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A Teheran ieri la pioggia era nera, densa e oleosa, dopo i bombardamenti israeliani sui depositi di petrolio. Intanto la propaganda bellica diventa sempre pop sui social, fra video di bombardamenti con la Macarena in sottofondo e montaggi hollywoodiani su TikTok. Poi torniamo sulla vicenda della “famiglia nel bosco” in Abruzzo, che si complica con una nuova decisione del tribunale, e su un'altra storia di boschi, quello di Bressanone abbattuto all'alba nonostante le proteste. Infine vi segnalo l'ultima puntata di Soluscions, dedicata ai santuari per animali salvati dallo sfruttamento.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:53 - In Iran piove petrolio00:14:40 - Il caso della famiglia nel bosco, le novità00:18:27 - Boschi sotto attacco?00:21:29 - L'esperienza dei santuari per animaliFonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/a-teheran-piove-petrolio/Abbonati a Italia che Cambia: https://www.italiachecambia.org/abbonati/ Vuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: "Io non ho marito". Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo». Parola del Signore.
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore - gli dice la donna •, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: "Io non ho marito". Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Il conflitto mediorientale sta rapidamente assumendo una dimensione regionale. A sei giorni dall'inizio, la guerra e i suoi effetti si sono già estesi dall'Iran a tutta la regione del Golfo e al Medio Oriente nel suo complesso, fino a toccare, con tangibili conseguenze, il mondo intero: quali sono le ripercussioni e le prospettive geopolitiche per la popolazione iraniana e per i Paesi coinvolti? È bastato un fine settimana -lo scorso- per far ripiombare il Medio Oriente e la regione del Golfo in un conflitto potenzialmente più devastante e dalla portata più ampia di quelli vissuti finora. Ma sarebbe riduttivo considerare l'attuale crisi scatenata dall'intervento unilaterale di Stati Uniti e Israele contro l'Iran -Paese le cui forze di sicurezza avevano appena represso una sollevazione popolare provocando decine di migliaia di vittime– come l'ennesima guerra “regionale”. L'attacco, sferrato fra venerdì e sabato scorsi, ha ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei e decapitato buona parte dei vertici della Repubblica islamica, provocando l'immediata reazione di Teheran e un'estensione del confronto ben oltre i confini iraniani. Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Oman, Arabia Saudita e Kuwait: nessuno finora è stato risparmiato da un coinvolgimento che si è tradotto anche nella peggiore interruzione delle comunicazioni internazionali aeree della storia. Sui molti interrogativi che si sono aperti dopo l'inizio delle ostilità, vi sono poche, pochissime, risposte e certezze, soprattutto su quanto sia diventato più debole il regime e se un cambio di potere in Iran sarà possibile. Intanto sappiamo che con la ritorsione della Repubblica islamica in tutta la regione e il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz la situazione si è ulteriormente complicata e aggravata. Tutti sono si sono ritrovati dentro un conflitto dagli esiti sempre più inquietanti, soprattutto per le popolazioni toccate, i diretti interessati, le monarchie del Golfo, l'Asia e l'Europa. E mentre la guerra infiamma il Medio Oriente, l'incertezza si diffonde nei mercati, a partire da quelli energetici. Quali sono i veri obiettivi di Tel Aviv e soprattutto di Washington in questa operazione? Il regime teocratico iraniano è giunto al capolinea oppure l'intervento del nemico straniero lo ricompatterà? Quanto è elevato il rischio che gli attuali bombardamenti su Teheran potrebbero rafforzare il regime? Come sta vivendo la diaspora iraniana questo momento? Chi si oppone a questi “aiuti esterni” all'Iran quali soluzioni propone per trovare una via d'uscita in grado di portare libertà e stabilità? Qual è la reale situazione delle donne iraniane? Ne parliamo con vari ospiti nella puntata odierna di Millevoci.
Priorità: il governo ha bocciato la proposta di congedo parentale paritario delle opposizioni e ha presentato una nuova legge elettorale su misura.La proposta di legge, a prima firma Schlein, avrebbe portato il congedo di entrambi i genitori a 5 mesi retribuiti al 100%, finanziandolo con il taglio dei sussidi ambientalmente dannosi — che in Italia valgono circa 123 miliardi di euro all'anno. Il governo ha risposto che non ci sono le coperture: la stessa scusa usata per il salario minimo, mentre i soldi per i centri in Albania, il ponte sullo Stretto e l'aumento delle spese militari saltano fuori senza problemi.Oggi in Italia il congedo obbligatorio per le madri è di 5 mesi pagato all'80%, quello per i padri è di 10 giorni — fino al 2018 erano due. La sproporzione è la radice strutturale della disparità salariale tra uomini e donne: i dati mostrano che le retribuzioni femminili subiscono una flessione in corrispondenza della maternità che non viene mai recuperata lungo l'intera carriera lavorativa. Equiparare i congedi significherebbe anche eliminare l'alibi con cui molte imprese preferiscono assumere uomini.Schlein ha fatto notare che questa bocciatura arriva "dal primo governo che ha un presidente del Consiglio donna." Il tema si allarga alla questione della riduzione dell'orario lavorativo — la proposta Conte delle 6 ore giornaliere, tutt'altro che populista alla luce degli studi sulla produttività — e alla contraddizione di fondo di un sistema che chiede alla gente di fare figli e poi tratta la genitorialità come un problema.Intanto, di fronte a sondaggi sempre meno incoraggianti — in particolare sul referendum sulla giustizia, dove il fronte del No è in netta rimonta — il governo corre ai ripari con una nuova legge elettorale.Lo "Stabilicum," che suona più come un farmaco per la regolarità intestinale che come una riforma istituzionale, è un proporzionale con soglia di sbarramento al 3% e un premio di maggioranza flessibile: chi supera il 40% dei voti ottiene fino al 55% dei seggi. Non ci sono le preferenze — una vecchia battaglia di Meloni, silenziosamente abbandonata — e sulla scheda dovrà comparire il nome del candidato presidente del Consiglio, una mossa pensata per mettere in difficoltà un centrosinistra che dovrebbe scegliere in fretta il proprio candidato. Una simulazione YouTrend parla chiaro: con il sistema attuale, centrodestra e centrosinistra arriverebbero sostanzialmente in parità; con la nuova legge, la destra avrebbe il 57% dei seggi in Parlamento. Il tempismo è rivelatore. La proposta arriva mentre il fronte del Sì al referendum perde terreno di giorno in giorno, e la comunicazione del governo è diventata più nervosa e flamboyant. Più fanno campagna per il Sì, più la gente si mobilita per il No: una posizione di lose-lose da cui sembra difficile uscire. Sostieni the Submarine, abbonati alla newsletter
5/3 Asia in rally, Kospi +11% grazie a SK Hynix e Samsung, Nikkei +2%. Mercato cinese sale con il Piano a 5 anni di Bejing, il target di crescita del 2026 al 4,5-5% è il più basso dal 1991. Tutto quello che dovete sapere sul piano di auto-sufficienza tecnologica e AI. Intanto la Cina vieta l'export di benzina e Diesel. WTI e Brent tornano a salire di oltre il 4%. Treasury stabile, dollaro in rialzo, oro, argento, Bitcoin poco mossi dopo il rally. Bessent: abbiamo forniture necessarie e preannuncia dazi al 15% da questa settimana. Il Senato non riesce a limitare i poteri di guerra di Trump in Iran. Petrolio e inflazione: tutti gli scenari possibili. Focus su TTF dopo che Putin ha detto che potrebbe sospendere le forniture di gas all'Europa. Wall street, futures in verde. Broadcom vola dopo i conti. Alla vigilia rally di software, semiconduttori e produttori memory chip. In Europa, futures in rosso. Oggi consiglio informale ministri difesa. Consiglio Eu si va verso revisione ETS e possibile disaccoppiamento gas / elettricità. Focus su Mps, Mediobanca, Campari, Nexi e Snam con conti e piano strategico. Delfin, quotazione possibile. Fineco il piano industriale al 2029: l'intervista esclusiva al Ceo Alessandro Foti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
[ Vota Atariteca tramite la app di Spotify ] Riusciranno i nostri eroi a infilare l'intera lore di Street Fighter in appena 50 minuti? Forse sì. Intanto era solo martedì#capcom #arcade #streetfighter #streetfighter2IL SITO DI MIKE ARCADEIL CANALE INSTAGRAM DI MIKE ARCADESe desiderate supportarmi: https://ko-fi.com/ataritecapodcastIl gruppo Telegram del Vintage People NetworkIl canale YouTube dei Vintage People La sigla di Atariteca è stata gentilmente offerta dai SYRIANPer tutto il resto c'è il sito di ATARITECA### CONTRIBUISCI ALL'ATARITECA ###### ISCRIVITI ###Omone su InstagramOmone su MastodonSpreakeriTunesYoutube MusicSpotifyFeed
Mentre il Presidente americano Trump fa sapere, con sfida, che "non si annoia" a fare la guerra, anche se questa dovesse durare più rispetto alle quattro settimane previste, l'omologo francese Macron aumenta l'arsenale nucleare, annunciando che la quantità di testate verrà coperta da segreto di Stato. Intanto l'Idf avanza nel sud del Libano, via terra.Con noi oggi Luigi Narbone (Docente del Master in Mediterranean and Cooperation and Security e del Master in International Public Affairs della Luiss School of Government, già Ambasciatore UE presso i Paesi del Golfo), Alessandro Marrrone (responsabile del Programma "Difesa, sicurezza e spazio" dello IAI), Lorenzo Bianco (responsabile programmi AVSI in Libano) e l'inviato speciale de Il Sole 24 Ore, Roberto Bongiorni.
Anche la guerra in Iran ha al centro le energie fossili: mentre proseguono i bombardamenti di Israele e Stati Uniti sull'Iran, la risposta militare punta ai centri di produzione fossili del Golfo, tra Qatar e Arabia Saudita - alleati degli Usa. Intanto la Francia - in un discorso di Macron direttamente dalla Guerra Fredda - comunica di voler aumentare le testate nucleari.In Kansas, negli Stati Uniti, una nuova legge varata dalla maggioranza repubblicana toglie la patente alle persone transgender, e anche il diritto di andare in bagni non corrispondenti al sesso di nascita.Secondo una ricerca, la Politica agricola comune europea fornirebbe fino a 540 volte più fondi a carne e latticini rispetto ai legumi, verso cui la nostra dieta dovrebbe essere orientata per motivi sanitari e ambientali.A cura di Giovanni MoriMontaggio: Giorgio Baù Supervisione editoriale: Camilla Soldati Produzione: Giacomo De Poli e Marco Rip Musiche: Luca Tommasoni Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8467VESCOVO ARGENTINO DICHIARA NULLO IL MATRIMONIO DI UNA COPPIA TRANS di Federica Di Vito Il 28 gennaio padre Fernando Luis Gómez ha officiato il matrimonio di una coppia composta da Solange Ayala, nato uomo e ora identificatosi come "donna" e Isaías Díaz Núñez, nata donna e identificatasi come "uomo", presso la chiesa di Nostra Signora di Pompeya a Corrientes, in Argentina. Intanto l'arcivescovo José Adolfo Larregain ha dichiarato all'agenzia Crux che emetterà un decreto formale di nullità. Ayala, attivista Lgbt, ha raccontato alla radio locale Radio Sudamericana che la coppia ha seguito le procedure «proprio come tutti gli altri».A detta sua il frate che ha celebrato il matrimonio si sarebbe prima consultato con l'arcivescovo e successivamente avrebbe acconsentito alla cerimonia, perché, parlando in termini biologici «non c'erano obiezioni» - qualcuno deve essersi scordato il «maschio e femmina li creò», non proprio un dettaglio. I due infatti avevano legalmente modificato i propri dati personali sui documenti in conformità con la legge. Tra le altre cose, Ayala ci ha tenuto a specificare di non essere «ultra-cattolico o super devoto alla Chiesa», ma di voler «dare visibilità» a quanti dei suoi amici trans sono cattolici e desiderano sposarsi.NESSUNA DOCUMENTAZIONE ECCLESIASTICADopo che la notizia è stata resa pubblica, sia l'arcidiocesi di Corrientes sia la parrocchia hanno emesso comunicati ufficiali dichiarando che «in nessun momento è stata ricevuta la documentazione ecclesiastica corrispondente alle formalità richieste per la gestione di questi casi». In una dichiarazione ha poi ribadito che il matrimonio cristiano richiede condizioni essenziali per la validità e la liceità secondo il Diritto canonico. Il comunicato sottolinea che l'omissione di queste condizioni non solo distorce il profondo significato del sacramento, ma può anche creare confusione nella comunità dei fedeli. L'arcivescovo di Corrientes ha agito in conformità con le disposizioni del diritto canonico, emettendo «le appropriate ammonizioni e le eventuali misure disciplinari canoniche che potrebbero essere necessarie».L'arcidiocesi ha riaffermato il suo impegno per una Chiesa che accoglie, accompagna e cammina accanto alle persone, sempre in fedeltà al Vangelo, alla dottrina della Chiesa e all'ordine giuridico che garantisce la corretta celebrazione dei sacramenti. Ogni sacerdote ragionevolmente formato sa che secondo il diritto canonico questo matrimonio non doveva essere celebrato (Can. 1095, 3°, per la precisione). Il matrimonio cristiano è infatti possibile tra un uomo e una donna disposti - e non per questo capaci, al nostro "sì" risponde infatti la Grazia di Dio da accogliere abbondantemente ogni giorno - a camminare verso la santità. Due persone transgender abbracciano un'ideologia che è contraria alla Dottrina cattolica, questa è la verità. Dirlo alla coppia avrebbe significato davvero accoglierli e accompagnarli come si propone di fare la Chiesa. LA SANTITÀ DEI SACRAMENTIPadre Gómez da parte sua ha affermato che verranno rafforzate le procedure di intervista, preparazione e verifica per salvaguardare la santità dei sacramenti e prevenire confusione nella comunità. L'arcivescovo intanto ha spiegato a Crux che, in casi come questo, un matrimonio è considerato nullo ipso facto - cioè nullo di per sé - perché non soddisfa i requisiti di "materia e forma" necessari per un sacramento valido, sebbene venga emesso un decreto formale per attestarlo. «È importante prendere in considerazione la dichiarazione di Papa Francesco Fiducia Supplicans riguardo alle benedizioni e alla necessità di evitare confusione con il rito del matrimonio», ha spiegato l'arcivescovo. Anche se, di confusione, pare se ne sia generata già abbastanza.L'avvocato Ricardo Lugo, esperto di diritto canonico intervistato da Crux, ha dichiarato che la richiesta del matrimonio è stata accettata dalla parrocchia perché formalmente i due «hanno generi distinti» spiegando che dal suo punto di vista «i requisiti civili ed ecclesiastici che regolano entrambe le istituzioni sono soddisfatti». Lugo ha anche raccontato che la maggior parte della comunità cattolica locale non si era opposto alla cerimonia, ma «un gruppo minore ha presentato una denuncia all'arcivescovo, ed è stata avviata una procedura canonica». A Crux ha detto la sua anche Sergio Petroni, un attivista cattolico Lgbt di Buenos Aires ed ex seminarista: «Capisco che la Chiesa si muove molto più lentamente della cultura e della società - fa dei passi indietro per non commettere errori». Ha poi spiegato: «So che se il Papa dicesse che le persone Lgbt possono ricevere tutti i sacramenti, seguirebbero grandi divisioni». Petroni ha affermato che se più sacerdoti osassero celebrare i matrimoni Lgbt, il cambiamento potrebbe arrivare prima, anche se «non dipende solo dai sacerdoti, perché le loro comunità possono opporsi alle loro azioni. Ciò di cui abbiamo davvero bisogno è una trasformazione culturale». A noi sembra piuttosto che con queste trasformazioni culturali ci si stia facendo prendere un po' troppo la mano, ahinoi, anche in casa cattolica.
Sabato mattina Usa e Israele hanno attaccato l'Iran in un'operazione che, in poche ore, ha portato alla morte della Guida suprema Ali Khamenei. Ma cosa sta succedendo davvero: è un'azione “contro il nucleare” o un tentativo di cambio di regime? Intanto l'Iran risponde colpendo Israele e basi USA nel Golfo, emergono notizie drammatiche sui civili e dentro il Paese la popolazione è divisa fra festa, paura e rabbia. E poi ci spostiamo in Amazzonia, dove mille attivisti indigeni hanno bloccato Cargill e costretto il governo brasiliano a fare marcia indietro sull'“autostrada della soia” sul Tapajós.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:53 - L'attacco di Usa e Israele all'Iran00:17:52 - Vittoria per gli indigeni dell'Amazzonia brasilianaFonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/attacco-usa-israele-iran/Abbonati a Italia che Cambia: https://www.italiachecambia.org/abbonati/ Vuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
La parola è tregua. I bollettini parlano di pause, di negoziati che tengono, di mediazioni che avanzano. Poi arrivano le notizie della notte: almeno cinque morti tra Gaza City e Khan Younis, colpiti in aree che dovrebbero essere dentro una fase di de-escalation. Le fonti locali parlano di attacchi aerei, di esplosioni improvvise, di famiglie sorprese mentre provano a rientrare in case già ferite. La tregua resta nei comunicati. Sul terreno restano i corpi. Intanto a Ginevra si combatte un'altra battaglia. La Francia, che a inizio mese aveva chiesto le dimissioni della relatrice ONU Francesca Albanese sulla base di dichiarazioni ritenute “oltraggiose”, frena. La rappresentante permanente Célie Jürgensen evita di formalizzare la richiesta al Consiglio per i diritti umani e parla di affermazioni “problematiche”. È un passo laterale, non una rettifica. Albanese rivendica il senso delle sue parole e denuncia una campagna costruita su distorsioni e accuse infondate. Attorno a lei restano le pressioni di altri governi europei. Anche qui la parola chiave è tregua: diplomatica, lessicale, apparente. Sul fondo c'è l'altra notizia che pesa più delle formule. Secondo l'UNICEF, a Gaza 39.384 bambini hanno perso uno o entrambi i genitori. Oltre 3.000 hanno perso entrambi. Le cifre ufficiali, ha precisato il portavoce regionale Salim Oweis, potrebbero persino sottostimare la portata reale della tragedia. Dietro i numeri ci sono tende improvvisate, scuole distrutte per il 94 per cento secondo l'UNRWA, richieste di evacuazione medica respinte, traumi che restano fuori dalle statistiche. La tregua esiste nei tavoli negoziali e nelle frasi calibrate delle capitali. A Gaza esiste un'altra contabilità. Ogni giorno aggiunge nomi. Ogni giorno chiede verità che qualcuno prova a trasformare in polemica. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Dopo la grande paura dei tre gol del Jagiellonia, la Fiorentina tira un sospiro di sollievo e attende il Rakow agli ottavi di Conference League. Dai sorteggi di Nyon, da segnalare soprattutto il derby italiano Roma-Bologna in Europa League e Atalanta-Bayern Monaco in Champions. Ecco le uniche speranze italiane in Europa, mentre Inter e Juventus restano a leccarsi le ferite e pensano una allo scudetto, l'altra ai rinnovi (Spalletti in primis) per mettere le basi della prossima stagione. Di tutto questo parliamo con i convocati Nando Orsi (talent Sky Sport), Max Nerozzi (Corriere) e Benedetto Ferrara (La Nazione). Intanto, il Motomondiale riparte con il primo GP in Thailandia e una Ducati che ancora promette battaglia alle altre scuderie. Ne parliamo con l'eterno Carlo Pernat.
Cuba, scontro tra guardia costiera e una barca statunitense. Oggi a Ginevra ripartono i colloqui della delegazione USA con Ucraina e Iran. Con noi Marco Di Liddo, direttore del Centro Studi Internazionali.Sanremo 2026, il bilancio della seconda serata e un occhio alla terza con la nostra inviata Marta Cagnola.Intelligenza Artificiale: accordo Meta-AMD da 100 miliardi per l'acquisto di chip per generare immagini e video, mentre a Sanremo fa discutere la gag con le paperelle IA. Intanto dal Pentagono pressioni su Anthropic per utilizzare i suoi sistemi per azioni militari e di sorveglianza senza limitazioni. Sentiamo il nostro Enrico Pagliarini.
Le ruspe arrivano quando il rumore delle bombe smette di occupare i titoli. A Beit Liqya, a sud-ovest di Ramallah, i bulldozer israeliani entrano tra serre e abitazioni palestinesi e iniziano a demolire case e strutture agricole. Un'operazione registrata come intervento ordinario. La guerra, qui, assume la forma della gestione quotidiana del territorio. Mentre Gaza continua a vivere tra macerie e sfollamenti permanenti, la Cisgiordania cambia lentamente volto. Le demolizioni restringono spazio abitabile, interrompono economie familiari, trasformano villaggi in territori provvisori. Ogni muro abbattuto produce uno spostamento forzato che raramente diventa notizia internazionale. La violenza perde spettacolarità e diventa procedura. Nelle stesse ore emerge un dato che pesa più di molte dichiarazioni diplomatiche. Il Committee to Protect Journalists certifica che il 2025 è stato l'anno più letale mai registrato per l'informazione: 129 operatori dei media uccisi nel mondo, ottantasei collegati alla guerra di Gaza. Due terzi delle morti risultano attribuite alle operazioni israeliane. Raccontare questo conflitto resta una delle attività più pericolose esistenti, e ogni voce che scompare riduce ciò che il mondo riesce a vedere. La pressione sul racconto continua anche lontano dal fronte. Il ministero della Difesa israeliano dispone la chiusura di cinque piattaforme mediatiche palestinesi attive a Gerusalemme Est. Meno immagini circolano, meno testimonianze sopravvivono, più semplice diventa trasformare la guerra in narrazione controllata. Intanto, negli Stati Uniti, Donald Trump dichiara pubblicamente conclusa la guerra e sostiene che tutti gli ostaggi sarebbero tornati a casa. La giornata si richiude dove era iniziata: tra polvere e ruspe. Gaza resta sospesa dentro questa distanza crescente tra parole ufficiali e realtà che continua a consumarsi davanti agli occhi di chi riesce ancora a raccontarla. Poi Londra. Ai BAFTA 2026 la BBC trasmette l'evento in differita e taglia dal discorso del regista Akinola Davies Jr la frase “Free Palestine”. Nella stessa serata va in onda un insulto razziale urlato in platea. L'emittente si scusa il giorno dopo. I corpi restano, le parole spariscono. Anche questo entra nel diario. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Questa sera il primo DopoGP del 2026 in occasione della prima presentazione: team Pramac, con René collegato da Siena. Tutti gli aggiornamenti della MotoGP, le condizioni di Aldeguer, Martin e Vinales, le novità della FIM e lo spazio alle vostre curiosità. Oggi la prima delle presentazioni 2026, con Miller e Toprak a Siena. Da domani le altre squadre in successione. E poi le MotoGP presto in pista: dal 29 al 31 gennaio primo shakedown a Sepang, poi dal 3 al 5 febbraio tutti i piloti insieme per la prima volta, sempre in Malesia. Stasera si parla delle novità, degli aggiornamenti sulle condizioni dei piloti a rischio, sulle voci di mercato. Con gli interventi di Zam, Bernardelle e Nico. Intanto la FIM ha varato nuove misure di sicurezza per tutte le specialità: dopo una caduta, il pilota potrà ripartire subito soltanto se il motore è rimasto acceso; altrimenti dovrà attendere che la sua moto venga portata fuori, oltre il guardrail. Tutto questo per tenere sgombre le aree di fuga ai fini della sicurezza. Non perdete l'appuntamento di questa sera alle 18, sul sito e sul canale YT di Moto.it. E preparate le vostre domande.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dopogp-motogp-moto-it--4070022/support.
Il Ramadan in Cisgiordania si apre con un ragazzo di diciassette anni ucciso a Beit Furik, a est di Nablus. Mohammad Wahbi Hanani viene colpito alla testa durante un'incursione dell'esercito israeliano e muore all'ospedale di Rafidia. Nelle stesse ore, nel villaggio di Tell, vicino Nablus, viene incendiata la moschea Abu Bakr al Siddiq: secondo il ministero degli Esteri palestinese l'azione è opera di coloni che hanno lasciato scritte razziste sui muri. L'Autorità nazionale palestinese parla di responsabilità politica del governo israeliano. Intanto la Palestinian Prisoner Society riferisce di oltre cento arresti dall'inizio del mese sacro, tra cui donne e minori. La cornice diplomatica prova a inseguire i fatti. Diciannove Paesi, insieme alla Lega araba e all'Organizzazione della cooperazione islamica, firmano una dichiarazione che condanna l'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, cita il progetto E1 e richiama il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 2024. Parlano di annessione di fatto. Sul terreno, però, ruspe e raid proseguono. A Gaza una nuova indagine indipendente di Forensic Architecture ed Earshot ricostruisce l'attacco del 23 marzo 2025 contro soccorritori palestinesi alla periferia sud. Oltre novecento colpi esplosi in pochi minuti, veicoli identificabili con luci d'emergenza accese, quindici operatori uccisi. I corpi recuperati giorni dopo, alcuni sepolti in una fossa comune insieme ai mezzi distrutti. L'esercito israeliano aveva parlato di “minaccia”. L'inchiesta incrocia audio, video e immagini satellitari. Poi Londra. Ai BAFTA 2026 la BBC trasmette l'evento in differita e taglia dal discorso del regista Akinola Davies Jr la frase “Free Palestine”. Nella stessa serata va in onda un insulto razziale urlato in platea. L'emittente si scusa il giorno dopo. I corpi restano, le parole spariscono. Anche questo entra nel diario. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Le guerre producono morti. Poi producono archivi. E nelle ultime ore l'archivio si è riempito di celle. Il Committee to Protect Journalists, nel nuovo rapporto ripreso dal Guardian, raccoglie testimonianze su quasi sessanta giornalisti palestinesi detenuti in Israele dal 7 ottobre 2023: percosse, fame, abusi, violenze sessuali. Le parole sono secche, documentate, difficili da archiviare come propaganda. Nello stesso flusso di notizie circola la denuncia rilanciata da Mustafa Barghouti su presunte “visite” organizzate in sezioni carcerarie per mostrare prigionieri immobilizzati. Anche quando resta nella forma della contestazione politica, l'immagine è chiara: la detenzione come messaggio. Mentre i corpi vengono amministrati, a Bruxelles si discute di ricostruzione. Nikolay Mladenov incontra Kaja Kallas e i ministri degli Esteri dell'Unione. Si evocano Eubam Rafah ed Eupol-Copps, si parla di sicurezza, di disarmo di Hamas affidato alla polizia palestinese, di via libera israeliano. Il lessico è tecnico, la cornice è quella del tragico Board of Peace. Sul fronte regionale l'Egitto si dice “sconcertato” dalle parole dell'ambasciatore Usa Huckabee sull'espansione israeliana “fino al Nilo” e richiama la Carta Onu. Crepe pubbliche fra alleati, mentre a Washington si misurano gli effetti politici. Axios racconta che funzionari democratici, in un'analisi riservata sulla sconfitta elettorale, avrebbero individuato nel dossier Gaza un costo elettorale per la sconfitta Kamala Harris. Le guerre producono urne. E le urne, a volte, restituiscono il conto. Intanto restano le celle, i giornalisti detenuti, le parole che chiedono di essere verificate e ascoltate. Occhi su Gaza significa questo: seguire la linea che unisce la prigione alla diplomazia, il tunnel alla conferenza stampa, il campo alla scheda elettorale. Finché la realtà non torna a pesare più delle formule. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Episodio numero 146 Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina sono terminate: dopo 16 giorni di gare e medaglie, i Giochi vengono consegnati agli archivi della storia dello sport per diventare memoria collettiva. Sono state Olimpiadi ricche di soddisfazioni: 30 medaglie per l'Italia, un record, spalmate su 10 discipline diverse, segno di come il nostro sia uno dei paesi sportivi migliori del mondo, tanto che viene da chiedersi cosa potremmo fare se avessimo gli investimenti e la cultura sportiva di altre nazioni, su tutte la Norvegia, che ha vinto il medagliere finale. Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana, Lisa Vittozzi e tutti gli altri, nomi di atlete e atleti che hanno avvicinato gli Italiani a sport che prima i più conoscevano, e che per un paio di settimane hanno invece riempito le nostre giornate. Ci sarà poi tempo e modo per giudicare realmente, a freddo, l'effettivo lascito di queste Olimpiadi, per comprendere cosa ne sarà delle strutture, quale sarà il loro futuro e il loro reale impatto ambientale. Intanto, però, in questo nuovo episodio di Linee, mettiamo insieme i pezzi e pensiamo a tutto quello che queste Olimpiadi ci lasciano, ora che sono appena finite. E poi anche le altre storie: le pressioni sulle Paralimpiadi, dove torneranno per la prima volta anche gli atleti russi e bielorussi; le problematica, negli Stati Uniti, di NFL e MLB; e una "buffa" polemica che arriva dai mondiali di cricket in India. -------------------------------------------------------------------------------- Segui Linee anche su Instagram e TikTok! Questo è il sito ufficiale Questo il canale Youtube Il LINK per iscriverti alla newsletter è QUESTO QUI il link al questionario per aiutare Linee a migliorare Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Si riaccende la tensione commerciale globale dopo la decisione della Corte Suprema americana sui dazi: Donald Trump rivendica nuovi margini di manovra e minaccia tariffe ancora più elevate contro i Paesi accusati di pratiche commerciali scorrette, sostenendo di non dover tornare al Congresso per ottenere nuove autorizzazioni. L'amministrazione Usa intende mantenere l'impianto dei dazi già esistenti, riformulandone però la base giuridica per evitare rimborsi alle imprese esportatrici straniere. A Bruxelles cresce l'incertezza: la Commissione europea chiede chiarimenti a Washington sulla possibile introduzione di dazi del 15% per cinque mesi e valuta le contromosse, mentre secondo indiscrezioni l'Ue sarebbe pronta a controdazi fino a 93 miliardi di euro. Anche il Parlamento europeo ha rinviato il voto sull'accordo commerciale Ue-Usa siglato la scorsa estate in Scozia, in attesa di capire le reali intenzioni americane. Intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, riunito con i partner del G7 commercio, ha discusso a Bruxelles sicurezza delle materie prime critiche e preparazione della ministeriale OMC di Yaoundé, in un contesto internazionale segnato da forte incertezza commerciale e crescente rischio di escalation tariffaria. Trattiamo il tema con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com e con Lucio Miranda, Presidente e fondatore di ExportUSA.Confindustria, peggiora lo scenario. Ma per Confcommercio la ripresa si sta consolidandoPeggiora lo scenario economico italiano a inizio 2026 secondo la Congiuntura Flash del Centro studi Confindustria: export e consumi continuano a frenare l'industria, mentre gli investimenti legati al Pnrr hanno sostenuto il Pil nel quarto trimestre 2025 (+0,3%). A gennaio migliorano la fiducia delle famiglie e la dinamica dei servizi, ma la produzione industriale resta fragile e volatile, penalizzata dalla debolezza della domanda interna ed estera e dall'effetto di un dollaro più svalutato. I costi energetici restano elevati, anche se il decreto energia potrebbe ridurli sensibilmente per imprese e famiglie se approvato dalla Commissione Ue. Tornano a salire i costi del credito per le imprese, mentre restano positivi i segnali sugli investimenti in macchinari. L'export mostra andamenti irregolari e una riconfigurazione geografica degli scambi, trainati soprattutto dal farmaceutico verso gli Stati Uniti e dai metalli verso la Svizzera. I consumi restano deboli, con vendite al dettaglio in calo a fine 2025, anche se a inizio anno crescono le immatricolazioni di auto e migliora leggermente la fiducia delle famiglie. Confcommercio vede invece segnali di consolidamento della ripresa grazie a un'inflazione contenuta - stimata all'1,1% annuo a febbraio - che potrebbe sostenere redditi e fiducia. La domanda cresce soprattutto nei servizi di comunicazione, nella cura della persona e nei consumi legati alla casa e al turismo, mentre restano deboli alimentari e mobilità. Il commento è di Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.
In apertura, Paolo Mieli seleziona le principali notizie dall'Italia e dal mondo.Si sono appena concluse le Olimpiadi Milano-Cortina. I numeri parlano chiaro: un successo sia sportivo che di affluenza. Non mancano, come sempre, le polemiche. Quale eredità per il futuro? Per parlarne, ospitiamo Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto.Il presidente Donald Trump ha scritto sabato sul suo social network Truth che imporrà dazi del 15 per cento a tutti i paesi "con effetto immediato". Intanto, la sentenza della Corte Suprema di venerdì ha stabilito che i dazi imposti finora da Trump sono illegittimi per il modo con cui sono stati introdotti. Cerchiamo di fare il punto insieme a Francesco Clementi, professore di diritto pubblico comparato alla Sapienza.
L'ennesima nuova maglia della stagione non cambia il destino del Milan. Nella settimana in cui dal club è filtrata irritazione per alcune decisioni arbitrali, la squadra di Allegri cade ancora, tra episodi discussi e una mancanza di gioco sempre più evidente. Intanto l'Inter vola a +10: la corsa scudetto sembra ormai chiusa.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
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La Corte Suprema boccia le tariffe di Trump e la Cina prosciuga il mercato dei metalli con la physical delivery. Intanto il blocco delle redemption di Blue Owl potrebbe essere la punta di un iceberg Promozione esclusiva per gli ascoltatori di Black Box: se apri un conto FINECO con il codice TRD040-BB hai 40 ordini gratis per investire entro 6 mesi dall'apertura. Promo valida fino al 31/12/2026. Per maggiori info clicca qui: https://it.finecobank.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'ebrezza delle medaglie, l'adrenalina della competizione ma anche le cadute, gli incidenti spaventosi, i piccoli infortuni. Chi ha curato e curerà gli dei dello sport durante queste Olimpiadi e paralimpiadi invernali di Milano Cortina, diffuse in cinque villaggi olimpici e in tre regioni diverse? Intanto chiariamo subito: il protagonista è il Servizio sanitario nazionale. Un viaggio nella sanità pubblica d'eccellenza, potenziata e riprogrammata per l'occasione con un esercito di professionisti sanitari, infrastrutture e tecnologie.
Nel dicembre 2014, le persone senza dimora in Italia erano più di 50mila. Nel 2022 i senzatetto sono diventati il doppio, quasi 100mila. I dati sono frutto di rilevazioni fatte dall'istat su città campione. Per avere il dato aggiornato bisognerà aspettare la pubblicazione del nuovo censimento istat sui senza fissa dimora. Intanto per capire cosa è cambiato in questi anni, siamo andati a sentire a Napoli, Roma e Milano le associazioni e gli enti impegnati a dare sostegno a chi vivere per strada.
Luca Zaia lancia il Veneto come candidato per le Olipiadi estive del 2036 o 2040 e lascia interdetta la sua stessa maggioranza. “Vedremo”, è il commento gelido della premier Giorgia Meloni, mentre il presidente del Veneto Alberto Stefani osa un “Intanto finiamo queste”, sottolineando che le priorità del momento sono sociale e sanità.
L'iftar tra le macerie circola nelle stesse ore in cui la parola “ricostruzione” viene pronunciata nei palazzi. Una famiglia palestinese stende una tovaglia sopra i detriti della propria casa distrutta, divide pane e zuppa mentre alle spalle restano ferri piegati e cemento frantumato. La scena racconta più di qualunque vertice internazionale. Sul terreno la cosiddetta tregua continua a perdere pezzi. Amnesty International Italia e Greenpeace Italia, davanti a Palazzo Chigi e alla Farnesina, hanno denunciato oltre 600 palestinesi uccisi dall'avvio del cessate il fuoco del 9 ottobre 2025, tra cui più di 100 bambini, e almeno 1.620 violazioni registrate fino al 10 febbraio 2026 tra raid aerei, colpi di artiglieria e sparatorie. I numeri sono contenuti nei loro documenti diffusi il 19 febbraio. Intanto il ministero della Difesa israeliano ribadisce, con dichiarazioni riprese da Anadolu Agency, che le forze resteranno nella “zona di sicurezza” di Gaza senza limiti temporali. Sullo sfondo, lo studio pubblicato su The Lancet Global Health e ripreso da Reuters il 19 febbraio stima 75.200 morti violente tra il 7 ottobre 2023 e il 5 gennaio 2025. Il 56,2% appartiene a donne, bambini e anziani: circa 42 mila persone. È una fotografia statistica che attraversa governi e conferenze, e che resta sul tavolo mentre si discute di gestione internazionale della Striscia. La Cisgiordania aggiunge un altro capitolo. Reuters riferisce dell'uccisione di un diciannovenne palestinese con cittadinanza statunitense vicino a Ramallah, in un episodio attribuito a coloni israeliani. Versioni divergenti, indagini annunciate, tensione che sale. Tra i comunicati sul futuro di Gaza e le immagini delle tende, la distanza resta misurabile. La famiglia che rompe il digiuno tra i calcinacci continua a vivere dentro quella distanza. Ogni giorno.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Nel nuovo e-commerce guidato dagli LLM la domanda non è più "dove mi trovi?", ma "chi ti sceglie per me?".È questo il cambio di paradigma raccontato a RadioNext da Marco Loguercio advisor e-commerce ed esperto SEO e GEO, che fotografa un mercato in cui motori generativi come Copilot, Gemini e ChatGPT stanno riscrivendo le regole della customer journey, sia nel B2B sia nel B2C.Nel B2B, ci rcconta Marco, molti uffici acquisti stanno già utilizzando gli LLM per valutare fornitori, confrontare prezzi e analizzare caratteristiche tecniche: un processo che per decenni è stato dominato dalla relazione diretta tra venditori e procurement oggi passa attraverso una mediazione algoritmica. Più del 50% delle PMI italiane, secondo le rilevazioni citate, avrebbe già integrato questi strumenti nei processi di scouting, anche se il campione non è ancora pienamente rappresentativo.Siamo davvero pronti a competere in un mercato in cui la prima short list la fa un algoritmo?Sul fronte B2C, soprattutto nei settori dove il made in Italy è forte - moda, lusso, beauty, food - l'LLM diventa consulente personale d'acquisto. Non sostituisce Google, ma lo affianca: c'è chi parte dal motore di ricerca tradizionale e poi usa l'intelligenza artificiale per approfondire recensioni e modalità d'uso, e chi compie il percorso inverso, chiedendo subito alla chat di sintetizzare opzioni e alternative per poi finalizzare l'acquisto altrove. Intanto i grandi player lavorano per accorciare la filiera: comprare direttamente dentro la risposta, dentro la chat. Un vantaggio per l'utente, certo, ma per i brand?Opportunità di conversione immediata, sì, ma anche rischio di disintermediazione, perdita di dati, minore controllo sulla relazione e sui KPI. Perché se l'interazione avviene dentro un ambiente chiuso, cosa resta agli analytics aziendali? I vecchi indicatori - click, tempo di permanenza, heatmap - diventano meno rilevanti in un contesto conversazionale dove le informazioni sulle chat non sono condivise. Le aziende vedono l'ordine arrivare, ma non sanno davvero cosa abbia convinto il cliente. È un salto nel buio, o un investimento strategico?Sullo sfondo c'è la monetizzazione: modelli di affiliazione, bidding, nuove forme di advertising integrate nelle risposte. OpenAI, Google, Microsoft stanno sperimentando, mentre il mercato osserva. Potremmo arrivare a un sistema in cui la visibilità nelle risposte dipende da quanto sei disposto a pagare? L'ipotesi è tutt'altro che remota. Per i brand la scelta non è più solo tra marketplace ed e-commerce proprietario, ma tra ecosistemi chiusi e controllo diretto della narrazione.La strategia, suggerisce Marco Loguercio, sarà ibrida: presidiare i marketplace per intercettare la domanda, mantenere sul proprio sito prodotti esclusivi e contenuti distintivi per difendere identità e marginalità. Ma serve un cambio di mentalità: non esistono più soluzioni "one size fits all". È un learning by doing che ricorda la SEO degli esordi, con la differenza che oggi la velocità di evoluzione è esponenziale. Le imprese devono investire come in una vera attività di ricerca e sviluppo, accettando che i risultati non siano immediati. La posta in gioco è alta: chi capirà per primo come dialogare con gli LLM non solo venderà di più, ma potrà influenzare il modo in cui l'intelligenza artificiale racconta il proprio brand. E in un mercato dove è l'algoritmo a suggerire, essere suggeriti è tutto.
Non abbiamo più parole per elogiare A Knight of the Seven Kingdoms, ma ne troviamo qualcuna anche in questa puntata. Puntata venuta di nuovo lunghissima perché ci sono almeno due serie importanti da annunciare, diverse notizie succose (o strambe) da segnalare, e un sacco di messaggi rinfrescanti della community, che ormai ci ha preso gusto.Bando agli indugi, ed ecco il riassuntone.(00:00:00) IntroduzioneGli iphonisti mi vogliono male(00:02:31) Le serie in arrivoVenerdì 20 febbraio-Portobello (HBO MAX)-Strip Law (Netflix)Domenica 22 febbraio-Il signore delle mosche (Sky)Lunedì 23 febbraio-CIA (CBS)-The Fall and Rise of Reggie Dinkins (NBC)-Paradise Seconda Stagione (Disney+)Mercoledì 25 febbraio-Scrubs Decima Stagione (ABC)Giovedì 26 febbraio-The Gray House (Prime Video)(00:12:31) Le newsNovità da Baywatch (???) e illuminanti dietro le quinte di Grey's Anatomy(00:23:57) Le recensioni no spoiler-56 Days (Prime Video)-How to Get to Heaven From Belfast (Netflix)-Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette (Disney+)(00:38:29) La CommunityModa, linguaggio e reboot(01:10:54) Family Guy 24x01 (FOX) (con spoiler)(01:13:00) Shrinking 3x04 (Apple TV) (con spoiler)(01:15:21) The Beauty 1x07 (Disney+) (con spoiler)(01:17:29) A Knight of the Seven Kingdoms 1x05 (HBO MAX) (con spoiler)
C'è una parola che oggi arriva con il timbro dell'ONU: “pulizia etnica”. L'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani, nel rapporto diffuso a Ginevra, parla di distruzione sistematica, trasferimenti forzati, blocco degli aiuti, detenzioni arbitrarie, torture, morti in custodia. Il lessico è quello dei crimini gravi. La sede è istituzionale. La data è di oggi. Mentre nei palazzi si discute di ricostruzione, l'OHCHR scrive che a Gaza e in Cisgiordania si consolidano pratiche che svuotano il diritto. A Roma, tra Palazzo Chigi e Farnesina, Amnesty International Italia e Greenpeace Italia hanno acceso un maxi schermo con le immagini dei bombardamenti successivi alla tregua di ottobre. Sotto scorre una cifra: seicento palestinesi uccisi in centotrenta giorni di cessate il fuoco. È una contabilità che entra in conflitto con la retorica della “fase nuova”. Le ONG chiedono lo stop all'invio di armi verso Israele. Le immagini scorrono in silenzio, davanti alle finestre del governo. Intanto il calendario segna Ramadan. A Gaza il mese del digiuno comincia dentro una tregua fragile, con gli aiuti che restano il vero varco da attraversare. I camion sono numeri, le razioni sono numeri, le cliniche sono numeri. Ogni cifra racconta un collo di bottiglia. La ricostruzione evocata nei consessi internazionali si scontra con la sopravvivenza quotidiana di chi aspetta un passaggio, un sacco di farina, una visita. In Cisgiordania, a Hebron, nell'area di Jabal Jalis, le forze israeliane conducono una vasta campagna di arresti. Le immagini che circolano mostrano rastrellamenti notturni. Fuori da Gaza, stesso clima di forza e controllo. La parola “processo” resta sospesa, mentre il rapporto ONU elenca fatti. A Washington si parla di tavoli e partecipazioni. L'Europa rivendica presenza “per Gaza”. Le istituzioni discutono architetture diplomatiche. L'OHCHR pubblica un allarme. A Roma le ONG proiettano i morti della tregua. Il diritto internazionale ha un lessico preciso. Oggi è stato usato. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Angus Taylor, neo leader dei Liberals, ha annunciato la composizione del nuovo governo ombra. Intanto, One Nation di Pauline Hanson guadagna consensi.
Poteva andare meglio, ma anche peggio. A San Siro il Milan non va oltre il pareggio contro il Como, passato in vantaggio grazie a un errore di Maignan. A rimettere le cose in equilibrio ci ha pensato Leão con una giocata delle sue, evitando una sconfitta che avrebbe fatto ancora più rumore.Intanto sorride solo l'Inter, che approfitta del mezzo passo falso rossonero e vola a +7 in classifica — nonostante la pesante sconfitta subita dal Bodø/Glimt in Champions League. La corsa però è ancora lunga e i giochi sono tutt'altro che chiusi...Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Gaza, violenze e blocco sanitario a Rafa. Il Vaticano non parteciperà al Board of Peace. Intanto, Ministro israeliano chiede annessione della Cisgiordania e cancellazione degli Accordi di OsloCrisi Stati Uniti-Iran e chiusura dello Stretto di HormuzCina, esplode un negozio di fuochi d'artificio: dodici morti nella provincia di HubeiEuropa, un milione di cittadini europei chiedono accesso sicuro all'abortoSpagna, aumento del salario minimo: 518 euro in più l'anno per 2,5 milioni di lavoratoriStati Uniti, Hillary Clinton nega legami con Jeffrey Epstein e accusa l'amministrazione Trump di insabbiamentoEcuador, alluvioni a Guayaquil e allarme corruzione e crisi sanitariaBrasile, operazione della Polizia Federale su possibile fuga di dati di autorità pubbliche. Proclamata la vincitrice tra le scuole di samba per il CarnevaleQuesto e molto altro nel Notiziario Mondo di Radio Bullets - a cura di Stefania Cingia
Ottomila corpi restano sotto le macerie. Il numero lo ripete la Protezione civile della Striscia: edifici crollati, quartieri polverizzati, squadre senza mezzi sufficienti per scavare in profondità. Si vive sopra ciò che non è stato ancora sepolto. L'UNDP stima che, al ritmo attuale, serviranno anni per rimuovere le macerie. Anni per riportare alla luce case, scuole, persone. Il tempo tecnico della ricostruzione coincide con il tempo morale della sospensione. Intanto la vita quotidiana si misura in permessi sanitari. Dalla riapertura del valico di Rafah sono usciti poco più di duecento pazienti, a fronte di oltre diciottomila che avrebbero bisogno di cure fuori dalla Striscia. Ogni partenza è un'eccezione amministrativa. Gli altri restano in corsia, negli ospedali che funzionano a intermittenza, tra carenze di farmaci, generatori e personale. La selezione diventa criterio di sopravvivenza. Mentre Gaza resta una distesa di detriti, a Gerusalemme si parla di futuro territoriale. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato l'intenzione di promuovere la “migrazione” dei palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania e di estendere la sovranità israeliana su parti dei territori occupati. Nelle stesse ore, ottantacinque Stati membri delle Nazioni Unite hanno firmato una dichiarazione contro l'espansione degli insediamenti e contro ogni passo verso l'annessione. Due linguaggi si sovrappongono: quello della pianificazione politica e quello della condanna diplomatica. Sul terreno restano i corpi irraggiungibili e i pazienti in attesa. Le macerie non sono solo ciò che è crollato. Sono ciò che impedisce di contare fino in fondo le vittime e di restituire un nome a chi manca. Ogni giorno che passa consolida una normalità fatta di emergenza permanente. Gaza è un luogo in cui il tempo della rimozione è lento e quello delle decisioni è rapido. Nel mezzo, una popolazione che continua a vivere sopra ciò che non riesce ancora a seppellire. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Laura Canali"Festival di Limes"https://palazzoducale.genova.it/evento/festival-di-limes-xiii-edizione/13 Feb 2026 — 15 Feb 2026Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio, streaming sul Canale YouTube di Palazzo DucaleL'Italia nella rivoluzione mondialeUn viaggio ragionato nei fattori dell'odierno caos internazionale, a partire dal punto di vista italiano.La crisi di ridimensionamento americana è entrata nel vivo.L'aumento della violenza interna al paese fa da contraltare alla nuova Strategia di sicurezza nazionale, che certifica l'insofferenza per un'Unione Europa vissuta come fardello e impedimento, non come fattore di stabilità. Questo leva a noi europei il terreno sotto i piedi, in un momento critico per le sorti dell'Ucraina e dei rapporti con la Cina.Mentre la Russia continua una guerra onerosa e devastante, Washington persegue una pace all'insegna degli affari che relega i “soci” europei al ruolo di spettatori e cofinanziatori di una costosissima ricostruzione. Intanto, dal Venezuela alla Groenlandia, prende corpo la “dottrina Trump” che postula l'accaparramento diretto di spazi e risorse utili all'America. Pechino sfrutta la circostanza per consolidare una politica di potenza che, come attesta il nuovo piano quinquennale, continua a far perno sulla competizione tecnologica e sull'export a tutti i costi.Sul fronte mediorientale, la fragile tregua di Gaza stenta a produrre il processo di pace, auspicato dalla schierata mediazione americana, mantenendo altamente volatile un'area per noi cruciale, su cui pesa anche l'instabilità dell'Iran.In questo complesso scenario, il festival si pone tre domande cruciali. Che cosa ci sta succedendo? Come dovremmo reagire? E che cosa possiamo fare?venerdì 13 febbraio 2026ore 10 – Limes incontra le scuoleore 17 – Inaugurazione mostra cartografica – con Laura Canaliore 18 – L'Italia nella rivoluzione mondiale – con Lucio CaraccioloSabato 14 febbraio 2026ore 10 – Chi è l'Italia – con Giuseppe Cucchi, Giuseppe De Ruvo e Massimiliano Valeri; modera Fabrizio Marontaore 12 – Guerra civile in America – con George Bogden e Scott Smitson; modera Federico Petroniore 15.30 – Gli europei di fronte a Trump – con Daniel Foubert, Paolo Peluffo e Wolfgang Streeck; modera Agnese Rossiore 16.30 – Visita guidata della mostra cartografica – con Laura Canaliore 17.30 – Prove di nuovo ordine mondiale – con Victor Gao, Orietta Moscatelli e Oriana Skylar Mastro; modera Lucio Caraccioloore 21 – L'ordine dell'amore – con Laura Canali, Lucio Caracciolo, Giuseppe De Ruvo e Federico PetroniDomenica 15 febbraio 2026ore 10 – Israele contro Israele – con Antonella Caruso e Noa Limone; modera Fabrizio Marontaore 11 – Visita guidata mostra cartografica – con Laura Canaliore 12 – La nuova corsa all'oro (e non solo) – con Massimo Nicolazzi e Lapo Pistelli; modera Giacomo Mariottoore 15.00 – La Russia tra Cina e Ucraina – con Giorgio Cuscito e Adriano Roccucci; modera Mirko Mussettiore 16.30 – Noi fra Usa e Cina – con Alessandro Aresu e Germano Dottori; modera Giorgio Cuscito ore 18 – Essere italiani oggi – Lucio Caracciolo dialoga con Ilvo Diamantiore 18.30 – Limes dialoga con il pubblicoSpigoli di mondola mostra di Laura CanaliLa sfericità del mondo non è più la sola dimensione con la quale descrivere il nostro pianeta. Abitiamo un luogo la cui superficie è corrugata dalle potenze in campo che creano “nuove terre” con delle vette a volte coperte da dense nubi e a volte più visibili. Geografie diverse dal passato con modi di comunicare ancora da decifrare. Il moderno spazio-tempo è già il futuro e la nuova mostra cartografica di Limes vuole cercare di percorrere una rotta tra punti da connettere. Stati remoti spesso diventano lo specchio di importanti tensioni globali. Territori armati come fossero Stati possono tenere sotto scacco delle vere potenze. Alleanze sotterranee alla luce possono sembrare sull'orlo della guerra. I cambi di rotta repentini del presidente degli Stati Uniti, le minacce vere e false dei dazi, tutto questo rende sempre più difficile orientarsi nel globo multipolare e spigoloso nel quale ci troviamo immersi. Tra sfide e paure il tentativo di conoscere le forze che stanno modificando il “nostro” mondo è l'unica strada che si possa intraprendere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Nella giornata di venerdì Vladimir Alekseyev, un generale che ricopre un ruolo di alto livello nello Stato Maggiore russo e vice capo dell'intelligence militare, è stato raggiunto dai colpi di un'arma da fuoco in un condominio a Mosca ed è stato trasportato d'urgenza in ospedale. Intanto, nella città di Odessa le forze ucraine hanno registrato 152 scontri a fuoco con le unità russe. Tutti gli aggiornamenti insieme a Ugo Poletti, direttore del giornale online The Odessa Journal.
Dopo tante polemiche su lavori in ritardo, futuribilità delle strutture e misure di sicurezza, è arrivato il giorno della Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina. Mentre Mister Genta sarà a raccontarla in diretta per i radioascoltatori di Radio 24, Giovanni Capuano, il nostro inviato Dario Ricci e il convocato Pier Bergonzi (Sport Week) saranno a San Siro per quello che sarà anche un po' il suo canto del cigno prima del nuovo impianto che prenderà il suo posto.Intanto, la Juventus è fuori dalla Coppa Italia per mano dell'Atalanta: Max Nerozzi del Corsera ci racconta il 3-0 di Bergamo.
L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Narges Mohammadi, l'attivista per i diritti delle donne in Iran che nel 2023 venne insignita del Premio Nobel per la Pace, ha iniziato uno sciopero della fame nel carcere iraniano in cui si trova dal 12 dicembre. Lo ha annunciato il suo avvocato.Intanto, è previsto per oggi l'incontro tra Stati Uniti e Iran in Oman per evitare l'escalation. Insieme a Pegah Moshir Pour, attivista e scrittrice iraniana, cerchiamo di fare il punto della situazione.
Sono le 16:00 del 4 febbraio e sto consumando il tasto F5: dove sono i nuovi MacBook Pro? In questo episodio "limbo", registro mentre aspetto il comunicato stampa che sbloccherà il 2026 di Apple. Analizzo perché questi nuovi Mac con M5 Pro e Max sono fondamentali non solo per l'hardware, ma per dare il via libera a iOS 26.4 e alla vera intelligenza artificiale di Siri. Intanto, ci consoliamo con le novità di Xcode e gli agenti di coding.Il nuovo XcodeVisita Digiteee e scopri tutte le notizie sulla tecnologiaSegui Digiteee su TikTokDimmi la tua su Twitter, su Threads, su Telegram, su Mastodon, su BlueSky o su Instagram.Mail jacoporeale@yahoo.it Scopri dove ascoltare il podcast e lascia una recensione su Apple Podcast o Spotify.Ascolta An iPad guy su YouTube Podcast.Supporta il podcast
Secondo i dati Istat, alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane ha raggiunto i 11.732 miliardi di euro, in aumento del 2,8% rispetto al 2023 a prezzi correnti, ma ancora inferiore di oltre il 5% rispetto al 2021 se valutata a prezzi costanti, a causa dell'impatto dell'inflazione del 2022. La crescita nel 2024 è stata trainata soprattutto dalle abitazioni, mentre le attività finanziarie hanno beneficiato dell'andamento positivo di fondi comuni, titoli e riserve assicurative. Le passività finanziarie sono aumentate in misura contenuta. Nel confronto internazionale, il rapporto tra ricchezza netta e reddito disponibile è rimasto stabile in Italia e Canada, mentre è diminuito in Francia e nel Regno Unito. Affrontiamo il tema con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.Non solo Mercosur e India, il sistema Italia guarda ai Paesi del GolfoLa visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella negli Emirati Arabi Uniti si inserisce in una strategia più ampia di apertura dell'Italia verso nuovi mercati, dopo le iniziative rivolte a Mercosur e India. Ad Abu Dhabi, prima tappa della missione che proseguirà a Dubai, Mattarella ha incontrato l'emiro Mohamed bin Zayed al Nahyan, condividendo la necessità di porre fine ai conflitti e di ristabilire pace e stabilità, con particolare attenzione al Medio Oriente. La missione presidenziale trova riscontro anche sul piano economico: ad Abu Dhabi Assolombarda ha firmato un accordo strategico con Fouad Alghanim & Sons Group of Companies, SACE e SIMEST per favorire la partecipazione delle PMI italiane ai progetti strategici del Golfo. L'intesa prevede supporto finanziario e assicurativo, attività di business matching e un coordinamento stabile. Contestualmente è stato inaugurato il primo presidio di Assolombarda negli Emirati Arabi Uniti, rafforzando la presenza del Sistema Italia in un'area in cui l'interscambio commerciale è in forte crescita. Ne parliamo con Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda.Milleproroghe: stop alle sanatorie, niente condono edilizio. Intanto la Meloni va a NiscemiNel decreto Milleproroghe si ferma il tentativo di riaprire il condono edilizio del 2003 e di ampliare la rottamazione quater: gli emendamenti presentati dalla maggioranza sono stati dichiarati inammissibili nelle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera. Dopo il fallimento del tentativo in legge di bilancio, la misura puntava ad affidare alle Regioni l'attuazione della sanatoria, con particolare riferimento alla Campania. Le opposizioni e le associazioni ambientaliste hanno duramente criticato l'iniziativa, definendola irresponsabile alla luce dei danni del maltempo e ricordando l'elevata incidenza dell'abusivismo edilizio nei Comuni costieri. Nonostante lo stop, la Lega ha annunciato l'intenzione di riproporre il condono in futuro. Approfondiamo quanto sta accadendo a Niscemi con Mimmo Fontana, Segreteria nazionale Legambiente e responsabile rigenerazione urbana e con Francesco Iannì, Avvocato di Niscemi.Spiegel, perquisizioni alla Deutsche Bank a Francoforte e BerlinoDalle prime ore di mercoledì 28 gennaio la polizia federale tedesca ha effettuato perquisizioni nella sede centrale di Deutsche Bank a Francoforte e in una filiale di Berlino, su mandato della procura di Francoforte, nell'ambito di un'indagine per presunte ipotesi di riciclaggio. L'inchiesta riguarda dirigenti e dipendenti non ancora identificati ed è legata a transazioni con controparti estere e al funzionamento dei presidi interni di prevenzione, in particolare agli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette. L'operazione ha avuto un impatto immediato sul mercato, con il titolo in calo fino a oltre il 3% in giornata. Secondo indiscrezioni di stampa, tra cui la Süddeutsche Zeitung, sarebbero finiti sotto esame anche rapporti riconducibili all'oligarca russo Roman Abramovich, colpito dalle sanzioni europee, ma né la banca né la procura hanno confermato ufficialmente. Deutsche Bank ha dichiarato di collaborare pienamente con le autorità. L'intervento si inserisce in una lunga serie di indagini che negli ultimi anni hanno coinvolto l'istituto per riciclaggio, greenwashing ed evasione fiscale. Intervene Morya Longo, Il Sole 24 Ore.
La visita dei vertici europei a Nuova Delhi segna un passaggio storico nei rapporti tra Unione europea e India, culminato con l'annuncio della conclusione dei negoziati per un accordo di libero scambio. Ursula von der Leyen ha sottolineato che l'Ue otterrà il più alto livello di accesso mai concesso da New Delhi a un partner commerciale, in un mercato tradizionalmente protetto. L'intesa, definita dal segretario al Commercio indiano Rajesh Agrawal "equilibrata e orientata al futuro", prevede l'eliminazione o la riduzione dei dazi su oltre il 90% delle esportazioni europee, con risparmi fino a 4 miliardi di euro l'anno e nuove opportunità nei servizi, in particolare finanziari e marittimi. A differenza del Mercosur, le parti hanno escluso i settori più sensibili per facilitare la chiusura dell'accordo. Il trattato, negoziato a fasi alterne dal 2007 e rilanciato nel 2021, unirà economie che rappresentano circa il 25% del Pil globale e 2 miliardi di persone, rafforzando la strategia commerciale europea in un contesto internazionale instabile. Ci colleghiamo con Marco Masciaga, Il Sole 24 Ore New Delhi.Mercato dell'auto in ripresa ma Italia resta fanalino di coda sull'elettricoIl mercato dell'auto europeo chiude il 2025 in ripresa dopo la revisione delle politiche climatiche Ue e il dialogo con la Cina sulle auto elettriche di piccola taglia. Nell'Europa Occidentale le immatricolazioni crescono del 2,4% a 13,27 milioni di unità, con un forte recupero a dicembre. A trainare il mercato è anche l'elettrico: le auto a batteria salgono a 2,59 milioni, pari al 19,5% del totale, mentre le ibride plug-in aumentano del 33,4%. Il progresso resta però disomogeneo: Regno Unito, Francia e Germania avanzano più rapidamente, mentre l'Italia rimane ultima con una quota Bev del 6,2%, ben sotto la media europea. Secondo l'Unrae, senza una revisione della fiscalità sulle auto aziendali il divario rischia di ampliarsi. Alla lettura positiva dei dati si contrappone quella del Centro Studi Promotor, che ricorda come il mercato sia ancora del 16% sotto i livelli del 2019. Per Gian Primo Quagliano, le politiche Ue sulla transizione energetica hanno inciso negativamente su industria e occupazione, rendendo la ripresa ancora parziale. Il commento è di Gian Primo Quagliano, Direttore generale del Centro studi Promotor.Maltempo, il governo stanzia 100 milioni. Intanto molti dubbi su come funzionano le polizzeDopo i danni causati dal ciclone Harry, il governo ha dichiarato lo stato di emergenza per Sicilia, Calabria e Sardegna, stanziando subito 100 milioni di euro e rinviando ulteriori risorse alla quantificazione definitiva dei danni. Le stime regionali parlano di oltre 2 miliardi complessivi, mentre il ministro della Protezione civile Musumeci indica una cifra più contenuta ma suscettibile di variazioni. L'evento si inserisce in una sequenza di disastri legati alla crisi climatica, dalle alluvioni degli ultimi anni all'erosione costiera aggravata dall'innalzamento del mare. In questo contesto, il governo ha introdotto l'obbligo di polizze catastrofali per le imprese per ridurre il peso dei ristori pubblici. Tuttavia, resta un nodo irrisolto: le polizze obbligatorie non coprono i danni da mareggiate, uno dei rischi più ricorrenti lungo le coste italiane, alimentando dubbi sull'effettiva efficacia dello strumento assicurativo di fronte all'aumento degli eventi estremi. Approfondiamo con Nino Amadore, Il Sole 24 Ore e con Laura Serafini, Il Sole 24 Ore
Crans Montana: oggi Tajani vede l'ambasciatore italiano in Svizzera. Intanto emergono nuovi particolari su Moretti: nel 2024 altro incendio simile. Ci colleghiamo con Alessandro Fulloni, inviato del Corriere della Sera a Sion. La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen è in India per la firma di uno storico accordo di libero scambio tra Ue e New Dehli. Ne parliamo con Gianni Vernetti, editorialista e giornalista, già Senatore e Sottosegretario agli Affari Esteri, autore di "Il nuovo Grande Gioco. Dal Giappone all'Ucraina: viaggio lungo la frontiera fra libertà e autoritarismo" (Solferino).
Cardinale è tornato, ma il mercato del Milan non cambia. Intanto però il proprietario rossonero guarda all'NBA, ai nuovi business e ai progetti internazionali firmati RedBird. Tra Champions, strategie finanziarie e basket europeo, una domanda diventa inevitabile: quanto è davvero centrale il Milan nei piani di Cardinale?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Gli Stati Uniti hanno annunciato nuovi dazi contro otto Paesi europei che hanno rafforzato la presenza militare in Groenlandia: tariffe del 10% dal 1° febbraio, destinate a salire al 25% da giugno, come strumento di pressione per ottenere la cessione del territorio dalla Danimarca a Washington. Francia e Svezia hanno respinto il ricatto, mentre il Parlamento europeo ha reagito bloccando la ratifica dell'accordo commerciale Ue-Usa siglato nel 2025. Secondo il Financial Times, Bruxelles valuta contromisure per 93 miliardi di euro o restrizioni all'accesso delle imprese americane al mercato europeo, inclusa l'attivazione dello strumento anti-coercizione. Intanto la Danimarca ha smentito l'esistenza di minacce imminenti da Russia e Cina, contestando la narrativa di Trump, che ha ulteriormente rilanciato lo scontro con dichiarazioni aggressive rivolte agli alleati Nato. Interviene Adriana Cerretelli, editorialista Sole 24 Ore BruxellesLa Schizofrenia dei mercati tra i dazi di Trump e i record EuropeiL'inizio del 2026 mostra mercati finanziari apparentemente indifferenti a un cambio di regime profondo: dal commercio globale imperfetto a un mercantilismo esplicito, in cui i dazi diventano leva geopolitica. Nonostante le tensioni legate alla Groenlandia, la reazione degli investitori è stata contenuta: leggere correzioni azionarie, euro stabile e movimenti moderati dei beni rifugio. Paradossalmente, mentre il quadro politico europeo si fa più fragile, le borse del continente corrono: lo Stoxx 600 segna una lunga serie di rialzi e sovraperforma nettamente Wall Street, trainato da settori ciclici, difesa e "old economy". Al tempo stesso, il forte afflusso verso oro e argento segnala un'esigenza di copertura contro l'instabilità, indicando che gli investitori cercano protezione più che rendimento in uno scenario di crescente incertezza strutturale. Il commento è di Lorenzo Codogno, Visiting professor alla London School of Economics e al College of EuropeNon solo dazi, la UE dopo il Mercosur guarda all'India, la Cina al CanadaIl World Economic Forum di Davos si apre in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e dalla ricerca di nuove rotte commerciali alternative ai dazi americani. L'Unione europea accelera sul fronte degli accordi: dopo la storica intesa con il Mercosur, guarda all'India come partner strategico, con l'obiettivo di chiudere un accordo di libero scambio entro gennaio. La missione del cancelliere tedesco Merz a New Delhi conferma questo orientamento, anche se alcuni dossier industriali restano aperti. Parallelamente, la Cina ha siglato un accordo con il Canada per normalizzare i rapporti commerciali, riducendo dazi su veicoli elettrici e prodotti agricoli, segnando un raffreddamento delle tensioni e una diversificazione delle alleanze commerciali globali in risposta al nuovo protezionismo statunitense. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti. L'Iran ha intenzione di mantenere il blackout di Internet a livello nazionale almeno fino al Capodanno iraniano, a fine marzo. Intanto, le forze di sicurezza iraniane hanno arrestato 3.000 persone che hanno avuto un ruolo nelle proteste e nei disordini che hanno scosso il Paese. Cerchiamo di fare il punto insieme a Parisa Nazari, attivista per diritti del popolo iraniano Women Life Freedom Italy Community (farmacista, laureata alla Sapienza di Roma, è iraniana e dal 1996 vive in Italia).
Scambio di minacce tra Stati Uniti e Iran. Trump ai manifestanti: "Arriviamo". Teheran: "Pronti a colpire basi americane se attaccati". Intanto a Roma prevista una manifestazione per sabato. Sentiamo Pegah Moshir Pour, attivista e scrittrice iraniana.Crescono ancora i comuni plastic free in Italia: nel 2026 sono 141. Con noi Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Odv Onlus. Le novità su piano casa e affitti brevi con Giuseppe Latour, giornalista de Il Sole 24 Ore.
Proseguono le manifestazioni e le proteste in Iran come la feroce repressione che ha già fatto migliaia di morti. Intanto in Occidente le piazze restano più o meno vuote. Sul piano internazionale le minacce di Donald Trump di un intervento militare ma anche delle sanzioni con chi commercia con l'Iran hanno scatenato le reazioni di Cina e Russia. Ne parliamo con Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri nella segreteria Pd e Leyla Mandrelli, attivista e traduttrice italo-iraniana.
Se l'è vista brutta il Milan nella fredda notte di San Siro: dopo aver acchiappato l'1-1 col Genoa, rischia di perdere all'ultimo minuto con un rigore che Stanciu decide di spedire sopra la traversa. Allegri tira un sospiro di sollievo, ma vede l'Inter allontanarsi. Intanto, arrivano rinforzi dal mercato per Gasperini: Raspadori in arrivo e si avvicina anche Zirkzee. Di tutto questo parliamo con Tancredi Palmeri di Sportitalia, Jacopo Aliprandi del Corriere dello Sport e col cuore rossonero Paolo Bertolucci. Entra nella fase finale la Coppa d'Africa. Oggi le prime due sfide dei quarti di finale, Mali-Senegal e Camerun-Marocco con uno scatenato Brahim Diaz. Sentiamo cosa si aspetta da queste partite Malu Mpasinkatu, ex ds di Catanzaro e Rieti e opinionista televisivo.
Nella fredda nebbia di Parma l'Inter si conferma tranquilla davanti al Napoli con un 2-0, mentre la squadra di Conte inciampa in un pareggio contro il Verona e si arrabbia per i due gol annullati dal Var. Stessa arrabbiatura per l'arbitraggio in casa Lazio dove, però Sarri è arrabbiato anche per il mercato che, invece di farglieli entrare, continua a portargli via pedine fondamentali come Castellanos e Guendouzi. Intanto, dall'altra parte del Tevere Gasperini ha incontrato Friedkin. Chiacchieriamo tra campo e mercato con Marco Cattaneo (Cronache di Spogliatoio), Luca Marchetti (Sky Sport) e Antonio Giordano (Gazzetta dello Sport).Mentre i piloti della Ferrari F1 devono ancora riprendersi dall'ennesima stagione buia, i piloti Ferrari di Endurance hanno trascorso un Natale sereno, come testimonia anche la foto della tavolata di Capodanno di Giovinazzi-Fuoco-Pier Guidi con l'amichetto Sinner. Chiediamo dettagli sulla serata all'insider Roberto Lacorte di Cetilar Racing, sempre in compagnia di Gionata Ferroni che si prepara ad un'altra stagione di studio motoristico.