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BASTA BUGIE - Omelie
Omelia epifania del Signore - Anno A (Gv 1,1-18)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Dec 30, 2025 5:33


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8399OMELIA EPIFANIA DEL SIGNORE - ANNO A (Mt 2,1-12) di Don Stefano Bimbi Oggi la Chiesa celebra la Solennità dell'Epifania del Signore, la festa nella quale contempliamo Cristo che si manifesta come luce per tutte le genti. Il Vangelo ci presenta i Magi come uomini in ricerca, venuti da lontano, guidati da una stella. Essi rappresentano ogni uomo che, magari senza conoscere pienamente Dio, porta nel cuore un desiderio profondo di verità e di senso e non si rassegna a restare fermo.I Magi non hanno certezze assolute, non possiedono la rivelazione completa, eppure si mettono in cammino. Seguono un segno fragile, una luce discreta, ma sufficiente per chi ha il cuore aperto. Anche nella nostra vita Dio non si impone con clamore, ma parla attraverso segni semplici: una parola ascoltata nella Scrittura, un incontro non programmato, una difficoltà che ci interroga, una gioia inattesa. Quante volte, però, rimandiamo la risposta perché attendiamo segni più evidenti o condizioni migliori. L'Epifania ci invita a fare il primo passo, a non restare bloccati dall'indecisione. Una preghiera fatta con fedeltà, la scelta di tornare alla Messa domenicale o iniziare ad andare anche a quelle feriali, un gesto di riconciliazione in famiglia, possono essere il nostro modo concreto di metterci in cammino dietro la stella.UNA REALTÀ SORPRENDENTEArrivati a Gerusalemme, i Magi incontrano una realtà sorprendente. Erode è inquieto, i sacerdoti e gli scribi conoscono le Scritture e sanno indicare con precisione il luogo della nascita del Messia, ma nessuno di loro parte. Qui il Vangelo ci mette davanti a un rischio sempre attuale: quello di una fede ridotta a conoscenza teorica o ad abitudine religiosa. Anche noi possiamo conoscere le verità della fede, frequentare la Chiesa, svolgere servizi in parrocchia, e tuttavia restare interiormente fermi. L'Epifania ci provoca a chiederci se la nostra fede incide davvero sulle scelte quotidiane, sul modo di trattare gli altri, sul modo di affrontare il lavoro, le responsabilità in famiglia, le prove della vita.Quando i Magi giungono a Betlemme, trovano un Bambino povero, lontano da ogni apparenza di potere. Eppure si prostrano e lo adorano. In questo gesto comprendiamo che Dio si manifesta nell'umiltà e chiede un cuore capace di riconoscerlo anche nella semplicità. Adorare significa accettare che Dio sia Dio e che noi non lo siamo, significa fidarsi anche quando non comprendiamo tutto. Nel mese di dicembre quanto tempo abbiamo dedicato all'adorazione eucaristica? Inoltre nella vita quotidiana l'adorazione si traduce in atteggiamenti concreti: fermarsi qualche minuto in silenzio davanti al tabernacolo, iniziare la giornata affidandola al Signore, accettare con fede ciò che non possiamo cambiare senza cadere nella lamentela continua. Chi adora e si affida impara a rimettere Dio al centro e a ridimensionare tante ansie inutili.CHI È VERAMENTE QUEL BAMBINOI Magi offrono poi i loro doni, che rivelano chi è veramente quel Bambino. Anche noi siamo chiamati a offrire qualcosa di nostro. Offriamo l'oro al re dei re quando lo mettiamo al primo posto nelle scelte importanti, quando rifiutiamo compromessi disonesti, quando viviamo il lavoro con responsabilità e rettitudine. Offriamo l'incenso al Dio onnipotente quando dedichiamo tempo alla preghiera, anche breve ma fedele, senza ridurla ai momenti di emergenza o quando ci fa voglia. Offriamo la mirra all'uomo crocifisso quando uniamo a Cristo le nostre sofferenze, le fatiche familiari, la malattia, le delusioni, senza chiuderci nell'amarezza, ma trasformandole in occasione di fiducia e di offerta.Il Vangelo si conclude con un dettaglio decisivo: i Magi tornano al loro paese per un'altra strada. L'incontro con Cristo cambia il cammino. Non si tratta di un cambiamento clamoroso, ma spesso di scelte concrete e quotidiane: evitare una situazione che ci allontana da Dio, correggere un'abitudine che ferisce gli altri, imparare a perdonare invece di serbare rancore, dedicare più tempo a chi ci è affidato (i figli, il coniuge, i genitori anziani). Tornare per un'altra strada significa lasciarsi trasformare interiormente, accettare che la grazia di Dio modifichi il nostro modo di pensare e di vivere.In conclusione, l'Epifania ci ricorda che Cristo è luce per tutti, ma questa luce chiede di essere seguita. Come i Magi, siamo chiamati a cercare senza stancarci, ad adorare senza scandalizzarci dell'umiltà di Dio e a lasciarci cambiare dall'incontro con Lui. Se accogliamo questa chiamata nella concretezza della vita quotidiana, anche il nostro cammino, pur tra fatiche e incertezze, diventerà un cammino di luce.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 28] Commento: La Santa Famiglia di Nàzaret

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 27, 2025 3:04


Nella domenica che cade tra il Natale e il primo dell’anno, la riforma liturgica fa celebrare la festa della santa Famiglia di Nàzaret. Forse, sotto l’aspetto pastorale, non è una data più felice: la gente è troppo distratta dalle feste natalizie e quindi poco disposta a fissare l’attenzione sull’icona della santa Famiglia, esempio e modello di ogni famiglia cristiana e umana, anche se proprio quei giorni spesso da varie parti del mondo le parti delle famiglie distanti si ricongiungono. Comunque, la liturgia suggerisce preziosi insegnamenti, validi in ogni stagione. Nella prima lettura vengono raccomandati i doveri dei figli verso i genitori: onorare il padre e la madre, prendersi cura di loro nella vecchiaia e anche quando dovessero perdere il senno. Frutti di questi gesti di pietà sono la preghiera esaudita dal Padre celeste, la lunga vita, la gioia donata dai figli. San Paolo, scrivendo ai Colossesi, consiglia ad ogni famiglia di vivere nel Signore. Il vero legame della famiglia cristiana non sono tanto i sentimenti, che passano, tramontano e cambiano, quanto quella comunione profonda che avviene tra i coniugi nella fede nel Signore Gesù, che insegna a onorare, amare e rispettare nell’altro o nell’altra la sua immagine. Per giungere a questi sentimenti di reciproca attenzione, occorre attingere convinzioni profonde dalla Parola di Dio, che illumina i coniugi circa i propri limiti e li spinge ad accettare con pazienza quelli dell’altro. Il Vangelo situa la santa Famiglia in un momento di angoscia: il Bambino Gesù corre pericolo di vita, perché Erode ha deciso di uccidere tutti i bambini di Betlemme, dai due anni in giù, dopo la partenza dei magi per un’altra strada. Ma il Padre vigila sul suo Figlio e quindi segue l’avventurosa fuga in Egitto, con la trepidazione di essere raggiunti da un momento all’altro. Morto Erode, è ancora l’angelo che ordina a Giuseppe di rientrare in Palestina; egli obbedisce, però la sicurezza del Bambino lo consiglia a stabilirsi a Nàzaret anziché a Betlemme. Le famiglie cristiane apprendono dalla Sacra Famiglia il senso religioso della vita coniugale, il rispetto reciproco, la fiducia illimitata nella divina Provvidenza, la gioia di vivere insieme, la pace che fa superare tutte le immancabili difficoltà. Santificate e fortificate dal sacramento del matrimonio, a loro volta sono chiamate a svolgere la loro missione specifica presso altre coppie di sposi, con la testimonianza della vita e con l’annunzio del Vangelo. Si sa che l’istituto familiare vive un momento di crisi profonda, sia perché è oggetto di ostilità e di incomprensione da parte di lobby sociali e di certa politica, sia per la difficoltà delle giovani coppie a rimanere ferme nelle proprie scelte dinanzi a un mondo in continua e rapida evoluzione. Voglia la santa Famiglia di Nàzaret vegliare su tutte le famiglie e infondere in loro tutto lo slancio per diventare dovunque testimoni dell’amore di Cristo, attraverso la loro comunione di vita, nella piena armonia dei cuori.

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia Santa Famiglia - Anno A (Mt 2, 13-15. 19-23)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Dec 27, 2025 4:58


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8389OMELIA SANTA FAMIGLIA - ANNO A (Mt 2, 13-15. 19-23) di Don Stefano Bimbi La festa della Santa Famiglia ci invita a guardare la nostra vita quotidiana alla luce del Vangelo. Oggi non celebriamo una famiglia ideale o "da cartolina", ma una famiglia reale, inserita nella storia, segnata da paure, fatiche e scelte difficili. Il Vangelo ci presenta la fuga in Egitto. Gesù è ancora un bambino, la sua vita è minacciata. Maria e Giuseppe sono costretti a lasciare la loro casa, il loro lavoro, le loro sicurezze. È una pagina che ci dice con forza che Dio non resta fuori dalle nostre difficoltà familiari, ma vi entra dentro, le attraversa con noi.Giuseppe è l'uomo che ascolta Dio e si fida. Riceve la sua volontà nel sogno e agisce subito secondo quanto detto dall'angelo. Non chiede spiegazioni, non rimanda, non cerca soluzioni più comode. Si alza nella notte e parte. È un'immagine molto vicina alla vita di tanti genitori di oggi, che "si alzano nella notte" quando un figlio sta male, quando sorgono problemi a scuola, quando arrivano preoccupazioni economiche o momenti di crisi nella coppia. Giuseppe insegna che la fede, nella vita familiare, non è fatta di discorsi, ma di scelte concrete, spesso silenziose, prese per amore. Insegna ai genitori il coraggio della responsabilità, la capacità di decidere anche quando è faticoso, di dire dei "no" che proteggono e dei "sì" che costruiscono. Educare non significa evitare ogni sofferenza ai figli, ma accompagnarli con fermezza e tenerezza verso il bene, cioè a scegliere di fare sempre la volontà di Dio.Maria cammina accanto a Giuseppe con il suo cuore di madre. Porta con sé il Figlio e custodisce ciò che Dio sta compiendo, anche quando non comprende tutto. Quante volte oggi i genitori fanno esperienza di questo: non capiscono fino in fondo il mondo dei figli, il loro linguaggio, le loro fragilità interiori, le sfide legate alla tecnologia e ai social. Maria insegna uno stile prezioso: custodire la famiglia facendo sempre la volontà di Dio. Custodire significa ascoltare, pregare, rimanere presenti, creare in casa un clima di fiducia. Significa trovare tempo vero per stare insieme, spegnere uno schermo per guardarsi negli occhi, offrire ai figli uno spazio dove possano parlare senza sentirsi giudicati.Gesù cresce dentro questa famiglia segnata dalla precarietà e dall'obbedienza a Dio. Fin dall'inizio condivide la condizione dei piccoli, dei perseguitati, di chi non è al sicuro. Cresce lavorando, obbedendo, imparando. Questo dice qualcosa anche ai figli e ai giovani di oggi. Gesù, pur essendo il Figlio di Dio, accetta di dipendere da Maria e Giuseppe. Il Vangelo ci ricorda che la vera libertà non è fare ciò che si vuole, ma imparare a volere il bene. Onorare padre e madre, ascoltare, rispettare, essere grati non è un comando superato, ma una via di crescita, di maturità e di libertà interiore.La fuga in Egitto ci parla anche delle difficoltà che entrano nelle famiglie dall'esterno: problemi di lavoro, malattie, tensioni sociali, preoccupazioni per il futuro. La Santa Famiglia non si divide davanti alla prova, ma si stringe. È un invito forte per le famiglie di oggi a non chiudersi nel silenzio, nell'orgoglio o nel risentimento quando arrivano le difficoltà, ma a cercare aiuto, a pregare insieme, a riconoscere con umiltà la propria fragilità. Una famiglia non è forte perché non ha problemi, ma perché li affronta unita, con Dio al centro.In conclusione, questa festa è una grande catechesi sulla vita familiare. Ricorda ai genitori che l'educazione è una missione affidata da Dio, da vivere con coerenza e testimonianza. Ricorda ai figli che la famiglia è il primo luogo dove si impara ad amare, a rispettare e a donarsi. Ricorda a tutti che mettere Dio al centro della casa non significa aggiungere qualcosa in più, ma dare senso a tutto.Affidiamo allora le nostre famiglie alla Santa Famiglia di Nazaret: quelle serene e quelle ferite, quelle forti e quelle stanche. Chiediamo la grazia di famiglie capaci di ascolto, di perdono, di responsabilità e di fede, perché anche oggi, nelle nostre case, Gesù possa crescere e abitare.

Briciole di Vangelo
Venerdì 26 dicembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Dec 26, 2025 3:38


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Vigilia di Natale

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Dec 24, 2025 3:11


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Lunedì 22 dicembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Dec 22, 2025 2:20


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Giovedì 18 dicembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Dec 18, 2025 2:18


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Martedì 16 dicembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Dec 16, 2025 3:55


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Martedì 9 dicembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Dec 9, 2025 2:41


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Sabato 6 dicembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Dec 6, 2025 1:51


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Mercoledì 3 dicembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Dec 3, 2025 2:58


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Giovedì 4 dicembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Dec 3, 2025 2:25


Il Vangelo di oggi

BASTA BUGIE - Santi e beati
Il sacerdote ucciso per aver corretto un professore nazista

BASTA BUGIE - Santi e beati

Play Episode Listen Later Dec 2, 2025 9:37


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8366IL SACERDOTE UCCISO PER AVER CORRETTO UN PROFESSORE NAZISTA CHE IRRIDEVA CRISTO di Federica Di Vito Sono molte le storie di sacerdoti giustiziati dai nazisti, tra queste oggi riportiamo quella - forse poco nota - di Heinrich Dalla Rosa, ghigliottinato all'età di 36 anni a Vienna nel gennaio 1945. Quale la sua colpa? Dire ciò che pensava difendendo la Chiesa e Cristo.Heinrich Dalla Rosa prima di essere sacerdote abitava a Lana, nato da papà trentino e mamma meranese. Quando i suoi emigrarono in una zona rurale dell'Austria decise di intraprendere il percorso del sacerdozio. In seguito studiò a Vienna in un istituto della congregazione Regina degli Apostoli, fondata in quella città nel 1923 ispirato dal gesuita Antonio Maria Bodewig. Il primo superiore generale di questa congregazione, Theodor Innitzer, sarebbe stato cardinale arcivescovo di Vienna e primato d'Austria quando Hitler annesse il Paese nel 1938. Il giovane Heinrich si laureò con ottimi voti nel 1930. Ha poi studiato al seminario di Graz (Austria) fino al 1935, anno in cui è stato ordinato a 26 anni. Nel 1939, con l'Austria già completamente controllata dai nazisti, fu nominato parroco di Sankt Georgen im Schwarzwald, un piccolo villaggio di 300 abitanti a 1000 m di altezza.Sono gli anni della guerra e dei nazisti e anche solo dire che mettere insieme Vangelo e propaganda, o Gesù con Hitler, era impossibile, diveniva un crimine. La decisione di ghigliottinarlo venne presa a Pasqua del 1941 quando gli eserciti nazisti celebravano l'occupazione di Salonicco e niente sembrava fermarli. Fu allora che padre Heinrich sorprese tutti affermando di non essere sicuro che la Germania avrebbe vinto la guerra. A denunciarlo al partito fu nello specifico Hladnig, un maestro di musica poi divenuto preside. Così, messo in atto un sistema di controllo del prete che aveva parlato troppo sia a scuola che in chiesa, arrivò l'arresto, la prigionia nel carcere di Leoben, le torture e la condanna.Hladling era una figura controversa: aveva iniziato una carriera ecclesiastica da giovane, ma era stato in seguito attratto dal nazionalismo austriaco. Aveva iniziato a covare odio contro la Chiesa e lo avevano messo a insegnare religione. All'inizio manteneva la preghiera con i bambini in classe, ma la sospese quando il regime proibì di pregare nelle scuole. Alla fine di dicembre 1943, Hladnig, intriso di ideologia anticristiana, arrivò a proclamarla apertamente ai bambini durante la lezione di religione. Prese a farlo anche con gli adulti: tenne una conferenza sull'esercito tedesco a un gruppo di insegnanti e colse l'occasione per criticare duramente Cristo e il cristianesimo.IL CANTO E LA MUSICAAnche se temporalmente pochi, i dieci anni da sacerdote padre Heinrich li visse con energia e passione, lavorando molto con bambini e giovani. Trovava una connessione con i giovani attraverso il canto e la musica, incoraggiandoli a partecipare in chiesa. Amava la montagna e spesso organizzava escursioni, anche difficili, che portavano su percorsi complicati a paesaggi mozzafiato. Non sopportava la continua e costante provocazione delle camicie naziste e il loro vagabondaggio per i villaggi con l'obiettivo di controllare tutto. Temeva che facessero il lavaggio del cervello ai suoi parrocchiani, specialmente ai bambini.Il sacerdote cantava canzoni d'amore e di pace con i bambini e dava loro lezioni di musica. Nella sacrestia insegnava che la religione di Cristo richiede di amare gli altri, prendersi cura dei deboli e dei bisognosi. Il Vangelo era il suo libro di riferimento, la sua lettura di ogni sera prima di andare a letto e lo contrastava con le falsità ideologiche del sistema nazista, che esaltava la forza e il disprezzo per i deboli. Va tenuto presente infatti che da un certo punto in poi, il regime nazista proibì agli insegnanti della materia di religione nelle scuole di essere sacerdoti. La materia è stata mantenuta, ma a carico di insegnanti che compiacevano il Partito. Da parte loro, i bambini continuavano ad andare nelle parrocchie per la catechesi. Spesso, lì i preti dicevano loro una cosa, e a scuola, i funzionari ideologizzati dicevano loro il contrario.All'inizio della sua prigionia, il sacerdote scrisse ai suoi genitori con ottimismo considerando che tutto si basava su una questione irrilevante: «Una situazione del genere può essere molto utile per un pastore nella sua esperienza di vita. Nella cella siamo in 17 e questa è una piccola comunità dove posso continuare a svolgere i miei servizi di sacerdote». Con il passare dei giorni, meditò sul suo amore per la Chiesa, che stava crescendo: «Qui c'è un desiderio ancora più profondo di Chiesa, un'istituzione necessaria, un polo che bilancia i tempi che cambiano. Naturalmente dovrà riformarsi e adattarsi ancora molto e capire che le affermazioni teoriche non convincono le persone. Solo la partecipazione alla vita, l'ancoraggio alla terra e l'Incarnazione, creano un contatto immediato con le persone alla ricerca di questa ancora di salvezza».LA CONDANNA A MORTEIn prigione, con la condanna a morte, scriveva ai genitori mettendosi nelle mani di Dio: «Sono orgoglioso di correre la stessa sorte di Cristo. So di essere pieno della più santa gioia. Come sacerdote, sono stato disprezzato e condannato. Niente di mondano o terreno opprime la mia mente. Sono felice di essere stato segnato come testimone di Cristo. Mi renderebbe felice dentro di me sapere che voi siete in grado di pensare all'eternità tanto quanto la penso e la immagino io». Anche tre giorni prima dell'esecuzione il cardinale Innitzer di Vienna stava cercando di chiedere la revisione del processo o un rinvio, ma senza successo. Il giorno della sua esecuzione, il 24 gennaio 1945, Heinrich scrisse a sua sorella Elizabeth: «Mi è stato detto che non avrei dovuto lasciare che tutto accadesse con tanta calma. Penso che sia anche la provvidenza di Dio. Sono totalmente soggetto all'incomprensibilità di Dio, o meglio, sono totalmente soggetto alla sua guida più misericordiosa». Dalla cella disse ai suoi compagni: «Salutate le mie montagne!» e prima che la lama cadesse, proclamò ancora ad alta voce: «Viva il vero Re, viva Cristo!». Un modo per rivendicare Cristo di fronte al falso “Reich” del nazismo.Dopo la liberazione dell'Austria, un becchino aiutò a localizzare il corpo che, su richiesta della madre e del defunto, fu sepolto nel 1946 nella sua parrocchia di San Giorgio. Dal 1986, una targa commemorativa nella chiesa di San Pietro a Lana (Alto Adige) ricorda Heinrich Dalla Rosa. Nel 2010 è stata posta una lapide nell'atrio del Seminario di Graz (Austria) per ricordare i sacerdoti perseguitati e giustiziati dai nazisti. Il vescovo di Graz, Egon Kapellari, ha detto in quell'occasione a proposito dei martiri: «Non vogliamo né dobbiamo dimenticarli, ma anche la società civile dovrebbe assumersi la responsabilità della loro memoria perché hanno vissuto e sono morti per difendere valori che sono parte fondamentale di ogni società democratica: l'onestà e il coraggio».

Briciole di Vangelo
Sabato 29 novembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Nov 29, 2025 2:46


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Mercoledì 26 novembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Nov 26, 2025 3:47


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Venerdì 21 novembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Nov 21, 2025 2:41


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Giovedì 20 novembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Nov 19, 2025 2:53


Il Vangelo di oggi

Commento al Vangelo di don Nicola
Fine del mondo o fine di un mondo? Il Vangelo che ci riguarda da vicino

Commento al Vangelo di don Nicola

Play Episode Listen Later Nov 18, 2025 8:47


Nel Vangelo di DOMENICA 16 NOVEMBRE Gesù parla di guerre, distruzioni e persecuzioni. Parole dure, che sembrano annunciare solo paura.
Eppure, se le ascolti bene, non sono una minaccia: sono un invito a guardare la realtà con occhi nuovi. Viviamo in un mondo che trema. Le nostre certezze si incrinano, le persone si sentono sole, disorientate, spesso in guerra con se stesse.
Gesù ci parla proprio qui, dentro le nostre crisi, e ci dice: “Non vi terrorizzate”. Non è la fine del mondo, è la fine di un modo di vivere senza Dio.
Quando tutto crolla, Lui resta. E ci promette che “nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”. In questo commento riflettiamo insieme su cosa significhi credere oggi, restare saldi quando tutto vacilla, e scoprire che la fede non toglie la fatica, ma dà senso a tutto.
È un Vangelo che non parla solo del futuro, ma del presente. Delle nostre guerre interiori, dei nostri dolori, delle nostre rinascite. Ascoltalo fino in fondo, e lasciati sorprendere: dietro le parole di Gesù non c'è paura, ma libertà.
Perché ogni crisi, se vissuta con Lui, diventa un'occasione di rinascita.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 18] Commento: Dall'albero alla casa!

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Nov 17, 2025 1:45


Il Vangelo ci ripropone l’episodio del piccolo Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, che cercava di vedere Gesù. Fin quando egli rimane confuso tra la folla, per la sua piccola statura • e non solo per questo • non gli è consentito di vedere. Prima deve elevarsi arrampicandosi a un albero e poi dovrà scendere in fretta per accogliere a casa sua Colui che cercava nascondendosi tra i rami. Voleva solo vedere Gesù ed ecco che si sente chiamare per nome, invitato da Gesù a scendere in fretta “perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Il Signore ci dà molto di più di quanto osiamo sperare da lui. Zaccheo, anche se ricco di soldi, sa di essere un povero peccatore; lo confesserà poi umilmente all’Ospite divino. Il suo obiettivo era soltanto quello di “vedere quale fosse Gesù”. Mai e poi mai si sarebbe sognato di poterlo avere come ospite di casa sua; ancor meno poteva lontanamente sperare i frutti di grazia che poi sarebbero sgorgati da quell’incontro. La presenza del Signore smuoverà la sua coscienza a riconoscere i propri peccati e le ingiustizie commesse; sentirà poi il bisogno di affidare i suoi errori alla misericordia del Signore, si sentirà impegnato a riparare il malfatto e il maltolto, si sentirà interiormente smosso alla solidarietà verso i poveri, poi ascolterà commosso il perdono e la completa assoluzione: “oggi la salvezza è entrata in questa casa”. La conclusione del brano evangelico ci apre il cuore alla speranza: «Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Chi di noi non ha già sperimentato, e rischia di sperimentare, di perdersi? Gesù già ci sta cercando per salvarci!

Briciole di Vangelo
Sabato 15 novembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Nov 15, 2025 3:00


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Giovedì 13 novembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Nov 13, 2025 2:48


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Martedì 11 novembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Nov 11, 2025 2:57


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Lunedì 10 novembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Nov 10, 2025 2:22


Il Vangelo di oggi

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 9] Commento: Noi siamo i tempi vivi dello Spirito.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Nov 8, 2025 2:08


Il tempio, nella storia del popolo d’Israele, ha avuto un’importanza vitale. Situato nella città santa, Gerusalemme, era considerato il luogo sacro della presenza di Dio. In senso traslato, Gesù ha parlato del tempio del suo corpo. La Chiesa si definisce tempio del Dio vivente. San Paolo ci ricorda che siamo templi dello Spirito, perché abita in noi la divinità. Tutte le chiese, prima di essere adibite a luogo di culto, con una speciale liturgia vengono consacrate, rese cioè a uso esclusivo dei fedeli per le celebrazioni delle sacre liturgie e per la preghiera. Ogni anno si fa memoria della consacrazione e dedicazione della propria chiesa con una celebrazione che, capitando sempre in giorni feriali, sfugge alla stragrande maggioranza dei fedeli. Oggi, con particolare solennità, ricordiamo e celebriamo la dedicazione della cattedrale di Roma, la Basilica Lateranense, cattedrale del Papa, la Mater et Caput, la madre e il capo di tutte le chiese. Il Vangelo di Giovanni ci fa riflettere sul fatto che il tempio, se non adornato di veri adoratori in spirito e verità, perde ogni suo valore e non rimane che pietra su pietra. Adorare in spirito e verità significa dare il giusto culto a Dio con la preghiera e con la vita. Non dovremmo cioè cadere nell’errore che suscita un acuto rimprovero da parte del Signore verso il suo popolo eletto: “Questo popolo si avvicina a me solo a parole, mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me, e il culto che mi rendono è un imparaticcio di usi umani”. Il valore e la sacralità del tempio dipendono quindi dalla verità e dallo spirito che lo animano. È il luogo della comunione con Dio e tra noi, che, senza abusare del titolo, ci definiamo fratelli. Oggi dovremmo rafforzare il santo proposito di rispettare il luogo sacro dove celebriamo i divini misteri, rivedere i nostri comportamenti e soprattutto interrogarci se davvero siamo veri adoratori o solo comparse.

Realmen 💪 tempi duri, forgiano uomini forti
Nike. (si è ispirata al Vangelo?)

Realmen 💪 tempi duri, forgiano uomini forti

Play Episode Listen Later Nov 5, 2025 77:14


TL;DR Alcune aziende hanno un carisma travolgente ed un storia entusiasmante. Una di queste è la Nike. In questo episodio abbiamo esplorato il controverso Manifesto dell’azienda, cercando di cogliere quale fossero i principi dietro al suo successo. La nostra intuizione è che questi principi hanno funzionato non perché siano geniali strategie di marketing, ma perché riflettono verità eterne già annunciate nel Vangelo. Quando facciamo “le cose giuste” seguendo una Verità più grande, tutto il resto viene da sè. Di Cosa Abbiamo Discusso ATTENZIONE: Questo è solo un breve estratto, se ti interessa, ascolta tutto l’episodio qui sopra. L’altra sera ho visto con i miei figli il film “Air” sulla collaborazione tra Jordan e Nike, cosa che mi ha fatto profondamente riflettere sui famosi 10 punti della Nike. Parlandone con Manu siamo d’accordo che questi dieci principi ci colpiscono visceralmente, e abbiamo voluto esplorare perché risuonassero così fortemente con noi. La nostra teoria di base è che la Verità è una sola, e quando qualcosa funziona davvero - come ha fatto la Nike nel trasformarsi da azienda di nicchia a colosso mondiale - è perché in qualche modo tocca frammenti di questa verità universale. Ecco il famoso decalogo, con una breve sintesi di quello che abbiamo discusso: 1. “Our business is change” - Il Vangelo di Marco ci insegna che non si mette vino nuovo in otri vecchi. Il cambiamento non è staticità, ma crescita dinamica come un seme che diventa albero. È la stessa identità che si approfondisce e si sviluppa, come un matrimonio che dopo vent’anni è più profondo di quello dei primi giorni. 2. “We are on offense all the time” - Gesù dice “Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo”. Non è una vita passiva in attesa che qualcuno bussi alla porta, ma un atteggiamento proattivo. Siamo chiamati a stare “sul pezzo”, pronti per ogni situazione della vita come occasione di crescita e testimonianza. 3. “Perfect results count, not perfect process. Break the rules: fight the law” - “Il sabato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato”. Non si tratta di essere anarchici, ma di avere un dialogo profondo con la propria coscienza. Quando una legge incontra il suo limite, è l’occasione per superarla. È fondamentale guardare all’obiettivo, non al processo perfetto. 4. “This is as much about battle as about business” - Gesù non è venuto a portare pace ma spada. La vita cristiana comporta conflitto con se stessi e con gli altri. Non tutti capiranno le nostre scelte quando abbracciamo radicalmente la nostra missione. Il cammino di fede è una battaglia. 5. “Assume nothing, make sure people keep their promises, push yourself, push others, stretch the possible” - La parabola dei talenti ci insegna che dobbiamo far fruttificare ciò che ci è stato affidato. Non basta nascondere il talento sotto terra. C’è una comfort zone da abbandonare, un ignoto da esplorare. Ognuno ha il proprio posto nel corpo della Chiesa e deve dare il massimo secondo i doni ricevuti. 6. “Live off the land” - “Guardate gli uccelli del cielo, non seminano né mietono eppure il Padre celeste li nutre”. È la provvidenza che si innesca quando fai quello che devi fare con fiducia. Non significa buttarsi, ma fare discernimento e poi fidarsi che si aprirà una strada. 7. “Your job isn’t done until the job is done” - “Chi mette mano all’aratro e poi si volge indietro non è adatto per il regno di Dio”. È questione di determinazione, di portare fino in fondo la missione affidata. Non è l’orario che definisce quando hai finito, ma il completamento del compito. 8. “Dangers: Bureaucracy, personal ambition, energy takers vs energy givers” - “State attenti, vegliate”. I pericoli nel cammino ci sono sempre, sia esterni che interni come l’orgoglio e l’ambizione personale. L’ambizione può far passare in secondo piano la missione quando non otteniamo i riconoscimenti sperati. 9. “It won’t be pretty” - “Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio, io ho vinto il mondo”. Il cammino profondo con il Signore è come un’operazione a cuore aperto senza anestesia. È doloroso ma porta frutto. Il simbolo del cristianesimo è una croce, non Gesù risorto. 10. “If we do the right things, we’ll make money damn near automatic” - “Cercate invece innanzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”. Questo principio l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle in più occasioni. Quando ti concentri sulla Verità e su fare le cose giuste, tutto il resto viene di conseguenza. Citazioni dall’episodio “Il punto è questo: non è che se ti viene detta di fare una cosa, tu da bravo bambino fai quella cosa e stai nel giusto. Non è così. Le leggi sono state fatte per cercare di regolamentare una situazione, però che cosa succede quando una legge incontra il suo limite? Quella è l’occasione per generalizzare quella legge, per superarla.” “Entrare in un cammino profondo col Signore è un’operazione a cuore aperto senza anestesia. È molto doloroso, molto doloroso, però è una strada che porta frutto.” “Il combattimento spirituale è come vedere una partita in cui già conosci il risultato. Durante la partita ci saranno tantissimi falli cattivi proprio sul ginocchio, quelli che fanno male, gente portata in barella, elicotteri che partono, però il risultato già lo sai: Alla fine, se rimani fedele, se rimani in partita, la vittoria è tua.” Riferimenti Libri: Knight, Phil. Shoe Dog (L’arte della vittoria in italiano) Eldredge, John. Wild at Heart Film: Air (Storia della collaborazione tra Jordan e Nike) Serie TV: The Chosen (Serie televisiva sulla vita di Gesù)

Briciole di Vangelo
Venerdì 31 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 31, 2025 3:50


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Giovedì 30 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 30, 2025 3:26


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Mercoledì 29 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 29, 2025 5:29


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Lunedì 27 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 27, 2025 2:58


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Sabato 25 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 25, 2025 1:59


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Martedì 21 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 21, 2025 4:56


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Domenica 19 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 19, 2025 3:43


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Keration Podcast
Crurifragium vs Crucifixio: il dettaglio che riscrive la croce

Keration Podcast

Play Episode Listen Later Oct 19, 2025 2:06


Crucifixio o crurifragium?Da secoli, Gesù è raffigurato morente suuna croce. E se, nel corso del tempo, fosse stato commesso un errorelinguistico?Il Vangelo di Giovanni dice che i giudeichiesero a Pilato di velocizzare la morte di Gesù e degli altri due condannatitramite la pratica chiamata in latino crurifragium (Giovanni 19:31).Questo era un modo brutale di impartire la punizione. Una persona appesa a unpalo aveva difficoltà a respirare. Con le gambe rotte, non sarebbe stato ingrado di sollevare il suo corpo e alleviare la pressione sui polmoni, quindisarebbe soffocato.I soldati però ruppero le gambe solo aidue ladri. Il corpo di Gesù, il quale era già morto, non fu sottoposto a questatortura (Giovanni 19:32, 33).Crurifragium hauna forte assonanza con crucifixio. Questa seconda parola è più facileda pronunciare rispetto alla prima. Vuoi vedere che, con il tempo, perfacilitare la pronuncia, hanno preferito “crocifiggere” Gesù piuttosto cheriportare i fatti come avvennero davvero, trasformando il palo di tortura inuna croce?

Briciole di Vangelo
Giovedì 16 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 16, 2025 2:43


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Martedì 14 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 14, 2025 2:46


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Lunedì 13 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 13, 2025 3:19


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Domenica 12 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 12, 2025 4:14


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Sabato 11 ottobre

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Play Episode Listen Later Oct 11, 2025 4:24


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Mercoledì 8 ottobre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Oct 8, 2025 3:55


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La Voce del Pastore
“Il Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio” • 07 Ottobre 2025

La Voce del Pastore

Play Episode Listen Later Oct 7, 2025 52:52


Il Messaggio di Oggi: “IL VANGELO DI GESÙ CRISTO, FIGLIO DI DIO” • Marco 1: 1 • Matteo 1: 21 • Giovanni 1: 29 • Atti 4: 12 • Filippesi 4: 23 • Giovanni 1: 16 • Efesini 1: 5 (6-8) • Matteo 13: 45 • Matteo 13: 44 • Matteo 13: 46 • Luca 17: 20-21 • Giovanni 3: 3 • Ezechiele 36: 27 • Ezechiele 36: 26 • Ezechiele 36: 25 • Ebrei 10: 22 • Romani 5: 1 • Ebrei 4: 12 • Efesini 5: 26 • Giovanni 3: 5 • Ezechiele 36: 27--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio

ScuolaNonScuola Podcast- incontri con Pier Giorgio Caselli
Meister Eckhart, il Vangelo e la pratica di consapevolezza

ScuolaNonScuola Podcast- incontri con Pier Giorgio Caselli

Play Episode Listen Later Oct 1, 2025 20:37


In questo podcast (tratto dal recente ritiro in Sardegna), Pier Giorgio parla dell'amato Meister Eckhart, teologo e mistico del Medioevo, e propone un passaggio tratto dai suoi scritti, “Dio, liberami da dio”, collegato ad un passo del Vangelo che è la frase che Gesù rivolge ai Farisei e cioè: “Se foste ciechi, non avreste peccato, ma poiché dite di vedere, siete peccatori”. Questi due potenti insegnamenti messi a confronto, possono rappresentare per l'uomo di ogni tempo un'autentica preghiera, una vera e propria pratica da portare nel quotidiano, che può condurci alla scoperta di Dio al di là dei concetti mentali, delle credenze, e dei significati che nel corso dei secoli gli abbiamo attribuito. Più in generale, queste parole possono condurci a vedere gli “dei”, gli idoli (il successo, la relazione perfetta, l'erudizione, l'illuminazione, ecc.) che magari ci sono stati trasmessi dalla famiglia, e se non ne siamo consapevoli (se siamo “ciechi”), possono condizionare le nostre esistenze, e portarci a “peccare” nel suo significato più autentico, cioè di mancare una vita felice e viverla invece in maniera superficiale, persi dietro queste “illusioni”.

Briciole di Vangelo
Domenica 28 settembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Sep 28, 2025 4:05


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Giovedì 25 settembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Sep 25, 2025 2:06


Il Vangelo di oggi

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 25] Commento: Giovanni l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui?

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Sep 24, 2025 1:51


Chi è Gesù? La domanda è ormai sulla bocca di tutti... Il Vangelo odierno parla dei dubbi che affliggono Erode sulla stessa figura di Gesù. Egli prende ad esempio l'aspettativa del popolo giudaico, chiedendosi se Gesù non fosse in realtà l’atteso Elia. Il ricordo degli antichi profeti, però, non basta a definire la figura di questo Messia, che si proclama il Figlio di Dio. Insoddisfatto di questa risposta, Erode allora cerca di paragonare Gesù con un’esperienza che egli stesso ha vissuto in prima persona. Il ricordo va subito a quel Giovanni Battista che egli stesso ha fatto decapitare, ma del quale aveva un insondabile rispetto. Il confronto, anche con personalità moralmente ineccepibili come san Giovanni Battista, non riesce a rispondere in modo adeguato all’interrogativo dal quale è partito Erode. Non sono bastati gli innumerevoli miracoli compiuti da Gesù, che si è dimostrato padrone assoluto degli elementi naturali; non è servito il suo saper guarire tutte le malattie e il riconoscere in Lui un profondo conoscitore dell’animo umano, di tutti gli uomini. C’è qualcosa che sfugge ancora e che si riferisce proprio alla qualità di questo Regno che Egli sta annunciando. Gesù non si presenta con le stesse caratteristiche messianiche a quel popolo giudaico che pure lo sta aspettando. Il Mistero di Gesù sfugge completamente a Erode; non riesce a inserirlo in nessuna delle categorie che ha a disposizione; Gesù non si adatta completamente alla cultura giudaica dalla quale trae origine e non si sottomette del tutto alla storia degli uomini. Per noi, oggi, vi è l’invito a non credere che il messaggio di Gesù si adatti alle nostre esigenze; siamo noi che dobbiamo purificare il nostro cuore con l’incontro con lo stesso Gesù.

Briciole di Vangelo
Lunedì 22 settembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Sep 22, 2025 3:37


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Sabato 20 settembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Sep 19, 2025 3:00


Il Vangelo di oggi

Briciole di Vangelo
Giovedì 18 settembre

Briciole di Vangelo

Play Episode Listen Later Sep 17, 2025 3:58


Il Vangelo di oggi

Deejay Chiama Italia
Viola Marconi, un libro al giorno: Il Vangelo secondo Biff – amico di infanzia di Gesù di Christopher Moore

Deejay Chiama Italia

Play Episode Listen Later Jul 16, 2025 8:16


Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali

Oggi facciamo un bel salto, prima nel passato, ma molto vicino, appena una settimana. E poi un saltone che ci porta nel bel mezzo del dopo guerra, in un Italia poco conosciuta e poco raccontata, in cui un personaggio molto interessante ha raccontato, fatto raccontare e sconvolto. Pronti? Mettetevi comodi, stiamo per iniziare. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Don't Do These 9 Things in Italy - https://www.youtube.com/watch?v=-jNhbbYqHq8 In Italia e' arrivato il caldo, ma non solo, e' arrivato e poi e' andato anche via, il signor Amazon e si e' sposato, ma come e' andata? Raffaele ci aggiorna su come e' andata e come hanno reagito gli italiani. Curiosita', il matrimonio e' stato celebrato nell'arsenale di Venezia, ma cosa e' e dov'e'? E' una parte della citta' insulare di Venezia, erano cantieri navali e officine. https://it.wikipedia.org/wiki/ArsenalediVenezia Poi parliamo di Pier Paolo Pasolini! Matteo aveva proposto di parlare di questo interessantissimo personaggio. Proviamo a parlarne in una sezione, sperando di riuscire ad incuriosirvi. Consigliamo anche solo la pagina wiki, e' un ottimo spaccato su un Italia meno da vetrina, e piu' vera del dopoguerra. Ecco alcuni link interessanti. Pier Paolo Pasolini wiki Italiano https://it.wikipedia.org/wiki/PierPaoloPasolini wiki inglese https://en.wikipedia.org/wiki/PierPaoloPasolini I libri ai quali abbiamo accennato: Ragazzi di vita - Garzanti, Milano 1955; con un'Appendice contenente Il metodo di lavoro e I parlanti, Einaudi, Torino, 1979. Una vita violenta - Garzanti, Milano 1959 (nuova edizione: Einaudi, Torino 1979). Sceneggiatura alla quale abbiamo accennato: Il Vangelo secondo Matteo, a cura di Giacomo Gambetti, Garzanti, Milano 1964; poi in Il Vangelo, Edipo re, Medea, Introduzione di Morando Morandini, Garzanti, Milano 1991-2006-2020, pp. 7–300. Trascrizione Raffaele: [0:23] Buongiorno Matteo, come va? Matteo: [0:27] Buongiorno, bene, bene. Raffaele: [0:29] Ormai quando ci salutiamo io non ti chiedo più come stai, ma ti chiedo qual è la temperatura. Matteo: [0:34] Qui la temperatura è alta rispetto alle medie, però comunque è accettabile, siamo intorno ai 25, penso. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership