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Messa in voce di Gaetano Marino
Parole di Storie - Storie di Paura, dal classico alla notte di Halloween
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8549OMELIA PENTECOSTE - ANNO A (Gv 20,19-23)di Don Stefano Bimbi Nel giorno di Pentecoste la Chiesa contempla il compimento della Pasqua. Gesù non è soltanto risorto ed asceso al cielo, ma continua ad agire nella storia donando il suo Spirito Santo. Senza, il cristianesimo diventerebbe soltanto un insieme di idee, di ricordi o di regole morali. Con lo Spirito Santo, invece, Cristo vive dentro di noi e la Chiesa diventa realmente il suo Corpo vivente nel mondo.Gli Apostoli, prima della Pentecoste, erano uomini impauriti. Avevano visto il Risorto e ascoltato le sue parole, eppure rimanevano nel cenacolo con le porte sbarrate. Quante volte pure noi andiamo a Messa e preghiamo in famiglia, ma poi viviamo chiusi nella paura del futuro, di soffrire, del giudizio degli altri, di testimoniare la fede. Lo Spirito Santo entra proprio dentro queste porte chiuse.Gesù non aspetta che gli Apostoli diventino forti da soli, ma è lui a trasformarli soffiando su di essi dicendo: «Ricevete lo Spirito Santo». Quel soffio richiama il gesto della creazione: Dio aveva plasmato Adamo dalla polvere e aveva soffiato in lui il respiro della vita. Ora Cristo risorto compie una nuova creazione. Lo Spirito Santo non migliora semplicemente l'uomo vecchio, ma crea l'uomo nuovo. Il cristiano non cerca soltanto di "comportarsi bene", ma lascia entrare Dio dentro di sé per trasformare la propria vita. Per questo è sbagliato ridurre la fede a uno sforzo personale. Siamo tentati di sforzarci di essere più pazienti, buoni e generosi, ma poi ci scoraggiamo perché vediamo sempre gli stessi difetti. Invece la Pentecoste ci insegna che la santità nasce anzitutto dalla presenza di Dio in noi, non dal nostro sforzo. È lo Spirito Santo che produce i suoi frutti nell'anima: pace, gioia, fortezza, dominio di sé, carità. Certo, è necessaria la nostra collaborazione, ma il protagonista è Dio.LA LAMPADINA E LA CORRENTEPensiamo ad una lampadina: può essere perfetta, ben costruita, elegante, ma senza corrente rimane spenta. Così è la nostra anima senza lo Spirito Santo. Possiamo avere cultura, capacità, perfino una certa religiosità esteriore, ma senza il soffio di Dio manca la luce vera. E questo si vede concretamente nella vita quotidiana. Una persona piena di Spirito Santo non è necessariamente straordinaria agli occhi del mondo, ma è una persona che porta pace. In famiglia non alimenta continuamente tensioni. Sul lavoro non vive di rivalità o orgoglio. Nelle difficoltà non cade nella disperazione e, anche quando soffre, conserva una sorprendente serenità.Per capire se lo Spirito Santo sta agendo in una determinata realtà bisogna considerare che la sua prima opera è unire. A Babele gli uomini, pieni di superbia, non si comprendono più e le differenti lingue manifestano tale divisione. A Pentecoste, invece, uomini di popoli diversi comprendono tutti il medesimo annuncio. Lo Spirito Santo crea comunione. Invece il demonio lavora sempre per dividere: all'interno della famiglia, nel gruppo di amici, nelle parrocchie, persino dentro il cuore dell'uomo, mettendolo continuamente in contraddizione con se stesso. Quando vediamo nascere pettegolezzi, fazioni, rancori ostinati, freddezza e sospetto, lì lo Spirito Santo è stato ignorato.È importante allora domandarsi: io costruisco comunione oppure semino divisione? Le mie parole portano pace oppure veleno? A volte basta poco per spegnere lo Spirito: una critica continua, un giudizio cattivo, un'ironia pungente, il gusto di parlare male degli altri. In tante occasioni il clima diventa pesante non per grandi tragedie, ma per piccole ferite ripetute ogni giorno.IL CORAGGIO DELLA TESTIMONIANZALa seconda opera dello Spirito Santo è il coraggio della testimonianza. Gli Apostoli escono dal cenacolo e annunciano Cristo senza vergogna. Oggi molti cristiani vivono una fede nascosta, quasi chiedendo scusa di credere. Si ha paura di apparire "troppo cattolici". Eppure il mondo non ha bisogno di cristiani timidi, ma di cristiani luminosi. Non aggressivi e fanatici, ma neppure muti. Un padre che insegna ai figli a pregare, una madre che perdona e incoraggia, un giovane che non si vergogna di difendere la Chiesa, una persona che difende la verità senza conformarsi al pensiero dominante: questi sono i segni concreti della Pentecoste.Infine il Vangelo collega il dono dello Spirito al perdono dei peccati. Non è un dettaglio secondario. Dove arriva lo Spirito Santo nasce la misericordia. L'uomo vecchio conserva rancore, mentre l'uomo nuovo impara a perdonare. A volte diciamo: "Io non ce la faccio". È vero. Da soli spesso non ce la facciamo. Ma lo Spirito Santo può rendere possibile anche ciò che umanamente sembra impossibile. Ci sono persone che per anni hanno vissuto nell'odio e poi, aprendosi alla grazia di Dio, hanno ritrovato pace e libertà.La Pentecoste allora non è soltanto il ricordo di un evento passato. È una domanda rivolta a ciascuno di noi: vuoi davvero lasciare entrare lo Spirito Santo nella tua vita? Perché non si impone, ma entra dove trova una porta aperta. E quando entra trasforma lentamente tutto: il modo di guardare, di parlare, di soffrire, di amare. Trasforma perfino le ferite in occasione di grazia.Chiediamo oggi al Signore di non essere cristiani spenti, abitudinari, stanchi, ma uomini e donne abitati dallo Spirito Santo. Perché il mondo non sarà convertito da strategie umane, ma dal fuoco di Dio che arde nel cuore dei santi.
In questa puntata di "Messa a Fuoco" analizziamo senza filtri le nuove uscite: dalla Sony a7RVI con il suo sensore da 67MP e la discussa nuova batteria, alla Canon R6V, la "FX3" di casa Canon che prova a conquistare i videomaker.Infine, facciamo il punto sulla GoPro Mission 1: l'idea delle lenti intercambiabili Micro 4/3 basterà a rivoluzionare il mercato o i limiti tecnici prenderanno il sopravvento?
Cosa hanno in comune la fede cattolica e la cultura pop? La Chiesa permette di partecipare alla Messa vestiti da Arrow?Lo scopriamo insieme a Dario Latini, tra i fondatori di Cattonerd.
Ma' Marisa Xuereb niddiskuti l-proposti tal-elezzjoni fil-kuntest internazzjonali.Naqbduha fuq x'qed iwassal biex jiżdiedu l-appartementi u l-prezz tal-bini, għaliex taħseb li s-sussidji jagħmlu sens biss jekk ikunu temporanji u l-effett tal-kriżijiet internazzjonali fuq dak li qed jiġi mwiegħed.Tgħidli wkoll għaliex taħseb li l-poplu ħa jitgħallem ħafna fil-5 snin li ġejjin.Ħajr lil Alberta, Garmin, ESS, Pata Artisanal, Brown's, Maypole, Melita, Defender, Welbees Supermarket, Kinnie u BusinessLabsSegwi l-KAŻIN hawnhekk: https://www.youtube.com/@Il-KA%C5%BBIN Irreġistra għall-Fun Run tal-Maypole hawnhekk: https://www.maypole.com.mt/product/maypole-5k/0:00 Introduzzjoni3:12 Il-Mudell Ekonomiku Malti7:33 Is-Settur tal-Kostruzzjoni u t-Turiżmu28:49 Direzzjoni strateġika għall-Ekonomija33:47 Il-Proposti u l-Ekonomija fl-Elezzjoni43:00 Iż-Żieda fil-Popolazzjoni45:02 L-Iżvilupp tal-Appartamenti u Lukandi59:13 Is-Sussidju u iżjed Proposti1:03:45 Il-Proposti fil-kuntest tal-Mudell Ekonomiku 1:13:52 Il-Problema fis-Sistema Politika tagħna1:20:55 L-Ekonomija waqt u wara l-Covid1:27:14 Public Procurement 1:35:40 Messaġġ lill-Poplu u l-Politiċi
Omelia della s. Messa del 12 Maggio 2026, martedì della VI Settimana di Pasqua, tenuta da p. Francesco M. Budani, FI.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8532UN ANNO CON LEONE XIV: UN PAPA PRUDENTE DAVANTI A DIVISIONI GRAVISSIMEdi Roberto de Mattei Un anno fa, il lunedì 8 maggio del 2025, si apriva il pontificato di Leone XIV, Robert Francis Prevost, 267° pontefice della Chiesa cattolica, primo Papa statunitense, primo appartenente all'Ordine di Sant'Agostino. «La pace sia con tutti voi... Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante» sono state le prime parole del nuovo Pontefice, pronunciate dalla loggia della Basilica di San Pietro. Fin dall'esordio, Leone XIV ha voluto incentrare il suo ministero sulla pace e sull'unità, dentro e fuori la Chiesa. Per questo, ha invitato a "costruire ponti, con il dialogo, con l'incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace". Un Papa "costruttore di ponti", un Papa "Pellegrino di pace e di unità", come egli stesso si è definito nell'omelia della Messa nell'aeroporto di Bamenda, in Camerun, lo scorso 17 aprile. Un obiettivo certamente alto e nobile quello della pace, soprattutto se essa è costruita sulla pietra angolare che è Cristo, Capo della Chiesa e Salvatore del mondo, ma la situazione della Chiesa e del mondo oggi non è purtroppo favorevole ai costruttori di ponti e ai pellegrini di pace. Fare il bilancio di un anno pontificato, tenendo presente questa realtà non è semplice, perché il complesso di parole, di atti, di documenti del Pontefice non indica ancora l'unità di una direzione, permettendoci di prevedere le priorità e le prospettive pastorali che orienteranno la Chiesa. Fino oggi le scelte del Pontefice sono state caute e misurate, mentre gravi e profondi sono i problemi che si avvicinano e che egli ha di fronte in un incerto futuro.Il più grave in assoluto di questi problemi è il caso tedesco. Il 21 aprile scorso, il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, già consigliere di Papa Francesco nel governo della Chiesa, ha raccomandato ai servizi pastorali della sua diocesi l'uso di un manuale intitolato "La benedizione dà forza all'amore", che propone diverse "formule" per benedire le coppie dello stesso sesso e i divorziati risposati. Il testo è stato approvato dalla Conferenza del 4 aprile 2025, che riunisce la Conferenza episcopale tedesca e il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK).LA BENEDIZIONE DELLE COPPIE GAYInterrogato su questo episodio durante il volo di ritorno dalla sua visita africana, giovedì 23 aprile, Leone XIV ha voluto chiarire la sua posizione con queste parole: «La Santa Sede ha chiaramente fatto sapere che non siamo d'accordo con la benedizione formalizzata delle coppie, in questo caso le coppie omosessuali, come chiedete, o le coppie in situazione irregolare, al di là di quanto è stato specificamente autorizzato da Papa Francesco dicendo che tutte le persone ricevono benedizioni. Tutti sono invitati a seguire Gesù, e tutti sono invitati a cercare la conversione nella propria vita. Andare oltre questo, oggi penso che il tema possa causare più divisione che unità, e che dovremmo cercare modi per costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna».Il Papa discorda dunque dal Cammino Sinodale tedesco e prende indirettamente le distanze dalla dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede, Fiducia Supplicans, pubblicata il 18 dicembre 2023 e approvata da Papa Francesco, che consente la benedizione pastorale, anche se non rituale, per le coppie in situazioni "irregolari" e per quelle dello stesso sesso. Però Papa Leone sa che i vescovi tedeschi continueranno a richiamarsi a quel documento, almeno fino a quando non ne uscirà uno della stessa, o di maggior autorità ma di segno diverso.La posizione dei vescovi tedeschi, d'altra parte, è chiara e, a suo modo, coerente. La Conferenza episcopale fin dal gennaio del 2020 si è messa alla testa di un "cammino sinodale", che ha l'obiettivo di estendere alla Chiesa universale le decisioni "vincolanti" del suo "sinodo permanente", tra le quali, l'ordinazione ministeriale delle donne e l'inclusione degli omosessuali nella Chiesa, aprendo loro tutti i sacramenti, anche il matrimonio. La Santa Sede è intervenuta più di una volta per mettere in guardia i vescovi tedeschi, fin da quando monsignor Filippo Iannone, che nel 2025 Leone XIV ha messo a capo del dicastero per i vescovi, scrisse al loro presidente, il cardinale Marx, per avvisare che questi temi dirompenti "non riguardano la Chiesa in Germania ma la Chiesa universale e, con poche eccezioni, non possono essere oggetto di deliberazioni o decisioni di una Chiesa particolare". Ma lo stesso cardinale Marx, in un'intervista rilasciata al settimanale Stern il 30 marzo 2022, aveva dichiarato che: "Il catechismo non è scolpito nella pietra. Si può anche dubitare di ciò che dice". E, di fatto, lo ha ribadito il 21 aprile scorso.Leone XIV si trova dunque di fronte ad una grave lacerazione, che sulla scia dell'esempio tedesco, potrebbe estendersi ad altri episcopati, ponendolo in una posizione di quasi minoranza all'interno della Chiesa.LE CONSACRAZIONI EPISCOPALI SENZA MANDATO PONTIFICIOMa un altro problema è all'orizzonte: le consacrazioni episcopali senza mandato pontificio che la Fraternità San Pio X ha annunciato per il 1 luglio 2026. Sembra che la Santa Sede stia preparando un decreto di scomunica, analogo a quello promulgato dalla Congregazione per i Vescovi il 1 luglio 1988. Ma al di là del giudizio sulle consacrazioni e sulle censure che ad esse seguiranno, non si può non constatare che ci troveremo di fronte a una frattura ecclesiale, che anch'essa vanifica, o quanto meno allontana, la auspicata mèta della pace e dell'unità nella Chiesa. Dopo la scomunica del 1988, Benedetto XVI aveva per così dire gettato un ponte al mondo tradizionalista promulgando nel 2007 il Motu Proprio Summorum Pontificum e revocando nel 2009 le scomuniche comminate alla Fraternità San Pio X. Successivamente, papa Francesco ha concesso ai sacerdoti della Fraternità la facoltà di confessare validamente e ha stabilito modalità per il riconoscimento dei matrimoni celebrati nei loro priorati. D'altra parte, se nel 1988 si poteva immaginare una progressiva scomparsa della Fraternità San Pio X, dopo la morte del suo fondatore, la realtà di oggi è che essa conta più di 700 sacerdoti, oltre 200 seminaristi, più di un centinaio di priorati e centinaia di centri di Messa in oltre 60 Paesi, con centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo. Quanto dovrebbe accadere nel mese di luglio non sarà la costruzione di un ponte, ma la creazione di un nuovo fossato tra questo mondo e la Santa Sede.Sullo sfondo della politica internazionale, poi, alla guerra russo-ucraina, si è aggiunta quella che vede gli Stati Uniti ed Israele contrapposti all'Iran in Medio Oriente. Il Papa ha condannato questa come tutte le altre guerre, ma la pace è ancora lontana e con lo scontro tra Donald Trump e Leone XIV si è recentemente aperto un contrasto, che è forse il più grave nella storia delle relazioni tra Santa Sede e Stati Uniti nell'ultimo secolo.Di tutto questo il Papa non ha diretta responsabilità, ma visto sotto l'angolatura della pace e dell'unità considerati come beni assoluti, il bilancio del suo primo anno di pontificato appare preoccupante. Se si ricorda però che la pace e l'unità non sono valori assoluti, ma si fondano su Verità e Giustizia, anche gli scontri e le divisioni possono essere salutari, aiutando a ritrovare la strada, che nel caos si è smarrita. E questa la migliore preghiera e il sincero augurio che si può fare per Leone XIV: che egli ci conduca alla vera pace di Cristo, nel Regno di Cristo, affrontando tutte le difficoltà, le sofferenze, e le lotte, che questo cammino può comportare.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8530OMELIA ASCENSIONE - ANNO A (Mt 28,16-20)di Don Stefano Bimbi L'Ascensione del Signore potrebbe sembrare, a prima vista, una festa di distacco: Gesù sale al cielo e si allontana dai suoi discepoli. In realtà è il contrario. È la festa della presenza nuova di Cristo, una presenza non più limitata a un luogo o a un tempo, ma capace di raggiungere ogni uomo, in ogni parte del mondo e in ogni epoca. Per questo gli Apostoli, dopo l'Ascensione, non tornano a Gerusalemme disperati, ma pieni di gioia. Hanno capito che Gesù non li ha abbandonati. È entrato nella gloria del Padre per restare con loro in un modo ancora più profondo.L'Ascensione conclude la missione terrena di Cristo e inaugura la missione della Chiesa. Gesù sale al cielo non per disinteressarsi della terra, ma per regnare come Signore della storia. Noi spesso immaginiamo il cielo come un luogo lontano, quasi irraggiungibile. In realtà il cielo è la vita stessa di Dio e Cristo vi entra con la sua umanità glorificata. Questo significa che la nostra natura umana è già entrata nel Paradiso. Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, siede alla destra del Padre. E allora anche tutti noi abbiamo una speranza concreta: non siamo destinati al nulla, ma alla gloria eterna.Questa verità cambia il modo di vivere le cose quotidiane. Quando un cristiano affronta una sofferenza, una malattia, una delusione familiare o un fallimento, non ragiona più pensando soltanto a questa terra, ma ha lo sguardo rivolto al cielo. Certo, il dolore è reale, ma non ha più l'ultima parola. Nemmeno la morte ha l'ultima parola. Oggi invece molti vivono schiacciati da preoccupazioni immediate: il lavoro, i soldi, la salute, il giudizio degli altri. Tutto sembra decisivo, assoluto. Eppure Gesù ci insegna a tenere il cuore rivolto verso l'alto. Questo non vuol dire disprezzare la vita sulla terra, ma vivere senza diventare schiavi delle cose che passano.ANDATE E FATE DISCEPOLI TUTTI I POPOLIGli Apostoli, però, ricevono anche un comando preciso: «Andate e fate discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19). L'Ascensione non è una fuga dal mondo, ma anzi è l'inizio della missione. Il cristiano non può ridurre la fede a qualcosa di privato da vivere solo in casa propria o in chiesa. Se Cristo è veramente risorto ed è il Signore, allora questa verità deve raggiungere tutti. Oggi invece molti cattolici vivono una fede timida, quasi vergognosa. Hanno paura di parlare di Dio, di difendere la verità del Vangelo, di mostrarsi cristiani nell'ambiente di lavoro, a scuola o perfino in famiglia. Si preferisce tacere per non essere giudicati. Ma gli Apostoli, dopo l'Ascensione, fanno esattamente il contrario: escono allo scoperto. Prima erano impauriti, chiusi nel cenacolo; dopo diventano coraggiosi perché hanno fatto esperienza nella loro vita che Cristo è vivo.Anche nella vita quotidiana ci sono tante occasioni semplici per testimoniare la fede. Un genitore che insegna ai figli a pregare e li porta alla Messa domenicale sta già evangelizzando. Un giovane che, quando è con gli amici, non si vergogna di fare il segno della croce al ristorante prima del pasto compie una piccola testimonianza pubblica. Una persona che rifiuta compromessi disonesti sul lavoro per restare fedele alla coscienza annuncia Cristo con i fatti. Spesso pensiamo che evangelizzare significhi fare cose straordinarie, ma il primo apostolato passa dalla coerenza della vita.IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI, FINO ALLA FINE DEL MONDOGesù promette: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Non dice: "Vi ricorderò", ma "sono con voi". È presente nella sua Chiesa, nel Vangelo, nei sacramenti, specialmente nell'Eucaristia. Quando entriamo in chiesa davanti al tabernacolo non siamo davanti a un simbolo, ma davanti a Cristo vivo. Quante volte però viviamo come se Dio fosse assente. Ci agitiamo, ci scoraggiamo, perdiamo la pace, perché ci dimentichiamo della sua presenza reale.L'Ascensione allora ci invita a vivere con uno sguardo nuovo. I piedi restano sulla terra, ma il cuore deve essere orientato al cielo. Il cristiano non fugge dalle responsabilità quotidiane, anzi le vive meglio, perché sa che ogni gesto può avere un valore eterno. Una ragazza che arriva vergine al matrimonio, una madre che cresce con amore i figli, un anziano che offre con pazienza la propria solitudine, un lavoratore che svolge con onestà il proprio dovere, un malato che unisce le sue sofferenze a quelle di Cristo: tutto può diventare strada verso il Paradiso.San Filippo Neri era un sacerdote allegro, pieno di umanità, capace di scherzare e stare in mezzo alla gente. Dentro il suo cuore ardeva continuamente il desiderio del Paradiso. Ripeteva spesso: "Paradiso, Paradiso!". Non lo diceva per evadere dalla realtà, ma perché aveva capito che tutto passa e che solo Dio resta. Proprio per questo sapeva amare meglio le persone concrete che aveva davanti. Ai giovani insegnava a vivere con gioia, ma senza attaccarsi alle cose del mondo. Diceva: "State buoni, se potete", ricordando che la santità non consiste in cose straordinarie, ma nel vivere ogni giorno con il cuore rivolto a Dio. San Filippo aveva già il cuore in cielo mentre camminava per le strade di Roma. E questo gli dava una libertà interiore impressionante: non cercava successo, approvazione o potere, perché sapeva che la vera patria è lassù.In conclusione la festa dell'Ascensione ci ricorda che il cristianesimo non è soltanto una morale o un insieme di valori, ma un fatto soprannaturale. Cristo è veramente risorto, veramente asceso al cielo e ci sta preparando un posto. Per questo la Chiesa continua a guardare verso l'alto con speranza. In un mondo spesso ripiegato sulle cose materiali e immediate, il cristiano è chiamato a ricordare che siamo fatti per il cielo e che soltanto Dio può colmare il desiderio profondo del cuore umano.
V domenica del Tempo di Pasqua (A)Omelia nella Messa delle 21 (Milano)https://nellaparola.it/ldg/2026-05-10
Pastor Greg continues our sermon series through Proverbs 6:16-19 and describes God's righteous hate for murder and the harming of innocents, and then encourages us with the good news that Jesus willingly shed his own innocent blood to pay for our sin.
V domenica del Tempo di Pasqua (A)Omelia nella Messa delle 21 (Milano)https://nellaparola.it/ldg/2026-05-03
Due Messe, due linguaggi, due modi di stare davanti a Dio. In questa lezione mostro che cosa si è perso, che cosa resiste e perché la crisi liturgica non è un dettaglio, ma una ferita nel cuore della fede. Se ami la Chiesa e vuoi capire davvero che cosa è in gioco nella Messa, questo video è per te.universitas.fedecultura.comDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/fede-cultura-di-giovanni-zenone--4079647/support.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8522OMELIA V DOMENICA PASQUA - ANNO A (Gv 14,1-12)di Don Stefano Bimbi In questa domenica del tempo di Pasqua il Vangelo ci fa riflettere sulle parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli prima della Passione, parole che però acquistano piena luce alla luce della Risurrezione. Gesù parla alle nostre paure più profonde e dice: «Non sia turbato il vostro cuore» (Gv 14,1). È una frase che non cancella il dolore, non elimina i problemi, non fa finta che tutto vada bene. Gesù non dice: non avrete prove, anzi andrà tutto bene. Dice invece: nelle prove, il vostro cuore non si perda. E subito indica il rimedio: «Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me» (Gv 14,1). Dunque il contrario del turbamento non è l'illusione, ma la fede. Quando la vita sembra confusa e non capiamo dove il Signore ci stia conducendo, la risposta giusta non è inseguire mille sicurezze umane, ma tornare ad appoggiarsi a Cristo. Per esempio, quando arriva una notizia medica che spaventa, oppure quando in famiglia nasce un problema grave e improvviso e ci si sente mancare la terra sotto i piedi, il primo gesto cristiano non è lasciarsi divorare dall'ansia, ma affidarsi totalmente al Signore e chiedere la forza spirituale di affrontare la prova.Infatti la fede non è un sentimento vago o un conforto psicologico, ma è adesione reale a una Persona reale che è il Figlio di Dio, il quale ci dice: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Gesù non dice soltanto qualcosa di vero, Lui è la verità. Non mostra soltanto una strada, Lui è la via. Non dà soltanto un aiuto per vivere meglio, Lui è la vita. Qui tocchiamo il cuore della nostra fede cristiana. Noi non siamo salvati da una filosofia religiosa, ma da Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, morto e risorto per noi. Per questo la Chiesa ha sempre insegnato che non esiste un'altra via di salvezza alternativa a Cristo. Lo dice Lui stesso con chiarezza: «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6). Sono parole molto nette che il mondo non ama perché preferisce dire che tutte le religioni si equivalgono, basta essere sinceri e poi ognuno si costruisce la sua verità. Ma Gesù non lascia spazio a questa confusione. Non dice: io sono "una" via. Dice: io sono "la" via. Se una persona dice: "Io credo a modo mio" e poi non prega, non si confessa, non partecipa alla Messa. Magari cerca luce più negli oroscopi, nelle emozioni o nelle mode del momento che nel Vangelo e nell'insegnamento della Chiesa. Oppure, peggio, dice che crede a Gesù, ma non alla Chiesa. Ci sarebbe da chiedere in quale Gesù crede visto che la Chiesa l'ha fondata proprio Lui.Il rischio è di dire come Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?» (Gv 14,5). Magari non sappiamo come affrontare una malattia, una delusione, una ferita affettiva, una crisi economica, una lotta contro un peccato che torna sempre. Allora vorremmo capire tutto, magari avere una mappa dettagliata sul percorso da fare. Invece Gesù non risponde a tutte le nostre domande. Fa molto di più: ci dona se stesso. La via indicata dal Vangelo non è un insieme di istruzioni fredde. La via è stare con Lui e seguirlo un passo alla volta. Il cristiano maturo non è quello che ha già capito tutto, ma quello che ha deciso di fidarsi di Cristo anche quando non tutto è chiaro. Chi perde il lavoro e non sa come andrà avanti può chiudersi nella rabbia o, pur cercando seriamente soluzioni, può continuare a pregare e a vivere da cristiano senza abbattersi. Chi combatte da anni contro un difetto dominante, come la collera o la sensualità non deve scoraggiarsi dicendo "sono fatto così", ma riprendere ogni giorno il cammino sotto la guida del Padre Spirituale, con impegno e preghiera.Quando una persona ha un problema serio, spesso cerca la via nell'impulso, nello sfogo, nella scorciatoia, nel compromesso. In famiglia si litiga e invece di cercare Cristo si cerca di prevalere. Nel lavoro si subisce un'ingiustizia e invece di esercitarsi nella virtù della pazienza si coltiva rancore. Nella stanchezza interiore invece di tornare a pregare si cerca una distrazione continua con il cellulare. Nella solitudine invece di aprirsi a Dio si cade in pensieri amari o in abitudini sbagliate. Ma Cristo oggi ci dice: la via non è quella che ti sembra più facile, la via sono io. E allora seguire Cristo, concretamente, significa domandarsi: in questa situazione, cosa farebbe Gesù? cosa chiede a me Gesù? È una domanda semplice, ma cambia il modo di vivere. Per esempio, dopo una discussione tra marito e moglie, la via del mondo è aspettare che sia l'altro a fare il primo passo; la via di Cristo è umiliarsi e cercare la pace. Oppure, quando un collega ti tratta male, la via del mondo è parlarne male alle spalle; la via di Cristo è mantenere la dignità, evitare la vendetta e, se possibile, rispondere con fermezza, ma senza odio.Gesù poi alza lo sguardo dei discepoli verso il Cielo: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"» (Gv 14,2). Qui c'è una verità essenziale che noi non dobbiamo mai dimenticare: la nostra vita terrena non è la meta definitiva. Noi siamo fatti per il Cielo. Il cristianesimo non è un modo elegante per vivere un po' meglio quaggiù, ma è la strada per entrare nella casa del Padre. Oggi tanti vivono come se tutto finisse qui. Per questo si attaccano disperatamente alle cose, al successo, all'apparenza, al benessere, ai propri progetti. Ma quando si perde di vista la meta celeste, tutto diventa più pesante, perché si pretende dalla terra ciò che la terra non può dare. Nessuna casa terrena potrà mai sostituire la casa del Padre. Nessun affetto umano, per quanto bello, potrà riempire interamente il cuore. Nessun risultato potrà dare la pace piena. Solo il Cielo è la nostra patria definitiva. Questa verità cambia, ad esempio, il modo di guardare la morte di una persona cara: il dolore rimane, ma non è disperazione, perché sappiamo che la vita non è distrutta, ma trasformata. E cambia anche il modo di usare i beni materiali: chi vive per il Cielo non fa del denaro il suo dio, ma lo usa con libertà e responsabilità.E questa speranza non ci allontana dai doveri del presente, ma anzi ci fa vivere meglio il presente. Chi sa che Cristo gli sta preparando un posto non si dispera davanti alle prove. Soffre, sì, ma non crolla, non si sente abbandonato. Lavora, lotta, si sacrifica, ma con una prospettiva diversa. Anche il bene nascosto, anche il dovere umile, anche la fedeltà quotidiana acquistano un valore immenso, perché preparano il cuore all'incontro con Dio. Una madre che si consuma per i figli, un padre che porta con pazienza la responsabilità di essere il capofamiglia, un malato che offre la sua sofferenza, un giovane che combatte per rimanere puro, una persona che perdona invece di vendicarsi: tutto questo, vissuto in Cristo, non è mai sprecato. È cammino verso la casa del Padre. Una donna che dedica tutte le sue energie al focolare domestico può sentirsi inutile agli occhi del mondo che disprezza le casalinghe, ma davanti a Dio sta compiendo un'opera preziosa. Oppure un ragazzo che rinuncia a una compagnia sbagliata per rimanere fedele al Vangelo sta costruendo già adesso qualcosa di eterno.Poi Filippo dice: «Signore, mostraci il Padre e ci basta» (Gv 14,8). È una frase bellissima, ma anche immatura. Perché Filippo non ha ancora capito che il Padre lo sta già vedendo in Gesù. Infatti Gesù risponde: «Chi ha visto me, ha visto il Padre» (Gv 14,9). Gesù non è soltanto un grande uomo o un profeta di successo. Gesù è il Figlio eterno di Dio, una cosa sola col Padre. In Lui abita corporalmente la pienezza della divinità. Per questo conoscere Gesù vuol dire conoscere il volto di Dio. E quale volto di Dio ci mostra Cristo? Non un Dio lontano, freddo, impersonale, ma un Padre che ama, che cerca, che perdona, che chiama, che salva.Guardando Cristo, noi impariamo che il Padre non ci ama meno a causa della nostra miseria, ma ci ama nonostante la nostra miseria per tirarci fuori da essa. Per esempio, quando una persona cade sempre nello stesso peccato, può pensare: "Dio si è stancato di me"; invece deve tornare a confessarsi con umiltà, sapendo che il Signore la vuole rialzare. Oppure quando un genitore corregge un figlio, può ricordarsi che anche Dio corregge così: non per schiacciare, ma per educare e salvare.Infine Gesù dice una parola sorprendente: «Chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste» (Gv 14,12). Non significa che il discepolo diventa più grande del Maestro, ma che la potenza di Cristo risorto agirà nella Chiesa attraverso i suoi membri. Le opere più grandi sono i frutti della grazia che, dopo la Pasqua e la Pentecoste, si diffondono nel mondo: conversioni, sacramenti, anime salvate, carità eroica, santi che trasformano la storia. È una parola che ci responsabilizza. La fede non è qualcosa di privato, rinchiuso nel cuore. Chi crede davvero diventa strumento di Cristo. Un cristiano tiepido dice: io cerco di salvarmi. Un cristiano vivo dice: Signore, passa attraverso di me. Ci sono malati che dal letto compiono opere più grandi di tanti uomini sani, perché offrono tutto a Dio con amore. Quando un cristiano vive unito a Cristo, la sua vita diventa feconda oltre ciò che vede.Allora questa pagina del Vangelo ci lascia una consegna molto chiara. Quando il cuore è turbato, non dobbiamo correre lontano da Cristo, ma più vicino a Lui. Quando non capiamo la strada, non dobbiamo inventarci una verità nostra, ma rimanere attaccati a Gesù, che è la via, la verità e la vita. Quando il mondo ci seduce con le sue promesse, dobbiamo ricordarci che la nostra patria è nella casa del Padre. E quando ci sentia
In questa puntata di Messa a Fuoco, analizziamo le novità di aprile e il ritorno di GoPro con la serie Mission! Commentiamo la Mission1 e il modello Pro: sensore da un pollice, 8K a 60fps e l'incredibile novità dell'innesto Micro 4/3 per lenti intercambiabili. Sarà vera rivoluzione o "pattumiera" costosa? Parliamo anche di Dji Osmo 4 e i leak del modello pro e della “nuova” Lumix TZ300SCOPRI AUDIIO: https://audiio.com/cropeUSA IL CODICE: crope199
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Il 18 aprile mons. Guido Marini ha celebrato dato la Santa Messa presso la Parrocchia della Pieve nell'ambito della Visita Pastorale al Vicariato di Novi Ligure.
Parole di Storie - Storie di Paura, dal classico alla notte di Halloween
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Il brano si apre con una nota apparentemente cronologica: “In quello stesso giorno, il primo della settimana”. L’appunto è invece strettamente liturgico: era il giorno della convocazione eucaristica della comunità, che faceva memoria della risurrezione del Signore, già fissata al tempo degli apostoli. Gesù, dopo aver rimproverato i due discepoli delusi e disorientati dagli ultimi avvenimenti, “cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui”. È questo il modo di leggere le sacre pagine, metodo seguito nell’Antico Testamento dai rabbini e poi dai Padri della Chiesa: cogliere il senso profondo delle Scritture e applicarlo agli avvenimenti del proprio presente. La comprensione delle Scritture introduce nel mistero del Signore, ma non per questo lo dona, perché la partecipazione ad esso non è solo un fatto di conoscenza. Tuttavia ci si rende conto che “il Cristo doveva sopportare queste sofferenze per entrare nella sua gloria” e, solo così, si supera lo scandalo della croce, il suo e il nostro. La comprensione, non la semplice lettura, porta comunque alla contemplazione e genera gioia e serenità nell’animo: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi, quando ci spiegava le Scritture?”. Senza la luce della Parola il mondo è buio e la notte, come fu notte quando Giuda lasciò il Cenacolo, scende nel cuore dei credenti. Ma l’esperienza dell’incontro con il Risorto tocca il suo apice nel sacramento, nella “frazione del pane”: è qui che “si aprirono i loro occhi e lo riconobbero”. Le Scritture illuminano il cammino dei credenti, il sacramento - realtà di grazia - mette i discepoli in comunione di vita con il Risorto. Si direbbe che quei due viandanti abbiano celebrato insieme la Messa: prima con la liturgia della Parola, poi, “quando furono a tavola, Gesù spezzò il pane e lo diede loro”, come nell’ultima Cena, come in ogni Eucaristia. “Ma lui sparì dalla loro vista”. Nel tempo presente l’esperienza cristiana è vera e autentica, ma siamo ancora nel cammino, nell’attesa della beata speranza.
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Fluent Fiction - Italian: Giovanni's Leap of Faith: A Market Artisan's Easter Tale Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2026-04-06-22-34-01-it Story Transcript:It: Nel cuore di Firenze, sotto il cielo azzurro di una mattina primaverile, il mercato era in pieno fermento.En: In the heart of Firenze, under the blue sky of a spring morning, the market was in full swing.It: I venditori sollevavano le loro voci sopra il chiacchiericcio della folla, cercando di attirare l'attenzione dei passanti.En: The vendors raised their voices above the chatter of the crowd, trying to attract the attention of passersby.It: Tra di loro, Giovanni stava nel suo piccolo banco, le mani appoggiate sui suoi manufatti.En: Among them, Giovanni stood at his small stall, his hands resting on his handmade creations.It: Gravava su di lui la preoccupazione di guadagnare abbastanza soldi per partecipare alla Messa di Pasqua nella grande cattedrale.En: He was burdened by the worry of earning enough money to attend the Easter Mass in the grand cathedral.It: Giovanni era un abile artigiano.En: Giovanni was a skilled artisan.It: I suoi oggetti erano splendidi: anelli d'argento, collane di perle, braccialetti intrecciati.En: His items were splendid: silver rings, pearl necklaces, braided bracelets.It: Eppure, le monete nel suo sacchetto erano poche.En: Yet, the coins in his pouch were few.It: Ogni tanto, alzava gli occhi, sperando di vedere Isabella, la nobile giovane dalle vesti eleganti che spesso passeggiava per il mercato.En: Occasionally, he would look up, hoping to see Isabella, the noble young lady with elegant garments who often strolled through the market.It: Ammirava la sua grazia da lontano, sognando che un giorno avrebbe scelto una delle sue creazioni.En: He admired her grace from a distance, dreaming that one day she would choose one of his creations.It: Accanto a lui, Luca chiamava i clienti verso le sue merci con entusiasmo contagioso.En: Next to him, Luca called customers to his goods with contagious enthusiasm.It: Anche se era occupato con i suoi affari, non mancava mai di incoraggiare Giovanni.En: Even though he was busy with his affairs, he never failed to encourage Giovanni.It: "Non perderti d'animo, amico," gli diceva Luca.En: "Don't lose heart, my friend," Luca would say.It: "Il mercato è volubile, ma oggi è un giorno di festa.En: "The market is fickle, but today is a festive day.It: La fortuna potrebbe bussare alla tua porta."En: Luck might knock on your door."It: Mentre le campane della cattedrale risuonavano in lontananza, segnando l'inizio della Messa di Pasqua, Giovanni sentì un tormento crescere dentro di sé.En: As the cathedral bells sounded in the distance, marking the start of the Easter Mass, Giovanni felt a turmoil growing within him.It: Avrebbe dovuto restare per vendere i suoi prodotti o seguire il desiderio di partecipare alla messa?En: Should he stay to sell his products or follow the desire to attend the mass?It: La sua mente era un tumulto di pensieri.En: His mind was a tumult of thoughts.It: Alle sue orecchie, la musica e i rumori del mercato si confondevano in un ronzio indistinto.En: To his ears, the music and noise of the market blended into a indistinct hum.It: All'improvviso, il suono delle campane parve chiarirsi, come un segno inevitabile.En: Suddenly, the sound of the bells seemed to become clear, like an inevitable sign.It: Con un respiro profondo, Giovanni prese una decisione audace.En: With a deep breath, Giovanni made a bold decision.It: Chiuse il suo banco e, lasciandosi alle spalle la possibilità di ulteriori vendite, si diresse di corsa verso la cattedrale.En: He closed his stall and, leaving behind the possibility of further sales, hurried towards the cathedral.It: La cattedrale era maestosa, illuminata dai raggi del sole che filtravano attraverso le vetrate.En: The cathedral was majestic, illuminated by the rays of the sun filtering through the stained glass.It: Giovanni trovò posto tra i fedeli, il cuore colmo di una pace sconosciuta.En: Giovanni found a place among the faithful, his heart filled with an unknown peace.It: Durante il servizio, assaporò ogni parola, ogni fragranza di incenso, come un balsamo per l'anima.En: During the service, he savored every word, every fragrance of incense, like a balm for the soul.It: Alla fine della messa, nella folla di volti felici, Giovanni vide Isabella.En: At the end of the mass, in the crowd of happy faces, Giovanni saw Isabella.It: Il suo cuore saltò quando lei incontrò il suo sguardo e si avvicinò.En: His heart leapt when she met his gaze and approached.It: "Sei l'artigiano del mercato, vero?"En: "You are the market artisan, aren't you?"It: chiese lei con un sorriso caloroso.En: she asked with a warm smile.It: "I tuoi lavori sono straordinari.En: "Your works are extraordinary.It: Mi piacerebbe vedere di più."En: I would love to see more."It: Giovanni annuì, la speranza rinata increspando il suo sorriso.En: Giovanni nodded, his hope rekindled, creasing his smile.It: Ora sapeva che il suo rischio non era stato vano.En: Now he knew that his risk had not been in vain.It: In quella cattedrale affollata, non aveva solo trovato la tranquillità spirituale, ma anche un'opportunità inaspettata.En: In that crowded cathedral, he had not only found spiritual peace but also an unexpected opportunity.It: Aveva imparato che alcune occasioni valgono ogni rischio, specialmente quando il cuore è il vero artigiano della speranza.En: He had learned that some opportunities are worth every risk, especially when the heart is the true artisan of hope. Vocabulary Words:the heart: il cuorespring morning: mattina primaverilethe vendors: i venditorithe chatter: il chiacchiericcioto attract: attirarethe stall: il bancothe creations: i manufattito burden: gravarethe artisan: l'artigianosplendid: splendidithe necklace: la collanathe pouch: il sacchettoelegant garments: vesti elegantithe grace: la graziato stroll: passeggiareto admire: ammirarethe crowd: la follacontagious enthusiasm: entusiasmo contagiosoto encourage: incoraggiarefickle: volubilefestive day: giorno di festato blend: confonderean indistinct hum: un ronzio indistintoto clarify: chiarirsian inevitable sign: un segno inevitabilea bold decision: una decisione audaceto close: chiuderemajestic: maestosathe faithful: i fedelilike a balm for the soul: come un balsamo per l'anima
L'ultima azienda vinicola australiana gestita dai gesuiti ancora in attività celebra 175 anni di produzione ininterrotta. Fondata da rifugiati religiosi provenienti dall'Europa, Sevenhill Cellars esporta oggi vino in tutto il mondo.
Gian Guido Vecchi parla dell'incidente diplomatico generato dalla polizia, che ha impedito al Patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella chiesa del Santo Sepolcro. Greta Privitera spiega come il regime degli ayatollah si prepara a una possibile operazione di terra da parte degli Usa. Davide Soattin racconta dei quadri di Renoir, Matisse e Cézanne trafugati in provincia di ParmaIsraele, la polizia impedisce al cardinale Pizzaballa di entrare al Santo Sepolcro: «Motivi di sicurezza, lo sapeva». Il Patriarcato: «Decisione grave»Quanti missili sono rimasti all'Iran? «Due terzi sono ancora integri»: le stime Usa sull'arsenale dei Pasdaran dopo un mese di guerraQuadri di Renoir, Cézanne e Matisse rubati a Villa Magnani: «Valgono milioni di euro»
A sacred monument becomes a dance production. Choreographer Christian Spuck brings Giuseppe Verdi's “Messa da Requiem” on stage as a ballet. Following successes in Adelaide, Amsterdam and Helsinki, the work can now be seen for the first time at the Queensland Ballet in Brisbane. - Ein sakrales Monument wird zur Tanzproduktion. Choreograf Christian Spuck bringt Giuseppe Verdis „Messa da Requiem“ als Ballett auf die Bühne. Nach Erfolgen in Adelaide, Amsterdam und Helsinki ist das Werk nun erstmals beim Queensland Ballet in Brisbane zu sehen.
Gaetano Donizetti was one of Italy's most prolific tunesmiths, with almost 70 operas to his name – about as many as Rossini, Bellini and Verdi all combined - whose arias still cut straight to the heart today. Donald Macleod follows his irresistible rise: from a child brought up in a dark, cramped cellar to become a pioneering master of the style known as bel canto. And like any opera plot, there's triumph and tragedy, headaches and heartbreak…Music featured: L'Elisir d'amore Gloria (from Messa di Gloria) String Quartet No 5 in E minor Waltz in G major Zoraida Amor marinaro L'Esule di Roma Lucrezia Borgia Lucia di Lammermoor String Quartet No 16 Maria Stuarda Messa di Requiem ll sogno “Nostre misere menti” Il sospiro “Donna felice, stanca d'amore” Poliuto La fille du regiment Les Martyrs La fille du regiment Maria Padilla Trovatella “Sovra il campo della vita” Don Pasquale String Quartet No 18 Dom Sebastien: Seul sur la terre Requiem: Offertorio – Lux AeternaProduced by Amelia Parker for BBC Audio Wales and West.For full track listings, including artist and recording details, and to listen to the pieces featured in full (for 30 days after broadcast) head to the series page for Gaetano Donizetti (1797-1848): https://www.bbc.co.uk/programmes/m002sd9nAnd you can delve into the A-Z of all the composers we've featured on Composer of the Week here: http://www.bbc.co.uk/programmes/articles/3cjHdZlXwL7W41XGB77X3S0/composers-a-to-z
Most women in digital can do the work. The harder part is explaining it in a way that actually lands — with the right clients, in the right rooms, at the right price.That's the problem host Amy Vaughan tackles in this week's episode of The Power Lounge with guest Orly Zeewy, author and self-described "facilitator of light bulb moments." Orly has spent years helping women entrepreneurs cut through the noise of their own messaging — not by adding more to it, but by stripping it down to what clients actually need to hear.In this conversation, they get into why so many women default to underselling themselves, how to identify your zone of genius and communicate it with confidence, and what a LinkedIn profile needs to do in the 7 seconds before someone decides to keep scrolling. Orly also speaks frankly about pricing — why women consistently undercharge, how brain science plays into it, and what it costs the women who come after you when you do.If your messaging feels scattered, your LinkedIn feels like everyone else's, or you're not charging what your work is worth, this episode gives you a clear place to start.Chapters:00:00 - Introduction00:10 - "Clarifying Your Digital Brand"06:40 - Defining Your Zone of Genius08:53 - Zone of Genius vs Competency12:12 - LinkedIn Profile Mistakes17:20 - "Crafting a Targeted LinkedIn Pitch"19:46 - "Discovering Your True Gift"24:47 - LinkedIn Strategy for Transitioning Careers27:05 - "Women, Money, and Mindset"31:48 - Confidently Owning Your Worth32:34 - Educate Clients for Better Value37:48 - "Power Pose and Perception"42:03 - "Targeting Startups for Team Success"43:27 - Masterclass: Luxury Language for Women46:37 - "Ask, Give, Grow Philosophy"48:59 - "Join Together Digital Community"49:20 - OutroQuotes:Amy Vaughan:"We have to fall in love with the problems we're trying to solve, not just the solutions. When you show up to help and uplift, your brilliance becomes impossible to ignore."Orly Zeewy:“Messaging is simply sharing the real value you bring and the problems you solve. If it's true, it isn't bragging.”Key Takeaways:Messaging Is a Mindset—Not a MegaphoneZone of Genius > Zone of CompetencyFirst Impressions on LinkedIn MatterTransformation, Not ExplanationDon't Go It Alone—Ask for Outside PerspectiveRaise the Bar—And Your PricesCommunity & Coaching Change EverythingEmbrace the “Why Not Me?Connect with the guest Orly Zeewy:LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/orlyzeewy/Website: https://zeewybrands.com/elevate-your-brand/Purchase Orly's book: https://bit.ly/readylaunchbrand%20The Clarity Hour:This is a monthly event by Orly Zeewy. If you're feeling fuzzy about your messaging and want to learn how to get clear, here's the link to register: https://us02web.zoom.us/meeting/register/_PFctwRZRN6MK24ttI28rg#/registrationConnect with the host Amy Vaughan:LinkedIn: http://linkedin.com/in/amypvaughanPodcast: https://www.togetherindigital.com/podcast/Learn more about Together Digital and consider joining the movement by visiting Home - Together DigitalProduced by Heartcast Media: http://www.heartcastmedia.comSupport the show
El director artístico del Queensland Ballet, Ivan Gil-Ortega, conversa sobre su primera temporada al frente de la compañía y el estreno en Queensland de Messa da Requiem, la poderosa coreografía de Christian Spuck basada en la obra de Giuseppe Verdi.
(00:00:00) Messa - Close / 2022 (00:29:37) Control Denied - The Fragile Art of Existence / 1999 (01:03:49) Green Day - Dookie / 1994
Firenze, aprile 1478 – È una domenica di primavera quando, durante la Messa solenne nel cuore della Cattedrale, la storia cambia volto. Due giovani rampolli della famiglia Medici, Lorenzo e Giuliano, sono il bersaglio di un agguato spietato orchestrato da rivali potenti: i Pazzi. Giuliano morirà sotto decine di colpi, mentre Lorenzo riuscirà a salvarsi e darà il via a una delle vendette più implacabili del Rinascimento. Dietro questa congiura non ci sono solo interessi familiari, ma anche ambizioni papali, banche, guerre e alleanze oscure. Ma perché Firenze, culla dell'arte e del pensiero, fu anche teatro di una violenza così feroce? Che ruolo ebbero la Chiesa e il popolo? E in che modo Lorenzo il Magnifico riuscì a trasformare un attentato in un trionfo politico? Proviamo a scoprirlo insieme a Margherita Vitali, detentrice di un master in divulgazione storica ed autrice del podcast “Passato prossimo”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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La storia della mia voce.
Gaetano Donizetti - Messa di Gloria: GloriaSiri Karoline Thornhill, sopranoMarie-Sande Papenmeyer, alto Mark Adler, tenor Martin Berner, bass Simon Mayr Choir members of the Bavarian State Opera Chorus Concerto de Bassus Franz Hauk, conductorMore info about today's track: Naxos 8.573605Courtesy of Naxos of America Inc. SubscribeYou can subscribe to this podcast in Apple Podcasts, or by using the Daily Download podcast RSS feed.Purchase this recordingAmazon
FROM ST. PETER'S BASILICA, HOLY MASS DURING THE NIGHT, PRESIDED OVER BY POPE LEO XIV, FOR THE SOLEMNITY OF THE NATIVITY OF THE LORD (The content of this podcast is copyrighted by the Dicastery for Communication which, according to its statute, is entrusted to manage and protect the sound recordings of the Roman Pontiff, ensuring that their pastoral character and intellectual property's rights are protected when used by third parties. The content of this podcast is made available only for personal and private use and cannot be exploited for commercial purposes, without prior written authorization by the Dicastery for Communication. For further information, please contact the International Relation Office at relazioni.internazionali@spc.va)