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Michele Brambilla"Carissima Italia che stai scomparendo"Piero ChiaraNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itChe ne sarebbe stato del magnifico lago Maggiore se fosse andato a segno lo sciagurato progetto di un ponte tra Laveno e Intra, pensato per unire la sponda lombarda con quella piemontese? E perché sgangherate amministrazioni comunali hanno violentato piccole chiese di provincia, antichi monasteri, romantici sentieri? E com'erano un tempo i boschi della Valcuvia e il loro tram, l'Alpe Veglia e il Parco Naturale? E il Soccorso di Ischia? Da una quarantina di articoli e racconti nella maggior parte inediti in volume, e ripescati da Francesca Boldrini, emerge la figura quasi profetica di un Piero Chiara che non conoscevamo: l'ambientalista, il custode morale di patrimoni artistici, paesaggistici, culturali. Sorprende vedere con quanto e quale anticipo lo scrittore luinese aveva colto i segnali dello sfacelo che sarebbe esploso, in modo evidente, anni e anni dopo. Mentre nei beati anni Sessanta si parla d'altro, del boom economico e della necessità di mettere ogni cosa a profitto, Chiara grida che la sua carissima Italia sta scomparendo. Vede prima di ogni altro anche la deriva del turismo di massa e perfino il tragicomico ricorso a chirurgie plastiche cui ci si affida nell'illusione di fermare il corso degli anni, senza accorgersi che così facendo si è già morti. Un libro forte, serio, ma sempre scritto con quella leggerezza – che è cosa ben diversa dalla superficialità – che fa, della lettura di Chiara, un godimento particolare, un'immersione nella bellezza. Michele BrambillaPiero Chiara (1913-1986) ha scritto racconti e romanzi il cui palcoscenico è spesso rappresentato dalla vita di provincia. Tra le sue opere di narrativa, Il piatto piange (1962), La stanza del vescovo (1976), Il cappotto di astrakan (1978), Una spina nel cuore (1979), Il capostazione di Casalino e altri 15 racconti (1986) e il postumo Saluti notturni dal passo della Cisa (1987).Francesca Boldrini Dopo anni di insegnamento e di impegno nel mondo delle associazioni e del volontariato si è dedicata alla ricerca storica, rivolgendo particolare interesse alla produzione letteraria dello scrittore Piero Chiara e a tematiche storiche del Novecento, realizzando testi monografici e dando il suo contributo alla stesura di numerosi volumi. Collabora con riviste letterarie e con giornali locali. In particolare sua è la curatela di: Piero Chiara, In gran segreto, Francesco Nastro Editore, 2021; La poesia è questione di cuore. Poesie di Miguel Hernandez tradotte e presentate da Piero Chiara, NEM, 2021; con Egea Roncoroni, In viaggio, Nino Aragno Editore, 2019; con Federico Crimi, Piero Chiara, Il limone della vita. Lettere giovanili (1931-1935), De Piante, 2022; con Stefano Feroci, Giacomo Casanova, Obbedisco all'amore. Poesie scelte da Piero Chiara, De Piante, 2025.Michele Brambilla, giornalista professionista dal 1984, lavora al Corriere della Sera e a La Stampa, dirige La Provincia, la Gazzetta di Parma e il QN Quotidiano Nazionale; Ha diretto Il Secolo XIX. Saggista — tra i suoi libri L'Eskimo in redazione e Dieci anni di illusioni — vive a Luino, la cittadina di Piero Chiara, che considera il suo maestro. Firma l'introduzione a Carissima Italia che stai scomparendo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
E la vita è stata manifestata e noi l'abbiamo vista, ne rendiamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata.1 Giovanni 1:2
Massimo Carloni"La sovranità delle cose eterne"Montesquiou, Proust e La RechercheMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itVincitore del Premio: Prix Robert de Montesquiou 2025L'esprit di Montesquiou e il suo gusto modern style aleggiano ovunque negli ambienti frequentati da Swann, negli arredi orientaleggianti di Odette, negli abiti Fortuny di Albertine, per incarnarsi poi nella figura, a un tempo fantomatica e tragica, del barone di Charlus. Chiunque voglia respirare l'atmosfera in cui è germogliata la Recherche di Proust, coglierne le virtù segrete, dovrà esplorare quel giardino incantato, lussureggiante, esotico e soffuso di malinconia che è stata la vita e l'opera del suo “professore di bellezza”. Il libro ripercorre il connubio amicale e artistico tra Montesquiou e Proust, le rivelazioni folgoranti, i fervori estetici, i duelli, le pene, gli amori, fino all'incontro con l'ultima musa, l'orrenda signora in nero: la morte. Come per incanto risorge tutto un mondo mitologico popolato da personaggi leggendari che hanno ispirato tanto la poetica dell'effimero di Montesquiou, quanto l'apoteosi eterna dell'arte che Proust pone a suggello del Temps retrouvé.Massimo Carloni (1968), saggista, ha curato scritti e carteggi di Antoine Rivaroli, Charles Baudelaire, Marcel Proust, Paul Valéry, Emil Cioran. Ha curato i volumi: Il visitatore della sera di Marcel Proust (2019); Una segreta complicità, corrispondenza tra Emil Cioran e Mircea Eliade (2019) e Il profumo imperituro del tempo. Lettere e scritti (1893-1921) di Marcel Proust e Robert de Montesquiou (2020). È autore dell'opuscolo Kafka. Un destino di solitudine (2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Anche nel 2026 non può macare la Posta del Cuore, la Summer Edition del BIP SHOW!Le vostre letterine, lette da Rikki e Guybrush, che hanno selezionato le migliori, le più divertenti e quelle che produrranno le risposte più educative.Siete tra coloro che sono stati selezionati? Le vostre domande saranno lette durante la puntata?Scopritelo subito!Buone vacanze BIPERS!It's showtime!
Lello Voce(Musa!)Marco Saya EdizioniA distanza di trentacinque anni dalla sua prima uscita, torna in libreria uno dei testi più significativi della poesia italiana degli ultimi decenni: Musa! di Lello Voce, oggi ripubblicato da Marco Saya Edizioni nella collana "Conseguito silenzio". Apparso per la prima volta nel 1992, Musa! è un'opera capitale, punto di riferimento per almeno un paio di generazioni di lettori e di poeti, rimasta ingiustamente fuori commercio per troppo tempo. È un libro che ancora oggi cattura chi legge in un vortice magmatico di lingua, dove registri diversi si scontrano, si mescolano, si rincorrono in un continuo gioco di tensioni e variazioni sul tema. Lo spirito che percorre le pagine diventa un contenitore polifonico, capace di dare forma a una propria Babele del pensiero, caustica e istrionica, quasi un monito dal sapore infernale. Già allora Musa! confermava l'unicità della scrittura di Voce: vicina alla temperie del Gruppo 93, di cui l'autore fu tra i protagonisti, ma allo stesso tempo autonoma, difficile da catalogare, capace di un passo tutto suo.Uscito allora per i tipi di Mancosu Editore, corredato da una musicassetta audio che ne restituiva la dimensione sonora e performativa, Musa! anticipava già negli anni Novanta quella ricerca sulla parola detta, sul verso come materia vocale e ritmica, che avrebbe reso Lello Voce uno dei protagonisti italiani ed europei dello spoken word e, di lì a poco, l'artefice dell'introduzione in Italia del poetry slam. Una vocazione performativa che attraversa tutta la sua opera successiva e che rende questo ritorno in libreria tanto più prezioso: non un semplice recupero d'archivio, ma la restituzione di un laboratorio linguistico che ha continuato a lavorare, sottotraccia, per trent'anni.La nuova edizione riporta fedelmente l'introduzione alla prima uscita firmata da Romano Luperini e si arricchisce di un testo inedito: una lettera scritta da Franco Fortini per il giovanissimo autore campano, testimonianza ulteriore — se ce ne fosse bisogno — dell'importanza di un'opera che a distanza di tanti anni resta sorprendentemente attuale e continua a essere fonte di ispirazione per le generazioni di poeti venute dopo.Di questo libro e del percorso che lo ha portato, dopo tanti anni, a tornare tra le mani dei lettori, Lello Voce è ospite de Il Posto delle Parole, per raccontare la genesi di Musa!, il legame con il Gruppo 93 e con la stagione della neoavanguardia degli anni Novanta, l'incontro — anche editoriale — con le figure di Romano Luperini e Franco Fortini, e il senso di riproporre oggi, in un panorama poetico profondamente mutato, un testo capace di restare vivo e necessario. Musa!Lello VocePrefazione di Romano Luperini, postfazione di Franco FortiniCollana "Conseguito silenzio"Dal 2026 Marco Saya Edizioni fa parte del Gruppo PAP, diretto da Elena Mearini, insieme alla Piccola Accademia di Poesia di Milano. Lello Voce (Napoli, 1957) è poeta, scrittore e performer. Tra i fondatori del Gruppo 93 e della rivista "Baldus", vive e lavora a Treviso. È uno dei pionieri europei dello spoken word e della spoken music, e ha introdotto in Italia il poetry slam. Nel 2011, in occasione del Festival Internazionale di Poesia di Medellín, in Colombia, è stato tra i fondatori del World Poetry Movement, di cui fa tuttora parte il comitato esecutivo.Tra le sue raccolte di poesia: Singin' Napoli cantare (Ripostes, 1985), Musa! (Mancosu, 1992), I segni i suoni le cose (Manni, 1996), Farfalle da combattimento (Bompiani, 1999), Fast Blood (2003, Premio Delfini), Lai (D'If, 2007), L'esercizio della lingua. Poesie 1991-2008 (Le Lettere, 2008), Piccola cucina cannibale (SquiLibri, 2011, Premio Napoli 2012) e Il fiore inverso (Squilibri, 2016, Premio Nazionale Elio Pagliarani). Tra i romanzi, Eroina (Transeuropa, 1999), Cucarachas (DeriveApprodi, 2001) e Il Cristo elettrico (No Reply, 2006). Nel 2022 pubblica Razos (La nave di Teseo), vincitore dei premi Bologna in Lettere e Paolo Prestigiacomo.Ha collaborato con musicisti come Paolo Fresu, Frank Nemola e Antonello Salis, e i suoi testi sono stati tradotti in francese, inglese, spagnolo, catalano, tedesco, portoghese, giapponese e arabo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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La puntata di Non Stop News si apre a Trani, con il laboratorio “Lettere dalla spiaggia” promosso dalla Fondazione S.E.C.A.: seduti di fronte al mare, i partecipanti imparano o riscoprono l'uso delle storiche macchine per scrivere, a partire dalla celebre Olivetti Lettera 32, grazie anche al lavoro del Polo museale diocesano e del Museo della macchina per scrivere diretto da Graziano Urbano. Poi spazio agli esteri con Dario Fabbri e il nuovo numero di Domino, dedicato ai dieci anni dopo la Brexit e al rapporto complesso tra Regno Unito, Europa e identità britannica. Il blocco tecnologia è centrato sull'AI Act: dal 2 agosto sono entrati in vigore gli obblighi di trasparenza per chatbot, deepfake e contenuti sintetici, che devono essere chiaramente segnalati come generati o manipolati dall'intelligenza artificiale, con sanzioni fino al 3% del fatturato globale o 15 milioni di euro per chi non rispetta le regole. Roberto Cosentino ne spiega l'impatto su quello che vediamo e leggiamo online, mentre la rettrice Rita Cucchiara racconta le nuove linee guida dell'Università di Modena e Reggio Emilia, dove gli studenti potranno usare l'AI anche per esami e tesi, purché lo dichiarino e rispettino limiti chiari su dati sensibili e giudizio umano. A seguire, il ricordo di Don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, nel giorno dei funerali a Sant'Ambrogio a Milano, con Franco Taverna che ne ripercorre l'impegno con i ragazzi più fragili. In chiusura, spazio all'attualità con Claudio Cerasa de Il Foglio.
Per mesi era diventato il volto di una storia che aveva scosso non soltanto l'Altopiano dei Sette Comuni. Lettere anonime, minacce di morte, proiettili recapitati nella cassetta della posta, fino all'esplosione davanti casa. Adriano Cappellari, il cronista 20enne di Enego era diventato, suo malgrado, simbolo di una presunta campagna intimidatoria. Oggi, però, quello scenario viene completamente ribaltato da un'indagine della Procura di Vicenza.
In questo episodio del podcast dialogheremo con la Dottoressa Celestina Pezzola redattrice della rubrica Incroci.Dopo un breve accenno alla storia della Rubrica la Dottoressa Pezzola ci descriverà come è strutturata la rubrica. Si focalizzerà poi sull'intreccio di teoria e clinica nella pratica psicoanalitica e sull'importanza della parola in psicoanalisi.Celestina Pezzola è socio ordinario della S.P.I. e full member dell'I.P.A., é stata professore a contratto dell'insegnamento di Psicologia Dinamica presso la scuola di specializzazione in Psicologia dell'Università di Padova.Nel quadriennio 2012-2016 ha fatto parte del Comitato di lettura della Rivista di Psicoanalisi, nel quadriennio 2017-2021 ha fatto parte del Comitato rapporti con la stampa e per il quadriennio in corso è redattrice della rubrica Incroci.Vive e lavora a Venezia dove è anche socia dell'Ateneo Veneto di Lettere, Scienze ed Arti.
Leggiamo e commentiamo alcune lettere e memorie dal fronte italiano della Prima Guerra Mondiale. Testimonianze importanti per la memoria collettiva e per non dimenticare il passato, mantenendo sempre uno sguardo sul presente.Per l'approfondimento, fai un abbonamento:Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/italian-time-zone-l-italiano-con-la-storia--5159377/support.
Alec Ross, autore del libro, The Italian Dream, invita a recuperare all’Italia il gusto della visione per tornare a sognare.Ne parliamo con l’autore.Queste le altre citazioni e recensioni del programma:- Giuseppe de Alteriis, Non dormire e sogna, Bompiani- Alessandro Masi, L'opera perfetta, vita e morte di Masaccio, Neri Pozza- Adolfo Venturi, Piero della Francesca, Succedeoggi libri- Luigi Ballerini, Le anguille di Leonardo, Marsilio- Paul Saint Bris, L’alleggerimento delle vernici, Barta- John Berger, Yves Berger, Tocca a te, Lettere tra padre e figlio, Il Saggiatore- Claire Bishop, Attenzione disordinata, Come guardiamo l’arte e la performance oggi, Johan & Levi editoreIl Confettino, i consigli di lettura per i più piccoli di questa settimana, è:- Giuditta Campello, Estate - Una storia da 3 minuti per ogni giorno, EL edizioni.
Habemus podcast! CCXLII puntata di Anima Latina con il professor Roberto Fusco (Univ. Pont. Salesiana), che riflette sulle opportunità offerte dall'intelligenza artificiale agli studi umanistici e sul nuovo ruolo del docente nell'educare a un uso critico di questi strumenti, e don Davide Piras (Uff. Lett. Lat.), che commenta il celebre Intus est equus Troianus, mostrando come il "cavallo di Troia" sia ancora oggi una potente metafora dei pericoli nascosti, dall'antichità al linguaggio informatico. Ospiti: Don Davide Piras, scriptor dell'Ufficio Lettere Latine della Segreteria di Stato e docente di patristica dell'Arcidiocesi di Cagliari. Prof. Roberto Fusco, scriptor dell'Ufficio Lettere Latine, docente della Facoltà di Lettere cristiane e classiche del Pontificium Institutum Altioris Latinitatis dell'Università Pontificia Salesiana. Conducono Fabius Colagrande & Maria Milvia Morciano Puoi ascoltare tutti i podcast di Radio Vaticana - Vatican News cliccando qui: vaticannews.va/it/podcast.html
La cultura del Grigione italiano ha perso una delle sue voci più autorevoli. Si è spento a quasi 90 anni Massimo Lardi, scrittore, saggista, storico e docente nato a Le Prese in Valposchiavo nel 1936.Massimo Lardi ha dedicato l'intera esistenza allo studio e alla valorizzazione della storia, della lingua e dell'identità delle valli grigionesi italiane. Dopo il dottorato in Lettere, ha insegnato alla scuola secondaria di Poschiavo e alla Scuola magistrale cantonale di Coira. Per dieci anni ha diretto i Quaderni Grigioni Italiani, punto di riferimento per la cultura della Svizzera italiana.La sua produzione comprende romanzi storici, racconti, saggi, studi biografici, opere teatrali e traduzioni. Tra i titoli più noti: Dal Bernina al Naviglio (2002), Il barone De Bass (2009, tradotto anche in tedesco) e Don Francesco Rodolfo Mengozzi (2018). Nel 2017 il Cantone gli ha conferito il Premio grigionese per la letteratura.“È difficile fare più di quanto abbia fatto lui per difendere e promuovere la nostra lingua e cultura”, ricorda Franco Milani, presidente della Pro Grigioni Italiano, che annuncia un numero monografico dei Quaderni dedicato a Lardi nel 2026.Lo storico Andrea Paganini sottolinea: “La vera caratteristica di questo scrittore è il connubio tra letteratura e storia, la capacità di osservare la storia mondiale dal punto di vista locale della Valposchiavo”.Massimo Lardi lascia la moglie Vera e la famiglia. Il suo lascito culturale continuerà a illuminare le generazioni future.
Giulia Gambazzi"Troppi assassini per una cena"Newton Compton Editoriwww.newtoncompton.comSe amate Agatha Christie e Cluedo, questo è l'unico invito che vorrete ricevereUna cena con delitto esclusiva, nove partecipanti, un cadavere: tutti sono sospettatiTutti hanno un segreto, nessuno è innocenteEmilia Re, trentacinquenne milanese seguita da migliaia di fan per il suo canale YouTube dedicato al true crime, riceve un invito inatteso e irrifiutabile: una cena con delitto nella sontuosa villa ligure dalla celebre e controversa giallista Demetra De Novellis. Insieme a lei, un gruppo eterogeneo di sconosciuti: una coppia glamour, due anziane amiche ficcanaso, un fratello e una sorella gemelli molto riservati, un cameriere inesperto e Agnese, l'assistente personale della scrittrice, sull'orlo di una crisi di nervi. Quello che comincia come un gioco diventa presto qualcosa di ben più pericoloso: Demetra ha disseminato indizi criptici sul passato di ciascun commensale. La tensione cresce, complice un violento temporale, e, nel buio di un improvviso blackout, la padrona di casa viene assassinata. Tra lo sgomento generale, Agnese rivela un segreto sconvolgente: Demetra le aveva confessato che a quella tavola sedevano tutti assassini, eccetto due. La serata si trasforma così in un'indagine serrata e claustrofobica in cui ogni ospite ha qualcosa da nascondere e tutti sono sospettati.Giulia Gambazzi, appassionata di storie fin dall'infanzia, si è laureata in Lettere moderne con una tesi in storia del cinema, per poi proseguire la formazione presso l'Accademia Griffith di Roma e con il Master in Critica giornalistica dell'Accademia Silvio d'Amico. Ha collaborato con Badtaste.it e oggi coltiva la sua creatività con progetti per il cinema e la televisione, muovendosi tra fantasy e crime. Troppi assassini per una cena è il suo romanzo d'esordDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Alessandro Barban"Coscienza Conoscenza e informazione quantistica. Alla radice dell'essere"Gabrielli Editoriwww.gabriellieditori.itIl grande tema della Conoscenza e della Coscienza viene affrontato in un dialogo fecondo e convergente tra Scienza e SpiritualitàDopo il successo di “Resurrezione. Fisica quantistica, teologia e mistica a confronto”, torna la nuova proposta che vede come autori alcune tra le menti più brillanti e avanzate presenti in Italia. È convinzione degli autori che Coscienza, Conoscenza e Relazione costituiscono, insieme, i fondamenti di ogni autentico processo di esistenza e umanizzazione.In queste pagine il grande tema della Conoscenza e della Coscienza viene affrontato in un dialogo fecondo e convergente tra Scienza e Spiritualità. Alla luce dei diversi ambiti della scienza contemporanea – dalla fisica e informazione quantistica alle scienze della psiche e delle neuroscienze – e alla luce delle diverse tradizioni spirituali – bibliche, orientali, mistiche ed eco-teologiche – il testo affronta il tema della Conoscenza come processo universale, che attiene in qualche modo al “divino”, ovvero all'Uno, ma anche come percorso di crescita e maturazione di ogni essere umano in relazione al Tutto e agli altri.«La conoscenza è qualcosa di vivo, non di statico, qualcosa che non si può catturare in un istante perché cambia continuamente. La conoscenza non esiste di per sé: è necessario che ci sia un soggetto della conoscenza. Ne consegue che, per conoscere, è necessaria la coscienza: la coscienza, cioè, è la capacità di conoscere.» Federico Faggin«La conoscenza, la scienza e la coscienza non possono essere guardate in maniera disgiunta: non era così per gli antichi e non dovrebbe essere così neanche per noi. Il problema è duplice: la conoscenza della cosa e la conoscenza del sé, la scienza e la coscienza. Due problemi uno più gigantesco dell'altro.»Erica Francesca PoliFederico Faggin – fisico, inventore, imprenditore, autore di una nuova teoria scientifica sulla coscienza, a partire dalla fisica quantisticaNatura ed evoluzione della conoscenzaEnrico Facco – medico, professore di anestesiologia all'Università di PadovaLa coscienza, l'inconscio, e la teoria neurofenomenologica dei tre mondiErica Francesca Poli – medico psichiatra, psicoterapeutaPer insufficienza di prove: assolvere il Trascendente nella ConoscenzaDebora Rienzi – teologa, poetessa, scrittriceSapienza originaria. Ineffabilità dell'Uno, tra Bibbia e filosofia anticaAlessandro Barban – teologo, già priore generale dei camaldolesiLa coscienza dell'inter-essere. Tutto incredibilmente vero, straordinario e meravigliosoElizabeth E. Green – teologa eco-femminista, pastora battista (Postfazione)Coscienza e conoscenza nella relazione con la naturaAlessandro BarbanTeologo e monaco camaldoleseNato a Ferrara. Ha studiato all'Università di Bologna laureandosi alla Facoltà di Lettere e Filosofia in Storia contemporanea. È monaco camaldolese dal 1984. Conclusi i suoi studi teologici prima al Pontificio Ateneo di S. Anselmo e poi alla Pontifica Università Gregoriana in Roma, ha insegnato teologia sistematica al Pontificio Ateneo S. Anselmo. È stato Priore dell'Eremo di Fonte Avellana nelle Marche dal 1997 al 2011, quando è stato eletto Priore generale della Congregazione Camaldolese dell'Ordine di S. Benedetto. Ha concluso il suo servizio di Priore generale nel novembre 2023. Ha pubblicato La fede pregata (Paoline 1997) e ha curato, con J. Wong, Come acqua di sorgente (EDB 2005), Il Primato dell'amore (LaCittadella 2010). Ultime sue pubblicazioni: Etty Hillesum. Osare Dio, (Cittadella 2012); Il Vento soffia dove vuole (Rubbettino 2013); Le Vie della preghiera (Ave 2018). Tiene incontri e conferenze su diversi temi: biblici, teologici e di interesse culturale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Stefano Fava@piuscuolanellavita"La soffitta delle parole"Riscoprire i tesori nascosti (o dimenticati) della nostra lingua.Utet Libriwww.utetlibri.itSecondo la vulgata, i professori di italiano sono gli ultimi difensori della cultura, votati alla causa spesso ardua di distogliere i ragazzi dai social per convincerli della bellezza struggente di una terzina di Dante.Stefano Fava, che insegna in un liceo di Milano, ha deciso di rovesciare lo stereotipo: grazie anche a qualche dritta tecnica dei ragazzi, ha creato una pagina Instagram, dove usa le stories e i reel per portare appunto @piuscuolanellavita, aiutando i suoi follower a mettere in pausa gli impegni, alleggerire lo stress della vita adulta e tornare per qualche minuto di nuovo studenti, chini sui banchi di scuola. Ma i reel hanno un respiro breve per loro natura, e per le missioni più ambiziose serve ben altro: serve un libro.Qual è la missione? Salvare l'italiano, nientemeno, attaccato da tutte le parti: dal dilagare dell'inglese, dal linguaggio sciatto della tv, dalla pigrizia di noi parlanti, che ricicliamo sempre la stessa manciata di parole. Senza fare un noioso saggio di linguistica, Stefano Fava qui si appoggia di volta in volta a una parola scivolata via dall'uso comune, relegata nelle pieghe dei vocabolari o, per usare la metafora a lui cara, dimenticata in soffitta.Nel raccontare l'etimologia, l'uso letterario e quotidiano, e le mille strade in cui una parola finisce per perdersi, di fatto la rispolvera e la lucida, riportandola a brillare del suo antico, rinnovato splendore. La soffitta delle parole diventa così uno scrigno di gemme lessicali: da sofisma ad aporia, da protervia a indefesso, da acquiescenza a codesto, da blandizia a pugnace, da sibillino a misoneismo… E tra una parola e l'altra, il professor Fava affronta le questioni aperte del linguaggio e dell'apprendimento, alternando elogi della fatica, sfide all'intelligenza artificiale e inchieste sul modo in cui l'italiano è cambiato, e ancora cambierà. Ma invece di subire il cambiamento, o velocizzarlo, possiamo esserne parte attiva, salvando nel mentre dalla soffitta le parole più entusiasmanti.Stefano Fava è nato a Lucca ed è laureato in Lettere e Filosofia all'Università di Pisa. Ha vissuto per quindici anni nel Regno Unito, dove ha insegnato lingua e letteratura italiana e scrittura creativa in varie istituzioni inglesi tra cui la Essex University e il King's College di Londra. Nella capitale britannica ha anche fondato e diretto, dal 2001 al 2012, un'associazione per la diffusione della lingua e della cultura italiane denominata Affinitalia. Dal 2013 vive a Milano, dove insegna letteratura italiana e storia in un liceo della città e si dedica a varie attività culturali. Nel 2023 ha creato il progetto social @piuscuolanellavita, tramite il quale divulga su Instagram e TikTok contenuti storici, letterari e linguistici. Cura inoltre il podcast Che storia! e partecipa come relatore a convegni e conferenze in giro per l'Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Le lettere di Lucio Battisti alla mamma all'asta per 35 mila euro. Ci racconta tutto Daniele Di Ianni.
Denne gangen handler det om vin som har mindre alkohol. Kjell-Gabriel er fascinert av fenomenet lavalkohol, noe Tom gjerne forteller ham mer om. Hvordan vil de like en vin som har fått fjernet litt av alkoholen, tro? Castello & Speerli Rossolieve Rosso / kr. 249,- / Varenummer: 20141701 See omnystudio.com/listener for privacy information.
Siamo al carcere della Gorgona, dove abbiamo raccolto storie di rinascita e di reinserimento che raccontano il percorso di molti detenuti. Da qui partiamo per raccontare la vita di chi vive dietro le mura di un carcere. Tra celle che, in estate, ribollono di caldo e una quotidianità fatta di regole e attese, trovano spazio anche percorsi di riscatto e rinascite inaspettate.Gli ospiti di oggi:Lamberto Frescobaldi - Presidente di Unione Italiana ViniSara Pizzati - ArchitettoSamuele Ciambriello - Garante dei Detenuti della Regione Campania e Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali
Nuova puntata di Favole nel traffico in cui andiamo ad ascoltare e a leggere i messaggi degli ascoltatori e delle ascoltatrici del podcast!Ricordati di cliccare il tasto SEGUI e lasciare una recensione al podcast di 5 STELLE!WHATSAPP: 3534453010Ciao, alla prossima avventura!Maestro Lorenzo
Concetta Ricottilli"Il potente spettacolo continua"Les Flaneurs Edizioniwww.lesflaneursedizioni.itIn un istituto tecnico del litorale veneto, la professoressa Stella Mirari affronta ogni giorno una classe difficile, dove disciplina, fragilità e piccole ribellioni scandiscono il ritmo dell'anno scolastico. Tra quei ragazzi emerge Gianluca Biello, gigante buono con una passione smisurata per la moto, un talento ingenuo per la poesia e un'ombra che cresce silenziosa: un gonfiore al braccio a cui nessuno riesce a dare una spiegazione. Intorno a lui gravitano Matteo, in lotta con la sua notte oscura, e gli altri studenti della 4C, ognuno custode di un proprio modo di sfidare il mondo. Mentre Stella tenta di costruire un ponte con i suoi ragazzi e di trovare il coraggio del proprio ruolo, la vita procede con improvvise impennate: amicizia, paura, coraggio, errori, cadute. Quando la malattia di Gianluca si rivela per ciò che è, tutto cambia. Il potente spettacolo continua è un romanzo corale di scuola e di vita, dove il quotidiano diventa luogo di resistenza, crescita e amore autentico.Ispirato a una storia vera.Concetta Ricottilli (Roma, 1978) è insegnante di Lettere, specializzata in disturbi dell'apprendimento e in normativa scolastica. Sposata e madre di due figli, vive a Chioggia. Con la casa editrice Il Poligrafo ha pubblicato il saggio storico La Marina Militare attraverso l'8 settembre 1943. Il senso dell'onore tra dimensione storica e dimensione retorica (2007). Dal 2004 il suo impegno è diretto, ininterrottamente e con passione, al mondo della scuola.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Adelio Fusé"Souvenirs in continuum"Poesie 2003 - 2023Prefazione di Andrea RompianesiPostfazione di René CoronaBook Editorewww.bookeditore.itI souvenirs del titolo erano inizialmente previsti al singolare, con allusione ironica – vale la pena notare che a souvenir fonicamente ben si accompagna sourire – all'oggetto-ricordo che si porta in regalo da un viaggio e, di riflesso, a questa autoantologia, surrogato di un percorso idealmente destinato alle poche lettrici e ai pochi lettori su cui la poesia può fare affidamento. Quanto all'autore, l'occasione gli consente di dichiarare il proprio les jeux sont faits, almeno in riferimento a ciò che fin qui si è lasciato alle spalle ma con la prospettiva di aprire nuovi ‘giochi'.Lo slittamento dal singolare al plurale sposta l'accento sulle singole tappe (i souvenirs) che hanno preceduto la sintesi (l'antologia-souvenir), rendendola possibile. Tappe ‘mobili', in movimento costante, come quelle di un viaggio, appunto, costituite da sette libri (Il boomerang non torna, Orizzonti della clessidra distesa, Canti dello specchio bifronte, L'obliqua scacchiera, La veglia del sonnambulo, Tempo ventriloquo, Mosaico del viandante). Tappe, inoltre, in comunicazione tra loro, che via via, procedendo, si passano il testimone sino a formare due cicli – “Quadrilogia degli oggetti anomali”, “Trilogia dell'erranza” – sconfinanti l'uno nell'altro. Il continuum è la forma di confluenza che ne deriva.Nel loro succedersi le poesie del settetto costituiscono un teatro-mosaico di situazioni variabili e in progressione, dove l'esterno (l'alterità, i luoghi come fucine di storie) conta innegabilmente più dell'interno (il famigerato io o il ‘chiuso' di un rifugio). Di spostamento in spostamento ci si trova soprattutto en plein air – aree urbane e periferiche, monti e pianure, spiagge vuote e isole –, dentro un'esperienza in divenire che dal presente guarda al futuro riattualizzando il passato e che interseca verosimile e inverosimile, realtà e sogno. L'io è centrifugo, un personaggio tra i personaggi. Anzi, vero attore protagonista è il tu, imprescindibile figura di dialogo.Si è cominciato con un boomerang che non torna e prolunga il lancio, e si è giunti al mosaico di un viandante a cui mancherà sempre un tassello per potersi completare. L'erranza-continuum era già nell'avvio. Adelio Fusé (1958) è autore di saggi su Sade, Kafka, Sartre, Handke, Eno (Materiali Sonori-Auditorium, 1999) e dei romanzi North Rocks (Campanotto, 2001), L'astrazione non è la mia passione principale (Manni, 2018), Le direzioni dell'attesa (Manni, 2020), Di chi sono queste insonnie (Manni, 2025, candidato al premio “Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante”). I suoi libri di poesia, tutti pubblicati da Book Editore, hanno ottenuto riconoscimenti a diversi premi (“Lorenzo Montano”, “Camaiore-Francesco Belluomini”, “Bologna in Lettere”). Collabora con artisti, fotografi, musicisti e scrive per varie riviste.www.adeliofuse.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Secondo episodio del MATEdì. Si parla dell'origine dei numeri, di come sono cambiati nel tempo e di come alcuni numeri siano di fatto delle lettere.Per chi volesse info sul libro “L'atomo sfuggente” questo è il link al sito della casa editrice: https://www.mondadori.it/libri/latomo-sfuggente-alan-zamboni/Il romanzo è disponibile in tutte le librerie e gli store onlinePer sostenerci: https://associazioneatelier.it/Per sostenere il progetto dedicato alla scienza a Parigi:https://associazioneatelier.it/in10cities/Per contatti: associazioneatelier@gmail.comPer donare ad Atelier APS (iscritta al RUNTS - terzo settore) il 5 per mille: CF = 98181440177Sound design: Matteo D'Alessandro (https://www.matteodalessandro.com)
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Riccardo Moratto"Lettere d'amore di una dea" Xue MoBiblion Edizioniwww.biblionedizioni.itPrima uscita nella collana “Asiatica Biblion” di Biblion Edizioni: Lettere d'amore di una dea, di Xue Mo, traduzione e cura di Riccardo Moratto.Tra le vette dell'Himalaya e le distese silenziose dell'Oriente, la voce di una dea si leva per raccontare l'essenza stessa dell'amore e della spiritualità. Radicato nella cultura buddhista nepalese e nutrito dalle correnti filosofiche indiane e cinesi, questo testo straordinario ci conduce in una dimensione dove il mito si fa carne e la preghiera diventa poesia. In queste pagine, Xue Mo – una delle voci più profonde e originali della letteratura contemporanea – ci sfida a guardare oltre il velo delle apparenze, esplorando con coraggio i temi del sacrificio, della devozione e dell'impermanenza, intrecciando la saggezza millenaria del buddhismo con i battiti di un cuore umano e creando un ponte tra il sacro e l'effimero. Lettere d'amore di una dea non è solo un libro: è un'esperienza sensoriale. È il profumo dei fiori di prugno nella neve, il suono di un liuto antico che geme al vento, il riflesso di una luna calante che illumina il cammino verso la consapevolezza. Quest'opera ci invita a smarrirci nel mistero per ritrovare noi stessi, ricordandoci che anche nel mondo più fragile, l'amore è l'unica verità capace di restare. Un'opera coraggiosa che “risuona come il canto di una cetra nella notte”, destinata a chiunque cerchi nel libro non solo una storia, ma un rifugio per l'anima.Xue Mo 雪漠 (nom de plume di Chen Kaihong, nato nel 1963) è una delle voci più originali della letteratura cinese contemporanea e vice presidente dell'Associazione degli Scrittori della provincia del Gansu. I suoi romanzi indagano la convivenza di luce e oscurità nella natura umana e non esitano a confrontarsi con violenza e disperazione, ma conservano sempre uno spazio per la redenzione e la trasformazione. Anche nei recessi più oscuri dell'anima rimane un filo di coscienza e un barlume di umanità, che conducono il lettore verso il risveglio. Questa tensione tra luce e ombra testimonia la profonda comprensione della natura umana da parte di Xue Mo e la sua convinzione nel potenziale di crescita personale e trasformazione interiore.Riccardo Moratto è uno studioso di fama internazionale e rinomato sinologo, Distinguished Professor (特聘教授) presso la School of Foreign Languages della Tongji University e Vice Direttore del Research Center for Chinese Discourse and Global Communication (国家语委研究型基地中国对外话语体系研究中心副主任), nonché già Professore Ordinario presso il Graduate Institute of Interpretation and Translation della Shanghai International Studies University. Nel 2025 gli è stato conferito il premio “Amico della Letteratura Cinese” dall'Associazione degli Scrittori Cinesi. È l'unico membro italiano dell'Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza (AIIC) con il cinese, l'inglese e l'italiano come lingue di lavoro. È inoltre Chartered Linguist e Fellow del Chartered Institute of Linguists (FCIL), membro del Comitato Esecutivo della World Interpreter and Translator Training Association (WITTA) e Executive Editor della rivista internazionale peer-reviewed Journal of Translation and Communication.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Dario Biagi"Ho nel cuore acido citrico effervescente"Vita, successi e pene segrete di Emanuele PirellaPendragon Editorewww.pendragon.itQuesta biografia racconta le molte vite di Emanuele Pirella (1940-2010): pubblicitario geniale, giornalista satirico, critico televisivo, ma anche scrittore mancato e intellettuale inquieto. Dalla celebre campagna Jesus Jeans del 1973, che rivoluzionò la comunicazione italiana, ai raffinati ritratti di costume firmati con Tullio Pericoli per «linus», «Corriere della sera», «L'Espresso» e «Repubblica», Pirella attraversa quarant'anni di cultura e società italiane. Basato su un ampio corpus di materiali inediti – diari, racconti, progetti e poesie –, il libro ricompone il profilo di un uomo diviso tra successo e nostalgia, tra la pubblicità come mestiere e la letteratura come vocazione. Ne emerge la figura di un “intellettuale del dopoguerra” rimasto nell'ombra, un autore romantico e tormentato che avrebbe voluto essere più un erede di Flaiano che il guru della pubblicità.Dario Biagi è stato inviato e caporedattore in varie testate e ha lavorato a lungo alla Rai di Milano. È il biografo di Giuseppe Berto, Gian Carlo Fusco, Erich Linder, Piero Manzoni, Franco Valobra, Adelina Tattilo e del pittore Cagnaccio di San Pietro, di cui ha curato una retrospettiva a Ca' Pesaro (Venezia) nel 2015. Ha pubblicato, tra l'altro, il memoir Figurine italiane. Ritratti e storie tra un millennio e l'altro (Avagliano, 2022), curato la raccolta di scritti giornalistici di Gian Carlo Fusco Arpa e cannone. La pagina più scintillante del mensile «Successo» (1959-1963) (Aragno, 2023) e scoperto un carteggio inedito e cinque novelle mai censite di Anna Maria Ortese, testi ora pubblicati con la sua curatela in due distinte edizioni: Ama ciò che ti tortura. Lettere a Helle (1938-1974) (De Piante, 2024) e Novelle ritrovate (Argolibri, 2025). Per Pendragon è uscito nel 2026 Ho nel cuore acido citrico effervescente. Vita, successi e pene segrete di Emanuele Pirella.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Du vil endre noe, men møter motstand.Hvorfor skjer det?I denne episoden deler Anniken og Anniken Binz tre mentale verktøy som gjør endring lettere å gjennomføre i praksis. De snakker om hvordan språket du bruker om deg selv påvirker motivasjon, hvordan visualisering kan gjøre målet mer tilgjengelig, og hvorfor gode følelser kan hjelpe hjernen med å få til det du vil.Du får også små, konkrete måter å teste dette på i hverdagen. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
As a way of connecting with his ailing father, international bestselling author and prominent journalist Aldo Cazzullo picks up the Bible and rediscovers an illuminating book that "speaks of us," and whose legacy of storytelling formed our modern world. In the internet age, our sense of historical perspective is often eclipsed by a breathless flood of information and the constant news feed. THE GOD OF OUR FATHERS: The Great Stories of the Bible by Aldo Cazzullo helps readers reestablish their connection with the past by bridging ancient history and the present, helping reframe our modern world. Stories addressing themes like refuge, conflict, and justice are directly applicable to current crises and provide a framework for navigating life's challenges including forgiveness, parenting and career decisions.Until a few generations ago, people of the Western world believed they lived under the watchful eye of God. His existence was as certain as the rising sun, and quoting passages and verse from the Bible was common. But that familiarity with the Bible is no longer a mainstay of the contemporary world. This book invites readers of all kinds to engage with the Bible as a living document that continues to pose fundamental questions about existence. It is an invitation to see these stories not as historical relics, but as a vital part of our ongoing cultural dialogue, Framed by a deeply personal narrative where Aldo Cazzullo revisits the sacred text by his dying father's bedside. As an author, Aldo Cazzullo has made a career of bridging the past and the present, helping reframe our modern world He has been reporting on major Italian and international events for thirty-five years for major newspapers including Corriere della Sera, where he serves as deputy editor and head of the Lettere page. He has published thirty books which have sold one and a half million copies, and hosts a show on Italian television, now in its secondBecome a supporter of this podcast: https://www.spreaker.com/podcast/arroe-collins-unplugged-totally-uncut--994165/support.
As a way of connecting with his ailing father, international bestselling author and prominent journalist Aldo Cazzullo picks up the Bible and rediscovers an illuminating book that "speaks of us," and whose legacy of storytelling formed our modern world. In the internet age, our sense of historical perspective is often eclipsed by a breathless flood of information and the constant news feed. THE GOD OF OUR FATHERS: The Great Stories of the Bible by Aldo Cazzullo helps readers reestablish their connection with the past by bridging ancient history and the present, helping reframe our modern world. Stories addressing themes like refuge, conflict, and justice are directly applicable to current crises and provide a framework for navigating life's challenges including forgiveness, parenting and career decisions.Until a few generations ago, people of the Western world believed they lived under the watchful eye of God. His existence was as certain as the rising sun, and quoting passages and verse from the Bible was common. But that familiarity with the Bible is no longer a mainstay of the contemporary world. This book invites readers of all kinds to engage with the Bible as a living document that continues to pose fundamental questions about existence. It is an invitation to see these stories not as historical relics, but as a vital part of our ongoing cultural dialogue, Framed by a deeply personal narrative where Aldo Cazzullo revisits the sacred text by his dying father's bedside. As an author, Aldo Cazzullo has made a career of bridging the past and the present, helping reframe our modern world He has been reporting on major Italian and international events for thirty-five years for major newspapers including Corriere della Sera, where he serves as deputy editor and head of the Lettere page. He has published thirty books which have sold one and a half million copies, and hosts a show on Italian television, now in its secondBecome a supporter of this podcast: https://www.spreaker.com/podcast/arroe-collins-like-it-s-live--4113802/support.
Giovanna Potenza"Malefiche"Storia della caccia alle streghe in ItaliaPonte alle Graziewww.ponteallegrazie.itLa storia, le tante storie delle "streghe" italiane. Un viaggio critico appassionante e documentato. Il quadro di un'epoca che sottomise e uccise le donne che osavano non obbedire.Il quadro di un'epoca che sottomise e uccise le donne che osavano non obbedire Tra il Trecento e il Settecento, l'Europa fu attraversata, a ondate, dai fuochi dei roghi a cui erano condannate le streghe. L'Italia, pur con tratti suoi peculiari, non fece eccezione: nelle vallate alpine, nei borghi del Nord, nei margini rurali della penisola, antichi saperi femminili divennero una colpa. Guarire, conoscere le erbe, assistere alle nascite, interpretare i segni della natura: ciò che per secoli era stato necessario alla sopravvivenza delle comunità si trasformò in minaccia all'ordine costituito. Questo libro attraversa quattro secoli di caccia alle streghe nel nostro paese, dimostrando come l'accusa di stregoneria sia stata uno strumento di controllo sociale, politico e simbolico. Un'accusa usata per disciplinare i corpi, silenziare il dissenso, contenere l'autonomia femminile e riaffermare un ordine patriarcale fondato sulla paura e l'obbedienza. Dai primi processi medievali alle ultime fiamme del Settecento, Malefiche presenta al lettore una messe di informazioni, frutto di un lavoro di ricerca minuzioso su fonti d'archivio, atti inquisitoriali e testi demonologici, riuscendo a estrarre da quelle carte le storie vivissime di donne perseguitate. Storie di violenza, certo, ma anche di resistenza a un potere che sempre tenta di controllare e punire ciò che non riesce a governare.Giovanna PotenzaLaureata con lode in Lingue e in Lettere moderne, ha conseguito il dottorato in Scienze filosofiche. Le sue aree di ricerca includono la Bioetica anglosassone e animalista, ma anche la storia rinascimentale e vittoriana, oggetto sinora di più di cinquanta articoli divulgativi online. Vincitrice di molti premi letterari, l'autrice ha scritto numerosi saggi specialistici e il volume Bioetica di inizio vita in Gran Bretagna, Edizioni Accademiche Italiane, 2018. È socia della Società delle Storiche italiane.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giorgio Vivalda"La terra promossa"Tanti modi di vedere i paesaggi di Langhe, Roero e MonferratoNeos Edizioniwww.neosedizioni.it La terra “promessa” da un paesaggio promosso. Dove promozione significa futuro.Le colline, i colori della campagna, i lunghi filari, l'odore del tartufo. I paesaggi del vino, architetture senza architetti. E poi, ancora, i siti storici, i castelli, i borghi e le cascine, i musei e i reperti archeologici di un mare che si è ritirato, lasciando solo il fruttuoso scorrere dei fiumi. Queste caratteristiche rendono Langhe, Roero e Monferrato siti unici, meritevoli di essere considerati un patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.Tuttavia – e qui l'avversativo è significativo –, senza la costante riflessione, il dialogo e il confronto fra esperti della zona, il paesaggio rischia di modificarsi inseguendo egoismi, visioni parziali o a breve termine.L'intento promozionale di Giorgio Vivalda interseca la cultura del luogo e, attraverso la coralità delle sue interviste, promuove una visione a lungo raggio, paragonabile a quella dell'occhio del turista che, fra quelle colline e quei boschi, disperde lo sguardo verso l'infinito. Questo non sarebbe possibile senza le opinioni consapevoli di chi quel territorio lo imprime di cultura viva ogni giorno e il cui contributo forgia fatti e parole miliari su cui fondare la promessa di un futuro prospero per Langhe, Roero, Monferrato. Dal Monferrato, più dolce, più toscano, al Roero, primordiale con le sue rocche, dove il tempo si ferma, e dove trovi le conchiglie e i denti del pescecane, dalla Langa più moderna, con la ricchezza del vino, alla Langa letteraria, quella di Nuto Revelli, di Fenoglio, di Davide Lajolo. Con testimonianze di: Walter Accigliaro, Roberto Cerrato, Guido Chiesa, Sergio Conti, Tino Cornaglia, Alessandra Fassio, Davide Giordano, Vincenzo Gerbi, Valter Giuliano, Luca Mercalli, Bruno Murialdo, Donatella Murtas, Gianni Oliva, Enrico Rivella, Valerio Rosa, Bartolomeo Salomone, Mario Sandri, Giovanni Tesio.Foto di Bruno Murialdo. Giorgio Vivalda è nato a Torino nel 1950, ha frequentato il Liceo classico all'Istituto Salesiano Valsalice e si è laureato in Lettere presso l'Università di Torino, con una tesi in geografia sul turismo montano. Negli anni Settanta è stato redattore di guide e cataloghi presso la Giulio Bolaffi Editore e programmista regista presso la sede RAI di Torino, con rubrica turistica al “Gazzettino del Piemonte” (radio) e, successivamente, regista di vari documentari turistici per la TV RAI 3 regionali e dal 1978 è iscritto all'ordine dei giornalisti. Fondatore, presidente e amministratore della casa editrice Vivalda Editori dal 1981, è stato direttore responsabile della collana “Guide di Alp” e della testata “Alp” dal 2010 al 2013. Fondatore e amministratore della PUBBLIVIVA, casa di produzione video con realizzazione di un centinaio di documentari per RAI Uno, RAI Tre, Enti pubblici e società private, di cui circa la metà curatore della regia. Tra questi la più importante è stata la serie di tredici puntate Le Alpi di Messner per RAI Uno. Chiusa la casa editrice nel 2013, ha coronato la sua carriera giornalistica con l'incarico di direttore delle relazioni pubbliche del gruppo FININC.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Eccoci qua! Bentornati a Life in the Garden. In questo episodio ho avuto il grande piacere di intervistare Costanza Mondani, architetto di giardini con specializzazione in giardini terapeutici e consulente feng shui per il benessere abitativo. Costanza ci racconta di come abbia deciso di intraprendere il mestiere di architetto di giardini e poi del suo lavoro di progettazione e realizzazione di Spazi Verdi Terapeutici con Andrea Mati, che da anni si dedica a questo tipo di creazioni.In particolare abbiamo parlato di due Spazi Verdi Terapeutici per Alzheimer uno a San Sepolcro e uno a Cesena e di uno per autismo presso un monastero a Vittorio Veneto.Non vi anticipo altro, ma vi lascio all'ascolto di questa bella chiacchierata!I libri consigliati da Costanza sono:"Salvarsi con il verde" di Andrea Mati, edito da Giunti"Lettere d'amore alla Madre Terra" di Thich Nhat Hanh"La vita segreta delle piante" di Peter Tompkins e Christopher Bird, edito da Il Saggiatore.Se volete supportare Life in the Garden potete condividere l'episodio sui social e lasciare cinque stelle di valutazione al podcast su Spotify. Per commenti e suggerimenti scrivetemi su instagram a @enricodella23 !Buon ascolto!Credits: Music from #Uppbeat (free for Creators!):https://uppbeat.io/t/brock-hewitt-stories-in-sound/seasonsLicense code: YZPGVVH6UGBAI3ATMusic from #Uppbeat (free for Creators!):https://uppbeat.io/t/brock-hewitt-stories-in-sound/a-new-dayLicense code: ZQANLKALRUGW2ZSI
Alberto Mingardi"Guerra e propaganda"Piccolo manuale di controinformazioneVilfredo ParetoEdizioni Settecoloriwww.settecolori.itSiamo nel 1918. Vilfredo Pareto osserva il conflitto che sta devastando l'Europa dalla sua casa di Céligny, sul lago di Ginevra. Ha settant'anni ed è stato testimone di tutte le speranze e di tutte le delusioni del suo tempo. Legge le cronache dei giornali italiani e francesi, esamina i dispacci dei governi, annota le dichiarazioni di ministri e capi politici. A beneficio di Mirrina e Timoteo, due dei suoi gatti d'Angora e suoi unici «lettori», comincia a tenere un diario. È il diario di un disilluso. Il sociologo trova, negli eventi e nella rappresentazione che ne danno i politici, la conferma della tesi centrale della sua Sociologia: la politica è il regno dell'irrazionale. Ma la guerra è anche un'orgia di retorica, nella quale futuri vincitori e futuri vinti si gettano con l'entusiasmo più forsennato. Se sul campo di battaglia la logica della forza almeno ha il pregio della chiarezza, le parole del conflitto sono tutte fuori posto: ogni bussola è persa, non c'è più spazio per altro che la propaganda. Scritto in francese, tradotto in italiano più di mezzo secolo fa e da allora mai più ristampato, questo diario è una testimonianza in presa diretta non solo della prima grande guerra moderna, ma anche della prima guerra della propaganda moderna. Il lettore vi troverà non poche assonanze con cose lette e sentite in altri conflitti, e in tempi a noi più vicini.Vilfredo Pareto (1848-1923) è considerato uno dei più noti esponenti della sociologia italiana. Di formazione iniziale ingegnere, nel 1892 iniziò a insegnare Economia politica all'Università di Losanna e nel 1912 comincia a occuparsi di sociologia. Tra le sue opere più celebri: Il mito virtuista e la letteratura immorale (1910); il Trattato di sociologia generale (1916-1919); Lettere a Maffeo Pantaleoni (Voll. I, II, III, 1890-1923).Alberto Mingardi è professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all'Università Iulm di Milano e dirige l'Istituto Bruno Leoni. Ha curato edizioni critiche di Richard Cobden, Elie Kedourie, Vilfredo Pareto e Herbert Spencer. Per il Mulino ha pubblicato Capitalismo (2023) e Libertà contro libertà (con E. Felice, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Carlo Ossola"Il fuoco nella pietra"La tradizione mistica modernaEdizioni Vita e Pensierowww.vitaepensiero.it«Interrogare il linguaggio dei mistici è una responsabilità delicata: dal momento che essi dichiarano di essere ‘inabitati' dalla Parola, accedere al loro dire non è un semplice esercizio di ermeneutica all'interno di generi letterari, di retoriche». Così inizia questo volume, che raccoglie e ricapitola gli studi di un cinquantennio sulla parola mistica moderna, condotti dal filologo e critico letterario Carlo Ossola. La mistica si presenta come un «dire senza soggetto», dove lo svolgimento si esaurisce per lasciare posto a un arreso smarrimento, secondo la lezione di Michel de Certeau. Carlo Ossola percorre quel dire e quel venir meno con delicato riserbo, all'ascolto di aspirazioni che si raccolgono nel solo respiro: il lascito silente dell'esicasmo; quell'esile traccia nel ritrarsi di ogni figura, di ogni prova. È l'esitante anelare al divino, un lambire per esserne assorbiti, nell'attesa – colma d'esilio – di una «fine senza fine».Carlo Ossola (Torino 1946) è filologo e critico letterario. È professore emerito al Collège de France, socio dell'Accademia dei Lincei e presidente dell'Istituto della Enciclopedia Italiana. Condirige le riviste «Lettere italiane» e «Rivista di Storia e Letteratura Religiosa». I suoi saggi, in cui la ricerca filologica è sapientemente intrecciata alla storia delle idee, si rivolgono alla cultura rinascimentale come ad autori contemporanei quali Ungaretti e Calvino, dedicandosi anche all'analisi dello spazio letterario e delle figure che lo popolano. Il ministero dei Beni Culturali lo ha nominato presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri nel 202Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Paola Zannoner"La sfida"Gallucci Editorewww.galluccieditore.comPaolo ha 13 anni e un grande talento per il disegno. Quel manga con protagonista l'Uomo Aquila l'ha disegnato lui, ma non avrebbe mai pensato che la sua passione potesse diventare bersaglio delle prese in giro dei compagni. Un gruppo di ragazzi che emula uno youtuber sta infatti pubblicando sui social sfide sempre più pericolose, e ben presto la cattiveria e le offese colpiscono anche Paolo. Stretto nella morsa delle minacce e dei ricatti, il ragazzo accetta una sfida estrema per dimostrare a tutti quanto vale. Ma le sue amiche intuiscono la gravità della situazione ed escogitano un piano per salvarlo.Non ha più scelta, non c'è più tempo. Un'ombra si sta materializzando alle sue spalle, forse è il Demone pronto ad avvinghiarlo per farlo precipitare, in caduta libera, fino a sfracellarsi nel fiume nero che serpeggia laggiù, rombante ma invisibile come l'Inferno.Paola Zannoner, scrittrice e formatrice, vive a Firenze dove si è laureata in Lettere. È stata bibliotecaria, critica letteraria, consulente editoriale e da oltre 25 anni pubblica libri per ragazzi, tradotti in molte lingue. Ha ricevuto i più importanti premi letterari italiani, tra i quali il Premio Strega Ragazzi e Ragazze nel 2018. Con Gallucci ha già pubblicato un racconto nella raccolta Le farfalle nello stomaco.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Rita Svandrlik"Scrivere per esistere"Vita e opere di Ingeborg BachmannCarocci Editorewww.carocci.itFornendo un nuovo sguardo d'insieme, completo e aggiornato, sulla vita e sulle opere della scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann (1926-1973), il volume invita alla lettura dei suoi testi, molti dei quali composti durante i vari periodi di soggiorno in Italia, a Ischia, a Napoli e soprattutto a Roma. Ampiamente tradotta in italiano, oggi Bachmann sta riscuotendo l'attenzione di nuove generazioni, dopo l'appassionata ricezione degli anni Ottanta e Novanta da parte della cultura femminista. Intellettuale cosmopolita ed europea, viene considerata ormai un'autrice classica del Novecento, con una produzione che dalle prime raccolte liriche di grande risonanza arriva, attraverso radiodrammi, saggi e due libretti d'opera, alla straordinaria prosa narrativa. Anche i momenti di crisi personale non le hanno impedito di dedicarsi completamente alla scrittura, accettando la sfida rappresentata dal linguaggio corrotto delle opinioni e delle frasi fatte, per allargare l'orizzonte del dicibile e del possibile: chi scrive può infatti «rappresentare l'epoca sua e presentare qualcosa per cui il tempo non è ancora venuto». Memoria del passato e meticolosa analisi dei meccanismi del potere creano nei suoi testi «un regno aperto al futuro di cui non conosciamo i confini».Rita SvandrlikHa insegnato Letteratura tedesca all'Università di Firenze. Si è occupata di costruzioni mitiche del femminile, di letteratura austriaca (Grillparzer, Stifter, Musil) e di varie autrici, tra cui Jelinek, Wolf, Haushofer. Con Carocci editore ha pubblicato, tra l'altro, la monografia Ingeborg Bachmann: i sentieri della scrittura. Poesie, prose, radiodrammi (1^ rist. 2024); ha curato il volume Das dreißigste Jahr (2020) dell'Edizione di Salisburgo delle “Opere e Lettere” di Bachmann.Ingeborg Bachmann, nota anche come Ruth Keller, è stata una poetessa, scrittrice e giornalista austriaca.È grazie alla poesia che Bachmann inizia a scrivere. Alla parola Bachmann chiede di essere “libera, chiara, bella”, alla parola si affida per essere salvata. Per la scrittrice la poesia, come del resto la letteratura, deve perseguire il vero, usare il linguaggio in modo responsabileDi Ingeborg Bachmann (1926-1973) Adelphi ha pubblicato Malina (1973), Tre sentieri per il lago (1980), II trentesimo anno (1985), Il caso Franza - Requiem per Fanny Goldmann (1988), Il buon Dio di Manhattan - Un negozio di sogni - Le cicale (1991), Il dicibile e l'indicibile (1998) e Il libro Franza (2009). Diario di guerra è apparso postumo in Germania nel 2010 e viene pubblicato da Adelphi nel 2011.Ingeborg Bachmann muore nel 1973, nel reparto grandi ustionati dell'ospedale romano Sant'Eugenio, dopo ventidue giorni di agonia. Le circostanze della sua morte rimangono a tutt'oggi misteriose, impenetrabili.«Se siamo veri, lo siamo di notte, appena stiamo completamente soli.» - Non conosco mondo migliore, Ingeborg BachmannDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Sanya Kantarovsky talks to Ben Luke about his influences—from writers to musicians, and, of course, other artists—and the cultural experiences that have shaped his life and work. Kantarovsky was born in Moscow in 1982 and emigrated to to Providence, Rhode Island, when he was ten years old. He lives and works in New York City today. His paintings present scenarios that are at once arresting and alluring. Notionally figurative, they reflect an elastic notion of how the body might be represented through paint, as figures appear in unlikely juxtaposition with other bodies and beings—even morphing into plant or animal forms—and occupy landscapes and spaces that are always infused with atmosphere and often potent with threat. Sanya regularly uses the term ostranenija, a word in his native Russia that means “making strange”, as a guiding principle. Encountering his art, one is aware of one's own role in continuing that process: how, after slow-looking, they only grow in complexity. And that richness absorbs many moods and registers, from brutality and solemnity to absurdity and out-and-out humour. He discusses the profound effect of his early access to the Pushkin Museum in Moscow, and particularly Picasso's painting Girl on Ball (1905). He reflects on the influence of a huge breadth of historic painters, including Francisco de Goya, Giorgio de Chirico and Philip Guston, discusses his respect for a number of contemporary artists including Trisha Donnelly and Charline von Heyl, and talks about the significance of a number of figures from other disciplines on his work, from the poet Anna Akhmatova and the choreographer Tatsumi Hijikata to the filmmaker Andrei Tarkovksy. Plus, he gives insight into his life in the studio and answers our usual questions, including the ultimate: what is art for?Sanya Kantarovsky: Basic Failure, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Palazzo Loredan, Venice, 6 May–22 November Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Flora Giuliana D'Errico"La gabbia"Bompiani Editorewww.bompiani.itRoma, 2017. Elettra è una donna insicura, segnata dalla morte del fratello Oreste avvenuta quando lei era ancora bambina. La sua vita è stretta tra le sbarre di gabbie invisibili: l'ostinato silenzio dei suoi genitori, il peso del suo corpo troppo florido, e l'ideologia ereditata dal padre, che lei non ha scelto ma che le consente di lavorare in un ambiente, quello neofascista romano, i cui esponenti hanno raggiunto posizioni amministrative e politiche di prestigio. E proprio attraverso il piccolo giornale in cui lavora, Elettra entra in contatto con Claudio Bonanni detto il Conte, ex picchiatore nero negli anni Settanta, divenuto una carismatica e potentissima eminenza grigia: con lui inizia una storia d'amore travolgente, che la fa fiorire ma al tempo stesso la sconvolge. Roma, 1977. Oreste è un liceale che si avvicina agli ambienti dell'estrema destra con tutta la purezza della gioventù. Mentre la tensione politica aumenta, però, si innamora di Daniela, militante di sinistra, e apre gli occhi su quello che per lui conta davvero. Oreste e Daniela hanno tutta la vita davanti, ma sono giovani e innamorati nel momento sbagliato... Sullo sfondo di una Roma tragica – quella degli anni di piombo ma anche quella recente del sovranismo che ritorna –, Flora Giuliano D'Errico ci racconta il bene e il male attraverso gli occhi di una protagonista dolente, che non a caso porta il nome di un'eroina antica. E scrive un romanzo nel quale risuonano gli echi di un passato con il quale i conti sono ancora aperti, ma che al tempo stesso celebra il coraggio di chi, anche al prezzo più alto, vuole cercare giustizia, spezzare ogni gabbia, vivere la libertà. “Può immaginarli insieme, Oreste e Daniela. Sono talmente giovani da darle una fitta al cuore. Tutti, persino Claudio, erano troppo giovani. Ragazzini andati nel mondo come adulti. Ha ammirato quella generazione, l'ha creduta per tanto tempo migliore della propria. Ma oggi sa che nessuna lo è. Ognuna paga il prezzo di quella precedente.”Flora Giuliano D'ErricoNata e cresciuta a picco sul mare di Napoli, si è poi trasferita a Roma, dove vive da molti anni. Ė laureata in Lettere e insegna nel liceo. La gabbia ha ricevuto la menzione speciale al Premio Calvino 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Adele Costanzo"Luna di carne"Gabriele GalloniChi Più Ne Art Edizioniwww.chipiuneartedizioni.euLa presente raccolta, costituita in buona parte da testi finora inediti, vuole essere una testimonianza del precocissimo, audace e straordinario talento di Gabriele narratore.Perché cercare e immaginare l'opera sua in un futuro che non c'è, quando c'è un passato in cui ha scritto tanto, tantissimo, senza scendere mai da un livello per altri inimmaginabile?Roberto RennaGabriele Galloni (Roma, 1995-2020), frequenta l'Istituto Cine TV R.Rossellini e dopo il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere moderne. Pubblica su siti letterari testi narrativi, drammaturgici e poetici e nel 2015 l'atto unico Superfici è inserito da ChiPiùNeArt Edizioni nell'antologia teatrale Artigogolo 2015. Le raccolte poetiche Slittamenti (Augh 2017), In che luce cadranno (RPlibri 2018), Creatura breve (Ensemble 2018), L'estate del mondo (Marco Saya Edizioni 2019) e le liriche de La luna sulle case popolari (ChiPiùNeArt 2021) sono confluite nel volume Sulla riva dei corpi e delle anime (Crocetti 2023). Ricordiamo inoltre la raccolta postuma Bestiario dei giorni di festa (Ensemble 2021). Per la narrativa ha pubblicato Sonno giapponese (racconti, Italic Pequod 2019). Ha curato la rubrica Cronache dalla fine. Dodici interviste con malati terminali per la rivista Pangea (2018). Ha vinto numerosi premi letterari ed è stato tradotto in diverse lingue.Adele Costanzo è nata in Calabria, ma vive a Roma. Laureata in Filosofia, sposata, due figli, insegna presso l'Istituto Cine TV Rossellini e si dedica alla scrittura da alcuni anni. Ha pubblicato la raccolta di racconti L'isola di Paris, 2009 e il romanzo Cronache della città capovolta, 2011, con cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Di entrambe le opere, pubblicate con il marchio PerroneLab, ha poi rilevato i diritti e alcuni racconti sono attualmente distribuiti in ebook. Il Grand Tour è risultato secondo al Premio al Premio Kultural ed è stato successivamente segnalato al Premio Calvino 2014.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giacomo D'Ambrosio"Il ladro di chimere"Edizioni Ensemblewww.edizioniensemble.it«È Paolo il filo conduttore in tutta l'ossatura del romanzo Il ladro di chimere di Giacomo D'Ambrosio, coprotagonisti sono Sara e il personaggio della psicanalista. Scrittura scorrevole, originale, a volte surreale, ricca di riferimenti e citazioni (come le sceneggiature di Quentin Tarantino o di Jean-Luc Godard), di autori famosi che Giacomo, nonostante la sua giovane età, ben conosce e che ha letto, visti e ascoltati. Poeti, cantautori raffinati, filosofi come Baudelaire o Battiato, Ligabue o Bukowski, Rousseau, Schopenhauer o Platone che gli danno fiducia. Così come i luoghi narrati, reali o onirici, vissuti o immaginati. Da Parigi a New York, da Buenos Aires a Helsinki a Roma, la distanza è breve. Questa storia è una sorta di diario terapeutico che diventa romanzo, a volte ironico e dissacrante nei confronti del disagio psicologico giovanile, dell'amore e dei tradimenti, delle situazioni reali del mondo di oggi. Dunque, Il ladro di chimere, per com'è strutturato, potrebbe diventare sicuramente un film. Detto ciò sono colpito soprattutto dal suo lirismo. Un lirismo non abusato e senza rischi di farsi bruciare le ali come Icaro. Ammiro anche la sua immaginazione felliniana. Un romanzo affascinante, oserei dire, felice da parte mia per l'esordio letterario di questo giovane autore».Guillaume ChpaltineGiacomo D'Ambrosio (Priverno, 1996) è laureato in Lettere presso l'Università di Roma Tor Vergata. S'interessa di cinema e di teatro, oltre che di critica e di geopolitica. Il ladro di chimere è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Enrico GirardiDirettore Artistico del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto"Ricordando Michelangelo Zurletti"Michelangelo Zurletti, nato a Saluzzo, dopo aver conseguito la laurea in lettere presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" si diplomò in pianoforte presso il Conservatorio Luisa D'Annunzio di Pescara.Successivamente iniziò l'attività di critico musicale collaborando, nel tempo, con il quotidiano La Repubblica e il mensile Amadeus tra gli altri.Insegnò storia della musica in diversi conservatori italiani tra cui quelli di Perugia, Pesaro e Roma, e critica musicale all'Università degli Studi di Macerata.Svolse più volte la funzione di direttore artistico in diverse istituzioni musicali, in particolare alla Sagra Malatestiana di Rimini, al Teatro Vittorio Emanuele di Messina e al Teatro lirico sperimentale di Spoleto.Scrisse diversi saggi, di cui uno sul compositore Alfredo Catalani per l'editore EDT di Torino, La direzione d'orchestra, grandi direttori di ieri e di oggi per Ricordi, e diverse altre monografie su compositori contemporanei quali Luigi Dallapiccola, Luigi Nono e Goffredo Petrassi.È morto nella notte del 30 marzo 2026, all'età di 89 anni.Michelangelo Zurletti, figura centrale nella storia recente del Teatro lirico sperimentale "A. Belli" di Spoleto. Per anni è stato alla guida dello Sperimentale contribuendo in modo decisivo alla sua identità artistica, alla crescita dei giovani cantanti e al rinnovamento del repertorio. ‘'Michelangelo è stato un uomo retto, colto, elegante e appassionato. E con le sue idee ha dato forma alla nostra istituzione- così il direttore artistico Enrico Girardi- Personalmente perdo anche un collega e un amico, con cui ho avuto l'onore per lungo tempo di condividere idee, iniziative, progetti". “La scomparsa di Michelangelo Zurletti rappresenta una perdita profonda per la città di Spoleto e per il mondo della cultura musicale” le parole del sindaco di Spoleto, Andrea Sisti.Enrico Girardi (Milano, 1964) è un musicologo, critico musicale e direttore artistico italiano. Si è laureato con lode in Lettere moderne (tesi sul teatro musicale di Giacomo Manzoni) e ha conseguito il dottorato di ricerca in musicologia all'Università Cattolica di Milano, dove è docente di Storia della musica e discipline musicologiche (sedi di Milano e Brescia) dal 2000. Dal 2001 è critico musicale del Corriere della Sera (dopo aver collaborato con altre testate, Rai Radio3 e il canale Classica, per cui ha realizzato ritratti di oltre trenta compositori italiani). Ha pubblicato numerosi saggi sulla musica moderna e contemporanea (Feltrinelli, Rizzoli, Marsilio, ecc.) e ha curato volumi di Barenboim e Chailly. Nel gennaio 2021 è stato nominato condirettore artistico del Teatro Lirico Sperimentale “Adriano Belli” di Spoleto e ne è attualmente il Direttore Artistico. Ha fatto parte di giurie di importanti concorsi internazionali (tra cui il “Belli” di Spoleto, Paganini, Busoni) e collabora regolarmente con le maggiori istituzioni liriche e sinfoniche italiane ed europee come autore di testi e conferenziere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Massimo Carloni"Osservazioni sullo stile"Marcel ProustNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.it«Lo stile non è affatto un ornamento come credono taluni, non è nemmeno una questione di tecnica, è – come il colore nei pittori – una qualità della visione, la rivelazione dell'universo peculiare che ognuno di noi vede, e che gli altri non vedono. Il piacere che ci dona un artista, è quello di farci conoscere un universo in più». Marcel ProustMarcel Proust (1871-1922) esordì su alcune riviste legate al movimento simbolista. Nel 1896 uscì I piaceri e i giorni (Les plaisirs et le jours), raccolta di sofisticate prose d'occasione. Fra il 1896 e il 1904 lavorò a un romanzo che costituisce il primo abbozzo della sua opera maggiore e che fu pubblicato postumo con il titolo Jean Santeuil. Nel 1906, in seguito alla morte del padre e della madre, si trasferì in un appartamento di Boulevard Haussmann, dove scrisse Alla ricerca del tempo perduto (A la recherche du temps perdu, 1913-1927), monumentale ciclo di sette romanzi al quale lavorò sino agli ultimi giorni di vita. Proust fu anche autore di una serie di scritti dedicati a scrittori e artisti dai quali emerge uno straordinario talento critico. Tra essi si ricordano: Imitazioni e miscellanee (1919), Cronache (postume, 1927) e Contro Sainte-Beuve (postumo, 1954).Massimo Carloni ha curato per i tipi di Aragno: Antoine Rivarol, Annali della Rivoluzione francese; Baudelaire-Sainte-Beuve, Voi avete preso l'Inferno. Lettere e scritti 1844-1869; Paul Valéry, In morte di una civiltà. Saggi quasi politici; Marcel Proust, Il visitatore della sera. Lettere a Paul Morand e a Madame Soutzo; Marcel Proust - Robert de Montesquiou, Il profumo imperituro del tempo. Lettere e scritti (1893-1921).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Hvorfor er det så svært at sige nej – selv når du kan mærke, at du burde?I denne episode dykker vi ned i, hvorfor grænser ikke bare handler om kommunikation eller mod, men om noget langt mere grundlæggende i os. For når du overvejer at sige nej, er det ikke kun en tanke – det er en kropslig reaktion.Din hjerne forsøger nemlig at beskytte dig. Mod konflikt. Mod afvisning. Mod at miste din plads i fællesskabet.Vi taler om:Hvorfor et nej kan føles farligtHvordan vores adfærd er tillært gennem relationer og erfaringerHvorfor indsigt ikke er nok til at ændre detHvordan det egentlige arbejde handler om at kunne være i det ubehag, der opstårDu får også konkrete måder at begynde at sætte grænser på.Rigtig god lyttelyst
Le difficoltà di Trump tra gradimento ai minimi in patria e il rifiuto di Witkoff da parte di Teheran al tavolo delle trattative, con probabile subentro di Vance con Mario Del Pero, professore di Storia internazionale a Sciences Po, esperto di politica americana. Classifica mondiale delle università: La Sapienza prima in Lettere classiche e Storia antica. Sentiamo la Rettrice Antonella Polimeni. Terremoto nella maggioranza: si dimettono Delmastro e Bartolozzi, e la premier Meloni chiede pubblicamente anche a Santanché di fare un passo indietro. L'analisi di Flavia Perina, giornalista e scrittrice, editorialista de La Stampa.
Lisa Bentini"Cose che nessuno vede"Edizioni Kalòswww.edizionikalos.comDue assenze, lontane nel tempo ma unite dallo stesso battito: quella del cane Beverly e quella della Bambina, morta nell'estate del 1969, mentre l'uomo metteva piede sulla Luna. Attraverso un doppio binario narrativo, il libro intreccia la memoria personale e quella familiare, l'amore incondizionato per un animale e il mistero di un dolore sempre sussurrato, quasi taciuto. La voce dell'autrice si muove tra passato e presente, tra le fotografie sbiadite di famiglia e i gesti di una quotidianità perduta, cercando un linguaggio per verbalizzare la mancanza e per accogliere ciò che resta quando tutto svanisce. Con una simbologia unica, sospesa tra il mondo reale e quello ignoto, Lisa Bentini restituisce al lettore un romanzo di memoria e affetti, intimo e luminoso, che parla di assenza e tenerezza, ma soprattutto della forza silenziosa con cui la vita, nonostante tutto, continua a trovare spazio tra le crepe del tempo.Lisa Bentini si è laureata in Letteratura Contemporanea a Bologna. Docente di Lettere dal 2006 è intervenuta in seminari e pubblicazioni su romanzo, poesia e teatro. Scrive inoltre sulle pagine culturali del Manifesto e su riviste online di letteratura. Questo è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giorgio Macor"Le donne camminavano a Kabul"Neos Edizioniwww.neosedizioni.itUn intenso romanzo corale che, attraverso le storie dei membri di una famiglia, disegna un affresco di trent'anni di storia afgana.Javed e Stefano si conobbero nei primi anni Novanta a Peshawar, in Pakistan, dove entrambi avevano lavorato per programmi di assistenza ai profughi fuggiti dal vicino Afghanistan in preda alla guerra civile. Stefano si occupava di un progetto sanitario, Javed era un agronomo.Una famiglia benestante e numerosa quella di Javed, che in una Kabul afflitta da guerre e attentati, e dallo scontro tra rinnovamento e tradizionalismo, cerca di fare fronte ai cambiamenti politici e religiosi che si susseguono dalla ritirata dei sovietici fino a quella degli americani.Nel 2021 con la vittoria dei talebani, la famiglia sarà obbligata a fare una scelta definitiva e drammatica per mantenere l'unità, la solidarietà e la dignità, affermando il proprio diritto di esistere.Nel racconto di Giorgio Macor, che come nei libri precedenti intreccia esistenze private e vicende storiche, emerge la figura della scintillante e coraggiosa Jamila, prima fra le giovani a poter studiare medicina a Delhi, per poi assumere l'incarico di vicedirettrice di un ambulatorio nel quartiere hazara di Kabul. Aiutando donne e bambini e accettando rischi e rinunce, Jamila lotterà per la sua sopravvivenza e per dare un senso al suo futuro. Le tensioni e i conflitti che travagliano l'Afghanistan metteranno a dura prova sia lei, sia i suoi famigliari e amici, fino alle pagine finali che raccontano la precipitosa fuga dall'aeroporto della capitale.Alcuni fatti del romanzo prendono spunto da situazioni, avvenimenti e personaggi reali. L'ambulatorio medico del quartiere hazara di Kabul è esistito davvero, ha visitato più di 500.000 pazienti, è stato chiuso dopo l'arrivo dei talebani nel 2021 e tutto il personale, in prevalenza donne, è stato condannato dal nuovo potere e costretto a fuggire e a cercare rifugio politico in Europa. La onlus che ha fornito per anni assistenza economica e che ha sostenuto il personale nella sua ricerca di asilo è International Help e ha sede a Torino. Giorgio Macor è nato nel 1948 a Torino, dove risiede. Laureato in medicina, dopo aver svolto l'attività di medico ospedaliero, si è dedicato alla cooperazione internazionale in campo sanitario. Ha vissuto a lungo in Thailandia, Etiopia, Pakistan, Tibet, Libano e ha girato per lavoro Africa, Medio Oriente e nel Sud-Est asiatico. Con Neos edizioni ha pubblicato i romanzi “Lettere da Yerevan” (2017), l'epopea di una famiglia armena nella Yerevan sovietica e “Come un volo di passeri erranti” (2020), le vicende di un gruppo di cooperatori internazionali in territori segnati dai conflitti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Cosa succede quando ricevi una diagnosi di ADHD a 42 anni?E cosa resta della tua identità quando per tutta la vita sei stata “la più intelligente”?Con Elena Panciera parliamo di diagnosi tardiva, plusdotazione, burnout e lutto.Parliamo di linguaggio accessibile, Universal Design e di un mondo progettato per pochi corpi e pochi cervelli.È una conversazione densa, senza retorica, che intreccia esperienza personale e riflessione politica.Elena è consulente di comunicazione e formatrice in linguaggio accessibile. Dopo una laurea in Lettere moderne e un dottorato in Storia della lingua italiana, oggi aiuta aziende, freelance ed enti del terzo settore a comunicare in modo consapevole e rispettoso. Il suo obiettivo è cambiare il mondo, una parola alla volta.Se vuoi approfondire i temi emersi nella puntata, Elena ha preparato una bibliografia con libri e risorse.La trovi qui: https://docs.google.com/document/d/1Y7RWFens017pDKJmDOgxSk-WJ90yxJb24xxZnyFYoEc/edit?usp=sharing
Delivered on October 8, 2025 at the Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere in Milan, Italy as part of their Leonardo da Vinci lecture series.