Ebbene sì, le recensioni CaRfatiche diventano anche podcast! Periodicamente, film di tutti i generi commentati dal vostro CaRfa preferito, con passione e umiltà!

Gli alieni sono tra noi! E Colman Domingo ne è la prova, visto che ogni tanto si trasforma in Idris Elba e fa altri film! Scherzi a parte, l'ultima opera di Steven Spielberg è molto più stratificata e intensa di un semplice film sugli alieni e il contatto con gli esseri umani che devono conoscere la verità.Tra action, dialoghi scritti alla stragrande, una colonna sonora di Williams sublime e momenti di commozione, Steven Spielberg dimostra ancora una volta che l'età anagrafica è soltanto una forma mentis, perché dirige con l'entusiasmo e la dinamicità di un ragazzino, pur mantenendo la sua esperienza sul campo.Bravi gli attori, soprattutto la Blunt e un finale che spiazza e che lascia spazio a riflessioni, congetture e dialogo. Lo si può già definire un capolavoro? Non lo so, ma quello che è certo è che servono ripetute visioni per apprezzarlo appieno. In ogni caso, è una storia trascinante dall'inizio alla fine, che parla di noi, delle nostre speranze e dei nostri sogni...When you wish upon a star...

Bello, bello bello bello e ancora bello!Per un instancabile e inguaribile nostalgico come il vostro CaRfa, era praticamente un miracolo che, ancora una volta, He Man e i Dominatori dell'Universo vedessero la luce in una nuova trasposizione cinematografica, dopo il mio assoluto guilty pleasure del 1987 con Dolph Lundgren.Il Principe Adam ed i suoi amici devono combattere le forze del malvagio Skeletor per impedirgli di impossessarsi della Spada del Potere e carpire i segreti del Castello di Grayskull e dominare così su tutta Eternia.Azione pazzesca, umorismo, ambientazioni fatte bene ed effetti visivi di qualità, per un film che pur non essendo esente da difetti, mi ha divertito tantissimo e riempito il cuore di gioia. Sicuramente è un film per i fan e allora? Va benissimo così. Uno splendido giocattolone vintage che fa ciò che deve e riporta alla vita il CaRfa bambino, che ha ancora voglia di giocare con He Man, Man at Arms, Teela, Skeletor, Spikor, Evil Lyn, Beast Man, Battle Cat, Ram Man e tutti gli altri eroi della mia infanzia!

I componenti della confraternita Tri Lambda vengono continuamente vessati dai muscolosi e popolari Alfa Beta, ma la rivincita è alle porte, tra gag di ogni tipo e un piccolo messaggio di inclusione.Pellicola cult dal sapore anni 80, che omaggia il capolavoro Animal House ed è sorretto da un buon cast. Semplice e invecchiato maluccio quanto volete, ma al sottoscritto diverte ancora e la scena finale con We are the Champions è ancora emozionante. Da non perdere il documentario del dietro le quinte, che potete trovare sul Tubo.Una storia innocua, che fa ridere ancora per la sua semplicità e le battute e raffica, volgarotte ma mai esagerate. Ne sono stati fatti altri tre capitoli, ma questo resta il migliore.Un filmetto a cui voglio un gran bene.

E finalmente è arrivata. L'edizione definitiva di uno dei capolavori del buon Quentin e quella voluta dallo stesso regista e già pronta da più di un ventennio.Finalmente, Kill Bill è stato riunito in un unico film e con 4 ore e 40 di storia che non stanca mai, possiamo gustare su grande schermo ancora una volta la furiosa vendetta della Sposa (Uma Thurman) contro chi le ha portato via tutto e contro il suo amante e mentore di un tempo, il crudelissimo Bill (David Carradine). Un film epico, divertente, sanguinoso, perfetto da qualsiasi punto lo si guardi. Se anche avete visto in sala i due volumi separati, vi garantisco che questa esperienza è del tutto diversa. A parte scene tagliate, che sono state incluse qui, colorizzazioni e un (inutile) capitolo perduto, questo KILL BILL THE WHOLE BLOODY AFFAIR è un esempio di cinema che abbraccia il pubblico di ogni tipo ed età e che è destinato ad essere eterno, così come la passione per la Settima Arte che Tarantino ha sempre dimostrato e inserito in ogni sua opera e sempre in maniera geniale e personale, omaggiando gli autori che ha amato e che lo hanno influenzato senza riserve.

Il personaggio di Allan Quatermain mi ha sempre affascinato, sin da quando ero un ragazzino scemo.Quindi, mi sono detto, perché non dedicare una puntata della mia inutile rubrica a questo personaggio che mi ha fatto divertire e sognare, pur non approdando al cinema senza particolare successo? Di certo, alcuni film rimangono degni di nota, almeno per quanto mi riguarda, mentre altri sono oggettivamente dimenticabili.E voi che mi dite? Conoscete questo personaggio al cinema? Avete letto soltanto i romanzi di avventura che lo vedono come protagonista? Fatemi sapere che sono molto curioso e intanto buon ascolto con questo puntatone!

Un virus inarrestabile, simile ad una potente influenza ma dagli effetti più devastanti e letali, si sta diffondendo in tutto il mondo. Il contagio e il contenimento dei pazienti che ne sono affetti, ci viene raccontato dal punto di vista di un medico, una giovane che ha appena contratto il morbo e un ragazzo che fa parte di un'organizzazione sanitaria mirata a controllare il virus.Film italiano che, assieme al più famoso Contagion, sembrò profetizzare il Covid, veicolando grazie all'horror ed al mockumentary, un quadro sociale terrificante.Nonostante qualche difetto di recitazione, la pellicola è stata sorprendente, per quanto mi riguarda. Il tutto sembra veramente realistico, grazie al massiccio utilizzo di camera a mano e interviste di persone comuni che devono affrontare qualcosa di estremamente minaccioso e subdolo.Alcune scene fanno davvero sudare freddo. Lo trovate su Prime Video e vi invito calorosamente a recuperarlo. Un ottimo esempio di cinema a bassissimo budget, ma dalle idee strabordanti.

Una psicologa con evidenti fantasmi del proprio passato, si mette alla ricerca di un suo paziente, scomparso nel labirintico e sconfinato mondo delle Backrooms.Esordio alla regia del ventenne Kane Parsons, balzato in vetta alle classifiche di visualizzazioni di Youtube, proprio con la webserie su questo fenomeno creepypasta che ha ispirato centinaia di content creator. Questa volta, a mio avviso, anche il lungometraggio funziona ed amplia alcuni aspetti di queste stanze strane e conturbanti, solo in apparenza tutte uguali. Un mondo parallelo al nostro, dove perdersi è molto facile e nel quale si aggirano entità terrificanti e feroci.Un film che osa e introduce una storia che molto probabilmente vedrà ulteriori sequel e Parsons dimostra grande talento e la voglia di seguire la propria passione per il cinema di genere. Con qualche difetto, tipico delle opere prime, ma davvero angosciante e spaventoso, oltre che affascinante. Da vedere in sala assolutamente.

Una puntata gustosamente SPECIAL, almeno è quello che spero per voi, nella quale il vostro sempre affezionato CaRfa vi mette al corrente delle sue ultime visioni su piattaforma streaming.Netflix la fa un po' da padrona, ma c'è anche spazio per Prime e ovviamente si parla di diversi generi. Non consigli né sconsigli, ma semplicemente il parere del sottoscritto, tra apocalisse acquatiche, squali affamati, personaggi ambigui, serial killer non troppo inquietanti e tanto tanto altro...Buon ascolto e come sempre grazie del vostro sostegno e della vostra presenza! Vi voglio un bel po' di bene, sappiatelo!

Et voilà! Una piccola puntata special, che mi è venuto in mente di registrare senza alcuna preparazione, ma che mi sentivo di fare, per il semplice gusto di dire la mia sull'imminente uscita di Backrooms, di Kane Parsons, che ha ideato anche l'omonima web serie di successo sul Tubo.Backrooms sarà veramente l'horror dell'anno? O sarà un pacco senza precedenti e la riprova del fatto che non tutto ciò che funziona in rete si possa rivelare vincente anche in sala?Ho molta paura, ragazzi...ma al tempo stesso, vorrei esplorarle quelle cacchio di Backrooms! Vedremo cosa succederà il 27, ma fatemi sapere se anche voi avete aspettative e timori per questa pellicola o se non ve ne frega una beata cippa!

Ispirato ad un vero caso di cronaca nera, questo film per la televisione costituisce l'episodio pilota della popolare serie televisiva interpretata da Telly Savalas, in uno dei ruoli iconici della sua carriera.Il tenente di polizia Theo Kojak indaga sul brutale assassinio di due ragazze nel loro appartamento. Crimine per il quale viene accusato un giovane afroamericano. Ma nulla è come sembra e il ragazzo sembra sia stato costretto a confessare proprio dalla polizia. Kojak dovrà muoversi in un clima di corruzione e pregiudizio, ma la sua tenacia lo porterà a scoprire tutta la verità.Un poliziesco/noir vecchio stile che un gigante come Savalas interpreta alla perfezione, coadiuvato da un cast di comprimari di lusso. Un'ottima e robusta pellicola, che sviluppa temi importanti e mette in scena egregiamente un protagonista disilluso, ma ancora determinato a far rispettare la legge e andare contro le regole, se necessario.Certamente, un piccolo gioiello da recuperare.

Una giovane coppia che attraversa gli Stati Uniti a bordo di un van super accessoriato, viene perseguitata da una presenza malefica che tormenta a lungo le proprie vittime per poi ucciderle provocando incidenti stradali.C'è veramente ben poco da salvare, in questa pellicola di Ovredal, regista norvegese che ho sempre apprezzato, ma che stavolta toppa di brutto, confezionando un compendio di jumpscares a cazzo di cane, con due protagonisti piatti di cui non ti frega nulla ed un'atmosfera che funziona solamente in qualche sequenza.Una storia che sembra un puntatone lungo di Supernatural senza i fratelli Winchester e noiosa, fino ad un finale ridicolo, raffazzonato e superficiale.Irritante e da dimenticare senza indugio. Speriamo in Backrooms.

Una brillante avvocatessa, che opera ai limiti della legalità, deve riscuotere in debito miliardario da un boss criminale che possiede un'isola ed un esercito privato. Ad aiutarla, un gruppo di mercenari preparatissimi e perfettamente coordinati.Nell'ultima sua opera, Guy Ritchie si contiene parecchio e confeziona una pellicola d'azione dal sapore vintage, che non sorprende e risulta molto lineare, ma resta un prodotto di puro e semplice intrattenimento godibile, che però non resta impresso.Gyllenhaal e Cavill in perfetta sintonia. Molto meno brava, anche se bella, Eiza Gonzales. Leggerino, non troppo ben equilibrato, ma nel complesso la sufficienza la raggiunge.E comunque, Carlos Bardem è il fratello maggiore di Javier.

Bear, ragazzo perdutamente innamorato dell'amica e collage Nikki, decide di aiutare la fortuna e conquistare la donna dei suoi sogni, servendosi di un bastoncino magico che esaudisce uno e un solo desiderio espresso.Il sogno diventerà realtà e Nikki non avrà occhi che per Bear, ma presto l'amore diventerà ossessione, persecuzione e follia.Horror sorprendente e inquietante ai massimi livelli, che esplora molto di più di ciò che mette in scena. Inde Navarrette, nel ruolo di Nikki, è un personaggio che non dimenticherete più (splendida la scena di Hansel e Gretel distorto), per una storia che rimane visceralmente dentro di voi, anche dopo i titoli di coda. Un horror maturo, che intrattiene al tempo stesso, portandosi a chiedere chi sia davvero la vittima e chi il carnefice predatore.Fantastico!PS : ascoltate anche dopo la soundtrack, mi raccomando.

E finalmente, siamo arrivati al film di Mortal Kombat dov'è presente il torneo di Mortal Kombat, con tanto di fiaccole nel cielo per buoni e cattivi.Sapete che vi dico? A me questo sequel mi ha divertito e fatto orgasmare a manetta! La trama è un pretesto? Chissenefrega!I personaggi non sono approfonditi? Chissenefrega!I dialoghi sono piatti e ridicoli? Chissenefrega!E' un film di Mortal Kombat, per la puttana! E' fatto per i fanatici del videogame ed è pieno di fan service come DEVE essere!!! Chiamatelo cinema spazzatura e dite pure che non è nemmeno cinema, ma per quanto riguarda il CaRfa, io lo inserirò nella mia lista TOP di quest'anno, proprio perché mi ha fatto divertire, mi ha fatto tornare bambino, mi ha eccitato e sono uscito dalla sala gasatissimo e con il poster di Kitana! Troppo poco? Può essere...per voi. Per me invece è tantissima roba.Si è capito che ho adorato Mortal Kombat 2? E voglio anche il seguito!!! PRESTOOOOO!!!

Uno spietato assassino di bambini è ancora senza volto e imperversa nelle strade della città tedesca. La polizia brancola nel buio e così la criminalità organizzata decide di intervenire e avviare per conto proprio le ricerche, che porteranno alla cattura del mostro e ad un processo sommario.Solo due parole per definire questa pellicola del maestro Lang : Capolavoro assoluto.Una maestria nelle inquadrature e nelle sequenze, tensione altissima e la magistrale interpretazione di Peter Lorre, primo serial killer della storia del cinema, fanno di M un titolo imperdibile, che non deve mai e poi mai essere dimenticato e che rimane una lezione di cinema per tutte le generazioni a seguire.

Il detective Joe Hallenbeck deve indagare sull'omicidio di una spogliarellista che sembrava ricattare un magnate del football americano, ma nel giro losco pare essere coinvolto anche un senatore. Ad aiutare Joe nelle indagini, il fidanzato della vittima, ex quaterback caduto in disgrazia.Film praticamente perfetto sotto ogni punto di vista, che non ha minimamente sentito il passare del tempo. Adrenalinico, con dialoghi incalzanti e azione a tutto spiano, rendono questa pellicola una delle migliori di Tony Scott.Willis e Wayans creano una perfetta alchimia, costruendo frasi iconiche e la pellicola è un grande omaggio anche ai noir di un tempo. Spettacolare anche la colonna sonora. Non esistono scuse per non vederlo e apprezzarlo come merita.

Storia del re del pop Michael Jackson, con tutte le varie licenze artistiche del caso, le mancanze, le esagerazioni, le verità.Fuqua costruisce la pellicola perfetta per i fan di Jackson e per lo spettatore medio, che ha già dimostrato di aver ampiamente apprezzato quella che sarà la prima parte della parabola artistica di un cantante/ballerino sicuramente unico nella storia.Dai Jackson 5 alla carriera da solista, Michael passa attraverso il rapporto burrascoso con il padre, l'amore per gli animali, la filantropia e la voglia di far sì che la musica possa unire chiunque. Ci sono molti difetti e superficialità in questo film, ma non si può dire che non intrattenga. Fatevi, come sempre la vostra opinione ma guardatelo, anche se temo che resterà piuttosto dimenticabile. Bravo Jafaar Jackson, nipote della rockstar.

Jess, ragazzino di 12 anni che vive nella provincia rurale americana assieme ai genitori ed alle sorelle, ha un grande talento per il disegno e una passione per la natura. L'amicizia con la nuova compagna di classe Leslie, dotata di grande fantasia, sarà preziosa e porterà i due ragazzini a creare il fantastico mondo di Terabithia, che fiorisce all'interno del bosco.Tratto dal romanzo omonimo e da tanti criticato e snobbato, non dico che questa pellicola non abbia difetti, ma personalmente non l'ho trovato affatto dimenticabile, anzi...credo sia una bella fiaba moderna, che parla di amicizia nel più intelligente dei modi, così come di vita e perdita di qualcuno che amiamo. Effetti digitali non sempre realizzati al meglio, ma la storia si segue molto bene ed i giovani protagonisti sono incarnano bene i loro personaggi. Molto bravo anche Robert Patrick nel ruolo del padre di Jess.Per me da riscoprire e l'ultima parola spetta sempre a voi.

Un simpatico e intraprendente gregge di pecore deve indagare per scoprire chi ha assassinato il loro amato pastore. L'impresa non sarà semplice ed i sospettati sono molti. Parallelamente, anche il goffo poliziotto di paese, aiutato da un aspirante giornalista a caccia di scoop, cercherà di sbrogliare l'intricata matassa.Pellicola assolutamente deliziosa, che il sottoscritto è riuscito a vedere in anteprima e che vi consiglia assolutamente. Una storia divertente, simpatica, colorata e dal ritmo perfetto, che offre anche qualche sorpresa nella parte investigativa.Come sempre, bravo Hugh Jackman, ma anche tutto il resto del cast non è da meno e la CGI delle pecore protagoniste è ben realizzata. Una lacrimuccia scende inevitabilmente sul finale.L'ideale per una pellicola che scaccia le preoccupazioni ed i pensieri. Chiedetevi se ne avete bisogno, in questo periodo.

Le disavventure della giovane e aspirante giornalista Andy Sachs sotto la direzione dispotica di Miranda Priestley, a capo di RunWay, la più prestigiosa rivista di moda al mondo e l'incontro fra le due 20 anni più tardi, pronte a tornare a lavorare insieme per scongiurare l'estromissione di Miranda dall'impero che ha creato.Due film che hanno avuto il merito di demolire i miei pregiudizi a riguardo delle commedie ambientate nel mondo della moda, che invece il regista è abilissimo nel fare comprendere anche a chi ne è lontanissimo come il sottoscritto.Senza arrivare alla parola capolavoro, i due capitoli de Il Diavolo veste Prada sono decisamente gradevoli e ben interpretati dagli attori in grande forma. Adorabile Stanley Tucci.Il sequel risulta un po' meno tagliente e certamente più prevedibile nelle dinamiche del primo capitolo (vedi il personaggio di Lucy Liu), ma è comunque una buona visione.Due film ironici, frizzanti e cattivi al punto giusto, che promettono e mantengono intrattenimento e divertimento intelligente.

In un'America alternativa, colpita da un grave depressione economica e governata con pugno di ferro dal sistema totalitario militare, ogni anno si svolge La lunga marcia, nella quale un gruppo di giovani deve camminare instancabilmente su una strada, senza alcun traguardo da raggiungere. Il vincitore del premio in denaro sarà l'ultimo che riesce a sopravvivere.Trasposizione cinematografica dell'opera omonima di Stephen King (che la scrisse come Richard Bachman alla fine degli anni 70), questa pellicola ne diversifica alcuni aspetti, mantenendone però inalterata la sostanza e la caratterizzazione dei personaggi, così come l'intensità narrativa. Uno dei migliori film di Lawrence e uno dei migliori del 2026, terribilmente attuale e frutto di un cinema ricco di mestiere e passione, che ormai si fatica a trovare in sala.Da vedere a tutti i costi. Mark Hamill luciferino.

Successo, accuse, declino e proclamazione d'innocenza di Enzo Tortora, ormai minato nel fisico e nell'animo, dopo essere stato ingiustamente affiliato alla camorra, per colpa di pentiti del clan Cutolo.Prima della serie di successo di Bellocchio, Maurizio Zaccaro porta al cinema la vicenda Tortora, con un film che però non convince, nonostante il ragguardevole cast. Michele Placido è bravo nei panni del famoso presentatore, ma non riesce a reggere tutto sulle proprie spalle e attori del calibro di Giuliano Gemma, Mariangela Melato ed i giovani Giovanna Mezzogiorno e Stefano Accorsi sono veramente sprecati. Anche la vicenda giudiziaria e il tormento carcerario di un uomo che si è sempre e giustamente proclamato innocente sono solamente abbozzate e mai approfondite come la storia avrebbe meritato, così come non si affonda pesantemente la critica sulla negligenza e l'omertà della giustizia italiana, che mai voleva ammettere uno sbaglio intollerabile.Peccato perché, nonostante il film sia godibile, rimane comunque la sensazione di un'occasione sprecata e una pellicola che è troppo di maniera e fredda, che non coinvolge.

Che piaccia o che faccia schifo, Chuck Norris ha comunque fatto parte dell'universo action anni 80 tanto caro a moltissimi appassionati del genere, spesso e volentieri (almeno per il sottoscritto) risultando molto più simpatico dei vari Steven Seagal o Van Damme.Non so quanto sarà seguita questa puntata, ma personalmente ho apprezzato diverse pellicole di Chuck, nonostante gli evidenti e palesi difetti, ma anche la voglia di far divertire lo spettatore, quindi eccomi qui a consigliarvi cinque titoli da recuperare della filmografia dell'uomo dei meme, alcuni più conosciuti di altri.Una puntata di oltre due ore che mi sono divertito a realizzare e il mio personale tributo anche all'uomo, oltre all'attore...che forse forse, non recitava neanche tanto male come poteva sembrare. Buon ascolto e grazie di tutto CHUCK!!!

Rupert Pupkin è un aspirante comico male in arnese, che ha come idolo il famoso conduttore Jerry Langford.Dopo aver tentato più volte di convincere l'uomo di spettacolo a dargli una possibilità di emergere e aver sempre ricevuto l'indifferenza più totale, Pupkin arriverà a rapire Langford pur di ottenere i suoi quindici minuti di gloria.Pellicola dimenticatissima di Scorsese, che fu un flop clamoroso ai tempi, Re per una notte è invece una delle storie più ispirate e meglio dirette del regista newyorkese, che punta il dito contro i media e il mondo dello spettacolo, ma soprattutto sui divi e le celebrità che lo popolano e non sempre sono così gentili e affabili come appaiono.Retto dalla bravura di due giganti come Bob De Niro e Jerry Lewis, qui in un ruolo decisamente inconsueto, Re per una notte è un tassello importante nella filmografia di Scorsese e quindi di tutti coloro che lo amano e che amano il cinema.

Uno psicologo riceve l'incarico di recarsi sul pianeta Solaris per indagare sugli effetti che lo strano mare gelatinoso provoca nel personale rimasto della stazione di studio in orbita. Anche lui risentirà di strane influenza, ma è tutto frutto della sua mente o c'è dell'altro?Risposta russa a 2001 di Kubrick, questa pellicola emana fascino ovunque la si guardi. Ovviamente, la storia si prende i suoi tempi e costruisce al meglio ambientazione e protagonisti, per condurre lo spettatore verso un viaggio introspettivo ed esistenziale, ricco di romanticismo ma anche di dramma.Capolavoro assoluto di un regista incredibilmente all'avanguardia.

Egitto. Una bambina viene rapita da una misteriosa maga e dopo 8 anni, i genitori vengono contattati dalla polizia locale che è riuscita a trovare la giovane, seppur in gravi condizioni. Ma la piccola Katie non è più la bambina dolce e sorridente che ricordavano i suoi familiari e qualcosa di diabolico sta per scatenarsi, dalle sabbie del tempo...Ero scettico, ma anche un po' fiducioso per questa nuova rivisitazione della Mummia, che non ha mai avuto particolare successo al cinema. Purtroppo, anche questa volta, non si può parlare di pellicola riuscita. Cronin si fa prendere troppo la mano e scopiazza titoli come La Casa, L'esorcista, Sinister, Drag me to Hell e chi più ne ha più ne metta, parlando ben poco della Mummia stessa. Un film che si perde parecchie volte e che dura troppo, ma come sempre e d'obbligo che vi facciate la vostra opinione. Di certo lo riguarderò e spero di cambiare idea.Meglio le canzoni inserite, più che la colonna sonora e il black humor risulta più ridicolo che divertente. Peccato.

Italianissima pellicola, anche se non sembra, che mostra una New York dei bassifondi torbida e corrotta fino al midollo.Un ambiguo tenente della narcotici indaga su un misterioso e spietato serial killer che sta facendo strage tra i poliziotti della città. Un mitomane busserà alla porta di casa sua, confessando gli omicidi, ma tra i due si svilupperà un rapporto vittima e carnefice estremamente pericoloso e dalle conseguenze imprevedibili.Un gigantesco Harvey Keitel fa le prove per il cattivo tenente che sarebbe arrivato qualche anno più tardi, ma il volto inquietante di John Lydon non è da meno nei panni del presunto assassino.E' una pellicola veramente interessante e decisamente imprevedibile, dove le sfumature dei personaggi sono rese magnificamente da una regia convincente ed una recitazione senza sbavature. Peccato sia andato dimenticato, perché é davvero un gioiello del cinema nostrano. Colonna sonora assoluta di Ennio Morricone.

La vendetta non è mai una bella cosa...tranne che al cinema, ovviamente!Questa volta, il vostro CaRfa seleziona 5 titoli che magari non avete mai visto e che parlano di uno dei sentimenti più oscuri dell'animo umano. Un'emozione che consuma, che trasforma e lascia vuoti al suo compimento.Cinque pellicole sulla vendetta, con protagonisti lucidi, spietati e pervasi da un senso di giustizia distorto e autodistruttivo, che non manca mai di avere conseguenze tragiche. Alcuni film migliori di altri, ma tutti meritevoli di una visione attenta e riflessioni accurate.Buon ascolto.

Grace è appena uscita viva dall'incubo di giocare a nascondino letale con la famiglia del suo futuro sposo, tutti appartenenti ad una setta satanica, che deve vedersela con i livelli più alti dell'organizzazione malefica, che rapiscono lei e sua sorella Faith e le costringono ad una nuova caccia. In ballo c'è l'anello che detiene il potere del mondo, questa volta.Un sequel che, seppur inferiore all'originale, mantiene il divertimento e lo splatter già presenti nei trailer e si arricchisce di un cast in parte, già esperto in titoli di genere.I Radio Silence e gli attori si divertono e si vede e l'equilibrio fra horror e commedia è ancora ben azzeccato! Ci sono un paio di scene TOP e il finale è assolutamente fuori di testa!Cazzaro, ma con professionalità e stile, senza alcun dubbio!

Un feroce serial killer, con la voce di Paperino, imperversa a New York, massacrando giovani e belle donne. La polizia brancola nel buio e il tenente che indaga sul caso chiede aiuto ad uno psicologo criminale per risolvere il mistero e dare un volto all'assassino.In tanti hanno definito questo film come uno dei minori di Fulci, ma non sono assolutamente d'accordo. L'atmosfera è perversa e cupa, le scene di violenza sono toste e la critica al perbenismo della società è affossante. Una pellicola thriller che contiene tutta l'identità del regista che ha ispirato le generazioni a venire. Il finale è devastante e per nulla consolatorio.Splendide le musiche di Francesco De Masi, che sostituisce lo storico Fabio Frizzi. Un film coraggioso, non per tutti, ma assolutamente un cult da recuperare.Imperdibile l'edizione home video Deluxe della Rust Blade, restaurata, con scene inedite ed extra succosi.

Lapponia, XI secolo.Dopo aver visto la famiglia trucidata dai predoni Tsjudie ed essere stato ferito da loro, il giovanissimo Algin sembra ritrovare la pace, unendosi ad una tribù pacifica, incontrando anche l'amore. Ma i nemici tornano a minacciare la serenità e il ragazzo dovrà decidere se fuggire o affrontarli con il suo arco e la sua abilità.Film che, pur non essendo perfetto, si rivela affascinante nell'ambientazione, regalando paesaggi innevati e ghiacciati davvero fantastici e narrando di tradizioni e leggende di un popolo fiero ed estremamente sfaccettato. Davvero ben realizzate le scene d'azione e molto bravo il giovane protagonista/eroe. Candidato all'Oscar come miglior film straniero la storia è basata su un'antica leggenda del luogo.Da riscoprire, per un cinema differente dal solito, ma altrettanto coinvolgente.

Asia si finge cameriera e fa il suo ingresso al Virgil, un hotel di lusso nel centro di New York, alla ricerca della sorella che non vede da dieci anni.In realtà, l'edificio è un tempio centenario dedicato a Satana, dove gli ospiti hanno stretto un patto con il Maligno, che in cambio dona potere, ricchezza e immortalità.Trovare la sorella e uscire da quel luogo, prima di essere sacrificata, sarà per Asia una battaglia all'ultimo sangue.Pellicola adrenalinica e splatterosa, che coniuga perfettamente horror, azione e black humor. Certamente derivativo, ma anche molto ben girato e interpretato.Una storia che intrattiene e convince, anche se è necessario essere a bordo sin dall'inizio.

In un paesino vicino Tokyo, una ragazzina orfana della madre e con un padre decisamente inaffidabile, va a vivere con il nonno, custode di un tempio. Lì, la giovane conosce il gatto fantasma Anzu, bizzarro ma molto gentile e curioso nei confronti della nuova arrivata.Tra i due non sarà proprio amicizia a prima vista, ma lo strambo personaggio ed i suoi fantastici amici aiuteranno la ragazza a ritrovare la mamma nel mondo dei morti...non senza conseguenze.Film che mi aveva incuriosito dal trailer, già dalle scoregge del gattone antropomorfo e dall'animazione ben realizzata.Tratto dall'anime omonimo, Ghost Cat Anzu è una storia di amicizia particolare e di elaborazione del lutto e della sofferenza per la perdita di una persona cara. Un film simpatico, che scorre bene nella sua giusta durata, anche se poteva essere meglio bilanciato, specialmente nella parte più fantasy, che risulta un po' troppo sacrificata.Ad ogni modo, godibile e intelligente e quindi consigliato.

Presidente della Repubblica uscente deve vedersela con due richieste di grazia per accuse di omicidio e la legge sull'eutanasia. Scontri con la figlia, il ricordo della moglie scomparsa e il suo carattere, non renderanno le cose facili.Lo so che alcuni di voi mi odieranno...e me ne farò una ragione. Ma io non ce la faccio con Sorrentino. Non è il cinema che mi coinvolge o mi emoziona e continuo, anche con questa pellicola a trovare la sua regia un mero esercizio di stile, fine a sé stesso e sicuramente furbetto, per ottenere qualche premio importante. Ci noto anche un po' di spocchia.Servillo non lo reggo come persona, ma come attore è bravo (un po' sopravvalutato), specialmente quando veste i panni di personaggi fastidiosi come questo. La noia che ho provato spesso, mi ha impedito di appassionarmi alle decisioni che il Presidente deve prendere, prima di lasciare la sua poltrona e anche il messaggio sulla scelta di morte consapevole mi sembra che si perda in troppa geometria visiva e staticità delle sequenze.Per me, tra i peggiori di questo 2026, ma sento che a molti è piaciuto da matti. Sarà un problema mio, forse...ma me lo tengo senza rimpianti. Anche mia mamma, che l'ha visto assieme a me è rimasta parecchio perplessa.Il cinema italiano, anche di denuncia e critica sociale che piace al sottoscritto è ben altro.

Una puntata istintiva, personale, sincera e forse più inutile di tutte le altre.Forse, semplicemente un piccolo sfogo del sottoscritto, sotto un forte attacco di malinconia, ma spero vi potrà piacere ugualmente e spero che sarà utile per farmi conoscere ancora un po' meglio da voi che, instancabilmente, mi ascoltate e mi sostenete. Ancora devo capire il perché di questo affetto, ma credo sia anche per il fatto che siamo amanti di quel cinema che ci emoziona, con il quale siamo cresciuti. Il cinema legato alle nostre amicizie, al passaggio da giovinezza a età adulta, il cinema legato ai nostri primi amori, ai momenti più bui e quelli più gioiosi.Il cinema che più di una volta ci ha salvati.E quindi, la decisione di parlarne a ruota libera...per me, specialmente e per farvi percorrere, perché no, anche i vostri ricordi.Buon ascolto.

L'insegnante Ryland Grace è l'ultima speranza per la Terra, dopo aver scoperto che un misterioso batterio sta lentamente nutrendosi e spegnendo il sole e le stelle vicino. Partito per una missione senza ritorno, il nostro dovrà trovare il modo di scongiurare la minaccia e troverà aiuto nell'alieno Rocky, spinto dallo stesso obiettivo di salvare il proprio pianeta e la propria razza dall'estinzione.Meraviglioso, bellissimo, emozionante. Un film che mi ha fatto stare bene, finalmente! Una storia che non vedo l'ora di rivedere più e più volte, in barba alle critiche che sono state fatte. Ryan Gosling meraviglioso e Rocky è un personaggio che entra nel cuore e ci rimane.Si ride e si piange tanto e ci si sente più leggeri, dopo la visione di questa pellicola, almeno per quanto mi riguarda.Chiedo scusa se più volte ho detto Ryan Reynolds invece di Gosling, nella recensione, ma vi garantisco che ero davvero esausto e potete evincerlo dal tono della mia voce.In ogni caso, guardatelo al cinema. Accorrete e lasciatevi trasportare dalle emozioni e non dallo spirito critico e dalla razionalità, almeno per questa volta. Perché il cinema è anche questo. Soprattutto questo.Buon ascolto.

Un soldato esperto, che ha perso il fratello durante un'azione di guerra, decide di intraprendere l'addestramento per diventare ranger. Durante la fase finale, il gruppo di candidati dovrà fare i conti con una minaccia ben più grande di una simulazione...Scritta così, la trama di questa pellicola potrebbe anche apparire accattivante e invece non c'è niente...e ripeto NIENTE da salvare di questo filmaccio che, anche a chiamarlo tale è un complimento non da poco.Protagonista completamente inespressivo e anche gli altri attori recitano malissimo, compresi Dennis Quaid ed Esai Morales. Al di là della retorica insistita e del fascio intrinseco, War Machine ha anche l'azione noiosa.Netflix manco si impegna il minimo sindacale per realizzare un prodotto che sia anche minimamente d'intrattenimento e questo probabilmente rispecchia pure le aspettative dello spettatore medio seduto sul divano. Per quanto mi riguarda, mi tengo 10.000 volte Commando, Invasion USA e affini, che avevano il pregio di non prendersi minimamente sul serio e quindi divertire. Questa roba qui vuole pretendere di essere anche drammatica, ma per favore!Un miscuglio di roba già indigesta e marcita, presentata nel solito sfavillante pacchetto colorato e luminoso, ma che non incanta gli inguaribili nostalgici come il sottoscritto.Incrocio le dita perché un sequel non venga mai fatto e se così fosse...spero almeno che i robottoni schiaccino la qualunque. Che troiaio!

Semplicemente, la straordinaria storia di Neil Armstrong e del gruppo di astronauti e tecnici NASA che resero finalmente possibile la missione Apollo 11 e il conseguente allunaggio.Una pellicola affascinante, sia dal punto di vista tecnico che emozionale, con il merito di mostrare personaggi assolutamente credibili e non sempre simpatici.Molto interessante anche il punto di vista delle famiglie di chi ha rischiato la vita per regalare un grande passo per l'umanità.L'ultima scena sulla Luna è qualcosa di pazzesco: sembra di essere lì davvero.Una storia senza tempo, imperdibile, che mi sembrava giusto rendere protagonista di questa puntata, anche in occasione dell'uscita del film L'ultima missione, sempre con Ryan Gosling in rampa.

Anche quest'anno, il vostro CaRfa fa uscire fuori una puntata specialina, disquisendo un po' a cazzo di cane e in maniera del tutto personale sull'ultima cerimonia dei premi più prestigiosi del cinema.Tra delusione per mancate prese di posizione politica, soddisfazione per alcune vittorie già annunciate, una conduzione un po' piattina, qualche gag (alcune a vuoto) e una premiazione, nel complesso equa e abbastanza scialba, dove ha trovato posto anche la categoria per il miglior casting (boh???), gli ultimi OSCAR sono stati generalmente apprezzati.Una 98° edizione che ha colpito anche voi? Vi aspettavate i vincitori che hanno innalzato le statuette al cielo, ringraziando pure i cani? O avreste preferito che Chalamet trionfasse col ping pong? Fatemelo sapere...e buon ascolto.

La storia, più o meno romanzata del giovane William Shakespeare, prima che divenisse il celebre drammaturgo che il mondo conosce.La sua storia d'amore con Agnes (una strepitosa Jessie Buckley, in gara per l'Oscar) e i figli, tra cui Hamnet, che morirà a soli 11 anni, gettando nello sconforto e nella disperazione l'intera famiglia.Una delle pellicole più delicate, intense e toccanti che abbia visto da tanti anni a questa parte. Tutto è misurato alla perfezione e la messa in scena incanta, così come la colonna sonora. Una storia che prende immediatamente lo spettatore e lo fa sentire parte della famiglia che vede sullo schermo, gioendo e soffrendo con loro.Una storia senza tempo, destinata a rimanere nel cuore di tantissimi. Producono Steven Spielberg e Sam Mendes.Da vedere assolutamente, anche per chi non era convinto, proprio come il sottoscritto.

Nell'America degli anni 30, la creatura di Frankenstein soffre terribilmente la solitudine e la mancanza di una compagna al suo fianco. Arrivato a Chicago, chiederà aiuto a una bizzarra scienziata per realizzare il suo desiderio. I risultati saranno sorprendenti, ma la nuova sposa del mostro sembra tanto empatica, quanto indomabile e indipendente.Una pellicola, per quanto mi riguarda straordinaria, che reinterpreta e omaggia La sposa di Frankenstein, ma che strizza anche l'occhio a Bonnie e Clyde.In perfetto equilibrio tra horror, azione, romantico e musical, La Sposa! inneggia alla donna e alla rivoluzione che la protagonista, una splendida Jessie Buckley, riesce a portare nella società.Un film certamente divisivo, che osa e denota una grande passione verso il cinema da parte della regista/attrice.tutto il cast, dai protagonisti ai comprimari è delizioso e sono due ore che volano via che è una bellezza, condite da una colonna sonora e canzoni al fulmicotone.Ne voglio ancora e ancora!

Futuro prossimo. In un mondo in cui l'intelligenza artificiale ha preso il posto dei giudici nei processi, un giovane detective si ritrova ad essere sul banco degli imputati, accusato di avere assassinato la moglie. Legato ad una sedia, ha solamente due ore di tempo per dimostrare la sua innocenza e scoprire chi è stato a incastrarlo, prima che venga eseguita la sentenza di morte.Thrilleruccio fantascientifico/action, girato senza infamia e senza lode, che però non aggiunge nulla a quanto visto altre volte in pellicole simili. La regia non ha particolari guizzi e la trama risulta parecchio prevedibile.Bravino Chris Pratt nei panni del protagonista e Rebecca Ferguson è sempre affascinante anche quando intepreta il freddo e metodico giudice virtuale che deve valutare il caso.Sarebbe stato bello se il tema intelligenza artificiale fosse stato più approfondito. Così ci si trova di fronte ad una storia anche godibile, non eccessivamente lunga, che però non lascia granché dopo i titoli di coda.

Basterebbe questa locandina che omaggia Non aprite quella porta a farmi parlare bene di questa pellicola!A 30 anni di distanza dai primi omicidi di Woodsboro e dalla nascita di Ghostface, un nuovo terribile e feroce killer torna a perseguitare la combattiva Sidney Prescott, questa volta minacciando anche sua figlia Tatum e il marito Mark, capo della polizia locale.Tra nemici redivivi, intelligenza artificiale e delitti sempre più sanguinosi, la nostra final girl dovrà trovare il modo di proteggere sé stessa e coloro che ama ancora una volta.Lo dico? Film assolutamente divertente, godibile e ben realizzato, alla faccia di tutti gli Youtuberini che lo massacrano senza veramente capire un cazzo di cinema e soprattutto perché sì. Nonostante non sia il migliore capitolo della saga (provateci voi, dopo altri sei film alle spalle, a fare qualcosa di originale), Scream 7 non si prende sul serio e mantiene ciò che promette, ovvero intrattenimento, black humor, omaggi alla saga e all'horror in toto, sangue e tensione, proprio com'era nel clima dei precedenti film.Da vedere senza scuse...e avercene di registi come Kevin Williamson.Ma non è Wes Craven, però...e grazie anche a sto gradissimo cazzo!!! Non vuole nemmeno esserlo!

Due coppie in crisi cercano di ritrovare un filo di equilibrio sentimentale grazie a una vacanza a Tangeri, ma le cose si complicheranno quando Carlo, uno di loro, troverà sul posto anche la giovanissima amante, che lo porrà di fronte a un ultimatum.Nell'ultima opera di Muccino, devo dire che mi è sembrato che il regista almeno provasse a fare una storia meno urlata e mettere in scena personaggi un pochino meno frustrati.Nella prima parte, sembra di assistere ad una copia/citazione de L'ultimo bacio, mentre nel secondo tempo qualcosa cambia e diventa un po' più torbido.Anche se ci troviamo abbastanza lungi da un film ben riuscito, non posso dire di non aver apprezzato il minimo sforzo, fino ad un finale che mi ha anche sorpreso, devo ammetterlo.Claudio Santamaria in testa a tutti come bravura e notevoli anche le giovani attrici Beatrice Savignani e Margherita Pantaleo.

Dopo la Top dei cattivi cinematografici dimenticati, non poteva mancare quella dedicata a coloro volgarmente chiamati Tirapiedi.Meglio dire, il braccio destro del cattivo principale. Colui che, spesso e volentieri, ruba la scena anche al proprio capo, dimostrandosi anche più pericoloso per l'eroe stesso.Cattivi altrettanto di punta, che sono fedeli alla causa fino alla morte o che tradiscono senza scrupoli i loro stessi complici, ma in ogni caso personaggi memorabili, almeno secondo il vostro CaRfa prediletto.E i vostri preferiti quali sono? Buon ascolto.

La squadra di vigili del fuoco, capitanata da Eric Marsh riesce ad ottenere la qualifica di Hot Shots e diventare il primo gruppo di pompieri municipale, nello stato dell'Arizona.Tratto da una storia vera, che vi invito a recuperare solamente DOPO la visione del film, credo che questa sia la migliore opera del regista Kosinski, anche superiore al tanto blasonato Maverick.Una pellicola trascinante e sincera, ben diretta e ottimamente interpretata da un gruppo di attori perfettamente in parte. Ogni tanto, rischia di scivolare un po' nella retorica, ma non lo fa mai veramente. Splendido anche il personaggio di Jennifer Connelly e una colonna sonora perfettamente azzeccata.Una storia che commuove, fa sorridere e intrattiene e che non è mai e poi mai ricattatoria. Da recuperare assolutamente e farlo vedere a chiunque!PS : il film con Phoenix e Travolta era squadra 49, non 17. Perdonate il refuso.

Finlandia, 1946.Questa volta, il feroce e indistruttibile Sisu, deve vedersela con un suo vecchio nemico, responsabile di aver fatto nascere la sua leggenda. Un sequel pazzesco, ancora più scatenato, inverosimile e violento del precedente capitolo, sempre condito da un black humor delizioso.Come sempre, perfetto il protagonista nei panni dell' "uomo che non vuole morire" e che, nel mutismo più assoluto, fa strage di nemici che vogliono arrestare il suo cammino. Lo contrasta un cattivo di lusso qual'è Stephen Lang, famoso per il ruolo del Colonnello Quaritch della saga di Avatar.Scene spettacolari, raid aerei, esplosioni e un assalto ad un treno da manuale, rendono questa pellicola divertente e adrenalinica, ideale per gli amanti dell'action vecchio stampo e con un'azione davvero ben messa in scena.Non vedo l'ora che esca in home video per metterci le grinfie!

Partendo da una storica scommessa tra i cowboys di Buffallo Bill, in trasferta in Italia e i Butteri italiani, la nuova pellicola degli autori di Re Granchio si snoda poi in un'avventura fatta di amore, incomprensioni, erotismo, poesia, vendetta e ambienti fantastici e affascinanti, dove spiccano le ottime interpretazioni di tutto il cast artistico, Alessandro Borghi e Nadja Tereszkiewicz in testa.Una pellicola di stampo italiano, che omaggia opere oltreoceano e che possiede una vera e propria identità solida, inducendo importanti riflessioni, senza dimenticare l'intrattenimento.Ringrazio il regista Alessio Rigo De Righi che, con gentilezza e disponibilità, ha accettato l'invito del vostro CaRfa per parlare del film e di tutto il cinema di ieri e di oggi. Una chiacchierata senza scaletta e genuina, che spero possiate apprezzare come il sottoscritto.E Testa O Croce? è un film da recuperare sicuramente, per i tanti che hanno mancato la visione al cinema.

Nell'universo colorato e dinamico di Zootropolis, ecco tornare Judy Hops e Nick Wilde, compagni di lavoro nella polizia, che stavolta devono scoprire cosa sta succedendo dietro al furto di un prezioso diario della famiglia Linxley, fondatori della città.Il responsabile è Gary, una vipera che intende riabilitare la reputazione della sua famiglia e dei rettili in generale, da tempo immemore banditi da Zootropolis e considerati nemici giurati della popolazione...ma sarà veramente così?Un secondo capitolo che aggiunge nuovi personaggi e approfondisce quelli che già conoscevamo, facendo tutto in maniera egregia e contando, come sempre, su una parte investigativa che fila che è una bellezza, condita da un'ironia fantastica. Scene d'azione e inseguimenti che non stancano, per un sequel di cui forse non c'era bisogno, ma che ho apprezzato tantissimo.Ci si commuove anche, ovviamente e pure la canzone nuova di Shakira è frizzante e invita a ballare come quella del film precedente. Fantastico film, adatto al pubblico di ogni età!

Un giornalista televisivo è incaricato di intervistare uno scienziato che sta per arrivare all'aeroporto, ma insieme al luminare scendono dal velivolo anche dei mostri assetati di sangue, che iniziano a seminare terrore e morte prima tra le forze di polizia presenti sul posto e poi dilagano in città, infettando anche tutti coloro che mordono.Tornato all'horror, Lenzi dirige questo zombie movie, dove gli infetti corrono, senza però impegnarsi troppo, a mio avviso.Me lo ricordavo migliore, quando lo vidi da ragazzino e invece è una pellicola molto fallace, che mette in scena personaggi parecchio dimenticabili, sequenze al limite del grottesco non voluto e una regia abbastanza impalpabile.Si salva solo la colonna sonora di Stelvio Cipriani. Per moltissimi un cult osannato, ma per il sottoscritto un B movie, questa volta, fatto con la mano sinistra e con un finalino interessante, ma messo in scena svogliatamente.

L'attore americano Philip, da anni residente in Giappone, viene assunto nell'agenzia Rental Family, dove attori professionisti rivestono ruoli di padri, amici, mariti, mogli, amanti, ecc per i clienti che lo richiedono e che hanno bisogno di elaborare un lutto o provare ancora determinate emozioni.L'incontro con una bambina abbandonata dal padre e un anziano attore, malato di demenza, avranno ripercussioni non solo sul lavoro ma sulla vita stessa di Philip.Commedia gradevole che si segue dall'inizio alla fine (sempre se amate i sottotitoli), nella quale Brendan Fraser è sempre bravo e tanto carino con il trucco da gatto.Ma è anche una pellicola molto prevedibile, che non osa mai troppo e che rimane in superficie nei messaggi che veicola. Ci si commuove con molta parsimonia e in parte è una storia un po' sprecata, che avrebbe avuto molti spunti interessanti da affrontare in modo più approfondito.