Unica Radio Podcast

Follow Unica Radio Podcast
Share on
Copy link to clipboard

Radio degli studenti universitari di Cagliari. Mission del media è raccontare il movimento culturale e la città nei suoi molteplici aspetti

UnicaRadio.it


    • Jun 21, 2026 LATEST EPISODE
    • weekdays NEW EPISODES
    • 16m AVG DURATION
    • 644 EPISODES


    Search for episodes from Unica Radio Podcast with a specific topic:

    Latest episodes from Unica Radio Podcast

    Intervista alla giovane ballerina Marty, in scena sul palco di District Live

    Play Episode Listen Later Jun 21, 2026 2:34


    Ai microfoni di Unica Radio abbiamo avuto il piacere di parlare con Marty, giovanissima ballerina con già tanti spettacoli alle spalle, prima della sua esibizione a District Live Abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con Marty, giovanissima ballerina con però già tanta esperienza sul palco degli Intrepidi Monelli, subito prima della sua esibizione alla serata del 10 maggio di District Live. La sua passione per la danza nasce 8 o 9 anni fa, per puro caso, quando sua madre la porta in una palestra per iscriversi a kick boxing, ma lei le chiede di iscriversi a danza dopo aver visto un gruppo di ballerini nella stessa palestra. Ma il mondo della danza non è solo felicità, e Marty ci racconta dei suoi periodi difficili dovuti agli infortuni (come versamenti, tendiniti alle caviglie), che l'hanno costretta a fermarsi. Lei però non riesce a fermarsi e continua a ballare con l'aiuto di cavigliere e impacchi di ghiaccio. La parte più bella della sua esperienza invece, per Marty è l'esibizione sul palco con la sua crew. Il suo sogno è quello di trasformare la sua passione in un lavoro, magari entrando a contatto con i bambini e facendo del bene.

    Intervista a Lisa, giovane cantante e musicista sarda sul palco a District Live

    Play Episode Listen Later Jun 20, 2026 4:07


    Abbiamo avuto il piacere di intervistare Lisa, giovane cantante sarda, prima della sua esibizione sul palco di District Live Prima di salire sul palco di District Live del 10 maggio, serata tutta al femminile, abbiamo avuto il piacere di intervistare Lisa, una giovane cantante e musicista sarda, che ci ha raccontato le origini della sua passione per la musica. Suo padre, musicista, l'ha instradata verso la passione per la musica, regalandole una piccola fisarmonica. Arrivano poi le lezioni di pianoforte e, a 12 anni, quelle di canto. Dopo una pausa, Lisa 3 anni fa è tornata a cantare, ispirata da artiste come Arisa e Giorgia, mentre una persona che la aiuta nel suo percorso è il suo compagno Davide Mura, anche lui cantante che abbiamo intervistato alla scorsa serata di District. A una ragazza che vuole aprirsi al mondo della musica, Lisa consiglia di provare ad affrontare tutti i limiti che si impone mentalmente, provando a cantare e suonare senza curarsi delle conseguenze. L'importante per sciogliersi, secondo Lisa, è cantare dei brani che ci rappresentano. Lisa decide di non mettersi obbiettivi o di avere progetti definiti per il futuro, ma piuttosto di lasciare ogni porta aperta, facendo rimanere la sua esperienza nella musica il più naturale possibile.

    Intervista a Francesca Saddi, cantautrice sarda sul palco di District Live

    Play Episode Listen Later Jun 19, 2026 4:14


    Ai microfoni di Unica Radio abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesca Saddi, cantautrice sarda in scena sul palco di District Live Prima della sua esibizione dell'evento tutto al femminile di District Live il 10 maggio, abbiamo fatto una chiacchierata con la cantautrice sarda Francesca Saddi. Francesca ci ha raccontato la nascita della sua passione per il canto, già dall'età di 4 anni, per poi passare al karaoke e alla graduale amplificazione del suo amore per la musica. Come ispirazione, Francesca prende esempio da Taylor Swift per la scrittura, e da voci tecniche ma allo stesso tempo molto emotive come quelle di Giorgia e Demi Lovato, anche se si dice appassionata di tutti i generi musicali, dal metal alla musica giapponese. Ma oltre la passione ci sono anche dei momenti difficili nella carriera di Francesca, ovvero le sconfitte ai contest, nonostante sentisse di aver dato tutto. I momenti più belli per lei sono invece quelli a teatro: sul palco, di solito quello del Teatro Houdini o quello appunto degli Intrepidi Monelli, si sente molto apprezzata anche grazie al feedback che il pubblico a teatro riesce a dare a un'artista. Francesca si esibisce anche in un duo, un'esperienza che descrive come molto diversa da quella solista. Ci racconta quindi una parte fondamentale dell'esibizione in duo, ovvero la fiducia che si deve avere nel partner musicale durante l'esibizione. Come prossimi progetti, Francesca vorrebbe incidere il suo singolo "Saturno", portato in anteprima proprio alla serata di District Live e, perché no, prima o poi un extended play.

    Intervista a Federica Ibba, make-up artist per District Live

    Play Episode Listen Later Jun 18, 2026 3:15


    Ai microfoni di Unica Radio abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Federica Ibba, make-up artist sarda all'evento District Live del 10 maggio Dopo aver truccato le numerose artiste presenti alla serata del 10 maggio del District Live, tutta al femminile, abbiamo avuto il piacere di intervistare Federica Ibba, make-up artist che ci ha raccontato le emozioni della sua professione. Federica, che ha avuto modo di confrontarsi con le tante artiste, tutte con una modalità differente di prepararsi alla serata, ci ha raccontato le loro emozioni. La make-up artist ci ha raccontato la nascita della sua passione per questo mestiere, dopo la sua esperienza nel settore della bellezza. Per Federica il make-up è un modo di esprimersi, e uno dei suoi sogni nel cassetto è quello di diventare riconoscibile nel suo stile di trucco per le artiste. Riguardo questo, abbiamo riflettuto proprio sull'importanza del trucco non solo in serate del genere ma proprio all'interno della carriera di un artista, che potrebbe usare il trucco per moltiplicare la potenza della sua immagine (ad esempio, artisti come Prince, David Bowie o Marilyn Manson per citarne alcuni).

    Intervista Marco Lorenzi

    Play Episode Listen Later Jun 17, 2026 15:00


    Marco Lorenzi racconta teatro, regia e visione artistica: un'intervista che attraversa il suo ultimo spettacolo, il rapporto con il pubblico e le prospettive future del suo percorso creativo. L'Marco Lorenzi è al centro dell'intervista realizzata per raccontare non solo uno spettacolo, ma un intero percorso artistico. Regista teatrale tra i più interessanti della scena contemporanea, Lorenzi si distingue per una visione precisa e per un approccio che mette al centro il pubblico. L'incontro, andato in onda su Unica Radio, ha permesso di approfondire il suo ultimo lavoro e le prospettive future del suo percorso. Marco Lorenzi e l'origine dello spettacolo Durante l'intervista, Marco Lorenzi ha raccontato da dove nasce l'idea dello spettacolo portato recentemente al Teatro Massimo. Il progetto prende forma da una riflessione precisa. Non si tratta solo di mettere in scena un testo, ma di costruire un'esperienza. Il lavoro registico parte sempre da una domanda: cosa resta allo spettatore? Questa attenzione si riflette nella scelta degli elementi scenici e nella costruzione dei personaggi. La visione registica di Marco Lorenzi Per Marco Lorenzi, il teatro è un linguaggio vivo. Non è mai statico. Cambia a seconda del contesto e del pubblico. Nel corso dell'intervista, il regista ha sottolineato l'importanza dell'equilibrio tra forma e contenuto. La regia deve guidare, ma senza sovrastare. Ogni scelta scenica ha un senso preciso. Nulla è lasciato al caso. Questo approccio rende i suoi spettacoli riconoscibili e coerenti. Il rapporto con il pubblico Uno dei temi centrali è il rapporto con il pubblico. Marco Lorenzi lo considera parte integrante dello spettacolo. L'esperienza teatrale non si esaurisce sul palco. Continua nella percezione di chi guarda. Per questo, il coinvolgimento emotivo diventa fondamentale. Il pubblico non è spettatore passivo. È parte del processo. Tra percorso artistico e futuro L'intervista ha toccato anche il percorso personale di Marco Lorenzi. Dalle prime esperienze fino ai progetti più recenti, emerge una crescita costante. Il regista guarda al futuro con attenzione. Nuovi progetti sono in fase di sviluppo, con l'obiettivo di continuare a sperimentare. Per approfondire il panorama teatrale italiano è possibile consultare il sito del . Marco Lorenzi e una scena in evoluzione Il lavoro di Marco Lorenzi si inserisce in una scena teatrale in continuo cambiamento. Nuove forme e linguaggi emergono, ma resta centrale la capacità di raccontare storie. In questo contesto, il suo approccio rappresenta un punto di riferimento. Un equilibrio tra tradizione e innovazione che continua a evolversi. L'intervista restituisce così un ritratto completo: quello di un regista che vive il teatro come ricerca costante.

    Dal Battito al Podcast, la musica che cresce a scuola

    Play Episode Listen Later Jun 16, 2026 10:45


    Nelle scuole dell'infanzia dell'Istituto Comprensivo Porcu-Satta di Quartu Sant'Elena, il progetto educativo ha unito musica, podcast e relazione, trasformando il suono in uno strumento di crescita, ascolto e partecipazione condivisa. Nelle scuole dell'infanzia dell'IC 1-2 Porcu-Satta di Quartu Sant'Elena la musica è diventata esperienza quotidiana, relazione e scoperta. Il progetto Dal Battito al Podcast ha coinvolto i bambini dei plessi di via Palestrina, via Vespucci e via Milano in un percorso educativo che ha unito corpo, voce e strumenti digitali. Un'attività nata nel secondo quadrimestre scolastico e ormai vicina alla conclusione, capace di trasformare il suono in uno spazio di crescita condivisa. L'iniziativa ha preso forma grazie al Piano delle Arti, programma nazionale dedicato alla promozione della cultura umanistica e dei linguaggi creativi nelle scuole. Il finanziamento ha consentito di costruire un laboratorio articolato e inclusivo, nel quale i bambini hanno potuto sperimentare la musica attraverso il gioco, l'ascolto e la partecipazione diretta. Dal Battito al Podcast tra musica e movimento Il cuore del progetto ha coinvolto i bambini di cinque anni in attività musicali ed espressive sviluppate sia negli spazi interni sia nelle aree esterne delle scuole. I laboratori hanno alternato canto, psicomotricità e giochi sonori. Il corpo è diventato il primo strumento musicale. Il ritmo ha guidato movimento, ascolto e relazione. Durante le attività sono entrati in scena strumenti differenti. Lo strumentario Orff, l'ukulele e il flauto traverso hanno accompagnato le esplorazioni sonore dei bambini. Anche materiali di recupero hanno trovato spazio nei laboratori, stimolando curiosità e creatività. L'obiettivo non era la performance musicale. Il percorso puntava soprattutto a sviluppare ascolto, consapevolezza corporea ed espressione emotiva. L'approccio laboratoriale ha favorito la collaborazione tra i piccoli partecipanti. Ogni esperienza nasceva dall'interazione con il gruppo. I bambini sperimentavano il suono insieme, imparando a condividere tempi, silenzi e attenzione reciproca. Podcast e voce al centro dell'esperienza educativa La seconda fase di Dal Battito al Podcast ha introdotto il linguaggio della comunicazione sonora. Grazie all'utilizzo di microfoni, cuffie e software dedicati, i bambini hanno registrato racconti, riflessioni e impressioni nate durante i laboratori. Il podcast non è stato pensato come semplice prodotto finale. È diventato invece uno strumento educativo vero e proprio. Attraverso l'ascolto della propria voce, i bambini hanno imparato a raccontarsi e a confrontarsi con gli altri. Le registrazioni hanno dato forma ai loro pensieri e alle emozioni vissute durante il percorso. La verbalizzazione delle esperienze ha rafforzato competenze comunicative e relazionali. La voce ha assunto un valore identitario. Parlare, ascoltare e condividere sono diventati momenti centrali dell'attività educativa. La rete tra scuola, territorio e cultura Uno degli elementi più significativi del progetto riguarda la collaborazione con le realtà del territorio. La Scuola Civica di Musica di Sinnai ha guidato i laboratori musicali ed espressivi, mentre Unica Radio ha seguito il percorso dedicato alla produzione e diffusione dei podcast. La sinergia tra scuola, università e realtà culturali locali ha permesso di ampliare l'esperienza educativa. I bambini hanno potuto entrare in contatto con strumenti professionali e nuove modalità di comunicazione. Anche gli insegnanti hanno sperimentato pratiche interdisciplinari orientate alla ricerca e all'innovazione didattica. Il progetto ha rappresentato inoltre un'occasione di crescita professionale per il personale scolastico. L'osservazione, la documentazione e il lavoro cooperativo hanno rafforzato il senso di comunità educativa aperta e partecipativa. Dal Battito al Podcast guarda già al futuro L'esperienza non si fermerà con la conclusione dell'anno scolastico. Per il prossimo settembre la scuola sta già organizzando un incontro di disseminazione rivolto al territorio e al mondo della formazione. Sarà un momento dedicato alla condivisione delle pratiche sviluppate e dei materiali realizzati durante il percorso. L'obiettivo resta chiaro: valorizzare il ruolo dei linguaggi artistici e digitali nella scuola dell'infanzia. Dal Battito al Podcast dimostra infatti come anche i più piccoli possano diventare protagonisti attivi di percorsi creativi e narrativi. La musica, in questo caso, non accompagna soltanto l'apprendimento. Diventa uno spazio di ascolto, relazione e costruzione collettiva di significati.

    Intervista a Jasmine, giovanissima cantante sarda alla serata del District Live

    Play Episode Listen Later Jun 16, 2026 2:56


    Abbiamo avuto il piacere di intervistare Jasmine, giovanissima cantante sarda, prima della sua esibizione alla serata tutta al femminile di District Live Subito prima della sua esibizione sul palco tutto al femminile di District Live, abbiamo avuto il piacere di intervistare Jasmine, giovanissima cantante e musicista sarda. Jasmine ci ha raccontato le "origini" della sua passione per la musica, ereditata da sua madre, cantante lirica, e poi sfociata nello studio del violino al conservatorio. Dopo gli studi, anche di pianoforte, è riuscita a esternare anche la sua passione per il canto nello specifico, ispirata da cantanti come Angelina Mango e Irama. A una ragazza come lei, che vuole iniziare con la musica, Jasmine consiglia di "buttarsi": iniziare dalle piccole cose e provare da subito senza alcuna paura. Questo percorso è quello che l'ha portata a esibirsi su palchi importanti come quello del Tour Music Fest di San Marino, festival in cui è arrivata alla fase delle finali italiani. I prossimi progetti di Jasmine prevedono la sua partecipazione a "Sanremo New Talent", a settembre a Rimini, nella speranza di vederla presto tra gli emergenti della musica italiana.

    Intervista a Davide Sionis, fotografo e videomaker per Intrepidi Monelli

    Play Episode Listen Later Jun 14, 2026 3:10


    Ai microfoni di Unica Radio, abbiamo avuto il piacere di intervistare Davide Sionis, di professione fotografo e videomaker di Intrepidi Monelli alla serata del District Live del 10 maggio Prima dell'inizio della serata di District Live del 10 maggio, abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Davide Sionis, "addetto ai lavori" degli eventi targati Intrepidi Monelli. Davide è infatti il videomaker appunto della serata, ma professionalmente nasce come fotografo. Iniziamo la chiacchierata parlando dell'avvicinamento di Davide Sionis all'universo District e l'importanza che ha per lui una serata del genere, che dà la possibilità di esprimersi ad artisti giovanissimi, o comunque senza ancora uno sbocco. Con Davide abbiamo anche discusso della sua nascita professionale, del passaggio (non scontato) dalla fotografia al video, peraltro relativamente recente, per esigenze lavorative. Ci ha raccontato la sua passione per i ritratti fotografici underground e ciò su cui lavora abitualmente, ovvero la fotografia commerciale. Davide ha in mente per il futuro "Metropolis Gold", un progetto di ritrattistica urbana nato a budget zero durante la sua esperienza in Inghilterra, in cui ha vissuto 8 anni fa, e che vuole portare alla luce in Sardegna.

    Sardinia Archeo Festival: l’archeologia spiega i micromondi attuali

    Play Episode Listen Later Jun 13, 2026 10:58


    Il Sardinia Archeo Festival 2026 unisce la storia antica alle sfide della geopolitica contemporanea, offrendo al pubblico gli strumenti per comprendere a fondo l'evoluzione sociale delle comunità isolane e globali L'archeologia non è una scienza morta. Il Sardinia Archeo Festival dimostra come lo studio del passato possa decifrare il presente. Il direttore artistico Matteo Tatti ha inaugurato l'evento su Unica Radio. La manifestazione culturale esplora quest'anno il tema affascinante dei micromondi. Gli esseri umani creano da sempre micro comunità con regole proprie e specifiche dinamiche di aggregazione. Il festival si propone di indagare queste realtà, partendo dalla città di Cagliari per poi toccare i piccoli centri dell'isola. Comprendere il passato diventa così la chiave di volta per leggere l'attualità. Un dialogo aperto tra discipline diverse La forza del Sardinia Archeo Festival risiede nella sua capacità di far dialogare esperti differenti. Non si parla soltanto a una platea di specialisti del settore. Il programma unisce archeologi, storici dell'arte, geografi e giornalisti. Tra gli ospiti spicca Laura Canali, nota cartografa della rivista Limes, che analizza le dinamiche geopolitiche del Mediterraneo. Questo approccio multidisciplinare permette di affrontare temi complessi in modo accessibile. Gli oggetti abbandonati dai migranti o le tracce dei commerci antichi rivelano che i comportamenti umani si ripetono nei secoli. Il pubblico cerca una divulgazione scientifica basata su criteri di assoluta veridicità. Le sfide della cultura in Sardegna Organizzare eventi culturali di alta qualità nell'isola presenta notevoli ostacoli logistici ed economici. I finanziamenti pubblici sono spesso ridotti e costringono le associazioni a investire risorse proprie. Matteo Tatti ha sottolineato la necessità di lanciare un grido d'allarme per il settore. Nonostante le difficoltà economiche, è fondamentale costruire ponti culturali stabili con il resto d'Europa. Il festival rappresenta una cassetta degli attrezzi per interpretare le evoluzioni sociali future. La rassegna offre una prospettiva concreta per capire chi siamo e dove stiamo andando. Il programma e le tappe sul territorio Il sipario si alza con una suggestiva visita guidata sulla Sella del Diavolo a Cagliari. Gli scavi archeologici sul promontorio offrono lo scenario perfetto per l'anteprima. Gli appuntamenti principali si spostano poi al centro culturale Il Ghetto, nel cuore dello storico quartiere di Castello. Il viaggio non si esaurisce nel fine settimana. Il Sardinia Archeo Festival proseguirà durante l'estate e l'autunno con un tour itinerante in vari comuni sardi. Gli organizzatori invitano la cittadinanza a partecipare per scoprire la storia da una nuova prospettiva.

    Intervista ad Azzurra, cantautrice R’n’B sarda sul palco di District Live

    Play Episode Listen Later Jun 12, 2026 3:30


    Abbiamo avuto il piacere di ascoltare Azzurra, cantautrice sarda, in occasione della serata del 10 maggio di District Live, tutta al femminile Prima dell'esibizione sul palco del District Live del 10 maggio, durante una serata dedicata alle artiste femminili, abbiamo incontrato Azzurra Parisi, conosciuta semplicemente come Azzurra. Cantautrice R&B, attrice e ballerina, porta avanti il suo percorso artistico dal 2002. Nel corso dell'intervista abbiamo ripercorso le tappe principali della sua carriera. Azzurra ci ha raccontato gli esordi nel mondo della recitazione, con particolare attenzione ai musical, e l'esperienza maturata nelle cover band. Successivamente si è concentrata sulla scrittura e sulla produzione di musica originale, un percorso iniziato nel 2014 e tuttora in continua evoluzione. Abbiamo affrontato anche il tema della presenza femminile nell'industria musicale. In una serata caratterizzata da una forte impronta femminile, Azzurra ha condiviso il suo punto di vista sul ruolo delle donne nel panorama musicale contemporaneo e sulle sfide che le artiste affrontano ancora oggi. Parlando dei progetti futuri, la cantautrice ci ha anticipato l'arrivo di un nuovo brano realizzato insieme all'amico e produttore musicale Andrea Aru, collaboratore di lunga data. Durante la serata al District Live, Azzurra ha presentato il pezzo in anteprima, offrendo al pubblico un primo sguardo sul prossimo capitolo del suo percorso artistico.

    Valentina Carboni: donne, ingegneria e futuro inclusivo

    Play Episode Listen Later Jun 11, 2026 9:31


    L'ingegnera Valentina Carboni racconta il ruolo delle donne nelle professioni tecniche, l'impatto dell'intelligenza artificiale e l'importanza della formazione multidisciplinare per costruire un futuro inclusivo e innovativo. Nel mondo delle professioni tecniche, il tema dell'inclusione continua a essere centrale. Durante un'intervista ai microfoni di Unica Radio, Valentina Carboni, presidente di AIDIA Sardegna, ha affrontato il tema del ruolo delle donne nell'ingegneria, raccontando sfide, opportunità e trasformazioni che stanno cambiando il settore. L'ingegnera ha condiviso la propria esperienza personale e professionale, soffermandosi anche sull'impatto dell'intelligenza artificiale e sull'importanza della multidisciplinarità nella formazione delle nuove generazioni. Valentina Carboni e il ruolo delle donne nell'ingegneria Secondo Valentina Carboni, le professioni tecniche restano ancora oggi ambienti storicamente maschili. Negli ultimi anni, però, il numero di donne che scelgono percorsi di studio in ingegneria e architettura è cresciuto in modo significativo. Il problema principale emerge nel mondo del lavoro. Sempre più professioniste entrano nel settore, ma poche riescono a raggiungere ruoli dirigenziali o posizioni di potere. Carboni ha sottolineato anche il tema del divario salariale, ancora molto presente nelle professioni tecniche italiane. L'associazione AIDIA, acronimo di Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti, nasce proprio con l'obiettivo di valorizzare le competenze femminili nel settore tecnico-scientifico. Attraverso incontri, formazione e collaborazioni con università e ordini professionali, l'associazione promuove una maggiore partecipazione femminile nelle discipline STEM. Per approfondire le attività dell'associazione è possibile visitare il sito ufficiale di AIDIA. Intelligenza artificiale e trasformazione del lavoro tecnico Uno dei temi centrali affrontati durante l'intervista riguarda l'evoluzione tecnologica. Per Valentina Carboni, l'intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo dell'ingegneria e dell'architettura. La digitalizzazione ha cambiato radicalmente i tempi e i metodi di lavoro. Processi che in passato richiedevano giorni oggi possono essere completati in poche ore grazie ai nuovi strumenti digitali. L'ingegnera ha evidenziato come l'informatica e l'automazione rappresentino oggi i settori più dinamici. Anche la pubblica amministrazione e gli studi professionali stanno vivendo una trasformazione profonda, sempre più legata alla gestione digitale dei progetti e dei servizi. Per comprendere meglio le opportunità offerte dall'innovazione digitale nelle professioni tecniche si possono consultare i contenuti pubblicati da Consiglio Nazionale degli Ingegneri. L'evento di Nuoro dedicato a Jane Jacobs Nel corso dell'intervista, Valentina Carboni ha raccontato anche l'esperienza della “Jane's Walk” organizzata a Nuoro il 16 maggio. Si tratta di una passeggiata partecipativa ispirata alla figura di Jane Jacobs, attivista e studiosa statunitense che ha rivoluzionato il modo di osservare e vivere gli spazi urbani. L'iniziativa ha coinvolto anche gli studenti del corso di laurea triennale in Programmazione, gestione e promozione turistica degli itinerari della cultura e dell'ambiente dell'Università di Nuoro. Attraverso un percorso urbano dedicato a Grazia Deledda, gli studenti hanno analizzato la città con uno sguardo diverso, più attento alle dinamiche sociali e urbanistiche. Valentina Carboni e la pianificazione di genere Tra i progetti che più hanno segnato il suo percorso professionale, Valentina Carboni ha citato la pianificazione di genere. Si tratta di un approccio urbanistico che mette al centro le esigenze delle persone. Non solo donne, ma anche lavoratori, immigrati e cittadini con disabilità. L'obiettivo è progettare città e spazi più inclusivi, sicuri e accessibili. Un modello che unisce ingegneria, architettura e attenzione sociale. Per Carboni, il futuro delle professioni tecniche passa proprio dalla capacità di osservare la società con sensibilità diverse e competenze multidisciplinari. Il consiglio alle future ingegnere Nel finale dell'intervista, Valentina Carboni ha lasciato un messaggio rivolto alle studentesse che desiderano intraprendere una carriera tecnica. Il consiglio principale è coltivare la curiosità e non fermarsi davanti alle difficoltà. Secondo l'ingegnera, il mondo del lavoro richiede aggiornamento continuo, apertura mentale e capacità di confrontarsi con discipline differenti. Carboni ha raccontato di non aver mai smesso di studiare, continuando ancora oggi il proprio percorso formativo attraverso master e specializzazioni. Per lei, la multidisciplinarità rappresenta uno degli strumenti più importanti per affrontare il futuro e costruire nuove opportunità professionali.

    Intervista a Daniele Ledda

    Play Episode Listen Later Jun 10, 2026 7:19


    Non si tratta di pattern minimalisti in senso stretto: "Qui parliamo proprio di temi. La lunghezza è spesso equivalente a quello che può essere un tema in una struttura ABA". Le scale utilizzate combinano elementi riconducibili all'area mediterranea e a influenze della musica tradizionale sarda, "completamente trasfigurate". Qualcuno ha usato la parola "falsoetnico" per descrivere il risultato. Dove ascoltare il Clavius Per chi vuole farsi un'idea prima dei concerti, Ledda indica una fonte precisa: "il canale più ricco e documentato" è Clavius TV su YouTube, dove sono disponibili brani e registrazioni di concerti, inclusa una performance al Conservatorio di Cagliari. © Riproduzione riservata Per altri articoli: https://www.unicaradio.it/blog/author/simone-serra/ Per aggiungere unicaradio.it alle fonti preferite leggi Fonti preferite Google: come scegliere i tuoi siti di notizie

    Intervista a Giovanni Coda

    Play Episode Listen Later Jun 9, 2026 8:08


    Vaenus racconta la sua musica tra anni '80 e sogni live

    Play Episode Listen Later Jun 7, 2026 6:54


    La cantante Martina Mocci. in arte Vaenus, si racconta ai microfoni di Unica Radio tra influenze anni '80, identità artistica, live band e il desiderio di far ballare il pubblico con la sua musica La musica come rifugio, identità e futuro. Martina Mocci, conosciuta artisticamente come Vaenus, si è raccontata ai microfoni di Unica Radio durante una nuova puntata di B-Podcast. Un'intervista spontanea e personale in cui la giovane artista ha parlato delle sue influenze musicali, del legame con gli anni '80 e del desiderio di trasformare le emozioni in canzoni capaci di coinvolgere il pubblico. Vaenus musica e la scoperta durante l'adolescenza Per Vaenus musica significa soprattutto libertà espressiva. La cantante ha spiegato di aver capito durante l'adolescenza che la musica non sarebbe rimasta soltanto una passione. Un momento decisivo è stato quello della pandemia, periodo che le ha permesso di fermarsi e riflettere maggiormente su sé stessa. “Ci si sente spesso pesci fuor d'acqua”, racconta l'artista parlando di quegli anni delicati. Il tempo trascorso in casa ha contribuito a rafforzare il suo rapporto con la musica e a far emergere nuove sfaccettature della sua personalità. Il significato del nome d'arte Vaenus Dietro il nome Vaenus si nasconde una storia personale legata al mondo dell'arte. Martina Mocci ha raccontato che tutto nasce da un episodio avvenuto durante una mostra di pittura alla quale partecipava la nonna. Una signora le disse che ricordava la Venere di Botticelli per via dei capelli. Da lì è nata l'idea di scegliere un nome artistico ispirato alla figura della Venere, poi trasformato in Vaenus per ottenere un suono più originale e personale. La cantante ha spiegato anche come Vaenus rappresenti una parte diversa rispetto alla Martina della vita quotidiana. Sul palco emerge infatti una personalità più sicura, creativa e istintiva. Gli anni '80 come ispirazione musicale Le sonorità anni '80 occupano un posto centrale nell'universo artistico di Vaenus. L'artista ha citato nomi iconici come Freddie Mercury, Michael Jackson, Madonna e Prince come punti di riferimento fondamentali. Secondo Vaenus, quella decade ha lasciato un segno profondo nella storia della musica grazie all'originalità dei suoni e alla capacità di trasformare anche temi semplici in brani memorabili. Un periodo che, a suo dire, trasmetteva emozioni autentiche e un modo diverso di vivere la quotidianità, meno dipendente dalla tecnologia. La cantante ha sottolineato anche il fascino delle registrazioni analogiche e della dimensione più umana della musica prodotta in quegli anni. L'esperienza live sul palco di Sant'Isidoro Nel corso dell'intervista, Vaenus ha parlato anche della partecipazione al contesto musicale di Sant'Isidoro. Un'esperienza definita positiva sia dal punto di vista artistico sia umano. Nonostante l'ansia iniziale, la cantante ha raccontato di essersi divertita molto sul palco, soprattutto grazie alla possibilità di esibirsi insieme a una vera band composta da bassista, chitarrista e batterista. Per Vaenus il live rappresenta un momento speciale. L'obiettivo non è soltanto cantare, ma creare energia e coinvolgere il pubblico. “Mi piace divertire e divertirmi”, ha spiegato durante la conversazione. Tra le esibizioni più significative viste durante l'evento, l'artista ha ricordato con entusiasmo una band che ha reinterpretato brani come “Feeling Good” e “Great Balls of Fire”. Vaenus musica e il sogno per il futuro Guardando al futuro, Vaenus ha le idee molto chiare. Il suo sogno è produrre canzoni originali e riuscire a farle conoscere a più persone possibile. L'obiettivo finale resta quello di creare musica capace di far ballare il pubblico e trasmettere emozioni sincere. Un percorso ancora agli inizi, ma già caratterizzato da personalità artistica, passione e una forte ispirazione vintage.

    Intervista a Gabriele Cossu

    Play Episode Listen Later Jun 6, 2026 9:16


    “Solitudini inverse” a Cagliari: la musica contro l’isolamento social

    Play Episode Listen Later Jun 5, 2026 13:11


    "Solitudini inverse" racconta il progetto di Viola Serra tra musica, identità e società iperconnessa, esplorando emozioni, radici sardo basche e riflessioni sulla solitudine contemporanea nel panorama artistico europeo oggi attuale Solitudini_iиverse nasce come sintesi artistica e personale di Viola Serra, protagonista dell'intervista a Unica Radio. Nel racconto emerge subito Solitudini_iиverse come chiave interpretativa di un percorso che unisce musica e introspezione. La cantautrice spiega come il progetto sia nato dopo la scrittura dei primi brani, capaci di riflettere una condizione esistenziale fatta di connessioni continue e distanza emotiva. La dimensione lavorativa e sociale descritta da Serra mostra come Solitudini_iиverse rappresenti un paradosso contemporaneo: essere costantemente in contatto ma sentirsi soli. Il progetto prende forma proprio da questa tensione. Solitudini_iиverse e società iperconnessa Solitudini_iиverse viene approfondito nel dialogo quando si affronta il tema della società iperconnessa e della distanza emotiva. Viola Serra evidenzia come sia una risposta artistica alla cultura della performance costante, dove ogni gesto viene osservato e giudicato. In questo contesto Solitudini_iиverse diventa una lente critica sulla realtà digitale, fatta di social network e aspettative di perfezione. La cantante racconta episodi che mostrano quanto il progetto nasca da una riflessione autentica sul rapporto tra identità e immagine pubblica. Il rischio di perdere spontaneità e autenticità è centrale in Solitudini_iиverse, che denuncia la difficoltà di sentirsi liberi di sbagliare. La narrazione si intreccia con una visione lucida della contemporaneità e diventa anche uno spazio di resistenza emotiva. Solitudini_iиverse tra Sardegna e Paese Basco Solitudini_iиverse assume una dimensione culturale forte nel legame tra Sardegna e Paese Basco. Viola Serra si definisce “sardovasca” e racconta come Solitudini_iиverse sia influenzato da entrambe le identità. Nel progetto emergono valori come la resilienza, la capacità di lottare e il senso di appartenenza culturale. La cantante sottolinea come l'idea nasca anche dall'esperienza vissuta a Bilbao, dove il confronto sociale e la partecipazione civica sono molto attivi. Questo spirito di coesione sociale e di opposizione alle ingiustizie ha rigenerato il suo carattere. Questa energia si riflette nel cuore di Solitudini_iиverse, che diventa un manifesto artistico e umano. Anche la dimensione emotiva del progetto si intreccia con la memoria personale e con la consapevolezza delle proprie radici. Solitudini_iиverse e il lato più intimo dello spettacolo Solitudini_iиverse trova la sua espressione più profonda nei brani intimi presentati durante lo spettacolo. In particolare l'essenza dello spettacolo si manifesta in pezzi come “Dissonanza” e “Blue Woman Voices”, dove emergono temi di fragilità, notti insonni, senso di inadeguatezza sociale e violenza psicologica. Qui diventa uno spazio di elaborazione emotiva, in cui la musica si trasforma in racconto diretto e personale. La forza di Solitudini_iиverse sta proprio nella capacità di alternare denuncia sociale e introspezione. Ad accompagn

    Gianluca Deriu racconta il lavoro nella GDO

    Play Episode Listen Later Jun 4, 2026 6:51


    Dall'università alla grande distribuzione organizzata, Gianluca Deriu racconta il percorso professionale in Lidl tra formazione, responsabilità e crescita manageriale Nel mondo della grande distribuzione organizzata servono velocità, capacità di adattamento e formazione continua. Lo sa bene Gianluca Deriu, oggi responsabile inventari per Lidl, protagonista di una nuova intervista realizzata da Unica Radio. A soli 31 anni, Deriu coordina la gestione delle scorte alimentari in 25 filiali, lavorando a stretto contatto con i reparti amministrativi e logistici dell'azienda. Un ruolo strategico che richiede precisione, organizzazione e capacità di lavorare in squadra. Gianluca De Rio e il percorso universitario Prima di entrare nel mondo della GDO, Gianluca Deriu ha costruito il proprio percorso attraverso gli studi economici all'Università degli Studi di Cagliari. Dopo la laurea triennale in Economia e Gestione Aziendale, ha proseguito con una magistrale in Economia Manageriale, indirizzo Direzione e Creazione d'Impresa. Un percorso che gli ha permesso di sviluppare competenze organizzative e manageriali oggi fondamentali nel suo lavoro quotidiano. Secondo Deriu, la formazione universitaria rappresenta una base importante, ma è il confronto diretto con il mondo professionale a fare davvero la differenza. Il progetto Generazione Talenti di Lidl L'ingresso di Gianluca Deriu in Lidl Italia è avvenuto attraverso il programma “Generazione Talenti”, un percorso strutturato dedicato ai giovani laureati. L'obiettivo del progetto è formare figure professionali capaci di crescere rapidamente all'interno dell'azienda. Il programma si divide in diversi ambiti, tra cui vendite, logistica e flusso merci. Deriu ha scelto il percorso vendite, considerato il più vicino ai suoi studi universitari. Durante l'anno di formazione ha alternato attività pratiche nei punti vendita a momenti teorici e manageriali. Uno degli aspetti più importanti del progetto è il master interno dedicato alle soft skills e alle capacità di leadership. Un'esperienza che permette ai partecipanti di confrontarsi fin da subito con responsabilità concrete. Il dinamismo della grande distribuzione Nel corso dell'intervista Gianluca Deriu descrive la GDO come un settore in continuo movimento. Un ambiente veloce, dove ogni giornata porta nuove sfide. Per lavorare in questo mondo servono proattività, spirito di adattamento e ottime capacità relazionali. Durante il percorso formativo, infatti, i giovani professionisti si trovano spesso a cambiare sede, lavorare con nuovi team e confrontarsi con figure manageriali di alto livello. Secondo Deriu, la capacità di comunicare con persone diverse e affrontare situazioni impreviste rappresenta una delle qualità più importanti per crescere professionalmente. Crescita professionale e opportunità Dopo il programma formativo, Gianluca Deriu ha scelto di proseguire il suo percorso negli uffici Lidl, intraprendendo una carriera manageriale interna

    Simonetta Salvestroni e l'attualità di Dostoevskij

    Play Episode Listen Later Jun 3, 2026 6:20


    La studiosa di letteratura russa ospite del Cornetto Acustico riflette sul pensiero di Dostoevskij, sulla crisi della lettura e sul difficile rapporto tra giovani e letteratura La letteratura russa continua a interrogare il presente, anche in un'epoca in cui il rapporto con la lettura appare sempre più fragile. Ne è convinta Simonetta Salvestroni, ospite di un recente incontro organizzato dall'associazione Il Cornetto Acustico. Durante l'intervista rilasciata a Unica Radio, la professoressa ha parlato del suo lungo percorso di ricerca dedicato a Fëdor Dostoevskij, del significato contemporaneo delle sue opere e delle difficoltà nel coinvolgere le nuove generazioni nel mondo della letteratura. Simonetta Salvestroni e la passione per la letteratura russa L'interesse di Simonetta Salvestroni per la cultura russa nasce molti anni fa attraverso lo studio del semiologo russo Yuri Lotman. Da lì prende forma un percorso accademico e umano che la porterà a dedicare gran parte delle sue ricerche a Dostoevskij. La studiosa ha pubblicato diversi lavori anche all'estero, con edizioni in lingua russa e francese. Nel corso degli anni si è occupata di numerosi autori della tradizione letteraria russa, mantenendo però sempre centrale la figura di Dostoevskij. Secondo Salvestroni, l'autore dei Fratelli Karamazov continua ancora oggi a parlare al presente grazie alla profondità psicologica dei suoi personaggi e ai grandi interrogativi morali che attraversano le sue opere. Il Grande Inquisitore e i temi ancora attuali Nel corso dell'incontro, Simonetta Salvestroni ha introdotto uno dei brani più celebri dei Fratelli Karamazov: la leggenda del Grande Inquisitore. Un passaggio che continua a essere considerato tra i più profondi della letteratura mondiale. Attraverso questo racconto, Dostoevskij affronta temi universali come la libertà, il potere, il dubbio e il rapporto tra fede e responsabilità individuale. La professoressa ha ricordato come il personaggio del Grande Inquisitore rappresenti una figura tormentata e complessa. Un simbolo delle contraddizioni umane e dei conflitti interiori che ancora oggi attraversano la società contemporanea. Secondo Salvestroni, il significato del brano si comprende pienamente leggendo anche i capitoli successivi dell'opera, nei quali emerge la risposta spirituale proposta da Dostoevskij attraverso la figura dello starec Zosima. La crisi della lettura e il rapporto con i giovani Durante l'intervista, Simonetta Salvestroni ha affrontato anche il tema della progressiva distanza tra giovani e letteratura. Una situazione che, secondo la studiosa, non riguarda soltanto il presente ma affonda le radici in un cambiamento culturale iniziato da tempo. Anche negli incontri pubblici dedicati alla letteratura, infatti, la presenza di giovani lettori appare sempre più limitata. Per la docente, avvicinare le nuove generazioni ai libri richiede prima di tutto esperienze dirette e coinvolgenti. Nei suoi anni di insegnamento ha sempre cercato di creare un rapporto vivo con i testi,

    Resilienza Pacman, Marco Demurtas racconta la forza di ricominciare

    Play Episode Listen Later Jun 2, 2026 12:38


    Nel romanzo “La resilienza del pacman”, tra metafore anni Ottanta e psicologia, l'autore racconta separazioni, fragilità familiari e la forza necessaria per ricostruire sé stessi dopo il dolore. Nel romanzo La resilienza del pacman, la sofferenza si intreccia con l'ironia e con l'immaginario pop degli anni Ottanta. La storia segue Christian, protagonista alle prese con una separazione che sconvolge la sua vita personale, economica e familiare. Attraverso una scrittura diretta e umana, il libro affronta temi delicati come il lutto, la disgregazione familiare e la possibilità di ricominciare. L'autore sceglie il celebre videogioco Pac-Man come simbolo della resilienza. Un'immagine semplice ma potente. Nel gioco, infatti, il protagonista deve affrontare ostacoli continui senza scorciatoie. Proprio come accade nella vita reale. Resilienza Pacman tra metafore e psicologia L'idea centrale del romanzo nasce dalla volontà di spiegare il dolore in modo accessibile. Nel libro, uno psicologo guida il protagonista attraverso le fasi dell'elaborazione del lutto. Negazione, rabbia, depressione e accettazione vengono raccontate con il linguaggio immediato del videogioco. Il Pac-Man diventa così una metafora universale. Ogni livello rappresenta una difficoltà da superare. L'obiettivo non è cancellare il dolore, ma imparare a conviverci e trasformarlo in crescita personale. La scelta di utilizzare riferimenti agli anni Ottanta non è casuale. Nel romanzo compaiono anche giocattoli storici, videogiochi vintage e simboli pop che evocano ricordi ed emozioni. Oggetti apparentemente semplici che diventano strumenti narrativi capaci di parlare a generazioni diverse. Una storia ispirata alla realtà Dietro la vicenda di Christian c'è anche l'esperienza personale e professionale dell'autore. Da quasi trent'anni lavora come educatore a stretto contatto con servizi sociali, comunità e famiglie in difficoltà. Nel corso della sua carriera ha incontrato storie segnate da tossicodipendenza, separazioni traumatiche e percorsi di recupero imposti dai tribunali. Situazioni spesso dolorose, soprattutto per i minori coinvolti. Il romanzo prende spunto da queste realtà contemporanee. Tuttavia evita toni pesanti o giudicanti. Al contrario, cerca una narrazione rispettosa, capace di mostrare quanto sia possibile cambiare e migliorarsi anche dopo gli errori. La resilienza, nel libro, non viene descritta come un superpotere. È piuttosto un percorso lento. Un lavoro quotidiano su sé stessi. Il Salone del Libro e il confronto con i lettori L'autore ha presentato La resilienza del pacman anche al Salone Internazionale del Libro di Torino, evento che considera fondamentale per la propria crescita artistica. Durante il festival ha osservato da vicino le reazioni del pubblico. I lettori si fermavano davanti alla copertina ispirata al videogioco, sfogliavano il libro e si interrogavano sulla storia. Un confronto spontaneo che ha permesso all'autore di vedere il proprio lavoro con occhi diversi. Il Salone rappresenta infatti uno spazio di dialogo tra scrittori e lettori. Un'occasione per condividere idee, esperienze e nuovi progetti creativi. Informazioni sull'evento sono dispo

    Responsabilità erariale, il confronto di Cagliari guarda alle riforme

    Play Episode Listen Later Jun 1, 2026 204:17


    A Cagliari esperti, amministratori e professionisti hanno discusso il futuro della responsabilità erariale tra nuove norme, controlli pubblici e impatto sulle amministrazioni locali. La responsabilità erariale torna al centro del dibattito pubblico. A Cagliari si è svolto un incontro dedicato alle novità normative e alle riforme che stanno interessando il rapporto tra amministrazioni, dirigenti e Corte dei Conti. Un tema tecnico, ma sempre più vicino alla vita quotidiana degli enti locali e dei cittadini. L'appuntamento ha riunito professionisti, esperti del settore giuridico e rappresentanti delle istituzioni. Il confronto ha acceso l'attenzione sulle trasformazioni che stanno coinvolgendo la pubblica amministrazione italiana, soprattutto in una fase segnata da nuove responsabilità gestionali e dalla necessità di accelerare la spesa pubblica. Per riascoltare gli interventi e approfondire il tema è disponibile il podcast pubblicato da Unica Radio. Le nuove regole al centro del dibattito Nel corso dell'incontro si è parlato delle recenti modifiche che riguardano la responsabilità erariale e il ruolo della magistratura contabile. Negli ultimi anni il legislatore ha provato a ridefinire i confini delle responsabilità amministrative, soprattutto dopo il periodo emergenziale e l'avvio dei progetti collegati al PNRR. Molti amministratori locali chiedono norme più chiare. Il timore di incorrere in sanzioni o procedimenti contabili spesso rallenta decisioni importanti. Per questo il confronto di Cagliari ha assunto un valore concreto per chi opera ogni giorno negli enti pubblici. Gli esperti intervenuti hanno evidenziato come la semplificazione amministrativa non possa prescindere da un sistema di controlli efficace. Il punto centrale resta l'equilibrio tra tutela delle risorse pubbliche e capacità decisionale degli amministratori. Responsabilità erariale e pubblica amministrazione La responsabilità erariale riguarda il danno economico causato alla pubblica amministrazione da comportamenti illeciti o gravemente negligenti. Un ambito delicato che coinvolge dirigenti, funzionari e amministratori. Durante il confronto si è discusso anche del concetto di colpa grave, elemento spesso decisivo nei procedimenti davanti alla Corte dei Conti. Alcuni relatori hanno sottolineato la necessità di criteri più uniformi. Altri hanno ribadito il valore deterrente delle verifiche contabili. Il tema interessa in particolare i piccoli comuni. Qui il personale ridotto e la complessità normativa possono creare difficoltà operative. In molti casi gli uffici si trovano a gestire procedure complesse con risorse limitate. Il peso delle riforme sugli enti locali Le riforme degli ultimi anni hanno inciso profondamente sul lavoro degli enti territoriali. L'obiettivo resta quello di rendere più rapida l'azione amministrativa senza indebolire i controlli. A Cagliari il dibattito ha mostrato anche un altro aspetto. La formazione continua dei dipendenti pubblici viene considerata sempre più importante. Conoscere norme, limiti e responsabilità permette infatti di lav

    Su linguàgiu de sa bistimenta sarda. Interview with sa circadora ethnographic noémie podda

    Play Episode Listen Later Jun 1, 2026 11:57


    Originària de murera, noémie podda est un de is circadoras etnogràficas prus nodias in contu de bistimenta sarda. Sa passions de noémie po sa bistimenta sarda born dae candu furiat piticedda. Issa est nàscia disterrada in frància, ma ónnia borta ca toràt a murera acanta de is ajajus furiat unacabbassada in su mundu sardu. Is ajajus faiant Parti de su Grupu Folk and Noémie, Tandu Pipia Crosidadosa, Abarràt Abbelada Ananti de Cussas Bistimentas, E Is Fotografias Bècias, Is Prendas and Is Contus. Cantu bortas at pediu a sajaja de ddi ponni su costumu! si podit nai ca est dae ingui ca est nàscia sa donononi sua po setnography. Oi noémie est trabballendi in su space ilisso de nùgoro, chi sat arriciu po custa interview. Noémie est manixendi knows about dae unu pagheddu de tempus. chistionendi cun issa ndi bessit a campu a thing de importu mannu, cases unu pilastru de sa discipline: ca is cosas mudant, e aici mudat finas sa bistimenta. and nci funt momentus candu sa bistimenta at mudau parìciu. imperendi sa mezzofora de su filu, si podit nai ca custu segau fàcias a sotuxentu cun sa lómpida de sa modernidadi e de sa globalizatzioni. Óminis e féminas ncant sbentulau unus cantu bistiris po si ponni cussus modernus, imàgini de su "progressu" chi furiat lompendi in sardigna puru. Totu pariat sparessendi. Tocat a abetai su boom económicu a pustis de is gheras po torrai a donai cunsideru a sa bistimenta sarda. On Fini Perou Furiat cussu turìsticu. In is annus sixty nascint unu biaxi de grupus folk chi imprassant su bisóngiu de torrai a arrapresentai sa sardigna, in crai turìstica, po fai spetàculu. A sora nemus at donau Scientìfic attention to ita si furiande in Pitzus, su ini furiat unàteru totu. est tocau a lompi a is diis nostas po ponni in duda totus cussas arrapresentazionis and cumentzai a fai arreconstructions ethnographic séria e cun critérius scientìficus. Una triva po is jòvunus, unu passu a innantis po sidentidadi noa de is sardus. Arrexonendi cun noémie si fait a cumpredi ca sa about east portada a innanti pruschetotu dae is jòvunus cumenti a issa. Ncest una cuscéntzia spainada who arreconnoscit simportu de su bestiri. custa faina de deconstructions portada to innanti dae is jòvunus perou est difìcili de acetai dae parti de is bècius, mani própriu dae cussus chi ant cuntribuiu a su su "Revival" de is annus sixty. In short, seus ananti a unu scórriu intergenerational! custu poita is jóvunus de oi funt prus scolarizaus e formaus, manixant ainas and maneras de fai circa noas e pruschetotu scientìficas, a cumentzai dae su mètudu Philologicu. custu atropégliu non fait a timi a noémie, antzis ddi donat finas prus gana po sighiri su camminu suu in sa about ethnographic. and difatis su bisu prus mannus chi nci tenit in coru est chi sterat un stória de su costumu e de sa sarda fashion. est una faina chi deaberu depeus pesai po torrai a si fai meris cuscentis de sidentidadi nosta, poita «su bestiri est linguàgiu, chisionat, perou depeus tenni is crais po ddu podi loyal ". Activity carried out with the contribution of the Sardinia Region - Imprentas 2025-2026. LR 22/2018, art. 22 "

    Silvia Cannas: l’arte del beauty tra Sardegna e mondo

    Play Episode Listen Later May 31, 2026 6:29


    Scopriamo il percorso professionale di Silvia Cannas, fondatrice della Ministry of Beauty, tra formazione internazionale e creatività. Un viaggio nel makeup sardo che conquista passerelle digitali e scenari internazionali prestigiosi. Silvia Cannas rappresenta oggi l'eccellenza sarda nel settore estetico globale. La fondatrice della Ministry of Beauty ha parlato recentemente ai microfoni di Unica Radio. La sua avventura professionale dura da oltre sedici anni di successi. Tutto nasce da un'idea precisa e molto ambiziosa. L'obiettivo era unire le radici sarde a uno spirito internazionale. Questa visione ha permesso di creare un'accademia d'eccellenza nel territorio. Il percorso formativo riflette un desiderio costante di crescita e innovazione. La nascita della Ministry of Beauty L'accademia non è soltanto un semplice centro didattico locale. Si tratta di una solida realtà accreditata dalla Regione Sardegna. La struttura gode inoltre del riconoscimento formale dell'Unione Europea. Gli attestati rilasciati sono validi su tutto il territorio europeo. Silvia Cannas ha costruito un percorso istituzionale e molto serio. La formazione completa dura complessivamente seicento ore intense. Questo impegno garantisce una preparazione tecnica di alto livello per ogni allievo. La filosofia di Silvia Cannas La visione dell'accademia punta su un'offerta formativa d'eccellenza. Il metodo utilizzato dai docenti è rigorosamente internazionale. Gli allievi apprendono le tecniche dei più grandi makeup artist mondiali. Il team riceve un aggiornamento metodologico costante e puntuale. Silvia Cannas desidera portare la bellezza globale direttamente in Sardegna. Il cuore dell'attività resta isolano, ma lo spirito guarda lontano. L'apertura mentale distingue nettamente questa realtà nel panorama estetico. I tre pilastri del successo Tre ingredienti fondamentali guidano il successo professionale in questo ambito. La sola tecnica purtroppo non basta per emergere nel mercato. La creatività è necessaria per distinguersi nettamente dai colleghi. Serve originalità per non ripetere schemi estetici già visti. La mentalità imprenditoriale completa il profilo del truccatore moderno. L'atteggiamento giusto attira infatti le scelte dei clienti migliori. Silvia Cannas sottolinea l'importanza fondamentale del comportamento etico e professionale. Lo studio secondo Silvia Cannas Molti giovani oggi commettono l'errore di guardare soltanto Instagram. L'imprenditrice consiglia invece uno studio artistico molto vasto. Il trucco professionale richiede una profonda conoscenza della storia dell'arte. Anche il cinema e la moda sono fonti di ispirazione essenziali. Bisogna studiare la società e le sue evoluzioni culturali nel tempo. Lo spirito di sacrificio resta la base di ogni carriera solida. Lo studio in questo settore dinamico non finisce mai davvero. Collaborazioni e traguardi prestigiosi Silvia Cannas ha raggiunto traguardi molto importanti e prestigiosi negli anni. Ha collaborato con esperti internazionali del calibro di Manuel Mameli. L'accademia ha lavorato anche a Dubai per le fashion week. Le collaborazioni includono marchi famosi come Kiko Milano. Questi successi ripagano tutti i sacrifici fatti nel tempo. Il talento della Sardegna varca così i confini nazionali. Ogni evento rappresenta un'occasione di crescita per tutto il team. Silvia Cannas e l'evoluzione digitale I social media oggi guidano la comunicazione della bellezza moderna. Il futuro del settore sarà un mix di digitale e presenza fisica. Le piattaforme richiedono contenuti sempre nuovi e molto creativi. Tuttavia il makeup artist resta una figura umana insostituibile. Le macchine non possono replicare la sensibilità e l'emozione umana. La creatività protegge infatti il lavoro dei veri professionisti. Silvia Cannas vede un futuro di forte interazione tecnologica. Il professionista dovrà saper usare bene i nuovi strumenti digitali. Potete seguire gli aggiornamenti dell'accademia sul profilo Instagram ufficiale (https://www.instagram.com/ministryofbeauty_?igsh=NWFjdzZob2UxNnZr&utm_source=qr). È inoltre possibile consultare il profilo personale di Silvia Cannas (https://www.instagram.com/sylviacannas?igsh=a2JtNnR5NjZzaDli&utm_source=qr)per consigli e ispirazioni quotidiane.

    Idexpo Mondo, la Sardegna incontra le culture del mondo

    Play Episode Listen Later May 30, 2026 8:02


    Dialogo, inclusione e multiculturalità al centro di Idexpo Mondo, l'evento promosso dal Coordinamento delle Diaspore in Sardegna per costruire ponti tra comunità, giovani e istituzioni La Sardegna si conferma sempre più un territorio attraversato da culture, storie e identità diverse. In questo contesto nasce Idexpo Mondo, un progetto promosso dal Coordinamento delle Diaspore per costruire un ponte tra comunità, istituzioni e mondo produttivo. Nel corso dell'intervista rilasciata a Unica Radio, il vicepresidente del Coordinamento, Felix Andandedjan, ha raccontato la visione e gli obiettivi di un evento che punta a trasformare la diversità in una risorsa concreta per il territorio. Idexpo Mondo e l'idea di una Sardegna multiculturale L'idea di Idexpo Mondo nasce dalla volontà di creare uno spazio reale di incontro tra culture, popoli e società civile. Secondo Andandedjan, la Sardegna sta diventando sempre più multiculturale, ma molte storie e competenze restano ancora invisibili. Il progetto nasce proprio per cambiare questa narrazione: non più “migranti come problema”, ma persone portatrici di valore, esperienze e competenze. L'obiettivo è costruire un dialogo diretto tra comunità, superando la distanza che alimenta incomprensioni e stereotipi. In questa prospettiva, la diversità non è un ostacolo, ma un elemento centrale della crescita sociale ed economica del territorio. Il ruolo degli eventi contro stereotipi e discriminazioni Secondo il vicepresidente delle Diaspore, eventi come Idexpo Mondo sono fondamentali per contrastare pregiudizi ancora diffusi. Attraverso cultura, arte, testimonianze e imprenditoria, le persone hanno la possibilità di incontrarsi davvero. Questo contatto diretto permette di superare narrazioni superficiali e costruire una conoscenza reciproca più autentica. Quando avviene lo scambio reale tra persone, gli stereotipi perdono forza. La diversità diventa così un valore condiviso, capace di generare rispetto e collaborazione. Opportunità per giovani, imprese e associazioni Idexpo Mondo non è solo un evento culturale, ma anche una piattaforma di opportunità concrete. Per i giovani rappresenta uno spazio di crescita, formazione e networking. Un luogo dove entrare in contatto con percorsi internazionali, tirocini, progetti europei e nuove forme di cittadinanza attiva. Per le imprese, invece, significa apertura a nuovi mercati e possibilità di collaborazioni internazionali. La multiculturalità diventa un vantaggio competitivo, utile per innovare e sviluppare nuovi modelli di business. Le associazioni possono invece rafforzare le reti esistenti, condividere buone pratiche e sviluppare progetti comuni nei settori dell'inclusione, della cultura e della cooperazione. Le sfide dell'inclusione sociale Nonostante i progressi, le comunità diasporiche affrontano ancora diverse sfide. Tra le principali emergono il riconoscimento delle competenze professionali, la partecipazione ai processi decisionali e la trasmissione generazionale dell'identità culturale. Molti giovani vivono una condizione identitaria complessa, spesso sospesa tra culture diverse. Per questo, Idexpo Mondo punta a creare spazi in cui sia possibile costruire un'identità inclusiva e consapevole. Un'altra sfida riguarda l'accesso equo a lavoro, formazione e servizi, ancora non pienamente garantito. Un progetto che diventa impegno collettivo Per Felix Andandedjan, Idexpo Mondo rappresenta molto più di un evento. È un progetto collettivo che prende forma concreta, un messaggio di speranza e cooperazione. L'iniziativa vuole dare voce a comunità che spesso contribuiscono silenziosamente alla crescita del territorio, ma che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico. Il progetto diventa così un laboratorio permanente di inclusione, dove il dialogo tra culture si traduce in azioni reali e non solo in parole. Un invito aperto a tutti L'invito finale è rivolto a tutti: giovani, famiglie, imprese e istituzioni. Partecipare significa entrare in contatto con nuove culture e contribuire alla costruzione di una società più aperta e solidale. Idexpo Mondo si presenta come un “cantiere aperto”, in continua evoluzione, dove ogni contributo può fare la differenza. La Sardegna, in questa visione, può diventare un vero laboratorio mediterraneo di convivenza interculturale.

    Le parole affilate, Giulio Zambon riporta la poesia tra i giovani

    Play Episode Listen Later May 29, 2026 12:08


    Il docente e creator Giulio Zambon racconta la poesia contemporanea attraverso social, scuola e letteratura, trasformando Dante e i grandi autori italiani in strumenti vivi per comprendere il presente. “Le parole affilate” non è soltanto un libro sulla poesia. È un invito a rallentare, ascoltare e ritrovare nelle parole dei grandi autori qualcosa che parla ancora al presente. Giulio Zambon, insegnante, poeta e creator seguito da migliaia di giovani sui social, sta conquistando lettori di ogni età grazie a un linguaggio semplice ma profondo. Il suo primo saggio mette al centro la letteratura italiana e prova a renderla vicina anche a chi, fino a oggi, l'ha considerata distante o troppo accademica. Le parole affilate e il successo sui social Negli ultimi anni Giulio Zambon è diventato un volto molto seguito online. I suoi contenuti dedicati alla poesia hanno raccolto milioni di visualizzazioni, soprattutto tra studenti e giovani lettori. Il motivo del successo non sta negli effetti speciali o nelle formule veloci tipiche dei social. Al contrario, Zambon punta tutto sulla calma, sulla voce pacata e sulla capacità di rendere umani autori spesso percepiti come irraggiungibili. Attraverso brevi riflessioni e letture poetiche, il creator riesce a spiegare Dante, Leopardi o Foscolo senza appesantire il discorso. Una modalità comunicativa che ha attirato l'attenzione anche del mondo editoriale e culturale. Il libro pubblicato da Piemme rappresenta oggi uno dei casi editoriali più interessanti legati alla divulgazione letteraria contemporanea. Le parole affilate riportano la poesia nella quotidianità Nel volume, Zambon accompagna il lettore in un percorso attraverso la letteratura italiana. Non si limita alla spiegazione scolastica dei testi. Cerca invece di mostrare il lato più umano dei poeti. Il dolore, la fragilità, le paure e i desideri diventano strumenti per comprendere meglio sé stessi. L'autore racconta che la poesia non deve essere considerata qualcosa di elitario. Secondo la sua visione, i versi sopravvivono proprio perché continuano a parlare delle emozioni umane più profonde. Un pensiero che emerge con forza anche nelle sue interviste pubbliche, dove insiste sul valore dell'autenticità e sull'importanza delle parole “che arrivano in fondo”. La scuola e il dialogo con le nuove generazioni Uno degli aspetti più interessanti del progetto di Giulio Zambon riguarda il rapporto con gli studenti. L'autore insegna e conosce bene le difficoltà delle nuove generazioni davanti ai testi letterari. Per questo ha scelto una strada diversa rispetto alla comunicazione tradizionale. Nel libro e nei contenuti online emerge una convinzione precisa: i ragazzi non rifiutano la poesia, ma spesso non trovano qualcuno capace di raccontarla nel modo giusto. Zambon prova quindi a costruire un ponte tra il linguaggio contemporaneo e i classici italiani. Secondo il docente, i giovani hanno bisogno di essere stimolati con sincerità, senza trattarli con superficialità. La letteratura può ancora diventare uno strumento utile per leggere il presente, affrontare le fragilità personali e sviluppare pensiero critico.

    AIGU Sardegna, i giovani riscoprono il patrimonio culturale

    Play Episode Listen Later May 28, 2026 9:56


    L'Associazione Italiana Giovani per l'UNESCO apre nuove iscrizioni in Sardegna e punta sul coinvolgimento delle nuove generazioni nella tutela del patrimonio culturale, ambientale e identitario dell'isola. Nel panorama delle associazioni giovanili italiane, AIGU Sardegna si conferma una realtà sempre più attiva nella valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale dell'isola. Durante un'intervista ai microfoni di Unica Radio, la rappresentante regionale Bianca Pili ha raccontato obiettivi, attività e nuove opportunità dedicate ai giovani tra i 18 e i 35 anni interessati ai valori UNESCO. L'associazione, riconosciuta ufficialmente nel sistema UNESCO, promuove iniziative legate alla diplomazia culturale, all'educazione e alla tutela del patrimonio materiale e immateriale. Un percorso che guarda sia alla dimensione internazionale sia al territorio locale, con particolare attenzione alla Sardegna. AIGU Sardegna e il legame con l'UNESCO L'acronimo AIGU indica l'Associazione Italiana Giovani per l'UNESCO. Si tratta della più grande realtà giovanile UNESCO al mondo. Riunisce ragazze e ragazzi accomunati dall'interesse per la cultura, l'ambiente e il dialogo tra i popoli. Come spiegato da Bianca Pili, l'obiettivo principale dell'associazione è diffondere i valori UNESCO attraverso attività concrete. Pace, educazione e rispetto delle identità culturali rappresentano il cuore delle iniziative promosse sul territorio. Non si parla soltanto di tutela dei monumenti o dei siti storici. L'associazione si occupa anche di valorizzare tradizioni, patrimoni immateriali e aspetti ambientali spesso poco conosciuti, ma fondamentali per comprendere la ricchezza culturale della Sardegna. Le attività culturali promosse sul territorio Negli ultimi mesi l'associazione ha organizzato eventi dedicati alla scoperta del patrimonio locale. Tra gli appuntamenti più recenti figura un'iniziativa svolta a Olbia, alle Casermette, pensata per avvicinare i giovani alla storia e alla cultura del territorio. L'obiettivo è duplice. Da una parte far conoscere ai sardi il valore del proprio patrimonio. Dall'altra promuovere la cultura isolana anche fuori dai confini regionali. Le attività spaziano dalla divulgazione culturale ai workshop formativi, fino agli incontri nazionali organizzati dall'associazione. Tra questi, l'Italian Youth Forum, evento annuale dedicato ai giovani volontari UNESCO, recentemente ospitato a Genova. Per maggiori informazioni sull'associazione è possibile consultare il sito ufficiale di AIGU – Associazione Italiana Giovani per l'UNESCO. Nuove iscrizioni aperte in Sardegna Uno dei temi centrali affrontati durante l'intervista riguarda l'apertura delle nuove iscrizioni. La call nasce dalla necessità di coinvolgere nuove generazioni dopo il naturale ricambio anagrafico interno all'associazione. Entrare in AIGU significa diventare volontari UNESCO e partecipare attivamente a progetti culturali e sociali. Per candidarsi è necessario inviare curriculum e lettera motivazionale seguendo le indicazioni presenti sul sito ufficiale. La scadenza inizialmente fissata al 15 ma

    Io sono poeta, Niccolò Porcedda

    Play Episode Listen Later May 27, 2026 43:56


    Il talentuoso artista sardo Niccolò Porcedda conquista il pubblico di Cagliari con un innovativo spettacolo di poesia performativa, unendo magistralmente la potenza della parola recitata alla suggestione del teatro. Riascolta la performance del 24 maggio 2026 al Cornetto Acustico di Cagliari. La scena culturale contemporanea assiste a una potente rinascita della parola parlata. A Cagliari l'artista Niccolò Porcedda ha dimostrato come i versi possano abbandonare le pagine stampate per trasformarsi in pura azione. Il suo ultimo progetto, intitolato significativamente "Io sono un poeta – e altre opinabili affermazioni", ha registrato un grande interesse di pubblico. Non si tratta di un semplice reading, ma di un vero e proprio spettacolo teatrale. L'esibizione unisce fili narrativi differenti, alternando con eccezionale fluidità la prosa e il componimento in versi. Il pubblico viene guidato dentro un'esperienza dinamica, lontana dagli schemi tradizionali della lettura accademica. Un percorso artistico tra musica e parole La formazione del protagonista è ricca e variegata. Niccolò Porcedda nasce infatti come musicista e cantante baritono, avendo studiato violoncello e canto rinascimentale al Conservatorio. Questa profonda sensibilità musicale emerge con chiarezza nella gestione dei ritmi sul palco e nella sonorità stessa delle parole scelte per i testi. Dopo il trasferimento a Milano, l'autore si è avvicinato al circuito nazionale del Poetry Slam. Questa particolare forma di competizione si basa proprio sul voto del pubblico. Da quella stimolante esperienza sul campo è nata l'ispirazione per strutturare un monologo autonomo. Lo show ridefinisce il legame tra artista e spettatore. La risposta del pubblico all'evento di Cagliari Il ritorno nell'isola ha confermato la bontà di una scelta stilistica innovativa. Niccolò Porcedda ha catalizzato l'attenzione della platea cagliaritana riunita per l'occasione al Cornetto Acustico, nel cuore dello storico quartiere di Villanova. Durante la serata, le riflessioni sul ruolo sociale dello scrittore si sono intrecciate a momenti di profonda ironia e lirismo. L'uso moderato della tecnologia e la centralità della voce nuda hanno creato una connessione intima con i presenti. Il successo dell'evento dimostra una forte fame di cultura dal vivo, espressa anche attraverso le interazioni digitali che l'artista cura regolarmente sui propri canali social ufficiali.

    Nosus, identità e futuro sul palco di Cagliari

    Play Episode Listen Later May 27, 2026 8:48


    Il 24 maggio il Teatro Massimo accoglie il debutto nazionale degli Artisti Fuori Posto, tra lingua sarda, inglese, memoria collettiva, futuro distopico e interrogativi etici sul nostro presente contemporaneo vivo. Nosus apre una distopia sulla lingua Nosus debutta il 24 maggio 2026 alle ore 20:30 al Teatro Massimo di Cagliari, nella Sala M2. Lo spettacolo degli Artisti Fuori Posto arriva in scena nell'ambito della rassegna On Stage 2026 e porta con sé una domanda semplice solo in apparenza: una lingua può salvare una vita? L'appuntamento è indicato nel programma della rassegna e nella scheda del Teatro Massimo dedicata alla produzione. La risposta prende forma in un futuro cupo. La pace esiste, ma ha chiesto un prezzo altissimo. Le lingue sono state cancellate. Le memorie sono state sepolte. Un'intelligenza artificiale decide, fin dalla nascita, chi potrà vivere liberamente e chi resterà prigioniero di una scelta altrui. Dentro questo scenario, tre uomini entrano in una sala interrogatori. Lì non si gioca solo il loro destino. Si gioca il senso stesso dell'identità. Lingua sarda e inglese in scena Il nuovo lavoro nasce da un soggetto condiviso da Filippo Salaris, Piero Murenu e Alessandro Pani. La sceneggiatura originale porta la firma di Pani, che ha scritto il testo direttamente in lingua sarda e in inglese. Non si tratta di un dettaglio formale. Le due lingue convivono fin dall'origine della drammaturgia e diventano materia viva del conflitto scenico. Lo spettacolo prevede sottotitoli in italiano. Questa scelta apre la visione a pubblici diversi, senza togliere forza alle lingue presenti sul palco. Il sardo non appare come reperto. L'inglese non resta semplice codice internazionale. Entrambi diventano strumenti di attrito, memoria e resistenza. La parola, in questo caso, non spiega soltanto. Protegge. Ferisce. Ricorda. Gli Artisti Fuori Posto e l'attore-regista Gli Artisti Fuori Posto costruiscono il lavoro attraverso una regia condivisa. Il processo segue il principio dell'attore-regista elaborato da Juri Alschitz. La scena nasce quindi dal corpo dei performer, dalla loro esperienza e dalla relazione diretta con il testo. Questa impostazione rende il debutto più vicino a un rito che a una semplice rappresentazione. Ogni gesto parte da una necessità interna. Ogni pausa pesa. La sala interrogatori diventa un luogo mentale, oltre che fisico. In quello spazio chiuso, i personaggi devono misurare ciò che resta di loro. Il controllo tecnologico incombe, ma la vera tensione riguarda la libertà. Quanto si può perdere prima di smettere di riconoscersi? Sardegna arcaica e futuro digitale Nosus non usa la Sardegna come sfondo folkloristico. Al centro entra uno spirito arcaico, riletto in chiave futuristica. Lo spettacolo guarda alla tradizione di Ottana e alle figure dei Boes e Merdules, maschere centrali dell'immaginario sardo. La tradizione ottanese è legata a maschere originali e a un universo simbolico molto forte, ancora oggi riconosciuto come parte della cultura isolana. L'Associazione Boes e Merdules di Ottana ha aperto i propri archivi e ha messo a disposizione le maschere originali. Piero Murenu le ha poi reinterpretate in chiave distopica, mentre l'artigiano digitale Andrea Cincotti le ha trasformate attraverso la stampa 3D. Il risultato non cancella il rito. Lo sposta avanti nel tempo. L'antico non viene travestito da moderno. Continua invece a parlare, anche dentro un futuro do

    Alessio Pagliero, il giovane jazzista che conquista il pubblico

    Play Episode Listen Later May 26, 2026 8:40


    Dal palco di Umbria Jazz Winter agli incontri del Cornetto Acustico, il giovane pianista jazz torinese racconta il suo percorso musicale tra studio, spontaneità e passione per il jazz contemporaneo Nel panorama del jazz italiano emergono sempre più giovani musicisti capaci di unire tecnica, sensibilità e spontaneità. Tra questi c'è Alessio Pagliero, pianista jazz torinese che negli ultimi anni si sta facendo notare per il suo talento e per una visione autentica della musica. Ospite di Unica Radio, il musicista ha raccontato il suo percorso artistico, le esperienze più importanti vissute finora e il rapporto con il jazz contemporaneo. Alessio Pagliero e il jazz contemporaneo Per Alessio Pagliero il jazz sta vivendo una fase di crescita importante, soprattutto tra i più giovani. Un cambiamento evidente rispetto al passato, quando questo genere veniva spesso considerato distante dalle nuove generazioni. Il pianista sottolinea come oggi non siano soltanto i musicisti ad avvicinarsi al jazz, ma anche tanti appassionati che frequentano concerti e festival. Un segnale positivo per tutto il settore musicale. Secondo Pagliero, questa nuova attenzione aiuta sia chi vive di musica sia chi vuole scoprire linguaggi sonori diversi rispetto al mainstream. Il jazz, infatti, continua a evolversi. Mantiene viva la tradizione ma dialoga con il presente, riuscendo a coinvolgere pubblici sempre più ampi. L'incontro con Dado Moroni Nel percorso di Alessio Pagliero ha avuto un ruolo centrale Dado Moroni, uno dei grandi nomi del jazz italiano. Studiare con lui ha rappresentato molto più di una semplice esperienza didattica. Pagliero racconta un metodo di insegnamento diretto, quasi artigianale. Più che attraverso esercizi rigidi, Moroni trasmette il jazz condividendo ascolti, idee e riferimenti musicali. Un approccio che richiede curiosità e iniziativa personale. Per il giovane pianista, il maestro è una fonte continua di ispirazione. Ogni lezione diventa uno stimolo per tornare al pianoforte con ancora più entusiasmo. Non solo tecnica, dunque, ma soprattutto passione e ricerca personale. L'esperienza a Umbria Jazz Winter Uno dei momenti più significativi nella carriera di Alessio Pagliero è stato il concerto a Umbria Jazz Winter nel dicembre 2023. Per un musicista appena diciottenne, salire su un palco così prestigioso ha rappresentato un'emozione fortissima. Il progetto nacque durante le clinic del festival, dove diversi giovani artisti vennero selezionati e riuniti in formazione. Il concerto inaugurale del festival li vide esibirsi prima di artisti internazionali come Sullivan Fortner e Cécile McLorin Salvant. Un'esperienza intensa, vissuta fianco a fianco con alcuni dei più importanti musicisti del panorama jazz mondiale. Pagliero ricorda quei giorni con entusiasmo. Non solo per il valore artistico dell'evento, ma anche per l'atmosfera di condivisione e crescita vissuta insieme agli altri musicisti. La musica come dialogo collettivo Nel corso dell'intervista Alessio Pagliero

    Guardia Costiera protagonista della sicurezza alle regate

    Play Episode Listen Later May 24, 2026 3:30


    La Guardia Costiera di Cagliari racconta il lavoro svolto durante le regate internazionali tra sicurezza in mare, prevenzione, controlli e supporto operativo verso l'attesa America's Cup di Napoli 2027. La Guardia Costiera è stata tra le protagoniste delle giornate dedicate alle regate internazionali di Cagliari. Nel villaggio allestito sul lungomare, centinaia di persone si sono fermate allo stand istituzionale per conoscere più da vicino il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne impegnati nella sicurezza in mare. Ai microfoni di Unica Radio è intervenuto il Capitano di Vascello Roberto D'Arrigo, che ha raccontato il ruolo della Capitaneria di Porto durante una manifestazione nautica di livello internazionale. Tra curiosità del pubblico, gestione operativa e prevenzione, emerge il grande lavoro organizzativo che accompagna eventi di questa portata. Per approfondire le attività istituzionali è possibile consultare il sito ufficiale della Guardia Costiera. Guardia Costiera e sicurezza durante le regate Il primo obiettivo della Guardia Costiera resta la tutela della vita umana in mare. Durante le regate, il dispositivo di sicurezza coordinato dalla Capitaneria di Porto di Cagliari ha monitorato costantemente l'area interessata dalle competizioni. Secondo il comandante Roberto D'Arrigo, la preparazione è iniziata molti mesi prima dell'evento. Tecnici, ufficiali e operatori hanno lavorato attraverso tavoli organizzativi e gruppi dedicati per garantire interventi rapidi e coordinati. Particolare attenzione è stata riservata alle aree di manovra e agli spazi vietati alla navigazione privata. Tutto questo permette ai mezzi di soccorso di operare in modo efficace in caso di emergenza. Il grande interesse del pubblico a Cagliari Lo stand della Guardia Costiera ha registrato un'affluenza importante durante tutte le giornate dell'evento. Molti giovani e studenti hanno visitato gli spazi espositivi, incuriositi dalle attività operative e dal lavoro svolto in mare. L'interesse nasce anche dal fascino delle grandi regate internazionali. Cagliari, in questi giorni, è diventata il centro della vela mondiale e le istituzioni presenti hanno avuto un ruolo fondamentale nel garantire ordine e sicurezza. Il pubblico ha potuto conoscere più da vicino le attività di soccorso, il coordinamento delle emergenze e il funzionamento dei mezzi navali impiegati durante le manifestazioni sportive. Per seguire gli aggiornamenti sulle attività marittime nazionali è disponibile anche il portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Preparazione e controlli in mare Uno degli aspetti più delicati riguarda la gestione della sicurezza in acqua durante le gare. Le condizioni meteo variabili e i cambi repentini del vento rappresentano una sfida costante sia per gli equipaggi sia per il personale operativo. Il Capitano D'Arrigo ha spiegato come proprio questi cambiamenti rendano le competizioni ancora più spettac

    Intervista a Signor Volpe, cantautore e videomaker sul palco di District Live

    Play Episode Listen Later Apr 29, 2026 5:04


    Ai microfoni di Unica Radio abbiamo chiacchierato con Signor Volpe, cantautore che "nasce" come videomaker, in occasione di District Live Su Unica Radio abbiamo incontrato Edoardo Volpe, in arte Signor Volpe, in occasione di District Live. Signor Volpe è un cantautore che però nasce come videomaker proprio con Intrepidi Monelli, e con lui abbiamo discusso proprio di questa sua dualità. Volpe nasce appunto come videomaker, un percorso nato quasi per caso dopo aver studiato comunicazione all'università di Cagliari e proseguito con produzione multimediale, grazie alla curiosità nello sperimentare nel mondo del video. In quanto alla musica, Volpe racconta di aver iniziato a scrivere canzoni già a quattordici anni, ma per molto tempo questi brani sono rimasti chiusi nella sua stanza. La svolta arriva quando viene incoraggiato proprio da Matteo Matta, organizzatore di District Live, a esibirsi dal vivo. In quel momento inizia a considerare la possibilità di portare la sua musica anche agli altri. All'inizio ha esitato, frenato anche dal confronto con altri artisti, poi però ha capito di potersi esprimere tramite la musica anche davanti ad un pubblico. Le sue influenze musicali sono varie, partendo dal cantautorato italiano, ma si apre anche a generi come rock e punk. Preferisce non legarsi a un genere o uno stile preciso e lasciarsi guidare dalle sensazioni del momento. Le sue canzoni nascono da ciò che prova e da ciò che ascolta, e quindi lo influenza, in quel periodo. Oltre ad essere vario nei generi, il suo repertorio è vario anche nei temi: alcuni brani hanno un tono più ironico, mentre altri sono più profondi ed emotivi. Non si limita alle canzoni d'amore, ma affronta anche argomenti meno comuni, cercando di uscire dagli schemi e raccontare qualcosa di personale e unico. In quanto a progetti futuri, Signor Volpe ci svela la lavorazione del suo primo album, intitolato “Quaderno 1”, che vorrebbe pubblicare entro l'inizio del 2027. Il progetto racchiuderà i suoi brani più significativi per la prima frase della sua nuova avventura musicale, racchiusi in un disco come se fosse un quaderno in cui scrive i suoi pensieri e le sensazioni del momento, da qui il titolo dell'album.

    Intervista a Chris Khar, tra canto e conduzione sul palco di District Live

    Play Episode Listen Later Apr 28, 2026 6:26


    Ai microfoni di Unica Radio abbiamo intervistato Chris Khar, giovane cantautore sardo anche alla guida della serata del District Live e del District Podcast Su Unica Radio abbiamo incontrato Chris Khar, cantautore sardo, che si è raccontato ai nostri microfoni dopo una serata particolarmente intensa. Oltre a esibirsi, infatti, ha anche presentato un evento dal vivo per la prima volta, ovvero il District Live. Un doppio ruolo che ha reso l'esperienza più impegnativa, ma anche stimolante. La sua passione per la musica nasce all'età di tre anni, grazie ai karaoke di Fiorello, che lo hanno avvicinato al mondo del canto. Un ruolo importante lo ha avuto anche la madre, che gli ha trasmesso questo interesse fin da piccolo. Tra le sue influenze iniziali cita anche i Queen, ma nel tempo il suo stile si è orientato sempre di più verso il pop contemporaneo. Le esperienze all'estero hanno avuto un impatto significativo sulla sua crescita. Chris ha vissuto anche realtà diverse come gli Stati Uniti e il Madagascar. Questi percorsi gli hanno permesso di ampliare la propria visione, sia a livello personale che musicale. In particolare, deriva da qui la scelta di scrivere e cantare prevalentemente in inglese, uno dei tratti distintivi del suo progetto. Oltre alla musica, Chris Khar si dedica anche alla conduzione, ma per lui non si tratta di un ambito così diverso dalla musica. Tutto rientra nel mondo dell'arte, che rappresenta il filo conduttore del suo percorso. L'esperienza al District Podcast, e adesso anche dal vivo grazie a District Live, lo aiuta anche sul palco, rendendolo più sicuro davanti al pubblico. Dal punto di vista delle influenze musicali, guarda con attenzione alla scena internazionale, con artisti di cardine della musica pop come Bruno Mars, Justin Bieber ed Ed Sheeran. Guardando ai progetti futuri, Chris è al lavoro insieme al suo produttore su nuova musica. Sono previsti diversi inediti in uscita nei prossimi mesi, con l'obiettivo di pubblicarli prima dell'estate. Inoltre, è in programma un tour estivo che toccherà diverse località della Sardegna, tra piazze e locali, da Cagliari fino ad altre zone fuori dalla provincia come Olbia, Sassari e Arzachena.

    La mostra di Tutankhamon Cagliari: viaggio nell'antico Egitto

    Play Episode Listen Later Apr 26, 2026 5:37


    Un'esposizione unica nel cuore di Cagliari racconta il mito di Tutankhamon tra reperti, storia e ricerca, valorizzando la Passeggiata Coperta e coinvolgendo migliaia di visitatori La mostra diTutankhamon sta attirando grande attenzione a Cagliari. L'esposizione, ospitata in uno dei luoghi più suggestivi della città, unisce divulgazione e fascino storico. In poche settimane ha già registrato numeri importanti, segno di un interesse vivo per l'antico Egitto e per eventi culturali di qualità. Un progetto culturale per la città La Tutankhamon mostra nasce all'interno di un programma più ampio dedicato alla valorizzazione dei monumenti cittadini. In questo caso, protagonista è la Passeggiata Coperta, trasformata in uno spazio espositivo di grande impatto. L'obiettivo è chiaro: rendere accessibile la cultura a un pubblico ampio. Non solo esperti, ma anche famiglie, studenti e turisti. Il successo iniziale conferma la validità del progetto. I reperti e il racconto storico Il cuore della Tutankhamon mostra è costituito da oltre 100 repliche certificate. Si tratta di una selezione accurata di un corredo funerario che, nella realtà, supera i 5.000 pezzi. Ogni oggetto racconta una storia. Non solo la vita del giovane faraone, ma anche la concezione dell'aldilà nell'antico Egitto. Accanto ai reperti, trova spazio il racconto della scoperta della tomba. Un lavoro lungo e meticoloso, durato circa dieci anni. Il recupero e il restauro dei materiali furono eseguiti direttamente sul posto, prima della loro esposizione nei musei. Per approfondire il contesto storico, è possibile consultare anche risorse autorevoli come il sito del britishmuseum.org Un ospite d'eccezione e il valore della ricerca A rendere ancora più importante l'evento è stata la presenza di un egittologo di fama internazionale. La sua lezione ha offerto uno sguardo diretto sul lavoro degli studiosi. Non solo ricerca, ma anche tutela. Una parte significativa della sua attività è dedicata al recupero di reperti trafugati. Questo aspetto aggiunge valore alla Tutankhamon mostra, che diventa anche occasione di riflessione sulla conservazione del patrimonio culturale. Numeri in crescita e turismo culturale In circa 40 giorni, la Tutankhamon mostra ha superato i 17.000 visitatori. Un dato rilevante, destinato a crescere. L'arrivo della stagione turistica potrebbe ampliare ulteriormente il pubblico. Non solo residenti, ma anche visitatori provenienti da fuori Sardegna. L'organizzazione prevede visite guidate e percorsi dedicati. Questo consente una fruizione ordinata e adatta a diversi target. Perché visitare la mostra Visitare la Tutankhamon mostra significa vivere un'esperienza completa. Il contesto architettonico, i contenuti storici e la qualità dell'allestimento creano un percorso coinvolgente. È un'occasione per scoprire un monumento cittadino spesso poco conosciuto. Allo stesso tempo, permette di avvicinarsi a una civiltà affascinante. L'offerta è pensata per tutti. Bambini, giovani e adulti trovano spunti interessanti. La cultura diventa così accessibile e dinamica, capace di dialogare con un pubblico sempre più ampio.

    Il Progetto STEAM dà voce ai racconti della classe 5B di Mamoiada

    Play Episode Listen Later Apr 25, 2026 11:31


    La classe 5B dell'Istituto Comprensivo di Fonni e Mamoiada protagonista su Unica Radio In questo nuovo appuntamento con il Progetto STEAM, scopriamo il mondo della classe 5B attraverso i loro sogni, le tradizioni locali e un laboratorio di misteri. Gli studenti dell'Istituto Comprensivo di Fonni e Mamoiada si trasformano in piccoli speaker per raccontare la propria quotidianità, dimostrando come le discipline scientifiche e artistiche possano intrecciarsi con il vissuto personale. Passioni e vita quotidiana a Mamoiada I ragazzi della classe 5B hanno condiviso con entusiasmo i loro passatempi e le passioni che riempiono le loro giornate nel piccolo centro sardo. Tra i racconti emerge un forte legame con lo sport, in particolare il calcio, con storie di gol spettacolari dedicati a persone care, e la passione per la vita all'aria aperta. Molti studenti trascorrono il tempo libero in campagna, aiutando i genitori, prendendosi cura dei cani e dei cavalli, o giocando con il proprio asinello, sottolineando il valore della libertà che solo un piccolo paese può offrire rispetto alla città. L'identità culturale: Mamuthones e Issohadores Un elemento centrale nella narrazione degli studenti è l'orgoglio per le tradizioni secolari del loro paese. I giovani hanno descritto con precisione le maschere tipiche di Mamoiada: i Mamuthones, con la loro caratteristica maschera nera dagli occhi a mandorla e la pelliccia, e gli Issohadores, che si distinguono per la maschera bianca e gli abiti colorati. Queste figure non sono solo simboli del Carnevale o della festa di Sant'Antonio, ma parte integrante del paesaggio quotidiano, come dimostra il grande monumento al Mamuthone situato all'ingresso del paese, diventato un punto di riferimento per tutta la comunità. Creatività e logica nel laboratorio dei misteri Oltre ai racconti personali, i ragazzi hanno documentato le attività didattiche svolte nell'ambito del Progetto STEAM. Durante questi incontri, gli alunni si sono cimentati nella risoluzione di enigmi basati sulla logica e nella creazione di "carte dei misteri". Il processo creativo prevedeva l'invenzione di una storia, la sintesi di un mistero attraverso un titolo e un disegno evocativo sulla facciata della carta, e la scrittura della soluzione sul retro, unendo così narrazione, arte e ragionamento scientifico.

    Tiziana Loi “Arpeggiando”: musica e giovani a Cagliari

    Play Episode Listen Later Apr 25, 2026 7:52


    A Cagliari il progetto Arpeggiando unisce giovani musicisti da tutta Italia tra formazione, amicizia e concerto finale, valorizzando il metodo Suzuki e l'apprendimento musicale fin da piccoli La musica come linguaggio universale. È questo il cuore di Arpeggiando, il progetto che a Cagliari riunisce giovani artisti da tutta Italia in un'esperienza formativa e umana. L'iniziativa, guidata dall'insegnante Tiziana Loi, rappresenta un punto di riferimento per lo studio dell'arpa e per la diffusione del metodo Suzuki. Durante il workshop primaverile, i partecipanti condividono giorni intensi. Non solo studio. Anche relazioni, emozioni e crescita personale. Arpeggiando diventa così un ponte tra realtà diverse, capace di unire ragazzi attraverso la musica. Arpeggiando e il valore dell'incontro In Arpeggiando, l'incontro è centrale. Giovani provenienti da varie regioni si ritrovano. Condividono esperienze. Costruiscono legami. La musica aiuta. L'arpa diventa uno strumento di connessione. Non serve parlare la stessa lingua. Bastano le note. Questo aspetto rende il progetto unico. Non si tratta solo di imparare. Si tratta di crescere insieme. Il metodo Suzuki al centro Il percorso di Arpeggiando si basa sul metodo Suzuki. Un approccio educativo che valorizza ascolto e imitazione. L'idea è semplice. I bambini imparano la musica come imparano a parlare. Il principio è chiaro. Ogni bambino ha talento. Serve il contesto giusto per svilupparlo. Questo metodo favorisce fiducia e motivazione. I ragazzi apprendono senza paura. Sbagliare diventa parte del processo. Un'orchestra di arpe Durante le giornate di studio, Arpeggiando si trasforma in una piccola orchestra. Le arpe si dividono in sezioni. Prime, seconde, terze. Il lavoro è intenso. Ma anche stimolante. Tutto converge verso il concerto finale. Un momento atteso. Il palco diventa il punto d'arrivo. E anche un nuovo inizio. I giovani musicisti si mettono alla prova. Insieme. L'importanza di iniziare da piccoli In Arpeggiando, partecipano anche bambini molto piccoli. Alcuni hanno solo cinque anni. Questo dimostra quanto sia importante iniziare presto. La musica sviluppa competenze fondamentali. Autostima, concentrazione, capacità di stare in gruppo. I bambini non hanno paura di imparare. Si lanciano. Crescono con naturalezza. E trovano nella musica uno spazio di espressione. Una realtà consolidata L'associazione Arpeggiando nasce da una visione precisa. Negli anni ha raggiunto risultati importanti. Concorsi, festival e percorsi formativi. Alcuni studenti hanno intrapreso carriere internazionali. Altri insegnano. Tutti portano avanti un percorso iniziato qui. Il progetto continua a evolversi. Guardando al futuro. Senza perdere le sue radici. Eventi e prospettive Il percorso di Arpeggiando non si ferma al workshop. Il 19 aprile, i giovani musicisti si esibiranno alla Teatro Massimo, in occasione di Monumenti Aperti. Un appuntamento importante. Che celebra anche i 50 anni del metodo Suzuki in Italia. La musica continua. E con essa, cresce una comunità. Giovane, appassionata e unita. In un mondo in rapido cambiamento,

    “Ewa – The Last Lesson” arriva in Sardegna: Intervista Andrea Mura

    Play Episode Listen Later Apr 25, 2026 20:09


    Ewa The Last Lesson ha segnato l'inizio di un tour in Sardegna dedicato al documentario su Ewa Benesz, figura centrale del teatro di ricerca europeo. Il film, diretto da Andrea Mura e Federico Savonitto, ha raccontato l'ultima fase artistica di una maestra che ha vissuto nell'isola per oltre quarant'anni. Il documentario e la figura di Ewa Benesz Ewa The Last Lesson ha portato sullo schermo la storia di un'artista che ha segnato generazioni di attori. Attrice, regista e pedagoga, Ewa Benesz ha rappresentato una delle ultime testimoni del Teatr Laboratorium fondato da Jerzy Grotowski. Dopo la fuga dalla Polonia durante la legge marziale degli anni '80, ha scelto di vivere in Sardegna, dove ha sviluppato un intenso lavoro sull'attore basato su corpo, relazione e ritualità. Un racconto di passaggio e chiusura Ewa The Last Lesson ha raccontato un momento cruciale: la decisione di interrompere un percorso artistico lungo oltre sessant'anni. Alla soglia degli ottant'anni, Ewa Benesz ha scelto di congedarsi dai suoi allievi e tornare nella sua terra d'origine, a Lublino. Una scelta profonda, che ha segnato la fine di un ciclo umano e creativo. Il tour in Sardegna Ewa The Last Lesson ha preso il via con le proiezioni al Cinema Teatro Alkestis di Cagliari il 13 aprile, con repliche nei giorni successivi. Il tour ha proseguito alla Fabbrica del Cinema di Carbonia e ha fatto tappa anche a San Sperate, nell'ambito della rassegna Schegge di Utopia. Ulteriori appuntamenti hanno incluso Sestu, confermando la volontà di portare il film in diversi centri culturali dell'isola. Produzione e collaborazioni Ewa The Last Lesson è stato prodotto da Ginko Film e La Bandita, in collaborazione con Plesnar & Krauss FILMS. Il progetto ha ricevuto il sostegno della Fondazione di Sardegna, del Comune di Cagliari e della Sardegna Film Commission. Tra i partner figurano anche la Società Umanitaria - Cineteca Sarda, la Regione Siciliana e l'Istituto Grotowski. Un'eredità artistica viva Il documentario ha restituito il valore di un'eredità artistica che continua a influenzare il teatro contemporaneo. Il documentario ha mostrato come il lavoro di Ewa Benesz abbia coinvolto allievi da tutto il mondo, lasciando un segno profondo nel panorama culturale internazionale.

    Interview with Luca Espa

    Play Episode Listen Later Apr 16, 2026 15:05


    Interview mit Enzo Cugusi, Direktor von FASIcinema

    Play Episode Listen Later Apr 13, 2026 14:12


    In der Sendung Unica Radio interviewen wir Enzo Cugusi, den Leiter von FASIcinema, direkt nach dem ersten Tag des Kurzfilmfestivals. Sardische Visionen in der Welt Wir interviewten Enzo Cugusi, den Direktor von FASIcinema, der kürzlich an der ersten Veranstaltung des Kurzfilmfestivals Visioni sarde nel mondo in Elmas teilnahm, einem wichtigen Veranstaltungsort für das sardische Kino seit über zehn Jahren, auf dem Kurzfilme mit sardischer Seele gezeigt werden, aber nicht unbedingt von Inselautoren. Wir sprachen über das Potenzial des sardischen Kinos im Ausland, die Beschäftigungsmöglichkeiten für die Arbeiter der Insel und darüber, wie das Festival ein Sprungbrett für junge Regisseure und Drehbuchautoren sein könnte, die auf Sardinien arbeiten..

    Interview with Samuele Cossu

    Play Episode Listen Later Apr 12, 2026 8:19


    Samuele Arisci: dance, challenges and identity

    Play Episode Listen Later Apr 11, 2026 23:13


    From Sardinia to the European stage, Samuele Arisci's personal and professional journey is marked by sacrifice, constant study, and a clear vision of the future of contemporary dance. Samuele Arisci is the protagonist of an intense artistic journey, built on passion, sacrifice, and determination. In this interview with Unica Radio, the dancer authentically recounts his story, offering a concrete glimpse into the world of contemporary dance. Samuele Arisci: Beginnings of Curiosity and Spontaneity Samuele Arisci's journey began at the age of six, almost by chance. A summer at the parish church, the background music, and an irresistible curiosity drew him to dance. From that moment, his path took shape. His first steps were in Latin American dance, a discipline he practiced until age 14. As he grew older, his education expanded. He attended schools in Cagliari and then decided to move to Milan, where he enrolled in a contemporary dance academy. This was where the real turning point occurred. The city offered him opportunities, but also challenges. To support himself, he worked as a clerk while continuing to pursue his dream. Samuele Arisci's challenges with bullying and stereotypes One of the most sensitive aspects Samuele Arisci addresses concerns the social context. As a child, being a boy in the dance world meant being exposed to judgment and prejudice. Bullying was a tangible presence. Despite this, passion prevailed. His experience reflects a generational shift. Today, young people find a more open environment. However, the journey remains complex and requires mental strength. Preparation and discipline: Samuele's method Samuele Arisci's training is based on routine and awareness. In the company where he currently works, his days are punctuated by constant rehearsals. This ensures consistency and safety. On a personal level, the dancer follows a precise ritual. Breathing exercises, concentration, and listening to the body help them enter the right state before going on stage. The experience gained over the years plays a fundamental role. Work in dance today Samuele highlights a major critical issue: the lack of resources in the sector. Many companies work with limited time and funding. This impacts the quality of productions and the stability of dancers. In Italy, the situation is complex. However, there are solid organizations that allow for continuous professional growth. Future and awareness Unlike many of his colleagues, Samuele doesn't feel the need to plan everything. He doesn't necessarily see himself as a choreographer. He prefers to live in the present and leave possibilities open. This vision reflects profound maturity. The future is not a rigid goal, but an evolving path. The right encounter can change everything. Advice for those who dream of dancing Samuele Arisci's message is clear. Always study. Don't rely solely on talent. Be curious and open to change. Another key point is resilience. Saying "no" is part of the journey. You mustn't give up. Determination, combined with preparation, can make the difference. In a competitive world like dance, her advice is simple but

    Play Episode Listen Later Mar 31, 2026 8:09


    From his training between Barcelona and Milan to the short film Mata mama, Nicola Onnis talks about his journey and his new projects in cinema, television and creative experimentation in Sardinia. The name of Nicola Onnis He is increasingly connected to the contemporary audiovisual landscape. A director and creative, he has built his career through study, international experience, and local productions. Today, he narrates a changing Sardinia through intimate stories and shared projects. His work spans film and television, with a strong focus on the human dimension of stories.. Nicola Onnis: training and first steps The path of Nicola Onnis Born from an early passion for cinema, he decided to pursue further education abroad. He attended film school in Barcelona, ​​a transformative experience. He subsequently moved to Milan, where he worked as a director on television productions, including for platforms such as https://www.primevideo.com. This period allowed him to consolidate his technical and creative skills. In 2021, he returned to Sardinia permanently, bringing with him a rich and varied professional background. The Matamara project and the Cine Contest One of the most representative works of Nicola Onnis It's the short film "Mata Mama." The project was born within the Cine Contests linked to the Kensei Bogues Award. These are intensive workshops that involve young enthusiasts. In just a few days, a complete short film is developed, from writing to editing. "Mata Mama" takes shape from a personal inspiration. The central theme is the relationship between mother and daughter. The narrative uses symbolic images, such as trees, to convey profound bonds. The result is a product that transcends the workshop dimension. Nicola Onnis and the collaboration with the actors In the work of Nicola OnnisActors play a central role. In the case of "Mata Mama," the presence of professional performers made all the difference. The protagonist, along with other cast members, brought intensity and credibility to the project. Despite the limited time frame, the group managed to build a strong connection. The short film was shot in Sardinian, adding an additional layer of complexity. This element strengthens the connection with the territory and highlights local cultural roots. Between television and new projects Today Nicola Onnis He is active on multiple fronts. He collaborates with production houses and agencies to create television and advertising content. He also works on digital projects for international clients. At the same time, he develops new film ideas. Among these, an original short film currently in pre-production. The project tells the story of two young people seeking change in their lives. A simple yet powerful narrative. The path of Nicola Onnis He demonstrates how talent and training can converge in a personal vision of cinema. His attention to detail and human relationships shines through in every project. Between experimentation and local roots, his work continues to evolve, offering an authentic perspective on contemporary reality.

    Alessandro Di Liberto e l’arte di raccontare il jazz nel mondo

    Play Episode Listen Later Mar 31, 2026 12:40


    Dalla formazione internazionale all'Aja fino ai palcoscenici globali, il pianista sardo ripercorre venticinque anni di carriera tra insegnamento, collaborazioni di prestigio e una costante ricerca verso l'improvvisazione più libera. Alessandro Di Liberto rappresenta una delle figure più poliedriche del panorama musicale isolano e nazionale. La sua avventura inizia lontano da casa, in un'epoca in cui studiare jazz in Italia non offriva le stesse opportunità odierne. Nel 1990 decide di partire per l'Olanda, iscrivendosi al prestigioso Koninklijk Conservatorium de L'Aja. Sotto la guida del maestro Rob Van Kreeveld, Di Liberto costruisce le basi tecniche e teoriche che segneranno il suo rientro in Sardegna nel 1999. In quel periodo, il musicista avverte l'esigenza di colmare un vuoto informativo, organizzando seminari pionieristici a Cagliari. Questa passione per la divulgazione lo porta a diventare un pilastro della didattica, insegnando nei conservatori di Cagliari e Bari, oltre a collaborare per nove anni con Paolo Fresu a Nuoro. La didattica come costante aggiornamento creativo Per il pianista, l'insegnamento non è una missione separata dalla performance. Al contrario, Alessandro Di Liberto vede l'attività concertistica come un continuo corso di aggiornamento. Il "fuoco" della passione viene mantenuto vivo proprio dai live, che permettono di veicolare le informazioni agli allievi con la giusta energia. Un bravo didatta, secondo la sua visione, deve necessariamente confrontarsi con il palco per crescere come artista e stimolare la creatività. Questo dialogo costante tra teoria e pratica arricchisce dunque sia la sua natura di performer che di docente, poiché per Alessandro non è importante solo quello che si insegna ma anche come e quanta passione si riesca a trasmettere. Le esperienze internazionali Nei primi anni Duemila, la carenza di studi specializzati in Sardegna spinge Alessandro Di Liberto a muoversi verso Milano e Amsterdam. Nascono così lavori come "Tonalità Naturali" e "Clima di un'estate", incisi con nomi del calibro di Emanuele Cisi e Hein Van De Geyn, ma non solo. L'esigenza di confrontarsi con fonici aggiornati e realtà tecniche d'alto livello è sempre stata una priorità. Nel 2014, la sua carriera tocca il mercato statunitense con l'album "Four Jazz Suites", pubblicato dall'etichetta Art of Life, in cui collabora con il sassofonista Rosario Giuliani, definito dallo stesso Diliberto uno dei più importanti sassofonisti del panorama europeo, permettendo scenari nuovi e inaspettati nello sviluppo dell'album, grazie alla sua versatilità. Identità sarda e proiezione sui palchi globali Nonostante le collaborazioni con miti come Peter Erskine o Joe Locke, l'artista mantiene un legame viscerale con la propria terra. Essere sardo, per Alessandro Di Liberto, significa possedere una testardaggine positiva e un colore musicale interiore unico. La condizione di isolano, spesso vista come uno svantaggio geografico, diventa per lui un punto di forza e un marchio distintivo. Quando si esibisce all'estero, porta con sé quel "luogo sicuro" che è la Sardegna. Questa peculiarità, dell'essere abituato a lottare contro le limitazioni geografiche, gli permette di studiare qualsiasi cultura musicale internazionale rendendola propria, arricchendola con le suggestioni della sua isola d'origine. Il futuro verso l'improvvisazione totale

    La gola come vuoto interiore: Paola Musa presenta “Il conciaossa”

    Play Episode Listen Later Mar 28, 2026 11:23


    La scrittrice presenta il suo ultimo romanzo "Il conciaossa" presso la Libreria Feltrinelli, inaugurando le anteprime della dodicesima edizione del premio con una riflessione profonda sui vizi capitali e l'invisibilità sociale. Un viaggio letterario tra gola e solitudine Il volto e la voce di Paola Musa hanno acceso l'anteprima del Festival Premio Emilio Lussu, per la dodicesima edizione prevista per il prossimo novembre. Giovedì 5 marzo, l'atmosfera suggestiva della Libreria Feltrinelli, ha accolto la presentazione de "Il conciaossa", l'ultima fatica letteraria dell'autrice pubblicata da Arkadia Editore proprio in questo 2026. In un dialogo serrato e stimolante con la giornalista Lorella Costa, la scrittrice sviscera i temi portanti di un'opera che si inserisce in un progetto narrativo ambizioso: la rivisitazione dei sette vizi capitali. Questo sesto e penultimo capitolo della serie sceglie di affrontare la gola, ma lo fa distanziandosi dalla semplice interpretazione culinaria. Nel mondo di Musa, il desiderio di cibo trasfigura in una potente metafora di un vuoto esistenziale incolmabile e di una spasmodica ricerca di riconoscimento umano che caratterizza i nostri tempi moderni. Protagonista della vicenda è Michele Miluzzi, un quarantacinquenne scapolo ed ex cameriere che trascina i propri giorni in una borgata romana segnata dalla piaga dello spaccio. Michele vive di una pensione d'invalidità e coltiva una passione per i radiodrammi, mentre ama senza alcuna speranza di ricambio la bella Matilde. Per colmare il senso di irrilevanza che lo schiaccia, l'uomo si rifugia nella cucina, trasformando l'atto del mangiare in uno scudo contro l'indifferenza del mondo. Tuttavia, la svolta arriva quando decide di reinventarsi come "conciaossa". Una delle sue iniziative più bizzarre consiste nel preannunciare le retate delle forze dell'ordine ai vicini coinvolti nell'illegalità, utilizzando il profumo del fritto come segnale simbolico. Non lo fa per complicità criminale, ma per il puro bisogno di sentirsi, finalmente, osservato e considerato da qualcuno. Questo innesca però una spirale di eventi drammatici che lo trascinano in un meccanismo molto più grande delle sue intenzioni originali. Luci e ombre della realtà popolare contemporanea Attraverso una scrittura che appare nitida e profondamente partecipe, Paola Musa costruisce un romanzo corale che alterna momenti di crudo realismo a passaggi quasi poetici. Il libro restituisce uno spaccato intenso della società italiana attuale, puntando i riflettori sulle periferie urbane dove convivono emarginazione e un'ostinata resilienza. Tra i lotti grigi della borgata, l'autrice rintraccia una dignità narrativa per quelle vite anonime che solitamente si muovono ai margini della cronaca e della storia. Una curiosità interessante legata allo stile dell'opera riguarda proprio l'uso dei suoni: l'appassionato di radiodrammi Michele percepisce la realtà come un insieme di frequenze e rumori, rendendo la lettura un'esperienza quasi auditiva. Questa scelta stilistica sottolinea l'isolamento del protagonista, il quale ascolta il mondo più di quanto riesca a parlarci. Il romanzo non si limita a descrivere il degrado, ma esplora le fragilità dell'anima popolare con uno sguardo empatico che non rinuncia mai alla critica sociale. La forza de "Il conciaossa" risiede nella capacità di trasformare un vizio antico come la gola in un'analisi sociologica dei bisogni primari dell'individuo contemporaneo: l'appartenenza e la visibilità. Paola Musa ha saputo tessere una trama dove la solitudine individuale specchia quella di un inte

    Marco Rea: l’arte tra Sant’Elia e l’impegno sociale

    Play Episode Listen Later Mar 26, 2026 3:15


    Il celebre artista romano ha conquistato Cagliari con il murale "Il Pane" e ora dedica la sua ricerca creativa a un nuovo progetto profondo contro la violenza sulle donne. Il talento di Marco Rea torna a far parlare di sé nel panorama dell'arte urbana nazionale. L'artista romano ha recentemente lasciato un segno profondo nel quartiere Sant'Elia di Cagliari durante l'Urban Fest. La sua opera, intitolata "Il Pane", non è solo un intervento estetico su una parete anonima. Rappresenta un omaggio alla quotidianità e alla resistenza di una comunità storica. Attraverso il suo stile inconfondibile, Marco Rea trasforma elementi semplici in messaggi potenti. La sua presenza in Sardegna conferma la capacità dell'arte di dialogare con le periferie. Il significato de Il Pane L'opera realizzata a Sant'Elia riflette una sensibilità rara nel mondo della street art contemporanea. Marco Rea ha scelto di raffigurare il pane come simbolo di vita e condivisione universale. Il murale si staglia imponente, catturando lo sguardo dei passanti con tonalità calde e tratti decisi. L'artista ha saputo interpretare lo spirito del quartiere, portando bellezza in un contesto spesso dimenticato dalle rotte istituzionali. Grazie al lavoro di Marco Rea, un muro di cemento diventa una pagina di storia locale. Ogni pennellata racconta il valore del sacrificio e della solidarietà tra le persone. Un nuovo progetto sociale L'attività dell'artista non si ferma però alla sola riqualificazione urbana dei quartieri sardi. Attualmente, Marco Rea sta dedicando le sue energie a un nuovo e ambizioso progetto tematico. Il focus di questa iniziativa è la lotta contro la violenza sulle donne, un tema purtroppo sempre attuale. L'autore utilizza la sua visibilità per sensibilizzare l'opinione pubblica su un dramma sociale che richiede azioni concrete. In questo nuovo percorso, Marco Rea esplora la fragilità e la forza del mondo femminile con uno sguardo empatico. Le sue nuove opere promettono di scuotere le coscienze attraverso immagini di forte impatto emotivo. La tecnica e l'impatto visivo di Marco Rea Ciò che rende unico il lavoro di questo artista è la sua capacità di fondere il linguaggio della strada con l'eleganza della pittura classica. Marco Rea utilizza spesso tecniche miste che donano alle sue figure una profondità quasi fotografica. Ogni intervento, sia esso un murale o una tela, mantiene una coerenza stilistica impeccabile. La sua ricerca costante sui volti e sulle espressioni umane gli permette di comunicare senza bisogno di troppe parole. Il pubblico riconosce subito la mano di Marco Rea, apprezzando la delicatezza con cui tratta temi complessi e dolorosi. Il futuro dell'arte urbana e Marco Rea Cagliari continua a essere un terreno fertile per la creatività di spessore internazionale. L'opera a Sant'Elia rimarrà un punto fermo per chiunque visiti la città alla ricerca di cultura autentica. Progetti come l'Urban Fest dimostrano che la collaborazione tra artisti e territorio può generare cambiamenti reali. Per seguire le prossime tappe della sua carriera, è possibile consultare testate d'arte come Artribune o i canali ufficiali dell'artista. Il contributo di Marco Rea alla causa sociale attraverso l'arte è un esempio di come la bellezza possa diventare uno strumento di giustizia. La Sardegna e l'Italia intera guardano con interesse ai suoi prossimi passi creativi.

    Laboratorio La Matrioska: inclusione e formazione

    Play Episode Listen Later Mar 25, 2026 3:20


    Il progetto "Collettivo Upcycling: Intrecciare legami, tessere il cambiamento", di cui Unica Radio è partner, prevede due percorsi per ragazzi e ragazze migranti: uno per imparare l'arte sartoriale, un altro incentrato sullo storytelling di valori come solidarietà e accoglienza. Il progetto sartoriale include la presenza di tre ragazzi e si tiene al Laboratorio La Matrioska di Quartu Sant'Elena A raccontarci la sua esperienza è stato Seedya, ragazzo gambiano di 18 anni, arrivato in Italia quando ancora era minore. Questo laboratorio gli offre una possibilità in più, l'occasione per imparare un mestiere, ma innanzitutto l'occasione di fare rete. Le strade del proprio futuro sono innumerevoli, soprattutto a 18 anni. Seedya non sa quale sarà la sua professione, ma sicuramente vivere quest'esperienza può dargli non solamente una competenza in più, ma principalmente un'opportunità di crescita, di collettività, di confronto. Sperimentarsi significa capire chi si vuole essere. L'isolamento che si può vivere nei centri d'accoglienza viene in qualche modo allontanato in questo laboratorio, dove i momenti di socialità possono realizzarsi, facendo sì che si creino nuove conoscenze e nuove amicizie. Storia e obiettivi del Lab Uno spazio pensato per migranti, sia minori che adulti, per accompagnarli in un percorso di formazione. La Matrioska si propone di offrire corsi sartoriali. I ragazzi e le ragazze sono affiancati da sarte professioniste che offrono il loro tempo e soprattutto la loro preziosa esperienza. Iniziative di questo tipo sono piuttosto diffuse in tutta Italia e finalmente anche in Sardegna. La storia di La Matrioska nasce nel 2019, grazie a una raccolta fondi e su iniziativa di Elisabetta Dessì, psicologa con esperienza nei centri d'accoglienza. La proposta di creare dei corsi sartoriali è nata per offrire un'esperienza di formazione lavorativa, ma anche per creare un luogo che possa aiutare nel processo di integrazione. Come sostenere l'iniziativa Tutti i capi realizzati possono essere acquistati. La Matrioska partecipa spesso a numerose fiere, ma gli abiti sono acquistabili anche online e in sede. Per il terzo anno di fila La Matrioska parteciperà al prossimo festival Rivestiti! di Bologna. Tutto il ricavato è destinato ai progetti futuri. L'aspetto più bello e interessante di questo laboratorio è la naturale contaminazione culturale. Camicie, cappotti, vestiti, borse e pochette che riciclano tessuti di culture diverse. Tessuti e fantasie tipiche africane si uniscono a quelle sarde, creando dei capi davvero particolari e soprattutto unici. Ci si augura che questa contaminazione e unione non si limiti solo all'aspetto sartoriale, ma che si arrivi a una contaminazione anche sociale, dove il "diverso" può trovare armonia nella nostra società. Per questo La Matrioska non è solo un laboratorio tessile, ma è innanzitutto un laboratorio sociale e creativo.

    Referendum: Alessandro Frongia ci dice la sua

    Play Episode Listen Later Feb 25, 2026 7:42


    Oggi il responsabile dei Giovani Democratici di Cagliari ci parla del suo punto di vista sul Referendum e la separazione delle carriere Sabato 14 Febbraio, alle ore 09:00 e presso l'hotel Regina Margherita di Cagliari si è svolto un dibattito sulla separazione delle carriere e il Referendum di Marzo. Incontro organizzato dall'associazione Just e da un ambizioso studente di giurisprudenza di nome Simone Ippoliotti, che ha anche svolto il ruolo di moderatore. Un evento a cui ha preso parte pure il nostro intervistato e che ha soddisfatto la speranza di una forte partecipazione giovanile. Gli interventi Gli interventi sono stati piuttosto equilibrati tra le due fazioni. Il primo tavolo era composto dai rappresentanti dei movimenti giovanili come Forza Italia Giovani, Lega Giovani, Giovani democratici e Movimento 5 Stelle Network e dal Presidente Provinciale di Italia Viva di 21 anni Alessandro di Martino; il secondo tavolo è stato invece tecnico-politico. Per il "Sì" erano presenti il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari Matteo Pinna e il professore di diritto processuale penale Leonardo Filippi. Per quanto riguarda il fronte "No" erano invece presenti l'avvocato Giovanni Dore (Vicepresidente Nazionale Comitato Avvocati per il No) e l'avvocata Anna Maria Busia (oltre che avvocata Segretaria PD e responsabile della campagna per il No del PD Sardegna). Le ragioni del sì e le ragioni del no Chi è dalla parte del "Sì" ha fatto leva principalmente sulla terzietà del giudice e la fine del correntismo. Tra i sostenitori, la separazione delle carriere tra giudici e PM viene considerata il completamento della riforma del processo accusatorio degli anni '80. Chi è dalla parte del "No" ha parlato invece del rischio di squilibrio tra poteri e di una riforma costituzionale divisiva. L'obiettivo dell'incontro Come ci tengono a ribadire gli organizzatori e come ci ha detto il nostro intervistato l'obiettivo dell'incontro non era quello di voler spingere le persone verso una fazione o un'altra ma principalmente informativo e la stimolazione del senso critico. Proprio per questo il target principale erano i giovani, che in certi casi si sono affacciati da poco alla politica, benché l'evento fosse aperto a tutti. Il punto di vista di Alessandro Alessandro, essendo responsabile dei Giovani Democratici si trova sulla fazione del "No" e reputa questa riforma una spesa inutile. Dal suo punto di vista non è tanto il tema della separazione ad essere problematico ma come questa riforma è stata proposta. Infatti è una separazione che non prevede una serie di divisioni che partono ad esempio dal concorso e che quindi va soltanto all'apice; inoltre un'altra questione riguarda l'elezione del Consiglio Superiore della Magistratura, in quanto con la riforma si vedrebbe una modifica inerente alle modalità di elezione tali che verrebbe meno il principio democratico, che è alla base del nostro intero ordinamento.

    Unica Radio tra i futuri studenti: giornata di orientamento alla Cittadella Universitaria

    Play Episode Listen Later Feb 24, 2026 4:16


    Giovani, docenti e aspiranti universitari si incontravano il 20 febbraio 2026 nella Cittadella Universitaria di Cagliari per una giornata di orientamento dedicata alla scelta del percorso di studi. Venerdì mattina Unica Radio era presente per raccontare l'atmosfera dell'iniziativa. Studenti delle scuole superiori, accompagnati dai loro docenti, si muovevano nei corridoi della Cittadella, curiosi di conoscere i dettagli dei corsi. Tanti giovani si fermavano ai banchetti informativi per chiedere dettagli su programmi e sbocchi professionali. Quattro aree per esplorare il sapere Nel corso della giornata venivano presentate quattro aree formative principali. La prima era l'Area Medico-Scientifica, con corsi come Medicina, Biologia e Farmacia. Qui i futuri studenti potevano comprendere i percorsi che portano a professioni sanitarie e scientifiche, con spiegazioni sui laboratori e sulle opportunità pratiche durante gli studi. In cima all'interesse restavano le professioni sanitarie perché legate a un forte impatto sociale e a prospettive professionali ampie. L'orientamento mirava non solo a descrivere i contenuti dei corsi ma anche ad aiutare i ragazzi a immaginare come potrebbe trasformarsi la loro carriera personale attraverso quelle scelte. Un'altra area presentata era l'Area Tecnica, con corsi come Ingegneria, Architettura e Informatica. I ragazzi avevano occasione di parlare con studenti più grandi e con tutor, scoprendo esempi concreti di applicazioni pratiche. I docenti illustravano la struttura delle lezioni, i laboratori e alcune applicazioni delle competenze tecniche nella realtà lavorativa. L'informatica e l'ingegneria risultavano particolarmente attraenti per la forte connessione con le tecnologie emergenti. Anche l'architettura suscitava curiosità nei giovani interessati alla progettazione e al design dello spazio costruito. Umanistico, sociale e oltre Le presentazioni proseguivano con l'Area Umanistica, dove venivano discussi corsi come Lettere, Lingue, Beni Culturali e Filosofia. Qui i ragazzi scoprivano l'importanza delle discipline che studiano linguaggi, storie e culture diverse. Docenti e studenti raccontavano esperienze di studio e di ricerca, evidenziando come queste discipline possano aprire a molte carriere professionali, dalla comunicazione all'insegnamento, dalla gestione dei beni culturali alla traduzione. L'orientamento puntava a far capire che anche i percorsi umanistici offrono prospettive significative in un mondo che richiede competenze critiche e comunicative. Infine, nell'Area Sociale e Giuridica venivano presentati corsi come Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche e Psicologia. I futuri studenti ascoltavano le spiegazioni su come queste discipline affrontano temi sociali, economici e giuridici fondamentali. Le testimonianze di giovani studenti già iscritti aiutavano a comprendere la vita quotidiana universitaria e le opportunità di carriera nel campo delle professioni legali, delle scienze sociali e dell'economia. La giornata di orientamento alla Cittadella Universitaria di Cagliari rappresentava così un momento fondamentale per spiegare contenuti e prospettive di studio, offrendo ai ragazzi gli strumenti per una scelta consapevole del loro percorso accademico.

    Intervista a Gianni Fresu: ricerca e futuro del GramsciLab

    Play Episode Listen Later Feb 22, 2026 13:42


    Il docente di Filosofia politica dell'Università di Cagliari racconta il GramsciLab, il fondo bibliografico internazionale e le nuove frontiere degli studi su Antonio Gramsci tra ricerca e territorio Il GramsciLab è oggi uno dei punti di riferimento per gli studi su Antonio Gramsci in Italia e all'estero. Ne parliamo con Gianni Fresu, docente di Filosofia politica all'Università di Cagliari e studioso del pensatore sardo, che racconta la nascita, l'evoluzione e le prospettive del centro interdipartimentale attivo nell'Ateneo cagliaritano. L'intervista completa è disponibile anche sul portale unicaradio.it e sulle principali piattaforme streaming quali open.spotify.com e music.amazon.com. GramsciLab, le origini del progetto Professor Fresu, come nasce il GramsciLab? «Il laboratorio – spiega – prende forma nel 2014 su iniziativa della professoressa Patrizia Manduchi e di un gruppo di colleghe e colleghi dell'Università di Cagliari. L'idea, fin dall'inizio, era chiara: sviluppare ricerche sul pensiero di Gramsci con un taglio internazionale». Il centro si propone infatti di analizzare come le categorie gramsciane vengano utilizzate nel mondo anglofono, arabo e ispanoamericano. Non si tratta solo di studio filologico, ma di osservare come concetti come egemonia o subalternità siano impiegati per leggere trasformazioni sociali e culturali in contesti diversi da quello italiano. Il fondo bibliografico internazionale Uno dei passaggi chiave del GramsciLab è la creazione del fondo bibliografico internazionale dedicato ad Antonio Gramsci. «La produzione su Gramsci nel mondo è sterminata – sottolinea Fresu – ed è multidisciplinare. Riguarda filosofia, scienze politiche, antropologia, studi culturali e perfino teologia». Grazie al fondo, ricercatori italiani e stranieri possono consultare pubblicazioni provenienti da Paesi come Brasile, India, Stati Uniti e Cina. Questo, secondo il docente, rafforza il ruolo dell'Università di Cagliari come polo centrale negli studi gramsciani. Per informazioni sull'Ateneo è possibile consultare il sito ufficiale unica.it, mentre sulla figura di Gramsci resta fondamentale anche il riferimento alla Casa Museo di Ghilarza (casamuseogramsci.it). Un laboratorio aperto a studenti e scuole Il GramsciLab non è riservato solo agli accademici. «L'università è uno spazio pubblico – ricorda Fresu – e Gramsci è un patrimonio dell'umanità, soprattutto per la nostra regione». Il centro dialoga con le scuole e con la città, offrendo strumenti a studenti che si avvicinano per la prima volta al pensiero gramsciano. Il fondo permette loro di accedere a testi spesso difficili da reperire. Inoltre, consente di comprendere come le categorie di Gramsci siano state reinterpretate in diversi contesti culturali. Le nuove linee di ricerca Sul piano attuale, Fresu individua alcune direzioni centrali. «Viviamo in una società segnata dalla rivoluzione digitale. Gramsci ha spiegato con grande lucidità che lo Stato non si esaurisce nella forza, ma comprende anche la dimensione dell'egemonia nella società civile». Per questo motivo, gli studi sull'egemonia risultano oggi cruciali per comprendere il ruolo degli apparati culturali e mediatici nella formazione dell'opinione pubblica. Allo stesso tempo, il pensiero gramsciano continua a essere un punto di riferimento nei percorsi postcoloniali e nei movimenti di decolonizzazione. Cagliari al centro della rete internazionale Infine, quale valore ha per Cagliari ospitare il GramsciLab? «È una scelta strategica – conclude Fresu – perché l'internazionalizzazione è una carta decisiva per gli atenei. Rendere l'Università di Cagliari un punto di attrazione per studiosi di Gramsci significa valorizzare la nostra storia e proiettarla nel mondo». Un laboratorio nato in Sardegna, dunque, ma con uno sguardo globale. E con una convinzione chiara: Gramsci non è solo un autore del passato, ma uno strumento vivo per leggere il presente.

    Galleria Siotto: Intervista ad Alice Deledda

    Play Episode Listen Later Feb 21, 2026 9:56


    Alice Deledda illustra la stagione 2026 della Fondazione Siotto a Cagliari, un percorso tra impegno civile e nuovi talenti artistici pensato per coinvolgere la cittadinanza attraverso linguaggi visivi moderni e accessibili. Per inaugurare l'anno 2026, abbiamo intervistato Alice Deledda, mente creativa dietro la programmazione della Galleria Siotto, spazio espostivo della Fondazione Siotto, che ci ha svelato i segreti di una stagione ricca di stimoli. Nel quartiere storico di Castello, l'arte diventa un ponte tra passato e presente. La direttrice ha spiegato che il calendario nasce per fotografare la complessità del nostro tempo. Temi come l'identità di genere, il patrimonio urbano e la satira diventano finestre aperte sulla realtà. Questa istituzione cagliaritana si conferma un punto di riferimento fondamentale per chi cerca una cultura viva e pulsante. Il calendario è iniziato a Gennaio con il collettivo Sils. Le curatrici hanno raccontato le diversità delle situazioni cittadine partendo da Istanbul. Hanno alternato visioni idilliache a contesti meno felici, simili a quelli che vediamo nelle news ogni giorno. In seguito, Daniele Ascoto ha portato il pubblico in un universo onirico ispirato alla mitologia e al surrealismo. La mostra, curata da Roberta Vanni, ha riscosso un grande interesse. Ora la curiosità cresce per l'appuntamento del prossimo 26 febbraio. In questa data Simone Piras inaugurerà la sua prima mostra, a Cagliari. Piras è un giovane talento già attivo sulla scena romana. Il suo lavoro si distingue per una grande eleganza e particolarità tecnica. Alice Deledda ha voluto sottolineare che il sostegno agli esordienti è un pilastro fondamentale della sua gestione. Spesso i giovani artisti faticano a trovare luoghi disposti a investire sulla loro visione. Di conseguenza, accanto a figure storiche e affezionate come Tiziana Contu, che rappresenta una certezza per la fondazione, si inseriscono così nuovi talenti. Questo dialogo tra generazioni differenti permette uno scambio continuo di idee e tecniche. La direttrice crede fermamente che la Fondazione debba fungere da facilitatore per le carriere emergenti. Dare fiducia a un esordiente significa credere nel futuro dell'arte e nella capacità della città di rinnovarsi costantemente attraverso la creatività. La stagione proseguirà poi con l'illustratore Francesco Nardi. Nardi proporrà una riflessione sul patrimonio culturale come specchio del vissuto collettivo. Infine, Veronica Pala chiuderà il ciclo primaverile. L'artista presenterà opere in ceramica site-specific. Queste installazioni rifletteranno sul rapporto tra l'essere umano e l'ambiente naturale, cercando di capire quanto la natura possa influire positivamente sulla nostra vita. La tecnica della ceramica, unita alla visione contemporanea dell'artista, promette di trasformare gli spazi della galleria in un ambiente immersivo. Come ci ha raccontato la direttrice, l'obiettivo è mostrare come il nostro patrimonio culturale possa condurci a un'analisi profonda del vissuto collettivo e individuale. La Galleria Siotto punta quindi su una proposta elegante ma profondamente legata alla realtà sociale. Il valore sociale dell'arte alla Galleria Siotto Uno dei punti cardine emersi durante la chiacchierata riguarda il ruolo etico degli spazi espositivi. Per la direttrice, la creatività non deve essere un cerchio chiuso per pochi esperti. Ai nostri microfoni, la direttrice ha espresso una visione molto chiara sulla funzione della cultura oggi. "L'arte deve essere di tutti, deve essere fruibile da tutti, capita da tutti", ha dichiarato con convinzione. Questo impegno si traduce in mostre che non si limitano all'estetica, ma cercano di innescare cambiamenti di opinione nel visitatore. Secondo Deledda, chi entra in galleria deve poter tornare a casa con un arricchimento culturale in più, una suggestione che prima non aveva mai considerato. Il visitatore non deve, quindi, limitarsi a guardare passivamente. Il fascino storico della Galleria Siotto La Fondazione, che opera in questa struttura da oltre trentacinque anni, risiede in un palazzo borghese del quartiere Castello, un luogo carico di storia che oggi accoglie la modernità. L'edificio apparteneva a una famiglia borghese che lo ha lasciato in eredità alla città. Inizialmente il centro nasce come istituto di ricerca storica sarda. Questa scelta crea un contrasto fecondo che valorizza sia le opere che l'architettura circostante. "La fondazione è un palazzo storico che le persone possono vivere a pieno", spiega la direttrice, ricordando che dal 2018 lo spazio si è aperto stabilmente alle arti visive e multimediali. Non si tratta di un museo statico, ma di un luogo di incontro. I giovani, inoltre, partecipano sempre più numerosi grazie all'impulso dei canali social che, come ci comunica la direttrice, vengono valorizzati dalla Fondazione. In un'epoca, come la nostra, basata sul digitale, il loro utilizzo attira studenti delle superiori, dell'Università e appassionati che desiderano incontrare gli artisti dal vivo. Ulteriori dettagli sulle mostre sono disponibili anche sul sito dedicato della Fondazione Siotto.

    行动中的声音:一段赋权女性之旅的叙述与分析

    Play Episode Listen Later Feb 20, 2026 25:38


    一段关于身份认同、公共医疗保健和权利的真实旅程:里卡多的故事在塞巴斯蒂亚诺·皮纳的播客 行动中的声音 中讲述,阐明了撒丁岛和意大利的性别认同之路。 一个赋予不同身份认同以声音的播客 行动中的声音 是由……创建的播客 塞巴斯蒂亚诺·皮纳 作为毕业论文项目,旨在阐明以下路径: 性别肯定 在意大利。这不仅是一个信息丰富的故事,更是一段充满人性光辉和同理心的旅程,着重描写情感、人际关系和转变的时刻。 医生也会陪同听众。 玛格丽塔·安吉奥尼他是卡利亚里大学的心理学家和研究员,参与了QeerIS项目,并担任卡利亚里ARC反歧视中心的顾问。与他的对话 理查德一位 29 岁的跨性别男性,已经接受激素治疗六年,构建了一个强烈而真实的叙事。 自我发现:“我必须成为一个男人” 里卡多讲述了一段早在他正式意识到自己是男性之前就开始的旅程。从小他就认为自己是男性,但并不知道变性这种可能性。转折点几乎是偶然发生的,当时他在网上看到一个男孩开始服用睾酮的视频。正是在那里,他发现了变性的可能性。 性别转换。 这一幕震撼人心:凌晨三点,他叫醒母亲,告诉她:“我必须成为一个男人。”母亲的回应同样意义深远:“我们该如何开始?”对于许多跨性别者来说,获得直系亲属的支持并非理所当然,而这恰恰是他们迈向自我赋权之路的第一步。 医疗路径及系统障碍 这个播客节目澄清了一个常被人忽略的方面:在意大利,性别确认过程涉及医疗、心理和法律三个步骤。里卡多首先谈到了心理评估,这是获得性别焦虑症诊断和接受激素治疗的必要步骤。 2019年,他通过一次内分泌科就诊,得以开始接受睾酮治疗。 区域外. 当时在撒丁岛,信息分散,公共服务也十分有限。里卡多解释说,激素疗法并非小事:它对情绪有深远的影响,需要严密的医疗监测。 随着时间的推移,她从注射剂改为透皮凝胶,发现病情更加稳定。她的经历凸显了专业且尽职的医护人员的重要性。 肯定性手术与法院:公共卫生的作用 另一个关键点是法律方面。要在意大利接受根治性手术,必须满足以下条件:法官授权. 获得许可后,里卡多接受了乳房切除手术,他称这次手术“让我重获新生”。 然而,最重要的转折点出现在…… 达加博士 圣加维诺医院。由于他的奉献精神和首席医师的合作,2024年,撒丁岛首批将根治性手术纳入医疗保健系统的公共项目之一启动。 里卡多讲述了一段非凡的待客经历:一位男士被送入妇科病房,该病房最初并非为此类护理而设计,但医护人员以尊重和体贴的态度迅速调整了治疗方案。这是一个具体的例子,说明培训和决心如何能够弥补医疗体系的不足。 别着急:最后的讯息 这个播客的核心也在于里卡多给出的建议。他告诉跨性别者: 别着急. 转型是一段深刻的旅程,不仅涉及生理层面,也涉及情感层面。心理支持对于应对这些变化和情绪波动至关重要。 他要求专业人士 提问她告诫父母,不要害怕用错代词,而要敞开心扉倾听。她提醒父母,孩子永远是他们“心头挚爱”,而坚持自我认同并非迷失自我,而是重新找回自我。 行动中的声音 不仅仅是一个关于性别转换的播客,它讲述的是一个……的故事。 尊严平等享有公共卫生和建设的可能性 更具包容性的路径 在意大利。这是一份提供信息,但更重要的是,它展现人性的证词。

    Alessandra Sorcinelli: un caleidoscopio di idee e umanità

    Play Episode Listen Later Feb 20, 2026 7:28


    Oggi su Unica Radio abbiamo intervistato la Dott.ssa Sorcinelli, professionista affermata, poetessa sensibile e curatrice accorta. La mostra "Duplex: incontri d'arte": una comunicazione doppia Il nome scelto per la mostra, "Duplex" appunto, suggerisce un doppio sguardo, delle opere che "si guardano". Nonostante questi quadri siano stati dipinti in periodi diversi seguono uno stesso filone, ovvero quello della natura, la Sardegna, la necessità di restare umani, costi quel che costi, anche e soprattutto nei tempi contemporanei. Un'affinità insolita La curatrice ci dice che per quanto riguarda gli artisti esposti, Gianfranco Serra e Nino Stagi, tutto nasce fuori dai musei, nei cenacoli culturali e artistici, negli aggregati umani e nelle cordate di solidarietà, oltre che nella comunione di intenti. Entrambi sono dunque accomunati dal viaggiare fuori dagli schemi, nonostante le differenze nei rispettivi stili. La Dotto.ssa però ci tiene a sottolineare con questa mostra soprattutto l'affinità umana tra i due artisti. Gli ospiti presenti Saranno presenti delle poetesse, tra cui Francesca Petrucci con il suo libro "Fuoco", che in copertina riproduce un'opera di Nino Stagi; proprio Francesca racconterà questo incontro d'arte. Ci sarà inoltre un'arta poetessa di Gesturi, Annamaria Brughitta, che ci racconterà la bellezza della terra sarda. I visitatori: non solo degli spettatori passivi, ma portatori di entusiasmo La curatrice della mostra ci spiega che non si accontenta del fatto che i visitatori prendano con sé qualcosa dalla mostra, ma si aspetta anche che siano loro a portare qualcosa, a partire dall'entusiasmo, la voglia di conoscere e in seguito la diffusione della bellezza di questa terra. "Tutti hanno qualcosa da dare" è infatti la sua filosofia. Dove e quando sarà possibile visitare la mostra La mostra verrà inaugurata nel museo Genna Maria a Villanovaforru oggi, 20 febbraio 2026, dalle ore 17:00 circa. La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica, sino al 15 marzo 2026, con ingresso gratuito.

    Dr. Colpa: identità e musica che va oltre i generi

    Play Episode Listen Later Feb 19, 2026 20:53


    Dal rap all'autorialità contemporanea, Dr. Colpa costruisce un percorso musicale coerente e condiviso, tra scrittura consapevole, live intensi e una visione che punta a far crescere la scena culturale cagliaritana. Nell'attuale panorama musicale indipendente, Dr. Colpa rappresenta una delle voci più riconoscibili e coerenti della scena cagliaritana. Il progetto nasce dal rap, ma oggi attraversa rock e canzone d'autore senza perdere identità. Al centro resta sempre la persona, prima ancora dell'artista. E proprio questa continuità tra vita e palco rende Dr. Colpa un percorso credibile, umano e in costante evoluzione. Dietro il nome c'è Marco. E tra Marco e Dr. Colpa non esiste distanza: non un personaggio, ma una modulazione dell'intensità emotiva. Dr. Colpa e l'identità come punto di partenza Per Dr. Colpa il genere non è mai stato un recinto. Il rap ha rappresentato l'origine, il primo linguaggio. Con il tempo, però, il progetto ha assorbito influenze diverse, aprendosi a sonorità rock, suggestioni metal e alla scrittura della canzone d'autore. Non per seguire mode, ma per rispondere a un'esigenza interna. La scrittura resta il cuore del progetto. Le parole vengono pesate, mai lasciate al caso. Ogni brano nasce da una necessità personale, non da una strategia di mercato. Prima viene il senso, poi l'ascoltatore. Dalle radici hip hop alla maturità artistica Il percorso di Dr. Colpa prende forma all'interno dei Lyrical Dropperz, esperienza collettiva che ha funzionato come una vera palestra artistica. Confronto, disciplina, crescita condivisa. È lì che la parola diventa ritmo e responsabilità. Quando quella fase si chiude, la musica non si interrompe. Cambia forma. Dr. Colpa nasce proprio da questa esigenza di continuità. La passione si trasforma in lavoro. La musica diventa una scelta quotidiana, concreta. Il live come spazio di verità Il palco è il luogo più delicato. All'inizio vissuto con ansia, oggi rappresenta uno spazio di libertà. Il live, per Dr. Colpa, è relazione. È esposizione. È rischio. Anche l'imprevisto diventa parte dello spettacolo. Un microfono che salta, una pausa forzata, un dialogo diretto con il pubblico. È lì che emerge la presenza vera. Non servono effetti, serve esserci. Una visione condivisa e strutturata Negli ultimi anni il progetto ha compiuto un salto decisivo. Attorno a Dr. Colpa si è formato un team stabile che ha rafforzato la visione complessiva. In collaborazione con il direttore artistico Aldo Canessa, il lavoro si è esteso all'immaginario visivo, alla scena e alla progettazione degli eventi. Marco resta il cuore creativo musicale. La direzione artistica lavora sulla coerenza e sulla crescita del progetto. Il risultato è un percorso più consapevole, più solido. Costruire

    Claim Unica Radio Podcast

    In order to claim this podcast we'll send an email to with a verification link. Simply click the link and you will be able to edit tags, request a refresh, and other features to take control of your podcast page!

    Claim Cancel