Podcast appearances and mentions of Giovanni Battista

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Tempo di Riforma - il podcast
Domenica 8-1-2023 Servizio di culto evangelico-riformato

Tempo di Riforma - il podcast

Play Episode Listen Later Jan 6, 2023 53:43


Nella seconda domenica dell'anno, la tradizione liturgica cristiana celebra il battesimo del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Si potrebbe dire che, storicamente, questo sia stato il momento ufficiale del "lancio", dell'inizio, dell'inagurazione ufficiale del ministero pubblico di Gesù. Proclamato da Giovanni Battista, ultimo dei profeti, confermato dalla voce stessa di Dio Padre e nella potenza dello Spirito Santo, Gesù in quel giorno comincia a svolgere la sua efficace missione in questo mondo come Salvatore e Signore. Essa si è estesa immutata fino al giorno d'oggi. Se siamo qui ora a celebrarla vuol dire che essa ci ha personalmente raggiunto. Per questo lodiamo e ringraziamo Dio nell'ambito del nostro servizio di culto. Prepariamocene. https://www.tempodiriforma.it/wp/un-salvatore-unico-nel-suo-genere-isaia-421-9/

BASTA BUGIE - Cristianesimo
Natale: giorno di gioia, di lotta e di vittoria

BASTA BUGIE - Cristianesimo

Play Episode Listen Later Jan 3, 2023 10:46


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7264NATALE: GIORNO DI GIOIA, DI LOTTA E DI VITTORIA di Roberto de MatteiDom Prosper Guéranger, il grande abate di Solesmes e autore del celebre Anno Liturgico è l'autore a cui attingiamo per meditare nei giorni del Santo Natale. E dom Guéranger ci invita a cercare in questi giorni con il nostro pensiero soprattutto tre luoghi.Il primo è Betlemme, la grotta della Natività, l'umile asilo che il figlio dell'Eterno, disceso dal Cielo, ha scelto per la sua prima residenza. Tuttavia cercheremmo invano oggi a Betlemme la beata mangiatoia che accolse il Bambino Gesù. Da tredici secoli essa ha lasciato quei luoghi ed ha trovato accoglienza nel centro della Cattolicità, a Roma. La città sacra di Roma è dunque il secondo luogo del mondo che il nostro cuore deve cercare, e in questa città, il luogo che in questi giorni chiede tutta la nostra venerazione e tutto il nostro amore è la basilica di Santa Maria Maggiore che ospita la mangiatoia del Divino Infante, una delle più preziose reliquie della Cristianità.IL NOSTRO CUOREMa c'è un terzo luogo, un terzo santuario, che a Natale deve ospitare il divino figlio di Maria. Questo terzo santuario è in noi: è il nostro cuore. E questa la Betlemme che Gesù vuole visitare, nella quale vuole nascere e stabilirsi. Noi veneriamo Gesù nel santo presepio, ma egli viene a noi in quella mangiatoia che deve diventare il nostro cuore. Però, avverte dom Guéranger, "O soldato di Cristo, impara che bisogna combattere per meritare di avvicinarsi al divino bambino: combattere per conservare in sé la sua presenza piena di amore; combattere per arrivare al giorno beato che ti farà tutt'uno con lui nell'eternità".Combattere significa ricordare, anche nel giorno di Natale e in quelli successivi, che la vita cristiana è milizia sulla terra e che non c'è gioia, neppure quella sublime del Santo Natale, che sia inseparabile dalla sofferenza. Per questo Maria, che fu inondata di gioia nel dare alla luce il Redentore, fu anche inondata dal dolore, conoscendo le sofferenze che avrebbero accompagnato il suo Divin Figlio da Betlemme al Calvario, come prezzo da pagare per la salvezza degli uomini.I MARTIRI DI NICOMEDIAÈ per questo che ogni cristiano deve essere pronto a dare la vita per Nostro Signore, come fecero quei cristiani di Nicomedia che il giorno di Natale dell'anno 303, sotto l'Imperatore Diocleziano, subirono il martirio ed ascesero al Cielo, mentre Gesù scendeva sulla terra.Diocleziano e i suoi colleghi nell'impero avevano appena pubblicato il famoso editto di persecuzione che dichiarava alla Chiesa la più sanguinosa guerra che essa abbia mai subita. L'editto affisso a Nicomedia, residenza dell'imperatore, era stato strappato da un cristiano che pagò tale atto di santa audacia con un glorioso martirio. I fedeli pronti alla lotta osarono sfidare la potenza imperiale, continuando a frequentare la loro chiesa condannata alla demolizione. Si era giunti al giorno di Natale. Essi si raccolsero in numero di parecchie migliaia nel sacro tempio per celebrarvi un'ultima volta la Nascita del Redentore. A quella notizia, Diocleziano inviò uno dei suoi ufficiali con l'ordine di chiudere le porte della chiesa, e di appiccare ai quattro angoli dell'edificio il fuoco che doveva distruggerla. Quando tutto fu disposto, squilli di tromba si udirono sotto le finestre della basilica, e i fedeli intesero la voce del banditore che annunciava, da parte dell'imperatore, che quelli i quali volevano aver salva la vita potevano uscire, a condizione di offrire l'incenso sull'altare di Giove eretto davanti alla porta della chiesa; diversamente, sarebbero stati tutti preda delle fiamme.Un cristiano rispose a nome della pia assemblea: "Siamo tutti cristiani; onoriamo Cristo come unico Dio e unico Re, e siamo pronti a sacrificargli la nostra vita in questo giorno". A tale risposta i soldati ricevettero l'ordine di appiccare il fuoco. In pochi istanti la chiesa fu un immenso rogo, le cui fiamme salivano verso il cielo, inviando in olocausto al Figlio di Dio, che si era degnato in quel giorno di iniziare una vita umana, l'offerta generosa di quelle migliaia di vite che rendevano testimonianza alla sua venuta in questo mondo.Dom Guéranger conclude: "Così fu glorificato, nell'anno 303, a Nicomedia, l'Emmanuele disceso dal cielo per abitare fra gli uomini. Uniamo, con la santa Chiesa l'omaggio dei nostri voti a quello di questi coraggiosi cristiani la cui memoria si conserverà, attraverso la sacra Liturgia, sino alla fine dei secoli".Facciamo nostre le parole di dom Guéranger, aggiungendo alla memoria che ci trasmette un'altra da conservare nel nostro cuore. Erano passati 10 anni esatti dalla terribile persecuzione di Diocleziano, che sembrava dover estirpare il Cristianesimo dalla faccia della terra, quando, nell'anno 313 dopo Cristo, l'Imperatore d'Occidente Costantino da Milano e quello di Oriente Licinio da Nicomedia proclamavano l'Editto che concedeva ai Cristiani la piena libertà di professare la loro religione. Una nuova Civiltà, la Civiltà cristiana nasceva.Di questa Civiltà siamo eredi e nel giorno di Natale alziamo le sue bandiere, pronti alla lotta.Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Roberto de Mattei, nell'articolo seguente dal titolo "La nostra preghiera nella notte di San Silvestro" parla si san Silvestro I che fu papa al tempo della conversione di Costantino.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il giugno luglio 2022:Il 31 dicembre la Chiesa iscrive nella sua liturgia il nome di un santo che non è un martire, ma un Confessore, il primo confessore della Chiesa: san Silvestro I, Papa per 22 anni dal 314 al 336.Il suo regno iniziò all'indomani della grande vittoria di Costantino a Saxa Rubra e dell'Editto di Milano del 313, con cui il nuovo sovrano, dopo aver pacificato l'Impero, concedeva libertà alla Chiesa. Scrive Louis Veuillot: "La storia dei successori di Pietro, per duecentocinquant'anni, è terminata sempre con le stesse parole: "Coronato dal martirio". Dove si arriva così? A Costantino. San Marcello da poco era morto, schiavo, condannato ad bestias; le acclamazioni del circo avevano da poco salutato Massenzio; la croce appare nel cielo, Costantino la pianta sul Laterano: ab aevo vinces!. Cesare battezzato affida il governo di Roma al Papa Silvestro e ai suoi successori, non ritenendo che l'imperatore della terra debba serbare il potere, là dove l'Imperatore del cielo ha posto il principato del sacerdozio e la capitale della religione"Ma il pontificato di Silvestro conobbe una tempesta più terribile delle persecuzioni di Diocleziano: la nascita e la diffusione, ad opera del prete Ario, di un'eresia che negava la divinità di Gesù Cristo. Papa Silvestro, d'accordo con l'imperatore Costantino, nella primavera dell'anno 325 convocò un Concilio a Nicea. In questo Concilio, il primo Concilio ecumenico della Chiesa, l'eresia ariana fu condannata e fu formulato il famoso simbolo niceno, che trasmise ai secoli la prima grande formula di fede cattolica i canoni del Concilio. Le sue reliquie riposano nella Chiesa di San Silvestro, detta in Capite, perché conserva anche il capo di san Giovanni Battista.A Roma, accanto alla Basilica di san Giovanni in Laterano, si conserva un mosaico, detto del Triclinio Leoniano, in cui a sinistra è raffigurato Gesù Cristo che consegna le chiavi pontificie a papa san Silvestro e il vessillo della Chiesa all'imperatore Costantino; a destra san Pietro che conferisce il pallio a papa Leone III e il vessillo a Carlo Magno. Il vessillo di Costantino e di Carlo Magno è quello che sventolò sui campi delle crociate e nelle acque di Lepanto. È la bandiera della Chiesa, mai ammainata. [...]Nella notte di San Silvestro un anno scompare nel vortice del passato e un altro anno si apre in un abisso di incertezza. Ma per noi quello che conta è solo il tempo presente, l'unico momento in cui incontriamo l'eternità. E in questo momento, chiediamo a Dio che sia fatta, ora e sempre, in noi la Sua volontà.

Commento al Vangelo di don Nicola
Nascita di Giovanni Battista (Lc 1,57-66)

Commento al Vangelo di don Nicola

Play Episode Listen Later Dec 23, 2022 5:03


per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Santuario Madonna dei Boschi Podcast
Omelia 23 Dicembre 2022, LA NASCITA DI GIOVANNI BATTISTA

Santuario Madonna dei Boschi Podcast

Play Episode Listen Later Dec 23, 2022 14:53


Omelia della Santa Messa del 23 Dicembre 2022, Venerdì della IV Settimana di Avvento, tenuta da P. Francesco M. Budani, FI.

Commento al Vangelo di don Nicola
Nel deserto per incontrare Giovanni Battista (Lc 7,24-30)

Commento al Vangelo di don Nicola

Play Episode Listen Later Dec 15, 2022 4:38


Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui. Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro».

Commento al Vangelo di don Nicola
Forza e debolezza in Giovanni Battista (Mt 17,10-13)

Commento al Vangelo di don Nicola

Play Episode Listen Later Dec 10, 2022 3:51


Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Spiritualità | RRL
269 - La profezia di san Giovanni Battista

Spiritualità | RRL

Play Episode Listen Later Dec 10, 2022 6:05


Giovanni Battista, una figura centrale nei testi della liturgia d'Avvento,preparando la strada per il Signore ed indicandoLo quando appare, viene nominatodal Signore Stesso "profeta e più di un profeta", e viene visto dalla santa MadreChiesa come l'ultimo il più grande dei profeti dell'Antica Alleanza. E' più di unprofeta, si può dire, inquanto non solo con le Sue parole, colla sua vita e col suomartirio prenunzia il Signore, ma inquanto prende il ruolo di testimone,indicandoLo col suo sussulto nel gembo materno, e 30 anni dopo col suo dito,come già presente in mezzo a noi.E' dunque non solo un profeta ma anche un testimone, mandato da Dio, comeleggiamo nel Prologo del vangelo di san Giovanni, per rendere testimonianza allaLuce, la Luce Che è Cristo. In questo senso si rassomiglia a Cristo Stesso, Che allostesso tempo è profeta e testimone anche Lui: Che venne per testimoniare SéStesso, per testimoniare la Verità che Lui è di propria Persona.La testimonianza di san Giovanni Battista consiste principalmente dunquenell'indicare il Signore, ossia nell'indicarLo come Agnello di Dio: "Ecco l'Agnellodi Dio che toglie il peccato del mondo." Come spiega padre Cornelius a Lapide, ilSignore è agnello in primo luogo come prefigurato dall'agnello pasquale e dagliagnelli sacrificati nel Tempio a Dio, mattina e sera ed a qualsiasi altra occasione,

Commento al Vangelo del giorno
CATECHESI SU ELIA E S. GIOVANNI BATTISTA. Sabato della II settimana del Tempo di Avvento.

Commento al Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 9, 2022 15:51


Tempo di Riforma - il podcast
Domenica 11-12-2022 Servizio di culto evangelico-riformato

Tempo di Riforma - il podcast

Play Episode Listen Later Dec 5, 2022 58:27


Il “metodo di verifica” di Giovanni Battista (Matteo 11:2-6) È assolutamente indispensabile mantenere uno spirito critico quando, sentendo delle notizie, ci vengono presentati dei fatti. Non bisogna prendere tutto “per oro colato” perché le cose potrebbero stare in modo diverso da quello che ci viene proposto. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio – si dice. Bisogna verificare. Giovanni Battista aveva proclamato Gesù di Nazareth come l'atteso Messia. Ancora, però, più tardi nel ministero di Gesù, avrebbe voluto ulteriori verifiche. Quali criteri egli aveva usato per farlo? E quali criteri Gesù stesso aveva indicato per confermarlo? Lo vediamo nel testo di Matteo 11:2-11 che esaminiamo quest'oggi. Si tratta di ottimi criteri utili pure per valutare le altre notizie che udiamo!

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia II Domenica di Avvento - Anno A (Mt 3, 1-12)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Nov 29, 2022 5:57


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7176OMELIA II DOMENICA DI AVVENTO - ANNO A (Mt 3,1-12)Il tema di questa seconda Domenica di Avvento è la conversione. Tutti abbiamo bisogno di conversione per poter celebrare nel modo migliore il Natale del Signore. Il dovere della conversione è richiamato tante volte nella Bibbia, il che significa che ogni giorno possiamo e dobbiamo migliorare, ogni giorno è il momento opportuno per cambiare qualcosa nella nostra vita, nel modo di pensare, di parlare e di agire. Ogni giorno è il momento opportuno per rompere, per spezzare qualche legame che ci tiene attaccati al male o alla mediocrità.Facendo così, noi imitiamo il navigatore, il quale rettifica di continuo la guida della nave per assicurarsi che la direzione sia sempre esatta. Noi tutti, infatti, tendiamo a deviare, siamo volubili e fragili: se non vigiliamo su noi stessi, in breve tempo smarriamo completamente la rotta. Ecco dunque il dovere di questa continua rettifica, guardando di continuo la bussola che ci indica la giusta direzione verso il Signore.Talvolta sarà difficile, ma è sempre doveroso. Volendo essere coerenti con il Vangelo, troveremo non poche cose da cambiare. Occorre l'umiltà per ammettere i nostri sbagli e le nostre deviazioni, molta forza di volontà per operare le necessarie correzioni, e molta perseveranza per non arrenderci alle prime difficoltà.Ogni vittoria su noi stessi è un passo in avanti verso la meta. Ogni giorno dovremmo dire anche noi: “Incipit vita nova”, ovvero: “Inizia una vita nuova”. Cominciare da capo è sempre molto bello e stimolante. Poter ricominciare da capo, evitando tutti gli sbagli fatti nel passato, penso sia il desiderio di tutti quelli che sono sinceramente pentiti e vogliono fare il bene. Nella vita sociale non è sempre possibile questo “azzeramento” e questa nuova possibilità; ma, per grazia di Dio, questo è possibile per la nostra vita spirituale. Un atto di contrizione perfetta brucia tutti i nostri peccati e anche le pene dovute al peccato, brucia tutto il nostro passato, un passato da dimenticare.Un giorno, ad un vecchio eremita fu chiesta l'età. «Ho cinquant'anni», rispose. «Non è possibile! – replicò il visitatore – Ne avete certamente più di settanta». «è vero – rispose l'eremita – la mia età sarebbe di settantacinque anni; ma i primi venticinque non li conto, perché li ho passati lontani da Dio». Il tempo ci è donato per trasformarlo in amore di Dio e del prossimo, tutto il resto è tempo perso.Per operare in noi questa profonda conversione, questo “azzeramento”, è cosa molto utile concederci di tanto in tanto dei veri e propri esercizi spirituali, ovvero dei giorni da trascorrere in qualche casa di ritiro, ove meditare, pregare e prepararci ad una seria confessione. Sarà proprio quando il sacerdote pronuncerà su di noi le parole dell'assoluzione «io ti assolvo dai tuoi peccati» che la nostra anima tornerà bianca come la neve e, deposto il peso del peccato, in noi si opererà questa nuova partenza. Rinnovati dall'Amore di Dio, inizieremo allora una vita secondo il Vangelo. è cosa molto buona concederci questi periodi di ritiro ogni anno, perché, come dicevo prima, tendiamo sempre a deviare e la conversione deve essere continua. Facciamo in modo che questo Avvento sia anche per noi l'inizio di una vita nuova.L'invito alla conversione ci è rivolto da san Giovanni Battista, il quale nel deserto della Giudea predicava e diceva: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 3,2); e, poco oltre: «Fate dunque un frutto degno della conversione» (Mt 3,8). Facciamo dunque anche noi questi frutti degni della conversione. Un albero si riconosce dai frutti, così l'autenticità della nostra conversione si riconoscerà dalla bontà e dalla pazienza che noi eserciteremo verso il prossimo che ogni giorno incontriamo sul nostro cammino. è questa la “prova del nove” che svelerà ciò che veramente siamo.Affidiamoci infine alla Vergine Maria. Chiediamole la grazia di una profonda conversione. Certamente questa grazia Ella ce la vuole donare.

Pregare con Sant'Egidio
Preghiera per la Chiesa. Meditazione di Marco Impagliazzo sul Libro del Profeta Ezechiele 47,1-12

Pregare con Sant'Egidio

Play Episode Listen Later Nov 9, 2022 11:42


Preghiera per la Chiesa. Meditazione di Marco Impagliazzo sul Libro del Profeta Ezechiele 47,1-12. Festa della dedicazione della cattedrale di Roma, la basilica dei santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano. Preghiera per la Chiesa di Roma. Ricordo della "Notte dei cristalli" nel 1938 in Germania, inizio della persecuzione nazista contro gli ebrei.

Radio Maria België
Radio vaticaan: Belgische jongeren op bezoek bij de paus – Heiligverklaring mgr. Giovanni Battista Scalabrini & Artemide Zatti

Radio Maria België

Play Episode Listen Later Oct 12, 2022 41:02


Foto: © Vatican News Zeer recent werden een 100-tal Belgische jongeren, in het kader van de voorbereidingen op de Wereldjongerendagen in 2023, in privé-audiëntie ontvangen bij paus Franciscus. U hoort een verslag en een vertaling van de toespraak die de Heilige Vader heeft gegeven. Verder hoort u de homilie tijdens de Eucharistie bij de heiligverklaring van mgr. Giovanni Battista Scalabrini en Artemide Zatti op zondag 9 oktober. Verder staan we ook stil bij het levensverhaal van deze twee nieuwe heiligen in de Kerk.

BASTA BUGIE - Cinema
La battaglia di Hacksaw Ridge** (2016) - I 4 errori di Desmond Doss, il protagonista della Battaglia di Hacksaw Ridge

BASTA BUGIE - Cinema

Play Episode Listen Later Sep 20, 2022 15:04


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7142I 4 ERRORI DI DESMOND DOSS, IL PROTAGONISTA DELLA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE di Pietro GuidiLa battaglia di Hacksaw Ridge è un film di Mel Gibson che racconta la vera storia di Desmond Doss, un soldato obiettore di coscienza. La sua vita è segnata da due grandi desideri: quello di servire la propria patria nella seconda guerra mondiale e quello di non uccidere nessuno. Questi desideri sono apparentemente inconciliabili, ma grazie all'aiuto di suo padre, che aveva combattuto nella prima guerra mondiale, riesce a farsi riconoscere come soldato obiettore di coscienza e a prestare il suo servizio come medico militare. Desmond dice: "In un mondo impegnato a farsi a pezzi da solo, non mi sembra una cattiva idea tentare di rimetterlo insieme pezzo dopo pezzo".A causa della sua determinazione nel rifiuto di uccidere, nemmeno il nemico, viene preso in giro dai superiori e dai commilitoni, che arrivano a mettergli le mani addosso. Ma nella battaglia di Hacksaw Ridge dimostra il suo valore e il suo coraggio salvando circa settantacinque persone ferite portandole fuori dal campo di battaglia e meritandosi il rispetto degli altri soldati.In questo film Mel Gibson mette tutta la sua esperienza nel descrivere realisticamente la guerra che è terribile e spettacolare allo stesso tempo. Inoltre alcuni valori cristiani sono ben messi in luce: la verginità prima del matrimonio del protagonista (introvabile nei film di oggi), la carità cristiana che arriva a donare la propria vita per i propri amici e infine l'importanza della preghiera in ogni azione quotidiana che per Dodd tocca un vertice nella richiesta a Dio di trovare ancora un soldato ferito, sia amico che nemico. Azzeccata anche la presa in giro dei culturisti che mostrano con orgoglio i loro muscoli, ma nascondono debolezze interiori come la paura che blocca ogni azione.Il film quindi è senz'altro da vedere, nonostante quattro errori che forse, a causa della cultura moderna in cui siamo immersi, potrebbero passare inosservati.1) L'INGIUSTA OBIEZIONE DI COSCIENZAIl primo di tutti è l'obiezione di coscienza. Essendo questo il cardine del film bisogna capire che cosa è veramente e se sia una cosa buona. Il mondo di oggi non avrà problemi a giustificare l'obiezione di coscienza di Doss, forse ne avrà chi ha visto i precedenti film di Mel Gibson sulla guerra dove la figura del guerriero è indubbiamente positiva. Basti pensare a William Wallace di Braveheart. Le convinzioni religiose di Desmond sono state molto importanti per far maturare in lui il sentimento di avversione nei confronti delle armi. Naturalmente ha contribuito a questa convinzione anche la traumatica esperienza avuta in casa quando ha minacciato suo padre con una pistola per difendere sua madre. In realtà Doss in questa occasione ha fatto esattamente quello che ogni figlio deve fare e quindi non avrebbe nulla da rimproverarsi. Però nel film questo episodio gli genera dei sensi di colpa. Ma tralasciando questo elemento soggettivo del protagonista, parliamo invece dell'elemento oggettivo della compatibilità tra religione e servizio militare. L'elemento religioso è stato quello decisivo nella sua scelta, perché la setta protestante a cui appartiene, cioè gli avventisti del settimo giorno, negano in ogni caso la legittimità della guerra giusta appellandosi ad una interpretazione assoluta e distorta del comandamento "non uccidere". Sarebbe curioso chiedere a uno di loro se si possa uccidere chi sta cercando di violentare tua moglie o di rapire i tuoi figli, ma sappiamo già la risposta. La Chiesa cattolica invece, coerentemente con la Bibbia, ricchissima di storie di santi guerrieri, e con l'insegnamento di Gesù e degli apostoli, ha sempre affermato la possibilità della legittima difesa e della guerra giusta (che comunque non può essere offensiva). Re Davide era un guerriero, Mosè aveva applicato la pena di morte verso tremila Israeliti che avevano adorato il vitello d'oro e non si erano pentiti e l'elenco potrebbe andare avanti a lungo. Dio stesso veniva invocato come "Signore degli eserciti". Anche nel Nuovo Testamento, pur non essendoci guerre visto che ancora non c'era una civiltà cristiana da difendere, sono state dette molte frasi che approvano il servizio militare. Per esempio san Giovanni Battista esortava i soldati ad accontentarsi delle loro paghe e a non estorcere nulla alle persone, considerandolo un mestiere lecito come gli altri. Quando un centurione andrà da Gesù a chiedere un miracolo farà una professione di fede militare, dicendo che come lui aveva dei sottoposti che gli obbedivano così tutto il mondo era sottoposto all'autorità di Gesù. E Gesù loda molto questo centurione romano, che continuerà a fare il suo lavoro anche dopo la conversione. San Paolo, riassumendo nella lettera ai romani il concetto cristiano di autorità dice che essa non invano porta la spada: "Vuoi non aver da temere l'autorità? Fa' il bene e ne avrai lode, poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male". Quindi il quinto comandamento significa che non si può uccidere l'innocente, ma nel caso di legittima difesa e di guerra giusta è lecito e, a volte, anche doveroso uccidere. Chi non volesse uccidere per principio permetterebbe al male di continuare a far danno e di distruggere l'ordine della società, che viene protetto dalla spada come insegna san Paolo, ma anche la semplice ragione umana.2) LA NONVIOLENZADa questo errore deriva anche quello sull'interpretazione letterale della frase evangelica: "Porgi l'altra guancia". Nel film infatti si può vedere come Desmond non si difenda quando viene picchiato dai commilitoni e nemmeno quando fanno battute pesanti su sua moglie. Ma questo non è essere cristiani, bensì zerbini degli altri. Gesù stesso, che ha pronunciato questa frase, non ha porto l'altra guancia quando è stato schiaffeggiato dal servo del sommo sacerdote, ma ha risposto con durezza: "Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?" (Gv 18,23). Gesù non si difende nella Passione perché ha una missione da compiere: era venuto sulla terra proprio per morire e così salvare tutti gli uomini. Non lo fa perché crede che non dobbiamo difenderci con la forza quando siamo minacciati. Infatti, quando Gesù stava per essere catturato nell'orto degli ulivi, san Pietro proverà a difenderlo con la spada, ma Gesù lo fermerà spiegandogli perché, in quel caso, non bisognava combattere: "Credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?" (Mt 26,53). Se Gesù avesse voluto avrebbe potuto salvarsi e sconfiggere chi lo catturava, ma siccome aveva una missione da compiere non l'ha fatto. Non erano i soldati a catturare Gesù, ma era lui che si offriva a loro per essere sacrificato sull'altare della croce.3) IL RIFIUTO DELLA CARNEIn una scena del film vediamo inoltre Desmond che, sul campo di battaglia, dà una scatoletta di carne ad un altro soldato perché lui non la può mangiare. Per gli avventisti del settimo giorno infatti è vietato mangiare carne di animali, a causa del loro concetto distorto di rispetto della vita. Facendo così vanno contro l'insegnamento di Dio che nella Genesi dà all'uomo tutti gli animali perché se ne cibi. Diverse volte il vangelo ci racconta che Gesù mangiava pesce e che andava a Gerusalemme per sacrificare e mangiare l'agnello pasquale. Inoltre ha anche insegnato che si possono mangiare tutti gli alimenti, contrariamente alle prescrizioni alimentari dell'epoca: "Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna? Così rendeva puri tutti gli alimenti" (Mc 7,18-19). Per convincere san Pietro che è lecito cibarsi di tutti gli animali Dio stesso gli mostra in visione una grande tovaglia con sopra animali di ogni specie. E Dio gli comanda: "Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!". Più chiaro di così! Ma il nostro Desmond probabilmente avrebbe rifiutato questo allettante comando.4) IL RIPOSO FESTIVO ASSOLUTOInfine Desmond si rifiuta di combattere in giorno di sabato perché è un giorno di riposo assoluto. La sua setta protestante, infatti, non festeggia la domenica, come giustamente fanno i cattolici per commemorare la resurrezione di Cristo, ma sono rimasti al vecchio culto ebraico del giorno del sabato. Infatti si chiamano "avventisti del settimo giorno", cioè del sabato. A parte quale giorno festeggiare, è opportuno notare quanto sia sbagliato questo formalismo nel rispetto del giorno di riposo. Infatti la Chiesa ha sempre insegnato la necessità del riposo domenicale dal lavoro, ma non ne ha fatto un assoluto morale. In casi gravi (sottolineo in casi gravi, non per arrotondare) infatti è possibile lavorare di domenica. Se c'è siccità e un contadino ha bisogno di irrigare i suoi campi altrimenti perde il raccolto lo può legittimamente fare anche in giorno di domenica. Invece per gli avventisti del settimo giorno no. Nemmeno un poliziotto e un medico possono lavorare di sabato per salvare vite. E neanche ti puoi difendere da un nemico che ti attacca perché violi il riposo festivo. Si capisce bene che è un'assurdità. È un atteggiamento formalistico nei confronti della legge già condannato da Gesù ai suoi tempi. A quelli che gli rimproveravano le sue guarigioni operate in giorno di sabato Lui rispondeva: "Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?" (Lc 14,5). Desmond Doss, potremmo rispondere! Invece Gesù invitava a non assolutizzare una cosa relativa. Il riposo festivo è fatto per l'uomo, non il contrario.

Santuario Madonna dei Boschi Podcast
Omelia 29 agosto 2022, Martirio di s. Giovanni Battista

Santuario Madonna dei Boschi Podcast

Play Episode Listen Later Aug 29, 2022 9:52


Omelia della s. Messa del 29 agosto 2022, Martirio di s. Giovanni Battista, tenuta da p. Gabriele Maria Pellettieri, FI.

Commento al Vangelo di don Nicola
Martirio di Giovanni Battista (Mc 6,17-29)

Commento al Vangelo di don Nicola

Play Episode Listen Later Aug 29, 2022 5:04


Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

Commento al Vangelo del giorno
29 Agosto. Martirio di San Giovanni Battista

Commento al Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Aug 29, 2022 9:50


La Gioia del Vangelo
Martirio di San Giovanni Battista

La Gioia del Vangelo

Play Episode Listen Later Aug 28, 2022 4:35


Dal Vangelo di Marco 6,17-29 In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. --- Send in a voice message: https://anchor.fm/vangelo/message

Pregare con Sant'Egidio
Preghiera della sera. Meditazione sul Vangelo di Marco (Mc 1, 1-8)

Pregare con Sant'Egidio

Play Episode Listen Later Aug 11, 2022 7:55


Il Signore, nella sua misericordia, ci dà la possibilità di uscire dal nostro isolamento per incontrarci, per ascoltare la sua parola e ci fa diventare un popolo, un popolo di uomini e di donne, bisognosi di essere aiutati a diventare migliori, ad amare di più, a superare le divisioni e le inimicizie, che caratterizzano la nostra vita. Noi non siamo nati per essere solo uomini e donne della terra, legati alle cose materiali, al benessere del corpo, alla ricchezza, alla sete di possesso, che domina la nostra società. C'è un'altra dimensione della vita, in realtà l'unica che dà la vera felicità, quella che cerchiamo e che fatichiamo a trovare; è la dimensione dello spirito e del cuore. Se infatti c'è inquinamento dell'acqua, della terra, dell'aria, c'è anche un inquinamento altrettanto pericoloso, che è quello del cuore, dei pensieri e dei sentimenti. Giovanni Battista, profeta coraggioso in tempi difficili, uomo di Dio e della sua parola, ci avverte perché non ci facciamo dominare dalle cose, dal desiderio di avere; non sono infatti le cose che si possiedono, che ci daranno la felicità che cerchiamo. Giovanni Battista ci aiuta a capire che ciò che conta nella vita è essere uomini e donne spirituali, che coltivano il proprio cuore e decidono di cambiare la realtà a partire da sé stessi, cominciando ad essere uomini e donne della giustizia, che non hanno paura di spendere un po' della loro vita per gli altri soprattutto per chi ha bisogno. https://www.santegidio.org/

Commento al Vangelo di don Nicola
Convertirsi ad amare gli altri (Mt 14,13-21)

Commento al Vangelo di don Nicola

Play Episode Listen Later Aug 1, 2022 3:28


avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

BASTA BUGIE - Cinema
Ester, il film sulla regina che salvò il suo popolo

BASTA BUGIE - Cinema

Play Episode Listen Later Jul 31, 2022 8:33


VIDEO: Regina Ester - Storia vera biblica - Film intero ➜ https://www.youtube.com/watch?v=QgY4obNfqAk&list=PLolpIV2TSebVM7CoAHtiTvbPX4t2opTUUTESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7089ESTER, IL FILM SULLA REGINA CHE SALVO' IL SUO POPOLOMolto fedele al testo biblico e visibile gratis su YouTube, il film esalta la tesi del ribaltamento del destino deciso da uomini empi (VIDEO: Film completo di Ester)da Film GarantitiLa vicenda di Ester è la spiegazione dell'origine dell'importante festa ebraica dei Purim.I fatti si svolgono "nell'anno secondo del regno di Assuero, il Gran Re", identificato dai commentatori con Serse I, benché siano state proposte da alcuni anche altre ipotesi: accettando questa identificazione, sarebbe nel 485 a.C.Mardocheo, giudeo della tribù di Beniamino che vive a Susa, capitale dell'impero persiano e residenza invernale dei Re dei Re a partire dal regno di Dario I, sogna due draghi che con il loro sibilo inducono i popoli a combattere contro il "popolo dei giusti". Questo sogno premonitore lascia intendere come sui Giudei stia per abbattersi una grave sciagura.Allora il re Assuero manda a chiamare la sua sposa, la regina Vasti, interpretata da Ornella Muti, ma questa è intenta a festeggiare nel gineceo e non obbedisce. Allora Assuero la ripudia e si cerca una nuova sposa. La scelta cade sulla giudea Adassa (in ebraico mirto), di cui Mardocheo è tutore, essendo figlia di un suo zio. Ma Assuero ignora che ella appartiene al popolo di Giuda, e la conosce come Ester.Per i Giudei si avvicina uno dei momenti peggiori della loro storia, giacché Aman, il perfido consigliere del re, di stirpe Agaghita, odia Mardocheo per il fatto che non vuole prostrarsi a lui né rendergli omaggio, e così concepisce un piano mostruoso: adoperando il sigillo imperiale che il sovrano gli ha affidato, firma un editto che ordina lo sterminio totale di tutti i Giudei che si trovino all'interno del regno di Assuero, anticipando di millenni la soluzione finale di Adolf Hitler.IL CORAGGIO DI ESTER PER SALVARE IL SUO POPOLOMardocheo viene a sapere del complotto, si straccia le vesti e si lamenta con alte grida. Passato il momento della disperazione, tuttavia, chiede ad Ester di intercedere presso il sovrano affinché ritiri l'editto. Ma nessuno, pena la morte, può presentarsi al re senza prima essere convocato. Allora Ester, dopo aver chiesto a Mardocheo che tutti i Giudei digiunino per lei per tre giorni, si veste a lutto e prega Dio di venirle in soccorso.Alla fine Ester si presenta ad Assuero in tutta la sua bellezza. Il re, abbagliato, la tocca con lo scettro d'oro e le salva la vita; ella così può presentare la sua richiesta, che consiste in un invito a cena nei suoi appartamenti con il ministro Aman. Egli nel frattempo, con l'appoggio di amici e della moglie Zeres fa già innalzare il patibolo sui cui spera di far impiccare Mardocheo il giorno successivo. Ma a sorpresa Aman è costretto dal re ad onorare pubblicamente l'odiato Mardocheo, dopo aver creduto di essere colui cui era destinato il pubblico trionfo.Gli eventi precipitano quando Ester, nel corso del banchetto, accusa Aman di aver condannato a morte tutti i Giudei, e quindi anche lei. Il sovrano monta su tutte le furie ed ordina di appendere Aman a quello stesso patibolo che aveva fatto innalzare per Mardocheo.Così descrive la scena Dante Alighieri nella Divina Commedia (Purgatorio XVII, 25-30):«Poi piovve dentro a l'alta fantasiaun crucifisso, dispettoso e ferone la sua vista, e cotal si moria;intorno ad esso era il grande Assüero,Estèr sua sposa e 'l giusto Mardocheo,che fu al dire e al far così intero».Il tutore di Ester giunge al culmine degli onori poiché viene fatto ministro al posto di Aman e gli viene consegnato il sigillo reale. Allora Mardocheo promulga un nuovo editto secondo cui ai Giudei è concesso difendersi contro coloro che li attaccheranno e spinge i Giudei a celebrare con banchetti lo scampato pericolo.In questo modo può avvenire l'eccidio dei persecutori dei Giudei, perpetrato, con l'aiuto dei funzionari del re, in quello stesso giorno che era stato decretato per la loro rovina: il 13 di Adar. Da allora, secondo i dettami di Mardocheo, questo giorno viene ricordato dagli Ebrei come la festa di Purim, da una parola non ebraica ma accadica parlata dagli antichi babilonesi: Pur, cioè "oggetto per tirare a sorte", perché Aman aveva scelto tramite il lancio di questi oggetti il giorno in cui si sarebbe dovuto portare a termine il suo piano.Al giorno d'oggi la festa di Purim è celebrata con feste in maschera e corrisponde al carnevale.HA ROVESCIATO I POTENTI DAI TRONI, HA INNALZATO GLI UMILILa vicenda di Ester esalta la tesi, assai cara alla Bibbia, del ribaltamento del destino deciso da uomini empi: l'ingiusto, che sembra destinato al successo, viene invece rovesciato e subisce la stessa punizione che aveva preparato per il giusto; quest'ultimo invece viene glorificato. Si noti che anche nell'Esodo era accaduta la stessa cosa: gli egiziani mettono a morte i figli maschi degli Ebrei, e Dio mette a morte i primogeniti maschi degli egiziani. Tutto ciò rivela l'azione decisiva del Signore nella storia umana e si trasforma in un appello alla speranza, proprio quando la morte appare l'unico destino possibile, così come accadeva durante la persecuzione di Antioco IV Epifane, l'epoca durante la quale è stato composto il racconto di Ester.Il libro di Ester, le cui vicende vengono raccontate nel film in maniera molto fedele al testo biblico, viene ancor oggi riletto nella festa di Purim. Così viene ricostruita la fiducia nel Signore che protegge il suo popolo e porta al ringraziamento per i risultati raggiunti, anche con il contributo intelligente e diverso dei personaggi che vi partecipano.Se un nemico giurato di Mardocheo, Aman, ottiene l'autorizzazione per attuare una strage contro il popolo ebraico, Ester, che vuole difendere il suo popolo, invita il re e Aman a un banchetto e intercede per il proprio popolo. Il re, finalmente, si ricorda della onestà di Mardocheo, che lo aveva in precedenza liberato da una congiura, e condanna a morte Aman. Importante notare che il re garantisce che accoglierà qualunque richiesta di Ester dicendo "Fosse pure metà del mio regno, l'avrai". Questa promessa ci ricorda la morte di Giovanni Battista, causata da un altrettanto esigente giuramento fatto in un banchetto a Salomé, la figlia di Erodiade. In quel caso viene usata per il male, la morte del giusto Giovanni Battista. In questo caso per il bene: Ester che salva il popolo di Dio dallo sterminio.

La Gioia del Vangelo
Lunedì della XVIII settimana del tempo ordinario

La Gioia del Vangelo

Play Episode Listen Later Jul 31, 2022 4:17


Dal Vangelo di Matteo 14,13-21 In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. --- Send in a voice message: https://anchor.fm/vangelo/message

Pregare con Sant'Egidio
Preghiera della sera. Meditazione sul Vangelo di Matteo (Mt 4,12-22)

Pregare con Sant'Egidio

Play Episode Listen Later Jul 29, 2022 8:23


Nella preghiera comune riscopriamo insieme quella gioia di cui ci parlano le scritture, la gioia che veniva, per il popolo santo di Dio, dalla terra di Zabulon e di Nèftali, la Galilea delle Genti, periferia di un grande impero, su cui cominciava a brillare la luce di una buona notizia, che avrebbe illuminato le tenebre. La luce del Vangelo, quella luce straordinaria, vorrebbe illuminare le tenebre di questo tempo, in cui il male sembra prevalere, in cui la violenza e la guerra sembrano non avere fine; quella luce vorrebbe avvolgerci di nuovo, quando incontriamo Gesù all'inizio della sua vita pubblica, dopo che ha affrontato la forza del male nel deserto della tentazione e ne ha constatato le conseguenze, quando Giovanni Battista è stato ucciso. Sì il male è forte nel mondo, le tenebre avvolgono spesso individui e popoli, che con fatica riescono a vedere la luce del bene. Pensiamo ai tanti rifugiati e migranti, avvolti dalle tenebre, quando attraversano il mare e altre vie pericolose, in cui spesso di notte cercano la strada per un futuro diverso; come quelli che abbiamo accolto ieri e oggi a Roma in fuga dall'Afghanistan attraverso il Pakistan. Con i corridoi umanitari hanno visto una luce brillare nelle tenebre. Sì perché la parola di Dio fa brillare luci nelle tenebre e a noi oggi la parola fa vedere la luce del Signore, che ci parla per comunicarci la forza del Vangelo. https://www.santegidio.org/

L'Asse nella Manica's Show
Gli Angeli come le donne, non hanno senso dell'ironia

L'Asse nella Manica's Show

Play Episode Listen Later Jul 23, 2022 81:40


Roberto Di Giandomenico è un apostolo degli ultimi tempi. In lui sono racchiusi Elia, Giovanni Battista e Giovanni l'Apostolo. Durante una placida chiacchierata ricorda quando partecipò all'Ultima Cena, le marachelle di Gesù e la rimpatriata degli Apostoli al Maurizio Costanzo Show. In un climax di emozioni Roberto svela anche fondamentali segreti celati dietro importanti casi giudiziari italiani. Per non parlare della vera causa all'origine dell'ictus cerebrale di un noto senatore. Passiamo alla pagina politica. Scopriamo Emanuele Padova nella veste di opinionista, scaldato dalla recente caduta del governo Draghi. Le parole del valente inviato animano un vivace dibattito a pesci in faccia: le elezioni si avvicinano. Bakayoko è stato fermato dalla polizia, ma facciamo un passo indietro. Qual'era il genere dell'agente che gli ha puntato la pistola in faccia? Dovremmo essere liberi di "urlare" in giro le nostre pervesioni sessuali? Non immaginerete mai la cannazzata di Paolo. Insomma, non mancate di ascoltare l'ultimo episodio de L'Asse nella Manica's Show, tassativamente senza cuffie! --- Send in a voice message: https://anchor.fm/lasse-nella-manicas-show/message Support this podcast: https://anchor.fm/lasse-nella-manicas-show/support

Paranormal Prowlers Podcast
S6 Ep173: The Papal States Official Executioner. A Sneak Peak Into the Life of Giovanni Battista Bugatti

Paranormal Prowlers Podcast

Play Episode Listen Later Jul 11, 2022 34:30


He begins his long career as the official executioner at 17 years old, and retires at 85. In his reign as Papal executioner he conducts 514 executions. Tessa discusses some of these and much more.  Episode topic recommended by Justin Dean. You asked for it, you got it!

La Gioia del Vangelo
Natività di S. Giovanni Battista

La Gioia del Vangelo

Play Episode Listen Later Jun 24, 2022 4:07


Dal Vangelo di Luca 1,57-66. 80 Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui. Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele. --- Send in a voice message: https://anchor.fm/vangelo/message

Santuario Madonna dei Boschi Podcast
Omelia 23 giugno 2022, NATIVITA' DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Santuario Madonna dei Boschi Podcast

Play Episode Listen Later Jun 23, 2022 17:44


Omelia della s. Messa del 23 giugno 2022, SOLENNITA' DELLA NATIVITA' DI SAN GIOVANNI BATTISTA, tenuta da p. Francesco Maria Budani, FI.

Il nostro audio quotidiano - commento al Vangelo del giorno
Giovedì 23 Giugno 2022 - san Giovanni Battista - XII settimana tempo ordinario

Il nostro audio quotidiano - commento al Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 22, 2022 1:54


Commento al Vangelo di Lc 1,57-66.80 di don Domenico Bruno.Visita www.annunciatedaitetti.it e seguici su YouTube, Telegram https://t.me/annunciatedaitetti eInstagram e ascolta la web-radio su www.rdon.it.Ecco tutti i link:https://linktr.ee/Annunciatedaitetti

Santuario Madonna dei Boschi Podcast
Omelia 22 giugno 2022, LA GRANDEZZA DEL PRECURSORE

Santuario Madonna dei Boschi Podcast

Play Episode Listen Later Jun 22, 2022 15:33


Omelia della s. Messa del 22 giugno 2022, Vigilia della Natività di s. Giovanni Battista, tenuta da p. Francesco Maria Budani, FI.

Commento al Vangelo del giorno
24 Giugno. Natività di San Giovanni Battista

Commento al Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jun 22, 2022 10:55


Radio Crimy
Il NoN Materno

Radio Crimy

Play Episode Listen Later Jun 5, 2022 23:48


Radio crimy vi terrà compagnia insieme a Giovanni Battista e non solo...Amalia Viti ci interpreterà una sua poesia

Relax !
Trois compositeurs à découvrir : Friedrich von Flotow, Giovanni Battista Sammartini et Giuseppe Martucci

Relax !

Play Episode Listen Later Apr 27, 2022 116:19


durée : 01:56:19 - Relax ! du mercredi 27 avril 2022 - par : Lionel Esparza - Aujourd'hui, découvrez trois compositeurs : Friedrich von Flotow (1812-1883), Giovanni Battista Sammartini (1700-1775) et Giuseppe Martucci (1856-1909), puis un focus sur la soprano Ninon Vallin. Et en disque, nous écouterons le Quatuor Amadeus dans l'intégrale des quintettes de Mozart. - réalisé par : Antoine Courtin

Italian Innovators
S4 E75 - Giovanni Battista Ceirano

Italian Innovators

Play Episode Listen Later Apr 1, 2022 15:28


The father of Italian automobiles. The birth of Fiat (A presentation by Luca Cottini, PhD)* The 1898 exposition of Turin. The cradle of Italian photography and cinematography* The bicycle workshop of Ceirano, the new trend of "horseless coaches" and the "automobile club" of Caffè Burello* The creation of Italy's first #automobile company (Ceirano GB & Co) in 1898 and the release of Italy's first #car (the "Welleyes") in 1899* A board of investors acquires Ceirano's patent and business, forming the Turin Factory of Italian Automobiles. The birth of #FIAT on July 11, 1899* Ceirano's entrepreneurial path and his legacy. The later fame of his former employees: the pilot Felice Nazzaro, the aviation engineer Aristide Faccioli, and car entrepreneur Vincenzo Lancia* How Fiat became Italy's #1 factory of automobiles. The leadership of Giovanni Agnelli Sr.* The road is for those who walk. Entrepreneurship and the audacity to begin.Check out all the other episodes in the content library and make sure to join the newsletter of the show at www.italianinnovators.com. Don't forget to leave your comment here below and subscribe to the YouTube channel. Thanks for listening!

Italiano con letteratura
Agli Uffizi: Angelo musicante, Giovanni Battista di Jacopo

Italiano con letteratura

Play Episode Listen Later Mar 18, 2022 2:21


Angelo musicante, Giovanni Battista di Jacopo https://www.uffizi.it/opere/angelo-musicante

Media Men
Wiki Roulette (Mini-Series) #3: Giovanni Battista Trener

Media Men

Play Episode Listen Later Feb 26, 2022 20:13


Today we talk about the man named Giovanni Battista Trener, and his amazing contributions to the world!

Pregare con Sant'Egidio
Preghiera della sera. Meditazione di mons. Ambrogio Spreafico sul libro del profeta Geremia 6,9-17

Pregare con Sant'Egidio

Play Episode Listen Later Feb 18, 2022 10:21


La parola Dio è come l'opera di un agricoltore di un vendemmiatore; essa entra nella nostra vita per cercare e raccogliere frutti. Non si spaventa dei tempi aridi della nostra vita e del deserto del mondo, della asprezza e della durezza dei cuori. Viene proclamata sempre, senza sosta, con forza e pazienza, come avviene nella preghiera qui ogni sera e altrove, come avviene nella Santa Liturgia della Chiesa. Si rivolge a noi, quasi ci implora, perché la accogliamo e la ascoltiamo. A chi parlerò? Chi scongiurerò perché mi ascolti? E' la sollecitudine di Dio, che ci implora, che per mezzo del Profeta fa sentire la sua voce, comunica la sua preoccupazione per noi e per questo mondo; come ha fatto anche oggi, quando molti si sono raccolti a Roma e altrove con la nostra comunità per implorare le ragioni della pace per l'Ucraina. A chi parlerò? Chi ascolterà la sua parola? Nel nostro mondo chi ne sentirà ancora il bisogno, in un mondo distratto da se stessi e da tante paure ed egoismi? Non è diventata estranea, lontana dal cuore di tanti, non è la sua voce come quella di Giovanni Battista, che gridava in un deserto? Non siamo tutti, sorelle e fratelli, a volte presi da noi stessi, dalle paure, dagli affanni, dalla frenesia di questo tempo difficile per fermarsi ad ascoltarla? L'orecchio di questo mondo sembra a volte incirconciso, poco capace di aprirsi a questa parola di pace e di amore, di gustarsi il senso di accogliere la proposta di alleanza che viene da essa, per essere parte di un popolo, che ne fa sorgente di vita e di umanità. Ma Dio non accetta un cuore incirconciso, cioè la paralisi dell'ascolto; da questo la sua ira. Ma l'ira di Dio non è la rabbia di un Dio che non sa perdonare, vendicativo o ancor peggio giustiziere, come a volte erroneamente si dipinge il Dio del Primo Testamento; è invece il rifiuto dell'indifferenza, l'opposizione a un mondo che non ascolta e non vede, ripiegato su se stesso, ognuno per affermare il proprio interesse qualunque esso sia.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Lun 3] Commento: Colui che battezza in Spirito Santo.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Jan 2, 2022 1:45


Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele». Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio». È la presentazione ufficiale che Giovanni Battista fa del Signore, ma è lo stesso Spirito Santo che ha confermato la sua e la nostra fede. Il battesimo di penitenza che egli amministrava, nel caso di Gesù, si è trasforma in una grande teofania: la voce di Dio completa e perfeziona quella di Giovanni, proclamando Cristo suo Figlio. Per questo il battezzatore afferma di non conoscere Gesù prima di quella rivelazione e di poter, ora, che ha visto lo Spirito Santo discendere, essere invece un convinto testimone della sua divinità. Così si afferma l'autorivelazione di Dio, così ci è concesso di certificare la nostra fede in Lui e nel suo Figlio. Ci prepariamo alla grande epifania per vedere nella vera luce il mistero dell'incarnazione e della missione di salvezza apportata da Cristo a tutti noi.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Dom 19] Commento: A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 18, 2021 1:49


Oggi all’espressione di gratitudine e di splendida fede di santa Elisabetta tutti noi ci uniamo, si unisce tutta la Chiesa; siamo in trepida attesa di un evento, di una nascita, della nascita del Figlio di Dio, della sua venuta tra noi. Ed ecco nel percorso verso il Natale l’apparire gioioso della Madre, già solerte ed operosa, che sparge lo Spirito di cui e ricolma e scala la montagna per prestare aiuto alla mamma del Battista. Madre e Figlio scalano il monte e iniziano insieme la “missione”; l’annuncio che ci rivela il compiersi della redenzione. L’"Eccomi" di Maria diventa operativo; l’umile ancella del Signore, diventa la serva di Elisabetta: lei, al saluto della Vergine, al fremito dello Spirito, avverte nel suo ventre il lieto sussulto del futuro Giovanni Battista. Cominciamo già prima della nascita di Gesù ad intravvedere i percorsi e l’espandersi della missione salvifica del Figlio di Dio incarnato, con i misteriosi intrecci umano-divini. Intrecci che ci coinvolgono personalmente e che sollecitano la nostra preghiera: quanto più si avvicina il grande giorno della nostra salvezza, tanto più deve crescere il nostro fervore, per celebrare degnamente il mistero della nascita del Figlio di Dio. Con la Luce dello Spirito che alimenta e accresce la nostra fede dobbiamo fare nostra la beatitudine della Vergine: Beata sei tu, Vergine Maria, perché hai creduto alla Parola del Signore; anche noi beati con Lei perché abbiamo creduto, perché anche in noi si compie la promessa del Signore. Viene per tutti noi il santo Natale!

Pregare con Sant'Egidio
Preghiera della sera. Meditazione di Andrea Riccardi sugli Atti degli Apostoli (At 13,44-53)

Pregare con Sant'Egidio

Play Episode Listen Later Dec 16, 2021 13:17


In questo Avvento non dobbiamo farci monopolizzare, in questa lettura degli Atti degli Apostoli, dalla polemica dei Giudei che contraddicevano le affermazioni di Paolo. È una storia datata, di una comunità che nasce in seno all'ebraismo e alla sinagoga, dove sempre Paolo si reca a parlare, come primo passo in ogni città. Purtroppo da pagine calde di una polemica antica, i secoli successivi hanno tratto spunto per nutrire quell'odio per l'altro, l'ebreo, divenuto antigiudaismo, fino all'antisemitismo. Queste pagine calde ma lontane, remote, sono state lette con occhi di odio e non con gli occhi del Vangelo ed è stato dimenticato quanto Paolo scrive nella Lettera ai Romani sugli ebrei “Quanto all'elezione, sono amati a causa dei Padri, perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili”. Non contrapposizione e nemmeno odio ma legame speciale tanto che Giovanni Paolo II nel Tempio maggiore degli Ebrei di Roma nel 1986 disse “La religione ebraica non c'è estrinseca, ma In un certo qual modo è intrinseca. Voi siete i nostri fratelli prediletti e in un certo modo si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori”. L'Avvento ci fa guardare a Maria la madre di Gesù, a Giovanni Battista e finalmente all'ebreo Gesù di Nazareth. E tanto, questo Avvento, annuncia le scritture ebraiche e così ci chiama a scoprire quel legame intrinseco, che non passa e, come sperimentiamo da sempre, questa fraternità, questo legame di fraternità, che è tanto fecondo spiritualmente e umanamente. La predicazione di Paolo e Barnaba chiama ad uno sguardo nuovo non pauroso, avaro sulla realtà attorno a noi, uno sguardo, che si rassegna ai muri, che si rassegna all'estraneità. Gli Atti sono veramente una lettura di Avvento perché mostrano la parola che viene, la predicazione del regno di Dio che tocca i cuori.

Pregare con Sant'Egidio
Preghiera della sera. Meditazione di Marco Impagliazzo sul Vangelo di Marco (Mc 1,14-15)

Pregare con Sant'Egidio

Play Episode Listen Later Dec 15, 2021 7:00


L' evangelista Marco ci presenta, fin dai primi versetti del suo Vangelo, la figura del predicatore, quel Giovanni Battista, che prepara la strada al Signore che viene. C'è un predicatore all'inizio del Vangelo, c'è un annunziatore della parola di Dio e ci sono uomini e donne, che lo ascoltano. All'inizio del rapporto tra Dio e l'uomo c'è la parola. In principio era il verbo, la parola, il verbo era presso Dio e il verbo era Dio, ci dice il prologo di Giovanni; così il Signore si è manifestato e si manifesta agli uomini e alle donne: attraverso una parola. Per questo siamo qui, come ogni sera, per ascoltare, perché attraverso la parola di Dio lo incontriamo. E' il primo segno di amore del Signore verso gli uomini e nella parola che ci comunica questo annuncio non si impone, ma libera il cuore dell'uomo e della donna, prigionieri di tanti pensieri, agitazioni, rumori. Il Signore parla, possiamo ascoltarlo o non ascoltarlo, possiamo incontrarlo o non incontrarlo, ma il Signore parla ed è un'esperienza vera, che si ritrova tante volte nel Vangelo; penso al cieco di Gerico che al passaggio di Gesù comincia a piangere e a gridare “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me peccatore”, una preghiera semplice, un'invocazione di aiuto. il Signore passava e lui volle avvicinarsi per incontrarlo. Come Bartimeo abbiamo un'occasione unica: ascoltare, ascoltare la sua parola. Avviciniamoci per ascoltare, cioè distacchiamoci da noi stessi, dalle nostre abitudini, dal movimento abituale verso noi stessi.

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia IV Dom. di Avvento - Anno C (Lc 1,39-45)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Dec 14, 2021 6:31


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6715OMELIA IV DOM. DI AVVENTO - ANNO C (Lc 1,39-45)La quarta domenica d'Avvento ci fa pregustare già il clima natalizio. Iniziamo dal Salmo che riporta una accorata preghiera rivolta a Dio, affinché Egli salvi il suo popolo. Il pio Israelita avvertiva che solo il Signore poteva liberare il suo popolo, liberarlo non solo dal nemico, ma soprattutto dal peccato che è la vera rovina della nostra anima e della nostra società. Il Salmista così implora: «Tu, pastore d'Israele, ascolta [...]. Risveglia la tua potenza e vieni a salvarci. [...] guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi quello che la tua destra ha piantato. [...] ci farai rivivere e noi invocheremo il tuo nome (Sal 79).Solo Dio poteva salvare l'umanità. Per questo motivo Dio mandò il suo unico Figlio a riscattarci dal dominio del peccato. Gesù nella sua umanità, che ha preso venendo in questo mondo, ha pienamente obbedito alla Volontà dal Padre. Di questa pronta obbedienza parla la seconda lettura di oggi: «Entrando nel mondo, Cristo dice: ecco io vengo per fare la tua volontà» (Eb 10,9).Per venire in questo mondo, il Figlio di Dio poteva scegliere tanti modi diversi. Fra tutti, Egli scelse di venire nel silenzio e nel nascondimento di una piccola borgata quasi dimenticata dalla maggior parte degli Israeliti. Egli nacque a Betlemme. Di questa scelta parla la prima lettura di oggi. Questo fatto ci ricorda ancora una volta quelle che sono le preferenze di Dio: Egli sceglie ciò che è umile per confondere i potenti. Michea così dice: «E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele» (5,1). La profezia poi continua con una frase misteriosa: «Le sue origini – ossia le origini del Messia – sono dall'antichità, dai giorni più remoti» (ivi). Cosa si deve intendere con queste parole? Con ciò si vede un riferimento alle origini eterne del Figlio di Dio, ovvero alla sua Divinità: Egli, eterno con il Padre e lo Spirito Santo, nella pienezza dei tempi, ha voluto assumere la nostra natura umana, è diventato uomo, pur continuando – ovviamente – a rimanere vero Dio.La profezia di Michea parla anche della Madre da cui sarebbe nato il Messia. Egli, infatti, dice: «Perciò Dio li metterà in potere altrui, fino a quando partorirà colei che deve partorire» (Mic 5,2). In tutte le profezie riguardanti il Messia, e quindi anche in questa, non si parla mai del padre del Messia, ma solo della Madre. Questo particolare ci fa comprendere la nascita straordinaria, verginale, del Redentore. Egli è stato concepito per opera dello Spirito Santo nel grembo della Vergine Maria.Infine, la profezia parla della salvezza operata dal Messia. Già la frase di prima ci fa capire che la nascita di Gesù segna come l'inizio della nuova Era, quella della salvezza. Grazie a Gesù, noi non siamo più sotto il potere del maligno, ma abbiamo ricevuto la libertà dei figli di Dio. Egli, il Messia, salverà il suo popolo, lo «pascerà con la forza del Signore» (Mic 5,3) ed «Egli stesso sarà la pace» (Mic 5,4).Al "Sì" di Gesù che ha obbedito prontamente alla Volontà del Padre, fa eco il "Sì" di Maria che si è definita la serva del Signore, sempre disponibile a compiere la Volontà di Dio.Il brano del Vangelo di oggi riporta la commovente scena della Visitazione. La Vergine Maria aveva da poco ricevuto l'annuncio dell'angelo Gabriele e aveva concepito per opera dello Spirito Santo il Figlio di Dio nel suo grembo verginale. Subito dopo «si alzò e andò in fretta» (Lc 1,39) da Elisabetta. Per quale motivo? Certamente per aiutare l'anziana parente che stava attendendo un bambino, ma soprattutto per portare il Signore in quella casa. È molto bello sottolineare che la Madonna si recò in fretta da Elisabetta: la carità non ammette lentezza e pigrizia. Appena Maria varcò la porta di quella casa, il Signore compì delle meraviglie di grazia: nel grembo di Elisabetta, il bambino, ovvero Giovanni Battista, sussultò di gioia (cf Lc 1,41) e fu santificato, come interpretano i Santi Padri; ed Elisabetta «fu colmata di Spirito Santo» (ivi) e iniziò a profetizzare.Questa è la grande missione della Madonna: portare Gesù alle anime. E, con Gesù, Ella vi porta la grazia di Dio. Se nel nostro cuore ci sarà sempre la devozione alla Madonna, se sulle nostre labbra fiorirà sempre la preghiera dell'"Ave Maria", allora il Signore compirà delle meraviglie di grazia anche nella nostra vita.Volendo ora terminare con un proposito pratico di miglioramento, nell'immediata preparazione al Natale, propongo due cose: la prima di essere solleciti anche noi, come la Madonna, nel compiere il bene, senza pigrizia; la seconda di recitare assiduamente il Rosario, per far entrare la Vergine anche nella nostra casa.

Commento al Vangelo del giorno
CATECHESI SU ELIA E S. GIOVANNI BATTISTA. Sabato della II settimana del Tempo di Avvento.

Commento al Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Dec 10, 2021 15:51


BASTA BUGIE - Omelie
Omelia III Dom. di Avvento - Anno C (Lc 3,10-18)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Dec 7, 2021 3:48


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6714OMELIA III DOM. DI AVVENTO - ANNO C (Lc 3,10-18)Siamo giunti alla terza domenica di Avvento che è chiamata anche la domenica della gioia. È chiamata in questo modo perché il Natale si avvicina e le letture della Messa ci invitano all'esultanza. Il profeta Sofonia così annuncia: «Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme» (3,14). Questo invito alla letizia è rivolto a ciascuno di noi. Dobbiamo gioire perché è stata revocata la nostra condanna (cf Sof 3,15) e Gesù viene a salvarci. A queste parole fanno eco quelle di san Paolo Apostolo che, scrivendo ai Filippesi, così esorta: «Siate sempre lieti nel Signore. [...]. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!» (Fil 4,4-5). Ormai il Natale è vicino e noi dobbiamo preparare i nostri cuori al Signore che viene.Per vivere anche noi la gioia dobbiamo fare la Volontà di Dio. Questo è quanto ci insegna il Vangelo di oggi. Le folle andavano da Giovanni Battista per chiedere a lui una parola di vita. Per ben tre volte il brano dell'evangelista Luca riporta questa domanda: «Che cosa dobbiamo fare?» (3,10).La prima volta il Battista risponde: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto» (Lc 3,11); la seconda volta, rispondendo ai pubblicani, dice: «Non esigete nulla più di quanto vi è stato fissato» (Lc 3,13); la terza volta, rivolgendosi ai soldati, insegna: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno» (Lc 3,14). Da queste risposte impariamo che se vogliamo gioire anche noi nel Signore e a Lui piacere dobbiamo osservare i Comandamenti di Dio, praticare la carità fraterna, rispettare il prossimo e non commettere ingiustizie.Dio che è Amore è venuto a portare l'amore su questa terra e solo amando Dio e il prossimo potremo anche noi essere felici. Ogni peccato è un'offesa all'amore, una mancanza all'amore. Ai giorni d'oggi, ciò che manca veramente ai nostri cuori è proprio l'amore. Siamo dominati dall'egoismo che è esattamente il contrario dell'amore e il contrario della gioia. E così, commettendo peccati su peccati, noi ci condanniamo alla tristezza e alla delusione.Guardiamo i Santi se vogliamo imparare ad amare. Nessuno più di loro ha amato su questa terra; nessuno più di loro ha gioito. Così è stato san Francesco d'Assisi, il quale all'inizio della sua conversione ha posto al Signore la domanda del Vangelo: «Che cosa devo fare?». Egli pensava di trovare la gioia nel diventare un cavaliere valoroso; invece la voce del Signore lo invitava sempre di più ad abbandonare tutto e servirlo nella povertà e nella letizia.Oltre all'osservanza dei suoi Comandamenti, Dio domanda a ciascuna delle sue creature qualcosa di particolare: una missione da svolgere per il bene di tutti. Ognuno di noi è unico e irripetibile e deve chiedere ogni giorno al Signore di comprendere quale è questa sua Volontà. San Francesco comprese e divenne la persona più felice di questo mondo. Ora tocca a noi. Da chi dobbiamo farci aiutare per comprendere la risposta? Dal sacerdote a cui abbiamo affidato la direzione della nostra vita. Il Signore si serve proprio di loro per manifestare la sua Volontà.Per ottenere tutto questo, affidiamoci alla Madonna, alla «Causa della nostra Letizia», come la invochiamo nelle Litanie lauretane. Preghiamola ogni giorno con il Santo Rosario e domandiamole l'inestimabile grazia di trovare un direttore spirituale, fermo e deciso, che ci incammini per la retta strada che conduce alla gioia eterna.

Tempo di Riforma - il podcast
Domenica 5-12-2021 - Servizio di culto evangelico-riformato

Tempo di Riforma - il podcast

Play Episode Listen Later Nov 30, 2021 56:04


https://www.tempodiriforma.it/wp/la-via-del-risveglio-luca-31-6/ I dominatori di questo mondo sanno come addormentare la popolazione per renderla meglio loro soggetta. Lo fanno in tanti modi. Anche la chiesa cristiana può soffrire di peridi di “acque stagnanti”, privi di energia spirituale, addormentati nelle loro tradizioni. Grazie a Dio, però, sia le crisi che la predicazione profetica e la preghiera di uomini e donne suscitati da Dio, possono dare luogo, come è avvenuto molte volte nella storia, di periodi di grande risveglio. In che modo possono essere favoriti? Ce ne parla il testo biblico di Luca 3:1-6, la predicazione di Giovanni Battista, precursore del Cristo.

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia II Domenica di Avvento - Anno C (Lc 3, 1-6)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Nov 30, 2021 4:39


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6712OMELIA II DOMENICA DI AVVENTO - ANNO C (Lc 3,1-6)La prima lettura di oggi esprime la gioia degli ebrei deportati che ritornano dal loro esilio di Babilonia. Dopo tanti anni di lontananza dalla loro terra, essi ritornano nella gioia e percorrono al contrario quel cammino che in precedenza avevano fatto nel pianto e nel dolore. Il profeta Baruc esprime questa gioia con le seguenti parole: «Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione, rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre» (Bar 5,1). A queste parole fanno eco quelle del Salmo responsoriale, che così canta: «Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia. Nell'andare, se ne va piangendo, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con gioia, portando i suoi covoni» (Sal 125). Queste parole ispirate ci fanno comprendere che se il Signore permette un sacrificio è per donarci una gioia ancora più grande. Il tempo del sacrificio è simboleggiato dalla semina; quello della gioia dalla mietitura. Quanto più abbondante sarà stata la semina, tanto più copioso sarà il raccolto.Possiamo, inoltre, fare un'altra considerazione: l'esilio in terra straniera simboleggia il peccato che ci allontana da Dio; il rimpatrio rappresenta il ritorno al Signore. Solo tornando a Dio con una sincera conversione potremo assaporare un'autentica gioia. L'esperienza di ogni giorno lo dimostra: con il peccato ci si illude di raggiungere la felicità, ma, in realtà, il nostro cuore si riempie di tristezza; con una buona Confessione, invece, ci si colma di consolazione.Il Tempo di Avvento è il periodo propizio per realizzare questo ritorno a Dio. Giovanni Battista, nel brano del Vangelo, esorta tutti noi a preparare i nostri cuori all'incontro con il Signore. Il brano dell'evangelista Luca dice: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!» (3,4). Chi grida nel deserto rompe il silenzio, un silenzio che durava da troppo tempo. Giovanni, con la sua predicazione, indica a tutti la via da percorrere per tornare al Signore. Questa via è quella della penitenza e di una profonda conversione. Egli, infatti, dice: «Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate» (Lc 3,5). Queste vie tortuose da raddrizzare sono quelle del nostro cuore; questi burroni da riempire sono quelli dei nostri peccati; questi monti da abbassare sono quelli della nostra superbia. Se vogliamo accogliere il Signore che vuole venire nella nostra vita, dobbiamo operare questa profonda conversione interiore. Dobbiamo fare della nostra vita una via retta che va a Dio senza tortuosità o compromessi.La conversione personale include anche l'impegno di lavorare per il bene dei fratelli. è questa la riflessione che scaturisce dalla seconda lettura di oggi. San Paolo, scrivendo ai Filippesi, prega che la loro carità diventi sempre più grande. Egli così scrive: «Prego che la vostra carità cresca sempre più [...] perché possiate essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo» (Fil 1,9-10).La misura della nostra conversione sarà la carità fraterna. Se, al contrario, manchiamo di pazienza con il prossimo, chiudiamo il nostro cuore di fronte alle necessità dei nostri fratelli, sparliamo di loro dietro le spalle, o magari anche davanti, ci rallegriamo quando le cose vanno male a qualcuno, o magari ci rattristiamo quando tutto va a lui bene, dimostriamo di essere ancora lontani dal Signore e che le nostre vie sono ancora molto contorte.All'ingresso della porta di una chiesa era riportata questa scritta: «Qui si entra per amare Dio e si esce per amare il prossimo». Sia questo il nostro programma, non solo per questo periodo di Avvento, ma per ogni giorno della nostra vita.

Arte Svelata
La Deposizione di Volterra di Rosso Fiorentino

Arte Svelata

Play Episode Listen Later Sep 26, 2021 3:52


Versione audio: Il fiorentino Giovanni Battista di Iacopo, detto Rosso Fiorentino (1495-1540) per il colore dei suoi capelli, si formò con il coetaneo Pontormo nella bottega di Andrea del Sarto, mostrando una personalità autonoma e originale fin dalle sue prime opere. A differenza dell'amico Pontormo, che era un uomo introverso e inquieto, Rosso è ricordato […] L'articolo La Deposizione di Volterra di Rosso Fiorentino proviene da Arte Svelata.

La Gioia del Vangelo
Venerdì della XXV settimana del tempo ordinario

La Gioia del Vangelo

Play Episode Listen Later Sep 23, 2021 3:25


Ancora una volta questo brano di vangelo mi stupisce: "ma come, tu Gesù hai bisogno di fermarti in preghiera? Anche tu hai bisogno di chiedere, di essere ascoltato dal Padre?". Quando riesco a ricavare nella giornata dei momenti di intimità nella preghiera mi sembra di ritrovare il giusto equilibrio, ma non sempre nascono in me domande, o almeno non così profonde come per Gesù. In questo brano interpella i discepoli prima in modo diremmo soft: "chi sono io per la gente?". E i discepoli sembrano pronti, è sempre più facile rispondere per gli altri: "per qualcuno Giovanni Battista, per altri Elia...". Ma Lui va dritto al sodo e chiede in modo più diretto: "ma voi, chi dite che io sia?". Vuole capire fino a che punto hanno davvero compreso la sua figura. Pietro ha il coraggio di rispondere: "il Cristo di Dio!". Sembra dire: "tu sei il motivo di tutto". Solo se ho chiaro questo allora la mia vita non è più una ricerca di motivo, ma solo ricerca di un modo di vivere a partire da questo motivo. Mi consola sapere che anche i discepoli erano in po' smarriti di fronte a questa risposta, ma la Chiesa nel corso dei secoli ha avuto molti personaggi che hanno provato a intraprendere questo percorso e sono i Santi. Mi chiedo: chi è per me Gesù?. Oggi mi prenderò del tempo per mettermi in ascolto della Sua parola. --- Send in a voice message: https://anchor.fm/vangelo/message

The BSR Podcast
An English collector in Italy: the Wilshere Collection of late Roman gold-glass

The BSR Podcast

Play Episode Listen Later Jul 14, 2020 72:37


BSR-Corning Museum of Glass David Whitehouse Memorial Lecture by Susan Walker (Oxford). Archival research in Rome and Naples has shed light upon the formation of the third largest surviving collection of late Roman gold-glass. Charles Wilshere (1814-1906), a landowner with a passion for early Christianity, built his remarkable collection through a network of Italian scholars and dealers, notably the great Vatican archaeologist Giovanni Battista de Rossi, the Jesuit scholar Raffaele Garrucci, and the painter and dealer Vincenzo Capobianchi. In Italy, Wilshere took advantage of the political and social instability of the risorgimento years, and his collecting activities proved controversial. Nonetheless his motive was entirely didactic; within the UK, the collection has nearly always remained accessible to scholars and the public.Recent research on the chemistry of the Wilshere gold-glass has built a chronological sequence offering insights into the social history of gold-glass in late antiquity. Susan Walker is the principal author of Saints and Salvation: the Wilshere Collection of gold-glass, sarcophagi and inscriptions from Rome and Southern Italy, recently published by the Ashmolean Museum, University of Oxford, where the Wilshere Collection is now displayed. From 2004-2014 she was Keeper of Antiquities at the Ashmolean, where she is now Honorary Curator; she is also an Emerita Fellow of Wolfson College, University of Oxford, and Chair of Publications for the British School at Rome. She undertook much of the research forming the core of the Whitehouse Lecture as Hugh Last Fellow at the British School at Rome in 2013.

Il falco e il gabbiano
Salomè e la danza che fece decapitare Giovanni Battista

Il falco e il gabbiano

Play Episode Listen Later Jun 24, 2019


Salomè è stata una principessa giudaica, contemporanea di Gesù. Attorno alla sua figura la storia di confonde con la leggenda. Dai Vangeli sappiamo che Salomè fu responsabile della decapitazione e del martirio di Giovanni Battista: la giovane, infatti, chiese la testa del Santo su un piatto d'argento, come ricompensa per un ballo sensuale concesso al suo patrigno, il re Erode Antipa, che si era invaghito di lei. Un ballo che ha attraversato i secoli e affascinato e sedotto moltissimi scrittori, pittori e compositori di tutte le epoche. Autore: Anita Panizza Playlist The fat lady of Limbourg - Brian EnoDance away - Roxy Music In the cage - Genesis Dance little sister - Rolling Stones Desperanto - Marianne Faithfull Baby face - Lou Reed I'm not the loving kind - John Cale My acid Queen - Decibel

Trove Thursday
San Giovanni Battista

Trove Thursday

Play Episode Listen Later May 15, 2019 77:08


Christophe Dumaux as John the Baptist.