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Zuppa di Porro dell'28 settembre 2026: rassegna stampa quotidiana
La lepre è un roditore che appartiene alla famiglia dei Leporidi, simile e più grande del coniglio, con cui è strettamente imparentata. Si differenzia da quest'ultimo dal fatto che i suoi piccoli di solito non nascono in una tana sotterranea, sono attivi sin dalla nascita, sono completamente ricoperti di pelo e hanno gli occhi aperti. La lepre è conosciuta per il labbro diviso, le orecchie lunghe, la coda inclinata e le sue zampe e i suoi arti posteriori lunghi, utilissimi per una rapida fuga dai nemici. Si dice che le lepri più veloci raggiungano una velocità vicina ai 70 km/h. In media le lepri, di cui esistono numerose varietà, sono lunghe 0,6 m. La loro colorazione consueta è grigiastra o brunastra.La lepre è un ruminante. Le lepri e i conigli, ovviamente, non hanno uno stomaco composto da più camere o più parti e non rigurgitano il cibo per essere rimasticato, caratteristiche che sono associate alla classificazione scientifica dei ruminanti. The Imperial Bible-Dictionary osserva: “È ovvio che mentre riposa la lepre mastica più e più volte il cibo consumato qualche tempo prima; e questa azione è sempre stata popolarmente considerata ruminare. Anche il poeta Cowper, un attento osservatore dei fenomeni naturali, che ha messo per iscritto le sue osservazioni sulle 3 lepri che aveva addomesticato, afferma che esse ‘ruminavano tutto il giorno fino a sera'”.L'osservazione scientifica di lepri e conigli in tempi più recenti, tuttavia, indica che la ruminazione è coinvolta anche più di quanto possa sembrare. François Bourlière scrive in The Natural History of Mammals (1964, p. 41): “Sembra che la ‘refezione', cioè l'abitudine di far passare il cibo 2 volte anziché una sola volta attraverso l'intestino, sia un fenomeno comune nei conigli e nelle lepri. I conigli domestici di solito mangiano e deglutiscono senza masticare gli escrementi notturni, che al mattino costituiscono circa la metà del contenuto totale dello stomaco. Nel coniglio selvatico la refezione avviene 2 volte al giorno, e si è notata la stessa abitudine anche negli esemplari europei … Si ritiene che questa abitudine fornisca agli animali grandi quantità di vitamine del gruppo B prodotte dai batteri presenti nell'intestino crasso”. Sullo stesso punto, l'opera Mammals of the World (by E. P. Walker, 1964, Vol. II, p. 647) osserva: “Questo processo potrebbe essere simile al ‘ruminare' dei mammiferi”.
Perché il passato ci sembra inevitabile e finiamo per credere che anche il futuro sia già deciso? In questa puntata parliamo del bias del senno di poi e di come riconoscere le possibilità che abbiamo ancora davanti. È disponibile il preordine del mio nuovo libro, L'arte di voltare pagina. Come scrivere il prossimo capitolo della tua vita. Link Amazon (aff) https://link.amazon/B07txJ7oP Ti aspetto a Milano, il 29 settembre alle ore 18:30 per la presentazione del mio libro presso La Scatola Lilla. Trovi i dettagli qui (posti limitati, prenotazione consigliata) https://www.eventbrite.it/e/biglietti-stefania-brucini-presentazione-1999248954441 Sono Stefania Brucini, founder di Simple Tiny Shifts®, un metodo per capire cosa vuoi cambiare, scegliere una direzione e trasformarla in piccoli passi concreti, compatibili con la tua vita reale.
Quando il flamenco imparò a vendersi Che cosa significa cantare il dolore della soleá tutte le sere alle 22? Sembra una provocazione, invece è una domanda reale: che cosa succede a un'emozione quando deve essere replicata a comando? Accade all'attore, al danzatore, al musicista. Nel flamenco però, che vive di espressione vera e profondamente sentita, questa richiesta diventa un nodo enorme. Il pubblico si aspetta che l'artista senta davvero, e magari quella sera l'artista ha il raffreddore, ha litigato, non ha dormito.Eppure deve produrre arte a comando. Deve produrre duende a comando. Una questione psicologica, neurologica, profondamente umana.In questo episodio, che introduce il percorso "Quando il flamenco imparò a vendersi", ti parlo di cosa cambia quando un'arte nata dal sentire diventa un mestiere.Nelle sue origini più antiche il flamenco si trasmetteva in famiglia, nelle feste private, nelle celebrazioni della comunità. Chi cantava o ballava portava un contributo personale a ciò che accadeva intorno: un ritaglio di vita, un pezzo della vita sociale.Le neuroscienze cognitive lo chiamerebbero embodied knowledge, conoscenza incarnata: un sapere che abita il corpo prima che la mente lo possa formalizzare. Nessuna regola sul "come si fa", solo un "come si vive". Il flamenco passava per contagio emozionale, per imitazione, per immersione in un ambiente sonoro e gestuale, mentre l'emisfero sinistro, quello che analizza, misura e giudica, restava a guardare.Poi arriva la professionalizzazione, e porta con sé effetti che convivono e spesso si contraddicono. Il virtuosismo tecnico, prima di tutto: prova tu a fare il panettiere tutto il giorno e poi la sera a suonare passaggi virtuosistici alla chitarra.La diffusione, poi, significa che il flamenco esce dalla famiglia, dal paese, dal quartiere, e raggiunge platee sempre più ampie, popolate persino di stranieri.E infine quella che le neuroscienze chiamerebbero dissociazione tra prestazione e presenza: l'artista impara a simulare stati emotivi, e si apre un divario tra ciò che sente e ciò che deve fare. Lo spettatore se ne accorge. È il suo corpo a restare non convinto, le sue viscere, il suo cuore, prima ancora delle orecchie.Torniamo allora allo stato di flow, di cui ho parlato negli episodi 93 e 94, l'antico stato di grazia studiato da Mihaly Csikszentmihalyi: per definizione è incompatibile con l'ansia da prestazione. Come ci si arriva quando il gestore del locale ti dice che se canti così domani ti richiama, e se canti cosà non ti chiama più? Anche il pubblico cambia: acquista competenze, sviluppa aspettative, diventa un agente attivo nel mercato dell'arte, con un'influenza brutale su ciò che viene offerto.Succede al flamenco come al tango argentino, passato da una comunità di immigrati marginali ai palcoscenici internazionali, con codici, canoni, scuole e un'intera industria.Succede alle musiche tradizionali di molte culture, e ti racconto la storia di un fisarmonicista egiziano bravissimo che quasi non riusciva più a suonare nel modo tradizionale, quello che ti strappa le viscere, perché i suoi clienti gli chiedevano soltanto di far festa. Il mercato aveva forgiato le sue capacità. È un bene? È un male? Il flamenco è un'arte viva, la storia e la società vanno avanti: perché dovrebbe fermarsi proprio il flamenco?Professionalizzare un'arte apre una porta, o forse una finestra, attraverso cui entrano altri ingredienti: il mercato, le aspettative, l'economia, lo star system. L'arte è sempre un cocktail, e ogni ingrediente nuovo ne cambia sapore, colore e profumo. Il flamenco ci è finito dentro, come tutte le arti.La domanda vera allora è un'altra: che cosa si può custodire dietro quella porta aperta? Quali semi originari del flamenco riusciamo ancora a riconoscere oggi, dentro questo grande cocktail di suoni e immagini? Nei prossimi episodi entreremo nella storia vera e propria di questa trasformazione.Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985 e dal 1990 insegno baile flamenco a Milano. Con Flamenco Chiavi in Mano esploro gli aspetti culturali, scientifici, antropologici e storici di un'arte che è una fonte inesauribile di riflessioni sulla vita, e che ci offre strumenti per imparare a goderci di più quello che abbiamo e quello che siamo.
Trump all’ONU sembra un disco rotto
Le vacanze sono finite e magari ti ritrovi con qualche chilo in più, le abitudini un po' scombussolate e quella sensazione tipica di settembre che ti dice che è arrivato il momento di rimetterti in forma.Ed è proprio qui che spesso facciamo il primo errore. Vogliamo recuperare tutto e subito.Dopo settimane in cui magari abbiamo mangiato senza troppa attenzione, ci siamo mossi meno e abbiamo completamente perso la nostra routine, pretendiamo improvvisamente di passare all'estremo opposto: dieta rigidissima, palestra, camminate, corsa e mille nuove regole da seguire contemporaneamente. Sembra il modo migliore per ripartire. In realtà può essere il modo migliore per mollare tutto dopo poche settimane.In questo episodio di Vivere in Chetogenica voglio parlarti proprio di come affrontare correttamente la ripartenza dopo le vacanze, perché questo è uno dei momenti dell'anno in cui vedo contemporaneamente tantissima motivazione e tantissima fretta.E la fretta, quando parliamo di dimagrimento, può diventare un problema. Siamo circondati da messaggi che promettono risultati enormi in pochissimo tempo e questo finisce inevitabilmente per modificare le nostre aspettative.Arriviamo al punto in cui una persona può perdere anche 8, 10 o 12 chili e considerarsi comunque insoddisfatta perché nella sua testa avrebbe dovuto perderne ancora di più. Per questo il primo passo della ripartenza dovrebbe essere stabilire un obiettivo sensato.Da settembre al periodo natalizio abbiamo davanti circa tre mesi. È un periodo sufficientemente lungo per ottenere risultati importanti, ma non dobbiamo trasformarlo nell'ennesima corsa contro il tempo cercando di risolvere in poche settimane un problema che magari ci accompagna da anni. E soprattutto il nostro obiettivo non deve necessariamente riguardare soltanto il numero sulla bilancia.Possiamo lavorare sul peso e sui centimetri, certamente, ma possiamo anche utilizzare questo periodo per migliorare aspetti della nostra quotidianità e del nostro benessere sui quali l'alimentazione può avere un ruolo.C'è poi un secondo punto che per me è fondamentale. Se arrivi da un periodo completamente disordinato, non è detto che la cosa migliore sia passare immediatamente a una dieta rigidissima. Corpo e mente non amano particolarmente questi continui strattoni.Per questo può essere molto più intelligente utilizzare la prima settimana come una sorta di fase di transizione. Non significa continuare a mangiare come in vacanza. Significa iniziare semplicemente a rimettere ordine.Tornare a scegliere meglio gli alimenti, recuperare una certa regolarità nei pasti e nelle giornate e ricostruire gradualmente quelle abitudini che durante le vacanze abbiamo perso. In questo modo arriviamo alla settimana successiva già mentalmente preparati a seguire con maggiore precisione il programma, senza dover utilizzare tutta la nostra forza di volontà per passare violentemente dal completo disordine all'estremo controllo.Lo stesso ragionamento vale per l'attività fisica. Uno degli errori classici di settembre è voler cambiare contemporaneamente ogni aspetto della propria vita. Inizio la dieta, mi iscrivo in palestra, comincio a camminare tutte le mattine, magari aggiungo anche la corsa e improvvisamente riempio la mia giornata di comportamenti che fino alla settimana precedente non facevano parte della mia quotidianità.Per qualche giorno può funzionare benissimo. Quando la motivazione è alta siamo capaci di sostenere anche cambiamenti molto impegnativi. Il problema arriva dopo. Arriva quando la bilancia non ci dà esattamente il risultato che ci aspettavamo, quando abbiamo una settimana difficile al lavoro, quando arriva un problema familiare o semplicemente quando l'entusiasmo iniziale comincia inevitabilmente a diminuire.Se tutto quello che abbiamo costruito richiede continuamente uno sforzo enorme, basta un piccolo elemento esterno per far saltare l'intero sistema. Ed è proprio questo che voglio evitare. Non mi interessa che tu riesca a essere perfetto per tre settimane. Mi interessa molto di più che quello che inizi a fare oggi possa diventare progressivamente parte della tua vita normale.Per questo preferisco procedere per gradi: prima recuperiamo ordine e regolarità, poi rendiamo più precisa l'alimentazione e progressivamente inseriamo o riprendiamo anche l'attività fisica. La ripartenza di settembre è una grande opportunità proprio perché abbiamo davanti diversi mesi nei quali possiamo lavorare con continuità.Ma dobbiamo sfruttare quella motivazione per costruire nuove abitudini, non per sottoporci all'ennesimo periodo estremo che terminerà appena qualcosa andrà storto. Perché il corpo ama la regolarità molto più degli estremi. E l'obiettivo finale non dovrebbe essere semplicemente arrivare a Natale con qualche chilo in meno per poi ritrovarci, qualche mese dopo, a ricominciare ancora una volta da capo.L'obiettivo dovrebbe essere utilizzare questa ripartenza per costruire qualcosa di abbastanza sostenibile da accompagnarci anche oltre il dimagrimento. Quello che dico sempre ai miei pazienti è che vorrei aiutarli a fare la loro ultima dieta.Non perché da quel momento potranno dimenticarsi dell'alimentazione, ma perché avranno finalmente costruito abitudini abbastanza solide da arrivare al mantenimento e smettere di vivere continuamente tra periodi di dieta rigidissima e periodi di completo abbandono.Se sei appena tornato dalle vacanze e senti quella fortissima voglia di cambiare tutto da domani, ascolta questo episodio prima di partire.Perché questa volta l'obiettivo non dovrebbe essere ripartire più forte possibile. Dovrebbe essere ripartire in un modo che ti permetta di non fermarti di nuovo.Buon ascolto.
Esercitati a chiedere cosa succede e a parlare di dolore, stanchezza o malattia in spagnolo. Questa lezione per principianti utilizza frasi utili di uso quotidiano con audio di madrelingua. Corso completo: https://linguaboost.com/it/imparare-a-parlare-spagnolo-principianteFrasi di questa lezione:• Cosa c'é?• Mi sento male.• Ho mal di testa.• Mi fanno male gli occhi.• Ho il raffreddore.• Sembra stanco.• Come sta oggi?• (Lui) non sta bene.Continua a imparare con LinguaBoostQuesto episodio è un estratto del corso completo di spagnolo per principianti, composto da 70 lezioni. Segui il podcast per non perdere i prossimi estratti. Alcuni estratti a rotazione sono disponibili solo per un periodo limitato.Ottieni il corso completo con sessioni di ripasso strutturate, MP3 scaricabili, testi in PDF e accesso a vita:https://linguaboost.com/it/imparare-a-parlare-spagnolo-principiante
Esercitati a chiedere cosa succede e a parlare di dolore, stanchezza o malattia in francese. Questa lezione per principianti utilizza frasi utili di uso quotidiano con audio di madrelingua. Corso completo: https://linguaboost.com/it/imparare-a-parlare-francese-principianteFrasi di questa lezione:• Cosa c'é?• Mi sento male.• Ho mal di testa.• Mi fanno male gli occhi.• Ho il raffreddore.• Sembra stanco.• Come sta oggi?• (Lui) non sta bene.Continua a imparare con LinguaBoostQuesto episodio è un estratto del corso completo di francese per principianti, composto da 70 lezioni. Segui il podcast per non perdere i prossimi estratti. Alcuni estratti a rotazione sono disponibili solo per un periodo limitato.Ottieni il corso completo con sessioni di ripasso strutturate, MP3 scaricabili, testi in PDF e accesso a vita:https://linguaboost.com/it/imparare-a-parlare-francese-principiante
Esercitati a chiedere cosa succede e a parlare di dolore, stanchezza o malattia in inglese. Questa lezione per principianti utilizza frasi utili di uso quotidiano con audio di madrelingua. Corso completo: https://linguaboost.com/it/imparare-a-parlare-inglese-principianteFrasi di questa lezione:• Cosa c'é?• Mi sento male.• Ho mal di testa.• Mi fanno male gli occhi.• Ho il raffreddore.• Sembra stanco.• Come sta oggi?• (Lui) non sta bene.Continua a imparare con LinguaBoostQuesto episodio è un estratto del corso completo di inglese per principianti, composto da 70 lezioni. Segui il podcast per non perdere i prossimi estratti. Alcuni estratti a rotazione sono disponibili solo per un periodo limitato.Ottieni il corso completo con sessioni di ripasso strutturate, MP3 scaricabili, testi in PDF e accesso a vita:https://linguaboost.com/it/imparare-a-parlare-inglese-principiante
Le cronache di oggi potrebbero sembrare l'inizio di una vecchia barzelletta, una di quelle in cui c'erano un italiano un francese e un tedesco, ma in realtà parliamo di storia vera. Sono coinvolti un gruppo di ricercatori, un modello AI di Anthropic e la sicurezza di OpenAI: ascoltando la storia che vi raccontiamo oggi, potrebbe venirvi da ridere, il problema è che ci troviamo davanti a quello che potrebbe essere il primo di molti drammi. WhatsApp prepara una novità molto interessante. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Kick Off Maracana con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:"Grabara sarà il portiere titolare della Juve:" Valentini:" Woltemande sembra una mezza punta più che un nove" Bonanni:" La Juve deve continuare a giocare a 3 in difesa"
Kick Off Maracana con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:"Grabara sarà il portiere titolare della Juve:" Valentini:" Woltemande sembra una mezza punta più che un nove" Bonanni:" La Juve deve continuare a giocare a 3 in difesa"
Ti è mai capitato di parlare in italiano e di sentirti un po'… un robot? "Io mangio. Io bevo. Io studio. Io dormo." Frasi corte, staccate, tutte una dietro l'altra, come i vagoni di un trenino. Se vuoi che il tuo italiano suoni finalmente fluido, naturale e da vero madrelingua, esiste una categoria di paroline magiche che devi assolutamente conoscere. Sono piccole, spesso lunghe una o due sillabe, ma tengono in piedi tutto il discorso: sono le congiunzioni. In questo articolo le vediamo tutte, sia coordinanti sia subordinanti, e scoprirai anche quali di loro nascondono dentro di sé il temutissimo congiuntivo. La Guida Definitiva alle Congiunzioni Italiane La parola "congiunzione" viene dal verbo congiungere, che significa "unire", "collegare". E infatti le congiunzioni servono esattamente a questo: sono quelle parole invariabili — cioè che non cambiano mai forma — che collegano tra loro due parole oppure due frasi. Un esempio semplicissimo: "Mangio la pizza. Bevo la birra." → due frasi separate, un po' rigide. "Mangio la pizza E bevo la birra." → una frase sola, molto più fluida. Visto? Le congiunzioni sono come la colla della lingua italiana. Senza di loro, tutto si sbriciola. Ora, le congiunzioni si dividono in due grandi famiglie: Le congiunzioni COORDINANTI, che collegano due elementi dello stesso livello, cioè due elementi "alla pari". Le congiunzioni SUBORDINANTI, che invece collegano due frasi mettendone una al servizio dell'altra: una frase principale e una frase secondaria che dipende da lei. Le Congiunzioni Coordinanti Le coordinanti uniscono due parole o due frasi che hanno la stessa importanza: nessuna comanda sull'altra, sono colleghe. Ne esistono di vari tipi. Vediamoli uno per uno. 1. Copulative Servono ad aggiungere, a sommare. Le principali: e, anche, pure, inoltre, né, neanche, nemmeno, neppure. Ho comprato il pane E il latte. Non è venuto Marco e NEMMENO Luca. Non mangio la carne NÉ il pesce. Curiosità grammaticale: il "né" è una doppia negazione… ma è corretta! In tante lingue la doppia negazione è vietata. In italiano no: con "né… né" la doppia negazione è addirittura obbligatoria. Si dice "Non mangio né carne né pesce". Se togli il "non", la frase suona sbagliata! Curiosità — La "d eufonica": quando la "e" si trova davanti a un'altra parola che comincia anch'essa per "e", spesso diventa "ed", per rendere il suono più scorrevole. Si chiama proprio "d eufonica", dal greco euphonía, "suono piacevole". Quindi dirai "Italia ED Europa", non "Italia e Europa". Lo stesso vale per la "a", che davanti a un'altra "a" diventa "ad": "L'ho detto AD Anna". La regola moderna consiglia di usare questa "d" soprattutto davanti alla stessa vocale; restano però comuni alcune espressioni fisse come "ad esempio". 2. Disgiuntive Indicano un'alternativa, una scelta, un'esclusione. Le principali: o, oppure, altrimenti. Preferisci il tè O il caffè? Sbrigati, ALTRIMENTI perderemo il treno! 3. Avversative Esprimono un contrasto, un'opposizione. Le principali: ma, però, tuttavia, anzi, eppure, bensì. Vorrei uscire, MA piove. Non sono arrabbiata, ANZI, sono felicissima! ("anzi" rovescia completamente il senso: significa "al contrario".) Studio tanto, EPPURE non ricordo niente! La congiunzione preferita da chi non ha voglia di fare le cose è, senza dubbio, "però": "Vorrei studiare l'italiano… PERÒ oggi fa troppo caldo. PERÒ domani ho da fare. PERÒ magari la settimana prossima…". 4. Esplicative Introducono una spiegazione, un chiarimento. Le principali: cioè, infatti, ossia, vale a dire. Torno tra un attimo, CIOÈ tra cinque minuti. Aveva ragione: INFATTI è andata proprio come diceva lui. 5. Conclusive Introducono una conclusione o una conseguenza. Le principali: quindi, dunque, perciò, pertanto, allora. Piove, QUINDI prendo l'ombrello. "Penso, DUNQUE sono." (la famosissima frase del filosofo Cartesio!) 6. Correlative Vanno sempre in coppia, si "richiamano" a distanza. Le principali: sia… sia, o… o, né… né, non solo… ma anche. SIA io SIA mia sorella parliamo italiano. NON SOLO è bello, MA ANCHE simpatico. Tabella Riassuntiva delle Congiunzioni Coordinanti TipoFunzioneEsempiCopulativeAggiungere, sommaree, anche, pure, inoltre, né, neancheDisgiuntiveIndicare un'alternativao, oppure, altrimentiAvversativeEsprimere un contrastoma, però, tuttavia, anzi, eppure, bensìDichiarativeIntrodurre una spiegazionecioè, infatti, ossia, vale a direConclusiveIntrodurre una conclusionequindi, dunque, perciò, pertanto, alloraCorrelativeAndare in coppiasia… sia, o… o, né… né, non solo… ma anche Le Congiunzioni Subordinanti Ora arriva la parte un pochino più impegnativa. Le congiunzioni subordinanti collegano due frasi, ma non "alla pari": una delle due (la subordinata) dipende dall'altra (la principale). La subordinata, da sola, di solito non ha senso compiuto. Esempio: "Sono felice PERCHÉ ho superato l'esame." "Sono felice" → frase principale, sta in piedi da sola. "perché ho superato l'esame" → frase subordinata: da sola resta appesa, incompleta. Anche le subordinanti hanno tantissimi tipi, in base al significato che aggiungono. Vediamo i più importanti. 1. Causali Indicano la CAUSA, il motivo. Le principali: perché, poiché, siccome, dato che, visto che, dal momento che, giacché. Non esco PERCHÉ sono stanca. SICCOME piove, resto a casa. Curiosità utilissima: "siccome" si mette quasi sempre all'inizio della frase, mentre "perché" di solito va in mezzo. Quindi dirai "Siccome piove, resto a casa" oppure "Resto a casa perché piove", ma NON "Resto a casa siccome piove". 2. Finali Indicano lo SCOPO, l'obiettivo (per quale fine?). Le principali: affinché, perché. Reggono il congiuntivo! Ti scrivo tutto AFFINCHÉ tu non dimentichi. Parla piano PERCHÉ tutti possano capire. Il doppio volto di "perché": hai notato che "perché" è comparso due volte, tra le causali E tra le finali? Non è un errore! "Perché" è una congiunzione furba, che fa due lavori: Quando è CAUSALE (risponde a "per quale motivo?"), vuole l'indicativo: "Studio perché mi PIACE." Quando è FINALE (risponde a "per quale scopo?"), vuole il congiuntivo: "Te lo spiego perché tu CAPISCA." Un solo "perché", due significati e persino due modi verbali diversi! 3. Temporali Indicano il TEMPO. Le principali: quando, mentre, appena, non appena, prima che, dopo che, finché, ogni volta che. MENTRE cucino, ascolto la musica. Ti chiamo APPENA arrivo. Sbrigati PRIMA CHE il negozio chiuda. (+ congiuntivo!) 4. Concessive Indicano una CONCESSIONE, cioè un ostacolo che però non ferma l'azione (nonostante qualcosa). Le principali: benché, sebbene, nonostante, malgrado, anche se, per quanto. ANCHE SE piove, esco lo stesso. (+ indicativo) SEBBENE piova, esco lo stesso. (+ congiuntivo!) Attenzione a questa coppia insidiosa! "Anche se" e "sebbene / benché" significano quasi la stessa cosa. MA: "anche se" vuole l'indicativo, mentre "sebbene", "benché", "nonostante", "malgrado" vogliono il congiuntivo. Errore classico da evitare! 5. Condizionali Indicano una CONDIZIONE (solo a una certa condizione succede qualcosa). Le principali: se, qualora, purché, a patto che, a condizione che, nel caso in cui. Per approfondire, puoi consultare la guida sul periodo ipotetico italiano. SE studi, imparerai. Ti presto la macchina PURCHÉ tu guidi piano. (+ congiuntivo!) 6. Consecutive Indicano una CONSEGUENZA. Le principali: così… che, tanto… che, cosicché, al punto che, in modo che. Ero COSÌ stanca CHE mi sono addormentata sul divano. Ha mangiato TANTO CHE è quasi scoppiato (per modo di dire, eh!). 7. Modali e Comparative Indicano il modo o il confronto. Modali (come, come se): Fai COME ti ho detto. / Si comporta COME SE fosse il capo. (+ congiuntivo!) Comparative (più… che, meno… di, (così)… come, (tanto)… quanto): È più simpatico CHE intelligente. 8. Dichiarative La reginetta di tutte, che (e a volte come). La congiunzione "che" è probabilmente la più usata in assoluto: la trovi davvero dappertutto. Penso CHE tu abbia ragione. (+ congiuntivo!) So CHE sei bravo. (+ indicativo) 9. Eccettuative / Esclusive Le principali: a meno che (non), tranne che, salvo che, senza che. Vengo alla festa, A MENO CHE NON piova. (+ congiuntivo!) Curiosità curiosa: in "a meno che NON piova", quel "non" non è una vera negazione: è "pleonastico", cioè decorativo. La frase significa "vengo, tranne nel caso in cui piova". Sembra strano, ma è così! Tabella Riassuntiva delle Congiunzioni Subordinanti TipoFunzioneModo verbaleCausaliIndicare la causaIndicativoFinaliIndicare lo scopoCongiuntivoTemporaliIndicare il tempoIndicativo (o congiuntivo con "prima che")ConcessiveIndicare una concessioneCongiuntivo (indicativo con "anche se")CondizionaliIndicare una condizioneCongiuntivo (indicativo con "se")ConsecutiveIndicare una conseguenzaIndicativoModali / ComparativeIndicare il modo o il confrontoIndicativo (congiuntivo con "come se")DichiarativeIntrodurre una dichiarazioneIndicativo o congiuntivoEccettuativeIndicare un'eccezioneCongiuntivo Quali Congiunzioni Vogliono il Congiuntivo? Il Riassunto Salvavita Per molti studenti il vero incubo non è la congiunzione in sé, ma il fatto che alcune congiunzioni obbligano a usare il congiuntivo. Ecco un mini-riassunto da tenere sempre a portata di mano. Chiedono il congiuntivo soprattutto: Le finali: affinché (e perché quando è finale). Le concessive: benché, sebbene, nonostante, malgrado, per quanto. Le condizionali del tipo: purché, qualora, a patto che, a condizione che, nel caso in cui. Alcune particolari: prima che, a meno che (non), senza che, come se. Piccolo trucco (con avviso!...
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Jeda:" Il Cagliairi ha qualità e Pisacane punta sui giovani. Bucchioni:" Amorim mi sembra non credere a quello che fa" Impallomeni:" PIsacane valorizza i giocatori"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: AVV Spallone:" Se si seguono le norme non esiste il commissriamento" Colombo:" Questo cavillo sembra un pretesto per agire contro Malagò"
Antonio Iovane"L'italianissimo"Mondadori Editorewww.mondadori.itÈ il 29 giugno 1985, l'ultimo giorno da presidente della Repubblica per Sandro Pertini, e nel cortile d'onore ministri, corazzieri e personale del Quirinale sono schierati per salutarlo con un commiato solenne. Solo che Pertini non si presenta. Non è nel suo studio. Sembra scomparso. Quando, dopo una lunga ricerca, viene ritrovato, il capo dello Stato annuncia con la consueta fermezza: Ho deciso di restare. Il Paese, dice, ha ancora bisogno di lui. La prevista giornata degli addii diventa un giro di giostra tra discorsi a reti unificate, i litigi con la moglie Carla e col segretario generale Antonio Maccanico, gli incontri con Eugenio Scalfari, Bettino Craxi e papa Wojtyla, i confronti a distanza sempre più ravvicinata con gli amici e i ricordi di una vita che non smette di interrogarlo. Che farà, Sandro Pertini? Davvero è deciso ad asserragliarsi al Quirinale? Prendendo spunto da un episodio reale – il ritardo al saluto in chiusura del suo settennato – Antonio Iovane costruisce un romanzo tra realtà e finzione per raccontare Pertini l'italianissimo, un uomo aureolato di storia che cerca disperatamente un ponte tra passato, presente e futuro, lo specchio in cui guardarci per provare a capire come rinascere oggi.Antonio Iovane è nato il 18 maggio 1974 a Roma, dove vive. Con minimum fax ha pubblicato il romanzo Il brigatista (2019) e La seduta spiritica (2021). Per Mondadori sono usciti, nella collana Strade blu, Un uomo solo (2022), sulle ultime ore di Luigi Tenco, e Il carnefice (2024), la storia di Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine. Realizza podcast per OnePodcast (Nera, Il cielo sopra Ustica, Operazione Portobello). Per la tv è autore del programma Blu notte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il motore del pettegolezzo non si ferma mai, oggi arrivano già anticipazioni sui futuri smartphone di Samsung. qualche problema per il mondo dell'intelligenza artificiale, perché il nuovo modello di ChatGPT è troppo esigente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Uno dei grandi problemi irrisolti della matematica riguarda le equazioni di Navier-Stokes, e vale un premio da un milione di dollari. Ora OpenAI sostiene di avere risolto il problema con i suoi sistemi di intelligenza artificiale, ma intorno a questa storia c'è un intrigo non da poco. OpenAI rivendica il risultato, ma un matematico ha sollevato dubbi e accuse di un possibile plagio del suo lavoro. La storia è intricata e dice molto della corsa per produrre modelli di intelligenza artificiale sempre più potenti. Ci occupiamo poi di ecoansia e di come affrontare le notizie sul cambiamento climatico per quello che sono. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero Leggi anche – Sembra che OpenAI abbia risolto il problema del Millennio delle equazioni di Navier-Stokes – Modelli matematici e simulazioni numeriche per l'America's Cup – La lettera di Buckmaster – Blowup per le equazioni di Eulero con forza liscia – La risposta di Bubeck – L'annuncio di OpenAI – Che cosa ne pensa Terence Tao – Estate 2026 la più calda dal 1950 – Per l'ONU il superamento degli 1,5 °C è inevitabile – Una revisione sistematica e una meta-analisi sulla relazione tra le eco-emozioni e la salute mentale e il benessere dei giovani adulti – Mantenere la calma in un mondo che si riscalda: 8 passi per gestire l'eco-ansia – Dieci lezioni sul giornalismo – Una puntata speciale di Altre Indagini, sull'11 settembre 2001 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La trasformazione digitale non colpisce soltanto banche, media o retail: spesso le opportunità più interessanti si nascondono nei mercati apparentemente meno innovativi, frammentati, locali e protetti per anni dalla forza dell’abitudine. È il caso delle autoscuole, un settore che in Italia conta circa 6.750 operatori e, secondo quanto raccontato nell’intervista, vale intorno a 1,5 miliardi di euro. A RadioNext ne abbiamo parlato con Lorenzo Mannari, co-founder e CEO di Guidoio, startup che sta provando a ridisegnare l’esperienza necessaria per prendere la patente.Il punto interessante, però, va molto oltre la scuola guida. Guidoio rappresenta un caso di studio su ciò che accade quando tecnologia, economie di scala e customer experience entrano in un mercato “hyperlocal”, dove la prossimità geografica ha tradizionalmente rappresentato una barriera competitiva. Il primo elemento di discontinuità è la trasparenza: mentre nell’autoscuola tradizionale il cliente può ancora essere costretto a telefonare, recarsi fisicamente in sede e raccogliere informazioni difficilmente confrontabili, il digitale rende immediatamente visibili servizi, modalità operative e prezzi.Sembra poco? In realtà significa spostare il potere informativo dal venditore al cliente. E quando questo succede, l’intera struttura competitiva di un settore comincia a cambiare. Guidoio non si limita però a sovrapporre un’app al modello esistente. La strategia descritta da Lorenzo prevede l’acquisizione di autoscuole nelle province considerate strategiche, mantenendo competenze e personale ma inserendoli in un’infrastruttura tecnologica comune. È una logica di consolidamento che ricorda i roll-up già visti in altri mercati: centralizzare ciò che può essere centralizzato, standardizzare i processi, aumentare la capacità operativa e lasciare sul territorio ciò che richiede presenza fisica. Digitale dove genera efficienza, persone dove producono valore.La burocrazia viene trattata con logiche simili a quelle bancarie nella gestione della documentazione; la prenotazione delle guide prende ispirazione dalle piattaforme on demand; i pickup point allargano la copertura e indeboliscono il tradizionale vantaggio dell’autoscuola “sotto casa”.Siamo davvero sicuri che il vantaggio competitivo di domani possa ancora essere semplicemente avere la sede più vicina? È forse questa la lezione più interessante per manager e imprenditori. La disruption non coincide necessariamente con l’eliminazione dell’operatore tradizionale: può significare riorganizzare completamente la catena del valore. Nel caso delle autoscuole rimane inoltre un limite decisivo, quello normativo: alcuni passaggi del percorso non possono ancora essere completamente digitalizzati. Ma anche con le regole attuali, sostiene lorenzo Mannari, esistono margini rilevanti per innovare processi ed esperienza cliente.E qui lo sguardo si allarga. Quali altri mercati vivono ancora di frammentazione, prossimità e processi manuali? Nell’intervista emergono amministratori di condominio, commercialisti e, con maggiori difficoltà, notai. Settori diversissimi, ma accomunati da una domanda: quanta parte del loro valore dipende davvero dalla competenza e quanta, invece, da inefficienze che la tecnologia può finalmente eliminare? È probabilmente uno dei territori più interessanti della prossima trasformazione digitale italiana: non inventare necessariamente nuovi mercati, ma ricostruire quelli vecchi attorno alle aspettative di clienti ormai abituati a servizi semplici, trasparenti e disponibili con un clic.
Ma chi ha detto che, per una donna, a quarant'anni sia troppo tardi per cambiare? Sembra quasi che diventiamo da buttareSe potessi, ti direi questo guardandoti fisso negli occhi:A quarant'anni non stai ripartendo da zero, hai esperienza vera, hai visto come funziona davvero il lavoro, hai imparato a leggere le persone e le situazioni.Ti sembra poco?E invece è proprio il tuo più grande asso nella manica, che i ventenni non hanno.In questo episodio ti mostro perché la scrittura (in particolare la scrittura per le aziende) è oggi uno dei punti di partenza migliori per una donna come te che vuole reinventarsi con successo.E ti do i cinque passi pratici per farlo, senza perdere tempo.___Costruisci la tua libertà scrivendo online, vivi e lavora con la scrittura ad alti livelli inizia dalla lezione gratuita qui. Oppure clicca qui, parla in modo diretto e gratuito con un copywriter del team TCG.___Per domande, accesso a materiali e risorse, scrivi alla mail hola@copygateway.com.___Seguimi sui Social: Instagram | YouTube | LinkedIn | TikTok
Ora la classifica di tutti i campionati mostra, al termine di tutte le partite in programma nel giorno, la situazione aggiornata su punti e posizionamenti. In questo modo, possiamo monitorare anche il progredire della classifica durante lo svolgimento del turno di campionato.Sembra banale ma in realtà non capita spesso di poter avere la classifica in relazione al giorno di calendario scelto, ad esempio potrebbe servire per alcuni aspetti di analisi o semplicemente per curiosità.Ora, sulla piattaforma dei Pronostici Naturali, questo dato è consultabile per tutti i 21 campionati considerati.
Torino, domenica 15 settembre 1991. Mentre vaga tra mucchi di spazzatura, un senzatetto che risiede abitualmente sotto un ponte della tangenziale nota qualcosa di rosso acceso. Sembra un vestito, ma quello che lo indossa non è un manichino: è il corpo senza vita di una donna. Il ritrovamento sconvolge la città e cresce la curiosità attorno alla storia della vittima, che in breve tempo inizia a essere conosciuta da tutti per l’abito che indossava al momento della morte. Questa è la storia de “La signora in rosso”, la storia di un delitto insoluto che a distanza di 35 anni lascia ancora una strana sensazione.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Un quarantenne in Texas scorre Instagram e si ferma su “Emily Hart”: bionda in divisa da infermiera, bio patriottica, storie iper-conservative, slogan perfetti per dargli ragione. Cuoricini, DM, poi piccoli pagamenti su Fanvue per foto sempre più spinte. Sembra una micro-storia di solitudine e desiderio online, ma il colpo di scena è tecnico e culturale: Emily Hart non è mai esistita. Ogni pixel è generato.Dietro c'è “Sam”, un 22enne nel nord dell'India, che racconta a Wired di aver ottimizzato il profilo come un prodotto: chiede a Gemini quale nicchia “rende di più”, riceve un suggerimento sul pubblico conservatore USA (più fedele e con più capacità di spesa), produce reel in serie e monetizza con contenuti sintetici. La frode è evidente, ma la lezione è più ampia: non si compra una persona, si compra un pacchetto di segni—identità, appartenenza, conferma.Quando l'influencer dice esattamente ciò che pensi, non cambia mai idea ed è “perfetto”, la domanda non è solo se sia un deepfake: è se ci sia un convincimento reale o un modello di business. E con strumenti generativi sempre più accessibili, questa dinamica può essere replicata su qualunque target, ovunque.00:00 La bionda su Instagram00:29 Pagamenti e Fanvue00:43 Emily Hart non esiste01:19 Wired e il profilo Sam02:05 Gemini: target conservatori USA03:05 Reel virali e monetizzazione03:38 Il prodotto: segni e identità06:25 Come riconoscere profili perfetti#Gemini #Fanvue #Deepfake~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
In realtà, proprio nella mattinata di ieri erano comparse le prime tracce di un possibile imminente annuncio, che poi è arrivato. In realtà i prodotti presentati sono molteplici, patendo da nuovi processori. C'è anche qualcosa di incredibile, un prodotto di Apple che scende di prezzo. Sembra impossibile, ma è arrivata una prima immagine del prossimo Galaxy S27. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Sembra un paradosso, eppure molte trasformazioni profonde iniziano proprio da una frattura. Ci sono equilibri che non possono essere migliorati: devono prima incrinarsi, lasciare emergere ciò che è stato nascosto, interrompere automatismi che continuano a ripetersi. In questo episodio riflettiamo sul valore della rottura quando non nasce dalla distruzione, ma dalla necessità di cambiare ciò che non può più essere tenuto insieme nello stesso modo.Riparare non significa tornare come prima. Significa trovare una forma nuova, più solida perché costruita sulla consapevolezza e non sull'abitudine. Un percorso dedicato a chi sta attraversando una crisi, una perdita o un cambiamento e si chiede se ciò che si è rotto rappresenti davvero una fine o possa diventare l'inizio di una relazione più autentica con sé stesso e con gli altri.Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice. Seguimi sui #social, rimaniamo in contatto e buon ascolto!Visita il sito www.mbgvoice.com Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/mbgvoicereal Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/magabecco Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.comFai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoiceMusica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com
Di' la verità: quante volte al giorno dici "anche io"? "Mi piace il caffè." → anche io. "Vado in vacanza ad agosto." → anche io. "Adoro guardare i film la sera." → anche io. Sembra che "anche io" sia la risposta a tutto! Ma c'è un piccolo problema: se rispondi sempre e solo "anche io", il tuo italiano suona un po' piatto e ripetitivo. E in italiano, per dire che sei d'accordo, abbiamo molte più frecce al nostro arco! Smettila di Dire Sempre "Anche Io" In questa guida imparerai a sostituire il solito "anche io" con espressioni più naturali, più varie e più adatte al contesto — proprio come farebbe un madrelingua italiano. Vedremo come esprimere accordo in modo neutro, con entusiasmo, mostrare empatia e perfino essere d'accordo in una mail formale. Per ampliare ulteriormente il tuo vocabolario, puoi consultare la guida sulle espressioni per esprimere accordo e disaccordo in italiano. E ti svelo anche un piccolo trucco per non sbagliare mai più con le frasi negative! Parte 1 — Per Esprimere Accordo in Modo Neutro Quando sei semplicemente d'accordo con qualcuno, senza particolare enfasi, invece del solito "anche io" puoi usare queste quattro alternative quotidiane. 1. Idem Parola che viene dal latino e significa "la stessa cosa". È comodissima, brevissima e va bene quasi sempre nel parlato di tutti i giorni. "Sabato vado in palestra." — "Idem! Ci vediamo lì?" "Adoro il caffè la mattina." — "Idem, non riesco a svegliarmi senza." 2. Pure Io / Anch'io "Pure" è un sinonimo di "anche", molto colloquiale. E attenzione a una piccola trappola: questa risposta vale per le frasi positive. Dopo una frase negativa non si dice "anch'io", ma neanch'io (o nemmeno io). Per approfondire questo argomento, puoi consultare la guida sulla doppia negazione in italiano. "Sto morendo di fame." — "Pure io, mangerei un panino enorme!" "Vado al mare ad agosto." — "Anch'io! Magari ci incontriamo." "Non mangio la carne." — "Neanch'io!" 3. Come Te La usi quando vuoi sottolineare che ti trovi proprio nella stessa identica situazione dell'altra persona. "Studio l'italiano da due anni." — "Come te! Ho cominciato nel 2024 anch'io." "Lavoro da casa il venerdì." — "Come te, è il mio giorno preferito." 4. Lo Stesso / Anche per Me lo Stesso Comodissima quando si parla di scelte concrete, per esempio quando ordini al bar o al ristorante e vuoi la stessa cosa di chi è con te. "Io prendo un cappuccino." — "Per me lo stesso, grazie." "Io ordino la margherita." — "Anche per me lo stesso, ma con doppia mozzarella!" Parte 2 — Per Esprimere Accordo con Entusiasmo Quando non sei solo d'accordo, ma sei completamente d'accordo, magari con un po' di passione, queste sono le espressioni perfette. Per arricchire ulteriormente il tuo italiano, puoi consultare la guida sulle espressioni per esprimere entusiasmo in italiano. 5. Esatto! / Esattamente! Per confermare con decisione che qualcuno ha colto perfettamente nel segno. È come dire "hai centrato il punto!". "Quindi dobbiamo partire prima per evitare il traffico?" — "Esatto! È proprio quello che pensavo." "La riunione è spostata a venerdì, giusto?" — "Esattamente, hai capito bene." 6. Verissimo! / Proprio Così! Per dire che quanto detto è vero al cento per cento e rispecchia esattamente il tuo pensiero. "Il lunedì è la giornata più dura della settimana." — "Verissimo!" "Viaggiare insegna più di tanti libri." — "Proprio così, sono d'accordo." 7. Non Potrei Essere Più d'Accordo! Un po' più intensa: fa capire che il tuo accordo è totale, al massimo grado possibile. Notare l'uso del condizionale presente ("potrei"), che dà alla frase un tono più sofisticato ed elegante. "I libri sono quasi sempre meglio dei film." — "Non potrei essere più d'accordo!" "Bisognerebbe dormire di più e lavorare di meno." — "Non potrei essere più d'accordo!" 8. Sottoscrivo! Letteralmente significa "firmo sotto", come quando firmi un documento in fondo alla pagina. È un modo molto espressivo, e anche un po' scherzoso, per dire "sono così d'accordo che ci metto la firma!". "Le vacanze finiscono sempre troppo presto." — "Sottoscrivo!" "Il gelato si può mangiare in ogni stagione." — "Sottoscrivo in pieno!" Parte 3 — Per Empatizzare con Chi Ti Parla A volte l'altra persona non esprime un gusto, ma si sta sfogando: ti racconta qualcosa di faticoso. Qui "anche io" suona freddo. Meglio mostrare empatia con queste quattro espressioni. 9. Ti Capisco / Ti Capisco Benissimo Comunica direttamente che comprendi come si sente l'altra persona. "Ho mille scadenze questa settimana, sono distrutto." — "Ti capisco benissimo!" "Da quando lavoro di notte non dormo più bene." — "Ti capisco, dev'essere durissima." Attenzione al Falso Amico con l'Inglese Piccolo trucco: non tradurre l'inglese "I hear you" con "ti sento", perché in italiano "ti sento" significa sentire fisicamente la voce! Per esprimere comprensione emotiva, devi usare il verbo capire, non sentire. 10. So Cosa Intendi / So Cosa Vuoi Dire La usi per dire che afferri perfettamente il senso e la sensazione di ciò che ti viene raccontato. "Quando piove non ho voglia di fare niente." — "So cosa intendi, succede anche a me." "A volte studiare da soli è demotivante." — "So cosa vuoi dire, capita a tutti." 11. Ci Sono Passato Anch'io / Ci Sono Passata Anch'io Molto calorosa: la usi per dire che hai vissuto la stessa esperienza in prima persona, quindi capisci davvero. Ricordati che il participio passato ("passato/passata") concorda con il genere di chi parla. "Cambiare città è più difficile del previsto." — "Ci sono passato anch'io, ti capisco." "Il primo mese in un Paese nuovo è dura." — "Ci sono passata anch'io, poi migliora, fidati!" 12. Capisco Perfettamente Una variante un pizzico più marcata, che sottolinea una comprensione piena e totale. "Sono nervoso per l'esame di domani." — "Capisco perfettamente, è normale sentirsi così." "Stasera non me la sento di uscire." — "Capisco perfettamente, riposati pure." Parte 4 — Per Condividere Opinioni e nei Contesti Formali Quando condividi un'opinione, oppure quando scrivi una mail di lavoro e "anche io" suona troppo casuale, queste espressioni eleganti sono la scelta giusta. Per approfondire la differenza tra registri, puoi consultare la guida sull'italiano formale e informale. 13. La Penso Allo Stesso Modo / Sono Della Stessa Idea Per dichiarare apertamente di avere la stessa opinione. Perfette nelle conversazioni un po' più articolate, in cui ci si confronta. "Secondo me questo film è sopravvalutato." — "La penso allo stesso modo, non mi ha convinto." "Credo che si lavori meglio la mattina presto." — "Sono della stessa idea." 14. Condivido / Sono Dello Stesso Avviso Le alternative eleganti per il lavoro e le mail. In una riunione puoi usare anche "mi associo", per allinearti a quanto ha appena detto un collega. Per più informazioni su come scrivere una mail formale in italiano, consulta la guida dedicata. (in una mail) "Ritengo che dovremmo posticipare l'incontro." — "Condivido pienamente." (in riunione) "Propongo di inviare il report entro venerdì." — "Sono dello stesso avviso." Tabella Riassuntiva delle 14 Alternative Ecco una tabella che riassume tutte le 14 alternative ad "anche io" organizzate per categoria. CategoriaEspressioneQuando usarlaAccordo neutroIdemRisposta veloce nel parlato quotidianoAccordo neutroPure io / Anch'ioFrasi positive (mai dopo una negazione!)Accordo neutroCome tePer sottolineare la stessa situazioneAccordo neutroPer me lo stessoPer ordinazioni al bar o al ristoranteEntusiasmoEsatto! / Esattamente!Per confermare con decisioneEntusiasmoVerissimo! / Proprio così!Per concordare al 100%EntusiasmoNon potrei essere più d'accordo!Per un accordo totaleEntusiasmoSottoscrivo!Espressivo e scherzosoEmpatiaTi capisco / Ti capisco benissimoQuando l'altro si sfogaEmpatiaSo cosa intendi / So cosa vuoi direPer mostrare comprensioneEmpatiaCi sono passato/a anch'ioPer condividere un'esperienza vissutaEmpatiaCapisco perfettamenteComprensione piena e totaleOpinioniLa penso allo stesso modo / Sono della stessa ideaConversazioni articolateFormaleCondivido / Sono dello stesso avvisoMail di lavoro e riunioni Domande Frequenti Cosa Si Dice Invece di "Anche Io" Dopo una Frase Negativa? Dopo una frase negativa NON devi mai dire "anche io" o "pure io", ma neanch'io (o le varianti nemmeno io / neppure io). Per esempio: "Non mangio la carne." → "Neanch'io!". Se invece la frase originale è "Non mi piace il pesce", la risposta diventa "Neanche a me". Qual È l'Espressione Più Usata dagli Italiani per Dire "Anche Io"? Nel parlato quotidiano, le espressioni più frequenti sono "idem" (corto e comodo), "pure io" (molto colloquiale) e "anch'io" (più neutra). Per esprimere entusiasmo, gli italiani usano spesso "esatto!" o "verissimo!". La scelta dipende dal contesto e dal grado di accordo che vuoi esprimere. Cosa Significa Esattamente "Sottoscrivo"? "Sottoscrivo" significa letteralmente "firmo sotto", come quando metti la firma in fondo a un documento. Usato come risposta, vuol dire "sono così d'accordo che ci metto la firma!". È un'espressione molto espressiva e leggermente scherzosa, perfetta per il parlato informale tra amici. Quali Espressioni Sono Adatte alle Mail di Lavoro? Per una mail formale o per il contesto professionale, le espressioni più eleganti sono "condivido", "sono dello stesso avviso", "sono della stessa idea" e "mi associo" (quest'ultima molto usata nelle riunioni). Evita assolutamente "anche io", "idem" o "pure io" in contesti formali. Posso Tradurre "I Hear You" con "Ti Sento"? Assolutamente no! È un classico falso amico. In italiano "ti sento" significa solo sentire fisicamente la
Ep. 1051 - Si è svegliata la Lazio: un grande colpo a sorpresa. E non sembra finita qui
Il patron di Facebook e Instagram, tra gli altri, finisce al centro di una polemica, ma questa volta la tecnologia non c'entra niente. La situazione nel mercato delle memorie è paradossale, gli esperti si interrogano sulle dinamiche del fenomeno. Sembra impossibile, ma si stanno intensificando le anticipazioni sul prossimo Galaxy S27, anche se mancano moltissimi mesi al lancio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Sembra tramontato per sempre il tempo dell'improvvisazione e della spontaneità per quanto riguarda le nostre vacanze. Ormai è sempre più difficile entrare in un museo o anche in un ristorante o in una spiaggia senza aver prenotato, in alcuni casi anche con largo anticipo. Ce ne parla Giulio Galoppo. Intanto il ticket di ingresso a Venezia ha garantito 5 milioni di euro in soli 60 giorni alle casse cittadine, ne parliamo con la giornalista Petra Reski. Avete domande o suggerimenti? Volete ascoltare un podcast su un tema particolare? Scriveteci a cosmoitaliano@wdr.de Seguiteci anche su Facebook: Cosmo italiano E qui trovate tutti i nostri temi: https://www1.wdr.de/radio/cosmo/sprachen/italiano/index.html Von Cristina Giordano.
Giuseppe Fusari"I morti non mi sono mai piaciuti"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itIn questo giallo, dove l'arte è scenografia e prim'attrice, Giuseppe Fusari racconta attraverso un indimenticabile protagonista i vizi di un piccolo mondo che giudica, nasconde, intrallazza, talvolta uccide. Così il desiderio di giustizia spinge il commissario Alessandri nelle zone cieche dell'animo umano per trasformarsi in qualcosa di più intimo e sconvolgente: la ricerca di sé.Sembra addormentato l'uomo seduto a terra contro un ippocastano del viale, circondato da un marasma di foglie e rami spezzati dal nubifragio della notte precedente. Ma non dorme, è stato ucciso altrove, con ferocia, e spostato lì dove la pioggia ha lavato via ogni indizio. Agli agenti basta poco per riconoscere in quel corpo Riccardo Mazza, noto storico dell'arte e curatore di una mostra su trenta capolavori ritrovati inaugurata in pompa magna appena poche ore prima. A occuparsi del caso è il commissario Amedeo Alessandri, che di una vittima celebre come quella farebbe volentieri a meno. Come avrebbe fatto a meno di partecipare all'inaugurazione dove ha stretto la mano proprio all'uomo che ora giace, composto e senza vita, di fronte a lui. Lui che da vent'anni non ha più aperto un libro d'arte, non ha più guardato un dipinto, un catalogo; vent'anni trascorsi dalla morte di un altro stimato storico dell'arte, suo padre. Ma in quest'indagine ci sono altri elementi a turbare il commissario: il medico legale gli ha fatto sapere che il cadavere è istoriato con la parola falso, tatuata ovunque centinaia di volte, ossessivamente, con l'unica eccezione della testa e delle mani. E poi, nell'appartamento della vittima, vuoto come la cella di un monaco, viene rinvenuto un reperto che lo riguarda, destinato a far sanguinare vecchie ferite di un passato che non passa. In questo giallo, dove l'arte è scenografia e prim'attrice, Giuseppe Fusari racconta attraverso un indimenticabile protagonista i vizi di un piccolo mondo che giudica, nasconde, intrallazza, talvolta uccide. Così il desiderio di giustizia spinge il commissario Alessandri nelle zone cieche dell'animo umano per trasformarsi in qualcosa di più intimo e sconvolgente: la ricerca di sé.Giuseppe Fusari, accademico dell'Ateneo di Brescia, insegna Storia dell'Arte presso l'UniBrescia, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, è stato direttore del Museo Diocesano di Brescia e ha collaborato con prestigiose istituzioni culturali italiane e straniere. Al suo attivo ha la cura di diverse mostre che spaziano dal Rinascimento all'arte contemporanea e la pubblicazione di saggi e articoli di argomento storico e storico-artistico. Si dedica anche all'incisione e alla scrittura creativa. I morti non mi sono mai piaciuti è il suo primo romanzo, vincitore della settima edizione del Premio Neri Pozza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Vannacci premier e Giorgia Meloni Presidente della Repubblica. Sembra fantascienza, ma forse è proprio lo scenario impronunciabile che una parte della politica e dei giornali sta già cominciando a maneggiare senza dirlo fino in fondo. In questa puntata parto dalle parole di Giorgia Meloni sulla Presidenza della Repubblica a 10 minuti, da Nicola Porro, e dalle indiscrezioni circolate nelle ore precedenti sul possibile rapporto tra la crescita del movimento di Roberto Vannacci e i futuri equilibri del centrodestra. Se Vannacci dovesse davvero arrivare alla doppia cifra, che cosa accadrebbe dentro la coalizione? Forza Italia e Lega sarebbero ancora in grado di pesare più di lui? E Meloni potrebbe essere tentata dall'idea di diventare la prima donna al Quirinale e la prima Presidente della Repubblica espressione della destra? Da qui allarghiamo lo sguardo alla comunicazione politica della settimana: Forza Italia che continua a parlare di Vannacci finendo per rafforzarlo, il centrosinistra che non riesce nemmeno a coordinare il nome della propria alleanza, Carlo Calenda che fa il dito medio e vince su Michele Boldrin sul terreno dell'attivazione emotiva, Salvini che passa dagli anni del Papeete agli hamburger presso l'ambasciatore americano a Roma, Piccolotti che evoca manipolazioni algoritmiche senza portare prove, Vannacci che mostra il corpo come dispositivo di credibilità e i partiti che continuano a pubblicare grafiche e messaggi come se la comunicazione fosse un dettaglio decorativo. Il punto è sempre lo stesso: la politica italiana ha conservato quasi tutto dell'eredità berlusconiana, tranne l'unica cosa davvero decisiva, cioè la comprensione profonda di come e perché quelle tecniche funzionavano.
Guanti, occhiali, scarpe antinfortunistiche, cuffie, elmetti, pantaloni antitaglio.Sembra l'equipaggiamento di qualcuno che deve affrontare una missione estrema.Invece parliamo di giardinaggio.In questa seconda parte dell'intervista ad Andrea Macchiavelli continuiamo a parlare di sicurezza nel giardino, andando ancora più sul pratico.Vediamo quali dispositivi di protezione servono davvero, perché non sono optional, e perché anche chi taglia l'erba nel proprio giardino dovrebbe smettere di pensare: “Tanto lo faccio solo per cinque minuti”.Parliamo di motoseghe, decespugliatori, caldo, colpi di sole, lavori in quota, chiamata al 112, accessi per i soccorsi e collaborazioni tra lavoratori autonomi.Perché la sicurezza non riguarda solo il professionista. Riguarda anche il privato, il committente e chiunque metta mano a un attrezzo in giardino.Da questa puntata emerge un concetto molto forte: prevenire significa progettare.E progettare bene un giardino non vuol dire solo scegliere piante belle e adatte.Vuol dire anche capire come fare i lavori, quando farli, con chi farli e con quali rischi.Se vuoi una consulenza per il tuo giardino, per valutare interventi, priorità, problemi o scelte da non sbagliare, puoi scrivermi a robertomassai@giardinofuturo.itE se vuoi raccontarmi una tua esperienza, farmi una domanda o dirmi cosa ne pensi dell'episodio, scrivimi sempre lì: robertomassai@giardinofuturo.it
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
...e poi c'è il toro della Galleria di Milano, con il suo piccolo rituale di fortuna e con tutte le discussioni che ogni tanto nascono quando entra in gioco il restauro. Due dettagli molto diversi, ma abbastanza per far capire subito il tono di questa puntata. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio What are Italians Wearing Today? - https://www.youtube.com/watch?v=RlPC2I93d6c&t=1s In Calabria certe cose legate al caffè prendono una strada tutta loro, e Brasilena è proprio una di quelle. Sembra quasi una provocazione, ma è anche il tipo di bevanda che racconta bene quanto siano locali, e un po' imprevedibili, certe abitudini italiane. Poi si va alla Galleria Vittorio Emanuele II, dove un mosaico diventa quasi un rito collettivo. Il toro, i tre giri, la fortuna e il restauro che non mette mai tutti d'accordo: basta questo per capire che certi simboli di città in Italia non sono mai solo decorazione. Restano lì, e intorno si accumulano gesti, discussioni e un affetto un po' strano. Alla fine c'è anche una di quelle espressioni che usiamo spesso senza pensarci troppo: passare la notte in bianco. Sembra solo un modo per dire che non si è dormito, ma dietro c'è una storia molto più precisa e molto più medievale di quanto sembri. Passare la notte in bianco: stare svegli per tutta la notte, senza dormire. to stay up all night Investitura: cerimonia medievale con cui si proclamava qualcuno cavaliere. knighting ceremony Trascrizione Raffaele: [0:01] E siamo live! Matteo, buongiorno! Matteo: [0:25] Buongiorno, come va? Raffaele: [0:27] Abbastanza bene, dai, non mi posso lamentare. Matteo: [0:30] Qui siamo alle prese con una serie di cose strane che vengono da un restyling del software che usiamo per registrare. Raffaele: [0:45] Questi restyling che finiscono per peggiorare la situazione... Matteo: [0:51] Mamma mia. ... Se siete membri, nell'aftershow continuiamo la chiacchierata e ci prendiamo un po' più di tempo per i dettagli lasciati fuori qui. Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Vi siete mai chiesti se si possa sopravvivere con un'asta di ferro che vi trapassa completamente il cervello? Sembra la trama di un film horror, eppure è l'incredibile storia di Phineas Gage, il caso clinico più famoso delle neuroscienze, miracolosamente sopravvissuto a un incidente nel 1848. Un secondo prima era un brillante capocantiere addetto alla costruzione di ferrovie, un secondo dopo un'esplosione ha trasformato una barra di metallo di 6 chili in un dardo letale che gli ha bucato il cranio da parte a parte. Ma cosa gli è successo esattamente? Come ha fatto a non morire sul colpo? E perché quel terribile incidente ha cambiato per sempre la sua personalità, trasformando un uomo gentile in un individuo irascibile e privo di freni inibitori? In questo video faremo un viaggio nel tempo nel 1848 per ricostruire, con precisione scientifica e l'aiuto di modelli anatomici, la dinamica esatta di questo miracolo biologico. Scopriremo insieme quali aree cerebrali sono state risparmiate dal ferro, come il lobo frontale influenzi chi siamo e in che modo la straordinaria plasticità neurale abbia permesso a Phineas Gage di rifarsi una vita come cocchiere in Cile. Una storia pazzesca che oscilla tra il mito, la leggenda metropolitana e una rivoluzione medica che, purtroppo, ha aperto le porte anche a pagine molto buie della psicochirurgia. @ENGIEitalia (https://www.youtube.com/@ENGIEitalia) Scoprite l'offerta "Taaanta Energia" di ENGIE qui: https://www.engie.it/casa/offerte/taaanta-energia/?utm_source=geopop&utm_medium=paid_social&utm_campaign=video_brand-prospecting_awareness_aw_taaanta_energia_04-26&utm_content=taaanta_energia_branded_content&endtoend=geopopYTTE Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Intro 01:12 L'incredibile storia di Phineas Gage 03:11 Chi era Phineas Gage: il capocantiere 04:08 Cosa gli successe: l'incidente del 1848 05:47 Com'è sopravvissuto: il cervello umano 07:42 Perché poteva parlare dopo l'incidente 09:20 Gli studi del dottor Harlow 12:21 I cambiamenti comportamentali di Gage 15:20 La morte: le cause sono sconosciute 15:50 Perché la sbrarra ha modificato la sua personalità 17:35 Gli studi sui danni al cervello e le scelte sociali 19:05 Il fenomeno della plasticità neurale 20:21 L'eredità del famoso caso clinico Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Lo sponsor di questo episodio è Shopify! Prova adesso Shopify per 1 euro al mese: www.shopify.it/mitologia C'è un oggetto che a Itaca, da vent'anni, nessuno tocca. Sta appeso al muro di una stanza chiusa a chiave, dentro un fodero di legno e di pelle. Oggi, nel ventunesimo canto dell'Odissea, quell'oggetto tornerà in mano agli uomini. La regina di Itaca scende dalla sua stanza con una decisione che ha covato a lungo, e la annuncia ai Proci davanti a tutta la sala. Sembra a tutti una innocente proposta... ma nessuno dei Proci immagina cosa si stia mettendo in moto... Vuoi saperne di più sull'episodio? Vai qui e leggi gli approfondimenti: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/news .-.-. Per avere informazioni su come puoi supportare questo podcast vai qui: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/ Se ti va di dare un'occhiata al libro “Il Re degli Dei”, ecco qui un link (affiliato: a te non costa nulla a me dà un piccolissimo aiuto): https://amzn.to/3Q50uFR Se ti va di dare un'occhiata al libro “Eracle, la via dell'eroe”, ecco qui un link: https://amzn.to/46dAFYZ Altri link affiliati: Lista dei libri che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3Q3ZYI9 Lista dei film che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3DoqTa7 Lista hardware che consiglio per chi è curioso del mondo per podcast (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/44TYKTW Uso plugin audio da questa Software House: Waves. Se vuoi dare un'occhiata, anche questo è un link affiliato: https://www.waves.com/r/1196474 Ami musiche rilassanti e i suoni della natura? Iscriviti a questo meraviglioso canale https://www.youtube.com/channel/UCbRZLgwT37437fYK4YYKhXQ?sub_confirmation=1 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
...nella terra del prosecco. Oggi vi portiamo al fresco, o almeno cerchiamo di rinfrescarvi con un po' di prosecco e tanto verde, e colline. E poi? Beh dopo tutto questo bere, abbiamo bisogno di un po' di acqua. Ma che acqua? Liscia? Gasata? O, effervescente naturale? Ebbene si, in Italia, soprattutto al sud, le bollicine nell'acqua, sono naturali! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Do Italians Actually Cook Every Day? - https://www.youtube.com/watch?v=4uZDDVBQmgg&t=5s Dove è andato Matteo? Ancora a Treviso! Ma non solo, questa volta è andato nella terra del prosecco. Valdobbiadene https://en.wikipedia.org/wiki/Valdobbiadene E qui siamo andati a fare un giro e abbiamo parlato con il signor Adami. https://www.adamiprosecco.it/en/ E poi l'osteria senz'oste! https://www.osteriasenzoste.it/ Che consigliamo assolutamente. Trascrizione Raffaele: [0:24] È arrivata l'estate! Matteo: [0:26] Mamma mia, e come è arrivata questa estate! Raffaele: [0:31] Scusami, ma è il 25 di giugno o il 25 di maggio? Matteo: [0:36] Sembra 25 agosto o luglio. Raffaele: [0:39] Addirittura! Com'è il tempo da te, Matteo? Buongiorno! Matteo: [0:42] Buongiorno, allora, ti vorrei, voglio essere ben preciso: arriviamo anche a 36 gradi oggi. Raffaele: [0:50] Cosa? 36? Ma sei sicuro? Matteo: [0:54] Oh mamma mia, ho appena visto che mercoledì arriviamo a 37. Raffaele: [0:58] Ma com'è possibile? Fa più caldo da te che da me. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
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Non tutti sanno che il nostro cervello funziona in modo bizzarro: non appena trova una qualsiasi risposta la segue. Sembra qualcosa di naturale ma come vedremo in questo episodio è qualcosa di incredibilmente efficiente e dannatamente pericoloso...Clicca qui per approfondire con il POST (link attivo dalle 5:00 AM del 18/05/26) https://psinel.com/la-trappola-cognitiva-della-falsa-conoscenza/Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/Iscriviti alla Newsletter https://psinel.com/re-iscrizione-alla-newsletter/Se ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUSInstagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/I NOSTRI PERCORSI ONLINE: https://psinel.com/corsi-online/Credits (traccia audio): https://www.bensound.comMusic by Maksym Malko from Pixabay
Sembra una scena impossibile: da 10 Corso Como, una Salomon da trail sta accanto a Dries Van Noten e Comme des Garçons senza sembrare fuori posto. Com'è successo? La “contaminazione” tra strada, tecnica e alta moda - prima provocazione, poi linguaggio - è diventata normalità. Dal gorpcore urlato al Quiet Outdoors: ingegneria e lusso che non si annunciano più, ma li riconosce solo da chi ha gusti abbastanza raffinati da coglierli. Ecco perché Salomon, da azienda outdoor fortemente tecnica, scopre la collaborazione con la casa di moda concettuale Margiela. Ma quando la rivoluzione vince, cambia anche il campo di battaglia: PFAS, clima, regolamenti e nuovi desideri. Non si tratta più di “cosa indossiamo per dire chi siamo”, ma di cosa indossiamo per stare bene nel mondo che cambia.
Sembra strano, ma oggi, in piena rivoluzione digitale, c'è un grande ritorno verso gli hobby creativi! Trascrizione ed esercizi su www.podcastquattrostagioni.ch
Upper East Side, novembre 2016. Sembra una notte di movida newyorkese come tante. Un giovane del Connecticut è in giro per i locali della città insieme agli amici, quando di lui si perdono completamente le tracce e il giorno dopo non si presenta al pranzo domenicale con la famiglia. Si apre così una trama fatta di menzogne, ambizioni e sete di ricchezza. Questa è la storia di Joey Comunale.See omnystudio.com/listener for privacy information.
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Ciao Italiani Veri, come avete festeggiato la Santa Pasqua?Scriveteci e rendeteci partecipi ❤️ Noi vi raccontiamo un incontro fra "quattro amici al bar", anche se si tratta di un bar virtuale... Sara, Paolo, Max sono abbastanza vicini, ma il nostro Luca si trova addirittura dall'altra parte del mondo. Scoprirete il tutto ascoltando l'episodio. Anche perché bisogna votare fra le parole da italiani veri dei quattro amici (nei commenti sul post Patreon o sul sondaggio in coda all’episodio su Spotify) — una più bella dell'altra. Io ho già votato ma non vi posso svelare nulla. Sembra che il primo posto sia già stato prenotato da Max, ma potete ribaltare tutto!
Sembra che oggi sia di moda essere maleducati, ci hai fatto caso? E invece le buone maniere sono molto importanti!Trascrizione ed esercizi su www.podcastquattrostagioni.ch
Episodio 611 con Anna e Luca ai microfoni che ci parlano di linguaggi animali.Nella prima parte dell'episodio, Anna ci parla del linguaggio dei capodogli, nello specifico, di come il sistema di vocalizzazione complesso in questi animali possa in realtà "assomigliare" al linguaggio umano. Sembra che i capdogli abbiano una forma di alfabeto, scandito da una sequenza di click con frequenze diverse, e in uno studio si è osservato come anche il linguaggio umano, se estremamente rallentato, possa essere approssimato ad una sequenza di click. Questo dimostra un distema di comunicazione complesso in una diversa specie animale e diverso da quello umano.Nel nostro intervento esterno torna Scientifibook con le proposte di lettura di questo mese.Dopo due pessime barze, nella seconda parte dell'episodio Luca ci parla ancora di linguaggi animali, ma da un altro punto di vista. Nello specifico della ricerca puramente umana nel decriptare il linguaggio animale e poterlo redere comprensibile in chiave umana. In uno studio recente si è osservato come modificando un gene associato al linguaggio nei topi con un analogo umano, i topi sviluppino attivazioni e segnali aggiuntivi nel cervello riguardo al linguaggio. Non avremo un topo che declamerà Dante, ma questo può aiutarci a capire come sia avvenuta l'evoluzione a livello genetico del linguaggio umano da frome più primitive. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.
Ti sei mai chiesto perché alcuni stranieri parlano italiano in modo così naturale e sofisticato da sembrare quasi madrelingua? Il segreto sta nella padronanza di alcuni argomenti grammaticali avanzati. Questi 10 argomenti ti permetteranno di esprimerti con la precisione e l'eleganza di un vero italiano! I 10 Argomenti C2 che Ti Faranno Parlare Come un Italiano 1. Congiuntivo vs Indicativo: La Scelta che Fa la Differenza Questa è la vera prova del fuoco: saper scegliere tra congiuntivo e indicativo ti farà sembrare un vero esperto della lingua italiana. La distinzione fondamentale sta nel grado di certezza che vuoi esprimere. L'Indicativo: Il Modo della Certezza L'indicativo è il modo della realtà, dei fatti concreti e delle certezze. Si usa quando vuoi esprimere qualcosa di oggettivo e verificabile. Esempi pratici: "So che Marco è a casa" → Ne sono certo! "È vero che piove" → È un fatto verificabile! "Vedo che hai studiato" → È evidente dai risultati! Il Congiuntivo: Il Modo del Dubbio Il congiuntivo è il modo delle opinioni, dei dubbi e delle ipotesi. Si usa quando vuoi esprimere qualcosa di soggettivo o incerto. Esempi pratici: "Penso che Marco sia a casa" → Ma non ne sono sicuro "Credo che piova" → È la mia opinione personale "Suppongo che abbia studiato" → È una supposizione Tabella Riepilogativa: Verbi che Richiedono Indicativo vs Congiuntivo Verbi + INDICATIVOVerbi + CONGIUNTIVOSapere: "So che è vero"Pensare, credere, supporre: "Penso che sia giusto"Essere sicuro: "Sono sicuro che viene"Sembrare, parere: "Sembra che abbia ragione"Vedere: "Vedo che è stanco"Dubitare: "Dubito che venga"È vero/certo/evidente che: "È vero che parla bene"Sperare, desiderare, volere: "Spero che tu stia bene"Ricordare: "Ricordo che era qui"Temere, avere paura: "Temo che sia tardi" Il Trucco per Non Sbagliare Mai Chiediti sempre: "È un fatto o un'opinione?" Se è un fatto verificabile, usa l'indicativo. Se è un'opinione, un dubbio o una speranza, usa il congiuntivo. Congiunzioni che Richiedono Sempre il Congiuntivo CongiunzioneEsempioBenché, sebbene, nonostante"Benché sia stanco, continuo a lavorare"Affinché, perché (scopo)"Studio affinché tu sia orgoglioso di me"Prima che"Esci prima che piova"Senza che"È partito senza che io lo sapessi"A meno che"Vengo a meno che tu non voglia" 2. La Forma di Cortesia: L'Eleganza Italiana In italiano, la cortesia non è solo questione di "per favore" e "grazie", ma è un sistema grammaticale completo che dimostra rispetto ed educazione. Padroneggiare la forma di cortesia ti farà apparire raffinato e rispettoso in qualsiasi contesto formale. Il Lei Formale Usiamo la terza persona singolare femminile per rivolgerci a persone che non conosciamo, anziani, superiori o in contesti formali come uffici, negozi eleganti e università. Trasformazione nei Tempi Verbali Tempo VerbaleInformale (Tu)Formale (Lei)Presente"Tu vai""Lei va"Presente"Tu hai""Lei ha"Presente"Tu sei""Lei è"Passato prossimo"Tu sei andato""Lei è andato/a"Imperfetto"Tu eri""Lei era"Futuro"Tu andrai""Lei andrà" Trasformazione con i Pronomi Tipo di PronomeInformale (Tu)Formale (Lei)Diretto"Ti vedo""La vedo"Indiretto"Ti telefono""Le telefono"Con i verbi"Ti do questo""Le do questo"Riflessivo"Ti siedi""Si siede" L'Imperativo Formale: Un Segreto Importante L'imperativo formale si forma usando il congiuntivo presente! Questo è un dettaglio che molti studenti ignorano. Imperativo Informale (Tu)Imperativo Formale (Lei)"Ascolta!""Ascolti!""Vieni qui!""Venga qui!""Dimmi!""Mi dica!""Siediti!""Si sieda!""Stai attento!""Stia attento!""Fa' presto!""Faccia presto!""Non parlare!""Non parli!""Non andare!""Non vada!" Quando Passare dal Lei al Tu In Italia, il passaggio dal Lei al tu è un momento sociale importante. Di solito la persona più anziana o il superiore propone il passaggio al tu. Puoi dire: "Possiamo darci del tu?" oppure "Diamoci del tu!" Curiosità culturale: In alcune regioni del sud Italia, si usa ancora il "Voi" di cortesia, soprattutto con gli anziani: "Voi come state? Voi avete bisogno di qualcosa?" Questo uso è molto formale e rispettoso, persino più del "Lei"! Errori da Evitare Assolutamente "Lei hai ragione" → Mescolare Lei con la seconda persona "Lei ha ragione" "La chiamo più tardi" → Quando si parla direttamente alla persona (pronome sbagliato) "Le telefono più tardi" 3. Il Si Impersonale: Parlare in Generale Il "si" impersonale è una costruzione tipicamente italiana che non ha un equivalente diretto in molte lingue! Padroneggiarlo rende il tuo italiano molto più naturale e meno "tradotto". Formazione Base SI + verbo alla terza persona singolare (o plurale) Quando Si Usa il Si Impersonale UsoEsempioSignificatoPer generalizzare"In Italia si mangia bene"= La gente mangia benePer dare istruzioni"Si prende il treno e si scende alla seconda fermata"= Tu prendi il treno...Per evitare "io" o "tu""Come si dice in italiano?"= Come dici/diciamo...?Nelle ricette"Si mescolano le uova con lo zucchero"= Mescola le uova...Nei cartelli"Non si fuma", "Si prega di non disturbare"= È vietato fumare La Regola Fondamentale dell'Accordo Tipo di VerboRegolaEsempioTransitivo + oggetto singolareVerbo singolare"Si vende casa"Transitivo + oggetto pluraleVerbo plurale"Si vendono case"IntransitivoSempre singolare"Si va al mare", "Si dorme bene qui" Il Si Impersonale con i Verbi Riflessivi Quando il verbo è già riflessivo, il "si" impersonale diventa "ci si": "Lavarsi" → "Ci si lava" (= la gente si lava) "Divertirsi" → "Ci si diverte" (= la gente si diverte) "Alzarsi" → "Ci si alza presto" (= la gente si alza presto) 4. Il Periodo Ipotetico: Tutte le Possibilità Il periodo ipotetico esprime situazioni ipotetiche, sogni, rimpianti o possibilità. È formato da due parti: la protasi (la condizione, introdotta da "se") e l'apodosi (la conseguenza). Ce ne sono tre tipi principali! I Tre Tipi di Periodo Ipotetico TipoSignificatoStrutturaEsempioPRIMO TIPORealtà (probabile che succeda)SE + indicativo presente → indicativo presente/futuro/imperativo"Se piove, prendo l'ombrello"; "Se studierai, passerai l'esame"SECONDO TIPOPossibilità (poco probabile)SE + congiuntivo imperfetto → condizionale presente"Se fossi ricco, comprerei una Ferrari"; "Se avessi tempo, verrei con te"TERZO TIPOImpossibilità (non è successo)SE + congiuntivo trapassato → condizionale passato"Se avessi studiato, avrei passato l'esame"; "Se fossi venuto, ti saresti divertito" L'Errore Più Comune da Evitare "Se avrei..." → MAI! Dopo SE non si usa mai il condizionale! "Se avessi..." → Sempre congiuntivo dopo SE! Il Periodo Ipotetico Misto Puoi mescolare passato e presente quando la causa è passata ma la conseguenza è presente. Formazione: SE + congiuntivo trapassato → condizionale presente "Se avessi studiato di più (passato), ora sarei più preparato (presente)" 5. Il Discorso Indiretto: Riportare le Parole Altrui Quando riporti quello che qualcuno ha detto, non puoi semplicemente ripetere le sue parole. Devi trasformare la frase seguendo regole precise. Questo si chiama "discorso indiretto" ed è essenziale per raccontare conversazioni, dare notizie o riferire informazioni. Discorso diretto: "Marco dice: 'Vado al cinema'" Discorso indiretto: "Marco dice che va al cinema" Cosa Cambia nel Discorso Indiretto ElementoDiscorso DirettoDiscorso IndirettoPronomi"Io""lui/lei"Possessivi"Mio""suo"Indicatori di tempo"Oggi""quel giorno"Indicatori di tempo"Domani""il giorno dopo"Indicatori di tempo"Ieri""il giorno prima"Indicatori di luogo"Qui""lì"Verbi (imperativo)"Vieni!""di venire" Trasformazione dei Tempi Verbali (con verbo principale al passato) Discorso DirettoDiscorso Indiretto"Marco ha detto: 'Vado al cinema'""Marco ha detto che andava al cinema""Marco ha detto: 'Sono andato'""Marco ha detto che era andato""Marco ha detto: 'Andrò'""Marco ha detto che sarebbe andato" 6. La Consecutio Temporum: La Concordanza dei Tempi La consecutio temporum (letteralmente "successione dei tempi") è l'arte di far concordare i tempi verbali nelle frasi complesse. È fondamentale quando nella frase c'è una proposizione principale e una subordinata, specialmente con il congiuntivo. Quando la Frase Principale è al Presente Rapporto TemporaleTempo da UsareEsempioContemporaneitàCongiuntivo presente"Penso che sia intelligente"AnterioritàCongiuntivo passato"Penso che sia stato bravo"PosterioritàFuturo o congiuntivo"Penso che sarà/sia bravo" Quando la Frase Principale è al Passato Rapporto TemporaleTempo da UsareEsempioContemporaneitàCongiuntivo imperfetto"Pensavo che fosse intelligente"AnterioritàCongiuntivo trapassato"Pensavo che fosse stato bravo"PosterioritàCondizionale passato"Pensavo che sarebbe stato bravo" Il Trucco per Non Sbagliare Sulla linea del tempo, dove si trova l'azione rispetto alla principale? Prima, contemporaneamente o dopo? La risposta ti guiderà nella scelta del tempo corretto. 7. Il Passato Remoto: Il Tempo dei Narratori Il passato remoto è il tempo della narrazione, della storia e della letteratura. È usato soprattutto nella narrazione scritta (libri, articoli giornalistici) e nel sud Italia anche nel parlato quotidiano. Al nord, invece, è quasi scomparso dalla lingua parlata. Formazione dei Verbi Regolari PersonaPARLARE (-ARE)VENDERE (-ERE)PARTIRE (-IRE)Ioparlaivendei/vendettipartiiTuparlastivendestipartistiLui/Leiparlòvendé/vendettepartìNoiparlammovendemmopartimmoVoiparlastevendestepartisteLoroparlaronovenderono/vendetteropartirono Verbi Irregolari Comuni VerboIoTuLui/LeiNoiVoiLoroESSEREfuifostifufummofostefuronoAVEREebbiavestiebbeavemmoavesteebberoFAREfecifacestifecefacemmofacestefeceroDAREdiedidestidiededemmodestediederoDIREdissidicestidisse
Quante volte al giorno dici "buona giornata"? Al bar, in ufficio, al supermercato, al telefono... Sempre la stessa frase! Con questo articolo imparerai 10 modi diversi per augurare una buona giornata in italiano, così potrai finalmente smettere di ripetere sempre la stessa espressione e fare un'ottima impressione sui madrelingua. Smettila di Dire Sempre "Buona Giornata"! Espressioni Semplici e Informali Iniziamo con le alternative più semplici e immediate, quelle che puoi iniziare a usare subito nella vita di tutti i giorni senza timore di sbagliare. Sono espressioni comuni, naturali e perfette per le situazioni quotidiane. 1. "Bella Giornata!" La prima alternativa è facilissima. Invece di dire "buona giornata", di' semplicemente "bella giornata!" oppure "ti auguro una bella giornata!" Sembra un cambiamento piccolo, vero? Ma in realtà l'effetto è diverso: "bella" dà un tono più caldo, più luminoso, quasi come se stessi regalando un sorriso con le parole. Ultimamente in Italia si usa moltissimo, è diventata quasi una moda! Esempio: "Ieri sono andata dal fruttivendolo sotto casa e, quando sono uscita, il signore mi ha detto con un gran sorriso: 'Bella giornata, signora!' Mi ha messo di buon umore per tutta la mattina!" Curiosità Linguistica In italiano possiamo dire sia "bella giornata" da solo, sia "ti auguro una bella giornata" o "passa una bella giornata". La versione corta è più informale e spontanea, perfetta per scambi veloci al bar o al negozio. La versione lunga, invece, suona leggermente più curata e premurosa. 2. "Goditela!" / "Goditi la Giornata!" Questa è un'espressione molto usata tra amici, colleghi o persone con cui hai un rapporto informale. In pratica stai dicendo all'altra persona: approfitta di questa giornata, divertiti, vivi ogni momento! È un augurio che trasmette energia e positività. Esempio: "Il mio amico Marco, prima di partire per il weekend, mi ha detto: 'Io vado al mare. Tu che fai? Qualunque cosa sia, goditi la giornata!'" Approfondimento Grammaticale "Goditela" è un imperativo con doppio pronome: goditi (imperativo riflessivo di "godersi") + la (la giornata). È una forma molto colloquiale, perfetta per situazioni informali. Se vuoi essere più formale, puoi dire: "Si goda la giornata" (con il "Lei" di cortesia), ma onestamente si usa pochissimo nella vita reale. Questa struttura con il doppio pronome è tipica dell'italiano parlato e si ritrova in molte altre espressioni: "sbrigatela" (sbrigati + la), "cavarsela" (cavarsi + la), "prendersela" (prendersi + la). Padroneggiare queste forme ti farà sembrare molto più naturale quando parli italiano! Espressioni Raffinate e Affettuose Adesso saliamo di livello! Queste espressioni sono più ricercate e calorose, perfette per quando vuoi trasmettere un augurio più sentito e personale. Sono ideali per amici cari, familiari o colleghi con cui hai un buon rapporto. 3. "Ti Auguro una Giornata Serena" Qui saliamo un po' di livello. "Serena" trasmette l'idea di calma, tranquillità, assenza di stress. È un augurio molto dolce, perfetto ad esempio per qualcuno che sta attraversando un periodo difficile o per chi ha bisogno di un momento di pace. Esempio: "La mia vicina di casa aveva appena perso il suo gatto. Quando l'ho incontrata sulle scale, le ho detto: 'Mi dispiace tanto. Ti auguro una giornata serena.' Lei mi ha sorriso e mi ha detto che le aveva fatto piacere." Nota Culturale Gli italiani danno molta importanza alla "serenità". Non è solo felicità, è qualcosa di più profondo: è stare bene con sé stessi, avere pace interiore. Nella cultura italiana, la serenità è considerata uno stato d'animo superiore alla semplice allegria perché implica un equilibrio interiore duraturo. Quindi augurare una giornata "serena" è davvero un bell'augurio, molto apprezzato soprattutto dalle generazioni più mature. 4. "Che la Giornata Ti Porti Tante Soddisfazioni" Questa espressione è perfetta per qualcuno che ha una giornata importante davanti: un esame, un colloquio di lavoro, una presentazione, un progetto da consegnare. È un augurio che combina incoraggiamento e affetto. Esempio: "La mattina dell'esame di italiano B2, la mia insegnante ci ha detto: 'Ragazzi, che la giornata vi porti tante soddisfazioni. Ce la farete!' E sai cosa? Abbiamo passato tutti l'esame!" Punto Grammaticale: Il Congiuntivo negli Auguri Nota la struttura "che + congiuntivo": "che la giornata ti porti". Questa è una struttura molto usata in italiano per esprimere auguri e desideri. Il congiuntivo qui esprime un desiderio, un auspicio, qualcosa che speriamo si realizzi. Altri esempi con la stessa struttura: "Che tu sia felice!", "Che vada tutto bene!", "Che sia un anno meraviglioso!" Questa struttura è particolarmente importante da conoscere perché è molto frequente nei brindisi, nei biglietti di auguri e in tutte quelle situazioni in cui si vuole esprimere un desiderio per qualcun altro. Padroneggiarla ti permetterà di creare i tuoi auguri personalizzati per qualsiasi occasione! 5. "Passa una Giornata Speciale, Come Te!" Ecco, questa è un po' furba! Perché non è solo un augurio, è anche un complimento. Stai dicendo: tu sei una persona speciale, quindi meriti una giornata altrettanto speciale. È un modo elegante per far sentire importante e apprezzata la persona a cui ti rivolgi. Esempio: "Il mio ragazzo mi ha lasciato un bigliettino attaccato allo specchio del bagno con scritto: 'Passa una giornata speciale, come te. Ti amo.' Io ovviamente mi sono sciolta come un gelato ad agosto!" Funziona benissimo con il partner, ma anche con un'amica cara, con la mamma, con i figli... È un'espressione versatile che si adatta a qualsiasi rapporto affettuoso. La chiave sta nel paragone "come te", che trasforma un semplice augurio in un gesto di affetto. Espressioni per Occasioni Speciali Queste espressioni sono pensate per momenti particolari: quando vuoi fare un augurio che resti impresso, che emozioni, che faccia sentire l'altra persona davvero speciale. Sono perfette per occasioni importanti o per quando vuoi aggiungere un tocco di originalità e calore. 6. "Ti Auguro una Giornata Ricca di Sorprese" A chi non piacciono le sorprese? Con questa frase auguri una giornata piena di momenti inaspettati e positivi. È un augurio che trasmette ottimismo e aspettativa, come dire: "la vita ti riserva ancora tante cose belle oggi!" Esempio: "Il primo giorno del mio nuovo lavoro, la mia amica Lucia mi ha mandato un messaggio: 'In bocca al lupo! Ti auguro una giornata ricca di belle sorprese.' E in effetti i colleghi avevano organizzato un piccolo benvenuto con caffè e cornetti. Sorpresa riuscita!" Espressione Utile: "In Bocca al Lupo" Hai notato l'espressione "In bocca al lupo" nell'esempio? È il modo italiano per dire "buona fortuna", ed è usatissima nella vita quotidiana. La risposta tradizionale è: "Crepi il lupo!" (letteralmente "che il lupo muoia"). Per chi preferisce una versione più animalista, esiste anche "Viva il lupo!", che è diventata sempre più popolare negli ultimi anni. Attenzione: rispondere semplicemente "grazie" è considerato portare sfortuna! 7. "Che Sia una Giornata Indimenticabile" Questa è perfetta per occasioni davvero importanti: un matrimonio, una laurea, un compleanno speciale, il primo giorno di scuola, la nascita di un figlio... È un augurio solenne e carico di emozione, che eleva il momento rendendolo ancora più significativo. Esempio: "Al matrimonio della mia migliore amica, durante il brindisi, ho alzato il bicchiere e ho detto: 'Che sia una giornata indimenticabile, come l'amore che vi unisce.' Metà degli invitati si è commossa. Anche il cameriere, credo." Questa espressione usa nuovamente la struttura "che + congiuntivo" che abbiamo visto al punto 4. Puoi personalizzarla aggiungendo un paragone o un riferimento alla persona: "Che sia una giornata indimenticabile, come meriti", oppure "Che sia una giornata indimenticabile, piena d'amore". 8. "Il Meglio Deve Ancora Venire!" Questa è motivazionale! È un modo per dire: non importa com'è andata finora, la parte migliore della giornata è ancora davanti a te. È perfetta per tirare su il morale a qualcuno che sta avendo una giornata difficile o che ha iniziato male la mattina. Esempio: "Ieri mattina avevo rovesciato il caffè sulla camicia, perso l'autobus e dimenticato l'ombrello. Ho scritto alla mia amica e lei mi ha risposto: 'Tranquilla, il meglio deve ancora venire!' E aveva ragione: la sera ho trovato 20 euro nella tasca della giacca! Non sarà molto, ma dopo quella mattina, mi sembrava di aver vinto la lotteria." Questa frase è particolarmente apprezzata perché contiene una filosofia di vita positiva: l'idea che ogni giornata, anche quella iniziata nel peggiore dei modi, può riservare ancora qualcosa di bello. È un augurio che trasmette speranza e ottimismo, due valori molto cari alla cultura italiana. Espressioni Poetiche e Romantiche E infine, arriviamo alle espressioni più poetiche e romantiche, quelle che fanno battere il cuore e che sono perfette per situazioni speciali o per le persone a cui vuoi più bene. L'italiano è una lingua che si presta meravigliosamente alla poesia quotidiana, e queste espressioni ne sono la prova! 9. "Ti Auguro una Giornata Dolce Come il Miele" Questa è decisamente poetica e tenera. Si usa soprattutto con persone a cui vogliamo molto bene: il partner, i genitori, i figli, gli amici più cari. Il paragone con il miele evoca dolcezza, calore e piacere. Esempio: "Ogni mattina, prima di andare al lavoro, mia nonna diceva a mio nonno: 'Ti auguro una giornata dolce come il miele, amore mio.' E lo faceva da cinquant'anni. Questo è amore vero!" Il Cibo nelle Espressioni Affettuose Italiane Gli italiani usano spesso il cibo nelle espressioni affettuose,