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Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Iniziamo a pralare dei mitici libricini, e poi si passa alla musica, alle esperienze fatte e ovviamente... cibo! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Come scaricare la trascrizione Apri l'episodio in Transcript Player Scarica come HTML Scarica come PDF Vocabolario Scarica come text file Scarica come text file with semicolons (per app che utilizzano flashcard) Iscriviti usando il tuo feed RSS privatoper vedere la trascrizione e il vocab helper subito sulla tua applicazione per ascoltare i podcast sul tuo cellulare. Note dell'episodio The Most Beautiful Italian Word (according to Italians) - https://www.youtube.com/watch?v=rbKSArNUR_4 Con Fabio oggi parliamo della sua esperienza all'estero e poi del suo ritorno in Italia. Come è andata? Dove tornerebbe? Ma non solo, parliamo di libri, di musica e cibo. E di seguito per chi vuole sapere di più di Fabio: Tutti i link utili per sapere di più di Fabio: https://fabiocerpelloni.com/ Any Language You Want - https://a.co/d/f7dp9fU Tiny Book Author (Amazon link) - https://a.co/d/4tSF01G Trascrizione Raffaele: [0:23] Bello, eh, questo stacco di batteria? Bellissimo! Matteo: [0:27] E buongiorno a tutti e due, oggi siamo in tre già dall'inizio. Raffaele: [0:33] Siamo di nuovo in tre. ricordiamo per chi si fosse perso la produttiva precedente, andatevela a recuperare. E questo spiegherà perché in questa puntata siamo in tre. Matteo, ma dove eravamo rimasti? Matteo: [0:53] Beh, e dove eravamo rimasti? Raffaele: [0:55] Io lo chiedo a te e tu lo chiedi a me? Matteo: [0:58] Non lo so. Raffaele: [0:59] Eravamo rimasti alle lingue, no? Abbiamo parlato quasi per tutta la puntata precedente di lingue. In quest'altra puntata, con il nostro Fabio, proviamo a trattare altri argomenti. Però usiamo le lingue come ponte. E quindi io ho subito una domanda per te, Fabio. Ovvero, sei italiano, ma scrivi libri e anche articoli, di questo poi magari ne parliamo nell'after show, in inglese. Come hai raggiunto questo livello di fluency si dice in inglese, di competenza chiamiamola in italiano? Ma anche di fiducia in se stessi, perché in tanti non scriverebbero un libro nella loro lingua madre. Tu invece scrivi libri in una lingua che non è la tua lingua madre. Fabio: [1:42] Ok. Quindi... buongiorno a tutti. A me è sempre piaciuto scrivere, devo dire, anche quando ero alle scuole superiori superiori, scuole superiori e medie. I miei temi che ci facevano fare... diciamo che sono sempre andato bene nei temi. Mi piaceva scrivere, mi piace esprimermi in forma scritta. Formandomi come insegnante ho dovuto scrivere parecchio in inglese, perché c'erano i vari... adesso non so come si può dire... assignments. I vari... (Compiti.) Compiti, esatto, compiti o comunque test dove dovevi produrre un testo scritto. E già questa cosa a me piaceva, perché poi anche scrivendo, vedi, ti vengono in mente cose, ti viene in mente... dubbi. Ci va la virgola, ci va questa proposizione, quell'altra, come esprimo quest'idea, quali parole uso? Quindi è un continuo scoprire quando scrivi. Sia idee che hai, ma anche a livello di forma, quindi di capire come strutturare una frase, un testo, un paragrafo. È una cosa che mi è sempre piaciuta, la faccio anche nella mia attività da libero professionista. Come ho raggiunto questo livello? Scrivendo, ricevendo anche un feedback, un riscontro. Da me stesso più che altro, perché poi sono sempre stato io quello che andava a vedere se il testo andava bene, se non andava bene. Adesso con l'intelligenza artificiale è tutto molto più semplice, quindi per qualcuno che vuole scrivere hai un assistente diretto che ti può dire "guarda, qua ci va questo, perché bla bla bla..." Poi sull'intelligenza artificiale possiamo farci un... Matteo: [3:51] Una serie più che una puntata. Fabio: [3:55] Comunque sì, addirittura adesso, non per dire, però arrivo a scrivere in inglese e mi sono quasi dimenticato le regole di punteggiatura dell'italiano. Perché le virgole in italiano, ho sempre il dubbio dove vanno, come vanno, se ci vanno. Mentre in inglese, scrivendo solo in inglese, perché poi scrivo solo in inglese, sono molto più sicuro di quello che metto sulla pagina. Raffaele: [4:26] C'è sempre interferenza. Ma i tuoi libri hanno una caratteristica, qual è questa caratteristica? Fabio: [4:33] Che sono corti. Sono corti. Appunto io li chiamo tiny books, libricini, perché il mio primo libro, Any Language You Want, in realtà è stato quasi una sorpresa per me. Perché io non ho mai pensato di scrivere un libro, in realtà. Io ho sempre visto questa cosa dello scrivere un libro, pubblicare un libro come un obiettivo impossibile. Scrivere un libro? Quante cose devi dire? Come fai a pubblicarlo? E poi cosa scrivo? Questo era quello che pensavo. Poi ho letto un libricino di business che si chiama Anything You Want di Derek Sivers, che era, che è, è stato un imprenditore americano, dove lui semplicemente aveva pubblicato questo libricino. Ogni pagina, su ogni pagina, ogni due facciate raccontava una storia di come aveva costruito il suo business. Ed era un libricino di meno di 100 pagine, molto piccolo. Ho detto "wow, cavolo, 'sto libro qua ha detto molto di più, ho trovato molto di più in questo libro che in tanti altri che ho letto. Perché comunque leggo parecchio. E ho detto "Quasi quasi lo scrivo anch'io un libro così", un libro corto, storie corte, iniziano e finiscono, ogni capitolo è una storiella. Storiella vera poi, perché non scrivo mai di... cioè non scrivo romanzi o storie inventate. E allora ho detto "Wow, allora ci provo anch'io, quindi non devo pubblicare 300 pagine per diventare un autore." [È] così che ho scritto poi il mio primo e il mio secondo. Che poi il mio secondo è "come scrivere un libricino". (Un metalibro.) Un metalibro, esatto, sempre storie mie. Parlo sempre... cioè parlo sempre di me, non perché sono egocentrico ma perché vorrei far vedere quello che può funzionare. L'ho fatto col primo con language learning, e l'ho fatto col secondo con il self publishing, lo scrivere. Raffaele: [6:53] C'è un grande vantaggio dei libricini, che ho sentito tra l'altro da, come chiamarlo, da un linguista e esperto anche di business che dovresti conoscere, ma ne parliamo nell'after show. Che dice che il vantaggio dei libri piccolini, è quello che ti spingono poi all'azione più facilmente. Finisci il libro presto e sei subito portato all'azione. Mentre invece libri grandi tendono ad addormentarti per certi versi. Quindi leggi il libro, ma poi alla fine del libro ti sei dimenticato di farci qualcosa con il libro. Fabio: [7:26] Sì, ne ho letto uno, appunto, anzi più di uno in realtà, dove è un continuo dire sempre la stessa cosa, sempre il solito, due o tre concetti, i soliti due o tre concetti, e tu dici "ma ok, non mi serve un altro esempio di questo concetto". E a volte questa cosa è un po' dovuta anche all'industria del publishing che richiede poi... l'autore... "o scrivi 250 pagine oppure non possiamo pubblicarti perché magari il libro non si vede sullo scaffale". Mentre un libro piccolo è più funzionale, ti dà quello che ti dà, quello che ti deve dare e basta: è inutile diluire o comunque dilungarsi, ecco. Raffaele: [8:21] Matteo, hai sentito nella puntata precedente? Fabio ha vissuto a Londra. Matteo: [8:27] Fabio ha vissuto a Londra, esattamente, ma questo lo dovevi sentire tu, che sei il Londra lover... Raffaele: [8:35] Eh vabbè, ma ci hai vissuto più tu che io però, è un'altra cosa che ci accomuna. Matteo: [8:40] Ma io prima di andare a Londra, perché poi andiamo anche a Londra, volevo chiedere a proposito dei due libricini: ma c'è un due senza tre in arrivo? Fabio: [8:49] C'è, c'è il 3. C'è il 3, è ancora un'idea, c'è un elenco di cose che voglio mettere dentro. Però ci sarà, io voglio continuare a farlo, sì, sì. Matteo: [9:04] A quel punto la seconda domanda è: ma è per caso su Any Martial Art You Want? Fabio: [9:12] No, non è su martial arts. Mia cognata mi ha detto "ah, hai scritto un secondo libro su come scrivere il primo libro, quindi il tuo terzo cos'è? Scrivi un terzo libro su come scrivere un secondo libro? Cos'è, Inception?" No, non è Inception, è sempre un libro di storie. Allora, ho un po' di idee, però quella che più mi piace, perché poi sempre parlando poi di language learning, di apprendimento linguistico: se fai qualcosa che hai... passione, per la quale passione o comunque qualcosa che ti entusiasma, poi la cosa ti riesce meglio. E quindi sto pensando a un libro di storie mie personali, sempre, ovviamente, però con un messaggio più universale. Non ho ancora ben chiaro il progetto, però questa cosa a me entusiasma molto. Anche perché io nel podcast che avevo aperto nel 2021, tutti [i miei primi] episodi erano storie mie personali, che utilizzavo per insegnare inglese. Prendere quei contenuti, aggiustarli e scrivere una storia, come testo scritto, e racchiudere il tutto in un libro poi... non so, questo qua è un progetto che mi ispira molto. Quindi diciamo che [all']80% questo è il terzo libro. Raffaele: [10:43] In bocca al lupo. Fabio: [10:44] Grazie. Raffaele: [10:46] "Crepi" si dice! No "grazie"! Fabio: [10:47] Crepi, crepi, infatti! Matteo: [10:48] Sei vegetariano? Fabio: [10:50] Io? Sono vegano. Matteo: [10:53] Ah vedi allora per questo non ha detto "crepi"! Matteo: [10:56] Ce li abbiamo tutti e tre allora: l'onnivoro, il vegetariano e il vegano. Matteo: [11:00] Posso fare una domanda che vorrei fare poi a tutti i nostri futuri ospiti, per fare poi una raccolta? Ci dai una ricetta? Fabio: [11:13] Una ricetta vegana? Matteo: [11:15] Una ricetta. Una ricetta che ti piace, una ricetta ovviamente che ti piace e che mangeresti, quindi se sei vegano, vegana. Raffaele: [11:22] La domanda più difficile delle due puntate. Fabio: [11:23] Questa è difficile sì! Allora, la ricetta: riso saltato con le verdure. E come si fa? Prendi il riso, lo salti e ci metti le verdure. Matteo: [11:41] Andiamo un po' più... almeno dicci le verdure. Fabio: [11:46] Ci metti il peperone, ci metti la carota, il broccolo, salti tutto, un po' di salsa di soia, riso integrale ai minerali: è più nutriente. E lo salto. Guarda, questo è come mi ha conquistato la mia compagna, con un riso saltato con le verdure. Raffaele: [12:07] Ma mi sembra una ricetta più asiatica che non italiana. Fabio: [12:10] Sì, perché sia io che la mia compagna siamo innamorati del sud-est asiatico, ci abbiamo viaggiato per cinque mesi e mezzo quando eravamo di ritorno dalla Nuova Zelanda. Così, con lo zainetto, senza... abbiamo pianificato i primi due giorni a Bali e poi il resto non sapevamo in realtà, non avevamo un piano. Avevamo un piano che stavamo in giro con i soldi che avevamo guadagnato in Nuova Zelanda a farci un mega viaggio, con un budget ristretto comunque. Non è che abbiamo fatto hotel 5 stelle, resorts... nulla di tutto ciò. Ma, con l'Asia sì, soprattutto io col Vietnam: mi piace molto. Raffaele: [13:02] Fantastico. Fabio, ti devo interrompere a questo punto, perché io prima ho lanciato l'amo per Londra ma non avete abboccato. Poi tu adesso hai detto che sei stato in Nuova Zelanda. Ma hai vissuto in più posti in giro per il mondo. Ti va di raccontarci un po' di questi tuoi... non viaggi soltanto, ma proprio di esperienze di vita all'estero? Fabio: [13:21] Allora, io sono partito per Londra nel 2011, lavoravo per Pret a Manger, che è tipo Starbucks. E ho fatto lì i primi... facciamo un anno e mezzo. Un anno e mezzo. Ero con la mia ex compagna, a Londra esperienza formativa, però esperienza che mi ha tirato fuori dal guscio, dalla protezione di mamma e papà. Ero lì facendo un lavoro per il quale non avevo studiato, perché facevo panini e zuppe. E il mio inglese lì è migliorato, perché comunque stando a contatto, parlando con i miei colleghi, sono migliorato. Poi con la mia compagna dell'epoca ci siamo lasciati, e ho detto "dove vado?" E pensavo "vado in Canada, adesso me ne vado in Canada, voglio comunque andare in un altro paese dove parlano l'inglese, così vado avanti, imparo sempre di più, diventerò insegnante". Avevo visto che c'era qualcosa qui col visto che non poteva funzionare, ho detto "no, sai dove vado? Andiamo da un'altra parte del mondo!" E sono andato in Australia. In Australia sono atterrato ad Adelaide e l'Australia per me è stato il mio... ancora lo ricordo come i miei due anni più belli dei miei 38 anni. Perché ho conosciuto un sacco di persone, ho visto un sacco di bei posti, poi a me piace il deserto, ho conosciuto la mia compagna attuale, che è quella che mi ha conquistato col riso con le verdure. In realtà l'avevo conosciuta in Italia perché, adesso la storia un po' si complica, in Italia io insegnavo così amatorialmente lezioni di batteria e lei era una mia studentessa. Matteo: [15:21] Oh, quindi legati dall'amore non solo per il sud-est asiatico, ma anche per la batteria e la musica. Fabio: [15:33] Sì, esatto. Una settimana prima che io partissi per l'Australia, io e Aloha, che è la mia compagna, abbiamo iniziato la relazione. Quindi è stata davvero dura all'inizio, perché in Australia io all'inizio ero da solo i primi quattro mesi. Lei poi mi fece la sorpresa di dire "vengo giù anch'io". Ma io ero io ero cotto, innamorato perso, cotto. Quindi i primi quattro mesi a distanza, in realtà quelli sono stati più brutti secondo me. Raffaele: [16:04] E che distanza poi, non è esattamente Napoli-Milano. Fabio: [16:07] Esatto, esatto, poi dall'Australia lei mi ha raggiunto, abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto, perché abbiamo comprato un van, abbiamo girato, lavoravamo nelle farm, nelle piantagioni e abbiamo fatto lì quei due anni. E da lì poi ho detto "ma dove andiamo? Il visto è scaduto!" Il paese più vicino è la Nuova Zelanda, facilissimo da entrarci per candidarsi per il visto, l'abbiamo preso ed è lì poi che io ho preso la mia prima certificazione per diventare insegnante, ho iniziato a insegnare nelle scuole di lingua ad Oakland, in una scuola di lingua inglese ad Oakland, ho fatto tutta la mia prima esperienza. E la mia... Aloha lavorava in pasticceria, perché lei... no pasticceria, era una... vabbè comunque lavorava in un posto dove facevano da mangiare. E abbiamo fatto due anni lì, poi prima di tornare in Italia appunto abbiamo detto "andiamo a vedere l'Asia". Perché poi in Australia e in Nuova Zelanda incontravamo tante persone che dicevano "sono stato in Vietnam, abbiamo visto la Malesia, e la Cambogia, di qua. di là..." Tante persone in viaggio, sentivamo che avevano appunto avuto queste esperienze. Matteo: [17:27] E quindi dicevate "ma dovremmo vederla anche noi". Giusto. Fabio: [17:31] Esatto. Quindi prima di tornare facciamo anche noi i backpackers, come già lo facevamo, e andiamo lì. Abbiamo fatto appunto questi cinque mesi e mezzo vagando con lo zainetto, bellissimo. Io vorrei andare lì in pensione. Raffaele: [17:54] E invece sei tornato in Italia? Matteo: [17:56] Infatti sì, stavo per dire, vi siete stufati di girare? Fabio: [18:00] Beh, più che stufati,sapevamo l'inizio del viaggio e la fine. In realtà siamo tornati perché il visto della Nuova Zelanda era scaduto, in Indonesia, [nel] sud-est asiatico non potevamo stare. Anche perché i servizi... noi ci lamentiamo magari dell'Italia magari, però ci sono posti dove i servizi sono molto scadenti. E quindi siamo tornati, siamo tornati. Io poi ho iniziato a lavorare al British Council. Matteo: [18:39] Lavori ancora? No, non lavori [più] al British Council. Fabio: [18:43] Al British Council sono... come si dice... collaboratore, insomma, freelance. Raffaele: [18:49] Com'è tornare in Italia dopo aver vissuto diversi anni all'estero? Fabio: [18:54] Ma all'inizio, quando tornavo, perché ogni tanto tornavamo, io non vedevo poi l'ora di andare via, perché comunque la mia routine era dall'altra parte, avevo i miei progetti in Australia, Nuova Zelanda. Poi quando siamo tornati in realtà non è stato poi così scioccante o che so, deprimente o magari... È stata un'esperienza normale, abbiamo preso una casa in affitto, poi abbiamo comprato casa. Shock culturale non c'è stato in realtà, perché fondamentalmente siamo italiani quindi sapevamo cosa trovavamo. In realtà è stato anche... dopo aver visto certe cose fuori dall'Italia, in realtà ci siamo resi conto che in realtà ci sono tante cose che funzionano nel nostro paese. Però siccome siamo qui, non te ne accorgi poi. Te ne accorgi quando non le hai. Raffaele: [19:59] Le dai per scontate. Fabio: [20:01] Esatto, le dai per scontate. E quindi è stato anche un po'... mi ha fatto apprezzare in realtà di più l'Italia, il tornare. Matteo: [20:10] Questo è interessante, molto interessante. Fabio: [20:13] Eh bisogna... per quello che quando si dice "viaggiare ti apre gli occhi, viaggiare..." cioè non è un cliché, è così. Logico: se viaggi... scusa. Matteo: [20:23] No no no, continua. Fabio: [20:24] No, dico, se viaggi in paesi magari dove la cultura è identica... però neanche tanto perché, per esempio in Australia abbiamo avuto un paio di episodi dove ci siamo trovati davvero male. Ora senza... io l'Australia la porto al top, numero uno. Qua non potete vedere, ma ho bandiere australiane appese, ho un didgeridoo, insomma un po' di cose. Però ci siamo trovati male un paio di volte con l'assistenza sanitaria, e ci siamo detti "cavolo, ma in Italia ci lamentiamo però sta cosa è inconcepibile, non ci è mai successa prima". Quindi adesso non voglio dire che il sistema, come si dice... il sistema healthcare dell'Australia non funziona, anzi. Però [ci sono] state un paio di cose che ho detto "mah, le cose..." Anche a Londra, ma in realtà ovunque, in realtà ovunque: trovi cose che qua non hai e viceversa. Matteo: [21:23] Sì, il fatto del viaggiare che ti apre a volte... automaticamente pensiamo sempre verso... guardando noi verso una direzione, guardiamo verso il luogo dove arriviamo e pensiamo sempre che l'apertura è verso nuove cose. Ma a volte, come spesso succede, ci si accorge che anche dietro di noi era una situazione diversa da come la vedevamo. Fabio: [21:53] Esatto. In Cambogia abbiamo visto persone in motorino con la flebo. Raffaele: [22:03] Cosa? Fabio: [22:04] Sì, perché la storia... la Cambogia ha avuto questo genocidio davvero deprimente negli anni '70 con Pol Pot, questo dittatore che aveva fatto fuori 3 milioni di cambogiani, soprattutto gli intellettuali. Cioè se avevi gli occhiali eri considerato intellettuale e quindi dovevi essere fatto fuori. E quindi c'è tutta una sorta di... non ci sono certe figure, tipo medici, ingegneri, intellettuali, che possono portare avanti il paese. Si stanno riprendendo... Questo me la raccontava una volontaria australiana che era lì, quindi magari da verificare questa cosa, però questo è quello che mi aveva detto lei. E quindi manca tutta quella fetta di società, di figure professionali lì, e sono quindi praticamente tutti contadini, pescatori, lavoranti, insomma nel settore agricolo. E la sanità? La sanità lì infatti eravamo in una situazione dove "cavolo, se qua cadiamo in motorino che si fa? Se abbiamo un incidente, se succede qualcosa?" Qua sei... devi poi andare in giro con la flebo attaccata in motorino, come ne abbiamo visti tanti. Persone in motorino con la flebo che uscivano da questa clinica, poi dici "vabbè..." Raffaele: [23:39] Pazzesco, molto Interessante però. Fabio, però il nostro tempo qui nella puntata aperta a tutti è finito. Quindi io ti faccio un'ultima domanda brevissima: come possono trovarti i nostri ascoltatori? Fabio: [23:51] Allora possono trovarmi sul mio sito fabiocerpelloni.com o mi potete trovare su YouTube, Fabio Cerpelloni. Vi mando lì. Ah scusate, un terzo canale è su Substack, che ho ed è chiamato Better Writers Matteo: [24:15] Benissimo. Allora inseriremo tutti questi link nelle show notes, così tutti quanti potete andare a fare un po' di stalking. Raffaele: [24:26] Matteo, però c'è un problema: io ho ancora delle domande per Fabio. Matteo: [24:29] E non c'è problema, in realtà noi abbiamo ancora un po' di tempo con Fabio e lo andiamo a passare di là. Io già so che Raffaele prende il caffè, Fabio la pizza, ho preparato tutto nella nostra saletta dell'aftershow. Quindi salutiamo tutti quanti e andiamo a mangiare pizza e bere caffè. Fabio: [24:53] Bel piano! Raffaele: [24:54] Ciao a tutti. Matteo: [24:56] Ciao. Fabio: [24:57] Ciao ciao!
Quante volte hai detto "dipende su" o "sono sposato a Maria"? Questi errori sono così subdoli che spesso passano inosservati, eppure per un italiano suonano decisamente sbagliati. In questo articolo scoprirai quegli errori che quasi nessuno menziona, ma che praticamente tutti gli stranieri fanno. 7 Errori COMUNI Che Tradiscono Subito gli Stranieri 1. EFFICACE vs EFFICIENTE: Due Parole Apparentemente Gemelle Iniziamo con due parole che sembrano quasi identiche, ma in realtà hanno significati profondamente diversi. Confonderle è uno degli errori più frequenti tra gli studenti di italiano, indipendentemente dalla loro lingua madre. Il Significato di EFFICACE EFFICACE significa che qualcosa funziona bene, che produce l'effetto desiderato. Quando dici che qualcosa è efficace, stai affermando che raggiunge il suo obiettivo, che ottiene i risultati sperati. Questa medicina è molto efficace contro il mal di testa. (= Funziona, il mal di testa passa.) Il suo discorso è stato efficace: tutti hanno cambiato idea. (= Ha ottenuto il risultato sperato.) Il Significato di EFFICIENTE EFFICIENTE, invece, si riferisce a qualcosa o qualcuno che lavora bene, senza sprechi di tempo, energia o risorse. L'efficienza riguarda il modo in cui si ottiene un risultato, non il risultato stesso. Questa lavatrice è molto efficiente: consuma poca energia. (= Funziona bene e non spreca.) Marco è un impiegato efficiente: finisce sempre tutto in anticipo. (= Lavora in modo produttivo.) Perché È Sbagliato Confonderli? Perché hanno significati diversi e si applicano a contesti differenti. ParolaSignificatoFocusEFFICACEFunziona, produce risultatiSul risultato ottenutoEFFICIENTELavora bene, senza sprechiSul processo e le risorse utilizzate Facciamo un esempio pratico. Una medicina ti guarisce dal mal di testa. Quella medicina è efficace? Sì! Perché ha funzionato, ti ha guarito. È efficiente? La domanda non ha molto senso. Una medicina non "lavora velocemente" o "risparmia energia". Semplicemente funziona o non funziona. Altro esempio. Un impiegato finisce tutto il suo lavoro in metà tempo, senza errori. Quell'impiegato è efficiente? Sì! Lavora bene e non spreca tempo. È efficace? Dipende. Ha ottenuto i risultati che voleva il capo? Se sì, allora è anche efficace! Una cosa può essere efficace ma non efficiente (o viceversa!). Per esempio, andare al lavoro in elicottero è sicuramente efficace (arrivi!), ma non è efficiente (costa troppo!). 2. Sposarsi CON Qualcuno (Non A!) Questo errore è molto comune e si capisce perché: in molte lingue si usa una preposizione simile ad "a". Ma in italiano, ci si sposa CON qualcuno. Sempre. Senza eccezioni nell'italiano moderno standard. Mi sono sposato a Maria.Mi sono sposato con Maria. Vuole sposarsi a un italiano.Vuole sposarsi con un italiano. Lo stesso vale per "essere sposato": Sono sposato a Lucia da 10 anni.Sono sposato con Lucia da 10 anni. Perché È Sbagliato Usare "A"? In italiano, la preposizione "a" indica generalmente una direzione, un movimento verso qualcosa o qualcuno: Vado a Roma. (= mi muovo verso Roma)Do un regalo a Marco. (= il regalo va verso Marco) Ma il matrimonio non è un movimento verso qualcuno! Il matrimonio è un'unione, qualcosa che fai insieme a un'altra persona. Ed è proprio per questo che si usa CON, la preposizione della compagnia e della reciprocità: Vivo con Marco. (= insieme a Marco)Lavoro con Anna. (= insieme ad Anna)Mi sono sposato con Giulia. (= insieme a Giulia) Curiosità Linguistica In italiano antico e in alcuni dialetti del sud Italia, si poteva sentire "sposarsi a". Ma nell'italiano standard moderno? No. È CON. Sempre CON. 3. Penso DI Sì / Penso DI No (Non CHE!) Questo errore è estremamente frequente! Molti studenti dicono: Penso che sì.Credo che no. Penso sì. / Penso no. Ma in italiano si dice: Penso di sì.Credo di no. Perché È Sbagliato Usare "CHE"? Questa è una questione di grammatica italiana. Dopo la congiunzione "che", ci vuole sempre una frase completa, con un soggetto e un verbo: Penso che Marco venga alla festa. (Soggetto: Marco. Verbo: venga. Frase completa!) Credo che pioverà domani. (Soggetto sottinteso. Verbo: pioverà. Frase completa!) Ma "sì" e "no" sono semplici avverbi, non sono frasi! Non hanno un verbo, non hanno un soggetto. Quindi non possono stare dopo "che": Penso che sì. ("Sì" non è una frase! Dov'è il verbo?) La preposizione "di", invece, può introdurre elementi brevi, senza bisogno di una frase completa: Penso di sì. (= Penso che la risposta sia sì)Credo di no. (= Credo che la risposta sia no)Spero di sì! (= Spero che la risposta sia sì) Esempi d'Uso Quotidiano – Verrai alla festa?– Penso di sì! – Pioverà domani?– Credo di no, ma non sono sicuro. – Ti è piaciuto il film?– Direi di sì. (più incerto, meno deciso) 4. Dipende DA (Non SU!) Ecco un altro errore molto frequente, soprattutto tra chi parla inglese ("depends on" → "dipende su"? No!). In italiano, il verbo DIPENDERE vuole la preposizione DA. Dipende su di te.Dipende da te. Il risultato dipende sul tempo.Il risultato dipende dal tempo. Tutto dipende su cosa decidi.Tutto dipende da cosa decidi. Perché È Sbagliato Usare "SU"? In italiano, "su" indica una posizione sopra qualcosa, una superficie: Il libro è sul tavolo. (= sopra il tavolo)Cammino sulla spiaggia. (= sopra la spiaggia) Ma quando qualcosa "dipende" da un'altra cosa, non c'è nessuna superficie, nessun "sopra"! C'è invece un'idea di origine, di causa, di provenienza. E in italiano, per esprimere origine e causa, si usa DA: Vengo da Roma. (= origine)Questo problema deriva da un errore. (= causa)Dipende da te. (= la causa sei tu) Pensa così: da cosa dipende qualcosa? DA un'altra cosa! La preposizione ti dà già la risposta. La mia felicità non dipende dai soldi.Dipende da come ti senti.Dipende dalle circostanze. 5. PERDERE vs PERDERSI vs SPRECARE Questi tre verbi creano molta confusione tra gli studenti di italiano. Vediamo le differenze fondamentali. PERDERE: Non Avere Più Qualcosa PERDERE significa non avere più qualcosa che avevi, non riuscire a trovare qualcosa, o non cogliere un'opportunità: Ho perso le chiavi. (= non le trovo più)Abbiamo perso la partita. (= non abbiamo vinto)Non voglio perdere questa occasione! (= non voglio lasciarmela sfuggire) PERDERSI: Smarrirsi PERDERSI (forma riflessiva) significa smarrirsi, non sapere più dove si è o non riuscire a seguire qualcosa: Mi sono perso nel centro della città. (= non sapevo più dov'ero)Mi sono persa nella spiegazione. (= non riuscivo più a seguire) SPRECARE: Usare Male SPRECARE significa usare male, non valorizzare qualcosa, consumare inutilmente: Non sprecare l'acqua! (= non usarla inutilmente)Hai sprecato un'ottima opportunità. (= non l'hai sfruttata bene)Non voglio sprecare il mio tempo. (= voglio usarlo bene) La Differenza Chiave VerboSignificatoEsempioPERDERENon avere più, smarrireHo perso il portafoglioPERDERSISmarrirsi, non orientarsiMi sono perso in cittàSPRECAREUsare male, non valorizzareNon sprecare il tuo talento Attenzione: "Perdere tempo" e "sprecare tempo" hanno sfumature diverse! Ho perso tempo = il tempo è passato senza che me ne accorgessi o senza risultati.Ho sprecato tempo = ho usato male il mio tempo, avrei potuto fare qualcosa di meglio. 6. Tutto VA Bene (Non "È Bene"!) Questo è un errore interessante e molto comune. Molti studenti dicono: Tutto è bene.Tutto va bene. In italiano, per dire che le cose sono positive, che non ci sono problemi, si usa il verbo ANDARE: Come stai? — Tutto va bene, grazie!Come va il lavoro? — Va tutto bene!Va bene così? — Sì, sì, va benissimo! Perché È Sbagliato Dire "Tutto È Bene"? In italiano, "andare bene" e "essere bene" hanno significati diversi. "Andare bene" descrive come procedono le cose, la situazione generale, il corso degli eventi: Come va? — Va bene! (= Le cose procedono senza problemi)L'esame è andato bene. (= L'esame è stato un successo) "Essere bene" (o meglio, "è bene che...") esprime invece un giudizio morale, un'opinione su cosa sia giusto o opportuno fare: È bene che tu sappia la verità. (= È giusto, è opportuno)È bene arrivare puntuali. (= È una buona cosa)Non è bene parlare così. (= Non è appropriato) Quindi, se qualcuno ti chiede "Come stai?" e tu rispondi "Tutto è bene", stai dicendo qualcosa di filosofico, quasi morale... come se tutto nell'universo fosse giusto e appropriato.Quello che vuoi dire è: "Le cose vanno bene, non ho problemi". E per questo usi ANDARE: Tutto va bene! Curiosità Quando qualcosa va MOLTO bene, cosa si dice? "Tutto va a gonfie vele!" — come una barca spinta dal vento. 7. PARTIRE vs LASCIARE vs ANDARE VIA Arriviamo all'ultima distinzione. Tre verbi che esprimono l'idea di "andarsene", ma con sfumature diverse e, soprattutto, strutture grammaticali diverse. PARTIRE: Iniziare un Viaggio PARTIRE significa iniziare un viaggio, mettersi in movimento verso una destinazione: Domani parto per Parigi.Il treno parte alle 8.Quando parti per le vacanze? È un verbo intransitivo (non ha un oggetto diretto) e si concentra sul momento in cui inizia il viaggio. ANDARE VIA: Allontanarsi ANDARE VIA significa allontanarsi da un luogo, non restare: È tardi, devo andare via.Perché sei andato via dalla festa così presto?Vai via! Non ti voglio vedere! L'enfasi è sul lasciare il posto dove ci si trova, non necessariamente per fare un viaggio. LASCIARE: Abbandonare LASCIARE significa abbandonare, non portare con sé, smettere di stare in un luogo: Ho lasciato le chiavi a casa.Ha lasciato il lavoro il mese scorso.Quando hai lasciato l'Italia?
È il momento della nostra Ten Challenge: dall'Atletico Madrid alla Premier League passando per la MLS, i nostri Tommaso Murdocca e Roberto Ugliono si sfidano. Conduce Adele Stigliano. Fateci sapere nei commenti quante ne sapevate.Potrero, dove tutto ha inizio. Un podcast sul calcio italiano e internazionale.Su Como TV (https://tv.comofootball.com) nel 2026 potete seguire in diretta le partite della Saudi Pro League, Saudi King's Cup, Supercoppa d'Arabia, Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Recopa, Liga Profesional Argentina, Trofeo de Campeones argentino, Eredivisie, Coppa di Francia, Scottish Premiership, Coppa di Scozia, Scottish League Cup, Scottish Championship, Coppa di Portogallo, Supercoppa di Portogallo, HNL croata e tutti i contenuti di calcio italiano e internazionale on demand.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/potrero--5761582/support.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8399OMELIA EPIFANIA DEL SIGNORE - ANNO A (Mt 2,1-12) di Don Stefano Bimbi Oggi la Chiesa celebra la Solennità dell'Epifania del Signore, la festa nella quale contempliamo Cristo che si manifesta come luce per tutte le genti. Il Vangelo ci presenta i Magi come uomini in ricerca, venuti da lontano, guidati da una stella. Essi rappresentano ogni uomo che, magari senza conoscere pienamente Dio, porta nel cuore un desiderio profondo di verità e di senso e non si rassegna a restare fermo.I Magi non hanno certezze assolute, non possiedono la rivelazione completa, eppure si mettono in cammino. Seguono un segno fragile, una luce discreta, ma sufficiente per chi ha il cuore aperto. Anche nella nostra vita Dio non si impone con clamore, ma parla attraverso segni semplici: una parola ascoltata nella Scrittura, un incontro non programmato, una difficoltà che ci interroga, una gioia inattesa. Quante volte, però, rimandiamo la risposta perché attendiamo segni più evidenti o condizioni migliori. L'Epifania ci invita a fare il primo passo, a non restare bloccati dall'indecisione. Una preghiera fatta con fedeltà, la scelta di tornare alla Messa domenicale o iniziare ad andare anche a quelle feriali, un gesto di riconciliazione in famiglia, possono essere il nostro modo concreto di metterci in cammino dietro la stella.UNA REALTÀ SORPRENDENTEArrivati a Gerusalemme, i Magi incontrano una realtà sorprendente. Erode è inquieto, i sacerdoti e gli scribi conoscono le Scritture e sanno indicare con precisione il luogo della nascita del Messia, ma nessuno di loro parte. Qui il Vangelo ci mette davanti a un rischio sempre attuale: quello di una fede ridotta a conoscenza teorica o ad abitudine religiosa. Anche noi possiamo conoscere le verità della fede, frequentare la Chiesa, svolgere servizi in parrocchia, e tuttavia restare interiormente fermi. L'Epifania ci provoca a chiederci se la nostra fede incide davvero sulle scelte quotidiane, sul modo di trattare gli altri, sul modo di affrontare il lavoro, le responsabilità in famiglia, le prove della vita.Quando i Magi giungono a Betlemme, trovano un Bambino povero, lontano da ogni apparenza di potere. Eppure si prostrano e lo adorano. In questo gesto comprendiamo che Dio si manifesta nell'umiltà e chiede un cuore capace di riconoscerlo anche nella semplicità. Adorare significa accettare che Dio sia Dio e che noi non lo siamo, significa fidarsi anche quando non comprendiamo tutto. Nel mese di dicembre quanto tempo abbiamo dedicato all'adorazione eucaristica? Inoltre nella vita quotidiana l'adorazione si traduce in atteggiamenti concreti: fermarsi qualche minuto in silenzio davanti al tabernacolo, iniziare la giornata affidandola al Signore, accettare con fede ciò che non possiamo cambiare senza cadere nella lamentela continua. Chi adora e si affida impara a rimettere Dio al centro e a ridimensionare tante ansie inutili.CHI È VERAMENTE QUEL BAMBINOI Magi offrono poi i loro doni, che rivelano chi è veramente quel Bambino. Anche noi siamo chiamati a offrire qualcosa di nostro. Offriamo l'oro al re dei re quando lo mettiamo al primo posto nelle scelte importanti, quando rifiutiamo compromessi disonesti, quando viviamo il lavoro con responsabilità e rettitudine. Offriamo l'incenso al Dio onnipotente quando dedichiamo tempo alla preghiera, anche breve ma fedele, senza ridurla ai momenti di emergenza o quando ci fa voglia. Offriamo la mirra all'uomo crocifisso quando uniamo a Cristo le nostre sofferenze, le fatiche familiari, la malattia, le delusioni, senza chiuderci nell'amarezza, ma trasformandole in occasione di fiducia e di offerta.Il Vangelo si conclude con un dettaglio decisivo: i Magi tornano al loro paese per un'altra strada. L'incontro con Cristo cambia il cammino. Non si tratta di un cambiamento clamoroso, ma spesso di scelte concrete e quotidiane: evitare una situazione che ci allontana da Dio, correggere un'abitudine che ferisce gli altri, imparare a perdonare invece di serbare rancore, dedicare più tempo a chi ci è affidato (i figli, il coniuge, i genitori anziani). Tornare per un'altra strada significa lasciarsi trasformare interiormente, accettare che la grazia di Dio modifichi il nostro modo di pensare e di vivere.In conclusione, l'Epifania ci ricorda che Cristo è luce per tutti, ma questa luce chiede di essere seguita. Come i Magi, siamo chiamati a cercare senza stancarci, ad adorare senza scandalizzarci dell'umiltà di Dio e a lasciarci cambiare dall'incontro con Lui. Se accogliamo questa chiamata nella concretezza della vita quotidiana, anche il nostro cammino, pur tra fatiche e incertezze, diventerà un cammino di luce.
Quante volte ti sei chiesto: "Qual è la cosa giusta da fare?" o "Come posso prendere decisioni migliori?"
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8389OMELIA SANTA FAMIGLIA - ANNO A (Mt 2, 13-15. 19-23) di Don Stefano Bimbi La festa della Santa Famiglia ci invita a guardare la nostra vita quotidiana alla luce del Vangelo. Oggi non celebriamo una famiglia ideale o "da cartolina", ma una famiglia reale, inserita nella storia, segnata da paure, fatiche e scelte difficili. Il Vangelo ci presenta la fuga in Egitto. Gesù è ancora un bambino, la sua vita è minacciata. Maria e Giuseppe sono costretti a lasciare la loro casa, il loro lavoro, le loro sicurezze. È una pagina che ci dice con forza che Dio non resta fuori dalle nostre difficoltà familiari, ma vi entra dentro, le attraversa con noi.Giuseppe è l'uomo che ascolta Dio e si fida. Riceve la sua volontà nel sogno e agisce subito secondo quanto detto dall'angelo. Non chiede spiegazioni, non rimanda, non cerca soluzioni più comode. Si alza nella notte e parte. È un'immagine molto vicina alla vita di tanti genitori di oggi, che "si alzano nella notte" quando un figlio sta male, quando sorgono problemi a scuola, quando arrivano preoccupazioni economiche o momenti di crisi nella coppia. Giuseppe insegna che la fede, nella vita familiare, non è fatta di discorsi, ma di scelte concrete, spesso silenziose, prese per amore. Insegna ai genitori il coraggio della responsabilità, la capacità di decidere anche quando è faticoso, di dire dei "no" che proteggono e dei "sì" che costruiscono. Educare non significa evitare ogni sofferenza ai figli, ma accompagnarli con fermezza e tenerezza verso il bene, cioè a scegliere di fare sempre la volontà di Dio.Maria cammina accanto a Giuseppe con il suo cuore di madre. Porta con sé il Figlio e custodisce ciò che Dio sta compiendo, anche quando non comprende tutto. Quante volte oggi i genitori fanno esperienza di questo: non capiscono fino in fondo il mondo dei figli, il loro linguaggio, le loro fragilità interiori, le sfide legate alla tecnologia e ai social. Maria insegna uno stile prezioso: custodire la famiglia facendo sempre la volontà di Dio. Custodire significa ascoltare, pregare, rimanere presenti, creare in casa un clima di fiducia. Significa trovare tempo vero per stare insieme, spegnere uno schermo per guardarsi negli occhi, offrire ai figli uno spazio dove possano parlare senza sentirsi giudicati.Gesù cresce dentro questa famiglia segnata dalla precarietà e dall'obbedienza a Dio. Fin dall'inizio condivide la condizione dei piccoli, dei perseguitati, di chi non è al sicuro. Cresce lavorando, obbedendo, imparando. Questo dice qualcosa anche ai figli e ai giovani di oggi. Gesù, pur essendo il Figlio di Dio, accetta di dipendere da Maria e Giuseppe. Il Vangelo ci ricorda che la vera libertà non è fare ciò che si vuole, ma imparare a volere il bene. Onorare padre e madre, ascoltare, rispettare, essere grati non è un comando superato, ma una via di crescita, di maturità e di libertà interiore.La fuga in Egitto ci parla anche delle difficoltà che entrano nelle famiglie dall'esterno: problemi di lavoro, malattie, tensioni sociali, preoccupazioni per il futuro. La Santa Famiglia non si divide davanti alla prova, ma si stringe. È un invito forte per le famiglie di oggi a non chiudersi nel silenzio, nell'orgoglio o nel risentimento quando arrivano le difficoltà, ma a cercare aiuto, a pregare insieme, a riconoscere con umiltà la propria fragilità. Una famiglia non è forte perché non ha problemi, ma perché li affronta unita, con Dio al centro.In conclusione, questa festa è una grande catechesi sulla vita familiare. Ricorda ai genitori che l'educazione è una missione affidata da Dio, da vivere con coerenza e testimonianza. Ricorda ai figli che la famiglia è il primo luogo dove si impara ad amare, a rispettare e a donarsi. Ricorda a tutti che mettere Dio al centro della casa non significa aggiungere qualcosa in più, ma dare senso a tutto.Affidiamo allora le nostre famiglie alla Santa Famiglia di Nazaret: quelle serene e quelle ferite, quelle forti e quelle stanche. Chiediamo la grazia di famiglie capaci di ascolto, di perdono, di responsabilità e di fede, perché anche oggi, nelle nostre case, Gesù possa crescere e abitare.
Scarica Revolut gratis con il mio link per ricevere un bonus di benvenuto di €20*: https://get.revolut.com/e9Jc/podcast1 *Si applicano condizioni minime il boxing day di Potrero: si parla sempre di calcio, o meglio, oggi si... domanda di calcio! Quiz sul pallone a tema natalizio, tra 'pacchi' di regalo (dal mercato) poco graditi e nati durante le feste, si sfidano Simone Indovino e Luca Tumminello, che rispondo alle domande di Angelo Taglieri.Potrero, dove tutto ha inizio. Un podcast sul calcio italiano e internazionale. Su Como TV (https://tv.comofootball.com) nel 2025 potete seguire in diretta e gratuitamente le partite della Saudi Pro League, Saudi King's Cup, Supercoppa d'Arabia, Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Recopa, Liga Profesional Argentina, Trofeo de Campeones argentino, Eredivisie, Coppa di Francia, Scottish Premiership, Coppa di Scozia, Scottish League Cup, Scottish Championship, Coppa di Portogallo, Supercoppa di Portogallo, HNL croata e tutti i contenuti di calcio italiano e internazionale on demand.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/potrero--5761582/support.
Torna il nostro amico e divulgatore Walter Antonucci, che oggi ci svela un po’ di segreti sulle bevande zero, tanto amate da quelli perennemente a dieta come Francesco e da quelli che hanno il senso del gusto avariato come Emilio. Fanno bene? Fanno male? Quante ne possiamo bere? Scopriamolo col Doc!See omnystudio.com/listener for privacy information.
Quante volte etichettiamo i nostri figli in base ai voti o alle performance scolastiche, dimenticando che l'intelligenza può avere forme molto diverse? A Obiettivo Salute Risveglio ne parliamo con il prof. Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva. Partendo dal modello delle intelligenze multiple di Howard Gardner, scopriamo come riconoscere e valorizzare i talenti dei nostri figli, al di là degli stereotipi e delle aspettative. Un invito a guardare i bambini con occhi nuovi, soprattutto in questo periodo dell'anno.
Dolori al collo appena svegli? Quante volte abbiamo dato la colpa al cuscino o ci siamo chiesti se serva il caldo o il freddo? Oggi, a Obiettivo Salute, parliamo di cervicale: un disturbo comune che può influire sul nostro benessere quotidiano. Con il fisiatra Gianluca Melegati facciamo chiarezza tra cause vere e falsi miti, per imparare a prenderci cura del nostro collo fin dal mattino.
Quante volte ti sei detta: "Vorrei davvero essere nella sua testa per capire cosa gli succede..."?Soprattutto nella prima infanzia, il comportamento dei bambini può sembrare inspiegabile.Ma cosa succede davvero nel loro cervello?In questo podcast ti porto in un viaggio speciale, un home tour immaginario per aiutarti a comprendere, con la psicologia dello sviluppo e le neuroscienze, come funziona davvero la mente dei bambini.
(00:00:00) 112 - Quiz di storia e cultura italiana! – Edizione di dicembre! (00:01:03) Domanda #1 (00:03:17) Domanda #2 (00:06:00) Domanda #3 (00:08:12) Domanda #4 (00:10:13) Domanda #5 Area membri - Il Salotto Italiano: https://bit.ly/4f8cJvJ _ _ _ _Libro su Milano: https://www.italiantimezone.com/libro-milano-waiting-list _ _ _ _Viaggi studio in Italia: https://www.italiantimezone.com/viaggi-studio-italia _ _ _ _Corso Risorgimento: https://www.italiantimezone.com/percorso-completo-sul-risorgimento-italiano _ _ _ _FREE:
Quante volte ti sei trovata in difficoltà davanti a un parente che interviene con consigli, rimproveri o “aiutini non richiesti” mentre sei con tuo figlio? Magari sorridi, trattenendo la rabbia o il senso di colpa, e torni a casa pensando: “Avrei voluto dire qualcosa, ma non sapevo come…”In questo episodio parliamo di quello che succede quando qualcuno entra nella tua relazione con tuo figlio: di come può creare confusione nei bambini, mettere in discussione la tua autorità, e generare dentro di te tensione e insicurezza. Ti racconto come proteggere il tuo ruolo di genitore senza ferire nessuno, come mantenere coerenza e chiarezza, e perché imparare a comunicare è una competenza che cambia le dinamiche familiari e il modo in cui ti senti ogni giorno.Se anche tu a volte ti senti bloccata davanti a queste situazioni e vorresti avere strumenti concreti per farti ascoltare senza conflitti, puoi scoprire il mio corso Impara a comunicare per farti ascoltare.E se vuoi rimanere aggiornata su tutti i contenuti della mia community e avere accesso a risorse pratiche per la genitorialità, puoi iscriverti alla lista d'attesa de La Dolce Guida.Perché imparare a comunicare davvero, senza arrabbiarsi, senza sentirsi sminuiti e senza perdere la relazione con i figli, è possibile. E il primo passo è proprio ascoltare, capire e scegliere come rispondere con fiducia.
Quante volte ti sei sentito dire: “Smettila di mentire a te stesso”? Ma… è davvero possibile mentire a se stessi? E soprattutto: perché lo facciamo?Clicca qui per leggere il Post (link attivo dalle 5:00 AM del 01/12/25) https://psinel.com/smettila-di-mentire-a-te-stesso-a/Sei Psicologa/o? Stiamo creando una squadra di professionisti partecipa al Sondaggio https://newmanspirit.typeform.com/to/cq3TyGC1Mindfitness è il nostro percorso gratuito per sviluppare il legame tra energia mentale e fisica. L'ho fatto insieme ad un grande professionista il dott. Valerio Rosso (medico psichiatra). Iscriviti gratis cliccando quiSe ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS- Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/- Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/I NOSTRI PERCORSI: https://psinel.com/corsi-online/https://lifeology.it/
Quante persone sono in grado di identificare un brano come realizzato dall'intelligenza artificiale? E quei dati della ricerca di Deezer insieme ad iPsos. Presto una novità da OpenAI che potremmo non gradire. Una decisione del governo italiano scatena la polemica in rete. in ogni momento potrebbe arrivare una importante novità di DJI. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Quante stazioni di ricarica servono, e dove, perché la prima generazione di eTruck - i camion a motorizzazione elettrica - possa contare su un'infrastruttura di ricarica, minima ma sufficiente perché questi mezzi possano iniziare a circolare? E che caratteristiche deve avere l'ossatura di una futura infrastruttura di ricarica elettrica, destinata al mondo dei trasporti pesanti? Uno studio condotto dall'associazione Motus-e, che riunisce esponenti della filiera della mobilità elettrica, il GSE (Gestore dei servizi energetici e la Compagnia Infoblu NewGen) ha analizzato i dati di oltre 100.000 camion per individuare le aree da infrastrutturare con colonnine di ricarica, arrivando a stabilire che per iniziare ne potrebbero bastare una quarantina dislocate strategicamente sul territorio. Lo raccontiamo con l'aiuto di Francesco Naso, Segretario Generale di Motus-e.
Ne abbiamo parlato con Carmen Naclerio,Lifecoach certificata ed esperta del cambiamento e della psicosomatica.Quante paure ci sono? Di perdere il controllo, della solitudine, di perdere una persona cara, ... ascolta il podcast, non avere paura!
Quante volte avete letto nei commenti : "Facebook è quello blu..."?. Ecco sarebbe il caso di ricordare a qualcuno invece che instagram invece è quello rosso.... buon ascolto.
Quante volte ti sei detto:“Il mio Studio va bene così, l'agenda è piena, il fatturato cresce… perché dovrei cambiare?”In questa puntata ti porto dietro le quinte del caso Google: un'azienda che, nonostante ricavi record, ha capito di essere nei guai perché stava perdendo terreno dove conta davvero, nelle quote di mercato e nelle nuove abitudini di ricerca delle persone.Da lì ha preso una decisione che quasi nessuna azienda avrebbe il coraggio di prendere: mettere in discussione il proprio modello di business quando ancora funziona “alla grande”.In questo episodio ti mostro:perché le ricerche online stanno cambiando e cosa significa per il futuro del tuo Studio,come Google ha scelto di “cannibalizzare” il proprio modello prima che lo facessero i Concorrenti,quali numeri devi iniziare a guardare davvero nel tuo Studio (oltre al fatturato e all'agenda piena),le 6 lezioni strategiche che puoi copiare da Google per non farti trovare impreparato nei prossimi 3 anni,come usare visione, coraggio e investimento sul futuro per decidere tu la traiettoria del tuo Studio invece di subirla.
Quante volte abbiamo la sensazione di non avere abbastanza tempo? Corriamo, incastriamo impegni, rispondiamo a mille richieste eppure alla fine della giornata ci sembra di non aver dedicato spazio a ciò che conta davvero. E se il problema non fosse il tempo, ma come lo usiamo? A partire da una frase di Seneca - "Non abbiamo poco tempo, ma ne sprechiamo molto" - Nicoletta Carbone ne parla con il dottor Filippo Ongaro, medico, coach ed esperto di benessere e performance, per riflettere su come ritrovare il tempo per noi, per il lavoro fatto bene e per le relazioni che ci nutrono.
Dopo la puntata colossal con Valo, oggi una storia sola, breve ma intensa. E voi che dite? Quante
Quante volte hai avuto paura di chiedere qualcosa?
Quante volte ti sei chiesto: "Ma qui devo mettere l'articolo o no?" Se stai imparando l'italiano, sicuramente tantissime volte! L'articolo determinativo è una delle cose più difficili da padroneggiare per gli stranieri (anche i più avanzati). Con questa guida completa imparerai finalmente quando usare (e quando NON usare) gli articoli determinativi in italiano, scoprendo tutte le regole fondamentali, le eccezioni e i casi particolari. Quando usare e quando NON usare l'articolo determinativo Quando USARE l'Articolo Determinativo 1. Con i Nomi Già Menzionati o Conosciuti Quando parliamo di qualcosa che è già stato introdotto nella conversazione o che è conosciuto dal contesto, usiamo sempre l'articolo determinativo. Questo indica che ci stiamo riferendo a qualcosa di specifico e identificabile. Esempio: Ho comprato due macchine nuove l'anno scorso. Oggi ho visto le macchine e sono molto belle. In questo caso, "le macchine" sono quelle specifiche di cui abbiamo già parlato, non macchine generiche. 2. Con i Nomi Specifici (Spesso con un Qualificatore) Quando ci riferiamo a qualcosa di specifico e non generico, l'articolo è necessario. Spesso questa specificità è indicata da un aggettivo qualificativo, da una frase relativa o da un complemento che identifica precisamente l'oggetto di cui parliamo. Esempi: Non mettere il telefono sul tavolo rotto. (Non un tavolo qualsiasi, ma quello rotto specifico) Vado alla scuola di mia figlia. (Una scuola specifica, non una scuola qualunque) Sono nel treno delle 12. (Il treno specifico che parte alle 12) 3. Con i Superlativi Gli aggettivi e gli avverbi al superlativo richiedono sempre l'articolo determinativo. Il superlativo, per sua natura, indica qualcosa di unico nel suo genere o che raggiunge il massimo o il minimo grado di una qualità, quindi richiede specificazione. Esempi: Ieri abbiamo passato il momento più bello. Torno il più velocemente possibile. Questa è la situazione più difficile che abbiamo affrontato. Marco è il ragazzo più intelligente della classe. 4. Con "Solo/Unico" Quando usiamo frasi con "solo" o "unico", l'articolo è obbligatorio. Questi termini indicano esclusività e unicità, quindi richiedono specificazione attraverso l'articolo. Esempi: Mia zia è la sola persona di cui mi fido. Questa è l'unica ciotola che hai? Qual è l'unica soluzione efficace per parlare italiano come un madrelingua? Sei l'unico amico che mi ha aiutato in quel momento difficile. 5. Con i Nomi di Paesi e Regioni I nomi di Paesi e regioni richiedono sempre l'articolo determinativo quando usati da soli. Esempi: L'Italia è un Paese bellissimo. Voglio visitare il Brasile. La Sardegna ha delle spiagge spettacolari. I Paesi Bassi sono famosi per i tulipani. ATTENZIONE: Con la preposizione IN, non si deve usare l'articolo. L'unica eccezione (che invece richiede l'articolo) sono i nomi di Paesi plurali. L'anno prossimo vado in Giappone. Quando verrete in Puglia? Sei mai stato negli Stati Uniti? Mi trasferirei volentieri nelle Filippine. 6. Con i Nomi di Paesi che Includono "Repubblica", "Regno", "Unione" o "Stato" Quando il nome di un Paese include termini come "Repubblica", "Regno", "Unione" o "Stato", l'articolo determinativo è sempre necessario. Esempi: Vive nella Repubblica Dominicana. Andiamo nel Regno Unito ogni estate. La Repubblica Ceca è un Paese molto interessante. Gli Stati Uniti d'America sono un Paese molto vasto. 7. Con i Numeri Ordinali Usati Come Qualificatori I numeri ordinali (primo, secondo, terzo, ecc.) quando sono usati come aggettivi qualificativi richiedono sempre l'articolo determinativo. Esempi: Questa è la seconda volta che ti chiamo. Tu sei il quinto dottore con cui parlo di questo problema. Il primo giorno di scuola è sempre emozionante.
Vendi casa? Fai attenzione: potresti dover pagare molte più tasse di quanto pensi. In questo video ti spiego tutte le tasse nascoste che possono colpire chi vende un immobile in Italia: dalla plusvalenza all'IVA, passando per il credito d'imposta e la famigerata tassa di registro.
Quante volte hai cercato un consiglio sulla crescita personale… e hai trovato tutto e il contrario di tutto?Clicca qui per approfondire (link attivo dalle 5:00 AM del 20/10/25) https://psinel.com/come-rovinare-qualsiasi-tecnica/
Quante volte torniamo a casa la sera e ci togliamo le scarpe con un sospiro di sollievo? I piedi ci hanno portato ovunque: al lavoro, a fare la spesa, a prendere i figli, a fare una passeggiata. Ma proprio perché ci sostengono ogni giorno, quasi sempre li diamo per scontati. Finché qualcosa cambia. Un dolore che punge al tallone, una fitta sotto la pianta, una camminata che non è più leggera come prima. E allora ci chiediamo: da dove arriva questo fastidio? Ho solo camminato troppo o c'è qualcosa da ascoltare meglio? Ne parliamo a Obiettivo Salute risveglio con la dottoressa Camilla Maccario, ortopedico dell'Unità di Chirurgia della Caviglia e del Piede in Humanitas San Pio X, Milano
Quante volte ti sei sentito dire che tuo figlio è un monello, che comanda lui, che “ti mette i piedi in testa”?Magari non eri nemmeno tu a pensarlo, ma a furia di sentirlo dagli altri hai iniziato a crederci davvero.In questo episodio parliamo di come certe etichette – da monello a “comandino” – non descrivano i nostri figli, ma il disagio che proviamo noi adulti di fronte ai loro comportamenti.Perché no, i bambini non sono piccoli despoti: spesso sono specchi che ci rimandano parti di noi che facciamo fatica ad accettare.
Quante volte da genitori ci siamo detti: “Ah, l'avessi saputo prima!” o “Questo al corso preparto non lo dicono mai”? In questo episodio ti racconto 10 verità sui bambini che nessuno ti spiega, basate su racconti reali di genitori che seguo nei miei percorsi. Scoprirai perché dimenticano le regole ma ricordano dettagli curiosi, perché piangono per piccole cose e subito dopo ridono, e come il loro cervello, il corpo e le emozioni lavorano insieme in modi sorprendenti.Un episodio per capire meglio i nostri figli, alleggerirci dai sensi di colpa e imparare a vivere la genitorialità con più calma, empatia e consapevolezza.
Quante volte hai sentito la frase: “Sei molto di più di ciò che pensi di essere”? Ammettiamolo, a volte suona come una frase da poster motivazionale. Eppure la scienza e l'esperienza ci dicono che è la pura verità.Clicca qui per approfondire (link attivo dalle 5:00 AM del 29/09/25) https://psinel.com/sei-molto-di-piu-di-cio-che-pensi-di-essere/Sei Psicologa/o? Stiamo creando una squadra di professionisti partecipa al Sondaggio https://newmanspirit.typeform.com/to/cq3TyGC1Mindfitness è il nostro percorso gratuito per sviluppare il legame tra energia mentale e fisica. L'ho fatto insieme ad un grande professinista il dott. Valerio Rosso (medico psichiatra). Iscriviti gratis cliccando quiSe ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS- Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/- Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/I NOSTRI PERCORSI: https://psinel.com/corsi-online/https://lifeology.it/
Quante volte abbiamo sognato di lasciare lo stress e la routine delle nostre vite vessate dall'ossessione della performance immaginando di abitare al mare, o in campagna o in montagna, insomma non qui? Ecco per quanto allettante la paura del cambiamento, di ciò che non che conosciamo e di fallire spesso ci impediscono di fare il salto. Poi c'è chi invece il salto nel vuoto lo fa, rischia tutto e scopre che quello che temeva di più non è effettivamente quello ci attende al di là delle nostre paure. Alessia Ronconi ci racconta la sua storia di cambiamento, incertezza e sorpresa. Questa puntata è sponsorizzata da Arhels il nuovissimo brand di cosmetica pensato da Alessia e Luca con tanta esperienza e amore. Seguici su IG : Il Podcast del Disagio e sul Tubo del Disagio Il podcast del disagio è condotto e ideato da Vee Tridente Co-host e editing Francesca Faralli Sigla di Mattia Ceci
Quante volte hai pensato: “Con pochi soldi sistemo il giardino e via”?In questo episodio ti racconto perché questa idea è una trappola e come cambiare prospettiva.Il giardino non è un costo da tagliare, ma un investimento che cresce nel tempo, proprio come un albero che diventa più bello ogni anno. Ti spiego perché è meglio procedere a tappe, come affidarti alla natura per ridurre le spese e come trovare soddisfazione nel prenderti cura del verde con le tue mani.Scoprirai che il vero valore del giardino non si misura solo in euro, ma anche nel benessere che ti regala ogni giorno.Alla fine ti lascerò una domanda semplice: quanto vale davvero il tuo giardino?
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Quante volte hai detto o pensato: “Non sono felice, ma non so nemmeno cosa voglio davvero”? È la frase che ascolto ogni giorno parlando con decine di donne proprio come te: impegnate, brillanti, con vite piene, che però si sentono sospese in uno stato di stallo e impotenza. In questo episodio del podcast voglio farti vedere che non è una condanna: quella sensazione può diventare il punto di partenza più potente della tua vita. Ti parlo non solo da coach, ma da donna che ci è passata. In questo episodio scoprirai:
Quante volte ti hanno detto “lascia andare”... “lascia perdere”? Sembrano esortazioni a mollare, a lasciare che le cose stiano come sono… ma in realtà si tratta di uno dei consigli più saggi di sempre e oggi vedremo come farlo in modo corretto.Clicca qui per leggere il post (link attivo dalle 5:00 AM del 22/09/25) https://psinel.com/lasciar-andare-il-superpotere-che-non-usi-abbastanza/Sei Psicologa/o? Stiamo creando una squadra di professionisti partecipa al Sondaggio https://newmanspirit.typeform.com/to/cq3TyGC1Mindfitness è il nostro percorso gratuito per sviluppare il legame tra energia mentale e fisica. L'ho fatto insieme ad un grande professinista il dott. Valerio Rosso (medico psichiatra). Iscriviti gratis cliccando quiSe ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS- Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/- Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/I NOSTRI PERCORSI: https://psinel.com/corsi-online/https://lifeology.it/
Welcome to PsychEd, the psychiatry podcast for medical learners, by medical learners. This short episode covers the basics of electroconvulsive therapy.Hosts: Ravi Bhindi (CC3), Dr. Angad Singh (PGY2)Audio Editing: Dr. Angad Singh (PGY2)Show Notes: Dr. Angad Singh (PGY2)Time Stamps:(0:36) - What is ECT?(2:18) - Indications and efficacy(4:35) - Treatment course(4:32) - Combination treatment(6:33) - Medications to discontinue(8:16) - Contraindications(9:40) - Side effects(11:52) - Procedure(16:03) - SummaryResources:https://www.camh.ca/en/health-info/mental-illness-and-addiction-index/electroconvulsive-therapyhttps://sunnybrook.ca/content/?page=psychiatry-electroconvulsive-therapy-ect-faqReferences:Andrade, C., Arumugham, S. S., & Thirthalli, J. (2016). Adverse Effects of Electroconvulsive Therapy. The Psychiatric clinics of North America, 39(3), 513–530.Brakemeier, E. L., Merkl, A., Wilbertz, G., Quante, A., Regen, F., Bührsch, N., van Hall, F., Kischkel, E., Danker-Hopfe, H., Anghelescu, I., Heuser, I., Kathmann, N., & Bajbouj, M. (2014). Cognitive-behavioral therapy as continuation treatment to sustain response after electroconvulsive therapy in depression: a randomized controlled trial. Biological psychiatry, 76(3), 194–202.Espinoza, R. T., & Kellner, C. H. (2022). Electroconvulsive therapy. New England Journal of Medicine, 386(7), 667-672.Gill, S., Hussain, S., Purushothaman, S., Sarma, S., Weiss, A., Chamoli, S., ... & Loo, C. K. (2023). Prescribing electroconvulsive therapy for depression: Not as simple as it used to be. Australian & New Zealand Journal of Psychiatry, 57(9), 1202-1207.Janjua, A. U., Dhingra, A. L., Greenberg, R., & McDonald, W. M. (2020). The efficacy and safety of concomitant psychotropic medication and electroconvulsive therapy (ECT). CNS Drugs, 34(5), 509-520.Jelovac, A., Kolshus, E., & McLoughlin, D. M. (2013). Relapse following successful electroconvulsive therapy for major depression: a meta-analysis. Neuropsychopharmacology : official publication of the American College of Neuropsychopharmacology, 38(12), 2467–2474.Kolshus, E., Jelovac, A., & McLoughlin, D. M. (2017). Bitemporal v. high-dose right unilateral electroconvulsive therapy for depression: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Psychological Medicine, 47(3), 518-530.Lam, R. W., Kennedy, S. H., Adams, C., Bahji, A., Beaulieu, S., Bhat, V., ... & Milev, R. V. (2024). Canadian Network for Mood and Anxiety Treatments (CANMAT) 2023 Update on Clinical Guidelines for Management of Major Depressive Disorder in Adults: Réseau canadien pour les traitements de l'humeur et de l'anxiété (CANMAT) 2023: Mise à jour des lignes directrices cliniques pour la prise en charge du trouble dépressif majeur chez les adultes. The Canadian Journal of Psychiatry, 69(9), 641-687.Luchini, F., Medda, P., Mariani, M. G., Mauri, M., Toni, C., & Perugi, G. (2015). Electroconvulsive therapy in catatonic patients: Efficacy and predictors of response. World journal of psychiatry, 5(2), 182–192.Tess, A. V., & Smetana, G. W. (2009). Medical evaluation of patients undergoing electroconvulsive therapy. New England Journal of Medicine, 360(14), 1437-1444.Zolezzi M. (2016). Medication management during electroconvulsant therapy. Neuropsychiatric disease and treatment, 12, 931–939.For more PsychEd, follow us on Instagram (@psyched.podcast), Facebook (PsychEd Podcast), X (@psychedpodcast), and Bluesky (@psychedpodcast.bsky.social). You can email us at psychedpodcast@gmail.com and visit our website at psychedpodcast.org.
Quante volte hai evitato di dare un feedback per paura di rovinare un rapporto? Oppure lo hai dato male, generando tensioni inutili? In questo episodio scoprirai perché il feedback è la competenza più importante per ogni manager (e non solo) e come imparare a darlo in modo puntuale, costruttivo ed efficace. Dal lavoro in azienda alla vita privata, il feedback è lo strumento che ci permette di crescere e far crescere le persone intorno a noi.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Bentrovati! Oggi festeggiamo il rientro in Italia con un episodio aperto a tutti gli ascoltatori, con tutti i materiali che di solito sono disponibili solo per i nostri sostenitori. Accomodatevi, stiamo per iniziare. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Come scaricare la trascrizione Apri l'episodio in Transcript Player (https://play.easyitalian.fm/episodes/h3ptyqqfz6bau7hzlk0jn) Scarica come HTML (https://www.dropbox.com/scl/fi/h3ptyqqfz6bau7hzlk0jn/easyitalianpodcast185_transcript.html?rlkey=eavtqk6ac8yvmmak9kfle8a0t&st=hazavjjf&dl=1) Scarica come PDF (https://www.dropbox.com/scl/fi/zq7kqlnuyxaw1k6go56rs/easyitalianpodcast185_transcript.pdf?rlkey=195vos31nqkt08ry7hwkgtzey&st=rulo9dc5&dl=1) Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Vocabolario Scarica come text file (https://www.dropbox.com/scl/fi/89r64ctwpyehjbi9ldy7o/easyitalianpodcast185_vocab.txt?rlkey=aw6tm37qd5990yr6ck7btjzlx&st=3wa9yff1&dl=1) Scarica come text file with semicolons (https://www.dropbox.com/scl/fi/gizfa25rohbmbt3rqjevv/easyitalianpodcast185_vocab-semicolon.txt?rlkey=jptkepo3mux9xjqmy3ej1zkt9&st=agvcoik8&dl=1) (per app che utilizzano flashcard) Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio 5 Everyday Italian Words You Should Know! - https://www.youtube.com/watch?v=30Vzmu4HiOM Siamo tornati! E per festeggiare il rientro in Italia con tutti voi, diamo a tutti gli ascoltatori la possibilità di provare tutti gli strumenti che di solito sono disponibili per i nostri sostenitori. In questa puntata c'è il vocabhelper! grazie al quale potete vedere le dieci parole più importanti ogni minuto. E poi potete scaricare o aprire nel broswer la trascrizione! O leggerlo con il transcript player. Ma tornando al rientro. Cosa fanno gli italiani quando finalmente ritornano a casa? Mah direi che siamo tutti molto facilmente prevedibili. Secondo voi? IL TRAFFICO! Ma quante traffico in Italia, ma come è possibile? Quante macchine ci sono in Italia, perchè c'è sempre traffico? Ovviamente parliamo delle grandi città italiane, mentre nei piccoli paesi? Concludiamo con sacrificio. Il sindaco di un paesino ha fatto una lunga, lunghissima passeggiata. Ma per cosa? Raffaele ci racconta cosa è successo. Trascrizione Matteo: [0:23] Buongiorno! Raffaele: [0:24] Buongiorno Matteo e bentornato! (Grazie!) Perché sei tornato, giusto? Matteo: [0:32] Sono tornato, sono proprio tornato. Direi di partire subito... Raffaele: [0:38] No, io ti direi di aspettare un attimo, perché è settembre. Prima puntata di settembre: è vero, è sempre un po' un nuovo inizio, un anno nuovo. Si torna a scuola. E noi come regalo cosa abbiamo pensato, Matteo, per i nostri studenti? Matteo: [0:57] Diamo a tutti la possibilità di provare l'ebbrezza, di avere tutti gli strumenti che di solito forniamo ai patron. Raffaele: [1:09] Ai nostri sostenitori. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
In questo episodio ti parlo di un tema che per tante donne è ancora pieno di tabù: il denaro. Quante volte hai sentito (o detto) frasi come: “Non lo faccio per soldi.” “A me il denaro non interessa.” Ma la verità è che il denaro è energia, potere, possibilità. E dire che non ti interessa equivale – spesso inconsapevolmente – a dire: “Non voglio avere potere sulla mia vita.” In questo episodio ti guido in un riposizionamento profondo sul tuo rapporto con il denaro. Non per diventare materialista, ma per diventare libera. Libera di scegliere, di creare, di farti sostenere mentre costruisci la vita che desideri. Scoprirai: Perché il denaro non è sporco (e come liberarti da convinzioni limitanti) Perché se non lo ami, ti sfugge (e come cambiare energia verso l'abbondanza) Perché amare il denaro è in realtà una forma d'amore verso te stessa Questo episodio è per te se vuoi cominciare a vivere il tuo potere femminile anche attraverso una nuova relazione con il denaro. PS: A settembre, nella mia scuola Happy Daily Home, ci dedicheremo proprio a questo tema: un percorso di 3 mesi completamente dedicato ai soldi, “Happy Daily Money”, da settembre a novembre. Il 18 settembre riapriamo le iscrizioni! Iscriviti alla lista d'attesa per non perdere gli aggiornamenti: https://giusivalentini.com/happy-daily-home Nel frattempo scarica gratuitamente il mio budget tracker per renderti conto di dove va il tuo denaro: https://giusivalentini.myflodesk.com/tracker 00:08 Il tabù del denaro tra le donne 02:09 Riposizionare il pensiero sul denaro 03:45 Il denaro non è sporco 04:40 Il denaro come energia neutra 05:38 La vergogna nel desiderare denaro 07:24 Amare il denaro significa amare se stesse 09:20 Il valore del lavoro delle donne 11:23 Scegliere di non essere vittime 12:20 Esercizio: il denaro ti parla 14:10 Guarire le ferite sul denaro
Esiste un'età giusta per decidere quel che si vuole fare? È meglio seguire la vocazione che sentiamo (se la sentiamo) o capire le logiche del mercato odierno? Quante volte potremo o dovremo cambiare lavoro nell'arco di una vita? Mia Ceran prova a rispondere con un esperto che ha coniato un test per capire cosa siamo “capaci” di fare (Roberto Vaccani), con un professore della Bocconi che ci indica gli strumenti per capire quali siano le professioni richieste (Carlo Alberto Carnevale Maffé) e con uno startupper che lavora nella formazione costante di chi nel mercato del lavoro ci deve entrare ma anche di chi ci è già dentro (Davide Dattoli) In questa seconda stagione degli speciali di The Essential Conversations metteremo a fuoco il tema del lavoro: la scelta, le questioni legate alla retribuzione, la ricerca di equilibrio tra lavoro e vita personale, l'impatto delle trasformazioni tecnologiche e il bisogno di formazione. Partendo, come al solito, dalle conversazioni intercettate a pranzo nella redazione di Will: i temi che più ci stanno a cuore, insieme alle voci esperte che più ci hanno messo la testa. Questo podcast e gli altri nostri contenuti sono gratuiti anche grazie a chi ci sostiene con Will Makers. Sostienici e accedi a contenuti esclusivi su www.willmedia.it/abbonati Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Quante risposte giuste? Questo quiz di storia e cultura italiana è perfetto per ripassare alcuni argomenti del podcast di Italian Time Zone e fa molto bene al tuo italiano.Fammi sapere nei commenti quante risposte giuste hai dato! Sono davvero curiosa!Commenta qui: https://www.italiantimezone.com/italiano-cultura/quiz-storia-cultura-italiana _ _ _Area membri - Il Salotto Italiano: https://www.italiantimezone.com/areamembri-il-salotto-italiano _ _ _ _Libro su Milano: https://www.italiantimezone.com/libro-milano-waiting-list _ _ _ _Viaggi studio in Italia: https://www.italiantimezone.com/viaggi-studio-italia _ _ _ _Corsi: https://www.italiantimezone.com/studia-con-meGiulia Borelliwww.italiantimezone.com
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Quante volte hai pensato: “Chi sono io per farlo?”“Non sono pronta.”“Ci sono già mille persone più brave di me…” Questa non è la voce della tua coscienza, non è nemmeno il tuo intuito che parla. Questa è la Sindrome dell'Impostore, e arriva puntuale ogni volta che stai per creare qualcosa di tuo, ogni volta che vuoi cambiare rotta, fare spazio, scegliere te. E ce la mette tutta per farti svalutare le tue capacità, convincendoti di non essere abbastanza meritevole di cercare un di più. In questo episodio parliamo proprio di questo:
Gian Guido Vecchi racconta le giornate che hanno portato un milione di ragazze e ragazzi a incontrare Papa Leone XIV, e i temi emersi che saranno centrali nel suo Pontificato. Lara Sirignano parla del caso di cronaca della ragazza morta a Palermo durante una festa in piscina. E Irene Soave spiega il dibattito nato in Germania da un libro che parla della difficoltà, anche per chi si ritiene “quasi astemio”, di ridurre le quantità di bevande alcoliche.I link di corriere.it:Quante persone ci sono al Giubileo dei giovani? Un milione di pellegrini e 10 mila sorveglianti. Tutti i numeriLa gemella di Simona Cinà, morta a una festa in piscina: «Non abbiamo trovato i suoi vestiti, ma solo le scarpe. Al nostro arrivo tutti stavano zitti»Big Bubble – Bere meno, ma come si fa..?
Quante volte ci siamo detti frasi come: non sono abbastanza bravo, è troppo difficile per me, non cambierò mai, sono troppo vecchio/giovane per...? Si chiamano convinzioni limitanti e ci impediscono di esprimere la nostra straordinaria e multiforme ricchezza di esseri umani. La Mindfulness ci può aiutare. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
In questa puntata esploriamo un'esigenza tanto comune quanto inascoltata: il bisogno di spazio. Spazio fisico, mentale, emotivo. Quante volte lo chiediamo senza saperlo davvero dire? E quante volte ci sentiamo soffocare da relazioni, ambienti o pensieri troppo stretti per chi siamo diventati? Partendo da situazioni quotidiane, riflettiamo su come il bisogno di spazio sia spesso un segnale di cambiamento, di maturazione, di confine che si ridefinisce.Parleremo di come riconoscere questo bisogno prima che diventi un grido. Di come il corpo lo anticipi con tensioni e irrequietezza, e di come la mente provi a razionalizzarlo, a volte negandolo. Affronteremo insieme il tema del "diritto allo spazio": non come egoismo, ma come cura di sé. Dare e darsi spazio può diventare un atto di amore e rispetto reciproco, anche se implica distanze o silenzi.Infine, ci chiederemo: cosa succede quando lo spazio viene negato? Quando restiamo dove non c'è aria per respirare? Attraverso esempi clinici, esperienze personali e strumenti pratici, offriremo spunti per ascoltare questo bisogno con attenzione e per imparare a comunicarlo senza colpe né fughe. Perché a volte prendersi spazio è l'unico modo per ritrovarsi.Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice, seguiti sui #social, rimani in contatto e buon ascolto!Visita il sito www.mbgvoice.com Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/mbgvoicereal Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/magabecco Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.comFai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoiceMusica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com
Quante volte, davanti a una situazione complicata, ci siamo sentiti dire o abbiamo pensato di "fare un passo indietro"? In questo episodio esploriamo insieme il significato psicologico e relazionale di questo semplice gesto, spesso associato a debolezza o resa, ma che in realtà può rappresentare un'importante strategia di consapevolezza emotiva e di gestione costruttiva delle situazioni difficili. Rifletteremo sulla differenza tra rinunciare e scegliere consapevolmente di distanziarsi, per guardare le cose da una prospettiva più ampia e chiara.Approfondiremo le circostanze in cui è utile o addirittura necessario fare un passo indietro: durante conflitti relazionali, momenti di stress intenso, scelte difficili o quando ci sentiamo sopraffatti da emozioni troppo forti per essere gestite sul momento. Attraverso esempi concreti e situazioni di vita reale, scopriremo come questo breve ritiro strategico non significhi fuggire, ma piuttosto acquisire una visione lucida che ci consenta di agire con maggiore saggezza ed efficacia.Infine, condivideremo tecniche pratiche per allenare questa capacità di distacco momentaneo, imparando a riconoscere i segnali emotivi che ci avvisano quando è tempo di fare un passo indietro. Impareremo come valorizzare il silenzio, la riflessione e l'ascolto interiore come potenti alleati per riconnetterci con i nostri reali bisogni e trovare soluzioni più autentiche e soddisfacenti ai problemi che affrontiamo.Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice, seguiti sui #social, rimani in contatto e buon ascolto!Visita il sito www.mbgvoice.com Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/mbgvoicereal Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/magabecco Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.comFai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoiceMusica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com
"Non puoi piacere a tutti." Quante volte l'hai sentita questa frase? Eppure abbiamo la dannata tendenza a farlo, comprendere tale meccanismo è l'obiettivo dell'episodio di oggi.Clicca qui per approfondire (link attivo dalle 5:00am del 05/05/25) https://psinel.com/non-puoi-piacere-a-tutti/Sei Psicologa/o? Stiamo creando una squadra di professionisti partecipa al Sondaggio https://newmanspirit.typeform.com/to/cq3TyGC1Mindfitness è il nostro percorso gratuito per sviluppare il legame tra energia mentale e fisica. L'ho fatto insieme ad un grande professinista il dott. Valerio Rosso (medico psichiatra). Iscriviti gratis cliccando quiSe ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS- Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/- Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/- Test sull'Ansia: https://psinel.com/test-ansia-ig-pd/I NOSTRI PERCORSI:- Dall'Ansia alla Serenità: https://psinel.com/ansia-serenita-sp/- Emotional Freedom: https://psinel.com/emotional-freedom-sp/- Self-Kindness: https://psinel.com/self-kindness-sp/- MMA (Master in Meditazione Avanzata): https://psinel.com/master-meditazione-avanzata-sp/- Scrivi la Tua Storia: https://psinel.com/scrivi-la-tua-storia-sp/- Self-Love: https://psinel.com/self-love-sp/Credits (traccia audio): https://www.bensound.com