Podcasts about ottanta

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Best podcasts about ottanta

Latest podcast episodes about ottanta

Mimmo Moramarco Ilmimmo
I primi 80 di Riccardo Cocciante

Mimmo Moramarco Ilmimmo

Play Episode Listen Later Feb 20, 2026 6:25


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Che film guardo stasera?
Piccole cose come queste: un film sulle Case Magdalene, con Cillian Murphy

Che film guardo stasera?

Play Episode Listen Later Feb 17, 2026 5:13


Irlanda, anni Ottanta. Bill Furlong si accorge del modo in cui le suore del convento a cui consegna il carbone trattano le ragazze che ospitano. Davanti al bisogno di aiuto di una di loro, riuscirà a rimanere indifferente, proprio come il resto della comunità? Un film con Cillian Murphy ed Emily Watson tratto da “Piccole cose da nulla” di Claire Keegan, basato sullo scandalo delle Case Magdalene.See omnystudio.com/listener for privacy information.

Doppia Visione
Fare un film (nella pubblicità) con Fabrizio Notari

Doppia Visione

Play Episode Listen Later Feb 12, 2026 89:16


Fabrizio Notari lavora da oltre trent'anni come regista nel mondo della pubblicità, in Italia e all'estero, dirigendo troupe in più di venticinque Paesi. Esordisce come montatore negli anni Ottanta, per poi maturare esperienza come produttore e arrivare alla regia, affiancata da una formazione specifica sulla recitazione e sulla direzione degli attori. Ha firmato campagne per alcuni dei principali brand internazionali e nel 2001 ha partecipato al documentario collettivo "Un altro mondo è possibile", presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Oggi affianca all'attività professionale quella didattica, collaborando con scuole di Cinema e conducendo workshop di regia. In questo episodio parliamo con lui di film e di immagini, del rapporto tra Cinema e pubblicità, di messa in scena, di sguardo e di come stanno cambiando gli spot.Con Federico Allocca, Simone Corti e Fabrizio NotariRiprese Gianlorenzo Bernabò Di NegroMusica e sound design DEMONA alias Andrea Evangelista e Delio GallmannAnimazione sigla Ida CortiLogo design Chiara QuagliarellaPost-produzione audio Matteo FusiCon il sostegno di Associazione La Terza Via e SidereusUn grazie a Raffaele Allocca, Elisabetta Marrocco, Riccardo Romano, Andrea Sestu

Radio Number One - Tutto libri
Alice Basso: "Le ottanta domande di Atena Ferraris"

Radio Number One - Tutto libri

Play Episode Listen Later Feb 12, 2026 2:30


Atena non e' come gli altri ma e' perfetta cosi', nella sua imperfezione e a noi piace!

Alice
La libertà di costruirsi e raccontarsi quando si è vittime

Alice

Play Episode Listen Later Feb 7, 2026 57:24


Da secoli alle donne sono stati imposti modi di essere e di comportarsi. Anche quando sono vittime di un sistema patriarcale ancora presente e invasivo, il femminile è soggetto a rigidi modelli di azioni e reazioni. La letteratura non sottostà a questo tipo di logiche e scardina, con il potere dell'immaginazione, le narrazioni più diffuse. In Non scrivere di me Veronica Raimo racconta la storia di S., giovane donna preda di un'ossessione amorosa, che sceglie di non denunciare un abuso sessuale. Seguiamo la sua vita dopo la violenza e assistiamo alla sua volontaria autodistruzione. Non è facile entrare in empatia con lei, è però facile riconoscersi (e non è una contraddizione) nei meccanismi intimi di una narrazione profonda e sfaccettata, per nulla rassicurante.undefinedSusanna Nicchiarelli, regista affermata che ha portato sul grande schermo tante storie di donne contro il sistema, nel mémoire Paradise City, esplora i suoi anni adolescenziali. Un periodo cupo nel quale è stata vittima di bullismo e ha fatto finta di niente, complice la giovane età e anche un sistema sociale poco attento a queste dinamiche tanto distruttive: gli anni Ottanta e Novanta non erano ancora pronti per un esame di coscienza profondo nei confronti delle tante zone d'ombra costitutive un periodo votato all'edonismo.undefinedInfine, assieme a Viola Di Grado, entreremo tra le pagine di Le infinite notti, nuovo titolo di Samantha Harvey. La scrittrice vincitrice del Booker Prize con Orbital, in questo nuovo romanzo esplora la sua insonnia. Si tratta della ricognizione attenta e strutturata di un fenomeno che, in questo caso, deve molto anche ad un sistema politico, quello britannico, ripiegato su sé stesso.undefined

il posto delle parole
Denis Curti "Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Feb 4, 2026 19:27


Denis Curti"Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio"Palazzo Reale, Milanofino al 17 maggio 2026A Palazzo Reale di Milano, la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio: un'ampia selezione delle opere più iconiche, potenti, anticonformiste del fotografo statunitense, arricchita da una raccolta di scatti inediti, per offrire ai visitatori di Milano, anche durante il periodo olimpico e paralimpico, la grande opportunità di incontrare l'opera di uno tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo. Promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, l'esposizione è inserita nell'ambito dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l'Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l'Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Curata da Denis Curti, è allestita nelle sale di Palazzo Reale fino al 17 maggio 2026. Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe è uno degli interpreti della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando la creatività si fa gesto politico e le arti si fondono in nuovi linguaggi di libertà e identità. “Tutto cambia quando l'amica regista Sandy Daley regala a Mapplethorpe una polaroid  - racconta Denis Curti curatore della mostra - e con questa tra le mani, tra il 1970 e il 1971, Robert inizia un percorso legato allo studio del suo autoritratto, concentrato sulla rappresentazione del sesso omoerotico e partendo da se stesso. Nello stesso momento incontra Tom of Finland (pseudonimo di Touko Laaksonen): il primo a dare vita all'estetica omosessuale. Tra di loro nasce una grande amicizia che cambia per sempre la visione di Mapplethorpe. Entrambi esplorano il tema del feticismo, della pelle e della bellezza classica applicata al corpo maschile. Mentre Tom lo faceva con l'esagerazione del disegno, Mapplethorpe lo faceva con la precisione quasi marmorea della fotografia, ma entrambi hanno contribuito a rendere "arte" ciò che prima era considerato solo un materiale sotterraneo”. A Milano protagonista è la sua ricerca estetica, i suoi nudi sensuali che si distinguono per la perfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica: il corpo, scolpito dall'uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica. “Autodidatta, - continua Denis Curti - Sam Wagstaff (suo mentore e compagno) gli regala nel 1975 la prima Hasselblad, la macchina a medio formato che gli permette di ottenere quella precisione scultorea e quei bianchi e neri perfetti per cui è oggi universalmente conosciuto. L'obiettivo di questa mostra è proprio quello di ricollocare Robert Mapplethorpe nella dimensione della fotografia più alta, tra i più importanti fotografi del XX secolo, oltre la provocazione e oltre la censura”. La costruzione di un percorso espositivo così completo è stata possibile grazie alla generosa collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe di New York, creata dallo stesso fotografo nel 1988 pochi mesi prima della sua morte, non solo a tutela del suo lavoro ma anche per finanziare la ricerca medica e i progetti legati alla lotta contro il virus e alla cura dell'HIV.La mostra si snoda infatti attraverso diverse sezioni tematiche con oltre 200 opere che ripercorrono l'intera evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, dagli esordi sperimentali alla maturità stilistica. I primi collage. Il percorso si apre con gli assemblaggi realizzati sul finire degli anni Sessanta. In queste opere, molto rare e poco esposte, in cui Mapplethorpe combina ritagli di riviste, disegni e feticci religiosi, indumenti e oggetti, si riflettono la ricerca sull'identità e il piacere dell'artificio, sperimentati dall'artista con l'obiettivo di creare una relazione con l'altro. Patti Smith e Lisa Lyon. Ampio spazio è dedicato in due sezioni alle muse fondamentali dell'artista. Se i ritratti di Patti Smith immortalano un legame simbiotico e vulnerabile che attraversa decenni, una vera e propria ode indelebile all'amata amica, quelli della campionessa mondiale di bodybuilding Lisa Lyon esplorano una bellezza androgina che trascende le convenzioni di genere, celebrando la potenza fisica attraverso parametri estetici neoclassici. Autoritratti e identità. La sezione degli autoritratti rivela un'introspezione dolorosa e fluida. Mapplethorpe usa la macchina fotografica come uno specchio dell'anima, documentando la propria esistenza dalle pose dandy degli anni Settanta fino alle immagini finali scavate dalla malattia.  Il ritratto. In mostra i volti di celebrità come Andy Warhol, Peter Gabriel, Yoko Ono, Isabella Rossellini. Per Mapplethorpe il ritratto in studio è un incontro tra due anime: un "altare visivo" dove la corporeità viene trasfigurata in leggenda grazie a una cura maniacale per l'equilibrio e la luce. Nudi e fiori. Nudi maschili e femminili celebrano la perfezione classica, sfidando al contempo gli schemi sociali tradizionali. Particolarmente iconiche sono le fotografie dei fiori (calle, orchidee, tulipani), ritratti come apparizioni passionali e "muscoli pulsanti", in bilico tra la sacralità della forma e allusioni delicatamente erotiche. In dialogo con l'Antico. La mostra chiude con una sezione che evidenzia il legame tra la fotografia contemporanea e la statuaria classica. Mapplethorpe usa la sua Hasselblad 500C per "sciogliere" le membra marmoree delle sculture antiche, infondendo loro una scintilla di vita e rendendo la pietra morbida come carne viva.https://marsilioarte.us14.list-manage.com/track/click?u=c47da75d8834873eb7150a10f&id=81ea925391&e=0696917494La retrospettiva Robert Mapplethorpe. Le forme del desidero è il secondo atto di una più ampia trilogia, che ha avuto inizio a Venezia nelle Stanze della Fotografia e proseguirà poi a Roma, al Museo dell'Ara Pacis, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026. Ogni evento esplora un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire un differente aspetto della figura di Mapplethorpe.  “In Marsilio Arte - afferma Luca De Michelis, amministratore delegato di Marsilio Editori e Marsilio Arte - crediamo che la fotografia sia il linguaggio universale del contemporaneo. Il nostro impegno si concretizza in una visione che unisce la tradizione editoriale di Marsilio alla creazione di grandi progetti espositivi: dalla valorizzazione dei patrimoni di grandi fotografi alla gestione di spazi d'eccellenza come Le Stanze della Fotografia a Venezia. Attraverso una rete culturale che connette città come Venezia, Milano e Roma, vogliamo trasformare l'esperienza di una mostra in un dialogo vivo, dove la qualità del catalogo e il rigore del progetto espositivo si fondono per restituire al pubblico la forza straordinaria dell'immagine”. Accompagnano e approfondiscono la mostra il podcast - disponibile su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme - Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, e un catalogo pubblicato da Marsilio Arte, che indaga la vasta produzione e l'evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

il posto delle parole
Peppe Fiore "La futura classe dirigente"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Feb 1, 2026 29:57


Peppe Fiore"La futura classe dirigente"minimum faxwww.minimumfax.comFiglio unico napoletano trapiantato a Roma, megalomane, assediato da una selva di nevrosi erotiche, bipolare come tutte le persone di talento nell'Italia contemporanea, Michele Botta ha la sua prima vera occasione per entrare nel mondo degli adulti: viene assunto da una giovane e dinamica società di produzione televisiva. Sono gli anni Dieci del terzo millennio: gli anni del precariato culturale, della fine della tv generalista e dell'avvento delle piattaforme, gli anni della post-politica e dell'implosione del modello-Roma. Per Michele potrebbe essere il momento della svolta, e invece il suo equilibrio già traballante finisce per sgretolarsi. La ragazza lo molla, il rapporto con i genitori è un ginepraio di ostilità reciproche in cui ogni nodo è ormai arrivato al pettine, e l'emancipazione professionale è una fiction milionaria su un mitologico regista porno degli anni Ottanta, che forse non è mai esistito.Comico, caustico, eccessivo, irresistibile, La futura classe dirigente è l'attraversamento della linea d'ombra nell'era della demenzialità istituzionalizzata e della volgarità al potere. Ma anche l'analisi amara e impietosa di un paese attraverso la messa alla berlina della sua «santa trinità»: la famiglia, il sesso, la televisione.Peppe Fiore è nato a Napoli e vive a Roma. Scrittore e sceneggiatore, dopo l'esordio nel romanzo con La futura classe dirigente ha pubblicato Nessuno è indispensabile (2012), Dimenticare (2017) e Gli innamorati (2023), tutti editi da Einaudi. Ha scritto i film Ultras (Netflix, 2020) e Lovely Boy (Now/Netflix, 2021) con Francesco Lettieri, e numerose serie tv, tra cui Non uccidere (Rai/Netflix, 2015), Il nostro generale (Rai, 2023), Il re (SKY, 2022, Nastro d'Argento 2024). Ha creato la serie Piedone, uno sbirro a Napoli (SKY, 2024). Ha co-sceneggiato la serie-evento Portobello di Marco Bellocchio, (HBO-Max, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Non hanno un amico
Lo schianto | Ep.1 - Il mercatino pazzerello

Non hanno un amico

Play Episode Listen Later Jan 25, 2026 46:06


Negli anni Ottanta il giornalista Enzo Tortora è una delle figure più popolari della televisione italiana e il suo programma, “Portobello”, in onda il venerdì sera su Rete 2, conquista 28 milioni di spettatori. Tortora è il re di un mercatino colorato e pazzerello, dove si scambiano cose, ideee amori e tutto può succedere. Fino al 17 giugno 1983. All'alba di quel venerdì, al Plaza Hotel di Roma, Tortora viene arrestato con l'accusa di traffico di droga e associazione camorristica. È l'inizio di una vicenda giudiziaria costruita su pentiti dai nomi come “o pazzo” e “o animale” pronti a fare il suo nome, elastici di mutande rotti e centrini ricamati. È il momento in cui il mercatino pazzerello lascia il posto alla follia di una spirale nera.  Fonti: video “Piero Angela difende Enzo Tortora” pubblicato sul canale Youtube AccasFilm il 24 maggio 2024; video “Giuseppe Margutti: L'accusatore di Tortora smascherato da Enzo Biagi (1983)” pubblicato sul canale Youtube AccasFilm il 20 ottobre 2025; video “Il caso Enzo Tortora - Doc ita (2012)” pubblicato sul canale Youtube Indimenticabile TV il 18 maggio 2023; video “Quaranta anni fa l'arresto: il caso Tortora” pubblicato sul sito rainews.it il 16 giugno 2023; video “Storie della TV - Enzo Tortora - Documentario” pubblicato sul canale Youtube Chiamatemi Oscar il 29 maggio 2020; video “C'era una volta Portobello - Doc ita (2007)” pubblicato sul canale Youtube Indimenticabile TV il 20 dicembre 2022; video “Renzo Villa Inaugurazione Antenna3 Legnano 3 novembre 1977” pubblicato sul canale Youtube Wally Giambelli il 17 novembre 2010; video “Enzo Tortora presenta Ricchi e Poveri Come vorrei TV programma Portobello 1982” pubblicato sul canale Youtube firdus kochbekyan il 7 ottobre 2022; video “Portobello (sigla completa)” pubblicato sul canale Youtube FoxLince Channel il 26 marzo 2013; video “Portobello Puntata del 12 12 1980” pubblicato sul canale Youtube asrael1888 il 23 maggio 2018; video “PAOLA BORBONI ( in questo video,anche la sua "storica" partecipazione a Portobello).” pubblicato sul canale Youtube 1961taranto il 10 aprile 2013; video “Cinquant'anni fa la Corrida approdava alla radio" pubblicato sul sito teche.rai.it a gennaio 2018; estratti dal documentario “Enzo Tortora. Ho voglia di immaginarmi altrove” del 2023 e della regia di Tommaso Cennamo, disponibile sul sito raiplay.it; estratti del documentario “Nel nome del padre. Il caso Cirillo” del 2024 e della regia di Edgardo Pistone, disponibile sul sito raiplay.it; estratti dalla registrazione audio integrale dell'udienza di "I troncone della Nco (tra gli imputati Enzo Tortora)" che si è tenuta a Napoli mercoledì 17 aprile 1985, disponibile sul sito radioradicale.it; estratti dal video “Tortora alla prova del quiz (Telematch)” della stagione 1957 disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 27/01/1978, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 02/01/1981, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 12/12/1980, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 06/01/1978, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 06/01/1978, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 17/11/1978, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 22/07/1977, disponibile sul sito raiplay.it; estratti dalla registrazione “Craxi alla trasmissione "Italia parla" di Pippo Baudo ed Enzo Tortora. Tra gli invitati Gino Giugni, Margherita Boniver e Giuliano Amato” del 14 giugno 1983, disponibile sul sito radioradicale.it. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Il Mondo
Oggi sul Mondo cultura: Enrico Deaglio racconta gli anni ottanta, Marty Supreme, videoarte a Milano, un documentario sul fotogiornalismo

Il Mondo

Play Episode Listen Later Jan 24, 2026 3:02


C'era una volta in Italia - Gli anni Ottanta è il terzo volume di una serie di libri di Enrico Deaglio e Ivan Carozzi che ricostruiscono le tappe fondamentali della storia Italiana a partire dagli anni Sessanta. Gli anni Ottanta, un decennio che viene solitamente ricordato come superficiale e spensierato, si rivela invece molto violento e percorso da trame sotterranee. Marty Supreme, il film di Marty Reisman con Timothée Chalamet, è nelle sale italiane dal 22 gennaio. The island è una complessa videoinstallazione dell'artista tedesca Hito Steyerl che parla di scienza, fantascienza, archeologia e intelligenze artificiali. Un documentario su Netflix, The stringer, racconta la storia di una delle fotografie di guerra più famose della storia. CONEnrico Deaglio e Ivan Carozzi, giornalisti e scrittoriLucia Magi, giornalista che collabora con Internazionale da Los AngelesChiara Costa, capo della programmazione di Fondazione PradaRosy Santella, photo editor di InternazionaleSe ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità . Vai su internazionale.it/podcastScrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Produzione di Claudio Balboni e Vincenzo De Simone.Musiche di Carlo Madaghiele, Raffaele Scogna, Jonathan Zenti e Giacomo Zorzi.Direzione creativa di Jonathan Zenti.C'era una volta in Italia - gli anni Ottanta: https://www.youtube.com/watch?v=Xo1pP5yJqH4Marty Supreme: https://www.youtube.com/watch?v=Por5AWQB9_M&t=5sThe island: https://www.fondazioneprada.org/project/the-island-hito-steyerl/The stringer: https://www.netflix.com/it/title/82069795Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Unica Radio Podcast
Giuseppe Boy, l'attore che attraversa il tempo e i linguaggi

Unica Radio Podcast

Play Episode Listen Later Jan 13, 2026 19:03


Dal teatro di strada ai grandi set, Giuseppe Boy racconta un'idea di recitazione fondata su versatilità, avventura e ascolto profondo del personaggio, tra cinema indipendente e grandi produzioni globali. Su Unica Radio, Giuseppe Boy si racconta con la calma di chi ha attraversato molti mondi senza mai fermarsi davvero. Attore, regista, poeta e performer, Giuseppe Boy è un artista poliedrico, capace di muoversi tra teatro di strada, cinema d'autore e grandi produzioni senza perdere mai identità. La recente vittoria come Miglior attore di cortometraggi al Miraband UK Film Awards di Londra per L'occhio di San Salvatore ha acceso nuovamente i riflettori su un percorso lungo, stratificato e coerente, costruito nel tempo più sull'esperienza che sull'etichetta. Giuseppe Boy e l'inizio tra caso e necessità L'ingresso di Giuseppe Boy nel mondo dello spettacolo non nasce da un progetto preciso, ma da una combinazione di incontri, curiosità e bisogno di espressione. Il teatro di strada e il mimo-clown diventano negli anni Ottanta il primo terreno di sperimentazione, un luogo libero dove mettersi alla prova senza filtri. In quel contesto, il corpo diventa linguaggio e il pubblico un interlocutore diretto. È qui che si forma l'idea di performance come esperienza viva, capace di lasciare tracce durature. Una visione che accompagnerà l'artista anche nelle successive incursioni nel cinema e nella poesia performativa. Dalla poesia ai set "di serie A" Prima ancora della cinepresa, la scrittura resta centrale. Giuseppe Boy non ama definirsi poeta, ma riconosce nella poesia il linguaggio che più gli appartiene. Un esercizio di sintesi e profondità che torna utile anche davanti alla macchina da presa. Il passaggio ai set televisivi arriva con produzioni importanti come Romulus, serie atipica per linguaggio e ambientazione, girata in un latino arcaico e immersa in scenari estremi. Per Giuseppe Boy, lavorare in una grande produzione non cambia l'essenza del mestiere: ciò che conta è l'energia condivisa, che sia con cinque persone o con una troupe di novanta. Il cinema come avventura Il cinema, per Giuseppe Boy, resta soprattutto un'avventura collettiva. Ogni progetto è un viaggio che richiede fiducia, ascolto e capacità di adattamento. Questo vale tanto per le grandi serie quanto per il cinema indipendente. Nel cortometraggio L'occhio di San Salvatore, diretto da Roberto D'Aprile, l'attore affronta uno dei ruoli più intensi della sua carriera: un uomo solo, in dialogo silenzioso con un luogo e con sé stesso. Un personaggio che attinge profondamente alla sua interiorità e alla sua formazione teatrale. Il riconoscimento internazionale e la maturità artistica Il premio londinese arriva in un momento di piena consapevolezza. Non come punto di arrivo, ma come conferma. Per Giuseppe Boy, il valore più grande non è solo il riconoscimento personale, ma la condivisione del successo con il gruppo che ha reso possibile i

Pallonate in Faccia
Il calcio e il crollo dell'Unione Sovietica | Episodio 116

Pallonate in Faccia

Play Episode Listen Later Jan 9, 2026 30:31


L'Unione Sovietica è stata una delle principali potenze del calcio del dopoguerra, ma negli anni Ottanta ha dovuto adottare una serie di riforme radicali, volte a rinnovarne il movimento sportivo. Invece, tra il 1989 e il 1991 l'intero paese avrebbe finito per dissolversi, sull'onda della caduta del Comunismo nell'Europa dell'Est.LE FONTI USATE PER QUESTO EPISODIO:MOGGIA Valerio, Dall'Est all'Ovest: Storia dei campioni del calcio comunista oltre la Cortina di Ferro, Pallonate in FacciaMOGGIA Valerio, JuventURSS, Pallonate in FacciaRIORDAN J. W., The development of football in Russia and the USSR, New Zealand Slavonic JournalVETH Karl Manuel, Selling the People's Game: Football's Transition from Communism to Capitalism in the Soviet Union and its Successor States, King's College LondonLa musica è "Inspired" di Kevin MacLeod [incompetech.com] Licenza C.C. by 4.0Potete seguire Pallonate in Faccia ai seguenti link:⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://pallonateinfaccia.com/⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://www.facebook.com/pallonateinfacciablog⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://twitter.com/pallonatefaccia⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://www.instagram.com/pallonateinfaccia/⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Per contattarmi: pallonateinfaccia@gmail.com⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Iscrivetevi alla newsletter THE BEAUTIFUL SHAME!⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠COME SOSTENERE PALLONATE IN FACCIA⁠⁠

Timbuctu
Ep. 402 - Una storia italiana che non finisce mai

Timbuctu

Play Episode Listen Later Jan 9, 2026 11:46


Gli anni Ottanta, l'ultima fiammata sanguinosa del terrorismo, le trame del potere che lo ha utilizzato: sono frammenti mai davvero ricomposti, ma necessari non solo per comprendere il passato, ma per spiegare cosa siamo diventati. Una giornalista che si chiama Vera e che quella violenza ha reso orfana non può accettare l'oblio. L'orologiaio di Brest di Maurizio de Giovanni, Feltrinelli Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Unica Radio Podcast
RCM Records: la rinascita dopo l'incendio di uno studio che ha fatto la storia della musica indipendente in Sardegna

Unica Radio Podcast

Play Episode Listen Later Dec 31, 2025 6:56


Dalle ceneri di uno studio storico nasce un nuovo progetto: la storia di Maurizio Casu, della RCM Records e di una comunità musicale che non ha mai smesso di crederci. La storia della RCM Records è una di quelle che parlano di passione, sacrificio e comunità. È la storia di Maurizio Casu, discografico e tecnico del suono, che ha dedicato la vita alla musica indipendente e alla crescita degli artisti, soprattutto in Sardegna. Fondata tra gli anni Ottanta e Novanta a Cagliari, la RCM – Registrazioni Casu Maurizio – è diventata nel tempo un punto di riferimento per chi cercava uno spazio libero, autentico e professionale dove registrare musica senza compromessi. Uno studio aperto agli artisti e alla sperimentazione Nei primi anni Duemila, la RCM Records ha vissuto una vera e propria seconda giovinezza. La nascita di un nuovo studio di registrazione ha permesso a Maurizio Casu di offrire gratuitamente uno spazio creativo agli artisti, favorendo produzioni innovative e collaborazioni trasversali. All'interno dello studio prendeva vita anche Disconotte, una trasmissione che ha contribuito a creare un ponte tra musica, radio e territorio. Nel tempo, tra quelle mura hanno registrato artisti provenienti da tutta Italia, compresi nomi di rilievo della scena hip hop e indipendente come Danno dei Colle der Fomento. L'incendio che ha cancellato vent'anni di lavoro All'inizio dell'anno, però, tutto si è fermato. Un incendio devastante, causato da un cortocircuito in un faretto, ha distrutto completamente lo studio. In pochi minuti, strumenti musicali, attrezzature professionali e archivi sonori sono andati perduti. I danni, superiori ai 100mila euro, hanno reso la struttura inagibile e destinata alla demolizione. Lo studio non era coperto da assicurazione. Fortunatamente, Maurizio Casu, suo figlio e alcuni amici musicisti presenti al momento del rogo sono riusciti a mettersi in salvo. La solidarietà che diventa nuovo progetto La notizia ha scosso profondamente la comunità musicale. Artisti, tecnici, musicisti di strada e appassionati si sono mobilitati spontaneamente per offrire aiuto concreto. Un'ondata di affetto che ha colpito profondamente Casu. In un video condiviso sui social, Maurizio ha raccontato il dolore per la perdita ma anche la gratitudine per la vicinanza ricevuta. Quelle parole hanno segnato un punto di svolta. Da tragedia personale, l'incendio si è trasformato in un momento di rinascita collettiva. La RCM Records guarda avanti Da questa energia è nato un nuovo progetto. Una campagna di crowdfunding è stata avviata per raccogliere fondi destinati alla ricostruzione dello studio e alla ripresa delle attività. Non si tratta solo di recuperare attrezzature, ma di restituire alla città un luogo di incontro, sperimentazione e libertà artistica. La RCM Records non è soltanto uno studio di registrazione. È un simbolo di resistenza culturale, di musica vissuta come condivisione e non come prodotto. La sua rinascita dimostra che, anche dalle ceneri, può nascere qualcosa di nuovo.

Champagne Talk
Prime Visioni - Leclerc Briant Les Carelles 2018

Champagne Talk

Play Episode Listen Later Dec 30, 2025 11:05


In questa puntata di Prime Visioni torniamo a raccontare la Maison Leclerc Briant, approfondendo il suo lavoro sui lieux-dits attraverso la degustazione di Les Carelles 2018, una parcella di soli 0,22 ettari a Les Mesnil-sur-Oger.L'episodio parte dal valore del terroir e della biodinamica, intesa non come elemento di comunicazione ma come pratica radicata nel DNA della maison fin dagli anni Ottanta. Raccontiamo il lavoro in vigna e in cantina, dalla pressatura delicata alle vinificazioni parcellari, fino alle scelte sui contenitori, sempre orientate alla ricerca di purezza ed espressione del luogo.Al centro c'è il millesimo 2018, analizzato nella sua espressione climatica e stilistica, e il racconto di cosa significa isolare un lieu-dit: riconoscere una parcella con una personalità così forte da meritare una vinificazione dedicata.Una degustazione che attraversa suolo, altitudine, esposizione e vinificazione, per capire come nasce uno Champagne di parcella e perché vini come Les Carelles raccontano il territorio con precisione, tensione ed eleganza.

Spazio 70
[448] Speciale Adriana Faranda

Spazio 70

Play Episode Listen Later Dec 16, 2025 37:04


Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiCol presente contributo, proponiamo due deposizioni di Adriana Faranda. La prima è riconducibile a una udienza del maxiprocesso alle Br per insurrezione (anno 1989). La seconda, al processo Moro quinquies (anno 1996) nella quale l'ex brigatista parla dell'uccisione dell'onorevole Aldo Moro. Classe 1950, originaria di Tortorici (Messina), dopo un primo percorso in gruppi della sinistra armata, attivi a Roma, nella prima metà degli anni Settanta, Faranda entra nelle Brigate rosse, assieme a Valerio Morucci, nell'estate del 1976. I due svolgono un ruolo importante e controverso durante i drammatici giorni del sequestro Moro, per poi abbandonare l'organizzazione nelle prime settimane del 1979 ed essere arrestati nel maggio dello stesso anno. In qualità di dissociata, Faranda beneficerà in seguito degli sgravi di pena previsti dalla legislazione premiale antiterrorismo introdotta in Italia negli anni Ottanta. Tra i temi toccati durante le deposizioni: 1) «Partecipando a Potere operaio ritengo di avere perseguito un fine rivoluzionario così come tutti gli appartenenti ai gruppi extraparlamentari nati attorno al 68-69»; 2)  Dall'impegno «politico effettivo come militante» al «proponimento di lotta armata»; 3)  «I progetti rivoluzionari nati alla sinistra del Pci? Non vennero mai sostanziati»; 4)  «Non ho mai fatto parte di strutture direttive, in Potere operaio»; 5)  «Il fine delle Br? Sovvertire lo Stato e instaurare una dittatura del proletariato come detto e ripetuto in tutti i documenti brigatisti»; 6)  «L'insurrezione in una società capitalistica avanzata? E' impensabile e illusoria»; 7)  La lotta armata «come unica strada possibile»; 8)  Sul superamento della «propaganda armata»; 9) «A un certo punto si cominciò a portare avanti delle azioni armate per la sopravvivenza stessa della organizzazione»; 10) «Era ovvio che se fosse andata male tutta l'operazione, Moro sarebbe stato ucciso. Però era una eventualità che si tendeva a evitare»; 11) «L'8 maggio, in una riunione in via Chiabrera, venne detto da Moretti che sarebbe stato ucciso nel garage di via Montalcini»; 12) «Mi assumo io la responsabilità», disse Moretti; 13) «L'uomo di copertura? Si decise sarebbe stato il quarto uomo, Maccari»; 14) Sul «trasbordo"» e l'arrivo nei pressi «di piazza del Gesù»; 15) «Era previsto l'uso della Skorpion silenziata. Venne detto che era più sicura, perché a raffica»; 16) «Di copertura? Una calibro 9, silenziata».

Pallonate in Faccia
Le origini del tifo tedesco: Dialogo con Damiano Benzoni | Episodio 114

Pallonate in Faccia

Play Episode Listen Later Dec 12, 2025 51:03


Negli anni della riunificazione, del cambiamento dei costumi sociali e dello sviluppo del mercato dei diritti tv, il calcio in Germania subisce un grande cambiamento, che coinvolge anche il mondo dei tifosi. Dopo la crisi degli anni Ottanta, le presenze negli stadi aumentano notevolmente ed emerge un moderno fenomeno ultras locale, dando vita a un modello di relazioni tra tifosi, club e istituzioni unico al mondo.Ne parliamo con il giornalista Damiano Benzoni.LE FONTI USATE PER QUESTO EPISODIO:BENZONI Damiano, La città senza derby. Mappa emotiva del calcio di Berlino, Urbone PublishingHESSE Uli, Tor! The Story of German Football, Polaris PublishingMERKEL Udo, Milestones in the Development of Football Fandom in Germany: Global Impacts on Local Contests, RoutledgeLa musica è "Inspired" di Kevin MacLeod [incompetech.com] Licenza C.C. by 4.0Potete seguire Pallonate in Faccia ai seguenti link:⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://pallonateinfaccia.com/⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://www.facebook.com/pallonateinfacciablog⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://twitter.com/pallonatefaccia⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://www.instagram.com/pallonateinfaccia/⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Per contattarmi: pallonateinfaccia@gmail.com⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Iscrivetevi alla newsletter THE BEAUTIFUL SHAME!⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠COME SOSTENERE PALLONATE IN FACCIA⁠⁠

il posto delle parole
Antonella Barina "Donne dell'altro mondo"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Dec 10, 2025 20:57


Antonella Barina"Donne dell'altro mondo"Nove protagoniste di umanità ed eccezionale coraggioManni Editoriwww.mannieditori.it“Questo non vuol essere un libro di buoni sentimenti, ma un libro di avventure, che racconta le vicende emblematiche di pioniere spericolate: i prudenti non hanno mai battuto sentieri inviolati”.Vittoria vive in una capanna di fango e paglia sulle Ande e riscatta le bambine sfruttate come domestiche da ricchi peruviani. Ginevra fa la clown nei Paesi in guerra e negli orfanotrofi più sperduti della Terra. Chiara, infermiera, è stata in Liberia durante l'epidemia di ebola e nelle sale operatorie improvvisate nei camion a Mosul occupata dall'Isis. Natalina in Congo salva le ragazzine accusate di stregoneria e sottoposte a spietati riti d'esorcismo. Rita strappa le prostitute e i loro figli alla tratta degli schiavi nel Casertano. Adriana, ex bracciante agricola, soccorre le vittime di caporalato in Calabria. Federica in Angola e Afghanistan restituisce gli arti a chi è saltato su una mina, in Ciad e Yemen sovraintende a sconfinati campi profughi. Marisa e Gianna hanno creato una casa da fiaba per i bimbi malati di tumore che arrivano a Roma per le terapie con le loro famiglie.Sono donne che hanno vissuto vicende incredibili, rocambolesche eppur lontane dal clamore dei media, che dedicano la vita ai più sfortunati con entusiasmo e gioia.Donne che esaltano all'estremo le qualità tradizionalmente femminili di cura e accoglienza, ma anche paladine un po' folli. Protagoniste determinate a riscrivere il futuro.Antonella BarinaVive a Roma ed è giornalista dai primi anni Ottanta. Ha girato gran parte del mondo per realizzare reportage su temi culturali e sociali, prima per “l'Europeo”, poi come inviata del” Venerdì di Repubblica”, dove cura anche la rubrica settimanale “Noi e gli altri” dedicata all'universo della solidarietà.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Spazio 70
[446] Speciale Walter Sordi (Pecorelli, Gelli, Libano)

Spazio 70

Play Episode Listen Later Dec 9, 2025 48:54


Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiCol presente contributo pubblichiamo tre distinte deposizioni dell'ex terrorista NAR, e collaboratore di giustizia, Walter Sordi. Romano, classe 1961, militante, da giovanissimo, nella organizzazione di estrema destra denominata "Terza Posizione", Sordi è stato parte attiva di un gruppo i cui punti di riferimento sono stati Luigi Ciavardini, Giorgio Vale, Stefano Soderini, Pasquale Belsito e altri, poi tutti passati, con alterne vicende, nei cosiddetti "Nuclei armati rivoluzionari". Nella prima deposizione (Roma, 17 marzo 1993), Sordi depone nel corso di un'udienza del processo alla P2. Nella seconda deposizione, parla dei suoi rapporti con Avanguardia Nazionale, davanti ai giudici di Bologna, durante il processo per la strage del 2 agosto 1980.Nella terza deposizione, Sordi, ancora nel corso di un'udienza del processo per la strage di Bologna, parla dell'addestramento militare in Libano (al fianco delle milizie cristiane) al quale presero parte vari militanti italiani di estrema destra tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta.Si ringrazia Radio radicale per la condivisione dei reperti. 

Mele Marce
Il mio nome è Raul

Mele Marce

Play Episode Listen Later Dec 4, 2025 40:43


Raul Gardini ha incarnato l'essenza dell'Italia anni Ottanta. Raider dell'alta finanza, visionario venerato dai media, idolo glamour del jet set, Gardini è stato l'uomo forte del gruppo Ferruzzi, gigante del settore agroalimentare. Raul si è mosso come un corsaro sui mercati orchestrando operazioni spregiudicate, organizzando audaci scalate, puntando a rivoluzionare gli assetti economici consolidati, stringendo relazioni pericolose con la politica, finendo travolto dalla marea montante di Tangentopoli e dal tramonto della prima Repubblica. La sua parabola è quella di un Icaro che ha voluto volare troppo in alto e poi è precipitato rovinosamente. Ospite dell'episodio: Angela Petrosillo, equity partner di LCA Studio Legale, esperta di restructuring e diritto commerciale. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Pallonate in Faccia
Tifo e violenza negli stadi: dall'Heysel al rapporto Taylor - Dialogo con Indro Pajaro | Episodio 113

Pallonate in Faccia

Play Episode Listen Later Nov 28, 2025 42:30


Il tema della violenza dei tifosi diventa centrale nel calcio, a partire dagli anni Ottanta e in particolare dopo la tragedia dell'Heysel. Il governo britannico, sotto la guida di Margareth Thatcher, è il primo ad affrontare la questione da un punto di vista politico, con risultati in realtà molto contraddittori, ma di lì poco anche in altri paesi ci si troverà a discutere di come comportarsi con i tifosi negli stadi.Per parlare di questo argomento, è stato invitato il giornalista e scrittore Indro Pajaro.LE FONTI USATE PER QUESTO EPISODIO:LOUIS Sébastien, Ultras. Gli altri protagonisti del calcio, MeltemiPAJARO Indro, Hooligan. Storia violenta del tifo inglese, Ultra SportPAJARO Indro, No, non dobbiamo fare come la Thatcher, l'Ultimo UomoRICCA Jacopo, RUSSO Gabriele, Heysel - Finale maledetta, RaiPlay SoundTARGIA Emilia, Dentro l'Heysel, Mondadori StudiosLa musica è "Inspired" di Kevin MacLeod [incompetech.com] Licenza C.C. by 4.0Potete seguire Pallonate in Faccia ai seguenti link:⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://pallonateinfaccia.com/⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://www.facebook.com/pallonateinfacciablog⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://twitter.com/pallonatefaccia⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://www.instagram.com/pallonateinfaccia/⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Per contattarmi: pallonateinfaccia@gmail.com⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Iscrivetevi alla newsletter THE BEAUTIFUL SHAME!⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠COME SOSTENERE PALLONATE IN FACCIA⁠⁠

Italia Mistero
Riina: Il corvo e Falcone (I Corleonesi - 74° parte)

Italia Mistero

Play Episode Listen Later Nov 26, 2025 34:30


Il video analizza il progressivo isolamento e la delegittimazione di Giovanni Falcone negli anni immediatamente precedenti la sua morte, un periodo dominato dall'ascesa feroce di Totò Riina e dallo scandalo del cosiddetto "Corvo". L'Isolamento Professionale e la Morte Annunciata Dopo il successo del Maxi Processo, Giovanni Falcone torna nel mirino, non solo della Mafia ma anche di una parte dei suoi colleghi, che lo additano come un "protagonista" o "sceriffo" per invidia o per difendere uno status quo burocratico. Il primo colpo decisivo alla carriera di Falcone arriva nel gennaio 1988, quando il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) gli preferisce il magistrato tradizionalista Antonino Meli per la successione a Antonino Caponnetto alla guida dell'Ufficio Istruzione di Palermo. Paolo Borsellino ricorderà in un discorso che fu quello il momento in cui lo Stato e la magistratura cominciarono a far morire Falcone professionalmente, impantanando l'ufficio nella "solita gestione burocratica". La Guerra Sotterranea e il Caso Contorno La nomina di Domenico Sica ad Alto Commissario Antimafia nell'agosto 1988 segna l'inizio di una "guerra sotterranea" contro il pool antimafia. I rapporti con Falcone si fanno tesi: un episodio cruciale riguarda il tentativo di Sica di ottenere la collaborazione del boss Gaetano Badalamenti negli Stati Uniti prima che lo facesse Falcone, bruciando ogni possibilità di pentimento. Nel frattempo, il pentito Salvatore Contorno, determinante per le inchieste, si dichiara abbandonato dallo Stato italiano, lamentando di essere stato penalizzato con nuovi mandati di cattura strumentali che lo tenevano in carcere, al contrario di altri imputati. Il "Corvo" e l'Attentato dell'Addaura Sul finire degli anni Ottanta, Totò Riina – che Falcone aveva smascherato come l'autore di un "colpo di Stato" all'interno di Cosa Nostra (Operazione Iron Tower) – era al culmine del suo potere. Nel maggio-giugno 1989, una serie di missive anonime, attribuite al "Corvo" (un addetto ai lavori, forse un magistrato o un dirigente di polizia), accusa Falcone e il poliziotto Gianni De Gennaro di manipolare i pentiti e di aver permesso a Totuccio Contorno di tornare a Palermo per uccidere i nemici della sua famiglia, definendoli "Killer di Stato". L'obiettivo è delegittimare Falcone alla vigilia della sua nomina a procuratore aggiunto. L'attentato dinamitardo fallito contro Falcone nella sua villa estiva all'Addaura (giugno 1989) aveva, secondo lo stesso giudice, lo scopo di dare credibilità alle lettere: il suo omicidio sarebbe stato visto come la logica conseguenza di una sua presunta intrusione in una guerra di mafia, chiudendo così la vicenda e distruggendo la sua immagine. L'Indagine su Di Pisa L'indagine sulle lettere anonime si concentra sul collega di Falcone, il PM Alberto Di Pisa, il quale, difendendosi, attacca la "gestione familiare e gravemente scorretta" dei pentiti da parte di Falcone. La prova chiave contro Di Pisa, un'impronta su una missiva prelevata da Domenico Sica con una tazza di caffè, viene in seguito giudicata inutilizzabile in appello, portando all'assoluzione di Di Pisa. L'identità del "Corvo di Palermo" rimane uno dei grandi misteri italiani. 00:00:38,"La reazione euforica di Totò Riina alle lettere anonime del ""Corvo""." 00:02:14,"L'infangamento di Falcone dopo il Maxi Processo (""sceriffo"" o ""fenomeno"")." 00:03:23,La nomina di Antonino Meli alla guida dell'Ufficio Istruzione (Gennaio 1988). 00:05:56,Paolo Borsellino: Lo Stato cominciò a far morire Falcone nel gennaio 1988. 00:09:47,Il CSM preferisce Antonino Meli a Giovanni Falcone. 00:12:04,La nomina di Domenico Sica ad Alto Commissario Antimafia (Agosto 1988). 00:15:27,I rapporti tesi tra Falcone e Sica (tentativo fallito su Badalamenti). 00:16:20,Il pentito Salvatore Contorno negli USA si sente abbandonato e collabora nuovamente. 00:27:03,"Le missive anonime del ""Corvo"" accusano Falcone di manipolare i pentiti." 00:29:23,L'attentato alla Daura contro il giudice Falcone (Giugno 1989). 00:29:38,"Falcone: L'attentato doveva servire a dar credito alle lettere del ""Corvo""." 00:30:37,"L'indagine sul ""Corvo"" coinvolge il collega Alberto Di Pisa." 00:33:40,L'impronta di Di Pisa prelevata da Domenico Sica con una tazza di caffè. #ItaliaMistero #documentario #truecrime #storiavera #cronacanera #storia #storiavera #perte #Falcone #CorvoDiPalermo #TotòRiina #Antimafia #Mafia #StoriaItaliana #GiovanniFalcone #CorvoDiPalermo #Addaura, #CosaNostra #corleonesi AVVERTENZA • Questo video è frutto di ricerca giornalistica e utilizza solo fonti pubbliche e accessibili. • Alcune immagini o brevi spezzoni video sono riprodotti per finalità di cronaca, critica, commento o informazione ai sensi dell'art. 70 LDA. • Le ricostruzioni hanno esclusivamente scopo divulgativo. • Non vengono promossi comportamenti contrari alla legge. • Questo contenuto NON costituisce pubblicità né contiene contenuti sponsorizzati.

Unica Radio Podcast
L'ambiente ferito e lo sguardo necessario: il racconto di Stefania Divertito

Unica Radio Podcast

Play Episode Listen Later Nov 26, 2025 7:36


Un'analisi che intreccia memoria personale, emergenze ambientali e responsabilità politiche, mostrando come la crisi climatica non sia mai un tema distante ma una realtà che attraversa città, comunità e persone, diventando materia urgente per istituzioni, informazione e cittadini consapevoli. Dal quartiere di Napoli Est alla consapevolezza ambientale Nel suo impegno narrativo e giornalistico, Stefania Divertito parte da un luogo molto preciso: Napoli Est, in particolare l'area di San Giovanni e San Lucio. È un territorio segnato da raffinerie, oleodotti e un mare che negli anni si trasformava in uno spazio non più vivibile. L'autrice ricorda come un incendio nella raffineria Agip negli anni Ottanta modificava radicalmente la percezione della città e dell'aria che respirava ogni giorno. L'evento costrinse molte famiglie a lasciare temporaneamente le proprie case. Il rapporto tra ambiente, salute e diritto diventa così parte centrale del suo percorso. La spinge a raccontare le ferite del territorio e la necessità di strumenti giuridici che permettano alle comunità di ottenere giustizia. Realtà come Unica Radio e associazioni impegnate sul territorio diventano punti di diffusione e confronto necessari. Il quadro più ampio, invece, riguarda la possibilità per i cittadini di rivendicare diritti attraverso istituzioni come la Corte europea dei diritti dell'uomo e movimenti che chiedono il riconoscimento del reato di ecocidio. Secondo Divertito, la responsabilità individuale e collettiva nasce dalla capacità di cambiare sguardo. Non si deve subire ciò che accade, ma interrogarsi sulle cause e sui soggetti responsabili. Solo così si può costruire un tessuto sociale più consapevole e più forte. Comunicare la crisi climatica tra Cop 30, scienza e attivismo Il tema della comunicazione ambientale occupa un posto centrale nelle riflessioni di Stefania Divertito. Questo risulta ancora più evidente in un periodo in cui vertici come la COP 30, ospitata a Belém in Brasile, riportano al centro la necessità di un linguaggio più efficace e meno catastrofista. Per l'autrice, la narrazione basata solo sul disastro rischia di paralizzare l'azione. Anche l'ottimismo a tutti i costi produce un effetto contrario, perché trasforma la crisi climatica in un fenomeno percepito come lontano o inevitabile. L'obiettivo diventa quindi raccontare ciò che accade oggi. Bisogna rendere i dati più vicini all'esperienza quotidiana dei cittadini e ricordare che anche le previsioni più dure dell'IPCC o dell'UNEP non escludono la possibilità di invertire la rotta attraverso politiche efficaci e scelte collettive. Secondo Divertito, la comunicazione deve restare chiara e accessibile. Deve coinvolgere comunità, istituzioni e mondi diversi, dalle associazioni territoriali ai festival culturali che uniscono arte, scienza e cittadinanza. In questo senso, piattaforme come Comune di Napoli o realtà culturali impegnate nella divulgazione assumono un ruolo chiave. Favoriscono un'alleanza tra linguaggi differenti e una sensibilità ambientale capace di attraversare generazioni e città. Alleanze, comunità e la forza collettiva Per Stefania Divertito, la prima forma di salvezza è il riconoscersi come comunità. Solo così cittadini, artisti, scienziati e scrittori possono unire forze e competenze per rispondere a una crisi che richiede partecipazione attiva. L'idea di comunità non è un concetto astratto. È un territorio concreto, fatto di persone che collaborano, condividono conoscenze e costruiscono reti solide. Artisti, istituzioni, associazioni e realtà civiche diventano quindi parte di un unico processo culturale e sociale. Questo processo si rafforza anche grazie a progetti e iniziative promosse in molte città italiane, dove la rigenerazione urbana incontra l'attivismo ambientale. L'alleanza tra arte, scienza e società rappresenta per l'autrice un passaggio imprescindibile. Solo attraverso un dialogo aperto è possibile affrontare la crisi climatica non come un destino ineluttabile, ma come un terreno d'azione collettiva. Ogni gesto culturale, politico o sociale contribuisce così alla costruzione di un futuro più responsabile.

Dicono di te
Ep.114 - Ludovica Rampoldi

Dicono di te

Play Episode Listen Later Nov 21, 2025 66:20


L'infanzia negli anni Ottanta passata davanti alla tv a guardare i cartoni animati giapponesi, il rapporto con un padre giornalista sempre in viaggio, il primo folgorante incontro con la sceneggiatura in una scuola di «suorine»: Ludovica Rampoldi ripercorre il filo che lega la sua vita al cinema. In questa intervista a Malcom Pagani, Rampoldi racconta i «disastri» durante le riprese de “Le conseguenze dell'amore” e l'approdo alla regia, gli incontri che segnano un percorso, da Paolo Sorrentino a Bernardo Bertolucci, fino ad un televisivo pranzo a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi. Riflette poi sulle trasformazioni della serialità e sui limiti nuovi della comicità e spiega per lei chi è davvero uno sceneggiatore: «Uno che ha un punto di vista». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

COSMO Radio Colonia
Marilena Rossi, decenni di impegno per gli italiani in Germania

COSMO Radio Colonia

Play Episode Listen Later Nov 21, 2025 22:44


Ascoltare le storie, capire le esigenze e tutelare i diritti sociali e politici e i legami con le origini: è questo l'obiettivo di Marilena Rossi, che fra i molti incarichi e progetti, oggi è presidente del patronato ITAL UIL Germania e membro del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. L'avrebbe mai pensato quando si è trasferita a Unna per amore negli anni Ottanta? E come sono cambiate le sfide, le storie di chi emigra oggi, le politiche del governo e i rapporti fra Italia e Germania? Volete ascoltare un podcast su un tema particolare? Scriveteci a cosmoitaliano@wdr.de Seguiteci anche su Facebook: Cosmo italiano E qui trovate tutti i nostri temi: https://www1.wdr.de/radio/cosmo/sprachen/italiano/index.html Von Francesco Marzano.

Lost In The Space: storie di cinema
Ep 107 Il Maestro – con Pierfrancesco Favino, Valentina Bellè e Andrea Di Stefano

Lost In The Space: storie di cinema

Play Episode Listen Later Nov 17, 2025 39:06


Un ex campione mancato (si dice abbia toccato un ottavo di finale al Foro Italico, ma quella gloria è ormai sbiadita), un ragazzino pieno di sogni e un padre che su quei sogni ha scommesso tutto. Sullo sfondo, la fine degli anni Ottanta: un'estate rovente tra tornei, bugie e colpi fuori campo. Non è un videoclip nostalgico, ma il nuovo film di Andrea Di Stefano. Ne abbiamo parlato con il regista e con due protagonisti d'eccezione: Pierfrancesco Favino e Valentina Bellè.In tempi di ATP Finals e campioni scintillanti, Il Maestro racconta la storia di chi il tennis lo viveva con più sudore che sponsor. Perché tutti vogliono essere Djokovic… ma non tutti possono essere Raul Gatti.

RadioPNR
Barbara Rossi La Voce della Luna 14 novembre

RadioPNR

Play Episode Listen Later Nov 14, 2025 4:34


Il Maestro, il film diretto da Andrea Di Stefano, è ambientato nell'estate di fine anni Ottanta e racconta la storia di Felice (Tiziano Menichelli), un ragazzino di tredici anni, talento ancora acerbo del tennis con una pressione enorme sulle spalle, quella di un padre che ha investito tutto nei suoi successi futuri.

Laser
Roma ai margini

Laser

Play Episode Listen Later Oct 30, 2025 27:14


Alla vigilia del 50esimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, torniamo nelle periferie romane.La “Città eterna” è fatta anche delle sue periferie, nate ai bordi della città ma oggi al centro di tante storie di resistenza e rinascita.Il Quarticciolo, costruito negli anni quaranta del secolo scorso come borgata popolare, resta un luogo simbolo di vita comunitaria e orgoglio di quartiere.Bastogi, con le sue case popolari sorte negli anni Ottanta, racconta invece la fatica e la solidarietà di chi vive ai margini di una metropoli in continua trasformazione.Il Corviale, il celebre “Serpentone” lungo un chilometro, fu progettato come città nella città, ma divenne presto sinonimo di isolamento e disagio, oggi al centro di progetti di rigenerazione urbana.E poi c'è Garbatella, nata un secolo fa come borgata giardino per gli operai e oggi divenuta quartiere alla moda, senza mai perdere la sua anima popolare.Dalle periferie storiche a quelle contemporanee, Roma continua a raccontarsi attraverso i suoi margini: luoghi difficili, ma vivi, dove la città ritrova la propria umanità.

Sky Crime Podcast
Morte a Parma | L'ultima danza di Katharina - puntata 4/4

Sky Crime Podcast

Play Episode Listen Later Oct 23, 2025 27:15


Nella Parma degli anni Ottanta, Katharina Miroslawa lavora come ballerina in un locale notturno e seduce Carlo Mazza, donnaiolo dell'alta società parmense. Alla morte di lui, Katharina, beneficiaria di una polizza miliardaria, è la prima indiziata. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sky Crime Podcast
Morte a Parma | L'ultima danza di Katharina - puntata 3/4

Sky Crime Podcast

Play Episode Listen Later Oct 16, 2025 28:05


Nella Parma degli anni Ottanta, Katharina Miroslawa lavora come ballerina in un locale notturno e seduce Carlo Mazza, donnaiolo dell'alta società parmense. Alla morte di lui, Katharina, beneficiaria di una polizza miliardaria, è la prima indiziata. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

il posto delle parole
Gabriella Belli "Vedova Tintoretto. In dialogo"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Oct 13, 2025 24:57


Gabriella Belli"Vedova Tintoretto. In dialogo"Palazzo Madama, Torinowww.palazzomadamatorino.itFino al 12 gennaio 2026 Palazzo Madama – Museo Civico d'Arte Antica di Torino e la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia presentano la mostra “Vedova Tintoretto. In dialogo” a cura di Gabriella Belli e Giovanni Carlo Federico Villa. Un eccezionale percorso espositivo concepito per accostare l'arte di due grandi pittori veneziani, ciascuno tra i massimi interpreti della propria epoca – Jacomo Robusti detto il Tintoretto (Venezia, 1518-1594) ed Emilio Vedova (Venezia, 1919-2006) – letti in parallelo, così da affrontare lo sviluppo dell'opera di Vedova nel suo confronto con quello che è stato il maestro d'elezione, indagando similitudini e temi consonanti (o dissonanti) alla base delle singole scelte espressive.Tintoretto è stato fondativo per la formazione artistica di Vedova e la mostra a Palazzo Madama sottolinea l'impeto e la forza dell'articolato rapporto che lega i due artisti attraverso l'accostamento di capolavori del maestro rinascimentale e dell'artista informale. Il progetto dell'esposizione prende avvio dalla straordinaria opportunità di ospitare a Torino una delle opere conclusive, e paradigmatiche, della parabola umana e artistica di Tintoretto: l'Autoritratto del 1588, in prestito dal Musée du Louvre. Una tela che è stata più di un modello iconografico, rappresentando, come si evince dalle interpretazioni di Edouard Manet – che la replica e la considera il più bel quadro al mondo – e dagli scritti di Jean-Paul Sartre, una sorta di identificazione poetica e concettuale per molti artisti.  Tintoretto è infatti l'interprete di una narrazione pittorica capace di arrivare al nostro tempo mettendo insieme “Il disegno di Michelangelo, e il colorito di Tiziano”, esaltato nel corso dei secoli dal genio romantico dell'inglese Ruskin (1819-1900) – “non sono mai stato così completamente annichilito di fronte a una mente umana come lo sono stato oggi, di fronte a Tintoretto” – e dalle penne di Goethe, Stendhal o Henry James. Scriveva Emilio Vedova rispetto al suo grande maestro: “Tintoretto è stato una mia identificazione. Quello spazio appunto una sede di accadimenti. Quella regia a ritmi sincopati e cruenti, magmatici di energie di fondi interni di passioni di emotività commossa (…)”E per Vedova Tintoretto è la quotidianità di una consuetudine con Chiese, Scuole e Palazzi di Venezia in cui cercare e trovare il proprio Maestro, l'unico che gli rivela il segreto per trasformare la tecnica da merostrumento espressivo di belle forme in una lama affilata capace di incidere nella storia. Da lui Vedova trae ispirazione per temi e contenuti, ricava basilari insegnamenti per dominare lo spazio della tela, tradurre in colore la luce delle sue composizioni, modellare nel gesto rapido senza esitazioni le forme, che scaturiscono dal suo nuovo segno, che già nel 1948 lascia ogni tentazione figurativa per risolversi nell'astrazione. Giungendo infine alla sequenza indimenticabile dell'opera …in continuum, compenetrazioni/traslati '87/'88 riprova di quanto l'incontro di una vita abbia reso grande anche il discepolo, gli abbia offerto lo slancio necessario per andare oltre. La mostra Vedova Tintoretto. In dialogo, allestita nell'Aula del Senato del Regno d'Italia, presenta una cinquantina di capolavori tra tele di Emilio Vedova e opere di Tintoretto quali le clamorose ancone dei Camerlenghi, straordinario prestito dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia o, ancora, alcune delle opere del celeberrimo ciclo delle Metamorfosi ora conservate alle Gallerie Estensi di Modena. Il serrato dialogo tra i due artisti si sviluppa a partire dai disegni giovanili di Vedova del 1936 passando per le tele degli anni Quaranta e Cinquanta dedicate alla riflessione su dipinti di Tintoretto quali la Moltiplicazione dei pani e dei pesci (da Tintoretto) (1942), La crocifissione (da Tintoretto) (1947), (studio da Sogno di San Marco di Tintoretto) (1956), e a quelle degli anni Ottanta. A completare il dialogo e l'esposizione è Vedova con la monumentale installazione …in continuum, compenetrazione/traslati '87/'88: più di cento grandi tele, assemblate le une con le altre in uno sviluppo che sfiderà la verticalità della sala del Senato, testimonianza dell'evoluzione di Vedova che continua con potenza visionaria il suo confronto col maestro ideale.Catalogo della mostra "Vedova Tintoretto. In dialogo": Silvana Editoriale www.silvanaeditoriale.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

MONDOSERIE. Il podcast
Visitors: gli alieni, la propaganda, la resistenza | 1 classico in 2

MONDOSERIE. Il podcast

Play Episode Listen Later Oct 10, 2025 17:57


Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.Negli anni Ottanta, quando la televisione americana stava ancora sperimentando i confini del racconto popolare, una miniserie di fantascienza riuscì a trasformarsi in icona culturale e allegoria politica. V – Visitors nasce nel 1983 come miniserie NBC, ma diventa presto un vero e proprio franchise crossmediale, tra sequel, serie regolare, remake, romanzi, fumetti e videogiochi.Al centro, un'idea potentissima: alieni rettiliani sotto spoglie umane invadono la Terra promettendo pace, ma perseguendo in realtà un piano di conquista, sottomissione e genocidio. In risposta, una Resistenza umana clandestina cerca di combatterli…“1 classico in 2” è uno dei format del podcast di Mondoserie: conversazioni a due voci su serie che hanno segnato l'immaginario collettivo.Leggi il nostro articolo su X-Files: https://www.mondoserie.it/x-files-20-anni/Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/  Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast  Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/   https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ  https://www.linkedin.com/in/mondoserie/ 

Sky Crime Podcast
Morte a Parma | L'ultima danza di Katharina - puntata 2/4

Sky Crime Podcast

Play Episode Listen Later Oct 9, 2025 26:29


Questo episodio è offerto da Shopify: visita il sito shopify.it/skycrime per ricevere la tua promozione! Nella Parma degli anni Ottanta, Katharina Miroslawa lavora come ballerina in un locale notturno e seduce Carlo Mazza, donnaiolo dell'alta società parmense. Alla morte di lui, Katharina, beneficiaria di una polizza miliardaria, è la prima indiziata. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

il posto delle parole
Francesca Serra "La fantasia è un posto dove ci piove dentro" Bergamo Scienza

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Oct 9, 2025 18:46


Francesca Serra"La fantasia è un posto dove ci piove dentro"Bergamo Scienzawww.bergamoscienza.itSabato 11 ottobre 2025, ore 15:00Bergamo ScienzaLa fantasia è un posto dove ci piove dentroItalo Calvino rappresenta una singolarità nel panorama della cultura mondiale. In lui si fondono il gusto per il racconto e l'amore per la scienza con risultati sorprendenti e profondi. Due celebri scrittori e critici letterari dialogheranno sulle opere di questo autore unico, svelando nuove prospettive che invitano alla lettura e alla riflessione.Intervengono: Francesca Serra, Université de Genève; Raffaello Palumbo Mosca,Università degli Studi di TorinoModera: Andrea Moro, Fondazione BergamoScienzaIntroduce: Raul Calzoni, Università degli studi di BergamoFrancesca Serra è professoressa di letteratura italiana e decana della Facoltà di lettere dell'Università di Ginevra. Ha scritto: Casanova autobiografo (2004), Calvino (2006), Le brave ragazze non leggono romanzi (2011), La morte ci fa belle (2013), La grande Blavatsky (2016). Tra il 2017 e il 2021 ha ideato e diretto il progetto "Atlante Calvino” del Fondo Nazionale Svizzero della ricerca.Atlante Calvinohttps://atlantecalvino.unige.ch/La letteratura come l'ha pensata, praticata e modellata Italo Calvino tra gli anni Quaranta e gli anni Ottanta del secolo scorso, aveva un solo fine: tenere la mente aperta.Renderla abbastanza elastica non certo da capire tutta la complessità del mondo ma almeno da misurarla e trarne qualche conseguenza come per esempio che abbiamo bisogno di storie perché la nostra mente non si limiti a riprodurre soltanto se stessa.Il processo di metamorfosi, che già Galileo poneva a fondamento della materia vivente che noi siamo, si attiva attraverso la narrazione la quale trasforma la nostra mente in un grande laboratorio di possibilità. Aperto al futuro, grazie alla molteplicità di sguardi con cui partecipa alla costruzione del passato.È per questo che lo spirito della letteratura che Calvino ha propugnato nel corso della sua vita deve spingerci a sperimentare.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Laser
Tauromachia

Laser

Play Episode Listen Later Oct 9, 2025 27:50


Nel prossimo fine settimana si conclude in Spagna la stagione delle corride. Tutto esaurito in tutte le arene, segno che ha ancora un forte seguito la tradizione della tauromachia, nella penisola iberica.Nel 2026 ricorre il centenario di Fiesta, Il sole sorge ancora, il romanzo che fece di Hemingway una superstar della letteratura americana e lanciò il mito dello scrittore aficionado di tori e toreri. A partire dalla sua passione per i tori, si sviluppa anche una immagine machista di Hemingway: lo scrittore appassionato di corride in Spagna, di caccia in Africa, di pesca a Cuba, reporter di guerra durante la guerra civile in Spagna e la seconda guerra mondiale in Francia.Ma dalla metà degli anni Ottanta, dopo la pubblicazione di Il Giardino dell'Eden e di nuove biografie, un nuovo filone di indagine si è sviluppato soprattutto negli Stati Uniti e soprattutto grazie a studiose donne, che hanno ribaltato sia la sua immagine misogina sia quella di macho. Oggi molti studi hemingwayani si concentrano sulle tematiche di fluidità di genere e queerness presenti in molti racconti e scritti. Questa nuova lettura è possibile anche con la tauromachia, al centro di Fiesta, il romanzo che ha contribuito alla fama mondiale dei Sanfermines, la fiesta di Pamplona.Questa puntata di Laser nasce da un intervento presentato alla XX Conferenza Internazionale della Hemingway Society a San Sebastián e Bilbao nel 2024, intitolato “A little death in the afternoon - Tauromachy and gender fluidity in The Sun Also Rises” (Una piccola morte nel pomeriggio - Tauromachia e fluidità di genere in Il sole sorge ancora), incentrato su una interpretazione del rito taurino secondo l'analisi dell'antropologo catalano Manuel Delgado e dello scrittore ed etnografo francese Michel Leiris, arricchita da conversazioni con il filosofo e ricercatore Rafael Sánchez-Mateos Paniagua e con la danzatrice Luz Arcas (La Phármaco), e dalla visione di Pomeriggi di Solitudine, il documentario del regista Albert Serra dedicato al torero peruviano Andrés Roca-Rey.Alla luce di questi riferimenti antropologici-psicoanalitici, i personaggi del romanzo appaiono impegnati in dinamiche dalla forte connotazione androgina e omo-erotica, in particolare il quadrilatero formato da Jake Barnes, il reporter ferito in guerra, Brett Ashley, la scandalosa protagonista femminile, il torero Pedro Romero e, naturalmente, il toro.

Italia Mistero
Riina in aula 2 di 3 (Processo Montana Cassarà)

Italia Mistero

Play Episode Listen Later Oct 9, 2025 33:00


Riina in aula 2 di 3 (Processo Montana Cassarà)Durante il processo per gli omicidi di Beppe Montana e Ninni Cassarà, Totò Riina appare in aula con il suo consueto silenzio glaciale. È uno dei momenti più drammatici della storia giudiziaria italiana: la giustizia faccia a faccia con il capo dei capi di Cosa Nostra. In questo video ripercorriamo le fasi salienti del processo, le accuse, le testimonianze e il clima di paura che circondava Palermo negli anni Ottanta. Hashtag: #TotòRiina #ProcessoMafia #CosaNostra #MontanaCassarà #Antimafia #StoriaItaliana #RiinaInAula #Maxiprocesso #PalermoAnni80 #TrueCrimeItalia ISCRIVITI AL CANALE: https://www.youtube.com/@italiamistero?sub_confirmation=1 #italiamistero #riina #mafia #cosanostra #salvatoreriina #storia #storiavera #perte www.italiamistero.it: https://www.italiamistero.it/

Italia Mistero
Riina U'Curtu: omicidi Giuseppe Insalaco e Natale Mondo (I Corleonesi 67° parte)

Italia Mistero

Play Episode Listen Later Oct 7, 2025 33:06


Due uomini, due destini segnati dal coraggio di non piegarsi. Giuseppe Insalaco, ex sindaco di Palermo, e Natale Mondo, poliziotto fedele allo Stato, vengono assassinati a pochi giorni di distanza nel 1988. Entrambi conoscevano troppo, entrambi avevano toccato da vicino gli interessi di Cosa Nostra. In questo video ripercorriamo la loro storia, le indagini, e i legami con la stagione di sangue che travolse Palermo negli anni Ottanta. ISCRIVITI AL CANALE: https://www.youtube.com/@italiamistero?sub_confirmation=1 #italiamistero #GiuseppeInsalaco #NataleMondo #CosaNostra #Mafia #Palermo #TrueCrimeItalia #OmicidiMafiosi #storia #storiavera #perte www.italiamistero.it: https://www.italiamistero.it/

il posto delle parole
David Santoro "I bambini della Terra selvaggia" Auke Hulst

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Oct 3, 2025 19:05


David Santoro"I bambini della Terra selvaggi"Auke HulstCarbonio Editorewww.carbonioeditore.itNell'Olanda degli anni Ottanta, nella grigia campagna attorno a Groninga, quattro fratelli crescono in una casa enorme e fatiscente, sotto lo sguardo muto del bosco.Figli di genitori bohémien, Kurt, Kai, Shirley Jane e Deedee vivono un'infanzia anticonformista e felice, fino al giorno dell'improvvisa morte del padre, un buco nero nella loro esistenza.In balia dei capricci di una madre imprevedibile, dolce e fragile, che ignora i creditori, sfreccia via in macchina per dimenticare e sparisce per giorni con l'amante di turno, i ragazzi devono reinventarsi da soli il proprio destino. La Terra selvaggia, ai margini del mondo, è il loro regno di caos e fantasia sregolata, di povertà e libertà, dove la ferita cocente della perdita si trasforma in nuvole, giochi, ricordi, sogni.Ripercorrendo un passato che non c'è più o a volte non è mai esistito, Auke Hulst ci consegna un romanzo coinvolgente e indimenticabile: una storia di dolore e amore fraterno, speranza e resilienza, incanto e struggente nostalgia.Traduzione a cura di David SantoroAuke Hulst (1975), scrittore, critico, saggista e musicista pluripremiato, è tra le voci più originali e potenti della letteratura contemporanea olandese. Si è affermato con I bambini della Terra selvaggia (2012), romanzo autobiografico che ha conquistato il pubblico dei Paesi Bassi ed è diventato subito un bestseller, arrivato oggi alla  ventunesima ristampa. Il libro ha ottenuto diversi riconoscimenti tra cui, nel 2013, l'ambitissimo premio annuale del magazine “Cutting Edge”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sky Crime Podcast
Morte a Parma | L'ultima danza di Katharina - puntata 1/4

Sky Crime Podcast

Play Episode Listen Later Oct 2, 2025 29:53


Nella Parma degli anni Ottanta, Katharina Miroslawa lavora come ballerina in un locale notturno e seduce Carlo Mazza, donnaiolo dell'alta società parmense. Alla morte di lui, Katharina, beneficiaria di una polizza miliardaria, è la prima indiziata. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

il posto delle parole
Giulio Milani "Codice Tondelli"

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Play Episode Listen Later Oct 2, 2025 26:26


Giulio Milani"Codice Tondelli"La pagina è pelle. La parola è desiderio.Transeuropa Edizionihttps://www.transeuropaedizioni.it/shop/narrativa/codice-tondelli-la-pagina-e-pelle-la-parola-e-desiderio/Un mosaico vivo e commosso intorno a Pier Vittorio Tondelli, mito irregolare della letteratura italiana, talento inquieto e profeta di un'idea esplosiva: che scrivere significa vivere, fino in fondo, fino all'osso. Codice Tondelli è il romanzo collettivo di chi gli è stato vicino – in caserma, in casa, in redazione, nei club notturni e nei giorni di grazia – ma anche l'inchiesta appassionata su un'opera che continua a bruciare. Dai segreti di Biglietti agli amici alle lettere d'amore, dai parallelismi con Kundera, Pasolini e Tolstoj alla fede incrollabile nei margini e nei libertari, questo libro scava nel cuore di una letteratura che si fa corpo, desiderio, ferita e redenzione. Con le voci di Ugo Marchetti, Aldo Tagliaferri, Paolo Landi, Elisabetta Sgarbi, dei commilitoni di Pao Pao, e di amici e complici sparsi tra Bologna, Roma, Milano, Firenze e Correggio. Una mappa sentimentale e visionaria che riapre il laboratorio tondelliano come spazio di libertà, amore e rivoluzione.Dall'autore di Codice Canalini, acclamato dalla critica e diventato cult tra lettori e addetti ai lavori, arriva Codice Tondelli, in occasione del settantesimo anniversario della nascita del Pier Vittorio Tondelli.Un memoir letterario, una biografia corale, un'indagine sul segreto della «tanka tondelliana», un viaggio esplosivo e intimo nel cuore pulsante degli anni Ottanta in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Laser
Iter Goritiense

Laser

Play Episode Listen Later Sep 30, 2025 26:43


Il nodo di Salomone, simbolo non solo cristiano dell'unione nella diversità, lo abbiamo incontrato per la prima volta nella Basilica Patriarcale di Aquileia. È da qui, con le parole di Andrea Bellavite, che dirige la Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia (sotto tutela dell'UNESCO dal 1998 insieme all'area archeologica), che è partito l'Iter Goritiense-Cammino Goriziano. Ottanta chilometri che portano a Sveta Gora, un cammino transfrontaliero, organizzato dalla Comunità Radiotelevisiva Italofona (CRI), condiviso con le colleghe e i colleghi delle radio italofone della Comunità, attraversando confini, storie, natura. Con quattro fili, temi, conduttori: radici, ferite, rinascita e incontro. Tra gli incontri fatti strada facendo, c'è stato quello con Claudio Regeni e Paola Deffendi, i genitori di Giulio Regeni, il ricercatore friulano sequestrato, torturato e ucciso 9 anni fa in Egitto. Con in mano il libro scritto per non dimenticare Giulio, e la bandiera gialla: un altro simbolo, quello della battaglia per la giustizia.  Un percorso dentro il presente e il passato, costeggiando il fiume Isonzo, che con i suoi 136 chilometri attraversa il territorio sloveno ed italiano, per sfociare nel golfo di Trieste. Tra il 1915 e il 1917 il verde smeraldo dell'Isonzo è stato tinto di rosso, il sangue delle dodici battaglie contro l'esercito austriaco. Una memoria che resta impressa nel Carso italiano e sloveno, da San Martino del Carso al Monte San Michele dove un soldato ha scritto una piccola, ma potente, frase: «Voliamo la pace» , volutamente senza la g.Anche grazie alla forza della natura, questi luoghi hanno saputo trasformare l'orrore in rinascita, fino alla nomina di capitale della cultura europea 2025 della slovena Nova Gorica e l'italiana Gorizia. È la prima volta che il titolo viene assegnato a due città di due Paesi diversi.  Un cammino per ricordare la frontiera che dal 1947 ha diviso Gorizia e Nova Gorica voluta dal presidente jugoslavo Tito. Un muro le ha divise fino al 2004, quando la Slovenia è entrata nell'Unione Europea.  Il Cammino si è concluso al Santuario di Sveta Gora – Montesanto.  Ognuno, ognuna di noi, ha condiviso, e porta via con sé, un pensiero, una rilfessione.Con Andrea Bellavite, Direttore della Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, Mitja Juren, storico, uno dei massimi esperti del fronte dell'Isonzo, Alessandro Cattunar, dottore di ricerca in Storia contemporanea e insegnante, Maria du Bessè, segretaria generale dalla Comunità Radiotelevisiva Italofona, e i colleghi e colleghe delle radio italofone della Comunità: Andrea Borgnino (Rai Radio Digitali Specializzate e Podcast), Elena de Concini (Rai Alto Adige), Selina Sciucca (Hrt - Radio Fiume), Rosario Tronnolone (Radio Vaticana), Vida Valencic (Rai Friuli-Venezia Giulia), e Barbara Urizzi (Radio Capodistria).

Target Zero Hunger
Giornata mondiale dell'alimentazione 2025 - Annuncio di servizio pubblico

Target Zero Hunger

Play Episode Listen Later Sep 19, 2025 0:31


Cos'è il cibo? Il cibo è vita, è memoria, radici, terra e saperi antichi. Il cibo è un diritto, non un privilegio. Ottanta anni fa il mondo ha fatto una promessa crescere, condividere, nutrire le comunità e vivere meglio. In questa Giornata Mondiale dell'Alimentazione il 16 ottobre camminiamo insieme, mano nella mano. Senza lasciare nessuno indietro. Per saperne di più, visita www.fao.org © FAO

il posto delle parole
Antonio Veneziani "Il tempio dell'anima"

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Play Episode Listen Later Sep 11, 2025 25:11


Antonio Veneziani"Il tempio dell'anima"Il Simbolo EdizioniPubblichiamo la recensione di Giorgio Ghiotti, pubblicata su VallecchiPoesia.https://vallecchipoesia.it/content/antonio-veneziani-il-tempio-dellanima-il-simbolo-2025E' una nostizia da festeggiare ogni volta che esce un nuovo libro di un vero poeta, specialmente quando, come nel caso di Antonio Veneziani, sono passati anni dal suo ultimo lavoro. L'autore del memorabile esordio Brown Sugar del '79 ha affidato alle lodevoli edizioni Il Simbolo di Maurizio Gregorini il suo ritorno in volume con Il tempio dell'anima. Ritorno importante, atteso, per chi nel tempo ha seguito di Veneziani il percorso, fatto di fedeltà alla sua ispirazione, di coerenza e – tratto sempre più raro oggi – di assoluta libertà, difesa e pretesa anche a scapito di facili posizionamenti. Se nelle raccolte precedenti il poeta ci aveva abituati a scene di sollecito amore, di notturni incontri e esperienze del corpo, sempre restituendo nei suoi versi una città fantasmatica e miserabile non estranea a ingenti dosi di tenerezza e commozione, ne Il tempio dell'anima qualcosa è mutato. Verrebbe da dire che, smessi in parte i panni del flaneur urbano dedito alla perlustrazione di lungoteveri e interni domestici carichi di segreti (splendido esempio ne sono due raccolte precedenti: Tatuaggio profondo e Canzonette stradaiole), Antonio Veneziani recupera qui un paesaggio interiore mai pacificato – impossibile per chi, come lui, vive il mondo in percentuali altissime: “sono fuori posto, fuori luogo. / È pericoloso vivere” –, ma certamente accolto e compreso in un ragionare che non è mai stato tanto cristallino, serenamente inquieto, quasi direi metafisico. Veneziani non ha paura di parlare dalla vecchiaia, come chi ancora si indigna e s'innamora, magari di un gattino “sgarrupato” salvato dalla tempesta (“Troverò una tasca, / la inventerò se occorre”), ma forse per la prima volta si intrattiene a pensare anche ai cieli, a una divinità che, pur nella non consona e addomesticata forma delle religioni, sappia farsi – come scritto con ottima intuizione da Gregorini nella nota introduttiva – culla di un infinito cui la parola e quella poetica ancor di più anela. Poesie di grande temperatura emotiva si susseguono lungo le pagine, così che ogni testo, ricomposto all'interno del disegno d'insieme, vada a comporre una tessitura di irresistibile fascino, in grado di restituire non soltanto la storia di una poesia (e quella di Veneziani è una tra le migliori che abbiamo, suo merito e nostra fortuna), ma la storia di un'anima. Anima, ben inteso, che sa farsi biografia, anima mai slegata dalla materia reale della vita. Un'anima, quella di Veneziani, celeste e terrestre insieme. C'è una sapienza in questa raccolta che non appartiene a saggi e antichi dei; è la sapienza dei balocchi, degli autodidatti della vita, dei poeti. Antonio Veneziani non rivela dall'alto per meravigliare i lettori, ma prova meraviglia nel rivelarsi. Non consiglia, non indica, si tiene ben lontano da una poesia di precetto, perché si sente lui per primo in continuo rodaggio (e qui penso a Caproni che s'ammoniva: “resta ancora tutto da dimostrare”). Così le tre sezioni centrali dell'opera (Barbaglio di amor senile, Frammenti di diario e La storia si ripete) possono leggersi davvero come un consuntivo appassionato senza mai alcuna sbavatura di un'intera vita: Grazie della premura, grazie dei consigli.Ma voi, voi non siete nel vortice chemi attraversa, né dentro i tagliche mi procuro per tangere il sanguedel mio declino. Credetemi è raccapricciante,e c'è di più, scrivo preghiere nelle pietree poi, nell'opacità della notte, le buttonel fiume.  O ancora: La mia vitaè presto raccontata:anni vissuti a zonzo, droghe smodate,labbra troppo altere per divine invocazioni.Perso in meandri etilicivolevo assoggettare il cielo.Imbecille cancellavo calendariper depistare la morte. Orariottoso scanso i vecchi selciati.  Merito di questo lavoro editoriale, l'aver posto ad apertura e chiusura del libro il recupero di lavori oramai introvabili dell'autore: dalle poesie di A Gerusalemme e Talismani al poemetto Shalom, in cui si fanno i conti, senza che mai tornino appieno e sempre in affanno com'è giusto di un'anima in cammino, con le proprie radici ebraiche. Lo stile di Antonio Veneziani è unico nel panorama contemporaneo, irretisce e libera, apre ferite e le rimargina ma mai del tutto. C'è nella sua poesia, ancora una volta, un senso di insofferenza e di pietas, una postura etica e civile mai di posa, innata nell'occhio che, osservando e registrando il mondo da una posizione liminare, riattiva e colma un ripostiglio segreto che è in ciascuno di noi, facendoci ricordare la nostra riposta e forse dimenticata riserva di umanità. Di questo noi suoi affezionati lettori gli saremo grati a lungo. Mi si permetta di spendere ancora qualche riga per rimarcare il lavoro dell'editore Il Simbolo, che a poco più di un anno dalla sua nascita tanto sta facendo nella cura attenta e rigorosa delle sue uscite, tra le quali spicca un prezioso e imprescindibile volume delle poesie di Elsa De Giorgi (L'eternità nel gelo dell'alba). Una casa editrice che intenda primariamente il lavoro editoriale come lavoro culturale non è poca cosa, oggi. Nel cuore di Roma, là dove un'altra benemerita casa editrice, Empirìa, è andata dagli anni Ottanta promuovendo una vera cultura poetica (e tanto questa nuova esperienza ricorda, per valore, quella di via Baccina), Il Simbolo è una piccola roccaforte di bellezza, a partire dall'eleganza delle copertine, e di coraggio.   Antonio Veneziani, Maria Concetta Borgese"Piedi nudi e parole crude"Edizioni MedartLa parola è quella di Antonio Veneziani, poeta vibrante capace di trasformare in poesia ogni pensiero, ogni piccola azione, meditazione, ricordo.Parte dalla parola, ma si trasforma in danza e in musica e in un significato che amplia il respiro della poesia e diventa un'unica zolla; una terra splendente e feconda.“Ballerina, sii gentile, svelaci i segreti del ruscello;mostra, insieme all'erba alta, i muscoli della brezza.Vorrei andarmene ma mani di seta mi trattengono.Ero ladro e assassino, un tempo, ora son sasso.”Dialoga con la danzatrice, il poeta. Dialoga sapendo di trovare risposte. Anche lontane e indecifrabili, ma tènere e capaci di tenere a bada l'inquietudine.Scritte per Maria Concetta Borgese, che le coreografa e le interpreta, queste poesie aiutano il percorso di noi umani. Lo aiutano mostrandoci fili di invisibile, fiducia e generosità dimenticate.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Le Radici dell'Orgoglio
In arrivo i nuovi episodi di Le Radici dell'Orgoglio

Le Radici dell'Orgoglio

Play Episode Listen Later Sep 10, 2025 1:40


Da mercoledì 17 ottobre, con l'episodio n. 20 intitolato L'età dell'adolescenza inquieta (1986), riprende la pubblicazione del podcast sulla storia del movimento e della popolazione LGBT+ in Italia Le Radici dell'Orgoglio.Ogni quindici giorni un nuovo episodio per concludere la seconda stagione sugli anni Ottanta, per poi avventurarci con la terza stagione negli anni Novanta. Aiutaci nel nostro lavoro di ricerca e divulgazione con una donazione: vai sul sito web leradicidellorgoglio.it o sulla piattaforma produzionidalbasso.com e fai una donazione.Noi contiamo su di te!

Laser
Da Palermo a Lugano: cos'è la mafia oggi?

Laser

Play Episode Listen Later Sep 8, 2025 25:52


® «Follow the money» ovvero seguire la traccia dei soldi per combattere la mafia e contrastarne il potere: è stata una delle grandi intuizioni e lezioni del giudice Giovanni Falcone e dal pool antimafia di Palermo. La traccia dei soldi negli anni Ottanta ha portato alla Svizzera e alle sue banche, come ha dimostrato il processo “Pizza Connection” che si è aperto a Lugano 40 anni fa, l'8 settembre del 1985. Cos'è emerso sulle connessioni finanziarie di Cosa Nostra in Svizzera? Cos'è la mafia oggi, che bilancio è possibile fare? In questa puntata di Laser facciamo un'analisi che parte dalla Sicilia, da Palermo, e arriva alla Svizzera, a Lugano per capire quali sono in una società ed economia mondiale sempre più digitalizzata i volti, visibili e invisibili, gli strumenti e i business delle mafie e cosa si potrebbe fare per migliorare il contrasto. Ne parliamo con Lia Sava, dal 2022 Procuratrice generale di Palermo, il giornalista Attilio Bolzoni, uno dei maggiori esperti di mafie in Italia che nel suo ultimo libro Immortali (Fuoriscena, 2025) racconta la borghesia mafiosa, e il collega della RSI Francesco Lepori, uno dei maggiori conoscitori delle mafie in Ticino, responsabile operativo dell'Osservatorio ticinese sulla criminalità organizzata (O-TiCO) dell'Università della Svizzera italiana (USI), racconta le nuove frontiere del crimine in Mafiadigitale.ch (Armando Dadò Editore, 2025).Prima emissione: 19 agosto 2025

Laser
Da Palermo a Lugano: cos'è la mafia oggi?

Laser

Play Episode Listen Later Aug 19, 2025 25:52


«Follow the money» ovvero seguire la traccia dei soldi per combattere la mafia e contrastarne il potere: è stata una delle grandi intuizioni e lezioni del giudice Giovanni Falcone e dal pool antimafia di Palermo. La traccia dei soldi negli anni Ottanta ha portato alla Svizzera e alle sue banche, come ha dimostrato il processo “Pizza Connection” che si è aperto a Lugano 40 anni fa, l'8 settembre del 1985. Cos'è emerso sulle connessioni finanziarie di Cosa Nostra in Svizzera? Cos'è la mafia oggi, che bilancio è possibile fare? In questa puntata di Laser facciamo un'analisi che parte dalla Sicilia, da Palermo, e arriva alla Svizzera, a Lugano per capire quali sono in una società ed economia mondiale sempre più digitalizzata i volti, visibili e invisibili, gli strumenti e i business delle mafie e cosa si potrebbe fare per migliorare il contrasto. Ne parliamo con Lia Sava, dal 2022 Procuratrice generale di Palermo, il giornalista Attilio Bolzoni, uno dei maggiori esperti di mafie in Italia che nel suo ultimo libro Immortali (Fuoriscena, 2025) racconta la borghesia mafiosa, e il collega della RSI Francesco Lepori, uno dei maggiori conoscitori delle mafie in Ticino, responsabile operativo dell'Osservatorio ticinese sulla criminalità organizzata (O-TiCO) dell'Università della Svizzera italiana (USI), racconta le nuove frontiere del crimine in Mafiadigitale.ch (Armando Dadò Editore, 2025).

Non spegnere la luce
Moana Pozzi - Il mistero dietro la morte della diva che rivoluzionò l'hard in Italia

Non spegnere la luce

Play Episode Listen Later Jul 30, 2025 90:02


Nata a Genova nel 1961, Moana Pozzi è stata una delle figure più controverse e affascinanti dello spettacolo italiano. Dietro l'immagine della pornostar sicura di sé e della diva televisiva, si celava una donna determinata, colta e capace di trasformare il proprio corpo in simbolo di libertà e provocazione. Negli anni Ottanta e Novanta, mentre l'Italia si confrontava con un clima sociale conservatore, Moana infranse i tabù, approdando persino alla politica con il Partito dell'Amore. Nel 1994, la sua morte improvvisa a soli 33 anni, ufficialmente per un cancro al fegato, alimentò una scia di teorie alternative: chi sosteneva fosse morta di AIDS, chi parlava di un'esistenza segreta all'estero, chi di un complotto dei servizi segreti. Un mistero che, a distanza di trent'anni, continua ad alimentare fascino e interrogativi. Ma chi era davvero Moana Pozzi? E perché la sua figura resta così potente nell'immaginario collettivo italiano? Proviamo a scoprirlo insieme a Morena Rossi, copywriter, creative producer presso il gruppo Orange Media, ma soprattutto podcaster e autrice della serie “Icone”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast

il posto delle parole
Giuseppe Frazzetto "Mercuriale. Romanzi"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Jul 24, 2025 23:57


Giuseppe Frazzetto"Mercuriale. Romanzi"Le Farfalle EdizioniRiflettendo sulle opere d'arte, a volte mi interrogavo sul rapporto fra le forme e il vissuto degli artisti. Ci sarà pur stato un giorno, negli anni Ottanta, in cui fui certo che quel rapporto fosse intessuto della stoffa del mito. Del resto, forse ognuno vive di un proprio mito – e forse gli artisti sono solo più rigorosi o più caotici degli altri. Scrivevo presentazioni di mostre, recensioni. Ma ogni tanto proponevo testi strani, in forma di dialogo o di racconto. Intanto continuavo a pensare al pensiero sul pensiero, a quel caotico/rigoroso pensiero del vissuto mitico che, mi pareva, doveva pur riuscire a mettersi per iscritto. Mi venne allora in mente di scrivere una specie di conte philosophique adeguato ai tempi. Già eravamo nei perplessi anni Novanta, epoca non ancora del tutto digitale, tempo di grandi inizi e di grandiosi e non visibili tramonti. Mi era cara un'idea di letteratura attenta (perfino in termini ossessivi) al proprio strutturarsi. Borges, Perec, Blanchot – e, in senso assai diverso, Zambrano. In seguito apparvero Bolaño e Foster Wallace. Immaginare a volte è semplice. Mi si presentarono due personaggi: un ragazzo incapace di comprendere cosa fare della propria vita e un suo amico, fornito di un dono, ma lucidamente deciso a non dar seguito alla propria vocazione – rinnegandosi, forse trovava una qualche forma di salvezza. Da studioso del mito, quella coppia di amici però non mi bastava. Attorno a loro apparve una folla di personaggi ulteriori, ognuno con la propria pena e la propria richiesta di pietà. Giacché la letteratura forse non è che questo: cercare il Bene, perdonandosi. Questo multiverso philosophique divenne il punto di partenza di numerose variazioni narrative e musicali. Infatti Mercuriale. Romanzi è parte del progetto Mercuriale transmediale, che si compone di varie proposte:a) Mercuriale. Romanzi, testo iniziato nel 1992;b) Il Signor Emme e l'Ora, performance/conferenza con musica, illuminotecnica, fotografie, mimi, 1993;c) Anadiomene, favola con musica, movimenti coreografici, recitativi, illuminotecnica, 1994;d) Apparizione di Buddy Buddy (inedita), suite strumentale, 1997-2002;e) Mercuriale. Note e glosse (inedita), raccolta di racconti, dialoghetti, liste ecc. inerenti alle vicende e ai personaggi dei «romanzi», dal 1999.Negli anni, solo cinque o sei persone hanno letto questi romanzi. Oggi decido di renderli pubblici, con la casa editrice fondata dal grande scomparso Angelo Scandurra e oggi curata dal figlio Vasco Scandurra.Giuseppe Frazzetto è un critico e uno storico dell'arte, uno studioso di estetica con sofisticate competenze pluridisciplinari, attento alle tematiche filosofiche, antropologiche e sociologiche che attraversano il tempo presente. Ha insegnato per vari decenni a Catania, presso l'Accademia di Belle Arti e l'Università degli studi. Ha scritto saggi (il più recente è Nuvole sul grattacielo. Saggio sull'apocalisse estetica, Quodlibet 2022) che investigano le forme dell'esperienza artistica e i mutamenti che l'atto creativo subisce ai nostri giorni, contraddistinti dalla pervasiva e sempre più efficiente tecnologia informatica, tra social media e intelligenza artificiale, la quale, con riguardo alla produzione di immagini, rende (ingannevolmente) tutti capaci di gesto artistico, sì da formarsi come un pulviscolo di esperienze estetiche, destituite di autorevolezza ma che mettono in crisi lo stesso principio di autorialità, tanto da rendere incombente la liquidazione di quelle pratiche dell'arte quali le generazioni del ‘900 avevano concepito. Adesso Frazzetto consegna alle stampe questo romanzo, Mercuriale. Dal saggio al romanzo il salto non è né agevole né breve: la scrittura d'invenzione è radicalmente diversa da quella, per così dire, di servizio impiegata nella compilazione dei lavori scientifici. L'esperienza letteraria, a ogni modo, non è mai stata del tutto estranea all'autore, anzi, si direbbe che è stata sempre presente nelle sue pagine, alla stregua di una tentazione a stento trattenuta, come l'ombra di un'eleganza stilistica: difatti i suoi scritti (tanto i saggi brevi quanto quelli estesi, o le presentazioni in catalogo o le curatele) si caratterizzano, tutti, seppure con gradi diversi, per una meticolosa attenzione ai costrutti concettuali, analitici fin quasi all'impersonalità nel metodo, ma formalmente curatissimi nel dettato, e non di rado composti alla maniera di una narrazione a sviluppo non lineare ma avanzante per gruppi di frasi minime e traslucide, ricolmi di pensiero, come politi aforismi, o come asserzioni al tempo stesso ermetiche e indiscutibili, come raffinati assiomi veritativi. Si rileva in Frazzetto una tendenza alla sperimentazione, dunque, che se è finora rimasta in penombra nella sua attività scrittoria, con questo Mercuriale viene pienamente allo scoperto.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
La Vita degli Italiani negli Anni ’70 e ’80 – Vlog

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Play Episode Listen Later Jul 21, 2025 17:50


Negli anni Settanta e Ottanta, l'Italia visse profondi cambiamenti sociali e culturali. Nonostante le tensioni politiche degli “anni di piombo”, nacquero nuove culture giovanili, cambiamenti nei costumi familiari e una grande fioritura artistica. Per chi studia l'italiano, conoscere questo periodo è fondamentale per capire l'identità italiana di oggi. L'Italia negli Anni '70 e '80: Un Viaggio nella Vita, Musica, Cultura e Famiglia del Belpaese La Vita Quotidiana tra Tradizione e Cambiamento La vita quotidiana degli italiani negli anni Settanta subì trasformazioni epocali. Il tradizionale modello di famiglia patriarcale iniziò a essere messo in discussione, mentre le donne conquistavano sempre maggiori spazi nella società. Nel 1975 fu approvata la riforma del diritto di famiglia, che riconobbe la parità tra coniugi e introdusse il concetto di potestà genitoriale condivisa. Le case italiane si riempirono di nuovi elettrodomestici: la lavatrice divenne comune anche nelle famiglie della classe media, mentre la televisione a colori iniziò a diffondersi alla fine del decennio. Il telefono fisso diventò un simbolo di status sociale, e molte famiglie facevano la fila per installarlo. Le cucine si modernizzarono con l'arrivo del frigorifero con freezer e dei primi forni a microonde, anche se questi ultimi rimanevano ancora un lusso per pochi. Un esempio tipico di giornata familiare negli anni Settanta iniziava con il caffè del mattino preparato con la moka Bialetti, diventata un'icona del design italiano. I bambini andavano a scuola spesso accompagnati a piedi dalle madri, mentre i padri si recavano al lavoro in Fiat 500 o 126, le automobili più popolari dell'epoca. La spesa si faceva ancora nei negozi di quartiere: dal fornaio per il pane fresco, dal macellaio per la carne, dal fruttivendolo per verdure e frutta di stagione. Una tipica conversazione dal fruttivendolo: "Buongiorno signora Maria, oggi cosa le servo?" - "Mi dia due chili di arance, un chilo di mele e mezzo chilo di banane, per favore." - "Ecco a Lei, sono 3.500 lire in totale." Notate come si usava ancora la lira italiana e i rapporti erano molto personali e cordiali. Quando arrivava un ospite inaspettato, era comune dire: "Ti faccio subito un caffè!" L'ospitalità italiana prevedeva sempre l'offerta immediata di caffè o qualcosa da mangiare. Era considerato maleducato non accettare almeno un caffè, anche se non si aveva voglia. La Rivoluzione Musicale: Dal Beat alla Nuova Canzone Italiana La musica italiana degli anni Settanta visse una vera e propria rivoluzione. Nacque il fenomeno dei cantautori, artisti che scrivevano e interpretavano le proprie canzoni, spesso con testi di forte impegno sociale e politico. Fabrizio De André pubblicò album leggendari come "Non al denaro non all'amore né al cielo" (1971) e "Rimini" (1978), raccontando storie di emarginati e outsider con una poesia che elevava la canzone a forma d'arte letteraria. Francesco Guccini divenne la voce della generazione del Sessantotto con brani come "Dio è morto" e "Locomotive", mentre Lucio Battisti rivoluzionò il pop italiano con melodie innovative e arrangiamenti sofisticati in collaborazione con il paroliere Giulio Rapetti, noto come Mogol. Canzoni come "Il mio canto libero" (1972) e "Amarsi un po'" (1977) entrarono nell'immaginario collettivo italiano. Gli anni Ottanta portarono una nuova ondata di energia con l'arrivo della new wave italiana. Vasco Rossi esplose sulla scena con "Colpa d'Alfredo" (1980) e "Vita spericolata" (1983), diventando l'idolo dei giovani con il suo rock anticonformista. Renato Zero conquistò il pubblico con spettacoli teatrali e costumi stravaganti, mentre gruppi come i Litfiba e gli Skiantos portarono il punk rock in Italia. La musica leggera trovò nuovi protagonisti in Adriano Celentano, che negli anni Settanta si reinventò come showman televisivo, e in Mina, considerata ancora oggi una delle voci più importanti della stori...

Tutti Convocati
La versione di De Laurentiis

Tutti Convocati

Play Episode Listen Later Jul 18, 2025


Il presidente del Napoli, ospite al Giffuni film festival, parla di cinema ma anche molto di calcio. Ne ha, al solito, per tutti! Dai debiti delle squadre, alla legge Bossi-Fini che limita, solo in Italia, l'arrivo di giocatori extracomunitari. Ma non solo calcio, spazio anche al Tour de France che, grazie o per colpa di Pogacar, sembra già finito. L'Italia di nuovo protagonista nel windsurf con la vittoria della medaglia di bronzo ai Campionati del mondo di Aarhus (Danimarca), di Nicolò Renna. Ne parliamo con Filippo Maria Ricci, giornalista della Gazzetta, Pieraugusto Stagi, al seguito del Tour e Nicolò Renna.Prima di chiudere un cenno alla storia della Viola basket di Reggio Calabria, che tra gli anni Ottanta e Novanta riuscì a competere, mentre impazzava una guerra di mafia, con le storiche e più blasonate piazze del Nord. Un podcast di Radio 24 ne ricorda la storia.