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"Ieri mi sono mangiato una pizza gigante e poi mi sono bevuto una birra ghiacciata!" Ti sembra una frase strana? In realtà, quando un italiano dice "mi sono bevuto un caffè" invece di "ho bevuto un caffè", non sta sbagliando: sta usando una struttura chiamata uso pronominale affettivo dei verbi transitivi. Ne parliamo in dettaglio in questo articolo. "Mi Sono Mangiato una Pizza": Come Usare i PRONOMI con i Verbi Transitivi Cos'è un Verbo Transitivo? Le Basi Fondamentali Prima di addentrarci nell'argomento principale, è essenziale fare un piccolo ripasso. Un verbo transitivo è un verbo che può avere un oggetto diretto. Ma cos'è l'oggetto diretto? È un elemento della frase che completa il significato del verbo, rispondendo alla domanda "che cosa?" o "chi?", e si collega al verbo senza preposizione. Ecco degli esempi concreti: "Marco mangia una mela." → Mangia che cosa? Una mela. (oggetto diretto) "Lucia legge un libro." → Legge che cosa? Un libro. (oggetto diretto) "Ho incontrato Maria." → Ho incontrato chi? Maria. (oggetto diretto) L'oggetto diretto, chiamato anche complemento oggetto, è fondamentale per capire l'argomento di oggi. Esiste una regola che ogni studente di italiano impara molto presto: quando un verbo transitivo ha un oggetto diretto, nei tempi composti si usa l'ausiliare AVERE. Quindi normalmente dici: Ho mangiato una pizza. Ho bevuto un caffè. Ho guardato un film. Ho letto un articolo. Tutto perfettamente regolare. Ma poi succede qualcosa di inaspettato. Il Mistero dei Pronomi "Superflui": I Pronomi Pleonastici Nella vita reale, senti gli italiani dire frasi come queste: "Mi sono mangiata una pizza incredibile!" "Ti sei bevuto tutto il vino?" "Ieri sera ci siamo guardati un film bellissimo." "Marco si è letto tutto il giornale a colazione." Ma come? C'è l'oggetto diretto... e l'ausiliare è essere? E quei pronomi (mi, ti, ci, si)... a cosa servono? Questi pronomi si chiamano pronomi pleonastici. La parola "pleonastico" deriva dal greco pleonasmós, che significa "eccesso, sovrabbondanza". In grammatica, un elemento pleonastico è qualcosa che, dal punto di vista strettamente logico, sembra superfluo, non necessario. Ma attenzione: "apparentemente superfluo" non significa "inutile"! In italiano, questi pronomi hanno una funzione comunicativa molto importante. A Cosa Servono Questi Pronomi? Le Funzioni Comunicative Quando aggiungi un pronome personale a un verbo transitivo, stai comunicando qualcosa di più rispetto alla frase "neutra". Stai aggiungendo diverse sfumature di significato: Coinvolgimento emotivo – Il soggetto non è un semplice "esecutore" dell'azione, ma è emotivamente partecipe. Partecipazione intensa – L'azione viene percepita come più personale, più vissuta. Valore affettivo – Può essere positivo (piacere, soddisfazione, godimento) o negativo (fastidio, disapprovazione, rammarico). Registro informale – Questa costruzione è tipica della lingua parlata, colloquiale, quotidiana. In termini tecnici, possiamo dire che il soggetto della frase diventa sia l'agente dell'azione (colui che compie l'azione) sia il beneficiario o il destinatario dell'azione stessa. È come se il soggetto facesse qualcosa a proprio vantaggio (o svantaggio). Confronto tra Frasi Neutre e Frasi Affettive Frase Neutra (Informativa)Frase con Pronome (Affettiva)Ho mangiato una torta.Mi sono mangiato una torta!Abbiamo fatto una passeggiata.Ci siamo fatti una bella passeggiata!Ha bevuto tre birre.Si è bevuto tre birre!Ho letto un libro interessante.Mi sono letto un libro interessante!Hanno guardato un film.Si sono guardati un film! Nella prima colonna, le frasi sono grammaticalmente corrette ma fredde, distaccate, semplicemente informative. Comunicano un fatto, punto. Nella seconda colonna, invece, c'è emozione! C'è il piacere di mangiare quella torta, la soddisfazione di quella passeggiata, lo stupore (o la disapprovazione) per quelle tre birre. Il parlante vuole comunicare non solo cosa è successo, ma anche come l'ha vissuto. Positivo o Negativo? Dipende dal Contesto Attenzione: il coinvolgimento emotivo espresso da questa costruzione non è sempre positivo. Può indicare sia un'esperienza piacevole sia un'esperienza spiacevole. Senso Positivo (Piacere, Soddisfazione, Godimento) "Mi sono gustato un tiramisù fantastico!" → L'ho apprezzato tantissimo. "Ci siamo fatti una vacanza meravigliosa!" → Una bella esperienza, ne abbiamo beneficiato. "Mi sono letto un romanzo bellissimo in tre giorni." → È stato un piacere leggerlo. Senso Negativo (Fastidio, Disapprovazione, Conseguenze Negative) "Mi sono dovuto sorbire due ore di riunione inutile!" → Una vera tortura. "Si è bevuto tutti i suoi risparmi al casinò." → Li ha sprecati, un disastro. "Si è fumato venti sigarette in un giorno." → Disapprovazione per l'eccesso. Il contesto della conversazione e il tono di voce ti aiuteranno sempre a capire se l'emozione espressa è positiva o negativa. I Verbi Più Comuni con l'Uso Pronominale Affettivo Questa costruzione pronominale affettiva si usa soprattutto con alcune categorie specifiche di verbi. Verbi Legati al Cibo e alle Bevande Sono i più frequenti. Mangiare, bere e simili sono azioni che coinvolgono direttamente il nostro corpo e il nostro piacere, quindi è naturale esprimere coinvolgimento emotivo: mangiarsi → "Mi sono mangiato un piatto di spaghetti gigante." bersi → "Ti sei bevuta tutta la bottiglia da sola?" gustarsi → "Ci siamo gustati un aperitivo al tramonto." prendersi → "Mi sono preso un dolcetto dopo pranzo." Verbi Legati ai Sensi e all'Intrattenimento Anche le attività legate al piacere sensoriale e all'intrattenimento sono adatte a questa costruzione: guardarsi → "Mi sono guardato tre episodi di fila della mia serie preferita." vedersi → "Vi siete visti quel documentario di cui parlano tutti?" leggersi → "Si è letto il libro in una sola notte, non riusciva a smettere." ascoltarsi → "Mi sono ascoltato tutto l'album nuovo mentre cucinavo." Il Verbo FARE: Il Re di Questa Categoria Il verbo fare è incredibilmente versatile in italiano e con questa costruzione pronominale si usa moltissimo: farsi una passeggiata → "Ci siamo fatti una bella passeggiata lungo il fiume." farsi una doccia/un bagno → "Mi sono fatto una doccia lunghissima e rilassante." farsi due/quattro risate → "Vi siete fatti due risate con quella commedia?" farsi un viaggio → "Si sono fatti un viaggio incredibile in Sudamerica." farsi un pisolino → "Mi sono fatto un pisolino pomeridiano rigenerante." farsi un'idea → "Mi sono fatto un'idea abbastanza chiara della situazione." Le Regole Grammaticali Fondamentali Quando usi questa costruzione, ci sono alcune regole grammaticali importanti da tenere a mente. Regola 1: Ausiliare ESSERE (non AVERE) Anche se il verbo è transitivo e ha un oggetto diretto, quando aggiungi il pronome pleonastico l'ausiliare diventa ESSERE: "Ho mangiato una pizza." → "Mi sono mangiato una pizza." "Abbiamo guardato un film." → "Ci siamo guardati un film." Regola 2: Accordo del Participio Passato con il Soggetto Con l'ausiliare essere, il participio passato si accorda in genere e numero con il soggetto: SoggettoEsempioIo (uomo)Mi sono mangiato una pizza.Io (donna)Mi sono mangiata una pizza.Tu (uomo)Ti sei bevuto un caffè.Tu (donna)Ti sei bevuta un caffè.LuiSi è guardato un film.LeiSi è guardata un film.Noi (uomini/misto)Ci siamo fatti una passeggiata.Noi (donne)Ci siamo fatte una passeggiata.Voi (uomini/misto)Vi siete letti quel libro?Voi (donne)Vi siete lette quel libro?Loro (uomini/misto)Si sono comprati una casa nuova.Loro (donne)Si sono comprate una casa nuova. Regola 3: I Pronomi da Usare I pronomi usati sono i pronomi riflessivi: PersonaPronomeIomiTutiLui/LeisiNoiciVoiviLorosi La Relazione con i Verbi Riflessivi A questo punto, forse ti starai chiedendo: "Ma questi verbi sono verbi riflessivi?" I verbi riflessivi propri (o "riflessivi diretti") sono quei verbi in cui il soggetto e l'oggetto coincidono. Il soggetto compie un'azione su sé stesso: "Mi lavo." = Io lavo me stesso. "Ti vesti." = Tu vesti te stesso/a. "Si pettina." = Lei pettina sé stessa. In questi casi, il pronome (mi, ti, si...) rappresenta l'oggetto diretto, che è la stessa persona del soggetto. Ma nella costruzione che stiamo studiando oggi, le cose sono diverse: "Mi sono mangiato una pizza." Qui il soggetto è "io", ma l'oggetto diretto è "una pizza" (non "me stesso"). Quindi non è un riflessivo proprio. Questa costruzione viene chiamata in vari modi dai linguisti: Riflessivo apparente o riflessivo indiretto Uso pronominale intensivo o affettivo Qualunque sia il nome tecnico, la cosa importante da ricordare è questa: il pronome non indica che l'azione ricade sul soggetto, ma che il soggetto è emotivamente coinvolto nell'azione o che ne trae vantaggio/svantaggio. È come se il pronome significasse "a mio vantaggio", "per me", "per il mio piacere": "Mi sono mangiato una pizza" ≈ "Ho mangiato una pizza (per il mio piacere/godimento)" "Ci siamo fatti una passeggiata" ≈ "Abbiamo fatto una passeggiata (per il nostro piacere)" Quando il Pronome è Obbligatorio (Non Facoltativo) Finora abbiamo visto casi in cui il pronome è facoltativo: puoi aggiungerlo per esprimere coinvolgimento emotivo, oppure puoi ometterlo per una frase più neutra. Tuttavia, esistono situazioni in italiano in cui il pronome è obbligatorio. Non puoi ometterlo senza che la frase suoni strana o innaturale. Caso A: Quando l'Oggetto è una Parte del Corpo del Soggetto Quando l'oggetto diretto indica una parte del corpo appartenente al soggetto,
ULTIM'ORA – Famiglia nel bosco: madre allontanata e bambini separati tra loro, la decisione choc del tribunale È di oggi la decisione del Tribunale dell'Aquila: Catherine Birmingham non può stare con i figli, e i tre fratelli verranno divisi in strutture diverse. Svolta drammatica.#UltimOra #FamigliaNelBosco #NotiziaDiOggi #TribunaleMinorenni #CronacaItaliana
Le ultime sulla vicenda #andre e sulle vicende della dirigenza del #milan con l'#acmilan di #milanello che prepara il #derbyDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
CI SALVERANNO LORO? - XII - CORVO - OLTRE IL VELODiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/border-nights--654467/support.
Armando Spataro, Nello Rossi"Le ragioni del no"La posta in gioco nel referendum costituzionaleEditori Laterzawww.laterza.itDue magistrati, con una lunga esperienza professionale, spiegano le ragioni del no e la posta in gioco in questo referendum. I sostenitori del sì faranno leva su questioni molto sentite dalla generalità dei cittadini: la lunghezza dei processi, i veri o presunti errori giudiziari, le responsabilità dei magistrati, i motivi del conflitto tra politica e magistratura. In realtà, la revisione costituzionale si occupa assai poco della giustizia italiana e punta a ridefinire, a tutto vantaggio del governo, l'equilibrio tra i poteri dello Stato rendendo la magistratura più debole. Se la riforma andrà in porto, l'attuale maggioranza di governo si sentirà incoraggiata a procedere con il premierato sulla via di una modifica in senso autoritario dello Stato.Nello Rossi è direttore della rivista “Questione Giustizia” e vicepresidente del Tribunale Permanente dei Popoli (Fondazione Basso). Nella sua vita professionale è stato giudice e pubblico ministero, svolgendo tra l'altro i ruoli di avvocato generale presso la Corte di Cassazione, di consigliere di Cassazione e di procuratore aggiunto a Roma. Nella consiliatura 1998-2002 è stato componente del Csm. È stato membro del Comitato direttivo della Scuola Superiore della magistratura dal 2017 al 2019. Ha scritto numerosi articoli e saggi, in particolare in materia di diritto penale, di ordinamento giudiziario e su temi di giustizia, tra i quali Il potere e la ribelle. Creonte o Antigone? Un dialogo (con Livio Pepino, 2019).Armando Spataro, magistrato dal 1975 al 2018, è stato pubblico ministero e dal 1998 al 2002 componente del Csm. Ha coordinato indagini sul terrorismo interno, su mafia, criminalità organizzata e sul terrorismo internazionale, partecipando a numerosi incontri di lavoro e di studio all'estero. Èstato procuratore aggiunto a Milano e procuratore della Repubblica a Torino. Ha insegnato, come docente incaricato, Politiche della sicurezza e dell'intelligence presso l'Università Statale di Milano. Oltre che di articoli e saggi in materia di giustizia, è autore per Laterzadi Ne valeva la pena. Storie di terrorismi e mafie, di segreti di Stato e di giustizia offesa (2010) e Loro dicono, noi diciamo. Su premierato, giustizia e regioni(con Gustavo Zagrebelsky e Francesco Pallante, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In questa lezione imparerai le seguenti frasi: Pranzo sempre alle dodici. / Mangio spesso pesce a pranzo. / Torno a casa alle sei e un quarto. / Quando vai a letto? / Vado a letto alle 11 di sera. / Non mi alzo mai la mattina presto. / (Loro) si alzano presto la mattina.
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Hai mai pensato a quanto sarebbe noioso ripetere sempre gli stessi nomi? "Marco ha visto Maria. Marco ha salutato Maria." Ecco perché esistono i pronomi: strumenti linguistici essenziali che rendono il discorso fluido e naturale. In questa guida imparerai a usare tutti i tipi di pronomi italiani con esempi pratici e regole chiare! I PRONOMI ITALIANI: La Guida Completa 1. Pronomi Personali Soggetto I pronomi personali soggetto sostituiscono il nome della persona o della cosa che compie l'azione. Sono fondamentali per identificare chi sta facendo qualcosa e per dare struttura alle nostre frasi. In italiano, questi pronomi si dividono in singolari e plurali, e ognuno ha una funzione specifica nella comunicazione. Forma Singolare Io - prima persona singolare (parlo di me stesso/a). Questo pronome indica colui o colei che sta parlando, il centro della comunicazione. Esempi: Io mangio la pizza, Io studio italiano, Io lavoro a Milano. Tu - seconda persona singolare (parlo con te). Indica la persona con cui si sta parlando direttamente, l'interlocutore immediato. Esempi: Tu studi italiano, Tu parli bene, Tu sei simpatico. Lui/Lei/Egli/Ella/Esso/Essa - terza persona singolare (parlo di qualcun altro). Questi pronomi indicano una persona o cosa di cui si sta parlando, ma che non è presente nella conversazione diretta. Lui si usa per il maschile, Lei per il femminile. Esempi: Lui lavora a Roma, Lei studia medicina, Esso funziona bene (per oggetti). Forma Plurale Noi - prima persona plurale. Indica un gruppo di persone che include chi sta parlando. È il pronome della collettività e dell'inclusione. Esempi: Noi andiamo al cinema, Noi parliamo italiano, Noi abitiamo in Italia. Voi - seconda persona plurale. Indica un gruppo di persone a cui ci si sta rivolgendo direttamente. Esempi: Voi studiate molto, Voi siete italiani, Voi capite tutto. Loro/Essi/Esse - terza persona plurale. Indica un gruppo di persone o cose di cui si sta parlando. Loro è la forma più comune e moderna. Esempi: Loro lavorano insieme, Loro sono amici, Loro vivono a Firenze. Curiosità Importanti In italiano, spesso non usiamo i pronomi soggetto perché il verbo già ci dice chi compie l'azione! Questa è una caratteristica unica dell'italiano rispetto ad altre lingue. Per esempio, possiamo dire "Mangio la pizza" invece di "Io mangio la pizza".La desinenza del verbo (-o) indica chiaramente che il soggetto è "io". Usiamo il pronome soggetto solo quando vogliamo dare enfasi o evitare confusione. Esempi di enfasi: "Io pago il conto!" (sottolineo che sono proprio io a pagare), "Tu devi studiare!" (enfatizzo che è responsabilità tua). ATTENZIONE! Le forme "Egli, ella, essi, esse" sono forme formali e letterarie che appartengono principalmente alla lingua scritta formale e letteraria. Nella lingua parlata quotidiana usiamo sempre "lui, lei, loro". Se vuoi sembrare un libro di poesia dell'Ottocento, usa pure "egli"... ma i tuoi amici italiani ti guarderanno in modo strano! Queste forme si trovano ancora in documenti ufficiali, testi letterari classici e contesti molto formali, ma sono considerate arcaiche nella conversazione moderna. 2. Pronomi Personali Complemento Questi pronomi sostituiscono i complementi nelle frasi: oggetto diretto, oggetto indiretto e altri tipi di complementi. Qui la situazione diventa più complessa e articolata, ma non preoccuparti! Con un po' di pratica e attenzione, diventerà tutto naturale. I pronomi complemento sono essenziali per evitare ripetizioni e rendere il discorso più scorrevole ed elegante. A) Pronomi Diretti (Complemento Oggetto) I pronomi diretti rispondono alla domanda "chi?" o "che cosa?" e sostituiscono il complemento oggetto. Si usano quando l'azione del verbo passa direttamente sull'oggetto, senza bisogno di preposizioni. Forme atone (deboli - si usano prima del verbo coniugato): mi - me (prima persona singolare): Marco mi vede = Marco vede me ti - te (seconda persona singolare): Ti chiamo domani = Chiamo te domani lo - lui/esso (maschile singolare) o "ciò": Lo compro = Compro lui/quello/ciò la - lei/essa (femminile singolare): La vedo = Vedo lei/quella La - Lei (forma di cortesia): La ringrazio, signora = Ringrazio Lei ci - noi (prima persona plurale): Ci invitano = Invitano noi vi - voi (seconda persona plurale): Vi aspetto = Aspetto voi li - loro (maschile plurale): Li conosco = Conosco loro (maschi o gruppo misto) le - loro (femminile plurale): Le compro = Compro loro (cose femminili o donne) Esempi pratici con frasi complete: Vedi Marco? Sì, lo vedo. (lo = Marco) - Invece di ripetere "Sì, vedo Marco" Conosci Maria? Sì, la conosco. (la = Maria) - Invece di "Sì, conosco Maria" Mangi la pasta? Sì, la mangio. (la = la pasta) - Il pronome sostituisce l'intero oggetto Leggete i libri? Sì, li leggiamo. (li = i libri) - Plurale maschile Compri le scarpe? Sì, le compro. (le = le scarpe) - Plurale femminile Trucco da ricordare: "Lo" e "la" diventano "l'" davanti a vocale per ragioni di eufonia (suono piacevole): L'amo (amo lui/lei), L'ho visto (ho visto lui/lei/esso), L'ascolto (ascolto lui/lei). Questo rende la pronuncia più fluida e naturale. I Pronomi Diretti con il Passato Attenzione! Quando usi i pronomi diretti con il passato prossimo (e altri tempi composti), il participio passato deve accordarsi con il pronome in genere e numero. Ma c'è una regola importante da ricordare: Con la 3ª persona singolare (lo, la, l') e plurale (li, le) → l'accordo è OBBLIGATORIO: Hai visto Marco? Sì, l'ho visto. (visto = maschile singolare) Hai visto Maria? Sì, l'ho vista. (vista = femminile singolare) Hai mangiato le mele? Sì, le ho mangiate. (mangiate = femminile plurale) Hai letto i libri? Sì, li ho letti. (letti = maschile plurale) Con la 1ª e 2ª persona singolare e plurale (mi, ti, ci, vi) → l'accordo è FACOLTATIVO (ma sempre corretto se fatto): Marco mi ha chiamato/chiamata. (entrambi corretti!) Maria ci ha visto/visti/viste. (tutte le forme sono corrette!) Ti ho cercato/cercata stamattina. (entrambi corretti!) Curiosità con i Verbi Modali (dovere, potere, volere) Quando usi i pronomi diretti con i verbi modali al passato prossimo, succede una cosa interessante: è il pronome che decide se il participio passato si accorda o no! Se il pronome è PRIMA del verbo modale: Ci hanno voluti vedere. (voluti si accorda con "ci" = noi) Li ho dovuti chiamare. (dovuti si accorda con "li" = loro maschile) L'ho potuta incontrare. (potuta si accorda con "l'" = lei) Se il pronome è DOPO (attaccato all'infinito): Hanno voluto vederci. (NON si accorda: hanno voluto) Ho dovuto chiamarli. (NON si accorda: ho dovuto) B) Pronomi Indiretti (Complemento di Termine) I pronomi indiretti rispondono alla domanda "a chi?" e sostituiscono il complemento di termine. Si usano quando l'azione del verbo è diretta indirettamente verso qualcuno, tipicamente con verbi che richiedono la preposizione "a". Forme atone: mi - a me: Mi telefoni? = Telefoni a me? ti - a te: Ti scrivo = Scrivo a te gli - a lui: Gli parlo = Parlo a lui le - a lei: Le regalo fiori = Regalo fiori a lei Le - a Lei (forma di cortesia): Le chiedo scusa = Chiedo scusa a Lei ci - a noi: Ci scrivono = Scrivono a noi vi - a voi: Vi spiego = Spiego a voi gli/loro - a loro: Gli telefono / Telefono loro = Telefono a loro Esempi dettagliati: Telefoni a Marco? Sì, gli telefono. (gli = a Marco) - Il verbo "telefonare" richiede sempre "a" Scrivi a Maria? Sì, le scrivo. (le = a Maria) - Il verbo "scrivere a qualcuno" Parli ai tuoi genitori? Sì, gli parlo (o: parlo loro). - Terza persona plurale Dai un regalo a me? Sì, ti do un regalo. - Prima persona singolare indiretta Nota importante: "Loro" può essere usato al posto di "gli" per la terza persona plurale, ma presenta una differenza fondamentale di posizione: si mette DOPO il verbo invece che prima. Quindi diciamo: "Parlo loro" invece di "Gli parlo". Però nella lingua moderna e colloquiale, la forma "gli" sta vincendo questa battaglia ed è ormai la più usata, anche se "loro" rimane corretta e viene ancora utilizzata in contesti più formali o letterari. Verbi comuni che usano pronomi indiretti: telefonare, scrivere, parlare, chiedere, rispondere, regalare, dare, mandare, inviare, spedire, raccontare, spiegare, insegnare, prestare, mostrare. C) Pronomi Complemento - Forma Forte (Dopo Tutte le Preposizioni) Oltre alle forme atone (deboli), esistono anche le forme toniche (forti) dei pronomi complemento. Queste si usano DOPO le preposizioni e quando si vuole dare enfasi. Forme toniche: me - me te - te lui/lei/Lei - lui/lei/Lei noi - noi voi - voi loro - loro sé - sé stesso/stessa (forma riflessiva) Quando si usano? 1. DOPO TUTTE LE PREPOSIZIONI (a, di, da, con, per, su, tra, fra, senza...): Vengo con te. (NON: vengo con ti) Parlo di lui. (NON: parlo di lo) Questo regalo è per voi. (NON: questo regalo è per vi) Abito vicino a loro. (NON: abito vicino a gli) Senza di te, mi annoio. Pensano sempre a me. 2. PER DARE ENFASI: Amo te! (più forte di "Ti amo") Ha chiamato me, non te! Cercano proprio voi! 3. DOPO LE COMPARAZIONI (di, come, quanto): Sei più alto di me. Marco è intelligente come te. Lavora quanto noi. FORMA RIFLESSIVA "SÉ": La forma "sé" (con o senza accento, entrambi corretti: "sé" o "se") si usa per la terza persona quando l'azione ricade sul soggetto stesso: Pensa sempre a sé (stesso). Parla da sé. Conta solo su sé (stesso). ESEMPI COMPLETI: Questo libro è per te, non per lui. Viene da noi stasera? Abito lontano da loro. Escono sempre con voi? Pensa solo a sé. D) Pronomi Combinati
Cierre de Mercados está hoy desde IFEMA Madrid presentándoles las novedades de HIP 2026, la reunión anual de innovación para Horeca. La industria de la hostelería está viviendo una auténtica revolución. Ya no se trata solo de ofrecer un buen servicio, sino de sorprender, inspirar y conectar. La innovación es la cave para destacar en un sector cada más más competitivo. Hoy, la experiencia se mide en los detalles. Empezaremos hablando con Allesandro Alaimo di Loro, director general de Unilever Food Solutions, que es la divisón de foodservice del gigante de la alimentación Unilever. Operan en 68 países, con más de 4.700 empleados, de los cuales 230 son chefs.. así que saben perfectamente cómo funciona el día a día de una cocina. Nuestro siguiente invitado es Tomás Fernández, director comercial de Coma Partners, para presentarnos las últimas novedades en cubertería, cocina, logística, comedor, bar, buffet y catering aunque hay mucho más por venir. Iñigo Barea es el director general de Just Eat España y con él charlaremos del papel de la compañía en el sector del delivery y de la innovación tecnológica al servicio de la hostelería. El ecosistema digital hotelero atravies actualmente una fase de consolidación tras años de eclosión y en este contexto, hace ya siete años nació Yurest con el propósito de centralizar las operaciones de cualquier tipo de organización restauradora. Hablaremos con Marcos Gómez, CEO de Yurest. Y, por último, entrevistaremos a uno de los "sastres" de la alta restauración. Es Raúl Iván Fernández, director general de Kitchen Consult.
A través de una narrativa que entrelaza la historia de las matemáticas con una intriga personal, el texto explora el legado de Grosrouvre y la Biblioteca de la Selva. El protagonista, Ruche, junto a un joven llamado Max y un loro mensajero, reconstruye la evolución del pensamiento científico desde la Antigüedad clásica hasta la modernidad. Los fragmentos detallan figuras clave como Tales, Pitágoras, Arquímedes y matemáticos árabes como al-Jwarizmi, resaltando la belleza de conceptos como el álgebra y la trigonometría. Además, se relata un misterio en la Amazonia y la resolución de enigmas históricos como el Último Teorema de Fermat. La obra destaca cómo el conocimiento humano se preserva y transmite a través de libros, cartas y la memoria viva.
Es una de las dramáticas consultas que recibe el biólogo Antonio Grulla. También nos mostrará algunas audiobiografías de animales.
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Miliardi di umani che parlano nei social.Non vogliamo mettere qualche milione di agenti AI a parlare in un loro social ?Divertentissimo ? mah ...
Siamo tornati al cinema per vedere La grazia, l'ultima fatica di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo (Coppa Volpi a Venezia) nei panni di un Presidente della Repubblica.L'occasione è ghiotta per analizzare anche Loro (2018), l'introvabile film su Silvio Berlusconi (disponibile solo in blu-ray estero), l'unico titolo del regista di cui fino a questo momento non avevamo mai parlato.(02:18) La grazia(49:16) Loro
Nel pomeriggio di domenica 1 febbraio, all'interno di Weekend N1 - con il nostro Alvise Salerno - ha incontrato negli studi di Milano il gruppo musicale Santamarea. Michele, Noemi, Francesco e Stella ci hanno presentato il loro nuovo album intitolato Anime Storte. I Santamarea sono tre fratelli di sangue (Stella, Francesco e Michele Gelardi) e una sorella d'elezione (Noemi Orlando) che nascono a Palermo, loro luogo d'origine, e da cui traggono forte ispirazione. Infatti, il titolo del loro nuovo progetto Anime Storte nasce proprio dalle proprie radici siciliane: «Nasce da un aggettivo nostro che è tortu, perché nostra madre ci ha sempre rivolto - noi siamo fratelli - questo aggettivo crescendo. Storto è in siciliano quell'aggettivo che si rivolge a chi fa le cose in maniera raffazzonata, distratta, però alla fine le fa lo stesso, in maniera diversa. E quindi abbiamo immaginato sia testualmente che musicalmente di scegliere sempre la seconda cosa che ci venisse in mente e di conseguenza lavorare in maniera "storta"».
TodoPorLaRadio con Especialistas Secundarios, El Mundo Today, Mario Panadero, Lydia Ramón, Cristina del Casar, Susanna Ruiz, Raúl Pérez, Luis Piedrahita e Iñaki de la Torre
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Paola Bonfante"Piante, noi e loro"Biologia, simboli, sentimenti di una relazione specialeEdizioni del Mulinowww.mulino.itUn viaggio tra scienza, arte, mito ed emozioni: le piante come non le avete mai lette.Ci sono persone che parlano con le proprie piante, trovano conforto in un bosco, si commuovono davanti a un fiore in boccio. Ci sono poi gli scienziati che ne studiano le strategie evolutive, le relazioni invisibili e i meccanismi biologici sorprendenti, decifrandone il genoma. In mezzo c'è un terreno comune: quello in cui sapere e sentire si incontrano. In questo volume, una biologa di fama internazionale intreccia scienza, mito, arte e vita personale per esplorare il legame profondo – e spesso frainteso – tra gli esseri umani e il mondo vegetale. Dalla Dafne di Anselm Kiefer ai boschi urbani, dai simboli antichi alle sfide del Green Deal e del femminismo, alle conseguenze ecologiche della guerra, ogni pagina apre finestre inedite sul rapporto tra esseri umani e piante. Un racconto intimo e curioso di una relazione in cui forse si nasconde un'altra chiave per comprendere qualcosa di più anche di noi stessi.Paola Bonfante professoressa emerita di Biologia vegetale all'Università di Torino e pioniera degli studi sulle relazioni tra piante e microorganismi. Fa parte dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia delle Scienze di Torino, dell'Accademia di Agricoltura di Torino e di Francia e dell'Accademia Europea. È tra le ricercatrici più citate al mondo (Highly Cited Researchers 2017, 2018, 2020 Clarivate Analytics) ed è nella lista dei top scientist italiani. Con il Mulino ha pubblicato nel 2021 «Una pianta non è un'isola. Alla scoperta di un mondo invisibile».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Entrevista desde FITUR 2026 en La Diez Capital Radio a Christoph Kiessling, presidente de Loro Parque Fundación. En esta conversación, Kiessling nos acerca a la labor de uno de los grupos turísticos más emblemáticos de Canarias, destacando su compromiso con la conservación, la educación y el desarrollo sostenible del turismo en las islas. Nos muestra cómo Loro Parque no solo se ha consolidado como un referente de entretenimiento y naturaleza, sino también como un motor de innovación y responsabilidad social en el sector turístico. Además, comparte proyectos, iniciativas de conservación y perspectivas sobre las tendencias del turismo en Canarias, revelando cómo un grupo turístico puede combinar ocio, educación y sostenibilidad para ofrecer experiencias únicas y memorables a los visitantes. Una charla que pone en valor la importancia de un turismo responsable y consciente, con mirada internacional y profundo compromiso con el entorno.
Reid Hoffman, fondatore di Linkedin e membro del CdA di Microsoft e di molte start up, ha pronunciato la sua lezione dottorale l'8 settembre 2023 in piazza Maggiore a Bologna in occasione del conferimento del Sigillum Magnum dell'Università di Bologna durante la cerimonia di Graduation di Bologna Business School.
In questo episodio parlo di cinque frasi che non servono a rendere i nostri figli più obbedienti o più facili da gestire, ma più liberi di restare bambini senza sentirsi responsabili delle nostre paure, del nostro equilibrio, delle nostre aspettative.Parliamo di paura nella genitorialità, di confini, di consenso, di autorità e di riparazione, con esempi concreti della vita quotidiana e senza frasi fatte.Un episodio per chi sente che educare non è trovare le parole giuste, ma imparare a stare nel ruolo adulto senza scaricarlo sui figli.Se senti che alcune di queste frasi ti risuonano ma allo stesso tempo ti sembrano difficili da usare nella vita vera, CLICCANDO QUI trovi la lista d'attesa de La Dolce Guida, il percorso dedicato alla disciplina dolce e alla crescita genitoriale. Tra poco riaprirò le iscrizioni, non perdere questa occasione!
È uno dei registi italiani più riconosciuti e influenti al mondo. Uno dei pochi capaci di trasformare il cinema in visione, stile e racconto del tempo che viviamo. Ebbene sì, Paolo Sorrentino è passato dal BSMT. Da Le conseguenze dell'amore a Il Divo, da This Must Be the Place a Loro, fino a La grande bellezza, premio Oscar e spartiacque del cinema italiano contemporaneo. Un percorso che prosegue con The Young Pope e The New Pope, con È stata la mano di Dio, Partenope e La Grazia, appena uscito al cinema, insieme a molti altri lavori che confermano uno sguardo capace di raccontare potere, solitudine, memoria, identità e desiderio di bellezza come pochi altri. Al BSMT abbiamo parlato di cinema, tra popolare e d'autore, di scrittura e ispirazione, di Napoli e di Maradona, del rapporto speciale con Tony Servillo e di cosa si prova a vincere un Oscar. Ma anche di libertà creativa e di quello “stile sorrentiano” che accomuna tutti i suoi film pur rendendoli ogni volta unici e originali. E non solo: Paolo si è aperto anche su aspetti più intimi della sua vita, dai ricordi più traumatici dell'infanzia alla gioia di essere diventato nonno da pochissimo. Una chiacchierata rara e preziosa, che ci ha permesso di entrare nella testa e nel mondo di un autore che ha segnato, e continua a segnare, il modo di fare cinema in Italia e non solo. Buona visione! __________________ 00:00 INTRO 6:44 TUTTO SU “LA GRAZIA” 28:51 COME SI VIVE L'USCITA DI UN FILM DA REGISTA 30:24 DOVE VEDERE I FILM AL CINEMA 31:30 CINEMA VS PIATTAFORME STREAMING 34:01 DUALISMO TRA FILM D'AUTORE E FILM POPOLARI 36:26 PRIMA E DOPO L'OSCAR 37:46 “L'OSSESSIONE” PER IL CINEMA 42:44 IL RAPPORTO CON TONY SERVILLO 45:48 COSA DEVE AVERE UN BUON ATTORE? 48:01 “IL DIVO” E “LORO” 51:08 VINCERE L'OSCAR CON “LA GRANDE BELLEZZA” 57:04 IL RUOLO DA PAPÀ E L'IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA 1:02:56 MARADONA E LA PERDITA DEI GENITORI 1:09:14 SALUTI FINALI Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
con Denise Cicchitti e Giuliano Gomez
Entrevista en La Diez Capital Radio a Rafael Zamora, director científico de la Fundación Loro Parque, con quien hablaremos sobre el récord de visitantes registrado por los zoos y acuarios integrados en AIZA, la Asociación Ibérica de Zoos y Acuarios, y el papel de estas entidades en la conservación, la educación y la investigación científica.
Da quasi vent'anni Pedemonte vive in una sorta di sospensione, come se il tempo istituzionale scorresse più lento di quello della comunità. Il referendum del 2008, che sancì con nettezza la volontà di tornare sotto la Provincia autonoma di Trento, è rimasto lì, fermo in un cassetto del Parlamento. E intanto il paese continua a muoversi, a crescere, a guardare verso nord, mentre la politica alterna slanci, promesse e lunghi silenzi. Oggi, con un nuovo disegno di legge depositato in Senato, la vicenda torna a farsi sentire.
Pues nada, otro día más grabando. Hoy hablamos de la newsletter del domingo y su posterior debate en el grupo de Telegram.
Los economistas Gonzalo Bernardos, profesor de economía de la UB, y Javier Díaz-Giménez, profesor de IESE, repasan la actualidad económica: la incautación del petróleo de Venezuela, el crecimiento económico de España en cifras récord, el ataque de la ultraderecha a las pensiones y el encarecimiento de la vivienda, con los precios de los pisos por las nubes.
ne ha parlato in onda Denise Cicchitti
I supermercati approfittano della tua fedeltà alzando i prezzi sui prodotti che compri più spesso. È ora di reagire! Ti presento il Taccagno Tour, il metodo periodico per "sondare il mercato" e massimizzare il risparmio sulla spesa. Ti mostro come mantenere una lista della spesa SEMPRE UGUALE per confronti precisi e qual è la frequenza giusta per "sondare" i negozi. Non legarti a un solo punto vendita! Con il Taccagno Tour, riprendi il controllo dei tuoi soldi sulla spesa.
Stai imparando l'italiano e vuoi evitare di dire cose come "Io è fame" quando hai lo stomaco che brontola? Sei nel posto giusto! Questo test ti farà scoprire se riesci già a ordinare un caffè senza far alzare un sopracciglio al barista, o se rischi ancora di creare situazioni imbarazzanti. Spoiler: Alcune frasi sono corrette, altre... beh, meglio non dirle in giro! Trova tutti gli errori! I Verbi Italiani dal Livello Principiante al Livello Avanzato Come funziona? Per ogni frase, fermati un attimo e chiediti: "È corretta o no?", quindi scopri il tuo livello! Il tuo risultato: 0-6 punti: Principiante avventuroso - meglio ordinare al ristorante col dito sul menù! 7-14 punti: Intermedio promettente - inizi a capirci qualcosa, continua così! 15-20 punti: Avanzato impressionante - gli italiani ti scambiano per uno di loro! LIVELLO 1: SOPRAVVIVENZA IN ITALIA Esercizio 1 "Scusi, io è vegetariano. Nel menù c'è qualcosa senza carne?" ... AIUTO! ERRORE CRITICO! Cosa C'è Che Non Va? Al ristorante hai appena detto "io è vegetariano"... Il cameriere ti guarda perplesso! Il verbo "essere" alla prima persona singolare è "sono", non "è". Quella forma si usa per lui/lei. VERSIONE CORRETTA: "Scusi, io sono vegetariano. Nel menù c'è qualcosa senza carne?" Trucco: Pensa "io SONO / tu SEI / lui È" Esercizio 2 "Ragazzi, ieri sera la pizza da Gino mi ha piaciuto moltissimo!" ... ERRORE DOPPIO! ATTENZIONE! Cosa è andato storto? Qui ci sono ben due errori! Il verbo "piacere" al passato prossimo vuole sempre l'ausiliare ESSERE, NON "avere". Il participio passato deve accordarsi con il soggetto grammaticale (la pizza = femminile singolare), quindi "piaciuta" non "piaciuto". VERSIONE CORRETTA: "Ragazzi, ieri sera la pizza da Gino mi è piaciuta moltissimo!" La formula per "piacere": ESSERE (coniugato) + PIACIUTO/A/I/E (accordato con la cosa che piace) Altri esempi corretti: Il film mi è piaciuto La canzone ti è piaciuta? I dolci ci sono piaciuti Le foto vi sono piaciute Esercizio 3 "Ciao Marco! Tu sei andare alla festa di Lucia sabato scorso?" ... ATTENZIONE! ALLARME ROSSO! Cosa È Andato Storto? Hai praticamente detto "tu sei andare" invece di "sei andato"! Con il passato prossimo, dopo l'ausiliare (essere/avere) ci vuole il participio passato, non l'infinito."Andare" diventa "andato/a". VERSIONE CORRETTA: "Ciao Marco! Tu sei andato alla festa di Lucia sabato scorso?" Attenzione: Con "andare" usiamo sempre l'ausiliare ESSERE! Esercizio 4 "La mia famiglia abita a Milano da dieci anni e ci troviamo benissimo!" ... BRAVISSIMO! ITALIANO AL TOP! Cosa Rende Questa Frase Perfetta? Hai centrato la struttura italiana per azioni che durano ancora!Quando qualcosa è iniziato nel passato e continua ora, usiamo il presente (abita) + "da" + tempo. Ricorda: "Da dieci anni" = l'azione continua ancora adesso! Esercizio 5 "Guarda quelle ragazze! Loro mangia il gelato davanti alla Fontana di Trevi." ... ERRORE DA PRINCIPIANTE! Dove Hai Sbagliato? "Loro mangia"? No no no! "Loro" è plurale, quindi il verbo deve essere "mangiano". "Mangia" lo usi solo per lui/lei (terza persona singolare). VERSIONE CORRETTA: "Guarda quelle ragazze! Loro mangiano il gelato davanti alla Fontana di Trevi." Bonus: In Italia è più comune dire "prendere un gelato", non "mangiare". Esercizio 6 "Stamattina io è comprato i biglietti per il concerto dei Måneskin!" ... DOPPIO ERRORE! CIOÈ? Due Problemi da Risolvere: 1) Hai detto "io è" invece di "io ho". 2) "Comprare" vuole l'ausiliare AVERE, non "essere"! VERSIONE CORRETTA: "Stamattina io ho comprato i biglietti per il concerto dei Måneskin!" Regola d'oro: I verbi che indicano un'azione (comprare, mangiare, bere, studiare) vanno quasi sempre con AVERE! Esercizio 7 "Wow! Francesca canta come un angelo ieri al karaoke!" ... CONFUSIONE TEMPORALE! Qual È il Problema? Hai usato il presente "canta" ma poi hai detto "ieri"! Quando parli di ieri, devi usare il passato prossimo: "ha cantato". Il presente serve per cose abituali o che succedono ora. VERSIONE CORRETTA: "Wow! Francesca ha cantato come un angelo ieri al karaoke!" LIVELLO 2: TI STAI INTEGRANDO BENE! Esercizio 8 "A te interessi i film italiani? A me sì, molto!" ... ERRORE SUBDOLO! Cosa C'è Che Non Va? Verbi come "interessare", "piacere", "mancare", "servire" hanno una costruzione particolare in italiano! Il soggetto grammaticale NON è la persona, ma la cosa che piace o interessa. Nella frase "a te interessi" hai coniugato il verbo come se "tu" fosse il soggetto, ma in realtà il soggetto sono "i film" (plurale). VERSIONE CORRETTA: "A te interessano i film italiani? A me sì, molto!" La struttura corretta: Ti interessa la musica? Vi interessano i libri di storia? Regola d'oro: Con questi verbi, coniuga il verbo in base alla cosa che piace/interessa, non alla persona! Esercizio 9 "Eh, se io avrei più soldi, farei un viaggio in Costiera Amalfitana!" ... L'ERRORE PIÙ COMUNE ANCHE TRA GLI STUDENTI AVANZATI! Il Tranello del "SE": Mai, MAI usare il condizionale dopo "se"! È tentante perché in molte lingue si fa, ma in italiano è un errore grave. Dopo "se" ci vuole il CONGIUNTIVO IMPERFETTO, POI il condizionale. VERSIONE CORRETTA: "Eh, se io avessi più soldi, farei un viaggio in Costiera Amalfitana!" VIETATO: Se + condizionaleCORRETTO: Se + congiuntivo Esercizio 10 "Stavo studiando i verbi irregolari quando improvvisamente mi ha chiamato la mia amica italiana per fare aperitivo." ... ECCELLENTE! MAESTRIA TEMPORALE! Cosa Hai Fatto di Giusto? Hai combinato perfettamente due azioni passate: Imperfetto "stavo studiando" = azione in corso, lo sfondo della scena Passato prossimo "ha chiamato" = azione improvvisa che interrompe In Sintesi: l'imperfetto è la scena, il passato prossimo è l'evento che accade! Esercizio 11 "Oh no! Siamo partiti la valigia in hotel e ora siamo già in aeroporto!" ... COSTRUZIONE IMPOSSIBILE! Dove Sta l'Assurdità? "Partire la valigia"? Il verbo "partire" significa andare via, non lasciare qualcosa! Se vuoi dire che hai dimenticato la valigia, devi usare "lasciare" o "dimenticare" (che vogliono AVERE come ausiliare). VERSIONE CORRETTA: "Oh no! Abbiamo lasciato la valigia in hotel e ora siamo già in aeroporto!" Esercizio 12 "Hai visto le chiavi della macchina? Sì, le ho visto sul tavolo stamattina." ... ERRORE NASCOSTO! SCOPRIAMOLO! Perché È Sbagliato (Anche Se Suona Bene)? Questo è un tranello per studenti avanzati! Quando usiamo i pronomi diretti (lo, la, li, le) prima del verbo al passato prossimo, il participio passato si accorda con il pronome. "Le" si riferisce alle chiavi (femminile plurale), quindi il participio deve essere "viste". VERSIONE CORRETTA: "Hai visto le chiavi della macchina? Sì, le ho viste sul tavolo stamattina." Confronta: "Ho visto le chiavi" (nessun accordo senza pronome) "Le ho viste" (accordo con il pronome "le") "L'ho vista" (la = singolare femminile) "Li ho visti" (li = plurale maschile) Esercizio 13 "Per passare l'esame di italiano, è necessario che tu fai tanti esercizi di grammatica." ... CONGIUNTIVO MANCANTE! Cosa Manca? Dopo espressioni come "è necessario che", "è importante che", "bisogna che", DEVI usare il congiuntivo, NON l'indicativo! È una regola ferrea in italiano. VERSIONE CORRETTA: "Per passare l'esame di italiano, è necessario che tu faccia tanti esercizi di grammatica." Trigger words del congiuntivo: "È necessario/importante/giusto/possibile che..." Esercizio 14 "È sicuro che il prossimo weekend fa bel tempo e noi andremo al mare!" ... PERFETTO! SICUREZZA GRAMMATICALE! Perché È Giusto NON Usare il Congiuntivo? Ottima domanda! Quando esprimi certezza assoluta ("è sicuro che/so che/è chiaro che..."), devi usare l'indicativo.Il congiuntivo serve per dubbi, speranze, opinioni. Qui sei sicuro! Probabilmente hai visto le previsioni. La regola d'oro: CERTEZZA → Indicativo DUBBIO → Congiuntivo LIVELLO 3: SEI QUASI ITALIANO! Esercizio 15 "Pensavo che Luca fosse già arrivato alla stazione, ma poi ho scoperto che era in ritardo come sempre!" ... INCREDIBILE! CONCORDANZA DEI TEMPI PERFETTA! Cosa Hai Fatto di Straordinario? Hai usato il congiuntivo trapassato ("fosse arrivato") dopo un verbo al passato ("pensavo"). Questa è concordanza dei tempi da professionista!Il congiuntivo trapassato esprime un'azione che credevi fosse accaduta prima. Timeline mentale: Prima: Luca arriva (pensavi) Dopo: Tu pensi Realtà: Era in ritardo Formula avanzata: Pensavo/credevo/immaginavo + che + congiuntivo trapassato Esercizio 16 "Benché lui ha studiato il congiuntivo per settimane, continua a fare errori!" ... L'IRONIA! ERRORE SUL CONGIUNTIVO! Dov'è l'Ironia? Stai parlando del congiuntivo ma... hai dimenticato di usarlo! "Benché" è una congiunzione che richiede SEMPRE il congiuntivo. In questo caso, congiuntivo passato perché l'azione di studiare è terminata. VERSIONE CORRETTA: "Benché lui abbia studiato il congiuntivo per settimane, continua a fare errori!" Parole-spia del congiuntivo: "benché, sebbene, nonostante, affinché, prima che..." Esercizio 17 "Se avessi accettato quel lavoro a Roma tre anni fa, ora vivrei nella Città Eterna!" ... FANTASTICO! PERIODO IPOTETICO DA MANUALE! Perché È Perfetto? Hai costruito un perfetto periodo ipotetico del quarto tipo (misto): Protasi: "Se avessi accettato" (congiuntivo trapassato) Apodosi: "vivrei" (condizionale presente)
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Scarica la mia guida ai Regali di Natale per favorire il gioco autonomo, la creatività e la connessione.
A powerful conversation with Loro Parque's Christoph Kiessling on the future of zoos, global species conservation, and how tourism can support biodiversity. Charlotte Lamp Davies explores how research, education, and tourism intersect to protect wildlife worldwide.
Acquista il mio nuovo libro, “Anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva”: https://amzn.to/3wPZfmCTra il 1962 e il 1963 il governo passò in mano al centro-sinistra, all'alleanza DC-PSI: ma cosa produsse quel cambiamento?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.
Nel nord della Tanzania, la tutela della natura si è trasformata in una macchina di espulsione. Sotto la bandiera della “conservazione ambientale”, lo Stato ha riclassificato vaste aree abitate dai Maasai — come l'area di conservazione di Ngorongoro e le nuove riserve di Pololeti e del lago Natron — in territori dove ogni attività umana è vietata, ma dove prosperano la caccia al trofeo e il turismo di lusso.Il reportage frutto di una lunga inchiesta ricostruisce come il sistema di conservazione tanzaniano sia diventato un laboratorio di controllo territoriale e speculazione economica. Analizzando piani governativi, politiche di riclassificazione fondiaria e concessioni legate a investitori del Golfo e a fondi europei, il reportage rivela un modello in cui la protezione dell'ambiente e l'interesse commerciale si sovrappongono.Attraverso testimonianze sul campo, immagini satellitari, documenti ufficiali e atti riservati, emerge un sistema opaco di governance che, in nome della natura, produce esclusione, sfratti e violazioni dei diritti umani. Le nuove restrizioni nel Ngorongoro e la creazione di riserve come Pololeti o Natron diventano così strumenti per liberare territori destinati al turismo d'élite e alla caccia sportiva, espellendo le comunità che li abitano da secoli.Questo reportage radiofonico è frutto di un'inchiesta realizzata in collaborazione con FADA Collective e Placemarks, con il sostegno del Pulitzer Center on Crisis Reporting e dell'IJ4EU – Investigative Journalism for Europe.
In questo articolo affrontiamo uno degli argomenti che più vi fa venire il mal di testa: quando usare l'ausiliare ESSERE e quando usare AVERE? Lo so, lo so... ogni volta che dovete formare un tempo composto vi viene il panico! "Ma si dice ho andato o sono andato?" "È ho piaciuto o sono piaciuto?" Tranquilli! Vi spiego tutto con regole chiarissime e trucchi infallibili. E alla fine di questo articolo, non avrete più dubbi! Promesso! Tempi Composti: Come scegliere l'ausiliare giusto? Quando Usare "ESSERE"? L'ausiliare ESSERE si utilizza in diversi casi specifici che è importante conoscere e riconoscere. La caratteristica principale dei verbi che richiedono "essere" è che il participio passato deve concordare in genere e numero con il soggetto. 1) Verbi di Movimento (Spostamento da un Luogo all'Altro) I verbi di movimento che indicano uno spostamento da un posto all'altro o un cambiamento di posizione richiedono sempre l'ausiliare ESSERE. Questi verbi esprimono l'azione di muoversi, spostarsi o cambiare la propria collocazione nello spazio. Verbi principali: andare, venire, tornare, partire, uscire, entrare, cadere, fuggire, arrivare, salire, scendere, rientrare RICORDA: Con l'ausiliare "essere", devi concordare il participio passato in genere e numero con il soggetto. Esempi pratici: Io sono andata al supermercato (soggetto femminile singolare) Paolo è tornato dal suo viaggio ieri (soggetto maschile singolare) Noi siamo partiti per Parigi un anno fa (soggetto maschile plurale o misto) Le tue sorelle sono venute a casa mia ieri (soggetto femminile plurale) Maria e Luca sono usciti insieme stasera (gruppo misto: si usa il maschile plurale) Il treno è arrivato in ritardo stamattina Sono salita al terzo piano a piedi ATTENZIONE: Eccezioni con "AVERE" Alcuni verbi che indicano movimento, ma senza specificare la destinazione o il punto di arrivo, utilizzano invece l'ausiliare AVERE: Verbi con AVERE: ballare, camminare, nuotare, correre, viaggiare, passeggiare Perché usano AVERE? Perché questi verbi descrivono un'azione continuativa senza indicare uno spostamento specifico da un punto A a un punto B. Esempi: Ho camminato per due ore (movimento generico, nessuna destinazione specifica) Abbiamo ballato tutta la notte Ho nuotato in piscina Hanno corso per mantenersi in forma NOTA BENE: Anche CADERE richiede sempre l'ausiliare "essere" perché indica un cambiamento di posizione: Sono caduto dalle scale. 2) Verbi di Permanenza (Stare in un Luogo o in una Condizione) I verbi di permanenza indicano il fatto di rimanere in un certo luogo o di mantenere una determinata condizione per un periodo di tempo. Esprimono staticità piuttosto che movimento. Verbi principali: stare, restare, rimanere, durare Esempi pratici: Ieri sono rimasta a casa tutto il giorno perché dovevo lavorare (permanenza in un luogo) Luca è stato fermo tutto il tempo perché aveva paura (permanenza in una condizione) Loro sono rimasti dentro perché stava diluviando Il film è durato troppo (durata temporale) Siamo stati in silenzio per rispetto Le ragazze sono rimaste sole tutto il weekend Questi verbi esprimono la continuità di uno stato o di una posizione, senza implicare movimento o cambiamento attivo. 3) Verbi che Esprimono Cambiamenti di Stato Questa categoria include tutti i verbi che indicano una trasformazione, un cambiamento fisico o psicologico, o l'inizio/fine di uno stato. Sono verbi che descrivono come qualcosa o qualcuno diventa diverso da come era prima. Verbi principali: nascere, morire, crescere, diventare, invecchiare, dimagrire, ingrassare, impazzire, arrossire, guarire, ammalarsi, migliorare, peggiorare, cambiare, scomparire, apparire Esempi pratici con spiegazione: Sono nata nel 1996 (inizio dell'esistenza) Luca è diventato famoso grazie a quel video (cambiamento di condizione sociale)
Disabile cognitivo. Una vicenda cruenta che si aggiunge ad altri episodi di violenza registrati negli ultimi giorni e sempre perpetrati da minorenni. Ne parliamo con la procuratrice dei Minori del capoluogo piemontese. A seguire ci occupiamo di un italiano che come Trentini è detenuto nelle carceri di Caracas. Si chiama Mario Burlò ed è un imprenditore. Infine commentiamo la notizia che giunge dal mondo dell'arte: il water d'oro di Cattelan va all'asta da Sotheby's per 10 milioni di euro.
Significato e spiegazione della frase «Dio non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande» di Alessandro Manzoni. Analisi, contesto nei Promessi sposi e attualità del messaggio.
Gianluigi Donnarumma, ex rossonero, ha rilasciato alcunedichiarazioni a La Gazzetta dello Sport parlando anche del Milan.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
This week, we're chasing that UK dream — and giving our friend Loro a crash course on studying and surviving life abroad before he flies off for his uni exchange.From culture shocks and homesickness to Malaysian student clubs, finding community, picking up random side quests, and even meeting your favourite YouTubers — we're unpacking what it really feels like to be a Malaysian student in the UK.You might wanna sit down for this deep dive into the student life, identity shifts, and everything in between.#StudyUK #BritishCouncilFollow Study UK!https://www.instagram.com/my_british/https://www.facebook.com/BritishCouncilMalaysiaFind out more about Studying in the UK: www.study-uk.britishcouncil.orgFor those UK Alumni, apply for the Study UK Alumni Awards 2026 now till 16 October 2025: www.study-uk.britishcouncil.org/after-your-studies/alumni-awards___Follow Graeme on Instagram at:https://www.instagram.com/instagraeme_tj/Follow Loro on Instagram at:https://www.instagram.com/loroshaan16/___CHAPTERS01:30 - Loro is ascending to higher heights 04:00 - Hunting British YouTubers like Adele08:55 - The Land of Christmas 12:10 - The Loughborough Lore 14:00 - Hay fever at the YouTube Academy 16:58 - Lancaster the football player 19:52 - Stealing Loro's passport20:40 - Staying sad and touching grass 22:00 - FOMO while stuck in Malaysia 26:17 - Banana in the Chinese Christian Club 27:45 - Yee Sang the Non-Chinese indicator28:44 - Top 50 Sidequests in the UK 30:40 - CNY reunion dinner with PB&J33:00 - Seasoning in the UK34:00 - Dinning with Romanian models39:18 - Graeme's Greatest ReGraets43:00 - Transporting through universes45:45 - Being forced to look in the mirror 49:07 - Getting adopted by random old couples50:20 - Fear of meeting new people51:10 - Loro's Guide to Surviving UK52:28 - Housemate nightmares54:00 - Jamie Oliver's Special Chicken 55:14 - A Winter's Day is Night57:35 - Getting stuffed with Greggs
We're all feeling the financial pressures of today's economy. So, host Raheel Ramzanali is getting some great budget bites around the city from Culture Map Houston's editor Eric Sandler. Plus, Raheel has a hot take on a new viral ice cream that might get Bluebell lovers in an uproar. And, what is going on with James Harden's restaurant?! Places we talked about on today's show: Loro's Happy Hour Bludorn's extended Houston Restaurant Weeks Menu Cali Sandwiches The 5 Best Tacos You Need To Try Right Now Cantina Barba Paulie's in Montrose Aga's Uber Eats deal More than 30 Houston bars are selling $7.13 drinks for Texas Cocktail Week James Harden's Houston restaurant locked out over $2.2 million in unpaid rent What's Eric Eating [podcast] Learn more about the sponsors of this September 17th episode: Holocaust Museum Houston Kidney Cancer Association The Texas Tribune Festival 4th Wall Theatre Company Texas Renaissance Festival Want to become a City Cast Houston Neighbor? Check out our membership program. Looking for more Houston news? Then sign up for our morning newsletter Hey Houston Follow us on Instagram @CityCastHouston Don't have social media? Then leave us a voicemail or text us at +1 713-489-6972 with your thoughts! Have feedback or a show idea? Let us know! Interested in advertising with City Cast? Let's Talk! Photo: Marco Torres/@MarcoFromHouston
New Free Feed episodes return Tuesday, September 9th! Until then, summer break continues with a look inside the Patreon Carriage House thanks to Yadvina. This week we're going back to July 2020 when we were all stuck inside during the pandemic. But we got through it with our QUIFF Film Festival Series. Here's a peek at what it was like! From 7/17/20: I mean, when you have a cliffhanger that's this dire, you have to dive right in! We waste no time dishing out our advice on what tools make masturbation a more fulfilling experience (a rechargeable wand and Toni Braxton go a long way, apparently). Then, after some reviews and a VERY interesting update from this week's Free Feed Twitter porn issue, we move on to #QUIFF! We had a fairly heavy festival a couple of weeks ago, so we're ingesting some lighter fare this week with STAR TREK II: THE WRATH OF KHAN and RATATOUILLE. Montalbán's pecs! Shatner's pettiness! Garofalo's French accent! It's all here! When we say there are only a few tickets left to Ask Ronna Live in Boston, we mean it. Like, there are maybe 8 tickets left. If you want to join us on October 4th in Beantown, you better get on it NOW! askronnalive.com Sponsor: Ronna's Loro better get used to some company, because there's a new blanket in The Carriage House, and it comes from Lola Blankets. Get one of these GORGEOUS luxury blankets at lolablankets.com and use code RONNA at checkout for a massive 35% off your entire order! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il verbo PIACERE è uno dei verbi più particolari e complessi della lingua italiana, spesso fonte di confusione per gli studenti stranieri. A differenza dei verbi tradizionali, PIACERE ha una struttura grammaticale invertita che richiede una comprensione speciale del suo funzionamento. Questa guida completa ti aiuterà a padroneggiare completamente questo verbo fondamentale e gli altri verbi che si comportano come lui. Il Verbo PIACERE e simili: Guida per Usarli Correttamente La Struttura Particolare del Verbo PIACERE Il verbo PIACERE funziona in modo completamente diverso rispetto ai verbi normali italiani. Mentre i verbi tradizionali seguono la struttura Soggetto + Verbo + Oggetto Diretto, il verbo PIACERE utilizza la struttura Soggetto + Verbo + Oggetto Indiretto. Confronto tra strutture: • Verbo normale: "Io (soggetto) mangio (verbo) la pizza (oggetto diretto)"• Verbo PIACERE: "La pizza (soggetto) piace (verbo) a me (oggetto indiretto)" Questa particolarità rende PIACERE un verbo di percezione e sensazione che descrive un'emozione che qualcosa o qualcuno provoca in una persona. La persona non compie un'azione diretta, ma è il destinatario di un sentimento di piacere provocato da qualcos'altro. I Pronomi di Oggetto Indiretto con PIACERE Il verbo PIACERE richiede sempre l'uso di pronomi di oggetto indiretto o della preposizione "A" per indicare chi "riceve" il piacere. I pronomi "mi, ti, gli..." sostituiscono le forme complete "a me, a te, a lui" e rendono la comunicazione più fluida e naturale. Tabella completa dei pronomi: • MI piace = piace A ME (prima persona singolare)• TI piace = piace A TE (seconda persona singolare)• GLI piace = piace A LUI (terza persona singolare maschile)• LE piace = piace A LEI (terza persona singolare femminile)• CI piace = piace A NOI (prima persona plurale)• VI piace = piace A VOI (seconda persona plurale)• GLI piace = piace A LORO (terza persona plurale) Esempi pratici: • "Mi piace il caffè" = "Il caffè piace a me" • "Ti piacciono i libri" = "I libri piacciono a te" • "Gli piace la musica" = "La musica piace a lui" L'Uso con Nomi Propri e la Preposizione A Quando il destinatario del piacere è espresso con un nome proprio o un sostantivo, è invece obbligatorio utilizzare la preposizione "A". Questa regola è fondamentale per la correttezza grammaticale. Esempi con nomi propri: • "La pizza piace a Maria" ✓ • "Maria piace la pizza" ✗ • "A Paolo piacciono i dolci" ✓ • "Paolo piacciono i dolci" ✗ Esempi con sostantivi: • "Il calcio piace ai ragazzi" • "La musica classica piace agli anziani" • "I videogiochi piacciono ai bambini" Esistono solo PIACE e PIACCIONO? Il verbo PIACERE si accorda sempre con il soggetto grammaticale (quello che provoca il piacere), non con la persona che riceve l'emozione (oggetto indiretto). Però attenzione: il verbo PIACERE può essere coniugato in tutte le persone! Dipende solo a chi (o cosa) causa il piacere. PIACE (terza persona singolare): • Si usa quando il soggetto è singolare • "Mi piace il gelato" (un gelato) • "Ti piace questa canzone" (una canzone) • "Gli piace cucinare" (un'attività - infinito) PIACCIONO (terza persona plurale): • Si usa quando il soggetto è plurale • "Mi piacciono i gelati" (più gelati) • "Ti piacciono queste canzoni" (più canzoni) • "Gli piacciono i film" (più film) Ma anche... Mi piaci tu. Davvero ti piaccio io? Voi, miei cari LearnAmici, mi piacete tantissimo. Il Verbo PIACERE nei Tempi Composti Nei tempi composti, il verbo PIACERE utilizza sempre l'ausiliare ESSERE e il participio passato si accorda con il soggetto grammaticale (quello che provoca il piacere). Questa regola è essenziale per formare correttamente passato prossimo, trapassato prossimo e altri tempi composti. Passato Prossimo: • "Mi è piaciuto il film" (un film - maschile singolare) • "Mi è piaciuta la pizza" (una pizza - femminile singolare)