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Anteprima di Maracanà con Marco Piccari e Lucio Marinucci. Palma presenta El Mourabet ( Marocco) 05 centrale di centrocampo ricorda Ramsey. Maidana (05) Paraguay terzino sinistro. Ricorda Grimaldo. Curtis (06) Scozia esterno d'attacco, ricorda Tzolis
In ricordo di Paolo Dani, morto in Marmolada il 3 luglio 2022, una falesia che porta il suo nome. La passione per la montagna ed “ricordo di una figura straordinaria” è lo spirito con cui a Castelvecchio di Valdagno il Cai di Valdagno e Recoaro ha voluto intitolare all'amico una meta per gli amanti dell'arrampicata.
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
https://creators.spotify.com/pod/profile/madmike3/subscribe"Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto nel tempo il ricordo andrebbe interrotto"
Ogni giorno l'Intelligenza Artificiale ci offre uno spunto: perché se ne parla così tanto e, soprattutto, perché l'IA ha un ruolo sempre più importante -potremmo dire un potere quasi invasivo e allargato- nel dibattito pubblico? Potremmo fare un passo indietro per riportare quanto scriveva, nei giorni scorsi, sul sito della RSI il collega della nostra redazione culturale Paolo Rodari: «Un gesto destinato a lasciare un segno nella storia della Chiesa e nel dibattito globale sull'intelligenza artificiale. Leone XIV presenta oggi -era lo scorso 25 maggio- “Magnifica Humanitas”, la sua prima Enciclica, firmata il 15 maggio nel 135° anniversario della “Rerum Novarum”. Come Paolo VI che, nel celebre discorso all'ONU del 4 ottobre 1965, evocò Terenzio dicendo che nulla di ciò che è umano poteva essergli estraneo, anche Leone compie di fatto lo stesso gesto. Ricorda che la Chiesa rimane esperta di umanità, chiamata a discernere ogni epoca a partire dall'uomo e per l'uomo. Si tratta di un testo che affronta la «custodia della persona umana nel tempo dell'IA» e che, per toni e contenuti, supera i confini dottrinali per entrare nel cuore delle tensioni geopolitiche contemporanee». Il messaggio è dunque chiaro: l'Enciclica, scrive ancora Rodari, «è un appello a orientare la tecnologia verso giustizia e comunione, rifiutando una logica puramente efficientista». Leone avverte che l'IA «non è moralmente neutra» e che la dignità della persona rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione. La tecnologia, scrive, «assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola», e per questo va guidata da criteri di corresponsabilità e sussidiarietà. Con la sua Enciclica sull'IA, Papa Leone XIV richiama la necessità di porre la tecnologia al servizio della dignità umana e del bene comune: si tratta di una nuova “questione sociale” capace di incidere sul lavoro, le relazioni, le decisioni pubbliche e politiche e i conflitti. L'appello è a non ridurre l'uomo a criteri di efficienza e calcolo e a “disarmare” l'Intelligenza Artificiale, sottraendola a logiche di dominio, guerra e esclusione. Partendo da questa importante presa di posizione geopolitica del Pontefice che commentiamo con un esperto teologo, oggi spaziamo e divaghiamo anche nell'universo dell'Intelligenza Artificiale dando un'occhiata ad alcune notizie delle ultime settimane. Ad esempio: i grafici sono preoccupati per l'appiattimento totale delle immagini: sempre più volantini promozionali e pubblicitari creati con l'IA non spiccano per originalità e creatività. Sono tutti molto simili e uguali, oramai omologati e standardizzati. Poi i media ci hanno riferito che molti giovani non apprezzano particolarmente l'Intelligenza Artificiale: per quali motivi? Un altro argomento di rilievo riguarda i consumi energetici enormi e gli impatti sulle emissioni di CO2 e sull'uso del territorio dell'Intelligenza Artificiale. L'intelligenza artificiale rischia di diventare un problema ambientale globale. Entro il 2030 consumerà l'acqua necessaria a 1,3 miliardi di persone (pari all'intera popolazione dell'Africa subsahariana), e 945 terawattora di elettricità (il triplo di quella usata da 650 milioni di persone tra Pakistan, Bangladesh e Nigeria). A lanciare l'allarme è il rapporto dell'ONU Costo ambientale del consumo energetico dell'IA: impronta di carbonio, acqua e suolo. Lo studio evidenzia come l'intera filiera dell'IA necessiti di linee guida: dalla costruzione dei data center all'uso quotidiano, fino ai rifiuti elettronici. Sono ospiti: Alessandro Longo, giornalista specializzato in nuove tecnologie e direttore di Agendadigitale.eu e Markus Krienke, professore ordinario di filosofia moderna ed etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano e direttore della Cattedra Rosmini.
Ep. 141: «Giravo per la città e più il mio nome si vedeva e più... io esistevo. Esatto, io esistevo», dice lui, che ha cominciato a comunicare con il mondo facendo graffiti sui muri dei tunnel della metropolitana di Roma. In questa intervista con Malcom Pagani, Silvano Albanese, in arte Coez, ripercorre una carriera che definisce un «miracolo d'ostinazione». Ricorda l'infanzia e le decisioni che lo hanno portato a scrivere testi rap e lo scontro decisivo con un severo professore di fisica che lo gelò chiedendogli: «Ma tu come ti vedi tra dieci anni?». Per costruire quella risposta, Coez ha fatto il facchino, montato palchi fino alle sue prime collaborazioni con Riccardo Sinigallia e Niccolò Contessa, creando un ibrido inedito tra rap e cantautorato. Rifiutando la scorciatoia dei talent show, oggi vive la fama con cautela per non perdere la "vita normale" da cui nasce la sua scrittura, ma ammette di non voler dimenticare le ferite del passato: «Non ci passo sopra con la pialla a certe cose». Coez sarà in tour a partire dall'8 luglio per portare dal vivo il terzo capitolo del suo format cult "From The Rooftop", un progetto che nel tempo è diventato una delle espressioni artistiche più riconoscibili e autentiche del suo percorso, per poi proseguire con 13 date autunnali nei teatri italiani. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8561TRUMP RICORDA A XI JINPING L'INGIUSTO ARRESTO DI JIMMY LAIdi Roberto de Mattei Durante il suo viaggio in Cina, il presidente americano Trump ha sollevato con il presidente comunista cinese Xi Jinping la questione di Jimmy Lai, detenuto dal 2020 in una prigione di Hong Kong. Trump ha riferito così l'esito del colloquio: "Direi che la risposta non è stata positiva. Ha detto che è stato una specie di incubo per lui". Ma chi è Jimmy Lai?Jimmy Lai, pseudonimo di Chee-Ying Lai, è nato a Canton nel 1947 in una famiglia poverissima e conobbe fin dall'infanzia le privazioni e le violenze della Cina comunista. Ancora adolescente riuscì a fuggire clandestinamente a Hong Kong, allora colonia britannica, dove iniziò a lavorare come operaio tessile. Grazie a una straordinaria capacità imprenditoriale, costruì in pochi decenni un vero impero economico nel settore dell'abbigliamento e dell'editoria, diventando uno degli uomini più noti della città. Convertitosi al cattolicesimo, Jimmy Lai maturò progressivamente la convinzione che la libertà economica dovesse accompagnarsi alla libertà politica e religiosa. Per questo motivo mise la propria ricchezza, la propria influenza e i suoi giornali al servizio della difesa delle libertà civili di Hong Kong, minacciate dall'espansione del controllo del regime comunista cinese. Dopo l'imposizione della legge sulla sicurezza nazionale da parte della Cina, Lai divenne uno dei simboli della resistenza democratica di Hong Kong. Arrestato più volte dalla polizia locale, ormai strettamente subordinata al potere di Pechino, subì processi sempre più duri e restrizioni crescenti della libertà personale. Nonostante l'età avanzata e la possibilità di lasciare il Paese, rifiutò di abbandonare Hong Kong, scegliendo di condividere il destino del suo popolo.Nel febbraio 2026 è stato condannato a vent'anni di reclusione per "sedizione" e "cospirazione" contro il regime comunista.IL REGIME MAOISTALa sua vicenda si inserisce nella lunga storia delle persecuzioni in Cina, che inizia fin da quando il regime maoista ha conquistato il potere nel 1949, imponendo un controllo totale sulla società attraverso il terrore ideologico e la repressione. Nel caso del cattolicesimo, il problema principale per il regime era la fedeltà al Papa, considerata incompatibile con la sovranità ideologica dello Stato socialista. Per questo negli anni Cinquanta Pechino creò la "Associazione Patriottica" cinese, una struttura controllata dal Partito destinata a costruire una Chiesa "indipendente" da Roma. I vescovi e i sacerdoti che rifiutarono di aderire alla nuova organizzazione furono accusati di essere "controrivoluzionari" o "agenti imperialisti". Molti finirono, senza processo, nei laogai, i campi di lavoro forzato del sistema repressivo cinese.Tra le figure simbolo della persecuzione vi è Ignatius Kung Pin-mei, vescovo di Shanghai, arrestato nel 1955 insieme a centinaia di sacerdoti e fedeli. Trascorse oltre trent'anni tra carcere e isolamento per essersi rifiutato di rompere la comunione con il Papa. Un'altra figura emblematica fu Fan Xueyan, vescovo clandestino di Baoding, arrestato ripetutamente e morto nel 1992 in circostanze mai chiarite dopo anni di torture e detenzione. Gerolamo Fazzini nel suo Libro rosso dei martiri cinesi (Edizioni San Paolo, 2006) raccoglie la testimonianza di quattro cattolici esemplari: Gaetano Pollio, arcivescovo di Kaifeng, arrestato e mandato ai lavori forzati per sei mesi; Domenico Tang, gesuita, arcivescovo di Canton, detenuto per 22 anni, dato già per morto anche dalla sua famiglia; padre Leone Chan, 4 anni e mezzo di carcere, uno dei primi sacerdoti a far conoscere in Occidente l'incubo comunista cinese per essere riuscito a fuggire nel 1962; Giovanni Liao Shouji giovane catechista cinese anche egli internato per oltre 22 anni nei laogai, Condannati con procedimenti farsa sulla base di crimini mai compiuti furono costretti a torture e umiliazioni di ogni genere mentre in Europa, negli anni Sessanta - annota Fazzini - il verbo del maoismo veniva propagandato come il "volto buono" del comunismo, arruolando simpatizzanti anche in casa cattolica. UNA TESTIMONIANZARobert W. Greene (1911- 2003) un missionario americano in Cina, della congregazione di Maryknoll, ha raccontato a sua volta la sua testimonianza di fede durante la persecuzione comunista in Cina negli anni Cinquanta. Dopo la vittoria dei comunisti di Mao Zedong, padre Greene fu arrestato dalle autorità comuniste, accusato di essere una "spia americana" e sottoposto a lunghi interrogatori, umiliazioni e torture. Rimase prigioniero e arrivò persino a essere condannato a morte e destinato alla decapitazione durante la persecuzione anticristiana del 1952, ma venne improvvisamente liberato e deportato a Hong Kong. Una delle immagini più ricordate della sua prigionia è quella del sacerdote che, privo del rosario, utilizzava fiammiferi spezzati per contare le Ave Maria nella cella. Dopo il ritorno negli Stati Uniti, Robert Greene continuò a testimoniare pubblicamente la situazione della Chiesa perseguitata in Cina attraverso conferenze e scritti. La sua autobiografia Calvario in Cina, L'ultimo parroco di Tong'an, è stata pubblicata lo scorso anno in italiano dalla casa editrice Ares. In un articolo sul quotidiano "Libero" (Quando il comunismo cinese cominciò a conquistare il mondo, 7 dicembre 2025), attraverso le testimonianze drammatiche di padre Greene, Antonio Socci ha ricordato come funzionava la macchina infernale del maoismo: bambini trasformati in delatori, famiglie distrutte dalla propaganda e persecuzioni contro i cristiani e gli oppositori. Per decenni, migliaia di cristiani hanno subito arresti, torture, lavori forzati e morte nei campi di rieducazione. Secondo gli studi del PIME, il Pontificio Istituto per le Missioni Straniere, migliaia di sacerdoti e religiosi scomparvero durante le campagne maoiste, specialmente nel periodo della Rivoluzione culturale (1966-1976), quando chiese, monasteri e seminari vennero devastati dalle Guardie Rosse. Molte delle loro storie sono rimaste nascoste dietro la censura del regime, ma missionari, storici e testimoni hanno progressivamente ricostruito il dramma della Chiesa perseguitata in Cina che purtroppo sembra dimenticata dalla Ostpolitik della Santa Sede, mentre il dittatore comunista Xi Jinping continua a proclamarsi discepolo di Mao Zedong.
Si celebra oggi la Festa della Repubblica, una ricorrenza che quest'anno ha una portata diversa, ad 80 anni da quel 2 giugno 1946, quando l'Italia, ancora in ginocchio e frantumata dopo cinque anni di guerra, si è ritrovata quasi nella sua interezza nelle urne.
Nella notte tra il 4 e il 5 giugno 2025 divampa un incendio in un condominio di viale Abruzzi, a Milano. Per salvarsi dalle fiamme, Sueli Leal Barbosa prova ad aggrapparsi alla ringhiera del balconcino della sua finestra, ma precipita e muore. Poco dopo, il suo compagno verrà accusato di aver appiccato quell'incendio, e rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio volontario aggravato e incendio aggravato. Ricorda il mio nome - Processo per femminicidio è lo speciale che vi accompagna attraverso la cronaca giudiziaria di un caso di femminicidio. Questo è il secondo episodio: Cronaca di una lite. MUSICHE A sad piano - Music_For_Videos Dramatic Piano Background – Emotional Slow Underscore - OpenMindAudio Verdant Vivaldi - Monument_Music Dark Sad Ambient Piano - Ashot_Danielyan Emotional Inspiring Violin - DELOSound Inspiring Violin Music Background - DELOSound Instagram: @ricordailmionome_podcast Puoi scriverci all’indirizzo mail: ricordailmionome.podcast@gmail.comSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Fiorello ricorda Giorgia Meloni babysitter di sua figlia: il retroscena sorprendenteRosario Fiorello ha raccontato un episodio poco conosciuto del passato di Giorgia Meloni. Durante la sua rassegna mattutina, lo showman ha ricordato quando l'attuale premier faceva da babysitter a sua figlia Olivia. Un racconto ironico e personale nato commentando le polemiche sul viaggio della presidente del Consiglio con la figlia Ginevra al G20.#Fiorello #GiorgiaMeloni #Ginevra #VivaRai2 #PoliticaItaliana
Il 24 maggio il Teatro Massimo accoglie il debutto nazionale degli Artisti Fuori Posto, tra lingua sarda, inglese, memoria collettiva, futuro distopico e interrogativi etici sul nostro presente contemporaneo vivo. Nosus apre una distopia sulla lingua Nosus debutta il 24 maggio 2026 alle ore 20:30 al Teatro Massimo di Cagliari, nella Sala M2. Lo spettacolo degli Artisti Fuori Posto arriva in scena nell'ambito della rassegna On Stage 2026 e porta con sé una domanda semplice solo in apparenza: una lingua può salvare una vita? L'appuntamento è indicato nel programma della rassegna e nella scheda del Teatro Massimo dedicata alla produzione. La risposta prende forma in un futuro cupo. La pace esiste, ma ha chiesto un prezzo altissimo. Le lingue sono state cancellate. Le memorie sono state sepolte. Un'intelligenza artificiale decide, fin dalla nascita, chi potrà vivere liberamente e chi resterà prigioniero di una scelta altrui. Dentro questo scenario, tre uomini entrano in una sala interrogatori. Lì non si gioca solo il loro destino. Si gioca il senso stesso dell'identità. Lingua sarda e inglese in scena Il nuovo lavoro nasce da un soggetto condiviso da Filippo Salaris, Piero Murenu e Alessandro Pani. La sceneggiatura originale porta la firma di Pani, che ha scritto il testo direttamente in lingua sarda e in inglese. Non si tratta di un dettaglio formale. Le due lingue convivono fin dall'origine della drammaturgia e diventano materia viva del conflitto scenico. Lo spettacolo prevede sottotitoli in italiano. Questa scelta apre la visione a pubblici diversi, senza togliere forza alle lingue presenti sul palco. Il sardo non appare come reperto. L'inglese non resta semplice codice internazionale. Entrambi diventano strumenti di attrito, memoria e resistenza. La parola, in questo caso, non spiega soltanto. Protegge. Ferisce. Ricorda. Gli Artisti Fuori Posto e l'attore-regista Gli Artisti Fuori Posto costruiscono il lavoro attraverso una regia condivisa. Il processo segue il principio dell'attore-regista elaborato da Juri Alschitz. La scena nasce quindi dal corpo dei performer, dalla loro esperienza e dalla relazione diretta con il testo. Questa impostazione rende il debutto più vicino a un rito che a una semplice rappresentazione. Ogni gesto parte da una necessità interna. Ogni pausa pesa. La sala interrogatori diventa un luogo mentale, oltre che fisico. In quello spazio chiuso, i personaggi devono misurare ciò che resta di loro. Il controllo tecnologico incombe, ma la vera tensione riguarda la libertà. Quanto si può perdere prima di smettere di riconoscersi? Sardegna arcaica e futuro digitale Nosus non usa la Sardegna come sfondo folkloristico. Al centro entra uno spirito arcaico, riletto in chiave futuristica. Lo spettacolo guarda alla tradizione di Ottana e alle figure dei Boes e Merdules, maschere centrali dell'immaginario sardo. La tradizione ottanese è legata a maschere originali e a un universo simbolico molto forte, ancora oggi riconosciuto come parte della cultura isolana. L'Associazione Boes e Merdules di Ottana ha aperto i propri archivi e ha messo a disposizione le maschere originali. Piero Murenu le ha poi reinterpretate in chiave distopica, mentre l'artigiano digitale Andrea Cincotti le ha trasformate attraverso la stampa 3D. Il risultato non cancella il rito. Lo sposta avanti nel tempo. L'antico non viene travestito da moderno. Continua invece a parlare, anche dentro un futuro do
Nella notte tra il 4 e il 5 giugno 2025 divampa un incendio in un condominio di viale Abruzzi, a Milano. Per salvarsi dalle fiamme, Sueli Leal Barbosa prova ad aggrapparsi alla ringhiera del balconcino della sua finestra, ma precipita e muore. Poco dopo, il suo compagno verrà accusato di aver appiccato quell'incendio, e rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio volontario aggravato e incendio aggravato. Ricorda il mio nome - Processo per femminicidio è lo speciale che vi accompagna attraverso la cronaca giudiziaria di un caso di femminicidio. Questo è il primo episodio: Giudizio immediato. MUSICHE A sad piano - Music_For_Videos Classical Melancholic Relaxation Reflective - Top-Flow Sad Documentary Music Background - SigmaMusicArt Ambient Cinematic - Grand_Project Historical History Background Music - SigmaMusicArt Emotional Piano Background Music - DELOSound Dark Suspense Crime Background (30s) - Universfield 190923 - sad scene piano music / cinematic - WELC0MEИ0 Instagram: @ricordailmionome_podcast Puoi scriverci all’indirizzo mail: ricordailmionome.podcast@gmail.comSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Appuntamento sabato 16 maggio alle ex carceri di Schio per ricordare l'Eccidio del 7 luglio 1945 e rinnovare il Patto di Concordia Civica, un esempio di dialogo che ribadisce l'importanza di riconoscere il dolore reciproco come punto di partenza per una concordia civica duratura e respinge ogni forma di strumentalizzazione politica del ricordo.
Al di là del conosciuto è finalmente uscito ed è in tutte le librerie! Lo trovi anche online su Amazon a questo link https://amzn.eu/d/fd93JU3 e su tutti gli altri negozi online di libri. Affrontiamo la scienza di confine in modo serio ma anche con la voglia di scoprire e sorprenderci! Sì, sembra incredibile. Cameron ricorda dettagli di un'isola in Scozia dove aveva vissuto.. molto tempo prima di nascere. Certo, ci sono molti aspetti da chiarire ma la sua storia chiama in causa fenomeni come la criptomnesia. Capiamo insieme di cosa si tratta. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ricorda chi sei. O i tuoi amici te lo ricorderanno a suon di schiaffi.Dragonero 155 "Il ritorno dell'eroe", scritto da Luca Enoch, disegnato da Alessandro Bignamini, edito dalla Sergio Bonelli Editore.
La festa si interrompe per salutare una leggenda nerazzurra. Poi testa alla Coppa Italia e sguardo al mercato...
Nella notte tra il 4 e il 5 giugno 2025, in un condominio di viale Abruzzi, a Milano, divampa un incendio che rischia di far crollare un palazzo. A causa di quell'incendio morirà, dopo una caduta di quattro piani, Sueli Leal Barbosa, una donna di 48 anni, impiegata all'Istituto Nazionale Tumori e madre di un bambino di dieci anni. Figlia, sorella, zia, madre e amica amatissima. Nei prossimi mesi seguiremo il processo al suo presunto femminicida. Questo è il trailer di Ricorda il mio nome - Speciale Processo per femminicidio. Perché tutte le storie meritano di essere raccontate. Musica: A sad piano - Music_For_Videos Instagram: @ricordailmionome_podcast Puoi scriverci all’indirizzo mail: ricordailmionome.podcast@gmail.comSee omnystudio.com/listener for privacy information.
C'è un momento in cui tutto deve crollare affinché possa essere ricostruito. Un rapporto che si rompe, una perdita, qualcosa che non regge più — e la tentazione è resistere, controllare, evitare.Questa meditazione è un dono per aiutarti ad attraversare questo momento senza resistere — e ricordare chi sei al di là di ciò che sta cadendo.Condividila con chi sai che ne ha bisogno adesso.
SECONDA PARTE Aspirante scrittore uccide prostituta nigeriana: è così che i giornali titolano la notizia del femminicidio di Anthonia Egbuna, una giovane sex worker accoltellata e poi gettata nel Po. La sua storia è quella di tante donne invisibili. Attenzione: il podcast contiene dettagli di una vicenda criminale che potrebbero turbare le persone più sensibili. TW: femminicidio, tratta di esseri umani. Per leggere gli approfondimenti alla puntata puoi seguirci su Substack oppure iscriverti alla nostra newsletter. FONTI Addio, a domani, di Sabrina Efionayi, Giulio Einaudi editore Storia del mio nome, Sabrina Efionayi, Chora Media Mami Wata, regia di C. J. Obasi Mami Wata: sorcière ou déesse ? Alain Foka Officiel Sex work is work, di Giulia Zollino, Eris Edizioni MUSICHE A sad piano - Music_For_Videos Historical History Background Music - SigmaMusicArt Whispers of Tranquility - Chilvera Echoes in an Empty Room (piano and cello) - Surprising_Media Gli episodi di Ricorda il mio nome si basano sulla ricerca delle informazioni online e offline e sulla lettura delle sentenze, quando non diversamente esplicitato. Il nostro è un lavoro volontario e, nonostante il grande impegno per raccontare ogni storia con precisione e rispetto, potremmo involontariamente riportare inesattezze o errori. Se così fosse, segnalateceli scrivendoci a ricordailmionome.podcast@gmail.com Instagram: @ricordailmionome_podcast Puoi scriverci all’indirizzo mail: ricordailmionome.podcast@gmail.comSee omnystudio.com/listener for privacy information.
PRIMA PARTE Aspirante scrittore uccide prostituta nigeriana: è così che i giornali titolano la notizia del femminicidio di Anthonia Egbuna, una giovane sex worker accoltellata e poi gettata nel Po. La sua storia è quella di tante donne invisibili. Attenzione: il podcast contiene dettagli di una vicenda criminale che potrebbero turbare le persone più sensibili. TW: femminicidio, tratta di esseri umani. Per leggere gli approfondimenti alla puntata puoi seguirci su Substack oppure iscriverti alla nostra newsletter. FONTI Addio, a domani, di Sabrina Efionayi, Giulio Einaudi editore Storia del mio nome, Sabrina Efionayi, Chora Media Mami Wata, regia di C. J. Obasi Mami Wata: sorcière ou déesse ? Alain Foka Officiel Sex work is work, di Giulia Zollino, Eris Edizioni MUSICHE Background Music Soft Calm - Krasnoshchok A Little Bit - Chilvera A sad piano - Music_For_Videos Melancholic Piano & Violin - JorisVermeer Dark Tension - leberch Horror Night - leberch Dark Suspense Underscore for Film - DesiFreeMusic Gli episodi di Ricorda il mio nome si basano sulla ricerca delle informazioni online e offline e sulla lettura delle sentenze, quando non diversamente esplicitato. Il nostro è un lavoro volontario e, nonostante il grande impegno per raccontare ogni storia con precisione e rispetto, potremmo involontariamente riportare inesattezze o errori. Se così fosse, segnalateceli scrivendoci a ricordailmionome.podcast@gmail.com Instagram: @ricordailmionome_podcast Puoi scriverci all’indirizzo mail: ricordailmionome.podcast@gmail.comSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Dopo aver celebrato la prima messa di Pasqua da quanto è stato eletto a Capo della Chiesa Cattolica, Papa Leone XIV ha guidato, da Piazza San Pietro, la preghiera del Regina Caeli nel Lunedì dell'Angelo.
Puntata #368 - Giovedì 26 Marzo 2026 In questa nuova puntata del podcast rispondo a domande sulla "Gnosi", ovvero se la Gnosi è conoscenza diretta del divino, può essere insegnata o è esclusivamente un processo individuale e spontaneo? "Come sopra, così sotto": come applicare concretamente questo principio per risolvere conflitti interiori quotidiani? Nelle visioni gnostiche storiche (cristiane), il mondo materiale è spesso visto come una prigione. Questa visione è ancora attuale o può portare a un pericoloso nichilismo? RICORDA: gli unici che ti vogliono "rubare l'anima" sono coloro che ti vogliono convincere di affidarsi a loro, poiché qualcuno (qualche dio, demiurgo, entità o alieno che sia) ti vuole rubare l'anima! (sigh!) CONTINUATE A SCRIVERMI e a mandarmi le vostre domande! Email: info@carlodorofatti.com Per informazioni: www.carlodorofatti.com
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Lavori, ti impegni, metti energia in qualcosa che senti importante, eppure dentro continui a sentirti in ritardo, come se tutto quello sforzo non stesse lasciando traccia da nessuna parte. In questo episodio parliamo di quella fase silenziosa in cui i risultati non si vedono ancora, e di come imparare a riconoscere se stai davvero costruendo qualcosa di solido. Parliamo del mito che il successo debba arrivare in fretta, quello alimentato da reel perfetti e storie di svolta overnight. E per farlo usiamo 3 punti concreti per capire se sei bloccata o se sei esattamente nel punto in cui il lavoro non si vede ancora, ma sta succedendo. Ricorda, il cambiamento parte sempre da dentro prima di diventare visibile fuori. E il lavoro che fai quando nessuno guarda è spesso quello che regge tutto il resto. Se vuoi un metodo e una community che ti accompagni in questa fase, Academy è lo spazio in cui costruiamo insieme il mindset e le abitudini verso il tuo successo, qualunque cosa significhi per te. Trovi il link qui.
In questo episodio ti porto dentro una svolta che, per me, ha cambiato tutto: l'incontro con Olivier Filippi.Ti è mai capitato di guardare un giardino “perfetto” e pensare che senza acqua, concimi e cure continue crolla come un castello di carte?Ecco, qui facciamo il contrario.Ti racconto perché l'approccio di Filippi funziona quando hai sole duro, vento, terreno magro e acqua da gestire con criterio.Parliamo di una cosa molto concreta: scegliere piante coerenti col posto, invece di inseguire desideri da catalogo.E poi ti spiego i tre pilastri che tornano sempre nel suo lavoro: drenaggio, pacciamatura (spesso minerale) e impianto fatto bene, così il giardino parte forte e poi chiede meno.Non zero, chiaro. Solo meno servitù con la canna in mano.Se vuoi un giardino che regga tra dieci anni, qui trovi idee pratiche e un criterio semplice: pianta giusta, posto giusto.Ricorda che il futuro del tuo giardino dipende anche dalla scelte che fai oggi.
Anteprima di Maracanà con Marco Piccari e Lucio Marinucci. Ospite: Marco Palma ( Osservatore ) Presenta: "Messori ( 07) Italiano all'Ajax trequartista ricorda Snajder Pacifico ( 06) Uruguaiano con passaporto italiano. Terzino sinistro e marcatore. Zuccarello 06( Brasiliano con passaporto italiano) Trequartista.
Anteprima di Maracanà con Marco Piccari e Lucio Marinucci. Ospite: Marco Palma ( Osservatore ) Presenta: "Messori ( 07) Italiano all'Ajax trequartista ricorda Snajder Pacifico ( 06) Uruguaiano con passaporto italiano. Terzino sinistro e marcatore. Zuccarello 06( Brasiliano con passaporto italiano) Trequartista.
Kickoff di Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Ceccarini:"Palestra mi ricorda Bale nella falcata. Lo scudetto lo pu Bonanni:" Zona champions continuo a vedere il duello Roma -Juve" Impallomeni:"Allegri ha vinto meritatamente il derby"
Ti è mai successo di sentirti "troppo" presente nella vita di qualcuno o, al contrario, di sentirti soffocare da un aiuto non richiesto? Molte delle azioni che etichettiamo come "amore" (salvare, sistemare, correggere) nascono in realtà da una radice opposta: la paura. L'amore lascia liberi; la paura, invece, invade e irrigidisce. Spesso aiutiamo non per rispondere a un bisogno dell'altro, ma per placare un nostro disagio interno. Dobbiamo chiederci: Siamo centrati o siamo "attivati" (in reazione emotiva)? Altre volte aiutiamo l'altro per confermare il nostro valore o sentirci superiori. o, ancora per effettuare una fuga dall'impotenza: ti "salvo" per non dover sentire il dolore del mio limite o della mia incapacità di cambiare le cose. Altre volte utilizziamo l'altro come Regolatore Emotivo: se tu stai male, io sto male. Ti controllo e ti sistemo affinché il mio sistema emotivo possa tornare in equilibrio. Non è altruismo, è gestione della propria ansia. L'aiuto che riceviamo può essere nutriente o soffocante. L'aiuto che nasce dalla paura si riconosce perché non rispetta l'identità dell'altro. Dobbiamo imparare a distinguere tra:aiuto autentico: è un atto di presenza. Ascolta prima di intervenire, rispetta i tempi altrui e non crea gerarchie (chi aiuta non è "più" di chi è aiutato).aiuto dannoso (Controllo): è un'invasione di campo. L'altro diventa un progetto da completare o un problema da risolvere, non una persona da accogliere.Come capire se la nostra azione è guidata dalla paura? Ecco i 5 segnali d'allarme:Tensione fisica: Ti senti rigido, contratto o ansioso mentre cerchi di intervenire.Consigli non richiesti: Ti sostituisci alla volontà dell'altro senza che ti sia stato domandato.Rabbia e Frustrazione: Ti senti offeso o arrabbiato se l'altro non segue i tuoi suggerimenti o non cambia.Iper-responsabilità: Ti senti emotivamente responsabile per i fallimenti o i successi altrui.Il Complesso del Salvatore: Pensi costantemente: "Se non lo faccio io, non lo farà nessuno".Ricorda che se l'aiuto ti irrigidisce, non è presenza. È paura. L'amore non invade, l'amore accoglie.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Una puntata tematica in cui, insieme ad Anna Bardazzi del podcast "Ricorda il Mio Nome", esploriamo il tema del femminicidio. Perché distinguerlo dall'omicidio? Cosa si prova ad incontrare i parenti delle vittime? Perché è importante continuare a raccontare queste storie? Ci sono dei pattern ricorrenti? E molto altro ancora...Segui Strano podcast su Instagram e TikTok.
In questa puntata dei Garagisti Tech alziamo la serranda su un presente che sembra uscito da una puntata di Black Mirror… benvenuti nel presente distopico.Con noi due ospiti d'eccezione:
Quanto conosci il vocabolario italiano di livello B1? In questo articolo trovi quindici parole fondamentali, ognuna accompagnata dalla definizione e da spiegazioni utili per capirne il significato e l'uso nella vita quotidiana. Per ogni parola vedrai la prima lettera e una descrizione: prova a indovinare prima di leggere la risposta! Se Conosci Queste Parole, hai un Livello INTERMEDIO Parola 1 – Lettera P Questo è un oggetto piccolo che tieni in tasca o nella borsa e che usi per conservare i soldi e le carte di credito. Che cos'è? [...] La risposta è: portafoglio. Il portafoglio è quell'oggetto dove mettiamo i soldi, le carte di credito, la patente, le tessere… Attenzione: "portafoglio" è una parola composta da "porta" (dal verbo "portare") e "foglio". In origine, serviva per portare i fogli, cioè le banconote. Ricorda che è maschile: il portafoglio. Parola 2 – Lettera S Questa cosa la usi per lavarti le mani. Ha un buon profumo e fa la schiuma. Che cos'è? [...] La risposta è: sapone. Il sapone lo usiamo per lavarci le mani, ma anche per lavare il corpo sotto la doccia. Esiste il sapone solido, quello classico a forma di mattoncino, e il sapone liquido, che esce da un dispenser. Se il sapone ha un buon profumo, possiamo dire che è un sapone profumato. Parola 3 – Lettera R Questo è un verbo. È l'azione di non dimenticare qualcosa, di avere qualcosa nella memoria. Qual è il verbo? [...] La risposta è: ricordare. "Ricordare" significa avere qualcosa nella memoria. Per esempio: "Ricordo ancora la mia prima vacanza al mare". Il contrario è dimenticare. Puoi dire sia "ricordo qualcosa" sia "mi ricordo di qualcosa", con una piccola differenza di sfumatura. Parola 4 – Lettera B Questo è un luogo pubblico dove puoi prendere in prestito i libri gratuitamente. Che cos'è? [...] La risposta è: biblioteca. La biblioteca è un posto dove puoi leggere e prendere in prestito i libri senza pagare. Attenzione a non confondere "biblioteca" con "libreria": la libreria è il negozio dove compri i libri, la biblioteca è dove li prendi in prestito. È un errore molto comune tra gli studenti di italiano. Parola 5 – Lettera B Questo è un documento che ricevi a casa e che devi pagare, per esempio per l'elettricità, il gas o l'acqua. Che cos'è? [...] La risposta è: bolletta. La bolletta è quel foglio (ormai spesso digitale) che ti dice quanto devi pagare per i servizi come la luce, il gas, l'acqua, il telefono… In Italia diciamo spesso "pagare le bollette" per indicare le spese fisse della casa. E quando le bollette sono molto alte, diciamo che sono salate: in italiano, "salato" significa anche "costoso". Parola 6 – Lettera R Questo aggettivo descrive qualcosa o qualcuno che fa molto rumore. Che cos'è? [...] La risposta è: rumoroso. Una cosa rumorosa è una cosa che fa molto rumore. Per esempio: "I miei vicini di casa sono molto rumorosi, fanno sempre feste fino a tardi!". Il contrario di rumoroso è silenzioso. Ricorda: il sostantivo è "rumore", l'aggettivo è "rumoroso". Parola 7 – Lettera S Questo è un verbo. È l'azione di usare le mani o il corpo per muovere qualcosa in avanti. Qual è il verbo? [...] La risposta è: spingere. "Spingere" significa usare forza per muovere qualcosa in avanti. Per esempio, spingiamo un carrello al supermercato o spingiamo una porta per aprirla. Il contrario è tirare. Sulle porte dei negozi in Italia spesso trovi scritto "spingere" o "tirare". Attenzione al participio passato, che è irregolare: spinto. "Ho spinto la porta, ma non si è aperta". Parola 8 – Lettera M Questa è la parte della strada dove camminano i pedoni, le persone a piedi. Che cos'è? [...] La risposta è: marciapiede. Il marciapiede è quella parte rialzata ai lati della strada dove camminiamo noi pedoni. È una parola composta: "marcia" (dal verbo "marciare", cioè camminare) + "piede". Quindi, letteralmente, è il posto dove marciano i piedi. In Italia, camminare sul marciapiede è fondamentale perché le strade spesso sono strette e le macchine passano molto vicine. Parola 9 – Lettera G Questa parola descrive il sentimento negativo che provi quando hai paura di perdere una persona che ami, o quando invidi qualcuno. Che cos'è? [...] La risposta è: gelosia. La gelosia è quel sentimento spiacevole che proviamo quando, per esempio, il nostro partner parla con un'altra persona e noi ci sentiamo minacciati. Ma "gelosia" può anche significare invidia: "Provo gelosia per il suo successo". L'aggettivo è geloso/gelosa: "Sono geloso di te". È un'emozione molto umana, ma attenzione: troppa gelosia non fa bene alle relazioni. Parola 10 – Lettera I Questo aggettivo descrive qualcosa che non serve a niente, che non ha utilità. Che cos'è? [...] La risposta è: inutile. Una cosa inutile è una cosa che non serve. Per esempio: "È inutile chiamarlo, non risponde mai al telefono". Come vedi, in italiano spesso formiamo il contrario aggiungendo il prefisso "in-" davanti all'aggettivo: utile → inutile. Altri esempi: felice → infelice, giusto → ingiusto. Parola 11 – Lettera P Questo è un verbo. È l'azione di riservare in anticipo un tavolo al ristorante, una camera d'albergo o un biglietto. Qual è il verbo? [...] La risposta è: prenotare. "Prenotare" significa riservare qualcosa in anticipo. Puoi prenotare un tavolo al ristorante, un volo, un hotel, un appuntamento dal medico… In Italia, soprattutto nei ristoranti famosi, è molto importante prenotare, altrimenti rischi di non trovare posto. Il sostantivo è prenotazione: "Ho fatto una prenotazione per due persone". Parola 12 – Lettera P Questo aggettivo descrive qualcosa che va molto in basso, che ha molta distanza dalla superficie al fondo. Che cos'è? [...] La risposta è: profondo. Una cosa profonda ha molta distanza tra la superficie e il fondo. Per esempio: "Il mare qui è molto profondo, non tocco!". Ma "profondo" si usa anche in senso figurato: un pensiero profondo, un'amicizia profonda, un libro profondo. Il contrario è superficiale, che si usa sia in senso letterale sia figurato. Parola 13 – Lettera G Questo aggettivo descrive una persona educata, cortese, che tratta gli altri con rispetto. Che cos'è? [...] La risposta è: gentile. Una persona gentile è una persona educata, cortese, che ha buone maniere. Per esempio: "Il cameriere è stato molto gentile con noi". In italiano, quando scrivi un'email formale, spesso inizi con "Gentile Signor/Signora…". Il contrario di gentile può essere scortese o maleducato. Parola 14 – Lettera L Questo è un elettrodomestico che usi per lavare i vestiti. Che cos'è? [...] La risposta è: lavatrice. La lavatrice è l'elettrodomestico che usiamo per lavare i vestiti. "Lavatrice" viene dal verbo "lavare". E l'elettrodomestico che asciuga i vestiti? Si chiama asciugatrice. In Italia, però, molte persone preferiscono ancora stendere i vestiti al sole, sul balcone: è più ecologico e i vestiti profumano di buono. Parola 15 – Lettera N Questo aggettivo descrive qualcosa o qualcuno che non è interessante, che ci annoia. Che cos'è? [...] La risposta è: noioso. Una cosa noiosa è una cosa che ci annoia, che non ci interessa. Per esempio: "Quel film era così noioso che mi sono addormentato!". Puoi usare "noioso" anche per le persone: "Lui è un po' noioso, parla sempre delle stesse cose". Il verbo è annoiare e il sostantivo è noia: "Che noia questa lezione!". Tabella Riepilogativa Delle 15 Parole B1 N°ParolaTipoDefinizioneContrario / Nota1PortafoglioSostantivo (m.)Oggetto per conservare soldi e carteParola composta: porta + foglio2SaponeSostantivo (m.)Si usa per lavarsi, fa la schiumaSolido / Liquido / Profumato3RicordareVerboAvere qualcosa nella memoriaContrario: dimenticare4BibliotecaSostantivo (f.)Luogo dove si prendono libri in prestito≠ Libreria (negozio)5BollettaSostantivo (f.)Documento di pagamento per servizi"Salata" = costosa6RumorosoAggettivoChe fa molto rumoreContrario: silenzioso7SpingereVerboUsare forza per muovere in avantiContrario: tirare – P.P.: spinto8MarciapiedeSostantivo (m.)Parte rialzata della strada per i pedoniParola composta: marcia + piede9GelosiaSostantivo (f.)Sentimento di paura di perdere qualcunoAggettivo: geloso/a10InutileAggettivoChe non serve a nienteContrario: utile (prefisso in-)11PrenotareVerboRiservare qualcosa in anticipoSostantivo: prenotazione12ProfondoAggettivoChe ha molta distanza dalla superficie al fondoContrario: superficiale13GentileAggettivoEducato, corteseContrario: scortese / maleducato14LavatriceSostantivo (f.)Elettrodomestico per lavare i vestitiSimile: asciugatrice15NoiosoAggettivoChe non è interessante, che annoiaVerbo: annoiare – Sost.: noia Domande Frequenti Qual È la Differenza Tra "Biblioteca" e "Libreria"? La biblioteca è un luogo pubblico dove puoi prendere in prestito i libri gratuitamente. La libreria, invece, è un negozio dove si comprano i libri. È uno degli errori più comuni tra gli studenti di italiano, perché in molte altre lingue (come l'inglese "library") la parola somiglia a "libreria" ma ha il significato di "biblioteca". Che Cosa Significa "Bolletta Salata" in Italiano? Quando diciamo che una bolletta è "salata", intendiamo che è molto costosa. In italiano, l'aggettivo "salato" ha un doppio significato: indica sia qualcosa che contiene molto sale, sia qualcosa che ha un prezzo elevato. Per esempio: "Il conto del ristorante era davvero salato!" significa che era molto caro. Come Si Forma il Contrario Degli Aggettivi Con il Prefisso "In-"? In italiano, molti aggettivi formano il contrario aggiungendo il prefisso "in-" davanti alla parola. Ecco alcuni esempi: utile → inutile, felice → infelice, giusto → ingiusto.
In questo episodio ti porto dentro una domanda che sembra banale, poi ti cambia il modo di guardare il tuo giardino: quando usi l'AI per “progettare”, stai risparmiando davvero… o stai solo rimandando il conto?Ti racconto perché un'immagine bella non basta.Un render non sente il vento, non vede dove ristagna l'acqua, non capisce se il sole di luglio trasforma il prato in una padella, né quanto tempo hai tu per prenderti cura di tutto.E quando le piante sono “giuste sulla carta” ma sbagliate per il tuo posto, all'inizio reggono.Poi arriva la prima estate seria e partono ingiallimenti, bruciature, malattie, rimpiazzi e spese.Non demonizzo l'AI: la uso come spunto.Ti spiego però cosa chiedere a chi ti segue, così eviti un giardino “wow” che funziona solo in foto e ti prosciuga acqua, tempo e portafoglio. Ricorda che il futuro del tuo giardino dipende anche dalla scelte che fai oggi.
In questa puntata speciale sono io che dico grazie.Se mi ringrazi per i contenuti che pubblico, ti invito a spostare lo sguardo: il vero grazie va a chi mi sceglie per consulenze e progettazione.Quel lavoro mi sostiene e mi permette di continuare con la divulgazione, con costanza.Ti parlo anche di una cosa che crea incomprensioni: il prezzo della prima consulenza.Lo tengo alto per un motivo semplice.Il mio tempo è limitato e voglio lavorare con chi ha voglia di investire nel proprio giardino, con motivazione e pazienza.Ci metto esperienza sul campo, quasi trent'anni, e ti aiuto a far arrivare le scelte “a terra”, con risultati che durano nel tempo. Ti spiego perché un progetto non è un disegnino e perché spesso il vero risparmio nasce da scelte giuste: meno piante, distanze corrette, specie adatte al tuo terreno e al tuo clima, tempi rispettati.Ti racconto anche un parallelo con una visita medica: paghi per chiarezza, metodo e per evitare errori che poi costano molto di più.Se sei vicino a un nuovo giardino o vuoi rimettere mano a quello che hai, qui trovi un invito semplice: valuta la consulenza come un investimento in consapevolezza, oltre che in piante.E se vuoi un affiancamento più lungo, ti parlo anche dei pacchetti, più convenienti e più solidi.Ricorda sempre che il futuro del tuo giardino dipende anche dalle scelte che fai oggi.
Giuseppe Catozzella è uno scrittore e giornalista italiano, autore di romanzi come “Non dirmi che hai paura”, “Il grande futuro” e “Italiana”. In questa intervista parliamo del suo lavoro, dei temi che affronta nei suoi libri - dalla migrazione all'identità italiana - e del processo di ricerca e scrittura che sta dietro alle sue opere.Ricorda che, se vuoi le trascrizioni avanzate degli episodi, puoi considerare di iscriverti a Piccolo Club, la community di Piccolo Mondo Italiano: https://store.piccolomondoitaliano.com/piccolo-mondo-italiano-clubVuoi imparare con noi?Visita Piccolo Mondo Italiano: www.piccolomondoitaliano.comPodcast, materiali culturali, lezioni e uno spazio per incontrare persone che amano l'italiano e la cultura come te. Ti aspettiamo!
Sei mai arrivato tardi a un appuntamento e non sapevi cosa dire? In italiano esistono tantissime espressioni alternative per comunicare che sei in ritardo, ognuna con sfumature diverse e adatta a contesti specifici. Conoscerle ti permetterà di parlare in modo più naturale e di fare bella figura con i tuoi amici italiani... nonostante arrivi 30 minuti dopo l'orario dell'appuntamento. 12 Modi per NON Dire "SONO IN RITARDO" in Italiano Registro Neutro: Espressioni Standard per Ogni Situazione Partiamo dalle espressioni più comuni, quelle che puoi usare sia quando parli che quando scrivi, per esempio in un messaggio WhatsApp o in un'email. Queste formule sono versatili e appropriate in quasi tutti i contesti. Espressioni da Usare Quando Arrivi in Ritardo 1. "Scusa, Ho Avuto un Contrattempo." Questa è un'espressione elegante e versatile. Un contrattempo è qualcosa di imprevisto, qualcosa che non avevi pianificato e che ti ha fatto perdere tempo. La parola viene da "contro" + "tempo", quindi letteralmente qualcosa che va contro il tempo che avevi programmato. Può riferirsi a qualsiasi situazione: il treno era in ritardo, hai perso le chiavi di casa, hai ricevuto una telefonata urgente. In generale, tutti quei piccoli imprevisti della vita quotidiana. Questa espressione è particolarmente utile perché è abbastanza vaga: non devi spiegare esattamente cosa è successo se non vuoi. È educata, professionale, e funziona in quasi tutte le situazioni. Esempi di utilizzo: "Scusa, ho avuto un contrattempo: il mio cane ha mangiato le mie scarpe!" "Mi dispiace per il ritardo, ho avuto un piccolo contrattempo stamattina." "Purtroppo ho avuto un contrattempo e non sono riuscito ad arrivare in tempo." "Ho avuto dei contrattempi" (plurale, se sono successe più cose) 2. "Scusa, Sono Stato Trattenuto." Questa espressione è interessante dal punto di vista grammaticale. Usiamo il verbo trattenere al passivo. Trattenere significa "tenere qualcuno in un luogo", "non lasciarlo andare". Quindi "sono stato trattenuto" significa che qualcuno o qualcosa ti ha tenuto in un posto più a lungo del previsto, impedendoti di andare via. È un'espressione molto comune nel mondo del lavoro. Può riferirsi a situazioni in cui il capo ti ha fermato per parlarti di un progetto, una riunione si è prolungata, un cliente ti ha fatto molte domande, o una telefonata importante è durata più del previsto. Il vantaggio di questa espressione è che suggerisce che non è colpa tua: qualcun altro ti ha trattenuto. È come dire "Non potevo fare altrimenti, qualcuno aveva bisogno di me." Esempi di utilizzo: "Perdonami, sono stata trattenuta in ufficio dal mio capo." "Scusate il ritardo, sono stato trattenuto da una telefonata importante." "Mi dispiace, sono stata trattenuta: un collega aveva bisogno del mio aiuto." Nota grammaticale importante: Ricorda di accordare il participio passato con il soggetto. SoggettoForma correttaIo (uomo)Sono stato trattenutoIo (donna)Sono stata trattenutaNoiSiamo stati trattenuti 3. "Grazie per Avermi Aspettato, Mi Dispiace Molto." Questa espressione è elegante e mostra intelligenza emotiva. Invece di concentrarti solo sul tuo errore (essere in ritardo), riconosci il fatto che le altre persone hanno dovuto aspettarti, e le ringrazii per la loro pazienza. È un approccio psicologicamente efficace: quando ringrazii qualcuno, quella persona si sente apprezzata e tende a essere meno arrabbiata con te. È come dire: "So che il vostro tempo è prezioso e vi ringrazio per aver dedicato parte di quel tempo ad aspettarmi." Questa espressione funziona particolarmente bene in situazioni di gruppo, per esempio se arrivi tardi a una riunione, a una cena con amici, o a un evento dove le persone ti stavano aspettando per cominciare. Esempi di utilizzo: "Grazie mille per avermi aspettato, mi dispiace davvero tanto per il ritardo!" "Vi ringrazio per la pazienza, so che vi ho fatto aspettare e mi dispiace." "Grazie per non aver iniziato senza di me, mi scuso per il disagio." Combinazione efficace: "Grazie per avermi aspettato. Ho avuto un contrattempo, mi dispiace molto." Espressioni da Usare Quando Sei Ancora in Viaggio 4. "Sto Facendo Tardi, Ma Arrivo!" Fare tardi è un'espressione idiomatica molto usata in italiano. Significa "accumulare ritardo", "non riuscire a rispettare l'orario previsto". È diversa da "essere in ritardo" perché indica un processo in corso: il ritardo sta aumentando mentre parli. Usiamo questa espressione soprattutto quando siamo ancora in movimento, per avvisare qualcuno che non arriveremo puntuali. È adatta per i messaggi di testo, le telefonate veloci, o i vocali su WhatsApp. Il verbo fare in italiano è molto versatile e lo usiamo in tantissime espressioni idiomatiche: fare tardi, fare presto, fare bella figura, fare brutta figura, fare un favore. È uno di quei verbi che devi conoscere bene. Esempi di utilizzo: "Ehi, sto facendo tardi... il traffico è impossibile! Arrivo tra 10 minuti!" "Scusami, sto facendo tardissimo! Cominciate pure senza di me." "Ho fatto tardi perché non trovavo parcheggio." Variazioni utili dell'espressione: EspressioneSignificatoFare tardissimoFare molto tardi (superlativo, aggiunge enfasi)Fare sempre tardiEssere abitualmente in ritardoNon fare tardi!Un'esortazione a essere puntualiFaccio tardi al lavoroRimango al lavoro più a lungo del solito 5. "Sono per Strada, Arrivo Subito!" Questa è un'espressione rassicurante. Essere per strada significa che sei già uscito di casa, sei già in movimento verso la tua destinazione. Non sei ancora sul divano, non ti stai ancora preparando: sei già fisicamente in viaggio. È un'espressione importante da conoscere perché la sentirai frequentemente nella vita quotidiana italiana. Quando qualcuno ti chiede "Dove sei?", rispondere "Sono per strada!" comunica immediatamente che stai arrivando. Esempi di utilizzo: "Tranquillo, sono già per strada! Cinque minuti e sono lì!" "Non ti preoccupare, sono per strada. Il traffico è un po' lento ma arrivo." "Sì sì, sono per strada! Sto cercando parcheggio." Espressioni simili: EspressioneSignificatoSono in arrivoSto per arrivareSto arrivandoArrivo tra pochissimoSono a due passiSono vicinissimo (letteralmente "a due passi di distanza")Sono dietro l'angoloSono quasi arrivatoSono in stradaVariante di "sono per strada"Sono già in viaggioSono già partito Nota culturale: Gli italiani tendono a essere ottimisti con i tempi. Quindi quando un italiano dice "Sono per strada, cinque minuti!", potrebbe in realtà significare 15-20 minuti. È una sfumatura culturale da tenere presente. Registro Informale: Espressioni da Usare tra Amici Passiamo ora al registro informale. Queste sono le espressioni che sentirai tra amici, in famiglia, o nelle serie TV italiane. Alcune sono molto colloquiali e colorite. Attenzione: Queste espressioni sono adatte con amici e familiari, ma non usarle in contesti formali come colloqui di lavoro, riunioni importanti, o con persone che non conosci bene. Espressioni Colorite e Colloquiali 6. "Sono in Ritardo Marcio!" Questa è un'espressione tipicamente italiana. L'aggettivo marcio normalmente significa "rotten" in inglese, qualcosa che è andato a male, che si è decomposto. Pensa a una mela marcia o a del legno marcio. Tuttavia, quando lo usiamo dopo un sostantivo o un aggettivo, marcio diventa un intensificatore, cioè rafforza il significato di quello che viene prima. Quindi "in ritardo marcio" significa "in ritardo tantissimo", "in ritardo in modo grave". È un'espressione espressiva e colorita, tipica del parlato informale. La sentirai spesso tra giovani e in contesti casual. Esempi di utilizzo: "Oddio, sono in ritardo marcio! La riunione è iniziata venti minuti fa!" "Sbrigati! Siamo in ritardo marcio per il film!" "Ieri sera sono arrivata in ritardo marcio alla festa." Altri usi di "marcio" come intensificatore: EspressioneSignificatoUbriaco marcioCompletamente ubriacoStanco marcioStanchissimo, esaustoInnamorato marcioPerdutamente innamoratoSbagliato marcioCompletamente sbagliato Curiosità linguistica: Questa costruzione con "marcio" è tipicamente italiana e non ha un equivalente diretto in molte altre lingue. È uno di quei modi di dire che ti faranno sembrare fluente. 7. "Oggi Sono proprio Incasinato/a con gli Orari!" Un'altra espressione colorita. Essere incasinato significa essere in una situazione confusa, caotica, disordinata. Viene dalla parola "casino" che in italiano informale significa "confusione, disordine, caos". Attenzione alla pronuncia e all'ortografia: "Casino" (con una sola S) significa "confusione" in italiano informale. "Casinò" (con l'accento) è il luogo dove si gioca d'azzardo. Sono due parole diverse. Quando dici "Sono incasinato con gli orari", stai comunicando che la tua giornata è stata caotica, che hai avuto difficoltà a organizzare il tuo tempo, che tutto è andato storto con la tua programmazione. Esempi di utilizzo: "Scusa se arrivo tardi, oggi sono completamente incasinata con gli orari!" "Questa settimana sono incasinatissimo, ho mille cose da fare." "Non ce la faccio, sono troppo incasinato in questo periodo." Variazioni dell'espressione: EspressioneSignificatoChe casino!Che confusione! Che disordine!Fare casinoFare confusione, fare rumoreIncasinarsiMettersi in una situazione complicata Nota: "Casino" e le parole derivate sono considerate informali, quasi un po' volgari. Usale solo con amici. 8. "Scusa, Ho Toppato!" Toppare è un verbo informale e moderno che significa "sbagliare, commettere un errore, fallire". È l'equivalente italiano di espressioni inglesi come "to mess up" o "to screw up" (ma meno volgare). Probabilmente deriva dallo sport,
Stai imparando l'italiano e vuoi evitare di dire cose come "Io è fame" quando hai lo stomaco che brontola? Sei nel posto giusto! Questo test ti farà scoprire se riesci già a ordinare un caffè senza far alzare un sopracciglio al barista, o se rischi ancora di creare situazioni imbarazzanti. Spoiler: Alcune frasi sono corrette, altre... beh, meglio non dirle in giro! Trova tutti gli errori! I Verbi Italiani dal Livello Principiante al Livello Avanzato Come funziona? Per ogni frase, fermati un attimo e chiediti: "È corretta o no?", quindi scopri il tuo livello! Il tuo risultato: 0-6 punti: Principiante avventuroso - meglio ordinare al ristorante col dito sul menù! 7-14 punti: Intermedio promettente - inizi a capirci qualcosa, continua così! 15-20 punti: Avanzato impressionante - gli italiani ti scambiano per uno di loro! LIVELLO 1: SOPRAVVIVENZA IN ITALIA Esercizio 1 "Scusi, io è vegetariano. Nel menù c'è qualcosa senza carne?" ... AIUTO! ERRORE CRITICO! Cosa C'è Che Non Va? Al ristorante hai appena detto "io è vegetariano"... Il cameriere ti guarda perplesso! Il verbo "essere" alla prima persona singolare è "sono", non "è". Quella forma si usa per lui/lei. VERSIONE CORRETTA: "Scusi, io sono vegetariano. Nel menù c'è qualcosa senza carne?" Trucco: Pensa "io SONO / tu SEI / lui È" Esercizio 2 "Ragazzi, ieri sera la pizza da Gino mi ha piaciuto moltissimo!" ... ERRORE DOPPIO! ATTENZIONE! Cosa è andato storto? Qui ci sono ben due errori! Il verbo "piacere" al passato prossimo vuole sempre l'ausiliare ESSERE, NON "avere". Il participio passato deve accordarsi con il soggetto grammaticale (la pizza = femminile singolare), quindi "piaciuta" non "piaciuto". VERSIONE CORRETTA: "Ragazzi, ieri sera la pizza da Gino mi è piaciuta moltissimo!" La formula per "piacere": ESSERE (coniugato) + PIACIUTO/A/I/E (accordato con la cosa che piace) Altri esempi corretti: Il film mi è piaciuto La canzone ti è piaciuta? I dolci ci sono piaciuti Le foto vi sono piaciute Esercizio 3 "Ciao Marco! Tu sei andare alla festa di Lucia sabato scorso?" ... ATTENZIONE! ALLARME ROSSO! Cosa È Andato Storto? Hai praticamente detto "tu sei andare" invece di "sei andato"! Con il passato prossimo, dopo l'ausiliare (essere/avere) ci vuole il participio passato, non l'infinito."Andare" diventa "andato/a". VERSIONE CORRETTA: "Ciao Marco! Tu sei andato alla festa di Lucia sabato scorso?" Attenzione: Con "andare" usiamo sempre l'ausiliare ESSERE! Esercizio 4 "La mia famiglia abita a Milano da dieci anni e ci troviamo benissimo!" ... BRAVISSIMO! ITALIANO AL TOP! Cosa Rende Questa Frase Perfetta? Hai centrato la struttura italiana per azioni che durano ancora!Quando qualcosa è iniziato nel passato e continua ora, usiamo il presente (abita) + "da" + tempo. Ricorda: "Da dieci anni" = l'azione continua ancora adesso! Esercizio 5 "Guarda quelle ragazze! Loro mangia il gelato davanti alla Fontana di Trevi." ... ERRORE DA PRINCIPIANTE! Dove Hai Sbagliato? "Loro mangia"? No no no! "Loro" è plurale, quindi il verbo deve essere "mangiano". "Mangia" lo usi solo per lui/lei (terza persona singolare). VERSIONE CORRETTA: "Guarda quelle ragazze! Loro mangiano il gelato davanti alla Fontana di Trevi." Bonus: In Italia è più comune dire "prendere un gelato", non "mangiare". Esercizio 6 "Stamattina io è comprato i biglietti per il concerto dei Måneskin!" ... DOPPIO ERRORE! CIOÈ? Due Problemi da Risolvere: 1) Hai detto "io è" invece di "io ho". 2) "Comprare" vuole l'ausiliare AVERE, non "essere"! VERSIONE CORRETTA: "Stamattina io ho comprato i biglietti per il concerto dei Måneskin!" Regola d'oro: I verbi che indicano un'azione (comprare, mangiare, bere, studiare) vanno quasi sempre con AVERE! Esercizio 7 "Wow! Francesca canta come un angelo ieri al karaoke!" ... CONFUSIONE TEMPORALE! Qual È il Problema? Hai usato il presente "canta" ma poi hai detto "ieri"! Quando parli di ieri, devi usare il passato prossimo: "ha cantato". Il presente serve per cose abituali o che succedono ora. VERSIONE CORRETTA: "Wow! Francesca ha cantato come un angelo ieri al karaoke!" LIVELLO 2: TI STAI INTEGRANDO BENE! Esercizio 8 "A te interessi i film italiani? A me sì, molto!" ... ERRORE SUBDOLO! Cosa C'è Che Non Va? Verbi come "interessare", "piacere", "mancare", "servire" hanno una costruzione particolare in italiano! Il soggetto grammaticale NON è la persona, ma la cosa che piace o interessa. Nella frase "a te interessi" hai coniugato il verbo come se "tu" fosse il soggetto, ma in realtà il soggetto sono "i film" (plurale). VERSIONE CORRETTA: "A te interessano i film italiani? A me sì, molto!" La struttura corretta: Ti interessa la musica? Vi interessano i libri di storia? Regola d'oro: Con questi verbi, coniuga il verbo in base alla cosa che piace/interessa, non alla persona! Esercizio 9 "Eh, se io avrei più soldi, farei un viaggio in Costiera Amalfitana!" ... L'ERRORE PIÙ COMUNE ANCHE TRA GLI STUDENTI AVANZATI! Il Tranello del "SE": Mai, MAI usare il condizionale dopo "se"! È tentante perché in molte lingue si fa, ma in italiano è un errore grave. Dopo "se" ci vuole il CONGIUNTIVO IMPERFETTO, POI il condizionale. VERSIONE CORRETTA: "Eh, se io avessi più soldi, farei un viaggio in Costiera Amalfitana!" VIETATO: Se + condizionaleCORRETTO: Se + congiuntivo Esercizio 10 "Stavo studiando i verbi irregolari quando improvvisamente mi ha chiamato la mia amica italiana per fare aperitivo." ... ECCELLENTE! MAESTRIA TEMPORALE! Cosa Hai Fatto di Giusto? Hai combinato perfettamente due azioni passate: Imperfetto "stavo studiando" = azione in corso, lo sfondo della scena Passato prossimo "ha chiamato" = azione improvvisa che interrompe In Sintesi: l'imperfetto è la scena, il passato prossimo è l'evento che accade! Esercizio 11 "Oh no! Siamo partiti la valigia in hotel e ora siamo già in aeroporto!" ... COSTRUZIONE IMPOSSIBILE! Dove Sta l'Assurdità? "Partire la valigia"? Il verbo "partire" significa andare via, non lasciare qualcosa! Se vuoi dire che hai dimenticato la valigia, devi usare "lasciare" o "dimenticare" (che vogliono AVERE come ausiliare). VERSIONE CORRETTA: "Oh no! Abbiamo lasciato la valigia in hotel e ora siamo già in aeroporto!" Esercizio 12 "Hai visto le chiavi della macchina? Sì, le ho visto sul tavolo stamattina." ... ERRORE NASCOSTO! SCOPRIAMOLO! Perché È Sbagliato (Anche Se Suona Bene)? Questo è un tranello per studenti avanzati! Quando usiamo i pronomi diretti (lo, la, li, le) prima del verbo al passato prossimo, il participio passato si accorda con il pronome. "Le" si riferisce alle chiavi (femminile plurale), quindi il participio deve essere "viste". VERSIONE CORRETTA: "Hai visto le chiavi della macchina? Sì, le ho viste sul tavolo stamattina." Confronta: "Ho visto le chiavi" (nessun accordo senza pronome) "Le ho viste" (accordo con il pronome "le") "L'ho vista" (la = singolare femminile) "Li ho visti" (li = plurale maschile) Esercizio 13 "Per passare l'esame di italiano, è necessario che tu fai tanti esercizi di grammatica." ... CONGIUNTIVO MANCANTE! Cosa Manca? Dopo espressioni come "è necessario che", "è importante che", "bisogna che", DEVI usare il congiuntivo, NON l'indicativo! È una regola ferrea in italiano. VERSIONE CORRETTA: "Per passare l'esame di italiano, è necessario che tu faccia tanti esercizi di grammatica." Trigger words del congiuntivo: "È necessario/importante/giusto/possibile che..." Esercizio 14 "È sicuro che il prossimo weekend fa bel tempo e noi andremo al mare!" ... PERFETTO! SICUREZZA GRAMMATICALE! Perché È Giusto NON Usare il Congiuntivo? Ottima domanda! Quando esprimi certezza assoluta ("è sicuro che/so che/è chiaro che..."), devi usare l'indicativo.Il congiuntivo serve per dubbi, speranze, opinioni. Qui sei sicuro! Probabilmente hai visto le previsioni. La regola d'oro: CERTEZZA → Indicativo DUBBIO → Congiuntivo LIVELLO 3: SEI QUASI ITALIANO! Esercizio 15 "Pensavo che Luca fosse già arrivato alla stazione, ma poi ho scoperto che era in ritardo come sempre!" ... INCREDIBILE! CONCORDANZA DEI TEMPI PERFETTA! Cosa Hai Fatto di Straordinario? Hai usato il congiuntivo trapassato ("fosse arrivato") dopo un verbo al passato ("pensavo"). Questa è concordanza dei tempi da professionista!Il congiuntivo trapassato esprime un'azione che credevi fosse accaduta prima. Timeline mentale: Prima: Luca arriva (pensavi) Dopo: Tu pensi Realtà: Era in ritardo Formula avanzata: Pensavo/credevo/immaginavo + che + congiuntivo trapassato Esercizio 16 "Benché lui ha studiato il congiuntivo per settimane, continua a fare errori!" ... L'IRONIA! ERRORE SUL CONGIUNTIVO! Dov'è l'Ironia? Stai parlando del congiuntivo ma... hai dimenticato di usarlo! "Benché" è una congiunzione che richiede SEMPRE il congiuntivo. In questo caso, congiuntivo passato perché l'azione di studiare è terminata. VERSIONE CORRETTA: "Benché lui abbia studiato il congiuntivo per settimane, continua a fare errori!" Parole-spia del congiuntivo: "benché, sebbene, nonostante, affinché, prima che..." Esercizio 17 "Se avessi accettato quel lavoro a Roma tre anni fa, ora vivrei nella Città Eterna!" ... FANTASTICO! PERIODO IPOTETICO DA MANUALE! Perché È Perfetto? Hai costruito un perfetto periodo ipotetico del quarto tipo (misto): Protasi: "Se avessi accettato" (congiuntivo trapassato) Apodosi: "vivrei" (condizionale presente)
Domenica 21 dicembre si sono tenuti eventi in tutta l'Australia per commemorare le vittime dell'attacco di Bondi Beach. Intanto l'Australian Security and Intelligence Organisation continua a essere nell'occhio del ciclone.
Ti è mai capitato di chiederti perché diciamo "imbiancare" e non semplicemente "biancare"? O perché esiste il verbo "allargare" ma non "largare"?I verbi parasintetici sono un argomento che probabilmente non hai mai studiato a scuola, ma che usi tutti i giorni senza saperlo. Imparerai come si formano, come riconoscerli e, soprattutto, perché sono così importanti per arricchire il tuo italiano e parlare in modo più naturale e preciso. I VERBI PARASINTETICI: abbellire, irrobustire, arrossire... Che Cos'è un Verbo Parasintetico? I verbi parasintetici sono verbi che si formano aggiungendo contemporaneamente un prefisso all'inizio e un suffisso alla fine di una parola base, che può essere un nome o un aggettivo. La parola chiave è proprio "contemporaneamente": significa che né la parola con solo il prefisso, né la parola con solo il suffisso esistono in italiano. Entrambi gli elementi devono essere aggiunti insieme perché il verbo abbia senso. Facciamo un esempio pratico con il verbo "imbiancare": Partiamo dall'aggettivo "bianco" Aggiungiamo il prefisso "in-" (che diventa "im-" davanti a B) + il suffisso "-are" Otteniamo: imbiancare Ma attenzione! In italiano non esistono né "biancare" (solo suffisso) né "imbianco" come verbo (solo prefisso). Devono esserci entrambi! Ecco perché si chiama "parasintetico" – dal greco "para" (accanto) e "synthesis" (composizione): gli elementi si aggiungono insieme, accanto! Come Si Formano i Verbi Parasintetici? Pensa ai verbi parasintetici come a un panino completo: hai bisogno del pane sopra, del pane sotto e del ripieno in mezzo. Senza uno di questi elementi, non hai un panino completo! La formula è questa: PREFISSO + PAROLA BASE (nome o aggettivo) + SUFFISSO VERBALE (-are, -ire, -ificare) I Prefissi Più Comuni I prefissi più utilizzati nella formazione dei verbi parasintetici sono: a-: avvicinare, arrossare, abbellire in-/im-/il-/ir-: imbiancare, indebolire, illuminare, irrobustire (questo prefisso cambia forma come un camaleonte davanti a diverse lettere, ma rimane sempre lo stesso!) s-: spaventare, svenare, sbiancare dis-: disgelare ri-: riempire (anche se alcuni linguisti discutono ancora se sia davvero parasintetico) I Suffissi Più Frequenti I suffissi verbali che completano la formazione dei verbi parasintetici sono: -are: imbiancare, allargare, accorciare (il classico della prima coniugazione) -ire: arrossire, indebolire, impazzire (per chi preferisce la terza coniugazione) -ificare: identificare (il suffisso più elaborato della famiglia) Tipi di Verbi Parasintetici con Esempi Pratici I verbi parasintetici si possono classificare in diverse categorie in base al tipo di cambiamento o azione che indicano. Vediamoli in dettaglio con numerosi esempi! Verbi che Indicano un Cambiamento di Colore Questi verbi descrivono tutte le trasformazioni cromatiche possibili e immaginabili. Sono particolarmente utili per descrivere fenomeni naturali e cambiamenti fisici: Imbiancare (in- + bianco + -are) = diventare bianco o rendere qualcosa bianco "I miei capelli stanno iniziando a imbiancare." "Domani devo imbiancare le pareti della cucina." Arrossare/Arrossire (a- + rosso + -are/-ire) = diventare rosso "Maria arrossisce sempre quando le faccio un complimento!" Ingiallire (in- + giallo + -ire) = diventare giallo "Le pagine di questo vecchio libro sono ingiallite con il tempo." Annerire (a-/in- + nero + -ire) = diventare nero "Il fumo ha annerito il soffitto della cucina." Inverdire (in- + verde + -ire) = diventare verde "In primavera i prati inverdiscono rapidamente." Verbi che Indicano un Cambiamento di Dimensione Questi verbi sono utilissimi quando qualcosa è troppo grande, troppo piccolo, troppo lungo o troppo corto. Permettono di esprimere con precisione le modifiche dimensionali: Allargare (a- + largo + -are) = rendere più largo "Devo allargare questi pantaloni, sono troppo stretti!" Accorciare (a- + corto + -are) = rendere più corto "Il sarto ha accorciato la gonna di due centimetri." Allungare (a- + lungo + -are) = rendere più lungo "Puoi allungare il brodo con un po' d'acqua?" Rimpicciolire (ri- + piccolo + -ire) = rendere più piccolo "Questa giacca si è rimpicciolita in lavatrice!" Ingrandire (in- + grande + -ire) = rendere più grande "Potresti ingrandire questa foto? Non si vede bene." Verbi che Indicano un Cambiamento di Qualità o Stato Questa categoria comprende verbi per le trasformazioni più significative che riguardano caratteristiche fisiche, mentali o economiche: Indebolire (in- + debole + -ire) = rendere debole "L'influenza mi ha indebolito molto." Irrobustire (ir- + robusto + -ire) = rendere robusto "L'allenamento in palestra mi ha irrobustito." Abbellire (a- + bello + -ire) = rendere bello "Hanno abbellito la piazza con nuove fontane." Impazzire (in- + pazzo + -ire) = diventare pazzo "Sto impazzendo con tutti questi compiti da fare!" "I tifosi sono impazziti quando la squadra ha segnato!" Arricchire (a- + ricco + -ire) = rendere ricco "Leggere libri arricchisce la mente." "Si è arricchito vendendo immobili." Impoverire (in- + povero + -ire) = rendere povero "La crisi economica ha impoverito molte famiglie." Verbi che Indicano Movimenti o Azioni Specifiche Questi verbi descrivono azioni dinamiche che implicano spostamenti nello spazio o cambiamenti di posizione: Avvicinare (a- + vicino + -are) = rendere vicino, portare vicino "Avvicina la sedia al tavolo, per favore." Allontanare (a- + lontano + -are) = rendere lontano, portare lontano "Il cane ha allontanato il gatto dal giardino." Atterrare (a- + terra + -are) = toccare terra "L'aereo atterrerà tra dieci minuti." Affondare (a- + fondo + -are) = andare a fondo "Il Titanic affondò nell'Oceano Atlantico." Sbarcare (s- + barca + -are) = scendere dalla barca "I turisti sono sbarcati sul molo." Verbi che Indicano Emozioni o Stati Psicologici Questa categoria comprende verbi che esprimono stati emotivi intensi e le loro manifestazioni: Spaventare (s- + pavento [paura] + -are) = causare paura "Non spaventare il bambino con quelle storie!" Rattristare (r- + triste + -are) = rendere triste "Questa notizia mi ha rattristato molto." Inferocire (in- + feroce + -ire) = rendere feroce, arrabbiare molto "Il suo comportamento mi ha inferocito!" Come Riconoscere un Verbo Parasintetico Ecco il metodo infallibile per identificare un verbo parasintetico: togli mentalmente il prefisso o il suffisso dal verbo. Se la parola che rimane non esiste come verbo in italiano, hai trovato un verbo parasintetico! È come un gioco di detective linguistico. Esempio pratico: Imbiancare → Tolgo il prefisso e il suffisso → "biancare"Esiste "biancare"? NO! → È PARASINTETICO! Rileggere → Tolgo il prefisso → "leggere"Esiste "leggere"? SÌ! → NON è parasintetico Vedi? È semplicissimo! Basta applicare questa regola pratica e saprai sempre distinguere i verbi parasintetici dagli altri verbi. Curiosità Linguistiche sui Verbi Parasintetici La Forma Riflessiva Molti verbi parasintetici hanno anche una forma riflessiva. Ad esempio, "arrossare" diventa "arrossarsi", "avvicinare" diventa "avvicinarsi". La differenza è significativa: Forma transitiva: "Ho arrossato le guance del bambino" (io ho fatto diventare rosse le sue guance – quindi io → lui) Forma riflessiva: "Mi sono arrossato per l'imbarazzo" (io stesso sono diventato rosso – quindi io → io) Verbi Parasintetici Nascosti nel Linguaggio Quotidiano Alcuni verbi parasintetici sono così comuni che non ci rendiamo nemmeno conto che lo sono! Pensa a "atterrare" – lo senti ogni volta che prendi l'aereo negli annunci: "Signore e signori, stiamo per atterrare..." Eppure nessuno si è mai fermato a pensare: "Ma come mai non diciamo 'terrare'?" Perché non esiste! È un verbo parasintetico sotto copertura! Variazioni Dialettali In alcuni dialetti italiani esistono verbi parasintetici che non esistono nell'italiano standard. È come se ogni regione avesse i suoi superpoteri linguistici segreti! Questa ricchezza linguistica dimostra la creatività e la vitalità della lingua italiana in tutte le sue varianti regionali. Il Doppio Significato di "Imbiancare" Il verbo "imbiancare" è particolarmente interessante perché ha un doppio significato: Dipingere le pareti di bianco: "Domani devo imbiancare il salone." Diventare bianco (riferito ai capelli): "I miei capelli stanno iniziando a imbiancare." Questo dimostra la versatilità e la ricchezza semantica dei verbi parasintetici! Errori Comuni da Evitare Anche gli studenti avanzati commettono alcuni errori tipici quando usano i verbi parasintetici. Ecco i più comuni e come evitarli: Errore 1: Confondere Verbi Parasintetici con Verbi Prefissati Normali Questo è l'errore più frequente: Sbagliato: Pensare che "rivedere" sia parasintetico Corretto: "Rivedere" NON è parasintetico perché "vedere" esiste già come verbo! È solo un verbo con un prefisso aggiunto. È come pensare che una pizza con ingredienti extra sia un piatto completamente nuovo. No! È sempre una pizza, solo più riempita! Errore 2: Dimenticare che Servono ENTRAMBI gli Elementi Gli studenti spesso cercano di semplificare, ma l'italiano richiede sia il prefisso che il suffisso: Sbagliato: "Io bianco le pareti" Corretto: "Io imbianco le pareti" Ricorda il panino? Non puoi mangiare solo il pane o solo il ripieno! Dovete avere tutto insieme! Errore 3: Usare il Prefisso Sbagliato La creatività è bella, ma con i verbi dobbiamo essere precisi: Sbagliato: "Disbiancare" (quando si intende diventare bianco) Corretto: "Imbiancare"
Da tempo a Smart City teniamo d'occhio i numerosi tentativi di trovare qualcosa di più pratico degli odierni computer su cui far girare le reti neurali, ispirate alla struttura del cervello e alla base del recente successo dell'IA. L'architettura interna dei moderni computer è il contrario di una rete neurale, e infatti la simulazione costa un grande dispendio di energia. Mettere a punto nuove architetture di calcolo, intrinsecamente più simili alle reti neurali, per infine arrivare a un vero e proprio computer neuromorfico, è oggi l'obiettivo di un ampia gamma di studi, in cui si inserisce la ricerca di cui parliamo oggi, che ha portato allo sviluppo di un dispositivo chiamato transistor sinaptico fotonico, il quale imita in modo sorprendente il comportamento di una cellula cerebrale, compresa la capacità di modificarsi nel tempo in base agli stimoli ricevuti in passato, la quale a sua volta è alla base della capacità del cervello di apprendere.Ospite Stefano Toffanin - Direttore di ricerca dell'Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del CNR di Bologna.
Ti sei mai chiesto perché gli italiani dicono: "Ma che mi combini?" invece di "Ma che combini?"; "Mangia tutta la pasta, a mamma" invece di "Mangia tutta la pasta"Con questa guida imparerai finalmente a capire e usare il DATIVO ETICO, una struttura grammaticale colloquiale tipicamente italiana che renderà il tuo italiano molto più naturale e autentico. Il Dativo Etico in Italiano: cos'è e come funziona Cos'è il Dativo Etico? Il dativo etico è un pronome personale (mi, ti, ci, vi) che viene aggiunto a una frase NON per indicare chi riceve l'azione, ma per esprimere la partecipazione emotiva di chi parla o di chi ascolta. Esempio: "Ma che combini?" = domanda neutra "Ma che mi combini?" = domanda con coinvolgimento emotivo (sono preoccupato/a) Perché si Chiama "Dativo Etico"? DATIVO: Nella grammatica latina, il dativo era il caso usato per il complemento di termine (a chi? per chi?). In italiano, anche se non abbiamo più i casi latini, usiamo ancora questo termine per alcuni pronomi che indicano "a chi" o "per chi" avviene l'azione. ETICO: Dal greco "ethikos" (relativo al carattere, ai sentimenti), esprime proprio questo: un coinvolgimento emotivo, affettivo, psicologico. Non ha una funzione grammaticale vera e propria, ma una funzione emotiva! Ricorda: È come se aggiungessi un pezzettino di cuore alla frase! La Struttura Grammaticale Il dativo etico si forma usando questi pronomi atoni: PronomePersonaFunzioneEsempiomi1ª singolareEsprime la partecipazione emotiva di chi parlaNon mi sbagliare l'esame questa volta!ti2ª singolareCoinvolge l'interlocutore nell'azioneStavo camminando e indovina chi ti incontro?ci1ª pluraleEsprime la partecipazione emotiva di chi parla (plurale)Stacci bene!vi2ª pluraleCoinvolge gli interlocutori nell'azioneTua madre vi arriva domani? ATTENZIONE! Non esistono le forme "gli", "le" o "loro" per il dativo etico. Si usano solo questi quattro pronomi! Posizione del Pronome Modo VerbalePosizioneEsempioModi finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale)Prima del verboChe mi combini?ImperativoDopo il verbo (unito)Mangiatemi tutto!InfinitoDopo il verbo (unito)Non farmi sciocchezze!GerundioDopo il verbo (unito)Studiandomi bene, otterrai buoni risultati Gli Usi Principali del Dativo Etico 1. Esprimere Preoccupazione o Interesse Affettivo Questo è l'uso più comune! Si usa per mostrare che chi parla è emotivamente coinvolto nell'azione. Esempi: "Non mi prendere freddo!" (una madre preoccupata per il figlio) "Studiatemi bene per l'esame!" (un professore che tiene ai suoi studenti) In questi casi, chi parla non riceve l'azione, ma esprime il proprio coinvolgimento emotivo. 2. Esprimere Sorpresa o Disapprovazione Il dativo etico si usa anche per esprimere stupore, meraviglia o disapprovazione: Esempi: "E adesso cosa mi hai inventato?" (cosa ti viene in mente?!) "Mi è diventato un ribelle!" (mio figlio è cambiato e io sono sorpreso) 3. Enfatizzare un Comando o una Richiesta Quando vuoi rendere un imperativo più forte o più affettuoso, aggiungi il dativo etico: Confronto: Senza dativo eticoCon dativo etico"Non prendere freddo!""Non prendermi freddo eh!" (più enfatico)"State attenti!""Statemi attenti in classe!" (più personale) 4. Esprimere Fastidio o Impazienza A volte si usa il dativo etico per esprimere irritazione: Esempi: "Non mi toccare niente!" (sono infastidito) "Che mi avete combinato?" (sono seccato) "Non mi fate rumore!" (sono impaziente) La Costruzione Affettuosa con "A Nonna", "A Mamma", "A Papà" Questa è una costruzione DOLCISSIMA e TIPICISSIMA dell'italiano colloquiale che confonde moltissimi stranieri! Avrai sicuramente sentito, specialmente dalle nonne italiane, frasi come: "Mangia, a nonna!" "Dormi, a mamma!" "Studia, a papà!" "Sta' buono, a nonno!" Cosa Significa Esattamente? Quando una nonna dice "Mangia, a nonna!", NON sta chiedendo al bambino di farla mangiare! Sta dicendo: "Mangia per far contenta la nonna" "Mangia, fallo per la nonna" "Mangia, così la nonna è felice" È un modo tenerissimo di esprimere che l'azione del bambino influenza emotivamente la nonna. È come dire: "Se tu mangi, io sono contenta. Se tu non mangi, io sono triste e preoccupata." La Struttura Formula: Imperativo/Verbo + virgola + "a" + nome familiareFraseSignificato"Dormi, a mamma!"Dormi per far stare tranquilla la mamma"Guarisci presto, a nonna!"Guarisci presto, così la nonna smette di preoccuparsi"Sta' attento, a papà!"Sta' attento, per far stare tranquillo il papà"Finisci i compiti, a zia!"Finisci i compiti, per rendere felice la zia"Non piangere, a nonno!"Non piangere, perché il nonno soffre a vederti così Perché gli Italiani (Specialmente i Nonni) lo Usano? RagioneSpiegazioneEsprimere affetto profondoÈ un modo per dire "Mi importa tantissimo di te e di quello che fai"Motivare con dolcezzaInvece di dare un ordine secco, si fa appello ai sentimenti del bambinoCreare un legame emotivoSi fa capire al bambino che le sue azioni hanno un impatto sui sentimenti della persona caraTradizione generazionaleÈ una formula che si tramanda di generazione in generazione, parte del linguaggio tipico dei nonni italiani Quando Si Usa? Questa costruzione si usa principalmente: In famiglia: specialmente con i bambini piccoli Da parte di persone anziane: nonne e nonni lo usano moltissimo! In situazioni molto affettuose: per esprimere tenerezza e preoccupazione Per incoraggiare o consolare: "Mangia, a nonna!" quando il bambino non ha appetito IMPORTANTE: Questa costruzione si usa quasi esclusivamente con: nonna/nonno, mamma/papà (anche se meno frequente), zia/zio (occasionalmente). NON si usa con amici, colleghi, o in situazioni formali. Sarebbe strano dire "Studia, al professore!" o "Lavora, al capo!". Questa è una formula riservata agli affetti familiari più stretti! Differenze Regionali RegioneFrequenza d'UsoCentro-Sud ItaliaUsatissima, parte del linguaggio quotidiano delle famiglieIsole (Sicilia, Sardegna)Molto comune, sentita come naturale e affettuosaNord ItaliaPresente, ma leggermente meno frequente Questa costruzione è ancora più comune nelle generazioni più anziane. I nonni italiani la usano tantissimo! Un Confronto Interessante TipoFraseTonoNeutro"Mangia la minestra"Ordine sempliceCon dativo etico standard"Mangiami la minestra"Io sono coinvolto emotivamenteCon "a nonna""Mangia, a nonna!"Fallo per me, per rendermi felice (il più dolce e affettuoso!) Differenze con Altri Pronomi È importante distinguere il dativo etico da altri usi dei pronomi. Vediamo alcune differenze fondamentali: Dativo Etico vs. Complemento di Termine TipoEsempioSpiegazioneTestComplemento di termine"Dammi il libro!"Il libro viene dato A ME, io lo ricevo"Dai il libro?" ✗ (manca l'informazione: a chi?)Dativo etico"Mangiami la pasta"Io non mangio, ma sono emotivamente coinvolto"Mangia la pasta" ✓ (ha senso, quindi è dativo etico) Come distinguerli? Se puoi togliere il pronome e la frase ha ancora senso logico completo, probabilmente è un dativo etico! Dativo Etico vs. Pronome Riflessivo TipoEsempioSpiegazioneRiflessivo"Mi lavo le mani"Io lavo le MIE maniDativo etico"Lavami le mani prima di mangiare!"Una mamma che dice al figlio di lavarsi le mani, con coinvolgimento emotivo Quando NON Usare il Dativo Etico SituazioneEsempio SBAGLIATOEsempio CORRETTOSituazioni molto formali"Presidente, mi ascolti attentamente""Presidente, ascolti attentamente"Testi scritti formaliDocumenti ufficiali, lettere formali, articoli scientifici con dativo eticoEvita completamente il dativo eticoCon persone sconosciute"Mi studi bene!" (a uno sconosciuto)"Studi bene!"Costruzione "a nonna/mamma" fuori famiglia"Lavora bene, al capo!"Non usare mai questa forma fuori dal contesto familiare! RICORDA: Quando la frase diventa ambigua, a volte aggiungere il pronome può creare confusione, quindi meglio essere chiari! Esempi Pratici per Esercitarti Analizza queste frasi e identifica se c'è un DATIVO ETICO (e di che tipo), oppure NO (e in quel caso, che funzione hanno i pronomi). Esempio 1: "Mi Hanno Rubato il Portafoglio!" Analisi: In questo caso "mi" è un complemento di termine: hanno rubato IL PORTAFOGLIO A ME. Io sono la persona a cui è stato rubato.Conclusione: NON è un dativo etico!Test: Se togliamo il "mi", la frase non ha senso: "Hanno rubato il portafoglio" (a chi? manca l'informazione essenziale). Esempio 2: "Non Mi Fare Sciocchezze!" Analisi: Chi parla non fa le sciocchezze, ma esprime preoccupazione per l'altra persona.Conclusione: DATIVO ETICO standard!Test: Se togliamo il "mi", la frase ha ancora senso: "Non fare sciocchezze!". Il "mi" aggiunge solo coinvolgimento emotivo. Esempio 3: "Dormi, a Mamma!" Analisi: La mamma non dorme, ma chiede al bambino di dormire per farla stare tranquilla.Conclusione: Costruzione affettuosa con "a mamma"!Significato: "Dormi, per far contenta la mamma" o "Dormi, così la mamma è serena". È tipicissima del linguaggio familiare, specialmente usata con i bambini! Esempio 4: "Studiatemi Bene Questa Lezione!" Analisi: L'insegnante non riceve lo studio, ma esprime il suo interesse e la sua preoccupazione affinché gli studenti studino bene.Conclusione: DATIVO ETICO standard!Test: Possiamo dire "Studiate bene questa lezione" e la frase ha senso completo. Esempio 5: "Mangia Tutta la Minestra, a Nonna!" Analisi: La nonna non mangia la minestra, ma sta chiedendo al nipotino di mangiarla per renderla felice.Conclusione: Costruzione dolcissima con "a nonna"!Significato: "Mangia tutta la minestra, così la nonna è contenta".
See pictures and read more on materiallyspeaking.comQuesto episodio continua anche il nostro desiderio di produrre un episodio per stagione in italiano.In keeping with our desire to produce one episode per season in Italian.Inoltre, ora avete la possibilità di guardare questo episodio come video o semplicemente ascoltare l'audio.In addition, you now have the option to watch this episode as a video below or on YouTube, with English subtitles, or simply listen to the audio, in Italian only.Nato a Roma, ma ora residente in Versilia, Giannelli è probabilmente famoso soprattutto per la sua gigantesca scultura Mr Arbitrium, alta oltre cinque metri, che sembra spingere via o sostenere gli edifici contro cui è appoggiata, a seconda del punto di vista dello spettatore. Born in Rome, but now living in Versilia, Giannelli is probably best known for his giant sculpture, Mr Arbitrium, over five metres tall, which appears to be either pushing away or supporting the buildings it stands against - depending on the viewers' point of view. Questa ambiguità trasforma noi spettatori in protagonisti, mettendo in discussione le nostre convinzioni sul significato di queste strutture e sul nostro legame con esse. Diverse versioni di Mr Arbitrium sono state installate su edifici e chiese a Milano, Firenze, Lucca, Servezza, Carrara, Pietrasanta e persino in Ucraina.This ambiguity turns us as viewers into the protagonists, challenging our beliefs about the meaning of these structures and our connection to them. Versions of Mister Arbitrium have been installed against buildings and churches in Milan, Florence, Lucca, Servezza, Carrara, Pietrasanta and even Ukraine.Giannelli accoglie Mike sul prato della tenuta di famiglia, dove la sua serie di sculture in bronzo I Sospesi è appesa agli alberi e un simpatico labrador nero giace sull'erba. Giannelli welcomes Mike on the lawn of the family estate, where his series of bronze sculptures I Sospesi hang from the trees, and a friendly black labrador lies on the grass. Emanuele è arrivato a Carrara a diciannove anni per studiare scultura all'Accademia di Belle Arti di Carrara, stabilendosi qui in Versilia, dove la sua famiglia aveva vissuto nelle generazioni precedenti. All'Accademia ha scelto di lavorare l'argilla piuttosto che il marmo, per la flessibilità che offre e per la natura più concettuale del suo lavoro. Emanuele came to Carrara at nineteen to study sculpture at the Carrara Academy of Fine Arts, settling here in Versilia, where his family had lived in previous generations. At the Academy he chose to work in clay rather than marble, due to the flexibility it offers and the nature of his work being more conceptual.Giannelli racconta a Mike di come, in gioventù, abbia trascorso del tempo a New York, Londra e Berlino, subendo l'influenza della fantascienza, del cinema, dei graffiti, della musica elettronica e del punk rock. Alla fine è tornato a Pietrasanta, luogo più adatto per crescere una famiglia.Giannelli tells Mike how in his youth he spent time in New York, London and Berlin and was influenced by science fiction, cinema, graffiti, electronic music, and punk rock. Eventually he returned to Pietrasanta which was more conducive to raising a family.Ricorda la gioia di incontrare artigiani e visitare i laboratori che allora si trovavano nel centro di Pietrasanta. E gli piacevano anche le feste e la vita sociale con tanti giovani, soprattutto stranieri, tedeschi, francesi e americani.He recalls the joy of meeting artisans and visiting the workshops which were then in the centre of Pietrasanta. And he also enjoyed the parties and social life with lots of young people, especially foreigners, Germans, French, and Americans.The Watcher è una scultura che osserva il cielo con binocoli, cosa che gli esseri umani hanno sempre fatto. Tuttavia, ora, grazie alla tecnologia, sta cercando di guardare oltre. Emanuele afferma che “oltre” gli fa pensare anche alla spiritualità. The Watcher is a sculpture who looks up with binoculars at the sky, which is something humans have always done. However now, through technology, he is trying to look beyond. Emanuele says that ‘beyond' also makes him think of spirituality.Un'altra opera che cita con un tema visionario è Korf, un uomo che sta in piedi davanti al suo monitor, con le braccia incrociate, lo sguardo rivolto verso l'alto, alla ricerca della sua visione e del suo futuro.Another work he mentions with a visionary theme is Korf, a man who stands watching on his monitor, arms crossed, gaze turned upwards, searching for his vision and his future.Emanuele afferma che, pur non credendo in un codice chiamato religione, crede molto negli esseri umani. Dice che, sebbene siamo animali e abbiamo un senso di autodistruzione, siamo animali straordinari. Le sue opere si collocano tra il figurativo e il concettuale, riflettendo sul periodo contemporaneo caratterizzato da cambiamenti incredibilmente rapidi. Emanuele says although he doesn't believe in a code called religion, he believes very much in human beings. He says that although we are animals, and have a sense of self-destruction, we are extraordinary animals. His works are pitched between figurative and conceptual, reflecting on the contemporary period of incredibly fast-moving change.emanuelegiannelli.itinstagram.com/emanuele.giannelli
Giovanni ZuccaBoualem Sansal"Vivere"Neri Pozzawww.neripozza.itBoualem Sansal, nato in Algeria, ma con il cuore diviso tra due sponde del Mediterraneo, Boualem Sansal ha costruito la sua carriera letteraria su un coraggio raro: quello di denunciare l'autoritarismo, l'islamismo radicale e le ipocrisie del potere. Romanzi come Il villaggio del tedesco o 2084. La fine del mondo sono veri e propri manifesti di libertà intellettuale. E non è un caso che siano stati accolti con entusiasmo in Europa e con sospetto, se non con ostilità, nel suo Paese natale.Nel novembre 2024, Sansal viene arrestato all'aeroporto di Algeri, di ritorno da Parigi. L'accusa? “Attentato all'unità nazionale”, un capo d'imputazione che in Algeria spesso serve a imbavagliare le voci dissidenti. Il processo, basato sull'articolo 87 del codice penale – lo stesso usato per reprimere il dissenso sotto la bandiera della lotta al terrorismo – si conclude con una condanna a cinque anni di carcere.Ma la storia non finisce lì. Anzi, si complica. Le sue dichiarazioni pubbliche in Francia, in cui Boualem Sansal critica la gestione della memoria coloniale e accenna alla questione del Sahara Occidentale, vengono interpretate ad Algeri come un tradimento. La Francia protesta, ma è la Germania a muoversi con decisione.Il 12 novembre 2025, dopo un anno di carcere e una salute sempre più fragile, arriva la svolta: il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune concede la grazia a Sansal, su richiesta del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. Un gesto umanitario, certo, ma anche un capolavoro di diplomazia: Berlino riesce dove Parigi aveva fallito, e Boualem Sansal vola a Berlino per ricevere cure mediche. La Francia applaude, l'Algeria detta le regole, e la letteratura – ancora una volta – si dimostra più potente delle sbarre.La liberazione di Sansal è stata accolta con entusiasmo anche in Italia. Il Salone del Libro di Torino, che nei mesi scorsi aveva organizzato una staffetta di parole in suo sostegno, ha celebrato la notizia come una vittoria della libertà di espressione. Perché Boualem Sansal oltre che scrittore è un simbolo. Di resistenza, di lucidità, di coraggio.Ora che è di nuovo libero, c'è da scommettere che la sua penna tornerà a graffiare. Perché, come ha scritto lui stesso, “la verità è un dovere, anche quando fa male”."Vivere"Neri Pozzatraduzione di Giovanni Zucca«La Terra sta per scomparire, punto, e l'umanità sarà evacuata da un'astronave inviata in suo soccorso da un'entità sconosciuta». Poche parole per andare al cuore di questo romanzo di Boualem Sansal, “il Voltaire algerino”, che affida a una distopia caustica e disperata il tentativo di decifrare i fallimenti della nostra epoca ma anche un'intensa riflessione sulla natura umana. Paolo ha quarant'anni, e da diciotto giorni nella sua testa si svolge un conto alla rovescia: fra l'una e le due di notte ha sperimentato una visita aliena, o forse uno stato di premorte. Ricorda solo l'ultimatum: il mondo finirà fra 780 giorni. Paolo fa parte di un piccolo gruppo di uomini e donne, i Chiamati, che hanno ricevuto la medesima visione e dovranno approfittare di quella finestra temporale per decidere chi potrà partecipare, molto lontano dalla Terra, alla creazione di una nuova società. Come e chi scegliere, tuttavia, è il problema che si spalanca subito loro di fronte; come sbarazzarsi di dittatori, usurpatori, mafiosi, mascalzoni e contemporaneamente costituire un gruppo che risponda ancora alla definizione misteriosa e labile di “umanità”? Con la prosa vertiginosa che gli appartiene, Sansal ci regala un romanzo abbagliante – parte racconto filosofico, parte favola onirica –, un inno insolente e generoso a indipendenza e libertà.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Venerdì 13 novembre 2015, un commando di dieci terroristi colpisce Parigi con una violenza inaudita. Gli attentati cominciano alle 21:16 allo Stade de France ma vengono poi colpiti anche alcuni bistrot e il teatro Bataclan. Oggi, dieci anni dopo, Parigi si raccoglie intorno al ricordo delle vittime con il conforto e la solidarietà di tutto il mondo per quelle uccisioni brutali. Ma qual è il livello di sicurezza oggi nelle nostre città? Il terrorismo fa ancora paura? Ne parliamo con Danilo Ceccarelli, nostro collaboratore a Parigi, e con Carlo Biffani, esperto di sicurezza, intelligence e terrorismo.In che maniera lo scandalo Epstein potrebbe danneggiare il presidente Trump? Ne parliamo con Mario Del Pero, docente a Sciences Po, autore di "Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell'era Trump", il Mulino.
Non solo "Mi chiamo...". Impara tante altre espressioni avanzate per presentarti in modo naturale e come un vero madrelingua. Questa lezione è organizzata in modo progressivo: prima di tutto, vedremo come iniziare una conversazione e presentarsi in modo sofisticato e naturale; poi ci occuperemo di dire il proprio nome con varianti avanzate; successivamente impareremo a parlare della propria provenienza e dei propri interessi. Come Presentarsi in Modo Naturale: oltre il semplice "Ciao, io sono..." 1. Come iniziare una presentazione in modo sofisticato Invece di dire semplicemente "Ciao, io sono...", prova queste alternative più raffinate che dimostrano un livello linguistico superiore: "Non credo che ci siamo mai incontrati prima" - Questa frase elegante introduce la presentazione in modo cortese e naturale, suggerendo che desideri conoscere meglio l'interlocutore. "Non sono sicuro/a che ci abbiano già presentati" - Un'espressione formale perfetta per contesti professionali o sociali dove potreste avere conoscenze comuni ma non vi siete mai parlati direttamente. "Mi sembra che non ci conosciamo ancora" - Una formula di cortesia introduttiva meno formale ma comunque sofisticata, ideale per eventi sociali o situazioni semi-formali. Queste frasi sono perfette quando sei abbastanza sicuro di non aver mai incontrato quella persona prima. Sono formule di cortesia introduttive che dimostrano educazione e padronanza della lingua italiana a livello avanzato. Presentare qualcun altro con eleganza Se vuoi presentare qualcun altro, puoi utilizzare diverse espressioni a seconda del livello di formalità richiesto: "Vorrei presentarti il mio collega, Marco Rossi" - Questa formula è più formale e appropriata per contesti professionali, meeting aziendali o situazioni dove si richiede un certo decoro. "Hai mai conosciuto Giulia? È una mia amica dell'università" - Questa variante è meno formale e più adatta a situazioni sociali rilassate, aperitivi con amici o eventi informali dove il tono può essere più casual. La scelta tra queste due opzioni dipende dal contesto: analizza sempre l'ambiente in cui ti trovi e il rapporto che hai con le persone coinvolte nella presentazione. Ricorda che in Italia il contesto sociale determina fortemente il registro linguistico appropriato. 2. Dire il proprio nome con stile e personalità Va benissimo dire "Io sono Lucia", ma puoi espandere la presentazione in modo più interessante e naturale, soprattutto se usi una versione abbreviata del tuo nome o hai un soprannome. Ecco alcune formule avanzate che i madrelingua usano frequentemente: "Io sono Alessandra, ma tutti mi chiamano Ale" - Questa struttura è perfetta per introdurre immediatamente il nome con cui preferisci essere chiamato, evitando confusioni future e creando un'atmosfera più amichevole. "Il mio nome è Roberto, ma di solito tutti usano Roby" - Una variante leggermente più formale che comunica lo stesso concetto, indicando che il soprannome è comunemente accettato e utilizzato nel tuo ambiente sociale. "Chiamami pure Lina, è il diminutivo di Carolina" - Questa formula esplicita direttamente il tuo desiderio di informalità e spiega anche l'origine del soprannome, cosa molto apprezzata nella cultura italiana. "Il mio nome di battesimo è Bartolomeo, ma solo mia nonna mi chiama così! Mi sono sempre sentito più un Meo" - Un esempio più elaborato che aggiunge un tocco personale e umoristico, creando immediatamente una connessione più intima con l'interlocutore. Aggiungere un tocco di umorismo Gli italiani apprezzano molto l'ironia e l'autoironia nelle presentazioni. Puoi anche aggiungere un tocco scherzoso quando presenti il tuo nome, cosa che rende la conversazione più rilassata e memorabile: "Chiamami come ti pare: Guglielmo, Elmo, Guglie, ma mai Mimmo!" Questo tipo di presentazione dimostra sicurezza, personalità e capacità di usare l'italiano in modo cre...
S2E34 - Imparare la Lingua Italiana con i Giochini di parole | Italiano In 7 MinutiTrovi qui il link per giocare con questa nuova app. https://giochinidiparole.com/benvenuti/italiano-in-7-minuti Ricorda di scrivere a Marco cosa pensi dei giochini.marco.residoriatme@gmail.com*Leggi qui perché il mio lavoro è gratis e lo sarà per sempre ➫ https://bit.ly/PerchéGratis*Non perdere la Newsletter più amata dagli studenti della lingua italiana ➫ https://bit.ly/2SRQhkG*Non perdere nessun aggiornamento, segui il canale Telegram ➫ https://t.me/s/italianoin7minuti*Segui il podcast su Anchor ➫ http://bit.ly/2NFaTqu*Segui il podcast su Spotify ➫ https://spoti.fi/2FJRyQQ* Iscriviti al mio Canale Youtube qui ➫ http://bit.ly/2kMwiTN* Seguimi anche su Facebook ➫ http://bit.ly/3amPHPW--- Keep improving your Italian here INSTAGRAM ➫ https://bit.ly/2VLtTrs PODCAST ➫ https://spoti.fi/2FJRyQQ FACEBOOK ➫ http://bit.ly/3amPHPW---Questo podcast è possibile grazie ai miei sostenitori.Se quello che faccio ti piace, per favore considera di supportarmi su Patreon, Ko-Fi o Paypal.Oppure, lascia una recensione positiva per il podcast Hai dubbi, curiosità o consigli?Scrivimi una mail ➫ italianoin7minuti@gmail.comBuona giornata e buono studio
Hai mai pensato che la Terra possa essere viva?In questo episodio ti porto a scoprire l'Ipotesi Gaia, l'idea affascinante di James Lovelock e Lynn Margulis secondo cui il pianeta si comporta come un grande organismo vivente che respira, si adatta e si cura da solo.Ti racconto come questa visione ha cambiato per sempre il modo di vedere la Natura e cosa significa, oggi, prendersi cura del proprio giardino come parte di un sistema più grande. Capirai perché ogni tua scelta — anche una semplice annaffiatura o una siepe lasciata crescere — può aiutare Gaia a ritrovare equilibrio.E forse, alla fine, ti accorgerai che il tuo giardino non è solo verde intorno a casa, ma un piccolo pezzo di pianeta che respira insieme a te.Ricorda: il futuro del tuo giardino dipende dalle scelte che fai oggi.
Ne "Vivere per raccontarla", Márquez svela il potere del ricordo: la vita acquista senso solo quando diventa parola, emozione e narrazione condivisa.
Il più terribile serial killer della Scandinavia accetta di farsi intervistare nel manicomio criminale in cui è detenuto. Ricorda la scena in cui Hannibal Lecter incontra l'agente Starling: ma quella era fiction, questa è una storia vera. Thomas Quick è condannato per 8 omicidi e sospettato per più di 30. Un mostro. Ma, in realtà, c'è qualcosa di molto più “mostruoso” in questa storia…Una produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!
Stai imparando l'italiano e vuoi che il tuo modo di parlare sembri davvero naturale? Allora devi assolutamente evitare quegli errori comuni che tradiscono immediatamente uno straniero. In questo articolo scoprirai i 10 errori più frequenti (+1 bonus) che impediscono a molti stranieri di parlare come dei veri italiani. Una volta che avrai imparato a riconoscerli ed evitarli, il tuo italiano apparirà molto più fluente e autentico! 10 Errori da Evitare per Suonare come i Madrelingua A proposito di errori, in questo articolo ne troverai 10 da evitare per non far arrabbiare una mamma italiana. 1. L'Uso Scorretto di "Bello" e "Quello" Prima dei Sostantivi Uno degli errori più comuni riguarda l'uso di "bello" e "quello" davanti ai sostantivi. Molti studenti dicono erroneamente: ❌ SBAGLIATO: Belli amici Quelli libri ✅ CORRETTO: Begli amici Quei libri La regola fondamentale: "bello" e "quello" usati prima di un sostantivo o un aggettivo funzionano esattamente come gli articoli determinativi. Quindi diremo: Bell'amico (come "l'amico") Begli amici (come "gli amici") Quel libro (come "il libro") Quei libri (come "i libri") Quell'albero (come "l'albero") Quegli alberi (come "gli alberi") Ricorda: "belli" e "quelli" non vanno MAI usati prima di un sostantivo! Sono forme che si usano solo quando l'aggettivo è separato dal nome. 2. Milioni e Miliardi: Una Sola "L" e la Preposizione "Di" Un errore molto comune riguarda la scrittura di "milioni" e "miliardi". Attenzione: in italiano hanno una sola "L"! ✅ CORRETTO: Un milione di euro Un miliardo di persone Regola importante: Dopo "milione" o "miliardo" non dimenticare mai la preposizione "DI"! Eccezioni da ricordare: Se dopo "milione" (o "miliardo") c'è un'altra quantità, non si usa più la preposizione: "Un milione e 520mila persone" La preposizione "DI" ritorna con "e mezzo": "Un milione e mezzo di persone", "Un milione e mezzo di euro" 3. Verbi che Richiedono l'Ausiliare "Essere" Molti studenti pensano che solo i verbi di movimento o i verbi di cambiamento di stato richiedano l'ausiliare "essere" nei tempi composti. Ma attenzione! Ci sono altri verbi importanti che utilizzano "essere": Piacere: "Quel libro non mi è piaciuto per niente" Costare: "Questa casa è costata molto" / "Questo viaggio è costato molto" Durare: "Il film è durato troppo" Mancare: "Voi mi siete mancati" Questi verbi sono spesso dimenticati dagli studenti stranieri, ma sono fondamentali per parlare correttamente l'italiano! 4. Ripetizione: Imperfetto vs Passato Prossimo Molti studenti si confondono quando devono esprimere una ripetizione nel passato. La domanda è: quando usare l'imperfetto e quando il passato prossimo? La regola è semplice ma cruciale: IMPERFETTO = ripetizione non determinata nel numero PASSATO PROSSIMO = ripetizione con un numero determinato Esempi pratici: "Da bambina mangiavo spesso i biscotti" (non sappiamo quante volte) "Da bambina ho mangiato 10 volte i biscotti" (numero preciso) "Ve l'ho ripetuto mille volte!" (numero determinato, anche se esagerato) 5. Andare vs Venire: La Differenza che Fa la Differenza Uno degli errori più difficili da correggere riguarda l'uso di "andare" e "venire". La differenza è fondamentale per suonare naturali: ANDARE = indica allontanamento rispetto a chi parla (o chi ascolta) VENIRE = indica avvicinamento verso chi parla (o chi ascolta) Esempi chiarificatori: "Tu vai a Parigi" (io non sono a Parigi) "Tu vieni a Parigi" (io sono a Parigi) "Io vado a Parigi" (chi ascolta non è a Parigi) "Io vengo a Parigi" (chi ascolta è a Parigi) Caso speciale importante: VENIRE si usa anche quando chi parla e chi ascolta si muovono INSIEME verso la stessa destinazione, anche se nessuno dei due è lì. Esempio: "Stasera vado al cinema." "Vengo anche io!" (con te,
Per molti italiani la notte tra il 23 e il 24 giugno è considerata una notte magica. Ricorda gli antichi riti propiziatori, di purificazione per ringraziare la natura e chiedere benevolenza, cose buone. Oggi ti racconto di questa tradizione e della famosa Acqua di San Giovanni: cos'è? Come si prepara? Ti spiego così, quest'anno, puoi preparare la tua!Le trascrizioni? Sono gratutite! Iscriviti qui.