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Francesca Nodari"Filosofi lungo l'Oglio"www.filosofilungologlio.itASCOLTARE32 incontri in 24 comuni italianitra Brescia, Bergamo e CremonaScopri tutto il programma sul sito del festival.Partita con successo la XXI edizione del Festival Filosofi lungo l'Oglio, Kermesse culturale diretta dalla professoressa e filosofa levinasiana Francesca Nodari, che anche quest'anno porterà lungo il fiume Oglio filosofi, studiosi e intellettuali di rilievo nazionale e internazionale, protagonisti di incontri, conferenze e dibattiti. Dopo l'inaugurazione di giovedì 4 giugno con la lezione, davvero magistrale, del Prof. Zagrebelsky il Festival prosegue fino a martedì 28 luglio proponendo 32 appuntamenti in 24 municipalità tra le province di Brescia, Bergamo e Cremona: un'agorà itinerante per esplorare insieme la profondità dell'Ascoltare.Mercoledì 10 giugno alle ore 21 sarà la volta di Enzo Bianchi, che è atteso a Gardone Val Trompia (BS), nel cortile di Villa Mutti Bernardelli in via XX Settembre 31 per la sua lectio: Ascolto, dunque, sono. Fondatore della Comunità Monastica di Bose, di cui è stato Priore fino al 25 gennaio 2017, ha dato vita alla Casa della Madia, inaugurata il 9 settembre 2023, fraternità monastica di cui oggi è autorevole membro. Enzo Bianchi è una delle voci monastiche più autorevoli e ascoltate della contemporaneità, autore di una sterminata bibliografia e autorevole membro del Comitato scientifico del Festival Filosofi lungo l'Oglio.La settimana si concluderà venerdì 17 giugno alle ore 21 con la lectio di Marco Bartoli, Francesco d'Assisi: l'arte dell'incontro, che si terrà a Orzinuovi (BS) nella Chiesa di S. Maria Assunta, in piazza Vittorio Emanuele II. Professore di Storia medievale e di Storia del Francescanesimo presso l'Università LUMSA, è considerato uno dei massimi studiosi del pensiero, del messaggio e della storia di San Francesco, di cui quest'anno ricorre l'ottavo centenario del Transito (1226/2026). Bartoli illustrerà al pubblico come gli incontri vissuti da Francesco d'Assisi abbiano trasformato la sua umanità, delineando una vera “antropologia dell'incontro”.Lunedì 15 giugno alle ore 21 lo studioso di mistica speculativa Marco Vannini discuterà di: “Dum quietum silentium…”: Ascoltare la Parola nel silenzio a Orzivecchi (BS), nel giardino del Palazzo Municipale, via Martinengo 15. Il tema della lectio sarà il silenzio interiore nella tradizione mistica come condizione per la nascita della Parola (Logos) nell'anima e per l'incontro con la luce divina, secondo l'insegnamento di Meister Eckhart, di cui Vannini ha tradotto l'intera opera latina e tedesca.Per la serata di martedì 16 giugno alle ore 21 è attesissima Michela Marzano, che terrà la lectio dal titolo: Dove il silenzio parla: fare spazio all'altro a Pontevico (BS) nella Chiesetta di Santa Maria in Ripa d'Oglio, via Ponticella. Professoressa di Filosofia morale, Marzano rifletterà sull'ascolto autentico come apertura all'alterità e al silenzio, soprattutto dei giovani, quale condizione per costruire relazioni profonde e significative.Anche in questa occasione saranno esposte le opere finaliste del contest artistico in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia.Mercoledì 17 giugno alle 21 il Festival si sposterà per la prima volta a Verolanuova (BS) nella monumentale Basilica di San Lorenzo Martire, in piazza Malvestiti, per la lectio del grande medico e Professore di Neuroscienze Cognitive presso l'Università di Edimburgo, Sergio Della Sala: Perché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio. Un'occasione per sfatare alcuni miti sul funzionamento del cervello, mostrando il ruolo essenziale dell'oblio nella memoria e approfondendo temi come false memorie, bias cognitivi e apprendimento.L'incontro, per chi lo desiderasse, sarà anticipato dalla lezione (rigorosamente dalle ore 19.30 alle ore 20.30) delle guide della Basilica che ospita due tele immense, le più grandi mai dipinte da Giambattista Tiepolo. La prima rappresenta Il sacrificio di Melchisedec, re e sacerdote nell'antica Gerusalemme. Il secondo dipinto racconta l'episodio della Caduta della manna, il “cibo degli angeli” disceso per volere di Dio sul deserto per salvare gli israeliti dopo la fuga dall'Egitto e la liberazione dalla schiavitù. Una pittura ariosa, traboccante di luce, una straordinaria tavolozza di colori e una fervida creatività compositiva caratterizzano entrambe le scene, in cui la tecnica e l'inventiva del maestro emergono in tutta l'esuberante raffinatezza.Per info e prenotazioni contattare: info@tiepoloverolanuova.it oppure whatsapp +39 3382668622.Mercoledì 10 giugno - ore 21.00Enzo BianchiAscolto, dunque, sono Gardone Val Trompia (BS)Cortile Villa Mutti Bernardelli, via XX Settembre 31In caso di maltempo: Sala V. Bernardelli Auditorium San Filippo, via Don Zanetti 1Venerdì 12 giugno - ore 21.00Marco BartoliFrancesco d'Assisi: l'arte dell'incontroOrzinuovi (BS) Chiesa di S. Maria Assunta, piazza Vittorio Emanuele IILunedì 15 giugno - ore 21.00Marco Vannini“Dum quietum silentium…”: Ascoltare la Parola nel silenzioOrzivecchi (BS)Giardino del Palazzo Municipale, via Martinengo 15In caso di maltempo: Chiesa Parrocchiale, via Giuseppe Pastori 44Contributo di €10.Martedì 16 giugno - ore 21.00Michela MarzanoDove il silenzio parla: fare spazio all'altro Pontevico (BS)Chiesetta di Santa Maria in Ripa d'Oglio, via Ponticella.In caso di maltempo: Cinema Concordia, via Giuseppe Zanardelli 8.Esposizione opere dell'Accademia Di Belle Arti Santa GiuliaContributo di €15. Mercoledì 17 giugno - ore 21.00Sergio Della SalaPerché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio Verolanuova (BS)Basilica di San Lorenzo Martire, Piazza MalvestitiIncontro anticipato dalla lezione (19.30-20.30) delle guide della Basilica sul TiepoloDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Quanto tempo ci vuole per imparare l'italiano? Ma aspetta — ci vuole o ci metto? E cosa significa «mi ci metto»? Queste quattro espressioni — ci vuole, ci metto, mi ci vuole e mi ci metto — sembrano quasi uguali ma hanno significati molto diversi. In questo articolo le analizziamo una per una, con esempi pratici e spiegazioni chiare. CI VUOLE / MI CI VUOLE / CI METTO / MI CI METTO: Differenze, Regole e Usi 1. CI VUOLE / CI VOGLIONO Volerci indica il tempo — o la quantità di qualcosa — necessaria in senso generale, valida per tutti, senza specificare chi. L'idea chiave è l'impersonalità: non si parla di una persona specifica, ma di una condizione oggettiva. La coniugazione è semplicissima, perché volerci esiste solo in due forme, che concordano con la quantità che segue: CI VUOLE quando la quantità che segue è singolare: «Ci vuole un'ora per fare il pane fatto in casa.» / «Ci vuole molta pazienza per studiare il congiuntivo italiano!» CI VOGLIONO quando la quantità che segue è plurale: «Ci vogliono due anni per diventare davvero fluenti.» / «Ci vogliono almeno tre caffè per sopravvivere al lunedì mattina.» Volerci ai Tempi Composti Ai tempi composti, volerci vuole l'ausiliare ESSERE — e il participio si accorda con la quantità: «Ci è voluto un anno per finire quel progetto.» (un anno: singolare maschile → voluto) «Ci sono voluti mesi per convincere mia sorella.» (mesi: plurale maschile → voluti) «Ci è voluta una settimana per riparare la macchina.» (una settimana: singolare femminile → voluta) «Ci sono volute ore e ore di studio.» (ore: plurale femminile → volute) 2. CI METTO Metterci indica il tempo necessario a una persona specifica per fare qualcosa. A differenza di volerci, che è impersonale, metterci si riferisce sempre a un soggetto preciso — e per questo si coniuga in tutte le persone. Per esempio: «Io ci metto 45 minuti per andare al lavoro in bici.» Non tutti — io. Chi va in metropolitana ci mette 20 minuti; chi abita vicino all'ufficio ci mette 5 minuti a piedi. Ogni persona ha i suoi tempi. Coniugazione: io ci metto / tu ci metti / lui o lei ci mette / noi ci mettiamo / voi ci mettete / loro ci mettono. «Mia nonna ci mette due ore per cucinare la pasta al forno. Vale la pena aspettare!» «Ragazzi, quanto ci mettete per imparare 10 parole nuove al giorno?» «Ieri abbiamo preso il treno sbagliato e ci abbiamo messo quattro ore invece di due!» Metterci ai Tempi Composti Ai tempi composti, metterci usa l'ausiliare AVERE — esattamente l'opposto di volerci. Passato prossimo: io ci ho messo / tu ci hai messo / lui o lei ci ha messo / noi ci abbiamo messo / voi ci avete messo / loro ci hanno messo. 3. MI CI VUOLE Volerci si usa normalmente in modo impersonale, per tutti. Ma se si vuole usarlo riferendosi a una persona specifica, si aggiunge un pronome indiretto prima di «ci»: mi ci vuole (a me) ti ci vuole (a te) gli ci vuole / le ci vuole (a lui / a lei) a noi ci vuole (si preferisce questa forma per evitare la ripetizione «ci ci vuole») vi ci vuole (a voi) gli ci vuole (a loro) Confronta queste due frasi: «Ci vuole un'ora per imparare questa poesia.» — Impersonale: per tutti, in generale. «Mi ci vuole un'ora per imparare questa poesia.» — A me personalmente, in base al mio modo di studiare e alla mia memoria. Altri esempi: «A mio fratello gli ci vogliono tre ore per prepararsi la mattina. È assurdo!» «Professoressa, le ci vuole molto tempo per correggere i compiti?» «A noi ci vuole sempre un'ora per accordarci. Ma perché?!» Mi Ci Vuole ai Tempi Composti Anche qui il participio si accorda con la quantità: «Mi ci è voluta una settimana intera per capire il congiuntivo.» (una settimana: femminile singolare → voluta) «Gli ci sono voluti anni per trovare il coraggio di andarsene.» 4. MI CI METTO — Il Diverso della Famiglia Attenzione: mi ci metto non indica il tempo necessario per fare qualcosa. È un'espressione completamente diversa dalle altre tre. Il verbo qui è mettersi — riflessivo — e il significato cambia a seconda del contesto. Significato 1 — Mettersi in un Luogo Fisico Quando si parla di un luogo fisico, «ci» si riferisce proprio a quel luogo: «mi ci metto» significa letteralmente «mi metto lì». «C'è ancora posto sul divano? Ah sì, benissimo — mi ci metto anch'io!» (= mi metto lì, sul divano) «La macchina è parcheggiata là? Ok, mi ci metto dietro.» (= mi metto lì dietro) Significato 2 — Dedicarsi a Qualcosa, Cominciare Quando si parla di dedicarsi a qualcosa, «mi ci metto» è un'espressione idiomatica che significa «comincio, mi dedico» — il «ci» non ha un riferimento preciso, ma rafforza l'idea di impegno e coinvolgimento personale. «Domani mi ci metto seriamente a studiare il vocabolario.» (= comincio con impegno) «Questa settimana non ho ancora fatto i compiti... ma domani mi ci metto!» (= mi metto a farli) «Se mi ci metto io, finiamo prima.» (= se mi impegno io, se ci lavoro io) Nella pratica, questa espressione si usa quasi sempre alla prima, seconda e terza persona singolare: mi ci metto, ti ci metti, ci si mette. Le forme plurali esistono ma sono molto rare nel parlato quotidiano. Riepilogo: le Quattro Espressioni a Confronto Ecco le quattro espressioni messe a confronto nello stesso contesto — la preparazione di un esame di italiano: EspressioneEsempioSignificatoCI VUOLE«Ci vuole un mese per prepararsi bene.»Tempo necessario in generale, per tutti.CI METTO«Io ci metto due mesi, perché lavoro anche.»Tempo necessario a me nello specifico.MI CI VUOLE«Mi ci vogliono due mesi per prepararmi.»Come ci metto, ma costruito con volerci + pronome indiretto.MI CI METTO«Da domani mi ci metto!»Non indica un tempo: significa «comincio, mi impegno». Domande Frequenti Qual È la Differenza Principale tra "Ci Vuole" e "Ci Metto"? «Ci vuole» è impersonale — indica il tempo necessario in generale, per tutti, senza riferirsi a nessuna persona specifica. «Ci metto» è personale — indica il tempo che impiega una persona precisa. Per questo volerci esiste solo nelle forme singolare e plurale, mentre metterci si coniuga in tutte le persone. "Ci Metto" e "Mi Ci Vuole" Sono Intercambiabili? Sì, in molti contesti le due forme sono intercambiabili: «Ci metto due ore» e «Mi ci vogliono due ore» esprimono lo stesso concetto — il tempo necessario a me personalmente. La differenza è costruttiva: metterci usa il verbo mettere coniugato alla persona; volerci con pronome indiretto mantiene la struttura impersonale aggiungendo il pronome per specificare chi "riceve" il bisogno. Perché Si Dice "A Noi Ci Vuole" e Non "Ci Ci Vuole"? Perché la ripetizione di «ci ci» risulta ridondante e innaturale in italiano. Per la prima persona plurale si preferisce quindi la forma «a noi ci vuole», che evita la collisione dei due «ci» e risulta più fluida nel parlato. Quale Ausiliare Si Usa con Volerci e Metterci al Passato? I due verbi usano ausiliari opposti: volerci vuole ESSERE («ci è voluta un'ora»), mentre metterci vuole AVERE («ci ho messo un'ora»). È una delle differenze più importanti da ricordare, perché sbagliare l'ausiliare cambia la correttezza grammaticale della frase. "Mi Ci Metto" Si Può Usare Solo al Singolare? Non esclusivamente, ma nella pratica del parlato quotidiano si usa quasi sempre alla prima, seconda e terza persona singolare: mi ci metto, ti ci metti, ci si mette. Le forme plurali esistono grammaticalmente ma sono molto rare e suonano poco naturali nel parlato corrente. Pensi di aver capito le particelle italiane? La vera sfida è nell'articolo dedicato a ci vs ne. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test su Ci Vuole, Ci Metto, Mi Ci Vuole, Mi Ci Metto", "description": "Quiz interattivo sulle espressioni italiane ci vuole, ci metto, mi ci vuole e mi ci metto con 10 domande su uso, coniugazione e significato.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa in senso impersonale, valida per tutti?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Ci vuole" } }, { "@type": "Question", "name": "Completa: '_____ due ore per arrivare a Roma in treno.'", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Ci vogliono" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale ausiliare vuole il verbo 'volerci' ai tempi composti?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Essere" } }, { "@type": "Question", "name": "Completa: 'Ieri io _____ tre ore per finire i compiti.'", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "ci ho messo" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale frase è corretta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Ci è voluta una settimana." } }, { "@type": "Question", "name": "L'espressione 'mi ci metto' indica sempre il tempo necessario.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma si preferisce per 'noi' con il verbo volerci?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "A noi ci vuole" } }, { "@type": "Question", "name": "Cosa significa 'Domani mi ci metto a studiare'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Domani comincio a studiare con impegno" } }, { "@type": "Question", "name": "Completa: 'Quanto tempo _____ voi per preparare la cena?'", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "ci mettete" } }, { "@type": "Question", "name": "Il verbo 'metterci' si coniuga in tutte le persone.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } } ] } Caricamento quiz in corso... 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Martedì 3 Febbraio - Ernestina Tolomei - Roberto Bellotti - Giuseppe Giunti - Marina Lomunno - Prof.ssa Federica Storace
E oggi apriamo Prima Pagina con l'accoltellamento di una professoressa di cui troverete altri dettagli nei servizi di Laura Pace e Claudia Guasco, quindi vi invitiamo a leggere l'editoriale del direttore del Messaggero Roberto Napoletano sulla situazione politica italiana e le dimissioni della ministra Daniela Santanché che dai nostri microfoni sono commentate da Mario Ajello, se l'università La Sapienza guadagna un altro primato, stavolta per gli studi classici, in America nella silicon Valley si riscoprono le discipline umanistiche, restiamo in America con Anna Guaita e una sentenza storica contro Google e Instagram colpevoli di avere provocato disagio psicologico, quindi andiamo cinema con l'esperta Gloria Satta e l'ultimo film di Carlo Verdone che ha una particolarità nel cast degli attori, oggi con il Messaggero c'è l'inserto gratuito MoltoDonna da Lorena Loiacono le anticipazioni sui contenuti, e chiudiamo con lo sport e Massimo Boccucci che oggi ci parla dell'Italia che spera negli azzurri di calcio.
Era il 17 febbraio del 1947, quasi 80 anni fa, con l'annuncio: “Qui è New York che chiama”, Voice of America iniziava a trasmettere in Unione sovietica. L'obiettivo del canale di propaganda statunitense, nato nella Seconda Guerra Mondiale, era quello di trasmettere “l'american way of life”, jazz, notizie e programmi culturali, fungendo da contraltare al discorso interno delle autorità sovietiche e per sostenere il dissenso nell'URSS. La propaganda straniera – di uno Stato in Stati terzi – è evoluta nei secoli, adattandosi agli strumenti di comunicazione più recenti. Dopo anni dominati dalla radio, è arrivata la Televisione e – oggi - internet e i social media sono diventati strumenti potentissimi per la propaganda internazionale, ma anche della disinformazione, fino ad essere una vera e propria arma nella cosiddetta “guerra ibrida”. Ecco perché, insieme all'anniversario delle prime trasmissioni di Voice of America in Unione sovietica, a fare da spunto per la puntata di Modem, è anche la decisione, un paio di mesi fa, della Commissione europea istituire un “Centro europeo per la resilienza democratica” per contrastare la manipolazione dell'informazione – leggasi disinformazione - e l'interferenza dall'estero. Una minaccia ritenuta dagli europei tra le più gravi e pericolose per la democrazia nel Vecchio continente. Ne parliamo conSIMONA TOBIA, Professoressa associata all'Université de Pau et des Pays de l'Adour, autrice di “International Broadcasting: la guerra nell'etere. Voice of America e Bbc World Service”ALBERTO BITONTI, Docente USI dove insegna “Comunicazione politica e fondamenti della comunicazione pubblica”LEONARDO DE AGOSTINI, dell'European Union Institute for Security Studies, esperto di guerra ibrida
Era il 17 febbraio del 1947, quasi 80 anni fa, con l'annuncio: “Qui è New York che chiama”, Voice of America iniziava a trasmettere in Unione sovietica. L'obiettivo del canale di propaganda statunitense, nato nella Seconda Guerra Mondiale, era quello di trasmettere “l'american way of life”, jazz, notizie e programmi culturali, fungendo da contraltare al discorso interno delle autorità sovietiche e per sostenere il dissenso nell'URSS. La propaganda straniera – di uno Stato in Stati terzi – è evoluta nei secoli, adattandosi agli strumenti di comunicazione più recenti. Dopo anni dominati dalla radio, è arrivata la Televisione e – oggi - internet e i social media sono diventati strumenti potentissimi per la propaganda internazionale, ma anche della disinformazione, fino ad essere una vera e propria arma nella cosiddetta “guerra ibrida”. Ecco perché, insieme all'anniversario delle prime trasmissioni di Voice of America in Unione sovietica, a fare da spunto per la puntata di Modem, è anche la decisione, un paio di mesi fa, della Commissione europea istituire un “Centro europeo per la resilienza democratica” per contrastare la manipolazione dell'informazione – leggasi disinformazione - e l'interferenza dall'estero. Una minaccia ritenuta dagli europei tra le più gravi e pericolose per la democrazia nel Vecchio continente. Ne parliamo conSIMONA TOBIA, Professoressa associata all'Université de Pau et des Pays de l'Adour, autrice di “International Broadcasting: la guerra nell'etere. Voice of America e Bbc World Service”ALBERTO BITONTI, Docente USI dove insegna “Comunicazione politica e fondamenti della comunicazione pubblica”LEONARDO DE AGOSTINI, dell'European Union Institute for Security Studies, esperto di guerra ibrida
Oggi su Unica Radio abbiamo avuto il piacere di parlare con Yasmina, una docente, linguista e divulgatrice informale e senza peli sulla lingua Da insegnante di Lettere e Linguistica a divulgatrice Yasmina, laureata in Lettere classiche e specializzata in Linguistica Storica e Filologia italiana, ci spiega che ha aperto il suo canale Youtube nel 2020 per insegnare privatamente. Aggiunge che però in seguito il canale è cresciuto e così si è ritrovata anche a definirsi divulgatrice. Antisessismo: in cosa differisce dal femminismo L'antisessismo, come chiarisce Yasmina, è un modo di guardare la società e i sessi in un modo totalmente egualitario. Dunque il focus non sono le donne o gli uomini, ma entrambi. Secondo quest'ottica i problemi di ambedue i sessi vengono riconosciuti e guardati nel loro complesso e non come due cose separate. Rispetto al femminismo moderno non si cerca un'opposizione con gli uomini ma una collaborazione. Le responsabilità del femminismo attuale La professoressa ci spiega che nell'ambito del linguaggio si vogliano propagandare delle teorie antiscientifiche tra cui il linguaggio inclusivo, come se fossero una risposta definitiva e certa. Ci dice anche che in questo modo si sposta l'attenzione a livello pubblico su questioni che sono irrilevanti, anzi che affrontare i reali rapporti e problematiche tra i sessi. Un altro problema che Yasmina rileva nel femminismo moderno è la lotta che si fa contro l'uomo, identificato spesso come responsabile in quanto uomo delle violenze e delle vessazioni che la donna subisce. Schwa: una soluzione senza problema Proprio su questo argomento Yasmina ha pubblicato, nel 2022, un saggio intitolato "Schwa, una soluzione senza problema". Il fulcro del libro, ci spiega, è fare un debunking sulle proposte, appunto, del linguaggio inclusivo, in particolare lo schwa. Si tratta di un saggio scientifico di linguistica storica e anche sincronica in cui chiarisce tutte le ragioni per cui lo schwa non ha senso e queste teorie sono antiscientifiche e irrealizzabili, L'obiettivo? Fare un discorso tecnico e non ideologico. Alcune dritte e libri consigliati dal punto di vista di una prof. di Lettere Yasmina ci dice che consiglierebbe ai giovani scrittori innanzitutto di partire dai grandi classici e non solo italiani, con traduzioni non troppo recenti in quanto sono, dal suo punto di vista, caratterizzate da una semplificazione lessicale e sintattica. Inoltre la docente e linguista ritiene che sia necessario cimentarsi molto nella pratica, mentre non si definisce particolarmente convinta dai vari corsi di scrittura. Ritiene infine che la scrittura sia un'arte e che ci debba essere anche una certa attitudine innata. Per quanto riguarda i libri raccomandati, la professoressa cita una guida teorica intitolata: "Come non scrivere" di Claudio Giunta; per il resto, consiglierebbe di spaziare tra i libri e autori di narrativa, farsi una solida base del romanzo ottocentesco per poi virare verso il '900.
Katja Hrobat Virloget"Esodo. Il silenzio di chi resta"Traduzione Lucia Gaja ScuteriBottega Errante Edizioniwww.bottegaerranteedizioni.itIo avevo chiesto a casa, avevo fatto delle domande, me lo ricordo, nel '54, '55, perché in prima elementare eravamo in quarantatré, ma ogni giorno mancava qualcuno. E io tornavo a casa e dicevo: “Mamma, non c'è questo e questo, non c'è Vinicio, non c'è Lucio, non c'è più Maria, ma dove sono andati?”. “Ah, sì” mi diceva “vedrai che torneranno”. Ma io ero piccola, vivevamo molto isolati… Guardi, ora le dirò una cosa: io l'esodo l'ho scoperto soltanto quando ho letto i libri di Tomizza. E questo all'Università di Belgrado! Non se ne parlava, ecco.Un'antropologa e ricercatrice indaga le memorie dei rimasti dopo l'esodo: uomini e donne che nei turbolenti anni del secondo dopoguerra non hanno lasciato l'Istria assieme a gran parte della comunità italiana per raggiungere l'Italia; persone che sono rimaste in Jugoslavia e da maggioranza sono diventate minoranza. Voci scomode sia per chi vorrebbe raccontare l'esodo solo come migrazione di vittime sia per chi invece lo intende solo come opzione di scelta. Voci ridotte al silenzio per decenni che finalmente raccontano la propria storia.Nel complesso mosaico di ciò che è stato l'esodo giuliano-dalmata, si inserisce ora un tassello mancante: il racconto dei destini delle persone comuni che rimasero, che si adattarono, che ricostruirono una società assieme a coloro che arrivarono dall'interno della Jugoslavia a colonizzare il “selvaggio West” istriano.Un racconto composto da testimonianze toccanti, raccolte in dieci anni con rigoroso metodo antropologico nell'area litoranea slovena e con un obiettivo principale: abbandonare gli stereotipi e lasciare finalmente parlare il silenzio.Katja Hrobat Virloget (Koper/Capodistria, 1976) Professoressa ordinaria e direttrice del dipartimento di Antropologia e Studi culturali della facoltà di Studi umanistici dell'Università del Litorale di Koper/Capodistria. Nelle sue ricerche, spesso di carattere interdisciplinare, si occupa di migrazioni e movimenti della popolazione, memoria, identità, patrimonio, folklore e mitologia.Lucia Gaja Scuteri (Lubiana, 1985) Traduttrice freelance e mediatrice culturale. Dopo la laurea in Lingua e letteratura slovena presso l'Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”, consegue il dottorato in Storia contemporanea e Linguistica slovena presso l'Università del Litorale di Koper/Capodistria. Si occupa di promozione della letteratura slovena in Italia e all'estero. Per Bottega Errante Edizioni ha tradotto Bestiario di confine di Primož Sturman. Vive tra Napoli, Slovenia e Irlanda.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La situazione della frana di Niscemi rimane preoccupante, mentre monta la polemica politica rispetto alle responsabilità di quanto avvenuto. Per capire di più sentiamo prima Nino Amadore, corrispondente da Palermo de Il Sole 24 Ore, e poi Giovanna Pappalardo, Professoressa ordinaria di Geologia applicata all'Università di Catania e referente dell'Associazione Italiana di geologia applicata e ambientale. Svelate le materie della maturità 2026. Le scopriamo con Valentina Petri, professoressa di lettere all'Istituto Professionale Lombardi di Vercelli, blogger e autrice di "Portami il Diario", che è anche il titolo del suo primo romanzo, a cui sono seguiti "Vai al posto" e "Non ti sento" per Rizzoli. Come ogni venerdì, il Reportage della redazione di Radio 24. Questa settimana "Milano-Cortina 2026: la metropoli alla prova dei giochi", di Marialuisa Pezzali. Infine, il meteo del fine settimana con Antonio Sanò, de IlMeteo.it.
Secondo episodio di Solitudine: voci dall'estero, il podcast che esplora il rapporto tra solitudine e migrazione attraverso le voci di italiani che vivono e studiano questi temi. In ogni episodio incontriamo un ospite diverso, studiosi, ricercatori e professionisti italiani che hanno portato la loro vita e il loro sapere oltre i confini. Elia Bressanello e Giulio Pitroso ospitano Roberta Capelli, Professoressa di Lingue e Letterature Romanze presso l'Università degli Studi di Trento. Parlano di migrazione intellettuale: non solo “fuga dei cervelli”, ma anche esperienze di solitudine linguistica, culturale e creativa. Quali sfide affronta chi porta la ricerca oltre confine? E cosa ci dice sulla solitudine di ogni migrante? Un dialogo profondo tra vita accademica, esilio e identità. Per il supporto alla realizzazione di questo programma Ondazzurra ringrazia l'Istituto Italiano di Cultura di Sydney, che promuove e diffonde la conoscenza della lingua e cultura italiana in Australia e in Nuova Zelanda, https://iicsydney.esteri.it/en e il Ministry for Ethnic Communities che promuove la diversità e l'inclusione in Aotearoa. https://www.ethniccommunities.govt.nz/
In questa puntata di Obiettivo Salute Weekend, in onda proprio nella Giornata Nazionale Parkinson, parliamo di una malattia ancora poco conosciuta nei suoi aspetti più profondi. Con l'aiuto di due esperti, il professor Pietro Cortelli, ordinario di neurologia all'Università di Bologna e Giovanna Calandra, Professoressa all'università di Bologna e direttrice del programma Terapie innovative nei disordini del movimento presso IRCCS Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna, proviamo a fare chiarezza su cosa sia davvero il Parkinson, quali segnali possono comparire anche molti anni prima della diagnosi e quanto sia importante un approccio integrato alla cura.
La mia professoressa, una creepypasta inventata da Amico Diverte. Musica: The Other Side of the Door / Unseen Horrors Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Adriana Iezzi, Professoressa presso il Dipartimento Interpretazione e Traduzione e titolare di progetti European Research Council, ha pronunciato la sua lectio magistralis il 9 giugno 2025 in piazza Maggiore a Bologna in occasione della Cerimonia di Conferimento del titolo di dottoresse e dottori di ricerca dell'Università di Bologna.Il video completo è disponibile sul canale YouTube di Ateneo:https://youtube.com/live/1S9ZqAgOeRs
In occasione del quindicesimo anniversario del riconoscimento UNESCO della Dieta Mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, ci sediamo insieme alla tavola della domenica per riflettere su uno stile di vita fatto di sapori, condivisione e benessere. Con un'occhiata al recente primo sì alla candidatura della cucina italiana a patrimonio dell'umanità, apriamo il dibattito con una domanda agli ascoltatori: qual è il piatto che per voi rappresenta al meglio la Dieta Mediterranea e la cucina italiana? Un momento per celebrare la nostra cultura gastronomica e il valore profondo di ciò che portiamo in tavola. Intervengono Elisabetta Moro, professoressa di Antropologia Culturale, autrice del libro "La dieta mediterranea. Mito e storia di uno stile di vita", e co-dirige con Marino Niola il Museo Virtuale della Dieta Mediterranea e il MedEatResearch - Centro di ricerche sociali sulla dieta mediterranea, Daniela Martini, docente di nutrizione all'Università degli Studi di Milano, Raffaella Arpiani, Professoressa di storia dell'arte, divulgatrice e scrittrice e Daniele Nucci, dietista e cuoco, esperto di culinary medicine ovvero quell'approccio che unisce la scienza della nutrizione con la pratica quotidiana in cucina.
Il Premio Nobel per medicina e fisiologia di quest'anno ci ha fatto scoprire come lavorano e come a volte si confondono i linfociti T Citotossici provocando malattie autoimmuni. L' ospite odierno di Millevoci Scienza e Ricerca ci aiuterà a capire come lavorano i Linfociti T per l'eliminazione delle cellule tumorali e come lavorano i linfociti T a protezione del nostro sistema immunitario, con relative applicazioni cliniche già impiegate. Lei è Greta Guarda Direttrice del Laboratorio di Meccanismi del Sistema Immunitario dell'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) affiliato all'USI, e Professoressa ordinaria presso la Facoltà di scienze biomedicheLa Seconda pagina della puntata è dedicata alla Tecnologia con le Prove di Paolo che ci proietteranno dentro la centralina del nuovo Notebook LM
Spesso pensiamo alla prevenzione solo quando qualcosa non va. E invece è proprio quando stiamo bene che possiamo prenderci cura di noi, con piccoli gesti quotidiani che fanno la differenza. In questa puntata con la neurologa e divulgatrice Elena Bazzoli parliamo di cervello, nutrizione e stile di vita: cosa significa davvero fare prevenzione e da dove iniziare, oggi stesso. Elena Bazzoli, medico neurologo e divulgatrice, con dottorato in Neuroscienze e Master in Nutrizione clinica. La dottoressa Bazzoli si occupa di neurologia e di medicina preventiva e integrata ed è Professoressa di Neurologia presso l'Università di Brescia proprio al corso di Dietistica. Ha fondato un centro clinico chiamato Nutri Neuro Med, che prende in carico pazienti affetti da obesità, sovrappeso, fame emotiva e non solo, in ottica di prevenzione. Instagram https://www.instagram.com/elenabazzoli.doc/ Nutri Neuro Med | Centro Medico | Nutrizione e Neuroscienze https://www.instagram.com/nutrineuromed/ https://nutrineuromed.com/ -
Annalisa Bonafede, Professoressa presso il Dipartimento di fisica e astronomia “Augusto Righi” e titolare di progetti European Research Council, ha pronunciato la sua lectio magistralis il 9 giugno 2025 in piazza Maggiore a Bologna in occasione della Cerimonia di Conferimento del titolo di dottoresse e dottori di ricerca dell'Università di Bologna.Il video completo è disponibile sul canale YouTube di Ateneo:https://youtube.com/live/1S9ZqAgOeRs
In questi giorni la Cina ha accolto decine di capi di stato e di governo, prima per il vertice dell'Organizzazione di cooperazione di Shanghai (SCO) poi per la grande parata militare in occasione dell'ottantesimo anniversario della vittoria cinese sul Giappone e la fine della Seconda guerra mondiale in Asia. Eventi che hanno permesso a Pechino di mettersi al centro della politica globale riunendo vari paesi in conflitto con quelli Occidentali. Fra loro autocrazie, come la Russia, interessate a cambiare gli equilibri globali attraverso nuove organizzazioni internazionali o la riforma di quelle esistenti. Una tendenza che si è rafforzata dopo l'invasione russa dell'Ucraina e con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Trump che con le sue politiche commerciali ha scontentato alleati e antagonisti spingendo paesi come l'India a riavvicinarsi alla Cina. Raffaella Baritono, Professoressa ordinaria di Storia e politica degli Stati Uniti all'Università di Bologna Lorenzo Lamperti, collaboratore RSI dall'Asia Orientale Ulrich Schmid, Professore di studi Sull'Europa Orientale all'Università di San Gallo
Pochi minuti dopo l'inizio di una riunione di facoltà, una professoressa estrae la pistola e comincia a sparare.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/true-crime-mistery--5398711/support.
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I leader di Francia, Germania, Regno Unito e l’Alta Rappresentante dell’Unione Europea incontrano a Ginevra il Ministro degli Esteri iraniano nel tentativo di trovare un accordo sul nucleare. Nel frattempo, Trump fa sapere che entro due settimane prenderà una decisione su un eventuale intervento diretto degli Stati Uniti in Medio Oriente. Ne parliamo con Paola Rivetti, Professoressa di politica e relazioni internazionali presso la School of Law and Government della Dublin City University, Riccardo Sessa, già Ambasciatore e Presidente della SIOI, e con Matteo Borgognone, docente di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.
Da decenni il dollaro domina l'economia e la finanza mondiale, un dominio incontrastato già solo per la mancanza di vere alternative. Eppure, dopo le ultime decisioni dell'Amministrazione Trump sui dazi doganali, qualcosa sembra cambiare sui mercati finanziari. Presto per dire se si tratta di qualcosa di temporaneo o di una tendenza, ma si registrano segnali di disaffezione verso il biglietto verde. Sul quanto è importante il dollaro, sul come influenza l'economia Svizzera e sulle possibili alternative come moneta di riferimento globale si discute a Modem con:Luisa Lambertini, rettrice USI e Professoressa di finanza internazionale Gianluigi Mandruzzato, economista di EFG Bank Marzio Minoli, della redazione economica del radiogiornale RSI
Diagnosticare il cancro con un esame del sangue: ancora non ci siamo, ma quel giorno potrebbe non essere così lontano. E tra i progetti che mirano questo obiettivo ora c’è anche STELLAR: ideato da Laura Fabris, oggi al Politecnico di Torino, mira a dar vita a un test che permetta di diagnosticare precocemente il tumore alla prostata (nello specifico caso con un esame delle urine) e successivamente altri tumori grazie alle analisi del sangue. Il gruppo di Fabris è specializzato nella fabbricazione di particolari nanoparticelle a forma di stella, dotate di numerose proprietà peculiari, che utilizzerà in questo caso per attirare e concentrare su sé stesse degli specifici frammenti di microRNA rilasciati dalle cellule tumorali, presenti nei fluidi corporei ma in concentrazioni fin qui troppo basse per essere analizzati. Ne parliamo, appunto, con Laura Fabris, Professoressa di Fisica al Dipartimento di Scienze Applicate e Tecnologia del Politecnico di Torino.
Il tema della violenza fisica e psicologica sulle donne, un tema particolarmente interessante al quale Wolters Kluwer, ha dedicato un webinar dal titolo “Le parole dell'abuso. Dalla manipolazione alla violenza economica e tecnologica, tra diritto ed esperienze concrete", che si terrà il 28 marzo dalle ore 11 alle ore 13.Tra le relatrici sarà presente Claudia Pecorella, Professoressa di diritto penale presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca, e docente del corso «Donne e violenza: prevenzione e repressione» che in questa puntata l'Avv. Sara Occhipinti ha intervistato per noi.>> Leggi anche l'articolo: https://tinyurl.com/3tbb52rd>> Scopri tutti i podcast di Altalex: https://bit.ly/2NpEc3w
MILANO (ITALPRESS) - "Per l'Italia il passaggio all'elettrico è più complesso rispetto ad altri Paesi, perchè siamo partiti tardi e per la conformazione delle città". A dirlo Angela Stefania Bergantino, Professoressa ordinaria di Economia applicata dell'Università di Bari e coordinatrice dello Spoke 7 del progetto PNRR Next Generation EU GRINS, ospite di Focus ESG, format tv dell'Agenzia Italpress.fsc/gsl
MILANO (ITALPRESS) - "Per l'Italia il passaggio all'elettrico è più complesso rispetto ad altri Paesi, perchè siamo partiti tardi e per la conformazione delle città". A dirlo Angela Stefania Bergantino, Professoressa ordinaria di Economia applicata dell'Università di Bari e coordinatrice dello Spoke 7 del progetto PNRR Next Generation EU GRINS, ospite di Focus ESG, format tv dell'Agenzia Italpress.fsc/gsl
MILANO (ITALPRESS) - Energia elettrica e gas sempre più cari, petrolio sempre più competitivo, tante le sfide da vincere per la sostenibilità ambientale ed economica, soprattutto in un mondo dove il consumo dell'energia continua a crescere. Come cresce il settore dei trasporti in Italia, +5% quello merci, +9% se consideriamo sul PIL la logistica. Tra il 2025 e il 2030 sul cumulato si prevede una ulteriore crescita del 4%. I trasporti impattano sull'ambiente e sono molto attenzionati a livello europeo con investimenti sulla transizione energetica che però si sta rivelando più difficile, complici anche norme uniche per Paesi nella UE con esigenze diverse e prezzi dell'energia elettrica anch'essi molto differenti. Ci sono sempre più variabili da considerare e anche novità nei carburanti, nelle infrastrutture legate alla mobilità elettrica e notizie potenzialmente positive anche per l'approvvigionamento dell'energia. Così da ridurre il rischio di trovarsi esposti come paese, come la Germania che necessita di 500 mila barili al giorno di gasolio raffinato che arriva dal di fuori dei confini nazionali, quindi creando forte dipendenza da terzi. Avere dati di qualità, conoscenze più mirate è fondamentale per il decisore, che deve scegliere su quali tecnologie investire ma anche per il consumatore attento alla sostenibilità e alla sua stessa resilienza economica. Oggi viaggiare con auto a gasolio è conveniente economicamente. I carburanti bio sono cresciuti nel mondo del 44% e vedono USA e Brasile primi attori. Siamo in un processo di riconversione e l'Italia è in partita: la stima di richiesta sui biocarburanti è di 9 milioni nel 2040. Oggi siamo a 2 milioni. Nella puntata 49 di Focus ESG, Angela Stefania Bergantino, Professoressa ordinaria di Economia applicata dell'Università di Bari e coordinatrice dello Spoke 7 del progetto PNRR Next Generation EU GRINS e Gianni Murano, Presidente UNEM con il giornalista Marco Marelli entrano nel merito di un settore fortemente energivoro, come quello della mobilità, ma soprattutto strategico per tutti, dove non si può più sbagliare.fsc/gsl
MILANO (ITALPRESS) - Energia elettrica e gas sempre più cari, petrolio sempre più competitivo, tante le sfide da vincere per la sostenibilità ambientale ed economica, soprattutto in un mondo dove il consumo dell'energia continua a crescere. Come cresce il settore dei trasporti in Italia, +5% quello merci, +9% se consideriamo sul PIL la logistica. Tra il 2025 e il 2030 sul cumulato si prevede una ulteriore crescita del 4%. I trasporti impattano sull'ambiente e sono molto attenzionati a livello europeo con investimenti sulla transizione energetica che però si sta rivelando più difficile, complici anche norme uniche per Paesi nella UE con esigenze diverse e prezzi dell'energia elettrica anch'essi molto differenti. Ci sono sempre più variabili da considerare e anche novità nei carburanti, nelle infrastrutture legate alla mobilità elettrica e notizie potenzialmente positive anche per l'approvvigionamento dell'energia. Così da ridurre il rischio di trovarsi esposti come paese, come la Germania che necessita di 500 mila barili al giorno di gasolio raffinato che arriva dal di fuori dei confini nazionali, quindi creando forte dipendenza da terzi. Avere dati di qualità, conoscenze più mirate è fondamentale per il decisore, che deve scegliere su quali tecnologie investire ma anche per il consumatore attento alla sostenibilità e alla sua stessa resilienza economica. Oggi viaggiare con auto a gasolio è conveniente economicamente. I carburanti bio sono cresciuti nel mondo del 44% e vedono USA e Brasile primi attori. Siamo in un processo di riconversione e l'Italia è in partita: la stima di richiesta sui biocarburanti è di 9 milioni nel 2040. Oggi siamo a 2 milioni. Nella puntata 49 di Focus ESG, Angela Stefania Bergantino, Professoressa ordinaria di Economia applicata dell'Università di Bari e coordinatrice dello Spoke 7 del progetto PNRR Next Generation EU GRINS e Gianni Murano, Presidente UNEM con il giornalista Marco Marelli entrano nel merito di un settore fortemente energivoro, come quello della mobilità, ma soprattutto strategico per tutti, dove non si può più sbagliare.fsc/gsl
Discuteremo di cure di lunga durata, del cosiddetto “care”, con un'attenzione particolare alle prestazioni offerte nelle case per anziani. Questa settimana, a Berna, un gruppo di infermieri attivi in questo settore e sostenuti dal sindacato Unia hanno presentato un “manifesto” fondato su una ricerca che ha coinvolto anche la Supsi. Vi si propone, tra altre cose, una riorganizzazione del lavoro nelle case per anziani, con più tempo per la cura, maggiore autonomia decisionale, maggiore coinvolgimento di un personale curante che si ritiene troppo spesso poco ascoltato. Solo in questo modo – affermano gli infermieri – si riuscirà a garantire anche in futuro la qualità delle cure e a rispondere alle criticità con cui si confronta un settore messo sempre più sotto pressione dall'invecchiamento della popolazione: criticità tra le quali figurano un alto tasso di “turnover” e di abbandoni. Ma quanto è davvero in difficoltà questo settore? Cosa dire della qualità delle cure per gli anziani oggi e quali le prospettive per il futuro? Cosa c'è di nuovo nelle proposte elaborate dagli infermieri e in quale misura sono attuabili? Ne discutiamo con: Nicolas Pons-Vignon, Professore in trasformazioni del lavoro e innovazione sociale, SupsiLaurie Corna, Professoressa ordinaria in invecchiamento e qualità di vita, SupsiRoberto Perucchi, segretario dell'Associazione dei comuni in ambito socio-sanitario e direttore dell'ospedale e della casa per anziani malcantonese.
MILANO (ITALPRESS) - In Italia una donna su cinque si trova in condizioni di dipendenza finanziaria, il 29,4% dichiara di non avere nessuna fonte di reddito e la scarsa conoscenza finanziaria è un problema che riguarda 7 donne su 10” ricorda Monica Billio, Professoressa all'Università Ca' Foscari Venezia. Eppure il quadro cambia quando la donna sceglie e prende impegni. "Le donne che investono in strumenti di finanza sostenibile sono le più finanziariamente educate tra tutte le investitrici, le più sicure delle proprie competenze e soprattutto il 42% risponde correttamente a tutte le domande di educazione finanziaria, con un gap ridotto rispetto agli uomini". A dirlo Caterina Cruciani, Professoressa di Economia degli Intermediari finanziari dell'Università Ca' Foscari Venezia. "Il comportamento delle donne in termini di puntualità e affidabilità nel pagare il debito è maggiore rispetto a quello degli uomini. Dall'osservatorio di Banca Ifis sugli NPL, emerge che l'incidenza delle sofferenze sui prestiti alle donne a livello nazionale è del 3,8% contro il 6,2% degli uomini. I dati sono significativi perché evidenziano come le donne non solo siano adeguate a gestire le finanze familiari, ma anche come sappiano rispettare, con maggiore attenzione, schemi di incassi e pagamenti più complessi". A dirlo Simona Arduini, Professoressa di Economia Aziendale dell'Università Roma Tre e Vice Presidente Banca Ifis. Ospiti di Focus ESG, format tv dell'Italpress.fsc/gsl
MILANO (ITALPRESS) - In Italia 1 donna su 5 non ha capacità di mantenersi da sola. La scarsa conoscenza finanziaria è un problema che va affrontato: 7 donne su 10 non sanno come gestire al meglio il proprio denaro e non sanno fare un uso consapevole degli strumenti finanziari. Ma attenzione, le donne che hanno studiato e approcciano alla finanza sostenibile sono in netto vantaggio sugli uomini. Le analisi, nel contesto del progetto Grins, mostrano che le donne attente alle tematiche ESG sono le più finanziariamente educate, ben il 42% risponde correttamente a tutte le domande, avvicinandosi al 46% della media degli uomini. Quindi l'educazione finanziaria gioca un ruolo centrale. E sempre le donne sono più affidabili e puntuali nel ripagare i debiti. Nelle banche in Europa le donne hanno ancora una elevata differenza salariale a loro sfavore e ruoli di livello minore ma non in Italia grazie a esempi virtuosi come Banca Ifis che è attenta al genere femminile, stimolando un loro maggiore coinvolgimento a beneficio di tutto il sistema del credito. Nella settimana del giorno della festa delle donne, l'8 marzo, nella puntata 48 di Focus ESG, Monica Billio, Professoressa ordinaria Università Ca' Foscari Venezia e coordinatrice dello Spoke 4 del progetto PNRR Next Generation EU GRINS, Caterina Cruciani, Professoressa di Economia degli Intermediari finanziari, Università Ca' Foscari Venezia, Simona Arduini, Professoressa di Economia Aziendale, Università Roma Tre e Vice Presidente Banca Ifis con il giornalista Marco Marelli sensibilizzano sul rapporto tra economia, finanza e genere femminile.fsc/gsl
MILANO (ITALPRESS) - "Le donne che investono in strumenti di finanza sostenibile sono non solo le più finanziariamente educate tra tutte le investitrici ma il 42% risponde correttamente a tutte le domande di educazione finanzaria, un gap ridotto rispetto agli uomini". A dirlo Caterina Cruciani, Professoressa di Economia degli Intermediari finanziari dell'Università Ca' Foscari Venezia, ospite di Focus ESG, format tv dell'Italpress.fsc/gsl
Arrivano le nano-particelle d’oro che aprono la strada alla terapia genica. Riparare il DNA, cancellando mutazioni dannose o correggendo difetti del codice genetico, è una capacità acquisita, ma resta in molti casi una sfida da superare: il cosiddetto targeting, cioè fare in modo che i principi attivi capaci di manipolare il DNA arrivino a destinazione nel nucleo delle cellule da riparare. Oggi parliamo di una scoperta premiata dall'European Innovation Council, frutto del progetto I-Gene coordinato dall’Università di Pisa, che ha sviluppato delle nano-particelle d’oro capaci non solo di aprire la strada del nucleo delle cellule umane ai principi attivi dell’editing genetico, ma anche di attivarli a comando, illuminandoli con la luce. Ce ne parla Vittoria Raffa, Professoressa di Biologia Molecolare del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e coordinatrice del progetto.
Scontro nella maggioranza sulle lettere per il concordato: per il Vicepremier Salvini sono "sbagliati i toni inquisitori". Il viceministro Leo replica: l’obiettivo è la collaborazione con i contribuenti. Sentiamo Jean Marie Del Bo, Vicedirettore de Il Sole 24 Ore.Romania: la Corte Costituzionale annulla il primo turno delle presidenziali per ingerenze russe. Ci spiega tutto Serena Giusti, ricercatrice Ispi e Professoressa di Relazioni Internazionali all’Università degli Studi Link di Roma.Come ogni venerdì, il Reportage: "La scommessa del liceo del Made in Italy, l’esperienza di Verona". Di Maria Piera Ceci.Torna in campo la Serie A, ci aggiorna Giovanni Capuano. Infine, il Meteo del fine settimana. Con Mattia Gussoni, de IlMeteo.it.
Christelle Santelli, parigina naturalizzata australiana, ha sviluppato una passione per l'italiano sui banchi di scuola in Francia e da allora non ha mai smesso di studiarlo e parlarlo.
I Paesi del G7, confermando le anticipazioni di ieri si impegnano a "eliminare progressivamente la generazione di energia a carbone durante la prima metà degli anni 2030 o in un periodo coerente con il mantenimento dell'aumento della temperatura entro un grado e mezzo". È questa la rotta tracciata, con il documento finale, dalla riunione del G7 Ambiente Clima ed Energia che si chiude oggi alla reggia di Venaria Reale (Torino) e che ribadisce la traiettoria disegnata dalla COP 28 e dalle precedenti sessioni del G7 nell'ottica di mettere in campo misure concrete come auspicato alla vigilia dal padrone di casa, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.Ne parliamo con:- Sergio Ferraris, Direttore QualEnergia e autore del libro "Vivere senza gas"- Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità FuturaLavoro e Fisco, da Cdm ok a riforma Coesione e decreto Ires-IrpefIl Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che riforma le politiche di Coesione e il decreto legislativo per la revisione del regime Irpef e Ires. Ora le nuove misure sono contenute nel decreto Coesione, che riforma le relative politiche in materia, e in un decreto legislativo, nell'ambito dell'attuazione della delega fiscale.Ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a metà Governo, aveva presentato ai sindacati le novità in arrivo sul lavoro e sul fisco in vista della festa dei lavoratori mettendo sul tavolo un "nuovo decreto Primo maggio" - come già ribattezzato - dopo che l'anno scorso in quella data furono approvate le norme sull'inclusione, con l'addio al Reddito di cittadinanza, sulle causali per i contratti a termine e sul taglio del cuneo fiscale fino a 7 punti. L'obiettivo, come rimarcato da Meloni è quello di continuare a sostenere la crescita dell occupazione, la riduzione della disoccupazione e degli inattivi, ovvero di coloro che non hanno un lavoro e neppure lo cercano, per farli rientrare nel mercato. E anche di difendere il potere d acquisto delle famiglie e dei lavoratori, segnatamente quelli più esposti.La premier aveva preannunciato anche una misura per erogare «a gennaio 2025, un indennità di 100 euro a favore dei lavoratori dipendenti, con reddito complessivo non superiore a 28.000 euro con coniuge e almeno un figlio a carico, oppure per le famiglie monogenitoriali con un unico figlio a carico». La misura è già stata ribattezzata "Bonus Befana".Ne parliamo con Giorgio Pogliotti - Sole 24 Ore.Pil, inflazione e protezionismo, tra macroeconomia e geopoliticaOggi sono usciti i dati del Pil dell'Eurozona e di Italia, Spagna, Francia e Germania. Anche i dati sull'inflazione.Il Pil cresce ovunque e l'inflazione cala dappertutto, con l'eccezione della Germania.Dopo oltre due decenni di globalizzazione, da qualche anno è in corso un fenomeno opposto di deglobalizzazione, con politiche protezioniste, sanzioni e accorciamento delle filiere.Ne parliamo con Adriana Castagnoli, Professoressa di Storia Contemporanea ed economica all'Università di Torino ed editorialista del Sole 24 ore.
Se le reti neurali artificiali alla base dell’AI funzionano in modo analogo al nostro cervello, allora possono rappresentare un buon modello di studio di quanto accade nella scatola cranica di noi umani. Ma a giudicare dai risultati di uno studio pubblicato sulla rivista PNAS, condotto da ricercatori delle Università di Bologna, Princeton, della California e del Dartmouth College di Hanover, che ha messo a confronto macchine e umani nell’atto di riconoscere dei volti, le cose non stanno così. In altri termini, il nostro cervello e le reti neurali alla base dei sistemi di intelligenza artificiale sembrano riconoscere le facce in base a criteri completamente diversi, anche se non è detto che questa situazione sia destinata a perdurare. Ne parliamo con Maria Ida Gobbini, Professoressa di Psicologia al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Alma Mater.
Secondo l’IEA, con la tecnologia esistente, da qui al 2050 la domanda di energia per il condizionamento crescerà nel mondo di circa 4000 terawattora: la stessa quantità di energia consumata attualmente dagli Stati Uniti. La tecnologia oggi più diffusa, basata sulle trasformazioni cicliche di un liquido refrigerante, è solida ed è già molto più efficiente che in passato, ma esistono concezioni alternative con cui si potrebbe fare di meglio. Recentemente una nuova strada è stata aperta al Luxembourg Institute of Science and Technology, dove hanno realizzato un nuovo concept di condizionatore ad altissima efficienza, che sfrutta le particolari proprietà elettro-caloriche di una lega di piombo e scandio. Lo racconta Silvia Lasala, Professoressa all’Università della Lorena, ricercatrice del Laboratoire Réactions et Génie des Procédés.
#Sanremo, allarme #bomba a #VillaNobel @ilMessaggero ; #Varese #studente accoltella #professoressa @ClaudiaGuasco ; #Trattori la #protesta arriva a #Roma e presto sarà a #Sanremo @CamillaMozzetti ; #Medioriente #canaledisuez cavi #internet @MarcoVentura
Se ne parla tanto a livello mediatico, soprattutto quando degenerano in incidenti e drammi, come nel caso dell'ultimo episodio che ha fatto notizia con protagonista un 18enne che si è prodigato nel car surfing ed è finito in ospedale. Proviamo ad andare al di là degli aspetti più scandalosi delle challenge social con l'aiuto di Paola Panarese, Professoressa associata di sociologia dei processi culturali e comunicativi alla Sapienza di Roma.
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L'Argentina e l'italiano: intervista alla professoressa Silvana Lazzaro. Vuoi fare lezione di italiano con me? - https://teach.italki.com/teacher/8740034 Vuoi la trascrizione di questo podcast? - https://www.patreon.com/user?u=84268247 Facebook: https://www.facebook.com/ilcantodiulisse Instagram: https://www.instagram.com/il_canto_di_ulisse/ Sito web: www.ilcantodiulisse.it Email: ilcantodiulisse@gmail.com
L'accademica della Sydney University premiata per il suo "eccezionale contributo" agli studi di italianistica.
In questa puntata avremo un ospite, Leila Romero, professoressa di lingua italiana di origini argentine. Vuoi fare lezione di italiano con me? - https://teach.italki.com/teacher/8740034 Vuoi la trascrizione di questo podcast? - https://www.patreon.com/user?u=84268247www.ilcantodiulisse.it
L'archeologa ambientale Laura Motta, Professoressa dell'Università del Michigan, ci racconta della sua passione delle scoperte del passato. Laura ci porta nella magia dei ritrovamenti e dello studio di una ricerca che è stata fatta in Egitto. Non solo resti archeologi tipici, ma addirittura di ritrovamenti biologici. Attraverso la scoperta di alcuni grani dell'epoca greca-romana sta aprendo nuove ipotesi, infatti questo studio specifico ci insegna non solo su quale fosse la dieta degli antichi, ma ci aiuta ad analizzare l'opportunità di uno sviluppo di queste preziose raccolte più ecologiche e quindi a basso impatto ecologico. La scienza e l'archeologia che attraverso il passato potrebbero aiutarci per un futuro migliore. Buon ascolto! Dani & Lia Environmental archaeologist Laura Motta, Professor at the University of Michigan, enlighten us about her passion for the discoveries of the past. Laura takes us into the magic of the finds and the study of research that was done in Egypt. Not only typical archaeological remains, but also biological finds. Through the discovery of some grains from the Greek-Roman era, new hypotheses are opening up, in fact this specific study tell us not only about what the diet of the ancients was, but helps us to analyze the opportunity for a development of these precious more ecological collections and therefore with low ecological impact. Science and archeology that through the past could help us for a better future.
Siamo andati a Teheran, dove si sta svolgendo un importante vertice tra i leader di Turchia, Russia e Iran. I dossier sul tavolo sono molti e comprendono sia la situazione in Siria che la guerra in Ucraina. Quali sono i punti di contatto tra tali regimi e quali invece quelli di attrito? Ne abbiamo parlato con Mara Morini, Professoressa di Politica dell'Europa Orientale all'Università di Genova e con Gabriella Colarusso, giornalista di Repubblica. Successivamente siamo volati a Bruxelles, dove inizieranno i negoziati di adesione all'Unione Europea per la Macedonia del Nord e per l'Albania. Sarà una mossa dettata dalla necessità di non permettere all'influenza russa di permeare nella regione balcanica? Ne abbiamo parlato con Giorgio Fruscione, ricercatore di ISPI.
In questa puntata speciale abbiamo analizzato il funzionamento dell'Osce con Luca Fratini, direttore dell'Ufficio del Segretario Generale OSCE. Successivamente, abbiamo cercato di raccontare la missione OSCE in Moldova con Klaus Neukirch, Capo missione OSCE in Moldova.Infine, siamo volati in Ucraina per analizzare l'operato della Missione Speciale di Monitoraggio dell'OSCE in Ucraina con Victoria Vdovychenko, Professoressa alla Borys Grinchenko University di Kiev.
Rispondo alle vostre curiosità: sono una vera professoressa?