Podcast ufficiale del blog Racconti di Storia https://raccontidistoria.blogspot.com/ e del canale YouTube Dentro La Storia https://www.youtube.com/c/Dentrolastoria racconti di storia, il podcast ideale per esplorare gli eventi, i personaggi e le idee che hanno plasmato il mondo moderno. Insieme esploreremo i momenti cruciali della storia moderna, dalle rivoluzioni industriali e tecnologiche, alle guerre e alle rivolte sociali e politiche. Vi porteremo a conoscere fatti, personaggi ed eventi che hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia. Attraverso documentari, interviste ed approfondimenti, esploreremo la storia sotto una nuova luce, cercando di capire come il passato abbia influenzato il presente ed il futuro. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/racconti-di-storia-podcast--5561307/support.
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Gli ultimi giorni di Mussolini e del fascismo vengono vissuti in una Lombardia in fiamme. L'avanzata alleata, i contatti dei tedeschi coi partigiani per una ritirata priva di scontri, l'estremo tentativo del cardinale Schuster e di Marcello Petacci si rivelano tutti infruttuosi. Mussolini decide di scappare verso Nord ma senza un'idea chiara: Pavolini gli propone un indifendibile ridotto in Valtellina, Graziani lo invita a tornare a Milano, la via per la Svizzera è sbarrata e l'ultima via di fuga è rappresentata da una colonna nazista che vuole attraversare lo Stelvio in direzione Merano. Ed è a bordo del camion numero 34 che durante un controllo a Dongo l'ex dittatore viene riconosciuto e arrestato. Le sue ultime 24 ore saranno drammatiche.

Primavera 1944. Mentre in tutta Europa infuria il conflitto, a Salerno avviene qualcosa di impensabile: il ritorno in Italia di Palmiro Togliatti dall'esilio in URSS produce una svolta epocale nella politica del PCI. I comunisti italiani accettano di anemizzare la linea rivoluzionaria e di mettere da parte le critiche feroci alla monarchia in nome dell'interesse nazionale: nasce un governo di unità tra tutti i partiti, che riconoscono la necessità di combattere assieme il nazifascismo per poi ricostruire assieme l'Italia. In quel momento vengono poste le basi del ritorno della democrazia, del referendum istituzionale del 2-3 giugno 1946, della nascita della Repubblica e della Costituzione.

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it Da anni nel dibattito storico italiano si inserisce una domanda capziosa: dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 fu lotta di Liberazione o guerra civile? In questo video analizziamo i dettagli e il concetto stesso di guerra civile, dall'antichità a oggi, per poi passare alla disamina dei fatti storici. Che smentiscono i teorici di un confronto fratricida legittimo tra italiani e confermano l'insussistenza delle loro tesi. L'inconsistenza della RSI, la sua nascita come Stato fantoccio della Germania, l'assenza di un confronto diretto tra forze armate regolari delle due componenti, l'impossibilità da parte della RSI di controllare il territorio nominalmente a lei sottoposto fa comprendere come fu sì guerra, ma di Liberazione.

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it Ospite di riguardo dei tedeschi in riva al Lago di Garda più che autentico Capo di Stato, Benito Mussolini trascorre l'ultimo anno della sua vita dibattendosi tra l'amicizia nei confronti di Hitler, il senso di sudditanza nei confronti del dittatore germanico, il tentativo di modellare la RSI secondo principi corporativistici e la montante consapevolezza della sconfitta imminente. Tra il congresso di Verona in cui tenta di rianimare il fascismo in senso repubblicano e il discorso al Teatro Lirico di Milano del 16 dicembre 1944, il duce appare sempre più in difficoltà e sempre meno padrone della propria creatura politica, come se fosse consapevole della fine che lo aspetta.

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it Dal 1948 al 1954 lungo le autostrade tedesche e austriache, in direzione Italia, si muovono diversi camion con carichi umani. Alla guida di uno di questi camion c'è Alois Schmaldienst, un autotrasportatore dal cognome beffardo. Il "servizio ristretto" cui fa riferimento il cognome è quello svolto per l'ODESSA da uno dei massimi ricercati dalla Giustizia: quel camionista è infatti Alois Brunner, ex braccio destro di Eichmann. Fuggito in Egitto e poi in Siria, Brunner metterà al servizio di Assad il suo talento come torturatore scampando per ben due volte alle lettere bomba del Mossad ed evitando l'estradizione richiesta sia dalla Germania Est che dalla Francia.

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it All'inizio degli anni '70 a Buenos Aires girava una greve battuta: "Se sei nella lista nera di José Lopéz Rega, sei un uomo morto". Potentissimo ministro del Benessere Sociale, confidente intimo di Isabelita Peron, fondatore e capo della Tripla A (una rete di squadroni della morte della destra peronista), Lopéz Rega era soprannominato "el Brujo" (lo stregone) per la sua maniacale ossessione per l'astrologia, l'esoterismo, la numerologia. Iscritto alla P2 di Licio Gelli, la sua fuga prima della caduta di Isabelita ha lasciato tracce nell'Europa di fine anni '70 e inizio anni '80, tramite conti svizzeri pieni di fondi neri e rapporti proibiti con i neofranchisti spagnoli e i transfughi dell'Aginter Press, contribuendo ad alimentare la leggenda nera dell'alchimista del terrorismo.

Per molti italiani, la vita pubblica di Licio Gelli inizia nel marzo del 1981 quando le perquisizioni della Guardia di Finanza scoperchiano il vaso della P2. Ma chi era davvero Gelli prima di diventare il burattinaio più celebre nella storia della Repubblica? L'infanzia turbolenta a Pistoia, l'espulsione da scuola, l'avventura da legionario in Spagna (dove muore il fratello maggiore), il ritorno da eroe e il perdono del regime, l'ingresso nel GUF, gli incarichi bellici, il doppio gioco con i partigiani, il controverso episodio delle Ville Sbertoli, l'amnistia Togliatti, il lavoro da portaborse per l'onorevole DC Romolo Diecidue, l'incarico alla Permaflex, l'incontro con Giulio Andreotti e Giordano Gamberini: tutto ciò rappresenta il lungo prologo della vita dell'uomo più temuto, custode di mille misteri.

Il referendum sulla giustizia del 2026 riporta al centro del dibattito uno dei temi più delicati della vita politica italiana. Cosa cambia davvero con questo voto? Analizziamo storia, contenuti e possibili conseguenze di una consultazione destinata a far discutere.

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it Pippo Calò, Flavio Carboni, Silvano Vittor, Ernesto Diotallevi, Manuela Kleinszig, Francesco Di Carlo, Vincenzo Casillo, Sergio Vaccari: è un affresco di nomi quello sciorinato nelle aule di giustizia da metà anni '90 in poi ogni volta in cui il caso Calvi è stato riaperto. Dalle dichiarazioni del pentito di Cosa Nostra Francesco Marino Mannoia, un nuovo filone d'inchiesta è stato inaugurato portando ad altre indagini, altri processi. Ma mai una condanna definitiva. Il Banchiere di Dio, l'uomo del crack Ambrosiano è stato ucciso e non si è suicidato. Mancano solo due tasselli per completare il puzzle, mandante ed esecutore materiale. E, volendo, manca l'ultimo interrogativo: perché dopo quasi 44 anni non si riesce a fare piena luce su uno dei delitti eccellenti della Prima Repubblica?

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it Arrestati, giudicati colpevoli di spionaggio nucleare, giustiziati sulla sedia elettrica. Il caso dei coniugi Rosenberg scosse l'opinione pubblica americana ed europea a inizio anni '50. Nel pieno della caccia alle streghe, del maccartismo e del Red Scare, le accuse mosse nei confronti di questi due cittadini statunitensi emersero come un segnale deciso da parte dell'America di voler punire chi lavorava per l'URSS. Le rivelazioni del fratello di Ethel, David Greenglass, l'apertura degli archivi ex sovietici e la desecretazione dei cablo del Progetto VENONA hanno chiarito nel tempo la questione, riducendo le accuse a carico di Julius e stabilendo la piena innocenza della moglie. Ma se davvero era così, perché i due coniugi furono consegnati al boia?

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it Celebrata al cinema con due film di grande successo, diventata una sorta di brand commerciale, identificata con personaggi e attori, la US Naval Weapons Fighter School è entrata nel mito quarant'anni fa. Oltre quel che viene raccontato nelle pellicole c'è di più: niente eroismi né egoismi ma lavoro di squadra, analisi, debriefing e metodo per costruire e mantenere una reale superiorità tattica sugli avversari. Nel 57° anniversario della sua fondazione, Dentro La Storia omaggia con un video molto particolare la "Top Gun".

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it La classica missione impossibile. Affrontare un nemico ben addestrato, ottimamente organizzato, determinato a vincere ad ogni costo e dotato di risorse belliche moderne potendo contare su navi vecchie o inadeguate o danneggiate, su equipaggi di diversa nazionalità non abituati ad agire di concerto e non addestrati alle reciproche abitudini tattiche. Questo è quanto chiede a fine febbraio del 1942 l'American-British-Dutch-Australian Command a Karel Doorman, ammiraglio olandese a capo della Striking Force interalleata: la sua missione (suicida), sollecitata dal governo reale dei Paesi Bassi, è intercettare la forza da sbarco dell'Impero nipponico per preservare le preziose risorse indonesiane. L'esito del confronto fornirà una tragica risposta alla tattica alleata.

Origini nebulose, moglie bellissime e carismatiche, politiche sociali quasi terzomondiste, culto della personalità, capacità oratoria notevole, creatore di un movimento politico mai visto prima e sopravvissutogli seppur in frange contrapposte e in guerra tra loro. Tutto questo era Juan Domingo Peron, il caudillo sociale dell'Argentina. La sua ascesa verso il potere, il fascino esercitato su di lui dal totalitarismo europeo, il seguito popolare dei "descamisados", l'influenza prima di Evita e poi di Isabelita furono la sua fortuna. Ma quale giudizio e quale eredità ha lasciato Peron? Proviamo a capirne di più con questo video

Dio, Patria, Famiglia". Il trinomio tanto caro al fascismo è divenuto nel tempo un vero mantra. Ma di quale Dio si parla? Di quello cristiano, meglio se cattolico, ripensando ai Patti Lateranensi del 1929? Non solo: il 17 marzo 1937, durante una visita istituzionale in Libia, Benito Mussolini riceve dalle mani di un capo berbero la cosiddetta spada dell'Islam con la qualifica di "protettore dell'Islam". Quel gesto, ampiamente ripreso dalla propaganda di regime, fa parte di una strategia adottata dal regime per ingraziarsi le popolazioni musulmane delle colonie nell'ambito di una strategia comunicativa a lungo dimenticata ma sfruttata per anni dalla dittatura.

Il 17 febbraio 1992 è una data spartiacque. Quel giorno il presidente del Pio Albergo Trivulzio, il socialista Mario Chiesa, viene arrestato in flagranza di reato mentre riceve una tangente da un piccolo imprenditore. Il fatto di cronaca risulta dirompente perché dalle indagini condotte nasce un pool di magistrati chiamato a indagare sulle interconnessioni finanziarie nella politica, scoperchiando il vaso di Pandora e provocando un terremoto epocale. Nulla sarà più come prima: la società, la politica, persino il senso civico cambieranno radicalmente. Nacque una nuova Italia, disillusa, aggressiva, teoricamente diversa ma nella realtà specchio fedele di un passato mai elaborato veramente. Nacque tutto da un fenomeno destinato a passare alla storia col nome Tangentopoli.

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it La guerra italo-turca, la Grande Guerra, il conflitto civile in Spagna, la Seconda Guerra Mondiale: quanti conflitti ha vissuto il regio incrociatore "San Giorgio"? Protagonista diretto o indiretto di quasi mezzo secolo di storia, la vita operativa dell'ultima nave appartenente a una tipologia superata passa attravero eventi bellici e fattori umani. Come il suo ultimo comandante, il capitano di fregata Stefano Pugliese, e gli uomini al suo comando. Sino all'estremo sacrificio, alla maledizione, all'oblio, alla gelida tomba nelle acque del Mediterraneo molti anni dopo la fine della guerra.

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it In occasione della ricorrenza civile del Giorno del Ricordo, Dentro La Storia approfondisce ancora una volta l'annosa questione del confine orientale. E lo fa attorno a quelle tragedie a lungo sottaciute, dai campi di concentramento fascisti per i civili jugoslavi sino alla strage di Vergarolla del 18 agosto 1946, concludendo con l'uccisione del generale inglese Robert de Winton il 10 febbraio 1947. Ripercorrendo le sofferenze di quelle terre e degli innocenti vogliamo stimolare un dibattito necessario per la piena ed efficace comprensione di un fenomeno storico ancora oggi sfruttato per dividere e non per rielaborare e imparare.

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it Un titolo ingombrante, una famiglia in vista, un ruolo di contorno difficilmente evitabile. Ma anche le feste, l'abuso di alcolici, le frequentazioni sbagliate, i tanti amanti, un marito infedele. Nella vita della principessa Margareth, sorella minore di Elisabetta II del Regno Unito, si scorge la sofferenza di una donna cui per troppo tempo è stata negata libertà di esprimere la propria volontà. Tra i vari pettegolezzi sulla sua vita privata resta un dubbio legato a un attore violento, John Bindon, e alla rapina del secolo in Baker Street che ha lasciato dietro di sé un dossier destinato a restare segreto per ancora parecchi anni.

Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it Sadici, assassini, massacratori in divisa, anche avvocati. Nella complessa macchina nazista dello sterminio c'era esigenza anche di burocrati efficienti: Richard Glücks, ispettore per i campi di concentramento, era fra questi. Ex ufficiale di artiglieria, Glücks era entrato nel NSDAP nel 1930 e nelle SS due anni dopo facendo una brillante carriera. Incaricato di coordinare i lager, dal 1942 aveva assunto il ruolo di definire i parametri dello sfruttamento economico dei prigionieri, considerati alla stregua di schiavi da utilizzare in ogni modo, dalla loro cattura sino a dopo la morte. E a proposito di morte, ancora oggi aleggia una fitta patina di mistero sulle circostanze dell'effettiva scomparsa di Glücks, tra ipotesi di suicidio, voci incontrollate di uccisione per vendetta e una suggestiva pista letteraria verso il Sudamerica…

Domenica 30 gennaio 1972, Derry, Irlanda del Nord. Una marcia pacifica organizzata dal movimento nonviolento per i diritti civili al fine di protestare contro la misura dell'internamento senza processo dei civili viene massacrata dai paracadutisti inglesi. La motivazione iniziale sono le sassaiole di alcuni giovani cattolici contro i parà ma ben presto i soldati britannici usano la forza letale ammazzando senza pietà 14 persone tra cui moltissimi minorenni. La Domenica di Sangue diviene un simbolo dei Troubles, una leva per l'arruolamento nell'IRA, uno scandalo per l'opinione pubblica mondiale e lo spunto per una celebre canzone degli U2 che chiederanno una sola cosa: mai più violenza settaria.

L'Olocausto non fu un atto di follia improvvisa, ma un genocidio pianificato nei minimi dettagli. In questo video analizziamo, senza retorica, come nacque e funzionò la macchina dello sterminio nazista, dal 27 gennaio 1945 fino alle responsabilità storiche che ancora ci interrogano oggi. Conoscere per capire. Capire per non ripetere In occasione della Giornata della Memoria abbiamo pensato a un video diverso dal solito. Non una monografia o una biografia ma un approccio critico, responsabile, ragionato e ovviamente storico della follia genocida. I piani nazisti dell'Olocausto non furono improvvisati né frutto di una improvvisa, irrazionale follia: furono invece ben congeniati, organizzati, rivisti nei metodi, nei luoghi, nelle persone chiave a vari livelli. Tutto ciò lo si è scoperto a partire dal 27 gennaio 1945, il giorno in cui gli ultimi sopravvissuti di Auschwitz videro arrivare i fucilieri sovietici appena 24 ore dopo la fuga delle ultime SS. Oggi conoscere la storia dello sterminio nazista è fondamentale per maturare quella coscienza critica e umana che possa portare i popoli a rifiutare le bugie di chi vuol ripetere, con altri metodi e ad altre latitudini, i medesimi programmi criminali.

La sera del 10 dicembre 1969 negli uffici del costruttore Girolamo Moncada a Palermo, in viale Lazio 108, entrano alcuni uomini che vestono la divisa della Guardia di Finanza. Quella che sembra una irruzione delle Fiamme Gialle alla ricerca di documenti relativi ad appalti edilizi si trasforma in pochi secondi in una carneficina: il gruppo, coordinato all'esterno da Totò Riina, è un commando killer di Cosa Nostra che ha la missione di uccidere il boss dell'Acquasanta, Michele Cavataio, accusato di essere il responsabile della prima guerra di mafia. La storia del "Cobra" Cavataio, la sua ascesa, la sua sfida alla Cupola è ripercorsa in questo video che culmina proprio nella strage che costa la vita al boss ribelle e che segna l'ascesa di Binnu u' Tratturi, al secolo Bernardo Provenzano.

Per quasi sessant'anni al bancone di una farmacia tedesca si trovava un personaggio simpatico, umile, gracile, immerso nel suo camice bianco. Solo l'insegna forniva un indizio sulla sua reale identità: dietro il nome di "Tiger Apotheke" ("Farmacia Tigre") c'era l'asso dei Panzer. Otto Carius, questo il suo nome, era diventato una sorta di leggenda per la Germania nazista. Comandante di carri armati e poi di cacciacarri pesanti, aveva distrutto almeno un centinaio di mezzi avversari assurgendo al rango di autentico mito nel mondo dei carristi. Eppure Carius ha rappresentato un modello diverso: le sue memorie, "Tiger im Schlamm", sono un viaggio d'introspezione nella guerra più brutale, quella scevra da ogni romanticismo e fatta di gelo, fatica, fame, fango, paura, tutti elementi che rivelano il carattere di un essere umano.

16 gennaio 1969, ore 14:25. In Piazza San Venceslao, a Praga, una anonima figura posa a terra una borsa di cuoio, svuota addosso a sé due taniche di benzina e si dà fuoco per poi correre verso il centro della piazza, verso il grande monumento. Soccorso da un tramviere e da altri passanti che, inorriditi dallo spettacolo, spengono il fuoco, la torcia umana si rivela essere Jan Palach, ventenne studente universitario che ha deciso di farsi ascoltare dal mondo dopo che nell'estate precedente i carri armati del Patto di Varsavia avevano soffocato la voce della Cecoslovacchia e dalla Primavera di Praga. "Non sono un suicida", ripete ai suoi soccorritori. Jan è un ragazzo che chiede soltanto una cosa: la libertà di espressione e di scelta per il suo Paese.

Dal 1938 al 1945 nella Manciuria occupata i giapponesi condussero esperimenti proibiti. All'interno di una struttura nei sobborghi della città di Harbin l'esercito imperiale nipponico affidò una missione segreta al tenente generale Shiro Ishii e ai suoi sottoposti: studiare e realizzare le peggiori armi chimiche e batteriologiche mai viste prima. L'Unità 731, questo il nome in codice del reparto, si rese protagonista di mostruosità contro civili inermi e prigionieri di guerra, in un distorto concetto di liceità della condotta bellica. Le risultanze delle ricerche dell'equipe di Ishii furono sfruttate nel Dopoguerra senza che le vittime dell'Unità 731 ricevessero mai giustizia.

Le sopravvissute, oggi, sono delle navi museo da visitare. Eppure, in un tempo non troppo lontano, le corazzate o navi da battaglia hanno rappresentato il nerbo delle flotte mondiali. Simbolo di potenza, le corazzate hanno sintetizzato nella loro breve epoca un continuo aggiornamento tecnologico e persino un lucroso business per la cantieristica di alcuni Paesi, Italia inclusa. Dalla "La Gloire" del 1860 alla "HMS Vanguard" del 1946, in meno di un secolo, le corazzate hanno determinato scelte, strategie, budget militari all'interno di una ricerca continua nella volontà di supremazia. Ma nemmeno loro potevano nulla contro armi nuove come l'aereo e il missile che ne hanno segnato l'inevitabile tramonto.

Nel giorno dell'Epifania del 1980 un brutale delitto è consumato a Palermo. La vittima è Piersanti Mattarella, un politico democristiano che si è ribellato alle logiche mafiose e ai clientelismi esistenti tra la DC e i mammasantissima. Da quel momento le indagini cambiano più volte prospettiva, ora inquadrando il terrorismo dei NAR, ora puntando al cuore di Cosa Nostra. Fino a pochi mesi fa quando emerge un dettaglio inquietante, il tradimento di un servitore dello Stato che si è reso complice di depistaggio. Perché oggi, a 46 anni da quel delitto di mafia, non possiamo ancora sapere chi premette il grilletto in quella mattina palermitana?

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Il 26 dicembre 1943 al largo di Capo Nord si consuma l'ultimo scontro di superficie tra la Royal Navy e la Kriegsmarine tedesca. L'affondamento della "Scharnhorst" in seguito al confronto con la squadra britannica è il crepuscolo del sogno nazista di condurre una guerra corsara sui mari. Ma è anche il tramonto di una meravigliosa classe di navi, classificate alternativamente come corazzate veloci o incrociatori da battaglia. Di quelle navi resta traccia ancora oggi in alcuni forti della regione scandinava in cui le torri d'artiglieria della "Gneisenau", enucleate in cantiere, sono divenute prima batterie costiere e poi dei musei.

Ci avete sommersi di e-mail, stimolati dal piccolo concorso sulle Ucronie che avevamo lanciato. E alla fine abbiamo scelto due delle vostre proposte per sviluppare due linee temporali alternative in riferimento a eventi storici contemporanei. Quali sono? Vi diamo due indizi: uno scenario nel Mediterraneo e uno nel Sudest asiatico. Dentro La Storia vi regala quindi due ucronie per questo Natale 2025. E se l'esperimento vi è piaciuto, proponetecene altre e in futuro ripeteremo l'esperienza.

Il 18 dicembre 1961 è una data particolare all'interno del complesso percorso di decolonizzazione. Dopo anni di colloqui infruttuosi, di trattative respinte al mittente, di proteste di piazza sfociate nella repressione, l'enclave portoghese di Goa è assaltata dall'esercito indiano. Il Pandit Nehru rompe gli indugi e lascia mano libera ai militari che in nemmeno 48 ore conquistano gli ultimi territori indiani controllati da una potenza coloniale europea. L'Operazione Vijay ("Vittoria") è uno smacco per il dittatore Salazar ma, ancor di più, segna l'inizio della fine sia per l'oppressivo regime corporativista che per le sue colonie in Africa.

Nuova puntata della nostra miniserie dedicata all'analisi dei movimenti resistenziali in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. Stavolta il nostro focus punta a nord, verso Danimarca e Norvegia, due Paesi invasi e controllati in maniera differente dai nazisti. Due Paesi che, a dispetto della presenza di collaborazionisti che favorirono l'occupazione e il reclutamento di volontari nelle formazioni combattenti e paramilitari, seppero affrontare con coraggio e dignità la sfida dell'opposizione alla barbarie. L'esempio danese e norvegese, anche in rapporto al dopoguerra, chiarisce ancora una volta come non vi furono presunte guerre civili ma soltanto guerre di liberazione dalla tirannide.

Nanchino, 12 dicembre 1937. Mentre le forze imperiali giapponesi stanno per entrare nella capitale, sullo Yangtze alcune navi fluviali stanno evacuando i cittadini stranieri e i dipendenti cinesi delle grandi compagnie petrolifere. A guidare la flottiglia è la "USS Panay", una cannoniera leggera che mostra la bandiera statunitense persino sui teloni di copertura dei ponti. Improvvisamente gli aerei della Marina nipponica prendono di mira le navi e le attaccano, colpendole e affondando la "Panay", provocando la morte tra gli altri del giornalista italiano Sandro Sandri. L'azione viene gabellata dai giapponesi come fortuita e viene pagato un risarcimento alle vittime. Ma si trattò davvero di un incidente? O fu soltanto un esempio della volontà nipponica di imporre con la forza il proprio dominio anche a scapito di Paesi neutrali, in una sorta di prova generale?

Per tanti anni in una bellissima chiesa di Roma si è celato un mistero italiano. La tomba di Enrico De Pedis alias Renatino, capo riconosciuto della fazione testaccina della Banda della Magliana, ha rappresentato pietra di scandalo sin dalla sua rivelazione pubblica nel 2005 - quindici anni dopo la morte. I segreti inconfessabili, i depistaggi, le bugie, le mezze verità tra la Magliana, il Vaticano, il caso Orlandi si mescolano e si confondono in un intreccio pericoloso personificato da De Pedis: ragazzo di borgata, rapinatore, anima di una batteria di criminali, membro fondatore della Banda, uomo di raccordo con Pippo Calò e la P2, custode dei segreti di troppe vicende. Premiato, dopo la morte, con una sepoltura eccellente accompagnata da una nomea ("benefattore dei giovani") più falsa di tante altre storie sulla malavita.

84 anni dopo, nelle acque placide di Pearl Harbor si staglia lo USS Arizona Memorial, un manufatto poggiato sullo scafo sommerso della corazzata simbolo dell'attacco a tradimento dei giapponesi. Divenuto attrazione turistica, il memoriale conserva i nomi dei tanti marinai uccisi quel giorno. Ma pochi ricordano che non solo fu solo la "Arizona" a non tornare mai più da quell'inferno. La sua storia si intreccia col capovolgimento e la definitiva perdita della "USS Oklahoma" e con la vicenda dimenticata della "USS Utah": oggi, nell'anniversario del Giorno dell'Infamia, ripercorriamo quanto accadde per perpetuare la memoria dei nomi, dei fatti, dei morti e della storia stessa.

Sta facendo discutere nelle ultime ore la diatriba relativa all'annunciata presenza, all'interno dell'evento romano "Più Libri Più Liberi", dello stand di una piccola casa editrice di chiara ispirazione neofascista. Editori e autori hanno chiesto all'organizzazione dell'evento di negare l'ingresso, ottenendo in cambio un rifiuto in nome della pluralità del pensiero. Ma consentire la circolazione di idee liberticide può definirsi libertà? Ammettere posizioni violente è compatibile con il concetto di democrazia? In questo Instant Video ne parliamo, ricordando il celebre Paradosso della Tolleranza di Karl Popper che rappresenta ancor oggi un principio fondamentale.

Estate 1961: in una elegante tenuta del Buckinghamshire, a bordo piscina, una bella ragazza viene presentata a un politico britannico rampante. Tra i due nasce un rapporto clandestino fatto di incontri e di lettere sotto l'attento sguardo dell'MI5. Perché la ragazza, Christine Keeler, un passato di povertà e un presente composto da un lavoro da modella che intervalla il ruolo di prostituta ai festini clandestini, è condivisa da più uomini tra cui spicca Evgeni Ivanov, spia sovietica accreditata come addetto navale a Londra. E perché il politico è John Profumo, ministro della Guerra nel gabinetto MacMillan. Lo scandalo Profumo scuote le fondamenta della società inglese e cambierà per sempre la percezione pubblica degli uomini di potere.

In ogni dittatura il ruolo delle agenzie di spionaggio è fondamentale. Allo stesso tempo, nei regimi dittatoriali le spie entrano in contrasto sino a guardarsi reciprocamente con sospetto, ad accusarsi le une con le altre di tradimento. La mattina del 23 luglio 1944 il capo dell'Ausland-SD e nuovo responsabile dell'Abwher Walter Schellenberg bussa alla porta di una elegante abitazione di Berlino: è lì per arrestare l'ammiraglio Wilhelm Canaris, suo predecessore alla guida dello spionaggio militare. Eroe della Grande Guerra, padre delle spie, maestro nella raccolta delle informazioni, Canaris è conscio di ciò che lo aspetta. Ha fatto da tempo la sua scelta di campo rifiutando la barbarie nazista, aiutando gli ebrei a scappare e informando gli Alleati dei piani militari di Hitler.

Questa è la storia di una impresa teoricamente impossibile. E di un lupo di mare, anzi un toro: è il soprannome che la stampa affibbia a Günther Prien, il tenente di vascello al comando dell'U-47 che nella notte fra il 13 e il 14 ottobre 1939 entra nella base inglese di Scapa Flow, nelle Orcadi, e affonda la nave da battaglia "HMS Royal Oak" divenendo un eroe di guerra in Germania. Prien assurge al rango di leggenda tra i sommergibilisti e tale diventerà anche per circostanze misteriose della sua morte. Ma la sua leggende resterà viva anche diversi anni dopo grazie al geniale Leiji Matsumoto che lo farà rivivere in una storia di fantascienza.

Paramilitari, avvocati, direttori ministeriali, esponenti politici: a Wannsee il 20 gennaio 1942 c'era un affresco completo dell'universo nazista. Compreso l'incaricato del Ministero degli Esteri. Un uomo che portava lo stesso nome del grande riformatore protestante, Martin Luther. Ma questo Luther era ben distante per formazione e pratica dal suo omonimo: calcolatore e profittatore, aveva sfruttato l'intima amicizia con von Ribbentrop per scalare la gerarchia degli Esteri divenendo punto di contatto tra il partito, le SS, il governo e gli Stati dell'Asse. Con un solo obiettivo: lavorare alla soluzione finale, di cui avrebbe lasciato dietro di sé una prova documentale agghiacciante.

Dietro la maschera del dittatore d'acciaio si nascondeva un uomo tormentato, fragile e ossessionato dal controllo. Dalle passioni segrete alle relazioni distruttive, scopri il lato più intimo e sconosciuto di Benito Mussolini.

Era la gemella della Bismarck, ma il suo destino fu ancora più oscuro. Nata per dominare i mari, la Tirpitz divenne un incubo immobile tra i fiordi norvegesi, fino alla sua fine spettacolare sotto le bombe britanniche. Di lei, lo scrittore scozzese Ludovic Kennedy scrisse che "visse da invalida e morì da storpia". I pescatori norvegesi che la scrutavano al rientro dalle notti in mare l'avevano invece soprannominata "La Regina solitaria del Nord". Parliamo della "Tirpitz", la più grande nave da battaglia della marina nazista: sorella della "Bismarck", funse più da spauracchio per la flotta britannica che da vera nave cacciatrice sui mari. In combattimento non riuscì mai a ingaggiare il nemico, limitando la propria vita operativa a esercitazioni, sortite infruttuose e al bombardamento delle Isole Svalbard. Sino alla fine ingloriosa nel fiordo di Tromsø, sventrata dai bombardieri britannici.

Erano il terrore dei campi di battaglia: l'incubo dei carristi alleati. Il Tiger e il Königstiger non erano solo carri armati, ma veri e propri mostri d'acciaio concepiti per dominare la guerra. Scopri perché la loro leggenda dura ancora oggi. Nelle scuole carristi americane tra il 1943 e il 1944 girava una greve battuta: "Per affrontare un Tigre occorrono almeno quattro Sherman. Con la prospettiva di perderne tre". Quella che poteva sembrare una barzelletta di cattivo gusto era solo l'interpretazione pratica della realtà: dalla sua introduzione nel novembre 1942 il carro pesante "Tiger I" aveva posto un nuovo standard in fatto di forze corazzate impegnate nella Seconda Guerra Mondiale. Il suo successore, il Königstiger, si sarebbe rivelato ancor più grande, grosso, pesante, difficile da distruggere, al pari dei derivati Sturmtiger e Jagdtiger. Veicoli formidabili ma contraddistinti da trasmissioni fragili, da una sete irrefrenabile di carburante, dall'esposizione all'arma aerea e dal destino segnato.

Nel 1935 un giovane antropologo tedesco parte per l'Amazzonia su ordine di Himmler. Ufficialmente è una missione scientifica… ma dietro la ricerca dell'El Dorado si nasconde un progetto segreto delle SS destinato a cambiare la storia.

Nel 1941 il Regno di Jugoslavia esplode in una spirale di violenza. Ustasa, Cetnici e partigiani si affrontano in una guerra fratricida dove politica, etnia e religione si intrecciano. Ma fu davvero una guerra civile?

Nel 1960 due fratelli etiopi tentarono l'impossibile: rovesciare l'imperatore Hailé Selassié per liberare il Paese dalla fame e dall'arretratezza. Ma il loro sogno di giustizia si trasformò in una tragedia cancellata dalla Storia.

Dopo una pausa di un paio di mesi, torna l'appuntamento con la casella di posta di Dentro La Storia. Abbiamo selezionato alcune tra le mail che sono arrivate e vi diamo risposta su diversi argomenti, dai suggerimenti per i video ai podcast, dalle prospettive sull'attualità italiana e mondiale a... ancora il Club Bilderberg! Continuate a seguirci e a scriverci: l'indirizzo è f.bettuzzi@dentrolastoria.net, specificando nell'oggetto della mail "La posta di DLS". Vi aspettiamo!

Pace per il nostro tempo", disse il primo ministro britannico Neville Chamberlain al ritorno in patria sventolando come un trofeo il testo dell'accordo con la Germania, la Francia e l'Italia sulla questione dei Sudeti. In realtà gli accordi di Monaco di fine settembre 1938 ridisegnarono gli equilibri europei in previsione della guerra. A fronte dell'illusione inglese, della sconfitta francese e del ridimensionamento del ruolo di Mussolini, l'unico vero vincitore della conferenza fu Hitler. Il quale, messo da parte il Piano Verde di invasione della Boemia, vide soddisfatte in parte le sue mire espansionistiche e si sarebbe sentito autorizzato a chiedere sempre di più.