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Spesso sottovalutiamo l'importanza delle relazioni nella nostra vita. Eppure le relazioni hanno un impatto enorme sul nostro benessere psicologico. E vi è una ricerca che dimostra la validità di questa affermazione. La ricerca parla dell'importanza delle relazioni nella nostra vita e di come esse possano influenzare la nostra felicità, salute e longevità. Robert Waldinger, insieme ad un gruppo di ricercatori, ha studiato la vita di un gruppo di persone con differenti caratteristiche per 75 anni e ha scoperto che coloro che hanno curato le proprie relazioni hanno tratto molti benefici. Tra questi benefici ci sono:fela riduzione dello stressil miglioramento dell'umoreil rafforzamento del sistema immunitariol'aumento della resilienzail miglioramento della salute mentale.Al contrario, chi ha relazioni tossiche può avere un deterioramento fisico ed emotivo e vivere meno. Ma quali sono le caratteristiche delle relazioni sane? Le relazioni sane sono quelle in cui è presente:una comunicazione aperta e onesta: vuol dire parlare di sé, del proprio sentire;supporto: devo sapere di poter contare sull'altro;empatia: so sentire il sentire dell'altro? noto cosa l'altro prova e sente?affetto fisico: sono presenti contatto fisico o abbracci nelle mie relazioni?tempo di qualità insieme: la qualità delle relazioni ha un impatto positivo sulla felicità e consente di costruire relazioni forti, durature e di qualità.risoluzione dei conflitti: le buone relazioni non sono quelle in cui non ci sono conflitti, ma quelle in cui i conflitti vengono risolti.Quale di questi elementi è presente nelle tue relazioni?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Al G7 di Evian le due guerre dominano la scena. Per quella in Medio Oriente, con la previsione di firma dell'intesa venerdì 19 in Svizzera, il focus della missione per la riapertura di Hormuz è stata al centro delle discussioni. Del conflitto in Ucraina, invece, ha parlato direttamente il presidente Volodymyr Zelensky che, dopo un confronto con i presidenti Macron e Trump, ha sottolineato le difficoltà di Mosca e ribadito la necessità per entrambi i Paesi di arrivare a un accordo di pace. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio 24 inviato a Evian, e con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea all'Università di Bologna.Intorno alle 10 del mattino di ieri Semyon Skrepezkij, artista russo noto per le caricature di Putin e degli altri esponenti del governo di Mosca, è stato ucciso in una cittadina polacca a pochi chilometri dalla Bielorussia. Ne parliamo con Luca Trenta, professore di Relazioni internazionali all’Università di Swansea, autore di "The President’s Kill List".
Vittorio Emanuele Parsi"Contro gli imperi"Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondialeBompiani Editorewww.bompiani.itPer quasi un secolo abbiamo potuto dimenticare la guerra, o perlomeno considerarla come qualcosa che ci riguardava più sul piano etico che su quello concreto. Per quasi un secolo abbiamo creduto che le dittature fossero un monito sui libri di scuola o spettri confinati in mondi lontani. E invece oggi siamo qui, in un mondo che brucia ed è nuovamente dominato da logiche imperiali. Che Russia e Cina si muovessero in questa direzione era chiaro da tempo: la vera novità, dirompente e inattesa, sono gli Stati Uniti di Trump, che hanno sconvolto dall'interno l'ordine liberale internazionale che per primi avevano contribuito a costruire. Se noi abbiamo potuto vivere la nostra durevole pace è anche perché c'erano loro a garantirla, ma ora il primo ministro canadese lo ha detto con parole nette: quella in atto “non è una transizione, è una rottura”. Attingendo alla potente metafora del “modello di Schweller” queste pagine ci raccontano come la superpotenza americana abbia abbandonato il ruolo del leone che veglia sulla foresta per tornare a vestire quello di lupo affamato in un mondo popolato di altri lupi e di sciacalli pronti a seguirli. In questo scenario, qual è il ruolo degli agnelli che ancora credono nella democrazia? Vittorio Emanuele Parsi ce lo spiega con lucidità e senza sconti, indicando con altrettanta chiarezza a quale conseguenza andremo incontro se non sapremo reagire: la servitù. Questo libro non vuole essere un requiem per le nostre democrazie. Piuttosto, Parsi ci indica cosa possiamo fare per difendere la libertà che abbiamo ereditato dai nostri genitori e dai nostri nonni. La strada esiste. Ma richiede coraggio, onestà, e la capacità di perseguire una via difficile: quella di essere pacifici, ma non imbelli. Quella di rinunciare alla nostalgia e perseguire una strategia nuova, fatta di forza e di fierezza ma anche di capacità di cooperare per difendere lo spazio felice della nostra libertà.Vittorio Emanuele Parsi è uno dei più autorevoli politologi italiani, professore di Relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano e accademico dei Lincei. Editorialista e osservatore riconosciuto delle dinamiche globali, con Titanic. Il naufragio dell'ordine liberale (Il Mulino, 2018) ha ottenuto un grande successo di pubblico, consolidato poi con Il posto della guerra e Madre Patria (Bompiani, 2022 e 2023). È oggi una delle voci di riferimento nel dibattito sulle trasformazioni dell'Occidente, i conflitti in corso e la geopolitica. È Capitano di Fregata della Marina Militare (ris.).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giuseppe Acconcia"L'Egitto di Al-Sisi"Dalle proteste di piazza Tahrir alla repressione politicaBordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itDalle giornate incandescenti di piazza Tahrir al consolidamento del potere militare di Abdel Fattah al-Sisi, questo libro ricostruisce una delle stagioni politiche più decisive e controverse dell'Egitto contemporaneo. Attraverso un'analisi storica, politica e sociale, l'autore indaga le radici profonde delle rivolte del 2011, superando le letture che le hanno ridotte a un evento improvviso e circoscritto, per inserirle invece in un lungo ciclo di mobilitazioni dal basso contro autoritarismo, disuguaglianze e repressione. Il volume mette al centro i movimenti sociali, i comitati popolari, i sindacati indipendenti e gli attori spesso marginalizzati dal racconto dominante, mostrando come l'incontro – e lo scontro – tra attivismo di strada, islamismo politico ed élite militari abbia progressivamente disattivato il potenziale rivoluzionario della piazza. La transizione mancata viene così letta come il risultato di strategie di controllo, frammentazione e repressione, culminate nel golpe del 2013 e nell'instaurazione di un regime militare. Basato su un'ampia ricerca sul campo e su numerose interviste a protagonisti delle rivolte, il libro adotta il punto di vista di una sociologia politica critica, attenta alle dinamiche della mobilitazione e della smobilitazione del dissenso. Ne emerge una domanda cruciale, che attraversa l'intero testo: che cosa resta oggi del sogno di piazza Tahrir e quali condizioni potrebbero riaprire lo spazio per una nuova domanda di giustizia sociale in Egitto?Giuseppe Acconcia (Salerno 1981) è docente di Storia delle Relazioni internazionali all'Università Statale di Milano. Corrispondente dal Medio Oriente per testate come il manifesto, La Stampa e HuffingtonPost, tra i suoi ultimi lavori, Il grande Iran (Exorma 2018), Migrazioni nel Mediterraneo (FrancoAngeli 2019), Il conflitto curdo-turco (RCS MediaGroup, 2024) e (con Giulia Aiello, Laura Menin e Caterina Roggero) Mondi arabi. Una guida essenziale (Bompiani 2024). Per Bordeaux ha pubblicato Taccuino arabo. Frammenti di viaggio tra Europa e Medio Oriente (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Meditazioni anchor.fm/giulio-maspero
Perché dovremmo lasciare andare? Il cambiamento, di solito, porta con sé benefici fondamentali per il nostro benessere psicofisico. Quando decidiamo di mollare la presa, guadagniamo tre risorse preziose:Energia: tutto ciò che tratteniamo (spesso senza rendercene conto) consuma energia mentale, emotiva e psichica. È per questo che a volte ci sentiamo esausti senza un motivo apparente: c'è un carico sotterraneo che mantiene in piedi ciò che non lasciamo andare. Liberandocene, riacquistiamo immediatamente vitalità.Presenza: rimanere concentrati sul passato ci toglie dal momento presente, privandoci del benessere attuale.Spazio: trattenere il vecchio toglie spazio al nuovo, bloccando il flusso della vita.Spesso però ci incastriamo in un paradosso del cambiamento: vogliamo avere di più, ma senza lasciare andare nulla. Desideriamo cambiare, pretendendo però di rimanere esattamente identici a noi stessi. Cosa ci impedisce davvero di lasciare andare? La risposta sta nel prezzo che cerchiamo di evitare: il discomfort (il dolore emotivo legato al distacco).Per superare questo blocco, dobbiamo comprendere la natura del dolore:*Il dolore del lasciare andare è inevitabile, ma ha una fine.*Il dolore del trattenere è evitabile, ma dura all'infinito.Che cos'è, di fatto, lasciare andare?Non è un atto immediato, ma un percorso che richiede consapevolezza (è un processo che inizia quando ci rendiamo conto di essere attaccati a qualcosa); accettazione (significa arrendersi ai dati di realtà); scelta (è una decisione intenzionale, un atto di volontà con cui stabiliamo di non aggrapparci più)Prima di agire, dobbiamo porci una domanda fondamentale: “Sono davvero disposto a lasciare andare?”Cosa si può fare concretamente? Se la risposta alla domanda precedente è sì, ecco due strumenti pratici per aiutarti a chiudere il cerchio:Scrivere una lettera di congedo: mettere nero su bianco le proprie emozioni offre il tempo necessario per elaborare il distacco e salutare ciò che è stato. È utile scrivere sinceramente cosa sentiamo, anche esprimendo gratitudine per ciò che stiamo lasciando andare.Utilizzare la visualizzazione guidata (la galleria dei ricordi-guardi la tua storia dall'esterno, come se fossi uno spettatore in un museo; o il lancio- immagini l'oggetto del tuo attaccamento e visualizzi l'atto di lanciarlo il più lontano possibile da te).Sei disposto a lasciare andare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Sino e Dom tornano per un nuovo episodio tra robot che lavorano senza sosta, umani che ri-conquistano il lavoro dall'intelligenza artificiale, relazioni digitali che sostituiscono quelle umane, movimenti di protesta contro la tecnologia e la resistenza al cambiamento tra esempi storici e realtà corrente, la seduzione del comfort tecnologico e l'andamento demografico italiano con una responsabile che non ti aspetti: l'istruzione.(00:00:00) Intro(00:05:56) I robot ci stanno per sostituire?(00:09:24) Sostituire le relazioni con la tecnologia: distopia o utile? Improbabile o inevitabile?(00:22:09) Movimenti di protesta anti-intelligenza artificiale(00:27:27) La seduzione della tecnologia vs la resistenza al cambiamento(00:33:51) Seguire principi personali o uniformarsi alla società?(00:41:40) Gli italiani si stanno estinguendo(00:44:01) L'effetto collaterale nascosto di una laureaApri il link per sottoscrivere ad un piano Zencastr usufruendo dello sconto Expatriati del 30%https://zen.ai/u1PcslG4r8g7s1ZYsg35qw
Relatore: Annalisa De Stasi (Gandharvika devi dasi)Questa conferenza è tratta dai libri e insegnamenti di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Visita ora la nostra pagina https://www.prabhupadadesh.com/libri e scopri i libri che puoi avere con una libera donazione, direttamente a casa Tua. Spediamo ovunque Tu desideri.Tutte le domeniche dell'anno, a partire dalle ore 17:00, la comunità Hare Krishna di Albettone apre le porte ai visitatori con una gioiosa festa che prevede incontri culturali che affrontano tematiche di attualità tenendo presente i millenari insegnamenti della cultura dei Veda, i più antichi testi sapienziali conosciuti dal genere umano.In un'atmosfera intrisa di cordialità e devozione, gli ospiti possono apprendere gli insegnamenti del bhakti-yoga che include lo studio della filosofia e della spiritualità dell'India classica, la meditazione, la musica sacra e l'arte della cucina vegetariana.Ogni serata si conclude con l'offerta di gustose preparazioni vegetariane!L'ingresso è libero. Per informazioni visita il nostro sito https://www.prabhupadadesh.comVuoi fare una domanda? Scrivici a contatta@prabhupadadesh.com
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, Gesù disse alla folla:«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Crescere è un'impresa, e non è mai facile. È un percorso fatto di scelte, di decisioni, ma non tutte dipendono da te. Quando nasci, quando sei, soprattutto, figlio, per quello che riguarda il tuo potere e le tue scelte, che dipendono da altri, le decisioni, le scelte, le azioni, di quegli “altri”, decidono per te. In questo senso, ogni persona che incontri nella vita, può essere un “genitore”. Nella sua accezione migliore, o peggiore. In questo percorso, ci sono persone che incontrano più ostacoli, persone che hanno risorse interiori che non sanno usare al meglio, persone che pur incontrando chi li aiuti, non riescono con facilità ad evolvere in una dimensione di vita in cui essere a proprio agio, perché quella dimensione lì, deve nascere, prima di tutto, dentro di te, e nessuno, può farla fiorire da fuori. Per questo, siamo tutti figli adottivi, di chi incontriamo nella vita, se vuole, essere genitore. Tutti, possiamo essere genitori.- Leggi/ascolta: https://annarosapacini.com/recupero-dipendenze-figli-relazioni/- Qui puoi iscriverti a “Comunicare per essere®”: https://annarosapacini.com/podcast/ una via di evoluzione personale profonda, per una vita che ti corrisponda - Counselcoaching, comunicazione valoriale, relazioni, professione, benessere. Scrittura evolutiva®, Grafologia evolutiva®, Pedagogia evolutiva®, metodi esclusivi, soluzioni e percorsi sempre su misura. Per informazioni https://annarosapacini.com/contatti/ - YouTube https://www.youtube.com/@AnnarosaPacini - Rinforza la tua motivazione e la tua visione interiore: seguimi sul tuo social preferito, cerca @AnnarosaPacini
Se lui / lei sparisce da tre mesi lasciandoti la doppia spunta blu, non sta elaborando il karma dell'Antica Atlantide e non è nella "fase del fuggiasco".Molto più laicamente: ti sta facendo ghosting.In questa puntata facciamo un atto di ecologia spirituale. Smontiamo con ironia tagliente il "disagio di coppia cosmico" e le favole New Age che giustificano le dipendenze affettive e i casi umani, trasformandoli in mandati divini.Attraverso le provocazioni di Schopenhauer, la saggezza della Bhagavad Gita e la tragicomica odissea di una mia cliente, scopriamo perché la terapia di regressione seria e la consultazione dell'Akasha non servono a trovare scuse stellari, ma a eradicare i tuoi veri blocchi inconsci.Smetti di connetterti all'Universo con il modem a 56k della confusione mentale. Se sei pronta/o a fare un upgrade definitivo alla fibra ottica dell'anima, a fare chiarezza millimetrica e a sbloccare i tuoi pattern ripetitivi, prenota la tua sessione privata.Qui non troverai favole spirituali, ma una mappa precisa per la tua evoluzione.
Sofia ha cinquant'anni, vive in provincia di Como e ogni mattina attraversa la frontiera per andare a lavorare in Svizzera. Per capire la sua storia, bisogna partire da molto più indietro - da una famiglia in cui i soldi non c'erano.Sofia nasce da due genitori appena diciottenni. I soldi sono pochi, le tensioni molte, e quando i suoi si separano lei frequenta il liceo classico di Como in mezzo a figli di medici e avvocati. È lì che la mancanza di denaro diventa una sofferenza vera. «Le mie compagne avevano le Superga del colore della maglietta. Io avevo i vestiti dei sacchi. Ho fatto il primo anno di superiori con il Montgomery che mi era stato comprato e quando ero in classe non l'ho mai tolto». È in quegli anni che si forma la convinzione che ancora oggi guida Sofia: i soldi danno libertà, e quella libertà bisogna guadagnarsela da soli. Sua madre trova un lavoro come bibliotecaria e non vacilla: i suoi figli faranno l'università. Sofia ottiene la borsa di studio massima, si laurea in Scienze dell'Educazione alla Cattolica, poi si iscrive a un master a Venezia in Integrazione degli stranieri. Per fare lo stage obbligatorio, nessuno in Italia risponde. Così prova a telefonare in Svizzera e trova subito lavoro in un centro, dove lavora ancora adesso. Oggi Sofia dirige venticinque persone e guadagna seimila euro al mese. È una posizione che gestisce con una discrezione quasi assoluta: quasi nessuno sa quanto guadagna. E quando la differenza con gli altri emerge, cerca di stemperarla. Ma dentro la famiglia il meccanismo si complica: paga sempre lei le pizze, fa sempre i regali più grandi, e sente che qualcosa nelle relazioni, piano piano, viene falsato. «Se guadagni tre volte quello che guadagna la persona con cui mangi la pizza, è anche normale che a un certo punto paghi e basta. Ma poi le relazioni vengono condizionate da questo, perché si insinua quel tarlo secondo cui sono sempre io quella che paga».Il privilegio di cui sa di godere, Sofia cerca di farlo ricadere indirettamente anche sul resto della società. «Di mestiere lotto contro l'ingiustizia sociale tutto il giorno. E cerco anche di fare in modo che la qualità della vita delle persone che mi sono più vicine sia migliore grazie al mio lavoro».
Spesso si sente dire che la somatizzazione è "solo una questione psicologica", quasi a voler dire che i sintomi siano inventati o frutto di suggestione. Assolutamente no. Somatizzare non significa affatto "essere isterici". Il sintomo fisico esiste davvero, è reale e si fa sentire. La somatizzazione è, a tutti gli effetti, la trasformazione di elementi psichici in elementi fisici. Quando un bisogno resta insoddisfatto o un'emozione non viene riconosciuta, quell'energia non svanisce nel nulla: si riversa nel corpo, trasformandosi in un'arma contro noi stessi.Le emozioni sono, per loro natura, pura energia in movimento. Se questa energia non viene riconosciuta, processata e infine espressa, rimane intrappolata e si trasforma in energia fisica.Ma perché accade? Il blocco della paura: Di solito è proprio la paura che inibisce la nostra capacità di sentire ed esprimere le emozioni. La censura della mente: I nostri sistemi di difesa psicologici ci impediscono di vedere o accogliere determinati vissuti perché la nostra mente li reputa intollerabili.Il corpo comunica semplicemente ciò che la testa tace. Se non vogliamo che le emozioni si somatizzino, l'unica via d'uscita è permettere loro di esprimersi. Se cerchiamo il canale di comunicazione principale tra la mente e il corpo, lo troviamo nel respiro.Quando respiriamo male, in modo superficiale o contratto, alteriamo e blocchiamo la nostra capacità di sentire le emozioni nel corpo. Al contrario, attraverso un respiro regolato, abbiamo il potere di disciplinare il nostro stato fisico ed emotivo.Il respiro non è solo aria: è un messaggio continuo e diretto che diamo al nostro sistema nervoso. Imparare a respirare significa ricominciare a sentire, per lasciare andare ciò che ci portiamo dentro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Domenica 29 Marzo 2026 - Antonella Romano
https://www.spazioazzurro.info/la-mappa-karmica-delle-relazioniFacciamo un piccolo censimento della tua settimana. Quante ore hai passato a fare da psicologo non pagato al tuo collega passivo-aggressivo? Quante energie hai consumato per disinnescare l'ennesima scenata di un partner emotivamente instabile, o per proteggerti dalle critiche velenose di un familiare che sa esattamente quale pulsante premere per farti sentire in colpa?La crescita personale da manuale ti propina sempre la solita minestra: "Impara a gestire le persone difficili", "Metti i confini con assertività", "Fai un respiro profondo e pratica l'empatia".Ma siamo onesti: sei stanco di fare il domatore di leoni nel circo degli altri.Non trovi assurdo dover frequentare un master in diplomazia internazionale solo per sopravvivere a una cena di famiglia o a una riunione di lavoro?La verità che la Psicologia degli Abissi svela, e che potrebbe darti un leggero fastidio iniziale, è che là fuori non c'è nessun complotto dell'universo per rovinarti le giornate.Se la tua vita somiglia a un magnete che attrae instancabilmente narcisisti, manipolatori, eterni bambini o vampiri energetici, non è sfortuna.È che stai eseguendo, con precisione millimetrica, un vecchio contratto d'anima.In questo episodio ribaltiamo completamente la prospettiva. Le persone difficili che ti circondano nel presente non sono incidenti di percorso: sono gli attori che il tuo inconscio ha ingaggiato per mettere in scena un nodo irrisolto del tuo passato o della tua linea ancestrale.Forse stai onorando un antico voto di espiazione, un mandato karmico che ti obbliga a fare il "salvatore" a tue spese, o un ordine segreto che recita: "Il tuo valore dipende da quanto dolore sai sopportare per gli altri".Finché ti limiti a "gestire" questi soggetti, non fai altro che confermare il contratto. Compri l'ennesimo biglietto per lo stesso identico spettacolo, cambiando solo la faccia dell'attore protagonista.Adesso basta.È il momento di far nascere dentro di te un sano e potente moto di ribellione. Non sei venuto su questo pianeta per fare da ammortizzatore sociale alle nevrosi altrui o per svendere la tua pace interiore in cambio di un briciolo di approvazione.Il Karma non è un tribunale fatto di giudici bigotti che infliggono punizioni inappellabili. E', piuttosto, un modello fisico-matematico che prevede anche la possibilità di correggere "energeticamente" eventuali errori che hai commesso in passato, senza dover necessariamente affrontare sequenze infinite di sgradevoli esperienze.Scendendo negli Abissi, andiamo a individuare il punto d'origine di quel legame transgenerazionale, a revocare il mandato e a stracciare il contratto che ti costringe a subire.Quando cambi il tuo codice sorgente, le persone difficili semplicemente non trovano più spazio sulla tua frequenza: o si trasformano, o evaporano dalla tua vita.Smonta la gabbia.Congeda i parassiti. Riprenditi il tuo Trono.✨ Il tuo risveglio e la tua libertà iniziano premendo play
Ti sei mai chiesto perchè ami proprio così?Perchè nelle relazioni scappi quando l'altro si avvicina o rincorri chi si allontana?Non è un caso!E' il tuo stile di attaccamento.Nella prossima diretta approfondiremo, con domande e risposte, come trovare la chiave della propria libertà emotiva.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Cosa cercano gli investitori in te?In questa puntata raccogliamo 10 consigli pratici, direttamente da chi valuta startup ogni giorno, per capire cosa fa davvero la differenza durante un fundraising.Dal pitch alla gestione delle relazioni, dai numeri alla trasparenza: scoprirai cosa guardano davvero gli investitori e perché molti founder perdono credibilità nei primi minuti.Perché non basta avere una buona idea. Devi saperla raccontare, difendere e collegare a risultati concreti. Se stai preparando un round (o pensi di farlo in futuro), questa puntata è una checklist concreta per non commettere gli errori più comuni.-------------
Continua il racconto di Giampaolo Musumeci dal Libano, dove i raid israeliani hanno fatto salire il numero dei morti a 2.759, come annuncia il ministerio della Salute, con un aumento di 32 decessi nelle ultime 24 ore. Nel Regno Unito le elezioni locali hanno evidenziato una forte disaffezione verso il partito laburista e un'impennata di Reform UK e dei Verdi. Ne parliamo con Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica all'Università di Urbino Carlo Bo.La parata del 9 maggio a Mosca e la visita di Marco Rubio a Roma. Ne parliamo con Antonella Scott de Il Sole24Ore e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.
Stili di attaccamento: come capire il tuo, riconoscere quello del partner e smettere di ripetere gli stessi pattern relazionali.In questa diretta esploriamo i 4 stili — sicuro, ansioso, evitante, disorganizzato — partendo dalla teoria di Bowlby e dalla Strange Situation di Mary Ainsworth, fino alla buona notizia: si può cambiare.Ti sei mai chiesto perché nelle relazioni continui a fare gli stessi errori? Perché ti aggrappi quando l'altro si allontana, o al contrario perché scappi quando qualcuno si avvicina davvero?Lo stile di attaccamento è la mappa invisibile dell'amore che hai costruito da bambino — prima ancora di saper dire la parola "amore". Oggi, da adulto, continui a usarla. Anche quando non funziona.In questa diretta vediamo:→ Cos'è uno stile di attaccamento e come si forma nei primi 18 mesi di vita→ La Strange Situation di Mary Ainsworth: l'esperimento che ha cambiato la psicologia delle relazioni→ I 4 stili — sicuro, ansioso, evitante, disorganizzato — con le caratteristiche per riconoscersi→ Come gli stili interagiscono nella coppia (e perché certe combinazioni "esplodono")→ Si può cambiare? La earned security, neuroplasticità e cosa dice davvero la ricercaNon è solo psicologia accademica. È la bussola per capire come ami e come vieni amato e per smettere di sentirti rotto quando una relazione finisce sempre nello stesso modo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Lorenzo Scaramella, Consulente Finanziario dal 1995, racconta uno degli aspetti più profondi della consulenza: la relazione umana con i clienti. Nei momenti di incertezza, il consulente non è solo una guida tecnica, ma un punto di equilibrio che aiuta a mantenere la direzione, gestire le emozioni e prendere decisioni con lucidità. Un dialogo sul valore della fiducia e sulla stabilità di un rapporto che si costruisce nel tempo.
Le relazioni umane nel 2050: come i megatrend stanno ridisegnando i nostri legami sociali. Scopri l'impatto dell'invecchiamento demografico, dell'intelligenza artificiale e dell'urbanizzazione sulla solitudine e sull'empatia, tra legami "liquidi" e nuove forme di compagnia sintetica.Ascolta The Future Of
In questo episodio parlo di quei ruoli in cui finiamo spesso senza accorgercene: la crocerossina, il salvatore, la risolutrice, quella che ascolta, capisce, regge e aggiusta tutto. Ti accompagno a capire perché succede, da dove arriva questa fatica relazionale e come iniziare a uscirne con piccoli gesti concreti, senza sentirti egoista e senza smettere di amare. Partecipa al workshop sulle relazioni: https://www.ilcorpoelamente.com/workshop-amare-senza-prosciugarsi Scopri tutte le altre risorse su: www.ilcorpoelamente.com Se cerchi altri suggerimenti in tema gestione delle emozioni, dello stress e del tempo, così come le migliori tecniche di psicologia applicate alla vita quotidiana, puoi trovare tanti spunti nei video dl canale ilcorpoelamente su Youtube: http://www.youtube.com/c/ilCo
Tutti vogliamo stare bene e ognuno cerca delle strategie per poter accrescere il proprio benessere emotivo. Ma da dove possiamo partire? Quali sono i passaggi per fare una valutazione sul nostro stato emotivo?Prestare attenzione alle proprie emozioni e comprendere come valutare il proprio stato emotivo è di fondamentale importanza. Il benessere emotivo non consiste nell' essere sempre felici, ma nel saper gestire efficacemente le diverse emozioni che si provano.Per valutare il benessere emotivo possiamo iniziare con l'identificazione delle emozioni provate e la valutazione dell'intensità da 1 a 10 in situazioni specifiche. Possiamo, per esempio, valutare diverse situazioni come la frustrazione, il conflitto e la rinuncia alla gratificazione e le emozioni provate in tali contesti. E' importante essere onesti con se stessi nella valutazione del proprio benessere emotivo e prestare attenzione al fatto che valori elevati di emozioni negative possono richiedere un lavoro di gestione e miglioramento.Ma quali sono i sintomi legati al malessere emotivo a cui prestare attenzione?In primo luogo, il pensiero dicotomico, ossia la tendenza a vedere le situazioni in modo polarizzato, con la necessità di dimostrare di avere ragione o di considerare gli altri come nemici. Questo può generare reattività e tensioni nelle relazioni interpersonali.In secondo luogo, il pensiero catastrofico, che consiste nella tendenza a immaginare scenari negativi e catastrofici anche di fronte a situazioni di minore entità. Questo tipo di pensiero può alimentare ansia e preoccupazione costante.Inoltre, la personalizzazione, ovvero la tendenza a personalizzare situazioni ed eventi, come se il mondo girasse intorno a noi.Infine la difficoltà di gestire le emozioni di secondo livello, ovvero quelle generate dalla mente, riflettendo sulle situazioni che scatenano queste emozioni e a registrando quando si verificano, per poter lavorare sulla comprensione delle situazioni e dei pensieri associati, al fine di modificare la percezione e le reazioni emotive. L'obiettivo è sviluppare una migliore gestione delle emozioni.Cosa possiamo fare? Osservare e riconoscere le proprie emozioni, attraversarle senza paura e smettere di giudicarle. Fare un check-up delle situazioni che attivano le emozioni e valutare l'intensità di sintomi come la rabbia, la paura o la tristezza. Praticare la meditazione per osservare e riconoscere i propri pensieri, senza cercare di zittire la mente. Questi sono solo alcuni esempi di strategie da utilizzare per iniziare a lavorare con le proprie emozioni e aumentare il proprio benessere emotivo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Dopo lo strappo con il primo ministro Keir Starmer per divergenze sull'intervento in Iran, Donald Trump ospita a Washington Re Carlo e la Regina Camilla. Una visita importante, che si svolge nel quadro delle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell'Indipendenza americana, e che ha il sapore di un tentativo di riconciliazione tra le due sponde opposte dell'Atlantico. Ne parliamo con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.Mentre i negoziati tra Iran e Stati Uniti vacillano, volgiamo lo sguardo all'interno dell'Iran per capire meglio il suo complesso sistema di potere, quanto la popolazione lo appoggi e quale sia la reale situazione economica del Paese. Lo facciamo con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro Studi sull'Iran all'Università di Exeter.
Tre anni fa scoppiava la guerra in Sudan tra esercito e paramilitari. Una guerra dal bilancio impietoso: più di 13 milioni di profughi su 42 milioni di abitanti, 200mila vittime e una grave crisi umanitaria e alimentare. Ne parliamo con Elena Giovannella, anestesista e coordinatrice medica del Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum.Le critiche verso l'Europa, la volontà di uscire dalla Nato, ora le critiche verso la premier Giorgia Meloni: sotto la presidenza Trump le relazioni transatlantiche sembrano più che mai fragili. Ne parliamo con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.Volodymyr Zelensky, in visita in Italia, celebra l'eccellenza dell'industria bellica di Kiev con una vittoria sul campo che non ha visto la presenza di soldati ma l'impiego di soli droni. Ne parliamo con Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa, sicurezza e spazio dell'Istituto Affari Internazionali.
Il futuro non è un'attesa, è un atto di volontà.
Partiamo da Budapest, dove il vicepresidente statunitense J.D. Vance è volato per incontrare Victor Orbán e offrirgli il sostegno ufficiale degli Stati Uniti e del presidente Donald Trump, in vista delle elezioni parlamentari del prossimo 12 aprile. L'analisi di Sergio Nava.Con il giornalista investigativo ungherese di ProjectVSquare e Direktiv36 Szabolcs Panyi, parliamo della sua inchiesta sulle conversazioni private tra il ministro degli Esteri Péter Szijiarto e il suo omologo Sergej Lavrov, che ha svelato i legami tra il governo ungherese e quello russo.Infine, con Carlo Biffani, analista esperto di intelligence e security fondatore e direttore di Security Consulting Group, facciamo il punto sull'operazione attraverso cui gli Stati Uniti, dopo due giorni di ricerche, sono riusciti a salvare il navigatore che era ancora disperso in Iran, a seguito dell'abbattimento venerdì dell F-15E su cui stava viaggiando.
In questa puntata parliamo con Elena Dragotto di Voice Dialogue e Dinamica dei Sé.Un modo diverso di guardare a ciò che siamo: non un'identità unica e stabile, ma un insieme di parti, voci, spinte interiori che si alternano, si scontrano, si proteggono.Parliamo di relazioni, sì.Ma soprattutto di quello che accade dentro di noi quando entriamo in relazione.E di quanto cambia tutto quando iniziamo ad ascoltarci davvero, senza identificarci con una sola voce. Ps. Ecco alcuni link utili: Accedi alla community di Yogi gratuita
C'è una dinamica che vedo nei miei coaching di coppia: a volte due persone si amano, ma non si sentono amate. Non è perché manchi amore, ma perché parlano linguaggi diversi. In questo episodio entriamo in un punto che cambia tutto: tendi a dare amore nel modo in cui vuoi riceverlo, ma l'altro lo sente solo se arriva nel suo linguaggio. Da qui nascono incomprensioni, distanza, frustrazione. Parlo dei 5 linguaggi dell'amore non come teoria, ma come chiave concreta per guardare le tue relazioni con più lucidità. Ascoltando l'episodio capirai: dove ti senti invisibile dove dai tanto ma non viene riconosciuto dove sei presente, ma non connessa dove stai amando per abitudine, non per verità E soprattutto inizi a farti una domanda diversa: sto amando davvero, o sto cercando di sentirmi amata? Questo mese in Happy Daily Home, la mia scuola di crescita personale al femminile, stiamo lavorando proprio su questo: relazioni profonde, vere, nutrienti. Se senti che non vuoi solo capire, ma trasformare davvero il modo in cui ami e ti relazioni, iscriviti alla lista d'attesa di Happy Daily Home per entrare alla prossima apertura: https://giusivalentini.com/happy-daily-home/ 00:09 Scopri i 5 linguaggi dell'amore 05:22 Come vivere la relazione 09:24 Parole di affermazione 11:46 Tempo di qualità 13:44 Atti di servizio 15:57 Contatto fisico 18:02 Doni e significato dell'intenzione I MIEI RITIRI DEL 2026 Risveglia la tua regina
Raffaele Passerini"Love bombing"Castelvecchi Editorewww.castelvecchieditore.comA volte per ritrovarsi bisogna attraversare un oceano. Più spesso, basta guardare in faccia ciò che ci ostiniamo a chiamare “destino”, anche quando è solo una provincia che ci cresce addosso come una seconda pelle. Raffaele lo sa bene. Ha inseguito il sogno americano fino a consumarne i bordi, salvo scoprire che la frontiera più difficile da varcare era la propria. È lì che riaffiora la vergogna di un'omosessualità taciuta troppo a lungo a una famiglia che chiede conformità o lontananza in cambio della pace. New York, inizio anni Duemila. Raffaele ha trent'anni, un sogno da regista e una fame d'amore che si porta dietro da sempre. In una città che sembra concedere ogni possibilità, incontra Jean-Luc, affascinante e potente, e si convince di aver trovato finalmente l'uomo giusto, quello che per anni ha desiderato in silenzio. Ma il bisogno di essere amati può nascondere dinamiche violente, manipolazioni invisibili, dipendenze emotive. Love bombing è un viaggio di formazione sentimentale, tra amori storti, fughe, occasioni mancate, abbagli luminosi. Una voce intima e carnale che ci confida desideri, ci racconta cadute e ripartenze: tagliente, divertita, profondamente vera.Raffaele PasseriniDopo una giovanile sperimentazione nelle arti visive e nella recitazione, negli USA, studia regia, gira i suoi corti, apre una piccola casa di produzione, collabora con il Lincoln Center Film Society e insegna alla New York Film Academy. Tornato in Italia, insegna alla Roma Film Academy, alla Rome University of Fine Arts, e alla Rome Business School. Gira come regista il docu-film Il Principe di Ostia Bronx (vincitore del Biografilm 2017) e firma due podcast, Labanof (come co-autore, vincitore del Prix Italia 2020) e Virgo. L'universo si fa suono (2022), entrambi per Radio Tre. Love bombing è il suo romanzo d'esordio.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Nonostante lo stop di cinque giorni dichiarato da Donald Trump, la situazione sul campo resta pressoché invariata. Così come l'indisponibilità da parte di Teheran a negoziare, almeno secondo le fonti ufficiali. Ne parliamo con Vittorio Emenuele Parsi, professore di Relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano, e con Jonathan Winer che è stato Vice Assistente del Segretario di Stato americano per l'applicazione della legge internazionale nell'amministrazione Clinton e inviato Speciale per la Libia nell'amministrazione Obama.
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Quante volte, quando provi a parlare di qualcosa che ti ha ferito o fatto stare male, ti senti rispondere con frasi come: “Ma dai, non è niente.” “Non devi sentirti così.” “Troviamo subito una soluzione.”Spesso queste frasi nascono da una buona intenzione: il desiderio di aiutare, di alleggerire, di far stare meglio la persona che abbiamo davanti.Eppure, nel lungo periodo, possono produrre l'effetto opposto.Perché quando un'emozione viene minimizzata, corretta o risolta troppo velocemente, quello che l'altro può percepire è qualcosa di molto diverso: la sensazione che non ci sia spazio per quello che prova.In questo episodio parliamo di invalidazione emotiva e di positività tossica: due dinamiche molto comuni nelle relazioni che spesso nascono senza cattive intenzioni, ma che nel tempo possono creare distanza e incomprensione.In particolare, riflettiamo su:perché frasi come “non devi sentirti così” possono invalidare l'esperienza emotiva dell'altrola differenza tra sfogarsi e lamentarsiperché molte persone reagiscono alle emozioni cercando subito una soluzioneil motivo per cui nelle relazioni intime abbiamo bisogno prima di tutto di spazio emotivo e ascoltocome imparare a sostenere chi amiamo senza correggere quello che provaA volte, quando qualcuno si apre con noi, il dono più grande che possiamo fare non è una soluzione.È la capacità di restare lì, dentro quell'emozione, insieme.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Nel diciottesimo giorno di guerra, Israele ha comunicato di avere ucciso Ali Larijani, tra i leader più in vista del regime iraniano ancora sopravvissuti. Oltre a lui, sarebbe morto in un altro attacco anche Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij, responsabili della dura repressione contro i manifestanti antigovernativi. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento, Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore a Beirut, e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.
Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quella sull'amicizia è una puntata che ho rimandato a lungo.Per molto tempo è stato un argomento difficile per me: uno di quelli che non trattiamo facilmente quando non abbiamo ancora trovato un modo chiaro per guardarlo.Negli anni mi sono fatta molte domande sulle amicizie: perché alcune relazioni che sembravano fondamentali cambiano, si allontanano o finiscono? Perché io non ho quel gruppo di amici “da sempre e per sempre” che la società sembra considerare la normalità?Sono io quella sbagliata?In questo episodio parto dalla mia esperienza personale per rispondere ad uno dei topic più richiesti e riflettere su come stanno cambiando le amicizie oggi e su cosa significa costruire relazioni significative nell'età adulta.In particolare riflettiamo su:perché alcune amicizie che sembravano fondamentali smettono di corrispondercicosa succede quando tra due persone nasce uno sfasamento di vita, valori o prioritàcome vivere gli allontanamenti senza leggerli solo come abbandoniperché l'idea romantica dell'amicizia “per sempre” può diventare una trappolacosa rende così difficile fare amicizia nell'età adultail ruolo della prossimità, del tempo e dell'intenzione nel costruire nuove relazioniperché oggi l'amicizia ha bisogno di essere coltivata in modo più consapevoleForse l'amicizia non è qualcosa di statico.Forse, come spesso accade nella vita, alcune persone arrivano per una ragione, altre per una stagione, e altre ancora restano davvero per sempre.E imparare a riconoscere queste differenze può aiutarci a vivere le relazioni con più maturità, più apertura e meno senso di colpa.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
#ADV In questa puntata speciale di Mille Pare in collaborazione con #larocheposay per il progetto More Than My Skin parliamo di acne e imperfezioni. Quelle che sembrano dettagli, finché non iniziano a occupare spazio nei pensieri, nelle relazioni, nel modo in cui ti guardi allo specchio prima di uscire. Ai nostri microfoni c'è Martina Tinarelli, che sceglie di raccontarsi senza filtri, partendo dall'adolescenza e accompagnandoci fino alle sue esperienze più recenti, generando riflessioni e spunti. Ascolta la puntata sulle principali piattaforme di streaming. #skincareSee omnystudio.com/listener for privacy information.
In italiano esistono molte parole che sembrano simili, a volte quasi identiche, ma che hanno significati molto diversi. Usare quella sbagliata può creare situazioni imbarazzanti, divertenti o semplicemente confuse. In questo articolo scoprirai 10 gruppi di parole che vengono confuse continuamente: alla fine saprai esattamente quale parola usare in ogni situazione! 10 Gruppi di Parole Italiane che Sembrano Uguali Ma Non Lo Sono Parole Legate alle Relazioni e ai Ruoli Gruppo N°1: Litigio vs Rissa vs Discussione vs Lite Iniziamo con quattro parole che riguardano tutte situazioni di disaccordo. Ma attenzione, perché il livello di intensità è molto diverso! Definizioni Complete DISCUSSIONE = uno scambio di opinioni tra due o più persone che hanno punti di vista diversi. Può essere calma e civile, oppure un po' accesa, ma rimane sempre sul piano verbale e razionale. È quello che fai quando parli di politica con gli amici, quando decidi dove andare a cena, quando il professore e lo studente dibattono su un argomento. Non implica necessariamente rabbia o conflitto – può essere anche costruttiva e interessante. LITE = un conflitto verbale più intenso di una discussione, caratterizzato da rabbia, tensione emotiva e spesso voci alte. Le persone si arrabbiano, si dicono cose spiacevoli, magari alzano la voce. È quello che succede quando le coppie "hanno una lite", quando due vicini litigano per il parcheggio, quando la mamma scopre che non hai fatto i compiti. Rimane verbale, ma c'è un coinvolgimento emotivo forte. LITIGIO = è sostanzialmente un sinonimo di lite, forse leggermente più formale o usato più spesso per indicare una lite prolungata o ripetuta. "Hanno avuto un litigio" e "hanno avuto una lite" significano praticamente la stessa cosa. In alcune regioni si preferisce uno, in altre l'altro. Anche questo è puramente verbale. RISSA = uno scontro fisico tra due o più persone. Qui si passa dalle parole ai fatti: pugni, spinte, calci. È quello che può succedere fuori dai locali notturni o durante eventi sportivi quando la tensione degenera. La rissa è violenta e fisica, spesso illegale, e richiede l'intervento delle forze dell'ordine. La Scala di Intensità ParolaTipoIntensitàEsempioDiscussioneVerbale, razionaleBassa"Abbiamo avuto una discussione interessante sulla politica italiana."Lite / LitigioVerbale, emotivoMedia"I miei genitori hanno avuto una lite ieri sera. Mia madre non gli parla ancora."RissaFisico, violentoAlta"È scoppiata una rissa fuori dal bar. Sono dovuti intervenire i carabinieri." Esempi "Abbiamo avuto una discussione interessante sulla politica italiana." = Scambio di opinioni civile, nessuno si è arrabbiato. "I miei genitori hanno avuto una lite ieri sera. Mia madre non gli parla ancora." = Si sono arrabbiati, hanno alzato la voce, c'è tensione in casa. "Il litigio tra i due fratelli dura da anni." = Un conflitto verbale prolungato nel tempo, non si parlano più. "È scoppiata una rissa fuori dal bar. Sono dovuti intervenire i carabinieri." = Scontro fisico, intervento delle forze dell'ordine. Perché è importante distinguerli? Perché se dici "ho avuto una rissa con mia moglie", stai dicendo che vi siete picchiati. È molto diverso da "ho avuto una lite con mia moglie". E se dici "abbiamo avuto una discussione" quando in realtà vi siete urlati addosso per un'ora, stai minimizzando parecchio la situazione. Le parole contano. Gruppo N°2: Antico vs Vecchio vs Anziano Tre parole che indicano tutte qualcosa che ha molti anni, ma che si usano in contesti molto diversi. Confonderle può risultare offensivo. Definizioni Complete ANTICO = qualcosa che appartiene a un'epoca storica lontana, che ha valore storico, culturale o artistico proprio per la sua età. Si usa per oggetti, edifici, civiltà, tradizioni che risalgono a secoli fa. Ha una connotazione positiva e prestigiosa: l'antichità conferisce valore. Roma antica, mobili antichi, tradizioni antiche, civiltà antiche. Mai per le persone! VECCHIO = qualcosa o qualcuno che ha molti anni di età, che è usato, consumato dal tempo, o che non è più nuovo/recente. Può riferirsi a oggetti, idee, abitudini e anche a persone – ma attenzione, usato per le persone può suonare poco rispettoso o indicare semplicemente "non giovane". Ha spesso una connotazione neutra o negativa: vecchie scarpe, vecchie abitudini, vecchia macchina. ANZIANO = una persona che ha un'età avanzata, tipicamente oltre i 65-70 anni. È il termine rispettoso e neutro per indicare le persone in età avanzata. Non si usa mai per oggetti! Solo per esseri umani. È la parola che usi quando parli con rispetto della terza età: "gli anziani del paese", "una signora anziana", "assistenza agli anziani". Schema Rapido ParolaSi usa perConnotazioneEsempioAnticoOggetti, edifici, civiltàPositiva, prestigiosa"Questo vaso è antico, risale all'epoca romana."VecchioOggetti e persone (informale)Neutra o negativa"Queste scarpe sono vecchie, devo comprarne di nuove."AnzianoSolo personeRispettosa"Mio nonno è anziano, ha 85 anni." Errori Comuni "Mio nonno è antico." – Tuo nonno non è un reperto archeologico. → "Mio nonno è anziano." "Questa chiesa è anziana." – Le chiese non hanno l'età pensionabile. → "Questa chiesa è antica." (se è di secoli fa); "Questa chiesa è vecchia." (se è semplicemente non nuova) "Ho comprato un mobile anziano." – I mobili non invecchiano come le persone. → "Ho comprato un mobile antico." (se ha valore storico); "Ho comprato un mobile vecchio." (se è semplicemente usato) Perché è importante distinguerli? Perché chiamare una persona "vecchia" può essere offensivo, mentre "anziana" è rispettoso. E chiamare un oggetto "anziano" non ha senso! Allo stesso modo, un mobile del 1700 è "antico" e ha valore; un mobile degli anni '80 comprato all'Ikea è semplicemente "vecchio". La differenza è anche economica: l'antico costa molto di più. Gruppo N°3: Rispettoso vs Rispettato vs Rispettabile Tre aggettivi che derivano tutti dal verbo "rispettare", ma che descrivono situazioni completamente diverse. Attenzione a non confonderli. Definizioni Complete RISPETTOSO = qualcuno che mostra rispetto verso gli altri, che si comporta con educazione, cortesia e considerazione. Descrive il comportamento di una persona verso gli altri. Un bambino rispettoso ascolta i genitori; uno studente rispettoso non interrompe il professore; un ospite rispettoso si comporta bene a casa d'altri. RISPETTATO = qualcuno che riceve rispetto dagli altri, che è stimato, considerato, ammirato. Descrive come gli altri vedono una persona. È il risultato di azioni, competenze, reputazione. Un medico rispettato è stimato dai colleghi; un professore rispettato è ammirato dagli studenti; un leader rispettato è seguito con convinzione. RISPETTABILE = qualcuno o qualcosa che merita rispetto, che è degno di considerazione, che ha una buona reputazione nella società. Può anche significare "accettabile, discreto" quando si parla di quantità o risultati. Una famiglia rispettabile è una famiglia per bene; una cifra rispettabile è una somma considerevole; un lavoro rispettabile è un lavoro dignitoso. Schema Rapido ParolaSignificatoDirezioneEsempioRispettosoIo do rispetto agli altriAttivo →"Marco è molto rispettoso con gli anziani: cede sempre il posto sull'autobus."RispettatoIo ricevo rispetto dagli altri← Passivo"Il professor Rossi è molto rispettato nel suo campo: tutti citano i suoi studi."RispettabileIo merito rispettoQualità intrinseca"Viene da una famiglia rispettabile: suo padre è giudice e sua madre è medico." Errori Comuni "Luigi è molto rispettato verso i suoi professori." → "Luigi è molto rispettoso verso i suoi professori." (Luigi DÀ rispetto, non lo RICEVE) "Voglio essere una persona rispettosa nella mia professione." → "Voglio essere una persona rispettata nella mia professione." (Vuoi ricevere rispetto, non solo darlo) Perché è importante distinguerli? Perché il significato cambia completamente! Dire "è una persona rispettata" è un complimento sulla reputazione. Dire "è una persona rispettosa" è un complimento sul comportamento. E dire "è una persona rispettabile" significa che è per bene, ha una buona posizione sociale. Tre concetti diversi, tre aggettivi diversi. Gruppo N°4: Capo vs Direttore vs Responsabile vs Dirigente Parliamo ora della gerarchia aziendale italiana. Queste quattro parole indicano tutte persone con autorità, ma a livelli e in contesti diversi. Definizioni Complete CAPO = termine generico e informale per indicare qualcuno che ha autorità su di te, che ti dà ordini, che è sopra di te nella gerarchia. Può essere usato in qualsiasi contesto: lavoro, sport, gruppi informali. "Il mio capo" è semplicemente la persona a cui rispondi, qualunque sia il suo titolo ufficiale. È anche il termine usato nei contesti criminali – il "capo" della mafia, per esempio. RESPONSABILE = qualcuno che ha la responsabilità di un'area specifica, di un progetto, di un reparto. Non è necessariamente al vertice dell'azienda, ma ha l'autorità e la responsabilità per una determinata area. Il responsabile delle vendite, il responsabile della comunicazione, il responsabile del personale. Indica una funzione specifica più che un livello gerarchico assoluto. DIRETTORE = qualcuno che dirige, che guida un'organizzazione, un dipartimento, un'istituzione. È un titolo più formale e specifico, spesso usato per ruoli definiti: direttore generale, direttore artistico, direttore di banca, direttore d'orchestra, direttore di un giornale. Implica un ruolo di leadership importante e riconosciuto. DIRIGENTE = qualcuno che appartiene alla categoria professionale più alta in un'azienda, che fa parte del management. In Italia, "dirigente" è anche una categoria contrattuale specifica con determinati diritti e responsabilità. I dirigenti prendono decisioni strategiche,
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Molte delle delusioni che viviamo nelle relazioni non nascono da ciò che gli altri fanno… ma da ciò che ci aspettiamo spesso senza averlo mai detto.Le aspettative sembrano riguardare gli altri, ma in realtà raccontano moltissimo di noi.Dei nostri bisogni, delle ferite che portiamo da tempo, di ciò che avremmo voluto ricevere e non è mai arrivato. E quando rimangono silenziose, invisibili, date per scontate… diventano terreno fertile per frustrazione, rabbia e risentimento.In questo Best Of esploriamo un cambio di prospettiva potente: le aspettative non sono qualcosa in cui rimanere bloccati, ma qualcosa da trasformare in comunicazione, in scelte, in consapevolezza e in un nuovo modo di stare con l'altro.In questo episodio riflettiamo su:Perché le aspettative nascondono bisogni profondi non soddisfattiCosa succede quando pretendiamo che gli altri capiscano senza comunicareLa differenza tra aspettative sugli altri e standard personaliCome trasformare un'aspettativa in comunicazione, accettazione, distanza o azione concretaPerché lasciare andare l'idea che gli altri debbano essere come noi può cambiare radicalmente le relazioniUn invito a smettere di vivere “in un copione premeditato”… e iniziare a scegliere consapevolmente come stare nelle relazioni.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Se non conosciamo la storia dell'Iran, è impossibile capire davvero questa guerra. Ne parliamo con Paola Rivetti, docente di Politica e Relazioni internazionali alla Dublin City University. Storia dell'Iran: Rivoluzione, guerra e resistenza 1979-2025 di Paola Rivetti Leggi il liveblog del Post, con tutte le notizie aggiornate Ascolta lo speciale quotidiano di Globo sulla guerra I consigli di Paola Rivetti– Samarcanda di Amin Maalouf– Children of the Jacaranda Tree di Sahar Delijani– Storia dell'Iran di Ervand Abrahamian Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Relazioni e regole convivono molto più di quanto immaginiamo. Ogni relazione, anche la più spontanea, è attraversata da accordi espliciti e impliciti, confini, aspettative, permessi e divieti interiorizzati. In questo episodio esploriamo come le regole nascono: alcune per proteggere il legame, altre per controllarlo, altre ancora per evitare il conflitto o il rischio dell'autenticità.Parliamo di cosa succede quando le regole non vengono dette ma agite, quando diventano rigide o invisibili, e di come il corpo spesso segnali prima della mente che qualcosa non funziona più. Un viaggio psicologico e corporeo per distinguere le regole che sostengono la relazione da quelle che la soffocano, e per riscrivere accordi più vivi, più veri, più abitabili.Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice, seguiti sui #social, rimani in contatto e buon ascolto!Visita il sito www.mbgvoice.com Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/mbgvoicereal Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/magabecco Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.comFai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoiceMusica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com
Luigi Bonanate"Progetto di Costituzione confederale europea ed internaDuccio Galimberti e Antonino Rèpacicon scritti di Luigi Bonanate, Gustavo Zagrebelsky, Lorenzo OrnaghiNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itNon soltanto in Italia, ma in tutta Europa si discute di Costituzione, da scrivere, ri-scrivere, modificare. Questo testo, che anticipa l'intera tematica, non è né una rarità né un documento smarrito e ritrovato, ma la prova emozionante dell'intuizione di due giovani intellettuali che, impegnati nella lotta di liberazione in Italia, immaginano un futuro di riscatto. Il loro Progetto di Costituzione avrebbe potuto continuare ad accumulare la polvere, ma nei tempi recenti i richiami alla Costituzione, ai suoi valori fondanti, alla difesa dei suoi principi essenziali, nonché all'esigenza (secondo alcuni, ma non tutti) di innovarla, ringiovanirla, correggerla si sono tanto moltiplicati che un ritorno alle origini, anzi alla preistoria del costituzionalismo repubblicano italiano, appare tutt'altro che inutile o privo di significato. Duccio Galimberti e Antonino Rèpaci ebbero, nello stesso momento di altri, la consapevolezza di quanto impervio e importante sarebbe stato il cammino ancora da compiere per dare vita a un'Italia e a un'Europa democratiche e pacificate. La loro riflessione corse allo strumento basilare di una Carta fondamentale, un insieme di principi generali, strutturati su 172 articoli, che da una prospettiva politico-internazionale fossero costituzionalisticamente significativi e politologicamente solidi: un testo che raccoglie indicazioni e spunti di straordinario interesse non soltanto per l'allora ma anche per il nostro oggi.Duccio (Tancredi) Galimberti nasce a Cuneo nel 1906. Dopo l'8 settembre costituisce la banda “Italia Libera”, dalla quale nasceranno le Brigate di Giustizia e Libertà. Catturato dai repubblichini, a Torino, viene portato a Cuneo, interrogato e ridotto in fin di vita dalle sevizie, ma non parla. Il mattino del 4 dicembre 1944, viene caricato su un camioncino, trasportato nei pressi di Centallo e abbattuto con una raffica alla schiena. A Galimberti vennero conferite la Medaglia d'oro della Resistenza e la Medaglia d'oro al Valor militare.Antonino Rèpaci nasce a Torino nel 1910, dove morirà nel 2005. Avvocato e poi magistrato a Cuneo, partecipa alla guerra partigiana nelle provincie di Cuneo e Savona. Pubblico ministero nel Tribunale di Cuneo, istruì il processo contro gli assassini di Duccio, al quale dedicherà un volume che resta il più importante di quelli dedicati a Galimberti.Luigi Bonanate è professore emerito nell'Università di Torino, socio dell'Accademia delle Scienze di Torino e Medaglia d'oro dei benemeriti della cultura e dell'arte. Ha insegnato Relazioni internazionali per più di 40 anni, e tiene corsi alla Scuola di studi superiori Ferdinando Rossi dell'Università di Torino, alla Facoltà di Scienze strategiche e a quella teologica dell'Italia settentrionale. Il suo primo libro era stato La politica della dissuasione (1972); i più recenti Anarchia o democrazia (2015) e Dipinger guerre (2016). Per i tipi di Aragno ha curato l'edizione di scritti di H. de Balzac, R. Rolland, R. Serra, D. Galimberti e L. Rèpaci, N. Revelli.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
I file Epstein hanno scandalizzato il mondo intero ma come vengono raccontati? Su quali aspetti pongono maggiore enfasi i media russi, cinesi o indiani? Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter, Zeno Leoni, professore di Relazioni internazionali al King's College di Londra, Diego Maiorano, professore di Storia Contemporanea dell'India all'Università Orientale di Napoli, e con Marta Allevato, giornalista Agi e co-curatrice della newsletter "Russia e altrove".
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Negli ultimi mesi il presidente Xi Jinping ha decimato la leadership militare della Cina con enormi epurazioni, e questo potrebbe avere delle conseguenze inaspettate. Con Simone Dossi, docente di Relazioni internazionali all'Università Statale di Milano. La muraglia d'acciaio, di Simone Dossi I consigli di Simone Dossi– Active Defense: China's Military Strategy Since 1949 di Taylor Fravel– I rapporti del SIPRI sulle spese militari– Il museo militare di Pechino Sul Post– Cosa vuole ottenere Xi Jinping da tutte le epurazioni nell'esercito cinese– Le epurazioni dell'esercito cinese sono arrivate fino al generale più alto in grado Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il generale Vladimir Alexeyev, che ricopre un ruolo di alto livello nello stato maggiore russo ed è dal 2011 vice capo dell'intelligence militare (il GRU), è stato colpito da arma da fuoco in un condominio a Mosca venerdì mattina. Il Cremlino attribuisce l'attacco a Kiev pur non essendo arrivata alcuna conferma. Ne parliamo con Luca Trenta, professore di Relazioni internazionali alla Swansea University.In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, J.D. Vance incontra la premier Giorgia Meloni. Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.I negoziati a Muscat non hanno portato progressi nella risoluzione delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.
L'incontro a Pechino tra il presidente cinese Xi Jinping e il premier britannico Keir Starmer è stato definito costruttivo da entrambe le parti. Dimenticati i vecchi dissapori, i due Paesi si apprestano ad avviare una collaborazione di lungo termine all'insegna degli interessi reciproci. Ma è possibile che l'avvicinamento tra Regno Unito e Cina possa essere stato favorito anche dalla postura, scomposta e imprevedibile, di Donald Trump? Si sta insomma delineando quel sistema di alleanze tra medie potenze indicato da Carney a Davos? Ne parliamo con Zeno Leoni, professore di Relazioni internazionali al King's College di Londra, Giorgia Scaturro, collaboratrice di Radio24 a Londra, e con Megan Williams, corrispondente da Roma di CBC.
Negli ultimi mesi l'Ice, l'Immigration and Customs Enforcement, è finita ripetutamente sotto accusa per raid considerati violenti, presunte violazioni dei diritti civili e per l'uccisione di due cittadini americani. Mentre il Minnesota ne chiede l'allontanamento, sono sorte polemiche sul presunto arrivo di forze dell'Ice in Italia, per le Olimpiadi invernali. E' una prassi normale? E qual è il loro addestramento? Ne parliamo con Carlo Biffani, esperto di Sicurezza, intelligence e terrorismo, e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.
Un agente federale del servizio immigrazione (ICE) ha sparato, uccidendola, a una donna di 37 anni, moglie di un leader del movimento a difesa dei migranti, che era alla guida di un auto a Minneapolis, una delle città dove l'amministrazione Trump sta conducendo una operazione di caccia agli immigrati irregolari. Le reazioni sono state immediate e, ovviamente, polarizzate. Ne parliamo con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden, e con Joseph Imperatrice, funzionario del NYPD, fondatore della sezione di New York di Blue Lives Matter.Una petroliera arrugginita, chiamata Marinera, è diventata il centro di un caso geopolitico che coinvolge Russia, Stati Uniti e Regno Unito. Ne parliamo con Alessio Patalano, docente di War e Strategy al King's College di Londra.
L'attacco statunitense a Caracas ha indotto a più di una riflessione non solo sulla dottrina Monroe, che starebbe ispirando le azioni del presidente Trump in America Latina, ma anche su un'eventuale, e ben più preoccupante, mira espansionistica statunitense a spettro globale. Alla luce dei fatti di Caracas, insomma, le affermazioni di Trump sulla Groenlandia si fanno più concrete e minacciose. Ma perché questa terra ghiacciata sarebbe così importante per gli Stati Uniti? Ne parliamo con Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali alla Cattolica, Francesco Semprini, giornalista de La Stampa, e con Andreas Raspotnik, direttore dell'High North Center dell'Università di Bodo (Norvegia).