Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e…

«Alla fine degli anni 80 dopo lo scandalo del metanolo che ha innescato la prima rivoluzione della qualità del vino italiano, l'Italia produceva circa 70 milioni di ettolitri e il consumo pro capite era superiore a 100 litri l'anno. Oggi produciamo in media 44 milioni di ettolitri, il consumo pro capite è sceso a 33-34 litri ma, intanto, il fatturato del vino italiano è passato dai 2 miliardi di allora agli oltre 16 di oggi. Ridurre produzione e consumi non è necessariamente un male. C'è ancora spazio per valorizzare il prodotto». Il presidente dell'Unione italiana vini Lamberto Frescobaldi, va dritto al punto: il vino italiano deve tagliare la produzione. I consumi mondiali sono strutturalmente in calo. Altri paesi prima di noi come Francia e Spagna (che già producevano meno dell'Italia) sono intervenuti in modo massiccio anche con campagne di estirpazione dei vigneti. Ma, soprattutto, sono due i dati che consigliano una riflessione produttiva: da un lato, le giacenze di vino invenduto hanno superato i 53,4 milioni di ettolitri (compresi i mosti), è come avere una vendemmia di riserva in cantina. E dall'altro, i prezzi dei vini a denominazione d'origine (non quindi quelli del vino sfuso e indifferenziato), a maggio 2026 rispetto a maggio 2025 hanno perso in media il 10%. Bisogna correre ai ripari. «A questo quadro va aggiunto prosegue Frescobaldi che rispetto a 40 anni fa quando a produrre vino erano Italia, Francia e poco altro, adesso c'è la California e l'Oregon negli Usa, la Nuova Zelanda, il Sudafrica, persino la Cina realizza vini gradevoli. Si è allargato, e di molto, il perimetro della competizione e dell'offerta. Ci dobbiamo adeguare. Non possiamo voltarci dall'altra parte».Il presidente Uiv, almeno per il momento, non invoca la rottamazione dei vigneti come avvenuto in Francia ma non nasconde le azioni che possono essere intraprese. «Il punto di partenza continua sono le nuove autorizzazioni all'impianto. Ogni anno si possono piantare nuovi vigneti per un 1% della superficie nazionale. Sono circa 6mila ettari l'anno. Queste autorizzazioni vanno bloccate. Anche temporaneamente ma vanno sospese. Inutile piantare nuove viti se i vini fanno fatica a essere venduti. E poi bisogna incidere sulle rese». Ai microfoni di Sebastiano Barisoni è intervenuto Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini.

L'ex amministratore delegato di Autostrade per l Italia, Giovanni Castellucci, è stato condannato a 12 anni di reclusione per il crollo del Ponte Morandi avvenuto il 14 agosto 2018. È questa la sentenza di primo grado emessa dai giudici del Tribunale di Genova. L'ex numero uno di Aspi sta già scontando una condanna per la strage del viadotto di Monteforte Irpino (Avellino) del 2013, in cui perirono 40 persone. I giudici Paolo Lepri (presidente), Ferdinando Baldini e Fulvio Polidori, hanno anche condannato a 11 anni Michele Donferri Mitelli (ex numero tre di Aspi), per cui il pm aveva chiesto 15 anni e sei mesi. Si conclude così un processo in primo grado che si è snodato in 287 udienze. Alla sbarra, in attesa delle decisioni dei giudici , 57 imputati, tra i quali Giovanni Castellucci che, ai tempi del disastro, era amministratore delegato di Autostrade per l Italia. Per gli imputati, i Pm hanno chiesto 400 anni di carcere complessivi e un assoluzione. E la pena più alta, 18 anni e sei mesi, era stata chiesta proprio per l ex ad. Ne parliamo con Raoul de Forcade, Il Sole 24 Ore.Quando la difesa diventa infrastrutturaIl vertice NATO di Ankara ha confermato che il rafforzamento della difesa europea non passa soltanto dall'acquisto di sistemi d'arma, ma anche dalla disponibilità di capacità produttiva, reti logistiche, comunicazioni sicure e infrastrutture in grado di continuare a funzionare sotto pressione. È questo il significato più ampio della resilienza: non solo respingere una minaccia, ma impedire che un attacco, un sabotaggio o un'interruzione prolungata paralizzino il funzionamento di un Paese. Il quadro di riferimento resta quello fissato al vertice NATO dell'Aia del giugno 2025 e riconfermato ad Ankara: gli alleati si sono impegnati a portare la spesa complessiva al 5% del PIL entro il 2035, di cui almeno il 3,5% per la difesa in senso stretto e fino all'1,5% per spese di difesa e sicurezza allargata che comprendono esplicitamente la protezione delle infrastrutture critiche, la difesa delle reti, la resilienza civile e il rafforzamento della base industriale.Una rete elettrica, per esempio, non è un sistema d'arma, ma senza elettricità non funzionano basi militari, ospedali, telecomunicazioni, data center, aeroporti, porti, ferrovie, industrie e sistemi di pagamento. Le reti europee sono già sottoposte a investimenti significativi per sostenere l'elettrificazione, l'integrazione delle fonti rinnovabili e la crescente domanda dei data center; a queste esigenze si aggiunge ora la necessità di proteggere il sistema da blackout, cyberattacchi, sabotaggi e shock energetici. Approfondiamo il tema con Giacomo Calef, co-fondatore di Rheos Partners.Troppo caldo: in Italia a rischio 126 miliardi di Pil in 5 anniIl caldo estremo è ormai un rischio strutturale crescente soprattutto per l'Europa e in particolare per i Paesi del Sud Europa. Dal 1980 a oggi, gli eventi di stress termico sono aumentati di sette volte, mentre la mortalità media per evento è quintuplicata. L'Europa concentra un numero elevato di vittime: Italia, Francia, Spagna e Germania rappresentano insieme circa il 50% dei decessi globali legati alle ondate di calore registrati nel database analizzato. L'Italia da sola pesa per circa il 18% della mortalità mondiale censita. Secondo lo studio di Allianz Trade, oltre la soglia dei 30°C gli effetti economici del caldo peggiorano rapidamente. Ogni grado aggiuntivo tra 30°C e 35°C riduce la produzione oraria media di circa il 3%, mentre il consumo energetico aumenta dell'1,2% per grado a causa della maggiore domanda di raffrescamento. Gli economisti di Allianz Trade sottolineano che l'Europa è particolarmente vulnerabile perché dispone ancora di una diffusione limitata dell'aria condizionata: circa il 19% delle abitazioni contro il 90% degli Stati Uniti. Nello scenario elaborato per il periodo 2026-2030 basato sulla ripetizione degli anni più caldi registrati nell'ultimo decennio i costi macroeconomici risultano molto elevati. Le perdite cumulative di PIL potrebbero raggiungere: 206 miliardi di euro in Francia; 126 miliardi di euro in Italia; 112 miliardi di euro in Germania; 103 miliardi di euro in Spagna. Per Italia, Francia e Spagna ciò equivale a una riduzione cumulativa del PIL compresa tra il 5% e il 7% rispetto allo scenario climatico storico. Ne parliamo con Andrea Resteghini, Head of Credit Underwriting ( capo dei rischi ) Italia e MMEA Allianz Trade.«Dazi, tariffe illegali» e gli Usa rimborsano alle aziende 81 miliardiDonald Trump aveva promesso che i superdazi avrebbero riportato le fabbriche in America, ridotto il deficit federale e costretto il resto del mondo a negoziare alle condizioni di Washington. Ma la realtà dei conti pubblici si sta rivelando molto diversa. Il Tesoro americano ha rivelato di aver già restituito 81 miliardi di dollari alle aziende che avevano versato dazi poi dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema. È la prima volta che vengono quantificati i rimborsi già effettuati, una cifra enorme che cancella una parte consistente degli incassi ottenuti con la politica protezionistica dell'Amministrazione Trump e contribuisce ad allargare il profondo rosso del bilancio federale.Negli Usa il contraccolpo delle scelte di Trump è forte e si avverte soprattutto sul piano giuridico e fiscale. I rimborsi riguardano i cosiddetti dazi del «Liberation Day» annunciati da Trump nell'aprile del 2025 e imposti sulla base dell'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), una legge del 1977 che attribuisce al presidente poteri straordinari in caso di emergenza nazionale. La Casa Bianca sosteneva che gli squilibri commerciali costituivano un'emergenza tale da giustificare un dazio minimo di almeno il 10% sulle importazioni provenienti da quasi tutto il mondo, accompagnato da tariffe molto più elevate nei confronti di numerosi partner commerciali, a partire dalla Cina. Lo scorso febbraio, però, la Corte Suprema, con una maggioranza di sei giudici contro tre, ha stabilito che quella legge non autorizzava il presidente a imporre una tassa generalizzata sulle importazioni. Secondo i giudici, Trump aveva oltrepassato i limiti dei poteri affidatigli dal Congresso e l'Amministrazione è stata chiamata a restituire alle imprese il denaro già incassato. I nuovi dati del Tesoro mostrano per la prima volta l'entità dei rimborsi già effettuati. Dall'inizio dell'anno fiscale il governo ha restituito 81 miliardi di dollari, contro i circa 5 miliardi che vengono normalmente rimborsati ogni anno per contenziosi e rettifiche doganali. Approfondiamo il tema con Massimo Fabio, Partner KPMG, EMEA Regional Leader Trade & Customs services.

«Soldi insufficienti». Il giudizio di Fim, Fiom e Uilm espresso al tavolo sull'auto convocato al ministero delle Imprese e del made in Italy è unanime. Va bene invece il pressing su Bruxelles per rivedere le regole: da quelle sulla transizione verso l'elettrico mantenendo le ibride vetture anche dopo il 2035 all'approvazione rapida della clausola "made in Europe" con l'Industrial acceleration act. Elementi che il ministro Adolfo Urso, da sempre contro il green deal, ritiene necessari e da realizzarsi nel 2026. Senza risorse, però, ribattono i sindacati, il confronto resta un «tavolo senza gambe». Anche perché, tra concorrenza cinese in crescita e pandemia, il mercato europeo ha perso 4,5 milioni di vetture dopo il 2019, secondo Emanuele Cappellano, capo dell'Europa allargata di Stellantis. Sull'argomento si è espressa anche l'ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), nella persona del presidente Roberto Vassori: "Abbiamo apprezzato il Dpcm (automotive), abbiamo chiesto a gran voce che i decreti attuativi siano pronti domani, perché altrimenti ancora una volta lasciamo passare del tempo in maniera inutile". Vavassori ha aggiunto: "L'Europa in questo momento è lentissima, fa ancora estrema fatica a lavorare. Noi come industria europea stiamo morendo. La vicenda Volkswagen è solo la punta dell'iceberg". Ne abbiamo parlatop con Marco Stella, vice presidente di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e Presidente del Gruppo Componenti di ANFIA.Lo Stato di New York blocca la costruzione di nuovi data center per l AINegli Stati Uniti, New York sarà il primo Stato a imporre una moratoria sui nuovi data center di tipo hyperscale , strutture di grandi dimensioni usate dalle big tech e ora dalle società di AI, nel momento in cui le amministrazioni locali di tutto il Paese cercano di capire come regolamentare la proliferazione di queste strutture ad alto consumo energetico. La governatrice democratica dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha firmato martedì un ordine esecutivo che vieta per un periodo fino a un anno la costruzione di questi nuovi data center che hanno un fabbisogno energetico pari o superiore a 50 megawatt, impianti che richiedono ingenti quantità di energia, acqua e suolo per le proprie infrastrutture. L Empire State diventa così il primo Stato americano a imporre un simile divieto. L iniziativa di Hochul giunge in un momento in cui i singoli stati e il governo federale cercano di mantenere la competitività nel campo dell intelligenza artificiale e di creare posti di lavoro per le comunità, garantendo al contempo che i data center non esauriscano le risorse naturali o le capacità della rete elettrica, né gravino eccessivamente sulle tasche dei consumatori. Quello che è stato deciso nello Stato di New York si inserisce in una battaglia più ampia contro la proliferazione di data center negli Stati Uniti. Battaglia che ha il volto di nomi noti. Lo scorso marzo il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders e la deputata democratica di New York, Alexandria Ocasio-Cortez, quindi due figure di spicco dell opposizione americana di sinistra, hanno presentato, rispettivamente al Senato e alla Camera usa, l Artificial Intelligence (AI) Data Center Moratorium Act, un disegno di legge che mira a sospendere a livello nazionale la costruzione di nuovi data center fino a quando non saranno implementate adeguate misure di sicurezza. Ne parliamo con Luca Beltramino, Presidente di IDA - Italian Datacenter Association.

Le esportazioni della Cina hanno raggiunto a giugno il valore record di 412,39 miliardi di dollari, con una crescita del 27% rispetto allo stesso mese del 2025. Lo riferiscono i dati diffusi dall Amministrazione generale delle Dogane. L aumento è nettamente superiore alle attese degli analisti, che prevedevano un incremento del 18,2%, e rappresenta l espansione più sostenuta da febbraio. Nei primi sei mesi dell anno le esportazioni cinesi hanno raggiunto complessivamente 2.120 miliardi di dollari, in crescita del 17,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. La Cina ha registrato anche un surplus commerciale record di 125,62 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 113,89 miliardi dello stesso mese del 2025 e anche in questo caso oltre le attese degli analisti, ferme a 121 miliardi. Lo rendono noto i dati diffusi oggi dall Amministrazione generale delle Dogane. Sempre secondo i dati ufficiali dell Amministrazione generale delle dogane, il mese scorso le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono aumentate del 13,9% su base annua. Le esportazioni verso gli Usa hanno raggiunto i 43,5 miliardi di dollari, portando il surplus commerciale della Cina con gli Stati Uniti a 28,9 miliardi di dollari. Ne abbiamo parlato con Giuliano Noci, Prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano. Dal 2011 è dell'Ateneo milanese.Trump su Hormuz: «Vogliamo rimborsi»Il presidente ha anche annunciato che gli Stati Uniti introdurranno un pedaggio del 20% sulle navi cargo che passeranno dallo Stretto, come compensazione per il ruolo americano di garante della sicurezza nell'area. Secondo Trump, Hormuz "è aperto e resterà aperto, con o senza l'Iran" e Washington manterrà operativa la rotta come un "Guardiano dello Stretto". Va ricordato che non esistevano problemi di sicurezza a Hormuz prima che gli Stati Uniti attaccassero l Iran, senza capire che il regime di Teheran avrebbe reagito bloccando lo Stretto. Da allora sono passati oltre cinque mesi e l amministrazione Trump si è rivelata incapace di allentare la presa di Teheran su quel braccio di mare strategico per il petrolio: il Pentagono avrebbe i mezzi, ovvio; ma solo con un operazione navale e di terra così rischiosa, in termini di vite di soldati americani, che la Casa Bianca non osa. Di conseguenza, l Iran capisce che può usare il controllo e possibili pedaggi sul transito da Hormuz come leva per imporre il suo predominio sull area. Del resto l amministrazione americana stessa ha accettato una formula ambigua, nel Memorandum d intesa con Teheran in giugno, che non chiude a questa possibilità. Approfondiamo il tema con Stefano Zunarelli, docente di diritto della navigazione presso l Università di Bologna e titolare dello Studio Legale Zunarelli, studio specializzato da oltre 30 anni in diritto della navigazione, dei trasporti e commerciale.Euro digitale: Bce seleziona 36 provider per progetto pilota, otto italianiLa Banca centrale europea ha selezionato 36 banche e payment service provider per il progetto pilota dell euro digitale che partirà nella seconda metà del 2027 e durerà 12 mesi. Lo comunica la Bce in una nota. Fra i partecipanti ci sono otto società italiane: Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Isybank, Nexi Payments, Numia, Poste Italiane, UniCredit e Satispay (quest ultima ha fatto domanda in Lussemburgo mentre le altre sette in Italia e verranno seguite con la collaborazione della Banca d Italia. I provider sono stati selezionati fra oltre 50 candidature. Tra i gruppi europei sono presenti anche Worldline, Adyen, SumUp e istituti come Deutsche Bank e Revolut. «L obiettivo del progetto pilota - spiega la Bce - è supportare i lavori preparatori in corso per la possibile emissione di un euro digitale». Ne parliamo con Valeria Portale, Direttrice dell'Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano.

Sono iniziati il 4 luglio i saldi estivi 2026, ma i dati registrati nel primo week end sono stati deboli. Le vendite sia per abbigliamento-accessori -0,4% che per altro retail -0,1% sono leggermente negative. Lo scontrino medio registra trend simili in termini quantitativi, quindi senza spostamenti rilevanti rispetto al 2025. Sul fronte delle visite, abbigliamento-accessori segna un calo del -2,4%, mentre altro retail evidenzia un'affluenza in lieve crescita rispetto al 2025 a +1,4%. Queste le rilevazioni del centro studi Confimprese sul primo week end dei saldi estivi partiti il 4 luglio. «I saldi non sono più, da soli, un motore dei consumi - avverte Mario Resca, presidente Confimprese. "I clienti cercano convenienza, ma acquistano solo ciò che ritengono realmente necessario. È un consumatore più selettivo e consapevole, che confronta prezzi e rinvia gli acquisti non indispensabili. Per questo oggi la competitività del retail si gioca sempre di più sulla qualità dell'offerta, del servizio e dell'esperienza d'acquisto, oltre che sullo sconto. Il consumatore controlla il valore dello scontrino, confermando un approccio prudente anche durante il periodo promozionale». Ci colleghiamo con Luigi Murialdo, Direttore Centro Studi Confimprese.

Presentato alla Camera il XXV Rapporto annuale Inps. Crescono occupazione e numero di lavoratori assicurati, con la disoccupazione ai minimi storici, ma l'Italia resta ultima tra i grandi Paesi Ue per tasso di occupazione e persistono ampi divari di genere. Sul fronte dei salari, l'aumento delle retribuzioni non ha compensato pienamente l'inflazione e, secondo l'Ocse, i salari reali italiani restano ancora i più penalizzati tra le principali economie, con prospettive deboli anche per il 2026. Ne parliamo con Andrea Garnero, Economista presso il Dipartimento Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE.Il 31esimo rapporto Comieco in anteprima a FocusDomani sarà presentato a Napoli il 31° Rapporto Comieco. Nel 2025 la raccolta differenziata di carta e cartone raggiunge i 4 milioni di tonnellate, con il Mezzogiorno che traina la crescita e supera per la prima volta il milione di tonnellate raccolte. Il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici sale al 93%, mentre resta aperta la sfida della qualità della raccolta nel Sud e dell'ulteriore sviluppo della filiera. Interviene Roberto Di Molfetta, Direttore Generale Comieco.Transizione energetica, Unem: "Serve un'industria più forte"Nel nuovo Manifesto di FuelsEurope, realizzato con il contributo di Unem, la raffinazione europea chiede una strategia industriale che accompagni la transizione energetica. L'obiettivo è valorizzare il ruolo delle raffinerie nella produzione di carburanti rinnovabili e low carbon, preservando competitività, sicurezza energetica e capacità industriale europea attraverso regole stabili e investimenti. Il commento è di Gianni Murano, Presidente Unem.

Proseguono le tensioni tra Stati Uniti e Iran nonostante la tregua e i negoziati sul nucleare. Nelle ultime ore si sono registrati nuovi attacchi reciproci e cresce l'allarme per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, dove altre due navi sono state colpite dopo gli episodi dei giorni scorsi. L'Organizzazione marittima internazionale denuncia l'aumento dei rischi per la navigazione e segnala che quasi 6.000 marittimi restano bloccati nel Golfo, mentre aumenta il timore di nuove interruzioni del traffico marittimo. Facciamo il punto con Stefano Messina, Presidente di Assarmatori.Unicredit al 49,65% dei diritti di voto in CommerzUnicredit ha chiuso l'Ops su Commerzbank con adesioni complessive al 17,6%, portando la partecipazione in azioni al 44,37% e al 47,59% considerando gli strumenti convertibili. Una quota che, dopo l'annullamento delle azioni proprie di Commerzbank, corrisponderà al 49,65% dei diritti di voto e consentirà a Piazza Gae Aulenti di esercitare un controllo di fatto sulla governance della banca tedesca. Proseguono intanto il dialogo con gli stakeholder e l'iter autorizzativo dell'operazione. Ne parliamo con Luca Davi - Il Sole 24 Ore.Cosmetica Italia: fatturato record a 18 miliardi ma il settore chiede una strategia nazionaleL'Assemblea pubblica di Cosmetica Italia ha presentato l'Osservatorio 2026 realizzato da TEHA-The European House Ambrosetti, che fotografa un settore in forte crescita. Nel 2025 il fatturato ha raggiunto il record di 18 miliardi di euro, mentre l'intera filiera vale 49 miliardi, occupa 500 mila persone e continua a trainare l'export e gli investimenti nella sostenibilità. La categoria chiede alle istituzioni una strategia nazionale basata su semplificazione normativa, maggiori incentivi alla ricerca e sviluppo e politiche di sostegno alla competitività internazionale dell'Italian Beauty. Il commento è di Benedetto Lavino, presidente di Cosmetica Italia.L'emergenza casa travolge le famiglie Affitti lievitati del 22%L'emergenza abitativa coinvolge ormai oltre 1,5 milioni di famiglie e interessa sempre più anche il ceto medio. Secondo il dossier IFEL "La questione abitativa", tra il 2018 e il 2024 i canoni di locazione sono aumentati in media del 22,6%, rendendo sempre più difficile sostenere il costo della casa. Il rapporto critica il Piano Casa del Governo, ritenuto insufficiente ad affrontare in modo strutturale il problema, e chiede interventi di lungo periodo sul mercato e sulle politiche abitative. Interviene Alessandro Canelli, Presidente IFEL.

Il vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio sarà incentrato sulle spese per la difesa, oltre che sui dossier Ucraina e Iran. L'Italia si presenterà con una spesa pari al 2,8% del Pil, raggiunta anche grazie all'inclusione delle spese per la sicurezza interna, e confermerà l'impegno a proseguire il percorso verso gli obiettivi dell'Alleanza. Il governo valuta ulteriori aumenti tra il 2027 e il 2028, ma resta aperto il nodo delle coperture e del consenso politico. Intanto il segretario generale della Nato Mark Rutte ha annunciato nuovi contratti miliardari con l'industria della difesa. Sul fronte italiano, Fincantieri accelera nella subacquea con la nascita di un polo internazionale attraverso quattro nuove acquisizioni. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore e con Pietro Batacchi direttore di RID (Rivista Italiana Difesa).Stati Uniti impero del debito, verso quota i 40mila miliardiIl debito pubblico degli Stati Uniti ha raggiunto i 39.400 miliardi di dollari e, mantenendo l'attuale ritmo di crescita, potrebbe superare i 40mila miliardi entro le elezioni di midterm. Gli interessi sul debito hanno ormai superato i 1.000 miliardi di dollari, superando perfino la spesa per la difesa, con possibili ripercussioni sui mercati finanziari globali. L'amministrazione Trump punta a riportare il deficit al 3% del Pil attraverso una crescita economica più sostenuta, ma il disavanzo resta intorno al 6%, alimentando i timori sulla sostenibilità dei conti pubblici. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com.Nell'estate dell'instabilità l'Italia cerca un nuovo boomNonostante le tensioni geopolitiche abbiano rallentato alcuni flussi turistici a lungo raggio, il turismo italiano si avvia verso una stagione estiva positiva grazie alla crescita della domanda domestica ed europea. Nei primi sei mesi del 2026 gli arrivi sono aumentati del 4,4%, mentre per l'estate sono attesi incrementi sia degli arrivi sia dei pernottamenti. A trainare la domanda internazionale sono soprattutto i mercati europei, mentre cresce anche l'interesse per l'Italia nelle ricerche di voli e nelle prenotazioni, con una stagione che potrebbe prolungarsi fino a settembre. Interviene Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti.

Nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da conflitti, tensioni commerciali e fragilità delle catene di approvvigionamento, il Rapporto Export 2026 di SACE prevede una crescita dell'export italiano del 2% nel 2026, del 2,5% nel 2027 (fino a 675 miliardi di euro) e del 2,8% nel 2028, quando supererà i 690 miliardi. La crescita sarà sostenuta soprattutto da Asia-Pacifico, America Latina, Europa e, dal 2027, anche dal Medio Oriente. Il rapporto individua inoltre 16 Paesi strategici su cui puntare per diversificare i mercati e rafforzare la competitività internazionale delle imprese italiane. Ne parliamo con Alessandro Terzulli - Capo economista di Sace.Imprese: Confindustria-Luiss, le 'estere' in Italia valgono il 21% del fatturato e il 35,8% dell'exportSecondo il Rapporto Annuale 2026 dell'Osservatorio Imprese Estere, le aziende a controllo estero, pur rappresentando solo lo 0,4% del totale, generano il 21% del fatturato nazionale (887 miliardi di euro), il 35,8% dell'export (203 miliardi) e danno lavoro a 1,8 milioni di persone. Il loro contributo si estende anche alle filiere produttive, sostenendo complessivamente 398 miliardi di valore aggiunto e 6,2 milioni di occupati, confermandosi un elemento chiave per competitività, innovazione e crescita dell'economia italiana. Interviene a Focus Economia Giorgio Fossa, presidente Luiss.Autotrasporto: estate incandescente tra ritardi dei sussidi contro il caro gasolio e criticità infrastrutturaliL'autotrasporto si prepara a un'estate particolarmente complessa. Nonostante la sospensione del fermo nazionale dopo gli impegni assunti dal Governo, le imprese attendono ancora il decreto attuativo che renda utilizzabile il credito d'imposta da 300 milioni di euro contro il caro gasolio. A pesare sul settore sono anche i circa 1.300 cantieri ferroviari e autostradali, le difficoltà dell'intermodalità, l'aumento dei noli marittimi (fino a +70% verso la Sicilia e +100% verso la Sardegna) e la cronica carenza di autisti. Criticità che rischiano di aumentare i costi logistici e ridurre ulteriormente la competitività del sistema produttivo italiano. Il commento è di Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP.

Semestre da record per i mercati azionari mondiali, con Piazza Affari che nel 2026 batte perfino Wall Street e aggiorna i massimi storici. Ma dopo il rally degli ultimi mesi, gli investitori si interrogano sulla tenuta della corsa, mentre il rallentamento delle Magnifiche Sette alimenta i dubbi sul rischio bolla. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, direttore editoriale di UCapital.com.Bending Spoons sbarca al NasdaqParte oggi l'offerta pubblica iniziale di Bending Spoons per la quotazione al Nasdaq di New York. La software house milanese punta a una valutazione di oltre 18 miliardi di dollari, in un momento ancora complesso per il settore tecnologico e delle IPO. Un debutto che rappresenta anche un test per l'intero comparto software nell'era dell'intelligenza artificiale. Ne parliamo con Peter Cardillo, Chief Market Economist di Spartan Capital Securities.Orsero entra negli Stati UnitiSvolta storica per Orsero. Il gruppo italiano acquisisce una partecipazione nel distributore statunitense Trucco e debutta nel mercato americano dell'ortofrutta fresca, il più grande al mondo. Un'operazione da 46 milioni di dollari che rafforza la presenza internazionale del gruppo e apre una nuova fase del suo percorso di crescita. Interviene con Matteo Colombini, amministratore delegato di Orsero

Secondo le stime preliminari dell'Istat, a giugno l'inflazione rallenta al 3% su base annua dal 3,2% di maggio, mentre su base mensile i prezzi restano invariati. Il calo è dovuto soprattutto al rallentamento dei prezzi degli alimentari non lavorati e di alcuni servizi, mentre continuano a crescere i costi dell'energia, sia regolamentata sia non regolamentata. L'inflazione di fondo scende all'1,6%, mentre quella acquisita per il 2026 resta al 2,6%. Ne parliamo con Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio.Ultimo giorno del Pnrr ma ancora due mesi per chiudere tutti i lavoriOggi si conclude formalmente il PNRR italiano, ma il lavoro proseguirà fino al 31 agosto, termine ultimo per completare e rendicontare gran parte degli interventi previsti dall'ultima rata da 28,4 miliardi di euro, legata a 159 obiettivi. Entro settembre il Governo presenterà a Bruxelles la richiesta di pagamento finale. Restano alcune criticità, in particolare su case di comunità, asili nido ed edilizia scolastica, mentre infrastrutture, digitalizzazione e incentivi alle imprese risultano più avanzati. Facciamo il punto con Carlo Altomonte, Associate Dean e Direttore PNRR Lab, SDA Bocconi.Le nuove regole (a ostacoli) sui fondi pensioneDal 1° luglio cambia il sistema di adesione alla previdenza complementare per i nuovi assunti del settore privato: l'iscrizione al fondo pensione scatterà automaticamente all'assunzione, con 60 giorni di tempo per rinunciare. Dal 31 ottobre è attesa un'ulteriore novità sulla portabilità del contributo del datore di lavoro, una misura contestata da sindacati e imprese, che temono possa favorire fondi aperti e assicurazioni a discapito dei fondi negoziali di categoria. Interviene Vincenzo Ferrante, avvocato partner dello studio legale Daverio & Florio e docente di Diritto del lavoro all'Università Cattolica di Milano.

Nonostante il rallentamento dell'economia globale, i distretti industriali italiani confermano una buona capacità di tenuta. Il rapporto annuale di Intesa Sanpaolo evidenzia ricavi in lieve calo nel 2025 (-0,6%), ma ancora superiori ai livelli pre-Covid, margini operativi vicini ai massimi e un export che, al netto del comparto orafo di Arezzo, cresce dello 0,9%. A sostenere il sistema sono bilanci solidi, elevata liquidità e la capacità delle imprese di diversificare i mercati di sbocco. Per il 2026 Intesa Sanpaolo stima una crescita dei ricavi tra il 3 e il 4%. Ne parliamo con Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.Il grande caldo svela la debolezza della rete elettricaL'ondata di caldo mette sotto pressione la rete elettrica italiana, con blackout registrati in diverse città, tra cui Torino, Napoli e Milano. L'aumento dei consumi per i condizionatori e le alte temperature stanno evidenziando i limiti della rete di distribuzione. Oggi la Città Metropolitana di Milano ha chiesto l'istituzione di un tavolo con i gestori delle reti elettriche per affrontare il problema. Secondo Assotermica servono circa 170 miliardi di euro per ammodernare le infrastrutture, mentre la progressiva elettrificazione dei consumi rischia di aumentare ulteriormente il carico sulla rete. Approfondiamo con Giuseppe Lorubio, presidente Assotermica (Confindustria).FT: Volkswagen in crisi, possibile cessione o quotazione di Ducati e LamborghiniIl Financial Times riferisce che Volkswagen starebbe valutando la cessione di alcuni asset, tra cui Ducati, o la quotazione separata di Lamborghini per finanziare il piano di ristrutturazione del gruppo. L'indiscrezione si aggiunge a quella di Manager Magazin, secondo cui il ceo Oliver Blume punta a un piano con fino a 100mila tagli occupazionali, una riduzione degli investimenti del 15% e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Intanto il comitato aziendale precisa che non sono ancora stati comunicati obiettivi concreti sugli esuberi, mentre il ministro Adolfo Urso avverte che il ridimensionamento del gruppo potrebbe avere ripercussioni anche sulla filiera italiana della componentistica. Il commento è affidato a Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore.

Si sta tenendo ad Antibes il 36esimo vertice intergovernativo Italia-Francia. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo esser stata ieri a Berlino al cosiddetto gruppo E5 - che riunisce Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Polonia, le cinque maggiori potenze militari europee - è giunta all'aeroporto di Nizza insieme a una delegazione di nove ministri. Meloni si è recata al Musée Picasso di Antibes dove è stata accolta dal presidente francese, Emmanuel Macron, per una visita al museo e il successivo l avvio dei lavori del Vertice presso Villa Eilenroc. Ci colleghiamo con l'inviato Vincenzo Miglietta, Radiocor.Caos Ferrovie: Donnarumma lascia. Gianpiero Strisciuglio sarà il nuovo ad di FSDopo giorni di forti tensioni nel mondo ferroviario, segnati da una serie di disservizi sull'Alta Velocità, dalle polemiche sulla gestione della rete e dal confronto tra i vertici del gruppo e il Ministero delle Infrastrutture, arriva il cambio al vertice di Ferrovie dello Stato. L'amministratore delegato Stefano Donnarumma lascerà l'incarico nei prossimi giorni, con circa un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato, prevista dopo l'approvazione del bilancio 2026. La decisione è maturata al termine di un incontro con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. A raccogliere il testimone sarà Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia e manager cresciuto all'interno del gruppo Ferrovie dello Stato. Approfondiamo con Riccardo Ferrazza, Il Sole 24 Ore.Istat, trimestre febbraio-aprile fatturato industria +2,0% valore, -0,5% volumePesa il caro energia sull'industria. Nel trimestre febbraio-aprile, in termini congiunturali, il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, aumenta in valore (+2,0%) e diminuisce in volume (-0,5%). Nello specifico, ad aprile l'Istat stima che il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti rispetto a marzo dello 0,3% in valore e diminuisca dell'1,0% in volume. Nel confronto mensile, il fatturato dell'industria registra incrementi in valore dello 0,8% sul mercato interno (-1,2% in volume) e cali dello 0,6% su quello estero (-0,7% in volume). Guardando ai raggruppamenti principali di industrie il fatturato in valore registra ad aprile una diminuzione su marzo per i beni di consumo (-0,4%) e per quelli strumentali (-1,8%), mentre si rilevano un aumento marcato per l'energia (+11,4%) e uno modesto per i beni intermedi (+0,6%). Intanto dallo studio di Teha Club e InnoTech Hub emerge che negli ultimi 25 anni l Italia ha generato appena 9mila aziende innovative, meno della metà di Germania, Francia e Spagna, nonostante sia la prima economia europea per PMI manifatturiere con 115 distretti industriali ad elevata produttività. Ne parliamo con Valerio De Molli Managing Partner & CEO di The European House - Ambrosetti.

Giornata difficile per i mercati azionari, con le vendite che colpiscono soprattutto il comparto tecnologico. A preoccupare gli investitori sono i costi sempre più elevati legati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale e i dubbi sulla sostenibilità dei maxi investimenti annunciati dalle grandi aziende del settore. Sotto pressione i produttori di chip e i principali titoli legati all'AI, mentre l'attenzione si concentra sui conti di Micron attesi nelle prossime ore. Facciamo il punto con Andrea Biondi del Sole 24 Ore.Assomet: L'industria italiana dei metalli non ferrosi celebra 80 anni, tra sfide industriali, transizione energetica e tensioni geopoliticheSi riunisce oggi a Milano l'Assemblea generale di Assomet, l'associazione che rappresenta l'industria italiana dei metalli non ferrosi. Un comparto da circa mille imprese, oltre 26 mila addetti e 30 miliardi di euro di fatturato, che guarda alle sfide legate ai costi energetici, alle materie prime critiche e alla competitività europea. Rame e alluminio sono oggi materiali strategici per reti elettriche, rinnovabili, mobilità elettrica e data center. Ne parliamo con il presidente di Assomet Claudio Pinassi.L'addio di Starmer nel decennale della BrexitA dieci anni dal referendum sulla Brexit, il Regno Unito si ritrova con un nuovo cambio alla guida del governo. Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da primo ministro e leader del Labour, aprendo una fase di successione che vede favorito l'ex sindaco di Manchester Andy Burnham. Un passaggio che arriva mentre il Paese continua a fare i conti con gli effetti economici e politici dell'uscita dall'Unione Europea e con una stagione di forte instabilità che in dieci anni ha portato all'avvicendamento di sei premier. Ne parliamo con Lorenzo Codogno.

In Italia cresce il numero di persone che vivono in una casa di proprietà e aumenta anche l'attività del mercato immobiliare. Secondo Eurostat, nell'ultimo decennio il nostro Paese ha registrato l'incremento più significativo in Europa della quota di residenti proprietari dell'abitazione in cui vivono, arrivando a sfiorare l'80% della popolazione contro una media europea del 68,5%. Un dato che però, secondo alcuni osservatori, riflette anche le difficoltà di molti giovani a lasciare la casa dei genitori. Intanto continuano a crescere compravendite e prezzi. Nel primo trimestre del 2026, secondo le stime preliminari Istat, i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 5,2% su base annua. Nel 2025 le compravendite hanno superato le 766 mila unità, con una crescita superiore al 6%, trainata soprattutto dai grandi centri urbani e dal Nord-Ovest. Aumentano anche i mutui, favoriti dal calo dei tassi e dagli strumenti pubblici di sostegno.Secondo Unimpresa, nel 2025 il Fondo di Garanzia Prima Casa gestito da Consap ha consentito l'erogazione di mutui garantiti dallo Stato per circa 9 miliardi di euro, il 50% in più rispetto all'anno precedente. Gli under 36 restano la categoria che beneficia maggiormente di questi finanziamenti e un acquirente su quattro oggi ha tra i 18 e i 35 anni. Ne parliamo con Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa. Si inaspriscono le tensioni commerciali e la Cina annuncia sanzioni contro 10 aziende USAA poco più di un mese dall'incontro di Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping, tornano a crescere le tensioni tra Stati Uniti e Cina. Pechino ha annunciato nuove restrizioni nei confronti di dieci aziende americane attive nei settori della difesa, dell'aerospazio e delle terre rare, vietando agli esportatori cinesi di fornire loro beni a duplice uso, cioè utilizzabili sia per scopi civili sia militari. La misura arriva come risposta all'allargamento da parte di Washington della lista delle aziende cinesi considerate collegate alle forze armate di Pechino. Tra i gruppi inseriti dagli Stati Uniti figurano colossi come Alibaba, Baidu e BYD. Contestualmente, il Ministero delle Finanze cinese ha vietato agli enti pubblici l'acquisto di prodotti di 46 aziende americane, tra cui Lockheed Martin, Raytheon e alcune divisioni di General Dynamics. Nonostante i tentativi di distensione e la volontà dichiarata di ridurre le tensioni commerciali e tariffarie, il confronto tra le due maggiori economie mondiali torna quindi a concentrarsi su tecnologia, difesa e controllo delle catene di approvvigionamento strategiche. Analizziamo le implicazioni economiche e geopolitiche di questa nuova escalation con Alessandro Plateroti, direttore editoriale di UCapital.com.Italia-Usa, export e interscambio oltre i 110 miliardi di dollari nonostante i daziNonostante il clima di incertezza generato dai dazi e dalle politiche di reshoring promosse dall'amministrazione americana, i rapporti economici tra Italia e Stati Uniti continuano a mostrare una notevole solidità. Secondo quanto dichiarato da Simone Crolla, consigliere delegato della American Chamber of Commerce in Italy, nel 2026 l'export italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto e l'interscambio complessivo tra i due Paesi ha superato i 110 miliardi di dollari. Il 2025 è stato un anno record per gli scambi commerciali e, pur in presenza di una possibile lieve contrazione rispetto ai livelli eccezionali raggiunti, il 2026 dovrebbe comunque confermarsi su valori superiori a quelli registrati negli anni precedenti. A pesare resta soprattutto l'incertezza legata alla politica commerciale americana, che continua a influenzare le decisioni di investimento e le strategie delle imprese. Sul piano politico, Crolla si è detto convinto che le recenti tensioni tra Giorgia Meloni e Donald Trump non comprometteranno il rapporto tra i due Paesi, sostenendo che i rispettivi leader sapranno ritrovare un'intesa e rafforzare una relazione che resta centrale sia sul piano economico sia su quello strategico. Ne parliamo con Davide Allegra, membro della American Chamber of Commerce in Italy.

UniCredit avrebbe sondato Delfin per uno scambio tra il 10% detenuto dalla holding della famiglia Del Vecchio in Generali e azioni della banca guidata da Andrea Orcel. L'operazione, secondo le indiscrezioni, consentirebbe a UniCredit di salire dal 9,2% a circa il 19,2% del capitale del Leone di Trieste senza esborso di cassa, mentre Delfin diventerebbe il primo azionista di UniCredit con una quota vicina all'8%. Le prime valutazioni della holding lussemburghese avrebbero però respinto la proposta. Sullo sfondo resta il riassetto degli equilibri nel sistema bancario e assicurativo dopo l'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Intanto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito che per la dismissione del 4,86% detenuto dal Mef in Mps il collocamento sul mercato resta la soluzione preferibile. Interviene Laura Galvagni, Il Sole 24 Ore.Il Sud cresce più del Nord per il quarto anno consecutivo: non era mai successo primaPer il quarto anno consecutivo il Mezzogiorno cresce più del Centro-Nord. Secondo Svimez nel 2025 il Pil del Sud è aumentato dello 0,7% contro lo 0,5% del Centro-Nord, un risultato che rappresenta un caso unico nelle serie storiche disponibili dal 1980. A trainare la crescita sono stati soprattutto investimenti e costruzioni, sostenuti prima dal Superbonus e poi dal Pnrr. Spiccano Abruzzo (+1,9%), Campania (+0,9%) e Calabria (+0,8%), mentre molte regioni settentrionali risentono della debolezza dell'export e delle tensioni geopolitiche. Resta però il problema della bassa crescita italiana nel confronto europeo: nel 2025 il Pil nazionale è salito dello 0,5% contro una media Ue dell'1,5%, con la Spagna che continua a correre al +2,8%. Approfondiamo con Luca Bianchi, direttore Svimez.Intesa, cresce adozione dell'Ia nelle imprese italiane ma mancano le competenzeL'intelligenza artificiale accelera nelle imprese italiane, ma la formazione non tiene il passo. Secondo il rapporto dell'Osservatorio Look4ward di Intesa Sanpaolo promosso dalla Luiss, il 31% delle aziende utilizza già soluzioni di AI, in aumento rispetto al 19% del 2025. Solo il 19% delle imprese, però, ha attivato percorsi strutturati di formazione, mentre il 46% dei dipendenti non ha ricevuto alcuna preparazione specifica e il 44% delle aziende non prevede investimenti sul tema nei prossimi due anni. Lo studio evidenzia inoltre che l'AI può migliorare performance e qualità delle decisioni nei compiti più complessi, mentre nelle attività più semplici chi lavora senza supporto tecnologico mostra livelli più elevati di apprendimento, coinvolgimento e motivazione. Il commento è di Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

Si è concluso a Evian il vertice del G7 che ha riunito i leader delle principali economie occidentali insieme a numerosi Paesi partner. Dopo il confronto dedicato alle crisi geopolitiche, all'energia e alle sanzioni contro la Russia, l'ultima giornata dei lavori si è concentrata su crescita economica e intelligenza artificiale. Al tavolo hanno partecipato anche il Fondo Monetario Internazionale e l'Ocse, mentre il pranzo finale è stato dedicato alle opportunità e ai rischi dell'AI, con la presenza dei vertici di OpenAI, Anthropic, Mistral AI, Google DeepMind e Salesforce. Al centro del confronto temi come innovazione, sicurezza digitale, regolamentazione e tutela dei minori online. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per l'esito del vertice, sottolineando la convergenza raggiunta tra i leader su dossier che apparivano inizialmente divisivi. Ci colleghiamo con Sergio Nava, inviato di Radio 24 a Evian.Pitti Uomo 2026: spinta per la ripresa del settoreHa preso il via a Firenze la 110ª edizione di Pitti Uomo con 740 marchi presenti, il 44% dei quali esteri, e circa mille buyer internazionali attesi. L'appuntamento arriva in una fase ancora complessa per la moda maschile italiana: nel 2025 il settore ha registrato un fatturato di 11,1 miliardi di euro, in calo del 2,2%, con export sceso dell'1,7% a 8,7 miliardi e import in crescita dell'1,8% a 5,4 miliardi. Nei primi mesi del 2026 le esportazioni hanno continuato a rallentare (-2,9%), penalizzate dall'incertezza geopolitica e dalla debolezza di alcuni mercati asiatici. Per il presidente di Confindustria Moda Luca Sburlati la moda uomo rappresenta un asset strategico del Paese e la priorità è sostenere filiere, distretti e piccoli brand attraverso innovazione, export e nuovi mercati. Tra gli strumenti a supporto del settore anche l'accordo con UniCredit che mette a disposizione un miliardo di euro per le imprese della filiera. Il commento è affidato a Luca Sburlati, Presidente Confindustria Moda.Stellantis, Filosa in Parlamento: Italia al centro della strategia in EuropaNel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato, il ceo di Stellantis Antonio Filosa ha ribadito il ruolo centrale dell'Italia nella strategia europea del gruppo. Filosa ha illustrato il percorso di rilancio avviato negli ultimi dodici mesi, basato su una maggiore autonomia delle aree geografiche e sul rafforzamento della qualità dei prodotti. Il manager ha ricordato il piano da 5 miliardi di euro in innovazione entro il 2030 e ha evidenziato alcuni segnali positivi: nei primi cinque mesi dell'anno le vendite in Italia sono cresciute di quasi il 15%, la produzione del 16% e il ricorso alla cassa integrazione è diminuito del 30%. Il cambio di strategia, ha spiegato Filosa, è costato 25 miliardi di euro di oneri ma rappresenta un passaggio necessario per riportare Stellantis su basi più solide, con l'obiettivo di tornare a mettere persone, qualità e sviluppo industriale al centro delle scelte del gruppo. Ne parliamo con Filomena Greco, Il Sole 24 Ore.

La Germania ribadisce il proprio no all'offerta pubblica di scambio lanciata da UniCredit su Commerzbank. Berlino, che detiene ancora il 12% dell'istituto tedesco, considera l'offerta insufficiente sotto il profilo finanziario e difende l'indipendenza della banca, ritenuta strategica per il finanziamento dell'economia tedesca e del Mittelstand. Il governo sottolinea inoltre il ruolo di Commerzbank come pilastro della piazza finanziaria di Francoforte e importante datore di lavoro. L'operazione resta politicamente sensibile perché coinvolge una partecipazione pubblica ereditata dalla crisi finanziaria del 2008. UniCredit punta a rafforzare il proprio ruolo di grande banca europea e propone una semplificazione della presenza internazionale di Commerzbank per concentrarne maggiormente l'attività sul mercato tedesco. L'offerta scade oggi e arriva dopo che il gruppo guidato da Andrea Orcel ha comunicato di aver superato la soglia del 30% del capitale, con un'esposizione potenziale complessiva che, considerando anche i derivati, supera il 55%. Ne parliamo con Luca Davi, Il Sole 24 Ore.PNRR: occasione mancata o leva strategica di crescita?A pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno, il dibattito sul PNRR resta aperto tra chi lo considera un'occasione mancata e chi invece lo vede come uno dei principali fattori di modernizzazione del Paese. Al di là degli effetti sulla crescita economica, il Piano ha imposto alla pubblica amministrazione tempi, procedure e obiettivi stringenti, legando l'erogazione delle risorse europee al raggiungimento di precisi traguardi. Questo vincolo ha contribuito ad accelerare gli appalti, digitalizzare processi, ridurre i tempi di aggiudicazione delle gare e migliorare l'efficienza amministrativa. Secondo Banca d'Italia i bandi PNRR hanno registrato tassi di aggiudicazione più elevati e tempi più rapidi rispetto a quelli ordinari, mentre gli investimenti pubblici sono tornati su livelli che non si vedevano da decenni. Gli studi disponibili attribuiscono inoltre al Piano un contributo significativo alla crescita del Pil italiano dal 2021 a oggi. Restano però i limiti strutturali del sistema Paese: diversi obiettivi si sono rivelati troppo ambiziosi, dagli asili nido alle Case della Comunità fino agli studentati universitari, mentre una parte delle risorse è stata riallocata o rifinanziata con fondi nazionali. Con la fine del PNRR si apre così una fase decisiva: da un lato l'eredità di un metodo che ha costretto l'Italia a essere più efficiente, dall'altro il nodo delle opere ancora incomplete e degli obiettivi ridimensionati o rinviati. Il commento è di Luca Dal Poggetto, Analista di Openpolis esperto di Pnrr.Urso, su ex-Ilva lo Stato non può dare altre risorseLa partita dell'ex Ilva resta in una fase di forte incertezza. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha ribadito che lo Stato non può concedere ulteriori risorse oltre quelle già autorizzate dalla Commissione europea nell'ambito delle regole sugli aiuti di Stato. Il prestito complessivo approvato ammonta a 390 milioni di euro e gran parte delle risorse è già stata erogata. Nel frattempo la situazione industriale continua a essere critica: la produzione resta ai minimi con un solo altoforno in funzione, mentre la cassa integrazione coinvolge a Taranto oltre 3.000 lavoratori. A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la decisione della Cassazione di non dissequestrare l'altoforno 1, fermo da un anno dopo l'incendio del maggio 2025. Secondo Urso questo stop è costato finora circa 2 miliardi di euro tra mancata produzione e ammortizzatori sociali. Sul fronte della cessione dell'azienda proseguono le trattative con gli indiani di Jindal e gli americani di Flacks, mentre i sindacati continuano a chiedere una soluzione che garantisca occupazione, produzione e rilancio industriale del sito siderurgico. Ci colleghiamo con Taranto: Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore Taranto.

Il petrolio crolla di oltre il 5% dopo l'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, con il Brent tornato sotto gli 83 dollari al barile sui livelli precedenti all'escalation militare. Tuttavia gli analisti invitano alla prudenza: la riapertura dello Stretto di Hormuz sarà graduale e il ritorno alla normalità potrebbe richiedere settimane o mesi. Circa 500 navi restano ancora bloccate nel Golfo Persico e pesano le incognite legate a sicurezza, assicurazioni e capacità produttiva dei paesi esportatori. Ne parliamo con Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore e con Stefano Messina, Presidente Assarmatori.Oro e auto spingono l'export: +8,8% ad aprileAd aprile l'export italiano cresce dell'8,8% su base annua grazie soprattutto all'oro diretto in Svizzera, alle automobili e all'elettronica. Nei primi quattro mesi dell'anno le esportazioni aumentano del 3,2%, mentre continuano a distinguersi mercati come Stati Uniti, Cina, India e Svizzera. Intanto da Genova, alla convention mondiale di Assocamerestero, emerge un quadro di forte resilienza del Made in Italy: dopo il record di 643 miliardi nel 2025, le esportazioni potrebbero superare i 660 miliardi nel 2026 nonostante guerre, tensioni geopolitiche e dazi. Interviene Matteo Zoppas, Presidente ICE.Le Borse festeggiano l'accordo Usa-Iran, a Milano nuovo recordLe Borse globali accolgono con entusiasmo l'intesa tra Stati Uniti e Iran. In Asia corre soprattutto la Corea del Sud, mentre in Europa Piazza Affari aggiorna ancora una volta i massimi storici superando per la prima volta quota 52 mila punti. A sostenere i mercati è soprattutto il crollo dei prezzi di petrolio e gas, che alimenta le speranze di un rallentamento dell'inflazione e di politiche monetarie meno restrittive. L'attenzione si sposta ora sulle riunioni di Federal Reserve, Bank of Japan e Bank of England. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore Editoriale UCapital.com

SpaceX al suo debutto in BorsaSpaceX debutta oggi al Nasdaq con una domanda sempre più frenetica: gli investitori retail hanno messo in campo ordini per oltre 100 miliardi di dollari, per un collocamento record che ha in tutto l'obiettivo di rastrellare almeno 75 miliardi, polverizzando il massimo precedente stabilito da Saudi Aramco nel 2019 con meno di 30 miliardi. Non basta: mille grandi protagonisti istituzionali, tra cui BlackRock che ha piazzato un ordine da 5 miliardi, si sono posizionati per un biglietto d'ingresso nel nuovo sogno di Elon Musk. E un 10% diretto a ordini internazionali. La corsa agli ordini promette di sostenere gli acquisti del titolo una volta in Borsa, gonfiando i guadagni. Molto dipenderà dai dettagli finali: l'azienda non è parsa voler alterare le condizioni del collocamento, con 555,6 milioni di azioni al prezzo di 135 dollari, per una valutazione complessiva di SpaceX di quasi 1.800 miliardi. Alcuni osservatori non escludono però correzioni in extremis per tenere conto delle circostanze. Gli scambi iniziali non risolvono comunque il rebus del gruppo, in crescita ma in perdita e con fatturato annuale di meno di 19 miliardi: impero dell'innovazione o rischioso minestrone tech, con satelliti, razzi e intelligenza artificiale tenuti assieme dalla vulcanica leadership di Musk e dai suoi progetti visionari, fatti di colonie su Marte, centri dati orbitanti e onnipresente AI. Ne parliamo con Giancarlo Giudici, Co-direttore del Programma Executive in Finance di POLIMI Graduate School of Management.

Lavoro in aumento ma stipendi in calo per i laureati italianiPiù occupati rispetto a un anno fa, ma meno retribuiti. Con un vantaggio lavorativo e stipendiale che privilegia i laureati rispetto alle laureate e i residenti al Centro-Nord invece che al Sud. È questa, in estrema sintesi, la fotografia che emerge dal XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione presentato all università della Basilicata durante il convegno dal titolo Efficacia della formazione universitaria .Nel complesso, le due rilevazioni hanno coinvolto, per i percorsi di laurea, quasi 335 mila persone che hanno completato gli studi nel 2025 in 81 atenei aderenti al Consorzio, e quasi 700mila per gli esiti occupazionali, intervistati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. Il tasso occupazionale dei laureati è in aumento. A un anno arriva all 81,2% tra chi ha conseguito una laurea di primo livello e all 80,8% nel secondo livello (in crescita, rispettivamente, di +2,6 e +2,2 punti rispetto alla rilevazione precedente). A cinque anni dalla laurea l occupazione tocca il 91,7% nel primo livello, contro il 92,8 per cento del 2024. Nel secondo livello si arriva al 94,4%, che è il valore più alto dell ultimo quindicennio e rappresenta un miglioramento del 4,7% rispetto ai 12 mesi precedenti. Parallelamente, il tasso di disoccupazione a un anno cala al 9,2% nel primo livello e al 9,3% nel secondo. A cinque anni dal titolo la disoccupazione precipita fino al 2,6 per cento. Lo stesso segno positivo registrato sul fronte del lavoro non si registra però sugli stipendi. A un anno dalla laurea la retribuzione mensile netta è in media di 1.491 euro nel primo livello e 1.495 nel secondo; al netto dell inflazione, le retribuzioni reali sono risultate in lieve calo nell ultimo anno (rispettivamente -1,4% e -0,9%). Dopo cinque anni per fortuna il quadro migliora. La retribuzione mensile netta è pari a 1.796 euro per i laureati di primo livello e a 1.903 euro per quelli di secondo livello. Con un aumento dell 1,6% per questi ultimi e una sostanziale stabilità per i primi. Ne parliamo con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio EmiliaLa Bce alza costo denaro di 25 punti base Dopo 13 mesi fermi al 2%, i tassi d interesse nell area dell euro sono tornati a salire oggi dello 0,25%, a distanza di un anno esatto dall ultimo taglio. Il tasso sui depositi presso la Bce, mediante il quale il Consiglio direttivo orienta la politica monetaria, passerà dal 2% - livello sul quale è rimasto per 12 mesi- al 2,25 per cento. Come si legge nel comunicato, «Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l inflazione si stabilizzi sull obiettivo del 2% a medio termine. In linea con questo impegno ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della Bce. Il conflitto in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l area dell euro». In conferenza stampa la presidente della Bce Christine Lagarde ha dichiarato: "La decisione che abbiamo preso non è una decisione drastica": un aumento di 25 punti base dei tassi "è una decisione che, chiaramente, invia un segnale ed è necessaria data la situazione economica in cui ci troviamo, l'incertezza che stiamo affrontando, le prospettive inflazionistiche e le proiezioni elaborate dall'Eurosistema". Lagarde ha anche aggiunto: Con una crescita 2026 rivista allo 0,8% da 0,9% precedente "non è che ci troviamo in un contesto in cui la crescita manca o sia minacciata in modo significativo". Lagarde ha citato "i numeri che abbiamo, le prospettive inflazionistiche, i rischi al rialzo sull'inflazione, la solidità della decisione in tutti gli scenari quello negativo, quello molto negativo e quello meno negativo e il fatto che questa decisione regga in tutte le circostanze". Lagarde ha ricordato che per la crescita "si può fare molto di più attraverso riforme strutturali, favorendo un mercato europeo senza ostacoli al commercio, l'unione dei risparmi e degli investimenti e così via". Approfondiamo il tema con Franco Bruni, presidente dell'Ispi e professore emerito del dipartimento di Economia dell'Università Bocconi.Fabi, su Mps priorità alla tutela a lavoratori e professionalità"Le eventuali evoluzioni degli assetti societari che riguardino il Monte dei Paschi di Siena non possono prescindere dalla tutela dell'occupazione, delle professionalità e delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo". Così lunedì il coordinatore Fabi del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, Guido Fasano, circa le operazioni che riguardano il settore bancario e coinvolgono Mps. "Le lavoratrici e i lavoratori di Mps - aggiunge - hanno contribuito in modo determinante al rilancio e alla stabilizzazione della banca e rappresentano un patrimonio di competenze e professionalità che deve essere valorizzato e preservato. Riteniamo fondamentale salvaguardare l'integrità del Monte dei Paschi di Siena, la sua identità storica, il suo radicamento nei territori e il valore economico e sociale che continua a rappresentare per il Paese. Qualsiasi progetto futuro dovrà riconoscere e tutelare questo patrimonio, evitando che logiche esclusivamente finanziarie ne compromettano il valore industriale, occupazionale e territoriale. Per questo riteniamo indispensabile un confronto costante con le organizzazioni sindacali, il cui ruolo resta centrale per governare ogni possibile ricaduta sull'occupazione, sull'organizzazione del lavoro e sulle prospettive professionali delle lavoratrici e dei lavoratori. La Fabi continuerà a seguire con la massima attenzione l'evoluzione della situazione, per garantire la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie". Dello stesso tenore le dichiarazioni di ieri di Luigi Vaudo, ex coordinatore Fabi in Piazzetta Cuccia, oggi membro della segreteria Fabi in Mps: "È ormai da oltre un anno e mezzo che le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Mediobanca vivono in una situazione di forte incertezza sul proprio futuro". "Prima l'Ops promossa da Mps - ha aggiunto - oggi le nuove operazioni straordinarie che coinvolgono il settore bancario e che potrebbero determinare ulteriori rinvii e nuove attese incertezze per gli oltre 5.000 dipendenti del Gruppo. Ricordiamo che, poco prima dell'avvio dell'Ops di Mps, era stata approvata all'unanimità la piattaforma per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. Un percorso negoziale che è stato successivamente sospeso a causa dell'assenza delle necessarie condizioni di governance", afferma. "Dopo diciotto mesi di instabilità e di continui interrogativi sul futuro societario, riteniamo che sia giunto il momento di riportare al centro dell'attenzione le persone che ogni giorno garantiscono con competenza, professionalità e impegno i risultati del Gruppo Mediobanca", sottolinea. Ne parliamo con Lando Maria Sileoni, segretario generale FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani).

L'Aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo per l approvazione del Dl lavoro, nel testo identico a quello licenziato dalla commissione Lavoro, con 165 voti favorevoli. L Assemblea procederà quindi all esame dei relativi 77 ordini del giorno per passare al voto finale tra la serata di oggi , mercoledì 10 giugno e il pomeriggio di domani. Il provvedimento stanzia circa 1 miliardo e interviene su diversi aspetti, dall introduzione del salario giusto al pacchetto incentivi.Il pacchetto lavoro punta sulla stabilizzazione dei contratti a termine con un nuovo incentivo: esonero contributivo del 100% per 24 mesi, fino a 500 euro mensili per ogni dipendente trasformato a tempo indeterminato, purché under 35, mai stabilizzato prima e con contratto a termine non oltre i 12 mesi, convertito tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026. Viene inoltre prorogato fino a fine anno il bonus per le assunzioni stabili di giovani under 35 svantaggiati , sempre con sgravio totale fino a 500 euro (650 nelle regioni Zes Unica), per 24 mesi o 12 in alcuni casi. Per le donne disoccupate o inoccupate, di qualsiasi età, è previsto uno sconto contributivo di 24 mesi fino a 650 euro, che sale a 800 nelle Zes Unica; anche qui valgono i vincoli di incremento occupazionale netto e assenza di licenziamenti nei sei mesi precedenti.Sul fronte conciliazione vita lavoro, l esonero fino all 1% dei contributi, nel limite di 50mila euro l anno per azienda, sarà operativo nel triennio 2026 2028. Il salario giusto viene ancorato al trattamento economico complessivo dei Ccnl delle parti più rappresentative, includendo tutte le voci fisse, le mensilità aggiuntive e il welfare contrattuale: parametro chiave per accedere ai nuovi bonus per giovani, donne e assunzioni nelle Zes. Sui rinnovi contrattuali scatta un meccanismo di adeguamento automatico: entro nove mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono rivalutate del 50% dell IPCA NEI, salvo eccezioni per turismo e sanità dove decide la contrattazione.Arrivano anche nuove regole per tirocini extracurriculari (massimo 12 mesi per gruppo di imprese) e per i rider: quando emergono elementi di direzione e controllo, anche tramite algoritmi, il rapporto si presume di lavoro subordinato salvo prova contraria. In previdenza complementare, la quota di capitale riscattabile al pensionamento torna dal 60% al 50% del montante e viene rinviata a ottobre l operatività del pagamento frazionato; si limita inoltre a due mandati consecutivi la durata degli organi dei fondi negoziali. Sullo staff leasing, i lavoratori assunti a tempo indeterminato dalle agenzie potranno essere inviati in missione a termine fino a 36 mesi complessivi presso lo stesso utilizzatore, con divieto di clausole che impediscano l assunzione diretta. Infine, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2029, viene sbloccato il distacco lavorativo anche tra aziende di settori e Ccnl diversi, previo accordo sindacale, con l obiettivo dichiarato di salvaguardare occupazione e continuità produttiva.Il commento di Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.Perché nell'industria dell'auto il modello asiatico supera quello occidentaleRecensione di Paolo Bricco della Scorsa settimana: Il libro di Francesco Zirpoli, Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile (Laterza, pagg. 234, 16), evidenzia la (attuale) superiorità del modello asiatico sul modello occidentale.Non lo fa in maniera ideologica e prescrittiva. Lo fa descrivendo soprattutto i deficit e i ripiegamenti di quello occidentale. Scrive Zirpoli, il più accreditato economista italiano di impronta organizzativista specializzato in automotive industry: «La superiorità tecnologica dei produttori asiatici e la conseguente capacità di offrire al mercato auto di piccole dimensioni rendono lo scenario di rivitalizzazione dell'endotermico inutile al fine di salvare il declino europeo. I produttori europei non riusciranno a fermare con l'edulcorazione degli obiettivi ambientali della regolamentazione l'avanzata di marchi come MG (che fa capo al gigante statale cinese SAIC) o BYD (impresa privata cinese che produce ibride molto avanzate e che recentemente ha aperto stabilimenti in Ungheria e Turchia), i quali saranno sempre più popolari sul mercato europeo, così come non argineranno Toyota e Hyundai-Kia, che continueranno ad avanzare forti di una base produttiva in Europa già molto sviluppata».La sua considerazione, che dalla analisi dei prodotti si proietta sugli equilibri geopolitici, ha due sottostanti:Il primo, condivisibile, è la natura analogica dell'auto occidentale, rispetto a una auto asiatica ormai pienamente digitalizzata. Zirpoli ricorda come, entro i prossimi cinque anni, oltre il 40% del valore di una macchina sarà determinato dalla sua componente software. Su questo Zirpoli ha ragione. Prima i giapponesi e i coreani e adesso i cinesi hanno fabbricato e fabbricano auto con una sostanza tecnologica e immateriale fin dal processo di ideazione concettuale, passando per l'accorciamento dei tempi di realizzazione e arrivando alla connettività, al grado di guida autonoma e all'esperienza di chi guida superiore rispetto alle auto europee e americane. Ha altrettanto ragione Zirpoli quando, in maniera precisa e informata, mostra come la variante peggiore di questa arcaicità dell'auto occidentale sia rappresentata dalla vecchia Fiat, di cui impietosamente Zirpoli identifica l'inizio del declino ingegneristico nella capitolazione di Vittorio Ghidella, l'ultimo vero car-guy italiano, a favore di Cesare Romiti.Il secondo sottostante alla considerazione geopolitica della (attuale) prevalenza del modello asiatico, che sembra trasparire dal libro di Zirpoli, è la ineluttabilità (o, meglio, la razionalità da efficienza sistemica) del destino dell'auto elettrica. Il corollario, non condivisibile, è il giudizio di arretratezza e di cecità assegnato da Zirpoli a chi, in Europa, ritiene che sia stato sbagliato affidare la transizione tecnologica in senso unitariamente eco-green, con policy calate dall'alto. Fa bene Zirpoli a ricordare che le case automobilistiche tedesche, in particolare Volkswagen, hanno sostenuto il Greendeal. Ma il loro errore di calcolo nella transizione e nei tempi non cambia la natura ottusamente dirigista di queste misure.Il commento di Francesco Zirpoli, professore ordinario di economia e gestione dell'innovazione e direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation (Cami) dell'Università Ca' Foscari VeneziaFedervini, export giù nel primo trimestre ma +8,7% gli spumanti in GdoPrimo trimestre in frenata per le esportazioni italiane di vino con un calo a valore del 13,3%; segno positivo, invece, per gli spiriti con 5,8% nei primi due mesi. Sul fronte interno salgono le vendite nel canale della Grande distribuzione organizzata di vini (+2,2%) e spumanti (+8,7%), mentre sui consumi fuori casa, pesa l'effetto dell'inflazione, tranne che nella ristorazione di fascia alta. È il quadro tracciato nel corso dell'assemblea generale di Federvini oggi a Roma, settore che si trova ad affrontare un pericoloso mix tra evoluzione dei consumi, tensioni commerciali, equilibri geopolitici e ridefinizione delle rotte commerciali. "Siamo portatori di un valore strategico-economico, culturale, identitario che nessun dazio può intaccare, anche se il 2025 ci ha messo alla prova - ha detto il presidente di Federvini Giacomo Ponti - le nostre imprese hanno dimostrato una capacità di adattamento straordinaria, ora è fondamentale che la ratifica dell'accordo Ue-Usa si concluda, visto che l'attuale regime al 10% in vigore fino al 24 luglio". E ha aggiunto, "non possiamo pensare di sostituire il mercato americano, dobbiamo invece diversificare, innovare, presidiare i tavoli europei". E i consumatori americani restano fedeli al made in Italy. Di fronte a una prospettiva di rincaro del 20%, secondo l'Osservatorio Federvini in collaborazione con Nomisma, la stragrande maggioranza dichiara che non modificherebbe le proprie abitudini d'acquisto, il principale driver di scelta resta l'alta qualità percepita associata ai vini italiani (47%), agli spirits (48%) e all'Aceto Balsamico di Modena Igp (42%). Tornando in Italia in Gdo, secondo l'Osservatorio, oltre a vino e spumanti, avanzano anche gli spiriti (+2,9% a volume), trainati dagli aperitivi alcolici e dai sodati; cresce anche il Gin, mentre la Grappa rimane in terreno negativo. Segno positivo, invece, per gli aceti, in crescita sia a valore (+2,4%) che a volume (+1%), trascinati dall'aceto di mele e dalla stabilità dell'Aceto Balsamico di Modena Igp.È intervenuto a Focus Economia Giacomo Ponti, presidente Federvini.

Le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) in Italia sono spesso influenzate tanto dalla politica e dalle personalità quanto dalla massimizzazione del profitto. Questo rende l'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena da parte di Banca Intesa, per un valore di 30 miliardi di euro, una rara eccezione." È quanto scrive il Financial Times in un editoriale pubblicato nella sezione Lex dal titolo "L'offerta di Intesa per il Monte dei Paschi di Siena ripristina un po' di buon senso nella scena delle Fusioni e Acquisizioni italiane". "Intesa ha scelto l'obiettivo giusto, nel senso che le prospettive di MPS, istituto di credito toscano, non sono brillanti. La banca è alle prese con la complessa integrazione della rivale Mediobanca, acquisita lo scorso anno. Inoltre, la sua governance è estremamente fragile: gli azionisti, in perenne conflitto tra loro, hanno recentemente estromesso e reintegrato l'amministratore delegato Luigi Lovaglio in rapida successione. La scorsa settimana, secondo i dati di S&P Capital IQ, Mps è stata quotata a un prezzo inferiore al suo valore contabile tangibile, risultando quindi sottovalutata rispetto agli standard bancari europei", osserva il quotidiano della City. Nella sua mossa su Mps "Intesa sarà difficile da battere: secondo i calcoli di Lex, potrebbe migliorare la sua offerta di un paio di miliardi senza compromettere il valore dell'azienda. Ma la finanza non racconta tutta la storia. Se la banca dovesse avere successo, si ritroverebbe anche con la quota del 16% di Mediobanca in Generali, ampiamente considerata un asset strategico per l'Italia. Per questo motivo, una vittoria di Intesa potrebbe essere allettante anche per il Primo Ministro Giorgia Meloni, in quanto ridurrebbe le possibilità che Generali finisca in mani straniere. La differenza rispetto ad altri accordi graditi a Roma è che anche il capitalismo italiano potrebbe considerare questo un successo", scrive il Financial Times.Il commento di Salvatore Rossi, economista, dal 2013 al 2019 ha ricoperto la carica di direttore generale di Banca d'Italia e Daniel Gros, direttore Institute for European Policy Making, Bocconi.Brennero, maxi danni dai divieti «serve l'arbitro Ue per i valichi»Quando si blocca il Brennero, non si fermano soltanto i camion: si rallentano l'economia italiana, l'export, l'agroalimentare, la manifattura, la continuità delle forniture verso il Nord Europa e gli approvvigionamenti di materie prime e semilavorati alle nostre industrie di trasformazione. Il Brennero è l'asse portante del corridoio Scandinavo-Mediterraneo e un'infrastruttura europea strategica per il sistema economico. Sul tema Brennero servono soluzioni europee condivise, non divieti unilaterali. Tra le richieste: il completamento nei tempi previsti del tunnel ferroviario di base (Bbt) e delle relative tratte di accesso per ampliare la capacità del trasporto su rotaia, investimenti per rendere l'autostrada A22 del Brennero ancora più moderna, l'eliminazione dei divieti di transito notturno in Tirolo. Così Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i trasporti, la logistica e l'industria del Turismo, sintetizza il sentimento delle imprese. Destro è a Trento, ospite di un convegno organizzato da Confindustria Regionale Tentino-Alto Adige dove si discute di Brennero e dell'importanza di questo corridoio alpino per tutta l'economia italiana. Presenti, tra gli altri, i presidenti di Confindustria Trentino-Alto Adige, Alexander Rieper; Confindustria Trento, Lorenzo Delladio; Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini; il presidente della Provincia autonomia di Trento, Maurizio Fugatti. In un videomessaggio, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ribadisce l'attenzione del governo verso i territori del Trentino-Alto Adige e annuncia: «Siamo al 95% degli scavi della nuova galleria ferroviaria del Brennero (linea Fortezza-Innsbruck), con l'obiettivo di aprire l'opera nel 2033 per ridurre i tempi di collegamento tra l'Italia e il cuore dell'Europa». È intervenuto Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo.Ponte sullo Stretto, la procura di Roma indaga per corruzioneLa Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In base a quanto emerge da una nota diffusa dall ufficio giudiziario, l ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti, Tommaso Miele, (in quiescenza dal febbraio scorso), l'avvocato già Consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa , Giacomo Francesco Saccomanno, e l'imprenditore Vincenzo Virgoglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia Calabria". Le indagini hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l esame di legittimità della Corte dei Conti sull approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell opera pubblica. Secondo quanto emerge dalla nota diffusa dalla Procura capitolina l avvocato e l imprenditore indagati al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa , avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell esigenza citata . Secondo l impianto accusatorio i due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto - si legge nella nota - la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa . Inoltre il magistrato contabile avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell interesse della Stretto di Messina Spa , una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata. Il commento di Ivan Cimarusti, Il Sole 24 Ore.

Intesa Sanpaolo ha lanciato un'Opas volontaria totalitaria da 30,6 miliardi di euro su Monte dei Paschi di Siena, mossa destinata a ridisegnare il risiko bancario italiano. Carlo Messina (nella foto) ha definito l'operazione un'opportunità unica per rafforzare la leadership europea del gruppo e creare una piattaforma italiana del wealth management con 2.000 miliardi di euro di masse. L'offerta prevede 1,6 azioni Intesa di nuova emissione più un euro in contanti per ogni azione Mps, con un premio del 12,5% rispetto all'ultima chiusura di Borsa. L'obiettivo è raggiungere almeno il 66,67% del capitale e procedere all'integrazione della banca senese, mentre sul fronte occupazionale il gruppo annuncia oltre 13mila nuove assunzioni entro il 2029. Contestualmente Intesa ha autorizzato l'acquisto del 3,01% di Generali, mossa collegata agli equilibri che potrebbero emergere in caso di successo dell'operazione. Ne parliamo con Luca Davi, Il Sole 24 Ore e con Carlo Altomonte, Università Bocconi.Unioncamere, la produttività cresce con i giovani: +7,2% nelle imprese che attraggono talentiL'invecchiamento della forza lavoro pesa sempre di più sulla competitività delle imprese italiane. Secondo le analisi di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, le aziende che riescono ad attrarre e trattenere giovani under 35 registrano una produttività superiore del 7,2%, mentre quelle con una maggiore presenza di giovani crescono più rapidamente in termini di fatturato e occupazione. Oggi il 60% delle imprese ha superato la soglia anagrafica oltre la quale tende a ridursi la propensione all'innovazione. Sullo sfondo il problema dei cervelli in fuga e della carenza di laureati Stem: tra il 2026 e il 2029 potrebbero mancare oltre 13mila laureati specializzati all'anno, mentre il rientro anche solo della metà dei giovani emigrati negli ultimi cinque anni genererebbe un beneficio economico stimato in 12 miliardi di euro. Interviene Andrea Prete, presidente di UnioncamereTrump: valutiamo partecipazione del governo in grandi aziende IAL'amministrazione Trump sta valutando l'ipotesi di acquisire partecipazioni nelle principali aziende dell'intelligenza artificiale, un'idea inizialmente proposta dal ceo di OpenAI Sam Altman e ora considerata come parte della strategia americana per rafforzare la leadership tecnologica nei confronti della Cina. La Casa Bianca ritiene che una presenza pubblica nel capitale delle società possa garantire benefici economici ai cittadini e rafforzare il controllo su una tecnologia sempre più strategica. L'ipotesi divide però il mondo politico e finanziario, tra chi vede un nuovo modello di politica industriale e chi teme conflitti d'interesse, rischi regolatori e possibili derive speculative. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com

Anche le tecnologie più meravigliose non cambiano un'azienda fino a che non sono adottate per modificare un processo o creare nuovi prodotti o servizi. L'intelligenza artificiale non fa eccezione, anzi: l'adozione è una parte integrante del processo creativo. Non è una tecnologia che si compra e si usa: va compresa a fondo, progettata, sperimentata, per potersene fidare. «Con l'intelligenza artificiale si innova e si accelera il business, non ci si limita a limare qualche costo» dice Enza Truzzolillo, ad di Lenovo Italia. «I progetti di valore sono pensati in relazione alle caratteristiche di ogni singola azienda». Ne consegue che l'adozione non è un processo immediato. Una finestra su questa realtà si trova nei risultati della ricerca realizzata da un comitato Giovani Imprenditori della Confindustria in collaborazione con Lenovo e che verrà presentato domani durante il 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Rapallo. Alla survey hanno partecipato 621 imprenditori. La metà di queste aziende è in crescita e il 23 per cento ha una quota di export sul fatturato superiore al 30 per cento. Un quarto di queste aziende ha un fatturato superiore ai 10 milioni di euro: tutte le altre sono più piccole. Ebbene: tra queste aziende solo il 18,7 per cento usa l'intelligenza in modo strutturato, due terzi sono in fase di studio o test. Il 71 per cento ritiene che sia un'opportunità. L'81 per cento valuta che le aziende italiane siano in ritardo rispetto a quelle europee. Il problema centrale è visto nella preparazione del personale. Ci espone la ricerca Enza Truzzolillo, AD di Lenovo in Italia.

A fine marzo la Commissione europea ha pubblicato uno studio sulle imposte patrimoniali che riaccende un dibattito mai davvero sopito. Il rapporto evidenzia come, nonostante la crescente concentrazione della ricchezza e la pressione fiscale sul lavoro, le patrimoniali abbiano prodotto gettiti limitati nella maggior parte dei Paesi europei. Germania e Svezia le hanno abolite, la Francia le ha ridimensionate, mentre Svizzera, Norvegia e Spagna continuano a sperimentare modelli differenti. Secondo lo studio, il problema non è tanto lo strumento quanto la sua applicazione: senza basi imponibili solide, registri affidabili e coordinamento internazionale, il rendimento resta modesto e gli obiettivi di equità difficili da raggiungere. Ne parliamo con Marco Cerrato, avvocato tributarista e partner di Maisto e Associati.Federmeccanica, la produzione italiana cresce ma il quadro resta criticoLa metalmeccanica italiana torna a crescere nel primo trimestre del 2026 con una produzione in aumento dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% su base annua. A trainare il recupero è soprattutto l'automotive, mentre restano sotto pressione gli ordini esteri e la tenuta finanziaria delle imprese. Cresce l'export, ma aumentano ancora di più le importazioni e pesano le difficoltà sui principali mercati europei. A preoccupare le aziende è anche il conflitto in Medio Oriente: quasi sei imprese su dieci temono effetti significativi, soprattutto sul fronte dei costi energetici e della logistica. Interviene Alessia Miotto, vicepresidente di Federmeccanica.Al via il 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a RapalloPrende il via domani a Rapallo il 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria dedicato al tema "People. La nostra promessa di futuro". Al centro del confronto il tema dei giovani, della fuga dei talenti e delle politiche per trattenere competenze e nuove energie nel Paese. Dal 2011 al 2024 oltre 630 mila under 35 hanno lasciato l'Italia e, secondo le stime, nei prossimi anni potrebbero mancare oltre 5 milioni di lavoratori. Tra le proposte che saranno presentate a Rapallo una borsa per sostenere la nascita di nuove imprese e un alleggerimento dell'Irpef per i lavoratori under 35. Facciamo il punto con Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

La Commissione europea apre a una flessibilità fiscale limitata per sostenere gli investimenti energetici e accelerare la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Bruxelles propone di utilizzare fino allo 0,3% del Pil annuo tra il 2026 e il 2028, entro un tetto complessivo dello 0,6% del Pil, mentre richiama l'Italia a mantenere il percorso di risanamento dei conti pubblici e a evitare misure generalizzate contro il caro energia, considerate costose e poco efficaci. Il commento è di Carlo Cottarelli, economista e direttore dell'Osservatorio conti pubblici italiani Università Cattolica.Dal 5 al 7 giugno l'edizione 2026 di Sport Business ForumDal 5 al 7 giugno Radio 24 sarà a Belluno per la terza edizione dello Sport Business Forum, la manifestazione che mette a confronto sport, imprese e territori. L'evento, che coinvolgerà Belluno, Treviso, Trieste e Gorizia, proporrà incontri, interviste e approfondimenti sul ruolo dello sport come motore di sviluppo economico, innovazione e inclusione sociale, con un focus particolare sull'eredità delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e sull'impatto della filiera sportiva veneta, che genera quasi 8 miliardi di euro di valore economico. Ci colleghiamo con Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti.Ocse, in Italia shock da prezzi energetici, Pil +0,5% nel 2026L'Ocse stima per l'Italia una crescita del Pil dello 0,5% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027. A pesare sono il nuovo shock energetico e le tensioni in Medio Oriente, che frenano consumi, investimenti ed esportazioni. Secondo l'organizzazione, il rincaro dell'energia rischia inoltre di annullare i recenti recuperi dei salari reali, mentre la forte dipendenza italiana dai combustibili fossili importati rende il Paese particolarmente esposto all'evoluzione del conflitto. Ne parliamo proprio con Stefano Scarpetta, capo economista dell'Ocse.

È ancora aperta la partita sul futuro degli sconti sulle accise. A pochi giorni dalla scadenza del 6 giugno, nel governo si moltiplicano le valutazioni su costi e benefici di un nuovo eventuale intervento sui carburanti, senza che sia ancora maturata una decisione definitiva. Dalla primavera a oggi il taglio delle accise ha cambiato più volte intensità: si è partiti da uno sconto consistente, attorno ai 24 centesimi al litro, per arrivare a una progressiva riduzione. Nell'ultimo decreto il governo ha dimezzato lo sconto sul gasolio, portandolo a circa 12 centesimi al litro, mentre per la benzina il taglio è rimasto più contenuto, attorno ai 6 centesimi. Una modulazione dettata dall'esigenza di contenere l'impatto sui conti pubblici: il conto complessivo dell'operazione sfiora i 2 miliardi di euro, una cifra che rende difficile immaginare ulteriori proroghe senza coperture solide.OSPITE: Davide Tabarelli, presidente Nomisma EnergiaSoftBank investe 75 miliardi in Francia per costruire il più grande hub IA d EuropaSoftBank scommette sulla Francia per accelerare la corsa europea all'intelligenza artificiale (IA). Il gruppo giapponese guidato da Masayoshi Son ha annunciato, secondo quanto rivelato dal Financial Times, un impegno fino a 75 miliardi di euro per sviluppare una vasta rete di infrastrutture dedicate al calcolo avanzato, un progetto che, se completato, diventerebbe il più grande complesso di data center per l IA del continente. L investimento rappresenta il più importante impegno nel settore dell'intelligenza artificiale assunto da SoftBank al di fuori degli Stati Uniti e offre un importante successo politico al presidente francese Emmanuel Macron alla vigilia dell'edizione 2026 di Choose France , l evento con cui Parigi cerca ogni anno di attirare capitali e investimenti internazionali.La decisione - secondo il quotidiano britannico - è maturata rapidamente dopo una cena tra Macron e Son svoltasi a Tokyo all inizio di aprile. In quell'occasione il presidente francese avrebbe illustrato i punti di forza del Paese per ospitare infrastrutture ad alta intensità energetica, puntando in particolare sulla disponibilità di energia nucleare e su procedure autorizzative accelerate per gli impianti legati all'intelligenza artificiale. «SoftBank è orgogliosa di assumere questo importante impegno nei confronti della Francia», ha dichiarato Son. Secondo il fondatore e amministratore delegato del gruppo, le capacità industriali francesi, la disponibilità di competenze specializzate e l ambizione nazionale nel settore tecnologico rendono il Paese uno dei candidati più credibili a diventare un polo europeo dell'intelligenza artificiale. Uno dei principali poli sorgerà a Dunkerque, dove SoftBank collaborerà con Schneider Electric per creare un hub dedicato sia alle infrastrutture per l'intelligenza artificiale sia alla produzione di tecnologie robotiche. La posizione geografica del sito, affacciato sul Mare del Nord e vicino a importanti mercati come Londra, Bruxelles e Amsterdam, è considerata uno degli elementi strategici dell'iniziativa.OSPITE: Danilo Ceccarelli, collaboratore del Sole 24 ore da Parigi Easyjet vola in Borsa sulla manifestazione di interesse di CastlelakeEasyjet bolla come "altamente opportunistica la tempistica" con cui la società di investimento Castlelake sta valutando un'offerta per il vettore britannico e afferma di "non aver avuto alcuna discussione, né di aver ricevuto alcun approccio o proposta" dal potenziale acquirente. Venerdì scorso, a Borsa chiusa, Castlelake aveva reso noto di disporre di una quota del 2,1% nel vettore britannico e di valutare un'offerta a non meno di 403,23 pence ad azione. Sul listino di Londra Easyjet balza stamattina dell'11,6% a 444,1 pence. Il board di Easyjet, si legge nella risposta del vettore britannico, pubblicata poco prima dell'apertura di Borsa, "ha chiaro il proprio dovere di massimizzare il valore per gli azionisti e prenderà in considerazione qualsiasi proposta" ponendo attenzione "in particolare alla valutazione e alla fattibilità" dell'operazione. Con riguardo al primo punto il board rileva "il timing altamente opportunistico" di un'offerta nel momento in cui "il prezzo delle azioni è temporaneamente depresso a causa dell'attuale situazione in Medio Oriente e del suo impatto sulla fiducia dei clienti e sui prezzi del carburante". In tema di fattibilità il cda "rileva le considerevoli sfide normative, finanziarie e operative associate a una potenziale acquisizione di easyJet". Andrea Giuricin, Docente di Economia dei Trasporti all'Università Bicocca di Milano, autore di "Alitalia La privatizzazione infinita" Nvidia sfida Intel e Apple con un nuovo superchip per PcNvidia entra nel mercato dei chip per pc con il nuovo RTX Spark Superchip, che debutterà nei pc fissi e portatili delle principali marche dal prossimo autunno. L'annuncio, riferiscono i media internazionali, è stato fatto dal ceo di Nvidia, Jensen Huang, alla fiera Computex a Taipei. Il 'superchip' di Nvidia rappresenta una sfida diretta a gruppi come Intel, Qualcomm, Amd e Apple, aprendo una nuova linea di business per il colosso da 5,1 trilioni di dollari di capitalizzazione. "Il più efficiente chip per pc mai costruito", come lo ha definito Huang, sarà utilizzato da Dell, Asus, Hp, Lenovo, Microsoft, Acer e Msi.Il superchip di Nvidia, che lavorerà con il software Windows di Microsoft, è una combinazione di un microprocessore e di un chip grafico, realizzato con la collaborazione di MediaTek, e consentirà di eseguire applicazioni e modelli di intelligenza artificiale. La sua fabbricazione aumenta la competizione nel settore dei chip per pc e segnala come Nvidia, che occupa una posizione dominante nel settore dei semiconduttori per le infrastrutture di intelligenza artificiale, stia ampliando la sua offerta, sviluppando chip integrati che alimentano l'intero computer, con l'obiettivo di intercettare i flussi di spesa dei consumatori per sostituire pc datati, messi a dura prova dalle nuove applicazioni di intelligenza artificiale, con laptop più performanti.OSPITE: Alessandro Plateroti, Direttore editoriale Ucapital.com

La Commissione europea invita gli Stati membri a riprogrammare fondi di Coesione e Just Transition Fund per sostenere famiglie e imprese colpite dal caro energia, accelerando investimenti energetici a rapido impatto e misure per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. La proposta di Raffaele Fitto ha però sollevato critiche dal Comitato europeo delle Regioni, che accusa Bruxelles di usare i fondi di coesione come “bancomat di emergenza”, sottraendo risorse già impegnate allo sviluppo territoriale e alla transizione energetica. Il commento è di Gianni Trovati, Il Sole 24 OrePer gli elettrodomestici italiani l'unica salvezza è l'altagamma?Il mercato europeo degli elettrodomestici continua a crescere nei volumi ma perde valore, mentre i competitor asiatici conquistano quote di mercato grazie a prezzi più bassi. Nel 2025 i prodotti importati dall’Asia hanno superato quelli europei per quota di mercato. Il caso Electrolux di Cerreto d’Esi diventa emblematico: l’abbandono della produzione di alta gamma, più artigianale e redditizia, ha accelerato la crisi dello stabilimento. Operai e sindacati denunciano anni di tagli ai costi e scarsi investimenti in innovazione, mentre la produzione standardizzata viene spostata all’estero. Ne parliamo con Francesco Casoli, Presidente ElicaExport italiano: crescita a doppia cifra in Cina, Svizzera, Usa e India. Rallenta il Medio OrienteAd aprile l’export italiano extra-Ue cresce dell’11,3%, trainato soprattutto da Cina, Svizzera, Stati Uniti e India, con vendite che sfiorano i 28 miliardi di euro. Rallenta invece il Medio Oriente, ancora penalizzato dagli effetti della guerra dopo l’attacco Usa-Israele all’Iran: nel primo quadrimestre il calo verso l’area è del 16%. A sostenere il made in Italy sono soprattutto energia, beni intermedi e beni strumentali. Migliora anche l’avanzo commerciale con i Paesi extra-Ue, nonostante l’aumento del deficit energetico legato ai rincari delle materie prime. Interviene Marco Fortis, Vicepresidente Fondazione Edison e Co-Presidente Comitato Scientifico Fondazione Edison.

Il fermo nazionale dell autotrasporto previsto dal 25 al 29 maggio è stato sospeso dopo l'incontro di venerdi 22 Maggio a Palazzo Chigi fra Governo e associazioni di categoria. La protesta era nata per l'aumento dei costi del carburante, con il gasolio passato in meno di due mesi da 1,70 a oltre 2,10 euro al litro, e per gli effetti considerati insufficienti del taglio generalizzato delle accise. Dal confronto con l'esecutivo è arrivato un pacchetto da circa 300 milioni di euro sotto forma di credito d imposta per compensare parte dei rincari sostenuti dalle imprese nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto ai prezzi medi di febbraio: non uno sconto diretto alla pompa, ma un ristoro fiscale per alleggerire l impatto del caro diesel sui bilanci delle aziende. Ne abbiamo parlato con Claudio Donati, segretario generale di Assotir. Semiconduttori: da inizio anno rally del 72%. Ma BOFA dice non è BollaLa domanda esplosa dei data center e degli hyperscaler globali ha fatto impennare i prezzi delle DRAM e consolidato il potere contrattuale dei produttori, oggi sostenuti da accordi pluriennali con i grandi operatori tecnologici. E se la domanda cresce, l'offerta si adegua. Nel suo ultimo State of Union sull'industria dei semiconduttori, Bank of America ha rivisto al rialzo in modo significativo le proprie previsioni relative alle dimensioni del mercato globale dei semiconduttori. La banca prevede che il mercato potenziale complessivo dei semiconduttori raggiungerà circa mille e trecento miliardi di dollari entro il 2026 (rispetto alla precedente previsione di mille miliardi di dollari), per arrivare a circa 2mila miliardi di dollari entro il 2030. Il rapporto sottolinea che l'intelligenza artificiale (IA) e i data center (compresi i sistemi di elaborazione, le reti e lo storage) saranno i principali motori di crescita, mentre il settore industriale (rifornimento delle scorte e robotica) fungerà da motore secondario. E a proposito del rischio "bolla" nel suo report BOFA scrive: "L'intelligenza artificiale ha ancora forza strutturale. Il peso dei semiconduttori negli indici di borsa è di circa il 18% nell S&P500 ed è vero che aumenta la sensibilità macroeconomica del mercato. Ma il movimento è guidato dagli utili, il rapporto prezzo/utili da qui ai prossimi 12mesi è di 1:25, sostanzialmente inalterato da inizio anno ed è ancora sotto i precedenti picchi. Ci sono poche evidenze di un'inflazione speculativa dei multipli, elemento che supporta la secolarità del really nel contesto della crescita strutturale A.I."Il commento di Filippo Diodovich Senior analyst di IG Sanchez a Roma. Italia e Spagna a confronto: a cosa si deve il miracolo di MadridLe tensioni geopolitiche in corso, dalla guerra in Ucraina ai dazi imposti dagli Stati Uniti e ora lo shock energetico determinato dall attacco israelo-americano all Iran, stanno avendo come del resto in tutti i paesi europei conseguenze pesanti sull economia italiana. Lo attestano le stime della Commissione europea che collocano la crescita per l Italia allo 0,5% quest anno e allo 0,6% il prossimo, con rischi evidenti di ulteriori revisioni al ribasso. Ma se si scorrono dati e tabelle del Rapporto annuale dell Istat, se ne trae la conclusione che il problema della bassa crescita nel nostro Paese è di lunga durata, come emerge dal confronto con le principali economie europee, e soprattutto con quella spagnola. Da tempo si parla di miracolo spagnolo per le indubbie performance messe a segno da Madrid. È effettivamente tale? L Istat rileva in particolare che tra il 2022 e il 2025 la crescita del Pil ha raggiunto il 9% in Spagna, a fronte del 2,3% in Italia. Un risultato che riflette «una maggiore capacità dell economia spagnola di generare una crescita più sostenuta della domanda interna e dell attività produttiva, anche attraverso incrementi della produttività e un maggiore orientamento verso settori a tecnologia più avanzata, specialmente nei servizi». Vi è senza dubbio dietro queste cifre l effetto della regolarizzazione degli immigrati irregolari. Del resto la principale fonte di immigrati in Spagna è l America latina, dove si parla lo spagnolo. Poi si registra il traino dei servizi e del Pnrr. Nel periodo 2022-2025 in Spagna si è registrata una crescita da consumi ed esportazioni pari rispettivamente a 6,8 e 3,6 punti percentuali, rispetto al 2,2 e 0,2% messo a segno in Italia nello stesso periodo. In sostanza in Spagna si evidenzia un maggiore dinamismo dei consumi delle famiglie che secondo l Istat è riconducibile sia a fattori demografici sia a una crescita sostenuta dei redditi reali. Ma ancora una volta su questa fondamentale componente demografica un effetto predominante lo si deve all aumento della popolazione spagnola tra i 15 e i 64 anni (+4,6% tra il 2022 e il 2025), superiore a quello italiano (+1,6%, grazie alla forte espansione della componente degli stranieri regolari (+22,3% contro il +4,6% in Italia). Chiediamo chiarimenti al collega Dino Pesole che ne ha scritto nei giorni scorsi.E' stato ospite a Focus Economia Dino Pesole, editorialista del Sole 24 Ore Ey-Oxford Economics, in Italia Pil a +0,4% nel 2026, pesano shock energeticiLa guerra in Medio Oriente e i conseguenti shock energetici hanno innescato un forte rallentamento della crescita a livello globale, pur senza configurare al momento una recessione mondiale. È quanto emerge dal rapporto presentato durante l'evento 'Scenari macroeconomici e intelligenza artificiale: implicazioni, sfide e opportunità', organizzato da Oxford Economics in collaborazione con Ey, in cui viene stimata una crescita del Pil italiano dello 0,4% nel 2026 (UN O,1% IN MENO RISPETTO ALLA STIMA DELL'FMI DI OGGI), "in un contesto - si legge in una nota - di elevata incertezza e domanda interna poco dinamica". Secondo l'analisi, nel 2027 si osserverà una lieve accelerazione della crescita del Pil (+0,6%), riconducibile a un andamento dei consumi privati e della domanda estera positivi, a fronte di una leggera contrazione degli investimenti, quest'ultima dovuta alla fine di importanti incentivi fiscali, all'esaurimento del Pnrr e a un contesto di maggiore incertezza. Per l'Eurozona, il rapporto stima una crescita dello 0,7% nel 2026, con un'inflazione media intorno al 3%, quasi il doppio rispetto alle previsioni precedenti, con un picco intorno al 3,5% nel secondo e terzo trimestre.L'analisi di Ey e Oxford Economics si è concentrata su quattro settori produttivi rilevanti per l'economia italiana, ovvero alimentare, tessile, automotive e il comparto dei macchinari, stimando una crescita moderata della produzione tra il 2025 e il 2027. Il settore alimentare dovrebbe registrare una crescita stabile e moderata nel medio periodo (+1,8% nel 2026 e nel 2027), sostenuta prevalentemente dall'export, a fronte di consumi interni deboli e dei rischi legati all'aumento dei costi per l'agricoltura. Il settore del tessile e dell'abbigliamento crescerà in misura contenuta nel biennio 2026- 2027 (rispettivamente +1,2% e +1,3%), trainato quasi esclusivamente dall'export, mentre la domanda interna sarà stagnante e peseranno le pressioni dei competitor internazionali, in particolare asiatici. Per quanto riguarda il comparto dei macchinari, l'analisi sostiene che attraverserà una fase di normalizzazione dopo il ciclo espansivo legato agli incentivi, tornando a una crescita stabile (+1,7% nel 2026 e +1,8% nel 2027), sostenuta dall'export e da una graduale ripresa della domanda interna. Il settore crescerà debolmente (+0,9% nel 2026 e +0,5% nel 2027), con export di segno positivo ma investimenti in contrazione. La transizione verso l'elettrico resta un elemento critico, con il rischio di ridimensionare la produzione domestica. Il settore automotive crescerà debolmente (+0,9% nel 2026 e +0,5% nel 2027), con export di segno positivo ma investimenti in contrazione; la transizione verso l elettrico resta un elemento critico, con il rischio di ridimensionare la produzione domestica.Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY in Italia, ai microfoni di Vincenzo Miglietta.

Oggi siamo in diretta dalla Torre dell’Arsenale di Venezia, dove da domani al 31 maggio si terrà la settima edizione del Salone Nautico di Venezia. Attese 300 imbarcazioni, di cui 240 in acqua, e 270 espositori provenienti da Italia, Europa e Mediterraneo orientale. Il Salone conferma la vocazione internazionale della città e il ruolo strategico dell’Arsenale come hub nautico tra Adriatico, Balcani e Mar Nero, puntando su innovazione, sostenibilità e tradizione marittima veneziana. L’evento è promosso dal Comune di Venezia e organizzato da Vela spa con la Marina Militare Italiana. Passano nei nostri studi: Luigi Brugnaro, sindaco uscente di Venezia, Avv. Alberto Galassi, amministratore delegato uscente di Ferretti Group ed esperto di nautica, Giovanni Da Ponte, maestro d'ascia.Doccia fredda in Borsa per la prima Ferrari elettricaDopo la presentazione ufficiale della Ferrari Luce, prima vettura 100% elettrica della Casa di Maranello, il titolo Ferrari è arrivato a perdere oltre il 6% a Piazza Affari. Il progetto era stato svelato in tre fasi tra caratteristiche tecniche, interni e reveal finale a Roma davanti a clienti e media selezionati. Sul mercato emergono però dubbi su design, prezzo e strategia del modello, giudicato da molti distante dai canoni storici Ferrari. Dure anche le parole di Luca Cordero di Montezemolo: “Si rischia la distruzione di un mito”. Si collega con noi Mario Cianflone, Il Sole 24Ore.

Nel giorno dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone, cresce il dibattito sul potere delle Big Tech e delle oligarchie tecnologiche americane. Nel testo il Pontefice richiama il rischio di una nuova “torre di Babele” dominata dalla tecnologia senza giustizia e fraternità. Intanto al summit FutureProofSociety di Brescia Carlo Calenda attacca duramente le tecnopotenze Usa e Meta, accusando gli “oligarchi americani” di voler influenzare il futuro dell’Europa e criticando il rapporto tra le Big Tech e Donald Trump. Interviene Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.comUe, 5 Paesi (tra cui l Italia) chiedono più protezione sui beni dalla CinaItalia, Francia, Spagna, Lituania e Olanda chiedono all’Unione europea di rafforzare gli strumenti di difesa del mercato unico contro protezionismo, dumping e sovraccapacità industriale, con un chiaro riferimento alla Cina. Nel documento circolato a Bruxelles i cinque Paesi denunciano la perdita di un milione di posti di lavoro industriali in Europa tra il 2019 e il 2025 e propongono più controlli, più indagini e modifiche normative per contrastare pratiche commerciali considerate elusive dei dazi europei. Il commento è di Fabio Scacciavillani, economista, editorialista Il Sole24 Ore.Cdp Equity, ok ad aumento della partecipazione in Nexi al 29,9%Il Cda di Cdp Equity ha deliberato la possibilità di incrementare la partecipazione in Nexi fino al 29,9%, escludendo però esplicitamente un’Opa. L’operazione prevede anche contratti derivati fino all’8% del capitale e punta, spiega Cdp, a sostenere l’evoluzione innovativa e industriale del gruppo dei pagamenti digitali, che processa 1.800 miliardi di euro di transazioni in oltre 25 Paesi. L’aumento della quota arriva in una fase delicata per Nexi, dopo il cambio di amministratore delegato e l’uscita dal capitale dei fondi Bain, Advent e Clessidra. Il commento è affidato a Celestina Dominelli, Il Sole 24Ore.Qualità della vita generazionale, la nuova mappa del benessere in Italia: a Firenze, Bolzano e Trieste i tre primatiPresentata al Festival dell’Economia di Trento la sesta edizione della Qualità della vita dei bambini, giovani e anziani del Sole 24 Ore, costruita su 60 indicatori territoriali. L’indagine misura servizi, opportunità, relazioni sociali e qualità della vita delle diverse fasce generazionali in un Paese segnato dalla crisi demografica e dalla desertificazione commerciale. Firenze guida la classifica dei bambini, Bolzano quella dei giovani e Trieste quella degli over 65. Dall’analisi emerge un’Italia ancora spaccata territorialmente, con il Sud spesso in coda alle graduatorie, mentre crescono il peso degli affitti, il consumo di antidepressivi e le difficoltà scolastiche rispetto al pre pandemia. Ne parliamo con Michela Finizio, Il Sole 24 Ore.

Ha preso il via mercoledì e si protrae e fino a domenica 24 Maggio il Festival dell'Economia di Trento con le prime due giornate ricche di appuntamenti che vedono la presenza di esponenti del governo, imprenditori, manager ed economisti. La manifestazione, realizzata dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento, con la collaborazione del Comune e dell'Università, è giunta alla sua ventunesima edizione. Passano a trovarci nei nostri studi di Piazza Fiera Giulio Tremonti, deputato (FDI) e presidente della commissione Affari esteri ed europei della Camera, ex ministro dell'Economia governi Berlusconi, Aspen Institute Italia, e Giuliano Noci - Professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, insegna Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano. Dal 2011 è Prorettore del Polo territoriale cinese dell'Ateneo milanese

È entrato nel vivo il Festival dell'Economia di Trento, organizzato dal Il Sole 24 Ore e da Trentino Marketing, con una seconda giornata dedicata ai temi del commercio internazionale, dei dazi Usa, dell'economia sociale, dell'agricoltura e dell'intelligenza artificiale. Attesi numerosi esponenti del governo, tra cui Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida e Alessandra Locatelli. Grande spazio anche ai giovani, con interventi di Corrado Passera e del presidente Inps Gabriele Fava. Protagonista anche Radio 24, in diretta da Piazza Fiera con Focus Economia, Effetto Giorno, La Zanzara e altri programmi live. Ne parliamo con Maurizio Rossini, AD di Trentino Marketing e con Stefano Besseghini, ex presidente Arera.L'Italia guarda a Oriente nel disordine globaleDopo il bilaterale tra Giorgia Meloni e Narendra Modi, Italia e India hanno elevato i rapporti a partenariato strategico speciale, fissando l'obiettivo di raggiungere 20 miliardi di euro di interscambio entro il 2029 e firmando sette accordi su trasporti, agricoltura e contrasto ai reati economico-finanziari. Sullo sfondo resta però un quadro internazionale sempre più instabile: a Pechino Xi Jinping e Vladimir Putin hanno rafforzato la cooperazione strategica tra Cina e Russia, criticando le operazioni americane in Iran e America Latina, senza però chiudere l'intesa sul gasdotto Power of Siberia 2, considerato cruciale da Mosca. Il commento è di Giulio Sapelli, Università Statale Milano.Bruxelles taglia le stime sull'Eurozona allo 0,9% con lo shock energiaLa Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita per Eurozona e Unione Europea a causa del nuovo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente. Per l'Eurozona il Pil 2026 è ora previsto a +0,9%, mentre per l'Italia la crescita scende allo 0,5%. Intanto il presidente dell'Istat Francesco Maria Chelli avverte sui rischi di una nuova fiammata inflazionistica causata dalla guerra in Iran e dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz. Secondo il rapporto annuale Istat, nonostante la resilienza dell'economia italiana e il forte calo dei disoccupati dal 2019, l'aumento dei prezzi energetici potrebbe frenare la ripresa e aggravare la perdita di potere d'acquisto delle famiglie, ancora inferiore dell'8,6% rispetto al periodo pre-pandemia. Ne parliamo con Marco Buti, professore all'Istituto Universitario Europeo ed ex Direttore Generale Affari Economici della Commissione Europea.