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Francesco Erbani"Il mestiere di educare"Voci e storie di periferie, di scuole e di comunitàPrefazione di Giulio CedernaIntroduzione di Marco Rossi-DoriaDonzelli Editorewww.donzelli.itUn mestiere per temerari, quello di educare, fatto per chi quotidianamente si scontra con situazioni complicate, spesso emergenziali, in contesti il più delle volte privi di risorse. Un mestiere per chi ha ancora il coraggio di sperare: «professionisti della speranza», li definisce Marco Rossi-Doria nell'Introduzione. Perché il mestiere di educare è un presidio di civiltà, il fondamento su cui si regge la costruzione di una società più giusta ed equa. Ma cosa significa educare oggi? Cosa fare per «aprire» la scuola al territorio che la circonda – e aprire il territorio alla scuola –, per rendere efficiente quella rete di saperi e pratiche che si chiama «comunità educante»? Quali sono gli ostacoli da superare? Quali le esperienze a cui ispirarsi? A queste e altre domande rispondono i protagonisti del settore intervistati da Francesco Erbani in mesi di ricerca sul campo: dirigenti scolastici, insegnanti, educatori, psicologi, assistenti sociali, rappresentanti di istituzioni, associazioni, enti filantropici, accomunati dagli stessi obiettivi – l'attenzione ai bambini e il contrasto alle disuguaglianze – e dalla convinzione che la risposta più efficace alla crisi educativa può essere solo collettiva. Ci sono donne e uomini che ogni giorno – scrive Giulio Cederna nella Prefazione – accettano una «sfida educativa intensa, gravosa, ma a tratti esaltante». E il fatto che non siano sufficientemente ascoltati da amministratori pubblici, da decisori politici o dall'informazione – sottolinea Erbani – è uno spreco intollerabile. Le loro voci dimostrano che la strada è tracciata, che le competenze ci sono, che la volontà non manca. Sono una preziosa testimonianza di ciò che già esiste e di ciò che potrebbe essere se si investisse davvero e meglio in questa direzione. Sono la prova che, come imparato nei momenti più difficili della pandemia, «tutti insieme» è l'unica strada possibile.Francesco Erbani è giornalista e saggista. Ha lavorato per venticinque anni alle pagine culturali de «la Repubblica». Si occupa di inchieste sul degrado urbanistico e ambientale del territorio italiano. Tra i suoi libri: Il disastro. L'Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe (2010), Roma. Il tramonto della città pubblica (2013), la curatela di La cultura degli italiani (di T. De Mauro, 2004), tutti usciti per Laterza; L'Italia che non ci sta. Viaggio in un paese diverso (Einaudi, 2019); Dove ricomincia la città. L'Italia delle periferie (2021) e Lo stato dell'arte. Reportage tra vizi, virtù e gestione politica dei beni culturali (2024), entrambi per Manni. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Tra "residui" e zombie, la nostra epoca è segnata da una progressione dell'estrazione dei dati che non sembra avere confini. E che dunque ci avvicina, in quanto soggetti, a quelle che fino a oggi abbiamo definito "distopie". I libri citati nella puntata sono: Mark Fisher, "Materialismo gotico" (Einaudi, 2026); Asma Mhalla, "Resistere ai tempi oscuri" (Einaudi, 2026) Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Marco Filoni"La Russia e l'Occidente"Fëdor TjutčevAdelphiwww.adelphi.itUn libro che parla di geopolitica molto prima che questa avesse un nome – indispensabile per capire la Russia di oggi alla luce di quella di quasi due secoli fa.A cura di Marco FiloniCon un saggio di Massimo Cacciari«Per la prima volta in Europa si levò la voce ferma e coraggiosa dell'opinione pubblica russa». Con queste lapidarie parole lo scrittore Ivan Sergeevič Aksakov accolse una serie di articoli apparsi in Germania e in Francia sul finire degli anni Quaranta dell'Ottocento e destinati a suscitare una vasta eco in Occidente. L'autore di quelle pagine anonime, che osavano rivolgersi all'Europa con inaudita libertà e dignità, era Fëdor Tjutčev. Diplomatico, poeta ammirato da Puškin e da Turgenev, da Dostoevskij e da Tolstoj, uomo di grandi vizi e virtù, Tjutčev era animato da un entusiasmo senza limiti per la sua Russia, che – credeva fermamente – sarebbe diventata un grande impero, capace di unire tutti i popoli slavi di fede ortodossa. Ancora oggi, se si vogliono comprendere le mire espansionistiche di quel paese, è agli scritti politici di Tjutčev che occorre volgere lo sguardo. Fra le sue «intuizioni storiche» – come le definisce il teologo Georgij Florovskij –, spiccano l'agonia della civiltà occidentale, la questione romana e il Papato, il ruolo della censura e dell'autocrazia zarista, fino alla previsione di una catastrofica guerra che l'Occidente avrebbe scatenato contro la Russia uscendone sconfitto, e che avrebbe segnato l'inizio di un nuovo capitolo della Storia. Temi, come salta agli occhi, di bruciante attualità.Appartenente a una famiglia dell'aristocrazia moscovita, Fëdor Ivanovič Tjutčev (1803-1873) fu diplomatico oltre che eminente poeta, e dopo aver iniziato la carriera nel Collegio degli Affari esteri di Pietroburgo operò come incaricato speciale a Monaco di Baviera – dove frequentò Heine, Schelling e gli ambienti del Romanticismo tedesco – e a Torino, dove visse dal 1837 al 1839. Nel 1836 alcune sue liriche furono pubblicate dalla rivista di Puškin «Il contemporaneo», suscitando i primi, ampi consensi. Nel 1844 tornò definitivamente in Russia, mentre la sua fama di poeta cresceva dopo i riconoscimenti tributatigli da Turgenev, Fet, Dobroljubov.Marco Filoni insegna filosofia politica all'Università Link di Roma. Ha insegnato e svolto ricerca al Politecnico di Milano, all'Istituto di Studi Superiori dell'Università di Bologna e all'École Normale Supérieure di Parigi. Nel 2022 è stato nominato titolare del programma di ricerca Éclaireurs della Fondation Robert de Sorbon di Parigi. Tra i suoi libri: Anatomia di un assedio. La paura nella città (Skira 2019); L'azione politica del filosofo. La vita e il pensiero di Alexandre Kojève (Bollati Boringhieri 2021); Il calcolo della paura (Einaudi 2021); Lineamenti di una fenomenologia del diritto (Marsilio 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Una strada per trovare il proprio modo di esprimersi è farlo in maniera accurata e precisa.Ne parla Raymond Carver nel suo “Il Mestiere di scrivere” , edito da Einaudi.Se trovi questo podcast interessante, parlane e condividilo con qualcuno a cui tieni. Ti auguro una buona giornata.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro
En théorie, accéder à l'IVG en Roumanie est un droit, mais la réalité est aujourd'hui tout autre. Notre correspondant en Roumanie a pris le pouls d'un pays traversé par la crainte du recul. Nous parlerons des conditions de travail des annotateurs à Madagascar, main-d'œuvre à bas coût au service de nos IA. Pour finir, nous suivrons des Polonais qui se préparent à la guerre, ou aux crises. Avorter en Roumanie, oui mais pour combien de temps encore ? Depuis 1990, l'accès à l'IVG est un droit en Roumanie. Mais les signaux d'alerte se multiplient : poids croissant de l'Église orthodoxe dans la société, manque de moyens, progression des mouvements anti-IVG. Dans l'air, flotte le souvenir de la politique nataliste et anti-avortement du dictateur Ceaușescu, il y a tout juste soixante ans. Interrompre sa grossesse à risque et non désirée a été un parcours du combattant pour la jeune Roumaine rencontrée par Guilhem Bernes à Bucarest. « Internet n'est pas un endroit pour les femmes » C'est le titre volontairement accrocheur du dernier livre de la sociologue italienne Silvia Semenzin, publié aux éditions Einaudi. Dans cet essai, la spécialiste des violences numériques et violences de genre entremêle expérience personnelle et histoire d'Internet, des débuts à nos jours. En émerge un constat amer sur la place des femmes en ligne, même si elle ne perd pas espoir que le monde virtuel devienne ou redevienne un espace d'émancipation. Notre correspondante Cécile Debarge l'a rencontrée. À lire aussiCyberharcèlement: les femmes africaines ne sont pas épargnées par la violence en ligne Derrière les performances des géants de l'IA française, les traumatismes de ses petites mains Madagascar a longtemps accueilli des centres d'appels délocalisés, l'île est désormais la destination privilégiée des entreprises françaises d'annotation de données pour IA. Clément Pouré a enquêté pour la Revue Dessinée sur un système carnassier qui exploite des milliers d'annotateurs et annotatrices, indispensables au fonctionnement des IA. Une enquête illustrée par Lorène Gaydon à retrouver dans le numéro 52 de la Revue Dessinée à paraître le 3 juin. On en parle avec son rédacteur en chef Baptiste Bouthier. À écouter aussiMadagascar: l'Office malagasy des droits d'auteur monte au créneau contre l'IA Face à la menace russe, la population polonaise sur le qui-vive Déjà en première place du classement européen sur les dépenses militaires en part du PIB (5%), la Pologne se tourne vers sa population. Alors que des drones russes survolent l'UE, voire s'y écrasent, les risques liés à la guerre en Ukraine sont dans tous les esprits. Le contexte pousse ainsi des civils à prendre part à des journées d'entraînement par des militaires, baptisées « Toujours Prêts ». Notre correspondant Adrien Sarlat s'est glissé parmi les participants, en banlieue de Varsovie. À lire aussiSafe: la Pologne est la première bénéficiaire du programme militaire européen
En théorie, accéder à l'IVG en Roumanie est un droit, mais la réalité est aujourd'hui tout autre. Notre correspondant en Roumanie a pris le pouls d'un pays traversé par la crainte du recul. Nous parlerons des conditions de travail des annotateurs à Madagascar, main-d'œuvre à bas coût au service de nos IA. Pour finir, nous suivrons des Polonais qui se préparent à la guerre, ou aux crises. Avorter en Roumanie, oui mais pour combien de temps encore ? Depuis 1990, l'accès à l'IVG est un droit en Roumanie. Mais les signaux d'alerte se multiplient : poids croissant de l'Église orthodoxe dans la société, manque de moyens, progression des mouvements anti-IVG. Dans l'air, flotte le souvenir de la politique nataliste et anti-avortement du dictateur Ceaușescu, il y a tout juste soixante ans. Interrompre sa grossesse à risque et non désirée a été un parcours du combattant pour la jeune Roumaine rencontrée par Guilhem Bernes à Bucarest. « Internet n'est pas un endroit pour les femmes » C'est le titre volontairement accrocheur du dernier livre de la sociologue italienne Silvia Semenzin, publié aux éditions Einaudi. Dans cet essai, la spécialiste des violences numériques et violences de genre entremêle expérience personnelle et histoire d'Internet, des débuts à nos jours. En émerge un constat amer sur la place des femmes en ligne, même si elle ne perd pas espoir que le monde virtuel devienne ou redevienne un espace d'émancipation. Notre correspondante Cécile Debarge l'a rencontrée. À lire aussiCyberharcèlement: les femmes africaines ne sont pas épargnées par la violence en ligne Derrière les performances des géants de l'IA française, les traumatismes de ses petites mains Madagascar a longtemps accueilli des centres d'appels délocalisés, l'île est désormais la destination privilégiée des entreprises françaises d'annotation de données pour IA. Clément Pouré a enquêté pour la Revue Dessinée sur un système carnassier qui exploite des milliers d'annotateurs et annotatrices, indispensables au fonctionnement des IA. Une enquête illustrée par Lorène Gaydon à retrouver dans le numéro 52 de la Revue Dessinée à paraître le 3 juin. On en parle avec son rédacteur en chef Baptiste Bouthier. À écouter aussiMadagascar: l'Office malagasy des droits d'auteur monte au créneau contre l'IA Face à la menace russe, la population polonaise sur le qui-vive Déjà en première place du classement européen sur les dépenses militaires en part du PIB (5%), la Pologne se tourne vers sa population. Alors que des drones russes survolent l'UE, voire s'y écrasent, les risques liés à la guerre en Ukraine sont dans tous les esprits. Le contexte pousse ainsi des civils à prendre part à des journées d'entraînement par des militaires, baptisées « Toujours Prêts ». Notre correspondant Adrien Sarlat s'est glissé parmi les participants, en banlieue de Varsovie. À lire aussiSafe: la Pologne est la première bénéficiaire du programme militaire européen
Gian Piero Brunetta"Memoria Festival"Mirandolawww.memoriafestival.it05 Giugno 2026ore 21:30La famiglia Panini, quelli delle figurine: tra storia e ricordoCon Gian Piero Brunetta, Francesca Cima, Letizia Lamartire, Laura Panini e Antonio PaniniDa una piccola edicola di Modena alle tasche di tutti i bambini italiani, quello delle figurine Panini è stato un viaggio incredibile, partito dall'intraprendenza di una donna, Olga Cuoghi Panini, e dalla sua fiducia nel futuro. Un viaggio che è diventato adesso anche una serie televisiva di cui lo storico del cinema Gian Piero Brunetta, la produttrice Francesca Cima, la regista Letizia Lamartire e i membri della famiglia Panini Laura e Antonio ripercorrono la storia.06 Giugno 2026ore 11:00Racconti di storie e di ricordiCon Marco Paolini in dialogo con Gian Piero BrunettaIl teatro di Marco Paolini è da sempre un cantiere della memoria, un luogo dove i ricordi individuali si intrecciano con i grandi eventi della Storia. In questo incontro, l'autore e attore veneto, in dialogo con lo storico del cinema Gian Piero Brunetta, ci guida nel suo laboratorio creativo, esplorando il ruolo della parola nel tenere in vita il passato e ricordandoci che raccontare storie è l'unico modo che abbiamo per non smarrire il senso del presente.06 Giugno 2026ore 15:30Dalla Storia alle storieCon Paolo Puppa in dialogo con Gian Piero BrunettaIl drammaturgo Paolo Puppa, tra i più autorevoli storici del teatro in Italia, dialoga con lo storico del cinema Gian Piero Brunetta sul potere del palcoscenico e della finzione di scavare nelle pieghe della memoria, tra dimensione collettiva e individuale. L'incontro è arricchito dall'interpretazione di Puppa dei monologhi di Filottete e del Figlio dai Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello.Gian Piero Brunetta è professore emerito di Storia e critica del cinema all'Università degli Studi di Padova. Fra le sue numerose pubblicazioni, l'opera in cinque volumi dedicata alla storia del cinema italiano (Editori Riuniti; Laterza 2008), per Einaudi un Dizionario dei registi del cinema mondiale (2007), i cinque volumi della Storia del cinema mondiale (2003), e una Guida alla storia del cinema italiano (2003). Ha collaborato con “la Repubblica” e con numerose riviste letterarie e cinematografiche italiane e straniere. Nel 2022 ha pubblicato La Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia 1932-2022 (Marsilio) e nel 2024 Cinema italiano. Una storia grande 1905-2023 (Einaudi). Tra le sue pubblicazioni più recenti: Pasolini e il cinema (Carocci editore, 2025) e Veneto capitale del cinema e della visione (Ronzani, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Elisa Motterle"Oggi parliamo di buone maniere"Memoria Festival, Mirandolawww.memoriafestival.it05 Giugno 2026ore 21:30Oggi parliamo di buone maniereCon Elisa MotterleLungi dall'essere un set di regole antiquate buone solo per la Regina Elisabetta, il bon ton è uno strumento potente, in grado di arginare lo sgretolarsi dei delicati equilibri della vita in comune cui assistiamo in un'epoca come la nostra, incentrata sul concetto di libertà come valore assoluto. Elisa Motterle invita a ripartire dalle buone maniere per costruire rapporti più armoniosi e più autentici.Elisa Motterle, specializzata in business etiquette e galateo cross-culturale, è laureata in Storia dell'arte e ha cominciato la sua carriera come giornalista di moda e lifestyle per le testate del gruppo Condé Nast. Si è poi occupata per un decennio di comunicazione, marketing e client experience per aziende come Yoox- Net-a-Porter, Giorgio Armani, gruppo Kering. Fondatrice di Italian Etiquette Society, oggi si dedica a tempo pieno alla consulenza e alla formazione sui temi del lusso, delle buone maniere e dell'eleganza relazionale. È l'unica trainer italiana certificata dall'International Etiquette & Protocol Academy di Londra. Ha pubblicato Bon Ton Pop (2022), Bon Ton Pop a tavola (2023), Bon Ton Pop al lavoro (2024) e, per Einaudi, Il tao delle buone maniere (2026).Elisabetta Motterle"Il To delle buone maniere"Einaudi Editorewww.einaudi.itL'umanità ha compreso, fin dalle sue origini, che vivere insieme porta vantaggi a tutti, ma richiede reciprocità e simmetrie: la mia libertà termina dove comincia la tua. In un'epoca come la nostra in cui la libertà è diventata un valore assoluto e frainteso, assistiamo allo sgretolarsi dei delicati equilibri della vita in comune. Un argine per questa deriva però c'è: ripartire dalle buone maniere, che non coincidono piú con precetti polverosi e anacronistici, ma sono un distillato di sapere sociale a cui attingere per sintonizzare i nostri gesti al contesto e preservare l'armonia: un presidio di resistenza gentile. Con un tono brillante e contenuti sorprendenti, Elisa Motterle ricostruisce una mappa di concetti apparentemente opposti – ordine/caos, forma/sostanza, pubblico/privato, implicito/esplicito – per tracciare una «strada» mediana fra queste polarità e mostrarci come derivarne regole di buona convivenza, flessibili e armoniosamente complementari: non fredde convenzioni, quindi, ma l'integrazione di intelligenza emotiva e filosofia quotidiana.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Elisabetta Frau, Sante Bandirali"l'ordine del mondo"Luigi Malerbauovonero edizioniwww.uovonero.comTesto di Luigi Malerba, Illustrato da Elisabetta Frau. Il testo di un grande autore rinasce in forma di albo illustrato grazie al tratto fresco e divertente di una talentuosa illustratrice, per ricordarci ancora una volta che, forse, un pochino di disordine si può anche sopportare...Marione non riesce proprio a sopportare il disordine del mondo. E come dargli torto, del resto.Ma Marione non è tipo da lasciar correre: di giorno riordina gli scaffali del supermercato dove lavora, le lettere del vocabolario, le idee degli amici...di notte, non ancora soddisfatto, sogna di sistemare per bene gli edifici, le città e persino gli elementi chimici!Qualcuno riuscirà mai a placare la sua furia catalogatrice?Elisabetta Frau, nata e cresciuta a Cagliari, ha maturato esperienze professionali e formative nella penisola (Master di illustrazione Ars in Fabula) e all'estero, ma ha deciso di tornare in Sardegna.Vanta oltre dieci anni di esperienza nell'ambito della direzione creativa e della gestione dei progetti.Ha contribuito alla crescita di una piccola agenzia pubblicitaria che si è evoluta nel reparto di design dell'esperienza di una multinazionale.L'ordine del mondo, nato dal racconto di un maestro della letteratura italiana come Luigi Malerba, è il suo primo albo illustrato.Sante Bandirali è editore di uovonero, traduttore e autore. Come traduttore ha vinto il Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2020 con il romanzo Una per i Murphy di Lynda Mullaly Hunt. Sue traduzioni hanno vinto il Premio Andersen, il Premio Letteratura Ragazzi della Cassa di Risparmio di Cento, il Premio Orbil, il Premio Asti d'Appello Junior, il Premio Microeditoria di Qualità, il Premio 12 Apostoli / Mont Blanc e ottenuto altri riconoscimenti.Per uovonero è autore degli albi Il signor Erik (illustrato da Francesca Corso), L'uovo nero (illustrato da Alicia Baladan) e Per mano (illustrato da Gloria Tundo). Luigi Malerba (Pietramogolana 1927 - Roma 2008), pseudonimo di Luigi Bonardi, è stato uno dei maggiori e più tradotti scrittori italiani del secondo Novecento e ha fatto parte della neoavanguardia sperimentalista del Gruppo 63.Oltre alle opere di narrativa, romanzi e racconti, ha scritto testi per il cinema e la televisione e numerosi libri per ragazzi. Laureato in giurisprudenza a Roma, lavora come giornalista e collabora alla scrittura di alcune sceneggiature cinematografiche e televisive. A Parma, negli anni Cinquanta, dirige la rivista cinematografica «Sequenze».Le pietre volanti è uno dei suoi romanzi di maggior successo, per il quale vince il Premio Viareggio e il Premio Feronia nel 1992.Dopo la sua morte, dal 2010 si è cominciato il Premio Luigi Malerba di narrativa e cinema, a sua memoria, dedicato a opere inedite e sceneggiature di giovani con meno di 28 anni. Ha vinto numerosi premi letterari, tra i quali il Prix Médicis per il miglior autore straniero, il Mondello, il Grinzane Cavour e il Viareggio.E' rimasto celebre il suo scontro con Claudio Magris al Premio Strega che gli impedì la conquista del prestigioso alloro.Tra le sue opere ricordiamo: La scoperta dell'alfabeto (Bompiani 1963), Il serpente (Bompiani 1966), Salto mortale (Bompiani 1968), Il protagonista (Bompiani 1973), Le rose imperiali (Bompiani 1974), Il pataffio (Bompiani 1978), Diario di un sognatore (Einaudi 1981), Il pianeta azzurro (Garzanti 1986), Testa d'argento (Mondadori 1988), Il fuoco greco (Mondadori 1991), Le pietre volanti (Rizzoli 1992), Il viaggiatore sedentario (Rizzoli 1993), Storiette e storiette tascabili (Einaudi 1994), Le galline pensierose (Einaudi 1980, Mondadori 1994). Per Mondadori sono usciti i suoi libri più recenti: Le maschere (1995), Che vergogna scrivere (1996), Itaca per sempre (1997), La superficie di Eliane (1999), Il circolo di Granada (Mondadori 2002), Ti saluto filosofia (2004).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Domenico ScarpaPrimo Levi: uniform editionEinaudi Editorewww.einaudi.itPrimo Levi: uniform editionMartedì 26 maggio sono usciti negli Einaudi Tascabili i primi quattro titoli di una uniform edition di Primo Levi. In tutto sono previsti sedici volumi, per un'operazione che verrà completata entro la primavera del 2027, quando ricorrerà un doppio anniversario: i 40 anni dalla scomparsa di Levi e i 80 anni dalla prima edizione De Silva di Se questo è un uomo.Tra i quattro volumi appena usciti c'è un inedito assoluto: Mi interessa la gente perché ne faccio parte. Dialoghi con le scuole.Questo libro, curato da Fabio Levi, raccoglie 62 corrispondenze di Primo Levi con studenti e insegnanti di tutta Italia, negli anni tra il 1973 e il 1986. Gli altri tre titoli sono Se questo è un uomo, Il sistema periodico e La chiave a stella, a cura di Domenico Scarpa, ciascuno con un corredo di Documenti e con nuovi apparati storico-critici. Il progetto grafico della uniform edition è di Fabrizio Farina, mentre a Nicola Magrin si devono il lettering del nome d'autore, che caratterizza l'intera serie e che si impone allo sguardo senza essere invasivo, nonché le copertine di Se questo è un uomo, del Sistema periodico e della Chiave a stella.Le opere che Levi pubblicò in vita, da Se questo è un uomo a I sommersi e i salvati, sono curate da Domenico Scarpa; ciascuna di esse contiene una sezione di Documenti e una postfazione che ricostruisce le vicende del libro.Con il suo prezzo di copertina contenuto e con il suo impatto grafico la uniform edition si rivolge innanzitutto a studenti e insegnanti, ma ha il suo punto di forza nella sezione Documenti e nei nuovi apparati storico-critici. L'una e gli altri offrono ai lettori e agli studiosi una quantità di inediti che solo ora emergono dagli archivi: dialoghi epistolari, prime stesure di testi (alcuni dei quali celebri, come il racconto Carbonio del Sistema periodico), retroscena editoriali. Accanto a queste novità si è tenuto a conservare alcuni testi critici tuttora essenziali, come quelli di Cesare Segre su Se questo è un uomo, di Ernesto Ferrero su La tregua, di Walter Barberis su I sommersi e i salvati, e (in appendice al Sistema periodico) l'intervista che Philip Roth realizzò con Levi nel settembre del 1986.Ai primi quattro titoli della uniform edition di Levi che sono usciti ieri si aggiungerà tra poco, in luglio, Storie naturali, la sua prima raccolta di storie di fantatecnologia e di fantabiologia (lo stesso Levi li definì «di quasi fantascienza»), che uscì nel 1966 sotto lo pseudonimo Damiano Malabaila, adottato su richiesta di casa Einaudi per non disorientare i lettori di Se questo è un uomo e La tregua. Solo a partire dal 1979 l'opera sarebbe apparsa con il nome reale dell'autore. Storie naturali verrà riproposto nell'edizione curata nel 2022 da Martina Mengoni e Domenico Scarpa, ma con una copertina appositamente realizzata da Miriam Levi, nipote dello scrittore, il cui segno è congeniale alla vena fantastico-visionaria di suo nonno. Per questa serie Miriam Levi firmerà infatti anche le copertine delle successive raccolte di storie d'invenzione: Vizio di forma (1971) e Lilìt e altri racconti (1981).Domenico Scarpa è il consulente letterario del Centro studi Primo Levi di Torino. Ha pubblicato Italo Calvino (Bruno Mondadori, 1999), Storie avventurose di libri necessari (Gaffi, 2010), Natalia Ginzburg. Pour un portrait de la tribu (Cahiers de l'Hôtel de Galliffet, 2010), Uno. Doppio ritratto di Franco Lucentini (:duepunti, 2011) e, con Ann Goldstein, In un'altra lingua (Lezioni Primo Levi - Einaudi, 2015). Ha curato il terzo volume della Grande Opera Atlante della letteratura italiana. Dal Romanticismo a oggi, edito da Einaudi (2012) e, con Roberta Mori, Album Primo Levi (2017). Inoltre, la raccolta delle Lezioni Primo Levi (Mondadori, 2019) e svariate antologie, cicli teatrali, mostre e documentari televisivi. Nel 2019 ha curato per i «Meridiani» Mondadori le Opere di bottega di Fruttero & Lucentini, mentre per Einaudi cura opere di Natalia Ginzburg e, per Sellerio, i romanzi di Graham Greene. Con Einaudi ha pubblicato anche Bibliografia di Primo Levi (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Lidia Ravera"Bagna i fiori e aspettami"Bompiani Editorewww.bompiani.itGiò è una ragazza irrequieta, che risponde al centralino in una tivù privata e sogna una vita d'avventura. Ha tre sorelle: Margherita, che sogna l'amore e fa la segretaria in una scuola elementare. Elisabetta, cagionevole e spirituale. Amelia, frivola e innamorata della sua bellezza. Vi ricordano qualcosa, o qualcuno? Sono quattro piccole donne alle prese con gli anni ottanta del secolo scorso. Hanno avuto in sorte una madre avvenente e svagata oltre a un padre fantasma, svanito quando Giò aveva due anni. Se la sono cavata benissimo anche senza di lui, a dire il vero, ma quando, dentro una busta piena di denaro, arriva un suo imprevisto messaggio con la richiesta di un appuntamento a Barcellona, è Giò a partire, attratta dal desiderio di conoscere quel personaggio che nella sua vita non c'è mai stato ma ha monopolizzato il suo immaginario. Arrivata a Barcellona, e da lì in poi, Giò avrà tutta l'avventura che vuole: niente papà, ma in compenso un affascinante bugiardo in limousine di cui innamorarsi e un itinerario che la porterà a Marsiglia, New York, Londra e Lusaka, fra trafficanti d'arte e di pietre preziose, seguendo scie di debiti e svelando vecchi segreti. In questo romanzo, il quarto scritto da Lidia Ravera, uscito per la prima volta nel 1986, non esistono i telefonini né i social e la moneta italiana è ancora la lira. Ma il ritmo serrato e tagliente, l'ironia, il calore della prima persona, il divertimento sono tutti lì, nello stile inconfondibile di un'autrice molto amata e nelle vicende che conducono la protagonista a inseguire con tenacia la pista degli affetti.Lidia Ravera è nata a Torino. Giornalista e scrittrice, ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d'esordio Porci con le ali, longseller con tre milioni di copie vendute (oggi nei Tascabili Bompiani, anche in versione graphic novel). Ha scritto trenta opere di narrativa. Gli ultimi romanzi, Piangi pure, Gli scaduti, Il terzo tempo, L'amore che dura, Avanti, parla e Un giorno tutto questo sarà tuo (2024) sono nel catalogo Bompiani, come la novella autobiografica Tempo con bambina e il racconto La somma di due. Del 2023 è il saggio Age Pride (Einaudi). Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione.Lidia Ravera"Age Pride"Einaudi Editorewww.einaudi.it«La vita finisce quando tutto si ferma. Come atlete dobbiamo muoverci con lei, imparare il suo passo, accelerare e rallentare a comando, fletterci e poi spiccare il balzo necessario a non essere disarcionate. Bisogna restare agili. Non giovani, agili. Flessibili. Bisogna imparare a muoversi a tempo con il Tempo. Senza ostinarsi nell'imitazione di modelli scaduti. Ma senza nascondersi. Soprattutto senza nascondersi».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Oggi parliamo del processo creativo e della fretta, di quanto possa essere controproducente.Andiamo a trovare un respiro nel libro di Vasco Brondi: “Una cosa spirituale: non fare niente e altre forme d'arte”, edizioni Einaudi.Se ti piace questo podcast, condividilo con qualcuno a cui possa servire. Ti auguro una buona giornata e una buona settimana.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respir
I 20 anni di Gomorra con Roberto Saviano e "Il tempo dell'orologiaio" di Maurizio de Giovanni *Maggio 2006: arriva in libreria un libro che parla di criminalità organizzata a Napoli e dintorni. Quel libro si intitola "Gomorra" e l'ha scritto un giovane giornalista, Roberto Saviano, allora praticamente sconosciuto. Quel romanzo viene pubblicato da Mondadori in qualche migliaio di copie: vent'anni dopo "Gomorra" viene ripubblicato da Einaudi e nel frattempo ha venduto oltre due milioni e mezzo di copie in Italia, oltre dieci milioni nel mondo ed è stato tradotto in una cinqunatina di Paesi. Un successo internazionale che ha segnato un cambio di vita profondissimo per il suo autore: qualche mese dopo la pubblicazione di "Gomorra" arrivano segnalazioni di minacce e Roberto Saviano viene messo sotto scorta. In occasione dei vent'anni di Gomorra lo abbiamo incontrato al Salone del libro di Torino per ricostruire quanto accaduto. Nella seconda parte parliamo di "Il tempo dell'orologiaio" (Feltrinelli), romanzo di Maurizio de Giovanni, sequel di "L'orologiaio di Brest". Due romanzi che creano un focus su terrorismo, servizi segreti, poteri forti. Non è facile parlare di questo romanzo senza fare qualche piccolo spoiler su quello precedente: il consiglio è quello di leggere prima "L'orologiaio di Brest" e poi "Il tempo dell'orologiaio". Da una parte c'è una giornalista, Vera, che da anni cerca di far luce sulla morte del padre, un poliziotto ucciso in un attentato dinamitardo nei confronti di un magistrato. Tutta la sua vita è dunque segnata dall'ossessione della ricerca della verità. Arriva a identificare la persona che aveva costruito l'ordigno: Carlo, nome di battaglia Sergio, che all'epoca faceva parte della lotta armata. Il figlio di Carlo, Andrea, è assolutamente all'oscuro di questa vicenda e pensa che il padre sia morto: è Vera a fargli scoprire che suo padre è vivo e che è stato un assassino. In questo secondo romanzo Andrea e il padre ritrovato dovranno agire insieme, invece, per scoprire dove sia Vera, misteriosamente scomparsa. L'occasione per entrambi per raccontare qualcosa di sé e, forse, per cercare di comprendersi.
Maria Luisa Frisa"Il corpo alla moda"Einaudi Editorewww.einaudi.itSenza un corpo l'abito è incompleto. Prende vita solo quando viene indossato, plasmando l'immagine di chi lo porta e lasciandosi, a sua volta, trasformare. In questo scambio silenzioso si gioca una domanda decisiva: quanto la moda disciplina i corpi? E quanta libertà, invece, offre a ciascuno di noi per raccontarsi? Un saggio imprescindibile che ci insegna a guardare i vestiti non solo per come ci stanno, ma per ciò che ci chiedono di diventare. Perché ogni abito non copre soltanto un corpo. Dice chi siamo e chi decidiamo di essere.Che cosa accade quando la moda incontra il corpo? È attorno a questa domanda che si sviluppa la riflessione di Maria Luisa Frisa, tra le voci più autorevoli della cultura italiana della moda: un invito a riconoscere negli abiti non oggetti frivoli, ma dispositivi culturali capaci di generare identità, desideri e immaginari. Tra passerelle e atelier, pagine di riviste, manichini e cartamodelli, prende così forma il racconto sorprendente di una corporeità costantemente progettata e ripensata dalla moda. È il corpo «astratto» delle modelle, sospeso tra standardizzazione e singolarità; il corpo maschile ridefinito dalle rivoluzioni stilistiche di Armani e Versace; sono i corpi pop dei red carpet e quelli vulnerabili che si espongono attraverso lo schermo degli smartphone. Ma è anche, e soprattutto, il corpo quotidiano, quello che ogni mattina si misura allo specchio nel gesto insieme semplice e decisivo di scegliere cosa indossare. Attorno a questo gesto si dispiega un sistema di segni e strumenti – taglie, silhouette, zone erogene mutevoli, trucco come maschera o come atto di libertà – che mostra come il corpo non sia mai dato una volta per tutte, ma continuamente negoziato e riscritto. Con un perfetto intreccio di teoria e narrazione, Frisa ci mostra come gli abiti possano manipolare il corpo o liberarlo, astrarlo o restituirgli consistenza, svelandoci come la moda continui, incessantemente, a riscrivere il nostro modo di stare nel mondo.Maria Luisa Frisa, teorica della moda e curatrice, laureata in Storia dell'arte all'Università di Firenze, già Visiting Professor al London College of Fashion, è stata professoressa ordinaria all'Università Iuav di Venezia, dove ha fondato il corso di laurea «Design della moda e Arti multimediali» e dove dirige la rivista accademica «Dune». Nella sua prima vita si è occupata di arte contemporanea curando mostre, scrivendo per la rivista «Flash Art» e fondando la rivista indipendente «Westuff». Curatrice di numerose mostre, in Italia e all'estero, la piú recente è Memorabile. Ipermoda al MAXXI di Roma. I suoi ultimi libri sono Le forme della moda (il Mulino 2022), I racconti della moda (Einaudi 2024) e Il corpo alla moda (Einaudi 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Roberta Durante"Taccuino per scrittori di cartoline"Saluti e baci dal mai.Kellermann Editorewww.kellermanneditore.itDove sono finiti tutti quei paesaggi che hanno provocato in noi una nostalgia senza senso? Forse sono rimasti semplicemente lì, nei luoghi dove abbiamo perso qualcosa o preso ciò che ognuno si porta dentro. La vita, allora, potremmo dire essere un bell'intreccio di geografia e scrittura, una cartolina.In questi cinquanta racconti, o cartoline immaginarie, è nascosta una vita, quella di chi torna nelle città fantasma del suo cuore, per ricordare che cosa ha preso o cosa ha lasciato lì. Una guida per tutti, un addestramento poetico a riconoscere i luoghi attraverso il ricordo e la scrittura.Da New York a Vittorio Veneto, cinquanta città o paesi, raccontati attraverso le descrizioni poetiche di quella che diventa così una scrittrice di cartoline.Cartoline poco ordinarie, senza fotografie, dove prendono il sopravvento l'immaginazione, il depistaggio, le aperture di parentesi, la poesia.Scintille, folgorazioni, intima sincerità e un sentire, capace di contagiare il lettore, attivando ulteriori lampi e ricordi. Una prova, anche di coraggio, in cui – seppure chiusi in un libro – si rimane in mutande.Un libro in cui la prima cartolina a partire è proprio un dispaccio, una comunicazione urgente da parte di Giulio Casale, assiduo frequentatore, anche lui, del mondo poetico e musicale, che gentilmente informa i lettori: “Durante è pazza. Manda vademecum per appunti di viaggio ma si tratta certamente, reiteratamente di spaccio, di poesia e di visioni, allegorie, di voci interiori sghembe e di passaggio”.Roberta Durante è nata nel 1989 a Treviso.La sua ultima pubblicazione è I bimbi sperduti (Einaudi, 2023). Tra i suoi ultimi libri editi Nella notte cosmica (Sossella 2016), Le istruzioni del gioco (Le Lettere 2020, con uno scritto di Tiziano Scarpa), il romanzo epistolare con Silvia Salvagnini Possiamo ancora dirci poesie (Ronzani 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
A special episode with the New York Times journalist, author of “Second Life” The July 2025 episode of Comodino, dedicated to an essay and a novel about motherhood, received a great deal of feedback through Instagram comments and emails. Becoming a parent (and a mother in particular) is certainly not a new topic, but it understandably remains relevant and continues to spark many discussions and diverse perspectives. This special episode is a sort of sequel: it features an interview with Amanda Hess, a New York Times journalist and author of the book Second Life. Having a Child in the Digital Age (published in Italy by Einaudi last October). You can listen to the English version here. The episode is also available in a dubbed version in Italian. Mentioned in the episode are Vincent Ferrané's photography series Milky Way, as well as the books A Life's Work by Rachel Cusk (who has also been a guest on Comodino), Unfit Parent by Jessica Slice, and The Denial of Death by Ernest Becker. Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, abbonati al Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La puntata di Comodino di luglio 2025, dedicata a un saggio e a un romanzo che parlano di maternità, ha ricevuto moltissimi riscontri, tra commenti su Instagram ed email. Diventare genitori (e madri in particolare) non è certo un tema nuovo, ma comprensibilmente resta sempre rilevante e suscita molte discussioni e punti di vista diversi. Questa puntata speciale è una specie di sequel: contiene un'intervista ad Amanda Hess, giornalista del New York Times e autrice del libro Un'altra vita. Fare un figlio nell'era digitale (Einaudi), uscito lo scorso ottobre. Qui potete ascoltarla nella versione in italiano, doppiata da Giulia Alice Pacchiarini. La puntata è disponibile anche in inglese, senza doppiaggio. Nella puntata sono menzionati la serie fotografica di Vincent Ferrané Milky Way e i libri Il lavoro di una vita di Rachel Cusk (che è stata a sua volta ospite di Comodino), Unfit Parent di Jessica Slice e Il rifiuto della morte di Ernest Becker. Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, abbonati al Post. Leggi sul Post:- Sempre meglio non mettere i bambini sui social- Le influencer antifemministe che parlano alle donne, cioè le tradwife- Le donne che scelgono di partorire senza assistenza Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Raccontare la verità può essere una strada per risvegliare la nostra creatività.Ascoltiamo le parole di Vasco Brondi in: “Una cosa spirituale”, edizioni Einaudi.Se trovi questo podcast interessante, parlane e condividilo con qualcuno a cui tieni.Dalla scorsa settimana puoi ascoltare il primo episodio del mio nuovo podcast: “SAPORE: arte e creatività in cucina”. Ti lascio qui il link:SAPORETi auguro una buona giornata.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro
In questa puntata di Shelf. Il posto dei libri Alessandro Barbaglia, Chiara Sgarbi e Manlio Castagna animano la puntata parlando di cinema, romanzi dei deisideri e dell'improtanza di imparare le poesie a memoria. Con loro anche Enrico Galiano, scrittore e docente, autore tra gli altri di Il cuore non va a dormire, di recente edito da Einaudi.Scopri la puntata e dicci la tua: cosa stai leggendo o ascoltando?SHELF. IL POSTO DEI LIBRIDi Alessandro Barbaglia. Con: Eleonora C. Caruso, Chiara Sgarbi, Manlio Castagna, Marco Ballarè e Petunia Ollister.Realizzato da MONDADORI STUDIOSA cura di Miriam Spinnato, Elena Marinelli, Danilo Di TerminiProgetto grafico di Francesco PoroliMusiche di Gianluigi CarloneMontaggio e post produzione Indiehub studio
Notavo che da tanto tempo non leggiamo Chandra Candiani, allora dobbiamo subito correre ai ripari.Lo facciamo oggi con una pagina dal suo “Il silenzio è cosa viva”, edizioni Einaudi.Se ti piace questo podcast, condividilo e parlane con qualcuno a cui possa interessare. Ti ricordo che oggi puoi ascoltare il secondo episodio del mio nuovo podcast: “SAPORE: arte e creatività in cucina”. Cercalo sulla tua piattaforma di ascolto preferita.Ti auguro una buona giornata e una buona settimana.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro
Il libro della settimana: "Lo sbilico" di Alcide Pierantozzi (Einaudi)
"Lo sbilico" di Alcide PierantozziRaccontare apertamente di sé, dei propri disturbi psichici, di come vengano attraversati, di come determinino la propria vita quotidiana, è quello che fa Alcide Pierantozzi nel romanzo "Lo sbilico" (Einaudi) che lui stesso in una postfazione definisce "diario di bordo della mia malattia". I primi disturbi si manifestano fra l'infanzia e l'adolescenza, disagio esistenziale, poi una diagnosi di depressione, anoressia, e con il passare del tempo una diagnosi di disturbo bipolare e di disturbi dello spettro autistico. Terapie con psicofarmaci, mixati a volte ad alcol e droghe, una madre sempre presente, pilastro della famiglia, un padre definito "negazionista" perché nega l'omosessualità del figlio e la malattia. Un viaggio nella testa di chi soffre di una malattia mentale che è anche malattia del corpo, come viene sottolineato, cercare disperatamente il modo di fermare il flusso dei pensieri, le allucinazioni, allenarsi in palestra per tre ore al giorno sei volte alla settimana come tentativo di arginare le crisi quotidiane; cercare le parole, come si legge nel romanzo, che mettano guinzaglio ai pensieri. "Lo sbilico" è la malattia mentale che si fa a letteratura, la testimonianza di un singolo che assume un valore universale.
Alberto Bertoni"L'Alzheimer, i cavalli, la poesia"Un memoirMarietti1820www.mariettieditore.itC'è tutta la poesia di Alberto Bertoni nella sua prosa delicata, dolorosa e ironica che racconta la malattia del padre Gilberto. L'Alzheimer, che cancella i ricordi dell'essere umano che abita, crea uno spazio di accoglienza per quelli di chi al malato sta accanto. E di ricordo in ricordo scorrono, sulla lunga durata della passione precoce dell'autore per la poesia, le corse dei cavalli e l'Inter, la vita famigliare e gli anni della formazione, i percorsi della parola e delle lingue, i maestri di letteratura e quelli di vita – o di entrambe. Episodi di storie particolari che si intrecciano ai grandi movimenti e mutamenti culturali di una generazione divisa tra quotidianità e sconvolgimenti. Attraverso Modena, «stanza di vita quotidiana», la Bologna degli studi e delle bombe e un Oltreoceano già oltre la soglia della rivoluzione tecnologica, il memoir di Bertoni è una continua danza sul filo dell'immanenza.Alberto Bertoni (Modena, 1955) è saggista e poeta. Ha insegnato Letteratura italiana contemporanea all'Università di Bologna. Tra le sue numerose pubblicazioni si ricordano, per la saggistica, Poesia italiana dal Novecento a oggi (Marietti1820, 2019), Una questione finale. Poesia e pensiero da Auschwitz (Book Editore, 2020), Voci del grande stile. Prose e poesie fra due secoli (Il Mulino, 2023). Il tema dell'Alzheimer è stato già affrontato nell'opera poetica Ricordi di Alzheimer (in quattro edizioni per Book: 2008, 2012, 2016 e 2024), nel 2018 molte delle sue raccolte sono confluite nel volume Poesie 1980-2014 (Aragno). Il suo libro più recente è Semplici abbandoni (Einaudi, 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La creatività può essere un modo per comunicare con l'invisibile.Ne parla Vasco Brondi nel suo nuovo libro “Una cosa spirituale”, edizioni Einaudi.Se ti piace questo podcast, condividilo e parlane con qualcuno a cui possa interessare.Ti auguro una buona giornata e una buona settimana.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro
"Il cuore non va a dormire" di Enrico Galiano e "8.6 gradi di separazione" di Giulia ScomazzonSasha è un'adolescente solitaria, ha solo due amici fidati, frequenta di nascosto una palestra di box (per la madre non è uno sport per ragazze) e sempre di nascosto, per non essere presa in giro, ascolta musica classica. Affida tutti i suoi pensieri a un quaderno: solo in quelle pagine riesce a confessare il suo amore per il professore di diritto e quanto è accaduto fra loro. Parallelamente c'è la storia di Alessandra, una quarantenne che si occupa d'arte, massima esperta di Moresco, un artista misterioso che dipinge dei murali e di cui nessuno conosce l'identità. Da anni non compaiono sue opere, ma un giorno sui muri di una chiesa compare un murale che potrebbe segnare il suo ritorno. Anche quest'opera porta il marchio di fabbrica dell'artista, una crepa, perché per Moresco tutta l'opera d'arte nasce appunto da una crepa, non più difetto, ma occasione di creatività. Così come le crepe, nel passato delle due protagoniste, rappresentano un po' il centro intorno al quale hanno costruito le proprie esistenze. Tutto questo è narrato nel romanzo "Il cuore non va a dormire" (Einaudi) di Enrico Galliano, scrittore e insegnante molto amato sia da giovani che da adulti, proprio per questa sua capacità di comprendere le emozioni e di creare un ponte fra le generazioni.Nella seconda parte parliamo del romanzo "8.6 gradi di separazione" di Giulia Scomazzon (Nottetempo). Alice è una trentenne che beve molti alcolici e li mischia anche con tranquillanti e droghe leggere. Per il suo fidanzato Giacomo e per altre persone che la circondano, lei è un'alcolista e dovrebbe curarsi, ma per Alice la dipendenza è una forma di autoconservazione e non di autodistruzione. È consapevole di bere grandissime quantità di alcol, ma si definisce una bevitrice funzionale, non vede su di sé l'abbruttimento tipico degli alcolisti. Il fidanzato la spinge a frequentare un gruppo di alcolisti anonimi, ma Alice con il suo carattere sferzante ne mette in evidenza per esempio il fanatismo. Una tragicommedia (dove gli 8.6 gradi sono quelli della birra preferita dalla protagonista), narrata con ironia tagliente.
di Matteo B. Bianchi | In questa puntata primaverile conosciamo Caterina Pusateri, libraia di Palermo e da poco autrice de "La lettrice impaziente. Storia di una libraia" (SEM); con Federica Rustichelli parliamo del suo originale progetto Libri Col Francobollo e del suo amore per romanzi epistolari, lettere e corrispondenze a ritmo lento, rigorosamente analogiche. Il consiglio di lettura finale arriva invece dall'autrice Cristina Marconi. Libri consigliati in questo episodio: LA CARITÀ CARNALE di Monica Acito, Bompiani; LA MATTINA SCRIVO di Franck Cortés, Playground; IL LIBRO DI MOEBIUS di Catherine Lacey, SurI; L DOSSIER RACHEL di Martin Amis, Einaudi; MOSTRI di Claire Dederer, Iperborea in collaborazione con il Post; IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATA DI GUERNSEY di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows, Astoria; CARO SIMENON, MON CHER FELLINI, Adelphi; IL NEMICO di Federica De Paolis, Feltrinelli Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Fabio Scotto"Andalusia della voce"Prefazione di Antonio PretePassigli Editoriwww.passiglieditori.it«Le mappe del vedere, nella poesia di Fabio Scotto, sono come la velatura – colorata e musicale – di altre mappe, quelle del sentire: lo sguardo sui paesaggi urbani e metropolitani, sulle figure che li abitano, annuncia e in qualche modo avvalora e rafforza lo sguardo sui sentimenti, oltre che l'ascolto delle loro pulsazioni. Quell'“andalusia della voce” che è titolo della raccolta, e che riappare nel primo dei testi, “Piccola Carmen”, per essere ripreso nella finale “Nota” come cifra propria di una poetica, è insieme respiro del dire e ritmo del sentire. Un sentire sul cui cielo trascorrono nuvole di nostalgia, ma si tratta di una nostalgia aperta, capace di istituire un forte legame tra la parola e la custodia di un tempo svanito e tuttavia colmo di presenze affettive, dialoganti, prossime, presenze che di fatto divengono ritmo e luce e suono della propria interiorità. Per questa contiguità stretta tra il vedere e il sentire, tra la geografia fisica e quella interiore, tra il viaggio e le immagini preservate, il nesso parola e musica appare come il modo più naturale e quasi necessario per quella sorta di cura amorosa dell'avventura umana alla quale diamo il nome di poesia…»Dalla prefazione di Antonio PreteFabio Scotto è nato a La Spezia nel 1959. Professore ordinario di Letteratura francese all'Università degli Studi di Bergamo, è poeta, traduttore, critico e saggista. Ha pubblicato le raccolte “Il grido viola” (Edizioni del Leone, 1988 – premio Menzione “Ungaretti”), “Il bosco di Velate” (Edizioni del Leone, 1991), “La dolce ferita” (Caramanica, 1999), “Genetliaco” (Passigli, 2000), “L'intoccabile” (Passigli, 2004), “Bocca segreta” (Passigli, 2008), “La Grecia è morta e altre poesie” (Passigli, 2013), “In amore” (Passigli, 2016), “Storia di Emma C. e altre poesie” (Puntoacapo, 2020), “A. L'abbandono” (Passigli, 2021) e le prose di “A riva” (NEM, 2009), “La nudità del vestito” (NEM, 2018) e “63 e 72, Rue Lepic. Due lettere a Yves Bonnefoy” (Il Formichiere, 2022). Diversi e importanti i riconoscimenti ottenuti; suoi testi e volumi sono tradotti in una quindicina di lingue. Ha curato e tradotto oltre venti libri di Yves Bonnefoy, tra i quali il Meridiano “L'opera poetica” (Mondadori, 2010); di grande rilievo anche l'antologia “Nuovi poeti francesi” (Einaudi, 2011) e, apparsi in questa nostra collana: l'antologia di Guillaume Apollinaire “Poesie per Lou e altri versi d'amore” e, dello stesso autore, la raccolta “Alcool”; la raccolta di Paul Éluard “Poesia e verità 1942” e la prima antologia italiana delle poesie di Nicole Brossard (“Dopo le parole”). Tra gli altri scrittori da lui tradotti, ricordiamo Alfred de Vigny, Victor Hugo, Villiers de l'Isle-Adam, Bernard Noël, Patrice Dyerval, Hélène Dorion, Vénus Khoury-Ghata, Pierre Autin-Grenier, Habib Tengour. Per la traduzione, ha ricevuto, i premi “Civitanova Poesia – sez. Annibal Caro”, “Achille Marazza”, “Benno Geiger”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Francesca Frigerio"Misia e basta"Manni Editoriwww.mannieditori.comMusa e mecenate di musicisti, pittori, scrittori, pianista dotata e concertista lei stessa, Misia Godebska ha riunito intorno a sé il meglio della scena culturale e salottiera parigina tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, tra feste, teatri, viaggi a Roma e Venezia, Vienna e la Costa Azzurra, morfina, ménage à trois, amori falliti e successi mondani che delineano i contorni di un'epoca eccezionale. È stata Madame Natanson, poi Edwards e poi Sert, Madame Verdurinska, Misia la snobinette, Comare Ammazzatutto, Ape Regina. Molti nomi per una creatura che sembra aver vissuto altrettante vite: Ravel e Debussy le dedicavano le loro composizioni, Mallarmé i suoi versi, composti spesso mentre la ascoltava suonare. Se Renoir e Toulouse-Lautrec hanno reso il suo volto immortale, per Coco Chanel era, semplicemente, la donna più intelligente che avesse mai conosciuto. In questo romanzo, intessuto delle tante pagine scritte su di lei, dei suoi diari e carteggi, a raccontare la sua vita è Misia stessa, e lo fa con la voce di una donna forte, appassionata, di enorme fascino, ma anche tormentata e segnata, negli anni, da lutti e abbandoni. Una personalità complessa, sfaccettata, multiforme. Mille Misia o, meglio, Misia e basta.Francesca Frigerio è nata a Milano, dove vive. È traduttrice dall'inglese di Dorothy Edwards, George Eliot, Robert Louis Stevenson, Rebecca West. Ha pubblicato saggi, tra cui Modernismo e modernità. Per un ritratto della letteratura inglese 1900-1940 (Einaudi, 2017) e curato l'antologia di racconti E vissero felici e contenti. Racconti di matrimonio (Einaudi, 2013). Misia e basta è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Gigi Spina"Retorica quotidiana"Quattro modi per muovere le ideePrefazione di Laurent PernotEnrico Damiani Editorewww.enricodamianieditore.comQuattro operazioni molto semplici, virtuose o delinquenziali, come aggiungere un posto a tavola o sottrarre il portafoglio a un passante; furbe o frutto di necessità, come provare a spostarsi avanti in una fila alle Poste o sostituire una cartuccia esaurita della stampante.Quattro operazioni con cui si modifica il linguaggio per argomentare le nostre idee in modo persuasivo.La usiamo nella vita privata per convincere gli amici a preferire una pizzeria a un'altra o sul lavoro per sostenere la bontà di un progetto su cui abbiamo lavorato a lungo. La ascoltiamo nelle occasioni pubbliche, storcendo il naso o commuovendoci a seconda di quanto è efficace. Eppure, dai tempi di Platone continua a non godere di buona fama, al punto che ancora oggi capita che l'oratore (il professore, il giornalista, il politico ecc.) proclami orgoglioso: «Lo dico senza retorica». Compiendo, più o meno consciamente, una sottile operazione retorica: usare l'arte per nasconderla.Ma non tutto è perduto. Da quando, a metà del XX secolo, è stata riproposta, aristotelicamente, come teoria dell'argomentazione e non solo come padronanza di figure di stile, la retorica è rientrata nelle università e nelle scuole, permettendo ai giovani di comprenderla, riconoscerla e praticarla nei contesti più vari, a partire dalle gare di debate.Nato da una lunga esperienza didattica, questo libro suggerisce di attingere a una “scoperta” della classicità, le quattro operazioni che Quintiliano aveva chiamato quadripertita ratio: aggiungere e sottrarre (opposte e ugualmente affascinanti), cambiare di posto e sostituire (distinte ma usate insieme con molta più frequenza delle altre). Analizzando come ciascuna di queste interagisca con la “triade” aristotelica (oratore, discorso, uditorio), questo saggio breve quanto vivace evoca esperienze antiche e contemporanee per aiutarci a perfezionare la nostra, efficace, retorica quotidiana.Gigi Spina è filologo e scrittore. Ha insegnato Filologia classica nell'Università di Napoli Federico II ed è stato Chaire Gutenberg 2009 nell'Università di Strasburgo. Ha pubblicato, tra gli altri, Omero. Il libro dell'orrido Polifemo (Il Mulino, 2024), Odissea 4.0. Nessuno ricorda Ulisse (Liguori, 2023) e Il mito delle sirene. Immagini e racconti dalla Grecia a oggi (con Maurizio Bettini, Einaudi, 2007). Sul sito www.luigigigispina.altervista.org si trovano le sue pubblicazioni, per la maggior parte in open access.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ottavio Fatica"Ormai non poteva succedere più nulla"Henry JamesEdizioni Adelphiwww.adelphi.itUn autentico forziere che schiude il segreto della vita narrativa di Henry James.«È l'arte che crea la vita, l'interesse, l'importanza di ogni cosa... Non conosco alcun sostituto alla forza e all'ardore del processo creativo» (da una lettera di Henry James a H.G. Wells, 1915).A cura di F.O. Matthiessen e Kenneth B. MurdockEdizione italiana a cura di Ottavio FaticaCon uno scritto di Roberto CalassoHenry James aveva un segreto: lo nascose nelle pieghe velenose della vita mondana, l'unica che gli fosse concesso di conoscere, e lo nascose ancor meglio nella sua prosa evasiva. Un segreto pronto a balzare alla gola dei protagonisti, e dell'autore, come la «bestia nella giungla» di un suo celebre racconto che divora ogni cosa, anche chi si arrischia a darle un nome. L'occasione per penetrarlo la offriranno questi taccuini: un autentico forziere dove James custodì quel materiale umano – aneddoti, pettegolezzi, visite, pranzi, cene, passeggiate – che andava cogliendo fra i prodotti della civiltà perfezionata, e gli si presentava ogni giorno sotto forma di «minuscolo germe per un minuscolo racconto». Poi, secondo la formula ricorrente nei Taccuini, lo scrittore sarebbe andato a «vedere un po' i particolari». In quel preciso istante cominciavano a vibrare le antenne narrative di James: ed è come se assistessimo al momento aurorale dell'invenzione narrativa. Subito dopo, eccolo delineare il profilo del racconto, con una tale perspicuità da non far rimpiangere che non sia mai stato narrato distesamente: era già stato scritto, nelle pagine dei Taccuini. Non occorreva di più.Henry James (New York, 15 aprile 1843 – Londra, 28 febbraio 1916) è uno dei maestri del romanzo moderno. Figlio di un celebre filosofo e fratello del psicologo William James, trascorse gran parte della vita in Europa, diventando cittadino britannico nel 1915. La sua opera esplora con sottile realismo psicologico il contrasto tra innocenza americana e raffinatezza europea, tema che percorre capolavori come Ritratto di signora (1881), Le ali della colomba (1902) e Gli ambasciatori (1903). Pioniere della narrazione interiore, influenzò profondamente Virginia Woolf, Marcel Proust e tutto il Novecento letterario. Morì a Londra, lasciando un'eredità di stile e profondità ancora insuperata.Ottavio Fatica (Perugia, 1949) è uno dei più raffinati traduttori italiani contemporanei. Nato a Perugia e trasferitosi presto a Roma, dove ha vissuto per decenni, dal 2013 risiede a Narni, in Umbria. Ha esordito in Adelphi e ha collaborato con Theoria, Editori Riuniti, Bompiani ed Einaudi; da anni è consulente editoriale a tutto campo per Adelphi. Traduttore dall'inglese e dal francese, ha ritradotto gran parte dell'opera di Rudyard Kipling (per Adelphi ed Einaudi), Moby Dick di Melville, i diari di Byron, Céline, Lovecraft, Henry James, Philip Roth e molti altri classici. Tra i suoi lavori più recenti: la nuova traduzione de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien (Bompiani, 2019-2020, poi in volume unico), Guerra (Adelphi, 2023) e Londra (Adelphi, 2025) di Louis-Ferdinand Céline, e Potrebbe anche non esserci più un mondo di H.P. Lovecraft (Adelphi, 2025). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
[English version below] Faoi ainm cleite a foilsíodh an chéad úrscéal a scríobh Natalia Ginzburg i 1942, ach fán bhliain 1947 bhí sí saor le scríobh faoina hainm féin. Tháinig rabharta úrscéalta uaithi as sin amach, mar aon le haistí, gearrscéalta, agus eile. Áirítear í ar mhórscríbhneoirí Iodáilise a linne. I 1961 a tháinig Le voci della sera amach. Tá an scéal suite i mbaile tuaithe in iarthuaisceart na hIodáile sna 1940í. Ríomhtar an scéal trí shúile mná óige, agus faightear spléachadh ar a saol siúd agus ar shaol na gcomharsan, go háirithe ar imeachtaí an dream ar leo an mhonarcha ar a bhfuil an dúiche ar fad beo. Tá cúrsaí polaitiúla agus sóisialta i gceist, chomh maith le cúrsaí grá agus pósta, rudaí nach ritheann go réidh do dhuine ar bith san áit, agus ní taise do bhean inste an scéil é. Tá lámh éadrom ag an údar ar an insint, agus súil ghéar, agus cluas ghéar, agus ligtear do phearsanra an scéil iad féin a léiriú, an-mhinic, trí ráitis a mbéil féin. Ón eagrán Iodáilise a d'fhoilsigh Einaudi i 1971 (athchló 1979) a aistríodh Glórtha an Tráthnóna. Aistrithe ón Iodáilis ag Máire Nic Mhaoláin, buaiteoir Ghradam de Bhaldraithe, 2024. Láithreoir: Seán Ó Catháin Aíonna: aitlín Nic Íomhair agus Oisín Montanari [Leagan Gaeilge thuas] Our primary narrator in Voices in the Evening is Elsa, an as-yet-unmarried woman of a certain age—dismaying her hypochondriac mother—who describes the colorful natives of this small village. Her dialogue is rich, ranging from amusing character studies to heartbreaking developments, all of which subtly reflect a society rebuilding itself after tremendous loss. Ginzburg's work often focuses on individuals in the time around World War II, when many isms—Communism, Fascism, Catholicism, Nationalism—provided conflicts across Italy, and within communities and families. Though the political context is important in understanding the nuances of her work, Ginzburg's talent, and how fresh these stories still feel, is in her note-perfect characterizations. The many political frictions offer a context, but it's these imaginary/real people who are front and center. Presenter: Seán Ó Catháin Guests: Caitlín Nic Íomhair and Oisín Montanari
Micaela Latini"Amras"Thomas BernhardTraduzione di Magda OlivettiEdizioni Adelphiwww.adelphi.itSprofondati nelle tenebre della torre di Amras, emblema di un sobborgo di Innsbruck, due fratelli illuminano lo sfacelo di un'intera civiltà.«Nei miei libri tutto è artificio ... e lo spazio della scena è totalmente buio ... Nell'oscurità tutto diventa più chiaro» ha scritto Bernhard. Ed è dalle tenebre della torre di Amras, dove hanno trovato rifugio dopo essere scampati al suicidio della loro famiglia – concertato in una notte di Föhn –, che affiorano sotto i nostri occhi i fratelli K . e Walter. Avvinghiati l'uno all'altro, prigionieri di una «endogamia spirituale», uniti da un affetto che scaturisce dalla «reciproca avversione naturale», vivranno in quel luogo «un'unica notte senza sonno»: una notte attraversata, per noi lettori-spettatori, da un freddo bagliore, e da una domanda perenne, destinata a non avere risposta: «perché siamo costretti a vivere ancora?». Libro prediletto di Bernhard, presto dimenticato per la sua giovanile sfrontatezza e l'audacia compositiva – cui concorrono materiali disparati, pagine scritte da Walter nella torre, lettere, aforismi –, Amras ci sconcerta ancora oggi per la sua voce inaudita, come quella della «cornacchia congelata» che abita in queste pagine e in ognuno di noi, turbandoci «con la sua attenzione»: la coscienza.Thomas Bernhard nasce nel 1931 a Heerlen, in Olanda, figlio di una ragazza-madre che aveva lasciato l'Austria per sottrarsi allo scandalo. Ancora neonato, viene affidato ai nonni con i quali vive, prima a Vienna, poi a Seekirchen e a Salisburgo, gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Frequenta il liceo classico, che non conclude. A diciotto anni viene ricoverato in sanatorio, dove comincia a scrivere. Pubblica racconti su quotidiani e riviste e, nel 1963, il suo primo romanzo, Gelo, che vince il prestigioso premio Brema. I suoi attacchi alle istituzioni statali e a importanti personaggi politici suscitano e continueranno a suscitare scandalo. A partire dagli anni Settanta si dedica intensamente al teatro scrivendo numerosi testi che il regista Claus Peymann mette in scena quasi sempre con l'attore Bernhard Minetti. Nel 1975 pubblica il romanzo Correzione, che alcuni critici, come George Steiner, considerano il suo capolavoro. Muore a Gmunden nel 1989.Tra le sue opere principali: Perturbamento, Il nipote di Wittgenstein, Il soccombente, Estinzione. Il suo teatro è raccolto in sei volumi da Ubulibri (tutti riproposti da Einaudi). Dei romanzi di Bernhard Einaudi ha pubblicato Gelo, Correzione e Amras.Micaela Latini insegna Estetica e Letteratura tedesca all'Università di Ferrara. Tra le sue pubblicazioni: Il Possibile e il Marginale. Studio su Ernst Bloch (Mimesis, 2005); Il Museo degli errori. Thomas Bernhard e gli Antichi Maestri (AlboVersorio, 2011); La pagina bianca. Thomas Bernhard e il paradosso della scrittura (Mimesis, 2010); (con Alessandra Campo), Dieci anni di estetica tedesca (Aesthetica edizioni, 2012); Un'estetica dell'esagerazione. Sulla filosofia d'occasione di Günther Anders (Jouvence, 2018); Lo sguardo ritratto (Meltemi 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Tre data center di Amazon che si trovano negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein sono stati colpiti il 3 marzo durante gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. Con Dario Guarascio, docente di economia politica.Lo Zimbabwe e lo Zambia hanno rifiutato un accordo di assistenza medica con gli Stati Uniti e di conseguenza Washington ha annunciato che sospenderà ogni aiuto sanitario ai due paesi. Con Andrea Spinelli Barrile, giornalista. Oggi parliamo anche di:Scienza • “I grandi navigatori della preistoria” di Michael Marshallhttps://www.internazionale.it/magazine/michael-marshall/2026/03/05/i-grandi-navigatori-della-preistoriaLibro • Mark Fisher, Materialismo gotico (Einaudi 2026)Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Paolo Ruffilli"Incanto e disincanto"Voci della poesia italiana del Novecentoil ramo e la foglia edizioniwww.ilramoelafogliaedizioni.itLa letteratura italiana, nel corso del Novecento, ha nella poesia il genere di maggiore creatività e di più alti risultati. In Italia, quasi esclusivamente ai poeti è toccato il compito di tradurre in elaborazione letteraria la complessa crisi di identità (di frantumazione dell'io) che contraddistingue il nostro tempo. La perdita delle coordinate, la consapevolezza del moto di deriva dentro il mistero della vita, la riflessione esistenziale, il tentativo di ricomposizione di un ordine minimo, trovano soluzioni diverse e complementari, dentro il grande laboratorio della lingua italiana. Una vitalità sorprendente, una molteplicità di esperienze, una varietà di modi contrassegnano la produzione: per quantità e qualità la poesia è trainante rispetto a tutto il resto ed è lo specchio della ricerca stilistica più avanzata, con un'energia dispiegatasi in tematiche, sperimentazioni ed elaborazioni, in un serrato e produttivo confronto delle principali prove, senza remore di scuole o tendenze. Al di là di tutte le possibili riduzioni ricapitolative e astratte di linea, assunto, movimento o gruppo, ciò che davvero conta in assoluto è l'originale esperienza creativa di ogni singolo scrittore.«La poesia usa il linguaggio nella sua doppia valenza di razionale e irrazionale, mediato e immediato, percorrendo così la via verso una totalità dell'io. In questo senso si può affermare che attraverso la poesia l'uomo può acquistare consapevolezza di sé a livello profondo. E, dunque, la poesia ha perfino una sua funzione sociale, dal momento che la società è costituita da individui che riflettono, nei loro rapporti con gli altri, il rapporto buono o cattivo, ricco o carente, che hanno con se stessi.»Le voci poetiche inserite nel saggio sono: Elio Filippo Accrocca, Alberto Arbasino, Raffaello Baldini, Nanni Balestrini, Giorgio Bassani, Dario Bellezza, Giovanna Bemporad, Attilio Bertolucci, Carlo Betocchi, Alberto Bevilacqua, Piero Bigongiari, Ignazio Buttitta, Giorgio Caproni, Vincenzo Cardarelli, Bartolo Cattafi, Giovanni Comisso, Sergio Corazzini, Stefano D'Arrigo, Eduardo De Filippo, Libero De Libero, Luciano Erba, Franco Fortini, Alfonso Gatto, Virgilio Giotti, Giovanni Giudici, Alfredo Giuliani, Corrado Govoni, Guido Gozzano, Tonino Guerra, Margherita Guidacci, Francesco Leonetti, Franco Loi, Gian Pietro Lucini, Mario Luzi, Biagio Marin, Filippo Tommaso Marinetti, Eugenio Montale, Elsa Morante, Marino Moretti, Alberto Mario Moriconi, Giacomo Noventa, Ottiero Ottieri, Elio Pagliarani, Aldo Palazzeschi, Alessandro Parronchi, Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Albino Pierro, Antonio Porta, Antonia Pozzi, Salvatore Quasimodo, Giovanni Raboni, Clemente Rebora, Amelia Rosselli, Roberto Roversi, Umberto Saba, Edoardo Sanguineti, Camillo Sbarbaro, Franco Scataglini, Rocco Scotellaro, Vittorio Sereni, Leonardo Sinisgalli, Ardengo Soffici, Maria Luisa Spaziani, Giovanni Testori, Giuseppe Ungaretti, Diego Valeri, Giorgio Vigolo, Emilio Villa, Paolo Volponi, Andrea ZanzottoPaolo Ruffilli è nato nel 1949. Ha pubblicato, di poesia: “Piccola colazione”, Garzanti, 1987, American Poetry Prize; “Diario di Normandia”, Amadeus, 1990; “Camera oscura”, Garzanti, 1992; “Nuvole”, con foto di F. Roiter, Vianello Libri, 1995; “La gioia e il lutto”, Marsilio, 2001, Prix Européen; “Le stanze del cielo”, Marsilio, 2008; “Affari di cuore”, Einaudi, 2011; “Natura morta”, Nino Aragno Editore, 2012, Poetry-Philosophy Award; “Variazioni sul tema”, Aragno, 2014, Premio Viareggio Giuria; “Le cose del mondo”, Mondadori, 2020; di narrativa: “Preparativi per la partenza”, Marsilio, 2003; “Un'altra vita”, Fazi, 2010; “L'isola e il sogno”, Fazi, 2011.www.paoloruffilli.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
"Il nido del corvo" di Piergiorgio Pulixi e "Comprensorio Rossolago" di Chiara MoscardelliPiergiorgio Pulixi è una delle voci più interessanti del noir in Italia, capace di spaziare fra thriller inquietanti, come "L'isola delle anime", premio Scerbanenco 2019, e cozy crime, ossia gialli confortevoli e leggeri come "La libreria dei gatti neri", primo volume con protagonista il libraio Marzio Montecristo. Ora Piergiorgio Pulixi è in libreria con "Il nido del corvo" (Feltrinelli) che tiene a battesimo una nuova coppia di investigatori, Daniel Crobu, chiamato da tutti Corvo, e Viola Zardi. Si tratta di due ispettori della questura di Oristano molto diversi uno dall'altro dal punto di vista caratteriale. Daniel, 42 anni, è piuttosto metodico, posato, ha una moglie e due figlie alle quali è molto legato, così come è legato alla famiglia che lo aveva adottato quando aveva 14 anni. Viola, 45 anni, è invece una donna sfuggente, inquieta, che ama il gioco d'azzardo e frequenta un ragazzo molto più giovane di lei. Daniel e Viola devono indagare sul ritrovamento di una mano femminile e si trovano così a dare la caccia a un killer che è ossessionato dalle mani delle donne: quelle con una manicure impeccabile vengono mozzate e diventano quasi dei trofei. Nella seconda parte parliamo di un altro giallo, ma con tinte ironiche: "Comprensorio Rossolago" (Einaudi) di Chiara Moscardelli, che fin dal suo esordio con "Volevo essere una gatta morta", ha fatto dell'ironia la sua cifra narrativa distintiva. Torna Olga Bellomo, tatuatrice di talento, dal carattere ombroso, comparsa per la prima volta nel romanzo "La ragazza che cancellava i ricordi". Ha scelto di vivere in un piccolo paesino sul lago Maggiore, vicino Verbania, aveva perso la madre ed era stata cresciuta da un padre ricomparso improvvisamente nella sua vita, che l'aveva sottoposta a un vero e proprio rigido addestramento di tipo militare, con l'osservanza di alcune regole ferree: non fidarsi di nessuno, non costruire legami, non mostrarsi mai fragile. In questo romanzo Olga cerca di indagare sull'omicidio di una ragazza, il cui cadavere viene ritrovato nel cassonetto dei rifiuti. Nessuno sa chi sia, ma ha sul corpo uno strano tatuaggio giapponese che indica vendetta.
Nicoletta Polla Mattiot"Il silenzio è rivoluzione"Ascoltare il suono segreto della vitaEinaudi Editorewww.einaudi.itNell'epoca del rumore onnipresente, riscoprire e coltivare il silenzio è un atto politico, una forma di resistenza: il punto di partenza per una nuova ecologia sociale ed esistenziale. Un libro emozionante, che ci insegna a sentire ciò che non fa rumore.Da sempre il silenzio inquieta. Evoca paura e disagio. È l'ultimo gesto, la fine. La nostra società – iperveloce, perennemente connessa – non tollera l'assenza, la rimuove. Viviamo, senza rendercene conto, in un sottofondo incessante di parole, distrazioni, stimoli. Il rumore, digitale e sociale, sta saturando ogni interstizio dell'esperienza. Parlare è la norma, tacere è sospetto. Eppure, nel flusso di sollecitazioni in cui siamo immersi, la vera rivoluzione è il silenzio, che non è una semplice assenza di suoni, ma un terreno fertile dove possono nascere il pensiero, la creatività, la consapevolezza e l'empatia. Attraverso un percorso che fonde autobiografia, arte, neuroscienze, spiritualità, filosofia e sociologia, questo libro è un appello a riabilitare il silenzio come risorsa vitale, non come vuoto da temere. Dalle pause nel rumore urbano alle camere anecoiche, fino alle strategie di marketing che trasformano la quiete in bene di lusso, ogni pagina ci invita a mettere il silenzio al centro delle nostre vite, e a rivendicarlo in quanto spazio politico e collettivo. Nicoletta Polla-Mattiot ci accompagna cosí in un viaggio rigenerante alla scoperta del silenzio come riserva di senso, che, senza moralismi né nostalgie, ci pone una domanda urgente: possiamo reimparare a tacere per capire meglio chi siamo e ciò che diciamo?Nicoletta Polla-Mattiot, giornalista, studia il silenzio come strumento di comunicazione dal 1988, con attività di ricerca e didattica. Sull'argomento ha scritto libri, articoli, saggi. Fra gli altri, Le funzioni comunicative del silenzio (1990), Harold Pinter, il teatro, il pubblico e il silenzio (2001), Il paradosso del silenzio (2009), Pause (2012), Esplorare il silenzio (2019) e Singolare femminile (2019). Nel 2010, ha fondato con Duccio Demetrio l'Accademia del Silenzio, scuola di pedagogia e comunicazione del silenzio. Dal 2019 insegna Silenzio e Comunicazione all'Università iulm (Facoltà di Comunicazione, Arti e Media). Per Einaudi ha pubblicato Il silenzio è rivoluzione. Ascoltare il suono segreto della vita (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Chiara Moscardelli"Comprensorio Rossolago"Einaudi Editorewww.einaudi.itDa sempre impreparata a nuotare in quel mare in burrasca che è la vita, Olga Bellomo cerca di godersi un po' di inaspettata tranquillità: sta cominciando a smantellare le barriere emotive che aveva costruito con tanta fermezza, e a far spazio poco alla volta a quei sentimenti che il padre le aveva insegnato a tenere lontani, anche quando questo significa dover rinunciare all'unico, vero amore che abbia mai avuto: il giornalista di nera Gabriele Pasca. La serenità però non dura a lungo. Il corpo di una donna viene scoperto in un bidone della raccolta differenziata, sepolto tra contenitori in Tetra Pak, vecchi giornali e volantini dell'autolavaggio. In paese la gente è sconvolta, la polizia procede a fatica, ma una donna ha assistito all'omicidio. Il killer l'ha vista e ora le dà la caccia. Per Olga è impossibile non investigare. Con l'aiuto dei suoi stravaganti amici, la ragazza si lancia in un'indagine che la costringerà a confrontarsi con vecchie storie di tradimenti e vendetta, fino a scoprire che la verità è spesso nascosta in dettagli che nessuno vuole guardare.Chiara Moscardelli ha pubblicato per Einaudi Volevo essere una gatta morta (2011), La vita non è un film (ma a volte ci somiglia) (2013), Volevo essere una vedova (2019 e 2022), e, per la serie che ha come protagonista Olga Bellomo, La ragazza che cancellava i ricordi (2022 e 2024) e Comprensorio Rossolago (2025). Tra gli altri suoi libri, Quando meno te lo aspetti (2015), Volevo solo andare a letto presto (2016), Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli (2018), Extravergine (2019), Teresa Papavero e lo scheletro nell'intercapedine (2020) e Teresa Papavero e i fantasmi del passato (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Federica Muzzarelli"C'è un tempo e un luogo"Silvia CamporesiCentro della Fotografia, Romawww.centrodellafotografia.it“C'è un tèmpo e un luogo giusto pèrchè qualsiasi cosa abbia principio e finè…”dal film Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter WeirLa mostra C'è un tempo e un luogo, che apre al pubblico sino al 29 giugno nei nuovi spazi del Centro della Fotografia di Roma Capitale, è curata da Federica Muzzarelli, ed è dedicata al lavoro fotografico di Silvia Camporesi.Il titolo trae ispirazione dal film Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter Weir, opera cult intrisa di mistero e sospensione temporale, in cui i luoghi diventano protagonisti assoluti di una narrazione senza soluzione e nasce da una riflessione profonda sul concetto di frattura: tra reale e artificiale, natura e cultura, presenza e assenza, passato e presente.Come nel film, anche nelle immagini di Silvia Camporesi il tempo sembra arrestarsi e lo spazio si carica di un'ènèrgia ènigmatica. I luoghi – veri, alterati, ricostruiti o immaginati – non sono mai sèmplici soggètti, ma l'èsito visibilè di un procèsso più profondo: il viaggio, l'èspèriènza fisica è mèntalè dèll'artista attravèrso tèrritori gèografici, storici èd èmotivi.“Sono i luoghi i protagonisti indiscussi delle fotografie di Silvia Camporesi: veri, falsi, modificati, inventati, vissuti, stravolti o, invece, solo trovati. Ma questi luoghi, queste fotografie, sono il punto finale, l'esito oggettuale, di qualcosa di molto più importante e fondante per il suo lavoro di artista. Che è il percorso, l'esperienza, il viaggio attraverso e insieme a quei luoghi. Da La terza Venezia a Journey to Armenia, da Atlas Italie ad Almanacco Sentimentale e da Mirabilia all'Omaggio al Mattatoio, il lavoro di Silvia Camporesi rappresenta molto bene quella speciale e magica fusione tra l'espressione artistica e il bisogno autobiografico che la fotografia riesce a rendere in modo speciale. Un'attrazione verso quello che non sta dove dovrebbe stare, e che ti chiede di essere aiutato e sostenuto per essere reso ancora più strano e perturbante. In sostanza, quel segreto che sta dentro le cose, e che per questo non può che stare anche dentro l'anima della fotografia”, dichiara la curatrice Federica Muzzarelli, Profèssorèssa Ordinaria di Storia dèlla Fotografia prèsso il Dipartimènto dèllè Arti, Univèrsita di Bologna è coordinatricè dèl Cèntro di Ricèrca FAF (Fotografia Artè Fèmminismi).Il percorso espositivo, che si articola in cinque sezioni e riunisce cinque serie fondamentali rèalizzatè nèll'arco di quindici anni di attività: La terza Venezia, Journey to Armenia, Atlas Italiæ, Almanacco sentimentale e Mirabilia, contempla anche Omaggio al Mattatoio, opera che entrerà a far parte del neonato Archivio del Centro della Fotografia. Progetti diversi ma interconnessi, che testimoniano una pratica fotografica in equilibrio costante tra documento e finzione, rigore metodologico e libertà immaginativa.Dalla Vènèzia sospèsa è rèinvèntata, alla stratificazionè storica è umana dèll'Armènia; dai paesi abbandonati italiani, luoghi di memoria e cura, fino alla ricostruzione fotografica di eventi mai avvenuti o irrisolti e alle architetture visionarie di Mirabilia, Camporesi costruisce un atlante poetico in cui la fotografia diventa strumento di conoscenza, controllo e insieme di smarrimento.Al cèntro dèlla ricèrca èmèrgè l'idèa dèlla fotografia comè èspèriènza di fratturè: frattura temporale, che costringe passato e presente a coesistere; ontologica, tra verità e manipolazione; simbolica, tra apparenza e sostanza. In questa tensione si colloca una pratica artistica chè uniscè il bisogno autobiografico all'indaginè sul paèsaggio, trasformando l'immaginè in luogo di mèditazionè, silènzio è mistèro. Una riflèssionè sulla fotografia comè confine: tra vero e falso, naturale e artificiale, passato e presente. Le immagini mettono in discussione ciò che vediamo e ciò che crediamo di conoscere, invitando lo spettatore a rallèntarè lo sguardo è ad accèttarè l'incèrtèzza comè partè dèll'èspèriènza.C'è un tempo e un luogo è quindi un racconto per immagini che parla di memoria, fragilità e trasformazione. Una mostra che invita a perdersi nei luoghi e nei loro segreti, ricordandoci che, come nella fotografia, anche nella realtà esistono spazi e momenti che sfuggono a ogni spiegazione. La mostra restituisce una visione coerente e stratificata del lavoro di Silvia Camporesi, confermandone il ruolo centrale nel panorama della fotografia contemporanea italiana: una ricerca capace di rivelare, attraverso i luoghi, ciò che resta nascosto, fragile e indicibile.La mostra è promossa da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio e organizzata da Civita Mostre e Musei.Accompagna la mostra un catalogo a cura di Cimorelli Editore.Silvia Camporesi (1973) laurèata in filosofia, utilizza i linguaggi dèlla fotografia è dèl vidèo. Nègli ultimi anni la sua ricèrca è dèdicata al paèsaggio italiano. Dal 2004 ha tènuto numèrosè mostrè pèrsonali è collèttivè in Italia è all'èstèro, vinto numèrosi prèmi è pubblicato divèrsi tèsti tra i quali Una foto è una foto è una foto, 2025, Einaudi, Torino o Romagna sfigurata, Sagèp, Gènova. Oltrè all'attivita artistica si intèrèssa alla ricèrca sullè tèndènzè dèlla fotografia contèmporanèa è tiènè workshop è confèrènzè in Italia. Suè opèrè sono prèsènti in collèzioni pubblichè è privatè in Italia è all'èstèro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Tullio Avoledo"Ultimo valzer di una ragazza perbene"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ un inverno insolito quello in cui l'avvocato Vittorio Contrada è costretto a guardare in faccia il suo passato. E quel passato ha gli occhi azzurri, la pelle morbida e l'incedere elastico di Claudia, compagna di liceo che Vittorio non vede da oltre vent'anni. Ex barricadera dai forti ideali, Claudia ora è sposata con Eugenio Morlacchi, imprenditore green dall'incredibile successo. Ha casa a Milano, un palazzetto sul Canal Grande a Venezia, gioielli, un autista, ma soprattutto Claudia ha una figlia, Ada, e Ada ha un problema grave. Qualcuno la minaccia, uno stalker, un possibile rapitore, qualcuno che potrebbe avere un conto in sospeso col Morlacchi. Ma a Contrada basta poco – parlarne con la sua squadra ormai rodata, la socia Gloria Almariva e il ruvido tuttofare Ciuffo, al secolo Andrea Benati – per capire che le cose non stanno affatto come Claudia gli ha raccontato fra le lacrime. Che la giovane Ada forse non è una ventenne indifesa di fronte alle brutture del mondo. Che quando le luci fuori si spengono e nel buio delle stanze si accendono gli schermi di computer e cellulari, Ada si trasforma. Il suo segreto è di quelli che non si confessano a cuor leggero, la sua doppia vita farebbe vergognare una ragazza perbene, ma le sue ragioni sono adamantine, incomprensibili per gli adulti che la circondano e, di certo, pericolose. Salvare Ada sarà per Vittorio e i suoi un tuffo in ricordi agrodolci e insieme una corsa verso un orizzonte sempre più minaccioso. Mentre sulla città scende – lievissima, incurante – la neve. Dopo Come si uccide un gentiluomo, Tullio Avoledo torna con un giallo che non teme di guardare a fondo nelle debolezze umane, per raccontarcele poi con penna ironica e feroce, piena di inaspettata tenerezza.Tullio Avoledo è nato a Valvasone (Pordenone) nel 1957. Ha esordito nel 2003 con il fortunatissimo L'elenco telefonico di Atlantide (Sironi e poi Einaudi) e ha pubblicato altri quindici romanzi per Sironi, Einaudi, Chiarelettere e Marsilio. Ha vinto il Premio Scerbanenco 2020 con Nero come la notte (Marsilio 2020) e ha partecipato al “Metro 2033 Universe”, una narrazione collettiva internazionale sul mondo post catastrofe nucleare immaginato dallo scrittore russo Dmitrij Gluchovskij. I suoi titoli sono stati tradotti in varie lingue. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Antonella Parigi"Moncalieri Legge"www.visitmoncalieri.itVenerdì 13 e sabato 14 febbraio 2026 a Moncalieri si svolgerà la nuova edizione di Moncalieri Legge, manifestazione che, in una veste rinnovata, animerà per due giornate il territorio con iniziative dedicate ai libri, alla parola e alla cultura condivisa. Il programma prevede momenti di lettura collettiva, performance, incontri e altre attività pensate per valorizzare il dialogo tra autori, lettori e cittadini. Moncalieri Legge è un progetto di Comune di Moncalieri e Visit Moncalieri, con il contributo della Regione Piemonte, realizzato dal Comitato Moncalieri Cultura e dalla Biblioteca Civica “Antonio Arduino”.Tanti gli appuntamenti in programma, tutti a ingresso gratuito: la nuova rassegna Rivelazioni diretta da Nicola Lagioia, alle Fonderie Limone, e una nuova edizione del Premio Letterario Città di Moncalieri, che andrà quest'anno a Viola Ardone, oltre alle iniziative che coinvolgeranno attivamente le scuole, le biblioteche del circuito BI.TO e i Gruppi di Lettura che hanno risposto alla call lanciata lo scorso ottobre allo scopo di raccogliere proposte che sono confluite nel programma. La rassegna Rivelazioni, sotto la direzione artistica di Nicola Lagioia, propone un ciclo di incontri, lezioni e momenti di approfondimento alle Fonderie Limone. Gli incontri sono a ingresso libero; è consigliata la prenotazione su visitmoncalieri.it.Ad aprire la rassegna, venerdì 13 febbraio, due incontri dedicati in modo particolare alle studentesse e agli studenti degli Istituti Comprensivi di Moncalieri e Torino, ma aperti al pubblico. Alle ore 9.30 la scrittrice Vanessa Roghi terrà la lezione Sotto i nostri occhi: quello che non vediamo a scuola, che comprenderà la presentazione di un testo inedito e un confronto finale con il pubblico. Alle ore 12.00 la lezione Voler bene al proprio corpo con Vittorio Lingiardi sarà dedicata al corpo come teatro della psiche: a partire dalla sua più recente pubblicazione, Farsi male (Einaudi, 2025), lo psichiatra e psicoterapeuta indagherà il fenomeno dell'autolesionismo, comportamento che raggiunge il suo picco in adolescenza, cercando di dare voce a un dolore che non trova parole. In serata, alle ore 21.00, Paolo Nori racconta Delitto e castigo: lo scrittore e traduttore porterà in scena un monologo che offrirà una rilettura teatrale di quello che forse è il romanzo più popolare di Fëdor Dostoevskij.Come si diventa ciò che non si è è l'incontro che apre la giornata di sabato 14 febbraio, ore 10.30: Nicola Lagioia firma una lezione sull'imparare a fare le cose, su quel processo di apprendimento che riguarda tutti e che nessuno è in grado di spiegare con facilità, e in cui l'arte – e persino il mondo dei libri – può svolgere un ruolo davvero imprevisto. Alle ore 12.00 lo scrittore Paolo Pecere terrà l'incontro Il senso della Terra. Raccontare e comprendere i luoghi dall'ecologia alla letteratura: un percorso di immagini e testi su luoghi di tutto il pianeta, tratti da diverse lingue e culture, per riflettere su come lo sguardo e il pensiero danno senso ai luoghi e quindi alla presenza umana sulla Terra.La giornata prosegue alle ore 15.30, con l'incontro Il reincanto della lettura della scrittrice Loredana Lipperini: in un'epoca in cui i lettori diminuiscono, tornare alle storie - sostituite troppo spesso dalle autonarrazioni - diventa la chiave per reincantare non solo i libri ma il mondo stesso, come già sanno le reti di lettori e di lettrici che, senza clamore, rendono vivi i territori. Di cosa significa Raccontare la guerra ci parlerà alle ore 17.00 la giornalista Francesca Mannocchi, che chiuderà la rassegna offrendo una riflessione sulla narrazione contemporanea dei conflitti, tra propaganda e omissioni, tra l'urgenza della testimonianza e il rischio della spettacolarizzazione, portando esempi di reportage, tecniche narrative e scelte linguistiche che incidono sulla percezione del lettore.Nel mese di ottobre è stato lanciato un invito a tutte le biblioteche del sistema BI.TO con l'obiettivo di rendere i Gruppi di Lettura protagonisti attivi di Moncalieri Legge. Un percorso partecipato che ha portato alla selezione dei libri più amati tra quelli pubblicati nel 2025, e alla designazione del vincitore del Premio Letterario Città di Moncalieri, assegnato a Tanta ancora vita (Einaudi, 2025) di Viola Ardone.La serata di premiazione si terrà venerdì 13 febbraio alle ore 18.00 presso il Teatro delle Fonderie Limone, e vedrà come protagonisti anche gli studenti e le studentesse dell'Istituto di Istruzione Superiore “Majorana” di Moncalieri, coinvolti insieme agli attori della compagnia teatrale PoEM diretta da Gabriele Vacis in momenti performativi legati alla lettura e ai libri più votati. Oltre alla designazione del libro vincitore del Premio Letterario, i Gruppi di Lettura delle Biblioteche del sistema BI.TO hanno risposto con entusiasmo alla call dello scorso ottobre presentando tantissime proposte che sabato 14 febbraio a partire dalle ore 10.00 trasformeranno le borgate della città in una biblioteca diffusa, con letture condivise, presentazioni, proiezioni di documentari e testimonianze. Il programma, ancora in via di definizione, coinvolgerà diversi Gruppi di Lettura del territorio e non solo: tra le biblioteche e le realtà coinvolte, la Biblioteca SPABA, la Biblioteca di Avellino, la Biblioteca delle Donne di Láadan, la Biblioteca di Gassino, la Biblioteca di Casa Dravelli, il gruppo LeggiAmo, il Bookcrossing delle Borgate di Moncalieri, l'Associazione Teatrulla, l'Associazione Compagne di Banco e il progetto Pagina37.La Biblioteca “A. Arduino” di Moncalieri, oltre a essere ente organizzatore dell'iniziativa, è anche sede di diverse iniziative rivolte a tutte le età. Tra i tanti appuntamenti, venerdì 13 febbraio alle ore 15.00 ospiterà un Convegno sui Gruppi di Lettura intesi come motori di benessere sociale, comunitario e creativo. Il programma completo è disponibile su visitmoncalieri.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
"Dimmi che sei stata felice" di Maria Grazia Calandrone e "Un'educazione veneziana" di Mario AndreoseUn romanzo che incrocia le vicende personali di quattro generazioni di donne con i fatti storici, dove la cronaca storica non è semplice sfondo: il bombardamento su Roma nel luglio del '43, il '68, la strategia della tensione, la lotta fra bande criminali a Ostia, la diffusione dell'amianto nelle costruzioni. Sono questi i fatti che costituiscono l'ossatura del romanzo "Dimmi che sei stata felice" (Einaudi) di Maria Grazia Calandrone, autrice fra l'altro di "Splendi come vita", in cui raccontava il rapporto turbolento con la madre adottiva, e "Dove non mi hai portata", in cui si ricostruiva la vita della madre biologica che l'aveva lasciata quando lei era neonata in un parco, proprio perché la trovassero, prima di togliersi la vita. Nel romanzo seguiamo le vite di Lidia, che perde due figli nel bombardamento di Roma, la figlia Angelica, cresciuta in un collegio di suore, Aurora, figlia di Angelica, che ha un rapporto conflittuale con la madre che a un certo punto della sua vita si trasferisce ad Ostia, dove incontra Viola con la quale nasce una relazione, infine Astra, figlia di Aurora.Nella seconda parte parliamo di "Un'educazione veneziana" (La nave di Teseo), memoir di Mario Andreose, un uomo di editoria che ha iniziato come correttore di bozze a Il Saggiatore per poi arrivare a ruoli dirigenziali, soprattutto in Bompiani. Nel 2015 è stato fra i fondatori, insieme a Elisabetta Sgarbi e Umberto Eco, di cui era amico e curatore editoriale, della casa editrice La nave di Teseo. Nel memoir ricostruisce la sua infanzia e giovinezza a Venezia: una famiglia umile, una "dignitosa indigenza", una tragedia che ha segnato l'infanzia (la morte del gemello a quattro anni e della sorellina a tre anni), una madre che lo considera un po' poco, perché dice che un gemello è pur sempre "una metà". Ma poi c'è l'incontro, meraviglioso, con i libri, il teatro, il cinema, l'arte, nella Venezia anni Cinquanta, dove circolano artisti e intellettuali.
Peppe Fiore"La futura classe dirigente"minimum faxwww.minimumfax.comFiglio unico napoletano trapiantato a Roma, megalomane, assediato da una selva di nevrosi erotiche, bipolare come tutte le persone di talento nell'Italia contemporanea, Michele Botta ha la sua prima vera occasione per entrare nel mondo degli adulti: viene assunto da una giovane e dinamica società di produzione televisiva. Sono gli anni Dieci del terzo millennio: gli anni del precariato culturale, della fine della tv generalista e dell'avvento delle piattaforme, gli anni della post-politica e dell'implosione del modello-Roma. Per Michele potrebbe essere il momento della svolta, e invece il suo equilibrio già traballante finisce per sgretolarsi. La ragazza lo molla, il rapporto con i genitori è un ginepraio di ostilità reciproche in cui ogni nodo è ormai arrivato al pettine, e l'emancipazione professionale è una fiction milionaria su un mitologico regista porno degli anni Ottanta, che forse non è mai esistito.Comico, caustico, eccessivo, irresistibile, La futura classe dirigente è l'attraversamento della linea d'ombra nell'era della demenzialità istituzionalizzata e della volgarità al potere. Ma anche l'analisi amara e impietosa di un paese attraverso la messa alla berlina della sua «santa trinità»: la famiglia, il sesso, la televisione.Peppe Fiore è nato a Napoli e vive a Roma. Scrittore e sceneggiatore, dopo l'esordio nel romanzo con La futura classe dirigente ha pubblicato Nessuno è indispensabile (2012), Dimenticare (2017) e Gli innamorati (2023), tutti editi da Einaudi. Ha scritto i film Ultras (Netflix, 2020) e Lovely Boy (Now/Netflix, 2021) con Francesco Lettieri, e numerose serie tv, tra cui Non uccidere (Rai/Netflix, 2015), Il nostro generale (Rai, 2023), Il re (SKY, 2022, Nastro d'Argento 2024). Ha creato la serie Piedone, uno sbirro a Napoli (SKY, 2024). Ha co-sceneggiato la serie-evento Portobello di Marco Bellocchio, (HBO-Max, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Faezeh Mardani"Dovrò prepararmi a fiorire"Poetesse iraniane dal Novecento a oggiAnima Mundi Edizioniwww.animamundiedizioni.comQuesta antologia, che dà voce a Forugh Farrokhzād, Bitā Malakuti, Leila Kordbacheh, Parvin Salājeghe, Fereshteh Sāri e Grānāz Moussavi, è la prima rassegna italiana della poesia femminile di un Paese quale l'Iran da sempre abituato ad affidare al canto poetico tutte le componenti della propria vitalità esistenziale e spirituale. Attraverso i versi più significativi, per incisività di stili e contemporaneità di temi, di sei autrici imprescindibili della poesia persiana dal Novecento a oggi veniamo a conoscenza di voci potenti e originali, portatrici di un messaggio universale di coraggio, umanità, passione e bellezza. Un omaggio alla forza e alla speranza femminili, non solo iraniane.A cura di Faezeh Mardani Traduzione di Faezeh Mardani e Francesco OcchettoFaezeh Mardani insegna lingua e letteratura persiana moderna e contemporanea all'Università di Bologna. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi Iranici all'Istituto Orientale di Napoli con una tesi sulla “poesia nuova persiana”. Ha curato e tradotto (insieme a Francesco Occhetto) il volume Poeti iraniani. Dal 1921 a oggi (Mondadori 2024).Francesco Occhetto è studioso di letteratura persiana classica e contemporanea. Con Faezeh Mardani ha tradotto i maggiori poeti iraniani del Novecento. Si occupa inoltre di letteratura italiana; tra le curatele in questo campo ricordiamo l'edizione dei diari inediti di Adriana Zarri intitolata La mia voce sa ancora di stelle (Einaudi, 2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il 27 gennaio è la «giornata della memoria» in ricordo delle vittime della Shoah, la data ricorda il giorno in cui, nel 1945, le truppe dell'Armata Rossa entrarono ad Auschwitz-Birkenau, il più grande campo di sterminio nazista. In questa puntata riflettiamo su quale dovrebbe essere il vero obiettivo della memoria, su quali sono gli strumenti della storia che continua a studiare, capire, cercare fotografie e documenti, mentre progressivamente vengono meno i testimoni oculari che hanno vissuto, e raccontato, l'orrore. Con Liliana Picciotto, una delle più importanti storiche italiane della Shoah e degli ebrei in Italia, lavora presso Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) di Milano, di cui dirige le ricerche storiche, autrice di diversi saggi tra cui Libro della memoria. Gli ebrei deportati dall'Italia. 1943-1945 (Mursiaa 1991, 2001) e Salvarsi. Gli ebrei d'Italia sfuggiti alla Shoah 1943-1945 (Einaudi 2017); David Bidussa, storico e saggista, autore di diversi libri, ha indagato la retorica della memoria pubblica e Daniele Susini, storico e formatore, studia il preoccupante fenomeno della distorsione e politicizzazione della Shoah. E con due estratti del documentario radiofonico in presa diretta del 1976 realizzato ad Auschwitz-Birkenau dal collega Franco Fayenz.
Il 27 gennaio è la «giornata della memoria» in ricordo delle vittime della Shoah, la data ricorda il giorno in cui, nel 1945, le truppe dell'Armata Rossa entrarono ad Auschwitz-Birkenau, il più grande campo di sterminio nazista. In questa puntata riflettiamo su quale dovrebbe essere il vero obiettivo della memoria, su quali sono gli strumenti della storia che continua a studiare, capire, cercare fotografie e documenti, mentre progressivamente vengono meno i testimoni oculari che hanno vissuto, e raccontato, l'orrore. Con Liliana Picciotto, una delle più importanti storiche italiane della Shoah e degli ebrei in Italia, lavora presso Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) di Milano, di cui dirige le ricerche storiche, autrice di diversi saggi tra cui Libro della memoria. Gli ebrei deportati dall'Italia. 1943-1945 (Mursiaa 1991, 2001) e Salvarsi. Gli ebrei d'Italia sfuggiti alla Shoah 1943-1945 (Einaudi 2017); David Bidussa, storico e saggista, autore di diversi libri, ha indagato la retorica della memoria pubblica e Daniele Susini, storico e formatore, studia il preoccupante fenomeno della distorsione e politicizzazione della Shoah. E con due estratti del documentario radiofonico in presa diretta del 1976 realizzato ad Auschwitz-Birkenau dal collega Franco Fayenz.
Luca Misculin"Mare aperto"Storia umana del Mediterraneo centraleEinaudi Editorewww.einaudi.itMi prendo il mondo, Parmawww.miprendoilmondo.itDomenica 25 Gennaio 2026, Ore 10:30 - 11:30Luca Misculin e Valerio NicolosiDove l'umanità si fermaSala Pizzetti, Paganini CongressiUna conversazione sul nostro presente in movimentoCon la Direzione Futura di Mi prendo il mondoin collaborazione con Einaudi e UTET Dalla storia del Mediterraneo antico alle rotte contemporanee dei migranti, Luca Misculin e Valerio Nicolosi dialogano con le ragazze e i ragazzi della Direzione Futura su mare e confini, tra coraggio e ingiustizie, offrendo uno sguardo sul mondo con gli occhi dell'altro. La storia millenaria del Mediterraneo raccontata per quella che è: una grande epopea umana. Dai Neanderthal alle misteriose civiltà dell'età del bronzo, dagli imperi in guerra fino al mare di oggi, è qui che decidiamo chi diventare.Per gran parte della storia umana il mare ha suscitato una sensazione precisa: la paura. Persino in un posto come il Mediterraneo centrale, dove Europa e Africa si guardano a poca distanza. La storia di questo pezzo di mondo, di un mare che può essere un ponte ma anche una barriera invalicabile, dice molto di noi.Dagli uomini preistorici che dalle sue sponde osservavano quelle acque oscure e minacciose senza mai trovare il coraggio di attraversarle, alle popolazioni che per prime intagliarono un tronco e lo misero in acqua; dai mercanti di ossidiana e i loro riti perduti, alle misteriose civiltà dell'età del bronzo; e ancora: le conquiste degli imperi, le scorribande dei pirati, i flussi migratori che da nord andavano verso sud, come gli italiani che furono spediti in Libia dal regime fascista, o quelli che da sud vanno verso nord, come le migliaia di persone che oggi si affidano a traversate rischiosissime in cerca di una nuova vita o anche solo della sopravvivenza.Luca Misculin fa un vero e proprio carotaggio storico, raccontando la stratificazione di popoli, uomini e miti che si sono succeduti nel corso dei secoli. E allo stesso tempo racconta il Mediterraneo di oggi, le sue isole e i suoi porti, i suoi uccelli migratori e i cavi sottomarini che lo attraversano, i suoi luoghi più inaccessibili, come basi militari abbandonate o piattaforme petrolifere.Muovendosi fra le coste libiche e tunisine, Pantelleria e Linosa fino a Lampedusa, Misculin ci fa conoscere un mare tutt'altro che nostrum, mostrandoci il Mediterraneo come fosse la prima volta, con tutte le sue contraddizioni, la sua severa spietatezza, la sua straordinaria profondità storica e umana.Luca Misculin fa il giornalista e lavora al «Post» dal 2013. Si occupa soprattutto di migrazione, di Europa e di storie molto antiche. Negli anni ha curato i podcast La nave, La fine del mondo e L'invasione. Ogni sabato conduce l'edizione del weekend di Morning. Molto piú saltuariamente conduce Prima pagina su Radio 3. Per Einaudi ha pubblicato Mare aperto. Storia umana del Mediterraneo centrale (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
ANGELA'S SYMPOSIUM 📖 Academic Study on Witchcraft, Paganism, esotericism, magick and the Occult
We examine the critical exchange between Ben Whitmore's Trials of the Moon and Ronald Hutton's responses to it, using the debate as a lens through which to explore contemporary tensions in the historiography of witchcraft and Pagan origins. Whitmore, writing from within the Pagan community, accuses Hutton of adopting an overly sceptical methodology and of applying uneven evidentiary standards that, in his view, systematically downplay the possibility of ritual continuities in European folk culture. Hutton's rejoinders foreground the demands of historical method, emphasising the importance of verifiable documentation over conjectural survivalism and defending the historian's obligation to distinguish cultural revival from demonstrable lineage. We will assess which of Whitmore's critiques raise legitimate questions about interpretive frameworks and where his reasoning departs from accepted scholarly practice. It also considers how this debate reflects wider issues around authority, tradition, and the negotiation of identity within modern Paganism, and how different communities assign meaning to the fragmentary traces of the past.CONNECT & SUPPORT
Quarto giorno del nuovo appuntamento daily con "RESPIRO", una nuova rubrica del podcast "Il Mondo Invisibile" dedicata ad artisti, creativi e non solo.Qualche minuto da ascoltare mentre fai colazione, o mentre vai al lavoro, qualche minuto per tirare un respiro prima di cominciare una nuova giornata.Oggi tante storie, tra antiche favole e le parole di Calvino, ancora tratte da "Questo immenso non sapere", di Chandra Candiani, ed. Einaudi.Buona giornata!a prestoAlessandro
"Le parole della pioggia" di Laura Imai Messina e "La volta giusta" di Lorenza Gentile"Innanzitutto diciamo: sono nata in un giorno di pioggia. Solo allora impugniamo l'immenso ombrello che ci sovrasta, allunghiamo il piede in strada e prendiamo a camminare con loro per la città". A parlare sono le cosiddette "donne ombrello" che si possono prenotare attraverso una app in caso di pioggia improvvisa. Le "donne ombrello" sono le protagoniste del piccolo romanzo "Le parole della pioggia" (Einaudi) scritto da Laura Imai Messina con le illustrazioni di Emiliano Ponzi. È una sorta di favola delicata, ambientata a Tokyo.Ancora una volta Laura Imai Messina ci porta nel Giappone dove vive da oltre vent'anni. Mentre queste donne accompagnano qualcuno in caso di pioggia, sotto l'ombrello si crea uno spazio intimo, fuori dal tempo, in cui si può stare in silenzio, si può conversare del più e del meno oppure si possono condividere pezzi di vita interiore. Spesso, però, le "donne ombrello", che sono studentesse, casalinghe, disoccupate, si vergognano di questo lavoro. Tranne una, Aya. Per lei essere una "donna ombrello" è veramente una vocazione. Nella seconda parte parliamo di "La volta giusta" (Feltrinelli) di Lorenza Gentile che avevamo già conosciuto con romanzi come "Le piccole libertà" che parlava della libreria Shakespeare & Co. di Parigi, "Le cose che ci salvano" e "Tutto il bello che ci aspetta". Il romanzo racconta di un "comune polvere", ossia un piccolo borgo che rischia di scomparire per lo spopolamento (ci abitano solo 15 persone). Lucilla e il compagno Enrico vincono un bando per riavviare una vecchia locanda con annesso negozio di alimentari e quattro camere. Un progetto condiviso, almeno all'apparenza, perché Enrico si tira indietro e Lucilla resta da sola a realizzare un progetto che però era di qualcun altro. Del resto lei si è sempre adeguata ai fidanzati che ha avuto, ai loro sogni, alle loro esigenze. Lucilla è una giovane donna piena di insicurezze, non si sente mai "abbastanza", pensa di avere qualcosa di sbagliato, ha un profondo senso di inadeguatezza. Ma di fronte all'abbandono di Enrico deve prendere una decisione: mollare tutto, deludendo però gli abitanti del piccolo borgo, oppure rimboccarsi le maniche e andare avanti da sola. Una storia di rinascita di una donna che si chiede "cosa è importante per me?".
"Tanta ancora vita" di Viola Ardone e "La Realidad" di Neige Sinno Dopo "Il treno dei bambini", in cui aveva raccontato l'iniziativa delle donne del Partito Comunista che nel dopoguerra avevano organizzato i soggiorni dei bambini poveri del sud Italia nelle famiglie del nord, dopo "Oliva Denaro", in cui c'era una donna che si era opposta al matrimonio riparatore nella Sicilia negli anni Sessanta, dopo "Grande Meraviglia", romanzo sull'approccio ai pazienti psichiatrici dopo la legge Basaglia, Viola Ardone ci racconta una storia a tre voci che prende spunto da quanto sta accadendo in Ucraina dopo l'invasione russa. In "Tanta ancora vita" (Einaudi) c'è Kostya, nove anni, che lascia da solo l'Ucraina per raggiungere la nonna che lavora a Napoli. C'è appunto questa nonna, Irina, che fa la colf per poter mandare i soldi al figlio in Ucraina. E poi c'è Vita, la donna presso la quale lavora Irina: si è separata dal marito, scrive lettere a un figlio che, si intuisce, è andato via da tempo ed è affetta da depressione. Nel romanzo l'incontro fra Kosya e Vita, ognuno dei quali si porta sulle spalle il proprio trauma, è destinato a cambiare le vite di entrambi. Nella seconda parte parliamo della scrittrice francese Neige Sinno, diventata famosa per il memoir "Triste Tigre" (Neri Pozza) in cui aveva raccontato gli abusi che aveva subito da piccola da parte del patrigno, libro che vinse il Premio Strega Europeo. Ora Neige Sinno è in libreria con "La Realidad" (Neri Pozza - traduz. Luciana Cisbani). Ancora una volta episodi veri della vita della scrittrice, ma anche riflessioni esistenziali e politiche. La Realidad è un villaggio che si trova nel Messico, precisamente nel Chiapas, dove si pensava che vivesse il subcomandante Marcos, portavoce dell'esercito zapatista. Il libro racconta di diversi viaggi fatti dalla protagonista Netcha in Messico. Il primo fatto da giovane con l'amica spagnola Maga. Ma se l'amica è spinta da una forte passione politica, Netcha (ossia la stessa scrittrice Neige Sinno) riflette sulla violenza colonialista come sulla violenza su donne e bambini, partendo dai libri che ha letto e che l'hanno formata.