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A volte abbiamo la sensazione di trovarci di fronte ad episodi particolarmente freddi, o a nevicate che giudichiamo abbondanti. È ciò che è successo con l'episodio freddo di questo gennaio.Le montagne olimpiche hanno in extremis ricevuto un'imbiancata che ne ha salvato l'immagine. Interessanti riflessioni scaturiscono però se osserviamo quanto è cambiato il clima negli ultimi 70 anni, ovvero dalle Olimpiadi di Cortina '56.Perdere il ghiaccio vuol dire anche perddere memoria climatica: un luogo in antartide è ora pronto per ospitare anche le carote di ghiaccio provenienti dalle Alpi e dalle montagne del mondo per salvare la memoria climatica in esse contenuteNe abbiamo parlato come sempre con Daniele Catberro della Società Meteorologica Italiana.
S. 3 Ep. 74 - Viviamo gran parte della nostra vita nella mente: pensieri, preoccupazioni, analisi continue. E intanto il corpo — l'unico luogo in cui il presente accade davvero — resta in secondo piano. In questo episodio scopriamo perché tornare alle sensazioni corporee non è spiritualità astratta, ma una delle basi della regolazione emotiva, della calma e della chiarezza mentale. Con uno stile diretto e concreto, parliamo di sistema nervoso, neuroscienze della presenza e di come la disconnessione dal corpo alimenti stress, ansia e reazioni automatiche.
S. 3 Ep. 73 - Viviamo quasi sempre nella testa: pensieri, preoccupazioni, programmi, ricordi. Eppure il presente si manifesta in un solo luogo: nel corpo. Questa meditazione guidata ti accompagna a tornare dalle idee alle sensazioni, dalla mente al sentire, usando il corpo come ancora naturale alla presenza. Non serve rilassarti né “fare bene” la pratica: basta abitare ciò che senti.
Bentornati a una nuova puntata tecnica!Oggi affrontiamo il grande dilemma della misurazione dell'intensità.È meglio basarsi sui battiti cardiaci, sulla potenza o sulla percezione dello sforzo?.Insieme analizziamo i limiti dei sensori ottici al polso , spieghiamo le nostre 5 zone di allenamento e capiamo perché il cardio ha un "ritardo" che non va ignorato nelle ripetute brevi.Parleremo anche di deriva cardiaca nei lunghi e di come cambia l'approccio nel trail running. Buon ascolto!Hai già provato la nostra APP?!Per avere dei programmi di allenamento da seguire:✅ SCARICA LA NOSTRA APP ✅IOS: https://apps.apple.com/us/app/my-personal-running-coach/id1544736014ANDROID: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.mypersonalrunningcoach.app02:44 - Rientro post-stop: come comportarsi07:48 - L'importanza della fascia cardio13:41 - Dalle soglie fisiologiche alle zone di allenamento26:04 - Quando il cardio non serve: gli sforzi brevi40:19 - L'uso dei Watt in bici vs corsa52:34 - Capire la deriva cardiacaLa puntata ti è piaciuta? Lascia un commento!
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Ogni volta che c'è un contatto, nasce una sensazione: piacevole, spiacevole o neutra. E questa sensazione colora immediatamente i pensieri che emergono nella mente. È come una radio mal sintonizzata: non distinguiamo il programma dal rumore di fondo. La consapevolezza è sintonizzare il canale: vedere chiaramente cosa accade nella mente, riconoscere che quando la sensazione è piacevole emergono pensieri piacevoli, quando è spiacevole emergono pensieri spiacevoli. Riconoscendo questo meccanismo automatico, possiamo smontarlo. Non siamo più trascinati ciecamente dalle reazioni. Questa è la pratica: osservare il processo, momento dopo momento, fino a vedere come funziona davvero. Riflessioni di Dharma guidate registrate da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 14 novembre 2025. Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
Ep. 517 Meditazione su sensazioni e pensieri by Associazione Kalyanamitta
Ogni volta che i nostri sensi incontrano il mondo appare automaticamente una sensazione che colora l'esperienza di piacevole, spiacevole o neutro. Questa sensazione, in Pāli vedanā, è uno dei fenomeni mentali più potenti, anche se spesso passa inosservata.
Perché sentiamo un odore di lavanda e pensiamo "tutto è bello"? Non è una valutazione razionale. È vedanā, la sensazione, che colora istantaneamente la nostra percezione. Il Buddha ci dice: se non vediamo questo meccanismo, la sensazione ci domina. Reagiamo automaticamente. Ma c'è qualcosa di ancora più sottile qui. → 35 minuti che cambiano come vedi la pratica Riflessioni di Dharma registrate registrata da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 31 ottobre 2025. Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
L'analisi, i singoli e le emozioni a poche ore da Atalanta-Milan:l'intervista al doppio ex Roberto Donadoni, tutti i temiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Tutta l'appartenenza e la motivazione di Tomori: le sensazioni deldifensore del Milan, gli obiettivi e le impressioni sulla nuovastagioneDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Sensazioni, obiettivi, idoli, aspettative, San Siro e il punto sullasquadra: l'intervista completa a Luka Modric, simbolo del nuovoMilanDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
curiosità di stagione con Massimo Di Lecce e Denise Cicchitti
Esperienza Sensoriale Onirica - Training Autogeno Immagina la tua scatola dei sogni e vivi le tue sensazioni in questa breve esperienza onirica immersiva.
tLe profezione non semrpe si avverano, o meglio, ritardano le possibilità. Sono a 28 anni, la prossima scadenza potrebbero essere i 33
Sensazioni e piccole sincronicità che si allineano: senti che sta per succedere qualcosa?
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri.
Meditazione sulle sensazioni, ripresa dal satipatthana sutta del Buddha. Riconoscere il tono della sensazione per vederne gli effetti su di noi. Meditazione guidata registrata da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 25 ottobre 2024
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Chiudiamo questa rassegna dedicata alla lunga carriera di Richard Lester con un documentario celebrativo, incentrato sul memorabile tour 1989-90 di Paul McCartney.
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Lester tenta di giocarsi l'ultima carta e quindi torna a parlare dei suoi amati Moschettieri con un film che vuole parlare della nostalgia di un passato ormai lontano e di un futuro incerto e ricco di sorprese (belle o brutte che siano). "Il ritorno dei Tre Moschettieri" non è stato memorabile o lieto ma tutto sommato ci sono commiati peggiori.
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Il delirio rappresentato da "Superman III" fu un duro colpo per Richard Lester e quindi fu certamente un rischio tornare al cinema con una commedia rocambolesca. Non si può dire che il risultato sia eccelso ma, tutto sommato, questo "Il treno più pazzo del mondo" è davvero un folle e divertente viaggio.
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Superman e Richard Pryor in un unico film. Cosa può andare storto? In questo caso, tutto. E quindi "Superman III" è purtroppo la dimostrazione che mischiare troppe cose in un unico contenitore...beh, è quasi sempre una pessima idea.
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Lester si concede a un prodotto di sicuro successo ma solo per sostituire il povero Richard Donner, licenziato senza troppi complimenti. "Superman II" è vittima di questo cambio di direzione ma Lester sarà riuscito comunque ad offrire al pubblico un prodotto dignitoso?
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Dev'essere proprio un bel posto Cuba. Di certo non lo è per il cinema americano degli anni '70 e "Cuba" di Lester è qui per dimostrarvelo. Ed è pure un film carino.
In questo nuovo episodio, ho il grande piacere di chiacchierare con Isea Beroggi, mentore, imprenditrice digitale e artista che guida anime sensibili e visionarie ad evolvere, espandersi e trasformarsi.Nello specifico ci parla di:[00:02:00] L'energia di ogni persona e la sua influenza nel Business[00:03:50] Il suo approccio nel Business seguendo il flusso della vita[00:06:00] Le ombre dell'avere il proprio Business[00:07:42] Imparare ad avere fiducia nel proprio Intuito[00:09:18] Distinguere il proprio Valore dai propri Guadagni[00:11:20] Le diverse concezioni di Libertà[00:16:54] Il Business come acceleratore di Crescita Personale[00:19:20] Un consiglio per i momenti in cui non ci si sente abbastanza[00:21:00] Sapere che cosa è più giusto per se stessi[00:22:00] Stabilire dei Limiti nelle Relazioni di Coppia e nella Genitorialità[00:30:06] Lavorare sulla propria capacità di Scelta[00:33:10] Liberare e ascoltare la propria Energia[00:34:12] L'energia dei Soldi e il significato di Abbondanza[00:37:15] Mettere in discussione le proprie Sensazioni[00:38:27] La sua esperienza nel Ricevere Denaro[00:39:54] L'energia della propria Leadership[00:41:00] Lavorare con la propria Energia[00:43:15] La connessione fra Business e Crescita Personale[00:44:30] Come ha costruito il suo Business[00:47:10] I diversi approcci nel gestire un Business[00:51:00] Energia Maschile e Femminile[00:54:00] La sua Lezione di vita più grande dell'ultimo anno[00:55:12] L'aspetto di vita di cui è più grata-------------------------------------------------- --------------- RISORSE UTILI:
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Butch e Kid sono sopravvissuti al loro destino tragico? Certo che no e infatti non dovete farvi ingannare dal titolo italiano poiché questo film di Richard Lester racconta piuttosto il primo incontro tra i due soci fuorilegge. Bello, no? No.
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Dopo tanto dramma e tanta sofferenza, Richard Lester ci riporta nei territori della commedia e lo fa con uno scatenato e divertentissimo film ambientato nell'edificio più assurdo del mondo, popolato da personaggi deliranti. Benvenuti al "The Ritz"!
Gradirei essere smentito....dedicato a tutte quelle sensazioni che si avverano! 4tu
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Cambiamo genere e tono e parliamo di uno dei migliori titoli della filmografia di Lester. Ovvero lo struggente "Robin e Marian", rielaborazione crudele ma anche toccante della leggenda di Robin Hood e i suoi allegri compari.
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Reduce del successo dei due film con protagonisti i Moschettieri, Richard Lester decide di raccontare un'altra storia scanzonata e divertente e stavolta con protagonista un adorabile cretino. Ecco a voi "Royal Flash".
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Tutti per uno e uno per tutti anche in questa seconda parte del progetto cinematografico con protagonisti i personaggi creati da Alexandre Dumas. Stavolta alla prese con la diabolica "Milady".
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Un film su un disastro o un disastro di film? A voi scoprirlo con questo "Jaggernaut" di Richard Lester.
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) - "Ho sensazioni eccellenti per queste Olimpiadi. Mai come in questo periodo lo sport italiano ha avuto grandi successi. Ogni competizione riserva delle incogniteed è questo il suo fascino, Tokyo è stato un successo straordinario, ci sono le premesse per avvicinarsi. È bene incrociare le dita". Lo ha dichiarato l'ex presidente del Coni Franco Carraro, a margine dell'inaugurazione di Casa Italia a Parigi.gb/gm/gtr
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. "I Tre Moschettieri" è uno di quei romanzi che non conosce né tempo né luogo. Semplicemente c'è sempre e comunque. E per sua gran fortuna, Lester potè contare su D'Artagnan e i suoi amici per inaugurare una gradita avventura cinematografica che si dividerà in tre capitoli.
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Lester torna nei territori della commedia bizzarra e decide di dire la sua su un ipotetico mondo post apocalittico. Tale pensiero si è poi materializzato con la forma di questo "Mutazioni".
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Lester cambia genere e dirige uno dei titoli migliori della sua lunga filmografia. All'epoca, "Petulia" non fu capito né apprezzato e oggi invece viene considerato persino una delle migliori opere cinematografiche del ventesimo secolo. Per comprendere chi ha avuto ragione e chi torto, potrebbe essere un'ottima occasione per (ri)scoprire "Petulia".
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Dopo film canterini e divertenti, Lester decide di rischiare grosso con una commedia nera antibellica dai toni talvolta anche surreali. "Come ho vinto la guerra" inaugura una fase molto creativa della carriera di Lester ma com'è questo bizzarro film che vuole riflettere e ironizzare sugli orrori della guerra? --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/madmike3/message
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Lester continua con il musical ma stavolta senza i Beatles. E il risultato è lo sfacciato e scatenato "Dolci vizi al Foro", adattamento dell'omonimo musical di Stephen Sondheim e con protagonista un esilarante Zero Mostel. --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/madmike3/message
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Tornano i Beatles e Lester decide di concedersi una seconda avventura cinematografica con il quartetto protagonista. In apparenza più folle del precedente "A Hard Day's Night", "Aiuto!" è una commedia degli equivoci con tanta musica ma forse poco equilibrio. --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/madmike3/message
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Anni '60 in Inghilterra significava anche un'altra cosa: Swinging London. "Non tutti ce l'hanno" di Lester è uno dei massimi rappresentanti cinematografici di tale corrente culturale. E non senza motivo. --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/madmike3/message
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"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. E alla fine arrivarono i Beatles e la carriera di Richard Lester fece un balzo enorme. "A Hard Day's Night" è sicuramente il miglior risultato del connubio tra Lester e il quartetto di Liverpool ma è anche l'ennesima conferma del talento dell'allora ancora poco noto regista. --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/madmike3/message
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
"Il Cinema deve riflettere l'umore del proprio tempo. Dobbiamo fare scelte non solo sulla base delle nostre personali sensazioni, ma anche a quelle del pubblico" Parole condivisibili o meno ma che rendono giustizia alla lunga e, tutto sommato, variegata carriera di Richard Lester, regista vivace e ironico che ha saputo intrattenere il pubblico con i suoi film a volte sanzonati e a volte teneri. Lester prosegue con la sua ancora acerba carriera cinematografica e propone al pubblico il satirico e bizzarro "Mani sulla Luna", seguito dell'altrettanto assurdo "Il Ruggito del Topo". Confermando così l'approccio scatenato e creativo che Lester applicherà nei suoi film degli anni '60. --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/madmike3/message
Ha conquistato la copertina della prestigiosa rivista Advanced Electronic Materials il tatuaggio elettronico progettato al Center for Materials Interfaces dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Si tratta di un dispositivo ultra-sottile in grado di trasmettere sensazioni tattili, che si applica come uno di quei tatuaggi temporanei che piacciono tanto ai bambini e che vengono prima stampati su carta e poi trasferiti sulla pelle. In futuro, dispositivi come questo potrebbero trovare spazio nel gaming, nel mondo della robotica, delle protesi e in quello della chirurgia a distanza, dove permetterebbe di restituire al chirurgo le sensazioni tattili rilevate da un robot chirurgico. Ne parliamo con Virgilio Mattoli, ricercatore del Center for Materials Interfaces dell’Istituto Italiano di Tecnologia.
L'ospite di oggi è Manfred Moelgg; Manfred è uno degli atleti più continui e longevi dello sci italiano. Ha debuttato in coppa del mondo nello Slalom di Bormio del 2003 e ha annunciato il suo ritiro proprio qualche mese fa, alla sua 329esima partenza in coppa del mondo. In questi due decenni di carriera ad altissimi livelli, Manfred ha partecipato a 4 olimpiadi e a 16 gare ai mondiali, in cui ha ottenuto 3 medaglie. In coppa del mondo invece ha ottenuto 3 vittorie, 20 podi complessivi e ha raggiunto più di 100 top 10, l'unico azzuro a riuscire in questa impresa insieme a Gustavo Thoeni e Alberto Tomba. Tutti questi numeri stanno ad indicare una tenacia ed una continuità ai più alti livelli dello sci mondiale che pochi atleti italiani sono riusciti a mantenere. Oltre allo sci, Manfred è un appassionato di sport a 360°, ama allenarsi in bici, giocare a tennis, golf e calcio. In questa chiacchierata parliamo dei suoi segreti dietro ad una carriera così longeva, di cosa l'ha portato a prendere la decisione di ritirarsi, del rapporto degli sportivi con i social media, delle sue esperienze olimpiche e di molto altro. Buon ascolto! La chiacchierata con Manfred: - [2:06] Come è nata la passione per lo sci - [4:28] Cosa rappresenta lo sport e che valori insegna - [9:22] La preparazione mentale nello sci - [11:09] Sensazioni prima di una gara - [13:48] Entrare nella storia dello sci - [15:18] I segreti di una carriera così longeva - [19:44] Il ritiro dallo sci agonistico - [22:10] Come è cambiato lo sci negli ultimi decenni - [23:40] Il rapporto degli sportivi con i social media - [26:10] Momenti indimenticabili della carriera - [31:04] Esperienze olimpiche - [34:08] Progetti futuri Non perderti nessun episodio, segui Passion Talks: Instagram: https://www.instagram.com/passion.talks/ Linkedin: https://www.linkedin.com/company/passion-talks-podcast
Per vivere il sesso penetrativo nel modo migliore, perchè i corpi siano rilassati, per non sentire dolore, ma anzi per amplificare il piacere, esistono diverse tecniche. La connessione di corpo e respiro, con se stess* e con l'altra persona, la sincronizzazione del movimento dei fianchi, e l'uso della muscolatura pelvica stanno alla base di un sesso penetrativo rilassato e piacevole. Per concludere con il Suction Sex.
L'ospite di oggi è Fabia Maramotti, Fabia è una campionessa di Iron Man e una vera appassionata di fatica e resistenza. La sua passsione per lo sport nasce con il nuoto in acque libere, dove fin da ragazzina ha partecipato alle traversate più dure d'Italia e d'Europa. Nel 2016 ha attraversato gli Stati Uniti in bicicletta, quasi 8000 km da Seattle a Boston per raccogliere fondi per la ricerca dei tumori al sangue. Nel 2017 Fabia inizia la sua carriera da triatleta e da allora partecipa a gare estreme sia di Iron man che di Ultra. Proprio l'anno scorso, Fabia ha vinto tre degli appuntamenti più prestigiosi dei circuiti internazionali di Iron Man, ovvero l'Eagle X Man sul Gran Sasso, la tappa italiana dell'Iron Man a Cervia e l'Iron Man in Arizona. Proprio qualche mese fa Fabia ha concluso al secondo posto femminile e al quinto posto assoluto l'Ultraman della Florida, una delle gare più faticose e lunghe al mondo che consiste in 10km di nuoto, 420 km di bici e 84 km di corsa (quindi una doppia maratona...). Personalmente ho sempre visto questa gara come l'emblema della sfida contro se stessi e contro i limiti umani, sia fisici che mentali. Per questo sono veramente felice di avere qui Fabia che ci racconta quello che c'è dietro a questo sua esperienza indimenticabile. Buon ascolto! La chiacchierata con Fabia: - [2:30] Ultraman della Florida - [7:32] Com'è nata la passione per l'endurance - [10:10] Conciliare allenamenti con familia e lavoro - [13:36] Aspetto mentale nelle gare a lunga distanza - [18:37] Nuoto in acque libere - [21:45] Le transizioni nel triathlon - [24:05] Alimentazione (in allenamento e durante la gara) - [29:04] Programma d'allenamento e settimana tipo - [32:08] Le motivazioni di Fabia - [34:29] Sensazioni prima di una gara - [42:19] Momenti più emozionanti della carriera - [48:13] Consigli per chi vuole avvicinarsi all'endurance - [51:09] Sogni nel cassetto Non perderti nessun episodio, segui Passion Talks: Instagram: https://www.instagram.com/passion.talks/ Linkedin: https://www.linkedin.com/company/passion-talks-podcast
Senza peccare (troppo) di presunzione o narcisismo, pensando all'episodio che sarebbe stato pubblicato nella settimana del mio quarantottesimo compleanno ho pensato che partendo da uno spunto e da un paio di testi sulla paura e su quanto questa sensazione ci impedisca, o ci renda particolarmente difficoltoso prendere contatto con tutte le altre sensazioni che il nostro corpo, in tutte le sue componenti somatiche o meno, produce, probabilmente un piccolo momento di meditazione insieme sarebbe stato un regalo che mi avrebbe fatto piacere fare a quanti hanno la voglia e la pazienza di seguirmi anche in questa avventura podcastica. Avvertenze e indicazioni: questo episodio contiene una meditazione guidata sulle proprie emozioni e sulla legittimazione che possiamo assicurare a noi stessi di notarle, ascoltarle e onorarle, di qualunque natura, colore, polarizzazione esse siano. Dunque, trova un angoletto tranquillo nella tua giornata in cui tu possa stare in ascolto, in posizione seduta o coricata (se lo puoi fare stando in ufficio o al lavoro o sul bus hai tutto il mio rispetto!) e lasciati guidare. E come dice il cappellaio matto: un buon non compleanno a voi! E buon compleanno a me! Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice, seguiti sui #social, rimani in contatto e buon ascolto! Visita il sito http://www.mbgvoice.com (www.mbgvoice.com) Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/thebigfatvoice (https://www.facebook.com/thebigfatvoice) Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/thebigfatvoice (https://www.instagram.com/thebigfatvoice) Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.com Fai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoice Musica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com