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Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Nel Vangelo di oggi troviamo due termini familiari: ascoltare e fare la volontà. Se, nell’atteggiamento di ascolto, tutto il nostro essere si apre fiducioso verso l’altro, anche il fare la volontà, sia di Dio sia di un’altra persona, a prima vista non ci sembra così positivo. Anzi, sappiamo, grazie alle scienze psicologiche, quanti meccanismi perversi possono nascondersi dietro questo atteggiamento. Ma l’ascolto è propedeutico al «fare la volontà»; anzi, questa si manifesta in pienezza quanto più si è capaci di tendere l’orecchio del proprio cuore per scrutare i segni della presenza di Dio. In tal modo, il compiere la volontà divina non è un mero sottomettersi a qualcosa o a qualcuno più grande e potente di noi. Sarebbe una sorta di fatalismo che ci ridurrebbe a essere infelici. È, invece, un gesto profetico che ci fa cogliere l’essenza stessa della realtà. Così riconosciamo che ci sono legami che vanno ben al di là della carne e del sangue, che ci sono valori che superano le mode e che la nostra contingenza può essere essere superata volgendo lo sguardo verso l’Assoluto. E poi… «Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui».
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È la domanda che, apparentemente, sembra legittima, rivolta dai farisei a Gesù. Con essa vogliono un segno che dimostri visibilmente che Gesù sia il Messia, quel Messia che il popolo d’Israele si aspettava per il proprio riscatto politico. Siamo ancora lontani dalla comprensione, da parte degli Ebrei, che Gesù è il Messia, il Figlio di Dio, venuto per redimere il peccato del mondo con la sua morte e risurrezione. Questa richiesta è la stessa che verrà poi rivolta a Gesù morente sulla croce. Forse si può credere a Gesù solo se lo si vede scendere dalla croce per restaurare il regno davidico? In questa richiesta, così come è posta, si nasconde una sfiducia nell’operato stesso del Signore. La condanna di Gesù si riferisce proprio alla chiusura del cuore dei suoi ascoltatori. Il Signore, per essere accolto, dovrebbe dimostrare la sua potenza con eventi spettacolari e incredibili. Noi, invece, siamo capaci di leggere nei segni dei tempi, nei miracoli quotidiani, l’operare di Gesù Messia, anche nelle piccole cose che ci sembrano poco importanti? Proviamoci…
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
“Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo”. Ci stupisce e suscita in noi mille interrogativi quella strana mescolanza di bene e di male che, in rivoli diversi, scorre sotto i nostri occhi. Vediamo riversata nei nostri cuori la bontà di Dio, che ci muove al bene e alle migliori espressioni di amore, ma non sfugge al nostro sguardo il male che si nasconde, si annida nel nostro spirito per poi emergere prepotente, fino a farci temere il soffocamento di ogni bontà. Non facciamo fatica a riconoscere la fonte primaria e unica del bene che è in noi: l’ha seminato il buon Dio, infondendo in noi un alito di vita e un germe d’immortalità. Ci ha resi simili a lui, ornandoci di una grande dignità. Ha sparso nel campo del mondo, come Creatore, il buon seme, dando la vita a tutto ciò che esiste. Ci colma di stupore e di meraviglia quando contempliamo le sue opere: “Come sono grandi le tue opere, Signore!”, esclamava il salmista. Poi quello stesso splendore appare deturpato nella natura e nella nostra vita. San Paolo affermava domenica scorsa: “Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto”. Al gemito della natura che ci circonda si associa, sin dal principio, il dolore dell’uomo: “Anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo”. Ed ecco l’interrogativo che da sempre l’uomo rivolge al suo Creatore e Signore: “Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?”. È chiara la risposta del Signore: “Un nemico ha fatto questo”. Anche il male ha la sua fonte; è scaturito da una ribellione che ha tramutato in odio l’amore. Si è insinuato nella vita dell’uomo e ne ha deturpato la splendida immagine che Dio vi aveva impresso. Da qui scopriamo l’effetto della zizzania sparsa nel campo del mondo. La frenesia del bene ci fa desiderare e sperare un intervento immediato del Signore che ci consenta di estirpare dalle radici il male dal nostro mondo, ma dobbiamo, pur senza rassegnarci a esso, dotarci di pazienza e comprendere, alla luce dello Spirito, che ogni esperienza umana è da redimere perché vissuta nella realtà del peccato e poi affidata alla divina misericordia. Per questo il sacrificio di Cristo è un memoriale che si ripete con tutta la sua efficacia, in continuità, nella vita del mondo e di ogni uomo. Solo alla fine potremo finalmente constatare che tutto è stato restaurato in Cristo e la giustizia ha vissuto in pienezza il suo trionfo.
"Colpo di Tacco" con Quintiliano Giampietro e Andrea, cronaca di Camillo Demichelis commento di Samuel Tafesse Ospiti: Marco Sanfelici, Antonio Paolino
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:«Ecco il mio servo, che io ho scelto;il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.Porrò il mio spirito sopra di luie annuncerà alle nazioni la giustizia.Non contesterà né grideràné si udrà nelle piazze la sua voce.Non spezzerà una canna già incrinata,non spegnerà una fiamma smorta,finché non abbia fatto trionfare la giustizia;nel suo nome spereranno le nazioni».Commento di Don Andrea, sacerdote della Diocesi di AlbaPodcast che fa parte dell'aggregatore Bar Abba: www.bar-abba
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».Espose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:«Aprirò la mia bocca con parabole,proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
"Colpo di Tacco" con Quintiliano Giampietro e Andrea, cronaca di Camillo Demichelis commento di Samuel Tafesse Ospiti: Marco Sanfelici, Antonio Paolino
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato».
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Si alternano nel Vangelo, nei confronti di Cristo e del suo annunzio, momenti di sdegnoso rifiuto e altri di corale e simpatica accoglienza. Resta per noi misterioso come avvenga che le volontà degli uomini, dinanzi alla stessa verità, dinanzi alla stessa persona, dinanzi al Figlio di Dio incarnato, abbiano comportamenti così diversi e talvolta contrastanti. Molti lo seguono, alcuni cercano addirittura di toglierlo di mezzo. Gesù non si arresta dinanzi alle minacce degli uomini, rimane perseverante nel compiere la sua missione di sanare e guarire. Egli, quell’umile “servo” di cui parla Isaia, deve annunciare il diritto e la giustizia alle genti. Gode delle compiacenze del Padre ed è stato da lui prescelto per essere luce delle nazioni; deve annunciare a tutti la verità incontestabile che sgorga dallo stesso Spirito, ma, come è sempre nello stile di Dio nei nostri confronti, “Non contenderà, né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce”. Il parlare divino non è mai violento, ma assomiglia al “mormorìo di un vento leggero”. Sono le sue amorevoli carezze, percettibili soltanto da chi ha il cuore semplice e puro, dove anche i sussurri giungono chiari e trovano accoglienza. Il suo nome diventerà motivo di salvezza per tutti; nel suo nome spereranno le genti. Così canterà san Paolo scrivendo ai Filippesi: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre”. È l’esplosione della fede e l’affermazione del Regno di Dio sulla terra. Il “servo” patisce la sua passione, subirà la condanna degli uomini che tenteranno di “toglierlo di mezzo” definitivamente, ma in quel gesto insano il Signore troverà la via della vittoria finale e il motivo del nostro definitivo riscatto nel trionfo della risurrezione.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
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San Benedetto, scrivendo ai suoi monaci nella Regola, parla di uno zelo buono che induce all’amore verso Dio e verso il prossimo e di uno zelo “amaro”, che è indice di umana grettezza, separa dal bene e conduce all’inferno. Quest’ultimo è quello che spesso mostrano scribi e farisei nei confronti di Cristo e dei suoi discepoli. Sono essi i predecessori e i maestri di tutti coloro che hanno sempre aperto un codice di comportamento per gli altri e che lo usano costantemente per giudicare e condannare. Sono tra i peggiori nemici della vera fede perché, illudendosi di zelare la giustizia, rinnegano di fatto la carità e l’amore. Spogliano il buon Dio della sua essenziale prerogativa, che è appunto il perdono e la misericordia. Fanno uso della legge come di una lama tagliente, non per curare il male, ma per uccidere i malati. È una brutta razza che trova sempre i suoi adepti anche nella nostra Chiesa. Il Signore Gesù ci raccomanda: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?”. Il pretesto che trovano oggi gli scribi è quello di vedere i discepoli del Signore che, in giorno di sabato, colgono delle spighe di grano per mangiarne i chicchi. Ed ecco pronta la loro sentenza di condanna: “Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare in giorno di sabato”. Gesù in poche battute dimostra loro quanto sia malizioso e assurdo il loro giudizio, citando esempi tratti dalla Sacra Scrittura, dalla stessa fonte da cui essi ritengono di poter motivare le loro valutazioni. Poi aggiunge: “Ora io vi dico che qui c’è qualcosa più grande del tempio”. Se il tempio, la Chiesa e la religiosità vengono interpretati come puro legalismo, si svuotano di Dio e restano solo pietre e macigni che gravano pesantemente e mortalmente sull’uomo. “Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa”. Solo nel Signore riusciamo a coniugare, con divina sapienza, giustizia e misericordia, peccato e perdono, colpa e assoluzione. La legge senza l’amore è solo vincolo e laccio, serve per gli schiavi e non per i figli, riempie le carceri del mondo e rischia di riempire di dannati gli inferi. Non è questa la missione di Cristo, non è questa la missione della Chiesa e dei suoi ministri. È facile condannare anche gli stessi preti e i vescovi o usare il bastone quando serve… ma dopo ci deve essere l’accoglienza misericordiosa del Padre, prodigo sì, ma d’amore e non della gogna umana…
Rhaenyra ha conquistato il Trono, ma governare Approdo del Re si sta rivelando molto più complicato che entrarci con un esercito e diversi draghi. In questo nuovo speciale di Spin-Off commentiamo con spoiler la 3x04 di House Of The Dragon, intitolata Tumbleton, una puntata più politica e di costruzione che introduce un nuovo fronte della guerra e approfondisce Ormund Hightower e Daeron Targaryen. Rhaenyra si ritrova con un consiglio praticamente vuoto, senza il denaro necessario per sostenere il proprio esercito e con Corlys sempre più distante dopo il rifiuto di legittimare Addam. La regina prova a dare priorità alla popolazione, ma senza pagare i soldati e senza poter utilizzare i draghi contro una città piena di suoi sudditi, la situazione rischia rapidamente di diventare ingestibile. Nel frattempo Ormund si presenta come un leader capace di mostrarsi giusto davanti alla popolazione e spietato quando nessuno lo guarda. Al suo fianco c'è Daeron, ancora buono, educato e compassionevole, ma potenzialmente destinato a essere corrotto oppure eliminato molto presto. Parliamo anche delle macchinazioni di Larys, del possibile ritorno di Aegon e del suo drago, della scomparsa di Aemond, del rapporto con Alys, della gravidanza di Helaena e del futuro scontro tra Daemon e Rhaenyra per ciò che è accaduto a Rhaena. Una puntata di transizione, ma piena di personaggi pronti a tradirsi non appena la guerra tornerà a esplodere. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dal Vangelo secondo MatteoQuel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Commento al Vangelo di domenica 13 luglio 2026Sostieni #Vangelodiperiferia!IBAN: IT77F0338501601100000178619 (causale: VdP)Satispay: https://web.satispay.com/download/qrcode/S6Y-CON--290BE4FF-0576-4C05-9C47-483EC89A5F6F?Grazie di cuore! Luca
Continua lo speciale settimanale di Spin-Off dedicato a House Of The Dragon, con la recensione e il commento spoiler della 3x03 della terza stagione. Dopo gli eventi devastanti della puntata precedente, Rhaenyra ha ottenuto ciò che voleva, ma la terza puntata mostra subito il problema: conquistare il Trono è una cosa, riuscire a governare Approdo del Re senza perdere lucidità è tutta un'altra storia. In questo episodio si parla del rapporto sempre più teso tra Rhaenyra e Daemon, del rifiuto del Grand Septum, della decisione di non legittimare i figli di Corlys, delle conseguenze politiche della presa del potere e della fragilità di una regina che sembra già circondata da fantasmi, lutto, pressione e consiglieri tutt'altro che rassicuranti. Daemon continua a rappresentare la via più brutale: sei draghi, potere di fuoco, minacce e distruzione. Rhaenyra invece prova a seguire l'esempio di Viserys, scegliendo prudenza e moderazione. Ma in un mondo come quello di House Of The Dragon, la domanda resta sempre la stessa: governa meglio chi cerca equilibrio o chi incenerisce tutto prima che gli altri possano reagire? Si parla anche di Tumbleton, Ormund, Daeron, Aemond, Aegon, del possibile futuro della stagione e della scrittura di Sarah Hess, che anche in questa puntata conferma quanto House Of The Dragon funzioni meglio quando mette insieme potere, trauma e conseguenze politiche. (00:00) Introduzione (00:55) Un episodio che si concentra sul lato più umano di Rhaenyra (04:19) Le conseguenze delle decisioni prese nello scorso episodio (09:10) I problemi sottesi alle responsabilità del Trono Di Spade (14:10) Rhaenyra la regina buona Vs Daemon il pazzo sanguinario (15:16) Cosa accadrà nei prossimi episodi? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell'istante la donna fu salvata.Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va' a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.
Nuovo formato speciale di Spin-Off: un mini-episodio settimanale dedicato a House Of The Dragon, con commento a caldo sulla singola puntata della terza stagione. In questo episodio speciale si parla di House Of The Dragon 3x02, una puntata densissima che parte dalla morte di Jacaerys Velaryon e arriva fino al clamoroso colpo di stato ad Approdo del Re. Una puntata dominata da lutto, vendetta, draghi, decisioni tragiche e da una Rhaenyra sempre più centrale, con Emma D'Arcy protagonista assoluta nei momenti più devastanti dell'episodio. Si discute della scelta di recuperare il corpo di Jacaerys, del dolore di Rhaenyra, delle sottotrame legate a Corlys, Addam di Hull e Rhaena, del ruolo di Daemon ad Harrenhal, dell'evoluzione sempre più oscura di Aemond, della strana coppia formata da Aegon e Larys Strong e soprattutto della presa di Approdo del Re, con Rhaenyra che si siede finalmente sul Trono di Spade. Un commento spoiler pensato per accompagnare tutta la stagione, episodio dopo episodio, fino al puntatone finale sulla terza stagione di House Of The Dragon. Capitoletti:(00:00) Introduzione(02:07) La morte di Jacaerys(05:47) Sottotrame: Corlys e Rhaena(07:54) Daemon e Harrenhal(10:39) Le scorribande di Aemond(12:41) La strana coppia: Aegon e Larys Strong(13:48) Il colpo di stato ad Approdo del Re Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, giunto Gesù all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».Parola del Signore