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A TUTTA C con Lucio Marinucci. Ospiti: Luca Esposito, Mattia Rolando, Nando Armenante
A TUTTA C con Lucio Marinucci. Ospite: Mattia Rolando, Lumezzane
“Tutta La Juve che Vuoi” con Dario Ghiringhelli e Consuelo Motta. Ospiti: Caterina Baffoni, Leomina.
“Tutta La Juve che Vuoi” con Dario Ghiringhelli e Consuelo Motta. Ospiti: Caterina Baffoni, Leomina.
A TUTTA C con Luca Bargellini. Ospite: Andrea Ferretti (DS Union Brescia)
Belfast in fiamme, immigrazione tema centrale in tutta Europa - Ancora scontro alla Camera sul Covid
con Massimo Di Lecce e Denise Cicchitti
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
La Festa del Sacro Cuore ci porta al centro della nostra salvezza, al grande motivo che ha spinto il Padre celeste a donarci il suo Figlio per la salvezza dell’uomo. Tutta l’opera della salvezza ha inizio dal Cuore immenso del Padre che vuole riempire il vuoto del cuore umano. Le letture proposte alla nostra considerazione ci invitano a riconoscere e lodare Dio per la scelta preferenziale a nostro favore, chiamandoci alla fede, ad amarlo e ad estendere questo amore ai fratelli sull’esempio di Gesù, a ringraziare il Padre con lui perché ha voluto rivelare a noi, povere e misere creature, la ricchezza della sua sapienza. Forte è nel nostro cuore l’anelito alla felicità, ma questa suppone l’appagamento di tutti i nostri desideri, mortificati dall’instabilità delle cose. Il più profondo desiderio è quello di amare ed essere amati. Per questo ci tuffiamo su tutto ciò che sembra colmare questo nostro vuoto, ma ne rimaniamo scottati perché l’amore umano, così limitato e volubile, non ci appaga se non per un istante. Viene Gesù che ci presenta il suo Cuore come sede del vero amore, di un amore perenne; ci rivela che solo in questo amore noi possiamo trovare la felicità di cui siamo tanto assetati, purché ci poniamo nell’obbedienza al Padre. Sarebbe per sé scontato lasciarsi conquistare da questo amore, almeno come sentimento di gratitudine a lui che ci invita a entrare nel segreto del suo cuore attraverso il costato aperto. Invece, chini come siamo verso la terra, siamo sordi a questi richiami, lasciamo inascoltati i gemiti di quel Cuore che ripete il lamento, come a santa Maria Margherita: “Ecco quel cuore che tanto ha amato gli uomini… dai quali è così poco amato!”. Un lamento che dovrebbe ferire la nostra sensibilità. Non è il Signore che ha bisogno di noi, ma siamo noi che, senza il suo amore e la redenzione che ci ha regalato, resteremmo chiusi nella nostra angoscia. Amiamo, cerchiamo di ricambiare quell’amore, per quanto poco ci sarà possibile; ogni sforzo vale “oro”, che è la vita eterna.
Cosa accade quando, in un eterno riciclo ludico, gli editori iniziano a chiamare i giochi con nomi che differiscono per un solo carattere? Regia: guglie
Secondo Associata e Partito Democratico 200€ al mese non sarebbero una mancetta, ma una riduzione IRPEF. Cito da un articolo di Braga, che questa misura avrebbe l'obiettivo di “contrastare la crescente fuga dei giovani e garantire a loro la possibilità di costruire il proprio futuro nei territori in cui sono nati e cresciuti”. 200€ al mese sono 2400€ all'anno. Se paragonati con gli stipendi dei paesi dove emigrano gli italiani sono una miseria. Ma non solo, a pesare vi è anche il premio per la laurea. Infatti scriveva OCPI a dicembre 2021 “Uno studio dell'OCSE stima il guadagno netto nel corso dell'intera vita lavorativa di un laureato rispetto a chi consegue solamente un titolo di scuola superiore. Tra i paesi europei considerati, un giovane laureato italiano ha il minor vantaggio economico (circa 198mila dollari a parità di potere d'acquisto). Al contrario, nei paesi dove più italiani hanno spostato la propria residenza, il guadagno derivante da una laurea si attesta a valori molto più alti. Ad esempio, in Germania e Francia tali numeri sono pari a circa 280mila e 300mila dollari, quasi il 50 per cento in più rispetto al dato italiano. Anche nel confronto con altri paesi europei dove la quota di italiani emigrati è più bassa, una laurea assicura comunque un guadagno maggiore rispetto a un equivalente titolo di studio italiano”. Il risultato dí proposte di questo tipo è quindi già scritto, una lesione bella e buona dell'equità verticale e orizzontale, ovvero il famosissimo articolo 53 della costituzione a cui troppo spesso si fa riferimento a momenti alterni. Tutta la politica alla fine pensa solo alle mancette, cambiano solo i soggetti beneficiari. Mai una volta che si parli di riforme strutturali, ricerca, innovazione, sviluppo tecnologico. Sarebbe troppo difficile da vendere all'elettore italiano, pertanto meglio trattarlo da bambini. ### ❤️ *Sostieni il progetto*
Flavio Cobolli perde la sua prima finale slam in finale con Zverev, mentre nel Roland Garros femminile a trionfare è Mirra AndreevaRacchette è un podcast dell'universo V2B Media.
“Tutta La Juve che Vuoi” con Dario Ghiringhelli. Ospiti: Pietro Giancristiano (La mia passione Bianconera), Jacopo Desiderio (JLand).
Il tennis italiano centra un altro storico traguardo: una semifinale tutta azzurra al Roland Garros. Si sfideranno Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi.
E dopo il punto sul conflitto iraniano di cui potrete trovare altri dettagli nel commento di Andrew Spannaus, oggi apriamo con un'ampia pagina dedicata alla festa della repubblica con l commento di Mario Ajello e i servizi delle inviate Laura Pace e Valentina Panetta, Pace ha fatto il punto sugli effetti della festa nella piazze italiane, Panetta ha sentito una delle donne italiane che 80 anni fa hanno votato per la prima volta, poi ci spostiamo in America con Angelo Paura e la sua analisi sulla più importante battaglia economica al mondo in questo momento, quindi lo sport con la giornata di Massimo Boccucci oggi dedicata alla nazionale di calcio.
Nel 1973 su Rai 2 arrivò un classico intramontabile: Charlie Brown, tratto dal fumetto Peanuts del 1950 di Charles Monroe Schultz (1922-2000).Quel ciuffo sulla fronte…Charlie Brown è un ragazzino di 7-8 anni, contraddistinto da un testone rotondo con un accenno di un ciuffo di capelli sulla fronte.
Conduce Nino Rizzo
“Tutta La Juve che Vuoi” con Dario Ghiringhelli e Francesca Nicotera. Ospiti: Gianluigi d'Ambrosio, Stafano Dentice.
“Tutta La Juve che Vuoi” con Dario Ghiringhelli e Francesca Nicotera. Ospiti: Gianluigi d'Ambrosio, Stafano Dentice.
“Tutta La Juve che Vuoi” con Dario Ghiringhelli e Francesca Nicotera. Ospiti: Gianluigi d'Ambrosio, Stafano Dentice.
Raffaella Romagnolo"La segreta cura"Mondadori Editorewww.mondadori.itCon coraggio e determinazione, con lo sguardo lucido e partecipe della scrittrice e una prosa sorvegliata e diretta, Raffaella Romagnolo affida a queste pagine un racconto personale impervio, affrontandolo con il contegno di chi sa tenere gli occhi sulla porzione di sentiero davanti a sé, prima che sulla cima.«Non avevo mai pensato tanto in vita mia a cosa succedeva sotto la mia pelle.» Che quella allo specchio fosse un'immagine ingannevole, che sotto la pelle fossero in atto processi misteriosi e ineluttabili, Raffaella Romagnolo lo ha scoperto a ventisette anni. E ci sono voluti quasi tre decenni dalla diagnosi di sclerosi multipla perché decidesse di raccontare ciò che a lungo è rimasto chiuso in un faldone di cartoncino rosso, l'archivio personale della sua storia clinica. All'inizio, la malattia convive con l'amore per la montagna e obiettivi ambiziosi: l'alta quota, la vetta, il monte Rosa, il Bianco. Il tentativo è ricalibrare le sfide a partire dai limiti di un corpo giovane e apparentemente sano, che di quei limiti grida tutta l'angustia. Ma, insieme alle difficoltà, comincia a manifestarsi anche la scrittura, che si nutre di ogni esperienza e diventa lo strumento per provare a stanare ciò a cui è arduo dare un nome. Come per la stesura di un buon romanzo, i dati di realtà diventano allora puntello e carburante: con grinta, metodo e disciplina, l'autrice riesamina i primi consulti medici, i referti, le prescrizioni con i loro pesanti effetti collaterali, il lento percorso di consapevolezza. Fino ad accettare che convivere con una malattia cronica significa modificare il proprio sguardo su se stessi e sul mondo. Ma comporta anche essere visti con occhi diversi. Qualche volta con paura, spesso con curiosità e comprensione: la fragilità, che è di tutti gli umani, non lascia indifferenti.Raffaella Romagnolo è nata a Casale Monferrato nel 1971 e vive sulle colline tra Piemonte e Liguria. Tra i suoi romanzi: La masnà (2012, ora riproposto negli Oscar Mondadori), Tutta questa vita (2013), La figlia sbagliata (2015, candidato premio Strega 2016, premio Società Lucchese dei Lettori 2016), Destino (2018), Di luce propria (2021, premio Pisa), Il cedro del Libano (2023, premio Campiello Natura). Respira con me (2019) è stato finalista al premio Strega Ragazzi e Ragazze 2020. Il romanzo Aggiustare l'universo (2023) è stato finalista al premio Strega 2024. Il suo racconto Come non sono diventata madre compare nella raccolta L'amore inevitabile. Storie di genitori, storie di figli (2026). I suoi libri sono tradotti in sette lingue.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
I 20 anni di Gomorra con Roberto Saviano e "Il tempo dell'orologiaio" di Maurizio de Giovanni *Maggio 2006: arriva in libreria un libro che parla di criminalità organizzata a Napoli e dintorni. Quel libro si intitola "Gomorra" e l'ha scritto un giovane giornalista, Roberto Saviano, allora praticamente sconosciuto. Quel romanzo viene pubblicato da Mondadori in qualche migliaio di copie: vent'anni dopo "Gomorra" viene ripubblicato da Einaudi e nel frattempo ha venduto oltre due milioni e mezzo di copie in Italia, oltre dieci milioni nel mondo ed è stato tradotto in una cinqunatina di Paesi. Un successo internazionale che ha segnato un cambio di vita profondissimo per il suo autore: qualche mese dopo la pubblicazione di "Gomorra" arrivano segnalazioni di minacce e Roberto Saviano viene messo sotto scorta. In occasione dei vent'anni di Gomorra lo abbiamo incontrato al Salone del libro di Torino per ricostruire quanto accaduto. Nella seconda parte parliamo di "Il tempo dell'orologiaio" (Feltrinelli), romanzo di Maurizio de Giovanni, sequel di "L'orologiaio di Brest". Due romanzi che creano un focus su terrorismo, servizi segreti, poteri forti. Non è facile parlare di questo romanzo senza fare qualche piccolo spoiler su quello precedente: il consiglio è quello di leggere prima "L'orologiaio di Brest" e poi "Il tempo dell'orologiaio". Da una parte c'è una giornalista, Vera, che da anni cerca di far luce sulla morte del padre, un poliziotto ucciso in un attentato dinamitardo nei confronti di un magistrato. Tutta la sua vita è dunque segnata dall'ossessione della ricerca della verità. Arriva a identificare la persona che aveva costruito l'ordigno: Carlo, nome di battaglia Sergio, che all'epoca faceva parte della lotta armata. Il figlio di Carlo, Andrea, è assolutamente all'oscuro di questa vicenda e pensa che il padre sia morto: è Vera a fargli scoprire che suo padre è vivo e che è stato un assassino. In questo secondo romanzo Andrea e il padre ritrovato dovranno agire insieme, invece, per scoprire dove sia Vera, misteriosamente scomparsa. L'occasione per entrambi per raccontare qualcosa di sé e, forse, per cercare di comprendersi.
“Tutta La Juve che Vuoi” con Dario Ghiringhelli e Eleonora Frescura. Ospiti: Stefano Romagnoli (Footstats), Marco Sanfelici.
Quando si pensa all'Italia, il caffè è tra le prime cose che vengono in mente. Ma come è arrivato in Italia? Perché gli italiani lo bevono così? E perché, se ordini «un caffè» in un bar italiano, ti arriva sempre e solo un espresso? In questo articolo scoprirai tutta la storia del caffè in Italia — dalle origini africane fino alla moka — e imparerai il vocabolario e le curiosità che ti faranno fare un'ottima figura con gli italiani. Non è italiano! Tutta la verità sul CAFFÈ 1. Le Origini del Caffè: un Viaggio Lunghissimo Oggi il caffè sembra italianissimo — quasi come se fosse nato tra le colline della Toscana o nei vicoli di Napoli. Ma la verità è un'altra: il caffè non è italiano, almeno non all'inizio. Le origini del caffè si trovano probabilmente in Etiopia, in Africa. Esiste una leggenda che racconta di un pastore di nome Kaldi, che un giorno notò qualcosa di strano: le sue capre, dopo aver mangiato alcune bacche rosse di una pianta particolare, non riuscivano più a dormire la notte — erano iperattive, quasi euforiche. Kaldi assaggiò quelle bacche, le portò a dei monaci, e da lì cominciò tutto. Dalla penisola arabica — soprattutto dallo Yemen — il caffè si diffuse rapidamente. Nel mondo arabo nacquero i primi luoghi pubblici dove si beveva caffè, si discuteva di politica, si facevano affari, si raccontavano storie: i precursori dei nostri bar. Il caffè era già un fatto sociale ancora prima di arrivare in Europa. 2. Il Caffè Arriva in Italia Il caffè arrivò in Italia intorno al XVI e XVII secolo, grazie ai commerci tra Venezia e l'Impero Ottomano. Venezia, in quel periodo, era uno dei centri commerciali più importanti d'Europa — la porta tra Oriente e Occidente. Ed è proprio da quella porta che entrò il caffè. Ma all'inizio non tutti erano contenti di questa novità. Alcune persone lo consideravano una bevanda sospetta, straniera, persino pericolosa. C'erano voci che lo definivano «la bevanda del diavolo». Secondo una storia molto popolare, fu Papa Clemente VIII a risolvere la questione: assaggiò il caffè, gli piacque molto, e lo "benedisse" ufficialmente. Da quel momento, nessuno poteva più dire che fosse una bevanda del diavolo — se lo beve il Papa, va bene per tutti. Nel Seicento aprirono le prime botteghe del caffè, che erano molto più di semplici bar: erano luoghi di incontro, di cultura, di discussione. Artisti, scrittori, filosofi, commercianti — tutti si ritrovavano lì per parlare, leggere, discutere. Bere caffè era già, da subito, un atto collettivo e sociale. 3. L'Italia Reinventa il Caffè: Nasce l'Espresso Fin qui, il caffè era semplicemente importato. Ma gli italiani non si accontentano: devono sempre migliorare le cose. Alla fine dell'Ottocento e all'inizio del Novecento, l'Italia fece qualcosa di rivoluzionario: inventò un modo completamente nuovo di preparare il caffè. Grazie all'uso della pressione del vapore, si riuscì a estrarre il caffè in pochi secondi, in modo rapido, concentrato, intenso. Nacque così l'espresso. L'espresso non è solo un tipo di caffè — è quasi una metafora dello stile di vita italiano: breve, intenso, e senza fronzoli. Si beve in piedi al banco, in trenta secondi, si chiacchiera un momento con il barista, e si torna alla vita. Se qualcuno offre un espresso, non bisogna aspettarsi di sedersi e sorseggiarlo per venti minuti come un tè inglese: l'espresso si beve subito, finché è ancora caldo. 4. La Moka: il Caffè Entra nelle Case Italiane Se l'espresso è il re del bar, la moka è la regina di casa. Nel 1933, un uomo di nome Alfonso Bialetti inventò un oggetto destinato a diventare iconico: la moka, quella piccola caffettiera ottagonale in alluminio che probabilmente si è vista mille volte. L'idea era geniale nella sua semplicità: l'acqua nella parte inferiore, il caffè macinato nel filtro nel mezzo, e la pressione del vapore che spinge l'acqua attraverso il caffè, facendolo salire nella parte superiore. Il risultato? Un caffè forte, profumato, fatto comodamente a casa. Con la moka, il rito del caffè entrò nelle cucine italiane. E con esso, entrarono anche tutti i momenti che ci girano intorno: aspettare che il caffè salga, sentire quel gorgoglio caratteristico, gridare in cucina «Il caffè è pronto!» Se l'espresso al bar è la pausa veloce, la moka è il momento lento — il caffè della domenica mattina, quello dopo pranzo in famiglia, quello che fa la nonna. C'è qualcosa di profondamente affettivo nella moka: non è solo uno strumento, è un oggetto carico di ricordi. Il suo nome, tra l'altro, deriva da Mokha, una città dello Yemen famosa per il commercio del caffè — un altro segno del lungo viaggio che il caffè ha fatto prima di arrivare nelle nostre case. 5. Quanti Tipi di Caffè Esistono in Italia? In Italia il caffè non è uno solo. Esistono tantissime varianti, e conoscerle permette di ordinare al bar come un vero italiano. Espresso — il caffè classico: corto, intenso, concentrato. Quando si ordina semplicemente «un caffè» in un bar italiano, arriva sempre questo. Caffè lungo — più acqua rispetto all'espresso, sapore meno concentrato. Adatto a chi preferisce un caffè meno intenso. Caffè ristretto — meno acqua dell'espresso normale, ancora più concentrato e intenso. Non è per tutti — ma chi lo ama non lo cambierebbe con niente. Caffè macchiato — un espresso con una piccola quantità di latte, solo una «macchia». Non è un cappuccino: è un espresso leggermente ammorbidito. Cappuccino — espresso con latte montato a schiuma. È il caffè tipico della colazione italiana. Attenzione: in Italia il cappuccino si beve al mattino, mai dopo pranzo. Ordinarlo nel pomeriggio o dopo cena è considerato una cosa da turisti. Marocchino — espresso con cacao in polvere e schiuma di latte. Una piccola coccola per chi ama la combinazione di caffè e cioccolato. Caffè corretto — espresso con l'aggiunta di un liquore: grappa, sambuca o brandy, a seconda dei gusti. Si dice che il liquore «corregga» il caffè — viene bevuto spesso la mattina da chi ama iniziare la giornata con un tocco in più. Caffè americano — espresso allungato con acqua calda. Più simile al caffè filtrato americano: più lungo e meno intenso rispetto all'espresso classico. Consiglio pratico: per fare colazione come un italiano, ordina un cappuccino e un cornetto. Siediti al banco, bevi veloce, e vai avanti con la giornata. Domande Frequenti Perché in Italia "Un Caffè" Significa Sempre Espresso? Perché l'espresso è diventato il caffè per antonomasia in Italia fin dalla sua invenzione a fine Ottocento. Quando si dice «un caffè» senza specificare altro, il barista capisce automaticamente che si vuole un espresso. Qualsiasi altra variante — lungo, macchiato, americano — va specificata esplicitamente. È Vero che il Cappuccino Non Si Beve dopo Pranzo in Italia? Sì, è una delle regole non scritte più radicate della cultura italiana. Gli italiani ritengono che il latte appesantisca la digestione, quindi il cappuccino — e in generale qualsiasi caffè con latte abbondante — si beve al mattino, a colazione. Dopo pranzo o cena si beve sempre e solo l'espresso. Ordinare un cappuccino nel pomeriggio non è un errore grammaticale, ma è un segnale infallibile che si è stranieri. Qual È la Differenza tra Caffè Macchiato e Cappuccino? La differenza principale sta nella quantità di latte. Il caffè macchiato è un espresso con una piccola «macchia» di latte — pochissimo, giusto per ammorbidire leggermente il sapore. Il cappuccino invece ha una quantità molto maggiore di latte montato a schiuma, che bilancia l'espresso in modo più deciso. In termini di volume, il cappuccino è circa tre volte più grande di un macchiato. Come Mai il Caffè Fu Chiamato "Bevanda del Diavolo"? Quando il caffè arrivò in Europa nel XVI e XVII secolo, era una bevanda completamente sconosciuta e di provenienza orientale. In un'epoca in cui tutto ciò che veniva dall'Oriente o che aveva effetti stimolanti era guardato con sospetto, alcuni ecclesiastici lo considerarono pericoloso e lo associarono al diavolo. Fu Papa Clemente VIII, secondo la tradizione, a eliminare questa diffidenza assaggiandolo personalmente e approvandolo — rendendo di fatto impossibile continuare a condannarlo. La Moka Si Usa Ancora nelle Case Italiane? Sì, moltissimo. Nonostante la diffusione delle macchine per il caffè in capsule, la moka rimane presente nella stragrande maggioranza delle cucine italiane. Ha un valore che va oltre il pratico: è un oggetto carico di significato affettivo e culturale, legato ai ricordi di famiglia, alle domeniche mattina, al caffè della nonna. Nel 2021 la moka Bialetti è stata addirittura inserita nella collezione permanente del MoMA di New York come esempio di design italiano iconico. La storia del caffè è lunga e ricca, così come la sua varietà. Scoprila nell'articolo dedicato a tutti i tipi di caffè. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Quiz sul Caffè nella Cultura Italiana", "description": "Quiz interattivo sul caffè italiano con 10 domande su storia, tradizioni, tipi di caffè e vocabolario per studenti di italiano.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Qual era la funzione principale delle prime botteghe del caffè in Italia nel Seicento?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Luogo di incontro culturale e politico" } }, { "@type": "Question", "name": "Secondo la tradizione, fu Papa Clemente VIII a far sì che il caffè fosse accettato in Italia dopo averlo assaggiato.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale caratteristica rende l'espresso diverso dagli altri modi di preparare il caffè?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...
A TUTTA C con Luca Bargellini. Ospite: Attilio Tesser, allenatore
A TUTTA C con Luca Bargellini. Ospite: Mauro Milanese
È stato un derby particolare, forse come tutti i derby ma questo ancor di più perché come ogni volta che si vince si pensa che era dovuto e invece no, non è dovuto, non è mai scontato anche se poi il divario storico tra le due squadre è abissale e ancor di più dopo la vittoria di domenica che aumenta a 5 i derby consecutivi che la Lazio non vince. Il grande rammarico è stato quello di non aver infierito. Poi si giocava un'altra partita, non quella sugli spalti, ma con gli altri campi. Le notizie da Torino sono state assolutamente inaspettate. È stata una giornata bella intensa e romanista. Ora Verona. Salutiamo Ariele Vincenti: ci vediamo il 30 maggio al Teatro Vittoria per "Ago, capitano silenzioso"..VUOI ASCOLTARE IL PODCAST SENZA PUBBLICITÀ E NUOVI CONTENUTI EXTRA?Sostieni Salida Lavolpiana su Patreon e accedi a Salida Lavolpiana Plus per un ascolto senza interruzioni: https://www.patreon.com/c/salidapod/membership.INFO.E-mail: salidapod@magnesiapodcast.it.SOCIAL.Twitter: https://x.com/salida_pod.Instagram: www.instagram.com/salida_pod.Telegram: https://t.me/+tlLFCGKW3ps0MWM0.CHI SIAMO: https://linktr.ee/salidapod
A TUTTA C con Lucio Marinucci. Ospite: Ezio Brevi (Mister)
A TUTTA C con Lucio Marinucci. Ospite: Antonella Regnicoli
16.05.2026. Santuario N.S. della Guardia di Rosano Pellegrinaggio mariano per tutta la Val Borbera
“Tutta La Juve che Vuoi” con Dario Ghiringhelli e Eleonora Frescura. Ospiti: Stefano Romagnoli (Footstats), Alessia Mingione.
Zuppa di Porro dell'15 maggio 2026: rassegna stampa quotidiana
I passeggeri della Hondius, la nave da crociera dove si è diffuso l'Hantavirus, stanno tornando a casa e i contagiati sono in isolamento, ma cosa sappiamo di questo virus che ci riporta con il pensiero immediatamente al 2020? Lo abbiamo chiesto al dottor Matteo Bassetti. L'emergenza abitativa non è un problema solo italiano, ma riguarda tutta l'Unione europea. E il caos al ministero della Cultura che si sta allargando a tutto il governo Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Quando si parla di strategie di trading sistematico, una delle obiezioni più frequenti riguarda proprio l'affidabilità dei backtest. Molti sostengono infatti che i trading system funzionino solo sui dati passati e che i risultati ottenuti nei test storici non abbiano alcun reale valore predittivo. È una critica che, almeno in parte, ha senso. Ottenere risultati eccellenti nei backtest non è particolarmente difficile: basta continuare ad adattare regole, filtri e parametri ai dati del passato fino a costruire una strategia apparentemente perfetta. Il problema è che, in questo modo, spesso non si sta misurando una reale efficacia statistica della strategia, ma semplicemente quanto bene essa riesca ad adattarsi ai dati storici utilizzati per costruirla. Ed è proprio qui che entra in gioco uno degli errori più comuni nello sviluppo di strategie sistematiche: l'overfitting. Con questo termine si indica infatti la tendenza a creare sistemi troppo "cuciti" sui dati storici, che finiscono poi per perdere efficacia quando vengono applicati ai mercati reali. Ma allora significa che i backtest non servono? Assolutamente no. Se utilizzati correttamente, i test storici rappresentano uno strumento fondamentale per valutare la robustezza di una strategia e verificare se una logica di mercato abbia realmente una certa validità statistica. Il punto fondamentale è quindi capire come costruire strategie robuste, semplici e basate su logiche di mercato realistiche, evitando ottimizzazioni eccessive e parametri troppo specifici. Nell'episodio di oggi approfondiremo proprio questi aspetti, mostrando esempi pratici e analizzando alcuni accorgimenti utili per sviluppare trading system con maggiori probabilità di mantenere efficacia anche nel futuro. Buon ascolto e buon trading!
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Ci sono momenti in cui fai tutto "giusto".Ti impegni, sei costante, ci metti energia… eppure i risultati non arrivano come vorresti..E lì, piano piano, qualcosa si muove dentro. Inizi a dubitare del percorso, delle scelte che hai fatto, a volte anche di te.Questa puntata nasce proprio da qui e da una domanda che mi è arrivata dalla community, che ho sentito mia fin dal primo ascolto: come si fa a fidarsi del processo quando i risultati tardano ad arrivare?Perché "trust the process" è una frase che sentiamo spesso nella crescita personale, ma cosa significa davvero, nella vita reale? E soprattutto: come si fa a non trasformarla in testardaggine cieca o, al contrario, a non cambiare strada ogni settimana?In questo episodio riflettiamo su:perché "trust the process" è molto più di un mantra e cosa significa davvero metterlo in praticale 3 condizioni fondamentali perché un processo abbia senso per teil ruolo del tempo come variabile passiva che spesso ignoriamo (e che può fare tutta la differenza )come darsi un orizzonte temporale concreto e arbitrario per finalmente misurare i propri risultatiForse il punto non è fare di più e forse non è nemmeno trovare il metodo perfetto. Forse il punto è restare abbastanza a lungo nello stesso processo… da permettere ai risultati di emergere davvero.E questa, spesso, è la parte più difficile.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Milano, 13 Maggio, Crime & Comedy Live! : https://www.vivaticket.com/it/ticket/ee-crime-comedy/270867 Lauryn Licari è una ragazzina nata da genitori che la amano molto, Shawn e Kendra Licari ed è cresciuta a Beal City, una piccola comunità rurale dove tutti si conoscono. Ha una relazione con un coetaneo: Owen McKinney e tutto sembra andare a gonfie vele, finché i due ragazzini iniziano a ricevere inquietanti messaggi dai dei numeri sconosciuti. Tutta la comunità inizia ad indagare per scoprire chi si celi dietro ai messaggi e la verità sarà sconvolgente. --------- Patreon: https://www.patreon.com/crimeandcomedy Instagram: https://www.instagram.com/crimeandcomedy.podcast/ Telegram: https://t.me/crimeandcomedy Sito: https://www.crimeandcomedy.it Instagram: Clara Campi: https://www.instagram.com/claracampicomedy/ Marco Champier: https://www.instagram.com/mrchreddy/ Editing - Ilaria Giangrande: https://www.instagram.com/ilaria.giangrande/ Caricature - Giorgio Brambilla: https://www.instagram.com/giorgio_brambilla_bookscomedy/ Capitoli: (00:00:00) | Intro (00:00:24) | Sigla (00:00:38) | Ringraziamenti Patreon (00:03:57) | La golden couple Lauryn Licari e Owen McKinney subiscono molestie via sms (00:45:27) | Le lunghe indagini portano a Kendra Licari (01:22:57) | Le possibili motivazioni di Kendra Licari e la condanna (01:46:23) | I nostri Patreon Immagini: tutte le immagini appartengono ai legittimi proprietari e sono utilizzate senza fini di lucro e a puro scopo esplicativo, informativo e di intrattenimento. Altresì, eventuali brevi spezzoni di telegiornali/interviste/interrogatori appartengono ai legittimi proprietari e sono utilizzati senza fini di lucro a puro scopo esplicativo, informativo e di intrattenimento Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dio ti ha creato per amare! Perciò, è interessato a tutta la tua vita e ti chiama a fare la differenza in questo mondo.
Una serata tutta da chiarire all’Hilton di Washington
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A TUTTA C con Lucio Marinucci. Ospiti: Luca Esposito, Alessandro Pizzoli, Ezio Pellegrini
A TUTTA C con Daniel Uccellieri. Ospite: Oscar Magoni (direttore sportivo Renate)
Leonardo Piccione"Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itAl largo della costa settentrionale dell'Islanda, là dove si celebra l'unico incrocio tra il Circolo Polare Artico e il territorio islandese, c'è un'isola piccola e misteriosa: Grímsey. Abitata da molti più uccelli che persone, è stata definita «il più ignoto degli insediamenti islandesi, che la nebbia delle epoche passate ha conservato come un oggetto da collezione». Leonardo Piccione ha trascorso a Grímsey diversi mesi, alternando l'esperienza della solitudine alla condivisione della vivace quotidianità di una comunità di pescatori a rischio di estinzione. Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico è il multiforme resoconto di un'avventura ai confini del mondo, in cui si succedono incontri, camminate, partite a scacchi, ricette per preparare il merluzzo e soprattutto storie, tra le quali si staglia quella di Daniel Willard Fiske, un pittoresco bibliofilo ottocentesco che è ancora oggi il riverito “patrono” di Grímsey, e che di questo libro finisce con il diventare il coprotagonista.Ricomposto lo sguardo in un ghigno inquisitore, lo sportellista mi sottopose due quesiti, un paio di interrogativi taglienti come il vento del Nord: «Che vai a farci a Grímsey? Non hai sentito che perfino Dio li ha abbandonati?»Leonardo Piccione (1987) è nato in pieno inverno a Corato. Dopo un dottorato di ricerca in Scienze Statistiche ha pensato fosse il momento di affiancare ai numeri le parole. Autore di reportage narrativi e sportivi per diverse riviste cartacee e digitali, è stato al seguito di sette Giri d'Italia. Coltiva da tempo un rapporto d'elezione con l'Islanda, terra che ha raccontato ne Il Libro dei vulcani d'Islanda (Iperborea 2019). È autore anche di Tutta colpa di Venere (Neri Pozza 2022) e di Insegnare a nuotare a una foca (Utet 2024). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
A TUTTA C con Claudia Marrone. Ospiti: Antonino Sergi, Costantino Nicoletti
A TUTTA C con Claudia Marrone. Ospite: Costantino Nicoletti
A TUTTA C con Daniel Uccellieri. Ospite: Mario Petrone (Allenatore)
El día de San José -Giuseppe, en italiano- nacía Giuseppe (Pino) Daniele en la ciudad de Nápoles. El pasado verano, a los diez años de la muerte del compositor, cantante y guitarrista napolitano, el pianista cubano Gonzalo Rubalcaba grabó con músicos italianos el disco 'Gonzalo plays Pino' que contiene temas como 'Tutta n´ata storia', 'Lazzari felici', 'Napule è', 'Pace e serenitá' -con la voz de Maria Pia de Vito- o 'Sicily'. Y escuchamos al propio Pino Daniele, que consiguió congregar en varias ocasiones a más de 200.000 personas en la plaza del Plebiscito de su ciudad, cantando 'Viento ´e terra', 'Je so pazzo', 'Je stó vicino a te', 'Toledo', 'Sicily', 'Napule è' y 'Quando'.Escuchar audio
"Gli antropologi" di Ayşegül Savas e "L'era dell'acquario" di Fabio BacàÈ stato definito miglior libro dell'anno dal New Yorker, prestigiosa rivista culturale americana. Si intitola "Gli Antropologi" (Gramma Feltrinelli - traduz. Gioia Guerzoni) di Ayşegül Savaş, scrittrice turca cosmopolita, racconta la storia di una coppia di trentenni expat, Asya e Manu. Vivono da anni in una città mai nominata esplicitamente, arrivano da due paesi diversi e parlano la lingua del paese dove hanno studiato e scelto di vivere. Sono sempre sospesi fra il desiderio di appartenere a quella città d'adozione e il senso di colpa per aver abbandonato le proprie origini. La paura di apparire estranei alle proprie famiglie, ma anche stranieri nella città. In questo romanzo dalle atmosfere rarefatte e dalla scrittura asciutta, si narra dunque la vita di Asya e Manu, che dopo l'entusiasmo per il nuovo ambiente cercano un po' di stabilità e decidono di comprare casa, in un tentativo forse di affermare un'appartenenza a quella città che loro vogliono sentire a tutti i costi familiare.Una quasi quarantenne che vende video-hard su OnlyFans, un diciassettenne costretto sulla sedia a rotelle da una malattia degenerativa, il mistero di una coppia travolta da una valanga nel 1980 (lei è morta ed è stata trovata nuda sotto la neve, lui invece è miracolosamente sopravvissuto). Una serie di riflessioni sull'esistenza di Dio, sul suicidio, ma anche sui social network. Tutti questi, e non solo, sono gli ingredienti di "L'era dell'Acquario" (Adelphi) scritto da Fabio Bacà, autore di "Benevolenza cosmica" e "Nova". Un romanzo denso e articolato, con una scrittura, come sempre accade nel caso di Bacà, ritmata e vorticosa, con uno sguardo spesso ironico, se non sarcastico, e personaggi pieni di sfaccettature. Tutta la prima parte è su Chloe, pseudonimo che una donna adotta su OnlyFans: fa la sex influencer, ma crede che presto dovrà interrompere questa attività. Per fare cosa? Non ne ha assolutamente idea. Lei è sempre in fuga da sè stessa e dal suo passato traumatico, con il quale non vuole fare i conti. Poi il lettore si trova a seguire le vicende di Samuel, un adolescente con disabilità che ha pensieri suicidi per un amore non ricambiato. I due sono destinati a incontrarsi e solo alla fine del romanzo si coglierà il senso del prologo, ossia il ritrovamento della coppia sotto la valanga.
Il 28 febbraio gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato una vasta operazione militare contro l'Iran, colpendo strutture strategiche a Teheran e in altre città del paese. L'ayatollah Ali Khamenei è stato ucciso nei bombardamenti. Con Luciana Borsatti, giornalista.Nel quarto anniversario dell'invasione dell'ucraina, la Russia deve fare i conti con più di un milione e duecentomila militari morti, feriti e dispersi e con un'economia sull'orlo del collasso. Con Alessandro Lubello, editor di economia di Internazionale.Oggi parliamo anche di:Scienza • “L'odore della storia” di Kaja Serugahttps://www.internazionale.it/magazine/kaja-seruga/2026/02/26/l-odore-della-storiaLibro • Marina Zucchelli, Latte (Rizzoli)Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti