Podcasts about riconoscere

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Best podcasts about riconoscere

Latest podcast episodes about riconoscere

Too Big To Fail
Come riconoscere complottismi, disinformazione e fake news ft. Pietro Salvatori (EP.101)

Too Big To Fail

Play Episode Listen Later Jun 11, 2026 48:30


Complottismi, disinformazione e fake news sono ormai entrati nel dibattito di tutti i giorni: perché hanno tanto fascino? Chi le usa a suo vantaggio e come ci possiamo difendere? Lo chiediamo al giornalista Pietro Salvatori.I consigli di oggi:Nicola: Spoilerate le partite di basketVittorio: The Pint NewsletterAlain: Sfrattati

GRATEFULMonday ⭐️ il podcast di 5pani2pesci
Quando è il momento di sposarsi? #discernimento_vocazionale

GRATEFULMonday ⭐️ il podcast di 5pani2pesci

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 63:43


Quando sposarsi? Beh, bisogna che sia tutto apposto, è lui/lei la persona giusta? E il lavoro? La casa? Il tempo passa e si aspetta di essere pronti, ma quel momento non arriva mai… forse la domanda giusta da farsi è un’altra. La trappola dell’attesa La vita è complessa, le relazioni hanno mille sfaccettature. Quell’essere finalmente pronti — purtroppo — non esiste. Il rapporto si affina in un processo iterativo: più ci si mette mano, più si vede che c’è altro da fare. Aspettare che tutto sia sistemato prima di sposarsi non funziona, è necessario fissare quei due o tre elementi fondamentali e vedere se funzionano. Riconoscere un compagno che guarda nella stessa direzione Guardare nella stessa direzione, essere compagni di cordata. Non compatibilità di carattere o interessi comuni, quelli cambiano, ma una direzione, delle domande esistenziali profonde condivise. Siamo molto cambiati negli anni, ma quel desiderio di puntare alla meta non è cambiato. È questo che ci rende solidi. Essere compatibili? Non la comunicazione, non le affinità di carattere, quello che tiene un matrimonio sui binari è un’altra cosa. La domanda non è quanto andiamo d’accordo, ma quanto sei convinto che questa persona conduca sia disposta a giocarsi tutto per questa relazione? Ci saranno scogli, difficoltà, gioie, la persona giusta è quella che ha deciso in cuor suo di voler dedicare la propra vita a vivere fino in fondo questo progetto con te. Buon ascolto!

il posto delle parole
Walter Procaccio "Improvviso"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later May 27, 2026 29:49 Transcription Available


Walter Procaccio"Improvviso"La regalità di un momento qualsiasiCronopio Editorehttp://www.shopcronopio.it/prodotto-143156/Walter-Procaccio-Improvviso-La-regalit%C3%A0-di-un-momento-qualsiasi.aspxQuesto libro parla dello schiocco dell'adesso, sia esso leggendario, traumatico o qualsiasi, nella vita ordinaria, in neurologia o in una stanza d'analisi. Questo libro è una propedeutica all'inatteso. è l'occasione per parlare del momento presente. Non è necessario morire per vivere l'assoluto. Scrive Jean-Luc Nancy: “Essere nell'assoluto è essere, puramente e semplicemente, esserci, hic et nunc”.Insomma, l'assoluto ci scorre accanto anche in cucina, a spasso per la città e tuttavia l'umano si lascia convocare nel suo qui e nel suo ora solo da fatti solenni e improvvisi che diventano storici per piacere o per dolore. In questo caso, in deficit di fantasia, li chiama traumi. Il resto del tempo si rivela spesso attesa disattenta, disbrigo di una vita minore. Nella vita ci sono cose che piacciono e cose che occorre farsi piacere. Riconoscere queste ultime è sempre una prodezza rischiosa. La posta in gioco, a ben vedere, è pura immortalità.Walter Procaccio, psichiatra e psicoterapeuta, ha insegnato presso la facoltà di psicologia Gabriele D'Annunzio di Chieti. Attualmente è docente presso ILP, scuola di specializzazione in psicoterapia di Litorale. è consulente psichiatra presso Associazione Arca comunità Il Chicco. Per Cronopio ha curato Oblio (2016) e scritto Il neurone bugiardo (2019).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Elettricista felice
Come riconoscere le finte pagine web ed evitare le truffe

Elettricista felice

Play Episode Listen Later May 27, 2026 18:40 Transcription Available


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Elettricista felice
Come riconoscere le email truffa e i link pericolosi: sicurezza per installatori

Elettricista felice

Play Episode Listen Later May 19, 2026 33:20 Transcription Available


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INSiDER - Dentro la Tecnologia
Riconoscere contenuti generati dall'IA. È ancora possibile?

INSiDER - Dentro la Tecnologia

Play Episode Listen Later May 9, 2026 19:27 Transcription Available


Con lo sviluppo esponenziale dell'Intelligenza Artificiale Generativa, è diventato sempre più difficile distinguere i contenuti creati dalle macchine da quelli prodotti dagli esseri umani. Se 5 o 6 anni fa eravamo già preoccupati dal dilagare di fake news e video deepfake, oggi la situazione è ancora più grave. I social sono invasi da “AI slop”, mentre il web si riempie di applicazioni sviluppate interamente con l'IA, spesso prive di supervisione adeguata. È quindi diventato fondamentale sviluppare sistemi e tecnologie in grado di permettere a utenti e applicazioni di riconoscere se un contenuto – sia esso un video, un testo, un'immagine o una musica – è stato generato totalmente o parzialmente da una macchina. Ma è ancora possibile farlo? E quanto sono affidabili i sistemi che stanno nascendo per questo scopo? In questa puntata proviamo a rispondere a queste domande.Nella sezione delle notizie parliamo di una nuova tecnica CRISPR contro i tumori, della class action contro Apple per le promesse non mantenute su Siri e Apple Intelligence e infine dell'avvio della produzione del camion elettrico di Tesla.--Indice--00:00 - Introduzione01:12 - Una nuova tecnica CRISPR contro i tumori (ANSA.it, Luca Martinelli)02:58 - Siri nel mirino di una class action (Wired.com, Davide Fasoli)04:10 - Tesla avvia la produzione del tir Semi (DMove.it, Matteo Gallo)05:37 - Riconoscere contenuti generati dall'IA. È ancora possibile? (Luca Martinelli)18:35 - Conclusione--Testo--Leggi la trascrizione: https://www.dentrolatecnologia.it/S8E19#testo--Contatti--• www.dentrolatecnologia.it• Instagram (@dentrolatecnologia)• Telegram (@dentrolatecnologia)• YouTube (@dentrolatecnologia)• redazione@dentrolatecnologia.it--Brani--• Ecstasy by Rabbit Theft• Falling For You by SouMix & Bromar

Obiettivo Salute - Risveglio
Il respiro che cambia: riconoscere e curare l'asma oggi

Obiettivo Salute - Risveglio

Play Episode Listen Later May 5, 2026


Il respiro è un gesto naturale che spesso diamo per scontato, finché qualcosa non cambia. L’asma riguarda milioni di persone e in molti casi non è ancora diagnosticata o gestita correttamente. Oggi però la ricerca ha aperto la strada a cure sempre più personalizzate ed efficaci. A Obiettivo Salute Risveglio parliamo di sintomi da non sottovalutare, diagnosi e nuove terapie con la prof.ssa Francesca Puggioni, specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio presso l’IRCCS Humanitas Research Hospital di Milano.

Radio Vaticana con voi
Radio Vaticana con Voi 05.05.2026

Radio Vaticana con voi

Play Episode Listen Later May 4, 2026 25:00


Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722 Con il caporedattore Luca Collodi ed il collega Marco Guerra abbiamo raccontato le ultime notizie sulla guerra in Medio Oriente, volgendo poi lo sguardo al Mozambico. Episodio numero 46 del podcast Leone Dixit, a cura del direttore editoriale Andrea Tornielli. In diretta da Tunisi Deborah Piccinno, responsabile del progetto Puvi in Tunisia, ideato da Aifo per le persone con disabilità. Come ogni martedì la rubrica su i santi e le sante della settimana, a cura di don Andrea Vena. Nuovo appuntamento con il direttore de L'Osservatore Romano, Andrea Monda, per l'Alfabeto di Radio Vaticana con Voi: oggi la R di Riconoscere! La collega Giulia Galeotti ha presentato l'inserto Quattro Pagine de L'Osservatore Romano. Infine lo speciale dedicato al cinquantesimo anniversario del terremoto in Friuli. In diretta telefonica monsignor Giuseppe Vellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone, e due giovani che hanno partecipato agli eventi di questi giorni: Matteo Mariotti e Gioele Visintini. Condotto e a cura di: Andrea De Angelis e Silvia Giovanrosa Tecnici del suono: Gabriele Di Domenico e Damiano Caprio

SBS Italian - SBS in Italiano
Come si fa a riconoscere la 'ndrangheta all'estero?

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Apr 30, 2026 17:02


Una conferenza organizzata dall'Australian Calabrese Cultural Association indaga lo stigma che circonda la comunità calabrese in Australia e l'effettiva presenza della criminalità organizzata.

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia III Dom. di Pasqua - Anno A (Lc 24,13-35)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Apr 14, 2026 7:02


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8499OMELIA III DOM. DI PASQUA - ANNO A (Lc 24,13-35)di Giacomo Biffi Siamo alla sera del giorno in cui il Signore è risorto, press'a poco alla stessa ora che oggi ci vede qui radunati. Sulla strada che da Gerusalemme conduce a Emmaus avviene un incontro, semplice in apparenza e straordinario nella sua verità; un incontro che san Luca descrive in una pagina davvero ammirevole per la sapienza della costruzione letteraria, per il tono di calda umanità che la pervade, per la vivezza della fede che tutta la ispira: una fede che trova all'inizio difficoltà a irradiarsi ma che conquista a poco a poco i cuori.È una pagina ricca di luce, che domanderebbe una meditazione tranquilla e prolungata, mentre nel breve spazio di un'omelia ci è consentita soltanto qualche veloce annotazione.In cammino (Lc 24,13). I personaggi dell'episodio sono tutti viandanti.I due, che l'evangelista definisce «discepoli», avanzano sì materialmente sul loro percorso, ma l'amarezza che hanno in cuore impedisce ogni reale progresso dell'anima: discorrono e discutono, ma da soli non arrivano a nessuna conclusione rasserenante. Esteriormente hanno una mèta precisa, che è il villaggio dove sono diretti (Lc 24,28), ma di dentro sono del tutto disorientati e persi.Possiamo vedervi l'immagine eloquente dell'uomo che è pellegrino sulla terra, che trascorre fatalmente da un'età all'altra della vita senza potersi arrestare e senza diventare più saggio, all'oscuro di dove potranno portarlo mai i suoi passi stentati.Quella di indagare, di farsi infinite domande che rimangono senza risposta, di muoversi da un dubbio all'altro e da un'ipotesi all'altra, di lasciarsi incantare or dall' una or dall' altra delle varie dottrine che via via si affacciano e tramontano sulla ribalta della moda culturale, è un po' la sorte quasi inevitabile dei figli di Adamo e il peso quasi connaturale della loro esistenza: È questa - dice il Libro sacro - un'occupazione penosa che Dio ha imposto agli uomini, perché in essa fatichino (Qo 1,13).Questo uomo inquieto, sempre scontento di sé e delle vicende in cui si trova coinvolto, sempre frastornato da mille problemi irresolubili, ha bisogno - un bisogno estremo e assoluto, anche se spesso inconsapevole o addirittura negato - di qualcuno che gli dia delle certezze cui aggrappare il suo destino, delle risposte che nessuna critica possa scalzare, delle verità che costituiscano l'approdo del suo travaglio.Ebbene, questo qualcuno c'è, ed è il Signore risorto. Questo è il messaggio sostanziale della festa di Pasqua.Il brano evangelico ci notifica anche il fatto consolante e commovente che il Vincitore della morte è un Signore accondiscendente, capace di farsi pellegrino con noi e di accompagnarsi a noi sui sentieri polverosi della vita: Gesù in persona si accostò e camminava con loro (Lc 24,15). È un Signore che, per non abbagliarci, vela la sua gloria pasquale e si presenta con un'apparenza senza splendore. È un Signore che per toccarci il cuore sceglie il metodo paziente e lungo di dialogare con noi e di rischiararci a poco a poco con la sua luce.Speravamo (Lc 24,31). Speravano: dunque ormai questi uomini non sperano più. Sono delusi e non si attendono più niente dall'avventura di Gesù di Nazaret, che pure un tempo li aveva affascinati.Sembrano convinti - come molti nostri contemporanei - che ormai è cominciata l'epoca, per così dire, post-cristiana. Non si rendono conto che il Figlio di Dio crocifisso e risorto riempie di sé l'intera storia del mondo, è l'ultima e definitiva parola del Padre, è l'avvenimento finale nel quale tutte le vicissitudini delle creature si inverano e si concludono: Gesù Cristo e lo stesso ieri, oggi e sempre! (Eb 13,8).Come càpita a qualche acculturato dei nostri giorni, i due viaggiatori credevano di essere «post-cristiani» ed erano invece appena «pre-cristiani»: l'assimilazione all'evento pasquale, nel quale tutta la verità del Vangelo si compendia, era ancora davanti a loro; e ancora essi dovevano percepirlo per lasciarsene trasformare.I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo (Lc 24,16). Gesù era già accanto a loro, eppure essi non arrivavano ad avvedersene. Perché?Erano rimasti turbati e scandalizzati dalla scena spaventosa del Golgota, che probabilmente essi avevano seguito da lontano. La ragione oggettiva, per cui è difficile anche a noi accogliere il disegno di salvezza, è che esso è sì tutto teso a realizzare la felicità e la sublimazione dell'uomo, ma prevede come percorso obbligato il cammino della croce; e questo è insopportabile se non ci si arrende senza riserve alla volontà del Padre nostro che è nei cieli.È duro e ostico anche a noi ciò che era duro e ostico ai discepoli di Emmaus, e cioè l'accettare, con tutte le sue conseguenze per la nostra esistenza, che bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria (Lc 24,26). Lo riconobbero (Lc 24,31). Quando i loro occhi sì aprono ed essi riconoscono il Signore risorto, nostra vita (cf. Col 3,4), giudice dei vivi e dei morti (At 10,43), cioè pietra di paragone e misura di ogni atto e di ogni creatura? Quando, invece di discorrere e di discutere (cf. Lc 24,15), si pongono docilmente alla scuola delle divine Scritture con la convinzione che tutte parlano di Cristo e della sua Pasqua.Accostarsi alla parola di Dio è indispensabile, ma ancora non basta: il momento proprio del riconoscimento, ci ha detto il Vangelo, è nello spezzare il pane (Lc 24,35). La lettura, lo studio, la meditazione della Bibbia costituiscono il mezzo privilegiato per farci diventare intelligenti ascoltatori del Signore risorto. Ma perché si possa veramente ed esistenzialmente incontrare il Salvatore è decisiva l'esperienza ecclesiale e l'umile partecipazione all'affetto e alla fattiva donazione a Cristo della sua Sposa.E poiché il mistero della Chiesa si risolve nel mistero dell'Eucaristia (che è, per così dire, la Chiesa in boccio) e il mistero dell'Eucaristia è già in sintesi tutto il mistero della Chiesa (che è l'Eucaristia sbocciata), si capisce perché la bella pagina evangelica, che ci è stata proposta, ci insegna che il Signore, protagonista dell'evento pasquale, deve essere conosciuto e riconosciuto primariamente ed essenzialmente «nella frazione del pane».

Il Volo del Mattino
Lettura sul riconoscere la bellezza

Il Volo del Mattino

Play Episode Listen Later Apr 9, 2026 2:24


Ecovicentino.it - AudioNotizie
Femminicidio Giulia Tramontano, appello bis per Impagnatiello. La Cassazione: “Riconoscere la premeditazione”

Ecovicentino.it - AudioNotizie

Play Episode Listen Later Apr 8, 2026 1:26


Alessandro Impagnatiello deve tornare a processo. I giudici della prima sezione penale di Cassazione hanno disposto l'appello bis per l'ex barman, reo confesso del femminicidio dell'allora compagna, Giulia Tramontano, uccisa con 37 coltellate il 27 maggio del 2023 quando era al settimo mese di gravidanza.

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo
Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 22 novembre 2025 sul riconoscere l'umanità condivisa

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

Play Episode Listen Later Apr 5, 2026 2:25


Riflessioni di Ajahn Jayasaro. Naturalmente, nel mondo nel suo complesso, l'esistenza degli altri esseri umani non dipende dai nostri sentimenti nei loro confronti. Ma nel nostro mondo personale, le persone diventano esseri umani per noi solo quando permettiamo loro di esserlo. Rifiutare di riconoscere l'umanità degli altri è uno dei modi più comuni utilizzati per consentirci di trattarli in maniera cattiva. Un fattore importante nel genocidio del Rwanda del 1994 furono i ripetuti riferimenti dei leader Hutu nei confronti dei Tutsi come scarafaggi. Il primo e più importante dono che possiamo offrire a chi ci circonda è il riconoscimento della nostra umanità condivisa. Non dovremmo mai arrivare a considerare altri esseri umani come insetti o parassiti e di fatto, come buddhisti, anche se lo facessimo ciò non giustificherebbe alcuna violenza contro di loro. Tuttavia, potremmo coltivare indifferenza verso gli altri chiudendo gli occhi di fronte alla loro umanità. Potremmo farlo per ottenere qualcosa o per proteggere la nostra salute mentale, oppure farlo inconsciamente, perché assorti in noi stessi. Ma saggezza e compassione sono sempre congiunte. Per la nostra felicità e benessere duraturi, aprirci al terreno comune che condividiamo con gli altri, specialmente con i nostri simili, è il modo migliore e più intelligente di vivere le nostre vite. Ajahn Jayasāro, 22 novembre 2025

Ricominciodame podcast
Episodio 384 - Perché non sei felice? L'importanza di conoscere se stessi

Ricominciodame podcast

Play Episode Listen Later Apr 3, 2026 59:41


Conoscere se stessi non è un semplice esercizio intellettuale, ma l'atto di giungere alla radice del proprio essere. Secondo le guide del Cerchio Firenze 77, la nostra presenza nel mondo non è casuale, ma rappresenta l'espressione di un preciso grado di consapevolezza. Noi siamo, nella nostra essenza, della stessa sostanza della Coscienza Assoluta. Quest'ultima si manifesta nella nostra realtà attraverso la "coscienza relativa". Tuttavia, raramente percepiamo questa natura divina a causa di una serie di filtri che offuscano la nostra visione:Abitudini consolidate.Convinzioni limitanti.Opinioni e pregiudizi sul mondo.Questi filtri condizionano il nostro modo di relazionarci con l'esterno, facendoci perdere il contatto con la scintilla divina che risiede in ognuno di noi. Perché viviamo questa separazione? Esiste un fine evolutivo: dobbiamo essere pienamente immersi nella condizione umana per compiere un'esperienza specifica. Ogni vita è un tassello di un più ampio percorso di crescita. La nostra attuale inconsapevolezza è, in un certo senso, funzionale al viaggio che stiamo compiendo. Spinti dai "falsi bisogni" dell'ego — come la ricerca di riconoscimento o l'affermazione personale — costruiamo relazioni basate su dinamiche di cui spesso non siamo consci. Alla base di tutto ciò vi è il sentimento di separatività: l'illusione di essere distinti e isolati dagli altri e dal Tutto. L'obiettivo finale della nostra evoluzione è il superamento di questa barriera. Il percorso di auto-conoscenza serve a:Riconoscere i meccanismi dell'io che ci tengono isolati.Passare dall'interesse esclusivo per se stessi alla protesi verso l'altro.Approdare alla dimensione della fusione e dell'amore universale.In sintesi: Conoscere se stessi significa lavorare attivamente per abbattere i filtri della mente e riscoprire l'unità sottostante, trasformando la separazione in un atto di amore consapevole.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

Il Volo del Mattino
Lettura sul riconoscere le cose belle

Il Volo del Mattino

Play Episode Listen Later Mar 24, 2026 2:45


Spazio di consapevolezza
Come riconoscere quando sei disconnessa dal tuo corpo

Spazio di consapevolezza

Play Episode Listen Later Mar 14, 2026 26:23


Ti capita di vivere spesso “nella testa” e sentire poco il tuo corpo?La disconnessione corporea è molto più comune di quanto pensiamo e può influenzare il modo in cui viviamo le emozioni, le relazioni e anche la sessualità. In questo episodio parliamo di: cosa significa essere disconnesse dal corpo i segnali che possono emergere nella vita quotidiana come la disconnessione si manifesta nella sessualità cosa c’entra il sistema nervoso con la nostra capacità di sentire Un episodio per riconoscere quando perdiamo il contatto con il corpo e iniziare, con più consapevolezza, a tornare a sentirlo. Unisciti a spazio yoga al femminile, il mio santuario digitale online, per donne in cammino. Se senti di voler coltivare degli strumenti pratici per riconnetterti al tuo corpo (clicca qui). Iscriviti alla newsletter per scoprire le prossime tappe in giro per l'Italia. Cliccando qui. Mi trovi su instagram per restare in contatto e scoprire tutte le anteprime dei miei percorsi e spazi, come ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠@beatric e__mazza⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ Un abbraccio pieno di luce Bea See omnystudio.com/listener for privacy information.

Any Surface Available
039 | Kilian Jornet, Henri Aymonod, Xavier Chevrier, Paolo Germanetto, Tito Tiberti. Training talk

Any Surface Available

Play Episode Listen Later Feb 15, 2026 93:22


Cercare di mettere ordine nella jungla dell'informazione che si trova sopratutto online, in un panorama complesso e in costante evoluzione come quello del running nel 2026, tra attivazioni, influencer, brand e autoproclamati media, non è semplice, ed è comprensibile come in tutto ciò la sfera dell'alto livello si senta in qualche modo messa in secondo piano. Riconoscere le competenze degli allenatori, il valore della scienza e dell'allenamento, fare pulizia di messaggi che tendono più a vendere un prodotto che a fare informazione, è quantomai utile e necessario per un approccio più vero e più sano allo sport.Partiamo da una premessa: che esiste un valore intrinseco nella performance e che in quanto atleti, la performance è il nostro obiettivo primario, insieme alla nostra salute fisica e mentale.Co-host: Henri AymonodOspiti: Kilian Jornet, Xavier Chevrier, Tito Tiberti, Paolo Germanetto

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#145- Come riconoscere la modalità minore - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later Feb 13, 2026 19:22


Questo episodio è dedicato a come riconoscere la modalità minore.Ascoltiamo subito Bella ciao. E' l'esempio migliore in assoluto della modalità minore perché è una canzone famosissima, conosciuta internazionalmente, ed essendo anche cantata è più facile da ricordare. La conosce anche chi non la ascolta attivamente, cioè anche chi non sceglie di ascoltarla, chi non ha studi musicali, ed è un tema transgenerazionale, che conoscono tutti a prescindere dall'età che hanno.  E' un canto chiaramente in minore: non espande, non addolcisce, guarda in faccia alla realtà nella sua crudità e proprio per questo non consola, non è depressivo né lamentoso. E' seria. E' una dichiarazione di ciò che la realtà è.   Giusto una curiosità di tipo culturale:  Bella ciao deriva da un canto popolare di lavoro delle mondine nelle risaie italiane, con testi sulla fatica e lo sfruttamento, e solo dopo la Seconda Guerra mondiale è diventato l'inno simbolico della Resistenza partigiana contro fascismo e nazismo. Ti faccio sentire un brano di questo canto nella versione di una cantante, Milva, appassionata cultrice di canti popolari! Milva ha amato, interpretato e valorizzato canti popolari e “impegnati”, portandoli anche nei palcoscenici principali e incidendoli nei suoi album.  Quella che nasce dalla fatica e dalla durezza del lavoro delle mondine, e che negli anni è stata poi trasformata in un canto di lotta politica e simbolo di libertà. Oggi, è diventata un inno cantato in tutto il mondo, oltre che per questioni politiche e sociali anche grazie alla serie “La casa de Papel”. In questo episodio del podcast ti faccio ascoltare brani che sono già nella tua memoria sonora e ti aiuto a creare una categoria identificativa della modalità minore. Sono tutti brani tratti di una selezione sonora intuitiva, immediatamente riconoscibile e internazionale, tutta roba che “suona minore” anche a chi non sa cosa sia una scala.Non sono musicista, non ho intenzione di usare tecnicismi che non padroneggio neppure io. Il mio mantra resta lo stesso: zero tecnicismi, sentire prima di sapere e sfruttare competenze e conoscenze che hai già, in modo da organizzarle.Ascoltiamo Greensleeves. E' una delle melodie più antiche e riconoscibili della tradizione europea. Famosa anche per essere stata affiancata alle melodie natalizie.Intima, narrativa, essenziale. Il minore qui non è drammatico, non è teatrale: è raccolto, ti accompagna dentro una storia, non ti spinge chissà dove nella fantasia. Altro esempio famosissimo, di cui forse non conosci il titolo ma di certo conosci il tema musicale: Sonata al chiaro di luna – primo movimento, di Ludwig van Beethoven. E' probabilmente uno dei brani in minore più conosciuti al mondo. Lento, ipnotico, sospeso. Il minore qui non chiede azione, non chiede energia: chiede ascolto interno, presenza, silenzio. Continuiamo con un esempio pop internazionale: Eleanor Rigby dei Beatles. Il minore, in questo brano racconta un clima sobrio, reale, quotidiano. Enuncia semplicemente le cose come un dato di fatto: è spoglio, umano, diretto, non cerca commozione facile, niente di melodrammatico. Proseguiamo con una sigla che conosciamo da sempre: Heidi Una sigla per bambini, eppure chiaramente in minore. Esprime una atmosfera nostalgica, tenera, intima. Il minore qui racconta di una realtà, non spaventa, non opprime, è quindi accessibile anche all'infanzia. Parla di casa, memoria, legame. Non c'è tristezza o clima “pesante” ma solo calma e fotografia di una realtà.  Ascoltiamo una ninnananna che definirei universale, forse la più cantata. Forse ce l'hai in mente così: suonata con il carillon. E' la ninnananna di Brahms. Originariamente cantata (ti faccio sentire un brano), viene tradott ain altre lingue e cantata ovunque, riconosciuta da chiunque. Il minore qui è avvolgente, rassicurante, non stimola ma calma. Il minore non è tristezza obbligatoria. Così come il maggiore non è “allegria obbligatoria”! È interiorità, è densità emotiva, è uno spazio più raccolto.  Se il maggiore è piena luce in un giorno di sole con il cielo azzurro, il minore è come stare in una stanza con una luce più morbida. Non stai peggio. Respiri diversamente. Se facciamo un'analisi percettiva, possiamo dire che il minore ha alcune caratteristiche molto chiare: lo spazio sonoro si contrae e diventa intimo, privato, quindi l'attenzione si sposta verso l'interno, non genera una spinta immediata all'azione, e porta invece alla presenza. Gli esempi che ho usato appartengono a un repertorio occidentale, non sono universali in senso assoluto. Ma la sensazione che producono, di raccoglimento, presenza, descrizione di una immagine reale, è riconosciuta da moltissimi esseri umani, anche in culture musicali molto diverse. Cambiano i sistemi musicali. Cambiano i nomi. Ma corpo ed emozioni no. Sono Sabina Todaro mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco a Milano, a Il Mosaico Danza, e un lavoro sull'espressione delle emozioni che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Vediamo come si utilizza il minore nel flamenco. Dato che il flamenco non nasce per rassicurare, ma per raccontare l'esperienza umana per come è, il minore si adatta perfettamente, descrivendo la presenza nell'esperienza. Pochissimi palos vivono stabilmente nel minore molti lo attraversano, lo evocano. I palos che si svolgono su modalità minore: Farruca, Tango de Malaga, lo stile di Fandango de Huelva di Cabezas Rubias, tango de Triana o del Titi, Milonga, Vidalita. La petenera gioca sulla modalità minore, ma non è solo in modalità minore: utilizza un linguaggio tonale instabile in area minore. Vai ad ascoltare i podcast sulla Petenera, se hai la curiosità. Ci sarà un podcast dedicato a chiarire il concetto di tonale e di modale, queste parolacce che fanno impazzire noi che abbiamo la formazione di teoria musicale che si limita alla teoria musicale delle medie con il flauto dolce. Ossia: zero.Molti palos utilizzano in parte il linguaggio minore: Mariana, Granaina, Media granaina, Mirabrás (attraversa maggiore, minore e modalità flamenca), Alegrías de Córdoba, alcuni Fandangos personales, Fandango de Huelva (molte strofe in area minore, con remate in modalità flamenca).  Come sempre, ti invito a sfruttare competenze e conoscenze che hai già, e semplicemente ti aiuto a riunirle sotto un nome, a dar loro una casa 

Realmen 💪 tempi duri, forgiano uomini forti
Sessualità ferita #padre_carlo_passionisti

Realmen 💪 tempi duri, forgiano uomini forti

Play Episode Listen Later Feb 4, 2026 44:21


TL;DR: Episodio con Padre Carlo sulla sessualità maschile, continenza e castità. La masturbazione e pornografia sono spesso “gridi di sofferenza” che nascono da ferite profonde. La soluzione non è il controllo esterno ma un cammino di guarigione accompagnato. La castità non è castrazione, ma libertà e strumento di verità. In Sintesi In questo episodio ho avuto l’opportunità di parlare con Padre Carlo di un tema che fa male a tanti uomini: la sessualità, la pornografia, la masturbazione, la continenza. Un nervo scoperto per molti, sposati o single che siano. LA FERITA DIETRO IL SINTOMO Padre Carlo è stato chiarissimo: dietro una sessualità disordinata c’è sempre una ferita. Non è questione di forza di volontà o di “non trovarti a casa da solo”. Il punto non è evitare i trigger superficiali, ma risalire la cascata: perché quella solitudine? Perché quella rabbia? La masturbazione adulta è quasi sempre un grido di sofferenza. IL CAMMINO Non esiste la soluzione rapida. Serve tempo, accompagnamento (psicologico E spirituale), e il coraggio di non fermarsi alla caduta ma di capire cosa c’è dietro. Riconoscere la propria fragilità non è debolezza, è il primo passo. E serve comunità: gruppi di accountability dove aprirsi senza giudizio, come facciamo nei gruppi Realmen. LA CASTITÀ COME LIBERTÀ Padre Carlo ha ribaltato la prospettiva: la castità non è castrazione, ma libertà di amare in modo più alto. È uno strumento di verità che ti obbliga a fare i conti con le vere motivazioni della tua vita. Se uno vive pienezza nella propria vocazione, generalmente non casca in certe dinamiche. ALLE DONNE Alle donne che soffrono dopo aver scoperto che il marito o il fidanzato soffrono di questo problema: il problema non sei tu: non è che “non gli basti”. Non è tradimento nel senso che pensate. È una battaglia che lui sta combattendo con se stesso, una ferita antica che va capita, non giudicata. Il messaggio finale: non abbiate paura di fare verità su voi stessi. Darsi del tempo è la prima forma per amarsi veramente.

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#144- Come riconoscere la modalità maggiore - Flamenco Chiavi in Mano

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later Feb 3, 2026 19:07


Come riconocsere la modalità maggiore? Attraverso l'ascolto di brani che sono certamente nel tuo universo sonoro da sempre. Partiamo da Fra Martino Campanaro, un pezzo che suona infanzia pura, e da La donna è mobile, dal III atto del Rigoletto di Verdi, un manifesto all'escalamazione. Ti faccio sentire tutti i brani che suonano maggiore anche a chi non ha una formazione musicale (tranne quella del flauto dolce della scuola media) e sono già nella tua memoria acustica soono utili per costruire una competenza, sistematizzando ciò che già sai. Io stessa non sono musicista e il mio obiettivo non è quello di darti definizioni tecniche e tecnicismi: non è la mia materia, e forse on userei neppure i termini corretti. Voglio di fornirti gli strumenti per capire, per sentire. E far riferimento a ciò che già conosci è un ottimo sistema per convertire in conoscenza una esperienza.Continuiamo con un esempio pop internazionale: Don't worry be happy di Bobby McFerrin. Un tormentone! La modalità maggiore è un sorriso sonoro, e non si identifica con un genere musicale specifico. Un sorriso sonoro, cheben si sposa con questo "Non ti preoccupare e sii felice"!Ecco altri brani del repertorio della musica classica che non puoi non conoscere: L'inno alla gioia di Ludwig van Beethoven, che è diventato l'inno europeo. Gioia dichiarata, costruita tutta in maggiore. Serenata Notturna di Wolfgang Amadeus Mozart, un brano di cui forse non conosciamo tutti quanti il titolo ma che è fa parte della nostra educaizone sonora. Trasparente, luminoso, immediatamente leggibile: immagina i colori che puoi vedere in una bella giornata di sole, senza nuvole, con un bel cielo terso. Il maggiore come chiarezza mentale. Questi due brani ci chiariscono che il maggiore non è “felicità sciocca o infantile”, come poteva essere Fra Martino Campanaro, ma apertura, sollievo. Altro grande “classico” che è impossibile non conoscere:  Let it be dei Beatles La velocità più lenta e calma, ci mostra che il Maggiore può essere anche calmo, fiducioso e consolatorio, non è necessariamente euforia con quattro punti sclamativi. E la colonna sonora del mitico film “Mago di Oz” Over the Rainbow. Chi non lo conosce? Magari non hai visto il film, ma questo brano lo hai ascoltato di certo.Interessante perché parte con una piccola tensione emozionale, ma la percezione del maggiore resta luminosa, desiderante. Il maggiore non è di per se stesso “allegria obbligatoria”: non è una emozione stereotipata ma è espansione, orizzonte, tono aperto, giornata di sole e cielo azzurro. Se facciamo una analisi razionale, percettiva, possiamo trovare alcune caratteristiche musicali che possono motivare l'emozionalità che il maggiore comunica,di apertura: - Le distanze tra i suoni creano sensazione di ampiezza, non ci sono note troppo vicine fra loro che causino incertezza.- Non genera tensioni emotive: è come stare in una stanza luminosa con le finestre aperte, o in una giornata con clima sereno. Non sei per forza felice. Però respiri meglio, ti senti meglio. Il maggiore permette apertura, distensione.  Gli esempi che ho usato non sono appartengono ad un repertorio universale assoluto, ma sono una porta di accesso alla comprensione del maggiore per chi come noi è cresciuto dentro un universo sonoro occidentale o occidentalizzato.In altre culture magari non li conoscono quanto li conosciamo noi, che li abbiamo sentiti moltissime volte. Ma la sensazione che producono, quella apertura, quella stabilità, quella mancanza di attrito, mancanza di incertezze, è qualcosa che molti esseri umani anche di culture molto differenti dal punto di vista musicale riconoscono, anche se la chiamano in modo diverso. Ma non ci interessano i nomi!Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e danze e musiche del mondo arabo dal 1985 e insegno baile flamenco a Milano al Mosaico Danza dal 1990 e un lavoro sulla espressione delle emozioni attraverso danze e musiche arabe, che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Sono appassionatissima di neuroscienze, psicologia, storia della Musica, espressività... e sono secchiona abbastanza da capire che dietro ad ogni cosa c'è un modo meraviglioso che possiamo esplorare e che possiamo sfruttare (o meglio... disfrutar, godere) al meglio.Perché nel flamenco il maggiore è raro? Nella sua natura, il flamenco non serve a rassicurare ma a raccontare le emozioni per come sono. C'è sempre una specie di tensione non risolta, una sorta di sopracciglio alzato, di dubbio esistenziale, come succede nella vita! Infatti ciò che domina musicalmente nel flamenco è il modo flamenco, che per la teoria musicale è assimilabile alla scala andalusa, riconoscibile con la cadenza andalusa, che ha ombre, ambiguità, dualismo, sensazione di non tutto è risolto, siamo di passaggio in questa emozione. Ne parleremo ancora in altri podcast.Dire "tutto ok" non è la tipica espressione del flamenco, ma l'uso del maggiore in questo contesto culturale indica che ci sono spazi e possibilità, forse anche nonostante tutto. Non si tratta solo di una parentesi felice, leggera e spensierata. In realtà sono momenti di affermazione e di presenza. Non è un caso che i palos che si svolgano prevalentemente sulla tonalità maggiore sono pochi: parecchie Cantinas, Guajiras, Colombianas, Garrotin, Buleria de Cadiz. FIne dell'elenco! In altri palos ci sono passaggi alla tonalità maggiore, mescolati ad altre tonalità. Anche dopo aver parlato di altre emozioni, il flamenco ha sempre un pizzico di dubbio, di malinconia.  Il maggiore, quando entra alla fine di una contesto più oscuro, è continuare a stare in piedi, dritti e fieri dopo aver attraversato qualcosa di duro. Come dopo una siguiriya, quando arriva cabales. Quando il maggiore entra nel flamenco illumina senza cancellare totalmente l'ombra. In qualche modo fa capire che la luce ha senso solo se sai da dove viene. Questa è una vera e propria alfabetizzazione percettiva, non una teoria. Ti insegna a sfruttare competenze e conoscenze che hai già, e semplicemente ti aiuta a riunirle sotto un nome, a dar loro una casa. L'esperienza già ce l'hai! E quando le cose assumono un nome si crea nel nostro cervello una categoria, nella quale confluiscono le informazioni che abbiamo, e che ci aiuta a capire e ricordare. 

Ricominciodame podcast
Episodio 374 - 5 cose da fare per lasciare andare

Ricominciodame podcast

Play Episode Listen Later Jan 23, 2026 62:31


Cosa vuol dire lasciare andare? Quali sono i passaggi necessari a lasciare andare? Perché lasciare andare? Lasciar andare richiede calma, apertura e disponibilità. Generalmente lasciare andare produce dentro di noi la paura per qualcosa che non conosciamo. Lasciare andare vuol dire anche fare spazio. Vorremmo qualcosa di nuovo, ma non abbiamo spazio interno, perché siamo aggrappati a quello che abbiamo. Per questo non riusciamo a lasciare andare. Tutto ciò che non è più utile, funzionale, che non ci fa bene, che è di ingombro, occupa solo spazio ed è fondamentale imparare a lasciarlo andare. Può capitare che ci ripetiamo che non ci riusciamo; ma qui entra in gioco la nostra volontà: lasciar andare richiede un atto di volontà da parte nostra. Quali sono i passaggi per imparare a lasciare andare? 1) Riconoscere gli attaccamenti: se non sappiamo quali sono i nostri attaccamenti, non sappiamo cosa lasciare andare; sentiamo la sensazione di pesantezza, di insoddisfazione, debolezza, ci sentiamo sfiancati, ma non sappiamo cosa è che ci fa stare così. Per rintracciare i nostri attaccamenti, chiediamoci: a cosa sto restando attaccato? A cosa penso spesso? Su cosa la mia mente va in automatico? Quali sono i pensieri che emergono automatici durante la giornata? 2) Rintracciare il vantaggio: Noi siamo fatti di parti, qual è la parte che vuole lasciare andare? Quali sono invece le altre parti che non vogliono lasciare andare? Molte parti di noi si aggrappano a qualcuno o qualcosa, perché ogni parte vede in un determinato modo e le parti di noi che non vogliono mollare, vedono un vantaggio nel non farlo. Chiediamoci, dunque, quali sono i nostri vantaggi nel non mollare? Restare attaccato alla storia, alla persona, al pensiero o alla convinzione che vantaggio mi da? Restare attaccati ci da sicurezza e lasciare andare richiede responsabilità, rischio, paura e noi tendiamo sempre al beneficio, a quello che ci sembra una cosa buona per noi. 3) Fare spazio per accogliere: la paura nel mollare è paura del vuoto. Modificando questa visione, cioè se lascio andare sento il vuoto, noi ci focalizziamo solo sulla mancanza di qualcosa, sullo spazio da riempire. E il vuoto ci fa paura: resta un buco. Modificare il linguaggio dicendo “faccio spazio”, “lascio andare per fare spazio, per accogliere” ci fa concentrare sul nuovo, sull'accogliere la novità. Cambia completamente la visione e la percezione delle cose. Chiediamoci: che cosa è ingombrante dentro di me? Cosa è che oggi è inutile a cui dedico energia, pensieri? 4) Imparare ad affidarci: abbiamo paura perché abbiamo il bisogno di controllare. Non riusciamo ad affidarci alla vita. Per lasciare andare è necessario fare un atto di fede, provare fiducia. Fare piccole cose senza avere il controllo di tutto. 5) Accettare e accogliere: spesso l'attaccamento a qualcosa o qualcuno è perché non riusciamo ad accettare che è passata, che una cosa è finita. Non riusciamo ad accettare che l'impermanenza è una legge fondamentale della vita: tutto cambia. Come si fa ad accettare? Accettare è un atto di volontà. Accettare si fa accettando. Accettare vuol dire accontentarsi, nel senso di essere contento, di farsi contento di ciò che c'è. Quali sono le resistenze che ti impediscono di lasciare andare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

Pecore elettriche
C'è chi deve sempre farsi riconoscere

Pecore elettriche

Play Episode Listen Later Jan 15, 2026 5:22


Start - Le notizie del Sole 24 Ore
Personaggi da conoscere e riconoscere

Start - Le notizie del Sole 24 Ore

Play Episode Listen Later Jan 11, 2026 25:28


Tre articoli della Domenica del Sole24Ore presentati da Stefano Salis Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ascolto Beltrami
Come riconoscere un contenuto scritto con l'AI?

Ascolto Beltrami

Play Episode Listen Later Dec 26, 2025 33:58


La domanda che mi interessa non è come riconoscere un contenuto fatto con l'AI, ma come riconoscere un risultato umano.“Come riconoscere un contenuto fatto con l'AI?” è una domanda sexy, attira, genera discussioni, polemiche, post indignati e analisi tecniche. Ha lo stesso fascino del pettegolezzo: invece di chiederci se qualcuno si è rifatto il naso, ci chiediamo se un testo è “rifatto” dall'AI.Cambiano i soggetti, ma la dinamica è identica. Andiamo a caccia di indizi, commentiamo lo stile, passiamo il tempo a giudicare, e nel frattempo ci allontaniamo sempre di più dall'unica questione che conta: che cosa succede alle persone dopo che sono entrate in contatto con quel contenuto.Quando mi chiedo se un contenuto “funziona”, non parto mai dalla sua purezza di origine, ma dall'output nel senso più concreto possibile: non il file, non la pagina, non l'audio, ma l'effetto sul cliente. Usiamo i contenuti per una sola ragione: ridurre la distanza che separa la nostra impresa dalle persone che potrebbero lavorare con noi. Tutto il resto è contorno. Per questo, se devo valutare un testo o un video, mi faccio una serie di domande che non hanno nulla a che vedere con l'AI.La prima è brutale: si ricordano di noi?Dopo aver letto, ascoltato, guardato quel contenuto, le persone se lo portano dietro oppure evapora dopo pochi secondi? Lo si vede dai segnali che arrivano dopo, non dalle nostre impressioni. Se per sei settimane insisto su un certo tema e poi le richieste che arrivano iniziano a usare esattamente le parole che ho introdotto, vuol dire che qualcosa è rimasto. Se pubblico libri, articoli, email e le domande dei clienti restano identiche a prima, è probabile che il mio materiale scorra addosso senza lasciare traccia. Degli esseri umani incontrati di persona, di solito, ci ricordiamo; delle voci automatiche del bancomat no. Questo è un primo spartiacque. Seconda domanda è: cambiano le loro azioni?Dopo il contatto con i miei contenuti, il percorso delle persone devia anche solo di pochi gradi oppure resta identico? Quando scrivo o registro qualcosa, la mia pretesa – minima ma reale – è che da quel momento ci sia almeno un dettaglio della loro vita professionale che si sposta di un millimetro. Non serve una rivoluzione biografica. Basta un piccolo cambio di rotta, un “da oggi questa cosa non la guardo più nello stesso modo”. La maggior parte dei contenuti oggi ci schiaccia con la quantità, ma non modifica la direzione in cui ci stavamo muovendo. È rumore che occupa tempo senza spostare niente. Terzo punto: quel contenuto attiva un nuovo pensiero stabile?Un pensiero non è solo un'idea momentanea. È una matrice con cui iniziamo a leggere i fatti. Una frase che ci resta in testa e che torna fuori quando dobbiamo decidere. Tutti abbiamo in mente una di quelle massime attribuite a un nonno, a un genitore, a un maestro: ci accompagnano per anni, anche quando non ce ne accorgiamo. Un contenuto efficace, nel mio lavoro, dovrebbe fare qualcosa di simile, portando nella testa del cliente un criterio che prima non aveva. Se dopo avermi letto o ascoltato non entra nessun modo nuovo di ragionare, abbiamo perso un'occasione. Quarto: fanno qualcosa per avvicinarsi a noi?Se i contenuti servono ad accorciare le distanze, il segnale minimo che cerco è un'azione, anche piccola, che prima non c'era. Può essere un'email, l'iscrizione a una newsletter, una richiesta informazioni, il salvataggio del sito tra i preferiti, il fatto che la persona torni a leggere più volte la stessa pagina. Oggi il cliente può fare quasi tutto da solo: prenotare, scaricare, iscriversi, comprare. Non mi interessa che faccia “tutto”, mi interessa che faccia almeno un passo che senza quel contenuto non avrebbe fatto. Se le views aumentano ma nessuno si muove, è come fare un pieno di benzina e lasciare l'auto accesa in garage finché il serbatoio si svuota: abbiamo consumato risorse senza percorrere un metro. Quinto: posso interagire nel merito con chi firma quel contenuto?Qui arriviamo a un punto che tocca direttamente la questione AI, ma non nel modo superficiale che vedo ovunque. Mi capita spesso di scorrere certi feed – LinkedIn è un osservatorio perfetto – e avere la sensazione che lì fuori ci sia un'umanità composta solo da geni multitalento, pieni di citazioni, casi studio, storie eroiche. Ma quando provi a interagire nel merito e scopri che in molti casi dietro il post non c'è un percorso reale di pensiero, ma solo un testo pronto all'uso. Il problema non è aver usato l'AI per scriverlo. Il problema è non essere in grado di sostenerlo.È lo stesso effetto che si prova quando si entra in un ufficio e ci si sente ripetere, leggendo da un foglio, le frasi della campagna ufficiale, senza nessuna capacità di andare oltre la brochure. Se invece posso parlare per ore di ciò che ho scritto – perché l'ho pensato, studiato, testato – l'interazione con il cliente diventa il completamento naturale del testo. Questi cinque indicatori – ricordo, azioni, pensieri, passi verso di noi, capacità di interagire nel merito – descrivono molto meglio la qualità di un contenuto rispetto alla domanda “chi l'ha scritto?”. Un testo creato da una macchina ma capace di generare risultati umani ha più valore, per il mio lavoro, di un testo scritto “a mano” che non sposta nulla nella vita delle persone.  E vale anche l'opposto: un contenuto interamente umano che non viene ricordato, non ispira nessuna azione, non attiva nessun pensiero, non avvicina nessuno, non è più “vero” solo perché l'ho digitato io sulla tastiera. La questione delle views è un esempio evidente di fraintendimento. Un miliardo di visualizzazioni su una piattaforma non corrisponde a un miliardo di scelte consapevoli. Spesso è solo il segno che un contenuto è finito nel posto giusto dell'algoritmo davanti a persone che stavano scrollando per noia. Non c'è niente di male, ma non è un risultato umano.Un risultato umano è quando qualcuno decide, in modo volontario, di dedicarti attenzione, di cambiare qualcosa, di impegnare tempo e denaro sulla base di ciò che hai fatto circolare.In tutto questo, la provenienza tecnica del contenuto resta un dettaglio. Non mi interessa se hai scritto a mano, dettato un prompt, montato con dieci tool diversi. Mi interessa che tu sia consapevole di quello che stai mettendo in circolo e che tu sia in grado di reggerne le conseguenze. Se decidi di affidarti all'AI per una parte del lavoro, il minimo è studiare il materiale che ne esce come se fosse un testo tuo: saperlo spiegare quando un cliente ti chiede “perché?”.Per questo, quando sento la domanda “come riconoscere un contenuto fatto con l'AI?”, la riscrivo così: come riconoscere un risultato umano? Voglio clienti in carne e ossa che pagano, tornano, parlano di noi ad altri, ci scelgono nel tempo.Voglio vedere reazioni umane, non tic da scroll infinito. Voglio facce che si accendono, sopracciglia che si abbassano, decisioni che cambiano rotta di mezzo grado perché qualcosa li ha colpiti. Il punto non è smascherare la macchina. Il punto è osservare che cosa fanno gli esseri umani quando entrano in contatto con i contenuti che pubblichiamo. Tutto il resto – software, strumenti, discussioni sulla “purezza” – è decorazione.  La domanda che metto al centro è una sola: quello che sto creando accorcia davvero la distanza tra me e le persone a cui voglio parlare, oppure no?*** *** ***Scarica il corso gratuito sul Content Marketing: https://www.ascoltobeltrami.com/corsoVisita https://www.ascoltobeltrami.com/La voce di Alessio Beltrami viene utilizzata per gentile concessione della Fondazione Alessio Beltrami

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo
Ep. 527 Meditazione sull'ignoranza

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

Play Episode Listen Later Dec 20, 2025 29:59


Come nascono i nostri pensieri? E come si moltiplicano fino ad assediarci? In questa meditazione guidata osserviamo la catena che va dal semplice contatto sensoriale, lo stare seduti su un cuscino, fino alla proliferazione mentale che può generare giudizi, stanchezza e insoddisfazione. Riconoscere questo processo è il primo passo per tornare alla semplicità dell'esperienza diretta, con un respiro e un sorriso. Meditazione guidata registrata da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 19 dicembre 2025. Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.

Cose Molto Umane
2039 - Da dove viene Convitato di Pietra?

Cose Molto Umane

Play Episode Listen Later Dec 14, 2025 4:20


⁠⁠Prova a vincere con Unlock The Olympic Winter Games!⁠  Il “convitato di pietra” è l'ospite fantasma che nessuno nomina ma tutti sentono: un problema, un tabù, un tema scomodo che aleggia in sala mentre si finge di parlare d'altro. L'espressione nasce dal mito di Don Giovanni, quando la statua di pietra del Commendatore si presenta davvero a cena per presentare il conto morale al protagonista, e da lì entra nell'italiano come metafora di ciò che incombe silenziosamente su discussioni, famiglie, riunioni e persino sulla politica. Riconoscere i nostri “convitati di pietra” significa capire cosa stiamo evitando di dire, e perché. #ConvitatoDiPietra #DonGiovanni #LinguaItaliana #ModiDiDire #StoriaDelleParole #CuriositàLinguistiche #StoriaDellaLingua #PodcastItalia #PodcastItaliano #CoseMoltoUmane #Teatro #Mozart #PsicologiaQuotidiana Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Essere Serena Podcast
61 - Intelligenza emotiva: Decidi tu o le tue emozioni? con Laura Fino

Essere Serena Podcast

Play Episode Listen Later Dec 1, 2025 56:34


Roma Tre Radio Podcast
LISTEN TO EU - Riconoscere i matrimoni LGBTQ+ nell'UE

Roma Tre Radio Podcast

Play Episode Listen Later Dec 1, 2025 28:10


La rassegna stampa europea a cura del Centro Europe Direct dell'Università di Roma Tre. (01-12-2025)

Disciplina Dolce - Il Podcast di Elena Cortinovis
Ep. 206 - Come riconoscere una regressione vera da una falsa regressione

Disciplina Dolce - Il Podcast di Elena Cortinovis

Play Episode Listen Later Nov 25, 2025 23:20


In questo episodio parliamo di un tema che manda in crisi tantissimi genitori: le “regressioni” che in realtà non sono regressioni.Ti accompagno a capire cosa succede davvero quando un bambino sembra tornare indietro su sonno, autonomia, separazioni, pianti, gestione delle routine.Spesso non c'è nessuna perdita di competenze: c'è un bisogno che cambia.Stanchezza, sovraccarico, nuove richieste a scuola, salti di crescita, cambiamenti familiari… e i bambini fanno quello che sanno fare meglio: cercano la relazione per potersi riorganizzare.Vediamo insieme come distinguere una regressione vera da una falsa regressione, quali segnali osservare e come rispondere senza cadere nella trappola del “sei tornato piccolo”.

Il Disinformatico
Come riconoscere un'immagine generata da IA: metodi e strumenti

Il Disinformatico

Play Episode Listen Later Nov 24, 2025 11:41


Le immagini sintetiche sono sempre più realistiche e vengono usate sempre più spesso per ingannare, adescare e disinformare. Distinguerle a occhio non è facile come un tempo, ma ci sono dei metodi e degli strumenti che permettono di diagnosticare in modo semplice e affidabile la natura di una foto. Almeno per ora...

Il Disinformatico
Come riconoscere un'immagine generata da IA: metodi e strumenti

Il Disinformatico

Play Episode Listen Later Nov 24, 2025 11:41


Le immagini sintetiche sono sempre più realistiche e vengono usate sempre più spesso per ingannare, adescare e disinformare. Distinguerle a occhio non è facile come un tempo, ma ci sono dei metodi e degli strumenti che permettono di diagnosticare in modo semplice e affidabile la natura di una foto. Almeno per ora...

Il Terzo Incomodo
11 modi per riconoscere un eterosessuale

Il Terzo Incomodo

Play Episode Listen Later Sep 29, 2025 4:14


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Obiettivo Salute - Risveglio
Efficienza mentale: come riconoscere e capire le nostre capacità cognitive

Obiettivo Salute - Risveglio

Play Episode Listen Later Sep 22, 2025


In questa puntata di Obiettivo Salute risveglio esploriamo cosa significa davvero avere efficienza mentale, scoprendo quali funzioni compongono la nostra mente e come lavorano insieme. Parleremo anche di quanto possiamo fidarci della percezione che abbiamo delle nostre capacità cognitive: siamo davvero più distratti o smemorati, o è solo una sensazione? Ne parliamo con Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo, docente universitario e presidente di Assomensana.

The Essential
Il controllo delle nostre chat, l'UE che vuole riconoscere la Palestina e revenge porn a Prato

The Essential

Play Episode Listen Later Sep 11, 2025 11:34


Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per riequilibrare la rappresentanza tra generazioni ed età nelle istituzioni politiche: https://shor.by/3nTj Dal 26 al 28 settembre a Torino Chora&Will Days, il primo festival di Chora e Will: scopri il programma e come partecipare su days.chorawill.com Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: https://shor.by/GcvZ Questo podcast e gli altri nostri contenuti sono gratuiti anche grazie a chi ci sostiene con Will Makers. Sostienici e accedi a contenuti esclusivi su willmedia.it/abbonati 0:00 Intro 0:42 La proposta europea per il controllo delle chat 4:39 Il Parlamento europeo chiede di riconoscere la Palestina 6:34 Il revenge porn ai danni di Tommaso Cocci Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Expatriati
225. App di dating, verifica online dell'identità ed effetti collaterali, autoritarismo vs libertà individuale e molto altro

Expatriati

Play Episode Listen Later Aug 26, 2025 46:12


Sino e Dom fanno tornano tra musica e film, eventi da multiverso, gruppi Facebook che oggettificano le donne, uomini sulle app di dating che vengono recensiti, gli effetti collaterali della verifica online dell'identità richiesta dalle leggi inglesi tra VPN, censura, cybersecurity e hack, per finire la distinzione tra atti che danno più libertà ai singoli vs un ente centrale più forte, inflazione, pensioni tra presente e futuro e molto altro.(00:00:00) Intro(00:02:18) Musica, Film e multiverso(00:14:57) Gruppi Facebook sulle donne(00:19:40) Recensioni sugli uomini e verifica identità online(00:24:55) Perchè le app di dating non possono funzionare(00:25:36) Legge UK sull'identità online, VPN ed effetti collaterali(00:30:58) Riconoscere i rischi di un ente autoritario che si insidua(00:33:09) Inflazione e debito, perchè i giovani sono condannati(00:37:05) Il futuro del sistema pensionistico(00:42:00) Poker e scommesseApri il link per sottoscrivere ad un piano Zencastr usufruendo dello sconto Expatriati del 30%https://zen.ai/u1PcslG4r8g7s1ZYsg35qw

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Come NON Farti Riconoscere Come Turista in Italia

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Play Episode Listen Later Aug 14, 2025 13:37


Stai pianificando un viaggio in Italia e vuoi mimetizzarti perfettamente con i locali? Gli italiani hanno un modo tutto particolare di vivere la quotidianità, fatto di regole non scritte che sono spesso più importanti di quelle ufficiali. Seguendo questi consigli pratici, non solo eviterai figuracce imbarazzanti, ma riceverai anche complimenti sinceri dagli italiani per il tuo rispetto verso la loro cultura. Regole per Non Sembrare un Turista in Italia Gli Errori Alimentari da Evitare Assolutamente Il Cappuccino: Una Questione di Orario Sacro Uno degli errori più comuni che tradisce immediatamente un turista è ordinare un cappuccino dopo le 11 di mattina. Per gli italiani, il cappuccino è una bevanda esclusivamente mattutina, parte integrante del rituale della colazione. Berlo nel pomeriggio o dopo i pasti viene considerato non solo strano, ma quasi un sacrilegio gastronomico. La tradizione italiana prevede che le bevande a base di latte siano consumate solo a stomaco vuoto o con dolci da colazione. Dopo pranzo o cena, gli italiani preferiscono un espresso o al massimo un caffè macchiato. Se proprio non puoi fare a meno del latte, opta per un "latte macchiato" che è più accettabile in qualsiasi momento della giornata. La Pizza con Ananas: Il Crimine Gastronomico Definitivo Ordinare una pizza con ananas in Italia è considerato un vero e proprio crimine culinario. La "pizza hawaiana" non esiste nei menu tradizionali italiani e richiederla potrebbe causare reazioni di shock genuino nei pizzaioli. Gli italiani sono estremamente orgogliosi della loro tradizione pizzaiola e considerano gli abbinamenti dolce-salato sulla pizza come una contaminazione della loro arte culinaria. Se vuoi apprezzare la vera pizza italiana, prova le varietà classiche come la Margherita, la Marinara, la Quattro Stagioni o la Capricciosa. Ogni regione ha le sue specialità: a Napoli prova la pizza fritta, in Sicilia la sfincione, a Roma la pizza al taglio con ingredienti semplici ma di qualità. Il Ketchup sulla Pasta: L'Orrore Culinario Assoluto Chiedere il ketchup per condire la pasta è probabilmente il modo più veloce per far piangere un cuoco italiano. La pasta italiana è un'arte raffinata che si basa sull'equilibrio perfetto tra ingredienti di qualità, tecniche di cottura precise e abbinamenti tradizionali tramandati da generazioni. Invece del ketchup, impara ad apprezzare i condimenti autentici: aglio, olio e peperoncino per un piatto semplice ma perfetto, cacio e pepe per gustare la cremosità del pecorino romano, o carbonara preparata rigorosamente con uova, pecorino, guanciale e pepe nero. Ogni salsa ha la sua pasta ideale: gli spaghetti per le salse oleose, le penne per quelle dense, i rigatoni per ragù ricchi. Se vuoi saperne di più sulle differenze tra nord e sud Italia, ti consigliamo di leggere l'articolo dedicato. La Colazione Salata: Un Concetto Inesistente Gli italiani hanno una concezione molto specifica della colazione: deve essere rigorosamente dolce. Uova, bacon, salsicce e altri cibi salati, per quanto deliziosi, non fanno parte della tradizione mattutina italiana. La colazione tipica include cappuccino o caffè accompagnato da cornetti (che possono essere vuoti, alla crema, alla marmellata o al cioccolato), biscotti o fette biscottate con marmellata. Nei weekend o nelle occasioni speciali, gli italiani potrebbero concedersi dolci più elaborati come maritozzi a Roma, sfogliatelle a Napoli, o cannoli in Sicilia. La colazione al bar è un rituale sociale importante: si consuma velocemente, spesso in piedi al bancone, accompagnata da conversazioni vivaci con baristi e altri clienti. Abitudini Comportamentali e Sociali Italiane L'Arte della Gestualità: Non È Solo Agitare le Mani Uno degli stereotipi più famosi sugli italiani riguarda la loro gestualità espressiva, ma attenzione: non si tratta di gesticolare a caso! Ogni movimento delle mani ha un significato preciso e fa...

Don Chisciotte
I DAZI di TRUMP quando entrano in vigore?

Don Chisciotte

Play Episode Listen Later Aug 5, 2025 73:24


(00:00) Intro (01:39) I numeri di un accordo annunciato ma non definito e il ruolo dell'Europa (44:20) Il Governo prende sberle in Tribunale su NCC e balneari (57:32) Riconoscere una Palestina ancora sconosciuta? Questo podcast e gli altri nostri contenuti sono gratuiti anche grazie a chi ci sostiene con Will Makers. Sostienici e accedi a contenuti esclusivi su ⁠willmedia.it/abbonati Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Lezioni di italiano con Stefano D'Ambrosio
#236 - Come riconoscere le opportunità

Lezioni di italiano con Stefano D'Ambrosio

Play Episode Listen Later Jul 27, 2025 35:13


Le opportunità non si presentano vestite da opportunità. Spesso arrivano sotto forma di disordine, crisi, conflitto. E passano veloci. Machiavelli lo sapeva benissimo.Questa lezione è un'indagine sul momento in cui la storia si apre — e qualcuno è abbastanza lucido da entrare in quella fessura, in quel varco minuscolo che chiamiamo opportunità. Riconoscere il momento. Agire con freddezza. Ma non basta vedere l'opportunità. Bisogna anche saperla costruire. A volte col ferro. A volte col sangue. Sempre con intelligenza. Una lezione amara, che inquieta. Ma che ci costringe a chiederci: quanto siamo davvero pronti a riconoscere le opportunità, quando ci passano davanti? E se le vediamo, abbiamo il coraggio di prenderle?

Obiettivo Salute - Risveglio
Come i genitori possono riconoscere e affrontare la depressione dei figli?

Obiettivo Salute - Risveglio

Play Episode Listen Later Jun 24, 2025


Ansia, tristezza persistente, chiusura verso il mondo: sono segnali che, sempre più spesso, riguardano anche i ragazzi. Secondo recenti dati, circa 1 giovane su 7 manifesta sintomi compatibili con un disagio psicologico, e in molti casi si tratta di depressione. Ma nei giovani la depressione può avere volti diversi da quelli che conosciamo negli adulti. E quando un figlio sta male ma non vuole parlarne o chiede aiuto in modo indiretto, cosa può fare un genitore? Ne parliamo oggi con il dottor Roberto Cafiso, Psicoterapeuta, componente tavolo tecnico salute mentale presso il ministero della salute, per capire come riconoscere i segnali e avvicinarsi nel modo giusto.

Giallo Quotidiano
Giulia Cecchettin - Si chiede di riconoscere le aggravanti

Giallo Quotidiano

Play Episode Listen Later May 31, 2025 4:17


L'ex fidanzato di Giulia Cecchettin è già stato condannato all'ergastolo.Support this podcast at — https://redcircle.com/storia/donationsAdvertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy

Il Terzo Incomodo
Alessandro da Cagliari fa l'assistente di volo e ci spiega come riconoscere i disturbatori in aereo

Il Terzo Incomodo

Play Episode Listen Later May 29, 2025 5:34


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Effetto notte le notizie in 60 minuti
Procreazione assistita: entrambe le madri possono riconoscere il figlio

Effetto notte le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later May 22, 2025


Al via oggi la Ventesima edizione del Festival dell’Economia di Trento. Ci facciamo raccontare questa prima giornata dalla nostra Livia Zancaner. Corte Costituzionale: “Entrambe le madri possono riconoscere il figlio nato con la procreazione assistita”. Commentiamo questa sentenza insieme a Michele Ainis, costituzionalista. Uccisi due diplomatici israeliani a Washington. Facciamo il punto insieme a Marco Valsania, corrispondente de Il Sole 24 Ore da New York. Brescia e Massimo Cellino: deferimento Figc per violazioni amministrative. Ci spiega tutto Giovanni Capuano.

unmillimetroalgiorno
#118 – Soldi ed emozioni: riconoscere bisogni, lussi e frustrazioni

unmillimetroalgiorno

Play Episode Listen Later May 7, 2025 40:35


In questo episodio esploriamo il legame tra emozioni, valore personale e denaro, tra bisogni reali e spese che nascondono vuoti. Un invito a guardare il portafoglio… con occhi nuovi. Iscriviti al workshop online Datti Valore e impara a gestire emozioni e denaro con consapevolezza: https://ilcorpoelamente.link/dattivalore_s Ricevi gratuitamente Stress-Off, la guida per liberarti dallo stress: https://www.ilcorpoelamente.com/stress-off/ Scopri tutte le altre risorse su: www.ilcorpoelamente.com Se cerchi altri suggerimenti in tema gestione delle emozioni, dello stress e del tempo, così come le migliori tecniche di psicologia applicate alla vita quotidiana, puoi trovare tanti spunti nei video dl canale ilcorpoelamente su Youtube: http://www.youtube.com/c/ilCorpoelaMente

Chiamate Roma Triuno Triuno
Metodi per riconoscere se uno è davvero fan

Chiamate Roma Triuno Triuno

Play Episode Listen Later Apr 17, 2025 3:50


The Essential
La Francia vuole riconoscere la Palestina. Soldati cinesi in Ucraina

The Essential

Play Episode Listen Later Apr 11, 2025 8:09


La Francia vuole riconoscere la Palestina. Soldati cinesi in Ucraina. Lunedì 14 Aprile, ore 19: "Ci sarà davvero una pace in Ucraina?" con Cecilia Sala e Anna Zafesova. Evento online interattivo, esclusivo per gli iscritti a Will Makers. Partecipa gratis su willmedia.it/abbonati Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Te lo spiega Studenti.it
Fake news e saggio breve: come riconoscere fonti affidabili per la prima prova della Maturità

Te lo spiega Studenti.it

Play Episode Listen Later Mar 13, 2025 2:24


Saggio breve alla prima prova: le strategie utili per selezionare e organizzare le giuste informazioni (ed evitare le fake news).

Te lo spiega Studenti.it
La trappola del "non sono abbastanza": riconoscere e superare le aspettative irrealistiche

Te lo spiega Studenti.it

Play Episode Listen Later Mar 12, 2025 2:25


Spesso si cade nella "trappola del non sono abbastanza", ma come si supera questa convinzione? Ecco gli strumenti, suggeriti dalla Dott.ssa Deborah Disparti, per lasciarsi alle spalle le aspettative irrealistiche. Per altri consigli vai alla sezione Benessere psicologico di Studenti.it

Te lo spiega Studenti.it
Differenza tra amore e possesso: come riconoscere i campanelli d'allarme

Te lo spiega Studenti.it

Play Episode Listen Later Mar 5, 2025 3:14


Amore e possesso: in passato sono stati scambiati l'uno per l'altro, ma è bene tenere a mente le differenze. Ecco come tutelarsi dalle relazioni possessive e come riconoscere i campanelli d'allarme secondo la psicologa Deborah Disparti. E per altri consigli vai alla sezione Benessere psicologico di Studenti.it. Stai vivendo una relazione tossica? Fai il test della psicologa, la Dott.ssa Eleonora Manna e scoprilo.

Geopop - Le Scienze nella vita di tutti i giorni
222 - Tecniche per riconoscere l'oro: annusarlo ha veramente senso?

Geopop - Le Scienze nella vita di tutti i giorni

Play Episode Listen Later Mar 3, 2025 13:42


Il gioielliere Gian Marco Tonello è diventato virale sui social per la sua capacità di riconoscere l'autenticità dell'oro semplicemente annusandolo. Ma c'è davvero una spiegazione scientifica dietro questa abilità? La risposta è sì, ed è tutta una questione di chimica! L'oro non ha odore, essendo un metallo nobile, non si ossida facilmente e non rilascia il classico odore metallico che percepiamo toccando oggetti di ferro, rame o zinco. Questo significa che, se un gioiello ha un odore di metallo, è probabile che non sia formato d'oro. Tuttavia, questo metodo è solo qualitativo: per una verifica certa servono test chimico-fisici più approfonditi. In questo episodio col DeNa, spieghiamo perché alcuni metalli emanano un odore caratteristico, perché l'oro non puzza e quali sono i metodi più affidabili per riconoscere se un oggetto è davvero d'oro. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices