1970 studio album by Lucio Battisti
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Dopo lo scoppiettante anticipo del venerdi con il Milan corsaro a Pisa trascinato dall'intramontabile Modric, nella giornata di San Valentino sono andati in scena altri tre anticipi emozionanti e validi per la 25esima giornata di Serie A.
Come si può gestire lo stress? Cosa possiamo fare concretamente per gestire lo stress?Quando ci troviamo difronte ad un evento stressante la prima cosa da fare è distinguere i fatti (ciò che accade) da pensieri ed emozioni che scaturiscono dall'evento. Un evento è definito stressante sulla base della percezione delle proprie risorse cognitive ed emotive adatte ad affrontarlo. Lo stress dipende dunque dalla percezione che noi abbiamo dell'evento e delle risorse necessarie per poterlo gestire. Il modo in cui viviamo l'evento è legato a delle valutazioni soggettive: chi valuta l'evento? La parte bambina? Allora utilizzeremo degli atteggiamenti come lamentela, pretesa e accusa. La parte adulta? Allora saremo in grado di guardare ciò che accade, valutare e mettere in atto delle strategie per fronteggiare lo stress al meglio.Come possiamo fronteggiare lo stress? Per prima cosa è necessario prevenire lo stress. Come?1) dedicarsi del tempo piacevole: se non coltiviamo il piacere saremo più esposti allo stress2) coltivare relazione significative: le relazioni che sostengono, con cui puoi condividere, scaricare la tensione, potersi aprire ad un altro essere umano sentendosi ascoltati, visti, riconosciuti, in una dimensione di ascolto3) alternare attività/passività: se non sappiamo alternare attività e passività siamo più soggetti allo stress; saper creare equilibrio tra il fare e fermarsi ci consente di gestire al meglio lo stress.4) Dedicarsi al silenzio, alla meditazione e alla preghiera: vuol dire fermarsi e fare silenzio dentro e fuori, accumulare l' energia necessaria per fronteggiare l'eventuale evento stressante.Il secondo passaggio consiste nel monitorare lo stress. Come? Facendosi alcune domande chiave. 1) Ricavandosi del tempo per se stessi: quanto tempo dedichiamo a noi stessi? Tempo in cui non dobbiamo produrre nulla. Tempo non strumentale.2) Qual è il nostro umore di base? La quota costante che abbiamo di umore….quanto tempo passo nella serenità? quanto nella gioia? Nella rabbia?3) Qual è il livello di reattività emotiva: quanto siamo reattivi?4) Quanta energia e vitalità abbiamo? Qual è il livello dell'energia? Quanta energia e vitalità ho in questo momento?Quindi possiamo finalmente fronteggiare lo stress, in questo modo:1) pensare ai successi passati: di solito tendiamo a tornare su eventi negativi, ma dobbiamo riportare la mente al ricordo di tutte le volte che abbiamo affrontato cose simili e siamo riusciti.2) Sviluppare pensiero critico: tornare ai fatti, a ciò che è e rimanere sul fatto.3) Saper chiedere aiuto, che non è lamentarsi, ma chiedere cose concrete.4) Spostare il focus sulle soluzioni: razionalizzare, valutare i fatti, tornare adulti.5) Occuparci della gestione dell'emotività: saper gestire le emozioni è una delle risorse principali per fronteggiare lo stress. È frutto di tutte le altre risorse.E tu, come gestisci lo stress?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
In questo episodio della miniserie Ayurveda & Mente parliamo di Agni, il fuoco digestivo e trasformativo, uno dei concetti più centrali dell'Ayurveda. Agni non riguarda solo il cibo che mangiamo, ma tutto ciò che introduciamo nel corpo e nella mente: emozioni, pensieri, esperienze, stati d'animo.Quando Agni è forte, digeriamo, assimiliamo, trasformiamo.Quando è debole, ciò che non viene elaborato diventa Ama, tossina fisica ed emotiva. Partendo dal primo inno dei Veda – dedicato proprio ad Agni – esploriamo il legame profondo tra fuoco interiore, digestione, emozioni e stato mentale.Parliamo di come l'amore, l'entusiasmo e la passione accendano naturalmente il nostro fuoco interno, e di come invece passività, rassegnazione e frustrazione lo indeboliscano. Un episodio che unisce Ayurveda, mente e vita quotidiana, per comprendere come non solo il cibo, ma anche le emozioni vadano digerite, e come vivere con più presenza, calore e trasformazione interiore.
S. 3 Ep. 74 - Viviamo gran parte della nostra vita nella mente: pensieri, preoccupazioni, analisi continue. E intanto il corpo — l'unico luogo in cui il presente accade davvero — resta in secondo piano. In questo episodio scopriamo perché tornare alle sensazioni corporee non è spiritualità astratta, ma una delle basi della regolazione emotiva, della calma e della chiarezza mentale. Con uno stile diretto e concreto, parliamo di sistema nervoso, neuroscienze della presenza e di come la disconnessione dal corpo alimenti stress, ansia e reazioni automatiche.
Klaus Rainer Scherer, professore emerito di psicologia e direttore del Centro Svizzero per le Scienze Affettive di Ginevra, nonché specialista in psicologia delle emozioni, ha pronunciato la sua lezione dottorale il 2 ottobre 2012 nell'Aula Absidale di Santa Lucia in occasione del conferimento della Laurea honoris causa in Psicologia Cognitiva Applicata dell'Università di Bologna.
Il regista e attore sardo presenta il videoclip e il film tra musica, memoria, infanzia e legami familiari, portando sullo schermo emozioni autentiche e un racconto collettivo della Sardegna contemporanea Luca Lobina torna a raccontare la Sardegna attraverso immagini, musica e memoria. Ai microfoni di Unica Radio, il regista e attore ha presentato il videoclip legato al suo nuovo film, in uscita nelle sale dal 21 marzo, offrendo uno sguardo intimo su un progetto che unisce cinema e identità culturale. L'idea nasce dal desiderio di creare un evento capace di accompagnare il pubblico verso il film, usando la forza evocativa della musica e delle immagini come primo invito al viaggio. Un videoclip come porta d'ingresso al film Il videoclip non è un semplice contenuto promozionale. È pensato come una sorta di trailer emotivo, costruito attorno alla canzone “Mama a Doloriada”, interpretata da Gracelyntas, che accompagna l'intero film come colonna sonora. Per Luca Lobina la musica ha un peso decisivo: rappresenta metà dell'esperienza narrativa, al pari delle immagini. Da qui la scelta di valorizzarla con una distribuzione autonoma e con un evento cinematografico che ne esaltasse il suono e l'impatto visivo. Luca Lobina e il viaggio nel cuore dell'isola Al centro del racconto c'è un gruppo di bambini che, invece delle classiche vacanze al mare, si spinge nell'entroterra sardo. Qui riscopre legami familiari, usanze antiche e un modo di stare insieme che nelle grandi città sembra essersi perso. Il film, e di riflesso il videoclip, parla di pranzi condivisi, giochi all'aperto, tempo lento. È una contrapposizione netta alla quotidianità frenetica moderna, fatta di impegni continui e schermi sempre accesi. Un cast tra esperienza e spontaneità Il progetto coinvolge attori adulti e giovanissimi, professionisti e non. Questa scelta rafforza il senso di autenticità. Sul set si è creato un clima familiare, quasi domestico, che ha aiutato i più giovani a vivere l'esperienza come un'avventura reale. Le riprese, effettuate anche nelle grotte di Cagliari, hanno contribuito a rendere il percorso narrativo concreto e fisico, radicato nei luoghi. Luca Lobina sottolinea come il divertimento condiviso sul set abbia influito positivamente sul risultato finale. Emozioni, pubblico e memoria collettiva La prima proiezione pubblica del videoclip ha segnato un momento chiave. Le sale piene e l'entusiasmo del pubblico hanno restituito il senso di un lavoro corale, fatto di riprese, montaggio, suono e interpretazione. "Un sentito ringraziamento a Francesco Orrù (DOP) per il prezioso lavoro visivo. Grazie a Maria Lobina, Emanuela Fanni, Ludovica Cadeddu e Scattu Damiano per le interpretazioni che hanno dato anima e profondità al racconto. Un ringraziamento speciale ai giovanissimi protagonisti Jacopo Meloni, Diego Lobina, Diego Loi, Alyssa Usai, Andrea Frau, Virginia Piras e Alessio Pinna, che con entusiasmo e spontaneità hanno reso autentica questa avventura. Grazie a tutta la crew per la professionalità e la dedizione: Andrea Porcheddu (aiuto regia), Valeria Tornù (casting director), Benedetta Pisano (costumi e assistente di produzione), Rebecca Scintu (photo backstage), Alessandra Di Berardino ed Emanuela Porceddu (segreteria)" ,per Luca Lobina, l'emozione più forte è arrivata proprio dalla risposta delle persone. Il film e il videoclip si rivolgono a bambini, ragazzi e famiglie, mescolando avventura e tensione leggera, senza rinunciare alla dolcezza del ricordo. Un film che pa
Le emozioni sono il termometro del nostro benessere, ma spesso le trascuriamo o non sappiamo identificarle. A Obiettivo Salute impariamo a fare un vero e proprio "check-up emotivo" con la dottoressa Maria Giovanna Luini, medico, psicoterapeuta e autrice con Micki Gruber di Il Marchio IO. Dire sì, dire no e creare successo nella vita e nel lavoro (Solferino)
Il metabolismo non è solo una questione di calorie bruciate: è il ritmo profondo con cui il nostro corpo lavora, reagisce, si adatta. A influenzarlo non è solo ciò che mangiamo, ma anche come viviamo: emozioni, stress, sonno, respiro. A Obiettivo Salute in Tavola esploriamo il metabolismo da più prospettive: con l'aiuto di esperti, vediamo cosa lo rallenta, cosa lo riattiva e come nutrizione, consapevolezza e respiro possono aiutarci a ritrovare un equilibrio più profondo e duraturo. Intervengono la dottoressa Monica Germani, nutrizionista e docente all'Università di Siena e autrice di Il bello degli ormoni. 21 passi per riattivare il tuo metabolismo e sbloccare il tuo potenziale biologico (Mondadori), la dottoressa Maria Giovanna Luini, medico, psicoterapeuta e autrice con Micki Gruber di Il Marchio IO. Dire sì, dire no e creare successo nella vita e nel lavoro (Solferino) e Mike Maric, Campione Mondiale di Apnea nel 2004, Medico, Specialista in Ortognatodonzia, Ricercatore, Professore all'Università di Pavia, Coach di Respiro e Autore di libri tra cui "La scienza del Respiro" e "Il potere Antistress del Respiro" e "Se respiro, posso"
S. 3 Ep. 72- Le emozioni intense non sono il problema. Il problema è cosa facciamo quando arrivano. In questo episodio parliamo di rabbia, paura, tristezza, vergogna e di tutte quelle emozioni che ci mettono in difficoltà perché sembrano troppo forti, troppo scomode, troppo ingestibili. Con un tono diretto e concreto, esploriamo cosa succede davvero nel corpo e nel cervello quando l'intensità sale e perché le strategie più comuni — reprimere o esplodere — finiscono per peggiorare la situazione.
Perché non riesco ad amare? Che cosa mi impedisce di amare? Di amare pienamente, di amare come vorrei, di amare tutti?Per poter provare a rispondere a queste domande, occorre partire da una considerazione principale: noi funzioniamo in un certo modo, ci muoviamo secondo uno schema ben preciso che parte dal pensiero e ci conduce all'azione.La prima azione è il pensiero: pensiamo qualcosa. In base ai pensieri che abbiamo, proviamo delle emozioni specifiche. A seconda delle emozioni che proviamo, noi avremo un determinato tipo di comportamento, agiremo cioè in certo modo. Quindi, PENSIERO – EMOZIONE – AZIONE. Il nostro pensiero è frutto delle conoscenze che abbiamo, cioè di ciò che conosciamo, che, a sua volta, deriva dalle nostre esperienze. Anche rispetto all'amore, nel corso della nostra vita, abbiamo formulato dei pensieri che ci hanno fatto costruire il "nostro" concetto dell'amore, ovvero le nostre convinzioni sull'amore. E sulla base di questo concetto, di queste convinzioni noi costruiamo gli impedimenti all'amore. In modo nevrotico, confondiamo i falsi bisogni con i veri bisogni, non riuscendo ad arrivare al nucleo di noi stessi e procurandoci una enorme sofferenza. La nevrosi ha la propria radice in bisogni non riconosciuti e non soddisfatti e produce l' incapacità di rinunciare. Questi sono falsi bisogni: se li soddisfo sto male, perché scatta l'autogiudizio, poichè non riesco a rinunciare a questo bisogno. Se non li soddisfo sto male lo stesso, perché sento un senso di vuoto. Sono sostanzialmente in un doppio legame: se faccio in un modo sto male, se faccio l'opposto sto male. In questo atteggiamento nevrotico, vedo solo due possibilità opposte ed entrambe procurano sofferenza.Cosa fare? Per prima cosa è necessario individuare i Veri bisogni: quando c'è un vero bisogno se lo soddisfo (cioè non rinuncio al mio bisogno) io sto bene; se non lo soddisfo sto male e provo tristezza. Bisogna partire da questa domanda: quali sono i nostri veri bisogni? Quali sono i veri bisogni? Li riconosciamo perchè è qualcosa che fa stare bene me e le persone intorno a me, è ecologico per me e le mie relazioni. Per individuarli, poiché tendiamo all'amore, possiamo osservare una situazione win –win. Sono bisogni naturali. Il falso bisogno è sempre in una logica di potere: c'è chi vince e chi perde, è competitivo. E' un bisogno culturale. La lotta è comprendere che qualcosa ci fa male e cercare di agire sul falso bisogno. Vedere che quando sto male se faccio e sto male se non faccio non sono in contatto con i veri bisogni: si tratta di individuare qual è il bisogno profondo.Cosa mi impedisce di amare in questo momento?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Emozioni a non finire per l'ottava e ultima giornata della League Phase di Champions League. Emozioni fino all'ultimo respiro un po' su tutti i campi.
Una giornata di calcio e betting con tutti gli ingredienti, belli e brutti, che rendono questo mercato vivo. Lisci che fanno arrabbiare, lisci che pagano, il PerOtto che torna a colpire e i 100% su un campionato intero e una giornata di schedine esempio.Ci siamo divertiti, abbiamo vissuto emozioni forti e siamo rimasti sempre in gioco. Gol che hanno fatto saltare giocate, altri che hanno fatto entrare quote interessanti, ritardi che hanno fatto il loro dovere e big cadute con quote record. La noia resta fuori.Questo fine settimana di calcio e pronostici lo consideriamo positivo. Vediamo insieme dati e numeri principali su risultati, suggerimenti e Schedine Esempio.
Emozioni, attesa, eredità; ma anche costi, polemiche, infrastrutture. Tutto questo sono i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, un'opportunità, ma anche un banco di prova per il Paese intero. Radio24 vi porta in anteprima sui luoghi dei Giochi, verso il 6 febbraio, giorno dell'apertura ufficiale. Iniziamo dalla Valtellina, con Bormio e Livigno che ospiteranno sci alpino maschile, sci alpinismo, snowboard e freestyle. A guidarci il nostro inviato Dario Ricci.
Siamo abituati a dire che sentiamo le emozioni "nel cuore" o "nella pancia"... ma in realtà tutto parte dal cervello. È lui il regista silenzioso che traduce pensieri, stimoli, ricordi in risposte emotive che coinvolgono tutto il corpo. A Obiettivo Salute Risveglio ne parliamo con la professoressa Daniela Perani, neuroscienziata e ordinario di neuroscienze all'Università Vita-Salute San Raffaele e autrice di Quando il cervello si emoziona (Rizzoli), per capire meglio dove nascono davvero le emozioni - e perché ci fanno battere il cuore, sudare le mani, cambiare respiro.
Cosa vuol dire lasciare andare? Quali sono i passaggi necessari a lasciare andare? Perché lasciare andare? Lasciar andare richiede calma, apertura e disponibilità. Generalmente lasciare andare produce dentro di noi la paura per qualcosa che non conosciamo. Lasciare andare vuol dire anche fare spazio. Vorremmo qualcosa di nuovo, ma non abbiamo spazio interno, perché siamo aggrappati a quello che abbiamo. Per questo non riusciamo a lasciare andare. Tutto ciò che non è più utile, funzionale, che non ci fa bene, che è di ingombro, occupa solo spazio ed è fondamentale imparare a lasciarlo andare. Può capitare che ci ripetiamo che non ci riusciamo; ma qui entra in gioco la nostra volontà: lasciar andare richiede un atto di volontà da parte nostra. Quali sono i passaggi per imparare a lasciare andare? 1) Riconoscere gli attaccamenti: se non sappiamo quali sono i nostri attaccamenti, non sappiamo cosa lasciare andare; sentiamo la sensazione di pesantezza, di insoddisfazione, debolezza, ci sentiamo sfiancati, ma non sappiamo cosa è che ci fa stare così. Per rintracciare i nostri attaccamenti, chiediamoci: a cosa sto restando attaccato? A cosa penso spesso? Su cosa la mia mente va in automatico? Quali sono i pensieri che emergono automatici durante la giornata? 2) Rintracciare il vantaggio: Noi siamo fatti di parti, qual è la parte che vuole lasciare andare? Quali sono invece le altre parti che non vogliono lasciare andare? Molte parti di noi si aggrappano a qualcuno o qualcosa, perché ogni parte vede in un determinato modo e le parti di noi che non vogliono mollare, vedono un vantaggio nel non farlo. Chiediamoci, dunque, quali sono i nostri vantaggi nel non mollare? Restare attaccato alla storia, alla persona, al pensiero o alla convinzione che vantaggio mi da? Restare attaccati ci da sicurezza e lasciare andare richiede responsabilità, rischio, paura e noi tendiamo sempre al beneficio, a quello che ci sembra una cosa buona per noi. 3) Fare spazio per accogliere: la paura nel mollare è paura del vuoto. Modificando questa visione, cioè se lascio andare sento il vuoto, noi ci focalizziamo solo sulla mancanza di qualcosa, sullo spazio da riempire. E il vuoto ci fa paura: resta un buco. Modificare il linguaggio dicendo “faccio spazio”, “lascio andare per fare spazio, per accogliere” ci fa concentrare sul nuovo, sull'accogliere la novità. Cambia completamente la visione e la percezione delle cose. Chiediamoci: che cosa è ingombrante dentro di me? Cosa è che oggi è inutile a cui dedico energia, pensieri? 4) Imparare ad affidarci: abbiamo paura perché abbiamo il bisogno di controllare. Non riusciamo ad affidarci alla vita. Per lasciare andare è necessario fare un atto di fede, provare fiducia. Fare piccole cose senza avere il controllo di tutto. 5) Accettare e accogliere: spesso l'attaccamento a qualcosa o qualcuno è perché non riusciamo ad accettare che è passata, che una cosa è finita. Non riusciamo ad accettare che l'impermanenza è una legge fondamentale della vita: tutto cambia. Come si fa ad accettare? Accettare è un atto di volontà. Accettare si fa accettando. Accettare vuol dire accontentarsi, nel senso di essere contento, di farsi contento di ciò che c'è. Quali sono le resistenze che ti impediscono di lasciare andare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Mara (Valentina Lodovini) è una maestra appena arrivata in un paesino di provincia. La novità non viene vista di buon occhio dalla comunità locale e le cose non migliorano quando l'insegnante intreccia un legame con Hassan, meccanico tunisino fino ad allora, apparentemente, ben integrato in paese. Un omicidio ribalterà le carte in tavola e un giovane aspirante giornalista sarà l'unico a cercare la verità.See omnystudio.com/listener for privacy information.
In questo episodio di Educare con calma vi propongo una nutriente conversazione con Silvia D'Amico in cui esploriamo la differenza tra intelligenza emotiva, maturità emotiva e agilità emotiva. Conoscere e portare consapevolezza su questi concetti può diventare un alleato prezioso nella nostra crescita come genitori e come persone.Analizziamo poi insieme i 7 segnali di un genitore emotivamente immaturo e, alla fine, Silvia ci guida con uno strumento concreto per compiere il primo passo verso la maturità emotiva.:: Le domande che ho fatto a Silvia:00:00 Introduzione e benvenuto.02:18 Qual è la differenza tra i concetti di maturità emotiva, intelligenza emotiva e agilità emotiva?22:19 Esploriamo i 7 segnali di un genitore emotivamente immaturo.36:54 Qual è il primo passo per fare il lavoro verso la maturità emotiva?39:20 Riflessioni finali e saluti.:: Potete trovare Silvia:sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram;su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti).Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Come gestisci le difficoltà? Come gestire i momenti difficile della vita? Quali sono le emozioni che ti accompagnano nei momenti difficili? Qual è il tuo atteggiamento quando vivi situazioni difficili? Capita ad ognuno di noi di vivere delle difficoltà ed ognuno ha un proprio modo di provare a superarle; ognuno di noi cerca di reagire come può e come sa per poter superare i momenti difficili nel miglior modo possibile. Cosa possiamo fare per gestire al meglio questi momenti? Vi sono quattro passi che possono aiutarci a vivere il momento della difficoltà in modo costruttivo ed evolutivo. Il primo passo è costituito dall'esame di realtà: quando stiamo vivendo un'esperienza dolorosa e difficile possiamo ritornare ai dati di realtà, a ciò che sta accadendo davvero, non alla percezione che abbiamo noi di ciò che sta accadendo. Questo consente di avere la lucidità per affrontare al meglio le nostre difficoltà. Il secondo passo è l'acquisizione di padronanza emotiva: avere padronanza emotiva vuol dire evitare il pendolo tra negare le emozioni oppure controllarle. La padronanza è diversa dal controllo. Vuol dire sentire l'emozione, riconoscerla, accoglierla, padroneggiarla, saperla gestire, ma solo dopo averla riconosciuta e accolta. In questa fase è importante imparare a distinguere tra emozioni di primo livello ed emozioni di secondo livello. Il terzo passaggio è trovare la centratura: come facciamo a capire che non siamo centrati? Quando viviamo solo emozioni negative e basta. In questo caso siamo totalmente in balia della nostra mente. Cosa possiamo fare? Respirazione controllata-meditazione-preghiera-relazioni...ci prendiamo la responsabilità di occuparci della nostra centratura. La centratura è essere presenti a se stessi, stare nel momento con l'emozione che c'è. Non avere la pretesa di controllare tutto e di cacciare via le emozioni spiacevoli. Il quarto passo consiste nel dirigere con padronanza il condominio interno: dentro di noi ci sono tante parti, ognuna con le proprie esigenze, con le proprie emozioni, con le proprie ragioni; ci sono le parti giudicanti, la parte spaventata, la parte arrabbiata, la parte pessimista…possiamo ascoltarle ma non andargli dietro. Infine, il passo più difficile, ma allo stesso tempo necessario è l' affidamento, il mollare il controllo, accogliere ed accettare la realtà per quella che è. Qual è il passo per te più difficile da concretizzare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Il primo episodio del 2026 si apre con un momento intimo: racconto di quel lutto che mi ha colpito poco prima di Natale. Condivido emozioni, ricordi e riflessioni su come affrontare la perdita, lasciando spazio alla fragilità ma anche alla forza di ripartire.Da lì, il racconto si muove lentamente verso una dimensione più leggera, quella del calcio, come rifugio e passione. Passiamo così ai rumors di calciomercato che agitano l'universo nerazzurro, tra possibili arrivi e addii che potrebbero cambiare il volto dell'Inter.Un episodio che accompagna l'ascoltatore in un viaggio tra vita e sport, tra emozioni profonde e l'adrenalina del calciomercato.
Van der Poel che domina il ciclocross, i campioni che vedremo al Tour e al Giro, le ambizioni di Evenepoel e Vingegaard che forse viene al Giro d'Italia. E poi ancora le novità introdotte dall'Uci e la voglia di Pogacar di vincere Sanremo e Roubaix. Tutto questo nel primo episodio del 2026 di Greg a pedali... Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Qual è la differenza tra ESSERE e STARE? Questi due verbi sembrano simili, ma hanno funzioni e significati molto diversi. In questa guida completa imparerai a distinguerli e a usarli correttamente, con tantissimi esempi pratici, espressioni idiomatiche e gli errori più comuni da evitare. ESSERE vs STARE: Come e Quando Usarli? Quando Usi il Verbo ESSERE Il verbo ESSERE è molto più frequente in italiano rispetto a STARE. Lo utilizzi in tantissime situazioni diverse e rappresenta il verbo principale per descrivere stati, condizioni e caratteristiche. 1. Esistenza Quando vuoi comunicare che qualcosa o qualcuno esiste in un determinato luogo, usi ESSERE nelle forme c'è (per il singolare) e ci sono (per il plurale). EsempioSpiegazioneC'è un problema con il computer.Esiste un problema (singolare)Ci sono molti turisti in piazza.Esistono molti turisti (plurale)Non c'è nessuno in casa.Non esiste nessuna persona 2. Possesso Quando vuoi indicare che qualcosa appartiene a qualcuno, usi ESSERE. EsempioSpiegazioneQuesta borsa è mia.La borsa appartiene a meQuei libri sono di Marco.I libri appartengono a MarcoDi chi è questo ombrello?Domanda sul possesso 3. Origine e Nazionalità Quando vuoi esprimere da dove viene una persona o qual è la sua nazionalità, usi ESSERE seguito da un aggettivo di nazionalità o dalla preposizione "di" + luogo. EsempioStrutturaLaura è italiana.ESSERE + aggettivo di nazionalitàI miei nonni sono messicani.ESSERE + aggettivo di nazionalitàSono di Roma, e tu?ESSERE + di + città/luogo 4. Professione Quando vuoi indicare il lavoro o l'occupazione di una persona, usi ESSERE seguito direttamente dalla professione. Attenzione: in italiano non si usa l'articolo prima della professione! Corretto Errato Mio padre è architetto.Mio padre è un architetto.Siamo studenti universitari.Siamo degli studenti universitari.Da grande voglio essere veterinaria.Da grande voglio essere una veterinaria. 5. Descrizione di Qualità Quando vuoi descrivere le caratteristiche di una persona, un oggetto, un luogo o qualsiasi altra cosa (aspetto fisico, carattere, sapore, temperatura...), usi ESSERE. EsempioTipo di DescrizioneMarco è simpaticissimo.CarattereQuesta pizza è deliziosa!SaporeIl film è noioso.QualitàL'acqua è fredda.TemperaturaLa tua casa è enorme!Dimensione 6. Emozioni e Stati d'Animo Quando vuoi esprimere come ti senti emotivamente o descrivere lo stato d'animo di qualcuno, usi ESSERE. Questo è un punto fondamentale che spesso confonde gli studenti ispanofoni! EsempioEmozione/Stato d'AnimoSono felice di vederti!FelicitàPerché sei così nervoso oggi?NervosismoSiamo preoccupati per l'esame.PreoccupazioneEra triste perché il suo gatto era malato.Tristezza 7. Stato di Luoghi e Oggetti Quando vuoi descrivere la condizione in cui si trova un luogo o un oggetto (aperto/chiuso, acceso/spento, pieno/vuoto...), usi ESSERE. La porta è aperta o chiusa? Il supermercato è chiuso la domenica. La strada è buia, accendi i fari! Il ristorante era pieno, non c'era neanche un tavolo libero. 8. Posizione Ecco un punto cruciale! Quando vuoi indicare dove si trova qualcosa o qualcuno, in italiano standard usi ESSERE. EsempioContestoDove sei? — Sono in ufficio.Posizione di una personaRoma è nel Lazio.Posizione geograficaLe chiavi sono sul tavolo.Posizione di un oggettoIl bagno è in fondo al corridoio.IndicazioniScusa, sai dov'è la fermata dell'autobus?Richiesta di informazioni Quando Usi il Verbo STARE Il verbo STARE ha usi più specifici e limitati rispetto a ESSERE. È fondamentale conoscerli per evitare errori comuni. 1. Salute e Condizione Generale Quando vuoi chiedere o rispondere riguardo alla salute o alla condizione generale di una persona, usi STARE. Questa è probabilmente una delle prime cose che impari in italiano! DomandaRispostaCome stai?Sto bene, grazie!Come sta tua madre?Sta meglio, grazie.Come state?Non sto molto bene oggi, ho mal di testa. 2. Posizione Fisica del Corpo Quando vuoi descrivere la posizione fisica che il corpo di una persona sta assumendo (seduto, in piedi, sdraiato...), puoi usare STARE. Sto seduta da tre ore, ho mal di schiena! Il dottore mi ha detto di stare sdraiato. Preferisco stare in piedi, grazie. La Sfumatura tra "Sono Seduto" e "Sto Seduto" Puoi dire sia sono seduto sia sto seduto, ma con una piccola differenza importante: FormaSignificatoEsempioSono sedutoDescrivi semplicemente la tua posizione, una condizioneSono seduto sulla panchina.Sto sedutoÈ una scelta attiva, un'azione volontariaSto seduto perché mi fanno male le gambe. Immagina questa scena: sei sull'autobus, vedi una signora anziana e le offri il posto. Lei risponde: "No, grazie, sto in piedi perché scendo tra poco." In questo caso, lei sta scegliendo di rimanere in piedi, non sta semplicemente descrivendo la sua posizione. 3. Permanenza in un Luogo Quando vuoi esprimere che qualcuno rimane o trascorre del tempo in un determinato luogo, usi STARE come sinonimo di RIMANERE o RESTARE. EsempioSignificatoStasera sto a casa, sono stanca.= resto a casaQuest'estate stiamo in montagna per due settimane.= restiamo in montagnaQuanto tempo state in Italia?= quanto tempo rimanete La Differenza Fondamentale tra "Sono a Casa" e "Sto a Casa" Se un'amica ti chiama e dice: FraseSignificato"Sono a casa di mia sorella."Semplicemente si trova lì in quel momento (posizione)"Sto a casa di mia sorella."Sta trascorrendo del tempo lì, magari è ospite per il weekend 4. Comportamento (Imperativo) Quando vuoi dire a qualcuno come deve comportarsi o invitarlo ad assumere un certo atteggiamento, usi STARE, soprattutto nella forma imperativa. EsempioContestoStai zitto!Ordine di tacere (un po' maleducato!)State attenti quando attraversate!Invito alla prudenzaSta' calmo, risolviamo tutto.Invito a mantenere la calmaBambini, state buoni!Richiesta di comportarsi bene 5. Adattamento e Vestibilità Quando vuoi esprimere che un vestito, un colore o un accessorio è adatto a qualcuno o gli dona, usi STARE. EsempioSignificatoQuel colore ti sta benissimo!Il colore ti dona moltoQuesti pantaloni mi stanno stretti.I pantaloni non hanno la taglia giustaCome mi sta questo cappello?Domanda sull'adattamentoQuella giacca non ti sta bene, provane un'altra.La giacca non è adatta 6. Capacità e Contenimento Un uso che molti studenti non conoscono! Quando vuoi indicare che c'è spazio sufficiente per contenere qualcosa o qualcuno, usi STARE. EsempioContestoIn questa macchina ci stanno cinque persone.Capacità di un veicoloTutti questi vestiti non ci stanno nella valigia!Spazio insufficienteNel frigorifero non ci sta più nulla, è strapieno!Capacità esauritaQuante persone ci stanno in questo ascensore?Domanda sulla capacità 7. Le Due Strutture Grammaticali Fondamentali con STARE Il verbo STARE è fondamentale in due costruzioni grammaticali molto usate in italiano. STARE + GERUNDIO (Presente Progressivo) Usi questa struttura quando vuoi indicare un'azione in corso di svolgimento, qualcosa che sta succedendo proprio in questo momento. Funziona anche al passato! TempoEsempioPresenteCosa stai facendo? — Sto cucinando.PresenteNon posso parlare, sto guidando.PresenteShhh! Il bambino sta dormendo.Passato (imperfetto)Cosa stavi facendo quando ti ho chiamato? — Stavo dormendo! STARE PER + INFINITO (Futuro Imminente) Usi questa struttura quando vuoi indicare un'azione che succederà tra pochissimo tempo. EsempioSignificatoIl treno sta per partire, corri!Il treno partirà tra pochissimoSto per addormentarmi, sono esausto.Mi addormenterò da un momento all'altroSta per piovere, prendi l'ombrello!Pioverà tra poco ESSERE o STARE con lo Stesso Aggettivo? Ci sono alcuni aggettivi che puoi usare sia con ESSERE che con STARE, ma il significato cambia. Vediamo i casi più comuni e le sfumature di significato. Tranquillo FormaSignificatoMarco è tranquillo. Marco è una persona calma di carattere, è una sua qualità permanenteStai tranquillo!Calmati! Non preoccuparti! È un invito a comportarsi in un certo modo Attento FormaSignificatoLucia è molto attenta.Lucia è una persona attenta in generale, è una sua caratteristicaSta' attento!Fai attenzione adesso! Stai per fare qualcosa di pericoloso! Zitto FormaSignificatoPerché sei così zitto oggi?Perché non parli? Sei silenzioso (descrizione)Stai zitto!Smetti di parlare! Taci! (ordine sul comportamento) Fermo FormaSignificatoLa macchina è ferma.La macchina non si muove, descrivo il suo statoStai fermo!Non muoverti! (ordine) Pronto Questo caso è particolarmente interessante! FormaSignificatoEsempio ContestualizzatoSono pronto.Ho finito di prepararmi, descrivo la mia condizione attuale"Sei pronto?" — "Sì, sono pronto, possiamo andare."Stai pronto!Preparati! Sta per succedere qualcosa! È un avvertimento"Stai pronto che arrivo!" (giocando a nascondino) ESSERE e STARE al Passato Come funzionano questi verbi al passato? Ecco una cosa interessante: al passato prossimo, ESSERE e STARE condividono lo stesso participio passato: "stato"! Questo può creare confusione, ma le differenze di significato rimangono. ESSERE al Passato Usi ESSERE al passato per descrivere condizioni, stati ed emozioni nel passato. EsempioTempo VerbaleUsoIeri ero molto stanco.ImperfettoDescrizione di uno statoLa festa è stata bellissima!Passato prossimoGiudizio su un eventoQuando ero piccola, ero molto timida.ImperfettoCaratteristica nel passato STARE al Passato Usi STARE al passato per indicare la salute, la permanenza in un luogo, o il comportamento nel passato. EsempioSignificatoCome sei stato alla festa?Come ti sei trovato? Ti sei divertito?Ieri sono stato a casa tutto il giorno.
Le ragazze della classe prima raccontano un inizio d'anno ricco di novità e di scoperte. Le materie risultano più interessanti rispetto alle medie, anche se richiedono maggiore impegno e concentrazione.Il passaggio alle superiori si fa sentire, ma nonostante le difficoltà iniziali molte si dichiarano felici della scelta fatta e dell'ambiente trovato.I professori vengono descritti come severi ma allo stesso tempo disponibili, chiari nelle spiegazioni e capaci di stimolare curiosità e partecipazione.In generale, le ragazze percepiscono il Marco Polo come una scuola accogliente, dinamica e ricca di opportunità: un luogo dove si cresce rapidamente e si impara molto, sia a livello scolastico che personale.
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Oggi compio 40 anni! E invece di fare una puntata “celebrativa”, ho deciso di fare il contrario: aprire il cassetto delle lezioni (scomode) che la vita mi ha fatto sudare davvero e condividerle con te che ami questo podcast.
Buongiorno, per rispondere a molte domande arrivate nel post sugli approfondimenti ecco un video sulle emozioni. Le emozioni sono energia in movimento e spesso prendono il controllo dei nostri pensieri, delle nostre parole e delle nostre azioni.Ma possiamo imparare a restare presenti mentre emergono, senza esserne travolti.In questo video esploriamo come la presenza e l'auto-osservazione possano trasformare radicalmente il nostro rapporto con ciò che proviamo.Scoprirai perché alcune emozioni sembrano dominarci e perché certe situazioni attivano sempre le stesse reazioni.Attraverso una consapevolezza chiara, neutra e non giudicante, possiamo sciogliere schemi antichi, interrompere automatismi interiori e trasformare ogni emozione in un'occasione di crescita.È un invito a un vero lavoro su di sé: un percorso in cui osservare ciò che nasce dentro di noi diventa il primo passo per ritrovare libertà interiore, pace e una nuova qualità di presenza in ogni esperienza della vita. Buona visione e buona pratica DiegoL'autoosservazione per Gurdjieff:https://youtu.be/xb6kpC5N8HU Sette tipi di uomo per Gurdjieff:https://youtu.be/mpq2bZToDzI Metafora della carrozza di Gurdjieff:https://youtu.be/zeZ-B1ykkMQ
Hai mai pensato che il tuo corpo potesse trattenere il dolore emotivo del tuo passato?Il nostro corpo non mente: i traumi, le paure e i bisogni negati della nostra infanzia non svaniscono.Si cristallizzano in "corazze muscolari" e blocchi energetici, intrappolando le emozioni e il dolore del bambino ferito proprio lì, nelle tue spalle, nel bacino, nella respirazione...Cosa fare per sciogliere questi blocchi?Ne parliamo con Daniela Campolmi, fisioterapista e osteopata, posturologa chinesiologa e coaching IgeeDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Esiste un modo per cambiare stato emotivo in pochi istanti? Spoiler: NO! La verità scientifica che sta sotto questa faccenda è ancora più interessante della fumosa promessa di molti “esperti” di poter cambiare umore a comando… Clicca qui per approfondire (link attivo dalle ore 5:00 AM del 08/12/25) https://psinel.com/controllare-le-emozioni-in-pochi-secondi/Sei Psicologa/o? Stiamo creando una squadra di professionisti partecipa al Sondaggio https://newmanspirit.typeform.com/to/cq3TyGC1Mindfitness è il nostro percorso gratuito per sviluppare il legame tra energia mentale e fisica. L'ho fatto insieme ad un grande professionista il dott. Valerio Rosso (medico psichiatra). Iscriviti gratis cliccando quiSe ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS- Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/- Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/I NOSTRI PERCORSI: https://psinel.com/corsi-online/https://lifeology.it/
Ti sei mai chiesto perché gli italiani dicono: "Ma che mi combini?" invece di "Ma che combini?"; "Mangia tutta la pasta, a mamma" invece di "Mangia tutta la pasta"Con questa guida imparerai finalmente a capire e usare il DATIVO ETICO, una struttura grammaticale colloquiale tipicamente italiana che renderà il tuo italiano molto più naturale e autentico. Il Dativo Etico in Italiano: cos'è e come funziona Cos'è il Dativo Etico? Il dativo etico è un pronome personale (mi, ti, ci, vi) che viene aggiunto a una frase NON per indicare chi riceve l'azione, ma per esprimere la partecipazione emotiva di chi parla o di chi ascolta. Esempio: "Ma che combini?" = domanda neutra "Ma che mi combini?" = domanda con coinvolgimento emotivo (sono preoccupato/a) Perché si Chiama "Dativo Etico"? DATIVO: Nella grammatica latina, il dativo era il caso usato per il complemento di termine (a chi? per chi?). In italiano, anche se non abbiamo più i casi latini, usiamo ancora questo termine per alcuni pronomi che indicano "a chi" o "per chi" avviene l'azione. ETICO: Dal greco "ethikos" (relativo al carattere, ai sentimenti), esprime proprio questo: un coinvolgimento emotivo, affettivo, psicologico. Non ha una funzione grammaticale vera e propria, ma una funzione emotiva! Ricorda: È come se aggiungessi un pezzettino di cuore alla frase! La Struttura Grammaticale Il dativo etico si forma usando questi pronomi atoni: PronomePersonaFunzioneEsempiomi1ª singolareEsprime la partecipazione emotiva di chi parlaNon mi sbagliare l'esame questa volta!ti2ª singolareCoinvolge l'interlocutore nell'azioneStavo camminando e indovina chi ti incontro?ci1ª pluraleEsprime la partecipazione emotiva di chi parla (plurale)Stacci bene!vi2ª pluraleCoinvolge gli interlocutori nell'azioneTua madre vi arriva domani? ATTENZIONE! Non esistono le forme "gli", "le" o "loro" per il dativo etico. Si usano solo questi quattro pronomi! Posizione del Pronome Modo VerbalePosizioneEsempioModi finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale)Prima del verboChe mi combini?ImperativoDopo il verbo (unito)Mangiatemi tutto!InfinitoDopo il verbo (unito)Non farmi sciocchezze!GerundioDopo il verbo (unito)Studiandomi bene, otterrai buoni risultati Gli Usi Principali del Dativo Etico 1. Esprimere Preoccupazione o Interesse Affettivo Questo è l'uso più comune! Si usa per mostrare che chi parla è emotivamente coinvolto nell'azione. Esempi: "Non mi prendere freddo!" (una madre preoccupata per il figlio) "Studiatemi bene per l'esame!" (un professore che tiene ai suoi studenti) In questi casi, chi parla non riceve l'azione, ma esprime il proprio coinvolgimento emotivo. 2. Esprimere Sorpresa o Disapprovazione Il dativo etico si usa anche per esprimere stupore, meraviglia o disapprovazione: Esempi: "E adesso cosa mi hai inventato?" (cosa ti viene in mente?!) "Mi è diventato un ribelle!" (mio figlio è cambiato e io sono sorpreso) 3. Enfatizzare un Comando o una Richiesta Quando vuoi rendere un imperativo più forte o più affettuoso, aggiungi il dativo etico: Confronto: Senza dativo eticoCon dativo etico"Non prendere freddo!""Non prendermi freddo eh!" (più enfatico)"State attenti!""Statemi attenti in classe!" (più personale) 4. Esprimere Fastidio o Impazienza A volte si usa il dativo etico per esprimere irritazione: Esempi: "Non mi toccare niente!" (sono infastidito) "Che mi avete combinato?" (sono seccato) "Non mi fate rumore!" (sono impaziente) La Costruzione Affettuosa con "A Nonna", "A Mamma", "A Papà" Questa è una costruzione DOLCISSIMA e TIPICISSIMA dell'italiano colloquiale che confonde moltissimi stranieri! Avrai sicuramente sentito, specialmente dalle nonne italiane, frasi come: "Mangia, a nonna!" "Dormi, a mamma!" "Studia, a papà!" "Sta' buono, a nonno!" Cosa Significa Esattamente? Quando una nonna dice "Mangia, a nonna!", NON sta chiedendo al bambino di farla mangiare! Sta dicendo: "Mangia per far contenta la nonna" "Mangia, fallo per la nonna" "Mangia, così la nonna è felice" È un modo tenerissimo di esprimere che l'azione del bambino influenza emotivamente la nonna. È come dire: "Se tu mangi, io sono contenta. Se tu non mangi, io sono triste e preoccupata." La Struttura Formula: Imperativo/Verbo + virgola + "a" + nome familiareFraseSignificato"Dormi, a mamma!"Dormi per far stare tranquilla la mamma"Guarisci presto, a nonna!"Guarisci presto, così la nonna smette di preoccuparsi"Sta' attento, a papà!"Sta' attento, per far stare tranquillo il papà"Finisci i compiti, a zia!"Finisci i compiti, per rendere felice la zia"Non piangere, a nonno!"Non piangere, perché il nonno soffre a vederti così Perché gli Italiani (Specialmente i Nonni) lo Usano? RagioneSpiegazioneEsprimere affetto profondoÈ un modo per dire "Mi importa tantissimo di te e di quello che fai"Motivare con dolcezzaInvece di dare un ordine secco, si fa appello ai sentimenti del bambinoCreare un legame emotivoSi fa capire al bambino che le sue azioni hanno un impatto sui sentimenti della persona caraTradizione generazionaleÈ una formula che si tramanda di generazione in generazione, parte del linguaggio tipico dei nonni italiani Quando Si Usa? Questa costruzione si usa principalmente: In famiglia: specialmente con i bambini piccoli Da parte di persone anziane: nonne e nonni lo usano moltissimo! In situazioni molto affettuose: per esprimere tenerezza e preoccupazione Per incoraggiare o consolare: "Mangia, a nonna!" quando il bambino non ha appetito IMPORTANTE: Questa costruzione si usa quasi esclusivamente con: nonna/nonno, mamma/papà (anche se meno frequente), zia/zio (occasionalmente). NON si usa con amici, colleghi, o in situazioni formali. Sarebbe strano dire "Studia, al professore!" o "Lavora, al capo!". Questa è una formula riservata agli affetti familiari più stretti! Differenze Regionali RegioneFrequenza d'UsoCentro-Sud ItaliaUsatissima, parte del linguaggio quotidiano delle famiglieIsole (Sicilia, Sardegna)Molto comune, sentita come naturale e affettuosaNord ItaliaPresente, ma leggermente meno frequente Questa costruzione è ancora più comune nelle generazioni più anziane. I nonni italiani la usano tantissimo! Un Confronto Interessante TipoFraseTonoNeutro"Mangia la minestra"Ordine sempliceCon dativo etico standard"Mangiami la minestra"Io sono coinvolto emotivamenteCon "a nonna""Mangia, a nonna!"Fallo per me, per rendermi felice (il più dolce e affettuoso!) Differenze con Altri Pronomi È importante distinguere il dativo etico da altri usi dei pronomi. Vediamo alcune differenze fondamentali: Dativo Etico vs. Complemento di Termine TipoEsempioSpiegazioneTestComplemento di termine"Dammi il libro!"Il libro viene dato A ME, io lo ricevo"Dai il libro?" ✗ (manca l'informazione: a chi?)Dativo etico"Mangiami la pasta"Io non mangio, ma sono emotivamente coinvolto"Mangia la pasta" ✓ (ha senso, quindi è dativo etico) Come distinguerli? Se puoi togliere il pronome e la frase ha ancora senso logico completo, probabilmente è un dativo etico! Dativo Etico vs. Pronome Riflessivo TipoEsempioSpiegazioneRiflessivo"Mi lavo le mani"Io lavo le MIE maniDativo etico"Lavami le mani prima di mangiare!"Una mamma che dice al figlio di lavarsi le mani, con coinvolgimento emotivo Quando NON Usare il Dativo Etico SituazioneEsempio SBAGLIATOEsempio CORRETTOSituazioni molto formali"Presidente, mi ascolti attentamente""Presidente, ascolti attentamente"Testi scritti formaliDocumenti ufficiali, lettere formali, articoli scientifici con dativo eticoEvita completamente il dativo eticoCon persone sconosciute"Mi studi bene!" (a uno sconosciuto)"Studi bene!"Costruzione "a nonna/mamma" fuori famiglia"Lavora bene, al capo!"Non usare mai questa forma fuori dal contesto familiare! RICORDA: Quando la frase diventa ambigua, a volte aggiungere il pronome può creare confusione, quindi meglio essere chiari! Esempi Pratici per Esercitarti Analizza queste frasi e identifica se c'è un DATIVO ETICO (e di che tipo), oppure NO (e in quel caso, che funzione hanno i pronomi). Esempio 1: "Mi Hanno Rubato il Portafoglio!" Analisi: In questo caso "mi" è un complemento di termine: hanno rubato IL PORTAFOGLIO A ME. Io sono la persona a cui è stato rubato.Conclusione: NON è un dativo etico!Test: Se togliamo il "mi", la frase non ha senso: "Hanno rubato il portafoglio" (a chi? manca l'informazione essenziale). Esempio 2: "Non Mi Fare Sciocchezze!" Analisi: Chi parla non fa le sciocchezze, ma esprime preoccupazione per l'altra persona.Conclusione: DATIVO ETICO standard!Test: Se togliamo il "mi", la frase ha ancora senso: "Non fare sciocchezze!". Il "mi" aggiunge solo coinvolgimento emotivo. Esempio 3: "Dormi, a Mamma!" Analisi: La mamma non dorme, ma chiede al bambino di dormire per farla stare tranquilla.Conclusione: Costruzione affettuosa con "a mamma"!Significato: "Dormi, per far contenta la mamma" o "Dormi, così la mamma è serena". È tipicissima del linguaggio familiare, specialmente usata con i bambini! Esempio 4: "Studiatemi Bene Questa Lezione!" Analisi: L'insegnante non riceve lo studio, ma esprime il suo interesse e la sua preoccupazione affinché gli studenti studino bene.Conclusione: DATIVO ETICO standard!Test: Possiamo dire "Studiate bene questa lezione" e la frase ha senso completo. Esempio 5: "Mangia Tutta la Minestra, a Nonna!" Analisi: La nonna non mangia la minestra, ma sta chiedendo al nipotino di mangiarla per renderla felice.Conclusione: Costruzione dolcissima con "a nonna"!Significato: "Mangia tutta la minestra, così la nonna è contenta".
Dicembre è un mese carico, emotivamente e... caloricamente. Le giornate si accorciano, gli impegni si moltiplicano, e tra regali, cene e bilanci, ci sentiamo spesso sotto pressione. A Obiettivo Salute - In Tavola oggi proviamo a ritrovare il giusto ritmo: con lo psicologo Luca Mazzucchelli esploriamo l'intensità emotiva di questo periodo e il rischio di "sovraccarico"; con la nutrizionista Evelina Flachi ci spostiamo a tavola per capire come gestire appetito, gratificazioni e scelte consapevoli. In chiusura, con Stefania Piloni, docente di fitoterapia all'Università Statale di Milano, scopriamo le tisane giuste per questo momento dell'anno: per digerire meglio, scaldarci e ritrovare un po' di energia.
Per fare questo lavoro devi restare lucido. Sempre. Al BSMT, il magistrato Nicola Gratteri ha raccontato come si allena a gestire paura, rabbia e tensione. Il resto della puntata ti aspetta nel
Dicembre può essere un mese amplificatore: quello che hai nel cuore si sente al massimo, che tu sia team “amo il Natale” o team “vorrei saltarlo”. In questo episodio parliamo di aspettative, pranzi in famiglia, sensi di colpa e del permesso di non avere un dicembre perfetto. Ti accompagno a “regolare il volume” delle emozioni e delle relazioni, per costruire un Natale un po' più a tua misura, lucina dopo lucina. Entra in 30 JoyFuel Days: https://www.ilcorpoelamente.com/30-joyfuel-days/ Scopri HeySister, la psicologa pratica, sempre con te: https://www.heysister.io/ Ricevi gratuitamente Stress-Off, la guida per liberarti dallo stress: https://www.ilcorpoelamente.com/stress-off/ Scopri tutte le altre risorse su: www.ilcorpoelamente.com Se cerchi altri suggerimenti in tema gestione delle emozioni, dello stress e del tempo, così come le migliori tecniche di psicologia applicate alla vita quotidiana, puoi trovare tanti spunti nei video dl canale ilcorpoelamente su Youtube: http://www.youtube.com/c/ilCorpoelaMente
Ti senti sempre in ritardo, sovraccarico di cose da fare e contenuti da seguire? In questo episodio ti parlo della società del burnout, FOMO e copioni interiori che ci portano a complicarci la vita, e ti accompagno a scegliere una mente più sostenibile con un esercizio pratico per tornare all'essenziale.
In questa puntata incontriamo una persona e, allo stesso tempo, un intero collettivo: Numero Cromatico.Nato nel 2011, Numero Cromatico è un collettivo artistico, un centro di ricerca e una casa editrice che esplora il rapporto tra arte, neuroscienze e psicologia. Riunisce competenze provenienti da ambiti diversi e produce opere, allestimenti, mostre, saggi, riviste, libri, workshop e convegni. La sede è a Roma, ma i loro progetti si muovono in Italia e all'estero.A guidarci alla scoperta di queste attibità e pensieri c'è Dionigi Mattia Gagliardi, fondatore e direttore di Numero Cromatico e della rivista Nodes. Con lui, inoltre, troverete anche altre voci del collettivo: perché parlare con Numero Cromatico significa sempre ascoltare un intero organismo.I link dell'episodio:- Il sito di Numero Cromatico https://www.numerocromatico.com- “I gesti tipici” raccontati dalla voce di Sergio Lombardo https://www.youtube.com/watch?v=kzXzIg_C3mw - “Photopath” di Victor Burgin https://davidcampany.com/victor-burgin-photopath-1967-1967/ - “Urlo” di Allen Ginsberg https://it.wikipedia.org/wiki/Urlo_(poema)- “La notte stellata” di Vincent Van Gogh https://it.wikipedia.org/wiki/Notte_stellata - L'opera di Giovanni di Stefano https://www.giovannidistefano.ch - “Inneres Auge” di Franco Battiato https://www.battiato.it/inneres-auge/ - La collaborazione tra Numero Cromatico e Etro https://www.numerocromatico.com/progetto_arte/take-me-into-your-dreams-among-your-darkest-thoughts/ - “THE FUTURE WILL NOT WAIT FOR US OVVERO IL FUTURO NON CI ASPETTA” di Numero Cromatico da T293 https://www.t293.it/exhibition/the-future-will-not-wait-for-us-ovvero-il-futuro-non-ci-aspetta/ - Il libro “L'utilità dell'inutile” di Nuccio Ordine https://lanavediteseo.eu/portfolio/l-utilita-dell-inutile/
Tornano le puntate delle prime stagioni, quelle che avete potuto solo ascoltare. Ora diventano disponibili su Spotify anche in formato video. Un'occasione imperdibile per rivivere le migliori conversazioni delle prime stagioni del PoretCast. Questa volta è il turno di Alberto Penna, psicologo e psicoterapeuta che ci accompagna alla scoperta dell'emotività maschile nella nostra società contemporanea. Una produzione Corax. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'instabilità emotiva si riconosce anche dai gesti: ecco i segnali più sottili che il corpo rivela, anche quando la mente prova a nasconderli.
Oggi faremo un viaggio con Achille Costacurta, figlio dell’attrice e conduttrice Martina Colombari e del calciatore Billy Costacurta. Fin da giovanissimo, Achille ha sviluppato una dipendenza dalle droghe con cui provava a controllare il suo ADHD, quando questo non gli era ancora stato diagnosticato. Ha dovuto, nel pieno della sua adolescenza, affrontare sette TSO, per un totale di quattordici settimane in ospedale. In questa puntata Achille ci parlerà dei suoi anni più difficili, degli errori commessi, dei momenti più bui dietro ai muri delle cliniche. Ci racconterà le cure e le ansie dei genitori, l’affetto per i suoi amici e un nuovo sogno: quello di aiutare i ragazzi con disabilità. Ci racconterà di come ha visto la speranza in un doppio arcobaleno, e di come oggi nessuno dovrà mai vergognarsi di lui. Il dream team di One More Time è composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Tommaso Galli, Noemi Grandi, Edoardo Levy, Gloria Giovanditti, Leila Stabile, Giovanni Zaccaria. Questo episodio contiene l’inserimento di prodotti e servizi a fini commerciali.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Nella seconda giornata dell'Australian Championship il Wests APIA travolge il Sydney United 58, Avondale e NWS Spirit regalano emozioni, mentre il Marconi cala il poker al South Hobart.
Parliamo di genitori narcisisti, della ferita che lasciano e del coraggio necessario per cominciare davvero a vivere, non solo a sopravvivere.
È riuscito in una missione impossibile, parlare delle leggi della fisica a milioni di persone e soprattutto ragazzi che si sono appassionati ai suoi video sui social in cui conduce esperimenti spesso tratti dalla vita quotidiana. Vincenzo Schettini ora ha pubblicato un nuovo libro intitolato "La vita che ci piace. Come la fisica può spiegarci la vita" e ce ne parla nella diretta di oggi.
Decluttering emotivo: scopri il percorso per lasciare andare il superfluo e fare spazio a ciò che conta davvero in casa e nella mente.
Nella puntata 582 esploriamo tre modi diversi di indagare la mente e la realtà: dalla creatività che mantiene giovane il cervello, al sonno che regola emozioni e memoria, fino alle misurazioni quantistiche che sfidano i limiti stessi della conoscenza.Ilaria ci racconta come un recente studio pubblicato su Nature Communications ha dimostrato che diverse attività creative come suonare, ballare o dipingere possano mantenere il cervello giovane. I ricercatori hanno utilizzato particolari “orologi cerebrali” per stimare l'età biologica del cervello e hanno osservato che, in alcune persone creative, esso risulta fino a sette anni più giovane rispetto all'età anagrafica.Le analisi hanno evidenziato come chi si dedica regolarmente a esperienze artistiche o cognitive — dal tango ai videogiochi strategici — presenti una rete di connessioni neuronali più efficiente. Vi state tutti già iscrivendo ad un corso di tango? Per approfondire: https://neurosynth.org/Nell'esterna di questa settimana Anna intervista il Dr. Mattia Aime, Professore e neuroscienziato all' Università di Berna in Svizzera. Mattia studia uno dei fenomeni cognitivi più affascinanti: il sonno. E la sua ricerca sta portando alla luce quanto il sonno sia importante non solo per le nostre capacità cognitive ma anche per le capacità di regolare le nostre emozioni. Ne vogliamo parlare perché' nella nostra società il sonno spesso viene visto come qualcosa di superfluo che ci fa perdere tempo riducendo la nostra performance. Tanto che abbiamo addirittura dei proverbi a riguardo e nell'intervista cominciamo proprio da uno di questi: sarà vero che ci dorme non piglia pesci?Andrea infine ci ricorda che ogni progresso scientifico si basa su misure sempre più precise, e che la meccanica quantistica, pur offrendo strumenti straordinari per migliorare la precisione, impone anche dei limiti, per esempio il principio di indeterminazione di Heisenberg, secondo cui non si possono conoscere contemporaneamente con accuratezza assoluta grandezze come posizione e quantità di moto.Un recente studio ha però mostrato come sia possibile aggirare questo vincolo misurando invece osservabili modulari, grandezze “compatibili” che rappresentano una sorta di versione quantistica complementare di quelle normalmente incompatibili.I ricercatori hanno realizzato questo tipo di misura utilizzando gli stati a griglia del moto meccanico di uno ione intrappolato, ottenendo incertezze inferiori al limite quantico standard. Hanno inoltre esteso l'approccio a un'altra coppia di osservabili, numero e fase, dimostrando un vantaggio metrologico rispetto ai limiti classici.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.
Puntata registrata “di getto”: vi racconto la mia esperienza con l'iPhone 17 Pro consegnato oggi, focalizzandomi su un problema emerso a tempo record – i graffi sulla scocca in alluminio dopo poche ore di utilizzo. Al centro: il rischio di uno “scratchgate”, le testimonianze dagli store, la vulnerabilità del nuovo design e la frustrazione di chi non usa cover. Un episodio diretto, personale, che lancia il tema ai microfoni e alla community.L'articolo di Digiteee sugli iPhone che si graffianoVisita Digiteee e scopri tutte le notizie sulla tecnologiaSegui Digiteee su TikTokDimmi la tua su Twitter, su Threads, su Telegram, su Mastodon, su BlueSky o su Instagram.Mail jacoporeale@yahoo.it Scopri dove ascoltare il podcast e lascia una recensione su Apple Podcast o Spotify.Ascolta An iPad guy su YouTube Podcast.Supporta il podcast
Puntata essenziale se stai vivendo un momento difficile o ti senti confuso e non sai più da dove ripartire.
Le donne sorridono molto più degli uomini: ricerche spiegano cause sociali e psicologiche e i benefici del sorriso autentico su corpo e mente.
Allenare la gestione delle emozioni ogni giorno aiuta a rafforzare le relazioni, a migliorare la mente e a raggiungere un equilibrio autentico.
7 frasi sincere per riavvicinare una persona che hai deluso: esempi di scuse e parole giuste per ricostruire fiducia e ripartire da capo.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Raffaele e' tornato! Ma dove e' andato? Cosa ha fatto? Oggi parliamo di un isola che ha stupito e intrattenuto Raffaele, e come potevamo immaginare, conquistato il titolo di "Posto fantastico!". Curiosi? Stiamo per iniziare, mettetevi comodi. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Sweet Italian Breakfast: Myth or Reality? ☕ / https://www.youtube.com/watch?v=ZHt_1T6J7Os&t=31s Partiamo da, Malta! https://it.wikipedia.org/wiki/Malta Raffaele e' tornato un po' raffreddato ma molto contento. Oggi parliamo di italiani all'estero, solo per una settimana, ma comunque all'estero. Come e' andata, cosa ha visto e cosa non e' riuscito a vedere? Per soddisfare la vostra curiosita' dovete ascoltare l'episodio! Ma possiamo darvi qualche spunto interessante. Parliamo ovviamente anche di Caravaggio, del famoso artista maledetto a Valletta, nella cocattedrale ci sono due dipinti. https://it.wikipedia.org/wiki/DecollazionedisanGiovanniBattista_(Caravaggio) https://it.wikipedia.org/wiki/SanGirolamoscrivente_(Malta) Altri italiani, piu' recenti, a Malta? Renzo Piano https://en.wikipedia.org/wiki/ParliamentHouse(Malta) E la cucina? Molto vicina! Raffaele ha trovato tanti piatti che si avvicinano molto alla cucina italiana. Ma anche piatti molto vicini a culture diverse! Il piatto preferito di Raffaele? Il pastizz! https://en.wikipedia.org/wiki/Pastizz Trascrizione Matteo: [0:10] Bentornato! Raffaele: [0:23] O mal tornato? Si può dire mal tornato? Matteo: [0:30] No... Eh, sì, purtroppo... cioè nel senso: che è successo? Raffaele: [0:34] No, è che sono raffreddatissimo, mi sono rovinato in parte gli ultimi due giorni di vacanza e il rientro. Maledetto raffreddore. Matteo: [0:46] Mannaggia mannaggia, ma che combini all'estero? ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
L'italiano è una lingua che non si accontenta di descrivere il mondo: lo accarezza, lo amplifica, lo trasforma attraverso un sistema incredibilmente ricco di suffissi alterativi. Quando un italiano dice "un attimino", "un problemino", "un lavoretto" o "che figuraccia", non sta semplicemente modificando le dimensioni di un oggetto o di un concetto, ma sta esprimendo un intero universo di emozioni, relazioni sociali e atteggiamenti culturali. GIORNATACCIA, PICCOLINO, STIVALETTO: il potere degli alterati nella lingua e nella cultura italiana La grammatica dell'affetto: tipi di alterati Gli alterati italiani si suddividono principalmente in quattro categorie, ognuna con specifiche funzioni comunicative ed emotive che rivelano la straordinaria ricchezza espressiva della nostra lingua: 1. Diminutivi (-ino, -etto, -ello, -uccio) I diminutivi rappresentano la categoria più utilizzata e psicologicamente significativa. Non si limitano a ridurre le dimensioni, ma aggiungono una connotazione di affetto, tenerezza o familiarità. Un "gattino" non è solo un gatto piccolo, è un gatto che suscita tenerezza e protezione. Allo stesso modo, "una casetta" comunica affetto verso l'abitazione, mentre "un librettino" può indicare sia un libro piccolo che un libro considerato con simpatia. 2. Accrescitivi (-one, -ona) Gli accrescitivi aumentano le dimensioni ma veicolano significati complessi. Un "librone" può essere impressionante per la sua mole culturale o ingombrante per la sua pesantezza fisica, a seconda del contesto. "Una donnona" può indicare ammirazione per la presenza fisica o, in certi contesti, una sfumatura critica. La polisemia emotiva è fondamentale: "un omone" generalmente trasmette simpatia e rispetto, mentre "un affarone" può indicare sia un grande affare vantaggioso che una situazione complicata. 3. Vezzeggiativi (-uccio, -otto, -ello) I vezzeggiativi aggiungono una sfumatura di affetto indipendentemente dalla dimensione reale. "Fratelluccio" esprime affetto fraterno, non necessariamente piccole dimensioni fisiche. "Calduccio" non indica solo una temperatura moderatamente calda, ma trasmette una sensazione di comfort e benessere. Questi alterati sono particolarmente frequenti nel linguaggio familiare e creano un'atmosfera di intimità e confidenza. 4. Peggiorativi (-accio, -astro, -onzolo) I peggiorativi aggiungono una connotazione negativa che può variare dall'ironia alla vera disapprovazione. Una "giornataccia" è una giornata decisamente spiacevole, mentre "un poetastro" indica disprezzo per qualcuno che si atteggia a poeta senza talento. "Medicastro" esprime sfiducia verso un medico considerato incompetente. Questi suffissi permettono di esprimere critica e disapprovazione in modo diretto ma stilisticamente elaborato. La psicologia dietro gli alterati: funzioni comunicative e sociali Ciò che rende affascinante questo sistema è la sua funzione psicologica e sociale profonda. Gli italiani usano gli alterati non solo per descrivere, ma per creare relazioni, modulare l'impatto delle comunicazioni e esprimere la propria soggettività emotiva. Ammorbidimento della comunicazione "Posso farti una domandina?" suona meno invadente e più rispettoso di "Posso farti una domanda?". Il diminutivo riduce l'impatto psicologico della richiesta, rendendo l'interlocutore più disponibile ad accoglierla. Similmente, "Ho un problemino" minimizza l'urgenza e l'ansia che potrebbe trasmettere "Ho un problema", permettendo di affrontare la questione con maggiore serenità. Creazione di intimità e confidenza Offrire "un caffettino" è più personale e accogliente che offrire semplicemente "un caffè". Il diminutivo trasforma un'azione ordinaria in un gesto di cura e attenzione, suggerendo che l'ospite è considerato speciale. "Facciamo due chiacchiere" invita a una conversazione rilassata e amichevole, mentre "una chiacchierata" suggerisce maggiore formalità.
SIMPLE ITALIAN PODCAST | IL PODCAST IN ITALIANO COMPRENSIBILE | LEARN ITALIAN WITH PODCASTS
In questo episodio del nostro podcast in italiano comprensibile, in occasione della giornata internazionale del libro, parliamo di lettura. Puoi trovare il mio libro "Il mondo tra le mani" QUI.Buon ascolto!▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬