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Marco Frau racconta il richiamo della sua terra, il cambiamento affrontato insieme alla famiglia e la scelta di ricominciare ad Aritzo, il suo paese d'origine nel Nuorese: “Una scelta per il presente, al futuro ci penseremo”.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
In questo episodio di Gong discutiamo insieme della strategia comunicativa adottata da Rockstar per GTA VI fino a questo momento, dato anche l'annuncio di ieri riguardante l'evento di presentazione dedicato al gioco che verrà trasmesso in première su Netflix.
Dedica meno energie alla complessità tecnica e più energie alle tue idee. Prova gratuita su Shopify.com Dire di no non significa perdere opportunità, ma proteggere il tempo e l'attenzione necessari per ciò che conta davvero. In questa puntata scopriamo come riconoscere il costo nascosto di ogni impegno, valutare meglio le richieste e creare spazio per i progetti più importanti. l'obiettivo di essere il tuo compagno di viaggio per trasformare, finalmente, quei buoni propositi in azioni concrete.
Much has been said about the promise of AI and its possible threat to jobs. But how might this powerful new technology affect an old concern: your company's data security? David Mill, CEO and founder of Scelta, a Windsor, Ont., construction software provider, joins Fenestration Conversations to talk about the ways AI might empower bad actors to produce better scams, steal data from your systems, spoof your reviews and even damage your processes if allowed inside. We also discuss how AI-powered security might thwart these threats and allow you to operate with less worries about the old challenges.
Much has been said about the promise of AI and its possible threat to jobs. But how might this powerful new technology affect an old concern: your company's data security? David Mill, CEO and founder of Scelta, a Windsor, Ont., construction software provider, joins GlassTalk to talk about the ways AI might empower bad actors to produce better scams, steal data from your systems, spoof your reviews and even damage your processes if allowed inside. We also discuss how AI-powered security might thwart these threats and allow you to operate with less worries about the old challenges.
Vuoi passare dalla teoria all'azione? Scopri The Bull Academy: il percorso pratico per mettere ordine nelle tue finanze, investire con metodo e costruire un portafoglio coerente con i tuoi obiettivi: https://academy.thebull.it/?utm_source=spotify&utm_medium=podcast&utm_campaign=ep335 Dal 1° luglio 2026 è entrato in vigore il nuovo meccanismo di silenzio-assenso sul TFR: se non scegli esplicitamente, il tuo trattamento di fine rapporto potrebbe finire automaticamente in un fondo pensione. Una decisione che, nell'arco di una carriera, può valere decine o persino centinaia di migliaia di euro. In questa puntata analizziamo come funziona davvero il TFR, quanto rende se lasciato in azienda e quali sono i vantaggi fiscali e finanziari della previdenza complementare. Poi confrontiamo, numeri alla mano, TFR in azienda e fondo pensione, vedendo quando il fondo pensione è davvero la scelta migliore e in quali casi, invece, lasciare il TFR in azienda può ancora avere senso.
Carla e Rossana si incontrano per la prima volta a novembre, davanti a un tavolo apparecchiato per dodici persone. Non si scontrano, non litigano, non si dicono niente di sbagliato. Eppure, dopo un anno, non si conoscono per niente. In mezzo c'è Matteo, che fa finta di non vedere, e due persone che si proteggono a vicenda usando come scudo la propria autosufficienza. In questo episodio parto da questa storia per parlare della fiducia. Quella concreta, quotidiana - che ha poco a che fare con i discorsi motivazionali e ancora meno con l'idea che vada guadagnata come una medaglia. La fiducia, ti dico subito, è una scelta. Una postura che porti tu, prima ancora che l'altro faccia qualsiasi cosa. E aspettare le condizioni giuste per concederla è il modo più elegante che conosciamo per non rischiare nulla e poi lamentarci che le relazioni non funzionano. Parliamo anche di quell'alibi che usiamo tutti almeno una volta: "mi sono fidato e mi sono scottato, adesso non mi fido più." È comprensibile. Ma c'è un errore di logica dentro quella frase che vale la pena nominare - e che costa molto di più di quanto sembri. Buon ascolto.
Il podcast della 4ID dell' ITIS Volta di Napoli
Sospensione immediata per Baracchini: la scelta della Rai dopo il gesto in diretta divide il pubblicoUn gesto catturato dalle telecamere, un video diventato virale e una decisione che ha acceso il dibattito. La Rai ha sospeso Alessandro Baracchini dalla conduzione di RaiNews24. Ecco cosa è successo, le parole del direttore Federico Zurzolo e le reazioni che stanno facendo discutere.#Baracchini #RaiNews #AlessandroBaracchini #CronacaItaliana
Este episodio de PopArt! nos acompañó Marinés Scelta - Escritora argentina. Su literatura estuvo presente con sus libros "Otros territorios posibles" y "Así ha de ser la ausencia", poesía plausible y cavilante. También hablamos del colectivo literario y feminista "Write like a girl" , cuyo objetivo es investigar y difundir la literatura hecha por mujeres.@colectivowritelikeagirl@marinesscelta
Report evita il colpo più duro: la scelta dei giornalisti premia la squadra di RanucciPer mesi si era temuto un ridimensionamento della redazione di Report a causa delle nuove assunzioni Rai. Invece nove professionisti hanno deciso di restare accanto a Sigfrido Ranucci, rinunciando al posto fisso. U#Report #SigfridoRanucci #Rai #Giornalisti #TvItaliana
Licenziarsi e non lavorare più è davvero un'utopia o la chiave per la vera felicità? In questo video shock ti spiego perché ho deciso di dire addio al mondo del lavoro tradizionale e come questa scelta mi abbia letteralmente salvato la mente. Ti svelo la verità su come i cosiddetti "capi importanti" siano in realtà delle totali nullità e di come, liberandomi dall'obbligo di dimostrare il mio valore a qualcuno, la mia nebbia mentale sia totalmente svanita. Se ti senti intrappolato nella routine aziendale, questo video ti aprirà gli occhi su cosa significa vivere senza padroni.
Molti degli errori che hai commesso oggi sono solo storie che racconterai domani. I veri rimpianti, spesso, nascono dalle occasioni che non hai mai avuto il coraggio di vivere. In questa puntata scopriamo cosa ci dice la psicologia del rimpianto e come distinguere la prudenza dall'evitamento.
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La scelta del bene è una scelta determinante. Influenza l'intera esistenza. Tua, e degli altri. Non un bene teorico, un bene pratico. Non soltanto una visione, ma l'azione che la realizza. In questo senso, la scelta è la causa, ed è la causa, a determinare l'effetto. Il legame tra causa ed effetto è basilare, in tante filosofie, religioni, visioni di vita, ma nessuna filosofia può, da sola, creare un cambiamento reale, nella tua esistenza. Tu, puoi. Questo cambiamento sarà l'effetto delle tue scelte. Che non sono soltanto le azioni manifeste, ma tutto ciò che all'azione porta: cosa pensi, le parole che usi, come comunichi, cosa comunichi, i valori, i messaggi, le emozioni, i sentimenti, ciò in cui credi e ciò in cui non credi. La scelta è sempre un momento interiore, ed è lì, in quella dimensione, che fondi ogni evoluzione, o involuzione, della tua vita. Per questo, la scelta del bene è determinante. Tu, autodetermini, che direzione dare alla strada della tua esistenza. “Tutto serve, anche il passato. E il coraggio, serve, per guardare tutto, e lasciar andare, quello che non ti appartiene; e guardare avanti, e costruire. Ben-essere, il tuo mondo parte da te. Le scelte giuste sono quelle che ti portano nella direzione di una vita che ti corrisponda, le scelte che non sono in equilibrio con il tuo essere, ti portano ovunque, ma non nella direzione giusta. E giusta è la scelta che migliora te, prima della tua vita” (A. Pacini)- Leggi/ascolta: https://annarosapacini.com/la-scelta-del-bene/- Qui puoi iscriverti a “Comunicare per essere®”: https://annarosapacini.com/podcast/ una via di evoluzione personale profonda, per una vita che ti corrisponda - Counselcoaching, comunicazione valoriale, relazioni, professione, benessere. Scrittura evolutiva®, Grafologia evolutiva®, Pedagogia evolutiva®, metodi esclusivi, soluzioni e percorsi sempre su misura. Per informazioni https://annarosapacini.com/contatti/ - YouTube https://www.youtube.com/@AnnarosaPacini - Rinforza la tua motivazione e la tua visione interiore: seguimi sul tuo social preferito, cerca @AnnarosaPacini
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8575CIECA, STORPIA E ABBANDONATA DAI GENITORI, MA SCELTA DA DIO Il Castello della Metola, dove nacque Margherita nel 1287, era una fortezza posta sulla cresta di un'alta montagna, situata nella parte meridionale di Massa Trabaria. In quell'epoca tardo-medioevale Massa Trabaria, già possedimento dello Stato Pontificio, incuneata tra le potenti città di Firenze, Arezzo e Perugia, era stata proclamata Repubblica da Papa Innocenzo III e solidamente fortificata per la sua posizione strategica. Tutta la regione era aspramente montagnosa e coperta da fitte boscaglie; le strade erano scarse e primitive; i villaggi sorgevano isolati. Il castello della Metola dominava dall'alto tutta la zona godendo di una splendida vista sulla via maestra che univa le città di Mercatello e di Sant'Angelo in Vado; era stato costruito con un sistema tale di difesa da risultare pressoché inespugnabile.Per questo, quando il padre di Margherita, Parisio, lo aveva conquistato togliendolo agli abitanti di Gubbio, aveva suscitato un tale entusiasmo per la sua valorosa impresa che gli era stata offerta la fortezza e tutto il vasto possedimento che la circondava. Lassù, Parisio aveva portato la giovane sposa Emilia ed aveva atteso con gioia la nascita di un erede che perpetuasse il suo nome. Quale nobile condottiero, ricco ed orgoglioso, pieno di sogni gloriosi per l'avvenire di quel figlio, aveva ordinato grandi festeggiamenti per il lieto evento, ma la delusione dei due sposi non poté essere più cocente quando s'accorsero che era nata una bambina cieca e deforme, destinata ad essere gobba e storpia.L'orgoglio chiuse il loro cuore ai sentimenti di amore materno e paterno: decisero di nascondere a tutti la loro disgrazia affidando la bimba ad una donna di servizio e ordinandole di tenerla sempre nascosta. Nel modo più segreto possibile fu portata alla cattedrale di Mercatello per essere battezzata col nome di Margherita, soltanto perché il cappellano della fortezza lo aveva chiesto.UNA CELLA VICINO ALLA CHIESAMargherita, crescendo, manifestò una straordinaria intelligenza e imparò ben presto ad orientarsi girando per il castello, senza mai avvicinarsi alle stanze dei genitori che non volevano correre il rischio di incontrarla. Un giorno - Margherita aveva sei anni - vennero alla Metola alcuni visitatori e mentre la piccola si recava nella cappella a pregare, fu vista da una delle dame ospiti, che ovviamente fu incuriosita dalla presenza di quella bambina cieca e storpia.Per evitare in futuro di correre ancora il rischio che quella sua figlia deforme venisse scoperta, Parisio escogitò un piano: fece costruire una cella vicino alla chiesa di Santa Maria della Fortezza, che si trovava a quattrocento metri dal castello, in piena boscaglia, e vi rinchiuse la figlia costringendola a vivere come una reclusa, con l'unica possibilità di passare il tempo a pregare, in attesa che da una finestrella le venisse porto un po' di cibo.In quella gelida prigione, consapevole di essere rifiutata per il suo fisico anormale, Margherita avrebbe potuto crescere con l'odio in cuore per il trattamento subito, ma Dio vegliava su quell'anima a Lui cara e illuminò la sua intelligenza con la divina sapienza, facendole comprendere che era stata creata per amarLo e trovare così eterna e perfetta felicità. La bimba capì che per raggiungere un alto grado nell'amore di Dio, non è necessaria la vista, né un fisico perfetto, ma soltanto seguire l'esempio di Gesù Crocifisso e unire le nostre sofferenze alle sue. Nove anni rimase in quella cella, ricevendo frequenti visite dal cappellano che la istruiva nelle vie di Dio e rare visite dalla mamma.Per amore di Gesù si impose dei lunghi digiuni e riuscì a procurarsi anche un cilicio. Mantenne il suo temperamento allegro e luminoso, accettando il dolore fisico e morale come una grazia speciale del Signore.Fu tirata fuori da quell'orribile luogo a causa della guerra: Massa Trabaria era stata invasa dai nemici e se fossero arrivati vicini al castello, avrebbero scoperto la fanciulla prigioniera. Margherita finì in un luogo peggiore, cioè nella cantina del palazzo di suo padre a Mercatello, con un pagliericcio ed una vecchia panca per arredamento e le regole dei carcerati da osservare. Niente più conforti religiosi, come Santa Messa, Comunione, visite del cappellano, ma una tremenda solitudine e tanta angoscia per gli esiti della guerra. La fede e la fiducia in Dio l'aiutarono a superare la prova di quelle tribolazioni e a fortificarsi per il terribile cambiamento di vita che l'aspettava.CITTÀ DI CASTELLOCessato il pericolo della guerra, i genitori decisero di condurla a Città di Castello, sulla tomba di Fra Giacomo, un francescano morto da poco tempo in fama di santità, nella speranza che un miracolo potesse donare la luce agli occhi spenti della loro figlia e guarirla dalla sua deformità.Il viaggio attraverso gli Appennini per giungere nella valle del fiume Tevere, sulle cui sponde sorge Città di Castello, fu lungo e disagevole, né Margherita poté godere della vista del panorama; il peggio però l'attendeva proprio là dove il seme della speranza avrebbe dovuto fiorire in gioia per l'avvenire: delusi dal mancato miracolo, i nobili castellani della Metola presero la via del ritorno di nascosto, abbandonandola a se stessa per liberarsi per sempre di lei.Quando la ragazza (era intorno ai quindici anni) se ne rese conto, il buio intorno a lei fu più fitto e il gelo le morse il cuore: possibile che fosse stata abbandonata in quella città del tutto sconosciuta? Eppure questa era l'amara realtà!«Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto» dice il salmista: fu così anche per lei. Dopo un breve tempo trascorso come mendicante, senza un tetto sotto il quale ripararsi dalle intemperie, Margherita trovò una calda accoglienza presso le famiglie povere della città che la ospitarono a turno, ammirandone la gentilezza, la pazienza e l'inalterabile serenità. Con la preghiera continua ella ricompensava i suoi benefattori, ottenendo grazie di ordine materiale e morale alle loro famiglie.IL RIFIUTO DI OGNI COMPROMESSOIntorno ai vent'anni fu accolta in un monastero dove, con il cuore traboccante di gioia, iniziò il suo cammino di perfezione spirituale impegnandosi ad osservare la Regola propria di quell'Ordine di cui l'antico biografo non ci rivela il nome. Purtroppo in quel monastero si era spento il primitivo fervore e le monache vivevano nella rilassatezza e nello spirito mondano; dopo un po' di mesi, la condotta di quella novizia cieca che si atteneva in fatto di silenzio, di povertà, di clausura e di raccoglimento alle prescrizioni della Regola, divenne un fattore di disagio nel convento, un tacito ma eloquente rimprovero per la comunità.Poiché Margherita rifiutava ogni compromesso con la sua coscienza pur sapendo che rischiava di perdere ancora una volta la sicurezza di un tetto per l'avvenire, fu dimessa dal monastero e si ritrovò sola e abbandonata per la via. La grazia di Dio l'aiutò ancora una volta a superare il difficile momento col pensiero che anche Gesù era stato rifiutato dai suoi e che lei ora non poteva ritirare l'offerta che aveva fatto di se stessa a Dio fin da piccola.Un nuovo genere di sofferenza l'attendeva: la derisione e il disprezzo pubblico di chi spargeva chiacchiere malevole sul suo conto, insultandola con frasi sprezzanti e motivando la sua cacciata dal monastero col fatto che non era stata in grado di adattarsi alla vita delle monache per mancanza di virtù.Fu in questo doloroso periodo che la povera cieca incontrò nella chiesa della Carità, affidata ai Frati Domenicani, le Mantellate, laiche appartenenti all'Ordine della Penitenza di San Domenico, che vivevano in casa propria ma osservavano una Regola austera ed indossavano l'abito religioso domenicano.CONTEMPLARE DIO E TRASMETTERLO CON LA PREGHIERA E LA PENITENZAMargherita vi fu accolta, benché venissero ammesse soltanto donne vedove in età matura, perché ella dava prova di seria virtù e perché il suo fisico menomato la metteva al riparo da qualsiasi leggerezza di gioventù. Così la povera mendicante senza tetto divenne anche pubblicamente sposa di Cristo: quale sorte migliore poteva desiderare colei che agli occhi degli uomini pareva un brutto scherzo della natura? Come San Paolo, ella poteva proclamare: «Chi mi separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la fame... la cecità, il fisico deforme? Ma in tutte queste cose sono più che vincitrice per virtù di Colui che mi ha amata».Entrando a far parte di una famiglia religiosa, Margherita trovò fratelli e sorelle ed un grande ideale per cui spendersi: contemplare Dio e trasmetterLo con la preghiera e la penitenza, poiché la cecità le impediva lo studio. Le preghiere, compresi tutti i 150 salmi, le aveva imparate a memoria. Di penitenze non era mai sazia, soprattutto dopo aver scoperto che San Domenico le praticava quale mezzo potente per ottenere la salvezza delle anime.Nonostante le sue disgrazie fisiche, praticava un intenso apostolato di misericordia presso i malati e i moribondi e sollevava i cuori afflitti con una conversazione opportuna che tutto riconduceva all'Amore di Dio. Aveva una predilezione particolare per San Giuseppe e di lui parlava sempre volentieri, finché l'interlocutore era disposto ad ascoltarla!Entrando nel Terz'Ordine Domenicano, cessarono per Margherita le difficoltà economiche perché fu accolta nella casa di una famiglia appartenente all'alta società, gli Offrenducci. Per un po' di anni visse co
La serie è in collaborazione con SACE Export Credit Agency direttamente partecipata dal Ministero dell'economia e delle finanze e da BCCO Accounting BCCO
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In questo episodio di Giardino Futuro parlo di una fissazione molto diffusa: il giardino sempre ordinato, sempre pulito, sempre fermo.Ma un giardino vivo non sta fermo.Cambia, cresce, si muove, ospita insetti, uccelli, fioriture, foglie, semi, ombre e piccole sorprese. E spesso quello che chiamiamo “ordine” non è vera bellezza, ma bisogno di controllo.Ti porto dentro una riflessione semplice: vuoi un giardino da controllare ogni fine settimana, oppure un giardino da vivere? Parlo della differenza tra giardino ordinato e giardino sano, tra libertà e trascuratezza, tra composizione e sterilità.Perché un giardino più libero non è un bosco abbandonato.Può essere un sistema progettato bene, con piante adatte al clima, al suolo e all'acqua che hai davvero.Un giardino che consuma meno, richiede meno fatica e regge meglio anche quando il clima fa di testa sua.Se senti che il tuo giardino ti chiede troppo tempo, troppa acqua, troppi tagli e troppi nervi, forse non serve renderlo più perfetto.Forse serve renderlo più vivo.E se vuoi capire come impostarlo in modo più sostenibile, scrivimi a robertomassai@giardinofuturo.it e valutiamo insieme una consulenza.
In questo Podcast parliamo di:
In questo Podcast parliamo di:
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
C'è una parte di te che vuole una vita autentica, e intanto aspetti di avere tutte le risposte prima di cominciare. Ci sono passata anche io, per anni. In questo episodio ti racconto la storia vera di Healthy Busy Life: le paure, la solitudine, i momenti in cui non sapevo chi fossi, e la decisione che ha cambiato tutto. Parliamo di identità femminile, trasformazione personale e di cosa succede quando smetti di ignorare quella voce. Se sei in mezzo al cammino, questo episodio è per te.
Cosa c’è da sapere: dal lunedì al venerdì, alle 8, l’appuntamento con le notizie scelte da Laura Pertici. Ascolta il podcast anche su Spotify, Apple Podcasts e Amazon Music. ÂSee omnystudio.com/listener for privacy information.
In questa puntata di Obiettivo Salute Risveglio si parla di smartphone e figli: quando è giusto consegnare il primo cellulare e quali regole possono aiutare a gestirne l'uso. Una riflessione rivolta non solo a chi sta valutando questa scelta, ma anche ai genitori che il telefono lo hanno già dato. Col tempo si sono accorti di aver fatto la scelta giusta? Cosa fare se l'uso è diventato eccessivo o fonte di conflitti? Un'occasione per confrontarsi su dubbi, esperienze e strategie nella vita quotidiana delle famiglie. Ospite il prof. Alberto Pellai, medico, ricercatore e psicoterapeuta dell’età evolutiva
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Quante volte ti è capitato di chiederti se stai facendo la scelta giusta?Magari sei davanti a un bivio, continui a pensare, a valutare, a immaginare scenari diversi… e più cerchi la risposta, più senti crescere l'ansia. Come se da quella decisione dipendesse tutto, come se esistesse davvero un modo per sapere in anticipo dove ti porterà.Oggi, insieme partiamo proprio da qui: dal bisogno di avere certezze sul futuro e da quanto questa domanda - “è la scelta giusta?” - possa diventare una delle più bloccanti.Perché il punto non è tanto scegliere bene, ma da dove stai scegliendo.In particolare, riflettiamo su:perché la domanda “è la scelta giusta o sbagliata?” nasce dal bisogno di controllare il futurocosa succede quando leghiamo il valore di una scelta al risultato che avràperché il vero criterio non è l'esito, ma l'allineamento con chi sei oggila differenza tra prendere una decisione e lasciare che emerga da un processo di ascoltole domande che possono aiutarti a scegliere con più lucidità (e meno paura)Un episodio che sposta completamente il modo di guardare alle decisioni, riportandole dal controllo del futuro alla connessione con sé stessi.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Quante volte ti è capitato di chiederti se stai facendo la scelta giusta?Magari sei davanti a un bivio, continui a pensare, a valutare, a immaginare scenari diversi… e più cerchi la risposta, più senti crescere l'ansia. Come se da quella decisione dipendesse tutto, come se esistesse davvero un modo per sapere in anticipo dove ti porterà.Oggi, insieme partiamo proprio da qui: dal bisogno di avere certezze sul futuro e da quanto questa domanda - “è la scelta giusta?” - possa diventare una delle più bloccanti.Perché il punto non è tanto scegliere bene, ma da dove stai scegliendo.In particolare, riflettiamo su:perché la domanda “è la scelta giusta o sbagliata?” nasce dal bisogno di controllare il futurocosa succede quando leghiamo il valore di una scelta al risultato che avràperché il vero criterio non è l'esito, ma l'allineamento con chi sei oggila differenza tra prendere una decisione e lasciare che emerga da un processo di ascoltole domande che possono aiutarti a scegliere con più lucidità (e meno paura)Un episodio che sposta completamente il modo di guardare alle decisioni, riportandole dal controllo del futuro alla connessione con sé stessi.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Nicola Brunialti"Luce del mio occhio"Illustrazioni di Francesco FagnaniEdizioni Lapiswww.edizionilapis.itIn un'isola sperduta poco lontano dalla Sicilia vivono i ciclopi: giganti rozzi e rumorosi, convinti da sempre che le donne vadano scelte, rapite e sposate. È una regola antica, che nessuno ha mai messo in discussione.Nemmeno Fileno, il più piccolo e maldestro tra loro, cresciuto con le stesse certezze degli altri.Finché un errore cambia tutto.Durante una spedizione in Grecia, suo fratello torna con il bottino sbagliato: non una futura sposa, ma Antea, una bambina amazzone. Determinata, combattiva e indomabile, Antea non ha alcuna intenzione di adattarsi alle regole dei ciclopi. Anzi, è pronta a sfidarle.Costretti a convivere, Fileno e Antea si osservano, si scontrano e si mettono continuamente alla prova. Tra litigi, dispetti e momenti esilaranti, il loro incontro diventa l'occasione per guardare il mondo da un'altra prospettiva.Con uno stile brillante e ricco di humour, Nicola Brunialti costruisce un'avventura coinvolgente che ribalta i miti e manda all'aria le certezze di sempre.Perché a volte basta una voce fuori posto per far vacillare anche le idee più radicate.Età di lettura dagli 8 anniNicola BrunialtiPubblicitario e scrittore. Dopo aver firmato campagne pubblicitarie cult come quella di "Paradiso Lavazza", dal 2010 si dedica a tempo pieno alla scrittura per ragazzi pubblicando romanzi di successo. È stato tra gli autori del programma TV “Chi ha incastrato Peter Pan?”, ha scritto “Dormono tutti”, una ninna nanna per Renato Zero ed è coautore con Simone Cristicchi della canzone “Abbi cura di me”. Incontra ogni anno i suoi numerosi e affezionatissimi lettori in festival letterari e scuole.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Parla Arthur Mensch cofondatore di Mistral AI - l'Europa ha due anniAvvertimento di Arthur Mensch: Europa ha solo due anni per sviluppare un'infrastruttura AI sovrana, altrimenti resterà dipendente da sistemi statunitensi e cinesi.Dipendenza strategica: Affidarsi a modelli stranieri comporta rischi di prezzo, dipendenza e esposizione strategica, nonostante velocità e scala.Costi della sovranità AI: Mistral investe miliardi in chip e data center (es. 1,2 miliardi in Svezia), ma pochi startup europee possono permetterselo.Opportunità infrastrutturali: Europa necessita di più data center, chip e cloud, con Mistral che punta su investimenti concreti.Modelli alternativi: Mistral promuove modelli aperti e controllabili localmente, cruciali per settori regolamentati e pubblica amministrazione.Regolamentazione mirata: Mensch sostiene regole su applicazioni, non sui modelli base, per evitare di soffocare la competitività europea.Finestra temporale critica: Due anni per scegliere tra dipendenza esterna o sovranità, con costi di transizione che aumenteranno dopo.Scelta per le startup: Convenienza a breve termine vs controllo a lungo termine, con rischi di lock-in tecnologico.https://www.europesays.com/europe/44888/
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Giampiero Pallotta ha smesso di fare volontariato a causa delle qualifiche richieste, tra cui tre vaccinazioni alle quali è allergico. In passato sostenitore di Berlusconi, si è fatto molti nemici. Religioso a modo suo, non si è mai sentito pienamente legato alla terra e crede in soluzioni alternative.
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Ci sono momenti in cui ti rendi conto che la vita che stai vivendo non è più quella che senti tua. Anche se l'hai scelta tu, anche se ci hai creduto davvero.Questo episodio nasce da una conversazione con Alberto Ravagnani, ex sacerdote, oggi una delle voci più riconoscibili sui social quando si parla di fede, cambiamento e ricerca di sé.Una persona che ha avuto il coraggio di compiere una delle scelte più difficili che esistano: lasciare un percorso costruito negli anni, pieno di senso, pieno di identità, e ricominciare quasi da zero.La sua storia potrebbe sembrarti lontana. Eppure, mentre parlavamo, mi sono resa conto che dentro c'era qualcosa di profondamente familiare.Perché chi di noi non ha mai vissuto quella sensazione? Il momento in cui senti che qualcosa non ti corrisponde più, ma non riesci ancora a capire se è una fase o un segnale vero. Il peso delle aspettative degli altri. La paura di chi sarai quando ti togli un'identità che hai indossato così a lungo.In questa conversazione esploriamo il suo percorso: dal discernimento alla scelta, dalla paura di deludere alla fatica di reinventarsi, fino alla scoperta che cambiare non significa tradire chi si era prima.In questo episodio riflettiamo su:cosa significa prendere una scelta di vita e poi rimettere tutto in discussionecome si attraversa il senso di colpa di deludere chi ci vuole benela differenza tra una crisi passeggera e un cambiamento che viene da dentrocosa vuol dire ricostruire un'identità quando quella che avevi non ti appartiene piùperché essere fedeli a sé stessi è spesso la cosa più coraggiosa e più difficileSe stai attraversando un momento di dubbio o se senti che qualcosa nella tua vita ha bisogno di essere guardato con più onestà, questa puntata è per te.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Giampiero Pallotta racconta che nel 1978, in seguito al sequestro di Aldo Moro, ha iniziato a considerare l'Italia un luogo inadeguato per far crescere i propri figli.
In questo episodio di Non ho mai: avete mai pensato di acquistare casa insieme al vostro fidanzato? Scelta romantica o pericolosissima? E più o meno pericolosa di vostra nonna che sbarca sui social?! A proposito di boomerate social... avete mai avuto quella voglia irrefrenabile di cambiare continuamente la foto profilo di whatsapp?! Quali sono i primi segnali che ci fanno capire che stiamo invecchiando davvero? "Ma di questo e molto altro meglio parlarne con Giulia e Claudio a Non ho mai!"See omnystudio.com/listener for privacy information.
In questo podcast parliamo di:
Passione Triathlon n° 354Axelle Vicariprotagonista della nuova puntata di Passione Triathlon.In questa puntata di Passione Triathlon, il Daddo intervista Axel Vicari, fresca vincitrice del titolo mondiale di staffetta mista di Winter Triathlon a Padola. Axel racconta la sua incredibile impresa: arrivata ai Mondiali dopo un infortunio che l'aveva costretta alle stampelle, è riuscita a conquistare l'oro nella Mixed Relay con Alessandro Saravalle. L'intervista esplora la sua storia sportiva, nata tra lo sci di fondo e la corsa in montagna, i dettagli tecnici su come correre e pedalare sulla neve, e la sua visione del futuro per questa disciplina spettacolare che sogna le Olimpiadi.CAPITOLI00:00 - Introduzione: Axel Vicari campionessa del mondo a Padola01:15 - Il format della repetition: perché favorisce la resistenza02:11 - La sfida contro l'infortunio: dalle stampelle al body azzurro03:40 - Duathlon vs Triathlon: spingere sui pedali senza essere una biker05:33 - Materiali e Tecnica: scarpe chiodate, pressione gomme e skimen07:40 - Il confronto internazionale: la forza delle russe e delle slovacche09:02 - Aspetto mentale: Fast and Furious in zona cambio10:32 - La cavalcata verso l'Oro: il racconto della Mixed Relay con Saravalle12:29 - Suzuki Winter Triathlon Circuit: il successo del movimento italiano15:45 - Consigli per chi inizia: approcciare la multidisciplina sulla neve18:38 - La storia di Axel: 3 anni con gli sci, poi la corsa in montagna21:40 - Scelta di cuore: sci di fondo o corsa? Strada o trail?25:31 - I due anni bui: gestire infortuni e fragilità fisica30:19 - Il colpevole: come Alessandro Saravalle l'ha convinta a provare33:13 - Lo shock delle transizioni: "Daddo, ero lentissima nei cambi!"35:34 - La programmazione: il Winter Triathlon come base per la corsa estiva41:38 - Obiettivi 2026: tra UTMB, Chianti e Coppa del Mondo di trail44:52 - Il punto debole: "Dichiaro ufficialmente che non so nuotare!"46:00 - Conclusione: Cosa rappresenta lo sport di endurance oggiSegui l'intervista condotta da Dario Daddo Nardone,PASSIONE TRIATHLON, in prima visione la nuova puntata sul canale youtube @DaddoSport ogni mercoledì alle 19.00!#daddocè #mondotriathlon #ioTRIamo ❤️________Video puntate Passione Triathlon: https://www.mondotriathlon.it/passioneSegui il Podcast di Passione Triathlon anche suSpotify: https://open.spotify.com/show/7FgsIqHtPVSMWmvDk3ygM1Spreaker: https://www.spreaker.com/show/triathlonAmazon Music: https://music.amazon.com/podcasts/f7e2e6f0-3473-4b18-b2d9-f6499078b9e0/mondo-triathlon-daddo-podcastApple Podcast: https://podcasts.apple.com/it/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast/id1226932686Trinews: Mondotriathlon.itFacebook: @mondotriathlonInstagram: @mondotriathlon________#triathlon #trilife #fczstyle#mondotriathlon #passionetriathlon#galadeltriathlon #triathlonshow #trivoluzione#daddosport #govegan #stopgenocideDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast--2275909/support.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Piantanida:"Il Napoli sta la grazie a Conte. Sarri la migliore scelta della Lazio" Piervincenzi:"Sarri è in contrasto totale deve andare via" Di Benedetto:"Sarri se non arriva un'offerta rimane alla Lazio"
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Nigel Hayes-Davis tra Hapoel Tel Aviv e FenerbahceLa situazione in casa MonacoReal Madrid: Hezonja verso l'addio a fine stagione? Problemi per il rinnovo di LylesbIl Barcelona sulle tracce di Momo DioufNadir Hifi e il suo contrattoIl CSKA Mosca rinnova con Melo Trimble Treviso firma Ed CroswellCremona mette nel mirino Mattia Udom Sassari sogna il ritorno di SpissuDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.
Le probabili formazioni di Bologna-Milan, match valido per la 23esimagiornata di Serie A, in programma martedì 3 febbraio alle 20:45Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Alberto Ravagnani lascia il sacerdozio con una grande consapevolezza, costruita nel corso di molto tempo, ossia che a volte l'identificazione non aderisce ai canoni di un'istituzione e che le sfide a cui è sottoposta la fede in Dio oggi impongono che ci si debba interrogare molto più di un tempo su cosa sia un don. In questa puntata un po' confessionale don Alberto, perché don lo sarà sempre, come lui spiega, ci racconta quali siano queste sfide e quale sia stato il suo percorso per arrivare alla scelta di oggi. Una produzione Corax. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Con la conclusione della League Phase di Champions e ildecimo posto dell'Inter, ora è chiaro quando sarà ilrecupero di Milan-ComoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Cresciuta in un contesto molto umile a Rovigo, Natalia impara presto che cosa significa mandare avanti una famiglia con un solo reddito: il padre lavorava come autotrasportatore in proprio mentre la madre era casalinga. «Quando avevo diciassette anni aiutavo mio padre a fare le fatture e compilavo quei documenti con il pagamento a centoventi giorni. Solo più tardi ho capito cosa volesse dire mandare avanti una famiglia con un solo reddito, aspettando mesi per essere pagati».Per Natalia, quelle difficoltà si trasformano in un desiderio di libertà e autonomia: «Per me il lavoro è sempre stato, da un lato, una forma di realizzazione personale e, dall'altro, la garanzia di poter scegliere». Così, dopo l'università in Lingue e Traduzione, decide di mettersi in proprio, affrontando senza paura la partita Iva e imparando presto a gestire tasse e contributi: «Dopo il primo anno da libera professionista ho cominciato a segnarmi tutte le domande, anche quelle che mi sembravano stupide. Ho capito che, quando si parla di tasse e calcoli, non c'è davvero nulla di ovvio». Nel frattempo, Natalia si sposa. Suo marito lavora come ferroviere e ha un'entrata fissa ogni mese, un elemento di stabilità che entra nell'equilibrio della famiglia. L'idea di avere dei figli c'è, ed è un desiderio che prende forma poco alla volta. Il desiderio, però, da solo non basta: serve pianificazione, consapevolezza e, soprattutto, coerenza con i propri valori. Questo significa valutare molti fattori, e fare calcoli realistici su quello che è sostenibile senza rinunciare a ciò che si ritiene importante. «Il dibattito sul fatto che non si facciano i figli perché tutto costa è giusto ed è sacrosanto, però io penso che la considerazione economica ci deve essere fino a un certo punto. Quello che non viene detto prima è che ci devono essere delle scelte che uno deve fare a monte: se tu hai almeno un'idea del tuo futuro riesci a fare delle scelte che poi ti aiutano economicamente anche dopo». Per Natalia, quindi, l'equazione figli = costi, per quanto innegabile, resta solo parziale. I soldi servono, certo, ma ancora più importanti sono le decisioni quotidiane e lo stile di vita che si vuole dare alla famiglia, anche quando esso comporta dei sacrifici. Adesso i figli di Natalia hanno 11, 8, e 4 anni, mentre il più piccolo ha solo 8 mesi. In casa, Natalia e suo marito, riescono a portare una cifra mensile di circa 4.500 euro, molto variabile. E tutto quello che possono risparmiare, lo investono per il futuro dei figli, che intanto imparano il valore del denaro attraverso piccole lezioni di educazione finanziaria quotidiane. Ma la lezione più grande che Natalia vuole trasmettere è chiara: «Spero che i miei figli capiscano che le cose materiali contano fino a un certo punto. È importante avere degli obiettivi, e che questi si possano raggiungere anche in modo creativo… i soldi non sono un punto di partenza, ma uno strumento per arrivare a uno scopo».
«Ci troviamo di fronte a una crisi geopolitica e, se in questo momento dobbiamo scegliere tra gli Stati Uniti e la Danimarca, scegliamo la Danimarca». Lo ha affermato Il primo ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, durante una conferenza stampa in occasione di una visita a Copenaghen. All'incontro era presente anche la prima ministra danese Mette Frederiksen che ha sottolineato come non sia stato facile resistere a quella che ha definito una «pressione del tutto inaccettabile da parte del nostro alleato più vicino». Ne parliamo domenica alle 11,30 a Europa Europa: spazio anche all'accordo Europa-Mercosur e all'ingresso della Bulgaria nell'euro.
Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia
Il prof. Barbero è ospite del Festival del Classico, per una lezione su Francesco e sulla scelta della povertàIl Festival del Classico è organizzato dalla Fondazione Circolo dei Lettori di Torino, in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.Originale: https://www.youtube.com/watch?v=94wVIB0iIksCanale YouTube: https://www.youtube.com/@FondazioneCircolodeilettoriFestival del Classico: https://www.festivaldelclassico.itPartecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it
Chiara Maffioletti racconta la morte delle due sorelle più famose della televisione italiana, che con ogni probabilità hanno scelto di togliersi la vita insieme, a 89 anni. Viviana Mazza parla delle ragioni geopolitiche del viaggio negli Stati Uniti del principe saudita. Gaia Piccardi ripercorre l'anno vissuto intensamente dal fuoriclasse azzurro e chiuso trionfalmente con la vittoria alle Atp Finals di tennis a Torino.I link di corriere.it:L'intervista in cui Ellen e Alice Kessler dissero: «Vorremmo morire lo stesso giorno»Vali Nasr: «Gli accordi di Abramo? A Riad non bastano gli F-35 E con l'Iran non è finita»Sinner ringrazia Alcaraz dopo una stagione da ricordare: «Mi servi. Stasera non è stato solo tennis, siamo atleti che hanno bisogno di persone vicine»