuando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servovada in pace, secondo la tua parola,perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,preparata da te davanti a tutti i popoli:luce per rivelarti alle gentie gloria del tuo popolo, Israele».Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l'anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.Commento di don Federico, sacerdote della Diocesi di MondovìPodcast che fa parte dell'aggregatore Bar Abba: www.bar-abba
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
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Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore" - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:"Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servovada in pace, secondo la tua parola,perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,preparata da te davanti a tutti i popoli:luce per rivelarti alle gentie gloria del tuo popolo, Israele".Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori".Parola del Signore.
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore" - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: "Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele". Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori".
Dal Vangelo secondo LucaAl sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.Parola del Signore.
Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te".A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". E l'angelo si allontanò da lei.
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
Il Messaggio di Oggi: “QUANDO LO SPIRITO SANTO VIENE” • Ezechiele 36: 25-27 • 1 Corinzi 3: 16 • Giovanni 14 :26 • Geremia 31 :31-33 • Luca 22: 20 • Giovanni 6: 35 • Marco 1: 1 • Isaia 58: 11 • Proverbi 2 :6 • Matteo 28: 20 • Matteo 7: 7 • Giacomo 1 :5 • Salmo 32: 8 • Giovanni 16 :7 • Atti 1: 8 • Giovanni 1 :12-13 • Efesini 2: 8 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
- Premere il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te".A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei.Parola del Signore.
IN CRISTO, CON CRISTO, PER CRISTONoi siamo chiamati ad essere cristiani mandati fuori da queste mura. La nostra luce deve brillare al di fuori dell'edificio chiesa. Nei piccoli gesti si può riconoscere che ci sono cristiani. Ma la domanda è: siamo davvero luce? Siamo capaci di atti di gentilezza e di attenzione verso i bisogni degli altri? Non sono le urla né le polemiche che mostrano Dio, ma i gesti concreti. Evitiamo frecciatine, mezze frasi e atteggiamenti ambigui: siamo chiamati a essere integri, dentro e fuori, mostrandoci veri discepoli di Gesù e non semplici simpatizzanti. La fede ci giustifica, sì, ma non si ferma lì: essa si manifesta in noi attraverso le opere che compiamo. La fede è credere che lo Spirito Santo ci ha donato dei doni, non per la nostra edificazione personale, ma per quella della Chiesa. È credere che per vivere dobbiamo morire, e che per ottenere dobbiamo imparare a lasciare andare.
Uno dei concetti della religione e della Chiesa che per i profani (come me) è forse fra i più difficili da comprendere, insieme a quello di Trinità. Featuring Alessio Rossi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il Messaggio di Oggi: “LO SPIRITO SANTO VI INSEGNERÀ OGNI COSA” • Giovanni 14: 26 • 2 Timoteo 3: 16-17 • 2 Corinzi 5: 18 • 2 Corinzi 5: 20 • Efesini 4: 11-13 • Efesini 4: 8 • Efesini 2: 10 • Efesini 2: 9 • 2 Pietro 1: 20-21 • Giovanni 14: 27 • Atti 1: 8 • Atti 9: 1-2 • Atti 9: 17 • Atti 9: 20 • Galati 5: 16 • 2 Corinzi 3: 5 • Efesini 4: 15 • 2 Corinzi 3 :6 • 2 Corinzi 3: 8 • Atti 2: 4 • Atti 2: 14 • 1 Giovanni 4: 6 • Atti 2: 37 • 1 Giovanni 4 :4-5 • Atti 2 :41 • 2 Timoteo 2: 16 • 2 Timoteo 2: 15 • Colossesi 1: 5 • Romani 8: 31 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
✨ Abitare la realtà con lo Spirito ✨Viviamo immersi in mille voci, aspettative e ruoli. Ma c'è una Presenza silenziosa e potente che ci invita a fermarci, ad ascoltare… e a tornare a casa.Lo Spirito Santo non è un'idea astratta o una semplice “forza”: è una Persona viva, una guida amorevole che ci conduce a incontrare il nostro vero sé.È Lui che ci insegna a guardarci con amore, a fare verità dentro di noi, e a vivere relazioni autentiche — con noi stessi, con gli altri e con Dio.Quando scegliamo di abitare la realtà con lo Spirito, ogni giorno diventa occasione di pienezza, ogni ferita può trasformarsi in luce, e l'amore smette di essere teoria per diventare vita.
L' Ascensione, la Vergine Maria e lo Spirito Santo
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8180OMELIA DELL'ASCENSIONE - ANNO C (Lc 24,46-53) di Don Stefano Bimbi Celebriamo la Solennità dell'Ascensione, un momento che non è solo un "arrivederci" di Gesù al cielo, ma un passaggio decisivo che ci coinvolge direttamente. Il Vangelo di Luca che abbiamo ascoltato ci presenta un Gesù che, prima di salire al Padre, affida ai discepoli una missione e una promessa.LA MISSIONE DI CRISTO: SOFFERENZA, RISURREZIONE E PERDONOGesù inizia spiegando ai discepoli che il suo percorso - la sofferenza, la morte e la risurrezione - non è stato un caso, ma il compimento di un disegno divino. Nel suo nome, il perdono dei peccati deve essere annunciato a tutti i popoli, a partire da Gerusalemme. Questo ci ricorda che la fede non è solo un'esperienza personale, ma è anche una chiamata a far parte della missione della Chiesa di portare al mondo intero la buona notizia. Tu sei chiamato non solo a ricevere il perdono di Cristo, ma a portarlo agli altri, ovunque tu sia. Come stai vivendo la chiamata a essere testimone del perdono di Cristo nella tua vita quotidiana? C'è qualcuno nella tua cerchia - un familiare, un collega, un amico - che ha bisogno di un ascolto attento, una parola di incoraggiamento, un atto di riconciliazione? A chi puoi annunciare il Vangelo perché si converta a Cristo?San Francesco d'Assisi è un modello potente di come vivere questa missione. Non si limitò a predicare con le parole, ma con la sua vita. Fu un esempio di umiltà. A chi lo elogiava diceva di essere la persona peggiore di tutte, perché se Gesù ne avesse trovata una peggiore avrebbe scelto lei per far risaltare meglio la sua potenza. Inoltre andò incontro ai lebbrosi e ai poveri per portare il conforto di Cristo. Volle persino incontrare il sultano d'Egitto per convertirlo al Vangelo. Non riuscì a portarlo alla vera Fede, ma avendolo favorevolmente impressionato ottenne il permesso per i cristiani di visitare i luoghi santi. Da allora la Custodia francescana di Terra Santa permette la presenza cristiana nei luoghi di Gesù.TESTIMONI CON LA VITAGesù aggiunge: "Di questo voi siete testimoni". Essere testimoni non significa solo parlare di Gesù, ma vivere in modo che la nostra vita racconti la sua presenza. In un mondo che spesso ci spinge a competere, a emergere, a pensare solo a noi stessi, essere testimoni di Cristo significa scegliere la via dell'amore come donazione, dell'onestà come rispetto degli altri, della generosità verso gli altri come risposta alla generosità di Dio verso di noi. Pensa a una situazione concreta: al lavoro, quando tutti cercano di fare carriera a scapito degli altri, tu puoi scegliere di collaborare con umiltà. Oppure, sui social, dove spesso prevalgono critiche e giudizi, tu puoi condividere parole che costruiscono.Un esempio straordinario è San Giovanni Bosco, che ha dedicato la sua vita ai giovani di Torino, spesso emarginati e senza futuro. Con il suo sorriso e la sua dedizione, ha mostrato loro che Dio li amava. Ogni ragazzo che ha incontrato è diventato per lui un'occasione per testimoniare Cristo. E tu, in quali momenti della tua giornata puoi essere un testimone credibile di Gesù? Quali scelte puoi fare per far vedere che la tua fede non è solo parole, ma vita?LA FORZA DELLO SPIRITO E LA GIOIA DELLA LODEPrima di salire al cielo, Gesù promette ai discepoli la "potenza dall'alto", lo Spirito Santo, e li invita ad aspettare la Pentecoste con fiducia. E loro, dopo l'Ascensione, tornano a Gerusalemme "con grande gioia", lodando Dio. Questo ci insegna due cose: primo, che non siamo soli nella missione; secondo, che la Fede è fonte di una gioia che nessuno può toglierci. Lo Spirito Santo è la forza che trasforma le nostre paure in coraggio, le nostre incertezze in speranza. E la gioia? È il segno che Cristo è con noi, anche quando non lo vediamo.San Filippo Neri, noto come il "santo della gioia", nel XVI secolo trasformava le strade di Roma in un luogo di festa e preghiera. Organizzava pellegrinaggi, incontri e momenti di allegria per i giovani, mostrando che la fede è motivo di felicità profonda. La sua capacità di ridere e far ridere, anche in tempi difficili, ci sfida: come puoi portare la gioia del Vangelo nei tuoi ambienti, magari con un sorriso o un gesto di speranza?Quali momenti della tua giornata o della tua settimana dedichi a lodare Dio, magari attraverso la preghiera, la Messa o mettendo in pratica le opere di misericordia corporali e spirituali? Conosci le opere di misericordia corporali e spirituali? Prendi l'impegno di metterne in pratica una alla settimana e poi verifica se lo hai fatto.UNO SGUARDO AL CIELO, I PIEDI SULLA TERRAL'Ascensione non è la fine della storia di Gesù, ma l'inizio della nostra missione. Cristo sale al cielo, ma ci promette il dono dello Spirito Santo e ci invita ad essere suoi testimoni, portare il suo perdono, vivere con gioia.Il mondo ha bisogno di qualcuno che ricordi la salvezza portata da Gesù. Qualcuno che indichi le realtà del Cielo. Non dobbiamo aver paura di essere diversi, di scegliere la via di Cristo in un mondo che spesso va in un'altra direzione. Come i discepoli dobbiamo tornare alla nostra "Gerusalemme" - la famiglia, il lavoro, le amicizie - con grande gioia, sapendo che lo Spirito ci guida.Preghiamo Maria, Regina degli Apostoli, affinché ci aiuti a vivere questa missione con coraggio e amore. E ora, prenditi un momento per rileggere il brano e rispondere in silenzio alle domande proposte sopra. Chiediti infine: Cosa mi sta dicendo Gesù oggi? Come posso rispondere alla sua chiamata con la mia vita?Che lo Spirito Santo ti guidi e ti doni la gioia di essere suo testimone!
Meditazioni anchor.fm/giulio-maspero
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8176OMELIA VI DOM. DI PASQUA - ANNO C (Gv 14,23-29) di Don Stefano Bimbi Il Vangelo di questa sesta domenica di Pasqua ci invita a entrare in un dialogo intimo con Gesù, che ci parla di amore, fedeltà, presenza divina e pace. È un discorso denso, che tocca il cuore e interpella la nostra vita quotidiana. Visto che siamo immersi in un mondo frenetico e spesso confuso, queste parole ci offrono una bussola per orientarci verso ciò che davvero conta.L'AMORE SI FA OBBEDIENZA"Se uno mi ama, osserverà la mia parola". Gesù inizia con un'affermazione chiara: amare Lui significa osservare la sua parola. Non si tratta di un amore romantico o astratto, ma di un amore concreto, che si traduce in scelte, azioni e fedeltà. Osservare la parola di Gesù significa vivere secondo i suoi insegnamenti, anche quando è scomodo o controcorrente. Questo può significare scegliere l'onestà in un contesto lavorativo competitivo, perdonare un amico che ti ha ferito o dedicare tempo alla preghiera in una giornata piena di impegni. Quando vivi così, Gesù promette che il Padre ti amerà e che loro "prenderanno dimora" in te. È un'immagine potente: Dio non è lontano, ma vuole abitare nel tuo cuore, essere parte della tua vita.Pensiamo a San Francesco d'Assisi. Nato in una famiglia benestante, avrebbe potuto vivere una vita comoda e spensierata. Invece, ha scelto di ascoltare la parola di Gesù, spogliandosi di tutto per seguire il Vangelo alla lettera. La sua obbedienza era gioiosa, perché scaturiva dall'amore per Cristo. La sua vita mostra che osservare la parola di Gesù non toglie libertà, ma, al contrario, la rende piena.Nella tua vita quotidiana, quali sono le "parole" di Gesù che trovi più difficili da mettere in pratica? Perché? C'è una situazione in cui senti di dover fare una scelta coraggiosa per essere fedele a ciò che Gesù ti chiede? Come puoi affrontarla?LO SPIRITO SANTO, GUIDA E MEMORIA"Il Paràclito vi insegnerà ogni cosa". Gesù sa che non possiamo farcela da soli. Per questo promette il dono dello Spirito Santo, il Paràclito, che significa "colui che sta accanto". Lo Spirito non è un concetto astratto: è la presenza viva di Dio che ti illumina, ti consola e ti ricorda le parole di Gesù nei momenti di smarrimento. Se ti trovi a dover prendere decisioni importanti nella tua vita lo Spirito Santo è lì per guidarti, se gli dai spazio attraverso la preghiera e l'ascolto. È come un navigatore interiore che ti aiuta a ritrovare la strada quando sei confuso.Santa Teresa di Lisieux, la "piccola Teresa", visse una vita apparentemente semplice, ma profondamente guidata dallo Spirito. Nella sua autobiografia, racconta come lo Spirito le insegnava a fare piccoli atti d'amore con grande cuore, anche nelle difficoltà del convento. La sua "piccola via" è un esempio di come lo Spirito può ispirare anche le vite più ordinarie a diventare straordinarie.Quando hai sentito, magari in un momento di preghiera o riflessione, una "luce" o un'intuizione che ti ha aiutato a capire meglio la tua strada? Come puoi coltivare l'ascolto dello Spirito nella tua vita quotidiana? Ci sono momenti in cui ti senti smarrito o confuso? Come puoi affidarti allo Spirito Santo per ritrovare chiarezza?LA PACE DI CRISTO E' DIVERSA DA QUELLA DEL MONDO"Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi". In un mondo che associa la pace all'assenza di problemi o al successo materiale, Gesù offre una pace diversa, profonda, che non dipende dalle circostanze esterne. È la pace che ci viene donata nella confessione quando ci vengono rimessi i peccati. Per questo la pace la puoi sperimentare solo sapendo che sei amato da Dio, anche nei fallimenti o nelle tempeste della vita. Questa pace può essere un'ancora in momenti di ansia, come l'incertezza del futuro, le insicurezze personali o i conflitti relazionali. Gesù ci invita a non lasciare che il nostro cuore sia turbato, ma a fidarci di Lui. Questa pace è un dono, ma richiede di accoglierlo, di scegliere di non lasciarsi sopraffare dal peccato e dalla paura.San Giovanni Paolo II da giovane visse in un contesto di guerra e oppressione prima sotto il regime nazista e poi quello comunista. Nonostante le difficoltà, trovò pace nel suo rapporto con Cristo, dedicando tempo alla preghiera e al teatro clandestino per mantenere viva la speranza. La sua serenità, anche di fronte alle minacce, era radicata nella fiducia in Dio e questa pace lo accompagnò fino a quando fu eletto Papa. Nella omelia per l'inizio del pontificato disse: "Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa! Oggi così spesso l'uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi - vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia - permettete a Cristo di parlare all'uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna".Quali sono le "tempeste" che turbano il tuo cuore in questo momento? Come puoi accogliere la pace di Cristo in queste situazioni? In che modo la pace di Gesù è diversa da quella che cerchi nel successo, nelle distrazioni o nelle approvazioni degli altri? Come puoi coltivarla?LA GIOIA DELLA FEDE"Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre". Gesù invita i discepoli a rallegrarsi della sua partenza verso il Padre, perché è parte del piano di salvezza. Questo può sembrare paradossale: come rallegrarsi di un distacco? Eppure, Gesù ci insegna che la fede è gioia, anche quando non capiamo tutto. Questa gioia può essere difficile da vivere in un mondo che spesso premia il cinismo o l'indifferenza. Rallegrarsi significa scegliere di vedere la presenza di Dio anche nelle incertezze, di credere che Lui sta lavorando nella tua vita, anche quando non lo vedi chiaramente.Il Beato Carlo Acutis, un giovane vissuto nel nostro tempo, aveva una fede contagiosa. Nonostante la leucemia fulminante che lo colpì a soli quindici anni, Carlo non perse la gioia. Offrì le sue sofferenze per il Papa e la Chiesa, vivendo con un sorriso che nasceva dalla sua amicizia con Gesù e dall'accogliere il dono dell'Eucaristia che diceva essere "l'autostrada per il paradiso". La sua vita ci ricorda che la gioia cristiana non è superficiale, ma radicata in un amore più grande.Quando hai sperimentato una gioia profonda, magari in un momento di preghiera, servizio o condivisione? Come puoi ritrovarla oggi? Cosa ti impedisce di rallegrarti pienamente della presenza di Gesù nella tua vita? Come puoi fare un piccolo passo per fidarti di più del suo piano per te?Gesù ti invita a vivere un cristianesimo vivo, pratico e personale. Ti chiama ad amarlo con le tue scelte, ad affidarti allo Spirito Santo, a pentirti dei tuoi peccati e accogliere la sua pace per trovare la vera gioia. Hai davanti a te un mondo pieno di opportunità, ma anche di sfide. Lascia che le parole di Gesù risuonino nel tuo cuore: non sei solo, Dio vuole abitare in te e guidarti.Prenditi un momento per pregare con queste parole: "Signore Gesù, grazie per il tuo amore che non si stanca di cercarmi. Donami il coraggio di osservare la tua parola, la fiducia di affidarmi al tuo Spirito, l'umiltà di pentirmi dei miei peccati, la pace che supera ogni paura e la gioia di sapere che sei con me. Fa' che la mia vita, a imitazione di quella dei santi, sia un riflesso del tuo amore. Amen."
Ep. 158Leone l'americano. Lo Spirito Santo parla inglese.Con Nico Spuntoni
UNA NUOVA RESIDENZALasciare lo Spirito Santo alla guida della nostra vita é la chiave migliore per il cambiamento dei nostri cuori.Il Piano di salvezza é per tutti; la promessa di avere lo Spirito Santo é per tutti coloro che lo ricercano.Atti 2:38Lo Spirito Santo é il dono per eccellenza che accompagna coloro che decidono di dare la vita a Gesù.Il nemico ha cercato di nascondere la verità che Dio é in noi e ci accompagna su questa Terra.Uno dei motivi principali della venuta dello Spirito Santo é il ripristino dell'intimità che il diavolo aveva interrotto ingannando l'uomo.La morte di Gesù ha liberato una verità straordinaria e lo Spirito Santo ha annullato ogni divisione tra Dio e l'uomo. 1 corinzi 3:16Koinonìa, dal greco, indica una comunione speciale.Lo Spirito Santo dimora in noi per avere comunione, intimità e cooperazione con Lui. Quando accettiamo Gesù lo Spirito Santo che entra in noi inizia un piano di amicizia, collaborazione e intimità.Avere coscienza di questo non bloccherà la Sua potenza in noi.Past Catherine Labate04-06-2025
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.Parola del Signore.
Benvenuti ai 4 Vangeli-letture in 1 anno 5 gg a settimanaOggi: Presentazione di Gesu' al Tempio15 Quando gli angeli se ne furono tornati di nuovo in cielo, i pastori cominciarono a dirsi lʼun lʼaltro: «Venite! Andiamo a Betlemme. Andiamo a vedere quello che è successo e che il Signore ci ha fatto sapere!»16 Corsero al villaggio, e là trovarono Maria e Giuseppe. E cʼera il bambino che giaceva nella mangiatoia. 17 I pastori divulgarono ovunque lʼaccaduto e ciò che lʼangelo aveva detto del bambino; 18 e tutti quelli che udivano la loro storia restavano meravigliati. 19 Maria, intanto, serbava queste cose nel suo cuore, e spesso ci ripensava.20 I pastori, poi, ritornarono ai loro campi e alle loro greggi, lodando Dio per la visita degli angeli e perché avevano visto il bambino, proprio come lʼangelo aveva annunciato.21 Otto giorni più tardi, durante la cerimonia della circoncisione, il bambino fu chiamato Gesù, il nome che gli aveva dato lʼangelo, prima ancora che fosse concepito.22 Quando giunse il momento del sacrificio al tempio per la purificazione di Maria, come è prescritto dalla legge di Mosè dopo la nascita di un bimbo, i genitori portarono Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore, 23 perché la legge di Dio dice: «Se il primo figlio di una donna è un maschio, deve essere consacrato al Signore».24 In tale occasione i genitori di Gesù offrirono il sacrificio stabilito dalla legge, che poteva essere un paio di tortore o due piccioni.25 Quel giorno, cʼera nel tempio un uomo di nome Simeone, residente a Gerusalemme. Egli era un buon uomo, molto devoto, pieno di Spirito Santo, in attesa continua dellʼarrivo del Messia. 26 Lo Spirito Santo, infatti, gli aveva rivelato che non sarebbe morto, finché non avesse visto «il Cristo di Dio». 27 Quel giorno, lo Spirito Santo spinse Simeone a recarsi al tempio, e così, quando Maria e Giuseppe giunsero per presentare il piccolo Gesù al Signore, in ubbidienza alla legge, 28 Simeone era presente, e prese il bambino tra le braccia, lodando Dio.29-31 «Signore», egli disse, «ora posso morire contento, perché lʼho visto, come tu mi avevi promesso! Ho visto il Salvatore, che tu hai dato al mondo. 32 Egli è la luce che splenderà su tutti i popoli, e sarà la gloria del tuo popolo Israele!»33 Giuseppe e Maria restarono meravigliati per ciò che Simeone diceva di Gesù.34-35 Simeone li benedì, ma poi disse a Maria: «Il dolore ti trapasserà lʼanima come una spada, perché questo bambino sarà respinto da molti in Israele, ma questo sarà la causa della loro rovina. Però per molti altri egli sarà fonte dʼimmensa gioia, e i pensieri più profondi di tanti cuori saranno rivelati».Support the Show.Support the Show.
Benvenuti ai 4 Vangeli-letture in 1 anno 5 gg a settimanaOggi: L'annunciazione a Maria21 Intanto la folla fuori del santuario stava aspettando che tornasse Zaccaria, e si domandava come mai impiegasse tanto tempo. 22 Quando finalmente egli uscì, non riuscendo più a parlare, si accorsero dai suoi gesti che doveva avere avuto una visione.23 Zaccaria rimase nel tempio i giorni necessari per completare il suo servizio, poi tornò a casa. 24 Poco dopo Elisabetta, sua moglie, rimase incinta e se ne restò appartata per cinque mesi.25 «Comʼè stato grande il Signore a togliermi il disonore di non avere figli!» esultava Elisabetta.Il bambino promesso26 Quando Elisabetta fu al sesto mese, Dio mandò lʼangelo Gabriele a Nazaret, un villaggio della Galilea, 27 ad una vergine, Maria, fidanzata ad un certo Giuseppe, discendente del re Davide.28 Gabriele le apparve e disse: «Ti saluto, Maria! Il Signore è con te. Egli ti ha colmato di grazia».29 Confusa e turbata, Maria cercava di capire che cosa volesse intendere lʼangelo.30 «Non aver paura, Maria!» le disse lʼangelo, «perché Dio ha deciso di benedirti in modo meraviglioso! 31 Fra poco sarai incinta e avrai un figlio maschio, che chiamerai Gesù. 32 Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dellʼAltissimo. Il Signore Dio gli darà il trono del suo antenato Davide. 33 Ed egli regnerà su Israele per sempre; il suo regno non finirà mai!»34 Maria chiese allʼangelo: «Ma come posso avere un bambino? Sono vergine».35 Lʼangelo rispose: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la forza di Dio ti coprirà con la sua ombra, perciò il tuo bimbo sarà assolutamente santo, il Figlio di Dio. 36 Non è tutto. Sei mesi fa, tua cugina Elisabetta, che chiamavano “la sterile”, è rimasta incinta nonostante lʼetà. 37 Vedi, ogni promessa di Dio si avvera sicuramente!»38 Maria disse: «Io sono lʼancella del Signore, avvenga di me secondo quello che hai detto». Allora lʼangelo se ne andò.Support the Show.Support the Show.
Lo Spirito Santo è imprescindibile per la vita cristiana. Ci libera dal potere del peccato, ci guida verso la vita e la pace, forma Cristo in noi, conferma che siamo figli di Dio, ci dà speranza, e viene in aiuto alla nostra debolezza.
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- Premere il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno -+ Dal Vangelo secondo Luca +Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore" - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:"Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servovada in pace, secondo la tua parola,perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,preparata da te davanti a tutti i popoli:luce per rivelarti alle gentie gloria del tuo popolo, Israele".Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori".C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.Parola del Signore.
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- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi - + Dal Vangelo secondo Luca +Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore" - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:"Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servovada in pace, secondo la tua parola,perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,preparata da te davanti a tutti i popoli:luce per rivelarti alle gentie gloria del tuo popolo, Israele".Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori".Parola del Signore.
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- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi - + Dal Vangelo secondo Luca +Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.Parola del Signore.
Sebastiano Pinto"L'humus della parola"Bibbia e sociologia in dialogoEdizioni Messaggero Padovawww.edizionimessaggero.itBibbia e sociologia una relazione possibile? Con l'aiuto della sociologia e, in generale delle scienze umane, la comprensione della parola di Dio può trarre grande beneficio, poiché il radicamento nelle «cose della terra» nutre i percorsi di crescita verso la sapienza delle «cose del cielo». E così muovendosi tra poteri e istituzioni, leggi e consuetudini, fede e società, il volume legge alcune pagine dell'Antico Testamento con l'aiuto di categorie tratte dalla sociologia. L'intento non è sovrapporre una disciplina a un'altra, bensì esplorare una relazione che si rivela feconda per la teologia e per la pastorale.Sebastiano Pinto è docente ordinario di esegesi e direttore del Dipartimento di scienze bibliche presso la Facoltà teologica Pugliese (Bari). Unisce agli studi biblici competenze sociologiche, avendo conseguito una laurea in sociologia presso l'Università del Salento. Fa parte dell'Ufficio catechistico nazionale (Settore catecumenato). Ha al suo attivo numerose pubblicazioni a carattere divulgativo e specialistico. Alcune sue opere: I segreti della Sapienza (2013); L'incantatore di serpenti. Il saggio secondo Qoèlet (2014); Quando la Bibbia sbaglia? (2015); Io solo il tuo Dio. Il monoteismo nel Pentateuco (2016); Io sono un Dio geloso. Manuale sul Pentateuco e sui Libri storici (2018)2; Dai fondamenti al fondamentalismo (2018); Il corpo in preghiera nei Salmi (2018); Proverbi e Siracide. Introduzione e commento (2019); Sapienza. Nuova versione, introduzione e commento (2022); «Lo Spirito Santo e noi». La sinodalità nella Bibbia: vocazione, fratture e processi (2022).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itQuesto show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement
Benvenuti ai 4 Vangeli-letture in 1 anno 5 gg a settimanaOggi: Presentazione di Gesu' al Tempio 15 Quando gli angeli se ne furono tornati di nuovo in cielo, i pastori cominciarono a dirsi lʼun lʼaltro: «Venite! Andiamo a Betlemme. Andiamo a vedere quello che è successo e che il Signore ci ha fatto sapere!»16 Corsero al villaggio, e là trovarono Maria e Giuseppe. E cʼera il bambino che giaceva nella mangiatoia. 17 I pastori divulgarono ovunque lʼaccaduto e ciò che lʼangelo aveva detto del bambino; 18 e tutti quelli che udivano la loro storia restavano meravigliati. 19 Maria, intanto, serbava queste cose nel suo cuore, e spesso ci ripensava.20 I pastori, poi, ritornarono ai loro campi e alle loro greggi, lodando Dio per la visita degli angeli e perché avevano visto il bambino, proprio come lʼangelo aveva annunciato.21 Otto giorni più tardi, durante la cerimonia della circoncisione, il bambino fu chiamato Gesù, il nome che gli aveva dato lʼangelo, prima ancora che fosse concepito.22 Quando giunse il momento del sacrificio al tempio per la purificazione di Maria, come è prescritto dalla legge di Mosè dopo la nascita di un bimbo, i genitori portarono Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore, 23 perché la legge di Dio dice: «Se il primo figlio di una donna è un maschio, deve essere consacrato al Signore».24 In tale occasione i genitori di Gesù offrirono il sacrificio stabilito dalla legge, che poteva essere un paio di tortore o due piccioni.25 Quel giorno, cʼera nel tempio un uomo di nome Simeone, residente a Gerusalemme. Egli era un buon uomo, molto devoto, pieno di Spirito Santo, in attesa continua dellʼarrivo del Messia. 26 Lo Spirito Santo, infatti, gli aveva rivelato che non sarebbe morto, finché non avesse visto «il Cristo di Dio». 27 Quel giorno, lo Spirito Santo spinse Simeone a recarsi al tempio, e così, quando Maria e Giuseppe giunsero per presentare il piccolo Gesù al Signore, in ubbidienza alla legge, 28 Simeone era presente, e prese il bambino tra le braccia, lodando Dio.29-31 «Signore», egli disse, «ora posso morire contento, perché lʼho visto, come tu mi avevi promesso! Ho visto il Salvatore, che tu hai dato al mondo. 32 Egli è la luce che splenderà su tutti i popoli, e sarà la gloria del tuo popolo Israele!»33 Giuseppe e Maria restarono meravigliati per ciò che Simeone diceva di Gesù.34-35 Simeone li benedì, ma poi disse a Maria: «Il dolore ti trapasserà lʼanima come una spada, perché questo bambino sarà respinto da molti in Israele, ma questo sarà la causa della loro rovina. Però per molti altri egli sarà fonte dʼimmensa gioia, e i pensieri più profondi di tanti cuori saranno rivelati».Support the show
Benvenuti ai 4 Vangeli-letture in 1 anno 5 gg a settimanaOggi: L'annunciazione a Maria21 Intanto la folla fuori del santuario stava aspettando che tornasse Zaccaria, e si domandava come mai impiegasse tanto tempo. 22 Quando finalmente egli uscì, non riuscendo più a parlare, si accorsero dai suoi gesti che doveva avere avuto una visione.23 Zaccaria rimase nel tempio i giorni necessari per completare il suo servizio, poi tornò a casa. 24 Poco dopo Elisabetta, sua moglie, rimase incinta e se ne restò appartata per cinque mesi.25 «Comʼè stato grande il Signore a togliermi il disonore di non avere figli!» esultava Elisabetta.Il bambino promesso26 Quando Elisabetta fu al sesto mese, Dio mandò lʼangelo Gabriele a Nazaret, un villaggio della Galilea, 27 ad una vergine, Maria, fidanzata ad un certo Giuseppe, discendente del re Davide.28 Gabriele le apparve e disse: «Ti saluto, Maria! Il Signore è con te. Egli ti ha colmato di grazia».29 Confusa e turbata, Maria cercava di capire che cosa volesse intendere lʼangelo.30 «Non aver paura, Maria!» le disse lʼangelo, «perché Dio ha deciso di benedirti in modo meraviglioso! 31 Fra poco sarai incinta e avrai un figlio maschio, che chiamerai Gesù. 32 Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dellʼAltissimo. Il Signore Dio gli darà il trono del suo antenato Davide. 33 Ed egli regnerà su Israele per sempre; il suo regno non finirà mai!»34 Maria chiese allʼangelo: «Ma come posso avere un bambino? Sono vergine».35 Lʼangelo rispose: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la forza di Dio ti coprirà con la sua ombra, perciò il tuo bimbo sarà assolutamente santo, il Figlio di Dio. 36 Non è tutto. Sei mesi fa, tua cugina Elisabetta, che chiamavano “la sterile”, è rimasta incinta nonostante lʼetà. 37 Vedi, ogni promessa di Dio si avvera sicuramente!»38 Maria disse: «Io sono lʼancella del Signore, avvenga di me secondo quello che hai detto». Allora lʼangelo se ne andò.Support the show
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