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Le finaliste di Qatar 2022 procedono sulla via della perfezione: doppietta di Messi all'Austria e doppietta di Mbappé al Senegal, che è un passo dal salutare il Mondiale ai gironi. La Norvegia con Haaland strappa il pass, mentre l'Algeria batte la Giordania e torna in corsa. Questa sera in campo il Portogallo di CR7 contro l'Uzbekistan. Ce ne parlano a Caffè Mondiale i nostri Simone Solario, Paolo Rossi e Nicola Bondavalli.Potrero, dove tutto ha inizio. Un podcast sul calcio italiano e internazionale. Su Como TV (https://tv.comofootball.com) nel 2026 potete seguire in diretta le partite della Saudi Pro League, Saudi King's Cup, Supercoppa d'Arabia, Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Recopa, Liga Profesional Argentina, Trofeo de Campeones argentino, Eredivisie, Coppa di Francia, Scottish Premiership, Coppa di Scozia, Scottish League Cup, Scottish Championship, Coppa di Portogallo, Supercoppa di Portogallo, HNL croata e tutti i contenuti di calcio italiano e internazionale on demand.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/potrero--5761582/support.
Linee Mondiali - Episodio 10 Gruppo J: Argentina, Algeria, Austria e Giordania L'Argentina arriva al Mondiale da Campione del Mondo in carica. La Nazionale, da quando è arrivato Scaloni come CT, vive un momento magico, in cui, oltre alla Coppa del Mondo 2022, sono arrivate anche due vittorie in Copa America. La squadra è rimasta praticamente sempre la stessa, con Leo Messi leader tecnico e spirituale. La politica argentina è in mano a un personaggio particolare come Milei, che sta provando, senza particolare successo, a risollevare l'economia di un paese sempre molto fragile. L'Algeria è un paese molto importante del Nord Africa, al centro di molte dinamiche che riguardano il commercio dell'energia, dato che hanno molte riserve di gas e petrolio. Ha una storia segnata dalla colonizzazione francese. La squadra non ha grandi stelle al di fuori di Mahrez. L'Austria ha vissuto i suoi migliori momenti calcistici parecchio tempo fa, tra anni '30 e '50, quando rappresentava l'avanguardia del calcio europeo. Ora torna al Mondiale per la prima volta dal 1998. Il Paese è moderno e benestante, ma all'interno del paese la politica è caratterizzata da una crescita sempre maggiore delle forze di estrema destra. La Giordania è al suo esordio assoluto al Mondiale. Un paese che per la sua posizione geografica è coinvolta in tutte le grandi crisi del medio oriente. Storicamente è considerato un alleato stabile dell'Occidente. La squadra è mediocre, ma nel 2023 è arrivata fino alla finale di Coppa d'Asia. --------------------------------------------------------------------------- Segui Linee anche su Instagram e TikTok! Questo è il sito ufficiale Questo il canale Youtube Il LINK per iscriverti alla newsletter è QUESTO QUI il link al questionario per aiutare Linee a migliorare Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Con una tripletta memorabile Leo Messi apre il Mondiale dell'Argentina demolendo l'Algeria e raggiungendo Klose a quota 16 per reti nella Coppa del Mondo. Haaland e Mbappé trascinano Norvegia e Francia, l'Austria supera la Giordania. Con Adele Stigliano, Tommaso Murdocca e Paolo Rossi.Potrero, dove tutto ha inizio. Un podcast sul calcio italiano e internazionale. Su Como TV (https://tv.comofootball.com) nel 2026 potete seguire in diretta le partite della Saudi Pro League, Saudi King's Cup, Supercoppa d'Arabia, Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Recopa, Liga Profesional Argentina, Trofeo de Campeones argentino, Eredivisie, Coppa di Francia, Scottish Premiership, Coppa di Scozia, Scottish League Cup, Scottish Championship, Coppa di Portogallo, Supercoppa di Portogallo, HNL croata e tutti i contenuti di calcio italiano e internazionale on demand.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/potrero--5761582/support.
La Francia di Deschamps nel suo esordio ai Mondiali batte 3-1 a New York il Senegal. Primo tempo complicato per i Bleus che hanno rischiato di andare sotto prima con il palo di Jackson e poi con l'occasione di Sarr.
10/6 Usa: tre ondate di raid difensivi nella notte per rivendicare l'attacco iraniano all'elicottero Apache. Pasdaran colpiscono base militare usa in Giordania e Bahrein. Entrambi: operazioni terminate. Brent +1%, dollaro e Treasury stabile. Futures in rosso, aspettando l'inflazione. Verso il tilt di Warsh? SpaceX, domanda supera di 4 volte offerta a 250 mld. Oggi chiude collocamento a istituzionali. Anthropic rivela Claude Fable 5, l'AI più potente del mondo della famiglia Mythos. Fifa, il flop dei biglietti. *** Questo episodio è offerto da Scalable Capital Investire comporta rischi Interesse p.a. lordo variabile su liquidità illimitata. Condizioni e distribuzione della liquidità su scalable.capital/conto-deposito-non-vincolato*** Asia in rosso: Nikkei -2%, Kospi -6%. Cina PPI al 3,9% ritmo più alto ultimi 4 anni. CPI sotto le stime. Giappone sale PPI, verso aumento tassi BOJ. Cina, AI: piano da 295 miliardi di dollari. Taiwan taglia export chip alla Cina. Bank of Indonesia alza tassi In Europa futures prudenti, domani Bce. Ecco cosa farà. Meta, l'avvertimento di Bruxelles. Leonardo: via libera Bromo al 2027. Risiko bancario in portafoglio? I “Buy” degli analisti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La Corte Suprema israeliana ha scritto che obbligare un'organizzazione a consegnare l'elenco dei propri dipendenti palestinesi è una misura "limitata e proporzionata" che "consente la continuazione dell'attività umanitaria". Così ha respinto il ricorso di diciannove organizzazioni e convalidato la legge che dal 30 dicembre 2025 tiene fuori dai Territori trentasette ONG, tra cui Medici senza frontiere, Oxfam e Save the Children. Le organizzazioni si rifiutano di consegnare quell'elenco: espone i loro operatori, e centinaia di lavoratori umanitari sono già stati uccisi, quindici di MSF dall'ottobre 2023. Per la Corte quella lista protegge la sicurezza dello Stato. Per chi ci finisce sopra, è una condanna. Il 9 giugno diciotto Paesi europei, con Australia e Giappone, hanno chiesto a Israele di "non applicare la legge nella sua forma attuale", ricordando che quasi tutta Gaza dipende dall'assistenza. Una richiesta, mentre la legge è già convalidata. Lo stesso giorno il ministro degli Esteri Antonio Tajani rivendicava in Parlamento di aver aderito «proprio oggi» a quella dichiarazione, ed elencava il contributo italiano: 85 tonnellate di Food for Gaza sbloccate dalla Giordania, 17 studenti arrivati il 2 giugno. Aiuti che passano, ha spiegato, col «via libera» delle autorità israeliane. Due modelli di accesso a confronto: quello che pretende un obbligo e quello che ringrazia per un permesso. L'Italia firma il primo e pratica il secondo. E il conto intanto corre. Il ministero della Salute di Gaza all'8 giugno contava 72.980 morti dal 7 ottobre 2023, 970 dal cessate il fuoco di ottobre. A Bengasi i dieci volontari del Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, sono da una settimana in sciopero della fame. "Consente la continuazione dell'attività umanitaria", ha scritto la Corte. Le organizzazioni che quell'attività la fanno restano fuori, e l'unico elenco che cresce è quello dei morti. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Prosegue il nostro viaggio di avvicinamento ai Mondiali di calcio. Simone Indovino e Angelo Taglieri vi presentano il gruppo J composto da Argentina, Austria, Algeria e Giordania. Potrero, dove tutto ha inizio. Un podcast sul calcio italiano e internazionale.Su Como TV (https://tv.comofootball.com) nel 2026 potete seguire in diretta le partite della Saudi Pro League, Saudi King's Cup, Supercoppa d'Arabia, Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Recopa, Liga Profesional Argentina, Trofeo de Campeones argentino, Eredivisie, Coppa di Francia, Scottish Premiership, Coppa di Scozia, Scottish League Cup, Scottish Championship, Coppa di Portogallo, Supercoppa di Portogallo, HNL croata e tutti i contenuti di calcio italiano e internazionale on demand.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/potrero--5761582/support.
Di notte i topi mordono i bambini nelle tende mentre dormono. È la frase del bollettino UNRWA del 5 maggio, riferita al monitoraggio nella Striscia di Gaza. L'agenzia ONU per i rifugiati palestinesi documenta infestazioni di roditori nelle strutture sanitarie di Khan Younis. L'Ocha ha rilevato roditori e parassiti nell'81% degli oltre 1.600 siti per sfollati valutati a Gaza. Il 90% delle infrastrutture idriche è distrutto. Il 60% delle famiglie non ha acqua sufficiente. Reinhilde Van de Weert, rappresentante OMS a Gaza, il 5 maggio ha dichiarato: «Questa è solo la sfortunata ma prevedibile conseguenza di una situazione in cui le persone vivono in un ambiente al collasso.» Nei primi quattro mesi del 2026 l'OMS conta 17.000 infezioni da ectoparassiti. I nati morti sono aumentati del 140% rispetto al 2022. La carenza di rodenticidi aggrava il rischio di leptospirosi. Israele ha consentito l'ingresso di mille trappole per topi. 680.000 minori vivono in campi dove roditori e parassiti sono strutturali. Le tende che avrebbero dovuto essere riparo temporaneo sono residenza permanente: Israele ha bloccato la ricostruzione. Il Board of Peace di Donald Trump ha ricevuto 100 milioni dagli Emirati per addestrare 27.000 agenti di polizia palestinesi in Egitto e Giordania. Lo riporta il Times of Israel, citando un funzionario americano. Le reclute — inclusi gli ex funzionari civili di Hamas — devono essere approvate dallo Shin Bet. Il governo tecnico palestinese istituito per sostituire Hamas non ha ancora ricevuto da Israele il permesso di entrare nell'enclave. Le flotte della Global Sumud Flotilla si muovono da Creta verso Marmaris, in Turchia. La detenzione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek è prorogata fino al 10 maggio. Di notte i topi mordono i bambini nelle tende mentre dormono. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Domenica 26 aprile, sessanta imbarcazioni della Global Sumud Flotilla lasciano Augusta, in Sicilia, con attivisti di più nazionalità e con carichi di prima necessità. La nave Arctic Sunrise di Greenpeace garantisce il supporto tecnico. Destinazione Gaza, per sfidare il blocco navale israeliano. La risposta della Commissione europea arriva il 27 aprile a Bruxelles. La portavoce Eva Hrncirova usa una formula che merita lettura: «Pur rispettando l'impegno umanitario di tutte le persone a bordo della Flotilla, scoraggiamo questo tipo di consegne perché mettono a rischio la sicurezza dei partecipanti». Il diritto di navigazione in acque internazionali va rispettato. La Commissione chiede «costantemente un accesso senza ostacoli» per gli aiuti a Gaza. Si tratta di contraddizione strutturale. Bruxelles vuole accesso senza ostacoli e scoraggia l'unica azione civile che tenta di forzare quell'ostacolo. Il blocco navale israeliano non viene nominato come problema: il problema, nella formula ufficiale, sono i rischi per i partecipanti. La sicurezza di chi sfida il blocco, non il blocco. Questa è la grammatica diplomatica europea applicata a Gaza: solidarietà all'intenzione, scoraggiamento dell'azione, rinvio al dialogo con lo Stato che impone il blocco. Una formula che non produce pressione né accesso. Il carico dell'ong Music for Peace per la missione precedente è bloccato in Giordania da sei mesi per veto israeliano. Il 27 aprile, mentre la Flotilla naviga verso la Grecia, le forze israeliane uccidono quattro palestinesi nella Striscia: due uomini al Kuwait Roundabout a Gaza City, uno vicino alla moschea Saqqa, una donna quarantenne a Khan Younis. Lo riportano gli ospedali Shifa e Nasser. Dall'ottobre 2025, secondo OCHA, i morti nel cessate il fuoco sono già 786: 226 bambini, 179 donne. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Mercoledì sera, vicino alla moschea di Al-Qassam a Beit Lahia, nel nord della Striscia, un drone israeliano ha colpito un gruppo di civili. Cinque morti. Tre erano bambini. I corpi sono stati portati all'ospedale Al-Shifa di Gaza City. Ieri mattina, altri tre morti in un attacco a un'auto all'ingresso del campo profughi di Maghazi. Il Ministero della Salute di Gaza comunica: 6 morti e 18 feriti nelle ultime 24 ore. Il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 è formalmente in vigore. Da quella data sono stati uccisi più di 800 palestinesi. Cinque organizzazioni umanitarie internazionali — tra cui Oxfam e Save the Children — hanno scritto la settimana scorsa che il piano sta fallendo su tutti gli obiettivi dichiarati. Ormai sono aggiornamenti, non sono nemmeno più notizie. Che è peggio. Il governo italiano sa. Non è un sospetto: lo sa. Il deputato Marco Grimaldi (AVS) ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri Antonio Tajani (FI). Tajani ha risposto ammettendo che gli aiuti umanitari donati dagli italiani — raccolti da "Music for Peace", consegnati a "Food for Gaza" — sono fermi in Giordania. Non in transito: fermi. Il governo non li sblocca, non interviene, non pretende. Grimaldi lo ha detto ieri alla Camera: «La risposta a chi chiede perché la Flotilla riparte è nella complicità del nostro governo con quello di Israele». Oggi alle 10.00, la flotta salpa verso Gaza: oltre 50 imbarcazioni, circa 500 persone da decine di Paesi. Parte dall'Italia perché le istituzioni non fanno quello che cento barche di civili cercano di fare. Il portavoce ONU Stéphane Dujarric, interrogato sulle scuse di Netanyahu per la profanazione di una statua di Gesù e sul silenzio israeliano rispetto alle moschee rase al suolo a Gaza, ha risposto: «Lascio a te trarre i parallelismi o l'ironia». Era la frase più dura che un portavoce ONU potesse pronunciare. Un atto d'accusa nascosto dentro una domanda retorica. Oggi è la vigilia del 25 Aprile, la Liberazione. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
La moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme Est, ha trascorso l'Eid al-Fitr chiusa ai fedeli. È la prima volta dal 1967, quando Israele conquistò la Città Vecchia. Le autorità israeliane hanno comunicato al Waqf islamico, l'ente che amministra il sito, l'intenzione di prolungare la chiusura oltre la festività. La motivazione ufficiale è la "security situation" legata alla guerra con l'Iran. Venticinque dipendenti del Waqf per turno: tanto è ammesso dentro il complesso. Il Middle East Eye riferisce che le forze israeliane hanno installato telecamere nelle sale di preghiera, inclusa la Cupola della Roccia. I ministri degli Esteri di otto paesi — Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Turchia, Indonesia, Giordania, Pakistan e Qatar — hanno emesso una dichiarazione congiunta: «Israele non ha giurisdizione su Gerusalemme Est occupata né sui suoi siti sacri islamici e cristiani». La chiusura viola il diritto internazionale e lo status quo storico del sito. Aouni Bazbaz, del Waqf, ha detto al Middle East Eye di temere che la misura diventi strutturale. Nella stessa mattina, Loris De Filippi, health specialist dell'UNICEF, ha dichiarato a Radio Cusano che «parlare di tregua è fuorviante». Dal cessate il fuoco, ottobre 2025, sono stati uccisi 700 palestinesi. Il 77% della popolazione è in crisi alimentare. Dei 272 camion di aiuti necessari, ne sono arrivati 36. De Filippi ha definito il Board of Peace «un precedente internazionale gravissimo che potrebbe appiattire la funzione dell'ONU» e Gaza «un laboratorio di distruzione del diritto internazionale». La guerra con l'Iran è la cornice dentro cui le misure trovano giustificazione pubblica. Al-Aqsa chiusa per ragioni di sicurezza. I valichi chiusi per ragioni di sicurezza. La parola tregua aperta sul vocabolario, chiusa sui fatti. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722. La situazione in Iran è sempre più tragica. Nottata di bombardamenti, preso di mira il palazzo dove era riunita l'Assemblea degli Esperti per leggere la nuova Guida Suprema. Il Comando Centrale Usa fa sapere che sono 50 mila i soldati assegnati alla guerra contro l'Iran, e altri sono in arrivo. L'Iran prende di mira le sedi diplomatiche Usa nel Golfo: a fuoco il consolato a Dubai, missili sull'ambasciata un Riad, evacuare quelle in Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. Evacuazioni anche da Arabia Saudita, Oman e Cipro. E proprio sulla situazione nei Paesi Arabi ne abbiamo parlato con il professore Antonello Maruotti, Direttore del Centro di Biotecnologie di Khalifa University ad Abu Dhabi In Libano sono già oltre 30mila i profughi che scappano dalle zone di guerra. Sull'accoglienza nelle strutture cristiane Marco Guerra ha intervistato don Mario Murro, direttore della comunità salesiana in Libano Dall'8 al 15 marzo arrivano nel santuario di San Salvatore in Lauro a Roma le reliquie di San Charbel Makhlouf, monaco maronita libanese. Ne abbiamo parlato con monsignor Pietro Bongiovanni, parroco del santuario Sabato 7 marzo, a Morlupo, un paesino vicino Roma, si svolgerà l'incontro: Morlupo cultura il futuro: Tra generazioni, pensiero e materia. Ne abbiamo parlato con Marco Rho giornalista e organizzatore dell'evento. Conducono Marina Tomarro e Stefania Ferretti Tecnici Audio/Video, Bruno Orti
Fra Francesco Patton, della comunità del memoriale di Mosè al Monte Nebo in Giordania, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15.
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 335 1243 722 Inizieremo la puntata dall'attività domenicale di Papa Leone, in particolare ieri nel litorale romano, con la visita alla parrocchia di Santa Maria Regina Pacis, prima tappa delle cinque che scandiranno le domeniche prima della Pasqua. Ci collegheremo poi con Bitetto, in Puglia, con i colleghi Gianmarco Murroni e Luigi Picardi che ieri sera hanno seguito l'evento speciale per i bambini di Terra Santa, al Teatro Petruzzelli di Bari. Poi tanto volontariato, con una testimonianza di resilienza da parte di chi ha scelto di aiutare chi vive una fase di malattia anche grave a non perdere la speranza, partendo da una esperienza ospedaliera, e con la Fondazione di Liegro andremo a scoprire la XIX° edizione del corso di formazione per la salute mentale. Infine andremo a Gaza, per capire come si sta muovendo la macchina degli aiuti, concentrata negli hub della Giordania. E con Caritas italiana ci sposteremo in Madagascar, Paese citato ieri dal Pontefice nel "dopo Angelus" esprimendo solidarietà a quanti sono stati colpiti dalle raffiche distruttive dei cicloni e dove è attiva anche una solida macchina di aiuti. Gli ospiti di oggi in ordine di presenza: - Massimiliano Menichetti, vicedirettore editoriale dei media vaticani, responsabile di Radio Vaticana - Vatican News In collegamento da Bitetto (Bari): Fra Marco Valletta e Fra Gianni Mastromarino per presentare la serata “Fratelli tutti - Insieme con arte” - Alfonso Celotto, costituzionalista, professore di Diritto costituzionale e avvocato cassazionista, con cui parleremo delle nuove misure annunciate dal governo italiano in materia di sicurezza e immigrazione e del nuovo Patto Ue sulla migrazione e l'asilo In collegamento da Amman, Giovanna Fotia, Direttrice Paese WeWorld Palestina - Ercole Cauti, ingegnere, testimonial Ail, autore del libro-testimonianza "Il privilegio di esserci ancora" (Verdone Editore) - Tiziana Ceccarelli, councelor e responsabile del corso di formazione della Fondazione Di Liegro - Fabrizio Cavalletti, responsabile Africa di Caritas italiana In conduzione: Francesco De Remigis e Stefania Ferretti; in esterna Gianmarco Murroni e Luigi Picardi Tecnici del suono: Luca Rossi, Bruno Orti e, da Bitetto, Alberto Giovannetti
Il cessate il fuoco continua a produrre bollettini. Dall'11 ottobre, a Gaza, i morti contati dopo la firma dell'accordo sono 586, i feriti 1.558. I numeri arrivano mentre i raid proseguono a intermittenza nel centro della Striscia e a Rafah, sempre spiegati come “risposte a violazioni”. La tregua resta una formula, la realtà un referto. Intanto Israele sposta il baricentro. Mentre Gaza brucia a bassa intensità, la Cisgiordania viene riscritta per decreto. Il governo rafforza i poteri civili sui territori occupati, accelera procedure e acquisti, rende strutturale ciò che doveva restare provvisorio. Washington protesta a parole, Berlino registra “preoccupazione”, sul terreno cambia il perimetro del controllo. L'annessione smette di essere una minaccia e diventa prassi amministrativa. La guerra, però, entra anche in un'altra stanza. Quella del diritto penale. In Israele avanzano disegni di legge che reintroducono la pena di morte su base etnica, riservata ai palestinesi. Le Nazioni Unite e Amnesty parlano di violazione del diritto alla vita e di discriminazione istituzionalizzata. È il linguaggio della legge che normalizza la selezione. A Gaza, nello stesso tempo, emergono storie che non lasciano corpi. Un'inchiesta giornalistica ricostruisce migliaia di persone “evaporate”, senza resti identificabili, compatibili con l'uso di armi ad altissima temperatura. Famiglie che cercano nomi in registri vuoti. Anche questo è un effetto di guerra: l'impossibilità del lutto. E l'Italia. Gli aiuti umanitari restano bloccati oltre confine, in Giordania. Le opposizioni chiedono un'informativa urgente al ministro degli Esteri. Il governo prende tempo. Gaza continua a insegnare una lezione semplice e brutale: quando la politica rinvia, la violenza compila i moduli al posto suo. E li timbra ogni giorno. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Lorenzo Nigro"Gerico"La città millenariaHoepli Editorewww.hoeplieditore.itLa storia di Tell es-Sultan, l'antica Gerico in Palestina, “la più antica città del mondo”, attraverso il racconto dell'archeologo che lì ha scavato dal 1997 a oggi.Il volume attraversa diecimila anni di storia urbana e culturale, dalle prime comunità fino all'epoca islamica, raccontando lo sviluppo di un sito che fu centro religioso, economico e politico nel cuore della Mezzaluna fertile.Gerico è il luogo dove per la prima volta gli umani sono diventati agricoltori e allevatori, hanno inventato il mattone, la ruota, la famiglia, il culto per gli antenati e la religione, hanno sperimentato diverse forme di organizzazione sociale e hanno sviluppato un nuovo modello di città, adatto all'ambiente dell'oasi e della valle del Giordano.Attraverso un approccio multidisciplinare, il libro presenta i risultati delle indagini archeologiche condotte dall'Università di Roma “La Sapienza” e dal Ministero del Turismo e delle Antichità palestinese e riassume anche i risultati delle precedenti missioni tedesca e britanniche. Il testo unisce rigore scientifico e narrazione coinvolgente, offrendo un ritratto completo di Gerico come crocevia di civiltà e simbolo di resilienza e adattamento umano.Impreziosiscono il volume immagini e tavole fuori testo inedite e realizzate ad hoc dall'autore.Lorenzo Nigro è un archeologo con una vasta esperienza nel Vicino Oriente e nel Mediterraneo: è il Direttore della Missione archeologica a Mozia in Sicilia Occidentale e della Missione archeologica in Palestina & Giordania della Sapienza, che conduce scavi nei siti dell'antica Gerico e di Batrawy (città del III millennio a.C. scoperta in Giordania nel 2005). È anche il Direttore del Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo della Sapienza, museo dedicato all illustrazione e allo studio della civiltà mediterranea. I suoi studi sono concentrati sulle società pre-classiche nel Levante e nel Mediterraneo e spaziano dall architettura alla metallurgia, dalla ceramica all'arte, con un attenzione speciale rivolta all'archeologia contestuale, alla sincronizzazione culturale e alla concettualizzazione della civiltà mediterranea.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Fra Francesco Patton, della comunità del Monte Nebo, Giordania, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 3,1-12.
Gaza, la pioggia allaga le tende degli sfollati. L'Onu parla di collasso senza precedenti. La papamobile di Papa Francesco diventa una clinica mobile per i bambini di GazaUSA e Russia trattano sul piano di pace in Ucraina, che passa da 28 a 19 puntiBrasile, Bolsonaro inizia la pena: 27 anni di carcere per il tentato colpo di StatoStati Uniti, il gruppo venezuelano Cartel de los Soles designato come organizzazione terroristica. Anche alcune sezioni della Fratellanza Musulmana in Libano, Egitto e Giordania verso la stessa classificazioneSudan, nuovi scontri mentre gli Stati Uniti spingono per una tregua umanitariaEtiopia, l'eruzione vicino all'Erta Ale provoca disagi ai voli, ma avrà un impatto minimo sul clima globaleCina, avvertimento a Stati Uniti e Giappone sulla questione TaiwanTaiwan, il presidente annuncia 40 miliardi di dollari in più per la difesaPakistan scivola verso l'autocraziaQuesto e molto altro nel Notiziario Mondo - a cura di Stefania Cingia
«Abbiamo atteso tutti troppo a lungo questo momento. Ora dobbiamo far sì che conti davvero». Queste parole del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres riassumono quello che è il sentimento di tutti coloro che da mesi e mesi chiedevano la fine dell'azione militare israeliana a Gaza. Perché l'accordo tra Israele e Hamas, raggiunto la scorsa notte e relativo alla prima fase del processo di pace promosso dall'amministrazione statunitense, deve passare dalle parole, ai fatti. E le incognite non sono poche. Nell'attesa di capire se e come il cosiddetto “Piano Trump” – che peraltro assomiglia molto alla proposta egiziana di qualche mese fa, elaborata in collaborazione con Giordania e Qatar e approvata dalla Lega Araba – verrà attuato, a Modem vedremo di capire quali sono le dinamiche, le diverse visioni e i diversi obiettivi da parte israeliana e palestinese. Perché non c'è una sola Hamas, e non c'è solo Hamas, e perché il governo israeliano ha al suo interno figure che i palestinesi vogliono eliminarli e basta e che questo accordo non lo sosterranno, senza dimenticare che lo stesso primo ministro Benjamin Netanyahu è stato convinto “con veemenza” dall'alleato americano, che questa è l'unica via percorribile. Ne parliamo con:MICHELE GIORGIO, giornalista, collabora con la RSI da Gerusalemme (quicklink)PAOLA CARIDI, giornalista e saggista, storica di Hamas (quicklink)CLAUDIA DE MARTINO, docente di storia contemporanea Università del Lussemburgo, esperta di Israele (quicklink)
® Anche se ha subito un inevitabile contraccolpo economico e diplomatico dalla guerra a Gaza e dalla crisi in Siria, la Giordania resta un'isola di stabilità in un Medio Oriente turbolento. Legata a Israele da un trattato di pace sottoscritto nel 1994, ha oltre il 60 percento di cittadini di origine palestinese su una popolazione di undici milioni di persone, gran parte delle quali stanno vivendo in prima persona il massacro in corso a Gaza. Nell'ultimo anno e mezzo la monarchia hashemita guidata da re Abdallah II di Giordania si è mossa in una situazione molto difficile, da un lato condannando Israele e facilitando l'accesso agli aiuti a Gaza, dall'altro ha lasciato però intatti i rapporti con Tel Aviv e Washington fondati su accordi politico-militari di lunga data.Alla fine di gennaio Amman ha sottoscritto anche un nuovo partenariato strategico con l'Unione Europea, un accordo che conferma, una volta di più, che il Paese sulla sponda orientale del fiume Giordano è il partner più affidabile di Bruxelles in Medio Oriente. In questo reportage che ci ha portati dalla capitale Amman all'entità economica autonoma di Aqaba, affacciata sul Mar Rosso, abbiamo cercato di comprendere come ha fatto la Giordania a mantenere una stabilità invidiabile e una buona condizione economica interna considerando che confina con aree di grande crisi come la Siria, il Libano, l'Iraq e la Palestina.Prima emissione: 8 maggio 2025
® Anche se ha subito un inevitabile contraccolpo economico e diplomatico dalla guerra a Gaza e dalla crisi in Siria, la Giordania resta un'isola di stabilità in un Medio Oriente turbolento. Legata a Israele da un trattato di pace sottoscritto nel 1994, ha oltre il 60 percento di cittadini di origine palestinese su una popolazione di undici milioni di persone, gran parte delle quali stanno vivendo in prima persona il massacro in corso a Gaza. Nell'ultimo anno e mezzo la monarchia hashemita guidata da re Abdallah II di Giordania si è mossa in una situazione molto difficile, da un lato condannando Israele e facilitando l'accesso agli aiuti a Gaza, dall'altro ha lasciato però intatti i rapporti con Tel Aviv e Washington fondati su accordi politico-militari di lunga data.Alla fine di gennaio Amman ha sottoscritto anche un nuovo partenariato strategico con l'Unione Europea, un accordo che conferma, una volta di più, che il Paese sulla sponda orientale del fiume Giordano è il partner più affidabile di Bruxelles in Medio Oriente. In questo reportage che ci ha portati dalla capitale Amman all'entità economica autonoma di Aqaba, affacciata sul Mar Rosso, abbiamo cercato di comprendere come ha fatto la Giordania a mantenere una stabilità invidiabile e una buona condizione economica interna considerando che confina con aree di grande crisi come la Siria, il Libano, l'Iraq e la Palestina.Prima emissione: 8 maggio 2025
Anche se ha subito un inevitabile contraccolpo economico e diplomatico dalla guerra a Gaza e dalla crisi in Siria, la Giordania resta un'isola di stabilità in un Medio Oriente turbolento. Legata a Israele da un trattato di pace sottoscritto nel 1994, ha oltre il 60 percento di cittadini di origine palestinese su una popolazione di undici milioni di persone, gran parte delle quali stanno vivendo in prima persona il massacro in corso a Gaza. Nell'ultimo anno e mezzo la monarchia hashemita guidata da re Abdallah II di Giordania si è mossa in una situazione molto difficile, da un lato condannando Israele e facilitando l'accesso agli aiuti a Gaza, dall'altro ha lasciato però intatti i rapporti con Tel Aviv e Washington fondati su accordi politico-militari di lunga data.Alla fine di gennaio Amman ha sottoscritto anche un nuovo partenariato strategico con l'Unione Europea, un accordo che conferma, una volta di più, che il Paese sulla sponda orientale del fiume Giordano è il partner più affidabile di Bruxelles in Medio Oriente. In questo reportage che ci ha portati dalla capitale Amman all'entità economica autonoma di Aqaba, affacciata sul Mar Rosso, abbiamo cercato di comprendere come ha fatto la Giordania a mantenere una stabilità invidiabile e una buona condizione economica interna considerando che confina con aree di grande crisi come la Siria, il Libano, l'Iraq e la Palestina.
Origini e storia dell'antica città di Petra e della civiltà dei nabatei, i suoi antichi abitanti provenienti dall'Arabia Saudita che controllavano importanti rotte commerciali. Petra è oggi considerata una delle sette meraviglie del mondo antico.
Fra Bernard Thilagarajah, guardiano del Monte Nebo in Giordania, medita il Vangelo del giorno. Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34.
1) A rischio la tregua a Gaza. Netanyahu segue Trump: se Hamas non libera gli ostaggi sabato riprende la guerra. Intanto il re di Giordania visita il presidente Usa per discutere del piano americano per il futuro della striscia. (Eric Salerno) 2) Stati Uniti, i dazi su alluminio e acciaio rischiano di rivoltarsi contro l'amministrazione. L'aumento dell'inflazione metterebbe a rischio l'intera strategia politica di Trump. (Roberto Festa) 3) Il no britannico ad un'intelligenza artificiale “inclusiva e sostenibile”. Solo Londra e Washington non firmano la dichiarazione del vertice di Parigi. (Daniele Fisichella) 4) La Spagna controcorrente. Mentre tutti fanno la guerra ai migranti, Sanchez concede il permesso di soggiorno a 25mila persone colpite dalle alluvioni di Valencia. (Giulio Maria Piantadosi) 5) “Abbiamo atteso già troppo per la nostra libertà”. 35 anni fa Nelson Mandela uscì dal carcere dopo oltre 27 anni. 6) Rubrica Sportiva. Il ritorno in campo di Khadija Shaw. La calciatrice del Manchester City reagisce agli insulti razzisti. (Luca Parena)
Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti assumeranno il controllo della Striscia di Gaza devastata dalla guerra, e che i palestinesi saranno traferiti in modo permanente in Giordania e in Egitto. Con Paola Caridi, presidente di Lettera22, da Amman.Su invito di un'influencer, il 26 gennaio migliaia di persone trasportate da più di duecento pullman sono arrivate nella località sciistica di Roccaraso. Con Sarah Gainsforth, ricercatrice e scrittrice.Oggi parliamo anche di:Podcast • Sostanze di Stefania BonanCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Ministro israeliano: “seppelliremo l'idea di uno stato palestinese”.Il re di Giordania parla con i leader di Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Onu e Germania.Rep Dem del Congo: più di 100 donne violentate e bruciate vive.Sudan: almeno 40 minori uccisi in tre giorni.Stati Uniti: Trump vieta gli sport femminili alle atlete trans.Argentina: pronti a lasciare l'OMS.Tunisia: richiesta di rilascio per l'attivista dei diritti umani Sihem Bensedrine. ùQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli con Elena L. Pasquini in collegamento
“La dedicazione della nuova chiesa del Battesimo in Giordania” - Ospiti: Don Amer Jubran, D. Rifat Bader, Don Juan Manuel Silva Lopez, Don Samuel Costanzo, Don Rino Rossi, Guido Benedetti, Maria Benedetti e Mons. Pierangelo PedrettiTrascrizione (non corretta dall'autore)
Fr. Bernard Thilagarajah, guardiano del santuario del Monte Nebo in Giordania, medita il Vangelo del giorno. Ilpasso evangelico dioggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 9,35 - 10,1.6-8.
Sarà una giornata impegnativa quella di domani per Giorgia Meloni. La premier infatti, a seguito dei ripetuti attacchi di Israele ai soldati di Unifil, si recherà prima in Giordania dal re Abdallah II, poi a Beirut, dove incontrerà il primo ministro Najib Mikati. Intanto, si inseguono le voci dell'uccisione della testa di Hamas Yahya Sinwar. Ne parliamo con Riccardo Alcaro, responsabile ricerca e programma attori globali Iai, e con Amer al Sabaileh, docente al dipartimento di Relazioni internazionali dell'Università di Giordania, Amman.
L'offensiva israeliana, scatenata dopo gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023, ha causato la morte di oltre 16.000 bambini palestinesi, oltre 25 mila piccoli, piccole, hanno perso un genitore o sono rimasti orfani, in moltissimi hanno perso un arto. Dietro ogni numero c'è una storia, la tragedia di una famiglia. Il costo della guerra, infatti, non è solo quello visibile: la distruzione, le macerie di case e ospedali. Oltre il numero delle vittime, ci sono ferite invisibili destinate a passare tra le generazioni. Quali sono queste ferite e come possono diventare uno strumento per la pace? Abbiamo cercato di capirlo raccogliendo le storie e le testimonianze di Izzeldin Abuelaish, primo medico palestinese a lavorare in un ospedale israeliano che nel 2009 ha perso tre figlie a causa di un bomdardamento israeliano sulla Striscia di Gaza, Davide Musardo, psicologo clinico per Medici Senza Frontiere che ha prestato servizio a Gaza, collegato con noi dalla Giordania, e lo scrittore irlandese Colum McCann che una speranza l'ha vista nella storia, vera, di amicizia tra due padri, un palestinese e un israeliano, Bassam Aramin e Rami Elhanan, che hanno perso entrambi le figlie a causa della violenza e che hanno deciso di fare del loro dolore un ponte di dialogo, per la pace. Una storia che Colum McCann ha raccontanto nel libro “Apeirogon” (Feltrinelli, 2022).
Libano: schiuse le scuole, diventano rifugi, mentre Israele bombarda il sud e la capitale. In collegamento da Beirut la giornalista Agnese Stracquadanio. Meryl Streep all'ONU: Uno scoiattolo ha più diritti di una donna afghana. Nigeria: l'appello degli albini ai media. Afghanistan: i talebani preparano un elenco con le persone che possono partecipare ai talk show. India: gruppo di scimmie salva una bambina da uno stupratoreQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
USA: durante il dibattito Harris, Trump, l'ex presidente accusa i migranti di mangiare gli animali domestici. Gaza: bombardata zona sicura mentre Israele ammette di aver ucciso manifestante americana, ma per sbaglio. Chad: centinaia di persone decedute per le inondazioni. Svizzera: noto islamista condannato per stupro.Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
1) Dopo quasi un anno di guerra a Gaza 2,2 milioni di persone muoiono di fame. Il world food programm lancia l'allarme: i bisogni aumentano giorno dopo giorno. Mentre continuano i bombardamenti nella striscia e i raid in Cisgiordania, l'opinione pubblica del mondo arabo ribolle. In Esteri il caso della Giordania. (Laura Silvia Battaglia) 2) Stati Uniti. Economia come parola chiave delle elezioni di novembre. A meno di due mesi dal voto, inflazione e costo della vita sono le vere questioni in grado di spostare gli elettori. (Roberto Festa) 3) Afghanistan, tre anni dopo il ritorno dei talebani donne e bambini soffrono le conseguenze più dure. (Chiara Garbin, Giuliano Battiston) 4) Budapest fa arrabbiare ancora Bruxelles. Le nuove regole per i visti lavorativi in Ungheria che facilitano l'ingresso per russi e bielorussi preoccupa l'unione europea, che teme possa mettere a rischio la sicurezza dell'area Schengen. (Massimo Congiu) 5) Paraolimpiadi di Parigi. Cina e Brasile sono i vincitori indiscussi dei giochi. Merito di una volontà politica che ha scelto di puntare sugli atleti con disabilità. (Elena Brizzi)
È iniziata questa mattina a Villa d'Este di Cernobbio, e si concluderà domenica 8 settembre, la cinquantesima edizione del Forum Ambrosetti dal titolo: "Lo scenario di oggi e domani per le strategie competitive".1° Think Tank in Italia, 4° nell'Unione Europea e tra i più rispettati indipendenti al mondo su 11.175 a livello globale, il Forum Teha prende il via sul Lago di Como con il saluto di Valerio De Molli, CEO di The European House - Ambrosetti.Ospiti in sala imprenditori, politici e rappresentanti delle istituzioni. Tra i relatori diversi Capi di Stato e di Governo: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (in video collegamento), il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni; il Presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev; il Primo Ministro dell'Ungheria Viktor Orbán; Sua Maestà la Regina Rania Al Abdullah di Giordania. 12 i Governi rappresentati. Per l'Italia, oltre al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, 9 Ministri. Nel corso della giornata dedicata all'Italia: Giuseppe Conte, Presidente del Movimento 5 Stelle; Carlo Calenda, Segretario Nazionale di Azione e Elly Schlein, Segretaria del Partito Democratico.Tra gli argomenti al centro del dibattito italiano, senz'altro lo stato dei lavori sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Finora, stando all'Osservatorio del think tank "The European House Ambrosetti", che sarà presentato al Forum di Cernobbio (di cui La Stampa ha anticipato i contenuti), la previsione di spesa per il 2024 è di 43 miliardi di euro, e a metà anno il governo ha impegnato solo il 22% per cento di quanto stimato, ossia 10 miliardi in sei mesi. "Se il cammino dovesse proseguire a questa velocità, dice Begnozzi, «a fine anno si arriverebbe appena a 18,6 miliardi, meno della metà di quanto preventivato». L'Italia ha sì rispettato il calendario: dall'inizio del Recovery, sono stati raggiunti tutti i 269 traguardi previsti, ma per arrivare ai 618 obiettivi complessivi, ne restano ancora 349 da centrare in un anno e mezzo. I ritardi Uno dei punti critici riguarda i Comuni. Al 2024, il Pnrr ha messo in moto oltre 216 mila progetti e, dopo l'ultima revisione del governo - la terza -, ne sono stati eliminati circa 45 mila, lasciandone attivi 55 mila, il 25% del totale. A livello complessivo, circa un terzo è in ritardo, con un rallentamento medio di circa 13 mesi. Anche rispetto ai soli programmi gestiti dai Comuni, il 31% è in affanno. C'è anche un nodo geografico. Il maggior numero di progetti (44%) è concentrato al Nord, il 15% al Centro, mentre gli interventi al Sud e nelle isole rappresentano il 31% del totale. Il restante 10% è di ambito nazionale. «A livello di importo complessivo dei progetti attivati ad aprile 2024, pari a 128,7 miliardi di euro, al Sud è allocato solo il 36%: il requisito di almeno il 40% delle risorse allocabili destinato al Mezzogiorno non è ancora stato rispettato», scrivono gli esperti. Rispetto al totale, prosegue lo studio, il 14% dei progetti non è ancora stato avviato o è nelle prime fasi di avvio. Questa percentuale si abbassa al 2% per i progetti sviluppati dai Comuni, mentre è ancora al 19 per cento per i progetti destinati al Sud. Interviene: Valerio De Molli - Managing Partner e C.E.O. di The European House - Ambrosetti.Energia, Innovazione e indipendenza: a Cernobbio le sfide per il settore del gas naturalePer Snam l'impegno prioritario resta quello rivolto alla sicurezza energetica e all'autonomia della rete italiana nella gestione dei flussi di gas naturale anche in vista dell'arrivo dell'inverno. A tal proposito la società ha recentemente confermato che l'attività di riempimento degli stoccaggi sta procedendo molto bene, con il raggiungimento di un livello di scorte di circa il 92%, superiore alla media europea e con più di 2 mesi di anticipo rispetto al previsto e l'obiettivo di raggiungere a fine ottobre una giacenza prossima a 14 miliardi di metri cubi.Questo nell'ottica di un'indipendenza dal Gas Russo che negli ultimi anni si è progressivamente andata rafforzando. Il direttore commerciale e regolazione di Snam Gaetano Mazzitelli al meeting di Rimini ha ricordato che nel 2021 il gas russo era circa il 40% delle importazioni, nel 2022 è stato dimezzato al 20% e nel 2023 è stato praticamente azzerato attestandosi al 4%". "Un risultato straordinario - ha commentato - reso possibile dalla rapidità di intervento delle nostre istituzioni, dalle flessibilità infrastrutturali degli asset di Snam e da un portafoglio di approvvigionamento molto diversificato che non ha eguali in Europa".Tema molto caro a Snam anche quello della riduzione della Co2. Insieme a Eni la società ha appena annunciato l'avvio della fase sperimentale del loro impianto "Ravenna Ccs", nella città romagnola, frutto di una joint venture fra i due gruppi, che sancisce la prima esperienza in Italia di cattura e stoccaggio dell'anidride carbonica, la Ccs (Carbon Capture and Storage). L'obiettivo è arrivare nel 2030 a pompare nei giacimenti offshore esauriti della Romagna almeno 4 milioni di tonnellate all'anno. Ne parliamo con Stefano Venier, Ad di SNAM.A2A, per decarbonizzare le città servono 10 miliardi l'annoTra gli argomenti al centro del Forum di Cernobbio organizzato da The European House Ambrosetti c'è sicuramente quello dell'energia, a partire dalla presentazione dello studio "Sostenibilità urbana. Decarbonizzazione, elettrificazione e innovazione: opportunità e soluzioni per città future-fit" realizzato da Teha Group con A2A e il contributo scientifico di ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), presentato oggi a Villa d'Este. Nello scenario che emerge dallo studio spicca la proposta di un pacchetto d'investimenti da oltre 271 miliardi di euro entro il 2050 per rendere possibile il processo di decarbonizzazione e il miglioramento dell'efficienza e della qualità della vita nelle città italiane, attivando una serie di leve già oggi disponibili e dimezzando le emissioni delle città. Tra le azioni individuate l'installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti, elettrificazione dei trasporti, diffusione di pompe di calore elettriche, crescita del teleriscaldamento. L'ipotesi di investimento di 10 miliardi all anno fino al 2050 in questi settori, per complessivi circa 271 miliardi sommando tutti gli interventi, porterebbe a un taglio del 52% delle emissioni delle città, che passerebbero dagli attuali 62 milioni di tonnellate di CO2 a 30. Ne parliamo con Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2a.Assiom Forex: taglio tassi infonde ottimismo, 40% operatori punta su borse in rialzoLe prospettive di un taglio dei tassi d'interesse a breve infondono maggiore ottimismo sull'andamento dei mercati finanziari in autunno. Ma, allo stesso tempo, i dubbi sulla crescita globale impongono una certa cautela. Per l'89% degli operatori di Assiom Forex le Borse navigheranno su livelli attuali o spingeranno al rialzo, ma senza eccedere. E' la fotografia che emerge dal sondaggio di agosto condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor. Approfondiamo con Chiara Di Michele di Radiocor
L'antico Levante è oggi diviso tra Libano, Siria, Giordania, Israele, Striscia di Gaza, Autorità Nazionale Palestinese e territori contesi – e basta questo nudo elenco ad evocare un mosaico di realtà conflittuali. E laddove l'identità è un tema discusso, che si intreccia a rivendicazioni territoriali, agli archeologi vengono richiesti reperti da esibire, corredati da narrazioni efficaci. Ogni comunità pretende siti monumentali eloquenti, che giustifichino costruzioni identitarie, confini controversi e perfino guerre e occupazioni. Per discuterne, a Beirut abbiamo conversato con l'archeologo italiano Antonio dell'Acqua (Università di Udine, Universität Bern), che dirige un progetto di studio finanziato dall'Unione Europea sul Levante in epoca romana e bizantina. Al progetto collabora anche l'architetto libanese Hany Kahwagi – Janho (USEK – Holy Spirit University of Kaslik), che a Byblos ci ha parlato del rapporto tra identità e politica libanese e archeologia del territorio.
“From the ashes I rose” è il titolo della mostra della fotoreporter egiziana Rehab Eldalil, che racconta un viaggio nell'ospedale di Medici Senza Frontiere in Giordania. La mostra sarà aperta fino al 3 novembre nel Palazzo Baldelli di Cortona, in Toscana.
Israele approva il più grande sequestro di terre in Cisgiordania degli ultimi decenni. Kenya: il governo sotto accusa si dice pronto a rivedere gli aumenti di stipendi statali. Indonesia: scoperta in una grotta l'opera d'arte più antica del mondo. Messico: evacuate anche le uova di tartaruga marina mentre si avvicina l'uragano Beryl. India: l'inquinamento causa il 7 per cento dei decessi nelle città. Australia: manifestanti propalestina scalano il tetto del parlamento Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
La Terra Santa della Giordania - Ospiti: Don Gianpaolo Cesareo, Don Giovanni de Checchi, Don Daniele Tedesco, Don Marco PasinatoTrascrizione (non corretta dall'autore)
L'apertura dei giornali, con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Hamas apre alla tregua, il segretario di Stato americano Antony Blinken è intanto arrivato a Riad, prima tappa di un nuovo giro di colloqui che lo porterà anche in Giordania e Israele, queste le sue parole al World Economic Forum: "Hamas ha davanti a sé una proposta straordinariamente generosa da parte di Israele. L'unica cosa che si frappone tra il popolo di Gaza e un cessate il fuoco è Hamas. Devono decidere e devono decidere in fretta". Gli ultimi aggiornamenti insieme a Ugo Tramballi, consigliere scientifico ISPI ed editorialista del Sole 24 Ore.
(00:32) Federico Rampini osserva che c'è molto di più dell'appoggio fornito dalla Giordania a Israele nella difesa dall'attacco iraniano.(07:19) Viviana Mazza racconta il primo giorno del processo a The Donald, accusato di avere falsificato nel 2016 alcuni documenti aziendali per nascondere un pagamento di 130.000 dollari alla pornostar Stormy Daniels.(12:46) Renato Franco spiega perché il conduttore ha lasciato la Rai per passare al Nove.I link di corriere.it:L'attacco a Israele e la guerra come show per l'Iran: perché adesso i due nemici potrebbero davvero fermarsiTrump e i soldi alla pornostar Stormy Daniels: primo processo a un ex presidenteIl divorzio è ufficiale: Amadeus lascia la Rai e va al nove
Nino Brusà, direttore delle risorse umane di UNWRA, racconta che a marzo non sa se i salari dei dipendenti potranno essere pagati. Sono a rischio 30.000 posti di lavoro e l'assistenza a milioni di rifugiati palestinesi in Cisgiordania, Libano, Siria, Giordania e a Gaza.
La registrazione del commento della partita Giordania-Qatar, finale di Coppa d'Asia 2023, che abbiamo trasmesso in diretta sul nostro canale Twitch il 10 febbraio 2024Ospite: Daniele Lupo e Mattia Ricotta
Dopo l'uccisione di tre militari statunitensi in Giordania, l'amministrazione Biden aveva promesso una risposta rapida e a diversi livelli. La prima fase di quella risposta ha visto l'attacco di diverse postazioni dei ribelli yemeniti, sostenuti dall'Iran come lo sono i responsabili della morte dei tre militari statunitensi.
Dopo l'attacco alla base americana in Giordania, costato la vita a tre militari, Joe Biden annuncia risposte, "ma i tempi ed il modo saranno fondamentali", secondo il giornalista Giampiero Gramaglia.
Il Dipartimento di Stato USA approva la vendita degli F-16 alla Turchia, i soldati americani uccisi in Giordania e la liquidazione di Evergrande a Hong Kong
Era dal 2016 che un ministro degli Esteri australiano non visitava Israele, Paese in cui Penny Wong arriverà oggi. Sbarcata in Giordania e poi in proseguimento verso Cisgiordania e Emirati Arabi Uniti, Wong cercherà di portare un contributo australiano alla risoluzione del conflitto tra Israele e Hamas.
L'ONG, attiva dal 1968 e presente anche in Giordania, si prodiga per ridare ai più giovani una vita degna di essere vissuta.
La preoccupazione per la complessità ed un possibile allargamento del conflitto è ben rappresentata dall'itinerario di Blinken, partito da Turchia e Grecia, proseguito per Giordania e Qatar e ora diretto verso Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Israele, Cisgiordania ed Egitto.
La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha dichiarato che i tassi d'interesse resteranno alti per tutti il tempo necessario a far tornare l'inflazione al 2 per cento. Khaled el Qaisi è stato fermato e arrestato delle autorità israeliane il 31 agosto al valico di frontiera di Allenby, tra la Cisgiordania e la Giordania. CONAlessandro Lubello, editor di economia di InternazionaleFrancesca Gnetti, editor di Medio Oriente di InternazionaleLINKVideo Bce: https://www.youtube.com/watch?v=qWEvb2Q0-cg Video El Qaisi: https://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2023/09/12/khaled-el-qaisi-la-moglie-[…]nzione-amministrativa_c97549c0-a38e-462c-8530-ea8dd665b6a1.htmlSe ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/podcast Scrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Consulenza editoriale di Chiara Nielsen.Produzione di Claudio Balboni, con Vincenzo De Simone.Musiche di Tommaso Colliva e Raffaele Scogna.Direzione creativa di Jonathan Zenti.