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Domani il Papa a Castel Gandolfo. Domenica l'incontro con i poveri al Borgo laudato si'. Il direttore della Caritas di Albano “gli ultimi, a pranzo con il Papa saranno i primi”. Gaza: si lavora per far ripartire i colloqui, mentre la Striscia continua ad essere bombardata Incendi nel Mediterraneo: colpite Spagna, Grecia e Italia
Benjamin Netanyahu ha smesso di fingere. Ora è ufficiale: Israele si prepara a un'occupazione permanente della Striscia di Gaza. Non è più guerra, non è più rappresaglia. È colonizzazione. E a questo punto la domanda è tanto semplice quanto cruciale: la comunità internazionale intende applicare le stesse sanzioni che ha imposto agli altri invasori del nostro tempo? L'Iraq che occupa il Kuwait? Embargo totale, risoluzioni ONU, operazioni militari autorizzate. La Russia che invade l'Ucraina? Congelamento di riserve valutarie, esclusione dal sistema SWIFT, price cap sul petrolio, sanzioni mirate su migliaia di individui. Israele che occupa Gaza dopo averla devastata, assediata e spopolata? Nulla. Nessuna sanzione. Nessun embargo. Anzi: accordi commerciali privilegiati, rifornimenti militari e scudi politici a ripetizione. Il doppio standard non è più un sospetto. È un dato giuridico. Il diritto internazionale è chiarissimo: un'occupazione non può prevedere trasferimenti forzati, punizioni collettive, distruzioni sistematiche o blocchi umanitari. Eppure tutto questo è già realtà. E il Consiglio di Sicurezza resta paralizzato dai veti statunitensi. Ora che Israele non si nasconde più, neppure l'Occidente potrà farlo. I governi europei e i partiti italiani che hanno invocato le “regole” contro Mosca devono decidere se il diritto vale anche a Gaza. Se non lo faranno, l'eccezionalismo israeliano non sarà più solo tollerato: sarà legittimato. E con esso, il tramonto dell'ordine giuridico internazionale. Del resto ogni genocidio che si rispetti ha bisogno di una moltitudine di canaglie collaborazioniste, indifferenti e servi sciocchi. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Il governo tedesco ha reso noto che interromperà l'autorizzazione all'invio di armamenti verso Israele, qualora questi possano essere impiegati nelle operazioni nella Striscia di Gaza. La decisione è stata motivata dall'approvazione da parte dell'esecutivo israeliano di un piano per l'occupazione militare della città di Gaza. È stato annunciato che l'incontro tra i presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Donald Trump, si svolgerà il 15 agosto in Alaska. Nella giornata precedente era circolata anche l'ipotesi di Roma come possibile sede del vertice. I due leader discuteranno della Guerra in Ucraina.Si avvicina sempre di più il nuovo bonus, che potrà arrivare fino a un massimo di 11mila euro, per chi vorrà acquistare un'auto elettrica, previa rottamazione di un vecchio veicolo termico più inquinante (fino alla classe Euro 5): il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha dato il via libera al decreto attuativo che regola gli incentivi a fondo perduto.
Dal 26 al 28 settembre a Torino Chora&Will Days, il primo festival di Chora e Will: scopri il programma e come partecipare su days.chorawill.com Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: https://shor.by/GcvZ Silvia Boccardi e Francesco Rocchetti parlano con Gennaro Giudetti, operatore umanitario, della realtà che vive lavorando con la popolazione civile all'interno della Striscia di Gaza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dopo l'apertura sull'Ucraina, parliamo della politica che va in vacanza e ci chiediamo con quali pensieri e con quali aspettative per l'autunno? Ce lo spiega Mario Ajello nel suo commento. Via libera di Israele a occupare Gaza City, i residenti saranno evacuati entro il 7 ottobre, con Lorenzo Vita analizziamo il piano di Netanyahu per il futuro della Striscia, oggi entrano in vigore i dazi di Trump e la curiosa guerra con la Svizzera sui lingotti d'oro, per la cronaca andiamo a Palermo per gli ultimi definitivi dettagli sulla morte di una pallavolista.
Zuppa di Porro dell'8 agosto 2025: rassegna stampa quotidiana
I titoli: - Ucraina, verso l'incontro Trump-Putin per far finire la guerra. "Sede già decisa". Colloquio previsto per la prossima settimana - Gaza, nella Striscia crescono fame e malnutrizione. Alle 17 la riunione del gabinetto convocato dal premier israeliano Netanyahu sui piani di invasione - Vaticano, aperta la mostra "Pétros ení" nelle Sale Ottagone della Basilica, uno spettacolo visivo che guida il visitatore nella vita di San Pietro Conduce: Francesco De Remigis In regia: Daniele Giorgi
Sui quotidiani di oggi si parla del via libera arrivato per il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Un'opera mastodontica, celebrata dal governo, ma che scatena proteste e dubbi tra opposizioni, associazioni e cittadini. E poi le notizie internazionali, con l'attesa della decisione di Israele sul piano di occupazione della Striscia e la speranza di Donald Trump di incontrare nei prossimi giorni Putin e Zelensky. Torna quindi a parlare di possibile pace, anche se nel frattempo minaccia nuove sanzioni secondarie. Intanto, a mezzanotte di oggi entreranno in vigore i dazi sulle merci in arrivo negli Usa., comprese quelle europee. Infine, qualche notizia estiva, tra calo del turismo e scioperi dei bagnini.
Il governo israeliano decide in queste ore sul piano di occupazione totale della Striscia di Gaza voluto da Netanyahu. Gli aggiornamenti in studio con Chawki Senouci. Guerra in Ucraina, il Cremlino annuncia per i prossimi giorni un faccia a faccia tra Vladimir Putin e Donald Trump. Se accadesse sarebbe la prima volta dall'invasione del 2022, ma dal vertice è stato escluso esplicitamente Volodymir Zelensky. Il punto con Emanuele Valenti. L'omaggio al maestro della fotografia e del reportage Gianni Berengo Gardin, morto a 94 anni. Con Tiziana Ricci e le sue interviste abbiamo rivissuto la lunga carriera di Berengo Gardin e le inchieste d'impegno sociale che lo hanno fatto conoscere in tutto il mondo. Il femminicidio di Hayat Fatimi a Foggia, per mano dell'ex compagno. Una tragedia che si poteva e si doveva evitare. Ne abbiamo parlato con Francesca Vecera, coordinatrice del centro anti-violenza "Telefono Donna" che aveva seguito e segnalato i maltrattamenti subiti dalla vittima. Il governo Meloni ha impugnato la legge regionale con cui la Sicilia aveva previsto concorsi per soli medici non obiettori per l'interruzione volontaria di gravidanza. Una norma a tutela del diritto all'aborto che ha incontrato l'opposizione dell'esecutivo. L'intervista di Andrea Monti a Laura Onofri, giurista tra le fondatrici del movimento femminista Se non ora quando? A cura di Luca Parena.
Netanyahu parla di «conquista totale» di Gaza, ma la realtà lo smentisce ogni giorno. È il paradosso di una guerra che si racconta come già vinta mentre continua a fallire, sotto gli occhi stanchi dei comandi militari e la retorica furiosa di un premier che cerca consenso nel sangue. A nove mesi dall'inizio dell'operazione, Hamas non è stata distrutta, gli ostaggi non sono stati liberati, la Striscia non è sotto controllo. Secondo fonti dell'IDF, «Israele occupa solo una parte minima del territorio» e nei quartieri chiave «Hamas mantiene presenza e servizi civili». Ma Netanyahu insiste. Parla alla pancia della destra messianica, promette sicurezza e vittoria, mentre Rafah è stata divisa dal resto di Gaza con un nuovo corridoio militare – il terzo – e si affonda nel disastro umanitario. Il sistema crolla: ospedali chiusi, aiuti bloccati, blackout imposti come arma. Ma l'unico piano che il governo sembra avere è continuare la guerra. E pazienza se il costo si misura in bambini denutriti, famiglie in fuga e città rase al suolo. Anche la diplomazia è paralizzata, stritolata tra cinismo e propaganda. Intanto i generali si defilano. L'IDF chiede un'uscita strategica, ma il potere politico vuole la resa incondizionata. E mentre gli alleati tacciono, mentre gli ostaggi restano ostaggi, Netanyahu sale sui podi a dichiarare vittorie che non ci sono. Il risultato è una guerra che si perpetua per mantenere il potere e una menzogna che si autoalimenta: la conquista di Gaza come finzione necessaria, perché non c'è alcun progetto per il dopo. Né politico, né umano. Solo un vuoto. Armato. E feroce. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Gaza: Unicef, a Gaza muore un bambino all'ora. Israele vuole la completa sconfitta di Hamas, a costo di occupare la Striscia.Rwanda accetta migranti deportati dagli Stati Uniti. Olanda prima in Europa a finanziare armi USA per l'Ucraina.Danimarca: lo zoo chiede di donare i propri animali domestici per cibare i predatori.A Ginevra in corso i negoziati ONU per un trattato globale sulla plastica.Hiroshima, 80 anni dopo: la memoria della bomba e l'ombra della guerra nucleareIntroduzione al notiziario: Hiroshima 80 anni dopo: la memoria tradita"Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Sui giornali di oggi si parla del piano del primo ministro israeliano Netanyahu di occupare l'intera Striscia di Gaza e delle possibili opposizioni interne che arrivano anche dai vertici dell'esercito, mentre in Palestina si continua a morire, sotto le bombe e di fame. Spazio poi alle accuse mosse nei confronti di alcuni esponenti del governo italiano per il caso Almasri, con la richiesta di autorizzazione a procedere inviata alla Camera dal Tribunale dei Ministri. Polemiche – ancora – tra il ministro della Giustizia Nordio e i vertici della magistratura. E poi oggi è l'80esimo anniversario della bomba atomica sganciata su Hiròshima. Si ricordano vittime e sopravvissuti e l'urgenza di arrivare a un'abolizione totale di queste armi che però sembra molto lontana
Russia-Ucraina, Mosca sfida l'Occidente e avverte che tornerà a schierare missili a corto e medio raggio se gli Usa e i loro alleati faranno altrettanto. Tutti gli aggiornamenti insieme a Mara Morini, docente di Politics of Eastern Europe e Scienza politica all’Università di Genova.Sull'altro fronte, l'Europa tuona contro l'occupazione di Gaza decisa dal premier israeliano Netanyahu. Gli esiti della riunione sulla continuazione della guerra nella Striscia insieme a Ugo Tramballi, consigliere scientifico ISPI ed editorialista de Il Sole 24 Ore.Dal 31 luglio è scattato lo stop al rinnovo dei contratti dei medici cosiddetti “gettonisti” che fanno capo a cooperative e vengono impiegati, spesso in larga misura, in ospedali e Pronto soccorso (Ps) per fare fronte alle carenze di personale. Cosa succede ora? Lo chiediamo a Marzio Bartoloni, Il Sole 24 Ore.
Fanno finta di cadere dal pero, ma è tutto nero su bianco. L'occupazione totale della Striscia da parte di Israele non è un'ipotesi: è un piano. Netanyahu l'ha deciso e lo ha detto, ieri, mentre convocava il gabinetto di sicurezza. Non è la deriva di un fanatico isolato, è l'obiettivo dichiarato di un governo che al fanatismo ha affidato le leve del potere. E non c'è bisogno di leggere tra le righe: i ministri Smotrich e Ben Gvir l'avevano già invocata a ottobre. Oggi ne discutono solo i dettagli. Nel frattempo, Gaza muore. Ieri almeno 74 vittime nei raid. Tre palestinesi sono stati uccisi mentre aspettavano gli aiuti. Altri otto sono morti di fame, secondo il ministero locale della Salute. Si muore per le bombe e per il blocco. Si muore per la fame, ma è la fame d'Israele a uccidere. Una fame di terra, di cancellazione, di dominio. Il finto stupore degli editorialisti, degli analisti, dei diplomatici che si fingono sorpresi è il contorno grottesco di questa pulizia. Fingono di non sapere ciò che Netanyahu e soci vanno ripetendo da mesi: che non esiste Gaza senza Israele, che Hamas è solo un alibi, che gli ostaggi servono solo per procrastinare lo sterminio. Chi si ostina a parlare di soluzione politica mentre si moltiplicano gli eccidi, chi chiede garanzie sul “dopoguerra” mentre Gaza viene polverizzata, è complice. Le dichiarazioni di Ben Gvir, la convocazione del gabinetto militare, gli elogi di Trump, le tensioni con l'Idf: tutto mostra che non c'è alcun interesse per la pace, solo l'ansia di completare la distruzione. Il crimine non è futuro: è in corso. E chi lo scopre oggi, troppo tardi, dovrebbe almeno avere il pudore di tacere. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Leone XIV all'udienza generale ricorda gli 80 anni da Hiroshima: la minaccia della reciproca distruzione ceda il passo al dialogo Nella catechesi il Papa: per accogliere l'amore di Dio bisogna preparare il cuore lasciando spazio A Gaza si continua a morire di fame. Nuovi raid colpiscono la Striscia
Sul caso Almasri, autorizzazione a procedere del tribunale dei ministri nei confronti di Nordio, Piantedosi e Mantovano.
Il conflitto in Medioriente è giunto al giorno 669. L'Idf ha annunciato la cancellazione dello stato d'emergenza bellica in vigore dal 7 ottobre, che prevedeva l'estensione obbligatoria del servizio di riserva per i soldati di leva regolare di altri quattro mesi.
L'Asia meridionale e l'America Latina hanno registrato progressi significativi nella lotta contro la fame, mentre la percentuale della popolazione mondiale che affronta carenze alimentari è diminuita, passando dall'8,7% nel 2022 all'8,5% nel 2023, fino a raggiungere l'8,2% nel 2024, secondo quanto riferito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Le proiezioni indicano un ulteriore calo: si prevede che il numero di persone denutrite scenda dagli attuali 673 milioni a circa 512 milioni entro il 2030. Tuttavia, i progressi non sono omogenei: in alcune regioni, come l'Africa subsahariana e l'Asia occidentale, la situazione è peggiorata.Intanto, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha annunciato l'intenzione di occupare l'intera Striscia di Gaza, alla luce del sostanziale stallo nei negoziati con Hamas. Tuttavia, l'operazione deve ancora essere approvata dal gabinetto di guerra, dove non mancano posizioni contrarie: diversi membri ritengono infatti che un'occupazione totale sarebbe irrealizzabile e destinata al fallimento.Sul fronte giudiziario italiano, Giorgia Meloni non è più indagata nell'inchiesta relativa alla scarcerazione del capo della polizia libica, Almasri, condannato dalla Corte Penale Internazionale. Rimangono però sotto indagine i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, oltre al sottosegretario Alfredo Mantovano. Per questi ultimi, è probabile che venga presentata una richiesta di autorizzazione a procedere.
Medio Oriente, il governo israeliano verso l'occupazione totale della Striscia di Gaza. Abbattuto un missile balistico sparato dallo Yemen verso Tel Aviv La guerra in Ucraina. La Russia non ritiene più valida la moratoria sui missili a medio e corto raggio. Domani l'inviato americano Witkoff atteso a Mosca L'abbraccio di Papa Leone alla famiglia di Ignacio, il ragazzo venuto per il Giubileo a Roma e ricoverato al Bambin Gesù
Ci hanno detto che la guerra finirà quando torneranno a casa gli ostaggi. Ce lo ripetono ogni giorno, come fosse un pegno morale da esigere con le bombe. Ma chiunque segua con onestà i fatti sa che è una menzogna funzionale: la liberazione degli ostaggi non è mai stata il fine. È il pretesto. La linea del governo è chiara, ed è ben più ampia della liberazione degli ostaggi. Il ministro Itamar Ben Gvir lo ha detto senza infingimenti: «Conquistare tutta Gaza, incentivare l'emigrazione volontaria, ricostruire gli insediamenti. Solo così riporteremo gli ostaggi e vinceremo la guerra». Non una liberazione, ma una sostituzione. Netanyahu non si oppone. Secondo quanto riportato dal Times of Israel, «sta mostrando apertura verso l'idea di incoraggiare la migrazione dei palestinesi da Gaza», sotto pressione della sua ala più estrema. E il suo ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, propone ufficialmente di reinsediare coloni israeliani nella Striscia. Intanto, Gaza muore di fame: 180 vittime accertate per malnutrizione, 93 sono bambini. Le forze israeliane hanno sparato su civili in fila per gli aiuti: 7 morti e 20 feriti solo il 4 agosto, vicino al centro GHF di Gaza City. Hamas – riferisce il Jerusalem Post – ha chiesto almeno 250 camion di aiuti al giorno come precondizione per tornare a trattare. La risposta israeliana è stata più fuoco e più fame. È in questo contesto che oltre 600 ex funzionari del Mossad e dello Shin Bet hanno scritto a Trump: «Hamas non è più una minaccia strategica. Questa guerra non è più giusta». Chi parla ancora solo di ostaggi, mente. O è complice. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Andrea Nicastro spiega i piani del governo israeliano che ha annunciato di voler rientrare con i soldati nella Striscia. Domenico Pecile racconta la storia di Alessandro Venier, ucciso dalla madre e (forse) dalla compagna. E Guido De Franceschi parla della polemica sulla pubblicità dei jeans, accusata di “suprematismo bianco” e difesa dal presidente degli Stati Uniti..I link di corriere.it:Gaza, uno degli ostaggi in un video: «Scavo la fossa dove sarò sepolto»Omicidio Gemona, la telefonata della compagna di Alessandro Venier che può ribaltare tutto: «Venite, mia suocera vuole uccidere suo figlio»Trump come Sydney Sweeney nel meme postato dal figlio Donald Jr. E sulla pubblicità dei jeans che divide gli Usa: «Lei è repubblicana? Adoro lo spot»
Il punto sulle operazioni militari di Israele sulla Striscia di Gaza con Emanuele Valenti e la lettera a Trump di 600 ex funzionari di sicurezza israeliani con Meron Rapoport, giornalista di +972 Mag. I 5 anni dall'esplosione nel porto di Beirut con il giornalista Mauro Pompili. I partiti alla prova delle Regionali d'autunno con Carlo Galli, politologo dell'università di Bologna, e l'elezione nelle Marche Mario Di Vito, giornalista del Manifesto. Lo “tsunami bianco” della cocaina che invade la Francia con Guido Olimpio, giornalista del Corriere della Sera. Il naufragio al largo dello Yemen e la rotta dei migranti verso i paesi del Golfo con Laura Silvia Battaglia. La morte della leggenda del basket Marco Bonamico con Alberto Figliolia, giornalista e scrittore. A cura di Mattia Guastafierro.
L'idea di “mettere i palestinesi a dieta” non è una provocazione, ma una strategia pianificata. Lo diceva già nel 2006 un consigliere dell'allora premier israeliano Ehud Olmert, e oggi lo confermano i numeri ufficiali. Secondo i dati riportati dal Guardian il 31 luglio 2025, Israele ha calcolato scientificamente quanto cibo serve per tenere in vita la popolazione di Gaza. Poi ha smesso di fornirlo. Tra marzo e giugno, Israele ha fatto entrare nella Striscia solo 56.000 tonnellate di cibo, a fronte di un fabbisogno minimo mensile di 62.000. Nello stesso periodo, il mondo ha assistito — impotente e complice — alla trasformazione della fame in carestia. Non per catastrofi naturali. Per scelta politica. La guerra ha reso impossibile l'agricoltura e la pesca. Ogni caloria disponibile a Gaza deve entrare da fuori. Lo sa bene Cogat, l'agenzia militare israeliana che gestisce gli accessi. Eppure, mentre gli esperti ONU certificavano il “peggiore scenario possibile”, il governo israeliano minimizzava, incolpava Hamas, la burocrazia umanitaria, l'ONU, chiunque tranne sé stesso. Ma è tutto scritto. In passato Cogat stimava 2.279 calorie al giorno per persona, equivalenti a 1,8 kg di cibo. Oggi ne entra meno della metà. Anche durante il cessate il fuoco di gennaio e febbraio, bastarono pochi giorni di rifornimenti regolari per invertire il corso della fame. Eppure a maggio, mentre la crisi esplodeva, Netanyahu si è limitato a riaprire i rubinetti a goccia. Ora promette “aiuti minimi”. Per contenere l'indignazione internazionale, non la carestia. Nel frattempo, si lanciano airdrop dal cielo, costosissimi e inefficaci. In due anni di guerra, 104 voli hanno garantito cibo per appena quattro giorni. Una messinscena umanitaria utile solo a mascherare il vero colpevole dietro una cortina di logistica. La fame, in Gaza, non è un fallimento. È un'arma. E Israele ne conosce ogni formula. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Nella prima parte della puntata, io e Fabrizio ci occuperemo di alcuni tra gli argomenti più importanti d'attualità. Partiremo dall'accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea. Possiamo ritenerla un'intesa equa? Oppure l'UE è stata messa alle strette dal Presidente americano? Parleremo, poi, di uno dei drammi umanitari più gravi del nostro tempo: la carestia nella Striscia di Gaza. Il conflitto in corso ha suscitato forti proteste anche all'interno della società israeliana. Questo potrebbe segnare un punto di svolta? Nel segmento scientifico della puntata ci occuperemo di uno studio che analizza la diffusione della disinformazione climatica sui social media. E per concludere, renderemo omaggio a Ozzy Osbourne, leggendario frontman dei Black Sabbath e figura iconica dell'heavy metal, scomparso all'età di 76 anni. La seconda parte è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è Introduction to the futuro anteriore. Troverete numerosi esempi nel dialogo che seguirà, in cui parleremo della decisione della direzione degli Uffizi di Firenze — uno dei musei più importanti d'Italia — di installare nuove barriere protettive per salvaguardare le sue opere più preziose. Nell'ultima parte della puntata ci concentreremo sull'espressione idiomatica di oggi: fare il diavolo a quattro. Il dialogo in cui la useremo sarà ispirato ai recenti successi di Jannik Sinner, il tennista italiano che — dopo il trionfo a Wimbledon — è stato celebrato dalla stampa nazionale come un nuovo eroe sportivo. - I funzionari dell'UE criticati per aver ceduto alle pressioni statunitensi sui dazi commerciali - Gli israeliani protestano contro la guerra a Gaza - I social media diffondono le fake news più velocemente degli allarmi meteo estremi - Ozzy Osbourne, icona dell'hard rock e voce dei Black Sabbath, muore a 76 anni - Uffizi di Firenze, nuove barriere a difesa dei capolavori - Sinner: simbolo di un'Italia che sogna in grande
Oggi a Cult Estate: Barbara Sorrentini introduce il Bobbio Film Festival 2025; a Luino a Palazzo Verbania la mostra "HeART of Gaza" con i disegni dei bambini della Striscia; Mehdi Barsaoui sul suo film "Una sconosciuta a Tunisi"; Giovanni Chiodi aggiorna sugli appuntamenti estivi di lirica; il mese di agosto della bella rassegna Musica Arte e Musica; Maura Locantore sul riallestimento del Centro Studi Pier Paolo Pasolini; in Val Camonica il festival Dallo sciamano allo showman...
I titoli: Ancora decine le vittime per i raid israeliani a Gaza. In Israele l'inviato Usa Witkoff per rilanciare lo sforzo diplomatico. Disperata la situazione umanitaria nella Striscia. Il terremoto nella Russia orientale tra i dieci più forti mai registrati: contenuti i danni, ma resta l'allerta tsunami in parte del Giappone L'aiuto di Dio per guarire dalla bulimia da social. In udienza generale ieri il messaggio di Papa Leone ai giovani. Conduce: Paola Simonetti In regia: Adriano Vitali
Dopo la Francia, anche il Regno Unito si dice pronto a riconoscere unilateralmente lo Stato di Palestina. Lo ha annunciato il premier britannico Keir Starmer al termine di una riunione straordinaria del consiglio dei ministri convocata per discutere un nuovo piano per la pace in Medio Oriente.
n apertura partiamo dal Venzuela di Maduro, che negli scorsi giorni ha rivendicato la sua vittoria alle comunali. Nel frattempo preoccupa ancora la situazione di Alberto Trentini. Per parlarne ospitiamo Lorenzo Di Muro, consigliere redazionale di Limes e Marinellys Tremamunno, giornalista italo-venezuelana.Le ultime da Gaza: tre agenzie delle Nazioni Unite hanno chiesto di inondare" la Striscia di Gaza di cibo per evitare una carestia diffusa", poichè lo scenario di carestia peggioree' già in corso nel territorio palestinese. Andiamo Khan Yunis dove troviamo Raffaella Baiocchi, ginecologa e coordinatrice medica di EMERGENCY.I festival musicali del 2025: una rapida guida di quello che si potrà vedere e sentire ad agosto insieme a Vincenzo Nasto, firma di FanPage.
Meloni plaude all'accordo, 'escalation commerciale devastante'.
Giuseppe Sarcina racconta la lunga trattativa tra Donald Trump e Ursula von der Leyen sulle tariffe. Andrea Nicastro parla dell'attivazione di corridoi umanitari e del lancio di aiuti in favore degli abitanti della Striscia, stremati dalla fame, grazie a una «pausa tattica» annunciata dall'esercito israeliano. Silvia Senette spiega perché in Alto Adige si guarda con preoccupazione all'arrivo di agosto, che porterà a un'invasione di turisti.I link di corriere.it:Dazi, la trattativa Usa-Ue minuto per minutoPaolo Giordano: le nostre parole a perdere davanti all'abominio di GazaSeceda, in centinaia in coda per la funivia, il presidente del Club alpino italiano dell'Alto Adige: «Ho smesso di fare qui le vacanze, vado in Veneto»
Tregua umanitaria e ripresa degli aiuti a Gaza. Sotto la pressione internazionale il governo israeliano ha stabilito un ‘cessate il fuoco umanitario' di 24h a partire da questa mattina, in diversi centri abitati di Gaza, tra cui la Striscia settentrionale, dove le vittime per la malnutrizione in sette giorni, sta per eguagliare il numero di morti per fame dal 7 ottobre 2023, secondo la Ong Refugees International.
Dopo quasi due anni di attacchi e tre mesi di assedio totale, le persone nella Striscia di Gaza muoiono di fame per via del blocco agli aiuti umanitari imposto da Israele. Il bosco Lanerossi a Vicenza non verrà abbattuto, dopo le forti proteste dei residenti e degli attivisti, e il sindaco ha comunicato che il cantiere della Tav sarà spostato in un'altra zona. Sembrano accendersi di nuovo gli scontri al confine tra Thailandia e Cambogia, con già 11 morti dal lato thailandese, per via di una rivalità politica che risale all'inizio del secolo scorso dopo la colonizzazione francese. Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it. Rassegna stampa: Perché è scoppiata la guerra tra Cambogia e Thailandia?, Luigi Mastrodonato
Più di cento organizzazioni non governative hanno pubblicato un documento in cui denunciano la gravissima scarsità di cibo nella Striscia, dove almeno 100mila donne e bambini sono in stato di malnutrizione avanzata e hanno bisogno di cure immediate. Con Lorenzo Kamel, storicoIl ministro dell'immigrazione svedese Johan Forssell è al centro delle polemiche da quando è emerso che il figlio di 16 ha legami con gruppi di suprematisti bianchi e di estrema destra. Con Julia Lindblom, giornalista, da Stoccolma. Oggi parliamo anche di: Podcast • Srebrenica. Il genocidio dimenticato di Roberta Piaggiarelli e Paolo RumizCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Bimbo di Gaza come uno scheletro, Muhammad sciocca il mondo.
100 ong accusano Israele di voler creare una carestia nella Striscia. In Ucraina la prima grande protesta dei cittadini contro Zelensky sul tema corruzione, in Parlamento (quello italiano) avanza il ddl sul reato di femminicidio e salta dopo l'estate il testo sul fine vita. Intanto l'isola di Tuvalu sprofonda nell'Oceano pacifico a causa dell'innalzamento delle acque.
Due bambini morti di fame nella stessa mattina. Uno aveva 40 giorni. Nessuno li ha contati tra le vittime ufficiali. All'ospedale Al-Quds di Gaza, altri 118 feriti si erano messi in fila per un aiuto che non è mai arrivato, colpiti mentre aspettavano gli aiuti umanitari. L'AFP lancia un appello disperato: i suoi giornalisti rischiano di morire di stenti. “Non posso più lavorare – scrive Bashar, 30 anni – il mio corpo è troppo magro”. Il fratello è morto di fame. Gli operatori dell'informazione, unici testimoni rimasti, consumati come i civili che raccontano. Il capo dell'IDF annuncia “risultati significativi” nella guerra più complessa mai combattuta. L'obiettivo resta lo “smantellamento di Hamas”. Intanto, l'esercito israeliano uccide civili disarmati in attesa di cibo, bombarda ospedali, vieta ai media internazionali l'accesso alla Striscia. Il fotografo muore di fame, il bambino muore nel sonno, e il mondo continua a parlare d'altro. Ogni giorno che passa segna un passo oltre il confine che separa la guerra dal genocidio. Non è un'accusa: è un dato. Le Nazioni Unite denunciano la carestia indotta, i crimini di guerra, l'annientamento deliberato della popolazione. Gaza è diventata il luogo dove si sperimenta l'impunità in diretta. Nel frattempo, gli Stati Uniti versano milioni per costruire nuove basi militari israeliane, e l'82% degli ebrei israeliani – secondo un sondaggio – sostiene l'espulsione dei palestinesi da Gaza. Anche questo è un fatto. La morte non fa più rumore. La fame, ancora meno. Ma la Storia, quella sì, terrà memoria di ogni omissione. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Giovanni Bianconi spiega i punti fondamentali delle modifiche costituzionali approvate ieri, tra cui spicca l'introduzione della separazione delle carriere per i magistrati. Giusi Fasano ricostruisce le ultime ore di vita della cinquantenne affetta da sclerosi multipla che ha deciso di morire tramite il suicidio assistito. Andrea Nicastro parla dell'incontro col Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, reduce da una visita nella Striscia, in cui la situazione è sempre più drammatica.I link di corriere.it:Approvata definitivamente in Senato la separazione delle carriere in magistraturaLaura Santi morta a Perugia in casa con il suicidio assistito. Era malata di sclerosi multipla: «Solo noi possiamo decidere»Il segretario generale dell'Onu Guterres sulla situazione a Gaza: «Orrore senza precedenti nella storia recente»
Nelle ultime ore l'esercito israeliano ha intensificato gli attacchi nella Striscia di Gaza centrale e nonostante crescano le pressioni diplomatiche, Benjamin Netanyahu non cambia direzione. Ne discutiamo con Ettore Sequi, ex segretario generale della Farnesina e ambasciatore.Consulta, svolta storica: la madre intenzionale ha diritto al congedo.La Corte Costituzionale ha stabilito che è incostituzionale escludere la “seconda madre” in coppie di donne dal congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni, riconosciuto invece al padre biologico. Ne parliamo con Francesco Rizzi, avvocato per Rete Lenford che ha portato avanti il ricorso arrivato fino alla ConsultaPreoccupazione West Nile. A Fondi (Latina), è morta un'anziana di 82 anni, ricoverata con febbre e stato confusionale. Si tratta della prima vittima italiana del virus del Nilo Occidentale nel 2025, con altri sei casi accertati sempre in Lazio.Il prof. Romeo Bellini, entomologo del Centro Agricoltura Ambiente G. Nicoli di Crevalcore (BO), ci spiega che zanzare sono le portatrici di questo virus.
Il cardinale Pizzaballa, assieme al patriarca Teofilo, entra a Gaza all'indomani del bombardamento israeliano all'unica chiesa cattolica della Striscia. Intanto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu chiama Papa Leone XIV. Ne parliamo con Carlo Marroni, Vaticanista de Il Sole 24Ore.Una settimana dopo la storica visita a Londra del presidente francese Emmanuel Macron, nella capitale britannica arriva il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, per firmare il Trattato di Kensington, il più importante patto di cooperazione in materia di sicurezza tra Gran Bretagna e Germania dalla fine della Seconda Guerra mondiale. Ne parliamo con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea all'Università di Bologna.L'impatto del Big Beautiful Bill in Europa e l'autonomia spaziale italiana. Con Emilio Cozzi, giornalista, esperto di spazio.
Oggi in Parlamento la relazione annuale del garante della privacy sui benefici - ma anche sui rischi - dell'intelligenza artificiale generativa. Sentiamo il nostro Ivan Torneo.Bombe israeliane su un campo profughi a Gaza. L’IDF intima di evacuare immediatamente Gaza City e Jabalia. Sentiamo Alessandro Migliorati, coordinatore delle missioni di Emergency nella Striscia di Gaza.Trump minaccia Putin: “Pace in 50 giorni o saranno dazi al 100%”. Ma poi si dice non pronto ad una rottura con il leader del Cremlino. Secondo i media USA, il presidente americano avrebbe chiesto a Zelensky perché l'Ucraina non avesse bombardato Mosca. Con noi Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dell’Istituto Affari Internazionali, e Katya Nesterenko, giornalista ucraina, conduttrice televisiva di "1+1 Media".Ex Ilva: ieri il piano di decarbonizzazione di Urso che prevede l’obiettivo di 8 milioni di tonnellate di acciaio l’anno, oggi l’incontro con gli enti locali con il via alla nave rigassificatrice sul tavolo. Mettiamo ordine con Domenico Palmiotti del Sole 24 Ore, in collegamento da Taranto.
Dall'ottobre del 2024, con poche interruzioni, Giorgio Monti è stato coordinatore medico delle due cliniche che Emergency gestisce dentro alla Striscia di Gaza. È tornato in Italia all'inizio di luglio, e ci ha raccontato che cosa succede. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Secondo il giornalista de Il Manifesto Michele Giorgio "Israele ha ormai raggiunto tutti gli obiettivi nella Striscia e potrebbe cessare le ostilità, anche se la frangia estrema della coalizione di Netanyahu vuole una dichiarazione di resa di Hamas".
Giuseppe Sarcina spiega perché l'imprenditore ha fondato «America Party» e qual è il suo obiettivo visto che (essendo nato in Sudafrica) non si può candidare alla presidenza Usa. Lorenzo Cremonesi parla della trattativa per il cessate il fuoco nella Striscia, con il primo ministro israeliano Netanyahu a Washington per discuterne con Trump. Paolo Salom racconta la guerra politica sulla successione alla massima autorità del buddismo tibetano.I link di corriere.it:Fin dove può arrivare l'America Party di Elon MuskA che punto è la trattativa per Gaza (che sembra sempre tornare alla casella iniziale)Dalai Lama: «Ci sarà un successore e non sarà scelto dalla Cina». Pechino replica: «Decidiamo noi»
Hamas potrebbe fornire una risposta alla nuova proposta di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Ne parliamo con Valentina Furlanetto, inviata di Radio24. Mentre il Presidente Vladimir Putin si prepara a chiamare l'omologo statunitense, Pyongyang invia 30 mila nuovi soldati nordcoreani sul fronte russo. Ne parliamo con Francesco Rosazza, ricercatore dell'Osservatorio di Geoeconomia di ISPI e con Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa, sicurezza e spazio di IAI.
Il 30 giugno Israele ha condotto uno degli attacchi più pesanti delle ultime settimane nella Striscia di Gaza, dove secondo le Nazioni Unite e le autorità palestinesi nessun luogo può dirsi sicuro. Con Paola Caridi, giornalista e presidente di Lettera 22.Da domenica scorsa quattordici dipartimenti nel sud della Francia sono stati messi in allerta arancione, con punte di temperatura che hanno superato i 40 quaranta gradi. Con Filippo Ortona, giornalista, da Parigi.Oggi parliamo anche di: Pakistan • Nozze di ghiaccio ad alta quota, di Antonio Martinez Ronhttps://www.internazionale.it/magazine/antonio-martinez-ron/2025/06/26/nozze-di-ghiaccio-ad-alta-quotaMusica • The lost tapes, Beethoven: sonate n. 18, 27, 28 e 31, Svjatoslav Richter, pianoforteCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
1-Striscia di Gaza. La fame è usata come arma di guerra. Il giornale Haaretz dà la parola ai soldati israeliani. Le testimonianze raccolte confermano le denunce delle Ong. ( Martina Stefanoni) 2-Nucleare iraniano: Donald Trump gioca la carta degli incentivi per rilanciare i negoziati. ( Nima Bahlevi, Alfredo Somoza) 3-Gran Bretagna. Più welfare meno armi. Il premier Starmer fa marcia indietro sui tagli ai sussidi dopo la rivolta dei deputati laburisti. ( Daniele Fisichella) 4-Allarme disuguaglianza. Negli ultimi dieci anni la ricchezza dell'1% più ricco è aumentata di circa 34 mila dollari. Il rapporto Oxfam alla vigilia della Conferenza sul finanziamento dello sviluppo di Siviglia. ( Giulio Maria Piantadosi) 5-Cervelli in fuga dall'oscurantismo. Marsiglia ha accolto ieri primi ricercatori americani. ( Francesco Giorgini) 6-Massive Attack. Concerti oltre i confini della musica. La recensione di Pier Giorgio Pardo.
1) Striscia di Gaza. Un massacro senza fine. Nel centesimo della rispesa del' aggressione israeliana uccisi almeno 70 palestinesi. Oltre 56 mila il totale dei morti. 2) Iran, il giorno dopo il cessate il fuoco. Il regime che teme per la sua stabilità tenta di compattare la popolazione attorno alla parola resistenza. 3) Da New York un messaggio forte al partito democratico. Alle primarie per la carica di sindaco ha vinto il socialista e ProPal Zohran Mamdani. 4) Anche le autorità turche leggono i graphic novel: arrestata all'aeroporto di Ankara l'autrice Kudert Gunes accusata di apologia del PKK. 5) Ecco come le Fake News, prodotte da governi e lobby del carbone, contribuiscono alla crisi climatica. DaI rapporto del Panel internazionale sull'informazione ambientale 6) Genocidi, il libro di Antonio Marchesi e Riccardo Noury. I due autori ripercorrono dal punto di vista storico e giuridico norme e fatti. 7) Gaza Cola, molto più di bibita. È diventata il simbolo del sostegno dell'opininone pubblico alla popolazione palestinese. (Intervista a Osama Qashoo) 8) Progetti sostenibili. La valorizzazione del patrimonio caseario e culturale al servzio del turismo etico nella regione tedesca dell'Algovia.
Dall'inizio della guerra tra Israele e Iran il 13 giugno, l'esercito israeliano ha intensificato la sua offensiva nella Striscia di Gaza, dove da settimane mancano medicine, acqua pulita e cibo. Con Loris De Filippi, operatore umanitario dell'Unicef.Alla fine di maggio degli scontri armati in una regione di confine tra la Thailandia e la Cambogia hanno fatto riemergere una vecchia disputa territoriale tra i due paesi. Con Emanuele Giordana, giornalista.Oggi parliamo anche di: Argentina • “I piani di Javier Milei per cambiare il calcio” di Christoph Gurkhttps://www.internazionale.it/magazine/christoph-gurk/2025/06/19/i-piani-di-javier-milei-per-cambiare-il-calcioSerie tv • Stick su Apple Tv+Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Mentre l'attenzione del mondo è concentrata sulla guerra tra Israele e l'Iran, nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania continuano le violenze e le operazioni dell'esercito contro i palestinesi. Con Lorenzo Kamel, docente di relazioni internazionali all'università di Torino.La Meta ha annunciato che WhatsApp, l'app di messaggistica più popolare del mondo, comincerà a mostrare annunci pubblicitari agli utenti. Con Valerio Bassan, giornalista.Oggi parliamo anche di:Festival • I workshop di Internazionale a Ferrarahttps://www.internazionale.it/festival/workshop/anno/2025Disco • Mixes of a lost world di The CureCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
La barca a vela Madleen, appartenente alla rete internazionale di ong Freedom Flotilla, che stava tentando di raggiungere la Striscia di Gaza carica di aiuti umanitari, è stata intercettata da un commando della marina israeliano in acque internazionali nella notte tra l'8 giugno e il 9 giugno. Con Alessandra Annoni, docente di diritto internazionale all'università di Ferrara.L'8 e 9 giugno i referendum su cittadinanza e lavoro non hanno raggiunto il quorum. E quello sulla cittadinanza è andato peggio degli altri. Con Michael Braun, corrispondente del quotidiano tedesco Die Tageszeitung.Oggi parliamo anche di:Festival • I workshop di Internazionale a Ferrarahttps://www.internazionale.it/festival/workshop/anno/2025Disco • Lotus di Little SimzCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti