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Settembre. Le valigie tornano in soffitta, le chat di lavoro si riaccendono, e con loro arriva puntuale il rito dei buoni propositi: "da domani mi metto a posto", "da questo mese risparmio di più". Sigla di Eric Buffat Per chi vuole acquistare i libri, il cui ricavato andrà totalmente in beneficenza: https://www.amazon.it/kindle-dbs/entity/author/B08FF1ZFV9 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni. In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell'uomo con il suo regno».
"Non ho visto nessuno." Ma come?! Due negazioni nella stessa frase? In matematica meno per meno fa più… ma in italiano funziona così? E soprattutto: è giusto o è un errore? La doppia negazione è uno di quegli argomenti che separano chi "studia" l'italiano da chi lo parla davvero come un madrelingua. Scopriamo insieme le 8 trappole più comuni e come puoi evitarle. Smettila di Dire "NON MAI VADO" In italiano la doppia negazione non è un errore: è correttissima e spesso addirittura obbligatoria. Tra gli errori più comuni in italiano, quelli sulla doppia negazione sono tra i più diffusi. Vediamo prima la regola d'oro e poi gli 8 errori classici che devi assolutamente evitare. Le Parole Negative dell'Italiano In italiano abbiamo un piccolo gruppo di parole negative, che devi tenere sempre a mente: niente, nulla, nessuno, mai, né… né, neanche, nemmeno, neppure, affatto, mica (e anche più, nel senso di "non più", che si comporta in modo un po' speciale). La regola che le governa è una sola e si basa sulla posizione: Se la parola negativa viene dopo il verbo → ti serve anche "non" prima del verbo. Ecco la doppia negazione! → "Non ho visto nessuno." Se la parola negativa viene prima del verbo → "non" sparisce. Negazione singola! → "Nessuno è venuto." Questa regola funziona alla perfezione con nessuno, niente/nulla, mai, né… né, neanche/nemmeno/neppure. Tienila a mente, perché i primi errori che vedremo nascono proprio da qui. Un'unica regola, e già un sacco di modi diversi di sbagliarla. Piccole Eccezioni: "Più" e "Ancora" La parola più (nel senso di "non più") vuole quasi sempre il "non" e non si mette mai prima del verbo per negare: non dici "Più ti amo", ma "Non ti amo più". Fai attenzione anche a ancora: da sola non è una parola negativa (in "ho ancora tempo" è positiva!), ma quando significa "not yet" vuole il "non" anche quando sta prima del verbo → "Ancora non ho finito". Sono le due piccole ribelli che non seguono del tutto la regola dell'anteposizione. Curiosità Linguistica: la Concordanza Negativa Questo fenomeno ha un nome tecnico: si chiama concordanza negativa. Significa che le negazioni, invece di annullarsi a vicenda, "collaborano" e rinforzano insieme il significato negativo. Non è una stranezza solo dell'italiano: anche lo spagnolo ("No vi a nadie") e il francese ("Je ne vois personne") funzionano allo stesso modo. È una caratteristica di famiglia delle lingue romanze. Anzi, per gran parte della storia delle lingue europee questa è stata la norma, e l'idea che "due negazioni si annullano" è un'imposizione relativamente recente della logica e della matematica sulla lingua di tutti i giorni. Errore n°1 — Dimenticare il "Non" È l'errore numero uno degli anglofoni. In inglese si dice "I saw nobody": una sola negazione. Quindi è naturale tradurre parola per parola e dire "Ho visto nessuno". Ma in italiano, se "nessuno" sta dopo il verbo, ti serve il "non". Da evitareCorretto"Capisco niente""Non capisco niente""Vado mai in palestra""Non vado mai in palestra""Vedo nessuno""Non vedo nessuno" Perché succede? Perché a scuola, agli studenti di lingua inglese, insegnano che "two negatives make a positive", cioè che due negazioni si annullano. Ma rilassati: l'italiano non è una lezione di matematica. Qui le due negazioni non si annullano (vedi? Anche questa è una doppia negazione perfetta!), anzi, più ne metti, più la frase è negativa. Trabocchetto Collegato: "Qualcuno/Qualcosa" al Posto di "Nessuno/Niente" C'è un secondo modo, più nascosto, di cadere in questo errore. Molti studenti, per "salvare" la frase, evitano la parola negativa e usano qualcuno o qualcosa. Per approfondire questo punto, puoi consultare la guida sugli aggettivi indefiniti in italiano. Da evitareCorretto"Non ho visto qualcuno""Non ho visto nessuno""Non ho mangiato qualcosa""Non ho mangiato niente" Nelle frasi negative devi usare nessuno e niente, non qualcuno e qualcosa (che restano per le frasi affermative e per le domande: "Hai visto qualcuno?"). Tienilo a mente, perché è un errore subdolo che fanno anche studenti di livello avanzato. Errore n°2 — Mettere il "Non" quando NON Serve Questo è l'errore opposto, quello dello "studente bravo che ha imparato fin troppo bene la regola precedente". Quando la parola negativa è prima del verbo, il "non" diventa di troppo. Da evitareCorretto"Nessuno non è venuto alla festa""Nessuno è venuto alla festa""Niente non è cambiato""Niente è cambiato" La cosa interessante è che puoi dire la stessa identica cosa in due modi diversi, semplicemente spostando la parola negativa: "Non è venuto nessuno" ("nessuno" dopo il verbo → c'è "non") "Nessuno è venuto" ("nessuno" prima del verbo → niente "non") Stesso significato, due strutture diverse. Regola pratica da ricordare: o "non", o la parola negativa davanti al verbo. Mai tutti e due insieme. Una Differenza di "Sapore" Le due strutture non sono identiche al 100% nell'uso reale. Quando metti la negazione prima del verbo ("Nessuno è venuto", "Niente è cambiato"), la frase suona un po' più solenne, letteraria, da titolo di giornale. Quando invece usi la doppia negazione con "non" ("Non è venuto nessuno"), suona più naturale e quotidiana: è quella che useresti parlando con un amico al bar. Entrambe sono corrette, ma sapere questa sfumatura ti aiuta a scegliere il registro giusto. Errore n°3 — Sbagliare la Posizione di "Mai" con i Tempi Composti Questo è un errore sottile ma frequentissimo. Con i tempi composti, come il passato prossimo, la posizione naturale di mai, più, ancora, nemmeno non è alla fine della frase, ma tra l'ausiliare e il participio. Per ripassare la formazione di questo tempo, puoi consultare la guida sul passato prossimo e il participio passato. Da evitareNaturale"Non ho visto mai un film così bello""Non ho mai visto un film così bello" Altri esempi: "Non ho più avuto sue notizie." "Non è ancora arrivato." "Non ho nemmeno iniziato." Il "non" resta sempre davanti all'ausiliare, mentre la parola negativa si "incastra" prima del participio. Una volta che ci hai fatto l'orecchio, ti verrà automatico. E con i Verbi Modali? Stessa logica: la negazione si infila vicino al verbo coniugato, non all'infinito. "Non voglio più vederti." "Non posso mai uscire la sera." Il "più" e il "mai" si appoggiano al modale (voglio, posso), non all'infinito. Piccolo dettaglio, grande differenza nel suono naturale della frase. Errore n°4 — Confondere "Né… Né" con "O… O" Quando vuoi negare due cose insieme, in italiano devi usare né… né (con l'accento sulla "é"!), non o… o. Per approfondire l'uso, puoi consultare la guida su tutte le congiunzioni italiane. Da evitareCorretto"Non mangio o carne o pesce""Non mangio né carne né pesce""Mangio né carne né pesce""Non mangio né carne né pesce" Vale sempre la regola della posizione: se "né… né" sta dopo il verbo, ti serve il "non". Ma se "né… né" apre la frase, cioè sta prima del verbo, allora il "non" sparisce di nuovo (esattamente come nell'Errore n°2!): "Né Marco né Luca sono venuti." Dettaglio sull'accordo: quando il soggetto è "né X né Y", il verbo va quasi sempre al plurale ("Né Marco né Luca sono venuti"), anche se in altre lingue ti verrebbe naturale il singolare. Errore n°5 — Rispondere "Anch'io Non…" invece di "Neanch'io" Questo errore è subdolo, perché non è un errore di grammatica: "Anch'io non bevo caffè" è una frase corretta! Il problema è che come risposta di accordo a una frase negativa suona innaturale: nessun madrelingua risponde così. Per approfondire, puoi consultare la guida su come esprimere accordo e disaccordo in italiano. InnaturaleNaturale"Io non bevo caffè. – Anch'io non bevo caffè.""Io non bevo caffè. – Neanch'io!" Ricorda la differenza: anch'io risponde a una frase positiva → "Amo la pizza! – Anch'io!" neanch'io risponde a una frase negativa → "Non amo l'ananas sulla pizza. – Neanch'io!" Lo stesso vale con il complemento: "Non piace a me. – Neanche a me!" Estendiamo a Tutte le Persone Funziona uguale per tutti: "Lui non viene. – Neanche lei." "Non l'ho mai fatto. – Neanche noi." Nel parlato sentirai spessissimo espressioni colorite come "Neanche per sogno!" o "Neanche per idea!", che significano semplicemente "assolutamente no". Usale e suonerai subito più italiano. Errore n°6 — Sbagliare le Parole dopo "Senza" Ecco un errore che pochi insegnano. Dopo senza, in italiano si usano le parole negative niente e nessuno, NON qualcosa e qualcuno. Da evitareCorretto"È uscito senza dire qualcosa""È uscito senza dire niente""È partito senza salutare qualcuno""È partito senza salutare nessuno" E c'è un secondo trabocchetto, ancora più frequente: dopo senza NON devi aggiungere il "non"! Da evitareCorretto"È uscito senza non dire niente""È uscito senza dire niente" Perché? Perché senza è già di per sé una parola negativa: porta dentro di sé il concetto del "non avere / non fare". Per questo non ha bisogno di un altro "non" davanti. È un piccolo gioiello di logica della lingua: una volta che l'hai capito, non lo sbaglierai più. Errore n°7 — Fraintendere le Frasi tipo "Non Posso Non…" Ti ricordi che ti ho detto "in italiano le negazioni non si annullano"? Ebbene, c'è un caso magnifico in cui invece sì — e se non lo conosci, rischi di capire l'esatto contrario di quello che ti viene detto! "Non posso non ringraziarti" → significa "DEVO ringraziarti" (positivo!). "Non potevo non accorgermene" → "per forza me ne sono accorto". L'errore è proprio questo: senti "Non posso non aiutarti" e pensi "quindi non mi aiuta". Sbagliato! Qui le due negazioni cadono su due verbi diversi ("non posso" + "non ringraziare"), quindi seguono la logica matematica e si annullano, dando un senso affermativo. Nella concordanza negativa di prima, invece,...
Meglio conoscere te stesso, e realizzare nella vita ciò che sei, o puntare a migliorare, senza preoccuparti di conoscerti bene? Non tutta la crescita personale è davvero personale. Può essere crescita, non necessariamente evoluzione. Solo se conosci te stesso, davvero migliori, perché migliorare vuol dire progredire, evolvere, nel rispetto della persona che sei e che scegli di essere. Senza consapevolezza, non c'è vera crescita personale. Puoi diventare un buon imprenditore, ma essere un pessimo partner. Un buon amico, ma un cattivo genitore. Una persona gentile con chi conosci poco, e terribile con chi ti ama. La vera evoluzione personale è a tutto tondo. Scegli chi sei, e lo realizzi, ovunque, in ogni ambito della tua vita. Se sai, chi sei, lo realizzi di più. Da lì, il miglioramento, che può portarti dove vuoi: crescita personale non si chiama “personale” per combinazione. Di una persona. La tua, è quella buona per te. “La vita non è trovare se stessi. La vita è creare se stessi” (G. B. Shaw)- Leggi/ascolta: https://annarosapacini.com/conosci-te-stesso-migliori/ - Qui puoi iscriverti a “Comunicare per essere®”: https://annarosapacini.com/podcast/ una via di evoluzione personale profonda, per una vita che ti corrisponda - Counselcoaching, comunicazione valoriale, relazioni, professione, benessere. Scrittura evolutiva®, Grafologia evolutiva®, Pedagogia evolutiva®, metodi esclusivi, soluzioni e percorsi sempre su misura. Per informazioni https://annarosapacini.com/contatti/ - YouTube https://www.youtube.com/@AnnarosaPacini - Rinforza la tua motivazione e la tua visione interiore: seguimi sul tuo social preferito, cerca @AnnarosaPacini
Nei momenti calmi ci credi. Hai letto, hai ascoltato, capisci la logica. Sai cosa dovresti fare.Poi arriva la crisi. E in trenta secondi sei di nuovo lì, voce alta, tensione, la reazione che non volevi avere. E dopo ti senti peggio di prima, perché ora sai anche che avresti potuto fare diversamente.Il problema non è la motivazione. È come funziona la memoria sotto pressione.In questa puntata spiego la differenza tra memoria esplicita (quello che sai di sapere: le tecniche, i libri, i podcast) e memoria implicita (quello che il tuo corpo fa prima che tu abbia deciso qualcosa). Quando sei in crisi con tuo figlio, la seconda prende il sopravvento sulla prima, sempre.Non sei tu il problema. È il metodo: lavorare solo sulle tecniche è come imparare a nuotare in teoria e aspettarsi di nuotare sotto una cascata.Trovi anche un esercizio pratico per questa settimana, semplice e concreto, per iniziare a rendere visibili i pattern automatici che guidano le tue reazioni.
Perché non tagliare sempre tutto il prato alla stessa altezza? Cosa dicono i dati su falciatura a mosaico, biodiversità e consumo d'acqua, e come si applica in un giardino normale, non in un parco pubblico.Un prato tagliato corto e uniforme non è la gestione più semplice: è quella che riduce di più la biodiversità di insetti a parità di sforzo, e consuma più acqua di un taglio più alto e differenziato. In questo episodio, episodio 402, rispondiamo alle obiezioni più comuni: le erbacce, le zanzare, l'aspetto trascurato, il costo delle piante native. La domanda che resta alla fine non è più tecnica: perché, se conviene, non lo fa quasi nessuno?Giardino Rivelato | podcast italiano su giardini, paesaggio e cultura del verde, dal 2019. A cura di Francesco Cecchetti, dottore agronomo e architetto del paesaggio. Ogni mercoledì su giardinorivelato.it. Sostieni il podcast: patreon.com/francescocecchetti
Torniamo nel bel mezzo dell'estate per parlare dell'addio al football giocato di Russell Wilson e della nuova proprietà.
Al di là del conosciuto è finalmente uscito ed è in tutte le librerie! Lo trovi anche online su Amazon a questo link https://amzn.eu/d/fd93JU3 e su tutti gli altri negozi online di libri. Affrontiamo la scienza di confine in modo serio ma anche con la voglia di scoprire e sorprenderci! Viaggi nel tempo e problemi derivanti: in questo podcast ho già trattato il paradosso del nonno, qui mi concentro su noi stessi. Incontrando una versione più giovane quanto influenzeremmo le sue decisioni e quali problemi ne deriverebbero? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Prova a guardare i tuoi occhi senza uno specchio. Non puoi: impossibilità strutturale. Faggin dice che l'universo si trova nella stessa posizione.Cosa significa davvero che l'Uno vuole conoscersi? Saperlo porta con sè delle implicazioni precise sulla tua identità e sul tuo posto nel mondo.Dimmi nei commenti cosa ne pensi.#faggin #coscienza #filosofia00:00:00 Introduzione e domanda centrale00:01:07 L'occhio non può guardarsi senza specchio00:02:23 Il postulato: non atto di fede00:04:33 L'Uno: totalità, dinamico, olistico00:05:29 Il principio: il più non viene dal meno00:07:47 Tutto è cosciente perché tutto è conoscenza00:09:05 L'Uno si moltiplica in punti di vista interni00:11:04 Le seity come monadi di Leibniz00:11:41 Non-clonazione e identità irripetibile00:13:58 Conoscenza ed esistenza: due facce della stessa medaglia00:14:51 La ciliegia: conoscenza diretta vs. elaborazione simbolica00:16:31 Conoscere è amare, amare è conoscereAscolta "La mia vita spaziale": Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcastGuarda il video completo: https://youtu.be/QPKTVijAolwCommenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegramLascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stellineDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c'è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».
A Jiljilya, a nord di Ramallah, i coloni hanno trovato sbarrata la porta della moschea e hanno dato fuoco alla sala delle abluzioni. Era la notte del 17 giugno. Sul muro esterno, la firma: "vendetta", "notte delle moschee", "un saluto dai Giovani delle Colline". Stesso copione, intorno alle tre, a Mazra'a al-Nubani, con bottiglie molotov. Osama Abdullah, capo del consiglio del villaggio, all'Afp parla di soffitto e muri anneriti. L'esercito israeliano ha confermato incendio e scritte. Poi ha messo a verbale che "le forze hanno cercato i sospetti", i quali però "erano fuggiti prima del loro arrivo". Gli incendiari si firmano sul muro e per lo Stato restano introvabili. Il quadro lo ha fissato l'11 giugno Stéphane Dujarric, portavoce del segretario generale dell'Onu, per conto di OCHA: nel solo 2026 gli attacchi dei coloni con vittime o danni hanno superato quota mille, in oltre 230 comunità, sei al giorno, «più alta di qualsiasi anno mai registrato». Jiljilya in quel conto c'era già: il 16 maggio un attacco aveva sfollato 137 persone, 81 bambini, ventidue famiglie beduine. Lo stesso villaggio colpito due volte in un mese, prima la fuga poi il rogo. La Cisgiordania è territorio occupato, e la Corte internazionale di giustizia nel parere del luglio 2024 ha dichiarato illegale la presenza israeliana. Lì oltre cinquecentomila coloni vivono accanto a tre milioni di palestinesi, e gli arresti per le loro violenze restano rari, le condanne ancora meno. Intanto a Gaza il Ministero della Salute ha certificato il 17 giugno 1.005 uccisi dall'inizio della tregua di ottobre. Restano a Bengasi dal 24 maggio Domenico Centrone, 33 anni, di Molfetta, e Dina Alberizia, 67: il procuratore libico ha prorogato le indagini di altri trenta giorni. Oggi Amnesty e Global Sumud in presidio a Bari, in piazza Gaza. I sospetti, mette a verbale l'esercito, "erano fuggiti". Il rogo certificato, gli incendiari firmati e introvabili. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Nuova missione. Stesso analista. Meno tempo.Jack Ryan - Ghost War, regia di Andrew Bernstein, con John Krasinski, Siena Miller e Wendell Pierce, prodotto da Paramount Pictures, disponibile su Prime Video.
Nel 1982, nella piccola cittadina di Logrosán, in Spagna, iniziò una delle vicende paranormali più inquietanti mai documentate. Oggetti che levitavano, incendi spontanei, ombre misteriose e centinaia di testimonianze sconvolsero un'intera comunità composta da oltre 3.500 abitanti. Quello che iniziò nella casa della famiglia San Román si trasformò rapidamente in un caso nazionale, attirando giornalisti, parapsicologi e curiosi da tutta la Spagna. Ma cosa si nascondeva davvero dietro questi fenomeni? Si trattava di un autentico poltergeist? Di un fenomeno psichico legato al giovane Andrés? Oppure di uno dei più incredibili casi di suggestione collettiva mai registrati? In questa puntata de L'Inspiegabile Podcast analizziamo il celebre Caso Logrosán, uno dei misteri paranormali più controversi e affascinanti della storia moderna spagnola. Seguimi anche sui social
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In tempi di allarme inflazione e spettro recessione si torna a parlare parlare delle strategie commerciali - scorrette - che possono essere messe in atto dalle aziende alimentari per scaricare sui consumatori i rialzi dei costi di produzione. In particolare si parla di "skimpflation" (dal verbo to skimp, che significa risparmiare, lesinare), il fenomeno secondo cui a parità di prezzo si abbassa la qualità dei prodotti. Come? Cambiando gli ingredienti e mascherando magari l'operazione utilizzando il claim "nuova ricetta": un esempio su tutti il burro sostituito dalla margarina. Fenomeno diverso, ma con finalità simili, dalla "shrinkflation", nel quale si riducono invece le quantità di un prodotto a parità di prezzo della confezione. Ne abbiamo parlato con Alessandro Franceschini, ex presidente di Altromercato, autore di "Non è cibo. L'invasione degli ultraprocessati".Dopo anni di dominio incontrastato della cena, è la colazione il pasto sempre più protagonista del mondo food: come occasione di consumo e offerta, ma anche come nuova leva di racconto per l'ospitalità, la ristorazione, l'intrattenimento. Sui social la colazione è al centro di contenuti e contaminazioni molto interessanti: dal soft clubbing, dj set al mattino con caffè e croissant, al brinner, nato dalla crasi tra breakfast e dinner, indica l'offerta colazione serale nei ristoranti. Ne abbiamo parlato nel focus sui trend della settimana con Patrizia Martello, esperta di trend di consumo, docente di Naba.
La testa gira e il mondo non è più lo stesso, una creepypasta inventata da Amico Diverte. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Premio della Giuria a Cannes 2025, Resurrection di Bi Gan è metacinema puro: frammentato, volutamente incoerente, costruito su immagini che restano più delle parole. Un film difficile da spiegare ma impossibile da dimenticare. Episodio senza Spoiler, anche perchè farli sarebbe difficile.Seguici anche su Instagram: @effettovertigo_podcast
In questo nuovo episodio di Inside Value, Roberto Russo e Filippo Pasini partono da una frase tanto semplice quanto potente: “Wall Street festeggia, Main Street paga il conto”. Da qui prende forma un'analisi che va oltre i numeri e i movimenti superficiali dei mercati, per entrare nelle dinamiche più profonde che stanno ridefinendo l'economia globale. Perché oggi il mercato racconta due storie diverse. Da una parte ci sono gli indici sui massimi, la tecnologia in crescita, l'intelligenza artificiale che domina la narrativa.Dall'altra c'è l'economia reale: energia cara, costi in aumento, famiglie e imprese sotto pressione. Stesso tempo.Due realtà completamente diverse. La puntata si concentra proprio su questo scollamento, mostrando come la forza apparente dei mercati sia in realtà trainata da una parte molto ristretta. Non è tutto il mercato a salire.Sono pochi titoli a fare la differenza. E questo cambia completamente la lettura. Ampio spazio viene dedicato all'intelligenza artificiale, ma con una prospettiva diversa rispetto alla narrativa dominante. Non un fenomeno leggero e digitale, ma una vera rivoluzione industriale:data center giganteschiconsumo di energia realesemiconduttori avanzatiinvestimenti colossaliLe Big Tech stanno spingendo la spesa verso livelli mai visti.
Sunny, inserito al 25° posto delle 100 canzoni del secolo (scorso), è uno dei brani più rivisitati della storia. Se ne contano centinaia di cover. Al punto che, spesso, l'originale di Bobby Hebb (1938-2010) viene considerato un remake e, viceversa, la fortuna rivisitazione disco del 1976 dei tedeschi Boney M, il brano d'origine.
Edy presenta "Sono lo stesso" su Radio Delta 1 con Daniele Di ianni.
C'è stato un uomo, nella storia di New York, che è riuscito a incarnare la città meglio di chiunque altro.Si chiamava Fiorello Henry La Guardia, era figlio di un musicista pugliese e di una madre ebrea triestina, ed è stato il sindaco più amato che New York abbia mai avuto.In questo episodio ripercorriamo la sua vita straordinaria: dall'infanzia in Arizona alle notti a studiare legge mentre lavorava come interprete ad Ellis Island, dalla scalata politica agli undici anni al comando della città, fino all'eredità che ancora oggi porta il suo nome. Una storia italiana, americana, e profondamente newyorkese.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8505GLI EQUIVOCI PIU' INGANNEVOLI SULLA RELIGIONEdi Don Stefano Bimbi Poniamoci una domanda importante per la nostra vita: cos'è la religione? Non dal punto di vista etimologico, teologico o sociologico. Ci chiediamo semplicemente: cosa vuol dire essere religiosi? Non lo si può certo chiedere a un ateo, uno dei tanti "padri spirituali" che sui media ci subissano di consigli e "verità" parziali. Sarebbe come chiedere a un cieco come sono i colori o a un sordo com'è la musica. Ma purtroppo, a volte, anche tra i cristiani, perfino tra quelli praticanti, ci possono essere delle visioni riduttive della religione. Considerando sotto un solo aspetto la religione vera, cioè il cristianesimo, questo diventa una caricatura di se stesso. Facciamo tre esempi.1) LA RELIGIONE RIDOTTA AI SOLI ATTI DI CULTOIl primo esempio è la religione ridotta a semplici atti di culto: aver detto le preghiere, fatto il segno di croce e la genuflessione, recitato il Rosario, ecc. La religione ridotta agli atti di culto, che evidentemente ci devono pur essere, ma non sono l'unica cosa. Non basta andare a Messa per essere poi a posto con Dio per tutta la settimana. Quando vado a portare la comunione alle persone inferme per prima cosa le confesso (cosa che non possono fare i ministri straordinari della comunione). Ebbene durante la confessione mi capita spesso di sentir dire: "non sono più una buona cristiana". Allora chiedo: "perché signora non si sente di essere una buona cristiana?". "Perché non vengo più alla Messa!" è l'immancabile risposta. Allora provo a dire che lei non può venire alla Messa essendo bloccata a letto. Cerco di spiegare che nel suo caso il precetto non obbliga, che offrire le preghiere nella sua situazione e soprattutto le sofferenze sono altrettanto, se non ancora di più, gradite al Signore rispetto a quando riusciva a venire a Messa. Niente, non riesco mai a convincerle. Evidentemente sentirsi manchevole non potendo fare gli atti di culto a cui era abituata vuol dire aver ridotto la religione al solo compimento di quegli atti.Stesso errore lo compie chi, ad esempio, dice: "Non mi aspettavo che quella signora ricorresse alla fecondazione artificiale: eppure viene sempre a Messa, la vedo dire il Rosario, indossa perfino il crocifisso al collo". Anche in questo caso si considera la persona come religiosa per aver semplicemente praticato gli atti esterni di culto. Quando una condotta di vita contraddice gravemente l'insegnamento morale della Chiesa non ci si deve stupire che quella stessa persona ci sembrasse religiosa, ma che avevamo giudicato quella persona come religiosa per il solo compimento degli atti esterni di culto. Ridurre la religione solo a questo ci fa dimenticare che la religione è molto di più. Perché se consistesse solo in atti di culto, una volta che ci si annoia di tali pratiche, non si vede il motivo per continuare a farle ed anzi si cercherà di fuggire da tutto ciò. Accade ad esempio che in vacanza ci si "dimentichi" di andare a Messa. Oppure che un giovane che ha appena ha fatto la cresima non si veda più in parrocchia. Come dargli torto se è passato il concetto che la religione è solo un atto di culto?2) LA RELIGIONE RIDOTTA A OBBLIGHI E DIVIETICome è chiaro nel punto precedente che gli atti di culto esterni ci debbano essere, altrettanto chiaro è che rispettare i Comandamenti è doveroso, ma di nuovo ridurre la religione solo a questo, fa sì che si pensi che la religione sia solo fare o non fare determinate cose. Questo errore si vede ad esempio in chi chiede al sacerdote se una certa cosa è peccato mortale o veniale. La questione è interessante ed è importante saper distinguere, almeno per sapere se si può fare la comunione oppure no. Del resto il Concilio di Trento invita i parroci a far presente ai fedeli che accostarsi all'eucaristia rimette i peccati veniali. Ma a volte si ha l'impressione che le persone siano interessate alla distinzione per poter poi dire: "Vabbè, se è solo peccato veniale lo posso fare, tanto non vado all'inferno per quello". A parte il fatto che reiterare i peccati veniali predispone al peccato mortale, è proprio il concetto di fondo che è sbagliato. Non si può ridurre la vita cristiana al non compiere i peccati mortali. Questo è il primo gradino di un cammino spirituale, ma non ci si può fermare lì. Non basta dire "Non faccio niente di male", ma occorre chiedersi se si è fatto tutto il bene possibile.L'idea che la religione sia limitata a quello che è obbligatorio e poi per il resto si è a posto è molto limitativa. È considerare la religione come pagare le tasse, ci si attiene al minimo obbligatorio e lo si fa pure malvolentieri. Nessun commercialista si sente dire da un cliente di lasciare allo Stato cento euro in più di quello che deve per legge. Non si pagano le tasse per amore dello Stato, ma perché si è costretti.Un altro esempio di religione ridotta a obblighi e divieti è la domanda che fanno spesso i giovani cristiani fin dove possano spingersi in campo sessuale durante il fidanzamento. La risposta che mi sembra migliore è che possono fare ciò che farebbero davanti ai loro genitori. Ovviamente questa non è la risposta che volevano. Allora si allontanano dalla confessione, limitandola ad appena prima di accostarsi alla comunione. Così pensano di aver adempiuto agli obblighi: "Faccio i peccati che voglio, ma tanto poi mi confesso". Un po' come pagare la multa per eccesso di velocità e poter così continuare a guidare l'auto.Insomma anche ridurre la religione a divieti ed obblighi porta la conseguenza che appena posso evado da essi, come sogniamo di fare con le tasse.3) LA RELIGIONE RIDOTTA A FARE DEL BENEUn'ultima visione riduttiva della religione, molto diffusa, è che questa sia soltanto fare del bene. L'importante è voler bene agli altri, rispettare tutti, non far male a nessuno. Chi pensa questo quando passo per la benedizione delle case si giustifica dicendo: "Non mi vede alla Messa, però faccio tanto del bene, ad esempio ho accudito mia mamma fino alla morte". Ovviamente rispondo che ha fatto bene, del resto è bello prendersi cura della mamma. Lei ci cambiava il pannolino da piccoli, adesso si invertono i ruoli. Ma pensare di essere a posto con Dio perché si è fatto del bene è aver ridotto la religione solo a questo.Un altro esempio è quello delle signore che frequentano la chiesa, ma il cui marito pur dicendosi cristiano, non è praticante. Un po' come se uno dicesse di essere un paracadutista, ma senza essere praticante, cioè senza mai buttarsi da un aereo. Un non-senso. Le signore in questione dicono che è vero che il marito non viene alla Messa, però è un brav'uomo, generoso e buono. Anche in questo caso si riduce la religione al compiere degli atti buoni. Fatti questi si è a posto. E pazienza, si fa per dire, se uno non viene mai a Messa violando così il precetto domenicale, non si confessa mai nonostante la Chiesa dica di confessarsi almeno una volta l'anno, è rimasto alle conoscenze del catechismo imparato da piccolo senza approfondire i temi legati alla Fede, non si sforza di abbandonare i vizi nei quali è immerso, ecc. Ma se l'unica cosa che conta è "fare del bene", allora faccio sempre del bene, almeno secondo me, e penserò sempre di essere a posto. Però così ho ridotto la religione ai miei parametri, non mi sono elevato a Dio.CONCLUSIONE: COS'È LA RELIGIONE?Purtroppo le tre riduzioni che abbiamo considerato portano a pensare di essere religiosi, anche se non lo si è. Cos'è allora la religione? Lo ha spiegato Gesù nel Vangelo indicando a modello - rispetto ai ricchi che davano del superfluo come offerta al tempio - la vedova che non dà del superfluo, ma del necessario (Mc 12,41-44). Aveva due spiccioli e li dà tutti e due. Poteva darne uno solo e tenersi l'altro. Invece la vedova, che già era nella miseria, dona tutto quello che aveva per vivere. Cos'è dunque la religione? È quell'atto di donazione totale della vedova e dunque è una questione di amore. E chi è che può dare tutto a Dio? Può dare tutto a Dio solo chi si è sentito amare da Lui così tanto da riconoscere che il nostro è solo un restituirgli quello che ci ha dato. Se Dio ci ama così tanto da mandare suo Figlio in croce, evidentemente anche noi lo dobbiamo riamare.Quindi in conclusione non ci si può ricordare di Dio solo quando le cose vanno male e quando invece va tutto bene ce ne dimentichiamo. Oppure, al contrario, lo lodiamo quando tutto va bene, ma poi quando qualcosa va male imputiamo a Lui di averci abbandonato o punito e allora ci allontaniamo dalla religione. Non è giusto fare così. Non si può tener conto di Dio quando siamo piccoli e andiamo al catechismo per poi abbandonarlo quando iniziamo a vivere la nostra vita nel mondo. Oppure ce ne ricordiamo quando ormai siamo anziani e avendo poche cose da fare si può andare alla Messa, magari tutti i giorni. Non si può dare a Dio gli spiccioli, il superfluo. A Dio bisogna dare tutta la nostra vita: le gioie e i dolori, la malattia e la salute, le cose belle e quelle brutte. Tutto dobbiamo riferire a Dio, ringraziarlo per ogni cosa: perché c'è il sole e perché c'è la pioggia, perché ho da mangiare e perché oggi invece non ho da mangiare, per quando sto bene e per quando invece sono a letto infermo. La vita, ma anche la morte, tutto deve rendere gloria a Dio.La scoperta dell'amore di Dio cambia radicalmente la vita. Non si tratta di compiere pratiche esterne, di rispettare regole o di fare beneficenza: si tratta di amare Dio con tutto il cuore, tutta l'anima, tutta la mente e tutta la forza.
Stesso mercato ma approccio radicalmente diverso alla rivoluzione Ai Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 875 - Inter e Juventus con lo stesso obiettivo per l'estate: sarà rivoluzione tra i pali
Ho clonato me stesso 5 volte. E ora lavorano al posto mio
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.Diciamolo subito: Grotesquerie, distribuita con le sue 10 puntate a fine 2024 (su Disney+) e passata in sordina nonostante la firma di Ryan Murphy, ci è piaciuto da morire. Così tanto da decidere di parlarne con due uscite quasi contemporanea: con questo podcast e con un articolo che troverete già domani sul sito. Una serie horror-apocalittica-investigativa che è uno straordinario e folle sprofondo onirico, tra Seven e Hannibal. Una detective story anomala, che rifiuta spiegazioni rassicuranti e progressioni lineari. E chiede allo spettatore di abitare l'incertezza, di accettare che non tutto venga chiarito, e che l'orrore possa avere una dimensione tanto metafisica quanto reale. “2 voci, 1 serie”: dialoghi sulle cose che ci piacciono, o ci interessano, nel podcast di Mondoserie.Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
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Silvia Boccardi e Francesco Rocchetti parlano con Laura Silvia Battaglia, reporter esperta di Yemen, della guerra che da più di dieci anni affligge il Paese e delle conseguenze per geopolitica e giornalisti. Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: https://shor.by/zQ5D Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
(00:00) Intro (03:12) Scoppia un nuovo caso che coinvolge il Garante della Privacy (07:22) Il confronto tra Stefani e Manildo per le elezioni in Veneto (18:21) Le 5 storie mitologiche della settimana Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: https://shor.by/zQ5D
In questo episodio di Educare con calma esploro la differenza tra chiedere scusa e riparare, due gesti che sembrano simili ma che in realtà hanno significati e impatti diversi nelle nostre relazioni.Chiedere scusa è un primo passo, mentre riparare è un percorso: è ciò che davvero trasforma gli errori in occasioni di crescita. Riparare non significa premere un «tasto reset» che cancella tutto, ma riconoscere con sincerità ciò che è accaduto, senza giustificazioni, e offrire all'altrǝ scuse autentiche insieme all'impegno concreto di agire diversamente in futuro, in modo più allineato alla persona e al genitore che desideriamo essere.Condivido poi un estratto da una delle lezioni del Percorso per Educare a Lungo Termine, dove parlo dei tre passi fondamentali della riparazione e offro alcuni copioni per allenare a modellare il linguaggio della riparazione.E infine porto alcune riflessioni di Elisa Pella, con cui vediamo perché riparare mette il focus sulla relazione (anziché su di noi) e due esempi concreti su come riparare possa davvero cambiare la percezione di sé in nostrǝ figliǝ.:: Nell'episodio menzionoQuesto carosello di Elisa PellaTrovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Torna McCarthy a guidare i Vikings e il giovane quarterback trova una seconda, insospettata, vittoria divisionale esterna a Detroit 27-24. Stesso punteggio ottenuto a Chicago ma impressione ben migliore. Minnesota ritrova grandissima parte dei suoi infortunati e la squadra è tutt'altra cosa rispetto alle versioni delle ultime settimane. Ecco allora che Francesco e Alessandro hanno modo di discutere oltre che del successo dei Lions, anche delle caratteristiche della franchigia e dei suoi uomini simbolo. E, no, non è arrivato nessuno prima della trade deadline.
Dopo il pareggio di venerdì contro il Pisa, il Milan porta a casa un altro punto contro l'Atalanta. Stesso risultato ma senzazioni molto diverse, anche per colpa di una panchina cortissima.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Non sempre, anzi quasi sempre, una buona prestazione al Bernabeu non basta. Bisogna buttarla dentro perché, se non lo fai tu, qualcuno di loro si accende e lo fa. È successo con Vinicius e Bellingham che hanno firmato l'1-0 di Real Madrid-Juventus. Stesso discorso ma con un gol e tanti fenomeni in meno per l'Atalanta che ha sprecato tante occasioni e si accontenta di uno 0-0 con lo Slavia Praga. Il commento è di Maurizio Crosetti de La Repubblica. Inizia l'NBA e ovviamente voliamo da Simone Sandri che ha assistito alla consueta consegna degli anelli ai campioni della scorsa stagione, gli Oklahoma City Thunder.Nel weekend del gran premio del Messico ci sarà una novità: Antonio Fuoco, vecchia conoscenza di Endurance Race, si prepara a prendere il posto di Hamilton sulla sua Ferrari nelle FP1. Ne parliamo con Roberto Lacorte di Cetilar Racing e Gionata Ferroni.
Per Oscar Wilde l'autenticità è arte: essere se stessi significa vivere con coraggio, trasformando la propria vita in un capolavoro unico. Ecco il significato della frase.
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Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X La “shrinkflation” è una pratica commerciale utilizzata dalle aziende, in cui un prodotto viene diminuito nelle sue quantità, ad esempio riducendo la confezione, ma il prezzo resta uguale. Si tratta di un aumento di prezzo ben congeniato, in modo che il consumatore ne abbia una minore percezione. È un fenomeno che si lega all'aumento generale dei prezzi di beni e servizi, infatti il suo nome è legato al termine inflazione. Ma è legale in Italia? E come possiamo riconoscerla? In questo video analizzeremo come funziona la “sgrammatura”, vedremo alcuni esempi di shrinkflation e capiremo come difenderci dal fenomeno di riduzione delle porzioni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Ciao Italiani Veri!Ci siete tutti? Partiamo insieme per le vacanze?Vi portiamo al mare, in montagna o in entrambi i posti