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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 10] Vangelo: Dn 3, 25. 34-43; Sal.24; Mt 18, 21-35.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 9, 2026 1:57


In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 10] Commento: Perdonare è grandezza d'animo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 9, 2026 2:06


L'evangelista Matteo ci ricorda oggi il nostro impegno o missione cristiana che è quella di seguire le orme o i passi del nostro Grande Maestro Gesù Cristo. Gesù incarna in sé il sacramento del perdono. I nostri limiti umani tante volte rendono difficile l'accoglienza dei fratelli e l'esercizio della carità nei loro confronti. Per superare queste situazioni c'è un rimedio evangelico infallibile: il perdono. Il perdono è il «pane quotidiano» di una comunità o chiesa domestica. Infatti ogni giorno c'è bisogno di perdono, perché ogni giorno ci possono essere contrasti che creano divisioni. Nella logica del Vangelo perdonare significa dimenticare: non si tratta di memoria, ma di cuore; e dimenticare significa amare di più il fratello, accogliendolo pienamente e comportandosi con lui come se nulla fosse accaduto, cioè senza lasciarci condizionare dal male ricevuto. Perdonare significa «ricordarsi per dimenticare», come dice il profeta Isaia: «Io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato». San Giovanni Paolo II, nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1997, scriveva: «Offri il perdono, ricevi la pace». Resta vero che non si può rimanere prigionieri del passato: occorre una sorta di purificazione della memoria, affinché i mali non tornino a prodursi. Il perdono richiede fede, carità, rinnegamento di sé, lotta contro l'uomo della carne. Essa deve essere totale, nel cuore e nel comportamento. Dal perdono nascono la condivisione, il servizio, la pace, la partecipazione alle gioie e alle sofferenze altrui. Senza perdono c'è il cancro, il pericolo di rendere incurabile il nostro male. Vivendo solo in atteggiamento di perdono possiamo rivolgerci al Signore pregando: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori», e potremo accostarci con verità ai sacramenti della riconciliazione e dell'Eucaristia.

Prêche la Parole
Joël Labrecque - Une adoration digne d'un Dieu infini

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 8, 2026 48:38


Joël Labrecque - Ps 145.3 ; Né 9.5-6 ; Ph 2.6-11 ; Ap 4.11-5.14 ➡️ DESCRIPTION : Dieu est digne de recevoir de la part de Ses créatures une adoration digne d'un Dieu infini. Or puisqu'il est impossible pour une créature de Lui offrir une adoration infinie, comment Dieu peut-Il donc recevoir Son juste dû, à savoir celui d'être adoré d'une manière infinie? Nous répondrons à cette question en deux volets : 1) une adoration peut être infinie lorsqu'elle est d'une valeur infinie; et 2) une adoration peut être infinie lorsqu'elle est d'une durée infinie. Nous utiliserons quatre textes bibliques pour nous diriger: Ps 145.3 ; Né 9.5-6 ; Ph 2.6-11 ; Ap 4.11-5.14 PLAN: 1) Aucune créature ne peut offrir une adoration digne du Dieu infini 2) Christ seul a offert une adoration digne du Dieu infini 3) Christ a mérité, par Sa propre adoration, que toute créature Lui offre une adoration digne du Dieu infini Lectures complémentaires: 1) Convocation : Ps 145.1-13, 148.1-14 2) Après la prédication : Ap 7.9-12 Prédicateur: Joël Labrecque

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 9] Vangelo: 2 Re 5, 1-15; Sal.41 e 42; Lc 4, 24-30.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 8, 2026 0:58


In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 9] Commento: Nessun profeta in patria.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 8, 2026 2:25


L'Autore della Lettera agli Ebrei, nel descrivere l'efficacia e la forza della Parola di Dio, afferma: «La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi, e a lui noi dobbiamo rendere conto». Quando i doni di Dio ci vengono offerti come strumenti di salvezza, o li accogliamo con gratitudine e li viviamo nella fede, o diventano il nostro interiore tormento. Non si può impunemente opporre resistenza alla Luce. Essa mette a nudo le nostre incoerenze, ci scruta in profondità, svela i segreti dell'anima e tutto il bene che ci adorna, ma anche tutto il male che ci opprime. È per questo che scribi e farisei, e gli stessi compaesani del Cristo, non possono resistere alle sue parole, si riempiono di sdegno e minacciano di gettare Gesù da un precipizio. L'orgoglio ferito si trasforma in minacciosa vendetta. Colui che proclama la verità deve tacere; chi osa toglierci la maschera, accuratamente modellata a protezione di eclatanti falsità, deve scomparire ed essere precipitato nel nulla. La falsità, la grettezza, l'ipocrisia si organizzano a fatica nell'animo umano: è un lavoro diuturno con cui le verità, anche quelle di Dio, si smontano pezzo a pezzo, e accanto si ricostruiscono false verità personali e sostitutive. La voce di Cristo si scontra violentemente con queste realtà umane. Non esistono possibilità di accomodamento o di compromesso. La verità è una e non può essere frammentata. Viene data gratuitamente ed è motivo di beatitudine, di grazia e di salvezza: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». Il Signore è ancora vivo in mezzo a noi, la sua Parola palpita nel cuore e nella vita della Chiesa e dei suoi fedeli, ma ancora sono tanti coloro che si sentono interiormente disturbati da Cristo e dai suoi messaggeri. C'è ancora chi vorrebbe farci tacere e farci precipitare in un abisso. Dobbiamo augurarci che il Signore stesso, cogliendoci superficiali e distratti, se non addirittura ostili, non debba ripeterci con la stessa amarezza di allora: «Nessun profeta è ben accolto in patria».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 8] Vangelo: Es 17, 3-7; Sal.94; Rm 5, 1-2. 5-8; Gv 4, 5-42.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 7, 2026 4:17


In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore - gli dice la donna •, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: "Io non ho marito". Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Il salmista canta e ci fa cantare: «Ti cerco, Signore, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua». È necessario soddisfare la sete dell’anima e del corpo nella vita quotidiana, ancor più nell’aridità e nella fatica del deserto, dove diventa un’urgenza essenziale, vitale. Per il popolo d’Israele il soccorso non si fa attendere: «Tu, Mosè, è un ordine dell’Altissimo, batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà». La “roccia” da cui poi sgorga acqua in sovrabbondanza è Cristo, e ce lo testimonia anche San Paolo: «L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato, e Dio ci dimostra il suo amore nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo Gesù è morto per noi». Al pozzo di Giacobbe, lì dove Gesù si riposa, giunge una donna samaritana, giunge la Chiesa, ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». È incessante e inestinguibile la sete di Gesù; chiede da bere fin sulla croce! Subito precisa alla donna, e a ciascuno di noi: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: ‘Dammi da bere’, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». È l’acqua che disseta per sempre; se abbeverati di quell’Amore, non si avrà più sete in eterno. Quell’acqua che io gli dò diventa in ciascuno di noi una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna. Con la samaritana diciamo con fede: «Dammi dell’acqua viva perché io non abbia più sete». Quella sete saziata ci rende consapevoli di poter essere veri adoratori in spirito e verità, così come il Padre ci vuole.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 7] Vangelo: Mic 7, 14-15. 18-20; Sal.102; Lc 15, 1-3. 11-32.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 6, 2026 2:54


In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta". Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati". Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: "Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo". Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: "Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso". Gli rispose il padre: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato"».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 7] Commento: Gli si gettò al collo e lo baciò.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 6, 2026 2:56


Oggi quasi anticipando la gioia di Pasqua, il Signore Gesù ci svela con la parabola più bella e più amata del Vangelo il Padre misericordioso e il figlio che ritorna, l’irrefrenabile misericordia e l’amore incessante che nutre per ciascuno di noi, la sua paziente e trepida attesa, il suo sguardo che arriva lontano, fino al pascolo dei porci, e diventa potente attrazione che richiama e converte: «Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò». Poi, dopo la recuperata figliolanza, segue la gioiosa celebrazione conviviale, che segna il pieno reinserimento nella casa paterna: «Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». E cominciarono a far festa. I momenti oscuri vengono così cancellati, a cominciare dal triste: «Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta». Viene redento il peccato antico e sempre attuale, quello di reclamare una libertà piena e incondizionata, di uscire dalla casa paterna, dall’abbraccio del suo amore, nella facile illusione di poter sperimentare l’ebbrezza di una supremazia che annulla ogni dipendenza. Ci ricorda il momento fatale in cui i nostri progenitori hanno teso la mano per prendere e mangiare il frutto dell’albero proibito. Oggi, come allora, il Signore, buon Pastore, si mette alla ricerca della pecora smarrita ovunque e comunque essa si sia persa. La certezza di non restare mai soli, di essere anzi cercati, fa nascere la speranza e il ripensamento come primo moto verso la conversione: «Io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio». La consapevolezza di aver sperperato malamente i doni preziosi fa sperare di poter essere accolto soltanto come uno dei salariati. Il Signore però non ci vuole come salariati: in forza dello Spirito non siamo più schiavi, ma figli, e se siamo figli siamo anche eredi. Così vuole Dio. Che meraviglia! Dopo il peccato siamo stati accolti, baciati, rivestiti, nutriti e festeggiati: «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove», e ancor più: «Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione». Abbiamo iniziato la Quaresima con un invito: «Convertitevi e credete al Vangelo», ora sappiamo la via alla conversione, resa più facile se confidiamo nella divina misericordia. Facciamo un proposito: Mi alzerò…

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 5] Vangelo: Ger 17, 5-10; Sal.1; Lc 16, 19-31.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 4, 2026 1:47


In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma". Ma Abramo rispose: "Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi". E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento". Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro". E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno". Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti"».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 5] Commento: C'era un uomo ricco...

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 4, 2026 2:02


Ce ne sono, e ce ne sono stati tanti, di uomini ricchi: ricchi di denaro e di ogni bene, ricchi di potere, ma estremamente poveri di amore e di altruismo. Dei ricchi Gesù dice: «È più facile per un cammello passare dalla cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno dei cieli». E altrove: «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde o rovina se stesso?». La ricchezza, con il suo luccichio, spesso abbaglia e inganna, perché non dà ciò che promette e distoglie dai veri valori. «Più fallace di ogni altra cosa è il cuore e difficilmente guaribile». Al ricco del Vangelo è attribuito il titolo di epulone: vestiva di porpora e di bisso e ogni giorno banchettava lautamente. Verrebbe da dire: è tutta qui la ricchezza? A evidenziare la povertà del ricco e a mostrare la vera ricchezza ci pensa Lazzaro: un mendicante che giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con ciò che cadeva dalla mensa del ricco. Nessuna attenzione per lui; anzi, è da supporre che quella presenza arrecasse persino fastidio. Nell’aldilà la scena cambia totalmente: il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo, annoverato nella schiera degli eletti. Anche il ricco morì e precipitò nell’inferno tra i tormenti; alzò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Ed ecco il grido tardivo e disperato: «Padre Abramo, abbi pietà di me!». Solo allora sperimenta la nullità e l’inganno della sua falsa ricchezza e la vera ricchezza di cui gode Lazzaro. Ai lauti banchetti subentra l’arsura di una sete inestinguibile. Vorrebbe che il povero, ignorato in vita, andasse per lui a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnargli la lingua, per attenuare la tortura di quella fiamma inestinguibile. Così è l’inferno: il rimpianto eterno e sconsolato per il bene perduto e il tormento per un amore non donato e rinnegato. Dio ci scampi e ci liberi.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 4] Vangelo: Ger 18,18-20; Sal.30; Mt 20, 17-28.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 3, 2026 1:31


In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 4] Commento: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 3, 2026 1:43


Un lebbroso osa accostarsi a Gesù: i lebbrosi erano considerati impuri e contagiosi e, per questo, venivano emarginati e dovevano restare lontani dalla comunità. Egli lo vede, gli si getta dinanzi e prega: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». È una preghiera semplice ed essenziale, che esprime fede, rispetto e fiducia. Gesù mette in atto quanto aveva più volte affermato: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». L’evangelista infatti dice: Gesù ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. È significativo, e merita attenzione, ciò che accade dopo l’implorazione del lebbroso: Gesù si muove a compassione, condivide amorevolmente il suo male, tende la mano e lo tocca - non avrebbe dovuto farlo secondo le prescrizioni della legge - e poi pronuncia la parola potente che sana e purifica. Il divino Redentore vuole dirci che non si ritrae davanti al nostro male, neppure quando incancrenisce e diventa purulento; anzi, si muove a compassione e, se siamo pentiti e supplici, è sempre pronto a farci sentire la sua vicinanza e il suo sollecito soccorso. Egli ci tende la mano, ci tocca e ci assolve dal nostro male: va’, sei purificato. Ti manca soltanto la conferma della Chiesa: mostrarti al sacerdote che ti assolve poi rendi grazie per il dono e per la Grazia che hai ricevuto. Il peccato è stato lavato nel sangue di Cristo.

Prêche la Parole
Trahi par un ami - Psaume 55

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 2, 2026 47:31


Pascal Denault - Psaume 55.1-24 RÉSUMÉ: La prière haletante de David dans le psaume 55 est aussi agitée que son âme. Nous ne chercherons pas une structure ou un ordre particulier dans cette prière, mais nous l'écouterons comme elle se présente. L'agitation du roi David trahi par un intime est le prélude de la prière agonisante du Messie trahi par Judas, complice de ses ennemis mortels. Malgré l’intensité de l’épreuve, la foi demeure ferme, car elle voit avec assurance ce que l’œil ne discerne pas encore. PLAN: 1. La prière tremblante (v.1-6) 2. La fuite désirée (v.7-9) 3. La cité divisée (v.10-12) 4. L'ami ennemi (v.13-16) 5. La prière confiante (v.17-20) 6. L'hypocrisie du traitre (v.21-22) 7. La fin du juste et de l'impie (v.23-24) QUESTIONS: 1. Qu'est-ce que la prière de David nous apprend sur lui, sur Christ et sur ses ennemis? 2. Pourquoi David veut-il s'envoler? 3. De quelle ville parle-t-il au verset 10 et qu'est-ce qui la caractérise? 4. Qui est le traître? 5. Qu'est-ce qui a changé avec la prière de David à partir du verset 17? 6. Qu'est-ce que les versets 21 et 22 révèlent au sujet du traître? 7. Comment le juste et l'impie sont-ils contrastés à la fin du psaume 55? Lectures complémentaires: - Avant le culte: 2 Samuel 15.10-15, 31-37 ; 16.15-17.7, 23 - Après la prédication: Jean 13.18-32

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 3] Vangelo: Is 1, 10.16-20; Sal.49; Mt 23, 1-12.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 2, 2026 1:15


In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbì" dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 3] Commento: Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 2, 2026 2:14


È inevitabile che avvengano scandali, perché il male esiste, si diffonde, si ostenta, si propone e talvolta dilaga; satana poi aggiunge il resto. Le difese sono deboli e poco si lotta per allontanarlo. Gesù vuole farci comprendere tutta la gravità del peccato dello scandalo e i tristi e perniciosi danni che produce. E aggiunge un’aggravante: se lo scandalo va a infangare la purezza degli innocenti, anche di uno solo di questi piccoli che credono e vivono la fede nella bellezza e nel candore di Dio, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare. Non deve sorprenderci questa inusitata severità da parte del Signore: spesso lo scandalo, con il disprezzo delle cose belle e sante di Dio, diventa un vero e proprio sacrilegio. Dobbiamo poi, con consapevolezza e dovuta umiltà, riflettere sugli scandali che intaccano i valori primari e la missione stessa della Chiesa attraverso i comportamenti indegni dei suoi ministri: Gesù infatti si rivolge alla folla, ma anche ai suoi discepoli, quelli del suo tempo e ora a noi. Sulla cattedra di Mosè, ai primi posti a guida della Chiesa, siedono santi e peccatori. Gesù avverte: «Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma il vostro agire segua solo il loro buon esempio, seguiteli nel bene perché può succedere che dicano e non facciano». Altro motivo di grave scandalo dei falsi pastori potrebbe essere questo: «Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente»; cercano, ottengono e si compiacciono dei posti d’onore, dei primi seggi, di titoli altisonanti, ma portano se stessi e non Cristo. Tuttavia inveire, accanirsi e condannare i traditori e gli autori di scandali può essere doveroso per la Madre Chiesa, purché non dimentichi che la sua prima missione è soccorrere e aiutare a guarire i suoi figli malati: lo scandalo, come qualsiasi peccato, da chiunque sia commesso, non autorizza nessuno a infliggere condanne definitive. Questo spetta soltanto all’Onnipotente Signore, giusto giudice e Padre di misericordia a noi la carità specie verso chi ha bisogno del medico.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 2] Commento: Siate misericordiosi.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 1, 2026 1:42


L’opera meravigliosa, la più importante e decisiva della nostra storia, è la redenzione: il riscatto gratuito dal nostro peccato, la manifestazione in Cristo della sua infinita misericordia. Ne consegue che noi, così resi liberi dal male, riportati alla nostra primitiva bellezza e resi tutti fratelli in Cristo, dobbiamo amare il nostro prossimo. Gesù ha proclamato: «Il mio comandamento è questo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi». E, per ricordarci la totalità dell’amore che ci ha donato, afferma: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici». Oggi ci esorta: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi in cambio». Ci vuole dire che siamo noi, con i nostri comportamenti, a stabilire la misura delle grazie che ci vengono generosamente indirizzate dal Cielo. Un cuore chiuso al perdono, incapace di misericordia e che nega amore al prossimo, diventa, per sua stessa colpa, inabile all’Amore di Dio e pone un ostacolo quasi insuperabile: in quel cuore non c’è spazio per la grazia divina e, ahimè, neppure per quella umana. È una triste autocondanna alla peggiore aridità spirituale. Donaci, Signore, di avere sempre in noi la forza di osservare i comandamenti del tuo amore.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 2] Vangelo: Dn 9, 4-10; Sal.78; Lc 6, 36-38.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Mar 1, 2026 0:33


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Quando la fede è debole o totalmente oscurata dal male, quando si sperimenta la cecità spirituale, sorge la tentazione di chiedere, di credere e di sperare che un segno, un evento strepitoso, possa far nascere la fede. Gesù è il segno per eccellenza, la rivelazione del Volto di Dio: è sotto gli occhi dei suoi contemporanei, fa udire loro la Parola di verità; egli incarna la Parola, è la Verità. Compie segni e prodigi, ma la risposta dei suoi contemporanei è il livore, la trama di morte contro di lui. Perciò non può tacere la verità su coloro che per primi avrebbero dovuto riconoscerlo e accoglierlo: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione». Il segno di Giona è il preannuncio della morte e risurrezione del Signore, l’essere calato nel ventre della terra; ma è anche il segno che evidenzia la malvagità di coloro che lo hanno rifiutato e condannato, e che decreta un’irreparabile condanna se non sopraggiunge una vera conversione. I cittadini di Ninive credettero a Dio: bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli, e si impegnarono coralmente perché Dio fosse invocato con tutte le forze; ognuno si convertì dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che era nelle sue mani. «Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!». Al pentimento sincero e alla conversione, che Dio stesso suscita, lo sappiamo e lo sperimentiamo, segue sempre il perdono e l’assoluzione, perché il Signore è buono e grande nell’amore. È il segno indelebile della divina misericordia, è l’efficacia del segno della croce.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 25] Vangelo: Gio 3, 1-10; Sal.50; Lc 11, 29-32.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 24, 2026 0:55


In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parole proclamée
Unis dans la prière, soumis à l’Écriture

Parole proclamée

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 53:24


Unis dans la prière, soumis à l’Écriture Christian K. Balayi

dans la unis criture la pri soumis xe8 scripture: acts 1:12-1:26
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 24] Commento: La mia parola diventa preghiera.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 2:14


«Con la Parola del Signore furono fatti i cieli, col soffio della sua bocca tutto il loro ordinamento». Egli ha detto e tutto è stato fatto! Dice il Signore: «La mia parola uscita dalla mia bocca non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata». «Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore». L’uomo vivrà di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Questa premessa ci serve per comprendere l’importanza e la sacralità della Parola di Dio, ma anche per ben considerare l’ammonimento che Gesù pone prima di suggerirci la sua preghiera: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate». San Benedetto esorta noi monaci dicendoci: «Mens nostra concordet voci nostrae» - la nostra mente sia in accordo con la nostra voce. Rivolgendoci al Padre, fonte di perenne amore, dobbiamo a nostra volta esprimere amore filiale, sentendoci veramente suoi figli e scoprendo il grande valore della nostra fraternità. Scopriamo poi la sapiente gerarchia dei valori: la santità del nome di Dio e l’adorazione, la lode e la gratitudine che gli sono dovute; l’avvento del suo Regno, che è l’adempimento del progetto divino nel tempo, tra noi e in noi, e nella beata eternità, a condizione che si compia in pienezza la santissima volontà divina. Nella seconda parte chiediamo che la potenza e la benevolenza di Dio ci soccorrano in tutte le nostre necessità: chiediamo il pane quotidiano, e non solo quello per le nostre mense; imploriamo dalla divina misericordia il perdono dei nostri debiti, come anche noi ci impegniamo a rimetterli ai nostri debitori, e la grazia per vincere le insidie del male. È la preghiera per eccellenza, ma è anche il migliore programma di vita per ogni cristiano, sicuramente un ottimo strumento per vivere santamente la quaresima.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 24] Vangelo: Is 55, 10-11; Sal.33; Mt 6, 7-15.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 0:58


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Prêche la Parole
Caché parmi les Ziphiens - Psaume 54

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 22, 2026 49:12


Pascal Denault - Psaume 54.1-9 RÉSUMÉ: Même parmi les siens, l’enfant de Dieu peut se retrouver au milieu d’étrangers. Ainsi David, trahi par les Ziphiens de sa propre tribu, voit ceux qui partagent son héritage chercher sa mort. Ce rejet de l’oint de l’Éternel annonce celui de Jésus-Christ, venu chez les siens, et que les siens n’ont point reçu (Jn 1.11). Le Psaume 54 nous fait entendre la prière du Messie entouré de ses adversaires — et devient aussi la nôtre au cœur des détresses du présent siècle mauvais. PLAN: Introduction: David caché parmi les Ziphiens (v.1-2) 1. Prière dans la détresse (v.3-5) 2. Assurance dans la détresse (v.6-9) QUESTIONS: 1. Comment les psaumes 52 à 55 sont-ils reliés? 2. Qu'est-ce que la prière de David nous apprend au sujet de la prière? 3. Pourquoi David désigne-t-il ses ennemis comme des étrangers? 4. Quelle est la double assurance de David même dans la détresse? 5. Qu'est-ce que l'offrande promise au verset 8 a de particulier? 6. Que voyons-nous à l'avance? 7. Comment ce psaume se rapporte-t-il à Christ et à nous? Lectures complémentaires: 1 Samuel 23 (intro) ; 1 Pierre 2.4-25 (Cène)

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 23] Commento: Il giudizio finale.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 22, 2026 1:28


Nel Vangelo di san Matteo, l’insegnamento di Gesù inizia con la proclamazione delle beatitudini. Nello spirito del Vangelo, le beatitudini non rappresentano il godimento egoistico delle ricchezze terrene, ma il saper condividere i doni con i fratelli nella ricerca della vera giustizia e della vera pace. Subito prima della sua Passione, alla fine della sua missione terrena, Gesù parla del giudizio finale: è la verifica di come abbiamo realmente vissuto sulla terra le beatitudini. Il giudizio finale non deve essere vissuto con il timore di trovarci di fronte a un tribunale severo, ma come la realizzazione, nella pienezza della vita divina, di ciò che abbiamo già voluto e desiderato sulla terra. Dio Padre sa guardare con affetto le debolezze dei suoi figli, se questi avranno dimostrato la capacità di vivere nell’amore e nella misericordia. Vivere le beatitudini significa essere veramente cristiani e saper porre Gesù al centro della nostra esistenza. Non possiamo però cercare Gesù nei nostri cuori, perché vi abiti con tutta la dolcezza del suo amore, se non siamo in grado di riconoscerlo nei nostri fratelli. La misura dell’amore che avremo saputo donare è quella che poi ci ritroveremo quando avremo la possibilità di vivere in Cristo la gloria che ci è predestinata. Leggiamo il brano della liturgia odierna con la vera speranza e la gioia di chi pone la propria esistenza nelle mani del Signore.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 22] Vangelo: Gn 2, 7-9; 3, 1-7; Sal.50; Rm 5, 12-19; Mt 4, 1-11.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 21, 2026 1:30


In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Prêche la Parole
Quand l'homme rejette Dieu - Psaume 53

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 16, 2026 50:06


Pascal Denault - Psaume 53 RÉSUMÉ: David reprend, avec des accents différents, les paroles du Psaume 14 par lesquelles il avait exposé la pensée de l'insensé. Ce psaume nous montre que le problème fondamental de l'être humain est qu'il rejette Dieu. Cet athéisme n’est ni intellectuel ni neutre : il est moral, volontaire, et lourd de conséquences. PLAN: 1. L'insensé en son coeur (v.2) 2. Dieu du haut des cieux (v.3-5) 3. Épouvante et allégresse (v.6-7) QUESTIONS: 1. L'athéisme est-il neutre? 2. Pourquoi ce psaume est-il répété? 3. Comment la dépravation totale est-elle présentée dans ce psaume? 4. Qu'est-ce que Dieu cherche et le trouve-t-il? 5. Qu'arrivera-t-il à ceux qui persécutent le peuple de Dieu? 6. Comment ce psaume termine-t-il? 7. Quelles applications pouvons-nous faire de ce psaume? Lectures complémentaires: Genèse 6.1-7.9 ; 2 Thessaloniciens 1.3-10

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 15] Vangelo: Sir 15,16-21; Sal.118; 1Cor 2,6-10; Mt 5,17-37.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 14, 2026 3:16


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì", "no, no"; il di più viene dal Maligno".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 13] Vangelo: 1 Re 11,29-32; 12,19; Sal 80; Mc 7, 31-37.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 12, 2026 0:56


In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: "Effatà", cioè: "Apriti!". E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: "Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 12] Vangelo: 1 Re 11, 4-13; Sal 105; Mc 7, 24-30.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 11, 2026 1:02


In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: "Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". Ma lei gli replicò: "Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli". Allora le disse: "Per questa tua parola, va': il demonio è uscito da tua figlia". Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato.

Prêche la Parole
Rob Mongeau - Viens et meurt: l’appel de la croix - Luc 14.25-35

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 9, 2026 55:12


Rob Mongeau - Luc 14.25-35 ➡️ Description : Jésus n’a jamais couru après les foules, il les confrontait. Dans Luc 14, il s'adresse à une foule grandissante et lance l'un des appels au discipulat les plus profonds de l'Écriture. Que veut véritablement dire "suivre Jésus"? Dans ce message, nous regarderons quel est le coût de l’engagement que Jésus demande. Plan 1. Le discipulat requière une allégeance suprême à Christ (vv.25-27) 2. Le discipulat requière un calcul de coût délibéré (vv.28-32) 3. Le discipulat requière un abandon indivisé (v.33) 4. Le discipulat doit perdurer, sinon il est inutile (vv.34-35) Textes complémentaires : Ruth 1 Prédicateur: Rob Mongeau

Prêche la Parole
Levi Loewen - Espérance pour les croyants affligés - Jean 11.21-27

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 1, 2026 57:30


Levi Loewen - Jean 11.21-27 ➡️ Description : Quelle est votre seule espérance lorsque vous vous trouvez face à face avec la mort ? Devant elle, nous sommes totalement impuissants et incapables de nous délivrer nous-mêmes. Pourtant, Jésus-Christ seul possède le pouvoir sur la mort et seul peut donner une véritable espérance. Bien qu’Il ne nous ait pas encore retirés de la présence de la mort dans ce monde, Il se révèle à son peuple au milieu de sa souffrance et de son deuil. Par sa Parole, Il console les croyants affligés et leur donne une espérance vivante, dans la mort comme dans la vie, par la foi en Celui qui est la résurrection et la vie. Plan - Espérance dans la mort (v.21-24) - Espérance dans la vie (v.25-26) - Espérance de la foi (v.27) Textes complémentaires :1 Corinthiens 15, 2 Corinthiens 1.3-6

Prêche la Parole
David contre Doëg - Psaume 52

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jan 25, 2026 52:28


Pascal Denault - Psaume 52 RÉSUMÉ: Les psaumes 52 à 59 nous ramènent à l'époque de la fuite de David devant Saül. Le premier de ces huit psaumes se rapporte au commencement de cette fuite où David, sans le vouloir, entraina le malheur sur la maison d’Achimélec. Sa fuite est emblématique du sacerdoce royal persécuté par de farouches adversaires dans ce monde déchu. En utilisant Doëg l'Edomite comme représentant, David expose la fourberie et la ruine de ces adversaires du royaume de Dieu et de l'attente confiante des justes. PLAN: 1. Le tyran déraciné (v.1-7) - Le méchant (v.2) - Sa méchanceté (v.3-6) - Son jugement (v.7) 2. L'olivier verdoyant (v.8-11) - Les justes (v.8) - Leur justice (v.9-10) - Leur délivrance (v.11) QUESTIONS: 1. Que sait-on sur l'arrière-plan de ce psaume? 2. Comment la méchanceté de Doëg est-elle décrite dans ce psaume? 3. Qu'en est-il du jugement prononcé contre Doëg? 4. Que font les justes? 5. Qu'est-ce qui distingue fondamentalement le juste du méchant? 6. En quoi consiste la délivrance des justes? 7. Quelles applications pouvons-nous faire de ce psaume? Lectures complémentaires: 1 Samuel 21.1-10, 22.6-23 (intro) ; 1 Pierre 2.4–10 (cène)

Prêche la Parole
Le pécheur brisé et renouvelé - Psaume 51

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jan 18, 2026 55:10


Pascal Denault - Psaume 51.1-21 RÉSUMÉ: La vraie connaissance de soi commence avec la découverte de l'horreur de son propre péché. Lorsque Dieu produit cette conviction dans un pécheur, il se repent amèrement et implore la miséricorde divine. La vraie repentance est une oeuvre de la grâce et une manifestation de la nature nouvelle que Dieu crée en l'homme. Le Psaume 51 est une éloquente expression de cette transformation. PLAN: 1. La vraie repentance (v.1-7) 2. La grâce agissante (v.8-14) 3. L'Église bâtie (v.15-21) QUESTIONS: 1. Comment diviser le psaume 51? 2. Pourquoi David fut-il réceptif au message du prophète Nathan? 3. Comment un pécheur doit-il reconnaître son péché? 4. Pourquoi David dit-il avoir péché contre Dieu seul? 5. Pourquoi David dit-il avoir été conçu dans l’iniquité? 6. À quoi aspire le pécheur régénéré? 7. En quoi consistent la joie et l’assurance décrites par David? 8. Que décrit la prière : crée en moi un cœur pur? 9. Pourquoi David avait-il la crainte de perdre l’Esprit saint? 10. Quel est le lien de la dernière section avec la repentance de David? 11. Qu'avez-vous appris ou aimé dans ce message? Lectures complémentaires: 2 Samuel 12.1-14 (intro) ; 2 Corinthiens 7.8-11 (prière)

Parole proclamée
Le Christ règne, l’Esprit agit, l’Église attend

Parole proclamée

Play Episode Listen Later Jan 18, 2026 52:58


Le Christ règne, l’Esprit agit, l’Église attend Christian K. Balayi

Prêche la Parole
S'approcher du feu dévorant - Psaume 50

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jan 11, 2026 53:17


Pascal Denault - Psaume 50.1-23 RÉSUMÉ: Le Psaume 50 révèle le Dieu qui se manifeste dans le feu pour juger la voie de ceux qui s’approchent de lui. Ce psaume nous apprend non seulement quelle sorte d’adoration Dieu veut, mais surtout quels adorateurs il recherche. PLAN: 1. Une convocation solennelle (v.1-6) 2. L'adoration que Dieu veut (v.7-15) 3. L'adorateur que Dieu recherche (v.15-23) QUESTIONS: 1. Que sait-on sur Asaph? 2. Dans ce psaume, qui convoque qui et pourquoi? 3. Qu'est-ce que le formalisme religieux? 4. Qu'est-ce que la domestication du divin? 5. Quel sacrifice plaît à Dieu? 6. Comment raisonne le méchant qui est religieux? 7. Qu'est-ce que Dieu attend du méchant? Lectures complémentaires: Ésaïe 1.10-31 (intro) ; 1 Corinthiens 1.26-31 (Cène)

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 2] Commento: Testimonianza di Giovanni.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jan 1, 2026 2:05


Con lo sguardo fisso sui due santi vescovi e dottori che la Liturgia ci fa ricordare oggi, Basilio e Gregorio Nazianzeno, ascoltiamo quanto ci viene proposto dalla prima lettura: per fare comunione con il Padre è necessaria la mediazione del Figlio e la mediazione della comunità. È stata la via che hanno seguito questi due vescovi, capi di comunità e dottori della Chiesa, fedeli maestri della dottrina della fede. Giovanni si preoccupa perché venga mantenuta integra la fede nelle verità annunciate fin dal principio, senza lasciarsi fuorviare da falsi cristi, annunciatori di menzogna: avvertimento molto attuale per i nostri tempi, in cui non pochi, lasciata la sorgente della verità, vanno a dissetarsi in cisterne screpolate e melmose, quali sono le numerose sette che ammaliano, conquistano e poi… lasciano che «veniamo svergognati da lui alla sua venuta». Il brano del Vangelo invece ci presenta Giovanni nella sua testimonianza dinanzi a una delegazione di farisei: «Chi sei?» Sul dubbio che essi hanno della sua vera essenza, Giovanni dìssipa ogni nube di ambiguità: «Non sono il Cristo, non sono un profeta… sono solo una voce che invita a preparare la via del Signore». «Perché allora battezzi?» e Giovanni risponde: «Io battezzo con acqua… ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, al quale “io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo”». Giovanni offre un esempio meraviglioso, valido per tutti, in particolare per quanti sono in cura di anime o ricoprono posti di responsabilità nelle comunità ecclesiali, familiari e anche civili. Si ha la tentazione di voler attirare la gente alla propria persona anziché a Cristo, nel cui nome si è stati inviati e si parla. Si tradisce così la causa del Vangelo, le attese delle anime e se stessi, perché nessuno è in grado di dare quanto viene chiesto, limitati com’è la natura umana. L’umile e veritiero atteggiamento di Giovanni ci liberi dalla tentazione di insano protagonismo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 1] Commento: La Madre di Dio regina della pace. 1° Gennaio

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 31, 2025 1:50


La festa di oggi ci offre molteplici motivi di riflessione: la chiesa scandisce per tutti noi ripetutamente nel nome del Signore una solenne benedizione sacerdotale. È l'augurio migliore che possiamo ricevere e scambiarci in questo giorno: viene da Dio, ma è per tutti noi. Pur essendo la festa della Madre di Dio, domina la figura del Cristo e ci viene ricordata ancora la sua opera di salvezza per l'intera umanità. Maria è sapientemente incastonata nel mistero del suo Figlio per sottolineare il suo ruolo nella storia della salvezza e in quello sempre attuale di Madre dei credenti. Noi onoriamo Maria sempre vergine, proclamata nel Concilio di Efeso "santissima madre di Dio" perché Cristo sia riconosciuto veramente Figlio di Dio. È nel nome di Maria che dal 1967 si celebra oggi in tutto il mondo cattolico la giornata mondiale della pace. Dono divino, dono messianico è la pace. Non può essere costruita soltanto da noi uomini e soprattutto non potrà mai essere proclamata efficacemente fin quando non si depongono le armi. La pace degli uomini non può essere diversa da quella di Cristo: va quindi costruita sulle solide basi dell'amore fraterno e della grazia divina. Ogni cristiano per vocazione deve essere un costruttore di pace cominciando magari dalle mura domestiche, impartendo una sana educazione ai figli con la forza dell'esempio. Il tutto dobbiamo accompagnarlo con la forza della preghiera come fa la liturgia di questo giorno che ci fa ripetere nella orazione: "Tu, o Dio nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna", una salvezza che inizia già durante il nostro pellegrinaggio terreno.

Prêche la Parole
Levi Loewen - La lumière du monde : de l’Exode à l’Incarnation - Jean 8.12

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Dec 29, 2025 47:26


Levi Loewen - Jean 8.12 ➡️ Description : Dans l’obscurité de la nuit, même la plus petite lumière brille avec éclat. Christ est la lumière qui est venue dans le monde, non seulement pour l’éclairer, mais pour en exposer les ténèbres. Il est celui qui conduit son peuple à travers un monde encore marqué par l’ombre, le transformant afin qu’il reflète sa lumière. Par cette lumière reflétée, le monde est appelé à connaître la véritable source de la vie elle-même. Ne continuez pas à marcher dans les ténèbres, mais entrez dans la lumière du Christ. Plan : 1. La lumière qui est venue dans le monde (Jean 8.12a) 2. La lumière qui conduit son peuple (Jean 8.12b) 3. La lumière qui transforme son peuple (Jean 8.12c) Lectures complémentaires: Exode 13, Jean 12.34-36

Prêche la Parole
Ce que l'argent ne peut acheter - Psaume 49

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Dec 21, 2025 53:33


Pascal Denault - Psaume 49 Ce que l'argent ne peut acheter - Psaume 49 RÉSUMÉ: Ce psaume vient compléter le trésor des fils de Koré en révélant ce que la sagesse humaine ne peut comprendre ni la richesse acheter : la délivrance de la mort. Le psalmiste expose l’illusion mortelle des richesses, montre l’impossibilité pour l’homme de se racheter lui-même et proclame que Dieu seul peut payer la rançon qui mène à la vie éternelle. PLAN: 1. Riches et pauvres, écoutez! (v.1-5) 2. L'argent ne peut payer votre rançon (v.6-14) 3. Dieu seul paie ma rançon (v.15-16) 4. Mais la gloire des hommes périra (v.17-21) QUESTIONS: 1. Qu'est-ce que l'introduction du psaume 49 contient? 2. Quelle réalité les versets 6 et 7 présentent-ils? 3. En quoi consiste la rançon à payer? 4. Quelles vérités contiennent les versets 15 et 16? 5. À qui s'adresse la dernière section du psaume (v.17-21) et que dit-elle? 6. Qu'est-ce que le refrain du Psaume 49 enseigne? Lectures complémentaires: Luc 12.13-40 ; 1 Pierre 1.18-25

Prêche la Parole
Le Roi qui a vaincu tous les peuples - Psaume 47

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Dec 7, 2025 49:58


Pascal Denault - Psaume 47.1-10 RÉSUMÉ: Le psaume 47 chante le triomphe de l'Éternel sur toutes les nations. C'est par le règne messianique que Dieu accomplit cette conquête. Ce psaume prophétise l'ascension de Jésus et l'entrée dans son règne universel. Les nations sont invitées à faire partie du cortège d'honneur qui acclame ce Roi divin. PLAN: 1. Les peuples vaincus sont conviés (v.1-5) 2. Les peuples vaincus chantent (v.6-8) 3. Les peuples vaincus sont au Dieu d'Abraham (v.9-10) QUESTIONS: 1. Pour quelles raisons les peuples sont-ils invités à acclamer Dieu? 2. Comment comprendre cette déclaration: "Il nous assujettit des peuples, il met des nations sous nos pieds"? 3. À quoi correspond la montée de Dieu au verset 6? 4. Quelle réponse est-elle demandée au cortège d'honneur? 5. D'après ce psaume, quelle est la place des païens dans le plan de Dieu? 6. Quelles applications pouvons-nous faire de ce psaume? Lectures complémentaires: Psaume 68 ; Éphésiens 1.18-23

Prêche la Parole
Rob Mongeau - La Parole et les cœurs de l’homme - Matthieu 13.3-9, 18-23

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 29, 2025 44:27


Rob Mongeau - Matthieu 13.3-9, 18-23 ➡️ RÉSUMÉ: À première vue, la Parabole du semeur semble être un échec, après tout trois des quatre semences ne résultent en aucun fruit. Est-ce que cela signifie que l’Évangile est faible? Devrions-nous adapter le message pour aujourd’hui afin d’obtenir de meilleurs résultats? La réponse de Jésus est un NON retentissant, le problème n’est pas la semence, mais le cœur humain. Plan : 1. Le semeur répand souverainement la semence du royaume v.4 2. Les terreaux révèlent la présence grandissante du royaume v.4-8 3. La récolte garantit la victoire du royaume v.8 Lectures complémentaires: Matthieu 10.5-28, 11.1,16-17,25-30, 12.15-27, 46-13.2 Prédicateur: Rob Mongeau

Prêche la Parole
Levi Loewen - Je suis le Dieu qui était, qui est, et qui sera - Ex 3.12-15

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 24, 2025 51:39


Levi Loewen - Ex 3.12-15 ➡️ Description : Au moment le plus sombre de l’histoire du peuple d’Israël, lorsqu’ils crièrent à leur Dieu afin qu’Il accomplisse les promesses qu’Il leur avait faites, le Seigneur répondit en déclarant que la solution à leur détresse se trouvait dans cette vérité simple : Il est. La révélation de Dieu comme le grand « Je suis » montre que l’être de Dieu est le fondement de Sa fidélité alliancielle et la raison pour laquelle nous pouvons Lui faire confiance en toutes choses. Plan : 1. Le Dieu qui n’a besoin de rien garantit son alliance 2. Le Dieu qui règne sur toutes choses accomplit son alliance 3. Le Dieu qui demeure pour toujours soutient son alliance 4. Christ, le Dieu de l’alliance Lectures complémentaires: Gen 15, Heb 6.13-20

Prêche la Parole
La cité invincible - Psaume 46

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 16, 2025 52:49


Pascal Denault - Psaume 46.1-12 RÉSUMÉ: Après le roi messianique du Psaume 45, qui règne dans la justice et la gloire, le Psaume 46 célèbre la cité qu’il établit : une cité invincible, habitée par Dieu lui-même. Ce cantique de confiance a d’abord retenti dans le contexte historique de l’invasion assyrienne sous Sanchérib, lorsque Jérusalem fut miraculeusement délivrée sous le règne d’Ézéchias (És 36–37 ; 2 Ch 32). Mais il annonce aussi la cité nouvelle et éternelle que le Messie fera descendre du ciel (Ap 21.2). À travers ce psaume, nous contemplons la sécurité absolue du peuple de Dieu, fondée sur la présence du Roi au milieu de sa ville. PLAN: 1. La création ébranlée (v.1-4) 2. La nouvelle cité (v.5-8) 3. La paix imposée (v.9-12) QUESTIONS: 1. Comment l'arrière-plan historique nous permet-il de mieux comprendre le Psaume 46? 2. Qu'est-ce que le mot "alamoth" indique? 3. À quoi réfèrent les bouleversements décrits aux versets 3 et 4? 4. Qu'est-ce que le fleuve mentionné au v.5 nous permet de comprendre? 5. Quel est le message des versets 6 à 8? 6. De quelle façon Dieu amène-t-il la paix? 7. Comment le Nouveau Testament nous éclaire-t-il pour comprendre le Psaume 46? Lectures complémentaires: Ésaïe 36.1-37.7 ; 2 Chroniques 32.20–23

Prêche la Parole
Le Roi, sa Reine et leur mariage - Psaume 45

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 9, 2025 52:31


Pascal Denault - Psaume 45.1-18 RÉSUMÉ: Composé à l’occasion du mariage d’un roi davidique avec une princesse étrangère, le Psaume 45 célèbre la beauté du roi et la gloire de son épouse. Mais l’auteur de l’épître aux Hébreux nous enseigne qu’il parle, en réalité, du Christ et de son Épouse. Ce cantique nuptial nous conduit ainsi des noces royales de Sion jusqu’aux noces éternelles de l’Agneau. PLAN: 1. Un cantique pour le mariage du roi (v.1-2) 2. Le bien-aimé (v.3-9) 3. La bien-aimée (v.10-16) 4. Ils vécurent heureux et eurent beaucoup d'enfants (v.17-18) QUESTIONS: 1. Qu'est-ce que les versets 1 et 2 nous apprennent sur l'arrière-plan de ce psaume? 2. Quelles sont les quatre caractéristiques qui concernent l'Époux? 3. Que sait-on sur l'épouse du roi? 4. Comment comprendre la fin du psaume? Lectures complémentaires: Hébreux 1 ; Apocalypse 19.6-16 ; Cantique 2.8-14

Prêche la Parole
Des brebis destinées à la boucherie - Psaume 44

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 2, 2025 51:46


Pascal Denault - Psaume 44.1-27 RÉSUMÉ: Le Psaume 44 est une complainte du peuple d'alliance qui, au souvenir des grandes délivrances passées, n'arrive pas à comprendre les grandes souffrances présentes qui lui sont infligées alors qu'il est demeuré fidèle. Tantôt le psalmiste parle au singulier comme chef et représentant de son peuple, tantôt c'est tout le peuple qui parle en tant que reste fidèle qui souffre au côté de son roi. L'application que l'apôtre Paul fait de ce psaume en Romains 8 nous donne le cadre théologique dans lequel nous devons comprendre sa portée, mais nous débuterons notre réflexion en cherchant le contexte original derrière ce psaume. PLAN: 1. Dieu a opéré notre salut passé (v.1-9) 2. Dieu nous laisse souffrir présentement (v.10-22) 3. Dieu se lèvera encore pour nous (v.23-27) QUESTIONS: 1. Dans quel contexte devons-nous comprendre le Psaume 44? 2. Quels liens y a-t-il entre la Conquête et la rédemption? 3. Que devons-nous conclure concernant le rapport entre Dieu et la souffrance de son peuple? 4. En quoi le verset 23 nous donne-t-il une clé pour comprendre la souffrance? 5. Que pouvons-nous remarquer du cri final du psalmiste? Lectures complémentaires: Psaumes 89 ; Romains 8.17-39

Prêche la Parole
Jean-Michel Juste - Les rôles de chacun dans l'amour - Éphésiens 5.22-33

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Oct 27, 2025 58:46


Jean-Michel Juste - Éphésiens 5.22-33 ➡️ RÉSUMÉ: Aujourd’hui, nous allons parler d’amour dans le mariage. Comment vivre ce sentiment fort, comment le comprendre alors que nous avons tellement de mal à le définir? Comment comprendre les bonheurs et les malheurs qu’il nous fait vivre? Est-ce que la Parole nous guide dans ce processus d’aimer l’autre. PLAN: 1. Au féminin (v.22-24) 2. Au masculin (v.25-30) 3. Le mystère (v.31-33) Lectures complémentaires: Colossiens 3.1-4.5 ; Ép 5.31-32 (Cène)

Prêche la Parole
Rob Mongeau - Es-tu un Influenceur? - Matthieu 5.13-16

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Oct 20, 2025 47:52


Rob Mongeau - Matthieu 5.13-16 ➡️ RÉSUMÉ: Dans un monde qui a perdu ses repères et qui est en quête d’identité. Il est critique que le chrétien sache qui il est et ce à quoi il est appelé, afin de ne pas s’engouffrer dans la confusion du monde. PLAN: 1. L’identité des influenceurs (13-14a) 2. Le danger de perdre son caractère distinctif (13b, 14b-15) 3. Le but de l’influence divine (16) Lectures complémentaires: Actes 17 ; Philippiens 2.12-18 Prédicateur: Rob Mongeau

Prêche la Parole
Pourquoi t'abats-tu mon âme? - Psaume 43

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Oct 12, 2025 45:06


Pascal Denault - Psaume 43.1-5 RÉSUMÉ: Ce psaume termine la prière de David commencée au Psaume 42 et dans laquelle il exprime sa tristesse d'être éloigné du sanctuaire de l'Éternel lorsqu'il dut fuir Jérusalem. Dans cette deuxième partie, il adresse deux demandes à Dieu: (1) Être défendu contre la nation infidèle qui a suivi son fils Absalom dans sa révolte. (2) Être soutenu par Dieu afin qu'il le ramène dans son sanctuaire. David, toujours en fuite, conclut avec l'assurance que Dieu l'exaucera. PLAN: 1. Rends-moi justice (v.1-2) 2. Conduis-moi à ta maison (v.3-4) 3. Élève-toi mon âme (v.5) QUESTIONS: 1. Comment le Psaume 43 marque-t-il un tournant par rapport au Psaume 42? 2. Qu'est-ce qu'une nation infidèle et comment nous faut-il réagir? 3. Quelle est la destination de David et que lui faut-il pour son voyage? 4. Qu'est-ce que la répétition du refrain nous indique? 5. Quelles applications du Psaume 43 devons-nous faire? Lectures complémentaires: 2 Samuel 18.1-18 ; Hébreux 13.8–16 (Cène)

Prêche la Parole
Mon âme a soif du Dieu vivant - Psaume 42

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Oct 5, 2025 102:40


Pascal Denault - Psaume 42 RÉSUMÉ: Le Psaume 42 trouve un écho dans le coeur de chaque croyant qui se sent ici-bas dans une sorte d'exil loin de Dieu. Nous voyons néanmoins que la foi et l'espérance triomphent de toutes les souffrances qui affligent l'âme qui s'est attachée aux promesses divines. Ce psaume nous ouvre une fenêtre sur la vie de David par laquelle nous contemplerons Christ et tirerons des applications pour notre propre pèlerinage. PLAN: Introduction: a. Au livre 2 des Psaumes b. Au Psaume 42 (v.1) 1. Les soupirs de David (v.2-6) a. La soif de Dieu (v.2-3a) b. L'éloignement de Dieu (v.3b-5) c. L'espérance en Dieu (v.6) 2. L'exil de David (v.7-12) a. Les flots de la détresse (v.7-8) b. L'oppression et la tristesse (v.9-11) c. La consolation dans la faiblesse (v.12) 3. Remarques et applications du Psaume 42 a. Pour Christ b. Pour nous QUESTIONS: 1. Que peut-on noter sur le livre 2 des Psaumes? 2. Qui a écrit le Psaume 42? 3. Comment comprendre la soif de Dieu décrite par le psalmiste? 4. À quoi réfèrent les mentions géographiques dans la deuxième strophe? 5. Comment ce psaume s'applique-t-il à Christ? 6. Comment ce psaume s'applique-t-il à nous? Lectures complémentaires: 2 Samuel 6.12–19 ; 15.13–30 ; Lamentations 3.19–26