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5 - Mai felolvasónk, aki egyben az utolsó Riina könyv olvasó : Galambos Péter színész és szinkronszínész by Balázsék
00:00 - 6 óra 26:21 - A nyílt utcán varrta össze egy férfi szívét a főorvos - vonalban dr. Dubóczki Zsolt Országos Onkológiai Intézet sebész főorvos 44:26 - Hívtuk Oberling József, ORFK Közlekedésrendészeti Főosztály vezetőjét- ezredest, (nekünk százezredes), aki nyugdíjba vonul 1:03:55 - Sirályhangutánzó versenyt tartottak Belgiumban - kipróbáltuk mi is... :) 1:35:07 - Mai felolvasónk, aki egyben az utolsó Riina könyv olvasó : Galambos Péter színész és szinkronszínész
Salvatore Riina, dit Toto, né à Corleone en 1930, incarne à lui seul l'apogée de Cosa Nostra, la mafia sicilienne, des années 1980 au début des années 1990. À la tête du clan des Corleonesi, il mène une guerre sans merci contre ses rivaux et aussi contre l'État italien, ordonnant notamment les assassinats des juges Giovanni Falcone et Paolo Borsellino. Découvrez l'histoire d'un parrain féroce qui a plongé la Sicile dans la peur et défié les institutions de la République italienne. Crédits : Lorànt Deutsch, Bruno Calvès.Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
La fin d'une dynastie, le chef des chefs, une artiste sous-estimée... Découvrez le programme de la semaine du 20 au 24 avril 2026. Chaque dimanche dans un podcast inédit, au micro de Chloé Lacrampe, Lorànt Deutsch présente le programme à venir dans "Entrez dans l'Histoire". Retrouvez l'émission du lundi au vendredi, de 15h à 15h30 sur RTL. Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
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In this episode of the SAATKORN Podcast, I'm talking to Riina Hellström, Founder of the Agile HR Community and an internationally recognized expert for agile ways of working in HR. Originally from Finland and now based in London, Riina has spent years helping organizations rethink how HR operates in a world defined by constant change. What triggered her journey? Early in her career she was inspired by ideas around learning organizations – but quickly realized that traditional HR structures were far from that vision. Discovering agile methods in the software world became a turning point and ultimately led her to found the Agile HR Community.
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Il video apre un'indagine approfondita sul presunto incontro e bacio tra Giulio Andreotti e Totò Riina nel settembre 1987, inserendolo nel più ampio contesto dei rapporti storici tra la Democrazia Cristiana siciliana e Cosa Nostra. Attraverso le deposizioni di Tommaso Buscetta, Francesco Marino Mannoia e altri collaboratori, la narrazione ricostruisce la transizione del potere mafioso dai vecchi boss palermitani (Bontate) alla spietata ala militare dei Corleonesi. Analisi Tematica La Fine della Vecchia Mafia e l'ascesa dei Corleonesi La guerra di mafia degli anni '80 inizia simbolicamente con l'omicidio di Stefano Bontate, il "Principe di Villagrazia". Riina e i Corleonesi spazzano via la vecchia guardia mafiosa, basata sulla mediazione e sui colletti bianchi, imponendo una dittatura militare. Per governare, i Corleonesi ereditano i vecchi ponti d'oro politici di Bontate: i cugini esattori Nino e Ignazio Salvo e l'europarlamentare Salvo Lima. I Cugini Salvo e Salvo Lima: La Cerniera Politica I Salvo costituivano il motore finanziario della corrente andreottiana in Sicilia grazie all'appalto per la riscossione delle tasse. Il video approfondisce come Lima fungesse da garante nazionale per gli interessi locali, utilizzando i voti spostati dalla mafia per cementare il potere della DC. I pentiti descrivono l'appellativo "lo Zio" attribuito ad Andreotti come segno di massimo rispetto istituzionale e mafioso. Il Caso Pecorelli e i Documenti su Moro Viene sviscerato il legame tra Cosa Nostra e l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli (1979). Buscetta racconta di aver appreso da Gaetano Badalamenti e Bontate che il delitto fu un "favore" politico fatto su richiesta dei Salvo. Pecorelli stava per pubblicare documenti scottanti sul memoriale di Aldo Moro e sul generale Carlo Alberto dalla Chiesa, minacciando la stabilità del governo. Il Caso Piersanti Mattarella e la Riserva di Caccia Un focus importante riguarda l'omicidio del Presidente della Regione Piersanti Mattarella (1980). Mannoia racconta di un summit segreto in una riserva di caccia (a cui avrebbe partecipato Andreotti) dove i boss si lamentarono del rinnovamento politico voluto da Mattarella. La decisione di eliminarlo fu presa per fermare la rottura definitiva tra la DC siciliana e gli interessi mafiosi.
Il video apre un'indagine approfondita sul presunto incontro e bacio tra Giulio Andreotti e Totò Riina nel settembre 1987, inserendolo nel più ampio contesto dei rapporti storici tra la Democrazia Cristiana siciliana e Cosa Nostra. Attraverso le deposizioni di Tommaso Buscetta, Francesco Marino Mannoia e altri collaboratori, la narrazione ricostruisce la transizione del potere mafioso dai vecchi boss palermitani (Bontate) alla spietata ala militare dei Corleonesi. Analisi Tematica La Fine della Vecchia Mafia e l'ascesa dei Corleonesi La guerra di mafia degli anni '80 inizia simbolicamente con l'omicidio di Stefano Bontate, il "Principe di Villagrazia". Riina e i Corleonesi spazzano via la vecchia guardia mafiosa, basata sulla mediazione e sui colletti bianchi, imponendo una dittatura militare. Per governare, i Corleonesi ereditano i vecchi ponti d'oro politici di Bontate: i cugini esattori Nino e Ignazio Salvo e l'europarlamentare Salvo Lima. I Cugini Salvo e Salvo Lima: La Cerniera Politica I Salvo costituivano il motore finanziario della corrente andreottiana in Sicilia grazie all'appalto per la riscossione delle tasse. Il video approfondisce come Lima fungesse da garante nazionale per gli interessi locali, utilizzando i voti spostati dalla mafia per cementare il potere della DC. I pentiti descrivono l'appellativo "lo Zio" attribuito ad Andreotti come segno di massimo rispetto istituzionale e mafioso. Il Caso Pecorelli e i Documenti su Moro Viene sviscerato il legame tra Cosa Nostra e l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli (1979). Buscetta racconta di aver appreso da Gaetano Badalamenti e Bontate che il delitto fu un "favore" politico fatto su richiesta dei Salvo. Pecorelli stava per pubblicare documenti scottanti sul memoriale di Aldo Moro e sul generale Carlo Alberto dalla Chiesa, minacciando la stabilità del governo. Il Caso Piersanti Mattarella e la Riserva di Caccia Un focus importante riguarda l'omicidio del Presidente della Regione Piersanti Mattarella (1980). Mannoia racconta di un summit segreto in una riserva di caccia (a cui avrebbe partecipato Andreotti) dove i boss si lamentarono del rinnovamento politico voluto da Mattarella. La decisione di eliminarlo fu presa per fermare la rottura definitiva tra la DC siciliana e gli interessi mafiosi.
Tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 l'Italia attraversa uno dei periodi più drammatici e complessi della sua storia repubblicana. In questo documentario ripercorriamo, data per data, gli eventi che tra il 1987 e il 1993 hanno sconvolto il Paese: la crisi della Prima Repubblica, l'ascesa della strategia stragista di Cosa Nostra, il terremoto giudiziario di Mani Pulite e le bombe che colpirono magistrati, cittadini e istituzioni. Dalle tensioni politiche della fine della Guerra Fredda al crollo del Muro di Berlino, dalla rivelazione della struttura segreta Gladio alla comparsa della misteriosa sigla Falange Armata, fino agli eventi che segnarono per sempre la storia italiana: l'omicidio di Salvo Lima, la strage di Capaci, la strage di via D'Amelio e le bombe del 1993 a Firenze, Milano e Roma. In questa ricostruzione cronologica analizziamo: • il sistema di potere costruito da Cosa Nostra tra politica, economia e appalti pubblici • il Rapporto Mafia-Appalti del ROS dei Carabinieri • la crisi politica provocata dall'inchiesta Mani Pulite e dal crollo della Prima Repubblica • l'arresto di Totò Riina e l'escalation della strategia stragista mafiosa • il contesto in cui nascerà il dibattito sulla trattativa Stato-mafia Attraverso testimonianze, documenti giudiziari e ricostruzioni storiche, questo video racconta una stagione in cui lo Stato italiano fu messo sotto assedio da violenza mafiosa, crisi economica e terremoti politici. Una cronaca che mostra come, tra il 1989 e il 1993, si intrecciarono mafia, politica, servizi segreti e poteri economici, aprendo interrogativi che ancora oggi continuano a far discutere storici, magistrati e opinione pubblica. Se ti interessano i misteri della storia italiana, iscriviti al canale Italia Mistero per non perdere i prossimi episodi dedicati alle grandi inchieste, ai processi e ai protagonisti di quegli anni.
5 - Fekete Pákó olvasott fel nekünk "Mr. Riina - Született a szicíliai Corleonéban" című könyvéből by Balázsék
3 - Vendégünk Salvo Riina a Cosa Nostra világszerte ismert vezetőjének, Toto Riinának a fia by Balázsék
In the late 1970s, as Sicily descended into all-out mafia war, the island's allegiances split between the ruthless Corleonesi clan, led by Toto Riina, and southern gangsters fed up with Riina's campaign of murder that was spilling innocent lives, and disgusting the Italian public. This schism would be the birth of the Stidda — Sicilian for ‘star' — a group that fought and thrived for turf in southern Sicily, and became prominent enough that, even today, people know it as Italy's “Fifth Mafia”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Première diffusion : septembre 2025. Plongez dans la traque de Toto Riina, le plus redouté parrain de Cosa Nostra. Né dans une Sicile marquée par la misère, il gravit les échelons du crime organisé dans l'ombre des collines de Corleone. Stratège impitoyable, « la bête » impose sa loi par la terreur : assassinats de juges, attentats spectaculaires, règlements de comptes sanglants. Traqué par la justice italienne et l'opinion publique, il devient l'incarnation de la mafia la plus brutale. Années de cavale, climat de peur, chasse à l'homme acharnée… Jusqu'au jour où le piège se referme sur lui, après plus de vingt ans dans l'ombre. Une guerre contre l'Etat En 1992, Totò Riina frappe l'État italien : après l'exécution de Salvatore Lima, il fait assassiner les juges Giovanni Falcone et Paolo Borsellino. Ces attentats provoquent un choc national, brisent les protections politiques de Riina et déclenchent une vague de repentis. Quelques mois plus tard, trahi par son chauffeur, le boss de Corleone est arrêté et condamné à la perpétuité. Crédits : Production : Bababam Textes : Pierre Serisier Voix : Anne Cosmao, Aurélien Gouas Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Première diffusion : septembre 2025. Plongez dans la traque de Toto Riina, le plus redouté parrain de Cosa Nostra. Né dans une Sicile marquée par la misère, il gravit les échelons du crime organisé dans l'ombre des collines de Corleone. Stratège impitoyable, « la bête » impose sa loi par la terreur : assassinats de juges, attentats spectaculaires, règlements de comptes sanglants. Traqué par la justice italienne et l'opinion publique, il devient l'incarnation de la mafia la plus brutale. Années de cavale, climat de peur, chasse à l'homme acharnée… Jusqu'au jour où le piège se referme sur lui, après plus de vingt ans dans l'ombre. Un pouvoir total En 1981, la guerre des Corléonais ensanglante la Sicile : en trois ans, un millier de mafieux tombent sous les balles. Totò Riina impose sa dictature au sein de Cosa Nostra, où la peur devient la règle. Magistrats, préfets, journalistes et policiers sont exécutés les uns après les autres, jusqu'au général Carlo Alberto dalla Chiesa, abattu à Palerme en 1982. Mais face à la terreur, des mafieux brisent l'omerta : Tommaso Buscetta devient le premier repenti et livre à Giovanni Falcone les secrets de l'organisation… Crédits : Production : Bababam Textes : Pierre Serisier Voix : Anne Cosmao, Aurélien Gouas Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Première diffusion : juin 2023. Plongez dans la traque de Toto Riina, le plus redouté parrain de Cosa Nostra. Né dans une Sicile marquée par la misère, il gravit les échelons du crime organisé dans l'ombre des collines de Corleone. Stratège impitoyable, « la bête » impose sa loi par la terreur : assassinats de juges, attentats spectaculaires, règlements de comptes sanglants. Traqué par la justice italienne et l'opinion publique, il devient l'incarnation de la mafia la plus brutale. Années de cavale, climat de peur, chasse à l'homme acharnée… Jusqu'au jour où le piège se referme sur lui, après plus de vingt ans dans l'ombre. D'une guerre à l'autre En 1963, l'attentat de Ciaculli plonge Palerme dans le chaos et entraîne une vaste répression contre la mafia. Totò Riina est arrêté puis relâché, apprenant en prison à devenir un chef discret et patient. Libéré, il disparaît et commence à bâtir sa stratégie : manipuler les alliances, éliminer les juges et ses rivaux, et amasser de l'argent grâce aux enlèvements et au contrôle de l'immobilier. Avec l'appui de Michele Greco, il orchestre une guerre sanglante contre les parrains palermitains. En 1981, Riina fait exécuter Bontate et Inzerillo, ouvrant la voie à sa domination totale sur Cosa Nostra. Crédits : Production : Bababam Textes : Pierre Serisier Voix : Anne Cosmao, Aurélien Gouas Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Première diffusion : septembre 2025. Plongez dans la traque de Toto Riina, le plus redouté parrain de Cosa Nostra. Né dans une Sicile marquée par la misère, il gravit les échelons du crime organisé dans l'ombre des collines de Corleone. Stratège impitoyable, « la bête » impose sa loi par la terreur : assassinats de juges, attentats spectaculaires, règlements de comptes sanglants. Traqué par la justice italienne et l'opinion publique, il devient l'incarnation de la mafia la plus brutale. Années de cavale, climat de peur, chasse à l'homme acharnée… Jusqu'au jour où le piège se referme sur lui, après plus de vingt ans dans l'ombre. Un paysan sans pitié En pleine guerre, Totò Riina, 12 ans, perd son père et ses frères dans l'explosion d'un obus et devient chef de famille. Révolté par la misère, il se rapproche des jeunes voyous de Corleone et tombe sous l'influence du médecin-mafieux Michele Navarra. Mais très vite, Riina et ses alliés Provenzano et Bagarella basculent dans la violence, assassinant syndicalistes et rivaux. L'élimination de Navarra marque l'ascension sanglante des Corléonais. Totò, méprisé par les grandes familles de Palerme, se tait, observe, apprend et s'impose comme un stratège redoutable au cœur de Cosa Nostra. Crédits : Production : Bababam Textes : Pierre Serisier Voix : Anne Cosmao, Aurélien Gouas Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Questo video analizza uno dei casi più oscuri della cronaca giudiziaria italiana: l'omicidio dell'agente Nino Agostino e di sua moglie Ida Castelluccio, avvenuto il 05/08/89. Il documentario esplora i legami tra la mafia, l'eversione nera e i servizi segreti deviati. Riassunto del Contenuto L'Eversione Nera e Gladio: Il video introduce la figura di Alberto Stefano Volo, legato a Gladio e alla destra eversiva, che avrebbe rivelato a Giovanni Falcone dettagli sull'omicidio Mattarella. Nino Agostino faceva parte della scorta che accompagnava Volo ai colloqui con Falcone. Le Indagini di Falcone: Falcone stava indagando sulla "pista nera" per l'omicidio Mattarella, ipotizzando saldature tra mafia, massoneria e neofascismo. Agostino, parallelamente al suo lavoro ufficiale, pare fosse impegnato nella ricerca di latitanti per conto dei servizi segreti. Il Fallito Attentato all'Addaura:
Questo video analizza uno dei casi più oscuri della cronaca giudiziaria italiana: l'omicidio dell'agente Nino Agostino e di sua moglie Ida Castelluccio, avvenuto il 05/08/89. Il documentario esplora i legami tra la mafia, l'eversione nera e i servizi segreti deviati. Riassunto del Contenuto L'Eversione Nera e Gladio: Il video introduce la figura di Alberto Stefano Volo, legato a Gladio e alla destra eversiva, che avrebbe rivelato a Giovanni Falcone dettagli sull'omicidio Mattarella. Nino Agostino faceva parte della scorta che accompagnava Volo ai colloqui con Falcone. Le Indagini di Falcone: Falcone stava indagando sulla "pista nera" per l'omicidio Mattarella, ipotizzando saldature tra mafia, massoneria e neofascismo. Agostino, parallelamente al suo lavoro ufficiale, pare fosse impegnato nella ricerca di latitanti per conto dei servizi segreti. Il Fallito Attentato all'Addaura: Molti indizi suggeriscono che Nino Agostino avesse scoperto il borsone con il tritolo piazzato presso la villa di Falcone il 21/06/89. Lo stesso Falcone, ai funerali dell'agente, dichiarò: "Io a quel ragazzo gli devo la vita". La Faccia da Mostro: Vincenzo Agostino, padre di Nino, racconta di aver visto due uomini cercare il figlio prima dell'omicidio. Uno di questi aveva il volto deturpato (il misterioso personaggio noto come "Faccia da mostro", poi identificato come l'agente dei servizi Giovanni Aiello). L'Omicidio e il Depistaggio: Il 05/08/89, Nino e Ida (incinta) vengono trucidati a Villagrazia di Carini. Subito dopo il delitto, uomini dello Stato avrebbero sottratto documenti privati dall'armadio di Agostino. La polizia, guidata da Arnaldo La Barbera, tentò di accreditare una "pista passionale", rivelatasi poi un tentativo di depistaggio. Il Libro Mastro di Madonia: Il video si conclude menzionando l'arresto di Antonino Madonia, boss dell'Acquasanta, trovato in un appartamento in via Mariano D'Amelio con una lista di estorsioni. Madonia è stato successivamente condannato per l'omicidio Agostino.
Il video analizza in dettaglio il fallito attentato dinamitardo del 1989 all'Addaura contro il magistrato Giovanni Falcone, esplorando le diverse piste e i sospetti sulle connivenze istituzionali. Riassunto del Contenuto L'Attentato e la Solitudine del Giudice: La narrazione inizia con il fallito attentato, subito seguito da polemiche e dal pettegolezzo secondo cui Falcone si sarebbe auto-inflitto l'azione per farsi pubblicità. L'episodio fu un momento di grande crisi personale per il magistrato, che arrivò a dire di sentirsi un "cadavere ambulante" e di temere non solo la mafia, ma chi, per compito istituzionale, avrebbe dovuto proteggerlo. Cosa Nostra: Esecuzione e Contrasti: L'analisi interna a Cosa Nostra si concentra sul ruolo di Antonino Madonia come responsabile dell'esecuzione. Viene evidenziato un contrasto tra il modo presuntuoso con cui Madonia gestì l'operazione e la ferrea volontà di Totò Riina di eliminare Falcone. L'attentato mancato provocò l'ira di Riina e il lamento degli altri capi per l'errore di Madonia. "Menti Raffinatissime" e la Saldatura:
Il video analizza in dettaglio il fallito attentato dinamitardo del 1989 all'Addaura contro il magistrato Giovanni Falcone, esplorando le diverse piste e i sospetti sulle connivenze istituzionali. Riassunto del Contenuto L'Attentato e la Solitudine del Giudice: La narrazione inizia con il fallito attentato, subito seguito da polemiche e dal pettegolezzo secondo cui Falcone si sarebbe auto-inflitto l'azione per farsi pubblicità. L'episodio fu un momento di grande crisi personale per il magistrato, che arrivò a dire di sentirsi un "cadavere ambulante" e di temere non solo la mafia, ma chi, per compito istituzionale, avrebbe dovuto proteggerlo. Cosa Nostra: Esecuzione e Contrasti: L'analisi interna a Cosa Nostra si concentra sul ruolo di Antonino Madonia come responsabile dell'esecuzione. Viene evidenziato un contrasto tra il modo presuntuoso con cui Madonia gestì l'operazione e la ferrea volontà di Totò Riina di eliminare Falcone. L'attentato mancato provocò l'ira di Riina e il lamento degli altri capi per l'errore di Madonia. "Menti Raffinatissime" e la Saldatura: Pochi giorni dopo l'attentato, Falcone parlò di "menti raffinatissime" e di "centri occulti di potere" in grado di orientare le azioni della mafia, ipotizzando una "saldatura" tra interessi criminali e politici, un meccanismo già visto con l'omicidio del Generale Dalla Chiesa. Le Piste Istituzionali e i Servizi Segreti: Il video esplora diverse ipotesi sui mandanti esterni: Pista Riciclaggio: L'attentato è collegato al riciclaggio di denaro e all'arresto di Oliviero Tognoli in Svizzera. Tognoli rivelò al magistrato svizzero Carla del Ponte di essere stato avvisato dell'ordine di cattura da Bruno Contrada, un funzionario dei servizi di informazione. Pista Nera/Eversiva: Viene richiamata la precedente attività investigativa di Falcone sul delitto Mattarella, dove aveva trovato indizi di un legame tra mafia ed esponenti della destra eversiva (come Concutelli), evidenziando l'intersezione di interessi. Gladio/Centro Scorpione: Si ipotizza un collegamento con il Centro Scorpione (una sede di Gladio) a causa di documenti che autorizzavano esercitazioni con esplosivi nei pressi della villa di Falcone. I Sospetti su Domenico Sica: La giornalista Marcel Padovani rivela un aneddoto secondo cui Falcone le indicò l'allora Alto Commissario antimafia, Domenico Sica, come la prima persona ad averlo chiamato dopo l'attentato, suggerendo la sfiducia del giudice verso alcune figure degli apparati istituzionali.
Questo episodio si concentra sulla dinamica e sui depistaggi che precedettero il fallito attentato all'Addaura del 20 giugno 1989, diretto contro il giudice Giovanni Falcone e i suoi colleghi svizzeri.
Questo episodio si concentra sulla dinamica e sui depistaggi che precedettero il fallito attentato all'Addaura del 20 giugno 1989, diretto contro il giudice Giovanni Falcone e i suoi colleghi svizzeri.
Questo episodio si concentra sui preparativi di Cosa Nostra, orchestrati da Totò Riina, per eliminare il Giudice Giovanni Falcone, in particolare in vista del fallito attentato all'Addaura del 1989.
Questo episodio si concentra sui preparativi di Cosa Nostra, orchestrati da Totò Riina, per eliminare il Giudice Giovanni Falcone, in particolare in vista del fallito attentato all'Addaura del 1989.
Il video analizza il progressivo isolamento e la delegittimazione di Giovanni Falcone negli anni immediatamente precedenti la sua morte, un periodo dominato dall'ascesa feroce di Totò Riina e dallo scandalo del cosiddetto "Corvo". L'Isolamento Professionale e la Morte Annunciata Dopo il successo del Maxi Processo, Giovanni Falcone torna nel mirino, non solo della Mafia ma anche di una parte dei suoi colleghi, che lo additano come un "protagonista" o "sceriffo" per invidia o per difendere uno status quo burocratico. Il primo colpo decisivo alla carriera di Falcone arriva nel gennaio 1988, quando il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) gli preferisce il magistrato tradizionalista Antonino Meli per la successione a Antonino Caponnetto alla guida dell'Ufficio Istruzione di Palermo. Paolo Borsellino ricorderà in un discorso che fu quello il momento in cui lo Stato e la magistratura cominciarono a far morire Falcone professionalmente, impantanando l'ufficio nella "solita gestione burocratica". La Guerra Sotterranea e il Caso Contorno La nomina di Domenico Sica ad Alto Commissario Antimafia nell'agosto 1988 segna l'inizio di una "guerra sotterranea" contro il pool antimafia. I rapporti con Falcone si fanno tesi: un episodio cruciale riguarda il tentativo di Sica di ottenere la collaborazione del boss Gaetano Badalamenti negli Stati Uniti prima che lo facesse Falcone, bruciando ogni possibilità di pentimento. Nel frattempo, il pentito Salvatore Contorno, determinante per le inchieste, si dichiara abbandonato dallo Stato italiano, lamentando di essere stato penalizzato con nuovi mandati di cattura strumentali che lo tenevano in carcere, al contrario di altri imputati. Il "Corvo" e l'Attentato dell'Addaura Sul finire degli anni Ottanta, Totò Riina – che Falcone aveva smascherato come l'autore di un "colpo di Stato" all'interno di Cosa Nostra (Operazione Iron Tower) – era al culmine del suo potere. 00:00:38,"La reazione euforica di Totò Riina alle lettere anonime del ""Corvo""." 00:02:14,"L'infangamento di Falcone dopo il Maxi Processo (""sceriffo"" o ""fenomeno"")." 00:03:23,La nomina di Antonino Meli alla guida dell'Ufficio Istruzione (Gennaio 1988). 00:05:56,Paolo Borsellino: Lo Stato cominciò a far morire Falcone nel gennaio 1988. 00:09:47,Il CSM preferisce Antonino Meli a Giovanni Falcone. 00:12:04,La nomina di Domenico Sica ad Alto Commissario Antimafia (Agosto 1988). 00:15:27,I rapporti tesi tra Falcone e Sica (tentativo fallito su Badalamenti). 00:16:20,Il pentito Salvatore Contorno negli USA si sente abbandonato e collabora nuovamente. 00:27:03,"Le missive anonime del ""Corvo"" accusano Falcone di manipolare i pentiti." 00:29:23,L'attentato alla Daura contro il giudice Falcone (Giugno 1989). 00:29:38,"Falcone: L'attentato doveva servire a dar credito alle lettere del ""Corvo""." 00:30:37,"L'indagine sul ""Corvo"" coinvolge il collega Alberto Di Pisa." 00:33:40,L'impronta di Di Pisa prelevata da Domenico Sica con una tazza di caffè. #ItaliaMistero #documentario #truecrime #storiavera #cronacanera #storia #storiavera #perte #Falcone #CorvoDiPalermo #TotòRiina #Antimafia #Mafia #StoriaItaliana #GiovanniFalcone #CorvoDiPalermo #Addaura, #CosaNostra #corleonesi AVVERTENZA • Questo video è frutto di ricerca giornalistica e utilizza solo fonti pubbliche e accessibili. • Alcune immagini o brevi spezzoni video sono riprodotti per finalità di cronaca, critica, commento o informazione ai sensi dell'art. 70 LDA. • Le ricostruzioni hanno esclusivamente scopo divulgativo. • Non vengono promossi comportamenti contrari alla legge. • Questo contenuto NON costituisce pubblicità né contiene contenuti sponsorizzati.CREDITI MUSICALI:Questo episodio contiene brani di Kevin MacLeod (incompetech.com), tra cui quelli rilevati dal sistema di protezione copyright.Licenza: Creative Commons: By Attribution 4.0.Dettagli licenza: http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Attribuzione fornita per i brani dell'autore utilizzati nel contenuto.
Il video analizza il progressivo isolamento e la delegittimazione di Giovanni Falcone negli anni immediatamente precedenti la sua morte, un periodo dominato dall'ascesa feroce di Totò Riina e dallo scandalo del cosiddetto "Corvo". L'Isolamento Professionale e la Morte Annunciata Dopo il successo del Maxi Processo, Giovanni Falcone torna nel mirino, non solo della Mafia ma anche di una parte dei suoi colleghi, che lo additano come un "protagonista" o "sceriffo" per invidia o per difendere uno status quo burocratico. Il primo colpo decisivo alla carriera di Falcone arriva nel gennaio 1988, quando il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) gli preferisce il magistrato tradizionalista Antonino Meli per la successione a Antonino Caponnetto alla guida dell'Ufficio Istruzione di Palermo. Paolo Borsellino ricorderà in un discorso che fu quello il momento in cui lo Stato e la magistratura cominciarono a far morire Falcone professionalmente, impantanando l'ufficio nella "solita gestione burocratica". La Guerra Sotterranea e il Caso Contorno La nomina di Domenico Sica ad Alto Commissario Antimafia nell'agosto 1988 segna l'inizio di una "guerra sotterranea" contro il pool antimafia. I rapporti con Falcone si fanno tesi: un episodio cruciale riguarda il tentativo di Sica di ottenere la collaborazione del boss Gaetano Badalamenti negli Stati Uniti prima che lo facesse Falcone, bruciando ogni possibilità di pentimento. Nel frattempo, il pentito Salvatore Contorno, determinante per le inchieste, si dichiara abbandonato dallo Stato italiano, lamentando di essere stato penalizzato con nuovi mandati di cattura strumentali che lo tenevano in carcere, al contrario di altri imputati. Il "Corvo" e l'Attentato dell'Addaura Sul finire degli anni Ottanta, Totò Riina – che Falcone aveva smascherato come l'autore di un "colpo di Stato" all'interno di Cosa Nostra (Operazione Iron Tower) – era al culmine del suo potere. Nel maggio-giugno 1989, una serie di missive anonime, attribuite al "Corvo" (un addetto ai lavori, forse un magistrato o un dirigente di polizia), accusa Falcone e il poliziotto Gianni De Gennaro di manipolare i pentiti e di aver permesso a Totuccio Contorno di tornare a Palermo per uccidere i nemici della sua famiglia, definendoli "Killer di Stato". L'obiettivo è delegittimare Falcone alla vigilia della sua nomina a procuratore aggiunto. L'attentato dinamitardo fallito contro Falcone nella sua villa estiva all'Addaura (giugno 1989) aveva, secondo lo stesso giudice, lo scopo di dare credibilità alle lettere: il suo omicidio sarebbe stato visto come la logica conseguenza di una sua presunta intrusione in una guerra di mafia, chiudendo così la vicenda e distruggendo la sua immagine. L'Indagine su Di Pisa L'indagine sulle lettere anonime si concentra sul collega di Falcone, il PM Alberto Di Pisa, il quale, difendendosi, attacca la "gestione familiare e gravemente scorretta" dei pentiti da parte di Falcone. La prova chiave contro Di Pisa, un'impronta su una missiva prelevata da Domenico Sica con una tazza di caffè, viene in seguito giudicata inutilizzabile in appello, portando all'assoluzione di Di Pisa. L'identità del "Corvo di Palermo" rimane uno dei grandi misteri italiani. 00:00:38,"La reazione euforica di Totò Riina alle lettere anonime del ""Corvo""." 00:02:14,"L'infangamento di Falcone dopo il Maxi Processo (""sceriffo"" o ""fenomeno"")." 00:03:23,La nomina di Antonino Meli alla guida dell'Ufficio Istruzione (Gennaio 1988). 00:05:56,Paolo Borsellino: Lo Stato cominciò a far morire Falcone nel gennaio 1988. 00:09:47,Il CSM preferisce Antonino Meli a Giovanni Falcone. 00:12:04,La nomina di Domenico Sica ad Alto Commissario Antimafia (Agosto 1988). 00:15:27,I rapporti tesi tra Falcone e Sica (tentativo fallito su Badalamenti). 00:16:20,Il pentito Salvatore Contorno negli USA si sente abbandonato e collabora nuovamente. 00:27:03,"Le missive anonime del ""Corvo"" accusano Falcone di manipolare i pentiti." 00:29:23,L'attentato alla Daura contro il giudice Falcone (Giugno 1989). 00:29:38,"Falcone: L'attentato doveva servire a dar credito alle lettere del ""Corvo""." 00:30:37,"L'indagine sul ""Corvo"" coinvolge il collega Alberto Di Pisa." 00:33:40,L'impronta di Di Pisa prelevata da Domenico Sica con una tazza di caffè. #ItaliaMistero #documentario #truecrime #storiavera #cronacanera #storia #storiavera #perte #Falcone #CorvoDiPalermo #TotòRiina #Antimafia #Mafia #StoriaItaliana #GiovanniFalcone #CorvoDiPalermo #Addaura, #CosaNostra #corleonesi AVVERTENZA • Questo video è frutto di ricerca giornalistica e utilizza solo fonti pubbliche e accessibili. • Alcune immagini o brevi spezzoni video sono riprodotti per finalità di cronaca, critica, commento o informazione ai sensi dell'art. 70 LDA. • Le ricostruzioni hanno esclusivamente scopo divulgativo. • Non vengono promossi comportamenti contrari alla legge. • Questo contenuto NON costituisce pubblicità né contiene contenuti sponsorizzati.
Il video, parte di una lunga serie dedicata all'ascesa del clan dei Corleonesi, si focalizza sulla fase decisiva dello scontro interno tra Salvatore Riina (detto "U' Curtu") e Giuseppe Puccio. Questo capitolo (la seconda di due parti) copre presumibilmente gli eventi che portarono all'eliminazione o alla neutralizzazione della fazione Puccio da parte del gruppo di Riina e Bernardo Provenzano. Questo conflitto interno è cruciale per comprendere come Riina riuscì a consolidare il suo potere assoluto all'interno di Cosa Nostra. Riina, infatti, dedicò i primi anni della sua latitanza a rimuovere metodicamente gli ostacoli interni, eliminando i boss più anziani e i rivali, prima di scatenare la sanguinosa Seconda Guerra di Mafia contro le famiglie palermitane tradizionali. La narrazione probabilmente esplora le strategie, le alleanze e gli atti di violenza che hanno caratterizzato la brutale ascesa di Riina, culminando con la dimostrazione di forza necessaria per affermarsi come Capo dei Capi e porre fine alla resistenza interna guidata da Puccio.
Il video, parte di una lunga serie dedicata all'ascesa del clan dei Corleonesi, si focalizza sulla fase decisiva dello scontro interno tra Salvatore Riina (detto "U' Curtu") e Giuseppe Puccio. Questo capitolo (la seconda di due parti) copre presumibilmente gli eventi che portarono all'eliminazione o alla neutralizzazione della fazione Puccio da parte del gruppo di Riina e Bernardo Provenzano. Questo conflitto interno è cruciale per comprendere come Riina riuscì a consolidare il suo potere assoluto all'interno di Cosa Nostra. Riina, infatti, dedicò i primi anni della sua latitanza a rimuovere metodicamente gli ostacoli interni, eliminando i boss più anziani e i rivali, prima di scatenare la sanguinosa Seconda Guerra di Mafia contro le famiglie palermitane tradizionali. La narrazione probabilmente esplora le strategie, le alleanze e gli atti di violenza che hanno caratterizzato la brutale ascesa di Riina, culminando con la dimostrazione di forza necessaria per affermarsi come Capo dei Capi e porre fine alla resistenza interna guidata da Puccio.
Join your host, Owen Colwell, who is joined by Rowan University Football Head Coach Pat Ruley, as well as senior tight end Joe Riina, and freshman running back/skill player Mordecai Ford. On this episode of the Coaches Show, the four discuss Rowan's 55-point victory over Vermont State Castleton, what this season has been like for Riina and Ford, Rowan's final regular season game against Kean, and more. Tune in!
Il documentario descrive il crescente scontento di Vincenzo Puccio, killer fidato di Totò Riina ('U Curtu'), la sua conseguente ribellione e la spietata risposta del capo dei Corleonesi, che passò anche attraverso l'omicidio di un magistrato integerrimo. 1. L'Ascesa di Puccio e La Prima Crepa Il Killer Fedele: Vincenzo Puccio, uomo d'onore della famiglia di Ciaculli, aveva avuto la sua "rampa di lancio" criminale con omicidi eccellenti per conto di Riina [01:45]. Fu nel gruppo di fuoco che uccise il Colonnello Russo (1977) [02:07] e fu uno dei sicari che assassinò il Capitano Emanuele Basile (1980) [05:03]. L'Assoluzione Tormentata: Per l'omicidio Basile, Puccio e i coimputati furono inizialmente assolti per insufficienza di prove (1983), poi condannati all'ergastolo in Appello (1984), ma la condanna fu annullata dalla Cassazione (presieduta da Corrado Carnevale) per vizio di forma (1985) [06:09]. Il Malcontento: Durante la carcerazione in attesa del nuovo Appello, Puccio si lamentò con Leoluca Bagarella (cognato di Riina) [07:09] del favoritismo di Riina verso altri boss (Gambino, Madonia, Brusca), delle mancate agevolazioni mediche per sé [08:52] e di una testimonianza controversa richiesta a favore di Michele Greco [07:37]. 2. La Vendetta: Il Giudice Saetta e La Condanna all'Ergastolo Il Giudice Incorrotto: Il magistrato Antonino Saetta si trovò a presiedere la Corte d'Assise d'Appello sul caso Basile [13:06]. Saetta era noto per la sua inflessibilità, avendo già aggravato le pene nel processo per l'omicidio Chinnici [12:42]. La Sentenza e La Reazione: Saetta condannò Vincenzo Puccio, Armando Bonanno e Giuseppe Madonia all'ergastolo [13:35]. Pochi mesi dopo, il 25 settembre 1988, Saetta fu assassinato in un agguato mafioso assieme al figlio Stefano [13:45], colpiti da 47 colpi [14:29]. L'omicidio di Saetta fu l'esecuzione della vendetta per la condanna [19:55]. La Causa dell'Omicidio: Saetta fu il primo magistrato giudicante a cadere sotto i colpi della mafia [18:57]. L'ordine di ucciderlo era legato al fatto che aveva capovolto la sentenza, ignorando l'avvertimento (già dato agli imputati, che per questo si diedero alla latitanza) che l'Appello non avrebbe retto [20:45].
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Nuova puntata della serie sui corleonesi di Totò Riina, siamo giunti al 1988, anno dell'omicidio di Mauro Rostagno. 1. Il Ruolo di Trapani: Droga e Armi Snodo Cruciale: La Sicilia occidentale (Trapani, Castellammare del Golfo, Alcamo Marina) era uno snodo cruciale per i traffici di droga e armi, attività che ridefinirono gli equilibri di potere con l'ascesa dei Messina Denaro [01:08]. La Raffineria di Alcamo: Nel 1985 viene scoperta ad Alcamo la più grande raffineria d'Europa, che produceva "siciliana" pura al 90% [01:44], gestita dai clan emergenti alleati con i Corleonesi [03:41]. L'Attentato a Carlo Palermo: L'ordine di uccidere il giudice istruttore Carlo Palermo (nell'attentato di Pizzolungo) era venuto da chi controllava l'enorme traffico di eroina e vedeva minacciata l'attività, sebbene l'attentato fallì [02:42]. Fonti di Finanziamento Clandestine: Le "black operation" dei servizi segreti (azioni segrete che implicano illegalità) venivano finanziate tramite fonti non ufficiali come tangenti, traffici illeciti di armi e droga, e malversazione di denaro pubblico [04:50]. 2. Il Ruolo dei Servizi Segreti e Gladio Centro Scorpione (Gladio): A Castelluzzo (Trapani) operava il Centro Scorpione, uno dei centri addestramento speciale (CAS) di Gladio, l'organizzazione stay-behind [07:10].[05:21] I finanziamenti illeciti (armi/droga) come fonte delle "black operation" dei servizi segreti. [07:10] Riferimento al Centro Scorpione di Gladio a Trapani. [09:14] L'atterraggio dell'aereo militare sospetto all'aeroporto di Kinisia. [10:05] Rostagno dichiara di aver filmato delle armi nelle casse. [10:23] La cassetta contenente il documento di Kinisia non venne mai mandata in onda. [11:14] Rostagno collega la lotta alla droga alla lotta alla mafia. [20:18] Il movente dell'omicidio: la mafia trapanese mal sopporta le denunce di Rostagno. [31:34] I condannati per l'omicidio: mandante Francesco Messina Denaro, esecutore Vito Mazzara. [33:46] La figura di Franco Cardella collegata al caso Mino Pecorelli (Mattei). [34:35] Il dossier del Colonnello Rocca su traffici illegali di armi e la NATO. #ItaliaMistero #truecrime #storiavera #inchiesta #storia #storiavera #perte #MauroRostagno #CentroScorpione #Gladio #MafiaSiciliana #Trapani #ServiziSegreti #ArmiDroga #MafiaTrapani #TrafficoArmi #OmicidioRostagno #IlariaAlpi #FrancescoMessinaDenaroCREDITI MUSICALI:Questo episodio contiene brani di Kevin MacLeod (incompetech.com), tra cui quelli rilevati dal sistema di protezione copyright.Licenza: Creative Commons: By Attribution 4.0.Dettagli licenza: http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Attribuzione fornita per i brani dell'autore utilizzati nel contenuto.
Nuova puntata della serie sui corleonesi di Totò Riina, siamo giunti al 1988, anno dell'omicidio di Mauro Rostagno. 1. Il Ruolo di Trapani: Droga e Armi Snodo Cruciale: La Sicilia occidentale (Trapani, Castellammare del Golfo, Alcamo Marina) era uno snodo cruciale per i traffici di droga e armi, attività che ridefinirono gli equilibri di potere con l'ascesa dei Messina Denaro [01:08]. La Raffineria di Alcamo: Nel 1985 viene scoperta ad Alcamo la più grande raffineria d'Europa, che produceva "siciliana" pura al 90% [01:44], gestita dai clan emergenti alleati con i Corleonesi [03:41]. L'Attentato a Carlo Palermo: L'ordine di uccidere il giudice istruttore Carlo Palermo (nell'attentato di Pizzolungo) era venuto da chi controllava l'enorme traffico di eroina e vedeva minacciata l'attività, sebbene l'attentato fallì [02:42]. Fonti di Finanziamento Clandestine: Le "black operation" dei servizi segreti (azioni segrete che implicano illegalità) venivano finanziate tramite fonti non ufficiali come tangenti, traffici illeciti di armi e droga, e malversazione di denaro pubblico [04:50]. 2. Il Ruolo dei Servizi Segreti e Gladio Centro Scorpione (Gladio): A Castelluzzo (Trapani) operava il Centro Scorpione, uno dei centri addestramento speciale (CAS) di Gladio, l'organizzazione stay-behind [07:10]. * Compiti Ufficiali e Depistaggi: Ufficialmente, Gladio a Trapani avrebbe dovuto controllare le mosse della Libia e collaborare con l'Alto Commissariato Antimafia, ma non risulta abbia mai prodotto rapporti in tal senso [07:41]. Il documentario suggerisce che il depistaggio (per coprire omicidi o reati di associazione) è cruciale per proteggere persone che "non possono finire in carcere poiché appartenenti a quell'ingranaggio" [05:42]. L'Incidente di Kinisia: Nell'agosto 1988, presso l'aeroporto abbandonato di Kinisia (Trapani), un aereo militare atterra per un'operazione rapida di scarico e carico di casse [09:14]. Mauro Rostagno, con la sua telecamera, riprende l'operazione e riferisce di aver filmato delle armi [10:05]. 3. L'Omicidio di Mauro Rostagno La Minaccia in TV: Rostagno, ex leader di Lotta Continua e sociologo, dirigeva i servizi giornalistici dell'emittente locale RTC a Trapani. I suoi editoriali di denuncia contro la mafia locale (in particolare il traffico di droga) e la corruttela politica erano diventati una costante "spina nel fianco" [18:16]. Il Movente: L'ordine di ucciderlo fu dato da Cosa Nostra trapanese, che mal sopportava la sua azione di denuncia [20:18]. Rostagno ricordava la lotta antimafia di Peppino Impastato [20:33]. La Cassetta Scomparsa: Dopo l'omicidio, la sua borsa e l'ufficio vennero setacciati [11:42]. Alcuni collaboratori riferirono che la borsa conteneva la videocassetta di Kinisia [11:57], che non fu mai mandata in onda [10:23]. I Mandanti e gli Esecutori: La sentenza sull'omicidio ha scagionato il cofondatore di Saman, Francesco Cardella, e ha ritenuto responsabili: Mandante: Francesco Messina Denaro [21:09] (capo della cosca) Esecutore: Vito Mazzara [31:34] (capo della cosca di Valderice). 4. Il Contesto di Affari e Misteri Il documentario traccia una fitta rete di personaggi coinvolti in misteri italiani: Francesco Cardella: Cofondatore della comunità Saman [10:33], amico di Bettino Craxi [29:46]. Fu accusato dell'omicidio Rostagno, fuggì in Nicaragua e morì nel 2011 [29:26]. Era legato alla vicenda Mino Pecorelli [33:46] (caso Mattei) attraverso il giornalista Franco Simeoni. Vincenzo Licausi: Successore al comando del Centro Scorpione di Gladio [07:56]. Fu inviato in Somalia, ebbe rapporti con la giornalista Ilaria Alpi e morì in un agguato nel 1993, poco prima di testimoniare su Gladio e traffico di armi/scorie nucleari [30:04]. [01:44] Scoperta della raffineria di eroina ad Alcamo (la "siciliana" al 90%). [02:42] L'attentato al giudice Carlo Palermo collegato al controllo della raffineria. [05:21] I finanziamenti illeciti (armi/droga) come fonte delle "black operation" dei servizi segreti. [07:10] Riferimento al Centro Scorpione di Gladio a Trapani. [09:14] L'atterraggio dell'aereo militare sospetto all'aeroporto di Kinisia. [10:05] Rostagno dichiara di aver filmato delle armi nelle casse. [10:23] La cassetta contenente il documento di Kinisia non venne mai mandata in onda. [11:14] Rostagno collega la lotta alla droga alla lotta alla mafia. [20:18] Il movente dell'omicidio: la mafia trapanese mal sopporta le denunce di Rostagno. [31:34] I condannati per l'omicidio: mandante Francesco Messina Denaro, esecutore Vito Mazzara. [33:46] La figura di Franco Cardella collegata al caso Mino Pecorelli (Mattei). [34:35] Il dossier del Colonnello Rocca su traffici illegali di armi e la NATO. #ItaliaMistero #truecrime #storiavera #inchiesta #storia #storiavera #perte #MauroRostagno #CentroScorpione #Gladio #MafiaSiciliana #Trapani #ServiziSegreti #ArmiDroga #MafiaTrapani #TrafficoArmi #OmicidioRostagno #IlariaAlpi #FrancescoMessinaDenaro
Il video analizza in dettaglio le crescenti interconnessioni tra Cosa Nostra, il traffico internazionale di armi e droga, e apparati dello Stato deviati, in particolare tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, con un focus sull'area di Trapani e le indagini del giudice Carlo Palermo. Il Summit dell'Hotel delle Palme (1957): Viene ricostituita la Commissione di Cosa Nostra e la Sicilia viene promossa a nuovo hub per il traffico di eroina verso gli Stati Uniti [01:11]. Castellammare del Golfo e il Motel Beach di Vincenzo Rimi (imparentato con Badalamenti) diventano la base operativa [02:18]. La Strage di Alcamo Marina (1975): Dopo la morte di Vincenzo Rimi, una lotta sotterranea per il potere porta ad omicidi come quello dell'assessore Francesco Paolo Guarrasi [06:02]. L'episodio più oscuro è l'uccisione nel sonno dei Carabinieri Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta [08:14] in circostanze ambigue (la pista mafiosa si lega all'ipotesi che i militari avessero intercettato involontariamente un pulmino che trasportava armi [10:51]). Le indagini portano alla tortura e al suicidio in cella di Giuseppe Vesco [11:12]. L'Ascesa di Messina Denaro: Il video presenta la figura di Francesco Messina Denaro ("Zuciccio"), capomafia di Castelvetrano, il cui figlio, Matteo, cresce in un ambiente di potere e impunità [12:31]. L'omicidio del sindaco Vito Lipari (vicino ai Salvo) nel 1980 viene visto come un "antipasto della seconda guerra di mafia" voluto da "Zuciccio", legato ai Corleonesi [15:39]. L'Inchiesta Armi-Droga del Giudice Palermo: La lista della Loggia P2 (1981) e la costituzione della Loggia ISI2 a Trapani [18:00] evidenziano le connessioni tra mafia, politica e massoneria. L'inchiesta del giudice Carlo Palermo di Trento collega il traffico di morfina pura (destinata alla raffinazione in eroina in Sicilia) con i terroristi altoatesini, trafficanti turchi e alti ufficiali dei Servizi Segreti affiliati alla P2 (Santovito, Pugliese) [18:30]. Le Vittime della Lotta alla Mafia: L'inchiesta porta all'uccisione del giudice di Trapani Giangiacomo Ciaccio Montalto nel 1983 [21:21]. L'attentato a Carlo Palermo a Pizzolungo nel 1985 costa la vita a tre innocenti: Barbara Rizzo e i suoi figli gemelli [25:15]. L'analisi si conclude sottolineando come il legame tra traffico di droga e di armi sia una costante rilevata in numerosi processi [27:15].
Tässä jaksossa keskustellaan monen arvostamani ammattilaisen suositteleman vieraan kanssa turvan kokemuksesta. Käymme läpi mm. mitä turvan kokemus tarkoittaa ja miltä se tuntuu? Mitä käy jos sen menettää ja mitä hyötyy kun sen saa kokea? Miten jännittäminen, uskallus ja epävarmuus liittyvät turvaan? Miten turvan kokemus useimmiten järkkyy ihmisillä? Onko turvan kokemus vain kehoon tai mieleen kytköksissä, vai molempiin? Millaisilla harjoituksilla turvan kokemusta ja keho-mieli -yhteyttä voi lisätä? Näitä ja muita aiheen kysymyksiä käydään läpi yhdessä kognitiivinen lyhyterapeutti, psykiatrinen sairaanhoitaja ja vireysvalmentaja Riina Järvisen kanssa.LinkitOptimal Performance- Hyvinvointiluennot ja verkkovalmennukset: https://www.optimalperformance.fi- Kuntosali ja valmennuskeskus, Helsinki: https://www.opcenter.fiRiina Järvinen- IG: https://www.instagram.com/riinajarvinenterapia/- Kotisivu: https://riinajarvinen.fi/- Elokuva: https://riinajarvinen.fi/elokuva
Salvatore Riina (1930–2017) byl už v devatenácti letech odsouzen za vraždu a na svobodu se v roce 1956 dostal, když vrcholila první válka o post šéfa sicilské mafie. Riina se v ní stal jedním ze tří nejmocnějších mužů. V čele sicilské mafie stál v 70. a 80. letech a na vrchol Cosa Nostry doslova provraždil. Jenže brutální násilí se mu stalo osudným: sami jeho lidé řekli dost. Jak se podařilo Riinu dopadnout? Nejen o tom hovoří v Portrétech historik Jan Adamec.
Salvatore Riina (1930–2017) byl už v devatenácti letech odsouzen za vraždu a na svobodu se v roce 1956 dostal, když vrcholila první válka o post šéfa sicilské mafie. Riina se v ní stal jedním ze tří nejmocnějších mužů. V čele sicilské mafie stál v 70. a 80. letech a na vrchol Cosa Nostry doslova provraždil. Jenže brutální násilí se mu stalo osudným: sami jeho lidé řekli dost. Jak se podařilo Riinu dopadnout? Nejen o tom hovoří v Portrétech historik Jan Adamec.Všechny díly podcastu Portréty můžete pohodlně poslouchat v mobilní aplikaci mujRozhlas pro Android a iOS nebo na webu mujRozhlas.cz.