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Denise Pipitone, nuova traccia vicino al luogo della scomparsa: cosa sta emergendoA oltre vent'anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, una nuova traccia individuata in un'area ritenuta importante per le indagini riaccende l'attenzione sul caso. Gli accertamenti sono ancora in corso e non esistono risultati definitivi, ma la notizia ha già suscitato grande interesse tra chi continua a seguire questa vicenda.#DenisePipitone #Cronaca #MazaraDelVallo #BreakingNews
Vi porto con me a Garlasco, finalmente posso raccontarvi la mia esperienza!
L'epidemia di ebola in corso nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo è già una delle più gravi di sempre, e sta avvenendo in una zona colpita da decenni di guerre e violenze. Con Chiara Montaldo, responsabile medica di Medici Senza Frontiere Italia, parliamo di cosa sta succedendo, e di come si contiene un'epidemia di ebola, anche nella pratica. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Sul Post– Le cose da sapere sulla nuova epidemia di ebola – L'ebola è solo il più recente dei problemi della Repubblica Democratica del Congo – L'epidemia di ebola è stata scoperta con settimane di ritardo Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
«Questa sarà una conversazione anfibia, ambigua... Dubbia... Anche mostruosa!» Così Giada Peterle, direttrice del Museo di Geografia dell'Università di Padova, ha introdotto l'incontro su Gli uomini pesce, svoltosi proprio in quel luogo il 19 maggio 2026. Luogo che, ha aggiunto Peterle, è il«naturale approdo» del romanzo, sia perché parte di quest'ultimo è «ancorata» in quelle stanze, sia perché trattasi di un «romanzo geografico», anzi, di un romanzo che è «geografo esso stesso» e ci interroga sulla geografia come forma del pensiero. A confrontarsi sul libro un parterre di docenti di geografia: Francesco Visentin, Andrea Pase, Luca Bonardi e Margherita Cisani. Al termine dei loro interventi, Wu Ming 1 ha raccolto gli spunti, ricostruito le tappe del suo lavoro sul romanzo e risposto alle domande del pubblico. Nel mentre, è arrivata una lettera di Antonia Nevi, di cui si è data pubblica lettura.
Quando si pensa all'Italia, il caffè è tra le prime cose che vengono in mente. Ma come è arrivato in Italia? Perché gli italiani lo bevono così? E perché, se ordini «un caffè» in un bar italiano, ti arriva sempre e solo un espresso? In questo articolo scoprirai tutta la storia del caffè in Italia — dalle origini africane fino alla moka — e imparerai il vocabolario e le curiosità che ti faranno fare un'ottima figura con gli italiani. Non è italiano! Tutta la verità sul CAFFÈ 1. Le Origini del Caffè: un Viaggio Lunghissimo Oggi il caffè sembra italianissimo — quasi come se fosse nato tra le colline della Toscana o nei vicoli di Napoli. Ma la verità è un'altra: il caffè non è italiano, almeno non all'inizio. Le origini del caffè si trovano probabilmente in Etiopia, in Africa. Esiste una leggenda che racconta di un pastore di nome Kaldi, che un giorno notò qualcosa di strano: le sue capre, dopo aver mangiato alcune bacche rosse di una pianta particolare, non riuscivano più a dormire la notte — erano iperattive, quasi euforiche. Kaldi assaggiò quelle bacche, le portò a dei monaci, e da lì cominciò tutto. Dalla penisola arabica — soprattutto dallo Yemen — il caffè si diffuse rapidamente. Nel mondo arabo nacquero i primi luoghi pubblici dove si beveva caffè, si discuteva di politica, si facevano affari, si raccontavano storie: i precursori dei nostri bar. Il caffè era già un fatto sociale ancora prima di arrivare in Europa. 2. Il Caffè Arriva in Italia Il caffè arrivò in Italia intorno al XVI e XVII secolo, grazie ai commerci tra Venezia e l'Impero Ottomano. Venezia, in quel periodo, era uno dei centri commerciali più importanti d'Europa — la porta tra Oriente e Occidente. Ed è proprio da quella porta che entrò il caffè. Ma all'inizio non tutti erano contenti di questa novità. Alcune persone lo consideravano una bevanda sospetta, straniera, persino pericolosa. C'erano voci che lo definivano «la bevanda del diavolo». Secondo una storia molto popolare, fu Papa Clemente VIII a risolvere la questione: assaggiò il caffè, gli piacque molto, e lo "benedisse" ufficialmente. Da quel momento, nessuno poteva più dire che fosse una bevanda del diavolo — se lo beve il Papa, va bene per tutti. Nel Seicento aprirono le prime botteghe del caffè, che erano molto più di semplici bar: erano luoghi di incontro, di cultura, di discussione. Artisti, scrittori, filosofi, commercianti — tutti si ritrovavano lì per parlare, leggere, discutere. Bere caffè era già, da subito, un atto collettivo e sociale. 3. L'Italia Reinventa il Caffè: Nasce l'Espresso Fin qui, il caffè era semplicemente importato. Ma gli italiani non si accontentano: devono sempre migliorare le cose. Alla fine dell'Ottocento e all'inizio del Novecento, l'Italia fece qualcosa di rivoluzionario: inventò un modo completamente nuovo di preparare il caffè. Grazie all'uso della pressione del vapore, si riuscì a estrarre il caffè in pochi secondi, in modo rapido, concentrato, intenso. Nacque così l'espresso. L'espresso non è solo un tipo di caffè — è quasi una metafora dello stile di vita italiano: breve, intenso, e senza fronzoli. Si beve in piedi al banco, in trenta secondi, si chiacchiera un momento con il barista, e si torna alla vita. Se qualcuno offre un espresso, non bisogna aspettarsi di sedersi e sorseggiarlo per venti minuti come un tè inglese: l'espresso si beve subito, finché è ancora caldo. 4. La Moka: il Caffè Entra nelle Case Italiane Se l'espresso è il re del bar, la moka è la regina di casa. Nel 1933, un uomo di nome Alfonso Bialetti inventò un oggetto destinato a diventare iconico: la moka, quella piccola caffettiera ottagonale in alluminio che probabilmente si è vista mille volte. L'idea era geniale nella sua semplicità: l'acqua nella parte inferiore, il caffè macinato nel filtro nel mezzo, e la pressione del vapore che spinge l'acqua attraverso il caffè, facendolo salire nella parte superiore. Il risultato? Un caffè forte, profumato, fatto comodamente a casa. Con la moka, il rito del caffè entrò nelle cucine italiane. E con esso, entrarono anche tutti i momenti che ci girano intorno: aspettare che il caffè salga, sentire quel gorgoglio caratteristico, gridare in cucina «Il caffè è pronto!» Se l'espresso al bar è la pausa veloce, la moka è il momento lento — il caffè della domenica mattina, quello dopo pranzo in famiglia, quello che fa la nonna. C'è qualcosa di profondamente affettivo nella moka: non è solo uno strumento, è un oggetto carico di ricordi. Il suo nome, tra l'altro, deriva da Mokha, una città dello Yemen famosa per il commercio del caffè — un altro segno del lungo viaggio che il caffè ha fatto prima di arrivare nelle nostre case. 5. Quanti Tipi di Caffè Esistono in Italia? In Italia il caffè non è uno solo. Esistono tantissime varianti, e conoscerle permette di ordinare al bar come un vero italiano. Espresso — il caffè classico: corto, intenso, concentrato. Quando si ordina semplicemente «un caffè» in un bar italiano, arriva sempre questo. Caffè lungo — più acqua rispetto all'espresso, sapore meno concentrato. Adatto a chi preferisce un caffè meno intenso. Caffè ristretto — meno acqua dell'espresso normale, ancora più concentrato e intenso. Non è per tutti — ma chi lo ama non lo cambierebbe con niente. Caffè macchiato — un espresso con una piccola quantità di latte, solo una «macchia». Non è un cappuccino: è un espresso leggermente ammorbidito. Cappuccino — espresso con latte montato a schiuma. È il caffè tipico della colazione italiana. Attenzione: in Italia il cappuccino si beve al mattino, mai dopo pranzo. Ordinarlo nel pomeriggio o dopo cena è considerato una cosa da turisti. Marocchino — espresso con cacao in polvere e schiuma di latte. Una piccola coccola per chi ama la combinazione di caffè e cioccolato. Caffè corretto — espresso con l'aggiunta di un liquore: grappa, sambuca o brandy, a seconda dei gusti. Si dice che il liquore «corregga» il caffè — viene bevuto spesso la mattina da chi ama iniziare la giornata con un tocco in più. Caffè americano — espresso allungato con acqua calda. Più simile al caffè filtrato americano: più lungo e meno intenso rispetto all'espresso classico. Consiglio pratico: per fare colazione come un italiano, ordina un cappuccino e un cornetto. Siediti al banco, bevi veloce, e vai avanti con la giornata. Domande Frequenti Perché in Italia "Un Caffè" Significa Sempre Espresso? Perché l'espresso è diventato il caffè per antonomasia in Italia fin dalla sua invenzione a fine Ottocento. Quando si dice «un caffè» senza specificare altro, il barista capisce automaticamente che si vuole un espresso. Qualsiasi altra variante — lungo, macchiato, americano — va specificata esplicitamente. È Vero che il Cappuccino Non Si Beve dopo Pranzo in Italia? Sì, è una delle regole non scritte più radicate della cultura italiana. Gli italiani ritengono che il latte appesantisca la digestione, quindi il cappuccino — e in generale qualsiasi caffè con latte abbondante — si beve al mattino, a colazione. Dopo pranzo o cena si beve sempre e solo l'espresso. Ordinare un cappuccino nel pomeriggio non è un errore grammaticale, ma è un segnale infallibile che si è stranieri. Qual È la Differenza tra Caffè Macchiato e Cappuccino? La differenza principale sta nella quantità di latte. Il caffè macchiato è un espresso con una piccola «macchia» di latte — pochissimo, giusto per ammorbidire leggermente il sapore. Il cappuccino invece ha una quantità molto maggiore di latte montato a schiuma, che bilancia l'espresso in modo più deciso. In termini di volume, il cappuccino è circa tre volte più grande di un macchiato. Come Mai il Caffè Fu Chiamato "Bevanda del Diavolo"? Quando il caffè arrivò in Europa nel XVI e XVII secolo, era una bevanda completamente sconosciuta e di provenienza orientale. In un'epoca in cui tutto ciò che veniva dall'Oriente o che aveva effetti stimolanti era guardato con sospetto, alcuni ecclesiastici lo considerarono pericoloso e lo associarono al diavolo. Fu Papa Clemente VIII, secondo la tradizione, a eliminare questa diffidenza assaggiandolo personalmente e approvandolo — rendendo di fatto impossibile continuare a condannarlo. La Moka Si Usa Ancora nelle Case Italiane? Sì, moltissimo. Nonostante la diffusione delle macchine per il caffè in capsule, la moka rimane presente nella stragrande maggioranza delle cucine italiane. Ha un valore che va oltre il pratico: è un oggetto carico di significato affettivo e culturale, legato ai ricordi di famiglia, alle domeniche mattina, al caffè della nonna. Nel 2021 la moka Bialetti è stata addirittura inserita nella collezione permanente del MoMA di New York come esempio di design italiano iconico. La storia del caffè è lunga e ricca, così come la sua varietà. Scoprila nell'articolo dedicato a tutti i tipi di caffè. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Quiz sul Caffè nella Cultura Italiana", "description": "Quiz interattivo sul caffè italiano con 10 domande su storia, tradizioni, tipi di caffè e vocabolario per studenti di italiano.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Qual era la funzione principale delle prime botteghe del caffè in Italia nel Seicento?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Luogo di incontro culturale e politico" } }, { "@type": "Question", "name": "Secondo la tradizione, fu Papa Clemente VIII a far sì che il caffè fosse accettato in Italia dopo averlo assaggiato.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale caratteristica rende l'espresso diverso dagli altri modi di preparare il caffè?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...
A Dueville, un'area verde sta diventando un caso politico, civile e persino storico. L'intenzione dell'amministrazione comunale di destinare una parte di Campo Loris a zona di sgambamento per cani ha aperto un dibattito che, giorno dopo giorno, si sta allargando ben oltre la questione urbanistica. A far discutere non è solo la scelta in sé, ma soprattutto il luogo: un'area che molti considerano legata alla memoria dell'eccidio nazista del 27 aprile 1945.
All'interno del programma di RadioPNR, "Buongiorno PNR", ospite di Alberto La Piana, Don Augusto Piccoli, Direttore dell'Ufficio Diocesano e Cappellano della Polizia di Stato, ha presentato il prossimo convegno sulla comunicazione del vangelo agli appartenenti alle FF.OO e a chi svolge volontariato nel settore del soccorso pubblico. Luogo ed ora di svolgimento, all'interno del Podcast.
Ti sei mai chiesto perché in italiano diciamo "vado A Roma" ma "vengo DA Milano"? O perché a volte usiamo "sul tavolo" e altre volte "sopra il tavolo"? Le preposizioni sono uno degli aspetti più importanti e complessi della lingua italiana. In questa guida completa vedrai come usarle correttamente. LE PREPOSIZIONI ITALIANE: Semplici, Articolate, Improprie Cosa Sono le Preposizioni? Le preposizioni sono piccole parole che creano un collegamento tra gli elementi di una frase. Sono come dei "ponti grammaticali" che uniscono parole e danno significato alle relazioni tra di esse. Senza le preposizioni, la comunicazione sarebbe incompleta e poco chiara. Per esempio: "Il libro di Marco è sul tavolo della cucina." Senza le preposizioni "di", "sul" e "della", non capiremmo chi possiede il libro, dove si trova e in quale stanza. Le preposizioni sono quindi essenziali per una comunicazione efficace. Le Preposizioni Semplici In italiano ci sono 9 preposizioni semplici: DI, A, DA, IN, CON, SU, PER, TRA, FRA. Ogni preposizione ha molteplici usi e funzioni. Vediamo insieme i principali significati e utilizzi di ciascuna. 1. La Preposizione DI La preposizione DI è la più versatile di tutte. Vediamo i suoi principali usi: Possesso e Appartenenza Quando qualcosa appartiene a qualcuno: Il telefono di Luca (= il telefono appartiene a Luca) La borsa di mia madre Specificazione Quando specifichiamo qualcosa: Un bicchiere di vino Una tazza di caffè Il professore di matematica Argomento Quando parliamo di qualcosa: Parliamo di politica Discutere di sport Materia Per indicare di cosa è fatto qualcosa: Un tavolo di legno Una collana d'oro Origine e Provenienza Sono di Napoli (= vengo da Napoli) Maria è di origine spagnola Paragone Marco è più alto di Luigi Questo film è meno interessante di quello Tempo In alcune espressioni temporali: Di mattina studio sempre Di notte fa freddo D'estate vado al mare Qualità Prodotti di alta qualità Un uomo di grande cultura Limitazione Campione italiano di nuoto Debole di stomaco Carenza Privo di esperienza Senza di te non posso vivere Quantità Pieno di errori Ricco di vitamine 2. La Preposizione A A è una preposizione molto importante che indica principalmente movimento e tempo. Moto a Luogo Indica dove andiamo (o dove vorremmo andare): Vado a Roma Andiamo a casa Andremo a teatro Stato in Luogo con le Città Abito a Milano Sono a Firenze Tempo e Orario Preciso Parto a gennaio Arrivo a mezzogiorno Età A vent'anni ho iniziato l'università Si è sposato a trent'anni Complemento di Termine Risponde alla domanda: "a chi? a che cosa?" Do il libro a Maria Scrivo a mio padre Telefono a Luca Modo e Maniera Indica "come?" Una camicia a righe Un vestito a fiori Scarpe a punta Con Nomi di Piccole Isole Vado a Capri Sono a Lampedusa Verbi Seguiti da A + Infinito Imparo a guidare Riesco a capire Mi abituo a svegliarmi presto Comincio a studiare Continuo a lavorare Inizio a cucinare Trasformazione in AD Nota importante: La preposizione A diventa AD davanti alla vocale A (obbligatorio) e facoltativamente davanti ad altre vocali: Vado ADAncona (davanti ad A, obbligatorio) Vado AD Empoli / a Empoli (davanti ad altre vocali, facoltativo) 3. La Preposizione DA DA è la preposizione del movimento e dell'origine! Moto da Luogo Indica da dove veniamo: Vengo da Roma Arrivo da scuola Stato in Luogo con le Persone Con le persone, DA indica che ci troviamo a casa loro: Sono da Maria (= sono a casa di Maria) Stasera ceniamo da sua nonna Tempo Continuato Indica da quando e l'azione continua ancora: Studio italiano da tre anni Lavoro al ristorante da quest'estate Complemento d'Agente Con verbi passivi, indica chi fa l'azione: Il libro è stato scritto da Dante La pizza è stata mangiata da Luigi Scopo e Funzione Indica a cosa serve quella cosa: Una macchina da caffè Occhiali da sole Scarpe da ginnastica Separazione e Allontanamento Lontano da casa Diverso da te Valore e Prezzo Un biglietto da 10 euro Una banconota da 50 euro Con Costruzioni Indeterminate Schema: qualcosa/qualcuno/niente + DA + infinito Hai qualcosa da dire? Cerco qualcuno da invitare Non ho niente da fare 4. La Preposizione IN IN indica principalmente dove siamo o dove andiamo. È la preposizione della posizione e dello stato in luogo. Stato in Luogo Sono in Italia Lavoro in ufficio Studio in biblioteca Moto a Luogo Con continenti, nazioni, regioni: Vado in Francia Andiamo in Asia Vado in Toscana Tempo Con mesi, anni, stagioni, epoche: Sono nato in estate In primavera i fiori sbocciano In passato le cose erano diverse Mezzo di Trasporto Viaggio in treno Vado in autobus Andiamo in aereo ATTENZIONE! con la macchina diciamo sia "Vado in macchina" sia "Vado con la macchina"! Entrambe sono corrette! Modo In silenzio In fretta In pace Con Nomi di Strade Abito in via Roma Il negozio è in corso Vittorio Emanuele Con Nomi di Negozi in -IA Vado in libreria Sono in pasticceria Devo andare in lavanderia Eccezioni Importanti Ma attenzione! Ci sono delle ECCEZIONI IMPORTANTI da memorizzare: Vado in vacanza Vado in montagna Vado in campagna Sono in centro Lavoro in ufficio Vado in palestra È in ospedale 5. La Preposizione CON CON è la preposizione che indica principalmente compagnia e strumento. Compagnia Indica con chi siamo: Vado al cinema con Maria Studio con i miei amici Vivo con mia sorella Mezzo e Strumento Indica cosa usiamo: Scrivo con la penna Taglio con le forbici Pago con la carta di credito Modo e Maniera Parla con gentilezza Tratta tutti con rispetto Lavora con passione Qualità e Caratteristiche La ragazza con i capelli lunghi L'uomo con la barba Tempo e Periodo Con l'estate arrivano le vacanze Con il passare del tempo tutto cambia Limitazioni e Campo di Interesse Come va con lo studio? Sono indietro con i compiti 6. La Preposizione SU SU indica principalmente posizione sopra qualcosa. È la preposizione che esprime superiorità spaziale. Posizione Stato in luogo: Il libro è su quel tavolo Il gatto è seduto su quella sedia Argomento Indica su cosa parliamo o scriviamo: Guarda un film su Attila Ha letto un libro su Leonardo da Vinci Distribuzione Significa circa, più o meno: Una macchina su otto è elettrica Nella libreria ci sono solo cinque libri su dodici Espressioni Idiomatiche Su misura (= fatto apposta per te) Su due piedi (= immediatamente, senza pensarci) 7. La Preposizione PER PER è la preposizione che indica causa, scopo e mezzo. Esprime il motivo o il mezzo attraverso il quale si compie l'azione. Causa e Motivo Indica perché succede qualcosa: Piango per la gioia È famoso per la sua gentilezza Trema per il freddo Scopo e Fine Indica a che scopo facciamo qualcosa: Studio per imparare Lavoro per vivere Domani veniamo da te per guardare la serie Moto per Luogo Indica attraverso dove passiamo: Passo per il centro Il treno passa per Bologna Tempo e Durata Indica quanto dura qualcosa: Resto qui per due settimane Studio per un'ora al giorno Mezzo e Strumento Ti chiamo per telefono Spedisco per posta la lettera Ti invio quel file per email Distributivo Uno per uno Due per volta Sostituzione Che sbadato, ho preso Marco per Luca! L'ho scambiato per suo fratello Colpa e Pena Arrestato per rapina Multato per eccesso di velocità Con "Stare Per" Indica azione imminente: Sto per uscire Il concerto sta per iniziare Modo L'ho fatto per sbaglio L'ho incontrato per fortuna 8. Le Preposizioni TRA e FRA TRA e FRA sono due preposizioni identiche. Si usano esattamente allo stesso modo e l'unica differenza è di tipo fonetico. Generalmente usiamo TRA davanti a parole che iniziano con "fra" (per evitare la ripetizione del suono: "tra fratelli" invece di "fra fratelli") e FRA davanti a parole che iniziano con "tra" ("fra tram" invece di "tra tram"). Ma non è una regola rigida! Posizione In mezzo a due cose o persone: Il bar è tra la banca e la farmacia Siedo fra Maria e Luca Relazione Tra amici si dice tutto Il segreto resta fra noi Tempo Futuro Indica quanto tempo manca: Arrivo tra dieci minuti L'esame è fra una settimana Scelta Devi scegliere tra questi due Fra tutti, preferisco questo Moto Attraverso Cammino tra gli alberi Passare fra le macchine Distanza Tra 5 chilometri c'è il paese Fra pochi metri arriviamo Partitivo Indica in che gruppo si trova un elemento: Il più alto tra i miei amici La migliore fra le studentesse Approssimazione e Stima Costa tra i 100 e i 150 euro Ci vogliono fra le 2 e le 3 ore Espressioni Fisse Tra l'altro (= inoltre, per di più): "Devo studiare, tra l'altro domani ho l'esame" Le Preposizioni Articolate E ora passiamo alle preposizioni articolate! Cosa sono? Sono preposizioni che si formano dall'unione tra una preposizione semplice e un articolo determinativo. È come un matrimonio grammaticale: due parole che si uniscono per diventare una sola! Ma attenzione! Non tutte le preposizioni semplici formano preposizioni articolate. Solo 5 lo fanno: DI, A, DA, IN, SU. Queste cinque hanno deciso di collaborare con gli articoli. CON, PER,...
Immagina un luogo dove non devi rendere conto a nessuno. Non hai impegni, non hai scadenze. Puoi rilassarti davvero e concentrarti sulla tua persona. Rilassati e lasciati trasportare dalla mia voce, per dormire profondamente, rilassarti e mettere in pausa la tua mente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nella quarta puntata del nuovo format di Backdoor Podcast sul lato mentale della pallacanestro, parliamo dello spogliatoio lato giocatore, dopo che avevamo parlato del lato allenatore e del discorso prepartita. Con Gabriele Colombo il nostro mental coach che ci porta dentro le sfaccettature della mente umana applicata al basket.Mentalità è anche un'app, creata proprio da Gabriele per aiutare chiunqua voglia essere seguito, inziare un percorso o anche solo provare a capire qualcosa di più dell'aspetto mentale applicato allo sport e al basket. Chi volesse provarla può andare su: gabrielecolombo.coach e con il codice BACKDOOR, chi scarica l'app e lo inserisce ha un mese gratis di pacchetto Mentorship e il 40% di sconto sul rinnovo del mese successivo. Un ottimo modo per capire meglio il mondo dello sport e capirsi meglio per avere migliori performance, nell'attività sportiva e nella vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.
all'interno della trasmissione city life condotta da Giampaolo Cacciatore, l' intervista alla Vicesindaca Nicoletta Cucinella e al Consigliere comunale Stefano Lasagna del l' evento ciclistico "GIRO DELL'APPENNINO" giunto alla sua 87ª edizione, domenica 26 aprile. Nel Comune di Arquata Scrivia avrà luogo, per il 4° anno consecutivo, la partenza del Giro dell'Appennino. Al termine del foglio firma, alle ore 11.30, è prevista la partenza ufficiale della gara, con un trasferimento di circa 9 km in direzione Novi Ligure e l'arrivo a Genova.
E' arrivato il momento della pensione per Emilia Laugelli. Scledense, era la responsabile del servizio di psicologia clinica all'ospedale di Santorso e per oltre dieci anni ha diretto il servizio regionale antisuicidi Inoltre, che risponde al numero verde 800-334343. Una vita professionale per la cura e le relazioni, contribuendo a creare servizi importanti nell'Ulss 7
Le novità del decreto fiscale in tema di iper-ammortamenti, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sulla disciplina degli errori contabili, il termine per il versamento dei contributi previdenziali dei lavoratori domestici. A cura di Luca Bilancini
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[B]- Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?[/B] In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù. [B]- Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?[/B] Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. [B]- Uno di voi mi tradirà[/B] Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto». [B]- Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue[/B] Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d'ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. [B]- Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge[/B] Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: "Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge". Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli. [B]- Cominciò a provare tristezza e angoscia[/B] Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l'ora è vicina e il Figlio dell'uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino». [B]- Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono[/B] Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono. [B]- Vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza[/B] Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: "Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni"». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l'hai detto - gli rispose Gesù -; anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo». Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa' il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?». [B]- Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte[/B] Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell'uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente. [B]- Consegnarono Gesù al governatore Pilato[/B] Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato. Allora Giuda - colui che lo tradì -, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d'argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il "Campo del vasaio" per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato "Campo di sangue" fino al giorno d'oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d'argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d'Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore». [B]- Sei tu il re dei Giudei?[/B] Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!». Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. [B]- Salve, re dei Giudei![/B] Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo. [B]- Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni[/B] Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei». Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. [B]- Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce![/B] Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d'Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: "Sono Figlio di Dio"!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo. [B]- Elì, Elì, lemà sabactàni?[/B] A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. [i](Qui si genuflette e si fa una breve pausa)[/i] Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c'erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo. [B]- Giuseppe prese il corpo di Gesù e lo depose nel suo sepolcro nuovo[/B] Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatèa, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all'entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c'erano Maria di Màgdala e l'altra Maria. [B]- Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete[/B] Il giorno seguente, quello dopo la Parascève, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore, mentre era vivo, disse: "Dopo tre giorni risorgerò". Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: "È risorto dai morti". Così quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.Bloodline (Netflix, 3 stagioni) usa il thriller come maschera per raccontare qualcos'altro. Non tanto un delitto, quanto la famiglia come luogo del trauma, della rimozione, della colpa. In superficie è una storia di segreti, tensioni, sangue. In profondità è un family drama noir, una tragedia morale in cui il male non arriva dall'esterno, ma nasce dentro il nucleo familiare.Fin dall'inizio la serie ci dice che qualcosa di irreparabile è già accaduto, o sta per accadere. Lo fa con la voce over del protagonista, con i flashforward e con i flashback, con una costruzione narrativa che non punta davvero sulla suspense del “cosa succederà” - ma sulla tensione del “come siamo arrivati fin qui”. Più vicina a una tragedia che a un giallo classico: il destino è annunciato.“2 voci, 1 serie”: dialoghi sulle cose che ci piacciono, o ci interessano, nel podcast di Mondoserie.Leggi il nostro articolo su Bloodline: https://www.mondoserie.it/bloodline/ Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Non si placherà mai la discussione tra Gesù e i farisei. Questi ultimi non riescono o non vogliono accettare Gesù come il vero Messia: certamente riconoscono in Lui qualcuno di diverso, forse un profeta o un grande maestro, ma non riescono a comprendere a fondo quello che Egli stesso dice e non assumono il dato definitivo della fede che lo contempla come Figlio di Dio. Vedono le opere che Egli realizza e in qualche modo capiscono che vi è qualcosa di buono in tutto ciò che compie, eppure non riescono a fare il passo decisivo e non apprezzano tutto il Bene che scaturisce da Gesù. Lo scontro diventa così forte che i Giudei decidono di lapidarlo, e in quel clima, diventato così incandescente, il passo dalla decisione all'attuazione pratica si fa veramente breve. Ci vuole tutta la determinazione di Gesù per stemperare gli animi: Egli si allontana allora da loro e si ritira al di là del Giordano, laddove prima battezzava Giovanni. Proprio in questo luogo la presenza di Giovanni il Battista è ancora sentita in modo profondo, e quella parte dei Giudei che ha seguito Gesù si ricorda delle parole del Battista: "Ecco l'Agnello di Dio", e credettero in Lui. Per comprendere le sue opere non è stata sufficiente la vista fisica né l'intelligenza umana: la fede è scaturita dalla comprensione, alla luce della sapienza delle profezie, dell'operato dello stesso Gesù. Siamo anche noi invitati a contemplare le opere di Gesù nella fede che nasce dalle Sacre Scritture.
Pontida si prepara per l'ultimo saluto a Umberto Bossi, scomparso a 84 anni. Per i funerali la famiglia del senatur ha scelto proprio il luogo simbolo che vide la nascita della Lega Nord negli anni Novanta, con le esequie che si svolgeranno nell'abbazia di San Giacomo.
"Dicono che per costruire qualcosa di solido serva il momento giusto. Io ho scelto il peggiore. Ed è stata la mia fortuna."In questa puntata speciale del videopodcast, ripercorro i primi 15 anni di Landexplorer. Non è solo il racconto di un'agenzia di marketing territoriale, ma un viaggio lungo una linea del tempo che intreccia i grandi eventi del mondo con la storia e l'evoluzione dei territori minori del VCO.Dal crollo di Lehman Brothers nel 2008 all'esplosione dell'Intelligenza Artificiale nel 2026, racconto come Landexplorer sia nata come un atto di "follia ostinata" in piena crisi economica, per diventare oggi un punto di riferimento nella narrazione delle comunità.In questo video scoprirai:
Il Western Australia è una terra sconfinata, con pochissimi abitanti: lì vive da oltre 20 anni Sergio Libertino, che mostra gli angoli più belli di Perth e del WA ai visitatori di tutto il mondo con la sua attività di tour operator/guida turistica.
Passato prossimo o imperfetto? Quante volte ti sei fatto questa domanda? Questo è uno degli argomenti più difficili della grammatica italiana, e persino gli studenti più avanzati continuano a fare gli stessi errori. In questo articolo imparerai a riconoscere e a evitare i 5 errori più comuni che gli stranieri fanno quando devono scegliere tra passato prossimo e imperfetto, scoprendo perché sono sbagliati e, soprattutto, come correggerli. 5 Errori da Evitare con Passato Prossimo e Imperfetto Errore N°1: Usare il Passato Prossimo per Descrivere nel Passato Questo è probabilmente l'errore più frequente in assoluto. Molti studenti costruiscono frasi come queste, pensando che siano corrette: "La casa è stata grande e ha avuto un giardino bellissimo." "Maria è stata una donna alta, con i capelli biondi." "Ieri ha fatto freddo e il cielo è stato grigio." Perché È Sbagliato? In italiano, quando vuoi descrivere qualcosa o qualcuno nel passato — cioè quando parli di caratteristiche, stati, condizioni o situazioni di sfondo — devi usare l'imperfetto, non il passato prossimo. L'imperfetto è il tempo delle descrizioni, delle situazioni statiche, del "contesto" in cui accadono le cose. Pensa alle descrizioni come a una fotografia: sono statiche, fissano un momento senza movimento. Come Si Corregge? "La casa era grande e aveva un giardino bellissimo." "Maria era una donna alta, con i capelli biondi." "Ieri faceva freddo e il cielo era grigio." E Quando Si Usa il Passato Prossimo, Allora? Il passato prossimo si usa per le azioni, cioè per eventi che sono successi in un momento specifico, che hanno un inizio e una fine, che sono "conclusi". Le azioni sono come un film: si muovono, hanno dinamismo. "Ieri sono andato al supermercato e ho comprato il pane." "Maria è entrata nella stanza e ha salutato tutti." Un trucco per ricordare: quando descrivi, chiediti "Sto dipingendo uno scenario? Sto dando informazioni di sfondo?". Se la risposta è sì, usa l'imperfetto. Errore N°2: Usare l'Imperfetto per Azioni Svolte un Numero Preciso di Volte Ecco un altro errore molto comune che si incontra frequentemente tra gli studenti di italiano: "L'anno scorso andavo in Italia tre volte." "Ieri mangiavo due pizze." "La settimana scorsa telefonavo a mia madre cinque volte." Perché È Sbagliato? In italiano, quando un'azione è stata svolta un numero definito e preciso di volte, devi usare il passato prossimo. L'imperfetto, invece, si usa per azioni abituali, cioè azioni che si ripetevano regolarmente nel passato, senza specificare quante volte esattamente. La chiave sta nella precisione numerica: se puoi contare esattamente quante volte è successo qualcosa, allora serve il passato prossimo. Come Si Corregge? "L'anno scorso sono andato in Italia tre volte." "Ieri ho mangiato due pizze." "La settimana scorsa ho telefonato a mia madre cinque volte." Quando Si Usa l'Imperfetto per le Azioni Ripetute? Quando l'azione era un'abitudine, qualcosa che facevi regolarmente, senza un numero preciso: "Da bambino andavo spesso in Italia." (Non si dice quante volte esattamente) "Quando vivevo a Roma, mangiavo sempre la pizza il venerdì sera." "Telefonavo a mia madre ogni domenica." Ecco una regola semplice da memorizzare: Numero preciso (una volta, due volte, tre volte, dieci volte…) → passato prossimo. Frequenza generica (spesso, sempre, ogni giorno, di solito…) → imperfetto. Errore N°3: MENTRE + Passato Prossimo Questo è un errore che si sente continuamente, anche tra studenti di livello intermedio e avanzato: "Mentre ho camminato, ho incontrato Marco." "Mentre ho cucinato, è arrivato il postino." "Mentre sono stato in vacanza, mi hanno rubato la macchina." Perché È Sbagliato? La parola "mentre" introduce un'azione che fa da sfondo a un'altra azione. Questa azione di sfondo era in corso, stava accadendo, non era conclusa. Per questo motivo, "mentre" è sempre seguito dall'imperfetto. Sempre. Senza eccezioni. Questa è una delle regole più categoriche della grammatica italiana per quanto riguarda l'uso dei tempi passati. Come Si Corregge? "Mentre camminavo, ho incontrato Marco." "Mentre cucinavo, è arrivato il postino." "Mentre ero in vacanza, mi hanno rubato la macchina." Come Funziona la Frase Completa? Di solito, in queste frasi abbiamo due azioni che interagiscono tra loro: l'azione di sfondo (lunga, in corso) che richiede l'imperfetto, e l'azione principale (breve, puntuale, che "interrompe") che richiede il passato prossimo. "Mentre dormivo (sfondo, in corso), è suonato il telefono (azione puntuale)." "Mentre studiavo (sfondo), è andata via la luce (azione improvvisa)." È importante sapere che si possono anche avere due imperfetti con "mentre", quando le due azioni erano entrambe in corso contemporaneamente: "Mentre io cucinavo, lui guardava la TV." Ma ricorda: mai "mentre" + passato prossimo per l'azione di sfondo. Mai! Errore N°4: La Differenza tra "Ero in un Luogo" e "Sono Stato in un Luogo" Questa è una differenza sottile ma importante che mette in difficoltà moltissimi studenti. Osserva queste due frasi: "Ieri ero a casa." "Ieri sono stato a casa." Sono entrambe frasi corrette, ma significano cose diverse! Quando Si Usa "Ero" (Imperfetto)? Usiamo "ero" + luogo quando vogliamo indicare dove ci trovavamo in un certo momento, come contesto o sfondo per un'altra azione o situazione. Il luogo è solo un'informazione accessoria, non il focus della frase. "Ieri alle 8 ero a casa, quindi non ho visto l'incidente." "Quando mi hai chiamato, ero in ufficio." "Mentre tu eri al cinema, io ti ho cercato dappertutto!" Quando Si Usa "Sono Stato" (Passato Prossimo)? Usiamo "sono stato" + luogo quando vogliamo parlare di una visita, di un'esperienza completa, di qualcosa che abbiamo fatto intenzionalmente. In questi casi, stiamo parlando di un'azione conclusa: siamo andati in un posto, ci siamo stati, e poi siamo tornati. "L'anno scorso sono stato a Parigi per tre giorni." "Sei mai stato in Giappone?" "Ieri sono stato dal dentista." Un Esempio Che Chiarisce Tutto Guarda questa frase, dove entrambi i tempi verbali convivono perfettamente: "Quando ero in Italia, sono stato a Roma, a Firenze e a Venezia." In questo caso: "ero in Italia" = contesto generale, periodo prolungato (imperfetto); "sono stato a Roma…" = visite specifiche, esperienze concrete (passato prossimo). La regola è semplice: "ero" indica dove ti trovavi (sfondo), "sono stato" indica dove sei andato (visita, esperienza). Errore N°5: "Era una Bella Giornata" vs "È Stata una Bella Giornata" Arriviamo all'ultimo errore, che confonde moltissimi studenti. Osserva queste due frasi apparentemente simili: "Era una bella giornata." "È stata una bella giornata." Qual è la differenza? Quando si usa l'una e quando l'altra? Quando Si Usa "Era" (Imperfetto)? Usiamo "era una bella giornata" quando stiamo descrivendo lo sfondo di una storia, quando stiamo "aprendo una scena". In questo caso, la frase serve a creare l'atmosfera, a dipingere il contesto prima che succeda qualcosa di specifico. "Era una bella giornata. Il sole splendeva, gli uccelli cantavano. Improvvisamente, ho sentito un rumore strano..." Quando Si Usa "È Stata" (Passato Prossimo)? Usiamo "è stata una bella giornata" quando stiamo valutando la giornata nel suo complesso, quando diamo un giudizio finale su come è andata. La giornata è finita e noi stiamo tirando le somme. "Oggi ho fatto tante cose belle: sono andato al mare, ho visto gli amici, ho mangiato bene. È stata una bella giornata!" Un modo semplice per ricordare questa differenza: "era" apre la storia, "è stata" la chiude. L'imperfetto introduce, il passato prossimo conclude. Tabella Riassuntiva: Passato Prossimo vs Imperfetto Per aiutarti a ricordare meglio le differenze, ecco una tabella riassuntiva con tutti e cinque gli errori e le relative correzioni: SituazioneTempo CorrettoEsempio CorrettoParole ChiaveDescrizioni nel passato (caratteristiche, stati, condizioni)Imperfetto"La casa era grande."era, aveva, faceva, sembravaAzioni con numero preciso di voltePassato prossimo"Sono andato in Italia tre volte."una volta, due volte, tre volte…Dopo "mentre" (azione di sfondo)Imperfetto"Mentre camminavo, ho incontrato Marco."mentreTrovarsi in un luogo (sfondo)Imperfetto"Quando mi hai chiamato, ero in ufficio."ero, eri, era + luogoVisitare un luogo (esperienza conclusa)Passato prossimo"Sono stato a Parigi per tre giorni."sono stato/a + luogoDescrizione di sfondo (apertura racconto)Imperfetto"Era una bella giornata…"era + inizio storiaValutazione complessiva (giudizio finale)Passato prossimo"È stata una bella giornata!"è stato/a + giudizio Indicatori Temporali: Guida alle Parole Chiave Un modo pratico per scegliere il tempo verbale giusto è prestare attenzione alle parole e alle espressioni temporali presenti nella frase. Alcune parole tendono ad accompagnare l'imperfetto, altre il passato prossimo. Conoscerle ti aiuterà a prendere la decisione giusta in modo più rapido e naturale. Indicatori → ImperfettoIndicatori → Passato Prossimosempre, spesso, di solito, ogni giornoieri, l'altro ieri, la settimana scorsaogni volta che, tutte le estatiuna volta, due volte, tre volteda bambino/a, da giovane, da ragazzo/aall'improvviso, improvvisamentementre, nel frattempo, intantopoi, dopo, alla fine, finalmentedi solito, normalmente, generalmentea un certo punto, in quel momentoa quei tempi, in quel periodo, allorastamattina, ieri sera, lunedì scorso Attenzione: questi indicatori sono una guida utile, non una regola assoluta.
Quanto conosci il vocabolario italiano di livello B1? In questo articolo trovi quindici parole fondamentali, ognuna accompagnata dalla definizione e da spiegazioni utili per capirne il significato e l'uso nella vita quotidiana. Per ogni parola vedrai la prima lettera e una descrizione: prova a indovinare prima di leggere la risposta! Se Conosci Queste Parole, hai un Livello INTERMEDIO Parola 1 – Lettera P Questo è un oggetto piccolo che tieni in tasca o nella borsa e che usi per conservare i soldi e le carte di credito. Che cos'è? [...] La risposta è: portafoglio. Il portafoglio è quell'oggetto dove mettiamo i soldi, le carte di credito, la patente, le tessere… Attenzione: "portafoglio" è una parola composta da "porta" (dal verbo "portare") e "foglio". In origine, serviva per portare i fogli, cioè le banconote. Ricorda che è maschile: il portafoglio. Parola 2 – Lettera S Questa cosa la usi per lavarti le mani. Ha un buon profumo e fa la schiuma. Che cos'è? [...] La risposta è: sapone. Il sapone lo usiamo per lavarci le mani, ma anche per lavare il corpo sotto la doccia. Esiste il sapone solido, quello classico a forma di mattoncino, e il sapone liquido, che esce da un dispenser. Se il sapone ha un buon profumo, possiamo dire che è un sapone profumato. Parola 3 – Lettera R Questo è un verbo. È l'azione di non dimenticare qualcosa, di avere qualcosa nella memoria. Qual è il verbo? [...] La risposta è: ricordare. "Ricordare" significa avere qualcosa nella memoria. Per esempio: "Ricordo ancora la mia prima vacanza al mare". Il contrario è dimenticare. Puoi dire sia "ricordo qualcosa" sia "mi ricordo di qualcosa", con una piccola differenza di sfumatura. Parola 4 – Lettera B Questo è un luogo pubblico dove puoi prendere in prestito i libri gratuitamente. Che cos'è? [...] La risposta è: biblioteca. La biblioteca è un posto dove puoi leggere e prendere in prestito i libri senza pagare. Attenzione a non confondere "biblioteca" con "libreria": la libreria è il negozio dove compri i libri, la biblioteca è dove li prendi in prestito. È un errore molto comune tra gli studenti di italiano. Parola 5 – Lettera B Questo è un documento che ricevi a casa e che devi pagare, per esempio per l'elettricità, il gas o l'acqua. Che cos'è? [...] La risposta è: bolletta. La bolletta è quel foglio (ormai spesso digitale) che ti dice quanto devi pagare per i servizi come la luce, il gas, l'acqua, il telefono… In Italia diciamo spesso "pagare le bollette" per indicare le spese fisse della casa. E quando le bollette sono molto alte, diciamo che sono salate: in italiano, "salato" significa anche "costoso". Parola 6 – Lettera R Questo aggettivo descrive qualcosa o qualcuno che fa molto rumore. Che cos'è? [...] La risposta è: rumoroso. Una cosa rumorosa è una cosa che fa molto rumore. Per esempio: "I miei vicini di casa sono molto rumorosi, fanno sempre feste fino a tardi!". Il contrario di rumoroso è silenzioso. Ricorda: il sostantivo è "rumore", l'aggettivo è "rumoroso". Parola 7 – Lettera S Questo è un verbo. È l'azione di usare le mani o il corpo per muovere qualcosa in avanti. Qual è il verbo? [...] La risposta è: spingere. "Spingere" significa usare forza per muovere qualcosa in avanti. Per esempio, spingiamo un carrello al supermercato o spingiamo una porta per aprirla. Il contrario è tirare. Sulle porte dei negozi in Italia spesso trovi scritto "spingere" o "tirare". Attenzione al participio passato, che è irregolare: spinto. "Ho spinto la porta, ma non si è aperta". Parola 8 – Lettera M Questa è la parte della strada dove camminano i pedoni, le persone a piedi. Che cos'è? [...] La risposta è: marciapiede. Il marciapiede è quella parte rialzata ai lati della strada dove camminiamo noi pedoni. È una parola composta: "marcia" (dal verbo "marciare", cioè camminare) + "piede". Quindi, letteralmente, è il posto dove marciano i piedi. In Italia, camminare sul marciapiede è fondamentale perché le strade spesso sono strette e le macchine passano molto vicine. Parola 9 – Lettera G Questa parola descrive il sentimento negativo che provi quando hai paura di perdere una persona che ami, o quando invidi qualcuno. Che cos'è? [...] La risposta è: gelosia. La gelosia è quel sentimento spiacevole che proviamo quando, per esempio, il nostro partner parla con un'altra persona e noi ci sentiamo minacciati. Ma "gelosia" può anche significare invidia: "Provo gelosia per il suo successo". L'aggettivo è geloso/gelosa: "Sono geloso di te". È un'emozione molto umana, ma attenzione: troppa gelosia non fa bene alle relazioni. Parola 10 – Lettera I Questo aggettivo descrive qualcosa che non serve a niente, che non ha utilità. Che cos'è? [...] La risposta è: inutile. Una cosa inutile è una cosa che non serve. Per esempio: "È inutile chiamarlo, non risponde mai al telefono". Come vedi, in italiano spesso formiamo il contrario aggiungendo il prefisso "in-" davanti all'aggettivo: utile → inutile. Altri esempi: felice → infelice, giusto → ingiusto. Parola 11 – Lettera P Questo è un verbo. È l'azione di riservare in anticipo un tavolo al ristorante, una camera d'albergo o un biglietto. Qual è il verbo? [...] La risposta è: prenotare. "Prenotare" significa riservare qualcosa in anticipo. Puoi prenotare un tavolo al ristorante, un volo, un hotel, un appuntamento dal medico… In Italia, soprattutto nei ristoranti famosi, è molto importante prenotare, altrimenti rischi di non trovare posto. Il sostantivo è prenotazione: "Ho fatto una prenotazione per due persone". Parola 12 – Lettera P Questo aggettivo descrive qualcosa che va molto in basso, che ha molta distanza dalla superficie al fondo. Che cos'è? [...] La risposta è: profondo. Una cosa profonda ha molta distanza tra la superficie e il fondo. Per esempio: "Il mare qui è molto profondo, non tocco!". Ma "profondo" si usa anche in senso figurato: un pensiero profondo, un'amicizia profonda, un libro profondo. Il contrario è superficiale, che si usa sia in senso letterale sia figurato. Parola 13 – Lettera G Questo aggettivo descrive una persona educata, cortese, che tratta gli altri con rispetto. Che cos'è? [...] La risposta è: gentile. Una persona gentile è una persona educata, cortese, che ha buone maniere. Per esempio: "Il cameriere è stato molto gentile con noi". In italiano, quando scrivi un'email formale, spesso inizi con "Gentile Signor/Signora…". Il contrario di gentile può essere scortese o maleducato. Parola 14 – Lettera L Questo è un elettrodomestico che usi per lavare i vestiti. Che cos'è? [...] La risposta è: lavatrice. La lavatrice è l'elettrodomestico che usiamo per lavare i vestiti. "Lavatrice" viene dal verbo "lavare". E l'elettrodomestico che asciuga i vestiti? Si chiama asciugatrice. In Italia, però, molte persone preferiscono ancora stendere i vestiti al sole, sul balcone: è più ecologico e i vestiti profumano di buono. Parola 15 – Lettera N Questo aggettivo descrive qualcosa o qualcuno che non è interessante, che ci annoia. Che cos'è? [...] La risposta è: noioso. Una cosa noiosa è una cosa che ci annoia, che non ci interessa. Per esempio: "Quel film era così noioso che mi sono addormentato!". Puoi usare "noioso" anche per le persone: "Lui è un po' noioso, parla sempre delle stesse cose". Il verbo è annoiare e il sostantivo è noia: "Che noia questa lezione!". Tabella Riepilogativa Delle 15 Parole B1 N°ParolaTipoDefinizioneContrario / Nota1PortafoglioSostantivo (m.)Oggetto per conservare soldi e carteParola composta: porta + foglio2SaponeSostantivo (m.)Si usa per lavarsi, fa la schiumaSolido / Liquido / Profumato3RicordareVerboAvere qualcosa nella memoriaContrario: dimenticare4BibliotecaSostantivo (f.)Luogo dove si prendono libri in prestito≠ Libreria (negozio)5BollettaSostantivo (f.)Documento di pagamento per servizi"Salata" = costosa6RumorosoAggettivoChe fa molto rumoreContrario: silenzioso7SpingereVerboUsare forza per muovere in avantiContrario: tirare – P.P.: spinto8MarciapiedeSostantivo (m.)Parte rialzata della strada per i pedoniParola composta: marcia + piede9GelosiaSostantivo (f.)Sentimento di paura di perdere qualcunoAggettivo: geloso/a10InutileAggettivoChe non serve a nienteContrario: utile (prefisso in-)11PrenotareVerboRiservare qualcosa in anticipoSostantivo: prenotazione12ProfondoAggettivoChe ha molta distanza dalla superficie al fondoContrario: superficiale13GentileAggettivoEducato, corteseContrario: scortese / maleducato14LavatriceSostantivo (f.)Elettrodomestico per lavare i vestitiSimile: asciugatrice15NoiosoAggettivoChe non è interessante, che annoiaVerbo: annoiare – Sost.: noia Domande Frequenti Qual È la Differenza Tra "Biblioteca" e "Libreria"? La biblioteca è un luogo pubblico dove puoi prendere in prestito i libri gratuitamente. La libreria, invece, è un negozio dove si comprano i libri. È uno degli errori più comuni tra gli studenti di italiano, perché in molte altre lingue (come l'inglese "library") la parola somiglia a "libreria" ma ha il significato di "biblioteca". Che Cosa Significa "Bolletta Salata" in Italiano? Quando diciamo che una bolletta è "salata", intendiamo che è molto costosa. In italiano, l'aggettivo "salato" ha un doppio significato: indica sia qualcosa che contiene molto sale, sia qualcosa che ha un prezzo elevato. Per esempio: "Il conto del ristorante era davvero salato!" significa che era molto caro. Come Si Forma il Contrario Degli Aggettivi Con il Prefisso "In-"? In italiano, molti aggettivi formano il contrario aggiungendo il prefisso "in-" davanti alla parola. Ecco alcuni esempi: utile → inutile, felice → infelice, giusto → ingiusto.
Federica Muzzarelli"C'è un tempo e un luogo"Silvia CamporesiCentro della Fotografia, Romawww.centrodellafotografia.it“C'è un tèmpo e un luogo giusto pèrchè qualsiasi cosa abbia principio e finè…”dal film Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter WeirLa mostra C'è un tempo e un luogo, che apre al pubblico sino al 29 giugno nei nuovi spazi del Centro della Fotografia di Roma Capitale, è curata da Federica Muzzarelli, ed è dedicata al lavoro fotografico di Silvia Camporesi.Il titolo trae ispirazione dal film Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter Weir, opera cult intrisa di mistero e sospensione temporale, in cui i luoghi diventano protagonisti assoluti di una narrazione senza soluzione e nasce da una riflessione profonda sul concetto di frattura: tra reale e artificiale, natura e cultura, presenza e assenza, passato e presente.Come nel film, anche nelle immagini di Silvia Camporesi il tempo sembra arrestarsi e lo spazio si carica di un'ènèrgia ènigmatica. I luoghi – veri, alterati, ricostruiti o immaginati – non sono mai sèmplici soggètti, ma l'èsito visibilè di un procèsso più profondo: il viaggio, l'èspèriènza fisica è mèntalè dèll'artista attravèrso tèrritori gèografici, storici èd èmotivi.“Sono i luoghi i protagonisti indiscussi delle fotografie di Silvia Camporesi: veri, falsi, modificati, inventati, vissuti, stravolti o, invece, solo trovati. Ma questi luoghi, queste fotografie, sono il punto finale, l'esito oggettuale, di qualcosa di molto più importante e fondante per il suo lavoro di artista. Che è il percorso, l'esperienza, il viaggio attraverso e insieme a quei luoghi. Da La terza Venezia a Journey to Armenia, da Atlas Italie ad Almanacco Sentimentale e da Mirabilia all'Omaggio al Mattatoio, il lavoro di Silvia Camporesi rappresenta molto bene quella speciale e magica fusione tra l'espressione artistica e il bisogno autobiografico che la fotografia riesce a rendere in modo speciale. Un'attrazione verso quello che non sta dove dovrebbe stare, e che ti chiede di essere aiutato e sostenuto per essere reso ancora più strano e perturbante. In sostanza, quel segreto che sta dentro le cose, e che per questo non può che stare anche dentro l'anima della fotografia”, dichiara la curatrice Federica Muzzarelli, Profèssorèssa Ordinaria di Storia dèlla Fotografia prèsso il Dipartimènto dèllè Arti, Univèrsita di Bologna è coordinatricè dèl Cèntro di Ricèrca FAF (Fotografia Artè Fèmminismi).Il percorso espositivo, che si articola in cinque sezioni e riunisce cinque serie fondamentali rèalizzatè nèll'arco di quindici anni di attività: La terza Venezia, Journey to Armenia, Atlas Italiæ, Almanacco sentimentale e Mirabilia, contempla anche Omaggio al Mattatoio, opera che entrerà a far parte del neonato Archivio del Centro della Fotografia. Progetti diversi ma interconnessi, che testimoniano una pratica fotografica in equilibrio costante tra documento e finzione, rigore metodologico e libertà immaginativa.Dalla Vènèzia sospèsa è rèinvèntata, alla stratificazionè storica è umana dèll'Armènia; dai paesi abbandonati italiani, luoghi di memoria e cura, fino alla ricostruzione fotografica di eventi mai avvenuti o irrisolti e alle architetture visionarie di Mirabilia, Camporesi costruisce un atlante poetico in cui la fotografia diventa strumento di conoscenza, controllo e insieme di smarrimento.Al cèntro dèlla ricèrca èmèrgè l'idèa dèlla fotografia comè èspèriènza di fratturè: frattura temporale, che costringe passato e presente a coesistere; ontologica, tra verità e manipolazione; simbolica, tra apparenza e sostanza. In questa tensione si colloca una pratica artistica chè uniscè il bisogno autobiografico all'indaginè sul paèsaggio, trasformando l'immaginè in luogo di mèditazionè, silènzio è mistèro. Una riflèssionè sulla fotografia comè confine: tra vero e falso, naturale e artificiale, passato e presente. Le immagini mettono in discussione ciò che vediamo e ciò che crediamo di conoscere, invitando lo spettatore a rallèntarè lo sguardo è ad accèttarè l'incèrtèzza comè partè dèll'èspèriènza.C'è un tempo e un luogo è quindi un racconto per immagini che parla di memoria, fragilità e trasformazione. Una mostra che invita a perdersi nei luoghi e nei loro segreti, ricordandoci che, come nella fotografia, anche nella realtà esistono spazi e momenti che sfuggono a ogni spiegazione. La mostra restituisce una visione coerente e stratificata del lavoro di Silvia Camporesi, confermandone il ruolo centrale nel panorama della fotografia contemporanea italiana: una ricerca capace di rivelare, attraverso i luoghi, ciò che resta nascosto, fragile e indicibile.La mostra è promossa da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio e organizzata da Civita Mostre e Musei.Accompagna la mostra un catalogo a cura di Cimorelli Editore.Silvia Camporesi (1973) laurèata in filosofia, utilizza i linguaggi dèlla fotografia è dèl vidèo. Nègli ultimi anni la sua ricèrca è dèdicata al paèsaggio italiano. Dal 2004 ha tènuto numèrosè mostrè pèrsonali è collèttivè in Italia è all'èstèro, vinto numèrosi prèmi è pubblicato divèrsi tèsti tra i quali Una foto è una foto è una foto, 2025, Einaudi, Torino o Romagna sfigurata, Sagèp, Gènova. Oltrè all'attivita artistica si intèrèssa alla ricèrca sullè tèndènzè dèlla fotografia contèmporanèa è tiènè workshop è confèrènzè in Italia. Suè opèrè sono prèsènti in collèzioni pubblichè è privatè in Italia è all'èstèro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Riflessioni di Ajahn Jayasaro su una delle sette qualità della persona retta o autentica (sappurisa)
- La trasfigurazione di Gesù: una forte luce avvolge il Maestro, Elia e Abramo appaiono con lui. Di fronte a questa esperienza meravigliosa, Pietro vorrebbe fare delle tende, fermarsi, stabilizzare quel momento. Ma non è così che andranno le cose: è necessario scendere dal monte, tornare tra gli uomini e le donne, che vivono nel mondo tra mille contraddizioni, poche certezze e nessuna visione celeste. Commenta questo episodio biblico – contenuto nell'evangelo di Marco – il teologo italiano Fulvio Ferrario, docente di Teologia sistematica alla Facoltà valdese di Teologia di Roma. -A Coira è attivo il Kulturpunkt, luogo di aggregazione promosso dalla Chiesa riformata. Qui stranieri, richiedenti l'asilo e famiglie in difficoltà, studenti, pensionati, persone di lingue e culture diverse si incontrano, discutono, fanno ginnastica, mangiano, lavorano, cantano insieme.-Uno sguardo ai contenuti del numero di febbraio del mensile “Voce Evangelica”, edito dalla Conferenza delle Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.
In questo nuovo episodio torniamo a camminare nel deserto insieme al popolo di Israele, affrontando un tema fondamentale: il cibo, la sopravvivenza e la fede. Carboidrati e proteine, manna e quaglie: cosa si nasconde davvero dietro la dieta dei viandanti biblici?. Oggi mettiamo a confronto due testi paralleli ma profondamente diversi: Esodo 16 e Numeri 11. Se nel libro dell'Esodo la manna è presentata come un dono liturgico e provvidenziale legato al memoriale del sabato, nel libro dei Numeri lo stesso evento assume tinte più oscure. Qui l'abbondanza richiesta dal popolo – l'avidità di carne – si trasforma da benedizione in giudizio e piaga. Nel corso della puntata esploreremo:La difficoltà della libertà: Perché il popolo mormora contro Dio e contro Mosè? Analizziamo come la mancanza di fede non dipenda dall'assenza di prove, ma dalla difficoltà di accettare un Dio che non segue la nostra agenda.Il deserto come l'Eden: Scopriremo il sorprendente legame tra il deserto e il Paradiso terrestre. Entrambi sono il "luogo della prova", dove la relazione di fiducia con il Creatore viene testata.La lettura cristiana: Come si collegano questi eventi alle tentazioni di Gesù? Vedremo come Cristo, il "nuovo Adamo", supera la prova del pane nel deserto, riuscendo dove Israele aveva fallito.Il contesto storico: Capiremo come questi racconti riflettano le sfide della ricostruzione post-esilio, tra la nostalgia della schiavitù e la fatica di costruire un'identità nuova.Un viaggio tra teologia, storia e psicologia sociale, per riscoprire che l'identità del credente si fonda su due pilastri: la memoria e il riconoscimento del dono gratuito. Buon ascolto!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/bella-prof--4788354/support.
Anthony Scotto discusses his early life and career in New York City,, and current success with Luogo and Pelato restaurants in Nashville, TN.Huge thanks to Andrew Talks to Chefs' presenting sponsor, meez, the recipe operating software for culinary professionals. THINGS YOU SHOULD KNOW:Andrew is a writer by trade. If you'd like to support him, there's no better way than by purchasing his most recent book, The Dish: The Lives and Labor Behind One Plate of Food (October 2023), about all the key people (in the restaurant, on farms, in delivery trucks, etc.) whose stories and work come together in a single restaurant dish.We'd love if you followed us on Instagram. Please also follow Andrew's real-time journal of the travel, research, writing, and production of/for his next book The Opening (working title), which will track four restaurants in different parts of the U.S. from inception to launch.For Andrew's writing, dining, and personal adventures, follow along at his personal feed.Thank you for listening—please don't hesitate to reach out with any feedback and/or suggestions!
Nel giorno di Natale, quando la città rallenta e si concede un respiro più lieve, Vicenza ha ricevuto un regalo che profuma di cultura, memoria e futuro. Il Multisala Roma, chiuso dal luglio 2022 e rimasto per tre anni una ferita silenziosa nel cuore del centro storico, riapre le sue porte completamente riqualificato, pronto a tornare uno dei luoghi simbolo della vita cittadina.
Backrooms, il luogo dove voglio vivere per sempre, una sadpasta inventata da Amico Diverte. Musica:CO.AG (https://www.youtube.com/channel/UCcavSftXHgxLBWwLDm_bNvA) Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Forse la storia più incredibile che sentirete mai in un podcast quotidiano da pochi minuti al giorno. In questa puntata succedono talmente tante cose che non so da dove iniziare a scrivere questa sinossi, e forse ci girerò intorno così tanto da evitare di farlo. Vi basta sapere che si parte da un naufragio e si arriva a un popolo tutto nuovo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiRoma, 5 giugno 2001. Processo sui depistaggi relativi al caso Ustica. Depone Roberto Bruschina, maresciallo dell'aeronautica militare in servizio a Ciampino la sera del 27 giugno 1980.Tra i principali temi toccati durante la deposizione: 1) «I turni di servizio? Spesso, per questioni di servizio, si facevano 24 ore di fila»; 2) «Entrò un civile, che lavorava al radar. Mi disse di trasmettere a Martina Franca che, sul luogo dell'incidente, c'era un forte traffico militare»; 3) «La mia deduzione è che fosse americano, di una portaerei»; 4) «Il civile? L'avevo visto molte volte lì»; 5) Civile o militare?;6) «Non sono mai stato interessato a capire. Per me era un incidente come gli altri»; 7) La registrazione della telefonata; 8) «Il traffico poteva esserci sia al momento dell'incidente» sia al momento dei soccorsi in zona; 9) Quale ruolo dell'ambasciata americana? 10) Differenze fra trascrizione e audio della telefonata.
A tre anni dalla morte per responsabilità dell'autista tedesco di un tir, ieri a pochi passi dal luogo dell'incidente il patron della sua squadra, Lino Diquigiovanni, ha voluto inaugurare un cippo che ricorda l'atleta ma anche l'uomo. E che vuol essere un monito perchè tragedie simili non si ripetano.
In questo articolo affrontiamo uno degli argomenti che più vi fa venire il mal di testa: quando usare l'ausiliare ESSERE e quando usare AVERE? Lo so, lo so... ogni volta che dovete formare un tempo composto vi viene il panico! "Ma si dice ho andato o sono andato?" "È ho piaciuto o sono piaciuto?" Tranquilli! Vi spiego tutto con regole chiarissime e trucchi infallibili. E alla fine di questo articolo, non avrete più dubbi! Promesso! Tempi Composti: Come scegliere l'ausiliare giusto? Quando Usare "ESSERE"? L'ausiliare ESSERE si utilizza in diversi casi specifici che è importante conoscere e riconoscere. La caratteristica principale dei verbi che richiedono "essere" è che il participio passato deve concordare in genere e numero con il soggetto. 1) Verbi di Movimento (Spostamento da un Luogo all'Altro) I verbi di movimento che indicano uno spostamento da un posto all'altro o un cambiamento di posizione richiedono sempre l'ausiliare ESSERE. Questi verbi esprimono l'azione di muoversi, spostarsi o cambiare la propria collocazione nello spazio. Verbi principali: andare, venire, tornare, partire, uscire, entrare, cadere, fuggire, arrivare, salire, scendere, rientrare RICORDA: Con l'ausiliare "essere", devi concordare il participio passato in genere e numero con il soggetto. Esempi pratici: Io sono andata al supermercato (soggetto femminile singolare) Paolo è tornato dal suo viaggio ieri (soggetto maschile singolare) Noi siamo partiti per Parigi un anno fa (soggetto maschile plurale o misto) Le tue sorelle sono venute a casa mia ieri (soggetto femminile plurale) Maria e Luca sono usciti insieme stasera (gruppo misto: si usa il maschile plurale) Il treno è arrivato in ritardo stamattina Sono salita al terzo piano a piedi ATTENZIONE: Eccezioni con "AVERE" Alcuni verbi che indicano movimento, ma senza specificare la destinazione o il punto di arrivo, utilizzano invece l'ausiliare AVERE: Verbi con AVERE: ballare, camminare, nuotare, correre, viaggiare, passeggiare Perché usano AVERE? Perché questi verbi descrivono un'azione continuativa senza indicare uno spostamento specifico da un punto A a un punto B. Esempi: Ho camminato per due ore (movimento generico, nessuna destinazione specifica) Abbiamo ballato tutta la notte Ho nuotato in piscina Hanno corso per mantenersi in forma NOTA BENE: Anche CADERE richiede sempre l'ausiliare "essere" perché indica un cambiamento di posizione: Sono caduto dalle scale. 2) Verbi di Permanenza (Stare in un Luogo o in una Condizione) I verbi di permanenza indicano il fatto di rimanere in un certo luogo o di mantenere una determinata condizione per un periodo di tempo. Esprimono staticità piuttosto che movimento. Verbi principali: stare, restare, rimanere, durare Esempi pratici: Ieri sono rimasta a casa tutto il giorno perché dovevo lavorare (permanenza in un luogo) Luca è stato fermo tutto il tempo perché aveva paura (permanenza in una condizione) Loro sono rimasti dentro perché stava diluviando Il film è durato troppo (durata temporale) Siamo stati in silenzio per rispetto Le ragazze sono rimaste sole tutto il weekend Questi verbi esprimono la continuità di uno stato o di una posizione, senza implicare movimento o cambiamento attivo. 3) Verbi che Esprimono Cambiamenti di Stato Questa categoria include tutti i verbi che indicano una trasformazione, un cambiamento fisico o psicologico, o l'inizio/fine di uno stato. Sono verbi che descrivono come qualcosa o qualcuno diventa diverso da come era prima. Verbi principali: nascere, morire, crescere, diventare, invecchiare, dimagrire, ingrassare, impazzire, arrossire, guarire, ammalarsi, migliorare, peggiorare, cambiare, scomparire, apparire Esempi pratici con spiegazione: Sono nata nel 1996 (inizio dell'esistenza) Luca è diventato famoso grazie a quel video (cambiamento di condizione sociale)
Alla scoperta del luogo più freddo del pianeta: tra gelo assoluto e sfide estreme alla sopravvivenzaHai mai immaginato cosa significhi vivere dove il termometro segna -98 °C? Dall'Antartide alla Siberia, ecco i posti più gelidi della Terra e le incredibili storie che ci raccontano. Un viaggio tra scienza, natura e resistenza umana.#freddoestremo #antartide #oymyakon #recordgelo #curiosità #climaestremo #esplorazioni #vostok #terraestrema #planetaterra
Negli ultimi anni Roblox è esploso in popolarità, ma dietro ai mondi colorati e ai personaggi cubettosi si nascondono problemi molto seri: dalle controversie sui contenuti inappropriati, fino ai casi di predatoriSe ti va supportami https://it.tipeee.com/br1brownTELEGRAM - INSTAGRAM Tutti i miei link: https://linktr.ee/br1brownFonti:L'accusa contro Roblox, il gioco online usato da 120 milioni di bambini nel mondo: «Luogo perfetto per i pedofili» | Corriere.itMore on our Removal of Vigilantes From Roblox | RobloxRoblox ha un problema con la pedofilia? | Wired Italia'It's unfathomable': YouTuber banned from Roblox warns parents after predator busts | KSL.com
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ti sei mai chiesta qual è il tuo “posto felice”?Non parlo di un luogo fisico, ma di quello spazio interiore in cui ti senti davvero in pace, viva e allineata. Quel momento in cui tutto scorre e senti che stai vivendo come vuoi tu. In questo episodio ti accompagno a scoprire qual è il tuo happy place, non fuori da te, ma dentro di te. Ti aiuto a riconoscere i segnali del corpo e le emozioni che ti indicano quando sei nel flusso e quando invece ti stai allontanando da te stessa.
Dio è per noi un rifugio e una forza.Salmo 46:1
Fiorenza Palmerio Gancia"Il terzo luogo"Il mio educatore Gabriele D'AnnunzioNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itIl Terzo Luogo è quel luogo, al di là dello spazio e del tempo, che custodiamo dentro di noi e che sperimentiamo quando, abbandonando il nostro ego, ci connettiamo con qualcosa di più grande che possiamo definire come il divino, la coscienza illimitata, Dio, il Brahman delle Upanishad, il nostro Sé superiore. Quando accediamo a questo spazio, luogo di salvezza e di guarigione, affrontiamo meglio le difficoltà della vita e troviamo una bussola che ci guida saggiamente nel nostro cammino.Fiorenza Palmerio Gancia , laureata in lingue e letterature straniere e moderne, vive e lavora a Torino nel campo dei gioielli e delle pietre preziose. È appassionata di Gabriele d'Annunzio. Partendo da Gabriele d'Annunzio come maestro di vita, amante della bellezza, della natura, della poesia, dell'arte e degli antichi testi indiani, Fiorenza Palmerio Gancia in un momento difficile della sua vita, dopo aver perso la sua adorata sorella Alessia, ritrova la forza nelle poesie del poeta, nei disegni e nei dipinti di Leonardo da Vinci, tra le pagine eterne della Divina Commedia e delle antiche Upanishad fino ad arrivare ai simboli contemporanei creati da Michelangelo Pistoletto. Quando raggiungiamo questo stato di elevata coscienza, quello che Dante avrebbe definito con il termine “Trasumanar”, sviluppiamo un'intelligenza spirituale, o creativa, quell'unione tra mente e cuore, che rappresenta il massimo grado di intelligenza che l'uomo possa raggiungere e che oggi più che mai ha il compito di preservare.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Media Partner - Tangi Street Art Festival 2025 - Adult Mural Tour - Luogo Comune - Kita bertemu Luogo Comune saat Adult Mural Tour tanggal 14 Mei 2025 - Disini ia menjelaskan karya yang terinspirasi dari apa yang ia lihat sekitar Guwang, Sukawati dan Bali lewat visual nya yang bersifat flat
E' stata inaugurata a Thiene la nuova Casa Funeraria, una struttura pensata per vivere il lutto in modo intimo e dove si potranno celebrare riti funebri laici e religiosi. La struttura è stata voluta da Cesfav, azienda che si occupa dei servizi funebri privati nell'Alto Vicentino.
Secondo uno studio recente, la Svizzera spodesta Parigi e la Francia dal primo posto nella classifica dei luoghi più romantici al mondo.E il Ticino? Buon Ascolto.
Matteo Al Kalak"Quel luogo chiamato inferno"Memoria Festival, Mirandolahttps://memoriafestival.it/Venerdì 6 giugno 2025, ore 21:00Quel luogo chiamato infernoCon Antonino Raspanti e Matteo Al KalakDa realtà teologica, l'inferno si è saputo imporre nella visione collettiva come luogo concreto, situato fisicamente nel mondo, influenzando i comportamenti di generazioni per quasi due millenni. Il vescovo di Acireale Antonino Raspanti e lo storico Matteo Al Kalak compiono un viaggio nella storia dell'inferno all'interno della dottrina cristiana, tra cambiamenti filosofici, teologici e culturali. Matteo Al Kalak"Fuoco e fiamme"Einaudi Editorewww.einaudi.itCon questo libro Matteo Al Kalak ripercorre la concezione dell'inferno come luogo fisico, nella sua dimensione spaziale, seguendo una narrazione che dura da millenni e si è fissata nelle strutture mentali ed emotive degli uomini. La prospettiva adottata è quella della storia culturale, che cerca di comporre fra loro ambiti e linguaggi diversi per restituire un quadro complesso, vario e articolato. Tale approccio, certamente fecondo, impone scelte di cui è necessario dare conto per orientarsi in una materia scivolosa. Il principale nodo da sciogliere è stato l'atteggiamento da assumere di fronte a un elemento che, nella tradizione presa a riferimento (il cristianesimo), è strutturalmente intrecciato al discorso sul regno oscuro: il male e la sua personificazione. È possibile distinguere l'analisi del luogo della dannazione dall'entità (individuale o fattuale) che la provoca? Nelle pagine del libro si è tentato di tenere separati, per quanto possibile, questi due elementi, isolando la trattazione sull'inferno dalla “biografia” del suo signore (secondo vari racconti, un angelo ribellatosi al suo creatore). Sia perché all'essere che incarna il male sono stati dedicati infiniti studi; sia perché distinguere peccato e punizione, crimine e condanna, consente di mettere l'accento su aspetti differenti che, nel tempo, ebbero vite autonome seppure legate.Matteo Al Kalak insegna Storia moderna all'Università di Modena e Reggio Emilia. Si occupa di storia religiosa, in un'ottica culturale e istituzionale, con particolare riguardo al dissenso, ai meccanismi di repressione e al riformismo. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: L'eresia dei fratelli. Una comunità eterodossa nella Modena del Cinquecento (Edizioni di Storia e Letteratura 2011), Un'altra fede. Le Case dei catecumeni nei territori estensi, 1583-1938 (con Ilaria Pavan, Olschki 2013) e Il riformatore dimenticato. Egidio Foscarari tra Inquisizione, concilio e governo pastorale, 1512-1564 (il Mulino 2016). Partecipa all'Edizione Nazionale del carteggio di L. A. Muratori. Le sue opere più recenti sono Mangiare Dio. Una storia dell'eucarestia (2021) e Fuoco e fiamme. Storia e geografia dell'inferno (2024), entrambe pubblicate da Einaudi.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
"La libertà di entrare nel luogo santissimo" - Esodo 26#chiesariformatafiladelfia #esodo #tabernacoloRev. Michael Brown - 21 maggio 2023Cosa ci dicono di Dio i dettagli del Tabernacolo e in che modo questi dettagli indicano Cristo? Il pastore Mike spiega questo testo spesso trascurato. I teli 1«Farai poi il tabernacolo con dieci teli di lino fino ritorto, di filo color violaceo, porporino e scarlatto, con dei cherubini artisticamente lavorati. 2La lunghezza di ogni telo sarà di ventotto cubiti, e la larghezza di ogni telo di quattro cubiti; tutti i teli saranno della stessa misura. 3Cinque teli saranno uniti insieme e gli altri cinque teli saranno pure uniti insieme. 4Farai dei lacci di color violaceo all'orlo del telo che è all'estremità della prima serie; e lo stesso farai all'orlo del telo che è all'estremità della seconda serie. 5Metterai cinquanta lacci al primo telo, e metterai cinquanta lacci all'orlo del telo che è all'estremità della seconda serie di teli: i lacci si corrisponderanno l'uno all'altro. 6Farai cinquanta fermagli d'oro, e unirai i teli l'uno all'altro mediante i fermagli, perché il tabernacolo formi un tutto unico. 7Farai pure dei teli di pelo di capra che serviranno da tenda per coprire il tabernacolo: di questi teli ne farai undici. 8La lunghezza di ogni telo sarà di trenta cubiti e la larghezza di ogni telo di quattro cubiti; gli undici teli avranno la stessa misura. 9Unirai insieme cinque di questi teli da una parte e sei teli dall'altra. Ripiegherai il sesto sulla parte anteriore della tenda. 10Metterai cinquanta lacci all'orlo del telo che è all'estremità della prima serie, e cinquanta lacci all'orlo del telo che è all'estremità della seconda serie di teli. 11Farai cinquanta fermagli di bronzo e farai entrare i fermagli nei lacci e unirai così la tenda, in modo che formi un tutto unico. 12Quanto alla parte che avanza dei teli della tenda, la metà del telo di avanzo ricadrà sulla parte posteriore del tabernacolo. 13Il cubito che avanza da una parte, come il cubito che avanza dall'altra parte nella lunghezza dei teli della tenda, ricadranno sui due lati del tabernacolo, di qua e di là, per coprirlo. 14Farai pure per la tenda una coperta di pelli di montone tinte di rosso e sopra questa un'altra coperta di pelli di delfino.
Una lunga opera di ricerca e studio negli enormi archivi di Auschwitz-Birkenau. Anni passati a mettere insieme fogli di spartiti per comprendere il ruolo che la musica aveva nel campo di concentramento, cosa spingesse musicisti virtuosissimi ad esibirsi per i gerarchi nazisti e per i detenuti. Il direttore d'orchestra britannico Leo Geyer spiega le ragioni che lo hanno portato a lavorare su quei documenti, l'emozione di riproporre in pubblico quelle opere. E con la direttrice della casa editrice del Museo del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, Jadwiga Pinderska-Lech, il Prof. Andrea Bienati, Direttore del master di studi ebraici dell'università di Poznan e Giordano Montecchi, musicologo e critico musicale.
Autori e autrici di questo genere letterario intrattengono un rapporto intimo e intenso con le loro città, a cui fa da sfondo sempre lui: il Mediterraneo. In questo terzo episodio Barbara Pezzotti ci spiega l'importanza dei luoghi in cui vengono ambientati questi gialli.
Ogni giovedì un gruppo di anziane e anziani di origine italiana si trova al Willowview Centre per condividere qualche ora di attività, chiacchiere e buon cibo. Siamo andati a conoscerli.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Oggi, con Matteo con l'affanno e Raffaele finalmente puntuale, parliamo di strane statue e personaggi storici italiani... non più italiani. Mettetevi comodi, stiamo per iniziare. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Italian For Beginners: House Vocabulary You Need to Know - https://www.youtube.com/watch?v=8Dty3Ya6zAo&t=34s Iniziamo subito con una parola un po' strana e poco usata: "Preprandiale" E' una parola composta da "pre" e "pranidale" - Prandiale vuol dire "che ha a che fare con il pranzo" e PRE vuol dire "prima" E' una parola usata spesso in ambito medico e vuol dire "prima di pranzo". Raffaele poi ha usato una parola interessante: "Anzitempo" Questa anche è una parola composta da Anzi e tempo e vuol dire "prima del tempo". L'opera d''arte di cui abbiamo parlato: https://insideart.eu/2024/10/09/lopera-di-gaetano-pesce-a-napoli-fa-discutere-per-la-sua-forma-fallica/ L'artista designer Gaetano Pesce https://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Pesce E voi cosa ne pensate? Hanno sbagliato a scegliere quest'opera? Ma Cristoforo Colombo quindi, di dov'è?! https://it.euronews.com/cultura/2024/10/13/nuovo-studio-sul-dna-di-colombo-un-documentario-spagnolo-rivelera-le-sue-ori A quanto pare non è italiano. Ma di dov'è? E soprattutto, dove sono i risultati scentifici che lo dimostrano?! Trascrizione Raffaele: [0:23] Buongiorno Matteo. Matteo: [0:25] Buongiorno. (Non è un buon giorno?) Sono affannato. Non lo so. Potrebbe essere un buon giorno. Raffaele: [0:37] Per me è un buon giorno e ti dirò di più. Forse è la prima volta nella storia del podcast Easy Italian che io mi metto qui davanti al microfono a stomaco pieno. Matteo: [0:54] A stomaco pieno? (Eh sì.) E perché questa cosa? Raffaele: [0:58] Perché non abbiamo registrato al nostro solito orario pre-prandiale. Guarda che parola difficile che ti ho usato... Matteo: [1:05] Qua mi costringi a fare delle note enormi: pre-prandiale. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Le foreste e la natura di Torbay hanno ispirato la creazione di Kiangardarup - The Torbay Suite, una composizione per archi che il 12 maggio verrà eseguita a Perth in prima mondiale.