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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 14] Vangelo: Es 19, 2-6; Sal.99; Rm 5, 6-11; Mt 9, 36 - 10, 8.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 13, 2026 1:21


In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!". Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: "Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 14] Commento: Come pecore senza pastore.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 13, 2026 2:38


La compassione è segno evidente di amore; si soffre per chi e con chi si ama. Gesù oggi posa il suo sguardo sulla folla che lo segue e il suo spirito di Uomo-Dio si muove a compassione per loro perché egli vede quella gente come pecore senza pastore. Il suo sguardo va oltre il tempo e oltre i confini dello spazio. È urgente per loro, per tutti, che abbiano guide sicure, pastori sapienti e santi. Egli ha detto di se stesso: “Io sono la via”, “Io sono il buon pastore”; si è detto disposto a dare la vita per le sue pecorelle, si è messo alla ricerca della pecora smarrita e tutte le ha difese dagli assalti dei lupi. La sua presenza nel mondo è però limitata nel tempo; vuole perciò assicurare un prolungamento senza fine del suo annuncio di salvezza e ha quindi urgente bisogno di ottimi pastori da inviare in sua vece e nel suo nome per quella folla e per tutte le genti di tutti i tempi. Gesù convoca a sé i dodici e dà loro poteri speciali, gli stessi che egli esercita durante il suo peregrinare nel mondo: scacciare i demoni e guarire ogni genere di infermità. Quindi l’evangelista Matteo elenca i nomi dei dodici; sono i primi di una serie interminabile e meritano questa citazione speciale. Loro si muovono sulle orme di Cristo e tutti gli altri che seguiranno percorreranno le stesse orme, compiranno gli stessi prodigi, annunceranno lo stesso Vangelo. Ha così origine la schiera dei missionari e così nasce la Chiesa missionaria. Cristo continua, nei suoi ministri, a essere presente e vivo nelle strade del mondo. L’annuncio del Regno ha ormai la sua continuità. La loro missione gradualmente si aprirà al mondo intero finché, in ogni angolo del mondo, non sarà udito il messaggio della redenzione. Strada facendo devono dare un annuncio essenziale di salvezza: “Il Regno di Dio è vicino”. Le pecore smarrite e senza pastori troveranno così le loro guide, i dispersi potranno tornare all’ovile, i malati potranno recuperare la salute e i peccatori potranno sperimentare il dono della misericordia, gli affamati potranno saziarsi del pane di vita. Cristo si affida alla fragilità degli uomini; potrà quindi accadere che talvolta gli stessi pastori rischieranno momentaneamente di smarrirsi e di cedere alla tentazione di avventurarsi in pascoli non buoni, ma il Signore si è fatto garante per tutti loro: egli è disposto a cercare non solo la pecora smarrita, ma anche i pastori, anche quelli che si renderanno indegni del loro mandato. Lo ha dichiarato esplicitamente: “Io sarò con voi sempre, sino alla fine dei tempi”.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 13] Commento: La sincerità come purezza dello spirito.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 12, 2026 3:06


La Chiesa ricorda oggi, dopo il Cuore Sacratissimo di Gesù, il Cuore Immacolato di Maria. È una memoria facoltativa e la liturgia ci fa scegliere tra le letture del giorno o quelle della memoria, con sempre la preferenza della “lectio continua”. Pertanto scegliamo le letture del giorno, che possono essere utilizzate anche nella celebrazione della Madonna Santissima. L’esempio di Maria, Madre di Dio, che dedica tutta la sua vita al servizio del Signore, sembra in pieno contrasto con le letture di oggi. Il raggiro, la doppiezza, il sotterfugio, l’inganno, la menzogna… sgorgano sempre da un animo interiormente inquinato, da chi ha bisogno di nascondere la verità, di prevaricare sull’altro, di difendersi o di difendere qualcun altro in modo maldestro e mendace per le proprie o altrui malefatte. Si può arrivare fino a stravolgere totalmente la verità, minando alla radice la giustizia. Conosciamo le bugie dei bambini, che spesso hanno tutte le caratteristiche di una legittima difesa dalle indebite imposizioni degli adulti, ma conosciamo anche le bugie dei grandi, quelle che causano gravi danni alle persone. Il ricorso al giuramento è proprio di chi dubita della verità o vuole farla riconoscere come tale anche quando è palese menzogna. Si vuole chiamare Dio a testimone di quanto asseriamo e non è difficile comprendere come si incorra nello spergiuro quando non si proclama la verità. È un grave peccato che trova le sue reali dimensioni nell’offesa arrecata a Dio, convocato e nominato invano e inopportunamente, e nel danno che si procura con la falsità proclamata. Talvolta siamo chiamati a giurare anche nei tribunali del mondo, che hanno il compito di definire la giustizia in fatti contenziosi; anche lì il nostro dire deve essere assolutamente conforme alla verità che conosciamo, anche se, nella stragrande maggioranza dei casi, in quelle circostanze non si giura più su Dio o sul Vangelo. Il cristiano, comunque, come ci dice lo stesso Signore, non deve giurare affatto: “Né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello”. “Sia invece il vostro parlare: sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. Gesù fa riferimento alle diverse forme di giuramento che venivano proclamate ai suoi tempi; la conclusione, però, non dà adito a dubbi: chi vive in Dio, chi conforma tutta la sua vita a Cristo, non ha bisogno di ricorrere ad alcuna formula di giuramento perché possiede in sé la verità assoluta, che deve essere continuamente testimoniata in tutti i suoi comportamenti e in ogni circostanza. L’unico giuramento è l’incondizionata fedeltà al Dio vero, da testimoniare sempre, fin dal nostro battesimo, con le parole e con le azioni. Il resto viene dal maligno, definito menzognero fin dal suo apparire nella nostra storia.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 12] Vangelo: Dt 7, 6-11; Sal.102; 1 Gv 4, 7-16; Mt 11, 25-30.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 11, 2026 0:49


In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 12] Commento: Imparate da me che sono mite e umile di cuore.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 11, 2026 2:08


La Festa del Sacro Cuore ci porta al centro della nostra salvezza, al grande motivo che ha spinto il Padre celeste a donarci il suo Figlio per la salvezza dell’uomo. Tutta l’opera della salvezza ha inizio dal Cuore immenso del Padre che vuole riempire il vuoto del cuore umano. Le letture proposte alla nostra considerazione ci invitano a riconoscere e lodare Dio per la scelta preferenziale a nostro favore, chiamandoci alla fede, ad amarlo e ad estendere questo amore ai fratelli sull’esempio di Gesù, a ringraziare il Padre con lui perché ha voluto rivelare a noi, povere e misere creature, la ricchezza della sua sapienza. Forte è nel nostro cuore l’anelito alla felicità, ma questa suppone l’appagamento di tutti i nostri desideri, mortificati dall’instabilità delle cose. Il più profondo desiderio è quello di amare ed essere amati. Per questo ci tuffiamo su tutto ciò che sembra colmare questo nostro vuoto, ma ne rimaniamo scottati perché l’amore umano, così limitato e volubile, non ci appaga se non per un istante. Viene Gesù che ci presenta il suo Cuore come sede del vero amore, di un amore perenne; ci rivela che solo in questo amore noi possiamo trovare la felicità di cui siamo tanto assetati, purché ci poniamo nell’obbedienza al Padre. Sarebbe per sé scontato lasciarsi conquistare da questo amore, almeno come sentimento di gratitudine a lui che ci invita a entrare nel segreto del suo cuore attraverso il costato aperto. Invece, chini come siamo verso la terra, siamo sordi a questi richiami, lasciamo inascoltati i gemiti di quel Cuore che ripete il lamento, come a santa Maria Margherita: “Ecco quel cuore che tanto ha amato gli uomini… dai quali è così poco amato!”. Un lamento che dovrebbe ferire la nostra sensibilità. Non è il Signore che ha bisogno di noi, ma siamo noi che, senza il suo amore e la redenzione che ci ha regalato, resteremmo chiusi nella nostra angoscia. Amiamo, cerchiamo di ricambiare quell’amore, per quanto poco ci sarà possibile; ogni sforzo vale “oro”, che è la vita eterna.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 11] Commento: Il chicco che muore porta molto frutto.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 10, 2026 2:14


“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”: questo comando del Signore fa parte integrante della missione degli apostoli nella memoria liturgica di san Barnaba. Chiamati da Cristo a essere i suoi prediletti solo per una sua libera scelta di amore, quindi nell’assoluta gratuità, alla stessa maniera essi devono intraprendere e svolgere la loro testimonianza dinanzi al mondo. Devono annunciare a tutti ciò che essi stessi per primi hanno visto, udito e sperimentato. Il Regno dei cieli è vicino, ma molti devono essere sanati, risuscitati, liberati dal male affinché possano entrarvi ed esserne partecipi. Devono ripetere a loro volta quello che ha fatto Gesù durante la sua vita. Egli ora vuole trasferire a loro l’energia della sua parola, la sua forza di compiere prodigi, la capacità di essere testimoni veraci e credibili. Li vuole liberi da ogni terrena preoccupazione, li spoglia di ogni umana sicurezza, dando loro soltanto la garanzia che l’operaio ha diritto al suo nutrimento. Non indica loro neanche un indirizzo preciso a cui rivolgersi o dove andare; Gesù dice: “Strada facendo”; apre loro tutte le vie del mondo, tutte le strade dove vivono gli uomini affinché tutti trovino la Via del Regno. Deve essere ancora tale la strada del Vangelo, così devono comportarsi gli annunciatori delle verità di Cristo. Li accompagna una certezza: che egli è con loro sulla stessa strada, sugli stessi percorsi, talvolta impervi e spesso inospitali: “Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene! Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo”. Non ci scoraggiamo per questo, anche perché lo stesso Signore ci avverte che “se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. Spesso la morte del chicco di grano comporta la morte anche del seminatore: “Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna”. Questo è il vissuto di Barnaba, questo è ancora il vissuto della Chiesa, ma resta sempre vero che il sangue del martire è il seme fecondo da spargere nel campo del Signore.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 10] Commento: Il compimento della legge è... ?!

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 9, 2026 2:30


“Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento”. San Paolo, in una delle sue lettere, aggiunge: “Compimento della legge è l’amore”. Poi, per farci meglio comprendere come sia avvenuto il compimento, lo stesso apostolo afferma: “La legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e in vista del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della legge si adempisse in noi, che non camminiamo secondo la carne ma secondo lo Spirito”. È evidente l’alternativa: o camminare secondo la carne o lasciarsi guidare dallo Spirito. È la via nuova tracciata da Cristo, che, incarnandosi in Maria per opera dello Spirito Santo, ha assunto ed elevato la nostra natura umana, imprimendo in essa il sigillo della divinità. La legge, calata nella carnalità dell’uomo, era solo causa di peccato e ne definiva l’entità. Ora, santificati in Cristo, irrorati dallo Spirito, siamo capaci di comprendere la legge non più come un capestro che schiavizza, ma come luce e lampada ai nostri passi. Solo nell’amore siamo capaci di convincerci che quanto il buon Dio ci comanda è la cosa migliore che si possa pensare per noi. Ecco perché Gesù, pur rinnovando la legge, facendola diventare il comandamento nuovo, afferma: “In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno della legge, senza che tutto sia compiuto”. Egli stesso, nella sua persona, nella sua missione, nella sua morte e risurrezione, sarà il compimento della legge. Lo dichiarerà esplicitamente dall’alto della croce, prima di esalare l’ultimo respiro: “Tutto è compiuto”. In quel “compiuto” egli ha poi inserito tutti noi, la sua Chiesa, sparsa nel mondo, dandoci il mandato di amare Dio con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra mente e con tutte le nostre forze e il nostro prossimo come noi stessi. Così la legge, che all’inizio era solo causa di morte spirituale, non viene abolita, ma completata nell’amore a Dio e al prossimo e diventa così strumento di santificazione e via di salvezza.

Prêche la Parole
Le problème du coeur éloigné - És 29.13

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 52:24


➡️ NOUVELLE SÉRIE: Adorer Dieu sans distraction Aimer Dieu de tout notre coeur et de toute notre pensée est le plus grand commandement et devoir chrétien (Mt 22.37 ; Mc 12.30 ; Lc 10.27). Cet amour requiert que notre adoration ne soit pas affectée par des pensées distraites et une attention dissipée. Dieu veut que nous ne soyons pas seulement présents de corps pour son culte, mais présent de coeur (És 29.13). Dans cette petite série de quatre messages, nous aborderons le problème des pensées vagabondes pendant le culte rendu à Dieu et pourquoi elles déshonorent Dieu. Nous réfléchirons à l'importance d'amener "toute pensée captive à l’obéissance de Christ" (2 Co 10.5) et comment y arriver. Cette série s'inspirera de l'ouvrage du pasteur puritain Richard Steele (1629–1692) _Remedy for Wandering Thoughts_ (publié en français sous le titre _Si facilement distrait_ et offert gratuitement ici) ➡️ PREMIER SERMON : Dans ce premier message de cette courte série, nous introduirons le problème des pensées distraites dans l'adoration. Nous commencerons par définir la nature du problème puis nous identifierons les principales sources qui causent la distraction. Nous terminerons avec l'appel que Dieu nous adresse à devenir des adorateurs entiers. PLAN: 1. La nature du problème 2. Les sources et les formes de distractions 3. L'appel à adorer Dieu sans distraction QUESTIONS: 1. Quelle est la nature du problème avec les pensées distraites pendant l'adoration? 2. Comment et pourquoi le diable utilise-t-il les distractions? 3. Comment nos pensées sont-elles une sources de distraction? 4. Comment sommes-nous distraits par nos sens? 5. Pourquoi et comment devons-nous apprendre à adorer Dieu sans distraction? Lectures complémentaires: • Convocation — Psaume 95-96 • Réponse - Dt 6.4-5 & Ph 3.3 Prédicateur: Pascal Denault

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 9] Vangelo: 1 Re 17, 7-16; Sal 4; Mt 5, 13-16.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 0:42


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 9] Commento: Voi siete la luce del mondo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 1:41


Altro Vangelo provocante, quello odierno, per il celebre paragone di Gesù che disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra…, voi siete la luce del mondo”. Notiamo la dimensione universalistica espressa in “la terra” e “il mondo”: sono l’intera umanità. Grandissima missione, essere uomini e donne che danno sapore e senso alla vita, che danno luce e convinzioni agli altri. Con altrettanta evidenza, tuttavia, c’è il rischio di essere insipidi, di perdere quella novità a cui tutti dovrebbero poter guardare per imparare a sperare in Dio. Se i discepoli venissero meno al loro compito rispetto al mondo, non servirebbero più a nulla; anzi, rischierebbero di essere “gettati via e calpestati dagli uomini”. “Voi siete”: grande fiducia da parte del Signore per i suoi discepoli! Grande responsabilità per i discepoli nei confronti di coloro ai quali sono mandati! “Voi siete” costituisce già un’identità, data certo come dono, in unione con Gesù, vera “luce degli uomini”. La luce, che non può essere nascosta come una città posta sopra un monte e che sarebbe assurdo mettere sotto il letto come la lucerna in casa, sono le “buone opere” dei discepoli. Si tratta di quelle opere che rendono visibili la giustizia, la misericordia, la pace e l’impegno sociale dei discepoli, per mezzo delle quali essi si rivelano autentici figli di Dio. Infatti questo dovere coerente e pratico dei discepoli è un irraggiamento di quella luce che deve condurre gli uomini a riconoscere la fonte luminosa e sapienziale: il Padre che è nei cieli.

Prêche la Parole
Rob Mongeau - Ne perdez pas espoir, en attendant - Luc 18.1-8

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later May 25, 2026 54:35


Rob Mongeau - Luc 18.1-8 ➡️ Description : Dans Luc 18, Jésus raconte une parabole au disciple qui, pourrait, être tentés de se décourager en attendant la venue pleine et entière du royaume de Dieu. À travers l'histoire d'une veuve persistante et d'un juge injuste, Jésus enseigne à son peuple comment vivre dans l'attente entre la promesse et son accomplissement. À quoi ressemble une attente fidèle dans un monde où le mal semble encore prospérer et où les prières paraissent souvent sans réponse ? Plan 1. Jesus appelle son peuple à la prière persistante v.1 2. La veuve persiste en dépit de son impuissance vv.2-5 3. Dieu n’est pas comme ce juge injuste vv. 6-8a 4. Une prière persistante révèle une foi persistante v.8b Prédicateur : Rob Mongeau Lectures complémentaires: • Convocation — Genèse 12.1-4; 15.1-6; 18.9-15 et 21.1-7 • Cène — 1 Corinthiens 11.26

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 21] Commento: Siano perfetti nell'unità.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 20, 2026 2:02


Dopo aver pregato per i suoi discepoli, Gesù prega ora per tutte le generazioni dei credenti. I discepoli - come spesso ricorda il Papa - non devono isolarsi nella loro fede come in una torre d’avorio: sono la cellula che si svilupperà in una comunità sempre più vasta di credenti, mediante la fede attinta al Vangelo, predicato dai primi discepoli d’ora in poi, sotto la guida dello Spirito Santo. È attraverso la loro predicazione che i credenti di ogni tempo, anche quelli di oggi, vengono misteriosamente a contatto con il Verbo, che si è fatto carne per la salvezza di tutti, e formano con lui e con il Padre un’unità perfetta. Questa unità tra i discepoli non è solo una forte aggregazione basata su affinità cultuali e culturali, ma deve avere una precisa connotazione teologale: deve essere un’unità come quella che esiste fra il Padre e il Figlio, una comunione di tutti con il Padre e il Figlio. Tale unità, realizzata nei discepoli, è condizione “perché il mondo creda che il Padre ha inviato Gesù” come suo Figlio e salvatore degli uomini. “Io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità, e il mondo conosca che tu mi hai mandato, e li hai amati come hai amato me.” Questa comunione è possibile solo nell’amore: solo con l’amore una persona può essere nell’altra. L’incarnazione di Dio in Cristo e nei credenti deve essere un motivo di credibilità per il mondo; il mondo crederà in Dio solo quando lo vedrà in coloro che lo attestano. Si tratta comunque di una comunione di vita da cercare e da realizzare progressivamente fino al compimento. Gesù ha pregato per l’unità dei discepoli ai quali ha trasmesso le parole udite dal Padre, ai quali invia lo Spirito Santo per guidarli alla verità tutta intera, e che sono conservati in questa fede dall’amore del Padre e dalla preghiera del Figlio. Non troviamo in ciò una risposta immediata ai nostri attuali problemi ecumenici, ma siamo collocati nel clima nel quale sperare e operare per l’unità intesa da Gesù.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 20] Vangelo: At 20, 28-38; Sal.67; Gv 17, 11-19.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 19, 2026 1:06


In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mer 20] Commento: Siano una cosa sola, come noi.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 19, 2026 1:50


La preghiera di Gesù per i discepoli prende ora in considerazione la loro situazione nel mondo dopo la sua definitiva partenza. «Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola come noi». Gesù avverte il bisogno di raccomandarli al Padre in modo tutto speciale, affinché siano custoditi in quella sfera divina che egli stesso ha loro dischiuso. Questa implorazione è rivolta al «Padre santo», espressione che manifesta insieme intimità, venerazione e rassicurante protezione per i discepoli. Gesù ha fatto tutto il possibile per mantenerli in questo clima di amore, eccetto «il figlio della perdizione». Ad essi ha trasmesso la parola del Padre, ma ora li vede minacciati dal mondo, che li odia perché non gli appartengono. Per questo la sua premura giunge sino a invocare la potenza del Padre, affinché «li custodisca dal maligno». Questa elezione dei discepoli, che comporta anche una separazione dal mondo, è orientata alla loro «consacrazione nella verità». Subito viene precisato che tale verità è la parola del Padre, che Gesù ha fatto conoscere ai suoi. Anche Gesù ha «consacrato se stesso», rendendosi obbediente al Padre fino all’offerta della propria vita in sacrificio. Questa testimonianza sacrificale diventa ormai norma e modello della santificazione dei discepoli. Essi - e tra loro ci siamo anche noi - ricevono dal Padre l’iniziativa della santificazione, ma sono chiamati a tendere continuamente ad essa, guardando a Gesù come all’esempio perfetto di obbedienza totale e di piena donazione. «Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo; e per loro consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

Prêche la Parole
Levi Loewen - Une prière pour un peuple pieux - Colossiens 1.9-10

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later May 18, 2026 47:50


Levi Loewen - Colossiens 1.9-10 ➡️ Description : Après avoir remercié Dieu pour la grâce évidente dans l’Église de Colosses, Paul se tourne vers l’intercession. Il prie que les saints soient remplis de la connaissance de la volonté de Dieu, en toute sagesse et intelligence spirituelles, afin que leurs vies soient façonnées par l’Évangile du Christ. Cette connaissance n’est pas simplement intellectuelle, mais elle conduit à une marche digne du Seigneur, à une vie marquée de bonnes œuvres, à la croissance dans la connaissance de Dieu, et à la force nécessaire pour une persévérance ferme. Dans un monde marqué par la tentation et les faux enseignements, la prière de Paul rappelle à l’Église que la piété est formée par la Parole de Dieu, soutenue par la puissance de Dieu, et orientée vers le désir de plaire au Seigneur en toutes choses. Plan 1- La prière pour le peuple de Dieu (v. 9a) 2- La connaissance de la volonté de Dieu (v. 9b) 3- La marche qui plaît au Seigneur (v. 10a-10b) 4- Le fruit d’une marche digne (v. 10c - 11) Lectures complémentaires: • Convocation — Jean 17 • Prière — 1 Thessaloniciens 4.1-8

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 19] Vangelo: At 20, 17-27; Sal.67; Gv 17, 1-11.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 18, 2026 1:20


In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 19] Commento: Padre, glorifica il tuo Figlio.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 18, 2026 1:51


Siamo nel vangelo di oggi nel cosiddetto discorso sacerdotale, nel quale Gesù ci lascia intravedere la profondità del suo cuore e ci svela le ansie e i sentimenti che lo abitano. Ecco ciò che possiamo apprendere: anzitutto, il cuore di Cristo è come consumato dal desiderio del Padre suo. «Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, è giunta l’ora: glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio tuo glorifichi te”». Sappiamo dall’evangelista Giovanni quale significato assuma il verbo “glorificare”. E' la croce la glorificazione del Padre: è il mistero dell’amore obbediente di Cristo Signore e, insieme, dell’amore fraterno riversato su tutti noi. Ecco dunque l’ansia di glorificare il Padre, un’ansia che non si arresta dinanzi alla croce e che ci rivela quale debba essere anche il nostro desiderio di glorificare il Padre, che chiamiamo con questo nome e che veramente tale è nei nostri confronti. Se gli occhi di Gesù sono “alzati al cielo”, nell’atteggiamento di chi implora il Padre, lo sguardo del suo cuore è però rivolto agli «uomini che il Padre gli ha dato dal mondo», affidandoli a lui. A loro Gesù ha fatto conoscere la realtà profonda e misteriosa del Padre e ha trasmesso le parole ricevute da lui. Se il Padre deve glorificare Gesù, lo faccia anche custodendo questi credenti sotto la sua protezione. Proprio la partenza di Gesù verso il Padre rende necessaria e urgente questa fervida intercessione. Anche noi, che ora abbiamo ascoltato queste parole, ci sentiamo posti da questa supplica nelle mani del Padre e viviamo la nostra appartenenza terrena nella fiducia del Signore. È bello e consolante sapere che Gesù ha pregato e continua a pregare così per noi, mentre siamo ancora in cammino per le vie del mondo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 18] Vangelo: At 19, 1-8; Sal.67; Gv 16, 29-33.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 17, 2026 0:42


In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 18] Commento: Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 17, 2026 2:14


Le parole dei discepoli sono ora piene di buone intenzioni, perché ritengono di aver capito che Gesù stia parlando chiaramente, senza ricorrere a immagini. Essi giungono a riconoscere che Gesù sa tutto, cioè che legge nell’intimo di ciascuno, e su questo fondano la loro fede: «Per questo crediamo che sei venuto da Dio». Con garbata ironia, Gesù commenta questa loro espressione di fede, quasi ponendola in dubbio: «Adesso credete?». Quando la nostra fede è umanamente baldanzosa e non sufficientemente fondata su Dio, essa è più vicina a venir meno, come accadde ai discepoli. La vicinanza di un uomo straordinario, che sa tutto e sa rispondere a tutto, non è ancora fede, ma illusione. La fede, invece, è altra cosa: finché siamo pellegrini su questa terra, viviamo nell’oscurità e crediamo anche senza la sicurezza di vedere qualcosa di certo. «Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete, ciascuno per conto proprio, e mi lascerete solo». Gli apostoli non erano ancora preparati a questo e, perciò, Cristo predice il loro smarrimento, perché nel loro entusiasmo vi era ancora qualcosa di infantile. Quando infatti il Maestro sarà catturato, processato e condannato a morte, tutto sembrerà crollare. «Ma io non sono solo, perché il Padre è con me». L’evangelista non accenna ad alcun abbandono da parte del Padre, che rimane sempre con il Figlio, anche nell’ora più oscura. Proprio in questo consiste la serena sicurezza con cui Gesù va incontro alla prova e si rivolge ai suoi dicendo: «Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo». Si tratta dunque di accogliere le realtà del mondo così come sono e di viverle animandole con la speranza. Con queste ultime parole rivolte ai discepoli, Gesù manifesta la sua suprema padronanza nell’ora fosca che si avvicina, infondendo nei suoi fiducia in lui: non nel vincitore terreno che essi avevano immaginato, ma nel Signore che, pur passando attraverso la croce, non è sconfitto. E «chi è che vince il mondo se non colui che crede che Gesù, il Crocifisso, è il Figlio di Dio?».

Prêche la Parole
Cerné, mais à l'abri - Psaume 59

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later May 10, 2026 49:12


Pascal Denault - Psaume 59 RÉSUMÉ: Ce psaume typologique nous présente le Messie encerclé par des ennemis acharnés, mais gardé par la grâce de Dieu. David décrit les ennemis du royaume comme des chiens enragés rôdant dans la nuit, tandis que le jugement divin s’accomplit mystérieusement au milieu des circonstances qui semblent incertaines. Le psaume nous montre finalement comment la foi du juste triomphe de la peur jusqu’à chanter pendant que l’ennemi aboie encore. PLAN: 1. Les méchants aboient (v.1-6) 2. Dieu règne (v.7-14) 3. Le juste chante (v.15-18) QUESTIONS: 1. Comment faut-il interpréter le Psaume 59 et son arrière-plan historique? 2. Comment les hommes de sang et l'innocence de David pointent-ils vers Christ? 3. Face au règne messianique, quelles sont les deux éventualités? 4. Quels sont les contrastes par lesquels ce psaume termine? Lectures complémentaires: - Convocation — 1 Samuel 19 - Réponse (Cène) — 1 Pierre 2.19-25

Parole proclamée
Il en fait une mère joyeuse

Parole proclamée

Play Episode Listen Later May 10, 2026 37:03


Église réformée baptiste de la Capitale Pasteur Jacques Pelletier (Fête des mès 2026)

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 10] Vangelo: At 8, 5-8. 14-17; Sal.65; 1 Pt 3, 15-18; Gv 14, 15-21.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 9, 2026 0:52


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 10] Commento: Non cambiate rotta, noi verremo, aspettateci...

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 9, 2026 2:20


Non siamo soli: il Signore lo ripete in molti modi. Il ricordo delle sue parole ci conforta, come anche l’esperienza viva della fede, che non abbandona chi scruta con attenzione le Scritture né chi vive la propria quotidianità con cuore generoso e accogliente. Se misuriamo le nostre forze, ci troviamo deboli e bisognosi; ma se riconosciamo serenamente di cosa siamo plasmati, quella Parola entra in noi come Spirito vivificante, promesso per colmare le nostre lacune, dilatare i nostri orizzonti e abbattere le pareti dei nostri cuori rimpiccioliti dalla paura… Se ospitiamo lo Spirito, con lui coltiviamo la speranza, della quale possiamo rendere ragione con la gioia e la sicurezza dei figli di Dio. «Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi». Pietro, chiamato a confermare i fratelli e a guidare la Chiesa di ieri e di oggi, invita tutti noi alla dolcezza, al rispetto, alla rettitudine che fa discernere la volontà di Dio. È un cammino verso la nostra più vera e profonda identità, che non teme minacce esterne e si fortifica nelle avversità. È allora che possiamo verificare la forza dello Spirito che agisce in noi: solo con questa disponibilità si può evitare ciò che agita le acque e toglie stabilità alla nostra imbarcazione. Cambiare rotta è pericoloso; rischiamo di non incontrare Colui che non ha mai smesso di darci indicazioni chiare e inequivocabili per giungere alla mèta, di indicarci la via più semplice e diretta, quella che forse, per natura, non avremmo mai scelto. Tenere le mani salde sul timone è la nostra garanzia di salvezza; quel timone è lo stesso Pietro che si fa voce dello Spirito che attraversa i secoli. «Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Possibile che ci intimorisca tanto l’invito ad amare e ad essere amati? «Venite e vedete le opere di Dio, mirabile nel suo agire sugli uomini… venite, ascoltate voi tutti che temete Dio e narrerò quanto per me ha fatto». Questo sia il nostro impegno di cristiani: specchi che riflettono piccoli raggi di luce in un mondo, purtroppo, avvolto ancora da tante tenebre.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 9] Vangelo: At 16, 1-10; Sal.99; Gv 15, 18-21.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 8, 2026 0:43


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 8] Commento: Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri...

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 7, 2026 1:46


Gesù, durante l’Ultima Cena, apre completamente il suo cuore ai suoi apostoli. È una comunione intensa e profonda. Vi leggiamo esortazioni che riguardano tutta l’esistenza. Non sono comandi dettati da una volontà di dimostrare in modo arrogante la propria superiorità, ma la volontà di farci partecipi dei misteri della vita di Dio. Il comandamento di Gesù è il comandamento dell’amore: è l’attuazione di una promessa ed è la possibilità di cambiare completamente la nostra esistenza. Gesù non ci vuole servi, ma amici. Inaugura con noi relazioni nuove; il compimento della sua missione è proprio la realizzazione di questa nuova vita nell’amore di Dio. Le esperienze delle prime comunità cristiane sono la realizzazione di questo comandamento dell’amore: lo leggiamo negli Atti degli Apostoli. Vi sono importanti testimonianze storiche che riguardano soprattutto la vita della comunità di Gerusalemme; anche scrittori non cristiani, appartenenti al mondo pagano di Roma, concordano su questa testimonianza. È storia vera l’amore che animava le comunità cristiane dei primi secoli. E questa storia può diventare ancora cronaca dei nostri giorni: non può essere soltanto la lettura di un passato che non ci appartiene più. Anzi, proprio qui affondano le nostre vere radici. Gesù ci insegna come realizzare tutto questo: se faremo ciò che Egli ci chiede. Le debolezze umane, presenti nella storia, non possono essere vincoli che impediscono il diffondersi di questo amore. I nostri atti saranno allora vera testimonianza se riconosciuti con umiltà come possibilità di conversione, in un atteggiamento di sincero perdono.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 7] Commento: Rimanete nel mio amore.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 6, 2026 2:17


Amare e sentirsi amati è una delle aspirazioni più profonde, importanti ed urgenti nella vita di ogni essere umano, sia nelle nostre mutue relazioni, sia soprattutto nei confronti del Signore. Il contrario è sempre motivo di un profondo ed insanabile malessere, che spesso degenera in depressione, solitudine e abbandono. L’amore che Cristo ci ha donato è il massimo che si potesse desiderare e sperare, e ciò per due fondamentali ragioni: egli, come Figlio di Dio, identificandosi con lui nella stessa natura, è la fonte inesauribile dell’amore; inoltre la sua testimonianza, offertaci con l’incarnazione e con la sua passione e morte, non poteva essere più grande e più evidente. Egli stesso ci offre la misura dell’amore quando afferma solennemente: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici». Egli ha dato la vita, prima umiliandosi nella carne e poi soffrendo volontariamente l’immolazione sul patibolo della croce. Così egli ci ha immersi nuovamente nel cuore stesso di Dio, pagando con la sua vita il prezzo del nostro riscatto. Comprendiamo allora l’accorato appello che oggi egli rivolge a tutti noi: «Rimanete nel mio amore», e comprendiamo anche l’immensità e la perfezione di quell’amore: «Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi». Questo incalcolabile dono è la condizione indispensabile per vivere in comunione con lui, ma è anche la forza interiore che ci consente di osservare i suoi comandamenti, non più per paura o timore, ma solo perché convinti che quanto egli ci propone è la cosa migliore per noi. Come l’amore che ci viene donato è della stessa natura e della stessa intensità con cui Padre e Figlio vivono l’intimità divina, così anche la nostra obbedienza a Cristo deve avere le stesse caratteristiche di quella praticata da Gesù nei confronti del Padre suo. Dalla consapevolezza di essere amati e dalla certezza di essere capaci di amare sgorga la vera gioia nel cuore dell’uomo: «Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». Quanto rammarico nel constatare invece le nostre angosce, le nostre infelicità, i nostri persistenti e interiori tormenti! Abbiamo dissertato l’amore e abbiamo spento la gioia. Riaccendiamola da Cristo.

Prêche la Parole
La mission de Jésus pour chaque Église - Matthieu 28.18-20

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later May 4, 2026 53:58


RÉSUMÉ: En quoi consiste la mission de l'Église? Chaque congrégation ne devrait-elle pas pouvoir décider par elle-même sa mission? Loin de là! Seul le Seigneur de l'Église a l'autorité de déterminer la mission de l'Église. Cette mission est des plus importante non seulement parce qu'elle fait partie des dernières instructions de Christ à ses disciples, mais parce qu'il s'agit de la mission que Christ lui-même poursuit dans le monde par son Église. Christ n'est en mission que dans les Églises qui suivent ses ordres de mission. PLAN: 1. L’autorité de Jésus 2. Les envoyés de Jésus 3. Le baptême instauré par Jésus 4. L’instruction transmise par Jésus 5. La présence de Jésus QUESTIONS 1. Quel est le contexte dans lequel la grande mission fut donnée? 2. Quels sont les quatre aspects pour comprendre l'autorité de Jésus? 3. Qui sont les envoyés de Jésus? 4. Quelles sont les caractéristiques du baptême établi par Jésus? 5. Comment l'instruction à transmettre façonne-t-elle la mission des disciples? 6. Qu'est-ce que la promesse de la présence de Jésus change à la mission? Lectures complémentaires: - Convocation: Actes 1 - Réponse: Actes 2.36-47 Prédicateur: Pascal Denault

Prêche la Parole
Brise-leur les dents, O Dieu! - Psaume 58

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Apr 20, 2026 55:31


Pascal Denault - Psaume 58 RÉSUMÉ: Le psaume 58 emploie des imprécations fortes qui froissent nos sensibilités modernes. Derrière ce langage violent, se trouve un amour ardent pour la justice de Dieu qui est le thème de ce psaume. Probablement écrit à l'intention des personnes qui soutenaient tacitement Saül lorsqu'il persécutait David, ce chant nous fait non seulement réfléchir sur la condition humaine, mais sur notre propre intégrité. Face à toutes les injustices, il nous rappelle une certitude: il y a un Dieu juste qui juge toute la terre. PLAN:     1    Transgresser la justice (v.2-6)     2    Prier pour la justice (v.7-10)     3    Exulter devant la justice (v.11-12) QUESTIONS: 1. Quel est le contexte du Psaume 58? 2. En quoi le silence peut-il être un péché? 3. Comment David décrit-il la dépravation de ses ennemis? 4. Que contient la prière de David pour la justice? 5. Comment expliquer la violence du verset 11? 6. Quel est le double constat des fils de l'homme? Lectures complémentaires:     •    Convocation — Jean 8.30-59     •    Réponse — Apocalypse 19.1-5

Prêche la Parole
Brise-leur les dents, O Dieu! - Psaume 58

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Apr 20, 2026 32:54


Pascal Denault - Psaume 58 RÉSUMÉ: Le psaume 58 emploie des imprécations fortes qui froissent nos sensibilités modernes. Derrière ce langage violent, se trouve un amour ardent pour la justice de Dieu qui est le thème de ce psaume. Probablement écrit à l'intention des personnes qui soutenaient tacitement Saül lorsqu'il persécutait David, ce chant nous fait non seulement réfléchir sur la condition humaine, mais sur notre propre intégrité. Face à toutes les injustices, il nous rappelle une certitude: il y a un Dieu juste qui juge toute la terre. PLAN:     1    Transgresser la justice (v.2-6)     2    Prier pour la justice (v.7-10)     3    Exulter devant la justice (v.11-12) QUESTIONS: 1. Quel est le contexte du Psaume 58? 2. En quoi le silence peut-il être un péché? 3. Comment David décrit-il la dépravation de ses ennemis? 4. Que contient la prière de David pour la justice? 5. Comment expliquer la violence du verset 11? 6. Quel est le double constat des fils de l'homme? Lectures complémentaires:     •    Convocation — Jean 8.30-59     •    Réponse — Apocalypse 19.1-5

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Il diacono Stefano è pieno di grazia e compie grandi prodigi e miracoli. Il popolo è colmo di ammirazione per lui e molti aderiscono alla fede in Cristo. I nemici, gli irriducibili nemici di Cristo e dei suoi seguaci, non resistono alla sua sapienza ispirata. Allora scatta in essi la malefica molla della gelosia, dell’orgoglio e della vendetta. Possiamo ben dire, invece, che la luce del Cristo risorto splende intensamente su questo santo discepolo, splende sulla Chiesa nascente che è sgorgata dal Redentore come sacramento universale di salvezza. Ancora una volta, per accusare il fedele diacono e poterlo condannare alla lapidazione, come hanno fatto con il Signore Gesù, devono ricorrere alla menzogna. Non sanno però, nella loro cecità, che sin dal martirio di Cristo in poi tutti coloro che, come Lui, offrono la vita per difendere la fede e la verità danno ulteriore forza e nuova vitalità alla comunità dei credenti e più vigore a tutta la Chiesa. I persecutori ignorano la fecondità del martirio. “Il sangue dei martiri - diceva Tertulliano - è seme di nuovi cristiani”. Nella pericope evangelica invece ci è dato di vederne con evidenza gli effetti: una folla è alla ricerca di Gesù e quasi lo insegue, inizialmente anche per la meraviglia del grande miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma poi perché sempre più affascinata da una dottrina nuova annunciata con autorità. Il Signore, infatti, indica un modo più intimo e radicale per sfamarsi non soltanto nel corpo: “Procuratevi - egli afferma - non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà”. Il cibo che sazia l’anima e non perisce è la Parola di Dio incarnata nel Pane di vita, il nutrimento divino che consente, guidati e sorretti dalla fede, di compiere con tutte le forze e con tutta la vita le opere di Dio. È la via della nostra personale santificazione. È l’interiore illuminazione dello Spirito che ci garantisce la fedeltà alla nostra vocazione fino alla fine, fino al martirio, come ha saputo fare santo Stefano e, dopo di lui, la schiera innumerevole dei martiri di tutti i tempi e di tutti coloro che hanno vissuto in modo eroico le virtù cristiane.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 19] Vangelo: At 2, 14. 22-33; Sal 15; 1 Pt 1, 17-21; Lc 24, 13-35.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Apr 18, 2026 2:44


Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 19] Commento: Spiegò loro ancora le Scritture.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Apr 18, 2026 2:13


Il brano si apre con una nota apparentemente cronologica: “In quello stesso giorno, il primo della settimana”. L’appunto è invece strettamente liturgico: era il giorno della convocazione eucaristica della comunità, che faceva memoria della risurrezione del Signore, già fissata al tempo degli apostoli. Gesù, dopo aver rimproverato i due discepoli delusi e disorientati dagli ultimi avvenimenti, “cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui”. È questo il modo di leggere le sacre pagine, metodo seguito nell’Antico Testamento dai rabbini e poi dai Padri della Chiesa: cogliere il senso profondo delle Scritture e applicarlo agli avvenimenti del proprio presente. La comprensione delle Scritture introduce nel mistero del Signore, ma non per questo lo dona, perché la partecipazione ad esso non è solo un fatto di conoscenza. Tuttavia ci si rende conto che “il Cristo doveva sopportare queste sofferenze per entrare nella sua gloria” e, solo così, si supera lo scandalo della croce, il suo e il nostro. La comprensione, non la semplice lettura, porta comunque alla contemplazione e genera gioia e serenità nell’animo: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi, quando ci spiegava le Scritture?”. Senza la luce della Parola il mondo è buio e la notte, come fu notte quando Giuda lasciò il Cenacolo, scende nel cuore dei credenti. Ma l’esperienza dell’incontro con il Risorto tocca il suo apice nel sacramento, nella “frazione del pane”: è qui che “si aprirono i loro occhi e lo riconobbero”. Le Scritture illuminano il cammino dei credenti, il sacramento - realtà di grazia - mette i discepoli in comunione di vita con il Risorto. Si direbbe che quei due viandanti abbiano celebrato insieme la Messa: prima con la liturgia della Parola, poi, “quando furono a tavola, Gesù spezzò il pane e lo diede loro”, come nell’ultima Cena, come in ogni Eucaristia. “Ma lui sparì dalla loro vista”. Nel tempo presente l’esperienza cristiana è vera e autentica, ma siamo ancora nel cammino, nell’attesa della beata speranza.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Sab 18] Commento: «Sono io, non temete»

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Apr 17, 2026 1:47


Cogliamo i particolari di una scena che l’evangelista Giovanni ci descrive: i discepoli di Gesù sono su una barca e stanno facendo la traversata del lago di Tiberìade, diretti a Cafàrnao. “Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento”. Il dato più importante è che Gesù non era con loro. Avventurarsi nella difficile traversata della vita senza di Lui è rischioso e temerario, tanto più se si è privi di luce interiore e il buio si è calato nello spirito. Soli, al buio e senza il conforto della presenza di Cristo, la situazione diventa davvero difficile, soprattutto quando soffia il vento delle passioni, quando premono le preoccupazioni della vita e sopraggiungono prove difficili da superare. Senza di Lui, al buio, mentre soffia un forte vento contrario, accade spesso: il risultato più evidente è la paura di non farcela, di restare sommersi dalle onde, di doversi dichiarare sconfitti dagli eventi. Di gente che affoga, di vite sommerse dalle onde, di uomini spauriti si sente parlare ogni giorno. L’abbandono, l’emarginazione e la solitudine sono i mali del nostro tempo: troppo spesso dobbiamo constatare che non solo non c’è Gesù tra loro, ma sono assenti anche coloro che dovrebbero far sentire, con la loro presenza amorosa, quella del Signore. È sempre confortante, però, constatare che allora come oggi egli viene e cammina sulle acque, per poi farsi accogliere nella nostra barca traballante. Allora, una volta presente e accolto, può davvero dirci parole di consolazione e far sì che la nostra barca, la nostra vita, raggiunga felicemente la meta. Il Signore lo voglia.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 17] Vangelo: At 5, 34-42; Sal.26; Gv 6, 1-15.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Apr 16, 2026 1:46


In quel tempo, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Ven 17] Commento: Li distribuì a coloro che erano seduti finché ne vollero.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Apr 16, 2026 2:16


La pagina del Vangelo di oggi è indubbiamente gioiosa: siamo vicini alla Pasqua, è primavera in Palestina, e la scena degli uomini saziati è festiva e piena di allegrezza. “Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì fra quelli che si erano seduti”. Ma dobbiamo ricordare che la venuta di Gesù non si ferma qui. Giovanni, infatti, non si premura di evidenziare il ruolo attivo dei discepoli nell’attirare l’attenzione sulla condizione precaria della folla affamata, nel collaborare a cercare una soluzione (“c’è qui un ragazzo con cinque pani e due pesci”), e nel distribuire il pane alla gente. L’attenzione dell’evangelista è invece tutta rivolta a ciò che fa e dice Gesù, spingendoci oltre il segno prodigioso. Tuttavia la folla e gli stessi discepoli non capiscono, e l’incredulità attraversa l’intero capitolo. D’altra parte, vi sono molti indizi che faciliterebbero una diversa intuizione: Gesù è sulla montagna come Mosè, vi è la vicinanza della Pasqua, il mettersi seduti per mangiare, il rendere grazie, gesti conviviali, e la raccolta degli avanzi. Il fatto suscita solo stupore tra la gente, che di fronte al segno giunge a un’unica convinzione: “Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo”. Giusta affermazione; ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo. C’è in questo comportamento di Gesù una sapienza sulla quale non dovremmo mai smettere di riflettere. Come in tutti i segni miracolosi, tutto nasce dal profondo desiderio che Gesù ha di beneficare e, nello stesso tempo, di annunciare beni ancora maggiori. Nel caso particolare, vuole preparare il cuore dei suoi ascoltatori ad accogliere lui stesso come pane di vita. Più avanti dirà, a conferma di ciò, che la manna nel deserto non è stata il vero pane del cielo, ma che egli stesso è la vera manna che il Padre manda dal cielo. Ecco perché Gesù non voleva creare equivoci nelle sue azioni prodigiose. È questa la situazione di fede in cui noi tutti ci troviamo: Gesù è venuto per donare se stesso alla nostra fame.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 16] Vangelo: At 5, 27-33; Sal.33; Gv 3, 31-36.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Apr 15, 2026 0:44


Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Gio 16] Commento: Chi crede nel Figlio avrà la vita eterna.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Apr 15, 2026 2:02


Oggi il Vangelo ci fa ascoltare una testimonianza di Gesù, il quale si lamenta che molti non lo accettano: “Egli attesta ciò che ha veduto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza”. Chi ne accetta la testimonianza si pone in rapporto diretto con il Padre, in quanto ne riconosce la verità nelle parole dell’Inviato e ne vive anche la comunione. “Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa”, ossia gli ha comunicato l’autorità e il potere. Ciò è vero, ma l’evangelista vuole sottolineare che il Figlio di cui si parla è il Gesù storico, il Messia Salvatore che ha subìto la morte di croce per la salvezza dell’umanità. È questo Gesù, vero Dio e vero uomo, che rivela la sua profonda esperienza di intima comunione con il Padre e con lo Spirito Santo, e afferma il suo diritto a essere ascoltato e creduto. “Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non crede al Figlio non vedrà la vita”. Il Vangelo parla chiaro: per Dio, i credenti e i non credenti in Gesù non sono affatto la stessa cosa. Dio pone una profonda differenza tra coloro che accettano e seguono il suo Figlio, che egli ci ha mandato perché lo accogliessimo e lo seguissimo: è in lui e per mezzo di lui che ci dona la sua stessa vita. “L’ira di Dio rimane su di lui”, ossia su coloro che, pur avendo conosciuto questo Figlio, continuano a vivere e a comportarsi come se non lo avessero mai conosciuto. L’ira di Dio non è, di per sé, una minaccia irrimediabile: è piuttosto il rifiuto di Gesù come Salvatore, rischio che in parte possiamo correre tutti. Che cosa faremo allora di fronte a questo richiamo così perentorio? Non dovremmo certo puntare il dito contro l’uno o contro l’altro dicendo: “L’ira di Dio si scatena sul mondo per colpa tua”. Dovremmo invece credere profondamente a quanto ci viene detto dal Signore: è lui che dà la vita e la morte. Tu che credi, cerca di rendere credibile la tua fede, perché altri si accostino alla Vita.

Prêche la Parole
Dans la caverne jusqu'à l'aurore - Psaume 57

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Apr 12, 2026 47:48


Pascal Denault - Psaume 57 RÉSUMÉ: Les saints doivent souvent se réfugier dans des cavernes (Hé 11.38) jusqu'au matin de leur délivrance. Dans ces refuges, Dieu préserve leur foi et prépare leur triomphe. Le Psaume 57 nous montre comment le Messie lui-même (et nous en lui) a subi l'hostilité du monde et en a triomphé au matin de sa résurrection. PLAN:     1    Dans la caverne (v.2-6)     2    Dans la gloire (v.7-12) QUESTIONS: 1. Comment les chrétiens sont-ils des hommes des cavernes? 2. Qu'est-ce que la suscription nous apprend sur le Psaume 57? 3. Quel est le refuge de David? 4. Comment peut-on comparer la caverne et la croix? 5. Qu'arrive-t-il avec les pièges des adversaires? 6. Comment la fin du psaume anticipe-t-elle la résurrection? 7. Comment la conclusion concerne-t-elle la mission universelle? Lectures complémentaires:     •    Convocation: Hébreux 11.23-12.3     •    Réponse: Psaume 108.1-7

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L'Agneau immolé depuis la fondation du monde - Apocalypse 13.8

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Apr 5, 2026 41:48


RÉSUMÉ: Ce verset de l'Apocalypse présente la rédemption sous l'angle d'un décret éternel qui précède la création et qui a été révélé tout au long de l'histoire depuis le commencement du monde. Nous examinerons ce plan en détail en nous arrêtant sur trois expressions clés de ce passage. PLAN:     1    Le livre de vie     2    L'Agneau immolé     3    Depuis la fondation du monde QUESTIONS:     1    Qui est inscrit dans le livre de vie et pourquoi sont-ils inscrits?     2    Quelle est l'origine de l'agneau immolé?     3    Pourquoi Jésus est-il appelé l'Agneau de Dieu?     4    Comment peut-on avoir part à l'aspersion de son sang?     5    À quoi se rapporte l'expression "depuis la fondation du monde"?     6    Comment Christ a-t-il été immolé depuis la fondation du monde?     7    Que procure la mort de Christ? Lectures complémentaires:     •    Convocation: Exode 12.1-28     •    Réponse: Hébreux 10.1-18 Prédicateur: Pascal Denault

Prêche la Parole
Question #119 - Qui peut administrer les sacrements?

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 25, 2026 25:23


Réponse: Puisque les ordonnances appartiennent à l’Église, celle-ci doit confier leur administration à des hommes fidèles, capables d’en expliquer le sens et les grâces que Dieu confère aux croyants par leur moyen lorsqu’elles sont reçues avec foi. ~ 1 Corinthiens 4.1

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Levi Loewen - Pourquoi l’Église doit connaître Christ - Colossiens 1.1-2

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 22, 2026 50:23


Levi Loewen - Colossiens 1.1-2 ➡️ RÉSUMÉ: Qu’est-ce qui rend une église le plus vulnérable à l’erreur et à la ruine? Comment l’église doit-elle être gardée contre l’infiltration de l’hérésie? Dans Colossiens, Paul nous donne le remède en plaçant devant nous Christ dans toute la plénitude de sa suprématie et de sa prééminence. Une connaissance profonde de la personne et de l’œuvre de Christ est essentielle à la vie chrétienne, parce qu’elle garde l’église contre tout rival de Christ et contre tout ajout à son œuvre salvatrice. Les mêmes dangers qui troublaient les Colossiens demeurent encore parmi nous. Lectures complémentaires: Hébreux 1.1-2.4, 1 Cor 1.20-25

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Question #118 - Qu'est-ce qu'une ordonnance d'institution positive?

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 20, 2026 30:14


Réponse: Il s’agit des ordonnances que Dieu requiert spécifiquement de son peuple. Dans la nouvelle alliance, le Seigneur a institué deux ordonnances particulières : le baptême et la cène. ~ Mt 28.19-20

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Les larmes précieuses recueillies par Dieu - Psaume 56

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 15, 2026 52:29


Pascal Denault - Psaume 56 RÉSUMÉ: Dans ce psaume de David, nous entendons la voix du Messie implorant le secours de Dieu face aux hommes qui cherchent à lui ôter la vie. Ses larmes deviennent les nôtres, et nos larmes deviennent les siennes. Dieu ne se contente pas d'entendre les prières de ses enfants, il conserve précieusement les larmes qui les accompagnent. PLAN:     1    Aie pitié de moi, ô Dieu! (v.1-5)     2    Recueille mes larmes dans ton outre (v.6-12)     3    Tu as délivré mon âme de la mort (v.13-14) QUESTIONS:     1    Comment la suscription (v.1) nous aide-t-elle à comprendre ce psaume?     2    Quelle est la relation entre la peur et la foi?     3    Dans ce psaume, que peuvent faire les hommes et que peut faire Dieu?     4    Pourquoi nos larmes sont-elles précieuses devant Dieu?     5    Qu'est-ce que David répète dans le refrain comme clé de l'assurance?     6    Comment la fin de ce psaume se rapporte-t-elle à David, à Christ et à nous? Lectures complémentaires:     •    Convocation: 1 Samuel 21.1-22.5     •    Réponse: Hébreux 5.7-10, 12.1-3

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Joël Labrecque - Une adoration digne d'un Dieu infini

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 8, 2026 48:38


Joël Labrecque - Ps 145.3 ; Né 9.5-6 ; Ph 2.6-11 ; Ap 4.11-5.14 ➡️ DESCRIPTION : Dieu est digne de recevoir de la part de Ses créatures une adoration digne d'un Dieu infini. Or puisqu'il est impossible pour une créature de Lui offrir une adoration infinie, comment Dieu peut-Il donc recevoir Son juste dû, à savoir celui d'être adoré d'une manière infinie? Nous répondrons à cette question en deux volets : 1) une adoration peut être infinie lorsqu'elle est d'une valeur infinie; et 2) une adoration peut être infinie lorsqu'elle est d'une durée infinie. Nous utiliserons quatre textes bibliques pour nous diriger: Ps 145.3 ; Né 9.5-6 ; Ph 2.6-11 ; Ap 4.11-5.14 PLAN: 1) Aucune créature ne peut offrir une adoration digne du Dieu infini 2) Christ seul a offert une adoration digne du Dieu infini 3) Christ a mérité, par Sa propre adoration, que toute créature Lui offre une adoration digne du Dieu infini Lectures complémentaires: 1) Convocation : Ps 145.1-13, 148.1-14 2) Après la prédication : Ap 7.9-12 Prédicateur: Joël Labrecque

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Trahi par un ami - Psaume 55

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Mar 2, 2026 47:31


Pascal Denault - Psaume 55.1-24 RÉSUMÉ: La prière haletante de David dans le psaume 55 est aussi agitée que son âme. Nous ne chercherons pas une structure ou un ordre particulier dans cette prière, mais nous l'écouterons comme elle se présente. L'agitation du roi David trahi par un intime est le prélude de la prière agonisante du Messie trahi par Judas, complice de ses ennemis mortels. Malgré l’intensité de l’épreuve, la foi demeure ferme, car elle voit avec assurance ce que l’œil ne discerne pas encore. PLAN: 1. La prière tremblante (v.1-6) 2. La fuite désirée (v.7-9) 3. La cité divisée (v.10-12) 4. L'ami ennemi (v.13-16) 5. La prière confiante (v.17-20) 6. L'hypocrisie du traitre (v.21-22) 7. La fin du juste et de l'impie (v.23-24) QUESTIONS: 1. Qu'est-ce que la prière de David nous apprend sur lui, sur Christ et sur ses ennemis? 2. Pourquoi David veut-il s'envoler? 3. De quelle ville parle-t-il au verset 10 et qu'est-ce qui la caractérise? 4. Qui est le traître? 5. Qu'est-ce qui a changé avec la prière de David à partir du verset 17? 6. Qu'est-ce que les versets 21 et 22 révèlent au sujet du traître? 7. Comment le juste et l'impie sont-ils contrastés à la fin du psaume 55? Lectures complémentaires: - Avant le culte: 2 Samuel 15.10-15, 31-37 ; 16.15-17.7, 23 - Après la prédication: Jean 13.18-32

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Caché parmi les Ziphiens - Psaume 54

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 22, 2026 49:12


Pascal Denault - Psaume 54.1-9 RÉSUMÉ: Même parmi les siens, l’enfant de Dieu peut se retrouver au milieu d’étrangers. Ainsi David, trahi par les Ziphiens de sa propre tribu, voit ceux qui partagent son héritage chercher sa mort. Ce rejet de l’oint de l’Éternel annonce celui de Jésus-Christ, venu chez les siens, et que les siens n’ont point reçu (Jn 1.11). Le Psaume 54 nous fait entendre la prière du Messie entouré de ses adversaires — et devient aussi la nôtre au cœur des détresses du présent siècle mauvais. PLAN: Introduction: David caché parmi les Ziphiens (v.1-2) 1. Prière dans la détresse (v.3-5) 2. Assurance dans la détresse (v.6-9) QUESTIONS: 1. Comment les psaumes 52 à 55 sont-ils reliés? 2. Qu'est-ce que la prière de David nous apprend au sujet de la prière? 3. Pourquoi David désigne-t-il ses ennemis comme des étrangers? 4. Quelle est la double assurance de David même dans la détresse? 5. Qu'est-ce que l'offrande promise au verset 8 a de particulier? 6. Que voyons-nous à l'avance? 7. Comment ce psaume se rapporte-t-il à Christ et à nous? Lectures complémentaires: 1 Samuel 23 (intro) ; 1 Pierre 2.4-25 (Cène)

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Quand l'homme rejette Dieu - Psaume 53

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 16, 2026 50:06


Pascal Denault - Psaume 53 RÉSUMÉ: David reprend, avec des accents différents, les paroles du Psaume 14 par lesquelles il avait exposé la pensée de l'insensé. Ce psaume nous montre que le problème fondamental de l'être humain est qu'il rejette Dieu. Cet athéisme n’est ni intellectuel ni neutre : il est moral, volontaire, et lourd de conséquences. PLAN: 1. L'insensé en son coeur (v.2) 2. Dieu du haut des cieux (v.3-5) 3. Épouvante et allégresse (v.6-7) QUESTIONS: 1. L'athéisme est-il neutre? 2. Pourquoi ce psaume est-il répété? 3. Comment la dépravation totale est-elle présentée dans ce psaume? 4. Qu'est-ce que Dieu cherche et le trouve-t-il? 5. Qu'arrivera-t-il à ceux qui persécutent le peuple de Dieu? 6. Comment ce psaume termine-t-il? 7. Quelles applications pouvons-nous faire de ce psaume? Lectures complémentaires: Genèse 6.1-7.9 ; 2 Thessaloniciens 1.3-10

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Rob Mongeau - Viens et meurt: l’appel de la croix - Luc 14.25-35

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 9, 2026 55:12


Rob Mongeau - Luc 14.25-35 ➡️ Description : Jésus n’a jamais couru après les foules, il les confrontait. Dans Luc 14, il s'adresse à une foule grandissante et lance l'un des appels au discipulat les plus profonds de l'Écriture. Que veut véritablement dire "suivre Jésus"? Dans ce message, nous regarderons quel est le coût de l’engagement que Jésus demande. Plan 1. Le discipulat requière une allégeance suprême à Christ (vv.25-27) 2. Le discipulat requière un calcul de coût délibéré (vv.28-32) 3. Le discipulat requière un abandon indivisé (v.33) 4. Le discipulat doit perdurer, sinon il est inutile (vv.34-35) Textes complémentaires : Ruth 1 Prédicateur: Rob Mongeau

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Levi Loewen - Espérance pour les croyants affligés - Jean 11.21-27

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Feb 1, 2026 57:30


Levi Loewen - Jean 11.21-27 ➡️ Description : Quelle est votre seule espérance lorsque vous vous trouvez face à face avec la mort ? Devant elle, nous sommes totalement impuissants et incapables de nous délivrer nous-mêmes. Pourtant, Jésus-Christ seul possède le pouvoir sur la mort et seul peut donner une véritable espérance. Bien qu’Il ne nous ait pas encore retirés de la présence de la mort dans ce monde, Il se révèle à son peuple au milieu de sa souffrance et de son deuil. Par sa Parole, Il console les croyants affligés et leur donne une espérance vivante, dans la mort comme dans la vie, par la foi en Celui qui est la résurrection et la vie. Plan - Espérance dans la mort (v.21-24) - Espérance dans la vie (v.25-26) - Espérance de la foi (v.27) Textes complémentaires :1 Corinthiens 15, 2 Corinthiens 1.3-6

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David contre Doëg - Psaume 52

Prêche la Parole

Play Episode Listen Later Jan 25, 2026 52:28


Pascal Denault - Psaume 52 RÉSUMÉ: Les psaumes 52 à 59 nous ramènent à l'époque de la fuite de David devant Saül. Le premier de ces huit psaumes se rapporte au commencement de cette fuite où David, sans le vouloir, entraina le malheur sur la maison d’Achimélec. Sa fuite est emblématique du sacerdoce royal persécuté par de farouches adversaires dans ce monde déchu. En utilisant Doëg l'Edomite comme représentant, David expose la fourberie et la ruine de ces adversaires du royaume de Dieu et de l'attente confiante des justes. PLAN: 1. Le tyran déraciné (v.1-7) - Le méchant (v.2) - Sa méchanceté (v.3-6) - Son jugement (v.7) 2. L'olivier verdoyant (v.8-11) - Les justes (v.8) - Leur justice (v.9-10) - Leur délivrance (v.11) QUESTIONS: 1. Que sait-on sur l'arrière-plan de ce psaume? 2. Comment la méchanceté de Doëg est-elle décrite dans ce psaume? 3. Qu'en est-il du jugement prononcé contre Doëg? 4. Que font les justes? 5. Qu'est-ce qui distingue fondamentalement le juste du méchant? 6. En quoi consiste la délivrance des justes? 7. Quelles applications pouvons-nous faire de ce psaume? Lectures complémentaires: 1 Samuel 21.1-10, 22.6-23 (intro) ; 1 Pierre 2.4–10 (cène)