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Il prezzo dell'energia elettrica sul mercato all'ingrosso italiano è crollato del 22,5% in un solo giorno. Non è un'anomalia da ignorare: per chi investe in utility, in ETF settoriali o semplicemente vuole capire i meccanismi che muovono i costi fissi delle famiglie, questi dati vanno compresi, non subiti.Il PUN luce — il Prezzo Unico Nazionale, riferimento del mercato all'ingrosso dell'elettricità — è passato da 0,12421 €/kWh del 20 giugno a 0,0963 €/kWh del 21 giugno 2026. Un calo secco, in 24 ore. Il PSV gas, indice di riferimento per il gas naturale, si è invece mantenuto pressoché invariato a 0,47049 €/Smc.Due mercati energetici che si muovono in modo completamente diverso nello stesso giorno: elettricità volatile, gas stabile. Capire perché accade — e come questi indici si trasmettono alle bollette e ai bilanci delle aziende quotate del settore — è educazione finanziaria concreta.Seguici su Spotify e Apple Podcasts cercando TraDetector Cafe. Approfondimenti, analisi e risorse su **tradetector.com**.
Zuppa di Porro dell'20 giugno 2026: rassegna stampa quotidiana
Capire se conviene usare il condizionatore in modalità raffrescamento o deumidificazione non è solo una questione di bolletta, ma di fisica e comfort termico. Come funzionano davvero il tasto “dry” del climatizzatore e i deumidificatori dedicati, perché uno abbassa la temperatura e l'altro no, ma entrambi possono farti sentire più fresco. Mettiamo a confronto consumi energetici, effetto sulla temperatura percepita e casi d'uso reali in casa, per capire quando ha senso usare il clima in cool, quando in dry e quando, invece, è meglio puntare su un deumidificatore puro per gestire umidità, muffe e afa estiva. #condizionatore #deumidificatore #risparmioenergetico #estatecalda #umidità #climatizzazione #comforttermico #cosemoltoumane #podcastitaliano #casa #bolletta #energia #estate2026 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La salute mentale negli adolescenti è una delle grandi sfide del nostro tempo. Ansia, stress, solitudine, difficoltà relazionali, uso dei social media e pressione delle aspettative possono influenzare profondamente il benessere psicologico dei più giovani. In questa puntata, insieme ad Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e scrittore, approfondiamo i principali fattori che incidono sulla salute mentale di ragazzi e ragazze, imparando a riconoscere i segnali di disagio e a promuovere strumenti di ascolto, prevenzione e supporto. Un confronto dedicato a genitori, educatori e famiglie per comprendere meglio il mondo degli adolescenti e accompagnarli verso una crescita più serena, consapevole e resiliente
'Ho capito che mio figlio non meritava di vedermi con una faccia eternamente stanca, sempre nervosa"Quanto ci identifichiamo con il lavoro che facciamo? Anche quando ci prosciuga le energie, anche quando non ci riconosciamo più, non ne vediamo più il senso, non ne condividiamo l'assetto valoriale. A molti di noi succede di presentarci dando anche il nome dell'azienda per cui lavoriamo. Ci vestiamo da manager, ci etichettiamo con il nostro ruolo.Capire chi siamo davvero, che cosa vogliamo, che cosa ci piace fare, che cosa ci faccia sentire realizzati e che cosa ci faccia alzare al mattino è tutt'altro che scontato. Antonella ci racconta il suo richiamo profondo, quello di supportare altre donne attraverso lo sport, la cura di sé, la solidarietà femminile. E ci tiene a dirci che il suo lavoro di oggi non è un 'piano b', ma è un istinto profondo che è riuscita a concretizzare solo trovando coraggio e intraprendenza. Tutto le stava stretto, fino alla presa di coscienza che il cambiamento fosse l'unica via per stare bene. E quando suo figlio le ha sorriso e ha legittimato la sua scelta, ha capito che era arrivato il suo momento.----------Vi regaliamo qui un piccolo estratto che ci ha toccati particolarmente. Buon ascolto! --------Vuoi sostenere questo progetto? - Gira la tua puntata preferita a 3 persone- Se sei un'azienda e vuoi sostenerci per alcune puntate: scrivici- Se vuoi organizzare un evento live: scrivici!Per entrare in contatto con me, prenotare un percorso di coaching 1:1, sostenere il nostro lavoro o scambiare due chiacchiere scrivi a info@elisabettapesenti.com o su IG elisabettapesenti_coach_______________È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente podcast "Mamme in Carriera", ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque modalità off-line o piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Elisabetta Pesenti, che ha ideato e scritto i testi e detiene tutti i diritti. Le riproduzioni di brani di opere effettuate nel presente podcast hanno esclusivo scopo di critica, discussione e ricerca nei limiti stabiliti dall'art. 70 della Legge 633/1941 sul diritto d'autore.
Sempre più adolescenti e giovani scelgono di ritirarsi dalla vita sociale, trascorrendo gran parte del tempo chiusi nella propria stanza e riducendo progressivamente i contatti con il mondo esterno. Un fenomeno complesso che può nascondere fragilità emotive, difficoltà relazionali, ansia, paura del giudizio o un profondo disagio. Come riconoscere i segnali di un isolamento che sta diventando problematico? Qual è il ruolo della famiglia e quando è importante chiedere aiuto? Ne parliamo con Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, per comprendere meglio le cause della reclusione sociale e gli strumenti utili per accompagnare i ragazzi verso una graduale riapertura al mondo.
"Stessa rotta, ma vele più corte e salvagente a portata di mano." Gira da anni una frase nel mondo degli investimenti, usata spesso per impressionare: solo il 3% delle azioni produce tutta la ricchezza del mercato, mentre il restante 97% non serve a nulla. Ma è davvero così? In questo video analizziamo i dati storici e accademici per smontare i falsi miti e capire come un dato vero e solido possa portarti a conclusioni completamente sbagliate se non contestualizzato. Partendo dal celebre studio di Hendrik Bessembinder (Arizona State University), vedremo cosa significa davvero questa asimmetria tra rendimento medio e mediano nel lunghissimo periodo. Affronteremo il dibattito metodologico tra economisti e capiremo perché questo fenomeno, anziché spingerti alla caccia ossessiva del prossimo titolo parabolico, è la prova matematica più schiacciante a favore dell'investimento passivo e della massima diversificazione. Vuoi lanciare il tuo negozio online?Vai su https://www.shopify.com/it e scopri come iniziare con Shopify in pochi minuti.
Cos'è davvero il BIM e da dove iniziare senza perdere tempo? In questo episodio facciamo chiarezza su uno dei temi più confusi del settore: il BIM non è un software, ma un metodo di lavoro.Scoprirai cosa è davvero, cosa non è e qual è il percorso giusto per iniziare in base al tuo ruolo, evitando errori comuni, perdita di tempo e formazione inutile.Risorse Gratuite:CORSO GRATIS REVIT- BIM: https://tinyurl.com/2pafj768CORSO GRATIS AUTOCAD: https://tinyurl.com/ybf32zb6CORSO GRATIS RENDERING: https://tinyurl.com/fxfmpmfjACCATASTA QUIZ - SCOPRI CHE ACCATASTATORE SEI: https://tinyurl.com/mrwtj2jnBIM QUIZ - SCOPRI CHE BIM SEI: https://tinyurl.com/49smpbwjPILLOLE DI CANTIERE: https://tinyurl.com/2yjvxreuPILLOLE DI COMPUTO METRICO: https://tinyurl.com/mu7hxcudPILLOLE DI DOCFA: https://tinyurl.com/5649zs8uPILLOLE DI PRATICHE EDILIZIE: https://tinyurl.com/5n8hx2mnLe 8 REGOLE D'ORO PER FARE UN BUON RENDER: https://tinyurl.com/4r2afnpvPRENOTA UNA CONSULENZA TELEFONICA GRATUITA: https://tinyurl.com/mr2tjhpr==========================================================Per seguire ADARA Architettura:YOUTUBE: Iscriviti e attiva la campanella https://tinyurl.com/2h3kz7aaWEBSITE: https://tinyurl.com/2bffswthBLOG: https://tinyurl.com/37jhws78PAGINA FB: https://tinyurl.com/43c2y6jkGRUPPO SEGRETO FB "Progettazione Competitiva": https://tinyurl.com/5x2vv8au==========================================================Podcast:SPOTIFY: https://tinyurl.com/3eejwdj4APPLE PODCAST: https://tinyurl.com/tju78jmyANCHOR: https://tinyurl.com/yd9pru8s==========================================================#AdaraArchitetturaCentroAutodesk #Università
Un bambino si sdraia a terra al supermercato, urla perché vuole un gioco o si oppone allo spegnimento del tablet. Scene quotidiane che gli adulti tendono a liquidare come “semplici capricci”. Ma è davvero così? Ne parliamo con la dottoressa Roberta Tessaro, psicologa dell'età evolutiva e scrittrice.
Tre movimenti simultanei sui mercati che riguardano direttamente il portafoglio di chi investe in Italia. Capire cosa sta succedendo — e cosa no — fa la differenza tra una decisione ragionata e una reazione emotiva.I rendimenti dei BTP decennali sono saliti di 10-15 punti base, riportandosi sui massimi recenti. Lo spread con il Bund si allarga: cattiva notizia per il debito pubblico, ma potenzialmente interessante per chi cerca cedole su nuove emissioni. Chi detiene già BTP in portafoglio registra minusvalenze temporanee sulla carta — irrilevanti se si porta il titolo a scadenza.Gli ETF su MSCI World e ACWI hanno ceduto l'1-2% dopo i recenti massimi storici, trascinati dai realizzi sul tech USA. I flussi sui PAC restano positivi: molti investitori comprano comunque. Intanto crescono ancora gli afflussi su fondi monetari e conti deposito, con rendimenti lordi al 3-4%. Utili per il fondo di emergenza, rischiosi se diventano il piano per il lungo periodo.Approfondisci ogni settimana su **tradetector.com** e seguici su Spotify e Apple Podcasts per non perdere nessun episodio di TraDetector Cafe.
“La lamentatio circa lo stato della critica d'arte, che manca, è mediocre o assente, è un sottogenere letterario in voga.” Scrive lo storico dell'arte Michele Dantini “I punti di vista sono molteplici, persino concorrenti. Sembrano tuttavia convergere in un'amnesia. (…)“ In questa puntata di Voci Dipinte interroghiamo la critica d'arte non solo come genere, ma anche come ruolo di responsabilità verso le opere e verso gli artisti. Parliamo di indagine poetica e discorsi retorici, di crisi della figura del critico d'arte ma anche di opportunità da riscoprire. Il tema è complesso e suscita spesso opinioni conflittuali, come dimostra il confronto fra i nostri due ospiti:Angela Vettese, critica e storica dell'arte italiana, fondatrice e coordinatrice del corso magistrale di Arti visive presso l'università di Venezia Iuav, autrice di libri come “Capire l'arte contemporanea” (Allemandi), “Arte contemporanea tra mercato e nuovi linguaggi” (Il Mulino), “La rivolta del corpo - gli artisti che lo hanno usato, spinto al limite, liberato” (Editori Laterza)Michele Dantini, storico e critico d'arte, saggista, Professore ordinario di Storia dell'Arte Contemporanea all'Università per Stranieri di Perugia e alla IMT Scuola Alti Studi Lucca, autore di libri come e “Arte e sfera pubblica” (Donzelli), “Storia dell'arte e storia civile” (Il Mulino), “Le forme del divino” (Il Mulino).L'inserto della settimana ci porta al Kunsthaus di Zurigo, dove è allestita “The Histories”, la prima grande retrospettiva in area germanofona dedicata all'artista afroamericano Kerry James Marshall: un viaggio fra tele monumentali, riferimenti alla cultura pop e riflessioni su rappresentazione, potere e appartenenza. Marshall mette al centro della propria opera corpi, memorie e identità troppo a lungo esclusi dalla narrazione occidentale. Emanuela Burgazzoli ha incontrato la curatrice Cathérine Hug.
Quando acquistiamo nuovi prodotti tecnologici diamo spesso per scontato che, prima o poi, smetteranno di funzionare e verranno sostituiti. Quando succede non ci chiediamo se possano essere riparati, semplicemente li cambiamo. Eppure, dietro questa abitudine c'è un tema sempre più rilevante, che riguarda non solo i costi per i consumatori, ma anche l'impatto ambientale, le scelte dei produttori e il modo in cui la tecnologia viene progettata fin dall'inizio. Capire se un prodotto è riparabile sta diventando una domanda centrale per affrontare in modo consapevole il nostro rapporto con la tecnologia. Per tornare a raccontare questo mondo e comprendere come il diritto alla riparazione sta trasformando l'industria abbiamo invitato Sara Balestra, traduttrice per l'italiano di iFixit, una delle principali piattaforme al mondo che sostiene la riparabilità come diritto.Nella sezione delle notizie parliamo della Ferrari Luce, la prima auto completamente elettrica della casa che ha sorpreso per il suo design, e infine, della prima enciclica papale dedicata all'etica dell'intelligenza artificiale.--Indice--00:00 - Introduzione01:45 - Ferrari presenta l'auto elettrica Luce (DMove.it, Matteo Gallo)03:30 - La prima enciclica papale sull'IA (Wired.it, Luca Martinelli)05:34 - iFixit: il miglior prodotto di sempre, finché non lo ripari (Sara Balestra, Davide Fasoli, Alessandro Cocilova)27:54 - Conclusione--Testo--Leggi la trascrizione: https://www.dentrolatecnologia.it/S8E22#testo--Contatti--• www.dentrolatecnologia.it• Instagram (@dentrolatecnologia)• Telegram (@dentrolatecnologia)• YouTube (@dentrolatecnologia)• redazione@dentrolatecnologia.it--Immagini--• Foto copertina: iFixit--Brani--• Ecstasy by Rabbit Theft• Capsized by Tollef
Tra pochi giorni si celebrerà la Festa del 2 giugno, la nascita della Repubblica Italiana che nel 2026 compie 80 anni. Un evento a Melbourne ci porta in un viaggio nella storia del Referendum e del contesto storico del 1946.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8553OMELIA SANTISSIMA TRINITA' - ANNO A (Gv 3,16-18)di Don Stefano Bimbi La solennità della Santissima Trinità ci mette davanti al mistero più grande della nostra fede: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono tre dèi, ma un solo Dio in tre Persone distinte, unite da un amore perfetto ed eterno. Dio non è una solitudine, ma una comunione di amore. Ogni volta che facciamo il segno della croce entriamo dentro questo mistero. Lo facciamo spesso in modo distratto, quasi meccanico, e invece stiamo pronunciando il nome stesso di Dio, il cuore della fede cristiana.Il Vangelo di oggi ci porta al centro del mistero della Trinità attraverso una frase che forse conosciamo troppo bene e che rischiamo di ascoltare senza stupore: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Gv 3,16). Qui Gesù ci svela il vero volto di Dio che non è un padrone freddo e lontano, ma un Padre che ama fino al dono totale. Ama così tanto il mondo da donare il Figlio. E Lui accetta liberamente di venire nel mondo, di caricarsi dei nostri peccati, di morire sulla croce per salvarci. Dietro tutta la storia della salvezza c'è questo amore infinito che unisce il Padre e il Figlio nello Spirito Santo.Gesù però ci mette anche davanti a una verità seria: «Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato» (Gv 3,18). Non significa che Dio gode nel condannare qualcuno. Significa che l'uomo può sottrarsi all'amore di Dio. La condanna nasce dal rifiuto della luce. È come una persona che sta per morire e, pur avendo davanti una medicina capace di guarirla, si ostina a non prenderla. Cristo è la salvezza del mondo, ma Dio non costringe nessuno ad accogliere il suo amore.UN'IMMAGINE... ILLUMINANTEA questo punto occorre chiederci: cosa significa concretamente dire che Dio è uno e trino? Significa che Dio è un'unica natura divina, un unico Dio, ma in tre Persone realmente distinte. Il Padre non è il Figlio, il Figlio non è lo Spirito Santo, eppure ciascuno è pienamente Dio. Il Padre genera eternamente il Figlio; il Figlio è eternamente generato dal Padre; lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio come vincolo di amore eterno. Non ci sono tre volontà contrapposte o tre divinità separate. C'è una perfetta unità di amore e di vita.Naturalmente questo supera la nostra intelligenza. Se Dio fosse completamente comprensibile alla nostra mente, non sarebbe Dio. Però possiamo avvicinarci al mistero con alcune immagini che ci aiutano. La Trinità assomiglia a una candela accesa: ci sono la cera, lo stoppino e la fiamma. Sono realtà distinte, ma formano un'unica candela. La cera rappresenta il Padre, l'origine e la sostanza da cui tutto ha inizio. Lo stoppino rappresenta il Figlio (Gesù), generato dalla cera, che incarna la sostanza e si offre per far risplendere la luce. La fiamma rappresenta lo Spirito Santo, il calore e la luce che scaturiscono continuamente dall'unione tra la cera e lo stoppino.Certamente ogni esempio è limitato e non riesce a spiegare perfettamente Dio, ma serve a capire che distinzione e unità possono stare insieme senza contraddizione. La Trinità non è un rompicapo teologico per specialisti. È la verità che illumina tutta la nostra vita. Se Dio è comunione di amore, allora anche noi siamo fatti per amare e per vivere relazioni vere. Ecco perché il peccato mortale è sempre una rottura della comunione: con Dio, con gli altri e persino con noi stessi.LA TRINITÀ ILLUMINA LA VITA CRISTIANALa Trinità illumina anche la famiglia. Quando in una casa ciascuno pensa solo a sé stesso, quando si vive di orgoglio, ripicche e silenzi pieni di rancore, quella casa si spegne. Quando invece ci si ascolta, ci si perdona, ci si dona tempo e pazienza, allora quella famiglia diventa un piccolo riflesso della vita di Dio. Nessuna famiglia è perfetta, ma ogni famiglia può diventare scuola di comunione.Anche nella vita quotidiana spesso viviamo come se Dio fosse una entità generica e lontana da noi. Ci basiamo solo sui nostri calcoli, ci affidiamo solo alle nostre forze. Invece il cristiano vive immerso nella Trinità. Il Padre ci custodisce con la sua Provvidenza anche quando non comprendiamo tutto. Il Figlio cammina accanto a noi nelle fatiche e nelle croci. Lo Spirito Santo ci dà luce nei momenti di confusione e forza quando siamo stanchi o tentati.Pensiamo a quante volte nella giornata abbiamo bisogno della presenza di Dio: quando dobbiamo trattenere una parola cattiva, quando occorre pazienza con una persona difficile, quando ci sentiamo scoraggiati, quando dobbiamo prendere una decisione importante. Invocare e affidarsi alla Trinità non è una devozione astratta. È entrare nella sorgente dell'amore e della pace.I santi avevano una familiarità profonda con questo mistero. Non pretendevano di capire tutto con la ragione, ma adoravano con umiltà. Il vero problema oggi non è che Dio sia troppo misterioso; il problema è che spesso abbiamo perso il senso dell'adorazione. Viviamo in un mondo che vuole spiegare e controllare tutto. Ma davanti alla Trinità impariamo che Dio non si possiede, ma si contempla e si ama.Per questo la Chiesa oggi non ci invita tanto a "capire" la Trinità, quanto a vivere della Trinità. Ogni Messa inizia e finisce nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ogni battesimo ci immerge nella Trinità. Ogni preghiera autentica nasce dallo Spirito, passa attraverso il Figlio e sale al Padre. E allora oggi possiamo chiederci con sincerità: la mia fede è soltanto un'abitudine oppure una relazione viva con Dio? Quando faccio il segno della croce lo faccio con profondo rispetto oppure in fretta? La mia vita assomiglia almeno un poco alla comunione e all'amore che esistono in Dio?La Santissima Trinità ci ricorda che all'origine di tutto non c'è il caso, ma un Dio che ci ama di un amore eterno. E il destino ultimo della nostra vita non è il nulla, ma entrare per sempre dentro quell'amore infinito del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
CAPIRE DAVVERO - PIETRO RATTODiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/border-nights--654467/support.
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Siamo passati dal “sarà photoshoppato” al “sarà fatto con l'AI”. E il problema è che ormai il dubbio viene prima della realtà.
Chip, petrolio, Buffett e mercati ai massimi: cosa sta davvero succedendo dietro l'euforia finanziaria?In questo nuovo episodio di Inside Value, Roberto Russo e Filippo Pasini analizzano una settimana che racconta molto più di quanto mostrino i listini.Dallo Stretto di Hormuz ai semiconduttori spinti dall'intelligenza artificiale, passando per lo storico passaggio di consegne in Berkshire Hathaway da Warren Buffett a Greg Abel, fino alle enormi differenze nascoste dentro l'S&P 500. I mercati festeggiano nuovi massimi…Ma i segnali di rischio stanno aumentando?Parliamo di:• tensioni geopolitiche e petrolio• euforia AI e rally dei chip• il boom del SOXL (+193% in 25 sedute)• il futuro di Berkshire Hathaway dopo Buffett• valutazioni estreme e trappole di mercato• perché “mercato in salita” non significa necessariamente “rischio in diminuzione” Un episodio dedicato a chi vuole andare oltre il rumore quotidiano dei mercati e capire cosa conta davvero nel lungo periodo.Se volete approfondire i temi di questa puntata, trovate la newsletter sul sito www.ilvaloreconta.it, a cura di Roberto Russo e Filippo Pasini. Per maggiori informazioni: info@ilvaloreconta.it Questo podcast ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento.Le opinioni espresse riflettono il punto di vista degli autori. Buon ascolto.
#423 - Oltre i Second BrainIn questa puntata racconto una piccola grande idea di Andrej Karpathy: l' LLM-wiki. Invece di usare l'IA per interrogare ogni volta una pila di documenti, Karpathy propone di fare una cosa diversa: usare l'IA per trasformare quei documenti in una knowledge base che non si limita a conservare informazioni, ma che cresce, si aggiorna e diventa più utile ogni volta che ci interagisci o aggiungi nuove fonti.Entra in scena The Curator, un'app open-source creata da Dr. Tali Režun, che prova a rendere questa idea utilizzabile da chi lavora con le informazioni: esperti, consulenti, advisor.The Curator prende PDF, articoli, note e trascrizioni, li trasforma in concetti, entità, riassunti e collegamenti, e costruisce una mappa viva del tuo sapere. Puoi visualizzarla, interrogarla, correggerla, editarla e farla crescere anche a partire dalle conversazioni che hai con lei.E no, non è la stessa cosa di NotebookLM. NotebookLM ti aiuta a parlare con le tue fonti. The Curator ti aiuta a costruire una infrastruttura privata di conoscenza dove le fonti si parlano fra loro.Il vantaggio competitivo che adottare uno strumento del genere può portare ad un esperto è rilevante. Specialmente se ci sono tanti altri autori-esperti che parlano di uno stesso argomento. Un esperto che inizia oggi a costruire una propria infrastruttura privata di conoscenza, aggiungendo fonti in modo metodico, interrogandola e aggiungendo sistematicamente nuovi spunti e riflessioni, avrà fra un anno una capacità di vedere, comprendere e fare ragionamenti che gli altri autori nel suo stesso settore, non potranno.Il futuro non è pubblicare di più. È pensare meglio. Collegare meglio. Capire meglio. E costruire un sistema che renda questa profondità visibile, utile e riutilizzabile nel tempo.Cosa Posso Fare per TeAiuto esperti e consulenti che stanno costruendo una nuova carriera online a guadagnare l'autorevolezza, la credibilità e la visibilità che inizialmente non hanno. Lo faccio insegnando come diventare fonti di riferimento fidate nel proprio campo. A questo scopo ho creato un video workshop gratuito (in Inglese), di 55 minuti, che aiuta a scoprire:Perché i formati di contenuto curati sono così utili per costruire credibilità e autorevolezzaQuando usarli e quali requisiti richiedonoUna lista aggiornata di esempi reali di questi formati al lavoroGli strumenti specifici che servono per fare questo di coseI passaggi chiave che trasformano la ricerca e la scrittura in fonte di riferimentoGli 11 errori tipici che fanno coloro che curano info e risorse da pocoThe Curation-Based Authority System - Video Workshop.Auditing del tuo Progetto OnlinePer esperti e consulenti che hanno bisogno di un scambio diretto e desiderano potersi confrontare direttamente con me per analizzare gli ostacoli che stanno incontrando e migliorare il loro piano di azione.Consulenza privata one-to-one disponibile in due livelli:a) per chi è appena agli inizi eb) per chi pubblica da più di un anno, ma non sta vedendo i risultati che si aspettava.https://robingood.gumroad.com/l/one-to-one-audit-and-consulting _______________Info Utili• Sostieni questo podcast:Entra in contatto con me, ottieni feedback, ricevi consigli sul tuo progetto onlinehttps://Patreon.com/Robin_Good• Musica di questa puntata:"Bittersweet" by baskaat disponibile su YouTube• Nella immagine di copertina:Design e infomap Robin Good - Immagine generata da ChatGPT Image 2• Ascolta e condividi questo podcast:https://www.spreaker.com/show/dabrandafriend• Archivio del podcast organizzato per temi:https://start.me/p/kxENzk/da-brand-a-friend-archivio-podcast• Seguimi su Telegram:https://t.me/RobinGoodItalia• Newsletter in Italiano:https://robingooditalia.substack.comEssere riconosciuti come punti di riferimento fidati curando invece che creando.• Newsletter in Inglese:https://robingood.substack.comHow to be recognized as top trusted influencers by becoming top sector curators. .
Stai davvero proteggendo il tuo futuro o stai ignorando i segnali del tuo corpo?In questo nuovo video intervisto la Dr.ssa Viviana Contu, oncologa esperta, per svelare la verità scientifica sul legame tra stile di vita e tumori.Troppo spesso consideriamo l'invecchiamento, la stanchezza o l'aumento di peso come "normali", ma dal punto di vista oncologico e metabolico, questi possono essere segnali d'allarme di un corpo infiammato e vulnerabile.In questo video scoprirai:
Ti sei mai chiesto perché i venti in Italia hanno nomi così particolari? In questa puntata di
Esistono momenti in cui pensiamo che nessuno ci capisca, altri invece in cui pensiamo che ci abbiamo capito, ma scopriamo che è esattamente il contrario. Siamo noi a non capire, o siamo noi a non essere capaci di farci capire? O forse... sono gli altri che pensano di ascoltarci, ma non capiscono quello che gli si dice? Lo fanno apposta? Potremmo, se volessimo farci capire da tutti? Ci sono molte sfumature, ma la verità è che devi imparare a comunicare in maniera efficace. Non tutti ti capiranno, ma DEVI sapere come farti capire da quelli CHE VUOI CHE TI CAPISCANO. SI, dipende da te! Questa nuova puntata per sbloccare il tuo SUPER POTERE!
Ci sono molti modi di vivere. Quelli più utili, sono i modi di vivere che ti consentono di essere in pace con te stesso, di riconoscere il tuo valore e sostenerlo, anche quando la realtà vorrebbe convincerti del contrario. E ti fanno venire voglia di essere migliore, che non c'è aspetto di se stessi che non possa essere fatto progredire. Ma per scegliere la tua strada di evoluzione profonda e concreta, è necessario che tu la conosca, e per conoscere la strada, devi prima conoscere te. Chi sei nato per essere, chi sei diventato, quanto sei distante dalla tua piena realizzazione, quanto vicino. Come usare ogni tua caratteristica per vivere bene, nei tuoi panni, e nella tua vita. Capire te stesso ti permette di scegliere il te stesso che vuoi essere. Che è poi la vera differenza tra vivere una vita intenzionale e trovarti a vivere un'esistenza che non senti tua. La scelta è nelle tue mani. “Chi conosce gli altri è sapiente; chi conosce sé stesso è illuminato” (Lao Tzu)- Leggi/ascolta: https://annarosapacini.com/grafologia1/ - Qui puoi iscriverti a “Comunicare per essere®”: https://annarosapacini.com/podcast/ una via di evoluzione personale profonda, per una vita che ti corrisponda- Counselcoaching, comunicazione, relazioni, professione, benessere. Scrittura evolutiva®, grafologia evolutiva®, soluzioni e percorsi sempre su misura. Per informazioni info@annarosapacini.com - Rinforza la tua motivazione e la tua visione interiore: seguimi sul tuo social preferito, cerca “Annarosa Pacini”- YouTube https://www.youtube.com/@AnnarosaPacini
Ti svegli già stanca.Arrivi a metà mattina e senti di aver già dato tutto, anche se in realtà non hai fatto nulla di così impegnativo. La testa è lenta, il corpo pesa, e ogni cosa diventa più faticosa del necessario.E la cosa peggiore è questa: inizi a pensare che sia normale. Che sia colpa tua. Che sia pigrizia. Che “sei fatta così”. In realtà, quasi mai è così. Nella maggior parte dei casi, quella stanchezza costante è un segnale. Non un limite.Non un difetto. È il tuo corpo che ti sta dicendo che qualcosa, nel tuo modo di vivere ogni giorno, non sta funzionando⚠️ Il problema è che non è una sola cosa. Sono piccoli comportamenti ripetuti ogni giorno che, messi insieme, ti svuotano energia senza che tu te ne accorga. Un sonno che sembra sufficiente ma non lo è davvero.Una caffeina usata per tamponare invece che per aiutare. Un'alimentazione che crea continui alti e bassi. Stress costante, testa sempre accesa, zero pause. Tutto questo non si vede subito. Ma lo senti. In questo episodio il dottor Lorenzo Vieri parte da una domanda semplice, ma potentissima: perché sei sempre stanca?E da lì costruisce un percorso concreto per aiutarti a capire cosa sta succedendo davvero dentro la tua giornata. Non è teoria. È qualcosa che puoi iniziare a osservare da subito.Capisci la differenza tra una stanchezza fisiologica — quella normale, che arriva quando hai fatto qualcosa — e quella che invece non passa mai, che si trascina e ti accompagna anche quando non dovrebbe. E soprattutto arrivi a un punto chiave.Capire da dove arriva davvero la tua mancanza di energia. Perché senza questo passaggio, ogni soluzione diventa inutile. Integratori, cambi dieta, motivazione… non funzionano se la base è sbagliata. E qui entra la parte più interessante.Un protocollo semplice, concreto, di 72 ore. Tre giorni per iniziare a invertire la direzione. Tre giorni per capire se il tuo corpo risponde. Tre giorni per iniziare a sentire di nuovo lucidità, presenza, controllo
Ascoltare con attenzione con esercizi come il dettato ti aiuterà a capire meglio l'italiano parlato e a migliorare la tua pronuncia in italiano. Se vuoi provare a usare i podcast e i dettati per migliorare il tuo ascolto in italiano, esplora i miei corsi e la mia membership:
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Quando usi i pronomi combinati in italiano, ti senti come se stessi risolvendo un puzzle impossibile? Ti trovi lì a pensare: "La mi dice? Mi la dice? Glielo? Glilo?" I pronomi combinati sono uno degli argomenti che mettono in difficoltà quasi tutti gli studenti di italiano, ma dopo questa guida imparerai a evitare i 5 errori più comuni e il tuo italiano sembrerà molto più naturale e fluente. Pronomi Combinati: Tutto Quello che Devi Sapere Errore #1 — L'Ordine Sbagliato: il Pronome Indiretto va SEMPRE Prima Partiamo dall'errore forse più frequente in assoluto. Quando si usano due pronomi insieme — uno diretto e uno indiretto — l'ordine non è libero. C'è una regola precisa che devi sempre tenere a mente: Prima il pronome indiretto, poi il pronome diretto. Facile da ricordare così: INdiretto = INizio. Quindi, se vuoi dire "[Lei] dice [questo] a me", devi prima capire quali pronomi usare: questo/quello diventa lo (pronome diretto) e a me rimane me (pronome indiretto). Rispettando l'ordine — prima l'indiretto, poi il diretto — il risultato è: LA MI dice → SBAGLIATO ME LO dice → GIUSTO Ma perché me lo e non mi la? Perché quando i pronomi si combinano, non restano uguali: cambiano forma! Ed è esattamente questo il secondo errore che vediamo. Errore #2 — Scrivere i Pronomi Separati: gli/le + lo/la/li/le Diventano una Parola Sola Quando il pronome indiretto è mi, ti, ci, vi, la combinazione segue una logica abbastanza regolare: la vocale finale del pronome cambia, adattandosi al pronome diretto che segue. Indiretto+ lo+ la+ li+ le+ nemime lome lame lime leme netite lote late lite lete necice loce lace lice lece nevive love lave live leve ne Abbastanza logico, vero? La -i finale diventa -e e si crea una combinazione armoniosa. Ma ora arriva la parte che fa impazzire tutti: i pronomi gli e le della terza persona singolare. Quando gli o le si combinano con lo, la, li, le, ne, NON si scrivono separati. Si fondono completamente in un'unica parola che inizia sempre con GLIE-: Indiretto+ lo+ la+ li+ le+ negli / leglieloglielaglieliglielegliene Esempi pratici: Le lo diamo → SBAGLIATO Glielo diamo → GIUSTO (= Lo diamo a lui / Lo diamo a lei) Gli la mando → SBAGLIATO Gliela mando → GIUSTO (= La mando a lui / La mando a lei) Attenzione a un dettaglio importantissimo: glielo, gliela ecc. funzionano sia per il maschile (a lui) che per il femminile (a lei) — la forma è identica in entrambi i casi! Quindi "Glielo dico" può significare sia "Lo dico a lui" che "Lo dico a lei". Il contesto della conversazione ti aiuterà a capire di chi si parla. Errore #3 — Il Plurale: gli o loro? Per la terza persona plurale — cioè a loro — si usa gli o loro? La risposta è: entrambe le forme sono corrette! Ma c'è una differenza importante nella posizione all'interno della frase. GLI si mette prima del verbo e si combina normalmente con i pronomi diretti, formando un'unica parola:Glielo do. (= Lo do a loro) LORO si mette dopo il verbo, e in questo caso i due pronomi rimangono separati — non si fondono:Lo do loro. Quindi entrambe queste frasi sono perfettamente corrette:Glielo do.Lo do loro. Nella lingua parlata e informale di tutti i giorni, gli è di gran lunga più comune — gli italiani lo usano quasi sempre, per tutti. Loro in questa funzione è più formale, più letterario, lo trovi spesso nei testi scritti o in contesti molto eleganti. Quindi se vuoi parlare come un italiano vero, usa pure gli per tutto, senza paura! Errore #4 — I Casi Particolari: Imperativo, Infinito e Gerundio Finora abbiamo visto i pronomi combinati con i verbi "normali" — cioè i verbi coniugati. In questi casi i pronomi vanno prima del verbo. Ma ci sono tre forme verbali in cui le regole cambiano completamente: l'imperativo, l'infinito e il gerundio. Con queste tre forme, i pronomi NON si mettono prima del verbo: si attaccano dopo, formando una parola sola. Imperativo L'imperativo è la forma che usi per dare ordini o fare richieste dirette. Lo portami! → SBAGLIATO Portamelo! → GIUSTO Attenzione! Con le forme brevi dell'imperativo — fa', da', di', sta', va' — la consonante iniziale del primo pronome che si attacca si raddoppia, qualunque essa sia. È una regola fonetica dell'italiano per mantenere il ritmo della parola. Ecco alcuni esempi: Fa' + me + lo → Fammelo! Da' + me + lo → Dammelo! Di' + me + lo → Dimmelo! Dà' + gli + la → Dagliela! Nota: la consonante iniziale del pronome si raddoppia sempre — con me si raddoppia la m (fammelo, dammelo, dimmelo), con gli si raddoppia la g, anche se in questo caso il raddoppio non si vede nella scrittura ma si sente nella pronuncia: si dice dag-gliela, con la g rafforzata. Infinito Con l'infinito, i pronomi si attaccano in fondo al verbo, dopo aver eliminato la -e finale: Voglio dire questo a te → Voglio dirtelo. È importante dare questo a lui subito → È importante darglielo subito. La -e dell'infinito cade e i pronomi prendono il suo posto. Gerundio Stessa logica con il gerundio: i pronomi si attaccano direttamente dopo, senza spazio: Stavo dicendo questo a lui proprio adesso → Stavo dicendoglielo proprio adesso. Stavo parlando di questo a lui con calma → Stavo parlandogliene con calma. Il gerundio con i pronomi combinati può sembrare lungo e complicato, ma la regola è sempre la stessa: pronomi attaccati dopo. Errore #5 — L'Infinito con i Verbi Modali: Due Opzioni, Tutte e Due Corrette! Ultimo errore, ma assolutamente da non sottovalutare. Quando usi un verbo modale (potere, dovere, volere) + infinito, hai due opzioni per posizionare i pronomi combinati — e non tutti gli studenti lo sanno, quindi spesso scelgono una posizione sbagliata per esclusione! Guarda questo esempio: come si dice "Can you give it to me?" in italiano? Opzione A — I pronomi si mettono prima del verbo modale:Me lo puoi dare? Opzione B — I pronomi si attaccano all'infinito (eliminando la -e finale):Puoi darmelo? Entrambe le frasi sono corrette e assolutamente naturali! È solo una questione di stile e preferenza personale. Puoi me lo dare? → SBAGLIATO! Non puoi "spezzare" il verbo modale e l'infinito mettendo i pronomi in mezzo. O si mettono prima di tutto (me lo puoi dare) o si attaccano all'infinito (puoi darmelo). In mezzo no. Ecco un riepilogo chiaro: SbagliatoOpzione 1Opzione 2Puoi me lo dare?Me lo puoi dare?Puoi darmelo?Devo glielo dire?Glielo devo dire?Devo dirglielo?Vuoi me lo mandare?Me lo vuoi mandare?Vuoi mandarmelo? Riepilogo dei 5 Errori da Evitare #ErroreRegola da Ricordare1Ordine sbagliato dei pronomiIl pronome indiretto va sempre prima del diretto2Scrivere gli/le + pronome separatigli/le + lo/la/li/le/ne diventano una parola sola con GLIE-3Confusione tra gli e loro al pluraleGli va prima del verbo; loro va dopo il verbo4Pronomi prima dell'imperativo, infinito, gerundioCon queste forme i pronomi si attaccano dopo il verbo5Pronomi "in mezzo" al modale + infinitoO prima del modale, o attaccati all'infinito: mai in mezzo Domande Frequenti Qual È la Differenza tra Pronome Diretto e Pronome Indiretto? Il pronome diretto (lo, la, li, le) sostituisce il complemento oggetto — risponde alla domanda "cosa?" o "chi?". Il pronome indiretto (mi, ti, gli, le, ci, vi) sostituisce il complemento di termine — risponde alla domanda "a chi?". Nei pronomi combinati, l'indiretto viene sempre prima. "Glielo" Vale sia per Lui che per Lei? Sì! In italiano moderno, glielo, gliela, glieli, gliele, gliene funzionano sia per il maschile (a lui) che per il femminile (a lei). Il gli ha "assorbito" il le nella lingua d'uso. Il contesto della conversazione chiarirà di chi si parla. Con i Verbi Riflessivi si Usano anche i Pronomi Combinati? Sì, anche con i verbi riflessivi si possono usare i pronomi combinati. Il pronome riflessivo prende il posto del pronome indiretto e segue le stesse regole di trasformazione: mi → me, ti → te, si → se, ecc. Esempio: "Me lo metto" (= Metto [questo] su di me). I Pronomi Combinati si Usano anche nei Tempi Composti? Sì, e nei tempi composti (come il passato prossimo) i pronomi combinati vanno prima del verbo ausiliare: "Me lo hai detto" → "Me l'hai detto" (con elisione del pronome diretto lo davanti alla vocale). Attenzione: il participio passato concorda con il pronome diretto quando questo precede il verbo. Capire i pronomi combinati è un grande passo, ma per andare ancora più in profondità, leggi l'articolo dedicato alla guida sui pronomi. I verbi pronominali ti creano confusione e tanti dubbi? Trasforma i dubbi in sicurezza con il nostro corso esclusivo:“Da «Non ce la faccio più» a «Ora me la cavo»: i verbi pronominali in 30 giorni.” In modo divertente, con lezioni brevi ed esercizi mirati, in un mese imparerai a usarli con naturalezza. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sui Pronomi Combinati Italiani", "description": "Quiz interattivo sui pronomi combinati italiani con 10 domande su ordine, forma, posizione e usi speciali.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quando si usano due pronomi insieme, quale va sempre al primo posto?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il pronome indiretto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma è corretta per 'Lo dico a lei'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Glielo dico" } }, { "@type": "Question", "name": "Con l'imperativo, dove si mettono i pronomi combinati?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Dopo il verbo, attaccati" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale di queste combinazioni è scritta correttamente?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "glielo" } },
Ogni giorno pronunciamo o scriviamo migliaia di parole, spesso senza accorgerci del loro impatto. A Obiettivo Salute Risveglio, Daniel Lumera, biologo naturalista e riferimento internazionale nel campo del benessere e della meditazione, ci guida a osservare come le parole possano influenzare chi le riceve e chi le pronuncia. Parleremo di come sviluppare maggiore consapevolezza nel linguaggio, per usare le parole in modo più attento e positivo, trasformandole in veri gesti di cura nel quotidiano.
Ti sei mai chiesto come è nata la lingua italiana? La storia dell'italiano è un viaggio affascinante lungo circa 3000 anni, che parte da un piccolo popolo di pastori nel Lazio e arriva fino alla lingua studiata e amata in tutto il mondo. Capire da dove viene l'italiano ti aiuterà a comprendere meglio la grammatica, il vocabolario e a scoprire perché l'italiano è fatto così com'è. Come Nasce l'Italiano? La Storia della Lingua Italiana Le Origini: Prima di Roma Un Mosaico di Lingue nella Penisola (Prima del 753 a.C.) Immagina l'Italia di circa 3000 anni fa, intorno al 1000 a.C. Non c'era nessuna "Italia" come la conosciamo oggi. La penisola era un mosaico di popoli diversi, ognuno con la propria lingua e la propria cultura. Al nord c'erano i Celti (o Galli), che parlavano lingue celtiche — sì, le stesse lingue imparentate con l'irlandese e il gallese di oggi. Al centro c'erano gli Etruschi, un popolo misterioso e affascinante. La loro lingua non è ancora stata completamente decifrata: sappiamo leggere le loro lettere, ma non sempre capiamo il significato delle parole. Nel sud e in Sicilia c'erano i Greci, che avevano fondato colonie così importanti che quella zona si chiamava Magna Grecia, cioè "Grande Grecia". Città come Napoli (Neapolis, "città nuova" in greco), Siracusa e Taranto erano città greche. E poi, nel centro della penisola, nella zona del Lazio, c'era un piccolo popolo di pastori e agricoltori: i Latini. Parlavano una lingua indoeuropea che oggi chiamiamo latino. PopoloZona geograficaLingua parlataCelti (Galli)Nord ItaliaLingue celticheEtruschiCentro Italia (Toscana, Umbria, Lazio)Etrusco (non completamente decifrato)GreciSud Italia e Sicilia (Magna Grecia)Greco anticoLatiniLazioLatino (lingua indoeuropea) Curiosità: La parola "Italia" probabilmente viene dalla parola Italói, un termine usato dai Greci per indicare le popolazioni del sud della penisola. Potrebbe derivare dalla parola víteliú, che significava "terra dei vitelli". Quindi "Italia" potrebbe significare "terra dei vitelli". Roma e il Latino (753 a.C. – 476 d.C.) La Nascita e l'Espansione di Roma Secondo la leggenda, Roma fu fondata nel 753 a.C. da Romolo e Remo, due gemelli allattati da una lupa. Nella realtà la fondazione fu un processo graduale, ma quello che è certo è che Roma, da piccolo villaggio, diventò piano piano una potenza enorme, conquistando prima il resto dell'Italia e poi tutto il Mediterraneo: Spagna, Francia (che i Romani chiamavano "Gallia"), parte della Gran Bretagna, il Nord Africa, la Grecia, il Medio Oriente... E con le conquiste romane, si diffuse anche il latino. Due Versioni del Latino: Classico e Volgare Esistevano, in pratica, due "versioni" del latino, ed è fondamentale capire la differenza tra di esse per comprendere la nascita dell'italiano. Il latino classico (o letterario) era quello che usavano gli scrittori, i poeti, i filosofi come Cicerone, Virgilio e Ovidio. Era una lingua elegante, complessa, con regole grammaticali molto precise. Era la lingua dei libri, dei discorsi ufficiali, dei documenti. Il latino volgare (dal latino vulgus = "popolo") era invece il latino parlato dalla gente comune, dai soldati, dai commercianti. Era più semplice, più diretto, e cambiava continuamente a seconda del luogo e del periodo. La parola "volgare" in questo contesto non significa "brutto" o "maleducato" come in italiano moderno, ma semplicemente "del popolo". Ed è proprio dal latino volgare, non da quello classico, che nasceranno tutte le lingue romanze: italiano, spagnolo, francese, portoghese, rumeno, catalano e tante altre. Esempi Concreti: dal Latino Volgare alle Lingue Romanze SignificatoLatino classicoLatino volgareItalianoSpagnoloFranceseCavalloequuscaballuscavallocaballochevalMangiareederemanducaremangiaremanjar (antico)manger Come puoi notare, le parole italiane, spagnole e francesi derivano dalla forma volgare, non da quella classica. Il latino classico ha comunque lasciato tracce nell'italiano colto: da equus derivano parole come "equestre" e "equitazione". La Caduta dell'Impero Romano e la Frammentazione Linguistica (476 d.C. – IX secolo) Il Crollo dell'Unità Linguistica Nel 476 d.C. cade l'Impero Romano d'Occidente. Le invasioni dei popoli germanici — Goti, Longobardi, Franchi, Vandali — cambiano completamente la situazione. Senza l'unità politica di Roma, senza le strade romane efficienti, senza l'amministrazione centralizzata, il latino volgare parlato nelle diverse regioni comincia a evolversi in direzioni diverse. Immagina un grande fiume che si divide in tanti piccoli fiumi: è esattamente quello che succede alla lingua. In Francia, il latino volgare diventa piano piano il francese antico. In Spagna, diventa il castigliano antico. In Italia, diventa non "l'italiano", ma tanti volgari diversi: il volgare toscano, il volgare siciliano, il volgare veneziano, il volgare napoletano, e così via. L'Influenza dei Popoli Germanici sulla Lingua I popoli germanici che si stabiliscono in Italia lasciano tracce importantissime nella lingua. I Longobardi, per esempio (che dominano gran parte dell'Italia dal 568 d.C.), ci regalano parole che usiamo ancora oggi. Parola italianaOrigine longobardaSignificato originaleguanciawankjaguanciaschienaskinastinco, ossostincoskinkagambastampastampfjanpestarepancabankapancaguerrawerra (germanico)mischia, confusione La parola "guerra", che oggi usiamo quotidianamente, non viene dal latino! In latino classico, "guerra" si diceva bellum (da cui l'aggettivo "bellico"). La nostra parola "guerra" viene invece dal germanico werra, e arrivò in italiano probabilmente attraverso i Franchi o i Longobardi. Dalla stessa radice germanica deriva anche l'inglese war. Curiosità: durante questo periodo, le persone comuni non sapevano più il latino classico, ma la Chiesa continuava a usarlo. Questo creava situazioni curiose: la gente andava a messa e non capiva quasi niente di quello che diceva il prete! Perfino la parola "Italia" come entità geografica sopravvive durante questo periodo, anche se politicamente la penisola è divisa in mille pezzi. La Lombardia, per esempio, prende il nome proprio dai Longobardi. I Primi Documenti in Volgare Italiano (IX – XII secolo) Il Placito Capuano (960 d.C.) Il documento più famoso tra i primi testi in volgare è il cosiddetto Placito Capuano (o Placito di Capua), del 960 d.C. Si tratta di un documento legale scritto a Capua, vicino a Napoli. È una testimonianza in un processo riguardante delle terre contese tra un monastero e un proprietario terriero. La frase chiave, pronunciata dai testimoni, è: "Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti." Che significa: "So che quelle terre, entro quei confini che qui si descrivono, le ha possedute per trent'anni la parte (il monastero) di San Benedetto." Guarda questa frase: sao (so), kelle (quelle), terre (terre), possette (possedette/possedé). Non è latino, non è ancora italiano moderno, ma ci stiamo avvicinando. È come vedere una fotografia sfocata che piano piano diventa nitida. L'Indovinello Veronese (Fine VIII – Inizio IX Secolo) In realtà, c'è un documento ancora più antico del Placito Capuano. È il famoso Indovinello Veronese, scritto tra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo, trovato nella Biblioteca Capitolare di Verona: "Se pareba boves, alba pratalia araba, albo versorio teneba, negro semen seminaba." È un indovinello che significa: "Spingeva avanti i buoi, arava prati bianchi, teneva un aratro bianco, seminava seme nero." La soluzione? Le dita che scrivono! I "buoi" sono le dita, i "prati bianchi" sono il foglio, l'"aratro bianco" è la penna d'oca, e il "seme nero" è l'inchiostro. Questo testo è un misto tra latino e volgare e ci mostra esattamente il momento di transizione tra le due lingue. La Scuola Siciliana e i Primi Poeti (XIII secolo) La Corte di Federico II e la Nascita della Poesia in Volgare Nel XIII secolo, alla corte dell'imperatore Federico II di Svevia, a Palermo, succede qualcosa di rivoluzionario: un gruppo di poeti e intellettuali comincia a scrivere poesia in volgare invece che in latino o in provenzale (che era la lingua della poesia per eccellenza in quel periodo). Questi poeti formano la cosiddetta Scuola Siciliana (o Scuola poetica siciliana). Tra i più importanti c'è Jacopo da Lentini, che è considerato l'inventore del sonetto — sì, quella forma poetica di 14 versi che poi userà anche Shakespeare. Un'invenzione italiana, nata in Sicilia! La Diffusione del Volgare Toscano Quando le poesie siciliane si diffondono nel resto d'Italia, vengono copiate da scribi toscani che le "traducono" nel loro volgare. Questo significa che il volgare toscano comincia ad assorbire e rielaborare la tradizione letteraria siciliana. È un primo passo verso la centralità del toscano. Nel frattempo, in altre parti d'Italia fioriscono altre tradizioni letterarie: a Bologna, il poeta Guido Guinizzelli fonda il cosiddetto Dolce Stil Novo, una corrente poetica che parla dell'amore in modo nuovo e raffinato. Ma il volgare toscano comincia a emergere come il più prestigioso tra i volgari italiani. Dante, Petrarca e Boccaccio: i "Tre Padri" dell'Italiano (XIV secolo) Ed eccoci al momento più importante di tutta la storia della lingua italiana. Tre uomini, tutti toscani, tutti geniali, cambiano tutto per sempre. Dante Alighieri (1265–1321) Dante è il padre della lingua italiana. Senza Dante, l'italiano come lo conosciamo probabilmente non esisterebbe. La sua opera più famosa è la Divina Commedia (che lui chiamava semplicemente Commedia; l'aggettivo "Divina" fu aggiunto dopo da Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante).È un poema di circa 14.233 versi in cui Dante viaggia attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
Marco Sozzi"Storia del suono"Da Pitagora agli MP3Editori Laterzawww.laterza.itPer quasi tremila anni, schiere di filosofi, musicisti e scienziati hanno inseguito il fenomeno fisico più sfuggevole in assoluto: il suono. Capire cosa fosse e come piegarlo alla nostra volontà si è rivelata un'impresa immane, che ha trasformato le nostre vite e gettato le basi della musica occidentale. È una storia, quella del suono, da non credere alle proprie orecchie, fatta di teorie astruse ed esperimenti bislacchi, lampi di genio e misteri tuttora irrisolti. Una grande avventura dell'ingegno umano, alle prese con uno degli enigmi più indecifrabili della natura.Il suono è stato oggetto di studio fin da tempi antichissimi, uno tra i primi elementi in natura a cui l'umanità ha rivolto la propria attenzione nel tentativo di carpirne i segreti. Da Pitagora a Galileo, da Athanasius Kircher a Isaac Newton, le menti più brillanti della storia si sono cimentate con i misteri del suono, talvolta avanzando ipotesi fantasiose, ma sempre spingendo avanti, poco per volta, la nostra conoscenza del mondo sonoro. Che cos'è dunque il suono? Da dove nasce il suo legame con la matematica, su cui si regge tutta la musica occidentale? Perché le note musicali sono sette e cosa c'è di arbitrario nella loro scelta? Come si spiega che tutti gli strumenti melodici ricorrano sempre e solo a due meccanismi fondamentali? E quanto ancora ignoriamo del funzionamento dell'udito, un sistema così sofisticato che nessun algoritmo riesce a replicarne le prestazioni? Com'è cambiato, infine, il nostro rapporto col suono grazie alle tecnologie sviluppate in poco più di un secolo, dall'elettricità ai computer, passando per i sintetizzatori, i CD e gli MP3? Questo libro, appassionato e rigoroso, ci racconta la travolgente storia del suono, in cui scienza e musica si intrecciano senza soluzione di continuità, toccando spesso anche ambiti inaspettati, ma tutti influenzati, in un modo o nell'altro, dalle scoperte sulla natura del suono: dall'astronomia alla medicina, dalla tecnologia alla fisiologia, fino all'arte della guerra e all'architettura.Marco S. Sozzi è professore ordinario di Fisica sperimentale all'Università di Pisa. La sua attività di ricerca si svolge nell'ambito della fisica delle particelle elementari presso vari laboratori internazionali, focalizzandosi sullo studio dell'asimmetria tra materia e antimateria mediante esperimenti su quark e neutrini con acceleratori di particelle. Tiene un corso universitario di Fisica del suono e della musica, tema su cui svolge anche attività di divulgazione. Oltre a numerosi articoli scientifici su riviste internazionali, è autore della monografia Discrete Symmetries and CP Violation (Oxford University Press 2012) e coautore della raccolta di racconti Scusate il disturbo (MdS Editore 2019).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Capita a tutti di dirlo: "sono stanco". Ritmi frenetici, poco sonno, giornate sempre connesse possono farci sentire scarichi di energia. Ma non sempre la stanchezza è soltanto una conseguenza dello stile di vita. In questa puntata di Obiettivo Salute risveglio, con la professoressa Maria Luisa Brandi, endocrinologa e presidente dell'Osservatorio sulle Fratture da Fragilità, cerchiamo di capire come distinguere la fatica "normale" da quella che può diventare un segnale del corpo da non sottovalutare, imparando ad ascoltare meglio i messaggi che il nostro organismo ci manda ogni giorno.
In anteprima tre articoli della Domenica del Sole24Ore presentati da Stefano Salis Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Alberto Frigo"Di arte si vive"Come la pittura resiste al tempo, e il potere che ha su di noiAnders Solferinowww.solferinolibri.itViviamo sommersi da immagini, che scorrono via velocemente e che teniamo a distanza negli schermi dei telefoni e dei pc. Eppure, i quadri restano fermi e chiedono a gran voce la nostra attenzione e la nostra presenza in carne e ossa. Possiamo assistere in streaming a un concerto, a una conferenza, a una messa, a uno spettacolo teatrale. Però un quadro ammirato dal vivo è diverso da un quadro visto sullo schermo di un cellulare o di un computer.Capire come mai un'opera d'arte abbia questo privilegio non è per niente semplice e Alberto Frigo, filosofo e pittore, prova a farlo stando da entrambi i lati del cavalletto, perché parlare della pittura senza averla praticata è come parlare delle nuvole senza averci mai volato sopra. Che qualità deve avere un dipinto per resistere appeso alle pareti di casa, tenendo quotidianamente testa ai nostri sguardi? È qualcosa che non ha a che fare né con le teorie del bello, né con la passione (o il feticismo) per l'antico conservato nei musei, ma con una filosofia dell'arte più attenta a come le opere nascono e a come possono entrare nelle nostre vite, accompagnandole per anni, reclamando sempre lo stesso sguardo attento, stupefatto, curioso.Alberto Frigo insegna Storia della filosofia moderna all'Università Statale di Milano ed è stato visiting professor all'Università Sorbona e al Collegium de Lyon – Institut d'Études Avancées. Si è occupato in particolare di Pascal, ha curato varie edizioni di testi di Montaigne e prepara attualmente una nuova traduzione italiana dei Saggi per i Meridiani Mondadori. Scrive di storia dell'arte per «Le Figaro magazine» e per diverse testate italiane e internazionali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Se non conosciamo la storia dell'Iran, è impossibile capire davvero questa guerra. Ne parliamo con Paola Rivetti, docente di Politica e Relazioni internazionali alla Dublin City University. Storia dell'Iran: Rivoluzione, guerra e resistenza 1979-2025 di Paola Rivetti Leggi il liveblog del Post, con tutte le notizie aggiornate Ascolta lo speciale quotidiano di Globo sulla guerra I consigli di Paola Rivetti– Samarcanda di Amin Maalouf– Children of the Jacaranda Tree di Sahar Delijani– Storia dell'Iran di Ervand Abrahamian Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.Mr. Mercedes (Netflix, tre stagioni) è un caso istruttivo: una serie che nasce sotto ottimi auspici – grande autore di partenza, solida produzione, attori eccellenti – e che proprio per questo rende ancora più evidente il suo inciampo. Non parliamo di un prodotto mal riuscito o trascurabile, ma di una serie fatta bene, spesso molto bene, che però finisce per inciampare in un problema strutturale enorme: l'incapacità di capire quando una storia è finita.L'operazione iniziale è chiara e promettente. Stephen King decide di misurarsi con il poliziesco hard boiled, rinunciando – almeno in partenza – al soprannaturale che ha reso celebre la sua narrativa. Nasce così la trilogia di Bill Hodges, ex detective in pensione, stanco e disilluso, che ha volto e corpo del grande Brendan Gleeson. Poi, però…“2 voci, 1 serie”: dialoghi sulle cose che ci piacciono, o ci interessano, nel podcast di Mondoserie.Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
L'Olocausto non fu un atto di follia improvvisa, ma un genocidio pianificato nei minimi dettagli. In questo video analizziamo, senza retorica, come nacque e funzionò la macchina dello sterminio nazista, dal 27 gennaio 1945 fino alle responsabilità storiche che ancora ci interrogano oggi. Conoscere per capire. Capire per non ripetere In occasione della Giornata della Memoria abbiamo pensato a un video diverso dal solito. Non una monografia o una biografia ma un approccio critico, responsabile, ragionato e ovviamente storico della follia genocida. I piani nazisti dell'Olocausto non furono improvvisati né frutto di una improvvisa, irrazionale follia: furono invece ben congeniati, organizzati, rivisti nei metodi, nei luoghi, nelle persone chiave a vari livelli. Tutto ciò lo si è scoperto a partire dal 27 gennaio 1945, il giorno in cui gli ultimi sopravvissuti di Auschwitz videro arrivare i fucilieri sovietici appena 24 ore dopo la fuga delle ultime SS. Oggi conoscere la storia dello sterminio nazista è fondamentale per maturare quella coscienza critica e umana che possa portare i popoli a rifiutare le bugie di chi vuol ripetere, con altri metodi e ad altre latitudini, i medesimi programmi criminali.
Scopri BCG The Seeds, l'iniziativa di Boston Consulting Group dedicata a startup e scaleup che vogliono crescere, lavora fianco a fianco dei founder per affrontare le sfide chiave della crescita: https://links.madeitpodcast.it/BCGTheSeeds (#adv) Entrare in Google è il sogno di molti.Capire di volerlo lasciare, invece, richiede coraggio. In questa puntata abbiamo intervistato Michela Andreolli, ingegnera classe '98, che ha deciso di lasciare un lavoro sicuro e prestigioso per costruire la propria strada nell'imprenditoria. Dopo un primo tentativo fallito nell'education tech, mesi di ricerca sul campo tra università americane, il ruolo di Entrepreneur in Residence in Vento e un progetto HRTech con Antler, Michela ha trovato il problema giusto da risolvere: la complessità dei processi nelle imprese manifatturiere italiane. In pochi mesi ha raccolto 1,7 milioni di euro da investitori italiani e internazionali. Parliamo di validazione, prodotto, go-to-market, rapporti tra co-founder e del coraggio di lasciare una carriera “perfetta” per inseguire un sogno davvero proprio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Le iscrizioni a Italiano Per La Vita sono aperte ancora per poco tempo! Iscriviti qui: https://enroll.italianoautomatico.com/italiano-per-la-vitaCapisci l'italiano, ma solo dopo averlo tradotto nella testa? Se ti riconosci in questa situazione, sappi che è una fase normale… ma non definitiva.In questo podcast ti spiego perché traduci mentalmente, perché la grammatica da sola non basta e come iniziare a capire l'italiano senza passare dalla tua lingua madre. Scoprirai cosa significa davvero pensare in italiano e come rendere la lingua più naturale e spontanea.Capitoli del podcast:0:00 - Introduzione1:27 - Perché traduci?3:26 - Capire non è tradurre5:47 - Come smettere di tradurre7:06 - Conclusione
La disinformazione è un problema sempre maggiore nella società odierna, con effetti negativi sull'esercizio della democrazia. Vivian Gerrand, ricercatrice dell'ANU, ci ha parlato di un sondaggio sul fenomeno, nell'ambito del progetto "Disrupting Disinformation Ecologies".
A tutti noi è successo di “capire Roma per toma”, di capire una cosa invece di un altra. Questo è comune quando si studia una lingua straniera. Ma il malinteso, l'errore, il fraintendimento possono anche essere cose divertenti: diventano racconti per gli amici o modi per inventare nuove parole.Vuoi imparare con noi?Visita Piccolo Mondo Italiano: www.piccolomondoitaliano.comPodcast, materiali culturali, lezioni e uno spazio per incontrare persone che amano l'italiano e la cultura come te. Ti aspettiamo!