Podcasts about contrariamente

  • 149PODCASTS
  • 208EPISODES
  • 31mAVG DURATION
  • 1MONTHLY NEW EPISODE
  • Jun 22, 2026LATEST

POPULARITY

20192020202120222023202420252026


Best podcasts about contrariamente

Latest podcast episodes about contrariamente

Altri Orienti
Ep.69: Anche i cinesi protestano?

Altri Orienti

Play Episode Listen Later Jun 22, 2026 12:58


Contrariamente a quanto pensiamo, i cinesi si mobilitano e protestano e lo fanno in tanti modi. Dalle piazze alle fabbriche, passando per l'on line, la dialettica tra popolazione e Partito è molto più accesa di quanto si pensi. Fonti: DeepSeek, TikTok, Temu: How China is taking the lead in tech - BBC World Service - BBC Wolrd Service - 7 FEBBRAIO 2025 China Protests Flare Up Ahead of Regime Anniversary; China's Economy Staggering: Expert - China in Focus NTD - 2 OTTOBRE 2025 Voicing dissent in China is risky but it's rising dramatically - Sky News - 12 GENNAIO 2026 Rare glimpse of Chinese citizens fighting back against the regime - Sky News Australia - 13 GENNAIO 2026 US-China trade war explained - TRT World - 6 maggio 2025 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Daniel Ramos' Podcast
Episode 529: Escuela Sabática - Lectura 02 de Junio del 2026

Daniel Ramos' Podcast

Play Episode Listen Later Jun 1, 2026 4:18


====================================================SUSCRIBETEhttps://www.youtube.com/channel/UCNpffyr-7_zP1x1lS89ByaQ?sub_confirmation=1==================================================== LECCIÓN DE ESCUELA SABÁTICA         II TRIMESTRE DEL 2026Narrado por: Eddie RodriguezDesde: Guatemala, GuatemalaUna cortesía de DR'Ministries y Canaan Seventh-Day Adventist ChurchMARTES 02 DE JUNIOARREPENTIMIENTO GENUINOEl mundo secular nos bombardea con mensajes que instan a la autonomía individualista, a la indulgencia y al ensalzamiento propio ante los demás, lo contrario de la invitación de Dios al servicio y la mansedumbre (Mat. 5:5). Curiosamente, las primeras palabras registradas en la Biblia por Juan el Bautista y Jesús fueron similares. Juan dijo: “¡Arrepiéntanse, que el reino de los cielos se ha acercado!” (Mat. 3:1, 2). Jesús dijo: “El tiempo se ha cumplido, el reino de Dios está cerca. ¡Arrepiéntanse, y crean al evangelio!” (Mar. 1:14, 15; ver también Luc. 24:46, 47). Tanto Jesús como Juan llamaron a sus oyentes a arrepentirse porque el Reino de los Cielos estaba cerca. ¿Es ese mensaje relevante para nosotros hoy? Lee Hechos 3:18 y 19. ¿Por qué es tan importante el arrepentimiento en el proceso de crecimiento espiritual? ¿Qué es un tiempo de “refrigerio”, “consuelo” (RVR 95) o “descanso” (NVI)? La bondad de Dios nos lleva al arrepentimiento (Rom. 2:4), que implica dos pasos: (1) el dolor sincero por las faltas cometidas; y (2) la decisión honesta de abandonar el pecado. En la Biblia, el arrepentimiento casi siempre está relacionado con el perdón. Dios nos perdona cuando nos arrepentimos genuinamente. Es así de sencillo (1 Juan 1:9; Apoc. 3:19). “El Señor no demora en cumplir su promesa, como algunos piensan, sino que es paciente con nosotros, porque no quiere que ninguno perezca, sino que todos procedan al arrepentimiento” (2 Ped. 3:9). Mientras nos preparamos personalmente para la Segunda Venida, Dios nos da tiempo para poner nuestras cosas en orden con él. Jesús sufrió, murió y resucitó para que su gracia pueda obrar un milagro en nuestra vida cuando nos arrepentimos. Contrariamente al mundo, que nos dice que no necesitamos hacer ningún cambio en nuestra vida, Dios nos pide que vayamos a él arrepentidos y con fe (Hech. 20:21), y que nos pongamos en sus manos para que él pueda podar y hermosear nuestros caracteres haciéndolos semejantes al suyo a fin de que demos testimonio de él (Juan 15:2, 8). Es así como crecemos y producimos el fruto resultante del arrepentimiento (Mat. 3:8). “No es genuino ningún arrepentimiento que no obre una reforma. La justicia de Cristo no es un manto para cubrir pecados que no han sido confesados ni abandonados; es un principio de vida que transforma el carácter y rige la conducta” (Elena de White, El Deseado de todas las gentes, p. 509). El arrepentimiento conduce a la vida (Hech. 11:18) y es una parte vital del crecimiento en la relación con Dios. ¿Cuál de los tres pasos del proceso divino de desarrollo (sumisión a Dios, arrepentimiento y autorización para ser podado) es el más desafiante para ti? 

Monica Pirozzi | Il Podcast
256. Cambiare VITA anche dopo i 40 anni | 5 VANTAGGI ILLEGALI negli "anta" che i "giovani" ignorano

Monica Pirozzi | Il Podcast

Play Episode Listen Later May 26, 2026 9:54


Cambiare vita anche dopo i 40 anni si può: ti racconto i 5 vantaggi illegali negli "anta" che i giovani ignorano.Questo video nasce dopo una chiacchierata con una studentessa TCG, che ha passato i 40 e ha appena avviato un cambio lavorativo immenso, completamente diverso dal suo settore di partenza.Parlando insieme a lei ho cercato di scomporre i segreti del suo rapido successo.In due mesi ha acquisito le competenze per svolgere questa nuova professione e si sta già mettendo in gioco nel mondo lavorativo.Contrariamente a lei, molte persone superati i 40 vorrebbero cambiare vita e lavoro ma si sentono frenate. E allora in questo video ti racconto quali sono i 5 vantaggi nascosti, ma super potenti, per chi vuole svoltare anche dopo gli "anta".Perché sì, si può sul serio.___Costruisci la tua libertà scrivendo online, vivi e lavora con la scrittura ad alti livelli ⁠⁠inizia dalla lezione gratuita qui⁠⁠⁠. Oppure ⁠⁠clicca qui, parla in modo diretto e gratuito con un copywriter del team TCG⁠⁠⁠.___Per domande, accesso a materiali e risorse, scrivi alla mail ⁠hola@copygateway.com⁠.___Seguimi sui Social: ⁠⁠⁠Instagram⁠⁠⁠ |⁠⁠ ⁠YouTube⁠⁠⁠ |⁠⁠ ⁠LinkedIn⁠⁠⁠ |⁠⁠ ⁠TikTok⁠⁠

Discorsi Fotografici
Fotobar: L’evoluzione della fotografia mobile tra innovazione tecnica e percezione sociale. Con Francesco Carlini

Discorsi Fotografici

Play Episode Listen Later May 17, 2026 41:12


In questa puntata del Fotobar, la discussione si riallaccia alle novità presentate al Mobile World Congress 2026 di Barcellona, espandendo l'analisi ai più recenti e discussi dispositivi nel panorama della fotografia mobile. Dopo aver approfondito le caratteristiche del Leica Leitz Phone e dello Xiaomi 14 Ultra nei precedenti appuntamenti, il focus si sposta su due flagship di riferimento: l'Oppo Find X9 Ultra e il Vivo X300 Ultra. Anteprime del mercato: Uno sguardo ai rumors e alle imminenti evoluzioni tecnologiche del settore, con particolare attenzione alla futura Nikon Z9 Mark II, che beneficerà delle tecnologie derivate dalla recente acquisizione di RED.Buon ascolto! Oppo Find X9 Ultra e la tecnologia periscopica: Analisi approfondita del comparto ottico del nuovo top di gamma Oppo, caratterizzato da un sistema periscopico a cinque prismi che introduce uno zoom ottico 10×(equivalente a un 230mm f/3.5). Viene esaminata la resa del sensore spettrale, la gestione del rumore elettronico – tra le più basse e costanti della categoria – e la particolarità del file RAW nativo, privo di interpolazioni software e maschere di contrasto aggiuntive. La fisica dell'immagine e il confronto con le fotocamere tradizionali: Una riflessione nata dalle dichiarazioni di Simon Liu (Director of Imaging Technology di Oppo), il quale ribadisce come uno smartphone non possa sostituire una fotocamera tradizionale a causa dei limiti fisici imposti dallo spazio e dalle ottiche, ponendo l'accento sul concetto di “miglior file immagine disponibile quando non si ha una fotocamera con sé”. Vivo X300 Ultra e l'orientamento al video professionale: Uno sguardo alle peculiarità del dispositivo Vivo, che propone una focale principale da 35mm equivalenti e una forte ottimizzazione per il comparto video, grazie al supporto per il caricamento di tabelle LUT, il formato Log a 10-bit e la registrazione in 4K a 120 fps. La percezione della Street Photography con lo smartphone: Un dibattito cruciale sulla percezione sociale dello strumento fotografico in contesti stradali. Contrariamente alla tesi che vede lo smartphone come uno strumento “discreto” capace di rendere i soggetti più naturali, l'esperienza sul campo evidenzia come la fotografia mobile venga spesso percepita come più invasiva e orientata alla condivisione non consensuale sui social network, mentre l'uso di una fotocamera tradizionale genera maggiore tolleranza e un senso di finalità artistica. “Prodotti che non hanno bisogno di esistere”: Una nuova rubrica critica in cui viene analizzata la Panasonic Lumix TZ300, una compatta superzoom considerata un'operazione commerciale anacronistica, e il sistema GoPro Mission 1 / One Pro ILS, criticato per la complessità strutturale a fronte di pesanti limitazioni operative (mancanza di autofocus e controllo elettronico del diaframma con ottiche Micro Quattro Terzi). Buon ascolto! Leggi gli articoli del nostro Magazine: https://magazine.discorsifotografici.itSeguici su Facebook: https://www.facebook.com/discorsifotograficiSeguici su Instagram: https://www.instagram.com/discorsifotografici/Scrivici a: info@discorsifotografici.it

PDR - Il Podcast di Daniele Rielli
PDR 113 - È DAVVERO TUTTA COLPA DEL NEOLIBERISMO? Con ALBERTO MINGARDI

PDR - Il Podcast di Daniele Rielli

Play Episode Listen Later Mar 17, 2026 128:33


Un minaccioso fantasma si aggira nei talk show, sui giornali e nel dibattito pubblico italiano: il neoliberismo, additato come causa ultima di ogni male contemporaneo.  Ma come stanno davvero le cose? In questo episodio ne parlo con Andrea Mingardi, economista, direttore dell'Istituto Bruno Leoni,  ed autore – fra gli altri – di “La verità, vi prego, sul neoliberismo” (Marsilio). Contrariamente alla narrazione dominante, i dati mostrano in maniera chiara come la spesa pubblica in Occidente non sia mai stata così alta nella storia, così come la pressione fiscale sia di parecchi punti superiore al limite massimo che John Maynard Keynes (il più noto e seguito teorico dell'intervento statale nell'economia e nella società) teorizzava come soglia per il collasso di uno Stato.  E allora dov'è e che cos'è esattamente il neoliberismo? Una conversazione in puro stile PDR su uno dei maggiori non detti del nostro tempo. Questo episodio è offerto dall'olio extravergine "Il Fuoco invisibile": https://tinyurl.com/4b7tb9va La nuova edizione di ODIO è qui: https://amzn.to/44VUzdh I libri di tutti gli ospiti di PDR e qualche consiglio di lettura sono qui: https://www.amazon.it/shop/danielerielli La mia newsletter gratuita: https://danielerielli.substack.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Radio carcere
Radio Carcere: “Un Consulente tecnico per misurare le celle” – L'iniziativa della Camera penale di Prato che ha fatto misurare le celle e ha dimostrato che lì i detenuti non hanno 3 mq a testa per poter vivere, contrariamente a quanto aveva afferm

Radio carcere

Play Episode Listen Later Feb 19, 2026 44:44


il posto delle parole
Maria Cristina Amoretti "Una scienza libera?"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Feb 12, 2026 17:21


Maria Cristina Amoretti"Una scienza libera?"Il ruolo dei valori nella ricerca scientificaRosenberg & Sellierwww.rosenbergesellier.itÈ davvero possibile e auspicabile una scienza “libera”, completamente immune da influenze etiche, politiche, culturali, economiche o religiose? Questo volume esplora in profondità il rapporto tra scienza e valori, mostrando come le intrusioni valoriali pervadano l'intero processo scientifico: dalla definizione delle priorità di ricerca alla valutazione delle evidenze, fino all'accettazione delle ipotesi e alla comunicazione dei risultati. Contrariamente a un'idea ancora diffusa, l'autrice argomenta come l'ideale della value-free science sia non solo irrealistico, ma anche indesiderabile, e come il tentativo di nascondere il ruolo dei valori possa compromettere l'integrità, l'affidabilità e la credibilità della scienza stessa. Attraverso una solida analisi teorica e numerosi esempi concreti, il volume aiuta a comprendere come la scienza possa rimanere oggettiva e al servizio della società, senza nascondere — ma anzi rendendo trasparenti — le sue molteplici connessioni con i valori.Maria Cristina Amoretti è professoressa associata in Filosofia della scienza presso l'Università di Genova. Si occupa di questioni concettuali e metodologiche in filosofia della medicina e della psichiatria, con particolare riferimento al ruolo dei valori nella pratica scientifica. Su questi temi ha pubblicato numerosi articoli e volumi tra cui: Filosofia della scienza. Parole chiave (con D. Serpico, Carocci 2022) e Filosofia della medicina. Pensare la salute e la malattia (Carocci 2015).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Vida em França
Violência baseada no género: Associação cabo-verdiana defende prevenção e educação

Vida em França

Play Episode Listen Later Jan 29, 2026 9:02


O assassínio de Lisabeth, jovem francesa de origem cabo-verdiana, de 23 anos, em plena luz do dia em Nice, França, teve um impacto profundo na comunidade cabo-verdiana residente no local. O caso trouxe para o centro do debate a urgência na prevenção da violência. Emilie da Veiga Moura, da associação Dix Étoiles, reconhece que a violência baseada no género é uma realidade recorrente e lembra que um dos maiores obstáculos continua a ser o silêncio das vítimas, muitas vezes imposto pela vergonha. Para Emilie da Veiga Moura, presidente do conselho directivo da associação Dix Étoiles (Dez Estrelas), “foi chocante”. O crime ocorreu numa zona considerada tranquila, próxima de uma creche e de uma escola, o que acaba por abalar o sentimento de segurança. As investigações apontaram rapidamente para um conflito intrafamiliar, reforçando uma realidade que, segundo a dirigente associativa, não pode continuar a ser ignorada. “Para nós, foi mais uma vez uma demonstração da violência, desta vez intrafamiliar, mas não só, da violência em geral”, sublinhou. Apesar da dimensão do crime, a dirigente associativa e terapeuta rejeita leituras generalizadas sobre a comunidade cabo-verdiana. “A câmara de Nice tratou o assunto de forma a não ficarmos estigmatizados. Os cabo-verdianos não são todos violentos”, afirmou. Ainda assim, reconhece que a violência baseada no género é uma realidade existente e recorrente. “É uma forma de violência que existe. Esta é a causa principal da existência da nossa associação”, referindo-se à criação da associação Dix Étoiles a 08 de Março de 2025. A instituição nasceu precisamente da necessidade de agir antes que a violência atinja níveis extremos. “É um problema que existe, mas tem que ser feito algo em termos de educação, em termos de prevenção”, defendeu. Um dos maiores obstáculos continua a ser o silêncio das vítimas, muitas vezes imposto pelo medo e pela vergonha: “Há muitas mulheres que vivem debaixo da pressão do marido, do companheiro e sentem vergonha”. “Como terapeuta estou a acolher cada vez mais pessoas, começam a dizer ‘eu acho que sou vítima', mas ainda não estão prontas para fazer queixa”, relatou. Contrariamente a uma ideia comum, aqui a dependência económica nem sempre é o principal factor. “Há muitas mulheres que ganham muito mais que os homens, cá no sul”, afirmou Emilie da Veiga Moura, que aponta o peso da humilhação, da exposição social e da educação como causas do silenciamento. A estratégia da Dix Étoiles assenta na prevenção e na intervenção precoce, actuando em diferentes níveis da comunidade. Entre os projectos em curso estão a parceria com a Associação Cabo-Verdiana de Luta Contra Violência Baseada no Género, o trabalho local com jovens em situação de vulnerabilidade e a criação de um grupo de teatro franco-cabo-verdiano como ferramenta de sensibilização e diálogo intercultural.

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia IV Domenica T. Ord. - Anno A (Mt 5,1-12)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Jan 27, 2026 9:12


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8418OMELIA IV DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 5,1-12) di Giacomo BiffiIl Signore propone oggi alla nostra meditazione una delle pagine più celebri del Vangelo. Nella narrazione di Matteo il proclama delle Beatitudini apre il grande Discorso della Montagna, il quale offre ai discepoli di Gesù quasi una nuova legge di vita.Quella delle Beatitudini non era una forma letteraria ignota al mondo antico. L'uso di chiamare "beati" alcuni stati esistenziali si ritrova tanto tra i greci quanto tra gli ebrei.«Beato colui che ha buona fama», dice Pindaro. E Bacchilide: «Beato colui al quale un dio ha elargito in sorte dei beni e la possibilità di condurre una vita agiata». Insomma: beati i ricchi, beati i fortunati, beati gli uomini famosi e onorati. Questa era la mentalità antica, questa è, ancora oggi, la nostra mentalità.Come si vede, siamo agli antipodi delle beatitudini evangeliche, che appaiono dunque al confronto chiaramente rivoluzionarie.L'Antico Testamento rivela una visione spiritualmente più ricca e più religiosa, ma sempre molto lontana dalla "rivoluzione evangelica".Un esempio:Nove situazioni io ritengo felici nel mio cuore, la decima la dirò con le parole:un uomo allietato dai figli,chi vede da vivo la caduta dei suoi nemici; felice chi vive con una moglie assennata, colui che non ara con un bue e un asino, colui che non pecca con la sua lingua,chi non deve servire a uno indegno di lui; fortunato chi ha trovato la prudenza,chi si rivolge a orecchi attenti;quanto è grande chi ha trovato la sapienza,ma nessuno supera chi teme il Signore (Sir 25,7-10).Da questi testi si può misurare tutta l'ampiezza della "novità" portataci da Cristo.Tuttavia non dobbiamo farci illusioni: noi portiamo dentro di noi ancora molto della mentalità "greca" (cioè pagana) e della mentalità ebraica (cioè veterotestamentaria). La "evangelizzazione di noi stessi" è opera sempre in atto, sempre incompiuta, sempre da ricominciare.IN VISTA DI BENI SPIRITUALI ED ETERNINella pagina delle beatitudini c'è una struttura intrinseca che va colta. Tentiamo di farlo con alcune annotazioni semplicissime, che si direbbero addirittura grammaticali.Ciò che è indicato da Gesù come presente, come proprio dei suoi discepoli che vivono in questo mondo, è qualcosa di penoso, di duro, di aspro: povertà, afflizione, fame, persecuzione, insulti. Gesù non si è mai impegnato (anche se ce lo dimentichiamo regolarmente) a darci tranquillità, prosperità, successo, trionfo.Ciò che esprime possesso, ricompensa, godimento, è da lui messo al futuro: "saranno consolati, erediteranno, troveranno, vedranno". Quasi a dirci che ci sono garantiti beni grandi e ineffabili, ma non per il mondo di oggi, bensì per quello futuro e definitivo. Contrariamente alla saggezza mondana, Gesù ritiene che dobbiamo preferire la gallina di domani all'uovo di oggi.L'unico possesso presente è il Regno di Dio: "Vostro è il Regno dei cieli", perché nella rinascita battesimale già ci è stata donata la "vita eterna".Però la bella parola che scandisce tutto il testo: "Beati!", si riferisce al presente. I poveri, gli afflitti, i miti, i misericordiosi, i puri di cuore sono beati fin da adesso. La gioia non è dunque incompatibile col "presente cristiano"; anzi è la caratteristica del "presente cristiano".Anche se a prima vista può sfuggire, la ricompensa di cui si parla qui è sempre la stessa, ed è "escatologica", cioè posta oltre la fine della storia mondana. Il "Regno dei cieli", la "terra", la "consolazione", la "visione di Dio" ecc. indicano tutti la felicità ultra terrena.Non c'è nulla di più fuorviante di una "applicazione sociale" delle beatitudini. La giustizia sociale è un'idea che è doveroso perseguire (e questo appare da altre parti del messaggio evangelico); ma qui non c'entra niente.Anzi una lettura "sociale" delle beatitudini darebbe come risultato una loro interpretazione reazionaria: i poveri dovrebbero restare poveri, gli afflitti dovrebbero continuare a piangere, gli emarginati dovrebbero continuare ad aver fame e sete di giustizia, perché solo così essi sono "beati". E non ci sarebbe niente di più contrario al pensiero di Cristo.GESÙ CRISTO PER PRIMO VIVE LA LOGICA DELLE BEATITUDINIMa proprio la riflessione su questo messaggio originale e rivoluzionario ci permette di socchiudere un poco alla nostra comprensione l'enigma più grande e tragico dell'universo e il senso autentico del nostro pellegrinaggio terreno.Noi spesso ci chiediamo: perché l'esistenza umana è, in se stessa, così povera e sventurata, tanto che si conclude immancabilmente con una catastrofe? Perché ha così largo spazio la sofferenza? Perché l'uomo onesto è troppe volte sopraffatto? Perché i discepoli di Cristo devono sperimentare nella più parte dei casi la sconfitta? Perché ci deve essere tanta fame e tanta sete di giustizia?La risposta è misteriosa come il Dio che sta all'origine delle cose, e come lui trascende e sconcerta la nostra piccola logica.Si tratta di riuscire a capire che il disegno di salvezza, che è stato pensato per noi, ha al suo centro proprio il Figlio di Dio che per primo si è sottoposto alla legge delle beatitudini, il Figlio di Dio umiliato e schiacciato dalle forze del male (ma dalle sue lividure noi siamo stati sanati); il Giusto condannato dai malfattori (ma così noi abbiamo meritato di essere assolti); il Signore del cielo e della terra che offre preghiere e suppliche con forti grida e lacrime (Eb 5,7) (e così abbiamo avuto speranza di essere esauditi); colui che è mite e umile di cuore, ed è stato avvilito dai superbi (e così siamo stati salvati dalle rovine del nostro orgoglio); colui che ha provato, più che quella del pane, la fame del suo cibo, che la volontà del Padre; colui che è misericordioso e non ha trovato misericordia; colui che è venuto a portare la vera pace, e ha scatenato contro di sé la guerra delle forze del male, colui che è la vita e si è sottomesso alla morte (ma così anche noi abbiamo ricevuto in sorte un destino di risurrezione e di gioia eterna).Se il disegno di Dio è questo, chi si conforma allacondizione di Cristo e rivive i suoi misteri è beato, perché si colloca al cuore del divino progetto, compie con lui il suo "passaggio" dalla sconfitta alla vittoria, dal dolore alla gioia, dalla morte alla vita, e con lui si fa principio della salvezza del mondo.

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Il congiuntivo italiano è uno dei modi verbali più affascinanti e dibattuti della nostra lingua. Spesso considerato difficile e arcaico, in realtà continua a vivere e prosperare nella comunicazione contemporanea, dalle canzoni dei rapper ai discorsi istituzionali. Contrariamente alla credenza popolare che lo vorrebbe morente, il congiuntivo si rivela essere un modo verbale vitale e moderno, capace di adattarsi ai tempi senza perdere il suo innato fascino seduttivo. Il Congiuntivo Italiano: Storia, Fascino e Attualità di un Modo Verbale Irresistibile La Democratizzazione del Congiuntivo: Dagli Anni '50 a Oggi Dalla metà del XX secolo, il congiuntivo ha vissuto una democratizzazione progressiva. Se un tempo era appannaggio dell'élite colta, riservato ai salotti aristocratici e ai testi letterari più raffinati, a partire dagli anni '50 ha iniziato a diffondersi in strati sempre più ampi della popolazione italiana. Questo processo di democratizzazione linguistica ha portato sia opportunità che sfide. Da un lato, un maggior numero di italiani ha iniziato ad approcciarsi a questo modo verbale; dall'altro, non tutti hanno acquisito la padronanza necessaria per utilizzarlo correttamente, generando gli errori che spesso finiscono alla ribalta mediatica. Tuttavia, è importante sottolineare che la diffusione popolare del congiuntivo rappresenta un fenomeno positivo: dimostra che gli italiani sentono il bisogno di esprimersi con maggiore precisione e raffinatezza, anche quando non padroneggiano completamente le regole grammaticali. Gli Episodi Mediatici che Hanno Reso Famoso il Congiuntivo La storia recente del congiuntivo italiano è costellata di episodi mediatici clamorosi che ne hanno aumentato la notorietà. Il caso più eclatante risale al 2017, quando l'allora vicepremier Luigi Di Maio commise una serie di errori consecutivi nell'uso del congiuntivo durante comunicazioni pubbliche. Gli sbagli furono tre e particolarmente evidenti: "soggetti spiano" invece di "spiino", poi "venissero spiati" e infine "spiassero". Questi errori, amplificati dai social media, scatenarono un dibattito nazionale che durò settimane. Twitter si trasformò in un campo di battaglia linguistica, con migliaia di utenti che difendevano l'uso corretto del congiuntivo. Un altro episodio memorabile avvenne nel 2015 in Senato, quando il senatore Castaldi pronunciò "se potrebbe" invece di "se potesse". L'intera aula esplose in un coro unanime di "CONGIUNTIVO!", trasformando un semplice errore grammaticale in un momento di teatro politico che fece il giro del web. Questi episodi, lungi dall'essere semplici gaffe, hanno dimostrato quanto gli italiani siano emotivamente legati al corretto uso del congiuntivo, considerandolo una questione d'onore linguistico e culturale. Il Congiuntivo nella Musica Contemporanea: Dai Rapper ai Cantautori Contrariamente ai luoghi comuni che vorrebbero i giovani disinteressati alla grammatica, molti artisti contemporanei utilizzano il congiuntivo con padronanza e consapevolezza stilistica. La musica rap e trap italiana, spesso accusata di impoverire la lingua, in realtà presenta numerosi esempi di uso corretto e creativo del congiuntivo. Sfera Ebbasta, uno dei rapper più influenti della scena italiana, utilizza espressioni come "spero che il vicino non senta", dimostrando una perfetta padronanza del congiuntivo presente. Shiva canta "mi ameresti ancora se da domani mollassi i concerti?", utilizzando correttamente il congiuntivo imperfetto in una struttura ipotetica. Anna Pepe esprime desideri con "vorrei avessi la fame mia", mentre Il Tre manifesta aspirazioni politiche con "vorrei che regnasse l'anarchia". Questi esempi dimostrano come i giovani artisti comprendano intuitivamente che il congiuntivo conferisce ritmo, musicalità e profondità poetica ai loro testi. Naturalmente, non mancano gli errori: Guè Pequeno dice "spero che lo fai" invece di "faccia", ma questi sbagli vanno contestualizzati nell'ambito dell'espressione artistica spontanea e del linguaggio colloquiale del rap, dove spesso prevale l'immediatezza comunicativa sulla correttezza formale. L'Ossessione Italiana per il Congiuntivo: Un Fenomeno Culturale Unico L'Italia è probabilmente l'unico paese al mondo dove gli errori grammaticali diventano casi mediatici. Questa peculiarità culturale affonda le radici nel profondo legame che lega gli italiani alla loro lingua, percepita non solo come strumento di comunicazione ma come patrimonio identitario da preservare. L'uso scorretto del congiuntivo viene spesso percepito come una mancanza di rispetto verso la tradizione culturale italiana. Quando un personaggio pubblico commette un errore, si scatena immediatamente una reazione collettiva che va oltre la semplice correzione grammaticale: è un richiamo all'ordine linguistico e culturale. Questo fenomeno rivela quanto gli italiani siano emotivamente coinvolti nella difesa della loro lingua. Il congiuntivo diventa così un simbolo di raffinatezza culturale, un indicatore sociale che distingue chi padroneggia la lingua da chi non ne conosce le sottigliezze. La passione italiana per il congiuntivo si manifesta anche nella produzione culturale popolare. Il personaggio di Fantozzi, con i suoi goffi tentativi di utilizzare il congiuntivo ("facci lei", "vadi"), rappresenta perfettamente l'imbarazzo collettivo di chi aspira a un registro linguistico elevato senza possederne gli strumenti. Congiuntivo vs Indicativo: Una Questione di Registro e Contesto Il rapporto tra congiuntivo e indicativo nella lingua italiana contemporanea è più complesso e sfumato di quanto spesso si pensi. Non si tratta di una semplice opposizione tra "corretto" e "scorretto", ma di una scelta stilistica che dipende dal registro comunicativo e dal contesto d'uso. L'indicativo rappresenta la concretezza e l'immediatezza: "piove", "Marco mangia", "penso che è così". È il modo della certezza, della quotidianità, della comunicazione diretta e informale. Il congiuntivo, invece, introduce sfumature di significato: dubbio, desiderio, possibilità, cortesia. La differenza tra "penso che è" e "penso che sia" non è solo grammaticale ma semantica: la prima espressione trasmette certezza e immediatezza, la seconda introduce un elemento di dubbio o di distacco formale che può risultare più elegante e rispettoso verso l'interlocutore. Nel linguaggio colloquiale informale, l'indicativo sta progressivamente sostituendo il congiuntivo in molti contesti. Questo fenomeno è naturale e legittimo: la lingua si adatta alle esigenze comunicative dei parlanti. Tuttavia, in contesti formali, letterari o solenni, il congiuntivo mantiene il suo ruolo insostituibile. I Domini Esclusivi del Congiuntivo: Dove Regna Incontrastato Nonostante la progressiva informalizzazione della lingua, esistono contesti in cui il congiuntivo rimane assolutamente irrinunciabile. Questi "domini esclusivi" rappresentano le roccaforti grammaticali dove nessuno osa contestare la sua supremazia. Le congiunzioni subordinative come "benché", "affinché", "purché", "qualora" richiedono obbligatoriamente il congiuntivo. Espressioni come "benché piove" suonano così sbagliate che nemmeno i parlanti meno colti oserebbero utilizzarle. In questi casi, il congiuntivo mantiene il suo potere normativo assoluto. L'espressione di desideri e auguri rappresenta un altro dominio esclusivo: "magari vincessi al lotto!", "che tu possa essere felice!", "dio ti benedica!". In questi contesti, il congiuntivo non può essere sostituito senza alterare completamente il significato e la forza espressiva dell'enunciato. Anche nelle frasi esclamative e nelle espressioni di stupore il congiuntivo conserva la sua funzione insostituibile: "che sia possibile!", "se sapessi!", "magari fosse vero!". Queste costruzioni mantengono intatta la loro vitalità nella lingua parlata contemporanea. Il Congiuntivo e gli Studenti Stranieri: Un Rapporto di Amore e Timore Per gli studenti stranieri di italiano, il congiuntivo rappresenta spesso il test definitivo di padronanza linguistica. Inizialmente percepito come un ostacolo insormontabile a causa delle sue molteplici forme e dei suoi usi apparentemente arbitrari, diventa gradualmente oggetto di fascino e conquista. La reazione iniziale è generalmente di scoraggiamento: "Ma quante forme ha?", "Quando si usa esattamente?", "Perché è così complicato?". Tuttavia, quando gli studenti iniziano a comprendere le sfumature semantiche e stilistiche del congiuntivo, si verifica una vera e propria rivelazione linguistica. Interessante notare come gli italiani siano generalmente indulgenti con gli errori di congiuntivo commessi dagli stranieri. Mentre un errore di un italiano scatena correzioni immediate e talvolta derisione, lo stesso errore commesso da uno straniero viene accolto con comprensione e persino tenerezza. La Complessità Affascinante: Quattro Tempi per Infinite Sfumature La ricchezza morfologica del congiuntivo italiano, con i suoi quattro tempi (presente, imperfetto, passato, trapassato), può intimidire ma rappresenta in realtà un patrimonio espressivo di inestimabile valore. Ogni tempo permette di collocare l'azione in una dimensione temporale specifica, creando sfumature di significato impossibili da ottenere con altri modi verbali. Il congiuntivo presente esprime contemporaneità o posteriorità rispetto al momento dell'enunciazione: "spero che venga" (domani). Il congiuntivo imperfetto indica anteriorità: "speravo che venisse" (ieri). Il congiuntivo passato esprime anteriorità rispetto al presente: "spero che sia venuto" (prima di ora). Il congiuntivo trapassato indica anteriorità rispetto a un momento passato: "speravo che fosse venuto" (prima di allora). Questa complessità temporale permette di costruire architetture sintattiche raffinate,

Daniel Ramos' Podcast
Episode 511: Escuela Sabática - Lectura 12 de Enero del 2026

Daniel Ramos' Podcast

Play Episode Listen Later Jan 11, 2026 3:35


====================================================SUSCRIBETEhttps://www.youtube.com/channel/UCNpffyr-7_zP1x1lS89ByaQ?sub_confirmation=1==================================================== LECCIÓN DE ESCUELA SABÁTICA         I TRIMESTRE DEL 2026Narrado por: Eddie RodriguezDesde: Guatemala, GuatemalaUna cortesía de DR'Ministries y Canaan Seventh-Day Adventist ChurchLUNES 12 DE ENEROMORIR ES GANANCIA Todos, especialmente los creyentes, somos partícipes del Gran Conflicto, que hace estragos a nuestro alrededor y en nosotros. Todos experimentamos de un modo u otro, y hasta nuestro último día de vida, la realidad de esta lucha cósmica. Lee 2 Corintios 10:3-6. ¿De qué se trata la guerra espiritual que libramos y cuáles son nuestras armas? Las armas espirituales más letales son las ideas, sean buenas o malas. Satanás utiliza la crítica, la traición, la vergüenza, el miedo, la presión grupal, y una serie de instrumentos similares que los cristianos nunca debemos emplear. En cambio, debemos usar el amor, la misericordia, la paz, la mansedumbre, la paciencia, la bondad y el dominio propio. Nuestra arma más poderosa, si es usada correctamente, es “la Palabra de Dios” manejada por el Espíritu (Efe. 6:17), porque solo Dios puede llevar la verdad al corazón de una persona. Nosotros somos solo el instrumento que Dios usa para lograr sus propósitos. Lee Filipenses 1:21, 22. ¿Cuál es el punto que destaca aquí Pablo, especialmente en el contexto del Gran Conflicto? Nuestra batalla es espiritual, pues estamos en una guerra de ideas y valores. Sin embargo, Cristo ya obtuvo la victoria por nosotros en la Cruz, y nunca seremos derrotados si permanecemos unidos a él, incluso si ello nos cuesta la vida. Pablo estuvo dispuesto a sobrellevar todo lo que le sucediera aquí en la Tierra, por injusto que fuera, pues había confiado su vida y su futuro a un tribunal superior. Como cristianos, no debemos luchar tanto por nuestros derechos como por lo que es justo. Contrariamente a la máxima según la cual “la fuerza hace a la razón”, la verdadera fortaleza es el resultado de la última. La sumisión a la voluntad de Dios es algo honorable. De hecho, es la única manera de obtener la victoria en la guerra que libramos. Jesús, por supuesto, es el ejemplo por excelencia de la sumisión a la voluntad de Dios, como demuestra Pablo en Filipenses 2. ¿Cómo estás experimentando ahora mismo la realidad del Gran Conflicto? ¿Cómo puede darte consuelo y fortaleza el hecho de saber que Cristo ya obtuvo la victoria por nosotros? 

Donna&Leadership Journal
Ambizione non è una parolaccia riprendiamoci il diritto di voler crescere

Donna&Leadership Journal

Play Episode Listen Later Jan 11, 2026 19:01


C'è una parola che molte di noi hanno imparato a sussurrare, a nascondere, a minimizzare.Una parola che, quando pronunciata ad altavoce, rischia di farcisembrare “troppo”:troppo aggressive, troppo egoiste, troppo pocofemminili. Quella parola è ambizione.Mentre per un uomo dire“sono ambizioso” suona come un'affermazione di forza, di determinazione, di legittimo desiderio di crescita, per una donna quella stessa frase porta con sé un peso diverso. Rischia ditrasformarsi in un'etichetta: arrivista, fredda, privadi empatia. Come se volercrescere professionalmentefosse incompatibile con l'essere donna, madre, partner,amica.Ma è davvero così? Ostiamo semplicemente pagando il prezzo di stereotipi culturali così radicati da diventare invisibili?I numeri che raccontanouna storia diversaIniziamo dai fatti. Contrariamente a quanto sicrede, le donne non sono meno ambiziose degli uomini. Secondo una ricercadi Egon Zehnder, una delle principali società di consulenza globale in ambito di talent management, le aspirazioni verso posizioni di C-suite (i vertici aziendali) sono oggi praticamente paritarie: il 27% delle donne aspira a raggiungere il C-suite, rispetto al 31% degli uomini. Una differenzaminima che smonta il mitodell'”ambition gap” – il presunto divario di ambizionetra i generi.

Recensioni CaRfatiche
Recensioni CaRfatiche - Predator Badlands (Dan Trachtenberg 2025)

Recensioni CaRfatiche

Play Episode Listen Later Dec 12, 2025 33:36


Un predator definito disonorevole e debole dal suo stesso padre, fugge su un pianeta ostile dopo che il genitore ha ucciso suo fratello.Il giovane cacciatore alieno dovrà trovare e uccidere la bestia più feroce di quel pianeta, in modo da tornare a casa con il trofeo più ambito ed essere accettato dalla sua tribù. Ad aiutarlo nell'avventura, un androide dalle sembianze femminili.Contrariamente alle mie aspettative, devo ammettere che questa pellicola intrattiene e diverte, senza pretendere troppo. Scenari interessanti, momenti d'azione ben girati ed un pizzico di ironia ben inserita, fanno di questa pellicola un momento gustoso, non esente da difetti, ma che è scuramente superiore a Prey, almeno per quel che mi riguarda.Un Predator sicuramente più buono ed inclusivo, ma che non stona e non appare mai ridicolo.

Centro Cristiano Esperanza Valencia
El regalo perfecto - Parte 1: Un lugar inesperado - Pr. Néstor Salas

Centro Cristiano Esperanza Valencia

Play Episode Listen Later Dec 10, 2025 39:09


En este mensaje, el Pastor Néstor Salas inicia la serie "El Regalo Perfecto" abordando el verdadero sentido de la Navidad. Contrariamente a la perfección que a menudo se muestra en las redes, se reflexiona sobre cómo Dios elige manifestarse en medio del desorden y el caos de nuestra vida real. Descubre por qué Jesús no espera tu perfección para nacer en tu historia, y cómo este "Regalo" desmantela la premisa de que solo califica lo ordenado. Abre el "pesebre" de tu corazón y vive una fe auténtica.

Insieme per educare - PF06
Il mito della calma

Insieme per educare - PF06

Play Episode Listen Later Dec 2, 2025 38:31


In questa puntata riflettiamo sul tema della regolazione emotiva degli adulti di fronte ai comportamenti disregolati dei bambini. Contrariamente all'ideale del genitore sempre calmo e zen, esploriamo l'importanza di riconoscere e regolare le proprie emozioni in modo autentico. Attraverso il concetto di "finestra di tolleranza", scopriremo come fluttuare tra emozioni piacevoli e spiacevoli, senza cadere nel mito della calma perfetta. Con esempi pratici e spunti di riflessione, l'episodio ci offre strumenti preziosi per affrontare le sfide quotidiane della genitorialità, ricordando che è normale e umano disregolare. PER APPROFONDIREhttps://www.spreaker.com/episode/saper-chiedere-scusa-a-bambini-e-bambine--52780291https://percorsiformativi06.it/la-regola-dei-terzi/https://percorsiformativi06.it/prodotto/quando-bambini-e-bambine-disregolano/PER CONTINUARE A SEGUIRE PF06SITO www.percorsiformativi06.it INSTAGRAM https://www.instagram.com/percorsiformativi06/ YOUTUBE https://www.youtube.com/c/SilviaIaccarinoPercorsiformativi06/videos FB https://www.facebook.com/percorsiformativi06 GRUPPO FB https://www.facebook.com/groups/177748889440303/ TELEGRAM  https://t.me/percorsiformativi06 NEWSLETTER https://percorsiformativi06.it/iscrizione-alla-newsletter/ RIEPILOGO DEI NOSTRI CONTENUTI https://linktr.ee/pf06DISCLAIMERI contenuti dei podcast sono forniti a solo scopo educativo e informativo. Questi non intendono in alcun modo sostituire consulenze, diagnosi o trattamenti forniti da professionisti del settore medico, psicologico o di altre discipline specialistiche.I contenuti proposti non costituiscono consigli professionali personalizzati né possono essere considerati esaustivi o adattabili a specifiche esigenze individuali. Nulla di quanto offerto qui è inteso per essere utilizzato come strumento diagnostico o terapeutico.Percorsi Formativi 0-6 e i suoi formatori non si assumono alcuna responsabilità per l'uso improprio delle informazioni contenute in questo podcast. Ogni utente è invitato a rivolgersi a professionisti qualificati per consulenze mirate riguardanti la propria salute fisica o mentale. In caso di dubbi su eventuali diagnosi o trattamenti per problemi di salute, raccomandiamo di consultare sempre un medico, uno psicologo o altro operatore sanitario qualificato.

Filosofia Socran
Sobre a Essência - Xavier Zubiri

Filosofia Socran

Play Episode Listen Later Nov 30, 2025 103:50


Sobre a Essência - Xavier ZubiriEsse vídeo é baseado no livro: Sobre la Esencia, com alguns adendos e críticas à conclusão do autor.Autor: Xavier ZubiriPublicação Original: 1962 (Alianza Editorial, entre outras edições)Conceito Central: A obra Sobre la esencia de Xavier Zubiri é um tratado fundamental da sua filosofia, que busca redefinir o conceito metafísico tradicional de essência. Zubiri afasta-se das concepções platônicas (ideia abstrata) e aristotélicas/tomistas (forma substancial estática), propondo a essência como o princípio constitutivo, real, individual e dinâmico da realidade. A essência não é um universal lógico ou uma ideia abstrata, mas sim a estrutura interna e o sistema de notas (propriedades) que fazem com que uma coisa individual seja "de suyo" (com subsistência própria). É o que define a realidade de um ser específico, não apenas sua categoria. A essência é captada através da "inteligência sentiente", o ato humano fundamental de apreender a realidade. O homem capta imediatamente a "formalidade de realidade" dos objetos, ou seja, que eles são reais antes de serem conceituados. A essência é o "quê" da realidade apreendida nesta imediaticidade, em talidade e não mera quididade. Contrariamente à noção clássica de essência imutável, Zubiri argumenta que a essência possui uma estrutura dinâmica. As "notas" que compõem a essência formam um sistema que pode evoluir ou se desdobrar ao longo do tempo e da história. A essência é o fundamento aberto do ser, não uma determinação fechada. A obra é uma crítica profunda à metafísica ocidental tradicional, que, segundo Zubiri, subordinou indevidamente a realidade (o ser "de suyo") ao conceito de ser (como cópula ou ato de ser), obscurecendo a apreensão primordial da realidade mesma. Esse livro é crucial para entender o realismo zubiriano, que procura superar as dicotomias modernas entre idealismo e realismo ingênuo, reorientando a filosofia para a experiência primordial e imediata da realidade como fundamento de todo o pensamento posterior. Quer ajudar o canal:*Link do Livro - O Agente do Caos: https://amzn.to/4dbsdhK*Pix: https://widget.livepix.gg/embed/e47d6...*Apoie o Canal: https://apoia.se/canaldosocran

Micro Mundos
Los argentinos rescatan a Milei

Micro Mundos

Play Episode Listen Later Oct 27, 2025 43:09


Contrariamente a lo que pensaron muchos, el presidente Javier Milei salió muy fortalecido en las elecciones de medio término. Esta vez no fue ni Donald Trump ni Scott Bessen quienes rescataron a Milei: fueron los argentinos que volvieron a apostar a un gobierno que había perdido el rumbo.Contra todos pronósticos, el presidente Milei sale fortalecido con un horizonte político despejado. El riesgo Kuka dejó de existir, el Congreso ya no será un problema para las reformas que piensa llevar a cabo y los gobernadores, después del triste papel que hicieron, seguramente se volverán dóciles. Además, después de la victoria, Trump seguirá apostando por la Argentina y probablemente Besset siga comprendo pesos mientras sea necesario. Ahora, todo depende de Javiewr Milei. ¿Por qué volvió a ganar? ¿Qué mensaje le dieron los argentinos a la oposición? ¿Y qué viene ahora, con un Congreso más alineado con el oficialismo?En este episodio de Micro Mundos, Martín Pitton analiza el resultado electoral, el rol del peronismo, la estrategia de la Casa Rosada y el futuro inmediato de la política argentina.Entrevistamos al consultor político Carlos Fara

L'Antica Sapienza Egizia
Mensa Isiaca - Il Falso Egizio di Roma che Svelò i Segreti (Immaginari) del Rinascimento

L'Antica Sapienza Egizia

Play Episode Listen Later Oct 11, 2025 7:25


La Mensa Isiaca, nota anche come Tabula Bembina, è uno dei reperti di maggior risonanza storica e culturale conservati presso il Museo Egizio di Torino, ponendosi come fulcro per lo studio del sincretismo religioso in epoca imperiale romana e della storia intellettuale occidentale. Contrariamente ad altri celebri pezzi del museo, la sua importanza non risiede nella sua autenticità faraonica, ma piuttosto nel suo ruolo di ponte culturale.   Il manufatto, una lastra bronzea riccamente intarsiata, opera storicamente in due distinti ambiti cronologici e interpretativi. Inizialmente, fu un'opera d'arte egittizzante prodotta a Roma tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.. Successivamente, dopo la sua riscoperta nel Rinascimento, divenne un testo criptico fondamentale che alimentò la "frenesia geroglifica" e influenzò profondamente le dottrine ermetiche e esoteriche.   Il valore storico-culturale della Mensa si rivela, paradossalmente, quasi inversamente proporzionale alla sua autenticità egizia. Essendo realizzata con pseudo-geroglifici non leggibili, la sua natura ambigua e misteriosa ha permesso agli studiosi rinascimentali e barocchi di proiettarvi significati arcani, trasformandola in un catalizzatore di speculazioni errate ma seminali sull'antica sapienza egizia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/l-antica-sapienza-egizia--3571682/support.

Urbana Play Noticias
Scott Bessent dio detalles de la negociación Trump-Milei: 20 mil millones de dólares. Audios del 25 de septiembre por Urbana Play

Urbana Play Noticias

Play Episode Listen Later Sep 25, 2025 14:45


Scott Bessent, secretario del Tesoro de Estados Unidos, afirmó que Milei no solo es “el líder de una gran nación, pero también de un continente” en la entrega del Citizen Award: “El presidente Milei no solo es el líder de una gran nación, sino también de un continente. Ha inspirado a la juventud argentina a cuestionar la vieja propuesta de que la mano pesada del Gobierno es el camino hacia la prosperidad. Al hacerlo, ha encendido la fe en los mercados libres y ha sentado las bases para una nueva edad dorada en Argentina”.Bessent sostuvo que Milei tuvo el valor de defender a Argentina enfrentándose al establishment: “Cuando el pueblo presionaba, la solución del Gobierno a cada uno de esos problemas siempre era: ‘Más, más'. Más gasto, más planes sociales, más burocracia. Pero a medida que el Gobierno hacía más, el pueblo tenía menos. Un hombre reconoció que el Estado no era la solución, sino el problema. Un hombre tuvo el valor de defender a Argentina enfrentándose al establishment, y ese hombre está con nosotros esta noche. Esta noche conmemoramos al presidente Javier Milei por su esfuerzo incansable de hacer que Argentina sea grande otra vez”.El secretario del Tesoro de EE.UU., Bessent, señaló que Milei ha construido un Gobierno austero y eficiente que busca salvaguardar la propiedad, la libertad y la libre empresa: “El presidente Milei ha transformado Argentina para mejor. En lugar de una burocracia corrupta y derrochadora, la administración de Milei ha construido un Gobierno austero y eficiente que busca salvaguardar la propiedad, la libertad y la libre empresa de su pueblo. Como dijo el presidente Milei la semana pasada, el equilibrio financiero es una piedra angular del crecimiento. Con ese fin, ha presentado un plan para lograr un superávit fiscal por tercer año consecutivo”.Ante la asamblea general de la ONU, Milei comparó la inmigración “con una invasión” y se refirió a que Estados Unidos entiende que es el momento de revertir una dinámica que estaba llevando al país a una catástrofe: “Pero el problema no es sólo de política económica. Lo vemos también cuando se viola la igualdad ante la ley o se abren las puertas de forma indiscriminada a la inmigración por razones políticas. Contrariamente a lo que es la inmigración, en este caso se trataría de invasión. El presidente Trump en Estados Unidos también entiende que es el momento de revertir una dinámica que estaba llevando a Estados Unidos a una catástrofe. Y sabemos que una catástrofe en Estados Unidos es una catástrofe global”.Javier Milei le agradeció a Trump y a Scott Bessent en la entrega del Citizen Award por el "espaldarazo de apoyo" que le dieron a la Argentina en "un momento de incertidumbre": “Y quiero agradecer especialmente tanto al presidente Donald Trump y al secretario Scott Bessent por el espaldarazo de apoyo a Argentina en tiempos de incertidumbre. Se trata de un hito histórico en la relación de amistad estratégica entre las 2 naciones. Seguramente traerá beneficios para ambas partes, así como para todo el continente americano”Noticias del jueves 25 de septiembre por María O'Donnell y equipo de De Acá en Más por Urbana Play 104.3 FMSeguí a De Acá en Más en Instagram y XUrbana Play 104.3 FM. Somos la radio que ves.Suscribite a #Youtube. Seguí a la radio en Instagram y en XMandanos un whatsapp ➯ Acá¡Descargá nuestra #APP oficial! ➯  https://scnv.io/m8Gr 

Unica Radio Podcast
La salute della donna al centro con la dottoressa Barbara Steri

Unica Radio Podcast

Play Episode Listen Later Sep 17, 2025 11:17


Dalla prevenzione alla consapevolezza, un percorso che coinvolge tutte le fasi della vita femminile. La ginecologa Barbara Steri racconta come i consultori diventano luoghi di ascolto, supporto e crescita per donne, giovani e famiglie. Prendersi cura di sé è il primo passo verso il benessere. E quando a ricordarcelo è una professionista come la dottoressa Barbara Steri, ginecologa e responsabile di cinque consultori, il messaggio diventa ancora più forte. In questa intervista per Unica Radio, la dottoressa racconta come la prevenzione e la sensibilizzazione siano strumenti fondamentali per accompagnare le donne in ogni fase della vita, dall'adolescenza alla postmenopausa. Consultori come spazi di accoglienza I consultori, spiega Steri, non sono soltanto luoghi di visite ed esami. Sono spazi multidisciplinari in cui lavorano insieme ginecologi, ostetriche, psicologi, assistenti sociali e sanitari. Una rete di competenze che permette di affrontare con delicatezza e professionalità ogni esigenza: dalla contraccezione alla gravidanza, dalle difficoltà della menopausa al sostegno psicologico per le famiglie. C'è uno spazio giovani, pensato appositamente per ragazzi e ragazze. Ci sono incontri dedicati alle donne mature, in cui si parla di salute, ma anche di alimentazione e benessere. Giovani e consapevolezza Uno degli aspetti più sorprendenti è la risposta dei giovani. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, studenti e studentesse accolgono con entusiasmo i progetti portati nelle scuole. “Assorbono le informazioni come spugne” racconta Steri. È la dimostrazione di quanto sia importante parlare con loro di fisiologia, sessualità consapevole e prevenzione delle gravidanze indesiderate. Temi delicati che, se affrontati con rispetto e chiarezza, diventano strumenti di crescita e responsabilizzazione. La dottoressa porta l'esempio di incontri in cui i ragazzi hanno chiesto più giornate di confronto. È un segnale forte: il desiderio di sapere e di essere guidati è reale. Non mancano i momenti di riflessione su argomenti complessi. Tra questi l'interruzione volontaria di gravidanza o la possibilità di partorire in anonimato. Tutto è supportato da una rete di servizi che garantiscono privacy e tutela. Progetti per le donne in età matura Oltre al lavoro con i giovani, la Steri è impegnata in nuovi progetti rivolti alle donne tra i 40 e i 60 anni. È una fascia di età spesso trascurata, ma centrale nella vita femminile. Incontri e laboratori accompagneranno le donne nella transizione della menopausa. L'approccio non si limita alla dimensione clinica, ma coinvolge anche quella psicologica e sociale. È una visione che mette davvero al centro la persona, non solo la paziente. L'invito alla prevenzione Il suo consiglio finale è semplice ma potente: iniziare presto, senza vergogna. Anche un colloquio informale in consultorio può essere l'inizio di un percorso di cura e consapevolezza che dura tutta la vita. Vincere i tabù e instaurare un rapporto di fiducia con gli operatori sanitari è il modo migliore per proteggere la propria salute. Un'intervista intensa, capace di emozionare e motivare. Un invito rivolto a tutte le donne, ma anche a chi si occupa di loro, a non rimandare e a considerare la prevenzione come parte integrante della vita quotidiana. Ascolta l'intervista completa alla dottoressa Barbara Steri in questo articolo e lasciati coinvolgere dalla sua passione e dalla sua esperienza.

Poder & Mercado
Bolivia no ha girado a la derecha en las elecciones

Poder & Mercado

Play Episode Listen Later Aug 22, 2025 26:51


Contrariamente a los que demasiados medios internacionales se están apresurando en afirmar, #Bolivia no ha girado a la derecha con la primera vuelta de las elecciones, y más aún, no ha logrado comenzar a vencer los problemas que representa la izquierda. ________________ Encuéntrame en más redes: Web: http://riosmauricio.com​​​​ X/Twitter: https://x.com/riosmauricio​​​​ https://www.linkedin.com/in/riosmauricio/ Facebook: https://www.facebook.com/riosmauriciocom Patreon: https://patreon.com/riosmauricio

BECA Advisors
Episodio 237 - Lo que todos quieren

BECA Advisors

Play Episode Listen Later Aug 15, 2025 8:41


Ellos y ellas (nosotros, no) quieren que la Fed baje la tasa de interés. Contrariamente a la reacción que tuvo el mercado, el último dato de inflación no lo justifica. Pero, "querer es poder", dicen...

Late Tech Show
Infrastrutture data center, identità per alimenti e App, investimenti delle PMI - S06e41

Late Tech Show

Play Episode Listen Later Jul 16, 2025 68:30


In questa puntata del Late Tech Show, il podcast B2B tech di Gigi Beltrame, si è parlato di:Data Center: potenza, calore e zcqua – sfatando i miti (con Stefano Mozzato di Vertiv) :l'architettura dei data center è in costante evoluzione. Dai 10-15 kW per rack, con l'avvento dell'Intelligenza Artificiale (GPU) si arriva a densità di 100-130 kW per rack, rendendo il raffreddamento a liquido una necessità per evitare il "surriscaldamento".Contrariamente a quanto si crede, i data center di nuova generazione in Italia non sprecano acqua. La maggior parte utilizza sistemi a circuito chiuso, rendendo il consumo d'acqua un falso mito legato a tecnologie superate.Un'opportunità emergente è il riutilizzo del calore in eccesso (l'acqua di raffreddamento può raggiungere i 50°C) per sistemi di teleriscaldamento ("district heating"), contribuendo a un bilancio energetico quasi neutro.L'esplosione delle identità digitali (con Paolo Lossa di CyberArk): non si tratta più solo di persone! Abbiamo esplorato il mondo delle identità digitali umane e non umane (macchine). Si stima un rapporto di 1 a 85 tra identità umane e macchine, un dato sorprendente! L'automazione, l'AI, l'IoT e il cloud stanno accelerando la proliferazione di credenziali macchina, creando un enorme rischio di "shadow machine identity". La soluzione? Strumenti di governance centralizzata, scoperta automatica, classificazione e politiche "least privilege" per mitigare i rischi.MyCIA e l'identità alimentare: l'innovazione a tavola (con Pietro Ruffoni di MyCIA):Un'iniziativa italiana ha creato la "Carta d'Identità Alimentare", un documento digitale gratuito che permette ai consumatori di specificare allergie, intolleranze e preferenze alimentari.MyCIA.it e MyCIA for Business collegano le esigenze dei consumatori con i menù dei ristoratori tramite un algoritmo brevettato, semplificando la gestione degli allergeni e promuovendo l'inclusività. Si sta spingendo per una proposta di legge che renda obbligatoria l'educazione alimentare nelle scuole primarie e secondarie, per favorire una maggiore consapevolezza.Le aziende italiane e gli investimenti in tecnologia (Soldo Spend Index con Gianluca Salpietro di Soldo):Le aziende italiane stanno accelerando la loro trasformazione digitale. La spesa in Intelligenza Artificiale è più che raddoppiata (+130%) nell'ultimo anno, focalizzandosi su agenti e generazione di contenuti.Anche la spesa in software è aumentata del 37%, parallelamente a una riduzione del 30% delle spese ricorrenti nelle grandi aziende, puntando all'efficienza e all'automazione.Un aumento del 41% nella spesa per servizi professionali evidenzia la difficoltà nel trovare competenze verticali interne e la preferenza per la flessibilità dei consulenti esterni.Sorprendentemente, la spesa per le traduzioni è cresciuta del 150%, nonostante l'AI generativa, indicando una maggiore produzione di contenuti multilingue.Il bisogno di incontrarsi non è svanito! Nonostante lo smart working, le spese di rappresentanza (+12%) e noleggio veicoli (+30%) sono aumentate, confermando il valore delle interazioni umane e personali.Con:Pietro Ruffoni MyCIA,Paolo Lossa CyberArk,Stefano Mozzato Vertiv,Gianluca Salpietro SoldoContattami per moderazioni, speech e consulenze: https://forms.gle/jtcv577NAd6gLWbi8

Insieme per educare - PF06
Bambini, bambine e la condivisione

Insieme per educare - PF06

Play Episode Listen Later Jul 15, 2025 36:44


In questo episodio parliamo di bambini, bambine e condivisione. Contrariamente a quanto tendiamo a pensare, forzare la condivisione non aiuta, anzi può essere controproducente rispetto alla costruzione di una autentica generosità. PER APPROFONDIREARTICOLO SULLA CONDIVISIONEIL CONCETTO DEL CONTINUUMWEBINAR GRATUITO SUI LITIGI TRA BAMBINIEPISODIO SUL TEMPERAMENTOPer continuare a seguire Percorsi formativi 06, ti indichiamo i nostri canali:SITO www.percorsiformativi06.it INSTAGRAM https://www.instagram.com/percorsiformativi06/ YOUTUBE https://www.youtube.com/c/SilviaIaccarinoPercorsiformativi06/videos FB https://www.facebook.com/percorsiformativi06 PODCAST https://www.spreaker.com/show/insieme-per-educare GRUPPO FB https://www.facebook.com/groups/177748889440303/ TELEGRAM  https://t.me/percorsiformativi06 NEWSLETTER https://percorsiformativi06.it/iscrizione-alla-newsletter/ RIEPILOGO DEI NOSTRI CONTENUTI https://linktr.ee/pf06

Mensagens do Meeting Point

devocional Lucas leitura bíblica Ou ainda: Uma mulher, por exemplo, tem dez moedas valiosas e perde uma delas em casa. Porventura não acenderá uma luz e não procurará por toda a parte, varrendo cada recanto até a achar? E depois de encontrá-la não chamará as amigas e vizinhas para que se regozijem com ela? Assim também há alegria entre os anjos de Deus quando um pecador se arrepende.” Lucas 15.8-10 devocional Há quem julgue que Deus não dá segundas chances a pessoas que se estampam na primeira curva ou que têm um longo histórico de acidentes de percurso. Pensam que tem um feitio inacessível e um ar carrancudo. Pintam-n'O com um semblante fechado, como se fosse avesso a relacionamentos. Nada mais errado. Aliás, foi precisamente esse equívoco que Jesus veio desmontar. Deus não vira as costas a ninguém, nem Se alheia dos que vagueiam por aí. Contrariamente aos legalistas, Ele alegra-Se “cada vez que um pecador se arrepende.” Assim como alguém vira a casa de pantanas para encontrar alguma coisa preciosa que tenha desaparecido dentro dela e depois faz uma festa quando a encontra, também o Pai procura incessantemente vidas perdidas e celebra efusivamente o momento do retorno para os Seus braços. Que bom é ser por Ele intencionalmente achado e receber o Seu inconfundível abraço! - jónatas figueiredo Oramos para que este tempo com Deus te encoraje e inspire.  Dá a ti próprio espaço para processar as tuas notas e a tua oração e sai apenas quando te sentires preparado.

Artes
“Michel”:  Para haver reconciliação “é preciso saber quem foram as pessoas que assassinaram”

Artes

Play Episode Listen Later Jun 11, 2025 20:42


"Nuvem Negra - O drama do 27 de Maio de 1977" é o livro onde o advogado e professor universitário Miguel Francisco, mais conhecido como “Michel”, relata, na primeira pessoa, os três anos de pesadelo em que esteve preso. Michel testemunha as torturas, fuzilamentos, trabalhos forçados, as condições mais desumanas a que foram sujeitos aqueles que em Angola foram acusados de colaborarem com os “fraccionistas” (Nito Alves e José Van-Dúnem). "Nuvem Negra - O drama do 27 de Maio de 1977" é o livro onde o advogado e professor universitário Miguel Francisco, mais conhecido como “Michel”, relata, na primeira pessoa, os três anos de pesadelo em que esteve preso e viveu as condições mais desumanas a que foram sujeitos aqueles que em Angola foram acusados de colaborarem com os “fraccionistas” (Nito Alves e José Van-Dúnem). Michel, que em 1977 era militar do MPLA, fez parte dos milhares de prisioneiros, condenados sem julgamento, que foram enviados para o “campo de concentração”, “campo da morte”, o campo de Calunda. O livro "Nuvem Negra - O drama do 27 de Maio de 1977"  foi recentemente reeditado em Portugal pela Perfil Criativo. Em entrevista à RFI, Michel, que considera que a reconciliação entre angolanos ainda está por fazer, começa por lembrar o choque que teve ao chegar ao campo. Os amigos de Luanda, que pensava que estariam mortos, estavam ali, vivos, mas o aspecto de farrapos humanos, doentes, cadavéricos, com lêndeas e cabelo a cair, eram marcas das condições desumanas do campo da morte. Michel: Quando eu vi, o Manél está vivo! Eu pensava que o gajo estava já morto, afinal ele está vivo.  Mas ele estava em mau estado, com lêndeas, anémico, muito magro. Ele disse-me: "Vocês estão aqui e recebemos ordens. Nós não podemos comunicar com vocês." A segurança lá, o DISA. Então, o campo é novo, não tem condições nenhumas, meteram-nos aqui como se fossemos farrapos. Então, começámos mesmo a dormir ao relento. Isto estou a resumir, no livro está tudo. Veio esse primeiro grupo no dia 26 de agosto. Depois veio o segundo no dia 30 ou 31. E depois veio... depois veio o último grupo no dia 3. Este último grupo, dia 3, é que fez o número para eles realizarem o comício satânico para fazerem um fuzilamento em hasta pública, com a população lá, assistindo. Terrível, nunca vi uma coisa assim. Nós fomos obrigados a assistir ao fuzilamento de dois rapazes. Um deles até chamava-se António Ambrige. Jovem, só 18 anos. Estou a ver como se fosse agora. E depois tiraram mais um miúdo. No dia antes nós fomos à Tonga, inculparam-lhe que ele ia fugir. Mas aquilo era uma farsa. Inventaram aquilo. Eles já tinham planificado o fuzilamento para incutir o medo no grosso de toda a malta que estava ali no campo. É uma estratégia que eles tinam montado. De tal forma que nós assistimos, horrorizados. Para nós pensarmos que não vamos sair daqui vivos. No comício, esteve presente o administrador comunal daquela região. Um gajo muito tribalista, o gajo que mais incitava ao ódio ali, naquele comício. E as populações (vieram), pediram a toda a população dos bairros (para vir ver). Estavam ali, concentrados. Todo o mundo assistiu. Tanto mais que naquele fuzilamento, a população também não embalou. Era visível no rosto dos populares a revolta e a reprovação do que eles estavam a assistir. Muitos até não quiseram assistir. Uns até choravam. Por toda essa peripécia que a gente viveu, é que me levou a escrever o livro. Eu disse logo. Por todo este clima de terror que nós estamos aqui a viver. Nunca me passou pela cabeça que o MPLA fosse capaz de criar um campo desta dimensão, nem a PIDE na época colonial. Aquilo era terror autêntico. Nós chegámos lá no dia 26 e tiveram que nos evacuar no dia 17 de outubro. Se continuasse mais tempo não sobraria ninguém. Porque depois surgiram muitas doenças. Por quê? Porque chovia muito. Não havia casas suficientes. Alimentação não havia. Trabalhos forçados, torturas, pancadarias, fuzilamentos. Olha, eu vou só lhe dizer um caso que aconteceu. No dia em que eu fiz 22 anos, no dia 26 de setembro, eu não fui à Tonga. Tonga é lá a roça onde se ia para fazer trabalhos forçados. Eu não fui. Simulei qualquer coisa e fiquei mesmo lá, no campo. Até havia mais benefício em ir à Tonga, porque lá tem água. No campo, nem água tinha. A água era de um tanque. Você nem água tinha para beber.  A situação era tão grave no campo que você nem água tinha. Portanto, era melhor ir para a tonga,porque lá tem os rios. Tomas um banho, bebes água à vontade. E quando chegas (ao campo) tens o papo cheio, já não tem necessidade de beber água. Então, eu não fui mesmo, disse não vou. Então, fui à caserna de um indivíduo chamado Jerónimo. Ainda está vivo. E eu disse: "Oh, Jerônimo, eu, hoje, fiz 22 anos. Aí o gajo disse assim: "Epá, você fez 22 anos! Hoje tens que te aventurar e ir lá na bicha, para ver se comes qualquer coisa." Pronto, a bicha (a fila que se formava para receber uma ração) era terrível. Não se conseguia receber comida, porque a cozinha era única e o número de prisioneiros era muito. Aquilo era uma luta tão grande para conseguir uma migalha de comida que nem todos recebiam. Só os mais fortes é que conseguiam. Eu não conseguia mesmo, não conseguia. Por isso eu vim de lá (do campo) com mazelas. Cheguei a ficar quatro dias sem comer mesmo nada. Então, o que é que eu fazia? Recolhia as escamas de peixe que estavam no chão junto da cozinha. Depois acendia um fogareiro numa lata e tomava aquele molho com sal para mitigar a fome. Mas nesse dia, esse meu amigo Jerónimo disse, "Epá, tens que ir à bicha. Vai! faz alguma coisa! Já não vais fazer mais outro aniversário aqui. Porque aqui nós estamos todos condenados à morte. Então, nesse dia eu tentei ir à bicha. Não é que, por meu azar, e isso está tudo em livro, não é que, por meu azar, nesse dia, também o próprio chefe do campo decidiu ir à bicha para acompanhar o comportamento (dos prisoneiros) e ver como estava a ser distribuída a refeição. Eu estava naquela confusão, para ver se conseguia festejar o aniversário pelo menos comendo alguma coisa. E aquele gajo, de um momento para o outro, disse: "mas que brincadeira é essa? Vocês estão-me enervando. Eu mato já um gajo!" Eu até pensei que ele estivesse a intimidar para que a gente se organizasse melhor. O gajo saca da pistola... Epá, eu nunca tinha visto uma coisa assim. Saca da pistola... Epá, prime o gatilho (com a arma) na testa de um gajo... Epá! De um gajo aleatoriamente. Pumm! Epá, antes dele fazer esse disparo, eu vi o gajo. Eu fiquei com medo. Eu vi o gajo e saí da bicha. Logo que o gajo faz o tiro, Epá, eu... O sangue a jorrar, a bicha se desfez toda, … todo o mundo disperso. Fui para a caserna. Então, disse logo: Epá, isto aqui é mau sinal. Então hoje mesmo que eu faço o aniversário e me acontece uma coisa dessa. Então, é porque já não vou sobreviver. Mas jurei comigo mesmo, se algum dia eu sobreviver, eu vou escrever um livro para relatar todas essas situações que eu estou a viver. É essa a razão que me levou a escrever o livro. RFI: Sobre este drama do 27 de maio de 1977, o Michel já escreveu outros livros, estou-me a lembrar do livro O Racismo como Cerne da Tragédia de 27 de Maio de 1977. Este é um relato de todos os factos que eu vivi, senti na carne e na alma, o que me levou a escrever o livro. Mas, como cidadão que eu sou, com alguma formação que eu tenho, quis ir ao fundo do que realmente esteve na base deste processo. Contrariamente ao que muita gente pensa, é um livro polémico, porque são ideias minhas. Eu fiz uma incursão, fiz uma investigação e fiz uma reflexão. Porquê aquela sangria toda? Tem matérias muito complexas, que tem a ver com a realidade própria do meu país, cujo cerne cai exactamente no racismo. Por isso eu escrevi O Racismo como Cerne da Tragédia de 27 de Maio. Agora, as pessoas lêem. Podem concordar com o que está lá ou não concordar. É o que eu fiz. Esta é uma reflexão pessoal, a minha análise, a minha opinião sobre o que esteve na base do 27,com a qual as pessoas não são obrigadas a concordar. É uma questão de liberdade. Eu penso que o que esteve na base daquela tragédia é aquilo que está no livro que eu escrevi. Agora as pessoas podem concordar. O que o faz ter a opinião de que terá sido o racismo? Ah! aí está o problema! Porque é muito difícil dizê-lo, mas é o que aconteceu. Porque os factos são factos. Quem dirigiu a repressão em Angola foram mestiços. Foram maioritariamente mestiços. São mestiços que planificaram isso. Para mim, são mestiços. E quem viveu em Angola sabe a realidade, sabe que é isso que se passou. Agora, usaram o Presidente Neto, como escudo. Instrumentalizaram o Presidente Neto. Agora, se ele se deu conta, isso é um problema dele. Mas penso que ele deu-se conta. Por quê? Porque eu tive um encontro com a dona Maria Eugénia, viúva do Presidente Neto. Tive uma reunião com ela em 2011, a pedido dela. Esta reunião foi intermediada pelo antigo primeiro-ministro Marcolino Mouco. Um encontro muito frutífero. Ela foi com o meu livro, a primeira versão. Foi com o meu livro para me fazer perguntas. Fez uma série de perguntas e eu respondi. E ela, no fim, diz assim, "coitadinho, o homenzinho, fizeram tudo sem ele saber e o homem sofreu até morrer". No encontro que ela teve comigo, estava ela, esteve um indivíduo chamado Amarildo Vieira Dias e estava a filha, a doutora Irene Neto. Se elas ouvirem, podem confirmar, em 2011. Eu tenho uma grande admiração pelo Presidente Neto, mas não posso perdoar o que ele fez. Então, aquela ideia de uma divisão entre nitistas e netistas faz sentido ou não? Não faz sentido. Isso está no livro que eu escrevi. Na minha perspectiva, aquilo é um falso problema. Eles manipularam de tal forma o Presidente Neto para influenciar a opinião pública nacional e internacional de que a luta do Nito (Alves) era contra o (Agostinho) Neto. Mas não, não é verdade. É falso dizer que havia netismo e nitismo, como se o Nito fosse adversário do Neto. Não, é mentira! Isto não é verdade. A verdade é que o Neto, naquela altura, naquela conjuntura,era uma peça fundamental e qualquer uma das alas queria tê-lo do seu lado. E venceu a área que tinha o Neto do seu lado. Porque o Neto, na altura decisiva da contenda, bandeou-se para o lado da ala que reprimiu. É por isso que eu disse que o problema resvala no racismo. Não vale a pena escondermos. Quem são os gajos que dirigiram a repressão? Lúcio Lara, Igo Carreira, Onambwé, Costa Andrade "Ndunduma", Hermínio Escórcio, todos eram mestiços!. Para quê esconder? É verdade que tinha lá uns pretinhos, mas não tinham aquilo que se chama o domínio do facto. Quem dirigiu a repressão são essas gentes. Isto eu não escondo. É uma realidade. Os factos são factos. E todo mundo sabe disso. Agora, as pessoas podem não concordar comigo. Eu sempre disse, e neste meu livro está lá, o problema do 27 de maio não é ideológico, na minha perspectiva. O problema do 27 de maio é político, é profundo. Já vem da essência do próprio MPLA. Quem fundou o MPLA? Isto não vale a pena esconder. É a minha perspectiva. Eu sou um homem livre. Exprimo aquilo que penso. Agora, posso estar errado, mas têm que me provar o contrário. No campo onde esteve preso, havia pessoas que morriam por causa dos maus-tratos, mas uma grande parte dos mortos era por causa da doença. Sim, a maior parte que morreu no campo, está no livro, era por doenças. Havia um ou outro... Tortura havia ali. (Mesmo sobre) Aqueles gajos, indivíduos que iam roubar mandioca. Chegou uma altura em que a situação estava de tal forma insustentável... O ser humano tem instinto de sobrevivência... Começaram a ir para as lavras roubar as mandiocas. Quando voltavam, aquilo era uma tortura que não era brincadeira. Eram postos nus, e o chefe do campo, com a mulher a assistir, pegava num cacete e batia no pénis. O pénis ali a inchar e a sangrar. Todo mundo a ver, ele nu. Aquilo não era coisa de brincadeira. É o que me levou a escrever o livro. Eu dizia assim: Epá, eu nunca vi uma coisa dessa. Epá, mas é mesmo o MPLA que está a fazer isso? O MPLA vai criar um campo destes? O MPLA que diz que é o povo, e o povo é o MPLA, vai-lhe dar na cabeça para criar um campo desta magnitude? Por isso é que esse tipo de coisas que estão aí a fazer, isso não é reconciliação. Isso não é reconciliação, não é nada. Pela gravidade do assunto, é um assunto que tem que ser bem... Não é só vir com um papelzinho, olha, peço desculpa. Não, aquilo é formal. É um bom passo. Mas agora tem que ir ao fundo do problema. Tem de haver responsabilização política. Pode não ser criminal, ninguém precisa disso. Mas responsabilização política tem de haver. Só assim poderá haver reconciliação. Caso contrário, não há. É assim no Chile, é assim no Brasil. É assim aqui. Aqui, os da PIDE têm mais espaço aqui? Os gajos que fizeram a PIDE aqui têm espaço? Não pode. São cidadãos, vivem ali, mas não tem possibilidade nenhuma de aparecer. Nós em Angola, não. Estão a condecorar até verdugos. Os próprios gajos que mataram, os algozes, estão a ser condecorados. Isto é sério? É assim que se faz? É um prémio pelas matanças que levaram a cabo? Em vez de se criar uma comissão da verdade para se explorar bem, se determinar bem as responsabilidades, e para que uma situação do género não se volte a repetir, estão a ser condecorados. Isto é sério? Por amor de Deus, pá! Só no meu país. Mas eu, como sobrevivente, como angolano que dei o meu melhor nesse país, vou lutar até as últimas consequências. Ainda que me matem. Se quisermos uma verdadeira reconciliação nacional, teremos que ir buscar as causas profundas que estiveram na base disso. O que é que sugeria para que, realmente, essa reconciliação nacional acontecesse? O que eu proponho é a criação de uma comissão da verdade, até podem chamar outro nome qualquer, para primeiro descobrir quem foram os indivíduos que assassinaram aqueles comandantes que apareceram no dia 21 nas Barrocas do Sabizanga. Esse é o ponto de partida. Porque é a partir dali, deste facto bárbaro, que o Presidente Neto veio a público dizer que não perdia tempo com os julgamentos. Não haverá perdão nem... Isso vem em letras grossas. Aliás, escritas pomposamente pelo Costa Andrade "Ndunduma". Que depois inventou mais uma outra célebre frase, "É preciso bater no ferro quente", numa alusão para instigar a matança que já estava a ser levada a cabo. Em função desta frase do Presidente Neto, "Não vamos perder tempo com os julgamentos". Por quê? Por causa daqueles comandantes. Então é preciso saber quem foram as pessoas que assassinaram aqueles comandantes. Foram os fraccionistas? Duvido muito. Até por uma questão de lógica. Se o golpe falhou às 11 horas, mais ou menos às 11 horas, 11 e meia, já as tropas cubanas tomaram a cidade toda. E os próprios fraccionistas já estavam em demandada. Como é que tiveram tempo, durante a noite, para assassinar, meter num carro, numa Kombi, e ir meter (os corpos) alí nas barrocas? Por amor de Deus, pá! Isso é uma questão de lógica. Tem de haver alguma estratégia. Agora, temos que saber quem foram. A gente sabe quem são. A gente sabe! Mas a minha opinião vale o que vale. Por isso é que tem, mesmo, que haver uma comissão da verdade. Olha, se lerem o livro do Nito Alves, nesse livro, tem lá muita carga ideológica. Purga e aquela carga ideológica está lá. E vão às informações que o livro tem. Há uma página 172 ou 173, está lá tudo. Aquelas reuniões que eram levadas a cabo na casa do Júlio de Almeida, era reunião de quê? Era para fazer o quê? Está lá tudo. Matrículas todas, as pessoas que iam lá frequentar. Vamos lá, só ver. Ali temos um bom ponto de partida. Agora, se querem que as pessoas todas que estavam envolvidas nesse processo trágico, morram todas para depois não serem responsabilizadas, isto não é reconciliação. Com toda sinceridade, não é! Qual é o impacto que o drama do 27 de Maio de 1977 ainda tem, nos dias de hoje, na sociedade angolana? Basta ver o país como está. Tão simples quanto isso. Isso não é uma questão de romantismo, é uma questão de realismo. O MPLA inflectiu para um rumo depois do 27 de Maio. O MPLA não é mais o mesmo. E a prova está ali, hoje, no que temos. Que MPLA temos hoje? Que MPLA temos hoje? Os melhores patriotas que o MPLA teve na sua vida são aqueles que foram trucidados no 27 de Maio. Não me venham lá com outras teorias. São esses que foram mortos no 27 de Maio. Hoje só temos aí os escroques! Indivíduos mais ligados para a riqueza. Não é?!  Todos eles são ricos. São milionários. Têm casa aqui, dupla nacionalidade. Todos eles. Que patriotismo é esse? Eles é que andaram a instigar esses miúdos todos a virem para aqui. Porque copiam. Um verdadeiro patriota pensa no seu país! Investe lá! Mas eles todos vêm aqui e morrem aqui. Depois é que vão lá ser enterrados. Ou não é? Esse é patriotismo de quê? Podem ser tudo menos patriotas.  Se é que têm noção do que significa patriotismo? Portanto, este é o impacto do 27 de Maio. O MPLA está completamente descaracterizado porque os melhores quadros que eles tiveram, os melhores patriotas, são esses que foram mortos no 27 de maio. Nisso não tenho dúvidas. Mesmo as pessoas que participaram nesta repressão têm noção disso, reconhecem.  Hoje O MPLA está descaracterizado. Isto não é romantismo do Michel, não, é um facto. Está aí, palpável. Olha como é que o MPLA está hoje, completamente desacreditado. Acha que ainda é possível com o MPLA no poder alcançar essa verdade que o Michel defende, que o Michel procura? Eu acredito no ser humano. É uma questão de vontade política. Ainda é possível, vão a tempo. Mas se não for possível, vão ser forçados a fazê-lo. A reconciliação só pode passar por este caminho. Olha, é uma questão de filosofia de vida, Luís Guita. A filosofia de vida nos ensina que não se constrói um edifício a partir do tecto. Os edifícios se constroem a partir da base. O que é que se faz primeiro? Criam-se os alicerces. Depois, criam-se os pilares para sustentar o edifício. Olha, a CIVICOP está a fazer exactamente o contrário. Está a começar por cima para depois terminar em baixo. Não se dá certidão. Certidões, ossadas, é um processo que vai culminar lá. Depois até se pode erigir um monumento. Mas primeiro temos que ir às raízes, àquilo que esteve na base do 27. O que é que deu para matarem tanta gente? Isso é que é fundamental. Se a gente discutir isso, chamar as pessoas à razão, confessarem ali na comissão o que é que fizeram, porquê que fizeram, o caso morre aí. Nós estamos todos disponíveis para perdoar. Sem isso, nada feito. Está a acontecer a reedição do livro "Nuvem Negra", que o Michel escreveu sobre o drama do 27 de Maio de 1977. No poder, em Angola, já está a chegar uma nova geração, pessoas que, algumas, ainda nem sequer tinham nascido quando isto aconteceu. Qual a importância que este tema seja também dado a conhecer com profundidade a essa nova geração? Por isso é que se escreveu o livro. É para que eles leiam. Vão ler o que eu escrevi, vão ler a opinião das outras pessoas que também escreveram, porque não serei o único que escreveu sobre esta matéria, e eles próprios, depois, vão chegar a uma conclusão. Eu estou a deixar aqui um registo, é um legado. No fim do texto está lá escrito: "Para que as gerações vindouras saibam o que é que se passou. Para que não se silencie e casos do género não se repitam". Agora, eu não estou a dizer à juventude que eles têm que abraçar aquilo que está lá escrito. Não, isso é uma ferramenta de apoio para que eles reflitam sobre o que é que se passou neste país. Para que coisas do género não voltem a acontecer. O que eu quero é que se faça a justiça e que o governo angolano pense, repense, que leia o sinal do tempo. Vai a tempo de inflectir o rumo que ele está a seguir com este processo de 27? Porque o processo de 27 não morre assim. É a verdade. De resto, eu sinto-me bem e sou agradecido, mais uma vez, à RFI por me entrevistar, porque eu nunca tive espaço lá em Angola, é um pouco difícil, senão nas rádios privadas. Nas rádios públicas nem é pensado passar isto, porque eles não fazem, por razões óbvias. O livro termina mesmo com uma frase que é "Que se faça justiça". Quem julga? Essa justiça não é a justiça formal dos tribunais, é a justiça do povo, da juventude, da geração que está para vir. Aliás, uma das passagens deste livro do Michel faz referência ao povo e à maneira como o povo olhou para vós, prisioneiros, no momento em que estavam no Luau... Sim!! ... e escreveu, "até ao anoitecer, as velhas, e mesmo os jovens camponeses, traziam produtos das suas lavras como mandioca, tomate, cebola, batata e ervas. Foi um gesto de profunda sensibilidade e solidariedade que me marcou profundamente e que jamais esquecerei. Este comportamento, por parte do povo, desde o campo, até nesse dia, no Luau, ajudou-me a consolidar o princípio segundo o qual Os povos nunca são maus". Sim! Os povos nunca são maus! Maus são os políticos. Os povos nunca são maus, ó Luís. Os povos nunca são maus. É exactamente pela vivência que eu tive. Esta vivência dramática que me marcou para toda a vida. Eu estou a fazer 70 anos. Mais um ano ou dois anos, você vai ouvir dizer ... e pensar ... entrevistei aquele jovem, já foi. Mas eu deixo esse registo para a eternidade. Morro eu, mas o meu livro não. As minhas ideias vão ficar sempre. Por causa disso, os povos nunca são maus. Eu nunca digo que o povo português é mau. Nem digo que o povo russo é mau. Não! Maus são os políticos que se servem dos povos para gizar um projecto que não é aquele que o povo quer. Isto é que é verdade!  

INVIVEN
203. Dani Orozco y develar el narcisismo

INVIVEN

Play Episode Listen Later Jun 10, 2025 38:29


Hoy viene al podcast de INVIVEN Dani Orozco, psicólogo y divulgador, para debatir sobre si el narcisismo siempre negativo, o hay una faceta que puede impulsar tu éxito sin dañar a otros. Contrariamente a la creencia popular, el narcisismo es un rasgo de personalidad que todos poseemos en cierta medida y que es necesario para el autocuidado y la construcción de un ego saludable. La clave es cuando este rasgo se manifiesta en detrimento de otros. La diferencia entre un narcisismo sano y uno patológico radica en aprende a distinguir un "win-to-win" saludable (donde te beneficias sin perjudicar a otros) de un enfoque puramente egoísta donde las personas son vistas como "objetos" para satisfacer las propias necesidades, siendo descartadas cuando ya no sirven. En ese sentido, en el mundo actual, la búsqueda de likes y validación en redes sociales podría estar estimulando el narcisismo. Un narcisista patológico nunca acudirá a terapia ni cambiará, ya que no perciben un problema en sí mismos. La clave está en protegerte y entender que su comportamiento no es tu culpa. Aprende a no dar valor a sus críticas y a decidir qué información compartes con ellos, limitando el vínculo para tu propio bienestar. Apúntate a este café y descubre cómo identificar y manejar el narcisismo, tanto en ti mismo como en tu entorno laboral y personal. Y, si quieres recibir mi newsletter todos los días en tu buzón, regístrate en www.rosamontana.com Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
55 anni dopo | Il Corsivo di Martedì 10 Giugno 2025

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Jun 10, 2025 3:17


Può essere interessante ricordare che, quando nel 2014 venne approvato il Job Act, il provvedimento passò anche grazie al fattivo impegno di due autorevoli esponenti della CGIL: e stiamo parlando dell'allora presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano e della sottosegretaria al Lavoro,Teresa Bellanova che, in seguito, impareremo a conoscere anche come ministra dell'Agricoltura. In sostanza, si può, quindi, affermare che se il provvedimento in questione è stato soprattutto un prodotto targato PD (area bersaniana compresa), alla sua definizione hanno contribuito anche alcuni parlamentari di estrazione sindacale, lato Corso Italia 25. E forse non guasta neppure rammentare che quando fu Fausto Bertinotti a promuovere, nel 2003, un referendum per estendere la portata dell'art.18 anche alle imprese con meno di 15 dipendenti, gli allora predecessori di Elly Schlein – i vari Fassino, D'Alema & Co – non esortarono certamente i propri militanti a recarsi alle urne...Pertanto, almeno in quella circostanza, puntare sul mancato raggiungimento del quorum sembra non fosse poi tanto un bieco disegno reazionario, ma costituisse, invece, una legittima pratica democratica... Il fatto è che, entrati da alcuni anni (più o meno stabilmente) nella “stanza dei bottoni”, anche i nostalgici dell' Autunno Caldo si erano resi conto che certe regole – magari validissime negli Anni 70 – avevano però, gradualmente, fatto il loro tempo, perché guardavano ancora ad un mondo industriale che era ormai profondamente cambiato. Ed erano regole che, di fatto, alimentavano, tra gli imprenditori, forti ritrosie nell'assumere nuovo personale, nel timore di dover poi essere obbligati a farsi carico del mantenimento in pianta stabile di lavoratori che, per un motivo o per l'altro, fossero risultati inadeguati. Naturalmente, onde evitare che il licenziamento potesse degenerare in un capriccio del datore di lavoro, la norma voluta da Renzi interveniva, prevedendo la corresponsione fino a 36 mensilità, quale indennizzo dovuto al dipendente licenziato. E in effetti, a favore del Job Act, parlano anche i dati forniti recentemente dal Governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, il quale, nella sua Relazione annuale, ha segnalato gli ottimi risultati che si sono registrati sul nostro mercato del lavoro negli ultimi anni. Contrariamente, infatti, a quanto sostengono Landini e gli altri promotori dei referendum, l'occupazione in Italia è continuata ad aumentare raggiungendo un picco storico, specialmente per quanto concerne i contratti a tempo indeterminato. E a Landini che racconta come a crescere sia stato, più che altro, il lavoro precario, Panetta, risponde testualmente (ed in modo abbastanza esaustivo) che “la crescita dell'occupazione è stata trainata dal lavoro dipendente a tempo indeterminato, a fronte di un calo di quello a termine, che risente maggiormente del ciclo economico.” In conclusione, ci viene da ironizzare pensando che oggi ad esaltare le qualità taumaturgiche dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori siano proprio i nipotini di quelle forze politiche che, a suo tempo, lo osteggiarono sia in Parlamento, che nelle piazze...Era il 1970 ed il ministro del Lavoro, artefice della storica riforma, fu il socialista Giacomo Brodolini. I Landini e le Schlein di allora, votando contro, mostrarono tutta la loro incapacità di percepire l'evoluzione dei tempi. Esattamente come i loro epigoni confermano di non percepirla neanche oggi. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

Tressessanta
Clips - I sintomi invisibili dell'anoressia: Sandra Sassaroli

Tressessanta

Play Episode Listen Later Jun 6, 2025 1:19


L'anoressia è una malattia con alta mortalità. Contrariamente a quello che si pensa, i sintomi non sempre sono visibili. Sandra Sassaroli è medico psichiatra, fondatrice di inTHERAPY e del Gruppo Studi Cognitivi. Nell'intervista parliamo di disturbi alimentari, di rimuginio e depressione. Ma soprattutto, parliamo di cosa significa davvero curare: ascoltare, accogliere, trasformare. Clicca qui per l'episodio completo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Noticias de América
Los mexicanos rumbo a las urnas para elegir al Poder Judicial

Noticias de América

Play Episode Listen Later May 28, 2025 5:52


El próximo 1° de junio marca una jornada electoral inédita en México: las primeras elecciones por voto popular del Poder Judicial. Los ciudadanos irán a las urnas para elegir cargos de impartición de justicia en posiciones clave como la Suprema Corte de Justicia de la Nación (SCJN) o el Tribunal de Disciplina Judicial. RFI entrevistó a Adrián Ramírez López, presidente de la Liga mexicana de DDHH y vicepresidente de la FIDH, sobre este hecho histórico.  Serán unas elecciones históricas y, además, las más grandes de la historia de México. El 1 de junio, se elegirán por voto popular 881 cargos, resultado de una reforma a la justicia aprobada por el Congreso.  Es una reforma constitucional "necesaria en aras de tener jueces para la democracia y no corruptos", defiende el gobierno. Sectores detractores alegan, sin embargo, que jueces, magistrados y ministros de la Suprema Corte de Justicia caerán presa de la politiquería electoral.En entrevista con Radio Francia Internacional (RFI), Adrián Ramírez López, presidente de la Liga mexicana de DDHH y vicepresidente de la FIDH explica los pasos del mecanismo de selección de candidatos a jueces, magistrados y ministros de la Suprema Corte de Justicia de la Nación (SCJN) que ha legitimado este proceso electoral.RFI: ¿Qué tipo de criterios y filtros se usaron en esta selección? ¿Y cuáles organismos o instituciones se encargaron de ese proceso?    Adrián Ramírez: Contrariamente a lo que fue la reforma de Ernesto Zedillo, que jubiló a todos los ministros de la Suprema Corte de Justicia de la Nación y eligió ministros a su modo, hoy se abrió la posibilidad de un proceso de participación electoral en el que las personas en funciones y candidatos que quisieran aspirar pudieran, primero, participar en un proceso de selección por competencias y, luego, desde las tres instancias del poder público, es decir, el judicial, el Legislativo y el Ejecutivo, se hicieron las entrevistas y verificación de los datos para que los candidatos pudieran registrarse.A pesar de eso, hubo casos en los que personas que podían estar cuestionadas en su probidad pasaron a la siguiente parte de las listas. Pero ha habido un proceso de impugnaciones. Los partidos políticos no tienen cabida y se ha generado un mecanismo de regulado por el INE, el Instituto Nacional Electoral.RFI: Visto así, estamos hablando de un grupo de candidatos selecto por sus calidades, porque serían idóneos después de pasar por este colador. ¿Pero cómo se hizo para que la ciudadanía tenga la posibilidad de saber por quién vota? Porque es un abanico muy grande de candidatos. Son 881.Adrián Ramírez: Esos 881 candidatos no van a ser votados por cada persona, sino que de ellos vamos a elegir algunos como ministros de la Suprema Corte de Justicia. Ese número es reducido. Luego tenemos otro número también reducido de magistrados. Y el número más amplio es el que constituye los cargos de los jueces de las diferentes instancias. Pero de acuerdo a la entidad federativa y a la sección distrital que cada persona tiene en su credencial de elector, el número se reduce significativamente.Se ha tratado de hacer un gran esfuerzo para que se conozcan los currículos de cada candidato. El INE tiene en su página entrevistas y perfiles, los diferentes factores de la vida pública, opinólogos, expertos, medios de comunicación e incluso personas con tintes partidistas, han sacado a la luz las bondades y los defectos de cada uno de los candidatos desde su óptica y, de alguna manera, esto puede formar el criterio.RFI:  En una elección tan suis generis, ¿en qué consiste la campaña de un juez o de un candidato a magistrado o a ministro de la Corte Suprema de Justicia?Adrián Ramírez: Nada está escrito. Hay desde quien exalta su físico o  su territorio diciendo "Ven a Puebla, Puebla tiene comida, tiene turismo", etc.  Incluso hay candidatos que han hecho papeletas y han ido con grupos sociales a repartirlas y ofrecer a la gente que, si votan por ellos, de alguna manera, se beneficiará. Pero también hay quienes hacen propuestas claras de planes de trabajo o se presentan diciendo 'mis fallos se han orientado en esto, se han tratado tales y tales asuntos y los he resuelto de tal o cual manera'. Hay una diversidad de propuestas. La misma forma en que las personas se presentan como candidatos ya les está calificando de antemano.RFI:  Algunos sectores descontentos han llamado a boicotear las primeras elecciones judiciales en México.Adrián Ramírez: Primero, el papel que el Poder Judicial tuvo respecto a estar boicoteando el proceso. Finalmente, a regañadientes, llegó muy tarde e hizo una lista sumamente rasurada. Prácticamente lo hizo porque no tenía otra opción. Pero son los partidos políticos y los grupos de interés manifiestamente beneficiados de la libre empresa, de los más poderosos, los que están llamando a boicotear la elección haciendo creer que la disminución de la participación será un rechazo a este proceso.Pero este proceso no se legitima por el número de participantes o de abstenciones, sino por los resultados de quienes pasaron por un proceso de selección, luego pasar un proceso de insaculación [selección aleatoria de personas] . Y tercero, van a pasar por un proceso de elección. Es ahí que apenas empieza el proceso para lograr tener jueces para la democracia."Hay deseos de participar", ha dicho la presidenta del país, Claudia Sheinbaum. La mandataria mexicana cuestionó también las ironías del Financial Times, que en un editorial consideró que México iba a un experimento kafkiano. La Presidenta subrayó que en Estados Unidos los ciudadanos eligen jueces y en algunos estados los de las Cortes estatales, aunque no a los integrantes de la Corte Suprema estadounidense.

Noticias de América
Los mexicanos rumbo a las urnas para elegir al Poder Judicial

Noticias de América

Play Episode Listen Later May 28, 2025 5:52


El próximo 1° de junio marca una jornada electoral inédita en México: las primeras elecciones por voto popular del Poder Judicial. Los ciudadanos irán a las urnas para elegir cargos de impartición de justicia en posiciones clave como la Suprema Corte de Justicia de la Nación (SCJN) o el Tribunal de Disciplina Judicial. RFI entrevistó a Adrián Ramírez López, presidente de la Liga mexicana de DDHH y vicepresidente de la FIDH, sobre este hecho histórico.  Serán unas elecciones históricas y, además, las más grandes de la historia de México. El 1 de junio, se elegirán por voto popular 881 cargos, resultado de una reforma a la justicia aprobada por el Congreso.  Es una reforma constitucional "necesaria en aras de tener jueces para la democracia y no corruptos", defiende el gobierno. Sectores detractores alegan, sin embargo, que jueces, magistrados y ministros de la Suprema Corte de Justicia caerán presa de la politiquería electoral.En entrevista con Radio Francia Internacional (RFI), Adrián Ramírez López, presidente de la Liga mexicana de DDHH y vicepresidente de la FIDH explica los pasos del mecanismo de selección de candidatos a jueces, magistrados y ministros de la Suprema Corte de Justicia de la Nación (SCJN) que ha legitimado este proceso electoral.RFI: ¿Qué tipo de criterios y filtros se usaron en esta selección? ¿Y cuáles organismos o instituciones se encargaron de ese proceso?    Adrián Ramírez: Contrariamente a lo que fue la reforma de Ernesto Zedillo, que jubiló a todos los ministros de la Suprema Corte de Justicia de la Nación y eligió ministros a su modo, hoy se abrió la posibilidad de un proceso de participación electoral en el que las personas en funciones y candidatos que quisieran aspirar pudieran, primero, participar en un proceso de selección por competencias y, luego, desde las tres instancias del poder público, es decir, el judicial, el Legislativo y el Ejecutivo, se hicieron las entrevistas y verificación de los datos para que los candidatos pudieran registrarse.A pesar de eso, hubo casos en los que personas que podían estar cuestionadas en su probidad pasaron a la siguiente parte de las listas. Pero ha habido un proceso de impugnaciones. Los partidos políticos no tienen cabida y se ha generado un mecanismo de regulado por el INE, el Instituto Nacional Electoral.RFI: Visto así, estamos hablando de un grupo de candidatos selecto por sus calidades, porque serían idóneos después de pasar por este colador. ¿Pero cómo se hizo para que la ciudadanía tenga la posibilidad de saber por quién vota? Porque es un abanico muy grande de candidatos. Son 881.Adrián Ramírez: Esos 881 candidatos no van a ser votados por cada persona, sino que de ellos vamos a elegir algunos como ministros de la Suprema Corte de Justicia. Ese número es reducido. Luego tenemos otro número también reducido de magistrados. Y el número más amplio es el que constituye los cargos de los jueces de las diferentes instancias. Pero de acuerdo a la entidad federativa y a la sección distrital que cada persona tiene en su credencial de elector, el número se reduce significativamente.Se ha tratado de hacer un gran esfuerzo para que se conozcan los currículos de cada candidato. El INE tiene en su página entrevistas y perfiles, los diferentes factores de la vida pública, opinólogos, expertos, medios de comunicación e incluso personas con tintes partidistas, han sacado a la luz las bondades y los defectos de cada uno de los candidatos desde su óptica y, de alguna manera, esto puede formar el criterio.RFI:  En una elección tan suis generis, ¿en qué consiste la campaña de un juez o de un candidato a magistrado o a ministro de la Corte Suprema de Justicia?Adrián Ramírez: Nada está escrito. Hay desde quien exalta su físico o  su territorio diciendo "Ven a Puebla, Puebla tiene comida, tiene turismo", etc.  Incluso hay candidatos que han hecho papeletas y han ido con grupos sociales a repartirlas y ofrecer a la gente que, si votan por ellos, de alguna manera, se beneficiará. Pero también hay quienes hacen propuestas claras de planes de trabajo o se presentan diciendo 'mis fallos se han orientado en esto, se han tratado tales y tales asuntos y los he resuelto de tal o cual manera'. Hay una diversidad de propuestas. La misma forma en que las personas se presentan como candidatos ya les está calificando de antemano.RFI:  Algunos sectores descontentos han llamado a boicotear las primeras elecciones judiciales en México.Adrián Ramírez: Primero, el papel que el Poder Judicial tuvo respecto a estar boicoteando el proceso. Finalmente, a regañadientes, llegó muy tarde e hizo una lista sumamente rasurada. Prácticamente lo hizo porque no tenía otra opción. Pero son los partidos políticos y los grupos de interés manifiestamente beneficiados de la libre empresa, de los más poderosos, los que están llamando a boicotear la elección haciendo creer que la disminución de la participación será un rechazo a este proceso.Pero este proceso no se legitima por el número de participantes o de abstenciones, sino por los resultados de quienes pasaron por un proceso de selección, luego pasar un proceso de insaculación [selección aleatoria de personas] . Y tercero, van a pasar por un proceso de elección. Es ahí que apenas empieza el proceso para lograr tener jueces para la democracia."Hay deseos de participar", ha dicho la presidenta del país, Claudia Sheinbaum. La mandataria mexicana cuestionó también las ironías del Financial Times, que en un editorial consideró que México iba a un experimento kafkiano. La Presidenta subrayó que en Estados Unidos los ciudadanos eligen jueces y en algunos estados los de las Cortes estatales, aunque no a los integrantes de la Corte Suprema estadounidense.

Voci del Grigioni italiano
Mestéé in Vall 2025

Voci del Grigioni italiano

Play Episode Listen Later Apr 18, 2025 21:58


In questa edizione vi portiamo a Lostallo, dove la scorsa settimana si è svolta la quinta edizione di Mestée in Val. Questo evento di tre giorni è dedicato all'orientamento professionale e ha l'obiettivo di far conoscere meglio le opportunità del mercato, scoprire percorsi formativi, incontrare aziende, enti di formazione e professionisti, e svolgere attività pratiche per comprendere meglio le inclinazioni dei giovani.Ci sono professioni che risultano particolarmente affascinanti. Ad esempio, i ragazzi e le ragazze hanno apprezzato molto lo stand della Polizia Cantonale, che proponeva anche attività pratiche. Un mestiere una volta riservato ai soli uomini. Oggi evidentemente non è più così, anche se la discriminante in questo senso è ancora presente. Per ricordare alle ragazze e ai ragazzi che la scelta della professione deve essere totalmente libera da pregiudizi, era presente anche il Soroptimist International Club del Moesano.Contrariamente a quanto si possa pensare, l'orientamento professionale non è esclusivamente dedicato ai giovani. Il sistema scolastico svizzero è infatti caratterizzato dalla permeabilità. Ma cosa significa concretamente? Lo abbiamo chiesto all'orientatrice professionale Alessandra Spagnolo – Mantovani.

Voci del Grigioni italiano
Mestéé in Vall 2025

Voci del Grigioni italiano

Play Episode Listen Later Apr 18, 2025 21:58


In questa edizione vi portiamo a Lostallo, dove la scorsa settimana si è svolta la quinta edizione di Mestée in Val. Questo evento di tre giorni è dedicato all'orientamento professionale e ha l'obiettivo di far conoscere meglio le opportunità del mercato, scoprire percorsi formativi, incontrare aziende, enti di formazione e professionisti, e svolgere attività pratiche per comprendere meglio le inclinazioni dei giovani.Ci sono professioni che risultano particolarmente affascinanti. Ad esempio, i ragazzi e le ragazze hanno apprezzato molto lo stand della Polizia Cantonale, che proponeva anche attività pratiche. Un mestiere una volta riservato ai soli uomini. Oggi evidentemente non è più così, anche se la discriminante in questo senso è ancora presente. Per ricordare alle ragazze e ai ragazzi che la scelta della professione deve essere totalmente libera da pregiudizi, era presente anche il Soroptimist International Club del Moesano.Contrariamente a quanto si possa pensare, l'orientamento professionale non è esclusivamente dedicato ai giovani. Il sistema scolastico svizzero è infatti caratterizzato dalla permeabilità. Ma cosa significa concretamente? Lo abbiamo chiesto all'orientatrice professionale Alessandra Spagnolo – Mantovani.

Focus economia
Al Vinitaly tengono ancora banco i dazi

Focus economia

Play Episode Listen Later Apr 8, 2025


La 57ª edizione di Vinitaly, in programma dal 6 al 9 aprile a Veronafiere, si conferma punto di riferimento per il vino italiano con circa 4.000 aziende espositrici e l’intero quartiere fieristico occupato. Attesi operatori da 140 Paesi, con l’obiettivo di confermare la presenza di 30mila buyer internazionali, inclusi gli Stati Uniti, nonostante le recenti tensioni commerciali. Le delegazioni più numerose arrivano da USA, Canada, Cina, Regno Unito, Brasile, India, Singapore, Giappone e Corea del Sud, mentre in Europa spiccano Germania, Svizzera, Nord Europa e Balcani. Vinitaly 2025 punta a rafforzare l’internazionalizzazione e la promozione del settore, evolvendo da osservatore delle tendenze a vero incubatore del vino globale. Nel 2025 Veronafiere punta a rafforzare promozione e internazionalizzazione, con Vinitaly che evolve da semplice osservatore a incubatore di tendenze del settore vinicolo. Tuttavia, le nuove tariffe imposte dagli Stati Uniti da parte del presidente Trump generano tensioni sul commercio internazionale del vino. Il governo italiano risponde con un netto rifiuto a ritorsioni, puntando invece su negoziati con gli USA, semplificazione normativa, sostegno alla competitività delle imprese e apertura di nuovi mercati tramite accordi bilaterali. Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni, la maggior parte del vino italiano esportato non è di fascia alta: solo il 2% supera i 50 dollari a bottiglia, mentre l'80% ha un prezzo franco cantina sotto i 4 euro al litro. I dazi quindi colpiscono duramente etichette popolari come Prosecco, Pinot Grigio, Lambrusco e Chianti, che rappresentano il grosso del volume d'affari negli USA. L’Unione Italiana Vini propone di condividere il costo dei dazi con gli importatori americani: un 10% a carico dei produttori e un 10% sugli importatori, che spesso applicano ricarichi elevati (una bottiglia da 5 euro in Italia arriva a costare oltre 15 dollari negli USA). Ne parliamo con alcuni fra i maggiori rappresentanti di settore:Marilisa Allegrini, Gruppo Marilisa Allegrini, Riccardo Paqua - Amministratore Delegato Pasqua Vini Igor Boccardo, direttore generale di Leone Alato Cristina Nonino, amministratore delegato Nonino (nella foto qua sotto con Sebastiano Barisoni)Andrea Conzonato, Amministratore delegato di Herita Marzotto Wine Estates (nella foto qua sotto con Sebastiano Barisoni)Dazi: Ue, "bazooka" sempre sul tavolo, ma vogliamo un negoziato con gli UsaLa Commissione Europea mantiene un approccio prudente nella risposta ai dazi imposti dagli Stati Uniti, ribadendo la volontà di evitare uno scontro frontale: il cosiddetto “bazooka” - ovvero misure anticoercitive come restrizioni su import-export, investimenti e diritti di proprietà intellettuale - resta sul tavolo ma non viene ancora attivato. L'obiettivo è aprire un negoziato, non generare un "big bang". Intanto, l'UE si prepara a rispondere ai dazi su acciaio e alluminio con una contro-lista di prodotti americani, escluso il whisky, dal valore complessivo di 21 miliardi di euro, contro i 26 miliardi delle tariffe USA. I controdazi scatteranno in tre fasi: il 15 aprile, il 16 maggio e il 1° dicembre. A breve si discuterà anche la risposta europea ai nuovi dazi sulle auto e alla tariffa generalizzata del 20% annunciata dagli USA sotto il nome di "reciproca". Parallelamente, Bruxelles accelera sulla diversificazione dei mercati: sono in corso contatti con l’India per negoziare un accordo di libero scambio a fasi, mentre la presidente von der Leyen ha avviato un dialogo diretto con il premier cinese Li Qiang, sottolineando l’importanza della stabilità e del sostegno a un commercio globale equo e riformato. Sul fronte italiano, Palazzo Chigi ha avviato un ciclo di incontri tra governo e categorie economiche per valutare l’impatto dei dazi USA e definire misure di supporto alle filiere più colpite, con la partecipazione di Meloni, Tajani, Salvini, Giorgetti, Urso, Lollobrigida, Foti e i sottosegretari Mantovano e Fazzolari.Il commento è di Adriana Cerretelli, editorialista Il Sole 24 Ore Bruxelles.

El Debate
Suspenso sobre Gaza: ¿puede caerse la tregua por presiones internas en el Gobierno israelí?

El Debate

Play Episode Listen Later Jan 17, 2025 35:57


El alto el fuego en la Franja de Gaza, cuyo inicio está previsto para el 19 de enero, está en vilo. El gabinete de Seguridad israelí votó finalmente este viernes a favor del acuerdo, pero todavía falta un paso para implementarlo: la aprobación del gabinete completo. No obstante, algunos ministros ya han adelantado su rechazo. ¿Se puede caer el acuerdo?  La oficina de Benjamin Netanyahu confirmó que los equipos negociadores de Israel y Hamás firmaron el acuerdo de alto el fuego en Gaza y de liberación de rehenes. Aunque está previsto que la tregua en Gaza comience el domingo 19 de enero, el acuerdo aún no ha recibido el aval necesario del gabinete completo de Israel, aunque sí del de Seguridad, Este viernes, el gabinete de Seguridad israelí, integrado por los principales ministros y altos cargos de Defensa, avaló el alto el fuego en Gaza y recomendó al Gobierno en pleno ratificarlo."Después de examinar todos los aspectos políticos, de seguridad y humanitarios, y al entender que el acuerdo propuesto apoya el logro de los objetivos de la guerra, el Comité Ministerial de Asuntos de Seguridad Nacional (gabinete de Seguridad) recomendó que el Gobierno aprobara el esquema propuesto", anunció la Oficina del primer ministro, Benjamin Netanyahu.El gabinete de Seguridad es el equipo más estrecho del primer ministro Benjamin Netanyahu, que se encarga de dictar las políticas sobre la guerra en el enclave palestino. Mientras, el gabinete total incluye a los 33 ministros y al premier.En principio, se iban a reunir el jueves, pero Netanyahu postergó el encuentro alegando que Hamás estaba haciendo cambios de última hora, concretamente con una cláusula sobre quiénes serán los presos palestinos excarcelados en el canje por rehenes."Contrariamente a una cláusula explícita que otorga a Israel el derecho a vetar la liberación de asesinos en masa que son símbolos de terrorismo, Hamás quiere dictar la identidad de esos terroristas", señaló el jueves la Oficina del primer ministro israelí.Hamás, por su parte, niega que esté haciendo cambios a lo pactado.Con el acuerdo, de tres etapas, se prevé el intercambio de un número de prisioneros palestinos por cada rehén de Hamás liberado y entregado a Israel, mientras se fijan las condiciones para un alto el fuego permanente. Leer también¿Por qué hay retrasos desde Israel en la votación del acuerdo con Hamás?¿Se iniciará la tregua el 19 de enero?Aunque crecen las dudas por el inicio de la tregua, la Oficina del primer ministro confirmó este viernes que el intercambio de rehenes israelíes por presos palestinos comenzará "según el plan previsto" el domingo 19 de enero, mientras continúa reunido el gabinete de Seguridad."Una vez el gabinete (de seguridad) y el Gobierno den su aprobación y el acuerdo entre en vigor, la liberación de los rehenes se llevará a cabo según el plan previsto, según el cual se espera que los (primeros) rehenes sean liberados el domingo", explicó la Oficina de Netanyahu en un comunicado.Según medios, como 'The Times of Israel', la dilatación de las reuniones puede buscar dar tiempo suficiente a los detractores del acuerdo para que presenten sus peticiones ante la Justicia, lo que podría atrasar la entrada en vigor del alto en fuego en Gaza, programada el domingo 19 de enero.De entrada, el ministro de Defensa, el ultranacionalista israelí Itamar Ben Gvir, amenazó con abandonar el Gobierno de coalición si se respalda el acuerdo al asegurar que eso permitirá a Hamás rearmarse y volver a atacar a las comunidades israelíes fronterizas.El esperado pacto tiene lugar tras 15 meses de guerra que causaron 1.200 muertes en el ataque del 7 de octubre de 2023 de Hamás en Israel y más de 46.000 muertos y un número indeterminado de desaparecidos en Gaza. Leer tambiénLas dudas empiezan a planear sobre la tregua en Gaza: ¿puede fracasar el acuerdo?¿Por qué el Gobierno de Israel no ha aprobado aún el alto el fuego y la liberación de rehenes? ¿Está Hamás cambiando los puntos? ¿O Netanyahu intenta mantener en pie su coalición mientras logra la luz verde de su Gobierno? Para analizar el tema, participan en El Debate tres invitados.- Óscar Palma, profesor de la Facultad de Estudios Internacionales, de la Universidad del Rosario (Colombia).-Manuel Férez, especialista en minorías de Medio Oriente y Cáucaso de la Universidad Alberto Hurtado de Santiago de Chile.-Carlos Patiño, docente de la Universidad Nacional de Colombia, escritor y analista de asuntos de Medio Oriente.

Racconti Rossoneri
A novembre

Racconti Rossoneri

Play Episode Listen Later Nov 1, 2024 10:17


C'era una volta, fino a metà degli anni Novanta, il mercato autunnale di riparazione. Contrariamente a quello estivo, non aveva nemmeno una sede con i box dedicati per le trattative. Era un breve surplus novembrino di 10-15 giorni, telefonate, incontri fugaci, qualche mossa di riparazione e via. Massimo una per squadra. L'ultimo calciomercato di riparazione vecchio stile è quello che si chiuse alle 19.00 di giovedì 9 novembre 1995 e che fu segnato dal passaggio di Patrick Vieira dal Cannes al Milan. Ma è da ricordare anche la sessione del novembre 1993, quando Galliani iniziò a corteggiare Marcel Desailly dopo l'infortunio di Boban. Un acquisto che lo stesso Galliani portò avanti sotto traccia, di nascosto, ma che fece storia. 

Perguntar Não Ofende
Paulo Querido: há mais colunistas de esquerda ou de direita?

Perguntar Não Ofende

Play Episode Listen Later Oct 11, 2024 78:45


Tentando escapar às perceções subjetivas de cada um, Paulo Querido resolveu utilizar um modelo de inteligência artificial para verificar se há, de facto, um viés político na imprensa. Contrariamente ao que costuma ser feito, não só o objeto de estudo não foram as notícias, mas os artigos de opinião, como o que se procurou definir não foi o alinhamento partidário de cada um, mas o seu enquadramento ideológico. Paulo Querido foi jornalista, é programador, escritor e pioneiro na área do jornalismo digital em Portugal. Com uma carreira de várias décadas, tem-se destacado pela inovação e pelo estudo da interseção entre tecnologia e comunicação. É autor de vários livros e artigos que exploram o impacto da tecnologia na sociedade e na informação. E o autor do projeto “VamoLáVer” – título cheio de ironia –, onde este trabalho foi publicado.See omnystudio.com/listener for privacy information.

Il Mondo
La sorprendente vittoria della sinistra in Francia. Come funzionano i voli di rimpatrio dei migranti dall'Italia alla Tunisia.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Jul 9, 2024 25:05


Contrariamente a ai pronostici il partito più votato in Francia è stato il Nuovo fronte popolare, una coalizione di partiti di sinistra che si è formata con l'obiettivo di opporsi all'estrema destra. Secondo i dati del ministero dell'interno, su 2.506 persone rimpatriate nel 2023, 2.006 erano di nazionalità tunisina: sono state imbarcate su voli charter gestiti dall'Italia e trasportate contro la loro volontà in Tunisia. CONFilippo Ortona, giornalista, da ParigiFrancesca Spinelli, giornalistaFrancia: https://www.theguardian.com/world/live/2024/jul/08/france-election-2024-live-updates-legislatives-results-macron-melenchon-le-pen-attal-ensemble-rn-nfpPiantedosihttps://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/piantedosi-necessario-realizzare-nuovi-cpr-italia/AF6EMQ2DAmazzonia: Jon Lee Anderson, Missione difficilehttps://www.internazionale.it/magazine/jon-lee-anderson/2024/07/04/missione-difficileRaiPlayUn'estate romana, regia di Sergio Giordanihttps://www.raiplay.it/video/2018/05/Rai-da-mare-Unestate-romana-4624a6af-5011-4954-b274-188734888937.htmlSe ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/podcastScrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Consulenza editoriale di Chiara Nielsen.Produzione di Claudio Balboni e Vincenzo De Simone.Musiche di Tommaso Colliva e Raffaele Scogna.Direzione creativa di Jonathan Zenti.

Phil Hugo Fitness and Mindset Podcast ESPAÑA
PHFM180 Retiré verduras, añadí frutas y me sentí mucho mejor a nivel intestinal

Phil Hugo Fitness and Mindset Podcast ESPAÑA

Play Episode Listen Later Apr 28, 2024 7:21


Hay un tema fascinante desde mi punto de vista y, a menudo, controvertido en el mundo de la nutrición cetogénica: la introducción de frutas. En mi caso, lo hice en paralelo con la retirada de verduras y, en mi experiencia personal, la reducción de fibra vegetal ha mejorado significativamente mi digestión y bienestar general. Contrariamente a las recomendaciones habituales de la dieta keto que sugieren evitar sabores dulces, incorporar frutas como plátanos, melocotones y fresas ha satisfecho mi necesidad de dulzura, mejorando mi saciedad y bienestar durante las comidas. Eso sí, teniendo en cuenta que ya estés habituado a esta nutrición habiendo dejado las ansias psicológicas de dulce. El impacto psicológico de comer frutas en comparación con alimentos ultraprocesados es palpable, y la presencia de fibra, polifenoles y minerales en las frutas ofrece beneficios que no se encuentran en los azúcares procesados. Este enfoque ha permitido no solo satisfacer un hipotético gusto por lo dulce de manera saludable, sino también mantener un equilibrio nutricional sin renunciar completamente a los placeres gastronómicos. Es importante conocerse a sí mismo y entender nuestras reacciones a los alimentos puede ser clave para una dieta efectiva y satisfactoria. Mi programa nutricional y de entrenamiento: Keto optimizado --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/phil-hugo-podcast/message

CONOZCA PRIMERO SU FE CATOLICA

La menor de trece hermanos, Santa Francisca Javier Cabrini nació en 1850 en un pequeño pueblo cerca de la ciudad de Milán, Italia. Creció encandilada por las historias de los misioneros y así tomó la decisión de ingresar en una orden religiosa. Contrariamente a lo que ella esperaba, el Papa le dijo que fuera "no a Oriente, sino a Occidente", a Nueva York y no a China. Tenía que ayudar a los miles de inmigrantes italianos en Estados Unidos. Al principio, tropezaron con muchas dificultades y decepciones, pero como siempre, Francisca perseveró. El Padre Pedro nos habla de la increíble vida y obra de esta gran mujer de Dios. Además, responde a las preguntas llegadas al programa vía telefónica, el correo electrónico (padrepedro@ewtn.com) y Facebook (www.facebook.com/ppedronunez).

Daniel Ramos' Podcast
Episode 416: Escuela Sabática - Lectura 26 de Diciembre de 2023

Daniel Ramos' Podcast

Play Episode Listen Later Dec 25, 2023 4:18


====================================================SUSCRIBETEhttps://www.youtube.com/channel/UCNpffyr-7_zP1x1lS89ByaQ?sub_confirmation=1==================================================== LECCIÓN DE ESCUELA SABÁTICA         IV TRIMESTRE DEL 2023Narrado por: Gustavo PérezDesde: Málaga, EspañaUna cortesía de DR'Ministries y Canaan Seventh-Day Adventist ChurchMARTES 26 DE DICIEMBRELA CRISIS FINAL Jesús dijo a sus discípulos, y nos dice a nosotros: “Por tanto, vayan a todas las naciones, hagan discípulos bautizándolos en el nombre del Padre, del Hijo y del Espíritu Santo, y enséñenles a obedecer todo lo que les he mandado. Y yo estoy con ustedes todos los días, hasta el fin del mundo” (Mat. 28:19, 20). Esta es la Gran Comisión. Y en muchos sentidos el mensaje de los tres ángeles, con un llamado a “toda nación y tribu, lengua y pueblo” (Apoc. 14:6), es simplemente la “verdad presente” (2 Ped. 1:12) de la Gran Comisión. Lee 1 Juan 4:8, 2 Pedro 3:9, 1 Timoteo 2:4 y Génesis 12:3. ¿Por qué todos los grupos de personas son importantes para Dios? El amor de Cristo es hacia toda la humanidad, sin excluir a ningún grupo. Contrariamente a la teología que enseña que Cristo murió únicamente por una élite predestinada, la Biblia es clara en que la muerte de Cristo fue por todas las personas, independientemente de su raza, etnia o cualquier otro factor. Si eres un ser humano, Cristo murió por ti. Punto. La única pregunta que les queda a todos es: ¿Cómo respondes a su muerte? Cuando Jesús regrese, solo habrá dos bandos manifiestos: los que se han sometido a la autoridad de Satanás por medio de las instituciones religiosas y políticas, como se muestra en Apocalipsis 13 y 17, y los que se han sometido plenamente a Jesucristo, cuya fe se manifiesta por guardar “los mandamientos de Dios” (Apoc. 14:12). Desde el principio, los seres humanos han tenido pruebas de quién es Dios y de sus sendas de justicia y amor (Rom. 1:18-21). Por lo tanto, todos los seres humanos de épocas pasadas serán juzgados sobre la base de cómo cooperaron con Dios y la vida que llevaron, independientemente de cuánto entendieron (Rom. 2:11-16). Pero, en este tiempo del fin hay una creciente polarización, y ya no se respetará la libertad de conciencia. Se presionará a la gente para que se alinee con el bando de Satanás. Es urgente que se proclame el evangelio y se expongan las serias noticias acerca de las estrategias de Satanás. Y eso es exactamente de lo que trata el mensaje de los tres ángeles, y nuestra misión. Medita sobre el hecho de que Cristo ha muerto por ti individualmente. ¿Qué podría hacerte pensar que la muerte de Cristo en la Cruz no podría pagar cualquier cosa que hayas hecho, por más mala que sea? 

Club de lectura de MPF
El Estado es lo Mejor | El Estado Emprendedor - Mariana Mazzucato

Club de lectura de MPF

Play Episode Listen Later Nov 12, 2023 47:35


Contrariamente a la noción popular, el Estado ha tenido un rol fundamental en la innovación, desarrollo y emprendimiento de las naciones. Al menos así es como lo afirma la economista Mariana Mazzucato en su libro.  En este capítulo ahondamos en las razones por las que la autora cree que si el mundo quiere alcanzar altos niveles de innovación, es necesaria así mismo una alta intervención del Estado. ¡A seguir aprendiendo!

Il cacciatore di libri
"Annalena" di Annalena Benini (Einaudi)

Il cacciatore di libri

Play Episode Listen Later Aug 9, 2023


Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, "Annalena" di Annalena Benini (Einaudi) non è l'autobiografia dell'autrice. L'Annalena di cui si parla nel libro era Annalena Tonelli, cugina di terzo grado della scrittrice, una donna che ha passato la vita in Africa al servizio dei poveri e dei malati e che fu uccisa con un colpo di fucile alla testa in Somalia nel 2003 quando aveva 60 anni. Nel libro si legge "l'hanno ammazzata per tutto quello che ha fatto perché quella grandezza era insopportabile. Ha costruito scuole, ospedali, ha seppellito morti, ha cresciuto e curato i bambini, si è occupata di chi nasce senza nemmeno una possibilità e aspetta solo di morire. Non ha mai voluto catechizzare o insegnare il cristianesimo ai musulmani". Annalena Benini racconta così la storia dell'altra Annalena intrecciandola a riflessioni personali, mettendo anche in evidenza il senso di inadeguatezza che si può provare di fronte a una donna così straordinaria, che ha dedicato totalmente la vita agli altri.

The History of the Christian Church

Este Episodio se titula "El Buey de Dios". Empiezo con un agradecimiento a quienes han hecho una reseña de CS en la tienda iTunes, donde muchos se suscriben al podcast. Aunque iTunes es sólo una salida para el mundo de los podcasts, resulta ser EL PRINCIPAL lugar para calificar y promocionar podcasts.Mira, lo que hacemos aquí es totalmente un trabajo de aficionados. CS es una labor de amor y no pretende ser una revisión erudita de la historia. Comparto estos episodios con la esperanza de que otros puedan acompañarme y aprender conmigo. No pretendo que sea exhaustivo. Al contrario, es un relato superficial que pretende dar una breve visión general de la historia de la Iglesia; una especie de repaso verbal, con momentos ocasionales en los que nos detenemos en algo interesante. Pretendo dar a los oyentes una idea básica de cuándo ocurrieron los acontecimientos en relación con los demás; quiénes fueron algunos de los principales actores y actrices con el papel que desempeñaron. Y, como he dicho antes, los episodios son intencionadamente cortos para facilitar que se escuchen en los breves momentos en que la gente está haciendo ejercicio, haciendo tareas domésticas, dando un paseo, yendo en coche al trabajo. Lo que es una maravilla es oír todas las formas en que la gente se HA conectado a CS. Algunos han descargado un montón de episodios y los han escuchado mientras cruzaban el país en coche o volaban al extranjero.Hace un tiempo estaba en una conferencia, hablando tranquilamente con unos amigos, cuando un tipo sentado en la fila de delante se volvió y me dijo: "¿Eres Lance? ¿Tienes el podcast Communio Sanctorum?". Reconoció mi voz. Lo pasamos muy bien conociéndonos mejor. En otra ocasión, durante un viaje por Israel, conocí a un tipo en el comedor de uno de nuestros hoteles que es fan del podcast. Eso sí que fue un acontecimiento.Este Podcast en español empezó de igual manera cuando su servidor Roberto Aguayo conoció a Lance después de escuchar él podcast y le pidió si lo podía traducir y grabar en español. No sé si fui yo, pero igual me senté delante de Lance en una conferencia de pastores y reconocí su voz detrás de mí y me volteé a saludarlo. Así comenzó esta aventura.De todos modos, agradezco que la gente deje comentarios en la página de FB o envíe un correo electrónico. Pero lo mejor de todo es calificar el podcast y escribir una reseña rápida en iTunes, y luego decirles a tus amigos que nos escuchen.______________________________________________________________________________________________________________Ahora, volvamos a los Escolásticos.Aunque impulsado por la obra de Abelardo y Anselmo, el escolasticismo alcanzó su apogeo cuando el filósofo griego Aristóteles fue redescubierto por los eruditos europeos. Las Cruzadas entraron en contacto con eruditos musulmanes que debatieron la filosofía de Aristóteles. Sus pensamientos regresaron con los Cruzados y se transmitieron a las escuelas teológicas ubicadas en las órdenes mendicantes de los Dominicos y los Franciscanos. Éstos eran los grupos a los que la Iglesia había encomendado el estudio de la teología.  A mediados del siglo XIII, se produjo una especie de renacimiento de Aristóteles en estas escuelas. Es curioso que a principios del siglo XIII se prohibiera la lectura de Aristóteles. Al fin y al cabo, era un griego pagano. ¿Qué podían aprender de él los cristianos? Pero, como sabe cualquier universitario, hay una forma de asegurarse de que algo se lea. Prohibirlo. Así que un par de décadas después, se permitió la lectura de partes de Aristóteles. A mediados de siglo, era lectura obligatoria y tanto él como su mentor Platón y su maestro Sócrates fueron bautizados extraoficialmente y convertidos en santos precristianos.Tiene sentido que la filosofía de Aristóteles resucitara cuando recordamos que el objetivo de los escolásticos era aplicar la razón a la fe; tratar de comprender con la mente racional lo que el espíritu ya creía. Fue Aristóteles quien había desarrollado las reglas de la lógica formal.Durante la Edad Media en Europa, todo el aprendizaje tenía lugar bajo la atenta mirada de la Iglesia. La teología reinaba entre las ciencias. Filósofos como Aristóteles, el musulmán Averroes [ah-ver-O -ee] y el judío Maimónides eran estudiados junto a la Biblia. Los eruditos estaban especialmente fascinados por Aristóteles. Parecía haber explicado todo el universo, no utilizando las Escrituras, sino sus poderes de observación y razón.Para algunos ultraconservadores, este énfasis en la razón amenazaba con debilitar las creencias tradicionales. Los cristianos habían llegado a pensar que el conocimiento sólo podía llegar a través de la revelación de Dios, que sólo aquellos a quienes Dios decidiera revelar la verdad podían comprender el universo. ¿Cómo podía cuadrar esto con el conocimiento que enseñaban estas filosofías recién redescubiertas?__________________________________________________________________________________________________________La cumbre de la teología escolástica llegó con Tomás de Aquino. Su obra marcó para siempre la dirección del Catolicismo. Su influencia fue tan profunda que se le dio el título de "Dr. Angelicus - el Doctor Angélico". Su obra magna fue la Suma Teológica, en la que afirmaba que el razonamiento filosófico y la fe eran complementos perfectos: La razón conduce a la fe.Nació en Italia, hijo del conde Lundulfo de Aquino y de su esposa Teodora. Desde muy joven quedó claro que Tomás sería un niño físicamente corpulento. A los 5 años fue enviado a una escuela en el cercano monasterio de Monte Cassino que Benito había iniciado 700 años antes. A los 14, Tomás fue a la Universidad de Nápoles, donde su maestro Dominico le impresionó tanto que Tomás decidió que él también se uniría a la nueva orden Dominicana, orientada al estudio.Su familia se opuso ferozmente, esperando que se convirtiera en un rico abad o arzobispo en lugar de hacer el voto de pobreza de los mendicantes. Los hermanos de Tomás lo secuestraron y confinaron durante más de un año. Su familia le tentó con una prostituta y una oferta para comprarle el arzobispado de Nápoles. Tomás no quiso. Se marchó a París, sede de los estudios teológicos de la Europa medieval. Allí cayó bajo el hechizo del erudito Alberto Magno.Cuando Tomás comenzó sus estudios, nadie sospecharía el futuro que le aguardaba. Era colosalmente obeso, gran parte de su tamaño se debía a que padecía edema, también conocido como hidropesía. Tenía un ojo enorme que empequeñecía al otro y daba a su rostro un aspecto distorsionado que muchos encontraban desconcertante. Socialmente, era cualquier cosa menos la figura dinámica y carismática que algunos podrían suponer; ya sabes, algo para compensar su torpe aspecto físico.  Aquino era introspectivo y silencioso la mayor parte del tiempo. Cuando hablaba, lo que decía a menudo no tenía nada que ver con la conversación en curso. En la universidad, sus compañeros le llamaban "el buey tonto", un título que parecía apropiado tanto por su aspecto como por su comportamiento.De lo que la gente no se dio cuenta hasta más tarde fue de la mente increíblemente aguda que se escondía tras su aspecto discreto, y de la brillante forma en que era capaz de ordenar sus pensamientos en un lenguaje persuasivo que los demás pudieran entender. Recuerda que el objetivo de los escolásticos era proporcionar una comprensión racional a lo que creen los cristianos. Aquino dio un apoyo crítico a doctrinas como los atributos de Dios, la Resurrección y la creación ex-nihilo; la creación a partir de la nada. Aunque éstas son cosas que defienden la mayoría de los cristianos, Aquino también apoyó creencias claramente Romanas, como la veneración de María, el purgatorio, el papel del mérito humano en la salvación y los siete sacramentos por los que Dios transmite la gracia a través del clero Romano. También dio mucho apoyo a la Transubstanciación, la idea de que los elementos de la Comunión se convierten en el cuerpo y la sangre reales y literales de Cristo en la Misa.Sus pensamientos teológicos y filosóficos le consumían. Según un relato, estaba cenando con el rey Luis IX de Francia. Mientras los demás conversaban, Tomás miraba al vacío, ensimismado. Olvidando o sin importarle dónde estaba, golpeó la mesa con el puño y gritó: "¡Ah! He aquí un argumento que destruirá a los Maniqueos". -- un grupo herético de épocas pasadas.Al principio de su Suma Teológica, Tomás distinguió entre filosofía y teología, entre razón y revelación. Contrariamente a lo que algunos habían afirmado, la verdadera teología y la filosofía no se contradicen. Cada una de ellas es una vía de conocimiento ordenada por Dios.Siguiendo a Aristóteles, Tomás propuso que la razón se basa en lo que nos dicen nuestros sentidos: lo que podemos ver, sentir, oír, oler y tocar. La Revelación se basa en algo más. Aunque la razón puede llevarnos a creer en Dios -algo que ya habían dicho otros teólogos como Anselmo-, sólo la revelación puede mostrarnos a Dios tal como es realmente, el Dios de la Biblia. La filosofía deja clara la existencia de Dios. Pero sólo la teología basada en la Revelación nos dice cómo es el Dios que existe.Tomás aceptó el principio de Aristóteles de que todo efecto tiene una causa, toda causa una causa anterior, y así sucesivamente hasta la Causa Primera. Declaró que la creación se remonta a una Causa Primera divina, el Creador. Sin embargo, el conocimiento pleno de Dios -la Trinidad, por ejemplo- sólo llega a través de la revelación. A partir de este conocimiento descubrimos el origen y el destino del hombre.Aquino continúa: "El hombre es un pecador necesitado de salvación: El hombre es un pecador necesitado de una gracia especial de Dios. Jesucristo, con su sacrificio, ha conseguido la reconciliación del hombre con Dios. Todos los que reciben los beneficios de la obra de Cristo están justificados, pero la clave, como en la enseñanza católica tradicional, reside en la forma en que se aplican los beneficios de la obra de Cristo. Cristo ganó la gracia; pero la Iglesia la imparte. Aquino enseñó que los cristianos necesitan la infusión constante de la "gracia cooperante", mediante la cual se estimulan en el alma las virtudes cristianas. Ayudado por esta gracia cooperante, el cristiano puede hacer obras que agraden a Dios y ganar méritos especiales a los ojos de Dios.Esta gracia, decía Aquino, sólo llega a los hombres a través de los sacramentos divinamente designados y puestos bajo la custodia de la Iglesia; es decir, la Iglesia romana visible y organizada, dirigida por el Papa. Tan convencido estaba Aquino de la autoridad divina del Papado que insistía en que la sumisión al Papa era necesaria para la salvación.Siguiendo a un escolástico anterior, Pedro de Lombardía, Aquino sostuvo que los siete sacramentos son un medio por el que la Iglesia imparte la gracia a las personas. Decía que, puesto que el pecado sigue siendo un problema para el creyente bautizado, Dios proporcionaba la penitencia, un sacramento que permitía la curación espiritual.Con cierta cautela, Tomás también aceptó la práctica de las indulgencias que había ganado aceptación durante las Cruzadas. Aquino enseñaba que, gracias a la obra de Cristo y a los hechos meritorios de los santos, la Iglesia tenía acceso a un "tesoro de méritos", una especie de gran reserva espiritual de bondad sobrante. Los sacerdotes podían recurrir a este depósito para ayudar a los cristianos que no tuvieran méritos propios suficientes. Examinaremos más detenidamente las indulgencias más adelante, cuando lleguemos a la Reforma.Aquino dijo que los malvados pasan al infierno, mientras que los fieles que han utilizado sabiamente los medios de gracia pasan inmediatamente al cielo. Pero el grueso de los cristianos que habían seguido a Cristo de forma inadecuada, tenían que sufrir la purificación en el purgatorio antes de ascender a las alegrías del cielo. Afortunadamente, estas almas no están más allá de la ayuda de la Iglesia en la Tierra, razonaba Aquino. Las oraciones a los santos y las misas especiales podían aliviar las penas de las almas del purgatorio.Ahora bien, no había nada nuevo en todo esto. Ya se había dicho muchas veces. Pero Tomás situó las enseñanzas tradicionales de la Iglesia en un marco cósmico.Los escritos de Tomás, y había más de los que contenía la Summa, fueron atacados antes de que estuviera en la tumba. En 1277, el arzobispo de París intentó que se condenara a Tomás, pero el clero de Roma lo impidió. Aunque Tomás fue canonizado en 1325, pasaron otros 200 años antes de que sus enseñanzas fueran aclamadas como preeminentes y una importante refutación del protestantismo. Sus escritos desempeñaron un papel destacado en el Concilio de Trento de la Contrarreforma.En 1879, una bula papal respaldó la teología de Aquino, hoy conocida como Tomismo, como expresión auténtica de la doctrina y dijo que debía ser estudiada por todos los estudiantes de teología. Tanto los eruditos Protestantes como los Católicos estudian profundamente su obra.Probablemente, el propio Tomás no estaría satisfecho. Hacia el final de su vida, tuvo una visión que le obligó a abandonar su pluma. Aunque había experimentado tales visiones durante años, ésta era diferente. Su secretario le rogó que recogiera la pluma y continuara, pero Aquino replicó: "No puedo. Se me han revelado tales cosas que lo que he escrito no parece más que paja". Su Suma Teológica, uno de los escritos más influyentes de la historia de la Iglesia, quedó inconclusa cuando murió tres meses después.

The History of the Christian Church

Este Episodio se titula "El Buey de Dios". Empiezo con un agradecimiento a quienes han hecho una reseña de CS en la tienda iTunes, donde muchos se suscriben al podcast. Aunque iTunes es sólo una salida para el mundo de los podcasts, resulta ser EL PRINCIPAL lugar para calificar y promocionar podcasts.Mira, lo que hacemos aquí es totalmente un trabajo de aficionados. CS es una labor de amor y no pretende ser una revisión erudita de la historia. Comparto estos episodios con la esperanza de que otros puedan acompañarme y aprender conmigo. No pretendo que sea exhaustivo. Al contrario, es un relato superficial que pretende dar una breve visión general de la historia de la Iglesia; una especie de repaso verbal, con momentos ocasionales en los que nos detenemos en algo interesante. Pretendo dar a los oyentes una idea básica de cuándo ocurrieron los acontecimientos en relación con los demás; quiénes fueron algunos de los principales actores y actrices con el papel que desempeñaron. Y, como he dicho antes, los episodios son intencionadamente cortos para facilitar que se escuchen en los breves momentos en que la gente está haciendo ejercicio, haciendo tareas domésticas, dando un paseo, yendo en coche al trabajo. Lo que es una maravilla es oír todas las formas en que la gente se HA conectado a CS. Algunos han descargado un montón de episodios y los han escuchado mientras cruzaban el país en coche o volaban al extranjero.Hace un tiempo estaba en una conferencia, hablando tranquilamente con unos amigos, cuando un tipo sentado en la fila de delante se volvió y me dijo: "¿Eres Lance? ¿Tienes el podcast Communio Sanctorum?". Reconoció mi voz. Lo pasamos muy bien conociéndonos mejor. En otra ocasión, durante un viaje por Israel, conocí a un tipo en el comedor de uno de nuestros hoteles que es fan del podcast. Eso sí que fue un acontecimiento.Este Podcast en español empezó de igual manera cuando su servidor Roberto Aguayo conoció a Lance después de escuchar él podcast y le pidió si lo podía traducir y grabar en español. No sé si fui yo, pero igual me senté delante de Lance en una conferencia de pastores y reconocí su voz detrás de mí y me volteé a saludarlo. Así comenzó esta aventura.De todos modos, agradezco que la gente deje comentarios en la página de FB o envíe un correo electrónico. Pero lo mejor de todo es calificar el podcast y escribir una reseña rápida en iTunes, y luego decirles a tus amigos que nos escuchen.______________________________________________________________________________________________________________Ahora, volvamos a los Escolásticos.Aunque impulsado por la obra de Abelardo y Anselmo, el escolasticismo alcanzó su apogeo cuando el filósofo griego Aristóteles fue redescubierto por los eruditos europeos. Las Cruzadas entraron en contacto con eruditos musulmanes que debatieron la filosofía de Aristóteles. Sus pensamientos regresaron con los Cruzados y se transmitieron a las escuelas teológicas ubicadas en las órdenes mendicantes de los Dominicos y los Franciscanos. Éstos eran los grupos a los que la Iglesia había encomendado el estudio de la teología.  A mediados del siglo XIII, se produjo una especie de renacimiento de Aristóteles en estas escuelas. Es curioso que a principios del siglo XIII se prohibiera la lectura de Aristóteles. Al fin y al cabo, era un griego pagano. ¿Qué podían aprender de él los cristianos? Pero, como sabe cualquier universitario, hay una forma de asegurarse de que algo se lea. Prohibirlo. Así que un par de décadas después, se permitió la lectura de partes de Aristóteles. A mediados de siglo, era lectura obligatoria y tanto él como su mentor Platón y su maestro Sócrates fueron bautizados extraoficialmente y convertidos en santos precristianos.Tiene sentido que la filosofía de Aristóteles resucitara cuando recordamos que el objetivo de los escolásticos era aplicar la razón a la fe; tratar de comprender con la mente racional lo que el espíritu ya creía. Fue Aristóteles quien había desarrollado las reglas de la lógica formal.Durante la Edad Media en Europa, todo el aprendizaje tenía lugar bajo la atenta mirada de la Iglesia. La teología reinaba entre las ciencias. Filósofos como Aristóteles, el musulmán Averroes [ah-ver-O -ee] y el judío Maimónides eran estudiados junto a la Biblia. Los eruditos estaban especialmente fascinados por Aristóteles. Parecía haber explicado todo el universo, no utilizando las Escrituras, sino sus poderes de observación y razón.Para algunos ultraconservadores, este énfasis en la razón amenazaba con debilitar las creencias tradicionales. Los cristianos habían llegado a pensar que el conocimiento sólo podía llegar a través de la revelación de Dios, que sólo aquellos a quienes Dios decidiera revelar la verdad podían comprender el universo. ¿Cómo podía cuadrar esto con el conocimiento que enseñaban estas filosofías recién redescubiertas?__________________________________________________________________________________________________________La cumbre de la teología escolástica llegó con Tomás de Aquino. Su obra marcó para siempre la dirección del Catolicismo. Su influencia fue tan profunda que se le dio el título de "Dr. Angelicus - el Doctor Angélico". Su obra magna fue la Suma Teológica, en la que afirmaba que el razonamiento filosófico y la fe eran complementos perfectos: La razón conduce a la fe.Nació en Italia, hijo del conde Lundulfo de Aquino y de su esposa Teodora. Desde muy joven quedó claro que Tomás sería un niño físicamente corpulento. A los 5 años fue enviado a una escuela en el cercano monasterio de Monte Cassino que Benito había iniciado 700 años antes. A los 14, Tomás fue a la Universidad de Nápoles, donde su maestro Dominico le impresionó tanto que Tomás decidió que él también se uniría a la nueva orden Dominicana, orientada al estudio.Su familia se opuso ferozmente, esperando que se convirtiera en un rico abad o arzobispo en lugar de hacer el voto de pobreza de los mendicantes. Los hermanos de Tomás lo secuestraron y confinaron durante más de un año. Su familia le tentó con una prostituta y una oferta para comprarle el arzobispado de Nápoles. Tomás no quiso. Se marchó a París, sede de los estudios teológicos de la Europa medieval. Allí cayó bajo el hechizo del erudito Alberto Magno.Cuando Tomás comenzó sus estudios, nadie sospecharía el futuro que le aguardaba. Era colosalmente obeso, gran parte de su tamaño se debía a que padecía edema, también conocido como hidropesía. Tenía un ojo enorme que empequeñecía al otro y daba a su rostro un aspecto distorsionado que muchos encontraban desconcertante. Socialmente, era cualquier cosa menos la figura dinámica y carismática que algunos podrían suponer; ya sabes, algo para compensar su torpe aspecto físico.  Aquino era introspectivo y silencioso la mayor parte del tiempo. Cuando hablaba, lo que decía a menudo no tenía nada que ver con la conversación en curso. En la universidad, sus compañeros le llamaban "el buey tonto", un título que parecía apropiado tanto por su aspecto como por su comportamiento.De lo que la gente no se dio cuenta hasta más tarde fue de la mente increíblemente aguda que se escondía tras su aspecto discreto, y de la brillante forma en que era capaz de ordenar sus pensamientos en un lenguaje persuasivo que los demás pudieran entender. Recuerda que el objetivo de los escolásticos era proporcionar una comprensión racional a lo que creen los cristianos. Aquino dio un apoyo crítico a doctrinas como los atributos de Dios, la Resurrección y la creación ex-nihilo; la creación a partir de la nada. Aunque éstas son cosas que defienden la mayoría de los cristianos, Aquino también apoyó creencias claramente Romanas, como la veneración de María, el purgatorio, el papel del mérito humano en la salvación y los siete sacramentos por los que Dios transmite la gracia a través del clero Romano. También dio mucho apoyo a la Transubstanciación, la idea de que los elementos de la Comunión se convierten en el cuerpo y la sangre reales y literales de Cristo en la Misa.Sus pensamientos teológicos y filosóficos le consumían. Según un relato, estaba cenando con el rey Luis IX de Francia. Mientras los demás conversaban, Tomás miraba al vacío, ensimismado. Olvidando o sin importarle dónde estaba, golpeó la mesa con el puño y gritó: "¡Ah! He aquí un argumento que destruirá a los Maniqueos". -- un grupo herético de épocas pasadas.Al principio de su Suma Teológica, Tomás distinguió entre filosofía y teología, entre razón y revelación. Contrariamente a lo que algunos habían afirmado, la verdadera teología y la filosofía no se contradicen. Cada una de ellas es una vía de conocimiento ordenada por Dios.Siguiendo a Aristóteles, Tomás propuso que la razón se basa en lo que nos dicen nuestros sentidos: lo que podemos ver, sentir, oír, oler y tocar. La Revelación se basa en algo más. Aunque la razón puede llevarnos a creer en Dios -algo que ya habían dicho otros teólogos como Anselmo-, sólo la revelación puede mostrarnos a Dios tal como es realmente, el Dios de la Biblia. La filosofía deja clara la existencia de Dios. Pero sólo la teología basada en la Revelación nos dice cómo es el Dios que existe.Tomás aceptó el principio de Aristóteles de que todo efecto tiene una causa, toda causa una causa anterior, y así sucesivamente hasta la Causa Primera. Declaró que la creación se remonta a una Causa Primera divina, el Creador. Sin embargo, el conocimiento pleno de Dios -la Trinidad, por ejemplo- sólo llega a través de la revelación. A partir de este conocimiento descubrimos el origen y el destino del hombre.Aquino continúa: "El hombre es un pecador necesitado de salvación: El hombre es un pecador necesitado de una gracia especial de Dios. Jesucristo, con su sacrificio, ha conseguido la reconciliación del hombre con Dios. Todos los que reciben los beneficios de la obra de Cristo están justificados, pero la clave, como en la enseñanza católica tradicional, reside en la forma en que se aplican los beneficios de la obra de Cristo. Cristo ganó la gracia; pero la Iglesia la imparte. Aquino enseñó que los cristianos necesitan la infusión constante de la "gracia cooperante", mediante la cual se estimulan en el alma las virtudes cristianas. Ayudado por esta gracia cooperante, el cristiano puede hacer obras que agraden a Dios y ganar méritos especiales a los ojos de Dios.Esta gracia, decía Aquino, sólo llega a los hombres a través de los sacramentos divinamente designados y puestos bajo la custodia de la Iglesia; es decir, la Iglesia romana visible y organizada, dirigida por el Papa. Tan convencido estaba Aquino de la autoridad divina del Papado que insistía en que la sumisión al Papa era necesaria para la salvación.Siguiendo a un escolástico anterior, Pedro de Lombardía, Aquino sostuvo que los siete sacramentos son un medio por el que la Iglesia imparte la gracia a las personas. Decía que, puesto que el pecado sigue siendo un problema para el creyente bautizado, Dios proporcionaba la penitencia, un sacramento que permitía la curación espiritual.Con cierta cautela, Tomás también aceptó la práctica de las indulgencias que había ganado aceptación durante las Cruzadas. Aquino enseñaba que, gracias a la obra de Cristo y a los hechos meritorios de los santos, la Iglesia tenía acceso a un "tesoro de méritos", una especie de gran reserva espiritual de bondad sobrante. Los sacerdotes podían recurrir a este depósito para ayudar a los cristianos que no tuvieran méritos propios suficientes. Examinaremos más detenidamente las indulgencias más adelante, cuando lleguemos a la Reforma.Aquino dijo que los malvados pasan al infierno, mientras que los fieles que han utilizado sabiamente los medios de gracia pasan inmediatamente al cielo. Pero el grueso de los cristianos que habían seguido a Cristo de forma inadecuada, tenían que sufrir la purificación en el purgatorio antes de ascender a las alegrías del cielo. Afortunadamente, estas almas no están más allá de la ayuda de la Iglesia en la Tierra, razonaba Aquino. Las oraciones a los santos y las misas especiales podían aliviar las penas de las almas del purgatorio.Ahora bien, no había nada nuevo en todo esto. Ya se había dicho muchas veces. Pero Tomás situó las enseñanzas tradicionales de la Iglesia en un marco cósmico.Los escritos de Tomás, y había más de los que contenía la Summa, fueron atacados antes de que estuviera en la tumba. En 1277, el arzobispo de París intentó que se condenara a Tomás, pero el clero de Roma lo impidió. Aunque Tomás fue canonizado en 1325, pasaron otros 200 años antes de que sus enseñanzas fueran aclamadas como preeminentes y una importante refutación del protestantismo. Sus escritos desempeñaron un papel destacado en el Concilio de Trento de la Contrarreforma.En 1879, una bula papal respaldó la teología de Aquino, hoy conocida como Tomismo, como expresión auténtica de la doctrina y dijo que debía ser estudiada por todos los estudiantes de teología. Tanto los eruditos Protestantes como los Católicos estudian profundamente su obra.Probablemente, el propio Tomás no estaría satisfecho. Hacia el final de su vida, tuvo una visión que le obligó a abandonar su pluma. Aunque había experimentado tales visiones durante años, ésta era diferente. Su secretario le rogó que recogiera la pluma y continuara, pero Aquino replicó: "No puedo. Se me han revelado tales cosas que lo que he escrito no parece más que paja". Su Suma Teológica, uno de los escritos más influyentes de la historia de la Iglesia, quedó inconclusa cuando murió tres meses después.

La Historia de la Iglesia Cristiana

Este Episodio se titula "El Buey de Dios". Empiezo con un agradecimiento a quienes han hecho una reseña de CS en la tienda iTunes, donde muchos se suscriben al podcast. Aunque iTunes es sólo una salida para el mundo de los podcasts, resulta ser EL PRINCIPAL lugar para calificar y promocionar podcasts.Mira, lo que hacemos aquí es totalmente un trabajo de aficionados. CS es una labor de amor y no pretende ser una revisión erudita de la historia. Comparto estos episodios con la esperanza de que otros puedan acompañarme y aprender conmigo. No pretendo que sea exhaustivo. Al contrario, es un relato superficial que pretende dar una breve visión general de la historia de la Iglesia; una especie de repaso verbal, con momentos ocasionales en los que nos detenemos en algo interesante. Pretendo dar a los oyentes una idea básica de cuándo ocurrieron los acontecimientos en relación con los demás; quiénes fueron algunos de los principales actores y actrices con el papel que desempeñaron. Y, como he dicho antes, los episodios son intencionadamente cortos para facilitar que se escuchen en los breves momentos en que la gente está haciendo ejercicio, haciendo tareas domésticas, dando un paseo, yendo en coche al trabajo. Lo que es una maravilla es oír todas las formas en que la gente se HA conectado a CS. Algunos han descargado un montón de episodios y los han escuchado mientras cruzaban el país en coche o volaban al extranjero.Hace un tiempo estaba en una conferencia, hablando tranquilamente con unos amigos, cuando un tipo sentado en la fila de delante se volvió y me dijo: "¿Eres Lance? ¿Tienes el podcast Communio Sanctorum?". Reconoció mi voz. Lo pasamos muy bien conociéndonos mejor. En otra ocasión, durante un viaje por Israel, conocí a un tipo en el comedor de uno de nuestros hoteles que es fan del podcast. Eso sí que fue un acontecimiento.Este Podcast en español empezó de igual manera cuando su servidor Roberto Aguayo conoció a Lance después de escuchar él podcast y le pidió si lo podía traducir y grabar en español. No sé si fui yo, pero igual me senté delante de Lance en una conferencia de pastores y reconocí su voz detrás de mí y me volteé a saludarlo. Así comenzó esta aventura.De todos modos, agradezco que la gente deje comentarios en la página de FB o envíe un correo electrónico. Pero lo mejor de todo es calificar el podcast y escribir una reseña rápida en iTunes, y luego decirles a tus amigos que nos escuchen.______________________________________________________________________________________________________________Ahora, volvamos a los Escolásticos.Aunque impulsado por la obra de Abelardo y Anselmo, el escolasticismo alcanzó su apogeo cuando el filósofo griego Aristóteles fue redescubierto por los eruditos europeos. Las Cruzadas entraron en contacto con eruditos musulmanes que debatieron la filosofía de Aristóteles. Sus pensamientos regresaron con los Cruzados y se transmitieron a las escuelas teológicas ubicadas en las órdenes mendicantes de los Dominicos y los Franciscanos. Éstos eran los grupos a los que la Iglesia había encomendado el estudio de la teología.  A mediados del siglo XIII, se produjo una especie de renacimiento de Aristóteles en estas escuelas. Es curioso que a principios del siglo XIII se prohibiera la lectura de Aristóteles. Al fin y al cabo, era un griego pagano. ¿Qué podían aprender de él los cristianos? Pero, como sabe cualquier universitario, hay una forma de asegurarse de que algo se lea. Prohibirlo. Así que un par de décadas después, se permitió la lectura de partes de Aristóteles. A mediados de siglo, era lectura obligatoria y tanto él como su mentor Platón y su maestro Sócrates fueron bautizados extraoficialmente y convertidos en santos precristianos.Tiene sentido que la filosofía de Aristóteles resucitara cuando recordamos que el objetivo de los escolásticos era aplicar la razón a la fe; tratar de comprender con la mente racional lo que el espíritu ya creía. Fue Aristóteles quien había desarrollado las reglas de la lógica formal.Durante la Edad Media en Europa, todo el aprendizaje tenía lugar bajo la atenta mirada de la Iglesia. La teología reinaba entre las ciencias. Filósofos como Aristóteles, el musulmán Averroes [ah-ver-O -ee] y el judío Maimónides eran estudiados junto a la Biblia. Los eruditos estaban especialmente fascinados por Aristóteles. Parecía haber explicado todo el universo, no utilizando las Escrituras, sino sus poderes de observación y razón.Para algunos ultraconservadores, este énfasis en la razón amenazaba con debilitar las creencias tradicionales. Los cristianos habían llegado a pensar que el conocimiento sólo podía llegar a través de la revelación de Dios, que sólo aquellos a quienes Dios decidiera revelar la verdad podían comprender el universo. ¿Cómo podía cuadrar esto con el conocimiento que enseñaban estas filosofías recién redescubiertas?__________________________________________________________________________________________________________La cumbre de la teología escolástica llegó con Tomás de Aquino. Su obra marcó para siempre la dirección del Catolicismo. Su influencia fue tan profunda que se le dio el título de "Dr. Angelicus - el Doctor Angélico". Su obra magna fue la Suma Teológica, en la que afirmaba que el razonamiento filosófico y la fe eran complementos perfectos: La razón conduce a la fe.Nació en Italia, hijo del conde Lundulfo de Aquino y de su esposa Teodora. Desde muy joven quedó claro que Tomás sería un niño físicamente corpulento. A los 5 años fue enviado a una escuela en el cercano monasterio de Monte Cassino que Benito había iniciado 700 años antes. A los 14, Tomás fue a la Universidad de Nápoles, donde su maestro Dominico le impresionó tanto que Tomás decidió que él también se uniría a la nueva orden Dominicana, orientada al estudio.Su familia se opuso ferozmente, esperando que se convirtiera en un rico abad o arzobispo en lugar de hacer el voto de pobreza de los mendicantes. Los hermanos de Tomás lo secuestraron y confinaron durante más de un año. Su familia le tentó con una prostituta y una oferta para comprarle el arzobispado de Nápoles. Tomás no quiso. Se marchó a París, sede de los estudios teológicos de la Europa medieval. Allí cayó bajo el hechizo del erudito Alberto Magno.Cuando Tomás comenzó sus estudios, nadie sospecharía el futuro que le aguardaba. Era colosalmente obeso, gran parte de su tamaño se debía a que padecía edema, también conocido como hidropesía. Tenía un ojo enorme que empequeñecía al otro y daba a su rostro un aspecto distorsionado que muchos encontraban desconcertante. Socialmente, era cualquier cosa menos la figura dinámica y carismática que algunos podrían suponer; ya sabes, algo para compensar su torpe aspecto físico.  Aquino era introspectivo y silencioso la mayor parte del tiempo. Cuando hablaba, lo que decía a menudo no tenía nada que ver con la conversación en curso. En la universidad, sus compañeros le llamaban "el buey tonto", un título que parecía apropiado tanto por su aspecto como por su comportamiento.De lo que la gente no se dio cuenta hasta más tarde fue de la mente increíblemente aguda que se escondía tras su aspecto discreto, y de la brillante forma en que era capaz de ordenar sus pensamientos en un lenguaje persuasivo que los demás pudieran entender. Recuerda que el objetivo de los escolásticos era proporcionar una comprensión racional a lo que creen los cristianos. Aquino dio un apoyo crítico a doctrinas como los atributos de Dios, la Resurrección y la creación ex-nihilo; la creación a partir de la nada. Aunque éstas son cosas que defienden la mayoría de los cristianos, Aquino también apoyó creencias claramente Romanas, como la veneración de María, el purgatorio, el papel del mérito humano en la salvación y los siete sacramentos por los que Dios transmite la gracia a través del clero Romano. También dio mucho apoyo a la Transubstanciación, la idea de que los elementos de la Comunión se convierten en el cuerpo y la sangre reales y literales de Cristo en la Misa.Sus pensamientos teológicos y filosóficos le consumían. Según un relato, estaba cenando con el rey Luis IX de Francia. Mientras los demás conversaban, Tomás miraba al vacío, ensimismado. Olvidando o sin importarle dónde estaba, golpeó la mesa con el puño y gritó: "¡Ah! He aquí un argumento que destruirá a los Maniqueos". -- un grupo herético de épocas pasadas.Al principio de su Suma Teológica, Tomás distinguió entre filosofía y teología, entre razón y revelación. Contrariamente a lo que algunos habían afirmado, la verdadera teología y la filosofía no se contradicen. Cada una de ellas es una vía de conocimiento ordenada por Dios.Siguiendo a Aristóteles, Tomás propuso que la razón se basa en lo que nos dicen nuestros sentidos: lo que podemos ver, sentir, oír, oler y tocar. La Revelación se basa en algo más. Aunque la razón puede llevarnos a creer en Dios -algo que ya habían dicho otros teólogos como Anselmo-, sólo la revelación puede mostrarnos a Dios tal como es realmente, el Dios de la Biblia. La filosofía deja clara la existencia de Dios. Pero sólo la teología basada en la Revelación nos dice cómo es el Dios que existe.Tomás aceptó el principio de Aristóteles de que todo efecto tiene una causa, toda causa una causa anterior, y así sucesivamente hasta la Causa Primera. Declaró que la creación se remonta a una Causa Primera divina, el Creador. Sin embargo, el conocimiento pleno de Dios -la Trinidad, por ejemplo- sólo llega a través de la revelación. A partir de este conocimiento descubrimos el origen y el destino del hombre.Aquino continúa: "El hombre es un pecador necesitado de salvación: El hombre es un pecador necesitado de una gracia especial de Dios. Jesucristo, con su sacrificio, ha conseguido la reconciliación del hombre con Dios. Todos los que reciben los beneficios de la obra de Cristo están justificados, pero la clave, como en la enseñanza católica tradicional, reside en la forma en que se aplican los beneficios de la obra de Cristo. Cristo ganó la gracia; pero la Iglesia la imparte. Aquino enseñó que los cristianos necesitan la infusión constante de la "gracia cooperante", mediante la cual se estimulan en el alma las virtudes cristianas. Ayudado por esta gracia cooperante, el cristiano puede hacer obras que agraden a Dios y ganar méritos especiales a los ojos de Dios.Esta gracia, decía Aquino, sólo llega a los hombres a través de los sacramentos divinamente designados y puestos bajo la custodia de la Iglesia; es decir, la Iglesia romana visible y organizada, dirigida por el Papa. Tan convencido estaba Aquino de la autoridad divina del Papado que insistía en que la sumisión al Papa era necesaria para la salvación.Siguiendo a un escolástico anterior, Pedro de Lombardía, Aquino sostuvo que los siete sacramentos son un medio por el que la Iglesia imparte la gracia a las personas. Decía que, puesto que el pecado sigue siendo un problema para el creyente bautizado, Dios proporcionaba la penitencia, un sacramento que permitía la curación espiritual.Con cierta cautela, Tomás también aceptó la práctica de las indulgencias que había ganado aceptación durante las Cruzadas. Aquino enseñaba que, gracias a la obra de Cristo y a los hechos meritorios de los santos, la Iglesia tenía acceso a un "tesoro de méritos", una especie de gran reserva espiritual de bondad sobrante. Los sacerdotes podían recurrir a este depósito para ayudar a los cristianos que no tuvieran méritos propios suficientes. Examinaremos más detenidamente las indulgencias más adelante, cuando lleguemos a la Reforma.Aquino dijo que los malvados pasan al infierno, mientras que los fieles que han utilizado sabiamente los medios de gracia pasan inmediatamente al cielo. Pero el grueso de los cristianos que habían seguido a Cristo de forma inadecuada, tenían que sufrir la purificación en el purgatorio antes de ascender a las alegrías del cielo. Afortunadamente, estas almas no están más allá de la ayuda de la Iglesia en la Tierra, razonaba Aquino. Las oraciones a los santos y las misas especiales podían aliviar las penas de las almas del purgatorio.Ahora bien, no había nada nuevo en todo esto. Ya se había dicho muchas veces. Pero Tomás situó las enseñanzas tradicionales de la Iglesia en un marco cósmico.Los escritos de Tomás, y había más de los que contenía la Summa, fueron atacados antes de que estuviera en la tumba. En 1277, el arzobispo de París intentó que se condenara a Tomás, pero el clero de Roma lo impidió. Aunque Tomás fue canonizado en 1325, pasaron otros 200 años antes de que sus enseñanzas fueran aclamadas como preeminentes y una importante refutación del protestantismo. Sus escritos desempeñaron un papel destacado en el Concilio de Trento de la Contrarreforma.En 1879, una bula papal respaldó la teología de Aquino, hoy conocida como Tomismo, como expresión auténtica de la doctrina y dijo que debía ser estudiada por todos los estudiantes de teología. Tanto los eruditos Protestantes como los Católicos estudian profundamente su obra.Probablemente, el propio Tomás no estaría satisfecho. Hacia el final de su vida, tuvo una visión que le obligó a abandonar su pluma. Aunque había experimentado tales visiones durante años, ésta era diferente. Su secretario le rogó que recogiera la pluma y continuara, pero Aquino replicó: "No puedo. Se me han revelado tales cosas que lo que he escrito no parece más que paja". Su Suma Teológica, uno de los escritos más influyentes de la historia de la Iglesia, quedó inconclusa cuando murió tres meses después.

Il cacciatore di libri
"Annalena" di Annalena Benini e "La traversata notturna" di Andrea Canobbio

Il cacciatore di libri

Play Episode Listen Later Jun 24, 2023


Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, "Annalena" di Annalena Benini (Einaudi) non è l'autobiografia dell'autrice. L'Annalena di cui si parla nel libro era Annalena Tonelli, cugina di terzo grado della scrittrice, una donna che ha passato la vita in Africa al servizio dei poveri e dei malati e che fu uccisa con un colpo di fucile alla testa in Somalia nel 2003 quando aveva 60 anni. Nel libro si legge "l'hanno ammazzata per tutto quello che ha fatto perché quella grandezza era insopportabile. Ha costruito scuole, ospedali, ha seppellito morti, ha cresciuto e curato i bambini, si è occupata di chi nasce senza nemmeno una possibilità e aspetta solo di morire. Non ha mai voluto catechizzare o insegnare il cristianesimo ai musulmani". Annalena Benini racconta così la storia dell'altra Annalena intrecciandola a riflessioni personali, mettendo anche in evidenza il senso di inadeguatezza che si può provare di fronte a una donna così straordinaria, che ha dedicato totalmente la vita agli altri. Nella seconda parte parliamo di "La traversata notturna" di Andrea Canobbio (La nave di Teseo), un romanzo poderoso (515 pagine) in cui l'autore ricostruisce la storia dei propri genitori e la storia familiare dominata dalla depressione del padre. Canobbio riceve dalle sorelle una valigia con 420 lettere che i genitori si erano scambiati fra il '43 il '46 prima di sposarsi. Nel ricostruire la storia dei genitori c'è anche il tentativo di dare una spiegazione alla malattia del padre: la depressione che aveva reso il padre, almeno agli occhi del figlio, un uomo egocentrico e indifferente. Un romanzo che è anche un grido di dolore molto composto di un figlio diviso fra l'affetto, il rancore e il senso di colpa.

Il Mondo
In Paraguay ha vinto di nuovo il Partito Colorado, al governo da settant'anni. Perché scioperano gli sceneggiatori di Hollywood.

Il Mondo

Play Episode Listen Later May 3, 2023 22:17


Contrariamente ai pronostici Santiago Peña, del Partito Colorado, è stato eletto presidente del Paraguay. Le piattaforme di streaming hanno cambiato il modo di lavorare e di guadagnare degli autori, che chiedono più soldi e più tutele.Camilla Desideri, editor di America Latina di Internazionale Piero Zardo, editor di cultura di InternazionaleVideo Paraguay: https://www.youtube.com/watch?v=wIEuoFXc0_YHollywood: https://www.youtube.com/watch?v=mymvtze99oAArticolo di Stefano Liberti: https://www.internazionale.it/magazine/stefano-liberti/2023/04/27/via-dalle-isole-dove-non-si-pesca-piu Scrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Consulenza editoriale di Chiara Nielsen.Produzione di Claudio Balboni.Musiche di Tommaso Colliva e Raffaele Scogna.Direzione creativa di Jonathan Zenti.

La Mano Peluda Investigación en Radio Fórmula
Matrimonio Warren, famosos caza fantasmas y el caso de la familia Perron

La Mano Peluda Investigación en Radio Fórmula

Play Episode Listen Later Feb 18, 2023 98:29


¿Sabías que detrás de todas esas películas de terror que te encanta ver y cuyos protagonistas son Ed y Lorraine Warren hay una historia real? Sí, el matrimonio Warren sí existió y se dedicaban a la caza de fantasmas y demonios. Andrea Perron relata que previo a la llegada de su familia, muchas otras personas habían vivido y residido en el lugar. Por lo que todos los que vivieron en la casa embrujada de Rhode Island experimentaron, en menor o mayor grado, la presencia de entidades sobrenaturales. “Algunos han salido gritando y corriendo por sus vidas. El hombre que se mudo allí para iniciar la restauración de la casa cuando la vendimos salió gritando, sin su auto, sin sus herramientas y sin su ropa. Nunca regresó a la casa y, por el mismo motivo, las personas que compraban la propiedad siempre se mudaban muy brevemente. La casa estuvo abandonada durante muchos años”. Contrariamente a lo que sucede en la película “El Conjuro”, Ed y Lorraine Warren no consiguieron librar jamás a la casa de los espíritus que moraban dentro de ella, el lugar “estaba demasiado cargado de tragedias y muertes”.

Escuchando Documentales
Psicópatas entre Nosotros #psicologia #documental #podcast

Escuchando Documentales

Play Episode Listen Later Nov 21, 2022 87:06


Seductores y aterradores, manipuladores y narcisistas, insalubres y peligrosos. Los psicólogos tienen un nombre para este tipo de individuo: psicópata y ¡Los psicópatas están entre nosotros! Contrariamente a la creencia popular, no todos ellos son asesinos en serie. Solo el 10% son lo suficientemente violentos como para terminar en prisión. Los demás están entre nosotros: en la escuela, en tu equipo de hockey, en el café, en tu baño. Según algunas estimaciones, representan el 1% de la población general Adéntrate en el oscuro mundo de los psicópatas y aprende más sobre sus comportamientos particulares y rasgos de carácter. Con testimonios de víctimas, un destacado neurocientífico y un psicólogo que se especializa en investigaciones criminales, descubra por qué los psicópatas son los que menos le gustaría conocer.