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Da una parte It Follows: un horror inquietante in cui qualcosa ti segue lentamente… e non smette mai. Un film che usa il genere per parlare di sesso, ansia, crescita e dell'inevitabilità di ciò che ci aspetta dietro l'angolo.Dall'altra The QB Bad Boy and Me: il classico romance adolescenziale con quarterback ribelle, ballerina tormentata e dialoghi che sembrano usciti da una fanfiction.Due storie su ragazzi giovani che scoprono cosa significa crescere.Solo che una lo fa con tensione, idee e atmosfera.L'altra… con giacche di pelle e pose da “cool boy”.In questa puntata mettiamo a confronto un horror diventato cult e un teen movie che sembra uscito direttamente da Wattpad.Chi sopravvive?
Dopo la Top dei cattivi cinematografici dimenticati, non poteva mancare quella dedicata a coloro volgarmente chiamati Tirapiedi.Meglio dire, il braccio destro del cattivo principale. Colui che, spesso e volentieri, ruba la scena anche al proprio capo, dimostrandosi anche più pericoloso per l'eroe stesso.Cattivi altrettanto di punta, che sono fedeli alla causa fino alla morte o che tradiscono senza scrupoli i loro stessi complici, ma in ogni caso personaggi memorabili, almeno secondo il vostro CaRfa prediletto.E i vostri preferiti quali sono? Buon ascolto.
Roberto Andreotti"Virgilio è urgente"Lettori moderni dei classiciCon una nota di Piero BoitaniInterlinea Edizioniwww.interlinea.com"Virgilio è ancora in grado di spiazzarci comparendo in forme e luoghi imprevedibili che ne decretano la rinnovata necessità."In che senso Virgilio può essere definito urgente? E poi, sarebbe urgente soltanto Virgilio o anche gli altri classici, sempre che vengano letti e riletti a certe condizioni? Le risposte il lettore dovrà trovarle da sé attraversando le pagine di questo piccolo libro sulla letteratura classica, che nasce da una scommessa editoriale: quella di impaginare le recensioni riservate agli autori greci e latini senza soluzione di continuità con quelle dei classici moderni e soprattutto con quelle dei loro “colleghi” attuali, promuovendo la frizione tra antico e contemporaneo. Perché, come scrive l'autore, «è solo il contemporaneo che può generare domande nuove e incalzanti da porre ai libri degli antichi, senza per questo trascurarne la drammatica alterità».Roberto Andreotti lavora dal 1998 al quotidiano “il manifesto”, dove attualmente è editor del supplemento culturale “Alias Domenica”. Ha raccontato la propria formazione antichistica a Pisa in Filologia della gioventù, testo introduttivo di Classici elettrici (Rizzoli-BUR 2006). Il suo lavoro più recente è la nuova edizione italiana del fortunato saggio di Bruno Snell La scoperta dello spirito. La cultura greca e le origini del pensiero europeo (LUISS University Press, 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Resident Evil 9 è un gioco riuscito a metà. No, questa non è una recensione, al gioco non ho giocato. Mi fa solo ridere che "la critica" ancora una volta si sia messa a lanciarsi frecciatine per i titoli delle recensioni tutti uguali. Nel frattempo fioccano commenti senza contesto con screenshot del metacritic, che comunque è sopra l'88. Perché alla fine alla gente interessa quello. Fatevi una doccia di realtà e accettate che la vostra recensione non serve a un cazzo. A chi vuoi che importi dopo venticinque capitoli di Resident Evil in cui solo in quelli principali è cambiata la formula quattro volte ed è comunque un tripla A rimasto uguale a sé stesso per trent'anni, che compreranno più o meno sempre le stesse persone a prescindere. O al massimo decideranno in base alla media voti. E voi state ancora a fare a gara per ritagliarvi un pezzetto di questa torta sempre più piccola di cui non frega veramente un cazzo a nessuno al di fuori di voi. Non ci sono analisi che abbiano valore critico, non serve "spingere" le vendite di Resident Evil a nessuno al di fuori della stessa Capcom che vi ha "regalato" la copia del gioco e che se va male al massimo lascia a casa quattro poveretti e si rifà con il remake del remake. Almeno ditelo che lo fate solo per i soldi. Che quando dite di farlo per passione vi viene il naso rosso.
La squadra di vigili del fuoco, capitanata da Eric Marsh riesce ad ottenere la qualifica di Hot Shots e diventare il primo gruppo di pompieri municipale, nello stato dell'Arizona.Tratto da una storia vera, che vi invito a recuperare solamente DOPO la visione del film, credo che questa sia la migliore opera del regista Kosinski, anche superiore al tanto blasonato Maverick.Una pellicola trascinante e sincera, ben diretta e ottimamente interpretata da un gruppo di attori perfettamente in parte. Ogni tanto, rischia di scivolare un po' nella retorica, ma non lo fa mai veramente. Splendido anche il personaggio di Jennifer Connelly e una colonna sonora perfettamente azzeccata.Una storia che commuove, fa sorridere e intrattiene e che non è mai e poi mai ricattatoria. Da recuperare assolutamente e farlo vedere a chiunque!PS : il film con Phoenix e Travolta era squadra 49, non 17. Perdonate il refuso.
Finlandia, 1946.Questa volta, il feroce e indistruttibile Sisu, deve vedersela con un suo vecchio nemico, responsabile di aver fatto nascere la sua leggenda. Un sequel pazzesco, ancora più scatenato, inverosimile e violento del precedente capitolo, sempre condito da un black humor delizioso.Come sempre, perfetto il protagonista nei panni dell' "uomo che non vuole morire" e che, nel mutismo più assoluto, fa strage di nemici che vogliono arrestare il suo cammino. Lo contrasta un cattivo di lusso qual'è Stephen Lang, famoso per il ruolo del Colonnello Quaritch della saga di Avatar.Scene spettacolari, raid aerei, esplosioni e un assalto ad un treno da manuale, rendono questa pellicola divertente e adrenalinica, ideale per gli amanti dell'action vecchio stampo e con un'azione davvero ben messa in scena.Non vedo l'ora che esca in home video per metterci le grinfie!
Partendo da una storica scommessa tra i cowboys di Buffallo Bill, in trasferta in Italia e i Butteri italiani, la nuova pellicola degli autori di Re Granchio si snoda poi in un'avventura fatta di amore, incomprensioni, erotismo, poesia, vendetta e ambienti fantastici e affascinanti, dove spiccano le ottime interpretazioni di tutto il cast artistico, Alessandro Borghi e Nadja Tereszkiewicz in testa.Una pellicola di stampo italiano, che omaggia opere oltreoceano e che possiede una vera e propria identità solida, inducendo importanti riflessioni, senza dimenticare l'intrattenimento.Ringrazio il regista Alessio Rigo De Righi che, con gentilezza e disponibilità, ha accettato l'invito del vostro CaRfa per parlare del film e di tutto il cinema di ieri e di oggi. Una chiacchierata senza scaletta e genuina, che spero possiate apprezzare come il sottoscritto.E Testa O Croce? è un film da recuperare sicuramente, per i tanti che hanno mancato la visione al cinema.
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Nell'universo colorato e dinamico di Zootropolis, ecco tornare Judy Hops e Nick Wilde, compagni di lavoro nella polizia, che stavolta devono scoprire cosa sta succedendo dietro al furto di un prezioso diario della famiglia Linxley, fondatori della città.Il responsabile è Gary, una vipera che intende riabilitare la reputazione della sua famiglia e dei rettili in generale, da tempo immemore banditi da Zootropolis e considerati nemici giurati della popolazione...ma sarà veramente così?Un secondo capitolo che aggiunge nuovi personaggi e approfondisce quelli che già conoscevamo, facendo tutto in maniera egregia e contando, come sempre, su una parte investigativa che fila che è una bellezza, condita da un'ironia fantastica. Scene d'azione e inseguimenti che non stancano, per un sequel di cui forse non c'era bisogno, ma che ho apprezzato tantissimo.Ci si commuove anche, ovviamente e pure la canzone nuova di Shakira è frizzante e invita a ballare come quella del film precedente. Fantastico film, adatto al pubblico di ogni età!
Un giornalista televisivo è incaricato di intervistare uno scienziato che sta per arrivare all'aeroporto, ma insieme al luminare scendono dal velivolo anche dei mostri assetati di sangue, che iniziano a seminare terrore e morte prima tra le forze di polizia presenti sul posto e poi dilagano in città, infettando anche tutti coloro che mordono.Tornato all'horror, Lenzi dirige questo zombie movie, dove gli infetti corrono, senza però impegnarsi troppo, a mio avviso.Me lo ricordavo migliore, quando lo vidi da ragazzino e invece è una pellicola molto fallace, che mette in scena personaggi parecchio dimenticabili, sequenze al limite del grottesco non voluto e una regia abbastanza impalpabile.Si salva solo la colonna sonora di Stelvio Cipriani. Per moltissimi un cult osannato, ma per il sottoscritto un B movie, questa volta, fatto con la mano sinistra e con un finalino interessante, ma messo in scena svogliatamente.
L'attore americano Philip, da anni residente in Giappone, viene assunto nell'agenzia Rental Family, dove attori professionisti rivestono ruoli di padri, amici, mariti, mogli, amanti, ecc per i clienti che lo richiedono e che hanno bisogno di elaborare un lutto o provare ancora determinate emozioni.L'incontro con una bambina abbandonata dal padre e un anziano attore, malato di demenza, avranno ripercussioni non solo sul lavoro ma sulla vita stessa di Philip.Commedia gradevole che si segue dall'inizio alla fine (sempre se amate i sottotitoli), nella quale Brendan Fraser è sempre bravo e tanto carino con il trucco da gatto.Ma è anche una pellicola molto prevedibile, che non osa mai troppo e che rimane in superficie nei messaggi che veicola. Ci si commuove con molta parsimonia e in parte è una storia un po' sprecata, che avrebbe avuto molti spunti interessanti da affrontare in modo più approfondito.
Una puntata un po' differente dal solito, per parlare di una piccola, ma interessante saga che coniuga bene la fantascienza con l'action, diretta con mestiere e interpretata da Vin Diesel, qui nel suo ruolo più iconico, secondo il sottoscritto.Tra alti e bassi, le avventure cinematografiche di Richard B. Riddick sono state una boccata di ossigeno, per un genere che si era un po' sedimentato ai tempi.Sfruttando al meglio budget non elevatissimi e contando su un cast azzeccato e su mostri ben realizzati, Pitch Black rimane il capitolo migliore secondo me, ma anche le altre due pellicole sono e rimangono espressione di un tipo di intrattenimento che avercene oggi.Buon ascolto.
Miranda è l'infermiera di un piccolo ospedale, in un paese di provincia. Un giorno accetta un appuntamento al buio, ma il ragazzo che si presenta a casa sua la picchia e la violenta.Una volta arrestato, Miranda decide di incontrare il suo carnefice per guardarlo negli occhi, ma si svilupperà un morboso rapporto fra i due, fino a quando...Una pellicola certamente non perfetta, ma sorretta da una Rosamunde Pike davvero da brividi. Un thriller che si mescola al dramma e che accarezza il tema della Sindrome di Stoccolma in una maniera secondo me interessante. Nella parte centrale, forse rallenta molto il ritmo, ma vale comunque una visione, anche se il finale non è proprio originalissimo, ma comunica una sensazione di fastidio.C'è anche un Nick Nolte pazzesco, nel ruolo del padre di lei.
Ci siamo!!!! Ecco la nuovissima puntata di Radio Philos. Buon ascolto!
Ben Shokley, poliziotto tosto ma disilluso, riceve dal nuovo capo l'incarico di prelevare un prigioniero e scortarlo ad un processo che pare essere senza alcuna importanza, in modo che faccia la sua deposizione. Ma qualcuno non vuole che il testimone raggiunga l'aula di tribunale e lo stesso Shockley si trova nel mirino di un nemico misterioso e implacabile.Per me, uno dei titoli migliori diretti da Eastwood, che stavolta gioca anche sul suo personaggio, decostruendone le caratteristiche che appartenevano a Callaghan.Un film ad alta tensione, nel quale il nostro viene affiancato dall'allora moglie Sondra Locke, anche lei bravissima.Scene d'azione spettacolari e un finale nell'autobus blindato da storia del cinema.
Lo ascoltiamo ogni mattina su Radio 105, nel morning show “Tutto esaurito”, e da poche settimane lo vediamo anche in TV: Mitch (Giovanni Mencarelli) è il volto di “Recensioni del Terzo Tipo”, il format di Food Network che mette alla prova ristoranti e recensioni, in onda il venerdì alle 22 (prima stagione partita il 23 gennaio 2026, fino al 20 febbraio).
In una enorme villa alle Hawaii, lo scimpanzé domestico Ben viene morso da una mangusta e contrae la rabbia. Saranno guai per Lucy, sua sorella e gli amici che si trovano nell'abitazione per una festa. L'unico riparo sarà tuffarsi in piscina, dove l'animale ormai folle non può arrivare, ma urge chiamare i soccorsi.Horror low budget che ha il sapore degli anni 80 e che vede protagonista la scimmia feroce e assassina, già portata sullo schermo diverse volte, in più salse. Trama non originale quindi, ma il regista costruisce molto bene l'atmosfera e non si perde mai in momenti inutili, portando immediatamente la tensione e condendola con scene splatter artigianali ben eseguite e disturbanti, accompagnando il tutto da una colonna sonora cupa e funzionale.Ben diventa quindi un buon prodotto di intrattenimento, che non deluderà assolutamente gli appassionati di quel tipo di horror fatto con il cuore e anche con mestiere.
Animali animati a confronto, ma senza coccole gratuite.In questa puntata mettiamo Flow contro L'apetta Giulia e la Signora Vita e ci chiediamo: quando l'animazione parla davvero al cuore (e alla testa) e quando invece si limita a fare morale con la vocina dolce?Un viaggio tra immagini che raccontano senza spiegare tutto e storielle che sembrano nate per rassicurare più gli adulti che i bambini. Cinema contro messaggino, poesia contro zucchero a velo.Chi vola davvero e chi ronzola a vuoto?
Dopo aver trascorso anni nell'esercito, il giovane Richard torna nel suo paese natale, dove scopre che il fratello Anthony, affetto da ritardo mentale, è stato vessato psichicamente e fisicamente da una banda di criminali locali. La vendetta del soldato sarà tremenda.Un film asciutto, lucido e terribilmente crudele, nonostante non mostri una goccia di sangue. Lo stile di regia minimale e quasi documentaristico, contribuisce a rendere alcuni momenti davvero duri da digerire.Una storia di vendetta che consuma, ma anche dell'amore reciproco di due fratelli, che la vita ha segnato in modi diversi, ma irrimediabilmente. Paddy Considine perfetto nel ruolo del protagonista, in bilico tra fragilità e follia, ma anche gli altri attori non sono da meno.Una pellicola da prendere con le molle, che lascia amarezza e pone riflessioni sul concetto di giustizia e rivalsa, dove il confine tra umanità e mostruosità e terribilmente labile.
Il vostro CaRfa vi coccola in continuazione, perché mi fa piacere farlo per i miei rari cagazzi e perché è giusto così.Un'altra bella puntata SPECIAL, questa volta per parlarvi di Anaconda, pellicola tamarra e low budget molto carina e figlia di quei magnifici anni 90, ma anche per parlarvi del suo reboot comedy che ho visto in anteprima, con protagonisti Jack Black e Paul Rudd. Un reboot/remake più cazzaro, che parla di cinema, di amicizia...e dove in entrambi è presente un serpentone micidiale, che se ti becca e ti stritola, poi ti inghiotte e c'è anche caso che ti risputi!Ma quale sarà il migliore dei due? E quale il peggiore di tutta la saga? Perché sì...c'è pure una saga e anche un crossover, va mò là!Buon ascolto e buon divertimento a tutti!
Ovviamente, sempre secondo il personale parere del vostro CaRfa. Cinque pellicole che proprio non riesco a farmi piacere, nonostante le ripetute visioni.Cinque film che mi hanno annoiato, irritato e che proprio trovo tristemente dimenticabili, nonostante a volte il cast sia di tutto rispetto e anche il nome del regista sia di primo piano.Come sempre, si fa sempre per giocare e per stimolare eventuali confronti. Magari a voi, alcuni di questi film sono pure piaciuti e vorrei tanto che mi diceste per quale motivo.Chissà se arriverà una parte due?
Sembra che il mondo stia svanendo lentamente e inesorabilmente. L'attesa è tremenda e tutto sembra sia legato alla vita di Chuck Krantz, banchiere in fin di vita per un tumore al cervello.Ci sono pochi registi veramente in grado di trasporre le opere di Stephen King, mantenendo intatto il pathos e l'emozione dei suoi romanzi. Mike Flanagan è uno di quei pochi e con questo film lo dimostra ancora una volta.Diviso in tre parti, la pellicola è una grande storia di vita, condita da qualche elemento sovrannaturale mai invasivo. Una storia drammatica, inquietante, delicata ed enormemente romantica, con una delle sequenze di ballo più belle viste negli ultimi anni e un Tom Hiddleston perfetto per il ruolo che incarna.Un film profondo, che merita più visioni per carpirne tutte le sfaccettature, restando un'opera intensa, che fa riflettere su ciò che siamo.
Linda Liddle, addetta al settore "strategia e pianificazione" di una importante compagnia, ha un giovane capo sessista e stronzo, che non le concede la promozione a vice presidente, promessa tempo fa alla donna.Un terribile incidente aereo, sulla rotta per Bangkok, porterà entrambi, unici superstiti al disastro, a naufragare su un'isola apparentemente deserta. La convivenza si rivelerà subito difficoltosa, tra ribaltamenti di ruoli ed episodi di vera a propria rabbia violenta, mentre le sorprese sono dietro l'angolo...Sam Raimi torna alla stragrandissima, anche se per il sottoscritto non se n'era mai andato. SEND HELP è una pellicola che omaggia la Wermuller e Zemeckis, ma che cita anche lo stesso Raimi, a cui piace divertirsi e far divertire il pubblico. Tra personaggi molto ben caratterizzati, una Rachel McAdams al fulmicotone, una trama semplice ma mai banale e degli ottimi effetti splatter, il ritmo si tiene alto dall'inizio alla fine, per una storia deliziosamente cattiva, dal finale adorabile.Da fiondarsi in sala a vederlo, senza alcuna cazzo di scusa!!!E comunque, il medaglione che porta al collo lei è quello di Evil Dead e non è un caso se si chiama Linda, non credete?
Un percorso che fonde sapientemente natura, storia e tradizione del territorio.Con questo cortometraggio, il regista Andrea Recchia vuole portare importanti riflessioni come la sostenibilità ambientale, il turismo forse un po' troppo di massa ed il fragile equilibrio tra passato e futuro, tra tradizione e progresso.Una storia che vede tre amici protagonisti ed una scelta drastica per difendere ciò che è loro. Un cortometraggio che parla di luoghi, del nostro Appennino tosco emiliano, nello splendido e mai ripetitivo contesto della Via degli Dei, percorso che accompagna il pellegrino da Bologna a Firenze.Parliamo di quest'opera con il regista, senza lesinare anche chiacchiere sul cinema in genere e sui propri gusti personali, tra film e serie tv.Buon ascolto.
Ingiustamente snobbato dal pubblico, ma elogiato dalla critica, il remake del film del 1987 e seconda trasposizione del romanzo di King, vede Edgar Wright alla regia ed una maggiore fedeltà alle pagine del libro.Qui, Ben Richards (bravissimo Glenn Powell) è un operario male in arnese, che deve provvedere al mantenimento della moglie e della figlia ammalata. L'unica possibilità di svoltare il proprio futuro è lo show The Running Man. La ricompensa è altissima, ma sopravvivere per trenta giorni, braccati dai cacciatori, sarà impresa disperata.L'azione diventa più ampia e il futuro distopico messo in scena qui è fantastico, così come si approfondisce la critica alla società. Ottimo Josh Brolin nei panni del cinico e viscido produttore TV e scene d'azioni mirabolanti, per un ritmo cinetico dall'inizio alla fine, senza dimenticare un po' di sano umorismo. Due ore e più che volano.Peccato non averlo visto in sala.
Quasi fuori tempo massimo, ma molto richiesta da voi, arriva la mia recensione sulle La Sportiva Prodigio Pro, una scarpa molto votata alla performance su trail!----------------------Supporta questo progetto tramite un contributo mensile su Patreon: https://www.patreon.com/da0a42In alternativa, puoi fare una donazione "una-tantum".PayPal: https://www.paypal.com/paypalme/lorenzomaggianiBuymeacoffee: https://www.buymeacoffee.com/da0a42Acquista il materiale ufficiale del podcast: https://da0a42.home.blog/shop/Iscriviti a "30 giorni da runner": https://da0a42.home.blog/30-giorni-da-runner/Seguimi!Canale Telegram: https://t.me/da0a42Instagram: https://www.instagram.com/da0a42/Profilo Strava: https://www.strava.com/athletes/37970087Club Strava: https://www.strava.com/clubs/da0a42Sito: https://da0a42.home.blogOppure contattami!https://da0a42.home.blog/contatti/I miei microfoni:- HyperX Quadcast: https://amzn.to/3bs06wC- Rode NT-USB: https://amzn.to/4cTfaAu----------------------Un grazie a tutti i miei sostenitori:Matteo Bombelli, Antonio Palma, George Caldarescu, Dorothea Cuccini, Alessandro Rizzo, Calogero Augusta, Mauro Del Quondam, Claudio Pittarello, Luca Felicetti, Andrea Borsetto, Massimo Ferretti, Andrea Pompini, Joseph Djeke, Luca Demartino, Laura Bernacca, Vincenzo Iannotta, Patty Bellia, Pasquale Castrilli, Laura Ravani, Xavier Fallico, Nicola Monachello, Gabriele Orazi, Matilde Bisighini, Carmine Cuccuru, Letizia Beoni, Giulia Rosaia, Marco Allaria, Gregorio Maggiani, Fabrizio Carbonara.----------------------Music credits: Feeling of Sunlight by Danosongs - https://danosongs.comDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/da-0-a-42-il-mio-podcast-sul-running--4063195/support.
Ingiustamente accusato di un massacro alla popolazione locale, il pilota militare Ben Richards viene condannato a partecipare al celebre e mortale gioco televisivo Running Man, dove le prede designate hanno un limite di tempo per sfuggire ai letali Sterminatori e salvarsi così la vita, in una corsa continua all'interno di un insidioso percorso.Paul Michael Glaser, lo Starsky della serie tv, trae ispirazione dal romanzo di Richard Bachman, ovvero Stephen King, realizzando quest'opera d'azione ben poco fedele alla controparte letteraria, ma con la quale ci si diverte indubbiamente, trovandosi anche di fronte ad una delle migliori interpretazioni dello Schwarzy mondiale.Figlia dei suoi tempi, questa pellicola vorrebbe anche trasmettere un messaggio sul potere dei media, in grado di distorcere qualsiasi verità e imbarbanare il pubblico con spettacoli di violenza e controllo, simbolo estremo di una tv spazzatura, che oggi è divenuta triste realtà.Un giocattolone sì, ma fatto con passione e con la complicità di una buona colonna sonora, ottime scene action ed un cattivo di lusso come Damon Killian, impersonato dal vero conduttore televisivo Richard Dawson, che gigioneggia con la mitica voce di Sergio Fiorentini, mentre Arnoldo è reso ancora più grande dal doppiaggio di Massimo Foschi.Orgogliosamente guilty pleasure, per quanto mi riguarda.
Secondo capitolo della nuova trilogia creata da Danny Boyle ed Alex Garland, dove ritroviamo lo splendido personaggio del Dr. Kelson (Un Ralph Fiennes gigantesco) e il piccolo Spike, invischiato nei moderni "Drughi" capeggiati dal folle Jimmy Crystal (Jack O'Connell grandissimo cattivo).Un capitolo di transizione, che aumenta l'azione e la tensione, ma che mantiene importanti messaggi nella narrazione e il tutto è ben messo in scena dalla regia valente di Nia DaCosta, che mantiene un ritmo costante dall'inizio alla fine.Si parla ancora di umanità e della perdita della stessa. Si parla del ritrovamento dell'umanità e forse di una cura dall'infezione. E' stato Satana a portare il caos nel mondo o siamo stati noi stessi?Finale con il ritorno di Cillian Murphy nel ruolo iconico di Jim e una colonna sonora pazzesca, con canzoni dei Duran Duran e gli Iron Maiden. Non vedo l'ora che esca quella che sono convinto sarà una degna conclusione di queste vicende.
Far West, inverno inoltrato.Silenzio, fuorilegge muto dal proprio codice d'onore, è intento a fronteggiare una banda di bounty killer, capeggiata dal terribile Tigrero, che spadroneggia in un villaggio, dove anche la legge stessa sembra volgere lo sguardo altrove.Western atipico e nichilista, immerso nella neve più fitta. Una pellicola dove la colonna sonora di Ennio Morricone domina incontrastata e il realismo si esprime in un ritmo sempre sostenuto, fino al finale cattivo e cinico.Una pellicola crepuscolare, da rivalutare assolutamente, perfetto esempio del nostro cinema, abile in qualsiasi genere.
Mentre sono sulle tracce di un misterioso quanto inafferrabile pirata informatico, che si nasconde sotto lo pseudonimo NOMAD, tre studenti universitari vengono rapiti da uomini misteriosi e portati all'interno di un laboratorio sconosciuto nel quale sembra si verifichino strani esperimenti.Quando le ottime idee e una buona scrittura possono sopperire a un budget non elevato. Una storia inquietante ben diretta, che tiene incollati allo schermo dall'inizio alla fine, senza mai essere prevedibile.Essenziale nella messa in scena e per questo ancora più inquietante. Bravissimo Laurence Fishburne nel ruolo del capo dello staff scientifico e anche i tre giovani protagonisti non sono da meno.Finale spiazzante.
Tra i recuperoni della passata stagione cinematografica, c'è anche questo Tron Ares che, devo ammettere, mi incuriosiva abbastanza dal trailer.Premesso che non amo molto Jared Leto come attore e che il secondo capitolo di questa saga, Tron Legacy, mi aveva alquanto fatto cagare, mi sono invece trovato di fronte ad una pellicola divertente e onesta, questa volta.Storia semplice e non certamente originale, che però viene mantenuta da un ritmo sempre abbastanza sostenuto, tra scene d'azione ben girate e ottimi effetti speciali che non saturano mai troppo la narrazione. Bella anche la colonna sonora dei Nine Inch Nails ed è pure carino l'inevitabile cameo di Jeff Bridges, protagonista del primo capitolo, che rimane ovviamente il migliore, secondo me.Chiariamoci : non stiamo parlando di chissà cosa, ma Tron Ares vuole solamente intrattenere e anche se, qualche volta, svacca un pochino troppo nel facile buonismo e nell'umorismo un po' stupidotto alla Disney moderna, per passare un paio d'ore senza pretese va benissimo e strizza anche un po' l'occhio (furbescamente) ai nostalgici anni 80...come il CaRfa.PS : ho pure la locandina!
In questa puntata ci spariamo nello spazio… ma con due razzi molto diversi.Da una parte Mickey 17, il film bello, quello che ti prende, ti fa pensare e riesce pure a divertirti senza trattarti come un criceto ubriaco davanti a un pannello di controllo.Dall'altra Moonfall, che non è un film: è un esperimento sociale per capire quanta gente riesce a restare seria mentre la Luna decide di fare la stronza e buttarsi sulla Terra come se fosse in un episodio di Beautiful scritto da un algoritmo rotto.Tra fantascienza fatta bene, deliri spaziali, scelte assurde, scene che ti fanno dire “MA PERCHÉ?”, e il solito tribunale spietato di Ma t'l'è viste queste, scopriamo chi merita di stare in orbita… e chi invece va rispedito nello spazio profondo senza ossigeno.
Cosa pensano gli albergatori del libro Revenue Management per Hotel? Andiamo a scoprire le buone e le cattive recensioni di chi ha letto il libro scritto da Marco Matarazzi.
Chi mi conosce, sa bene quanto io ami il villain. Spesso e volentieri, è proprio il cattivo a fare il film e risollevarne le sorti, quando le cose si mettono male.Il cattivo è sinonimo di caos, trasgressione, violenza certo, ma anche di un perverso senso di libertà e scrollarsi di dosso le regole, che fa parte di ciascuno di noi, in maniera più o meno palese.Quindi, una puntata speciale sui cattivi ci stava tutta, specialmente di quelli che preferisco. Ma attenzione! Non si tratta di cattivi celebri (vedi Sauron o Darth Fener) ma di quei Bad Guys altrettanto carismatici, feroci e affascinanti, che però sono stati dimenticati troppo presto o quantomeno non hanno mai avuto il giusto spazio che meritavano.Ed è anche per questo, che c'è il vostro CaRfa.Buon ascolto, ragazzacci!
Un killer viene fatto evadere da un potente boss mafioso trapiantato a Parigi, con la promessa del colpo del secolo ai danni di una prestigiosa collezione di gioielli...ma un commissario tenace e pericolosi intrighi, sono in agguato.Film potentissimo, impreziosito dalla presenza di tre giganti del cinema francese, come Jean Gabin, Alain Delon e Lino Ventura, che fanno a gara di bravura, mentre campeggia la prestigiosa e immortale colonna sonora di Ennio Morricone.Una pellicola ottimamente diretta, creando una storia di tensione, ottimi dialoghi e spettacolari scene d'azione, fino ad un finale pressoché perfetto.Un heist movie, che non manca di donare spessore a tutti i personaggi presentati, rendendoli memorabili ancora oggi.
La giovane e avvenente Millie viene assunta come governante nella lussuosa villa dei Winchester, composta dai coniugi Nina e Andrew e dalla loro figlia Cecilia. Tutto appare abbastanza difficoltoso, nei rapporti con la padrona di casa, fin dal primo giorno, ma Millie terrà duro perché ha bisogno di quell'impiego a tutti i costi. Le cose si complicheranno ulteriormente, quando la ragazza si invaghirà dell'affascinante Andrew.Thrilleruzzo che vuole imitare un po' da quelli meglio fatti degli anni 90, ma che si perde abbastanza per strada, nonostante possa risultare un buon prodotto di intrattenimento, tutto sommato. Meglio l protagoniste femminili che quelli maschili (Michele Morrone...perché???), ma la narrazione risulta parecchio prevedibile e il film è un pochino troppo lungo.Carino, ma nulla più.
Man-Soo viene licenziato dopo 25 anni di lavoro in un'azienda cartaria. Trovare un nuovo impiego si rivelerà un'impresa ardua e il nostro, pur di mantenere il proprio tenore di vita.Film meraviglioso, per messa in scena, narrazione, recitazione e per tutto ciò che si può immaginare. Una storia terribilmente attuale, che mescola alla perfezione diversi generi e soprattutto invita lo spettatore a porsi enormi e terrificanti domande sul mondo del lavoro e su come l'intervento della tecnologia e dell'intelligenza artificiale cambieranno la situazione occupazionale nel mondo, con conseguenze non proprio rosee per ciascuno di noi.Un film da vedere più volte, dove si ride a denti stretti e ci si sente in colpa subito dopo per averlo fatto.
Una puntata SPECIAL per parlarvi di una serie che finalmente sono riuscito a recuperare.Dalla mente di Andy Muschietti, ecco che arriva anche la prima stagione dedicata alla creatura più terrificante, immortale e iconica che abbia partorito la geniale mente di Stephen King, autore ormai sfruttato dal cinema a più non posso...e anche dalla televisione.In questa prima stagione di Welcome to Derry, ambientata nel 1962, si assiste alla nascita di un nuovo gruppo di "perdenti", che dovranno vedersela con il mostro cosmico dalle mille forme, tra cui quella ormai celeberrima di Pennywise, il clown danzante. Nel frattempo, un folto gruppo di militari si aggira attorno alla cittadina e un uomo di colore viene ingiustamente accusato dell'omicidio di alcuni bambini del posto.Ce n'era veramente bisogno? Per quanto mi riguarda no, ma non sono assolutamente critico nei confronti di questa serie, così come non penso sia uno dei migliori prodotti in circolazione. L'atmosfera alla Stranger Things è certamente evidente, così come ci sono diverse lungaggini e non sempre le storie parallele risultano affascinanti. Ma Bill Skarsgard è sempre bravo nei panni del mostro dalle mille fattezze, così come alcuni momenti di tensione sono azzeccati. Il problema è che sa però un po' tutto di già visto.Si riuscirà a reggere per altre due stagioni, peraltro già confermate? Intanto, questa offre intrattenimento e a conti fatti può sicuramente superare la sufficienza, ma la vera qualità è altra roba e il romanzo rimane sicuramente insuperato da qualsiasi trasposizione cinematografica.
Tom riceve la notizia della tragica morte del figlio Daniel, mentre era impegnato nel cammino di Santiago. Il padre deciderà di portare a termine il viaggio intrapreso dal figlio defunto, portando con sè le sue ceneri lungo il cammino. Incontrando personaggi diversi, alcuni più bizzarri di altri, Tom elaborerà il lutto e rifletterà sulla vita.Un film che regala profonde riflessioni, senza essere uno spottone sul Cammino, come altre pellicole di mia conoscenza. Basato su un fatto realmente accaduto alla famiglia Estevez, la pellicola diretta molto bene da Emilio e ottimamente interpretata dal padre Martin Sheen è un inno alle culture, alle vite di tutti ed all'esistenza stessa, di come sia preziosa e di come vada vissuta. Sempre.Colonna sonora strepitosa.