Podcasts about striscia

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Il Mondo
Al "consiglio di pace" di Trump non si è parlato di Gaza. I cittadini di Bagnoli contro l'America's Cup.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 26:54


La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto 47 rappresentanti stranieri a Washington per la riunione inaugurale del cosiddetto Board of peace, il "consiglio di pace" creato in teoria per supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza. Con Martino Mazzonis, giornalista.I cittadini e i comitati territoriali che si oppongono ai lavori in corso nell'ex area Italsider di Bagnoli in vista dell'America's Cup denunciano un'alta concentrazione di polveri sottili e accusano le istituzioni di voler speculare sul territorio. Con Riccardo Rosa, giornalista.Oggi parliamo anche di:Libro • Niente di speciale di Nicole Flattery (La nave di Teseo)Scienza • "Qualcosa di simile alle origini della vita" di Michael La Pagehttps://www.internazionale.it/magazine/michael-le-page/2026/02/19/qualcosa-di-simile-alle-origini-della-vitaCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #153

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 21, 2026 1:56


L'iftar tra le macerie circola nelle stesse ore in cui la parola “ricostruzione” viene pronunciata nei palazzi. Una famiglia palestinese stende una tovaglia sopra i detriti della propria casa distrutta, divide pane e zuppa mentre alle spalle restano ferri piegati e cemento frantumato. La scena racconta più di qualunque vertice internazionale. Sul terreno la cosiddetta tregua continua a perdere pezzi. Amnesty International Italia e Greenpeace Italia, davanti a Palazzo Chigi e alla Farnesina, hanno denunciato oltre 600 palestinesi uccisi dall'avvio del cessate il fuoco del 9 ottobre 2025, tra cui più di 100 bambini, e almeno 1.620 violazioni registrate fino al 10 febbraio 2026 tra raid aerei, colpi di artiglieria e sparatorie. I numeri sono contenuti nei loro documenti diffusi il 19 febbraio. Intanto il ministero della Difesa israeliano ribadisce, con dichiarazioni riprese da Anadolu Agency, che le forze resteranno nella “zona di sicurezza” di Gaza senza limiti temporali. Sullo sfondo, lo studio pubblicato su The Lancet Global Health e ripreso da Reuters il 19 febbraio stima 75.200 morti violente tra il 7 ottobre 2023 e il 5 gennaio 2025. Il 56,2% appartiene a donne, bambini e anziani: circa 42 mila persone. È una fotografia statistica che attraversa governi e conferenze, e che resta sul tavolo mentre si discute di gestione internazionale della Striscia. La Cisgiordania aggiunge un altro capitolo. Reuters riferisce dell'uccisione di un diciannovenne palestinese con cittadinanza statunitense vicino a Ramallah, in un episodio attribuito a coloni israeliani. Versioni divergenti, indagini annunciate, tensione che sale. Tra i comunicati sul futuro di Gaza e le immagini delle tende, la distanza resta misurabile. La famiglia che rompe il digiuno tra i calcinacci continua a vivere dentro quella distanza. Ogni giorno.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

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Ecovicentino.it - AudioNotizie
Trump inaugura il Board of Peace per Gaza: Riceverà 17 miliardi, 10 dagli Usa, e vigilerà sull'Onu

Ecovicentino.it - AudioNotizie

Play Episode Listen Later Feb 20, 2026 1:35


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inaugurato a Washington il Board of Peace per Gaza. Il capo della Casa Bianca parla di "mai niente di più potente e prestigioso" mentre snocciola i primi risultati del controverso organismo da lui presieduto a titolo personale, nell'ambito del piano di pace per la Striscia.

Radio Rossonera
Milan-Como, eguagliata la seconda miglior striscia di imbattibilità nella storia rossonera: il dato

Radio Rossonera

Play Episode Listen Later Feb 19, 2026 1:30


Niente più asterischi nella classifica di Serie A, ieri si è giocato infatti ilrecupero tra Milan e Como rinviato per via delle Olimpiadi. Gara giàdifficile che si è ulteriormente complicata dopo l'errore di Maignan allamezz'ora del primo tempo che ha portato al vantaggio degli ospiti firmatoNico Paz; come spesso è accaduto in campionato però, i rossoneri hannosaputo reagire evitando la sconfitta.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #151

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 19, 2026 2:02


Ottomila corpi restano sotto le macerie. Il numero lo ripete la Protezione civile della Striscia: edifici crollati, quartieri polverizzati, squadre senza mezzi sufficienti per scavare in profondità. Si vive sopra ciò che non è stato ancora sepolto. L'UNDP stima che, al ritmo attuale, serviranno anni per rimuovere le macerie. Anni per riportare alla luce case, scuole, persone. Il tempo tecnico della ricostruzione coincide con il tempo morale della sospensione. Intanto la vita quotidiana si misura in permessi sanitari. Dalla riapertura del valico di Rafah sono usciti poco più di duecento pazienti, a fronte di oltre diciottomila che avrebbero bisogno di cure fuori dalla Striscia. Ogni partenza è un'eccezione amministrativa. Gli altri restano in corsia, negli ospedali che funzionano a intermittenza, tra carenze di farmaci, generatori e personale. La selezione diventa criterio di sopravvivenza. Mentre Gaza resta una distesa di detriti, a Gerusalemme si parla di futuro territoriale. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato l'intenzione di promuovere la “migrazione” dei palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania e di estendere la sovranità israeliana su parti dei territori occupati. Nelle stesse ore, ottantacinque Stati membri delle Nazioni Unite hanno firmato una dichiarazione contro l'espansione degli insediamenti e contro ogni passo verso l'annessione. Due linguaggi si sovrappongono: quello della pianificazione politica e quello della condanna diplomatica. Sul terreno restano i corpi irraggiungibili e i pazienti in attesa. Le macerie non sono solo ciò che è crollato. Sono ciò che impedisce di contare fino in fondo le vittime e di restituire un nome a chi manca. Ogni giorno che passa consolida una normalità fatta di emergenza permanente. Gaza è un luogo in cui il tempo della rimozione è lento e quello delle decisioni è rapido. Nel mezzo, una popolazione che continua a vivere sopra ciò che non riesce ancora a seppellire. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #150

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 18, 2026 1:55


Mohammad Dhabban aveva una malattia rara. Servivano cure fuori dalla Striscia. Serviva un permesso. Non è arrivato. È morto così, dentro un territorio che trattiene anche chi dovrebbe soltanto attraversarlo per farsi curare. La restrizione alla mobilità diventa diagnosi. Il confine diventa cartella clinica. La sua storia scorre nelle stesse ore in cui Gaza continua a contare i vivi per sottrazione. A nord della Striscia, dopo più di quattrocentonovanta giorni, la protezione civile ha recuperato venti corpi dalle macerie della casa della famiglia Nasr. Altri restano sotto il cemento. Il tempo non alleggerisce nulla, cristallizza. Le bare allineate davanti ai parenti raccontano che la guerra sopravvive anche quando si parla di tregua. Il silenzio delle armi non coincide con la fine delle conseguenze. Le agenzie riferiscono dell'uccisione di un palestinese oltre la cosiddetta “linea gialla” e della scoperta di depositi d'armi tra Rafah e i tunnel. L'Idf rivendica operazioni mirate. Fonti locali parlano di un minore colpito a Jabalia e di un ferito. Le versioni divergono, i corpi restano. Ogni comunicato militare genera un contro-bollettino civile. Intanto la Cisgiordania entra nel lessico dell'annessione. Si parla di percentuali, di registrazioni di terre come “statali”. Otto Paesi arabi e islamici richiamano la risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza e il parere della Corte internazionale di giustizia. La geografia diventa pratica amministrativa. Mentre si scava per restituire un nome ai morti e per tentare di salvare chi chiede cure altrove, altrove si prepara un tavolo che si definisce pace. Qui l'uscita resta chiusa. Per i malati. Per chi attende sotto le macerie. Per una popolazione che aspetta un varco che sia reale. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

il posto delle parole
Giacomo Longhi "Vita appesa" Atef Abu Saif

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Feb 11, 2026 21:21


Giacomo Longhi"Vita appesa"Atef Abu SaifAlessandro Polidoro Editorewww.alessandropolidoroeditore.itUn romanzo potente e attuale che racconta cosa significa vivere nella Striscia di Gaza.In un campo profughi della Striscia di Gaza, la vita di Na‘im, tipografo che stampa i manifesti dei giovani martiri, viene spezzata da un proiettile. La sua morte segna l'inizio di una storia che intreccia tragedia privata e destino collettivo: il figlio Salim, rientrato dall'Italia dove lavora come ricercatore, deve fare i conti con un passato che credeva di aver lasciato alle spalle e un presente che lo reclama. Tra la fidanzata di un tempo, Giaffa, e l'inattesa ricomparsa di Nataly, ex compagna ora giornalista, Salim si muove in un labirinto di affetti, lutti e scelte difficili. Attorno a lui prendono forma le vicende degli amici di sempre – chi sceglie la resistenza, chi una carriera nel grande «panificio di notizie» che è Gaza, chi sogna l'estero, chi scala le gerarchie del potere – mentre il passato riaffiora nei racconti della vecchia generazione, fatti di sconfitte e tenacia. Dal ricordo della Nakba alle Intifade, dalle serate letterarie nei caffè alle prigioni, dai tunnel sotterranei all'economia dell'assedio, dalla speculazione edilizia ai movimenti di protesta civile, il romanzo ci trascina negli ingranaggi di Gaza, una «macchina della vita».Traduzione dall'arabo di Lorenzo Declich e Daniele Mascitellia cura di Giacomo Longhi Alberti«Chi vede la morte ha paura di una cosa: essere dimenticato. Anche durante un genocidio le persone sanno l'importanza delle parole e della scrittura». Originario del campo profughi di Jabalia, nella Striscia di Gaza, dove è nato nel 1973, Atef Abu Saif si è laureato in Lin­gue e Letteratura inglese all'Università di Bir-Zeit di Ramallah e ha con­seguito un master presso l'Università di Bradford (UK) e un dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Sociali presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze. È autore di cinque romanzi, tra i quali Una vita sospesa, finalista del Premio Internazionale per la Narrativa Araba 2015. Nel 2014 ha curato l'antologia The Book of Gaza (Comma Press), composta da dieci racconti brevi di scrittori della Striscia. Già portavoce del partito di Fatah e Ministro della cultura della Palestina dal 2019 al 2024, si trovava nella Striscia di Gaza per un breve viaggio di lavoro quando Israele ha lanciato la sua offensiva il 7 ottobre 2023: per sessanta giorni ha testimoniato in presa diretta la violenza della guerra e le devastanti perdite di vite umane e le sue cronache – poi confluite nel doloroso Diario di un genocidio (Fuoriscena, 2024) – sono state pubblicate dalle principali testate giornalistiche internazionali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #145

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 11, 2026 1:52


Il cessate il fuoco continua a produrre bollettini. Dall'11 ottobre, a Gaza, i morti contati dopo la firma dell'accordo sono 586, i feriti 1.558. I numeri arrivano mentre i raid proseguono a intermittenza nel centro della Striscia e a Rafah, sempre spiegati come “risposte a violazioni”. La tregua resta una formula, la realtà un referto. Intanto Israele sposta il baricentro. Mentre Gaza brucia a bassa intensità, la Cisgiordania viene riscritta per decreto. Il governo rafforza i poteri civili sui territori occupati, accelera procedure e acquisti, rende strutturale ciò che doveva restare provvisorio. Washington protesta a parole, Berlino registra “preoccupazione”, sul terreno cambia il perimetro del controllo. L'annessione smette di essere una minaccia e diventa prassi amministrativa. La guerra, però, entra anche in un'altra stanza. Quella del diritto penale. In Israele avanzano disegni di legge che reintroducono la pena di morte su base etnica, riservata ai palestinesi. Le Nazioni Unite e Amnesty parlano di violazione del diritto alla vita e di discriminazione istituzionalizzata. È il linguaggio della legge che normalizza la selezione. A Gaza, nello stesso tempo, emergono storie che non lasciano corpi. Un'inchiesta giornalistica ricostruisce migliaia di persone “evaporate”, senza resti identificabili, compatibili con l'uso di armi ad altissima temperatura. Famiglie che cercano nomi in registri vuoti. Anche questo è un effetto di guerra: l'impossibilità del lutto. E l'Italia. Gli aiuti umanitari restano bloccati oltre confine, in Giordania. Le opposizioni chiedono un'informativa urgente al ministro degli Esteri. Il governo prende tempo. Gaza continua a insegnare una lezione semplice e brutale: quando la politica rinvia, la violenza compila i moduli al posto suo. E li timbra ogni giorno. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #144

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 10, 2026 2:09


Rafah funziona a intermittenza. Due giorni di stop, poi un varco contingentato, poi di nuovo l'attesa. Le evacuazioni sanitarie passano “a tranche”, poche decine alla volta, mentre migliaia restano in lista. La tregua si misura così: con un cancello che decide chi respira e chi aspetta. È il quadro degli ultimi tre giorni, raccontato dalle agenzie e confermato sul terreno, dove l'uscita dalla Striscia resta un'eccezione amministrativa, non un diritto. Dentro questa cornice tornano i colpi “di contorno”. Fuoco su tende di sfollati a est di Gaza City. Un ventenne ucciso a Deir al-Balah. Segnalazioni di spari nel nord per il superamento di una linea “gialla” che cambia di giorno in giorno. Episodi presentati come incidenti, poi sommati in bollettino. La parola tregua resta in alto, la pratica resta bassa. E intanto l'imbuto sanitario si stringe: feriti cronici, dialisi, oncologici che dipendono da una finestra di poche ore. Sullo sfondo, la pace entra in calendario. A Washington prende forma un Board of Peace, investimenti annunciati, fase due, tavolo arabo. La diplomazia come evento, con date e foto. In Europa si discutono compatibilità statutarie, mentre sul terreno la normalità viene rinviata. La distanza tra i comunicati e i varchi è tutta qui. Il controcampo è la Cisgiordania. Raid notturni nei villaggi, case perquisite, giovani presi di mira. L'Unione europea annuncia fondi a UNRWA per Gaza e Cisgiordania insieme, riconoscendo che la linea è una sola anche quando si finge di spezzarla. Le famiglie dormono in abitazioni danneggiate, nella paura, mentre le operazioni “di sicurezza” producono paura come effetto collaterale. Rafah che apre e chiude, tende colpite, villaggi rastrellati, tavoli di pace apparecchiati. Negli ultimi tre giorni il conflitto ha mostrato la sua grammatica: la tregua come parola, la violenza come procedura, l'uscita come concessione. Finché questa resta la sintassi, ogni annuncio suona come un titolo senza testo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

News dal pianeta Terra
Alla premier giapponese è andata bene

News dal pianeta Terra

Play Episode Listen Later Feb 9, 2026 9:22


In Giappone, la premier Sanae Takaichi è riuscita a capitalizzare il consenso uscendo vincitrice dalle elezioni flash chiamate solo 3 mesi dopo essere a capo del governo. Sono cominciate le XXV Olimpiadi invernali di Milano Cortina, con già un oro. Sabato si è tenuta a Milano una manifestazione riguardo all'impatto ambientale e sociale delle olimpiadi. Ci sarà una nuova spedizione della Global Sumud Flotilla: partirà il 29 marzo sempre con direzione la Striscia di Gaza e l'obiettivo di sfondare il blocco navale e portare oltre 3000 persone con 100 navi a dare soccorso sanitario, aiuti per la ricostruzione e indagini sui crimini di guerra.   Puntata speciale di News dal Pianeta Terra: La spugna che potrebbe cambiare il destino degli oceani Campo Lungo, il nuovo podcast di Matteo Serra per LifeGate: Il futuro in salita degli sport invernali A cura di Giovanni MoriMontaggio: Giorgio Baù Supervisione editoriale: Camilla Soldati Produzione: Giacomo De Poli e Marco Rip Musiche: Luca Tommasoni Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it. 

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #141

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 5, 2026 1:48


A Rafah anche oggi si entra e si esce a ore, Le evacuazioni mediche previste sono state annullate all'ultimo momento, con i pazienti già pronti e le ambulanze in attesa. Il collasso funziona così: la sopravvivenza diventa un permesso revocabile. L'Organizzazione mondiale della sanità parla di oltre 18.500 persone nella Striscia che necessitano di cure specialistiche indisponibili sul territorio. Il numero resta fermo mentre i giorni scorrono e le finestre di uscita si chiudono. Nelle stesse ore, lungo la Linea Gialla nel nord della Striscia, colpi d'arma da fuoco feriscono gravemente un riservista israeliano. La risposta è immediata: carri armati, raid aerei, bombardamenti. Il ministero della Salute di Gaza aggiorna il bilancio: almeno ventuno morti. Le agenzie annotano che la fonte non distingue tra civili e combattenti. Da Gaza arriva anche la voce del parroco della Sacra Famiglia, Gabriel Romanelli. Parla di una crisi umanitaria e sanitaria senza precedenti e avverte che l'idea di un conflitto in esaurimento è una rappresentazione lontana dalla realtà quotidiana. Intanto, in Cisgiordania, il governo israeliano accelera su un altro fronte. Il ministro della Difesa Israel Katz annuncia l'avanzamento della legalizzazione di 140 avamposti agricoli, con il sostegno di Netanyahu e Smotrich. Terra occupata che diventa autorizzata, violenza coloniale trasformata in atto amministrativo. E mentre sul terreno si decide chi può curarsi e chi perde casa, in Italia il dibattito scivola sulla punizione simbolica. Il senatore Maurizio Gasparri annuncia un'interrogazione contro Francesca Albanese per la sua iniziativa su Gaza alla Camera. Qui il confine si stringe sulle parole, là sui corpi. Il meccanismo resta riconoscibile. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Breaking News Italia - Ultime Notizie
Aggressione a Striscia la notizia: inchiesta finisce nel caos

Breaking News Italia - Ultime Notizie

Play Episode Listen Later Feb 5, 2026 2:01


Aggressione a Striscia la notizia: inchiesta finisce nel caosMomento di tensione per la troupe di Striscia la Notizia. Cameraman gettato in mare a Cirò Marina durante un servizio sulla pesca illegale#striscialanotizia

Il Mondo
La riapertura del valico di Rafah in realtà è molto limitata. In Costa Rica stravince la presidente populista.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Feb 3, 2026 27:32


Il 1 febbraio Israele ha riaperto parzialmente il valico di Rafah, che collega la Striscia di Gaza all'Egitto, consentendo ai residenti di attraversare la frontiera, ma in numero limitato e a condizioni molto rigide. Con Francesca Gnetti, editor di Medio Oriente di Internazionale.La populista di destra Laura Fernández il 1 febbraio ha vinto al primo turno le elezioni presidenziali in Costa Rica promettendo una linea dura contro la criminalità. Con Tiziano Breda, analista di America Latina per l'Acled.Oggi parliamo anche di:Georgia • “La politica in famiglia” di Mariya Martiyenkohttps://www.internazionale.it/magazine/mariya-martiyenko/2026/01/29/la-politica-in-famigliaSerie tv • The paper su Sky/Now TvCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Modem
Gaza, a che punto siamo?

Modem

Play Episode Listen Later Feb 3, 2026 30:08


È rimasto chiuso per quasi due anni, il valico di Rafah, tra la striscia di Gaza e l'Egitto. Ieri è stato riaperto in entrambi i sensi, anche se solo parzialmente. A detta delle autorità israeliane, che controllano questo posto di frontiera dal lato palestinese, soltanto un centinaio di residenti al giorno sarà autorizzato a transitare da quel valico, la priorità verrà data soprattutto a chi necessita di cure mediche urgenti. Rafah è al momento l'unico punto di passaggio tra la Striscia e il resto del mondo, la sua riapertura è uno dei venti punti previsti dal piano di pace presentato da Donald Trump lo scorso mese di ottobre. Al momento possono transitare solo i pedoni, escluso il passaggio di aiuti umanitari, bloccati dal governo israeliano malgrado le forti richieste delle Nazioni Uniti e di diverse ONG attive nella regione.Come procede sul terreno la concretizzazione dell'accordo voluto da Donald Trump? Quali sono le condizioni in cui vive la popolazione palestinese, stremata dopo due anni di continui bombardamenti israeliani? E quale la portata della riapertura del valico di Rafah, che da più parti viene definita puramente simbolica? Argomenti e interrogativi di cui discuteremo con:Michele Giorgio, collaboratore RSI da Gerusalemme Giorgio Monti, coordinatore medico di EmergencySilvia Colombo, ricercatrice presso il Nato Defence College di Roma

Nessun luogo è lontano
Minacce, bombe e diplomazia

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later Feb 2, 2026


Nel mirino di Donald Trump, l'Iran fa la voce grossa ma appronta qualche mossa prudente, come decidere di annullare l'esercitazione navale nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, d'altra parte, sembrano portare avanti un piano sull'Iran non facilmente decodificabile. Prima il presidente americano dice di voler proteggere i manifestanti poi parla della necessità di smantellare il nucleare iraniano. Insomma i piani sono tortuosi e la diplomazia sembra non centrare l'obiettivo. E così anche in Ucraina dove, ripresi i bombardamenti dopo la "tregua del gelo", i negoziati sono bloccati per via di posizioni da tempo inconciliabili. Ne parliamo con Michele Valensise, presidente dello IAI, e Shirin Zakeri, ricercatrice e docente di Asia Occidentale e Iran contemporaneo alla Sapienza di Roma.Mentre le autorità israeliane riaprono il valico di Rafah per i pedoni, alle ONG che operano nella Striscia vengono richiesti adempimenti sempre più stringenti. Ne parliamo con Monica Minardi, presidente di MSF Italia.

News dal pianeta Terra
Nemmeno Medici Senza Frontiere può stare a Gaza

News dal pianeta Terra

Play Episode Listen Later Feb 2, 2026 9:11


Israele ha ammesso, in maniera informale, di confermare le oltre 70mila persone palestinesi uccise negli ultimi 2 anni a Gaza. Intanto però conferma anche il blocco per Medici Senza Frontiere e altre ong nella Striscia.Sabato a Torino c'è stata una grande manifestazione con oltre 50mila persone in solidarietà allo sgombero dello spazio sociale Askatasuna, a dicembre. Ci sono stati anche scontri, con molte violenze anche a polizia, giornalisti e manifestanti.La fontana di Trevi sarà visibile ora dietro pagamento di 2€ - ma rimarrà aperta la mattina presto e la sera tardi. Si tratta di un'altra misura per combattere l'overtourism romano,Il post di Rita Rapisardi: su Facebook e su InstagramA cura di Giovanni MoriMontaggio: Giorgio Baù Supervisione editoriale: Camilla Soldati Produzione: Giacomo De Poli e Marco Rip Musiche: Luca Tommasoni Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it. 

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #137

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jan 30, 2026 2:08


Rafah oggi è un atto politico concreto. È il punto in cui il potere si esercita senza bisogno di proclami. Il valico resta formalmente aperto al transito delle persone, mentre sulle merci si consuma una trattativa che riguarda quantità, tempi, autorizzazioni. Nelle ultime 24 ore fonti israeliane hanno fatto filtrare l'ipotesi di ridurre i camion degli aiuti dagli attuali circa 600 al giorno a 200, con l'obiettivo dichiarato di arrivare a 120. Ogni cifra è una decisione sulla sopravvivenza. Nello stesso tempo Hamas afferma di essere pronto a trasferire la gestione della Striscia a un comitato palestinese di tecnici, subordinando la mossa alla riapertura “completa” di Rafah, in entrata e in uscita, senza controllo israeliano. Il lessico è quello della transizione amministrativa. La sostanza resta il confine come strumento di comando. Rafah governa Gaza più di qualsiasi organigramma. Il rientro in Israele del corpo dell'ultimo ostaggio chiude una fase simbolica del conflitto. Con quella chiusura, la pressione si sposta tutta sul dopo. Si parla di “fase due”ma il passaggio decisivo resta logistico: chi decide cosa passa dal valico decide la forma della pace. I dati sui bambini rendono visibile il costo di questo controllo. Secondo UNICEF, oltre 336.000 minori sono coinvolti in programmi educativi di emergenza, mentre circa il 60% dei bambini in età scolare resta escluso da qualsiasi forma di scuola in presenza. Più del 90% degli edifici scolastici risulta danneggiato o distrutto. L'istruzione dipende anche da Rafah: materiali didattici, evacuazioni mediche, ricongiungimenti familiari passano da lì. Ogni giorno di chiusura parziale allunga una frattura che diventa strutturale. Cento camion in più o in meno. Dentro quei numeri c'è la differenza tra assistenza e carestia, tra scuola e sospensione infinita. Gaza oggi viene amministrata così: a colpi di valico. Rafah è il luogo dove la politica smette di essere discorso e diventa immediatamente destino. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Radio Vaticana con voi
Radio Vaticana con Voi 29.01.2026

Radio Vaticana con voi

Play Episode Listen Later Jan 29, 2026 49:00


Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 335 1243 722 Gli ospiti di oggi: don Francesco Preite, presidente dei Salesiani per il Sociale, presenta il dossier "Fragili". Una generazione in bilico tra il desiderio di costruire il proprio futuro e una vulnerabilità emotiva diffusa, con una visione disincantata degli adulti, non percepiti come guide di riferimento, ma con uno sguardo lucido sul mondo. È la fotografia scattata su un campione di oltre mille persone di età compresa tra 14 e 20 anni. Prosegue intanto fino al primo febbraio la campagna solidale "Non lasciamo al buio i bambini più fragili": basta inviare un sms al numero 45598 per donare 2 euro in favore degli oltre 100mila beneficiari dei Salesiani per il Sociale; Riccardo Orfino e Maria Vittoria Bari, clownterapeuti di Cuore@Cuore Odv. L'associazione composta da oltre 90 clown, tutti volontari, persegue fini di promozione sociale. I clown, indossando la maschera più piccola del mondo, il naso rosso, supportano le persone in difficoltà operando presso RSA, ospedali e case di cura, strutture dedicate a persone vulnerabili a Roma e provincia; Roberto Scaini, coordinatore medico di Medici senza frontiere, ci porta nella Striscia di Gaza dove pur essendosi registrato un aumento degli aiuti per la popolazione stremata, si continua a morire. Anche di freddo. Nicola Vilella, presidente della SS Romulea, la società sportiva romana che vanta 104 anni di storia. Di recente il settore giovanile della FIGC ha assegnato alla Romulea il prestigioso riconoscimento di miglior club dell'anno per il calcio di base in Italia. Un premio dedicato alle società e ai personaggi che maggiormente si sono distinti durante l'anno nell'ambito del settore giovanile, per iniziative, progetti e attività, comprese quelle che favoriscono l'inclusione sociale. Conduttori e autori: Andrea De Angelis e Stefania Ferretti Si ringraziano Beatrice Guarrera, Silvia Giovanrosa, Paola Simonetti, padre Adrian Danca e Lorena Leonardi Tecnici del suono Daniele Giorgi e Gabriele Di Domenico

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #135

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jan 28, 2026 1:55


Hanno paura di una parola. Non di un gesto, non di una protesta, non di un disordine. Di una parola detta su un palco. La vicenda Ghali racconta l'Italia meglio di qualunque dichiarazione ufficiale: la censura preventiva elevata a valore civile, il silenzio imposto presentato come buona educazione. Il ministro Abodi parla di “rispetto”. Dice che la cerimonia d'apertura dei Giochi è costruita in modo da “azzerare i rischi di libera interpretazione”. Azzerare. Come se la libertà fosse un errore di sistema. Come se l'etica coincidesse con l'assenza di parole scomode. L'arte ammessa solo se decorativa, la cultura valida solo se muta. Poi arriva il paternalismo esplicito. L'idea che Ghali debba ricevere “indicazioni”, “linee guida”, capire “cosa deve fare” in quel momento. È il potere che si concede il diritto di decidere il perimetro del pensiero altrui. Un artista trattato come un funzionario da addestrare. Un microfono visto come una minaccia. Intanto Gaza continua a esistere. Mentre qui si discute di galateo istituzionale, l'artiglieria israeliana colpisce l'est di Gaza City. Mentre qui si invoca il rispetto, ministri del governo Netanyahu parlano di regime militare sulla Striscia. Mentre qui si sorvegliano le parole, in Cisgiordania le case vengono demolite. I fatti non hanno bisogno di interpretazione. Il cortocircuito è totale. La parola “Gaza” fa più paura dei bombardamenti. Una frase detta da un cantante spaventa più delle macerie. Per questo bisogna neutralizzarla prima che accada. Per questo si costruisce il silenzio come valore morale. Ma il rispetto e l'etica obbligano a parlare. L'arte e il pensiero sono liberi. E Gaza non è un'opinione: è un genocidio che si vorrebbe consumare senza disturbo, lontano dai palchi, lontano dalle cerimonie, lontano dalle coscienze. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Radiogiornali di Radio Vaticana
Radiogiornale Italiano ore 08.00 27.01.2026

Radiogiornali di Radio Vaticana

Play Episode Listen Later Jan 27, 2026 10:00


I titoli: - Gaza, recuperati i resti dell'ultimo ostaggio israeliano. Trump e Netanyahu: ricostruzione della Striscia solo dopo il disarmo - Il Papa alla Rota Romana: nei giudizi cercare equilibrio tra verità e carità, senza rigidità - Giorno della memoria: all'Archivio di Stato di Torino, fino al 31 marzo, la mostra fotografica “Seeing Auschwitz” Conduce: Francesco De Remigis Tecnico del suono: Damiano Caprio

SBS Italian - SBS in Italiano
Sta davvero iniziando la seconda fase del piano di pace per Gaza?

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Jan 26, 2026 11:38


Quasi quotidianamente si registrano vittime nella Striscia, che sta vivendo un inverno particolarmente rigido e che conta milioni di sfollati.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #132

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jan 24, 2026 2:05


A Davos si costruisce il plastico. A Gaza si brucia plastica per scaldarsi. È il contrasto che regge tutta la giornata e rende superfluo ogni commento aggiuntivo. Mentre il Board of Peace si presenta come laboratorio del “dopo”, a Khan Younis le famiglie rovistano tra i rifiuti per accendere un fuoco che tolga il gelo dalle ossa. Lo raccontano le agenzie senza aggettivi, come se fosse un dato di contesto. È invece il centro della scena: la pace promessa in Svizzera e la sopravvivenza improvvisata nella Striscia stanno su due pianeti diversi. Il primo test concreto arriva da Rafah. Ali Shaath annuncia la riapertura del valico “in entrambe le direzioni” per la prossima settimana. Israele risponde con una formula sospesa, “valuteremo”. Il lato palestinese resta sotto controllo militare israeliano. In mezzo, la cronaca che smonta il palco. Tre giornalisti uccisi mentre viaggiavano in auto, tra loro un collaboratore dell'AFP. L'agenzia chiede un'indagine completa. Israele continua a impedire l'ingresso alla stampa internazionale, salvo visite accompagnate. Gaza viene raccontata da chi ci vive e ci muore, mentre la “pace” viene spiegata altrove. Sul piano politico europeo, la frattura è ormai esplicita. António Costa parla di “seri dubbi”. Pedro Sánchez si sfila. Ungheria e Bulgaria entrano. L'Italia resta in una terra di mezzo: Trump dice che Meloni “vuole unirsi”, Meloni evita di dirlo per iscritto. In Parlamento l'opposizione chiede conto, la Costituzione diventa improvvisamente un oggetto citato a corrente alternata. Intanto, lontano dai riflettori di Davos, la Cisgiordania continua a bruciare piano. A Hebron, operazione congiunta di esercito, Shin Bet e polizia: perquisizioni di massa, arresti, armi sequestrate. La “fase dopo” convive con la repressione quotidiana. Il filo che tiene insieme tutto è semplice e spietato. Si parla di pace senza guardare chi, oggi, deve bruciare immondizia per non morire di freddo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #131

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jan 23, 2026 2:09


Davos accende i riflettori e spegne i corpi. Il Board of Peace nasce così: firma solenne, fotografie di gruppo, rendering patinati di una “Nuova Gaza” affacciata sul mare. Sullo schermo scorrono mappe e promesse, nella Striscia restano tende sfondate dal vento e macerie che cedono sotto il peso dell'inverno. La pace come evento, la guerra come contesto permanente. I nomi siedono al tavolo e fanno già notizia da soli. Donald Trump convoca e benedice. Benjamin Netanyahu accetta l'invito mentre l'offensiva prosegue. Vladimir Putin dice sì e normalizza la propria presenza. La pace diventa un board, l'adesione un atto politico, la biografia un dettaglio da rimuovere dal protocollo. Si firma, si applaude, si passa oltre. Nelle stesse ore, a Gaza, la tregua resta un titolo. Un raid colpisce l'area delle tendopoli. Tre giornalisti vengono uccisi mentre documentano. Le richieste di indagine si accumulano come sempre, insieme ai nomi, insieme alle immagini. Il Board promette governance, i droni consegnano silenzio. Il lessico della ricostruzione corre più veloce dei soccorsi. L'idea che prende forma a Davos è chiara: ricostruire come progetto immobiliare, governare come dossier, pacificare come cornice. Le slide parlano di occupazione totale e turismo costiero. I comunicati parlano di sicurezza. I corridoi umanitari restano intermittenti. La distanza fra palcoscenico e terreno diventa metodo. L'Italia osserva dal bordo. Giorgia Meloni resta sospesa fra la foto e la Carta, fra l'invito e la cautela costituzionale. Le opposizioni chiedono di restare fuori. È una scena di imbarazzo istituzionale che dice più di mille dichiarazioni: la pace come club chiede una firma, la Repubblica chiede una responsabilità. Poi c'è Rafah. Un annuncio di riapertura del valico circola mentre il Board brinda. Un varco reale contro una pace di cartone. La differenza sta tutta lì: ciò che muove i camion e ciò che muove i titoli. Gaza continua a esistere fuori dal rendering. E lo ricorda ogni volta che la pace viene messa a verbale mentre la violenza resta a verbale. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Modem
Le altre Nazioni Unite

Modem

Play Episode Listen Later Jan 23, 2026 31:17


Era stato pensato e promosso come nuovo organismo per gestire la transizione nella Striscia di Gaza ma ora il Board Of Peace (il Consiglio per la Pace) creato e voluto da Donald Trump e presentato questa mattina a margine del WEF di Davos, appare decisamente uno strumento diverso. Lo hanno già definito un ONU parallelo, un club a pagamento che più che costruire la pace potrebbe portare allo smantellamento delle Nazioni Unite, accusate di immobilismo e soffocate dalla burocrazia.  Quali dunque gli obiettivi del Board Of Peace e chi vi ha aderito fin qui? Quali e quante risposte mancano all'invito di Donald Trump? Quale ruolo saprà mantenere l'Onu e al costo di quali riforme?Ne parliamo domani conBettina Müller, responsabile redazione Esteri RSI-radioFrancesca Caferri, giornalista, esperta di Paesi del GolfoMicaela Frulli, professoressa di diritto internazionale all'Università di Firenze

Space Valley Live
Striscia la Notizia ancora nel 2026? - Space Valley Live del 22/01/26 - S4E063

Space Valley Live

Play Episode Listen Later Jan 22, 2026 112:00


Si parla del grande ritorno di Striscia la Notizia, di interviste più o meglio riuscite, di genitori che non ti aiutano, di andare ai 30 km/h in città e poi si va a Parigi con i profumi!Sostieni questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/space-valley-live--5686515/support.Live su Youtube: https://youtu.be/6Yyd9bXXWx8Segui le LIVE su Twitch: https://www.twitch.tv/spacevalleyDal Lunedì al Giovedì alle ore 9:00!Shop Ufficiale Space Valley: https://spacevalley.shop/Canale Yakety-Yak: https://www.youtube.com/@YaketyYakSpace Valley: https://www.youtube.com/@vallespazialeInstagram: https://www.instagram.com/vallespazialeTelegram: https://t.me/vallespazialeAround the Valley: https://www.youtube.com/AroundtheValley

Il Mondo
Il "consiglio di pace" per Gaza e il nuovo ordine di Trump. In Uganda clima teso e violenze dopo le elezioni.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Jan 21, 2026 27:31


Decine di leader e capi di stato di tutto il mondo sono stati chiamati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump a far parte del cosiddetto Consiglio di pace, un organismo inizialmente concepito per supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza. Con Paola Caridi, giornalista e presidente di Lettera22.Il 15 gennaio Yoweri Museveni, 81 anni, è stato eletto presidente per la settima volta consecutiva ma la sua leadership è minacciata da crescenti tensioni politiche e da un tasso di povertà in aumento. Intervista con un giornalista italiano a Kampala.Oggi parliamo anche di:Afghanistan • “Il cielo azzurro di Herat” di Wolfgang Bauerhttps://www.internazionale.it/magazine/wolfgang-bauer/2026/01/15/il-cielo-azzurro-di-heratMusica • Secret love dei Dry CleaningCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Radio Rossonera
Milan-Lecce, si allunga la striscia positiva: ecco da quando non succedeva

Radio Rossonera

Play Episode Listen Later Jan 19, 2026 1:13


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Keration Podcast
Il colubro: una freccia che striscia

Keration Podcast

Play Episode Listen Later Jan 17, 2026 1:50


Il colubro è soprannominato il “serpentefreccia” evidentemente per il suo guizzare e balzare sulla preda. Comunque,anche il serpente a sonagli usa lo stesso sistema di caccia. In ebraico, ilcolubro si dice qippòhz, la cui radice sembra correlata a una parolaverbale araba che significa “saltare”. Nei territori desolati il colubro regnasovrano. È stato detto che in essi ‘fa il suo nido, depone le uova, che cova eraccoglie sotto la sua ombra'. La maggior parte dei serpenti deponeuova. Questa affermazione potrebbe riferirsi alla pratica di alcuni serpenti diavvolgersi attorno alle proprie uova.Nel libro Snakes: A Natural History(1977, p. 55) di H. W. Parker si legge: “L'abitudine di ‘covare' e il corpoarrotolato forniscono un certo controllo della temperatura e una certaprotezione, perché la madre può coprire o scoprire le uova a piacimento alvariare delle condizioni meteorologiche, garantendo così una temperatura piùuniforme e probabilmente più elevata; allo stesso tempo, l'avvolgimento riducele superfici esposte”.Samuel Bochart (1599-1667), nella suaopera Hierozoicon (Leipzig, 1796, Vol. 3, Part II,Book III, chap. XI,pp. 194-204), riportò approfonditi studi legati alla parola ebraica qippòhze concluse che si riferisce al serpente chiamato in greco akontìas e inlatino jaculus: il serpente saettone. Tuttavia, i lessicografi moderni nonsono concordi sul significato di questa parola ebraica. 

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #127

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jan 17, 2026 1:50


Da Washington arriva l'appello che piace ai titoli: «continuate a protestare», «prendete le istituzioni», «l'aiuto è in arrivo». Lo firma Donald Trump, rivolto all'Iran, con il linguaggio dell'insurrezione legittima e il vocabolario dei diritti. È una voce che promette protezione morale prima ancora che politica. Nelle stesse ore, a Gaza, la cronaca resta muta. I medici parlano di bambini feriti, di famiglie colpite dai raid, di corpi estratti dalle case bombardate a Nuseirat e in altre aree della Striscia. Le cifre scorrono come un bollettino che nessuno rilancia con enfasi: undici morti in una mattina, altri feriti, altre stanze svuotate. Qui nessuno invita a occupare le istituzioni. Qui si conta. La selezione non è casuale. Mentre la protesta iraniana viene incorniciata come dovere civile, Gaza resta un teatro senza diritto di parola. La gerarchia è chiara: alcune vite meritano un appello, altre solo una didascalia. Alcune violenze attivano sanzioni e indignazione, altre si depositano come rumore di fondo. C'è poi il dettaglio che spiega il meccanismo. A Gerusalemme Est un centro sanitario dell'UNRWA viene forzato, poi chiuso per trenta giorni. È un atto amministrativo che pesa più di molte dichiarazioni: ridurre la presenza internazionale significa restringere lo spazio del racconto. Senza testimoni, la contabilità del sangue diventa più facile da ignorare. Così il doppio standard smette di essere un'accusa astratta e diventa prassi. Incitare alla rivolta da un lato, comprimere l'umanitario dall'altro. Chiamare “protesta” ciò che conviene, chiamare “danno collaterale” ciò che disturba. Il diario registra questa asimmetria perché è qui che si decide chi ha diritto a essere visto. E chi resta, ancora una volta, fuori campo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Corriere Daily
Groenlandia mia. Trump e l'Iran. Fase 2 a Gaza

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Jan 14, 2026 23:20


Giuseppe Sarcina parla del futuro dell'isola artica, dopo i colloqui (interlocutori, ma non troppo) tra Stati Uniti e Danimarca a Washington. Guido Olimpio analizza le opzioni militari a disposizione del presidente Usa nel caso in cui decidesse di  attaccare Teheran. Anna Momigliano spiega che cosa significa la nomina dei componenti del governo tecnico che dovrebbe guidare la transizione nella Striscia.I link di corriere.it:Groenlandia, Trump: «Dev'essere in mano nostra». Il ministro danese dopo il vertice di Washington: «Gli Usa possono avere più militari, no alla vendita». Germania e Svezia inviano truppeGaza, Witkoff annuncia l'avvio della Fase due: «Hamas rispetti gli obblighi o gravi conseguenze»Gaza, Witkoff annuncia l'avvio della Fase due: «Hamas rispetti gli obblighi o gravi conseguenze»

Si può fare
Può esistere un mondo senza petrolio?

Si può fare

Play Episode Listen Later Jan 10, 2026


Partendo dalla recente vicenda Stati Uniti - Venezuela, ci siamo posti una domanda: ma può davvero esistere un mondo senza petrolio?In questa puntata proviamo a mettere un po' di ordine, partendo dalle guerre petrolifere di oggi e del passato, passando per le alternative energetiche sostenibili. Gli ospiti di oggi:Francesco Sassi - Ricercatore in geopolitica dell'energia all'università di OsloUgo Bardi - Ex docente di chimica all'Università di Firenze. Membro del Club di Roma e dell'Accademia Mondiale di Arti e Scienze (WAAS)Lancio evento del sabato:Davide Zubani - Direttore Si Può Fare BandStorie dal Sociale - Gaza, aiuti a rischioSono almeno trentasette le ong che rischiano di essere costrette ad abbandonare la Striscia di Gaza. Se ciò accadesse cosa significherebbe per la popolazione gazawa?

Laser
Israele Stato vulnerabile

Laser

Play Episode Listen Later Dec 26, 2025 25:52


® Due anni fa un attacco del gruppo terroristico palestinese Hamas in Israele provocò la morte di 1'200 persone, in maggioranza civili. 250 persone vennero rapite e portate nella Striscia di Gaza. Con lo storico israeliano Ilan Pappé, autore di numerosi saggi sulla questione israelo-palestinese, tra cui “Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina dal 1882 ad oggi”, cercheremo di comprendere le conseguenze per Israele di quella vicenda, che ha segnato la storia del Medio Oriente come pochi altri eventi dalla fine del secondo conflitto mondiale.Pappé sottolinea la vulnerabilità della nazione, parla apertamente di crepe nella società e nelle fondamenta di Israele, e ripercorre la storia del paese e della regione. Una storia condivisa fatica ad essere scritta, e quindi anche la comprensione del ruolo che ogni comunità potrebbe e dovrebbe avere per trovare una soluzione alla realtà attuale. Lo storico riconosce gli errori dell'Europa del passato, che si trascinano ancora oggi. Alle ragioni umanitarie e del diritto internazionale si sostituiscono ragioni ideologiche e questo cambio di prospettiva non contribuisce certo alla ricerca di una visione per il futuro.Nel corso della puntata del 7 ottobre sarà presentato il nuovo libro dello storico: “La fine di Israele, il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina” (Fazi editore)Prima emissione: 7 ottobre 2025undefined

Laser
Israele Stato vulnerabile

Laser

Play Episode Listen Later Dec 25, 2025 24:04


® Due anni fa un attacco del gruppo terroristico palestinese Hamas in Israele provocò la morte di 1'200 persone, in maggioranza civili. 250 persone vennero rapite e portate nella Striscia di Gaza. Con lo storico israeliano Ilan Pappé, autore di numerosi saggi sulla questione israelo-palestinese, tra cui “Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina dal 1882 ad oggi”, cercheremo di comprendere le conseguenze per Israele di quella vicenda, che ha segnato la storia del Medio Oriente come pochi altri eventi dalla fine del secondo conflitto mondiale.Pappé sottolinea la vulnerabilità della nazione, parla apertamente di crepe nella società e nelle fondamenta di Israele, e ripercorre la storia del paese e della regione. Una storia condivisa fatica ad essere scritta, e quindi anche la comprensione del ruolo che ogni comunità potrebbe e dovrebbe avere per trovare una soluzione alla realtà attuale. Lo storico riconosce gli errori dell'Europa del passato, che si trascinano ancora oggi. Alle ragioni umanitarie e del diritto internazionale si sostituiscono ragioni ideologiche e questo cambio di prospettiva non contribuisce certo alla ricerca di una visione per il futuro.Nel corso della puntata del 7 ottobre sarà presentato il nuovo libro dello storico: “La fine di Israele, il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina” (Fazi editore)Prima emissione: 6 ottobre 2025undefined

ONE MORE TIME  di Luca Casadei
Enzo Iacchetti, non ho paura

ONE MORE TIME di Luca Casadei

Play Episode Listen Later Dec 18, 2025 119:23


Qui sotto trovi i biglietti per vedere One More Time a TEATRO https://www.ticketone.it/artist/luca-casadei/ Oggi faremo un viaggio con Enzo Iacchetti, uno dei volti più noti della televisione italiana. Dopo gli inizi nel mondo del cabaret al Derby di Milano e dopo una lunga collaborazione col Maurizio Costanzo Show, è diventato uno dei conduttori più importanti di Striscia la Notizia. In questa puntata ci racconterà del suo talento inespresso per la musica, scoperto per caso, e di un padre che non ha mai visto di buon occhio il Conservatorio. Ci dirà di essersi dato tutte le colpe per la morte del padre, anche quelle che non aveva, e di come tutt’oggi, ancora, gli parli. Ci racconterà di una malinconia che non lo abbandona mai, e della sensazione che questa venga dalle ore che ha passato da solo, in fondo al letto, appena nato. Scopriremo quanto sia importante, per lui, rimanere fedele ai propri ideali, e come abbia guadagnato fiducia nelle nuove generazioni, vedendole combattere per i più deboli. Ci dirà che è anche in chi lo incoraggia, che trova la forza per andare avanti. Il dream team di One More Time è composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Tommaso Galli, Noemi Grandi, Edoardo Levy, Gloria Giovanditti, Marco Caddia, Giulia Palamidessi, Giovanni Zaccaria. Questo episodio contiene l’inserimento di prodotti e servizi a fini commerciali.See omnystudio.com/listener for privacy information.

Corriere Daily
L'Ue e il Mercosur. Salvini assolto. Freddo e fango a Gaza

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Dec 17, 2025 22:45


Valentina Iorio presenta il vertice Ue in cui si discuterà se ratificare l'accordo di libero scambio con l'area di commercio latinoamericana (e il voto dell'Italia potrebbe rivelarsi decisivo). Giovanni Bianconi parla dell'assoluzione definitiva, stabilita dalla Cassazione, per il leader della Lega sul caso dello sbarco di migranti nel 2019. Giusi Fasano racconta la situazione nella Striscia, resa ancora più pesante per gli sfollati da settimane di maltempo.I link di corriere.it:La battaglia del Mercosur, arriva il no della Francia. I dubbi dell'Italia sul rinvioOpen Arms, la Cassazione conferma l'assoluzione di Matteo Salvini: ora la sentenza è definitivaForti piogge e inondazioni a Gaza: «Le condizioni degli sfollati sono disperate, servono roulotte e tende»

Backdoor podcast
DNPCD: la fine di una striscia storica e Pat Spencer che non conoscete

Backdoor podcast

Play Episode Listen Later Dec 12, 2025 64:13


Nella nuova puntata di DNPCD abbiamo analizzato la settimana di NBA focalizzandoci sulla NBA cup che è entrata nel vivo e ha decretato le ultime contendenti al titolo.Abbiamo analizzato il game of the week che, incidentalmente ha messo la parola fine alla striscia più storica della NBA.Alla fine abbiamo raccontato l'incredibile storia di Pat Spencer. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.

il posto delle parole
Sara Alberani "Material for an Exhibition"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Dec 5, 2025 19:42


Sara Alberani"Material for an Exhibition"Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal MediterraneoMuseo di Santa Giulia, BresciaEdizioni Skirawww.skira.net“Material for an Exhibition. Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo”, un importante volume edito da Skira che, attraverso una raccolta sistematica di opere provenienti da numerose zone di conflitto nel Mediterraneo – da Gaza, al Libano, alla Cisgiordania – evidenzia la capacità dell'arte di instaurare e difendere legami di solidarietà profondi fra le diverse realtà mediterranee, creando spazi di dialogo e confronto anche in contesti difficili come quello palestinese. A cura di Sara Alberani, il catalogo accompagna l'omonima mostra in corso fino al 22 febbraio 2026 presso il Museo di Santa Giulia di Brescia, che presenta le opere sopravvissute dell'Eltiqa Group for Contemporary Art di Gaza, dopo la distruzione causata da un bombardamento nel 2023. A partecipare all'ideale ricostruzione dello spazio artistico sono due dei fondatori del collettivo, gli artisti Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar, insieme all'artista libanese Haig Aivazian e alla palestinese Emily Jacir, Leone d'Oro a Venezia. Il titolo della mostra, Material for an Exhibition, rende omaggio all'opera Material for a Film di Emily Jacir, dedicata alla memoria del poeta palestinese Wael Zuaiter.Come accade nell'opera originale, anche in questo caso il termine material richiama le creazioni artistiche – installazioni, video, sculture, pittura, disegni e lavori su carta – e rimanda alle condizioni materiali in cui operano gli artisti provenienti da zone di conflitto. Elemento centrale è anche il rifiuto della cancellazione e della perdita delle opere, che spesso caratterizza tali contesti, in una riflessione sull'importanza dell'arte come archivio e memoria collettiva.In apertura del volume e della mostra spiccano le opere salvate degli artisti palestinesi Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar, co-fondatori di Eltiqa Group for Contemporary Art (“Eltiqa” in arabo “incontro”), una delle prime gallerie d'arte contemporanea nella Striscia di Gaza. Attraverso queste opere, che hanno viaggiato insieme agli artisti che le hanno prodotte, si mette in evidenza un altro volto di Gaza: quello della quotidianità, della cultura tramandata e dei luoghi della memoria, simbolo della volontà di un popolo che si rifiuta di scomparire. A seguire, una sezione dedicata alla ricerca dell'artista libanese Haig Aivazian riflette – attraverso sculture, installazioni, disegni e performance – sulle strutture di potere proprie della società contemporanea sullle dinamiche di controllo, sorveglianza e repressione dietro ai rapporti tra Medio Oriente e Occidente, indagando le dinamiche di controllo, sorveglianza e repressione.Il percorso si conclude con le creazioni dell'artista palestinese Emily Jacir, tra le voci più significative dell'arte contemporanea internazionale. La sua pratica attraversa un ampio repertorio di media – film, video, fotografia, scultura, installazione e performance – per indagare il modo in cu la memoria storica lascia il suo segno nel tempo, nelle geografie e nelle popolazioni della regione.             Le opere in mostra e raccolte nel volume provengono da importanti prestiti internazionali, da istituzioni newyorkesi, dal National Museum of Contemporary Art di Atene e della Sharjah Art Foundation di Sharjah. Si tratta di lavori realizzati nel corso di residenze artistiche e di alcune riproduzioni, di cui restano soltanto reperti digitali dopo la distruzione delle opere originali. Sara Alberani   Curatrice indipendente e attivista basata a Roma, esprime la sua ricerca curatoriale attraverso pratiche artistiche socialmente impegnate che coinvolgono comunità e spazi pubblici, concentrandosi sulle lotte di classe, la giustizia sociale e climatica attraverso progetti a lungo termine. Dal 2020 co-dirige LOCALES, una piattaforma curatoriale per la produzione di interventi site-specific e pratiche decoloniali nello spazio pubblico di Roma, nominata Miglior progetto curatoriale 2024 al Flash Art Italia Award. I suoi progetti sono stati presentati da numerose istituzioni. La sua ricerca curatoriale attuale indaga gli impatti dell'estrattivismo e del capitalismo sugli ecosistemi idrici nella sua regione d'origine, l'Emilia-Romagna, soprattutto alla luce delle alluvioni del 2023–2024, intendendo i corpi d'acqua come soggetti politici di insorgenza e resistenza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

SBS Italian - SBS in Italiano
Gaza e Medio Oriente, la pace è ancora lontana

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Nov 26, 2025 14:35


Quanti dei 20 punti del piano Trump per Gaza sono stati realizzati o sono in via di attuazione? E come procede la situazione sul campo nella Striscia di Gaza? Ascolta il nostro aggiornamento con il corrispondente de Il Manifesto per il Medio Oriente Michele Giorgio.

Esteri
Esteri di lunedì 24/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 24, 2025 28:01


1) Striscia di Gaza. In 44 giorni il cessate il fuoco è stato violato da Israele 500 volte. “Ma almeno salvate i suoi bambini“ l'appello alla comunità internazionale della mamma di Hind Rajab. 2) Caos Ucraina. Nel momento più drammatico del paese piovono proposte, controproposte e veti incrociati. Lo speciale di Esteri. 3) Belem 2025. Il compromesso al ribasso al Cop30 visto da Friday For Futures. (Sara Sessa – Fridays For Future Italia) 4) “Many Rivers to Cross” - Addio a Jimmy Cliff la leggenda del reggae giamaicano. (Claudio Agostoni) 5) Serie TV: La quinta e ultima stagione di Stranger Things. (Alice Cucchetti – Film TV)

Esteri
Esteri di giovedì 20/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 20, 2025 27:08


1) Striscia di Gaza. Il cessate il fuoco sempre di più un miraggio. Nelle ultime 24 ore l'esercito israeliano ha ucciso almeno 30 persone, la maggior parte erano bambini. 2) ”Noi restiamo qui“ reportage da “Nabi Samwil”, il villaggio palestinese nei pressi di Gerusalemme assediato dai coloni. 3) Ucraina. Donald Trump adotta il piano russo e spinge Kiev verso la capitolazione. Il punto di Esteri 4) Belem2025. Mancano poche ore alla chiusura della Cop30, cresce l'attesa per il documentale finale. 5) Madrid, 20 novembre. 50 anni fa la morte del dittatore Franco. Oggi la sua eredità - neofascismo e revisionismo – va a gonfie vele grazie a TikTok. 6) World Music. Dalla Mauritania “Yenbett“ dell'artista Noura Mint Seymali, un album femminista con un mix di musica tuareg e sonorità moderne.

Il Mondo
La risoluzione dell'Onu su Gaza non tiene conto dei palestinesi. Alta tensione tra Cina e Giappone.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Nov 19, 2025 25:21


Il 17 novembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato il piano di pace del presidente statunitense Donald Trump per la Striscia di Gaza, che prevede tra le altre cose l'invio di una forza internazionale. Con Paola Caridi, giornalista, presidente di Lettera22.Alcune dichiarazioni su Taiwan fatte dalla premier giapponese Sanae Takaichi hanno provocato una grave crisi diplomatica tra Cina e Giappone. Con Lorenzo Lamperti, giornalista, da Taipei.Oggi parliamo anche di:Video • “In Tanzania i safari e la caccia sportiva minacciano i masai” di Davide Lemmi, Marco Simoncelli e Khalifa Said.https://www.internazionale.it/video/2025/11/12/tanzania-safari-masaiPodcast • Bataclan - 10 anni dopo di Marta Brambilla Pisoni per OnePodcastCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Esteri
Esteri di lunedì 17/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 17, 2025 29:00


1) Striscia di Gaza. Il piano statunitense sarà votato questa sera dal consiglio di sicurezza Onu. Il testo prevede la creazione dello stato palestinese ma resta vago sulla roadmap. 2) Primo turno delle presidenziali in Cile. Il paese va a destra nonostante la vittoria della candidata comunista Jeannette Jara. Il punto di Esteri. 3) Diario americano. Donald Trump spiazza la camera esortando i repubblicani a votare a favore della pubblicazione delle carte Epstein. 4) Quando la sinistra si accanisce sugli ultimi. In Gran Bretagna la nuova riforma sull'asilo spacca la maggioranza e allontana il premier Starmer dalla base laburista. 5) L'Iran ha sete. La gravissima siccità ha costretto il governo a razionare l'acqua nella capitale Teheran (Antonello Pasini ricercatore e Fisico del clima presso il CNR) 6) Belem2025. La Cop 30 lancia una dichiarazione globale per combattere le fake news sul clima.(Lorenzo Tecleme giornalista ambientale)

Globo
Niente mi aveva preparato, live con Jean-Pierre Filiu

Globo

Play Episode Listen Later Nov 12, 2025 11:46


Jean-Pierre Filiu è uno storico e analista francese, esperto di Palestina, che è riuscito a fare un reportage straordinario: è entrato nella Striscia di Gaza nel pieno della guerra di Israele, mentre a tutta la stampa internazionale era vietato l'ingresso. Ne è uscito un libro, Niente mi aveva preparato, che il Post ha pubblicato con Altrecose, il progetto editoriale in collaborazione con Iperborea. Questa conversazione è stata registrata live al Talk del Post a Napoli, il 1° novembre 2025. La mappa di cui parliamo nella conversazione Acquista Niente mi aveva preparato Un estratto del libro   Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Esteri
Esteri di mercoledì 12/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 12, 2025 27:55


1) Donald Trump sapeva. Il New York Times pubblica le mail private del finanziere e pedofilo Epstein. 2) Francia. Il Parlamento ha sospeso la riforma delle pensioni voluta da Macron. 3) Ucraina. Piove sul bagnato. Gli uomini del Presidente Zelesnky a rischio incriminazione per corruzione. La Russia avanza nel donbass 4) Striscia di Gaza. Israele ha violato 282 volte il cessate il fuoco in vigore da un mese. (Giulio Cocchini - Cesvi) 5) Belém 2025. Con il vertice dei popoli la società civile irrompe nel Cop30. (Alice Franchi intervista Ferdinando Cotugno) 6) Lux. Rosalia trascende la musica pop in un album unico e grandioso. (Piergiorgio Pardo)

Il Mondo
Le bombe di Israele sulla tregua. I fragili accordi commerciali tra Cina e Stati Uniti.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Oct 31, 2025 26:44


Il 29 ottobre i bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza hanno provocato la morte di almeno 104 palestinesi, tra cui 46 bambini. Con Francesca Gnetti, editor di Medio Oriente di Internazionale.Il 30 ottobre, durante un incontro in Corea del Sud, il presidente statunitense Donald Trump e quello cinese Xi Jinping si sono accordati su una serie di questioni allo scopo di attenuare il conflitto commerciale tra i due paesi. Con Lorenzo Lamperti, giornalista, da Taipei.Oggi parliamo anche di:Film • Cinque secondi di Paolo VirzìCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

SBS Italian - SBS in Italiano
Tregua in bilico, Israele lancia nuovi attacchi a Gaza

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Oct 30, 2025 10:29


Israele martedì ha lanciato pesanti attacchi nella Striscia, con le autorità sanitarie di Gaza che riportano 104 vittime, tra cui 46 bambini e 20 donne. Come potrà reggere la tregua?

Corriere Daily
Fuoco su Gaza. Città ucraine contese. Trump minaccia il Venezuela

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Oct 29, 2025 19:29


Davide Frattini parla delle 24 ore di bombardamenti da parte di Israele sulla Striscia, che mettono a rischio la tregua iniziata il 10 ottobre. Marta Serafini racconta la guerra di propaganda tra Russia e Ucraina sull'accerchiamento delle città di Pokrovsk e Kupiansk. Sara Gandolfi spiega perché il presidente degli Stati Uniti ha schierato le navi da guerra davanti alle coste del paese sudamericano.I link di corriere.it:Israele, il «gioco» con i limiti imposti da Trump, Bibi e la tentazione della «vittoria totale»La Russia tenta la spallata a Pokrovsk, Putin: «È circondata». Zelensky lo smentisce, ma ammette: «Sono 8 volte più di noi»Davanti al Venezuela il più grande spiegamento militare Usa: «E non staranno a guardare. Probabile un attacco missilistico»

Nessun luogo è lontano
Tomahawk sì, Tomahwk no

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later Oct 20, 2025


Commentiamo l'incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky con Mario Del Pero, docente di Storia Internazionale a Science Po di Parigi, e con Davide Maria De Luca, giornalista di Domani da Kyiv.Facciamo il punto sulla fragile tregua nella Striscia di Gaza e sui nuovi equilibri della regione con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24 Ore a Gerusalemme, e con Mustapha Noman, viceministro degli Affari Esteri dello Yemen.

Corriere Daily
Femminicidio a Milano. L'Egitto e Gaza. Germania senza soldati

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Oct 15, 2025 21:11


Pierpaolo Lio racconta l'uccisione a coltellate di Pamela Genini, 29 anni, da parte dell'ex compagno entrato in casa della donna con una copia delle chiavi  fatta di nascosto. Andrea Nicastro spiega il ruolo del Cairo nel futuro della Striscia, per quanto riguarda la ricostruzione e l'amministrazione. Mara Gergolet parla della polemiche suscitate dalla proposta di individuare con un sorteggio gli 80.000 soldati necessari per rinforzare l'esercito.I link di corriere.it:Gianluca Soncin portato in carcere. Pamela Genini era al telefono con l'ex: «Ho paura, ha fatto il doppione delle mie chiavi. È entrato. Chiama la polizia»Giustiziati rivali, ex alleati e capiclan: le unità «Ombra» di Hamas seminano il terrore dopo la treguaUno degli ergastolani palestinesi liberati da Israele: «Se Barghouti fosse fuori direbbe di deporre le armi»

SBS Italian - SBS in Italiano
(Quasi) tutti a casa, inizia la pace a Gaza

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Oct 14, 2025 22:04


Nel giorno delle ratifiche, delle firme e degli show trumpiani, Israele riabbraccia i 20 ostaggi ancora in vita, mentre nella Striscia e in Cisgiordania rientrano quasi duemila palestinesi detenuti da Israele. Il punto di Michele Giorgio.