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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 29] Vangelo: 1 Gv 2, 3-11; Sal 95; Lc 2, 22-35.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 28, 2025 1:34


Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore" - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: "Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele". Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 29] Commento: Il più grande dei comandamenti.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 28, 2025 2:41


L’insistenza con cui Giovanni invita a osservare i comandamenti del Signore, per dimostrargli un vero amore, ci fa pensare alla nostra durezza di cuore. Non facile ad arrendersi dinanzi alla pretesa di essere a posto con Dio perché compiamo qualche pratica religiosa. Il primo comandamento da osservare è quello dell’amore di Dio e quindi dell’amore del prossimo. Possiamo facilmente illuderci di amare Dio come conviene; per toglierci da questa illusione Giovanni ci propone una verifica: quella dell’amore del prossimo. «Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre». Amare come il Signore comanda, come lui ama, non è cosa facile. Amare l’altro significa donarsi completamente a lui, significa morire a noi stessi, e morire è assolutamente arduo. I sentimenti che noi possiamo provare verso l’altro, in genere, sono di simpatia, di indifferenza o di antipatia. La simpatia non è l’amore che Dio comanda, perché consiste nella ricerca del proprio vantaggio: potrebbe essere il trionfo dell’egoismo, velato da un falso altruismo. L’indifferenza uccide ogni sentimento di amore: è come il gelo. L’antipatia è un sentimento naturale che va corretto praticamente, anche se non si riesce sempre a estinguerlo, perché la natura non va distrutta. Il vero amore verso il prossimo si fonda su un motivo di fede: riconoscere e amare nell’altro Gesù stesso. Se si vive con la tensione di voler seguire l’insegnamento di Gesù, allora si può affermare di conoscerlo e di osservare i suoi comandamenti, perché, al dire di Agostino: «Ama e fa’ quello che vuoi». Sarebbe utile, per avere idee piu chiare, leggere il numero 18 della "Deus Caritas est" di Papa Benedetto XVI, dove si afferma: «Solo il servizio al prossimo apre i miei occhi su quello che Dio fa per me e come egli mi ama». Il brano del Vangelo di Luca ci conferma la piena disponibilità di Maria e di Giuseppe nell’osservanza della legge mosaica: era Figlio di Dio lui, vergine immacolata lei; non c’era bisogno né di riscatto né di purificazione, eppure eccoli in mezzo ad altre donne e bambini. Ma il Padre vuole rivelare almeno al vecchio Simeone la vera essenza di quella santa Famiglia: era in attesa di quel Bambino, ora può lasciare questo mondo, perché i suoi occhi hanno avuto la gioia di vedere il Salvatore; ma intravede anche ore tragiche che preannuncia alla madre: la tua anima sarà trafitta da una spada. Si profila cosi la vita di Gesù come Salvatore e quella della madre, che gli sarà accanto nel momento della prova suprema, sul Calvario.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 28] Commento: La Santa Famiglia di Nàzaret

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 27, 2025 3:04


Nella domenica che cade tra il Natale e il primo dell’anno, la riforma liturgica fa celebrare la festa della santa Famiglia di Nàzaret. Forse, sotto l’aspetto pastorale, non è una data più felice: la gente è troppo distratta dalle feste natalizie e quindi poco disposta a fissare l’attenzione sull’icona della santa Famiglia, esempio e modello di ogni famiglia cristiana e umana, anche se proprio quei giorni spesso da varie parti del mondo le parti delle famiglie distanti si ricongiungono. Comunque, la liturgia suggerisce preziosi insegnamenti, validi in ogni stagione. Nella prima lettura vengono raccomandati i doveri dei figli verso i genitori: onorare il padre e la madre, prendersi cura di loro nella vecchiaia e anche quando dovessero perdere il senno. Frutti di questi gesti di pietà sono la preghiera esaudita dal Padre celeste, la lunga vita, la gioia donata dai figli. San Paolo, scrivendo ai Colossesi, consiglia ad ogni famiglia di vivere nel Signore. Il vero legame della famiglia cristiana non sono tanto i sentimenti, che passano, tramontano e cambiano, quanto quella comunione profonda che avviene tra i coniugi nella fede nel Signore Gesù, che insegna a onorare, amare e rispettare nell’altro o nell’altra la sua immagine. Per giungere a questi sentimenti di reciproca attenzione, occorre attingere convinzioni profonde dalla Parola di Dio, che illumina i coniugi circa i propri limiti e li spinge ad accettare con pazienza quelli dell’altro. Il Vangelo situa la santa Famiglia in un momento di angoscia: il Bambino Gesù corre pericolo di vita, perché Erode ha deciso di uccidere tutti i bambini di Betlemme, dai due anni in giù, dopo la partenza dei magi per un’altra strada. Ma il Padre vigila sul suo Figlio e quindi segue l’avventurosa fuga in Egitto, con la trepidazione di essere raggiunti da un momento all’altro. Morto Erode, è ancora l’angelo che ordina a Giuseppe di rientrare in Palestina; egli obbedisce, però la sicurezza del Bambino lo consiglia a stabilirsi a Nàzaret anziché a Betlemme. Le famiglie cristiane apprendono dalla Sacra Famiglia il senso religioso della vita coniugale, il rispetto reciproco, la fiducia illimitata nella divina Provvidenza, la gioia di vivere insieme, la pace che fa superare tutte le immancabili difficoltà. Santificate e fortificate dal sacramento del matrimonio, a loro volta sono chiamate a svolgere la loro missione specifica presso altre coppie di sposi, con la testimonianza della vita e con l’annunzio del Vangelo. Si sa che l’istituto familiare vive un momento di crisi profonda, sia perché è oggetto di ostilità e di incomprensione da parte di lobby sociali e di certa politica, sia per la difficoltà delle giovani coppie a rimanere ferme nelle proprie scelte dinanzi a un mondo in continua e rapida evoluzione. Voglia la santa Famiglia di Nàzaret vegliare su tutte le famiglie e infondere in loro tutto lo slancio per diventare dovunque testimoni dell’amore di Cristo, attraverso la loro comunione di vita, nella piena armonia dei cuori.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

È la festa del discepolo prediletto del Signore, "il discepolo che Gesù amava", colui che nell'ultima cena pose il suo capo sul petto del Signore percependone l'intensità dei palpiti, colui che ai piedi della croce si sentirà ripetere da Gesù morente: "figlio, ecco tua Madre". È insieme a S. Pietro uno dei primi testimoni oculari della risurrezione di Cristo. È lui l'autore del quarto Vangelo e di due splendide lettere che inneggiano alla carità e all'amore e del libro dell'Apocalisse. Possiamo definirlo il grande teologo che afferma in modo inequivocabile la divinità del Cristo. È anche l'apostolo che, pur non narrandoci l'ultima cena, meglio degli altri approfondisce il mistero eucaristico e la teologia del pane di vita. Coglie in profondità anche il significato recondito del disegno divino della incarnazione e redenzione del Verbo che si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi, perché noi diventassimo figli di Dio. È lui a riferirci del Cristo Luce del mondo, è ancora lui che parla di segni più che di miracoli per smuovere alla fede autentica i suoi lettori. Viene da pensare che la sua prima fonte, dopo l'esperienza personale diretta, sia stata la Vergine Madre, non perché la citi particolarmente, ma per la profondità con cui tratta di Cristo e dei suoi misteri. Dobbiamo molta gratitudine a questo apostolo ed evangelista per le grandi verità che ci ha insegnato, formano ora il prezioso bagaglio della rivelazione a cui tutta la chiesa si ispira.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 26] Commento: Signore Gesù, accogli il mio Spirito...

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 25, 2025 1:22


Le feste che seguono immediatamente il Natale hanno un nesso evidente con la nascita del Cristo: oggi la lapidazione del Diacono Stefano, primo martire e dopodomani la strage dei Santi bambini Innocenti, ci parlano in modo evidente della sorte che toccherà al Figlio di Dio, nato bambino. Ci parlano del prezzo del nostro riscatto, ci parlano delle trame oscure che gli uomini vanno ordendo da sempre contro di lui. Ci descrivono in anticipo una storia assurda, che si snoda nei secoli. Ci parlano del peccato del mondo e della storia vera della chiesa di Cristo. Si snoda già da oggi quel mirabile ed incessante duello tra le forze del male che vorrebbero chiudere definitivamente in un sepolcro di morte prima il Cristo e poi i suoi seguaci. Tutti i persecutori della chiesa dovrebbero finalmente capire che il sangue dei martiri, da Santo Stefano fino a quello dei nostri giorni, è stato sempre il seme che l'ha fecondata di nuovi figli e l'ha resa sempre più sposa degna del martire divino. Il martirio del Santo di oggi ricalca fedelmente, nei suoi tratti essenziali, quello di Cristo. Ancora una volta viene condannato un innocente, che si "vendica" con il suo perdono. Così egli diventa il vero vincitore e i cieli si aprono su di lui.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Si veglia questa sera per attendere l'Evento. Nel calore delle case, i pensieri degli uomini assumono una direzione unica: siamo tutti in viaggio verso una grotta, sentiamo dentro di noi un annuncio misterioso. Fra le migliaia di nascite che avvengono contemporaneamente nel mondo, c'è la nascita di un bimbo che coinvolge il mondo intero. Nasce in una grotta, ma è il Re dell'universo; nasce povero, ma è il re del cielo. La grotta che l'accoglie sembra una tomba e la sua culla è una mangiatoia, ma Egli è il Signore del mondo. Sentiamo ancora di guerre e di disastri, ma Egli è il Signore della pace. Lo annunciano, presente nel mondo, gli Angeli di Dio: annunziano la pace, cantano l'amore e la gloria del Signore. Accolgono l'invito gli umili pastori, loro che sono assuefatti al belare degli agnelli, e ben comprendono il vagito del Bambino: Egli si è umiliato nella carne. Siamo invitati anche noi ad entrare, numerosi più che mai, nelle nostre chiese, con la stessa umiltà di quei pastori. Ciò che è povero, ciò che è piccolo agli occhi della carne, diventa grande a quelli della fede. Anche noi gustiamo nel profondo la gioia di quella nascita nel tempo del Dio eterno: Egli si è fatto come noi per essere uno di noi. Vuole immergersi nella storia del mondo e di ognuno di noi. Egli viene a redimere la storia, a cancellare il peccato e a infondere una nuova energia vitale, che ricrea l'uomo nella giustizia e nella santità. Il presepio più vero è quello che celebriamo sull'altare: quei frammenti di pane diventano il suo corpo per nutrirci del divino; quel poco vino diventa sangue di quel bimbo che vuole ancora donarci del suo amore.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 24] Commento: Il cantico di Zaccaria.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 23, 2025 1:45


Questo cantico di ringraziamento è profetico e, nello stesso tempo, bene si addìce alla vigilia del grande evento della nascita del Salvatore. Evoca quello della sentinella notturna che attende l’aurora, la quale sfocia nel pieno giorno. È un’esplosione di gioia dopo la mutezza, ma anche un inno di gratitudine a Dio per aver mantenuto le sue promesse, che risalgono ad Abramo e poi a Davide, lontano circa mille anni da questi avvenimenti. Dio è fedele alle sue promesse e sorge già il giorno per la liberazione di Israele: una liberazione dai nemici materiali, ma in particolare dal peccato, dalla nostra ribellione al suo amore. La missione di questo bambino, di suo figlio, è proprio quella di preparare, come l’aurora, l’avvento del sole di giustizia, il Signore Gesù, che verrà a illuminare le coscienze, a rinsaldare i cuori nella fiducia, ad aprire agli uomini i sentieri della pace. È un cantico di speranza nella misericordia infinita e fedele del Signore. Per questo la liturgia lo pone tutte le mattine, nelle Lodi, sulle labbra dei salmodianti, come annunzio di fiducia in Colui che viene a visitarci come sole che sorge. L’imminenza del grande evento ci impone una preparazione, almeno oggi, se non l’avessimo fatta durante l’Avvento. Sei nelle tenebre del peccato, di una coscienza turbata per l’ingiustizia contro Dio, il prossimo e te stesso? Riacquista la tua personalità e la tua pace mediante un atto di umiltà, riconoscendo i tuoi errori e confessandoli a chi ha il potere di donarti il perdono e la pace. Allora sarà un sole brillante quello che sorgerà in te e che ti farà entrare nel mistero di amore che celebriamo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 24] Vangelo: 2 Sam 7, 1-5.8-11.16; Sal 88; Lc 1, 67-79.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 23, 2025 1:17


In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 23] Vangelo: Ml 3, 1-4.23-24; Sal 24; Lc 1, 57-66.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 22, 2025 1:09


In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 23] Commento: Il suo nome è Giovanni.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 22, 2025 2:09


Il brano evangelico della liturgia odierna ci fa rimanere ancora nella casa di Zaccaria per la celebrazione di due eventi meravigliosi: la nascita del Precursore del Signore e l’imposizione del nome nella circoncisione. Alla notizia che Elisabetta ha dato alla luce un bambino, dopo un primo momento di meraviglia e quasi di incredulità, segue un susseguirsi di liete congratulazioni da parte di parenti e conoscenti. La vita viene accolta con grande gioia da tutti, anche da Zaccaria, che in questo momento appare quasi appartato, trascurato, lasciato nella sua mutevolezza. Poi viene il giorno della circoncisione, quando si deve dare il nome al fanciullo. I parenti sono tutti d’accordo: avrà il nome del padre, Zaccaria. Ma Elisabetta non ama questa intromissione di persone ignare del messaggio profetico dell'Arcangelo, quindi, con fermezza, afferma: No, si chiamerà Giovanni. Si pensa che, data l’età, stia vaneggiando; forse è meglio allora sentire il padre, incapace di parlare perché muto. Gli viene data una tavoletta ed egli scrive: Giovanni è il suo nome. Una meraviglia incontenibile, aumentata dal fatto che la lingua di Zaccaria si scioglie ed egli inizia il suo cantico di lode a Dio e di annuncio profetico sulla missione del figlio Giovanni, il cui nome significa: Il Signore usa misericordia. Dinanzi a questi eventi inconsueti cessa il chiacchiericcio dei parenti, che esclamano meravigliati: Che sarà mai questo bambino? Un precursore del Messia, un testimone della sua presenza nel mondo, una voce che invita alla conversione. Ogni volta che, nel canto del "Benedictus", cantico di Zaccaria, si ripetono queste parole: E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, mi viene in mente la scena della sua decapitazione nella prigione e la sua testa nelle mani di Erodìade, che sfoga la sua vendetta contro questa voce che condanna la sua vita di adultera. Il male ci prova sempre, ma sarà il bene a vincere, di vera vittoria, quella eterna.

Prêche la Parole
Ce que l'argent ne peut acheter - Psaume 49

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Dec 21, 2025 53:33


Pascal Denault - Psaume 49 Ce que l'argent ne peut acheter - Psaume 49 RÉSUMÉ: Ce psaume vient compléter le trésor des fils de Koré en révélant ce que la sagesse humaine ne peut comprendre ni la richesse acheter : la délivrance de la mort. Le psalmiste expose l’illusion mortelle des richesses, montre l’impossibilité pour l’homme de se racheter lui-même et proclame que Dieu seul peut payer la rançon qui mène à la vie éternelle. PLAN: 1. Riches et pauvres, écoutez! (v.1-5) 2. L'argent ne peut payer votre rançon (v.6-14) 3. Dieu seul paie ma rançon (v.15-16) 4. Mais la gloire des hommes périra (v.17-21) QUESTIONS: 1. Qu'est-ce que l'introduction du psaume 49 contient? 2. Quelle réalité les versets 6 et 7 présentent-ils? 3. En quoi consiste la rançon à payer? 4. Quelles vérités contiennent les versets 15 et 16? 5. À qui s'adresse la dernière section du psaume (v.17-21) et que dit-elle? 6. Qu'est-ce que le refrain du Psaume 49 enseigne? Lectures complémentaires: Luc 12.13-40 ; 1 Pierre 1.18-25

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Spessissimo ci viene proposto questo sublime cantico di lode e di ringraziamento nella liturgia. La sua recita o il suo canto sono d’obbligo ogni sera nella celebrazione del Vespro, e nella voce dei monaci, dei religiosi salmodianti è presente tutta la Chiesa, tutti i fedeli. Mi sembra allora quanto mai naturale, al termine della giornata durante la quale tanti doni di Dio ci hanno accompagnato, ripetere con Maria: l’anima mia ringrazia, loda e riconosce la grandezza di Dio, che si china a donare le sue grazie non solo a Maria, ma a tutti noi. Noi, cosi poveri di ogni merito, stiamo sperimentando le meraviglie del Signore nel dono della fede, della speranza e della carità, nel susseguirsi dei tempi e delle celebrazioni liturgiche, che ci fanno rivivere, nelle loro varie fasi, il progetto di salvezza di Dio: dal battesimo, che ci ha resi figli ed eredi del paradiso e ci ha aperto le porte agli altri sacramenti, dispensatori di grazia, fino alla realizzazione dell’oggetto della speranza cristiana e dell’opera redentrice di Gesù, la salvezza eterna. Il ringraziamento, quindi, è doveroso. Vorrei suggerire ai celebranti di recitare questo cantico mentre lasciano l’altare, nel ritorno in sacrestia, ma lo vedo vantaggioso anche per i fedeli come espressione della propria gratitudine, non solo dopo la santa Comunione, ma anche in altri momenti nei quali si sente il bisogno di innalzare a Dio l’inno di lode per i benefici ricevuti. La gratitudine attira sempre nuovi favori, come nel caso dei dieci lebbrosi, dei quali uno solo ritorna a Gesù per ringraziarlo della guarigione fisica, ricevendo con essa un dono immensamente più grande, quello della fede.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 21] Commento: Il dubbio davanti alla salvezza

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 20, 2025 1:30


Il dubbio, qualunque ne sia l’origine, genera angoscia e compromette la serenità interiore. Non a caso Gesù afferma che solo la verità rende liberi. Il dubbio di Giuseppe dovette essere atroce: riguardava l’innocenza, la purezza e l’onestà della sua promessa sposa, la Vergine Maria, già definita dall’angelo «piena di grazia» e visibilmente madre. Da sempre una donna concepisce per opera di un uomo: come poteva Giuseppe comprendere che ciò che vedeva era opera dello Spirito Santo, l’amore fecondo di Dio? Elisabetta comprenderà per dono dello Spirito; Giuseppe sarà aiutato da un angelo del Signore. Per noi l’unico soccorso davanti ai dubbi è la fede e la preghiera: sono le virtù che ci introducono nei misteri di Dio e ci consentono di accoglierli non per evidenza razionale, ma per dono divino. Occorre far tacere la logica umana e muoversi nella luce soprannaturale: è la via sicura del credente. Chi pretende di giudicare Dio con la sola fioca luce della ragione cade in dubbi, errori e negazioni gratuite. Dinanzi alle nostre debolezze dobbiamo ricorrere alla potenza del Signore, invocare lo Spirito Santo perché nella luce divina si sciolgano incertezze e dubbi. Anche il Natale esige una fede umile e vigile. «Nella tua luce, Signore, vediamo la luce»: senza la Luce, anche i presepi si oscurano e si svuotano del Cristo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 20] Commento: «Ecco, concepirai un figlio»

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 19, 2025 1:28


Due voci si incontrano e si comprendono: l’angelo Gabriele e Maria, l’inviato di Dio e l’umile ancella del Signore. L’angelo chiama Maria «piena di grazia»: amata da Dio con un amore unico per intensità. Vergine e immacolata, ella ha trovato grazia presso Dio ed è capace di accogliere quell’amore che il cuore dell’uomo non riusciva più a ricevere. Rimanendo integra nella sua verginità, per opera dello Spirito Santo, sarà madre del Cristo, tabernacolo vivente del Figlio dell’Altissimo. Così si ristabilisce pienamente il dialogo tra Dio e l’umanità: nella pienezza dei tempi il Figlio di Dio assume nel seno di Maria la nostra natura per essere il Salvatore del mondo. Ancora una volta il Signore lega il suo piano di salvezza all’assenso di una creatura: tutto il Cielo sembra attendere la risposta della Vergine. «Eccomi, sono la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola». È il sì pieno e gioioso di Maria, grazie al quale ella diventa la nuova obbediente, la prima a dire sì a Dio dopo la disobbedienza dei progenitori. Sappiamo che sarà fedele fino alla croce, dove Gesù la proclamerà madre di tutti i viventi, madre della Chiesa, nostra madre. E ancora ci ripete, con le parole di Cana: «Fate quello che vi dirà»: siate obbedienti al mio Figlio, vivete il suo Vangelo, la lieta notizia.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 19] Commento: I prodigi che accompagnano la “venuta”

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 18, 2025 1:30


La nascita prodigiosa di Giovanni Battista rivela la profonda unione tra Antico e Nuovo Testamento: l’approdo è Cristo. Tutto ciò che lo precede e tutto ciò che lo segue va visto e letto alla sua luce. La storia si presenta allora come una mirabile trama divina, un evento d’amore e di salvezza. «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore!»: l’esclamazione di Zaccaria nasce dalla consapevolezza dell’intervento di Dio nella sua vita, divenuto padre quando ogni speranza umana era svanita. È l’eco del rendimento di grazie che sgorga dal cuore dei salvati: Dio ha fatto grandi cose, ha compiuto prodigi, ha tolto la vergogna del peccato. La fecondità miracolosa richiama l’aridità del deserto, il vuoto di tante vite, ma anche la fecondità della grazia e la santità di tanti fratelli e sorelle. Ricorda i doni ricevuti e la responsabilità che ne deriva: la nascita del Battista è orientata all’annuncio di Cristo; così ogni favore divino dovrebbe spingerci a diventare annunciatori del Regno e testimoni della bontà di Dio. C’è anche un invito esplicito • più volte ricordato dal santo padre • a non spegnere la speranza, anche quando le circostanze sembrano dire il contrario. Troppe volte il Signore ha smentito i nostri scoraggiamenti. Ci chiede di credere nella sua venuta, nella sua presenza e nel fervore della speranza. Solo la perdita della fede riduce al mutismo e all’inerzia.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 18] Commento: Il rischio del ripudio.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 17, 2025 1:25


Per noi credenti l’espressione «incinta per opera dello Spirito Santo» è comprensibile e rassicurante, sostenuta dalla fede. Ma come poteva Giuseppe, promesso sposo di Maria, comprendere pienamente il mistero che in lei si compiva? Le voci umane non bastano a spiegare i misteri di Dio, e lo sguardo dell’uomo si ferma spesso alle apparenze, dalle quali pretende di ricavare la verità dei fatti. Così gli uomini si giudicano e si feriscono. Era necessario che alla "confusione" di Giuseppe venisse in soccorso un angelo del Signore, per confermare la verità della prodigiosa maternità di Maria. Colpisce il suo silenzio: viene da pensare che talvolta il Signore ci coinvolga nei suoi misteriosi piani lasciandoci poi esposti al giudizio degli uomini. I due protagonisti del grande progetto di salvezza sono coinvolti nella sofferenza del dubbio e nel rischio di un ripudio: un’anticipazione della passione del Cristo? Un invito a comprendere che chi vuole essere con Lui deve diventare parte viva della sua storia? O, forse, per dirci che essere privilegiati da Dio non garantisce immunità dal dolore. La prediletta del Signore sarà la prima a condividere il martirio del Figlio, e la ritroveremo, dopo molte sofferenze, ai piedi della croce, ad offrire con gesto sacerdotale la vittima a Dio.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 16] Commento: Giovanni e i peccatori.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 15, 2025 1:20


Il messaggio che Gesù porta agli uomini è un mistero; anche la sua persona, venuta dal Cielo, è un mistero profondo. Ma nel suo insegnamento egli vuole farsi capire dalla gente e dai capi del popolo, ricorrendo a esempi efficaci. Per denunciare l’ostilità con cui sacerdoti e anziani hanno accolto la predicazione di Giovanni, propone la parabola dei due figli: uno ossequioso a parole verso il padre, ma incoerente nei fatti («Sì, padre», ma non va a lavorare nella vigna); l’altro, più impulsivo e ribelle («Non ne ho voglia»), ma poi pentito, obbedisce. Alla domanda «Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?», rispondono: l’ultimo. Gesù allora esplicita l’insegnamento: Giovanni è venuto sulla via della giustizia e loro non gli hanno creduto, a differenza di pubblicani e prostitute. Come a dire: voi che vi credete giusti avete rifiutato la verità; i peccatori, che voi condannate, si convertono e seguono il cammino della giustizia. Nel servizio di Dio non bastano le intenzioni: occorre una fedeltà concreta, perché l’amore di Dio non consiste nel dire «Signore, Signore», ma nel fare la sua volontà. Il Signore ci liberi da una religiosità di parole senza opere.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 15] Commento: Con quale autorità...

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 14, 2025 1:48


La gente umile e dal cuore semplice si accorge subito che il parlare di Cristo è diverso da quello degli scribi e dei farisei: «Rimanevano colpiti • dice l’evangelista • dal suo insegnamento, perché parlava con autorità e non come i loro scribi». Non era dunque necessario interrogarlo come fanno i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo: sarebbe bastato aprire mente e cuore per comprendere l’autenticità e la novità del suo messaggio. L’evangelista Marco conferma che «il Signore operava insieme con loro (con gli apostoli) e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano». Tutta la vita di Cristo è una splendida ed inequivocabile conferma della divina autorità che egli esercita per illuminare i cuori e redimere l’uomo dal peccato. È un’autorità umano-divina, che emanava dalla sua persona, dalle sue parole e dalle sue opere. Un saggio proverbio popolare afferma che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: ci si tappano le orecchie quando in chi parla si vede un avversario o qualcuno che svela i nostri comportamenti sbagliati. Si chiudono orecchie, cuore e mente quando è in gioco la nostra piccola egemonia o il nostro potere; e anche chi riconosce la verità ma non ha il coraggio di conformare la vita agli insegnamenti ricevuti finisce per accecare i sensi dell’anima. Accade ancora oggi: esistono contestatori di mestiere e sordi cronici, sempre pronti a proporre una verità diversa purché contraria a quella annunciata. Se ciò è grave tra gli uomini, diventa peccaminoso nei confronti di Cristo. Egli incarna la verità, è la Verità, è la luce del mondo che illumina ogni uomo. Non dovrebbe più accadere che noi preferiamo le tenebre alla Luce. Rischieremmo di lasciar trascorrere invano uno splendido Natale.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 14] Vangelo: Is 35, 1-6. 8. 10; Sal. 145; Gc 5, 7-10; Mt 11, 2-11.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 13, 2025 1:22


In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via". In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 14] Commento: Sei tu o dobbiamo attendere un altro?

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 13, 2025 2:03


Quando l’attesa si fa più urgente, quando gli eventi del mondo sembrano precipitare nel bàratro del male, l’invocazione di un Salvatore diventa accorata. Lo stesso Giovanni, che aveva annunziato la presenza del Messia e l’aveva battezzato nel Giordano, raccoglie quest’ansia di certezza ed invia alcuni dei suoi discepoli per porgere a Gesù una precisa domanda: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?» Gesù rassicura Giovanni Battista e tutti noi. I segni e le opere che egli compie manifestano in modo evidentissimo che il Regno di Dio si sta attuando, è già presente nella sua persona e nelle sue opere, si è calato ormai in modo definitivo nella storia del mondo: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: i ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me». Ecco come si manifesta concretamente il Regno di Dio: è la salvezza delle anime e dei corpi, è la potenza di Dio che si pone al servizio dell’uomo. Fa tristezza dover constatare che ancora oggi quell’interrogativo, a cui è già stata data la più piena ed esauriente risposta, venga ripetuto all’infinito. Ancora permane lo scandalo nei confronti di Gesù. Quel messaggio di salvezza, che ha coinvolto e coinvolge tutti gli uomini di tutti i tempi, con preferenza per gli oppressi, i malati nel corpo e nello spirito, viene ancora ignorato e rifiutato. Fin quando permane l’interrogativo: «Chi dobbiamo attendere?» e non sgorga la pienezza della fede, inevitabilmente Cristo non trova spazio ed accoglienza e altri regni tentano di instaurarsi sulla terra, altri salvatori si propongono. Coloro che si aprono alla Buona Novella potranno godere invece di una pienezza che Giovanni, pur essendo un grande profeta, tra i nati di donna non è sorto uno più grande di lui, non ha potuto raggiungere.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 13] Commento: Il regno di Dio è già presente.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 12, 2025 1:37


Ancora un pretesto per misconoscere la venuta del Messia. «Prima deve venire Elia» • asserivano gli scribi, fidandosi delle loro fasulle interpretazioni della Scrittura. «Elia è già venuto» • dice Gesù. Quanto è difficile leggere e interpretare i segni di Dio! Quanto sono diversi dalle nostre aspettative! Chissà quale spettacolo si attendevano gli scribi; certo non potevano immaginare, con le loro frenesie di grandezza, che colui che era l’atteso delle genti si manifestasse con tanta umiltà e tanta modestia. Tanto meno potevano tollerare che la venuta del Messia potesse significare lo sgretolamento del loro potere. Per questo, prima la voce di Giovanni Battista e poi quella dello stesso Cristo saranno come una voce nel deserto. Li scandalizza l’austerità del Precursore, ancor più li sconvolgerà l’annuncio messianico delle Beatitudini e del perdono. Gli stessi Apostoli non resistono alla tentazione di ritenere assurdo che il loro Maestro e Messia, capace di prodigi di ogni genere, dovesse soffrire a causa dei suoi avversari. Ancora oggi è incomprensibile a molti che l’avvento del Regno debba realizzarsi attraverso il martirio e la croce. Quell’evento è ancora motivo di scandalo, uno scandalo che trova le sue migliori giustificazioni proprio dinanzi agli eventi più tragici della storia, quando la violenza e la prepotenza degli uomini sembrano prendere il sopravvento sulla bontà e sulla pazienza di Dio. Allo scandalo della croce qualcuno oggi vorrebbe aggiungere lo scandalo del presepio!!!

Triple M Breakfast with Basil, Xav and Jenna
FULL SHOW | Xav Made A Big Blunder At Kings Park

Triple M Breakfast with Basil, Xav and Jenna

Play Episode Listen Later Dec 9, 2025 32:09


Xav's embarrassing moment at Kings Park on the weekend Dani becomes music producer as she makes jingles for Xav's XE8 christmas cologne. What were the freak accidents you were involved in?See omnystudio.com/listener for privacy information.

Avent dans la Ville - Méditations
L’hospitalité du père

Avent dans la Ville - Méditations

Play Episode Listen Later Dec 8, 2025 2:30


L’hospitalité du père

Prêche la Parole
Le Roi qui a vaincu tous les peuples - Psaume 47

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Dec 7, 2025 49:58


Pascal Denault - Psaume 47.1-10 RÉSUMÉ: Le psaume 47 chante le triomphe de l'Éternel sur toutes les nations. C'est par le règne messianique que Dieu accomplit cette conquête. Ce psaume prophétise l'ascension de Jésus et l'entrée dans son règne universel. Les nations sont invitées à faire partie du cortège d'honneur qui acclame ce Roi divin. PLAN: 1. Les peuples vaincus sont conviés (v.1-5) 2. Les peuples vaincus chantent (v.6-8) 3. Les peuples vaincus sont au Dieu d'Abraham (v.9-10) QUESTIONS: 1. Pour quelles raisons les peuples sont-ils invités à acclamer Dieu? 2. Comment comprendre cette déclaration: "Il nous assujettit des peuples, il met des nations sous nos pieds"? 3. À quoi correspond la montée de Dieu au verset 6? 4. Quelle réponse est-elle demandée au cortège d'honneur? 5. D'après ce psaume, quelle est la place des païens dans le plan de Dieu? 6. Quelles applications pouvons-nous faire de ce psaume? Lectures complémentaires: Psaume 68 ; Éphésiens 1.18-23

Avent dans la Ville - Méditations
Ô Marie, mère de Dieu

Avent dans la Ville - Méditations

Play Episode Listen Later Dec 7, 2025 2:19


Ô Marie, mère de Dieu

Avent dans la Ville - Méditations
Le père des amoureux déçus ?

Avent dans la Ville - Méditations

Play Episode Listen Later Dec 3, 2025 2:26


Le père des amoureux déçus ?

Triple M Breakfast with Basil, Xav and Jenna
FULL SHOW | Making Xav's XE8 Cologne Christmas Edition

Triple M Breakfast with Basil, Xav and Jenna

Play Episode Listen Later Dec 3, 2025 28:46


Can Xav improve the scent of his XE8 cologne in time for next Thursday's launch. What did the kids spend your money on? Dani's husband has a late night eating habitSee omnystudio.com/listener for privacy information.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 2] Vangelo: Is 11, 1-10; Sal.71; Lc 10, 21-24.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 1, 2025 0:50


In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: "Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo". E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 2] Commento: I segreti rivelati ai "piccoli".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 1, 2025 1:33


Capita di frequente, e a molti, di ritenere che la scienza e la sapienza di questo mondo possano spalancare tutte le porte del sapere, anche quelle del cielo. Non accade però mai così; anzi, il Signore smentisce categoricamente questa umana presunzione e, esultando nello Spirito Santo, afferma: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto». Essere “piccoli” agli occhi di Dio significa adornarsi di quella interiore semplicità che rende disponibili all’ascolto, docili e pronti a eseguire la volontà divina. I piccoli vivono in purezza e semplicità di cuore, si nutrono di fede, accettano i doni di Dio e a questi conformano la propria vita. Così viene loro rivelata l’essenza stessa di Dio, il suo infinito amore di Padre, manifestato in Cristo. Vivono nello splendore di Dio e conseguono la santità. Sono invece frequenti le presunzioni umane, quelle che ci inducono a voler guardare Dio e le cose di Dio solo con la ragione; così ci si autocondanna a un inevitabile naufragio della fede, che sconfina spesso nel naufragio della vita. La vera dottrina, la vera sapienza, quella che viene dallo Spirito Santo, ci consente di varcare i confini del mondo e ci proietta verso le verità ultime, oggetto della nostra fede, della nostra speranza e della nostra attesa.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 1] Commento: Io verrò e lo curerò.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Nov 30, 2025 1:44


La liturgia di oggi ci propone due prime letture dal profeta Isaia. Nell'anno A, poiché la prima è già letta ieri, è preferibile la seconda. Siamo in cammino verso il Natale e in questo viaggio ci accompagna una dichiarazione solenne da parte del Signore: Egli viene, viene tra noi ed ha un programma di salvezza per tutti i popoli, per ciascuno di noi. Egli sa di trovare ancora un'umanità malata e sofferente. Abbiamo urgente bisogno che qualcuno venga a curare i nostri mali. Siamo capaci di procurarceli da soli, ma non siamo capaci di liberarcene. Ci occorre Colui che può curare e sanare in profondità, estirpando il male alle sue radici. È significativo che sia un centurione romano a invocare l'intervento di Cristo per un suo servo. Egli si fa portavoce del mondo pagano, da cui proveniamo anche noi. Egli prega anche per noi. È l'avverarsi dell'annuncio profetico di Isaia: "Verranno molti popoli e diranno: 'Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri'". Il centurione non si ritiene degno di vedere Gesù percorrere la sua stessa strada; nella sua fede genuina ritiene che basti una sua parola perché il servo paralizzato guarisca. Quel "non sono degno che tu entri sotto il mio tetto" esprime la fede nella potenza del Figlio di Dio, ma anche lo stupore e la meraviglia che Egli si trovi a percorrere le nostre strade con la nostra stessa umanità inferma. Egli però non solo è entrato sotto il nostro tetto, ma ha voluto fondersi con la nostra umile carnalità, prendendo le nostre stesse sembianze.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 1] Vangelo: Is 2, 1-5 (B-C); Sal.121; Mt 8, 5-11.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Nov 30, 2025 1:00


In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: "Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente". Gli disse: "Verrò e lo guarirò". Ma il centurione rispose: "Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa". Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: "In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli".

Prêche la Parole
Rob Mongeau - La Parole et les cœurs de l’homme - Matthieu 13.3-9, 18-23

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 29, 2025 44:27


Rob Mongeau - Matthieu 13.3-9, 18-23 ➡️ RÉSUMÉ: À première vue, la Parabole du semeur semble être un échec, après tout trois des quatre semences ne résultent en aucun fruit. Est-ce que cela signifie que l’Évangile est faible? Devrions-nous adapter le message pour aujourd’hui afin d’obtenir de meilleurs résultats? La réponse de Jésus est un NON retentissant, le problème n’est pas la semence, mais le cœur humain. Plan : 1. Le semeur répand souverainement la semence du royaume v.4 2. Les terreaux révèlent la présence grandissante du royaume v.4-8 3. La récolte garantit la victoire du royaume v.8 Lectures complémentaires: Matthieu 10.5-28, 11.1,16-17,25-30, 12.15-27, 46-13.2 Prédicateur: Rob Mongeau

Avent dans la Ville - Méditations
Noël et Noé, d’un père à l’autre…

Avent dans la Ville - Méditations

Play Episode Listen Later Nov 29, 2025 2:46


Noël et Noé, d’un père à l’autre…

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 30] Commento: Un "avvento" che potrebbe coglierci distratti.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Nov 29, 2025 1:54


“Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo”. Gli eventi della nostra storia, sin dal principio, sono contrassegnati da alternanze di fatti intrisi di male e di peccato e da interventi salvifici di Dio. Egli, prima ancora che inviasse il suo Figlio tra noi, è da sempre l’eterno Redentore del mondo. Le sue venute hanno sempre significato salvezza e redenzione per l’umanità. Mai, però, il buon Dio ha fatto violenza alla libertà umana; la sua è sempre una proposta motivata dall’amore gratuito. Proprio per questo accade e può ancora accadere che alla sua venuta ci troviamo impreparati e distratti dalle solite cose vane e futili della vita di ogni giorno. Può ancora succedere che arrivi un Natale e non ci si accorga del significato e dei coinvolgimenti che quella venuta dovrebbe comportare per ciascuno di noi. È in quelle tristi circostanze, a causa di distrazioni colpevoli, che la gratuità dell’amore diventa inevitabilmente motivo di giudizio e di condanna. L’invito a vigilare nell’attesa è quindi più che mai urgente. Troppe amare sorprese ci hanno già ripetutamente sconvolti; riusciamo a far finta di niente anche quando il male e la violenza diventano orribili tragedie e dilagano in modo quasi inarrestabile. Come è consolante, invece, sapere alla luce della fede e della storia sacra che Dio e il suo Figlio Gesù Cristo sono ancora una volta pronti a intervenire per sanare la storia e redimerci dai nostri mali! È prossimo il suo Natale, è prossimo l’evento della pace!

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 29] Commento: I motivi della cecità.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Nov 28, 2025 1:47


«State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Sono sempre più frequenti le forme di alienazione inventate dagli uomini. Dovrebbero servire come fuga dalla realtà, soprattutto se penosa, dalle nostre responsabilità e dai nostri impegni. Ce ne parla oggi lo stesso Signore. Li definisce appesantimenti dello spirito: pesi che offuscano la vista dell’anima, che danno ebbrezza ma non chiarezza. Abbiamo l’impressione, suffragata dai fatti di ogni giorno, di essere troppo spesso ubriachi e non di vino, affannati per avere e possedere sempre di più senza mai sperimentare la sazietà. Càpita allora che l’ubriaco dorma e non vegli, che l’affannato non trovi più il tempo e la voglia di pregare e, di conseguenza, ciò che accade ci piomba addosso cogliendoci sempre impreparati. Vegliare e vigilare è proprio di chi attende e non conosce in quale ora della notte o del giorno sopraggiungerà l’ora fatidica della prova, della chiamata, del rendimento di conto. Pregare è proprio di chi è ben consapevole di non avere in sé l’energia e la luce necessarie per riconoscere, amare e praticare il bene ed evitare il male. L’umile e il sapiente chiedono al Signore quanto riconoscono di non possedere e di cui hanno indispensabile ed urgente necessità. Per questo un cieco del Vangelo chiese a Gesù: «Che io riabbia la vista» e Gesù: «Va, la tua fede ti ha salvato!».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 28] Vangelo: Dn 7, 2-14; Sal da Dn 3; Lc 21, 29-33.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Nov 27, 2025 0:36


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 28] Commento: Le mie parole non passeranno.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Nov 27, 2025 1:50


Abbiamo imparato senza sforzo a comprendere l’avvicendarsi delle stagioni attraverso i segni che la natura stessa spontaneamente ci fornisce. Quando il fico comincia a mettere i propri fiori, che diventeranno il frutto gradevole che conosciamo, diciamo che l’estate è vicina. Anche i fatti che accadono intorno a noi e dentro di noi hanno un loro linguaggio. L’avvento del Regno ha le sue manifestazioni concrete nella storia, anche se percepirne i segni non può essere frutto del semplice intuito umano. È come un granellino di senapa gettato nel campo, quasi invisibile a occhio nudo; occorrerà del tempo prima che cresca e diventi un arbusto. Serve la luce dello Spirito e la divina sapienza per avvertirne la presenza e la crescita. L’arrivo e lo schieramento dell’esercito romano preannunceranno la prossima distruzione di Gerusalemme. L’espandersi del messaggio di Cristo tra le genti, anche se tra inevitabili persecuzioni e lotte, sarà il segno che Dio sta recuperando spazio nella storia del mondo e nei cuori degli uomini. I cambiamenti saranno radicali: le novità importanti e decisive esigono che le cose vecchie scompaiano per far posto al nuovo. La verità esalta e distrugge allo stesso tempo, ma l’unico risultato è l’avvento del Regno, la conferma della storia alle verità perenni di Cristo. Il mondo subirà le sue trasformazioni cosmiche nel corso dei secoli: i cieli e la terra passeranno, ma - dice Gesù - «le mie parole non passeranno». Siamo quindi confortati da verità perenni e inconfutabili. Una di queste ci ripete, in questi giorni conclusivi dell’anno in cui spesso ascoltiamo profezie di eventi catastrofici: «Non temete. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Prêche la Parole
Levi Loewen - Je suis le Dieu qui était, qui est, et qui sera - Ex 3.12-15

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 24, 2025 51:39


Levi Loewen - Ex 3.12-15 ➡️ Description : Au moment le plus sombre de l’histoire du peuple d’Israël, lorsqu’ils crièrent à leur Dieu afin qu’Il accomplisse les promesses qu’Il leur avait faites, le Seigneur répondit en déclarant que la solution à leur détresse se trouvait dans cette vérité simple : Il est. La révélation de Dieu comme le grand « Je suis » montre que l’être de Dieu est le fondement de Sa fidélité alliancielle et la raison pour laquelle nous pouvons Lui faire confiance en toutes choses. Plan : 1. Le Dieu qui n’a besoin de rien garantit son alliance 2. Le Dieu qui règne sur toutes choses accomplit son alliance 3. Le Dieu qui demeure pour toujours soutient son alliance 4. Christ, le Dieu de l’alliance Lectures complémentaires: Gen 15, Heb 6.13-20

Parole proclamée
Le règne millénaire au ciel

Parole proclamée

Play Episode Listen Later Nov 23, 2025 45:13


Le règne millénaire au ciel Raymond Perron

Prêche la Parole
La cité invincible - Psaume 46

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 16, 2025 52:49


Pascal Denault - Psaume 46.1-12 RÉSUMÉ: Après le roi messianique du Psaume 45, qui règne dans la justice et la gloire, le Psaume 46 célèbre la cité qu’il établit : une cité invincible, habitée par Dieu lui-même. Ce cantique de confiance a d’abord retenti dans le contexte historique de l’invasion assyrienne sous Sanchérib, lorsque Jérusalem fut miraculeusement délivrée sous le règne d’Ézéchias (És 36–37 ; 2 Ch 32). Mais il annonce aussi la cité nouvelle et éternelle que le Messie fera descendre du ciel (Ap 21.2). À travers ce psaume, nous contemplons la sécurité absolue du peuple de Dieu, fondée sur la présence du Roi au milieu de sa ville. PLAN: 1. La création ébranlée (v.1-4) 2. La nouvelle cité (v.5-8) 3. La paix imposée (v.9-12) QUESTIONS: 1. Comment l'arrière-plan historique nous permet-il de mieux comprendre le Psaume 46? 2. Qu'est-ce que le mot "alamoth" indique? 3. À quoi réfèrent les bouleversements décrits aux versets 3 et 4? 4. Qu'est-ce que le fleuve mentionné au v.5 nous permet de comprendre? 5. Quel est le message des versets 6 à 8? 6. De quelle façon Dieu amène-t-il la paix? 7. Comment le Nouveau Testament nous éclaire-t-il pour comprendre le Psaume 46? Lectures complémentaires: Ésaïe 36.1-37.7 ; 2 Chroniques 32.20–23

Prêche la Parole
Le Roi, sa Reine et leur mariage - Psaume 45

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 9, 2025 52:31


Pascal Denault - Psaume 45.1-18 RÉSUMÉ: Composé à l’occasion du mariage d’un roi davidique avec une princesse étrangère, le Psaume 45 célèbre la beauté du roi et la gloire de son épouse. Mais l’auteur de l’épître aux Hébreux nous enseigne qu’il parle, en réalité, du Christ et de son Épouse. Ce cantique nuptial nous conduit ainsi des noces royales de Sion jusqu’aux noces éternelles de l’Agneau. PLAN: 1. Un cantique pour le mariage du roi (v.1-2) 2. Le bien-aimé (v.3-9) 3. La bien-aimée (v.10-16) 4. Ils vécurent heureux et eurent beaucoup d'enfants (v.17-18) QUESTIONS: 1. Qu'est-ce que les versets 1 et 2 nous apprennent sur l'arrière-plan de ce psaume? 2. Quelles sont les quatre caractéristiques qui concernent l'Époux? 3. Que sait-on sur l'épouse du roi? 4. Comment comprendre la fin du psaume? Lectures complémentaires: Hébreux 1 ; Apocalypse 19.6-16 ; Cantique 2.8-14

Prêche la Parole
Des brebis destinées à la boucherie - Psaume 44

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Nov 2, 2025 51:46


Pascal Denault - Psaume 44.1-27 RÉSUMÉ: Le Psaume 44 est une complainte du peuple d'alliance qui, au souvenir des grandes délivrances passées, n'arrive pas à comprendre les grandes souffrances présentes qui lui sont infligées alors qu'il est demeuré fidèle. Tantôt le psalmiste parle au singulier comme chef et représentant de son peuple, tantôt c'est tout le peuple qui parle en tant que reste fidèle qui souffre au côté de son roi. L'application que l'apôtre Paul fait de ce psaume en Romains 8 nous donne le cadre théologique dans lequel nous devons comprendre sa portée, mais nous débuterons notre réflexion en cherchant le contexte original derrière ce psaume. PLAN: 1. Dieu a opéré notre salut passé (v.1-9) 2. Dieu nous laisse souffrir présentement (v.10-22) 3. Dieu se lèvera encore pour nous (v.23-27) QUESTIONS: 1. Dans quel contexte devons-nous comprendre le Psaume 44? 2. Quels liens y a-t-il entre la Conquête et la rédemption? 3. Que devons-nous conclure concernant le rapport entre Dieu et la souffrance de son peuple? 4. En quoi le verset 23 nous donne-t-il une clé pour comprendre la souffrance? 5. Que pouvons-nous remarquer du cri final du psalmiste? Lectures complémentaires: Psaumes 89 ; Romains 8.17-39

Prêche la Parole
Jean-Michel Juste - Les rôles de chacun dans l'amour - Éphésiens 5.22-33

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Oct 27, 2025 58:46


Jean-Michel Juste - Éphésiens 5.22-33 ➡️ RÉSUMÉ: Aujourd’hui, nous allons parler d’amour dans le mariage. Comment vivre ce sentiment fort, comment le comprendre alors que nous avons tellement de mal à le définir? Comment comprendre les bonheurs et les malheurs qu’il nous fait vivre? Est-ce que la Parole nous guide dans ce processus d’aimer l’autre. PLAN: 1. Au féminin (v.22-24) 2. Au masculin (v.25-30) 3. Le mystère (v.31-33) Lectures complémentaires: Colossiens 3.1-4.5 ; Ép 5.31-32 (Cène)

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Rob Mongeau - Es-tu un Influenceur? - Matthieu 5.13-16

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Oct 20, 2025 47:52


Rob Mongeau - Matthieu 5.13-16 ➡️ RÉSUMÉ: Dans un monde qui a perdu ses repères et qui est en quête d’identité. Il est critique que le chrétien sache qui il est et ce à quoi il est appelé, afin de ne pas s’engouffrer dans la confusion du monde. PLAN: 1. L’identité des influenceurs (13-14a) 2. Le danger de perdre son caractère distinctif (13b, 14b-15) 3. Le but de l’influence divine (16) Lectures complémentaires: Actes 17 ; Philippiens 2.12-18 Prédicateur: Rob Mongeau

Prêche la Parole
Pourquoi t'abats-tu mon âme? - Psaume 43

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Play Episode Listen Later Oct 12, 2025 45:06


Pascal Denault - Psaume 43.1-5 RÉSUMÉ: Ce psaume termine la prière de David commencée au Psaume 42 et dans laquelle il exprime sa tristesse d'être éloigné du sanctuaire de l'Éternel lorsqu'il dut fuir Jérusalem. Dans cette deuxième partie, il adresse deux demandes à Dieu: (1) Être défendu contre la nation infidèle qui a suivi son fils Absalom dans sa révolte. (2) Être soutenu par Dieu afin qu'il le ramène dans son sanctuaire. David, toujours en fuite, conclut avec l'assurance que Dieu l'exaucera. PLAN: 1. Rends-moi justice (v.1-2) 2. Conduis-moi à ta maison (v.3-4) 3. Élève-toi mon âme (v.5) QUESTIONS: 1. Comment le Psaume 43 marque-t-il un tournant par rapport au Psaume 42? 2. Qu'est-ce qu'une nation infidèle et comment nous faut-il réagir? 3. Quelle est la destination de David et que lui faut-il pour son voyage? 4. Qu'est-ce que la répétition du refrain nous indique? 5. Quelles applications du Psaume 43 devons-nous faire? Lectures complémentaires: 2 Samuel 18.1-18 ; Hébreux 13.8–16 (Cène)

Prêche la Parole
Mon âme a soif du Dieu vivant - Psaume 42

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Play Episode Listen Later Oct 5, 2025 102:40


Pascal Denault - Psaume 42 RÉSUMÉ: Le Psaume 42 trouve un écho dans le coeur de chaque croyant qui se sent ici-bas dans une sorte d'exil loin de Dieu. Nous voyons néanmoins que la foi et l'espérance triomphent de toutes les souffrances qui affligent l'âme qui s'est attachée aux promesses divines. Ce psaume nous ouvre une fenêtre sur la vie de David par laquelle nous contemplerons Christ et tirerons des applications pour notre propre pèlerinage. PLAN: Introduction: a. Au livre 2 des Psaumes b. Au Psaume 42 (v.1) 1. Les soupirs de David (v.2-6) a. La soif de Dieu (v.2-3a) b. L'éloignement de Dieu (v.3b-5) c. L'espérance en Dieu (v.6) 2. L'exil de David (v.7-12) a. Les flots de la détresse (v.7-8) b. L'oppression et la tristesse (v.9-11) c. La consolation dans la faiblesse (v.12) 3. Remarques et applications du Psaume 42 a. Pour Christ b. Pour nous QUESTIONS: 1. Que peut-on noter sur le livre 2 des Psaumes? 2. Qui a écrit le Psaume 42? 3. Comment comprendre la soif de Dieu décrite par le psalmiste? 4. À quoi réfèrent les mentions géographiques dans la deuxième strophe? 5. Comment ce psaume s'applique-t-il à Christ? 6. Comment ce psaume s'applique-t-il à nous? Lectures complémentaires: 2 Samuel 6.12–19 ; 15.13–30 ; Lamentations 3.19–26