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“Ebbene sì, maledetto Carter! Hai vinto anche stavolta!“. La frase di chiusura di Supergulp pronunciata dall'acerrimo nemico dell'investigatore privato newyorkese (col berretto di Sherlock Holmes, l'impermeabile di Humphrey Bogart e un papillon rosso a pois) Nick Carter, il trasformista Stanislao Moulinsky con la voce di Mauro Mattioli (1950), imitando quella di Amedeo Nazzari (1907-1979), è ancorata saldamente nella memoria di ogni (ultra) 50enne…Supergulp: l'ibridazioneNick Carter era il personaggio principale di una curiosa ibridazione (come si dice oggi) di fumetti e cartoni animati. Supergulp (inizialmente solo Gulp!), andò in onda in due periodi distanziati: la prima volta il 14 settembre 1972 alle 21,15 sul Secondo con una presentazione di Cochi e Renato e poi sulla Rete 2 (in seguito Rai 2) dal 15 marzo 1977 al 1981, divenendo Buonasera con… Supergulp!.
Incidente stradale alle 9 di questa mattina a Rosà, dove un'autovettura e un furgone si sono scontrati violentemente in via Guglielmo Marconi in direzioni di marcia opposte.
L'ultimo appuntamento ufficiale in campo della stagione ha visto il L.R. Vicenza cedere per 4-1 in casa ai giallorossi campani, che vincono così con pieno merito il trofeo. Terzo l'Arezzo, la terza squadra neopromossa in serie B. Per i vicentini è Caferri l'ultimo goleador della stagione, a segno alle soglie del recupero, sullo zero a quattro.
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8531SCONFITTO ORBAN, L'EUROPA IMPONE ALL'UNGHERIA LA PROPAGANDA LGBTdi Luca Marcolivio Dopo la sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria, l'Unione Europea non perde tempo e ricomincia a fare pressioni sui presunti diritti Lgbt+. Un vero e proprio ultimatum è infatti arrivato dalla Corte di Giustizia dell'UE che, in una sentenza emessa lo scorso 21 aprile, ha ordinato alle autorità magiare di abrogare la norma del 2021, che stabiliva il divieto o la severa limitazione della promozione dell'omosessualità e della transizione di genere nei media accessibili ai minori. L'introduzione della norma da parte del governo Orbán era avvenuta all'atto dell'adozione del regolamento UE sui contenuti audiovisivi e delle sue disposizioni sulla protezione dei minori dai contenuti dannosi.Da parte sua, la Corte di Giustizia dell'UE ha ritenuto che le restrizioni di Budapest sulla propaganda Lgbt+ rappresentino la violazione di una serie di leggi comunitarie e costituirebbero «un'ingerenza particolarmente grave in diversi diritti fondamentali». La Commissione ha deferito il caso alla Corte, con il sostegno di 15 Stati membri e del Parlamento Europeo. Al momento dell'adozione delle norme ungheresi, il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva definito il provvedimento «una vergogna» e aveva promesso di usare «tutti i poteri della Commissione per garantire i diritti di tutti i cittadini dell'UE, chiunque essi siano e ovunque vivano». Nonostante le pressioni giunte dall'UE, il governo ungherese era andato avanti, implementando ulteriormente la norma, attraverso il divieto dei Pride, stabilito lo scorso anno.Secondo il principale consulente legale della Corte di Giustizia dell'UE, l'Ungheria «si è discostata significativamente dal modello di una democrazia costituzionale», criticando le norme in quanto «basate su un giudizio di valore secondo cui la vita omosessuale e non cisgender non ha lo stesso valore o status della vita eterosessuale e cisgender». «Accogliamo con favore la storica sentenza odierna della Corte. È la prima volta che la Corte riscontra una violazione di tale disposizione fondamentale di un trattato sui valori dell'UE», ha dichiarato da parte sua la portavoce della Commissione, Eva Hrncirova. «Ora la palla passa all'Ungheria: spetta al governo ungherese dare attuazione alla decisione».Cosa farà il nuovo premier dell'Ungheria?Starà quindi al nuovo premier ungherese Péter Magyar la scelta se obbedire ai diktat dell'Unione Europea o, al contrario, stabilire una continuità con il suo predecessore. Se da un lato, durante la campagna elettorale, lo sfidante di Orbán aveva usato toni più morbidi dinanzi alla questione Lgbt+, è altrettanto vero che il programma di Tisza (il partito che adesso controlla i due terzi del Parlamento magiaro) - forse per ragioni di opportunità elettorale - non prevedeva l'abolizione delle restrizioni orbaniane.Rimane il fatto che la dissuasione nei confronti di qualunque promozione dell'immaginario Lgbt+ presso i minori (il Pride ne è l'esempio più lampante ma non l'unico, visto che la legge ungherese si focalizza molto sui contenuti attraverso i media) dovrebbe essere un principio universalmente condivisibile e da difendere strenuamente, a prescindere dall'appartenenza politica. La Corte di Giustizia dell'UE si è assunta quindi una responsabilità gravissima nei confronti dei bambini del vecchio continente, mentre il possibile cedimento del nuovo governo magiaro a queste pressioni e a quelle lobby arcobaleno costituirebbe un precedente importante e preoccupante. Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Come previsto: Magyar cambia linea per ingraziarsi l'Ue" parla del nuovo premier ungherese Magyar che va alla corte di Bruxelles e riceve promesse sui soldi, ma dovrà vendere l'anima del paese per ottenerli. I cambi più vistosi nei ministri meno ostili alla causa Lgbt.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1 maggio 2026:Peter Magyar va alla corte di Bruxelles, riceve promesse sui soldi ma dovrà vendere l'anima del paese per ottenerli. Alti funzionari dell'UE e il nuovo governo ungherese discutono da mercoledì i cambiamenti legislativi che Budapest dovrà attuare per sbloccare 17 miliardi di euro di fondi UE trattenuti per condizionare la vittoria delle opposizioni e limitare l'azione del governo Orban in questi anni.Alcuni dei fondi congelati, come gli 11 miliardi di euro (13 miliardi di dollari) del Fondo per la ripresa post-pandemia, dovranno essere prelevati entro metà agosto, altrimenti andranno persi irrimediabilmente. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il futuro primo ministro ungherese Peter Magyar partecipano ai colloqui, visto che i funzionari di entrambe le parti si sono già incontrati due volte dopo la vittoria elettorale del partito Tisza del 12 aprile.In questi giorni Péter Magyar, è a Bruxelles per ristabilire le relazioni tra il Paese dell'Europa centrale e i suoi alleati dell'UE per sbloccare la situazione, sostenuto senza mezzi termini anche dal leader del PPE Manfred Weber, a conferma della assoluta politicizzazione delle misure che hanno colpito da un decennio il governo Orban. «Questi incontri sono interamente incentrati su come compiere progressi nello sblocco dei fondi UE destinati all'Ungheria», ha dichiarato lunedì in una conferenza stampa il portavoce della Commissione Olof Gill perchè, ha proseguito, «vogliamo collaborare in modo strutturato e mirato con il nuovo governo ungherese per garantire che, fin dalle prime fasi, vengano intraprese tutte le azioni necessarie affinché il popolo ungherese, a beneficio del quale erano destinati questi fondi, possa usufruirne il prima possibile».Partire col passo giusto è dunque fondamentale, perciò il futuro Premier Peter Magyar ha cambiato idea repentinamente sul prossimo Ministro dell'istruzione ungherese, passando dalla preferenza per la cattolica e stimatissima Rubovszky Rita, alla nomina di Judit Lannert, attivista favorevole all'educazione sessuale ed al gender nelle scuole. La Professoressa Rubovszky Rita, direttrice generale dell'Autorità scolastica cistercense, già vicepresidente degli insegnanti cattolici europei, apprezzatissima dai vertici della Chiesa Cattolica e dall'intera comunità educativa del paese era in pole position sino allo scorso weekend, successivamente, anche a seguito della sentenza del 21 aprile della Corte di Giustizia europea contraria alla legge ungherese che limita propaganda LGBTI e aggrava le pene ai pedofili, il futuro Premier Magyar deve aver capito l'aria che tirava da est e si è immediatamente adeguato.Due giorni dopo la sentenza europea, il 23 aprile, è stata resa nota la notizia della presentazione all'Autorità nazionale per i media e le telecomunicazioni ungherese di una richiesta per il lancio di un nuovo servizio televisivo e social denominato "Rainbow TV" che opererebbe sia come canale televisivo lineare che come piattaforma di streaming online, combinando la trasmissione tradizionale con l'accesso digitale, con una programmazione di 24 ore con contenuti vari ma tutti caratterizzati dal fil rouge della propaganda LGBTI.Successivamente, in questi giorni, la nomina di Ministro dell'Istruzione e degli Affari relativi all'Infanzia per Judit Lannert che sul suo profilo Facebook personale utilizza simboli arcobaleno e ha più volte espresso solidarietà alle comunità LGBTQ in Ungheria. La nomina della Lannert all'incarico, porterà presumibilmente un approccio più "aperto", "inclusivo" e "creativo" all'istruzione ungherese anche con la chiusura delle piccole scuole per far fronte alla carenza di insegnanti in Ungheria e non eccepirà in nulla nei confronti dei desiderata di Bruxelles visto il suo sostegno ai Pride di Budapest e la sua opposizione alla legge ungherese, bocciata dalla Corte europea, che vieta qualsiasi tipo di educazione e propaganda LGBTQI nelle scuole ed in pubblico.Nel frattempo, per meglio affrontare le riforme necessarie nei rispettivi partiti e promuovere il cambiamento necessario nei gruppi parlamentari, molti politici di lungo corso ed i leader dei cristiani democratici (KDNP) Zsolt Semjén e quello di Fidesz Viktor Orban, hanno deciso di rinunciare al seggio parlamentare e lasciare la guida delle agguerrite e preparate pattuglie dell'opposizione a due giovani preparati, rispettivamente all'ex Segretario di Stato Bence Rétvári per i democristiani e all'ex Ministro Gergely Gulyás per Fidesz. Ennesimo esempio di statura politica e morale che nessun critico di Orban mai si sognerebbe di imitare.In ogni caso, Peter Magyar ha celebrato i colloqui avuti a Bruxelles come «estremamente costruttivi e positivi», assicurando un pronto rilascio dei fondi dovuti per rilanciare l'economia ungherese e ad attuare gli interventi necessari per costruire un «paese funzionante e umano». Un prossimo incontro si svolgerà il 25 maggio ma a che prezzo? Al momento le assicurazioni che l'UE non imporrà condizioni in contrasto con gli interessi dell'Ungheria appaiono delle vere e proprie bugie dalla "gambe corte".
Quando si studia l'italiano, si impara una lingua ricca di storia. Ma c'è un capitolo meno conosciuto: quello degli anni Venti e Trenta del Novecento, quando Benito Mussolini e il regime fascista decisero di intervenire direttamente sulla lingua italiana, modificandola, purificandola e usandola come strumento di potere. La lingua non è mai neutrale: chi controlla le parole, controlla il pensiero. Il fascismo lo capì benissimo. La «Battaglia» per la Purezza Linguistica Negli anni Trenta, il regime lanciò una vera e propria campagna contro le parole straniere, chiamata bonifica linguistica. L'obiettivo era eliminare i forestierismi — cioè le parole di origine straniera — e sostituirli con termini italiani. Nel 1940 fu vietato per legge l'uso di parole straniere nei luoghi pubblici, nelle insegne dei negozi e sui giornali. Per esempio, la parola bar doveva diventare mescita, e restaurant doveva essere sostituito con ristoro. Come recitava la retorica fascista dell'epoca: «La lingua è l'anima della nazione. Chi non parla italiano non è italiano.» Parole Proibite e i Loro Sostituti Fascisti Ecco alcune delle sostituzioni imposte dal regime, con le parole straniere originali e i nuovi termini italiani obbligatori: Parola italiana (imposta)Significato / Notecalciofootball (già italiano, ma imposto ufficialmente) — sostituisce: footballautistadriver / chauffeur — sostituisce: chauffeurportieregoalkeeper / doorman — sostituisce: goal-keepermescita / caffèbar / café — sostituisce: bar, caféristororestaurant — sostituisce: restaurantpellicolafilm / movie — sostituisce: filmpalcoscenicostage — sostituisce: stagegolgoal (poi accettato così com'è) Come si può notare, alcune di queste parole — come calcio e portiere — sono rimaste nella lingua italiana fino ad oggi, mentre altre, come ristoro al posto di restaurant, sono cadute in disuso. Se vuoi approfondire il tema delle parole straniere nell'italiano, trovi un articolo dedicato sul nostro sito. Il «Voi» Contro il «Lei»: Una Battaglia Grammaticale Nel 1938, il regime dichiarò che il Lei era un pronome «servile», di origine spagnola, indegno di un italiano fiero e virile. Al suo posto impose il Voi come forma di rispetto, considerato più «romano» e «fascista». Si trattava di una vera e propria riforma grammaticale con motivazioni politiche: la scelta del pronome diventava un atto di obbedienza o di resistenza al regime. Oggi, il Lei è pienamente tornato come pronome di cortesia nella lingua italiana standard. Il Voi, però, sopravvive ancora in alcune zone del Sud Italia — Campania, Calabria, Sicilia — come retaggio storico e culturale di quel periodo. Perché il Regime Preferiva il Voi? Il Voi veniva presentato come un pronome autenticamente italiano, con radici nella tradizione romana e rinascimentale. Il fascismo sosteneva che il Lei, invece, fosse stato introdotto dagli spagnoli durante la dominazione della penisola, e che quindi rappresentasse una forma di sudditanza culturale straniera. In realtà, gli storici della lingua mostrano che il Lei aveva già una lunga tradizione italiana autonoma, ma la propaganda non aveva bisogno di precisione storica: aveva bisogno di simboli. Il Dialetto: Nemico della Nazione? Prima dell'unificazione d'Italia nel 1861, ogni regione aveva la propria lingua: veneziano, napoletano, siciliano, piemontese… Molti italiani, ancora negli anni Venti del Novecento, parlavano il dialetto come prima lingua e l'italiano come una lingua da imparare. Il fascismo vide i dialetti come un ostacolo all'unità nazionale. L'obiettivo era costruire un'Italia unita, forte, con una sola lingua. I dialetti vennero scoraggiati nelle scuole e nella vita pubblica. Si voleva un italiano standard, chiaro, uniforme — uno strumento di coesione ideologica oltre che comunicativa. Il regime, però, non riuscì mai a eliminare i dialetti: erano troppo radicati nella vita quotidiana. E molti gerarchi fascisti, in privato, continuavano a parlare in dialetto. Vuoi scoprire di più sui dialetti italiani e sulla loro storia? Trovi un articolo completo sul nostro sito. La Lingua della Propaganda Oltre a vietare parole straniere, il fascismo creò un suo lessico specifico: un vocabolario carico di retorica, di grandiosità, di richiami all'Impero romano. La lingua doveva trasmettere forza, gloria, obbedienza. Ogni parola era scelta con cura per evocare sentimenti di potenza e appartenenza nazionale. Parole Chiave del Vocabolario Fascista Parola italianaSignificato / NoteDucedal latino dux = capo, condottiero. Titolo di MussoliniCameratacompagno/a fascista. Dal latino camera = stanzaSquadrismoviolenza organizzata delle «squadre» fascistePatriala nazione, usata ossessivamente in senso sacroBalillaorganizzazione giovanile fascista (bambini 8–14 anni)Fasciosimbolo romano (il fascio littorio) adottato dal regime I Discorsi di Mussolini: Retorica al Servizio del Potere I discorsi di Mussolini erano studiati con precisione per colpire emotivamente. Adottavano uno stile oratorio che si rifaceva alla retorica latina classica, ma adattato ai nuovi mezzi di comunicazione: la radio e le grandi piazze. Frasi brevi, ritmo martellante, ripetizioni ossessive — una tecnica pensata per non far pensare, ma per far sentire. La lingua fascista era costruita per generare emozioni collettive: entusiasmo, paura, orgoglio, odio. Chi volesse approfondire come il linguaggio giornalistico e politico funziona in italiano può trovare ulteriori risorse nel nostro sito. Cosa È Rimasto Oggi? La maggior parte delle innovazioni imposte dal regime è scomparsa con esso. L'italiano moderno ha reintegrato i prestiti stranieri e ha adottato migliaia di anglicismi nel corso del Novecento — esattamente il contrario di ciò che il fascismo aveva cercato di fare. Parole come film, bar, sport sono oggi pienamente accettate nell'italiano contemporaneo. Alcune tracce rimangono però nella lingua di oggi: → Calcio e portiere (nel senso calcistico) sono parole nate o consolidate in quel periodo e sono rimaste.→ Il Voi di cortesia sopravvive nel dialetto di alcune regioni meridionali.→ Molte parole del vocabolario fascista sono entrate nel lessico storico e nei libri di testo. Rimane però, soprattutto, una consapevolezza: la lingua può essere usata come strumento politico. Studiare queste vicende aiuta a leggere la lingua con occhi più critici — e a capire perché certe scelte linguistiche non sono mai puramente «grammaticali». Se ti interessa approfondire la storia della lingua italiana, leggi anche il nostro articolo sull'origine e storia dell'italiano. Domande Frequenti (FAQ) Il fascismo riuscì davvero a cambiare la lingua italiana? In parte sì. Alcune sostituzioni lessicali imposte dal regime — come calcio per football — sono sopravvissute nella lingua moderna. Tuttavia, la maggior parte delle riforme linguistiche fasciste fallì nel lungo periodo: i parlanti tornarono ai termini originali non appena il regime cadde, e l'italiano del dopoguerra riprese ad assorbire liberamente parole straniere. Il «Lei» è davvero di origine spagnola? La tesi dell'origine spagnola del Lei era una semplificazione propagandistica. Gli storici della lingua dimostrano che il Lei aveva già radici solide nella tradizione italiana rinascimentale, indipendentemente dall'influenza iberica. L'affermazione del regime era un pretesto ideologico, non una verità linguistica. Per saperne di più sul pronome di cortesia in italiano, leggi il nostro articolo dedicato. Cosa significa «bonifica linguistica»? La bonifica linguistica era la campagna ufficiale del regime fascista per «purificare» la lingua italiana eliminando i forestierismi, cioè le parole di origine straniera. Il termine richiama volutamente la bonifica agraria — il prosciugamento delle paludi — per evocare l'idea di «ripulire» la lingua da elementi considerati «inquinanti». Era, in sostanza, un nazionalismo applicato al vocabolario. Perché i dialetti non furono eliminati nonostante le pressioni del regime? I dialetti italiani erano troppo radicati nella vita quotidiana delle comunità locali per essere eliminati con semplici decreti. La scuola e la radio diffondevano l'italiano standard, ma in casa, al mercato, tra amici, le persone continuavano a parlare in dialetto. Persino i dirigenti fascisti, in privato, usavano spesso il dialetto della propria regione. Questo dimostra quanto la lingua sia un fenomeno sociale e identitario che sfugge al controllo puramente politico. Se vuoi saperne di più sulla storia dell'Italia e su quando è nato l'italiano, non dimenticare di dare un'occhiata all'articolo dedicato. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul Fascismo e la Lingua Italiana", "description": "Quiz interattivo sulle trasformazioni della lingua italiana durante il regime fascista: bonifica linguistica, pronomi di cortesia, dialetti e lessico del regime.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Come si chiamava la campagna fascista contro le parole straniere?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Bonifica linguistica" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale parola italiana fu coniata da Gabriele D'Annunzio nel 1925 per sostituire 'sandwich'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Tramezzino" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale di queste parole NON è rimasta nell'uso comune dopo il fascismo?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vigoria" } }, { "@type": "Question", "name": "Durante il regime fascista, quale pronome di cortesia fu imposto al posto del 'Lei'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Voi" } }, { "@type": "Question", "name": "Il pronome 'Voi' come forma di cortesia esiste ancora oggi in alcune regioni italiane.",...
Rimane alta la tensione a Hormuz. Nonostante la tregua tra Usa e Iran prolungata a tempo indeterminato da Donald Trump, il blocco navale americano nello Stretto prosegue.
Rimane altissima l'attenzione sulle scorte di carburante a disposizione per i voli dopo lo scoppio della crisi in Medio Oriente.
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Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Di Marzio:"Yamal quando perdeva palla camminava. La proprietà Roma deve intervenire sul caso Gasp- Ranieri. Uno ne rimane. L'Inter deve cambiare almeno 5 giocatori e mercato giovane"
Per oltre trent'anni, il presunto fenomeno dei “safari umani” a Sarajevo è rimasto ai margini del racconto pubblico. Eppure oggi quella storia è tornata con forza al centro del dibattito, rompendo un silenzio lungo decenni. Il merito – o la responsabilità – è soprattutto dello scrittore Ezio Gavazzeni, che con il suo libro I cecchini del weekend ha riaperto una ferita mai del tutto chiusa. Attraverso un lavoro di ricerca durato anni e culminato in un esposto alla Procura di Milano, Gavazzeni ha trasformato un racconto oscuro in un caso giudiziario concreto, portando magistrati e opinione pubblica a interrogarsi su ciò che sarebbe accaduto durante l'assedio di Sarajevo.Nel ricostruire questo sistema, Gavazzeni introduce testimoni chiave, che avrebbero partecipato o assistito direttamente ai safari, descrivendo logiche economiche e modalità operative agghiaccianti. Tuttavia, il suo impianto narrativo viene messo in discussione da altri intervistati: Andrea Angeli, ex rappresentante UNPROFOR, evidenzia incongruenze sul ruolo delle istituzioni italiane e sull'assenza di riscontri ufficiali, mentre Mario Boccia, fotografo e giornalista testimone diretto dell'assedio di Sarajevo, invita alla cautela, sottolineando come il contesto estremo della guerra possa aver alimentato voci e interpretazioni distorte. Entrambi riconoscono la brutalità del conflitto, ma si mostrano scettici rispetto alla sistematicità del fenomeno descritto da Gavazzeni.A rafforzare, almeno in parte, le ipotesi del libro interviene il giornalista croato Domagoj Margetic, che amplia il quadro collegando i safari umani a strutture paramilitari e ai vertici della politica balcanica. Margetic suggerisce l'esistenza di insabbiamenti e pressioni politiche che avrebbero impedito di far emergere la verità già negli anni '90. In questo contesto, I cecchini del weekend diventa non solo un'opera narrativa ma un elemento attivo nel riaprire il caso, stimolando indagini giudiziarie e dibattito internazionale. Rimane però una tensione irrisolta tra denuncia e verifica: mentre Gavazzeni sostiene che “tutti sapessero”, gli altri interlocutori invitano a distinguere tra ipotesi, prove e memoria, in un terreno ancora segnato da traumi e verità parziali.
Per oltre trent'anni, il presunto fenomeno dei “safari umani” a Sarajevo è rimasto ai margini del racconto pubblico. Eppure oggi quella storia è tornata con forza al centro del dibattito, rompendo un silenzio lungo decenni. Il merito – o la responsabilità – è soprattutto dello scrittore Ezio Gavazzeni, che con il suo libro I cecchini del weekend ha riaperto una ferita mai del tutto chiusa. Attraverso un lavoro di ricerca durato anni e culminato in un esposto alla Procura di Milano, Gavazzeni ha trasformato un racconto oscuro in un caso giudiziario concreto, portando magistrati e opinione pubblica a interrogarsi su ciò che sarebbe accaduto durante l'assedio di Sarajevo.Nel ricostruire questo sistema, Gavazzeni introduce testimoni chiave, che avrebbero partecipato o assistito direttamente ai safari, descrivendo logiche economiche e modalità operative agghiaccianti. Tuttavia, il suo impianto narrativo viene messo in discussione da altri intervistati: Andrea Angeli, ex rappresentante UNPROFOR, evidenzia incongruenze sul ruolo delle istituzioni italiane e sull'assenza di riscontri ufficiali, mentre Mario Boccia, fotografo e giornalista testimone diretto dell'assedio di Sarajevo, invita alla cautela, sottolineando come il contesto estremo della guerra possa aver alimentato voci e interpretazioni distorte. Entrambi riconoscono la brutalità del conflitto, ma si mostrano scettici rispetto alla sistematicità del fenomeno descritto da Gavazzeni.A rafforzare, almeno in parte, le ipotesi del libro interviene il giornalista croato Domagoj Margetic, che amplia il quadro collegando i safari umani a strutture paramilitari e ai vertici della politica balcanica. Margetic suggerisce l'esistenza di insabbiamenti e pressioni politiche che avrebbero impedito di far emergere la verità già negli anni '90. In questo contesto, I cecchini del weekend diventa non solo un'opera narrativa ma un elemento attivo nel riaprire il caso, stimolando indagini giudiziarie e dibattito internazionale. Rimane però una tensione irrisolta tra denuncia e verifica: mentre Gavazzeni sostiene che “tutti sapessero”, gli altri interlocutori invitano a distinguere tra ipotesi, prove e memoria, in un terreno ancora segnato da traumi e verità parziali.
La fiducia è uno stato d'animo, e come tale è inaffidabile: oggi sei un leone, domani un dugongo.In questa puntata scoprirai perché non vince chi si sente meglio, ma chi ha una struttura che regge anche quando tutto trema.Premi play.
Milano: si avvicina il ritorno di Devon Hall Fenerbahçe, Melli vicino al rinnovo, piace Lyles?Barcelona: per il backcourt si pensa anche a Mike James?Parigi: via coach Tabellini, Julius Thomas nuovo head coach ad interimStella Rossa, ufficiale il ritorno di Djurisic, prestito al Mega fino a fine stagioneDerthona, possibile l'approdo in EuroCup la prossima stagione?Cremona, firmato Raequan BattleCantù, in arrivo Gerald RobinsonVarese, Librizzi verso la NCAADiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.
Nella prima settimana di questo mese, lo scenario geopolitico globale ha riportato prepotentemente al centro del dibattito un tema che l'Europa sperava di aver archiviato come un problema del passato: la fragilità energetica. Sigla di Eric Buffat Per chi vuole acquistare i libri, il cui ricavato andrà totalmente in beneficenza: https://www.amazon.it/kindle-dbs/entity/author/B08FF1ZFV9 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In italiano esistono molte parole che sembrano simili, a volte quasi identiche, ma che hanno significati molto diversi. Usare quella sbagliata può creare situazioni imbarazzanti, divertenti o semplicemente confuse. In questo articolo scoprirai 10 gruppi di parole che vengono confuse continuamente: alla fine saprai esattamente quale parola usare in ogni situazione! 10 Gruppi di Parole Italiane che Sembrano Uguali Ma Non Lo Sono Parole Legate alle Relazioni e ai Ruoli Gruppo N°1: Litigio vs Rissa vs Discussione vs Lite Iniziamo con quattro parole che riguardano tutte situazioni di disaccordo. Ma attenzione, perché il livello di intensità è molto diverso! Definizioni Complete DISCUSSIONE = uno scambio di opinioni tra due o più persone che hanno punti di vista diversi. Può essere calma e civile, oppure un po' accesa, ma rimane sempre sul piano verbale e razionale. È quello che fai quando parli di politica con gli amici, quando decidi dove andare a cena, quando il professore e lo studente dibattono su un argomento. Non implica necessariamente rabbia o conflitto – può essere anche costruttiva e interessante. LITE = un conflitto verbale più intenso di una discussione, caratterizzato da rabbia, tensione emotiva e spesso voci alte. Le persone si arrabbiano, si dicono cose spiacevoli, magari alzano la voce. È quello che succede quando le coppie "hanno una lite", quando due vicini litigano per il parcheggio, quando la mamma scopre che non hai fatto i compiti. Rimane verbale, ma c'è un coinvolgimento emotivo forte. LITIGIO = è sostanzialmente un sinonimo di lite, forse leggermente più formale o usato più spesso per indicare una lite prolungata o ripetuta. "Hanno avuto un litigio" e "hanno avuto una lite" significano praticamente la stessa cosa. In alcune regioni si preferisce uno, in altre l'altro. Anche questo è puramente verbale. RISSA = uno scontro fisico tra due o più persone. Qui si passa dalle parole ai fatti: pugni, spinte, calci. È quello che può succedere fuori dai locali notturni o durante eventi sportivi quando la tensione degenera. La rissa è violenta e fisica, spesso illegale, e richiede l'intervento delle forze dell'ordine. La Scala di Intensità ParolaTipoIntensitàEsempioDiscussioneVerbale, razionaleBassa"Abbiamo avuto una discussione interessante sulla politica italiana."Lite / LitigioVerbale, emotivoMedia"I miei genitori hanno avuto una lite ieri sera. Mia madre non gli parla ancora."RissaFisico, violentoAlta"È scoppiata una rissa fuori dal bar. Sono dovuti intervenire i carabinieri." Esempi "Abbiamo avuto una discussione interessante sulla politica italiana." = Scambio di opinioni civile, nessuno si è arrabbiato. "I miei genitori hanno avuto una lite ieri sera. Mia madre non gli parla ancora." = Si sono arrabbiati, hanno alzato la voce, c'è tensione in casa. "Il litigio tra i due fratelli dura da anni." = Un conflitto verbale prolungato nel tempo, non si parlano più. "È scoppiata una rissa fuori dal bar. Sono dovuti intervenire i carabinieri." = Scontro fisico, intervento delle forze dell'ordine. Perché è importante distinguerli? Perché se dici "ho avuto una rissa con mia moglie", stai dicendo che vi siete picchiati. È molto diverso da "ho avuto una lite con mia moglie". E se dici "abbiamo avuto una discussione" quando in realtà vi siete urlati addosso per un'ora, stai minimizzando parecchio la situazione. Le parole contano. Gruppo N°2: Antico vs Vecchio vs Anziano Tre parole che indicano tutte qualcosa che ha molti anni, ma che si usano in contesti molto diversi. Confonderle può risultare offensivo. Definizioni Complete ANTICO = qualcosa che appartiene a un'epoca storica lontana, che ha valore storico, culturale o artistico proprio per la sua età. Si usa per oggetti, edifici, civiltà, tradizioni che risalgono a secoli fa. Ha una connotazione positiva e prestigiosa: l'antichità conferisce valore. Roma antica, mobili antichi, tradizioni antiche, civiltà antiche. Mai per le persone! VECCHIO = qualcosa o qualcuno che ha molti anni di età, che è usato, consumato dal tempo, o che non è più nuovo/recente. Può riferirsi a oggetti, idee, abitudini e anche a persone – ma attenzione, usato per le persone può suonare poco rispettoso o indicare semplicemente "non giovane". Ha spesso una connotazione neutra o negativa: vecchie scarpe, vecchie abitudini, vecchia macchina. ANZIANO = una persona che ha un'età avanzata, tipicamente oltre i 65-70 anni. È il termine rispettoso e neutro per indicare le persone in età avanzata. Non si usa mai per oggetti! Solo per esseri umani. È la parola che usi quando parli con rispetto della terza età: "gli anziani del paese", "una signora anziana", "assistenza agli anziani". Schema Rapido ParolaSi usa perConnotazioneEsempioAnticoOggetti, edifici, civiltàPositiva, prestigiosa"Questo vaso è antico, risale all'epoca romana."VecchioOggetti e persone (informale)Neutra o negativa"Queste scarpe sono vecchie, devo comprarne di nuove."AnzianoSolo personeRispettosa"Mio nonno è anziano, ha 85 anni." Errori Comuni "Mio nonno è antico." – Tuo nonno non è un reperto archeologico. → "Mio nonno è anziano." "Questa chiesa è anziana." – Le chiese non hanno l'età pensionabile. → "Questa chiesa è antica." (se è di secoli fa); "Questa chiesa è vecchia." (se è semplicemente non nuova) "Ho comprato un mobile anziano." – I mobili non invecchiano come le persone. → "Ho comprato un mobile antico." (se ha valore storico); "Ho comprato un mobile vecchio." (se è semplicemente usato) Perché è importante distinguerli? Perché chiamare una persona "vecchia" può essere offensivo, mentre "anziana" è rispettoso. E chiamare un oggetto "anziano" non ha senso! Allo stesso modo, un mobile del 1700 è "antico" e ha valore; un mobile degli anni '80 comprato all'Ikea è semplicemente "vecchio". La differenza è anche economica: l'antico costa molto di più. Gruppo N°3: Rispettoso vs Rispettato vs Rispettabile Tre aggettivi che derivano tutti dal verbo "rispettare", ma che descrivono situazioni completamente diverse. Attenzione a non confonderli. Definizioni Complete RISPETTOSO = qualcuno che mostra rispetto verso gli altri, che si comporta con educazione, cortesia e considerazione. Descrive il comportamento di una persona verso gli altri. Un bambino rispettoso ascolta i genitori; uno studente rispettoso non interrompe il professore; un ospite rispettoso si comporta bene a casa d'altri. RISPETTATO = qualcuno che riceve rispetto dagli altri, che è stimato, considerato, ammirato. Descrive come gli altri vedono una persona. È il risultato di azioni, competenze, reputazione. Un medico rispettato è stimato dai colleghi; un professore rispettato è ammirato dagli studenti; un leader rispettato è seguito con convinzione. RISPETTABILE = qualcuno o qualcosa che merita rispetto, che è degno di considerazione, che ha una buona reputazione nella società. Può anche significare "accettabile, discreto" quando si parla di quantità o risultati. Una famiglia rispettabile è una famiglia per bene; una cifra rispettabile è una somma considerevole; un lavoro rispettabile è un lavoro dignitoso. Schema Rapido ParolaSignificatoDirezioneEsempioRispettosoIo do rispetto agli altriAttivo →"Marco è molto rispettoso con gli anziani: cede sempre il posto sull'autobus."RispettatoIo ricevo rispetto dagli altri← Passivo"Il professor Rossi è molto rispettato nel suo campo: tutti citano i suoi studi."RispettabileIo merito rispettoQualità intrinseca"Viene da una famiglia rispettabile: suo padre è giudice e sua madre è medico." Errori Comuni "Luigi è molto rispettato verso i suoi professori." → "Luigi è molto rispettoso verso i suoi professori." (Luigi DÀ rispetto, non lo RICEVE) "Voglio essere una persona rispettosa nella mia professione." → "Voglio essere una persona rispettata nella mia professione." (Vuoi ricevere rispetto, non solo darlo) Perché è importante distinguerli? Perché il significato cambia completamente! Dire "è una persona rispettata" è un complimento sulla reputazione. Dire "è una persona rispettosa" è un complimento sul comportamento. E dire "è una persona rispettabile" significa che è per bene, ha una buona posizione sociale. Tre concetti diversi, tre aggettivi diversi. Gruppo N°4: Capo vs Direttore vs Responsabile vs Dirigente Parliamo ora della gerarchia aziendale italiana. Queste quattro parole indicano tutte persone con autorità, ma a livelli e in contesti diversi. Definizioni Complete CAPO = termine generico e informale per indicare qualcuno che ha autorità su di te, che ti dà ordini, che è sopra di te nella gerarchia. Può essere usato in qualsiasi contesto: lavoro, sport, gruppi informali. "Il mio capo" è semplicemente la persona a cui rispondi, qualunque sia il suo titolo ufficiale. È anche il termine usato nei contesti criminali – il "capo" della mafia, per esempio. RESPONSABILE = qualcuno che ha la responsabilità di un'area specifica, di un progetto, di un reparto. Non è necessariamente al vertice dell'azienda, ma ha l'autorità e la responsabilità per una determinata area. Il responsabile delle vendite, il responsabile della comunicazione, il responsabile del personale. Indica una funzione specifica più che un livello gerarchico assoluto. DIRETTORE = qualcuno che dirige, che guida un'organizzazione, un dipartimento, un'istituzione. È un titolo più formale e specifico, spesso usato per ruoli definiti: direttore generale, direttore artistico, direttore di banca, direttore d'orchestra, direttore di un giornale. Implica un ruolo di leadership importante e riconosciuto. DIRIGENTE = qualcuno che appartiene alla categoria professionale più alta in un'azienda, che fa parte del management. In Italia, "dirigente" è anche una categoria contrattuale specifica con determinati diritti e responsabilità. I dirigenti prendono decisioni strategiche,
Al centro delle polemiche per la sua presa di posizione in favore di con Mohammad Hannoun, culminate con il ritiro delle deleghe alle politiche giovanili da parte del sindaco Michelusi, Kaabouri spiega ora che la scelta non è nè improvvisa nè di comodo e che per il momento resterà in maggioranza.
Johann Christian Woyzeck nasce a Lipsia a fine Settecento. Rimane orfano molto presto, e appena può entra nell'esercito. In quegli anni la Germania affronta guerre e battaglie, e quando Johann torna a casa la sua città è cambiata. Incontra una bella vedova, ma qualcosa in lui è cambiato...
Purtroppo, nessuna sorpresa: l'Italia esce ai quarti di finale dell'Europeo di futsal, sconfitta 4-0 da una Spagna che ha dimostrato perché è favorita. L'avventura europea si chiude con la conferma che c'è ancora molta strada da fare, ma facendo un passetto avanti che mancava da un decennio: il passaggio della fase a gironi. E ora? Ora sarebbe ideale dare un senso a questo passetto in avanti. Come farlo, di preciso, non lo sappiamo, ma proviamo a dircelo partendo da qualche concetto chiave: continuità (sperata), rinnovamento (fisiologico), risorse (sognate). Ah, le semifinali sono Portogallo - Francia e Spagna - Croazia: noi ci saremo.
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Quanti soldi è corretto tenere liquidi sul conto corrente?La risposta potrebbe sorprenderti: il meno possibile. Ma attenzione, non stiamo dicendo di lasciare il conto a zero, bensì di ottimizzare la gestione della liquidità, lasciando solo quanto necessario per le spese di 1 o 2 mesi. Tutto il resto può essere gestito in modo più intelligente e produttivo. In questo video ti spieghiamo perché tenere troppi soldi fermi sul conto corrente è una strategia perdente: non generano rendimento, vengono erosi dall'inflazione e, paradossalmente, arricchiscono le banche che li utilizzano per concedere prestiti, incassando interessi.A te? Rimane poco o nulla.Esploriamo insieme le migliori alternative per far fruttare la liquidità senza correre rischi inutili: conti deposito, conti remunerati e soprattutto ETF monetari, strumenti semplici, trasparenti e a basso costo che possono offrire rendimenti anche del 2% lordo annuo, con tassazione agevolata al 12,5%. Uno degli strumenti citati è Xtrackers II EUR Overnight Rate Swap UCITS ETF 1C (ISIN: LU0290358497), un ETF monetario che investe in strumenti a brevissima scadenza legati al tasso overnight.Dal 2023 ha registrato una crescita costante, offrendo una valida alternativa al conto corrente tradizionale per chi vuole tenere la liquidità disponibile ma fruttifera. Analizziamo anche un esempio concreto, quello di Luca, un libero professionista con molta liquidità inutilizzata, per mostrarti come puoi ottenere un piccolo rendimento extra anche da quei soldi che sai già che non puoi spendere (come le tasse future).Vedrai anche numeri aggiornati sul patrimonio finanziario degli italiani e quanto di questo resta fermo e infruttifero sui conti correnti. Una fotografia che fa riflettere e che ti aiuterà a capire meglio come gestire in modo più consapevole i tuoi risparmi.
Concludiamo questa serie di chiacchierate in totale libertà, che il sottoscritto ha avuto il piacere di fare con alcuni dei protagonisti della 24° edizione del Festival del Cinema di Porretta, una kermesse che omaggia la Settima Arte in tutte le sue sfumature.Questa volta, tocca al grandissimo Luc Merenda, interprete di poliziotteschi rudi e potenti del cinema italiano anni 70, ma anche divertente antagonista del nostro Fantozzi.Perdonate la scarsa qualità video, ma ho dovuto arrangiarmi con mezzi di fortuna, questa volta. Rimane pur sempre una chicca che non potevo non condividere con voi.Buon ascolto.
66 Top quote con un valore da 4 e oltre distribuite su 12 giorni di betting calcio nel mese di novembre, nonostante un numero inferiore di partite giocate per la pausa delle nazionali.Rimane intatto e lontano il il record a 17 del pareggio PSV in casa contro la neopromossa Telstar di agosto.Divertiamoci a scoprire tutte le perle del mese di novembre 2025, alla scoperta dei principali dati relativi a giorni, campionati, squadre e ovviamente anche la tipologia e la lunghezza del ritardo dei Pronostici Naturali coinvolti nelle top quote.Conoscere le dinamiche e la relazione tra le top quote e i dati della piattaforma potrebbe essere un approccio più strategico per selezionare pronostici con maggiore consapevolezza.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Bucchioni:"Il Milan rimane da scudetto serve un 9" Di Napoli:"Conte sta limitando i danni. Chivu ha grandi meriti" Impallomeni:"Zielinski ritrovato come un tempo."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Bucchioni:"Il Milan rimane da scudetto serve un 9" Di Napoli:"Conte sta limitando i danni. Chivu ha grandi meriti" Impallomeni:"Zielinski ritrovato come un tempo."
Maracanà con Marco Piccari e Lucio Marinucci. Ospiti: Bonanni:"Incardi non è funzionale a questo Milan:" Impallomeni:"Tra Dovbyk e Ferguson scelgo il secondo." Garbo:"Icardi al Milan affascinante ma rimane il dubbio sul giocatore" DI Benedetto:"Icardi al Milan problema di ingaggio"
La rassegna di oggi, venerdì 5 dicembre, è a cura di Marica Fantauzzi Sicurezza stradale: al via l'installazione di nuovi autovelox sulla Tangenziale e su Viale Newton. Su Repubblica l'ennesima morte di un pedone investito;Pestaggio omofobo ai danni di un venticinquenne in pieno centro a Roma. Sono stati fermati tre aggressori, tutti minorenni. Sul Corriere parla Alessandro Ansaldo, dopo 20 giorni di prognosi;Ieri l'inaugurazione di Più Libri Più Liberi. Il Comune non partecipa alla conferenza di presentazione. Intervistata la Presidente della Fiera difende la scelta, anche se ammette che andrà rivisto il regolamento. Sul Corriere;«Il problema è dei fascisti, non nostro. Sosterremo a voce più alta le nostre idee. E magari passeremo a ricordare ai nazifascisti qual è il posto giusto che gli ha assegnato la storia. Non uno stand». Editoriale del Direttore del manifesto;A Roma rispuntano i fascisti in periferia. Ma la gente insorge. Sul manifesto la contromanifestazione di domani a Torpignattara;«Sappiamo che insieme tutto è possibile, solo insieme possiamo cambiare davvero Quarticciolo» parte la campagna di crowdfunding per sostenere i progetti di Quarticciolo Ribelle.Sveja è un progetto sostenuto da Periferiacapitale, il programma per Roma della fondazione Charlemagne.Ringraziamo inoltre l'associazione A Sud che ci mette a disposizione i propri spazi per le riunioni di redazione.La sigla di Sveja è di Mattia CarratelloLa foto è di Luca Dammicco
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:"L'Atalanta l'unica che può risalire" Di Gennaro:"Il Bologna mi convince più del Como" Orlando:"L'Inter rimane la più forte. La Fiorentina non ha soluzioni"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:"L'Atalanta l'unica che può risalire" Di Gennaro:"Il Bologna mi convince più del Como" Orlando:"L'Inter rimane la più forte. La Fiorentina non ha soluzioni"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Di Napoli:"L'Inter ha le prestazione dalla sua" Pacchioni:"L'Inter rimane in corsa per lo scudetto" Recalcati:"I cambi di Chivu non comprensibili"
Arrivano i risultati delle elezioni regionali di Puglia, Campania e Veneto. Riassumiamo tutto quello che è successo oggi insieme a Betta Fiorito e ai nostri inviati.Il caso della famiglia nel bosco continua ad attirare l'attenzione nazionale, con minacce alla giudice che ha deciso per l'allontanamento dei minori. Ne parliamo con Rocco Gustavo Maruotti, Segretario Generale dell'Associazione Nazionale Magistrati.Infine, con Marco Di Liddo, Direttore del Centro Studi Internazionali, parliamo dei negoziati per la pace in Ucraina.
1) La vita in Cisgiordania occupata tra posti di blocco, la violenza dei coloni e dell'esercito e le umiliazioni quotidiani. La testimonianza della nostra inviata dalla zona di Hebron. 2) Stati Uniti – Arabia Saudita: in diretta dalla Casa Bianca gli affari miliardari tra Donald Trump e il Principe Bin Salman. 3) Ucraina. Zelensky oggi a Madrid. Rimane intatta la solidarietà del governo Sanchez con Kiev. 4) Casino Totale. Vertice all'Eliseo sul narcotraffico a Marsiglia. Il punto di Esteri 5) Diritto all' Asilo. Il copia incolla del governo laburista dei peggiori testi della destra britannica. 6) Rubrica sportiva. Nei paesi baschi partita storica e indimenticabile per Gaza e la Palestina. Oggi si replica in Catalogna.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Garbo:" L'Inter partirà fortissimo la Lazio deve resistere nei primi minuti" Bonanni:"Sulla Dea Juric rimane il punto interrogativo" Impallomeni:" A Bologna il Napoli deve fare gli straordinari"
Il giornalista Paolo Condò ha espresso il suo parere sullaprestazione del Milan ieri sera contro l'Atalanta e sull'apporto diRafa LeaoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Ancora un ultimo tentativo. Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha accolto l'invito del presidente Macron a tentare di tenere i negoziati finali con le forze politiche per la stabilità del Paese. Stasera Lecornu riferirà se vi siano prospettive di collaborazione per evitare che l'indebitamento della Francia peggiori. Ne parliamo con Jean-Pierre Darnis, professore di Storia contemporanea alla Luiss Guido Carli e professore all'Università di Nizza.Mentre continuano i negoziati per Gaza, i bombardamenti da parte di Israele non cessano. Ne parliamo con Luca Sangalli, capo missione di Cesvi in Palestina, e con Ilan Pappé, storico israeliano, autore di "La fine di Israele. Il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina" (Fazi editore).
"Le relazioni tra Stati Uniti ed Israele non sono mai state così forti": questo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu mentre il segretario di stato statunitense Marco Rubio visitava il muro del Pianto a Gerusalemme.
Editoriale con Luca Marchetti, intervistato da Marco Piccari. Marchetti: "Estupinan è fatta operazione gestita da Mendes. Jashari al momento tutto bloccato. Ndoye rimane la prima scelta di Conte. La Roma sta mettendo dei tasselli importanti"
Protagonista della puntata numero 109 di Mondo Triathlon, la rubrica di Dario Daddo Nardone in onda su Bike Channel, èRICCARDO BRIGHIOgni lunedì dalle 19.00 il nuovo episodio, tutte le puntate di Mondo Triathlon:https://www.mondotriathlon.it/mondoGuarda Mondo Triathlon anche sui canali di Bike Channel:- SKY Canale 222- DTT Canale 259- DTT Canale 60 tasto rosso SI- www.bikechannel.it#daddocè #mondotriathlon #ioTRIamo ❤️#triathlon #trilife #fczstyle #passionetriathlon
Maracanà con Marco Piccari Ospiti: Ceccarini:" Il Milan non è ritardo sul mercato ma ha le idee chiare. Sancho e Conceicao il doppio colpo della Juve. L'Inter per Calha vuole 30 milioni altrimenti rimane, questione lunga."
L'ex “brava ragazza” di X Factor rompe il silenzio e si ribella a TikTok, ai trend e agli haters. In questa intervista, Francesca racconta senza filtri il suo momento più difficile: l'operazione per l'asportazione del rene, l'insoddisfazione musicale e la caduta a Sanremo.Rimane il tempo per ridere della sua passione per Taylor Swift e per sfatare la fake news su Alberto Angela.Con lei anche due giovani artiste: Galea, con cui ha co-scritto il nuovo singolo “Francesca”, e VV musicista che l'accompagnerà sul palco dall'Arena di Verona il 4 ottobre.Distribuito da Warner Music Italy
Netanyahu e l'offensiva di terra imminente - Sanremo rimane alla Rai, nessun altro partecipa alla gara
Il Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2025 conferma il sottofinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, con il rapporto spesa sanitaria/PIL fermo al 6,4% fino al 2028. Nonostante un incremento della spesa nel 2024 e nel biennio successivo, le risorse rimangono insufficienti. La Fondazione GIMBE segnala una crescente difficoltà nell'accesso alle cure, con milioni di italiani costretti a rinunciare a visite per motivi economici e una carenza di personale. Il Governo sta introducendo misure contro le liste d'attesa, tra cui un decreto per permettere l'intervento diretto dello Stato in caso di inadempienze regionali. Ne parliamo con Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.In crescita il numero dei turisti in Italia, per Pasqua 11 milioni di italiani in viaggioOggi si sono tenuti gli Stati generali di Federturismo a palazzo Wedekind a Roma. La spesa turistica nel 2024, fa sapere Federturismo, ha raggiunto circa 110 miliardi di euro che, con un moltiplicatore di 2,5, ha generato oltre 270 miliardi di euro in termini di Pil. Non solo i turisti contribuiscono direttamente al pil, ma le attività economiche che dipendono dal turismo, come la produzione, la logistica, i servizi e altri settori, vengono enormemente stimolate. Analogamente, il comparto della logistica nel 2024 ha raggiunto un valore di 156,9 miliardi di euro, l'8,9% del Pil. Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria, durante l'evento ha spiegato che: "È in continua crescita il numero dei turisti, nel 2024 in Italia le presenze turistiche hanno toccato i 458,4 milioni e grazie anche al boom di stranieri, oltre 250 milioni e +6,8% rispetto al 2023 e siamo riusciti a superare la Francia nella graduatoria europea piazzandoci al secondo posto dietro la Spagna. E' necessario però trovare un giusto equilibrio tra crescita e trasformazione e l'unico modo per raggiungere questo obiettivo è lavorare insieme". La Lalli ha anche aggiunto che: "Ci aspettiamo 11 milioni di italiani in viaggio per Pasqua e anche questo sarà un altro dei momenti di sviluppo turistco riconosciuto in termini di aumenti percentuali che stiamo ormai registrando in questi ultimi anni". Ne parliamo con Marina Lalli, presidente di Federturismo ConfindustriaFt, crisi della raffineria Isab di Priolo per scontro internoLa raffineria Isab di Priolo Gargallo, la più grande d'Italia, è in crisi a causa di uno scontro tra il miliardario greco, George Economou, suo investitore di maggioranza, e il gigante delle materie prime Trafigura. Lo spiega il Financial Times secondo cui la crisi potrebbe minacciare la sopravvivenza dell'impianto, che copre il 20% della capacità di raffinazione italiana e impiega circa 9.500 persone tra diretti e indiretti. La raffineria siciliana è stata venduta nel 2023 dal gruppo russo Lukoil, colpito dalle sanzioni Ue a Goi Energy, in un accordo organizzato dal magnate franco israleiano Beny Steinmetz. Una vendita, approvata dal governo italiano ma avvenuta in modo opaco, dove "né l'acquirente né Roma hanno rivelato l'identità dei suoi azionisti", spiega il quotidiano della City. I documenti visionati dal Financial Times mostrano però che Argus, il maggiore investitore nel fondo di controllo di Goi Energy, al momento della transazione era George Economou, un magnate greco la cui Tms Tankers è una delle più grandi compagnie di trasporto marittimo di petrolio russo dopo l'invasione totale dell'Ucraina nel 2022. Secondo i documenti, l'operazione ha coinvolto, oltre a Economou, anche lo stesso Steinmetz e l'ex dirigente di Trafigura, Michael Bobrov. Da allora però i rapporti tra i tre si sono inaspriti a causa di questioni finanziarie e dei termini di un accordo decennale di fornitura e commercializzazione di petrolio firmato con la stessa Trafigura, spiega il giornale che rivela che le tensioni tra i soci sono ora alle stelle con Economou che sostiene che "l'accordo favorisce Trafigura", permettendole di guadagnare mentre la raffineria perde soldi. Il greco, che ora controlla il 99% di Goi Energy, ha infatti avviato una procedura per rinegoziare l'accordo con Trafigura e valuta anche la vendita dell'impianto. Tuttavia, "l'accordo di fornitura è un ostacolo nei colloqui con potenziali acquirenti", spiega il Financial Times. Cerchiamo di capirne di più con Nino Amadore, Il Sole 24 Ore,
Rimane alta l'allerta per possibili alluvioni nonostante le piogge siano in drastica diminuzione. Intanto sia il Queensland meridionale che la parte nord del New South Wales si preparano alle operazioni di pulizia.
Grazie alla sua esperienza, Giulia Lamarca ci insegna cosa NON fare mai quando ci si trova di fronte a qualcuno che ha subito un incidente. Episodio completo: già lo sai dove
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Caputi:"Il Napoli rimane la favorita per lo scudetto. Motta deve fare meno il fenomeno." Renica:"Pizzul persona unica che conosceva il calcio. Il Maradona dei telecronisti." Vignola:" La squadra che arriva da dietro è sempre pericolosa. Per la Juve importante con l'Atalanta:"
La tregua, iniziata il 19 di gennaio, prosegue. Nelle prossime ore Hamas si prepara a restituire i corpi di quattro ostaggi.
Secondo un rapporto dell'Australian Bureau of Statistics, la crescita annuale dei salari in Australia è rimasta al 4,1% nel secondo trimestre del 2024, lo stesso tasso di crescita registrato nel trimestre precedente. Ma in pratica che cosa vuol dire? Ascolta l'analisi del professor Massimiliano Tani.