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Prêche la Parole
Une prière pour un peuple pieux - partie 2 - Colossiens 1.10-12

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jul 20, 2026 53:30


Levi Loewen - Colossiens 1.10-12 RÉSUMÉ: Nous poursuivons notre étude de la prière de Paul pour l’Église de Colosses, en nous concentrant tout particulièrement sur son souhait que ses membres mènent une vie qui plaise à Dieu. Paul montre qu’une telle vie implique toute la personne et qu’elle est soutenue par l’Esprit de Dieu qui agit en nous. En portant du fruit dans toute bonne œuvre, en grandissant dans la connaissance de Dieu et en persévérant grâce à Sa force, les croyants restent dépendants de Lui et rendent grâce pour tout ce qu’Il a accompli. PLAN: 1. Des mains qui récoltent 2. Un cerveau qui grandit 3. Un cœur fortifié 4. Un cœur reconnaissant Lectures complémentaires: - Convocation: Éphésiens 6 - Réponse: Éphésiens 3.14-19 Prédicateur: Levi Loewen

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 21] Commento: Quando il timore è buono...

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jul 20, 2026 1:20


Nel Vangelo di oggi troviamo due termini familiari: ascoltare e fare la volontà. Se, nell’atteggiamento di ascolto, tutto il nostro essere si apre fiducioso verso l’altro, anche il fare la volontà, sia di Dio sia di un’altra persona, a prima vista non ci sembra così positivo. Anzi, sappiamo, grazie alle scienze psicologiche, quanti meccanismi perversi possono nascondersi dietro questo atteggiamento. Ma l’ascolto è propedeutico al «fare la volontà»; anzi, questa si manifesta in pienezza quanto più si è capaci di tendere l’orecchio del proprio cuore per scrutare i segni della presenza di Dio. In tal modo, il compiere la volontà divina non è un mero sottomettersi a qualcosa o a qualcuno più grande e potente di noi. Sarebbe una sorta di fatalismo che ci ridurrebbe a essere infelici. È, invece, un gesto profetico che ci fa cogliere l’essenza stessa della realtà. Così riconosciamo che ci sono legami che vanno ben al di là della carne e del sangue, che ci sono valori che superano le mode e che la nostra contingenza può essere essere superata volgendo lo sguardo verso l’Assoluto. E poi… «Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 20] Commento: Maestro, vorremmo vedere un segno.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jul 19, 2026 1:14


È la domanda che, apparentemente, sembra legittima, rivolta dai farisei a Gesù. Con essa vogliono un segno che dimostri visibilmente che Gesù sia il Messia, quel Messia che il popolo d’Israele si aspettava per il proprio riscatto politico. Siamo ancora lontani dalla comprensione, da parte degli Ebrei, che Gesù è il Messia, il Figlio di Dio, venuto per redimere il peccato del mondo con la sua morte e risurrezione. Questa richiesta è la stessa che verrà poi rivolta a Gesù morente sulla croce. Forse si può credere a Gesù solo se lo si vede scendere dalla croce per restaurare il regno davidico? In questa richiesta, così come è posta, si nasconde una sfiducia nell’operato stesso del Signore. La condanna di Gesù si riferisce proprio alla chiusura del cuore dei suoi ascoltatori. Il Signore, per essere accolto, dovrebbe dimostrare la sua potenza con eventi spettacolari e incredibili. Noi, invece, siamo capaci di leggere nei segni dei tempi, nei miracoli quotidiani, l’operare di Gesù Messia, anche nelle piccole cose che ci sembrano poco importanti? Proviamoci…

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 19] Commento: Il buon seme e la zizzania.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jul 18, 2026 2:42


“Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo”. Ci stupisce e suscita in noi mille interrogativi quella strana mescolanza di bene e di male che, in rivoli diversi, scorre sotto i nostri occhi. Vediamo riversata nei nostri cuori la bontà di Dio, che ci muove al bene e alle migliori espressioni di amore, ma non sfugge al nostro sguardo il male che si nasconde, si annida nel nostro spirito per poi emergere prepotente, fino a farci temere il soffocamento di ogni bontà. Non facciamo fatica a riconoscere la fonte primaria e unica del bene che è in noi: l’ha seminato il buon Dio, infondendo in noi un alito di vita e un germe d’immortalità. Ci ha resi simili a lui, ornandoci di una grande dignità. Ha sparso nel campo del mondo, come Creatore, il buon seme, dando la vita a tutto ciò che esiste. Ci colma di stupore e di meraviglia quando contempliamo le sue opere: “Come sono grandi le tue opere, Signore!”, esclamava il salmista. Poi quello stesso splendore appare deturpato nella natura e nella nostra vita. San Paolo affermava domenica scorsa: “Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto”. Al gemito della natura che ci circonda si associa, sin dal principio, il dolore dell’uomo: “Anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo”. Ed ecco l’interrogativo che da sempre l’uomo rivolge al suo Creatore e Signore: “Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?”. È chiara la risposta del Signore: “Un nemico ha fatto questo”. Anche il male ha la sua fonte; è scaturito da una ribellione che ha tramutato in odio l’amore. Si è insinuato nella vita dell’uomo e ne ha deturpato la splendida immagine che Dio vi aveva impresso. Da qui scopriamo l’effetto della zizzania sparsa nel campo del mondo. La frenesia del bene ci fa desiderare e sperare un intervento immediato del Signore che ci consenta di estirpare dalle radici il male dal nostro mondo, ma dobbiamo, pur senza rassegnarci a esso, dotarci di pazienza e comprendere, alla luce dello Spirito, che ogni esperienza umana è da redimere perché vissuta nella realtà del peccato e poi affidata alla divina misericordia. Per questo il sacrificio di Cristo è un memoriale che si ripete con tutta la sua efficacia, in continuità, nella vita del mondo e di ogni uomo. Solo alla fine potremo finalmente constatare che tutto è stato restaurato in Cristo e la giustizia ha vissuto in pienezza il suo trionfo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 18] Commento: Gesù "servo" e "prediletto" di Dio.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jul 17, 2026 2:00


Si alternano nel Vangelo, nei confronti di Cristo e del suo annunzio, momenti di sdegnoso rifiuto e altri di corale e simpatica accoglienza. Resta per noi misterioso come avvenga che le volontà degli uomini, dinanzi alla stessa verità, dinanzi alla stessa persona, dinanzi al Figlio di Dio incarnato, abbiano comportamenti così diversi e talvolta contrastanti. Molti lo seguono, alcuni cercano addirittura di toglierlo di mezzo. Gesù non si arresta dinanzi alle minacce degli uomini, rimane perseverante nel compiere la sua missione di sanare e guarire. Egli, quell’umile “servo” di cui parla Isaia, deve annunciare il diritto e la giustizia alle genti. Gode delle compiacenze del Padre ed è stato da lui prescelto per essere luce delle nazioni; deve annunciare a tutti la verità incontestabile che sgorga dallo stesso Spirito, ma, come è sempre nello stile di Dio nei nostri confronti, “Non contenderà, né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce”. Il parlare divino non è mai violento, ma assomiglia al “mormorìo di un vento leggero”. Sono le sue amorevoli carezze, percettibili soltanto da chi ha il cuore semplice e puro, dove anche i sussurri giungono chiari e trovano accoglienza. Il suo nome diventerà motivo di salvezza per tutti; nel suo nome spereranno le genti. Così canterà san Paolo scrivendo ai Filippesi: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre”. È l’esplosione della fede e l’affermazione del Regno di Dio sulla terra. Il “servo” patisce la sua passione, subirà la condanna degli uomini che tenteranno di “toglierlo di mezzo” definitivamente, ma in quel gesto insano il Signore troverà la via della vittoria finale e il motivo del nostro definitivo riscatto nel trionfo della risurrezione.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 17] Commento: C'è qualcosa più grande del tempio.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 2:50


San Benedetto, scrivendo ai suoi monaci nella Regola, parla di uno zelo buono che induce all’amore verso Dio e verso il prossimo e di uno zelo “amaro”, che è indice di umana grettezza, separa dal bene e conduce all’inferno. Quest’ultimo è quello che spesso mostrano scribi e farisei nei confronti di Cristo e dei suoi discepoli. Sono essi i predecessori e i maestri di tutti coloro che hanno sempre aperto un codice di comportamento per gli altri e che lo usano costantemente per giudicare e condannare. Sono tra i peggiori nemici della vera fede perché, illudendosi di zelare la giustizia, rinnegano di fatto la carità e l’amore. Spogliano il buon Dio della sua essenziale prerogativa, che è appunto il perdono e la misericordia. Fanno uso della legge come di una lama tagliente, non per curare il male, ma per uccidere i malati. È una brutta razza che trova sempre i suoi adepti anche nella nostra Chiesa. Il Signore Gesù ci raccomanda: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?”. Il pretesto che trovano oggi gli scribi è quello di vedere i discepoli del Signore che, in giorno di sabato, colgono delle spighe di grano per mangiarne i chicchi. Ed ecco pronta la loro sentenza di condanna: “Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare in giorno di sabato”. Gesù in poche battute dimostra loro quanto sia malizioso e assurdo il loro giudizio, citando esempi tratti dalla Sacra Scrittura, dalla stessa fonte da cui essi ritengono di poter motivare le loro valutazioni. Poi aggiunge: “Ora io vi dico che qui c’è qualcosa più grande del tempio”. Se il tempio, la Chiesa e la religiosità vengono interpretati come puro legalismo, si svuotano di Dio e restano solo pietre e macigni che gravano pesantemente e mortalmente sull’uomo. “Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa”. Solo nel Signore riusciamo a coniugare, con divina sapienza, giustizia e misericordia, peccato e perdono, colpa e assoluzione. La legge senza l’amore è solo vincolo e laccio, serve per gli schiavi e non per i figli, riempie le carceri del mondo e rischia di riempire di dannati gli inferi. Non è questa la missione di Cristo, non è questa la missione della Chiesa e dei suoi ministri. È facile condannare anche gli stessi preti e i vescovi o usare il bastone quando serve… ma dopo ci deve essere l’accoglienza misericordiosa del Padre, prodigo sì, ma d’amore e non della gogna umana…

Prêche la Parole
Causes et remèdes aux pensées vagabondes (2 Corinthiens 10.5)

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jul 6, 2026 55:53


RÉSUMÉ: Les causes des pensées vagabondes sont plus nombreuses et profondes que ce que la plupart des chrétiens ne réalisent. Dans ce message nous examinerons huit causes qui éloignent notre pensée de Dieu et comment en Christ toutes nos pensées sont amenées captives pour lui obéir. PLAN:     1    Banaliser le problème des pensées distraites     2    Un athéisme caché dans le coeur     3    Notre nature corrompue et faible     4    Le manque de préparation     5    La tiédeur spirituelle     6    L'amour du monde     7    Le manque de vigilance     8    Un péché que l'on chérit QUESTIONS:     1    Pourquoi banalisons-nous le problème des pensées vagabondes?     2    Qu'est-ce que l'athéisme pratique et comment nous affecte-t-il?     3    Comment notre nouvelle nature agit-elle dans ce combat?     4    Que produit une bonne préparation avant d'approcher Dieu?     5    Comment se manifeste la tiédeur spirituelle?     6    Comment se débarrasser de l'amour du monde?     7    Quel genre de vigilance devons-nous développer face au problème des pensées vagabondes?     8    Que fait un péché chéri dans notre vie et comment s'en débarrasser? Lectures complémentaires:     •    Convocation — Psaume 139     •    Réponse — 1 Thessaloniciens 5.23-24 SÉRIE - Adorer Dieu sans distraction - L’ouvrage de Richard Steele, Si facilement distrait (https://unherautdansle.net/steele-distractions/) - Sermon 1: Le problème du coeur éloigné (És 29.13 ; 1 Co 7.35) - https://unherautdansle.net/sermon-2026-06-07/ - Sermon 2: La gravité des pensées distraites devant Dieu (Hé 2.1, 4.13, 12.28-29) - https://unherautdansle.net/sermon-2026-06-21/ - Sermon 3: Causes et remèdes aux pensées vagabondes (2 Co 10.5) - 05 juillet - Sermon 4: L'espoir et la consolation de l'adorateur distrait (Hé 7.25) - 26 juillet

Parole proclamée
Le Christ ressuscité qui relève les impuissants

Parole proclamée

Play Episode Listen Later Jun 29, 2026 50:51


Le Christ ressuscité qui relève les impuissants Christian K. Balayi

jesus christ le christ ressuscit xe8 scripture: matthew 5:11-5:16
Prêche la Parole
La gravité des pensées distraites devant Dieu - Hébreux 2.1, 4.13, 12.28-29

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jun 22, 2026 53:20


➡️ DEUXIÈME SERMON : Une pensée distraite peut paraître banale dans la vie ordinaire. Elle cesse de l'être lorsque nous nous tenons devant Dieu pour l'adorer, l'écouter et lui parler. Dans ce deuxième message de la série, nous nous attarderons à la gravité des pensées distraites pendant le culte. Nous aborderons la gravité sous deux angles: le tort que nous nous faisons à nous-mêmes et l'offense que nous faisons à Dieu. PLAN: 1. Le danger de s'éloigner de Dieu 2. Le danger d'offenser Dieu - Ce que Dieu voit - Ce que Dieu veut - Ce que Dieu est QUESTIONS: 1. Pourquoi les pensées distraites nous semblent-elles banales? 2. Que peuvent révéler les pensées distraites en tant que symptôme? 3. Que peuvent causer les pensées distraites dans la vie spirituelle? 4. Pouvons-nous causer un tort ou un avantage à Dieu? 5. Qu'est-ce que cela change pour notre adoration que Dieu voit tout? 6. Quel genre d'adoration Dieu réclame-t-il de nous? 7. Pourquoi les distractions sont-elles particulièrement graves lorsqu'elles surviennent pendant le culte? Lectures complémentaires: - Convocation — Malachie 1 - Réponse — Ésaïe 6.1-7 Prédicateur: Pascal Denault SÉRIE - Adorer Dieu sans distraction - L’ouvrage de Richard Steele, Si facilement distrait (https://unherautdansle.net/steele-distractions/) - Sermon 1: Le problème du coeur éloigné (És 29.13 ; 1 Co 7.35) - https://unherautdansle.net/sermon-2026-06-07/ - Sermon 2: La gravité des pensées distraites devant Dieu (Hé 2.1, 4.13, 12.28-29) - https://unherautdansle.net/sermon-2026-06-21/ - Sermon 3: Causes et remèdes aux pensées vagabondes (2 Co 10.5) - 05 juillet - Sermon 4: L'espoir et la consolation de l'adorateur distrait (Hé 7.25) - 26 juillet

Parole proclamée
Ta mission : tu es la lumière du monde

Parole proclamée

Play Episode Listen Later Jun 21, 2026 55:39


Ta mission : tu es la lumière du monde Pasteur Jacques Pelletier

mission du monde la lumi xe8 scripture: matthew 5:11-5:16
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 22] Commento: La trave e la pagliuzza.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 21, 2026 2:17


Gesù oggi ci ammonisce: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati». Per ergerci a giudici del nostro prossimo dovremmo avere almeno due condizioni che raramente si realizzano in noi: dovremmo essere sgombri da difetti e da peccati, avere cioè uno sguardo limpido e poi essere certi di essere mossi e guidati dalla vera carità. A quel punto, però, non si tratterebbe più di giudizio, ma di correzione fraterna. Ci torna alla mente la famosa favola di Fedro e delle due bisacce, una posta dietro le nostre spalle, carica dei nostri difetti, e l’altra sul davanti, con i difetti degli altri. Vuol dire che siamo umanamente propensi a vedere facilmente le manchevolezze degli altri e restii a vedere le nostre. Pare inoltre che ci piaccia scrutare il male degli altri anche per scusare il nostro. Questi potremmo definirli i moti spontanei dell’anima, ma sicuramente non danno spazio alle virtù cristiane. Gesù dice chiaramente: «Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui». Se avessimo subìto il giudizio di Dio secondo la più perfetta equità, saremmo tutti incappati inevitabilmente in una severa e irrevocabile condanna. È prevalsa invece la misericordia, il perdono, la redenzione, a prezzo del sangue di Cristo. Per questo il Signore non solo ci sollecita a non giudicare alcuno, ma aggiunge: «Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro». Non possiamo mai dimenticare che Colui che ha predicato e praticato l’amore fino al dono della vita, come suprema testimonianza, è stato vittima di un giudizio iniquo e di una condanna assurda. E dopo Cristo i giudizi e le condanne inique si sono moltiplicati nel mondo, creando una vera schiera di vittime e di condannati innocenti. Così si agisce quando la misura dell’agire umano è la fredda norma scandita dalla ragione e spoglia di misericordia. Càpita ancora che proprio coloro che hanno la trave negli occhi vogliano togliere la pagliuzza dall’occhio altrui, cadendo nella peggiore ipocrisia. Chiediamo al Signore la grazia della santità.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 21] Vangelo: Ger 20, 10-13; Sal.68; Rm 5, 12-15; Mt 10, 26-33.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 20, 2026 1:03


In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: "Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 21] Commento: Non temete, non abbiate paura.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 20, 2026 2:54


Le persecuzioni più subdole e pericolose che la Chiesa ha subìto e subisce ancora non sono quelle che manifestamente e con palese violenza l’avversano. Anzi, sin dall’inizio, illuminata dallo Spirito, la Chiesa ha compreso che il sangue dei martiri è il seme fecondo che fa germogliare i frutti migliori nel suo campo. Le trame nascoste, le insidie interne, i tradimenti compiuti nel segreto, l’infedeltà dei ministri e dei fedeli, le apostasie, gli abusi: sono queste le persecuzioni più pericolose perché, pur non causando spargimento di sangue e non mietendo vittime, creano disorientamento nel gregge di Cristo e causano la morte spirituale di tanti e tante. Gesù ha messo in guardia i suoi, prima ancora di inviarli a compiere la sua missione: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. Oggi il Signore vuole fugare ogni paura e spegnere ogni timore nei suoi: “Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato”. Gesù vuole dirci che, momentaneamente, gli uomini, nella loro malvagità, potranno tentare anche di oscurare o stravolgere la verità, ma questa, di sua natura, perché sgorgata da Dio stesso, è destinata a trionfare, ad essere svelata: è un trionfo preannunciato. Occorre solo il coraggio, la fermezza di non desistere dinanzi alle umane opposizioni: la verità va gridata con tutta la nostra voce e con tutta la nostra vita: “Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti”. Già un salmista, cantando la gloria di Dio, con accenti profetici, asseriva: “Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola”. San Paolo, parlando del suo ministero, scrive: “Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale. Di modo che in noi opera la morte, ma in voi la vita”. Risuonano nelle parole dell’Apostolo quelle già proclamate da Cristo: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire l’anima e il corpo nella Geènna”. Ciò implica una sapiente valutazione dei valori che lo stesso Dio ci ha donato: siamo corpo e spirito; il corpo fisico è destinato a finire, l’anima è stata dotata di immortalità. Non siamo in grado di fare questa valutazione solo con la nostra ragione: occorrono la fede, la luce dello Spirito e l’esperienza quotidiana. Ci conforta la risurrezione di Cristo: egli è passato attraverso la passione e la croce, ma per quella via ha conseguito la vittoria. Noi non possiamo pretendere di percorrere una strada diversa dalla sua.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 20] Commento: A ciascun giorno basta la sua pena...

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 19, 2026 1:54


Oggi è sabato, giorno della memoria della Beata Vergine Maria. L’esempio di Maria, Madre di Dio, che dedica tutta la sua vita al servizio del Signore, è in pieno contrasto con la prima lettura, dove il popolo ebreo viene ripreso dal profeta Zaccaria (circa otto secoli prima di Cristo), perché trascura il culto del vero Dio per prostrarsi dinanzi a divinità create dalla fantasia dell’uomo. Il profeta viene fatto morire, ma non si fa attendere la punizione del Signore, che mette Gerusalemme e i suoi abitanti nelle mani degli Aramei e, in una congiura, anche il re Ioas, che ne aveva decretato la morte, viene ucciso. Infatti, anche il Vangelo ci ricorda che il nostro spirito non può essere diviso: non possiamo servire sia Dio sia gli idoli. I santi ci sono d’esempio. Spesso leggiamo nelle loro vite la preferenza della forza spirituale alle ricchezze del mondo e alle mollezze dell’anima. Quanti di loro hanno preferito la povertà e il pieno abbandono alla divina Provvidenza, tanto oggi dimenticata. Tanti, attratti dall’amore del Signore Gesù, si sono preoccupati di vivere nel distacco dai beni di questa terra, in attesa di quelli eterni. Voglia il Signore suscitare nell’animo dei giovani il desiderio di coltivare nel proprio cuore i veri valori dello spirito e invogliare anche alla vita di consacrazione quanti avvertono nel loro cuore il soffio della chiamata del Signore. Il richiamo alla realtà della nostra precarietà, della nostra insicurezza e instabilità, ci doni un abbandono filiale alla divina Provvidenza, che ci assicura la sua amorevole assistenza, adducendo come esempio i gigli, l’erba del campo, che da Lui ricevono bellezza e splendore. L’esortazione a cercare il regno di Dio e la sua giustizia ci trovi più disponibili, spronati nel servizio a Dio e ai fratelli.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 19] Commento: Là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 18, 2026 2:10


Con orrore ascoltiamo quanto ci narra la prima lettura. Atalia, madre del re deceduto Azaria, per assicurarsi il regno, fa uccidere tutti i possibili pretendenti, tutta la famiglia regale. A sua insaputa, viene salvato però un figlio del re di due anni, che viene tenuto nascosto. Quando egli raggiunge il settimo anno, per opera del sommo sacerdote Ioiada, viene fatta giustizia. Ioas viene acclamato re e Atalia, uccisa fuori del tempio. Sono vicende umane che si ripetono nella storia delle nazioni, in cui l’ambizione del comando e del potere, della ricchezza, con la sete di felicità e di successo, perverte l’animo umano, spingendolo a esecrandi misfatti. Gli ammonimenti che ci vengono dal brano del Vangelo potremmo vederli sulla stessa linea. Anche Gesù mette in guardia dal pericolo delle ricchezze. Sono beni effimeri che ci possono essere rubati da un momento all’altro. Non costituiscono la vera felicità dell’uomo, che è altrove, nell’umile obbedienza alla volontà del Signore. Non le porteremo con noi. Ci invita a procurarci quei tesori di grazia che nessuno potrà mai rubarci, se nel nostro cuore ci sono sincerità e rettitudine. È dal cuore che escono tutti i cattivi pensieri e le indegne intenzioni. La limpidezza dello sguardo denota anche la rettitudine delle intenzioni. Quando entra dentro di noi il peccato, lo sguardo si fa oscuro, torbido. Suona dentro di noi come un campanello d’allarme che ci mette in guardia contro deviazioni e ingiustizie. Allora dovremmo seguire il consiglio che san Benedetto, seduto a cena, suggeriva al monaco che gli reggeva il lume, agitato da pensieri di superbia: “Segna il tuo cuore, fratello, segna il tuo cuore! Non è retto quello che tu pensi!”. Quante volte i nostri pensieri, le nostre intenzioni, le nostre azioni sono contro la verità, benché avvolti da un manto di perbenismo. Ci liberi il Signore da tante doppiezze; ci doni la forza della sincerità del “sì, sì” e del “no, no”!

Prêche la Parole
Vincent Lemieux - Se sentir perdu - Lamentations 3.54-57

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jun 15, 2026 53:22


Vincent Lemieux - Lamentations 3.54-57 RÉSUMÉ : "Je disais: je suis perdu!" (v.54) Les épreuves et les difficultés de nos vies chrétiennes peuvent parfois être si difficiles si longtemps qu'on en vient à ressentir dans notre âme que nous sommes complètement perdus : comme si nous ne savions plus dans quelle direction aller et comme si Dieu nous avait peut-être abandonnés. Que faire dans de telles circonstances ? Le passage que nous méditons ce dimanche, non seulement nous démontre la possibilité des circonstances affligeantes, mais surtout il nous enseigne sur ce que nous devons faire afin que notre cœur ne demeure pas dans l'affliction, mais plutôt dans l'espérance en Dieu. PLAN: 1. Un sentiment déroutant 2. Un cri du cœur 3. Une réponse gracieuse Lectures complémentaires: • Convocation — Psaume 62 • Réponse - Jonas 2.2-7

Prédicateurs invités
Vincent Lemieux - Se sentir perdu - Lamentations 3.54-57

Prédicateurs invités

Play Episode Listen Later Jun 15, 2026 53:22


Vincent Lemieux - Lamentations 3.54-57 RÉSUMÉ : "Je disais: je suis perdu!" (v.54) Les épreuves et les difficultés de nos vies chrétiennes peuvent parfois être si difficiles si longtemps qu'on en vient à ressentir dans notre âme que nous sommes complètement perdus : comme si nous ne savions plus dans quelle direction aller et comme si Dieu nous avait peut-être abandonnés. Que faire dans de telles circonstances ? Le passage que nous méditons ce dimanche, non seulement nous démontre la possibilité des circonstances affligeantes, mais surtout il nous enseigne sur ce que nous devons faire afin que notre cœur ne demeure pas dans l'affliction, mais plutôt dans l'espérance en Dieu. PLAN: 1. Un sentiment déroutant 2. Un cri du cœur 3. Une réponse gracieuse Lectures complémentaires: • Convocation — Psaume 62 • Réponse - Jonas 2.2-7

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 14] Vangelo: Es 19, 2-6; Sal.99; Rm 5, 6-11; Mt 9, 36 - 10, 8.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 13, 2026 1:21


In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!". Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: "Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 14] Commento: Come pecore senza pastore.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 13, 2026 2:38


La compassione è segno evidente di amore; si soffre per chi e con chi si ama. Gesù oggi posa il suo sguardo sulla folla che lo segue e il suo spirito di Uomo-Dio si muove a compassione per loro perché egli vede quella gente come pecore senza pastore. Il suo sguardo va oltre il tempo e oltre i confini dello spazio. È urgente per loro, per tutti, che abbiano guide sicure, pastori sapienti e santi. Egli ha detto di se stesso: “Io sono la via”, “Io sono il buon pastore”; si è detto disposto a dare la vita per le sue pecorelle, si è messo alla ricerca della pecora smarrita e tutte le ha difese dagli assalti dei lupi. La sua presenza nel mondo è però limitata nel tempo; vuole perciò assicurare un prolungamento senza fine del suo annuncio di salvezza e ha quindi urgente bisogno di ottimi pastori da inviare in sua vece e nel suo nome per quella folla e per tutte le genti di tutti i tempi. Gesù convoca a sé i dodici e dà loro poteri speciali, gli stessi che egli esercita durante il suo peregrinare nel mondo: scacciare i demoni e guarire ogni genere di infermità. Quindi l’evangelista Matteo elenca i nomi dei dodici; sono i primi di una serie interminabile e meritano questa citazione speciale. Loro si muovono sulle orme di Cristo e tutti gli altri che seguiranno percorreranno le stesse orme, compiranno gli stessi prodigi, annunceranno lo stesso Vangelo. Ha così origine la schiera dei missionari e così nasce la Chiesa missionaria. Cristo continua, nei suoi ministri, a essere presente e vivo nelle strade del mondo. L’annuncio del Regno ha ormai la sua continuità. La loro missione gradualmente si aprirà al mondo intero finché, in ogni angolo del mondo, non sarà udito il messaggio della redenzione. Strada facendo devono dare un annuncio essenziale di salvezza: “Il Regno di Dio è vicino”. Le pecore smarrite e senza pastori troveranno così le loro guide, i dispersi potranno tornare all’ovile, i malati potranno recuperare la salute e i peccatori potranno sperimentare il dono della misericordia, gli affamati potranno saziarsi del pane di vita. Cristo si affida alla fragilità degli uomini; potrà quindi accadere che talvolta gli stessi pastori rischieranno momentaneamente di smarrirsi e di cedere alla tentazione di avventurarsi in pascoli non buoni, ma il Signore si è fatto garante per tutti loro: egli è disposto a cercare non solo la pecora smarrita, ma anche i pastori, anche quelli che si renderanno indegni del loro mandato. Lo ha dichiarato esplicitamente: “Io sarò con voi sempre, sino alla fine dei tempi”.

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[Sab 13] Commento: La sincerità come purezza dello spirito.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 12, 2026 3:06


La Chiesa ricorda oggi, dopo il Cuore Sacratissimo di Gesù, il Cuore Immacolato di Maria. È una memoria facoltativa e la liturgia ci fa scegliere tra le letture del giorno o quelle della memoria, con sempre la preferenza della “lectio continua”. Pertanto scegliamo le letture del giorno, che possono essere utilizzate anche nella celebrazione della Madonna Santissima. L’esempio di Maria, Madre di Dio, che dedica tutta la sua vita al servizio del Signore, sembra in pieno contrasto con le letture di oggi. Il raggiro, la doppiezza, il sotterfugio, l’inganno, la menzogna… sgorgano sempre da un animo interiormente inquinato, da chi ha bisogno di nascondere la verità, di prevaricare sull’altro, di difendersi o di difendere qualcun altro in modo maldestro e mendace per le proprie o altrui malefatte. Si può arrivare fino a stravolgere totalmente la verità, minando alla radice la giustizia. Conosciamo le bugie dei bambini, che spesso hanno tutte le caratteristiche di una legittima difesa dalle indebite imposizioni degli adulti, ma conosciamo anche le bugie dei grandi, quelle che causano gravi danni alle persone. Il ricorso al giuramento è proprio di chi dubita della verità o vuole farla riconoscere come tale anche quando è palese menzogna. Si vuole chiamare Dio a testimone di quanto asseriamo e non è difficile comprendere come si incorra nello spergiuro quando non si proclama la verità. È un grave peccato che trova le sue reali dimensioni nell’offesa arrecata a Dio, convocato e nominato invano e inopportunamente, e nel danno che si procura con la falsità proclamata. Talvolta siamo chiamati a giurare anche nei tribunali del mondo, che hanno il compito di definire la giustizia in fatti contenziosi; anche lì il nostro dire deve essere assolutamente conforme alla verità che conosciamo, anche se, nella stragrande maggioranza dei casi, in quelle circostanze non si giura più su Dio o sul Vangelo. Il cristiano, comunque, come ci dice lo stesso Signore, non deve giurare affatto: “Né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello”. “Sia invece il vostro parlare: sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. Gesù fa riferimento alle diverse forme di giuramento che venivano proclamate ai suoi tempi; la conclusione, però, non dà adito a dubbi: chi vive in Dio, chi conforma tutta la sua vita a Cristo, non ha bisogno di ricorrere ad alcuna formula di giuramento perché possiede in sé la verità assoluta, che deve essere continuamente testimoniata in tutti i suoi comportamenti e in ogni circostanza. L’unico giuramento è l’incondizionata fedeltà al Dio vero, da testimoniare sempre, fin dal nostro battesimo, con le parole e con le azioni. Il resto viene dal maligno, definito menzognero fin dal suo apparire nella nostra storia.

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[Ven 12] Commento: Imparate da me che sono mite e umile di cuore.

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Play Episode Listen Later Jun 11, 2026 2:08


La Festa del Sacro Cuore ci porta al centro della nostra salvezza, al grande motivo che ha spinto il Padre celeste a donarci il suo Figlio per la salvezza dell’uomo. Tutta l’opera della salvezza ha inizio dal Cuore immenso del Padre che vuole riempire il vuoto del cuore umano. Le letture proposte alla nostra considerazione ci invitano a riconoscere e lodare Dio per la scelta preferenziale a nostro favore, chiamandoci alla fede, ad amarlo e ad estendere questo amore ai fratelli sull’esempio di Gesù, a ringraziare il Padre con lui perché ha voluto rivelare a noi, povere e misere creature, la ricchezza della sua sapienza. Forte è nel nostro cuore l’anelito alla felicità, ma questa suppone l’appagamento di tutti i nostri desideri, mortificati dall’instabilità delle cose. Il più profondo desiderio è quello di amare ed essere amati. Per questo ci tuffiamo su tutto ciò che sembra colmare questo nostro vuoto, ma ne rimaniamo scottati perché l’amore umano, così limitato e volubile, non ci appaga se non per un istante. Viene Gesù che ci presenta il suo Cuore come sede del vero amore, di un amore perenne; ci rivela che solo in questo amore noi possiamo trovare la felicità di cui siamo tanto assetati, purché ci poniamo nell’obbedienza al Padre. Sarebbe per sé scontato lasciarsi conquistare da questo amore, almeno come sentimento di gratitudine a lui che ci invita a entrare nel segreto del suo cuore attraverso il costato aperto. Invece, chini come siamo verso la terra, siamo sordi a questi richiami, lasciamo inascoltati i gemiti di quel Cuore che ripete il lamento, come a santa Maria Margherita: “Ecco quel cuore che tanto ha amato gli uomini… dai quali è così poco amato!”. Un lamento che dovrebbe ferire la nostra sensibilità. Non è il Signore che ha bisogno di noi, ma siamo noi che, senza il suo amore e la redenzione che ci ha regalato, resteremmo chiusi nella nostra angoscia. Amiamo, cerchiamo di ricambiare quell’amore, per quanto poco ci sarà possibile; ogni sforzo vale “oro”, che è la vita eterna.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 12] Vangelo: Dt 7, 6-11; Sal.102; 1 Gv 4, 7-16; Mt 11, 25-30.

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Play Episode Listen Later Jun 11, 2026 0:49


In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

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[Gio 11] Commento: Il chicco che muore porta molto frutto.

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Play Episode Listen Later Jun 10, 2026 2:14


“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”: questo comando del Signore fa parte integrante della missione degli apostoli nella memoria liturgica di san Barnaba. Chiamati da Cristo a essere i suoi prediletti solo per una sua libera scelta di amore, quindi nell’assoluta gratuità, alla stessa maniera essi devono intraprendere e svolgere la loro testimonianza dinanzi al mondo. Devono annunciare a tutti ciò che essi stessi per primi hanno visto, udito e sperimentato. Il Regno dei cieli è vicino, ma molti devono essere sanati, risuscitati, liberati dal male affinché possano entrarvi ed esserne partecipi. Devono ripetere a loro volta quello che ha fatto Gesù durante la sua vita. Egli ora vuole trasferire a loro l’energia della sua parola, la sua forza di compiere prodigi, la capacità di essere testimoni veraci e credibili. Li vuole liberi da ogni terrena preoccupazione, li spoglia di ogni umana sicurezza, dando loro soltanto la garanzia che l’operaio ha diritto al suo nutrimento. Non indica loro neanche un indirizzo preciso a cui rivolgersi o dove andare; Gesù dice: “Strada facendo”; apre loro tutte le vie del mondo, tutte le strade dove vivono gli uomini affinché tutti trovino la Via del Regno. Deve essere ancora tale la strada del Vangelo, così devono comportarsi gli annunciatori delle verità di Cristo. Li accompagna una certezza: che egli è con loro sulla stessa strada, sugli stessi percorsi, talvolta impervi e spesso inospitali: “Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene! Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo”. Non ci scoraggiamo per questo, anche perché lo stesso Signore ci avverte che “se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. Spesso la morte del chicco di grano comporta la morte anche del seminatore: “Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna”. Questo è il vissuto di Barnaba, questo è ancora il vissuto della Chiesa, ma resta sempre vero che il sangue del martire è il seme fecondo da spargere nel campo del Signore.

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[Mer 10] Commento: Il compimento della legge è... ?!

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Play Episode Listen Later Jun 9, 2026 2:30


“Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento”. San Paolo, in una delle sue lettere, aggiunge: “Compimento della legge è l’amore”. Poi, per farci meglio comprendere come sia avvenuto il compimento, lo stesso apostolo afferma: “La legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e in vista del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della legge si adempisse in noi, che non camminiamo secondo la carne ma secondo lo Spirito”. È evidente l’alternativa: o camminare secondo la carne o lasciarsi guidare dallo Spirito. È la via nuova tracciata da Cristo, che, incarnandosi in Maria per opera dello Spirito Santo, ha assunto ed elevato la nostra natura umana, imprimendo in essa il sigillo della divinità. La legge, calata nella carnalità dell’uomo, era solo causa di peccato e ne definiva l’entità. Ora, santificati in Cristo, irrorati dallo Spirito, siamo capaci di comprendere la legge non più come un capestro che schiavizza, ma come luce e lampada ai nostri passi. Solo nell’amore siamo capaci di convincerci che quanto il buon Dio ci comanda è la cosa migliore che si possa pensare per noi. Ecco perché Gesù, pur rinnovando la legge, facendola diventare il comandamento nuovo, afferma: “In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno della legge, senza che tutto sia compiuto”. Egli stesso, nella sua persona, nella sua missione, nella sua morte e risurrezione, sarà il compimento della legge. Lo dichiarerà esplicitamente dall’alto della croce, prima di esalare l’ultimo respiro: “Tutto è compiuto”. In quel “compiuto” egli ha poi inserito tutti noi, la sua Chiesa, sparsa nel mondo, dandoci il mandato di amare Dio con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra mente e con tutte le nostre forze e il nostro prossimo come noi stessi. Così la legge, che all’inizio era solo causa di morte spirituale, non viene abolita, ma completata nell’amore a Dio e al prossimo e diventa così strumento di santificazione e via di salvezza.

Prêche la Parole
Le problème du coeur éloigné - És 29.13

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 52:24


➡️ NOUVELLE SÉRIE: Adorer Dieu sans distraction Aimer Dieu de tout notre coeur et de toute notre pensée est le plus grand commandement et devoir chrétien (Mt 22.37 ; Mc 12.30 ; Lc 10.27). Cet amour requiert que notre adoration ne soit pas affectée par des pensées distraites et une attention dissipée. Dieu veut que nous ne soyons pas seulement présents de corps pour son culte, mais présent de coeur (És 29.13). Dans cette petite série de quatre messages, nous aborderons le problème des pensées vagabondes pendant le culte rendu à Dieu et pourquoi elles déshonorent Dieu. Nous réfléchirons à l'importance d'amener "toute pensée captive à l’obéissance de Christ" (2 Co 10.5) et comment y arriver. Cette série s'inspirera de l'ouvrage du pasteur puritain Richard Steele (1629–1692) _Remedy for Wandering Thoughts_ (publié en français sous le titre _Si facilement distrait_ et offert gratuitement ici) ➡️ PREMIER SERMON : Dans ce premier message de cette courte série, nous introduirons le problème des pensées distraites dans l'adoration. Nous commencerons par définir la nature du problème puis nous identifierons les principales sources qui causent la distraction. Nous terminerons avec l'appel que Dieu nous adresse à devenir des adorateurs entiers. PLAN: 1. La nature du problème 2. Les sources et les formes de distractions 3. L'appel à adorer Dieu sans distraction QUESTIONS: 1. Quelle est la nature du problème avec les pensées distraites pendant l'adoration? 2. Comment et pourquoi le diable utilise-t-il les distractions? 3. Comment nos pensées sont-elles une sources de distraction? 4. Comment sommes-nous distraits par nos sens? 5. Pourquoi et comment devons-nous apprendre à adorer Dieu sans distraction? Lectures complémentaires: • Convocation — Psaume 95-96 • Réponse - Dt 6.4-5 & Ph 3.3 Prédicateur: Pascal Denault

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 9] Vangelo: 1 Re 17, 7-16; Sal 4; Mt 5, 13-16.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 0:42


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 9] Commento: Voi siete la luce del mondo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 1:41


Altro Vangelo provocante, quello odierno, per il celebre paragone di Gesù che disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra…, voi siete la luce del mondo”. Notiamo la dimensione universalistica espressa in “la terra” e “il mondo”: sono l’intera umanità. Grandissima missione, essere uomini e donne che danno sapore e senso alla vita, che danno luce e convinzioni agli altri. Con altrettanta evidenza, tuttavia, c’è il rischio di essere insipidi, di perdere quella novità a cui tutti dovrebbero poter guardare per imparare a sperare in Dio. Se i discepoli venissero meno al loro compito rispetto al mondo, non servirebbero più a nulla; anzi, rischierebbero di essere “gettati via e calpestati dagli uomini”. “Voi siete”: grande fiducia da parte del Signore per i suoi discepoli! Grande responsabilità per i discepoli nei confronti di coloro ai quali sono mandati! “Voi siete” costituisce già un’identità, data certo come dono, in unione con Gesù, vera “luce degli uomini”. La luce, che non può essere nascosta come una città posta sopra un monte e che sarebbe assurdo mettere sotto il letto come la lucerna in casa, sono le “buone opere” dei discepoli. Si tratta di quelle opere che rendono visibili la giustizia, la misericordia, la pace e l’impegno sociale dei discepoli, per mezzo delle quali essi si rivelano autentici figli di Dio. Infatti questo dovere coerente e pratico dei discepoli è un irraggiamento di quella luce che deve condurre gli uomini a riconoscere la fonte luminosa e sapienziale: il Padre che è nei cieli.

Prêche la Parole
Rob Mongeau - Ne perdez pas espoir, en attendant - Luc 18.1-8

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later May 25, 2026 54:35


Rob Mongeau - Luc 18.1-8 ➡️ Description : Dans Luc 18, Jésus raconte une parabole au disciple qui, pourrait, être tentés de se décourager en attendant la venue pleine et entière du royaume de Dieu. À travers l'histoire d'une veuve persistante et d'un juge injuste, Jésus enseigne à son peuple comment vivre dans l'attente entre la promesse et son accomplissement. À quoi ressemble une attente fidèle dans un monde où le mal semble encore prospérer et où les prières paraissent souvent sans réponse ? Plan 1. Jesus appelle son peuple à la prière persistante v.1 2. La veuve persiste en dépit de son impuissance vv.2-5 3. Dieu n’est pas comme ce juge injuste vv. 6-8a 4. Une prière persistante révèle une foi persistante v.8b Prédicateur : Rob Mongeau Lectures complémentaires: • Convocation — Genèse 12.1-4; 15.1-6; 18.9-15 et 21.1-7 • Cène — 1 Corinthiens 11.26

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 21] Commento: Siano perfetti nell'unità.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 20, 2026 2:02


Dopo aver pregato per i suoi discepoli, Gesù prega ora per tutte le generazioni dei credenti. I discepoli - come spesso ricorda il Papa - non devono isolarsi nella loro fede come in una torre d’avorio: sono la cellula che si svilupperà in una comunità sempre più vasta di credenti, mediante la fede attinta al Vangelo, predicato dai primi discepoli d’ora in poi, sotto la guida dello Spirito Santo. È attraverso la loro predicazione che i credenti di ogni tempo, anche quelli di oggi, vengono misteriosamente a contatto con il Verbo, che si è fatto carne per la salvezza di tutti, e formano con lui e con il Padre un’unità perfetta. Questa unità tra i discepoli non è solo una forte aggregazione basata su affinità cultuali e culturali, ma deve avere una precisa connotazione teologale: deve essere un’unità come quella che esiste fra il Padre e il Figlio, una comunione di tutti con il Padre e il Figlio. Tale unità, realizzata nei discepoli, è condizione “perché il mondo creda che il Padre ha inviato Gesù” come suo Figlio e salvatore degli uomini. “Io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità, e il mondo conosca che tu mi hai mandato, e li hai amati come hai amato me.” Questa comunione è possibile solo nell’amore: solo con l’amore una persona può essere nell’altra. L’incarnazione di Dio in Cristo e nei credenti deve essere un motivo di credibilità per il mondo; il mondo crederà in Dio solo quando lo vedrà in coloro che lo attestano. Si tratta comunque di una comunione di vita da cercare e da realizzare progressivamente fino al compimento. Gesù ha pregato per l’unità dei discepoli ai quali ha trasmesso le parole udite dal Padre, ai quali invia lo Spirito Santo per guidarli alla verità tutta intera, e che sono conservati in questa fede dall’amore del Padre e dalla preghiera del Figlio. Non troviamo in ciò una risposta immediata ai nostri attuali problemi ecumenici, ma siamo collocati nel clima nel quale sperare e operare per l’unità intesa da Gesù.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 20] Commento: Siano una cosa sola, come noi.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 19, 2026 1:50


La preghiera di Gesù per i discepoli prende ora in considerazione la loro situazione nel mondo dopo la sua definitiva partenza. «Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola come noi». Gesù avverte il bisogno di raccomandarli al Padre in modo tutto speciale, affinché siano custoditi in quella sfera divina che egli stesso ha loro dischiuso. Questa implorazione è rivolta al «Padre santo», espressione che manifesta insieme intimità, venerazione e rassicurante protezione per i discepoli. Gesù ha fatto tutto il possibile per mantenerli in questo clima di amore, eccetto «il figlio della perdizione». Ad essi ha trasmesso la parola del Padre, ma ora li vede minacciati dal mondo, che li odia perché non gli appartengono. Per questo la sua premura giunge sino a invocare la potenza del Padre, affinché «li custodisca dal maligno». Questa elezione dei discepoli, che comporta anche una separazione dal mondo, è orientata alla loro «consacrazione nella verità». Subito viene precisato che tale verità è la parola del Padre, che Gesù ha fatto conoscere ai suoi. Anche Gesù ha «consacrato se stesso», rendendosi obbediente al Padre fino all’offerta della propria vita in sacrificio. Questa testimonianza sacrificale diventa ormai norma e modello della santificazione dei discepoli. Essi - e tra loro ci siamo anche noi - ricevono dal Padre l’iniziativa della santificazione, ma sono chiamati a tendere continuamente ad essa, guardando a Gesù come all’esempio perfetto di obbedienza totale e di piena donazione. «Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo; e per loro consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 20] Vangelo: At 20, 28-38; Sal.67; Gv 17, 11-19.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 19, 2026 1:06


In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».

Prêche la Parole
Levi Loewen - Une prière pour un peuple pieux - Colossiens 1.9-10

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later May 18, 2026 47:50


Levi Loewen - Colossiens 1.9-10 ➡️ Description : Après avoir remercié Dieu pour la grâce évidente dans l’Église de Colosses, Paul se tourne vers l’intercession. Il prie que les saints soient remplis de la connaissance de la volonté de Dieu, en toute sagesse et intelligence spirituelles, afin que leurs vies soient façonnées par l’Évangile du Christ. Cette connaissance n’est pas simplement intellectuelle, mais elle conduit à une marche digne du Seigneur, à une vie marquée de bonnes œuvres, à la croissance dans la connaissance de Dieu, et à la force nécessaire pour une persévérance ferme. Dans un monde marqué par la tentation et les faux enseignements, la prière de Paul rappelle à l’Église que la piété est formée par la Parole de Dieu, soutenue par la puissance de Dieu, et orientée vers le désir de plaire au Seigneur en toutes choses. Plan 1- La prière pour le peuple de Dieu (v. 9a) 2- La connaissance de la volonté de Dieu (v. 9b) 3- La marche qui plaît au Seigneur (v. 10a-10b) 4- Le fruit d’une marche digne (v. 10c - 11) Lectures complémentaires: • Convocation — Jean 17 • Prière — 1 Thessaloniciens 4.1-8

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 19] Vangelo: At 20, 17-27; Sal.67; Gv 17, 1-11.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 18, 2026 1:20


In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 19] Commento: Padre, glorifica il tuo Figlio.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 18, 2026 1:51


Siamo nel vangelo di oggi nel cosiddetto discorso sacerdotale, nel quale Gesù ci lascia intravedere la profondità del suo cuore e ci svela le ansie e i sentimenti che lo abitano. Ecco ciò che possiamo apprendere: anzitutto, il cuore di Cristo è come consumato dal desiderio del Padre suo. «Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, è giunta l’ora: glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio tuo glorifichi te”». Sappiamo dall’evangelista Giovanni quale significato assuma il verbo “glorificare”. E' la croce la glorificazione del Padre: è il mistero dell’amore obbediente di Cristo Signore e, insieme, dell’amore fraterno riversato su tutti noi. Ecco dunque l’ansia di glorificare il Padre, un’ansia che non si arresta dinanzi alla croce e che ci rivela quale debba essere anche il nostro desiderio di glorificare il Padre, che chiamiamo con questo nome e che veramente tale è nei nostri confronti. Se gli occhi di Gesù sono “alzati al cielo”, nell’atteggiamento di chi implora il Padre, lo sguardo del suo cuore è però rivolto agli «uomini che il Padre gli ha dato dal mondo», affidandoli a lui. A loro Gesù ha fatto conoscere la realtà profonda e misteriosa del Padre e ha trasmesso le parole ricevute da lui. Se il Padre deve glorificare Gesù, lo faccia anche custodendo questi credenti sotto la sua protezione. Proprio la partenza di Gesù verso il Padre rende necessaria e urgente questa fervida intercessione. Anche noi, che ora abbiamo ascoltato queste parole, ci sentiamo posti da questa supplica nelle mani del Padre e viviamo la nostra appartenenza terrena nella fiducia del Signore. È bello e consolante sapere che Gesù ha pregato e continua a pregare così per noi, mentre siamo ancora in cammino per le vie del mondo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 18] Vangelo: At 19, 1-8; Sal.67; Gv 16, 29-33.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 17, 2026 0:42


In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 18] Commento: Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 17, 2026 2:14


Le parole dei discepoli sono ora piene di buone intenzioni, perché ritengono di aver capito che Gesù stia parlando chiaramente, senza ricorrere a immagini. Essi giungono a riconoscere che Gesù sa tutto, cioè che legge nell’intimo di ciascuno, e su questo fondano la loro fede: «Per questo crediamo che sei venuto da Dio». Con garbata ironia, Gesù commenta questa loro espressione di fede, quasi ponendola in dubbio: «Adesso credete?». Quando la nostra fede è umanamente baldanzosa e non sufficientemente fondata su Dio, essa è più vicina a venir meno, come accadde ai discepoli. La vicinanza di un uomo straordinario, che sa tutto e sa rispondere a tutto, non è ancora fede, ma illusione. La fede, invece, è altra cosa: finché siamo pellegrini su questa terra, viviamo nell’oscurità e crediamo anche senza la sicurezza di vedere qualcosa di certo. «Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete, ciascuno per conto proprio, e mi lascerete solo». Gli apostoli non erano ancora preparati a questo e, perciò, Cristo predice il loro smarrimento, perché nel loro entusiasmo vi era ancora qualcosa di infantile. Quando infatti il Maestro sarà catturato, processato e condannato a morte, tutto sembrerà crollare. «Ma io non sono solo, perché il Padre è con me». L’evangelista non accenna ad alcun abbandono da parte del Padre, che rimane sempre con il Figlio, anche nell’ora più oscura. Proprio in questo consiste la serena sicurezza con cui Gesù va incontro alla prova e si rivolge ai suoi dicendo: «Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo». Si tratta dunque di accogliere le realtà del mondo così come sono e di viverle animandole con la speranza. Con queste ultime parole rivolte ai discepoli, Gesù manifesta la sua suprema padronanza nell’ora fosca che si avvicina, infondendo nei suoi fiducia in lui: non nel vincitore terreno che essi avevano immaginato, ma nel Signore che, pur passando attraverso la croce, non è sconfitto. E «chi è che vince il mondo se non colui che crede che Gesù, il Crocifisso, è il Figlio di Dio?».

Prêche la Parole
Cerné, mais à l'abri - Psaume 59

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later May 10, 2026 49:12


Pascal Denault - Psaume 59 RÉSUMÉ: Ce psaume typologique nous présente le Messie encerclé par des ennemis acharnés, mais gardé par la grâce de Dieu. David décrit les ennemis du royaume comme des chiens enragés rôdant dans la nuit, tandis que le jugement divin s’accomplit mystérieusement au milieu des circonstances qui semblent incertaines. Le psaume nous montre finalement comment la foi du juste triomphe de la peur jusqu’à chanter pendant que l’ennemi aboie encore. PLAN: 1. Les méchants aboient (v.1-6) 2. Dieu règne (v.7-14) 3. Le juste chante (v.15-18) QUESTIONS: 1. Comment faut-il interpréter le Psaume 59 et son arrière-plan historique? 2. Comment les hommes de sang et l'innocence de David pointent-ils vers Christ? 3. Face au règne messianique, quelles sont les deux éventualités? 4. Quels sont les contrastes par lesquels ce psaume termine? Lectures complémentaires: - Convocation — 1 Samuel 19 - Réponse (Cène) — 1 Pierre 2.19-25

Prêche la Parole
La mission de Jésus pour chaque Église - Matthieu 28.18-20

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later May 4, 2026 53:58


RÉSUMÉ: En quoi consiste la mission de l'Église? Chaque congrégation ne devrait-elle pas pouvoir décider par elle-même sa mission? Loin de là! Seul le Seigneur de l'Église a l'autorité de déterminer la mission de l'Église. Cette mission est des plus importante non seulement parce qu'elle fait partie des dernières instructions de Christ à ses disciples, mais parce qu'il s'agit de la mission que Christ lui-même poursuit dans le monde par son Église. Christ n'est en mission que dans les Églises qui suivent ses ordres de mission. PLAN: 1. L’autorité de Jésus 2. Les envoyés de Jésus 3. Le baptême instauré par Jésus 4. L’instruction transmise par Jésus 5. La présence de Jésus QUESTIONS 1. Quel est le contexte dans lequel la grande mission fut donnée? 2. Quels sont les quatre aspects pour comprendre l'autorité de Jésus? 3. Qui sont les envoyés de Jésus? 4. Quelles sont les caractéristiques du baptême établi par Jésus? 5. Comment l'instruction à transmettre façonne-t-elle la mission des disciples? 6. Qu'est-ce que la promesse de la présence de Jésus change à la mission? Lectures complémentaires: - Convocation: Actes 1 - Réponse: Actes 2.36-47 Prédicateur: Pascal Denault

Prêche la Parole
Brise-leur les dents, O Dieu! - Psaume 58

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Apr 20, 2026 32:54


Pascal Denault - Psaume 58 RÉSUMÉ: Le psaume 58 emploie des imprécations fortes qui froissent nos sensibilités modernes. Derrière ce langage violent, se trouve un amour ardent pour la justice de Dieu qui est le thème de ce psaume. Probablement écrit à l'intention des personnes qui soutenaient tacitement Saül lorsqu'il persécutait David, ce chant nous fait non seulement réfléchir sur la condition humaine, mais sur notre propre intégrité. Face à toutes les injustices, il nous rappelle une certitude: il y a un Dieu juste qui juge toute la terre. PLAN:     1    Transgresser la justice (v.2-6)     2    Prier pour la justice (v.7-10)     3    Exulter devant la justice (v.11-12) QUESTIONS: 1. Quel est le contexte du Psaume 58? 2. En quoi le silence peut-il être un péché? 3. Comment David décrit-il la dépravation de ses ennemis? 4. Que contient la prière de David pour la justice? 5. Comment expliquer la violence du verset 11? 6. Quel est le double constat des fils de l'homme? Lectures complémentaires:     •    Convocation — Jean 8.30-59     •    Réponse — Apocalypse 19.1-5

Prêche la Parole
Brise-leur les dents, O Dieu! - Psaume 58

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Apr 20, 2026 55:31


Pascal Denault - Psaume 58 RÉSUMÉ: Le psaume 58 emploie des imprécations fortes qui froissent nos sensibilités modernes. Derrière ce langage violent, se trouve un amour ardent pour la justice de Dieu qui est le thème de ce psaume. Probablement écrit à l'intention des personnes qui soutenaient tacitement Saül lorsqu'il persécutait David, ce chant nous fait non seulement réfléchir sur la condition humaine, mais sur notre propre intégrité. Face à toutes les injustices, il nous rappelle une certitude: il y a un Dieu juste qui juge toute la terre. PLAN:     1    Transgresser la justice (v.2-6)     2    Prier pour la justice (v.7-10)     3    Exulter devant la justice (v.11-12) QUESTIONS: 1. Quel est le contexte du Psaume 58? 2. En quoi le silence peut-il être un péché? 3. Comment David décrit-il la dépravation de ses ennemis? 4. Que contient la prière de David pour la justice? 5. Comment expliquer la violence du verset 11? 6. Quel est le double constat des fils de l'homme? Lectures complémentaires:     •    Convocation — Jean 8.30-59     •    Réponse — Apocalypse 19.1-5

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Dans la caverne jusqu'à l'aurore - Psaume 57

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Apr 12, 2026 47:48


Pascal Denault - Psaume 57 RÉSUMÉ: Les saints doivent souvent se réfugier dans des cavernes (Hé 11.38) jusqu'au matin de leur délivrance. Dans ces refuges, Dieu préserve leur foi et prépare leur triomphe. Le Psaume 57 nous montre comment le Messie lui-même (et nous en lui) a subi l'hostilité du monde et en a triomphé au matin de sa résurrection. PLAN:     1    Dans la caverne (v.2-6)     2    Dans la gloire (v.7-12) QUESTIONS: 1. Comment les chrétiens sont-ils des hommes des cavernes? 2. Qu'est-ce que la suscription nous apprend sur le Psaume 57? 3. Quel est le refuge de David? 4. Comment peut-on comparer la caverne et la croix? 5. Qu'arrive-t-il avec les pièges des adversaires? 6. Comment la fin du psaume anticipe-t-elle la résurrection? 7. Comment la conclusion concerne-t-elle la mission universelle? Lectures complémentaires:     •    Convocation: Hébreux 11.23-12.3     •    Réponse: Psaume 108.1-7

Prêche la Parole
L'Agneau immolé depuis la fondation du monde - Apocalypse 13.8

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Apr 5, 2026 41:48


RÉSUMÉ: Ce verset de l'Apocalypse présente la rédemption sous l'angle d'un décret éternel qui précède la création et qui a été révélé tout au long de l'histoire depuis le commencement du monde. Nous examinerons ce plan en détail en nous arrêtant sur trois expressions clés de ce passage. PLAN:     1    Le livre de vie     2    L'Agneau immolé     3    Depuis la fondation du monde QUESTIONS:     1    Qui est inscrit dans le livre de vie et pourquoi sont-ils inscrits?     2    Quelle est l'origine de l'agneau immolé?     3    Pourquoi Jésus est-il appelé l'Agneau de Dieu?     4    Comment peut-on avoir part à l'aspersion de son sang?     5    À quoi se rapporte l'expression "depuis la fondation du monde"?     6    Comment Christ a-t-il été immolé depuis la fondation du monde?     7    Que procure la mort de Christ? Lectures complémentaires:     •    Convocation: Exode 12.1-28     •    Réponse: Hébreux 10.1-18 Prédicateur: Pascal Denault

Prêche la Parole
Question #119 - Qui peut administrer les sacrements?

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 25, 2026 25:23


Réponse: Puisque les ordonnances appartiennent à l’Église, celle-ci doit confier leur administration à des hommes fidèles, capables d’en expliquer le sens et les grâces que Dieu confère aux croyants par leur moyen lorsqu’elles sont reçues avec foi. ~ 1 Corinthiens 4.1

Prêche la Parole
Levi Loewen - Pourquoi l’Église doit connaître Christ - Colossiens 1.1-2

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 22, 2026 50:23


Levi Loewen - Colossiens 1.1-2 ➡️ RÉSUMÉ: Qu’est-ce qui rend une église le plus vulnérable à l’erreur et à la ruine? Comment l’église doit-elle être gardée contre l’infiltration de l’hérésie? Dans Colossiens, Paul nous donne le remède en plaçant devant nous Christ dans toute la plénitude de sa suprématie et de sa prééminence. Une connaissance profonde de la personne et de l’œuvre de Christ est essentielle à la vie chrétienne, parce qu’elle garde l’église contre tout rival de Christ et contre tout ajout à son œuvre salvatrice. Les mêmes dangers qui troublaient les Colossiens demeurent encore parmi nous. Lectures complémentaires: Hébreux 1.1-2.4, 1 Cor 1.20-25

Prêche la Parole
Question #118 - Qu'est-ce qu'une ordonnance d'institution positive?

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 20, 2026 30:14


Réponse: Il s’agit des ordonnances que Dieu requiert spécifiquement de son peuple. Dans la nouvelle alliance, le Seigneur a institué deux ordonnances particulières : le baptême et la cène. ~ Mt 28.19-20

Prêche la Parole
Les larmes précieuses recueillies par Dieu - Psaume 56

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 15, 2026 52:29


Pascal Denault - Psaume 56 RÉSUMÉ: Dans ce psaume de David, nous entendons la voix du Messie implorant le secours de Dieu face aux hommes qui cherchent à lui ôter la vie. Ses larmes deviennent les nôtres, et nos larmes deviennent les siennes. Dieu ne se contente pas d'entendre les prières de ses enfants, il conserve précieusement les larmes qui les accompagnent. PLAN:     1    Aie pitié de moi, ô Dieu! (v.1-5)     2    Recueille mes larmes dans ton outre (v.6-12)     3    Tu as délivré mon âme de la mort (v.13-14) QUESTIONS:     1    Comment la suscription (v.1) nous aide-t-elle à comprendre ce psaume?     2    Quelle est la relation entre la peur et la foi?     3    Dans ce psaume, que peuvent faire les hommes et que peut faire Dieu?     4    Pourquoi nos larmes sont-elles précieuses devant Dieu?     5    Qu'est-ce que David répète dans le refrain comme clé de l'assurance?     6    Comment la fin de ce psaume se rapporte-t-elle à David, à Christ et à nous? Lectures complémentaires:     •    Convocation: 1 Samuel 21.1-22.5     •    Réponse: Hébreux 5.7-10, 12.1-3

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Joël Labrecque - Une adoration digne d'un Dieu infini

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 8, 2026 48:38


Joël Labrecque - Ps 145.3 ; Né 9.5-6 ; Ph 2.6-11 ; Ap 4.11-5.14 ➡️ DESCRIPTION : Dieu est digne de recevoir de la part de Ses créatures une adoration digne d'un Dieu infini. Or puisqu'il est impossible pour une créature de Lui offrir une adoration infinie, comment Dieu peut-Il donc recevoir Son juste dû, à savoir celui d'être adoré d'une manière infinie? Nous répondrons à cette question en deux volets : 1) une adoration peut être infinie lorsqu'elle est d'une valeur infinie; et 2) une adoration peut être infinie lorsqu'elle est d'une durée infinie. Nous utiliserons quatre textes bibliques pour nous diriger: Ps 145.3 ; Né 9.5-6 ; Ph 2.6-11 ; Ap 4.11-5.14 PLAN: 1) Aucune créature ne peut offrir une adoration digne du Dieu infini 2) Christ seul a offert une adoration digne du Dieu infini 3) Christ a mérité, par Sa propre adoration, que toute créature Lui offre une adoration digne du Dieu infini Lectures complémentaires: 1) Convocation : Ps 145.1-13, 148.1-14 2) Après la prédication : Ap 7.9-12 Prédicateur: Joël Labrecque

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Trahi par un ami - Psaume 55

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 2, 2026 47:31


Pascal Denault - Psaume 55.1-24 RÉSUMÉ: La prière haletante de David dans le psaume 55 est aussi agitée que son âme. Nous ne chercherons pas une structure ou un ordre particulier dans cette prière, mais nous l'écouterons comme elle se présente. L'agitation du roi David trahi par un intime est le prélude de la prière agonisante du Messie trahi par Judas, complice de ses ennemis mortels. Malgré l’intensité de l’épreuve, la foi demeure ferme, car elle voit avec assurance ce que l’œil ne discerne pas encore. PLAN: 1. La prière tremblante (v.1-6) 2. La fuite désirée (v.7-9) 3. La cité divisée (v.10-12) 4. L'ami ennemi (v.13-16) 5. La prière confiante (v.17-20) 6. L'hypocrisie du traitre (v.21-22) 7. La fin du juste et de l'impie (v.23-24) QUESTIONS: 1. Qu'est-ce que la prière de David nous apprend sur lui, sur Christ et sur ses ennemis? 2. Pourquoi David veut-il s'envoler? 3. De quelle ville parle-t-il au verset 10 et qu'est-ce qui la caractérise? 4. Qui est le traître? 5. Qu'est-ce qui a changé avec la prière de David à partir du verset 17? 6. Qu'est-ce que les versets 21 et 22 révèlent au sujet du traître? 7. Comment le juste et l'impie sont-ils contrastés à la fin du psaume 55? Lectures complémentaires: - Avant le culte: 2 Samuel 15.10-15, 31-37 ; 16.15-17.7, 23 - Après la prédication: Jean 13.18-32

Prêche la Parole
Caché parmi les Ziphiens - Psaume 54

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 22, 2026 49:12


Pascal Denault - Psaume 54.1-9 RÉSUMÉ: Même parmi les siens, l’enfant de Dieu peut se retrouver au milieu d’étrangers. Ainsi David, trahi par les Ziphiens de sa propre tribu, voit ceux qui partagent son héritage chercher sa mort. Ce rejet de l’oint de l’Éternel annonce celui de Jésus-Christ, venu chez les siens, et que les siens n’ont point reçu (Jn 1.11). Le Psaume 54 nous fait entendre la prière du Messie entouré de ses adversaires — et devient aussi la nôtre au cœur des détresses du présent siècle mauvais. PLAN: Introduction: David caché parmi les Ziphiens (v.1-2) 1. Prière dans la détresse (v.3-5) 2. Assurance dans la détresse (v.6-9) QUESTIONS: 1. Comment les psaumes 52 à 55 sont-ils reliés? 2. Qu'est-ce que la prière de David nous apprend au sujet de la prière? 3. Pourquoi David désigne-t-il ses ennemis comme des étrangers? 4. Quelle est la double assurance de David même dans la détresse? 5. Qu'est-ce que l'offrande promise au verset 8 a de particulier? 6. Que voyons-nous à l'avance? 7. Comment ce psaume se rapporte-t-il à Christ et à nous? Lectures complémentaires: 1 Samuel 23 (intro) ; 1 Pierre 2.4-25 (Cène)

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Quand l'homme rejette Dieu - Psaume 53

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 16, 2026 50:06


Pascal Denault - Psaume 53 RÉSUMÉ: David reprend, avec des accents différents, les paroles du Psaume 14 par lesquelles il avait exposé la pensée de l'insensé. Ce psaume nous montre que le problème fondamental de l'être humain est qu'il rejette Dieu. Cet athéisme n’est ni intellectuel ni neutre : il est moral, volontaire, et lourd de conséquences. PLAN: 1. L'insensé en son coeur (v.2) 2. Dieu du haut des cieux (v.3-5) 3. Épouvante et allégresse (v.6-7) QUESTIONS: 1. L'athéisme est-il neutre? 2. Pourquoi ce psaume est-il répété? 3. Comment la dépravation totale est-elle présentée dans ce psaume? 4. Qu'est-ce que Dieu cherche et le trouve-t-il? 5. Qu'arrivera-t-il à ceux qui persécutent le peuple de Dieu? 6. Comment ce psaume termine-t-il? 7. Quelles applications pouvons-nous faire de ce psaume? Lectures complémentaires: Genèse 6.1-7.9 ; 2 Thessaloniciens 1.3-10