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Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #227

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jun 12, 2026 2:05 Transcription Available


Sam Fahd Abu Haikal aveva sette mesi e ancora doveva muovere i primi passi. Il 5 giugno era seduto in braccio a sua madre, sul sedile posteriore dell'auto di famiglia, a Tel Rumeida, Hebron. Un proiettile dei soldati israeliani lo ha ucciso lì, in braccio. L'esercito ha spiegato di aver esploso colpi singoli contro un veicolo che sembrava accelerare e di aver aperto un'inchiesta. Il padre, docente all'Università di Betlemme, ha risposto a Vatican News: «Ci hanno detto che è stato un errore ma niente di tutto ciò si può definire errore. Ora vogliamo giustizia». Il 10 giugno l'Unicef ha messo in fila il resto: otto bambini uccisi e 17 feriti nello scorso fine settimana in cinque diverse località della Striscia di Gaza. In una delle zone colpite, un gruppo di bambini che giocava a calcio è stato ferito da un attacco vicino. Tutto sotto un cessate il fuoco in vigore dall'ottobre 2025: già il 6 febbraio l'agenzia ONU per l'infanzia contava 37 bambini uccisi a Gaza dall'inizio del 2026. La tregua, per i bambini, ha la stessa traiettoria dei proiettili che dovrebbe fermare. E intanto a Bengasi le autorità libiche hanno prorogato per la seconda volta la detenzione dei dieci volontari del Global Sumud Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Dina Alberizia, fermati il 24 maggio mentre portavano aiuti verso Gaza. Amnesty International il 10 giugno ne ha chiesto la liberazione: per giorni la sorte di otto di loro è rimasta nascosta, un diabetico resta senza medicine regolari. Edouard Beigbeder, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, ha scritto: "Non possiamo permettere che questa diventi la nuova normalità: la morte di bambini a causa della violenza dovrebbe suscitare indignazione a livello mondiale". A Tel Rumeida l'inchiesta dell'esercito risulta aperta. Sam aveva sette mesi. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

SBS Italian - SBS in Italiano
Missili iraniani verso Israele. Ben Gvir: "Teheran deve bruciare"

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 12:37


Mentre i negoziati restano in stallo, Teheran lancia missili contro Israele, riaprendo un fronte che si aggiunge a quelli già aperti in Libano e nella Striscia di Gaza.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui. 

il posto delle parole
Orlando Paris "Pensare l'odio"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 33:41 Transcription Available


Orlando Paris"Pensare l'odio"L'umano di fronte all'estremoLuca Sossella Editorewww.lucasosselaeditore.itLa cronaca mondiale restituisce immagini di distruzione e sofferenza: un genocidio si consuma nella Striscia di Gaza sotto gli occhi della società civile internazionale; una guerra infuria alle porte dell'Europa, mentre altri conflitti insanguinano molte regioni del mondo. Allo stesso tempo, nelle democrazie occidentali, si assiste a una legittimazione pubblica del discorso d'odio: retoriche xenofobe riemergono nei linguaggi della politica, nei media e nello spazio digitale, trovando eco in movimenti che fanno dell'ostilità verso l'altro un principio identitario. Questo libro nasce dalla necessità, insieme etica e scientifica, di confrontarsi con questo scenario per renderne leggibili le logiche profonde, mettendo a fuoco l'intreccio tra odio, potere e società. Il volume dialoga con una tradizione di pensiero che, dalla metà del novecento, ha interrogato le forme storiche della disumanizzazione: da Hannah Arendt a Michel Foucault, da Giorgio Agamben a Zygmunt Bauman, fino agli sviluppi degli Hate Studies e dei Genocide Studies. Quanto emerge è un archivio concettuale capace di orientare lo sguardo sul presente e di indicare pratiche di resistenza alle sue derive estreme.Orlando Paris, professore di filosofia e teoria dei linguaggi all'Università per Stranieri di Siena. I suoi studi vertono sulle patologie del discorso pubblico – discorsi d'odio, stereotipi, infodemia – e si estendono fino al campo degli Hate Studies. Sul tema dell'odio discorsivo ha pubblicato libri e articoli scientifici.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #223

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jun 6, 2026 1:58 Transcription Available


Per ricevere un pacco di farina dal World Food Programme, a Gaza, una persona deve scrivere il proprio nome, il numero del documento, il telefono e il quartiere in cui dorme. Quel modulo si chiama People Portal, l'applicazione di auto-registrazione che il WFP rivendicava per aver tagliato tempi e burocrazia. Oltre due milioni di palestinesi l'hanno compilato. Il 14 maggio quei dati sono finiti in mani non autorizzate. Il The New Humanitarian, con l'inchiesta di Jacob Goldberg e Irwin Loy, parla di circa 600.000 famiglie esposte: nomi, documenti, telefoni, posizione. È la più grave violazione di dati di beneficiari umanitari mai registrata, sopra le 515.000 persone colpite nell'attacco al Comitato internazionale della Croce Rossa nel 2022. Due giorni prima, il 12 maggio, un informatore aveva segnalato al WFP una falla individuata da un esperto indipendente. La sede di Roma aveva assicurato che era risolta. L'attacco è arrivato lo stesso, e gli abitanti di Gaza sono stati avvisati via Telegram solo il 31 maggio, diciassette giorni dopo. L'informatore descrive al The New Humanitarian dati «che possono individuare posizioni precise e causare danni», e nessuna valutazione del rischio. A Gaza un dato di posizione pesa diversamente. La Corte internazionale di giustizia ha dichiarato illegale l'occupazione con il parere del 19 luglio 2024, e dal gennaio 2024 considera la popolazione della Striscia esposta a un plausibile rischio di genocidio. Lì le forze israeliane hanno ucciso centinaia di persone in fila per gli aiuti del WFP, scrive la stessa testata. Intanto Domenico Centrone e Leonarda Alberizia restano detenuti a Bengasi: il procuratore libico ha prorogato la custodia senza fissare udienza, il 4 giugno una delegazione alla Farnesina ha chiesto pressione. Il WFP scrive ai registrati: "continuerete a ricevere assistenza". Per riceverla, avevano già scritto dove dormono. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #219

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later May 30, 2026 2:02 Transcription Available


Giovedì 28 maggio Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver ordinato all'esercito di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza. Lo ha detto a un'accademia di formazione dentro un insediamento della Cisgiordania occupata, in un video diffuso dall'emittente israeliana Channel 12. «Stiamo soffocando Hamas. Controlliamo il 60% del territorio. Eravamo al 50, siamo passati al 60. La mia direttiva è arrivare al 70%». Il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre fissava una "linea gialla", la demarcazione oltre la quale le forze israeliane dovevano restare: circa il 53% della Striscia sotto controllo militare, con un ritiro graduale rinviato a una seconda fase. Quella fase, ferma da mesi, prevedeva il disarmo di Hamas e l'arretramento dell'esercito. Dall'insediamento Netanyahu ne ordina l'opposto, portare il controllo al 70%. Il 15 maggio aveva già detto: «Oggi controlliamo il 60%. Domani vedremo». Giovedì, quando dalla platea qualcuno grida che Israele dovrebbe prendere il 100%, risponde: «Prima il 70%. Inizieremo da lì». E aggiunge che del resto si occuperà dopo. L'obiettivo è scandito per tappe, dichiarato in pubblico, mentre la tregua resta formalmente in vigore. Dal 10 ottobre l'esercito israeliano ha ucciso più di novecento palestinesi nella Striscia, secondo il ministero della Salute di Gaza, le cui cifre l'ONU considera attendibili. Intanto restano fermi a Bengasi dieci attivisti del Land Convoy della Global Sumud Flotilla diretto a Gaza. Il console Filippo Colombo ha visitato i due italiani, li ha trovati «in buone condizioni» e ha chiesto condizioni di detenzione migliori; mancano informazioni sulle procedure di espulsione, rallentate dalla festa islamica. L'accordo di ottobre aveva disegnato una linea come limite del controllo israeliano. Da un insediamento della Cisgiordania occupata quel limite è stato spostato per decreto al 70%. «Inizieremo da lì». #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Pagine Esteri
Emergency da Gaza: "Bombardamenti e ordini di evacuazione si sono intensificati, la situazione precipita"

Pagine Esteri

Play Episode Listen Later May 29, 2026 1:37


Irdi Memaj, medico di EMERGENCY dalla Striscia di Gaza, ha testimoniato un aumento significativo dei bombardamenti israeliani e degli ordini di evacuazione. Almeno quattro raid dalla sera di giovedì alla mattina di venerdì. Anche se una tregua vera e propria non c'è mai stata, la situazione sta precipitando.

Modem
Una tregua imperfetta

Modem

Play Episode Listen Later May 28, 2026 30:52


Israele ha ucciso martedì a Gaza il nuovo presunto capo militare di Hamas con un raid aereo che ha provocato almeno 3 altri morti e oltre 20 feriti. Il suo predecessore era stato ucciso a metà mese. Notizie che ricordano non solo “l'imperfezione” della tregua nella Striscia di Gaza (oltre 900 uccisioni dallo scorso ottobre), ma l'altrettanto “imperfetta” possibilità di sradicare Hamas militarmente. Intanto, nella Striscia, dopo le devastazioni della guerra, nulla è cambiato: la popolazione resta allo stremo, l'emergenza sanitaria e umanitaria prosegue, l'azione internazionale per la ricostruzione è inesistente. E fra poco arriva l'estate. Torniamo lì per farci rispiegare in quali condizioni vivono i gazawi sfollati, che cosa è oggi Hamas e che cosa significano in un'Israele avviata verso nuove elezioni le guerre in corso e le “tregue imperfette”. Con: Giorgio Monti, coordinatore medico di Emergency nella Striscia di GazaMichele Giorgio, collaboratore RSI da GerusalemmeArturo Marzano, docente di Storia contemporanea all'Università Roma 3, autore del libro “Storia di Gaza. Terra, politica, conflitti”

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #217

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later May 28, 2026 2:01 Transcription Available


Mercoledì mattina, a Gaza City, i fedeli si sono radunati per la preghiera dell'Eid al-Adha tra le macerie di Rimal. La sera prima due attacchi aerei israeliani avevano colpito due edifici residenziali nella stessa zona, il distretto commerciale più affollato della città alla vigilia della festa. L'ospedale al-Shifa ha confermato tre morti, fra cui una donna, e dodici feriti. Il ministro della Difesa Israel Katz ha rivendicato l'operazione: l'obiettivo era Mohammed Odeh, nominato comandante militare di Hamas undici giorni prima, dopo l'uccisione di Izz al-Din al-Haddad il 15 maggio. Quarto comandante eliminato a Gaza dal 7 ottobre 2023. «Sono morti che camminano ovunque si trovino», scrive Katz. Hamas conferma che Odeh è morto con la moglie e i figli. Nello stesso comunicato Katz aggiunge: «Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, tutto al momento giusto e nel modo giusto». Il piano è del febbraio 2025, ordinato dallo stesso Katz dopo la proposta di Trump di trasferire fuori dalla Striscia i due milioni di abitanti. La Corte penale internazionale e l'OHCHR di Türk lo riconducono al trasferimento forzato vietato dalla IV Convenzione di Ginevra. Mercoledì il Financial Times pubblica la radiografia del Board of Peace di Trump. A quattro mesi dall'istituzione, il fondo presso la Banca Mondiale non ha ricevuto un dollaro: zero dei diciassette miliardi promessi. Le poche somme arrivate sono transitate su un conto privato JPMorgan, fuori dai requisiti di trasparenza. Nessun contratto di ricostruzione assegnato. Ieri sera sette italiani del Land Convoy Sumud sono stati sgomberati a Sirte e rientrano oggi; a Bengasi restano detenuti dieci attivisti, fra cui Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. «Tutto al momento giusto e nel modo giusto», ripete Katz. L'unico piano per Gaza al momento giusto è quello dell'emigrazione. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #213

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later May 21, 2026 1:54 Transcription Available


Martedì 19 maggio, mentre a Parigi il segretario al Tesoro Scott Bessent parla davanti alla conferenza ministeriale «No Money for Terror», il suo dipartimento firma le sanzioni dell'Office of Foreign Assets Control contro quattro organizzatori della Global Sumud Flotilla: Saif Abu Keshek, palestinese con cittadinanza spagnola e svedese, Hisham Abdallah Sulayman Abu Mahfuz, Mohammed Khatib di Samidoun Bruxelles e Jaldia Abubakra Aueda di Samidoun Madrid. Bessent in un comunicato del Tesoro definisce la spedizione «pro-terror». Nelle stesse ore, la marina militare israeliana abborda le dieci imbarcazioni che il giorno prima erano sfuggite all'intercettazione. A circa cento miglia dalla Striscia, denuncia la Flotilla, vengono esplosi proiettili contro sei barche, una italiana. Israele smentisce il fuoco vivo e ammette «mezzi non letali». Alle 20:20 la portavoce Maria Elena Delia conferma che tutte le 54 imbarcazioni partite il 14 maggio da Marmaris sono state fermate: 426 attivisti di 39 nazionalità portati ad Ashdod. Fra loro 29 italiani e tre residenti, compresi il deputato M5s Dario Carotenuto e l'ex consigliera fiorentina Antonella Bundu. Il team legale Adalah deposita un esposto alla Procura di Roma per sequestro di persona, riferito agli abbordaggi fra il 29 aprile e il 19 maggio. Il ministro Antonio Tajani chiede all'ambasciatore a Tel Aviv «di verificare urgentemente l'uso della forza» e «un trattamento dignitoso». Lo stesso 19 maggio, in via al-Shuhada a Gaza City, un drone israeliano colpisce un'auto. WAFA conta un morto. Dal cessate il fuoco di ottobre, secondo il ministero della Salute di Gaza, gli uccisi nella Striscia hanno superato 880. Dal podio di Parigi, Bessent ha pronunciato anche un'altra frase: «Al loro nucleo, le sanzioni non sono atti di aggressione, sono strumenti di pace». #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #212

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later May 20, 2026 1:54 Transcription Available


Ad aprile gli attivisti fermati in mare venivano scaricati a Creta. Centosettantanove furono lasciati su una banchina greca, due trattenuti e rilasciati dopo dieci giorni di interrogatori. Stavolta no. I governi francese e greco hanno comunicato agli organizzatori che i circa quattrocento fermati lunedì vanno direttamente in carcere ad Ashdod. La stessa azione di un mese fa, con una conseguenza più dura. La marina israeliana ha abbordato in acque internazionali, a circa duecentocinquanta miglia da Gaza, la flotta civile più numerosa mai partita: una sessantina di imbarcazioni, oltre cinquecento persone da quarantacinque paesi, Sumud più Freedom Flotilla Coalition più l'associazione turca Mavi Marmara. Dodici italiani fermati, due stranieri residenti in Italia. Una ventina di piccole barche prosegue verso Gaza. Antonio Tajani (FI), ministro degli Esteri, al Tg1 il 18 maggio: gli italiani «andranno in Israele e poi saranno espulsi». L'abbordaggio era «previsto». Guido Crosetto (FdI), ministro della Difesa, sullo stesso Tg1: «Non lo chiamerei attacco ma blocco». Il governo registra il fermo come procedura consolare e rotta di rientro, per loro evidentemente non si tratta di una cattura piratesca. Amnesty International, per voce di Erika Guevara Rosas, parla di «detenzione arbitraria» e richiama l'impunità per quello che la Corte internazionale di giustizia definisce genocidio. La Procura di Roma tiene aperto dall'autunno un fascicolo sui trentasei italiani fermati a ottobre, anche per tortura. A Gaza, dal cessate il fuoco di ottobre, ottocentocinquantasette palestinesi uccisi al 14 maggio secondo il Ministero della Salute. Il 15 maggio un raid ha ucciso a Rimal il capo di Hamas nella Striscia. Ad aprile una banchina a Creta. A maggio una cella ad Ashdod. Il governo italiano chiama questo passaggio «espulsione» e prepara il volo di rientro. Per loro è ordinaria amministrazione. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #209

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later May 15, 2026 1:55 Transcription Available


Lafi al-Najjar, palestinese cieco di trentasei anni, vive in una tenda tra le macerie di Khan Younis. Suo figlio Adel, nove anni, è stato ucciso il ventotto aprile in un attacco israeliano. A Reuters, l'undici maggio, al-Najjar ha detto: «La guerra è ancora in corso. Si è fermata negli annunci, sul terreno non si è fermata». Il dato lo conferma. Il rapporto mensile di ACLED, Armed Conflict Location and Event Data Project, pubblicato ieri, registra ad aprile un aumento del trentacinque per cento degli attacchi israeliani sulla Striscia rispetto a marzo. Dal cessate il fuoco con l'Iran dell'otto aprile il Ministero della Salute di Gaza conta centoventi palestinesi uccisi, di cui otto donne e tredici bambini: il venti per cento in più delle cinque settimane precedenti, quando l'aviazione israeliana bombardava Teheran. Dal cessate il fuoco di ottobre, mediato da Stati Uniti e Qatar, i palestinesi uccisi sono ottocentocinquanta, contro quattro soldati israeliani. Ieri, alla Sala del Mappamondo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito alle Commissioni Esteri e Difesa: «Il governo continua a prestare la massima attenzione operativa nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, con l'obiettivo di arrivare a due Stati». Sulle misure commerciali contro Israele frena: «Otto Paesi dell'Unione hanno espresso dubbi, perché il rischio è colpire la popolazione civile israeliana, non il governo Netanyahu». Resta aperta l'ipotesi di sanzioni sui prodotti dei coloni. Stamane salpa da Marmaris la Global Sumud Flotilla: cinquantaquattro imbarcazioni e oltre cinquecento attivisti. Khdour, ricercatore ACLED: «Bombardamenti, droni e fuoco di artiglieria continuano lungo la linea di armistizio, colpendo militanti e civili, donne e bambini». La guerra si è fermata solo negli annunci. A Marmaris la Global Sumud Flotilla ha chiuso ieri l'assemblea internazionale; Saif Abukeshek e Thiago Ávila, espulsi domenica da Israele come «provocatori professionisti», sono il primo fronte. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #208

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later May 14, 2026 1:55


Ventuno giorni di carcere militare per il soldato dell'esercito israeliano fotografato a Debel, sud del Libano, mentre infila una sigaretta in bocca a una statua della Vergine Maria. Quattordici giorni per il commilitone che ha scattato la foto. La sentenza è dell'IDF, comunicata l'11 maggio. Il giorno stesso, nell'intervista al Messaggero pubblicata oggi, il ministro degli Esteri Antonio Tajani definisce l'immagine «uno choc per me e per tutti i cristiani» e sottolinea che «quei militari di Idf sono stati subito condannati, così come il soldato che ha messo la sigaretta in bocca alla Madonna in Libano». La parola condanna entra qui per la prima volta. Nella stessa intervista non compare l'attacco di lunedì alla clinica Al Tayeb di Beit Lahia, due colpi di artiglieria israeliani che hanno ferito dodici persone mentre Medici Senza Frontiere prestava soccorso. Non compaiono gli ottocento palestinesi uccisi dal cessate il fuoco, computo MSF. Non compare il rapporto OCHA pubblicato oggi: nelle linee di assistenza della Striscia le chiamate per intenzioni suicide sono salite del novanta per cento, quelle per violenze fisiche di genere del quarantasei, l'ansia del trentaquattro. Novemilaseicento in un mese. Non compaiono i settanta bambini uccisi in Cisgiordania dal 2025, novantatré per cento da forze israeliane, secondo James Elder, portavoce Unicef a Ginevra. A Marmaris la Global Sumud Flotilla riunisce cinquantasette imbarcazioni in assemblea. Thiago Ávila, espulso da Israele dopo dieci giorni di detenzione, ieri è atterrato a San Paolo denunciando torture e abusi subiti. «Stiamo continuando ad aiutare Gaza», dichiara Tajani nella stessa pagina. La condanna che la Farnesina ha pronta sa la grammatica del crocifisso. Non quella del corpo. A Marmaris la Global Sumud Flotilla ha chiuso ieri l'assemblea internazionale; Saif Abukeshek e Thiago Ávila, espulsi domenica da Israele come «provocatori professionisti», sono il primo fronte. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #205

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later May 11, 2026 2:06


Di notte i topi mordono i bambini nelle tende mentre dormono. È la frase del bollettino UNRWA del 5 maggio, riferita al monitoraggio nella Striscia di Gaza. L'agenzia ONU per i rifugiati palestinesi documenta infestazioni di roditori nelle strutture sanitarie di Khan Younis. L'Ocha ha rilevato roditori e parassiti nell'81% degli oltre 1.600 siti per sfollati valutati a Gaza. Il 90% delle infrastrutture idriche è distrutto. Il 60% delle famiglie non ha acqua sufficiente. Reinhilde Van de Weert, rappresentante OMS a Gaza, il 5 maggio ha dichiarato: «Questa è solo la sfortunata ma prevedibile conseguenza di una situazione in cui le persone vivono in un ambiente al collasso.» Nei primi quattro mesi del 2026 l'OMS conta 17.000 infezioni da ectoparassiti. I nati morti sono aumentati del 140% rispetto al 2022. La carenza di rodenticidi aggrava il rischio di leptospirosi. Israele ha consentito l'ingresso di mille trappole per topi. 680.000 minori vivono in campi dove roditori e parassiti sono strutturali. Le tende che avrebbero dovuto essere riparo temporaneo sono residenza permanente: Israele ha bloccato la ricostruzione. Il Board of Peace di Donald Trump ha ricevuto 100 milioni dagli Emirati per addestrare 27.000 agenti di polizia palestinesi in Egitto e Giordania. Lo riporta il Times of Israel, citando un funzionario americano. Le reclute — inclusi gli ex funzionari civili di Hamas — devono essere approvate dallo Shin Bet. Il governo tecnico palestinese istituito per sostituire Hamas non ha ancora ricevuto da Israele il permesso di entrare nell'enclave. Le flotte della Global Sumud Flotilla si muovono da Creta verso Marmaris, in Turchia. La detenzione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek è prorogata fino al 10 maggio. Di notte i topi mordono i bambini nelle tende mentre dormono. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Radio Vaticana con voi
Radio Vaticana con Voi 07.05.2026

Radio Vaticana con voi

Play Episode Listen Later May 7, 2026 49:00


Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722 Con la collega Paola Simonetti abbiamo raccontato le ultime notizie sulla guerra in Medio Oriente, volgendo lo sguardo in particolare ad Iran e Libano senza dimenticare la Striscia di Gaza. Con il caporedattore della redazione in lingua romena, Robert Attarian, ci siamo recati nel Paese europeo per parlare dell'Anno di San Francesco. In studio padre Iosif Bisog, docente al Seminario Greco-Cattolico di Oradea. Alice Zanin, project manager di Mission Bambini, in diretta dall'Uganda racconta la nuova missione di cardiochirurgia pediatrica nel Paese. Stefano Piziali, Direttore Generale Cesvi, presenta “Cesvi: una finestra sul mondo”, il ciclo di incontri per offrire momenti di approfondimento, confronto e testimonianza diretta sui grandi temi dell'attualità internazionale e sociale. Al microfono del nostro inviato a Pompei, Daniele Piccini, l'arcivescovo Tommaso Caputo, delegato pontificio per il Santuario della Beata Maria Vergine del Santo Rosario di Pompei, che domani riceverà la visita pastorale di Leone XIV Come ogni giovedì, la collega Isabella Piro illustra l'inserto “La settimana del Papa” de L'Osservatore Romano. Marina Tomarro, nostra inviata a Novara, ci racconta il progetto “Rete Antonelliana. Cultura che unisce”, che ha come obiettivo quello di far conoscere le opere dell'architetto Alessandro Antonelli. Con lei l'assessore alla Cultura, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Piemonte, Marina Chiarelli. Infine con noi Marianna Vianello, ceo Kid Pass, per presentare gli oltre cento eventi in Italia della prossima fine settimana dedicata alle cittadine e ai cittadini più piccoli. Condotto e a cura di: Andrea De Angelis e Stefania Ferretti Tecnici del suono: Damiano Caprio e Daniele Giorgi

Ecovicentino.it - AudioNotizie
Flotilla, due attivisti portati in Israele. Esposto a Procura di Roma: “Sequestrare quella nave”

Ecovicentino.it - AudioNotizie

Play Episode Listen Later May 2, 2026 1:28


I quasi 200 attivisti della seconda spedizione della Global Sumud Flotilla, partita dalle coste mediterranee per tentare di rompere il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza, sono stati fatti sbarcare sull'isola di Creta dopo essere stati intercettati nella notte tra mercoledì e giovedì dalle forze israeliane in acque internazionali nel Mediterraneo.

Bass Community
Le Swingeresse — dallo swing al progetto: costruire un'identità riconoscibile

Bass Community

Play Episode Listen Later May 1, 2026 87:14


Le Swingeresse sono un quintetto musicale tutto al femminile, attivo dal 2018, formato da tre cantanti, una pianista e una batterista: Cinzia Zanellato, Daniela Belleudi e Rossana Canta alle voci, Francesca Bartoli al pianoforte e Susanna Terreri alla batteria. Il loro tratto distintivo è il riarrangiamento di brani dagli anni '30 a oggi in chiave vintage swing, con un'attenzione particolare alle armonizzazioni vocali. Ma Le Swingeresse non sono semplicemente una band swing. Costruiscono un vero spettacolo, fatto di look anni '50, presenza scenica, ironia, siparietti e coinvolgimento del pubblico. Negli anni hanno costruito un percorso molto concreto, tra live, festival, rievocazioni storiche, eventi privati e diverse apparizioni televisive e radiofoniche: Striscia la Notizia, Rai Radio 2, Propaganda Live, Soliti Ignoti, Viva Rai2, E Viva il Videobox, fino al ruolo di band fissa a Ciao Maschio su Rai1 nel 2025. In questa diretta parliamo del loro percorso e di come si costruisce un progetto artistico riconoscibile, capace di tenere insieme musica, immagine, palco, pubblico e comunicazione.⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Vai al Video

SBS Italian - SBS in Italiano
Stallo Iran-USA, scontri Israele-Libano, una parte di Gaza torna al voto

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Apr 28, 2026 11:19


Il punto sul Medio Oriente: stallo tra Stati Uniti e Iran; nessun cessate il fuoco tra Libano e Israele ed elezioni municipali a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza, per la prima volta dopo 20 anni.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #196

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 28, 2026 1:55


Domenica 26 aprile, sessanta imbarcazioni della Global Sumud Flotilla lasciano Augusta, in Sicilia, con attivisti di più nazionalità e con carichi di prima necessità. La nave Arctic Sunrise di Greenpeace garantisce il supporto tecnico. Destinazione Gaza, per sfidare il blocco navale israeliano. La risposta della Commissione europea arriva il 27 aprile a Bruxelles. La portavoce Eva Hrncirova usa una formula che merita lettura: «Pur rispettando l'impegno umanitario di tutte le persone a bordo della Flotilla, scoraggiamo questo tipo di consegne perché mettono a rischio la sicurezza dei partecipanti». Il diritto di navigazione in acque internazionali va rispettato. La Commissione chiede «costantemente un accesso senza ostacoli» per gli aiuti a Gaza. Si tratta di contraddizione strutturale. Bruxelles vuole accesso senza ostacoli e scoraggia l'unica azione civile che tenta di forzare quell'ostacolo. Il blocco navale israeliano non viene nominato come problema: il problema, nella formula ufficiale, sono i rischi per i partecipanti. La sicurezza di chi sfida il blocco, non il blocco. Questa è la grammatica diplomatica europea applicata a Gaza: solidarietà all'intenzione, scoraggiamento dell'azione, rinvio al dialogo con lo Stato che impone il blocco. Una formula che non produce pressione né accesso. Il carico dell'ong Music for Peace per la missione precedente è bloccato in Giordania da sei mesi per veto israeliano. Il 27 aprile, mentre la Flotilla naviga verso la Grecia, le forze israeliane uccidono quattro palestinesi nella Striscia: due uomini al Kuwait Roundabout a Gaza City, uno vicino alla moschea Saqqa, una donna quarantenne a Khan Younis. Lo riportano gli ospedali Shifa e Nasser. Dall'ottobre 2025, secondo OCHA, i morti nel cessate il fuoco sono già 786: 226 bambini, 179 donne. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Radiogiornali di Radio Vaticana
Radiogiornale Italiano ore 08.00 27.04.2026

Radiogiornali di Radio Vaticana

Play Episode Listen Later Apr 27, 2026 10:00


Il Papa al post Regina Coeli: l'uso dell'energia atomica sia al servizio della vita e della pace E poi il Pontefice ai nuovi sacerdoti: “Siete di tutti e per tutti, tenete aperta la porta della Chiesa" Guerra in Medio Oriente. Negoziati in stallo. Proposta dell'Iran agli Usa: riaprire lo stretto di Hormuz poi successivamente accordo sul nucleare Le elezioni municipali in Cisgiordania e in una città della Striscia di Gaza: Fatah in testa al 95% delle schede scrutinate

Radiogiornali di Radio Vaticana
Radiogiornale Italiano ore 14.00 25.04.2026

Radiogiornali di Radio Vaticana

Play Episode Listen Later Apr 25, 2026 10:00


Il Papa al Partito popolare europeo: cercare l'unità, non il conflitto In Pakistan, Usa e Iran tentano di riannodare il dialogo. In Libano ancora tensione Si torna alle urne a Gaza, nonostante la presenza militare israeliana. Le prime elezioni di qualsiasi tipo nella Striscia in vent'anni

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #194

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 24, 2026 2:17


Mercoledì sera, vicino alla moschea di Al-Qassam a Beit Lahia, nel nord della Striscia, un drone israeliano ha colpito un gruppo di civili. Cinque morti. Tre erano bambini. I corpi sono stati portati all'ospedale Al-Shifa di Gaza City. Ieri mattina, altri tre morti in un attacco a un'auto all'ingresso del campo profughi di Maghazi. Il Ministero della Salute di Gaza comunica: 6 morti e 18 feriti nelle ultime 24 ore. Il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 è formalmente in vigore. Da quella data sono stati uccisi più di 800 palestinesi. Cinque organizzazioni umanitarie internazionali — tra cui Oxfam e Save the Children — hanno scritto la settimana scorsa che il piano sta fallendo su tutti gli obiettivi dichiarati. Ormai sono aggiornamenti, non sono nemmeno più notizie. Che è peggio. Il governo italiano sa. Non è un sospetto: lo sa. Il deputato Marco Grimaldi (AVS) ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri Antonio Tajani (FI). Tajani ha risposto ammettendo che gli aiuti umanitari donati dagli italiani — raccolti da "Music for Peace", consegnati a "Food for Gaza" — sono fermi in Giordania. Non in transito: fermi. Il governo non li sblocca, non interviene, non pretende. Grimaldi lo ha detto ieri alla Camera: «La risposta a chi chiede perché la Flotilla riparte è nella complicità del nostro governo con quello di Israele». Oggi alle 10.00, la flotta salpa verso Gaza: oltre 50 imbarcazioni, circa 500 persone da decine di Paesi. Parte dall'Italia perché le istituzioni non fanno quello che cento barche di civili cercano di fare. Il portavoce ONU Stéphane Dujarric, interrogato sulle scuse di Netanyahu per la profanazione di una statua di Gesù e sul silenzio israeliano rispetto alle moschee rase al suolo a Gaza, ha risposto: «Lascio a te trarre i parallelismi o l'ironia». Era la frase più dura che un portavoce ONU potesse pronunciare. Un atto d'accusa nascosto dentro una domanda retorica. Oggi è la vigilia del 25 Aprile, la Liberazione. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #193

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 23, 2026 1:57


Il Consiglio Affari Esteri dell'UE ha chiuso il 21 aprile a Lussemburgo senza alcuna misura contro Israele. Nessun voto, nessuna sospensione dell'Accordo di Associazione del 2000. Kaja Kallas: «Non abbiamo visto un accordo politico, ma le discussioni continueranno». Spagna, Irlanda e Slovenia chiedevano la sospensione totale. Germania e Italia si sono opposte. Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International, ha definito la decisione «un fallimento morale» che «resterà come un capitolo vergognoso nella storia dell'UE». Un milione di europei aveva firmato la petizione. Settantacinque ONG e quattrocento ex diplomatici avevano chiesto la stessa cosa. Nessun esito. Lo scarto italiano è documentabile. Il governo Meloni ha sospeso a marzo il memorandum di cooperazione militare con Israele. Quello stesso governo, a Lussemburgo, ha bloccato l'unico strumento multilaterale disponibile. Albares: «L'Unione Europea deve dire oggi con chiarezza a Israele che è necessario un cambiamento». Wadephul, per Berlino: la proposta era «inappropriata». Dal cessate il fuoco di ottobre 2025, oltre 740 palestinesi sono stati uccisi nella Striscia. Il West Bank Protection Consortium — guidato dal Norwegian Refugee Council — ha pubblicato Sexual Violence and Forcible Transfer in the West Bank: sedici casi di violenza sessuale in Area C della Cisgiordania occupata, attribuiti a soldati e coloni israeliani, su 83 interviste. Cinque soldati della Force 100, accusati di aggressione sessuale su un detenuto a Sde Teiman, erano stati reintegrati la settimana precedente, dopo l'archiviazione. Amnesty International: «Un altro capitolo inconcepibile nell'impunità strutturale del sistema legale israeliano». Flotilla Sumud: la nave arriva oggi in Sicilia. Domani 24 aprile salpa da Siracusa verso Gaza. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #192

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 22, 2026 2:08


Il Board of Peace di Donald Trump ha un prezzo d'ingresso: un miliardo di dollari per un seggio permanente. Lo statuto è stato firmato il 22 gennaio 2026 a Davos, alla presenza di una ventina di Paesi. L'accesso è su invito del presidente, la leadership a vita. L'organismo non ha mandato ONU né rappresentanza palestinese. Il Financial Times ha rivelato il 21 aprile che rappresentanti del Board hanno avuto colloqui con DP World, colosso logistico di Stato di Dubai, per affidarle le catene di approvvigionamento nella Striscia: magazzini, tracciamento, sicurezza, porto a Gaza o sulla costa egiziana, zona franca. Una bozza citata dal giornale descrive un «sistema di catena di approvvigionamento sicuro e tracciabile». Tre le fonti citate. Un portavoce di DP World ha dichiarato di non essere a conoscenza di trattative. La Casa Bianca non ha risposto. Lo stesso giorno Unione Europea, Nazioni Unite e Banca Mondiale hanno pubblicato la Rapid Damage and Needs Assessment: servono 71,4 miliardi di dollari per la ripresa nel decennio, 26,3 nei soli primi diciotto mesi. Oltre 371.000 abitazioni distrutte, ospedali per metà fuori servizio, economia contratta dell'ottantaquattro per cento. Il rapporto prescrive che la ricostruzione «sia guidata dai palestinesi» con trasferimento della governance all'Autorità palestinese. I due documenti non si parlano. Il Board of Peace progetta un «ecosistema economico guidato dal porto» con piattaforme commerciali private emiratine e zone franche. Il rapporto ONU-UE chiede libertà di movimento, finanza trasparente, governance responsabile verso i palestinesi. Nessun finanziamento promesso si è ancora materializzato. Dal cessate il fuoco di ottobre, le forze israeliane hanno ucciso 776 palestinesi, secondo il ministero della Salute di Gaza. La flotta verso Gaza? Oggi ad Augusta è in corso il carico: circa 55 barche al porto Xiphonia nel Siracusano attendono le ultime arrivate dalla Spagna. Il 23 aprile la flotta confluirà a Siracusa. La partenza verso Gaza è fissata per il 24 aprile. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #189

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 16, 2026 1:55


La Procura di Roma ha aperto un'indagine per tortura contro i militari israeliani che nel settembre 2025 intercettarono e detennero gli attivisti della Global Sumud Flotilla. Il legal team ha dichiarato: «È stata riconosciuta la gravità di quanto accaduto.» Arturo Scotto, deputato del PD, lo ha definito «un fatto rilevante». Lo stesso giorno il governo Meloni ha comunicato il mancato rinnovo del memorandum di cooperazione in materia di difesa con Israele, vigente da vent'anni. Il 14 aprile 2026, dallo stesso Stato, sulla stessa materia: un atto della magistratura e uno dell'esecutivo. La Procura nomina il reato: tortura. Il governo nomina l'azione: sospensione del rinnovo automatico. Il senatore M5S Pirondini ha dichiarato che la decisione «arriva con settantamila morti di ritardo». Giovanni Donzelli, FdI, ha precisato: «Non c'è nessuna forzatura. È sospensione del rinnovo, non risoluzione dell'accordo». La Global Sumud Flotilla è in mare dal 12 aprile. La flotta italiana salperà dalla Sicilia il 23 aprile: una trentina di natanti cui si uniranno le venti imbarcazioni da Marsiglia, attualmente in Calabria. L'indagine per tortura della Procura riguarda la missione 2025 di quella stessa Flotilla. Un attacco israeliano su un veicolo della polizia a Gaza City ha ucciso quattro persone, il 14 aprile, tra cui un bambino di tre anni che passava vicino al bersaglio. La nonna Samia al-Malahi ha dichiarato ad AP: «Che colpa ha il bambino? Stava camminando per strada.» L'Idf: «È stata eliminata una minaccia immediata.» Da ottobre 2025, secondo il ministero della salute di Gaza, i morti nelle operazioni israeliane nella Striscia hanno superato 750 nonostante il cessate il fuoco vigente. Il memorandum si rinnovava da solo. Per vent'anni. La Procura di Roma gli ha dato un nome: tortura. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #187

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 14, 2026 2:01


Ieri mattina il CENTCOM — U.S. Central Command — ha annunciato il blocco navale di tutti i porti iraniani, in vigore dalle dieci EDT. Il comunicato recita: "sarà applicato imparzialmente alle navi di tutte le nazioni". La parola scelta è "blocco". La stessa parola che Israele applica a Gaza dal 2009: sedici anni di chiusura che la Corte internazionale di giustizia, nel parere consultivo del luglio 2024, ha inserito nel quadro di un'occupazione dichiarata illegale dal diritto internazionale. Il 7 aprile ne è la prova. Al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, l'ambasciatore americano Mike Waltz ha condannato il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz perché "impedisce l'accesso di aiuti medici e forniture alle crisi umanitarie in Congo, Sudan e Gaza". Gaza nominata come vittima di un blocco da un Paese alleato di quello che la blocca per via navale da sedici anni. Nella stessa settimana, secondo i dati del ministero della salute di Gaza, i morti dall'inizio del "cessate il fuoco" dell'ottobre 2025 hanno superato 738 unità. Ieri, un raid aereo israeliano ha ucciso almeno tre palestinesi nel quartiere di Al Mazraa, a Deir al-Balah, nella Striscia centrale: lo ha comunicato l'ospedale dei martiri di Al-Aqsa. La Global Sumud Flottilla è in mare per rompere esattamente quel blocco. Domenica la nave madre ha lasciato Barcellona, per ricongiungersi con circa cento imbarcazioni in rotta da Italia e Grecia. La street artist Laika ha dipinto sullo scafo Hind Rajab, uccisa da 355 colpi di artiglieria, e Ritaj Rihan, 9 anni, freddata mentre studiava con i compagni di classe. Sotto di loro, la rotta. Due blocchi, una parola, standard opposti. L'ambasciatore Waltz ha concluso: «Nessuno dovrebbe tollerarlo. Stanno tenendo in ostaggio l'economia mondiale a mano armata». Si riferiva a Teheran. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #186

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 11, 2026 2:01


Il cessate il fuoco a Gaza è entrato in vigore il 10 ottobre 2025. Ieri erano esattamente sei mesi. Il documento esiste: venti punti, mediato da Egitto, Qatar e Turchia, sottoscritto da trenta paesi con la firma degli Stati Uniti. Nelle cronache e nelle analisi internazionali, la parola "ceasefire" compare da mesi tra virgolette. Non è una scelta tipografica. Il Government Media Office di Gaza ha registrato 2.073 violazioni tra il 10 ottobre 2025 e il 18 marzo 2026: 973 bombardamenti, 750 sparatorie contro civili, 87 incursioni in aree residenziali oltre la Yellow Line, 263 demolizioni di proprietà, 50 detenzioni. Nel solo periodo dell'offensiva su Iran — tra il 28 febbraio e l'8 aprile — Israele ha attaccato Gaza in 36 dei 40 giorni. Lo certifica Al Jazeera il 9 aprile. I morti dall'entrata in vigore della tregua ammontano ad almeno 738. Il totale dall'ottobre 2023 ha superato 72.315, secondo il ministero della Salute di Gaza. L'accordo prevedeva l'ingresso di 23.400 camion di aiuti nel periodo dell'offensiva su Iran. Ne sono entrati 4.999: meno di un quinto. Le evacuazioni mediche pattuite: 7.800. Autorizzate: 625, l'otto per cento. Il 6 aprile le forze israeliane hanno aperto il fuoco su un veicolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nell'est di Khan Younis, uccidendo il conducente Majdi Aslan, di cinquantaquattro anni. L'OMS ha sospeso le evacuazioni mediche da Gaza verso l'Egitto. L'Integrated Food Security Phase Classification certifica che il 77 per cento della popolazione di Gaza è in stato di insicurezza alimentare acuta. Il cessate il fuoco, nel testo originale prevedeva che gli aiuti completi fossero inviati immediatamente nella Striscia di Gaza. Questa frase è ancora lì, scritta. Le virgolette nelle fonti internazionali non sono una scelta tipografica. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #185

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 10, 2026 1:49


L'8 aprile 2026, Defense for Children International-Palestine ha annunciato la cessazione delle attività dopo trentacinque anni. Dal 1991 l'organizzazione documentava detenzioni, torture e uccisioni di minori palestinesi, forniva assistenza legale ai bambini fermati dall'esercito israeliano. La motivazione è scritta nel comunicato: "criminalizzazione mirata delle organizzazioni palestinesi per i diritti umani da parte di Israele". Il meccanismo è stato progressivo. Nel 2021 Israele ha designato DCIP organizzazione terroristica e ha fatto irruzione nella sede di Ramallah, sottraendo computer e archivi. Nel 2025 una nuova legge ha imposto alle organizzazioni palestinesi di consegnare gli elenchi completi dei dipendenti "per escludere legami con il terrorismo"; chi rifiutava veniva bandito dall'1 gennaio 2026. L'ultimo caso pubblicato prima della chiusura riguarda Adam Sayed Saleh Beit Dahman, quindici anni, ucciso in Cisgiordania nel marzo 2026. Le forze israeliane lo hanno colpito al bacino, picchiato e tenuto fermo l'accesso all'ambulanza per trenta minuti. È morto in ospedale un'ora e mezza dopo. Nel comunicato con cui annuncia la propria fine, DCIP descrive la condizione dei bambini palestinesi: "genocidio, apartheid, occupazione militare e rapida espansione di insediamenti israeliani illegali". Ogni termine è ancorato a un sistema di documentazione costruito in trentacinque anni e smantellato da Israele. La stessa mattina, un drone israeliano ha ucciso Mohammed Wishah, corrispondente di Al Jazeera Mubasher, a Gaza City. Ore dopo il portavoce arabo dell'IDF ha ripostato su X un tweet del 2024 che descriveva Wishah come "comandante prominente" del braccio armato di Hamas. Il Gaza Government Media Office certifica 262 giornalisti uccisi nella Striscia dall'ottobre 2023. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Modem
Tregua e guerra

Modem

Play Episode Listen Later Apr 9, 2026 30:36


Per oltre due anni, in risposta al massacro del 7 ottobre ad opera di Hamas, Israele ha bombardato la Striscia di Gaza, uccidendo – così riferiscono l'ONU e le Ong sul posto –almeno 72 mila persone, per la stragrande maggioranza civili. Insieme agli Stati Uniti, cinque settimane fa ha attaccato l'Iran e il Libano meridionale E l'altro ieri notte – appena annunciata dal presidente americano Donald Trump la tregua di due settimane con l'Iran – il primo ministro israeliano Netanyahu si è affrettato a precisare che questo non significava la fine dell'offensiva in Libano. Come a dire: Israele va avanti per la sua strada, tracciata dall'idea che dopo il 7 ottobre la migliore e forse l'unica valida difesa contro i suoi nemici sia l'attacco, e possibilmente l'annientamento. Con quali prospettive? Ne parliamo a Modem con:GIANLUCA PASTORI professore associato di Storia delle relazioni internazionali, Università Cattolica di MilanoMARIA CHIARA RIOLI, professoressa associata in Storia contemporanea all'Università di Modena e Reggio Emilia DANIEL BETTINI responsabile redazione esteri di Yediot Ahronot, Tel Aviv

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #184

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 9, 2026 1:53


A Gaza i bambini organizzano funerali con le bambole. Fingono di sparare con le mani, cadono, fingono di essere morti. Il gioco porta il nome di «guerra» e si pratica sui muri delle case demolite, che diventano carta da disegno quando mancano quaderni e pennarelli. Lo certifica Save the Children in un comunicato dell'8 aprile: trenta mesi di violenza estrema, fame cronica e sfollamenti forzati hanno reso la violenza materiale di gioco per una generazione intera. Ahmad Alhendawi, direttore regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa di Save the Children, descrive «il peso di questa guerra sui bambini» come una misura clinica, non retorica, e segnala «un grave rischio di danni psicologici permanenti». Da ottobre del 2023 l'organizzazione ha raggiunto quasi quindicimila minori a Gaza con programmi di supporto psicosociale. Non esiste una stima di quanti non siano stati raggiunti. Settecentosessanta scuole risultano distrutte o danneggiate nella Striscia. Israele, in quanto potenza occupante, ha l'obbligo giuridico di garantire i bisogni umanitari della popolazione che controlla: è quanto ricorda Save the Children richiamando il diritto internazionale umanitario, con una formulazione che vale come denuncia. L'accordo di tregua di due settimane annunciato l'8 aprile tra Stati Uniti e Iran non include Gaza. La Striscia è al centoottantesimo giorno consecutivo di violazioni del cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre 2025. Il ministero della Salute di Gaza ha contato oltre settecento morti dall'inizio di quella tregua, settantaduemila dall'ottobre 2023. «Il prezzo di un'ulteriore escalation», scrive Save the Children, «sarà misurato nelle vite e nel futuro di bambini che meritano protezione, dignità e speranza, non nelle conseguenze di un conflitto che non hanno scelto». #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Modem
Tregua e guerra

Modem

Play Episode Listen Later Apr 9, 2026 30:36


Per oltre due anni, in risposta al massacro del 7 ottobre ad opera di Hamas, Israele ha bombardato la Striscia di Gaza, uccidendo – così riferiscono l'ONU e le Ong sul posto –almeno 72 mila persone, per la stragrande maggioranza civili. Insieme agli Stati Uniti, cinque settimane fa ha attaccato l'Iran e il Libano meridionale E l'altro ieri notte – appena annunciata dal presidente americano Donald Trump la tregua di due settimane con l'Iran – il primo ministro israeliano Netanyahu si è affrettato a precisare che questo non significava la fine dell'offensiva in Libano. Come a dire: Israele va avanti per la sua strada, tracciata dall'idea che dopo il 7 ottobre la migliore e forse l'unica valida difesa contro i suoi nemici sia l'attacco, e possibilmente l'annientamento. Con quali prospettive? Ne parliamo a Modem con:GIANLUCA PASTORI professore associato di Storia delle relazioni internazionali, Università Cattolica di MilanoMARIA CHIARA RIOLI, professoressa associata in Storia contemporanea all'Università di Modena e Reggio Emilia DANIEL BETTINI responsabile redazione esteri di Yediot Ahronot, Tel Aviv

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #183

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 8, 2026 1:51


Majdi Aslan, 54 anni, guidava un veicolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità lungo via Salah al-Din, a est di Khan Younis, quando le forze israeliane hanno aperto il fuoco in modo indiscriminato sui mezzi in transito. Era la mattina del 6 aprile, alle 9:15. Aslan, residente nel campo profughi di Bureij, è stato colpito alla testa. Dichiarato morto all'ospedale Al-Aqsa. Un medico dell'OMS è rimasto ferito. Sette altre persone, civili su un mezzo commerciale che precedeva il veicolo onusiano, sono state colpite nella stessa sequenza. Lo ha ricostruito il corrispondente di Al Jazeera Hani Mahmoud, presente nell'area. La conseguenza è stata immediata: l'OMS ha sospeso tutte le evacuazioni mediche da Gaza verso l'Egitto via Rafah, a tempo indeterminato. Quel corridoio — l'ultimo rimasto — è chiuso. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha scritto su X che «una persona impegnata a fornire servizi all'Organizzazione a Gaza è stata uccisa in un incidente di sicurezza». Nel comunicato inviato ad Al Jazeera, l'OMS ha definito l'accaduto un "incidente di sicurezza critico, in esame da parte delle autorità competenti", senza nominare chi ha sparato. Le autorità competenti, ha precisato, stanno conducendo un'indagine. Mentre le agenzie seguono gli attacchi su Teheran, Gaza continua. Dal cessate il fuoco raggiunto nell'ottobre 2025, il Ministero della Salute palestinese ha registrato oltre 720 persone uccise nella Striscia e quasi 2.000 ferite. Dall'ottobre 2023, secondo il rapporto UNRWA al 25 marzo 2026, i morti sono 72.265, i feriti 171.959. Il corridoio medico era l'ultimo che restava: trasportare fuori i pazienti che non potevano ricevere cure dentro. Ora è sospeso «fino a nuovo avviso», ha comunicato Tedros. Le autorità competenti stanno esaminando l'incidente. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #182

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Apr 7, 2026 1:54


Nel maggio 2025 un drone israeliano ha colpito Mohammed Yasin Suhaib Al-Farra mentre camminava lentamente, da solo, verso casa sua a Khan Younis. Aveva la paralisi cerebrale e un'andatura compromessa da un incidente infantile. L'esercito israeliano lo ha definito «sospettato di fungere da palo di avvistamento per attività militanti». Haaretz ha pubblicato la documentazione medica. Sette suoi familiari erano stati uccisi in un raid precedente, tra cui il padre e quattro sorelle. Nel luglio 2024, Mohammed Bhar, 24 anni, con sindrome di Down e autismo, incapace di muoversi senza assistenza, era rimasto nell'abitazione di Shuja'iyya, quartiere di Gaza City, dove l'unità israeliana ha fatto irruzione il 3 luglio. Il cane da combattimento lo ha aggredito al petto e alla mano. I soldati lo hanno separato dalla famiglia promettendo cure mediche. Quando la famiglia ha potuto rientrare, una settimana dopo, ha trovato il corpo in decomposizione sul pavimento con un laccio emostatico al braccio. Questi non sono incidenti. Sono casi documentati in un contesto in cui le persone con disabilità non possono obbedire agli ordini di evacuazione, non possono spostarsi in tempo, non possono dimostrare la propria innocenza prima di essere colpite. L'UNRWA, nel Rapporto 215 aggiornato al 31 marzo 2026, documenta 34.251 persone con disabilità assistite psicologicamente nella Striscia dall'ottobre 2023. È la dimensione misurabile di una popolazione che il sistema militare israeliano continua a classificare, caso per caso, come minaccia. L'esercito israeliano, sulla morte di Mohammed Yasin Suhaib Al-Farra, aveva dichiarato che il bersaglio era stato «identificato come terrorista in osservazione delle truppe israeliane». Haaretz ha pubblicato la documentazione medica della sua paralisi cerebrale. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Globo
Speciale – La crisi energetica sta per peggiorare

Globo

Play Episode Listen Later Mar 19, 2026 20:55


Gli attacchi alle raffinerie sono una nuova escalation della guerra. E poi: che cosa sta succedendo nella Striscia di Gaza? Globo è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma queste puntate speciali sono eccezionalmente disponibili per chiunque: ci sembrava importante, visto il momento. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e abbonarti al Post, per un mese o per un anno: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Salvatore racconta
246 - Striscia la notizia, la rivoluzione della tv italiana

Salvatore racconta

Play Episode Listen Later Mar 14, 2026 18:07


Cerchi un corso di italiano online? Scrivimi a salvatore.tantoperparlare@gmail.com e parliamone!Dalla fine degli anni '80 a oggi, uno dei programmi più popolari e di culto della tv italiana è stata la parodia di un tg accompagnata da ballerine provocanti e da un pupazzo rosso. Assurdo? No, Striscia la notizia!Se ti piace Salvatore racconta, puoi sostenere il progetto per aiutarlo a restare libero, gratuito e di qualità. Vai su www.patreon.com/salvatoreracconta e dai il tuo contributo!La trascrizione di questo episodio è come sempre disponibile per le persone iscritte alla newsletter. Vuoi iscriverti? Fallo da qui: https://salvatoreracconta.substack.comTesto e voce di Salvatore Greco

Bitcoin Italia Podcast
S08E10 - Scampato pericolo

Bitcoin Italia Podcast

Play Episode Listen Later Mar 12, 2026 76:22


Il parlamento europeo approva un emendamento che impedisce la sorveglianza di massa dei messaggi prevista dalla normativa Chat Control: una grande vittoria per il diritto alla privacy dei cittadini europei.Inoltre: l'Iran paralizza il circuito bancario nel Paese, un giornalista tedesco totalmente debancarizzato dalla EU per avere denunciato le violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza, in manette l'hacker delle cripto riserve USA John Daghita, cos'è il protocollo Floresta, e un nuovo paper di Cambridge analizza la risposta del network Bitcoin agli stress.It's showtime!

il posto delle parole
Maria Chiara Rioli "Senza rifugio"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Mar 9, 2026 21:12


Maria Chiara Rioli"Senza rifugio"Storia dei profughi palestinesiEditori Laterzawww.laterza.itGli eventi recenti nella Striscia di Gaza hanno riacceso l'interesse del pubblico verso una comprensione più profonda delle radici storiche del conflitto israelo-palestinese. Le mobilità forzate – dall'esilio della maggioranza dei palestinesi nel 1948 alle espulsioni del 1967, fino ai trasferimenti che si sono susseguiti nei decenni successivi – rappresentano un elemento imprescindibile della storia di quest'area. Questo libro ricostruisce la storia dei rifugiati palestinesi utilizzando fonti documentarie inedite e immagini provenienti da archivi disseminati in tutto il mondo. E lo fa coprendo un arco temporale straordinariamente ampio, che parte dalle migrazioni all'interno dell'impero ottomano nel XIX secolo fino ad arrivare agli sviluppi più recenti, passando attraverso i momenti cruciali delle espulsioni nel 1948 e dell'occupazione nel 1967. Una prospettiva di lungo periodo che permette di comprendere continuità e rotture storiche spesso ignorate dalla cronaca contemporanea, offrendo chiavi di lettura originali per interpretare il presente. Le vicende dei rifugiati palestinesi, infatti, investono anche il modo con cui viene ricostruito e narrato il conflitto arabo-israeliano. I palestinesi non sono stati privati soltanto di case, comunità e territori: da esuli e rifugiati, sono state anche negate la loro soggettività e l'identità, presentati come vittime e mai protagonisti.Una storia mai raccontata, oggi più necessaria che mai.Maria Chiara Rioli insegna Storia contemporanea presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Coordina progetti di ricerca europei ed è autrice di volumi e saggi sulla storia del conflitto israelo-palestinese. Tra le sue pubblicazioni, A Liminal Church: Refugees, Conversions and the Latin Diocese of Jerusalem, 1946-1956 (Brill 2020) e L'archivio Mediterraneo. Documentare le migrazioni contemporanee (Carocci 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Il Mondo
Al "consiglio di pace" di Trump non si è parlato di Gaza. I cittadini di Bagnoli contro l'America's Cup.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 26:54


La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto 47 rappresentanti stranieri a Washington per la riunione inaugurale del cosiddetto Board of peace, il "consiglio di pace" creato in teoria per supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza. Con Martino Mazzonis, giornalista.I cittadini e i comitati territoriali che si oppongono ai lavori in corso nell'ex area Italsider di Bagnoli in vista dell'America's Cup denunciano un'alta concentrazione di polveri sottili e accusano le istituzioni di voler speculare sul territorio. Con Riccardo Rosa, giornalista.Oggi parliamo anche di:Libro • Niente di speciale di Nicole Flattery (La nave di Teseo)Scienza • "Qualcosa di simile alle origini della vita" di Michael La Pagehttps://www.internazionale.it/magazine/michael-le-page/2026/02/19/qualcosa-di-simile-alle-origini-della-vitaCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Radio Rossonera
Milan-Como, eguagliata la seconda miglior striscia di imbattibilità nella storia rossonera: il dato

Radio Rossonera

Play Episode Listen Later Feb 19, 2026 1:30


Niente più asterischi nella classifica di Serie A, ieri si è giocato infatti ilrecupero tra Milan e Como rinviato per via delle Olimpiadi. Gara giàdifficile che si è ulteriormente complicata dopo l'errore di Maignan allamezz'ora del primo tempo che ha portato al vantaggio degli ospiti firmatoNico Paz; come spesso è accaduto in campionato però, i rossoneri hannosaputo reagire evitando la sconfitta.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.

il posto delle parole
Giacomo Longhi "Vita appesa" Atef Abu Saif

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Feb 11, 2026 21:21


Giacomo Longhi"Vita appesa"Atef Abu SaifAlessandro Polidoro Editorewww.alessandropolidoroeditore.itUn romanzo potente e attuale che racconta cosa significa vivere nella Striscia di Gaza.In un campo profughi della Striscia di Gaza, la vita di Na‘im, tipografo che stampa i manifesti dei giovani martiri, viene spezzata da un proiettile. La sua morte segna l'inizio di una storia che intreccia tragedia privata e destino collettivo: il figlio Salim, rientrato dall'Italia dove lavora come ricercatore, deve fare i conti con un passato che credeva di aver lasciato alle spalle e un presente che lo reclama. Tra la fidanzata di un tempo, Giaffa, e l'inattesa ricomparsa di Nataly, ex compagna ora giornalista, Salim si muove in un labirinto di affetti, lutti e scelte difficili. Attorno a lui prendono forma le vicende degli amici di sempre – chi sceglie la resistenza, chi una carriera nel grande «panificio di notizie» che è Gaza, chi sogna l'estero, chi scala le gerarchie del potere – mentre il passato riaffiora nei racconti della vecchia generazione, fatti di sconfitte e tenacia. Dal ricordo della Nakba alle Intifade, dalle serate letterarie nei caffè alle prigioni, dai tunnel sotterranei all'economia dell'assedio, dalla speculazione edilizia ai movimenti di protesta civile, il romanzo ci trascina negli ingranaggi di Gaza, una «macchina della vita».Traduzione dall'arabo di Lorenzo Declich e Daniele Mascitellia cura di Giacomo Longhi Alberti«Chi vede la morte ha paura di una cosa: essere dimenticato. Anche durante un genocidio le persone sanno l'importanza delle parole e della scrittura». Originario del campo profughi di Jabalia, nella Striscia di Gaza, dove è nato nel 1973, Atef Abu Saif si è laureato in Lin­gue e Letteratura inglese all'Università di Bir-Zeit di Ramallah e ha con­seguito un master presso l'Università di Bradford (UK) e un dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Sociali presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze. È autore di cinque romanzi, tra i quali Una vita sospesa, finalista del Premio Internazionale per la Narrativa Araba 2015. Nel 2014 ha curato l'antologia The Book of Gaza (Comma Press), composta da dieci racconti brevi di scrittori della Striscia. Già portavoce del partito di Fatah e Ministro della cultura della Palestina dal 2019 al 2024, si trovava nella Striscia di Gaza per un breve viaggio di lavoro quando Israele ha lanciato la sua offensiva il 7 ottobre 2023: per sessanta giorni ha testimoniato in presa diretta la violenza della guerra e le devastanti perdite di vite umane e le sue cronache – poi confluite nel doloroso Diario di un genocidio (Fuoriscena, 2024) – sono state pubblicate dalle principali testate giornalistiche internazionali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Il Mondo
La riapertura del valico di Rafah in realtà è molto limitata. In Costa Rica stravince la presidente populista.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Feb 3, 2026 27:32


Il 1 febbraio Israele ha riaperto parzialmente il valico di Rafah, che collega la Striscia di Gaza all'Egitto, consentendo ai residenti di attraversare la frontiera, ma in numero limitato e a condizioni molto rigide. Con Francesca Gnetti, editor di Medio Oriente di Internazionale.La populista di destra Laura Fernández il 1 febbraio ha vinto al primo turno le elezioni presidenziali in Costa Rica promettendo una linea dura contro la criminalità. Con Tiziano Breda, analista di America Latina per l'Acled.Oggi parliamo anche di:Georgia • “La politica in famiglia” di Mariya Martiyenkohttps://www.internazionale.it/magazine/mariya-martiyenko/2026/01/29/la-politica-in-famigliaSerie tv • The paper su Sky/Now TvCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Nessun luogo è lontano
Minacce, bombe e diplomazia

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later Feb 2, 2026


Nel mirino di Donald Trump, l'Iran fa la voce grossa ma appronta qualche mossa prudente, come decidere di annullare l'esercitazione navale nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, d'altra parte, sembrano portare avanti un piano sull'Iran non facilmente decodificabile. Prima il presidente americano dice di voler proteggere i manifestanti poi parla della necessità di smantellare il nucleare iraniano. Insomma i piani sono tortuosi e la diplomazia sembra non centrare l'obiettivo. E così anche in Ucraina dove, ripresi i bombardamenti dopo la "tregua del gelo", i negoziati sono bloccati per via di posizioni da tempo inconciliabili. Ne parliamo con Michele Valensise, presidente dello IAI, e Shirin Zakeri, ricercatrice e docente di Asia Occidentale e Iran contemporaneo alla Sapienza di Roma.Mentre le autorità israeliane riaprono il valico di Rafah per i pedoni, alle ONG che operano nella Striscia vengono richiesti adempimenti sempre più stringenti. Ne parliamo con Monica Minardi, presidente di MSF Italia.

SBS Italian - SBS in Italiano
Sta davvero iniziando la seconda fase del piano di pace per Gaza?

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Jan 26, 2026 11:38


Quasi quotidianamente si registrano vittime nella Striscia, che sta vivendo un inverno particolarmente rigido e che conta milioni di sfollati.

Il Mondo
Il "consiglio di pace" per Gaza e il nuovo ordine di Trump. In Uganda clima teso e violenze dopo le elezioni.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Jan 21, 2026 27:31


Decine di leader e capi di stato di tutto il mondo sono stati chiamati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump a far parte del cosiddetto Consiglio di pace, un organismo inizialmente concepito per supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza. Con Paola Caridi, giornalista e presidente di Lettera22.Il 15 gennaio Yoweri Museveni, 81 anni, è stato eletto presidente per la settima volta consecutiva ma la sua leadership è minacciata da crescenti tensioni politiche e da un tasso di povertà in aumento. Intervista con un giornalista italiano a Kampala.Oggi parliamo anche di:Afghanistan • “Il cielo azzurro di Herat” di Wolfgang Bauerhttps://www.internazionale.it/magazine/wolfgang-bauer/2026/01/15/il-cielo-azzurro-di-heratMusica • Secret love dei Dry CleaningCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Radio Rossonera
Milan-Lecce, si allunga la striscia positiva: ecco da quando non succedeva

Radio Rossonera

Play Episode Listen Later Jan 19, 2026 1:13


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Corriere Daily
Groenlandia mia. Trump e l'Iran. Fase 2 a Gaza

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Jan 14, 2026 23:20


Giuseppe Sarcina parla del futuro dell'isola artica, dopo i colloqui (interlocutori, ma non troppo) tra Stati Uniti e Danimarca a Washington. Guido Olimpio analizza le opzioni militari a disposizione del presidente Usa nel caso in cui decidesse di  attaccare Teheran. Anna Momigliano spiega che cosa significa la nomina dei componenti del governo tecnico che dovrebbe guidare la transizione nella Striscia.I link di corriere.it:Groenlandia, Trump: «Dev'essere in mano nostra». Il ministro danese dopo il vertice di Washington: «Gli Usa possono avere più militari, no alla vendita». Germania e Svezia inviano truppeGaza, Witkoff annuncia l'avvio della Fase due: «Hamas rispetti gli obblighi o gravi conseguenze»Gaza, Witkoff annuncia l'avvio della Fase due: «Hamas rispetti gli obblighi o gravi conseguenze»

ONE MORE TIME  di Luca Casadei
Enzo Iacchetti, non ho paura

ONE MORE TIME di Luca Casadei

Play Episode Listen Later Dec 18, 2025 119:23


Qui sotto trovi i biglietti per vedere One More Time a TEATRO https://www.ticketone.it/artist/luca-casadei/ Oggi faremo un viaggio con Enzo Iacchetti, uno dei volti più noti della televisione italiana. Dopo gli inizi nel mondo del cabaret al Derby di Milano e dopo una lunga collaborazione col Maurizio Costanzo Show, è diventato uno dei conduttori più importanti di Striscia la Notizia. In questa puntata ci racconterà del suo talento inespresso per la musica, scoperto per caso, e di un padre che non ha mai visto di buon occhio il Conservatorio. Ci dirà di essersi dato tutte le colpe per la morte del padre, anche quelle che non aveva, e di come tutt’oggi, ancora, gli parli. Ci racconterà di una malinconia che non lo abbandona mai, e della sensazione che questa venga dalle ore che ha passato da solo, in fondo al letto, appena nato. Scopriremo quanto sia importante, per lui, rimanere fedele ai propri ideali, e come abbia guadagnato fiducia nelle nuove generazioni, vedendole combattere per i più deboli. Ci dirà che è anche in chi lo incoraggia, che trova la forza per andare avanti. Il dream team di One More Time è composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Tommaso Galli, Noemi Grandi, Edoardo Levy, Gloria Giovanditti, Marco Caddia, Giulia Palamidessi, Giovanni Zaccaria. Questo episodio contiene l’inserimento di prodotti e servizi a fini commerciali.See omnystudio.com/listener for privacy information.

Corriere Daily
L'Ue e il Mercosur. Salvini assolto. Freddo e fango a Gaza

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Dec 17, 2025 22:45


Valentina Iorio presenta il vertice Ue in cui si discuterà se ratificare l'accordo di libero scambio con l'area di commercio latinoamericana (e il voto dell'Italia potrebbe rivelarsi decisivo). Giovanni Bianconi parla dell'assoluzione definitiva, stabilita dalla Cassazione, per il leader della Lega sul caso dello sbarco di migranti nel 2019. Giusi Fasano racconta la situazione nella Striscia, resa ancora più pesante per gli sfollati da settimane di maltempo.I link di corriere.it:La battaglia del Mercosur, arriva il no della Francia. I dubbi dell'Italia sul rinvioOpen Arms, la Cassazione conferma l'assoluzione di Matteo Salvini: ora la sentenza è definitivaForti piogge e inondazioni a Gaza: «Le condizioni degli sfollati sono disperate, servono roulotte e tende»

SBS Italian - SBS in Italiano
Gaza e Medio Oriente, la pace è ancora lontana

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Nov 26, 2025 14:35


Quanti dei 20 punti del piano Trump per Gaza sono stati realizzati o sono in via di attuazione? E come procede la situazione sul campo nella Striscia di Gaza? Ascolta il nostro aggiornamento con il corrispondente de Il Manifesto per il Medio Oriente Michele Giorgio.

Il Mondo
La risoluzione dell'Onu su Gaza non tiene conto dei palestinesi. Alta tensione tra Cina e Giappone.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Nov 19, 2025 25:21


Il 17 novembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato il piano di pace del presidente statunitense Donald Trump per la Striscia di Gaza, che prevede tra le altre cose l'invio di una forza internazionale. Con Paola Caridi, giornalista, presidente di Lettera22.Alcune dichiarazioni su Taiwan fatte dalla premier giapponese Sanae Takaichi hanno provocato una grave crisi diplomatica tra Cina e Giappone. Con Lorenzo Lamperti, giornalista, da Taipei.Oggi parliamo anche di:Video • “In Tanzania i safari e la caccia sportiva minacciano i masai” di Davide Lemmi, Marco Simoncelli e Khalifa Said.https://www.internazionale.it/video/2025/11/12/tanzania-safari-masaiPodcast • Bataclan - 10 anni dopo di Marta Brambilla Pisoni per OnePodcastCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

SBS Italian - SBS in Italiano
Tregua in bilico, Israele lancia nuovi attacchi a Gaza

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Oct 30, 2025 10:29


Israele martedì ha lanciato pesanti attacchi nella Striscia, con le autorità sanitarie di Gaza che riportano 104 vittime, tra cui 46 bambini e 20 donne. Come potrà reggere la tregua?