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La storia vera (ma anche romanzata) di Toni Chichiarelli, giovane pittore arrivato nella Roma degli anni 70 con altri due amici, alla ricerca di fortuna. Si troverà ad essere il miglior falsario di quadri d'autore della storia, ma avrà rapporti anche con la banda della Magliana, scoprendo alcuni risvolti politici pericolosi e oscuri, che lo porteranno inevitabilmente alla caduta.Piacevolissima sorpresa Netflix (peccato non sia uscito in sala) per questo film di cui vi consiglio assolutamente la visione.Pietro Castellitto si conferma un mostro di bravura, al pari di suo padre e anche il resto del cast non sfigura affatto, per raccontare un'Italia del passato, fatta di sotterfugi, entusiasmo politico, sfumature criminali della nostra politica e un fascino certamente unico e magnetico. Ottima la colonna sonora e finale veramente ottimo!
Oggi i microfoni di Sveja si accendono di domenica per portarvi in un viaggio nel tempo e nello spazio, dentro un pezzo di Roma che tutti credono di conoscere, ma la cui vera memoria è stata spesso schiacciata dalla narrazione dominante.Questa storia inizia sette metri sotto l'argine del fiume Tevere. Siamo alla Magliana, periferia sorta alla fine degli anni Sessanta tra palazzoni e irregolarità edilizie. Se pronunciamo il nome di questo quartiere, l'immaginario pubblico corre quasi in automatico all'omonima banda criminale.Eppure, la Magliana ha un'altra storia da raccontare. Per un abbondante decennio, questo territorio è stato uno straordinario cantiere politico e sociale. Un laboratorio a cielo aperto che ha espresso forme originali, radicali e coraggiose di lotta per la casa e per il diritto alla città.A dare voce, e soprattutto ritmo, a questa mobilitazione dal basso c'era il Canzoniere della Magliana, che di quegli anni ha scritto, in un certo senso, la “colonna sonora”. Oggi vi portiamo a scoprire proprio le loro memorie e la loro produzione artistica, per addentrarci in una stagione intensa, ricca di sperimentazioni, sogni ribelli e militanza di quartiere.Tutto questo è “Un'Esperienza d'Amore”, un audiodocumentario di storia orale basato su un preziosissimo archivio di ricerca.L'immagine di copertina è un fotomontaggio di Riccardo Preda, nato da uno scatto di Gigi De Grossi e da un bollettino di «Magliana in lotta» del novembre 1972I crediti dello speciale:Gli autori: scritto e realizzato da Riccardo Preda (educatore e professionista audio indipendente, appassionato di storie sonore e field recording) e Giulia Zitelli Conti (ricercatrice, docente all'Università Roma Tre ed esperta di storia orale).Le voci: le testimonianze che ascolterete sono quelle di Filomena “Menalda” Damato, Gigi De Grossi, Daniela Mastrobuono, Mimma Santarsiero e Volker Klein, intervistati tra il 2017 e il 2018. La voce narrante è di Giulia Zitelli Conti.La musica: iltre alla fisarmonica di Marco Tiberti e a voci storiche tratte dal documentario del ‘72 “Il fitto dei padroni non lo paghiamo più”, lo speciale è arricchito dai brani originali del Canzoniere: da Storia della lotta a Stornelli del carovita, fino a registrazioni dal vivo dell'epoca.Il documentario è realizzato con il patrocinio dell'Associazione Italiana di Storia Orale (AISO).
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Hai Netflix e vuoi migliorare il tuo italiano? Esistono film e serie TV in italiano perfetti per imparare dal divano di casa, adatti a ogni livello, dal principiante assoluto al più avanzato. In questo articolo trovi sei consigli — 3 film e 3 serie TV per ogni livello, dal A1 al C2 — con spiegazioni su come usarli nel modo più efficace per migliorare la comprensione orale, arricchire il vocabolario e abituarti ai diversi accenti italiani. Migliori Serie TV e Film Italiani su Netflix Come Usare Netflix per Imparare l'Italiano Prima di entrare nei consigli specifici, una regola valida per tutti i livelli: usa sempre i sottotitoli in italiano, non nella tua lingua. Se usi i sottotitoli nella tua lingua, stai solo leggendo una traduzione e non stai imparando nulla di nuovo. Con i sottotitoli in italiano, invece, associ i suoni alle parole scritte — un esercizio preziosissimo a qualsiasi livello. Man mano che il tuo livello migliora, puoi progressivamente ridurre l'uso dei sottotitoli fino a guardarli senza alcun aiuto. Livello A1 — Film: "4 Metà" (2021) Al livello A1 — principiante assoluto — la domanda più comune è: «Ha senso guardare qualcosa in italiano se capisco pochissimo?» La risposta è sì, a patto di scegliere il contenuto giusto. E il contenuto giusto per questo livello è 4 metà, una commedia romantica italiana originale Netflix del 2021, diretta da Alessio Maria Federici e interpretata da Ilenia Pastorelli, Matilde Gioli, Giuseppe Maggio e Matteo Martari. Di Cosa Parla Due amici invitano a cena quattro single — due uomini e due donne — e si chiedono: esiste davvero l'anima gemella? Il film racconta le storie di queste quattro persone in due realtà alternative, mostrando come le coppie potrebbero formarsi in modi diversi. Niente crimini, niente misteri, niente dialetti difficili — solo storie d'amore, amicizia e vita quotidiana a Roma. Perché È Perfetto per il Livello A1 Il linguaggio è quotidiano, semplice e naturale — si parla di sentimenti, di lavoro, di amicizia, di appuntamenti, temi che aiutano a capire il contesto anche senza conoscere ogni parola. Le frasi sono brevi e chiare, senza costruzioni grammaticali complesse. L'accento è italiano standard, molto piacevole da ascoltare per chi è agli inizi. Il film dura solo 90 minuti — perfetto per non stancarsi troppo. Curiosità Linguistica Il titolo del film, «4 metà», gioca sull'espressione italiana «la mia metà» — che significa «il mio partner», letteralmente «la mia metà». L'idea è che ogni persona abbia una metà che la completa. È un'espressione romantica molto comune in italiano: «hai trovato la tua metà?» significa «hai trovato la persona giusta per te?». Livello A2 — Serie TV: "Incastrati" Al livello A2 — principiante esperto — capisci già le strutture di base dell'italiano e riconosci il vocabolario più comune. È il momento perfetto per iniziare con le prime serie TV. La serie consigliata è Incastrati, una comedy crime siciliana scritta, diretta e interpretata dal celebre duo comico Ficarra e Picone, disponibile su Netflix in tutto il mondo. Di Cosa Parla Salvo e Valentino, due tecnici della televisione, arrivano a casa di un cliente per un intervento e trovano un cadavere. Per paura di essere accusati, cercano di cancellare ogni traccia della loro presenza — e ovviamente le cose peggiorano sempre di più, in modo sempre più comico e assurdo. Perché È Perfetta per il Livello A2 I dialoghi sono brevi e le situazioni comiche aiutano a capire il contesto anche senza conoscere ogni singola parola. Gli episodi sono corti, ideali per chi si stanca facilmente di concentrarsi in una lingua straniera. Gli attori parlano in modo abbastanza chiaro, anche se si sente spesso il caratteristico accento siciliano — con i sottotitoli in italiano attivati, si capisce tutto senza problemi. Curiosità Linguistica In Sicilia si usa spesso l'esclamazione «minchia!» per esprimere sorpresa, stupore o irritazione. È una parola molto colorita e tipica del dialetto siciliano, che si sente spesso in questa serie. In altre regioni italiane viene usata di meno — è quasi un marchio di fabbrica siciliano. Livello B1 — Film: "Il Falsario" (2026) Al livello B1 — intermedio — capisci l'italiano nella maggior parte delle situazioni quotidiane, ma hai ancora bisogno di qualche aiuto con il vocabolario più specifico o i registri formali. Il film consigliato è Il Falsario, disponibile su Netflix dal gennaio 2026, diretto da Stefano Lodovichi e interpretato da Pietro Castellitto. Di Cosa Parla La storia è ambientata nella Roma degli anni '70, gli anni del terrorismo, della criminalità organizzata e dei grandi misteri italiani. Il protagonista si chiama Toni: arriva a Roma con il sogno di diventare un grande artista, ma il suo straordinario talento nel copiare alla perfezione i capolavori dell'arte lo trascina in un giro criminale sempre più pericoloso. Diventa il più grande falsario d'Italia, coinvolto con la Banda della Magliana e persino — secondo alcune ricostruzioni storiche — con il caso Aldo Moro. Perché È Adatto al Livello B1 Il linguaggio è vivace e diretto, con un vocabolario che va oltre il quotidiano: termini legati all'arte, alla criminalità e alla politica italiana degli anni '70 sono un ottimo modo per espandere le proprie conoscenze. I dialoghi sono chiari e il ritmo è sostenuto ma comprensibile. È visivamente bellissimo, pieno di atmosfera, e immerge in una Roma oscura e affascinante. Curiosità Storica e Linguistica La Banda della Magliana è stata una delle organizzazioni criminali più potenti della storia italiana, attiva a Roma negli anni '70 e '80. Il termine «falsario» viene da «falso» — chi produce cose false è un falsario. In italiano troviamo molte parole formate con questo stesso schema: «bugiardo» da «bugia», «traditore» da «tradire». Una volta capito il meccanismo, è facilissimo. Livello B2 — Serie TV: "Briganti" (2024) Al livello B2 — intermedio avanzato — hai già una buona padronanza dell'italiano e sei pronto per qualcosa di più impegnativo. La serie consigliata è Briganti, un originale Netflix del 2024, ambientata nell'Italia del Sud nel 1862, subito dopo l'Unità d'Italia. Di Cosa Parla La protagonista è Filomena, una donna di origini contadine che si ribella al marito violento, fugge nel bosco e si unisce a una banda di briganti alla ricerca di un leggendario tesoro nascosto dai Borboni. È una serie avventurosa e corale, che mescola il western all'italiana con il period drama storico e con temi modernissimi come l'emancipazione femminile e la resistenza contro l'oppressione. Perché È Consigliata al Livello B2 Il linguaggio è ricco e vario: si sente il dialetto del Sud Italia — calabrese, napoletano — mescolato all'italiano standard, un'ottima palestra per l'orecchio. I dialoghi hanno un ritmo incalzante, spesso sovrapposti nelle scene d'azione. Il vocabolario storico e militare — termini come «brigante», «latitante», «cedere il passo» — è molto specifico e interessante. È girata in Puglia, tra Lecce, Nardò e Altamura, con paesaggi che sembrano usciti da un film di Sergio Leone. Curiosità Storica Dopo il 1861 — anno dell'Unità d'Italia — il Sud fu occupato militarmente dall'esercito piemontese. Molti contadini del meridione, impoveriti e sfruttati, si ribellarono dando vita al cosiddetto fenomeno del brigantaggio. I briganti erano considerati criminali dallo Stato, ma eroi dal popolo. Il dibattito su quella pagina di storia è ancora vivo in Italia oggi. Livello C1 — Film: "È Stata la Mano di Dio" (2021) Al livello C1 — avanzato — capisci l'italiano in modo fluido, riconosci le sfumature e percepisci la differenza tra i registri e i dialetti. Il film consigliato è È stata la mano di Dio, originale Netflix del 2021, diretto da Paolo Sorrentino — il regista italiano che ha vinto l'Oscar con La grande bellezza. Candidato all'Oscar come miglior film straniero nel 2022 e vincitore di 4 David di Donatello, è considerato uno dei film italiani più importanti degli ultimi anni. Di Cosa Parla La storia è autobiografica e ambientata nella Napoli degli anni '80: Fabietto è un adolescente goffo e sognatore che vive in una famiglia straordinaria, caotica e piena di vita. Due eventi cambieranno tutto: l'arrivo di Diego Maradona a Napoli — che trasforma la città intera in un'esplosione di gioia — e poi una tragedia inattesa, che segnerà Fabietto per sempre e gli indicherà la strada verso il cinema. Perché È di Livello C1 Il film usa un napoletano autentico mescolato all'italiano standard — un mix linguistico denso, rapido e pieno di sfumature regionali che richiede un orecchio molto allenato. Il ritmo di Sorrentino è lento e poetico, con dialoghi carichi di sottotesti e riferimenti culturali profondi. I temi — il lutto, l'identità, il rapporto con Napoli, la vocazione artistica — richiedono una comprensione avanzata per essere pienamente apprezzati. È un film che non si guarda soltanto: si ascolta e si sente. Curiosità Culturale Il titolo si riferisce alla «Mano de Dios» — il gol segnato da Maradona con la mano durante i Mondiali del 1986, che lui stesso definì «un po' la mano di Dio, un po' la testa di Maradona». Per i napoletani, Maradona non era solo un calciatore — era una divinità. Quando arrivò a Napoli, la città intera si fermò. Questo film fa capire perché. Livello C2 — Serie TV: "Strappare lungo i Bordi" Al livello C2 — padronanza completa — capisci praticamente tutto e hai bisogno di qualcosa che metta alla prova non solo l'orecchio, ma anche la comprensione culturale e sociolinguistica dell'italiano di oggi. La serie consigliata è Strappare lungo i bordi, la serie animata di Zerocalcare, disponibile su Netflix. Zerocalcare è il nome d'arte di Michele Rech,...
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Roma, 29 maggio 1996. Processo alla Banda della Magliana. Depongono Giovanni Tigani, detto Paperino, Alessandro D'ortenzi, detto Zanzarone e Antonio Mancini, detto Accattone.Il nostro sito internet: https://spazio70.com/Il nostro gruppo Telegram (molto importante): https://t.me/spazio_70Si ringrazia Radio Radicale per la condivisione del reperto. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support.
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiNapoli, 23 giugno 1998.In questa data, nel corso del processo noto come «Gava–Alfieri», viene ascoltato come testimone Enrico Nicoletti.Quello che state per ascoltare è, appunto, un documento processuale.Non una ricostruzione, non una narrazione a posteriori, ma una deposizione resa in aula, all'interno di un procedimento giudiziario, con le sue regole, i suoi tempi e il suo linguaggio.Per comprenderne il significato, è necessario soffermarsi, sia pure brevemente, sulla figura di Enrico Nicoletti.Nicoletti è stato indicato da più fonti come il cosiddetto «cassiere» della Banda della Magliana.Un ruolo che, al di là delle semplificazioni, rinvia a una funzione precisa: la gestione dei flussi finanziari.All'interno di una realtà criminale come quella romana degli anni 70-80, il controllo del denaro rappresenta un elemento centrale. Non solo per il sostentamento delle attività illecite, ma per la possibilità di stabilire relazioni, investire capitali, costruire collegamenti con ambienti economici e professionali.Figure come Nicoletti operano in una dimensione meno visibile rispetto a quella dei gruppi armati o degli esecutori materiali.Non sono, nella maggior parte dei casi, i protagonisti delle azioni violente.Ma sono coloro che rendono possibile la continuità e la stabilità dell'organizzazione.È attraverso la gestione delle risorse che un gruppo criminale può radicarsi, diversificare le proprie attività, e in alcuni casi interagire con ambiti esterni al mondo strettamente criminale.Per questo motivo, l'attenzione verso figure di questo tipo consente di cogliere un aspetto spesso trascurato nelle rappresentazioni più diffuse: la dimensione economica e relazionale dei fenomeni criminali.Una dimensione meno appariscente, ma decisiva.La deposizione che ascolterete si inserisce in un contesto processuale specifico, quello del procedimento Gava–Alfieri, e risponde alle domande poste in aula, secondo le modalità proprie di un'udienza.Non si tratta, quindi, di un racconto lineare, ma di un documento che va ascoltato tenendo conto della sua natura: frammentaria, talvolta tecnica, legata alle esigenze del dibattimento.È proprio in questa forma, però, che risiede il suo valore.Perché consente di avvicinarsi direttamente a una voce, a un linguaggio, a un modo di rappresentare fatti e relazioni che appartiene a un preciso momento storico.Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto. Buon ascolto da Spazio70.
Abbiamo di nuovo su questo canale Massimiliano Vucetich per parlare del suo ultimo libro sulla criminalità organizzata che infesta Roma.Il colonnello Vucetich ha coordinato per 20 anni (fino al 2023) l'Unità Investigativa, inserita nella Seconda Sezione del Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma. Ha scritto un nuovo libro sulle sue esperienze intitolato Crimine Capitale in cui racconta le indagini sulle articolazioni ‘ndranghetiste e camorriste a Roma nel Lazio."Sodalizi spesso in stretto contatto con la potente malavita autoctona, a sua volta rafforzata dalla collaborazione attiva con accolite formate da soggetti originari dell'est Europa, in particolare albanesi." "Tramite queste investigazioni abbiamo scandagliato i più importanti sistemi criminali che hanno governato (e governano) sul territorio della capitale, e da qui dell'intero Paese. Abbiamo approfondito in particolar modo le strategie criminali che hanno fatto da sfondo alla striscia di sangue che nel fatale 2019 ha bagnato i marciapiedi della Città Santa, a partire dall'omicidio alla Magliana di Andrea Gioacchini, fino all'assalto al boss Leandro Bennato, passando per l'assassinio del noto Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik: tutti e tre personaggi di grande spessore nell'ambito della delinquenza organizzata capitolina. Ci siamo incrociati con altri reparti investigativi d'élite, la Squadra Mobile e la DIA, con i quali abbiamo dato vita, grazie alla capacità di coordinamento dei PM che seguivano le indagini, a forti sinergie, fondate non solo su uno scambio informativo rapido e continuo, ma anche su una vera osmosi operativa, con servizi di pedinamento e osservazione effettuati congiuntamente (e informative finali a più intestazioni e più firme), senza quelle gelosie o diffidenze che tanto nuocciono al buon esito delle investigazioni e dei processi. Questa attitudine al coordinamento, che è purtroppo cosa rara in ambito investigativo, ha molto favorito la soluzione di casi complessi".Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Dispensações e alianças: o plano progressivo de Deus - Magliana Rodrigues by Verbo da Vida Sede
Coinvolgimento Angelo Ciletto Cassani, Debiti boss Maglio Vitale, Telefonate anonime Americano Vaticano, Traffico clandestino valuta Monsignor Cippico, Pista rapimento attentato Giovanni Paolo II, Tesi sfruttamento sessuale ambasciata, Presunta detenzione manicomio Londra, Movente riciclaggio denaro Vaticano, Ruolo finanziario padre Emanuela Orlandi, Condanna Luigi Gastrini usurpazione titoli La Pista della Banda della Magliana e le Connessioni in Vaticano La vicenda si riapre con la testimonianza di Maurizio Giorgetti, un ex esponente dell'estrema destra, che dichiara di aver saputo che Emanuela fu prelevata su ordine della Banda della Magliana per il recupero di denaro di un boss, Maglio Vitale, affidato a membri dell'organizzazione e mai restituito. Nello stesso periodo, riemergono le registrazioni delle telefonate tra l'anonimo "americano" e il centralino della Santa Sede, dove veniva utilizzato un codice specifico per comunicare con il Segretario di Stato, Monsignor Casaroli. Giorgetti aggiunge un elemento cruciale, rivelando che Monsignor Edward Prett Cippico, una figura controversa del Vaticano con un passato da trafficante clandestino di valuta, abitava in un edificio di proprietà vaticana di fronte a casa Orlandi. Giorgetti affermò di aver conosciuto Cippico e che questi frequentava Angelo "Ciletto" Cassani, un elemento della Banda della Magliana. Le Tesi Alternative: Politica Est e Sfruttamento Vengono presentate due teorie investigative principali: Pista Bulgara e Attentato al Papa: Secondo questa tesi, supportata da Marco Fassoni Accetti e dall'ex magistrato Ferdinando Imposimato, il rapimento fu una conseguenza diretta dell'attentato a Giovanni Paolo II da parte di Ali Agca. La sparizione di Emanuela avrebbe avuto lo scopo di intimidire coloro che parlavano della "pista bulgara" e di orchestrare una deviazione delle indagini da parte dei servizi segreti italiani in combutta con quelli dell'Est. Sfruttamento Sessuale e Turchia: La giornalista Anna Maria Turi propone la teoria dello sfruttamento sessuale, affermando che Emanuela e Mirella Gregori furono vittime di festini per personaggi altolocati, organizzati anche in un'ambasciata straniera. Un monsignore avrebbe in parte confermato l'esistenza di tali eventi. La Turi ipotizza che Emanuela non sia stata uccisa, ma trasferita in Turchia e che viva in una comunità islamica con il nome di Fatima, senza ricordi del suo passato. L'Intervento di "Lupo Solitario" Una svolta mediatica si verifica quando un individuo, presentatosi come "Lupo Solitario" (ex agente del SISMI), telefona in diretta televisiva, sostenendo che Emanuela si trovi in un manicomio nel centro di Londra, sedata. Egli afferma che il movente del sequestro era legato al riciclaggio di denaro e ai giri finanziari opachi del Vaticano, di cui il padre di Emanuela, un funzionario vaticano, sarebbe venuto a conoscenza involontariamente.
Coinvolgimento Angelo Ciletto Cassani, Debiti boss Maglio Vitale, Telefonate anonime Americano Vaticano, Traffico clandestino valuta Monsignor Cippico, Pista rapimento attentato Giovanni Paolo II, Tesi sfruttamento sessuale ambasciata, Presunta detenzione manicomio Londra, Movente riciclaggio denaro Vaticano, Ruolo finanziario padre Emanuela Orlandi, Condanna Luigi Gastrini usurpazione titoli La Pista della Banda della Magliana e le Connessioni in Vaticano La vicenda si riapre con la testimonianza di Maurizio Giorgetti, un ex esponente dell'estrema destra, che dichiara di aver saputo che Emanuela fu prelevata su ordine della Banda della Magliana per il recupero di denaro di un boss, Maglio Vitale, affidato a membri dell'organizzazione e mai restituito. Nello stesso periodo, riemergono le registrazioni delle telefonate tra l'anonimo "americano" e il centralino della Santa Sede, dove veniva utilizzato un codice specifico per comunicare con il Segretario di Stato, Monsignor Casaroli. Giorgetti aggiunge un elemento cruciale, rivelando che Monsignor Edward Prett Cippico, una figura controversa del Vaticano con un passato da trafficante clandestino di valuta, abitava in un edificio di proprietà vaticana di fronte a casa Orlandi. Giorgetti affermò di aver conosciuto Cippico e che questi frequentava Angelo "Ciletto" Cassani, un elemento della Banda della Magliana. Le Tesi Alternative: Politica Est e Sfruttamento Vengono presentate due teorie investigative principali: Pista Bulgara e Attentato al Papa:
Per tanti anni in una bellissima chiesa di Roma si è celato un mistero italiano. La tomba di Enrico De Pedis alias Renatino, capo riconosciuto della fazione testaccina della Banda della Magliana, ha rappresentato pietra di scandalo sin dalla sua rivelazione pubblica nel 2005 - quindici anni dopo la morte. I segreti inconfessabili, i depistaggi, le bugie, le mezze verità tra la Magliana, il Vaticano, il caso Orlandi si mescolano e si confondono in un intreccio pericoloso personificato da De Pedis: ragazzo di borgata, rapinatore, anima di una batteria di criminali, membro fondatore della Banda, uomo di raccordo con Pippo Calò e la P2, custode dei segreti di troppe vicende. Premiato, dopo la morte, con una sepoltura eccellente accompagnata da una nomea ("benefattore dei giovani") più falsa di tante altre storie sulla malavita.
En este nuevo episodio de Dossier Negro, nos adentramos en uno de los casos más incómodos, turbios y herméticos de la historia moderna del Vaticano: la desaparición de Emanuela Orlandi, la joven de 15 años que salió de su clase de música en 1983… y jamás regresó. Cuarenta años después, su paradero sigue siendo un misterio absoluto. ¿Secuestro? ¿Tráfico? ¿Ajuste de cuentas entre organizaciones criminales? ¿O un secreto que la Santa Sede ha preferido enterrar bajo capas de silencio? Junto al divulgador Manuel Giménez, reconstruiremos las últimas horas de Emanuela, analizaremos las llamadas anónimas, las pistas falsas, las conexiones con la banda de la Magliana, sus posibles vínculos con servicios de inteligencia… y, sobre todo, los indicios que apuntan directamente al Vaticano, institución que ha mantenido este caso bajo una sombra permanente. Un rompecabezas lleno de silencios, contradicciones y verdades incómodas. Bienvenidos a Dossier Negro: El misterio de Emanuela Orlandi, la chica del Vaticano. Un episodio donde la fe, el poder y el crimen se entrelazan en una de las historias más inquietantes de Europa.
Questa undicesima parte della serie sul caso Emanuela Orlandi si concentra sulle accuse di coinvolgimento della Banda della Magliana, sul ruolo di Enrico De Pedis e sulle controverse indagini in Vaticano.
Questa undicesima parte della serie sul caso Emanuela Orlandi si concentra sulle accuse di coinvolgimento della Banda della Magliana, sul ruolo di Enrico De Pedis e sulle controverse indagini in Vaticano.
Sparizione del Giudice Adinolfi, si scava alla Casa del Jazz, ex proprietà della Banda della Magliana. Con noi Lirio Abbate, giornalista e scrittore.Rapporto ACI sugli incidenti stradali. Alessia Grande, coordinatrice area statistica dell'ACI.
Da ragazzo sognava il tennis, fino al giorno in cui ha capito che non sarebbe mai diventato come Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Nicola Pietrangeli e gli altri campioni raffigurati nei poster che aveva in camera. Poi si è trasferito a New York e, tra le lezioni all'Actors Studio e le sere all'Opera, ha «assorbito» come impostare la struttura di un personaggio e di una storia. Cresciuto tra Villa Bonelli e la Magliana, con una madre irlandese e un padre nato a Damasco, in questa intervista a Malcom Pagani Andrea Di Stefano ripercorre una vita da apolide, di disciplina e rinascite, di padri e maestri. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il caso di Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983, è uno dei più intricati misteri italiani. Anni dopo, alle indagini si aggiunsero le dichiarazioni di Sabrina Minardi, ex compagna di Enrico De Pedis, boss della Banda della Magliana. Le sue parole aprirono scenari inquietanti: collegamenti tra il sequestro di Emanuela, ambienti vaticani, criminalità organizzata e traffici internazionali. Un contributo che ha diviso gli inquirenti tra chi vedeva nelle sue rivelazioni elementi utili e chi le considerava depistaggi. Questo video ripercorre: le dichiarazioni di Sabrina Minardi; i collegamenti con De Pedis e la Banda della Magliana; il ruolo delle nuove piste nelle indagini; i dubbi e le polemiche che ancora oggi accompagnano la sua testimonianza. Un tassello controverso che alimenta il mistero attorno alla vicenda di Emanuela Orlandi. ISCRIVITI AL CANALE: https://www.youtube.com/@italiamistero?sub_confirmation=1 #italiamistero #EmanuelaOrlandi #SabrinaMinardi #BandaDellaMagliana #MisteriItaliani #ColdCase #Vaticano www.italiamistero.it: https://www.italiamistero.it/
Il caso di Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983, è uno dei più intricati misteri italiani. Anni dopo, alle indagini si aggiunsero le dichiarazioni di Sabrina Minardi, ex compagna di Enrico De Pedis, boss della Banda della Magliana. Le sue parole aprirono scenari inquietanti: collegamenti tra il sequestro di Emanuela, ambienti vaticani, criminalità organizzata e traffici internazionali. Un contributo che ha diviso gli inquirenti tra chi vedeva nelle sue rivelazioni elementi utili e chi le considerava depistaggi. Questo video ripercorre: le dichiarazioni di Sabrina Minardi; i collegamenti con De Pedis e la Banda della Magliana; il ruolo delle nuove piste nelle indagini; i dubbi e le polemiche che ancora oggi accompagnano la sua testimonianza. Un tassello controverso che alimenta il mistero attorno alla vicenda di Emanuela Orlandi. ISCRIVITI AL CANALE: https://www.youtube.com/@italiamistero?sub_confirmation=1 #italiamistero #EmanuelaOrlandi #SabrinaMinardi #BandaDellaMagliana #MisteriItaliani #ColdCase #Vaticano www.italiamistero.it: https://www.italiamistero.it/
Menù del giorno:- OGNI MALEDETTO FANTACALCIO- 11 CALCIATORI DA COMPRARE SOLO PER LA LORO STORIA (con Tiziano Kafes) 2' 01''- 3 FUMETTI IMPERDIBILI (con Tommaso Valsecchi) 34' 24''- La lista dell'attesa n°98 (L'isolo, Disperanza, Zeta Galaxy) 48' 24''ATTENZIONE: contiene anche Nico Paz, Intelligenza Artificiale, televideo, Smashing Pumpkins, distopie della Magliana, pareidolia delle nuvole, zombie, gatti stellari, piattaforme petrolifere e Dachi Lordkipanidze. Non contiene: statistiche.Link:- L'album "Complimenti Vivissimi"- Silly Nostalgic Kids
13 luglio 1979, lungotevere Arnaldo Da Brescia. Un cinquantaduenne in abiti borghesi è alla guida della sua vettura, sta andando in ufficio. Per lui è uno degli ultimi giorni di lavoro al servizio dello Stato: lo attendono la pensione e un incarico, già accettato, da direttore della vigilanza e della sicurezza di una grande azienda farmaceutica. Prospettive che non si realizzeranno mai perché alle spalle della sua auto c'è un veicolo con a bordo un commando brigatista che è lì per ucciderlo. A distanza di quasi mezzo secolo l'omicidio del tenente colonnello dei Carabinieri Antonio Varisco, già confidente di Mino Pecorelli e del generale Dalla Chiesa, resta un caso non del tutto risolto, con zone d'ombra che toccano la Banda della Magliana, il sequestro Moro e la P2. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il pubblico ministero Manrico Spinori, soprannominato "il contino" per le sue origini aristocratiche, è protagonista di alcuni gialli di Giancarlo De Cataldo, autore tra l'altro di "Romanzo Criminale" ispirato alle vicende della banda della Magliana dal quale erano stati tratti un film e una serie tv. Dal 2020 Giancarlo De Cataldo, ex magistrato, ha dato vita al personaggio di Manrico Spinori ora protagonista di "Il bacio del calabrone" (Einaudi). Appassionato di opera lirica, sensibile al fascino femminile, molto legato alla madre Elena, Spinori deve affrontare uno strano caso: il capo di una casa di moda, Tito Cannelli, muore durante una cena alla quale è presente anche lo stesso pm. Molto probabilmente la morte è provocata da una reazione allergica a una puntura di insetto, ma Spinori è costretto a indagare perché sui social compare un video in cui uno stilista minacciava di morte Cannelli. Con un tratto decisamente ironico, De Cataldo guida il suo peronaggio in un'indagine nel mondo della moda. Nella seconda parte parliamo di "Meccanica di un addio" (Marsilio) di Carlo Calabrò, un noir ironico con personaggi spassosi dal quale emerge anche l'analisi sociale di un pezzo di mondo, il Brasile, pieno di contrasti: da una parte la bellezza mozzafiato della natura, il calore e l'esuberanza della gente, dall'altra la corruzione dilagante e le piccole grandi illegalità. Il protagonista è Florian Kaufmann, ingegnere svizzero che da circa dieci anni vive in un piccolo villaggio dell'Amazzonia dove ha rilevato una segheria. Il suo obiettivo è fare impresa, fare utili, dunque, in modo onesto e salvaguardando l'ambiente. Il suo presunto rigore morale però scende spesso a patti con la realtà (anche lui dà fuoco ai residui della segheria per evitare lo smaltimento fatto di lungaggini burocratiche). Un giorno qualcuno incendia la sua proprietà dove viene trovato un cadavere. Kaufmann decide di indagare sia sull'incendio che sull'omicidio.
Un romanzo di formazione, un romanzo su una ferita, quella di chi cresce in un posto ma sente di appartenere ad un altro, la ferita anche di chi, per seguire i propri sogni, tradisce i genitori. Un romanzo che esplora i conflitti interiori, ma anche i conflitti nati dalla geografia. Parliamo di "Il fiore delle illusioni" (Feltrinelli) di Giuseppe Catozzella, autore tra l'altro di "Non dirmi che hai paura" (Premio Strega Giovani 2014) diventato un film. In questo nuovo romanzo seguiamo la vita di Francesco dall'infanzia fino ai vent'anni: per dieci mesi all'anno Francesco cresce a Milano con i genitori emigrati dalla Basilicata, per gli altri due mesi passa l'estate al sud, a Monte Aspro, terra d'origine della famiglia. Due mondi diversi e lontanissimi che provocano in Francesco una spaccatura interiore: a Milano vive il tempo dell'obbedienza e delle regole ma anche della discriminazione dei compagni che lo chiamano "terrone", a Monte Aspro c'è la libertà e sperimenta la vita grazie all'amatissimo cugino Luciano, ma c'è anche la superstizione e il peso dei legami familiari. Un romanzo di formazione, dunque, ma anche un romanzo sul ruolo della letteratura perché Francesco sogna di fare lo scrittore ed è convinto che i libri possano cambiare il mondo. Nella seconda parte parliamo del pubblico ministero Manrico Spinori soprannominato "il contino" per le sue origini aristocratiche, protagonista di alcuni gialli di Giancarlo De Cataldo, autore tra l'altro di "Romanzo Criminale" ispirato alle vicende della banda della Magliana dal quale erano stati tratti un film e una serie tv. Dal 2020 Giancarlo De Cataldo, ex magistrato, ha dato vita al personaggio di Manrico Spinori ora protagonista di "Il bacio del calabrone" (Einaudi). Appassionato di opera lirica, sensibile al fascino femminile, molto legato alla madre Elena, Spinori deve affrontare uno strano caso: il capo di una casa di moda, Tito Cannelli, muore durante una cena alla quale è presente anche lo stesso pm. Molto probabilmente la morte è provocata da una reazione allergica a una puntura di insetto, ma Spinori è costretto a indagare perché sui social compare un video in cui uno stilista minacciava di morte Cannelli. Con un tratto decisamente ironico, De Cataldo guida il suo peronaggio in un'indagine nel mondo della moda.