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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 25] Vangelo: Gio 3, 1-10; Sal.50; Lc 11, 29-32.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 24, 2026 0:55


In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Quando la fede è debole o totalmente oscurata dal male, quando si sperimenta la cecità spirituale, sorge la tentazione di chiedere, di credere e di sperare che un segno, un evento strepitoso, possa far nascere la fede. Gesù è il segno per eccellenza, la rivelazione del Volto di Dio: è sotto gli occhi dei suoi contemporanei, fa udire loro la Parola di verità; egli incarna la Parola, è la Verità. Compie segni e prodigi, ma la risposta dei suoi contemporanei è il livore, la trama di morte contro di lui. Perciò non può tacere la verità su coloro che per primi avrebbero dovuto riconoscerlo e accoglierlo: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione». Il segno di Giona è il preannuncio della morte e risurrezione del Signore, l’essere calato nel ventre della terra; ma è anche il segno che evidenzia la malvagità di coloro che lo hanno rifiutato e condannato, e che decreta un’irreparabile condanna se non sopraggiunge una vera conversione. I cittadini di Ninive credettero a Dio: bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli, e si impegnarono coralmente perché Dio fosse invocato con tutte le forze; ognuno si convertì dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che era nelle sue mani. «Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!». Al pentimento sincero e alla conversione, che Dio stesso suscita, lo sappiamo e lo sperimentiamo, segue sempre il perdono e l’assoluzione, perché il Signore è buono e grande nell’amore. È il segno indelebile della divina misericordia, è l’efficacia del segno della croce.

Parole proclamée
Unis dans la prière, soumis à l’Écriture

Parole proclamée

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 53:24


Unis dans la prière, soumis à l’Écriture Christian K. Balayi

dans la unis criture la pri soumis xe8 scripture: acts 1:12-1:26
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 24] Vangelo: Is 55, 10-11; Sal.33; Mt 6, 7-15.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 0:58


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 24] Commento: La mia parola diventa preghiera.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 2:14


«Con la Parola del Signore furono fatti i cieli, col soffio della sua bocca tutto il loro ordinamento». Egli ha detto e tutto è stato fatto! Dice il Signore: «La mia parola uscita dalla mia bocca non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata». «Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore». L’uomo vivrà di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Questa premessa ci serve per comprendere l’importanza e la sacralità della Parola di Dio, ma anche per ben considerare l’ammonimento che Gesù pone prima di suggerirci la sua preghiera: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate». San Benedetto esorta noi monaci dicendoci: «Mens nostra concordet voci nostrae» - la nostra mente sia in accordo con la nostra voce. Rivolgendoci al Padre, fonte di perenne amore, dobbiamo a nostra volta esprimere amore filiale, sentendoci veramente suoi figli e scoprendo il grande valore della nostra fraternità. Scopriamo poi la sapiente gerarchia dei valori: la santità del nome di Dio e l’adorazione, la lode e la gratitudine che gli sono dovute; l’avvento del suo Regno, che è l’adempimento del progetto divino nel tempo, tra noi e in noi, e nella beata eternità, a condizione che si compia in pienezza la santissima volontà divina. Nella seconda parte chiediamo che la potenza e la benevolenza di Dio ci soccorrano in tutte le nostre necessità: chiediamo il pane quotidiano, e non solo quello per le nostre mense; imploriamo dalla divina misericordia il perdono dei nostri debiti, come anche noi ci impegniamo a rimetterli ai nostri debitori, e la grazia per vincere le insidie del male. È la preghiera per eccellenza, ma è anche il migliore programma di vita per ogni cristiano, sicuramente un ottimo strumento per vivere santamente la quaresima.

Prêche la Parole
Caché parmi les Ziphiens - Psaume 54

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 22, 2026 49:12


Pascal Denault - Psaume 54.1-9 RÉSUMÉ: Même parmi les siens, l’enfant de Dieu peut se retrouver au milieu d’étrangers. Ainsi David, trahi par les Ziphiens de sa propre tribu, voit ceux qui partagent son héritage chercher sa mort. Ce rejet de l’oint de l’Éternel annonce celui de Jésus-Christ, venu chez les siens, et que les siens n’ont point reçu (Jn 1.11). Le Psaume 54 nous fait entendre la prière du Messie entouré de ses adversaires — et devient aussi la nôtre au cœur des détresses du présent siècle mauvais. PLAN: Introduction: David caché parmi les Ziphiens (v.1-2) 1. Prière dans la détresse (v.3-5) 2. Assurance dans la détresse (v.6-9) QUESTIONS: 1. Comment les psaumes 52 à 55 sont-ils reliés? 2. Qu'est-ce que la prière de David nous apprend au sujet de la prière? 3. Pourquoi David désigne-t-il ses ennemis comme des étrangers? 4. Quelle est la double assurance de David même dans la détresse? 5. Qu'est-ce que l'offrande promise au verset 8 a de particulier? 6. Que voyons-nous à l'avance? 7. Comment ce psaume se rapporte-t-il à Christ et à nous? Lectures complémentaires: 1 Samuel 23 (intro) ; 1 Pierre 2.4-25 (Cène)

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 23] Commento: Il giudizio finale.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 22, 2026 1:28


Nel Vangelo di san Matteo, l’insegnamento di Gesù inizia con la proclamazione delle beatitudini. Nello spirito del Vangelo, le beatitudini non rappresentano il godimento egoistico delle ricchezze terrene, ma il saper condividere i doni con i fratelli nella ricerca della vera giustizia e della vera pace. Subito prima della sua Passione, alla fine della sua missione terrena, Gesù parla del giudizio finale: è la verifica di come abbiamo realmente vissuto sulla terra le beatitudini. Il giudizio finale non deve essere vissuto con il timore di trovarci di fronte a un tribunale severo, ma come la realizzazione, nella pienezza della vita divina, di ciò che abbiamo già voluto e desiderato sulla terra. Dio Padre sa guardare con affetto le debolezze dei suoi figli, se questi avranno dimostrato la capacità di vivere nell’amore e nella misericordia. Vivere le beatitudini significa essere veramente cristiani e saper porre Gesù al centro della nostra esistenza. Non possiamo però cercare Gesù nei nostri cuori, perché vi abiti con tutta la dolcezza del suo amore, se non siamo in grado di riconoscerlo nei nostri fratelli. La misura dell’amore che avremo saputo donare è quella che poi ci ritroveremo quando avremo la possibilità di vivere in Cristo la gloria che ci è predestinata. Leggiamo il brano della liturgia odierna con la vera speranza e la gioia di chi pone la propria esistenza nelle mani del Signore.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 22] Vangelo: Gn 2, 7-9; 3, 1-7; Sal.50; Rm 5, 12-19; Mt 4, 1-11.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 21, 2026 1:30


In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Prêche la Parole
Quand l'homme rejette Dieu - Psaume 53

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 16, 2026 50:06


Pascal Denault - Psaume 53 RÉSUMÉ: David reprend, avec des accents différents, les paroles du Psaume 14 par lesquelles il avait exposé la pensée de l'insensé. Ce psaume nous montre que le problème fondamental de l'être humain est qu'il rejette Dieu. Cet athéisme n’est ni intellectuel ni neutre : il est moral, volontaire, et lourd de conséquences. PLAN: 1. L'insensé en son coeur (v.2) 2. Dieu du haut des cieux (v.3-5) 3. Épouvante et allégresse (v.6-7) QUESTIONS: 1. L'athéisme est-il neutre? 2. Pourquoi ce psaume est-il répété? 3. Comment la dépravation totale est-elle présentée dans ce psaume? 4. Qu'est-ce que Dieu cherche et le trouve-t-il? 5. Qu'arrivera-t-il à ceux qui persécutent le peuple de Dieu? 6. Comment ce psaume termine-t-il? 7. Quelles applications pouvons-nous faire de ce psaume? Lectures complémentaires: Genèse 6.1-7.9 ; 2 Thessaloniciens 1.3-10

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 15] Vangelo: Sir 15,16-21; Sal.118; 1Cor 2,6-10; Mt 5,17-37.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 14, 2026 3:16


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì", "no, no"; il di più viene dal Maligno".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 13] Vangelo: 1 Re 11,29-32; 12,19; Sal 80; Mc 7, 31-37.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 12, 2026 0:56


In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: "Effatà", cioè: "Apriti!". E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: "Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 12] Vangelo: 1 Re 11, 4-13; Sal 105; Mc 7, 24-30.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Feb 11, 2026 1:02


In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: "Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". Ma lei gli replicò: "Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli". Allora le disse: "Per questa tua parola, va': il demonio è uscito da tua figlia". Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato.

Prêche la Parole
Rob Mongeau - Viens et meurt: l’appel de la croix - Luc 14.25-35

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 9, 2026 55:12


Rob Mongeau - Luc 14.25-35 ➡️ Description : Jésus n’a jamais couru après les foules, il les confrontait. Dans Luc 14, il s'adresse à une foule grandissante et lance l'un des appels au discipulat les plus profonds de l'Écriture. Que veut véritablement dire "suivre Jésus"? Dans ce message, nous regarderons quel est le coût de l’engagement que Jésus demande. Plan 1. Le discipulat requière une allégeance suprême à Christ (vv.25-27) 2. Le discipulat requière un calcul de coût délibéré (vv.28-32) 3. Le discipulat requière un abandon indivisé (v.33) 4. Le discipulat doit perdurer, sinon il est inutile (vv.34-35) Textes complémentaires : Ruth 1 Prédicateur: Rob Mongeau

Prêche la Parole
Levi Loewen - Espérance pour les croyants affligés - Jean 11.21-27

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 1, 2026 57:30


Levi Loewen - Jean 11.21-27 ➡️ Description : Quelle est votre seule espérance lorsque vous vous trouvez face à face avec la mort ? Devant elle, nous sommes totalement impuissants et incapables de nous délivrer nous-mêmes. Pourtant, Jésus-Christ seul possède le pouvoir sur la mort et seul peut donner une véritable espérance. Bien qu’Il ne nous ait pas encore retirés de la présence de la mort dans ce monde, Il se révèle à son peuple au milieu de sa souffrance et de son deuil. Par sa Parole, Il console les croyants affligés et leur donne une espérance vivante, dans la mort comme dans la vie, par la foi en Celui qui est la résurrection et la vie. Plan - Espérance dans la mort (v.21-24) - Espérance dans la vie (v.25-26) - Espérance de la foi (v.27) Textes complémentaires :1 Corinthiens 15, 2 Corinthiens 1.3-6

Prêche la Parole
David contre Doëg - Psaume 52

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jan 25, 2026 52:28


Pascal Denault - Psaume 52 RÉSUMÉ: Les psaumes 52 à 59 nous ramènent à l'époque de la fuite de David devant Saül. Le premier de ces huit psaumes se rapporte au commencement de cette fuite où David, sans le vouloir, entraina le malheur sur la maison d’Achimélec. Sa fuite est emblématique du sacerdoce royal persécuté par de farouches adversaires dans ce monde déchu. En utilisant Doëg l'Edomite comme représentant, David expose la fourberie et la ruine de ces adversaires du royaume de Dieu et de l'attente confiante des justes. PLAN: 1. Le tyran déraciné (v.1-7) - Le méchant (v.2) - Sa méchanceté (v.3-6) - Son jugement (v.7) 2. L'olivier verdoyant (v.8-11) - Les justes (v.8) - Leur justice (v.9-10) - Leur délivrance (v.11) QUESTIONS: 1. Que sait-on sur l'arrière-plan de ce psaume? 2. Comment la méchanceté de Doëg est-elle décrite dans ce psaume? 3. Qu'en est-il du jugement prononcé contre Doëg? 4. Que font les justes? 5. Qu'est-ce qui distingue fondamentalement le juste du méchant? 6. En quoi consiste la délivrance des justes? 7. Quelles applications pouvons-nous faire de ce psaume? Lectures complémentaires: 1 Samuel 21.1-10, 22.6-23 (intro) ; 1 Pierre 2.4–10 (cène)

Prêche la Parole
Le pécheur brisé et renouvelé - Psaume 51

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jan 18, 2026 55:10


Pascal Denault - Psaume 51.1-21 RÉSUMÉ: La vraie connaissance de soi commence avec la découverte de l'horreur de son propre péché. Lorsque Dieu produit cette conviction dans un pécheur, il se repent amèrement et implore la miséricorde divine. La vraie repentance est une oeuvre de la grâce et une manifestation de la nature nouvelle que Dieu crée en l'homme. Le Psaume 51 est une éloquente expression de cette transformation. PLAN: 1. La vraie repentance (v.1-7) 2. La grâce agissante (v.8-14) 3. L'Église bâtie (v.15-21) QUESTIONS: 1. Comment diviser le psaume 51? 2. Pourquoi David fut-il réceptif au message du prophète Nathan? 3. Comment un pécheur doit-il reconnaître son péché? 4. Pourquoi David dit-il avoir péché contre Dieu seul? 5. Pourquoi David dit-il avoir été conçu dans l’iniquité? 6. À quoi aspire le pécheur régénéré? 7. En quoi consistent la joie et l’assurance décrites par David? 8. Que décrit la prière : crée en moi un cœur pur? 9. Pourquoi David avait-il la crainte de perdre l’Esprit saint? 10. Quel est le lien de la dernière section avec la repentance de David? 11. Qu'avez-vous appris ou aimé dans ce message? Lectures complémentaires: 2 Samuel 12.1-14 (intro) ; 2 Corinthiens 7.8-11 (prière)

Parole proclamée
Le Christ règne, l’Esprit agit, l’Église attend

Parole proclamée

Play Episode Listen Later Jan 18, 2026 52:58


Le Christ règne, l’Esprit agit, l’Église attend Christian K. Balayi

Prêche la Parole
S'approcher du feu dévorant - Psaume 50

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jan 11, 2026 53:17


Pascal Denault - Psaume 50.1-23 RÉSUMÉ: Le Psaume 50 révèle le Dieu qui se manifeste dans le feu pour juger la voie de ceux qui s’approchent de lui. Ce psaume nous apprend non seulement quelle sorte d’adoration Dieu veut, mais surtout quels adorateurs il recherche. PLAN: 1. Une convocation solennelle (v.1-6) 2. L'adoration que Dieu veut (v.7-15) 3. L'adorateur que Dieu recherche (v.15-23) QUESTIONS: 1. Que sait-on sur Asaph? 2. Dans ce psaume, qui convoque qui et pourquoi? 3. Qu'est-ce que le formalisme religieux? 4. Qu'est-ce que la domestication du divin? 5. Quel sacrifice plaît à Dieu? 6. Comment raisonne le méchant qui est religieux? 7. Qu'est-ce que Dieu attend du méchant? Lectures complémentaires: Ésaïe 1.10-31 (intro) ; 1 Corinthiens 1.26-31 (Cène)

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 2] Commento: Testimonianza di Giovanni.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jan 1, 2026 2:05


Con lo sguardo fisso sui due santi vescovi e dottori che la Liturgia ci fa ricordare oggi, Basilio e Gregorio Nazianzeno, ascoltiamo quanto ci viene proposto dalla prima lettura: per fare comunione con il Padre è necessaria la mediazione del Figlio e la mediazione della comunità. È stata la via che hanno seguito questi due vescovi, capi di comunità e dottori della Chiesa, fedeli maestri della dottrina della fede. Giovanni si preoccupa perché venga mantenuta integra la fede nelle verità annunciate fin dal principio, senza lasciarsi fuorviare da falsi cristi, annunciatori di menzogna: avvertimento molto attuale per i nostri tempi, in cui non pochi, lasciata la sorgente della verità, vanno a dissetarsi in cisterne screpolate e melmose, quali sono le numerose sette che ammaliano, conquistano e poi… lasciano che «veniamo svergognati da lui alla sua venuta». Il brano del Vangelo invece ci presenta Giovanni nella sua testimonianza dinanzi a una delegazione di farisei: «Chi sei?» Sul dubbio che essi hanno della sua vera essenza, Giovanni dìssipa ogni nube di ambiguità: «Non sono il Cristo, non sono un profeta… sono solo una voce che invita a preparare la via del Signore». «Perché allora battezzi?» e Giovanni risponde: «Io battezzo con acqua… ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, al quale “io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo”». Giovanni offre un esempio meraviglioso, valido per tutti, in particolare per quanti sono in cura di anime o ricoprono posti di responsabilità nelle comunità ecclesiali, familiari e anche civili. Si ha la tentazione di voler attirare la gente alla propria persona anziché a Cristo, nel cui nome si è stati inviati e si parla. Si tradisce così la causa del Vangelo, le attese delle anime e se stessi, perché nessuno è in grado di dare quanto viene chiesto, limitati com’è la natura umana. L’umile e veritiero atteggiamento di Giovanni ci liberi dalla tentazione di insano protagonismo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 1] Commento: La Madre di Dio regina della pace. 1° Gennaio

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 31, 2025 1:50


La festa di oggi ci offre molteplici motivi di riflessione: la chiesa scandisce per tutti noi ripetutamente nel nome del Signore una solenne benedizione sacerdotale. È l'augurio migliore che possiamo ricevere e scambiarci in questo giorno: viene da Dio, ma è per tutti noi. Pur essendo la festa della Madre di Dio, domina la figura del Cristo e ci viene ricordata ancora la sua opera di salvezza per l'intera umanità. Maria è sapientemente incastonata nel mistero del suo Figlio per sottolineare il suo ruolo nella storia della salvezza e in quello sempre attuale di Madre dei credenti. Noi onoriamo Maria sempre vergine, proclamata nel Concilio di Efeso "santissima madre di Dio" perché Cristo sia riconosciuto veramente Figlio di Dio. È nel nome di Maria che dal 1967 si celebra oggi in tutto il mondo cattolico la giornata mondiale della pace. Dono divino, dono messianico è la pace. Non può essere costruita soltanto da noi uomini e soprattutto non potrà mai essere proclamata efficacemente fin quando non si depongono le armi. La pace degli uomini non può essere diversa da quella di Cristo: va quindi costruita sulle solide basi dell'amore fraterno e della grazia divina. Ogni cristiano per vocazione deve essere un costruttore di pace cominciando magari dalle mura domestiche, impartendo una sana educazione ai figli con la forza dell'esempio. Il tutto dobbiamo accompagnarlo con la forza della preghiera come fa la liturgia di questo giorno che ci fa ripetere nella orazione: "Tu, o Dio nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna", una salvezza che inizia già durante il nostro pellegrinaggio terreno.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 31] Commento: Il Verbo eterno in mezzo a noi.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 30, 2025 1:26


San Giovanni si rivolge in modo appassionato ai fedeli perché consìderino la propria situazione e pènsino alla propria salvezza. Due sono i motivi che spingono alla vigilanza nell’attesa della venuta del Signore: l’ultima ora che è giunta, vale a dire l’approssimarsi della fine della nostra vita, considerando anche l’ultima tappa del piano di salvezza, e l’opera degli anticristi che vogliono approfittare del tempo che rimane per deviare e corrompere. Un primo pensiero: siamo alla fine dell’anno, il tempo cammina, corre, precìpita; prepariamoci all’incontro con il Signore, vivendo questo tempo nella fedeltà ai nostri impegni. L’apostolo, con tanta amarezza, deve constatare che molti hanno deviato; occorre una sincerità di fede che si fondi non su interessi o valorizzazioni umane, ma solo sulla parola di vita. Il prologo del Vangelo di Giovanni ci immette nelle infinite realtà di Dio: è un invito a chiudere gli occhi e a tuffarci nella sua eternità, nella contemplazione del suo Verbo che si fa carne e prende dimora fra la sua gente; capita però che questa sua gente non lo accolga, nonostante la testimonianza di Giovanni. È un testo teologico di straordinaria profondità, che va letto adagio, meditato con umiltà e pregato con viva fede, per immergerci nei segreti della vita divina e nel suo progetto di amore per l’umanità.

Prêche la Parole
Levi Loewen - La lumière du monde : de l’Exode à l’Incarnation - Jean 8.12

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Dec 29, 2025 47:26


Levi Loewen - Jean 8.12 ➡️ Description : Dans l’obscurité de la nuit, même la plus petite lumière brille avec éclat. Christ est la lumière qui est venue dans le monde, non seulement pour l’éclairer, mais pour en exposer les ténèbres. Il est celui qui conduit son peuple à travers un monde encore marqué par l’ombre, le transformant afin qu’il reflète sa lumière. Par cette lumière reflétée, le monde est appelé à connaître la véritable source de la vie elle-même. Ne continuez pas à marcher dans les ténèbres, mais entrez dans la lumière du Christ. Plan : 1. La lumière qui est venue dans le monde (Jean 8.12a) 2. La lumière qui conduit son peuple (Jean 8.12b) 3. La lumière qui transforme son peuple (Jean 8.12c) Lectures complémentaires: Exode 13, Jean 12.34-36

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 30] Commento: La grazia raccontata e testimoniata.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 29, 2025 2:04


Le parole con cui la profetessa Anna loda Dio e parla del Bambino Gesù, portato al Tempio da Maria e Giuseppe, non ci vengono riportate letteralmente dagli evangelisti, come avviene invece per il cantico di Maria, di Zaccaria e di Simeone; si parla di lei, della sua vedovanza, della sua veneranda età, della sua piena fedeltà a Dio, vissuta con digiuni e preghiere, in un’assidua presenza nel tempio. Poi l’incontro con Gesù e la sua esplosione di gioia, la sua testimonianza, la sua fede semplice e schietta che le consente di riconoscere nel Bambino colui che realizzerà tutte le attese d’Israele. Quello di Anna, evidentemente, è un inno non fatto prevalentemente di parole, ma di un’intera vita dèdita completamente a Dio; la sua ascesi spirituale raggiunge il culmine proprio nell’incontro personale con Cristo, in un momento di particolare illuminazione dello Spirito. Questa santa donna assurge così a simbolo e modello di tante e tante donne che, nel corso della storia, hanno offerto e consacrato la propria vita, in modo esclusivo, al Signore. Vediamo in lei in particolare le cosiddette “recluse”, quelle monache cioè che vivono tutta la propria esistenza nel silenzio e nella preghiera, nei loro monasteri o conventi, completamente segregate dal mondo, ma in continua offerta di sé per il mondo. È una categoria di persone non molto numerosa e non sempre adeguatamente apprezzata nel mondo di oggi, ma che la Chiesa guarda con particolare simpatia per l’eroicità della loro donazione a Cristo e ai fratelli: non vivono più per se stesse, ma solo per Cristo, al quale consacrano tutta la propria persona, tutta la vita e tutto il tempo. Imparano a riconoscere il valore sacro del silenzio, cercato e voluto come strumento che consente l’unione con Dio, l’intensità della preghiera e l’affermazione vissuta del primato di Cristo nella loro esistenza; per chi vive abitualmente nel chiasso, quotidianamente immerso nelle frenesie del mondo, è un bell’esempio.

Parole proclamée
Que faisons-nous du Christ après Noël?

Parole proclamée

Play Episode Listen Later Dec 28, 2025 60:04


Que faisons-nous du Christ après Noël? Christian K. Balayi

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 29] Vangelo: 1 Gv 2, 3-11; Sal 95; Lc 2, 22-35.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 28, 2025 1:34


Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore" - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: "Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele". Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 29] Commento: Il più grande dei comandamenti.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 28, 2025 2:41


L’insistenza con cui Giovanni invita a osservare i comandamenti del Signore, per dimostrargli un vero amore, ci fa pensare alla nostra durezza di cuore. Non facile ad arrendersi dinanzi alla pretesa di essere a posto con Dio perché compiamo qualche pratica religiosa. Il primo comandamento da osservare è quello dell’amore di Dio e quindi dell’amore del prossimo. Possiamo facilmente illuderci di amare Dio come conviene; per toglierci da questa illusione Giovanni ci propone una verifica: quella dell’amore del prossimo. «Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre». Amare come il Signore comanda, come lui ama, non è cosa facile. Amare l’altro significa donarsi completamente a lui, significa morire a noi stessi, e morire è assolutamente arduo. I sentimenti che noi possiamo provare verso l’altro, in genere, sono di simpatia, di indifferenza o di antipatia. La simpatia non è l’amore che Dio comanda, perché consiste nella ricerca del proprio vantaggio: potrebbe essere il trionfo dell’egoismo, velato da un falso altruismo. L’indifferenza uccide ogni sentimento di amore: è come il gelo. L’antipatia è un sentimento naturale che va corretto praticamente, anche se non si riesce sempre a estinguerlo, perché la natura non va distrutta. Il vero amore verso il prossimo si fonda su un motivo di fede: riconoscere e amare nell’altro Gesù stesso. Se si vive con la tensione di voler seguire l’insegnamento di Gesù, allora si può affermare di conoscerlo e di osservare i suoi comandamenti, perché, al dire di Agostino: «Ama e fa’ quello che vuoi». Sarebbe utile, per avere idee piu chiare, leggere il numero 18 della "Deus Caritas est" di Papa Benedetto XVI, dove si afferma: «Solo il servizio al prossimo apre i miei occhi su quello che Dio fa per me e come egli mi ama». Il brano del Vangelo di Luca ci conferma la piena disponibilità di Maria e di Giuseppe nell’osservanza della legge mosaica: era Figlio di Dio lui, vergine immacolata lei; non c’era bisogno né di riscatto né di purificazione, eppure eccoli in mezzo ad altre donne e bambini. Ma il Padre vuole rivelare almeno al vecchio Simeone la vera essenza di quella santa Famiglia: era in attesa di quel Bambino, ora può lasciare questo mondo, perché i suoi occhi hanno avuto la gioia di vedere il Salvatore; ma intravede anche ore tragiche che preannuncia alla madre: la tua anima sarà trafitta da una spada. Si profila cosi la vita di Gesù come Salvatore e quella della madre, che gli sarà accanto nel momento della prova suprema, sul Calvario.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 28] Commento: La Santa Famiglia di Nàzaret

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 27, 2025 3:04


Nella domenica che cade tra il Natale e il primo dell’anno, la riforma liturgica fa celebrare la festa della santa Famiglia di Nàzaret. Forse, sotto l’aspetto pastorale, non è una data più felice: la gente è troppo distratta dalle feste natalizie e quindi poco disposta a fissare l’attenzione sull’icona della santa Famiglia, esempio e modello di ogni famiglia cristiana e umana, anche se proprio quei giorni spesso da varie parti del mondo le parti delle famiglie distanti si ricongiungono. Comunque, la liturgia suggerisce preziosi insegnamenti, validi in ogni stagione. Nella prima lettura vengono raccomandati i doveri dei figli verso i genitori: onorare il padre e la madre, prendersi cura di loro nella vecchiaia e anche quando dovessero perdere il senno. Frutti di questi gesti di pietà sono la preghiera esaudita dal Padre celeste, la lunga vita, la gioia donata dai figli. San Paolo, scrivendo ai Colossesi, consiglia ad ogni famiglia di vivere nel Signore. Il vero legame della famiglia cristiana non sono tanto i sentimenti, che passano, tramontano e cambiano, quanto quella comunione profonda che avviene tra i coniugi nella fede nel Signore Gesù, che insegna a onorare, amare e rispettare nell’altro o nell’altra la sua immagine. Per giungere a questi sentimenti di reciproca attenzione, occorre attingere convinzioni profonde dalla Parola di Dio, che illumina i coniugi circa i propri limiti e li spinge ad accettare con pazienza quelli dell’altro. Il Vangelo situa la santa Famiglia in un momento di angoscia: il Bambino Gesù corre pericolo di vita, perché Erode ha deciso di uccidere tutti i bambini di Betlemme, dai due anni in giù, dopo la partenza dei magi per un’altra strada. Ma il Padre vigila sul suo Figlio e quindi segue l’avventurosa fuga in Egitto, con la trepidazione di essere raggiunti da un momento all’altro. Morto Erode, è ancora l’angelo che ordina a Giuseppe di rientrare in Palestina; egli obbedisce, però la sicurezza del Bambino lo consiglia a stabilirsi a Nàzaret anziché a Betlemme. Le famiglie cristiane apprendono dalla Sacra Famiglia il senso religioso della vita coniugale, il rispetto reciproco, la fiducia illimitata nella divina Provvidenza, la gioia di vivere insieme, la pace che fa superare tutte le immancabili difficoltà. Santificate e fortificate dal sacramento del matrimonio, a loro volta sono chiamate a svolgere la loro missione specifica presso altre coppie di sposi, con la testimonianza della vita e con l’annunzio del Vangelo. Si sa che l’istituto familiare vive un momento di crisi profonda, sia perché è oggetto di ostilità e di incomprensione da parte di lobby sociali e di certa politica, sia per la difficoltà delle giovani coppie a rimanere ferme nelle proprie scelte dinanzi a un mondo in continua e rapida evoluzione. Voglia la santa Famiglia di Nàzaret vegliare su tutte le famiglie e infondere in loro tutto lo slancio per diventare dovunque testimoni dell’amore di Cristo, attraverso la loro comunione di vita, nella piena armonia dei cuori.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

È la festa del discepolo prediletto del Signore, "il discepolo che Gesù amava", colui che nell'ultima cena pose il suo capo sul petto del Signore percependone l'intensità dei palpiti, colui che ai piedi della croce si sentirà ripetere da Gesù morente: "figlio, ecco tua Madre". È insieme a S. Pietro uno dei primi testimoni oculari della risurrezione di Cristo. È lui l'autore del quarto Vangelo e di due splendide lettere che inneggiano alla carità e all'amore e del libro dell'Apocalisse. Possiamo definirlo il grande teologo che afferma in modo inequivocabile la divinità del Cristo. È anche l'apostolo che, pur non narrandoci l'ultima cena, meglio degli altri approfondisce il mistero eucaristico e la teologia del pane di vita. Coglie in profondità anche il significato recondito del disegno divino della incarnazione e redenzione del Verbo che si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi, perché noi diventassimo figli di Dio. È lui a riferirci del Cristo Luce del mondo, è ancora lui che parla di segni più che di miracoli per smuovere alla fede autentica i suoi lettori. Viene da pensare che la sua prima fonte, dopo l'esperienza personale diretta, sia stata la Vergine Madre, non perché la citi particolarmente, ma per la profondità con cui tratta di Cristo e dei suoi misteri. Dobbiamo molta gratitudine a questo apostolo ed evangelista per le grandi verità che ci ha insegnato, formano ora il prezioso bagaglio della rivelazione a cui tutta la chiesa si ispira.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 26] Commento: Signore Gesù, accogli il mio Spirito...

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 25, 2025 1:22


Le feste che seguono immediatamente il Natale hanno un nesso evidente con la nascita del Cristo: oggi la lapidazione del Diacono Stefano, primo martire e dopodomani la strage dei Santi bambini Innocenti, ci parlano in modo evidente della sorte che toccherà al Figlio di Dio, nato bambino. Ci parlano del prezzo del nostro riscatto, ci parlano delle trame oscure che gli uomini vanno ordendo da sempre contro di lui. Ci descrivono in anticipo una storia assurda, che si snoda nei secoli. Ci parlano del peccato del mondo e della storia vera della chiesa di Cristo. Si snoda già da oggi quel mirabile ed incessante duello tra le forze del male che vorrebbero chiudere definitivamente in un sepolcro di morte prima il Cristo e poi i suoi seguaci. Tutti i persecutori della chiesa dovrebbero finalmente capire che il sangue dei martiri, da Santo Stefano fino a quello dei nostri giorni, è stato sempre il seme che l'ha fecondata di nuovi figli e l'ha resa sempre più sposa degna del martire divino. Il martirio del Santo di oggi ricalca fedelmente, nei suoi tratti essenziali, quello di Cristo. Ancora una volta viene condannato un innocente, che si "vendica" con il suo perdono. Così egli diventa il vero vincitore e i cieli si aprono su di lui.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Si veglia questa sera per attendere l'Evento. Nel calore delle case, i pensieri degli uomini assumono una direzione unica: siamo tutti in viaggio verso una grotta, sentiamo dentro di noi un annuncio misterioso. Fra le migliaia di nascite che avvengono contemporaneamente nel mondo, c'è la nascita di un bimbo che coinvolge il mondo intero. Nasce in una grotta, ma è il Re dell'universo; nasce povero, ma è il re del cielo. La grotta che l'accoglie sembra una tomba e la sua culla è una mangiatoia, ma Egli è il Signore del mondo. Sentiamo ancora di guerre e di disastri, ma Egli è il Signore della pace. Lo annunciano, presente nel mondo, gli Angeli di Dio: annunziano la pace, cantano l'amore e la gloria del Signore. Accolgono l'invito gli umili pastori, loro che sono assuefatti al belare degli agnelli, e ben comprendono il vagito del Bambino: Egli si è umiliato nella carne. Siamo invitati anche noi ad entrare, numerosi più che mai, nelle nostre chiese, con la stessa umiltà di quei pastori. Ciò che è povero, ciò che è piccolo agli occhi della carne, diventa grande a quelli della fede. Anche noi gustiamo nel profondo la gioia di quella nascita nel tempo del Dio eterno: Egli si è fatto come noi per essere uno di noi. Vuole immergersi nella storia del mondo e di ognuno di noi. Egli viene a redimere la storia, a cancellare il peccato e a infondere una nuova energia vitale, che ricrea l'uomo nella giustizia e nella santità. Il presepio più vero è quello che celebriamo sull'altare: quei frammenti di pane diventano il suo corpo per nutrirci del divino; quel poco vino diventa sangue di quel bimbo che vuole ancora donarci del suo amore.

Avent dans la Ville - Méditations

Le père qui adore

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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 24] Commento: Il cantico di Zaccaria.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 23, 2025 1:45


Questo cantico di ringraziamento è profetico e, nello stesso tempo, bene si addìce alla vigilia del grande evento della nascita del Salvatore. Evoca quello della sentinella notturna che attende l’aurora, la quale sfocia nel pieno giorno. È un’esplosione di gioia dopo la mutezza, ma anche un inno di gratitudine a Dio per aver mantenuto le sue promesse, che risalgono ad Abramo e poi a Davide, lontano circa mille anni da questi avvenimenti. Dio è fedele alle sue promesse e sorge già il giorno per la liberazione di Israele: una liberazione dai nemici materiali, ma in particolare dal peccato, dalla nostra ribellione al suo amore. La missione di questo bambino, di suo figlio, è proprio quella di preparare, come l’aurora, l’avvento del sole di giustizia, il Signore Gesù, che verrà a illuminare le coscienze, a rinsaldare i cuori nella fiducia, ad aprire agli uomini i sentieri della pace. È un cantico di speranza nella misericordia infinita e fedele del Signore. Per questo la liturgia lo pone tutte le mattine, nelle Lodi, sulle labbra dei salmodianti, come annunzio di fiducia in Colui che viene a visitarci come sole che sorge. L’imminenza del grande evento ci impone una preparazione, almeno oggi, se non l’avessimo fatta durante l’Avvento. Sei nelle tenebre del peccato, di una coscienza turbata per l’ingiustizia contro Dio, il prossimo e te stesso? Riacquista la tua personalità e la tua pace mediante un atto di umiltà, riconoscendo i tuoi errori e confessandoli a chi ha il potere di donarti il perdono e la pace. Allora sarà un sole brillante quello che sorgerà in te e che ti farà entrare nel mistero di amore che celebriamo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 24] Vangelo: 2 Sam 7, 1-5.8-11.16; Sal 88; Lc 1, 67-79.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 23, 2025 1:17


In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 23] Commento: Il suo nome è Giovanni.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 22, 2025 2:09


Il brano evangelico della liturgia odierna ci fa rimanere ancora nella casa di Zaccaria per la celebrazione di due eventi meravigliosi: la nascita del Precursore del Signore e l’imposizione del nome nella circoncisione. Alla notizia che Elisabetta ha dato alla luce un bambino, dopo un primo momento di meraviglia e quasi di incredulità, segue un susseguirsi di liete congratulazioni da parte di parenti e conoscenti. La vita viene accolta con grande gioia da tutti, anche da Zaccaria, che in questo momento appare quasi appartato, trascurato, lasciato nella sua mutevolezza. Poi viene il giorno della circoncisione, quando si deve dare il nome al fanciullo. I parenti sono tutti d’accordo: avrà il nome del padre, Zaccaria. Ma Elisabetta non ama questa intromissione di persone ignare del messaggio profetico dell'Arcangelo, quindi, con fermezza, afferma: No, si chiamerà Giovanni. Si pensa che, data l’età, stia vaneggiando; forse è meglio allora sentire il padre, incapace di parlare perché muto. Gli viene data una tavoletta ed egli scrive: Giovanni è il suo nome. Una meraviglia incontenibile, aumentata dal fatto che la lingua di Zaccaria si scioglie ed egli inizia il suo cantico di lode a Dio e di annuncio profetico sulla missione del figlio Giovanni, il cui nome significa: Il Signore usa misericordia. Dinanzi a questi eventi inconsueti cessa il chiacchiericcio dei parenti, che esclamano meravigliati: Che sarà mai questo bambino? Un precursore del Messia, un testimone della sua presenza nel mondo, una voce che invita alla conversione. Ogni volta che, nel canto del "Benedictus", cantico di Zaccaria, si ripetono queste parole: E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, mi viene in mente la scena della sua decapitazione nella prigione e la sua testa nelle mani di Erodìade, che sfoga la sua vendetta contro questa voce che condanna la sua vita di adultera. Il male ci prova sempre, ma sarà il bene a vincere, di vera vittoria, quella eterna.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 23] Vangelo: Ml 3, 1-4.23-24; Sal 24; Lc 1, 57-66.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 22, 2025 1:09


In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Prêche la Parole
Ce que l'argent ne peut acheter - Psaume 49

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Dec 21, 2025 53:33


Pascal Denault - Psaume 49 Ce que l'argent ne peut acheter - Psaume 49 RÉSUMÉ: Ce psaume vient compléter le trésor des fils de Koré en révélant ce que la sagesse humaine ne peut comprendre ni la richesse acheter : la délivrance de la mort. Le psalmiste expose l’illusion mortelle des richesses, montre l’impossibilité pour l’homme de se racheter lui-même et proclame que Dieu seul peut payer la rançon qui mène à la vie éternelle. PLAN: 1. Riches et pauvres, écoutez! (v.1-5) 2. L'argent ne peut payer votre rançon (v.6-14) 3. Dieu seul paie ma rançon (v.15-16) 4. Mais la gloire des hommes périra (v.17-21) QUESTIONS: 1. Qu'est-ce que l'introduction du psaume 49 contient? 2. Quelle réalité les versets 6 et 7 présentent-ils? 3. En quoi consiste la rançon à payer? 4. Quelles vérités contiennent les versets 15 et 16? 5. À qui s'adresse la dernière section du psaume (v.17-21) et que dit-elle? 6. Qu'est-ce que le refrain du Psaume 49 enseigne? Lectures complémentaires: Luc 12.13-40 ; 1 Pierre 1.18-25

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Spessissimo ci viene proposto questo sublime cantico di lode e di ringraziamento nella liturgia. La sua recita o il suo canto sono d’obbligo ogni sera nella celebrazione del Vespro, e nella voce dei monaci, dei religiosi salmodianti è presente tutta la Chiesa, tutti i fedeli. Mi sembra allora quanto mai naturale, al termine della giornata durante la quale tanti doni di Dio ci hanno accompagnato, ripetere con Maria: l’anima mia ringrazia, loda e riconosce la grandezza di Dio, che si china a donare le sue grazie non solo a Maria, ma a tutti noi. Noi, cosi poveri di ogni merito, stiamo sperimentando le meraviglie del Signore nel dono della fede, della speranza e della carità, nel susseguirsi dei tempi e delle celebrazioni liturgiche, che ci fanno rivivere, nelle loro varie fasi, il progetto di salvezza di Dio: dal battesimo, che ci ha resi figli ed eredi del paradiso e ci ha aperto le porte agli altri sacramenti, dispensatori di grazia, fino alla realizzazione dell’oggetto della speranza cristiana e dell’opera redentrice di Gesù, la salvezza eterna. Il ringraziamento, quindi, è doveroso. Vorrei suggerire ai celebranti di recitare questo cantico mentre lasciano l’altare, nel ritorno in sacrestia, ma lo vedo vantaggioso anche per i fedeli come espressione della propria gratitudine, non solo dopo la santa Comunione, ma anche in altri momenti nei quali si sente il bisogno di innalzare a Dio l’inno di lode per i benefici ricevuti. La gratitudine attira sempre nuovi favori, come nel caso dei dieci lebbrosi, dei quali uno solo ritorna a Gesù per ringraziarlo della guarigione fisica, ricevendo con essa un dono immensamente più grande, quello della fede.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 21] Commento: Il dubbio davanti alla salvezza

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 20, 2025 1:30


Il dubbio, qualunque ne sia l’origine, genera angoscia e compromette la serenità interiore. Non a caso Gesù afferma che solo la verità rende liberi. Il dubbio di Giuseppe dovette essere atroce: riguardava l’innocenza, la purezza e l’onestà della sua promessa sposa, la Vergine Maria, già definita dall’angelo «piena di grazia» e visibilmente madre. Da sempre una donna concepisce per opera di un uomo: come poteva Giuseppe comprendere che ciò che vedeva era opera dello Spirito Santo, l’amore fecondo di Dio? Elisabetta comprenderà per dono dello Spirito; Giuseppe sarà aiutato da un angelo del Signore. Per noi l’unico soccorso davanti ai dubbi è la fede e la preghiera: sono le virtù che ci introducono nei misteri di Dio e ci consentono di accoglierli non per evidenza razionale, ma per dono divino. Occorre far tacere la logica umana e muoversi nella luce soprannaturale: è la via sicura del credente. Chi pretende di giudicare Dio con la sola fioca luce della ragione cade in dubbi, errori e negazioni gratuite. Dinanzi alle nostre debolezze dobbiamo ricorrere alla potenza del Signore, invocare lo Spirito Santo perché nella luce divina si sciolgano incertezze e dubbi. Anche il Natale esige una fede umile e vigile. «Nella tua luce, Signore, vediamo la luce»: senza la Luce, anche i presepi si oscurano e si svuotano del Cristo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 20] Commento: «Ecco, concepirai un figlio»

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 19, 2025 1:28


Due voci si incontrano e si comprendono: l’angelo Gabriele e Maria, l’inviato di Dio e l’umile ancella del Signore. L’angelo chiama Maria «piena di grazia»: amata da Dio con un amore unico per intensità. Vergine e immacolata, ella ha trovato grazia presso Dio ed è capace di accogliere quell’amore che il cuore dell’uomo non riusciva più a ricevere. Rimanendo integra nella sua verginità, per opera dello Spirito Santo, sarà madre del Cristo, tabernacolo vivente del Figlio dell’Altissimo. Così si ristabilisce pienamente il dialogo tra Dio e l’umanità: nella pienezza dei tempi il Figlio di Dio assume nel seno di Maria la nostra natura per essere il Salvatore del mondo. Ancora una volta il Signore lega il suo piano di salvezza all’assenso di una creatura: tutto il Cielo sembra attendere la risposta della Vergine. «Eccomi, sono la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola». È il sì pieno e gioioso di Maria, grazie al quale ella diventa la nuova obbediente, la prima a dire sì a Dio dopo la disobbedienza dei progenitori. Sappiamo che sarà fedele fino alla croce, dove Gesù la proclamerà madre di tutti i viventi, madre della Chiesa, nostra madre. E ancora ci ripete, con le parole di Cana: «Fate quello che vi dirà»: siate obbedienti al mio Figlio, vivete il suo Vangelo, la lieta notizia.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 19] Commento: I prodigi che accompagnano la “venuta”

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 18, 2025 1:30


La nascita prodigiosa di Giovanni Battista rivela la profonda unione tra Antico e Nuovo Testamento: l’approdo è Cristo. Tutto ciò che lo precede e tutto ciò che lo segue va visto e letto alla sua luce. La storia si presenta allora come una mirabile trama divina, un evento d’amore e di salvezza. «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore!»: l’esclamazione di Zaccaria nasce dalla consapevolezza dell’intervento di Dio nella sua vita, divenuto padre quando ogni speranza umana era svanita. È l’eco del rendimento di grazie che sgorga dal cuore dei salvati: Dio ha fatto grandi cose, ha compiuto prodigi, ha tolto la vergogna del peccato. La fecondità miracolosa richiama l’aridità del deserto, il vuoto di tante vite, ma anche la fecondità della grazia e la santità di tanti fratelli e sorelle. Ricorda i doni ricevuti e la responsabilità che ne deriva: la nascita del Battista è orientata all’annuncio di Cristo; così ogni favore divino dovrebbe spingerci a diventare annunciatori del Regno e testimoni della bontà di Dio. C’è anche un invito esplicito • più volte ricordato dal santo padre • a non spegnere la speranza, anche quando le circostanze sembrano dire il contrario. Troppe volte il Signore ha smentito i nostri scoraggiamenti. Ci chiede di credere nella sua venuta, nella sua presenza e nel fervore della speranza. Solo la perdita della fede riduce al mutismo e all’inerzia.

Prêche la Parole
Le Roi qui a vaincu tous les peuples - Psaume 47

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Dec 7, 2025 49:58


Pascal Denault - Psaume 47.1-10 RÉSUMÉ: Le psaume 47 chante le triomphe de l'Éternel sur toutes les nations. C'est par le règne messianique que Dieu accomplit cette conquête. Ce psaume prophétise l'ascension de Jésus et l'entrée dans son règne universel. Les nations sont invitées à faire partie du cortège d'honneur qui acclame ce Roi divin. PLAN: 1. Les peuples vaincus sont conviés (v.1-5) 2. Les peuples vaincus chantent (v.6-8) 3. Les peuples vaincus sont au Dieu d'Abraham (v.9-10) QUESTIONS: 1. Pour quelles raisons les peuples sont-ils invités à acclamer Dieu? 2. Comment comprendre cette déclaration: "Il nous assujettit des peuples, il met des nations sous nos pieds"? 3. À quoi correspond la montée de Dieu au verset 6? 4. Quelle réponse est-elle demandée au cortège d'honneur? 5. D'après ce psaume, quelle est la place des païens dans le plan de Dieu? 6. Quelles applications pouvons-nous faire de ce psaume? Lectures complémentaires: Psaume 68 ; Éphésiens 1.18-23

Prêche la Parole
Rob Mongeau - La Parole et les cœurs de l’homme - Matthieu 13.3-9, 18-23

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 29, 2025 44:27


Rob Mongeau - Matthieu 13.3-9, 18-23 ➡️ RÉSUMÉ: À première vue, la Parabole du semeur semble être un échec, après tout trois des quatre semences ne résultent en aucun fruit. Est-ce que cela signifie que l’Évangile est faible? Devrions-nous adapter le message pour aujourd’hui afin d’obtenir de meilleurs résultats? La réponse de Jésus est un NON retentissant, le problème n’est pas la semence, mais le cœur humain. Plan : 1. Le semeur répand souverainement la semence du royaume v.4 2. Les terreaux révèlent la présence grandissante du royaume v.4-8 3. La récolte garantit la victoire du royaume v.8 Lectures complémentaires: Matthieu 10.5-28, 11.1,16-17,25-30, 12.15-27, 46-13.2 Prédicateur: Rob Mongeau

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Levi Loewen - Je suis le Dieu qui était, qui est, et qui sera - Ex 3.12-15

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Play Episode Listen Later Nov 24, 2025 51:39


Levi Loewen - Ex 3.12-15 ➡️ Description : Au moment le plus sombre de l’histoire du peuple d’Israël, lorsqu’ils crièrent à leur Dieu afin qu’Il accomplisse les promesses qu’Il leur avait faites, le Seigneur répondit en déclarant que la solution à leur détresse se trouvait dans cette vérité simple : Il est. La révélation de Dieu comme le grand « Je suis » montre que l’être de Dieu est le fondement de Sa fidélité alliancielle et la raison pour laquelle nous pouvons Lui faire confiance en toutes choses. Plan : 1. Le Dieu qui n’a besoin de rien garantit son alliance 2. Le Dieu qui règne sur toutes choses accomplit son alliance 3. Le Dieu qui demeure pour toujours soutient son alliance 4. Christ, le Dieu de l’alliance Lectures complémentaires: Gen 15, Heb 6.13-20

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La cité invincible - Psaume 46

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Play Episode Listen Later Nov 16, 2025 52:49


Pascal Denault - Psaume 46.1-12 RÉSUMÉ: Après le roi messianique du Psaume 45, qui règne dans la justice et la gloire, le Psaume 46 célèbre la cité qu’il établit : une cité invincible, habitée par Dieu lui-même. Ce cantique de confiance a d’abord retenti dans le contexte historique de l’invasion assyrienne sous Sanchérib, lorsque Jérusalem fut miraculeusement délivrée sous le règne d’Ézéchias (És 36–37 ; 2 Ch 32). Mais il annonce aussi la cité nouvelle et éternelle que le Messie fera descendre du ciel (Ap 21.2). À travers ce psaume, nous contemplons la sécurité absolue du peuple de Dieu, fondée sur la présence du Roi au milieu de sa ville. PLAN: 1. La création ébranlée (v.1-4) 2. La nouvelle cité (v.5-8) 3. La paix imposée (v.9-12) QUESTIONS: 1. Comment l'arrière-plan historique nous permet-il de mieux comprendre le Psaume 46? 2. Qu'est-ce que le mot "alamoth" indique? 3. À quoi réfèrent les bouleversements décrits aux versets 3 et 4? 4. Qu'est-ce que le fleuve mentionné au v.5 nous permet de comprendre? 5. Quel est le message des versets 6 à 8? 6. De quelle façon Dieu amène-t-il la paix? 7. Comment le Nouveau Testament nous éclaire-t-il pour comprendre le Psaume 46? Lectures complémentaires: Ésaïe 36.1-37.7 ; 2 Chroniques 32.20–23

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Le Roi, sa Reine et leur mariage - Psaume 45

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Play Episode Listen Later Nov 9, 2025 52:31


Pascal Denault - Psaume 45.1-18 RÉSUMÉ: Composé à l’occasion du mariage d’un roi davidique avec une princesse étrangère, le Psaume 45 célèbre la beauté du roi et la gloire de son épouse. Mais l’auteur de l’épître aux Hébreux nous enseigne qu’il parle, en réalité, du Christ et de son Épouse. Ce cantique nuptial nous conduit ainsi des noces royales de Sion jusqu’aux noces éternelles de l’Agneau. PLAN: 1. Un cantique pour le mariage du roi (v.1-2) 2. Le bien-aimé (v.3-9) 3. La bien-aimée (v.10-16) 4. Ils vécurent heureux et eurent beaucoup d'enfants (v.17-18) QUESTIONS: 1. Qu'est-ce que les versets 1 et 2 nous apprennent sur l'arrière-plan de ce psaume? 2. Quelles sont les quatre caractéristiques qui concernent l'Époux? 3. Que sait-on sur l'épouse du roi? 4. Comment comprendre la fin du psaume? Lectures complémentaires: Hébreux 1 ; Apocalypse 19.6-16 ; Cantique 2.8-14

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Des brebis destinées à la boucherie - Psaume 44

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 2, 2025 51:46


Pascal Denault - Psaume 44.1-27 RÉSUMÉ: Le Psaume 44 est une complainte du peuple d'alliance qui, au souvenir des grandes délivrances passées, n'arrive pas à comprendre les grandes souffrances présentes qui lui sont infligées alors qu'il est demeuré fidèle. Tantôt le psalmiste parle au singulier comme chef et représentant de son peuple, tantôt c'est tout le peuple qui parle en tant que reste fidèle qui souffre au côté de son roi. L'application que l'apôtre Paul fait de ce psaume en Romains 8 nous donne le cadre théologique dans lequel nous devons comprendre sa portée, mais nous débuterons notre réflexion en cherchant le contexte original derrière ce psaume. PLAN: 1. Dieu a opéré notre salut passé (v.1-9) 2. Dieu nous laisse souffrir présentement (v.10-22) 3. Dieu se lèvera encore pour nous (v.23-27) QUESTIONS: 1. Dans quel contexte devons-nous comprendre le Psaume 44? 2. Quels liens y a-t-il entre la Conquête et la rédemption? 3. Que devons-nous conclure concernant le rapport entre Dieu et la souffrance de son peuple? 4. En quoi le verset 23 nous donne-t-il une clé pour comprendre la souffrance? 5. Que pouvons-nous remarquer du cri final du psalmiste? Lectures complémentaires: Psaumes 89 ; Romains 8.17-39

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Jean-Michel Juste - Les rôles de chacun dans l'amour - Éphésiens 5.22-33

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Play Episode Listen Later Oct 27, 2025 58:46


Jean-Michel Juste - Éphésiens 5.22-33 ➡️ RÉSUMÉ: Aujourd’hui, nous allons parler d’amour dans le mariage. Comment vivre ce sentiment fort, comment le comprendre alors que nous avons tellement de mal à le définir? Comment comprendre les bonheurs et les malheurs qu’il nous fait vivre? Est-ce que la Parole nous guide dans ce processus d’aimer l’autre. PLAN: 1. Au féminin (v.22-24) 2. Au masculin (v.25-30) 3. Le mystère (v.31-33) Lectures complémentaires: Colossiens 3.1-4.5 ; Ép 5.31-32 (Cène)

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Rob Mongeau - Es-tu un Influenceur? - Matthieu 5.13-16

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Oct 20, 2025 47:52


Rob Mongeau - Matthieu 5.13-16 ➡️ RÉSUMÉ: Dans un monde qui a perdu ses repères et qui est en quête d’identité. Il est critique que le chrétien sache qui il est et ce à quoi il est appelé, afin de ne pas s’engouffrer dans la confusion du monde. PLAN: 1. L’identité des influenceurs (13-14a) 2. Le danger de perdre son caractère distinctif (13b, 14b-15) 3. Le but de l’influence divine (16) Lectures complémentaires: Actes 17 ; Philippiens 2.12-18 Prédicateur: Rob Mongeau

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Pourquoi t'abats-tu mon âme? - Psaume 43

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Oct 12, 2025 45:06


Pascal Denault - Psaume 43.1-5 RÉSUMÉ: Ce psaume termine la prière de David commencée au Psaume 42 et dans laquelle il exprime sa tristesse d'être éloigné du sanctuaire de l'Éternel lorsqu'il dut fuir Jérusalem. Dans cette deuxième partie, il adresse deux demandes à Dieu: (1) Être défendu contre la nation infidèle qui a suivi son fils Absalom dans sa révolte. (2) Être soutenu par Dieu afin qu'il le ramène dans son sanctuaire. David, toujours en fuite, conclut avec l'assurance que Dieu l'exaucera. PLAN: 1. Rends-moi justice (v.1-2) 2. Conduis-moi à ta maison (v.3-4) 3. Élève-toi mon âme (v.5) QUESTIONS: 1. Comment le Psaume 43 marque-t-il un tournant par rapport au Psaume 42? 2. Qu'est-ce qu'une nation infidèle et comment nous faut-il réagir? 3. Quelle est la destination de David et que lui faut-il pour son voyage? 4. Qu'est-ce que la répétition du refrain nous indique? 5. Quelles applications du Psaume 43 devons-nous faire? Lectures complémentaires: 2 Samuel 18.1-18 ; Hébreux 13.8–16 (Cène)

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Mon âme a soif du Dieu vivant - Psaume 42

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Oct 5, 2025 102:40


Pascal Denault - Psaume 42 RÉSUMÉ: Le Psaume 42 trouve un écho dans le coeur de chaque croyant qui se sent ici-bas dans une sorte d'exil loin de Dieu. Nous voyons néanmoins que la foi et l'espérance triomphent de toutes les souffrances qui affligent l'âme qui s'est attachée aux promesses divines. Ce psaume nous ouvre une fenêtre sur la vie de David par laquelle nous contemplerons Christ et tirerons des applications pour notre propre pèlerinage. PLAN: Introduction: a. Au livre 2 des Psaumes b. Au Psaume 42 (v.1) 1. Les soupirs de David (v.2-6) a. La soif de Dieu (v.2-3a) b. L'éloignement de Dieu (v.3b-5) c. L'espérance en Dieu (v.6) 2. L'exil de David (v.7-12) a. Les flots de la détresse (v.7-8) b. L'oppression et la tristesse (v.9-11) c. La consolation dans la faiblesse (v.12) 3. Remarques et applications du Psaume 42 a. Pour Christ b. Pour nous QUESTIONS: 1. Que peut-on noter sur le livre 2 des Psaumes? 2. Qui a écrit le Psaume 42? 3. Comment comprendre la soif de Dieu décrite par le psalmiste? 4. À quoi réfèrent les mentions géographiques dans la deuxième strophe? 5. Comment ce psaume s'applique-t-il à Christ? 6. Comment ce psaume s'applique-t-il à nous? Lectures complémentaires: 2 Samuel 6.12–19 ; 15.13–30 ; Lamentations 3.19–26