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Perché dovremmo lasciare andare? Il cambiamento, di solito, porta con sé benefici fondamentali per il nostro benessere psicofisico. Quando decidiamo di mollare la presa, guadagniamo tre risorse preziose:Energia: tutto ciò che tratteniamo (spesso senza rendercene conto) consuma energia mentale, emotiva e psichica. È per questo che a volte ci sentiamo esausti senza un motivo apparente: c'è un carico sotterraneo che mantiene in piedi ciò che non lasciamo andare. Liberandocene, riacquistiamo immediatamente vitalità.Presenza: rimanere concentrati sul passato ci toglie dal momento presente, privandoci del benessere attuale.Spazio: trattenere il vecchio toglie spazio al nuovo, bloccando il flusso della vita.Spesso però ci incastriamo in un paradosso del cambiamento: vogliamo avere di più, ma senza lasciare andare nulla. Desideriamo cambiare, pretendendo però di rimanere esattamente identici a noi stessi. Cosa ci impedisce davvero di lasciare andare? La risposta sta nel prezzo che cerchiamo di evitare: il discomfort (il dolore emotivo legato al distacco).Per superare questo blocco, dobbiamo comprendere la natura del dolore:*Il dolore del lasciare andare è inevitabile, ma ha una fine.*Il dolore del trattenere è evitabile, ma dura all'infinito.Che cos'è, di fatto, lasciare andare?Non è un atto immediato, ma un percorso che richiede consapevolezza (è un processo che inizia quando ci rendiamo conto di essere attaccati a qualcosa); accettazione (significa arrendersi ai dati di realtà); scelta (è una decisione intenzionale, un atto di volontà con cui stabiliamo di non aggrapparci più)Prima di agire, dobbiamo porci una domanda fondamentale: “Sono davvero disposto a lasciare andare?”Cosa si può fare concretamente? Se la risposta alla domanda precedente è sì, ecco due strumenti pratici per aiutarti a chiudere il cerchio:Scrivere una lettera di congedo: mettere nero su bianco le proprie emozioni offre il tempo necessario per elaborare il distacco e salutare ciò che è stato. È utile scrivere sinceramente cosa sentiamo, anche esprimendo gratitudine per ciò che stiamo lasciando andare.Utilizzare la visualizzazione guidata (la galleria dei ricordi-guardi la tua storia dall'esterno, come se fossi uno spettatore in un museo; o il lancio- immagini l'oggetto del tuo attaccamento e visualizzi l'atto di lanciarlo il più lontano possibile da te).Sei disposto a lasciare andare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Conosci il tuo nemico. Perché il tuo nemico sei tu.Ultimates 17, scritto da Deniz Camp, disegnato da Phil Noto, edito da Panini Comics.
Siamo noi i veri architetti delle prigioni da cui poi fatichiamo a liberarci. Eppure, evolvere significa proprio questo: imparare a posare i pesi che trasciniamo, fare ordine nella mente e nella vita, e chiederci onestamente cosa sia davvero utile per il viaggio che abbiamo davanti.Trattenere ci viene naturale. È un riflesso che impariamo da bambini, quando stringere forte qualcosa ci faceva sentire al sicuro. Alla base di questa resistenza c'è l'illusione del controllo: siamo convinti che ciò che stringiamo rimanga sotto il nostro dominio. Ma è solo un trucco della nostra mente. Il cervello ama la familiarità: ciò che è noto rasserena il sistema nervoso, mentre l'ignoto attiva l'allarme.Questo meccanismo tocca anche la nostra identità, che costruiamo attraverso le relazioni e i ruoli che interpretiamo al loro interno. Per questo, lasciare andare una situazione spesso significa dover lasciare andare una parte di noi stessi. Dietro questa fatica si nascondono bisogni profondi: una reale necessità di sicurezza, il desiderio di appartenenza e il bisogno di continuità.In ultima analisi, a bloccarci è sempre la paura. Paura dell'ignoto, dell'abbandono, e soprattutto paura del dolore. Ma il dolore va attraversato. Attraversarlo davvero significa viverlo senza aggiungere drammi e senza sottrarre nulla alla realtà, finché non smette di risuonare dentro di noi. Se lo evitiamo, rimarrà un eterno conto in sospeso.Come si fa, quindi, a lasciare andare? Con un atto di pura presenza. Basta decidere di farlo. Si lascia andare nel qui e ora, per iniziare a camminare verso il futuro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Abbiamo scelto di dedicare la puntata 95 a un titolo forte, non perché non se ne fosse parlato nei precedenti episodi, bensì per la necessità di chiarire ancora una volta come i Carabinieri furono venduti dal regime di Salò e dai fascisti repubblichini e dai militi della milizia, ben lieti di eliminare definitivamente un problema dato dalla fedeltà alle Istituzioni monarchiche e statuali del regno d'Italia che i Carabinieri simboleggiavano. Dunque il titolo “I Carabinieri in Nord Italia: 4 agosto 1944(l'ultima presenza)”. In questo caso, abbiamo guardato a contenuti già toccati, magari solo parzialmente, ma che in questa occasione abbiamo messo a sistema. Così si parla di Torino, dell'alessandrino, del Veneto e del Grappa, della Lucchesia. Fonti consultate:Ferdinando Angeletti, I Carabinieri nella Resistenzaalessadrina. Presenza e numeri, in Flavio Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1944. Le Resistenze al regime collaborazionista, Numero Speciale della Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, 2024, pp. 200-201.Egidio Ceccato, La Resistenza sul Grappa. I Carabinieri del Tenente Giarnieri, in Flavio Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1944. Le Resistenze al regime collaborazionista, Numero Speciale della Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, 2024, pp. 255-257. (Vedi anche l'episodio 87. I Carabinieri al Nord. Il Massiccio del Grappa)Maria Garbari, Il Gruppo Carabinieri di Trento, in Flavio Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1944. Le Resistenze alregime collaborazionista, Numero Speciale della Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, 2024, pp, p. 283. (Vedi anche l'episodio 88. La Resistenza dei Carabinieri. I Carabinieri di TrentoGiuseppe Pardini, Il nuovo Corpo della Guardia NazionaleRepubblicana. I Carabinieri di Lucca, in Flavio Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1944. Le Resistenze al regime collaborazionista, Numero Speciale della Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, 2024, pp. 128-129.Giovanni Salierno, La deportazione dei Carabinieri dall'Italia del Nord: la legione di Torino, in Notiziario Storico dell'Arma dei Carabinieri, a. VII (2022), n. 2, pp. 14-23.Vi aspettiamo sui principali canali. A presto!
Spesso si sente dire che la somatizzazione è "solo una questione psicologica", quasi a voler dire che i sintomi siano inventati o frutto di suggestione. Assolutamente no. Somatizzare non significa affatto "essere isterici". Il sintomo fisico esiste davvero, è reale e si fa sentire. La somatizzazione è, a tutti gli effetti, la trasformazione di elementi psichici in elementi fisici. Quando un bisogno resta insoddisfatto o un'emozione non viene riconosciuta, quell'energia non svanisce nel nulla: si riversa nel corpo, trasformandosi in un'arma contro noi stessi.Le emozioni sono, per loro natura, pura energia in movimento. Se questa energia non viene riconosciuta, processata e infine espressa, rimane intrappolata e si trasforma in energia fisica.Ma perché accade? Il blocco della paura: Di solito è proprio la paura che inibisce la nostra capacità di sentire ed esprimere le emozioni. La censura della mente: I nostri sistemi di difesa psicologici ci impediscono di vedere o accogliere determinati vissuti perché la nostra mente li reputa intollerabili.Il corpo comunica semplicemente ciò che la testa tace. Se non vogliamo che le emozioni si somatizzino, l'unica via d'uscita è permettere loro di esprimersi. Se cerchiamo il canale di comunicazione principale tra la mente e il corpo, lo troviamo nel respiro.Quando respiriamo male, in modo superficiale o contratto, alteriamo e blocchiamo la nostra capacità di sentire le emozioni nel corpo. Al contrario, attraverso un respiro regolato, abbiamo il potere di disciplinare il nostro stato fisico ed emotivo.Il respiro non è solo aria: è un messaggio continuo e diretto che diamo al nostro sistema nervoso. Imparare a respirare significa ricominciare a sentire, per lasciare andare ciò che ci portiamo dentro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Invochiamo lo Spirito Santo affinché porti guarigione e sollievo nelle nostre vite. Una preghiera profonda per chi sta attraversando un momento di sofferenza fisica o spirituale. Lascia la tua intenzione nei commenti e pregheremo per te. #guarigione #spiritosanto #preghiera #fede #miracolo
Il chiarimento delle Entrate sulla compensazione dei crediti d’imposta derivanti da interventi edilizi, la tassazione agevolata delle pensioni di sicurezza sociale tedesche percepite da chi è rientrato in Italia, il trattamento IVA della rivendita di un autoveicolo. A cura di Anita Mauro
Buongiorno, in questo video esploro come il “so di non sapere”, da Socrate ai maestri contemporanei, possa aprire uno spazio di presenza più ampio della mente e dei suoi concetti. Quando smettiamo di aggrapparci alle nostre certezze, si apre una verità interiore che non si può spiegare: si può solo riconoscere.Il non sapere diventa così un varco, un passaggio silenzioso attraverso cui la consapevolezza si fa più viva, più libera, più autentica.Se vuoi riflettere su questo tema e ascoltare alcune citazioni di maestri spirituali, buon ascoltoDiegoPer iscriverti alla mia newsletter mensile e ricevere contenuti e il calendario degli appuntamenti:https://mailchi.mp/c7f5d3545cf2/newsletterdiegogiaimiConsulta la scheda del libro “Lo sguardo dell'anima"https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__sguardo-anima-diego-giaimi-libro.php?pn=6774Per iscriverti alla mia newsletter mensile e ricevere contenuti e il calendario degli appuntamenti:https://mailchi.mp/c7f5d3545cf2/newsletterdiegogiaimi Puoi rimanere aggiornato su video, riflessioni ed eventi che propongo iscrivendoti al mio canale YouTube:https://www.youtube.com/c/diegogiaimi?sub_confirmation=1Su Facebook: https://www.facebook.com/diegogiaimiTramite il mio sito http://www.diegogiaimi.comSu instagram:https://www.instagram.com/diegogiaimi/Su Telegram:https://t.me/diegogiaimi
Tutti vogliamo stare bene e ognuno cerca delle strategie per poter accrescere il proprio benessere emotivo. Ma da dove possiamo partire? Quali sono i passaggi per fare una valutazione sul nostro stato emotivo?Prestare attenzione alle proprie emozioni e comprendere come valutare il proprio stato emotivo è di fondamentale importanza. Il benessere emotivo non consiste nell' essere sempre felici, ma nel saper gestire efficacemente le diverse emozioni che si provano.Per valutare il benessere emotivo possiamo iniziare con l'identificazione delle emozioni provate e la valutazione dell'intensità da 1 a 10 in situazioni specifiche. Possiamo, per esempio, valutare diverse situazioni come la frustrazione, il conflitto e la rinuncia alla gratificazione e le emozioni provate in tali contesti. E' importante essere onesti con se stessi nella valutazione del proprio benessere emotivo e prestare attenzione al fatto che valori elevati di emozioni negative possono richiedere un lavoro di gestione e miglioramento.Ma quali sono i sintomi legati al malessere emotivo a cui prestare attenzione?In primo luogo, il pensiero dicotomico, ossia la tendenza a vedere le situazioni in modo polarizzato, con la necessità di dimostrare di avere ragione o di considerare gli altri come nemici. Questo può generare reattività e tensioni nelle relazioni interpersonali.In secondo luogo, il pensiero catastrofico, che consiste nella tendenza a immaginare scenari negativi e catastrofici anche di fronte a situazioni di minore entità. Questo tipo di pensiero può alimentare ansia e preoccupazione costante.Inoltre, la personalizzazione, ovvero la tendenza a personalizzare situazioni ed eventi, come se il mondo girasse intorno a noi.Infine la difficoltà di gestire le emozioni di secondo livello, ovvero quelle generate dalla mente, riflettendo sulle situazioni che scatenano queste emozioni e a registrando quando si verificano, per poter lavorare sulla comprensione delle situazioni e dei pensieri associati, al fine di modificare la percezione e le reazioni emotive. L'obiettivo è sviluppare una migliore gestione delle emozioni.Cosa possiamo fare? Osservare e riconoscere le proprie emozioni, attraversarle senza paura e smettere di giudicarle. Fare un check-up delle situazioni che attivano le emozioni e valutare l'intensità di sintomi come la rabbia, la paura o la tristezza. Praticare la meditazione per osservare e riconoscere i propri pensieri, senza cercare di zittire la mente. Questi sono solo alcuni esempi di strategie da utilizzare per iniziare a lavorare con le proprie emozioni e aumentare il proprio benessere emotivo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Buongiorno, condivido con voi un nuovo breve video che apre la playlist dedicata al risveglio interiore, ispirata agli insegnamenti di Georges Ivanovich Gurdjieff e al lavoro pratico sulla presenza e sulla consapevolezza.È un percorso pensato per accompagnarti passo dopo passo nella scoperta di quanto viviamo spesso in modo “automatico”, identificati con pensieri, emozioni e corpo… e di come sia possibile iniziare un reale lavoro su di sé.Nei video troverai:• come uscire dal “pilota automatico” e dall'identificazione• pratiche quotidiane di Presenza e ricordo di sé• gli stati di coscienza e il lavoro sui tre centri (mente, emozione, corpo)• consigli di lettura per approfondire il camminoÈ un percorso adatto sia a chi si avvicina per la prima volta a questi temi, sia a chi desidera approfondire con un approccio concreto, diretto e pratico.
Buongiorno, ogni giorno perdiamo più energia di quanta immaginiamo.A volte non ce ne accorgiamo nemmeno: semplicemente, a fine giornata ci sentiamo svuotati.In questo short riassumo alcuni aspetti di questa perdita che incidono molto sul nostro equilibrio.Se vuoi approfondire il tema della perdita di energia in modo più ampio, lascio un video dedicato:https://youtu.be/oHsgNUduM5EE buona visione, con questo video dove ho provato a introdurre anche un piccolo elemento di storia animata.Buona giornataDiego
LA STANZA DELLA GRATITUDINE (viaggio interiore) Buongiorno, oggi condivido con te una meditazione guidata: “La stanza della gratitudine – Un viaggio nel cuore e nella gratitudine”.È una pratica semplice, ma profondamente trasformativa.Un invito a fermarsi, respirare e riconnettersi a quei momenti, piccoli o grandi, che illuminano la nostra vita e che spesso passano inosservati.In questa meditazione ti accompagno dentro uno spazio simbolico: una stanza interiore dove custodire ricordi, relazioni, gesti, insegnamenti.Un luogo dove la gratitudine diventa presenza, chiarezza, apertura del cuore.È una pratica che puoi fare ogni giorno, o ogni volta che senti il bisogno di ritrovare centratura, calma e una prospettiva più ampia sulla tua esperienza.Se desideri coltivare la gratitudine come forza viva nella tua quotidianità, questo viaggio potrebbe essere un buon punto da cui iniziare.Questa meditazione è ispirata ai contenuti del libro “Il Senso”, Il Giardino dei Libri Edizioni:https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__senso-ordine-tesse-esperienza-terrena-diego-giaimi-libro.php?pn=6774Buon viaggio interiore Diego
Tutti vogliamo stare bene e ognuno cerca delle strategie per poter accrescere il proprio benessere emotivo. Ma da dove possiamo partire? Quali sono i passaggi per fare una valutazione sul nostro stato emotivo?Prestare attenzione alle proprie emozioni e comprendere come valutare il proprio stato emotivo è di fondamentale importanza. Il benessere emotivo non consiste nell' essere sempre felici, ma nel saper gestire efficacemente le diverse emozioni che si provano.Per valutare il benessere emotivo possiamo iniziare con l'identificazione delle emozioni provate e la valutazione dell'intensità da 1 a 10 in situazioni specifiche. Possiamo, per esempio, valutare diverse situazioni come la frustrazione, il conflitto e la rinuncia alla gratificazione e le emozioni provate in tali contesti.E' importante essere onesti con se stessi nella valutazione del proprio benessere emotivo e prestare attenzione al fatto che valori elevati di emozioni negative possono richiedere un lavoro di gestione e miglioramento.Ma quali sono i sintomi legati al malessere emotivo a cui prestare attenzione?In primo luogo, il pensiero dicotomico, ossia la tendenza a vedere le situazioni in modo polarizzato, con la necessità di dimostrare di avere ragione o di considerare gli altri come nemici. Questo può generare reattività e tensioni nelle relazioni interpersonali.In secondo luogo, il pensiero catastrofico, che consiste nella tendenza a immaginare scenari negativi e catastrofici anche di fronte a situazioni di minore entità. Questo tipo di pensiero può alimentare ansia e preoccupazione costante.Inoltre, la personalizzazione, ovvero la tendenza a personalizzare situazioni ed eventi, come se il mondo girasse intorno a noi.Infine la difficoltà di gestire le emozioni di secondo livello, ovvero quelle generate dalla mente, riflettendo sulle situazioni che scatenano queste emozioni e a registrando quando si verificano, per poter lavorare sulla comprensione delle situazioni e dei pensieri associati, al fine di modificare la percezione e le reazioni emotive. L'obiettivo è sviluppare una migliore gestione delle emozioni.Cosa possiamo fare? Osservare e riconoscere le proprie emozioni, attraversarle senza paura e smettere di giudicarle. Fare un check-up delle situazioni che attivano le emozioni e valutare l'intensità di sintomi come la rabbia, la paura o la tristezza. Praticare la meditazione per osservare e riconoscere i propri pensieri, senza cercare di zittire la mente.Questi sono solo alcuni esempi di strategie da utilizzare per iniziare a lavorare con le proprie emozioni e aumentare il proprio benessere emotivo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Ci sono luoghi che non fanno paura perché succede qualcosa. Fanno paura perché sembra che qualcosa sia già successo. Case antiche, cortili chiusi, scale che portano verso il basso invece che verso l'alto. E poi c'è quella sensazione sottile, difficile da spiegare: non l'idea di essere osservati, ma quella di aver disturbato qualcosa. A La Laguna, nel cuore di Tenerife, c'è una casa così. Oggi è un museo. Di giorno è luminosa, elegante, attraversata da scolaresche e visitatori. Ma di notte — raccontano — cambia. Porte che si chiudono. Ombre che non dovrebbero esserci. Una presenza che sembra legata a una storia antica, tragica, mai davvero chiarita. Una ragazza. Un matrimonio imposto. Un pozzo. È la leggenda di Catalina Lercaro. O almeno… è così che viene raccontata. Ma che cosa succede quando una storia è così potente da sopravvivere anche ai fatti? Quando un fantasma sembra più reale della persona che dovrebbe averlo generato?SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!
Vive a Laghi ma è originaria del Marocco la giovane che giovedì scorso ha salvato la vita ad un uomo. Succede tutto verso la fine del pranzo: in un ristorante affollato della valle, la conversazione si interrompe di colpo. Un uomo, seduto ad un tavolo, smette di respirare dopo aver ingerito un boccone. Il respiro si blocca, il corpo si irrigidisce, la sedia si rovescia. In sala cala un silenzio irreale, rotto solo dalle richieste d'aiuto dei familiari.
INTERVISTA E LIBERO ARBITRIOBuongiorno,qualche giorno fa ho registrato un'intervista con Luca, il “Dottor Monty”, che sta portando avanti un suo progetto di divulgazione su temi energetici e spirituali attraverso video e interviste.Ha partecipato a molti miei incontri e corsi, conosce bene il mio lavoro e, dopo aver letto alcuni miei libri, ha voluto propormi un'intervista sul viaggio dell'anima, il destino e il libero arbitrio.Sono temi vastissimi, e Luca ha scelto domande ampie e a volte “controverse”. Non avendo voluto leggerle in anticipo, ho cercato di rispondere aprendo ragionamenti e offrendo punti di vista che potessero essere utili.L'intervista dura circa un'ora e, rispetto ai miei video abituali, emerge anche quell'umorismo che nei corsi e nelle relazioni dal vivo viene naturale, mentre da solo su YouTube faccio più fatica a far trasparire.Buon ascolto,DiegoConsulta la scheda del libro “Lo sguardo dell'anima"https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__sguardo-anima-diego-giaimi-libro.php?pn=6774Consulta la scheda del libro "I destini dell'anima": https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__destini-anima-diego-giaimi-libro.php?pn=6774
Conoscere se stessi non è un semplice esercizio intellettuale, ma l'atto di giungere alla radice del proprio essere. Secondo le guide del Cerchio Firenze 77, la nostra presenza nel mondo non è casuale, ma rappresenta l'espressione di un preciso grado di consapevolezza. Noi siamo, nella nostra essenza, della stessa sostanza della Coscienza Assoluta. Quest'ultima si manifesta nella nostra realtà attraverso la "coscienza relativa". Tuttavia, raramente percepiamo questa natura divina a causa di una serie di filtri che offuscano la nostra visione:Abitudini consolidate.Convinzioni limitanti.Opinioni e pregiudizi sul mondo.Questi filtri condizionano il nostro modo di relazionarci con l'esterno, facendoci perdere il contatto con la scintilla divina che risiede in ognuno di noi. Perché viviamo questa separazione? Esiste un fine evolutivo: dobbiamo essere pienamente immersi nella condizione umana per compiere un'esperienza specifica. Ogni vita è un tassello di un più ampio percorso di crescita. La nostra attuale inconsapevolezza è, in un certo senso, funzionale al viaggio che stiamo compiendo. Spinti dai "falsi bisogni" dell'ego — come la ricerca di riconoscimento o l'affermazione personale — costruiamo relazioni basate su dinamiche di cui spesso non siamo consci. Alla base di tutto ciò vi è il sentimento di separatività: l'illusione di essere distinti e isolati dagli altri e dal Tutto. L'obiettivo finale della nostra evoluzione è il superamento di questa barriera. Il percorso di auto-conoscenza serve a:Riconoscere i meccanismi dell'io che ci tengono isolati.Passare dall'interesse esclusivo per se stessi alla protesi verso l'altro.Approdare alla dimensione della fusione e dell'amore universale.In sintesi: Conoscere se stessi significa lavorare attivamente per abbattere i filtri della mente e riscoprire l'unità sottostante, trasformando la separazione in un atto di amore consapevole.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Non ama l'idea del successo improvviso, e forse è proprio questo a raccontarla meglio. La vittoria di Valentina Sala alla 30ª edizione di Lady Drink, nella categoria Long Drink, non arriva come un colpo di fortuna, ma come il punto d'approdo di un percorso fatto di lavoro, sacrifici e crescita lenta. Nata a Pordenone 41 anni fa, cresciuta in Puglia e oggi a Pescara, Sala ha costruito la propria identità professionale attraversando mondi diversi, prima nell'accoglienza e nella ristorazione, poi nel bartending. In questa intervista parla di tecnica e intuizione, di ospitalità e competizioni, ma anche di una questione ancora aperta per molte donne: come conciliare il lavoro con il desiderio di una vita personale piena.
Più che Dragonero, qui siamo al Dragonero truffato dalla copertina.Dragonero 154 "La signora dei lupi", scritto da Luca Enoch, disegnato da Salvatore Porcaro, edito dalla Sergio Bonelli Editore.
In evidenza i futuri e importanti cambiamenti nella Scuola Media ticinese con il Consiglio di Stato che ha approvato il Messaggio “Generalizzazione del superamento dei corsi attitudinali A e base B nella scuola media”. Il Messaggio presenta i risultati della sperimentazione sul superamento dei corsi attitudinali e base (“corsi A e B”) e, tenuto conto degli esiti della stessa e della valutazione del gruppo di accompagnamento, come richiesto dal Gran Consiglio, ne propone la generalizzazione a tutta la scuola media. In tal modo sarà possibile superare i limiti dell'attuale sistema dei corsi A e B e rafforzare il benessere di allieve e allievi in ambito scolastico. Il 13 marzo 2023 il Gran Consiglio aveva dato il proprio avallo all'avvio di una sperimentazione per il superamento dell'attuale sistema di differenziazione strutturale caratterizzato dai corsi A e B in matematica e tedesco in III e IV media. Una sperimentazione ritenuta indispensabile per valutare l'efficacia delle modalità individuate per superare i corsi A e B e che ha portato il Consiglio di Stato, tenuto conto degli esiti della stessa e della valutazione del gruppo di accompagnamento, a “fare i passi necessari per la modifica della base legislativa che elimina il sistema dei livelli”, come richiesto dal Gran Consiglio con l'approvazione del Rapporto parziale di maggioranza del 30 gennaio 2023. La sperimentazione si è svolta durante gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025 in sei istituti di scuola media: Chiasso, Massagno, Caslano, Bellinzona 2, Ambrì e Acquarossa. In questi istituti l'insegnamento della matematica e del tedesco è avvenuto in classi eterogenee, applicando forme diverse, ma complementari, di codocenza (codocenza in tutte le unità didattiche, parziale o a gruppi ridotti). Limitatamente alla IV media, in due delle sei sedi (Acquarossa e Caslano), si è sperimentata anche l'applicazione che prevedeva di proporre percorsi didattici a scopo orientativo denominati “indirizzi opzionali”. La proposta prevede di estendere l'implementazione del superamento dei corsi A e B a partire dal 2027/2028 nell'arco di 6 anni scolastici. Ciò consentirebbe di raggiungere la piena generalizzazione del superamento dei corsi A e B a tutti gli istituti di scuola media entro l'anno scolastico 2032/2033. L'implementazione scaglionata consentirebbe un solido accompagnamento, sarebbe finanziariamente sostenibile, e permetterebbe di adottare aggiustamenti e correttivi in base all'accumularsi di nuove esperienze. Il Consiglio di Stato ritiene che questo investimento nella qualità e nell'equità della scuola dell'obbligo ticinese, in continuità con la storia della scuola media unica, dove una suddivisione strutturale non esiste già più in tutte le altre materie (come pure in matematica e tedesco, nel primo biennio), sia opportuno e sostenibile. Quanto proposto permetterebbe un ulteriore rafforzamento qualitativo della già buona scuola ticinese, andando a diretto beneficio di migliaia di allieve e allievi. Su questo addio ai livelli 1 e 2 (dei corsi A e corsi B), sui suoi vantaggi e svantaggi -con eventuali criticità- e sulla presenza di due docenti per classe, la cosiddetta doppia docenza, si sofferma Tiziana Zaninelli, presidente del Gruppo di accompagnamento e direttrice della Sezione dell'insegnamento medio.
C'è un punto, sottile e quasi impercettibile, in cui la memoria smette di essere semplice... L'articolo Tra mito e presenza: Snoop Dogg Presents: “The Rebirth of Marvin” proviene da Patrizio Longo.
In evidenza i futuri e importanti cambiamenti nella Scuola Media ticinese con il Consiglio di Stato che ha approvato il Messaggio “Generalizzazione del superamento dei corsi attitudinali A e base B nella scuola media”. Il Messaggio presenta i risultati della sperimentazione sul superamento dei corsi attitudinali e base (“corsi A e B”) e, tenuto conto degli esiti della stessa e della valutazione del gruppo di accompagnamento, come richiesto dal Gran Consiglio, ne propone la generalizzazione a tutta la scuola media. In tal modo sarà possibile superare i limiti dell'attuale sistema dei corsi A e B e rafforzare il benessere di allieve e allievi in ambito scolastico. Il 13 marzo 2023 il Gran Consiglio aveva dato il proprio avallo all'avvio di una sperimentazione per il superamento dell'attuale sistema di differenziazione strutturale caratterizzato dai corsi A e B in matematica e tedesco in III e IV media. Una sperimentazione ritenuta indispensabile per valutare l'efficacia delle modalità individuate per superare i corsi A e B e che ha portato il Consiglio di Stato, tenuto conto degli esiti della stessa e della valutazione del gruppo di accompagnamento, a “fare i passi necessari per la modifica della base legislativa che elimina il sistema dei livelli”, come richiesto dal Gran Consiglio con l'approvazione del Rapporto parziale di maggioranza del 30 gennaio 2023. La sperimentazione si è svolta durante gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025 in sei istituti di scuola media: Chiasso, Massagno, Caslano, Bellinzona 2, Ambrì e Acquarossa. In questi istituti l'insegnamento della matematica e del tedesco è avvenuto in classi eterogenee, applicando forme diverse, ma complementari, di codocenza (codocenza in tutte le unità didattiche, parziale o a gruppi ridotti). Limitatamente alla IV media, in due delle sei sedi (Acquarossa e Caslano), si è sperimentata anche l'applicazione che prevedeva di proporre percorsi didattici a scopo orientativo denominati “indirizzi opzionali”. La proposta prevede di estendere l'implementazione del superamento dei corsi A e B a partire dal 2027/2028 nell'arco di 6 anni scolastici. Ciò consentirebbe di raggiungere la piena generalizzazione del superamento dei corsi A e B a tutti gli istituti di scuola media entro l'anno scolastico 2032/2033. L'implementazione scaglionata consentirebbe un solido accompagnamento, sarebbe finanziariamente sostenibile, e permetterebbe di adottare aggiustamenti e correttivi in base all'accumularsi di nuove esperienze. Il Consiglio di Stato ritiene che questo investimento nella qualità e nell'equità della scuola dell'obbligo ticinese, in continuità con la storia della scuola media unica, dove una suddivisione strutturale non esiste già più in tutte le altre materie (come pure in matematica e tedesco, nel primo biennio), sia opportuno e sostenibile. Quanto proposto permetterebbe un ulteriore rafforzamento qualitativo della già buona scuola ticinese, andando a diretto beneficio di migliaia di allieve e allievi. Su questo addio ai livelli 1 e 2 (dei corsi A e corsi B), sui suoi vantaggi e svantaggi -con eventuali criticità- e sulla presenza di due docenti per classe, la cosiddetta doppia docenza, si sofferma Tiziana Zaninelli, presidente del Gruppo di accompagnamento e direttrice della Sezione dell'insegnamento medio.
Cosa vuol dire essere presenti? E cosa c'entra la presenza con le emozioni?Spesso viviamo le emozioni come un peso da subire, arrivando al punto di volerle rifiutare o anestetizzare per non percepirle nel corpo. Uno degli errori più comuni è scambiare la presenza mentale con il vuoto assoluto: crediamo, erroneamente, che essere presenti significhi spegnere i pensieri o soffocare i sentimenti. In realtà, la vera presenza consiste nella capacità di osservare e accogliere ciò che stiamo provando, senza opporre resistenza.Essere presenti significa:• Sentire pienamente: restare in ascolto dell'emozione mentre attraversa il corpo.• Identificare i blocchi: rintracciare i punti in cui tratteniamo la tensione e cercare di scioglierli.• Uscire dalla mente: smettere di rifugiarsi nei pensieri per evitare la realtà del momento.Non riusciamo a vivere davvero le nostre emozioni perché siamo costantemente "altrove", prigionieri dei nostri processi mentali. Il segreto è il passaggio dal pensare al sentire.Quando permettiamo al corpo di "mollare la presa", esso impara gradualmente a reggere la scarica emotiva senza esserne travolto. Dobbiamo accettare che il controllo totale sulle emozioni è un'illusione: non siamo computer programmati per l'efficienza, ma esseri umani definiti dalla nostra sensibilità.L'obiettivo non è dominare l'emozione, ma diventare un contenitore abbastanza grande e consapevole da poterla ospitare.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Spesso cadiamo nell'errore di pensare che essere "presenti" significhi anestetizzare il nostro sentire o eliminare le emozioni. In realtà, la maggior parte delle volte noi subiamo le emozioni: esse ci accadono, non siamo noi a farle succedere intenzionalmente. Anche se ci piace pensare di esserne gli artefici, la verità è che non ne abbiamo il pieno controllo creativo.Molte persone si avvicinano alla meditazione con l'aspettativa di "risolvere" o cancellare gli stati d'animo difficili. È una reazione umana naturale: cerchiamo il piacere e fuggiamo il dolore.Tuttavia, poiché è impossibile controllare gli eventi del mondo esterno, l'unica strada percorribile è imparare a gestire il nostro mondo interiore.Praticare la presenza non significa scacciare la rabbia o la tristezza, ma imparare a "tenere loro compagnia". Le emozioni, comprese quelle più spiacevoli, vanno accolte per essere comprese. Per farlo, dobbiamo ricordare la loro triplice natura:Impermanenza: sorgono e svaniscono, nulla resta per sempre.Insoddisfazione: proprio perché mutano continuamente, non possono offrirci un appagamento definitivo.Impersonalità: le emozioni non sono "noi", sono fenomeni che ci attraversano.A livello profondo, l'emozione è una sensazione fisica accompagnata da una storia. Questa narrazione mentale — l'idea o il concetto che abbiamo delle cose — genera un effetto concreto sul nostro corpo. Spesso finiamo per relazionarci con la nostra interpretazione della realtà anziché con la realtà stessa; è in questo scollamento che perdiamo la vera presenza.Scegliere la presenza è il più grande atto d'amore che possiamo compiere verso noi stessi. È lo strumento che ci permette di integrare le nostre diverse parti, ricomponendo i frammenti del nostro vissuto. Non è un processo immediato: richiede pazienza, cura e, soprattutto, tempo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
RADICARSI COL RESPIROBuongiorno, torniamo agli accorgimenti pratici per il lavoro interiore e l'auto‑osservazione. Quando la mente corre e le emozioni ci trascinano lontano, il respiro può diventare un'ancora. Un gesto semplice, sempre disponibile, che ci riporta nel corpo e nel momento presente.In questo video esploriamo come il respiro possa aiutarci a ritrovare presenza e calma interiore: a radicarci nel qui e ora, a tornare a noi stessi.È un invito a rallentare, a respirare in consapevolezza, a riconoscere ciò che accade dentro di noi senza esserne travolti. Un cammino di ritorno, fatto di piccoli passi e di luce che filtra tra gli alberi.Buon lavoro DiegoApprofondimenti:Centro motorio:https://youtu.be/0WeIwmstWng Centro emozionale:https://youtu.be/Dvb6t_U3z_8 Centro intellettuale:https://youtu.be/FYqAV6K-Zag L'autoosservazione per Gurdjieff:https://youtu.be/xb6kpC5N8HU
A Splash Bari, Gruppo Montenegro ha scelto di alzare il livello della propria presenza con un investimento più ampio rispetto all'edizione precedente, sia sul piano espositivo sia su quello delle attivazioni sul territorio. A raccontare obiettivi e visione è Marta Fabiani, PR & Events Manager del Gruppo Montenegro, figura che oggi segue la parte di PR, eventi e trade advocacy per l'azienda, dopo un percorso iniziato come consulente per l'estero e poi evoluto in un ruolo trasversale tra mercato italiano e internazionale.
Nella scorsa diretta abbiamo visto come spesso quello che crediamo sia aiuto in realtà cela una forma di controllo che niente ha a che fare con l'amore. Spesso ciò che chiamiamo "aiuto" non nasce dall'altruismo, ma dalla paura e dal bisogno di placare la nostra ansia.Quando cerchiamo di "salvare" o "aggiustare" gli altri, stiamo spesso usando l'altro come un regolatore emotivo per non sentire il nostro senso di impotenza o per confermare il nostro valore. L'aiuto vero non invade e non crea dipendenza; è un atto di presenza che lascia l'altro libero di scegliere, intervenendo senza sostituirsi alla sua volontà.Spesso possiamo confondere un consiglio con una condivisione, ma c'è una differenza:Il Consiglio (Direttivo): È spesso un tentativo inconscio di proiettare i propri valori e le proprie soluzioni sulla vita degli altri. Chi consiglia dice implicitamente: "Se fossi in te, farei così", annullando di fatto l'identità dell'altro e cercando di "aggiustare" una situazione che ci mette a disagio.La Condivisione (Orizzontale): Significa offrire il proprio vissuto come uno specchio. Non si dice all'altro cosa fare, ma si mette in comune un'esperienza: "In una situazione simile, io ho provato questo...". La condivisione non restringe il campo, ma moltiplica le opzioni a disposizione dell'altro, lasciandogli la responsabilità della scelta. L'aiuto autentico si riconosce dalla sua finalità: deve rendere l'altro capace di fare a meno di noi.Aiutare non significa fare le cose al posto di qualcuno. Quando ci sostituiamo all'altro, gli sottraiamo l'opportunità di imparare e di sentirsi competente. Il vero aiuto è un ponte, non una gabbia. Se l'intervento crea dipendenza o un senso di debito morale, non è altruismo, è una forma di controllo che indebolisce chi riceve. Una delle paure più comuni è: "Se aspetto che l'altro chieda, rischio di non aiutare nessuno?". La risposta sta nel concetto di presenza vigile.Aiutare non significa necessariamente aspettare una richiesta formale verbale, ma imparare a leggere i bisogni senza invadere. L'aiuto migliore non è quello che risolve il problema, ma quello che restituisce alla persona la forza e gli strumenti per risolverlo da sé.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Buongiorno, nel canale ho pubblicato diversi video dedicati a Gurdjieff e all'autoosservazione. Nelle ultime settimane abbiamo approfondito il centro motorio, emozionale e mentale con contenuti specifici.In questo nuovo video raccogliamo gli elementi principali di ciascun centro per offrire una visione d'insieme sul tema della perdita di energia. Esploriamo, secondo gli insegnamenti di Gurdjieff e di altri maestri spirituali, dove disperdiamo la nostra energia e come iniziare a riconoscere questi meccanismi.Quando comprendiamo come funziona la dispersione, possiamo trasformare quei movimenti automatici e utilizzare l'energia recuperata per il nostro risveglio interiore.Vi lascio altri link per approfondimenti:Centro motorio:https://youtu.be/0WeIwmstWngCentro emozionale:https://youtu.be/Dvb6t_U3z_8Centro intellettuale:https://youtu.be/FYqAV6K-ZagL'autoosservazione per Gurdjieff:https://youtu.be/xb6kpC5N8HUBuon lavoro,Diego
S. 3 Ep. 82 - Mail, riunioni, richieste, scadenze. Il lavoro è pieno di stimoli. Ma lo stress non nasce da quello che succede fuori. Nasce da quanto velocemente reagiamo dentro. In questa puntata andiamo dritti al punto: perché il lavoro attiva il pilota automatico, come riconoscere quando perdi presenza e cosa puoi fare — concretamente — per restare lucido anche sotto pressione. Scoprirai:
Ti è mai successo di sentirti "troppo" presente nella vita di qualcuno o, al contrario, di sentirti soffocare da un aiuto non richiesto? Molte delle azioni che etichettiamo come "amore" (salvare, sistemare, correggere) nascono in realtà da una radice opposta: la paura. L'amore lascia liberi; la paura, invece, invade e irrigidisce. Spesso aiutiamo non per rispondere a un bisogno dell'altro, ma per placare un nostro disagio interno. Dobbiamo chiederci: Siamo centrati o siamo "attivati" (in reazione emotiva)? Altre volte aiutiamo l'altro per confermare il nostro valore o sentirci superiori. o, ancora per effettuare una fuga dall'impotenza: ti "salvo" per non dover sentire il dolore del mio limite o della mia incapacità di cambiare le cose. Altre volte utilizziamo l'altro come Regolatore Emotivo: se tu stai male, io sto male. Ti controllo e ti sistemo affinché il mio sistema emotivo possa tornare in equilibrio. Non è altruismo, è gestione della propria ansia. L'aiuto che riceviamo può essere nutriente o soffocante. L'aiuto che nasce dalla paura si riconosce perché non rispetta l'identità dell'altro. Dobbiamo imparare a distinguere tra:aiuto autentico: è un atto di presenza. Ascolta prima di intervenire, rispetta i tempi altrui e non crea gerarchie (chi aiuta non è "più" di chi è aiutato).aiuto dannoso (Controllo): è un'invasione di campo. L'altro diventa un progetto da completare o un problema da risolvere, non una persona da accogliere.Come capire se la nostra azione è guidata dalla paura? Ecco i 5 segnali d'allarme:Tensione fisica: Ti senti rigido, contratto o ansioso mentre cerchi di intervenire.Consigli non richiesti: Ti sostituisci alla volontà dell'altro senza che ti sia stato domandato.Rabbia e Frustrazione: Ti senti offeso o arrabbiato se l'altro non segue i tuoi suggerimenti o non cambia.Iper-responsabilità: Ti senti emotivamente responsabile per i fallimenti o i successi altrui.Il Complesso del Salvatore: Pensi costantemente: "Se non lo faccio io, non lo farà nessuno".Ricorda che se l'aiuto ti irrigidisce, non è presenza. È paura. L'amore non invade, l'amore accoglie.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
S. 3 Ep. 81 - Il lavoro spesso viene associato a tensione, fretta, pressione. Mail da rispondere, richieste improvvise, scadenze, conversazioni difficili. E quasi sempre succede la stessa cosa: il corpo si contrae, il respiro si accorcia, la mente accelera… e la presenza sparisce. In questa meditazione guidata impari qualcosa di semplice ma potentissimo: restare dentro ciò che accade mentre accade. Attraverso una pratica lenta, concreta e immersiva esplorerai:
S.3 Ep. 80 - Quante cose fai ogni giorno… senza accorgertene? Apri il telefono. Rispondi. Mangi. Parli. Reagisci. E spesso succede tutto prima ancora che tu sia davvero presente. In questa puntata parliamo di una verità semplice ma scomoda: la tua vita quotidiana non è fatta di decisioni. È fatta di abitudini. Scopriamo insieme:
S.3 Ep. 79 - Quante cose fai ogni giorno… senza esserci davvero? Bere. Camminare. Toccare il telefono. Aprire una porta. Respirare. Gesti semplici, ripetuti, automatici. Così automatici che spesso passano inosservati anche a te. In questa meditazione entriamo proprio lì: nel cuore silenzioso delle abitudini. Non per cambiarle. Non per migliorarle. Ma per vederle davvero. Attraverso una guida lenta, sensoriale e profondamente immersiva, sperimenterai cosa succede quando porti presenza dentro un gesto quotidiano. Quando rallenti. Quando senti. Quando abiti ciò che normalmente fai distrattamente. Scoprirai che non serve trasformare la tua vita per vivere con consapevolezza. A volte basta trasformare un singolo gesto. Questa puntata è uno spazio di ritorno. Al corpo. Al momento. A te.
Continua a crescere la presenza di lavoratori stranieri nel mercato del lavoro italiano. Secondo i dati della Cgia di Mestre, nel 2025 le assunzioni di immigrati previste sono un milione e 360mila, il 23% del totale, il che significa che un nuovo assunto su quattro non è italiano.
Perché soffriamo così tanto nelle relazioni? Perché molte emozioni negative sembrano nascere dal nulla? Perché tutto diventa personale, pesante, carico di significato? Siamo immersi in un'epoca che ci sprona costantemente a "trovare spazio per noi stessi", a rivendicare tempo e attenzioni. È un invito legittimo, persino necessario: prendersi cura del proprio benessere è un atto di responsabilità. Tuttavia, esiste un confine sottile, spesso invisibile, oltre il quale la sana cura di sé scivola in una forma di ipertrofia dell'Ego. Senza accorgercene, finiamo per costruire un mondo in cui ogni pensiero, ogni emozione e ogni evento ruotano attorno a un unico centro gravitazionale: noi stessi. Questa condizione non è una scelta consapevole, ma un meccanismo automatico che si manifesta attraverso tre distorsioni principali:L'Egocentrismo Percettivo: È come guardare il mondo attraverso una lente deformante che riporta tutto al "me". Ogni sguardo altrui, ogni parola non detta, ogni coincidenza viene interpretata come un messaggio diretto alla nostra persona. Iniziamo a vivere la vita come una continua bilancia tra ciò che sentiamo di meritare e ciò che ci viene "tolto".L'Attribuzione di Ipersignificato: Ogni piccolo intoppo o successo diventa una prova schiacciante della nostra identità. Se falliamo in un compito, non è un evento isolato, ma la "conferma" di non valere nulla; se qualcuno ci critica, diventa la "dimostrazione" che il mondo è contro di noi.L'Ipercontrollo Difensivo: Viviamo in uno stato di allerta permanente. Sentiamo il bisogno costante di spiegarci, di vincere ogni confronto, di difendere il nostro territorio emotivo. È l'incapacità di accettare che la vita ha un suo flusso che prescinde dai nostri desideri e che non tutto può (o deve) essere governato.Quando l'Ego diventa rigido e poco flessibile, la sofferenza non è più un evento passeggero, ma una condizione cronica. Questo "mal di vivere" si manifesta con segnali precisi:l'offesa facile: Sentirsi costantemente punti sul vivo, come se ogni interazione fosse un attacco potenziale.rabbia e tristezza: Emozioni che, invece di fluire via, si stratificano e si induriscono, rendendo le nostre relazioni drammatiche e pesanti.la falsa Sensibilità: Spesso confondiamo la nostra sofferenza con l'eccessiva sensibilità. In realtà, non stiamo soffrendo perché siamo "troppo aperti" al mondo, ma perché siamo troppo chiusi in noi stessi.Ridimensionare l'ego non significa annullarsi, ma diventare più flessibili. Significa smettere di personalizzare ogni folata di vento e imparare a respirare insieme alla realtà, invece di lottare costantemente contro di essa per riaffermare la nostra presenza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente.Matteo 28:20
Riflessioni di Ajahn Jayasaro sul conoscere ciò che sorge o non sorge nella mente
Il governo australiano ha approvato una nuova legge che modifica in modo significativo il sistema di revisione dei visti temporanei, in particolare quelli per studenti internazionali, con l'obiettivo dichiarato di snellire il sistema.
Buongiorno,in questo video approfondiamo il lavoro interiore secondo l'insegnamento di Gurdjieff, concentrandoci sul ruolo del corpo come porta d'accesso alla presenza.Viviamo gran parte della nostra vita in modalità automatica: camminiamo, mangiamo, guidiamo e compiamo gesti quotidiani senza esserci davvero.Esploriamo come riconoscere questa meccanicità, come osservare le tensioni e i movimenti automatici e come trasformare il corpo in un alleato per ritrovare energia, consapevolezza e un contatto più autentico con noi stessi.Buon ascolto e buoni esercizi.DiegoPer approfondimenti:Centro emotivo:https://youtu.be/Dvb6t_U3z_8Centro intellettuale:https://youtu.be/FYqAV6K-Zag
S.3 Ep.75 - Spesso viviamo le nostre giornate in automatico: camminiamo senza sentire i passi, mangiamo senza assaporare, parliamo senza essere davvero presenti. Eppure ogni momento, anche il più semplice, può diventare una porta verso la consapevolezza. In questa meditazione guidata impari a portare mindfulness nelle azioni quotidiane — nel movimento, nel respiro, nei piccoli gesti che compongono la tua giornata. Una pratica concreta e profonda per trasformare la vita di tutti i giorni in uno spazio di presenza.
Portolani, star scomparse e demenza senile: il cocktail perfetto per far impazzire Martin.Martin Mystere 431 "Le ombre di Venezia", scritto da Sergio Badino, disegnato da Riccardo Chiereghin, edito dalla Sergio Bonelli Editore.
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 335 1243 722 Prof.ssa Cristina Acidini storica dell'arte per una panoramica storica e culturale sul capolavoro della Cappella Sistina, Giudizio Universale di Michelangelo, attualmente in restauro Nicolò Govoni, fondatore della no-profit Still I Rise scelto dal Comitato Olimpico Internazionale e dalla Fondazione Milano Cortina 2026 come simbolo di eccellenza, umanità e impegno civile per portare la bandiera olimpica alla cerimonia d'apertura dei Giochi Padre Christof Betschart, carmelitano e docente al Pontificio Istituto di Spiritualità "Teresianum" di Roma, racconta il libro "La Pratica della Presenza di Dio," di Fra Lorenzo della Risurrezione edito dalla LEV Don Giovanni Patanè, parroco a Regina Pacis di Ostia dove il 15 febbraio sarà in visita Papa Leone Si ringraziano i colleghi Don Andrea Vena , Marco Guerra e Suor Emanuela Prisco Tenici audio - video Alberto Giovannetti e Daniele Giorgi
Come insegnano praticamente tutte le scuole, l'unico elemento perennemente nel presente è il respiro. Osservare il proprio respiro significa "bloccare" l'attenzione all'istante attuale. E infatti, quando si respira volontariamente, emozioni e pensieri tacciono completamente (provare per credere). L'articolo Presenza del respiro proviene da Franz's Blog.
Riflessione di Claudio Gentili e Lectio Divina di Laura Viscardi Gentili, con "quelli di Capitoli Online".Oggi il focus è sul testo più noto di Fra Lorenzo della Risurrezione: La pratica della presenza di Dio, la quale non è un trattato accademico, ma una raccolta di lettere e massime pubblicate dopo la sua morte che offrono un metodo spirituale accessibile a tutti.Si tratta della meditazione di un religioso, diventato un classico della spiritualità cristiana, nel quale la vita umana viene vissuta davanti alla presenza di Dio, nell'affidamento completo lungo le pratiche quotidiane.I punti chiave del suo insegnamento:Conversazione continua, L'oratorio del cuore, Dio nelle piccole cose, Fede vissuta, non studiata.Oggi la sua figura è riscoperta come un precursore della mindfulness cristiana o "God-consciousness". Buon ascolto!
Buongiorno! Questo video prosegue il percorso iniziato con i precedenti contenuti sul lavoro interiore e sugli insegnamenti di diversi maestri spirituali, tra cui Gurdjieff.In particolare, approfondiamo il rapporto con la mente e con il centro intellettuale, uno degli aspetti più delicati del lavoro su di sé.Nel percorso interiore, uno dei passaggi fondamentali è riconoscere che non sei i tuoi pensieri e che la mente spesso funziona in modo meccanico. Attraverso l'autoosservazione, diventa possibile vedere come nasce l'identificazione con il pensiero e quanta energia perdiamo restando intrappolati nel flusso mentale.In questo video parliamo di come funziona la mente secondo il lavoro interiore, del legame tra corpo, emozioni e mente, e di come costruire gradualmente una nuova relazione con i pensieri, più consapevole e meno reattiva. Un invito a proseguire il cammino del risveglio interiore con pazienza, presenza e continuità.Un invito a proseguire il cammino del risveglio interiore con pazienza, presenza e continuità.Buon ascolto e buon lavoro,DiegoApprofondiremo questi e altri concetti nel seminario:"Immortalità, lutto e separazione"
In questo episodio ti porto nel giardino di Pia Pera, un luogo vivo, vero, lontano dall'idea di perfezione.Ti racconto come il giardino può diventare un compagno di vita, non uno spazio da controllare.Rifletto con te su cosa significa ascoltare la Natura, accettare il caos, rallentare e lasciare che le piante seguano il loro ritmo.Ti parlo del suo legame profondo con la terra, anche nei momenti più difficili, e di come il giardinaggio possa insegnarti a vivere con più presenza, rispetto e silenzio.Se senti il bisogno di tornare a un rapporto autentico con il tuo giardino, questo episodio è per te.
Nella live di oggi parliamo soprattutto di consapevolezza, meditazione e altre cosine simpatiche che non hai mai sentito altrove!