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Una campagna rivolta soprattutto ai giovani motociclisti, punta a trasmettere un concetto chiave: l'esperienza non si improvvisa, si costruisce gradualmente attraverso formazione, conoscenza dei propri limiti, del veicolo e delle condizioni della strada.La campagna è promossa dal progetto Strade Sicure del Dipartimento delle istituzioni insieme alla Polizia cantonale.In studio Renato Pizolli, Ufficiale responsabile della comunicazione e della prevenzione presso la polizia cantonale.
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Stai crescendo, ma senti che qualcuno intorno a te vorrebbe che tu restassi ancora quella di prima e questo ti frena e rende il tuo percorso più faticoso. Lo capisco. Sono stata al" Let Them Tour" di Mel Robbins e ho capito perché succede e cosa farci. In questo episodio ti parlo di: 1. Cosa fa il tuo cambiamento a chi ami e perché ti tira indietro senza dirlo; 2. Perché il Let them vero non è "me ne frego" ma qualcosa di molto più difficile; 3. Come il Let me diventa la scelta concreta di riprendere la tua energia.
Ti sei mai chiesto perchè ami proprio così?Perchè nelle relazioni scappi quando l'altro si avvicina o rincorri chi si allontana?Non è un caso!E' il tuo stile di attaccamento.Nella prossima diretta approfondiremo, con domande e risposte, come trovare la chiave della propria libertà emotiva.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Parola Progetto torna con una puntata registrata dal vivo a Roma, e lo fa con Claudia Campone, una delle voci più interessanti del design italiano di oggi.Claudia ha fondato THiRTYONE (rigorosamente con la i minuscola) a 31 anni, partendo da un'idea semplice e potente: che si può sempre fare qualcosa in più. Lei lo fa con negozi, boutique, interni, installazioni temporanee e oggetti, che ha progettato per Dior, Bulgari, Etro, Uniqlo, Loro Piana, Fendi e molti altri. Dalla cupola del Pantheon in vetroresina a Las Vegas alle vetrine affacciate sulle Mura Serviane di Roma, il suo lavoro vive sempre nell'intreccio tra comunicazione visiva, spazio e identità di brand.In questa conversazione si parla di come viviamo gli spazi e di cosa significa davvero progettare un negozio. Si parla di neuroscienze e di basiliche romane, di labirinti e di Pinocchio, di archistar e di instagrammabilità. E di come, ad ogni 30 che si raggiunge, dovrebbe sempre seguire un 31. Buon ascolto!------------------------------------I link dell'episodio:- Il sito di THiRTYONE Design+Management https://www.thirtyonedesign.it- "Saper vedere l'architettura: saggio sull'interpretazione spaziale dell'architettura" di Bruno Zevi https://www.einaudi.it/catalogo-libri/arte-e-musica/architettura/saper-vedere-larchitettura-bruno-zevi-9788806201067/- Il primo libro suggerito da Claudia, "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi https://it.wikipedia.org/wiki/Le_avventure_di_Pinocchio._Storia_di_un_burattino- Il secondo libro consigliato da Claudia, "Amiamo l'architettura. Sul destino incerto di un'arte civica" di Spartaco Paris https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858159934
SIMPLE ITALIAN PODCAST | IL PODCAST IN ITALIANO COMPRENSIBILE | LEARN ITALIAN WITH PODCASTS
In questo episodio di Educare con calma parlo dell'esperienza di accogliere una persona au pair (ragazzǝ alla pari): una scelta che può aprire possibilità molto interessanti per tutta la famiglia, ma che allo stesso tempo spesso porta con sé dubbi, domande e il bisogno di capire come prepararsi in modo consapevole.Attraverso le testimonianze di alcune famiglie che hanno fatto questa esperienza, esploriamo i passaggi chiave per orientarsi nella scelta: dalle motivazioni agli aspetti pratici, fino alla gestione dei confini e degli equilibri quotidiani.Quattro genitrici (che stimo molto) condividono i passaggi pratici da considerare per arrivare a una scelta valida per la propria famiglia. Raccontano anche cosa, nella quotidianità, ha funzionato, cosa è stato più faticoso e quali consapevolezze sono emerse lungo il percorso.Alla fine dell'episodio, vi lascio un contributo di Najwa Saady, la nostra persona di riferimento per il multilinguismo, che ci aiuta a riflettere su come l'au pair possa diventare un'opportunità di immersione linguistica autentica, basata sulla relazione e sullo scambio quotidiano, non solo per i bambini, ma per tutta la famiglia.
In questa live racconto la mia esperienza di dissoluzione del Sè... o almeno ciò che credo di aver sperimentato. E la collego ad un tema molto più ampio e misterioso... le esperienze di pre-morte.
La campagna elettorale ha cambiato passo nel momento esatto in cui Luca Lazzaroni, 66 anni, volto storico del centrosinistra arzignanese, si è presentato davanti all'ospedale “Luigi Cazzavillan” e ha annunciato la sua candidatura a sindaco.
Vi racconto come ho implementato una pubblicità che segue il tema dark del sito.Grazie a tanti umani e a nozioni che avevo, che l'AI non aveva nemmeno ipotizzatoA voi privacykit.it
Sono 15 anni che sono dentro il mondo della crescita personale, ed è un settore a cui sono davvero affezionato.La crescita personale mi ha cambiato la vita.Sono grato a ogni corso, ogni mentore, ogni persona, ogni mentore che mi ha aiutato a fare un passo in più.Proprio per questo, negli ultimi anni sto facendo del mio meglio per proteggere questo mondo da chi cerca di “macchiarlo” sfruttandolo solo dal lato economico.La crescita personale ti aiuta a tirare fuori il tuo reale potenziale, grazie a strumenti e strategie. In questo nuovo contenuto faccio chiarezza sulle bugie più diffuse: quelle sottili, quelle che sembrano vere, quelle che ti fanno sentire che stai lavorando su te stesso… mentre in realtà ti tengono fermo. Perché puoi costruire qualcosa di solido e reale. Puoi lavorare su te stesso in modo serio. Puoi ottenere risultati concreti. Ma devi sapere la verità, non quello che ti fa comodo sentire.Prenditi la responsabilità di lavorare su di te per poterti creare la tua reale libertà.
In un contesto in cui l'intelligenza artificiale sta comprimendo vantaggi competitivi, riducendo le barriere all'ingresso e trasformando competenze un tempo distintive in semplici prerequisiti, cambia il criterio con cui si valuta la leadership.Non è più sufficiente comprendere la tecnologia.La vera discriminante è la capacità di governarla.Governarla nelle decisioni.Governarla nei processi.Governarla nel modo in cui un'organizzazione evolve, si adatta, compete.In questa conversazione con Federico Santoro, Partner di Amrop, emerge con chiarezza come stia cambiando il profilo dell'amministratore delegato che il mercato ricerca oggi.Non il tecnico puro.Non il gestore prudente.Non il profilo rassicurante costruito su percorsi lineari.Ma una figura capace di integrare execution, visione strategica, comprensione tecnologica e, soprattutto, capacità di leggere contesti complessi e ambigui, dove la macchina può supportare ma non decidere.Un passaggio chiave riguarda anche il modo in cui fondi di private equity, imprenditori e consigli di amministrazione selezionano i leader.Esperienza reale, adattabilità, capacità di attraversare fasi di discontinuità iniziano a pesare più delle traiettorie perfette.E mentre alcune competenze diventano rapidamente commodity, il confine del talento si sposta.Verso ciò che non è replicabile.Giudizio, sensibilità, capacità di interpretare il momento.Un episodio che offre una chiave di lettura concreta per chi guida un'azienda, per chi seleziona leadership e per chi sta cercando di capire come posizionarsi in una fase di trasformazione che non è più rinviabile.Questo è un episodio della serie Game Changers Italia, condotta da Marco Mizzau, già CEO di aziende complesse e oggi Senior Advisor per fondi di private equity e banche d'affari, investitore e business fixer.Inside Finance è anche una piattaforma di contenuti e produzioni multimediali per aziende.Realizziamo podcast, video AI e format editoriali per valorizzare la comunicazione.Per proposte o collaborazioni: segreteria@zeroin.itBuon ascolto.
Conoscere se stessi non è un semplice esercizio intellettuale, ma l'atto di giungere alla radice del proprio essere. Secondo le guide del Cerchio Firenze 77, la nostra presenza nel mondo non è casuale, ma rappresenta l'espressione di un preciso grado di consapevolezza. Noi siamo, nella nostra essenza, della stessa sostanza della Coscienza Assoluta. Quest'ultima si manifesta nella nostra realtà attraverso la "coscienza relativa". Tuttavia, raramente percepiamo questa natura divina a causa di una serie di filtri che offuscano la nostra visione:Abitudini consolidate.Convinzioni limitanti.Opinioni e pregiudizi sul mondo.Questi filtri condizionano il nostro modo di relazionarci con l'esterno, facendoci perdere il contatto con la scintilla divina che risiede in ognuno di noi. Perché viviamo questa separazione? Esiste un fine evolutivo: dobbiamo essere pienamente immersi nella condizione umana per compiere un'esperienza specifica. Ogni vita è un tassello di un più ampio percorso di crescita. La nostra attuale inconsapevolezza è, in un certo senso, funzionale al viaggio che stiamo compiendo. Spinti dai "falsi bisogni" dell'ego — come la ricerca di riconoscimento o l'affermazione personale — costruiamo relazioni basate su dinamiche di cui spesso non siamo consci. Alla base di tutto ciò vi è il sentimento di separatività: l'illusione di essere distinti e isolati dagli altri e dal Tutto. L'obiettivo finale della nostra evoluzione è il superamento di questa barriera. Il percorso di auto-conoscenza serve a:Riconoscere i meccanismi dell'io che ci tengono isolati.Passare dall'interesse esclusivo per se stessi alla protesi verso l'altro.Approdare alla dimensione della fusione e dell'amore universale.In sintesi: Conoscere se stessi significa lavorare attivamente per abbattere i filtri della mente e riscoprire l'unità sottostante, trasformando la separazione in un atto di amore consapevole.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
In questo episodio abbiamo il piacere di ospitare Gian Paolo Mondini, direttore sportivo della SD Worx, una delle squadre più vincenti del World Tour femminile.Con lui entriamo davvero nel cuore della corsa: un viaggio dentro l'ammiraglia, iniziato appena un anno fa, per scoprire da vicino difficoltà, dinamiche e tutto ciò che si vive giorno dopo giorno a quel livello.Parliamo anche del movimento femminile, delle sue grandi evoluzioni ma anche delle differenze ancora evidenti, come quelle negli stipendi tra i top rider maschili e le migliori atlete al mondo, come Lotte Kopecky e Lorena Wiebes.Un episodio che profuma di ciclismo vero, raccontato da chi lo vive ogni giorno. Da non perdere.
Questa è una puntata ti parlo di come ho sviluppato e reso open-source la mia prima app con Claude Code e Gemini CLI.Link alle note dell‹episiodio e sinossi: https://avvocati-e-mac.it/podcast/77
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722 La puntata di oggi ci porterà a sfogliare le pagine dei quotidiani italiani e a dare uno sguardo ai principali siti di informazione internazionale. Come ogni lunedì inizieremo dall'attività domenicale di Papa Leone: ieri davanti a circa 20 mila persone in piazza San Pietro il Papa ha invocato il cessate il fuoco nella regione mediorientale, scossa da oltre due settimane dal conflitto tra la coalizione israelo-americana e l'Iran. Il Pontefice si è spostato poi a Ponte Mammolo, in zona Rebibbia, nella periferia nord-est di Roma, nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù, per la quinta e ultima delle sue visite pastorali in avvicinamento alla Pasqua. Nel corso della trasmissione andremo dunque in Medio Oriente con un'analista internazionale e in Libano, entrando nel terreno più strettamente umanitario, collegndoci con Beirut. E nella terza parte in Ucraina dove si sta lavorando allo sminamento del territorio nonostante il conflitto in corso. Ospiti in diretta in ordine di presenza:
Dal Vangelo secondo Giovanni (9,1-41)In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c'era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell'uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
Nella scorsa diretta abbiamo visto come spesso quello che crediamo sia aiuto in realtà cela una forma di controllo che niente ha a che fare con l'amore. Spesso ciò che chiamiamo "aiuto" non nasce dall'altruismo, ma dalla paura e dal bisogno di placare la nostra ansia.Quando cerchiamo di "salvare" o "aggiustare" gli altri, stiamo spesso usando l'altro come un regolatore emotivo per non sentire il nostro senso di impotenza o per confermare il nostro valore. L'aiuto vero non invade e non crea dipendenza; è un atto di presenza che lascia l'altro libero di scegliere, intervenendo senza sostituirsi alla sua volontà.Spesso possiamo confondere un consiglio con una condivisione, ma c'è una differenza:Il Consiglio (Direttivo): È spesso un tentativo inconscio di proiettare i propri valori e le proprie soluzioni sulla vita degli altri. Chi consiglia dice implicitamente: "Se fossi in te, farei così", annullando di fatto l'identità dell'altro e cercando di "aggiustare" una situazione che ci mette a disagio.La Condivisione (Orizzontale): Significa offrire il proprio vissuto come uno specchio. Non si dice all'altro cosa fare, ma si mette in comune un'esperienza: "In una situazione simile, io ho provato questo...". La condivisione non restringe il campo, ma moltiplica le opzioni a disposizione dell'altro, lasciandogli la responsabilità della scelta. L'aiuto autentico si riconosce dalla sua finalità: deve rendere l'altro capace di fare a meno di noi.Aiutare non significa fare le cose al posto di qualcuno. Quando ci sostituiamo all'altro, gli sottraiamo l'opportunità di imparare e di sentirsi competente. Il vero aiuto è un ponte, non una gabbia. Se l'intervento crea dipendenza o un senso di debito morale, non è altruismo, è una forma di controllo che indebolisce chi riceve. Una delle paure più comuni è: "Se aspetto che l'altro chieda, rischio di non aiutare nessuno?". La risposta sta nel concetto di presenza vigile.Aiutare non significa necessariamente aspettare una richiesta formale verbale, ma imparare a leggere i bisogni senza invadere. L'aiuto migliore non è quello che risolve il problema, ma quello che restituisce alla persona la forza e gli strumenti per risolverlo da sé.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
“Crescere expat: famiglie italiane in giro per il mondo” è il titolo di un libro di Eleonora Voltolina che fa il punto sulle famiglie italiane di recente emigrazione.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Braglia:"Il Bodo ha surclassato l'Inter squadra più preparata." Bucchioni:"Chivu ha preparato male l'andata con il Bodo pecca di esperienza" Vanni:" L'Inter con le grandi in A e in Champions va sempre in difficoltà"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Braglia:"Il Bodo ha surclassato l'Inter squadra più preparata." Bucchioni:"Chivu ha preparato male l'andata con il Bodo pecca di esperienza" Vanni:" L'Inter con le grandi in A e in Champions va sempre in difficoltà"
Le ferie illimitate sono davvero il simbolo della cultura aziendale moderna? O nascondono una trappola invisibile?In questo episodio di Confidenze Imprenditoriali, Alessio e Giulia raccontano la loro esperienza diretta in Startup Geeks. Quello che sulla carta sembrava libertà pura si è rivelato un paradosso: il team prendeva meno ferie, non di più.Perché la libertà senza chiarezza genera ansia, e il benessere non è un benefit, ma una responsabilità di chi guida.Se vuoi capire perché le policy da sole non bastano, come la leadership deve dare l'esempio per legittimare il riposo, e perché dieci cervelli lucidi valgono più di venti esausti, questa puntata ti aiuterà a ripensare le "regole non scritte" del tuo team.-------------
Vi siete mai chiesti perché alcune storie risuonano così profondamente dentro di noi, anche se sono vecchie di migliaia di anni? L'idea che qualcuno ci abbia creato, l'idea che ci sia stato un tempo meraviglioso ormai perduto, l'idea di un diluvio universale o l'idea che la risposta a tutti i nostri interrogativi si trovi nel cielo… Se proviamo ad addentrarci nelle esperienze umane universali che hanno generato miti in ogni cultura, scopriremo come queste antiche narrazioni rivelino bisogni e paure fondamentali che ancora oggi ci guidano. Non guarderemo più una fiaba con gli stessi occhi e, soprattutto, capiremo come i miti dell'antichità abbiano letteralmente modellato la nostra mente e il nostro modo di comprendere il mondo.SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!
Se ti interessano questi argomenti, il libro Al di là del conosciuto è proprio per te ed è già disponibile in preordine su Amazon, a questo link: https://amzn.eu/d/fd93JU3 Intervento chirurgico, assenza di attività cerebrale, cuore fermo. Eppure, Pam quando si riprende racconta i dettagli dell'operazione, compresi i dialoghi tra i medici. Com'è possibile? Pam ha davvero visto un tunnel di luce, i parenti defunti e il suo corpo dall'alto? Oppure esiste una spiegazione razionale per tutto questo? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questa nuova puntata di Discorsi Fotografici, apprfondiamo una delle proposte più singolari e discusse del recente panorama fotografico: la Fujifilm X-Half. Nonostante non sia una novità assoluta, la fotocamera è tornata al centro dell’attenzione grazie a una significativa campagna di cashback promossa da Fujifilm Italia. La X-Half nasce con l'obiettivo di ricreare l’esperienza della fotografia analogica degli anni ’60, richiamando le celebri fotocamere half-frame. Il cuore del sistema è un sensore da un pollice (18 megapixel) montato in verticale, che impone un rapporto d’aspetto 3:4 e un’inquadratura nativa verticale. Tra le caratteristiche più distintive: Esperienza “Slow”: La fotocamera simula l’uso di un rullino virtuale (da 24, 36 o 72 pose). Una volta attivato, non è possibile visualizzare gli scatti sul display fino al completamento del rullino, eliminando la frenesia del controllo immediato. Sviluppo Digitale: Le foto vengono “sviluppate” tramite l’app dedicata Fujifilm X-Half, che trasferisce e applica i filtri pellicola direttamente sullo smartphone. Design Tattile: La presenza di una leva di avanzamento manuale per caricare lo scatto successivo accentua il legame fisico con il passato. La X-Half è uno strumento per “staccare la spina”, riscoprendo il piacere del limite fotografico come stimolo creativo. Buon ascolto! Leggi gli articoli del nostro Magazine: https://magazine.discorsifotografici.itSeguici su Facebook: https://www.facebook.com/discorsifotograficiSeguici su Instagram: https://www.instagram.com/discorsifotografici/Scrivici a: info@discorsifotografici.it
Come riconocsere la modalità maggiore? Attraverso l'ascolto di brani che sono certamente nel tuo universo sonoro da sempre. Partiamo da Fra Martino Campanaro, un pezzo che suona infanzia pura, e da La donna è mobile, dal III atto del Rigoletto di Verdi, un manifesto all'escalamazione. Ti faccio sentire tutti i brani che suonano maggiore anche a chi non ha una formazione musicale (tranne quella del flauto dolce della scuola media) e sono già nella tua memoria acustica soono utili per costruire una competenza, sistematizzando ciò che già sai. Io stessa non sono musicista e il mio obiettivo non è quello di darti definizioni tecniche e tecnicismi: non è la mia materia, e forse on userei neppure i termini corretti. Voglio di fornirti gli strumenti per capire, per sentire. E far riferimento a ciò che già conosci è un ottimo sistema per convertire in conoscenza una esperienza.Continuiamo con un esempio pop internazionale: Don't worry be happy di Bobby McFerrin. Un tormentone! La modalità maggiore è un sorriso sonoro, e non si identifica con un genere musicale specifico. Un sorriso sonoro, cheben si sposa con questo "Non ti preoccupare e sii felice"!Ecco altri brani del repertorio della musica classica che non puoi non conoscere: L'inno alla gioia di Ludwig van Beethoven, che è diventato l'inno europeo. Gioia dichiarata, costruita tutta in maggiore. Serenata Notturna di Wolfgang Amadeus Mozart, un brano di cui forse non conosciamo tutti quanti il titolo ma che è fa parte della nostra educaizone sonora. Trasparente, luminoso, immediatamente leggibile: immagina i colori che puoi vedere in una bella giornata di sole, senza nuvole, con un bel cielo terso. Il maggiore come chiarezza mentale. Questi due brani ci chiariscono che il maggiore non è “felicità sciocca o infantile”, come poteva essere Fra Martino Campanaro, ma apertura, sollievo. Altro grande “classico” che è impossibile non conoscere: Let it be dei Beatles La velocità più lenta e calma, ci mostra che il Maggiore può essere anche calmo, fiducioso e consolatorio, non è necessariamente euforia con quattro punti sclamativi. E la colonna sonora del mitico film “Mago di Oz” Over the Rainbow. Chi non lo conosce? Magari non hai visto il film, ma questo brano lo hai ascoltato di certo.Interessante perché parte con una piccola tensione emozionale, ma la percezione del maggiore resta luminosa, desiderante. Il maggiore non è di per se stesso “allegria obbligatoria”: non è una emozione stereotipata ma è espansione, orizzonte, tono aperto, giornata di sole e cielo azzurro. Se facciamo una analisi razionale, percettiva, possiamo trovare alcune caratteristiche musicali che possono motivare l'emozionalità che il maggiore comunica,di apertura: - Le distanze tra i suoni creano sensazione di ampiezza, non ci sono note troppo vicine fra loro che causino incertezza.- Non genera tensioni emotive: è come stare in una stanza luminosa con le finestre aperte, o in una giornata con clima sereno. Non sei per forza felice. Però respiri meglio, ti senti meglio. Il maggiore permette apertura, distensione. Gli esempi che ho usato non sono appartengono ad un repertorio universale assoluto, ma sono una porta di accesso alla comprensione del maggiore per chi come noi è cresciuto dentro un universo sonoro occidentale o occidentalizzato.In altre culture magari non li conoscono quanto li conosciamo noi, che li abbiamo sentiti moltissime volte. Ma la sensazione che producono, quella apertura, quella stabilità, quella mancanza di attrito, mancanza di incertezze, è qualcosa che molti esseri umani anche di culture molto differenti dal punto di vista musicale riconoscono, anche se la chiamano in modo diverso. Ma non ci interessano i nomi!Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e danze e musiche del mondo arabo dal 1985 e insegno baile flamenco a Milano al Mosaico Danza dal 1990 e un lavoro sulla espressione delle emozioni attraverso danze e musiche arabe, che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Sono appassionatissima di neuroscienze, psicologia, storia della Musica, espressività... e sono secchiona abbastanza da capire che dietro ad ogni cosa c'è un modo meraviglioso che possiamo esplorare e che possiamo sfruttare (o meglio... disfrutar, godere) al meglio.Perché nel flamenco il maggiore è raro? Nella sua natura, il flamenco non serve a rassicurare ma a raccontare le emozioni per come sono. C'è sempre una specie di tensione non risolta, una sorta di sopracciglio alzato, di dubbio esistenziale, come succede nella vita! Infatti ciò che domina musicalmente nel flamenco è il modo flamenco, che per la teoria musicale è assimilabile alla scala andalusa, riconoscibile con la cadenza andalusa, che ha ombre, ambiguità, dualismo, sensazione di non tutto è risolto, siamo di passaggio in questa emozione. Ne parleremo ancora in altri podcast.Dire "tutto ok" non è la tipica espressione del flamenco, ma l'uso del maggiore in questo contesto culturale indica che ci sono spazi e possibilità, forse anche nonostante tutto. Non si tratta solo di una parentesi felice, leggera e spensierata. In realtà sono momenti di affermazione e di presenza. Non è un caso che i palos che si svolgano prevalentemente sulla tonalità maggiore sono pochi: parecchie Cantinas, Guajiras, Colombianas, Garrotin, Buleria de Cadiz. FIne dell'elenco! In altri palos ci sono passaggi alla tonalità maggiore, mescolati ad altre tonalità. Anche dopo aver parlato di altre emozioni, il flamenco ha sempre un pizzico di dubbio, di malinconia. Il maggiore, quando entra alla fine di una contesto più oscuro, è continuare a stare in piedi, dritti e fieri dopo aver attraversato qualcosa di duro. Come dopo una siguiriya, quando arriva cabales. Quando il maggiore entra nel flamenco illumina senza cancellare totalmente l'ombra. In qualche modo fa capire che la luce ha senso solo se sai da dove viene. Questa è una vera e propria alfabetizzazione percettiva, non una teoria. Ti insegna a sfruttare competenze e conoscenze che hai già, e semplicemente ti aiuta a riunirle sotto un nome, a dar loro una casa. L'esperienza già ce l'hai! E quando le cose assumono un nome si crea nel nostro cervello una categoria, nella quale confluiscono le informazioni che abbiamo, e che ci aiuta a capire e ricordare.
Se desideri supportarci diventa un Mecenate: ko-fi.com/edvideogiochi Visita il nostro sito EnciclopediaDeiVideogiochi.it OSPITE DELL'EPISODIO: Enrico "Alan Slade" (00:00:00) Mission 1: Intro (00:11:14) Mission 2: Sviluppo & Storia (00:30:45) Mission 3: Meccaniche & Dinamiche (00:45:31) Mission 4: Trama & Lore (01:08:52) Mission 5: Esperienza & Considerazioni (01:16:43) Mission 6: Outro Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Bucchioni:"Gilardino non ha colpe sul rendimento del Pisa"ù Ferri:"Il Torino ha vinto due partite importanti. Conte teneva alla coppa" Piervincenzi:"Ottolini ha grande esperienza come scouting"
Sermone predicato nella Chiesa Cristiana Evangelica "Sola Grazia" di Caltanissetta il 21/12/2025 Testo biblico: Giovanni 9:13-25 Predicatore: Nazzareno Ulfo Ascolta altri sermoni nella nostra pagina dedicata: https://www.sermoni.solagrazia.it/
Il congiuntivo ti fa impazzire? Non sai mai quando usarlo e quando no? Ti senti insicuro ogni volta che devi scegliere tra congiuntivo e indicativo? Beh, tranquillo, non sei solo! Il congiuntivo è il nemico numero uno di tutti gli stranieri che studiano l'italiano... e anche di molti italiani, a dire il vero! Perciò ho realizzato questa guida definitiva su quando va usato e quando invece no. Congiuntivo: Quando Usarlo e Quando Non Usarlo Parte 1: Quando Usare il Congiuntivo 1. Con i Verbi di OPINIONE nella Frase Principale Quando nella frase principale c'è un verbo che esprime un'opinione personale, nella frase secondaria devi usare il congiuntivo. Questi verbi sono, per esempio: pensare, credere, ritenere, supporre, immaginare. Esempi pratici: Penso che tu abbia ragione. (e non "hai") Credo che Marco sia già partito. (e non "è") Suppongo che loro vengano domani. (e non "vengono") Immagino che la festa finisca tardi. (e non "finisce") La regola è semplice: quando esprimi un pensiero soggettivo o un'opinione personale, il verbo della frase dipendente va al congiuntivo perché indica qualcosa di incerto, non verificato oggettivamente. 2. Con i Verbi di SPERANZA, AUGURIO e VOLONTÀ Quando esprimi una speranza, un augurio o una volontà, devi usare il congiuntivo nella frase secondaria. I verbi più comuni sono: sperare, augurare, desiderare, volere, preferire. Esempi pratici: Spero che tutto vada bene. (e non "va") Vi auguro che siate felici per sempre. (e non "siete") Voglio che voi studiate di più. (e non "studiate" indicativo) Preferisco che lei venga con noi. (e non "viene") Questi verbi esprimono un desiderio o una volontà che qualcosa accada, ma non è detto che accada davvero. Proprio per questo motivo di incertezza sul futuro, si usa il congiuntivo. 3. Con i Verbi di SENTIMENTO ed EMOZIONE Gioia, tristezza, paura, rabbia... tutte le emozioni richiedono il congiuntivo! I verbi tipici sono: essere felice/contento/triste, dispiacere, temere, avere paura. Esempi pratici: Sono felice che tu sia qui. (e non "sei") Mi dispiace che non possiate venire. (e non "potete") Temo che piova domani. (e non "piove") Ho paura che lui non capisca. (e non "capisce") Le emozioni sono reazioni soggettive a situazioni che non sono sotto il nostro controllo diretto. Per questo motivo, quando esprimiamo un sentimento riguardo a un'azione o situazione, usiamo il congiuntivo per sottolineare la natura soggettiva della nostra reazione emotiva. 4. Con i Verbi di DUBBIO Il dubbio e il congiuntivo sono migliori amici! Se nella frase principale c'è un verbo che esprime incertezza o dubbio, nella secondaria ci vuole il congiuntivo. I verbi più comuni sono: dubitare, non essere sicuro/certo. Esempi pratici: Dubito che lui dica la verità. (e non "dice") Non sono sicuro che questa sia la strada giusta. (e non "è") Non sono certa che loro arrivino in tempo. (e non "arrivano") Il dubbio rappresenta per definizione una mancanza di certezza, quindi è perfettamente logico che richieda il congiuntivo, il modo verbale che esprime proprio l'incertezza e la possibilità. 5. Con Molte Congiunzioni e Locuzioni che Esprimono IPOTESI, CONDIZIONE, CONCESSIONE Alcune parole "magiche" richiedono sempre il congiuntivo. Ecco le più importanti: Congiunzione/LocuzioneSignificatoEsempioaffinché / perché (scopo)con lo scopo cheTi chiamo affinché tu sappia la verità.purché / a patto che / a condizione chea condizione cheVengo, purché tu mi accompagni a casa.prima cheprima diDevo uscire prima che piova.senza chesenzaÈ uscito senza che io lo sapessi.nel caso in cui / qualoranel casoNel caso in cui tu abbia bisogno, chiamami.nonostante / benché / sebbenenonostanteNonostante faccia freddo, esco senza la giacca.a meno che / tranne cheeccetto seVengo, a meno che non piova. Queste congiunzioni introducono situazioni ipotetiche, condizionali o concessive, quindi richiedono sempre il congiuntivo per indicare che si tratta di eventi non ancora realizzati o comunque incerti. 6. Con Alcune Espressioni IMPERSONALI Le espressioni impersonali (quelle con "è" + aggettivo/sostantivo) richiedono quasi sempre il congiuntivo. Ecco le principali: È necessario/importante/essenziale che: È necessario che tu venga subito. È possibile/probabile/impossibile che: È probabile che loro siano in ritardo. È meglio/peggio che: È meglio che tu stia a casa. È bene/male che: È bene che voi sappiate la verità. È giusto/sbagliato che: È giusto che lui paghi per quello che ha fatto. È strano/raro/incredibile che: È strano che lui non abbia ancora chiamato. Può darsi/può essere che: Può darsi che io parta domani. Queste espressioni esprimono valutazioni soggettive, possibilità o necessità, e per questo richiedono il congiuntivo. Si tratta di giudizi o previsioni, non di fatti certi. 7. Con i Verbi di ATTESA e ASPETTATIVA Quando aspetti qualcosa o qualcuno, usa il congiuntivo! I verbi principali sono: aspettare, attendere, aspettarsi. Esempi pratici: Aspetto che tu finisca di studiare. (e non "finisci") Mi aspetto che lui arrivi presto. (e non "arriva") Attendiamo che voi ci diate una risposta. (e non "date") L'attesa implica sempre un elemento di incertezza su quando o se qualcosa accadrà, quindi si usa naturalmente il congiuntivo. 8. Con Alcuni Verbi IMPERSONALI Verbi come bastare, occorrere, servire, convenire, importare richiedono il congiuntivo: Esempi pratici: Basta che tu mi dica la verità. Occorre che voi siate puntuali. Non importa che lei venga o no. Conviene che partiamo presto. Serve che qualcuno mi aiuti. Questi verbi esprimono necessità, sufficienza o rilevanza, ma non certezza su ciò che accadrà, quindi richiedono il congiuntivo. 9. SUPERLATIVO + Pronome Relativo (Opinione Personale) Quando usi un superlativo seguito da un pronome relativo (che, cui) per esprimere un'opinione personale e soggettiva, devi usare il congiuntivo: Esempi pratici: È il film più bello che abbia mai visto. (CONGIUNTIVO) → È la mia opinione personale, soggettiva. È la persona più intelligente che conosca. (Mia opinione personale) È il ristorante migliore in cui abbia mai mangiato. (Valutazione soggettiva) È la cosa più strana che mi sia mai capitata. (Esperienza personale) In questo caso, il congiuntivo sottolinea che si tratta di una valutazione personale, non di un fatto oggettivo. Se invece parlassimo di un fatto oggettivo e misurabile, useremmo l'indicativo (es. "È la montagna più alta che esiste in Europa" - fatto geografico). Parte 2: Quando NON Usare il Congiuntivo (e Usare l'Indicativo) 1. Con i Verbi di CERTEZZA nella Frase Principale Quando nella frase principale c'è un verbo che esprime certezza, sicurezza o conoscenza oggettiva, nella frase secondaria devi usare l'indicativo. I verbi principali sono: sapere, essere sicuro/certo, conoscere, rendersi conto, accorgersi, notare, ricordare. Esempi pratici: Ricordo che ieri pioveva. (e non "piovesse") Mi sono accorto che tu hai ragione. (e non "abbia") Noto che sei stanco. (e non "tu sia stanco") So che la newsletter di LearnAmo è super utile. (e non "sia") Sono certo che domani faranno bel tempo. (e non "facciano") La regola è chiara: se esprimi certezza assoluta o conoscenza diretta di qualcosa, non c'è spazio per il dubbio, quindi si usa l'indicativo. 2. Con i Verbi di PERCEZIONE I verbi che esprimono una percezione sensoriale (quello che vedi, senti, ecc.) richiedono l'indicativo: vedere, sentire, ascoltare, toccare, percepire. Esempi pratici: Vedo che stai bene. (e non "tu stia") Sento che arrivano. (e non "arrivino") Ho sentito che Luigi si è sposato. (e non "si sia sposato") Percepisco che c'è qualcosa che non va. (e non "ci sia") ⚠️ ATTENZIONE! Se usi sembrare o parere, allora devi usare il congiuntivo: Mi sembra che tu sia stanco. ✓ Mi pare che lui abbia ragione. ✓ Perché questa differenza? Perché "vedere" e "sentire" indicano una percezione diretta e quindi certa, mentre "sembrare" e "parere" indicano un'impressione soggettiva, quindi incerta. 3. Con i Verbi di AFFERMAZIONE e DICHIARAZIONE Quando affermi o dichiari qualcosa con certezza, usa l'indicativo! I verbi tipici sono: dire, affermare, dichiarare, sostenere, riferire, raccontare, spiegare, confermare, giurare, promettere. Esempi pratici: Raccontavano che tu avevi torto. (e non "abbia") Lui afferma che l'esame è facile. (e non "sia") Confermo che domani vengono. (e non "vengano") Ti giuro che faccio il possibile. (e non "faccia") Mi ha detto che parte domani. (e non "parta") ⚠️ ATTENZIONE! Se questi verbi sono alla forma NEGATIVA, allora puoi usare il congiuntivo: Non dico che tu abbia torto. ✓ Non promettono che vengano. ✓ Non affermo che lui sia colpevole. ✓ La negazione introduce un elemento di dubbio o incertezza, quindi il congiuntivo diventa appropriato. 4. Dopo Espressioni Impersonali di CERTEZZA Alcune espressioni impersonali esprimono certezza e quindi richiedono l'indicativo: È vero/certo/sicuro che: È vero che Marco ha 30 anni. (e non "abbia") È chiaro/evidente/ovvio che: È chiaro che lui non capisce. (e non "capisca") ⚠️ ATTENZIONE! Quando queste espressioni diventano PERSONALI, devi usare il congiuntivo: Sono sicura che domani piova. ✓ (opinione personale) Siamo certi che tu abbia ragione. ✓ (certezza soggettiva) La differenza sta nel fatto che le espressioni impersonali ("è vero che...") presentano qualcosa come un fatto oggettivo, mentre le espressioni personali ("sono sicuro che...") esprimono una convinzione personale. 5. Con "Secondo me", "Per me", "A mio parere", "A mio avviso" Queste espressioni introducono un'opinione personale,
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Ecco cos'ho imparato in 10 anni di journaling
Dopo tre settimane dall'uscita e una sostituzione in Apple Store per scratchgate, ho finalmente il mio secondo iPhone 17 Pro. Vi racconto le mie seconde impressioni post iOS 26.0.1, la completezza del dispositivo, la delusione per i materiali… ma soprattutto il vero problema di cui nessuno parla: i leak. Da John Prosser all'unboxing anticipato dell'iPad Pro M5, Apple ha una falla enorme nella catena di sviluppo e distribuzione.Il video dell'iPhone neroIl documentario su iPhone 4L'unboxing di iPad Pro M5Visita Digiteee e scopri tutte le notizie sulla tecnologiaSegui Digiteee su TikTokDimmi la tua su Twitter, su Threads, su Telegram, su Mastodon, su BlueSky o su Instagram.Mail jacoporeale@yahoo.it Scopri dove ascoltare il podcast e lascia una recensione su Apple Podcast o Spotify.Ascolta An iPad guy su YouTube Podcast.Supporta il podcast
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(00:00:00) Un iPhone 17 Pro...prio delicato (00:00:16) Il cambiamento di Apple (00:04:44) Il Problema della Verniciatura (00:09:14) La mia esperienza con l'iPhone 17 Pro (00:14:49) Prime impressioni sul nuovo iPhone (00:21:50) Batteria e autonomia (00:24:15) I nuovi chip (00:26:47) Miglioramenti al display (00:29:07) Possiamo trovargli dei difetti? Settimana cruciale per chi ha acquistato iPhone 17 Pro: in questo episodio vi racconto la convivenza con il nuovo hardware, il dilemma della restituzione e la frustrazione di chi vede confermarsi un vero “Scratchgate”, ormai conclamato.In questa puntata cerco di farvi un'analisi dettagliata tra design, praticità e materiali: il nuovo Pro va fortissimo… ma reggerà la prova del tempo senza cover?Episodio a metà tra recensione tecnica onesta e diario del consumatore deluso.Visita Digiteee e scopri tutte le notizie sulla tecnologiaSegui Digiteee su TikTokDimmi la tua su Twitter, su Threads, su Telegram, su Mastodon, su BlueSky o su Instagram.Mail jacoporeale@yahoo.it Scopri dove ascoltare il podcast e lascia una recensione su Apple Podcast o Spotify.Ascolta An iPad guy su YouTube Podcast.Supporta il podcast
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Iniziare a studiare l'italiano è come aprire la porta a un mondo ricco di cultura, storia e bellezza. Se sei uno studente straniero che ha appena iniziato questo percorso, sappi che stai intraprendendo un'avventura straordinaria che ti cambierà per sempre. L'italiano non è solo una lingua: è musica, arte, passione e tradizione millenaria. Un viaggio completo, che la mia amica Diana ha intrapreso e condiviso con noi. Cominciare a Studiare Italiano Oggi Perché l'Italiano Ti Cambierà la Vita Imparare l'italiano significa entrare in contatto con una delle culture più influenti del mondo. Quando pronuncerai le tue prime parole in italiano, non starai solo comunicando: starai abbracciando la stessa lingua che ha dato voce a Dante, Leonardo da Vinci, Federico Fellini e milioni di persone che hanno reso l'Italia famosa per la sua creatività e il suo calore umano. La lingua italiana ti aprirà porte che nemmeno immaginavi esistessero. Potrai comprendere l'opera lirica nella sua forma originale, assaporare la vera essenza della cucina italiana leggendo ricette autentiche, e soprattutto, potrai connetterti con oltre 65 milioni di madrelingua italiani e altri milioni di persone che, come te, hanno scelto di imparare questa bellissima lingua. Le Prime Espressioni che Ti Faranno Sentire Italiano Ecco alcune espressioni fondamentali che ti aiuteranno a sentirti subito parte della comunità italiana. Ogni volta che le userai, noterai come gli italiani ti accoglieranno con un sorriso più caloroso: "Prego" - Questa piccola parola magica significa "prego", "di niente" e "si accomodi" allo stesso tempo. È il passepartout della cortesia italiana. Esempio: quando qualcuno ti ringrazia, rispondi semplicemente "Prego!" e vedrai l'effetto. "Mi scusi" - Per chiedere scusa o attirare l'attenzione educatamente. Esempio: "Mi scusi, dove si trova la stazione?" ti aprirà molte conversazioni utili. "Che bello!" - L'espressione dell'ammirazione italiana per eccellenza. Gli italiani la usano per tutto ciò che li colpisce positivamente. Esempio: davanti a un tramonto, a un piatto delizioso o a una storia interessante, un sincero "Che bello!" ti farà sembrare già un vero italiano. "Non c'è problema" - L'atteggiamento rilassato e accogliente tipicamente italiano. Quando qualcuno si scusa o sembra preoccupato, questa frase dissolve ogni tensione. Frasi di Sopravvivenza per le Prime Settimane Queste frasi essenziali ti salveranno in moltissime situazioni quotidiane e ti daranno la fiducia necessaria per iniziare a comunicare da subito: "Sto imparando l'italiano" - Questa frase è il tuo superpotere! Gli italiani adorano chi sta imparando la loro lingua e diventeranno immediatamente i tuoi migliori insegnanti. Preparati a ricevere incoraggiamenti, consigli e molta pazienza. "Può ripetere, per favore?" - Non aver mai paura di chiedere di ripetere. Gli italiani apprezzeranno il tuo sforzo di capire e parleranno più lentamente per aiutarti. "Come si dice... in italiano?" - Questa domanda trasformerà ogni conversazione in una lezione di italiano gratuita. Gli italiani sono orgogliosi della loro lingua e saranno felici di insegnartela. "Grazie mille!" - Più enfatico di un semplice "grazie", questa espressione mostra il tuo entusiasmo e la tua gratitudine in modo tipicamente italiano. Espressioni che Mostrano la Tua Passione per l'Italia Queste espressioni più avanzate ti permetteranno di dimostrare il tuo vero interesse per la cultura italiana e creeranno connessioni più profonde con le persone che incontri: "Mi piace molto l'Italia" - Semplice ma efficace. Questa frase aprirà conversazioni sulla cultura, sui luoghi da visitare e sulle tradizioni locali. "La cucina italiana è fantastica" - Un complimento che non fallisce mai! Preparati a ricevere inviti a cena e ricette di famiglia tramandate da generazioni. "Che bella lingua!" - Quando esprimi ammirazione per l'italiano stesso,
(00:00:00) Il flip è un flop? (00:00:19) Introduzione ai Pieghevoli (00:04:32) Il Samsung Galaxy Z Flip 7 (00:11:17) Le Funzioni del Flip (00:16:13) Il Samsung Galaxy Z Fold 7 (00:18:32) Differenze tra Flip e Fold (00:32:39) L'Intelligenza Artificiale nei Pieghevoli (00:59:26) Conclusioni e Saluti Finalmente la resa dei conti! Francesco torna dopo aver provato entrambi i pieghevoli Samsung e svela il verdetto: Flip 7 vs Fold 7, chi vince? Un episodio che parte dall'esperienza concreta d'uso per arrivare alle riflessioni strategiche. Il Flip che ti fa sorridere vs il Fold che non apri finché non lo apri. Tra flex mode, multitasking evoluto e la preparazione inconsapevole all'iPhone pieghevole del 2026, scopriamo quale form factor ha più senso nel 2025 e cosa deve aspettarsi Apple quando entrerà in questo mercato ormai maturo.La recensione del Galaxy Flip 7La recensione del Galaxy Fold 7Visita Digiteee e scopri tutte le notizie sulla tecnologiaSegui Digiteee su TikTokDimmi la tua su Twitter, su Threads, su Telegram, su Mastodon, su BlueSky o su Instagram.Mail jacoporeale@yahoo.it Scopri dove ascoltare il podcast e lascia una recensione su Apple Podcast o Spotify.Ascolta An iPad guy su YouTube Podcast.Supporta il podcast
Ho conosciuto l'ipnosi da bambino ma solo a cavallo tra il 99 e il 2000 ho iniziato a studiarla...
Ormai forse lo sai già, ma quasi tre anni fa ho preso la grande decisione di iscrivermi di nuovo all'università. Frequento la facoltà di Lingue e Letterature Moderne di Ferrara e ho iniziato questo nuovo percorso di gran lena e con grande entusiasmo.Ma come sta andando? Sono ancora convinto di quello che ho fatto? Chissà!