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C’è chi, appena si sdraia, sente un bisogno irresistibile di muovere le gambe. Chi viene svegliato da scatti involontari durante il sonno. E chi conosce bene il dolore improvviso dei crampi notturni, capaci di interrompere il riposo in pochi secondi. Disturbi diversi, ma accomunati da un elemento: trasformare la notte in un momento di disagio e stanchezza. In questa puntata parliamo di sindrome delle gambe senza riposo, movimenti involontari nel sonno e crampi notturni insieme al professor Bruno Colombo, dirigente neurologo all’ospedale San Raffaele di Milano, cercheremo di capire quali sono le cause più frequenti, quando questi segnali non devono essere sottovalutati e quali strategie possono aiutare a ritrovare un sonno più sereno. Un approfondimento tra neurologia, qualità del riposo e benessere quotidiano per imparare ad ascoltare il linguaggio del nostro corpo, anche di notte.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c'è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: "Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio", mentre nel tuo occhio c'è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: "Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio", mentre nel tuo occhio c'è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».Parola del Signore.
In questo episodio di Educare con calma parlo di diversità, un concetto fondamentale dell'Educazione a Lungo Termine: se lo offriamo fin da subito a nostrǝ figliǝ, tante altre sfide della genitorialità diventano più semplici da affrontare.:: In questo episodio parliamo di:La nostra esperienza di vita in van e di homeschooling come occasione di confronto con la diversità.Il bisogno di appartenenza e la paura di sentirsi esclusə.Smartphone, mode e scelte familiari controcorrente.Come accogliere le emozioni difficili senza sentirsi sbagliatǝ.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Bentornati su Snap!Si affaccia sul mondo il lato oscuro dell'AI: essendo uno strumento anche questo dipende da chi lo utilizza e soprattutto da chi lo norma. Dopo un bel focus sul mondo del lavoro, dell'AI, del presente e futuro della professione, ti consiglio un'app per la gestione del tempo con cui mi sto trovando bene.Buon ascolto!—>
Non avendo la forza per tagliare i tassi di policy, Warsh e Bessent cercano di fare scendere quelli a lungo, decisivi per i mutui. Perché Warsh, come a suo tempo Greenspan, vuole che i mercati riprendano a pensare con la loro testa e non con quella della Fed.
La Reserve Bank ha lasciato invariati i tassi d'interesse, ma secondo il professor Massimiliano Tani non si possono escludere nuovi rialzi nei prossimi mesi, soprattutto a causa della crescente inflazione legata agli eventi internazionali.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Per l'80imo compleanno del presidente americano abbiamo deciso di elencare i suoi successi più recenti. Ma perché formarsi a lui quando c'è una questione scottante e immanente come la quotazione in Borsa di SpaceX da raccontare e spiegare? Bolla o non bolla? Il mercato cosa sentenzia? Ma forse sarebbe più giusto chiedersi: il mercato riesce ancora a giudicare?Lascia un like, una recensione, condividi e commenta; tutto questo ci aiuta ad acquisire spazio sulle piattaforme così da poter creare contenuti interessanti e invitare ospiti sempre più impegnativi.Per comprendere l'economia, bisogna comprendere la natura umana.Puoi trovarci su tutte le piattaforme di podcast, inclusa la tua preferita.Newsletter: https://alienogentile.substack.com/
In questa nuova puntata del Late Tech Show, esploriamo le frontiere della trasformazione digitale attraverso tre temi caldi che stanno ridefinendo il mercato ICT: l'evoluzione del canale, il futuro del retail fisico e le nuove sfide della cybersecurity nell'era dell'Intelligenza Artificiale.Cosa imparerai in questo episodio:L'Evoluzione del Canale ICT: insieme a Vincenzo Bocchi (TD SYNNEX), analizziamo come il ruolo del distributore stia passando da semplice intermediario a vero e proprio centro di competenze, con un focus su modelli a sottoscrizione e specializzazione.Retail 4.0 e innovazione fisica: direttamente da Praga, Mario Davalli e Marco Gorla (Cegid) ci presentano il concetto di "Super App" per il retail: come il software può semplificare la vita degli addetti alle vendite e migliorare drasticamente la customer experience in negozio.Cybersecurity e AI specializzata: Marco Rottigni (SentinelOne) ci guida nel complesso scenario del rischio cyber. Scopriremo perché l'AI non deve sostituire l'analista umano, ma potenziarlo (come l'armatura di Iron Man per Tony Stark) per rendere il triage e la risposta agli attacchi più veloci e precisi.
Secondo la psicologia buddista, ciò che chiamiamo io è in realtà un insieme mutevole di componenti fisiche e mentali: non esiste alcun nucleo permanente che abiti l'esperienza. Una delle cause della sofferenza psicologica è proprio l'attaccamento a un io solido e immutabile, vale a dire a un'illusione. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
I retroscena dei fatti più importanti degli ultimi 7 giorni in ItaliaL'inchiesta sul Ponte sullo Stretto. Così l'imprenditore «arruolava» i giudici contabili: «Vieni, ti presento tre top manager pubblici»Inchiesta sul Ponte sullo Stretto, Tommaso Miele si dimette dall'incarico al Csm. Indagato, lascia il ruolo di presidente del Collegio dei revisoriLe accuse contro Elisabetta Pellegrini, la «ministra ombra» dei Trasporti indagata nell'inchiesta Milano-Cortina
In questo episodio di Educare con calma affronto il tema dei videogiochi e di come introdurli in famiglia con consapevolezza e gradualità. Lo faccio con il supporto di Giulia Dall'Aglio, la nostra persona di riferimento per il benessere digitale, attraverso un estratto di una diretta su La Tela in cui abbiamo riflettuto insieme su paure, limiti e potenzialità legate ai videogiochi.Parto dalla mia esperienza personale con Oliver ed Emily e parliamo di ciò che dicono studi e ricerche sui benefici del digitale: i videogiochi, se scelti e accompagnati con cura, possono diventare uno strumento interessante per sviluppare soft skills e competenze come problem solving, creatività, pensiero critico, autonomia e fiducia in sé. Possono anche aprire spazi di relazione e condivisione. Approfondiamo anche i possibili rischi: dall'importanza di aspettare il più possibile prima di introdurre i videogiochi – scegliendo poi contenuti adatti all'età – fino al tema della frustrazione, dei limiti e di come accompagnarli senza trasformarli in terreno di conflitto. Condividiamo infine alcuni spunti pratici per una preparazione più consapevole all'introduzione dei videogiochi in famiglia.:: I punti salienti dell'episodio:00:00 Introduzione e benvenuto01:25 La mia esperienza con Oliver ed Emily02:20 I benefici dei videogiochi03:50 Rischi e giochi adatti04:53 Consigli sui primi videogiochi07:26 Perché è meglio iniziare con i videogiochi 2D?09:40 Prerequisiti e tolleranza alla frustrazione11:16 Quando è troppo presto13:36 Come introdurli in famiglia14:37 Perché è importante proporre più varietà di videogiochi18:35 Riflessioni finali e saluti:: Potete trovare Giulia:su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram.:: Nell'episodio menziono:L'abbonamento a Tutta La TelaTrovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Bentornati su Snap!Prime impressioni e riflessioni sulla WWDC 2026 vista con l'occhio dell'architetto; parlando di professione ti consiglio un'app per la condivisione dei file e ti spiego di cosa mi sto occupando ora.Buon ascolto!—>
Andrea Arizzi, Sales Director per l'Italia, la Germania, l'Austria e la Svizzera di TheFork ci porta nell'industria della ristorazione, parlandoci di marketing, vendita, fidelizzazione e ampliamento delle opportunità di business.Alla fine, le sue capacità di vendita hanno fatto sì che invece di ottenere noi uno sconto, gli abbiamo dovuto regalare un'opportunità nuova.Lascia un like, una recensione, condividi e commenta; tutto questo ci aiuta ad acquisire spazio sulle piattaforme così da poter creare contenuti interessanti e invitare ospiti sempre più impegnativi.Per comprendere l'economia, bisogna comprendere la natura umana.Puoi trovarci su tutte le piattaforme di podcast, inclusa la tua preferita.web: http://pianoInclinato.altervista.orgNewsletter: https://alienogentile.substack.com/
Le emozioni difficili non lo sono in sé, ma per le storie che la mente gli costruisce intorno, per il fatto che ci identifichiamo con loro. La Mindfulness aiuta a osservare ansia, rabbia o tristezza con più gentilezza e accettazione, creando spazio e riportando l'attenzione al momento presente. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
In questa puntata finale di stagione parliamo di Monstress, la serie a fumetti creata da Marjorie Liu e dall'illustratrice giapponese Sana Takeda, vincitrice negli anni di innumerevoli premi nell'ambito dei fumetti come gli Eisner Awards.La storia è ambientata in un continente immaginario che rimanda all'Asia degli inizi del Novecento, diviso da una grande muraglia simile a quella cinese e retto da società strutturate su base matriarcale, con eserciti composti prevalentemente da donne. Il mondo di Monstress mescola elementi del folklore orientale e occidentale, suggestioni kaiju (o alla Lovecraft come definito da Tommy) e un'estetica densa di influenze steampunk. Al centro della storia c'è Maika Halfwolf, una ragazza arcanica — mezza lupa — di diciassette anni, ridotta in schiavitù e rinchiusa nelle segrete di una fortezza. Maika porta dentro di sé un segreto oscuro, un Antico Dio che riesce a malapena a controllare, e la sua storia è insieme una ricerca di risposte e una sete di vendetta per chi ha ucciso sua madre.In puntata ne parliamo con Tommy, che ha letto i primi tre volumi della serie e ci racconta le sue impressioni su questo mondo ricchissimo di fazioni e stratificato nel worldbuilding, apprezzando sia la storia che il lato illustrato. Tanto vale ricordare che Amazon MGM ha confermato di star sviluppando una serie animata basata proprio su quest'opera.Discord: https://discord.gg/zPH6EeEgfXCanale Telegram: https://t.me/blablafantasPagina Instagram: https://www.instagram.com/bla.blafantasy
In questo episodio di Educare con calma parlo di un cambio di mentalità su una narrazione che molti di noi si portano dietro dall'infanzia: l'idea che l'amore vada meritato.Tanti di noi sono cresciuti con un modello familiare in cui, quando i nostri genitori si arrabbiavano per un nostro comportamento, ci privavano del loro amore. E così, crescendo, abbiamo imparato che, quando non li compiacevamo, non ci meritavamo il loro amore.:: In questo episodio parliamo di:Rabbia e distacco emotivo nella relazione con figliə.Come interrompere gli schemi educativi con cui siamo cresciuti.Come gestire la rabbia in modo più consapevole.Copioni per riparare e riconnettersi dopo un conflitto.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso grazie di
Bentornati su Snap!Arriva finalmente l'annuncio di Nvidia RTX Spark, i nuovi processori costruiti con tecnologia ARM, mentre la formazione universitaria non è pronta ai cambiamenti che sta portando l'AI al mondo del lavoro.Buon ascolto!—>
Cosa faresti se di fronte a te ti trovassi una persona accasciata a terra? La aiuteresti? Lascia che ti racconti dell'esperimento del Buon Samaritano ;-) Buon ascolto, LucaIntroduzione (00:00:00)L'esperimento del Buon Samaritano (00:01:00)La discriminante che cambiava tutto (00:02:35)Analisi psicologica (00:07:03)Ai giorni d'oggi (00:09:03)Conclusioni (00:10:12)Bibliografia: Darley, J. M., & Batson, C. D. (1973). From Jerusalem to Jericho: A study of situational and dispositional variables in helping behavior. JPSP, 27(1), 100–108. Alla prossima settimana ;-) #aiuto #esperimentipsicologici #psicologia
Hai mai sentito dire che i bambini sono “ladri energetici”?In questo episodio del podcast Mamma Superhero ti invito a fermarti un momento e osservare quanto il linguaggio e le lenti attraverso cui guardiamo i bambini influenzino profondamente il modo in cui viviamo la genitorialità.I bambini richiedono presenza, attenzione, energia e coinvolgimento. Alcuni sembrano avere un motore inesauribile e quando noi siamo stanchi o sovraccarichi quella vitalità può sembrarci eccessiva. Ma cosa succede quando iniziamo a definire i bambini come qualcosa che ci prosciuga?Parleremo di:perché l'espressione “ladri energetici” può influenzare negativamente la relazione coi figlicome il cervello tende a trovare ciò che cercaquanto il significato che attribuiamo ai comportamenti dei bambini condizioni le nostre emozioni e reazioniperché molti comportamenti infantili vengono letti attraverso aspettative troppo adultecome iniziare a vedere l'energia dei bambini in modo diverso, senza negare la fatica reale della genitorialitàBuon ascolto!Lascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e di condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito a supporto della genitorialità consapevole. Seguimi sui socialInstagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
Scopri 5 modi di dire italiani nati durante la Grande Guerra e ancora usati oggi! Un viaggio tra storia, lingua italiana ed espressioni curiose per capire come il passato vive nelle parole di ogni giorno.Lascia un commento QUI: https://www.italiantimezone.com/grande-guerra/modi-di-dire-italiano-grande-guerraEntra nella membership:Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/italian-time-zone-l-italiano-con-la-storia--5159377/support.
Brontolare per le cose che non vanno in Europa è facile ed è uno sport molto praticato. Con qualche ragione, per carità. Ma ci sono anche eccellenze e qualità che meritano di essere menzionate e problematiche che ci penalizzano ingiustamente e per le quali varrebbe la pena lottare.Lascia un like, una recensione, condividi e commenta; tutto questo ci aiuta ad acquisire spazio sulle piattaforme così da poter creare contenuti interessanti e invitare ospiti sempre più impegnativi.Per comprendere l'economia, bisogna comprendere la natura umana.Puoi trovarci su tutte le piattaforme di podcast, inclusa la tua preferita.web: http://pianoInclinato.altervista.orgNewsletter: https://alienogentile.substack.com/
Ottieni 4% annuo lordo x 12 mesi fino a 1 milione di euro. Apri Conto Corrente Arancio Business di ING entro il 25/07 https://links.madeitpodcast.it/ING_PROMO_GIUGNO In molti pensano che per costruire una grande azienda servano il percorso perfetto, il curriculum perfetto e magari anche la laurea perfetta. La storia di Filippo Rocca racconta l'esatto contrario. Dopo aver lasciato l'università, Filippo lancia la sua prima startup, che però non funziona. Invece di fermarsi, riparte da zero, costruisce Bandyer, la porta a un'exit di successo e oggi è il co-founder di Subbyx, una delle startup italiane in più rapida crescita. In meno di due anni Subbyx ha superato i 12 milioni di euro di ricavi ricorrenti, oltre 25.000 abbonamenti attivi e ha raccolto 50 milioni di euro tra equity e debito. In questa puntata parliamo di: • Perché ha lasciato l'università e cosa pensa oggi di quella scelta • Gli errori commessi nella sua prima startup • Come trovare co-founder e costruire un team vincente • Come Bandyer è passata da idea a exit • Come validare una startup prima di investire tempo e capitale • Perché il primo cliente enterprise cambia tutto • Come attrarre talenti quando nessuno conosce la tua azienda • La nascita di Subbyx e il modello della subscription economy • Come raccogliere capitali in uno dei momenti peggiori del mercato • Le lezioni più importanti imparate costruendo tre startup Se stai costruendo una startup, pensando di lanciarne una o vuoi capire come ragionano i founder che riescono a ripartire dopo ogni errore, questa puntata fa per te.
Hai mai pensato di investire in obbligazioni ma non sai se comprare i bond singoli o gli ETF obbligazionari? In questo video ti spiego tutto quello che devi sapere per fare la scelta giusta, senza perderti in tecnicismi.Scopriremo insieme le differenze reali tra i due strumenti, i vantaggi e i rischi nascosti di ciascuno, e soprattutto capiremo quale si adatta meglio al tuo profilo di investitore. Con esempi pratici e concreti, adatti anche a chi parte da zero.Argomenti trattati:✅ Come funzionano le obbligazioni singole✅ Come funzionano gli ETF obbligazionari✅ Diversificazione, costi e liquidità a confronto✅ Il rischio duration spiegato semplice✅ Quando conviene l'uno e quando l'altro✅ La scelta giusta per il tuo obiettivo
In questo episodio di Educare con calma affronto il tema del bullismo attraverso una prospettiva scomoda ma essenziale: e se il primo luogo in cui bambinə imparano a normalizzare certe dinamiche fosse proprio dentro casa?Parto da una riflessione sulla definizione concreta di bullismo e sui tre elementi che lo caratterizzano – intenzionalità, squilibrio di potere e ripetizione nel tempo – per poi spostare lo sguardo sulle relazioni quotidiane tra adulti e bambinə. Le urla, le minacce e il sarcasmo sono spesso modalità educative che abbiamo involontariamente interiorizzato e che riproducono le stesse dinamiche che vorremmo insegnare a nostrǝ figliə a riconoscere e contrastare fuori casa.Quando unə bambinə cresce in un contesto in cui esprimersi passa attraverso la paura, la pressione, la svalutazione, l'umiliazione, farà più fatica a riconoscere che qualcosa non va quando un coetaneo usa la stessa dinamica. Se è successo anche a voi, non è una colpa e non siete solǝ: allontanarsi da schemi che abbiamo interiorizzato richiede tempo, consapevolezza e pratica. E quando ci capita di urlare, minacciare o usare comportamenti che non rispecchiano il tipo di relazione che desideriamo costruire con nostrǝ figliə, abbiamo a disposizione uno strumento prezioso: la riparazione.Infine vi racconto del progetto Bullismo su La Tela, nato per portare questa conversazione non solo nelle famiglie, ma anche nelle scuole, attraverso una masterclass pensata per genitori e insegnanti e una masterclass Jr specificamente pensata per bambinə e ragazzə.:: Nell'episodio menziono:Il mio libro «Cosa sarò da grande».Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
L'identificazione è il processo con il quale agganciamo l'attenzione a un pensiero e lo trasformiamo in un dato di realtà. Con tutto il vissuto emotivo che ne consegue. La Mindfulness ci aiuta a coltivare il decentramento, una prospettiva opposta e liberatoria in cui la mente osserva sé stessa mentre pensa. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
In questo episodio di Educare con calma vi apro la porta sulle nostre scelte familiari legate al digitale e lo faccio partendo da una domanda che mi viene fatta spesso: quante ore di schermi hanno a disposizione Oliver ed Emily a settimana? Vi parlo di schermi passivi e attivi e di come il loro uso, nella nostra famiglia, è cambiato nel tempo: da una presenza molto limitata, all'introduzione dei videogiochi, fino a un piccolo budget di tempo settimanale dedicato all'intrattenimento, nel tentativo di trovare un equilibrio sostenibile per tuttə.Da qualche mese Oliver ed Emily ci hanno chiesto più tempo per i videogiochi, perché l'ora a disposizione non era sufficiente per entrare davvero nel gioco e progredire, soprattutto facendo pause di molti giorni tra una sessione e l'altra.Ne abbiamo parlato e abbiamo scelto di provare a lasciar loro più libertà sul tempo di videogioco, osservando la capacità di autoregolazione e lavorando sul riconoscere i segnali di limite. È stata un'esperienza che ci ha portato nuove domande, qualche fatica e la necessità di rimettere mano ai confini.:: Nell'episodio menziono:Il mio libro «Cosa sarò da grande».Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Di Benedetto:" Sarri al 99% Atalanta. Allegri preferisce la Nazionale" Bortolazzi:"Allegri nel momento in cui centra l'obiettivo decide lui" Bertone:" Allegri è orientato a lasciare il Milan e andare in Nazionale"
Migrazioni a destra: Ravetto lascia la Lega per Vannacci;Che succede con il 5% delle spese militari?
I pensieri arrivano senza chiedere permesso. A volte sono saggi, a volte ingombranti, spesso sorprendenti. Ma chi li crea davvero? E soprattutto: siamo obbligati a crederci? Un invito a guardare la mente con occhi diversi, con curiosità invece che con giudizio, con apertura invece che con evitamento. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
In questo episodio di Educare con calma vi accompagno ad osservare la fase della preadolescenza con una lente che può aiutarci a riconoscerla per ciò che è davvero e a navigarla con più strumenti. Lo faccio offrendovi un frammento di una diretta su La Tela con Giada Vettorato, la nostra persona di riferimento per la preadolescenza e l'adolescenza.Esploriamo la somiglianza di questa fase con i primi anni dell'infanzia – e quindi anche la somiglianza degli strumenti che possiamo portare nella relazione. In entrambe queste fasi, infatti, si osservano dinamiche molto simili: una forte disregolazione emotiva, una spinta marcata all'autonomia («voglio fare da solǝ») e l'uso del corpo come strumento per esplorare il mondo.Parliamo anche di insoddisfazione corporea, un'altra caratteristica frequente di questa età, legata a quella che viene definita «goffaggine neurale» e ai profondi cambiamenti fisici – spesso amplificati dall'esposizione ai media e agli standard estetici.In questa fase, il ruolo dell'adulto può diventare quello di una vera e propria «corteccia prefrontale esterna»: una metafora potente che Giada ci ha regalato durante la diretta, e che racconta bene cosa significa esserci come guida, mentre alcune competenze sono ancora in costruzione.:: I punti salienti dell'episodio00:00 Introduzione e benvenuto05:05 Similitudini tra infanzia e preadolescenza06:00 Disregolazione emotiva06:22 Autonomia e corpo07:50 Insoddisfazione corporea 08:40 Media e standard estetici09:20 Accogliere senza minimizzare10:30 La favola egocentrica10:55 Adulto come «corteccia prefrontale esterna»11:19 Granchietti senza corazza12:19 Chiusura e saluti:: Potete trovare Giada:su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca. :: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sul shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Pensare positivo come soluzione alla sofferenza psicologica è un falso mito. E il motivo è presto detto: sei un sistema composto da mente, corpo, cuore, anima, e se questi non sono in sintonia, nessun mantra funzionerà. Il cambiamento autentico accade solo quando tutte le tue parti si allineano. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
Martina ha trent'anni, è cresciuta in Calabria ed è figlia unica di due impiegati statali che le hanno insegnato che «il lavoro è importante, soprattutto perché tante persone attorno a te non ne hanno uno. Perciò, se ce l'hai stabile, te lo tieni. Anche se non ti piace». Quel mandato Martina lo onora alla lettera. Si laurea in tempi rapidi all'Università della Calabria, si trasferisce a Milano per la magistrale in Bocconi e, una volta finiti gli studi, trova subito un impiego in una grande azienda, in ambito dati, con un contratto a tempo indeterminato. In cinque anni cambia tre lavori, sempre con stipendi crescenti. Oggi guadagna 42mila euro lordi all'anno, ha risparmiato, ha investito, ha imparato a negoziare. È, in tutto e per tutto, una persona che ha raggiunto la stabilità.Eppure, da qualche mese, qualcosa si è messo in movimento. Sono i progetti che fa fuori dal lavoro a riaccenderla in un modo che il contratto a tempo indeterminato non le restituisce. Per la prima volta, Martina si chiede se la strada percorsa la rappresenti ancora. «Da un punto di vista razionale, se mettiamo a tavolino i miei Excel e le mie stime, potrei decidere di sondare altri terreni e avere un paracadute. Ma il mio punto di vista emotivo non me lo permette. Distaccarmi da questa concezione, per quanto razionalmente abbia tutte le carte per farlo, è difficile».È quello che oggi si chiama job hugging - l'abbraccio al proprio lavoro anche quando non lo si ama più - e che secondo Glassdoor riguarda il 93% dei lavoratori. La paralisi di Martina, però, non è quella di chi non vede alternative: è quella di chi le vede tutte, le ha calcolate, e non riesce comunque a sceglierne una, perché le è difficile discostarsi da ciò che le è stato insegnato. «Non è tanto la RAL, la quantità di soldi in sé, quanto la stabilità che il lavoro a tempo indeterminato in un'azienda grande ti dà». Lo stipendio che permette a Martina di sentirsi tranquilla è anche quello che le impone di restare in una città che, per come è strutturata oggi, le chiede tutto quello che guadagna. E forse è anche per questo che, quando le si chiede dove si vede tra cinque anni, l'unica risposta possibile è una che fino a poco tempo fa avrebbe escluso: «Forse mi vedo in Calabria, di nuovo. Non l'avrei mai detto, però in realtà poi si cambia».
In questo episodio di Stivale Italiano, analizziamo tre notizie che raccontano le sfide ambientali, culturali ed economiche dell'Italia di oggi. Un ottimo modo per praticare l'ascolto e arricchire il tuo lessico su temi di attualità.Di cosa parliamo in questo episodio?
In questo episodio di Educare con calma parlo di una fatica comune per molti genitori: anche quando conosciamo gli strumenti o sappiamo cosa sarebbe utile fare durante una crisi, spesso non riusciamo comunque a metterlo in pratica – soprattutto quando siamo stanchi o sopraffatti.Parto da qui – e da un mio aneddoto in una crisi di Oliver ed Emily – per condividere due aspetti fondamentali (e spesso tralasciati) che possono aiutare a colmare la distanza tra ciò che sappiamo e ciò che scegliamo di fare in questi momenti.Il primo è fermarci ad aiutare prima noi stessǝ, mentre i nostri figli sono in crisi. Imparare a riconoscere e gestire la nostra disregolazione è un passaggio importante, senza il quale nessuno strumento può funzionare davvero. Questo comporta anche accettare e accogliere il fatto che, quando non riusciamo ad agire come il genitore che vorremmo essere, non significa aver fallito, ma essere (ancora) in un processo di apprendimento. E che imparare, anche da adulti, richiede tempo e pratica.Il secondo aspetto importante è allenarci a riconoscere i momenti in cui riusciamo ad agire in linea con i nostri valori, invece che in risposta automatica a ciò che succede. Siamo spesso abituatǝ a notare soprattutto ciò che manca o in cui fatichiamo, e a dare poco spazio a ciò che sta già cambiando dentro di noi. Imparare a spostare anche solo un po' questo sguardo può fare una differenza concreta nel modo in cui ci percepiamo e in cui ci muoviamo nelle nostre relazioni.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Giuseppe Sarcina spiega il significato delle nuove minacce contro l'Alleanza atlantica, in particolare sul possibile ritiro di contingenti militari dal territorio europeo. Claudio Arrigoni parla dell'eredità morale (ma non solo) del pilota e atleta paralimpico morto l'1 maggio. Federico Fubini racconta della petizione di oltre 2.000 scienziati contro lo svolgimento negli Usa del Congresso quadriennale che assegna la prestigiosa medaglia FieldsAmerica ed Europa, ecco perché il divorzio è improbabile (nonostante tutto)Dazi e ritiro delle truppe, la Germania minimizza ma teme che gli Usa non la riforniscano più di missili balisticiAlex Zanardi, l'eroe che resta dentro di noi: «L'importante è desiderare»
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
In questo episodio di Educare con calma proviamo a guardare alla tecnologia con uno sguardo un pò diverso dal solito: lo faccio condividendo con voi un estratto di una diretta con Giulia Dall'Aglio, la nostra persona di riferimento per il benessere digitale.Giulia parte da un'immagine metaforica che mi è piaciuta tantissimo: quella del digitale come un «ospite» che entra nelle nostre case. Un ospite spesso piacevole e capace di offrirci tante opportunità, ma che allo stesso tempo ha bisogno di essere accolto con consapevolezza.Riflettiamo quindi su cosa significa portare il digitale in famiglia: come definire regole e confini e come accompagnare nostrǝ figliǝ e noi stessǝ in un uso più intenzionale.Possiamo allenarci a rimettere in discussione il nostro rapporto con la tecnologia: se basiamo tutto su controllo e divieti, diventa difficile educare davvero all'equilibrio digitale. Invece, una posizione più aperta e consapevole ci aiuta a scegliere con intenzionalità ciò che entra nel spazio digitale di famiglia.:: I punti salienti dell'episodio:00:00 Introduzione e benvenuto03:27 Tecnologia come scelta04:17 Gestire gli schermi in famiglia04:36 L'ospite che entra in casa05:33 Chiusura e riflessione finale:: Potete trovare Giulia:su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
La Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse: depositi al 2%, rifinanziamento principale al 2,15% e rifinanziamento marginale al 2,40%. La decisione è stata unanime, ma nel Consiglio direttivo è stata discussa anche l’ipotesi di futuri rialzi. Christine Lagarde ha spiegato che la politica monetaria resterà “data dependent” e valutata riunione per riunione, sottolineando che il conflitto in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi energetici e aumentato i rischi sia per l’inflazione sia per la crescita. La Bce osserva finora solo effetti indiretti dell’aumento dell’energia, senza ancora effetti di secondo impatto su salari e prezzi, motivo per cui ha scelto di attendere ulteriori dati prima di intervenire. Francoforte avverte però che una crisi energetica prolungata potrebbe rallentare ulteriormente l’economia europea, comprimere consumi e investimenti e provocare carenze produttive in caso di interruzioni delle rotte commerciali. Ne parliamo con Franco Bruni, presidente dell'ISPI e professore emerito del dipartimento di Economia dell'Università Bocconi.Patto di Stabilità, ok in Parlamento alla risoluzione di maggioranza sul Dfp. Giorgetti: «Paese indebitato non è totalmente libero»Camera e Senato hanno approvato la risoluzione di maggioranza sul Documento di finanza pubblica, impegnando il governo ad avviare un confronto con l’Unione europea per ottenere il riconoscimento dell’eccezionalità della situazione economica e valutare l’attivazione delle clausole di salvaguardia. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha rivendicato la necessità di prudenza ricordando che l’Italia ha il debito pubblico più alto d’Europa in rapporto al Pil e che “un Paese indebitato non è totalmente libero”. Nel centrodestra si è discusso a lungo sulle misure da adottare: Forza Italia spinge per usare fondi Pnrr e coesione a sostegno della crescita e dell’energia, mentre la Lega chiedeva margini di bilancio più ampi anche in caso di mancato via libera europeo. Salvini ha comunque ribadito la necessità di aiutare famiglie e imprese con il sostegno della Ue. Con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.Assaeroporti, scorte di carburante sufficienti per tutto maggio ma il vero nodo è LuglioGli aeroporti italiani dispongono di scorte di jet fuel sufficienti almeno fino alla fine di maggio e in alcuni casi anche oltre, ma resta forte l’incertezza sulla tenuta delle forniture durante l’estate. Il presidente di Assaeroporti Carlo Borgomeo esclude un’emergenza immediata, ma avverte che il vero problema sarà capire “se a luglio ci sarà il cherosene”. Il settore teme soprattutto l’impatto economico della crisi: secondo Reuters il prezzo del jet fuel è aumentato di circa l’84% dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, mettendo sotto pressione le compagnie aeree, per le quali il carburante rappresenta fino al 35% dei costi operativi. Borgomeo avverte che l’aumento dei prezzi potrebbe portare anche alla cancellazione di alcuni voli, pur sottolineando che i tagli annunciati finora in Europa restano limitati. Per compensare il rallentamento delle forniture dal Golfo Persico, Italia ed Europa stanno aumentando le importazioni dagli Stati Uniti e dalle Americhe: nei primi sedici giorni di aprile l’Italia ha importato circa 105 mila barili al giorno di jet fuel, quasi tre volte i livelli di marzo, per un valore stimato di circa 350 milioni di euro. Approfondiamo con Carlo Borgomeo, Presidente Assaeroporti.
Nella psicologia buddista le qualità della nostra mente originaria rimangono sempre intatte ma hanno dei nemici, che vengono definiti lontani o vicini. Mentre i primi sono l'opposto delle qualità della nostra mente originaria, i secondi sono qualità simili ma tossiche. Conoscerli può essere trasformativo. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
Sonno Profondo in dieci minuti. Lascia che la mia voce ti accompagni in una suggestiva visualizzazione guidata. Dormirai serenamente e profondamente in meno di 10 minuti. Lasciati scortare dalla mia voce in un sonno profondo e immediato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Da gestire il Caffè Pedrocchi a 26 anni a perdere 30 kg dopo i 50 fino a portare l'ospitalità dentro le aziende. In questo episodio di Office of Cards, Davide Cervellin intervista Federico Menetto. Parliamo di: • Ospitalità come vantaggio competitivo • Leadership sotto pressione (“everyday is the finals”) • Il briefing che cambia i team • Covid, scelte difficili e reputazione • -30 kg dopo i 50 (senza dieta classica) • Le 4 abitudini che fanno la differenza
In questo episodio di Educare con calma parlo dell'esperienza di accogliere una persona au pair (ragazzǝ alla pari): una scelta che può aprire possibilità molto interessanti per tutta la famiglia, ma che allo stesso tempo spesso porta con sé dubbi, domande e il bisogno di capire come prepararsi in modo consapevole.Attraverso le testimonianze di alcune famiglie che hanno fatto questa esperienza, esploriamo i passaggi chiave per orientarsi nella scelta: dalle motivazioni agli aspetti pratici, fino alla gestione dei confini e degli equilibri quotidiani.Quattro genitrici (che stimo molto) condividono i passaggi pratici da considerare per arrivare a una scelta valida per la propria famiglia. Raccontano anche cosa, nella quotidianità, ha funzionato, cosa è stato più faticoso e quali consapevolezze sono emerse lungo il percorso.Alla fine dell'episodio, vi lascio un contributo di Najwa Saady, la nostra persona di riferimento per il multilinguismo, che ci aiuta a riflettere su come l'au pair possa diventare un'opportunità di immersione linguistica autentica, basata sulla relazione e sullo scambio quotidiano, non solo per i bambini, ma per tutta la famiglia.
Senza un impegno a incontrare ciò che è vero e autentico, non esiste alcuna pratica di consapevolezza. La Mindfulness è un percorso di verità, intesa come verità del momento presente, che si traduce nella disponibilità a essere aperti a quello che accade, a chi siamo e a quello che proviamo. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
In questo episodio di Educare con calma esploro un confine (sottile ma essenziale) che può trasformare davvero il nostro modo di educare: la differenza tra punizioni e minacce e il far rispettare i propri confini personali.Parto da una mia conversazione con una mamma che si trovava a gestire una bimba sul ponte dei sei anni e un neonato appena arrivato, e che faticava a riconoscersi nel modo in cui reagiva alle parole aggressive di sua figlia.Quello che le ho detto, e che vi racconto qui, è questo: proteggere i propri confini non significa tornare indietro alle punizioni. Significa ricordarsi che, dentro la relazione, ci siamo anche noi.La differenza, in apparenza sottile, è enorme nella pratica. L'espressione di un confine personale, di un bisogno reale, insegna ai nostri figli a riconoscere come vengono trattati e a scegliere, nel tempo, come vogliono essere trattati a loro volta.Nella seconda parte dell'episodio vi offro anche una guida pratica per orientarvi in questi momenti, tratta da una delle lezioni del Percorso per Educare a Lungo Termine.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Per la psicologia buddista, la percezione umana è una sequenza di fasi che, in assenza di presenza mentale, può portare a un continuo rimuginio. Praticare Mindfulness agisce proprio a questo livello, interrompendo la catena percettiva prima che diventi proliferazione incontrollata. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
Parole come «per favore», «mi dispiace», «sto bene», «sono stanco», «sono triste» e «mi annoio» sono tra le più usate in italiano — ma usarle sempre e solo nella loro forma base può rendere il proprio italiano ripetitivo e poco naturale. In questo articolo trovi 30 alternative per arricchire il tuo vocabolario e parlare in modo più vario, preciso e autentico. Alternative a 6 Espressioni Italiane Comuni 1. Alternative per "Per Favore" Quando si vuole fare una richiesta in modo più educato, formale o sfumato, queste espressioni sono molto più ricche del semplice «per favore». Le Dispiacerebbe / Ti Dispiacerebbe...? Formula educata e indiretta per avanzare una richiesta. Usare il condizionale al posto dell'imperativo rende la domanda molto meno diretta e più rispettosa — lascia all'interlocutore la libertà di scegliere senza sentirsi obbligato. Si usa «le dispiacerebbe» nel registro formale, con persone che non si conoscono bene, con superiori o in contesti professionali; «ti dispiacerebbe» nel registro informale, con amici e familiari. «Ti dispiacerebbe passarmi il sale?» «Le dispiacerebbe chiudere la porta? C'è corrente.» Le/Ti Sarei Grato/a Se Potesse/Potessi... Espressione formale e molto cortese che trasmette gratitudine anticipata — si ringrazia già prima che la persona abbia accettato, il che è un segnale di rispetto e umiltà. È particolarmente efficace nei contesti scritti come email o messaggi professionali, ma funziona bene anche nel parlato quando si vuole dare un tono particolarmente rispettoso alla richiesta. La concordanza di genere (grato/grata) va adattata al proprio genere grammaticale. «Ti sarei grata se potessi lasciarmi dormire qui stanotte.» «Le sarei grato se potesse mandarmi i documenti entro domani.» Sarebbe in Grado di / Saresti in Grado di...? Si usa quando si vuole sapere se qualcuno ha la capacità, le competenze o la disponibilità concreta di fare qualcosa. A differenza del semplice «puoi...?», questa formula è più riflessiva e considera anche le possibilità reali dell'interlocutore, non solo la sua volontà. Risulta meno pressante e lascia più spazio a una risposta negativa senza imbarazzo. «Saresti in grado di venirmi a prendere alla stazione stasera?» «Sarebbe in grado di gestire il progetto da solo per una settimana?» Non È che per Caso Potrebbe/Potresti...? Formula molto colloquiale e indiretta, tipica del parlato quotidiano italiano. Ammorbidisce la richiesta rendendola quasi casuale, come se non ci si aspettasse necessariamente una risposta positiva. Questo la rende meno imbarazzante da fare e meno pressante da ricevere — è un modo elegante per chiedere qualcosa senza sembrare insistenti o bisognosi. Si usa quasi esclusivamente nel registro informale. «Non è che per caso potresti prestarmi la bicicletta per questo pomeriggio?» «Non è che per caso potreste darmi un passaggio fino in centro?» Mi Chiedo Se Potrebbe/Potresti... Formula riflessiva e molto educata, tipica di contesti semi-formali. Presentando la richiesta come un pensiero personale anziché come una domanda diretta, si lascia all'interlocutore massima libertà di risposta senza creare pressione. È particolarmente adatta in ambito lavorativo quando si vuole proporre qualcosa con delicatezza, senza imporlo. «Mi chiedo se potresti rinviare la riunione di qualche giorno.» «Mi chiedo se potrebbe dedicarmi cinque minuti del suo tempo.» 2. Alternative per "Mi Dispiace / Scusa" A seconda della gravità della situazione e del registro linguistico, esistono modi molto più espressivi e precisi per chiedere scusa. Alcune di queste espressioni comunicano non solo dispiacere, ma anche la consapevolezza dell'errore e la volontà di assumersi la responsabilità. È Stata una Mia Mancanza / Disattenzione Si usa quando si riconosce di aver sbagliato non per cattiva intenzione, ma per negligenza o distrazione. La parola «mancanza» suggerisce che si è venuti meno a un dovere o a una responsabilità; «disattenzione» indica invece che si è semplicemente perso di vista qualcosa di importante. Entrambe le varianti sono più precise e sfumate del generico «mi dispiace» e comunicano una maggiore consapevolezza dell'errore. «È stata una mia mancanza averti avvertito così tardi — me ne scuso.» «È stata una mia disattenzione: avrei dovuto controllare i dati prima di mandarti il file.» Ti Devo delle Scuse Formula diretta e matura che riconosce esplicitamente il debito di una scusa nei confronti dell'altra persona. A differenza del semplice «scusa», che può sembrare automatico o poco sentito, questa espressione comunica che si è pienamente consapevoli di aver fatto qualcosa che merita una scusa formale e che si è pronti a farla. Si usa sia nel parlato che nello scritto, in contesti formali e informali. «Ti devo delle scuse per il mio comportamento di ieri sera — non avrei dovuto risponderti così.» «So che ti devo delle scuse da un po' — ho aspettato troppo a dirtelo.» Mi Assumo la Piena Responsabilità delle Mie Azioni Espressione formale e seria che non lascia spazio ad ambiguità o a tentativi di minimizzare l'errore. Indica piena consapevolezza di ciò che si è fatto e la volontà di non cercare giustificazioni. Si usa soprattutto in contesti professionali — dopo un errore lavorativo grave, in comunicazioni ufficiali o in situazioni in cui le conseguenze dell'errore sono significative e richiedono un'assunzione di responsabilità chiara e inequivocabile. «Mi assumo la piena responsabilità delle mie azioni e sono pronto ad affrontarne le conseguenze.» «Non voglio fare scaricabarile: mi assumo la piena responsabilità di questo errore.» Sono Mortificato/a Esprime vergogna profonda e dispiacere sincero per qualcosa che si è fatto. Va oltre il semplice rimpianto: indica che ci si sente umiliati dal proprio comportamento e che se ne è profondamente turbati. È un'espressione molto sentita e autentica, che trasmette immediatamente l'intensità del dispiacere. Si adatta bene sia al parlato che allo scritto e funziona in contesti sia formali che informali. «Sono mortificata: non avrei mai voluto che la situazione degenerasse così.» «Sono mortificato per quello che è successo — ti chiedo di credermi.» Spero che Tu Possa Trovare nel Tuo Cuore la Forza di Perdonarmi Formula molto enfatica e teatrale, che porta la richiesta di perdono a un livello quasi melodrammatico. Il tono è volutamente esagerato, il che la rende efficace in due contesti opposti: tra amici per sdrammatizzare con ironia una situazione leggera, oppure in momenti davvero gravi per sottolineare quanto ci si senta in colpa. L'effetto dipende interamente dal contesto e dall'intonazione con cui viene pronunciata. «Ho finito il tuo gelato... spero che tu possa trovare nel tuo cuore la forza di perdonarmi.» «So che ti ho deluso tantissimo. Spero che tu possa trovare nel tuo cuore la forza di perdonarmi.» 3. Alternative per "Sto Bene / Così Così" Rispondere sempre con «sto bene» è generico e poco espressivo. Queste alternative permettono di comunicare con più precisione come ci si sente davvero — dal massimo entusiasmo alla rassegnazione più filosofica. Non Potrei Stare Meglio Si usa quando ci si sente benissimo, al massimo della forma — fisicamente e mentalmente. La struttura negativa del condizionale enfatizza che non esiste uno stato migliore di quello attuale: è il massimo possibile, e lo si sa. È una risposta entusiasta e positiva, che trasmette energia e soddisfazione. Si adatta sia al parlato quotidiano che a contesti più formali. «Come stai dopo le vacanze?» «Non potrei stare meglio, grazie! Mi sono riposata moltissimo.» «Non potrei stare meglio: ho appena saputo che ho ottenuto il lavoro.» Sono in Gran Forma! Si usa quando ci si sente in salute, pieni di energia e pronti ad affrontare la giornata. Ha una sfumatura più fisica rispetto a «non potrei stare meglio» — indica soprattutto benessere corporeo, vitalità e una buona condizione generale. È un'espressione vivace e positiva, molto comune nel parlato informale, spesso accompagnata da un tono entusiasta. «Come ti senti dopo l'operazione?» «Sono in gran forma! Mi hanno detto che sono guarito benissimo.» «Ho dormito dieci ore — sono in gran forma stamattina.» Non C'è Male / Niente Male Risposta piuttosto neutra che equivale a un «abbastanza bene» senza entusiasmo né lamentele. È una delle risposte più tipiche dell'italiano medio: non si esagera in positivo, ma non ci si lamenta neanche. Ha una connotazione leggermente understatement, tipica della comunicazione italiana quotidiana — si sta bene, ma non lo si grida ai quattro venti. «Come va?» «Non c'è male, grazie. E tu?» «Com'è andata la settimana?» «Niente male — qualche problema, ma niente di grave.» Sono Stato Peggio / Ne Ho Passate di Peggiori Si usa quando non si è al massimo, ma si riconosce con una certa filosofia che le cose potrebbero andare peggio. Ha un tono rassegnato ma non negativo — è un modo per relativizzare la propria condizione senza lamentarsi apertamente. Spesso viene usata con ironia o con un sorriso, e trasmette una certa maturità nel gestire i momenti difficili. «Come stai dopo quella brutta influenza?» «Sono stato peggio — piano piano sto recuperando.» «È stato un mese difficile, ma ne ho passate di peggiori. Ce la farò.» Potrei Stare Meglio Si usa quando non ci si sente granché, senza però entrare nei dettagli. È un modo elegante e discreto per comunicare un malessere senza drammatizzare né aprire una lunga conversazione sul proprio stato d'animo. Lascia all'interlocutore la scelta di approfondire o meno — chi vuole capire chiederà di più, chi non vuole coinvolgersi potrà lasciar cadere. «Come stai?» «Potrei stare meglio, a dirti la verità.» ...
In questo episodio di Educare con calma condivido una riflessione semplice ma potente, che Karen Taranto ci ha offerto durante una diretta su La Tela, mentre esploravamo il tema dei litigi di coppia e io condividevo una mia fatica.Parlo della mia difficoltà a lasciare andare quando sono dentro un litigio e avverto un'ingiustizia, quando mi sembra che qualcosa per me fondamentale non sia stato riconosciuto o capito davvero.Karen ha ricordato cosa può nascondersi dietro questa reazione e, allo stesso tempo, ha introdotto un passaggio che cambia la prospettiva: la possibilità di scegliere se e quando lavorarci. Non tutto va affrontato subito, e non siamo necessariamente tenutǝ a fare ogni lavoro di consapevolezza ed evoluzione nel momento in cui lo intravediamo. Possiamo decidere cosa è importante affrontare ora e cosa può aspettare, senza sentirci in colpa.La crescita personale richiede energie, spazio e disponibilità, e non sempre abbiamo tutto questo: ci sono momenti in cui aggiungere altro lavoro non è sostenibile. Dare un nome a questa possibilità può alleggerire il modo in cui viviamo il nostro percorso.:: Nell'episodio menziono:Il servizio 1-a-1 su La TelaTrovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca. :: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di